La guerra continua. Lo spettacolo continua.

La tempesta nel bicchiere della politica spettacolo italiana sulla partecipazione italiana ai bombardamenti della Libia dimostra due cose inequivocabili. 1) è tutto falso, dalla A alla Z, e fondato su due equivoci cinicamente costruiti ed utilizzati per fingere di essere contro i bombardamenti e la guerra e/o per criticare il governo accusandolo di non essere abbastanza guerrafondaio. 2) il sistema dei mass media è asservito e complice, ed opera per nascondere la verità e per disinformare i cittadini.

Esagero? Vediamo se è vero ciò che sostengo.

I due “equivoci” sono i seguenti.

a) le due risoluzioni ONU, approvate in evidente violazione dello Statuto, definiscono “civili” le truppe armate di una delle due fazioni in lotta nella guerra civile in corso in Libia, conseguentemente trasformano la missione militare aerea nell’aviazione di una parte contro l’altra. La vittoria di una delle due parti, e non la protezione dei civili (basti dire che i civili uccisi dalle bombe alleate e dagli insorti sono considerati effetti collaterali), è il vero ed unico obiettivo della missione. Tutte le mozioni discusse in parlamento nei giorni scorsi (compresa quella dell’Italia dei Valori) invocano l’applicazione delle risoluzioni ONU (soprattutto quella numero 1973 che, al contrario della precedente, autorizza la fornitura di armi ad una delle parti in lotta). Eppure c’è chi ha tuonato contro i bombardamenti (Lega ed IDV) vuoi chiedendone un termine temporale (Lega), vuoi chiedendo che l’Italia non partecipi agli stessi (IdV) pur continuando ad inibire le difese dell’esercito libico (Lega ed IdV). Ma se si è d’accordo con le risoluzioni ONU e con i loro obiettivi è abbastanza arduo sostenere che il tal giorno alla tal ora si smette di proteggere i “civili”. Ma se si è contro i bombardamenti è difficile sostenere che chi tiene fermo l’aggredito (con l’inibizione elettronica delle difese aeree) ha una responsabilità diversa da chi gli spara un colpo in testa. O no?

Inoltre, come se non bastasse, si è tirata in ballo la NATO. La NATO, e questo è il secondo equivoco, “dovrà tener conto di questa decisione del parlamento italiano” ha detto la Lega. Ovviamente il Segretario Generale della NATO a domanda ha risposto che non è possibile prevedere una data per la fine della missione. Banalmente perché la decisione presa all’unanimità da tutti i governi dei paesi membri della NATO non lo prevede. Dov’è l’equivoco su cui si gioca? Si fa finta che la NATO decida a maggioranza o che un governo possa porre un problema e la NATO rispondere. Ma questo sarebbe in aperto contrasto con lo statuto della NATO ed anche con la sua natura di alleanza militare. Perché ogni decisione della NATO deve essere presa all’unanimità. E la “previsione” di Frattini sulla conclusione della guerra in poche settimane è una pura opinione priva di qualsiasi valore istituzionale.

Se le cose stanno così, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, è evidente che la baraonda degli scorsi giorni è solo una triste finta, un imbroglio fatto sulla pelle dei morti prodotti dalla guerra ed anche dei soldati italiani che governo e parlamento mandano a sorvolare i cieli libici. Chi si è dichiarato contro i bombardamenti e la guerra doveva scrivere ben chiaro di non condividere le risoluzioni ONU. Chi ha detto di avere la stessa posizione della Germania doveva scrivere che pur accettando la guerra e i suoi obiettivi, come ha fatto la Germania in sede NATO, le proprie forze armate non partecipavano agli operativi militari. Il resto sono chiacchiere. Che il PD, poi, tenti di criticare il governo accusandolo di essere incerto sulla guerra allo scopo di apparire più affidabile agli occhi del padrone USA, è solo la dimostrazione di dove il cancro bipolarista abbia condotto la politica italiana. Ma è anche un terribile autogol giacché con una simile critica il PD finisce perfino per fare un regalo al governo. Che agli occhi degli italiani dubbiosi e/o contrari alla guerra, appare più sensibile agli umori profondi dell’opinione pubblica senza esserlo affatto giacché la imbroglia deliberatamente.

Come mai nessun grande giornale o telegiornale (figuriamoci i talk show!) ha sentito il bisogno di spiegare, per fare solo un esempio, che la NATO ha uno statuto e che dire “la Nato dovrà tener conto…” è semplicemente paradossale? Come mai l’esercito di dietrologi, esperti e commentatori strapagati non hanno saputo vedere un imbroglio che uno studente di scienze politiche, una volta dato l’esame sul diritto internazionale studiando gli statuti dell’ONU e della NATO, avrebbe visto immediatamente?

Per ignoranza e/o per complicità. Ed anche perché oltre alla politica spettacolo abbiamo l’informazione spettacolo.

Entrambe incompatibili con la democrazia e la libertà.

ramon mantovani

pubblicato su Liberazione il 7 maggio 2011

82 Risposte to “La guerra continua. Lo spettacolo continua.”

  1. una volta tanto hai ragione.

  2. alfonso Says:

    Sottoscrivo, Ramon.
    Penso anche che quello che dici sul PD (unitamente a tante altre cose) comporti una correzione di linea nei confronti di questo partito da parte del PRC.

  3. pensate che a reggio calabria un candidato nostro , massimo canale, è appoggiato dal partito democratico e puo’ diventare sindaco come ho letto in un bel reportage oggi sul Manifesto

  4. caro alfonso, in cosa dovremmo correggere la linea? in cosa dovrebbe cambiare il giudizio sul pd? in cosa cambiare il nostro atteggiamento nelle elezioni amministrative o in quelle politiche future?
    io penso che ciò che dice e fa il pd sulla libia sia la maggior conferma della nostra analisi e della giustezza della nostra linea politica. non capisco perché dovremmo cambiare qualcosa.
    ma se ti spieghi meglio magari convengo con te.
    un abbraccio

  5. caro redtv, a cosa serve dire una cosa del genere?
    mah!

  6. a me sembra una cosa positiva

  7. si redtv ma che c’entra qui?
    pensi che ciò che fa il pd a reggio calabria diminuisca la gravità di ciò che fa sulla guerra?
    rimah!

  8. alfonso Says:

    Ramon, posto che io non parlo mai di amministrative – che sono un discorso a parte, e per le quali auspico tutte le alleanze possibili – provo a rispondere alle tue domande; ma ti confesso che le idee chiarissime non ce le ho.
    Mettiamola così: la svolta “in basso e a sinistra” annunziata a Chianciano secondo me non c’è stata; né sui territori né a livello centrale.
    Questo NON LO DICO IO, bensì numerosi e variegati compagni del Prc che te l’assicuro non sono né chiacchieroni, né generali in poltrona né inguaribili estremisti né niente; bensì persone fattive e con la testa sulle spalle.
    Che c’entri PURE il rapporto col PD, che forse non è sufficientemente di contrapposizione? Tempo fa pure Burgio scriveva che ormai (dopo la Libia, per dire) col PD le convergenze non potranno che essere parziali e “localizzate” . Io ci vedo un inizio di correzione di linea; probabilmente sbaglio, boh?
    Come vedi non ho affatto le idee chiare, però ho chiara una cosa: che questa è un fase in cui non bisogna aver paura di essere in pochi per facciamo 6, 12 mesi; per poi ritrovarsi in tanti su posizioni più radicali tra un annetto. Consideriamo che il dibattito interno al PD ormai è tra la linea
    Veltroni-Renzi-Letta-Fassino (cioé la Confindustria, pur con sfumature); e una linea diciamo al meglio camussiana, compromissoria oggi e pronta alla capitolazione domani. Che tipo di interazione possiamo noi avere con questo tipo di dibattito? nessuna. Noi dobbiamo spostare il centro del discorso politico il più possibile a sinistra, con tutti i mezzi possibili, ivi compresa la rottura col PD.

  9. Patrizia Says:

    Sto cercando di scoprire se esiste un solo paese che abbia contrastato la risoluzione dell’Onu, (a parte i commenti di Chavez e Castro e qualche brontolio di Putin), ma non lo trovo e questo mi sconcerta. Com’é possibile che abbiano votato all’unanimità e ci sia anche l’avallo della Lega Araba, dell’Unione Africana e del Segretario Generale dell’Organizzazione della Conferenza Islamica? Inoltre, se non errro, la risoluzione parlava di embargo e di no fly zone, giá molto discutibili, come hai ben spiegato nell’articolo precedente, ma non di intervento diretto e bombardamenti.
    Sono convinta che tutti i paesi del nord Africa subiscono regimi totalitari incompatibili con la democrazia e sarei ben contenta se crollasero dal primo all’ultimo, sia pur instaurando forme di governo solo parzialmente piú decenti di quelle attuali e, sinceramente, m’importa proprio poco che questo fatto possa agevolare le relazioni con gli stati occidentali, imperialisti per definizione… va beh, purché i diritti umani ottengano finalmente il dovuto rilievo, per le persone in generale e per le donne, gli omosessuali ed i bambini in particolare. Secondo me sarebbe sempre e comunque un primo piccolo passo verso una società piú umana e di conseguenza socialista, per quanto il cammino resti lungo e complesso. Compreso, ovviamente, il governo libico, che ha dimostrato abbondantemente la sua disumanità nei confronti dei migranti.
    Certamente sono contraria a questa guerra, che come al solito fa strage di civili e concordo con quanto hai scritto a proposito della disinformazione, della politica scellerata, non solo italiana tra l’altro e, insomma, con tutto quanto affermi, ma sono altrettanto sorpresa ed uso un eufemismo, per le posizioni di tanti militanti ed ancor piú di tanti esponenti della sinistra comunista, arroccati in posizioni di difesa senza se e senza ma a favore di regimi che definire criminali é dir poco. In nome di quale autodeterminazione dei popoli e di quale strana forma di socialismo, possono essere considerate accettabili le violenze del potere sui civili, la discriminazione delle donne, la criminalizzazione degli omosessuali e dei dissidenti? Possibile che la sinistra internazionale non si interroghi su questo e non cominci a fare chiarezza al proprio interno?
    Ciao e scusa se sono finita di nuovo fuori tema.

  10. alfonso Says:

    Patrizia, a me giorni fa – al presidio antibombardamento in Libia – un compagno (persona altrimenti assai in gamba) ha detto testualmente: “Ma quelli che si ribellano in Siria non lo capiscono che così fanno il gioco di Isreale?”.

  11. Patrizia Says:

    Quello é un argomento davvero tabú. Per il momento ci ho messo una pietra sopra, sperando che le situazioni si evolvano nel modo migliore.

  12. caro alfonso, forse diciamo le stesse cose. meno una. ciò che siamo non dipende affatto dal rapporto col pd. quale che esso sia. bensì dal rapporto con la politica istituzionale. perché si può tuonare qualsiasi cosa contro il pd illudendosi che farlo esaurisca il compito politico e soprattutto che porti consensi elettorali sulla base di una presunta maggior chiarezza. o si capisce che bisogna ricostruire rapporti sociali migliori con le lotte e con il lavoro sociale o si finirà sempre per essere qualcosa in conseguenze del rapporto col pd o della collocazione nel quadro politico.
    sono il primo a sostenere che bisogna fare una battaglia politica a fondo per realizzare la ristrutturazione del partito come collettivo capace di produrre pratiche sociali e lotte e di resistere all’illusione che le lezioni siano il tutto. passi avanti ne sono stati fatti parecchi. ma non basta e la battaglia sarà lunga e difficile. proprio per questo sono contrario a cercare la scorciatoia della correzione della linea sul pd. noi abbiamo detto e scritto e votato che bisogna dialogare col pd come con tutte le opposizioni contro berlusconi. proporre un accordo per cacciare berlusconi e non fare finta di poter fare governi e programmi comuni.
    certo chi ha voluto vedere nell’elezione di bersani una svolta a sinistra (ma non è scritto in nessun documento che abbiamo votato) è ovvio che poi dica che il pd fa schifo sulla guerra come su altre cose.
    ma quale proposta dovremmo modificare?
    dovremmo forse avere il pd come bersaglio principale delle polemiche? dovremmo dire che alle prossime elezioni siamo indifferenti alla vittoria di berlusconi?
    ma questo sarebbe un errore madornale. incompreso dagli stessi militanti impegnati in mille lotte.
    questo è ciò che penso. ed infatti pur non risparmiando anche polemiche col pd io penso che bisogna non separarsi dai tanti che giustamente vogliono la cacciata di berlusconi anche per poter spiegare che bisogna superare il bipolarismo oltre che berlusconi.
    spero di essermi spiegato.
    un abbraccio

  13. cara patrizia, non sei affatto fuori tema. anzi, poni problemi serissimi.
    nell’onu i governi registrano i rapporti di forza reali e si comportano di conseguenza. lo strapotere dei cosiddetti paesi occidentali frutto della caduta del muro di berlino e della sintonia di questi con il sistema capitalistico globale è un dato della realtà. all’onu non si fanno proclami tanto per farli. si fanno negoziati e si fa anche buon viso a cattivo gioco. del resto si faceva così anche quando c’era il patto di varsavia. altra cosa è il giudizio e la lotta delle organizzazioni locali o globali che non possono e non devono essere subordinati alla logica dei governi e delle relazioni fra stati. il compito della politica è tenere viva questa dialettica e farla avanzare nel senso giusto. per esempio io sono molto preoccupato dell’ignoranza diffusa su cosa sia l’onu o la nato non perché sono un feticista del diritto internazionale bensì perché senza una idea alternativa su come devono funzionare i rapporti fra gli stati nell’onu e su come rivendicazioni globali e locali possano trovare riflessi e atti nelle deliberazioni dell’onu non si può fare politica. è come se facessi una lotta per non far privatizzare l’acqua e poi non presentassi un progetto di legge o un referendum per abrogare una legge che privatizza. quando lo fai devi fare i conti con come è fatto il parlamento e con i suoi rapporti col governo, cercando alleanze anche con chi su altre cose pensa il contrario di quel che pensi tu. chissà perché si pensa che non ci sia il problema complesso dell’onu, delle sue agenzie e così via.
    tuttavia da quando esiste il movimento no global mondiale molti passi avanti sono stati fatti. anche nella consapevolezza di questi problemi.
    meno in italia dove molti credono che genova 2001 sia un episodio di politica interna e dove chi la spara più grossa crede di essere più di sinistra.
    quanto alla vecchissima logica del “il nemico del mio nemico è mio amico” si tratta quasi di un riflesso condizionato. una semplificatoria ed autoconsolatoria logica per cui diventa facilissimo schierarsi e fare il tifo. è un rimasuglio della logica della guerra fredda. che sovraordinava qualsiasi cosa.
    quelli che ragionano così sono fuori dal mondo. a volte considerano amici sui quali mettere le sordine alle critiche regimi che hanno sterminato i comunisti. è successo con saddam come con l’iran e così via.
    specularmente ci sono altri che pensano che la dimensione statuale e geopolitica non esista e non si debba tenere in conto. se gli uni fanno il tifo acritico altri fanno prediche suggestive. entrambi non spostano di una virgola la realtà e vengono usati come gli pare dai poteri reali che a volte li incoraggiano in quanto assolutamente innocui.
    se sei contro la guerra in libia sei un amico di gheddafi e se sei nemico di gheddafi non puoi essere contro la guerra. gli acritici su gheddafi non si accorgono nemmeno di quanto siano utili alla guerra e viceversa i nemici di gheddafi incapaci di vedere la storia e anche le ragioni del regime di gheddafi non si accorgono nemmeno di cosa sia veramente la guerra in libia.
    gli uni sono incapaci di fare una critica del potere. e del resto sono epigoni di una cultura ed una illusione che dovrebbe essere superata dal fallimento del socialismo “reale” e gli altri sono privi di una analisi reale e scientifica dell’intreccio fra poteri economici, statuali, geopolitici e sono quindi destinati ad essere usati e buttati via ogni volta che al potere fa comodo.
    in fondo è una semplificazione della realtà che a molti ignoranti piace perché fa il paio con la loro pigrizia intellettuale e con l’illusione che due slogan roboanti e quattro suggestioni gli permettano di capire il mondo e perfino di cambiarlo.
    un abbraccio

