Ora la Libia è sul mercato

La guerra in Libia sta concludendosi? Pare di si. O forse no, perché le guerre civili non si concludono facilmente. Ma il bilancio, provvisorio, di questa guerra sembra abbastanza chiaro. Almeno per chi ha occhi per vedere e non ha mandato il cervello all’ammasso. Nessuna delle menzogne, dei falsi pretesti e delle suggestioni abilmente propalate dal sistema di disinformazione e di manipolazione delle opinioni pubbliche mondiali ha resistito alla prova dei fatti. Nessun principio e nessuna legge del diritto internazionale è stata rispettata. In Libia c’era e c’è senza ombra di dubbio un regime oligarchico, per non dire familiare, oppressivo e per molti aspetti grottesco. Ma si possono citare almeno una decina di altri paesi retti da regimi simili, che hanno recentemente represso nel sangue rivolte popolari, considerati “amici” dell’occidente, alcuni dei quali hanno perfino partecipato alla “protezione dei civili” in Libia. In Libia non c’è stata, come in Tunisia e in Egitto, una rivolta popolare spontanea provocata dalla crisi bensì un’insurrezione a base territoriale (quanto ispirata e fomentata da potenze straniere e da un parte dello stesso regime libico si vedrà presto) guidata dall’ex ministro della giustizia di Gheddafi e da un tale Mahmud Jibril. Quest’ultimo, poco prima della “ribellione” aveva dovuto dimettersi dall’incarico di responsabile della politica economica del governo di Gheddafi, in quanto le sue proposte di liberalizzazioni e privatizzazioni erano state bocciate. Se Gheddafi le avesse accettate ci sarebbe stata la guerra? Oggi Jibril è il capo del governo provvisorio dei “ribelli”. E’ indaffarato, più che a combattere, a girare per il mondo trattando sulle liberalizzazioni e privatizzazioni che il regime libico aveva scartato. Solo un’illegale risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (illegale in quanto l’ONU non può promuovere alcuna azione militare senza aver prima esplorato ogni iniziativa politica e diplomatica) e solo la violazione della stessa risoluzione ONU (violazione perché prevedeva che nessuna arma avrebbe potuto essere fornita sia al governo sia ai “ribelli” ed escludeva ogni azione atta a rimuovere Gheddafi dal potere), insieme all’intervento della NATO come aviazione di una delle parti in causa, hanno prodotto la sconfitta di una parte del regime ad opera di un’altra parte del regime. I morti civili, la distruzione delle infrastrutture del paese e l’esodo di centinaia di migliaia di immigrati in Libia da altri paesi africani, sono stati considerati un prezzo da pagare ben volentieri per mettere le mani sul petrolio libico e per smantellare l’ottimo welfare pubblico che ai libici garantiva lavoro, sanità, istruzione e abitazioni. Senza dimenticare l’obiettivo politico del rilancio ulteriore della NATO come gendarme del mondo e della trasformazione dell’ONU in notaio delle decisioni dei paesi ricchi (con mormorii senza uso del potere di veto di Russia e Cina). Eccolo il bel multilateralismo di Obama! E degli europei, tra i quali gli apologeti più convinti di ogni distruzione del diritto internazionale, delle guerre umanitarie e dello strapotere della NATO sono gli esponenti del Partito Socialista Europeo e in Italia del PD e della corte dei pennivendoli tanto ostili a Berlusconi quanto guerrafondai. Come fu ai bei tempi della guerra del Kosovo, anche quella condotta come aviazione di una parte contro l’altra, presentata come difesa umanitaria dei civili. Multilateralismo per fare la guerra allo scopo di spartirsi il bottino. Costituito da contratti sul petrolio ben più vantaggiosi per le multinazionali di quelli attuali e da usare come antidoto alla politica petrolifera del Venezuela, dell’OPEC e dei paesi dell’ALBA. Costituito da sicuri investimenti (con relative delocalizzazioni in Italia ed Europa) in tutti i settori economici fino ad ora pubblici per l’orda famelica delle imprese europee. Le stesse che a migliaia hanno saccheggiato Tunisia ed Egitto negli ultimi due decenni. Multilateralismo che vacillerà, come del resto era incerto all’inizio di questa pessima storia quando USA, Francia e Germania avevano posizioni diverse, appena il signor Jibril dovrà “decidere” quali compagnie petrolifere dovranno godere di più, a cominciare dall’ENI. Nelle prossime ore, giorni e settimane si riuniranno i vertici politici della NATO e del Gruppo di Contatto. In quelle sedi si misureranno i rapporti di forza interni al multilateralismo, e il peso delle bombe sganciate da ognuno acquisterà un peso politico. Probabilmente la guerra civile libica continuerà in altre forme, e basterà etichettare i seguaci di Gheddafi come terroristi per giustificare ogni tipo di repressione. Poi l’ONU ratificherà e metterà un timbro. Come è dovere dei notai. Infine, va pur detto che fra le vittime di questa guerra c’è il movimento pacifista. Travolto dalle truppe dei manipolatori dell’opinione pubblica e in parte arruolato nei corpi scelti d’elite dei guerrafondai umanitari.

Che riposi in pace!

ramon mantovani

Pubblicato su Liberazione il 25 agosto 2011

97 Risposte to “Ora la Libia è sul mercato”

  1. lucaocchionero Says:

    Purtroppo la storia si ripete. Come è significativo l’andamento delle borse(e del prezzo del petrolio) da quando i “ribelli” hanno attaccato Tripoli. L’Europa mediterranea sogna di superare la crisi economica con nuove terre da sfruttare: il petrolio ed il gas libici, la manodopera specializzata ed a basso costo libica e tunisina. E’ il germe del colonialismo che non è mai stato ucciso e che ritorna sia pure in forme diverse. E’ il solito progetto di mantenere le proprie ricchezze unicamente deprendando quelle degli altri. E’ stato così che paesi come Spagna e Portogallo hanno potuto mantenere famiglie reali e mantenersi: unicamente con l’immenso patrimonio depredato nelle colonie. Adesso che quel patrimonio è terminato si attaccano altri paesi e poi diranno che il capitalismo è il sistema economico migliore per distribuire la ricchezza….(Ma và!)

  2. bellissimo articolo…io aggiungo che vedendo la caccia all’uomo di questi giorni nei confronti di Gheddafi faccio il tifo per lui..mi sembra un uomo solo contro tutti…
    Non credi che siamo usciti dal novecento per tornare all’ottocento con tutto quello che cio’ vuol dire? Colonialismo, sfruttamento, ecc ecc
    Non ho mai creduto al mito del progresso, meno che mai adesso…

  3. Mi stupiscono sempre di piú i media, che sembrano collaborare strettamente alla disinformazione, come se fossero di un solo editore/padrone. Com’é possibile che migliaia di giornalisti raccontino le stesse frottole e trasmettano le medesime scene e foto taroccate? Capisco i governi, che ne hanno la loro convenienza, ma la stampa? Gli scoop giornalistici non sono piú lo smascheramento del potere?
    Questo mondo mi diventa sempre piú estraneo, non riesco a concepire le logiche che lo muovono e che mi sembrano assolutamente autodistruttive. Il petrolio sta per finire, l’uranio pure, i soldi buttati in una guerra non renderebbero meglio nella ricerca di altre fonti di energia? Dove vuole arrivare il potere? Com’é possibile pensare alla crescita infinita in un luogo finito? Mi sembra tutto di una stupiditá spaventosa.

    Il movimento pacifista, invece, non mi sorprende piú di tanto, a dire la veritá mi é sempre parso piuttosto violento verso chi non concorda e segue a branco. Piú o meno come le religioni. I morti fatti dai pacifici credenti superano di gran lunga quelli di qualsiasi guerra.

    Ciao

  4. Magnifico articolo compagno. Grazie

  5. grazie dei commenti.

    non ho nulla da aggiungere.

  6. Caro Ramon,

    condivido il tuo commento appieno.restano alcuni altri aspetti di prospettiva che vorrei tu commentassi .

    Già l’anno scorso appariva “curiosa”la reazione della Turchia nella vicenda degli ambientalisti turchi uccisi dal blitz israeliano.La turchia ha sempre avuto rapporti speciali e militari con Israele .
    I turchi sono anche un caposaldo della politica Nato nel mediterraneo. L’attuale presa di posizione del governo turco non nasce a caso e il riferimento ai fatti della nave verde sono legittimi ma chiaramente insufficenti a spiegare il cambio di rotta.La turchi si prepara ad essere il nuovo faro di una possibile nuova federazione degli stati arabi? E in tutto questo quadro russia e Cina sono totalmente estranei? Non credo! E la Turchia resterà per molto nella nato? Queste domande mi faccio e ti giro confidando in un tuo parere .
    Un grande abbraccio
    giovanni

  7. caro giovanni, interessanti domande. ora però vado molto di fretta. quindi telegraficamente. il governo turco è islamico moderato, da anni ormai c’è un sordo ed in alcuni momenti eclatante (come con il tentato colpo di stato e con la sostituzione recente dello stato maggiore) scontro con i vertici militari, laici e totalmente subalterni agli usa. a spanne si può dire che erdogan è il primo capo del governo che mette in discussione lo strapotere, previsto dalla costituzione successiva al colpo di stato dei primi anni 80, dei militari sul governo ed anche sul parlamento. contestualmente è il primo ad avere fatto timidissimi, ma veri, passi per una soluzione politica del conflitto kurdo. (vedi il mio articolo dell’anno scorso).

    https://ramonmantovani.wordpress.com/2010/03/06/o-siamo-tutti-terroristi-come-i-kurdi-o-siamo-tutti-stronzi/

    nell’articolo sono contenute anche risposte implicite alle questioni che poni tu oggi.

    comunque non credo affatto che il governo turco sia alla ricerca di una nuova collocazione internazionale. di un nuovo ruolo si. ma non di una nuova collocazione fuori dal quadro delle alleanze date. certamente è impensabile che possa esistere una federazione araba data la profonda instabilità dell’area. e comunque la turchia non è un paese arabo. non lo sono nemmeno le sue minoranze turche ed armene.

    ma è certo che in turchia bollono in pentola diverse cose, che ovviamente i mass media italiani, al contrario di quelli di altri paesi, ignorano o trattano superficialmente.

    ciao e un abbraccio

  8. Ramon,si l’ho letto ma l’avevo già letto a suo tempo.E’ vero risponde in parte ad alcuni quesiti ma rispetto a quel periodo qualcosa è cambiato. A me sembra che la politica estera turca sia molto accurata e che ci sia una capacità di lettura sul medio periodo di grande accuratezza. Ho l’impressione che il baricentro della politica europea si stia spostando verso sud est e che la turchia miri ad essere la nuova “germania”passami il parallelismo che è una sintesi un po forzata ma che spero declini il senso sottointeso.
    Grazie e a presto
    ti abbraccio

  9. In Molise alle prossime elezioni regionali uniti come FdS con FLI di Fini? non ci credo spero sia una bufala vero?

  10. e ridagli con il solito modo di discutere di elezioni. voci, pettegolezzi, suggestioni, slogan, balle, cose vere travisate, esagerazioni, tifo, generalizzazioni fuori luogo, due pesi e due misure. che palle! che noia!

  11. caro giovanni, invece mi sembra azzeccato dire che la turchia aspira ad essere la nuova germania. ma non della UE, bensì del medio oriente.

  12. giovanni Says:

    vale ramon
    ci siamo capiti
    Un abbraccio forte

  13. Mario Lancisi Says:

    17-09-2011 Intervistato dall’Unità Cesare Salvi di fatto seppelisce la FdS!! leggersi la domanda:
    -Volete stare nel nuovo Ulivo? (ndr. quello di Bersani-DiPietro-Vendola)
    “E’quello che chiediamo,stare dentro questa alleanza fin dall’inizio per dare un contributo programmatico”…

    Ognuno ne inventa sempre una nuova…

  14. Per Mario Lancisi.
    Ho ascoltato l’audio dell’assemblea su radio radicale ( http://www.radioradicale.it/scheda/335656?format=32 ) e non mi pare che sia come dici tu, ma, se anche fosse, non ne farei una malattia. Credo che il progetto della fds resti in ogni caso valido, pur richiedendo tempo per essere sviluppato al meglio e le iniziative come quella odierna della patrimoniale day mi sembrano andare nel verso giusto.
    Secondo me non é proprio il caso, né il momento, di scoraggiarsi per qualche frase buttata lí su un giornale, sia pure l’unità.

  15. ben detto patrizia.
    per mario lancisi non esistono documenti, congressi, decisioni, votazioni, elaborazioni, seminari, convegni, discussione collettiva, articoli di liberazione e delle riviste delle forze politiche aderenti alla federazione. cos’è la politica per mario? una frasetta estratta da una intervista che per lui sentenzia il seppellimento della federazione. mica lo sfiora nemmeno il dubbio che magari il giornalista fra la proposta di alleanza democratica e quella del nuovo ulivo abbia fatto tutt’uno. è stato, anche qui, spiegato un milione di volte che fare l’alleanza democratica non ci impegna affatto nel governo e che comunque noi ci confronteremo con tutti sulle nostre idee programmatiche. non foss’altro che per una questione di chiarezza. in modo che si capisca bene e fino in fondo quali differenze ci sono fra fed e centrosinistra.
    ma tant’è.

  16. Attualmente sono piú preoccupata per quello che sta succedendo nel Sp olandese, le cui analisi sulla crisi sarebbero anche simili a quelle del Prc, senonché prende le distanze sia dai prestiti alla Grecia, sia dalla pretesa che la Bce compri i titoli di stato italiani. Perfino sull’aiuto allo smaltimento dei rifiuti di Napoli c’é una specie fraintendimento, per cui aiutare la nuova giusta significherebbe sostenere la camorra, oltre ad un discreto disorientamento sulla Libia, una confusione che mi spaventa, mentre sarebbe piú che mai necessario un fronte comune delle sinistre anticapitaliste europee e del Gue.
    Temo che la mancanza della sinistra italiana nel Parlamento europeo cominci a dare pessimi frutti.

