Risposta a Luigi Vinci.

Caro Luigi,

il tuo articolo in risposta a quello firmato da me e da Giovanni Russo Spena

http://lettura-giornale.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=26/05/2010

merita molta attenzione.

La stima, sono sicuro reciproca, ci permette di parlar chiaro, senza diplomatismi ma anche senza scadere nella polemica spicciola che va tanto di moda di questi tempi.

L’articolo che ho firmato insieme a Giovanni aveva esattamente l’obiettivo di rimuovere l’ambiguità che contraddistingue non una, ma diverse, iniziative e proposte sulla ormai annosa questione dell’unità della sinistra. L’appello che tu hai firmato e che noi abbiamo criticato è solo l’ultima.

Tanto per essere chiari io non ho alcun dubbio che l’unità della sinistra “non liberista”, come dici tu, sia un obiettivo giusto e che risponde ad una domanda, ingenua o consapevole poco importa, reale e fondata. Mi è altrettanto chiaro che essa non si esaurisce nell’ambito delle forze comuniste e nemmeno in quello definito della Federazione della Sinistra. Sono convinto che il dialogo continuo sia non solo un obbligo ma anche una necessità vitale. Lo stesso dicasi per la “cooperazione”, senza che questa diventi “totale”, come tu dici, perché obbligata ad essere di governo.

Fin qui ci siamo, credo. Almeno in teoria.

Ci sono, però, due questioni non irrilevanti sulle quali bisogna approfondire il discorso.

Io sono tutto meno che un feticista dei deliberati degli organismi dirigenti del partito. E penso, per essere chiaro ancora una volta, che debbano essere confrontati con la realtà e che siano passibili di essere cambiati in qualsiasi momento, a seconda delle circostanze. Ed ovviamente concordo pure con te che mai possano essere considerati “comandamenti in grado di spiegarci tutto quel che succede”.

Tuttavia non posso concordare con te sull’affermazione secondo la quale, dato che la crisi ha prodotto un passaggio da una “guerra di posizione ad una “guerra di movimento”, la “bussola”, che anche tu ritieni indispensabile, diventi quella che tu proponi. Per il semplice motivo che non è una bussola.

Tu hai detto che il quadro è in via di sconvolgimento. E che nella fattispecie, il PD “non sa che pesci pigliare, volendo mantenere i suoi sistemi di relazione sul versante capitalistico e non avendo cultura di ricambio rispetto a quella liberista”. Ed hai anche aggiunto che è pressato affinché si smarchi a sinistra.

Ne trai la conclusione che la “bussola” consiste nel non porre pregiudiziali, nello sforzo di confronto e di cooperazione, portando nostre proposte. E di “farlo con la massima determinazione in direzione delle forze di sinistra, politiche e non, che liberiste non sono” per poi vedere “via via come butta” discutendo e decidendo come proseguire.

Al netto di quel “portando nostre proposte”, che anche tu riconoscerai, intellettualmente onesto come sei, essere troppo generico per indicare il Nord, la bussola non c’è.

C’è solo la consapevolezza, giusta, della complessità della situazione e la naturale vocazione, di una forza non settaria, al confronto e al massimo di unità possibile, sempre e comunque. Ma non c’è una bussola. Non c’è cioè una linea politica chiara, duttile e da “guerra di movimento” capace di reggere il confronto con altre linee e proposte, che invece ci sono. Ed è per questo che a me sembra che così la prospettiva diventi eccessivamente ambigua e confusa.

E’ proprio su quel “portando nostre proposte” che vale la pena di confrontarsi fino in fondo.

Ma prima di entrare nel merito, scusa la franchezza, a me sembra che sia necessario chiarire che cosa voglia dire l’aggettivo “nostre”.

Non credo che quel “nostre” possa prescindere da una discussione collettiva e consapevole, oltre che democratica, nel partito e nella Federazione.

Ovviamente non alludo a posizioni personali o di componenti, aree e correnti, e della loro libera espressione in ogni dove. Io stesso faccio ampio uso di questa libertà, e la considero utile e costruttiva anche quando marca dissensi profondi.

Un’altra cosa, però, sono operazioni politiche condotte trasversalmente alle forze politiche, non discusse collettivamente ed operanti al di la e al di sopra della sola discussione democratica che le può identificare come “nostre”.

Nell’appello in questione, che tratta di un tema sensibile ed importante come quello dell’unità a sinistra, oltre a tante cose assolutamente condivisibili c’è una omissione secondo me decisiva. Non è né ideologico-identitaria, né culturale. E’ squisitamente politica. Non è una pregiudiziale settaria o una qualsiasi idea di arroccamento. E’ la nostra proposta. Nostra perché l’abbiamo discussa, mediata, sintetizzata, condivisa e votata con una larga maggioranza.

Confesso di avere una certa idiosincrasia verso la pratica degli appelli che continuamente, a sinistra, si producono su tutto lo scibile umano. Spesso sono sostitutivi dell’azione e più spesso ancora sono purtroppo allusivi più di una operazione dei firmatari che dell’obiettivo proclamato. Ma non importa, non è questo il punto centrale per me. Anche se è innegabile che quell’appello può essere interpretato in mille modi e favorire così, invece che la chiarezza e l’unità, discussioni pretestuose e foriere di divisioni.

Ma torniamo alla nostra proposta. Si compone, perdonerai che la ripeta (a beneficio dei lettori) e perdonerai la sommarietà della descrizione, di tre obiettivi ben precisi. 1) costruire l’unità di un movimento di lotta contro le politiche delle destre e contro il governo Berlusconi. Sul versante sociale, su quello dei diritti civili e su quello democratico. Per questo abbiamo promosso, aderito e partecipato ad ogni iniziativa, senza misurare il grado di distanza con altri promotori e partecipanti che non fosse l’obiettivo di opporsi al governo. Abbiamo proposto e ci siamo dichiarati disponibili a qualsiasi formula di coordinamento e cooperazione organizzata, stabile ed unitaria, fra tutte le forze politiche e sociali di opposizione al governo. Dobbiamo continuare a farlo perché la crisi, i suoi effetti e le decisioni che ha preso e si accinge a prendere il governo lo impongono. E dobbiamo insistere affinché il movimento di opposizione al governo sia plurale perché solo così può essere unitario. Ogni suggestione che stabilisca che l’unità contro Berlusconi si possa magicamente trasformare in una compiuta proposta alternativa di governo del paese, oltre ad essere infondata, provoca divisioni. 2) costruire l’unità della sinistra anticapitalista, politica e sociale, nella Federazione. Purtroppo le scadenze elettorali, la diffidenza di molti verso una presunta ennesima operazione verticistica, e la difficoltà oggettiva a superare tante divisioni prodotte negli anni passati hanno limitato notevolmente la capacità aggregativa della Federazione. Ma è indispensabile insistere e insistere ancora affinché la Federazione nasca come un processo effettivamente democratico, dal basso, e con la chiarezza politica e culturale sufficiente per aggregare nel tempo tutto ciò che si muove sul terreno della critica radicale al capitalismo contemporaneo e che si propone una alternativa di società. La chiarezza, il tempo e soprattutto la pratica possono vincere diffidenze, dubbi e perfino settarismi. Perciò Giovanni ed io ci siamo permessi di dire che “molto resta da fare per costruirla come vero spazio pubblico aperto ai movimenti e ai protagonisti dei conflitti”. Considerare insuperabili i limiti verticistici e quelli oggettivi del campo ristretto delle forze fino ad ora partecipanti e parlare della Federazione per come essa è oggi al fine di porre poi il problema dell’unità con Sel è un grave errore. E’ come infilarsi, magari inconsapevolmente, in un rapporto nel quale la differenza, che c’è, sulla prospettiva di internità al centrosinistra o meno, viene oscurata, rimandata e sostituita da una falsa dialettica fra vecchio e nuovo, fra nostalgia e innovazione, fra comunisti del secolo scorso e nuova sinistra all’altezza dei tempi, fra sinistra testimoniale e sinistra di governo. Mi spiace dover insistere oggi su questo punto, che consideravo risolto dal congresso del PRC, ma ridurre la Federazione all’unità col Pdci e parlare di unità con Sel senza approfondire la questione del centrosinistra sarebbe un ritorno alla logica che ha ispirato la Sinistra e l’Arcobaleno. Voglio dire con estrema chiarezza che non ho dubbi sulle intenzioni dei firmatari l’appello del PRC. Non credo proprio che qualcuno di essi, tanto meno tu, voglia tornare su questo punto. Ma qui quel che conta, per me, non sono le intenzioni bensì gli effetti pratici di ciò che si propone. Su molti degli altri firmatari, invece, sono sicuro che l’intento sia esattamente quello. E non faccio processi alle intenzioni perché è ciò che dicono ogni giorno apertamente.

Per superare le divisioni non bastano intenti, suggestioni e invenzioni. Bisogna non rimuovere e tentare di superare i problemi che le hanno originate. Ovviamente mi è chiaro che i problemi non si presentano e ripresentano allo stesso modo. Ma la sottovalutazione delle negatività dell’esperienza del governo Prodi, la sopravalutazione dei possibili esiti a sinistra della dialettica interna al PD, le suggestioni leaderistiche prive di contenuti reali e assolutamente interne al bipolarismo, il nuovismo come dogma assoluto e la disinvoltura sui programmi (per cui alle elezioni del parlamento europeo si può presentare una lista con veri e propri “tifosi” del trattato di Lisbona, della NATO e perfino delle più liberiste scelte economiche), permettono che si possa parlare con SEL di unità della sinistra in modo serio? Io mi auguro che SEL si renda conto che una riedizione dell’Unione è impossibile. Che a forza di puntare sugli sviluppi interni al PD rischia di essere usata e perfino assorbita nella sua dialettica interna, magari proprio associandosi a quelle parti interne ed esterne al PD (come il quotidiano Repubblica) interessate a dividere la sinistra fra testimoniali ed addomesticati per i propri scopi. Che a forza di dire “nuovo” prima o poi si debba dimostrare che ciò che si propone sia anche all’altezza dei tempi, sia anche buono e soprattutto sia effettivamente nuovo. Non solo me lo auguro. Vorrei che si facesse di tutto per dialogare, lottare insieme su obiettivi comuni, confrontare culture e proposte, anche strategiche. Vorrei cioè che si discutesse senza anatemi, senza offendere l’interlocutore, senza fare processi alle intenzioni. Al netto degli insulti, delle accuse di stalinismo e perfino di omofobia che, per quanto non abbiano trovato nel gruppo dirigente del PRC nessuna risposta ispirata dalla volontà di rissa, lasciano ferite difficili da curare, io penso che si debba essere coraggiosi a sufficienza per dialogare del futuro senza rinverdire una sola polemica del passato. Senza confondere, però, i problemi che hanno originato la divisione con gli effetti della stessa, per dichiararla superata riscoprendola in un secondo momento più distruttiva di prima. E con la consapevolezza che per discutere del futuro bisogna avere chiaro cosa si prevede e cosa si vorrebbe dal futuro. Ed è il tema del terzo punto della nostra proposta unitaria, ovviamente limitato alla proposta politica.

3) avere una idea di come, contemporaneamente, rispondere alla triplice esigenza di a) fermare l’avanzata delle destre ed approfondire le loro contraddizioni; b) non ricadere nella dialettica distruttiva per cui bisogna per forza essere interni e subalterni al centrosinistra o isolati e testimoniali; c) incidere sul più grave problema democratico del paese che è il bipolarismo. Si tratta della proposta di accordo in difesa della Costituzione, di resistenza democratica al regime delle destre e di superamento del bipolarismo, ma non di governo. Io credo che questa proposta sia chiara, comprensibile, e utile prima che a noi stessi all’obiettivo di battere le destre sommando ciò che il tentativo di un accordo di governo finirebbe invece col dividere sia nella sfera delle forze politiche sia soprattutto nell’elettorato. E’ questa proposta a poter incidere  nella stessa dialettica interna al PD, anche facendo sponda a chi comincia a capire che il bipolarismo è parte del problema della egemonia e della forza delle destre e non la sua soluzione, e a poter fornire un terreno sul quale la sinistra politica e sociale possa ritrovarsi sui propri contenuti. Senza che questi contenuti siano sacrificati sull’altare del governo e soprattutto senza che siano usati dal PD come prova della nostra “irresponsabilità” e “mancanza di realismo” se non come prova della nostra “indifferenza” alla possibile vittoria delle destre.

Non credo proprio che queste “nostre proposte” siano superate. Il fatto che siano difficili da realizzare, come tutto del resto, non significa che siano impossibili. Anzi!

Ovviamente penso siano suscettibili di essere cambiate, anche radicalmente, in presenza di evoluzioni della situazione che giustifichino una ridiscussione così profonda. Ma non credo debbano essere messe in mora, parlo soprattutto della terza, in attesa di possibili evoluzioni. Questo si sarebbe proprio non avere nessuna bussola ed essere in balia dei progetti altrui, sperando che prendano la piega giusta.

Tutto qui, caro Luigi. Non so se è molto o è poco. Ma è tutto qui.

Con grande e sincero affetto.

Ramon Mantovani

159 Risposte to “Risposta a Luigi Vinci.”

  1. Ho letto l’appello, questo e l’altro scritto tuo e di Russo Spena ed in sincerità non vedo tesi contrapposte, anche perchè – Grassi lo ha detto in maniera chiara all’ultimo cpn – in iniziative come quella vi è un tentativo di far emergere contraddizioni in SeL e di non lasciare a loro il tema “dell’unità a sinistra”, tema percepito nell’area larga della sinistra.
    come questa unità si esplica sta alla maturità del gruppo dirigente nostro, mi pare in tal senso l’ultimo documento del cpn sintetizzi bene (i tre “cerchi” di unità: Federazione, sinistra, coalizione “anti-destre”).

  2. giusto prcarmerina. neanch’io vedo tesi contrapposte. mica bisogna per forza, in presenza di una divergenza circoscritta, forzare tutto e dividersi su tutto.
    io, per esempio, condivido l’obiettivo di far emergere le contraddizioni in sel come nel pd. del resto anche loro fanno così con noi. è normale fra forze politiche, sempre che il far emergere le contraddizioni non sia perseguito attraverso tentativi di uccisione e di distruzione.
    tuttavia bisogna discutere di una cosa precisa: e scusa la semplificazione.
    vendola (dico vendola non a caso) e le sue “fabbriche”, e in maniera leggermente diversa sel come forza politca, si candida fin da oggi a guidare il centrosinistra. lo hanno detto, scritto e fatto scrivere.
    va bene. è un suo diritto.
    si può parlare di unità con vendola e con sel sorvolando sulla questione se sia possibile o meno ricostruire un centrosinistra capace di fare una politica di rottura con la confindustria, con la banca centrale europea, con la politica di guerra della Nato?
    procedendo così, prima o poi l’jnternità al centrosinistra di sel aprirà contraddizioni nel nostro campo. non nel loro.
    comunque i tre cerchi di cui tu parli sono PRC, federazione della sinistra, coalizione antidestre. cosa significa che la federazione della sinistra deve poi discutere con la sinistra? allora cos’è la federazione della sinistra?
    come vedi io continuo a pensare che ci sia una certa dose di ambiguità e confusione. e di questi tempi non aiuta.
    un abbraccio

  3. Luigi Vinci Says:

    Caro Ramon, ti ringrazio per la stima e l’affetto, che sai che ricambio. Permettemi alcune osservazioni:
    1. Ho firmato un appello di venti o trenta righe e scritto un articolo di cinquemila battute. Non si tratta di due libri, e neppure di una nota lunga come quella che hai posto nel tuo blog. E’ facile perciò trovare nell’appello la mancanza di una quantità di cose. Quando io scrivo “le nostre proposte” non penso a cose diverse da quelle che scrivi tu.
    2. Credo davvero che ci sia una sottovalutazione tua e di Giovanni della crisi del PD. Quanto a questo io non penso tanto alle tensioni dentro al gruppo dirigente o tra esso e i vari Chiamparino, piuttosto alla sua scomposizione anche “in verticale”, molto inoltrata. A Milano per esempio il PD (quasi tutto, compresa la sua dirigenza) raccoglie le firme sul referendum per l’acqua. Mi pare ovvio che con questo tipo di realtà (tutt’altro che solo milanese) si debba prima di tutto discutere, senz’altro portando le nostre proposte. A sua volta SEL è in una crisi profonda: oltre al conflitto interno tra gruppi c’è che Vendola sta giocando una partita che necessita che la SEL non si veda.
    3. Le illusioni sulla facilità di nuovi governi d centro-sinistra con noi dentro, sappiamo bene, sono anche dento alla Federazione e dentro a Rifondazione.
    4. Tra le buone ragioni per firmare l’appello c’era proprio il fatto che non tutte le firme erano di figure di partito, ma di esponenti di associazioni e di riviste. E’ importante averli dentro a un perimetro di discussione.
    5. Mi pare eccessivo che, volendo manifestare una riserva (da me totalmente condivisa) nei confronti della sovrapproduzione di appelli, atu e Giovanni bbiate preso a bersaglio un appello che, giusto o sbagliato che fosse, parlava di unità anziché dello scioglimento del partito o di altre insopportabili cazzate, e gli abbiate conseguentemente attribuito una serie di più o meno pericolose intenzioni. Oltre all’effetto sgradevole della cosa per quanto riguarda me e altri nostri compagni, c’è che i firmatari non militanti di partito ne hanno avuto una non buona impressione. Secondo me dovevate pensarci.
    In ogni caso va bene, c’è di che discutere ma anche moltissomo, come sempre, che ci unisce. E la franchezza è sempre unabuona cosa. Ti abbraccio, Luigi Vinci

  4. POI NON TI DISTURBO E OFFENDO PIU’ – Caro Ramon, nell’altro post sono stato molto duro con te forse x una antica stima che TU mi hai fatto perdere e che oggi con le risposte da DISPERATO che dai mi fanno dire: come ho fatto a sbagliarmi su Ramon? 1) Ironizzi sul comunismo poetico di vendola (è quindi, ed è ciò che è peggio, ironizzi sulla poesia) quando in occasione del congresso di rimini girasti mezza puglia e in ogni circolo (anche davanti a critiche furiose contro Nichi) lo difendevi e lo apprezzavi senza mai farti prevaricare dal caso del voto al governo Dini. Ti costringeva qualcuno a stare zitto? Penso che allora giustamente la “solidarietà” tra compagni e la stima reciproca superasse anche la convinzione di un errore (su quella vicenda la penso come te) commesso da un compagno. Ora all’improvviso non trovi alcun merito in Nichi; ti è rimasto solo quell’episodio (che, peraltro, in un meraviglioso editoriale su Liberazione di alcuni mesi dopo Nichi molto onestamente riconobbe il suo errore). Se allora è questo il terreno scelto x smontare gli “ormai avversari” e sostenere le proprie tesi ti ricordo alcune cose. a) al congresso di Rimini (io ero delegato) tu e russo spena vi siete spellati le mani dopo gli intervento di Nichi e Fausto che già contenevano la nuova fase 8o non ti ricordi + che chiamasti babbeo il Fulvio Grimaldi filo grassiano che alle tre ripetizioni del termine Rifondazione affisse al tavolo della presidenza ci aggiunse tre volte comunista?) b) in puglia all’epoca della scissione cossuttiana chiamasti “Cessi” (un po come fai oggi con Vendola) quelli del PDCI con cui ti appresti a fare la FED c) in una tra le più riuscite manifestazioni a Roma di P. del popolo nei pressi del palco l’allora diessino Salvi lo apostrofarto c….salvo averlo oggi tuo portavoce c) sei stato da marcos ed in tanti altri posto con De Palma a cui hai raccontato bene di Nichi e Fausto. Sai potevi continuare a farlo anche quando non li hai condivisi più. E’ normale non essere più in accordo. è normale dividersi…non è normale essere ipocriti e (personalemnte) risentiti e carichi di livore (Russo Spena mi diceva che in DP era così – oggi ti osannavano, oggi stesso eri oggetto della malelingue) 2) oggi che la sinistra (tutta) perde, la propria gente vince? Anch’io sono d’accordo che la sinistra quando vince deve far vincere anche la propria gente, ma che vuol dire allora che in attesa che al posto di Prodi, Bertinotti (e ci devi mettere pure quel patetico di Ferrero) ci vada Pegolo; bellotti e magari fosco giannini noi ce ne stiamo sui blog ognuno a cercare di dimostrare all’altro di aver avuto ragione (?) o di avere la verità in tasca e peccato che seno sempre gli altri (specie se elettori) a non averci capito? (e poi se proprio sicuro che tu non abbia mai votato qualcosa che ha “fatto perdere la nostra gente” sicuro sicuro? 3) Il comunismo non è una ragione di vita, della propia vita, della propria coscienza. Il comunismo è il cambiamento delle stato di cose esistenti. Il comunismo è x i popoli è x le masse non è un capriccio filosofico che fa stare bene te o qualche individuo. Quando il “tuo” comunismo è respinto dalle masse sei “tu” che ti devi porre il problema, se “tu” che devi mettere in discussione il “tuo” comunismo, le tue certezze (ivi compresa quella che ti rende sicuro di aver capito te x primo cos’è il comunismo), mica gli altri che non vogliono un comunismo…ma risposte e soluzioni che cambino la società in direzione della libertà, della giustizia, dell’uguagloianza. 4) Dichiarandoti comunista non puoi ridicolizzare il consenso. Proprio perchè comunista non puoi prescindere da esso. Così come non può essere ridicolizzato oggi da 4 sprovveduti che x il semplice fatto di chiamarsi comunisti ed avere il simbolo della falce e martello pensano di essere “interpreti” e detentori del comunismo. Io mi sento comunista e sono solo nella mia interpretazione – che faccio? – faccio un partito? un blog? una corrente?…x favore un po più di ripetto di qualcosa di molto più glorioso come lo è stato il comunismo italiano. 5) Rileggiamo Gramsci. Mai che un comunista si approcci al comunismo come ad una religione…il comunismo è ricerca, non è dogma. Il comunismo è stare un passo più avanti nella storia non 10 indietro, Il comunismo è anche una risposta storica contingentata…dopo può chiamrsi anche cavolfiore se interpreta e indica i cambiamenti della fase che si vive. 6 e ultimo) aveva ragione Libertini: un partito che si definisce comunista non può stare sotto il 10%. Ed inoltre quando in un paese ci sono tante sigle e persone che si rifanno a tanti “comunismi” significa che stanno sbagliando tutti (il comunismo fonda sull’unità – non delle sigle alla fed – sull’unità ideale e sulla solidarietà tra compagni che tu hai smarrito o forse non hai mai avuto …FACENDOMI SBAGLIARE GIUDIZIO SU DI TE QUANDO TI CONOBBI NEL 1994)
    P.S.: POSSBILE MAI NESSUNA INDIGNAZIONE IX QUELLO CHE SUCCEDE NEL PRC? IL COMUNISMO DI PEGOLO CHE STAVA CON QUELLO DI GRASSI ANNI FA ORA SE NE VA CON QUELLO DELLA BARBAROSSA CHE RITROVA QUELLO DI DE CESARIS CHE ABBANDONA QUELLO DI F. RUSSO E SI AVVICINA A QUELLO DI PATTA. OPPURE QUELLO DEGLI ERNESTI CHE SI DIVIDONO MA ACQUISTANO QUELLO DI MASELLA CACCIATO VIA DA QUELLO DI GIANNINI CHE IN UN SOL COLPO SI AFFILIA A QUELLO DI DILIBERTO LASCIATOSI DA QUELLO DI RIZZO CHE INTANTO CORTEGGIA QUELLO DI CACCIARI E FA L’OCCHIOLINO A QUELLO DI FERRANDO A CUI NON PIACE QUELLO DI CANNAVO’ PERCHE INTERPRETA MALE IL TROSCHISMO E PREFERISCE DIALOGARE CON TURIGLIATTO ANZICHè CON MANISCO CHE INTANTO HA SALUTATO IL PCL E GUARDA CON INTERESSE A QUELLO DI BURGIO CHE HA PRESO LA CAMPESE (ASSESSORA DI VENDOLA) PER VALORIZZARE UN DOCUMENTO FIRMATO ANCHE DA VINCI CHE CERCA DI DIRE A QUELLO DI FERRERO CHE ESSENDOCI TANTI COMUNISMI E TANTI CEVELLI DA METTRE D’ACORDO è MEGLIO DIRE CHE SI DEVE STARE UNITI SENZA DOVER STARE AL GOVERNO OPPURE DIVIDERSI SU ALCUNE COSE E STARE INSIEME SU ALTRE——–RIPETOQUANTO MI SONO SBAGLIATO X NON FARE TORTO A QUEL SIMBOLO USCENDOMENE DA SUBITO DA RC.

  5. VOLEVO DIRE NON USCENDOMENE SUBITO DALLA GABBIA DI MATTI E SUPPONENTI

  6. Ho espresso male la questione dell'”offensiva unitaria” mettendola nei “cerchi” in effetti.
    Sul tema delle differenze su bipolarismo e sulla politica-politica condivido il discorso di non eludere quei temi (non è possibile), proprio per questo varie volte si è detto “l’unità possibile” infatti.
    Magari su tre, quattro questioni (pure secondarie) la si trova, sul resto no.

  7. Massimo Della Chiarezza Says:

    Anto, ho apprezzato oltre modo il tuo intervento .
    Ci tenevo a dirtelo.
    Credo che sia riuscito a guardare le cose con più lucidità di quanto facciamo quotidianamente tutti noi presi dai rivoli di parole di quattro pseudodirigenti che firmano appelli e si carteggiano via giornale come se fossero Togliatti e Vittorini che si confrontano sul destino del paese.
    Il funerale di Rifondazione non me lo perdo, affondo con la barca in cui navigo, ma la ragione mi dice che il requiem è iniziato.

  8. Mi sa che arriva prima il fumerale di SeL,visto che Vendola è più impegnato sulle fabbriche di Nichi (ma che cazzo sono?? Che c’entrano col partito della nuova sinistra come dice Vendola??) ed è già stato abbandonato dai socialisti di Craxi e successivamente dai socialisti di Nencini ma anche dai Verdi di Bonelli ma non dai Verdi di Francescato e successivamente abbandonato dagli scissionisti del Pdci,vedi Belillo un tempo fedelissima di Diliberto e successivamente il dissenso di Mussi e Fava che vorrebbero aprire il tesseramento di SeL mentre Vendola vuole solo puntare sulle sue fabbriche e che era stato precedentemente abbandonato dai suoi ex compagni di mozione nel Prc vedi Rocchi,Rinaldi,Tecce.
    Dai facciamo i seri,mentre la Federazione della Sinistra tenta di aggregare SeL tenta di distruggere i partiti di sinistra provocando ben 5 scissioni.
    SeL SERVE SOLO AD ACRESCERE IL PIOTERE PERSONALE DI VENDOLA CHE E’ DIVENTATO LEADERS DI SEL SENZA NESSUN CONGRESSO MA SOLO PER GRAZIA RICEVUTA E CHE NON HA AVUTO RISPETTO PER IL CONGRESSO DI CHIANCIANO DOVE I COMPAGNI HANNO DECISO IN MODO DIVERSO E LUI COME UN CONIGLIO SE NE E’ SCAPPATO.VENDOLA NEL MODO DI FARE ASSOMIGLIA MOLTO A BERLUSCONI.POVERO PIFFERAIO

  9. Betty sei solo una persona che denigra e censura, ma non ti vergogni ?!?!?
    Meglio Nichi Vendola di personaggi squallidi come te!!
    Che non hanno argomenti che calunniare un compagno degno, che ha un progetto politico molto più chiaro e credibile della Fed. di Sinistra di Diliberto e Salvi, se ne accorto D’alema e il Pd in Puglia forse tu queste cose non le capisci……Rifletti e fai funzionare il tuo limitato apparato cerebrale!!!

  10. caro luigi, pochissime ulteriori considerazioni.
    1) va bene. siamo d’accordo sulle nostre proposte. anche l’articolo mio e di giovanni era corto. circa 3600 battute.
    2) questo è un tema interessante. forse hai ragione sul fatto che io sottovaluto la crisi del pd. non lo posso negare. tuttavia penso, al di la delle lotte intestine al PD, che la crisi sia dovuta proprio alla sua natura e vocazione maggioritaria. e che l’unica proposta seriamente in grado di influire sulle prospettiva del pd sia quella che riguarda di superare il bipolarismo. ma è un tema sul quale lo stesso nostro partito avrà modo di approfondire la discussione. su sel, invece, sebbene anch’io abbia scritto delle differenze che si vedono fra vendola e il progetto di sel, non credo si tratti di una contraddizione così dirompente. sono entrambi per un nuovo (l’ennesimo nuovo) centrosinistra e si danno compiti diversi. ma vedremo….
    3) condivido totalmente. proprio per questo considero che sorvolare sul tema quando si parla di unità della sinistra sia sbagliato.
    4 e 5) accetto la critica. o meglio, capisco bene la critica e riconosco che ha serie fondamenta se si tratta dell’interpretazione che i soggetti di cui parli tu ne hanno potuto dare. ma insisto nel dire che l’appello era ed è ambiguo, anche proprio per il campo dei firmatari. ma… posso dire sommessamente che un appello rivolto a “tutte le forze organizzate della sinistra, affinché in ciascuna di esse si affermi una volontà unitaria” e firmato da autorevolissimi dirigenti (membri della direzione e della segreteria) del PRC insieme a dirigenti di altre forze politiche e rivolto al PRC suona un po strano? capisco se uomini e donne di associazioni, sindacati e così via scrivono un appello alle forze politiche. capisco se militanti di base fanno un appello ai dirigenti delle forze politiche (ce ne è uno ogni giorno in internet). capisco perfino se una minoranza dissenziente del prc firma un appello insieme ad altri rivolgendosi al proprio partito. posso dire che i dirigenti del prc (non parlo degli altri) che rivolgono un appello agli altri dirigenti del prc che non hanno firmato l’appello (a me per esempio nessuno ha chiesto di firmarlo e comunque non l’avrei firmato) può essere interpretato in modo ambiguo dai militanti del prc? chi non l’ha firmato è forse restio ad affermare una volontà unitaria? insomma, capisco che alcuni esponenti dell’associazionismo, del sindacato e così via possano interpretare l’articolo mio e di giovanni male. lo capisco davvero. ma i firmatari del prc non si sono chiesti cosa avrebbero pensato gli iscritti del prc e gli stessi altri dirigenti del prc ai quali nemmeno è stato chiesto di firmare?
    non si tratta di processi alle intenzioni, luigi. dire che una operazione politica è ambigua, dire perché e dire che può produrre confusione è una critica politica, non un processo alle intenzioni.
    va beh. secondo me detto questo possiamo passare oltre. del resto questi nostri scritti dimostrano che le differenze sono veramente piccole e che sappiamo trattarle senza trasformarle in drammi e divisioni.
    un abbraccio

