La nazionale italiana di calcio ha perso la finale degli europei 4 a 0. Ma i quotidiani Repubblica e Il Corriere della Sera hanno perso 24 a 0. E andrebbero squalificati.

Mentre sto scrivendo la quarta parte dell’articolo “morte ai partiti?” mi è venuta la tentazione (diciamo pure che non ho resistito) di proporre una piccola dimostrazione della stato, della natura e del livello dell’informazione italiana.

Lunedì scorso, il 2 luglio, ho comprato tre quotidiani. Repubblica, Il Corriere della Sera e lo spagnolo El Pais.

I primi due sono di gran lunga i giornali di informazione generale più letti in Italia, con circa 3 milioni 300 mila lettori ciascuno. El Pais è il più letto in Spagna, con circa 2 milioni di lettori. Sono quindi, tenendo in conto la differenza di popolazione, paragonabili. E sono tutti e tre considerati universalmente i quotidiani più importanti.  

La sera precedente la compagine spagnola aveva battuto sonoramente quella italiana per 4 a 0.

Non è mia intenzione discorrere della partita, sia perché non ho nessuna passione per le nazionali e per competizioni come i mondiali o gli europei, sia perché provo molto fastidio per il nazionalismo beota che si scatena in occasione di queste manifestazioni. Anche se capisco benissimo la portata di questi eventi e la loro popolarità. Dico solo che antipatizzo per la nazionale italiana per via dei colori che indossa. Perché pochi sanno e io trovo veramente disdicevole che la repubblica italiana faccia giocare le sue squadre sportive con il colore azzurro dei Savoia invece che con quelli della bandiera nazionale.

Ma è di altro che voglio parlare.

Apriamo insieme i tre quotidiani di lunedì.

Tutti e tre portano in prima pagina, ovviamente, come notizia principale la partita della sera prima. È logico, visto che la finale era fra Italia e Spagna.  

Giriamo pagina.

La Repubblica da pagina 2 a pagina 19 parla solo della partita e degli annessi e connessi. Cioè 18 pagine.

Il Corriere della Sera ne parla da pagina 2 a pagina 13. 12 pagine.

El Pais, dopo la prima pagina, parla della partita da pagina 49 a pagina 67. 19 pagine.

Ma bisogna tenere conto che le 19 pagine de El Pais, dato il diverso formato, equivalgono a occhio a 14 – 15 pagine di Repubblica e a 10 – 11 del Corriere. La pubblicità è praticamente identica su tutti e tre i quotidiani. 4 pagine intere ciascuno e pochi altri annunci più piccoli.

Più concretamente le 19 pagine de El Pais sono il 23,75 % delle 80 pagine totali del quotidiano spagnolo. Le 18 di Repubblica sono il 30 % delle 60 pagine totali. E le 12 pagine del Corriere sono il 21,42 % delle 56 totali.

Sono dati analoghi. Ma mentre i due quotidiani italiani dedicano le pagine più importanti e più lette alla partita El Pais “relega” la stessa nello spazio delle pagine sportive, alla fine del quotidiano.

C’è bisogno di soffermarsi sul fatto che i giornali italiani evidentemente pensano che la notizia della partita sia più importante di qualsiasi altra cosa in Italia e nel mondo mentre il quotidiano spagnolo ne comincia a parlare a pagina 49 nella sezione delle notizie sportive?

Credo che questo fatto si commenti da se.

Ma allora vediamo cosa dicono i tre quotidiani del mondo.

La Repubblica dedica al mondo una sola pagina (due terzi di pagina visto che c’è uno spazio pubblicitario che copre circa un terzo della pagina). La pagina numero 26, dopo le 7 pagine dedicate alla crisi e alla politica interna. Con due sole notizie. La strage di cristiani in Kenya e un occhiello sulla vicenda delle scaramucce aeree fra Turchia e Siria.

Il Corriere ne dedica due. Una, la numero 15 catalogata nella categoria di “primo piano”, interamente dedicata alla strage di cristiani in Kenya, e una seconda, la numero 29 (l’unica recante l’indicazione “esteri”) interamente dedicata alle correzioni apportate dal Museo dell’Olocausto israeliano sul giudizio storico relativo a Pio XII.