  17. PER ME E’ DEL TUTTO EVIDENTE LA MANCANZA DI UNA STRATEGIA CHIARA PER LA FED E IL SOSTANZIALE FALLIMENTO DI QUEST’ULTIMA TANTO CHE SE SI LEGGE L’INTERVISTA SUL “MANIFESTO” DEL 18/9/2011 DI FERRERO A UN CERTO PUNTO L’INTRVISTATRICE GLI CHIEDE SE EGLI PARLA A NOME DELLA FED O DI RIFONDAZIONE.
    E’ UN FATTO CHE IL PDCI E L’AREA DI SALVI (PARLANDO DI AREA SONO BUONO IN QUANTO TRATTASI DI 4 GATTI) SALTEREBBERO VOLENTIERI SUL CARRO DEL NUOVO ULIVO CON DEGLI ARGOMENTI ANCHE DAL LORO PUNTO DI VISTA CONVINCENTI MA CHE SCONTANO UNA VISIONE TUTTA POLITICISTA COMUNE ALLE TRE FORZE CHE COMPONGONO APPUNTO L’ULIVO.
    IL PRC UN PO’ FRENA UN PO’ NO MA A UN CERTO PUNTO SI DOVRA’ PUR DECIDERE: O LE CADREGHE (PARLANDO POPOLARE) O IL LAVORO NELLA SOCIETA’ MAGARI RIUNIFICANDO I COMPAGNI DI SINISTRA CRITICA, QUELLI DEL PCL DI FERRANDO E CERCANDO A LIVELLO ELETTORALE UN’INTESA CON IL MOVIMENTO 5 STELLE DI GRILLO. SO CHE AL NOME DI QUEST’ULTIMO A MOLTI COMPAGNI VERRANO I CAPELLI DRITTI MA E’ L’UNICA STRADA PRATICABILE PER CERCARE DI ARRIVARE AL QUORUM
    P.S. HO TROVATO DEMENZIALE LA CAMPAGNA CONTRO IL GIRO DELLA PADANIA CICLISTICO: LE ENERGIE DEI COMPAGNI VANNO DESTINATE AD ALTRE COSE PIU’ IMPORTANTI TIPO LA CRISI IN ATTO NON A COSE FOLKLORISTICHE COME QUESTA

  18. cara patrizia. davvero preoccupanti le cose che dici. speriamo si faccia un po di chiarezza nella testa di quei compagni.
    un abbraccio

  19. caro pietro, mi sembri piuttosto confuso. la federazione ha una linea più che chiara. è scritta nero su bianco in diversi documenti. ciò che scrivi tu sono dietrologie, previsioni fondate su pregiudizi. e, come se non bastasse, pure proposte inventate come se la politica fosse il risiko. se hai letto l’intervista di ferrero sul manifesto (o hai letto solo la frasetta che hai citato?) dovresti aver capito bene la linea che si segue. perché è esposta in modo chiaro e semplice. se poi non sei d’accordo è un altro paio di maniche. se pensi che abbia ragione il pcl o sinistra critica o addirittura grillo non c’è nulla di male. se pensi che ai milioni di persone oneste, lavoratrici ed anche con speranze e idee di sinistra che pensano si debba cacciare la destra con il voto utile al centrosinistra noi dobbiamo dire che siccome il pd fa schifo allora ci rifiutiamo di discutere, di confrontarci, vuol dire che non hai nemmeno la più pallida idea di cosa sia fare politica. se pensi che volere rappresentanze istituzionali sia avere la smania delle cadreghe e che presentare alle elezioni una decina di partitini ultracomunisti a parole e in perenne litigio fra di loro sia rivoluzionario allora non so proprio che dirti.
    ciao

  20. Ramon al posto di Berlusconi metteranno un altro uguale se non peggio tipo Montezemolo o Casini..
    Per una parte del PD gia’ l’alleanza con IDV e Sel e’ troppo a sinistra figuariamoci se accettano l’accordo con noi e poi consideriamo due cose:
    1) L’attuale fase di crisi impone politiche draconiane di bilancio: tagli alla previdenza e maggior liberta’ di lcenziare sono solo 2 punti sui quali il PD con alcune sue punte illuminanti ( si fa per dire)
    tipo Ichino diciamo che non e’ contrario..noi dovremmo sostenere sia pure dall’esterno cose del genere?
    2) il Pd ha subito una mutazione antropologica rispetto al PCI ( che comunque non ho mai votato solo per la cronaca) : il suo elettorato e’ composto prevalentemente da ceto impiegatizio sopratutto del settore pubblico ( e fin qui niente di male anzi anch’io sono un impiegato) ma anche da manager, banchieri, direttori di aziende municipalizzate ( e ne conosco qualcuno) che hanno una mentalita’ largamente vicina al mondo imprenditoriale, largamente vicina ai valori dominanti, largamente vicina alla destra.
    Io penso invece,per realismo politico e non per idealismo, che un governo diverso con Il PD avreebbe al suo interno anche l’Udc e attuerebbe una politica moderata poco o per nulla distinguibile da quella del Governo Berlusconi, questo sia per intrinseca accondiscenza verso i poteri forti sia per costrizioni subite dall’alto
    (vedii BCE e UNione Europea).
    Mi sembra percio’ obbligatorio non essere di questa partita il che non vuol dire non cercare di far cadere Berlusconi e non vuoldire isolarsi: credo invece che di fronte a questa crisi si aprono autostrade per chi si oppone a certe politiche, acerte iniquita’ ormai percedpite come tali da fette sempre piu’ grandi di popolazione.
    ciao

  21. La chiarezza, da sola, ben difficilmente si fará. Io, quello che devo dire, lo dico, ma non sono nessuno, ci vorrebbe una smentita dal partito, un tentativo di dialogo, almeno per quello che riguarda l’immondizia a Napoli.
    Questo ( http://www.sp.nl/milieu/nieuwsberichten/10114/110815-help_maffia_niet_met_verbranden_afval_uit_napels.html ) é l’articolo uscito sul sito ufficiale del Sp, la traduzione di google é penosa, ma si capisce a sufficienza e mi sembra controproducente per tutti lasciare che un partito vicino al Prc sprechi energie per remarci contro e che si fissi l’idea di un’Italia fatta solo di mafia e politici corrotti, senza la quale in Europa si starebbe meglio.
    Puó sembrare una sciocchezza, ma da lí alla richiesta di un’ Europa a due marce il passo é breve e sta per essere compiuto.
    Ciao.

  22. P.S. Henk van Gerven é un parlamentare del Sp che si oppone in parlamento allo smaltimento dei rifiuti di napoli.

  23. caro pietro, stando al tuo ragionamento le cose funzionano così:
    ogni giorno su tutte le tv e su tutti i giornali si evidenzia la crisi della destra e l’evidenza della crisi economica. un pezzo della crisi politica del governo (al netto di processi, prostituzione ecc) è che la manovra è un massacro sociale. l’opposizione parlamentare sulla manovra è ambigua, ovviamente, ma non si sogna nemmeno di non attaccare berlusconi e tremonti tutti i giorni. l’ambiguità sta nel fatto che il pd e soci accettano tutte le compatibilità sistemiche che hanno provocato la crisi. non le elenco per brevità. ma resta il fatto che berlusconi è e resta una cosa da rimuovere per motivi democratici. ed infatti anche tu dici che bisogna mandare a casa le destre. per il popolo, quello fatto di decine di milioni di persone che con la politica hanno un rapporto superficiale ed intossicato dai talk show e dai giornali, c’è la crisi, c’è un governo scandaloso con una lega che rispolvera il secessionismo, e c’è un opposizione magari molle ma comunque meglio della destra. per molti che hanno lottato duramente nelle fabbriche, nei comitati, per l’acqua, nel bipolarismo non c’è altro che far vincere chi dice cose anche timide a loro favore e sperare che cambi qualcosa. questa, caro pietro, è una realtà concreta. illudersi che decine di milioni di persone o anche le avanguardie sociali che fatto le lotte ragionino come militanti è un errore macroscopico. che evidenzia una pesantissima sottovalutazione della potenza del sistema bipolare maggioritario e la sua capacità di annullare i contenuti antagonisti, che vivono nella società e nelle lotte, ma che al momento delle elezioni vengono messi sempre ed inesorabilmente in secondo piano. la stragrande maggioranza di quelli che fecero gli scontri con la polizia a seattle poi votarono il candidato democratico. in italia è anche molto peggio, data la natura di berlusconi e della lega, ed anche dato l’enorme imbroglio che si chiama sel e vendola. nel bipolarismo italiano basta far finta che tutto dipenda dalla persona che guiderà il centrosinistra ed ecco che il gioco è fatto. sono i talk show. i giornali, e gli stessi militanti della sinistra che ragionano come i talk show, che creano continuamente le iliusioni necessarie a raccogliere consensi. è per questo che noi siamo censurati e vendola è la stellina di tutti i giornalistuncoli strapagati che non sanno nemmeno che differenza passa tra una banca di credito e una banca di investimenti. alle elezioni politiche bisogna, per loro, stabilire chi sono i leader che si contendono il governo e poi stabilire chi vince. il resto non esiste. letteralmente non esiste. e siccome alle elezioni non si vota per chi dice le cose che ti paiono più vicine alle tue idee bensì per chi può vincere e sconfiggere quello che non vuoi che vinca se partecipi alle elezioni oggi questo problema è ineludibile. è un problema che per altro ci siamo posti sempre anche in tempi in cui il maggioritario e i suoi nefasti effetti erano solo all’inizio. perciò proponemmo la desistenza nel 96 e praticammo la desistenza unilaterale alla camera nel 2001. questo significa essere innamorati delle cadreghe? no! banalmente significa che se hai contenuti, proposte di lotta, ed una strategia seria devi tu per primo evitare di essere cancellato dalle istituzioni. perchè, che ti piaccia o meno, quando una fabbrica è in crisi chiama i parlamentari. come un comitato di lotta sull’immigrazione chiama i parlamentari per visitare i cpt. e così via. per non parlare del fatto che le leggi si fanno in parlamento e che se non ci sei sparisci dalla discussione politica che passa per i mezzi di comunicazione di massa.
    una forza seriamente comunista e di sinistra si deve porre il problema di non farsi cooptare in un centrosinistra liberista ma anche di non farsi cancellare. siamo ad un passo dalla totale americanizzazione della politica italiana. vogliamo anche noi dare un contributo per fare questo passo? se si basta fare e ragionare come dici tu. nella lunga campagna elettorale che ci aspetta, man mano che andremo avanti il centrosinistra accentuerà le sue critiche alla destra. vendola promettarà mari e monti e chiederà i voti per le primarie. tu cosa proponi? di dire che siccome si alleeranno con l’udc (previsione tutta da dimostrare) noi andiamo da soli. messa così spariscono i contenuti. è tutto un risiko dove contano i leader e le mosse che fanno. esattamente come vuole il bipolarismo. noi invece che ben sappiamo le incompatibilità programmatiche fra noi e il pd (vendola e in parte anche di pietro fanno finta di avere gli stessi contenuti) li sfidiamo sui contenuti. gli diciamo va bene, sconfiggiamo la destra, ma discutiamo di contenuti e non di persone. anche perché abbiamo davvero contenuti seri su cui discutere. non è nemmeno detto che ci riusciamo, dati gli interlocutori imbroglioni, ed è probabile che loro dicano no grazie con voi non ci interessa nemmeno discutere, e che vendola dica io sono il profeta chi mi ama mi segua e i contenuti buoni verranno per opera mia, quindi non c’è bisogno di discuterne e tanto meno di fare addirittura primarie sui contenuti invece che sulla mia augusta persona. ma non si capisce perché noi dovremmo aiutarli a fare questo. senza nemmeno provare a dire parliamo di acqua, di lavoro, di tasse, di costituzione ed anche di legge elettorale. chissà perché noi dovremmo recitare la parte che il bipolarismo ci assegna nella commedia della politica spettacolo!
    i militanti che hanno paura di sfidare il pd e i suoi soci hanno paura perché anche loro pensano che politica sia quella dei leader e delle manovretta elettorali. e quindi scambiano delle scelte tattiche banali con la strategia e perfino con l’identità. non credono seriamente nei contenuti. anche loro pensano che i contenuti si agitano solo propagandisticamente ma che in realtà ciò che conta sono le “alleanze” e le manovre fra leader.
    è tutto molto difficile. molto difficile. ma a situazione complessa deve corrispondere una linea complessa. chiarissima ma complessa. mentre le semplificazioni e le estremizzazioni non producono chiarezza, bensì solo debolezza e confusione.
    ciò che tu hai scritto è solo una versione di sinistra della politica da talk show. il pd si allea con l’udc… tanto il leader sarà casini o mentezemolo…. gli elettori del pd sono impiegati e padroni…. e quindi ….
    quindi cosa?
    basta che il pd non si allei con l’udc e che il candidato premier del centrosinistra sia bersani o addirittura vendola ed ecco la scelta che tu proponi va a farsi fottere totalmente. o no?
    va beh l’ho fatta lunga. ma come vedi, ben sapendo che dici cose che molti altri pensano e condividono, ho cercato di risponderti seriamente.
    un abbraccio

  24. cara patrizia, ho segnalato la cosa al dipartimento esteri del prc. magari scrivigli anche tu.
    grazie e ciao

  25. caro pietro, faccio uno strappo alla mia regola di non postare qui certe cose. ma eccoti un bell’esempio di come il pd discute.
    si tratta di una intervista della presidente del od rosy bindi sul riformista.

    “E l’idea di allearsi con Diliberto e Ferrero?
    Non esiste l’ipotesi di averli al nostro fianco per la costruzione di un’alleanza di governo. Ma allo stesso tempo, vorrei ricordarlo sia a Vendola che a Chiamparino, il bipolarismo impone non solo la costruzione di un’alleanza omogenea e il più larga possibile. C’è di più: dobbiamo fare in modo che tutti quelli che stanno nella nostra metà del campo siano utili e non nocivi per la vittoria.

    Detto in soldoni, quali partiti immagina all’interno del Nuovo Ulivo?
    Sicuramente il Pd, l’Italia dei valori, Sinistra e libertà, quindi Verdi e Socialisti. Come vede, nell’elenco, non ho inserito Rifondazione Comunista. Però dobbiamo stare attenti: alle elezioni si gioca per vincere, per cui non possiamo trascurare le tattiche elettorali. Guardi le ultime regionali, In Piemonte, dove abbiamo fatto gli schizzinosi, abbiamo perso. In Liguria, dove siamo riusciti a neutralizzare Grillo senza esserci alleati con lui, ce l’abbiamo fatta.”

    secondo te dovremmo polemizzare con rosy bindi dicendole che cosa?

  26. Grazie, Mantovani, proveró a scrivergli anch’io.
    Ciao

  27. ok Ramon sinteticamente direi che il mio timore e’ di legarci mani e piedi alle politiche che fara’ anche il nuovo governo ( perche’ costretto dai mercati), non poter quindi dimostrare la nostra estraneita’ a queste politiche e, di consguenza, non poter intercettare a livello politico ed elettorale la delusione e l’incazzatura di chi sara’ colpito da queste politiche…
    se tu mi dici che si puo’ fare un accordo elettorale mantenendo la nostra liberta’ programmatica e propositiva va bene, intendo dire che se il prossimo governo di centro-sinistra operasse con politiche di destra noi dovremmo avere la liberta’ di scendere in piazza senza essere richiamati a precedenti accordi…
    certo che fin che ci dilettiamo con il giro della padania…
    Un ultima cosa molto diversa rispetto a quento ho scritto fin qui: sul tema della crisi non dovremmo istruirci tutti sui termini dalla questione, sapere cosa sono i mercati, da chi sono composti , da che interessi muovono, sapere cos’e’ il debito dello stato, cosa vuol dire azzerarlo, com’e’ iniziata la crisi ( dal debito delle famiglie che non avevano piu’ soldi per consumare), ecc..ecc..
    Non credi che dovremmo lanciare molte iniziative di dibattito su questi temi anche tra i militanti?

  28. dino lucia Says:

    Guarda Pietro che nessuno si è dilettato contro il “giro della padania”,tantomeno Ferrero.Era ed è stata una provocazione della lega,utilizzando una gara ciclistica per scopi politici con l’ignobile organizzazione della federazione ciclistica Italiana.Per me la “padania”non esiste nè politicamente nè socialmente e tantomeno geograficamente,se non si capisce il messaggio secessionistico e razzista della lega in questo come in altri tantissimi casi,allora sì che si potrà dire di non perdere del tempo o dilettarsi(come tu dici)a cercare di fermare questo tipo di eventi.Scusa la mia presa di posizione Pietro,ma sai è dalle piccole cose (snobbandole) che nascono i prodromi “bellicosi” futuri,in questo caso della lega.Diciamo che il giro della padania sia stato un grosso spot,per la lega,pagato con i soldi dei contribuenti; essendo “loro”forza di governo è stato un abuso di mezzi e di denaro pubblico,come detto prima,per uso di bottega!Ah io sono Dino Lucia iscritto a Rifondazione Comunista!Sul resto del discorso ti ha già risposto Ramon e non ho altro da aggiungere.