  11. caro anto, disturbare non disturbi. offendere si come tu stesso riconosci. io rispondo a ciò che mi si dice. e rispondo nonostante gli insulti. ovviamente chi scrive giudizi sommari offensivi non può aspettarsi risposte in rima baciata. tu hai iniziato con un post che diceva:
    “ha ragione mantovani. Questo non è un sito nè un giornale online. E’ solo il blog di uno che sembri possedere la varità in tasca…anzi no 2 con russo spena…o forse 10..Ma se anche fossero cento mille …ilo 0,5% in Italia a chi frega dell’analisi continua in cui vi siete relegati tutti?..appunto un blog…vi rimane solo quello e le vostre stupende onnipotenti analisi in cui pensate di rappresentare qualcuno o qualche bisogno che peccato non vuole farsi rappresentare da Voi..questo è il punto. Condivido invece l’intervista di Bertinotti di qualche giorno fa su Liberazione e confido molto in SEL che con tutti i suoi limiti tenta di essere altro dai reduci del comunismo e del demoproletarismo….auguri a tutti…contenti voi continuate pure…ad ognuno la sua ragione di vita.”
    e io ti ho risposto, e riconosco volentieri che il tono era altrettanto polemico. e riconosco pure che ho sbagliato a tirare in ballo vendola. ma sai, quando qualcuno, come vendola, per anni ha subito l’accusa di essere un reduce, un testimone, di avere fatto una caricatura del PCI, di essere un duro e puro, e così via, ben sapendo quanto fossero false ed impolitiche quelle accuse e ben sapendo quanto feriscono, si mette poi a dire le stesse cose di altri, è difficile resistere alla tentazione, nell’ambito di una polemica, di farlo notare.
    ma veniamo ai punti che elenchi.
    1) all’ultimo congresso del prc mi sono permesso di ricordare che era meglio la rifondazione che non espelleva vendola per aver votato in parlamento contro il volere democraticamente deciso del partito che la rifondazione che espelleva turigliatto pur avendo turigliatto fatto un atto oggettivamente meno grave di quello di vendola. e mi sono autocriticato per aver avvallato quella scelta. anche se non condividevo per nulla le posizioni di turigliatto. perché, caro anto, io non sono garantista a corrente alternata. al congresso di rimini non ebbi alcun modo di dire babbeo a grimaldi. con lui ebbi serie polemiche sul regime iracheno e su altre cose sulle quali non ho mai cambiato opinione. e comunque, a quel congresso, in plenaria dissi a muso duro a bertinotti che sbagliava a dire alla componente “grassiana” che era il piombo nelle ali del partito. dissi che il vero piombo nelle ali erano quelli che erano d’accordo con bertinotti prima ancora che lui parlasse.
    a e b e c) è vero, hai ragione, a volte mi esprimo in modo colorito e poco diplomatico. l’ho sempre fatto e riconosco che è un difetto. una volta in una riunione della direzione del partito dissi: “mica faremo come quel cesso bipede del pdci!” sfortunatamente qualcuno lo riferì a un giornalista e quello lo mise in un articolo. a momenti succede il finimondo. ma poi chiarimmo tutto, anche perché “cesso bipede” è una citazione di bertold brecht, e perché era evidente che era una frase cattiva ma scherzosa. ma, caro anto, rileggiti la rubrica di nichi vendola su liberazione e gli strali che lui ha scritto contro moltissimi con i quali oggi sta in sinistra e libertà. questo non dimostra nulla. le polemiche ci sono e ci saranno sempre. non puoi accusarmi di averle fatte. le hanno fatte tutti.
    d anche se tu hai ripetuto c) nelle mie relazioni all’estero non mi sono mai dedicato a denigrare nessuno. tanto meno con marcos. ma nemmeno ad osannare nessuno. ho sempre e solo parlato di posizioni politiche. sfido chiunque a dimostrare il contrario. e visto che parli di de palma chiedi a lui se è vero o meno.
    2) scusa ma io, appunto, penso che le lotte possono cambiare la vita della gente e che poi, per questo, si possa avere la forza per cambiare le leggi a favore della propria gente. era la linea del prc, condivisa sia da me che da vendola. noto che oggi si proponga di vincere nelle elezioni per poi cambiare la vita della gente. e dopo ben due volte che si sono vinte e che quelle condizioni sono peggiorate si ripete la stessa litania. mah! il resto, pegolo, ferrero, bertinotti, bellotti, che vuol dire. sinceramente non si capisce. eh si, anch’io ho votato cose che avrei voluto non votare. ma l’ho fatto rispettando le decisioni del partito e senza cercare facili visibilità sui giornali facendo finta di dissentire. ma ogni volta che l’ho fatto l’ho detto chiaro e tondo che non ero d’accordo e perché. a cominciare dall’ultima fiducia sul governo prodi.
    3) non credo che stabiliremo qui cos’è il comunismo. tu mi hai accusato di essere un reduce del comunismo e io ho risposto all’accusa. comunque la citazione corretta è: “abolisce lo stato di cose presente”. credi che le masse non vogliano il comunismo? hai ragione. a quanto pare vogliono cacciare gli immigrati, vogliono essere ricchi tutti e non vogliono pagare le tasse. e allora? per vincere bisogna tranquillizzarle dicendo: non sono più comunista?
    ma va la!
    4) io non ridicolizzo il consenso. ma il consenso elettorale in un sistema è una cosa e in un altro è un’altra. e non penso nemmeno minimamente a non tener conto del consenso elettorale. mi interessa di più il consenso sui contenuti. e non puoi non vedere che oggi chi è totalmente d’accordo ad abolire la legge trenta magari poi vota per il pd che la vuole peggiorare per non far vincere il pdl che la vuole peggiorare. ti è sfuggito questo dettaglio? a me no.
    5) va bene. ti do per buone queste definizioni. perché quindi dichiarare il comunismo una cosa novecentesca da superare? io che mi riconosco in queste definizioni per questo mi considero comunista e considero vigente la necessità di un partito comunista.
    6) mah! che vuoi che ti dica. cambieremo nome e ci chiameremo pippo, poi superato il 10 % torneremo a chiamarci comunisti. rimah!
    forse sul giudizio su di me ti sbagliasti allora e ti sbagli ora. o credi di avere la cattedra per giudicare?

    infine. gustosa descrizione. che si può fare cambiando i nomi e sostituendoli con quelli di sel. e che dimostra sia lo stato pietoso della sinistra tutta sia che i talk show che solo così sanno descrivere ogni dialettica e posizione politica, hanno inquinato la mente dei militanti di sinistra.

    ciao ciao

  12. Casella Says:

    Franco sei prima di tutto poco educato e soprattutto non conosci molte cose.
    SINISTRA E LIBERTA’ NASCE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DA SCISSIONI:VEDI LA SCSSIONE DI MUSSI E FAVA DAI DS,VEDI LA SCSSIONE DI FRANCESCATO DAI VERDI,VEDI L’ABBANDONO DEI CRAXIANI,VEDI LASCISSIONE DEL PDCI DI BELILLO,CHE POI ABBANDONA PURE SEL,VEDI LA SCISSIONE DAL PRC DI VENDOLA CHE POI NON PORTA NEPPURE TUTTA LA SUA MOZIONE,VEDI ROCCHI E RINALDI.
    SPIEGACI PERCHE’ SINISTRA E LIBERTA’ HA PROVOCATO SOLO SCISSIONI?????????????
    SPIEGACI PERCHE’ SINISTRA E LIBERTA’ ALLE REGIONALI IN MOLTE REGIONI NON SI PRESENTAQ CON IL PROPRIO SIMBOLO???????????
    SPIEGACI PERCHE’ SINISTRA E LIBERTA’ SENZA ACCORDI IN QUALCHE REGIONI CON I CRAXIANI E’ AL 2%?????????????
    SPIEGACI CHE SENSO HANNO LE FABBRICHE DI NICHI CHE NON HANNO UNA CONTINUITA’ CON IL PARTITO??????????????
    SPIEGACI PERCHE’ FAVA,MUSSI STANNO ANCHE LORO PER ABBANDONARE SINISTRA E LIBERTA’ DOPO AVERLO FATTO ANCHE I SOCIALISTI,I VERDI,LA BELILLO E MOLTI ALTRI????????????
    CHE SENSO HA SINISTRA E LIBERTA’ SE SEMPRE BISOGNA ANDARE IN ALLEANZA COL PD (SE BISOGNA FARE UN ALLEANZA SEMPRE E COMUNQUE CON I FALLITI DEL PD MEGLIO ENTRARE IN QUEL PARTITO E FARE L’ALA SINISTRA)???????????
    VENDOLA VUOLE FARE IL PREMIER DEL CENTRO-SINISTRA ALLARGATO ALL’UDC,HA PREGATO CASINI PER SOSTENERLO IN PUGLIA DAVANTI A MILIONI DI PERSONE A PORTA A PORTA,E’ NORMALE ANDARE DIETRO ALL’UDC???????????
    RISPONDI A QUESTE COSE POVERETTO……………

    PS:PARLI DI ALCHIMIE POLITICISYTE E VERTICISTE:DA QUESTO DIMOSTRI CHE SEI UNA PERSONA VISCIDA:VENDOLA E’ DIVENTATO PORTAVOCE DI UN PARTITO SENZA CONGRESSO,SENZA CONGRESSO;SINISTRA E LIBERTA’ NASCE DOPO CHE VENDOLA E’ STATO SCONFITTO NEL CONGRESSO DEL PRC.
    DAI……..PER FAVORE……….TACI,CHE FAI UNA FIGURA DA BAMBINO

  13. “la Federazione, nata da una decisione autoritaria di Diliberto, Salvi e Ferrero”:Sinistra e liberta’ da cosa nasce?
    Per fare i porci comodi di vendola e di pochi altri.
    “L’arcobaleno”? Sinistra e libertà è proprio in piccolo il progetto dell’arcobaleno.
    Caro Franco nella tua testa vige un po di confusione,ma non importa,tanto importante è offendere.
    Parli di Bologna:nella mia regione sinistra e libertà neppure era presente(Calabria),praticamente neppure esiste.
    Dai ti prego,un minimo di dignità,quando parli sembri uno che parli sotto dettatura di qualche disperato che ci vuole descrivere una reltà che non esiste e che ci vuole far passare sinistra e libertà migliore della Federazione,quando invece è l’esatto contrario di quanto dici.
    Vedi solo la raccolta firme contro la privatizzazione dell’acqua sinistra e libertà si è disinteressata della raccolta e invece noi stiamo organizzando banchetti in tutti i territori,mentre sinistra e libertà è interessata ad accrescere il potere personale di vendola.
    Non capisco il nesso tra le fabbriche di nichi e il partito…….bah………

  14. roberto Says:

    Franco ha ragione.
    Viva Nichi!!Avanti con SEL!!

  15. Casella sei nervoso….!
    franco ha tutte le ragioni per affermare in maniera pacata ed educata, mi sembra che tu sei aggressivo e maleducato.
    Tra l’altro spiega e solleva molto bene alcune cose e questioni che non sono di dominio di tutti i compagni, adesso sappiamo che a Bologna si è sbragato il Prc, che esiste un gruppo locale dirigente, se vogliamo chiamarlo così, che il cons.reg. eletto è un’assentesista ecc….Bel gruppetto ……fanno invidia alle pratiche berlusconiane.
    Altro che prendersala con Nichi Vendola adesso….ma domani forse i tipi come te che oggi dileggiano gratuitamente e sputano nel piatto che domani mangeranno…..e apprezzeranno ( visto che apprezzi Diliberto bombardatore dei serbi)!

  16. Ma perchè non rispondete ai quesiti di Casella????????
    Mi sembra che il nervosismo esiste i altri parti e i quesiti di Casella mi sembrano estremamente intelligenti,tutti noi vorremmo capire alcune cosette.
    Chissenefrega di diliberto,ancora siete fissati con il leaderismo sfrenato alla vendola,serve un partito radicato e non un partito che verte su di uno.
    Qui in molti veramente hanno sputato nel piatto dove hanno mangiato per anni e che hanno distrutto vedi bertinotti,vendola,migliore,ferrara che come conigli sono scappati.
    Chissenefrega di quello che succede a bologna,se dobbiamo mettere in primo piano tuttio quello che succede nei territori ci sbrighiamo domani mattino,fatto sta che nella mia regione il grande partito di vendola non esiste e non si è presentato neppure alle elezioni con il proprio simbolo.
    Rispondete a Casella e poi ne parliamo.

    Ps:Ai compagni di ScSardegna,che nell’altro articolo se la sono presa perchè ho detto alcune cosette che sono state verificate anche dallo stesso Mantovani.Adesso ci sono importanti novità perchè quei compagni che ti dicevo che volevano entrare nella Federazione lo hanno hanno prendendo la tessera del Prc 2010,sono un gruppetto di 9 compagni,ho avuto ieri su fb la conferma di uno di loro.
    Il compagno campano mi ha però detto che voleva la tessera della Federazione e che comunque ha fatto quella del Prc.
    Ramon,mandiamo in fretta le tessere della Federazione nei territori.

  17. ho cancellato alcuni post che contenevano solo insulti. ne ho lasciati altri ma solo perché le persone dotate di buon senso capiscano che discutere così è una scemenza. fare i tifosi e i controtifosi e bisticciare a suon di slogan e frasi sbrigative non è da compagni. è da deficienti. è solo avere il cervello colonizzato da bruno vespa. è solo credere che la politica sia litigare e fare a chi la spara più grossa.
    ho già detto mille volte che ci sono, purtroppo dico io ma ci sono, decine e decine di altri siti dove i deficienti si possono sfogare a lasciare scritte analoghe a quelle che i tifosi di calcio lasciano nei cessi degli autogrill.
    se qualcuno comincia con insulti non c’è bisogno di rispondere con analoghi insulti. basta lasciarli fino a che io non li cancello anche a dimostrazione della povertà mentale di chi li lascia.
    spero di essere stato chiaro.

  18. dinoluciasml Says:

    Fai sempre bene Ramon, a cancellare i post che conengono solo insulti ed improperi gratuiti a compagni non presenti nella discussione del tuo blog.Ma dico io, abbiamo già tanti problemi che non troviamo di meglio che di mandarci a quel paese tra di noi! Discutere di tematiche importanti come la sitiazione del nostro partito, la situazione della F.d.S.,LA SITUAZIONE DELLA SINISTRA TUTTA!Ci perdiamo invece ad insultarci l’un l’altro su questioni, sì importanti,ma con lapproccio sbagliato.La ragione non c’è l’ha nessuno in tasca,tantomeno chi vuole sopraffare il pensiero altrui.Per parte mia sono abituato a parlare chiaro e in faccia(ove possibile)con i compagni,anche aspramente se necessario ma da questo ad arrivare alla denigrazione,coperta da blog vari, ce ne passa.Non sono interessato ad interloquire con chi, a priori,mi dice che sbaglio e non capisco un … . Essere dei bravi Comunisti no è cosa semlice,per nessuno,ameno cerchiamo di farlo il più onestamente possibile,ognuno coni propri limiti e pregi!Sò di rischiare la retorica ma BELIN(mi è concesso il francesismo?)è insopportabile che la ragione sia solo da una parte ed il resto sia nel torto.Sai Ramon penso che i vari blogger scherzino (o così mi piace pensare),perchè non è possibile che si arrivi a tali affermazioni che non portano da nessuna parte se non all’odio dell’uno contro l’altro.Questo però è terreno di altri partiti.

  19. Caro Ramon,
    voglio tornare sul partito sociale e sulla scarsa consapevolezza della sua importanza che c’ è nel partito. Davvero constato che su questo punto ci sono valutazioni davvero caricaturali. Insomma, non si sa neppure cosa sia il partito sociale e a cosa puntino le sue iniziative: se ne parla come si trattasse della caritas o di volontariato a se stante.
    Credo anche, però, che non si mettano in atto le iniziative necessarie per far crescere nel collettivo la convinzione che bisogna ridefinire l’ azione del partito in senso sociale: nessuno cerca di parlarne mai, anzi, spesso qualcuno cerca di ostacolarlo.
    Pertanto ora, a fronte di una manovra finanziaria devastante che segna la messa in amministrazione controllata del nostro paese, noi non abbiamo la più pallida idea collettiva della nostra missione sociale e del nostro intervento sociale. Così, ogni area si muove per affermare la sua idea, spesso in astratto e continuiamo ad essere di terreno di ogni sorta di manovre personali o correntizie su un terreno escusivamente politicista che hanno il solo effetto di danneggiare la comunità politica a beneficio di pochi.
    Io ritengo che non si possano fare i miracoli e riconvertire un intero partito in poco tempo, tuttavia non si può neppure continuare a galleggiare. Ritengo, pertanto, che le iniziative volte a far conoscere ed estendere il partito sociale devano essere più numerose e che le varie federazioni devano avere indicazioni più precise sull’ iniziativa sociale.
    Saluti a pugno chiuso!

  20. massimiliano piacentini Says:

    Caro compagno Mantovani,
    voglio ringraziarti per il tuo continuo sforzo di portare le discussioni su piani di comprensibilità e apertura al confronto dialettico, alla critica. Apprezzo sempre, da quando leggo i tuoi scritti, non tanto il contenuto -che per inciso condivido quasi sempre- quanto il procedere non dogmatico, aperto e lontano dal chiacchiericcio assordante che ci circonda. Credo che di questi tempi la capacità di esprimersi in tal modo sia un valore importante e uno stile politico assolutamente utile e necessario. E’ per questo che ti ringrazio davvero.
    Francamente mi spiace leggere certi commenti, mi fanno un pò disperare. Questo spostamento continuo dell’attenzione dai temi alle persone,
    è un cancro che ha fatto e può fare molte vittime. I continui tentativi di intorbidire le acque, magari per cercare di farle apparire profonde, sono quanto vi è di più distante dal nostro interesse, ma questo è un vecchio discorso, un vecchio metodo che le classi dominanti usano da sempre. Fa tristezza vederlo applicato da e fra compagni. Se esprimo una posizione e il mio interlocutore mi risponde che mi puzzano i piedi o che sono gay o omofobo o misogeno o veterocomunista o qualunque altra cosa, sono portato a pensare che quell’interlocutore non sia all’altezza di discutere, oppure -peggio- che voglia portare la discussione su un binario dove il senso e la stessa possibilità di comprensione vengono pervertiti. Io penso che ciò che scrivi sia importante e che il modo in cui ti poni lo sia ancora di più. E sia chiaro: non sono in cerca di leader o di miti. Dico ciò che penso di ciò che scrivi e ciò non ha nulla a che fare con la tua persona. Il culto della personalità lasciamolo praticare a chi ci accusa aggettivandoci via via in vari modi, a seconda delle circostanze e solo per evitare che si discuta delle questioni con chiarezza, semplicità, onestà intellettuale, competenza e apertura mentale. Ancora grazie! Ciao

  21. Luca Marini Says:

    Che dire, i compagni a volte non ragionano, litigano e parlano come nei talk shaw. Evvero Ramon certo il dibattito che c’è spesso è deteriore e non produttivo, però però bisogna anche capire il perchè, perchè i compagni si lasciano a fare commenti su l’ultima dichiarazione di quello o dell’altro dirigente? Forse perchè non hanno chiara la situazione o la linea che il partito si è dato? Non so!
    Posso dire però una cosa? Posso dire che anche il fatto di mettere su Liberazione strani appelli come tu stesso dici “ambigui” o interviste chilometriche a Bertinotti, oppure leggere che oggi un dirigente del prc da anni e anni ci ripropone la “costiutuente” e ci dice che il prc si è esaurito, bene posso dire che questo non aiuta affatto e che forse non è nemmeno rispettoso del lavoro di molti compagni?
    Che dovremo fare? Considerare il tutto privo di fondamento? non dire niente? Non contrastare chi oggi parla di superamento e di nuovi soggetti?
    Se è così se tutto si riduce a piccole manovre correntizie etc, allora perchè su liberazione si continua a perseverare a dare risalto a tali manovre?
    Non c’entra Porta a porta Ramon e nemmeno i Talk show, sto parlando di liberazione e della sua gestione. Per quanto mi riguarda occorrebbe affermare o ribadire che non si è esaurito Chianciano o il progetto del p.r.c ma il tempo delle manovrette.
    Lo scrivo qui. E’ uno sbaglio? non so dove se nei blog etc, anche perchè momenti di dibattito interno al nostro partito negli ultimi tempi non ce ne sono stati molti. Anche perchè ad esempio da quando nel mio territorio è partito il progetto della federazione, non c’è stato più ne un federale del p.r.c, ne un’assemblea degli iscritti, nè un’iniziativa del p.r.c.
    Come fanno i compagni a confrontarsi a fare delle scelte a proporre progetti sul territorio se vengono elusi i momenti di incontro e la dialettica interna?

  22. andrea valsusa Says:

    cari compagni sono un ragazzo che per la prima volta scrive su questo blog…volevo rispondereal compagnio franco che appoggia SeL…sinistra e libertà a mio avviso è solamente l’ala sinistra del partito democratico…compagni questo è evidente…nichi vendola è una ottima persona…condivido alcune sue idee ma non condivido per niente il suo agire politico…sono daccordo su una cosa vendola non è stato eletto da nessuno…è salito al potere e basta…il problema è che sinistra e libertà non rappresenta una vera alternativa per il paese….le sue stanno diventando politiche sempre più centriste….io terrei a capire perchè molti compagni stanno guardando adesso a sinistra e libertà….non capisco proprio….
    comunque…per quanto mi riguarda la federazione della sinistra è un processo più che condivisibile..con questo progetto si può creare una vera alternativa nel paese…ma non basta…la federazione della sinistra deve comprendere i veri bisogni del popolo italiano…deve scendere in mezzo alla gente…deve esporre le proprie idee alla gente..bisognia aprire il processo della federazione della sinistra ai movimenti che si battono in italia…bisognia permettere la costruzione dal basso di questo nuovo progetto politico coinvolgendo il maggior numero di persone e non solo gli iscritti…io infatti non sono un iscritto a nessun partito però mi sto dando da fare per costruire la federazione…compagni SeL non è una vera alternativa come non lo è il PD o l’IDV….costruiamo un processo che porti lla formazione di un vero soggetto di sinistra alternativa, comunista, anticapitalista, ambientalista….compagni la FEDERAZIONE DELLA SINISTRA E’ LA GIUSTA VIA…IMPEGNIAMOCI ATTIVAMENTE PER LA FORMAZIONE DI QUESTO CHE DEVE ESSERE UN NUOVO SOGGETTO POLITICO, UNA NUOVA FORMA DI FARE POLITICA PIù PARTECIPATIVA…AVANTI COMPAGNI CON LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA….NON CADIAMO NELL’ATTRAZIONE CENTRISTA COSTRUIAMO L’ALTERNATIVA

  23. l’unica soluzione è un assemblea costituente di tutta la sinistra e unirsi con chi ci sta.spero presti diventi un appello in tutto il partito

  24. Morelli Says:

    Si può essere in accordo o in totale disaccordo con le idee di Ramon, ma hanno sempre il pregio di indurre al ragionamento, promuovono cultura.E anche questo suo ultimo post si muove in questa direzione.Io però faccio altre considerazioni: se mi guardo intorno il sentimento prevalente che riscontro nei compagni,ovunque collocati, è di grande preoccupazione e frustrazione.Si cerca di riunirsi intorno ad un progetto attraverso nuove forme organizzative, ma non c’è passione. Si cerca di riattivare la militanza attraverso nuove forme di partecipazione, ma la discussione stenta e rimane ,spesso, confinata in ambiti puramente poco dialettici.Si prova a ristabilire quali siano le direttrici entro le quali una forza comunista debba muoversi, ma si viene etichettati per identitari. Spesso i compagni si muovono in modo asincrono e disorganizzato,partecipando a vario titolo, nelle vertenze nazionali e territoriali, confliggendo spesso con le iniziative del partito. Si sviluppa una discussione che risulta ai più incomprensibile, che è il segno evidente di una difficoltà enorme, che io reputo da ricercarsi nel profondo debito di analisi di cui i comunisti, e non solo, sono afflitti.Questi sintomi parlano chiaro, parlano della paura di non sentirsi adatti alla sfida,almeno a queste condizioni e con queste forze.Io sono cosciente dello sforzo vero che tante compagne e compagni fanno ogni giorno,ci mancherebbe, ma sono altresì cosciente della quasi non incisività con la quale la gente ci percepisce,ed in questo ci metto anche il tempo fisiologico con il quale il partito debba rigenerarsi di tanti anni di pratiche sbagliate.Diverse sono le formule,politiche e organizzative,presenti alla discussione,tutte degne di discussione e approfondimento,ma è appunto in questo senso che dimostriamo molta carenza.Formazione e discussione,selezione di nuovi quadri,non vedo come fare,altrimenti,a ricompattarsi.Anche l’appello può essere considerato in questo senso,discutendone nel merito,proprio come fa Ramon.Ognuno di noi,in questo preciso momento storico, è chiamato a fare la sua parte, a concorrere oltremisura alla costruzione di un grande partito comunista e di una sinistra di classe, con immensa umiltà e spirito di sacrificio.

  25. A Luigi Vinci andrebbe anche detto che sull’home page del sito di Essere Comunisti appare un bel quadrato rosso, con scritto “Aderisci all’appello, pubblicato sul nostro sito, per rendere più unita e più forte la sinistra italiana”.
    Quindi c’è una componente organizzata del Prc che è impegnata a raccogliere consensi sotto quell’appello.
    A me tutto questo non piace per niente, vedo allargarsi ogni giorno di più il solco tra una “destra” e una “sinistra” del partito, che spacca verticalmente la mozione 1 di Chianciano. Il possibile risultato è semplice da prevedere: un abbandono del dibattito di merito e un ritorno alla caciara correntista, in cui ogni argomento è affrontato sempre e solo in maniera strumentale. L’esempio più chiaro di cosa potrebbe diventare il Prc è sotto gli occhi di tutti, e sono i GC. Un’organizzazione che oggi non esiste in quanto tale, ma solo come aggregato di pezzi di clan che fanno riferimento prima ai capicorrenti dentro il partito e solo poi ai dirigenti democraticamente eletti dalla giovanile. Un’organizzazione in cui le due correnti di maggioranza si sono nascoste dietro a una mozione unitaria al congresso per evitare di contarsi, con il solo risultato che oggi non esiste un gruppo dirigente legittimato, ma due portavoce nazionali che si fanno la guerra su Facebook, rendendo impossibile ogni dialogo con l’esterno, perché parlare con uno dei due portavoce significa entrare nella guerra interna e farsi odiare dall’altro. Se poi si ha la ventura di pescare il portavoce ornamentale invece che quello vero, ahinoi…
    Dico questo non perché voglia parlare dei GC, organizzazione ormai irrilevante nella società italiana, ma per paventare il rischio che il partito faccia la stessa fine. Quando una componente organizzata, parte della mozione 1 di Chianciano, promuove attivamente nel proprio sito un appello sottoscritto da propri autorevoli dirigenti, esiste ancora una maggioranza alla guida del Prc?
    Si vedono già i risultati di questo lavoro: il crescente sentimento anti-Federazione, l’odg per rimandarne il congresso all’ultimo cpn, l’appello Pegolo-Barbarossa, ecc., sono reazioni uguali e contrarie (e ugualmente pericolose) ai movimenti di Essere Comunisti e alla loro “offensiva unitaria” fuori dal partito.
    Così facendo rischiamo di trovarci impelagati in un dibattito fuori dal tempo, a ripetere il congresso di Venezia 4 anni dopo e con un panorama politico che ha superato di fatto quel dibattito e quelle differenze.
    Così facendo prepariamo la prossima divisione sul governo. Così facendo non dibattiamo di cose ben più importanti, come ad esempio il partito sociale e le sua relazioni con ciò che si muove all’esterno dei partiti.
    Ho appena letto il bel libro pubblicato da Punto Rosso sul partito sociale, che raccoglie gli interventi a un convegno sull’argomento. Il dibattito gira intorno all’idea di una politica che si socializza e una società che si politicizza, come ripeto spesso lo stesso Cohn-Bendit in Francia. Ma abbiamo riflettuto bene sul senso di questa frase. A mio parere ciò significa che il partito sociale non è e non potrà essere il Prc, o almeno non solo. Il partito sociale dovrà essere la formazione politica che nascerà da quella rete di interazioni tra forze politiche che fanno lavoro sociale e forze sociali che fanno lavoro politico. Stiamo lavorando per questo? Questo dibattito è diffuso ed esplicito nel Prc? A me non pare. A me pare che in alcuni settori del Prc si sia diffusa l’idea ingenua che il partito sociale è un dipartimento del Prc che si occupa di far concorrenza a sindacati, movimenti, associazioni, ecc. per aumentare iscritti e voti. Ciò non ha evidentemente senso. O noi, mentre investiamo sul lavoro sociale del Prc, ci preoccupiamo anche di investire sulla politicizzazione delle forze sociali e dei movimenti (e per fare questo ci sarebbe bisogno anche di un’organizzazione giovanile, che al momento non c’è e che andrebbe ricostruita da zero), mettendo nel conto che fare il partito sociale significa fare un passo indietro nella concezione del ruolo del partito come superiore all’interno della società, o non andremo davvero da nessuna parte. C’è, all’esterno del Prc, chi da tempo riflette sul protagonismo politico dei soggetti sociali, chi ha intrapreso percorsi organizzativi forti su questi temi, c’è un mondo associativo e di movimento che ragiona su questo e che non ha un interlocutore nella politica. Peccato che il Prc stia abdicando a questo compito per giocare la guerra degli appelli.
    È un dibattito complesso, lungo, articolato. Ma finché saremo impegnati a ragionare come se fosse il 2006, non inizieremo mai a farlo.

  26. cari dino, siamo d’accordo. ma purtroppo nessuno scherza. è proprio che c’è gente che pensa che la politica sia come il tifo calcistico.
    un abbraccio

  27. caro gio, hai perfettamente ragione. ma devi sapere che ogni sforzo è stato fatto affinché la pratica del partito sociale si estenda e consolidi. per altro è una pratica talmente politica e interessante che dove si comincia non viene abbandonata e si arricchisce. sono stati diffusi documenti, pubblicati articoli (molti), fatte riunioni locali, ed anche un convegno nazionale. e si continuerà a farlo. il problema è che buona parte del partito e della sinistra comunque declinata, pensa che la politica consista nel parlare di pd, di alleanze, di elezioni, di sondaggi, di manovre, di ideologie, di visibilità, di leader. nessuno è contrario alla pratica sociale. ma se si pensa che la politica sia quella si pensa che la pratica sociale spetti ad associazioni, sindacati, comitati, e che il partito debba “orientare, dirigere, egemonizzare, inglobare, rappresentare”. ci sono perfino bravissimi compagni che hanno una pratica sociale e sindacale ricchissima ma che quando partecipano ad una riunione di partito essi stessi la considerano un dettaglio, una cosa secondaria, rispetto alla discussione sulle “alleanze”, sulle previsioni (casini farà l’accordo con bersani?) e così via. non ci si rende nemmeno conto che, per esempio, il referendum sull’acqua è un contenuto altissimamente anticapitalista. a meno di non saper vedere che è dal 99 che in sede mondiale tentano in tutti i modi di liberalizzare e privatizzare la gestione dell’acqua, della sanità e della formazione. e che questa cosa a che fare con la crisi. organizzare comitati e movimenti sull’acqua è una pratica politica perché impedire o meno una totale privatizzazione dell’acqua ha a che fare con il futuro del capitalismo, con il modello sociale, con la sovranità della politica sull’economia e dei popoli su qualsiasi organismo come il wto o l’ocse, con l’opinione pubblica che solo su cose concrete può maturare una critica verso il sistema.
    tutte cose sulle quali, come ho detto, si scrive e si discute. ma tutte cose sulle quali molti, e non c’è proprio corrente che non ne abbia perché è una cosa assolutamente trasversale, non si soffermano nemmeno perché sono ossessionati dalla politica delle manovre e manovrette, dall’ultima affermazione del leader di turno e soprattutto dalle elezioni.
    un abbraccio

  28. grazie a te massimiliano, sia per le parole anche troppo lusinghiere su di me sia per aver espresso con chiarezza una concezione corretta e produttiva della discussione. non disperarti! la riduzione della discussione a tifo calcistico è un effetto dei tempi ed è anche veicolato dall’illusione che internet sia rappresentativa della realtà, mentre è solo un luogo virtuale. importantissimo ma assolutamente secondario rispetto ad una discussione fra persone consapevoli che possono guardarsi in faccia e stabilire legami solidali.
    un abbraccio

  29. caro luca marini, mi spiace ma non siamo d’accordo. 1) non è vero che ci sono compagni che “a volte” non ragionano ecc. è vero invece che ci sono compagni che ragionano e altri che non ragionano. compagni che studiano e altri che non studiano. compagni che sanno ascoltare le opinioni altrui e altri che non ascoltano. compagni che pensano di sapere tutto e altri che conoscono i propri limiti. ma tu credi che scrivere in internet insulti contro altri, e non fa nessunissima differenza a chi è rivolto un insulto e chi lo pronuncia, possa dar conto di posizioni politiche, di idee, di proposte?
    a me non frega nulla del bon ton. non è questione di educazione. è proprio la concezione della politica che non va. se hai una idea buona e usi solo slogan ed insulti contro chi non la condivide l’idea sparisce e resta solo la rissa. esattamente come nei talk show.
    è inutile dire che c’è una giustificazione. è proprio inutile perché non si tratta di sfoghi. si tratta di una precisa concezione della politica direttamente mutuata dalla cultura dominante. è un mix di superficialità e di individualismo sfrenato. tipico di una società disarticolata, disgregata.
    2) hai fatto una descrizione di liberazione faziosa, caro luca. è un bene che bertinotti sia stato intervistato sul libro di ferrero. ed è logico che esprima le sue opinioni. se tu pensi che questo possa disorientare allora vuol dire che vuoi che ti si menta, che ti si rassicuri, che ti si dica e ripeta una sola tesi. ma una sola tesi che non sia messa in confronto con altre è una tesi debole. solo il confronto con altre la arricchisce e la rende più forte. basta che sia chiaro e che si capisca di chi sono le tesi e su quali punti differiscono. liberazione ha dato conto del libro di paolo, ne ha riportato ampi stralci, ha resocontato alcune presentazioni pubbliche del libro, ed ha chiesto opinioni. dov’è il complotto? dov’è il disorientamento? se un bravo compagno come te per il solo fatto che compaia una intervista a bertinotti si adombra vuol dire che proprio non ci siamo.
    l’appello l’ho criticato anch’io. e l’ho fatto in prima pagina su liberazione. senza esagerare, senza gridare al complotto, senza attribuire intenzioni che non sono state dichiarate. l’ho criticato perché ambiguo e perché rischia di produrre confusione. non per fare una guerra contro questa o quella corrente. contro questo o quel compagno. a me interessa che discutendo le cose si chiariscano. ed è avvenuto questo. valentini ripete quelle cose da anni. chi sa leggere può vedere che sono posizioni assolutamente isolate anche nella mozione due. basta che tu legga l’articolo di rocchi. è un suo diritto dirle e proporle. le diverse posizioni che sono emerse dopo che giovanni ed io abbiamo scritto il nostro articolo fanno chiarezza. non confusione. e danno conto delle diverse opinioni che esistono fra i firmatari dell’appello proprio sull’obiettivo unitario dell’appello. e questo, dal mio punto di vista, è positivo.
    come sai non so nulla del tuo federale. se non si riunisce è un male. e non ho nulla da aggiungere.
    un abbraccio

  30. ben detto, andrea valsusa!