  14. alfonso Says:

    Sì Ramon, diciamo le stesse cose, ivi compreso il nodo della politica istituzionale.
    L’unica cosa sulla quale rimango fortemente in dubbio (io ma anche parecchi compagni Prc) è la “modalità” (chiamiamola così) del rapporto col PD. Qui non si tratta di rispolverare “socialfascismi” e simili aberrazioni, ma di dare visibilità alla nostra distanza dal PD, che non significa propagandismo e frasi roboanti, ma significa far CHIAREZZA. C’è molto disorientamento in giro (tu ricordavi la lettura di Bersani come “svolta a sinistra”, che fu assai diffusa) e purtroppo – almeno dal secondo governo Prodi in poi – ci siamo dovuti accorgere che la politica di sinistra istituzionale PLASMA E INFLUENZA i movimenti e le lotte. Ma questo già si sapeva, dirai tu: be’, diciamo che negli 4-5 anni è diventata proprio cosa lampante. Basti vedere quanto ha pesato negativamente sulla mobilitazione anti-bombardamento in Libia il fatto che Vendola in merito abbia giocato a nascondino. E non farmi andare indietro alle interviste di Bertinotti presidente della Camera su finestre e lavori usuranti, che ancora piangiamo.
    Insomma lotte e movimenti non esistono in un vuoto pneumatico, non vanno avanti comunque perché “la gente non ne può più” o è incazzata eccetera: non funziona così. C’è un effetto “di ritorno” della sinistra istituzionale sulle lotte e sulle piazze che è gigantesco (io passo le mie giornate a scazzarmi con compagni filovendoliani tiepidissimi o indifferenti o criptobombaroli in tema di Libia): per questo una maggiore nettezza anti-PD non è contentarsi degli slogan o mettersi a posto la coscienza o mettere il carro davanti ai buoi: per come la vedo io una maggiore nettezza anti-PD è uno STRUMENTO, è qulacosa che mi serve a far chiarezza e a fare politica meglio, ogni giorno. Perciò assolutamente NESSUN INDIFFERENTISMO su Berlusconi, ma pure nessun indifferentismo sulla Libia, nessun indifferentismo sull’UDC, nessun indifferentismo su Marchionne (che per Asor Rosa invece sappiamo rappresentare una contraddizione “secondaria”!).
    La gente oggi si accontenta di poco (di qui il successo di Nichi) però quel poco deve essere riconoscibile, altrimenti finisce che ci si illude che – altro che Nichi ! – ma “il Pigi, la Susi” eccetera siano la risposta ai nostri problemi

  15. rispondnedo a Patrizia:
    1 e’ pur vero che in Libia o in Siria non vi e’ democrazia ( quella formale occidentale perche’ noi dovremmo puntare su una democrazia sostanziale) ma non vi e’ neanche il capitalismo, lo sfruttamento delle risorse naturali non va solo a profitto delle compagnie occidentali ( come avverra’ nella Libia liberata) ma anche e’ vero a favore di un’oligarchia clanica (famiglie Gheddafi e Assad) ma purtuttavia in minima parte a favore di esigenze sociali e popolari( di cui testimonia la differenza di reddito con i paesi vicini).
    Se il problema e’ l’esportazione della demacrazia perche’ la Nato non bombarda l’Arabia Saudita che invece esporta negli altri paesi una retragrada visione dell’Islam a detrimentgo della concezione femminile?
    Non sarà che bisogna avere chiaro la nozione di Imperialismo globalizzante che spazza via tutto cio’ che e’ altro da se’?
    ciao

  16. caro alfonso, non vedo nessuna differenza tranne la questione di “maggior nettezza”. ma in cosa consisterebbe questa maggior nettezza? scusa ma non si capisce da quel che scrivi. siccome tenderei ad escludere che tu pensi che la maggior nettezza consista in insulti e strali vari in cosa si dovrebbe materializzare questa maggior nettezza?
    basta leggere liberazione e perfino attenersi alle dichiarazioni stampa di ferrero per trovare il massimo della chiarezza.
    certo è vero che se non insulti e quereli e così via puoi dire ciò che vuoi e i mass media lo ignorano. certo molti militanti hanno il vizio di credere che ciò che fa scalpore e va sui talk show esiste e ciò che non appartiene alla politica spettacolo non esiste. non leggono, non approfondiscono nulla, non studiano, non sanno discutere e quindi sono malleabili ed anche manovrabili, anche se pensano di essere mooooolto di sinistra.
    quanto a vendola anche un bambino capisce che il bipolarismo produce l’effetto per cui è reale solo quello che appare possibile dentro il sistema. e che vendola e soci sfruttano questo con il cinismo spietato per cui si vendono illusioni e mentre si vendono si ottiene il consenso per avere posti. sanno benissimo che prima o poi le illusioni si riveleranno tali, ma intanto si saranno accomodati in molti. e poi nel bipolarsimo il film si ripete sempre all’infinito. e si da per scontato che masse sempre più ingenti di persone alla fine smettono di partecipare e di votare. come negli USA, esattamente come negli USA.
    ma a questo problema non si può rispondere sperando che toni più duri chiariscano meglio le cose.
    il gioco è far si che chi come noi dice certe cose appaia non come il difensore di contenuti e di ragioni, bensì come qualcuno che usa strumentalmente certi contenuti per apparire e per polemizzare sempre più con chi gli sta più vicino. la chiarezza va a farsi fottere e la gente capisce solo che a sinistra si sa solo litigare. e buonanotte.
    un abbraccio

  17. caro pietro, lascia perdere la democrazia borghese o formale. parliamo di libertà di pensiero e di espressione, di organizzazione sindacale indipendente, di libertà di organizzazione politica. se un regime è progressista non può comprimere e negare queste cose. o meglio, lo può fare anche a lungo in ragione di scontri geopolitici e perfino per impedire che il fondamentalismo (che è un movimento forte e in crescita) abbia il consenso per instaurare uno stato teocratico. ma a lungo il potere nelle mani di una oligarchia, ancorché le sue origini siano state progressiste e nazionali vere, si corrompe e gli interessi generali finiscono per essere piegati a quelli dell’oligarchia. quando si governa per decenni nel nome del popolo e il popolo non può esprimersi e non può nemmeno criticare le più evidenti storture del regime allora il giocattolo si rompe. e a nulla vale denunciare che i servizi segreti occidentali sfruttano questa crisi del regime e fanno le loro manovre. ognuno fa il suo mestiere. di che meravigliarsi?
    ho fatto mille volte questa discussione su tanti regimi.
    faccio un esempio.
    milosevic voleva privatizzare tutto, ed infatti aveva cominciato a vendere tutto, dalla zastava al sistema delle telecomunicazioni. quando ha perso le elezioni amministrative ha puntato tutto sul nazionalismo serbo ed ha buttato benzina sul fuoco del kosovo. così si è alleato con la destra ed ha fatto un governo di unità nazionale.
    così facendo ha servito su un piatto d’argento il pretesto per la guerra.
    è un pretesto ed un imbroglio? si. bisogna essere contro la guerra? si.
    ma non per questo bisogna sposare le assurdità prodotte del governo di milosevic.
    o no?
    ciao

  18. alfonso Says:

    Su Liberazione sono d’accordo, sulle dichiarazioni di Ferrero meno.
    La soluzione non sono gli insulti – per quello che spieghi perfettamente tu – ma resta il problema di avere le mani (e pure la favella) libere.

  19. è una critica infondata. mi spiace ma è proprio infondata. abbiamo le mani liberissime. al pd come alla cgil come a sel non sono mai state risparmiate le critiche che si meritavano. mai. sempre sapendo che non bisogna trascendere negli insulti e che non si deve mai dare l’impressione che noi si attacchi solo sel e il pd per motivi di bottega.
    ciao

  20. Patrizia Says:

    La Costituzione e gli Statuti delle organizzazioni internazionali sono reperibili, in italiano, in ordine sparso sul web, penso che non sarebbe una cattiva idea raggrupparli in una sezione apposita, oppure suggerirne la pubblicazione al sito di formazione del Prc o a quello della Fed.
    Stamattina ho trovato addirittura quello del partito nazista, utilissimo, mi sembra, per contrastare chi cerca di mettere sullo stesso piano comunismo e nazismo.
    Ciao

  21. Grande Dominique!!!! Dovrebbero fare tutti questa fine i capi del FMI. Solidarietà con la cameriera

  22. alfonso Says:

    Se Parigi avesse Pisapia..

  23. Freedominmlano Says:

    …leggo oggi l’intervista di Ferrero e non capisco. Premetto che sono elettore di Sel e prima del Prc ma mai stato iscritto.

    Ferrero dice che praticamente non è pensabile un’alternativa senza l’alleanza col pd. Solo che lui per contare di più propone che tutte le forze della sinistra siano unite, in modo che con un bipiede del genere l’incisività della sinistra radicale può essere maggiore…

    Non capisco allora perchè ci siamo dovuti dividere così tanto ed anche drasticamente se poi quanto dice ferrero è davvero vicino alla linea vendoliana..e non dico a parole ma nei fatti: se si propone un ‘alleanza col pd ma a patto che le forze della sinistra stiano assieme per contare di più la distinzione da Vendola diventa solo di forma…

    La posizione del Prc che non condividevo ma che rispettavo mi era sembrata quella di voler partecipare ad una coalizione antiberlusconi, salvo poi svincolarsi senza andare al governo….vista l’inapliccabilità di ciò mi sembra che Ferrero, stando a quanto letto oggi sul Manifesto, abbia cambiato linea…ovvero propone una coalizione di governo composta da un bipiede. Qualcuno mi corregga se sbaglio.

  24. Antonio Perillo Says:

    FreedominMilano?

    Credo appunto che tu non abbia capito bene. Un conto è un governo insieme al centrosinistra (cosa che continuiamo a non proporre), altra cosa un fronte democratico che batta Berlusconi e si proponga di difendere la costituzione, cambiare la legge elettorale e magari fare se si riesce qualche misura contro la crisi. La nostra linea è sempre la stessa da tempo.

  25. Freedominmlano Says:

    Antonio ma allora perchè si propongono cose irrealizzabili? Perchè si propone un’aggregazione con forze che hanno tutt’altri obiettivi? Sia chiaro può piacere o meno, ma oggi Sel e Idv propongono di andare al governo. Quindi perchè fare un appello che cadrà nel vuoto? Leggi bene l’intervista di ieri sul Manifesto è molto equivoca…Poi guarda è palese che i rapporti di forza stanno cambiando e che berlusconi non riesce più a motivare i suoi come prima…Oggi dunque la proposta del fronte democratico non serve a niente. La vera sfida (che si può non condividere) è quella di fare una coalizione che sia in grado di vincere composta da pd sel e idv….non quella di spendere milioni di euro per fare le elezioni, salvo poi dopo appena 6 mesi spendere altri milioni di euro per ritornare al voto dopo alcune riforme…Chi non ci dice infatti che Berlsconi anche una volta estromesso con questa coalizione allargata non si ripresenti?

    Cioè la sfida è non è quella di un fronte democratico…quella poteva andare qualche mese fa ma oggi i rapporti di forza dicono che berlusconi è battibile anche senza il centro. Sta qui la sfida. Il problema è che Ferrero propone un alleanza perchè sa bene che senza il dimezzamento delle soglie di sbarramento rimarrà ancora una volta fuori dal parlamento.

    La sonstanza è che se non si prende l’onere di governare difficilmente verrà accettato in coalizione…e se sarà fuori dalla coalizione non avrà vita facile già che Grillo sembra prendersi tutto il voto di protesta…non è più il 2001…

  26. alfonso Says:

    A tutti gli amanti dei sondaggi, ai politologi improvvisati, a quelli per cui le elezioni sono la misura di tutte le cose, ai profeti del nuovismo: in Ispagna
    Izquierda Unida ha beccato il 6,3% ed è il terzo partito.
    Questo polo di sinistra spagnolo era stato dato per estinto, finito, scomparso, non pervenuto durante gli anni d’oro dello zapaterismo.
    Ovviamente LA REPUBBLICA e simili si sono subito precipitati a dare la notizia, con grande rilievo (ah ah).
    Ai giovani: queste sono storie VECCHIE. Noi le abbiamo già viste. Nel 1989 come DP abbiamo vissuto le elezioni europee da “separati in casa”, e il segretario regionale nonché membro del Politburo (che era capanniano, e credeva nel progetto arcobaleno) era lì tutto contento che profetizzava il fatto che tutta la sinistra radicale in europa sarebbe diventata Verde e non sarebbe più stata Rossa. Abbiamo visto…

  27. alfonso Says:

    Resta il fatto che le elezioni NON sono la misura di tutte le cose.
    E non c’è bisogno di consultare chissà quali volumi di storia, perché le elezioni del 2006 erano state vinte con Bertinotti EGEMONE (senz’altro all’epoca, e potenzialmente subito dopo) su di un’area di oltre il 10%.
    Però, siccome con chi parli parli sembra che le elezioni SIANO la misura di tutte le cose, beccatevi sto 6,3%!!

  28. Comunque se guardi la Germania e la Francia il capannismo potrebbe dire di aver ragione caro alfonso perchè non citi i dati dei verdi (anche se non mi convincono) di quei paesi? pensi davvero che le grandi questioni ambientali non incidano sui popoli europei?
    comunque c’è poco da gioire della Spagna perchè vince la destra!!!!
    avrei capito se quel 10% in uscita dal PSOE era arrivato come svolta di sinistra a I.U. ma invece premia chi farà regredire i lavoratopri spagnoli!!!

  29. alfonso Says:

    In Germania: I Verdi hanno fatto anche loro le “riforme” cioé “togliere ai poveri per dare ai ricchi” (detto da un sacrestano di cattedrale!! e non da un bolscevico). La Linke invece rispetto ai tagli vive delle sane e non pacificate contraddizioni. Ed ha il 7% dei voti.
    In Francia: dov’è sto capannismo? Besancenot è capannista? Ma de che?
    Io NON esulto per la vittoria della destra (peraltro erano elezioni locali, e Zapatero è ancora al governo), bensì per il successo di IU.
    Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
    In effetti una sinistra “rossa” tra il 7 ed il 20 per cento c’è in TUTTA EUROPA, salvo i due paesi più sfigati e autolesionisti, ovverosia Gran Bretagna e Italia.

