Linke Linke delle mie brame … chi è il più imbroglione del reame?

Direi che l’ottima affermazione della Linke nei tre Lander tedeschi si commenta da sola.

Soprattutto il balzo dal 2,3 al 19,7 nella Saar, che è un Lander della Germania Ovest ma è anche la casa di Oscar Lafontaine, perché, per esempio, in Sassonia la Linke perde il 3 % dei voti attestandosi su un pur lusinghiero 21 %.

Il dato significativo, oltre alla affermazione della Linke, è il crollo della CDU e della SPD, e cioè dei due partiti al governo nella Grande coalizione.

Ma non mi propongo, qui, di commentare oltre questo risultato che, ripeto, secondo me si commenta da solo.

Mi preme prendere in esame alcuni articoli e dichiarazioni apparsi sulla stampa italiana stamane.

Premetto che ho letto solo Liberazione, il Manifesto, Repubblica e Corriere della Sera. Ma credo di averne abbastanza per poter dire delle cose.

Il trofeo della disinformazione, della faziosità e della falsificazione della realtà spetta, come sempre, a Repubblica.

Titolo di Repubblica: “Dopo il trionfo la sinistra avverte la SPD: Costruiamo insieme l’Ulivo tedesco.”

Confesso che, conoscendo i dirigenti e la linea politica della Linke, non ho creduto a questo titolo e mi sono messo a leggere l’articolo di tale a.t. alla ricerca dell’imbroglio.

Ed ecco l’imbroglio, triplo, in tutto il suo splendore:

1) in tutto l’articolo il riferimento all’Ulivo è solo in una citazione del quotidiano Tagesspiegel: “ma la prospettiva di un Ulivo di Prodi alla tedesca, sottolinea sempre il Tagesspiegel, a medio-lungo termine, adesso è una visione, non più un’allucinazione.”

Va beh. Nessun dirigente della Linke ha parlato di Ulivo. Ma quel giornale, il Tagesspiegel, forse è un giornale di sinistra e questo può giustificare il titolo di Repubblica… “la sinistra avverte”.

Macchè! Il Tagesspiegel è un giornale liberale, di orientamento centrista, come recitano diversi siti in internet fra i quali Wikipedia e Presseurop.

Insomma, la Linke non si sogna nemmeno di proporre un Ulivo alla tedesca, anzi. Ma i lettori di Repubblica sono condannati a “sapere” che, invece, questa è la notizia del giorno.

2) c’è un altro piccolo dettaglio di cui ovviamente Repubblica non parla. Si tratta del sistema elettorale tedesco. Proporzionale, senza elezione diretta dei governi e soprattutto tale che i partiti, solo dopo le elezioni, decidono se allearsi per dar vita ad un governo o meno. L’ulivo era una coalizione maggioritaria e proporre una coalizione nel sistema elettorale tedesco è una scemenza totale. Ma siccome a Repubblica il sistema proporzionale non piace (mica sarà che gli elettori possano votare per il partito nel quale si identificano per ideologia e/o per programma) basta sorvolare sul dettaglio ed ecco che improvvisamente il risultato tedesco è un esempio per l’Italia e per confermare l’orientamento di Repubblica.

3) ovviamente Repubblica non si sogna nemmeno di raccontare che cosa è la Linke. Basta dire che è la sinistra unita, che in Italia non c’è. Eppure dalle stesse citazioni di Lafontaine e Bisky si evince che la SPD ha sempre, in tutti questi anni, opposto una pregiudiziale contro Lafontaine (che abbandonò il governo socialdemocratico quando era vicepresidente del consiglio e ministro delle finanze denunciando l’ispirazione neoliberista di quel governo alla fine degli anni 90) e contro la PDS, covo di ex agenti della Stasi. Insomma, il grumo di ex dirigenti della SED e degli estremisti (massimalisti diceva la Repubblica ai tempi delle dimissioni di Lafontaine) che appartengono al GUE nel parlamento europeo, che hanno un programma radicalissimo, improvvisamente diventano una sinistra così ragionevole da proporre in Germania l’ulivo di Prodi (che a sua volta, bisognerà pur ricordarlo si è sempre detto vicino alla CDU di Kohl).

Evviva, evviva. Tutte le strade portano a Roma e all’ulivo!

Che schifo!

Ma passiamo, visto che il Corriere della Sera è, seppur in tono minore, analogo a Repubblica, al Manifesto.

Qui siamo in prima pagina con un pensoso editoriale di Luciana Castellina dall’emblematico titolo: “la lezione tedesca”.

Castellina sostanzialmente dice (e chiunque può controllare leggendo il suo articolo sul Manifesto di oggi) che ciò che non è riuscito in Italia con l’Arcobaleno è riuscito in Germania dove le condizioni in teoria avrebbero dovuto essere ben più difficili. Gli eredi della SED e la sinistra della SPD e di un sindacato “fortemente anticomunista” in teoria avrebbero dovuto essere ben più distanti delle forze italiane quasi tutte provenienti dal PCI.

Ma come è stato possibile questo mirabile miracolo?

Semplice! Loro hanno saputo mettere al centro i problemi sociali del lavoro dipendente e costruire una cultura comune attraverso la fondazione culturale Rosa Luxemburg. E hanno saputo mescolare, pur fra qualche fisiologico problema, “vecchi quadri sindacali, giovanissimi no-global e anziani abitanti della Repubblica democratica tedesca.

Per carità, dico io, dettagli come il fatto che Lafontaine sia uscito dal governo e dalla SPD su posizioni nettamente anticapitalistiche, che la SPD stia al governo insieme alla CDU, che la Linke abbia posizioni chiare e nette e che nulla conceda all’idea che la prospettiva del governo vale bene l’annacquamento delle proprie posizioni, che la PDS abbia resistito anni e anni nel più totale isolamento e che in Germania si voti col proporzionale, sono per l’appunto solo dettagli. E’ certo che il risultato è dovuto ai convegni della Fondazione Rosa Luxemburg (che io amo molto ma che so, al contrario dei lettori della Castellina, essere come tutte le altre fondazioni politiche il luogo dei finanziamenti pubblici ai partiti) e all’abilità di mettere nello shaker vecchi e giovani, sindacalisti e no global e abitanti dell’est e dell’ovest.

E’ vero. In teoria PRC, Pdci, Sinistra democratica venivano tutte dal PCI (e potrei aggiungere: in gran parte da Rifondazione).

Sarà un dettaglio insignificante che Sinistra Democratica non è, a suo dire, una forza anticapitalista? Che la sua collocazione è nel partito Socialista Europeo insieme alla SPD? Che è uscita dai DS per motivi nominalistici dopo aver condiviso tutta la politica liberista dei DS? Sarà un dettaglio la meravigliosa esperienza del governo Prodi e più in generale l’idea stessa che il governo era l’obiettivo fondamentale e irrinunciabile per almeno tre quarti della Sinistra Arcobaleno? Sarà un dettaglio che la nostra storia è costellata di scissioni velenose, alle quali Castellina ha autorevolmente contribuito guidando la scissione da Rifondazione dei Comunisti Unitari (sic) per deglutire il rospo Dini, sempre consumatesi sul governo?

Ma si. Son tutti dettagli. In politica, di questi tempi, contano le suggestioni e i paragoni fra cose incompatibili.

Evviva. Evviva. Tutte le strade portano alla sinistra unita senza aggettivi e a guidare il carro sono i campioni delle varie scissioni, che di unità loro si che se ne intendono!

Sul Manifesto, poi, c’è anche un articolo dal titolo significativo: “Felice la nostra frammentata sinistra. “Bravi compagni” ma qui si resta divisi”. In realtà è un pastone di dichiarazioni di esponenti del PRC, del Pdci, di Sinistra e Libertà, di Sinistra Critica, del Partito Comunista dei Lavoratori, e della Fiom.

Eh già! Siamo divisi! Leggi e rileggi e troverai che il tema della divisione è il governo e la prospettiva del tanto sospirato, da alcuni, accordo col PD. A parte la saggia e corretta dichiarazione di Ferrero che parla della verificata possibilità che dalla crisi si possa uscire a sinistra vanno segnalate le dichiarazioni di Gennaro Migliore il quale sostiene che la lezione tedesca consiste nella necessaria accelerazione nella formazione di un vero soggetto della sinistra. Io, per esempio, penso che un vero soggetto della sinistra debba essere anticapitalista e, solo per dirne una, contro la NATO. Ma forse Milgiore, che ha dimostrato di essere molto ma molto più moderno di me, pensa che ciò che rende vero un soggetto di sinistra sia il sorvolare sul capitalismo e sulla NATO e soprattutto il non essere (più?) comunista.

Infine c’è Liberazione che in questo, come in altri casi, dimostra di essere un giornale che informa.

Pensate! Ha avuto l’idea di intervistare Lothar Bisky. Sarà perché, al contrario di Repubblica, Corriere e Manifesto, deve essere a corto di commentatori ed interpreti italiani dei fatti tedeschi.

Ma sentite cosa dice Bisky sulla possibilità che nei tre Lander ci siano accordi di governo con la SPD: “… sicuramente in almeno due dei tre Lander potrebbero esserci i numeri. Ma quello che noi guardiamo non è il governo in quanto tale, ma se c’è o meno la possibilità di cambiare indirizzo alle politiche neoliberiste, portate avanti anche dalla SPD. Non vale la pena di stare al governo per continuare con politiche neoliberiste. Continueremo a stare all’opposizione. A volte si possono ottenere risultati anche da un’opposizione forte e coerente”.

Certo che intervistare un esponente di primissimo piano della Linke per sentire se per caso aveva qualcosa da dire sul risultato della Linke è proprio la dimostrazione che Liberazione è un giornale provinciale!

Imperdonabile!

ramon mantovani

315 Risposte to “Linke Linke delle mie brame … chi è il più imbroglione del reame?”

  1. Che dire? condivido in pieno! sottolineando come Liberazione, pur in ristrettezza, sia finalmente un Quotidiano con una linea editoriale, ben strutturato e stimolante.