  29. caro pietro, la paura o il timore sono sempre cattivi consiglieri. una cosa è giusta ma non si deve fare per paura che poi possa seguirne una sbagliata? ma così ragionano le sette religiose, non le forze politiche serie. sempre c’è il rischio in ogni azione politica. sempre. ma la domanda è “cosa è giusto fare?” non “quali rischi non dobbiamo correre?” perché così si va dritti a non fare nulla di concreto e a fare prediche su come dovrebbe essere la realtà ed invece non è. o, peggio ancora, dritti a autoconsolarsi descrivendo una realtà che non esiste. come fai tu. perché nel bipolarismo non è vero per niente che le schifezze del centrosinistra hanno rafforzato le posizioni di sinistra (anche quando la sinistra a livello locale o nazionale faceva una dura opposizione). hanno semplicemente deluso e spinto all’astensionismo una parte e al voto alla destra dall’altra. certo bisogna saper riconquistare credibilità e fiducia delle classi di riferimento. ma questo non si fa alle elezioni con una collocazione politica dentro o fuori dal centrosinistra. lo si fa con il lavoro sociale. che non compare sui mass media e che non eccita gli animi dei tifosi da talk show sempre in perenne attesa della mossa del leader. senza lavoro sociale un partito comunista non è comunista e nemmeno partito. è una setta o al massimo un comitato elettorale di qualche leader locale. e non si possono aspettare risultati elettorali immediati e nemmeno a medio temine con il lavoro sociale. perchè nel bipolarismo quando si vota non si vota per i contenuti sociali bensì solo per decidere chi governerà fra centrodestra e centrosinistra. conosco persone che la pensano come noi su tutto e che lottano, scioperano, partecipano alle manifestazioni, ma che di fronte alla scelta elettorale votano sempre contro la destra e per il male minore. ho ancora nelle orecchie le parole di una mia amica spagnola disoccupata ed incazzata nera che l’altro giorno mi ha detto che ha deciso che in novembre voterà il psoe perché non vuole assolutamente che vinca il PP. perché almeno sui diritti civili il psoe è meglio del PP. ha torto. e tuttavia ha anche una ragione. alle elezioni si deciderà chi vincerà fra psoe e PP. e sebbene lei sia incazzatissima col psoe se deve scegliere fra questi due sceglie. punto. mentre il voto nostro contiene un investimento ed una consapevolezza che solo una piccola parte della società possiede. ma quella parte della società che la possiede non l’ha ricavata da uno slogan in campagna elettorale, bensì da relazioni, collegamenti, lotte e coscienza che solo nella attività sociale si consolidano. illudersi che uno slogan contro il psoe conquisti i voti del psoe o ne contenga l’esodo verso l’astensionismo è una cazzata di proporzioni gigantesche. propria delle sette.
    ciao e un abbraccio

  30. ah dimenticavo, mi risulta che centinaia di iniziative in tutta italia siano state fatte sulla crisi. la direzione ha dedicato molte discussioni ed anche un seminario approfondito al tema. ma a molti militanti tutto questo passa da un orecchio all’altro. mentre sono disposti a perdere ore a discutere di politica come si discute della nazionale di calcio durante i mondiali. sono tutti allenatori con la propria formazione da contrapporre a quella degli altri. o a perdere ore a fare stupide polemiche su cose come il giro della padania la mobilitazione contro il quale, oltre ad essere giustissima come ha spiegato dino, porta via pochissimo tempo.

  31. Giovanni Says:

    Queste Ramon sono accuse reali oppure vogliamo dire che tutto va bene nel PRC?

    Da Luigi Vinci, ai membri del Comitato Politico Nazionale del PRC

    Care compagne, cari compagni, è con molto rammarico, ma anche sentendomi alleggerito di un peso diventato insopportabile, che vi trasmetto le mie dimissioni dal Comitato Politico Nazionale, conseguentemente dalla Direzione Nazionale. Il mio legame al partito rimane, per la stima e l’affetto che provo nei confronti dei suoi quarantamila iscritti e per la condivisione dei motivi di fondo della loro militanza. A questa comunità mi sento profondamente legato. Non lo sono però a come il partito dopo Chianciano è stato ridotto dalla sua gestione politica.

    Ciò che soprattutto non accetto di questa gestione è l’irresponsabilità nei confronti del partito. Non so definire altrimenti una gestione che ha fatto della privatizzazione e della mancanza di condivisione e di collegialità la modalità assoluta della definizione degli indirizzi di linea e operativi del partito e che è maestra nel dividere fingendo di unire. La discussione negli organismi centrali larghi, quali CPN e Direzione, non serve da tempo a nulla: perché la discussione vi è portata su tutto, quindi su niente di preciso, spesso, inoltre, vi è avviata e condotta in modo improvvisato, poi perché quel tanto di decisioni che vi vengono prese può essere tranquillamente contraddetto il giorno dopo.

    L’ultimo esempio in questa materia è nel modo in cui si è proceduto alla stesura della bozza di documento politico congressuale: la prima riunione della Commissione eletta dal CPN addetta a questa stesura è stata portata a eleggere al proprio interno un “gruppo di scrittura” con funzioni, si disse, esclusivamente tecniche. Dopo di che il “gruppo di scrittura” è stato trasformato nel reale luogo di discussione, al tempo stesso è stato portato a decidere che lo scrittore fosse esclusivamente il segretario del partito. La discussione è diventata così una discussione sulle opinioni del segretario del partito. A questo si è aggiunta una lunghezza estrema nella produzione di testi scritti, il loro carattere di elenchi di temi anziché di proposta di analisi e di orientamenti, inoltre si è aggiunto il fatto che solo l’ultimo di questi testi è giunto, recentissimamente, alla discussione della Commissione: si è così arrivati a ridosso della riunione di CPN che dovrebbe licenziare il documento congressuale, senza che in realtà la Commissione e lo stesso “gruppo di scrittura” abbiano potuto lavorare altrimenti che proponendo emendamenti secondari o aggiuntivi alle bozze presentate dal segretario. Abbiamo poi avuto il piacere di leggere sul Manifesto del 18 settembre scorso la linea del partito in ordine alla questione delicatissima del rapporto con le forze del centro-sinistra. Il Congresso perciò è già finito, almeno nelle intenzioni di chi ha costruito quest’itinerario. Si tratta di un abuso indecente: questo partito è tre anni che non fa un congresso, quello di Chianciano si è svolto in condizioni tali da somigliare più a un partita di rugby americano che a una discussione politica, a Chianciano, così come tempo prima a Carrara, ha rivendicato una democratizzazione che sin dall’inizio della sua esistenza gli è stata negata: e a questo siamo ancora.

    Il disagio dominante nella periferia del partito per il frazionamento e le risse di micropotere che ne conseguono ha portato recentemente a concordare il superamento delle frazioni, quanto meno quando non abbiano base in una stabile differenza delle posizioni politiche. E’ però difficile ritenere che le frazioni non si riprodurranno quanto prima, proprio a causa della privatizzazione della gestione politica. La storia del partito ha visto sempre come, nel momento in cui comando politico si costituiva in frazione escludente e ademocratica, gli esclusi fossero portati a organizzarsi per elementari ragioni di autotutela. Né poteva andare altrimenti.

    Tra gli effetti di un tale stile della gestione politica attuale del partito ci sono state cose molto gravi. Ci sono cioè stati non solo il suo frazionamento interno ma il suo spappolamento operativo, una separazione anormale e ademocratica tra il suo livello centrale e la sua periferia militante, l’inesistenza di un’iniziativa ampia di partito su qualsiasi cosa. Il partito si è ridotto, lungo questa strada, a partecipare alle iniziative altrui, non è stato capace in tre anni di un’iniziativa propria. C’è oggi, in più, la sua assoluta mancanza di relazioni reali: non solo con le forze di centro-sinistra e la CGIL ma con le forze e le iniziative più radicali di movimento, culturali o sindacali. D’altra parte le relazioni si hanno o non si hanno, non semplicemente a seguito di una posizione politica, ma prima di tutto a seguito della capacità di esistere politicamente. Dunque alla festa della FIOM di Torino non siamo stati invitati a dire la nostra. Con la CGIL e Lavoro e Società non c’è un rapporto. In tutta evidenza si è estremamente precarizzata la possibilità stessa di una nostra alleanza al centro-sinistra basata sull’obiettivo democratico della cacciata di Berlusconi dal governo. Il centro-sinistra non ha in questo momento bisogno dei nostri voti per vincere, in quanto sono sempre meno, né, mi pare, ne avrà obiettivamente bisogno quando si voterà: ma non c’è solo questo a costruire la nostra inessenzialità, c’è pure che, rifiutandoci di sfidarlo su obiettivi di difesa sociale (tale è il senso reale della condivisione da parte della nostra gestione politica della nostra esclusione dalla discussione che il centro-sinistra avrà a breve sul proprio programma elettorale), rendiamo debolissima la nostra credibilità presso il popolo di sinistra, che giustamente non erige muraglie cinesi tra questione democratica e questione sociale. Va da sé, quindi, che la proposta di “primarie di programma” portata dalla nostra gestione politica è un’éscamotage, il fatto è la sua posizione ci sta portando a non partecipare a nulla e al fatto che a nessuno importerà della nostra non partecipazione. Ancora, puzziamo con questa posizione di settarismo lontano un miglio al naso della grande massa di questo popolo: che giustamente vuole l’unità massima di quanti ritiene possano rappresentarlo, essendo assalito da governo, Unione Europea e ovviamente padroni sull’intero piano delle proprie condizioni sia materiali che di agibilità politica. Quando il nemico ha forza preponderante ed è all’attacco su tutta la linea, ci insegna il comunismo (quello vero, non fatto di sogni adolescenziali), la pratica politica a cui operare è quella del fronte largo. I comunisti, insegna Marx, non rappresentano qualcosa di separato rispetto al movimento proletario reale, ma semplicemente quella forza che lo aiuta a comprendere la situazione nei suoi termini più generali, quindi ad agire nel modo più efficace riguardo agli obiettivi concreti che il movimento ha inteso darsi, inoltre a impegnarsi su prospettive autoliberatorie più ampie. Ancora, non teniamo conto assurdamente di alcuni dati della situazione, che dovrebbero invece risultare decisivi nel determinare il nostro orientamento politico e quello operativo: la fragilizzazione dell’orientamento del PD, lo spostamento verso sinistra di grandi comparti della sua militanza e del suo elettorato nonché di una quota del suo quadro periferico, la difficoltà del PD a reggere i contenuti di battaglie di massa (vedi il referendum sull’acqua, vedi quanto accaduto in preparazione delle amministrative a Napoli, Milano, Cagliari, ma anche in molte località minori), la travagliata ma reale ridislocazione su posizioni combattive di classe della CGIL, la fragilizzazione estrema del suo rapporto con il PD. Ancora, non teniamo conto di un altro dato decisivo delle esperienze di elezioni locali: quello che dice che dove siamo in coalizione, anche con l’UDC (Venezia, Savona, ecc.), abbiamo buoni risultati (cioè intercettiamo una quota di popolo di sinistra perché ci ritiene utili a rappresentarne bisogni e attese), mentre dove non riusciamo a essere in coalizione, dove ne siamo esclusi (Lombardia, Torino), magari ci autoescludiamo, prendiamo un bagno. Osservo di passata, dinanzi a una probabile obiezione, che ritengo che nell’attuale frangente del nostro paese non abbia senso distinguere tra orientamenti da perseguire a livello locale e orientamenti da perseguire a livello nazionale. Osservo ancora che non ritengo che si debba puntare obbligatoriamente a partecipare dopo eventuali elezioni vincenti a un governo di coalizione: solo che prima di decidere sbocchi futuri qualsivoglia si tratta di andare a vedere le carte altrui.

    La bozza di documento congressuale presentata all’ultima riunione della Commissione appare (eufemisticamente) del tutto inadeguata: non a caso. Il richiamo, tutto idealistico, alla necessità obiettiva del comunismo, alcune stranezze, come il badoglismo di PD e CGIL, la debolezza della parte analitica sulla crisi, delle sue prospettive probabili, della sua gestione politica da parte di Stati Uniti e di Unione Europea, del concorso di questa gestione all’aggravamento della crisi, della forma che assumono i rischi che ne derivano per la democrazia sono del tutto funzionali al rifiuto aprioristico di rispondere positivamente alla domanda unitaria che viene dal popolo di sinistra, particolarmente forte nel mondo del lavoro, al rifiuto di ingegnarsi su questo terreno, al rifiuto di ribadire la fuga in avanti astratta e settaria costituita dall’autoesclusione dalla discussione che il centro-sinistra sta approntando in tema di programma elettorale.

    Ho scritto “deriva settaria” anziché “deriva estremista”. I dichiarati estremisti sono andati in crescendo nei tre anni dopo Chianciano: tuttavia la loro “base” non è organicamente estremista, essendo evidente che il loro obiettivo fondamentale è di non disturbare Bersani, che, non in grado di accettare la nostra partecipazione al tavolo programmatico del centro-sinistra, tuttavia, essendo stato a lungo bisognoso dei nostri voti, si era disposto ad accettarci nell’alleanza “larga” puramente democratica. Il Godot che la nostra gestione politica attende somiglia molto a Giano: ha da una parte la faccia di Landini, se non di Cremaschi, dall’altra quella di Bersani. Alle sempre più surriscaldate proclamazioni estremiste ha non a caso corrisposto l’inesistenza operativa del partito, a partire dal continuo rinvio di quel referendum sulla Legge 30 che è stato deciso non so quante volte dalla Direzione. Ma il risultato alla fine è che a Bersani non serviamo più, non solo stando ai sondaggi ma per via del nostro settarismo e della nostra inesistenza.

    Tra gli effetti di questa sorta di schizofrenia delle attese c’è anche da segnalare un’ulteriore gruppo di caratteristiche della gestione politica del partito: il suo saltapicchiare incoerente da una formula all’altra circa la natura del partito, da una proposta di iniziativa all’altra, da un’analisi della situazione all’altra, spesso sulla scia dell’ultima cosa avvenuta il giorno prima e ascoltata in televisione; la finzione dell’ascolto dei compagni, della disponibilità alle loro istanze, in realtà il ricorso sistematico al muro di gomma, l’intenzione sempre e comunque di riservarsi di fare quel che si vuole; al tempo stesso, l’inzuccatura contro ogni principio di razionalità su formule apodittiche che dovrebbero servire a rendere utile l’attesa dell’uno o dell’altro Godot.

    A complemento delle ragioni sommariamente richiamate qui sopra a proposito delle mie dimissioni dai ruoli di partito coperti dopo Chianciano c’è, ultima cosa, quella che in parte consiste nell’impossibilità concreta di condurre nel partito una battaglia utile a correggere gli andazzi della sua gestione politica e i loro effetti nefasti, in parte nell’estrema rischiosità di una tale battaglia per la tenuta stessa del partito. Nella debolezza estrema in questo momento del partito, nel suo frazionamento, nel suo spappolamento, nelle sua ambiguità di orientamento, nel logoramento della sua militanza, nel logoramento delle sue strutture periferiche, nell’inabitudine a discussioni serie, nel terrore della scomparsa del partito in testa ai militanti, nella diffusa razionalizzazione di questo terrore in forma comiziale e altisonante c’è una parte della forza della privatizzazione della sua gestione politica, la facile possibilità per questa gestione di fare e dire quel che vuole: sapendo infatti che la discussione critica può essere arenata, o presentata molto facilmente (è continuamente accaduto in questi tre anni) come frazionismo, assalto alla “cultura” storica di una parte dei quadri del partito, complotto per fare fuori questo o quello, ecc. Tuttavia è anche vero che oggi qualsiasi battaglia politica che non corrisponda da subito a un sentire che sia già dominante nel partito e a una sua idea da subito chiara sul da farsi in sede di orientamento, operatività e autoriforma, sarebbe una battaglia che, se riuscisse ad avviarsi, potrebbe distruggere il partito. Quindi alla fin fine forse è meglio dire a futura memoria quel che si pensa, ma al tempo stesso stare attenti a che non si apra una discussione pericolosa; dunque è meglio togliersi dai piedi.

