Il golpe in Honduras e l’ipocrisia USA.

Il ritorno del Presidente Manuel Zelaya in Honduras e l’ospitalità concessa dall’Ambasciata del Brasile, con gli onori dovuti ad un Capo di Stato in carica, hanno forse definitivamente messo fine alle diverse manovre in atto per legittimare, di fatto, gli effetti del golpe militare di Micheletti. La presenza del Presidente legittimo sul suolo hondureño, a dispetto delle misure straordinarie messe in atto dai golpisti per impedirlo, mette tutti di fronte alle proprie responsabilità. Ora non è più possibile che qualcuno lavori senza smascherarsi per finte soluzioni, tipo nuove elezioni senza Zelaya o accordi di mediazione (come l’Accordo di San Josè prodotto dal governo del Costa Rica), che comunque legittimerebbero la defenestrazione di Zelaya per mano dei militari. Da una parte c’è un possente Fronte Nazionale di Resistenza (cresciuto nonostante le violente repressioni e il coprifuoco) e diversi governi latino americani, che si stringono intorno a Zelaya ed assediano politicamente i militari che assediano fisicamente l’Ambasciata brasiliana a Tegucigalpa. Dall’altra i golpisti e i loro alleati più o meno occulti.

Sono ore decisive. Per l’Honduras e per l’America Latina.

All’ONU, intanto, dalla tribuna dell’Assemblea Generale, i governi si sono schierati. Oltre alle dichiarazioni in favore di Zelaya del Brasile, del Venezuela, dell’Uruguay, dell’Argentina ed altri ci sono le ambigue posizioni dei governi socialisti del Chile e della Spagna, che chiedono l’attuazione degli Accordi di San Josè o non meglio precisate azioni diplomatiche di mediazione. Come a dire che Micheletti se ne deve andare ma che bisogna tornare a prima di Zelaya.

Questi governi, insieme a quello USA di Obama, non possono tollerare che un altro paese dell’area intraprenda azioni contro le multinazionali, contro il Fondo Monetario e si incammini sulla strada dell’anticapitalismo. Basti pensare al fatto che le misure “antigolpe” degli USA prevedono l’interruzione dei rapporti commerciali ma non, guarda caso, il funzionamento del fondo “per la democrazia” con il quale si finanziano tutt’ora i golpisti venezuelani.

Ora si vedrà in cosa consiste il “cambio” di atteggiamento promesso dall’Amministrazione Obama nei confronti dell’America Latina.

Ciò che si è visto finora è esattamente il contrario di quello che molti illusi speravano.

Nessuno può credere che l’esercito hondureño si muova senza che il governo USA sappia e voglia. Solo degli inguaribili strabici possono far finta di non vedere il collegamento fra la recrudescenza della guerra civile in Colombia, le nuove sette basi militari USA in quel paese e il nuovo dispiegamento della IV Flotta al largo delle coste brasiliane e venezuelane. Solo dei finti ingenui possono pensare davvero che tutto questo sia “lotta al narcotraffico”.

Si tratta del tentativo di destabilizzare permanentemente l’area, di trasformare la Colombia in una sorta di Israele della zona, e di indurre ogni governo Latino Americano alla “prudenza” nei confronti degli interessi sensibili delle multinazionali, degli USA e dei paesi europei.

Chi sperava che Zelaya fosse neutralizzato con lo status di esule in Nicaragua o in un altro paese è servito!

Chi sperava che fosse possibile coniugare la condanna del golpe alla subdola realizzazione degli obiettivi dei golpisti è servito!

Il coraggio di Zelaya toglie spazio, oggi, a una dittatura militare o a una normalizzazione fondata sulla sua estromissione dal potere e un ritorno al sistema oligarchico mascherato da democrazia. Già nelle prime 48 ore di presenza presso l’Ambasciata brasiliana si recano da Zelaya esponenti della società civile e della politica hondureña, compresi emissari del governo golpista. A questi ultimi, che hanno proposto le dimissioni di Micheletti e la scelta concordata di un terzo presidente, Zelaya ha risposto: “Sarebbe un altro golpe! Ne hanno fatto uno e ne vogliono fare un altro!”.

Nelle prossime ore ci saranno sicuramente ulteriori sviluppi. Bisogna seguirli con attenzione.

Questa partita non finirà con un pareggio. Se Zelaya tornerà al suo posto sarà un’inequivocabile vittoria popolare. Se non ci tornerà sarà la vittoria di chi vuole fare dell’Honduras il precedente per normalizzare tutto il continente americano.

In mezzo non si può stare.

ramon mantovani


pubblicato su Liberazione il 26 settembre 2009

212 Risposte to “Il golpe in Honduras e l’ipocrisia USA.”

  1. Uè, il primo? 🙂

    Solo per fare i complimenti a Ramon per questo bellissimo articolo, che tra l’altro fa sì che il “nostro” giornale torni ad occuparsi come si deve dell’Honduras e della lotta, che definire EROICA è poco, del suo popolo in questi tre mesi di colpo di stato, con praticamente tutto il “mondo libero occidentale” in tutt’altre faccende affaccendato: per trovare notizie, gli unici posti dove andare erano, o meglio sono, Telesur, Aporrea e altri mezzi di informazione latinoamericani, e in italiano Latinoamerica di Gianni Minà, Giornalismo Partecipativo di Gennaro Carotenuto, e…. poco più.

    Aggiungo che domani 28 settembre è il giorno della MOBILITAZIONE MONDIALE IN SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO HONDUREÑO, con manifestazioni e sit-in di fronte alle ambasciate dell’Honduras, in particolare quelle ancora in mano agli amici dei golpisti. Faremo una manifestazione anche qui a Bruxelles, con tante persone e organizzazioni attive e presenti fin dall’inizio di questa brutta storia. Tutti i dettagli su una pagina specifica che abbiamo fatto http://www.rifondazione.be/honduras.html

    Fraterni saluti e ¡que viva Honduras!

  2. giovanni Says:

    Ciao Ramon ho letto l’articolo che ho apprezzato ma non fino in fondo e spiego il perchè. Come da sempre sostenuto Obama si è già rivelato
    uno spudorato mentitore . Non solo uno strumento ma un compiaciuto
    e cinico esempio del peggio della politica degli ultimi anni. Su questo punto
    io avrei calcato moltp di più l’accento perchè prima si smaschera il lifting
    di immagine della solita cricca di banchieri che domina il nord america e prima ci si chiarisce sulla situazione. Spero tu possa scrivere spesso sulla situazione internazionale che temo tra poco sarà sempre più in primo piano.
    Buon lavoro un saluto
    Giovanni

  3. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    mi dispiace che tu la prenda così male. Si vede che qualcosa ti rode. Poi non capisco: quello che hai scritto è una minaccia sostanziale o volevi soltanto farti pubblicità? Mi sembra che tu abbia un po “sbroccato”

    P.S.: stai solo attento a difendere a spada tratta personaggi quantomeno ondivaghi come Zelaya, che prima era conservatore, poi liberale, poi è diventato socialista come piace a te 🙂 Puoi andare incontro a cocenti delusioni

  4. Peppe Seno Says:

    Scusate se esco fuori tema:
    Torino, TAV il Prc con i comitati contro la Tav e amministratori del PD che,ben per loro,si sono schierati con i comitati contro la Tav, sinistra e libertà invece si schiera con la Bresso e con chi vuole andare avanti nella TAV. Ecco la sinistra e li…bertà di distruggere il teritorio.

  5. grazie mariogc, come vedi a volte siamo d’accordo.
    un abbraccio

  6. caro giovanni, grazie per il commento. ma credo che invece di quel che sostieni tu sia il caso di stare ai fatti. credo di essere stato chiaro nell’articolo, senza bisogno di contumelie o di affermazioni astratte. che in realtà finirebbero con nascondere il merito della questione.
    insomma, una cosa è dire obama è servo dei banchieri ecc e quindi si dimostra l’assunto con i fatti e un’altra è dire: ha promesso un cambio nella politica usa verso l’america latina? questi sono i fatti e si può dedurre che le illusioni sull’amministrazione obama erano sbagliate.
    non è la stessa cosa. anche se la pensiamo allo stesso modo.
    no?
    un abbraccio e … internazionale o morte!

  7. caro ascanio, di quale minaccia parli? che dici? pubblicità?
    mah!
    quanto a zelaya so bene chi è e lo difendo contro il golpe. non conosco il futuro e credo che zelaya non offra certo garanzie assolute circa la tenuta di contenuti avanzati. ma lo difendo di fronte al golpe, che c’è stato perché comunque zelaya aveva fatto e voleva fare cose che non piacevano all’oligarchia del paese e agli usa.
    capisco che per te bisognerebbe dire che nonostante il golpe bisogna magari attaccare zelaya e non difenderlo troppo.
    appunto.

  8. caro peppe, non ti preoccupare. puoi scrivere ciò che vuoi.
    aggiungo che nel PD già c’è una bella discussione per espellere gli amministratori del pd che si sono schierati con il movimento NO TAV.
    non per polemica, davvero. ma vorrei ricordare, a quanti sostengono che con il pd non si può fare nessun accordo e che di fronte al mio esempio della val di susa ribadirono il concetto, che qui sta proprio la differenza fra una posizione astratta e una posizione politica. la differenza fra una discussione su contenuti e una su schieramenti astratti.
    ciao

  9. Caro Ramon,
    sulla val di susa il tuo ragionamento è parziale.
    Hai saltato il passaggio della rottura tra movimento e partiti ed istituzioni locali e la presentazione di liste autonome e contrapposte da parte dei “NO TAV”.
    Ti allego un pezzo dell’articolo di Sullo sul sito di Carta di oggi.
    Rimango della mia idea: rompere con il PD (cioè con parte dei poteri forti) è sufficiente? NO.
    E’ necessario: SI.
    Se poi c’è chi rompe col PD, è meglio per noi.
    Hasta Luego, Ale B.

    “….. La vicenda che sta agitando in questi giorni la Valle di Susa, e i vertici locali e nazionali del Pd, ha qualcosa da insegnare, in questo senso. Nella valle famosa per la sua resistenza di anni e anni alla Tav, la spaccatura che si produsse a un certo punto tra sindaci [e partiti] e movimento non ha provocato isolamento ed estremismo: al contrario, il movimento si è ben organizzato, ha presentato le sue liste in tredici comuni e ha ottenuto grandi successi: mai meno del 30 per cento. Ora che si tratta di eleggere la nuova Comunità montana, gli amministratori No Tav hanno deciso, dopo discussioni pubbliche, di fare una lista insieme agli eletti locali del Pd, i quali hanno rifiutato di allearsi con i berlusconiani e con il diavolo pur di tener fuori i No Tav. I capi del Pd strillano e minacciano esplusioni. I No Tav «fanno politica» a modo loro. Hanno posato sul tavolo e sulla scacchiera della politica – come disse il subcomandante Marcos in un famoso dibattito – il loro stivale. Anzi, il loro scarpone da montagna….”

  10. caro ale, intanto un abbraccio.
    a me risulta, ma potrei sbagliarmi, che liste di movimento o meno ci furono coalizioni che comprendevano anche candidati sindaci del pd sulla base del rifiuto della tav. e qualcuno qui (dico qualcuno perché non ricordo bene) disse che era sbagliato farlo.
    a questo si riferiva il mio post

    hasta pronto.

  11. giovanni Says:

    E si Ramon non posso dire che non sia una buona argomentazione , il fatto
    è che tutto viaggia a due velocità ; chi delinque, sfrutta,mente e grassa il
    prossimo viaggia veloce gli altri a piedi quando va bene e sempre più spesso senza scarpe su spini e vetri! Posso quindi capire che rispettare i limiti della decenza e del rigore valga ancor più in questi tempi un po persi e un po malati, ma siamo poi sicuri che tutto ciò non sia un peccato di presunzione? Pensa che beffa sarebbe se poi davvero nel 2012 si azzerasse il gioco per ripartire d’accapo! Mi sa che sarebbe la strada più veloce e più probabile per cambiare davvero le cose. Mah !? Ciao stammi bene.
    Giovanni

  12. masaccio Says:

    Ramon, oltre che sull’Honduras sono d’accordo con te anche sui sincai No Tav, ovviamente: se il movimento riesce a conquistare un consenso tale da attrarre dalla propria parte anche un sindaco PD, ben venga! Cosa dovremmo sperare, che nessuno venga mai dalla nostra parte?
    C’è una tendenza, nella sinistra, a non saper riconoscere, per diffidenza, le proprie vittorie. Quando si ottiene una vittoria, per quanto piccola, c’è sempre chi pensa che se la si ottiene vuol dire che si è tradito, perché il Capitale è onnipotente, prevede tutte le nostre mosse e se la nostra veramente fosse una vittoria ci avrebbe bloccato prima (si chiama, scientificamente, bispensiero alla Ascanio Tramonti).
    Invece non è così. Nessuno è invincibile, tanto meno il Capitale. Il sistema è pieno di contraddizioni in cui infilare le nostre lotte, e se in qualcuna di queste salta pure il PD, meglio! L’importante è non cedere mai sui contenuti. Il movimento porta avanti i suoi obiettivi, se la politica si oppone la si contrasta, se lo sostiene, si incassa il sostegno e si va avanti…

  13. Ascanio Tramondi Says:

    masaccio,
    il capitale ragiona in base a “vittoria” e “sconfitta”. La critica al capitale dovrebbe dotarsi di altre parole. Se questo non avviene, passiamo il tempo a lodare Lafontaine per lo “storico risultato” ottenuto, mentre non vediamo che i seggi di SPD-LINKE-GRUNE non arrivano a quelli di CDU-FDP. Della serie: vediamo la pagliuzza, ma non il trave

    Nella storia si sono alternate forme di stato diverse con diverse forme di governo. Quand’è che la sinistra inizierà a mettere in discussione queste due categorie, “stato” e “governo”, invece di fare politologia stretta, tra l’altro senza esserne capace?

  14. caro giovanni, non so siamo d’accordo. ma forse si. perché oltre al rigore che secondo me alla fine paga sempre, c’è anche proprio l’efficacia dell’argomentare. tenere conto del consenso altrui e smontarlo è più efficace, e credo anche più veloce, rispetto all’invettiva o alla riproposizione del giudizio di partenza. almeno credo.
    bella comunque la metafora del camminare a piedi scalzi sui vetri e sulle spine.
    un forte abbraccio

  15. caro masaccio. siamo proprio d’accordo!
    è proprio come dici tu. è tale l’assuefazione alla sconfitta che spesso si dicono cose nelle quali, gratta gratta, non si crede per davvero.
    e capita che venga la paura di vincere anche la più piccola battaglia. e si rimane prigionieri di definizioni e astrazioni.
    nel concreto, come ci sono comunisti (e purtroppo non sono nemmeno pochissimi) innamorati del potere e pronti a fare qualsiasi cosa pur di rimanerci, ci sono anche altri che sono pronti a mettere in discussione il loro potere per coerenza con una cosa in cui credono.
    un abbraccio

  16. Tanto per cambiare cito dall’intervento di Alessandro Giardiello nell’ultimo Cpn. Non sarà bello fare sempre citazioni ma mi sembrano le frasi più efficaci in questo momento:

    E al compagno Ramon Mantovani dico che non ho bisogno che il tetto mi cada in testa per capire che sta per cedere.

    La nostra battaglia politica per il proporzionale è giusta, sacrosanta, ci mancherebbe altro ma voglio altresì sottolineare che nessun sistema politico e istituzionale è impermeabile al conflitto di classe, come qui si è sostenuto, soprattutto quando questo si produce in forme radicali. Perché se così fosse non si sarebbe prodotto il processo che abbiamo visto in America Latina, dove tutti i sistemi politici avevano caratteristiche presidenzialiste e bipolari a partire dal Venezuela, né ci sarebbe stato alcun processo rivoluzionario nella storia.

  17. e bravo animals! peccato che io sono d’accordo con le considerazioni di giardiello. appunto. nessun sistema è impermeabile. ma non capisco perché noi non si debba lottare contro la degenerazione antidemocratica del sistema italiano. giardiello e tu dovreste sapere bene che un marxista non è mai indifferente alle forme dello stato.
    comunque il tema è: come si fa a cacciare berlusconi e contemporaneamente non suicidarsi nel governo? la risposta non può essere in nessun modo demagogica. non si può cioè dire che si fa cadere con le lotte. perché anche in quel caso seguono elezioni e il problema si ripresenta.
    veramente mi sfugge come si possa non vedere che la proposta, per quanto difficilissima da realizzare, di allearsi solo per riformare la legge elettorale e legiferare contro il conflitto di interessi, parte esattamente dal presupposto che non c’è nessuna volontà di fare un governo di centrosinistra.
    ma se dici che non vuoi fare nessun governo di centrosinistra non puoi contemporaneamente dire che sei indifferente al problema berlusconi.
    se animals o giardiello hanno un’altra soluzione la dicano. e io sarò il primo a sposarla. ma deve essere una soluzione che permetta di dire a milioni di italiani che noi vogliamo cacciare berlusconi e ripristinare il proporzionale affinchè il voto sia libero e soprattutto affinchè in parlamento si possano fare leggi indipendetemente dal governo in carica.
    dire cacciamo berlusconi e non proporre l’accordo solo sul proporzionale significa correre verso l’alleanza di governo. dire che non vogliamo l’alleanza di governo senza proporre nulla per cacciare berlsuconi significa correre verso un isolamento dalle lotte.
    o no?

  18. già che ci sono, caro animals, approfitto per rispondere ad un’altra obiezione che mi è stata fatta. da bellotti. che mi ha ricordato che io fui contrario alla proposta di governo di scopo avanzata dalla segreteria del partito all’indomani della caduta del governo prodi.
    è vero che fui contrario. ma non certo per la eventualità di fare una riforma elettorale. si trattava di rimettere in sella la stessa maggioranza di prodi, all’indomani del fallimento del governo dando la esatta sensazione che si voleva tirare a campare. e lo scrissi in un articolo che chiunque può leggere proprio qui sul blog il 27 gennaio 2008.
    inoltre vorrei far notare che più fosse larga la coalizione per riformare la legge elettorale più sarebbe chiaro che non è un governo fondato su un programma politico.
    infine chiedo: perché gli stessi compagni che per contrastare l’ipotesi di governo, al congresso di venezia, proponevano la desistenza, e cioè di votare i candidati della sinistra (sinistra?), dicendo esplicitamente che non foss’altro che per motivi tattici bisognava dar l’impressione che non si fosse indifferenti al problema berlusconi oggi non si pongono con altrettanto acume lo stesso problema?
    non è una domanda maliziosa.
    è proprio che non mi capacitò della contrarietà alla proposta che abbiamo avanzato.
    con grandissimo rispetto e affetto

  19. AlessandroPa Says:

    ramon sono totalmente d’accordo con quanto hai scritto sull’honduras, in particolare è vero che qualunque soluzione diversa dal ritorno Zelaya equivarrebbe ad una sconfitta della democrazia e del diritto dei popoli ad autodeterminarsi, è vero (perchè è un fatto) che Zelaya è stato rimosso per le sue scelte di carattere economico che sono in sintonia con quelle di molti paesi del sud america, ma non lo sono,evidentemente, con quelli dell’ideologia neoliberista. Tuttavia tu scrivi che ora si vedrà in cosa (effettivamente) consiste il cambio tanto proclamato dall’amministrazione obama sui rapporti tra u.s.a. e sud america; ciò è vero,ma aggiungo che nulla è scontato. non mi stupirei se,dopo averli appoggiati, gli usa voltassero le spalle ai golpisti. La vicenda sta assumendo una certa importanza, grazie anche all’impegno coerente del venezuela e di altri importanti paesi dell’america latina. l’ospitalità data a zelaya dal brasile è un fatto politico di una certa importanza. la pressione dell’opinione pubblica mondiale che anche noi dobbiamo contribuire a formare potrebbe essere un monito anche per un’amministrazione come quella americana,già in crisi per altre motivazioni.
    di certo c’è che in america latina l’applicazione dei programmi neoliberisti della scuola di chicago è sempre stata accompagnata da repressioni,limitazioni delle libertà personali,persecuzioni,uccisioni e colpi di stato. il legame tra capitalismo e autoritarismo antidemocratico è evidente,a mio avviso incontestabile. se l’honduras non riavrà il suo presidente, il paese sarà svenduto,col rischio di destabilizzare l’intera area.ma se così non dovesse essere, se in forza di quanto detto prima i militari dovessero arrendersi…beh saremmo di fronte ad un fatto nuovo e positivo.gli usa saranno detrminanti,ma lo sarà anche la pressione dell’opinione pubblica, un pezzetto di quest’ultima la dobbiamo costruire anche noi.

  20. L’amministrazione Obama ha già criticato l’atto irresponsabile di Zelaya. Rientrare nel Paese per loro quindi è irresponsabile. E’ evidente da che parte stanno gli Usa, magari con accenti o modi diversi rispetto a Bush ma sempre da quella parte. Sono d’accordo che sia importante rifarsi ai fatti concreti per mettere in evidenza le contraddizioni di Obama in politica estera per far capire a chi ha delle illusioni che le cose non sono cambiate. Proclami antimperialisti sono giusti ma non sufficienti. Detto questo è chiaro che la crisi globale metterà di fronte a un bivio anche tutti i governi di sinistra anticapitalista dell’america latina che ancora non hanno dato una direzione chiaramente socialista al loro governo e si trovano tutti i nemici interni (la borghesia) ancora vivi e pronti ad aprofittarne.

    Ma vorrei anche provare a rispondere sulla proposta di legislatura breve per la legge elettorale.

  21. Partiamo dal testo contenuto dal documento approvato dal Cpn che recita così:

    proponiamo quindi di costruire un accordo elettorale tra tutte le forze di opposizione disponibili a dar vita ad una brevissima legislatura di salvaguardia costituzionale. Un accordo che permetta di mettere in minoranza Berlusconi al fine di approvare una nuova legge elettorale proporzionale e una legge sul conflitto di interessi, per poi tornare a votare con le nuove regole.

    Credo che la proposta vada valutata sotto tutti gli aspetti: la realizzabilità, la correttezza secondo i principi strategici e tattici, l’effetto propagandistico, l’utilità come strumento di lavoro per i compagni.

    Per prima cosa vedo che la proposta potrebbe entrare in campo solo una volta che il governo Berlusconi sia già caduto. Altrimenti non si va a elezioni. Però non si tiene conto del come il governo cadrà il che non mi sembra indifferente. Quindi ripeto: se il governo cade sotto l’onda delle proteste sociali proporre un’alleanza tattica con Pd e Udc per cambiare legge elettorale non sarebbe minimamente compreso dai lavoratori che chiederebbero invece un referente politico per le loro lotte. Sarebbe un passo indietro ingiustificabile come il governo Dini del 95.

    Se il governo cade per dissidi interni, pressioni di Confindustria, trame varie ai vertici dello stato o altro (non certo per le escort), allora è evidente che le forze che lo faranno cadere non saranno interessate a un accordo con noi.
    Se noi fossimo in parlamento e l’udc e il Pd (ultrabipolarista) presentassero una proposta di legge proporzionale è chiaro che la voteremmo, non si discute nemmeno. Ma se capisco bene la proposta sarebbe quella di presentarsi alle elezioni politiche, con tutta la campagna elettorale, mettendo in campo nientemeno che un alleanza tattica (vallo a spiegare agli elettori cosa vuol dire) con l’Udc e il Pd (magari con Di Pietro che si smarca e fa il vero oppositore) con l’obiettivo non di affrontare i problemi sociali ed economici, ma di cambiare la legge elettorale e il conflitto di interessi. Due argomenti dei quali a mio modesto parere ai lavoratori in cassa integrazione non frega assolutamente nulla.

    Quindi ammesso che il pd l’udc e di pietro accettino, che poi questa alleanza vinca e che quindi nasca un governo. Perché un governo deve comunque nascere. Noi a quel punto ci troviamo in parlamento a sostenere presumibilmente un’alleanza di breve periodo con due obiettivi limitati. che però durerà almeno un anno e farà una legge finanziaria. Un governo dal quale i cittadini si aspetteranno qualcosa. Situazione che dovremo ancora una volta gestire insieme a forze politiche che non hanno niente in comune con noi dal punto di vista del programma.

    Onestamente mi sembra assolutamente irrealizzabile da una parte, e eventualmente dannoso se si verificasse. E quindi mi sembra un grave errore avanzare una proposta che è o irrealizzabile o dannosa.
    Credo che la lotta al bipolarismo coincida con la lotta per costruire il partito nelle lotte e nelle vertenze. Non è nulla di diverso. Far vedere che siamo un partito antisistema, completamente alternativo a entrambe gli schieramenti. Che non si immischia in intrighi di breve termine. Anche a costo di restare fuori dalle istituzioni altri dieci anni e anche a costo di far vincere di nuovo Berlusconi. E’ l’unica via percorribile e non vedo come potrebbe portarci più in basso di come siamo adesso.

    Con la proposta approvata dal Cpn la gente vedrebbe che noi torniamo a fare accordi con l’unico obiettivo di approvare una legge che ci permetta di avere di nuovo delle poltrone anche se abbiamo solo il 2%. Perché così lo vedrebbero tutti.

  22. Sul cambiamento di atteggiamento da parte di FalceMartello rispetto alle elezioni e all’esigenza di far vedere che anche noi ci teniamo a far cadere Berlusconi e la destra vorrei fare qualche precisazione.

    Quando c’era il mattarellum la mozione quattro (allora la 5) proponeva di andare ovviamente da soli nel 25% di proporzionale e di fare una desistenza unilaterale parziale nei colelgi uninominali. Si proponeva di presentarsi nei collegi in cui l’Ulivo presentava candidati della margherita o in qualche modo filoborghesi (i vari rappresentanti di confindustria per intenderci) e di desistere dove si presentava un candidato dei Ds.

    Era un modo per spaccare su basi di classe il centrosinistra basato su due principi: da una parte si accettava comunque di intralciare e indebolire il centrosinistra aumentando il rischio di far vincere Berlusconi ( anche sono così tanto come presentandosi ovunque come fatto al senato nel 2001 da Bertinotti). Dall’altra parte si cercava di far emergere le contraddizioni interne al centrosinistra tra le forze puramente borghesi e e quelle che in qualche modo facevano riferimento al mondo del lavoro.
    Il tutto dimostrando anche che ci tenevamo a non far vincere Berlusconi. Penso che se adottata sarebbe stata una tattica elettorale vincente.

    Da allora però sono successe almeno due cose importanti: il secondo governo Prodi con la drammatica disillusione che ne è seguita. E la nascita del Partito Democratico. Soprattutto la nascita del Pd nella nostra analisi significa la fine delle contraddizioni interne al centrosinistra. Consideriamo il Pd un partito borghese irriformabile anche se ha ancora qualche contraddizione interna. Nel complesso è un partito che difenderà senza cedere un millimetro gli interessi della classe dominante.
    Qualcuno tra i sostenitori di Bersani si rende conto delle conseguenze deleterie anche per la ex casta burocratica dei Ds e cerca di porre rimedio con qualche parola più a sinistra. Ma è troppo tardi.

  23. Scusate se sono stato prolisso.
    Sempre con il sano spirito di una discussione tra compagni.

    Animals

  24. ho già detto che non tollero che si usi questo blog per infinite discussioni sulle vicende interne di questa o quella federazione di cui i lettori, e io stesso, non possono sapere nulla. l’idea che le beghe siano il centro della discussione e che sia significativo che uno accusi l’altro e l’altro risponda in una spirale senza fine è totalmente estranea a questo sito. qui si discute, per chi lo vuole, di teoria, di posizioni politiche e culturali.
    questo non è un tribunale dove affastellare prove e controprove di un bel niente.
    uno dei più grossi problemi del partito e della sinistra tutta è la degenerazione per cui si discute moltissimo in modo personalistico e sempre di metodi e forme e pochissimo delle cose serie.
    sembra un talk show in sedicesima dove tutti insultano tutti e nessuno ci capisce nulla, tranne che il rumore di fondo delle urla e della demagogia cancella qualsiasi contenuto.
    spero non mi si costringa a cancellare altri post.
    se non piace questa scelta del sottoscritto si frequentino o si aprano altri siti. purtroppo ne esistono diversi che si dedicano solo a pettegolezzi e scontri fra imbecilli.
    chiaro?

  25. caro alessandro e caro animals, sull’honduras siamo sostanzialmente d’accordo, a quanto pare. e me ne rallegro.