  2. gino da martignacco Says:

    a proposito di Repubblica, se uno si connette via Internet fatica a trovare questa notizia. probabilmente per loro si tratta di cosa da quattordicesima pagina. può essere che sono poco avezzo ma trovo da tutte le parti Boffo, Frecce tricolori e Spalletti che lascia la Roma. ….
    purtroppo il problema dei media è uno dei più scottanti. Se potessimo venirne a capo….quasi quasi, alla fine è meglio snobbarli ma il fatto è che come ho già citato altrove, “l’uomo della strada” quello più “profondo” non va più in là di Repubblica o Corriere, quando siamo fortunati e non si ferma al TG1 o alla cronaca locale.
    che fare?

  3. wow! nuovo post grazie Ramon, ma devo tornare assolutamente a rileggerlo per capire le varie “sfumature” interpretative dei giornali ehehe
    a me che forse sono di bocca buona erano bastati i numeri..
    (concordo con Gino che ovviamente prevalgono i fumi di vario colore, le tendenze sessuali dei direttori di giornali, e vai con gli stracci.. mentre la gente continua a salire sui tetti..)
    cari saluti

  4. Matteo Rapallo Says:

    Ramon, che dire? Sono le stesse cose che stavo pensando, poco prima di venire a vedere come riflettevi tu sulla questione. Credo anche che il nostro processo federativo, seppur corretto, stia andando avanti a strappi, speriamo che con la fine di Agosto riparta la macchina politica della sinistra vera.

  5. salvatore drago Says:

    Come si fa a non concordare con una analisi come questa?
    caratteristica fondamentale di che non vuole informare ma che cerca di usare l'”informazione” è il mettere insieme dati completamenti disomogenei miscelarli ed infine sommarli per trarre le somme che ci si era prefissi prima. Avendo avuto modo di parlare con colleghi tedeschi molto di recente io tendo ad ascrivere l’indubbio successo della Linke al carattere di classe che essa ha mantenuto.
    Mi diceva un vecchio compagno del KBW allora facevamo delle analisi giuste solo che eravamo in anticipo con i tempi, noi che ci dicevamo marxisti analizzavamo un tipo di società delle condizioni economiche che si stanno puntualmente avverando adesso. Ecco la linke non solo analizza correttamente lecondizioni socio-economiche correttamente della società tedesca attuale ma riesce ad indicare anche delle vie d’uscita. Anzi la via d’uscita: non rincorrendo la S.P.D. per avere un posticino alla tavola del capitalismo ma perchè questa tavola venga rovesciata.

  6. caro gino, sono gli echi della disinformazione la vera potenza della stessa. basta vedere come fra i militanti spesso imperino certi luoghi comuni che non corrispondono alla realtà.

  7. ferruccio nobili Says:

    Credo che anche noi non si debba cadere nel “pre-giudizio”. Una forte sinistra unita è necessaria e urgente. La sinistra è anticapitalista o non è. Sul governo le parole di Bisky sono semplicemente da sottoscrivere: “il problema non è il governo in quanto tale ma se c’è o meno la possibilità di cambiare le politiche neoliberiste”. Ma se invece di una ricerca “laica” si contrappongono intengralismi agli integralismi, non andremo mai da nessuna parte. Se si contrappone la necessità di dirsi anticomunisti con la necessità di dirsi comunisti, se si contrappone la necessità di fare le alleanze con il PD con la necessità di non fare le alleanze con il PD, se insomma questa sinistra che tutti sembrano voler fare invece di ritrovarsi a provare a elaborare progetti e programmi capaci di parlare di “trasformazione”, del “cosa fare” così da rendersi comprensibile e credibile al nostro popolo continua, in ognuno dei soggetti che dice di volerla costruire, ad essere definita con aggettivi (spesso contrapposti tra loro) per ognuno (i suoi) irrinunciabili, siamo condannati la destino dei polli di Renzo. Invece di unirsi continua a dividersi ed a separarsi (anche comunisti da comunisti, socialisti da socialisti……..) spesso proprio per iniziativa di molti di quelli che auspicano unità.
    Dobbiamo misurarci sull’efficacia di progetti perchè chi stà male e rischia di stare sempre peggio non può aspettare. Farlo senza scorciatoie arcobaleniche nè feticci ideologici, ma con l’etica della responsabilità che deve distinguere chi pretende di rappresentare bisogni reali e istanza di liberazione.

  8. Alfonso Geraci Says:

    Grande Ramon

  9. Alfonso Geraci Says:

    Quindi come vedete LIBERAZIONE serve

  10. Questo é l’inizio dell’articolo di Repubblica che ho trovato ieri:

    BERLINO – Da oggi in poi, quasi vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino che fu l’avvio della riunificazione tedesca, nella Germania che guida l’Europa ogni maggioranza di governo potrebbe essere possibile. Anche, al limite, una maggioranza con la partecipazione della Linke, cioè la sinistra radicale guidata da Gregor Gysi e Oskar Lafontaine, e quindi composta in parte da dissidenti di sinistra usciti anni fa dalla Spd contro il riformismo dell’allora cancelliere Schroeder, ma in buona parte da eredi politici della Sed, che fu il temuto partito comunista al potere nella Germania orientale, il partito dei costruttori del Muro.

    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/voto-germania/voto-germania-analisi/voto-germania-analisi.html

    A quanto pare, un giorno sono dei moderati che si vogliono alleare alla Spd e un altro degli estremisti costruttori di muri.

    Dipende…

  11. Militante Says:

    Un applauso anche da parte mia al doveroso commento del compagno Ramon. Mi duole constatare ogni volta di più che il Manifesto, col suo ormai smaccato appiattimento vendolian-piddino, si sta pericolosamente avvicinando, almeno al livello di ossessività compulsiva, a quell’autentica carta da culo che è Repubblica…fra gossippari ci si intende!

  12. Bucharin77 Says:

    risposta a Ramon sul partito comunista giapponese. Intanto la mia incazzatura derivava dal totale silenzio di Liberazione di oggi. Leggendo il giornale sembra che il nostro partito non sia interessato a sapere che cosa fa e che cosa dice uno dei partiti comunisti più grandi e radicati (400 mila iscritti e 5 milioni di voti, non una bocciofila) del mondo cosiddetto industrializzato. Tu mi assicuri che i rapporti vi sono. E me ne compiaccio. Ma vorrei magari anche ragionare collettivamente di quello che, appunto, fanno e dicono i compagni giapponesi.
    Sul suo risultato: è lo stesso del 2005. Quindi le aspettative che si erano create circa la sua possibilità di arrivare al 10% – aspettative generate dalla crescita della militanza reale e della attenzione intorno ai temi sollevati dal partito (soprattutto la lotta alla precarietà) – sono andate deluse. Tuttavia non si dimentichi mai che in Giappone vi è un sistema se non sbaglio simile al vecchio mattarellum, uninominale con correzione proporzionale. La logica bipolare è pienamente affermata, quindi, in Giappone a differenza che in Germania. E tale logica avrà sicuramente contribuito a canalizzare le forti aspettative di cambiamento presenti nella società giapponese verso il partito che in questo momento aveva le uniche chances per sostituire i liberaldemocratici al governo, e cioè il partito democratico.
    Il quale tuttavia ha un programma estremamente moderato, direi social-liberista. Quindi, per farla breve, del tutto incapace ad affrontare la gravità della crisi in atto in Giappone. La linea scelta dai comunisti dell’opposizione al partito democratico mi sembra quindi in prospettiva del tutto promettente.
    Sulla Linke: i miei dubbi su di essa derivano dalle forti differenze culturali e programmatiche che vi sono all’interno. Quando si porrà seriamente la possibilità che essa possa andare al governo queste differenze esploderanno.

  13. lucaocchionero Says:

    Bravo Ramon: hai dimostrato in poche parole, per gli ultimi viandanti che ancora maturavano qualche dubbio, quale livello di bugie ingurgitiamo ogni giorno. Che ci sia tuttavia di lezione: nessun cedimento nella costruzione di una forza anticapitalista; muoversi perchè progressivamente si crei ovunque una forza di “sinistra” alternativa al PD. A tal proposito ritengo assurdo che il PRC esprima un assessore nella giunta calabrese, qualcosa bisognerà pur fare, al diavolo certe autogestioni!

  14. alessandroPa Says:

    la linke avanza perchè in germania i giovani e le classi sociali più deboli stanno subendo la crisi nonostante la “grande coalizione”. il governo di unità nazionale non ha saputo garantire il potere d’acquisto delle famiglie e non ha protetto i salari, questo ha senza dubbio dato luogo ad un voto di protesta. Il fatto che la linke abbia captato questo dissenso sociale è però il frutto di un lavoro costante nei territori e di un comportamento nelle istituzioni coerente con gli interessi che si vogliono difendere.
    Un programma nettamente di sinistra, di opposizione alla nato, ma anche di fiera contrarietà al patto di stabilità e alle politiche neoliberiste ha avuto successo in una fase storica che sta mettendo a nudo l’illogicità e la violenza dell’attuale capitalismo.
    ovviamente l’ottimo risultato della linke parla alla sinistra italiana,alle forze anticapitaliste, parla a rifondazione comunista,con cui la linke ha condiviso sin dall’inizio il progetto della sinistra europea; ora più che mai è necessario marcare l’autonomia della nostra federazione dalle forze neocentriste italiane, se in germania i partiti politici più grandi si sono alleati, qui si alternano tra uguali (o quasi). al di la dei richiami aulici all’unità (non meglio identificata) la vera sfida sarà mettere in discussione questa alternanza, costruire questa federazione su un progetto “terzo”, di trasformazione sociale. questo secondo me ci insegna,al di la della retorica, la linke,peccato che non tutta la sedicente sinistra italiana lo abbia capito. o forse lo ha capito,ed è peggio!