    Può darsi, aggiungo, che le vicende di un frangente politico sempre più caotizzato consentano al partito di portare a casa la pelle al momento delle prossime elezioni politiche. E’ quanto ovviamente mi auguro. Ciò gli consentirebbe un po’ più di fiato, quindi di rendere meno drammatici gli esiti di una sua discussione interna orientata a farlo uscire dall’attuale pantano.

    Vi abbraccio fraternamente.

  32. Giovanni,
    tu e Luigi Vinci dovreste spiegare un po più chiaramente quali sono le ragioni politiche di una “presa di distanza” (che va sempre verificata) che io potenziale elettore, sinceramente, non comprendo. Possibile che, in tre anni e più, una mente acuta come Vinci non si sia accorto che le cose stavano come dice? Riassumendo velocemente, cosa sta a cuore a Vinci?
    1) Che il partito esista
    2) Che il partito si radichi
    3) Che il partito abbia una linea chiara
    4) Che il partito prenda voti

    Non vedo cosa differenzi gli auspici di Vinci da quelli di Mantovani

  33. Leggo su “il manifesto” di oggi 25 Settembre 2011 che che la mozione di maggioranza in vista del congresso ( che non ho ancora avuto il piacere di leggere) prevede l’accordo eletorale “quasi senza condizioni” ( parole della giornalista Daniela Preziosi) con il PD;SeL e IdV…
    Non credo che votero’ quella mozione…

  34. concordo in pieno con Giovanni aggiungendo che iniziative come LA PATRIMONIALE DAY mi appaiono del tutto estemporanee, slegate da iniziative teoriche sulla crisi …perche’ non riflettiamo e non riconsideriamo per esempio l’unico sistema alternativo a quello capitalistico, cioe’ l’economia di piano centralizzata ovviamente modernizzata e integrata dagli sviluppi tecnologici avvenuti nel frattempo?
    Perche’ la patrimoniale non puo’ assolutamente essere un fine e come se esaltassimo l’antibiotico e non il superamento della malattia..

  35. Pietro stai mentendo sapendo di mentire….nelle poche righe che il manifesto ci dedica c’è scritto che è esclusa la partecipazione ad un governo di centrosinistra con questi presupposti ma “senza condizioni”(parole della giornalista) si è disposti a partecipare al fronte antiberlusconiano..cosa che Ferrero dice da molto tempo e ha continuamente proposto a PD SEL etc.
    Sinceramente non vi capisco…..si modificano le cose a proprio piacimento per supportare tesi personali…bah

  36. egregio giovanni, a te sembra normale che io debba discutere con te qui sul mio blog delle “accuse” di vinci? davvero, dimmi, credi che possa essere utile a qualcuno? certo se vinci avesse rivolto queste critiche in sede di cpn e di persona avrei anche detto la mia. come lo avrei fatto se l’avesse detto in direzione in una qualsiasi delle riunioni alle quali ha pure partecipato.
    io mi sono proprio stufato di questo modo di fare. di concepire la discussione politica. tutto è ridotto ad accuse e controaccuse. risse verbali. esagerazioni intollerabili. deformazioni delle posizioni altrui e chi più ne ha più ne metta. è una triste realtà che molti militanti di sinistra ragionino e discutano come fanno in tutti gli altri partiti. a suon di scontri feroci e di colpetti di scena.
    lascio il documento che hai messo solo perché negli ultimi giorni non ho potuto controllare il blog. ma ti diffido di metterne altri.
    se volete discutere così andate pure su fecebook o su mille altri siti di merda dove impera il tifo acritico, gli slogan, e mille personaggi e personaggini alla ricerca di “visibilità”. e auguri.

  37. caro pietro, ecco un magnifico esempio di come tu ragioni in modo eguale alla lega o a qualsiasi tifoso di qualsiasi altro partito. non hai letto nessun documento (ma dubito che leggendolo tu riesca a non cedere alla tentazione di trovare una fresettina che fuori dal contesto confermi le tue “paure” o le tue “previsioni”) e ti affidi alla “sintesi” della giornalista. l’analisi della crisi, l’intenzione di continuare a credere nel progetto della rifondazione comunista, le proposte politiche non contano nulla. solo le formulette relative alle “alleanze” e cioè relative alle “manovre” fra sigle contano.
    come se non bastasse te la prendi anche con la patrimoniale.
    da mesi si dice nel partito che un compito importantissimo è fare un lavoro di chiarimento e spiegazione di come è fatto il capitalismo contemporaneo. cosa ultraribadita in sede di cpn. ma anche di avere proposte per domani mattina. proposte concrete.
    o pensi che le rivoluzioni nella storia ci siano state divulgando i saggi di centinaia di pagine dei dirigenti?
    marx era un cretino per te quando proponeva di costruire un grande movimento per le otto ore lavorative.
    e lenin ancor più cretino se diceva che bisognava ottenere la pace durante la prima guerra mondiale.
    per te in una assemblea, in un convegno, in un congresso, in tv quando hai mezzo minuto per parlare, sulla rivista toerica o sul quotidiano, bisogna dire sempre la stessa cosa. se per caso si dice che sarebbe giusto imporre una tassa patrimoniale si diventa minimalisti.
    ma mi faccia il piacere!

  38. egregio Ramon addirittura minacci una diffida e che male c’è a mettere in un blog le diffuse critiche sul partito? o tutti pensano come te o altrimenti sono censurati? se non lo condividi lo scrivi ma la censura mi pare appartenga all’attuale bavaglio si internet che vuole mettere l’attuale governo oppure anche tu sei così vicino a quel modello?

  39. lucaocchionero Says:

    è davvero incredibile questo modo di discutere,ha ragione Ramon. Si fa una grande fatica per tenere aperti i dialoghi tra partiti, aree politiche, movimenti; si fanno grandi sforzi di mediazione nel tentativo di condurre politicamente un progetto condiviso, ma non mancano mai a livello nazionale, così come a livello locale, tuttologi, comunisti “infallibili”, detrattori, invidiosi e gelosi sempre pronti ad inquinare i pozzi con dichiarazioni prive di contenuto politico. Perchè non si guarda alla fatica di un partito che mira a diminuire i contrasti interni? Perchè il tentativo di unificare non viene letto come una prova di maturità? come è possibile che ci siano compagni che, senza una motivazione politica, continuano a “tifare” per le rotture, per il disaccordo? Forse devo essere un pò più malizioso: forse sono discorsi egoistici e personali? Forse c’è chi, in questi anni, ha campato e fatto carriera grazie alle separazioni tra aree politiche, alle cooptazioni e cose simili? Forse perchè tenere nei congressi e successivamente nella vita quotidiana del partito le aree politico-culturali accuratamente separate come fossero partiti nel partito garantisce carriera a mediocri che in altri casi dovrebbero cercarsi un lavoro vero e fare politica in maniera disinteressata?
    Poi che strano: ci sono persone che soffrono di “mal di pancia” per motivi incoffessabili e poi sotto i congressi elaborano dei distinguo eclatanti con l’obiettivo di mettersi in evidenza. Anche qui ci leggo un motivo: forse dopo tanti anni di dirigenza nazionale, dopo tanti anni di frequentazione e di relazioni, contatti, dopo tanti anni di esposizione mediatica qualcuno( o più di qualcuno) ritiene di fare parte, oramai, di un’aristocrazia “comunista” per cui la sua opinione, il suo pensiero si pensa imprescindibile rispetto a qualsivoglia nuova o vecchia costruzione. Tanti nuovi “distinguo” alla ricerca dei soliti vecchi strapuntini?

  40. Antonio Perillo Says:

    Caro Ramon, a proposito di posizioni e critiche avanzate in sede di Cpn, mi piacerebbe conoscere il tuo parere sugli emendamenti al primo doc congressuale sottoscritti da Forenza, Belligero, Barbarossa etc.
    L’impressione è che trattino temi sensibili in maniera a tratti condivisibile ma con spirito più polemico che politico, se riesco a spiegarmi. A differenza degli emendamenti Bonadonna che invece in maniera più lineare indirizzano un punto molto preciso di linea politica.
    In particolare, in presenza di differenze e contraddizioni nella Fds, appare singolare proporre una maggiore coesione, una sorta di resa dei conti che metterebbe a rischio il progetto nel suo complesso.
    Per il partito, una serie di riflessioni interessanti si accompagnano a proposte come il superamento della figura del segretario o il limite dei 2 mandati per ogni incarico anche di partito.
    Sulla fase, poi, proporsi di non qualificare neanche come democratico un fronte contro Berlusconi e le destre rischia a mio parere di svuotare di significato tutta la proposta, tra l’altro quando essa è tutt’altro che un risultato assodato.
    Tutto ciò al netto di tante altre cose invece condivisibili che leggo nei 3 testi.

  41. Attenzione, cari compagni. Diffidate di chi dice che Facebook è una merda e poi ha non uno, ma ben due indirizzi personali. Ma che gente c’è a gestire il nostro povero partito? Come siamo arrivati così “in basso e basta”?

  42. caro giovanni, possibile che sia difficile capire delle cose semplici come:
    1) questo è il mio blog personale. non ci sono simboli di partito. un blog serve a mettere degli articoli, riflessioni ecc. permettendo a chiunque di commentarli ed ottenendo sempre una risposta dal sottoscritto.
    2) io non pubblico mai i miei articoli o commenti sui blog altrui. penso che sia scorretto, invece che fare un commento su ciò che scrivono altri, pubblicare le mie cose tentando di costringere a discutere di ciò che voglio io invece che di quel che scrive il proprietario del blog. per rispetto bisogna fare così. esattamente come non mi permetto di entrare in una assemblea che discute della crisi per dire lungamente le mie opinioni su qualsiasi altro tema. sarei solo un presuntuoso.
    3) penso che ci siano luoghi diversi uno dall’altro per discutere. un’assemblea non è lo stesso di una segreteria di partito, una direzione non è lo stesso di una trasmissione tv. un corridoio non è lo stesso di un luogo formale dove si vota. penso che un blog possa servire per discutere, ed infatti mi oppongo come posso ai mille cretini che hanno tentato di usare il mio blog per fare risse senza costrutto a suon di insulti ed accuse e controaccuse di tutti i tipi. SONO CONTRARIO A DISCUTERE IN INTERNET DI COSE CHE VANNO DISCUSSE NEGLI ORGANISMI DEL PARTITO. una cosa è affrontare un tema come la linea politica o nodi teorici. un’altra è dare giudizi sulle persone, sui metodi, su cose che i lettori del blog non conoscono ne possono conoscere. se dirigenti del partito litigano su cose che i lettori non conoscono li espropriano della possibilità di partecipare e li riducono a passivi tifosi. difficile da capire?
    4) dici che io censuro chi non la pensa come me? ti sfido a dimostrarlo. qui ci sono più di 15mila commenti. leggili e vedrai che ci sono centinaia di commenti in totale disaccordo con me. ed anche moltissimi insulti di ogni genere. ho tolto, dicendolo sempre esplicitamente e piegando il perché, insulti ed infamie contro terze persone ed anche chilometrici documenti di persone partiti ecc. perché, lo ripeto, questa non è una bacheca o un forum. è banalmente un blog personale.
    5) io sarei perfino vicino al modello del governo che vuole mettere il bavaglio ad internet. se tutti facessero come vuoi tu ci sarebbe solo un enorme omogeneizzazione di internet. tutti pubblicherebbero tutto su tutti i siti. con il risultato che non si capisce più nulla e che si discute solo fra tifosi a suon di insulti. esattamente come succede su certi siti. o sei tu che pensi che la libertà sia semplicemente esibirsi pubblicamente e non proporsi di discutere seriamente ed approfonditamente?
    ciao

  43. caro lucaocchionero, anche tu fai processi alle intenzioni. si può semplicemente essere disabituati, e magari non per colpa propria, a discutere seriamente. da venti anni la politica spettacolo impera e ci sono militanti che pensano che la politica sia fare il tifo. se fai il processo alle intenzioni peggiori solo le cose perché chi non si può riconoscere nelle tue descrizioni non cambierà mai una virgola della concezione distorta che ha della politica.
    un abbraccio

  44. caro antonio, grossomodo condivido le tue riflessioni. ma penso sia meglio discutere del congresso dopo che saranno stati pubblicati documenti ed emendamenti. il che sarà molto presto.
    un abbraccio

  45. JBT. è vero che ho due indirizzi facebook. ma c’è il mio nome e la mia faccia. il tuo nome e la tua faccia quali sono?
    comunque ribadisco che facebook è una merda come luogo di discussione politica. l’altro giorno ho letto un grande annuncio. suonava più o meno così: “abbiamo deciso di fondare un partito con uno statuto serio. il nome e il simbolo lo decideremo in seguito.”
    mah!
    perché ho due indirizzi?
    il primo per poter avere contatti con persone e compagni che non avrei facilmente trovato o ritrovato. perfino compagni delle elementari e amici d’infanzia. siccome sono un po conosciuto più di 5000 persone mi hanno chiesto la “amicizia”. il sistema non ne accettava di più. così, per evitare di far diventare il mio profilo quello di un “personaggio pubblico” costringendo chi voleva avere un contatto con me a dichiararsi mio “fan”, ho dovuto aprirne un secondo.
    il mio uso di facebook si limita a pubblicare la notizia di un nuovo articolo sul mio blog e a mantenere contatti con chi mi saluta o scrive. non partecipo alle mille risse che ogni giorno vedo pubblicate.
    ciao

  46. Che ne pensi dell’iniziativa promossa da varie sigle comuniste e associazioni da Cremaschi il 1 otobre per il rilancio contro la crisi e l’unità della sinistra?

  47. C’entra poco, ma forse puó servire.
    Ultimamente mi hanno consigliato google+, che permette maggiore privacy rispetto a fb e la possibilitá di gestire diversi tipi di contatti con un solo account, separandoli in gruppi differenti.
    Credo sia anche possibile trasferire i propri contatti fb direttamente.
    In ogni caso esiste una pagina con tutte le spiegazioni.(http://googleplusitalia.it/)
    Ciao

  48. caro mirco, ogni iniziativa aggregativa è buona. e mi risulta che il prc sarà presente. tuttavia siamo molto lontani dall’unità vera. perché le diverse aggregazioni sono divise, e rischiano di esserlo sempre di più man mano che si avvicinano le elezioni, dalle scelte elettorali. da una parte chi coltiva illusioni circa la possibilità che il centrosinistra partorisca un’ alternativa, magari con i miracoli del leader alla obama, e dall’altra chi coltiva l’illusione che basti dirsi alternativi al centrosinistra per raccogliere scontento, protesta e per rilanciare l’alternativa. al momento proprio non c’è verso di uscire dalla logica imposta dal bipolarismo. ma questo è proprio un tema che la proposta politica del prc affronta controcorrente senza demagogia e senza cedimenti.
    ciao

  49. grazie patrizia. ma per il momento la sola idea di mettermi li a studiare come funziona un nuovo social network e a capire come trasferire circa settemila contatti e a dividerli in categorie diverse mi fa venire l’itterizia. magari più avanti.
    un abbraccio

  50. Sai cosa ci faccio io con le persone conosciute e pubbliche come te, Ramon? Non te lo scrivo perchè so che sei un ragazzo sensibile, poi ti offendi e ci rimani male. So anche un’altra cosa: spacciarsi per qualcun’altro può funzionare appunto solo su facebook, per non sentirsi soli e avere tanti “amici degli amici”. Nella vita reale prima o poi si presenta qualcuno che ti smerda, come ho fatto io con te, carissimo, anche se all’età che hai pensi di aver imparato a non bagnarti quando piove, e cerchi di rigirarla come pare a te, in maniera molto maldestra tra l’altro.
    L’anonimato sulla rete è un diritto, anche nel tuo schifossissimo blog. Invece non è un diritto prendere in giro i compagni che, pensando che tu sia chi dici di essere, scrivono su questo blog. Ma si sa, certi dirigenti pensano di essere intoccabili…
    Attenti, personaggi dalle mille facce. Prima o poi, quando meno ve l’aspettate, vi ritrovate nella merda

  51. infermieraaaaaa!!!

