Archive for the sassate Category

sassata n° 6

Posted in sassate with tags , , , , , , , , , , on 5 gennaio, 2009 by ramon mantovani

Oggi, 4 gennaio 2009, Liberazione ha pubblicato stralci di un discorso pronunciato dal Subcomandante Marcos al 1° festival mondiale della Rabbia Degna.

 

Nell’occhiello che presenta lo scritto la redazione (il lavoro non è firmato) afferma che “il Subcomandante Marcos ha rotto un lungo silenzio che durava dal 17 dicembre 2007…”

 

Ma di quale silenzio parlano?

 

Il Subcomandante Marcos ha pronunciato diversi discorsi e firmato numerosi comunicati nel corso del 2008.  Su un importante discorso del Sup pronunciato il 1 agosto 2008 e pubblicato da Carta ho, io stesso, dedicato un articolo su questo blog.

 

In Italia sia Liberazione sia il Manifesto li hanno ignorati e l’unico giornale che ha prestato attenzione è stato Carta.

 

Evidentemente per la redazione di Liberazione ciò che essa ignora non esiste.

 

Così, dopo mesi e mesi di articoli sull’ultima scoreggia di Obama, sui colori dei palloncini alle convenzioni democratiche statunitensi, i lettori di Liberazione hanno saputo che c’era stato un “lungo silenzio” di Marcos.

 

Ignoranti e superficiali!

 

ramon mantovani

sassata n° 5

Posted in sassate with tags , , , , , , , on 13 novembre, 2008 by ramon mantovani

Ogni tanto compare, nella testata di Liberazione, questa “citazione” di Antonio Gramsci: “il giornale non dovrà avere alcuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra”.

Lo scopo della pubblicazione di questa frase è fin troppo evidente.

Ma il compagno Pasquale Voza, in una lettera su Liberazione di oggi, riporta la vera ed integrale citazione di Gramsci. E si scopre che Gramsci, temendo che il giornale del partito potesse essere messo fuorilegge (siamo nel 1923) raccomanda che sia “compilato in modo che la sua dipendenza di fatto dal nostro partito non appaia troppo chiaramente.”

Invito tutti/e a leggere a pagina 19 di Liberazione del 13 novembre 2008.

http://www.liberazione.it/

Comunque ecco la citazione di Antonio Gramsci:

“Credo che sia molto utile e necessario, data la situazione italiana, che il giornale sia compilato in modo da assicurare la sua esistenza legale per il più lungo tempo possibile. Non solo quindi non dovrà avere nessuna indicazione di partito, ma esso dovrà essere un giornale di sinistra, della sinistra operaia, rimasta fedele al programma e alla tattica della lotta di classe, che pubblicherà gli atti e le discussioni del nostro partito, come farà possibilmente anche per gli atti e le discussioni degli anarchici, dei repubblicani, dei sindacati e dirà il suo giudizio con tono disinteressato, come se avesse una posizione superiore alla lotta e si ponesse da un punto di vista “scientifico”.

Insomma, l’opposto (come osserva giustamente Voza) del senso e della lettera della “citazione” inserita nella testata di Liberazione.

Sansonetti risponde che la sua sintesi della citazione (senza spiegare perché l’ha messa tra virgolette e senza puntini sospensivi ad indicare i tagli) non cambia molto il senso del parere di Gramsci. E poi, proprio lui che è avvezzo a scrivere editoriali nei quali definisce facilmente “cretini” le persone con le quali polemizza, piagnucola perché Voza ha definito la citazione un “obbrobrio manipolatorio”. E così il povero Voza si ritrova sul banco degli imputati. Per aver “insolentito l’interlocutore”. Per aver sostenuto “che siamo dei truffatori e dei manipolatori obbrobriosi”. Per pensare, forse, “che io sia un essere obbrobrioso e un manigoldo”. Sostiene Sansonetti.

