Uniti si! Ambigui e confusi no!

La crisi capitalistica, oltre ad approfondirsi costringe chi non si propone di metterne in discussione la natura strutturale, a fare proprie le politiche monetariste e liberiste dell’Unione Europea e della Banca Centrale. E’ così che in Italia governo e centrosinistra si accapigliano su tutto tranne che sul punto più importante: i sacrifici. Possono litigare sui tempi e sui modi, su questo o quel dettaglio, ma non sulla necessità di enormi tagli per salvare il sistema economico e per soddisfare gli appetiti del capitale speculativo. Tutto questo è destinato a produrre una macelleria sociale. Con un’opposizione parlamentare incapace di contestare le scelte di fondo capitalistiche, che invece vengono addirittura assunte come base per criticare il governo e per richiamarlo ad una maggiore coerenza con esse, i tagli draconiani sono destinati a produrre malcontento e sofferenze di ogni tipo, ma non una resistenza capace di accumulare forze e di preparare una alternativa. In questo contesto i sentimenti di egoismo sociale, le guerre fra poveri e la distanza dalla politica, comunque declinata nel bipolarismo, sono cose destinate a crescere. Mai come oggi sarebbe necessaria una sinistra politica unita che “torni a giocare un ruolo importante sulla scena politica italiana” (come recita il titolo di un recente appello di alcuni esponenti del PRC, del Pdci, di SEL e di alcune personalità della sinistra). Ma, a nostro parere, senza chiarezza politica e programmatica su due questioni fondamentali l’unità è destinata ad infrangersi, producendo nuove divisioni. E il “ruolo importante” è destinato ad essere un ruolo comprimario nel centrosinistra. La prima è che la radicalità della critica al sistema capitalistico finanziarizzato, che è la causa della crisi, non può essere un dettaglio sacrificabile sull’altare di una alleanza contro Berlusconi. La seconda è che senza una battaglia durissima contro il bipolarismo la politica ufficiale (tutta senza distinzioni) è destinata a separarsi definitivamente dalla società. Mentre per altre forze questo è perfino utile, giacché il “governo dell’esistente” nel tempo del capitalismo contemporaneo ha bisogno di essere indifferente alle conseguenze sociali delle proprie scelte, per la sinistra è esiziale. A meno che non si voglia essere sinistra liberale. O che si voglia confondere l’interesse di un ceto politico a ricavarsi uno spazio istituzionale nel centrosinistra con gli interessi delle lotte e delle classi subalterne.

Per questo noi insistiamo nel dire, come è scritto nel documento fondativo, che la Federazione della Sinistra deve essere costruita come l’unità della sinistra politica e sociale anticapitalista e che deve essere indipendente dal centrosinistra. Per questo ribadiamo, come ha votato a larghissima maggioranza il CPN del PRC, che col centrosinistra si deve fare un accordo in difesa della costituzione, di resistenza democratica al regime delle destre e di superamento del bipolarismo, ma non un accordo di governo. Per questo diciamo, sommessamente ma con fermezza, che parlare della Federazione come se questa avesse già unito il possibile (mentre molto resta da fare per costruirla come vero spazio pubblico aperto ai movimenti e ai protagonisti dei conflitti) proponendo poi l’unità con SEL e glissando sull’internità o meno al centrosinistra, è un grave errore. Non di manovre trasversali delle correnti dei diversi partiti e non di suggestioni unitarie senza chiarezza abbiamo bisogno. Serve una prospettiva unitaria chiara su progetto e contenuti, a partire dalle cose che già abbiamo insieme deciso. Il corpo militante che in questi anni ha resistito e combattuto contro tutti e tutto per mantenere in vita Rifondazione, e che sarà presto chiamato a decidere nei congressi della Federazione e del partito, merita che il gruppo dirigente sia chiaro e non dilaniato da incomprensibili lotte correntizie.

Ramon Mantovani

Giovanni Russo Spena

Pubblicato su Liberazione il 22 maggio 2010

36 Risposte to “Uniti si! Ambigui e confusi no!”

  1. Bravo censore bravo uguale agli stalinisti bravo Mantovani

  2. Un segretario regionale sospettato di aver preso voti dall’andrengheta non riguarda il tuo blog tu discuti solo di “ALTA” politica poi peccato che siano le pratiche concrete di quei dirigenti a distruggere la credibilità del nostro partito!
    bravo vai continua così

  3. Un segretario regionale sospettato di aver preso voti dall’andrengheta non riguarda il tuo blog tu discuti solo di “ALTA” politica poi peccato che siano le pratiche concrete di quei dirigenti a distruggere la credibilità del nostro partito!
    bravo vai continua così.