El Pais sotto la categoria “internacional” dedica 9 pagine. Dalla 2 alla 10. Prima delle notizie di politica interna. Con 11 diverse notizie. Fra queste, per esempio, le elezioni messicane.

 

È lecito chiedersi cosa sarebbe successo se la squadra azzurro – savoia avesse vinto la partita.

Ma credo che questa comparazione sia più che sufficiente.  

 

Ecco.

Questo è lo stato dell’informazione italiana.

E pensare che direttori, vicedirettori e redattori di Repubblica e Corriere sono considerati autorevolissimi commentatori di politica economica, estera e interna. E perciò continuamente invitati da giornalisti – presentatori – conduttori (che la differenza non si sa quale sia!) ai loro talk show.

Dovrebbero tutti arrossire di vergogna.

Ma ne sono incapaci.

Sarebbero perfino capaci, se qualcuno in una qualche trasmissione tv li criticasse come ho fatto io qui sul blog, di dire che loro devono seguire i gusti del pubblico. Per via delle vendite e del mercato, ovviamente.

Come se il popolo italiano e quello spagnolo fossero così diversi e i quotidiani riflettessero semplicemente questa diversità.

Sono solo loro ad essere diversi dai loro colleghi degli analoghi quotidiani europei.

Diversi nel senso di provinciali, ignoranti, presuntuosi e dilettanti.

 

ramon mantovani

11 Risposte to “La nazionale italiana di calcio ha perso la finale degli europei 4 a 0. Ma i quotidiani Repubblica e Il Corriere della Sera hanno perso 24 a 0. E andrebbero squalificati.”

  1. alfonso Says:

    Il motivo specifico, Ramon (oltre ovviamente all’arroganza, al dilettantismo, al cinismo che tu sottolinei) è che è passata alla grande l'”equazione” (perché era ben più di una semplice metafora)
    Partita di Prandelli = ‘Partita’ di Monti.
    Perciò gli Europei erano già diventati – dalla partita con la Germania in poi – questo grandissimo e significativissimo fatto di costume, ma che dico, di cultura nazionale, ma che dico, di politica vera e propria. Putroppo pure Prandelli ci si è prestato un po’. A me sono arrivati SMS di gente in calore che diceva (giuro, non me lo sto inventando!!): “E adesso speriamo che anche Monti vinca la sua partita” e amenità del genere.
    E questo clima ovviamente ha contribuito a legittimare e incoraggiare le schifezze di Repubblica e CdS.
    Il nazionalismo però noi lo dovremmo combattere SEMPRE e in ogni luogo, anche quando arriva Benigni a cavallo a fare 3 ore di esegesi dell’Inno di Mameli eccetera. Il nazionalismo affiora anche a sinistra, nascosto dietro certi discorsi anti-europeisti.

  2. caro alfonso, tu sottovaluti una cosa.
    anche in spagna il governo di destra e nazionalista ha alimentato il clima di cui parli. nelle immagini televisive delle folle plaudenti si son visti cartelli che mettevano insieme la nazionale di calcio con la crisi. ecc.
    proprio per la similitudine fra spagna e italia ho scelto di fare la comparazione fra i maggiori quotidiani italiani e El Pais.
    una volta tanto il paragone poteva essere molto preciso.
    e quel che si vede è che a parità di situazione e con analogie forti la stampa italiana fa semplicemente schifo rispetto alle altre.
    questa è una cosa peculiare e specifica. e dire che la spagna ha vinto la partita!
    quel che sorprende, ma non molto, non è il nazionalismo e nemmeno tutte le cazzate secondo le quali italia germania sarebbe stata una metafora di uno scontro politico. con revival di luoghi comuni, di pregiudizi e insulti reciproci.
    tutto questo è abbastanza normale. anche se disarmante.
    è invece il fatto che i giornali italiani (quelli più seri e importanti, si fa per dire) mettano le notizie relative alla partita come se si trattasse della cosa più importante del mondo. relegando il resto, e come al solito le inesistenti notizie sul mondo, in terzo e quarto piano.
    anche in spagna ci sono i giornali sportivi. e quelli scandalistici. e quelli beoti come libero ecc. ma il giornale più importante parla, anche troppo magari, della partita a pagina 49. quarantanove.
    non ho tempo e voglia per mettermi ad analizzare i contenuti degli articoli. forse sono uguali e forse no.
    ma quel che ho messo in evidenza è incofutabilmente la dimostrazione del provincialismo e della miseria giornalistica dei maggiori quotidiani italiani.
    il nazionalismo di qualsiasi tipo è sempre un fenomeno complesso. che meriterebbe ben altre analisi.
    ma non è di questo che ho parlato.
    comunque penso che benigni sia un giullare di regime.
    un abbraccio