  15. Luca Marini Says:

    E si ricomincia, sembra che questi articoli della Castellina ed altri siano sempre tenutì lì in naftalina e ad ogni elezione rispuntano fuori come dei cappotti vecchi!
    Ciao Ramon
    e 😉 ad Alfonso

  16. Intervento assolutamente condivisibile, a parte forse il “troppo buono” su “Liberazione” che, sì, dall’assoluto schifo sansonettiano si è un po’ risollevata, ma ha ancora troppo poche rondini che possono fare primavera. Mentre, su “Repubblica” e specialmente sul “Manifesto”, che aggiungere altro? Il primo già sappiamo com’è; ma, il “Manifesto”… comunista ormai solo di nome, da tempo con tanta spocchia intellettualoide-radical-chic… Tutti i compagni dovrebbero veramente aprire gli occhi su questa cosa, un tempo bella e gloriosa e utile, ma oggi assolutamente vuota e fuorviante. Se proprio si ha un euro da spendere per un giornale, meglio al limite darlo a “Liberazione”, che almeno è del Partito.

    Parlando di giornali, noi qui pubblichiamo AURORA, come mensile europeo per l’unità comunista, fatto e partecipato da compagni del PRC e PdCI in diversi paesi, e lo diffondiamo sia elettronicamente http://WWW.AURORAINRETE.ORG sia che stampandolo su carta (anche per l’autofinanziamento). È appena uscito il n. 10 di settembre 2009: l’elzeviro di questo mese è dedicato a Ivan Della Mea, il cantautore della classe operaia recentemente scomparso. Seguono articoli sul no al nucleare, sui cinque cubani detenuti negli Stati Uniti, le rubriche “Oggi in Italia”, “Al femminile”, “AgilMente”, “Lavoro e patronato”, “Attualità europea”, scritti e appelli per l’unità comunista e altro.

    Buona lettura! E grazie di ogni tipo di commenti, suggerimenti, critiche etc.

  17. Buona sera.

    Penso che l’analisi delle manipolazioni fatte dalla stampa italiana sia esatta e, verissimo, che l’Italia e la Germania di oggi non abbiano proprio nulla in comune.
    Penso anche che Oskar Lafontaine e Gregor Gysi siano bravissimi e molto preparati. Sanno spiegare la crisi finanziaria ed economica, citando cause, conseguenze, responsabilità e sanno proporre soluzioni.
    Dicono no alla guerra in Afghanistan e alla guerra come modalità per affrontare il terrorismo, parlano di politiche fiscali, di cassa integrazione, d’indennità e di sussidio di disoccupazione, d’istruzione e formazione.
    Hanno una posizione chiara, limpida, comprensibile e credibile su tutte le questioni importanti che riguardano la vita delle persone.
    Ecco, ciò che più mi stupisce dei politici italiani è che non parlano delle cose, del come e del quando. Non parlano della cosa pubblica.
    La destra massacra e la sinistra assiste, inetta, pensando e riflettendo sé stessa. Die Linke fa opposizione a livello nazionale e governa (bene) a livello locale. Eppure Angela Merkel non è Berlusconi, incontra due volte al mese i sindacati e ascolta. Lo stesso Die Linke ha saputo attecchire e crescere, perché critica il sistema capitalista così com’è e allo stesso tempo _dice_ e _fa_ di conseguenza.
    Die Linke è credibile.
    Infine: Lafontaine e Gysi sanno tutto o quasi e sono brillanti che ascoltarli è un piacere.

    Elena

  18. Federico Says:

    Che poi vorrei chiedere alla castellina – ma la domanda è bene che ce la poniamo tutti – se secondo lei il “successo” di una sinistra anticapitalista si misura più in termini di voti presi a delle elezioni o in termini di lotte e conquiste che determinano un reale avanzamento sociale. Magari una implica l’altra, ma spesso non è così.
    Che poi, ad essere rompicoglioni quale sono, bastasterebbe essere un po’ scaltri in campagna elettorale. Perché, con gli argomenti che una sinistra anticapitalista ha a proprio favore, è veramente dura non prendere un po’ di voti.

  19. il sitema elettorale cacchio, mica roba da poco!!!!

  20. Stavo riflettendo sulle stesse cose: io proprio casualmente ho letto l’Avvenire che poneva la questione quasi che la Linke fosse paragonabile al PD. Alle dichiarazioni di Ferrero solo mezza riga. Tra l’altro Bisky ha commentato in diretta i risultati tedeschi alla festa di Liberazione di Venezia, domenica pomeriggio, sottolineando le difficoltà che hanno avuto anche loro all’inizio del loro progetto e esprimendo pieno appoggio al lavoro del PRC.

    E su questo molto, molto lavoro da fare c’è ancora. Raccontare la verità con le parole delle cose reali e guardare al futuro che vorremmo senza dar perscontate nè la strada nè l’orizzonte è certamente un pezzo non indifferente del tutto…

  21. Cari compagni,
    nell’ apprezzare l’ analisi di mantovani e nel confessare che mi stava per venire un colpo quando ieri mattina ho letto nel titolone di repubblica che si configurerebbe un Ulivo tedesco (poi, leggendo nell’ articolo le uniche 3 parole virgolettate di Lafontaine riportate, mi sono accorto che era una colossale fandonia), voglio chiedere a Ramon e a tutti voi una cosa di cui sono ignorante. Cosa pensa attualmente la Linke sulla repubblica popolare della Germania est?

  22. A me sembra come al solito fazioso l’intervento di Ramon.
    Fazioso perchè continua a leggere con occhi italiani quello che succede altrove. Si può davvero paragonare la complessità tedesca allo scenario italiano? NO, per 3 motivi almeno:
    1- La Germania ha la fortuna di non avere una destra populista e sociale (si, sociale) come l’abbiamo in Italia. Non hanno Berlusconi, non hanno Tremonti, non hanno mediaset, non hanno neanche Feltri, veline e la cultura diffusa che domina l’Italia. Per non dimenticare, non hanno neanche una CGIL schizofrenica eccetera
    2- In Germania, il percorso di Lafontaine è stato esattamente l’ooposto di quello Italiano. Uscendo dalla SPD, lafontaine ha spostato su posizioni realiste e concrete l’asse della sinistra tedesca. Compiendo l’esatto percorso opposto a quello di rifondazione, che si è basata sulla radicalità e le parole d’ordine comuniste e anticapitaliste per fare la scalata (fallita). Senza considerare che il PDS in Germania aveva grandi capacità di governo dei territori, presenza territoriale, capacità di analisi, cose che mancano radicalmente in Italia. Infine, la linke si chiama sinistra, rifondaione si chiama comunista.
    3- Ferrero non è Binky, nè Lafontaine. Ma neanche il PD è l’SPD. L’SPD non discute neanche la sua vocazione anticomunista e liberista. Il pd ne sta facendo congresso. Mica poco.

    Detto questo, se una lezione va assunta da queste ultime 5 tornate elettorali è che il salto di qualità verso il soggetto unico della sinistra è indispensabile. Almeno per essere competitivi in politica.
    E l’atteggiamento contro tutti i giornali, contro tutti i commentatori, intellettuali eccetera, non è esattamente nel solco della riscossa proletaria. MA dell’isolazionismo totale.

  23. Per Caresti, ma anche per gli altri vendoliani

    La logica ogni tanto mi lascia a piedi. Da quello che scrivi sembra evidente che la tua scelta é per S&L, quindi dovresti essere soddisfatto del suo progetto e dedicarti felicemente a realizzarlo, dimostrando coi fatti quanto sia capace di trasformare la societá.
    Nossignore! E’ passato un bel po’ di tempo dalla scissione, ma sembra che l’unico scopo continui ad essere quello di far sparire Prc. Perché, di grazia? Da cosí fastidio che esista, che non tutti la pensino come voi?
    Se Prc é tanto obsoleto, non fa presa sulla societá, non serve a nulla, nel nulla si scioglierá da solo, senza bisogno del vostro aiuto. Costruite questa famosa sinistra, forza, e fateci vedere a cosa mirate e dove siete cosí bravi ad arrivare.
    Per parte mia, se realizzate qualcosa di positivo nel cammino verso un mondo migliore, sono disposta a battervi le mani.
    Se l’obiettivo, invece, é ottenere tre seggi di supporto al Pd, beh…. non mi interessa, grazie.

  24. Caro Caresti, non mi sogno neppure lontanamente di fare il difensore di Mantovani; non ne ha bisogno e sicuramente in grado di difendersi da solo e meglio di quello che farei io. Però, c’è un però…mi sembra che tu abbia stravolto il senso del post di Mantovani. Mi sembra ben lontano il paragone tra la situazione tedesca e quella italiana nel post, mentre mi pare che il taglio sia quello del’analisi della faziosità e delle distorsioni della stampa nazionale, cosa sicuramente inoppugnabile. Perchè vogliamo anche noi cadere nel tranello della distorzione e della faziosità? Limitiamoci a discutere dei fatti, vediamo come possiamo ovviare alla rappresentazione degli eventi che danno anche giornali una volta considerati “progressisti” come Repubblica o che si fregiano del titolo di quotidiano comunista come il Manifesto ma che tali non sono!

  25. grazie per i tanti commenti. su molte cose concordo e quindi non aggiungo nulla. su altre questioni ecco le mie risposte:

  26. ma lafontaine è socialdemocratico o comunista?

  27. Alfonso Geraci Says:

    Lafontaine è un sano riformista di sinistra

  28. caro mariogc, non c’è bisogno di offendere nessuno. spocchia, intellettualoidi radical-shic ecc. che bisogno c’è? si può essere ironici, critici ma non c’è bisogno di insultare. è semplicemente controproducente.
    inoltre tu fai il tuo spot per un giornale. auguro lunga vita al giornale aurora. ma, solo per sollecitarti ad una qualche coerenza ti dico questo:
    quando mai nella tradizione comunista le organizzazioni territoriali del partito perseguono, anche attraverso pubblicazioni, obiettivi politici generali in proprio e magari in contraddizione con quelli decisi dal partito? se una federazione del prc desse vita ad un giornale per fondare il partito unico della sinistra tu lo considereresti un attentato alla scelta di non sciogliere il prc, penso. ma tu, però, non provi nessun imbarazzo a reiterare, e a quanto pare non solo a titolo personale, la proposta dell’unità comunista, che non è la proposta del partito.
    come la mettiamo?