  26. caro animals, secondo me non sei prolisso. come si vede approfondire la discussione è utile se non altro a rimuovere pregiudizi e semplificazioni.
    chiunque sia d’accordo sulla proposta di cui discutiamo sa, o dovrebbe sapere, che esistono diverse controindicazioni. per me non c’è dubbio. e viceversa anche su quella che di fatto avanzi tu: “Far vedere che siamo un partito antisistema, completamente alternativo a entrambe gli schieramenti. Che non si immischia in intrighi di breve termine. Anche a costo di restare fuori dalle istituzioni altri dieci anni e anche a costo di far vincere di nuovo Berlusconi.”

    ma andiamo per ordine.

    la prima obiezione che sollevi è inesatta. la proposta è un accordo elettorale. quindi non è far cadere berlusconi, fare una legge e votare. è fare un accordo elettorale sia nel caso immediato di una crisi (che sinceramente non vedo) di berlusconi o prepararlo per la fine della legislatura. nonostante tutto ci sono molte lotte nel paese e a queste lotte bisogna avere il coraggio di dire che non basta cacciare berlusconi. che c’è bisogno che chi è contro la legge trenta, chi è contro la missione in afghanistan, chi è per il matrimonio gay, chi è per non dare soldi alla scuola privata e così via possa accedere al parlamento e non sia condannato al voto utile (che fra le avanguardie di lotta è diffusissimo) o all’astensionismo o all’impotenza. so bene quanto il bipolarismo sia penetrato nel senso comune. ma se siamo contro, e proprio perché non siamo contro per interessi di bottega, bisognerà pur proporre qualcosa di concreto contro. o no?
    ovviamente la tua obiezione, invece, circa la comprensibilità e l’efficacia di una proposta unicamente dedicata alla legge elettorale e al conflitto di interessi, è fondata.
    è vero, è un limite della proposta.
    ma, e c’è un ma, devi considerare cosa succederebbe se non fosse in campo questa proposta.
    non puoi non sapere che ci sarebbe chi propone di fare un accordo di governo per battere berlusconi. e che questo accordo sarebbe centrato sulla cancellazione delle malefatte di berlusconi. sul fisco, sulla sicurezza, sulla scuola e così via.
    nonostante tutto per milioni e milioni di italiani i due poli non sono uguali. ed infatti sebbene lo siano in quanto entrambi confindustriali, su molte altre cose non lo sono. possono essere simili ma non uguali.
    se hai letto bene il dibattito del cpn saprai che una parte della mozione due ha proposto che la proposta sia comprensiva di minimi provvedimenti sociali.
    a questa idea è stato risposto un netto no. perché non ci sono le condizioni ed è inutile che spieghi a te il perché non ci sono.
    ma bisogna sapere che il nodo del rimuovere berlusconi è un nodo vero. al quale, scusa, non si può proprio dire che noi siamo indifferenti.
    il nostro essere contro il sistema non può essere inverato “a costo di far rivincere berlusconi”.
    una forza comunista e di classe indifferente a berlusconi non verrebbe avvertita come una forza antagonista bensì come un gruppuscolo settario.
    inoltre, esistono altre due varianti di ciò che potrebbe succedere.
    ne parlo, non tanto per esercitarmi sulle previsioni, che come sai è esercizio abbastanza inutile, quanto per sottolineare i lati positivi della proposta.
    1) noi proponiamo l’accordo elettorale. il pd dice no. punto. andremo da soli e però avremo un argomento serio. potremo cioè dire che avevamo fatto una proposta utile a cacciare berlusconi e soprattutto ad uscire dalla palude del bipolarismo ripristinando la democrazia proporzionale.
    se permetti non è lo stesso che dire sia di berlusconi sia della democrazia noi non ci occupiamo.
    2) il pd accetta totalmente o parzialmente la proposta. in questo caso esistono molti modi di modulare l’accordo per i mesi necessari a fare la legge elettorale. si può, cioè, fare un accordo parziale solo sulla legge elettorale e sul conflitto di interessi e non sul resto. e perfino nel caso (improbabile dato lo stato dell’arte) che i nostri parlamentari fossero decisivi ed indispensabili esistono molti accordi tecnici possibili che non ci obbligherebbero a votare le cose per noi inaccettabili.
    ovviamente quest’ultima eventualità, come tu osservi di fatto, è la più complicata.
    ma resta il fatto che quelle complicazioni senza la proposta ci sarebbero di più e non di meno.

    ecco, caro animals.
    posso dire che, anche se abbiamo forti divergenze, discutere così è un piacere?

    un abbraccio

  27. ah, dimenticavo. beh! la proposta della desistenza verso i diessini e non verso i candidati della margherita avvalorava la tesi che i diessini fossero di sinistra. cosa non vera. al punto che diversi della margherita sono sempre stati meglio dei diessini su diverse cose. in ogni caso era una proposta propagandistica perché anche tu sai bene che se si fosse applicata avrebbe garantito la vittoria a berlusconi senza ombra di dubbio. ed era propagandistica e “tattica” perché si poneva il problema di cacciare berlusconi.
    lo so che c’è stato il governo prodi e che è nato il pd.
    ma anche tu non puoi ignorare che questo governo berlusconi non scherza nulla sul sindacato, sulla sicurezza, sulla scuola, sull’ambiente e così via.
    come non puoi ignorare che il pd dirà esplicitamente che ha cambiato strada rispetto a prodi e a veltroni.
    per quanto non vero o parzialmente vero, invece che accapigliarsi su giudizi astratti, e non mi dire che i precari si appassionerebbero al giudizio da dare sul pd, è meglio sfidarli dicendo: siamo incompatibili per fare un governo ma possiamo accordarci per cacciare berlusconi e ripristinare la repubblica parlamentare. e insisto, non per feticismo istituzionale o per interessi di bottega, bensì affinchè ogni lotta possa essere più efficace.
    un altro abbraccio

  28. federico Says:

    mi inserisco sulla proposta “tattico-politica”, anche se ammetto di conoscerla solo per aver letto alcuni scambi qui e quindi solo parzialmente….
    Solo per ragionare quindi senza presunzioni di verità.
    Credo che aver fatto una proposta sul piano strettamente “istituzionale” fosse necessario per uscire dalle secche in cui, non nascondiamocelo, il prc (e soci) naviga…
    Questo non toglie nulla all’importanza di alvorare sulle lotte…
    Però, non capisco una cosa: dici che è un accordo elettorale finalizzato a subentrare a una improbabile caduta di berlusconi o per la prossima legislatura.
    Un accordo su legge elttorale e conflitto di interessi.
    Mettiamo l’ipotesi (secondo me assurda) che il PD, IdV, UDC (?), accettino….
    Questa “coalizione” vince. LORO fanno il governo che noi appoggiamo esternamente solo sulle 2 questioni sopra.
    E su tutto il resto, visto che con ogni probabilità saremo decisivi? Un’altra caduta di governo da addebitare, nel torto o nella ragione, a Rifondazione?
    Credo non sarebbe proprio una bella situazione….Ancora insulti, scoramento a sinitsra e molta gente che, alla fine il vero problema, starebbe semplicemente a casa.

    Concordo invece che se loro dicono NO si ha un argomento in più per essersi dimostrati sensibili al problema berlusconi (che poi per me è il problema del berlusconismo…). Ma dato il loro maggior dispiegamento di mezzi di comunicazione farebbero anche presto a far passare l’idea che la vostra proposta era solo prestestuosa. Che un governo non avrebbe retto un mese. Che volevate riporatre ancora una volta a fallimento (so che non è vero ma parlo come farebbero loro..) un governo di “sinistra”.

    Io ho sempre preferito un apporccio realistico e maggiormente percorribile: trattiamo su tutto, per un governo vero a cui partecipare a pieno titolo e non a mezzo servizio come con l’ultimo.
    Definendo alcuni punti irrinunciabili, altro che l’idea bertinottiana di permeare tutta l’azione di governo (ancora non mi capacito che voi dirigenti abbiate permesso si dicessero simili fandonie senza prenderlo con la camicia di forza…).
    ESEMPI: oltre a quelli che dicevi dovrebbero essere su questioni sociali che toccano la vita quotidiana delle persone: TOT CASE PUBBLICHE, SALARIO MINIMO, ABOLIZIONE DEL TICKET AL PRONTO SOCCORSO, DIRITTI DONNE E GLBT, TASSE MAGGIORMENTE PROGRESSIVE.

    Insomma, 5 cose (non di più), chiare e che la gente sente che toccherebbero direttamente la loro vita quotidiano. Sulle quali definre una road map chiara per portarle a realizzo, esibita e pubblicizzata e sottoscritta da tutti.
    Su tutto il resto, lo si dovrebbe dire chiaramente in tutte le salse che non ci sono i rapporti di forza per chiedere altro. Si dica che fino a qua arriva la forza del PRC oggi e che magari domani, se ne si avrà la forza, si potrà chiedere di più. Pr cui, definiti magari dei criteri di decenza minima sul programma generale del governo, si sappia che si ingoieranno rospi amari.

    Passeranno 5 anni in cui FORSE si otterranno queste 5 cose e tante altre cose faranno schifo. Lo sapevamo e anche la gente che vota e segue il PRC potrà dire che lo sapeva. Magari le denunceremo pubblicamente, senza rompere, ma dicendo che ci fa schifo. Che però era chiaro che era così e che magari la gente lotta e alle prossime elezioni vota meglio, forse queste cose saranno migliori.

    Forse, posso immaginare, con questa posizione si percepirà verso il PRC un maggior rispetto e consenso tra la gente. Non dei Bernocchi, cremaschi, manifesto o altri PROFESSIONISTI della politica, che avranno sempre da ridire ma da parte della gente semplice. Quelli toccati da quei pochi provvedimenti che si sono imposti. Certo, magari mugugneranno perché altre cose su cui non c’era la forza di imporsi saranno passate e non saranno belle….Però non si può dire che i patti, anche con gli elettori e simpatizzanti, non fossero chiari da subito.

    L’altra ipotesi, comunque più probabile, è che questa proposta venga rifiutata da PD e compagnia varia.
    E in questo caso l’argomento nel dire che SONO LORO che non hanno consentito di sconfiggere berlusconi e soci sarebbe più forte….

    Io la vedo così, dal mio osservatorio.
    so che altri la vedranno diversamente, dal loro.
    Vorrei solo si evitasse adesso di lanciare strali di “venduto”, “servo del capitale” e altre cazzate varie. Ma si provasse seriamente a ragionare cosa, a lungo termine (oggi solo su questa scala si può fare), porta maggiori risultati. E non faccia percepire il PRC solo come una ormai ristretta cerchia di amici intenti a contemplare le virgole sui documenti, falci e martello un po’ inclinate, bandiere rosso sfavillante rinchiuse in qualche teca…

    abbracci vari

    Federico

  29. ho dovuto cancellare nuovamente un comunicato interno alle polemiche di una federazione del prc.
    fosse una polemica su questioni ideologiche o politiche. macché. tutto infarcito di giudizi su persone, sconosciute ai lettori del blog e perfino a me.
    diffido dal continuare ad usare questo blog per postare beghe di qualsiasi tipo.
    basta!

  30. caro federico, la questione del governo è una questione seria. se si sa che non ci sono le condizioni per fare un’alleanza di governo non si può far finta che non sia così.
    oltretutto quegli obiettivi minimi che tu indichi erano quasi tutti presenti nel programma del governo prodi.
    io credo che sia scontato che QUALSIASI proposta faremo sarà soverchiata dall’interpretazione strumentale che il pd e il suo sistema informativo metterà in campo. non c’è dubbio.
    ma questo vale anche per ciò che dici tu. basta che dicano e ripetano all’infinito che facciamo proposte demagogiche per rompere.
    in ogni caso io penso che bisogna fare la proposta giusta, nella quale si crede fino in fondo. e questo vale per le questioni programmatiche come per le questioni politico-istituzionali.
    come diciamo che sarebbe giusto ripubblicizzare, per fare un esempio, l’acqua su tutto il territorio nazionale, ben sapendo che è, per quanto difficile da realizzarsi, la cosa giusta da fare, così a livello politico-istituzionale bisogna dire che non basta cacciare berlusconi ma anche rimuovere il bipolarismo, per riformare la politica e per restituire dignità al parlamento e alla rappresentanza.
    è difficile? si! ma è giusto.
    e le cose giuste hanno più forza degli espedienti e delle mosse tattiche senza principi.
    un abbraccio

  31. animals Says:

    Appurate le divergenze almeno nessuno può dire che l’uscita di Bellotti dalla segreteria sia strumentale o incomprensibile. Direi che alleanze elettorali, prospettiva di governi tecnici di legislatura breve aggiunti alla questione della federazione non siano esattamente delle piccolezze. Nessuno quindi travisa le posizioni degli altri, semplicemente abbiamo posizioni piuttosto diverse.

  32. federico Says:

    ramon, però non mi hai risposto su quelle che ritengo “debolezze” della proposta della segreteria….
    Se mai accetteranno un accordo come quello quanto dura il governo? 2 mesi? Nel frattempo non si occupa della gestione quotidiana? e dopo 2 mesi elezioni?

  33. animals Says:

    Piccolezze che si aggiungono alla diversa interpretazione, diciamo così, dei vari passaggi del documento di chianciano rispetto all’alternativa strategica al Pd. Si aggiungano le manovre in atto a tutti i livelli, e potrei citare tanti esempi, per arrivare ad accordi a tutti i costi col centrosinistra (Udc compresa) alle regionale. Che si aggiungono al diverso approccio al congresso della Cgil.
    A me pare che ce ne sia abbastanza

  34. Anonimo Says:

    Scusa se obietto, Mantovani, ma la cosa non mi é chiara. Tu avrai ragione a cancellare quei post, peró a chi vede dal di fuori resta una strana sensazione di inciuci per niente incoraggiante. Cosa succede nelle federazioni? Per quali motivi tutte queste beghe? Non esiste un organismo dirigente in grado di dirimerle?
    Ho letto anche in altri post di situazioni in cui per i comuni e le regioni ognuno fa quello che gli pare, con candidature o sostegni a candidature non decisi dal partito… che caspita di caos sarebbe?

  35. scusa animals, davvero, pur avendo chiarito le divergenze e pur continuando a discuterne fraternamente e seriamente, io penso che sia sbagliata l’uscita di bellotti dalla segreteria. perché sono stato e sono per la gestione unitaria.
    insieme abbiamo detto che la segretaria e tutti gli organi esecutivi non devono e non possono essere appannaggio solo della maggioranza politica. quindi si può anche pensare che sia cambiata la maggioranza (ma bisogna anche prendere atto che altri non lo pensano e non lo vogliono) senza per questo uscire dalla segreteria.
    delle due l’una: o la segreteria deve essere di maggioranza o deve essere di tutti. a questa cosa bisogna dare un risposta univoca. l’unica cosa che non è corretto fare è uscire dalla segreteria per dimostrare che c’è una nuova maggioranza, perché bellotti poteva benissimo rimanere in segreteria e non cambiare di una virgola le sue posizioni e i suoi voti.
    inoltre, scusa, ma le alleanze elettorali (se ti riferisci alle regionali) non le abbiamo ancora discusse. e lo faremo fra poco in direzione.
    come sai su questo punto io sono molto critico e lo sarò anche quando se ne discuterà. non sarebbe la prima volta che ho posizioni simili o uguali a quelle di bellotti e spero che non sia l’ultima.
    un abbraccio

  36. caro federico, non è che si può sempre ripetere tutto. rispondendo ad animals avevo riconosciuto che diverse sue osservazioni contenevano verità indiscutibili.
    tecnicamente una legislatura che fa quelle due leggi può durare anche solo tre mesi.
    ma il punto in discussione non è questo.
    il punto è: cosa sarebbe giusto fare? e proporlo.
    non ho dubbi che in italia, se parliamo di elezioni e di berlusconi la proposta giusta sia quella. per i tanti motivi che ho spiegato più sopra.
    il resto è secondario e tattico.
    tutto qui

  37. federico Says:

    ok, scusa se ti ho fatto ripetere. Io leggendo la risposta ad animals non avevo capito…
    Ma in quei 3 mesi, dovesse capitare che casca il finanziamento della missione militare all’estero, cosa si fa? si vota a favore perché il governo tecnico porti a compimento le 2 leggi o si vota contro senza portarle a compimento perché cade il governo?
    Cioè, c’è una qualche dose di realismo in questa proposta?
    E se non c’è, come tu stesso in parte ammetti, non è alla fine si tratti solamente di “tattica” travestita da unica e giusta proposta politica percorribile?

    Non vedo quale sia il tabù di dire: le condizioni non ci sono per un governo ma lo facciamo perché è l’unica strada percorribile. Ingoieremo rospi ma speriamo che nel tempo la nostra forza diventi maggiore.
    Questo è diverso dalla esperienza precedente perché si arrvò a dire che, grazie al movimento, c’erano le condizioni per stare al governo SAPENDO che non c’erano (o almeno spero che si sapesse…).
    Così si è presa per il culo la gente e illusa inutilemnte
    Io dico di essere realistici e onesti con i nostri referenti sociali, pena rimanere 4 amici al bar….

  38. animals Says:

    Secondo Bellotti , e secondo me, c’è stato un cambio di linea politica e precisamente una svolta a destra. E contestualmente questo cambio di linea è stato sancito da un cambio di maggioranza. Chiaramente accettiamo l’idea che secondo altri compagni questo non è successo. Ma secondo la nostra analisi è così. E sarebbe stato così anche se lui fosse rimasto in segreteria. Non è cambiata maggioranza perché lui è uscito ma il contrario: lui è uscito perché ritiene che ci sia stato questo cambio sia di linea che di maggioranza.
    Sulle regionale temo che lo scontro sarà grosso al di là delle aree esistenti nel partito. Io vedo un’ala trasversale alle mozioni, tranne falemartello, che vede le regionali come l’ultima spiaggia per rientrare nel palazzo e la vuole cogliere a tutti i costi buttando a mare qualsiasi principio congressuale o meno.
    Avrò dei pregiudizi da trptzkista che vede burocrati da tutte le parti? Può darsi ma a me sembra di vedere invece dei segnali più che concreti.

    Ricambio l’abbraccio

  39. caro anonimo, grazie per il post che mi sollecita ad un ulteriore chiarimento.
    io non ho filtri su questo blog. non per questo sono deresponsabilizzato rispetto ai contenuti che arrivano. se spiegando il perché cancello qualche post (e non ho mai cancellato quelli che attaccano me, anche con insulti) qualcuno vuole vederci malafede, secondi fini e non so quale altra nefandezza non so che farci. prendo solo nota del fatto che troppa cultura del sospetto alberga nella mente di persone che si credono comuniste o di sinistra. prendo solo nota del fatto che ci sono persone che non sanno distinguere fra una discussione teorica e politica e una rissa inconcludente.
    mi spiego meglio: qui mi è stata fatta una domanda sulla questione dei finanziamenti di costruttori ai partiti del centrosinistra romano (prc compreso). io ho risposto. ho detto che sono contro, ed ho aggiunto che sono contro all’urbanistica contrattata e ad altre cose ancora, pur non conoscendo fatti e responsabilità personali. da qui poteva scaturire una discussione, come altre volte è avvenuto, sulla degenerazione delle istituzioni, sulle degenerazioni dei partiti compreso il nostro. una discussione generale e seria, perché se da un episodio si ricava una lezione generale è utile e importante discuterne. ed invece sono seguiti post con accuse a questo e quello. comunicati dove si dice che tizio ha criticato caio e che caio, invece è un bravo compagno. e altri ancora che mi hanno accusato di mentire quando ho detto che non sapevo fatti e responsabilità. io ho detto la verità, perché ho altro da fare che occuparmi dei problemi di una federazione. ma ho anche aggiunto che se li sapessi questi fatti non è il blog il luogo dove si appurano fatti e responsabilità. inoltre, trovo veramente provocatorio che uno che dice di essere un compagno posti, coperto dall’anonimato, accuse che hanno rilevanza penale. esponendo me ad una querela e non assumendosi nessuna responsabilità. ci sono cose che si possono discutere in un blog e altre no. ci sono cose che affronta un collegio di garanzia esaminando carte, documenti, testimonianze e che non possono in nessun modo essere affrontate seriamente su un blog. a meno di pensare che un blog sia un tribunale.
    questo modo alla “grillo” di discutere per me è inaccettabile. punto.
    infine, gli organismi di garanzia e dirigenti hanno in esame questa, come altre, situazione. prenderanno le loro decisioni. una discussione parallela fatta di accuse e controaccuse, di illazioni, di sentito dire, di articoli di giornali che riportano altri sentito dire e così via non è maggiormente democratica. è una rissa.
    presto si riunirà la direzione per discutere delle elezioni regionali e questa riunione servirà proprio ad evitare che ogni situazione vada per conto proprio, senza un indirizzo. bisogna, però, sapere che in indirizzo preciso qualcuno lo riterrà antidemocratico perché, statuto alla mano, spetta ai territori decidere su queste questioni. e ci sarà il solito malcostume di criticare un indirizzo non tanto per il contenuto dello stesso quanto per la sua presunta antidemocraticità. bisogna avere pazienza e lungimiranza. e sapere in che direzione ci si muove senza pretendere miracoli da nessuno.
    un abbraccio

  40. caro animals, la nostra reciproca onestà intellettuale ci permette, come si vede, di isolare le divergenze e discutere laicamente.
    quindi, per me rimane il fatto che è uno sbaglio uscire dalla segreteria perché si pensa che sia cambiata la linea e la maggioranza. si può essere in minoranza e perfino all’opposizione (anche se questa parola andrebbe maneggiata con maggior attenzione in un partito) e rimanere nella segreteria giacché si è fatta una battaglia congressuale (venezia) contro l’idea della segreteria di maggioranza e si è scritto e votato un documento congressuale che proponeva la gestione unitaria come tratto distintivo della concezione del partito.
    insisto. o si è per le segreterie di maggioranza o si è per la gestione unitaria. in mezzo non c’è nulla, secondo me.
    a me sembra chiarissimo.
    se tu stesso dici che ci sono posizioni trasversali alle mozioni (e riconosco volentieri che non riguarda falce e martello come ho sempre detto pubblicamente) sulla concezione, diciamo così, istituzionalista che sopravvive nel partito, come sai anch’io l’ho detto più volte.
    ma vorrei farti notare che per essere efficaci contro questa posizione non si può e non si deve semplicemente bollarla come opportunistica e burocratica. bisogna discuterne senza che si scada nei proclami ideologici tanto roboanti quanto inefficaci. bisogna, cioè, argomentare sul merito di culture politiche e di posizioni che non fanno i conti con un’analisi seria della forma assunta dalle istituzioni locali e nazionali nel tempo della crisi capitalistica. combattere gli effetti invece che le cause non è efficace. bisogna combattere su entrambi i fronti. e, ti prego di prenderne atto, dire che il bipolarismo è causa importante della degenerazione carrieristica della politica istituzionale e proporre come questione politica la proposta della lotta contro il bipolarismo è un passo avanti importante anche per sconfiggere quelle voglie trasversali di cui hai parlato tu.
    ti riabbraccio

  41. Però non mi sembra che quel post sulla questione della federazione romana fosse anonimo .

    Era firmato da cinque componenti il Cpf locale, uno dei quali anche membro del Comitato Politico Nazionale …

    E comunque stiamo parlando della federazione della capitale, mica di qualche paesotto della provincia …. dove peraltro l’ultimo Cpf di cui si parla è stato aperto nientemeno che da Claudio Grassi, responsabile nazionale dell’organizzazione.

    Posso essere d’accorso sul fatto che questo blog non è il luogo più adatto per aprire una discussione in merito …

    Ma, caro compagno Ramon, credo proprio che se non sai è perchè semplicemente ti fa comodo non sapere ….. a proposito di ipocrisia …

  42. no caro raf, il documento era firmato ma chi l’ha postato era anonimo. ed erano anonimi diversi altri post che ho cancellato dove c’erano accuse a destra e manca. chi ha detto che un documento interno ad una polemica di una federazione contenente riferimenti alla qualità delle perone e a discussioni precedenti che nessuno dei lettori del blog conosce possa essere pubblicato qui? forse può essere pubblicato sul sito della federazione. dico forse perché quando si esula dalla politica e ci sinfila in apprezzamenti delle persone dovrebbe vigere una certa cautela. in ogni caso sarebbe opportuno che chi scrive cose simili le diffonda almeno dove sono conosciute le questioni e le persone. o pensi che uno da caltanisetta possa farsi un’opinione leggendo che tizio ha criticato caio ma che caio è bravo? o, peggio ancora, leggendo di atti, lettere di dimissioni e conti bancari? io veramente sono esterrefatto da una simile superficialità!
    Grassi chiuderà diversi cpf in tutta italia, come del resto capita anche a me. ti sembra che questo sia un motivo per discutere di quel cpf su un blog di ramon mantovani? e dai! che argomenti sono questi?
    infine, nella tua ultima frase è contenuto quanto di peggio c’è nella cultura politica diffusa, ma sarebbe meglio dire sottocultura, nel tempo in cui la politica è solo rissa.
    io ho detto mille volte che sono contrario in ogni caso a finanziamenti di costruttori a partiti politici. anche se si tratta di cose legali e neppure sospette di aver provocato scambi. va da se, avendo detto che sono contrario che ho un giudizio preciso. ma sul resto, e cioè sulle responsabilità personali e quant’altro, non posso pronunciarmi perché non conosco i fatti nei dettagli. in che cazzo di lingua devo dirlo? e aggiungo che anche se conoscessi (e non è così) dei fatti non li commenterei sul blog. io non appartengo alla federazione di roma, non sono membro del federale e tanto meno del collegio di garanzia. se dico che non conosco carte e documenti è perché è vero. che dirigente sarei se sulla base di voci ecc prendessi posizioni sul mio blog? sarei un cretino irresponsabile. perché un collettivo non funziona se ci si fa la guerra sui blog affermando cose che i lettori non possono verificare in nessun modo. un collettivo funziona sulla base della responsabilità. e ciò che è responsabilità del federale di roma non può essere trattato con tanta superficiale presunzione da me, tanto meno su un blog. ma come cazzo si fa a confondere un blog con una riunione di partito?
    se il federale di roma non saprà risolvere le questioni di sua pertinenza, e io spero che lo sappia fare, interverrà la direzione. se e quando la direzione discuterà di questa cosa io dirò la mia e in ogni caso parteciperò alla votazione conseguente.
    questa non è ipocrisia. mio caro raf, è una concezione della discussione politica e delle responsabilità ben diversa da quella corrente e dominante.
    è anche, se me lo permetti, una concezione etica dei rapporti fra compagni.
    e comunque, caro raf, tutte le relazioni umane e politiche hanno una dose di ipocrisia. o forse tu quando ti presentano uno la cui faccia di primo acchito non ti piace gli dici che la sua faccia ti fa schifo? ti faccio notare che se dici “piacere” è una giusta ipocrisia. o forse tu pensi di essere un tribunale supremo e di poterti permettere, appena hai la sensazione che uno faccia una cosa non esattamente per il motivo che dice, di trasformare la tua sensazione in una sentenza? o forse tu credi che un dirigente nazionale del partito diventi non ipocrita se emette sentenze su cose sulle quali non ha responsabilità dirette (parlo di giudizi sulle persone e non di questioni politiche sulle quali non taccio mai) perché sono di pertinenza di organismi di partito ai quali non appartiene, per giunta sul suo blog personale?
    insomma, ho detto e scritto che i partiti di sinistra, compreso il nostro, sono fortemente degenerati. che c’è un sistema dal quale dobbiamo uscire, sia che ci siano stati comportamenti leciti o illeciti. che non si può essere comunisti antagonisti e nemmeno di sinistra se si antepongono i calcoli elettoral-istituzionali alle strategie politiche e ai contenuti della politica. su queste basi ho fatto durissime battaglie nel partito guadagnandomi gli anatemi e le accuse di essere anarchico, bordighista, di essere uno spontaneista e non so cos’altro.
    davvero sono ipocrita (nel senso pessimo) se mi rifiuto di discutere di questioni che attengono alle persone sul mio blog per soddisfare la voglia di rissa di questa o quell’altra persona o componente correntizia?
    e dai!

  43. Effettivamente questo tale Raf fa l’amico del giaguaro…..mi puzza di provocatore….

  44. Magari lo manda qualche fuoriuscito…..

  45. Anonimo Says:

    Perché avevi cancellato l’avevo capito, quello che mi resta oscuro é il motivo di tutte queste lotte interne, di questa degenerazione, come la definisci tu stesso.
    D’altronde non trovo molto accettabile nemmeno la frammentazione in cosí tante correnti, apparentemente piú impegnate a farsi la guerra che a costruire un partito forte. L’impressione che ne ricevo piú che di democrazia é di dispersione e talvolta, mi spiace dirlo e non intendo mancare di rispetto a nessuno, é di opportunismo, piú personale che politico.
    Forse questo post aveva piú attinenza nel thread sulla linke, ma il concetto mi si va formando un po’ alla volta.
    Non é che c’é qualcosa di falsato nelle basi stesse del Prc? Che non sia cosí errata l’opinione di chi lo vede allo sbando? Non é che prima di proporsi di rifondare il comunismo bisognerebbe rifondare il partito stesso, magari cominciando dalle regole del gioco?

  46. lavoratori carrefour in lotta:
    http://www.ilminuto.info

  47. A parte il fatto che è la primissima volta che intervengo su questo blog, faccio pure notare di aver detto anche io che appunto questo non è il luogo più adatto a discutere di certe cose.

    Non sono un “fuoriuscito”, nel senso che non ho aderito nè a Sinistra Critica nè al Pcl, ma non ho problemi a dire che, dopo aver partecipato con passione nel 2008 alla battaglia congressuale per la mozione Ferrero, nel 2009 non ho ancora rinnovato la tessera.

    Ed all’origine di questo, oltre il fatto più generale che mi sembra che molte affermazioni fatte a Chianciano non vengono rispettate con la dovuta coerenza, certamente un peso preponderante lo hanno avuto certe vicende romane.

    L’impressione personale è che, al di là di qualunque “scandalismo”, si tenda a non parlare ( anche Ramon) di questa vicenda che ha ormai assunto innegabile caratura nazionale – del resto quello che avviene a Roma finisce per averla fatalmente – per una questione di opportunità politica, come dire, tutta elettoral/istituzionale.

    Per intenderci, al di là di alcune questioni minori che fanno parte di questa storia sicuramente avvenute successivamente alla scissione vendoliana, appare chiaramente il fatto che, per la parte preponderante della vicenda ( sia sul piano politico che meramente “economico” ), Rifondazione è stata verosimilmente la “parte lesa” della questione.

    E cioè che la responsabilità di certe scelte politiche ( compresa la ricerca spasmodica di finanziamenti quantomeno “contronatura” per un partito comunista) vada attribuita a personaggi poi passati con Vendola che avrebbero anche fatto una significatica “cresta” a questi contributi, realisticamente da utilizzare per la creazione del nuovo partito scissionista che evidentemente avevano già da tempo deciso di mettere in piedi.

    Eppure, Rifondazione tace anche di fronte all’evidenza ed evita come la peste di fare chiarezza …. fosse che, avendo scelto a priori una alleanza col Pd alle prossime elezioni regionali del Lazio, anche i vendoliani romani ( che pure ci avrebbero “buggerato” facendoci anche significativi danni economici, questì sì certamente illegali visto che abbiamo pure sporto denuncia) sarebbero comunque nostri alleati in questa coalizione “a priori” col PD … ed allora è meglio coprire tutto ?