  30. scusate l’assenza ma non ho potuto seguire il blog per diversi giorni.
    una risposta a tutti i post a cominciare da quello di freedom.
    mi spiace caro freedom… ma effettivamente non sei in grado di capire la proposta del prc. per il semplice motivo che non consideri la differenza fra alternativa e alternanza. una cosa è battere la destra e permettere al pd e ai suoi alleati organici di dare vita ad un governo che però non è alternativo a quello berlusconi su cosucce come: la guerra, la nato, le privatizzazioni, la legge trenta, le politiche di ristrutturazione del bilancio secondo i diktat del fmi e della banca centrale europea, la laicità dello stato, e potrei continuare a lungo. quindi la proposta del prc non è cambiata. è solo aggiornata alla luce della crisi del governo berlusconi. a tutte le forze di sinistra a cominciare da sel il prc propone di essere unite sui contenuti. se sui temi di cui sopra siamo d’accordo perché dovremmo discutere col pd separatamente? sel crede che si possa convincere il pd a ritirare le truppe dall’afghanistan e dall’intervento libico? crede che si possa convincerlo a denunciare i trattati capestro che strangolano la grecia e che tremonti ha già firmato per i prossimi anni? crede che si possa convicnerlo ad avviare una ripubblicizzazione di tutto quello che ha privatizzato negli ultimi venti anni con grandi affari di privati e aumento delle tariffe e peggioramento del servizio per i cittadini? crede che si possa convincere il pd a varare il matrimonio gay? beh, noi diciamo: vediamo. vediamo se è possibile. il fatto che crediamo che non lo sia non significa che ci sottraiamo a un confronto e a una discussione. ma noi diciamo anche che prima viene l’accordo democratico contro berlusconi con l’impegno a non toccare la costituzione e a varare una legge elettorale proporzionale e che se, come è totalmente prevedibile, non ci potesse essere l’accordo programmatico non ci si debba condannare tutti ad essere divisi e a far rivincere berlusconi. difficile da capire?
    posso fare una previsione? il pd prima dirà i suoi paletti programmatici e poi chiederà a chiunque volesse partecipare alle primarie di firmare il programma. o davvero si crede che la puglia o milano siano uguali al governo nazionale?
    per giunta la dimostrazione di quel che dico viene dalla spagna. dove il bipartitismo imperfetto produce un psoe che governa per 8 anni in modo ultraliberista e che si avvia a riconsegnare il paese al partito popolare. governa uno governa l’altro le banche e il capitale finanziario sono sempre contenti. il 23 % di disoccupati (44 fra i giovani sotto i 30 anni) soffrono. è vero che il psoe è laico e che ha fatto cose ottime sui diritti civili. ma non bastano. e comunque in italia il pd non può votare una legge sui matrimoni gay (chiedere ai democristiani come rosy bindi o enrico letta ecc).
    alfonso ha ragione. comunque izquierda unida ha preso il 7,4 %. non il 6,3. in catalunya è in coalizione con iniziativa per catalunya-verdi e quindi i voti non sono stati sommati nelle tabelle. tutti i municipi e i governi delle autonomie regionali persi lo sono stati a causa del crollo del psoe.
    alla faccia di tutti i deficienti che per anni si chiedevano: chi può essere il zapatero italiano? chi può essere l’obama italiano?
    ciao

  31. alfonso Says:

    Bravo Ramon

  32. Freedominmilano Says:

    Caro Ramon lungi da me il voler fare polemica, ma come si fa a non capire che non sta né in cielo né in terra l’opzione che si possa fare un governo democratico che governa per 6 mesi per cambiare legge elettorale e ritornare al voto?

    Cioè questa opzione non esiste. Voi la volete praticare ma non si capisce con chi. Di questa opzione non ne parla più nessuno. Però vabbè è legittimo continuare a sostenerla.

    Saluti.

  33. Francesco D. Says:

    Ramon,
    mi aspetto un tuo post su queste elezioni amministrative dove siamo riusciti a prendere il 4,1% a livello nazionale e dove la FdS ha dimostrato di poter essere una risorsa per la sinistra italiana.
    SeL non sfonda,anzi prende “solo” il 4,3% e dopo il grande lavoro mediatico di Vendola è stata una delusione e,tra l’altro,siamo anche vicini all’Idv che ha preso il 4,7%.
    Andiamo avanti con più coraggio,la strada è giusta……………

  34. angelo bellotti Says:

    caro Francesco,ma dove hai trovato quel dato?
    Alle provinciali passiamo da 23 a 2 consiglieri,quando va bene dimezziamo i voti e tu dici che siamo una risorsa?
    Sono indifferenti poi le percentuali a Torino o Bologna ,dove a prescindere da numero di voti e ‘del tutto evidente la crisi di un progetto?
    Se non ri-cominciamo a metterci in discussione ,se la discussione la facciamo su dati infondati non arriveremo da nessuna parte.

  35. alfonso Says:

    Ramon, avendo fatto una serie di post da cheerleader, adesso mi tocca di farne uno da rompiballe, ma non vedo alternative.
    Ho ascoltato sul sito del Prc l’intervento conclusivo di Ferrero al CPN; e rimango perplesso.
    Da un lato la linea di Ferrero (che grosso modo è vicinissima a quella che difendi tu in questo blog) è condivisibilissima: diciamo che è una linea che si muove tra la Scilla-Vendola e il Cariddi-Ferrando (tra Vendola e Ferrando ci sono una miriade di linee intermedie a sinistra; ma queste sono le 2 linee che hanno il pregio della massima chiarezza). Diciamo che la linea Vendola è quella della Sindrome di Alzheimer: scordiamoci il passato, scordiamoci il governo Prodi (caduto aoppena 3 anni fa!!), scordiamoci che il PD è confindustriale, e seminiamo illusioni in mezzo alla gente. La linea Ferrando invece è imparentata con la Sindrome di Asperger (cioé l’autismo): significa autoproclamarsi avanguardia del proletariato indipendentemente da quello che fanno tutti gli altri (e il proletariato in particolare) e continuare a ripetere la propria linea giusta, però nel vuoto di ascoltatori.
    La linea del PRC (e io sono d’accordo)invece è : diciamo la verità, ma diciamola nei luoghi ove è utile dirlo, dove c’è la gente, le altre forze della sinistra, i sindacati, i movimenti che guardano alla politica eccetera.
    Perfetto. E tuttavia nel discorso di Ferrero c’è una inquietante nota nuova: quella della “doppia verità”. Una cosa la posso dire dentro il partito ma non la posso dire in TV; un conto è il bar, un conto il CC di un partito comunista; una cosa è l’algoritmo una cosa è il giochino.
    Ora, o queste sono delle ovvietà (perché certo, una cosa è il bar ed un’altra è Rifondazione; una cosa l’algoritmo ed un’altra il giochino), nel senso che sono i problemi OVVII che un partito comunista si trova ad affrontare OGNI GIORNO, SEMPRE, cioè colmare la distanza tra il bar ed il partito, tra il CC e la RAI-TV; oppure (come chiaramente è per Ferrero) significa dare per assodato e assoluto questo gap tra partito e “bar” (come metafora, così come la usa Ferrero) e regolare la propria politica di conseguenza.
    Che accidenti significa, dire, come dice Ferrero, se la FIOM di Torino sta con SEL, allora NE CONSEGUE CHE non posso proporre quel livello di analisi (di demolizione delle illusioni, diciamo) che propongo qui dentro il partito? Eeh? Ho sentito bene? Guarda Ramon che qui non parliamo neppure di quello che dovrebbe o non dovrebbe fare un Partito Comunista; qui si mette in discussione proprio il concetto di DIALOGO, si dà per scontato che il popolo è bue, che il “volgo” (come diceva credo il cardinale Bellarmino) “non ha gli strumenti (?) per capire” (come dice Ferrero). E tanti saluti all’intervento politico, al dialogo serio, alle discussioni aspre ma necessarie.
    Siccome bisogna intavolare una certa discussione con i nostri interlocutori (giusto) allora faccio il finto tonto, non sono malato di Alzhaimer però FACCIO FINTA DI ESSERLO, e sto lì a dire oh sì che bello cambiamo l’Italia, oh sì che bello il governo di sinistra, oh sì che bello cambiamo i rapporti di forza a sinistra, e via vendolando, TANTO LO SO CHE NON E’ VERO, sono mica fesso io, sono marxista, ciò gli strumenti io, per capire, e me li tengo belli stretti!!
    Questa potrebbe AL LIMITE essere una tattica in una situazione in cui in un dato paese manca la libertà d’espressione. Allora potrebbe valere la tattica di Zorro: se non pupi essere leone, sii furbo come la volpe e mettiti in maschera. Okay, in quel caso se ne potrebbe discutere.
    Ma in Italia oggi la libertà d’espressione c’è (e per favore non rispondetemi ma ci sono i massmedia contro di noi, che ci ignorano bla bla bla) per cui BISOGNA dire quello che si pensa, smontare le illusioni dicendo però che è salutare che Berlusconi cada eccetera eccetera per cui non siamo “indifferentisti”. Altrimenti i comunisti (con la loro sapinza a porte chiuse e i loro “strumenti”) ci stanno a fare ben poco.
    E per favore Ramon non rispondermi che gli esempi e le metafore di Ferrero sono state “infelici” e cose del genere. Tutte le conclusioni erano imperniate intorno a questo passaggio tattico delle due verità (lo ha espresso con almeno 3 esempi diversi, ha fatto l'”esempio” – secondo lui – della FIOM eccetera): tanto da fare di questo “doppio registro” una vera e propria impostazione “di fase”. Se non lo diciamo noi, che quelle di Vendola sono illusioni – come ce lo diciamo sempre in questo blog – agli italiani NON LO DIRA’ NESSUNO: non certo il Manifesto, non certo Santoro.