Mi raccomando, nessuno dica mai che un articolo di Sansonetti è brutto.

Non c’è bisogno che dica il perchè.

ramon mantovani

sassata n° 4

Posted in sassate with tags , , , , , , , , , , , on 28 giugno, 2008 by ramon mantovani

oggi la lettura dei giornali provoca stati di agitazione.

Ho letto (fonte Liberazione) che si sono riuniti, chiamati dal crs, un folto numero di esponenti della sinistra. Ecco un elenco parziale: Alfonso Gianni, Roberto Musacchio, Patrizia Sentinelli, Elettra Deiana, Maria Luisa Boccia, Ida Dominijanni, Goffredo Bettini, Pierluigi Bersani, Massimo D’Alema, Gianni Cuperlo, Fabio Mussi, Pietro Folena, Famiano Crucianelli, Carla Ravaioli, Sandro Curzi, Miriam Mafai, Beppe Vacca, Alfredo Reichlin, Aldo Bonomi, Mauro Calise.

Insomma il nuovo che avanza!

Il relatore Mario Tronti ha detto: “la sinistra deve tornare ad essere una forza che conti” (questo il titolo dell’articolo di Anubi D’Avossa Lussurgiu). E dopo aver sostenuto che bisogna “chiudere il dopo 89, superare la diaspora che ha diviso la sinistra a partire da quella data e ricomporla unitariamente, in grande, in avanti” ha concluso che il dubbio è se “fare un grande partito della sinistra o un partito della grande sinistra”.

C’è bisogno di commentare?

Claudio Fava (nuovo LEADER di Sinistra Democratica secondo la didascalia della foto pubblicata da Liberazione) lancia la Costituente della Sinistra e critica il PD per l’idea di autosufficienza.

Che vorrà dire?

Veltroni ascoltava in prima fila, seduto fra Vendola e Occhetto.

L’articolo non specificava chi era seduto alla sinistra di chi.

Ma Veltroni era al centro.

Sul Corriere della Sera ed altri quotidiani pagine e pagine sulla svolta (?) a destra di Barack Obama.

Dopo aver minacciato la guerra contro l’Iran ed aver proposto Gerusalemme capitale d’Israele adesso insiste per la pena di morte.

Su Liberazione neanche una riga.

Siamo ancora fermi al tifo che faceva Sansonetti per Obama?

ramon mantovani

sassata n° 3

Posted in sassate with tags , , , , , , , on 13 Mag, 2008 by ramon mantovani

Dopo il Comitato Politico Nazionale il quotidiano Liberazione che fa? Intervista Nichi Vendola (tutta la seconda e parte della terza pagina, richiamo in prima e due foto) facendogli domande del tipo: Ferrero dice Ferrero propone, in modo che possa rispondere, travisare, mentire.

Sabato si era discusso di politica, ma Vendola non ha sentito il bisogno di dire la sua.

Però si è “candidato” alla segreteria del partito in una conferenza stampa.

E Liberazione lo intervista per questo.

Così i lettori, questo è il giochetto sporco, hanno l’impressione che ci sia un candidato del partito e che gli altri siano dissidenti. Così hanno l’impressione che ci siano già due candidati, uno osannato dal popolo e l’altro frutto di un complotto. Così che non si discuta di cosa è successo negli ultimi due anni e di cosa bisogna fare, bensì di presunte identità statiche e di meravigliose capacità suggestive, innovative e comunicative.

E’ la prima volta, lo dico per i lettori che non lo sanno, che nel Partito della Rifondazione Comunista, qualcuno annuncia che si candida alla segreteria del partito. Ben sapendo che non sarà il congresso ad eleggerlo bensì il nuovo comitato politico nazionale eletto democraticamente sulla base dei consensi dei diversi documenti.

In un partito democratico bisogna prima decidere una linea politica e poi un segretario, non scegliere una persona che poi detterà in modo monarchico la linea che vuole lui.