    E’ un dubbio che mi sembra legittimo e certo l’assordante silenzio politico del partito non aiuta a toglierselo.

  48. caro anonimo, i partiti non stanno insieme o si fondano o rifondano sulle regole del gioco. se tu leggi lo statuto del partito vedrai che le regole ci sono. ciò che fa difetto è una concezione della politica come pratica sociale e come ricerca culturale. imperversa, invece, la superficialità e l’idea che le “opinioni” sono il centro della politica. il tutto nel tempo del personalismo sfrenato, per cui molti hanno dimenticato e non hanno mai avuto una concezione della discussione nella quale prima di dare dell’opportunista a qualcuno e prima di lanciare appelli e gridare strali contro gli altri bisognerebbe pensarci mille volte. così gli organismi dirigenti invece di essere luoghi di pensiero e di costruzione di decisioni e fatti diventano palestre per scontri e “parlamentini” (così dicono i giornali) nei quali si formano curve contrapposte che si combattono senza esclusione di colpi. e più la contrapposizione è sulle regole e sulle interpretazione bizantina delle regole o, peggio ancora, sui giudizi sulle persone, e meno si discute di politica. la politica così diventa uno strumento demagogico. ridotta a slogan e ad affermazioni roboanti è solo un rumore di fondo rispetto al vero oggetto del contendere che è la conquista di posti (non parlo delle istituzioni parlo proprio degli organigrammi del partito).
    tutto questo non si risolve con altre regole. si risolve con una politica che vada controcorrente, che affermi la pratica sociale e l’azione come il baricentro dell’attività del partito e quindi, come metro per selezionare i quadri e i dirigenti. si risolve promuovendo con cocciutaggine una discussione utile alla ricerca politica che sconfigga l’idea della politica dei talk show dove si scontrano tesi precostituite a colpi di urla ed invettive. si risolve con calma, pazienza, ma senza concedere nulla alla resistenza a qualsiasi cambiamento reale.
    i partiti sono degenerati, ed anche noi lo siamo. illudersi che una degenerazione che ha le proprie radici nella cultura diffusa, nel senso comune, nella politica che ogni giorno si vede sui giornali e in tv, si risolva d’incanto è il più grande errore che si possa fare.
    nel corso di questi anni ne ho viste davvero di tutti i colori.
    basta che un segretario (di un circolo di una federazione è lo stesso) venga criticato che se la lega al dito. immancabilmente tenta di “far fuori” chi lo critica. basta che uno si trovi in minoranza che comincia a comportarsi come un oppositore, come uno che tenta con ogni mezzo che la maggioranza non possa realizzare quanto ha deciso. soprattutto il male peggiore di tutti è la cultura staliniana per cui ognuno può attribuire ad altri le peggiori intenzioni al fine di combattere non tanto le posizioni altrui quanto gli opportunismi, i tradimenti e così via. è ciò che fa Raf nel post qui sopra (ma gli rispondo).
    sono queste cose, questa pratica continuata, ad allontanare le persone. sia quelle che vorrebbero fare politica in modo sano, sia quelle che appena hanno una divergenza concludono di abbandonare.
    è pazzesco, ma conosco situazioni dove siccome si è scelto un compagno invece che un altro per il posto di conisgliere o di assessore in un comunello di 10mila abitanti c’è chi dice che abbandona il partito, che il partito ha tradito i suoi ideali, che la linea politica è sbagliata e chi più ne ha più ne metta. capita sovente che se si litiga in un direttivo di circolo subito qualcuno invochi l’intervento del federale, del regionale e del nazionale. chi lo fa è pronto, se vince nel circolo, a sostenere che un eventuale intervento dall’alto è verticismo puro, non è democratico, è violento ecc ecc. la stessa persona è pronta, se si trova in minoranza, a chiedere il commissariamento, a scrivere lettere al segretario nazionale e perfino a liberazione.
    insomma, la situazione è pessima dove comanda questa logica.
    e non ci sono regole che tengano.
    ma io conosco anche tanti luoghi dove si fa politica seriamente, dove c’è una ricca pratica sociale, dove si fanno iniziative culturali interessanti.
    e so che nel gruppo dirigente nazionale le cose vanno meglio, molto meglio, che in passato. (a dimostrazione che non c’è una base buona e un vertice cattivo).
    non è un caso che si è cominciato a discutere seriamente del superamento delle correnti. dico seriamente perché non c’è l’illusione di cancellare con un colpo di spugna, anni e anni di correntismo esasperato.
    va beh l’ho fatta lunga.
    la discussione continua.
    un abbraccio

  49. caro raf, non so quanto tu te ne renda conto, ma tu non nutri dubbi. tu hai sospetti e leggi i fatti attraverso i sospetti. mi è già capitato di raccontare, ma lo rifaccio perché è un esempio sempre buono, oltre che vero, un episodio capitato a me anni fa, che mi è rimasto impresso e per il quale provo ancora una rabbia incontenibile.
    pochi giorni prima che facessimo cadere il governo prodi nel 98, dopo aver sostenuto in una riunione la non opportunità di fare una manifestazione nazionale sulla palestina (temevo fallisse), incontrai una compagna che mi disse: “vergognati, tu non vuoi che si faccia la manifestazione perché non volete disturbare il governo. fate tanto casino ma tutti sanno che in extremis farete l’accordo”.
    dimmi, caro raf, si può discutere se fare una manifestazione o meno nel merito quando ti fanno il processo alle intenzioni? io che sapevo che di li a pochissimi giorni avremmo votato contro la fiducia a prodi, che dovevo fare? giustificarmi?
    come vedi anche tu stesso sei vittima della stessa cultura di cui sei portatore. c’è chi sospetta che tu sia un provocatore. e tu ti difendi dall’accusa.
    è proprio questo che non sopporto. così non si discute, così si fanno risse.
    è normale che vengano dubbi ed anche sospetti. è normale.
    ma quando si fanno diventare i sospetti il centro della discussione tutto degenera.
    io quella compagna la mandai affanculo. e lei avrà pensato che ero un dirigente arrogante.
    ma quando si fa una critica bisogna farla rispettando gli altri. se uno si erige a giudice degli altri non fa una critica, fa un’altra cosa. accusa.
    e tu accusi, caro raf. ed è evidente che il mio lungo argomentare e spiegare sul caso di roma per te è solo il mascherare niente meno che la volontà di nascondere e di sacrificare tutto sull’altare delle alleanze.
    io non so chi sei, ma non credo tu sia così stupido da non capire che così non ci può essere dialogo e tanto meno discussione sul merito. così ci sono solo accuse e controaccuse. e alla fine, non avendo discusso del merito, rimangono solo le risse.
    a quella deficiente io non ho potuto spiegare le mie ragioni per non fare la manifestazione nazionale. magari erano sbagliate e chissà. forse lei poteva anche avere ragione e far valere la sua ragione sull’opportunità di fare quella manifestazione.
    nel momento che mi ha detto che “sapeva il vero motivo” che ispirava la mia posizione qualsiasi mio argomento era diventato inutile o addirittura la dimostrazione ulteriore del suo sospetto.
    prova a riflettere su questo, caro Raf. come vedi io mi ostino a dialogare con te. non ti tratto da provocatore e non penso tu sia mandato da nessuno. vedi di fare lo stesso con me.
    quanto al merito. se rileggi il mio precedente post vedrai che non c’è nessun silenzio.la discussione è in corso nelle sedi opportune e se sarò chiamato a discuterne in una sede alla quale appartengo lo farò. eccome se lo farò.
    inoltre, se oggi compri liberazione troverai un articolo di Raul Mordenti che parla di questa vicenda in modo politico e non attraverso processi sommari.
    dov’è il silenzio di cui parli? dov’è?
    ciao

  50. Beh, quantomeno il silenzio, caro Ramon, c’è stato fino ad oggi …

    Se è vero che almeno la prima parte della comunque desolante vicenda romana è stata “sgamata” fin dallo scorso gennaio e se è vero che ne gira ( più o meno distorta) la notizia sul web e sulla stampaalmeno da tre mesi …

    Non ho ancora letto l’articolo di Mordenti, cosa che farò sicuramente in giornata.

    Rimane il fatto che una chiarificazione più pronta ( che certo non si può limitare all’articolo di Mordenti) avrebbe evitato un “montare” della notizia che certamente ha creato al partito più danni che se si fosse tentato di chiarire le cose qualche mese fa.

    P.S. Ci conosciamo, sono uno di quelli che, magari non ricordandoti dove li hai visti, saluti regolarmente ad ogni manifestazione.

    Sono il tizio – che, allora membro del direttivo del Circolo di Roma -Primavalle, affermò ( con grande scandalo dei presenti) in un attivo di circolo al quale eri presente prima delle elezioni politiche che tutto sommato Padoa-Schioppa era più coerentemente liberista di Tremonti.
    E ricordo con piacere che invece tu, nel tuo intervento, riconoscesti che in questo avevo ragione.

  51. gino da martignacco Says:

    Torno un attimo su un argomento secondo me importante, il più importante, dato che da esso si parte per la strategia futura del Partito.
    Mi pare che l’impegno più grande in questo periodo sia di arrivare a questa benedetta Federazione. A prescindere da coloro che dovranno o potranno partecipavi (e già qui bisognerebbe approfondire il discorso) quello che io ho cercato di esprimere (forse male) e che ora ritento di fare, sperando di essere sufficientemente chiaro, è il porre l’attenzione su un fatto che potreste ritenere non fondamentale ma che invece per me lo è e cioè il nome che si intenderà dare a questa Federazione.
    E prima ancora, voglio chiedere una risposta (da persona probabilmente poco informata quale probabilmente sono ma comunque espressione di un pensiero diffuso nella nostra base, ) ad una domanda che le persone semplici mi hanno fatto e alla quale, chiedo scusa e mi perdonerete l’incapacità, non ho saputo cosa rispondere:
    la domanda è: qual è la differenza tra la Sinistra Arcobaleno, che non pare intendesse porre fine alle varie identità dei partiti che la costituivano, e la futura Federazione? Pare si tratti in entrambi i casi di cartelli elettorali e come tali, pure operazioni tattiche. Il mio dissenso consiste nel non condividere un atteggiamento del Partito che da un lato fa una operazione di chiara connotazione identitaria (Chianciano) e poi, si ha la sensazione ( e qui insisto su quello che la gente comune interpreta, con ragionamenti semplici ma non stupidi) che si voglia inventare una tattica che in qualche modo pare simile a quella fallimentare dell’Arcobaleno.
    Le forze che parteciperebbero alla federazione non mi pare siano molto diverse da quelle che avevano costituito l’Arcobaleno. Ma torno al discorso iniziale e lancio la sfida che potrebbe salvare capra e cavoli: mi va bene la federazione ma dovrà assolutamente avere un nome dove si capisca chiaramente da chi è costituita e quindi il nome che secondo me è importantissimo dovrà necessariamente essere molto semplice e non lontano da “ Federazione dei comunisti (Italiani)” . Ogni altro nome non è accettabile e mi riferisco a “Sinistra” o cose di questo tipo. Di sinistra c’è già stato il Pds, poi Ds, poi Pd senza s ed altre. Il messaggio che arriverebbe ai comunisti che non ci votano (e ce ne sono, per fortuna e noi dovremo farci capire da loro) sarebbe di un rinnegamento dell’idea fondante e cioè il marxismo. La parola comunista dovrà essere centrale e non annacquata, meglio se non accompagnata da altre. Mi chiedo se le forze non più comuniste (quelle dell’area di Salvi, ad esempio) o le altre candidate a entrare nella Federazione, sarebbero d’accordo.

  52. Rimane il fatto che la vicenda romana ( ma vogliamo poi parlare della Puglia ?) è del tutto vergognosa ed indifendibile ed il silenzio “assordante” dei vertici di Rifondazione ( per non parlare poi di quelli di Sinistra e Libertà) la rende ancora più squallida.
    Politicamente prima ancora che sul piano “morale” .
    Un partito che si dice “comunista” non può nè chiedere nè accettare elargizioni di denaro dai padroni in genere e meno che mai da pescecani come Armellini o dalla Edilnord di berlusconiana memoria.
    Ed il tutto, guarda caso, alla vigilia della votazione di un Piano Regolatore dove erano in ballo enormi interessi dei citati pescecani.
    Tutto il resto del discorso, è noia, è fuffa, è difesa stupida ed inutile di un apparato e di un ceto politico ormai alla frutta …

  53. mi fa piacere, caro Raf, che tu non insista con i processi alle intenzioni. e se ci conosciamo di persona tanto meglio. anche se da qual che dici ci conosciamo appena.
    quanto al silenzio mi spiace ma non siamo d’accordo.
    che ci sia un travaglio nella federazione di roma lo sanno tutti. che ci siano anche implicazioni da “collegio di garanzia” lo si sa dalle voci che circolano e da articoli di stampa.
    ma la competenza per questa cose sta a roma. e io vedrei criticamente un segretario nazionale o anche una segreteria che si mette a dare ragione a questo contro quell’altro.
    come ho già scritto un milione di volte 1) credo che se la federazione non saprà risolvere questa cosa, con i tempi della politica seria e non sulla base delle sollecitazioni che girano in internet del tipo: ferrero dica il partito dica, allora interverrà la direzione. 2) in ogni caso questo blog non è il luogo per discutere in nessun modo delle vicende interne della federazione di roma. e tu stesso lo hai riconosciuto.
    su padoa schioppa siamo d’accordo. bene!
    un abbraccio

  54. ed ecco mister K che vorrebbe ricominciare tutto dal principio. ovviamente sulla base delle sue sentenze e certezze.
    che poi il prc abbia abbandonato la maggioranza in puglia è un altro evidente gesto di silenzio imbarazzato.
    che noia.

  55. caro gino, veramente è difficile discutere in questo modo.
    se tu pensi che si debba fare l’unità dei comunisti e che qualsiasi altra posizione collettiva o individuale sia di serie b hai il diritto di pensarlo proporlo ed anche tentare di farlo. ciò che non puoi in nessun modo fare è dire che chianciano è stato un congresso identitario. veramente questa era l’accusa che ci rivolgeva vendola. e noi abbiamo sempre risposto che non era così. come non puoi far finta di non sapere che nel documento di chianciano c’era l’obiettivo di unire la sinistra senza sciogliere il partito.
    se poi tu hai creduto a quel che, per danneggiarci, scriveva la repubblica di noi, del congresso e così via non so davvero cosa dire.
    che i cosiddetti elettori pensino che la divisione fra noi e sinistra e libertà sia incomprensibile lo sanno tutti. che pensino che ci siano solo cartelli elettorali per garantire i posti dei dirigenti secondo me lo sanno anche i sassi. e allora? cosa dovremmo fare?
    credo tu abbia l’ossessione dell’identità nella scheda elettorale.
    ci sono molti partiti comunisti, perfino molto ortodossi, che alle elezioni si presentano in coalizioni di sinistra senza che ci sia nemmeno la falce e martello nel simbolo. vuol dire che hanno tradito il marxismo e tutto il resto di cose che dici? dai! suvvia!
    tu non sai rispondere alla domanda sulla differenza fra la sinistra arcobaleno e la federazione? mi spiace che tu non sappia farlo.
    ti suggerisco io delle risposte.
    1) noi vogliamo unire sulla base dell’appartenenza al campo anticapitalista mondiale e dell’appartenenza alla stessa famiglia anticapitalista internazionale. la sinistra arcobaleno e ancor di più la sinistra e libertà non hanno la discriminante anticapitalista e hanno unito forze che si richiamano a ben tre partiti europei. socialisti e verdi non sono anticapitalisti e, nel caso dei socialisti, sono nemici di ogni movimento in europa. non conoscevi questa differenza? la ritieni insignificante? mah!
    2) noi vogliamo unire sulla base di un progetto strategico al PD e contro il bipolarismo e loro, oltre a dire che veltroni aveva sbagliato ad escluderli dalla coalizione hanno sempre detto che il loro obiettivo strategico è il centrosinistra.
    3) noi proponiamo soluzioni radicali di fronte alla crisi e loro quelle compatibili con il sistema e soprattutto con il PD
    4) noi abbiamo detto che vogliamo essere in continuità con le radici e anche con le tradizioni del movimento operaio e loro che quella storia è finita e che bisogna ricominciare da zero con nuove culture politiche. abbiamo anche detto che nei simboli ci sarà la falce e martello a significare questa continuità e io, facendo una eccezione, ti ho anticipato che ci sarà un richiamo diretto ed inequivocabile al marxismo nel manifesto della federazione.
    5) noi abbiamo detto che i partiti, le associazioni e singoli che parteciperanno alla federazione conserveranno la propria identità e la propria organizzazione. loro che poer far parte del loro progetto bisogna sciogliersi e costruire un unico partito della sinistra.
    6) noi mettiamo un aggettivo alla parola sinistra loro no, esattamente per il motivo che dici tu.

    ti bastano queste risposte?

    non credo. perché forse tu vuoi che non si faccia nessun’altra unità se non quella comunista. come se la parola comunista mettesse al riparo da certe cose. come la scissione del pdci per stare nel centrosinistra a tutti i costi.

    infine, caro gino, da quel che scrivi secondo te noi non abbiamo altro da fare che recuperare i voti comunisti. non quelli dei precari, o degli studenti, o degli operai e così via. quindi dobbiamo scrivere che abbiamo fatto la federazione comunista che unisce i comunisti con un nome e un simbolo comunista. secondo te quelli che si considerano anticapitalisti, e spesso lo sono più di molti che si dichiarano comunisti, vanno accettati come compagni di serie B, non degni di essere nominati e di riconoscersi in un nome e un simbolo comune.
    alle ultime elezioni portoghesi i due partiti nostri fratelli si sono presentati entrambi separatamente senza la parola comunista e senza la falce e martello. hanno preso entrambi il 10 % dei voti. addirittura i comunisti portoghesi hanno, da moltissimo tempo, la prassi di presentarsi con i verdi nella coalizione CDU. secondo te il partito comunista spagnolo è meno comunista perché fa parte di Izquierda unida? o il Partito progressista del popolo lavoratore di Cipro, che è un partito comunista, è meno comunista del pdci o di rifondazione perché non ha il nome comunista o la falce e martello nel simbolo?
    potrei andare avanti all’infinito. ma mi fermo.
    anche se credo che sia quasi inutile. forse.
    comunque un abbraccio e saluti comunisti

  56. Anonimo Says:

    Per Mantovani

    Ho visto e vissuto le situazioni di cui parli in alcuni forum di sinistra (é il motivo per il quale non uso piú il mio nome e nemmeno un nick), ma credevo fosse appunto il web, che, con l’anonimato, agevola la violenza e gli impulsi competitivi, non pensavo di ritrovarli all’interno del Prc, non cosí esasperati, almeno e mi domando quali possibilitá abbia un collettivo di qualsiasi tipo, dal semplice gruppo di discussione ad un partito, di costruire qualcosa, quando é dilaniato in questo modo. L’esperienza personale mi strilla nelle orecchie di tenermene alla larga, che la discesa negli inferi del disgusto ed il fallimento sono garantiti, perché non c’é dialogo che tenga a fronte di una simile distorsione paranoide. E’ il sistema in cui siamo immersi? Puó essere, ma, e in questo trovo che non abbia tutti i torti Ascanio Tramonti, se non si costruisce un percorso di emancipazione personale, individuale, perde senso qualsiasi collettivo e non si puó che incolparne se stessi.

    Per le regole, ho dato una scorsa velocissima allo Statuto, lo leggeró meglio, peró mi riferivo ad alcune scelte fatte da partiti di sinistra stranieri, tipo lo Sp olandese, i cui deputati (e consiglieri comunali, regionali, ecc.) non percepiscono gli usuali stipendi da parlamentari, ma una copertura di circa 2000 euro mensili, piú le eventuali spese, erogata dal partito stesso. Ci sono state molte critiche a questa scelta, compresa quella di populismo, eppure ha dei lati, a mio parere, molto positivi, non ultimo quello di agevolare chi si impegna politicamente per passione e di contrastare chi, al contrario, vede la poltrona come punto di arrivo economico e sociale. Penso che linee simili contribuiscano a diminuire la competitivitá interna ed aiutino anche a riempire le casse del partito senza bisogno di sponsor esterni.
    ciao

  57. La "deficiente" Says:

    “i partiti sono degenerati, ed anche noi lo siamo”
    Finalmente una parola di verità da parte di Ramon Mantovani. Manca soltanto un passaggio: quello in cui “noi lo siamo” diventa “io lo sono”. Ma verrà, io confido che verrà…

  58. caro anonimo, i forum di cui parli sono impregnati della cultura dominante e della concezione della politica dominante. e sono lo specchio di come si discute, compreso questo blog. non c’è da meravigliarsi. è un fatto. ma la consapevolezza della situazione e la volontà di distaccarsene sono una speranza per il futuro. quello che fa differenza sono scelte politiche che inducono e spingono ad uscire da questa triste realtà. per esempio, finalmente, la consapevolezza che il bipolarismo è un nemico ad alcuni può sembrare una cosa da addetti ai lavori, ma in realtà contiene molte implicazioni che collocano controcorrente, anche dal punto di vista culturale, chiunque lo assuma come linea politica.
    però, caro anonimo, o cara anonimo, non credere che la questione degli stipendi sia così decisiva. non illuderti. i parlamentari di rifondazione versavano circa 95mila euro ogni anno al partito. ben più dell’indennità. figurati che il fisco ha fatto indagini perché per loro era sospetto che un parlamentare versasse al partito tutta l’indennità e buona parte dei rimborsi spese. nessuno poteva arricchirsi versando quelle cifre al partito. eppure è successo ciò che è successo.
    sappi che ci sono, a volte, scontri feroci per essere segretari di un circolo di un paesino di 5mila abitanti.
    io sono più che d’accordo sull’esempio che fai. ma non c’è prezzo in euro corrispondente all’essere un “personaggio”, all’avere una dichiarazione sul giornale locale una o due volte al mese, all’andare al bar e parlare con i comuni mortali dall’alto di “chi sa” cosa succede nelle stanzette del potere.
    il problema è il potere, per quanto piccolo sembri. non i soldi e non solo i soldi.
    non dimenticarlo.
    un abbraccio

  59. cara “deficiente”, non è colpa mia se questo è il tuo nick. se dico noi vuol dire che sento di avere delle responsabilità, anche personali. se non dico io è perché penso di aver combattuto certe cose in tempi non sospetti. se hai delle critiche personali al sottoscritto non trattenerti, falle pure. io non cancello mai critiche ed addebiti personali rivolti a me. se secondo me hai ragione e io mi devo autocriticare lo farò, se penso che la critica sia ingiusta lo dirò.
    è una sfida. raccoglila e dimostra di non aver parlato a vanvera.

  60. ciao Ramon, scusa se esco fuori tema.
    si diceva che su tutti i territori a cascata si sarebbero fatte assemblee come quelle del 18 luglio a roma, assemblee durante le quali si sarebbe discusso delle regole dello stare insieme; si diceva che a fine ottobre ci sarebbe stata un’altra assemblea nazionale per varare definitivamente la federazione. Siccome nella mia provincia (lecce) non si sta muovendo niente, volevo sapere se è solo una cosa di qui, oppure sta andando tutto a rilento anche a livello nazionale. Ci sono date certe al momento?
    Grazie

  61. gino da martignacco (ud) Says:

    caro Ramon,
    il nostro dialogo è senz’altro difficile, tu concludi che è quasi inutile, percependo un a distanza tra di noi che ti pare incolmabile. Mi dispiace leggere questa conclusione, le argomentazioni potrebbero continuare all’infinito ma io vorrei sintetizzare in questo modo:
    1) voglio mettere in evidenza il mio tentativo di far capire a te e ad altri che leggono, che io intendo collocarmi in questa discussione in una posizione non di falsa modestia, ma di consapevole “inferiorità” per quanto riguarda la cosiddetta cultura o esperienza o , come dire, grado di assimilazione del momdo comunista o del movimento anticapitalista o come altro tu meglio lo voglia denominare. in altri termini sto cercando di farti capire, con atto di sincera umiltà, che io mi sento di appartenere a quella categoria di persone che, pur cercando la tua stessa strada, ha probabilmente meno mezzi, capacità, acume, rispetto ai tuoi o di altri compagni più “preparati” Ripeto, non è falsa ma vera modestia e tentativo di rappresenrtare la voce di altre persone, in buona fede, che sanno di avere delle carenze e che pur riconoscendo l’altrui “superiorità” tentano di approcciarsi in qualche modo. In questa categoria ho trovato i potenziali comunisti e i semplici cittadini, precari, studenti e infine operai, come tu elenchi, che da questa posizione semplicistica non capiscono per quale motivo i comunisti debbano rinnegare formalmente e palesemente al simbolo che li identifica. e vengo appunto al punto n.
    2) quella che tu chiami una mia ossessione all’identità; i precari,e gli operai, io penso che dovrebbero automaticamente identificarsi nel nostro Partito. Torno a quanto detto al punto 1 nel senso che andrò ad approfondire ma vorrei che lo facessi anche tu il significato dei termini quali comunismo, socialismo, socialdemocrazia, anticapitalismo, senza parlare di sfumature identitarie sottili quali potrebbero essere comunismo ecologico (Zizek, di cui ti ho parlato) ….
    è vero, io sono molto concentrato, forse come dici tu ossessionato sul concetto di identità. Ciascuno di noi ne ha parecchie, siamo perfino interisti (io poco, sono più udinese, ieri sera ho sofferto molto ma per qualche ora, poi la mia identità più significativa (il marxismo) ha permesso di cancellare la delusione per quella beffa al 93′. )
    Intendo dire che chi ha un bagaglio culturale ed una posizione superiore (senza fraintesi, ad esempio voi dirigenti, tu nella fattispecie) deve cercare di calarsi nel modo di interpretare la realtà della gente “normale” che guarda principalmente a dei punti fermi, che cerca delle posizioni lineari e coerenti.
    mi dispiace che tu dica che non riusciamo a ragionare, spero di avere più tempo, in futuro, per tentare di spiegare meglio il mio punto di vista.
    Paradossalmente, mi viene in testa un ragionamento, forse opposto a quello che mi pare di portare avanti adesso che ho sessant’anni. Quando ho cominxciato ad appassionarmi alla politica, tantissimi anni fa, ricordo che ero strabiliato dal fatto che non riuscivo a capire cosa ci volesse per sconfiggere la Democrazia Cristiana. Quando poi, nel 75-76, sommando voti solo di Pci e Psi si otteneva quasi la maggioranza assoluta, mi chiedevo cosa si aspettasse a fare l’Unità delle sinistre. L’esperienza e un po’ di approfondimento mi hanno fatto capire forse che non è così automatico. Mi viene ancora in mente la differenza alle volte incolmabile tra socialismo, comunismo, socialdemocrazia……

  62. caro uccio, slitta tutto più o meno di un mese. se avessimo fatto tutto in modo verticistico saremmo stati molto più veloci. ma bosgna che tutti i gruppi dirigenti del prc ecc possano partecipare alla produzione dei documenti e che in tutta italia si facciano le assemblee di cui parli anche tu.
    non ci sono, al momento, paralisi dovute a questioni politiche. è proprio la lentezza della partecipazione.
    tutto qui.
    un abbraccio

  63. caro gino. ho scritto che mi sembra difficile discutere in questo modo perché: 1) hai più volte sostenuto che abbiamo sostanzialmente tradito la linea di chianciano. io ho cercato di dimostrare che non è così, con scritti e non solo con opinioni. ma sembra che il tuo assunto sia indiscutibile. 2) fai affermazioni, che dovrebbero essere la base della discussione, che sono indimostrate. per esempio, ci sono altri, “modesti” come te (ma su questo tornerò) che dicono l’esatto opposto. e cioè dicono che ai precari o agli operai o agli studenti ecc non gliene frega niente della parola comunista e del simbolo. e che bisogna pensare al problema della precarietà ecc invece che fare discussioni astruse su cose che interessano solo i militanti, o una parte di militanti. ecco. io non sono d’accordo nemmeno con questi. ma se uno parte dal presupposto che lui conosce la volontà del popolo e che bisogna fare come lui dice per fare la volontà del popolo la discussione finisce immediatamente. 3) non esistono superiori o inferiori. posso anche capire gli atti di modestia o di umiltà. ma se guardi bene ciò che scrivi vedrai che in fondo sei tu che ti collochi in una posizione privilegiata. siccome sei in grado di interpretare la voce delle persone semplici le tue opinioni sono “superiori”. e sono io a non capire il pensiero delle persone “umili”.
    scrivi perfino: “In questa categoria ho trovato i potenziali comunisti e i semplici cittadini, precari, studenti e infine operai, come tu elenchi, che da questa posizione semplicistica non capiscono per quale motivo i comunisti debbano rinnegare formalmente e palesemente al simbolo che li identifica.” ti sfugge che forse tutti quelli che nomini non si spiegano perché alle elezioni ci sono 4 o 5 partiti comunisti diversi e altre liste che sulla maggioranza delle cose dicono le stesse cose. e poi, scusa, chi cazzo ha detto rinnegare? chi? quando? dove? come?
    non so più come dirtelo. ma dovresti rispondere a questa banale domanda: secondo te i comunisti portoghesi che alle elezioni si presentano insieme ai verdi con il simbolo Udc e tutti gli altri esempi che ho fatto nel post precedente hanno rinnegato il comunismo?
    ma secondo te il comunismo vive nelle schede elettorali?
    come vedi ci si ripete quasi all’infinito.
    se tu pensi che io ed altri siamo intenzionati a rinnegare il comunismo perché pensiamo, dopo averlo sempre detto, che sia il momento di invertire la tendenza alle divisioni infinite, che vogliamo unire tutto ciò che si può unire, nel solco del marxismo, dell’anticapitalismo e della contrarietà al sistema bipolare italiano, che pensiamo che l’unità si possa fare solo rispettando tutte le identità, a cominciare dal quella comunista, e non facendo una gerarchia delle identità, non so veramente che farci.
    e non so più che dire.
    un abbraccio

  64. pezzo sull’intervento di Paolo Ferrero alla Festa comunista di Cagliari:
    http://www.ilminuto.info/notizia.php?id_notizia=829

  65. Anonimo Says:

    Quello che scrivi mi convince ancora di piú che ci sia un grosso problema nel partito e che affrontarlo dovrebbe fare parte delle prioritá. Voglio dire che il potere, in quanto sopraffazione, é proprio ció che dovremmo combattere da sinistra e che permettere che si riproponga all’interno di un’organizzazione anticapitalista é un’enorme contraddizione, che porta, nel migliore dei casi, ad una gestione stalinista della societá.
    Capisco che difficilmente si possa eliminare completamente e che il substrato culturale che ci trasciniamo da sempre e oggi anche di piú, sia incrostato profondamente dentro tutti noi, eppure, se non si comincia a demolirlo, non saremo mai in grado di promuovere un’idea diversa di comunitá umana. Ovvero, si puó anche tentare di abbattere il sistema, ma poi?