  36. caro freedom, la polemica se civile è il sale di ogni discussione. non ti preoccupare. altra cosa sono il tifo e l’integralismo. quindi non mi sottraggo.
    1) una o più forze politiche che si prefiggono di lottare contro il capitalismo hanno il dovere di misurare, oltre alle lotte che devono fare nella società, l’efficacia della loro azione sul piano istituzionale relativamente agli effetti sociali della propria politica. in altre parole semplici semplici devi chiederti: dopo che ho governato la mia gente sta meglio o peggio? le banche, gli speculatori finanziari e le multinazionali sono più o meno contenti? ci sono più disoccupati e precari o meno? i pensionati hanno aumentato il reddito? i lavoratori hanno aumentato il salario? le spese militari sono aumentate o diminuite? e così via.
    se, invece, si misura la bontà della linea politica sui sondaggi o sugli stessi voti nel bipolarismo non c’è scampo. governa la destra e, pur scontando un progressivi aumento dell’astensionismo fra le classi subalterne, lo schieramento opposto cresce e dentro lo schieramento opposto cresce di più chi meglio parla di problemi sociali ecc. poi, come in spagna e in tutti i paesi europei (perfino in quelli con sistema proporzionale ma con due grandi partiti), le parti si invertono e a pagare il prezzo elettorale più salato sono le forze di estrema sinistra, se queste ultime hanno avuto atteggiamenti troppo remissivi verso i partiti socialdemocratici. per il semplice motivo che dopo aver suscitato aspettative sociali corpose le hanno deluse. tranne pochissime eccezioni questa è la storia politica degli ultimi 20 anni in italia e in europa.
    2) una o più forze che si propongono di cambiare le cose davvero hanno il dovere di essere serie e di smetterla di pensare alle elezioni come al risiko. mettiamo insieme queste armate e sconfiggiamo le altre. l’economia, il senso comune, la cultura dominante, ed ogni aspetto che compone la formazione sociale non si cambiano con i voti. il fmi la banca mondiale, il wto, la banca centrale europea, la commissione europea, l’ocse, la borsa, le 200 multinazionali che controllano più di un terzo di tutto ciò che si fa al mondo in agricoltura, industria e servizi, per non parlare delle alleanze militari rette da accordi segreti al riparo delle decisioni parlamentari come la NATO, non sono eletti. sono poteri forti che contano ben più dei sondaggi o degli stessi voti.
    lo so che è duro vedere tutto questo. ma far finta che non esista non lo fa sparire. è dovere preciso di chi si propone di cambiare le cose tenerne conto e fare una analisi spietata e seria. altrimenti si partecipa ad un teatrino nel quale si finge che con il voto o addirittura con le primarie si possa rovesciare la realtà come un calzino.
    ovviamente si può benissimo, lo capisco e lo rispetto perfino, mettersi il cuore in pace e dire: intanto prendiamo più voti possibile promettendo cose che sappiamo bene sarà impossibile realizzare e poi ci accontenteremo di fare il meno peggio. si potrà sempre dire che se torna la destra sarà peggio. ma così facendo in realtà si consolida il sistema politico che è la montagna che sta sulla strada dei veri cambiamenti. si accetta che nella dialettica fra il peggio e il meno peggio, ancorchè presentati come il meglio e il peggio assoluto prima del voto, vengano espulsi proprio i contenuti e gli obiettivi, perfino quelli minimi, capaci di produrre veri cambiamenti.
    il problema è di fondo, non è una quisquiglia. si tratta di una politica separata dalla società. una roba da ceto politico da talk show, da tecnici del potere che si alternano per governare l’esistente e che proprio per questo hanno bisogno di esacerbare fino all’inverosimile le differenze, simulando su questioni secondarie scontri epici per rivolgersi all’elettorato potendo fingere di essere veramente alternativi.
    3) nella situazione data in italia tutto ciò non è una previsione e basta. è ciò che è successo concretamente. sfido chiunque a dimostrare il contrario. e del resto oggi è ben visibile come sulle cose che già ti ho detto più sopra il pd e la destra la pensano uguale. se la ue vuole che si taglino 40 miliardi di euro nei prossimi anni o si denuncia (nel senso tecnico e cioè ci si rifiuta ritirando la firma) il trattato o significa che ci si candida al governo per fare i tagli. punto. e potrei continuare sulla legge trenta, sul contratto nazionale, sulla scuola e sulla sanità. certo un governo di centrosinistra lo farà con più grazia e con qualche cattiveria in meno. ma la sostanza non cambia e la nostra gente peggiorerà le proprie condizioni di vita. punto.
    prima di confutare la realizzabilità o meno dell’accordo democratico contro berlusconi, sul quale tornerò fra poco, tu devi dirmi se quanto ho scritto fino ad ora è giusto o sbagliato. ed eventualmente dimostrare come e dove è sbagliato. altrimenti torniamo al risiko. ma la vita e la realtà sociale non è il risiko e per quanto spettacolare e suggestiva sia questa politica bipolare, essa rimane inesorabilmente separata dai contenuti sociali. come dovrebbe insegnare obama, che ieri con cameron ha ribadito che gli usa in alleanza con la GB devono comandare nel mondo perché questa è la loro missione. alla faccia di tutti i cretini che sognavano chissà quali cambiamenti con l’elezione di obama.
    4) una o più forze che si propongono il cambiamento hanno il dovere di pensare cosa è giusto fare sulla base di una analisi seria della realtà. non pensare cosa gli conviene di più nella contingenza dal punto di vista della propria bottega elettorale. c’è il dovere di proporre cose che siano giuste per il paese. oggi sono due almeno. cacciare berlusconi che vuole cambiare la costituzione proprio negli articoli che permetterebbero cambiamenti sociali sostanziali ed uscire dal bipolarismo che semplicemente li espunge in via di fatto. è duro e difficile. si che lo è. ma è il frutto di sconfitte sociali che durano da almeno trenta (trenta!!!!!!) anni. perché questi sono i rapporti di forza sociali concreti. capita nella vita di dover resistere, di andare controcorrente. ho ancora nelle orecchie il dibattito quando occhetto e soci sciolsero il PCI. molti militanti dicevano: sono stufo di stare all’opposizione, voglio governare, voglio vincere. e l’hanno fatto. hanno governato spogliandosi di quel che rimaneva di antagonista, nome e teorie anticapitaliste. peccato che loro hanno vinto ma le classi subalterne hanno perso. gli operai, i pensionati, gli studenti, i giovani stanno peggio e la sinistra vince? e ci si meraviglia che cresca la guerra fra poveri? che gli operai senza nessuno che li difenda in fabbrica si rivolgano a chi li difende nel territorio contro i falsi nemici? che i pensionati sfrattati per morosità nel silenzio più assoluto non abbiano l’istinto di votare per chi promette case agli italiani contro gli immigrati? che il giovane laureato che deve lavorare in un call center e sente il centrosinistra parlare per anni della necessità di “flessibilizzare” il mercato del lavoro non mandi tutti a fanculo? posso andare avanti a lungo. o no?
    proprio la durezza della crisi permetterebbe di fare diventare coscienza di massa i contenuti radicali di chi aveva previsto il disastro. con la lotta si possono cambiare molte cose. a cominciare da cosa pensa molta gente. ma bisogna sapere che è questo che bisogna fare per un lungo periodo. senza vendere illusioni miracolistiche, che possono anche andare bene nella politica spettacolo ma che alla fine finirebbero inevitabilmente per deludere alimentando disincanto, astensionismo e facendo pendere per l’ennesima volta il pendolo elettorale dalla parte della destra.
    la porta è stretta è vero. tuttavia si può far vivere buoni contenuti senza essere accusati di far vincere la destra. e si può battere la destra senza prendere per il culo chi soffre promettendo l’impossibile. si può.
    sarà difficile, contraddittorio, complicato, ma si può.
    se uno ha una malattia grave dovrebbe andare da un medico serio. che magari gli dice che ha poche possibilità di sopravvivere e che deve fare cure complicate. ma c’è chi va dal pranoterapeuta che gli promette sicura guarigione. e magari sulla base della suggestione sente anche di stare meglio. salvo poi morire certamente.
    5) detto questo, la realtà e ciò che succederà concretamente dirà cosa sono proposte serie e cosa suggestioni. torno a ripetere che prevedo che il pd imporrà i propri contenuti prima delle primarie. le primarie dovrebbero venire prima delle elezioni no? e allora, caro freedom, anch’io ti dico che per come le immagina vendola sono impossibili. dubito che il pd voglia ripetere l’esperienza del programma dell’unione. ottimo programma che rispondeva per filo e per segno alle rivendicazioni dei movimenti sociali e dei diritti civili, ma che già alla prima finanziaria è stato tradito perché i ds, ancor più della margherita, ascoltavano confindustria e i poteri finanziari e non i propri stessi elettori. e comunque si può per l’ennesima volta scrivere un programma con chi ha già dato dimostrazione di fottersene il giorno dopo il voto, come se nulla fosse?
    una cosa sono le previsioni ed un’altra la verifica concreta. quindi si discuta di programmi con chiunque si veda come stanno realmente le cose. ma se i contenuti importanti risultano incompatibili col pd, come io prevedo sulla base di quel che dice il pd ogni giorno e dell’esperienza (e non sulla base di pregiudizi ideologici), è giusto o non è giusto fare un accordo contro berlusconi e rimanere separati sul governo?
    a questa domanda bisogna rispondere. non ad altre. e se è giusto poi bisogna realizzare questa cosa. e battersi per realizzarla. non considerarla giusta ma irrealizzabile per poi fare una cosa sbagliata come entrare in un governo su contenuti ostili ai propri o andare da soli facendo vincere berlusconi.
    bisogna insomma buttare la palla al pd. e non nella propria rete. e siccome il pd se vuole vincere ha bisogna anche di pochissimi voti può scegliere se allearsi con fini e soci o con noi. e dovrà spiegare il perché e il per come.
    il resto, sei mesi o 5 anni, è un dettaglio con mille variabili. bisogna vedere se i voti della sinistra vera saranno determinanti. se la legge del senato produrrà una qualsiasi maggioranza stabile al senato o magari costringerà il pd e il centro ad allearsi dopo il voto liberando noi del vincolo di sostegno al governo. e così via.
    ma viene dopo. non prima. ogni giorno ha la sua pena. ma è da cretini impiccarsi a previsioni impossibili da farsi seriamente.
    6) e questo punto vale anche per alfonso. non viviamo sulla luna. il sistema bipolare vive di suggestioni e di leader che combattono per prendere il comando. berlusconi fa schifo e c’è una spinta a cacciarlo. ogni litigio e divisione fra chi è contro berlusconi viene avvertito come una scemenza. questi sono fatti. perché anche le idee parziali o sbagliate se sono condivise da milioni di persone hanno una forza materiale concreta. il popolo non è bue. ma si pone i problemi che pensa di poter risolvere. un partito comunista o di sinistra vera non pensa solo all’oggi ma anche al domani e al dopodomani. analisi, considerazione di possibili alternative nelle scelte, tattiche e strategie, sono proprie di un partito serio. ed un partito serio non riproduce al suo interno le suggestioni leaderistiche per cui ci si affida alla telegenicità del capo e si pende dalle sue labbra. ma proprio per questo bisogna sapere, sulla base di una analisi e di una previsione, dosare ciò che si fa e si dice in modo da non separarsi dal popolo e di non cadere nella testimonianza o di non finire alla coda di quel che succede. non è lo stesso polemizzare in tv o con dei manifesti contro le illusioni di sel o dire: la pensiamo allo stesso modo su una marea di cose, siamo divisi sulla prospettiva di governo e non su altro, allora intanto lottiamo insieme sui contenuti che ci uniscono a cominciare dai referendum e usiamo i contenuti come cartina di tornasole sul governo, invece che litigare fra noi prima che si verifichi come stanno veramente le cose. una cosa è parlare i una assemblea di militanti e un’altra in televisione. una cosa è parlare in un direttivo di partito e un’altra in un comizio in piazza.
    c’è una famosa parabola del movimento operaio tedesco che viene in aiuto. il partito dopo lunghissima discussione ed analisi decise che doveva operare per trasformare lo sciopero sindacale in sciopero politico. il dirigente andò a fare un comizio e disse agli operai: “bisogna trasformare lo sciopero da sindacale in politico”. e gli operai non capirono un accidente. se avesse parlato dei contenuti e degli obiettivi invece che ripetere una formula tanto giusta quanto appannaggio di una avanguardia forse sarebbe stato compreso. e questo non è una doppia verità. e non è considerare il popolo bue. è semplicemente espletare una funzione squisitamente politica. perché ogni cosa ha un suo specifico.
    ciò che proponi tu alonso piacerebbe immensamente a freedom e a vendola. polemiche incomprese da chi vuole mandare a casa berlusconi e sogna che allo stesso tempo si possa cambiare l’italia veramente. questa illusione esiste ma entrambe le cose sognate sono giuste. se tu hai coscienza che siano giuste ma che il bipolarismo produce illusioni che poi delude dovrai dosare ciò che dici in modo che proprio tu che vuoi davvero cambiare le cose non ti ritrovi ad essere fuori sintonia con il resto del mondo. non è parlare due lingue diverse. è semplicemente sapere in quale contesto si combatte ed usare la tattica giusta. proprio per far diventare coscienza diffusa ciò che oggi capiscono in pochi. il popolo si conquista con le lotte e con la barra dritta sugli obiettivi che gli cambiano la vita. non disquisendo di tecniche politiche ed elettorali. tanto meno sollevando polemiche che gli stessi militanti anno fatica a capire.
    sel ha detto per due anni che ci divideva la cultura politica. non è vero. sel ha detto che siamo settari. non è vero. sel vende una illusione con il vento in poppa delle tv e delle dinamiche bipolari. dobbiamo competere con sel passo passo sulla base delle verifiche che la realtà si incaricherà di dare. senza paura. sempre che le nostre analisi siano fondate proprio per questo non temono la verifica. mentre proprio le illusioni rimangono tali solo se si tenta di confutarle non sulla base dei fatti bensì sulla base di previsioni e pregiudizi.
    tutto qui. si fa per dire.
    ciao

  37. egregio angelo, per più di due anni in tutte le tv c’è stato solo vendola. noi mai. per più di un anno tutti i sondaggi ripetuti all’infinito davano noi all’1 % e sel al 7, 8 e perfino al 9 %. la realtà non è questa, come si è visto. ma certamente ne ha risentito perché per tutto questo tempo i potenti mass media hanno fatto carte false ed hanno indotto molti a pensare di non sprecare il voto per chi era dato per sparito. l’anno scorso, a proposito di torino, alle regionali campane prendemmo poco più dell’1 %. e sel ben stretta nel bassolinismo e appoggiando un candidato che minacciava fisicamente gli immigrati ed inquisito prese molti voti. lo rifarei. anche perché se qualcuno non lo avesse fatto difficilmente ci sarebbe stata questa ottima esperienza di oggi a napoli. quindi non perdere tempo a misurare gli 0 virgola e gli eletti (che comunque non sono affatto due e che spesso sono spariti perché invece che diminuire stipendi e costi hanno tagliato il numero dei componenti dei consigli alla faccia della rappresentanza). e se proprio vuoi misurare tutto solo sui dati che tanto ti appassionano meglio pensare in grande ed entrare nel pd no?
    ciao

  38. ma dove li vedete quei dati elettorali? nelle città dove (si presenta al contrario delle provinciali, Grillo) la FdS è al 2,6% (dati della FdS) dove si presenta Grillo la sinistra retrocede!! e se prendete solo i dati di undici provincie è meglio lasciar perdere date retta

  39. giovanni Says:

    Caro Ramon.

    se ben ricordo,e ricordo bene.sin dai primi minuti dopo l’elezione di Obama abbiamo convenuto che la novità tanto strombazzata altro non fosse che marketing e pakaging di un vecchio e sozzo prodotto yankee.Ora credo che solo chi crede all’uomo nero (perdona il bisticcio)possa credere ad una politica rinnovata dell’impero angloamericano.Se si è rinnovata è solo per essere ancora più aggressiva e dominante. In questo scenario ho notato che
    Vendola,nelle sue apparizioni televisive,cita in modo ripetuto e ossequioso
    papi e cardinali,CEI e nunzi come neanche formigoni osa fare.E’ ovvio che non è una pura coincidenza e mi chiedo quale strategia di lungo periodo giustifichi questa liturgia.Cosa ne pensi?Puro sdoganamento?Tutto qui?
    un abbraccio
    Giovanni

  40. alfonso Says:

    Ramon, grazie innanzitutto per avermi chiamato alonso (che è molto più bello del mio nome vero!!); resta il fatto che io non propongo nulla di diverso da quella che era la linea del Prc prima di quest’ultimo Cpn. Invece quest’ultima “coloritura” diciamo di Ferrero e pure tua (solo che tu la argomenti molto meglio e con maggiore precisione) mi sembra una mini-svolta “di fase” che potrebbe – a seconda di quello che succede – contribuire in una certa misura ad alimentare proprio quelle illusioni contro le quali tu ti scagli quasi quotidianamente da questo blog. Bisogna stare in mezzo al popolo (contrariamente a Ferrando) ma dicendo la verità (contariamente a Vendola) : e fin qui siamo d’accordo. Però se – e faccio un esempio concreto – cerchi l’accordo col PD fino a un minuto prima delle elezioni come a Torino, facendo finta che la cosa è possibilissima, poi è inevitabile che la tua scelta autonoma alla fine risulta molto, molto debole. E, mentre il fatto che a Torino le elezioni sono andate male non è la fine del mondo (sul fatto che le elezioni non sono la misura di tutte le cose siamo sempre stati d’accordo) quello che è preoccupante è la scarsa credibilità di un polo comunista in una città dove nell’ultimo anno è successo tutto quello che è successo, e c’è stata la reazione dei lavoratori che c’è stata, come Torino.
    Ma ormai parlo al vento, perché di questo passaggio tattico che io contesto voi siete evidentemente convinti. Chettedevodì, Ramon? Mangiamoci pure questo budino e vediamo com’era.
    Un abbraccio,
    Alf

  41. angelo bellotti Says:

    Caro Ramon,intanto grazie dell’egregio,un aggettivo francamente troppo “esoso”.
    Normalmente non mi appassionano le dispute sui dati elettorali,sono molto piu’ attento al radicamento sociale ,al conflitto.
    Non sono interessato ne’ ad alcuna entrata nel Pd,ne’ tantomeno mi interessa Sel.
    Semplicemente volevo fare notare l’anomalia dei dati elettorali che vengono diffusi dalla FDS,anomalia non casuale,ma utile a non aprire una discussione in particolare dentroil prc.
    Una discussione che spero tu aprirai nel blog.