  4. Vittorio Says:

    Condivido gran parte del vostro intervento specie quando denunci chi in Rifondazione crede ed afferma che”tutto quello che si poteva unire si è unito” e che siamo oramai a boccie ferme nel processo di costituzione della federazione.Così non è, non siamo riusciti e non riusciremo ad intrcettare la gran parte delle realtà di movimento nè altre istanze organizzate quali il sindacalismo di base o le reti dei centri sociali.
    Quasta incapacità ha un nome e un cognome e si chiama rapporto privilegiato con soggetti moderati,governisti ed idetntitari quali il P.D.C.I, continuo a pensare che per “la Rifondazione” così come la intendevamo ai tempi di Genova,questo sia un abbraccio mortale. Non a caso i soggetti firmatari dell’ ultimo,ennesimo,inutile appello all’unità della sinistra recitano”la federazione deve avere un corretto rapporto con i movimenti” non internità quindi come da tempo oramai non diciamo più, ma il solito tentativo egemonico di passata e triste memoria…la realtà è che anche in rifondazione si rischia un balzo all’indietro di decenni, rifugiandosi in un vuoto identitarismo che maschera real politique e governismo esasperati.Purtroppo credo anche che il seg. naz. non stia sufficentemente contrastando questa deriva anzi mi pareche spesso la stia assecondando deludendo chi come me hanno creduto e ancora credono nella”rifondazione” Vorrei dire un ultima cosa rispetto all’ìautonomia dal PD,ma me la riservo in caso di una vs replica a questa mia riflessione. un caro saluto Vittorio Rimini

  5. Mi trovi molto d’accordo con la tua analisi.
    Penso che,conoscendo molti militanti di sinistra critica,con loro,parlo della base,si possa ragionare.
    Un compagno l’altro giorno mi spiegava come sinistra critica abbia chiuso il tesseramento a mille e cento tessere in tutta Italia (noi come Federazione siamo sopra gli 80 mila,47 mila il Prc,30 mila il Pdci più Salvie Patta) e che c’e molta maretta perchè in molti vorrebbero entrare nella Federazione.

    PS:Caro Carlo con i sospetti e con le lettere anonime non si va da nessuna parte,servono fatti,fatti concreti.Detto questo,detto tutto

  6. Fausto B Says:

    Chi parla, come Vittorio, di “intercettare la gran parte delle realtà di movimento [o] altre istanze organizzate quali il sindacalismo di base o le reti dei centri sociali” dovrebbe anche spiegare due cose:

    1. su quali contenuti andrebbero “intercettati” questi soggetti;
    2. il legame tra questi contenuti e la politica di massa della Federazione della Sinistra.

    Per il punto 1, mi pare che la FdS porti già avanti (in modo sicuramente insufficiente) tematiche e argomenti che dovrebbero cogliere il consenso di tutte le forze progressiste, inclusi dunque i vari “movimenti” (o quel che ne resta). Purtroppo mi pare che spesso l’unico punto di reale e completo disaccordo tra noi e loro sia la questione delle alleanze elettorali. Dopo lunghi anni di internità e rapporto coi “movimenti”, posso dire per esperienza che, quando la questione elettorale diventa un discrimine alla collaborazione, significa che il ragionamento è chiuso e politicistico, e tutte le altre argomentazioni addotte dai “movimenti” sono pretestuose e strumentali a motivare una frammentazione totalmente antipolitica, miope e settaria.

    Sul secondo punto, sottolineo la questione della “politica di massa” perché mi pare che a volte si pensa di poter fare “massa critica” in modo gruppuscolare, cioè andando a mettere assieme schegge impazzite e autoreferenziali che spesso non raccolgono consenso nè stima tra i lavoratori e i cittadini. I comunisti hanno sempre lavorato politicamente con l’obiettivo di espandere il proprio consenso tra le classi di riferimento. Va quindi benissimo lavorare (come stiamo facendo) sul fronte della difesa dell’acqua pubblica. Va malissimo tirare la giacchetta a chiunque si dica “di sinistra”, o peggio predicare “a prescindere” una bertinottiana “internità ai movimenti” senza definire una nostra posizione politica autonoma e dialettica.

  7. Qualcosa incomincia a muoversi,al di la delle sigle e delle esigenze organizzative di ognuno.Condivido Ramon,l’unità va fatta nella chiarezza,va costruita con la consapevolezza che la crisi finanziaria delle banche la pagano precari lavoratori e soggetti deboli.Unità che è indispensabile venga creata alacremente,che ponga come centrali i temi del bipolarismo e della critica radicale all’esistente.Non esistono più scorciatoie,il lavoro durerà anni,sarà duro e difficile,e dagli esiti incerti.Io sono di Sel, e insieme a tante e tanti,da noi a sc con prc pdci associazioni di utenti comitati di mamme,ognuno con pari dignità e autonomia,proviamo a costruire,nel piccolo del nostro territorio,vertenze e lotte sacrosante.E’ bastato sederci tutti insieme,senza clamori,individuare gli strumenti ed i percorsi,e siamo partiti.Vi assicuro una esperienza vera,di impegno militante, e anche dai risvolti umani molto profonda.Auguro ai compagni del prc e della federazione buona vita e buon lavoro, per quanto possa sembrare curioso mi batterò sempre per la realizzazione di una sinistra nella quale ci sia sempre falce e martello.