    Non so affatto se riesco a spiegarmi, ci provo, certamente in modo anche ingenuo, ma ecco, a me non sembra un fattore secondario.
    Parlando di regole, in effetti, non ho usato il termine esatto, piuttosto avrei dovuto parlare di impostazione e sono d’accordo con te che non sia una questione di stipendi, non solo perlomeno, ma magari tanti piccoli particolari possono produrre dei cambiamenti significativi. Per fare un esempio, che probabilmente non vale niente, ma insomma… non sarebbe possibile sostituire la carica di segretario di circolo con una commissione di circolo, eletta dagli iscritti, con scadenze precise e, perché no, a rotazione?
    Non ho alcuna abilitá tecnica per proporre soluzioni, questa é solo una sciocchezza buttata lí, ma credo che un’apposita commissione, senza perdersi nelle beghe dell’uno o dell’altro e senza rallentare la normale attivitá del partito, potrebbe trovare nuove vie di organizzazione, magari sperimentali, che giá esplorino quella realtá futura che dovrebbe essere lo scopo del nostro impegno.
    E poi certamente, la proposta politica e quella culturale.

    P.s. Essendo anonimo, cioé inesistente, maschile o femminile non fa differenza. Una specie di “nessuno” nella grotta del ciclope… 😀

  66. caro anonimo, (ma qui c’era una anonimo tempo fa) credo che siamo d’accordo. ora. forse.
    la critica del potere è ineludibile per chi voglia assaltare il palazzo d’inverno e non ritrovarsi, di emergenze in emergenza, di stato di necessità in stato di necessità, al punto di partenza, con un potere autonomo e una concezione borghese del potere.
    ma le formazioni umane non agiscono sotto una campana di vetro. le influenze del senso comune dominante si fanno sentire. anche questo è inevitabile. altrimenti si da vita a sette e non a collettivi.
    la politica, la pratica sociale e la battaglia culturale sono l’antidoto per far emergere lo spirito ribelle e rivoluzionario che pure c’è e farlo prevalere.
    non ci sono scappatoie organizzativistiche.
    non che non si possa mettere mano anche a cose organizzative. basta che non si coltivi l’illusione che risolvano da sole o principalmente il problema.
    e comunque la cultura del sospetto, le invettive, i tribunali improvvisati, il diritto divino di giudicare le persone sommariamente, la riduzione della discussione alle accuse, il pensare che chi grida di più ha più ragione, la pretesa di parlare a nome della base o del popolo, non sono solo eccessi casuali. sono architravi della concezione borghese del potere. e più sono inconsapevoli e più sono pericolose.
    un abbraccio

  67. Caro Ramon,
    sono allarmato anch’ io, l’ autunno non mi pare stia andando bene. Non appena si avvicinano le elezioni ogni spirito pugnace viene annacquato e le dinamiche con le quali si decide la collocazione del partito sono completamente oscure e sfuggono ai più. C’ è poi una differenza abissale tra coloro i quali scendono in piazza e stanno partecipando alle mobilitazioni e coloro che occupano posti istituzionali, che non si fanno mai vedere e sono evidentemente occupati a decidere l’ alleanza col PD. Naturalmente, il fatto che le cose vadano così è molto, molto frustrante e rischia di creare scoramento e disillusione nella parte che va in piazza ed ha attitudine a lottare. A mio parere, o parlate seriamente delle regionali nei massimi organi nazionali o quì perderemo la faccia, soprattutto al sud! Serve che si stabiliscano un profilo programmatico univoco e delle condizioni univoche alle quali ci presenta da soli o, di converso, si fanno le alleanze (condizioni che tengano, naturalmente conto della nostra vocazione alternativa); devono poi queste condizioni essere declinate regione per regione. Altrimenti non si capisce nulla, neppure di chi siamo!
    Infine volevo sottolineare come la federazione non stia venendo alla luce con il processo partecipato che ci si attendeva per cui si è fatto bene, secondo me, a rinviare tutto di mese. A patto di metterlo in atto davvero questo processo! Infine, mi ha lasciato molto perplesso la lettere inviata oggi da Bruno Steri e da Claudio Grassi, al Manifesto, ed indirizzata a Vendola, in cui si chiede genericamente un confronto programmatico organico con Sinistra e Libertà, forse per poter stipulare un’ alleanza, non ho ben capito. Tutto ciò mi preoccupa per un eventuale appannamento della vocazione ALTERNATIVA che necessariamente dobbiamo avere e che ancora non abbiamo; e dobbiamo perciò definirla!

  68. Bucharin77 Says:

    d’accordo con Gio, e questo è uno dei fondamenti dei miei dubbi sulla federazione: è solo un modo per rincorrere Sinistra e libertà. Peraltro, mi piacerebbe che i dirigenti del mio partito e in particolare i ‘togliattiani’ invece di inseguire Sinistra e libertà fossero più attenti a ciò che succede nella società: oggi dobbiamo preoccuparci più di Sinistra e libertà o di Di Pietro? Qualcuno si è per caso accorto che il Fatto, giornale nato dal nulla, sta vendendo 200.000 copie ed è letto da una quantità enorme di ragazzi e ragazze? Qualcuno si è accorto che il nostro ex elettorato popolare vota Di Pietro e la Lega e non Sinistra e libertà? Per i Grassi e gli Oggionni sembra che la cosa fondamentale sia solo recuperare i suffragi della Castellina e di qualche burocrate.

  69. Peppe Seno Says:

    Caro Gio,i problemi saranno al Nord sullle alleanze e non al Sud.
    In Liguria Burlando sta dicendo ai quattro venti che ci sarà una coalizione dall’Udc al Prc,lo stesso in Piemonte.
    Dico che i problemi ci saranno di più al Nord per motivi numerici,difatti al Sud e al Centro il partito regge abbastanza bene,vedi le europee,mentre ha notevoli difficoltà al Nord dove la nostra forza di dettare condizioni è minima e se ci sarà lo sbarramento saranno guai.
    E pensare che fino a 3 anni fa lo sbarramento ci faceva un baffo visto i numeri e il seguito che avevamo.
    Pazienza………..

  70. Luca Marini Says:

    Colgo l’occasione per dire che non condivido niente di quello che oggi Grassi e Steri hanno scritto. Si parte dall’analisi del voto in alcuni stati europei, dove quello che c’è a sinistra della socialdemocrazia si presenta separato, e poi si propone di sedersi ad un tavolo, per fare un’alleanza. Sui contenuti? quali? per le elezioni? Poi si dice che l’incontro dovrebbe essere tra la Federazione della Sinistra d’alternativa e Sinistra e Libertà, come se la priima fosse già un soggetto già fatto.
    Poi volevo capire se esprime la posizione di Essere Comunisti (visto che c’è il coordinatore nazionale), del PRC e quindi del segretario o di tutta la federazione della sinistra d’alternativa.
    A me sembra che si stiano facendo annunci confusionari, dove ognuno dice la sua e gli iscritti devono sforzarsi di capire cosa stiano a significare i vari annunci che si susseguono.
    E comunque quella ipotetica alleanza sarebbe un grosso aiuto alla scomparsa della sinistra.

  71. si, c’è confusione…:((

  72. Non c’è confusione è una maniovra,secondo me,per far capire la vera identità di SeL,ossia priettata verso il pd e non verso sinistra.
    Faccio io una proposta forte ai compagni di SeL e di riflesso a noi stessi:alle regionali nessuna alleanza col Pd in nessuna regione e alleanza strategica Federazione della sinistra anticapitalista e SeL,con contenuti chiari e di sinistra.

  73. Eh, caro Beppe, però non mi sembra affatto il momento di questi tatticismi e di queste manovre, visto che ancora non abbiamo da parte nostra un profilo kiaro, mi pare s’ ingeneri solo confusione così e si dia adito a voci interne istituzionaliste (spesso trasversali all’ interno delle correnti) che non combaciamo col partito che i più si augurano e che è venuto fuori dall’ ultimo congresso

  74. Stefano Franchi Says:

    Ciao Ramon,ti allego il documento approvato da un attivo – partecipato – concluso da te.

    Stefano

    docuento approvato all’unanimità dal circolo Prc di Castiglione, una delle poche novità positive del Prc di Bologna. Erano presenti Ramon Mantovani, direzione nazionale del Prc, e Rossella Giordano, segretaria provinciale del Prc di Bologna.

    Documento del circolo Prc di Castiglione

    In questi mesi il circolo Prc di Castiglione ha vissuto un periodo di rinascita e ricambio nel gruppo dirigente, numerosi giovani si sono avvicinati al circolo e in pochi mesi siamo riusciti a riorganizzare una presenza costante dei comunisti nei nostri territori. Nelle ultime elezioni siamo stati uno dei pochi circoli ad eleggere una rappresentanza istituzionale, raddoppiando quella precedente con due consiglieri eletti, la riconferma del consigliere uscente a l’elezione di una compagna. Non abbiamo l’assessore per nostra scelta, all’epoca delle trattative con il Pd, neanche noi pensavamo ad una crescita del circolo così grande e in così pochi mesi.

    L’unico consigliere provinciale eletto dalla lista unitaria Prc-Pdci è il compagno Giovanni Venturi, anche grazie al buon risultato elettorale ottenuto nel nostro comune. Che sia un compagno del Pdci non ci importa, noi vogliamo la ricostruzione di un unico partito comunista in Italia e con i compagni del Pdci abbiamo instaurato ottimi rapporti. La gran parte dei nostri simpatizzanti ed elettori pensa che questa frammentazione a sinistra sia insopportabile e vorrebbe che almeno e innanzitutto noi comunisti ci unissimo, in un unico Partito.

    La rinascita del circolo è stata possibile anche grazie al buon rapporto costruito con la federazione, i membri della segreteria sono stati sempre presenti quando abbiamo avuto bisogno. Abbiamo partecipato in forze alla festa provinciale, lavorare allo stand delle crescentine è stata un’esperienza estenuante ma importante, abbiamo conosciuto altri compagni di altri circoli e abbiamo contribuito all’autofinanziamento della federazione.

    In questi mesi abbiamo organizzato diverse iniziative.

    Abbiamo puntualmente distribuito migliaia di copie del giornalino del Circolo, abbiamo aperto la nuova sede del circolo (una sede dei comunisti a Castiglione !), abbiamo fatto diversi aperitivi partecipati e riusciti, anche economicamente. Abbiamo organizzato una riuscita iniziativa sulla resistenza, ricordando che nell’agosto del 1939 il Nazismo diede inizio alla seconda guerra mondiale e l’abbiamo fatto facendo parlare dei partigiani, comunisti che il nazifascismo l’hanno combattuto di persona.

    Abbiamo iniziato la raccolta di vestiario usato e iniziato a distribuirlo a chi ne ha bisogno, ognuno offre quel che ha e può. L’abbiamo potuto fare grazie alla nuova sede del circolo e la risposta delle persone è stata positiva.

    Abbiamo organizzato una riuscitissima doppia cena di pesce, riuscita come partecipazione e anche economicamente. Questi introiti insieme ad altri contributi arrivati dai compagni e non SOLO,servono a pagare le spese della sede ,in più i compagni del Pdci già da settembre ci danno 50 euro al mese. Gli introiti dell’autofinanziamento vorremmo spenderli per i progetti a cui stiamo lavorando, come raccolte alimentari, la cassa per la resistenza e altro ancora. Da qui la richiesta alla federazione di aiutare tutti i circoli di provincia, che sono poi quei circoli che negli anni passati hanno sempre tirato avanti da soli perché la federazione la si vedeva solo per il periodo elettorale. Crediamo che dopo i risultati ottenuti da questo piccolo circolo e anche da altri , arrivino gli aiuti anche ai circoli di provincia ,e quindi che tutto non si fermi alla città.(Anche perché le elezioni europee ci hanno dimostrato che se il partito a Bologna e’ in piedi ,malmesso ma comunque in piedi , e’ grazie alla provincia e non al 1.58 % ottenuto dalla città).

    Abbiamo cercato di stare a fianco dei lavoratori collaborando con i sindacati e questo ha fatto si che finalmente gli operai ci prendessero come riferimento portandoci i loro problemi ,questo dovrebbe essere il partito , dovrebbe riuscire a dar conferme ai lavoratori e a tutti coloro che nel momento storico che stiamo vivendo sono lasciati soli .Noi vogliamo che questo partito la SMETTA con tutte le correnti interne che ha e riuscisse invece ad avere nel suo grembo una politica più semplice ma basata su fatti concreti, siamo stanchi di una classe dirigente e che da tempo non fa più politica comunista, siamo stanchi che ancora si sta discutendo problemi interni mentre fuori la gente e’ li che aspetta risposte da noi …

    Noi siamo e vogliamo restare comunisti e siamo favorevoli a costruire un’unità d’azione di tutta la sinistra, ma vogliamo continuare ad essere e a farlo da comunisti, organizzati in un unico partito. Vogliamo occuparci del dramma che oggi vivono milioni di lavoratori, anche nei nostri territori, e della distruzione delle nostre scuole pubbliche. Vorremmo che la federazione fosse più attenta a questi problemi e al sostegno da dare ai circoli perchè noi siamo le dita che vogliono lavorare ma spesso non ci vengono dati gli strumenti, a volte servono maggiori materiali ai circoli, in campagna elettorale abbiamo fatto fatica a trovare materiale politico per le europee, c’era quasi solo materiale per le preferenze. I funzionari che ci sono in federazione devono servire anche a questo, girare di più nei circoli e stare di meno nelle stanze.

    Crediamo fortemente che i comunisti c siano ancora e mai come oggi l’ importanza del comunismo sia attuale … questo partito deve scegliere se continuare nella vecchia direzione fatta da politiche astratte e da correnti interne , quindi da successive spaccature , oppure chiedere a gran voce l’ unita dei comunisti in unico partito ripartendo dalle nostre radici e da una politica sana fatta di militanza . IL circolo prc Castiglione vuole un unico partito comunista.

    Prc di Castiglione, attivo del 6 ottobre 2009

  75. Anonimo Says:

    Non lo so, io seguo il tuo blog solo da questa estate, ma se ti crea confusione posso usare “nessuno”. E’ che WP richiede un nome per forza e per ora non intendo adottarne.

    Comunque… concordo col non farsi illusioni, ma insisto a pensare che si potrebbe almeno tentare. In fondo non costa niente e in altri partiti ha dato risultati. Oltretutto non é che in Rc manchino i teorici, potrebbero sbizzarrirsi a cercare nuove formule.

    Ciao.

  76. caro gio, la confusione è molta. è vero. ma una buona regola per non farsi sopraffare dalla confusione è non aggiungere altra. su cosa sia la linea del partito bisogna attenersi ai documenti votati. se, invece, si pensa che la linea sia il combinato disposto della miriade di sospetti e interpretazioni fantasiose, le richieste di interventi del laeder di turno che “spieghi” la linea magari dalla tv, e la citazione di questa o quella realtà territoriale che contraddice la linea per dimostrare che è quella la linea, allora non si fa chiarezza bensì ulteriore confusione.
    a parte che il mondo non si divide in modo manicheo come dici tu. ci sono assessori e consiglieri, come ieri c’erano deputati, che non sono mai stati assenti da una sola lotta, come ci sono compagni “di base” che non leggono uno straccio di documento, che non studiano, che non fanno nessuna lotta e che vengono alle riunioni a dire la loro opinione e ad attaccare quelle degli altri provocando risse invece che discussione.
    sul resto, caro gio, sono d’accordo.
    la direzione discuterà delle regionali e io penso, come te, che si debbano definire le cose esattamente come proponi tu.
    quanto alla federazione si farà la seconda assemblea in novembre, invece che a fine ottobre. per quanto ci riguarda noi faremo tutti i passaggi democratici in tutti gli organismi dirigenti e in tutte le province si faranno assemblee sul modello di quella di luglio.
    la discussione sarà aperta. non c’è nulla di definito tranne, come ho già detto più volte, le discriminanti anticapitalista e antibipolarista e la continuità con la storia e i simboli del movimento operaio.
    il resto è aperto a mille soluzioni diverse. e se ne discuterà.
    certo a molti piacerebbe che ci fosse un bel pacchetto di decisioni già assunte. salvo che se non sono quelle auspicate i delusi protesterebbero: chi ha deciso? quando si è deciso? perché non ho potuto partecipare alla decisione?
    la partecipazione ha i suoi tempi e le sue difficoltà. ma noi vogliamo unire e non dividere. mettere a disposizione i processi decisionali e non chiedere la ratifica di quanto deciso.
    un abbraccio

  77. io quando ho letto l’articolo di steri e grassi ho pensato ciò che ha pensato beppe.
    il resto sono, come sempre, illazioni sospetti e interpretazioni maliziose varie.

  78. caro franchi, la pubblicazione di quell’ordine del giorno da parte tua è piuttosto maliziosa. intanto allora diciamo che è stato posto in votazione prima del mio intervento conclusivo. diciamo che è stato votato da 9 compagni/e del circolo e che era già pronto prima dell’assemblea alla quale hanno partecipato numerose altre persone non iscritte al partito o iscritte ad altri circoli. diciamo, e io l’ho detto nella mia replica, che io avrei votato contro perché, seppur legittima, quella che c’è scritta è una linea politica ben diversa da quella votata nel cpn e anche da quella votata al congresso di chianciano.
    la tua corrente propone un’altra linea? bene. è un diritto e perfino un dovere se non si condivide quella proposta dalla segreteria. un circolo vuol dire la propria per iscritto (e io stesso ho invitato i compagni a spedirla al nazionale e non solo alla federazione). bene! è sempre utile.
    io lascio l’ordine del giorno sul blog ma dubito, caro franchi, che sia utile la sua pubblicazione qui. però pur di non essere accusato di censure lo lo lascio.
    ma tu credi davvero che se 9 compagni votano un odg e tu lo pubblichi qui questo sia significativo politicamente e democratico?
    credi che altri non potrebbero pubblicare decine di altri odg che invece dicono esplicitamente cose diverse?
    vince chi pubblica più odg approvati da poche persone in ogni circolo?
    suvvia.

  79. caro anonimo, per me non c’è problema. magari scrivi anonimo e aggiungi un numero. solo perché due persone diverse che magari dicono cose diverse vengano prese per una persona piuttosto schizofrenica.
    sul resto ho già detto e, sinceramente, non ho nulla da aggiungere.
    un abbraccio

  80. Luca Marini Says:

    mah ramon trovo bizzarro che per dimostrare che Sel è spostata verso il PD, il responsabile dell’organizzazione propone di sedersi attorno ad un tavolo e fare un’alleanza. E sì, ciò mi pone dei dubbi perchè la proposta non è chiara, appunto lascia diverse interpretazioni, non sospetti ma dubbi. Se la proposta è da interpretare come tattica, beh questo tatticismo lo trovo inconcludente.

  81. Ma certo, non sappiamo ancora benissimo chi siamo noi (il processo partecipativo per la formazione della federazione, come più volte sottolineato, non è stato ancora messo in atto appieno), sappiamo solo chi vorremmmo essere; e men che meno si capisce chi cavolo sono loro di sinistra e libertà e cosa propongono, figuariamoci se possiamo già passare alla discussione dei programmi elettorali, anche se si trattasse di una mossa tattica potrebbe muovere tasti e dare adito ad interpretazioni dallle conseguenze non poprio positive…..
    Per quel che riguarda la divisione che ho fatto fra istituzionali ed altri che partecipano alle mobilitazioni, so bene che non è automatico e che non è così ovunque (spero e credo!), ma dove sto io è così e non mi posso e non mi voglio astenere dal sottolinearlo; perchè è quel che vedo. Naturalmente è fuori luogo coinvolgere tutti in questioni locali per cui nè ho specificato dove sono nè voglio entrare più nel dettaglio.

  82. gino da martignacco (ud) Says:

    mi sorprende e mi fa piacere (e dispiacere perchè non ci capiamo) che Ramon sia così solerte nelle risposte , mentre a quasi nessuno interessa approfondire il discorso sulla Federazione. Secondo me è il nodo centrale di ogni discussione in questo momento storico. Ebbene, senza fraintesi, senza che Ramon si senta accusato di rinnegato, io voglio proporre fino alla nausea un ragionamento semplicissimo, ma in politica non esiste la semplicità. Considerato che i Partiti sono gli strumenti della politica, e visto che ce ne sono effettivamente tanti, (e direi giustamente) a me pare che costituire una federazione sia un processo di complicazione, a prescindere dalla “nostra” o da altre che si potrebbero formare. Io penso che se uno è convinto di appartenere ad un partito che lo rappresenta, a costo di ridursi ad esserne l’unico rappresentante, fa una operazione di assoluta onestà intellettuale se gli conferma la fiducia. Se sente il bisogno di aggregarsi ad altri, a rinunciare alla propria identità, significa che non è convinto della sua appartenenza. Se un Partito si chiama Comunista, ritengo che non sia corretto e generi sconforto e delusione cambiargli il nome o aggiungervi qualcosa: A mio avviso, non ho dubbi che si tratti inequivocabilmente di una operazione che tradisce l’assunto che denota l’appartenenza. Non c’è bisogno di usare alcun aggettivo o termine che non sia quello della continuità. Altrimenti si è stati poco corretti a denominarsi comunisti, a partire dal 21. Sono parecchi anni, non vi pare? Questo discorso è di una semplicità disarmante.
    Alla tua domanda su spagnoli e portoghesi non ho dubbi a rispondere: si, secondo me sbagliano. So bene che il mio parere non conta nulla ma ti confermo che direi che sbagliano anche se ottenessero non il dieci ma il 100% dei voti. Per me la giustezza in politica non si misura con il consenso, altrimenti dovremmo ammettere di essere in errore. Credimi, però, io parlo in generale, non mi riferisco mai a nessuno, del resto, confermo la mia “ignoranza” e ribadisco il diritto a definirmi modesto e non falso modesto, anche su questo aspetto non ho dubbi. Mi scuso se ti paio provocatorio ma non è nelle mie intenzioni, scrivo qui proprio perchè ho la sensazione di trovarmi tra persone che hanno un ideale condiviso, per cui non mi permettrei di accusare ne tè ne altri di alcunchè.

  83. A TUTTI I COMPAGNI/E DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA DOMANI TUTTI DAVANTI LE PREFETTURE DELLA PROPRIA PROVINCIA DALLE 17.30 IN POI PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

  84. A TUTTI I COMPAGNI/E DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA OGGI 8 OTTOBRE TUTTI DAVANTI LE PREFETTURE DELLA PROPRIA PROVINCIA DALLE 17.30 IN POI PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DI BERLUSCONI

  85. È un processo,quella della federazione unitaria, che adesso deve andare giocato mettendolo in contraddizione con il nostro competitore (Sinistra e Libertà) che non solo aveva fatto (al contrario nostro) un cartello elettorale e non una coalizione programmatica e che oggi, mentre noi ci allarghiamo, si sta disgregando, come è evidente dal fatto che i Verdi sono in un congresso pieno di difficoltà e dal fatto che i socialisti pongono condizioni politiche pesanti, basti pensare alle dichiarazioni di Nencini su Craxi.
    Questo nostro “competitore” va incalzato: questo è il senso dell’articolo scritto con Bruno Steri e pubblicato dal Manifesto. Bisogna aprire contraddizioni all’interno di quella coalizione (che comunque ha preso un milione di voti) e, una volta chiarito che ci muoviamo su due linee strategiche diverse, dobbiamo sfidarli in un discorso unitario

  86. Sopra vi è la spiegazione del compagno Grassi su quel famoso articolo

  87. La Federazione comincia a prendere forma. Il segretario nazionale Paolo Ferrero, durante la direzione nazionale di mercoledì 7 ottobre, ha infatti proposto un intenso ruolino di marcia che ci porterà a fine autunno 2010 ad un congresso della Federazione stessa. Queste le tappe: a fine novembre un’”assemblea di ritorno”, rispetto a quella del 18 luglio, per avviare la parte costituente della federazione; da subito assemblee sui territori con le stesse modalità utilizzate per l’iniziativa del 18 luglio; nel corso dell’anno un lavoro politico e anche organizzativo (tesseramento). Prima dell’assemblea di fine novembre secondo il segretario occorre però un Cpn e quindi i documenti sulle regole ed il manifesto politico dovranno essere chiusi entro fine ottobre. Inoltre a breve anche un’assemblea nazionale dei segretari di circolo (proposta avanzata da Stefano Zuccherini e accolta dal segretario in sede di replica).
    Sulle regole e sul gruppo di lavoro che se ne occupa, ha relazionato il responsabile nazionale Organizzazione Claudio Grassi. Due le fasi in discussione. La prima che va da oggi al congresso costituente, la seconda che riguarda la federazione vera e propria. Per quanto riguarda la prima fase si sta discutendo di un coordinamento nazionale per quote pattuite dai soci fondatori, non superiore a 50 unità; di un esecutivo nazionale, composto da un massimo di 10 fra compagne e compagni; di una/un portavoce, una sede in viale del Policlinico ed un ufficio stampa. Si pensa anche ad uno statuto provvisorio e si sta valutando se tradurre a livello locale la stessa struttura utilizzata a livello nazionale. C’è la anche previsione di un tesseramento autonomo, ma chi è iscritto ai partiti e movimenti che aderiscono lo è di diritto anche alla federazione. Per quanto riguarda la seconda fase, e cioè gli organismi definitivi, si pensa ad una quota riservata ai soci fondatori, l’altra parte agli iscritti alla federazione. La discussione è comunque ancora in corso.

  88. caro gio, un articolo è un articolo. non è una bibbia o un documento congressuale. nella sinistra e in italia c’è un dibattito. che un compagno, chiunque esso sia, scriva un articolo sul manifesto o su qualsiasi altro giornale, dicendo ciò che vuole non è un male. per di più quello non è un articolo in dissenso (ma anche il dissenso è più che legittimo) bensì un chiarimento. dire: noi facciamo l’unità su precise basi politiche, voi fate l’unità con i liberisti e sfidare gli ex rifondazione a rispondere fa parte del dibattito. ripeto: il resto è il solito scambiare lucciole per lanterne.
    di quale tattiche e strategie parliamo?
    ma possibile che in ogni cosa si veda sempre una manovra oscura, un tradimento? ma è possibile che la dietrologia (che imperversa sul corriere della sera ecc) debba guidare il dibattito fra di noi?
    ma è possibile che ogni cosa non debba essere vista per quello che è e nella sua giusta dimensione?
    mah!

  89. caro gino, non sorprenderti. considero un mio dovere rispondere ai post di chi legge i miei articoli e le mie posizioni su questo blog.
    ora cominciamo a capirci.
    evidentemente tu pensi che un progetto e un partito comunista esistano SOLO se li trovi nella scheda elettorale. evidentemente tu pensi che la politica si riduca SOLO alle campagne elettorali e al voto.
    proprio non riesci a capire (scusa la consueta schiettezza) che alle elezioni, locali o nazionali che siano, ci si presenta con un programma (che è un programma politico delle cose che il paese ha bisogno di fare nei 5 anni di legislatura) e non per fare un referendum su chi è comunista o meno.
    ora, come in spagna e in portogallo e in decine di altri paesi nel mondo, nulla vieta ed anzi è auspicabile che si uniscano tutte le forze che condividono una critica dura del capitalismo e che sono in grado di produrre un programma comune.
    ciò non solo non cancella bensì da maggior senso alla funzione e all’identità di un partito comunista. che si propone di unire in una manifestazione o in una lotta tutti i lavoratori e i cittadini possibili. mica solo i comunisti. io considero le elezioni come una delle tante cose che si fanno. non il fine ultimo dell’agire politico. tanto più oggi che il sistema politico bipolare è un vero cesso.
    perché se facciamo un comitato unitario contro la crisi, o contro lalegge trenta, o contro la guerra, non dovremmo fare un’alleanza permanente fra comunisti, socialisti di sinistra, femministe, ambientalisti, libertari, e così via che si riconoscono in un comun denominatore sufficiente a fare politica insieme nelle istituzioni? perché?
    forse non ti sei accorto che rifondazione ha subito 8 scissioni. OTTO! OTTO! e che esiste un paradosso, questo si incomprensibile per i lavoratori e per chiunque sia dotato di buon senso. il paradosso è che alle elezioni si presentano 2 3 4 e a volte anche cinque partiti comunisti. come se alle elezioni i cittadini invece che eleggere dei gruppi consiliari o parlamentari che fanno insieme la battaglia sulle cose che condividono, dovessero scegliere quale progetto comunista vince sull’altro. come se è nell’urna elettorale che si deve dare un giudizio sulle sfumature fra questo o quella concezione di partito comunista.
    tutto ciò è irrazionale e col comunismo non ha nulla a che vedere. ma proprio nulla.
    tutto ciò è elettoralismo sfrenato.
    il partito comunista esiste nella sua pratica sociale, nelle sue elaborazioni teoriche, nelle lotte e nelle battaglie in ogni fabbrica scuola quartiere.
    prova a toglierti dalla testa che il comunismo viva nella scheda e vedrai che non c’è nessun tradimento. noi non cambiamo nome. per altro ci chiamiamo partito della rifondazione comunista e non partito comunista. dov’è che cambiamo nome? dov’è che cambiamo identità? forse perché insieme ad altri facciamo l’unità di diversi partiti e associazioni in una federazione? che si chiama appunto federazione proprio perché nessuno cambia nome?
    mah!
    comunque un forte abbraccio e hai perfettamente ragione a dire che condividiamo forti ideali.
    ciao

  90. caro koll, le tue informazioni sono sostanzialmente esatte. la discussione è aperta sia in rifondazione sia nelle altre forze sia fra i singoli compagni in tutta italia. bisogna discutere con calma e con capacità di ascolto di tutte e tutti. e senza mettere carri davanti a buoi.
    io stesso scriverò appena ne avrò il tempo, dopo essermi pronunciato in direzione ieri, le mie idee a proposito della federazione.
    ciao

  91. Luca Marini Says:

    Danilo ma ti sembra un discorso logico?
    Prima si cerca di competere per indebolirli e lo strumento per farlo è la federazione, poi una volta che sono deboli e anche strategicamente diversi, li sfidiamo in un discorso unitario.
    che vuol dire??????
    Ma è necessario questo artificio per capire che sinistra e libertà è quel che è!