  31. hai ragione morelli. la tua descrizione è esatta, secondo me. bisogna avere la consapevolezza di questi problemi e la coscienza che ci vorranno anni e anni di duro lavoro sociale e di analisi e di discussioni serie per risalire la china.
    un abbraccio

  32. caro masaccio, come sai sono d’accordo con diverse cose che dici. ce lo siamo già detti tante volte. tuttavia tu dai troppa importanza a cose come l’appello. e fai previsioni tutte da dimostrare. non serve assolutamente a nulla “denunciare” questa o quella corrente. per esempio l’invito a firmare l’appello è comparso prima su liberazione. io rispetto le posizioni di tutti. e quando faccio una critica lo faccio senza fare processi alle intenzioni e tanto meno senza dare per scontato nulla. c’è chi vuole essere ed apparire come fortemente unitario? bene. per me non è un problema. ed infatti critico certe ambiguità dell’appello e mi sogno nemmeno di attribuire intenzioni a chicchessia. punto. mi interessa discutere di cosa deve essere la federazione e della nostra proposta di non fare accordi di governo col centrosinistra. non di discutere di questa o quella corrente e delle sue presunte intenzioni. non fosse altro perché anche questo contribuirebbe a mettere in secondo piano sia la discussione vera da fare sulla federazione sia sull’internità o meno al centrosinistra. sono cose queste sulle quali, qualsiasi siano le intenzioni di tutte le correnti, sottocorrenti, aree e gruppi vari, sono convinto esserci una solida e larghissima maggioranza dentro e fuori il partito. se, invece, si comincia a dire che questa corrente è di destra e quell’altra è di sinistra, che questa ha una cultura sbagliata e quell’altra è la migliore erede del meglio di rifondazione e si legge ogni atto e ogni parola per dimostrare queste tesi allora le correnti si richiudono a riccio, paventando di essere discriminate, e la discussione diventa scontro pregiudiziale. in questo caso la stragrande maggioranza dei compagni che sono assolutamente contrari a iniziare un percorso di entrata nel centrosinistra (che nessuno propone perché non citare il problema del centrosinistra e sorvolare sul tema non è proporre di entrarci) finirebbero per dividersi sulla base delle appartenenze e delle culture politiche.
    ovviamente può darsi che io mi sbagli. ma non credo.
    sul partito sociale ho scritto rispondendo a gio.
    un abbraccio

  33. Ramon, io non la pongo in termini di cultura politica né di processo alle intenzioni. Ho votato più di qualche volta Pdci, figurati se mi faccio problemi di cultura politica su Essere Comunisti. Il punto non sono le intenzioni, sono le conseguenze reali. La conseguenza reale dei movimenti di Essere Comunisti, al momento, è la nascita di movimenti uguali e contrari che, alla ricerca di un obiettivo, finiscono per prendersela con la Federazione.
    È questo che temo, non altro. E l’odg in Cpn, l’appello di Pegolo-Barbarossa-De Cesaris ecc. mi danno ragione, purtroppo. Sta montando, dentro il Prc, un sentimento anti-Federazione che in realtà ha poco a che vedere con i contenuti della Federazione (che, come molto spesso ricordi tu, sono palesemente anticapitalisti e anticentrosinistra) e molto, invece, con la voglia di contrapporsi ai movimenti “unitari” di Essere Comunisti.
    Questo, solo questo, nessuna denuncia. Dico solo che questi posizionamenti indeboliscono il dibattito di merito, e che va chiarito a tutti che, se continueranno, ne sorgeranno solo nuove spaccature.
    Sul partito sociale sono d’accordo con quanto hai scritto a Gio, ovviamente. Ma aggiungevo un altro punto che ad oggi vedo assente dal dibattito: chi è il partito sociale? Il partito sociale è un dipartimento del Prc (come sostengono alcuni), è una pratica che ristruttura le priorità del Prc (come sostieni tu) oppure è un progetto politico a lungo termine in cui il Prc non può essere l’unico attore?
    Se iniziamo a fare mutualismo e rappresentanza sociale, come ci poniamo nei confronti di chi li fa già da svariati anni? Sindacati, associazioni e movimenti oggi vedono il partito sociale come un concorrente. Dobbiamo avallare questa visione oppure lavorare per una collaborazione ad ogni livello, stabilendo che se il Prc si mette a fare mutualismo come l’associazione Y, allora l’associazione Y deve poter fare politica come il Prc? Ci mettiamo nell’ordine di idee che le pratiche e le lotte del Prc, insieme ai soggetti con cui saranno condivise, saranno costituenti del futuro partito sociale?

  34. andrea valsusa Says:

    io vorrei porre in questo blog una considerazione….qulcuno si è accorto che ieri notte sono stati attaccati e uccisi dei pacifisti da militari israeliani???questo è un fatto terribilmente grave….il governo israeliano per metodi e azione politica non ha niente a che invidiare a quello di hitler…basta questi attacchi devono cessare finire per sempre…non se ne può più….adesso si mettono pure ad uccidere pacifisti….ma cristo santo….scusate ma sono proprio incazzato…la federazione della sinistra deve costruire la sua alternativa partendo anche dalle lotte a favore del popolo palestinese, a favore del movimento pacifista….bisognia condannare apertamente questo attacco inconprensibile..la federazione della sinistra deve essere in prima linea

  35. Caro Andrea sto tornando proprio adesso da un corteo pro-Palestina a Roma,veramente molto partecipato e con tante nostre bandiere della Federazione.

    Per vedere tutti i presidi:
    http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/7739/314/

  36. andrea valsusa Says:

    grazie per la notizia inri…meno male….scusate lo sfogo ma a me ste cose fanno altamente incazzare….grazie

  37. Luca Marini Says:

    Riconosco dei limiti e superficialità nel precedente post, ma forse Ramon ti sei spinto troppo in là nell’interpretazione di ciò che ho detto. Non ho parlato di complotti, ma manovrette, è questo il termine sbagliato?. Io penso che certi scritti o appelli vengono fatti non solo per portare il contributo alla dialettica etc, ma anche per orientare i lettori, i simpatizzanti e iscritti, verso certe posizioni. Nel caso specifico ad esempio verso posizioni che prevedono un accordo nel centrosinistra, superando le organizzazioni esistenti. Non lo dico io, è scritto e perchè mai dovrei pensare al complotto?
    Non dico mica che non ci devono essere, dico che non le condivido e penso che in quanto in contrasto con ciò che si scrive con i documenti ufficiali, non fanno chiarezza. Soprattutto tenedo conto che magari gli stessi che promuovono gli appelli, poi votano favorevolmente ai documenti. Posso farmi ad esempio la domanda : “ma perchè se ha votato positivamente al documento dell’ultimo cpn, poi scrive un articolo che non rispetta il contenuto del documento votato?” Io questa domanda me la sono fatta? E’ sinonimo di vedere complotti? Non mi sembra, a me sembra sinonimo di una certa incoerenza.
    Poi Ramon l’hai detto più volte anche tu che in passato nei corridoi si diceva di tutto e poi si votava come un uomo solo. Queste modalità sono finite? Me lo auguro. Ma questo non vuol dire pensare al complotto in ogni dove e in ogni quando.
    Perchè io e soprattutto te possiamo sapere che Valentini dice quelle cose da anni e che sono minoritarie (non penso io il 10% soprattutto nella federazione) nell’interno del partito, ma uno che non segue da vicino certe dinamiche, che simpatizza solamente o che si iscrive nell’ultimo anno e magari legge diversi appelli come quelli in questione, secondo me dei dubbi se li crea. In questo senso parlavo di confusione. Ma forse mi sono espresso male in precedenza e ho dato troppo rislato oggettivo a Liberazione, chiamandola in causa.

  38. caro masaccio, tu non lo poni in termini di cultura politica, è vero. ma altri si. c’è una contrapposizione latente che tu stesso descrivi, e sulla quale non ha nessuna importanza stabilire quale documento, voto, articolo è l’origine della contrapposizione e quale è la risposta. sulle ambiguità e confusione prodotta dall’appello ho scritto e mi sembra che l’articolo fosse chiaro. ma alimentare la confusione immettendo nella discussione giudizi su correnti e sulle loro intenzioni non è una buona ricetta per fare chiarezza. tutto qui. non è la prima volta che ci sono compagni che cercano di dimostrare la loro volontà unitaria in proprio (ed è perfino comprensibile giacché sono stati etichettati per anni come settari). al congresso, per esempio, se uno si fosse fatto guidare dalle “voci” e dalle interpretazioni di certe dichiarazioni di claudio grassi l’esito sarebbe stato scontato. essere comunisti avrebbe dato a vendola la maggioranza. come è noto le cose non sono andate così. ma se, per fare due nomi, ferrero e il sottoscritto, invece di discutere di politica e di capire anche la verità che pure c’era nelle posizioni di grassi, avessimo fatto un processo alle intenzioni e avessimo fatto una dura polemica contro essere comunisti, il risultato si che sarebbe stato un altro. c’era una verità i ciò che diceva grassi? secondo me si. un partito spaccato in due come una mela fa fatica a sopravvivere. ovviamente io pensavo e penso tuttora che il congresso dovesse finire in modo inequivocabile. ma da qui a fare l’apologia delle divisioni e a sottovalutare le conseguenze delle scelte che si fanno ce ne corre.
    insisto nel dire che suggestioni e manovre, proposte unitarie ecc sono destinate a confrontarsi con cose che hanno la testa dura.
    e allora discutiamo delle cose serie e centrali. la prima delle quali è la questione del centrosinistra.
    non parlo di te, ma non si può non vedere (basta dare una scorsa al mio modesto blog e a centinaia di post) che ogni settimana c’è qualcuno che “prevede” catastrofi, divisioni, tradimenti, svendite, e chi più ne ha più ne metta. qui si è previsto che lavoro e società avrebbe egemonizzato rifondazione e la federazione, che noi avremmo svenduto ogni contenuto per salvare l’operazione di una componente sindacale nella federazione. qui si è detto e teorizzato che avevamo stretto una alleanza con l’idv e di pietro. qui si è detto che ci saremmo sciolti nel movimento viola. qui si è detto che volevamo andare al governo con l’udc. e via cantando.
    nessuna di queste cose è successa. chi le aveva previste non si degna nemmeno di confrontarsi con la realtà. ma questo non importa. ciò che è negativo è che rimane la logica che presiede a questo modo di ragionare (direi sragionare). ogni settimana c’è chi vuole un congresso straordinario. e c’è sempre qualcuno che si augura una bella divisione e una bella guerra intestina.
    quanto al partito sociale chiarisco solo un punto. secondo me il partito sociale è un modo d’essere del partito. non un nuovo partito. non c’è motivo di fare un lavoro sociale se altri lo fanno già. si deve fare insieme. la concorrenza è stupida. se c’è un gap in un paesino lo si rafforza, mica se ne fa un altro. la federazione può unire chi fa lavoro sociale sulla base di un programma di fase elaborato insieme. e conservando ognuno la propria identità e pratica sociale. ma è importante che sia anche il partito a fare lavoro sociale. ed anche che una associazione che lo fa da anni e anni partecipi alla elaborazione di un programma di fase ed anche di un programma elettorale. i saperi diffusi ci sono. conoscenze di problemi, proposte di lotta e soluzioni, comitati associazioni e singole persone hanno competenze e pratiche che non chiedono ad un partito astratto la magica “risposta politica”. chiedono di partecipare, di decidere. l’apertura del partito e della federazione consiste nel dimostrare che questo è possibile. e che non siamo condannati ad essere divisi fra sociale e politico. divisione indotta dal bipolarismo e dalla complessità sociale.
    va beh spero di essermi spiegato.
    un abbraccio

  39. caro luca, nell’appello la parola centrosinistra non c’è. non puoi dire che l’appello serve a “Nel caso specifico ad esempio verso posizioni che prevedono un accordo nel centrosinistra, superando le organizzazioni esistenti”. come ci sono firmatari che hanno detto più volte che bisogna fare un accordo di centrosinistra ce ne sono altri che hanno detto il contrario. se stai alla lettera delle cose scritte troverai l’ambiguità di aver sorvolato sul problema, non la proposta di fare un nuovo centrosinistra. tanto meno c’è la proposta di superare le organizzazioni esistenti. ugualmente fra i firmatari c’è chi lo ha proposto e chi ha proposto il contrario.
    il documento del cpn è la linea del partito. punto. ma se parli con i firmatari dell’appello ti diranno che non sono in contraddizione. che semplicemente hanno fatto un appello per l’unità. anche per rispondere ad una domanda popolare che solo i cretini negano esistere.
    se e quando qualcuno proporrà di entrare nel centrosinistra (ma non credo proprio) se ne discuterà e si voterà. punto.
    il resto sono chiacchiere distruttive.
    se qualche compagno può essere disorientato dal fatto che valentini ha espresso la sua opinione vuol dire che dobbiamo impedire a valentini di dirla?
    anche io sono stato accusato di creare confusione quando ho preso carta e penna ed ho dissentito in modo solitario contro bertinotti. e allora?
    un altro abbraccio

  40. Luca Marini Says:

    Ramon di superarare le organizzazioni esistenti e di nuovi soggetti e costituenti ne parla Valentini.
    A questo punto però intervengo sulla domanda di unità. C’è la domanda di unità? si che c’è lo so anch’io, molto spesso è una domanda che però non tiene conto dei contenuti politici è una domanda che si palesa soprattutto a cavallo delle elezioni. Mi chederei però perchè la crescita di domanda di unità non corrisponde ultimamente alla crescita di consenso, anche quando l’unità viene praticata.
    Infatti le unità realizzate parlo soprattutto con altre formazioni politiche si sono realizzate principalmente nel terreno elettorale e molto meno su una cosiddetta unità di azione, penso sia principalmente questo il motivo.
    Secondo me gli appelli unitari che non specificano alcune questioni politiche di vitale importanza, non sono utili alla domanda e richiesta di unità.
    Penso su questo ci troviamo d’accordo.

    ricambio l’abbraccio

  41. Malaparte Says:

    …Anto fondamentalmente mi trova d’accordo.

  42. e infatti ci troviamo d’accordo. luca.

  43. Casella Says:

    Ramon ti posso domandare di quale cpf e cpr fai parte??
    E’ solo una curiosità,una semplice curiosità……….

  44. Fausto B Says:

    Qui c’è una finanziaria che distrugge lo stato sociale, la disoccupazione alle stelle, milioni di giovani disoccupati che non riescono a lasciare la casa dei genitori (o ci ritornano, anche quando ormai non sono più giovani), l’ipotesi di crollo o uscita dall’Euro che si fa sempre più concreta, cittadini e lavoratori che ci chiedono in modo pressante di trovare una unità a sinistra…

    …e in questo scenario qual’è il ruolo di un dirigente nazionale comunista? Ma è ovvio! Difendere il proprio orticello di consenso autoreferenziale all’interno di un partito prossimo all’estinzione, fare le pulci a ogni ipotesi di unità a sinistra (anche a quelle già operative), e seminare dubbi e insinuazioni contro chi lavora in questa direzione!

    Nel frattempo i sondaggi danno in crescita l’astensionismo, il PD e SEL, mentre la Federazione della Sinistra è in calo nonostante l’impegno in varie vertenze (in primis il referendum per l’acqua pubblica). Qual’è allora il compito di un dirigente nazionale comunista? Ma è ovvio! Deve far finta di non vedere quel filo, e distogliere l’attenzione degli altri compagni!

  45. Sinistra Critica Versilia Says:

    Documento per un contributo alla discussione politica

    In Sinistra Critica occorre un cambio di marcia per riuscire ad intervenire e incidere nel convulso quadro politico del paese senza rimanere marginali. Abbiamo condiviso la coerenza con cui Franco Turigliatto ha votato in parlamento contro i rifinanziamenti alla guerra, lo abbiamo sostenuto contro l’espulsione praticata da un gruppo dirigente, quello del PRC, arrogante e miope. Abbiamo condiviso la scelta di Sinistra Critica di costruirsi in autonomia e di presentarsi alle elezioni in alternativa alla deriva salottiera e inconcludente dell’Arcobaleno. Di Sinistra Critica abbiamo anche e soprattutto condiviso quello spirito non settario manifestatosi nel fatto di non autoproclamarsi immediatamente partito come hanno fatto (PCL, PdAC, ecc ) ma di tenere aperto un percorso di ricomposizione, la cosiddetta “costituente anticapitalista”.

    Ad oggi però di questa costituente non se ne intravede alcuna traccia. Indubbiamente le condizioni oggettive non sono facili: il settarismo di parti dell’estrema sinistra, la voglia di protagonismo dei vari leader del sindacalismo di base e dei centri sociali e la mancata svolta del PRC che nonostante i proclami del congresso di Chianciano continua ad orbitare, per lo meno per quanto concerne il quadro elettorale, nella scia del PD sono un ostacolo reale a questo processo. Tuttavia pur partendo da questo quadro complicato Sinistra Critica ha il dovere di ricucire sul terreno della pratica una serie di rapporti che si pongano l’obbiettivo della ricomposizione di un soggetto di classe autonomo. Ignorare la prassi di tanti militanti del PRC, specialmente giovani, e continuare a esternare slogan, come: “siamo all’anno zero”, non serve a niente. Occorre valorizzare le lotte, i movimenti e rilanciare con determinazione sul piano unitario con tutti quei soggetti più o meno disponibili. L’atteggiamento troppo sbrigativo con cui si è chiuso alla Federazione della Sinistra, verso la quale restano ferme le nostre critiche, non ci convince. La Federazione cosi come è strutturata non ci piace ma non possiamo pensare che il nuovo soggetto sia esattamente come noi lo vogliamo. Inoltre standoci dentro si sarebbe potuto provare ad incidere in certe scelte mantenendo la nostra autonomia. Di Fatto, la nascita della Federazione non ha sciolto i soggetti fondanti (PRC, PdCI e Socialismo 2000). Questi partiti, infatti, mantengono le loro strutture organizzate e difficilmente si fonderanno in un partito unico. Il partito unico dei comunisti fortemente voluto da Diliberto e Grassi coccia con la volontà di tanti generosi militanti del PRC, specie giovani, che non su di un piano astrattamente teorico ma su quello pratico del “partito sociale” stanno investendo un lavoro sociale e politico che può essere un investimento per il futuro. Al partito sociale, di fatto, collaborano militanti non provenienti per forza dal PRC ma che hanno percorsi svariati da compagni dei centri sociali, del mondo del volontariato arrivando persino ad includere alcuni anarchici. E’ questa una risposta plurale, che al di là dei limiti contingenti, rappresenta un tentativo di ricomposizione, non identitario, sul terreno della pratica. Sinistra Critica dovrebbe stare in questo percorso al fine di contaminare con il proprio anticapitalismo laico e moderno questa dimensione. In Versilia i nostri compagni stanno cercando di impegnarsi all’interno di tutte quelle strutture di movimento che provano a riconnettere sociale e politico. Il nuovo soggetto anticapitalistico, per noi maturerà a partire dalle esperienze nei territori e dalla capacità di intessere relazioni con una miriade di soggettività che si oppongono nel quotidiano alle logiche di sopraffazione del capitale. Non pensiamo che dalle urne arriverà il rilancio di una sinistra di classe bensì dal vivere in una dimensione “bio – politica” a partire dalla riconquista di spazi, di momenti, di luoghi fisici e non, di socializzazione, conflittualità, rielaborazione e ricomposizione.

    Crediamo inoltre che sia necessario uscire da ogni logica autoreferenziale per contribuire alla costruzione di un “Fronte Unico” per contrastare le minacce neofascite e pidduiste che incombono sul nostro paese. Il Fronte Unico non è minimamente confondibile con il Fronte Popolare (non approfondiamo questo tema nel seguente documento per motivi di tempo e spazio). Sintetizziamo affermando che se è impossibile per una forza anticapitalista stare in governi è altrettanto vero che occorre costruire forme di alleanze per contrastare l’avanzata della destra eversiva.

    Per tutti i motivi elencati sopra pensiamo che Sinistra Critica deve impegnarsi maggiormente per costruire le condizioni favorevoli alla nascita di un soggetto politico coerentemente anticapitalista e riallacciare subito rapporti con tutte quelle componenti interessate. Intendendo le organizzazioni politiche come strumenti e non come fini in se; portiamo all’attenzione del dibattito interno / esterno all’organizzazione questo documento.

    Sinistra Critica della Versilia

  46. caro casella, non faccio parte di nessun cpf o cpr.

  47. egregio fausto b, sul massacro sociale bisogna lottare contro ma non per farlo gestire al centrosinistra come succede in grecia, spagna, germania. o no? sui disoccupati bisognerebbe mettere in discussione, per dirne una, le delocalizzazioni prodotte dalla globalizzazione e non aumentare ulteriormente la precarietà come fanno i partiti socialisti in tutta europa e come propone il pd. o no? sull’europa bisognerebbe mettere in discussione l’indipendenza della banca centrale europea (e delle banche nazionali), le politiche monetariste e il trattato di lisbona (che uccide la costituzioine italiana proprio nelle parti migliori) e non criticare berlusconi da destra come fa il pd. o no?
    la sinistra dovrebbe discutere di queste cose se volesse veramente unirsi e lottare ed essere utile alla propria gente e non ignorare questi temi e continuare a parlare di suggestioni e di aria fritta. o no?

    io non ho nessun consenso da difendere. non ho nessuna corrente. e non sono candidato a nulla. ne lo sarò.

    semplicemente dico le mie opinioni. sulle quali si può convenire o dissentire totalmente. purché siano rispettate. e che comunque non verranno certamente sminuite o cancellate dall’accusa di essere espresse per secondi fini (consenso personale o tentativo di distogliere l’attenzione).

    e se trovo su un giornale un appello di esponenti di sinistra rivolto “alle forze organizzate” e quindi anche a me lo prendo sul serio e rispondo e dico la mia. e se trovo a firmare l’appello compagni del mio partito anche della segretaria nazionale dico che questo è perlomeno stravagante.

    ma credo che tu non voglia affatto discutere rispettando le idee e le posizioni degli altri. basta leggere ciò che scrivi per capire che ti preme solo manifestare rancore e tentare di sminuire le idee altrui senza nemmeno tentare di criticarle o confutarle.
    questo modo di parlare di pensare è solo la dimostrazione di come la demagogia e la confusione imperino quando si grida all’unità e si è solo capaci di produrre divisioni.

    è penoso.

  48. sinistra critica della versilia, lascio il post solo per non essere accusato di censurare. ma invito nuovamente a non postare qui comunicati e documenti, per di più se interni a partiti od organizzazioni. anche perché non è mia intenzione usare il mio blog per intromettermi nella discussione di sinistra critica.
    ciao

  49. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    èda un po che non ci si scrive e quindi ciao!
    sono interessato a conoscere la tua opnione sulla nota ultima “bravata”
    sionista.Non tanto in relazione alla scelta di israele che nn mi stupisce affatto ,quanto al ruolo della Turchia che ,dopo l’accordo sulla non proliferazione siglato tra brasile e iran,asume adesso il nuovo ruolo di paladino della causa araba.Ora che dopo la guerra di georgia con la figura
    fatta dagli americani e della loro politica estera lo scenario di quell’area trovasse rinnovati equilibri mi pare quasi lineare,ma non pensavo sinceramente che la turchia spostasse in modo così perentorio il baricentro del mediterraneo. La mia impressione è che ci sia un nuovo polo nel mediterraneo e che molte cose potrebbero prendere una piega
    nuova nello scenario internazionale. Per nuovo intendo inedito e essendo la mia un’impressione e non ancora un’analisi mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensi .
    Un abbraccio grande ! Grazie
    Giovanni

  50. caro giovanni, ciao anche a te!
    ti dico volentieri le mie opinioni, certamente parziali.
    1) hai ragione a non stupirti per le scelte israeliane. nulla succede per caso. le descrizioni superficiali lasciamole alla stampa italiana che brilla in questo senso. israele ha sempre fatto così. spinge sull’acceleratore e poi si ferma affinché l’isolamento (parziale) venga superato sul terreno da lui scelto e non in altre direzioni. l’obiettivo di fondo è quello di impedire la formazione di uno stato palestinese esacerbando le divisioni palestinesi per continuare a fare insediamenti e per, eventualmente, trattare con le diverse parti palestinesi separatamente. questo non significa che non incontri difficoltà e che tutto sia lineare. ma da qui a parlare di “errore” ce ne corre.
    2) la turchia è nel centro del ciclone. mi permetto di rimandarti al mio articolo sulla questione della persecuzione dei kurdi in italia ed europa. in turchia c’è una latente, ed a a tratti esplicita, lotta tra militari e attuale governo. sono molti i problemi all’origine di questo scontro: a cominciare dall’ingresso nell’unione europea che, nonostante tutto, non può avvenire con l’attuale assetto istituzionale figlio del colpo di stato. e che, nel tempo della crisi, non è più così voluto da importanti stati europei e, secondo me, dal governo obama. mi sbaglierò, ma in questo quadro erdogan fa atti popolari fra la popolazione, fortemente egemonizzata dal nazionalismo, e cerca di guadagnare la forza sufficiente per resistere alle pressioni militari. che come è noto recentemente sono arrivate alle minacce e ai tentativi (?) di colpo di stato. lo scontro si sposta dalla politica interna alla politica estera, sui rapporti con l’iraq e con il kurdistan iracheno e sui rapporti con l’iran e israele. è una partita aperta e certamente israele non ha scelto a caso di creare il caso proprio con le navi turche, fra le tante che negli ultimi due anni hanno tentato di violare il blocco. vedremo gli sviluppi.
    3) secondo me non c’è in corso la costruzione di un polo mediterraneo. siamo ancora nel pieno della destabilizzazione di tutta l’area mediorientale (che era l’obiettivo vero della guerra in iraq a meno di non pensare che anche quello fosse un “errore”, come se gli usa non sapessero cos’era l’iraq e cosa sarebbe successo con una occupazione dello stesso). non credo si possa parlare di un “polo” (sempre che un polo sia una formazione geopolitica dotata di una propria rilevanza economica e di un proprio modello per quanto interno al sistema capitalistico) e non sia, invece costituito da relazioni e convergenze politiche anche intense ma momentanee. ovviamente il carattere strutturale della crisi indica la necessità di una messa in discussione del modello liberista e globalista del capitale, e per quante cose contraddittorie con il modello vigente si vedano se ne vedono anche di figlie proprio del modello liberista. per esempio mentre dell’iran in “occidente” si parla per il nucleare e per la natura reazionaria del regime per nulla si parla della scelta iraniana di implementare fortemente la penetrazione del capitale straniero e di ridurre quelle protezioni sociali che sono sempre state, soprattutto fuori dalla grande metropoli teheran, il vanto e la base reale del consenso del regime.

    insomma, l’intreccio della destabilizzazione del medio oriente e della crisi può aprire nuovi scenari. che chiamano in causa anche l’europa, unica parte del mondo che ha subito le maggiori conseguenze della crisi e dove le classi dirigenti si dimostrano incapaci totalmente di muoversi ed anche pensare un millimetro al di fuori dei paradigmi liberisti.

    un abbraccio giovanni.

    internazionale o morte!

  51. Giuseppe Murdolo Says:

    Non sono mai stato iscritto a nessun partito,voto regolarmente da sempre,ben 18 anni,un unico partito,il Prc,a prescindere da dove fosse collocato.
    Forse non sono approiato a dire la mia,visto che non sono nè iscritto e nè militant,ma io mi informo delle vicende del partito tramite un collega di lavoro,tesserato Prc,con il quale ci incontriamo regolarmente da anni ogni due mesi e per quel poco tempo che stiamo insieme mi aggiorna di tutto(tra l’altro è stato il mio collega a suggerirmi questo blog).
    Vorrei dire la mia:io penso che il grande errore che tutti voi iscritti e militanti state facendo è quello di discuetere e parlare tra di voi,senza riuscire a far capire ai milioni e milioni di elettori di sinistra cosa state facendo e cosa volete fare.
    Sembra quasi che ve la cantate e ve la suonate,basti pensare che ho scoperto il progetto della federazione grazie a questo mio amico e collega:qualcuno puo dire “perchè non ti aggiorni?” e vedete sta proprio qui l’errore perchè dovete essere voi ad incanalare i tanti elettori sulle notizie,trovare quindi un modo di far partecipe tutti,quindi non solo gli iscritti,delle cose che si fanno.
    Quindi,in sostanza,migliorare la comunicazione.
    Dico altro:vi pare che la gente abbia capito la differenza che c’è tra il Prc o federazione e la sinistra di vendola??
    Se voi pensate di si,non avete capito un cavolo degli elettori e siete anni luce lontano di come,noi esterni intendiamo la politica.
    Dai discorsi che il mio amico mi fa mi ha fatto capire che in sostanza la sinistra di vendola vuole entrare in colaizione con tutto il centro-sinistra mentre il Prc con la federazione vuole solo provare a battere l’attuale governo senza eventualmente governare.
    Bene mi sta bene quello che si è deciso,visti anche i trascorsi con prodi,però che questo punto e questa differenza sostanziale venga messa in risalto,altrimenti si riaschia di non farsi capire.
    Detto cio una cosa non l’ho capita:alle regionali della mia regiona il Prc e la federazione erano in alleanza con il centro-sinistra di cui faceva parte anche la sinistra di vendola,ebbene siccome alle regionali nella mia regione ambedue le sinistre erano con il centro-sinistra con un accordo di governo regionale perchè non si è presentata un unica lista??
    Se l’intento o meglio,la strategia era uguale perchè,almeno li,presentarsi divisi??
    In regione si sarebbe più forti e avremmo più peso.
    Non voglio fare il professorino,vorrei solo che invece di cantarvela e suonarvela tra di voi,capiate che al di fuori dei partiti ci sono milioni e milioni di potenziali elettori e le forze devono essere adoperate solo per quello.
    A volte anche il mio collega mi inizia a parlare di questioni interni,ma io lo stoppo subito perchè non mi interessano questioni tra di voi,cosi come non interessano a nessuno.
    L’altro giorno mi spiegava che fa parte di un movimento dentro il Prc il cui capo è un certo Pecoro(o Pecolo) che vorrebbe rifare un congresso,ma a noi cosa interessa??
    Noi umili elettori votiamo il partito che pensiamo sia vicino alle nostre idee e un partito che lo riteniamo utile a risolvere i milioni di problemi che abbiamo.
    Spero di essere stato chiaro nell’esposizione dei problemi.
    Vi saluto e ringrazio lei onorevole Mantovani per l’ospitalità data

  52. caro giuseppe murdolo, per cominciare diamoci del tu e lasciamo perdere certi titoli (come quello di onorevole che è un vizio tutto italiano).
    capisco bene la critica e l’accetto.
    ormai è difficile distinguere dove arriva la discussione interna e specifica di una organizzazione (vale per i partiti, per i sindacati e anche per qualsiasi associazione) e il lavoro di far conoscere le proprie posizioni ai al popolo. sia perché purtroppo ormai certa stampa parla solo di litigi e scontri fra e interni ai partiti. sia perché ci sono militanti che quella distinzione proprio non sanno farla.
    comunque questo è un blog, non un giornale online, ed è logico che come tutti i blog sia, diciamo così, per esperti. vale per la letteratura, per il cinema o per qualsiasi altro campo.
    comunque hai ragione. non c’è una strategia comunicativa adeguata. che tenga conto cioè di due fattori pessimi della situazione dei mass media italiani. 1) per i mass media, e soprattutto per i talk show, la politica è solo fatta di scontri e polemiche. i contenuti, le proposte, le idee non trovano nessuno spazio e quando vengono anche solo citati lo sono sono strumentalmente e retoricamente per sostenere gli scontri. 2) le persone non direttamente impegnate, ed anche tanti militanti, ormai credono anche loro che la politica sia fatta così, e quindi pensano che ciò che non si vede in tv sia irrilevante. spesso sono ridotti al ruolo di tifosi e basta.
    è difficile, credimi, non avendo soldi ed essendo discriminati perché eterodossi, far conoscere le nostre proposte. ma ripeto. la critica è più che fondata. il che non toglie che si debba discutere anche dentro il partito. e che questa discussione abbia una sua specificità.
    per esempio io proprio per la tua osservazione ho fatto notare con i miei due articoli qui pubblicati che è privo di senso parlare di unità della sinistra senza mettere in chiaro la questione del centrosinistra.
    è proprio anche per chiarire, senza scadere nelle polemiche, che effettivamente c’è un differenza fra chi vuole andare al governo e chi no. fra chi pensa che sia necessario cambiare il sistema elettorale e chi invece, si illude aggiungo io, pensa che con il bipolarismo si possa cambiare qualcosa di sostanziale. praticamente è una discussione sul come decidere quale sia la cosa giusta da fare per chiarire bene proposte e differenze.
    ma, credimi, anche questo è difficile.
    per esempio in tutte le regioni noi abbiamo proposto scrivendolo sul nostro giornale, con comunicati stampa e dicendolo nelle tv dove abbiamo potuto dirlo che proponevamo per le amministrative dove c’era un atteggiamento univoco di fare l’unità ed anche liste comuni con sinistra e libertà. è stata sel a rifiutare. i giornali, al massimo, hanno fatto un trafiletto. e noi non abbiamo fatto su questo propaganda anche per evitare che la gente pensasse che volevamo discutere solo di sel per litigarci. in questo caso se avessimo dedicato manifesti ed altro a questo tu per esempio sapresti il perché non si sono fatte le liste insieme ma forse ti lamenteresti del litigio con sel.
    come vedi non è semplice.
    in ogni caso grazie per il commento. sarai sempre il benvenuto.
    ciao

  53. http://new.rifondazione.it/materiali/
    Un po di materiale da distribuire…………..