  52. Mah… resto sempre sbalordita, magari saró stupida, boh…
    Io credo che l’anonimato in rete trovi una giusta motivazione nella privacy e che non sia obbligatorio scodellare i propri dati (e fatti) personali a destra e a manca senza sapere quale uso ne venga fatto, ma approfittarne per aggredire gli altri, cercare di denigrarli, offendere, insultare e, magari, piazzarci qualche calunnia o diffamazione ben nascosti sotto un cappuccio, mi ricorda i metodi del ku klus klan.
    Per JBT
    Se Mantovani ti resta cosí odioso, perché non gli scrivi in privato, dicendogli chi sei ed esternando le tue motivazioni? Perché cosí, guarda che non hai “smerdato” nessuno, a parte il tuo nick.

  53. Cara patrizia, io non ho insultato nessuno. Tu invece sì. Ho semplicemente fatto notare come ci siano persone – tra cui il personaggio pubblico ramon – sempre pronte a pararsi il deretano quando vengono colte in fallo. Ramon, da bravo affabulatore in perfetto stile vendoliano, vi vuole far credere di poter usare facebook “a modo suo”, alle sue condizioni: mi ricorda Massimo D’Alema quando veniva criticato per aver pubblicato con mondadori e rispondeva che “usare i mezzi del capitalismo per dargli battaglia è strategico”…mah…
    Certe persone, poi, con l’altra metà del cervello si costruiscono l’immagine pubblica di “comunisti”, “rivoluzionari”, “anticapitalisti”, ecc. sulla base di una storia personale che si regge sempre su NARRAZIONI autoprodotte, non sulla realtà. La realtà viene fuori solo in determinate occasioni, come quelle in cui questi personaggi sono costretti a rigirare retoricamente la frittata per venirne fuori.
    Ora, se tu questo non lo capisci, cara Patrizia, ti suggerisco di ritornare al tuo dubbio iniziale

    «magari saró stupida»

    e verificare se ancora di dubbio si può parlare

  54. Poi, scusa, patrizia…
    come faccio a scrivere a ramon in privato se lui stesso dichiara di essere “abbastanza conosciuto”? È ovvio che si considera un personaggio pubblico, è ovvio che ne va orgoglione, dunque è giusto che certe cose vengano scritte in pubblico…non ti pare?
    Ma lo sai che il nome di Ramon appare sull’Almanacco delle persone importanti del 21° secolo?
    Caspiterina….c’è da togliersi il cappello e da invidiare un tale prestigioso riconoscimento 😉
    Rimane la mia domanda iniziale: come abbiamo fatto a finire così “in basso e basta”?

  55. Cosí, sarei io ad averti insultato. E’ curioso, perché a te personalmente non ho rivolto che una domanda ed un consiglio, al quale, al massimo, avresti potuto rispondere con un “fatti i fatti tuoi”. Il resto é semplicemente una mia considerazione su quanto succede quotidianamente in rete, spesso tra compagni e che non riesco a giustificare nemmeno con la vittoria del berlusconismo o la diffusa cultura di destra. Ma é evidente che ti sei sentito offeso dal mio pensiero, che peró non hai contestato e su cui non hai argomentato, limitandoti a ribadire accuse ed insulti a Mantovani. Quanto a quelli, se ne ha voglia, ti risponderá lui, io, invece, vorrei insistere su alcuni concetti.
    D’Alema, a me, non é mai piaciuto, quasi d’istinto, ma non mi sarebbe mai venuto in mente di contestarlo per aver pubblicato con mondadori, per la stressa ragione per cui non mi sento colpevole di far la spesa al supermercato o di contribuire al successo del capitalismo lavorando sotto padrone. Questo genere di critiche le trovo accettabili soltanto dai barboni o da chi, in qualche modo, riesce a tenersi al di fuori del sistema e sono davvero pochi e spesso mi trovano in disaccordo, ma questo é un altro discorso. Da chi, al contrario, nel sistema é immerso sino al collo, come, penso, tutti noi, mi aspetto argomenti e fatti piú politicamente consistenti. Idea mia, eh… quella di una stupida, ovviamente… 😀
    Quanto al fatto che Mantovani appaia sull’almanacco delle persone importanti del 21 secolo, sinceramente non me ne importa un bel niente, per me potrebbe apparire anche su quello delle piú importanti nella storia del mondo, che non farebbe differenza. Sa rispondere alle mie domande? Ha voglia di farlo e di aiutarmi a chiarire alcuni punti? Sul web tanto mi basta, i giudizi specifici su persone che nemmeno conosco non solo non mi interessano, ma li trovo anche stupidi, dal momento che non ho modo di verificarli e che abbia due account du fb o cinqie su twitter, decisamente non é un crimine e ritengo che siano fatti suoi, dei quali da conto solo se lo ritiene opportuno.
    Tu, invece, sei entrato a gamba tesa in una discussione politica aggredendo non il discorso, ma la persona e coinvolgendo anche chi legge con appelli ai “compagni” ed argomenti che, scusa, trovo piuttosto vacui.
    Se la tua é un’antipatia personale, Mantovani puó ben essere un personaggio pubblico, ma la querelle dovrebbe restare privata, se, al contrario, é politica, che senso hanno le considerazioni sui suoi retropensieri? Lo conosci cosí bene? In tal caso fai malissimo, a mio parere, a non dire chi sei e se non lo conosci… hai forse la palla di vetro, poteri paranormali di lettura del pensiero?
    Ribadisco, che sia Mantovani o un pinco pallino qualunque non fa differenza, quello che non trovo accettabile, specialmente da chi si definisce compagno, sono queste modalitá che sono quantomeno parecchio maleducate. Credo che se non ritroviamo il senso di fratellanza ed il rispetto reciproco, non ci sia ideologia comunista che tenga, finiremo dritti dritti nella barbarie. E’ questo é politico e mi riguarda.
    Ciao.

  56. e adesso che Bertinotti nel suo ultimo saggio ci ha scavalcati a sinistra…che facciamo?

  57. Patrizia,
    ma hai mai pensato di poterle trovarle da sola le risposte alle tue domande, senza l’ausilio di qualche demiurgo occasionale e per fortuna transeunte come ramon? Io sarò presuntuoso, ma non sento di averne bisogno.
    Secondo te non c’è politica in un atteggiamento come quello di chi prima spara merda su qualcosa che alimenta, poi nega di averlo fatto perchè qualcuno glielo fa notare? Per me questo atteggiamento rivela una precisa attitudine politica, ed è tutt’altro che «vacuo», oltre a non avere nulla a che fare con l’antipatia. Lascio che sia tu a definirne i caratteri, se ti va.

    Caro Giuseppe,
    tu continua pure a essere scudo e spada del partito e dei suoi leader. Magari a 150 anni ti svegli

    Caro Pietro,
    fino a quando qualcosa viene alimentata, non ci si può fregiare di combatterla, a prescindere da chi tiene questo atteggiamento ondivago, mantovani o bertinottio chicchessia. L’importante è non fidarsi e non prendere per oro colato le azioni e i pensieri dei c.d. leaders, autoproclamati o eletti che siano, come invece mi sembra succeda in questo blog, per il sommo piacere del suo proprietario

  58. egregio jbt, sei un fenomeno. frequenti il mio “schifosissimo” blog. per postare contributi interessanti ed arricchenti il dibattito. come questi:

    il 15 maggio 2011:
    “Grande Dominique!!!! Dovrebbero fare tutti questa fine i capi del FMI. Solidarietà con la cameriera”

    il 12 giugno 2011 alle 9,23:
    “Ma scusa, Ramon…la FdS non è un contenitore speculare a quello di Vendola? Mi sa che vi incensiate un po’ troppo”

    il 12 giungo 2011 alle 10,05:
    “«Per noi il processo di costruzione della Federazione deve intrecciarsi con un più ampio processo di unità delle forze della sinistra di alternativa. Per questo riteniamo necessario proporre a SEL, all’IdV, ai Verdi e alle forze anticapitaliste, di dar vita ad un processo unitario al fine di costruire un polo politico della sinistra di alternativa. In questo quadro chiediamo alla Fds di proporre la costruzione di gruppi unitari delle forze a sinistra del Pd negli enti locali» Dal documento approvato all’ultimo CPN del PRC

    Posso fare una domanda?
    Se SEL è, nelle parole di ramon, «sempre e solo contenitori e nuovismo», perchè sono ormai 3 anni che la FdS o chi per lei implora spasmodicamente un’alleanza con chi fino ad un secondo prima era da biasimare, se non altro dal punto di vista politico? Addirittura a Savona avete appoggiato un candidato dell’UDC…”

    io ho risposto:

    il 12 giungo 2011:
    “egregio jbt, la risposta al primo post è no. basta leggere i documenti e lo statuto della federazione della sinistra per capirlo.
    alla domanda del secondo post ho già risposto ad altri diverse volte. se ne hai voglia leggiti i diversi miei post qui sopra.
    ma date le domande dubito che ti interessi discutere di alcunché.
    ciao”

    ed ho dovuto aggiungere sempre il 12 giungo 2011:
    “ho cancellato un post con un unico contenuto: insulti a jbt.
    qui si può insultare solo il sottoscritto. ed è vietato mettere post il cui unico scopo è quello di fare risse inconcludenti. ci sono mille altri siti dove gli emulatori del grande fratello possono sfogarsi.”

    poi, jbt in coda a questo articolo prima mi considera una persona normale ed infatti scrive:

    “Giovanni,
    tu e Luigi Vinci dovreste spiegare un po più chiaramente quali sono le ragioni politiche di una “presa di distanza” (che va sempre verificata) che io potenziale elettore, sinceramente, non comprendo. Possibile che, in tre anni e più, una mente acuta come Vinci non si sia accorto che le cose stavano come dice? Riassumendo velocemente, cosa sta a cuore a Vinci?
    1) Che il partito esista
    2) Che il partito si radichi
    3) Che il partito abbia una linea chiara
    4) Che il partito prenda voti

    Non vedo cosa differenzi gli auspici di Vinci da quelli di Mantovani”

    e poi all’improvviso, dopo che ho scritto questa risposta ad un tal giovanni:

    “egregio giovanni, a te sembra normale che io debba discutere con te qui sul mio blog delle “accuse” di vinci? davvero, dimmi, credi che possa essere utile a qualcuno? certo se vinci avesse rivolto queste critiche in sede di cpn e di persona avrei anche detto la mia. come lo avrei fatto se l’avesse detto in direzione in una qualsiasi delle riunioni alle quali ha pure partecipato.
    io mi sono proprio stufato di questo modo di fare. di concepire la discussione politica. tutto è ridotto ad accuse e controaccuse. risse verbali. esagerazioni intollerabili. deformazioni delle posizioni altrui e chi più ne ha più ne metta. è una triste realtà che molti militanti di sinistra ragionino e discutano come fanno in tutti gli altri partiti. a suon di scontri feroci e di colpetti di scena.
    lascio il documento che hai messo solo perché negli ultimi giorni non ho potuto controllare il blog. ma ti diffido di metterne altri.
    se volete discutere così andate pure su fecebook o su mille altri siti di merda dove impera il tifo acritico, gli slogan, e mille personaggi e personaggini alla ricerca di “visibilità”. e auguri.”

    il nostro jbt posta il seguente scritto:

    “Attenzione, cari compagni. Diffidate di chi dice che Facebook è una merda e poi ha non uno, ma ben due indirizzi personali. Ma che gente c’è a gestire il nostro povero partito? Come siamo arrivati così “in basso e basta”?”

    continua

  59. così, io ho pazientemente risposto:
    “JBT. è vero che ho due indirizzi facebook. ma c’è il mio nome e la mia faccia. il tuo nome e la tua faccia quali sono?
    comunque ribadisco che facebook è una merda come luogo di discussione politica. l’altro giorno ho letto un grande annuncio. suonava più o meno così: “abbiamo deciso di fondare un partito con uno statuto serio. il nome e il simbolo lo decideremo in seguito.”
    mah!
    perché ho due indirizzi?
    il primo per poter avere contatti con persone e compagni che non avrei facilmente trovato o ritrovato. perfino compagni delle elementari e amici d’infanzia. siccome sono un po conosciuto più di 5000 persone mi hanno chiesto la “amicizia”. il sistema non ne accettava di più. così, per evitare di far diventare il mio profilo quello di un “personaggio pubblico” costringendo chi voleva avere un contatto con me a dichiararsi mio “fan”, ho dovuto aprirne un secondo.
    il mio uso di facebook si limita a pubblicare la notizia di un nuovo articolo sul mio blog e a mantenere contatti con chi mi saluta o scrive. non partecipo alle mille risse che ogni giorno vedo pubblicate.
    ciao”

    ed ecco l’ultimo post di jbt rivolto a me:

    “Sai cosa ci faccio io con le persone conosciute e pubbliche come te, Ramon? Non te lo scrivo perchè so che sei un ragazzo sensibile, poi ti offendi e ci rimani male. So anche un’altra cosa: spacciarsi per qualcun’altro può funzionare appunto solo su facebook, per non sentirsi soli e avere tanti “amici degli amici”. Nella vita reale prima o poi si presenta qualcuno che ti smerda, come ho fatto io con te, carissimo, anche se all’età che hai pensi di aver imparato a non bagnarti quando piove, e cerchi di rigirarla come pare a te, in maniera molto maldestra tra l’altro.
    L’anonimato sulla rete è un diritto, anche nel tuo schifossissimo blog. Invece non è un diritto prendere in giro i compagni che, pensando che tu sia chi dici di essere, scrivono su questo blog. Ma si sa, certi dirigenti pensano di essere intoccabili…
    Attenti, personaggi dalle mille facce. Prima o poi, quando meno ve l’aspettate, vi ritrovate nella merda”

    continua

  60. ora, io di solito non rispondo nemmeno agli insulti rivolti a me (anche se non li cancello mai). ma il post di jbt è così esemplare che merita di essere preso in considerazione.

    vediamolo nel merito:

    “Sai cosa ci faccio io con le persone conosciute e pubbliche come te, Ramon? Non te lo scrivo perchè so che sei un ragazzo sensibile, poi ti offendi e ci rimani male.”