  92. Bucharin77 Says:

    sottolineo rispetto al discorso di Grassi anche un’altra cosa che ho potuto costatare ieri sera a una riunione di circolo: sta disorientando molti compagni. Ancor prima di perfezionare (sic!) l’operazione “Federazione” si lancia un “tavolo” con una forza diversa dalla federazione stessa senza precisare bene scopi e senso dell’invito.
    Vorrei far notare anche che questo invito è improvvido anche da altri punti di vista, oltre quelli già segnalati da alcuni compagni: ancora non è chiaro come finirà l’inchiesta barese e lanciarsi in una corrispondenza di amorosi sensi con una forza il cui leader è da essa già lambito è quanto meno incauto.

  93. Credo che le 2 proposte avanzate dai massimi dirigenti del partito in questi giorni (la legislatura di garanzia democratica e costituzionale con chiunque voglia battere Berlusconi e la sfida a SeL per un percorso unitario) siano ben ponderate e calibrate, le condivido.

    Ho paura però che abbiano lo stesso difetto, l’essere sostanzialmente velleitarie. Chiunque di noi sa che Vendola e compagni risponderanno picche e che Pd e l’Udc probabilmente neanche risponderanno alla proposta (ammesso che Berlusconi dovesse finalmente cadere).
    Dimostriamo di essere chiari ed onesti politicamente, su due terreni sui quali però potremo stringere un pugno di mosche.

    Anche la proposta della Federazione, ben più concreta, sono d’accordo, delle due precedenti (e, ancora, condivisibile), risulta ancora essere piuttosto fumosa e ancora imperniata sui soggetti fondatori della lista comunista alle europee.

    Il terreno che mi preoccupa maggiormente invece è quello della tenuta della nostra organizzazione, del rilancio del nostro partito. Coma va il tesseramento? Come vanno i circoli? Come procede il lavoro sociale? In quanti luoghi di lavoro siamo presenti?

    Più vicino alla mia sfera di azione, cosa dice la Direzione nazionale della situazione della federazione di Napoli? E di quella di Roma?

  94. Agc di Cuneo: 4 operai sul tetto della fabbrica. Non scenderanno finché non si aprirà una trattativa seria per i 67 lavoratori che la multinazionale vuole lasciare a casa.

  95. cari luca e bucharin, sull’articolo di steri e grassi ho già detto ieri in un post. aggiungo solo che se ci sono compagni ( e so perfettamente che ci sono) che confondono un articolo con un documento politico magari votato in un organismo dirigente, che non sanno distinguere tra un proposta politica e una sfida retorica, bisognerà spiegare loro queste differenze piuttosto che inibirsi qualsiasi affermazione o posizione sia utile. io stesso ho più volte detto in dibattiti pubblici che: “non capisco perché chi è d’accordo con noi sull’appartenenza al partito della sinistra europea, contro la nato, contro la legge trenta e contro la costituzione europea, so ostini a voler fare un cartello elettorale o addirittura un partito con chi su queste cose decisive la pensa in modo diametralmente opposto”. ed ho sempre aggiunto che sarebbe meglio che si unissero a noi invece che ai socialisti.
    sono anch’io un traditore, un inopportuno tatticista? uno stupido ingenuo?
    beh. sinceramente credo di no. è solo che moltissimi, caro luca, non sanno e non capiscono affatto le divisioni fra noi e sinistra e libertà. e per farglielo capire non servono invettive e polemiche che danno per scontate cose che scontate sono solo per chi ha partecipato al congresso ed ha una posizione chiara. servono anche “sfide” che chiariscono per deduzione le vere differenze.
    tutto qui.

  96. caro antonio, la proposta dell’accordo per battere berlusconi e fare la legge elettorale o è giusta o è sbagliata. anche quando diciamo che bisognerebbe nazionalizzare le banche invece che dar loro i soldi pubblici per salvarle in modo che continuino a produrre danni si potrebbe dire che si tratta di una proposta velleitaria. perché sui contenuti bisogna essere chiari e netti mentre nelle proposte immediatamente politiche bisognerebbe essere “realisti”.
    tanto per cominciare penso che bisogna sempre dire ciò che sarebbe giusto fare.
    per quanto riguarda la federazione è giusto che sia stata abbastanza “fumosa”. se bisogna costruirla fra molti e dal basso è un bene che i promotori non abbiano approntato un pacchetto preconfezionato al quale dire si o no.
    sullo stato del partito non è il blog, proprio non lo è, il luogo per porre quelle domande. per questo c’è il partito e le sue istanze che in nessun modo possono essere sostituite da un finto dibattito virtuale.
    un abbraccio

  97. Luca Marini Says:

    Mah Ramon non scambio certo docomunti politici con interviste, rilevo in quell’intervista una posizione che c’è nel nostro partito che non so se sia maggioritaria, ma c’è. Cioè che dovremo interloquire con SeL, certo non si capisce cosa dovrebbe produrre questa interlocuzione e la modalità con cui dvrebbe essere portata avanti. Io penso solamente che non ne vedo la necissità al momento e non sono molto sicuro che a molti interessi l’unità con SeL.
    Ecco che non siano note le differenze è un bel problema a mio modo di vedere.
    E sul perchè hanno deciso di fare Sel a me sembra piuttosto chiaro, c’entra ben poco con l’elezioni europee, c’entra molto con l’avere una volta messo da parte il prc, più potere contrattuale per fare accordi con il PD alle amministrative. Appunto mi sembra assai poblematico che non sia nota la differenza e le modalità indicate da Grassi non mi sembrano risolvino il problema, anzi.

  98. di solito cerco in questo blog approfondimenti e spesso ho trovato chiarimenti su passaggi politici che a me,compagna di base , risultano ostici. in questa fase pero’ non è così:scusate compagni ma vi trovo fumosi ,contorti spesso incomprensibili.Sono passati mesi dal congresso.la nuova segreteria ha affrontato compiti difficili-la questione liberazione,la riorganizzazione del nazionale ,risolte ,mi pare ,con decoro-il partito non si e’ sciolto,il progetto della federazione progredisce,lentamente ,ma va avanti precisandosi nel tempo e dimostrando di non essere un bluff ma un progetto politico per l’oggi e il domani che richiede tempo per crescere. e io non vedo niente di male nell’aprirsi a confronti con altre forze che ,volenti o nolenti ,sono contigue a noi .SEL ,ad esempio e’ un progetto politico diverso da noi ma sicuramente non e’ la destra,non sono fasci ,non e’ l’UDC. E’ una dimostrazione di autonomia confrontarsi con chi non è noi e non solo con chi la pensa uguale, E’ fare politica cercare il terreno delle alleanze ,prefigurare gli scenari che si possono aprire ;non è piu’ serio costruire relazioni piuttosto che equilibri elettorali dell’ultimo minuto?
    l’importante e’ che Rifo sia Rifo ,faccia Rifo ,che il lavoro politico dei circoli delle federazioni vada avanti ,capillarmente ,testardamente;abbiamo capito molti degli errori ,credo,principalmente quello di pretendere di essere visti per quello che diciamo e non per quello che mettiamo in pratica,quindi cambiamo le pratiche,coerentemente,tutti i giorni. Così si puo’ secondo me ,chiedere fiducia a chi ce l’ha tolta .e se i dirigenti nazionali deviano da questo impegno ,li mandiamo a casa ( capito ramon ? -;)

  99. Bonelli (contrario allo scioglimento dei verdi in sel) vince il congresso,i craxiani affrontano una scissione di esponenti contrari a sel:cosa ne rimane? mentre la federazione della sinistra anticapitalista è in espansione( Prc-Pdci-soc 2000-rete dei comunisti(come osservatori),sinistra cgil-sindacalismo di base-associazioni-movimenti)il cartello elettorale vendolino si sfalda. l’unica alternativa seria a sinistra siamo noi comunisti.
    Adesso Ramon come ci muoviamo??
    Cerchiamo di recuperare qualche compagno di base che in buona fede è andato via attratto dal piffero vendoliano……………
    Mi sa che Grassi con il suo articolo aveva intuito qualcosa……………

  100. la beffa sui risarcimenti alle vittime dell’uranio impoverito
    http://www.ilminuto.info

  101. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    è arrivato anche il nobel a farcire l’inganno di obama( in merito su you tube
    consiglio di vedere l’omonimo documento ) e devo dire che la sensazione sempre più netta è che ci sia la grave e colpevole inconcludenza di una vera opposizione. Anche in italia si prende molto sottogamba il cavaliere,che nonostante abbia vinto e stravinto ogni confronto degli ultimi anni viene ancora ridicolizzto come fosse un pagliaccio goffo e ottuso.
    Io credo al contrario che i pagliacci goffi e confusi siano i suoi avversari ma il realismo è davvero passato di moda e la presunzione è sempre più diffusa. Dove sta mai scritto che più peggiorano le condizioni più forte sarà la presa di coscienza e la relativa capacità di reazione? Sembra che
    questo concetto sia assai diffuso. Ad ogni attacco scomposto e chiassoso
    una poderosa risposta di galateo istituzionale addita l’energumeno premier convinti, pare, che additare e deridere sia equivalente a isolare
    e esorcizzare il nemico! Niente di più sbagliato ! La sinistra e l’opposizione in genere sono ASSOLUTAMENTE inadatti e impreparati
    par le condizioni esistenti e peggio ancora per quelle che verranno.
    A me così pare e devo dire che osservare le baruffe chiozzotte interno agli “schieramenti” della presunta opposizione non fa che arredare questo triste patetico scenario di complementi sempre più Kitch e decadenti. In attesa di un nobel a Berlusca per l’innovazione democratica………SIC!
    Viva la muerte!

  102. Buon giorno Danilo, vorrei sapere quali sono le modalità di adesione anche delle piccole associazioni e collettivi alla federazione comunista ed anticapitalista. Ti ringrazio. Saluti comunisti!

    Mi è arrivato questa e-mail,mi dici Ramon come devo rispondere??

  103. Danilo ma dove vedi tutta questa euforia? ma non leggi le tante prese di posizione in direzione? e non conosci orami i tanti documento che producono i circoli spesso in netta diversità l’uno dall’altro? la sponda istituzionalista del gruppo PRc toscano e Piemontese per esempio? meno esaltazione prego. Poi mi pare che la crisi della sinistra sia ancora di là da essere risolta anzi , credo sia ancora tutta in campo

  104. E che vorrei che dicessi che va tutto male,che facciamo schifo.
    Registro dei fatti chiari……….
    Sono abituato a fare fatti e non a piangermi addosso………
    Se dovessi ascoltare tutte le voci discordanti prima nel Pci,poi nella storia del Prc mi dovrei stare a casa e non fare più politica.
    Ho 59 anni e ne ho visto di tutti i colori dal bianco al nero al rosso all’arancione al blu.
    Intanto con mille difficoltà noi facciamo passi avanti e nessuno ha mai detto che la crisi è finita o che la federazione o eventualmente il partito unico siano salvifici:
    La Federazione comincia a prendere forma. Il segretario nazionale Paolo Ferrero, durante la direzione nazionale di mercoledì 7 ottobre, ha infatti proposto un intenso ruolino di marcia che ci porterà a fine autunno 2010 ad un congresso della Federazione stessa. Queste le tappe: a fine novembre un’”assemblea di ritorno”, rispetto a quella del 18 luglio, per avviare la parte costituente della federazione; da subito assemblee sui territori con le stesse modalità utilizzate per l’iniziativa del 18 luglio; nel corso dell’anno un lavoro politico e anche organizzativo (tesseramento). Prima dell’assemblea di fine novembre secondo il segretario occorre però un Cpn e quindi i documenti sulle regole ed il manifesto politico dovranno essere chiusi entro fine ottobre. Inoltre a breve anche un’assemblea nazionale dei segretari di circolo (proposta avanzata da Stefano Zuccherini e accolta dal segretario in sede di replica).
    Sulle regole e sul gruppo di lavoro che se ne occupa, ha relazionato il responsabile nazionale Organizzazione Claudio Grassi. Due le fasi in discussione. La prima che va da oggi al congresso costituente, la seconda che riguarda la federazione vera e propria. Per quanto riguarda la prima fase si sta discutendo di un coordinamento nazionale per quote pattuite dai soci fondatori, non superiore a 50 unità; di un esecutivo nazionale, composto da un massimo di 10 fra compagne e compagni; di una/un portavoce, una sede in viale del Policlinico ed un ufficio stampa. Si pensa anche ad uno statuto provvisorio e si sta valutando se tradurre a livello locale la stessa struttura utilizzata a livello nazionale. C’è la anche previsione di un tesseramento autonomo, ma chi è iscritto ai partiti e movimenti che aderiscono lo è di diritto anche alla federazione. Per quanto riguarda la seconda fase, e cioè gli organismi definitivi, si pensa ad una quota riservata ai soci fondatori, l’altra parte agli iscritti alla federazione. La discussione è comunque ancora in corso

  105. caro luca, forse la tua posizione merita una risposta più approfondita.
    vediamo. tu dici che ci sono posizioni nel partito che vorrebbero un’interlocuzione con sel. tu dici di non vederne la necessità. e siccome sel, secondo te, esiste solo per contrattare meglio col pd avendo eliminato noi, l’articolo di steri sarebbe inopportuno o comunque inutile.

    mi conosci e sai che non giro intorno ai problemi e alle divergenze, quando ci sono.

    perciò ti dico che la tua posizione è molto comoda per sel.

    cosa dicono i nostri fuoriusciti? dicono che noi stiamo facendo un’unità fra comunisti totalmente identitaria, regressiva su piano culturale e settaria sul piano politico.
    noi sappiamo bene che non è vero. ma loro, con l’apporto di molti media ed anche del pd, dicendo queste cose perseguono due obiettivi che per me sono chiarissimi. 1) distruggere la nostra credibilità perché, sebbene abbiamo subito noi la scissione e sebbene loro siano responsabili delle divisioni in atto (compresa quelle dei verdi), appariamo a molti come i responsabili giacché in nome di una identità rifiutiamo ogni unità della sinistra. unità che è sentita come una necessità da milioni di persone. 2) oscurare le differenze politiche, sui contenuti e programmatiche, esistenti fra noi e loro e dentro sel.

    a nulla serve, o può essere addirittura controproducente, lanciare anatemi e accuse, e avere comportamenti politici che confermano l’immagine di un nostro settarismo.

    dire che sarebbe meglio discutere, invece che offendere, come fa l’articolo di steri e grassi, e sfidare i nostri fuoriusciti su questo terreno serve a rintuzzare l’accusa di settarismo e a mettere in evidenza la differenza vera. che è quella fra chi vuole unire la sinistra anticapitalista e chi vuole unire un ceto politico nell’orbita del pd.

    un articolo risolve il problema? no. evidentemente no.

    ma almeno, e soprattutto se è scritto sul manifesto, chiarisce che noi non siamo settari e che abbiamo la nostra risposta alla questione dell’unità.

    come ho già detto, si tratta di un articolo interno ad un dibattito che sul manifesto e fra i suoi lettori c’è. non è il centro della nostra politica e non è nemmeno in cima ai nostri pensieri.

    vederlo come un cedimento o chissà cos’altro, scusa la franchezza, rivela una concezione veramente settaria della politica.
    un abbraccio

  106. cara sibilla, concordo con tutto ciò che hai scritto. compresa l’ultima frase.
    un abbraccio

  107. caro giovanni, come sai penso anch’io che col perbenismo e descrivendo berlusconi come uno che si mette le dita nel naso non si va da nessuna parte. e questo è il centro degli argomenti dell’attuale opposizione parlamentare. perciò penso che il bipolarismo sia il problema.
    ciao e viva l’internazionale.

  108. caro danilo, ogni persona o collettivo può andare alle assemblee provinciali che si faranno sul modello di quella del 18 luglio e dire la propria. e comunque dopo l’assemblea di fine novembre potranno partecipare a pieno titolo al processo di costituzione della federazione.
    non c’è una federazione alla quale aderire. c’è un processo costitutivo al quale partecipare.
    ok?

  109. caro minopc, hai ragione a dire che la crisi è ancora in gran parte irrisolta. ma io non vedo nessuna euforia ingiustificata. casomai vedo che comincia ad esserci una risposta seria a questa crisi.
    che ci sia dibattito in direzione come fra i circoli è un bene e non un male.
    certo bisognerebbe cercare di fare in modo che il dibattito sia sul merito delle cose e non per ribadire tesi precostituite che alla fine si scontrano con altre tesi precostituite senza alcuna utilità. e questo vale per la direzione come per i circoli.
    ciao

  110. Grazie Ramon

  111. posto un appello riguardo all’articollo.
    ciao ramon, un bacio.

    IL 13 OTTOBRE TUTTI E TUTTE SOTTO L’AMBASCIATA DELL’HONDURAS
    CONTRO IL GOLPE MILITARE-FASCISTA

    Sono trascorsi oltre tre mesi dal golpe in Honduras finanziato e realizzato dalla cricca oligarchica del paese che detiene la totalità della ricchezza e del potere politico e militare.

    Da quel 28 giugno, giorno in cui ha preso avvio il golpe e la successiva dittatura militare-fascista, si contano a decine le vittime, a centinaia gli arresti e le torture tra la popolazione civile che ogni giorno porta nelle piazze il suo coraggioso NO AL GOLPE.
    La giunta golpista per tutta risposta ha sospeso ogni garanzia costituzionale e instaurato lo stato d’assedio attraverso il Decreto Esecutivo PCM-M-016-2009 del 26 settembre scorso, misura condannata duramente anche dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) in quanto “violatoria del diritto internazionale”.
    Questo decreto permette di fatto alla polizia e all’esercito di entrare nelle case e arrestare chiunque sia sospettato di opporsi alla dittatura, avalla la chiusura di giornali e radio e ogni voce che critichi il regime golpista.
    In questi tre mesi, le forze democratiche e popolari del paese, hanno costruito una resistenza che si esprime con manifestazioni di massa pacifiche pagando un costo di decine di morti e centinaia di arresti.
    Il popolo e la resistenza honduregna lottano incessantemente in ogni momento, ma la fine della dittatura golpista sarà più vicina con la solidarietà internazionale.

    Portiamo pertanto la protesta sotto le ambasciate dell’Honduras; chiediamo ai governi europei e a quello degli Stati Uniti di rompere definitivamente le relazioni diplomatiche e commerciali con la giunta golpista.

    Tutti e tutte martedì 13 ottobre ore 17,30 sotto l’ambasciata dell’Honduras in Via Giambattista Vico n.40

    Contro il fascismo sempre! No al golpe ! No pasaran!

    .

  112. Luca Marini Says:

    Ramon penso sia difficile uscirne. Vedremo se ci sarà e come e quando sì svilupparà l’interlucozione con sel. Continuo a mantenere le mie abbondanti riserve.

  113. grazie maria, un bacio anche a te.

  114. caro luca, io penso che l’interlocuzione non ci sarà. ma se ci fosse non ne avrei nessun timore. sarebbe la prova che il loro progetto è fallito.
    un abbraccio

  115. CLAUDIO Says:

    Mi permetto una riflessione non essendo io iscritto ne dando il voto al PRC ma seguendo il blog, vedo ancora tutta intera la diaspora della sinistra, non mi convince il perdurare come organizzazione di tanti soggetti politici; i Verdi ripropongono con Bonelli il modello dei successi europei di Germania e Francia quindi dal loro punto di vista necessaria l’autonomia degli ambientalisti, i comunisti ripropongono un organizzazione che parta da loro come identità e questo leggendo anche coloro che sono dentro il PRC l’aea di Giannini una buona parte dell’area di Grassi (basta leggere i loro scritti) PCL di Ferrando idem, Sinistra Critica e adesso si aggiungerà pure il movimento del fuoriuscito dal PdCI Rizzo, SeL annuncia tramite Vendola Fava e Guidoni la loro accellerazione come partito prima delle regionali in risposta al congresso dei Verdi, nei luoghi di lavoro non esiste quasi nulla non dico di comunista ma di sinistra d’organizzato d’orientamento di “senso”, ecco ognuno propone il suo partittno o piccola aggregazione che sia federata o meno, dove vuole andare questa sinistra!! credo che molti rimarrano a casa anche questo giro…
    P.S. per Ramon se non leggo male un intevista di Migliore su L’Altro è chiaro il loro percorso: fase costiutuente tra chi rimane e semplici persone e poi possibili irtelocuzione con la Federazione di Sinistra ecco il rilancio… io dico che serve un poco di umiltà in tutti altrimenti rimango in pantofole ancora per lungo tempo.

  116. caro claudio, in parte ciò che scrivi è verissimo. ma …
    le divisioni sono figlie delle sconfitte e degli errori. e a nulla serve invocare una unità (anche se tu non lo fai) senza basi e principi condivisi.
    io penso che sia necessario invertire la tendenza e unire chi è, organizzazione o persone, convinto della necessità di ricostruire le proprie basi nella società, con una netta opzione anticapitalista. e con la coscienza che il centrosinistra, oltre ad essersi dimostrato inutile per battere berlusconi, non è la soluzione. altre unità non sono unità bensì piccole operazioni elettorali e inutili socialmente.
    so bene che la situazione è difficile. ma è così.
    ci vorrà tempo e pazienza e un lungo e silenzioso lavoro sociale.
    un abbraccio

    ps quanto all’intervista che dici non l’ho letta. ma parlare di una nuova sinistra recidendo le radici e assemblando cose contraddittorie è solo una pura illusione. se va bene …

  117. roberto Says:

    Cose contradditorie?
    Allora dentro a SeL: i socialisti se na stanno andando, i verdi se ne sono gà andati. Restano exPRC, exPdCI ed exSD.
    La Federazione la fanno PRC, PdCI e Socialismo2000.
    Fino all’altro ieri Vendola stava con Ferrero, Guidoni con Diliberto e Fava con Salvi. O almeno così sembrava a un povero cittadino estraneo alla vita di partito ma non alla pratica politica.
    Ora che problema c’è a ricomporre un quadro frammentato? (non torniamo a discutere su chi ha frammentato o meno perchè serve solo a litigare)
    La falce e il martello?
    Mentre qualcuno si divide sul simbolo…perchè sappiamo che è così…anche se qualcuno prova a sostenere che sono visioni del mondo antitetiche…intanto la gente sta male, i lavoratori non arrivano a fine mese e la società italiana degrada persa tra violenza e barbarie.
    Le radici sono importanti, e le rivendico con coraggio, ma il pane e la libertà sono essenziali.
    Il CLN mica era fatto da soli comunisti…
    Credo che in questo momento l’emergenza sia reale e le chiacchiere dovrebbero stare a zero.

    Un saluto a tutti e un ringraziamento a Ramon per questo spazio di confronto la cui lettura, di tanto in tanto, mi rasserena un minimo nel degrado culturale generale…

  118. Roberto hai detto alcune inesattezze la federazione non è solo composta da Prc,Pdci e socialismo 2000 difatti c’è parte del sindacalismo di base,la sinistra cgil,moltissime associazioni e movimenti più qualche “osservatore” come la rete dei comunisti

  119. appunto caro roberto, come si vede la divisione non è fra chi è comunista e chi non vuole più esserlo. la divisione è il prodotto delle sconfitte e segnatamente: sul giudizio del governo prodi, sul rapporto con il pd, sul partito europeo di riferimento e così via.
    mentre, e lo dico non per fare propaganda, sinistra e libertà non sta in piedi la federazione ha finora aggregato prc pdci socialismo 2000, lavoro e solidarietà (che è l’associazione corrispondente ad una parte della cgil) e la rete dei comunisti (che è il referente politico delle rappresentanze di base). ma la federazione crescerà, sia a livello locale sia a livello nazionale, perché a fine novembre inizierà un processo costitutivo che durerà un anno e nel quale tutti i collettivi e persone potranno partecipare alla definizione di tutto. fermo restando le due discriminanti: anticapitalismo e antibipolarismo.

    quanto al cln mi sa che l’esempio lascia trasparire una divergenza.
    è vero che i lavoratori stanno male e la società italiana degrada.
    ma non si può unirsi alla confindustria e ai poteri forti che sono le principali cause di questa situazione.
    mentre il cln era chiaramente antifascista, sui problemi come la precarietà, il salario, la difesa dei beni comuni pubblici a cominciare dall’istruzione, le spese militari e così via non si può fare un cln con il PD che su quelle cose la pensa esattamente come berlusconi.
    o no?

  120. roberto Says:

    Ok
    Mi scuso e prendo atto delle inesattezze
    Se è così tanto meglio.
    Ma il problema rimane.
    La questione è: va bene la pratica politica che tutti (diciamo sempre meno) coltiviamo quotidianamente nella società o dovremmo coltivare, ma una rappresentanza e un’organizzazione credo siano imprescindibili.
    Negli anni passati ho sempre diffidato del movimentismo fine a sè stesso, una struttura serve.
    Oggi mi pare che il lavoro dal basso si stia facendo, un difficile lavoro di costruzione, critica e rifondazione che coinvolge molte persone e molti movimenti, ma la guida dov’è?
    La rappresentanza serve, ma non al momento di votare, ma nel momento in cui si discute, ci si confronta, si propone.
    Il mio problema, e credo quello di molti altri, è: dov’è la mia casa?
    E non è una questione di contenitori, ma di luogo di costruzione, edificazione e pratica politica.
    La federazione potrà assolvere al compito? Spero di sì, ma perchè non tentare di coinvolgere tutti (nei limiti del possibile ovviamente…non con chi prende a modello Craxi) ora che è possibile?

  121. ma dunque la Rete dei Comunisti fa parte a pieno titolo della federazione?

  122. roberto Says:

    Per Ramon:
    No…d’accordo.
    Forse mi ero spiegato male…
    Il PD per me sta da tempo dall’altra parte della barricata e non lo consideravo proprio…la liberazione è anche da loro.
    Io non parlo di liberazione da berlusconi…parlo di liberazione da un certo modo di intendere la politica e da un certo modo di gestire il potere e l’economia.

  123. ok roberto. siamo d’accordo pienamente a quanto pare. e la federazione è aperta a tutti sulla base delle due discriminanti. tuttavia so bene che molti esitano, o perché non conoscono bene la proposta, o perché preferiscono attendere le prime e più chiare decisioni.
    la lotta continua.

  124. caro gio, nessuno fa parte a pieno titolo delle federazione. a fine novembre si avvierà la fase costitutiva e nel corso di un anno si potrà partecipare alla fondazione. la rete dei comunisti è assolutamente interna al processo. lo status di osservatore dipende da loro questioni relative ai loro tempi. ma posso dire che sono a pieno titolo nel processo costitutivo.
    un abbraccio

  125. Ramon 2 Says:

    Ciao Ramon(ci chiamiamo nello stesso modo),mi fa piacere che la federazione si sta allargando,ti volevo porre un quesito: la rete 28 aprile di Cremaschi potrà entrare nella nostra federazione??
    Ci sono dei colloqui??

  126. CLAUDIO Says:

    ECCo per RAMON le parti dell’intervista all’ALTRO di GENNARO MIGLIORE di cui scrivevo ieri. Una precisazione su chi rappresenta Patta con lavoro e solidarietà essendo io dentro quei processi: oramai Lavoro e Società è divisa e spezzetata la FIOM con Cremaschi e FP molto probabilmente partorirà un documento in contrapposizione ad Epifani, mentre l’area appunto di Nicolosi vuole fare documento comune con Epifani tralascio per motivi di scritto le motivazioni quindi chissà cosa rimane di Lavoro e Società in realtà in CGIL.

    ecco alcune risposte di Migliore al giornalista:

    Anche quelle della Lista comunista?

    Anche parlando a quelli che stanno nella Lista comunista e che hanno espresso la volontà di riproporre una dialogo che non parta dalla esecrazione del passato ma guardi alle necessità del paese. Ma ovviamente questo dialogo necessita di un interlocutore che può essere solo una SeL forte del proprio progetto politico e della propria volontà di intervenire sull’intera agenda politica: sulla difesa della Costituzione minacciata, sul contratto dei metalmeccanici, sulla scuola, sull’opposizione al nuclearismo resuscitato…

    .

    Pensi a liste comuni per le Regionali?

    Questo verrà deciso democraticamente. Non posso certo anticipare io quello che deve essere deciso da un’assemblea che prevede il riconoscimento delle funzioni decisionali degli aderenti e dgli iscritti a SeL. A me interessa interloquire con tutte le forze politiche della sinistra e guardare anche al processo tumultuoso che si sta determinando nelPd e che mi pare tutt’altro che risolto dalle primarie. L’unità per la ricostruzione della sinistra resta per me il valore fondante del percorsoche abbiamo scelto. La mia propensione personale,comunque,è favorevole alle liste unitarie.

  127. caro ramon 2, perché non lo chiedi a loro scusa? parlare si è parlato con tutti. ovviamente io spero che subito o più avanti la rete 28 aprile, sinistra critica, il pcl, e tanti altri ancora entrino nel processo costitutivo della federazione. ma senza fretta. con calma e rispettando posizioni e tempi di tutti.