  54. Avanti con il comunismo delle “cancelalte” contro i ROM, persino i leghisti c’irridono dietro, scrivo di ciò che facciamo al Comune di Sesto S.Giovanni…

  55. Luca Marini Says:

    Ramon mi permetto di pubblicare la mozione approvata dalla maggioranza del consiglio regionale toscano.
    Con questa mozione, promossa e approvata anche dal gruppo regionale della Federazione della Sinistra, approdiamo alla concezione del “modello alternativo” di Cie.

    A me sembra una scelta politica grave di cui i gruppi dirigenti toscani e non solo dovranno assumersi le loro responsabilità, viste anche le rassicurazioni in merito giunte per placare le critiche di chi si opponeva all’accordo.

    Di fatto fu detto che così come era scritto nel programma in cui si faceva riferimento a centri più piccoli e con la gestione di volontari, non si sarebbe costruito un bel niente.

    ecco il testo:

    MOZIONE
    “In merito all’eventuale collocazione di un Centro di Identificazione ed Espulsione in Toscana”

    IL CONSIGLIO REGIONALE

    PREMESSO CHE

    l’articolo 14 del D.Lgs. 286/1998, così come modificato dalla Legge 189/2002 (c.d. legge Bossi-Fini), prevede che “quando non sia possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento”, “il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strattamente necessario presso” il CIE cioè presso il Centro di Identificazione ed Espulsione e che quindi questi siano destinati al trattenimento, convalidato dal Giudice di Pace, dei cittadini stranieri extracomunitari irregolari e destinati all’espulsione;

    dall’8 agosto 2009, con l’entrata in vigore della legge 15 luglio 2009, n. 94 (c.d. Pacchetto Sicurezza), il termine massimo di permanenza degli stranieri in tali centri è passato da 60 giorni a 180 giorni complessivi, rafforzando così la loro natura di luoghi di permanenza obbligatoria, caratterizzandosi come luoghi di detenzione amministrativa delle e dei migranti;

    SOTTOLINEATO

    come la visione alla base del Pacchetto Sicurezza- nel quale si introduce il reato di “presenza irregolare sul territorio nazionale”- e delle altre norme di contrasto all’immigrazione clandestina adottate dal governo di centro-destra, colleghi in maniera diretta, impropria e non condivisibile il tema dell’immigrazione unicamente a quello della sicurezza;

    CONSIDERATO CHE

    l’articolo 2 della Costituzione Italiana afferma che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo (….) e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”;

    l’articolo 117, comma 2, (lett. a e b), riserva in via esclusiva alla competenza legislativa dello Stato le materie di politica estera e rapporti internazionali dello Stato, diritto di asilo e condizione giuridica di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea ed in materia di immigrazione (lett. b) e che, in questo quadro, la legge nazionale (art. 3 c. 5 D.Lgs. 286/98) riconosce che “le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri Enti Locali adottano i provvedimenti concorrenti al perseguimento dell’obbiettivo di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono il pieno riconoscimento dei diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelle inerenti all’alloggio, alla lingua, all’integrazione sociale, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana” e che ovviamente tale potestà si estende anche ai migranti presenti nei Centri di Identificazione ed Espulsione;
    che, a conferma di questo assunto, rispetto ai Centri di Identificazione ed Espulsione, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 300/2005, ha riconosciuto che è costituzionalmente legittima la previsione che la Regione svolga “attività di osservazione e monitoraggio, per quanto di competenza ed in raccordo con le prefetture, del funzionamento dei centri di permanenza temporanea”;

    inoltre, che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 134/2010, nel ribadire il carattere esclusivo della competenza statale relativo alla costituzione ed individuazione dei CIE, ha ritenuto propri della competenza legislativa concorrente e residuale delle Regioni i compiti di osservazione e monitoraggio del funzionamento dei CIE e ha riconosciuto proprie delle Regioni le funzioni di assistenza ed in particolare di assistenza sanitaria all’interno di tali centri;

    che, dal quadro legislativo e giurisprudenziale sopra delineato, ferma restando la competenza dello Stato nell’istituire e gestire i centri di identificazione ed espulsione, parimenti si evince il dovere, da parte della Regione, di vigilare e monitorare, per quanto di propria competenza, l’effettivo rispetto dei diritti fondamentali della persona e degli standard garantiti ai migranti dalle leggi vigenti e dalle convenzioni internazionali in materia, affinché tali strutture non si trasformino in veri e propri centri di detenzione;

    SOTTOLINEATO

    che in tale ambito di competenza si inseriscono le norme e le finalità della legge 29/2009, tesa a far sì che tutti coloro che dimorano sul territorio della Regione Toscana, anche se non in possesso del diritto di soggiorno, possano ricevere gli interventi socio assistenziali urgenti ed indifferibili necessari ad avere la garanzia del rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona dalla Costituzione repubblicana e dalle altre norme internazionali;

    RICHIAMATO CHE

    il citato art. 14, al comma 2, afferma che in tali centri deve essere assicurata “allo straniero irregolare trattenuto (…) la necessaria assistenza ed il pieno rispetto della sua dignità”;

    l’art. 21 del D.P.R. 394/1999 specifica che le modalità del trattamento nei CIE “devono garantire, nel rispetto del regolare svolgimento della vita in comune, la libertà di colloquio all’interno del centro e con visitatore proveniente dall’esterno, in particolare con il difensore che assiste lo straniero, e con i ministri di culto, la libertà di corrispondenza, anche telefonica, ed i diritti fondamentali della persona” e che in tali centri devono essere presenti “i servizi sanitari essenziali, gli interventi di socializzazione e la libertà di culto” e i “servizi predisposti per le esigenze fondamentali di cura, assistenza, promozione umana e sociale”;

    RILEVATO CHE

    all’interno dei CIE si sono verificati gravi violazioni dei diritti umani, come denunciato sia da inchieste ed articoli di stampa, sia dalle associazioni di volontariato e dalle associazioni per la tutela dei diritti umani tra le quali anche Amnesty International e Medici senza Frontiere, nonché dall’indagine interministeriale presentata dall’Ambasciatore de Mistura (2007);

    per quanto sopra ricordato occorre constatare come il funzionamento dei CIE si discosti dai dettati legislativi e non garantisca nei fatti il rispetto dei diritti umani dei e delle migranti, mantenendo così tutti i profili già sollevati di dubbia costituzionalità;;

    RITIENE CHE

    lo strumento dei CIE si sia rivelato inefficace poiché si fonda sulla idea di detenzione amministrativa, in particolare dalla recente modifica legislativa che ha triplicato il periodo di trattenimento e che in tali contesti si venga a creare una pericolosa commistione di presenze tra lavoratrici/lavoratori, clandestine/i, richiedenti asilo…che rende assai problematica la gestione dei centri stessi;

    fermo restando la competenza dello Stato per la promozione delle procedure che consentano la costituzione di un CIE in Toscana, la Regione ha il dovere ed il diritto di vigilare e monitorare in merito all’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali dei migranti presenti;

    la clandestinità sia un fenomeno da contrastare favorendo anche l’apertura di canali di ingresso legali, adottando programmi seri di cooperazione allo sviluppo, riconoscendo e garantendo il diritto d’asilo, promuovendo la cultura dei pari diritti e dei pari doveri, garantendo il diritto al ricongiungimento familiare e attuando serie politiche di integrazione sociale come quelle delineate dalla legge regionale 29/2009 e compiute dalla Regione Toscana già da molti anni tramite gli atti di programmazione;

    IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

    A favorire, in coerenza con la L.R. 29/2009, processi di promozione della coesione sociale con l’obiettivo di costruire una comunità plurale e coesa nella quale si valorizzi il contributo positivo delle differenze nel contesto civile e culturale delle nostre realtà locali;

    A rivendicare la prerogativa della Regione nel monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali della persona, delle leggi vigenti e delle convenzioni internazionali, nonché la propria competenza in materia di integrazione sociale;

    A ribadire la propria contrarietà al modello di CIE finora sperimentato poiché, fondandosi sul concetto di detenzione amministrativa e su periodi di trattenimento di lungo periodo, tale modello non ha garantito il pieno rispetto dei diritti dei migranti, né una piena corrispondenza al dettato costituzionale;

    Qualora vi fosse la richiesta del Governo Nazionale di attivare in Toscana un CIE, agarantire la doverosa collaborazione istituzionale proponendo un modello alternativo fondato su centri di piccola dimensione , gestiti in collaborazione con le associazioni del settore presenti sul territorio, con tempi di permanenza limitati, al fine di garantire l’integrazione e la regolarizzazione del soggiorno come previsto dalla normativa statale e internazionale e, più in generale, il rispetto e la dignità della persona, anche attraverso il sostegno alla regolarizzazione amministrativa e lavorativa.

    MOZIONE SOTTOSCRITTA DAI CAPIGRUPPO REGIONALI DELLA MAGGIORANZA (Vittorio Bugli PD – Marta Gazzarri IDV – Monica Sgherri Fed Sinistra Verdi – Pieraldo Ciucchi Ps) e APPROVATA a maggioranza dal Consiglio Regionale nella seduta di mercoledì 9 giugno 2009.

  56. Luca, ci siamo fatti scavalcare a sinistra anche da SEL, che critica la mozione. Siamo d’accordo che se lo può permettere, non essendo presente in Consiglio regionale, sennò l’avrebbero sottoscritta di sicuro anche loro, comunque è una situazione imbarazzante per noi che marca l’ennesima rottura rispetto alla nostra storia e ai nostri principi. Mi domando dove vogliano arrivare, mah…

  57. andrea valsusa Says:

    compagni a me vedendo molti blog mi viene male…si fanno tutte discussioni su discussioni inutili….quì berlusca ed il suo governo stanno emanando nuove leggi fascistissime…lo stato italiano sta andando a rotoli…e noi della federazione della sinistra che facciamo????quasi niente o comunque troppo troppo poco…compagnio mantovani perchè non organizzare al più presto una bella manifestazione nazionale della federazione della sinistra? non sarebbe una cattiva idea…grazie per la risposta

  58. andrea valsusa Says:

    compagni compagnio mantovani…bisognia arrivare preparati alla costruzione della federazione della sinistra….dobbiamo fare sentire la nostra voce….dobbiamo farci notare dobbiamo farci conoscere alla gente…questo dobbiamo fare….secondo me dobbiamo anche guardare a sinistra della federazione…è indispensabile l’unità dei comunisti…ma ancora più indispensabile è farci conoscere muoviamoci compagni subito

  59. Ma scusa Andrea il Prc e la Federazione non siamo noi iscritti e militanti??
    E allora muoviamoci…………
    Il Partito e la Federazione hanno giustamente aderito alle manifestazioni del 12 Giugno e 25 Giugno,come Federazione abbiamo creato la campagna nazionale “o la borsa o la vita”(http://new.rifondazione.it/materiali/
    Un po di materiale da distribuire…………..)
    Cosa spettiamo quindi noi iscritti e militanti a muoverci??
    Tanto lo sappiamo che siamo oscurati da giornali e tv e il tutto deve essere sulle nostre spalle

  60. http://new.rifondazione.it/materiali/
    Il materiale da distribuire………..

  61. caro luca marini (e buran), come sai non ammetto su questo blog discussioni, contese, litigi, scontri, accuse e controaccuse, polemiche, insulti, su questioni locali che sfuggono alla comprensione mia e dei lettori del blog. ma, al netto delle tue brevi e lapidarie frasi, colgo l’occasione per parlare di diversi problemi connessi al documento che hai pubblicato. ovviamente problemi generali, di contenuto e di metodo, giacché delle “rassicurazioni” ecc non me ne frega nulla. o al massimo dimostrano come non si debba mai discutere. quindi scriverò a lungo. abbi pazienza.
    le regioni sono competenti sulle leggi che regolano l’immigrazione e sui codici che puniscono la clandestinità? no. non lo sono. del resto nel testo si cita correttamente competenze statali e regionali.
    siccome dobbiamo essere seri per discutere seriamente rimetto il testo:

    “l’articolo 117, comma 2, (lett. a e b), riserva in via esclusiva alla competenza legislativa dello Stato le materie di politica estera e rapporti internazionali dello Stato, diritto di asilo e condizione giuridica di cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea ed in materia di immigrazione (lett. b) e che, in questo quadro, la legge nazionale (art. 3 c. 5 D.Lgs. 286/98) riconosce che “le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri Enti Locali adottano i provvedimenti concorrenti al perseguimento dell’obbiettivo di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono il pieno riconoscimento dei diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelle inerenti all’alloggio, alla lingua, all’integrazione sociale, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana” e che ovviamente tale potestà si estende anche ai migranti presenti nei Centri di Identificazione ed Espulsione;
    che, a conferma di questo assunto, rispetto ai Centri di Identificazione ed Espulsione, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 300/2005, ha riconosciuto che è costituzionalmente legittima la previsione che la Regione svolga “attività di osservazione e monitoraggio, per quanto di competenza ed in raccordo con le prefetture, del funzionamento dei centri di permanenza temporanea”;

    inoltre, che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 134/2010, nel ribadire il carattere esclusivo della competenza statale relativo alla costituzione ed individuazione dei CIE, ha ritenuto propri della competenza legislativa concorrente e residuale delle Regioni i compiti di osservazione e monitoraggio del funzionamento dei CIE e ha riconosciuto proprie delle Regioni le funzioni di assistenza ed in particolare di assistenza sanitaria all’interno di tali centri;

    che, dal quadro legislativo e giurisprudenziale sopra delineato, ferma restando la competenza dello Stato nell’istituire e gestire i centri di identificazione ed espulsione, parimenti si evince il dovere, da parte della Regione, di vigilare e monitorare, per quanto di propria competenza, l’effettivo rispetto dei diritti fondamentali della persona e degli standard garantiti ai migranti dalle leggi vigenti e dalle convenzioni internazionali in materia, affinché tali strutture non si trasformino in veri e propri centri di detenzione;”

    più chiaro di così si muore!

    se si è discusso prima e dopo le elezioni facendo finta che una regione potesse decidere dell’esistenza o meno dei cie si è fatta la solita discussione fasulla, fatta di suggestioni e di confusioni. usando strumentalmente, come avviene di solito purtroppo, un problema molto serio allo scopo di condurre una polemica sulla appartenenza o meno ad una coalizione e ad un governo locale. non ha nessunissima importanza se a cominciare è stato chi voleva rassicurare o chi voleva criticare. ma proprio nessuna.
    io, per esempio, che penso sia stato sbagliato entrare nella giunta toscana e ribadire la scelta nelle ultime elezioni, mai e poi mai avrei usato questo argomento per criticare quella scelta. e penso che avrei firmato una mozione così anche dall’opposizione.
    ma torneremo su questo.

    intanto….

    se una regione non ha competenze sulla installazione o meno di un cie cosa può e cosa deve fare?

    due cose:

    1) esprimere un giudizio sui cie. nessuno vieta a nessuna istituzione di esprimere un parere, una opinione, un giudizio, su qualsiasi provvedimento statale, ferme restando le competenze sue e dello stato.

    2) usare le proprie competenze (ben scritte più sopra) per limitare, contrastare, neutralizzare una legge che critica apertamente. l’unica cosa che non può fare è esondare dalle proprie competenze o disconoscere leggi dello stato (per altro contestate e poi confermate dalla corte costituzionale).

    cosa dice il documento?

    vediamo…

    “RITIENE CHE

    lo strumento dei CIE si sia rivelato inefficace poiché si fonda sulla idea di detenzione amministrativa, in particolare dalla recente modifica legislativa che ha triplicato il periodo di trattenimento e che in tali contesti si venga a creare una pericolosa commistione di presenze tra lavoratrici/lavoratori, clandestine/i, richiedenti asilo…che rende assai problematica la gestione dei centri stessi;

    fermo restando la competenza dello Stato per la promozione delle procedure che consentano la costituzione di un CIE in Toscana, la Regione ha il dovere ed il diritto di vigilare e monitorare in merito all’effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali dei migranti presenti;

    la clandestinità sia un fenomeno da contrastare favorendo anche l’apertura di canali di ingresso legali, adottando programmi seri di cooperazione allo sviluppo, riconoscendo e garantendo il diritto d’asilo, promuovendo la cultura dei pari diritti e dei pari doveri, garantendo il diritto al ricongiungimento familiare e attuando serie politiche di integrazione sociale come quelle delineate dalla legge regionale 29/2009 e compiute dalla Regione Toscana già da molti anni tramite gli atti di programmazione;

    IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

    A favorire, in coerenza con la L.R. 29/2009, processi di promozione della coesione sociale con l’obiettivo di costruire una comunità plurale e coesa nella quale si valorizzi il contributo positivo delle differenze nel contesto civile e culturale delle nostre realtà locali;

    A rivendicare la prerogativa della Regione nel monitoraggio del rispetto dei diritti fondamentali della persona, delle leggi vigenti e delle convenzioni internazionali, nonché la propria competenza in materia di integrazione sociale;

    A ribadire la propria contrarietà al modello di CIE finora sperimentato poiché, fondandosi sul concetto di detenzione amministrativa e su periodi di trattenimento di lungo periodo, tale modello non ha garantito il pieno rispetto dei diritti dei migranti, né una piena corrispondenza al dettato costituzionale;

    Qualora vi fosse la richiesta del Governo Nazionale di attivare in Toscana un CIE, agarantire la doverosa collaborazione istituzionale proponendo un modello alternativo fondato su centri di piccola dimensione , gestiti in collaborazione con le associazioni del settore presenti sul territorio, con tempi di permanenza limitati, al fine di garantire l’integrazione e la regolarizzazione del soggiorno come previsto dalla normativa statale e internazionale e, più in generale, il rispetto e la dignità della persona, anche attraverso il sostegno alla regolarizzazione amministrativa e lavorativa.”

    in questo testo c’è un giudizio pessimo sui cie, sul loro funzionamento, sulle violazioni dei diritti umani, e c’è, nel caso lo stato voglia costruirne uno o più in toscana, l’annuncio che la regione farà valere le proprie competenze. le quali per essere fatte valere necessitano per lo meno che i cie siano di piccola dimensione ecc ecc.

    non potendo la regione impedire che lo stato decida ciò che la legge gli riserva il diritto di decidere (qualsiasi corte darebbe immediatamente ragione allo stato) tenta di far valere le proprie competenze al fine di neutralizzare le decisioni dello stato. esattamente come fanno le regioni governate dalla destra in materia di pillole abortive e in diverse altre materie.

    ora. caro luca. tu dici che questo è “approdiamo alla concezione del “modello alternativo” di Cie.”

    certamente fra i firmatari della mozione ci saranno quelli che pensano e propongono il modello alternativo di cie perché sono d’accordo con i cie o perché non vogliono essere accusati di favorire l’immigrazione incontrollata. come ci sono quelli che sono contrari ai cie ma che vogliono usare le competenze della regione per dimostrare in via di fatto che i cie “alternativi” non possono essere accettati dallo stato giacché sono, per come descritti, totalmente incompatibili con lo spirito oltre che con la lettera della legge in vigore.

    per questo ti dico che io avrei firmato quella mozione senza per questo sentirmi traditore di nulla e tanto meno senza rinunciare a una virgola della mia contrarietà totale ai cie, al reato di clandestinità, ed anche alla regolamentazione dei flussi migratori. del resto la mozione dice:

    “la clandestinità sia un fenomeno da contrastare favorendo anche l’apertura di canali di ingresso legali, adottando programmi seri di cooperazione allo sviluppo, riconoscendo e garantendo il diritto d’asilo, promuovendo la cultura dei pari diritti e dei pari doveri, garantendo il diritto al ricongiungimento familiare e attuando serie politiche di integrazione sociale come quelle delineate dalla legge regionale 29/2009 e compiute dalla Regione Toscana già da molti anni tramite gli atti di programmazione;”

    io non conosco la legge toscana 29/2009 ma è evidente che questa frase configura una concezione totalmente alternativa dell’approccio alla questione della clandestinità. molto simile a quella sempre proposta da noi. ingresso per ricerca di lavoro, trasformazione del permesso di soggiorno per motivi turistici in permesso di soggiorno per lavoro senza tornare nel proprio paese, ricongiungimento familiare senza limiti ecc.

    si può tranquillamente essere contro i cie e firmare e votare questa mozione.

    il problema è che ormai si è perso il senso delle cose, della politica, della serietà.

    non sono le mozioni a cambiare i rapporti di forza nella società.

    se ti guardi le leggi più avanzate votate negli anni 70 troverai mille ambiguità. divorzio, statuto dei lavoratori, riforma sanitaria, e così via. furono il prodotto dei rapporti di forza sociali e delle mediazioni fatte in parlamento. per esempio il pci si astenne sullo statuto dei lavoratori. ma certamente se il suo voto fosse stato decisivo per l’approvazione lo avrebbe votato. o pensi che siccome c’era il limite dei 15 dipendenti per il licenziamento il pci avrebbe dovuto, in caso di voto determinante, affossare lo statuto dei lavoratori?
    parliamo di temi sui quali c’erano rapporti sociali favorevoli. figuriamoci sui temi dove siamo in netta minoranza perfino nel nostro elettorato tradizionale.

    il cretinismo parlamentare non consiste solo nella concezione carrieristica della politica, nel feticismo istituzionalista.

    si manifesta anche con l’idea perversa che gli atti parlamentari siano il tutto. che siano atti simbolici e massmediatici.

    siamo in netta minoranza nella società sul tema dell’immigrazione. dovresti essertene accorto.
    vuol dire che dobbiamo passare dall’altra parte e proporre anche noi il reato di clandestinità? vuol dire che dobbiamo fregarcene del problema? vuol dire che dobbiamo dire alla gente solo quello che la gente vuole sentirsi dire?
    ovviamente no. anzi.
    ma non dobbiamo nemmeno far finta che il nostro compito sia solo quello di ripetere slogan e principi. e che nelle istituzioni basti produrre atti simbolici.

    a vicenza si battono contro la base usa sia quelli contrari in linea di principio sia quelli che lo fanno per motivi urbanistici sia quelli che semplicemente vogliono vivere senza la presenza di militari e il rumore degli aerei. se intralciare la costruzione della base lo si può fare discutendo di piano regolatore lo si fa senza che nessuno possa dire che se il comune non contesta in linea di principio la competenza dello stato a far fare la base, per non esorbitare dalle proprie competenze istituzionali, ma usa una propria competenza per impedire la base in via di fatto, questo significa che in comune chi segue questa linea ha accettato di diventare guerrafondaio.

    perché ciò che è comprensibile come tattica in certi luoghi e in certe circostanze in altre diventa tradimento? perché?

    qualcuno impedisce di fare il lavoro sociale (ne ho parlato molte volte e non mi ripeto) utile a far cambiare opinione alle gente circa l’immigrazione?
    qualcuno impedisce, magari proprio utilizzando il testo di questa mozione, il giorno che il governo decida di installare un cie, di contestare questa decisione unendo quelli che sono contrari, come noi, in linea di principio e quelli che pensano che ci vorrebbe un cie piccolo ecc?
    qualcuno impedisce di spiegare che chi è contro i cie in una istituzione ha fatto una mediazione senza per questo aver cambiato opinione?

    nessuno lo impedisce.

    certo è più facile fare proclami, slogan, e lasciare tutto com’è.

    o usare una vicenda come questa per altri scopi.

    ma quando si fa così, caro luca, si finisce sempre col perdere le battaglie. sempre. si fanno discussioni astratte avulse dai rapporti sociali.

    come ho detto sono stato contrario da sempre a certi accordi di governo. l’ho detto e scritto. senza mai intromettermi nelle discussioni locali e rispettando le decisioni degli organismi locali. tranne qualche motivatissima eccezione. come per esempio la calabria.
    e penso che alla lunga emergerà con sempre maggiore chiarezza la necessità di avere un profilo politico alternativo al sistema anche a livello locale.
    ma non stiracchiando qualsiasi cosa al fine di fare polemiche.
    davvero io avrei firmato questa mozione anche dall’opposizione. e saprei spiegare il perché a chiunque. l’ho fatto decine di volte (e ho raccontato qui diversi episodi) e sempre c’è stato qualcuno che mi ha accusato di essere un traditore, un senza principi, un carrierista e via cantando.
    ma non è così.

    caro luca, per vincere le battaglie politiche non bisogna mai esagerare con le polemiche, e una posizione che si ritiene sbagliata si deve contestare, criticare e perfino attaccare anche aspramente, ma senza esagerare mai. senza fare iperboli, estremizzazioni del pensiero altrui, senza processi alle intenzioni. tanto più pacata e argomentata, tanto più nel merito e comprensiva delle ragioni altrui, sarà la discussione tanto più efficaci saranno le critiche.

    chissà se mi sono spiegato.

    un abbraccio

  62. Luca Marini Says:

    Mah Ramon anche questa volta mi sembra che vai oltre. Ho detto che per me la scelta politica era grave e che chi l’ha votata si assumerà le resposabilità politiche. Vabbene se questo è fare facili slogan per usarli per altri scopi, (poi vorrei sapere quali?),oppure accusare qualcuno di alto tradimento sei libero di pensarlo, io non penso che ci sia un tradimento, anzi coerentemente si è agito in base a quello che si pensava quando sì è deciso di sottroscrivere il programma perchè quelle cose c’erano scritte nel programma.
    Io penso che coerentemente ha continuato a sbagliare, tu pensi che invece ha fatto bene a prendersi le responsabilità e a sostenere la mozione e che in fondo nella mozione c’è anche parte di quello che sostiene nel prc. Tu la vedi come una mediazione sensata tra varie posizioni, io la vedo una mediazione al ribasso e comunque negativa.
    Poi è chiaro che uno, qualora venisse costruito un c.i.e, come scritto nella mozione può continuare a mantenere la sua contrarietà alla Bossi-Fini. Ci mancherebbe il contrario, mi sembra un’ovvietà.
    Poi sulle rassicurazioni, dici che non te ne importa, a me sì perchè la si dovrebbe smetterla di farle, dicendo cose che poi difficilmente si possono mantenere. Il paragone non calza Ramon. Ma quante ne abbiamo sentite all’ultimo congresso? quante?. Noi non vogliamo superare niente, noi non vogliamo fare un’altro soggetto? Noi non faremo la scissione? Quanti erano stati convinti? molti o no?

    Posso pensare che rassicurando gli iscritti, che non era vero dei c.i.e, e che se ci fossero stati i c.i.e non si sarebbe fatto l’accordo, abbia contribuito a far fare l’accordo?

    Poi parli di processi alle intenzioni di iperboli, sinceramente non penso di averle fatte.
    Però se la metti in questi termini, cioè se dici, che se uno polemizza su certe cose che si votano, lo fa solo per fare facili slogan e per fare processi alle intenzioni, allora dimmi quando è che uno polemizza senza fare processi alle intenzioni?
    Si può criticare senza essere accusati di gridare forte inutilmente?
    Poi fai un paragone tra me o altri e te sul fatto di non fare polemiche su questioni locali. Permettimi di farti notare che siamo in posizioni diverse. Se uno è in cpf ( che non si riunisce) e non può esprimere un voto su un accordo regionale, se il cpr non viene riunito per decidere di queste cose, che fa uno?
    Deve dire beh non entro in materia di accordi regionali? non discuto nella mia organizzazione di scelte che collettivamente devo fare? Altrimenti se lo faccio e sono critico faccio facili polemiche?
    Va tutto bene così? No non sono di questo avviso.
    Poi dici che così si perdono le battaglie. Come se avessi detto che votando contro le vinci. Perchè si deve rispondere così? Cioè perchè se uno esprime un dissenso si deve sentir dire, sbagli perchè così non si vincono le battaglie?
    Mi ricordo che tu sul protocollo welfare proponevi di fare un’ ampia consultazione di base tra gli iscritti e i lavoratori e su gli esiti di questa consultazione si decideva poi se rimanere o no al governo.
    Se io e altri compagni decidessimo di fare una consultazione sull’opportunità di fare anche un piccolo c.ie. e proponessimo di vincolare all’esito di questa consultazione l’esito della nostra permanenza in giunta regionale, faremo un errore? dovremo sentirci affetti da cretinismo?
    Poi secondo me non è neppure vero che andando avanti si capirà che è sempre meno opportuno fare certi accordi. Almeno io ad oggi non la vedo questa cosa nella federazione. Vedi un po’ le provinciali sarde dove abbiamo fatto il 100%. Felice di sbagliarmi.

    Io ritengo questa mozione una truffa ai danni dei cittadini toscani o degli elettori di Rossi e del centrosinistra. Come dici bene la regione non può contrastare la costruzione di un c.ie, se lo stato lo impone.

    Può esprimersi in modo contrario. Bene che ci si esprimesse in modo contrario senza dire dei c.i.e più piccoli e mirati all’integrazione. Non c’è integrazione che tenga quando comunque prevedi strutture dove i clandestini devo essere condotti con l’uso della forza e li perseguitati.

    Questa mozione è stata fatta per convincere gli elettori del centrosinistra toscano che il centrosinistra è più buono della destra e più efficace in tema di immigrazione e sappiamo che non è vero. Per far capire che il governatore rossi non si fa mettere i piedi in testa dal governo.

    Bene io penso che la si poteva se ci si limitava ad esprimere la contrarietà alla legge Bossi- fini e ai c.i.e.

    Non la si vota se si aggiunge la cosa noi li faremo diversi e più accoglienti e di più piccole dimensioni. Questo è fumo negli occhi.

    un abbraccio.

  63. Gianni Radici Says:

    Ciao Ramon,
    ci sentiamo poi per telefono, intanto volevo avvisarti che abbiamo la nostra festa a Bubbiano il 16-17-18 luglio, mercoledì prossimo ci vediamo e pensavo di proporre di collegare alla festa un dibattito una sera, prima o dopo la festa, sfruttando il traino della festa, per questo ti chiedevo la tua disponibilità.
    Ci farebbe piacere discutere con te della situazione attuale e degli scenari futuri, grazie Gianni Radici

  64. Caro Ramon,vorrei capire come il partito e la Federazione intende invertire la tendenza negativa che abbiamo da due anni (dalle politiche 2008 in poi).
    Vorrei capire come organizzativamente ci stiamo muovendo,come si intende sfruttare gli ultimi soldi rimasti e se,visto che le tv e i giornali ci ignorano,si intende dedicare molto più tempo a mezzi come siti,fb,twitter ecc.ecc.
    Inoltre,vi vorrei suggerire di usare i pochi soldi rimasti per mandare funzionari di partito per riorganizzare le strutture e i circoli nei territori.
    Mi sembra che i circoli vengano lasciati soli.
    Grazie per la risposta

    PS:Se non recuperiamo adesso con la crisi che c’è non recuperemo più,non penso sia una sentenza ma mi sa che è la pura verità

  65. Luca Marini Says:

    Ah per inciso io non ho votato Rossi

  66. Roberto Says:

    Le parole e le domanede di Mario fanno riflettere perchè è un po le domande che in tanti si fanno.
    Io penso che la questione sia chiara:la gente vuole votare gente che ritiene UTILE all’interno della società e non non diamo l’impressione di essere utili,noi siamo stati omolagati come gli altri.
    Io nel mio circolo ripeto stesso che il punto non è dirsi più comunista dei comunisti o la falce e martello il punto è portare avanti una politica che possa far si che la gente ci veda UTILI per risolvere i loro problemi.
    Devo dire che sono un po sfiduciato per varie ragioni:in pochi hanno capito che il 3,5% delle europee era un buon risultato,che ci avrebbe consensito,senza il cambio della legge elettorale pochi mesi prima di votare,di eleggere ben 4 eurodeputati e che questo risultato era venuto fuori senza essere calcolati nel dalle tv e ne dai giornali,invece è calata una nuova depressione nel partito e ne abbiamo risentito anche alle regionali.
    Un altra ragione della mia sfiducia è la mancanza di unità presente nel partito e nella più larga Federazione:ancora a farci la guerra tra di noi,ancora a non voler capire che le decisioni si prendono insieme e che dopo aver discusso si fa come decide la maggioranza.
    Mario diceva “Se non recuperiamo adesso con la crisi che c’è non recuperemo più” è vero è verissimo o adesso o mai più caro Ramon,diteci cosa fare,diteci come muoverci,i congressi si fanno per decidere chi dirige,vi abbiamo votato e adesso dirigeteci,risaliamo la china,stiamo vicini ai territori e rilanciamo i circoli,non a parole ma con i fatti.
    La Fiom non ha firmato il patto per Pomigliano:diventiamo il loro punto di riferimento,sarebbe bello ed importante far diventare Cremaschi portavoce della Federazione per dimostrare come noi e le nostre strutture sono a disposizione delle lotte dei lavoratori,che noi esistiamo e ci siamo per loro.
    Guarda Ramon,il panorama è desolante,al di la della lega,l’unico partito italiano radicato,gli altri partiti nella società non esistono,esistono solo attraverso i media ,basta essere volenterosi e avere delle intuizioni che possiamo essere un punto di riferimento importante per tutti.
    Nelle nostre difficoltà siamo il 6 partito italiano dopo pdl,pd,lega,idv,udc e se riusciamo a portare avanti una politica che ci dia visibilità,tramite Liberazione,internet con dei circoli che riusciamo a farli funzionere io penso che il gioco sia fatto.
    Funzionari nei territori,questi ci vogliono.