  8. egregio carlo, questo è un blog personale, non un sito del partito o un giornale online. se non capisci che questo sito non è il luogo dove discutere di fatti, gravi o meno, che riguardano persone sulla base di articoli di stampa o di post come il tuo, vuol dire che non capisci nulla. sono ormai anni che denuncio la degenerazione del partito e della sinistra in certi luoghi. sono ormai anni che dico che non è accettabile che ci siano luoghi dove i voti di preferenza arrivino anche al 90 % dei voti di lista. sono ormai anni che denuncio il fatto che in alcuni luoghi il partito è in mano agli “istituzionali” che lo usano a loro piacimento.
    come vedi io parlo di politica sempre, alta o bassa che sia. perché parlo dei problemi. sarei veramente stalinista se volessi trasformare un semplice blog dove metto i miei articoli in un luogo dove si istruiscono processi e si dettano sentenze sulle persone.
    ma credo che tu questo non lo possa capire.
    a te piace fare scritte anonime per lanciare accuse. e così, per altro, fai un servizio anche a chi accusi per il semplice motivo che le risse, le accuse e controaccuse fatte anonimamente su siti che non possono discuterne a ragion veduta, fanno solo confusione.
    ma anche questo dubito che tu lo possa capire.
    ciao

  9. caro vittorio, grazie per il commento. ma le cose sono più complesse ed in parte diverse da come le dici tu.
    è pacifico che su molte cose ci siano opinioni diverse e che esistano anche culture politiche diverse. c’è chi pensa che le forze politiche abbiano un ruolo e le forze sociali un altro? c’è chi pensa che alla domanda di unità, che c’è ed è forte, si possa rispondere sorvolando perfino sulle vere motivazioni delle attuali divisioni? io lo trovo del tutto normale. fa parte di una dialettica che c’è in tutti i paesi del mondo. ma sarebbe un grave errore discuterne facendo una guerra di religione. l’ennesimo scontro senza quartiere che alla fine lascia solo macerie e raggiunge tutti gli obiettivi tranne quello di fare chiarezza.
    quel che importa è che, per fare un esempio, nel manifesto fondativo della federazione ci siano scritte cose chiare. e ci sono sia sul movimento no global sia sul centrosinistra.
    come c’è una certa dose di istituzionalismo e di concezione moderata della politica c’è anche il settarismo e una certa dose di estremismo.
    ormai da molto tempo, come a porta a porta o da ballarò o anno zero, non si discute più di fatti, di documenti per quello che sono. si discute di pregiudizi, di dietrologie, di suggestioni.
    se parli con compagni di sinistra critica o del pcl o di alcuni sindacati di base e gli chiedi: ma hai letto il documento fondativo della federazione? dimmi cosa non va. ti rispondono, sempre se l’hanno letto, che non conta. che quello che conta è che nella regione tale è stato fatto un accordo. che la tale corrente non può non tornare ad essere governista.
    mi dispiace, ma così non solo non si discute di nulla di serio. ma si perpetua una divisione che è solo distruttiva.
    ripeto che discutere in questo modo è del tutto inutile.
    io rimango convinto che la stragrande maggioranza delle iscritte e degli iscritti al prc e alla federazione sul tornare al governo nel centrosinistra nazionale hanno una opinione contraria. penso sia così. e credo di non sbagliarmi.
    invece di fare processi alle intenzioni e dare per scontate cose che scontate non sono, bisogna fare lavoro sociale, stare nei movimenti di lotta (ci torno rispondendo ad altri), e spiegare la necessità di battere berlusconi e superare il bipolarismo. chi ha opinioni diverse, dubbi, ed anche contrarietà, non lo si convince scomunicandolo, bensì dimostrando che la linea è giusta, che paga. e nella discussione bisogna sempre tenere in conto la verità interna anche al ragionamento opposto. ed anche a quello bisogna dare una risposta. non negarla per comodità polemica.
    secondo me parlare di unità senza vedere gli ostacoli è un errore. ma lo è anche parlare di contenuti senza vedere la domanda di unità.
    un abbraccio

  10. caro piro, io guardo sempre con rispetto al dibattito di altre organizzazioni. come c’è il compagno che ti ha detto così ce ne sono altri che pensano il contrario. solo i fatti possono spostare in avanti la discussione. e non si fanno fatti (non è una critica rivolta a te) fermandosi ogni due giorni per esaminare il pelo nell’uovo, omettendo i documenti votati e impostando tutta la discussione sull’ultimo titolo di una intervista o su un appello e così via.
    ma credo che siamo veramente d’accordo.
    un abbraccio

  11. caro fausto b, mi pare che siamo d’accordo.
    quale sia il rapporto con i movimenti e su quali contenuti costruirlo è scritto nero su bianco nel manifesto fondativo della federazione.
    a vittorio ho risposto anch’io.
    aggiungo solo una cosa. che però è molto importante.
    avendo contribuito personalmente alla costruzione della posizione di rifondazione sull’internità al movimento mi preme dire alcune cose.
    1) l’internità al movimento (al singolare) è sempre stata concepita, nei documenti oltre che nella pratica, al movimento mondiale contro la globalizzazione. è in quella sede che un partito nazionale deve stare proclamando la propria internità e discutendo alla pari con tutti gli altri soggetti.
    2) l’internità ai movimenti di lotta, sia sociali sia sui diritti civili, è una banalità condivisa da tutti. stare in questi movimenti è indispensabile per chiunque voglia fare politica. in questi movimenti si deve portare in proprio contributo attivo, sia nelle pratiche sia nella discussione. anche facendo una lotta per l’egemonia. diciamo pure che è un classico di un partito comunista serio.