  128. caro claudio, io non entro nel merito delle diverse posizioni che ci sono nella cgil o nel sindacalismo di base.
    quanto alle affermazioni di migliore non mi pare contengano novità. si tratta della solita tiritera sul dialogo a sinistra, ma finalizzato a “ricostruire la sinistra”. in attesa di grandi novità dal PD.
    ciao

  129. FERRERO – PRC-FEDERAZIONE SINISTRA D’ALTERNATIVA: MAFIA E CASO FONDI, IL 15 OTTOBRE SAREMO IN PIAZZA ALLE 16 A MONTECITORIO CONTRO LE MAFIE E CONTRO UN GOVERNO CHE LE FAVORISCE

  130. Radisol Says:

    Parole profetiche …..

    ” ….. Per concludere ho la netta sensazione che questo partito ormai sia come un’auto lanciata a tutta velocità verso un precipizio e in cui chi guida si volta indietro per non vedere. Devo dire che questo non ispira ottimismo per le sorti di Rifondazione.”

    Marco Veruggio, membro della Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

  131. Vi consiglio di leggere l’editoriale di Cremaschi su Liberazione è veramente bello e significativo cosi come la prima pagina del nostro giornale

  132. Se il PRC continua in questa direzione, rendendosi nuovamente partecipe di contenitori elettorali e incapace di fare alcunche’ che non sia la caccia al voto, del tutto internanamente alla democrazia liberista, sara’ bene seguire il consiglio di Bertinotti ma in una direzione diametralmente opposta. Un bensevito a dirigenti davvero troppo minuti, e una bella tabula rasa sui burocrati della chiacchiera che ora dominano nel PRC. Se ci sono i comunisti dentro rifondazione, la prima cosa che devono fare e’ rovesciare il partitto, esautorando l’ attuale classe dirigente, dall’ interno. Si puo’ fare benissimo, dal momento che si rovesciano interi stati. Ovviamente sono necessarie volonta’ e organizzazione. Bye, bye….

  133. Partito Sociale Says:

    Non capisco perchè non rispettate un democratico congresso.
    Il documento uscito fuori da Chianciano congresso Prc diceva chiaramente:il Prc per l’oggi e per il domani,costruzione polo sinistra anticapitalista,gestione unitaria a tutti i livelli,partito sociale e altre cosette e questo è quello che si sta facendo.

    Questo scagliarsi contro tutto e tutti come fa Lu a chi aiuta??
    Queste accuse a chi giova??
    Non va bene mai niente,prima il problema erano altri adesso questi.
    Sempre ad escludere e mai ad includere.
    GAP, BRIGATE DELLA SOLIDARIETA’, MERCATINI DEL LIBRO USATO, OSTERIE POPOLARI, PALESTRE POPOLARI, CORSI DI LINGUA PER IMMIGRATI, DENTISTI SOCIALI, LIBRERIE POPOLARI.Cari Compagni, noi come partito sociale stiamo lavorando esattamente su questo, le brigate in abruzzo,organizzato pranzi sociali davanti presidi operai in lotta.. ed è solo l’inizio fra 5 anni tireremo le somme, ma il tutto sta andando oltre le migliori aspettative.
    DATEVI DA FARE INVECE DI PENSARE COSA FA TIZIO E COSA FA CAIO PENSATE AI VOSTRI TERRITORI A QUELLO CHE NON SI E’FATTO E A QUELLO CHE SI DEVE FARE.

  134. Anonimo 3 Says:

    Un bel golpe? 😀

    Ma scusate, dare fiducia alla nuova segreteria e lasciarla lavorare serenamente, almeno per un lasso di tempo sufficiente a dimostrare e materializzare le sue tesi?
    Se le cose non funzioneranno, si sarà sempre in tempo a cambiarla al prossimo congresso. O no?
    Ecchecaspita! D’accordo discutere, criticare, proporre cose, ma cosí sembra una guerra infinita, tanto vale suicidarsi subito e sparire nel nulla.
    Che spreco di energie.

  135. Caro compagno Ramon, sono molto contento di sapere della tua posizione nell’ultima Direzione, com’è riportata da “Liberazione” oggi:

    “… a latere del dibattito, o meglio dentro di esso, va registrato anche un ordine del giorno presentato da Marco Veruggio (ex III mozione, oggi “Controcorrente”) che chiede un referendum tra gli iscritti al partito sulle scelte e le alleanze, in vista delle regionali, odg che ottiene quattro voti (tra cui i due esponenti di Falce e Martello e quello di Ramon Mantovani, che dal palco “tuona” sia sulla questione morale che sull’alternativa al Pd) favorevoli e tutti gli altri contrari. Non è il momento, questo, infatti, per ennesime contee [sic] para-congressuale: troppo gravi sono i guai del presente”.

    Non ti chiedo di quei compagni che, prima nella terza mozione che sosteneva l’unità comunista, si sono affrettati a cambiare casacca per diventare i primi della classe della segreteria…, ma ti chiederei cosa ne pensi del tono liquidatorio dell’articolo, e dell’idea che “non è il momento… troppo gravi sono i guai del presente”. Quale sarebbe il momento di far sentire la voce democratica degli iscritti su temi di così grande importanza e trascendenza? L’unico momento sarebbe il congresso ogni tre anni, sempre e quando l’illuminata dirigenza voglia degnarsi di farlo? Dobbiamo sempre e solamente affidarci alla suddetta dirigenza, anche quando, come bene dice il compagno Veruggio, c’è il rischio molto, molto concreto che “questo partito ormai sia come un’auto lanciata a tutta velocità verso un precipizio e in cui chi guida si volta indietro per non vedere”?

    Fraterni saluti comunisti da una Bruxelles che ieri ha dato il suo contributo alla grande e bella manifestazione antirazzista di ieri, organizzando la proiezione in prima assoluta europea del film-documentario “U stisso sangu” (vedi http://www.ustissosangu.com).

  136. lu ed altri, è sconfortante constatare che ogni volta che qualcuno la pensa in modo diverso da voi, e segnatamente se una maggioranza democratica la pensa in un modo diverso da voi, il ricorso ai proclami, alla demagogia e agli insulti diventa immediatamente il metodo con il quale pretendete di confrontarvi. così non si discute, così si fanno guerre di religione, che per loro natura finiscono solo con cumuli di macerie e la sconfitta di tutti i contendenti. così si evidenzia la totale subalternità alla cultura dominante e la tendenza ad avere pensieri (se così si possono definire) integralisti.
    il mondo è pieno di gruppuscoli che hanno la verità in tasca che si danno ragione da se raccontandosi che chi non la pensa come loro è traditore, affetto da opportunismo, burocrate e via cantando.
    tutto ciò è sommamente penoso.

  137. cari partito sociale e anonimo 3, lasciate perdere. è inutile. ci sono comunisti, che magari si dichiarano leninisti, che non hanno nessun rispetto per chi non la pensa come loro e che riconoscono le decisioni dei congressi e degli organismi dirigenti solo se corrispondono a quanto da loro auspicato. in caso contrario, invece che interrogarsi anche sulle ragioni altrui, pur difendendo le proprie, scomunicano e fanno proclami roboanti il cui rumore è proporzionale al vuoto politico e culturale del loro “pensiero”.
    sono capaci solo di far godere coloro che descrivono i comunisti come ottusi e settari.

  138. Francesco Says:

    Penso sinceramente che oramai chi si alza la mattina fa la sua battutina ad effetto…………….
    Veruggio come altri avrebbero tranquillamente non dovuto firmare il documento del congresso dove diceva:Prc per l’oggi e per il domani,costruzione polo sinistra anticapitalista,partito sociale,gestione unitaria e questo è riferito anche a Giannini(mi deve spiegare perchè ripete sempre la stessa cosa,per carità legittima,dopo che al congresso ha preso il 7% e poi si è divisa in tre parti la sua mozione,firmando anche lui il documento di maggioranza).
    Detto questo Ramon sono d’accordissimo con te quando dici che è positivo il modo con cui Ferrero fa il segretario ma non sono d’accordo sul referendum degli iscritti in quanto creerebbe estrema confusione e non caveremmo un ragno dal buco.
    Spiego il motivo:difatti i componenti cpf e di riflesso i componenti cpr non sono altro che l’espressione degli iscritti,in quanto sono eletti perchè hanno la maggioranza nel proprio circolo.
    Ergo è ben chiaro che una decisione del cpf e del cpr difficilmente verrebbe ribaltata dagli iscritti che di fatto sono in continuità con i circoli e con gli iscritti stessi.
    Apprezzo tantissimo la tua enorme democrazia(penso che tutti apprezzano cio) e la tua considerazione per gli iscritti.
    Ti volevo fare in bucco al lupo per la costruzione del manifesto della Federazione,visto che sei tra i responsabili.
    Infine volevo fare i complimenti per il bellissimo spezzone unitario di ieri a Roma di tutta la Federazione:eravamo in tantissimi e si viveva una bellissima atmosfera.
    Un abbraccio forte

  139. caro mariogc, grazie per l’apprezzamento. ma vorrei farti notare che il sottoscritto da molto tempo sostiene che il centrosinistra è morto definitivamente dopo le elezioni sarde. che le istituzioni locali sono peggio di quelle nazionali giacché il bipolarismo è anche presidenzialista in senso pieno. che il sistema politico elettorale è profondamente separato dalle istanze sociali ed è degenerato dal punto di vista morale.
    credo che ci sia una forte sottovalutazione di queste cose. e che non ha nulla a che vedere con le mozioni congressuali. neanche con quelle derivate dalla divisione della mozione tre. perché, solo per fare un esempio, i compagni dell’ernesto di bologna, sono stati campioni nell’allearsi con la mozione due per cambiare la segreteria e fare l’accordo col PD fra i peggiori d’italia e nell’impedire che si svolgesse un referendum fra gli iscritti di quella federazione.
    chissà se hai la serenità d’animo sufficiente per “scoprire” che la questione del governo è del tutto estranea ed è totalmente trasversale a tutte le posizioni (tranne che a falce e martello che però la declina in modo astratto). è trasversale soprattutto a chi propone l’unità comunista “sorvolando” su questa questione, sia nel prc sia nel pdci.
    per quanto mi riguarda continuerò a sostenere le mie posizioni senza incorrere nell’errore di esaltare ogni divergenza, per quanto profonda possa essere, al fine di dividere. non ho mai avuto la illusione che la questione del rapporto col pd e col tema del governo si possa risolvere se non dopo aver sviluppato pienamente una riconversione sociale del lavoro politico del partito. e vedrai che la federazione ti farà scoprire che ci sono più realtà insensibili alle lusinghe del governo fuori dal prc e dal pdci che dentro.
    ma di questo continueremo a discutere.
    ciao

  140. caro francesco, grazie per le tue parole. ma, permettimi, io penso che oggi e soprattutto in futuro, le scelte elettorali vadano sottoposte al vaglio degli iscritti. sia per dare a certe decisioni maggior forza, sia perché penso che gli iscritti abbiano il diritto politico di dire la loro su una questione delicata come le scelte elettorali. io non ho una concezione basista e demagogica dell’organizzazione, ma proprio per questo penso che le dinamiche interne dei gruppi dirigenti siano troppo inquinate dalle scelte elettorali e che il vaglio degli iscritti sia un buon antidoto a un così grave limite.
    lo riproporrò per la federazione.
    un abbraccio

  141. Sì Francesco, Giannini ripete sempre le stesse cose, sarà perché magari forse è un poco più serio e coerente di chi invece ha cambiato idea non appena beccato il posticino in segreteria… eddai!

    Ramon, certo che lo so che purtroppo il tema del governo e del pd, e anche di certa sufficienza/disinvoltura dirigenziale, è molto diffuso e trasversale al di là delle mozioni, nel PRC e anche nel PdCI naturalmente, per questo come sai contesto la posizione di attribuire solo a quest’ultimo una certa tendenza “centrosinistrista” e “governista”, come ancora una volta ripete Vinti nella risposta a Giannini. Allora, invece di ripetere i soliti luoghi comuni, dovremmo liberarci una volta per tutte di queste tentazioni inciuciste, ed è anche per questo che mi cadono le braccia vedendo quanto si sta parlando del fantomatico “accordo per le riforme elettorali” con chiunque si dica contro Berlusconi; o si lanciano segnali ammiccanti a quel ceto politico alla deriva che si fa chiamare “Sinistra e Libertà”. Il Pd poi, che ha fatto e fa ancora di tutto per manipolare le leggi elettorali nazionali, europee e locali per farci fuori, e che non si sogna neanche lontanamente un’iniziativa seria contro il conflitto d’interessi etc., dovrebbe adesso aprirci le braccia per ri-cambiare le leggi elettorali? Maddddaiiiii…..
    Noi comunisti, se ci teniamo tanto a rientrare nei parlamenti piccoli e grandi, ce lo dobbiamo guadagnare ritornando quanto meno a quel 5-6 % che è il minimo per un Partito serio, e va fatto lavorando e facendo anche proposte chiare e serie, non come queste. Per portare un’idea alternativa chiara, quella di superamento del capitalismo verso una società socialista, non di un “miglioramento” dello stesso, che per quello ci pensano già altri (fallendo, naturalmente). Ed evitando come la peste di essere non un Partito, ma una confederazione di gruppi locali che decidono linea e alleanze come più gli aggrada. Questo è il vero problema, altroché.

  142. Francesco Says:

    Ma guarda su Giannini meglio non parlare sulla questione segreteria,ascoltami…………….e meglio non parlare della divisione tra Giannini e Pegole e Giannini e Masella.
    Giannini sarebbe vincolato ad un documento firmato a Chiancano ma non gli interessa e tra l’altro vuole portare avanti tesi che hanno eprso in un democratico congresso.
    Grazie Ramon,si è utile che,comunque,lo riproponi per la Federazione…………….

  143. Penso anch’ io che l’ allarme sul profilo delpartito alle prossime regionali. A me pare evidente che i due punti sulla base dei quali fare alleanze nessuno dei PD in Italia può sodisfarli, per cui, siccome si esclude di presentarci da soli ovunque, si andrà un pò a tentoni di nuovo. E dato che ci sono regioni (come la Campania) in cui le federazioni sono devastate e senza gruppo dirigente, le dinamiche con le quali si sceglierà (si sta scegliendo) saranno talmente astruse da far sentire inutili i militanti residui. E non certo vorrei trovarmi a votare De Luca o Cozzolino presidente della regione Campania, mi vengono i brividi. Io non sono neppure d’ accordo con Ferrero che, se non ho letto da fonti sbagliate, in direzione nazionale ha detto che le regionali non saranno un punto decisivo per definire la nostra identità. A quando la definizione della nostra identità?
    Mah, staremo a vedere, mi stanno venendo fortissimi dubbi….

  144. massimo Says:

    Vedo anch’io i vari “pericoli” e le mille problematiche che ci si presenteranno davanti alle prossime elezioni regionali. Alleanza o no con il PD, su quali basi, allargamento o no delle coalizioni e via dicendo. Ecco perchè trovavo e trovo importante e necessario coinvolgere nelle scelte tutto il corpo del partito e non solo gli organismi dirigenti CPF o CPR che siano. Troppo spesso, e magari non ce ne rendiamo conto, l’opinione della cosiddetta “base” dissente profondamente da quella dei “dirigenti” e di conseguenza, e per non ripetere gli errori del periodo arcobalenista, proprio perchè andremo ad una presentazione come federazione è ancor più importante ricevere il parere di tutti gli iscritti.

  145. *penso anch’ io che l’ allarme sul profilo del partito alle prossime elezioni regionali sia effettivo.
    *I due punti sulla base dei quali fare alleanze sono quello morale e quello programmatico.

  146. animals Says:

    Mi sembra che le regionali siano un appuntamento potenzialmente distruttivo per il partito. Credo che tutti i militanti onesti di tutte le mozioni dovrebbero preoccuparsene molto. E credo che la nuova segreteria Ferrero in primis stiano rimuovendo il problema, non lo stanno di fatto affrontando. E questo atteggiamento avrà la conseguenza di creare situazioni di caos ingestibile a livello delle federazioni. Si ripeteranno tanti casi Bologna ma questa volta su scala regionale e in quasi tutte le regioni. Sinceramente non mi sembra allarmismo o strumentalizzazione affermare che la segreteria è incapace di affrontare politicamente questa situazione e che questa incapacità mette in pericolo la salute del partito nel lungo e lunghissimo periodo.

  147. Francesco Says:

    Stanotte (18 ottobre) la Rete Antirazzista, i Giovani Comunisti e Sinistra Critica di Bari hanno occupato l’Hotel FERR (accanto alla stazione di Bari), per permettere un alloggio stabile a 40 rifugiati politici somali. Stamattina (19 ottobre) so…no arrivati la polizia ei militari per lo sgombero. Noi resistiamo. Abbiamo bisogno di tutto e di tutti.Visualizza altro

  148. Luca Marini Says:

    Giusta l’idea del referendum tra gli iscritti, non che questo è sinonimo di una maggiore garanzia a scelte politiche corrette, ma troppe volte è successo che decisioni prese non siano state dibatutte fino in fondo. Oppure a volte non si è tenuto conto neppure di votazioni effettuate.
    Parlo della mia regione, la Toscana, dove a metà legislatura il partito decise di rientrare in maggioranza: bene nel mio federale nemmeno si votò, dicendo che la segreteria era d’accordo, in altri federali si votò e vinsero i contrari. Bene alla fine il prc rientrò in giunta. Con il risultato che questa decisione piovve in testa a molti senza che essi fossero interpellati e con il risultato che da lì partì l’assemblea degli autoconvocati di Firenze. Ecco cerchiamo di evitare di sminuire queste cose, già in passato è stato fatto ed è sempre poi stato un problema gestirne le conseguenze.

  149. mi autoesento dal rispondere perché presto pubblicherò un lungo articolo sul blog che conterrà implicitamente molte cose che dovrei dire a proposito degli ultimi post.
    un abbraccio

  150. lucaocchionero Says:

    Pienamente d’accordo sul referendum tra gli iscritti: si voti in sezione democraticamente, altrimenti si voti facendo un congresso perchè alla luce delle conclusioni di Chianciano è impossibile un’alleanza con l’UDC sia organica che “disorganica”nel più piccolo comunello di questo Paese. Al punto in cui siamo tutto possiamo fare tranne che permetterci ambiguità. In Europa si spinge verso la sinistra alternativa terzo polo tra la destra ed i moderati di centro(sinistra). Voglio che anche in Italia si riproponga questo schema e me ne frego se ne perderò altri per strada che vogliono riproporre cose tipo “L’unione”. Concordo sul fatto che il centrosinistra sia morto, che il fronte antifascista sia solo un ricordo, ma bisogna mettere in pratica queste giuste idee. Chiedo alla segreteria del PRC di recuperare lo spirito di Chianciano ed un maggiore coraggio liddove bisogna dire dei “no”.

  151. Bucharin77 Says:

    i nodi stanno venendo al pettine. Per me se ne esce cominciando a costruire la sinistra del partito. Non sono morto bertinottiano, non morirò amendoliano.

  152. Ecco, Bucharin: no. Proprio no.
    Cari compagni, su molte cose vi seguo. Sono d’accordo. Pur non vedendo, ad oggi, il famigerato tradimento dello spirito di Chianciano, vi seguo comunque sulla linea dell’attenzione, della vigilanza perpetua, anche del sospetto preventivo, se serve (e secondo me, in questo momento, non serve). Spero che il Prc mantenga una linea di estremo rigore sulle alleanze alle regionali, e dico fin da subito che in Veneto non voterò MAI non solo un’alleanza con l’Udc, ma neanche un centrosinistra che candidi Calearo, come si vocifera. Personalmente, ho finito la quota tollerabile di padroni votati, stop. A costo di scrivere “Emiliano Zapata” sulla scheda.

    E però, possiamo per favore renderci conto che non è questo il punto? Che i lavoratori, agli studenti, ai pensionati ecc. italiani non misurano l’utilità sociale del Prc sulla base delle alleanze elettorali (o almeno non solo)? Che, oggi, la rottura del centrosinistra in regioni in cui ne facciamo parte da anni, pur auspicabile, non porterà alcun vantaggio elettorale né politico al Prc, ma, anzi, ne renderà più difficile l’azione nella società? Siamo consapevoli, per favore, che la rottura del centrosinistra va costruita nella società? Che perché i lavoratori ne comprendano le ragioni e la lungimiranza dovremmo, come minimo, parlare con loro, esserci, lavorare da punto di riferimento politico delle lotte?

    Insomma, compagni, a mio parere l’unico vero tradimento dello spirito di Chianciano è il rallentamento della trasformazione in senso sociale del partito, è il ritorno dell’ossessione elettoralistica, in un senso o nell’altro, è il ripetersi di dinamiche correntiste e politiciste che ci hanno fatto già troppo male, in passato.
    Dire, come fa Bucharin77, che “i nodi vengono al pettine” e che se ne esce “cominciando a costruire la sinistra del partito”, vuol dire, con tutto il rispetto, non aver capito una mazza della situazione drammatica in cui si trovano questo partito, i suoi soggetti sociali di riferimento e il paese in questo momento.
    Ma stiamo scherzando, compagni? In un partito che conta ben che vada il 2% dei voti, che soffre di una crisi di credibilità potenzialmente letale, già segnato da una scissione pesantissima pochi mesi fa, nel bel mezzo di una crisi economica, sociale e politica che sta passando come uno schiacciasassi sopra le vite quotidiane di milioni di italiani, la nostra priorità è la costituzione di una nuova corrente interna? E perché? Per “non morire amendoliani”?
    Compagni, io preferirei non morire proprio. Preferirei che iniziassimo a guardare un po’ più in là del nostro naso, e a preoccuparci di essere, tutti insieme, parte del conflitto sociale generalizzato e (finalmente) coordinato di cui questo paese ha bisogno come dell’ossigeno.
    Se quando chiedo ai miei amici Gc, nella mia città, “come vanno le cose”, mi rispondono scuotendo la testa e dicendo “i grassiani, i grassiani, non se ne può più dei grassiani”, vuol dire che c’è un problema grosso come una casa. Vuol dire che c’è una parte del partito, trasversale alle mozioni, che si è illusa che tutte le nostre disgrazie albergassero nel turpe revisionismo bertinottiano e che ora, avendo visto che anche senza bertinottiani la situazione resta critica, deve immaginare un altro Grande Nemico alla cui impura presenza attribuire tutte le nostre magnagne, e brancola nel buio assetata di sangue in attesa di qualcun altro da epurare.

    Sveglia, compagni, sveglia. Esiste un mondo là fuori, e se abbiamo veramente a cuore il compimento dei propositi di Chianciano e la costruzione di una sinistra forte, utile e alternativa al capitalismo in ogni sua forma, dovremmo occuparci di quel mondo, essere in quelle lotte, mettere il naso fuori dalle sedi, ogni tanto. Se fossimo un minimo più radicati nei conflitti, probabilmente, non si porrebbe neanche il problema dell’alleanza con il Pd, tanto distanti sarebbero le rispettive azioni quotidiane. E magari qualcuno si accorgerebbe che Rifondazione esiste, che è un partito comunista che mira a organizzare i lavoratori italiani per superare questo maledetto sistema assassino, e che ha le idee e gli strumenti per farlo.

  153. Francesco Says:

    Sono d’accordo con masaccio nella parte iniziale e finale del suo intervento. Mi sembra che all’orizzonte non ci sia un tradimento della linea di Chianciano, per cui le alleanze locali devono essere verificate caso per caso, ma un problema gigantesco di equilibrio tra centrosinistra e andare da soli (per così dire). Condivido la linea della vigilanza, poichè la questione è potenzialmente mortale per Rifondazione, ma sinceramente non vedo l’utilità di una nuova conta (perchè di questo si tratterebbe) sezione per sezione. Ma soprattutto mi sembra che se un tradimento della linea di Chianciano c’è stato, esso stia proprio nel parlare troppo di questioni elettorali. Nel mio comune (Livorno) lo scorso anno non si è parlato d’altro, perchè c’erano le elezioni amministrative, sinceramente troppo (notare che alla fine si è andati da soli, quindi questo non è l’antidoto alle passioni elettoralistiche).
    Il punto, a mio parere, sta proprio nel non farsi ossessionare dalla questione delle alleanze, pur importante, ma nel vedere altri problemi, ancora più importanti, legati all’agire sociale. Ve ne sottopongo due che mi sembrano estremamente attuali: 1 dov’è l’autunno caldo? Perchè le lotte sulle singole fabbriche non riescono a coordinarsi e quindi a fare un salto di qualità che superi la mera resistenza (che si risolve, curiosamente da un punto di vista comunista, nella difesa dell’esistente)? 2 Questa dinamica puramente resistenziale ed unicamente rivolta alla ricerca dell’attenzione mediatica (“salgo sul tetto così vado al tg regionale”), che comunque non arriva, e la mancanza di una organizzazione nazionale delle lotte (sarebbe meglio europea, ma non chiediamo troppo), ricordano sinistramente la battaglia sull’istruzione condotta lo scorso anno dall’onda (che io ho vissuto all’università di pisa), quando appunto, è mancata una “politica” in senso ampio, e il movimento si è trovato in un primo momento eterodiretto e senza democrazia, e in un secondo è rifluito. Infine, credo non debba essere sottovalutata questa mancanza di “politica” (nel senso genuinamente leninista del termine) anche in relazione alle problematiche riguardanti il mondo lgbtq e a quello delle donne.
    Forse mi sbaglio, ma credo che non sia utile parlare un altro anno del Pd.

  154. Vorrei ricordare a lorsignori, che a Chianciano non ha vinto il I documento, ma, almeno se non vogliamo prenderci in giro anche tra di noi, hanno vinto 4 documenti contro uno, una cultura politica su un altra. Questo squallido ricorso burocraticistico alla letterarieta’ del documento uno dimostra soltanto la limitatezza di chi vi si aggrappa. Cio’ che a Chianciano e’ uscito dalla porta sta ora rientrando dalla finestra, e questo e’ un fatto grave, gravissimo. Non raccontatemi balle sulla democrazia, non prendetemi per un idiota, queste argomentazioni, caro Ramon, andrebbero bene per il pubblico televisivo di Maria de Filippi, a me personalmente fanno un baffo. La democrazia non si gioca davvero sulle letterine stilate a bella posta sulle future incertezze di un gruppo dirigente. Non tra le righe, ma sul titolo a tutta pagina del congreso di Chianciano e’ stato scritto il ripudio per una fase politica disastrosa, e per i suoi protagonisti. Ricomporre ora quel gruppo dirigente e’ esso un vero e proprio insulto alla democrazia del partito. Altro che balle

  155. x RAMON
    ……e ti pregherei di non inserirmi negli “altri” che insultano. Dato che io non ho insultato e non insulto proprio nessuno. Grazie.

  156. “lu ed altri, è sconfortante constatare che ogni volta che qualcuno la pensa in modo diverso da voi, e segnatamente se una maggioranza democratica la pensa in un modo diverso da voi, il ricorso ai proclami, alla demagogia e agli insulti diventa immediatamente il metodo con il quale pretendete di confrontarvi. così non si discute,”

    …ti ributto sulla faccia la tua, caro Ramon, di demagogia. Non sei neanche tanto abile a strumentalizzare le affermazioni di chi vuoi far apparire antidemocratico. E non esprimi un opinione in risposta, ma ti limiti tu ad insultare, cercando di far apparire il tuo interlocutore come una specie di idiota aggressivo e non rispettoso delle altrui opinioni. Cerca di migliorare un po’ questa tua tecnica, altrimenti ti si fa tana subito. Personalmente non adottero’ mai questo tipo di vilta’ dialettica, se non come ora, per “legittima difesa”.

  157. caro lorenzo, non penso che bucharin77 intendesse con quella frase dire che è necessario costruire l’ennesima corrente di partito.
    qui non si tratta di vigilanza, qui si tratta di tradire lo spirito di chianciano se non nella forma, nei fatti.
    hai voglia a ripetere “compagni svegliamoci!”, è da chianciano che sentiamo questo monito e questa canzone! da ogni dove in cielo in terra e in tutti i luoghi! risultato? un partito schizofrenico. realtà totalmente ingestibili (come napoli ad esempio, che non è proprio un piccolo paesino sperduto della valbrembana che nessuno conosce).
    hai voglia a dire che c’abbiamo l’ossessione elettoralistica. e per forza! se altro non abbiamo, a quella ci si deve appellare per salvaguardare l’integrità minima del partito.