  67. Caro Ramon, ti rivolgo una domanda che non c’ entra nulla con quest’ articolo ma che riguarda la situazione interna palestinese. Secondo Haaretz Abu Mazen sarebbe addirittura contrario a che israele tolga il Blocco navale che attanaglia la Striscia di Gaza perchè questo aiuterebbe Hamas; secondo lui Israele e l’ Egitto dovrebbero limitarsi a riaprire i valichi per far passare viveri e materiale edilizio. Tu ritieni sia possibile che il livello dello scontro fra i due partiti palestinesi sia tale da far anteporre al presidente dell’ Anp la distruzione di hamas al bene dei palestinesi della striscia di Gaza? In particolare, riguardo a Fatah, la mia personale sensazione è che i suoi dirigenti siano più vicini agli usa e ad Israele che agli altri partiti palestinesi. salam fayyad, ad esempio, è un ex-esponente della Banca mondiale. Insomma, non mi stupirei che Israele in qualche modo li metta addirittura al corrente di tutte le sue operazioni nella striscia di gaza. che ne pensi?

  68. Bucharin77 Says:

    la vertenza Pomigliano è fondamentale: prevedo che Epifani prenderà una posizione non in grado di difenderla di fronte all’ampiezza e incisività dell’attacco padronale. L’idv si sta muovendo, e ha preso una posizione molto chiara a favore dei lavoratori. Bisogna organizzare una iniziativa nazionale di sostegno, di cui il partito deve essere promotore. Sveglia!

  69. caro luca marini, proprio non ci siamo se si discute così.
    continui a fare una confusione enorme.
    la regione toscana come tutte le altre non fa i cie, non li decide, non li costruisce, non li gestisce. può esprimere giudizi sulla legge che li istituisce come su qualsiasi altra legge. ma si tratta di atti puramente politici che non hanno nessuna rilevanza legislativa o istituzionale. e nella mozione c’è un giudizio negativo sui cie. c’è o non c’è? c’è. c’è un giudizio negativo su tutta la politica sull’immigrazione del governo e sui cie. è così che si esprime la contrarietà da parte di una istituzione. o credi che un consiglio comunale o una assemblea regionale si debbano esprimere come un comitato su un volantino? suvvia! inoltre, la regione ha competenze di controllo sui diritti ecc. è tutto scritto con dovizia di particolari nella mozione. non potendo decidere sulla costruzione o meno dei cie fa valere, nella mozione, l’opinione che per onorare le proprie competenze i cie debbano essere piccoli ecc. se si porta questa posizione alle sue estreme conseguenze è pacifico che così la regione pone condizioni tali per la costruzione dei cie in toscana che si va a uno scontro fra regione e governo. tu dirai: ma chi l’ha detto che la regione terrà ferma questa sua posizione? e io rispondo: nessuno. ma dipende dalla forza di chi è contro i cie, dalla sua capacità di influenzare l’opinione pubblica, dalla sua capacità di mobilitazione, ed infine dalla dialettica interna ai firmatari della mozione che palesemente sono sui cie su posizioni diverse. il fatto che la regione esprima un giudizio negativo sui cie e che annunci che le proprie competenze le farà valere in quel modo è un elemento positivo perché può essere usato come una ragione in più per chi lotta contro i cie. sempre che si lotti contro i cie e che la lotta non si limiti ad essere il giudizio su ciò che scrive l’assemblea regionale nelle mozioni. perché questo è solo propaganda ed è per giunta l’accettazione dell’idea che tutto si risolve nei voti istituzionali.
    ma con te è quasi impossibile discutere così. perché è palese che essendo tu contrario alla presenza del prc in giunta ogni cosa la usi per dimostrare che è sbagliato stare in giunta. in questo modo qualsiasi cosa è una mediazione al ribasso. qualsiasi.
    se la mozione si fosse limitata a dire che i cie sono sbagliati tu avresti potuto dire: per forza: non costa nulla dire che si è contrari a una cosa sulla quale non si hanno competenze dirette. è un imbroglio.
    ma così non si discute di nulla seriamente. di nulla.
    e per giunta la discussione è solo serva di questo o quell’atto istituzionale e non ha nessun rapporto ne con i rapporti di forza sociali ne con le lotte reali. tutto si risolve in polemiche sulle interpretazioni di una mozione che per quanto corretta (così penso io) in realtà non sposta una virgola del razzismo latente che c’è nelle classi subalterne. esattamente come non sposterebbe una virgola una mozione che dica semplicemente che i cie fanno schifo.
    quanto al “rassicurare” lo ripeto. è solo la dimostrazione che si è perso anche l’abc della politica. se una regione non può decidere dei cie è fin troppo chiaro che incentrare la discussione sulla appartenenza o meno a un governo su una questione astratta e non concreta è una scemenza. sia per chi rassicura sia per chi critica.
    infine, caro luca, mi sono permesso di dire che le battaglie politiche se si fanno veramente si devono fare con cognizione di causa. che gli atti parlamentari o istituzionali vanno giudicati ed eventualmente criticati per la lettera di quel che c’è scritto, per gli effetti che producono. se bisogna discutere dell’intenzione di rassicurare, di imbrogliare, di apparire buoni questo può valere per tutto. anche per gli atti di una eventuale opposizione che dice che i cie sono criminali e punto.
    tu credi che serva a qualcosa ogni settimana riaprire la discussione sulla appartenenza alla maggioranza di governo in toscana in questo modo? credi che il partito debba rifare sempre la stessa discussione fra due posizioni diametralmente opposte avviluppandosi in uno scontro intestino senza quartiere? credi che chi riceve la critica di imbrogliare la possa accettare? credi che di tutto questo gliene freghi qualcosa agli immigrati e a chiunque voglia lottare contro la bossi fini e i cie?
    se non c’è dibattito negli organismi e se non si riuniscono tutto ciò è sbagliato ed è male. l’ho già scritto. ma non spetta a me entrare nel merito del perché e del per come.
    certo se gli organismi invece che discutere su come si organizza una battaglia sociale e culturale sul problema dell’immigrazione, invece che andare avanti nella discussione, si deve riunire perché su un falso problema come questa mozione ci si scontri fra imbroglioni e non imbroglioni anche un bambino capisce che diventano luoghi infernali, che le relazioni umane si deteriorano. e che chiunque, per caso, si avvicini al partito se ne scappa alla velocità della luce.

    ciao ciao

  70. caro mario, per le risposte a ciò che chiedi basta leggere le deliberazioni prese dal partito e dalla federazione. per altro ampiamente citate e discusse anche qui in questo blog più volte. se ti interessano le mie opinioni anche queste le trovi negli articoli che ho scritto e nei miei commenti ai post.
    non ha senso che io ripeta per l’ennesima volta le stesse identiche cose.
    come tutti i lettori del blog sanno io rispondo sempre. ma davvero sulle cose che hai detto tu ho scritto e riscritto anche troppo per ripeterlo.
    quanto ai funzionari ormai non ce ne sono quasi più. e per i pochi che ci sono diversi sono già stati spostati sui territori.
    un abbraccio

  71. caro roberto, io sono d’accordo con te. ma il gruppo dirigente ha deciso, compiendo il proprio dovere e votandole, diverse cose. basta leggere i documenti generali e specifici per sapere le indicazioni date.
    l’altra sera a un dibattito una segretaria di un circolo mi ha detto: “non abbiamo una linea politica, c’è troppa confusione”. io le ho chiesto: “scusa ma hai letto le decisioni e i documenti dell’ultimo cpn? perché è quella la linea del partito, fino a prova contraria”. e lei mi ha risposto: “hai ragione, non ho letto. leggerò e poi ne riparliamo.”
    se un dirigente locale del partito non legge le deliberazioni del cpn dove pretende di trovare la linea del partito? dove?
    il problema è che ormai da tanto tempo si pensa che la linea sia un titolo del giornale, una frase del segretario in tv, o peggio ancora, la descrizione che ne fanno altri, per sentito dire.
    i documenti sono vangelo? sono perfetti?
    ovviamente no. ma da qui a non prenderli nemmeno in considerazione ce ne corre.
    ti faccio degli esempi.
    il prc ha da tempo deciso di partecipare a tutte le manifestazioni contro il governo berlusconi. è perfino banale.
    quando ferrero ha fatto una conferenza stampa con di pietro per dire che il prc aderiva alla manifestazione poi passata alla storia come quella del “popolo viola”, hanno scritto su diversi giornali: il prc si vuole alleare con l’idv. apriti cielo! anche se scorri certi commenti qui sul mio blog troverai che molti compagni hanno cominciato a discutere se fosse corretto o meno allearsi con di pietro. ma che significa allearsi? dove mai si è detto che avremmo fatto una alleanza strategica con l’idv? dove? sempre che la parola “alleanza” abbia un senso. perché partecipare ad una manifestazione contro berlusconi dicendo le nostre due forze partecipano su questi contenuti non è una alleanza. è una banale convergenza. del tutto coerente con la linea decisa di partecipare a tutte le manifestazioni contro il governo. e potrei farti decine di altri esempi.
    un abbraccio

  72. caro gio, se l’analisi della situazione reale viene sostituita da illazioni e teorie del complotto si può sostenere qualsiasi tesi. qualsiasi.
    bisogna sempre stare ai fatti. non mi risulta proprio che l’olp sia favorevole al blocco navale di gaza. chi, quando, dove, sarebbe stata detta questa cosa?
    l’olp è molto criticabile per tanti motivi. ma descrivere la situazione come se l’olp fosse la sentina di tutti i mali e hamas una forza integra e pura è una sciocchezza.
    israele ha sempre puntato sulle divisioni del popolo palestinese, arrivando in altri tempi a favorire hamas contro l’olp (cose ammesse ufficialmente da molte forze politiche israeliane). chi allora diceva che hamas era in pratica una organizzazione agente del governo israeliano diceva una scemenza.
    quindi: ogni cosa che divida il popolo palestinese è male. punto.
    ciao

  73. Certo si tratta di un’ illazione giornalistica (haaretz del 13 giugno se non erro), oltre che di un’ accusa che spesso gli esponenti di Hamas rivolgono all’ Olp da quando non hanno visto leggittimato il proprio Governo nel 2006 ed hanno conquistato la Striscia nel 2007. Tuttavia è innegabile che l’ atteggiamento degli esponenti di Fatah sia del tutto ambiguo da quando è morto Arafat e che c’ è in atto un tentativo di cooptazione da parte degli USA che vuol renderli sempre più arrendevoli

  74. Guarda che a Pomigliano ci siamo solo noi con il compagno Loffredo già candidato alle europee dove prese oltre 8 mila preferenze.
    Qui a Pomigliano siamo ben radicati con Ferrero che è venuto più volte e verrà tra poco.

  75. Luca Marini Says:

    Mi sembra una bella strigliata. Mantengo tutte le mie criticità sul testo e sulla mozione. Non discuterò più sul blog di cosa fa la federazione nella regione toscana e ci tengo a dire che non ho mai pensato che stare in questo partito serva a fare risse tra imbroglioni e non imbroglioni. Puoi essere sicuro che su questa cosa sarò ben contento di organizzare o contribuire a costruire una mobilitazione, senza pretendere che si esca dalla giunta regionale domani mattina.

  76. FERRERO (PRC-FdS): POMIGLIANO-FIAT, OGGI FERRERO DAVANTI AI CANCELLI.

    Oggi il segretario del Partito della Rifondazione comunista-Federazione della Sinistra, a partire dalle ore 13.00 in poi, sarà davanti al cancello Due della FIAT di Pomigliano d’Arco (Napoli) per incontrare i lavoratori della fabbrica in lotta contro un accordo che viola i loro diritti.

    Gli organi di stampa e d’informazione sono invitati a seguire l’iniziativa di Ferrero.

  77. Bucharin77 Says:

    Cara Alice: la solidarietà di Ferrero va bene, ma serve una iniziativa nazionale, ripeto nazionale, del partito. Bisogna mobilitare tutti i militanti. L’attacco padronale è fortissimo. Ma nel fronte borghese vi è anche qualche crepa (tutto il settore Repubblica sembra perplesso). Sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!

  78. Michele Says:

    Caro Ramon,
    sto guardando con molto interesse,tramite i contatti con i compagni del posto e tramite la lettura dei giornali,del processo che sta portando alla candidatura a sindaco di Reggio Calabria del compagno Massimo Canale.
    La candidatura di Canale è riuscita raggruppare intorno alla Federazione della Sinistra molti intellettuali,mondo della cultura,centri sociali,associazioni antimafia e antiracket,movimenti mettendo in un angolo il pd e l’idv.
    Tra l’altro nei giornali ho letto come nella prima iniziativa pubblica vi erano i figli del compianto Falcomatà.
    Non pensi che si potrebbe fare un discorso simile anche a Milano,Torino,Napoli per le elezioni del prossimo anno??
    Io penso che al di la della questione elettorale cosi potremmo riconnetterci con varie realtà che prima erano vicine a noi

  79. Casella Says:

    Anche io sto seguendo la brillante operazione della Fds a Reggio su facebook leggendo i vari documenti.
    Non so se hanno messo all’angolo il pd (nel Lazio Bonino ci riusci riuscendo ad essere la candidata di tutti) ma sicuramenti i compagni calabresi stanno riuscendo ad avere un ampio strato della società reggina con loro e,soprattutto,non stanno a rimorchio di quello che fa il pd.
    Spero che riescano a farlo anche nelle altre città dove si voterà,questo è quello che vuol dire “autonomia” rispetto al pd e al centro-sinistra

  80. caro luca marini, fra compagni si discute anche duramente. senza perdere il rispetto reciproco. e senza offendersi. sei tu che hai pubblicato la mozione qui. e io ho commentato la mozione e confutato le tue critiche, che per altro si possono riassumere in due o tre frasi tipo: è una mediazione al ribasso. è fumo negli occhi. non puoi negare che l’hai pubblicata a dimostrazione che è sbagliato stare in giunta in toscana. sebbene io non sia mai stato d’accordo con la scelta di stare in giunta in toscana, ed anche proprio per questo, mi sono permesso di dire la mia opinione circa la logica per cui nelle istituzioni ci si dovrebbe comportare con atti simbolici. ed ho aggiunto che se si vuole criticare la giunta bisogna casomai concentrarsi su cose ben più serie giacché la giunta NON DECIDE un bel niente circa i cie.
    tutto qui.
    un abbraccio. e sai che è un abbraccio sincero.

  81. cari michele e casella. grazie per i post ma non posso commentarli perché non so quasi nulla delle cose che dite. quando ne saprò di più magari esprimerò una opinione.

  82. i post locali che ti piacciono e non criticano il partito non li togli vero Ramon? bravo sei un bell’incoerente!

  83. egregio carlo, troverai decine post che dicono che qui o li si son fatte cose buone. non ne ho mai tolto nessuno. tolgo quelli che criticano persone o parlano del funzionamento di questo o quell’altro organismo del partito. non sono un ingenuo e so benissimo che avendo io criticato nei miei articoli le posizioni e anche il modo di essere del partito calabrese, senza mai scadere nelle accuse a questo o quello, c’è chi ci tiene a mettere post che dicono cose positive. anche per questo non li tolgo.
    quindi la tua critica, se così la possiamo definire, è fuori luogo.

  84. Casella Says:

    Caro Ramon,
    non conosco le vicende del partito calabrese,sto solo seguendo su fb ed analizzando una situazione positiva,che è stata scritta qui da Michele, che si sta verificando per le elezioni amministrative del prossimo anno,in quanto mentre da altre parti si aspetta a rimorchio il Pd a Reggio se ne sono fregati e sono partiti con un progetto altrenativo al pd e al pdl.
    Tutto qua.Penso si dovrebbe fare anche a Bologna (ricordi la scissione avvenuta per l’accordo con del bono??),a Milano,a Napoli.
    Poi non è detto che per forza si deve andare da soli (vedi il lancio della candidatura di Goracci in Umbria,poi ritirata).

  85. Michele Says:

    Compagno Mantovani,io sono molto disinteressato della vicenda di Reggio.Sono friulano,conosco vari compagni reggini perchè da 15 anni vado in vacanza li,non so delle tue posizioni contro il partito calabrese e sinceramente non mi interessano.
    Il punto che volevo sottolineare è un altro e ben più importante:a Reggio (cosi come successo alle regionali in Umbria con il compagno Sindaco di Gubbio Goracci,anche se li era appoggiato da una parte della Federazione,Prc e soc 2000,senza il Pdci) si sono riusciti a creare le condizioni di creare un progetto che va al di la della Federazione stessa e dell’aspetto elettoralistico.
    Noi,nei nostri documenti,adoperiamo la parola “AUTONOMIA” e secondo me li hanno capito il senso della famosa parolina.
    Sai caro Mantovani non vorremmo ritrovarci a Torino a sotenere Fassino o a Napoli non so chi,o a Bologna a subire una nuova scissione per sostenere qualcuno del pd.
    Probabilmente la gente se non crei qualcosa di diverso e non tenti di rompere le scatole al pd ci vede come omologati e come solo e semplice comitato elettorale per eleggere qualcuno.
    Con questo non voglio dire che non si deve e non si puo trovare una convergenza col pd come già fatto in Umbria
    Se crei qualcosa di diverso come si sta facendo a Reggio o come si è fatto in Umbria la gente ti premia.
    Ti pongo un quesito:se il pd non accetta un nostro appoggio tecnico per battere berlusconi,per cambiare la legge elettorale e per ripristinare un minimo di democrazia,noi siamo pronti con un nostro progetto??
    Secondo me,proprio no.
    Anche a livello nazionale dovremmo partire con un progetto “AUTONOMO” dal pd per poi capire se è possibile fare quel famoso accordo tecnico,già votato nel nostro cpn

  86. caro casella, ripeto che non so nulla di ciò che dici essere stato fatto a reggio calabria. e neppure delle motivazioni che avrebbero ispirato tale azione. non so cioè se se ne sono “fregati” di essere al rimorchio del pd. davvero non lo so. e comunque non mi informo su facebook o su altri siti simili dove si legge tutto e il contrario di tutto. so, però, che in calabria la maggioranza del prc è stata fino all’ultimo dentro il governo di loiero contro il parere della direzione nazionale e che alle ultime regionali si è reiterata l’alleanza con loiero. e so, come ho scritto, che in un partito che alle elezioni esprime l’87 % delle preferenze sui voti di lista c’è qualcosa che non va. indipendentemente dal rapporto col pd.
    comunque non è qui che si stabilirà cosa è buono e cosa è sbagliato nelle scelte che si fanno localmente.
    ciao

  87. caro michele, vale per te ciò che ho detto a casella.
    comunque messa come l’hai messa tu non sono d’accordo.
    se così fosse dove non abbiamo fatto accordi col pd avremmo sempre ottenuto risultati migliori. ed invece è vero il contrario.
    dire che presentarsi alternativi al pd riconnette al popolo e ignorare che i risultati elettorali dicono il contrario non funziona come non funziona dire che siccome in alleanza si prendono sempre più vota che da soli allora bisogna fare alleanze a tutti i costi.
    ho scritto mille volte su questo tema. e quindi non mi ripeto noiosamente.
    quanto all’autonomia ti sbagli. per esempio il documento manifesto costitutivo della federazione dice “piena indipendenza politica e culturale dal centro sinistra”. è molto di più di autonomia dal pd.
    ma l’indipendenza o l’autonomia che dir si voglia non si esaurisce ne si concretizza solo e nemmeno prevalentemente negli schieramenti elettorali.
    infatti, la proposta di accordo contro berlusconi e di superamento del bipolarismo è una proposta pienamente politica. perché se per essere indipendenti al pd bisogna essere indifferenti al problema delle destre italiane o, viceversa, per essere contro le destre bisogna essere subalterni al pd, l’autonomia non esiste. è solo testimonianza di posizioni astratte o è solo subalternità. lo è perché tenta di impedire che l deriva reazionaria delle destre continui ma tenta anche di rimuovere la causa del problema dal punto di vista democratico, e cioè il bipolarismo.
    ed è per questo che quando si fa una proposta politica di questa portata non si fanno mai subordinate. e tanto meno si proclamano. pena la nessuna efficacia della proposta.
    è come se si dicesse: facciamo questa proposta ma sappiamo che è irrealizzabile. mentre lo è.
    un abbraccio

  88. Michele Says:

    Scusa Mantovani che differenza c’è tra loiero,bresso con l’udc,bonino,in Liguria con l’udc,con del bono a bologna,votare le porcate del governo prodi ecc.ecc.
    Non c’è nessuna differenza.
    Non ho mai capito perchè in campania si è forzati dal nazionale per andare da soli e da altre parti no.
    Non capisco il tuo discorso “se così fosse dove non abbiamo fatto accordi col pd avremmo sempre ottenuto risultati migliori. ed invece è vero il contrario” è vero cio che dici ma con questo discorso avalli le cacate fatte in questi anni con accordi impresentabili.
    Per ultimo:nessuno mi ha mai spiegato e non li trovo neppure nei documenti nazionali il perchè da molte parti,campania,piemonte,la lista grillo ci supera anzi ci triplica il piemonte dove i no tav votano tutti per grillo,forse con maggior lungimiranza i voti di grillo con un progetto autonomo e chiaro sarebbero andati a noi.
    Ancora:negli ultimi 20 giorni dal nazionale state facendo pietà letteralmente pietà:ogni mattino trovo questo dirigente o quaest’altro firmatario di questo appello e di quell’altro appello,cosi su liberazione ci sono tutti i giorni dibattiti e articoli sulla Federazione,chi è d’accordo e chi no,sul Prc,sui congressi da fare prima o dopo.
    Ma veramente il partito sta investendo sulla federazione??
    Non mi pare proprio visto che meno siamo e ancor di più ci dividiamo.
    Nei territori si lamentano tutti,i circoli chiudono,c’è subbuglio (non ultimo la Toscana con la vicenda Cie)
    Sarà una morte lenta ma dolorosa per tutti noi che ancora ci crediamo

  89. Francesco Iddu Says:

    Michele ha ragione qui da noi,in Sardegna,ci avete fatto sostenere uno come Milla alle provinciali.
    Ma sapete chi è??
    Andate a vedere
    Altro che Loiero,Delbono,Bresso e compagnia cantando questo è anche peggio.
    In Campania forzatura da altre parti no.
    Boh……….
    Adesso dirai che non sai niente,come al solito.
    Ma nella direzione nazionale che fate??
    Di cosa discuetete??
    Da questo si evince un chiaro distacco dei dirigenti dal territorio,se le cose non le sapete voi chi li deve sapere??
    Io dalla Sardegna non di certo

  90. caro michele, che vuoi che ti dica. io ti ho risposto. e non puoi pretendere che ripeta come un pappagallo sempre le stesse cose. solo perciò mi sono permesso di dirti che ho scritto mille volte su questo tema. se ti interessa la mia opinione puoi leggere e poi criticare finché vuoi.
    se invece ti interessa solo postare cose come: fate pietà. moriremo lentamente ecc. fai pure. cosa pretendi che ti risponda? che fai pietà tu? io non lo penso e perciò non lo dico. ma anche se lo pensassi credi che insultarsi a vicenda sia utile? intelligente? molto di sinistra?
    comunque ti ripeto che 1) a decidere sugli accordi locali sono gli organismi locali. punto. o vuoi un partito dove i capi decidono per tutti? se la direzione avesse deciso di obbligare una realtà locale a presentarsi in coalizione contro la sua volontà magari tu stesso grideresti che è stata violata la democrazia. o no? quindi, si possono avere tutte le opinioni del mondo ed esprimerle dove si vuole (anche se il post che segue il tuo dimostra dove porti ragionare così), ma ciò che vale è il voto degli organismi competenti. io non ho condiviso del tutto la posizione della direzione sulle ultime regionali. non ho l’opinione che non si debbano fare accordi dovunque, ma su alcuni ho avuto da ridire. e l’ho detto e l’ho scritto. ma senza drammatizzare e usare anatemi e scomuniche. ho troppo a cuore il partito per prendere un piccone e mettermi a picconare la casa comune. se tu pensi che chi non la pensa come te faccia pietà e pensi che questa sia una critica non so che farci.
    ciao

  91. egregio signor francesco iddu. esatto. io delle elezioni provinciali sarde non ne so nulla di nulla. non ho partecipato a nessuna riunione dove se ne è parlato. le ultime riunioni della direzione sono state dedicate a 1) piano di lavoro sociale e di partecipazione alle lotte, campagne referendarie ecc. 2) congresso della federazione della sinistra. 3) liberazione e bilancio del partito.
    non dubito che la segreteria, la commissione enti locali e forse anche altre strutture centrali se ne siano occupate. ma io non ne faccio parte. e non ho l’abitudine di parlare di cose che non conosco.
    ma forse a te piacciono dirigenti che ti prendono per il culo. che ti danno ragione coma la si da ai deficienti. che le sparano grosse. che pensano di sapere tutto di tutto e che la loro opinione sia importante su qualsiasi argomento.
    quindi cercateli e intrattieni una bella corrispondenza con loro.
    non con me.

  92. Michele Says:

    Veramente non ho insultato nessuno:ho solo detto che è pietoso il modo con cui dirigenti di primo piano del nostro partito se ne fregano dei documenti e delle discussioni nei luoghi competenti firmino appelli a destra e a manca.Ho detto: “ogni mattino trovo questo dirigente o quaest’altro firmatario di questo appello e di quell’altro appello,cosi su liberazione ci sono tutti i giorni dibattiti e articoli sulla Federazione,chi è d’accordo e chi no,sul Prc,sui congressi da fare prima o dopo.”
    E’ normale??
    Secondo me no.
    Cosi come mi aspettavo una risposta su grillo che,seppur senza strutture,riesce,in qualche regione,vedi campania e piemonte,a superarci.
    Cosi come:non mi pare proprio che il partito investi sulla federazione visto le problematiche interne.
    Anche io ho a cuore il partito altrimenti sarei andato via mentre la nave affondava e invece sono rimasto a lottare con tutti voi.
    Non mi mettere parole in bocca che non ho detto non ho mai detto che chi non la pensa come me faccia pietà.
    Comunque è inutile il confronto su fb si creano solo incrompensioni.

    Mi ero dimenticato la cosa più importante:mi fai capire la vicenda Ferrero-Campania??

  93. Bucharin77 Says:

    In questi giorni tristissimi per le condizioni della classe lavoratrice di questo paese, mi son sovvenute le parole di miele rivolte a Sergio Marchionne dall’ex-segretario del PRC, Fausto Bertinotti, nel lontano 2006 (ma ha continuato fino al 2008). Ecco uno dei pezzi pregiati (intervista sul Corriere della Sera al nostro del 16 luglio 2006):
    “Cosa chiede dunque a questi borghesi buoni ? «Di fare la loro parte. Perché nei giorni scorsi ho citato l’ amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne? Perché parla della risposta ai problemi dell’ impresa, non scaricando sui lavoratori e sul sindacato, ma assumendola su di sé. Ancora: il governatore della Banca d’ Italia Mario Draghi parla con un linguaggio che da un punto di vista delle politiche economiche generali mi trova lontanissimo ma dentro cui leggo la spina dorsale di un discorso che si scontra con tutti gli elementi di complicità con i fenomeni degenerativi e anzi propone quasi un’ etica protestante. Ho anche apprezzato la parte del discorso del ministro dell’ Economia Tommaso Padoa Schioppa all’ assemblea dell’ Abi dedicata alle corporazioni: ne ha assunto le valenze positive, in quanto però siano in grado di autodisciplinarsi come elementi di selezione dei fattori innovativi e dinamici. Ecco, questi sono casi in cui mi pare di vedere delle tracce, di un emergere di fattori nuovi. Che però non mi fanno minimamente pensare a cancellare il conflitto di classe. Ma nel momento in cui si affacciano, insieme alle ragioni di contrasto, questi elementi, penso che – in termini inediti – vada riprogettata una convergenza di medio periodo per realizzare la grande riforma del Paese». Insomma, alleanza con i borghesi buoni e i liberali moderati «Con quella parte delle classi dirigenti e imprenditoriali che si pongono il problema del loro concorso a questa grande operazione in modo diverso dal ventennio precedente. Finora ho sentito parlare solo di flessibilità e riduzione del costo del lavoro per unità di prodotto. Di privatizzazioni e liberalizzazioni. In altre parole è stato chiesto ai lavoratori di fare sacrifici e allo Stato di ritrarsi. Ora mi interessa che affiori invece nei protagonisti di questa offensiva la presa di consapevolezza che tocca a loro dare un contributo. Attraverso la loro capacità innovativa e di autorisanamento».
    Bellissimo. A futura memoria, e per la prossima volta non ci facciamo fregare………

  94. caro michele, io ho scritto insieme a giovanni un articolo su liberazione e poi una risposta a luigi vinci sulla vicenda degli appelli. non ho nulla da aggiungere. comunque non serve a nulla drammatizzare e dare giudizi sommari. questa storia per cui discutere è sbagliato e bisogna, invece, litigare e scontrarsi in guerre interne è figlia della politica contemporanea. della politica spettacolo. non c’è nulla di male ad avere opinioni diverse su cose come la federazione (quasi nessuno si dice contrario ma ovviamente ci sono opinioni diverse al vertice come alla base) o sulla scelta di fare prima il congresso della federazione o quello dei partiti (entrambe hanno vantaggi e svantaggi). io ho scelto di criticare una visone e concezione del problema dell’unità della sinistra anche criticando il fatto che certi appelli generano più confusione che unità. ma senza offendere, scomunicare e attaccare nessuno. come il dialogo con luigi testimonia.
    vorrei solo farti notare che se nel gruppo dirigente si facesse come fai tu ci sarebbe una scissione alla settimana.
    su grillo ho scritto nell’articolo a commento delle regionali ultime. non ho nulla da aggiungere.
    sulla vicenda della campania, a parte l’ossessione (che se non è tua è di molti) che porta a discutere quasi solo di cose così invece che di analisi e contenuti, cerco di rispondere alla tua domanda. e lo posso fare giacché di questo si è ampiamente discusso in direzione.
    il gruppo dirigente campano era diviso e spaccato in due fra quelli che volevano a tutti i costi fare un accordo col centrosinistra (qualsiasi fosse il candidato) o tentare di costruire una coalizione alternativa anche con l’idv e con sel. quando il centrosinistra ha scelto il sindaco di salerno (di cui adesso non ricordo il nome), che è persona pluri inquisita e che aveva insultato immigrati e lavoratori nel gruppo dirigente è prevalsa la scelta di tentare una coalizione contro il pd. su questa posizione sono stati sostenuti dall’opinione del nazionale. ovviamente parte di quelli che volevano l’accordo se ne sono andati dal partito (assessore uscente in testa) per candidarsi direttamente nel pd. sia sel sia l’idv alla fine si sono sfilati dalla nostra proposta, dopo aver per mesi criticato durissimamente il candidato pd. a quel punto il gruppo dirigente campano, dopo aver subito l’ennesima (e grossa) scissione, tramontata la possibilità di fare una coalizione con altre forze e un candidato unitario, ha chiesto che il partito nazionale sostenesse il partito campano nel momento della massima difficoltà. ed ha esplicitamente chiesto che il segretario si candidasse per segnalare e sostenere simbolicamente proprio questa scelta. ferrero ha accettato. ben sapendo che avremmo preso poco e che perfino in caso di raggiungimento del quorum lui non sarebbe stato eletto. quando in direzione ha ricevuto critiche per aver esposto la figura del segretario ad un cattivo risultato ha accettato la critica ma ha anche detto che di fronte a quella richiesta dei compagni campani non accettarla avrebbe dato un messaggio sbagliato. come se il partito locale che si presenta da solo alle elezioni in quelle condizioni e che resiste possa essere lasciato solo.
    tutto qui.
    quindi, le più svariate interpretazioni di questa vicenda sono prive di senso. ma sono, ahimè, ineliminabili. anche perché ormai c’è l’abitudine a voler discutere di tutto come si discute del ct della nazionale. dei pettegolezzi da spogliatoio.
    ciò che un militante comunista serio dovrebbe capire al volo, ma proprio al volo, è invece l’ultima cosa che viene in mente a molti. perché sono intenti a parlare sempre di tutto come a porta a porta.
    ciao

  95. caro bucharin, ecco un lucido esempio di come una analisi sbagliata possa spingere, per confermarla, a forzare giudizi della realtà. ho scritto mille volte, ed ho incentrato su questo il mio intervento al congresso, che l’analisi sull’inefficacia del movimento e sulla possibilità di invertire la tendenza neoliberista degli anni 90 (scambiando i propri desideri con la realtà) si è rivelata sbagliata ed ha prodotto due cose gravissime: 1) non aver previsto la rottura col governo quando (non prima) si fosse verificato che lo stesso programma, pur firmato da tutti, era incompatibile con lo schieramento dell’unione. 2) aver tentato la scorciatoia dell’unità della sinistra sorvolando sui contenuti dell’azione del governo e recidendo i legami, tanto faticosamente costruiti in molti anni, fra il prc e i movimenti di lotta.
    si tratta di cose serie e molto gravi. ovviamente oscurate in gran parte della discussione da anatemi, scomuniche, processi alle intenzioni a bertinotti. dalla scemenza per cui si sarebbe perso per la mancanza della falce e martello nel simbolo (che comunque secondo me ha influito) e da altre amenità.
    ciao

  96. Michele Says:

    Siamo in tanti ad essere vicino ad un crollo nervoso perchè non vediamo la luce in fondo al tunnel in cui ci siamo cacciati,siamo sfiduciatinon stiamo più capendo niente

  97. crollo nervoso? suvvia! abbiamo davanti anni e anni di duro lavoro sociale per recuperare quel minimo di credibilità ed utilità necessarie a svolgere la nostra funzione politica. tutto è molto difficile per le condizioni oggettive (bipolarismo, mass media e soprattutto egemonia del pensiero unico del capitale) e soggettive (ossessione delle elezioni, incapacità a discutere seriamente senza dividersi all’infinito). drammatizzare e assolutizzare ogni piccola differenza d’opinione, concepire ogni elezione come l’ultima spiaggia, confondere le cause dei problemi con gli effetti, confondere problemi tattici con i problemi strategici, non è da comunisti. è da cretini!
    cosa dovrebbero dire e pensare i palestinesi, i kurdi, i saharawi, se qui si parla di crollo nervoso?
    ci vuole un po di senso delle proporzioni.