  29. caro gio, la linke è molto critica sull’esperienza delle repubblica democratica ma rivendica diverse conquiste sociali, che nonostante tutto sono indiscutibili.

  30. @ Elena
    concordo sui requisiti che hai sottolineato come indispensabili per un politico, qualunque politico, e a maggior ragione se di sinistra: chiarezza, comprensibilità e credibilità!!
    Mi spiace di non conoscere abbastanza tedescso per capire tutto il discorsi del video. Grazie comunque, ciao

  31. caro caresti, devi proprio essere accecato dai tuoi pregiudizi. nel mio articolo sostengo esattamente, basta leggerlo, che il successo della linke e la situazione tedesca sono state deformate per renderle un modello da seguire in italia, vuoi per il centrosinistra vuoi per il partito unico della sinistra. non mi sogno nemmeno di fare ciò che tu mi attribuisci.
    ma pazienza. anche questo è un chiaro esempio di come si possa discutere di nulla facendo finta di discutere seriamente.
    ma ecco che alla fine del tuo commento sei tu a non resistere alla tentazione di prendere esempio dalla linke. contro le stesse cose che hai detto prima e contro ogni logica.
    soggetto unico. “per essere competitivi”. (sic)
    ma competitivi con chi? davvero pensi che la politica sia un mercato nel quale essere competitivi?
    isolazionismo totale? guarda che la pds tedesca è stata accusata per più di un decennio di essere isolazionista totale. è colpa mia se in italia i maggiori quotidiani dicono che in germania la linke propone l’ulivo tedesco quando non è vero? è colpa mia se chi ha organizzato scissioi una dietro l’altra parla di unità e pretende di dare lezioni?
    mah!

  32. cara maria, lafontaine si dichiara socialista e anticapitalista. perciò ha rotto con il partito socialista europeo.

  33. Caro Caresti,
    anche tu (come fanno quelli che vogliono la “cosiddetta unità dei comunisti” che tanto vi stanno antipatici) confondi e sovrapponi un fatto nominalistico (Die Linke significa La Sinistra, senza aggettivi) con i contenuti, dando chiaramente maggiore importanza al primo e trascurando i secondi? BASTA! Ma di che cosa parliamo? La Linke non è un’ accozzaglia di indistinti, nè punta a cancellare le varie identità esistenti per creare non si sa cosa, la Linke semplicemente le mette a valore (senza superarle!) ed unisce tutti sui temi sociali e su altri contenuti: ad esempio, no ad accordi di Governo nazionali con la Spd, no alla NATO, no alla globalizzazione, ecc ecc. In sostanza La Linke è un partito ANTICAPITALISTA, che non ha al suo interno gente non anticapitalista! E’ proprio perchè la Spd ha abbondanato l’ impostazione anticapitalista che Lafontaine ne è uscito (quindi, Alfonso Geraci, Lafontaine non è riformista!)
    Poi non so se sia organizzata come un partito classico o in maniera federale tra le varie anime

  34. lucaocchionero Says:

    Va bene, uniamola pure la sinistra Caresti, ma con quale programma? Cosa ne facciamo del rapporto con il PD? Vogliamo parlare delle guerre nel mondo? Cosa facciamo dei salari decentrati? Appoggiamo le tesi di Ichino(responsabile lavoro del PD) che è d’accordo con Calderoli? Se questa è la tua sinistra uniscitela pure ma da solo insieme a quelli che hanno interessi e convenienze personali, perchè se vuoi potremo parlare anche di quelle con nomi e cognomi. Quanto al congresso del PD non so cosa ti aspetti, ma qui in Puglia tra i vendoliani “stretti”(perchè molti si sono già allontanati) gira voce che bisogna lavorare per Franceschini e contra D’alema(Bersani). Perciò, auguri!

  35. Bucharin77 Says:

    grande Anonimo, questa è sempre stata la mia reazione al vendol-bertinottismo. Siete bravi, parlate bene, avete grandi ideali e prospettive, vi auguro tutto il bene possibile, ma fate ‘sta grande sinistra e non rompeteci i maroni!!!!!
    Su lafontaine mi dispiace caro gio, ma ha ragione Alfonso. L’anticapitalismo è un’altra cosa. Ciò non toglie che oggi la sua posizione abbia un valore progressivo.

  36. Quello che segue è il volantino di solidarietà distribuito oggi dai compagni operai del circolo di Rifondazione Comunista Fiat auto-Avio di Pomigliano d’Arco al presidio permente dei lavoratori della Lasme (indotto Fiat) di Mefli che da Agosto difendono il posto di lavoro.

    Basta con l’arroganza padronale!
    FACCIAMO COME L’INNSE!

    Il mese di Agosto è iniziato con il tentativo di sgombro dell’Innse l’azienda metalmeccanica di Lambrate minacciata di chiusura in lotta da oltre un anno per la difesa del posto di lavoro.
    Dopo mesi di picchetti, presidio dei cancelli e anche autogestione i lavoratori dell’Innse hanno dimostrato che attraverso la mobilitazione, la lotta dura e solidarietà degli altri lavoratori e del territorio si può vincere.

    Dopo l’Innse anche i lavoratori della Lasme hanno deciso di scendere in lotta con forme come il presidio dei cancelli e l’occupazione.

    Come lavoratori del circolo di Rifondazione Comunista della Fiat di Pomigliano d’Arco siamo al fianco dei lavoratori della Lasme.

    Siamo convinti infatti che la Fiat stia portando avanti un disegno chiaro che vuole iniziare tagliando l’indotto per poi dirci che gli stabilimenti Fiat (a partire da Pomigliano e Termini Imprese) devono essere chiusi o fortemente ridimensionati. Infatti quello che accade alla Lasme a Melfi accade anche in aziende dell’indotto come l’Ergom e la Proma.
    Per questo è necessario rilanciare una lotta unitaria di tutti stabilimenti Fiat e dell’indotto per evitare che la classe padronale trasformi i nostri bisogni in una guerra tra poveri.

    Non possiamo accettare nessun ricatto che in base ad una presunta “legalità” decida le nostre forme di lotta. La vera illegalità è quella dei padroni che dopo avere fatto profitti per anni sulla nostra fatica ed essersi arricchiti con i soldi pubblici ci lasciano in mezzo alla strada negando un futuro a noi ed alle nostre famiglie. Oggi è la Lasme domani potrebbe essere la Fiat di Pomigliano per questo la vostra lotta è la nostra lotta!

    No alla chiusura!
    Difendiamo i posti di lavoro!
    Per una lotta unitaria di tutto il gruppo Fiat e l’indotto
    Solo la lotta paga!

    Partito della Rifondazione Comunista
    Circolo Fiat auto-Avio di Pomigliano d’Arco

  37. No, Bucharin77, Lafontaine è un socialista, ma non schierato con il PSE, bensì un socialista anticapitalista come il PSI prima di Craxi, ed esattamente come Cesare Salvi ora.

  38. Bucharin77 Says:

    il PSI pre-Craxi socialista anticapitalista? Mah…..le cose sono un pò più complesse. Mi basta dire che sull’anticapitalismo di Salvi avrei qualche dubbio, pur non disdegnandolo come alleato. E che Lafontaine fa un discorso né più né meno che keynesiano. L’anticapitalismo è un’altra cosa. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.

  39. caro bucharin77, perché ti ostini a vedere le cose nominalisticamente. forse non hai l’età per ricordarlo ma il PSI prima di craxi era anticapitalista eccome. perfino benvenuto, e non solo i socialisti della cgil, si dichiarava tale e difendeva non solo il salario come variabile indipendente ma anche le forme di lotta più dure come gli scioperi a gatto selvaggio. anche i simboli erano anticapitalisti. ed infatti craxi dovette rimuovere falce e martello e mandare in soffitta marx usando strumentalmente prhudon e il socialismo utopistico. a dimostrazione che perfino craxi e il psi di allora non erano così superficiali e ridicoli e nuovisti come la sedicente sinistra italiana senza aggettivi.
    in ogni caso purtroppo non c’è parola che dia garanzie di anticapitalismo vero.
    o pensi che lafontaine sia meno anticapitalista del partito comunista cinese per via del nome?
    su dai!

  40. Ma guarda, Bucharin77, che anche il Partito laburista inglese, fino ad inizio anni 90, non so cosa dicesse il suo statuto, ma aveva forti componenti interne anticapitaliste che davano battaglia seriamente. Fu Blair a svoltare, ma prima anche il Labour era socialista, era contrario alle privatizzazioni e quant’ altro… Tuttavia il guerrafondaio Tony Blair ha passato gran parte della sua via in un partito in cui albergava una forte componente anticapitalista. E’ da 15-20 anni a questa parte che le socialdemocrazie europee hanno abbandonato ogni riferimento davvero socialista, cosa che le sta portando alla poca chiarezza politica e al collasso

  41. Federico Says:

    Ramon ha ragione io facevo parte del Psi fino al 76.
    Poi quando gli ideali sono cambiati ho aderito al Pci e al Prc di cui tuttora sono un iscritto.