  42. caro angelo, secondo te è discutere buttare li dei dati sbagliati e farci sopra considerazioni apocalittiche?
    giusto per la precisione: sulle nove province nelle quali si è votato solo in quattro ci sono i dati degli eletti perché le altre sono al ballottaggio.
    e in queste quattro la federazione ha eletto tre consiglieri e sel 4.
    eccoti i dati:
    campobasso sel 3,21 nessun eletto PdCI 1,65 nessun eletto (entrambi nel centrosinistra) prc 1,36 nessun eletto in una coalizione alternativa al centrosinistra che ha preso il 4,26. ognuno può giudicare se una coalizione alternativa con tutti non sarebbe stato meglio.
    lucca sel 6,95 2 eletti fed 6,57 2 eletti (entrambe nel centrosinistra)
    ravenna sel 5,12 1 eletto fed 3,75 1 eletto (entrambe nel centrosinistra)
    treviso sel 3,74 1 eletto pdci in lista di sinistra 1,15 nessun eletto (centrosinistra) prc 0,90 nessun eletto (da solo)

    e ora vediamo quelle che andranno al ballottaggio

    macerata sel 4,62 fed 4,21 (entrambe in coalizione alternativa al centrosinistra che ha preso 9,93)
    mantova sel 3,27 (centrosinistra) fed 1,94 (in coalizione alternativa che ha preso il 3,25
    pavia sel 4,16 (centrosinistra) fed 2,99 (coalizione alternativa che ha preso il 3,50)
    reggio calabria sel 1,83 (in coalizione alternativa che ha preso il 4,54) prc 4,31 pdci 3,30 (entrambi nel centrosinistra)
    vercelli sel 2,95 fed 2,74 (entrambe in coalizione alternativa che ha preso il 8,95

    ora, caro egregio angelo, ovviamente non sono dati esaltanti per nessuno. ma da qui a dire che ci sono solo due eletti e che quindi non siamo una risorsa ce ne corre. è giusta o sbagliata l’idea secondo la quale chi condivide molte cose sui contenuti sarebbe meglio si presentasse insieme? non è meglio che chi per esempio è contro le privatizzazioni si unisca e poi discuta insieme col pd per poi decidere magari con una consultazione della base se allearsi o meno col pd? noi avevamo proposto anche a sel, dove eravamo insieme dentro o fuori dal centrosinistra di fare liste comuni ma sel non ha accettato pensando che i sondaggi fossero veri e che quindi poteva contemporaneamente fare il pieno di voti e farci sparire (chi è settario?). il risultato è che sia sel che noi abbiamo perso parecchi seggi a causa della boria di partito di sel.

    se poi vuoi parlare di torino bisogna sapere che avevamo noi proposto che un esponente della fiom come giraudo partecipasse alle primarie affinchè ci fosse una coalizione con contenuti chiari contro marchionne. poi lo abbiamo chiesto a cremaschi che ha rifiutato (per non sottrarsi alla battaglia in cgil che si fa durissima). il combinato disposto della fiom e di sel che sono stati in un centrosinistra promarchionne e totalmente controllato dalle banche e dagli speculatori e la classica logica bipolare per cui molti hanno preferito votare nel centrosinistra scegliendo una persona non filo marchionne ha fatto il resto. non era meglio fare una coalizione fra tutti quelli contrari a marchionne e al gruppo intesa san paolo che a torino controllano tutto di tutto? la risposta la daranno molti quando vedranno cosa farà il signor fassino con i suoi padroni.
    su bologna stendiamo un pietoso velo. io dico da tempo immemore che il centrosinistra li fa schifo. ma non è così a milano. e tanto meno a napoli. insisto nel dire che se a napoli l’anno scorso nessuno a sinistra si fosse schierato contro de luca, prendendo gli stessi voti di torino oggi, e contro il gruppo di potere del centrosinistra inquinato da interessi inconfessabili oggi non ci sarebbe la coalizione alternativa al ballottaggio.

    ecco. come vedi non mi sottraggo. solo che io discuto e tu prendi dei dati parziali e quindi falsi per sparare sentenze.
    tutto qui
    e ciao

  43. caro dante, non c’è solo la lista grillo. io a milano quando ho votato ho portato nella cabina un lenzuolo con 29 liste. i candidati al comune per 48 posti (prima il consiglio era di 60) erano 1391 scatenati per le preferenze. non parliamo nemmeno delle circoscrizioni dove se sommiamo i candidati viene fuori un candidato ogni cento abitanti.
    che la lista grillo prenda voti antisistema e quindi li sottragga a sinistra è evidente. e allora? se i votanti leggessero lo statuto delle liste grillo dove c’è una dittatura personale di grillo forse si accorgerebbero come li stanno utilizzando e forse capirebbero che un partito come il nostro con tutti i suoi difetti è la cosa più democratica che c’è in italia.
    ma anche questo è un effetto del bipolarismo.
    ciao

  44. caro giovanni, è come dici tu. che ci vuoi fare? quando si pensa a come vincere le primarie ben sapendo che metà del pd è servo del vaticano va bene tutto. io sono schifato dell’esibizione delle proprie turbe religiose in tv. mica ce l’ho con i sentimenti religiosi, anche se io sono irriducibilmente ateo. mica sono contrario a che uno di sinistra sia credente e che se glielo domandano lo dica. ma altra cosa è esibirsi come a dire una volta ero comunista ora sono una brava persona buona per tutti. portiamo pazienza.
    ciao

  45. caro alfonso, la f ogni tanto non funziona e così sei diventato alonso. eh eh eh.
    insisto. non c’è nessuna svolta o svoltina. se leggi il documento approvato dal cpn lo vedrai chiaramente. quella è la linea politica. in particolare questo punto:

    6) Di riproporre con forza, per dare uno sbocco politico alla crisi del governo Berlusconi, la costruzione di un fronte democratico tra le forze di sinistra e di centro sinistra che dia vita ad una legislatura di salvaguardia democratica, per la difesa ed il rilancio della Costituzione, il superamento del bipolarismo, il contrasto agli effetti sociali negativi della crisi. La nostra valutazione di fase, per quanto riguarda la non praticabilità di un accordo organico di governo, non rende meno necessario la qualificazione programmatica dell’alleanza da costruire facendo vivere percorsi e confronti unitari e a sinistra.

    il resto delle considerazioni su come farla vivere le ho già atte nel post precedente.
    tutto qui.
    un abbraccio

  46. Antonio Perillo Says:

    Fantastico lapsus di Ramon “airaudo->giraudo” qualche post sopra: devo dedurre, data la sua fede calcistica, una pessima considerazione del dirigente Fiom 😀

    Sulla linea del Cpn: del tutto condivisibile se non per il voler trascinare l’Idv in un campo di sinistra separato dal centrosinistra. Di fatto non può essere così, proprio per come è fatta l’Idv: partito di opinione (una, l’antiberlusconismo) senza avere volutamente una cultura politica definita o dominante.
    Ho paura che la nostra avance sia un sintomo del più classico degli errori a sinistra, cioè lo scambiare i desideri per la realtà. Ho idea, forse un po’ dietrologica, ma tant’è, che le aperture di Di Pietro verso di noi siano molto in chiave anti-Vendola (che elettoralmente al di là di tutto cresce, mentre Idv tolta Napoli crolla) più che aperture a sinistra. Lo stesso De Magistris è stato candidato subito da buona parte del gruppo dirigente locale e nazionale Idv (salvo poi acclamarlo visti i successi).
    E’ vero che su molte cose l’Idv dice cose di sinistra, ma è impossibile a mio avviso che arrivi a concepirsi come partito di sinistra o facente parte di un polo di sinistra che si vada poi a rapportare col Pd e altri.

    Sulla presunta “doppiezza” della linea: io sono d’accordo in pieno con Ramon, sono solo preoccupato che la profondità del ragionamento, se arriva a non essere colta nello stesso Cpn, sia fonte di confusione ulteriore fra gli stessi militanti del partito, con le conseguenti difficoltà di implementazione.
    Una sorta di linea troppo “alta” per essere trasmessa non tanto alla nostra gente, ma ai nostri stessi militanti. Una cosa simile accade per la Federazione della sinistra: continuo a sentire tanti compagni che non hanno idea di come sia concepita, qualcuno mi chiede addirittura se il nuovo tesseramento Prc non si annulli visto che siamo nella Fds.
    Insomma la mia è preoccupazione di rivedere presto il partito a discutere di un dilemma a cui è molto più abituato a ragionare (governo sì, governo no, specie in caso di crollo di Berlusconi) invece che di rilancio serio dell’iniziativa politica e dell’autonomia della sinistra.

    So che Ramon ritiene che questa situazione si superi col lavoro, senza buttare via il bambino con l’acqua sporca, ma si avverte spesso la necessità di poter seguire una linea netta, che si spieghi da sola. Un po’ come per noi a Napoli è stato l’appoggiare De Magistris: noi siamo di qua, SeL e Pd sono di là.

  47. Ma leggiti i dati delle città Ramon? possibile citare solo quelli che ti fanno comodo? leggo sui dati forniti dalla FdS nelle città sopra i 15.000 abitantia la FdS al 2,6% allora quale dato prendi come pietra di paragone questo o quello di 8 (perchè non si possono sommare PRC e PdCI assieme sai bene che non prenderremo un tubo di rappresentanza così separati e poi la somma non fa mai più, ovviamente due liste raccolgono più voti)se guardi dove si è votato in contemporanea tra Provincie e Comunali, solo in due località, vedrai come cala il dato di SEL e Fds proprio perchè si presenta alla grande la lista M5S ecco lì c’è la prova di questo la lista di Grillo toglie voti e non pochi e alle provinciali non era presente perchè lui ha volutamente evitato di fralo perchè vuole sopprimerle.
    Possibile che non sarà presente la lista Grillo in futuro alle politiche? possibile appunto in quel dato che tu valuti al 4% appunto è credibile dare a Grillo 0% appunto perchè non presenti imparate a leggerli anche politicamente i dati altrimenti avrebbe ragione Grassi e non TU! che se ci presentiamao come FdS fuori dall’alleanza (anche organica come propone Diliberto?) di centro sinistra prendiamo 1% è chiaro?

  48. caro antonio, hai ragione sul lapsus. ma si tratta di una assonanza e non di una cattiva opinione sulla fiom.
    quanto a ciò che scrivi scusa ma non sono d’accordo.
    1) non si tratta di “trascinare” nessuno. non si tratta di iscrivere d’ufficio l’idv a niente. come sel del resto. non si tratta di desideri scambiati per realtà. si tratta molto più semplicemente di quel che bisognerebbe are sulla base dei contenuti che si proclamano come propri. tutto qui.
    infatti basta rovesciare il tuo ragionamento per rendersene conto.
    se siamo d’accordo su molte cose che bisognerebbe fare in italia oggi perché non farle insieme? perché l’idv è un partito d’opinione ecc? perché sel è laederista ecc? cioè, proprio mentre si scopre che in italia certe cose hanno una larga opinione favorevole che le condivide a cominciare dalle privatizzazioni ecc. noi invece di proporre di metterle al centro della politica dovremmo “chiarire” al popolo che non dobbiamo proporre di farle insieme perché l’idv è incerta o d’opinione? suvvia!
    le cose che dici dell’idv sono quasi tutte vere e io stesso ne potrei aggiungere altre. bisogna saperlo. tuttavia se si mettono i contenuti in primo piano si capisce perché ci si unisce e si capisce pure, nel caso di divisioni, che le scelte altrui derivano dal fatto che nonostante sui contenuti la pensino come noi preferiscono allearsi con chi non li condivide per poter “vincere” ed avere posti. e non è la stessa cosa.
    2) ho già scritto rispondendo ad altri che la linea è chiara ma anche che deve misurarsi con una situazione complessa. se i militanti non sono capaci di misurarsi con la complessità di una situazione non sono veri militanti. e a nulla serve servirgli delle minestre precotte. la semplicità che va tanto di moda è solo il rutto avvelenato del bipolarismo. di qua e di la? ma di qua o di la dove? su cosa? a volte sono necessari percorsi complessi per chiarire le cose. come a napoli dove per portare fuori rifondazione dall’abbraccio bassoliniano ci sono voluti diversi passaggi, a cominciare dalle regionali dell’anno scorso, passando per il confronto al tavolo col pd e così via. il “sempre dentro il centrosinistra” o il “sempre fuori” non sono posizioni chiare sui contenuti. lo sono solo sugli schieramenti bipolari.
    come per la linea del cpn è incredibile che ci siano militanti che non sanno cosa sia la federazione. basta leggere i documenti. ma molti non leggono i documenti. e si affidano ai “sentito dire” o peggio ancora ad altre proposte. ma anche in questo caso ripeto che non si è militanti di un bel niente se non si leggono i documenti. non dico il capitale di marx (che comunque si dovrebbe conoscere), dico documenti che si leggono in dieci minuti.
    un abbraccio

  49. caro riva, io ho solo risposto ad un post che poneva il problema degli eletti nelle provinciali. non ho fatto una analisi del voto. mi riconosco completamente in quella fatta dal partito all’ultimo cpn. compresi i dati che tu stesso riconosci essere di fonte nostra. ma tu leggi ciò che scrivo prima di polemizzare? se scrivo un articolo ho il dovere di essere il più possibile completo e articolato nell’analisi. ma se rispondo ad un post che dice assurdità sulla base di dati falsi la risposta va considerata per quello che è. una banale risposta. magari argomentata e con dei dati. ma una risposta.
    difficile da capire?
    inoltre io ho sempre detto che 1) noi alle amministrative siamo andati sempre peggio che alle politiche. 2) che abbiamo sempre preso più voti se interni ad una coalizione di centrosinistra. e del resto questo è un banalissimo effetto del maggioritario. 3) che chi sostiene che da soli contro tutti è più chiaro e che operai e popolo non aspettano altro è solo l’altra faccia speculare di chi sostiene che bisogna essere sempre dentro il centrosinistra qualsiasi contenuto abbia. 4) che scambiare le esperienze di alleanza di centrosinistra avanzate in un comune con il governo nazionale è una idiozia.
    ma soprattutto io sostengo sa sempre una cosa: le elezioni sono una scelta tattica. la strategia è cambiare le cose nella società e vincere le lotte sulle condizioni di vita delle classi subalterne. se invece la strategia sono i voti elettorali e i posti nelle istituzioni nel bipolarismo si può finire per adottare la tattica di sacrificare le lotte e partecipare a peggiorare le condizioni di vita delle classi subalterne.
    è per questo che pensavo e penso che a torino sia stato giusto stare fuori dal centrosinistra. ben sapendo che poteva essere un bagno elettorale. come del resto fu l’anno scorso in campania.
    comunque di una cosa sono convinto. il risultato di tutte le ultime elezioni dimostra che i sondaggi, anche quelli locali riferiti alle amministrative, erano falsati sia in sede tecnica sia dall’effetto dell’oscuramento totale che abbiamo subito. e sfido chiunque a dimostrare il contrario.
    ciao

  50. giovanni Says:

    caro ramon,
    l’esito di questa tornata elettorale merita da subito una attenta e profonda analisi – Mi aspetto ,quindi una tua entro breve. Al di la di ogni dotta considerazione posso contribuire con una prima immediata e profonda convinzione : è morta la tv e la voglia di festa e di piazza domina il senso della rivincita. Non è un dettaglio e come spesso tu hai sostenuto la televisione non è, alla fine, determinante.Ma c è molto di più da considerare e da evitare . Un fatto emerge sovrano il bisogno profondo di una nuova materia di condivisione e di determinazione del futuro e del destino ci accomuna ai sentimenti di tutto il mediterraneo . Il popolo esiste
    e non è solo un prodotto del marketing . Bere per ricordare è decisamente
    meglio di quanto non sia farlo per dimenticare. é bello sapere di avere un amico come te ,anzi è di più è un lusso 🙂 ! Questa situazione supera la consapevolezza diffusa ed è necessario discuterne subito,ovunque!
    Che bel colpo di zappa sul monte…….quando morrò resteranno i miei figli!
    UN grande abbracio
    giovanni

  51. Io vedo un grande pericolo però una esposizione mediatica dei leader! DeMagistris che urla che non vincono i partiti, richieste di primarie che arrivano anche dal centrodestra, un ubriacatura che travolge i partiti questa l’immagine che esce dall’esito di questi ballottaggi io eviterei facili entusiami, siamo sempre dentro la politica come soluzione personale.

  52. Francesco D. Says:

    De Magistris puo dire cio che vuole intanto a Napoli i Comunisti della FdS eleggono 6 consiglieri comunali,il Pd solo 4 e SeL 0.
    W i partiti seri e Noi lo siamo

  53. Ognuno puo dire cio che vuole:un dato è chiaro e netto,la FdS esce vittoriosa da questa tornata elettorale si rilancia alla grande.
    Azzecchiamo tutte le principali mosse vedi Milano,Napoli,Cagliari,Novara ecc.ecc. ed eleggiamo tanti compagni.
    Alle provinciali prendiamo il 4,2% senza tv e giornali!!
    Avanti cosi………….