  98. Oggi siamo stati con Ferrero a manifestare davanti alla borsa di Milano,li si annidano tanti di quei ladroni che nemmeno ci immagiano.
    Eravamo in tanti,è stato bello

  99. Tra l’altro dal nazionale è arrivata questa e-mail:

    Federazione della Sinistra

    Care compagne e cari compagni,

    il 25 giugno ci sarà lo sciopero generale indetto dalla CGIL con manifestazioni territoriali, la Federazione ha deciso di partecipare allo sciopero e alle iniziative di lotta.
    Abbiamo predisposto diversi materiali, utili a volantinaggi e sensibilizzazione verso i temi della crisi economica e della lotta necessaria, che trovate sul sito della Federazione della sinistra e che potete scaricare.
    In allegato vi giriamo un volantino predisposto specificatamente per il 25 giugno, anche questo potrete scaricarlo dal sito.
    Facciamo sentire la presenza della Federazione in ogni piazza, portiamo i nostri contenuti .
    Buon lavoro a tutte e tutti.

    Roma, 18 Giugno 2010

    NON ABBIAMO GIUSTIFICAZIONE,DIAMOCI DA FARE

  100. Fausto B Says:

    Perché non organizziamo delle iniziative politiche unitarie con SEL contro la finanziaria e contro il ricatto di governo e Fiat a Pomigliano?

    Su questi argomenti noi e SEL diciamo esattamente le stesse cose: dalla difesa del lavoro alle critiche a Repubblica, grillini e popolo viola (che sbraitano sull’antiberlusconismo, ma tacciono sui diritti sociali).

    Se è vero che Pomigliano e Finanziaria rappresentano passaggi-chiave nell’involuzione del paese, cosa aspettiamo a portare avanti quella “offensiva unitaria a sinistra” approvata negli scorsi CPN? Cosa aspettiamo ad incalzare il PD, che su questi argomenti è pieno di contraddizioni e conflitti interni? (Basta leggere l’Unità, che su Pomigliano ha una linea analoga a Manifesto e Liberazione…)

  101. é quello che si fa caro fausto b, per esempio su pomigliano c’è stata una dichiarazione congiunta. e del resto a tutte le manifestazioni e scioperi, compreso quella del sindacalismo di base, eravamo presenti tutti. inoltre abbiamo proposto di costruire un coordinamento permanente fra le forze di opposizione al governo per produrre iniziative comuni e mobilitazioni comuni. ma a questa proposta nostra non è arrivata risposta. ma insisteremo.
    tuttavia bisogna uscire dalla logica secondo la quale si “usano” i problemi sociali per fare unità di sigle. e certamente non possiamo annacquare i contenuti affinché siano compatibili con il progetto di sel di rifare il centrosinistra.
    se la sinistra politica in italia misura, deforma, annacqua i contenuti per costruire una alleanza strategica col pd, o per partecipare alla contesa sulla leadership del centrosinistra, è la fine. ma proprio la fine!
    quindi, caro fausto b, nessun settarismo, nessuna chiusura, nessun litigio né con sel né con nessuno, ma senza nascondere differenze e divergenze.
    vuoi un esempio?
    sel ci ha attaccati mille volte perché, secondo loro, avremmo abbandonato la cultura politica innovativa di rifondazione, di cui loro sarebbero i veri eredi.
    orbene, una delle peculiarità di rifondazione fu quella di essere interna al movimento contro la globalizzazione. a genova l’unità era sulla denuncia della illegalità del G8.
    ora sinistra ecologia e libertà “auspica” che il G20 “salvaguardi ed equipari” i diritti dei lavoratori su scala globale.
    ma guarda! una riunione informale (senza trattati e ratifiche dei parlamenti delle decisioni prese) dei governi degli 8 o dei venti paesi più rilevanti economicamente, dovrebbe (si spera!) prendere la parte dei lavoratori.
    intendiamoci, io penso che nemmeno fra le nostre fila ci sia la sufficiente consapevolezza sulla questione. ma è fuori di dubbio che questa questione sia assolutamente centrale nella battaglia per impedire la guerra fra poveri e soprattutto in quella per rimuovere le cause delle violente delocalizzazioni che sono fondate esattamente sulla ricerca della manodopera al più basso costo, sulla defiscalizzazione degli investimenti “stranieri” nei paesi “emergenti” nonché sulle norme permissive sull’inquinamento.
    se la sinistra e i sindacati devono riporre fiducia e speranza esattamente nelle “istituzioni” che hanno promosso la liberalizzazione dei mercati, la deregolamentazione delle legislazioni sul lavoro e sull’ambiente, siamo fritti.
    è come se si dicesse, come hanno detto i ds per tutti gli anni 90, che la NATO promuoveva la pace e combatteva le guerre per difendere i diritti umani.
    va beh. certamente il tema è più complesso di come lo tratto io in due frasi.
    ma sarebbe comunque interessante che si discutesse su questo piuttosto che di “unità della sinistra” come suggestione. pena lo scoprire al momento della verità che l’unità non c’è sulle questioni fondamentali e magari c’è, invece, su operazioni elettoralistiche.
    non sto dicendo che quindi non ci deve essere nessuna unità. al contrario! sto dicendo che ci deve essere il massimo di unità possibile.
    non sto dicendo che bisogna esibire le divergenze allo scopo di dimostrare che “siamo gli unici veramente di sinistra”, facendo polemiche inutili. al contrario! sto dicendo che bisogna sapere il motivo per cui si fa l’unità senza far finta che sia una unità strategica. magari lo fosse!
    ma se non lo è non lo è. punto.
    ciao

  102. Fausto B Says:

    Caro Ramon, io ho proposto una unità d’azione con SEL su legge finanziaria e Pomigliano, e tu hai parlato del G20 e del centrosinistra e della NATO.

    Che senso ha il tuo discorso? È un modo per buttare la palla in tribuna?

    Oppure serve a ribadire ai comunisti che SEL non è un soggetto politico comunista? Mi pare che questo l’abbiano capito tutti. Non serve ripetere le stesse cose ad ogni pie’ sospinto, neanche fosse un mantra da setta religiosa.

    Oppure il tuo discorse serve a enfatizzare quali sono i paletti e i limiti a una possibile unità? Ecco, questo spiega perché stiamo perdendo consenso e fiducia. I nostri militanti, elettori e simpatizzanti non sono stupidi, e capiscono benissimo che quando agli appelli all’unità si frappongono distinguo e riserve e paletti, significa che l’unità non interessa, e che in realtà si è molto più preoccupati di salvaguardare il proprio particolarismo. Si preferisce evidenziare ciò che divide rispetto a ciò che unisce, perché in fondo non si ritiene necessario unire le forze per salvare il paese dalla crisi politica, economica e democratica.

    Dici che «abbiamo proposto di costruire un coordinamento permanente fra le forze di opposizione al governo per produrre iniziative comuni e mobilitazioni comuni». Per la verità io mi ricordo solo qualche appello vago e sporadico, su cui non si è insistito più di tanto. Se davvero si vuole arrivare a questo coordinamento, occorre essere martellanti e concreti, a partire da chi è più vicino a noi: mettere in campo i temi (manovra economica e Pomigliano) e costringere SEL a rispondere, di fronte a tutta la sinistra e all’opinione pubblica. E bisogna ovviamente essere pronti a rispondere agli appelli analoghi provenienti dall’altra parte: ad esempio quello di Bertinotti sul Riformista (16 giugno), che si è rimangiato le sue idee su Marchionne “borghese buono” – ma non ha suscitato alcuna reazione da parte nostra…

  103. caro fausto b, capita che se si è d’accordo si precisi e si guardi più in la dell’accordo. ma capisco che tu abbia potuto leggere ciò che ho scritto in altro modo.
    più che proporre l’unità d’azione, anche organizzata in un coordinamento permanente, sull’opposizione al governo. più che proporre alleanze e anche liste comuni alle amministrative (o non te ne sei accorto?) a sel. più che evitare di buttarla sull’identità (al contrario di vendola e di sel che continuano imperterriti a dire che siamo sorpassati dalla storia, che siamo identitari ecc). che dobbiamo fare? è stato scritto su liberazione. scritto nei volantini. detto in tv le rare volte che ci invitano. detto a sel in incontri ufficiali. detto a giornalisti del manifesto in interviste. che altro si può fare? dillo tu. uno sciopero della fame? oppure aprire una bella polemica pubblica dicendo che sel scappa dall’unità con noi? per fare un po di bisticci pubblici?
    il resto di ciò che ho scritto non era una polemica con te. è solo una considerazione di come sia difficile superare divisioni che ci sono. e che hanno una logica e un contenuto.
    era solo un modo per qualificare l’unità che si può fare realisticamente, senza suscitare aspettative per poi deluderle.
    e quale sarebbe, poi, l’appello di bertinotti? è vero che ha cambiato opinione su marchionne (e vorrei vedere che non fosse così!) ma vermanete l’unico appello che ha fatto, e che liberazione ha giustamente evidenziato facendogli più di una intervista, è stato quello a fare il big bang. e a fare un nuovo partito. quindi di che appello parli?
    ciao

  104. Fausto B Says:

    Caro Ramon, quando si propone una alleanza occorre anche conoscere le dinamiche che si possono creare. Per esempio, è ovvio che le elezioni complichino tutto e possano far naufragare i tentativi, ma questa situazione può mutare il giorno dopo il voto. E oggi siamo, appunto, oltre il voto: si può (e si deve) tornare a fare politica al di fuori delle scadenze elettorali (come tu stesso ripeti continuamente).

    Per lanciare un’offensiva unitaria bisogna poi conoscere l’avversario. Mi pare evidente che, in SEL così come da noi, ci siano componenti settarie e che predicano l’isolamento, per motivi magari opposti: ad esempio, Vendola preferisce sicuramente evitare di “sporcarsi le mani” con noi per agevolare la sua corsa a leader del centrosinistra, e dunque il suo interesse è che prevalgano anche le posizioni settarie nel PRC e nella FDS (in modo da poter confermare senza difficoltà la sua retorica del “sono chiusi e superati”).

    Ma queste componenti chiuse e settarie non fanno il tutto: non rappresentanto tutta la base né i simpatizzanti, e spesso appaiono maggioritarie solo perché contano sui limiti dell’interlocutore e dissimulano la loro linea di chiusura con varie fumisterie.

    Se si ritiene che l’unità d’azione con SEL su certi punti-chiave sia realmente necessaria, allora il “che fare” si pone da sè: insistere, trovare nuovi modi per entrare nelle contraddizioni dell’interlocutore/avversario, farlo uscire allo scoperto. E ricordare sempre che il fine ultimo non è tirare la giacchetta di qualcuno, ma riuscire a mutare lo scenario politico italiano, superare l’isolamento e la marginalità, guadagnare un po’ di quel consenso che ora va ad altre forze del centrosinistra.

    Dici che gli inviti unitari proposti finora non ha avuto risultati, e mi chiedi “che dobbiamo fare?”. Mi sembra che la risposta ce l’hai già: nei giorni scorsi è stato pubblicato un appello per l’unità a sinistra che è stato sottoscritto da numerosi importanti dirigenti di tutta la Federazione della Sinistra e di SEL. Questo è un segnale politico importante, su cui occorre insistere e rilanciare per dargli un seguito.

    Peccato però che tu e Russo Spena abbiate preferito scagliarvi contro l’appello e i suoi sottoscrittori. Anche l’ultima risposta che mi hai dato torna ad evidenziare le divisioni tra noi e SEL, a conferma del fatto che queste ti interessano molto più dell’unità possibile. Dici di non voler “suscitare aspettative per poi deluderle”, ma mi pare un argomento pretestuoso: le alleanze si fanno con chi è diverso (altrimenti ci si allea solo con sè stessi), e i nostri compagni sanno bene cos’è SEL dopo il congresso di Chianciano… I risultati e gli esiti del lavoro unitario vanno verificati sul campo. Però sul campo bisogna andarci, mentre qui mi pare che si adducano pretesti e riserve per rifiutarsi di giocare la partita.

    Con “l’appello di Bertinotti” mi riferivo alla sua intervista leggibile qui: http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/240206/

    L’intervista si conclude con: “malgrado tutto, alla sinistra ora divisa dico: ripartiamo da Pomigliano. E dalla Fiom”. Ha perfettamente ragione. E tra le righe smentisce varie sue posizioni che lo allontanavano da noi (da “Marchionne buono” al “big bang” che possa omogeneizzare PD e sinistra). Perché non annunciare pubblicamente che siamo felici del suo ripensamento, e che vogliamo concretizzare il suo invito all’unità, per salvare il lavoro e la democrazia nel nostro paese?

  105. Francesco Says:

    La questione dell’unità mi sembra stia scadendo in un parodia della realtà con la volontà, politicamente semplificatrice, di trovare una scorciatoia alla nostri crisi forzando palesemente l’oggettiva valutazione dei fatti e delle contingenze.
    Sono un compagno della Federazione di Cosenza che è stata appena colpita da un trasloco del suo segretario e di 10 componenti del Cpp in Sel. Sono state ricordate prima le responsabilità del Prc Calabrese per l’appoggio alla giunta fallimentare del centrosinistra Calabrese e alla ricandidatura dell’ex presidente di quell’esperienza fallimentare. Con i compagni passati a Sel abbiamo avuto durissimi scontri politici perchè noi sostenevamo l’improponibilità di un centrosinistra, quello calabrese, che a livello di capacità amministrative e trasparenza della gestione pubblica è stato tra i peggiori d’italia mentre loro, insieme ad altri, erano favorevoli proprio a dimostrazione che nei compagni che subiscono il fascino di Sel è radicata la convinzione della necessaria ricostruzione del centrosinistra. Io penso che ad oggi le condizioni politiche per la ricostruzione del centrosinistra siano inesistenti a meno che non si possa sostenere che si può e si deve ripartire da Pomigliano per poi governare con chi è d’accordo con l’accordo proposto dalla Fiat, a meno che non si possa sostenere la necessità della lotta contro la privatizzazione dell’acqua e poi governare con chi (Idv e Pd) strizza l’occhio alla libera possibilità di privatizzare o si dilania tra chi pensa che si debba privatizzare, che sia possibile ma non obbligatorio privatizzare o è contrario alla privatizzazione. Si badi bene che non sono pagliuzze ma contenuti politici dicotomici ai nostri che diverrebbero azioni di governo palesemente contrarie alla nostra linea politica. Non ho toccato tanti altri ambiti come l’apertura all’Udc e la legittimazione alla nato e al G20 che sono ulteriori tasselli di un mosaico politico chiarificatore dell’assenza oggettiva delle condizioni politiche per un nuovo centrosinistra.
    Aggiungo anche che in un momento in cui la scure dei vincoli di bilancio imposti dalle istituzioni sovranazionali inverte il senso stesso della crisi, raccattando le risorse per uscire dalla depressione dal Welfare e dai diritti (con l’aggressione all’art 41 e ai diritti dei lavoratori) penso che lo strumento stesso del governo, anche con un Pd differente, sia inefficace e controproducente. Non vorrei trovarmi invischiato, nel nome di un antiberlusconismo necessario ma necessariamente ben congegnato, implicato in improponibili operazioni di macelleria Sociale.
    Non credo che i compagni di Sel siano cosi sprovveduti da non vedere che anche le loro proposte politiche, come ho fatto notare prima non proprio uguali alle nostre (ribadisco che puoi lottare su pomigliano ma se legittimi il G20 legittimi quei meccanismi economici che sono alla base del ricatto di Pomigliano) e tralasciando le contradizioni di chi in Calabria imbarca anche ex Pp, troverebbero difficoltà ad essere assunte come base programmatica e politica per un centrosinistra subalterno a confindustria. Ma tutto ciò, secondo molti di Sel, si può superare attraverso un leader forte e carismatico come Vendola, in grado di ribaltare gli equilibri interni alla coalizione.
    Questa valutazione nasconde due evidenti lacune analitiche.
    Una, di natura contingenziale, non tiene conto che Bersani non è Boccia e l’Italia non è la Puglia. Non voglio sminuire l’esperienza pugliese ma ricordare che come percentuale di astenuti anche la Puglia aumenta e che, il mancato accordo tra Pdl e Udc, dati alla mano, ha permesso la vittoria. Se poi si vuole aprire all’Udc.. l’ipotesi si commenta con le parole di Vendola alla festa di Libera a Bari.
    Ma c’ un problema ancora più grande che evidenzia la fisiologica PATOLOGIA che ha colpito anche la sinistra:la credenza metafisica che le contraddizioni politiche, l’assenza di una comunità politica e il deserto di socialità politica possa essere occultato attraverso la pur illustre figura di un buon amministratore, di un eccezionale oratore e leader trascinante.
    Non ricostruisci la partecipazione democratica con le battute folgoranti e la prosa “incantevole” di una nuova narrazione che sfugge all’analisi oggettiva dei rapporti sociali, non dilati la coscienza critica di un intero popolo disabituato al protagonismo sociale invogliandolo nuovamente a delegare tutto ad un altro leader (unico e sacro portatore della verità politica).
    La soluzione per noi, per il cambiamento e l’uscita dal capitalismo sta nell’internità alle lotte che sono l’ambito in cui trovare militanti e costruire l’opposizione sociale al sistema, la ricostituzione di una comunità politica plurale e anticapitalista che sia il luogo di incontro delle alterità PRATICATE, la costituzione di circuiti solidali e mutualistici alternativi al circuito dell’accumulazione che fungano anche da Welfare sostitutivo con cui rilegittimarci agli occhi della gente. E’ evidente che il quadro non è esaustivo ma da una direzione: ribalti la situazione non con un leader accattivante ma con un lavoro sociale che radica il tuo consenso, la tua capacità di lotta ben oltre il momento elettivo.
    Da questa base costruiamo un’aggregazione ampia, rispettosa delle soggettività (la federazione è una buona idea) sulla base di contenuti politici e non costruiamo un unità di partiti per provare poi successivamente a mercanteggiare un accordo politico plasmato sulle necessità della coalizione…
    .

  106. Fausto B Says:

    L’ultimo intervento di Francesco conferma ciò che ho scritto: noi sosteniamo A, B e C, ma per collaborare con qualcuno sul tema B pretendiamo che vengano accettati anche A e C. Anzi, ci gonfiamo e ostentiamo queste differenze come se fossero tante medaglie: molti nemici, molto onore.

    Quindi, che succede quando troviamo qualcuno che è d’accordo con noi con Pomigliano e finanziaria? Ma è ovvio: cerchiamo subito un altro tema su cui rompere ogni possibilità d’intesa (per esempio il G20, la NATO o il rapporto con l’UDC).

    È lo stesso atteggiamento che ho visto all’opera in vari tavoli di movimento, in cui ogni portavoce di qualche associazione o gruppetto poneva paletti e distinguo alla collaborazione con gli altri, fino a rendere totalmente impossibile l’intesa. L’azione comune naufragava, ma la purezza di ognuno era salva.

    All’inizio del ‘900 i bolscevichi hanno fatto politica stringendo varie alleanze con chiunque su ogni singolo tema politico, guadagnando così consenso fino a fare la rivoluzione. Se si fossero abbandonati ad un atteggiamento da isolazionismo settario, si sarebbero ghettizzati fino a sparire o farsi schiacciare. Guarda caso, ciò che sta succedendo al PRC e alla FDS.

    E così il popolo della sinistra, il NOSTRO popolo, che non è stupido, capisce benissimo che su Pomigliano si fanno solo facili slogan scarlatti, e in realtà non si vuole fare davvero politica per incidere sulla realtà.

  107. Fausto B Says:

    Dimenticavo, per coerenza con l’atteggiamento tenuto su Pomigliano, dovremmo ritirare anche il nostro appoggio ai referendum sull’acqua pubblica: tra i sostenitori, infatti, c’è anche SEL, che porta avanti una politica leaderistica a cui noi ci contrapponiamo totalmente.

    Se noi e SEL ci ritrovassimo assieme ad un banchetto per la raccolta firme, potremmo rischiare di “suscitare aspettative per poi deluderle”, con le conseguenze che ognuno può facilmente immaginare.

  108. Massimo Della Chiarezza Says:

    Mi è abbastanza chiaro che l’unità con Sel, anche di azione, non è all’ordine del giorno per Ramon. E con lui molti altri.
    E perchè? Perchè non si ha nessuna intenzione di costruire una sinistra capace di incidere sulla dinamica del paese, ma solo far sopravvivere un partito comunista alternativo a tutto.
    Mi sembra che su questa strada non si andrà da nessuna parte.

  109. Francesco Says:

    Ma caro Fausto B è evidente che mi sono spiegato male o tu hai letto con un pò di malizia. Io ho detto che ci sono problemi oggettivi per creare un unità, poi non ho mai detto nel mio intervento che nelle lotte non possiamo stare con chiunque. Più siamo e meglio è, laddove ci sono i contenuti politici. Permettimi allora di chiarirmi meglio che se stai insieme nella lotta ti puoi permettere di non essere d’accordo su A e B ma solo su C, se governi devi essere daccordo su A, B e C.
    Tra l’altro noto, con un pò di stupore, che ignori volutamente i tanti inviti fatti dalla Fds a Sel per stare assieme in alcune contingenze politiche (regionali Campania per esempio). Allora ti chiedo, ma sei proprio sicuro che Sel voglia stare con noi nelle lotte o tenga all’unità che tu fortemente invochi? potrei anche qui ricordarti tanti episodi che fanno intendere altre cose..
    Ribadisco che sarei felicissimo se nelle lotte ci trovassimo assieme ma, come ben sai, l’intera discussione sviluppatasi parte dalla necessità di riaggregare, in maniera strutturata(più o meno organica) le forze della sinistra, per questo molti hanno parlato di unità. Allora ti dico che qualsiasi tentativo di riaggregazione delle forze della sinistra deve avere una piattaforma politica chiara per cui, quando lotti, puoi anche stare assieme (affari di Sel e non miei spiegare la coerenza tra la leggittimazione del G20 e la contestazione del neoliberismo che permette alla Fiat di ricattare i lavoratori) ma per un’alleanza organica, per un’unità delle forze della sinistra si puo essere diversi ma d’accordo su tutti quei temi fondamentali politicamente (come il governo).
    All’interno della Linke ci sono delle ampie differenze ma tutti sono d’accordo nel dire che non si può andare al governo.
    Poi se mi si accusa di aver tratteggiato una mera riproposizione, insieme a tanti altri, del Pci.. ho evidenti limiti comunicativi per cui mi scuso, indicavo solo l’idea del partito sociale e di un’aggregazione di tutte le forze della sinistra, partitiche e non, che si incontrano sui sentieri della lotta e anche dell’elaborazione. Anche se tra chi sogna pensando ad un nuovo centrosinistra e chi sogna pensando ad un nuovo Pci preferisco di gran lunga stare, illegittimamente ed ereticamente (perchè non è la mia idea), tra i secondi.

  110. Fausto B Says:

    Francesco, mi chiedo come mai parli di unità nelle lotte (p.es. a Pomigliano) e poi tiri in ballo le elezioni amministrativo e il governo. Come ho già scritto, è ovvio che le scadenze elettorali complichino i ragionamenti e la fattibilità di una unità d’azione tra diverse forze politiche. Chi dice di volere l’unità d’azione, e poi rivanga le divisioni elettorali tra noi e SEL anche al di fuori delle elezioni, in realtà cerca pretesti, perché non vuole alcuna unità.

    Poi io non vedo nessuna “mera riproposizione del PCI”, se non altro perché il PCI ha sempre dato grande rilevanza al tema delle alleanze e dell’unità della sinistra, e non si è mai ghettizzato contrapponendo l’attività sociale alla politica e alle alleanze. Semmai io vedo lo spettro di una mera riproposizione di una nuova Democrazia Proletaria, inchiodata all’1% dei consensi e felice del suo splendido isolamento.

  111. dinoluciasml Says:

    Compagni,permettetemi di puntualizzare alcune cose, (lo faccio in modo sommesso ma deciso ) se riuscissimo a tradurre tutto lo scritto che produciamo in fatti concreti saremmo per davvero dei buoni dirigenti,a qualsiasi livello,e non solo dei bravi blogger o articolisti davvero bravi!Pensiamo davvero di essere capiti dalla stragrande maggioranza della nostra base da scritti o articoli esposti in questo blog come in altri? Siamo veramente sicuri di fare appieno l’interesse del Partito e della Sinistra alternativa con queste elucubrazioni mentali? Io sono un modesto compagno di provincia, ma sò quando e come utilizzare il mio, poco, sapere, per esempio negli organismi dirigenti di mia competenza in congressi in convegni o ancora meglio con la gente per strada. Questo blog mi serve per accrescere la mia capacità politica e devo dire che le risposte o le tesi di Ramon non mi dispiacciono,questo non toglie che non le si debba criticare, anzi,ma da qui ad arrivare a

  112. dinoluciasml Says:

    …a, come ho sritto all’inizio,concetti così “tecnici” c’è il rischio di non essere compresi.Due cose mi preme sottolineare:1) SeL era ed è,a maggior ragione oggi per il superamento del Comunismo, ritenendolo un vecchio retaggio della politica.Non si possono fare battaglie insieme? certo che lo si può fare, per lo meno sui punti di convergenza;tipo Pomigliano ( a noi stanno veramente a cuore i lavoratori e le loro drammatiche situazioni,vorremmo che altri avessero questa necessaria sensibilità,non accuso nessuno in specifico lo dico in generale),con i lavoratori ricattati dalla Fiat, per un accordo che chiamarlo capestro è un eufemismo.Tant’è il governo ed il padronato hanno messo sia i lavoratori che i sindacati gli uni contro gli altri,per fortuna la FIOM stà tenendo botta.2)Vendola si candida alla guida del centro-sinistra? Bene, è un suo problema e lo dovrà chiarire al suo interno non certamente con noi.Vuole condurre delle battaglie contro le privatizzazioni?benissimo,contro la attuale legge elettorale? altrettanto bene!Se invece dovesse appiattirsi su posizioni accondiscendenti alla politica attuale del Pd,allora di conseguenza il discorso cambia e di molto,non è un processo alle intenzioni quest’ultima considerazione,perchè saranno i fatti a dimostrare se ci saranno convergenze o meno.Un’ultima considerazione,quante volte ci diciamo io e Ramon(ma anche con tanti altri compagni) che abbiamo la testa dura,questo non vuol dire non aperta a critiche o consigli anzi tutt’altro,ed è secondo me l’approccio giusto per affrontare le problematiche che via via si susseguono e ce ne sono purtroppo tante.Ciao

  113. Massimo Della Chiarezza leggiti i documenti ufficiali e leggi cosa ha scritto Ramon di recente prima di dire cazzate.
    Grazie!!

  114. Francesco Says:

    Fausto B mi riferivo a chi individuava nel mio commento una nostalgia per il Pci, non c’entravi tu.
    Per il resto stiamo parlando su due livelli diversi visto che io mi riferisco all’unità proposta dall’appello e tu dell’unità nelle lotte che solo un folle potrebbe non condividere. Ribadisco SONO FAVOREVOLE ALL’UNITà NELLE LOTTE, cosi per fugare dubbi. SONO SFAVOREVOLE AD ACCORDI DI GOVERNO, quindi a creare forme di unità organiche che poi, necessariamente, si devono sciogliere prima delle elezioni per lmanofesta incompatibilità.
    Cara Fausto B sarò anche poco chiaro ma ti assicuro che non cerco pretesti, faccio analisi. Tu piuttosto sembri alla disperata ricerca di dissenso…Secondo me alla fine possiamo dire che siamo quasi d’accordo.

  115. Fausto B Says:

    Caro Francesco, non capisco come fai a dichiararti “favorevole all’unità nelle lotte” e nello stesso tempo a contrastare l’unico segnale promettente di dialogo a sinistra, ovvero l’appello per l’unità da cui nasce questa discussione. Da ciò che scrivi sembra che quell’appello serva solo a cercare improbabili accordi di governo, ma questo è totalmente falso. Chi volesse rileggerlo lo trova qui: http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=32041

    Il disaccordo tra noi due esiste ed è evidente: si tratta della differenza che passa tra cercare davvero l’unità possibile, e ostacolarla con “analisi” che rivangano divisioni e dissensi noti a tutti i compagni (ma spesso totalmente oscuri o incomprensibili al di fuori della nostra piccola cerchia). A “fare analisi” sulle differenze (passate e presenti) e sulle ovvietà sono bravi tutti, molto più difficile è analizzare la dialettica nello scenario politico e trovare l’unità possibile.

    Infine non capisco tutta questa ossessione per il “non-governo”. In questo momento siamo extraparlamentari, marginali e espulsi dal dibattito politico, e quindi la prospettiva di partecipare ad un governo, molto semplicemente, non esiste. Inoltre è stato già ribadito in innumerevoli documenti (del PRC e della FDS) che in questo momento non esistono le condizioni per un accordo di governo.

    Spero che questa situazione di isolamento e oblio non venga scambiata per un grande traguardo, e accolta con compiacimento (un po’ come la vecchia storia della volpe e dell’uva: “non riesco a incidere sulla scena politica, ma in fondo non è così importante”). Le elezioni politiche si svolgeranno fra TRE ANNI. Avete presente come reagiscono cittadini e lavoratori di fronte ad una forza politica quasi invisibile, che perde consensi ad ogni consultazione elettorale, che ripete che il suo obiettivo è “non andare al governo”, e che si prepara a sciogliere qualunque unità a sinistra “prima delle elezioni per manifesta incompatibilità”?

  116. Teniamoci Patta e Nicolosi nel processo costituente la FED ma avete letto cosa scrive Nicolosi su Pomigliano? roba da ridere e questi sono i nostri referenti nella CGIL??!!! ma come si fa e poi ci meravigliamo se RC non la prendono in considerazione gli operai.. vedi ramon tutta la discussione sul congresso della CGIL non aver scelto la FIOM nettamente ma aver pilatescamente sostenuto “TUTTI” ecco il risultato ne carne ne pesce siamo.