  42. Bucharin77 Says:

    mi dispiace, la confusione è vostra: anticapitalista in senso proprio è chi ritiene che il modo di produzione capitalistico abbia esaurito la sua storica funzione e che debba essere sostituito da un altro e razionale modo di organizzazione della società. Anticapitalista è cioè chi “nega” sul piano teorico e politico il capitalismo, vuole sostituirvi un altro modo di produzione. Ora si può essere socialisti, persino radicali, farsi portavoce delle più avanzate riforme di struttura, apostoli della eguaglianza etc. senza che questo passi per la battaglia per un altra modalità di organizzazione dei rapporti sociali. Se vogliamo parlare del PSI il suo socialismo ha avuto carattere anticapitalistico in senso proprio forse fino alla fine degli anni ’50. Non a caso buona parta della sinistra socialista anticapitalistica (Panzieri, Fortini etc.) nei primi anni ’60 prende un’altra strada.
    Su Lafontaine: chi non vede che il keynesismo è l’impianto su cui poggia il suo modo di ragionare e porre le questioni fa un grosso errore.
    e certo poi che nel Labour vi erano componenti anticapitalistiche, accipicchia! E chi nega che il suo programma fosse socialista? Ma i governi da esso presieduto quando ancora questo programma era ispirato in tal modo non mi pare che abbiano proceduto sulla via della socializzazione dei rapporti di produzione.

  43. riformista rivoluzionario? può andare come definizione?

  44. Luca Tomassini Says:

    Caro Ramon,
    Lucido e preciso come sempre, in mezzo a tanta confusione. Bentornato dalle vacanze, questo autunno avrà bisogno della tua voce.

    Saluti affettuosi

  45. Hahahahaha, no Maria, non è nè rivoluzionario, nè riformista, però una media tra le due cose, un socialista 😀
    Scherzi a parte, non stiamo discorrendo in maniera così sterile; anzi, io ritengo vadano ben conosciuti ed identificati i soggetti italiani ed europei con cui si fanno percorsi unitari e le loro coordinate politiche. Questo anche per evitare confusioni e valutazioni unicamente basate su nomi e simboli che renderebbero in tal caso sì, la discussione inutile e sterile

  46. gio non ho detto che si stan facendo discorsi sterili, anzi. e condivido.
    le mie erano solo due domandine innocenti innocenti 😀

  47. Io credevo che dicessi ironicamente (ironizzando sul fatto che ci stessimo arrovellando sulle definizioni) che possiamo definire Lafontaine un “riformista rivoluzionario” dato che non è possibile proprio…..

  48. beh per evitare come dici tu valutazioni unicamente basate sui nomi e simboli, le mie domandine erano pertinenti, no?

  49. Articolo centrato al 100%,solo 3 aggiunte telegrafiche:
    1- la linke nasce perchè si verifica una pre-condizione, la resistenza e sopravvivenza dei comunisti della RDT o DDR senza i quali non ci sarebbe stata nessuna linke.
    2-L’aspetto affrontato prioritariamente nel processo di ri-composizione della sinistra è stato quello del lavoro,della soggettività operaia e degli effetti concreti che la globalizzazione (assecondato dal neoliberismo dei governi SPD) ha avuto su un mondo del lavoro che in Germania disponeva del miglior stato sociale europeo; questo perchè il nucleo occidentale della linke era costituito dai compagni della WASG sostanzialmente sindacalisti o ex, un poco meno chiaccheroni dei nostrani.
    3- ultimo,i tedeschi che conosco abbastanza bene,hanno fatto i conti più ke noi con il loro passato,qui il fascismo è tollerato e i fascisti al governo con camice verdi o doppiopetto,in Germania sarebbe impensabile.
    un abbraccio alberto

  50. Ciao Ramon,
    condivido molte delle cose che dici e credo che sia sempre difficile fare un confronto tra contesti diversi, come quello italiano e tedesco.
    Ti consiglierei di prestare maggiore attenzione alla natura e alla complessita’ della Linke. Non credere che si tratti di un monolite ”anticapitalista”, anzi. Ci sono discussioni su discussioni (abito in Germania, spesso partecipo alle riunioni della Linke della mia citta). Spesso governano in coalizione con l’SPD. Ci sono tante culture politiche, diverse fra loro, e anche numerose opzioni in campo. Ciononostante hanno capito (e il 5% come sbarramento e’ un utile strumento per ricordarlo) che prima di ogni cosa viene preservare e rafforzare uno spazio comune, una casa in cui discutere e fare politica.
    Non e’ un caso che la Linke riesca anche ad evitare che lo scontento vada a destra o dai neonazisti (che in Germania diventano purtroppo sempre piu’ forti…). In Italia questa consapevolezza al momento non c’e’ e tutte le formule (costituenti, reti,…) pur razionalmente valide, oneste sotto il profilo politico, non interessano piu’ e, soprattutto (passami l’espressione) non scaldano i cuori.
    Ma voi dirigenti (inteso come persone che hanno un ruolo e una responsabilita’), non riuscite a incontrarvi tutti, deporre l’ascia di guerra e tentare di fare quello che hanno fatto in Germania? Sappiamo tutti che la Linke nasce e si tiene grazie ad un patto tra Lafontaine e Biski… certo ormai il partito sta maturando e si sta emancipando da queste due figure carismatiche, ma in fondo da qualche parte si e’ iniziato.
    Tu mi risponderai che la politica non si fa cosi’, si fa con le persone, nelle citta’, nei lughi di lavoro. Verissimo. Ma qui parliamo (si deve fare pure quello) di strutture, di formule, di come si sta insieme. L’inverno, purtroppo, e’ lungo. Spero di avere una tua risposta.

  51. Molte delle cose che dice Mantovani sono giuste a cominciare dall’ottusità di Repubblica. L’articolo di Castellina però qualcosa di condivisibile lo contiene: sinistra socialdemocratica e PDS erano divisi da decenni di guerra fredda e quindi hanno avuto una bella energia e coraggio a mettersi insieme a partire da un’analisi anticapitalistica e conflittuale della crisi.Ma sulla SPD bisognerebbe evitare i luoghi comuni: la politica dell’ultimo decennio è stata debole ma nonostante tutto è rimasto un partito con un riferimento preciso nel mondo del lavoro. Una candidatura Calearo sarebbe stata impensabile. Il che facilita anche il compito della sinistra di classe mentre il blob inqualificabile del PD fa arretrare tutto il quadro politico e sociale. Altra cosa: sia Lafontaine sia naturalmente i comunisti tedeschi non sono “governisti” ma hanno una grande competenza ed esperienza di governo il che rende più efficace e credibile l’opposizione. Insomma mi sembra che senza nominalismi siano un bell’esempio anche per noi.

  52. bucharin77, ma perché dobbiamo fare una simile discussione nominalistica? bisogna rispettare la definizione che ognuno da di se stesso. o vuoi incontrare, e guarda che ce ne sono parecchi, uno che ti dice che tu non sei veramente comunista?
    in ogni caso le cose non stanno esattamente come dici tu. finché non ha rotto col marxismo il psi era anticapitalista nel senso stretto che dici tu. e il labour party pure. pensa che toni blair ha cancellato dallo statuto del labour la soppressione della proprietà privata dei mezzi di produzione solo qualche anno fa.
    inoltre anche dopo la morte di morandi e la scissione del psiup sono rimasti nel psi diversi esponenti della sinistra anticapitalista come riccardo lombardi. del resto socialista significa esattamente identificarsi nella prospettiva della socializzazione dei rapporti di produzione e di ogni ricchezza prodotta. la divisione fra comunisti e socialisti in europa non era sullla società socialista bensì sui metodi rivoluzionari o meno per costruirla. e, appunto, l’esempio che fai tu sulle esperienza di governo del labour si possono fare anche per partiti comunisti come quello cinese.
    ciao

  53. maria lafontaine è ciò che lui dice di essere. un bacio

  54. caro alberto, solo per la precisione vorrei dirti che quando è nata la pds ha esplicitamente dichiarato di non essere un partito comunista. tanto che ci sono state diverse correnti interne che invece si dichiaravano comuniste. inoltre non è che la costituzione italiana sia meno antifascista. è il maggioritario a sdoganare i fascisti in italia. poi bisognerebbe avere un po più di cautela nell’usare l’aggettivo fascista. per esempio con la lega. se è un insulto non c’è problema. ma se vuole essere una definizione seria è sbagliato.
    un abbraccio

  55. caro fern, la situazione tedesca e quella italiana non sono paragonabili a meno di non essere così confusi da scambiare roma per toma. l’idea di fare un partito unico della sinistra in italia è nata proprio dicendo facciamo come la linke. peccato che lafontaine ha rotto con la spd e con il pse uscendo lui stesso dal governo mentre sinistra democratica ha rotto con i ds sul nome del pd e per rimanere, come poi ha fatto, saldamente nel pse. peccato che la pds è esattamente ciò che tu hai detto, anche se come saprai alcuni esponenti recentemente sono usciti per andare nell’spd (kaufmann per esempio) e non è rifondazione comunista. peccato che si sono incontrati praticamente due partiti uno forte all’est e uno all’ovest e peccato che sia stato il loro primo incontro e non una difficilissima ricomposizione dopo scissioni del passato recente. e potrei continuare.
    quanto alla tua domanda la risposta è: lo stiamo facendo. la proposta di unire la sinistra anticapitalista e di invertire la tendenza alla disgregazione è ormai stata fatta e questo autunno la realizzeremo. ma nella chiarezza e senza mettere insieme cose destinate a dividersi alla prima occasione.
    un abbraccio

  56. mgm, la pds ha preso atto del fallimento della rdt e lafontaine di quello della spd. essendo anticapitalisti e schierati chiaramente fuori dal pse si sono messi insieme volentieri. la castellina allude ad una unità fra chi è e chi non è anticapitalista, fra chi vuole rimanere nel pse e chi non vuole certamente andarci. tutto qui.

  57. Federico Says:

    FERRERO PRC:PRECARI SCUOLA, ANCH’IO SONO SALITO SUL TETTO DEL PROVVEDITORATO DI ROMA IN SOLIDARIETA’ CON LE LOTTE. MINISTRO GELMINI CERCA DI DIVIDERE MOVIMENTO MA NON CI RIUSCIRA’. LA LOTTA DEI PRECARI E’ OVUNQUE E ANDRA’ AVANTI

    Questo è un vero segretario comunista!!!