Ciò che ha fatto Vendola è un’altra ferita inferta ad un partito che è stato troppo malato di leaderismo e che così rischia di scivolare nel Veltronismo più bieco.

Non a caso Vendola gode già, da diverse settimane, dell’appoggio esplicito del Partito Democratico e di tutto il suo sistema informativo.

Vendola, nella conferenza stampa, ha parlato moltissimo di se stesso ed ha detto che salverà il partito, la Puglia e la sinistra in generale.

Va bene che ha un filo diretto con Padre Pio e con Dio ma mi sembra un tantino esagerato. O no?

Io confido nell’intelligenza delle compagne e dei compagni, nella loro voglia di ragionare, capire, decidere.

Evidentemente Vendola confida nella paura del futuro, nell’istinto ad essere rassicurati da un leader o da un falso profeta.

SANSONETIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…..

Ti comunico che nella mozione che ho firmato, come tutti in ordine alfabetico, siamo tutte e tutti candidati alla segreteria del partito ed abbiamo diritto allo stesso spazio di Vendola. E non chiediamo un giornalista inginocchiato, coma Anubi D’Avossa Lussurgiu, per essere intervistati.

Non ne abbiamo bisogno.

ramon mantovani

sassata numero 2

Posted in sassate with tags , , , , , , on 31 gennaio, 2008 by ramon mantovani

In Italia si sa tutto delle primarie statunitensi (tranne il numero ridicolo dei votanti).

In Italia molti sognano che anche qui la politica sia ultraelettoralistica e totalmente impermeabile a qualsiasi aspirazione di cambiamento.

Non avrei mai immaginato che fra i tifosetti provinciali di Obama (che fra le altre cose ama la pena di morte) ci fossero Piero Sansonetti e Michele De Palma. Che tristezza!

ramon mantovani

sassata numero 1

Posted in sassate with tags , , , , , , on 21 gennaio, 2008 by ramon mantovani

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perde per la seconda volta l’occasione per tacere.

Si è sentito in dovere di scrivere una lettera pubblica al Vaticano per “scusarsi”, a nome del popolo italiano, per la nota vicenda dell’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma.

Un simile atto non può essere compiuto dal Presidente della Repubblica, che rappresenta (o dovrebbe rappresentare) l’unità del popolo e che tutela (o dovrebbe tutelare) i valori costituzionali.

Il noto estremista Paolo Flores d’Arcais, su Liberazione del 20 gennaio 2008 www.liberazione.it ha ben spiegato il perché.

Già la scorsa estate, i primi giorni di agosto, redarguì, con pubblica dichiarazione, il deputato Francesco Caruso per le sue affermazioni sulla legge Biagi e la precarietà. Come se fosse compito del Presidente della Repubblica censurare o sindacare le semplici opinioni dei parlamentari o dei cittadini.

Lo stesso giorno dell’esternazione di Francesco Caruso, però, il Presidente perse l’occasione per parlare.

Non sentì il dovere di esprimersi sulle affermazioni del vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, sulla pulizia etnica contro i gay. Ecco la notizia pubblicata dal Corriere della Sera: «Darò subito disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani, ndr) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni – ha detto ai microfoni di Rete Veneta l’ex sindaco sceriffo della Lega, riportano i quotidiani locali – Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili».

Queste parole di un vicesindaco, rappresentante di un’istituzione dello stato, dal quale formalmente dipende un corpo armato come i vigili urbani, furono evidentemente giudicate dal Presidente, e dalle centinaia di suoi collaboratori, non abbastanza rilevanti per una presa di posizione della Presidenza della Repubblica.

Come mai?

Forse perché Giorgio Napolitano pensa di poter usare la carica di Presidente per bacchettare chi, a sinistra, non la pensa come lui (e come il Papa), come ha sempre fatto per tutta la sua vita.

Perciò, a suo tempo, non mi sono neppure sognato di votarlo.

 

ramon mantovani