    giacché in italia si discute in modo non serio ecco che l’internità al movimento è stata distorta sia nella versione settaria e dogmatica sia nella versione “movimentista”. per produrre una dialettica falsata dove a un estremo c’è l’idiozia per cui un partito (magari con poche centinaia di militanti) discute e poi detta la linea al movimento che, poveretto, non possedendo la “verità” deve essere diretto. e all’altro estremo c’è l’idiozia per cui il partito non ha idee proprie e può solo seguire quella che sembra essere la posizione prevalente nel movimento.

    la crisi della politica produce l’effetto della separazione del sistema politico dalla società e la conseguente istituzionalizzazione esasperata del partito. ma produce anche l’idea secondo la quale un movimento di lotta non può proporsi la realizzazione dei suoi obiettivi e deve limitarsi a testimoniarli e a, eventualmente, cercarsi un qualche amico (personale) nelle istituzioni.

    senza sciogliere questo nodo il destino è segnato. l’americanizzazione della politica produrrà forti movimenti sociali e civili muti sul piano politico istituzionale e laeder politici suggestivi che usano i contenuti dei movimenti per fini totalmente impropri, compresa la carriera personale.
    jessie jackson negli USA, sebbene sia una persona più che rispettabile, non ha mai cambiato una virgola di niente nelle cose importanti. sia sull’economia sia sulla guerra.

    per questo il bipolarismo è un obiettivo fondamentale. e per questo i partiti che vogliono ricavarsi un ruolo nel bipolarismo e chi nelle lotte vuole solo testimoniare non lo considerano un obiettivo fondamentale.

    un abbraccio

  12. caro f.p., mi rallegro che tu la pensi così. e spero diventi la linea di sel. attualmente non è per nulla così.
    un abbraccio

  13. segnalo un mio articolo sull’incontro organizzato da europa levante lo scorso venerdi:

    http://khayyamsblog.blogspot.com/2010/05/la-questione-curda-tra-vecchie-e-nuove.html

  14. vittorio buldrini rimini Says:

    X faustoB.”i comunisti hanno sempre lavorato per espandere il consenso ecc. ecc.”é proprio questo modo di parlare che mi fa temere un balzo all’indietro di decenni da parte di rifondazione. Comunisti chi??? quali??? Intendi il P.C.I.??? da come definisci nel proseguio del tuo intervento alcune pratiche, “gruppuscolari” credo di si, visto che il lessico è ancora quello di tanto tempo fà.Che vi sia in atto un ritorno al passato in rif.prendendo come unico riferimento l’esperienza del P.C.I.con tutto il suo moderatismo,istituzionalismo(per non dire governismo)è chiaro in molti interventi quali il tuo. Persone come me che non sono mai state iscritte a quel partito e che lo hanno sempre criticato si trovano ogni giorno di più a disagio dentro rc è una verità che denuncia l’incapacità del partito nel riuscire a mediare tra le diverse sensibilità culturali che dovrebbero invece essere la ricchezza di Rifondazione.Ramon anni fa mi disse-Nel partito ci sono ancora troppi che al mattino ascoltano radio DJ e sono convinti di ascoltare radio Tirana che non esiste più- credo che gli ascoltatori di Radio Tirana anzichè diminuire stiano aumentando.Polemiche a parte(non so neppure se vieni dal P.C.I o meno)vorrei rispondere alle domande che mi poni:è vero che rif.(non uso il termine federazione visto che non mi ci riconosco)porta avanti contenuti che sono in sintonia con le istanze di molti movimenti,ma è altrettanto vero che poi non si riesce ad intercettare ne il consenso sociale, ne tanto meno quello elettorale,che potenzialmente quei movimenti hanno.Credo che l’annoso problema delle alleanze elettorali nei territori,per quanto considerato dannosissimo e distruttivo da molti ns dirigenti naz.sia il fulcro del problema.Da molti anni ad oggi, vi è stato un tentativo di evitare la discussione di minimizzare l’importanza dei governi o delle opposizioni nei territori, anche con brutte dichiarazioni quali- i governi locali non fanno leggi sul mercato del lavoro o finanziarie(Ferrero)atte a giustificare accordi non fondati su obiettivi e contenuti ma solo sulla spasmodica ricerca di uno straccio di rappresentanza Oggi il probelma ci esplode in mano.Il comportamento nei territori è centrale per il risultato elettorale,spiegami come il movimento no tav,avrebbe potuto votarci dopo che si è fatto l’accordo con la Bresso la più accanita sostenitrice di quel progetto,o come un pacifista e una famiglia che occupa una casa a Roma poteva mettere la croce sul nome della Bonino che da sempre appoggia la guerra preventiva degli USA o il liberismo dei mercati compreso quello immobiliare. Non mi si venga a dire che un accordo elettorale è diverso da uno politico,o anche se lo è, credo che la differenza sia stata capita solo da noi addetti ai lavori.Non dico che non si devono fare accordi a prescindere, ma neppure che li si debbano fare, a prescindere.
    Sulla “politica di massa” ho poco da dire tu ragioni ancora come se la sinistra fosse forte e robusta cosa che non è, ed è chiaro il tuo intendimento di escludere dal progetto della fed. istanze che hanno forme di lotta ed obiettivi radicali magari che sconfinano nell’illegalità per appoggiarti ad un più rassicurante fronte di “istituzionali”.Per confutare la tua tesi fai analisi futili quali”non riscuotono il consenso dei cittadini e dei lavoratori” come se noi quel consenso lo stessimo ricuotendo!!! Facile fare il referendum sull’acqua pubblica, ma tu ci andresti a fare un picchetto anti-sfratto io credo di no!!! Un caro saluto

  15. Credo che se tutti quelli che criticano l’istituzionalismo facessero qualche picchetto antisfratto in più e tutti quelli che criticano il movimentismo lavorassero per migliorare la presenza comunista nella rappresentanza, staremmo tutti meglio.
    Ogni minuto speso in queste (futili, davvero inutili) dispute di corrente è un minuto perso. Lavoro sociale e lavoro politico, il resto sono chiacchiere.

