Archivio per campionato europeo di calcio

La nazionale italiana di calcio ha perso la finale degli europei 4 a 0. Ma i quotidiani Repubblica e Il Corriere della Sera hanno perso 24 a 0. E andrebbero squalificati.

Posted in articoli pubblicati sul blog with tags , , , , , , , , , , on 4 luglio, 2012 by ramon mantovani

Mentre sto scrivendo la quarta parte dell’articolo “morte ai partiti?” mi è venuta la tentazione (diciamo pure che non ho resistito) di proporre una piccola dimostrazione della stato, della natura e del livello dell’informazione italiana.

Lunedì scorso, il 2 luglio, ho comprato tre quotidiani. Repubblica, Il Corriere della Sera e lo spagnolo El Pais.

I primi due sono di gran lunga i giornali di informazione generale più letti in Italia, con circa 3 milioni 300 mila lettori ciascuno. El Pais è il più letto in Spagna, con circa 2 milioni di lettori. Sono quindi, tenendo in conto la differenza di popolazione, paragonabili. E sono tutti e tre considerati universalmente i quotidiani più importanti.  

La sera precedente la compagine spagnola aveva battuto sonoramente quella italiana per 4 a 0.

Non è mia intenzione discorrere della partita, sia perché non ho nessuna passione per le nazionali e per competizioni come i mondiali o gli europei, sia perché provo molto fastidio per il nazionalismo beota che si scatena in occasione di queste manifestazioni. Anche se capisco benissimo la portata di questi eventi e la loro popolarità. Dico solo che antipatizzo per la nazionale italiana per via dei colori che indossa. Perché pochi sanno e io trovo veramente disdicevole che la repubblica italiana faccia giocare le sue squadre sportive con il colore azzurro dei Savoia invece che con quelli della bandiera nazionale.

Ma è di altro che voglio parlare.

Apriamo insieme i tre quotidiani di lunedì.

Tutti e tre portano in prima pagina, ovviamente, come notizia principale la partita della sera prima. È logico, visto che la finale era fra Italia e Spagna.  

Giriamo pagina.

La Repubblica da pagina 2 a pagina 19 parla solo della partita e degli annessi e connessi. Cioè 18 pagine.

Il Corriere della Sera ne parla da pagina 2 a pagina 13. 12 pagine.

El Pais, dopo la prima pagina, parla della partita da pagina 49 a pagina 67. 19 pagine.

Ma bisogna tenere conto che le 19 pagine de El Pais, dato il diverso formato, equivalgono a occhio a 14 – 15 pagine di Repubblica e a 10 – 11 del Corriere. La pubblicità è praticamente identica su tutti e tre i quotidiani. 4 pagine intere ciascuno e pochi altri annunci più piccoli.

Più concretamente le 19 pagine de El Pais sono il 23,75 % delle 80 pagine totali del quotidiano spagnolo. Le 18 di Repubblica sono il 30 % delle 60 pagine totali. E le 12 pagine del Corriere sono il 21,42 % delle 56 totali.

Sono dati analoghi. Ma mentre i due quotidiani italiani dedicano le pagine più importanti e più lette alla partita El Pais “relega” la stessa nello spazio delle pagine sportive, alla fine del quotidiano.

C’è bisogno di soffermarsi sul fatto che i giornali italiani evidentemente pensano che la notizia della partita sia più importante di qualsiasi altra cosa in Italia e nel mondo mentre il quotidiano spagnolo ne comincia a parlare a pagina 49 nella sezione delle notizie sportive?

Credo che questo fatto si commenti da se.

Ma allora vediamo cosa dicono i tre quotidiani del mondo.

La Repubblica dedica al mondo una sola pagina (due terzi di pagina visto che c’è uno spazio pubblicitario che copre circa un terzo della pagina). La pagina numero 26, dopo le 7 pagine dedicate alla crisi e alla politica interna. Con due sole notizie. La strage di cristiani in Kenya e un occhiello sulla vicenda delle scaramucce aeree fra Turchia e Siria.

Il Corriere ne dedica due. Una, la numero 15 catalogata nella categoria di “primo piano”, interamente dedicata alla strage di cristiani in Kenya, e una seconda, la numero 29 (l’unica recante l’indicazione “esteri”) interamente dedicata alle correzioni apportate dal Museo dell’Olocausto israeliano sul giudizio storico relativo a Pio XII.

El Pais sotto la categoria “internacional” dedica 9 pagine. Dalla 2 alla 10. Prima delle notizie di politica interna. Con 11 diverse notizie. Fra queste, per esempio, le elezioni messicane.

 

È lecito chiedersi cosa sarebbe successo se la squadra azzurro – savoia avesse vinto la partita.

Ma credo che questa comparazione sia più che sufficiente.  

 

Ecco.

Questo è lo stato dell’informazione italiana.

E pensare che direttori, vicedirettori e redattori di Repubblica e Corriere sono considerati autorevolissimi commentatori di politica economica, estera e interna. E perciò continuamente invitati da giornalisti – presentatori – conduttori (che la differenza non si sa quale sia!) ai loro talk show.

Dovrebbero tutti arrossire di vergogna.

Ma ne sono incapaci.

Sarebbero perfino capaci, se qualcuno in una qualche trasmissione tv li criticasse come ho fatto io qui sul blog, di dire che loro devono seguire i gusti del pubblico. Per via delle vendite e del mercato, ovviamente.

Come se il popolo italiano e quello spagnolo fossero così diversi e i quotidiani riflettessero semplicemente questa diversità.

Sono solo loro ad essere diversi dai loro colleghi degli analoghi quotidiani europei.

Diversi nel senso di provinciali, ignoranti, presuntuosi e dilettanti.

 

ramon mantovani