    questo è l’incipit. si tratta, con tutta evidenza, di un ragionamento profondo, articolato, elaborato allo scopo di dare un giudizio sulla mia persona. cosa ci farà mai il nostro jbt con i personaggi pubblici e conosciuti? chissa?!!! essendo “sensibile” tremo! o forse, essendo, come tutti i personaggi pubblici, sensibile come l’asse del mio cesso, rimango indifferente e deciso a convivere con l’enorme dubbio: cosa ci farà mai jbt con i personaggi pubblici?

    ma il nostro jbt continua e chiarisce:

    “So anche un’altra cosa: spacciarsi per qualcun’altro può funzionare appunto solo su facebook, per non sentirsi soli e avere tanti “amici degli amici”. Nella vita reale prima o poi si presenta qualcuno che ti smerda, come ho fatto io con te, carissimo, anche se all’età che hai pensi di aver imparato a non bagnarti quando piove, e cerchi di rigirarla come pare a te, in maniera molto maldestra tra l’altro.”

    come mai mi merito l’addebito di spacciarmi per qualcun altro?
    per non sentirmi solo! secondo jbt.
    ma jbt il castigatore di personaggi pubblici mi ha smerdato.
    io ho due account su facebook. e mi ero permesso di spiegargli il perché. ma è evidente che ho mentito. io non ho due profili su facebook perché essendo un po conosciuto molte persone mi hanno chiesto un contatto (sarò stato io ad imporre a facebook di chiamare i contatti “amicizia” per avere tanti amici e amici degli amici?) e arrivato alla soglia di 5000 ho scelto di non dichiararmi “personaggio pubblico” per non costringere nessuno a dichiararsi mio “fan”. io ho due profili perché sono probabilmente megalomane, un tipo alla “lei non sa chi sono io!”. e siccome jbt mi ha smascherato, smerdato, sputtanato, perché ha “rivelato” che ho ben due profili su facebook, è provata la mia malafede. ed è provato che sono un megalomane. peccato che il fatto che io abbia due profili su facebook lo può sapere chiunque. basta andare su facebook e mettere il mio nome e compaiono i due profili. penso che lo smascheratore di personaggi pubblici lo abbia “scoperto” così. o no?
    insomma, l’unica accusa che mi si muove è di avere due profili su facebook. un vero delitto visto che ho detto che le discussioni politiche fatte a suon di pettegolezzi, slogan, insulti, accuse e controaccuse, su facebook come su altri mille siti, sono una merda. mi si accusi allora di possedere il telefono. perché siccome penso che le persone che usano il telefono in modo ossessivo per ore al giorno per comunicare cose superficiali ed inutili ne fanno un uso sbagliato, secondo la logica del nostro jbt non dovrei possederlo. e prima che mi smerdi anche su questo dichiaro di possedere un cellulare ed anche un telefono fisso. ben due numeri telefonici.

    concludiamo:

    “L’anonimato sulla rete è un diritto, anche nel tuo schifossissimo blog. Invece non è un diritto prendere in giro i compagni che, pensando che tu sia chi dici di essere, scrivono su questo blog. Ma si sa, certi dirigenti pensano di essere intoccabili…
    Attenti, personaggi dalle mille facce. Prima o poi, quando meno ve l’aspettate, vi ritrovate nella merda”

    già patrizia ha scritto cose sensate sull’anonimato in internet. non le ripeto.

    però vorrei aggiungere (in sede di autoanalisi psicologica) alcune cosette:

    l’anonimato nel mio blog è un diritto solo ed esclusivamente per mia scelta. perché qualsiasi blog può anche essere unidirezionale (si può leggere e non si possono postare commenti, oppure si possono postare commenti solo dopo aver passato il vaglio del proprietario del blog, oppure ci si può iscrivere e solo dopo che il proprietario ha verificato l’identità dell’avventore quest’ultimo può postare). devo essere proprio instabile mentalmente se, essendo uno dalle mille facce ed un imbroglione, ho scelto di aprire il mio blog a eventuali castigatori capaci di smerdarmi. ma questo è solo un piccolo dettaglio.
    ho anche scelto di non cancellare mai gli insulti rivolti a me. e di tutelare solo terze persone, anonime o meno. come è successo quando qualcuno ha insultato jbt. mica male per un megalomane. devo davvero avere forti disturbi della personalità!!
    ho scritto mille volte che qui l’anonimato è ammesso. ma ho detto più volte anche che una cosa è usarlo per evitare mille usi impropri del proprio nome e cognome e indirizzo email (come dice patrizia) ed un’altra è usarlo per insultare minacciare e così via. equivale a fare una telefonata o a scrivere una lettera anonima per minacciare ed insultare qualcuno.
    per quanto sia un diritto di fatto (nel caso dei blog una concessione dell’intestatario) l’anonimato per insultare o diffamare o minacciare qualifica chi lo usa come vigliacco, come minimo come vigliacco. per la proprietà transitiva jbt avrebbe dovuto difendere il diritto ad essere vigliacchi. o no?

    infine, io sono ultratoccabile, come si vede dai danni irreparabili che sono derivati dallo sputtanemento che jbt mi ha inflitto.
    mentre è jbt ad essere intoccabile. veramente intoccabile. tanto che può insultare senza minimamente prendersi alcuna responsabilità.
    ciò che anche da anonimo dovrebbe spiegare è perché frequenta il mio blog. che essendo schifosissimo non è all’altezza per ospitare i suoi interessantissimi commenti.
    ciao

  61. ah dimenticavo. dove si trova l’almanacco? davvero non sapevo nemmeno che esistesse. se l’avessi saputo megalomane come sono avrei pagato chissà quale cifra per essere citato. ma mi chiedo: come mai jbt conosce così bene certe pubblicazioni?
    io mi accontento ancora di studiare marx.

  62. Mi sa che Marx lo devi studiare ancora un bel po, caro ramon, prima di poterti definire come fai.
    Grazie dell’interesse e del tempo che hai speso per rispondermi.
    Sai benissimo che i miei sono avvertimenti a livello politico: quando scrivo “attenti a voi, dirigenti intoccabili”, mi riferisco alla durezza della stagione che verrà per tutti coloro che si arroccano sui loro ruoli e li santificano come fai tu, caro ramon. La legittimità che vi siete così faticosamente guadagnata sta venendo meno, e quando succederà ad esempio i precari non si faranno più difendere da chi guadagna pensioni da parlamentari, stipendi da presidenti di regione o indennità da funzionari di partito, a prescindere da quanto efficacemente sappiano argomentare. Già non vi credono più. Ma altro succederà, e gli ammiccamenti in cui siete maestri non serviranno.

    p.s.: penso si intitoli “L’indice delle personalità” (ma non ne sono sicuro) ed è una raccolta di nomi di personaggi che in qualche modo hanno a che fare con la storia contemporanea.
    Quando farai la storia, ramon?

  63. io ho un unico ruolo. sono membro della direzione e militante del prc. ogni tanto scrivo su liberazione e sul blog. dicendo opinioni. non ho incarichi esecutivi ne li avrò mai più, come non sarò più candidato a nulla. su o in cosa sarei arroccato? cosa santifico?
    ora il fatto che abbia fatto il funzionario e il parlamentare diventa l’addebito. e sia!
    almeno è più chiaro.
    il qualunquismo avanza, e con esso ogni contenuto, riflessione, approfondimento, studio, ragione, idea viene cancellato dall’accusa terribile e senza appello: fai parte della casta!
    molti precari ed operai pensano che la loro condizione sia naturale, che sia giustificata, che debbano accettare i sacrifici, ed altri che pensano che sia ingiusta. ma spesso ne gli uni ne gli altri capiscono l’origine dei loro problemi. il potere (quello vero e che comanda) che usa i mass media ed usa persone inconsapevoli come te per veicolare i loro contenuti, sapendo bene che non possono ottenere da loro la contentezza per la loro condizione, gli indicano un falso nemico: la politica e la rappresentanza.
    ed ecco che in attesa del di fatale nel quale ci sarà l’insurrezione dei precari bisogna dedicarsi con ostinazione a predicare contro i funzionari di partito.
    peccato che senza funzionari di partito non ci sarebbe stata la resistenza contro il nazifascismo, non ci sarebbero state mille conquiste che hanno cambiato la vita di decine di milioni di persone, ne potrebbe esserci la resistenza e la lotta contro l’attuale dittatura del capitale.
    perché gli sfruttati e gli oppressi non contano se non si uniscono ed organizzano. se non studiano e non diffondono le proprie idee. se non si organizzano per portare nelle istituzioni le loro rivendicazioni. e queste cose senza funzionari, che prendono lo stesso stipendio degli operai nella stragrande maggioranza dei casi, non si possono fare.
    a meno che un ultramiliardario reazionario non fondi con i suoi soldi un bel movimento e che dica che in parlamento un operaio condannato penalmente per aver fatto un picchetto durante uno sciopero o un blocco stradale per una protesta non può essere eletto in parlamento.
    forse non ti sei accorto che dici le stesse cose del signor beppe grillo. che ragioni esattamente come lui. e che come lui quando ti si fa una critica non sei capace di far altro che rincarare la dose di insulti e grida.
    per giunta coperto da un vile anonimato.

    chiudiamola qui, egregio jbt.

    divertiti a ragionare così dove è consuetudine ragionare così.

    su fecebook per esempio.

    addio, spero.

  64. Preferisco pensare che il meccanismo politico e quello economico capitalisti siano due facce della stessa medaglia, egregissimo ramon. E se qui c’è uno che assomiglia a grillo quello sei tu, col tuo bel partitino del 2% quasi all’altezza del movimento cinque stelle, o sbaglio? Dai, che se ti metti d’impegno magari ci torni in parlamento! Il mio nemico non è la rappresentanza perchè sono qualunquista; il mio nemico è la rappresentanza (anche come concetto) perchè OGGI il capitale, grazie alla democrazia, ha potuto tornare a istituire quella che tu chiami impropriamente dittatura, visto che puoi avere un blog tutto tuo senza che nessuno te lo chiuda. Quello odierno è un regime di asservimento che ruota proprio attorno alla rappresentanza come contentino generale e come prebenda per le persone come te, alcune delle quali a fare la parte dei rivoluzionari incazzati.
    Ti informo, se non lo sai, che sia aristocrazia, che monarchia, che dittatura si basano sul principio della rappresentanza. Cosa cambia se a prendere le decisioni sono 25, 1000 o 2 persone? Anche se pensi di avere idee diverse da Storace o da Grillo, caro ramon, fate parte entrambi della stessa macchina, che va distrutta in qualche modo, paradossalemte per te proprio per realizzare le idee in cui dici di credere.
    Scrivi che senza i funzionari di partito non ci sarebbe stata la resistenza contro il fascismo. Perchè, forse i fratelli Cervi hanno aspettato l’ordine del ramon di turno per andare a combattere? Piuttosto dovresti riconoscere un’altra cosa: i funzionari di partito alla Togliatti e alla Pajetta hanno aministiato i fascisti a tal punto che alla fine della guerra i criminali erano diventati i partigiani, e oggi ci ritroviamo con milionate di quelli lì che fanno il bello e il cattivo tempo. Ma in che mondo vivi, ramon? Te lo dico io: in quello delle tue convinzioni su te stesso e sulla tua “storia”, che sono sbagliate. Non mi convincerai mai dell’indispensabilità del tuo ruolo, che hai dimostrato essere inscindibile dalle tue idee; magari ci puoi riuscire con i tuoi adepti. Consolati con loro

  65. Siamo tutti transeunti, Jbt e tutti abbiamo qualcosa da imparare e magari la necessitá di confrontare le nostre convinzioni, di provarne la validitá. Anche tu, altrimenti non avresti scritto neppure una riga. Peccato che a volte sia difficile ammetterlo anche solo con se stessi e si rivolga su altri la propria rabbia nel sentirsi impotenti.
    Fa un po’ tu, a me sembra una perdita di tempo e un modo un po’ sciocco di farsi del male.
    Ciao

  66. massimiliano piacentini Says:

    Ciao Ramon,
    perdona la mia intrusione. Avevo dichiarato tempo fa che non avrei più scritto sul tuo blog poiché mi ritenevo insufficiente in “pazienza e stomaco”. Nonostante ciò, non ho mai smesso di leggere e di apprezzare i tuoi contributi, che hanno sempre la caratteristica di trasmettere chiaramente, al di là dell’esito delle analisi specifiche, procedimenti e metodi di lettura degli avvenimenti. Ora, ti chiedo, cosa è stato della discussione da te più sopra proposta sulla Libia? Non ho alcun intento polemico, davvero, ma perché ti ostini a difendere la tua persona, la tua storia, dalla stupidità? Io penso che dalla stupidità non ci si possa difendere e che i post qui sopra lo dimostrino incontestabilmente. Credo, inoltre, che siano la dimostrazione di come la politica (quella intesa ovviamente come pura rappresentaza parlamentare) sia vittima dell’economicismo o del naturalismo capitalistico. Così, mentre da ogni parte si afferma la visione per cui i problemi sarebbero generati da un sovrappiù insopportabile di politica, dall’altra “Noi” dobbiamo constatarne invece proprio i limiti e l’insufficienza. La politica è esattamente ciò che manca, proprio perché è ostaggio dell’economicismo. Nessun discorso serio sulla democrazia dovrebbe prescindere da questa semplice realtà. Tempo fa dalla direzione del Prc si alzò forte la proposta del partito sociale. Bene, mi dissi, qualcuno inizia a comprendere che bisogna riappropriarsi della faccia Costituente della politica. Quella faccia purtroppo abbandonata a tutto vantaggio di quella della rappresentanza. Quella faccia che può lilberare energie, passioni, e creare contropotere, affetti, relazioni non reificate. Secondo il mio modesto parere, la base del partito non si è rivelata e non si sta rivelando all’altezza di un compito così importante. Prevalgono le piccole dispute, le discussioni oziose. Prevale l’afasia, da cui discendono poi senso di impotenza e -come dimostrano i post poco sopra- frustrazione. Anche se poi quando siamo stati nel movimento per l’acqua abbiamo visto quanto sia potente la faccia costituente del politico e quanto ci sia e si senta il bisogno di ciò. Per me è stata un’esperienza esaltante in ogni posto dove ho potuto dare il mio piccolo contributo. Bene l’assemblea dell’Ambra Jovinelli: è lì che si vince. Dove si ricrea la politica, cioè necessariamente nella società, nei luoghi del conflitto e della creazione di coscienza collettiva. Qui le critiche moralistiche alla casta sono fuori luogo; non si scambia il prodotto (la casta) con la causa (il sistema). Ma sopratutto non si perde di vista il centro di ogni questione, che era ed è il modo di produzione. Siamo di fronte al tentativo di cancellazione pura e semplice della società (lo aveva auspicato tanto, tanto tempo fa la signora Thatcher) delle culture e della politica ad opera di un “economia” fittiziamente separata dal resto e ora anche da se stessa. Siamo di fronte a un deficit e non a un eccesso di politica! E tutto il moralimo da quattro soldi sulla casta è buono anche per occultare il deficit di cui sopra.

    ti saluto Ramon, spero di vederti il 15, ciao

  67. molto bene. finalmente jbt ha mostrato di essere il solito importuno che entra, fingendo di interloquire, per poi sciorinare la sue teorie strampalate di stampo individualistico. crede di fare una cyberguerriglia. ma è solo un piccolo parassita innocuo dei siti altrui.
    per favore ignoratelo.
    ciao