  16. caro vittorio buldrini, mi spiace ma proprio non sono d’accordo. ovviamente dici alcune cose vere. altre le esageri e altre le inventi per comodità di polemica. ridurre la storia del pci a una coacervo di moderatismo, istituzionalismo e governismo è una sciocchezza grande come una casa. rinverdire polemiche di trenta anni fa è una sciocchezza. parlare di provenienze che risalgono almeno a venti anni fa è una sciocchezza. c’è istituzionalismo? si, ma è assolutamente trasversale alle provenienze. c’è governismo? si, ma è assolutamente trasversale alle provenienze. io ho passato gli anni 70 a criticare il pci e la linea del compromesso storico e dell’unità nazionale. sono ancora convinto che siano stati commessi errori storici. ma sarebbe sciocco non vedere che tutte le conquiste, che hanno cambiato l’italia e che oggi siamo impegnati a difendere, a cominciare dallo statuto dei lavoratori (sul quale per altro il pci si astenne criticandolo da sinistra), passando per la riforma sanitaria, per l’equo canone, e per i diritti civili come divorzio e aborto, non sarebbero nemmeno state immaginabili senza il pci. come sarebbe sciocco non vedere che berlinguer, paladino massimo e produttore della linea del compromesso storico e dell’unità nazionale, seppe fare una svolta politica che lo portò ad essere alla fiat a perdere la battaglia insieme agli operai, a denunciare la questione morale e a scontrarsi contro il psi di craxi fino al referendum sulla scala mobile. fu tutto lineare e chiarissimo? no. certo che no. ma vedere solo una parte della verità è proprio sbagliato. analogamente il vizio di molti del pci di essere strafottenti verso le piccole formazioni, chiamate “gruppuscoli”, riducendo il giudizio non alle idee o alle posizioni o alle proposte, bensì alla dimensione condendola con la intolleranza verso ogni critica, è solo l’altra faccia della stessa medaglia. nel 2010 riproporre questa logica è puramente pazzesco.
    come puoi pretendere rispetto e volontà di ricondurre il dibattito a sintesi se per primo spari giudizi sommari e definitivi?
    davvero credi che chi tu dici essere moderato, istituzionalista, governista, accetti queste definizioni e poi sia animato dalla volontà di ascolto nei tuoi confronti? quando ti danno del gruppettaro ti incazzi o aggrotti le sopracciglia e ti senti pervadere dalla volontà di discutere approfondendo i temi?
    in entrambi questi pregiudizi si annida una immensa debolezza politico- culturale.
    ciò che è in discussione oggi non è la provenienza, tanto è vero che posso citarti decine di dirigenti di rifondazione provenienti dal pci (me compreso) che hanno posizioni di sinistra e decine di dirigenti provenienti da dp o da formazioni più piccole che hanno posizioni moderate. e non stare a fare calcoli numerici che non dimostrano nulla.
    l’elettoralismo e l’istituzionalismo si declinano sia dicendo “alleiamoci comunque. è dimostrato (e lo è senza dubbio) che così si prendono più voti”. ma si declinano allo stesso modo dicendo: “non alleiamoci mai con nessuno. nelle istituzioni si sia coerenti rinunciando alla politica e riducendo tutto a gridare forte degli slogan, alla fine il popolo capirà!”.
    come è puro elettoralismo presentarsi alle elezioni tutti contro tutti come se alle elezioni il popolo dovesse stabilire chi è veramente comunista e quale virgola del progetto sia migliore. li si annida la “visibilità”. altro cancro che ha fatto metastasi ovunque.
    tutte queste cose sono politicismo puro. e, perdona il paragone azzardato, era malato di politicismo tanto il pci come tutte le formazioni alla sua sinistra, brigate rosse comprese. ed è per questo che pur nella polemica feroce in realtà si usano gli stessi paradigmi per leggere la società, e per considerare la sfera delle istituzioni e della politica ufficiale, come il vero oggetto della milizia politica. ed è infatti su questo che poi si scinde tutto. sempre e solo sul governo. che perfino il rivoluzionario più radicale dovrebbe considerare una questione tattica e non una questione strategica e qualificante l’identità e il progetto politico.
    rispondendo a fausto b, ho scritto:
    “la crisi della politica produce l’effetto della separazione del sistema politico dalla società e la conseguente istituzionalizzazione esasperata del partito. ma produce anche l’idea secondo la quale un movimento di lotta non può proporsi la realizzazione dei suoi obiettivi e deve limitarsi a testimoniarli e a, eventualmente, cercarsi un qualche amico (personale) nelle istituzioni.