  117. mi dispiace, ma il mattino quando mi sveglio bevo il caffè e non il biberon.
    è impossibile discutere con chi ti attribuisce pensieri e intenzioni che non hai.
    e allora. sinteticamente:
    1) con rispetto parlando non accetto lezioni sull’unità. mi si può dire fino alla nausea settario (o non unitario fa lo stesso) ma io non ho mai fatto scissioni in vita mia. ho sempre accettato di stare in minoranza (ed mi è capitato molte volte) senza diventare opposizione e senza cercare di impedire alla maggioranza di realizzare ciò che aveva deciso. che le innumerevoli scissioni diano lezioni di unità e invochino l’unità è semplicemente risibile. per quanto suggestive e furbe siano le invocazioni dell’unità questa concezione dell’unità porta solo divisioni.
    2) sono d’accordo a fare qualsiasi unità con chiunque su contenuti minimi o massimi. purché siano chiari i contenuti. l’unità “per far tornare la sinistra a giocare un ruolo importante” non vuol dire niente di niente. per me è importante costruire un polo, una coalizione, una aggregazione, o quello che si vuole, della sinistra che parte dalla critica alla società capitalistica e che ha proposte e programmi di lotta condivisi. per altri è importante, lo dicono loro, giocare un ruolo nella ricostruzione del centrosinistra. è un loro diritto. è una proposta chiarissima. è anche logica data la natura di sinistra e libertà. se sel dicesse che fra tre anni vedremo cosa sarà successo sarebbe un altro discorso. ma sel dice due cose inequivocabili. ci vuole un nuovo partito della sinistra che superi le identità ormai vecchie. bisogna conquistare forza sufficiente per far svoltare a sinistra il centrosinistra. sono cose che dice ogni giorno. con insistenza. capisco che questa proposta, per chi pensa che la politica si riduca ad essere manovra e relazione fra le forze politiche, appaia come l’unica possibile. io rispetto questa posizione, questa proposta. ma non la condivido per niente. la considero illusoria e anche pericolosa perché, con questa premessa, anche un bambino capisce che i contenuti diventano quelli compatibili con la proposta politica e con gli alleati, e non viceversa. cioè non quelli che l’analisi e la cultura di sinistra considerano giusti per i lavoratori, per l’ambiente, per i diritti civili, per il paese. e così facendo si può anche avere moltissima visibilità, molta simpatia da parte dei mass media e così via. ma si finisce con il cancellare ogni contenuto o per ridurlo a suggestione e a retorica privandolo della efficacia politica. perché se sel propone ciò che pensa giusto oggi domani e fra tre anni è unitaria e se lo facciamo noi siamo settari? per quale cazzo di motivo?
    se sel dicesse che esclude di fare accordi di governo io direi uniamoci subito. io non chiedo a voi di rientrare in rifondazione e voi non chiedete a me di sciogliermi nel “nuovo partito”. possiamo trovare mille modi per stare insieme, per lottare insieme, per presentarci alle elezioni insieme. non è agli elettori che bisogna sottoporre il dilemma che divide i militanti della sinistra. non c’è motivo. e questo per quanto mi riguarda vale anche per sinistra critica e per chiunque altro.
    ma le cose, purtroppo, non stanno così. considerare giusto o meno fare un accordo di governo in italia col pd oggi non è questione che si può risolvere fra tre anni un mese prima delle elezioni, per scoprire che ci si divide di nuovo. ha implicazioni enormi su come si sta oggi nelle lotte. su come si sta in europa. perché sel non chiede di entrare nel partito della sinistra europea? perché? li c’è la linke, come c’è il pcf ecc. davvero si può credere che la linke potrebbe stare insieme se non dicesse all’unisono come un sol uomo: “la prima condizione per fare un governo con la spd è il ritiro delle truppe tedesche dall’afghanistan”. è troppo facile dire che la linke è un bell’esempio di unità sorvolando sui contenuti sui quali è stata fatta l’unità.
    insomma. massima unità su ogni contenuto con sel e con chiunque lo condivida. nel corso di questo lavoro comune cambieranno le cose, le posizioni degli uni e degli altri? si porranno le condizioni per avanzare? bene. evviva. ma io non voglio prendere per il culo nessuno. se sel dice oggi che bisogna rifare il centrosinistra e che bisogna superare ogni vecchia idea del novecento per fare un nuovo partito con una nuova cultura (che ancora adesso non si sa neanche in una virgola cosa sia) io ne prendo atto. è sbagliato prendere sul serio ciò che gli altri propongono, scrivono, urlano nei comizi?
    forse a qualcuno piacerebbe di più che si faccia una gara a chi finge meglio di essere unitario. a chi “appare” più unitario.
    lo so che paga. del resto i mass media e il pd vogliono esattamente che noi ci dilaniamo perché così facendo è inevitabile che al momento topico la gara sarebbe a dire chi ha rotto l’unità. e quindi sosterranno, come stanno facendo, questa prospettiva.
    è importante che si sia fatta una presa di posizione comune su pomigliano? importantissimo. facciamolo su tutto. senza esitazioni. senza usare i contenuti che ci uniscono per dividere.
    mi permetto di dire che noi l’abbiamo fatto.
    per quanto mi riguarda mi piacerebbe che ci fosse un incontro serio fra noi e sel, anche seminariale (non una assemblea dove vince l’applausometro), per discutere di tutto, senza rete. per me si può fare anche domani mattina.
    non so cos’altro dire più di questo. se per questo sono settario e limitato e imbecille, pazienza. me ne farò una ragione. e ne trarrò tutte le conseguenze.
    3) l’appello dei militanti alle forze politiche ha un senso. ogni settimana se ne leggono di tutti i tipi. l’appello di personalità (qualsiasi siano hanno il diritto di fare ogni tipo di appello che vogliono e io sono per tenerlo nella massima considerazione e per avviare ogni tipo di confronto) della sinistra alle forze politiche ha un senso. l’appello di sel e di un pezzo della segreteria di rifondazione a chi è rivolto? a se stessi? o a quelli ai quali non è stato nemmeno chiesto di firmarlo? a chi?
    come ho detto all’inizio ho una lunga esperienza. e francamente sono stufo di furbizie, di manovre di corrente, di operazioni allusive, di competizioni a dire le cose prima dell’altro per far apparire l’altro come il perdente che si è dovuto adeguare o come lo stupido settario.
    io ho votato la proposta di fare una offensiva unitaria. facciamola. discutiamo insieme di ogni possibile iniziativa. sono disposto ad accettare che si faccia una proposta che magari non condivido dopo averne discusso ed essermi trovato in minoranza.
    l’unica cosa che io personalmente non accetterò mai e che il collettivo al quale appartengo prenda insieme delle decisioni anche facendo mediazioni e sintesi e che un minuto dopo quelli con cui ho fatto mediazioni, insieme ad altri, mi facciano un appello diretto a me.
    questo modo di fare non è accettabile. nessuno lo accetterebbe nel suo circolo, nel suo sindacato, nella sua associazione.
    tutto questo non sta nelle mie mani. se la segreteria farà proposte unitarie a sel condivise ne discuterò volentieri.
    è settario dire questo? io credo di no. sono sicuro di no.
    io, per esempio, mi opporrei a fare un appello fra il prc e la parte di sel che non vede di buon occhio il protagonismo di vendola e le sue fabbriche.
    non è di questo che c’è bisogno. non di furbizie. non di manovrette.
    c’è bisogno di chiarezza. di trasparenza. di serietà.
    se c’è una gran domanda di unità (e c’è) c’è anche un gran bisogno di serietà. perché senza serietà l’unità non si farà mai. mai.

    se qualcuno vuole continuare ad ignorare le argomentazioni degli altri e a ripetere le proprie all’infinito, faccia pure. io non mi stanco di leggerle.
    ma se si vuole criticare ciò che rispondo a certe suggestioni unitarie si critichi ciò che scrivo e dico. non ciò che non scrivo e non dico.
    ciao

  118. un ramon qualunque Says:

    caro romon, hai un concetto di unità alquanto personale e strumentale al posizionamento che ti nsei scelto…si, si è così! Ogni tua argomentazione nasce dalla e x la difesa delle scelte compiute.
    1) E’ vero non hai mai fatto scissioni e sei x l’unità (sui contenuti). Quali contenuti, i tuoi? Derubrichi a NON CONTENUTI quelli di sel x il solo fatto che sel predica il superamento di identità vecchie. Puoi provare a capire che il popolo e i contenuti che intendiamo riscattare forse non vuole e non sta nelle TUE vecchie identità? Attenzione, Ramon che le identità non sono arnesi e strumenti buoni x ogni tempo (altrimenti sei fuori dal comunismo in quanto ai tempi innovazione e precursore). E poi non ti fa specie che magari la scissione non l’hai fatta in quanto quel contenuto simbolico a te tanto caro della falce e martello ti divide da vendola e ti fa stare con salvi…ne prendo uno a caso..cioè ti sembra normale che il comune sentrisi rappresentati da una icona superi le (a)sintonie e le differenze culturali (e di contenuti) con un bellotti o con un pegolo o con un ferrero che dio ce ne scampi!!!
    2)Ramon, è inutile non sei un comunista se non ti poni il problema che il popolo non ti riconosce. Sai, non è solo un fatto mediatico (avete rimproverato a Fausto tante volte l’ecessiva presenza televisiva ed ora….) ma un fatto di discrepanza con la realtà. Non ti sto dicendo che occorre seguire e farsi condizionare dai tempi e dalle “mode” o condividere lo stato di cose…sto dicendo tutt’altro, cioè che per spezzare lo stato di cose devi competere nel quotidiano e nel reale a sconfiggere o anche ottenere risultati con lo stato di cose. la battaglia va iniziata, va condotta, va misurata non va proclamata e sperata nella sua sostanza finale dei superamento del capitalismo che è un nobile e auspicabile tragurardo ma che non può essere un ridicolo slogan (che peraltro taglia e preclude ogni azione di avvicinamento alla meta).
    3) sei diventato un accanito analista di quanto urla e scrive sel….ma dei tuoi compagni che mi dici…su dai la tua mummia salvi era un diesino tutt’altro posizionato sul superamento del capitalismo e il Diliberto non lo hai mai digerito nonostante fosse tutto colbacco e matriosche. Attento che il comunismo è innovazione è un passo in avanti….quello di pegolo e giannini non è comunismo è mummismo è museo, è iconografia, è insomma l’anticomunismo in quanto religione………
    4) un giovane che non è figlio di quel novecento (grande ma da non adorare) vuole sognare, capire e vivere…..non vuole identità, vuole saperi, libertà, goia, reddito, relazioni. Vogliamo o no far capire che l’unità, come dice Nichi, la si fa prima di tutto sull’amore x la vita x il prossimo, sul sentirsi comunità, su valori universali che oggi caro ramon sono compromessi…cioè ti dico che su una questione o una strategia o su una visione “partitica” o “contenutistica” si possono registrare differenze ma mai questo può portare a fondare partiti o a dividersi. Nichi non se ne è andato per il simbolo o per cosette gestionali….ma perchè nel prc l’aria era irrespirabile x la prospettiva e per la tottale assenza di coraggio nel prendersi la più grande responsabilità di questi tempi che è quella di dare risposte che è quella di liberare le coscienze. Poi voi fate quello che credete, magari Nichi fallirà…ma se un comunista sta dietro questi blog, teme l’applausometro (di Nichi), si perde in mille orgogli e rivendicazioni, passa il tempo a costruire tesi e ad elaborare infinite e sterili discussioni, a rivendicare storiografie e appartenenze…allora……..Gramsci e marx e tutti i grandi padri non ci hanno insegnato niente…

  119. “Proponiamo alle forze di sinistra, a partire da Sinistra Ecologia e Libertà di costruire insieme una manifestazione nazionale contro le politiche di governo e Confindustria”. Questo l’invito rivolto dal segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, nel corso della manifestazione sfilata per le vie di Napoli in occasione dello sciopero generale della Cgil.
    “La giornata di sciopero generale e le manifestazione odierne sono state un successo; i risultati del referendum di Pomigliano e la lezione di dignità impartita dai lavoratori hanno ricostruito una speranza” osserva Ferrero. “Vi sono milioni di persone arrabbiate che affermano la loro disponibilità a lottare fino in fondo contro le politiche del governo e del padronato. Questa rabbia e questa domanda di cambiamento trovano però una difficoltà a esprimersi compiutamente”.
    Per questo chiediamo alla Cgil di proseguire la lotta di oggi con la costruzione di una vera, grande mobilitazione territorio per territorio, propone il segretario del Prc. Parimenti proponiamo alle altre forze di sinistra,a partire da Sinistra Ecologia e Libertà, di costruire insieme una manifestazione nazionale contro governo e Confindustria. Perché solo un messaggio unitario delle forze di sinistra può dare oggi il segnale necessario per coagulare il disagio sociale in un grande movimento di lotta. Diamolo insieme.

    QUESTA E’ L’UNITA’ CHE PROPONIAMO,ATTENDIAMO RISPOSTE.
    SEL E’ UN PARTITO ANCORA NON NATO,UN AGGLOMERATO NATO DA SCISSIONE NEI DS,NEL PRC,NEL PDCI,NEI VERDI,NEI CRAXIANI,UN PARTITO DI SCISSIONI CHE PER ADESSO NON HA UNITO ED HA SOLO DIVISO.
    AVEVAMO PROPOSTO LE LE REGIONALI ED AMMNISTRATIVE LISTE COMUNI,VEDI I DOCUMENTI DELLA DIREZIONE NAZIONALE,MA CI HANNO RISPOSTO PICCHE.
    L’UNICO LUOGO DOVE SI E’ COSTRUITO UNA COALIZIONE DI SINISTRA SONO STATE LE MARCHE DOVE LA FdS E SEL SI SONO ATTESTATI SUL 7-8%.
    SULLA CAMPANIA E SU ALTRE PARTI STENDIAMO UN VELO PIETOSO SU SEL CHE TRA L’ALTRO IN VARIE REGIONI NON SI E’ NEPPURE PRESENTATO COL PROPRIO SIMBOLO

  120. lucaocchionero Says:

    Saluti Ramon,
    Mi sono letto tutti i messaggi poichè da molto non lo facevo e permettetemi, ma trovo scadente questo livello di discussione. Sento parlare solamente di formule partitiche, probabili aggregazioni, probabili nuove mozioni e nuovi schieramente. Ancora il “.. ma perchè non fate questo, ma perchè non fate quell’altro…” La domanda che voglio fare a molti di voi che vi definite depressi, nervosi o quant’altro è: MA PERCHE’ NON FATE?? La politica non è l’indovinello delle formule partitiche e di aggregazione che porta la magia giusta, nè le cose che all’improvviso si aggiustano per miracolo. Politica è prendere la macchina e raggiungere il circolo più sperduto della provincia: motivare i compagni, proporre iniziative; diffondere il più possibile luoghi di cultura antagonista che promuovano il conflitto sociale; che sia un circolo operaio, un centro sociale, un’associazione culturale. Basta un imput di cultura alternativa da mettere in rete e non importa che siano iscritti al PRC. Affronto anche il tema spinoso di Vendola. Come sapete opero in Puglia, a diretto contatto col Presidente V ed i suoi uomini più fidati. Siamo alleati e governiamo insieme. Lavoriamo non su alchimie partitiche, ma sui fatti e sui problemi della gente ed è su quel terreno che ci si incontra, si trovano discussioni, a volte scontri e spesso mediazioni. Rimangono punti sui quale non siamo d’accordo tipo la realizzazione di un’ospedale privato a Taranto,il San Raffaele, ma anche lì stiamo lavorando e non è detto che le forze moderate della coalizione riescono ad averla vinta. Eppure con il Presidente V abbiamo avuto scontri epici durante il congresso qui su Taranto. Ramon lo sa perchè fu presidente. Cosa dovevano fare per i “puristi”? approfittare del congresso per aprire una faida con la sinistra e libertà? Qualcuno dei nostri in Puglia lo sta anche facendo, ma questo modo di fare non appartiene al modo di vedere la politica della gran parte dei nostri militanti pugliesi. In questo momento tuttavia sia il PRC che la Federazione hanno e come il piombo sulle ali: sono dirigenti, anche nazionali, che non riescono proprio a superare la logica dello scontro tra compagni e continuano imperterriti a brigare per nuovi congressi e nuovi litigi(e magari nuove scissioni in nome della purezza). Bene se ne possono andare. Ci sono nella base compagni che ormai ritengono irrealizzabile sostenere politicamente un pensiero alternativo al “pensiero unico” e giustificano(come la Cisl, la uil, il governo) qualsiasi pretesa dei capitalisti perchè tanto ormai è importante pensare a se stessi, tutelare lo stipendio che permette il pagamento dei mutui. Questa gente finge di essere depressa invece è passata culturalmente a destra: bene, possono andarsene anche loro. Il terzo piombo sono i “comunisti fenomenali ma solo sui blog”: da facebook, a questo blog, ma anche in altri vedo sfilare veri e propri professionisti della rivoluzione ma solo telematica che lanciano anatemi, provocano discussioni sul nulla, fingono stupore ed accusano di tradimento. Magari nella loro provincia, nel loro paese, nel loro circolo non organizzano un gap, non una lotta territoriale, non fondano un’associazione per occuparsi di un tema specifico, non fanno l’autofinanziamento del circolo: si illudono di dare un grandissimo contributo con le loro tesi sui blog. Ma chi le vuole leggere? :potete andarvene anche voi. Sarebbe il caso invece di incrementare il livello di lotta di tutti i militanti del PRC nei territori, i bisogni della gente stanno alzandosi di livello così come anche lo sfruttamento del ceto dirigente capitalista, costituito da imprenditori e da politici che sfruttano la gente, ovunque collocati( e ripeto: OVUNQUE COLLOCATI!). Alzare il livello dello scontro, diffondere una cultura diversa anche se ti guardano come un pazzo, difendere in tutti i modi lavoratori che ovunque subiscono ingiustizie, licenziamenti, cassa integrazione e mobilità. Attrezzarsi a recepire il messaggio che quel 42% di operai di Pomigliano ha lanciato forte a tutto il Paese e forse a tutta l’Europa centrale, vecchia ed asfittica. il messaggio chiaro che è stato dato è che nonostante le minacce vitali e defiintive la vita e la dignità umana non possono essere negoziabili ulteriormente. I lavoratori di Pomigliano hanno eretto una barricata che il capitalismo aggressivo non è riuscito a sfondare. Bene adesso pensiamo al contrattacco e non a farci insensate guerre a sinistra.

  121. Anonimo 3 Says:

    Caspita, che bell’esercizio di vuoto pneumatico! Dev’essere la scuola Vendola: parlare, parlare, parlare… per non dire un tubo di niente. Ma con bellissime parole, narrazioni, amore per la vita e per il prossimo, innovazione, superamento delle vecchie identitá, liberazione delle coscienze. La parola predicare é perfetta, sembra una nuova religione e sono perfetti anche i suoi adepti, pronti a battersi come i discepoli di cristo. Per la veritá un po’ vecchiotta nei suoi valori universali, ma ben consolidata nell’immaginazione dei fedeli.
    Una volta si diceva: “com’é bravo quel prete, non ho capito niente ma ha detto tante parole difficili”
    E poi ci sono anche i diavoli: Bellotti, Pegolo, o Ferrero dio ce ne scampi. Per fortuna tutti mumificati.
    Proviamo a spruzzarli con l’acqua santa.

    Perdonami, Mantovani, ma non ho resistito, adesso mi do gli schiaffetti sulle manine, cosí mi imparo a starmene zitta.
    Ciao
    e occhio all’applausometro!

  122. Fausto B Says:

    Bene, quindi alla fine della fiera l’unità a sinistra è impreticabile per un problema di alleanze: noi diciamo no ad accordi di governo col PD, nè oggi nè mai; lavoriamo invece ad un polo alternativo centrosinistra, e prima di ragionare di unità d’azione per rafforzare la sinistra in Italia, imponiamo questo paletto a qualsiasi interlocutore.

    Io credo che la costruzione di un polo alternativo della sinistra sia un punto d’arrivo, non di partenza. Nel frattempo occorre fare politica e affrontare la realtà e le sue contraddizioni, dotandosi degli strumenti adatti per mutare la situazione attuale.

    E la realtà ci dice che siamo alleati quasi ovunque col PD e con SEL (comuni, regioni, province). Dove andiamo da soli, l’elettorato ci volta le spalle e ci azzera. Dunque quanto regge questo fantomatico “polo alternativo” alla prova dei fatti? Se fosse stata una discriminante alle scorse elezioni regionali, cosa sarebbe rimasto del PRC (e della FDS)?

    La nostra proposta per battere Berlusconi è quella di una “grande alleanza, a cui parteciperemo senza vincoli di governo, per cambiare la legge elettorale e poi tornare al voto”. Il 99% degli italiani non capisce questa proposta, e chi la capisce pensa che siamo un partitino interessato soltanto ad eleggere qualcuno (e cambiare le regole elettorali per non avere troppi problemi a farlo). Perché votare qualcuno che, quando si parla di governo, tira fuori questa roba anziché parlare di lavoro e di crisi economica?

    Non c’è da stupirsi se, confermando il risultato delle scorse elezioni regionali, i sondaggi ci danno in costante calo, mentre SEL (e in particolare Vendola) sono in crescita.

    E spero che ora non salti fuori la retorica che contrappone l’attività vertenziale e sociale del Partito al consenso elettorale: le cose dovrebbero andare assieme, e (tanto per fare un esempio) non è per niente detto che un lavoratore voti un partito che gli porta le bandiere e i pasti caldi alla fabbrica occupata, ma si rivela splendidamente isolato e imbelle nello scenario politico. Perché dovrebbe buttare il suo voto?

  123. Ma allora Fausto B. l’arcobaleno non ci ha insegnato niente??
    Il congresso cosa lo abbiamo fatto a fare??
    Dal tuo discorso è chiaro che stare nel prc o nel pd è la stessa cosa e allora iscriviamoci tutti nel pd

  124. Casella Says:

    Facciamo come a berlusconi in base a sondaggi veri o presunti cambiamo linea e tra l’altro un conto sono le alleanze locali un conto è il governo nazionale.
    Tra l’altro dal tuo discorso in Campania avremmo dovuto,per esempio, appoggiare un pluripregiudicato del pd a governatore.
    Ma per favore,serve dignità in tutto chissenegrega di qualche voto in più o in meno

  125. Fausto B Says:

    Questo estremismo sloganistico rivela una subalternità nei fatti. Se “unità a sinistra” significa “arcobaleno bis”, se “allearsi col Pd” significa “entrare nel Pd e appoggiare De Luca”, allora vuol dire che siamo incapaci di definire una nostra strategia che faccia i conti con il contesto (per quanto duro esso sia), e che non siamo sicuri della nostra identità se non come mera contrapposizione a qualcosa/qualcuno.

    Qui non si tratta di sondaggi. Basta vedere i risultati elettorali e l’umore di quello che dovrebbe essere il nostro popolo, quando ci parli durante i volantinaggi, sul posto di lavoro, al mercato o al bar (perché voi lo fate, vero?).

    Casella dice che “un conto sono le alleanze locali un conto è il governo nazionale”. Ma le regioni hanno anche il potere di legiferare, e competenze sempre maggiori. Partecipare ad un governo regionale non è una faccenda di semplice amministrazione.

  126. Mi piace ricordare qui Rina Gagliardi,ciao compagna che la terra ti sia lieve.

  127. Fausto B Says:

    Noto comunque che non avete risposto alle mie domande:

    1. perché il popolo della sinistra dovrebbe votare un partito che dice di voler andare in parlamento per cambiare la legge elettorale, e non parla di programma di governo per lavoro, crisi, sviluppo?

    2. perché un qualsiasi cittadino dovrebbe votare un partito che lo appoggia in una certa vertenza, ma resta isolato e ininfluente nel panorama politico nazionale?

  128. caro omonimo qualunque, questa storia per cui chi considera il comunismo come un ferrovecchio mi critica dicendomi che io non sono un vero comunista, perché solo un vero comunista è capace di inverare il comunismo attraverso il “nuovo” mentre io sarei uno stupido nostalgico, l’ho già vissuta. quando occhetto propose una “costituente per aggregare la sinistra diffusa” e diceva la parola “nuovo” in ogni frase vendola lo attaccò durissimamente. proprio con gli argomenti che uso io oggi. e si beccò l’accusa di essere un “duro e puro”. dalla quale si difese ironizzando, come lui sa fare molto bene.
    se stiamo parlando di comunismo e di come sia attuale o meno vorrei sapere cosa è cambiato da allora ad oggi. a cominciare dal fatto che allora se ne discuteva sotto le macerie del muro di berlino e con il pensiero unico imperante e oggi nel pieno di una crisi del capitalismo reale.
    vai in una biblioteca ben fornita e rileggiti i fiumi di parole scritte allora da vendola su questi temi. togli la sua firma e fai finta che quelle cose le abbia scritte io. e poi criticale come fai oggi con me. attribuendomi concezioni del comunismo che non sono mai state mie.
    io non sono mai stato feticista dei simboli e dei nomi. né per idolatrarli né per considerarli la sentina di tutti i mali. le due cose sono solo le due facce della stessa medaglia. ma so anche bene, come diceva di saperlo vendola, che per molta gente semplice, che individualmente non è nessuno e non ha nessun potere, i simboli e i nomi rappresentano esattamente il sentirsi parte di un popolo e di una comunità e, conseguentemente, di una “parte” che ha idee e anche sogni che trascendono la realtà.
    capisco bene che viviamo in tempi per cui la “politica” è ultrapersonalizzata e la gente dovrebbe sentirsi parte di una tifoseria che ripone le proprie speranze nel leader e che si identifica nelle sue parole. e questo vale sia a destra sia a sinistra. o non ti sei accorto che nei simboli elettorali ci sono i nomi del leader?
    capisco bene che invece che discutere di contenuti e idee si discute delle persone, come fai tu ripetutamente nel tuo post. anche insultando.
    capisco bene che la forza delle idee sparisce di fronte alla visibilità che ti concedono i mass media. o di fronte a quella che ti incollano addosso i mass media.
    capisco bene che tu il riconoscimento del popolo lo trovi nei sondaggi o nei voti elettorali. e che pensi che le elezioni siano democratiche e che il sistema sia democratico solo perché si vota.
    capisco tutto. non c’è nulla di nuovo. si tratta di una politica regredita al periodo precedente al fascismo. fatta di notabili e di trasformismi di ogni tipo. ben criticata da gramsci. ma che non si può spacciare per “nuova”.
    l’altro giorno ho letto su “el pais” una lunga intervista a Stille che diceva: una volta i politici italiani erano noiosi e la gente votava per i partiti. poi berlusconi ha inaugurato la politica per cui si vota per le persone.
    noiosi? ma certo! berlinguer o anche moro erano noiosi. mica si insultavano nei talk show! mica usavano suggestioni nei loro discorsi. mica esibivano intimi sentimenti, emozioni (che quando sono esibiti puzzano di falsità lontano un miglio) e perfino i propri turbamenti esistenzial-religiosi. e i giornalisti che li intervistavano nelle tribune politiche (che non misuravano l’audience) mica gli chiedevano della loro vita privata o li istigavano a insultarsi gli uni con gli altri. mica facevano dire a uno di sinistra che quello di destra era “brutto” o “piccolo” o “calvo”.
    ecco!
    vorrei far sommessamente notare che ovviamente si può “usare” e “stare” in questa politica perché può capitare di avere persone che sono affascinanti in televisione, che sanno con le parole essere suggestivi senza, però, dire cose concrete e chiare.
    ma vorrei anche far notare che non si può difendere la costituzione, che ha inaugurato una fase storica in cui la politica era direttamente connessa al conflitto sociale, in cui a sinistra i laeder che non sono mai mancati, come togliatti e nenni, non erano prevalenti bensì al servizio di organizzazioni di massa, e al tempo stesso illudersi di poter “vincere” giocando la partita con le regole e gli arbitri dell’avversario.
    a volte, caro omonimo, si deve andare controcorrente. a volte, si deve pagare un presso alto per resistere. a volte bisogna saper guardare lontano.
    il torto sta solo da una parte?
    ma no! sta da tutte le parti.
    ma nessuno mi può convincere a diventare liberaldemocratico.
    vuoi che io non sappia e non veda i difetti di chi, a cominciare da me, ha gravi responsabilità per questi venti anni di lotte durissime e di sconfitte?
    vuoi che io non sappia che quando si attaccano simboli e nomi si attiva il riflesso condizionato per cui molti pensano che esibendoli si risolva il problema? vuoi che io non sappia come all’ombra di nomi e simboli rassicuranti si possa cedere ugualmente, e forse anche di più, sui contenuti?
    ma, per favore, non venirmi a dire che bisogna avere un obama italiano.
    ho passato due anni a litigare con giornalisti del manifesto e di liberazione, e con diversi dirigenti di sinistra democratica e del prc, che dicevano: ci vuole un zapatero italiano.
    quando gli dicevo: guardate che zapatero è un buon socialista laico sui diritti civili, ma è un ultraliberista. in spagna la precarietà del lavoro è la più violenta di tutta europa, loro mi guardavano come si guarda un povero cretino. io non capivo la “vera” politica giacché dicevo che non di una zapatero avevamo bisogno, bensì di una critica e di una politica anticapitalista. e così su liberazione e sul manifesto lodi sperticate su zapatero. e chi si permetteva di semplicemente dire la verità su un piccolo dettaglio come il mercato del lavoro, o come l’enorme speculazione fondiaria su cui era fondata la crescita (crescita?) spagnola, era accusato di essere fuori dall’onda moderna che bisognava cavalcare per fare della sinistra qualcosa di grande. e, ovviamente, izquierda unida, che già nell’84 era stata capace di presentarsi alle elezioni senza la falce e martello, avendo costruito unità a partire dal referendum contro la NATO, era ormai una cosa vecchia. e perdente.
    al netto delle divisioni in izquierda unida, che guarda caso vertevano sul rapporto con il psoe di zapatero, e delle scissioni che subì (in seno a izquierda unida si formò, con un scissione del PCE, un nuovo partito che diceva che bisognava fare la “nuova sinistra”, che il comunismo ormai era superato, con il nome suggestivo di Partito della Nuova Sinistra.
    pochi mesi dopo uscirono da izquierda unida per entrare nel psoe. l’attuale ministra per l’Unione Europea, Garrido, fu il fugace segretario di quel partito. oggi difende la linea ultraliberista dell’UE e soprattutto i tagli allo stato sociale, che sono identici (e sono in grado di dimostrarlo) a quelli del governo berlusconi.
    oggi in spagna c’è quasi il triplo dei disoccupati rispetto all’italia. siamo vicini a cifre del 25 %. le privatizzazioni e le delocalizzazioni hanno prodotto una situazione nella quale la bolla ha messo in ginocchio la spagna, visto che lo stato non ha più nessuna leva né nessuna struttura produttiva sostanziosa per resistere ai “capricci” del mercato.
    oggi in spagna i sindacati, compreso quello da sempre vicino al psoe (che per altro ha fatto i più duri attacchi al psoe), si preparano a uno sciopero generale che il 29 settembre paralizzerà totalmente (nel senso letterale del termine perché in spagna a mezzanotte e un minuto del giorno dello sciopero generale partono le ronde e i picchetti per chiudere qualsiasi attività di qualsiasi tipo per 24 ore) il paese.
    oggi in spagna il PP, per la legge del pendolo vincerebbe certamente le elezioni a causa della delusione dei votanti del psoe. e forse c’è la possibilità che izquierda unida avanzi sensibilmente.
    dove cazzo sono tutti quelli che mi dicevano che ci vorrebbe un zapatero italiano? quelli che hanno perfino scritto libri per spiegare agli italiani che sinistra in italia doveva seguire le sue orme? quelli di sinistra democratica che propongono che si entri nel partito socialista europeo?
    sai dove sono? sono in sel.
    io sarò vecchio. impenitente comunista. nostalgico. identitario. o quello che vuoi tu.
    ma non coglione.
    ciao

  129. grazie dani, corretta citazione esemplificativa del fatto che siamo settari.

  130. salute occhionero. ben detto.

  131. caro fausto b,
    tu scrivi:
    “Bene, quindi alla fine della fiera l’unità a sinistra è impreticabile per un problema di alleanze: noi diciamo no ad accordi di governo col PD, nè oggi nè mai; lavoriamo invece ad un polo alternativo centrosinistra, e prima di ragionare di unità d’azione per rafforzare la sinistra in Italia, imponiamo questo paletto a qualsiasi interlocutore.”

    ma menti sapendo di mentire.

    non è vero che l’unità a sinistra è impratricabile. se si è d’accordo su come combattere la crisi e le sue conseguenze è praticabilissima.

    non è vero che non è praticabile per via delle eventuali alleanze.

    basta dire se si può fare una alleanza con chi si dichiara d’accordo con la fiat a pomigliano (basta che non diventi un modello! sic.). con chi dice che la logica della difesa dell’euro a partire dai tagli della spesa è la strada giusta. con chi pensa che vada bene aumentare le truppe in afghanistan. con chi amoreggia con la confindustria nella speranza di ottenerne l’appoggio (in cambio di che non si dice).

    tutto qui.

    perché le alleanze si fanno sui contenuti e sugli obiettivi che riguardano la vita dei lavoratori e dei cittadini oppure si fanno per “vincere” trovando i contenuti compatibili con le alleanze scelte.

    difficile da capire questa differenza?

    si può fare una alleanza col pd e anche con l’udc contro berlusconi sulle evidenti questioni democratiche che ci sono? secondo me si.
    si può fare una alleanza di governo con il pd e con l’udc sulla politica economica? sul problemino dell’acqua non privatizzabile? sulle spese militari? sulla funzione della banca centrale? sui matrimoni gay o anche sui pacs? sulla linea di difesa intransigente della contrattazione collettiva? sull’abolizione della legge trenta? sulla TAV? sulla base di vicenza? sul nucleare? sui cie? e posso continuare. secondo me no.

    quindi si deve proporre un accordo democratico senza imbrogliare gli elettori dicendogli che siamo d’accordo sulle cose fondamentali.

    in modo che chi è, per fare solo un esempio, d’accordo con la totale ripublicizzazione dell’acqua possa tranquillamente votare per la sinistra senza subire il ricatto che se vota per la sinistra può far vincere berlusconi o quello connesso per cui per non far vincere berlusconi si deve rinunciare a contenuti che sono fondamentali.

    difficile da capire?

    ovviamente è difficile da capire e da fare.

    ma guarda che quel che resta del popolo della sinistra dopo tre governi di centrosinistra negli ultimi 15 anni, che puntualmente hanno deluso proprio il popolo della sinistra (o è una mia esagerazione dire questo?), e che hanno rafforzato berlusconi e la egemonia della destra razzista (conta quanti sindaci sceriffi di centrosinistra ci sono!) di tutto ha bisogno tranne che di favole e suggestioni.

    io sono sicuro che unire la sinistra su un programma di fase (di qualche anno) e in una federazione nella quale tutti stiano con le proprie identità culturali e ideologiche senza che qualcuno per far vincere la propria dica che le altre devono sparire, facendo un accordo democratico col pd e anche con l’udc per battere berlusconi e uscire dal bipolarismo (di cui berlusconi è un effetto), sia la strada giusta.

    sono altrettanto sicuro che sia suggestiva l’idea che il centrosinistra possa diventare molto di sinistra con un leader che vince le primarie e che questo possa premiare nei sondaggi e in TV. ma sono altrettanto sicuro che sia catastrofico perché destinato a produrre divisioni e illusioni che alla fine indeboliranno ancora di più la sinistra.

    difficile da capire?

    ciao

  132. un ramon qualunque Says:

    tutto ok…non se ne esce..addirittura x argomentare citi berlinguer quando allora tu te ne stavi ben lontano. Il punto è che tu utilizzi le ragioni x dirci che zapatero non è un comunista e non ti accorgi che siamo goveranti dai la russa e soprattutto dai bossi. vendola conferma ancora oggi le critiche a chi sciolse il PCI…..c’è però una differenza: le cose sono peggiorate ed anche x cola di chi rifiutò lo scioglimento del PCI….
    il fatto grave però è che tu (facilmente) ragioni facendo la cronoca la passato, sempre (peraltro una cosa pittosto semplice)…..vuoi metterti nella zucca che si rischi davvero di essre coglioni se non si proietta nel futuro con tuti i dubbi di un comunista che vuole cambiare le cose?…..Non sarai un coglione, circondati di medaglie alla memoria delle tue (giuste) vittorie…ma per favore, coglione no ma zucone si…e non è un bel risultato……..ABBASSO L’ONNIPOTENZA DI QUELLI PRONTI SEMPRE AL: TE L’AVEVO DETTO

  133. Ma guarda quello che scriviamo ancora noi Ramon o vuoi ti citi tutti quelli che ancora oggi scrivono nel PRC di quante ragioni aveva Stalin e i paesi dell’Est!!!!