  58. mi disicrivo

  59. Bucharin77 Says:

    la discussione non è nominalistica, è di merito. Tocca questioni di contenuto.
    La cultura politica non deve essere meno rigorosa di altre forme di cultura. Per un marxista è chiaro che cosa voglia dire “anticapitalismo”, come cercavo di dire nell’altro intervento. So meno invece che cosa significhi dire come fa Ramon reiteratamente che Lafontaine è anticapitalista. Le sue posizioni sono evidentemente keynesiane e socialdemocratiche. è su questa base che ha abbandonato la SPD, non per la maturazione di posizioni marxiste. Il che non vuol dire che oggi lavorare con lui o con (si parva licet) i Salvi non sia utile per i comunisti. è politicamente importantissimo. Ma a patto che non si cancellino le differenze di teoria e di prassi che ancora ci dividono.
    Sul Psi: le posizioni lombardiane a differenza di quelle morandiane non credo che siano qualificabili come anticapitalistiche. Il grumo azionista, liberal-socialista è sempre stato nelle corde di quella corrente.
    Sul Labour: negli anni ’60 e 70 è stato al governo diverse volte su posizioni socialdemocratiche e pur avendo forti posizioni anticapitalistiche al proprio interno. La cancellazione di quella clausola sulla nazionalizzazione è solo l’ultima tappa di un processo che era cominciato qualche decennio addietro.

  60. Bella questa discussione, mi piace seguirla.
    @Fern ecco: da qualche parte si è iniziato.

  61. Il precedente “mi disiscrivo” è finito sul sito per errore.Comunque:nell’articolo di Castellina non mi è sfuggito quanto segnalato sopra ma esso mi permetteva di sottolineare che un conto sono le vere differenze – e l’adesione al gruppo GUE o a quello socialista in Europa è fondamentale – un conto sono le diverse sensibilità provenienti da storie diverse e che sono, quelle si, superabili come è avvenuto con la Linke.Comunque è bello vedere tanti compagni probabilmente anche giovani così attenti e informati delle nostre storie. Il Labour è un oggetto politico che sembra così simile alle esperienze europee ma richiederebbe davvero molti approfondimenti. Per Morandi e Lombardi è più facile: paradossalmente Lombardi si è avvicinato a una sinistra definibile come classista proprio riflettendo sulle sconfitte del centrp-sinistra . In un discorso del ’65 Lombardi dice:Il compito precipuo del sindacato è quello di squilibrare l’equilibrio raggiunto; il sindacato è incontentabile e deve essere incontentabile. Questo non vuol dire che sia irresponsabile. Il sindacato deve tendere a realizzare sempre migliori condizioni per i lavoratori:se cessa di fare questo è inutile che ci sia. Il sindacato non accetta l’equilibrio esistente, in quanto chiede sempre di più per i lavoratori in tal modo squilibrando il sistema. Il sindacato tende sempre ad alterare in senso progressivo perché altera a favore dei lavoratori l’equilibrio esistente:questa è la funzione del sindacato ed è una funzione di civiltà.
    Una valutazione che non avrebbe dato vent’anni prima. Purtroppo non sono molti i dirigenti che sanno davvero riflettere sugli insuccessi e andare avanti. Semmai – me lo faceva osservare uno storico specialista di quegli anni – quello che colpisce in un dirigente come Lombardi che pure aveva conosciuto la clandestinità è l’incapacità di giudicare gli uomini di cui si circondava: Cicchitto ha fatto parte della sua corrente. Ma questo è un altro discorso.

  62. Ciao Ramon, grazie per la risposta.
    Non voglio scambiare Roma per Toma :-), penso anch’io che i paragoni siano complessi e spesso fuorvianti. Mi limito a descrivere quello che vedo qui: la Linke non e’ certo un partito monolitico e coeso. Stare insieme non e’ facile, ma bisogna farlo. CHi ha rotto,c ome sai anche meglio di me, con la SPD e’ il gruppo di Lafontaine, l’Alternativa per il lavoro e la giusizia sociale. Ma la PDS (oggi LInke a tutti gli effetti) in molte citta governa con la SPD e dopo le regionali vorrebbe formarmare governi di coalizione: qualcuno se ne accorge anche nella stessa SPD dopo il caso assurdo dell’Assia quando per evitare di fare un accordo con la Linke si ricorse ad elezioni anticipate e il Land ando’ alla CDU…purtroppo nella SPD il gruppo di Schröder e’ ancora molto forte e di alleanze con la Linke non vuole saperne. Ma anche li’ la discussione e’ molto fluida…mai dire mai…:-)
    Ho l’impressione, comunque, che spesso in Italia dimentichiamo questa regola elementare di buon senso. E non e’ un mistero che i toni tra compagni che condividevano lo stesso partito siano da tempo “bellicosi”. Inutilmente. Cmq, spero che la Federazione parta. Ma attenti a non fare come Diliberto che da anni predica (da solo) l’unita’ dei Comunisti. E’ del tutto evidente che uno degli interlocutori “provilegiati” (passimi il termine, ti prego!) sia SeL.
    Cmq forse dico cose anche fin troppo banali.
    In ogni caso, non so se hai fatto caso a questo (lo posto perche’ non e’ un incontro italiano, non credo sia un problema per nessuno)
    http://www.make-capitalism-history.de/ sara’ una bella iniziativa davvero.
    Un abbraccio

  63. Federico Says:

    Le brigate della solidarietà e il PRC stanno sostenendo attivamente le occupazioni degli insegnanti precari di benevento e Roma. Chi può passi ai presidi, per contatti chiamare Gennaro per Roma 3356746824 e Pasquale per Benevento 3485491086. Continua… inoltre il nostro impegno nel campo di San Biagio all’Aquila dove servono volontari per le prossime settimane, chi vuole contatti yassir.goretz@rifondazione.it. diffondi

  64. Guardo nello specchio e chiedo: specchio specchio delle mie brame, chi è più bello del reame? la linke o rifondazion-pdci-salvi-consumatori uniti?
    ebbene lo specchio ride.
    ride perchè la domanda da porsi è se i due contesti sono collegati o perlomeno comparabili.
    Non credo siano comparabili. Detto questo ho la sensazione che la conoscenza dei contenuti di Linke e degli scenari della Germania della Grosse sono un pò oscuri ai più.
    Chiunque avvicini a Lafontaine il termine anticapitalista è accecato da un diaframma italiota.
    Ma poi è poco importante, credo. Linke è la sinistra. In termini, ma anche in rappresentatività sociale. Il mese prossimo ne vedremo delle belle, la campagna elettorale tedesca inizia domani. Seguirla con attenzione aiuterà a capire qualcosina in più.

  65. la linke è la sinistra in germania.
    è, ha detto bene caresti, RAPPRESENTATIVITA’ SOCIALE.
    è questo quello che conta, senza nulla togliere al dibattito interessante e costruttivo.
    per quanto riguarda le posizioni ideologiche precise, se non vado errando la linke deve ancora formulare un manifesto condiviso da tutte le anime che la compongono. avverrà entro il 2010. dovrebbe. ecco, magari in quel caso sarebbe davvero utile anche per noi in italia analizzare il tutto.
    e il tutto dipenderà anche e soprattutto da come andranno le future elezioni. come sempre accade, del resto.

  66. Francesco Says:

    Ciao Ramon, ciao a tutti,
    E’ la prima volta che scrivo su questo sito, ma lo seguo da alcuni mesi e condivido moltissimo di quanto viene scritto. Non sono iscritto a Rifondazione ma la seguo da vicino da tempo e l’ho sempre votata (cioè dal 2006, da quando posso votare…altrimenti sembrano secoli…).
    Mi interessa molto la discussione che si sta svolgendo, sia sulla Linke, sia sulle culture politiche, poichè credo anch’io che si tratti di fare chiarezza e non una discussione puramente nominalistica. Vi sottoporrei quindi brevemente la distinzione che utilizzo io, semplicemente perchè così l’ho studiata al liceo:
    -comunista: colui che vuole pervenire al socialismo (o comunismo, che dir si voglia, cioè la società senza classi, senza stato e senza sfruttamento di cui parla Marx) per via rivoluzionaria, non disdegnando nel frattempo la lotta per le riforme.
    -socialista: colui che intende giungere al socialismo attraverso una serie di riforme che progressivamente mettano in discussione la proprietà privata ecc.
    -socialdemocratico: colui che vuole correggere pesantemente le ingiustizie create dal capitalismo, ma che non intende superarlo. Si pone come obiettivo l’eliminazione delle più evidenti disuguaglianze attraverso un impianto di riforme che poi storicamente si è appoggiato alla teoria di J.M. Keynes, e quindi la creazione di una economia mista (pubblico-privato).
    Il “socialismo” è poi quella corrente del pensiero ottocentesco che racchiude tutti, dagli anarchici ai socialdemocratici.
    Detto questo, e scusandomi per la sintesi e la banalizzazione, direi (correggetemi se sbaglio) che il socialismo tedesco è “socialista”, quindi riformista (parola nobile, di cui oggi si sono ingiustamente appropriati i neoliberisti “di sinistra” alla Fassino o Blair) e non rivoluzionario fin dagli inizi del ‘900, e compie la sua svolta “socialdemocratica” a bad godesberg, cioè abbandona l’idea di un approdo oltre il capitalismo. Lafontaine esce dalla SPD quando questo non è più nemmeno un partito socialdemocratico, ma abbraccia il neoliberismo col programma di Schroeder. In questo senso Lafontaine mi pare sia un serio, onesto, nobile, socialdemocratico. Con un dubbio però: egli infatti intorno al 1990 scrisse se non sbaglio qualcosa come lo statuto della SPD, parlando di superamento della proprietà privata, in questo senso allora avrebbe ragione Ramon, in Lafontaine ci sarebbero elementi di anticapitalismo in senso stretto. Non so, per ora mi sento di concordare con Bucharin77. Inoltre, come qualcuno ha detto, anch’io ho sempre teso ad associare Lafontaine a Riccardo Lombardi.
    Un saluto.