    senza sciogliere questo nodo il destino è segnato. l’americanizzazione della politica produrrà forti movimenti sociali e civili muti sul piano politico istituzionale e laeder politici suggestivi che usano i contenuti dei movimenti per fini totalmente impropri, compresa la carriera personale.
    jessie jackson negli USA, sebbene sia una persona più che rispettabile, non ha mai cambiato una virgola di niente nelle cose importanti. sia sull’economia sia sulla guerra.

    per questo il bipolarismo è un obiettivo fondamentale. e per questo i partiti che vogliono ricavarsi un ruolo nel bipolarismo e chi nelle lotte vuole solo testimoniare non lo considerano un obiettivo fondamentale”.

    scusa l’autocitazione. ma vorrei farti notare, visto che tiri in ballo la bonino, che è verissimo che quando si discute di un accordo, magari solo elettorale, bisogna discutere sulla base della realtà. non sulla base di altre cose. ed è vero che non c’è regione che vota sulla politica estera. ed è vero che chi a roma fa più picchetti antisfratto di tutti, parlo di action (che credo tu non vorrai annoverare fra i governisti), ha sostenuto attivamente un candidato nella lista civica della bonino, mentre rifondazioni ha rifiutato un accordo di governo ed ha proposto un accordo elettorale, che per altro la bonino ha onorato correttamente.
    tutto questo a dimostrazione che quanto ho scritto rispondendo a fausto b è purtroppo già in atto.
    cosa facciamo a roma? apriamo una bella polemica per accusare action di essere governista e per vedere chi è più puro? o cerchiamo di combattere l’origine del problema che è il bipolarismo esasperato?
    insomma, la sconfitta subita da tutti necessita di una resistenza e di una prospettiva. non di vecchie polemiche per stabilire chi ha sempre avuto ragione e chi ha avuto sempre torto.
    non ti riconosci nella federazione? è un tuo diritto. ma secondo te bisogna che alle prossime elezioni ci sia il prc, il pdci, sinistra critica, il pcl, il pdac? se si allora hai ragione. se no devi dire come si fa ad evitare che succeda questo. ma devi dirlo e non proporre cose sorvolando su questo.
    va beh l’ho fatta lunga e sono stato molto duro e franco.
    ma siccome ci conosciamo so che capisci che si può parlare così senza perdere di un grammo il rispetto reciproco.
    un abbraccio

  17. eh si masaccio. hai ragione. ma bisogna anche discutere, senza drammi, del “a che serve fare i picchetti antisfratto”? e di “cos’è la rappresentanza nel tempo della crisi della politica e del bipolarismo esasperato”. e le risposte devono essere collettive e non individuali. altrimenti nessuno farà ne l’una ne l’altra cosa. per quanto duro e difficile sia bisogna insistere a discutere di pratica e di teoria. insieme. e da quallo che hai sempre scritto qui credo che siamo d’accordo.
    un abbraccio

  18. ho detto che non sono ammessi post che parlano di problemi locali e di polemiche su persone. li cancellerò senza esitazione. sia quelli che contengono accuse sia quelli che contengono difese.
    fatela finita! e andate a litigare in altri siti!
    CHIARO?

  19. Caro Ramon, c’e nel partito oramai sempre più e le tue considerazioni lo confermano, a tutti i livelli una deriva istituzionalista, politicista e verticista.

    La scelta scellerata fatta da te e i gruppi dirigenti nazionali di sciogliere nei fatti il partito ( con la creazione della FED. della SIN. e leggiti lo Statuto provvisorio) in un contenitore più ampio che è la Federazione della Sinistra ha ottenuto il solo risultato di distruggere quel poco che era rimasto del PRC ( dopo la sconfitta dell’Arcobaleno).
    Basti vedere cosa sta accadendo in tutta Italia dove molti compagni del PRC hanno fatto prima della nascita, durante e fino ad oggi stanno facendo le valigie disgustati e dove questa osannata Federazione, “ Il Titanic Arcobaleno insegna”, è dilaniata da scontri feroci per accaparrarsi un posticino sicuro, vedi ciò che è successo alla Federazione di Napoli, Roma,Torino, Bologna, solo per citarne alcune. A mio avviso l’ultima campagna elettorale delle regionali si è prefigurata sempre di più come una “guerra tra bande”, dove la posta in gioco è stato il tentativo maldestro e distruttivo, della conquista dei posti da consigliere regionale, assessorati, funzionari e non ultimo la gestione delle risorse finanziarie. Tu dici che in Emilia Romagna permane qualche problema….!!
    Io lo considero un disastro!! Vedi per esempiola Federazione di Bologna, che con le scelte fatte dalla Segreteria e dal CPF, che in questi mesi ha monopolizzato e “costretto” numerosi compagni ad abbandonare il Prc, una segreteria gestita da una minoranza che non rappresentava il corpo del Partito, e che ha sostenuto fino alla fine di fatto del Prc di Bologna, la candidatura di R. Sconciaforni una persona che ha brillato e brilla unicamente per le sue assenze e la sua capacità di ritrovarsi perennemente candidato a qualche cosa.

    Quando la politica si riduce a questi mezzucci e a un mero esercizio di potere personale o lobbistico non ha più senso definirla tale, ma va chiamata con il suo nome, una schifezza.