  3. massimiliano piacentini Says:

    Ciao Ramon,
    la penso come te su tutto. Purtroppo, conosco assai bene la triste realtà di cui parli attraverso l’esempio della finale degli europei. Ho letto le prime tre parti della tua analisi e aspetto la quarta.
    un saluto

  4. grazie massimiliano.
    un abbraccio

  5. giovanni Says:

    Giusto ramon,
    anzi stragiusto ma voglio osservare quanto segue:
    la finale ha evidenziato una circostanza che per questo paese ha una sua peculiare novità. Chi ha visto la partita sa ,se sa qualcosa di calcio,quale triste prestazione abbia dato la squadra e,senza fare bar sport,se c’è sempre stata una occasione per scatenare il peggio della nazione quella era il commento sulla nazionale di calcio a fronte di sconfitte così umilianti.Questa volta neanche una piega,anzi accolti come trionfatori dal presidente della repubblica ed incensiti,giustificati,coccolati come se si fosse presentata la squadra composta da volontari ,giocatori della domenica parrocchiale e non professionisti milionari.In altri tempi chiunque avrebbe tuonato “andate a lavorare”.ora no giornalisti in testa e popolo bue a seguire ,chi nei “dotti”commenti in tv e a mezzo stampa,chi sugli autobus o per strada,o negli uffici ha ripreso la propaganda della fatica fisica ed altre amene minchiate. Non entro nella disamina tecnica ma chi sa qualcosa di calcio sa che siamo entrati in campo per perdere e non poteva essere diversamente.
    Ancora di più dico che qualcosa di profondo è cambiato in questo paese(la partita è una sfumatura penosa in più) e gli europei di calcio una cartina di tornasole dello stato di prostrazione di un popolo vinto,sottomesso,dominato,privo di identità e di dignità!
    Credo sia necessario leggere le condizioni di un popolo per poter ipotizzare o programmare e organizzare una qualche riscossa dei diritti e delle leggi ,dei più fondamentali dettami della nostra costituzione. Le poche braci ancora calde vanno alimentate di un soffio potente,deciso affinchè possa prendere fuoco la prateria.
    Questo popolo ha bisogno di una vera indicazione per rialzare la testa prima che sia troppo piegata per guardare in avanti.Attenzione !! Le scarpe per il cammino sono gli articoli della nostra costituzione ,il sentiero si fa camminando! Quello che deve fare la sinistra autentica è difendere la costituzione i suoi fondamentali e chiamare a raccolta tutte le forze migliori del paese
    dal basso e dall’alto,da destra e da sinistra. SU LA TESTA !!!per la dignità dei nostri padri e dei nostri figli ,di una storia che non sia solo memoria,è ora non si può più aspettare!Questo mi ha detto la storia della nostra finale!