  68. caro massimiliano, oltre a non essere un intruso poni problemi molto seri e che meritano attenzione.
    sono d’accordo su quanto scrivi. ma, e c’è un ma, io non sono dell’opinione che si debba fare una sorta di apologia dei movimenti per criticare lo stato un cui versa la politica.
    inoltre il problema non risiede nell’economicismo. bensì nella separatezza della politica istituzionale dai processi sociali concreti e perfino dalla società in quanto tale. per dirla banalmente se la politica è una tecnica di gestione dell’esistente e i politici sono competitori per conquistare il posto di gestori, se il terreno della competizione è quello dell’immagine e della comunicazione pubblicitaria, va da se che la società non esiste. esiste invece una massa di consumatori elettori da manovrare, illudere, lusingare, “fidelizzare”. individui passivi che possono solo scegliere ciò che costituisce l’alternativa ammessa dal sistema. possono cioè solo scegliere una delle due versioni del governo dell’esistente non già sulla base di un programma e di obiettivi chiari, bensì sulla base di un tipico complesso di motivazioni che hanno più a che vedere con le tecniche pubblicitarie che con i propri interessi concreti. sempre più persone votano non “per” ma contro qualcuno. tanto che gli stessi schieramenti normalmente fanno una campagna deliberatamente tesa a promuovere l’astensionismo nel campo avverso invece della conquista dei voti sulla base di interessi concreti. non è mica un caso se tutti i sistemi presidenziali e bipolari incorporano un astensionismo enorme rispetto ai sistemi puramente proporzionali. una cosa è infatti convincere un operaio o un precario a scegliere sulla base dei propri interessi materiali (per avere la coscienza dei quali è indispensabile esattamente il conflitto sociale e una battaglia culturale che disveli le contraddizioni per quelle che sono) ed un’altra è dare per assodato che il tifoso dell’avversario si può al massimo demotivare facendo apparire l’avversario come un cesso, o come potenzialmente perdente. naturalmente questa mia è una estrema semplificazione che non spiega tutto. infatti, dopo che la destra ha governato la politica spettacolo prevede che lo schieramento avverso esibisca una non meglio definita “volontà di cambiamento”. ma questa volontà di cambiamento sebbene alluda al desiderio di cambiamento motivato da interessi concreti, che pur è sempre presente nella società, la iscrive e conclude nell’ambito di quella alternanza che non si propone affatto di cambiare alcunché nei rapporti di forza sociali. non per caso la “grande partecipazione” per gli elettori dovrebbe manifestarsi nella scelta del leader, del capo. così che il vero oggetto del contendere, che è sempre il cosa si farà concretamente una volta vinte le elezioni, sia messo al riparo da spinte incontrollate ed incontrollabili. vendola potrebbe anche teoricamente vincere le primarie, avvalendosi di quel desiderio di cambiamento concreto che esiste, tanto più dentro una crisi come l’attuale, ma essendo il sistema maggioritario e bipolare, poi i cambiamenti veri non arriverebbero mai perché i poteri forti e il personale politico eletto al seguito di qualsiasi leader al momento giusto farebbero sentire il proprio peso. in italia non solo sulle questioni economico sociali, come in tutti gli altri paesi europei, ma anche sui diritti civili. perché in italia il centrosinistra è composto per larga parte di cattolici conservatori e perfino integralisti. sono si contro berlusconi, contro il razzismo della lega ecc ma sono anche contro i matrimoni gay, la fecondazione assistita libera, l’eutanasia, e perfino contro il divorzio breve. mentre altri del centrosinistra che sono veramente laici sono liberisti in economia e confindustriali convinti.
    ora, se tutto questo è vero, come è possibile che operai della fiom, marciatori del gay pride, raccoglitori di firme per l’acqua pubblica, non vedano questo problema?
    è possibilissimo. avendo accettato la separazione della politica dalla società come fatto immodificabile pensano che solo la scorciatoia della scelta del leader possa sparigliare le carte. oppure pensano che la separatezza della politica dalla società debba essere accettata partecipando alle elezioni senza porsi il problema concreto di chi le vince, dato il sistema elettorale, ed esponendosi così all’accusa, non del tutto infondata, di esagerare nei contenuti al punto di far vincere i più ostili a quei contenuti.
    caro massimiliano, la separatezza della politica dalla società, intrinseca ai sistemi bipolari nel tempo dell’egemonia del pensiero unico, non agisce solo sul versante della rappresentanza istituzionale bensì anche su quello dei movimenti sociali.
    ed ho tralasciato il sistema mass mediatico e la sua funzione di consolidamento della concezione della politica come competizione fra leader ecc.
    insomma, si può girare come la si vuole ma per chi si propone di combattere con il conflitto sui contenuti concreti la strada è in salita. e senza la consapevolezza che le cose stanno così si finisce per essere egemonizzati dal pensiero dominante. ed è da qui che derivano anche certe degenerazioni che tu denunci. come me del resto. perché molti militanti, sia dei partiti, sia dei movimenti, sono dediti a pratiche che denunciano la loro inadeguatezza.
    un abbraccio

  69. se avete da fare polemiche locali contro personaggi locali non fatele qui. delle beghe in questo o quel paese ai lettori del blog che non conoscono ne persone ne luoghi non può fregare nulla.
    e non fatemi perdere tempo a cancellare post di questo tipo.

  70. e ora pendete di nuovo dalle labbra di Bertinotti ma possibile non imparate mai? unire i comunisti no vero? quello non si può! meglio il Berty…

  71. ed ecco “gianni”, con un bel post pieno di idee, riflessioni, approfondimenti, analisi, proposte.
    se qualcuno cita bertinotti, ma varrebbe per chiunque altro, ecco che “si pende dalle labbra”. l’unità dei comunisti o della sinistra, fa lo stesso, è uno slogan da scagliare così in qualsiasi polemica.
    ma possibile che ci sia gente che crede di essere comunista o di sinistra e discute esattamente come fanno gli attori del grande fratello?
    si, è possibile. ed è la semplice dimostrazione di come la cultura dominante e la conseguente politica-spettacolo sia egemone.
    caro gianni, hai mille siti dove sfogarti e dove potrai trovare altri come te disposti a litigare, insultare, gridare, urlare slogan, all’infinito. frequenta quelli e basta. e non perdere altro tempo a frequentare siti che si sforzano di essere seri.

  72. giovanni Says:

    Ai de mi caro Ramon,
    vedo con rammarico che la qualità non decolla . che triste questo sputacchiamento cui ,tu e gli argomenti tuoi e di altri,devi sottoporre la pazienza. Comunque l’argomento che in lrggiadra sintesi ti sottopongo è il seguente:
    considerato l’insieme o il disgiunto,del fronte di opposizione sia nella sua espressione parlamentare sia nella espressione civica talvolta addirittura civile noto una manchevolezza generata ,probabilmente dall’analisi. L’incapacità sostanziale e formale di definire un “campo base” utile per mantenere una posizione di confronto e di successivo slancio verso una qualche vetta.
    Una proposta unitaria di “fronte per la costituzione” che possa avere anche la dignità ( visto che l’audacia non pare sia ) di costituire un serio limite alle “indispensabili” alleanze elettorali.
    Penso che la profonda disgregazione abbia necessità di un primo punto che ancora l’opposizione non abbia formulato.
    Cosa ne pensi? Un abbraccio
    Giovanni

  73. Avanti con gli errori abbiamo “portato” il nuovo Masianello DeMagistris agli altari e lui adesso vuole rottamare tutti i vecchi partiti e farne uno nuovo tutto suo, bravi bravi continuiamo così!

  74. ho letto ambdue le mozioni congressuali: una e’ fuori dal mondo (Falce e Martello) l’altra quella di maggioranza e’ fumosa, piena di contraddizioni ( come quando riconosce lo sbaglio del governo Prodi nel 2006..ma poi vuole fare lo stesso errore con un’altra alleanza con il PD…naturalmente per stanare le contraddizioni esistenti in quel partito..ci mancherebbe)
    L’unica contraddizione che vedo nel PD e’ tra politici veri ( in senso tecnico e non moralistico) con un minimo di ricordo di quel che fu il PCI (D’Alema e Bersani) e altri inesistenti che portano acqua al mulino delle destre ( Veltroni l’africano e il rottamatore Renzi): la disputa che si e’ aperta tra questi due campi all’interno del PD e’ la sola ragione che potrebbe spingermi a votare la mozione di maggioranza…
    Certo avrei voluto un congresso piu’ domocratico, con piu’ mozioni e piu’ linee politiche ( invece adesso di linee se ne vede forse mezza) ma d’altronde a forza di scissioni, espulsioni, ecc non e’ che rimane molto.
    Il miglior congresso ( e anche quello piu’ partecipato nelle sezioni e’ stato quello di Venezia con le 5 mozioni..
    ciao

  75. egregio gianni, quindi noi non dovevamo fare una coalizione alternativa a centrodestra e a centrosinistra a napoli. dovevamo dire: cari napoletani tenetevi gli inceneritori, la spazzatura per strada, bevetevi le privatizzazioni, sopportate tutte le ingiustizie e il dominio della camorra. perché de magistris, se vincessimo le elezioni, potrebbe uscire dall’italia dei valori e voler fondare un nuovo partito.
    il settarismo e il cretinismo parlamentare (perché considerare le scelte elettorali non tattiche ma legate alla stessa identità è una iperbole del classico cretinismo parlamentare) non hanno limiti.

  76. caro giovanni, il problema che poni è serio.
    e noi abbiamo tentato di risolverlo più o meno come suggerisci tu.
    in due parole proponiamo, infatti, a tutti di lavorare per l’unità di tutti i movimenti impegnati nelle diverse lotte su contenuti avanzati. e contemporaneamente di unire la sinistra che si identifica in quei contenuti e che non vuole finire subalterna ai giochetti del bipolarismo.
    siamo per fare un accordo contro la destra, per sfidare tutti sui contenuti, perché consideriamo la sconfitta della destra un presupposto indispensabile per continuare tutte le battaglie.
    purtroppo il “nuovo ulivo” nasce tradendo la costituzione essendo d’accordo sulla modifica della costituzione per introdurre il principio ultraliberista del pareggio di bilancio.
    ma come al solito i contenuti sono oscurati dai leader e dalle loro fortune o sfortune massmediatiche, dai sondaggi, dai talk show, e così via.
    ma non desisteremo.
    quanto a certi post io sono contento che compaiano perché dimostrano in modo inequivocabile quanto la politica spettacolo e la logica del tifo calcistico siano penetrati negli scarsi cervelli di individui che credono di essere di sinistra ed invece sono solo una caricatura dei partecipanti al grande fratello.
    un abbraccio

  77. caro pietro, ora non ne ho il tempo, ma ti risponderò. come ho fatto sempre, anche se tu hai sempre ignorato le mie risposte, salvo riproporre sempre lo stesso argomento.
    intanto, visto che tu dovresti avere chiara una linea politica in testa, ti spiace esplicitarla, dirla, scriverla. invece che limitarti a dire che quella della maggioranza del partito è una mezza linea?

  78. la mia linea e’ molto semplice: dando per assodato che il Pd e’ partito totalmente dentro le dinamiche del mercato (lo definirei “acquistato dal mercato”) pur con isole sempre piu’ esigue non riconducibili totalmente ad esso, con una classe politica largamente mediocre anche in periferia, dobbiamo costringere il PD a fare due cose
    1) a non seguire pedissequamente le ricette della BCE dettate dal mercato
    2) a un confronto serio sui contenuti e non sulle poltrone
    Per fare questo bisogna avere una certa forza contrattuale che si raggiunge riunendo tutto l’arcipelago a sinistra di Sel ora frammentato: quindi Sinistra Critica, PCL, sindacati di base, compagni della CGIL e della FIOM non legati a Sel, “Indignati” nelle varie forme di popolo viola, Movimento 5 stelle ecc…
    Se facessimo un accordo elettorale con tutte queste sigle la soglia del 4% sarebbe a portata di mano, avremmo qualche deputato con i conseguenti finanziamenti e ci potremmo attrezzare per la seconda parte dell’impresa cioe’ quella che io ho esposta per prima ovvero l’attivita’ di condizionamento rispetto al PD.
    Ma se facciamo un accordo adesso con il nuovo ulivo avremmo una forza contrattuale pari a 0, forse ci farebbero eleggere due o tre deputati ma poi?
    Comunque il mio traguardo e’ tornare a un partito che interloquisca con i movimenti, che recuperi le varie scissioni o espulsioni e con esse recuperi forza e capacita’ progettuale: il partito del periodo 2001/2006 per intenderci…
    Ah..su una cosa la mozione di Falce e Martello ha ragione: sul progressivo slittamento che ha subito la linea politica uscita dal congresso di Chianciano, si e’ passato infatti da un progetto di polo anticapitalistico alternativo al PD a vagheggiamenti di entrata nel NUovo Ulivo ( almeno mi sembra che pezzi della FdS ipotizzino questo)…
    Ciao e grazie per l’attenzione

  79. per concludere l’ipotesi di pietro oggi su Liberazione Salvi chiarisce proprio codesta proposta entrare ORGANICAMENTE in un alleanza di governo con il PD, ma quane voci ci sono nella FdS?

  80. Valerio Bonfanti Says:

    Ma sei una volta almeno una Ramon obbiettivo? ma dove lo hai letto che il “nuovo ulivo” è tutto d’accordo per inserire in Costituzione il pareggio di bilancio su citami le fonti!! Vendola e DiPietro lo hanno negato quindi? e poi ma sei così sicuro che nascerà questo nuovo ulivo mi pare ancora tutta aperta la partita, ancora mi pare tutto in alto mare quindi lavoriamo sulla possibilità di fare accordi con la sinistra più vicina a noi, come giustamente propongono Diliberto e Salvi.