  54. caro giovanni, ricambio. anche per me è un lusso avere un amico come te.
    forse nei prossimi giorni scriverò un articolo qui. non tanto di stretta valutazione dei risultati elettorali, quanto sulle prospettive che si aprono o possono aprirsi. ho detto forse perché, come sai, lo posterò solo se mi sembrerà utile a dare un piccolo contributo. non appartengo alla categoria di quelli che devono per forza pontificare su tutto.
    comunque la tv non è morta. e la crisi del centrodestra, strettamente collegata alla crisi del consenso personale di berlusconi, non è la crisi dell’egemonia della destra in sintonia con la solitudine sociale e con i cattivi pensieri che suggerisce. le festose piazze, positive in se, non cancellano l’altissima percentuale di astenuti e assomigliano troppo ad altre del passato. che furono seguite da delusioni nell’altalena del bipolarismo. inoltre bisogna guardarsi dall’enorme delega data ai sindaci, dalla legge ma anche dalle folle plaudenti.
    ma ne riparleremo. credo.
    intanto beviamo un negroni alla faccia di berlusconi. fa pure rima.
    un abbraccio

  55. caro riva, la personalizzazione della politica è un effetto del maggioritario che nei comuni, per giunta, è presidenzialismo puro. è vero che bisogna tenerne conto come dici tu, senza esaltarsi irresponsabilmente. tuttavia, anche se in modo spurio, queste elezioni sono positive. ed anche questo va tenuto in conto.
    ciao

  56. cari francesco d e dani, ma che post sono questi? a cosa serve fare trionfalismo? è un passo avanti fatto contro tutti e tutto, è vero, ma è un passo. e il cammino è lungo ed irto di difficoltà. bisogna avere serietà e pazienza. non fare il tifo.
    ciao

  57. Antonio Perillo Says:

    Caro Ramon, naturalmente scherzavo sul lapsus, che ho trovato molto divertente.
    Non intendevo insinuare un tuo giudizio sulla Fiom, solo ironizzare su una possibile arrabbiatura per il rifiuto di Airaudo.

    Sul merito del documento del Cpn, vi si legge: “Per questo riteniamo necessario proporre a SEL, all’IdV, ai Verdi e alle forze anticapitaliste, di dar vita ad un processo unitario al fine di costruire un polo politico della sinistra di alternativa”.

    Ora, di “processo unitario”, per dire, noi Gc parliamo in merito al rapporto con la giovanile del Pdci e con altri soggetti giovanili di movimento, anche più a sinistra di noi.
    Insomma, una cosa, come dici nella tua risposta, è mettere al centro della vita politica italiana i contenuti che condividiamo con SeL e IdV (cosa sulla quale ovviamente sono d’accordo), un’altra è parlare di processo unitario per un polo autonomo di sinistra addirittura alternativa (cosa molto impegnativa, in questa formulazione).
    E’ questo il passaggio che mi pare poco realistico vista la collocazione di SeL e IdV fermamente ancorata al centrosinistra classico in accordo col Pd.
    Mi pare una “sfida” unitaria un po’ velleitaria, non ne vedo il “tornaconto” politico. Siamo d’accordo che sarebbe più utile al Paese un polo di sinistra che si concepisca in autonomia dal Pd, ma leggendo i documenti e le dichiarazioni di IdV e SeL si evince proprio tutt’altro. Sappiamo che si percepiscono come la sinistra del centrosinistra, non sono convinto che per rompere questo schema sia utile proporre un percorso unitario. La risposta ovvia potrebbe essere, se ce la dessero, “bene, unitevi a noi nella sinistra del centrosinistra”. (Anzi, ho idea che IdV abbia orrore anche a definirsi sinistra del centrosinistra).

    Altra cosa invece sono i possibili gruppi comuni (o liste) alle amministrative o le azioni comuni di opposizione al governo o in sostegno di obiettivi comuni come ad esempio il referendum, ma sono cose sulle quali pure vi è una sostanziale indifferenza sia di SeL che di IdV.

    Sulla questione dell’informazione e sulla formazione dei militanti, mi rendo conto che pare assurdo, ma a mio avviso è uno dei problemi da affrontare e neanche l’ultimo, non si può dare per scontato che i militanti debbano leggere i documenti se poi, di fatto, non lo fanno. Tocca inventarsi qualcosa, non dare nulla per scontato. Naturalmente questo ha a che fare anche con l’eterno problema della selezione dei gruppi dirigenti, non so dare certo io una soluzione.

  58. Concordo con l’ultimo post di Ramon troppe volte si sono deluse le persone ma vogliamo rileggere cosa scrivevano tutti i partiti anche il PRC dopo l’elezione di Bassolino?

    per dani ma se vai avedere Bologna Torino e tante altre città noteresti la botta il dato lì è il 2,6% alle provinciali non c’erano le liste di Grillo per loro scelta! e prendaono voti a tutta la sinistra da SeL IDV e FdS dove presenti
    si passa da 50 eletti a 16 eletti con 6 a Napoli! è vero che si sono ridotti i numeri degli eletti ma è anche vero che si perdono oltre 40.000 voti poi puoi dire tutto il 2006, la scissione, i sondaggi, ma questo è il paragone vero certo la FdS è ancora in campo ma presto vedrai che ti porranno il quesito dentro o fuori il CS? e se fuori non ti vorranno cosa accadrà?
    saluti

  59. ops sbagliavo 130.000 voti in meno rispetto al 2006 nelle città….

  60. caro antonio, hai ragione. la mia risposta sul lapsus era seriosa.
    sul punto politico che poni hai diverse ragioni. ma…
    tu stesso dici che “Siamo d’accordo che sarebbe più utile al Paese un polo di sinistra che si concepisca in autonomia dal Pd, ma leggendo i documenti e le dichiarazioni di IdV e SeL si evince proprio tutt’altro.”
    ed è indubitabile che al paese, e alle lotte in particolare, sarebbe utile che chi è d’accordo su obiettivi fondamentali costituisca un polo autonomo che faccia un accordo col pd per cacciare berlusconi e mettere fine al maggioritario bipolare. aggiungo che anche al pd andrebbe detto che i nostri contenuti non sono affatto estremisti o velleitari. si tratta di obiettivi di fase per uscire dalla crisi da sinistra, in favore delle classi subalterne invece che in favore del capitale finanziario. anche un bambino capisce che, per fare solo un esempio, chi è contro le privatizzazioni e vuole un ritorno della mano pubblica in economia dovrebbe unirsi ed elaborare una strategia comune su come cacciare berlusconi e quindi discutere con il pd apertamente per poi probabilmente verificare che non ci sono condizioni per fare un governo insieme e per, però, difendere la costituzione e cambiare la legge elettorale.
    come mai una cosa così semplice non si fa? per due motivi.
    1) la politica corrente prevede alleanze, manovre, leader, scontri epici fra un polo e l’altro, e i contenuti solo come variabile dipendente dalle alleanze e dalle manovre utili a sconfiggere l’avversario. così i contenuti sono usati solo per raccogliere consenso in modo strumentale ed appena, una volta al governo, si insiste su di essi (come nell’ultimo governo prodi) mass media e circo politicista (anche il manifesto) dicono che non bisogna mettere a rischio la vita del governo. lasciandoti la responsabilità di decidere cosa fare in solitudine. con il risultato che se insisti alla fine rompi e ti dicono che i contenuti erano una scusa strumentale per rompere. lo dimostrerebbe il fatto che rompendo non ottieni nessuno di quei contenuti e invece apri la strada alla destra che farà anche peggio. se non rompi ti dicono che hai ceduto sui contenuti per mantenere i posti. è quello che fanno anche a destra sulla lega. solo che la lega ha contenuti assolutamente compatibili con quelli degli alleati, mentre noi no.
    in altre parole i confini del sistema politico bipolare trasformano i contenuti di sinistra in cose estranee e contrapposte al “gioco” politico vigente. in ogni caso non è possibile realizzarli.
    2) sempre nella politica spettacolo bipolare i problemi sociali, per quanto ridotti a simulacro nei talk show, nel paese ci sono e il malessere diffuso esiste. nella gente è radicata l’idea che la politica debba dare risposte al malessere sociale che avverte sempre più forte. una volta con le lotte e il voto per un partito di opposizione poi si ottenevano risposte legislative da un parlamento rappresentativo. oggi la gente pensa che bisogna vincere e andare al governo come unica strada per ottenere risposte. conseguentemente pensa che qualsiasi divisione sia negativa e foriera solo di ulteriori peggioramenti delle proprie condizioni. per quanto opera di una lunga e potente mistificazione questo modo di ragionare è profondamente radicato. ed è un ostacolo enorme per chi voglia ostinatamente fare politica per realizzare certi contenuti invece che realizzare i contenuti possibili nel bipolarismo. un ostacolo che non bisogna mai dimenticare. mai!!! altrimenti si finisce col pensare che sia più chiaro e comprensibile autoisolarsi nel quadro politico o, specularmente, fare alleanze sempre e comunque. sono due posizioni che sembrano chiare a militanti che hanno introiettato la stessa logica bipolare in entrambi i casi, ma che finiscono nel tritacarne che ho descritto più sopra.

    se quanto ho detto finora è vero, caro antonio, bisogna tenere fermi i contenuti e proporre l’unità sugli stessi. sempre ed in ogni circostanza.
    so bene che sel e idv sono totalmente interni al bipolarismo e al gioco spettacolare di cui sopra. ma partecipano a quel gioco usando spesso buoni contenuti. e raccolgono un buon consenso proprio in base all’illusione che sia la volta buona per trascinare il pd a fare cose buone.
    alla illusione non si risponde dicendo che è una illusione. è come proclamarsi atei e solo per questo pensare di incidere nella coscienza di chi ha fede. alla radicata illusione bisogna rispondere estraendo esattamente la radice dell’illusione. che sono i contenuti sociali e civili. perché in ultima analisi sono quelli il motore della speranza e della stessa illusione. pretendere che milioni di persone si intendano di leggi elettorali, di tattiche e strategie, di accurate analisi e di critiche dell’economia politica ed incentrare su questo la spiegazione del perché l’unità non è possibile e del perché non bisogna coltivare illusioni è un suicidio. proprio perché anche questa è una illusione che non fa i conti con la realtà, con l’egemonia del pensiero dominante. bisogna per forza, tenendo fermi i contenuti, dimostrare con i fatti chi è unitario e chi non lo è. chi ha a cuore la realizzazione dei contenuti e chi vuole “vincere” a dispetto dei contenuti. chi pensa all’oggi, al domani e al dopodomani e chi solo alle elezioni della prossima settimana.
    in altre parole se ti dicono venite anche voi nel centrosinistra tu gli dici uniamoci sui contenuti e discutiamo insieme con gli altri per vedere se è possibile realizzare i contenuti. verifichiamolo insieme. vedremo se la nostra posizione secondo la quale è impossibile è giusta. ma lo dobbiamo vedere sui contenuti e non discutendo in astratto di bipolarismo o di giudizi sulla natura del pd e soci.
    una cosa fa emergere le loro contraddizioni e l’altra aiuta a nasconderle e fa il loro gioco. possono scrivere quel che vogliono sui loro documenti. e bisogna leggerli e studiarli attentamente. e tenerne conto. ma non bisogna per niente accettare proprio il terreno del politicismo per combattere il politicismo. le tante persone che chiedono: ma perché se siete d’accordo su tante cose siete così divisi? devono avere una risposta sulla realizzazione dei contenuti e sulla necessità dell’unità e non una risposta che da per scontata la divisione. perché si rafforzeranno nell’impressione che le divisioni fra comunisti e non, fra botteghe elettorali, fra leader ecc siano più importanti per noi degli stessi contenuti.
    questa non è una doppia verità. è semplicemente avere una strategia ed una tattica. è tenere conto che siamo controcorrente e non sulla cresta dell’onda con il vento in poppa. serve a farsi capire.
    tutto qui.
    e serve anche ai militanti disabituati a leggere e a ragionare in modo complesso a capire che le semplificazioni e il tifo non pagano.
    un gruppo dirigente è tale se propone una linea che richiede anche una crescita dei militanti. perché altrimenti abdica alla sua funzione principale e viene risucchiato nel baratro delle semplificazioni e delle illusioni.
    un abbraccio

  61. alfonso Says:

    Le persone che chiedono “ma come mai non vi unite con gli altri” eccetera, o: 1) hanno 16 anni 2) soffrono della sindrome di Alzheimer oppure 3) hanno deciso di “rimuovere” l’esperienza del governo Prodi. L’antiberlusconismo senza contenuti fa di questi scherzi.
    Quando ricordo le vicende del Prodi 2006-8 chi non è d’accordo con me in genere non controbatte nulla di preciso, ma un sorrisino, un sogghignetto, ridacchia fra sé e sé.

  62. lo vedi dani? a post tifoso riva risponde per le rime. infatti si guarda bene dal discutere seriamente. per lui basta dare vita a risse nelle quali chi la spara più grossa e grida di più sembra avere ragione. esattamente come nei talk show.

  63. caro alfonso, tu confondi i militanti con milioni di persone. e questo è un grave errore.

  64. alfonso Says:

    In parte hai ragione Ramon; però anche i milioni di persone hanno detto – durante il governo Prodi – che: A) la sinistra radicale al governo non faceva nulla, non esisteva; B) Bertinotti Presidente della Camera era ridicolo; C) tanto valeva allora votare Veltroni o non votare; e così hanno fatto.
    Quindi un po’ di vuoti di memoria ci sono pure tra i milioni di persone, via..
    Comunque accetto la tua distinzione di massima.

  65. caro alfonso, sul governo prodi ho scritto talmente tanto che non ripeterò qui per l’ennesima volta. non si tratta di vuoti di memoria. bensì delle domande che si pongono le persone in carne ed ossa. c’è una netta differenza fra i militanti attivi e milioni di persone. non c’è alcun dubbio che quando molti ti chiedono “ma perché siete divisi?” lo fanno per una ragione logica e semplice. perché è una stortura oggettiva il fatto che chi è d’accordo sul 90 % delle cose che bisognerebbe fare in italia in economia, diritti, guerra ecc. sia diviso. per spiegarsi i motivi delle divisioni e per superarle bisogna fare discorsi molto complessi. ed è a questo che servono i militanti. o servono solo ad attacchinare manifesti? se i militanti non sanno maneggiare analisi dei sistemi economico-sociali e dei sistemi politici, se pensano che sparandole grosse saranno capiti, se usano le giuste domande del popolo in modo strumentale per dare risposte finte e demagogiche, non sono militanti bensì politicanti.
    non c’è nulla di male ad avere uno specifico ruolo dei militanti. del resto se vai in bicicletta non è detto che tu debba per forza saperla costruire o progettare. usare un linguaggio tecnico e specifico non è “politichese”, è indispensabile. sia per progettare una bicicletta e costruirla sia per produrre un progetto politico. o no?
    ciao

  66. Antonio Perillo Says:

    Caro Ramon,
    capisco che forse sarai seccato dall’insistenza sugli stessi argomenti, peraltro fuori dal tema dell’articolo in testa (a proposito: la guerra in Libia s’intensifica, i propositi di far fuori Gheddafi fuori da ogni risoluzione Onu ormai sono giornalieri, ma il movimento per la pace langue, è una situazione che mi mette proprio tristezza).