  67. Caro compagno,
    la Linke fa totalmente al Gue/Ngl senza ambiguità di sorta, e questo mi pare un dato di riferimento valido per esaminare il quadro ideologico dei partiti di tutta Europa, a prescindere dai contesti diversi. Oppure in Italia anche coloro che fanno capo al PSE sono da considerare come appartenenti alla sinistra radicale e antiliberista, nonostante condividano, data la loro collocazione, il liberismo? Sinistra Democratica ed il PS appartengono al PSE proprio come la Spd, e questo è un dato da tenere fortemente presente, a prescindere dai contesti (altrimenti, se così non fosse, l’ Italia sarebbe da collocare politicamente fuori dall’ Europa). Quindi, quale che sia la definizione che si danno i partiti vari, non è possibile mettere assieme in percorsi unitari partiti che avversano la globalizzazione con partiti che nel parlamento europeo l’ hanno sempre avallata: ciò non avviene negli altri paesi europeri e non può avvenire neanche in Italia. Il fatto che la linke abbia rappresentanza è fuori dubbio, ed io dico che l’ ha ottenuto non perchè ha unito la sinistra e basta, proprio in forza di una proposta chiara, antiliberista e di una grande omogeneità interna non di trascorsi storici, ma di contenuti antiliberisti.
    Se poi continuate a dire che solo i comunisti, non anche i socialisti (a sinistra del PSE) siano anticapitalisti non certo vi convincerò, ma vi sbagliate. Altrimenti come avrebbero fatto i fuoriusciti dalla Spd e PDS ad incontrarsi su unterreno antiliberista, quindi contro il capitalismo nella sua attuale forma? Tutto il Gue, credo di poter affermare, è anticapitalista

  68. Il post precedente comincia con
    Caro compagno Caresti, la Linke fa totalmente capo al Gue/Ngl

  69. Federico Says:

    FERRERO PRC:Come Rifondazione comunista, come già abbiamo fatto con successo nel caso della lotta degli operai dell’Innse di Milano, siamo e saremo al fianco dei lavoratori dell’Esab. Io stesso mi recherò personalmente, nella giornata di domani, a incontrarli, sostenerli e studiare con loro tutte le possibili forme di lotta e protesta che riterranno di adottare.

  70. al congresso di Sinistra Critica del prossimo novembre verrà presentata una mozione alternativa a quella approvata dal coordinamento nazionale che sembra aprire alla federazione in questo paragrafo:

    12. Allearsi con chi? È all’interno di queste coordinate che va inquadrata la recente proposta di una Federazione della Sinistra di Alternativa.
    Scontiamo a questo riguardo un pesante ritardo. Se avessimo tenuto il nostro congresso l’inverno scorso, avremmo potuto avanzare una proposta ricompositiva più chiara ed efficace di quanto non sia la Federazione. Oggi però non possiamo non guardare con interesse – aperto e vigile al tempo stesso – a questa proposta. Soprattutto, la mancanza di una nostra interlocuzione rischia concretamente di favorire le forze che nella Federazione vedono solo uno strumento di conservazione burocratica, mentre lascia isolate quelle componenti che si pongono la questione della costruzione di un’opposizione coerente al liberismo e al PD.
    La questione va però al di là dei destini della Federazione. Lo stesso metodo di analisi e di interlocuzione andrà applicato a tutte le proposte ricompositive che si presenteranno nel prossimo futuro. Se infatti quanto abbiamo sostenuto fin qui è corretto, proprio nei mesi in cui affronteremo il nostro congresso comincerà a farsi sentire potentemente una tendenza alla ricomposizione sociale e politica per opporsi alla crisi. È illusorio però aspettarsi che una tale esigenza si presenti automaticamente libera dalle pesanti zavorre, dalle ambiguità, dalle vere e proprie rimozioni che hanno caratterizzato, e caratterizzano tuttora, le forze politiche, sindacali e associative della sinistra di classe.
    Cosa fare allora? Scegliere di partecipare soltanto ad esperienze in cui le contraddizioni sono assenti non è possibile, perché esperienze simili, almeno inizialmente, non si presentano. D’altra parte, attendere che le contraddizioni si sciolgano da sé vuol dire limitarsi a fotografare i rapporti di forza esistenti: e quindi ad esserne subalterni. Non c’è dunque altra via che quella della partecipazione, anche se critica. Naturalmente, per interloquire con qualsiasi esperienza ricompositiva, è imprescindibile che essa si ponga davvero nell’ottica del fronte contro la crisi. Questo vuol dire quindi: 1) la scelta netta di opporsi alle politiche liberiste; 2) l’apertura a tutti i soggetti disposti ad impegnarsi nella costruzione del fronte; 3) il mantenimento dell’autonomia di questi stessi soggetti.
    Questo non basta. Se è vero che le organizzazioni politiche e sindacali che oggi abbiamo di fronte si dimostrano del tutto insufficienti a capire la profondità della crisi e a fronteggiarla, il ruolo di Sinistra Critica deve essere proprio quello di condurre un’offensiva perché la necessità del fronte contro la crisi si imponga.

  71. Federico Says:

    CRISI, OGGI A MILANO IN SOSTEGNO A LOTTE OPERAI ESAB E PRECARI DELLA SCUOLA.

    FERRERO PRC:Oggi pomeriggio, alle ore 17.30/18.00, andrò in via Mattei 24 a Mesero, in provincia di Milano, a portare la solidarietà mia e del mio partito ai lavoratori della Easb, fabbrica del magentino dove 87 lavoratori, da più di una settimana, hanno occupato il tetto della
    loro fabbrica per difendere i loro posti di lavoro. la Esab è una fabbrica di altissimo valore e produttività tecnologica e industriale che un fondo pensione americano vorrebbe oggi svendere per delocalizzare all’Est mandando a casa tutti i suoi lavoratori per un piatto di lenticchie. La lotta dei lavoratori della Esab, della loro Rsu e della Cub che li appoggia è dura ma giusta e sacrosanta, ecco perché sarò lì a portare la solidarietà del Prc.

    Infine, intorno alle ore 19.30 mi recherò a Milano, presso il Provveditorato agli Studi della Provincia di via Ripamonti per portare la solidarietà e il sostegno fattivo di Rifondazione comunista alle lotte dei precari della scuola, in questo caso del coordinamento precari “3 ottobre”, coordinamento che, insieme a molte altre realtà e sindacati di base e confederali, lotta ormai da settimane contro i tagli previsti, anche in Lombardia, dal ministro all’Istruzione Gelmini.
    I precari della scuola pubblica, della Regione Lombardia come in tante altre parti e regioni d’Italia, rischiano di essere mandati a casa dal più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica, quello promosso dalla Gelmini.
    Rifondazione comunista, come sta già facendo in moto attivo e concreto la Federazione provinciale di Milano, farà di tutto per impedire questo vero e proprio scempio della scuola pubblica.

  72. http://www.ilminuto.info/notizia.php?id_notizia=627

    Festa Liberazione prc Elmas: dibattito su immigrazione e razzismo

  73. Gio, perdonami, ma Mantovani di chiarirà anche meglio di quanto posso fare io che nel Gue/Ngl non proprio tutti si defiiscono anticapitalisti… anzi…

  74. La linke ha un po la “questione ideologica” però nel frattempo prendono un fottìo di voti e fanno le cose… è una situazione strana ma che produce risultati…

  75. Federico Says:

    BERLUSCONI, SI SCIACQUI LA BOCCA PRIMA DI PARLARE DI COMUNISTI, CATTO-COMUNISTI E CATTOLICI.Condividi
    Ferrero PRC
    Silvio Berlusconi, prima di parlare a vanvera di “comunisti” e “catto-comunisti”, dovrebbe sciacquarsi la bocca. Si dà il caso che comunisti, catto-comunisti, e anche molti cattolici che non erano affatto comunisti, oltre a democratici tout court, repubblicani e liberali per davvero, hanno conquistato, grazie alla lotta di Resistenza e di Liberazione dal nazi-fascismo che dominava l’Italia, grandi e importanti conquiste per tutti i cittadini e i lavoratori italiani, conquiste che sono scritte, nero su bianco, nella nostra Costituzione repubblicana. Costituzione ancora in vigore, nonostante i continui tentativi del neofascista Berlusconi e del razzista Bossi di manometterla, svuotarla e metterla in discussione.

  76. Bucharin77 Says:

    grandi i compagni del partito che hanno accolto festosamente Chavez a Venezia. Questo autunno è cominciato bene: presenti attivamente nelle lotte operaie e dei precari sembra che abbiamo dimenticato felicemente federazioni, alambicchi organizzativi e lotte interne.
    Sul dibattito sull’anticapitalismo: sono d’accordo con Federico con la sua ‘sistemazione’ delle famiglie del movimento operaio.
    Sul secondo documento di Sinistra Critica: è molto migliore del primo, e indica chiaramente la debolezza della linea di Cannavò (azzeriamo tutto), che, faccio notare, è la versione di estrema sinistra di quella di Sert. Propone giustamente un fronte sociale e politico contro la crisi. è quello su cui adesso ci dovremmo impegnare tutti.

  77. gino da martignacco Says:

    Ho letto un interessantissima analisi del compagno Luigi Vinci e tra le altre cose ne vorrei sintetizzare una che può contribuire a sviluppare il discorso che stiamo facendo:
    lui dice in sostanza, tra l’altro, sperando di non travisarlo, che le sinistre anticapitaliste che in questi ultimi decenni hanno saputo resistere alle cooperazioni (nel senso di partecipazioni a governi o a collaborazioni a livello parlamentare con le cosiddette socialdemocrazie), sono tutte in espansione (e cita i comunisti portoghesi e greci, la Linke tedesca (appunto), i trockisti francesi, i socialisti olandesi, ecc.
    e dice che, al contrario, sono in crisi nera le sinistre “collaborazioniste”

    a me pare che,
    pur avendo riassunto un concetto tratto da un discorso più ampio ( e questo discorso è comunque importante ed è quello di tentare di capire che strada prendere per tentare di cogliere questa “occasione” perlomeno per rafforzarsi (parlo delle sinistre anticapitaliste che invece di sfruttare la “congiuntura”, rischiano di farsi fare invece lo sgambetto che Gramsci chiama rivoluzione passiva, dai poteri capitalistici)

    questa sua riflessione sia giusta.