    Tutto questo si è dimostrato fallimentare e senza nessun respiro ideale, politico,ne programmatico non è capito dai compagni e dai nostri pochi elettori, a seguito di queste scelte il PRC a Bologna città ha perso la metà del consenso elettorale (SEL LA RADDOPPIATO passando davanti al PRC), il tesseramento è crollato, passando da circa 500 iscritti ad oggi ne conta si e nò 200.
    Io mi sono iscritto dalla nascita del Movimento della Rifondazione comunista , come tanti compagni abbiamo sempre avuto come unico obbiettivo la rifondazione di un partito comunista in Italia, un partito comunista aperto alle tante esperienze sociali e politiche riconducibile all’anticapitalismo.
    Ma la Federazione, nata da una decisione autoritaria di Diliberto, Salvi e Ferrero, e i gruppi dirigenti subalterni come te, non ha certo questo obbiettivo, ma quello di affossare questo progetto, ricordo a tutti che l’ultimo congresso congresso di Chianciano non ha certo deciso di creare questo obbrobrio, anzi (leggere il documento conclusivo)!
    La decisione di una “èlite politica” di fare prima il Congresso di FED.Sin. e dopo del Prc è esemplificativo ed ultimo passaggio di una operazione di liquidazione politica di una idea della “rifondazione comunista”.

    Car0 compagno le decisioni si prendono dal basso e con una discussione e con un congresso del PRC.
    Non con le vostre decisioni verticistiche e di un gruppo dirigente nazionale autoreferenziale , incapace e inadueguato.
    Questa sinistra si deve realmente “rifondare”, partendo da tutti i gruppi dirigenti.
    Non con le vostre alchimie politiche verticiste e dissolutorie!!!

  20. scsardegna Says:

    Smentisco un intervento precedente. Tra i militanti di Sinistra Critica in Sardegna (faccio parte di questa organizzazione e vivo nell’Isola) nessuno di mia conoscenza vorrebbe entrare nella Fds. Anzi.
    Non possiamo fare altro che constatare come, tristemente, il prc abbia perso la bussola politica e sia (nei fatti) politicamente subordinato al centrosinistra (il riferimento più immediato sono le amministrative del 30 e del 31 maggio).
    Il che non significa che Sc non conosca delle difficoltà.
    Ma io, personalmente, vengo da un circolo del prc con 200 iscritti e 10 militanti: posso provare nostalgia e affetto per questi compagni, ma non per quel tipo di organizzazione.

  21. egregio franco, sinceramente non posso risponderti. scrivi solo insulti e proclami, emetti sentenze e non proponi un bel niente.
    essendo io autoreferenziale, incapace, elitario, antidemocratico, inadeguato, animato dal verticismo e da una volontà dissolutoria e non essendo, ma non è detta l’ultima parola dato il tono che usi e la logica che traspare da ciò che scrivi, accusato di essere un agente della cia, cosa vuoi che ti dica?
    tu possiedi la verità e perciò parli a nome del popolo di cui solo tu conosci i sentimenti e le opinioni. continua pure così.
    ciao

  22. caro scsardegna, non capisco cosa tu smentisca. piro non ha parlato di sardegna. e io stesso ho raccolto opinioni analoghe a quelle che ha detto lui in almeno tre regioni. e comunque io stesso gli ho risposto che l’esempio non vuol dire nulla. ed ho anche detto che penso che bisogna avere rispetto per tutti. e aggiungo che in ogni organizzazione la base e il vertice sono la stessa cosa. sei libero di pensare che il prc sia subalterno e che abbia perso la bussola politica. e sei altrettanto libero di pensare che una organizzazione debba essere composta solo dagli attivisti e militanti indefessi e che 200 iscritti siano una zavorra da cui separarsi volentieri. ripeti pure all’infinito queste litanie per autoconsolarti e sentirti l’unico vero rivoluzionario.
    e auguri.

  23. …ha ragione mantovani. Questo non è un sito nè un giornale online. E’ solo il blog di uno che sembri possedere la varità in tasca…anzi no 2 con russo spena…o forse 10..Ma se anche fossero cento mille …ilo 0,5% in Italia a chi frega dell’analisi continua in cui vi siete relegati tutti?..appunto un blog…vi rimane solo quello e le vostre stupende onnipotenti analisi in cui pensate di rappresentare qualcuno o qualche bisogno che peccato non vuole farsi rappresentare da Voi..questo è il punto. Condivido invece l’intervista di Bertinotti di qualche giorno fa su Liberazione e confido molto in SEL che con tutti i suoi limiti tenta di essere altro dai reduci del comunismo e del demoproletarismo….auguri a tutti…contenti voi continuate pure…ad ognuno la sua ragione di vita.

  24. scsardegna Says:

    mai parlato di “zavorra”: ho parlato di tipo di organizzazione.
    Ho la sensazione che gran parte dei gruppi dirigenti della sinistra radicale (non Ramon Mantovani) continuino a danzare sul ponte del Titanic, mentre la tempesta della crisi rischia di travolgerci tutti.
    Non ho la propensione ad autoconsolarmi. Anzi.

  25. Ah Franco guarda che il congresso c’è già stato e li i compagni da Sud a Nord hanno espresso il loro voto.

  26. Scusa Ramon per equità dovresti anche cancellare il post di Franco che parla di bologna e di sconciaforni

  27. Anto la sai qual’è la differenza sostanziale tra noi e SeL:è che in SeL decide Vendola senza discutere,tipo il partito di Berlusconi,noi invece discutiamo,forse anche troppo.
    Contento tu,contenti tutti.