    Vengo al dunque: qualche post sopra schematizzavo dicendo che qualche volta è utile, nelle vicende elettorali, capitare in uno schema facilmente percepibile come Napoli: noi di qua, Pd e SeL di là. Naturalmente ci vuole la bravura politica di costruire le condizioni perché ciò avvenga, ma mi chiedo cosa staremmo a commentare oggi se SeL avesse scelto De Magistris e preso il 6% e noi meno del 3%, pur nella vittoria del sindaco (alle municipali dove è vero contano i candidati ma dove il centrosx era compatto, i numeri sono stati più o meno questi, con noi a poco sopra il 3 se non erro).
    Poi ti chiedevo lumi sul senso della proposta unitaria a SeL e IdV e devo dire che i tuoi argomenti mi hanno convinto di più del documento uscito dal Cpn.

    Il fatto “nuovo” di oggi è l’ennesima intervista di Vendola in cui si propone il partito unico col Pd e l’apertura all’Udc (con tanto di possibilismo sul superamento del welfare). I malumori nella stessa area SeL cominciano a vedersi, in rete e non solo.

    Mi chiedo e ti chiedo: fino a che punto sarà utile insistere sulla proposta e sfida unitaria a SeL e IdV? Immagino che una volta che lo sconcerto e i dubbi del popolo di sinistra diventino soverchianti sul genuino desiderio di unità che fino ad oggi è stato incarnato maggiormente da Vendola (e dall’idea di centrosx unito) magari si renda necessario investire sulle differenze, magari rilanciando sulla proposta di fronte democratico più che su quella dell’unità a sinistra.
    Mi rendo conto che la mia percezione può essere influenzata dalla realtà napoletana, in cui le divisioni dentro SeL sono più grandi e la sua subalternità al Pd più chiara (e il Pd peggiore che altrove).

    Il problema mi pare essere sempre lo scoglio delle prossime politiche, con da una parte il problema della definizione dello schieramento di centrosinistra, dall’altra la nostra lotta per non rimanere schiacciati nella tenaglia isolamento o compatibilità di governo. E’ un passaggio strettissimo, non possiamo sbagliare.

  67. Sandro Says:

    A Napoli iniziano i problemi con il nuovo Sindaco le liste civiche sono in fribillazione per la scelta del PM Narducci ma cosa volevi avere da un exmagistrato che ha in testa l’ordine?

  68. caro antonio, è normale, soprattutto quando scrivo articoli molto di rado, che si sviluppino discussioni anche su temi diversi da quelli trattati nell’articolo. quindi non sono affatto seccato. anche se mi spiace che tanti amino discutere sempre e solo di elezioni e di differenze fra questo e quel partito tralasciando totalmente di approfondire i ragionamenti circa l’analisi della società, della cultura dominante, del sistema politico vigente e dei suoi effetti. lo stesso dicasi per la politica estera e la guerra. sui quali regnano semplificazioni, iperboli, approssimazioni di ogni tipo. ma ovviamente non mi riferisco a te.
    quanto all’insistenza sul tema che hai sollevato tu nessun problema. visto che si discute seriamente senza fare il tifo o giocare a chi la spara più grossa.
    e veniamo a quel che hai detto.
    cosa commenteremmo se….?
    ho già detto che nulla succede per caso. e che sel gode, oltre che di un evidente ed interessato aiuto dal circo massmediatico (come testimonia il fatto che pur avendo sostenuto il candidato del pd a napoli ed essere rimasta sel fuori dal consiglio comunale vendola è stato presentato sui mass media come il vero vincitore a napoli), dell’illusione diffusa, per quanto irrazionale, che nel bipolarismo si possa veicolare certi contenuti dentro il centrosinistra. facciamo in italia come a napoli e a milano!!!! facilissimo a dirsi ed anche fortemente suggestivo, ma impossibile a farsi. non solo per le note posizioni del pd su moltissimi temi. ma soprattutto per la forza e il potere reale del capitale finanziario, delle multinazionali, dei poteri antidemocratici come le banche centrali italiana ed europea ecc. la distanza fra l’illusione e la realtà è colmabile solo con la pratica e con il tempo e con i fatti. ed è veramente privo di senso illudersi che a livello di massa si possa smascherare la mistificazione sulla base di articolatissimi discorsi sulla natura del sistema politico e sulle differenze fra noi e sel. sarebbe proprio una pazzia ed un enorme regalo proprio a sel. che continuerebbe a parlare di certi contenuti e a vendere l’illusione che si possa cambiare il paese con un nuovo centrosinistra (o con un nuovo partito che superi anche il pd fa lo stesso) mentre noi appariremmo come difensori di un orticello ideologico alla ricerca di divisioni strumentali al fine di giustificare la propria esistenza (qualche posticino in parlamento direbbero tutti).
    i militanti devono sapere per filo e per segno le differenze, le reali (cioè nulle sul piano dei contenuti importanti) possibilità di cambiamento che permette il sistema, e devono approfondire il discorso sempre. ma non trasferire questo discorso al centro della propaganda e della comunicazione di massa, quale che essa sia. non per occultarlo o usare due verità. al contrario! del resto i documenti e le stesse discussioni negli organismi di partito sono pubblici. bensì per non fare il gioco del sistema passando alla velocità della luce dai contenuti alle manovre (alleanze si o no ecc) squisitamente politiche. non si tratta solo di tattica. si tratta della stessa natura del partito. perché c’è una bella differenza fra un partito che sa, conosce e tiene conto del livello di coscienza delle classi subalterne e del senso comune dominante, misurando le proprie proposte e le parole in modo da essere compreso ed in modo che quando la realtà si incarica di dimostrare certe cose si possa raccogliere qualche frutto, ed un partito che fa proclami ideologici continui e che incentra la propria identità sulle differenze anche millimetriche con altri. in altre parole la politica è uno strumento ed un partito è a sua volta uno strumento finalizzato a costruire la politica e a metterla in atto. nessuno si meraviglia se la stragrandissima maggioranza di quelli che usano un computer non saprebbe ne costruirlo ne progettare i programmi da utilizzare. ma senza gli ingegneri e i programmatori e senza il loro specifico non ci sarebbero computer. quando un costruttore dice all’utilizzatore cos’è e come funziona il computer mica gli dice formule matematiche. gli dice clicca qui e succede questo. mente all’utilizzatore? usa una doppia verità? direi di no.
    chissà perché in politica dovrebbe essere diverso. mah!
    del resto basta leggere il capitale di marx o gli scritti filosofici di lenin e leggere i manifesti e i volantini dell’epoca per capire di cosa parlo.
    ma, ahimè, oggi molti militanti pensano che tutto si riduca a volantini e leggono solo volantini. ed altri pensano che basti fare analisi raffinate per essere compresi.
    insomma, ripetere fortemente cosa sarebbe meglio per l’italia e per la sinistra sulla base della fermezza sui contenuti è giusto. lo è ancor di più proprio perché abbiamo la consapevolezza che sel e idv hanno scelto un’altra strada. tanto più se ancora la realtà non si è incaricata di dimostrare che la loro strada è un vicolo cieco dal punto di vista dei contenuti. perché se stiamo solo alle strade è evidente che la loro è un’autostrada e la nostra una strettoia come dici tu. ed incentrare la discussione sulle differenti strade li favorisce sempre. quindi è davvero logico insistere sui contenuti, indicare l’unità di quelli che li condividono come necessaria, e passo dopo passo verificare quale strada sia migliore. noi diciamo unità della sinistra sui contenuti anticapitalistici (intesi come obiettivi concreti come per esempio la ripubblicizzazione di tutto quello che è stato privatizzato e non come obiettivi astratti come la rivoluzione e il governo operaio), confronto con tutti sulla base dei contenuti e quindi, alla fine, accordo democratico e uscita dal bipolarismo. sel dice facciamo un nuovo centrosinistra che rivolterà il paese come un calzino. quando bersani e il pd diranno quali sono i contenuti del programma di governo per loro indiscutibili al fine di fare il centrosinistra e quindi anche le eventuali primarie molte delle illusioni spariranno e ci sarà più chiarezza. pretendere di far sparire le illusioni sulla base di una previsione, sulla base del giudizio sulla natura del pd, sulla base della descrizione dei poteri forti è anch’essa una illusione.
    il sogno di quelli che sperano che con un miracolo possa nascere un centrosinistra capace di realizzare i buoni contenuti è da una parte ottimo perché testimonia che certi contenuti hanno il consenso di massa ed è cattivo perché non fa i conti con i rapporti di forza sociali reali e con la natura liberista del sistema politico bipolare. se molti vogliono un cambiamento bisogna stare sempre con loro e ad ogni bivio spiegare quale strada è migliore. non indicare il bivio quando ancora non si vede e allontanarsi da soli dalla strada maestra. anche se si possiede una mappa che lo prevede.
    va beh. l’ho fatta lunga. molto lunga.
    un’ultima cosa.
    sono uno degli estensori del documento che dici essere meno chiaro delle mie parole. ovviamente l’interpretazione autentica è più efficace di qualsiasi altra. ma ti posso assicurare che quando lo abbiamo elaborato non ci sono stati problemi politici sostanziali. come il voto finale dimostra. casomai avevamo tutti la preoccupazione di non essere fraintesi nel senso del porre la questione del governo in astratto e in linea di principio. proprio perché sappiamo benissimo che c’è la tenaglia che tu citi e che dobbiamo assolutamente evitare.
    un abbraccio

  69. luca marini Says:

    Ramon bentrovato, Leggo ma non scrivo da molto tempo. Prendo comunque come spunto il tuo ultimo commento. In pratica tu dici che anche se noi sappiamo benissimo che ci sono delle differenze tra noi e Sel soprattutto per ciò che concerne il centrosinistra, saremo folli se le propagandassimo al fine di dividerci e faremo un regalo a Sel perchè saremo percepiti come coloro che vanno alla ricerca di qualche posticino. Per me si può dialogare con tutti ma ultimamente vedo che si ricerca il dialogo a senzo unico, con il gruppo dirigente di Sel e IDV comunicando che con queste forze si potrebbe costruire un terzo polo. E’ qui che secondo me si rischia veramente di non essere chiari, nè fra i militanti, nè con i non militanti. Terzo polo con due forze che sono ultragoverniste, quando scriviamo da due anni che noi al governo No. Siamo chiari almeno tra di noi, e forze dopo possiamo pensare ad apparire chiari anche con chi vorremo rappresentare. E perchè lo stesso fronte democratico non potrebbe essere letto da molti come una tattica utile solo a tornare in parlamento? Secondo me sì.
    Ultima domanda che forse ti avrò fatto più volte? E se cambiassero la legge elettorale magari con una quota proporzionale o magari con una legge alla tedesca prima del voto come sarà probabile, a quel punto reggerebbe ancora la nostra proposta del fronte democratico e cioè alleanza che va da noi financhè all’UDC?

  70. caro luca, bentornato.
    la differenza sostanziale fra noi e sel è la questione del governo. si o no?
    se sui problemi del lavoro, dei beni pubblici, dei diritti civili, della guerra ecc abbiamo le stesse posizioni (al netto di sfumature che a ben vedere poi ci sono anche in ognuno dei partiti e perfino dei comitati di lotta) cosa ci divide?
    il governo. bene. detto questo cosa dovremmo fare? incentrare la nostra propaganda sulla questione governo si o governo no? dovremmo dire al popolo italiano: siamo d’accordo su cosa si dovrebbe fare in italia ma non possiamo perché sel è governista? sel non vede l’ora che facciamo una cosa simile. ma è così difficile da capire che prevedendo noi che il centrosinistra avrà un programma in contraddizione con i contenuti nostri e anche di sel bisogna dire oggi a tutti, non solo a sel, come è scritto nei documenti nostri, che bisognerebbe unirsi, verificare e discutere con il pd e con tutti, e poi tirare le somme e fare un accordo democratico senza farne uno di governo?
    sel vende l’illusione che si possa fare un ottimo governo. vedremo. punto.
    ma noi diciamo anche che la nostra proposta serve a cacciare berlusconi anche se non siamo d’accordo sul governo. altrimenti il non fare l’accordo di governo significherebbe aiutare la destra.
    dire di fare un terzo polo sui contenuti è sostanzialmente dire che non si può fare un centrosinistra organico. se no perché ci vorrebbe un polo autonomo?
    come fai a dire che non è chiaro. se due forze che sono contro la guerra e sono governiste bisogna dirgli che bisogna unirsi sulla guerra e non litigare sulla questione del governo. saranno loro a dover scegliere da che parte stare alla fine. e questo è molto più chiaro per il popolo che infinite polemiche su chi è veramente di sinistra o su chi è governista o meno. o non dovremmo appoggiare le lotte della fiom perché anche lei crede nel centrosinistra? e così via.
    tutto può essere letto come una tattica per tornare in parlamento. ma bisogna poter rispondere alle obiezioni con argomenti forti e non con proclami ideologici. o dovremmo anche noi dire che alle prossime elezioni si vota per il governo operaio come fa il pcl?
    che domanda è? se non ci fosse più il maggioritario non ci sarebbe bisogno di fare un accordo elettorale per battere la destra e per chiedere il proporzionale. quindi che domanda è?
    un abbraccio

  71. luca marini Says:

    ok capito, non considero il rivolgersi alle altre forze di sinistra una cosa deleteria in sè e che ci allontani dal costruire una forza-aggregazione indipendente dai due poli che ritengo debba essere a breve medio periodo il nostro obiettivo. A volte ho la senzazione che diamo troppa importanza alle alleanze, alle formule elettorali, e al ritorno in parlamento rispetto alle contraddizioni che il capitalismo ci mostra e mostra alle persone in modo sempre più evidente, ma sarà una mia visione distorta. Io ad esempio continuo a pensare che gli elettori sarebbero pronti anche a comprendere il fatto che decidiamo di schierarci alternativamente ai due poli. Mi rendo conto che i risultati elettorali non mi danno ragione. Qui però ci sarebbe anche da dire che non si possono prendere i risultati elettorali delle amministrative (come ho letto all’ultimo cpn su Torino) e da qui far derivare il ragionamento che siccome andiamo meglio allora bisogna allearsi con il centrosinistra acriticamente. Questo ragionamento lo sento sempre far più spesso e nessuno poi si sofferma magari a dire che fino a 2 mesi prima del voto eravamo lì a cercare di strappare un accordo, fino a quando ci hanno letteralmente cacciato.
    Sull’ultima domanda, ok ammetto che rivolta così sul tuo blog può essere banale, ma ad esempio un compagno di partito mi ha detto stamane che se avessero messo lo sbarramento bisognava secondo lui comunque allearsi con il centrosinista. E vabeh chiacchere da bar. Un abbraccio.