  81. caro pietro, ciò che tu proponi è illusorio ed irrealistico. non è una linea politica di una forza politica. è il risiko.
    vediamo il perché:
    1) il pd è un partito programmaticamente liberista. lo è perché ha deciso di esserlo fin dalla sua nascita. come lo è stato il pds fin dalla nascita. leggiti i documenti congressuali. e cerca di fare mente locale circa le sue ultime dichiarazioni fatte in sedi ufficiali, come il parlamento. che in un grande partito (grande elettoralmente) ci siano alcune persone che simpatizzano per questo o quel movimento e per questo o quel contenuto fuori dalla linea del proprio partito è normalissimo. che nella polemica contro la destra l’attuale direzione possa chiamare al voto per il referendum sull’acqua per poter dire “abbiamo vinto e berlusconi ha perso” salvo poi presentare proposte che pari pari ripropongono la privatizzazione della gestione dell’acqua è normale. che il pd tuoni contro la destra dicendo che è incerta sulla guerra in libia e che cerchi di dimostrare ai padroni USA di essere più affidabile, anche scontando qualche timido dissenso, è normale. sono cose normali perché fanno parte del “gioco politico” nel bipolarismo. scambiare questa o quella dichiarazione per una svolta politica è una illusione. null’altro che una illusione. purtroppo. anche nel partito democratico statunitense ci sono alcuni esponenti in parlamento che hanno posizioni di sinistra. ma il partito democratico e le sue rappresentanze parlamentari nel loro insieme sono liberisti e guerrafondai. e sfido chiunque, soprattutto i sognatori di grandi cambiamenti quando fu eletto obama, a dimostrare il contrario. il pendolo del bipolarismo o del bipartitismo fa si che quando governa la destra e nascono movimenti cresca la speranza che finalmente lo schieramento opposto produca un vero cambiamento. peccato che poi, siccome gli interessi dei poteri forti dominano lo schieramento opposto, la politica concreta non differisca di quasi nulla da quella della destra. e in italia è anche peggio visto, come ho già detto mille volte, che al contrario di altri paesi dove lo schieramento opposto alla destra è laico qui il centrosinistra è pieno zeppo di cattolici, spesso integralisti, che insieme alla destra hanno affossato i pacs, il divorzio in un anno invece che in tre, la fecondazione assistita, il diritto all’eutanasia, e così via. i mass media accreditano tesi infondate, come quella che anche tu condividi, che bersani e d’alema sarebbero legati alla storia del PCI. ma è una pura suggestione. d’alema ha esplicitamente seguito il modello di tony blair e insieme a lui e a clinton proponeva l’ulivo mondiale. o te lo sei dimenticato? l’ulivo mondiale è pari pari il superamento della socialdemocrazia verso il liberismo più selvaggio. d’alema ha anticipato berlusconi partecipando alla guerra in jugoslavia inviando i bombardieri italiani senza nemmeno il mandato del parlamento. una guerra, per altro, nemmeno discussa in consiglio di sicurezza delle nazioni unite. bersani non ha mai detto una sola parola in dissenso dalle politiche liberiste del partito socialista europeo, una sola, e si è caratterizzato per essere un ideologo delle privatizzazioni e delle liberializzazioni. ma siccome i due hanno uno stile più serio del signor veltroni tanto basta per farli percepire dai mass media come “più di sinistra” o addirittura come “ancora comunisti”.
    insomma, il pd è quello che dice di essere e soprattutto è quello che fa. bisogna fare i conti col PD come con tutti. ma avere come linea quella di far cambiare il pd, oltre ad essere subalterno e una semplice illusione. una forza che si proponga per realizzare i propri obiettivi di contare sul ravvedimento o sulla capacità di “trascinare” il pd a fare cose incompatibili con la sua natura è destinata semplicemente ad entrare nel pd e a cambiare lei. del resto il nuovo ulivo di cui parlano tanto assomiglia molto di più ad un partito che non a una coalizione.
    ovviamente nell’elettorato del pd c’è di tutto. compresi molti operai che lottano e molti impegnati in comitati e lotte di tutti i tipi. come ci sono centinaia di migliaia di persone che credono che il pd sia di sinistra e che il suo “moderatismo” sia una sano realismo. oggi le contraddizioni esplose con la crisi sono più visibili, ed è sui contenuti e sulle contraddizioni che bisogna lottare ed insistere. non certo fondare tattiche elettorali su giudizi circa la natura del pd. queste ultime sono incomprensibili per chi non legge, non sa, per chi è disinformato quotidianamente dai talk show, per chi crede che ci sia una destra e una sinistra indipendentemente dai contenuti. perché il bipolarismo è fatto così.
    continua…

  82. 2) caro pietro, tu proponi di unire, al fine di poter influenzare il pd, tutte le sigle e persone che hai elencato. il prc propone di unire tutta la sinistra anticapitalista per avere in italia un polo di vera sinistra in grado di contare nella società e nelle relazioni con le altre forze. tu stesso dici che bisogna unire tutto a sinistra di sel. scusa ma se il progetto è influenzare il pd perché sel non dovrebbe essere oggetto di questa proposta? sel propone ufficialmente di vincere le primarie per poi spostare a sinistra tutto il centrosinistra. o no? non è quel che proponi tu?
    ma la di la di questa curiosa contraddizione (tua) non si può giocare con le sigle come se fossero le armate del risiko.
    il prc propone di fare un accordo con il pd contro la destra. e propone di discutere liberamente dei contenuti, sfidando il pd e tutti sui contenuti. la ragione è semplice: nel bipolarismo si vota per far vincere uno schieramento contro l’altro. sottrarsi a questa realtà significa separarsi da decine di milioni di persone che pensano che berlusconi e la destra se ne debbano andare dal governo. la stragrande maggioranza di queste persone “sperano”, “sognano”, o se preferisci si illudono che questa volta, al contrario delle altre due volte che la destra è stata battuta, il centrosinistra al governo farà cose buone. a queste persone non si può dire che siccome il pd è liberista, guerrafondaio ecc allora si è indifferenti sul chi vince le elezioni. bisogna, invece, essere parte dello schieramento che batte la destra, e nella formazione dello schieramento far discutere apertamente e chiaramente dei programmi e dei contenuti. quasi tutte le sigle che tu hai elencato non pensano così. purtroppo. ma bisogna saperlo. il prc ha sempre proposto a tutti di unirsi per fare due cose. dare vita ad un polo della sinistra alternativa come obiettivo strategico e partecipare allo schieramento contro le destre pur prevedendo realisticamente l’impossibilità di avere un comune programma di governo condiviso con il pd. sinistra critica, pcl, buona parte del sindacalismo di base, e tante persone comunque collocate sindacalmente o nei movimenti di lotta, escludono categoricamente di fare qualsiasi accordo, anche elettorale, col pd. un’altra parte pensa che le primarie produrranno una vittoria di vendola e che questo cambierà la storia del paese. gli uni si illudono che alle elezioni si voti per i contenuti sociali e non per quale schieramento vince. gli altri si illudono che si possa cambiare la politica di un eventuale governo come se i cattolici del centrosinistra o gli ultraconfindustriali, i banchieri, le multinazionali, e più in generale i poteri forti sovranazionali e nazionali sparissero come per incanto.
    entrambe queste posizioni sono totalmente interne al bipolarismo e fanno propria la sua stessa logica. i contenuti diventano testimonianza ininfluente o suggestioni buone per la campagna elettorale per sparire il giorno dopo le elezioni.
    unire i movimenti di lotta, anche costruendo luoghi e istituzioni di movimento capaci di continuare la battaglia sui contenuti in qualsiasi quadro politico partorito dal bipolarismo, e unire la sinistra reale (senza esclusione pregiudiziale alcuna) per fare le due cose di cui sopra: un polo politico della sinistra vera e un accordo per battere le destre.
    questa è una linea politica. che noi abbiamo ripetutamente proposto a sinistra critica e a quasi tutti quelli che hai elencato tu.
    abbiamo registrato sempre risposte negative. assolutamente negative. non desisteremo e continueremo a proporlo. ma sarebbe insensato, ed anche poco rispettoso verso di loro, se facessimo finta che loro non abbiano fatto scelte e preso decisioni.
    questa nostra linea si nutre di una analisi sociale e politica. di una precisa analisi della crisi. e di una precisa analisi del sistema politico bipolare. per questo è una linea politica e non è la “pensata” della mattina che il pomeriggio è già stata smentita dai fatti.

    ciao

  83. caro mirko, ciò che dici non è vero. salvi ha detto che bisogna fare un confronto programmatico e poi verificare se ci sono le condizioni per un accordo organico di governo. è la stessa cosa che propone il prc. forse con la differenza che noi semplicemente prevediamo che alla fine del confronto si converrà che non esistono le condizioni per fare un governo insieme. ma questa è una previsione che in nessun modo si può anteporre al confronto.
    nella federazione ci sono tante voci quante forze ne fanno parte. la federazione non è un partito. e del resto non c’è in europa nessun partito che non abbia voci e posizioni diverse al suo interno.
    ma le decisioni della federazione sono prese negli organismi della federazione. se qualcuno proporrà di far diventare le sue idee quelle della federazione si voterà e si vedrà quale decisioni prenderà la federazione. fino ad allora vale quanto è già stato votato.
    la democrazia funziona così.
    ciao

  84. caro valerio, io prevedo che se nascesse il nuovo ulivo per candidarsi al governo farebbe proprie le indicazioni della banca centrale europea. sarei molto lieto di verificare che questa mia previsione è infondata. intanto il pd, come del resto ha fatto il psoe di zapatero insieme alla destra spagnola, propone di mettere il pareggio di bilancio nella costituzione. o no?
    ma questa non è una opinione qualsiasi. del resto il pds e la magherita, i verdi e sinistra democratica, e molti altri, furono entusiasticamente d’accordo sul progetto di costituzione europea che prevede esattamente la primazia del bilancio su qualsiasi politica e soprattutto sulla esigibilità dei diritti sociali. o no?
    le dichiarazioni di questo o quello non mi interessano. a meno che non spieghino come possono convincere il pd a fare il contrario di quel che vuole fare.
    infine allo stato prevedo che nascerà il nuovo ulivo.
    per il semplice motivo che il pd ha già detto in tutte le lingue possibili che PRIMA si scrive il programma di governo e poi si fanno le primarie per scegliere chi lo applicherà. e per il semplice motivo che ha l’interesse a vincolare sia sel che l’idv ad un programma che sia in grado di raccogliere il sostegno dei poteri forti. senza i quali il pd pensa che non si possa governare nemmeno un condominio.
    il resto sono stronzate.
    ciao

  85. giovanni Says:

    Si Ramon,
    capisco il distinguo importante e forse prioritario.Una breve considerazione sulla questione “capitalismo oggi” che vive ,a mia sensazione e opinione, una nova fase di inconsapevolezza.Lasciamo perdere i media ,che sono un sottoprodotto della sovrastruttura ,insisto sull’aspetto che riguarda una nuova consapevolezza sull’inefficacia o meglio sulla non adattabilità del capitalismo alle esigenze dell’immediato futuro.
    Sviluppo compatibile e pareggio di bilancio confliggono .L’uno non ammette l’altro.Affermare con forza il primo anche se non equivale a negare il secondo aiuta a creare le condizioni per discutere “alla pari”.Io non so tutto quello che come federazione avete fatto per raggiungere questo obbiettivo credo e spero che esistano gli spazi per raccogliere l’adesione di molti ( anche con raccolta di firme e banchetti) che ora più che mai iniziano a capire il peso ed il ruolo di una costituzione ,della nostra costituzione rispetto alle altre.
    Credo sia una condizione favorevole,una proposta chiara,un punto che possa chiarire l’inganno del bipartitismo.
    Un abbraccio

  86. sono una precisazione: l’esclusione di Sel e’ dovuta al suo appartenere organicamente ( almeno cosi’ e’ se si partecipa alle primarie) all’alleanza di centro-sinistra o nuovo ulivo che dir si voglia per giunta non si sa ancora se allargato all’UDC.
    Siccome stiamo parlando di polo di sinistra autonomo dal PD tutti capiscono che Sel ha un altro progetto politico ancorche’ legittimo.
    Sul resto rimango delle mie idee o perlomeno non mi convincono gli argomenti che hai esposto anche perche’ elettoralmente non hanno pagato
    In sintesi secondo me ci sono in campo due proposte: la liena di Sel compiutamnete interna al nuovo Ulivo e quella dei movimenti
    degli indignados estranei al quadro politoco dato e su cui i vari partitini della sinistra cercano di mettere il cappello
    UNA linea mezzana non la credo possibile ne utile
    ciao

  87. Giordano Padovan Says:

    Caro Ramon, cosa ne pensi dell’attuale congresso del PRC?

  88. Giordano Padovan Says:

    Vorrei un post organico, piuttosto che porti a mia volta delle singole domande…
    Scusa

  89. pienamente d’accordo giovanni.
    ricambio l’abbraccio

  90. caro pietro, allora di che non sei d’accordo sulla linea. non che la linea non c’è. o è una mezza linea. inoltre prima dici che bisogna influenzare il pd, poi che o si sta dentro il nuovo ulivo o si è indifferenti a chi vince le prossime elezioni. cerca di metterti d’accordo con te stesso per favore.
    la linea l’ho spiegata più volte. ed è a mio parere l’unica possibile proprio per non cadere dove il bipolarismo vuole che si cada. o nella subalternità dentro il governo alle politiche neoliberiste o a fare testimonianza.
    è vero che elettoralmente è tutto molto difficile. ma se dovessimo misurare la linea con i successi elettorali dovremmo per forza entrare in qualsiasi centrosinistra e in qualsiasi governo. perché è incontrovertibile che se stai in coalizione senza rompere i coglioni al conduttore prendi sempre più voti che se stai fuori.
    ma non è così che si fa politica per chi ambisce a costruire una alternativa.
    ciao

  91. caro giordano, settimana prossima metterò qui un lungo articolo sul prossimo congresso del prc.
    abbi un po di pazienza.
    intanto metto una cosa che ho scritto per sfizio.
    ciao

  92. ci vorrebbre anche un tuo commento urgente sulla manifestazione di ieri e sugli scontri di Piazza San giovanni..
    Sopratutto mi sembra strano anche se e’ una buona cosa che Mroni e Manganelli se la prendano con 300 violenti e dicano che i manifestanti sono buoni…e’ un cambio di rotta rispetto a Genova o no?

  93. giovanni Says:

    Caro Pietro,
    mentre attendi un commento di ramon sugli scontri mi permetto di darti alcuni elementi che possono essere utili per farsi una idea e dare il proprio punto di vista.Ogni azione “militare”deve essere utile a sottolineare e valorizzare il contenuto politico a cui si riferisce.
    Tu pensi che gli scontri abbiano giovato o nuociuto all’intenzione politica espressa dai “pacific”manifestanti? Perchè gli scontri di piazza sono a torto o a ragione declinati come azione militare da media e dal senso comune.La capitale nelle mani di incendiari e rivoltosi cosa riecheggia nell’immagine comune se non i disordini della primavera araba! Un simile precedente legittima in un futuro un imponente e soffocante dispiegamento di forze in occasione di nuove manifestazioni di piazza?altre considerazioni di natura tecnica ,come per esempio la capacità di carabinieri e polizia di bloccare i “facinorosi” possono essere estranee a considerazioni politiche? certo che no,dico io.Fatti la tua idea pietro,quale che sia confrontala al massimo scoprirai di doverla cambiare che è proprio l’obbietivo delle manifestazioni di piazza,il motivo per cui è meglio parlare degli scontri.
    un saluto e un augurio

  94. Ma perché non c’era un servizio d’ordine?

  95. Che la polizia abbia lasciato fare e’ indubbio basta notare che la sede ( o caserna) del ministero della difesa incendiata era incredibilemnte priva di protezione o che dopo due ore di avanti e indietro ci sono voluti pochi minuti alla polizia per fare finire tutto e sgomberare la piazza…
    Dopo di che butto li’ due considerazioni:
    prendiamo il maggio 68 in Francia, non e’ che fosse molto diverso il bilancio delle manifestazioni ( macchine bruciate, ecce cc) e se immaginiamo una rivoluzione non e’ questa possa essere un pranzo di gala: cio’ non per giustificare i responsabili di cio’ che e’ successo pero’ la litania di dichiarazioni tutte uguali dei politici del centro-sinistra mi da un po’ di fastidio (poi le false suorine di Sel ancora di piu’
    Secondariamente bisogna anche capire chi siano questi “teppisti” :ci sono ipotesi fantasiose ( Ultras della Roma e della Lazio), altre piu’ realistiche (giovani senza lavoro e senza futuro) ..sta di fatto che la loro disperazione nichilistica ( Nichi Vendola non c’entra..scusate la battuta) non la intercetta nessuno..

  96. cambiando argomento (ma non tanto pensandoci bene) vorrei tornare al prossimo congresso del PRC.
    Oggi e’ comparso su “Il manifesto” un articolo a firma Gian Paolo Patta e Luigi Vinci sulla necessita’ di un’alleanza organica con il centro-sinistra, riassumo io perche’ il popolo della sinistra ce lo chiede e perche’ dobbiamo provare ad incidere nella composizione del programma.
    Nell’articolo oltre alla posizione di chi non ritiene di fare alcuno accordo con il centrosinistra si critica anche la la tesi ( maggioritaria mi pare) di chi propone solo un accordo elettorale per battere le destre senza alcun accordo di governo.
    Siccome di slittamento in slittamento non si sa mai dove si fa a finire avevo previsto un tale tipo di proposta pero’ volevo sapere cosa ne pensavi..
    ciao

  97. le mie risposte in coda al seguente articolo…

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