    Ah devi anche sapere che SeL è in realtà al 2,1% e non al 2,9% visto che in moilte regioni ha fatto le liste con i craxiani di nencini seppur loro non fanno parte di SeL e devi anche sapere che in molte regioni SeL non si presenta neppure con il proprio simbolo.
    Noi invece,seppur con difficoltà,siamo molto più omogenei nei territori (Vendola presnde mezzi voti solo in Puglia) e abbiamo eletti più compagni alle regionali anche se dal 3,4% delle europee abbiamo preso il 2,9%.
    Con calma ce la faremo,serve meno parole e più fatti.
    BERTINOTTI E’ UN GRANDE DIFATTI GRAZIE ALLE SUE SCELTE DEL CAVOLO ABBIAMO PERSO PIU’ DELLA META’ DEI VOTI,QUALCUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE “ABBIAMO SBAGLIATO” LUI NO,CONTINUA CON LE SOLITRE CACATE

  28. caro o cara anto, hai proprio ragione. questo è un blog personale dove dico le mie opinioni, alle quali credo e che non cambio dalla mattina alla sera con la disinvoltura di altri. io non ho mai parlato del comunismo in modo poetico, come ha fatto vendola per anni e anni, per svegliarmi una mattina e parlare in modo poetico dell’abbandono del comunismo e per accusare altri di essere reduci. ma ci hai preso, per me il comunismo è una ragione di vita, perché non so immaginare (certamente mi manca la fantasia di vendola) una “sinistra che vince” mentre la propria gente perde tutto e in tutti i sensi. io non voglio rappresentare nessuno, e quando ho rappresentato un partito e un elettorato in parlamento l’ho fatto senza mai dimenticare il mandato politico e morale che io stesso avevo condiviso. non avrei mai votato per il governo dini, come ha fatto vendola, per poi far passare una bella riforma delle pensioni che ha cambiato in peggio la vita di centinaia di migliaia di persone. e potrei continuare.
    ma non darti pensieri. sei, come vendola, sulla cresta dell’onda. siete sulla cresta dell’onda. e io, anche se dovessi rimanere solo nel senso letterale del termine, continuo ad essere un combattente, e non un reduce, per il comunismo e la libertà. i reduci sono quelli che hanno combattuto battaglie finite o quelli che fuggono dalle battaglie perché è difficile combatterle e sperare di vincerle.
    addio.

  29. che fai scsardegna? lanci il sasso e ritiri la mano? sii un po più serio e coerente con ciò che scrivi. sei tu che per identificare la negatività dell’organizzazione che critichi hai tirato in ballo i dieci militanti e i duecento iscritti. non io.
    sul resto ti sbagli proprio. tutti balliamo sul titanic da anni. ma io non do per scontato che l’iceberg non possa essere evitato. non faccio il tifo per l’iceberg per poi dire, da una scialuppa di salvataggio nella quale ci sono solo quelli identici a me e che la pensano esattamente come me, che è solo degli altri la colpa del naufragio.
    ciao e auguri di nuovo. gli iceberg ci sono anche per le scialuppe.

  30. cara betty, non l’ho cancellato perché in fondo gli insulti più pesanti erano destinati a me. e io non cancello gli insulti a me. e poi dire che uno è sempre candidato per quanto stupidamente insultante non è poi così grave come certe altre accuse che postano qui.
    comunque se insiste lo cancello.

  31. caro Ramon non hai argomenti, dimettiti!!!
    Abbi almeno la decenza di fare almeno un Mea Culpa!!
    La tua risposta è la dimostrazione che tu come tutti i dirigenti nazionali non avete più alibi e pochi argomenti..continua così che resterai in un partito con quattro gatti!!

  32. va bene franco, grazie per gli argomenti interessanti che proponi alla discussione. ciao

  33. ho pubblicato una risposta all’articolo del compagno luigi vinci e quindi la discussione continua in coda al nuovo articolo.
    grazie

  34. Betty chiedi la censura dei c ompagni, sà di vecchia stalinista memoria e anche di regime…totalitario, Berlusconi isegna!!
    Tu saresti una compagna…Mah!

  35. Senti Franco smettila.
    La linea editoriale del blog personale di Mantovani non presuppone la risoluìzione delle questioni interne a federazioni o su problemi personali che vanno risolte non sui blog.
    Siccome anche io all’inizio parlavo di problemi inerenti alla mia federazione e giustamente mi hanno fatto notare che qui si parla di problemi generali e non di problemi localistici.
    Tutto qua

  36. andrea valsusa Says:

    be franco ci ho messo mezz’ora per leggere i tuoi post…be posso dire che è per colpa tua e per le persone come te che la sinistra sta scomparendo in italia…..tu saresti una persona da movimento 5 stelle…tutti a chiedere le dimissioni di tutti….se ci fossi te ai vertici che cosa faresti?questo non mi è charo…pensi di condurci tutti quanti alla vittoria del comunismo???comunque meglio 4 gatti ma buoni che tanti gatti lasciamo perdere come…secondo me comunque la via della federazione della sinistra è la via giusta….compagni dovremmo tutti quanti muoverci e rafforzare tutti insieme questo processo….cosa aspettiamo???

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