  158. Francesco 2 Says:

    Io penso che non dobbiamo attaccarci all’elemento elezioni,che seppur importante non puo essere l’unico elemento.
    Alle europee abbiamo preso il 3,4%,bene o male abbiamo preso un milione e centomila voti,senza tv,senza giornali,ignorati da tutti.
    I progetti vanno avanti a prescindere dai singoli voti.
    Faccio un esempio se avessimo preso il 7,4% del 2006 cosa avremmo fatto??
    Secondo non molto diverso di quanto si sta facendo adesso,magari con meno frenesia e meno ansia,ma il processo federativo unitario sarebbe andato avanti.
    Io vedo un partito sociale,che giorno dopo giorno si sta sviluppando grazie a Piobbichi che sta facendo un gran lavoro,militanti che magari poco coordinati stanno davanti alle fabbriche,militanti che ancora riescono a mobilitarsi,vedi la manifestazione di sabato dove eravamo probabilmente lo spezzone più colorato,rumoroso e più grande.
    A mio avviso dobbiamo coordinarci meglio,andiamo avanti a strappi.
    Alla gente,ai lavoratori,ai precari importa poco di alleanze o meno,anzi ti votano o sono più propensi di farlo se vai in coalizione per il cosiddetto voto utile,essi vorrebbero un partito e una federazione che sia utile in tutti i sensi

  159. Grande Maria!
    Caro Francesco,
    purtroppo il partito sociale è quasi l’ unica cosa che funziona e, naturalmente, pur essendo necessario, non è sufficiente. Al momento neanche io so che cos’ è il PRC, quale sia la sua attitudine. Vedo contrasti stridenti fra l’ agire politico di certi militanti e quello di quasi tutti gl’ istituzionali che sono negli enti locali in coalizioni col PD. Siamo su due pianeti diversi proprio. C’ è chi si sforza a cacciare Casa Pound con centomila manifestazioni ed i consiglieri comunali che non presentano neppure un ordine del giorno e si disinteressano della questione per preservare gli equilibri in consiglio comunale, tanto per fare un esempio.
    Allora chi cavolo siamo?? Culturalmente e nella pratica politica che alternativa esprimiamo? Abbiamo delle proposte alternative sulla crisi? Cos’ è che agli occhi dell’ elettorato ci distingue senza nessun dubbio dal resto di quella che viene chiamata “sinistra”, senza stare lì a fare troppe distinzioni?
    Ora, per quel che riguarda le regionali, sono stati presentati dei punti programmatici (no inceneritori, risposta delle regioni alla crisi, questione morale, ecc) molto avanzati. Ma quale PD locale è in grado di sodisfarli? NESSUNO! A livello locale, come ci dice anche Ramon, i partiti sono solo dei contenitori, tra i quali tra l’ altro spesso avvengono dei travasi. Il tutto si gioca su questa o quella clientela, pacchetto di voti, sistema di potere, non sui programmi.
    Ordunque, ci vorrebbe un minimo di coraggio per prendere le distanze da questo disastro e cominciare a farci percepire davvero come quelli che fanno Politica, non che fanno affari (oggi politica è sinonimo di carrierismo e nient’ altro!). Ci vorrà tempo anche per questo, ma quando cominciamo?
    Tanto siamo destinati in ogni caso ad attestarci sui medesimi risultati delle scorse elezioni se va bene. Perchè da allora ancora non ci siamo dati un’ identità.
    Non mi piace affatto chi dice che, per una questione tattica, qualche alleanza dobbiamo pur farla, per non scomparire. come se piazzare qualche consigliere in più ti garantisca di esistere

  160. Maria, io mi attengo all’italiano, “costruire la sinistra del partito” mi sembra una frase chiara e inequivocabile.
    E a me fa lo stesso effetto delle litanie sui grassiani che sono l’unica cosa che sento uscire dalla bocca dei Gc nella mia città. Cioè dà, in tutta sincerità, perché fra compagni bisogna anche essere un po’ brutali, l’impressione di gente che ha perso completamente la bussola e confonde il giochino di società della vita interna del partito con la realtà.

    L’idea che la necessità, in questo momento, sia la costruzione di una corrente di sinistra all’interno di un partito del 2%, che è considerato estremista e confusionario dalla stragrande maggioranza degli italiani, mi sembra, lo dico e poi se volete incazzatevi, da manicomio.
    Mi sembra dettata da un bisogno di purezza più che comprensibile, dopo 15 anni di bertinottismo, ma politicamente sbagliato.
    Rompere col Pd è sacrosanto, Maria, l’ho scritto subito all’inizio del post, per non essere equivocato. Ma senza il lavoro di radicamento e iniziativa sociale, è completamente inutile, anzi, elettoralmente dannoso. Se non riusciamo a costruire la nostra presenza seriamente, saremo visti ancora una volta come i soliti estremisti parolai che non contano un cazzo e fanno vincere Berlusconi.
    Allora, dico semplicemente che se tutti quelli che spendono la maggior parte del proprio tempo, da mesi, nella “costruzione della sinistra interna” (parlo della mia città, non posso dire altrove), avessero dedicato qualche ora ogni tanto alla costruzione del partito sociale, magari in questo momento non ci sarebbe bisogno di nessuna battaglia di sinistra interna, perché la rottura col Pd sarebbe nelle cose, perché dopo aver occupato una municipalizzata lottizzata dal Pd col cazzo che si possono fare le alleanze insieme.
    Mi sono spiegato? La difesa di Chianciano mi va benissimo, però di tutto. Fare di un partito di parolai moderati un partito di parolai estremisti, a mio parere, è tutto tranne che comunista e tutto tranne che l’applicazione della linea di Chianciano.

  161. animals Says:

    Il punto è che la destra del partito già c’è ma questo evidentemente non desta scandalo. Se qualcuno vuole organizzarsi per far prevalere la svolta a sinistra invece è un correntista?

  162. federico Says:

    concordo con molti post e trovo i ragionamenti di masaccio di semplice buon senso, che è quello che manca normalmente alle nostre latitudini…
    su un vecchi post avevo detto che con l’inizio dell’anno il dibattito sulle elzioni regionali avrebbe “già” preso il sopravvento.
    Mi sbagliavo, ho già visto in giro OdG di prossimi CPF che hanno quel punto in discussione.
    L’autunno caldo, se mai è cominciato, anche nel PRC sembra finito. E’ tempo di assicurarsi quei pochi posti oramai conquistabili.
    Già sento voci di richieste di deroghe oltre i 2 mandati per i consiglieri uscenti.
    Che ne dici Ramon, verranno accettate o stavolta (per una volta!) le regole varranno fino in fondo per tutti?

    Il problema, e lo dico da tempo, è che se chianciano e la scissione e tutto questo gran profondoere di documenti ha portato un qualche cambiamento lessicale e dirigenziale a livello nazionale è che, nei territori, a comandare sono rimasti sempre gli stessi. Sempre meno a dir la verità.
    Cioè quelli che avevano sostenuto fino a un minuto prima della disfatta arcobaleno TUTTE le tesi Bertinottiane.

    Doveva essere evidente a tutti che, se prima quesi dirigenti condividevano quella linea, i casi erano 2: o erano politicamente inetti o erano opportunisti. In ogni caso serviva un cambiamento vero.
    Serviva scrollarsi di dosso gente che vive la sua appartenenza e impegno politico (anche) per opportunismo. Serviva scrollarsi di dosso quelli che passano indenni stagioni seguendo ammirati il capo di turno, senza mai una critica.
    Serviva un partito in grado di selezionare i propri gruppi dirigenti non sulla base della fedeltà e delle tessere alle spalle ma dell’impegno, l’umiltà, le capacità organizzative e di analisi.

    Ecco, finora c’è stata solo la presunta svolta di Chianciano. Perché un documento chiaro e ben scritto conta poco se nella pratica, nel profondo (periferico), lascia, e a questo punto temo irrimediabilmente, tutto esattamente come prima.
    ciao
    F

  163. Francesco 2 Says:

    Non mi pare che siano sempre gli stessi c’è stata una scissione di quasi mezzo partito,qui in Puglia la dorigenza è tutta nuova e lo stesso in Sardegna,terra di mia moglie,la dirigenza è tutta nuova.
    Lo stesso nel Lazio e in Basilicata,idem nel Lazio e in Piemonte.
    Delle altre regioni con un minomo di ricerca si vedrà ben chiaro che l’90% dei dirigenti sono nuovi,perchè la scissione è stata molto ma molto pesante

  164. lucaocchionero Says:

    Masaccio condivido il tuo appello a non moltiplicare le correnti nel partito(sono anche io convinto che ne abbiamo troppe!), ma voglio discutere due punti da te posti. Fare una battaglia sulle alleanze non è una questione meramente elettoralistica perchè dalle alleanze normalmente esce un programma che è basato su una visione della società. Ora, un’alleanza con l’UDC non può che produrre un programma contrario alla visione della società del PRC(destra o sinistra e correnti esistenti) sul conflitto capitale\lavoro, sulle privatizzazioni e non per ultimo sulla questione dei diritti civili(credo che tutti concordiamo sul fatto che l’UDC propugna il medioevo: il recente affossamento della legge sull’omofobia mi pare lo provi pienamente). Nè vale il pur giusto principio di Chianciano secondo il quale le alleanze vanno decise localmente. Ciò vale per il PD, ma è impossibile per l’UDC! Anche i referendum per gli iscritti: essi valgono per alleanze probabili col PD(che non includano l’UDC). Ovviamente ad essere sottoposto a referendum sarebbe il programma che ne scaturisce(con annessa visione della società) e non alleanza in sè e per sè.
    Il secondo punto attiene all’unità: purtroppo la dittatura della Lega al Nord e l’eccessivo “antiberlusconismo” delle poche trasmissioni di opposizione spingono anche la nostra classe di riferimento a chiedere l’unità tra le forze di centrosinistra contro questo “nemico” comune. Anche io sono consapevole di questo problema come credo lo siamo tutti: però dobbiamo spiegare ai lavoratori ed ai cittadini che opporre a Berlusconi quell’ammucchiata elettoralistica e già fallita due volte, a parte che ne rigenera la figura e lo rafforza, ma produce governi molto mediocri che non cambiano di una virgola la loro condizione sociale: quasi come i governi del mostro Berlusconi. Dobbiamo sforzarci di spiegare che il centrosinistra non ha più futuro, che il PD non avrà mai i numeri per governare questo Paese e che perfino i governi locali oramai(dove un tempo riuscivamo ad influire di più) sono piegati verso un moderatismo privatistico: basta vedere come gestiscono gli asili comunali per capirlo(con rette oramai antioperaie sia in giunte di centrosinistra sia in giunte di destra) e questo mi pare sia un problema concretissimo.
    In ultimo mi dispiace dirlo ma ritengo una questione di onestà verso i militanti di base, verso i pochi elettori che ci sono rimasti, verso una diversità che ci deve contraddistinguere richiedere un congresso straordinario se vi saranno delle alleanze in alcune regioni(basta solo in una) con il PD alleato con l’UDC. In quella sede ci conteremo perchè questo partito deve avere solo una direzione politica e non due o tre possibili; perchè non possiamo noi militanti di strada dire alcune cose alle persone e poi essere smentiti dai nostri segretari nazionali. Inoltre credo che la segreteria stia sottovalutando i tantissimi ex elettori del PRC che sono stati persi nell’astensione a causa di tutti questi accordi inconsistenti ed inefficaci fatti coi moderati di centro e di sinistra negli anni passati.

  165. federico Says:

    Beh, allora scusa Francesco 2, avrò una visione distorta data dalla mia regione.
    Qui vedo federazioni di provata fede bertinottiana ora passate armi e bagagli con ferrero mantenendo quasi sempre gli stessi segretari ed eletti o pescando tra amici e collaboratori di questi ultimi.
    Mi conforta quello che mi dici, speriamo le prossime regionali siano una ulteriore occasione di rinnovamento.
    ciao
    F

  166. Caro Luca,partiamo da un patrimonio di un milione e centomila voti che data la condizione di oscurantismo e contraddizioni,tipo scissioni o altro non sono pochi.,li dobbiamo incrementare con la politica giusta.
    Il partito sociale sta facendo un grandissimo lavoro ma è chiaro che non è sufficiente.
    Personalmente non sarei contrario ad una conferenza d’organizzazione,in caso di storture alle regionale che però non devono essere viste come un ultima spiaggia,il processo unitario deve andare avanti,ha ragione da vendere Francesco 2

  167. l’impressione di gente che ha perso completamente la bussola e confonde il giochino di società della vita interna del partito con la realtà.

    ecco masaccio, su questo sono d’accordo con te.
    e aproposito di realtà, si parla tanto di militanti. ma dove sono? dove sono qu esti circoli attivi con militanza che trabocca?
    e sia chiaro con questo non voglio sminuire il grande lavoro dei compagni che hanno realizzato tanto (come piobicchi che è stato citato). e nemmeno il lavoro “sovrumano” di ferrero.
    però atteniamoci appunto, alla realtà. quindi invece di fossilizzarci sempre sullo scacchiere elettoralistico e basta, proviamo a capire cosa c’è che non funziona all’interno di ogni realtà. e cerchiamo di trovare soluzioni su come fare per capire cosa c’è che non funziona alla base. non al vertice.

  168. come ho detto presto ci sarà un mio lungo articolo che sarà anche in risposta ai tanti post che trattano della federazione, delle regionali e dello stato di rifondazione.
    vorrei solo dire a LU che io ho argomentato. eccome se ho argomentato, in articoli e risposte ai tanti post. si può essere d’accordo o in disaccordo, ovviamente. ma quando Lu scrive (lo riporto tutto il suo post che mi ha fatto rispondere) : Se il PRC continua in questa direzione, rendendosi nuovamente partecipe di contenitori elettorali e incapace di fare alcunche’ che non sia la caccia al voto, del tutto internanamente alla democrazia liberista, sara’ bene seguire il consiglio di Bertinotti ma in una direzione diametralmente opposta. Un bensevito a dirigenti davvero troppo minuti, e una bella tabula rasa sui burocrati della chiacchiera che ora dominano nel PRC. Se ci sono i comunisti dentro rifondazione, la prima cosa che devono fare e’ rovesciare il partitto, esautorando l’ attuale classe dirigente, dall’ interno. Si puo’ fare benissimo, dal momento che si rovesciano interi stati. Ovviamente sono necessarie volonta’ e organizzazione. Bye, bye….

    ebbene quando si pensa che chi la pensa diversamente da lui sia solo capace di fare contenitori per dare la caccia al voto nello stile della democrazia liberista. che i dirigenti sono una massa di burocrati. che la classe dirigente (sic) (quanto è potente la melassa televisiva se anche un ipercomunista pensa che dentro un partito ci sia una classe dirigente!) vada esautorata dai veri comunisti. e così via… non posso che ripetere che le decisioni che non piacciono a LU sono state decise in più sessioni della direzione e del cpn, che si sono opposti pochissimi compagni, come testimoniato dai voti, e che tali decisioni sono in totale coerenza con il documento finale (non con la mozione 1) del congresso di chianciano.
    mi dispiace ma tutto ciò è inconfutabile. e quindi gli strali che non entrano nel merito della politica ma urlano accuse non fanno parte di una discussione seria. a meno di non pensare che la discussione si faccia a suon di insulti e di controinsulti.
    si vuole discutere dello stato di rifondazione? lo si faccia
    si vuole discutere della federazione? lo si faccia
    si vuole discutere dell’unità dei comunisti? lo si faccia
    si vuole discutere delle regionali? lo si faccia

    ma se chi non la pensa come te diventa un traditore di chianciano, un burocrate, un membro della classe dirigente e ci si autonomina “vero comunista” la discussione finisce prima di cominciare.

    io, per esempio, sono in netto dissenso con la linea scelta per le regionali, l’ho detto in direzione ed ho votato un ordine del giorno, che chiedeva il referendum regione per regione, proposto da verruggio.
    ma non mi sogno nemmeno di dire che tutti gli altri sono la sentina di tutti i mali. che sono l’unico comunista e rivoluzionario mentre gli altri sono opportunisti, destri, traditori e chi più ne ha più ne metta.
    perché ho rispetto per gli altri e pretendo rispetto.

    possibile che sia difficile capire che litigare e fare proclami è nocivo per tutti?

    mah!

  169. massimo Says:

    Ma senza il lavoro di radicamento e iniziativa sociale, è completamente inutile, anzi, elettoralmente dannoso.Se non riusciamo a costruire la nostra presenza seriamente, saremo visti ancora una volta come i soliti estremisti
    Ecco Masaccio quando dici questo non puoi che trovarmi sulle tue posizioni. Il problema è che saltelliamo da una scadenza elettorale a l’altra senza costruire questo radicamento, ed allora si parla di aleanze in termini astratti e in termini di sopravvivenza.
    Sono del Piemonte, della piccola federazione di Asti, e al’indomani della “sconfitta” alle Europee per qualcuno il problema era solo quelo del’accordo con la Bresso per eleggere 1/2 consiglieri e non su quale programma elegerli, eventualmente. Non ci si rende conto che l’elettorato, il consenso, non lo si recupera con le alleanze ma con l’azione quotidiana. Mi piacerebbe postarvi l’ultimo numero di Punto Rosso, mensile della federazione, che dibatteva su questi argomenti e dove c’era una bella intervista a Ramon. Vi dichiarava la morte del centrosinistra ma non negava la possibilità della ricerca di accordi a tutti i livelli se erano fatti sulla base del nostro lavoro quotidiano. Chiaro no?
    Mi fa piacere concludere questo post con la frase di Vladimir Majakovskij “Esci partito dalle tue stanze, torna amico dei ragazzi di strada”.

  170. Bucharin77 Says:

    Caro Masaccio, io sicuramente non capisco una mazza, ma vorrei che qualcuno mi spiegasse, invece di continuare a dire che abbiamo il 2% e perciò non dobbiamo disturbare i manovratori (singolare argomento politico), come si fa a diventare più forti e presenti nella società con l’attuale politica del gruppo dirigente. O meglio una risposta c’è già ed è quella di Grassi: non siamo forti perché non siamo credibili; non siamo credibili perché siamo divisi; la gente odia le divisioni; dunque dobbiamo riunirci (sinistra e libertà, cani, gatti, tutto tranne una seria apertura anche verso chi si è diviso da noi da sinistra, sinistra critica etc.). Bene io trovo questa posizione sbagliata, sbagliatissima, amendoliana appunto, per chi conosce un po’ di storia del PCI. Noi riusciremo a radicare ed estendere anche elettoralmente il nostro partito se per una buona volta riusciremo a dotarci di di un’analisi di fase adeguata, di un programma chiaro, di classe, di una presenza reale nei conflitti con lo scopo di prendervi la direzione, di una adeguata politica sindacale etc. Bene, mi pare che su tutto ciò il partito è semplicemente assente. Sulla analisi di fase sorvolo per carità di patria (che crisi è quella che ci investe? Del neoliberismo o del capitalismo? E via dicendo); sul programma (obiettivi strategici, tattici etc.) la campagna per l’europee sta a dimostrare la nostra pochezza; sulla nostra presenza nei conflitti vorrei sapere da qualcuno quali i sono i punti che Rifondazione ha contribuito a immettere nei movimenti che già questi non avessero (vedi la vicenda precari); sulla politica sindacale vi sarebbe solo da ridere se la situazione non fosse drammatica, con il nostro gruppo dirigente che aspetta ansioso le decisioni che prenderà Lavoro e società per il prossimo congresso della CGIL.
    Di fronte a tutto ciò ribadisco: voglio una tendenza politica di sinistra nel PRC che dentro di esso faccia valere questi assi di programma e di azione politica. E contro chi sostiene che abbiamo già troppe correnti dico, parafrasando un pensatore tedesco di circa 200 anni fa: un partito vivo è un partito che ospita molti partiti al proprio interno. Il correntismo è un’altra cosa, è la degenerazione di questa naturale dialettica di partito.

  171. bucharin77 solo una domanda: finchè si intavolano discorsi, prosposte, dibattiti accesi o meno in anonimato, ti pare che sia una cosa seria?
    lo dico senza spirito di polemica, e mi permetto perchè tu sei uno di quelli che da sempre partecipa al dibattito su questo blog.

    forse uno dei modi per sradicare una cattiva tendenza della “base” sarebbe proprio questa: assumersi la responsabilità di quello che si dice e che si fa. io, l’ho sempre fatto.

  172. Bucharin77 Says:

    la provocazione è giusta, accetto la critica. D’altro canto qui parliamo di politica, e inevitabilmente scivoliamo su cose su cui forse si dovrebbe intervenire, non anonimi, in altre sedi. Ma per mio conto io cerco di muovermi nella realtà nella direzione delle cose che ho detto prima.

  173. mi fa piacere saperlo. e mi fapiacere che accetti anche la critica.
    vedi, il problema è che se questi dibattiti devono servire solo perchè ci si deve sfogare, è un conto. se devono servire per costruire qualcosa di utile per il partito (a cui penso tutti teniamo), beh allora la musica dovrebbe un po’ cambiare anche qui e in rete in generale.
    perchè non è SERIO che ci siano non solo militanti anonimi, ma anche dirigenti e personalità conosciute che si nascondono dietro all’anonimato per non esporsi pubblicamente.
    così si costruisce ben poco. proprio poco.
    e hai voglia a dire che serve per far cultura!
    serve solo ad imbrogliare di più le carte sul tavolo.
    e basta.

  174. cara maria, hai ragione su moltissime cose. ma io penso che in un blog si può discutere più o meno seriamente, ma non costruire il partito o la linea del partito. e che per questo non ha alcuna importanza l’anonimato di chi partecipa alla discussione. casomai è una questione di stile. ma sullo stile (anonimo o meno) non metto confini che non siano gli abusi che ho dovuto cancellare (anonimi o meno). una volta ho detto che sul blog di può discutere come al bar. lo confermo. perché si può discutere dei massimi sistemi o dell’ultima cazzata per il gusto di scambiarsi idee e magari di imparare qualcosa. ma non per decidere o costruire, che sono cose profondamente diverse.
    un bacio

  175. Sono d’accordo con le cose scritte da Luca Occhionero.
    L’ho detto fin dall’inizio: non voterò mai un’alleanza con l’Udc nella mia regione, né per un candidato del Pd che sia iscritto a Confindustria, ho già dato.
    Ho detto semplicemente, e mi pare Luca l’abbia colto, che le rotture vanno costruite politicamente nella società. Che l’idea secondo cui basta rompere con il Pd e automaticamente assumiamo la credibilità di grande partito rivoluzionario e le masse accorrono È UNA SOLENNE PANZANA. Se facessimo un referendum fra gli elettori del Prc del 2006, probabilmente una maggioranza bulgara sosterebbe accordi col Pd a prescindere. Vuol dire che dobbiamo farli? Che dobbiamo evitare la rottura? No, vuol dire, secondo me, che la rottura va costruita all’interno del nostro radicamento sociale. Che dobbiamo investire pienamente sulle lotte, utilizzare le lotte per mettere in evidenza le contraddizioni che investono il Pd e arrivare alla rottura con il Pd sulla base di tali lotte e tali contraddizioni.

    Perciò figurati se non sono d’accordo, caro Bucharin77, con le tue lamentele sul mancato lavoro del Prc all’interno del conflitto. Il mio discorso è partito proprio da lì. Il problema è: come se ne esce? Secondo me l’idea di uscirne investendo sulla battaglia interna è miope e suicida, perché proprio la battaglia interna è, dal mio punto di vista, una delle cause della nostra insufficienza, non certo la possibile soluzione.
    Non siamo in grado di neanche di celebrare un congresso dei Gc, per paura che vinca la corrente sbagliata. Crediamo di poter affrontare un autunno di lotte in condizioni del genere? Non scherziamo, per favore. Se sospendessimo per un momento la caccia a chi è meno comunista e rivoluzionario di noi, forse, potremmo cercare di condurre un’azione sociale e politica un poco più efficace. Ma vuoi mettere com’è più semplice lamentarsi del fatto che manca la linea, piuttosto che impegnarsi a costruire la linea?

  176. caro bucharin, devo dire che la tua descrizione del partito e del suo gruppo dirigente è faziosa e falsa. ciò che attribuisci a grassi non è vero. anch’io dico che non siamo credibili a causa degli errori del passato e che non basta certo annunciare una linea per recuperare questa credibilità. anch’io dico che il popolo pensa che siamo solo capaci a dividerci e che le persone di buon senso odiano le divisioni. anch’io penso che sia necessario unire la sinistra anticapitalista. io, poi, penso, che la boria di chi sta in una lotta con lo scopo di prenderne la direzione susciti solo repulsione. questa idea per altro, questa si, è veramente amendoliana. il partito è il depositario della verità e scende fra le masse analfabete per dirigerle controllandone le rivendicazioni in modo che le masse stupide non facciano ingenue fughe in avanti o si cimentino con obiettivi politici che da sole, poverette, non saprebbero mai immaginare.
    sulla cgil menti. dovresti sapere che la prossima direzione discuterà della conferenza dei lavoratori del partito.
    ma perché bisogna sempre discutere così? tu sei l’unico puro e comunista e bravo e di sinistra e chi non la pensa come te è cretino o amendoliano?
    suvvia.

  177. caro ramon decidere su un blog per un partito o per altro, è pura follia. su questo penso siamo d’accodo tutti. ma la base ha pochi strumenti (non certo per colpa di qualcuno, sia chiaro). un conto è discutere dei massimi sitemi un conto è discutere di cose che riguardano strettamente la vita del partito. non trovo serio farlo dietro all’anonimato, tutto qui.
    anche sul fatto del bar siamo d’accordo ed è quello che penso, con la differenza che però al bar tu l’iterlocutore lo guardi in faccia.
    non è un dettaglio.

  178. Bucharin77 Says:

    io non ho offeso nessuno mi pare, né ho detto che qualcuno è cretino o che solo io sono puro. Basta rileggersi il post. Poi ‘amendoliano’ non è un’offesa, è la matrice politica dei grassiani, che provengono dalla destra del PCI.
    Per venire al merito: che Grassi sostenga la tesi che io prima ho esposto è indiscutibile. Lo provano tutti i suoi interventi degli ultimi due-tre mesi. Chiamo altri compagni a testimoniare. Di solito l’attacco del suo discorso è: “durante la campagna elettorale per le elezioni europee non c’era uno che dicesse che le cose che sosteniamo siano sbagliate. La critica è: ‘state sempre a dividervi’ non siete credibili”. Il seguito è quello che ho riportato io.
    Puoi poi non essere d’accordo con l’idea che nei movimenti vi si sta per prendervi la direzione sottraendola ai piccolo-borghesi, alle burocrazie etc.
    ma non credo che sia proprio amendoliana questa idea, visto che Amendola e i miglioristi hanno affidato piuttosto alla politica delle alleanze e alla difesa della democrazia formale il perno della loro politica. Si tratta piuttosto di una idea leninista. Anche Lenin era borioso e suscitava repulsione? Non mi pare.
    Sulla Cgil mentirei, addirittura. Ma quando si farà questa conferenza? Sicuramente dopo che Lavoro e società ha deciso che posizione prendere al congresso della CGIL e tutte le posizioni saranno già definite. Bel modo di essere attivi nel mondo sindacale!!!
    Caro Ramon ti ritorco contro una raccomandazione che di solito sei tu a muovere agli altri: discuti il merito delle cose che vengono avanzate, non feticci argomentativi di comodo.

  179. ok maria siamo d’accordo.

  180. Ma è vero che Lavoro e Solidarietà appoggerà il documento di Epifani? Se sì, che vergogna!

  181. caro bucharin, ribadisco, sei fazioso. quella frase che cita grassi l’ho citata anch’io mille volte perché è la pura verità. ma su questo non insisto perché l’immagine che ha rifondazione oggi fra le masse è oggetto dell’articolo che sto scrivendo e che spero di finire domani. poi devi sapere che grassi ha iniziato a fare politica nell’area dell’autonomia operaia. difficle sostenere che abbia trascorsi amendoliani. casomai i veri e dichiarati amendoliani stanno nel pdci, a cominciare da diliberto. ma se tu pensi che oggi si possa dividersi fra amendoliani e leninisti e che si possa discutere usando etichette come questa vedi tu.
    lenin aveva un’idea precisa di partito. un partito di quadri che agiva nella clandestinità. in un paese arretrato con masse contadine tendenzialmente arretrate e pochi operai, per giunta analfabeti e privi di informazione. la colonna dorsale del movimento rivoluzionario furono i soldati, stufi della guerra, e nel cui seno si muovevano cellule bolsceviche clandestine.
    se per te tutto è uguale oggi non so che farci. io mi considero leninista ma penso che il suo pensiero rivoluzionario sia valido per l’antidogmatismo e per la capacità di inventare. poi è stato mummificato, anche da quelli che citano proprio le sue innovazioni pensando che siano eterne, mentre di eterno c’è solo l’idea che si debba innovare.
    amendola aveva una concezione del partito assolutamente simile alla tua, ed infatti aveva la tendenza ad espellere, etichettandoli, quelli che non la pensavano come lui. fin dal congresso di lione e in seguito dal superamento della sciagurata teoria del socialfascismo il tema delle alleanze è sempre stato proprio di tutti i comunisti, di tutti i tipi. ciò che distingueva amendola era una analisi del capitalismo italiano considerato arretrato e la conseguente proposta politica dell’alleanza dei produttori che a livello politico era apertura al centrosinistra. parlo del centrosinistra che nazionalizzava l’energia e teorizzava che le leve fondamentali dell’economia fossero saldamente in mano allo stato. ingrao si oppose a quella lettura del capitalismo e a quella categoria di alleanze. ma non all’idea delle alleanze. ma, come vedi, non si può trattare di queste cose così.
    sulla cgil menti anche se non sai di mentire.
    non esiste che noi abbiamo la stessa posizione di lavoro e società. nel prc c’è tutto. dai cobas, alla fiom, alle rdb, alla rete 28 aprile. nella costituenda federazione c’è la rete dei comunisti che come sai è fortemente legata alle rdb.
    è proprio per questo che bisogna essere cauti e che non si può “dare la linea” al mondo sindacale. bisogna lavorare per la ricostruzione della natura di classe del sindacato, e per riunificare. non per dividere sposando una delle tesi attualmente presenti.
    ma è difficile che tu possa convenire su questo visto, che come a porta a porta, fai il tuo bel processo alle intenzioni ed emetti la sentenza. siccome lavoro e società è nel processo della federazione rifondazione sposa le sue tesi e scappa dalla responsabilità di dirigere il movimento sindacale.
    peccato che non sia così.
    ma pazienza. ormai è come battersi contro i mulini a vento.

  182. Anonimo 3 Says:

    Al bar, peró, l’interlocutore non puó nemmeno calunniarti senza rischiare una denuncia, né organizzare cordate che ti massacrino, sul web sí.
    Sono troppi i cosiddetti compagni che nei fatti si comportano da squadristi e non sempre si riescono a reggere simili situazioni.

  183. bisogna avere pazienza anonimo 3, molta pazienza. purtroppo ci sono molti compagni che davvero pensano di essere più comunisti e di sinistra perché la sparano grossa o perché “le cantano” ai dirigenti. come altri che non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello che i sospetti e i processi alle intenzioni sono un modo ultraborghese e integralista di rapportarsi alla realtà e agli altri. è solo che non conoscono altro modo.