  72. caro luca, per quanto tattiche siano le scelte elettorali per un partito politico sono importanti. la stortura sta nel fatto che molti pensano solo a quelle, indotti a questo dai mass media che considerano la politica esclusivamente come manovra di palazzo e dialettica fra leader, condita con sondaggi quotidiani. tu stesso dici che forse un polo alternativo avrebbe i consensi elettorali. se li avesse sarebbe buono e se non li avesse sarebbe cattivo? ma i consensi elettorali non sono un “voto” da uno a dieci su quanto sei bravo, coerente, simpatico, radicale, comunista, onesto e così via. la stragrande maggioranza della gente non vota per questi motivi. vota per sconfiggere qualcuno e per far vincere e andare al governo qualcun altro. del resto la legge elettorale maggioritaria è disegnata proprio per questo. e se ti presenti alle elezioni senza tener conto di questo sei matto. il che non significa che allora entri nel centrosinistra e morta li. perché allora tanto vale entrare nel pd, visto che se i rapporti di forza sociali sono sfavorevoli i tuoi contenuti possono essere solo proclamati per essere poi contraddetti nella pratica. ma, ripeto, se non tieni conto dello specifico elettorale per come esso è non puoi fare che gravi errori. gravissimi. anche quando sei costretto a presentarti da solo devi sapere a cosa vai incontro. e resistere. non illuderti che a forza di presentarti da solo sarai avvertito come puro rivoluzionario. perché i tuoi contenuti saranno condannati a non avere nessuno che li difenda in un consiglio o in parlamento. con il risultato che ci sarà un esponente del pd che si dichiarerà amico della tal lotta o della tal altra. magari in dissenso dal proprio partito. farà interrogazioni e parteciperà a qualche manifestazione e alla fine anche quelli che lottano saranno indotti a votare pd e scegliere il rapporto con lui. come succede negli usa nel partito democratico. e come è successo a torino tre settimane fa.
    non so a cosa ti riferisca sull’ultimo cpn. il cpn ha votato un documento. in dissenso solo falce e martello e due esponenti della ex mozione due. punto. il resto sono chiacchiere. che se sei solo e isolato prendi meno voti anche se dici le cose più giuste del mondo l’ho sempre detto anch’io. è la verità ed occultarla è da stupidi. cosa vuoi che ne sappiano centinaia di migliaia di elettori delle riunioni e degli incontri fra noi ed altri partiti. sono certi militanti che pensano che queste cose siano il centro del mondo. la stragrande maggioranza della gente ha un rapporto con la politica come io l’ho con la serie b del calcio. magari vedo i gol alla tv e un minuto dopo non mi ricordo chi ha vinto e chi ha perso.
    quanto alla discussione da bar io mi dichiaro amante delle discussioni da bar. ma, appunto, sapendo che sono superficiali e a volte paradossali.
    cosa significa allearsi con il centrosinistra se c’è lo sbarramento? ma con che legge elettorale? con quella attuale lo sbarramento c’è ed essendo maggioritaria necessita di alleanze e coalizioni per sua natura. con una legge tedesca con sbarramento le alleanze sono impossibili anche volendo. proprio non sono previste. quindi di che parliamo? fra queste due ce ne sono altre mille diverse. che senso ha discutere in astratto? se la cambiano vedremo, analizzeremo e discuteremo la scelta da farsi. rifuggendo dalla idiozia di discutere non già sui fatti e su come è conveniente fare tatticamente bensì su alleanze si o alleanze no a prescindere.
    tutto qui.
    un abbraccio

  73. a meno che non mi sia sfuggito non ho letto un tuo commento sull’ultima intervista di Vendola in cui prefigura la nascita di un nuovo “contenitore” della sinistra in cui siano presenti SeL PD e IDV.. a me pare, come dice Pegolo, in un articolo sul suo blog, che sia la concretizzazione delle istanze moderate recondite di tutto il progetto Vendoliano che assomiglia molto a quello di Veltroni (buoni sentimenti fumogeni ma assenza di ogni prospettiva di cambiamento vero) … ma allora era meglio Prodi… o no?
    Per finire un tuo commento sull’appena nata giunta Pisapia a Milano…a me pare troppo “nuovista”, salvo l’eccezione di Tabacci che mi sembra al posto giusto…

  74. Chi voleva un commento sulla giunta Pisapia? eccolo…

    La nuova giunta Pisapia

    11 giugno 2011

    Lettera aperta alle compagne e ai compagni

    della Federazione della Sinistra di Milano

    La politica sta pienamente nel campo del reale. Ogni fatto reale è razionale. Per questo vorrei aprire un ragionamento collettivo sulle dinamiche che hanno portato alla formazione della nuova giunta Pisapia cercando di non indugiare in formule astratte e separate dalla realtà.

    Dico subito che penso che le ragioni della nostra esclusione dalla giunta di Milano siano da ricercare anzitutto in noi stessi: a partire dalla natura delle relazioni e dalla cultura politica che fondano i processi delle nostre organizzazioni politiche.

    Mi sembra sbagliato leggere questa vicenda con le categorie del complotto dei poteri forti, con lo schema del progetto politico contro la Federazione o con le semplificazioni del moderatismo che per affermarsi ha bisogno di escludere la sinistra. Mi sembra un errore autoassolverci con l’individuazione di un nemico esterno. E tutto ciò mi sembra anche inutile. Perché non ci aiuta a capire cosa c’è di sbagliato in noi, più che in cosa abbiamo sbagliato. Non serve ai nostri militati per ritrovare passione e determinazione, rigettandoli ancora una volta nel baratro della sindrome dell’accerchiamento. Non serve a farci percepire all’esterno come un soggetto politico consapevole delle sfide che attendono la nuova Milano, ma ci proietta nell’immaginario collettivo come questuanti rancorosi e anche un po’ sfigati.

    Diciamoci la verità: abbiamo fatto di tutto affinché l’esito della vicenda fosse inevitabilmente quello che abbiamo davanti agli occhi.

    Pisapia ha risposto pienamente alle richieste che gli sono pervenute da parte della Federazione della Sinistra. E questa non è per nulla una provocazione. Il primo degli eletti della lista “Sinistra per Pisapia” ha esplicitamente e reiteratamente affermato, sia allo staff del Sindaco sia ai mezzi d’informazione, di voler ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio comunale e di non condividere la natura della composizione della Giunta che si andava delineando. Il consigliere, nella logica istituzionale, è colui che rappresenta, perché votato dal popolo, la lista in cui è stato eletto. Nel nostro caso il consigliere è un indipendente (o rappresenta uno dei soggetti costituenti della Fds di Milano? Sarebbe prezioso un chiarimento…) e ha scelto di ignorare le decisioni collegiali assunte dalla Federazione. Per me la conferma che dietro il civismo – che ingenuamente è considerato migliore, più nobile, trasparente e onesto rispetto al mondo dei partiti – si può celare il medesimo tasso di opportunismo, carrierismo, individualismo e personalismo che c’è nei partiti.

    Tutto ciò però non sarebbe bastato per consentire al Sindaco di poter compiere una scelta pesante come quella di escludere una lista che, tolto il Pd, non è meno della metà di nessun’altra lista della coalizione. Pisapia, infatti, non si è confrontato con un soggetto politico coeso e determinato, in grado di assorbire le contraddizioni poste dal suo consigliere più importante. Pisapia si è trovato di fronte al correntismo degenerato in cordate personali, che non hanno più nemmeno la dignità politico-culturale delle “sensibilità” che si organizzano. Al Sindaco sono piovute addosso una ridda di desiderata e veti incrociati, in un’orgia sconsiderata di arroganza e personalismo. A un livello tale che si sono mossi anche i singoli capi fazione nazionali.

    Perfino l’accordo unitario trovato all’interno della Fds all’inizio delle “trattive”, è crollato subito sotto il peso dei veti incrociati. È ovvio che il Sindaco abbia risposto nell’unico modo possibile: ascoltando colui che in consiglio ha il potere di voto.

    Mi sia consentito dire che quella che può sembrare da parte di Pisapia una logica della prevaricazione, dell’arroganza e del non rispetto della dignità di un soggetto politico è esattamente la logica che troppo spesso orienta le dinamiche interne alla Federazione. Alle richieste di condivisione delle responsabilità il più forte risponde sempre con la retorica del superamento della logica spartitoria, proprio per non dover spartire nulla con nessuno.

    Inoltre credo che questa vicenda ci ponga degli interrogativi anche sulla natura delle nostre relazioni politiche con i soggetti attivi e organizzati della città. La Cgil, ad esempio, ha fatto la sua scelta e non ha scelto noi. Il PD, al quale in questi mesi abbiamo offerto sponde importanti, non ha speso una parola per noi. I tanti soggetti, movimenti, associazioni e realtà sociali con cui ci pregiamo di avere rapporti, non hanno manifestato il bisogno di avere un’interlocuzione con noi anche nel livello di governo della città. Sono problemi veri questi o no?

    Se vi andate a vedere un po’ di commenti sul web o parlate con un po’ di persone normali, vi renderete conto che c’è un largo entusiasmo per il varo della nuova giunta. Che la nostra esclusione trova totale indifferenza e chi se n’è accorto, leggendo magari la nostra disapprovazione, non ha per nulla reazioni di solidarietà nei nostri confronti. Questo senso comune potrà magari non piacerci, ma è un fatto reale con cui dobbiamo fare i conti.

    Non voglio infine sottrarmi dall’esplicitare gli errori anche del mio partito, del quale sono segretario. Troppe volte, per eccesso di spirito unitario, abbiamo delegato scelte che invece andavano maggiormente condivise. Troppo spesso ci siamo concentrati nel lavoro politico per valorizzare nostri compagni, piuttosto che nel dare un contributo, anche critico, alla Federazione. Su questa vicenda siamo stati, purtroppo, buoni profeti di sventura, ma non siamo riusciti a fare quanto avremmo potuto per segnalare l’urgenza di radicale cambio di passo e ci siamo anzi rassegnati al gioco del “tana libera tutti”, omologandoci alla logica dell’interesse di bottega. Gravi errori. Alle compagne e ai compagni del PdCI dico che non possiamo cadere nella logica del “tutta colpa come al solito del Prc”, pur se molti sono i rospi che abbiamo dovuto ingoiare, perché anche questa è una formula autoassolutoria.

    Le tornate elettorali continuano ad essere affrontate dalla Fds guardando al nostro interno: per affermare pesi personali dentro un partito, per tessere cordate interne, per rafforzare reti amicali, per sconfiggere prospettive interne e dare battaglie politiche. Ciò è avvenuto nella Federazione ed è avvenuto anche dentro al PdCI. E sono dinamiche nefaste anche perché marcano lo scollamento sempre più profondo tra noi e la città.

    Intravvedo comunque dei segnali politici che alludono alla volontà di uscire dall’angolo in cui ci siamo cacciati. Incalzare politicamente e senza rancori Sel è sicuramente la mossa giusta; ma no va fatto per cercare di mettere in difficoltà chi, forse, ha speso anche qualche sorriso nel vedere noi in difficoltà.

    Il nostro risultato elettorale resta positivo per noi; ma non è un patrimonio messo in cassaforte, dobbiamo evitare di sperperarlo. L’appoggio convinto che abbiamo dato a Pisapia non può venir meno per ragioni di bottega. La portata straordinaria del suo successo non può essere messa in discussione da come ha composto la giunta. L’entusiasmo delle compagne e dei compagni non può venir meno perché non abbiamo un assessore, significherebbe essere prigionieri della nostra parzialità.

    Mi auguro di poter discutere quanto prima di questi temi con le compagne e i compagni della Federazione. Non dobbiamo processare e condannare nessuno. Dobbiamo essere spietati nella critica a noi stessi, se vogliamo che la Federazione della Sinistra esca da questa vicenda finalmente trasformata e rafforzata.

    Fraterni saluti

    Francesco Francescaglia

    Segretario PdCI-Fds Milano

  75. caro pietro, non c’è nessun bisogno che io commenti quel che dice vendola. fin dal congresso sostengo che l’idea famosa del big bang non può che avere l’approdo finale, prima o poi, che propone vendola. sempre e solo contenitori e nuovismo. per parlare dei quali si glissa sui contenuti. e sempre e solo suggestioni sui contenuti, senza mai dire come si fa ad implementarli con chi ne ha di contrapposti. ho visto che ferrero ha fatto una dichiarazione che condivido totalmente. non ho nulla da aggiungere. e del resto questo blog non ha l’ambizione di fare commenti quotidiani su tutto. tanto meno su quello che dice vendola.
    quanto alla giunta di milano so quello che ho letto sui giornali. e non faccio commenti perché mi affido a quelli eventuali del mio partito milanese.
    a gino dico anche che io trovo disastroso eccitarsi sempre così su una questione che considero del tutto secondaria. ma forse per altri la parola assessore è un eccitante. per me è solo una parola come un’altra. dal vago sapore spiacevole.
    ciao e grazie

  76. Ma scusa, Ramon…la FdS non è un contenitore speculare a quello di Vendola? Mi sa che vi incensiate un po’ troppo…

  77. «Per noi il processo di costruzione della Federazione deve intrecciarsi con un più ampio processo di unità delle forze della sinistra di alternativa. Per questo riteniamo necessario proporre a SEL, all’IdV, ai Verdi e alle forze anticapitaliste, di dar vita ad un processo unitario al fine di costruire un polo politico della sinistra di alternativa. In questo quadro chiediamo alla Fds di proporre la costruzione di gruppi unitari delle forze a sinistra del Pd negli enti locali» Dal documento approvato all’ultimo CPN del PRC

    Posso fare una domanda?
    Se SEL è, nelle parole di ramon, «sempre e solo contenitori e nuovismo», perchè sono ormai 3 anni che la FdS o chi per lei implora spasmodicamente un’alleanza con chi fino ad un secondo prima era da biasimare, se non altro dal punto di vista politico? Addirittura a Savona avete appoggiato un candidato dell’UDC…

  78. egregio jbt, la risposta al primo post è no. basta leggere i documenti e lo statuto della federazione della sinistra per capirlo.
    alla domanda del secondo post ho già risposto ad altri diverse volte. se ne hai voglia leggiti i diversi miei post qui sopra.
    ma date le domande dubito che ti interessi discutere di alcunché.
    ciao

  79. ho cancellato un post con un unico contenuto: insulti a jbt.
    qui si può insultare solo il sottoscritto. ed è vietato mettere post il cui unico scopo è quello di fare risse inconcludenti. ci sono mille altri siti dove gli emulatori del grande fratello possono sfogarsi.

  80. Rolando Dubini Says:

    In questa analisi manca completamente una riflessione sulla posizione cinese, che non è irrilevante visto che copn la russia ha consentito l’operazione onu:

    ANCHE LA CINA FRA GLI «AMICI DELLA LIBIA». Sul versante libico Hu ha detto di essere pronto a collaborare per portare stabilità nel Paese e a tal proposito il governo cinese ha ufficializzata la sua presenza a Parigi il primo di settembre per la riunione dei cosiddetti «Amici della Libia», organismo che dovrebbe sostituire il gruppo di contatto che ha seguito l’evolversi della situazione libica dall’inizio dell’intervento Nato a favore degli insorti contro il regime di Muammar Gheddafi, al quale la Cina non ha tuttavia mai partecipato.
    http://www.lettera43.it/economia/aziende/24320/si-al-vertice-su-tripoli-parigi-1-settembre-ma-fa-notizia-steve-jobs_breve.htm

  81. caro rolando, in questo articolo manca completamente l’analisi sulla guerra in libia. essendo un articolo dedicato a smascherare gli imbrogli della politichetta provinciale italiana e della stampa ignorante e disinformatrice in malafede. quindi se la tua è una critica è completamente infondata.
    ciao

  82. Rolando Dubini Says:

    Caro Ramon, non è tanto una critica quanto uno stimolo alla problematicità sulla questione libica. Ciao

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