  6. caro giovanni, a me ogni volta che vedo la maglia della nazionale italiana mi viene in mente la scena finale del film di risi in nome del popolo italiano. è un film degli anni 70 e come si vede i vizi, le cialtronerie, l’ignoranza ecc sono sempre gli stessi. casomai sono solo aumentati un po.
    il problema è che quei vizi allora erano sotto accusa. c’era un altro paese che cresceva. e c’erano giornali e perfino trasmissioni televisive, nonché artisti ed intellettuali, che interpretavano l’altro paese.
    oggi c’è un coro fatto di mediocrità, furbizie, ammiccamenti ad ogni italico vizio.
    la prova provata è la comparazione che ho fatto tra i due giornali italiani e quello spagnolo.
    ma c’è un altro paese. eccome se c’è. ma è rassegnato, ammutolito, stufo.
    il sistema politico è pensato esattamente perché l’altro paese rimanga sullo sfondo.
    sono quasi vent’anni che molta gente non corrotta moralmente pensa, ed è questa la forza immensa della politica spettacolo bipolare, che ogni problema italiano sia dovuto a berlusconi.
    se il governo berlusconi avesse fatto un decimo delle cose che ha fatto e sta facendo il governo dei tecnocrati di monti ci sarebbe stata una guerra civile.
    hai ragione, è l’ora di alzare la testa. anche perché berlusconismo e antiberlusconismo non possono più occultare e mettere in secondo piano i veri problemi del paese.
    sulle tue osservazioni calcistiche non dico nulla. proprio non me ne frega nulla della nazionale con la maglia dei savoia.
    un abbraccio

  7. C’é sempre qualcosa da imparare. Vero che di calcio non capisco una virgola, ma pensavo che l’azzurro fosse un colore scelto a caso, i savoia sono cosí lontani e anacronistici, almeno per me, che proprio non avevo fatto nessun accostamento.
    La repubblica e il corriere sono il top del niente, eppure parecchia gente, diciamo di sinistra, li legge tutti i giorni e su quelli basa la propria analisi della realtá. Siamo messi peggio che male.
    A volte penso che il grillismo, in questa situazione, possa servire a spazzar via un po’ di spazzatura politica, poi mi torna in mente che anche con Berlusconi pensavo e speravo che servisse a svegliare la sinistra e invece… é finita pure peggio. Altro che vaccinazione di massa, c’é stata solo un’infestazione generale e non se ne esce piú.

  8. giovanni Says:

    Ma ti figuri Ramon,
    non era certo della nazionale che mi interessa parlare!! Viva Bresci! Adelante

  9. cara patrizia, anche la nazionale olandese gioca con l’arancione della monarchia. ma in olanda c’è la monarchia. è in italia che si fanno sempre le cose a metà. o si fa finta di farle.
    mi spiace ma io penso che grillo sia un reazionario. l’altra faccia, inquietante, del sistema politico vigente. un prodotto doc della politica spettacolo con fortissime tentazioni autoritarie e una ideologia scientista e tecnicista degna dei nazisti.
    sempre, quando c’è una crisi del sistema politico, spuntano congeniali valvole di sfogo e predicatori di ogni genere.
    quelli che lo votano con le migliori intenzioni stanno solo puntellando il sistema.
    un abbraccio

  10. Appunto, la monarchia in Olanda c’é, in Italia é finita da cosí tanto tempo che non ci si pensa neanche piú.
    Su Grillo la vedo nello stesso modo e di certo non lo voterei mai, ma i grillini sembrano cosí determinati a spazzare via tutto e tutti che capisco il fascino che possono esercitare in questo disastro. Tipo araba fenice, un bel faló e si ricomincia da capo. So che non funziona cosí, peró so anche che c’é tanta disperazione, che la sinistra non é ancora in grado di intercettarla e che di questo passo non puó finire bene in nessun caso. Anche le rivolte popolari sono sempre finite con bagni di sangue, guerre e regimi fascisti ed é quello che temo maggiormente. Insomma, non vedo vie d’uscita da nessuna parte e comunque tu od io o altri mille la possiamo pensare, ne saremo travolti.
    Ciao.

  11. cara patrizia, il problema è che ai tempi, quando bisognava pensarci, nessuno ci pensò.
    sul resto siamo d’accordo. anche se, come si è visto in grecia se parliamo di voti, può essere che un giorno possiamo noi tutti dire: “ben scavato vecchia talpa!”.
    un abbraccio

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