  134. va beh, caro omonimo, che vuoi che ti dica. io rispondo e argomento. e tu sputi sentenze. per giunta deformando ciò che ho detto.
    dove quando e come avrei detto che il problema è che zapatero non è comunista? dove?
    ho solo risposto al te ricordandoti che di suggestioni si muore.
    zapatero è liberista. non c’è dubbio. perfino il sindacato socialista ugt lo critica dicendolo.
    ma non lo è diventato dalla sera alla mattina.
    lo era anche quando in italia molti andavano in brodo di giuggiole e scrivevano le sue lodi sul manifesto e su liberazione.
    e se io mi permettevo di dire sommessamente che lo era mi dicevano le stesse cose che mi dici tu. che non so guardare al futuro. che non sono moderno. che non capisco il nuovo. che mi attardo su ideologie superate. e via cantando.
    cosa cazzo c’entra sul fatto se è comunista o meno.
    se non fosse liberista io sarei per allearmi col psoe. esattamente come se il pd e il centrosinistra non fosse liberista mi batterei come un leone per farci ogni tipo di alleanza.
    mica è colpa mia se il pd è liberista.
    cosa significa proiettarsi nel futuro?
    rispondere per favore.
    avendo grande ammirazione per il movimento futurista, nonostante la sua parte maggioritaria abbia finito per diventare fascista e nazionalista, io non ho nessuna paura del futuro.
    anzi.
    ma credo che, come nella vita personale, in politica si debbano fare analisi e previsioni e su queste fondare le decisioni. o no?
    o è meglio prospettare meraviglie per poi scoprire che è tutto il contrario?
    o gli errori fatti nel passato devono essere ripetuti all’infinito?
    o, passato o futuro, non ci si deve chiedere l’origine dei problemi e non si deve indagare ogni cosa a partire da un punto di vista?
    o si deve negare a se stessi che la forma della politica e delle istituzioni non è neutra e che è una cazzata colossale pensare che si debba avere il modello del leaderismo e delle folle plaudenti, spacciato per nuovo, quando invece è vecchio come il cucco?
    zuccone? ma certo. esatto. se essere zuccone non è andare in deliquio per l’ultima moda e per l’ultimo leaderino sono zuccone. superzuccone.
    la storia della sinistra (tutta, socialisti comunisti e anche anarchici) è piena di sconfitte e delusioni provocate da suggestioni e avventurismi di ogni tipo.
    comunque, se io arrivassi alla conclusione che il comunismo è sbagliato, irriformabile, ed è un ferrovecchio del passato, dopo aver criticato, in prosa e in poesia, chi lo diceva anni fa con dovizia di accuse, tutto potrei fare tranne che dare lezioni. tutto tranne che sedermi in cattedra e sputare imperterrito sentenze contro chi ha pensato e detto per tutta la vita ciò che dicevo io.
    a tutto c’è un limite.
    il che no0n significa che con vendola e sel io farei immediatamente qualsiasi tipo di unità se ci trovassimo d’accordo su cosa fare e sul perché farlo. anche se dicessero ogni mattina appena aprono gli occhi che il comunismo è il,peggio del peggio. anche se bisognerebbe, quando si parla di unità, essere rispettosi delle posizioni e delle idee altrui.
    o no?

  135. caro carlo, lo stalinismo alberga non tanto in chi ha ancora il mito di stalin, quanto in chi si comporta da stalinista oggi. in chi fa processi alle intenzioni. in chi, per sostenere una tesi politica, non esita a distruggere le persone accusandole di delitti mai commessi. in chi in privato si comporta in un modo e in pubblico in un altro (parlo di quelli che in corridoio, per esempio, mi parlavano malissimo di bertinotti e poi in riunione mi attaccavano se lo criticavo). in chi è d’accordo con il leader prima che abbia parlato. in chi pensa che qualsiasi mezzo sia buono per raggiungere il fine.
    di quelli che sono ultrastalinisti, magari senza saperlo nemmeno data la loro ignoranza, è piena tutta la sinistra. e del resto io ho amici del pd che a cena si dichiarano comunisti e stalinisti. e sono tutt’ora amico fraterno di un dirigente di sel che ha il ritratto di giuseppe stalin in casa in bella mostra.
    ciao

  136. Fausto B Says:

    Caro Ramon, vedo che fai un cumulo confusionario di tutto ciò che c’è vagamente a sinistra (dal PD in poi) per poi concludere che in fondo dobbiamo fare tutto da soli.

    Sul PD, chiedi se “si può fare una alleanza con chi si dichiara d’accordo con la fiat a pomigliano … con chi dice che la logica della difesa dell’euro a partire dai tagli della spesa è la strada giusta”, eccetera. Ti faccio notare che su questi punti, una parte del PD (che trova spazio ad esempio su l’Unità) ha una posizione “a sinistra” analoga alla nostra, con tutti i conseguenti imbarazzi della leadership. Cercare interlocuzioni con questa parte del PD è giusto e necessario, anche per evidenziare e ingrandire le contraddizioni del partito. Se però si mettono le mani avanti e si pone la questione dell’impossibilità di fare il governo assieme, e ci si compiace della propria purezza autistica di fronte all’incoerenza di chi (nonostante tutto) sta nel PD, ovviamente tutto diventa inutile: ognuno per sé, e i più piccoli e chiusi (cioè noi) si condannano all’irrilevanza.

    Se invece parliamo di “politica economica, acqua non privatizzabile, spese militari, funzione della banca centrale, matrimoni gay o pacs, difesa intransigente della contrattazione collettiva, abolizione della legge trenta, TAV, base di vicenza, nucleare, cie”, allora le sponde nel PD si riducono. Però su tutti questi punti potrebbe essere trovata una convergenza positiva con SEL, e assieme si può pesare di più in qualsiasi trattativa col PD (di governo o semplicemente elettorale). Ma se anche qui si dice che SEL non va bene perché mira ad allearsi col PD “a prescindere”, allora si torna daccapo: ognuno per sé, e i più piccoli e chiusi (cioè noi) si condannano all’irrilevanza.

    Agli elettori si possono dire le cose come stanno: con trattative e dialogo, e riunendo la sinistra, possiamo raggiungere un peso sufficiente a far approvare dal “governo che verrà” 3 o 4 cose fondamentali. Non tutto ciò che vorremmo, ovviamente (da che mondo è mondo, le alleanza prevedono compromessi). Solo 3 o 4 cose chiare, non 200 pagine di desideri vaghi e contraddittori (governo Prodi docet). E se poi saremo abbastanza forti, grazie al voto, potremmo addirittura riuscire a farne approvare altre.

    Inutile dire che tra queste 3 o 4 cose NON possono esserci la legge elettorale e il bipolarismo, perché a chi sta fuori dalla nostra piccola cerchia, questi politicismi interessano davvero poco. Deve trattarsi di temi cruciali: lavoro, sanità, servizi pubblici. Il fatto che il bipolarismo e la legge elettorale siano per noi cruciali non implica che le condizioni siano mature per farne una bandiera: verremmo presi per un piccolo partititino che vuole cambiare le regole per garantirsi la poltrona in parlamento.

    Per quanto riguarda il rischio di “deludere” qualcuno, a me sembra che un po’ tutti (compagni iscritti e non) siano già abbastanza delusi e disillusi dalla lentezza con cui la Federazione della Sinistra sta procedendo, nonostante la bella assemblea al Brancaccio. C’è addirittura chi, nel Prc, vorrebbe tramutarla in un semplice soggetto elettorale, delegando l’attività politica alle singole forze che la compongono: un’idea folle, totalmente in contrasto con l’intenzione (propagandata a gran voce) di far entrare nella FdS quei singoli, movimenti e associazioni che vorrebbero rafforzare la loro incisività politica. A che serve impelagarsi in un comitato elettorale, per poi ritrovarsi comunque soli a far politica a di fuori delle elezioni?

    Di fronte a questo immobilismo, è ovvio che SEL, Vendola e le sue “fabbriche” attirino molto più interesse ed entusiasmo di noi. Stare a far le pulci alla personalizzazione della politica e al “rischio di delusione” può dare sicuramente una certa soddisfazione snobistica, ma intanto la politica fa il suo corso (e noi restiamo al palo).

  137. senti signor fausto b, ma perché non rispetti le mie opinioni e le tacci di essere autistiche ecc? vuoi che ti dica che sei un venduto? un illuso?
    e che palle!
    libero di pensare che riproiettando sempre lo stesso film si possa fare qualcosa di buono. libero di pensare che quelli che su l’unità dicono cose simili a noi possano cambiare di una virgola le posizioni del pd al momento di fare un programma di governo. libero di pensare che finire con l’essere interni al centrosinistra, magari appoggiando la candidatura a leader maximo di vendola, non provochi altre divisioni ed esodi e, soprattutto, serva a qualcosa che non sia cancellare i contenuti di lotta. liberissimo.
    accomodati pure. fai un appello al giorno. insulta e dai dell’autistico a chi vuoi.
    comunque:
    1) le duecento pagine del programma del governo prosi divennero tante perché noi non accettavamo che si scrivesse: lotta contro la precarietà e basta. e così su tutto.
    so bene che i mass media hanno ironizzato sulle duecento pagine.
    ma sai, io sono vecchio e superato e credo, che cretino che sono, che un programma di governo sia una cosa seria. dove si scrive con chiarezza cosa si vuol fare e come e quando.
    vuoi mettere con una bella frase ad effetto del leader e un bel sorriso in tv?
    sebbene sulla precarietà ci fosse scritto chiaro e tendo cosa bisognava fare a cominciare dalla prima frase “noi siamo contro la legge trenta e i suoi due decreti attuativi…” e sull’immigrazione cose precise e chiarissime, il governo ha fatto esattamente l’opposto.
    leggiti le 200 pagine e vedrai se dico balle o meno.
    niente vietava di sintetizzare il programma evidenziando le priorità e le cose più importanti. ma senza scrivere duecento pagine non si fa un programma, si prende per il culo la gente.
    ma pazienza…. la politica ormai è esattamente dire balle, stare sul palcoscenico a fare battute, e prendere per il culo la gente.
    2) se mi spieghi come mai in due anni la sinistra ha perso tre milioni di voti su quattro e se mi spieghi che dopo una simile esperienza bisogna rifare le stesse cose cosa mi puoi convincere. ma se fai finta che siamo all’anno zero e che due articoli sull’unità e un nuovo leader siano la soluzione e il motivo per rifare tutto accomodati e fallo.
    3) ma perché nel dopoguerra, con le case distrutte, con la fame, con la povertà, i costituenti si misero a discutere articolo per articolo accapigliandosi su concetti filosofici e su ogni virgola della costituzione?
    che vuoi che capisse la gente se era meglio scrivere una cosa o l’altra.
    e poi, siccome la gente crede che gli immigrati portino via i posti di lavoro e le case, mica bisogna spiegargli che non è vero.
    quindi è proprio sbagliato spiegare alla gente e anche a tutte le forze democratiche che berlusconi è un prodotto del bipolarismo. che non ha una maggioranza numerica nel paese e ha i voti in parlamento per fare ciò che vuole (e infatti lo fa). che non c’è speranza per i diritti civili visto che il maggioritario partorisce parlamenti a maggioranza confessionale.
    ma no. la gente pensa solo al portafoglio e alla pagnotta. e alle raccomandazioni. e a fare il tifo per una squadra di calcio e per un leader.
    quindi non bisogna proporre nulla per risolvere i problemi democratici, per far rientrare le istanze conflittuali nel gioco della politica. per moralizzare la politica.
    basta parlare di unità della sinistra,. che di questo si la gente si occupa e non ci dorme la notte. e poi far finta che si lotta contro berlusconi per poi fare le stesse cose che fa lui con maggiore grazie ed eleganza.
    e così siamo a posto.
    3) chi ha mai detto che la federazione si deve occupare solo di elezioni?
    chi l’ha detto?
    izquierda unida in spagna, il frente amplio in uruguay, il fronte di sinistra in francia, sono composti da forze diverse che condividono una ispirazione ideale condivisa (di sinistra e senza fare discriminanti per nessuna delle identità) e un programma comune. un programma di fase, di anni. di lotte e di proposte per il paese.
    CONSEGUENTEMENTE si presentano alle elezioni nella forma unitaria. e partiti come il PCE hanno scritto nello statuto che cedono la sovranita della rappresentanza nelle istituzioni a izquierda unida.
    perché devi dire che questo è riduttivo.
    o dobbiamo fare un partito dove i comunisti vogliono convincere a scrivere nei documenti la propria visone su tutto? o dove, invece che discutere di quante lotte,m campagne e proposte si possono fare insieme, si discute del big bang della sinistra, della vecchiaia del comunismo e delle meraviglie del “nuovo”.
    come fa a sfuggirti che per unire bisogna sapere su cosa ci si vuole unire e per fare cosa?
    e come fa a sfuggirti che reiterare le idee per cui tutti devono sciogliersi per fare come dice qualcuno provoca solo divisioni infinite?
    mah!

  138. …ramon…sfuggi sempre…APPUNTO UNIRE COSA E CHI? CON CHI TI SENTI UNITO NEL PRC E X COSA? SUVVIA, POSBILE MAI CHE TUTTO CIO’ CHE NON STA NEL SOLCO DEL “CLASSICO” E DEL PRC SIA SEMPRE DA DISPREZZARE.
    SI IO VOGLIO UN BIG BANG PERCHè Nè TU Nè IO SIAMO ALL’ALTEZZA.
    E POI NESSUNO PARLA DI VECCHIAIA DEL COMUNISMO E DELLE MERAVIGLIE DEL NUOVO, E’ SOLO UNA TUA PARANOIA DIFENSIVA DI CHI EVIDENTEMENTE NON VUOLE CAPIRE NULLA NON VUOLE LEGGERE I TEMPI…E SOPRATTUTTO SMANIA DI MINORITARISMO.

    Un’ultima cosa su quanto hai affermato in alcuni post su berlibguer: trovo ipocrita e stucchevole invocarlo oggi, rifarsi in qualche modo a quella figura….BISOGNAVA FARLO QUANDO LUI ERA IN VITA…NON MI PARE CHE TANTI OGGI NEL PRC FOSSERO ALLORA AL FIANCO DI ENRICO….sai questo scimiottare e rifarsi a persone e fasi diffusamente riconosciute positive dall’arcipoelago della sinitsra non fa bene alla prospettiva e fa un torto ai ramon e agli enrico che nel contingente erano su posizioni differenti e che oggi alla scomparsa di uno dei protagonisti scimiottano condivisone….AHI AHI RAMON, COME FAI A NON VEDERE….E POI QUANTA STONATA CONSIDERAZIONE DI SE STESSI…..UN COMUNISTA CHE NON SI METTE IN DISCUSSIONE E CON UNA SEMPRE PRESENTA VENA DI DISPREZZO X UN POPOLO CHE NON CI CAPISCE, E’ UN PROBLEMA…saluti (molte volte penso che a quelli come te tutto sommato questa situazione a sinistra convenga – con la scusa che è vano e impossibile modificare di una virgola la posizione del PD, tesi alla Parlato, vivacchiano nell’eterna cosa che gli riesce meglio: la sterile analisi e la critica distruttiva)..vabbè contento tu

  139. A parte che qualcuno dovrebbe rendersi umilmente conto che finora l’unico big bang(che palle sempre ste frasi fatte mi sembri un pappagallo) è avvenuto nel suo cervello….voglio raccontarvi che circa 8 anni fa un amico pure importante del PRC(poi SEL e poi a casa sua) fantasticava insieme a vari giornali di opinione che nel giro di qualche anno Bertinotti ed il movimento no-global sarebbero stati la vera alternativa a Berlusconi….e Berlusconi in varie interviste dell’epoca lo auspicava(come adesso fa con Vendola) caldamente…..come è finita lo sappiamo…..
    Molte delle tesi espresse da alcuni frequentatori di questo blog le si trovano paro paro sull’Espresso…..ovviamente ognuno scrive dove può…..ma perchè vi ostinate a voler ratificate le vostre idee da Ramon Mantovani che a differenza vostra ha sempre espresso chiaramente le sue senza mai chiedere ratifiche a chicchessia?

  140. egregio luigi, io che ai tempi della denuncia di berlinguer sulla questione morale ero nel pdup fui d’accordo sia a presentare candidati del pdup nel pci sia a entrare nel pci. proprio perché berlinguer fece una svolta a sinistra sia alla fiat, sia dopo il terremoto dichiarando finita l’unità nazionale sia sulla questione morale.
    ma non sei obbligato a conoscere la mai storia. anche perché conta un bel niente. ciò che non puoi fare è avere pregiudizi che ti inducono a dire cose sbagliate e a interpretare le mie posizioni secondo i tuoi pregiudizi. come hai fatto tirando in ballo berlinguer.
    o meglio. puoi farlo. è lo sport nazionale della sinistra ragionare così.
    buon big bang.

  141. lucaocchionero Says:

    In verità mi pare che il “big bang” della sinistra d’alternativa ci sia stato nel 2007 e successivi. La differenza è che adesso alcuni stanno lavorando prendendosi le ceneri ed i frammenti in mano per cercare di ricostruire qualcosa, altri invece blaterano di straordinari progetti che non esistono e non esisteranno poichè se non ti sporchi le mani andando a riprenderti dalle persone il consenso perduto, nessuna alleanza immaginifica ci salverà. Immagino che sia bellissimo pensare che arrivi un leader, o una coalizione che d’improvviso ci ridarà l’orgoglio perduto per andarlo a confrontare al bar dello sport con qualche collega che vota pd o centrodestra, ma è solamente un’illusione perchè ciò non avverrà. Volete ricostruire la sinistra? Lavorate sul vostro quartiere e cercate consenso per un progetto politico, altrimenti si può disquisire sui blog fino a domanimattina ma i progressi della sinistra non si saranno spostati di un millimetro in avanti.

  142. Giuseppe detto Compagno Peppe Says:

    Leggendo i commenti di compagni giovani su questo blog e sul blog del compagno Grassi è chira una cosa:si parla tanto di unità,partito unico si o no,federazione si o no ecc.ecc. ma non c’è assolutamente quello slancio unitario presente 19 anni fa al teatro Brancaccio quando fondammo il Prc.
    Io c’ero,li vi era un clima di rivalsa contro chi aveva sciolto il pci,c’era entusiasmo,si respirava un eria di reale unità,non a parole come oggi.
    Oggi c’è chi parla tanto di comunismo e poi nei suoi territori non fa un cazzo,c’è chi parla di sinistra e poi la sua sinistra si esplica solo su una tastiera su internet.
    Il Prc è stato almeno fino al 98 la reale forza politica che fungeva da unità dei comunisti e della sinistra e fino al 2006 riusciva ad intercettare il voto di chi non votava i ds (nel 2006 prendemmo il 7-8%).
    Il Prc ebbe la forza e l’entusiasmo doi unire chi come me veniva da democrazia proletaria,insieme a ferrando,ferrero,russo,russo spena e altri e chi come ramon e altri provenivano dal pci e riusci ad unire anche ampi strati di compagni marxisti-leninisti fuori da partiti oltre a compagni che avevano partecipato alla scissione del Manifesto.
    Quella spinta non c’è è inutile,i tempi sono cambiati per questo io a 53 anni,in caso riuscissi,potrei anche ritirarmi nal fare politica attiva.
    Troppa gente con la bocca larga ma pochi fatti concreti

  143. ben detto lucaocchionero!

  144. caro giuseppe, è vero che c’era entusiasmo al brancaccio. è verissimo. ma non devi fare una apologia di quei tempi come se fossero meravigliosi.
    i prodromi delle divisioni e delle sconfitte c’erano già allora.
    ricorda che la formazione del partito fu tumultuosa. c’era chi non voleva far entrare DP. c’era chi si illudeva che bastasse dirsi comunisti, dopo lo scioglimento del pci, per avere in quattro e quattrotto un nuovo pci. in molte città ci furono scontri intestini a non finire. lo stesso primo congresso fu un casino tale che la notte prima della conclusione non si sapeva se avremmo avuto un segretario o meno. ricorda che il prc prese alle prime elezioni, e si votava col proporzionale, nel 92 il 5,6 %. e quel risultato deluse molti calcolando che dp aveva portato più o meno un 1,5 – 2 % dei voti e che quindi del 27 % del pci ereditammo si e no il 4 %.
    insomma, se è vero che c’era la spinta di cui parli è vero anche che covava una concezione della politica fatta di divisioni, scontri ecc.
    comunque tutto ciò aveva ed ha ancora fortissimamente una base strutturale.
    parlo delle sconfitte sociali e operaie degli anni 80, che continuano ancora oggi.
    l’entusiasmo benefico ci può essere solo e quando si riesce a vincere le lotte e a cambiare la realtà e la vita concreta dei proletari e delle persone in carne e ossa.
    mentre, nel bene e nel male, è sempre prevalsa l’idea che bastasse dire cose di sinistra alle elezioni e nelle istituzioni e contare sulla rendita elettorale della falce e martello per compiere la nostra funzione e rimontare la china. una idea illusoria che ha preparato ogni divisione e che tutt’oggi divide.
    bisogna sapere che è necessario resistere. lavorare socialmente. andare controcorrente dal punto di vista culturale, uscire dalla logica istituzionalista nel tempo delle istituzioni presidenzialiste e bipolari. e che tutto questo necessita di molto tempo e molta tenacia.
    un abbraccio

  145. Giuseppe detto Compagno Peppe Says:

    Ricordo benissimo le difficoltà ed io ero tra quelli che avevo dei dubbi dell’entrata di dp dentro il Prc perchè ero tra quelli che voleva proseguire la storia del pci,mentre altri volevano qualcosa di diverso che rompesse con la linea di moderatismo di occhetto.
    Prevalse la linea di rottura col passato e fu la miglior scelta possibile seppur all’inizio avevo dei dubbi.
    Ricordo bene anche le difficoltà del primo congresso ma sai qual’è la differenza tra il brancaccio ed oggi??
    Che allora vi era la percezione che anche litigando una soluzione la si trovava e quel processo che era il Prc era irreversibile adesso questa sensazione non c’è,anzi chi è in disaccordo anche su una minima cosa va via,non c’è dialogo,ci sono solo tante schegge impazzite

  146. esatto giuseppe, ma le schegge hanno cominciato ad impazzire e ad uscire già nel 94, poi nel 97, poi nel 98. e sempre sul governo. sempre! a dimostrazione che non l’identità politico culturale, la concezione del partito, il progetto strategico contavano, bensì l’essere o non essere in coalizione di governo col centrosinistra. e questo, al di la dei limiti soggettivi di qualità dei quadri, è un prodotto puro del sistema politico bipolare e della politica spettacolo.
    che comunisti sono quelli che non sanno vedere e capire queste cose?
    che comunisti sono quelli che pensano che il comunismo, ed ogni sua variante, viva nella scheda elettorale e nella “visibilità” sui mass media?
    che comunisti sono quelli che parlano di unità e preparano sempre divisioni?
    un abbraccio

  147. Palmiro Says:

    Che comunista è quello che pretende di determinare la concezione e l’identità politica del partito, e il suo progetto strategico, a prescindere dal contesto in cui esso opera? (grado di emancipazione delle classi subalterne, quadro sociale-economico-politico, leggi elettorali…)

    La risposta è facile: è il comunista di scuola DP o trotskista o bordighiana, che (come la storia insegna) ha sempre militato in partitini irrilevanti (o si è infiltrato in partiti più grossi), e in ogni caso non ha mai prodotto niente di buono.

  148. io non sono mai stato di dp nè trotskista nè bordighiano. ma ho imparato negli anni molte cose da tutti. soprattutto ho imparato a rispettare tutti e a non disprezzare nessuno per le dimensioni della sua organizzazione. il 90 % dei dirigenti boriosi del PCI che parlavano come questo palmiro negli anni 70 e 80 ora sono liberisti, adoratori del potere e spesso anche conniventi con la destra.

  149. Palmiro Says:

    Sta di fatto che chi ha tenuto atteggiamenti da demoproletario, trotskista o bordighiano si è condannato all’irrilevanza politica e storica, e nulla ha potuto contro la deriva di questi “dirigenti boriosi del Pci”, e dell’intera sinistra e dell’intero paese. Alla fine della fiera, il loro settarismo è pure tornato utile, perchè ha impedito la creazione di una alternativa credibile e popolare.

    E oggi, come Marx insegna, la storia si ripete in forma di farsa: al posto del PCI ci sono PD e SEL, e al posto di DP c’è il PRC (almeno nelle idee di qualche dirigente nazionale)…

  150. lucaocchionero Says:

    ah ecco, per cui secondo palmiro se non ci fosse il prc la sinistra italiana avrebbe risolto i suoi problemi? Se davvero fosse così facile sarei ben felice di rinunciare alla tessera! La verità è che il PD è nello sfacelo organizzativo, e programmatico totale mentre la SEL è talmente immobile che perfino Vendola intenderebbe superarla grazie alle fabbriche. In poche parole caro Palmiro il tuo non è giudizio politico ma solo una manifestazione di frustrazione

  151. va bene signor palmiro, organizza qualche gulag e cerca di ottenere qualche confessione secondo la quale chi non la pensa come te è un agente del nemico.

    caro luca, non è frustrazione. è la cultura politica stalinista che dello stalinismo ha ereditato solo il peggio.

  152. Palmiro Says:

    lucaocchionero, lo sfacelo l’immobilismo di SEL e del PD esistono, ma in compenso noi riusciamo a perdere molta più fiducia e consenso di loro: elezioni e sondaggi ci danno in calo drammatico (siamo sotto il 2%), i compagni ne risentono, si scoraggiano e abbandonano la militanza.

    Inoltre questo atteggiamento spocchioso da “aspetto che il cadavere del mio nemico passi lungo il fiume” è totalmente staccato dalla realtà, ci distrugge, ed è chiaro indice di settarismo: la gente capisce che in fondo per noi PD e SEL sono nemici quanto PDL e Lega Nord, e ci prende a pernacchie.

    Tutti questi sono fenomeni che oggi rendono il PRC una DP del XXI secolo: stesse percentuali di consenso, stessa irrilevanza e subalternità di fatto, ma in uno scenario politico molto peggiore rispetto agli anni ’80.

    A Ramon Mantovani, che a queate osservazioni risponde parlando di Gulag, dico semplicemente: AH AH AH AH AH!

  153. lucaocchionero Says:

    1: Ti riferisci a sondaggi che hanno numeri e previsioni che rientrano nella soglia di errore. Giusto per fare un esempio: per tutto il periodo delle elezioni europee Pagnoncelli ci ha sempre dato al 2,2%, alle elezioni dei “voti veri” abbiamo preso il 3,4%. Questo per dirti che i sondaggi spesso sbagliano soprattutto quando devono indicare percentuali tra il 2 ed il 4%.

    2: A differenza tua che annoveril il PD nella “sinistra”, io non sono neppure sicuro di questa collocazione. L’atteggiamento prono verso la Fiat che hanno avuto parti importanti di quel partito nella vicenda di Pomigliano, le critiche all’indirizzo di Bersani per la sua partecipazione alla manifestazione CGIL, la critiche contro l’attore Gifuni che ha osato definire “compagni” i militanti del PD rendono chiaro a tutti che quel partito è attraversato da pulsioni politiche differenziate esattamente come il PDL tra finiani e berluschini.

    3: Non considero nemici i militanti di SEL. Il congresso è terminato: nè noi e nè loro siamo padroni della sinistra antagonista mi fa molto piacere che il dialogo stia facendo progressi. Per quanto mi riguarda sono uno che cerca di dialogare e sono impegnato in questo senso. Nè credo che tu sia un’iscritto al PRC. Se lo fossi infatti sapresti che nel dibattito che c’è dentro il partito è parte importante il dialogo con SEL, e non mi pare che ci siano fazioni che ritengono che con SEL non si debba dialogare. In ultimo al questione SEL: presto ci sarà un congresso e non è un mistero che lo stesso Vendola abbia mantenuto un’atteggiamento critico verso la sua stessa creatura tanto da auspicarne una profonda ristrutturazione mediante le “fabbriche di Nichi” o volgiamo negare anche questi fatti che puoi trovare su tutti i giornali?

  154. Palmiro Says:

    lucaocchionero, i sondaggi possono sbagliare i numeri finali, ma di solito azzeccano i trend. E infatti il nostro trend è calante, e alle elezioni regionali abbiamo perso più di un quarto dei nostri consensi rispetto alle elezioni europee. E ci sono stati dirigenti nazionali che hanno parlato di un risultato accettabile, perchè “abbiamo tenuto” e “abbiamo portato a casa la pelle!”

    Dici che annovero il PD nella “sinistra”, ma ti sbagli. E comunque tutte le contraddizioni che hai citato, e le altre che hai trascurato (pomigliano, gifuni, finanziaria…) dovrebbero spingerci a entrare nel loro dibattito, e cercare interlocuzioni con chi ha posizioni vicine alle nostre, anzichè stare a guardare compiaciuti della nostra purezza imbelle.

    Lo stesso vale ancora di più per SEL. Ma purtroppo l’appello per l’unità a sinistra, condiviso da alcuni nostri dirigenti e da esponenti di SEL che si differenziano dalla linea di Vendola, è stato accolto come fumo negli occhi da chi preferisce invece stare a guardare, e pensa che “fare politica” significhi riempire una nicchia minoritaria e sparare slogan e sentenze.

  155. Michele Says:

    Ramon,
    ti volevo chiedere se era possibile intavolare un discorso con Gianni Rinaldini.
    Rinaldini ha concluso la sua esperienza alla guida della Fiom con grandi applausi da parte dei lavoratori ew potrebbe dare un contributo incredibile per la nascente FdS.
    Ci sono discussioni affinche Rinaldini possa entrare attivamente nella formazione della Federazione??
    Tra l’altro Rinaldini e il nostro segretario Ferrero saranno nuovamente a Pomigliano l’8 Luglio in un dibattito con i lavoratori

  156. egregio palmiro, te la canti e te la suoni. sondaggi. la gente (solo tu possiedi la vera conoscenza del pensiero della gente) non ci capisce. siamo dp e ci guardiamo solo l’ombelico nella speranza di occupare una nicchia. trotskisti, dp, bordighisti sono i colpevoli di tutto.
    e pensi che queste argomenti possano dar luogo a una discussione? a un ragionamento?
    sono solo slogan e sentenze. un pensiero (?) integralista che non ammette nessuna altra idea.
    va beh! hai sputato le tue sentenze. e ora che facciamo?
    ci sono decine di siti dove invece di ragionare e dialogare e pensare si scrivono sentenze, slogan e insulti. dove persone che si ritengono di sinistra pensano che discutere si faccia come da santoro o su novella 2000.
    vacci.

  157. caro michele, ma ti pare che siano domande da fare su un blog pubblico? pensaci e vedrai che trovi la risposta da solo.

  158. nuovo articolo e quindi i post in coda a: la rifondazione di izquierda unida

  159. Un giovane comunista Says:

    A me, semplicemente, Nichi Vendola continua a piacere. Per quel che dice e per quel che fa.
    E secondo me avete perso una grande occasione e ve ne pentirete tra qualche anno.

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