  184. Bucharin77 Says:

    Solo alcune precisazioni: quando dico “grassiani’ non dico “Grassi’ di cui conosco bene i trascorsi politici, ma mi riferisco alla sua corrente. Il corpo militante di essere comunisti, ovviamente alla grossa, trae origine dalla battaglia condotta da Cossutta contro lo ‘strappo’ e l’eurocomunismo berlingueriani (Cappelloni, Bianca Bracci Torsi etc.) Questa area era di ispirazione ‘amendoliana’ perché come Amendola in politica estera difendeva il legame con l’Unione Sovietica e in politica interna si opponeva al protagonismo dei movimenti.
    Sulla posizione di Amendola, che naturalmente meriterebbe una considerazione più attenta di quella che sia io sia tu abbiamo fatto, voglio segnalare qui solo un punto: nella sua impostazione vi era l’idea che non vi fosse omogeneità fra lotte sociali e lotte politiche, e cioè che il registro della lotta politica (alleanze con i socialisti e difesa della democrazia formale) fosse, per statuto, diverso da quello delle lotte sociali. è un’idea che stava anche nel vecchio PCF e che io trovo ancora rispecchiata nella politica della corrente grassiana (Grassi all’ultimo CPN: “compagni non esistono solo le lotte sociali, c’è anche la politica etc. etc.”). è un’idea rispettabile, beninteso, ma che io non condivido in questa forma.
    Sia chiaro dico tutto ciò solo con intenzione ‘analitica’, non voglio offendere nessuno.
    Rispetto a Lenin: beh, anche qui le cose sono più complesse: non è vero come dici tu che fosse l’esercito il terreno d’elezione del partito bolscevico e che le masse operaie fossero analfabete e senza informazioni. La classe operaia era molto combattiva e avanzata sul terreno politico. E si era già sperimentata con il 1905. Il problema è che era concentrata solo a Pietroburgo ed era numericamente esigua. In ogni caso, è ad essa che il partito soprattutto si appoggiò.
    Sulla CGIL non mi hai risposto caro Ramon: si farà, questa conferenza, prima o dopo la conferenza di Lavoro e società? Si farà prima o dopo che i giochi per il congresso CGIL saranno fatti?

  185. Compagno toscano Says:

    Un esempio di errori da eviyare per il futuro: Assieme a tanti compagni ritenevamo un errore scegliere come alleato e candidato sindaco di Firenze Valdo Spini per mettere da parte una brava compagna come Mercedes Frias che scrisse una lunga lettera contro Ferrero ( era molto dovuto a Ferrero quella scelta di Spini) risultato elettorale ZERO eletti! una batosta incredibile per la nostra lista (assieme al PdCI) oggi ecco il capolavoro Spini si avvicina a Renzi Sindaco di Firenze e si astiene sul bilancio suscidando apprezzamenti nel PD. Non era logico allearsi con la DeZordo? misteri della componente Grassi – Ferrero fiorentina.
    Hanno ragione quelli che dicono di una deriva istituzionalista del nostro partito in tante città fanno a gara nei congressi a chi è più comunista ed appena sono nelle maggioranze di centrosinistra e abbiamo assessori proprio non esistiamo più. Non assiumiamo nessuna iniziativa che contesti i Sindaci di turno! anche se scelgono rpivatizzazioni aumenti dei servizi sociali e asili. Sulla CGIL stendiamo un velo di ipocrisia siamo nei confronti di Lavoro e Società silenziosi per non disturbare Patta.

  186. caro bucharin, lasciamo perdere le etichette, soprattutto il vizio di metterle ad altri. ognuno si definisce da se. in rifondazione chi si dichiarava amendoliano se ne andò con il pdci. posso farti qualche decina di nomi. ma non ha nessuna importanza. nessuna. quanto a chi, appartenente alla componente cossuttiana, decise di rimanere in rifondazione, dovresti sapere che c’era in quella componente una duplice identità, perché la corrente di cossutta nel pci radunò sia i secchiani (nemici giurati di amendola) sia togliattiani e amendoliani. i secchiani rimasero in rifondazione, gli altri se ne andarono nel pdci. ovviamente parlo del grosso delle compagne e dei compagni. ma insisto, non ha senso oggi mettere queste etichette. per me è rispettabile la cultura politica di ognuno. e conosco decine di compagne e compagni che hanno cambiato opinione su molte cose nel corso del tempo trascorso in rifondazione. quindi parliamo di posizioni politiche senza mettere etichette. che è meglio.
    e non usare frasette di grassi estrapolate dal discorso per criticarlo. è scorretto. quella frase che tu citi la dicono molti altri, anche della costituenda, come tu dici, sinistra del partito. e comunque contiene una verità interna. perché è vero che il conflitto senza politica e viceversa non funzionano. resta da vedere cosa si intende per conflitto e per politica. io penso che il conflitto capace, oltre che di produrre obiettivi e vertenze, abbia la politicità della ricostruzione del senso di se della classe e dei soggetti sociali e della confutazione immediata e concreta del modello sociale dominante. proprio per questo critico aspramente l’idea che tu riproponi del partito che “prende” la direzione dei movimenti di lotta sconfiggendo ogni sorta di burocrati e così via. è solo una versione per giunta ridotta dell’idea di amendola che tu stesso riporti: il partito, unico capace di produrre politica, dirige le lotte affinchè le loro rivendicazioni e obiettivi siano armonici con gli obiettivi politici del partito.
    le masse operaie in russia nel 17 erano largamente analfabete e le informazioni di cui disponevano gliele dava l’avanguardia del partito. ovviamente c’era una forte discussione teorica, che anche gli analfabeti sanno fare benissimo, ma se tu pensi di paragonare un collettivo che oggi fa una lotta con la situazione di allora per riproporre modelli organizzativi come immutabili nel tempo non so proprio che dire. so bene che i bolscevichi pensavano che la classe operaia fosse assolutamente centrale nel processo rivoluzionario, ma tu dovresti sapere bene che la peculiarità della situazione russa contraddistinta da una classe operaia piccolissima e la contingenza della guerra diedero ai soldati e ai marinai un ruolo fondamentale nella rivoluzione. a dimostrazione che i processi rivoluzionari o sono originali o non si danno.
    infine, come ho già detto un milione di volte il partito, secondo me, deve occuparsi della ricostruzione della natura di classe del sindacato e tentare di contribuire a promuovere il massimo di unità sindacale possibile dal basso e dall’alto. e questo si può fare nelle condizioni date. e le condizioni date sono molto ma molto complesse. c’è la fiom, c’è lavoro e società, c’è la rete 28 aprile, tutte nella cgil. poi ci sono i cobas, le rdb, ed altre sigle. in rifondazione ci sono iscritti militanti sindacali di tutte queste componenti. sarebbe un crimine che il partito avesse la presunzione prendere parte alle infinite dispute e concorrenze che ci sono. semplicemente le importerebbe nel partito, più di quanto non sia già, e il risultato non sarebbe quello da te auspicato, bensì il contrario. per il semplice motivo che per moltissimi compagni la militanza sindacale è prioritaria rispetto a quella del partito. e se il partito dicesse che la tal componente sbaglia e che bisogna appoggiare l’altra ilo risultato sarebbe che il partito si dividerebbe senza, per altro, influire neanche di una virgola sulle scelte delle singole componenti sindacali. nel partito, e a maggior ragione nella federazione ci deve essere spazio per tutte le componenti sindacali che si riconoscono nell’anticapitalismo. perché la funzione positiva che può svolgere il partito è quella di favorire, e non di imporre con scelte organizzative interne alle organizzazioni sindacali, la ricostruzione di un sindacalismo di classe, unitario e conflittuale.
    quindi la tua domanda è peregrina perché presuppone che rifondazione riunendosi prima di lavoro e società dovrebbe dire a questa componente della cgil cosa dovrebbe fare. ed è altrettanto peregrina perché la pluralità delle presenze sindacali dentro rifondazione rende semplicemente impossibile che sia lavoro e società a dare la linea a rifondazione.
    è una situazione complessa? si. si risolve con una scelta del partito votata a maggioranza? no. perché nemmeno i singoli iscritti al partito di questa o quella componente si fanno dare la linea.
    a me sembra chiaro come il sole. a te no. perché forse hai una visione astratta del partito e pensi che basti convocare una riunione per “dare la linea” su qualsiasi cosa.
    un abbraccio

  187. federico Says:

    io però vorrei una risposta, una sola: il partito concederà la deroga per fare il terzo mandato ai consiglieri regional o assessori uscenti? tu come ti comporterai? grazie

  188. animals Says:

    Non mi sembra che lavoro e società si riconosca nell’anticapitalismo. E nemmeno la maggioranza della Cgil che fa riferimento a Epifani.
    Un conto è non dare un’indicazione su quale corrente sindacale appoggiare, un altro è non denunciare quelle parti di apparato che mirano a un ritorno della concertazione. Questa denuncia credo che sia un dovere del partito.

  189. caro federico, c’è lo statuto che prevede gli organismi che devono decidere. non spetta alla direzione nazionale decidere per i comuni le province e le regioni. anche se credo che sia ormai opportuno per tanti motivi non concedere più nessuna deroga. se fossi chiamato a decidere in qualsiasi sede voterei contro le deroghe. ma, avendone io stesso usufruito una volta, senza fare demagogia.
    spero di aver risposto.

  190. federico Says:

    certo che hai risposto!
    Aggiungo solo che io non so esattamente per statuto chi decida su questo ma credo che chi “dirige” il partito abbia qualche forza in più per persuadere in questo senso chi deve poi realmente decidere. Naturalmente, concorde con te, senza demagogia.
    Ma però nella consapevolezza che la politica come professione a vita deve essere un concetto assolutamente estraneo e antitetico a qualsiasi cosa (partito, movimento o altro) che lotta per un cambiamento “reale” delle cose.
    O così, o il fiato continuerà ad essere inevitabilmente corto…

  191. caro animals, nemmeno negli anni 50 la cgil aveva l’anticapitalismo nello statuto. non ce l’ha la fiom. e non ce l’ha la rete 28 aprile. e non l’hanno le rdb. anche se anticapitalisti lo sono tutti. compresa la componente di lavoro e società.
    che scrive nel suo documento: “Il documento che verrà sottoposto alla discussione e al voto degli iscritti esprime una visione critica della globalizzazione liberista che rendendo i ricchi più ricchi e i poveri più poveri, destabilizza le conquiste sociali, contrattuali e legali dei lavoratori. Critica la politica concertativa seguita ,in Italia, all’accordo del luglio ’93 che ha ridistribuito il reddito a favore dei ceti più abbienti e propone una resistenza alle flessibilità del lavoro che aumentano l’area del lavoro povero e non tutelato, uno stato sociale capace di rispondere ai bisogni degli strati sociali più deboli e precari del mondo del lavoro e una politica di interventi pubblici in economia.”

    come vedi si dichiara critica anche della concertazione. e come vedrai l’associazione lavoro e solidarietà firmerà tutti i documenti della Federazione che parlano esplicitamente dell’anticapitalismo, del marxismo e così via.

    se ti sfugge che una tattica dentro un’organizzazione invece che un’altra non ti possano qualificare come anticapitalista o meno e come comunista o meno rifletti sul fatto che par alcuni il fatto che tu appartenga al prc solo per questo ti rende non coerentemente anticapitalista.

    inoltre la politica di un partito non consiste mai nella pratica di “denunciare” le incoerenze altrui. bensì nel produrre una politica capace di egemonia.

    infine, secondo te come mai il prc aderisce allo sciopero del 23 esplicitamente critico con la cgil?

    e dai!

  192. animals Says:

    Troppo comodo. Prima di tutto io sono per stare nella Cgil anche se penso che in alcuni casi sia stato quasi inevitabile produrre dei Cobas soprattutto in certi settori del pubblico impiego.
    Secondo mi sembra molto strumentale rispondermi che non basta denunciare, mi sembra ovvio, dicevo solo che non stiamo facendo nemmeno quello.
    Terzo volevo dire esattamente che il partito è incapace di produrre egemonia nelle organizzazioni dei lavoratori, mi sembrava scontato.
    Quarto ci sono molti militanti sindacali dei quali tantissimi nel Prc che si fanno il mazzo per costruire l’altrenativa di classe all’interno della Cgil e vedono come fumo negli occhi lavoro e società. Non certo perché non hanno letto lo statuto anticapitalista di questa corrente ma semplicemente perché vedono che i dirigenti di questa corrente, peraltro fatta solo da dirigenti, ostacolano la costruzione di questa alternativa di classe.

    Ma è meglio che il partito non si intrometta

  193. animals Says:

    Aggiungo solo che è molto comodo definirsi contro il liberismo, lo fa anche Tremonti, ma essere anticapitalisti è decisamente un’altra storia. Quindi anche lo statuto di lavoro e solidarietà non mi sembra molto condivisibile. Ma ripeto il punto non è lo statuto come come agiscono i rappresentanti di quella corrente. Sta per svolgersi il congresso della più grande organizzazione di massa dei lavoratori italiani e il partito non ha niente da dire al riguardo. Questo è il punto.

  194. maledizione! ho scritto una lunga risposta dialogante con animals e il sistema l’ha dispersa. scusa animals. domani ti risponderò di nuovo.
    e pubblicherò il lunghissimo articolo che ho preannunciato.
    ora devo chiudere
    ciao

  195. animals Says:

    Mi fa piacere che la risposta sia dialogante. Aspetto soprattutto l’articolo.

    Ciao

  196. lucaocchionero Says:

    invece io temo come la peste articoli “lunghissimi”. Ramon: non puoi fare a puntate??

  197. Cari compagni,

    approfitto del blog di Mantovani per pubblicizzare una nuova rubrica domanda/risposta avviata dal forum ufficiale dei Giovani Comunisti di Enna, questo spazio si chiama “L’incontro”, il primo tema sarà “L’acqua, i beni comuni, la scuola… e la Sicilia di Lombardo”, nostro ospite sarà il compagno Luca Cangemi, già deputato e Segretario siciliano di Rifondazione Comunista, che risponderà alle vostre domande il 3 novembre dalle 23,00 alla mezzanotte.

    POTETE GIA’ PORRE LA VOSTRA DOMANDA SUL FORUM, PARTECIPATE NUMEROSI

    di seguito l’indirizzo:

    http://gcenna.forumfree.net/?f=8057223

  198. da Livorno Says:

    Ecco un esempio come una federazione del PRC (quella di Pistoia) non sia davvero in sintonia con le lotte allego questo comunicato dei compagni livornesi:
    L’Antifascismo nella Costituzione non sta solo nella XII disposizione transitoria e finale, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, ma anche nei fondamenti e nell’architettura dell’intero dettato costituzionale. I principi fondamentali sono antitetici rispetto a quelli proclamati o praticati dal fascismo. Domenica 11 ottobre a Pistoia un’intera assemblea che discuteva della pericolosità antidemocratica delle ronde è stata prelevata e portata in questura.Tutto per un presunto coinvolgimento nell’attacco alla sede della vicina Casa Pound. Le perquisizioni avvenute in seguito all’azione non hanno avuto esito: niente è stato ritrovato nel circolo (perquisizione avvenuta tra l’altro senza mandato) dove si stava svolgendo l’assemblea e neppure uno spillo è stato ritrovato nella zona adiacente a dove sono avvenuti i fatti.

    Il risultato di quella giornata è noto, tre arresti tra i partecipanti dell’assemblea.Tre arresti che faticano a stare in piedi per la totale assenza di prove a loro carico. Siamo di fronte ad un atteggiamento di rappresaglia da parte della questura di Pistoia che non ha mai avuto nei confronti di ben due sedi fasciste che sono aperte nel giro di un paio d’anni in città: quella di Casa Pound e quella di Forza Nuova. Due gruppi di estrema destra che ormai scorrazzano liberamente anche in molte altre città della Toscana, tollerati e spesso coperti da amministrazioni e forze dell’ordine.L’idea di chi si è mobilitato in seguito ai noti fatti, era quella di organizzare una manifestazione nella città di Pistoia in comune accordo con le realtà locali e tutti coloro che ritengono importante contrastare il fascismo in tutte le sue espressioni per salvaguardare la tenuta democratica del tessuto sociale. Purtroppo anche da parte di chi formalmente si costituisce come antifascista, vedi Arci, Rifondazione Comunista di Pistoia e spazio liberato Ex Breda sono emerse delle riserve, se non addirittura un atteggiamento ostile all’ipotesi di una manifestazione aperta, partecipata e pacifica per le vie della città.Crediamo pertanto che manchino le condizione oggettive per raggiungere l’obiettivo di dare un segnale alla città rispetto all’incongruenza di solidarizzare con Casapound e allo stesso tempo stupirsi per gli atti di violenza che chi proviene da quegli ambienti scaglia contro omosessuali, donne, migranti e antifascisti/e. “I fascisti del terzo millennio” non sono che gli stessi dei “millenni” precedenti, sotto nuove vesti e con parole d’ordine più compiacenti per l’opinione pubblica.E’ solo una facciata, ma purtroppo in molti stanno cadendo nella trappola. In ogni caso, non essendo nelle nostre pratiche agire in un contesto che non gradisce la nostra presenza e quindi non condivide con noi la preparazione di un evento da svolgere nella propria realtà, riteniamo di dover rivedere i nostri propositi, annullando la manifestazione a Pistoia e lanciando la mobilitazione Regionale a Livorno il giorno sabato 24 Ottobre con concentramento alle ore 15 da piazza Attias.

    Movimeno Antagonista Livornese

  199. suvvia da livorno, il fatto che ci sia una opinione diversa sull’opportunità o meno di fare una manifestazione non può voler dire che non c’è sintonia con le lotte. io non so nulla di pistoia e della manifestazione, come tutti i lettori del blog. lascio il post. ma invito a non iniziare discutere di cose locali in modo polemico ed inutile. a tutti, ma proprio a tutti, è capitato di non essere d’accordo con i termini e i tempi di una manifestazione. senza per questo dover essere accusato, per esempio, di non essere un vero antifascista.
    c’è un divergenza sull’indizione di una manifestazione? se ne discuta fra quelli che conoscono quella realtà e che possono dire una opinione a ragion veduta nei luoghi propri ed adatti a fare una discussione seria. non a suon di scomuniche sul mio blog.
    ciao

  200. caro luca occhionero, effettivamente ci ho pensato. ma preferisco mettere un articolo solo. del resto si può leggere a rate.
    un abbraccio

  201. caro animals, io sono sempre dialogante. anche quando polemizzo. credo. ma veniamo ai tuoi post.
    1) sappiamo di avere una concezione diversa del partito. ma non è un dramma. a meno di non far diventare questa differenza tale che chi non la pensa come te sul ruolo del partito rispetto al movimento sindacale possa essere accusato di farlo per opportunismo, per codismo verso questa o quella componente sindacale. per esempio tu dici che il partito non ha “nemmeno denunciato”. l’idea che il partito denunci l’opportunismo, come tu vorresti, di una corrente sindacale per altro composta in gran parte da iscritti al partito, è piuttosto balzana. il partito proprio non deve intromettersi nelle dinamiche interne del sindacato. sia nella cgil sia nei sindacati di base. il partito ha detto mille volte che a) bisogna lavorare alla ricostruzione del sindacalismo di classe b) che bisogna lavorare per un sindacalismo conflittuale che escluda la concertazione c) che appoggia e aderisce a tutti gli scioperi e a tutte le lotte. d) che bisogna democratizzare il sindacato attraverso il diritto dei lavoratori ad esprimersi in modo vincolante su tutto. infatti, per esempio, domani il prc aderisce ad uno sciopero la cui piattaforma è molto critica con la cgil. le elaborazioni del partito, dei suoi organismi, della conferenza delle lavoratrici e dei lavoratori, si fanno con tutte e tutti gli iscritti di rifondazione che sono collocati in tutte le componenti sindacali presenti in italia, dentro e fuori dalla cgil. le differenze fra le diverse componenti, che sono molte, non sono e non possono essere oggetto di scelte da parte del partito. per due motivi: il primo è che così facendo il partito diverrebbe un terreno di scontro fra le diverse componenti sindacali. il secondo è che se si volesse far corrispondere l’egemonia con scelte organizzative il risultato sarebbe che le diverse componenti sindacali cercherebbero loro di egemonizzare il partito cercando di farsi scegliere come la componente privilegiata. capisco che tu pensi che il partito dovrebbe dare la linea ai sindacalisti. ma io penso proprio che non spetti al partito questo compito.
    2) tu dici che sei per stare nella cgil. e dici che bisogna denunciare lavoro e società. ma sai bene che a te che stai nella cgil altri potrebbero dirti che sei tu da denunciare perché non stare in un sindacato di base è ostacolare la ricostruzione del sindacato di classe. ed anche fra i sindacati di base le denunce non sono mancate. come la mettiamo? chi ha ragione? così non se ne esce, caro animals. bisogna puntare all’unità e non alimentare le divisioni.
    3) personalmente io apprezzo nell’ordine i sindacati di base, la fiom e la rete 28 aprile, e lavoro e società. così la vedo io. opportunismi più o meno grandi li trovi dovunque. conosco molti compagni di lavoro e società che sono ottimi delegati combattivi. dire che sono burocrati e così via non è solo sbagliato. è ingiusto. come è una sciocchezza ciò che dici sullo statuto di lavoro e società. nessun sindacato o componente scrive anticapitalismo nel proprio statuto. ma sono tutti anticapitalisti. io ti ho citato la frase del documento di lavoro e società solo perché avevi detto che non è anticapitalista e che non critica la concertazione. e ti ho ribadito che l’associazione lavoro e solidarietà firmerà il manifesto della federazione che scrive di anticapitalismo. anzi, posso aggiungere che proprio il compagno di lavoro e solidarietà è il più convinto sostenitore della chiarezza su questo punto discriminante. quindi lasciamo perdere le scomuniche che servono solo a fare polemiche inutili.
    4) il congresso della cgil è importantissimo. e rifondazione ha già detto a chiare lettere che: la cgil è ad un bivio: o rincula nella riproposizione della concertazione o sceglie la strada della ricostruzione del sindacato conflittuale e di classe. a me sembra più che sufficiente. ma forse tu vorresti che il prc desse indicazioni organizzative su come fare la battaglia nella cgil. io penso che sarebbe un grave errore. ed ho già detto il perché.
    un abbraccio

  202. animals Says:

    Direi che hai centrato il nodo della questione nel primo punto della risposta. Abbiamo una concezione diversa del partito. Per fortuna non mi sembrano differenze tali da accusarci di opportunismo.
    Nella mia visione di partito i comunisti dovrebbero essere i compagni con la visione più chiara e la strategia più corretta grazie allo studio e all’analisi delle esperienze passate e grazie alla combinazione di prassi e teoria.
    Centocinquant’anni di storia del movimento operaio mi dicono che i rivoluzionari dovrebbero stare nelle organizzazioni di massa dei lavoratori anche quando sono riformiste, per cercare di conquistarsi un’egemonia. E per farlo devono dotarsi di una struttura e di una tattica. Per essere chiari e attuali credo che dovrebbe esserci un coordinamento dei lavoratori di Rifondazione comunista che dovrebbe dare anche indicazioni organizzative, chiaramente non solo ma affrontando un congresso anche organizzative.
    Indicazioni che dovrebbero essere date dopo una costante e democratica consuiltazione tra i compagni.
    Credo che l’azione dei comunisti nel corso del congresso della Cgil e della vita della Cgil in generale dovrebbe essere riconoscibile e distinguibile.
    Non fare così credo che più che opportunista sia inefficace nell’avvicinare i lavoratori al partito e quindi nel radicamento sociale.
    Mi sembra però che la tua posizione sia quella che il partito tiene fin dalle origini e che non abbia prodotto dei gran risultati.
    Poi io credo che purtroppo la storia del movimento operaio, sindacale e politica, ci dica che molto spesso nelle organizzazioni si creano delle burocrazie che diventano il principale freno alla diffusione delle idee rivoluzionarie.
    Penso che queste burocrazie andrebbero combattute. Mi pare che tu sottovaluti un po’ l’esistenza e il ruolo della burocrazia degli apparati. Mi pare che escludi a priori che qualcuno possa fare scelte in cattiva fede e solo per mantenere la sua posizione e il suo status. Cosa che invece secondo me accade fin troppo spesso.

  203. animals Says:

    Ovviamente ricambio l’abbraccio

  204. caro animals, mi distrai dalla scrittura dell’articolo. eh eh eh. ma domani lo finirò. e ci accapiglieremo fraternamente anche su quello.
    bene, come vedi siamo entrambi dialoganti. e nel nostro piccolo, mio certamente, in qualche modo dimostriamo che non è obbligatorio discutere dandosi dell’opportunista o del settario, del destro o dell’estremista.
    hai ragione. abbiamo una concezione diversa del partito. non è un mistero. e per me non è un mistero, scusa la eventuale semplificazione, che tu stai in rifondazione esattamente perché ti consideri un rivoluzionario con il compito di fare egemonia in un partito che pur avendo l’identità comunista non è esattamente il partito di quadri che secondo te ci vorrebbe.
    ma, appunto, essendo rifondazione un partito complesso, nel quale militano compagni di tutte le possibili componenti sindacali proporre per rifondazione la logica che tu dici nel rapporto sindacale equivarrebbe a far uscire da rifondazione tutti i militanti delle componenti sindacali che non convenissero sulle scelte del partito circa le questioni organizzative interne al sindacato/i. per il semplice motivo che quasi tutti i compagni di quasi tutte le componenti considerano prioritaria la loro appartenenza all’organizzazione sindacale rispetto a quella del partito.
    vorrei inoltre farti notare che una decina di anni fa si decise di organizzare la componente del partito nella cgil. con esiti disastrosi, purtroppo.
    quanto alle burocrazie ti sbagli se pensi che io non abbia presente il problema. è solo che proprio considero catastrofico pensare che con le accuse di burocratismo a questo o a quello si risolva il problema. penso che la democratizzazione del sindacato, oltre che i punti politici, sia una questione irrinunciabile della battaglia da fare. se si restituisce potere ai lavoratori i burocrati tremeranno. se qualche gruppo di compagni li accusa di essere burocrati faranno spallucce.
    in fine, caro animals, anche a te possono attribuire cattiva fede per qualsiasi scelta. se si imbocca la strada per cui si discute accusando altri di avere cattiva fede si producono solo danni, risse, scontri e la degenerazione della discussione. non lo dico solo per una questione di principio, nella quale credo fermamente, ma anche per l’efficacia della critica.
    un abbraccio

  205. animals Says:

    In effetti le mie frasi potevano essere interpretate in vari modi. Comunque non intendevo dire che si può combattere una dirigenza sindacale burocratica accusandola di burocrazia. Concordo che le critiche anche molto dure vadano fatte sempre sul merito. Era un discorso diciamo così interno da attivisti del partito nei confronti della Cgil. Anche se purtroppo la riforma del modello contrattuale con il rafforzamento degli enti bilaterali tende a creare una vera e propria oligarchia burocratico affarista compeltamente staccata dai lavoratori in tutti i sensi. Quasi una controparte. E mi pare che l’opposizione di Epifani a questo progetto non sia così determinata. E allo stesso tempo l’alternatività di lavoro e società a Epifani non mi sembra sufficiente. Tanto che non hanno ancora deciso quale documento congressuale appoggiare.

  206. Francesco Says:

    Discussione molto interessante, davvero. Da profano di cose sindacali in senso stretto però alcuni punti della discussione mi sono risultati un po’ ostici: in particolare mi interessava sapere da animals (che credo di aver capito esprima le posizioni più o meno di Falce e Martello, o sbaglio?) quali sono le critiche che nello specifico fa a Lavoro e Società e, in generale, alle varie componenti sindacali. Inoltre mi sembra di aver capito che l’associazione Lavoro e Solidarietà di Patta sia corrispondente più o meno a Lavoro e Società o mi sbaglio?
    Infine, da profano ripeto, mi sembra che il difetto principale di questi anni di sindacato sia stato la mancata assunzione di una dimensione internazionale (quantomeno europea) perchè credo che anche il sindacato più conflittuale e di classe che si possa immaginare, confinato in un solo paese al tempo della globalizzazione, non possa fare se non battaglie di resistenza. O no?
    p.s. In effetti, questo è stato un difetto anche della sinistra e dei comunisti in questi anni (un po’ paradossale per quelli che hanno inventato l’internazionalismo)…

    Un saluto

  207. Sciopero generale del sindacalismo di base

    Adesione alla manifestazione nazionale del sindacalismo di base del 23 ottobre 2009.

    Care compagne, cari compagni,
    Lo sciopero generale del sindacalismo di base del 23 ottobre è un passaggio importante nella costruzione dell’opposizione al governo Berlusconi, che con la controriforma della contrattazione, con i tagli a scuola, sanità, enti locali, sta portando avanti un attacco senza precedenti al lavoro, allo stato sociale, alla democrazia. Un disegno tanto regressivo sul piano sociale, quanto autoritario sul terreno della democrazia.

    Blocco dei licenziamenti e generalizzazione delle tutele per tutti i lavoratori, contrasto alla precarietà e riduzione dell’orario di lavoro, aumento di salari e pensioni, intervento pubblico in economia per salvaguardare le produzioni e avviarne la riconversione nel segno della sostenibilità ecologica, sono gli obiettivi che condividiamo della giornata di mobilitazione del 23.
    Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce perciò allo sciopero del 23 ottobre e invita i propri iscritti e simpatizzanti a partecipare alla piena riuscita dello sciopero e della manifestazione.

    Fraterni saluti,

    Paolo Ferrero

  208. Luca Marini Says:

    Ho risposto positivamente all’invito per lo sciopero di domani. Purtroppo temo di essere il solo nella mia scuola. Vabbeh attendo anch’io il tuo articolo Ramon.

  209. care compagne e cari compagni, ho partorito la lunga articolessa. la discussione si sposta li.
    ciao

  210. caro francesco, concordo. il sindacato manca proprio di una capacità di agire internazionalmente. per quanto riguarda noi, invece, la critica è ingenerosa. abbiamo in tutti i modi fatto il possibile per partecipare alla costruzione di una dimensione internazionale delle forze anticapitaliste, no global e rivoluzionarie.

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