    Vinci sintetizza l’articolo (che ho trovato sull’Ernesto) dicendo che il mondo è in una congiuntura critica di enorme portata e aperta a più sviluppi. (aggiungo io, anche sviluppi negativi, purtroppo, come populismi, rivoluzioni passive, ecc. )

  78. Io penso che un’ altro appello andrebbe accolto di sinistra critica, quello al lancio di una grande campagna antirazzista. Questo in considerazione del fatto che secondo me, in questo momento, in cui siamo di nuovo interni alle lotte sociali, manchiamo di un pensiero forte che ci faccia anche essere in grado di avere un’ agenda politica autonoma da quella degli altri, segnata da gossip e dall’ esclusione della questione sociale. io penso, ancora una volta, che un pensiero forte non lo si assuma solo attraverso i simboli o i nomi, ma dovremmo essere maggiormente in grado di fare proposte e lanciare parole d’ ordine attorno alle quali raccogliere un numero credibile di persone che attualmente sono disorientate e soffrono la confusione dell’ attuale quadro politico e mediatico. Ciò si raggiunge facendo proposte chiare, ancorchè nella pratica difficilmente attuabili (dato che sono in atto battaglie solo difensiv dei posti di lavoro), per quel che riguarda le fabbriche che stanno chiudendo e lanciando campagne di opinione come quella antirazzista. Solo così potremo secondo me contribuire a creare un pensiero un pensiero forte, autonomo e non subalterno, basato su parole d’ ordine chiare. Purtroppo neppure l’ azione sociale è sufficiente, è necessaria anche un’ azione parallela politico culturale poichè l’ agenda politica della stampa e dei partiti dominanti è per noi impraticabile. Tra l’ altro penso che il consenso di opinione sia nell’ immediato meno arduo da riguadagnare di quello basato sulla collocazione sociale.

  79. Bucharin dice bene il partito c’è e si vede in tutte le lotte con i lavoratori e tra la gente.
    Però penso che la federazione è fondamentale cosi come l’unità cosi come ilsimbolo unico cosi come stare tra i movimenti cosi come aprire a sinistra critica.
    Grande Ferrero che sta facendo di tutto per stare con i lavoratori in tutte le parti d’Italia.
    Finalmente nel nostro partito c’è:unità,pacificazione interna e ci comportiamo da comunisti e benissimo il partito sociale.
    Adesso gestione unitaria(nella mia federazione,a maggioranza del documento 2,l’altro giorno abbiamo creato una nuova segretario inserendo 2 compagni della mozione 1 per creare la gestione unitaria) e ampliare le lotte…………
    Chianciano si vede………..
    Scusate lo schematismo

  80. caro bucharin77, anarchici socialisti (anche quelli utopisti) e poi comunisti sono stati e sono tutti anticapitlisti. nel senso che hanno sempre tutti teorizzato la costruzione di una società non capitalistica. anche oggi ci sono correnti perfino religiose (teologia della liberazione) che si dichiarano e sono anticapitalistiche. che poi fra i socialisti e socialdemocratici (ma anche nel caso dei comunisti come i cinesi) per diversi motivi (nobili e meno nobili) si sia teorizzato il governo dell’esistente rinunciando al superamento del capitalismo questo non impedisce che ancora oggi ci si possa richiamare al socialismo e al comunismo rivendicando la natura anticapitalistica di quelle parole.
    del resto tu sembri, in altri post, simpatizzare per chavez. io considero chavez un anticapitalista. ma se tu applicassi a lui e al suo partito, per non parlare del suo governo, ciò che dici per i socialisti in europa, dovresti arrivare alle stesse conclusioni. o no?

  81. caro mgm, ok, ben detto su lombardi. ma ricorda che sono molto numerosi intellettuali e personaggi che criticavano i socialisti da sinistra, che si dichiaravano comunisti, e che stanno insieme a cicchito nelle fila del partito di berlusconi.

  82. caro fern, grazie a a te per i commenti.
    che ci sia dialettica nella linke è del tutto fisiologico. e come sai spesso gli esponenti della wasg sono meno disponibili e aperti a collaborazioni di governo con la spd a livello locale. la discussione in germania è molto più fluida, come dici tu, per quattro motivi: 1) c’è il proporzionale e le alleanze si fanno DOPO il voto e non prima. 2) la spd sta al governo e l’opposizione di sinistra oltre ad essere premiante sul piano elettorale apre spazi affinchè nei livelli locali si possa dare più facilmente vita ad esperienze di governo positive. 3) in germania non è successo per due volte che si sia dato vita ad esperienze di governo di centrosinistra i cui esiti si sono rivelati catastrofici. 4) la linke (e questo risponde alla tua osservazione su sinistra e libertà) non ha subito scissioni significative con l’obiettivo di distruggerla.
    un abbraccio

  83. egregio caresti, ho detto e scritto un’infinità di volte che italia e germania sono incomparabili. che lafontaine, come gli esponenti della teologia della liberazione, come rafael correa o evo morales e così via siano anticapitalisti è un dato oggettivo e non frutto del paragone fra l’italia ed altri contesti.
    difficile da capire?
    sono altri che fanno indebiti paragoni, e fra questi ci sei tu.

  84. caro francesco, grazie per il commento. sostanzialmente corretto. bad godesberg fu la presa di distanza teorica dall’idea dell’abolizione del mercato in tutte le sue forme e dall’idea della proprietà integrale statale dei mezzi di produzione, nonché dalla concezione dello stato oppressore. ma, a ben vedere, sebbene si sposassero le proposte di keynes (che era un liberaldemocratico) la prospettiva (ovviamente illusoria secondo me) rimaneva riformista (nel senso che dici tu).
    quanto a lafontaine vale la sua autodefinizione.
    un abbraccio

  85. caro gio, esatto!

  86. caro caresti, sia il GUE che è un gruppo parlamentare sia il partito della sinistra europea, e perfino il NELF (il forum della nuova sinistra europea) sono formati tutti da partiti dichiaratamente anticapitalisti.
    non so più come dirlo!

  87. caro gino, condivido anch’io l’articolo di luigi vinci.

  88. caro gio, bisogna avere rispetto per sinistra critica (non che tu non l’abbia) ed evitare di “scegliere” qualcuno dentro sinistra critica come interlocutore privilegiato. la nostra proposta di federazione è aperta a sinistra critica come ad altri e rimarrà aperta comunque.
    ciao

  89. Alfonso Geraci Says:

    Caro Gino da Martignacco,
    se Vinci dice quelle cose schematizza molto, perché purtroppo la realtà è più complessa: vedi Francia dove i governisti PCF-PG alle europee hanno sconfitto in dirittura d’arrivo il lanciatissimo – e indisponibile a governare – Besancenot. Comunque questa tesi che la sinistra può crescere solo e unicamente all’opposizione la sosteneva Cannavò perlomeno 4 anni fa, e nella situazione attuale non è detto che sia sempre e comunque tuttora valida (in Italia ovviamente sì!)
    A proposito di SC: bene la mozione di minoranza e speriamo che diventino maggioranza.

  90. Bucharin77 Says:

    Caro Ramon, sai bene che quando si discute bisogna tener fermi i termini della questione, se no non si capisce più niente. Io non ho affatto sostenuto che non possano darsi partiti o individui ‘socialisti’ che siano e si dichiarino anticapitalisti (ho parlato del carattere anticapitalistico di Morandi, Panzieri, etc.). Ho negato che lo sia Lafontaine. E una parte della Linke. Penso che Lafontaine sia un socialdemocratico rigoroso che solo lo spaventoso stato di arretratezza in cui versa il movimento operaio in Europa può far pensare che sia anticapitalista.

  91. caro bucharin77, puoi dire ciò che vuoi ma fra i “capisaldi” del progrmma fondamentale della Linke (che deve essere sviluppato nella discussione interna alla linke), figura più volte il concetto di alternatività al capitalismo, di superamento del capitalismo. pur prendendo le distanze dallo stalinismo e dall’esperienza della ddr è ribadita (e vorrei vedere che non fosse così) la prospettiva di superamento della società capitalistica.
    anche io non la penso su certe cose come lafontaine e come la linke. anche io ho un altro impianto culturale. anche io direi le cose in modi diversi.
    ma basta rispettare le autodefinizioni che ognuno da di se stesso. vale per lafontaine come vale per te e per me. sai quanti mi hanno detto che io non ero un vero comunista? una marea. alcuni sono perfino finiti con berlusconi.
    a me sembra semplice.

  92. No, no Ramon, non era mia intenzione far capire che bisogna interloquire in maniera privilegiata prima o dopo o a prescindere del congresso e dei loro dirigenti con i promotori della mozione alternativa di Sinistra critica. Ho semplicemente detto che quella mozione apre decisamente alla federazione. Tutto quì. Poi è chiaro, saranno loro a decidere. Non certo possiamo chiedere che i promotori di quella mozione facciano come i vendoliani che, ancor prima di scindersi, già facevano i seminari e fondava associazioni ” per la sinistra” con SD e delineavano il nuovo soggetto.
    Per quanto riguarda la campagna anti-razzista, mi pare l’ abbiano proposta da tempo tutti i dirigenti di sc

  93. le Brigate e il PRC Romano stanno organizzando la cucina per il presidio permanente degli insegnanti precari davanti ministero istruzione pubblica in via trastevere, da giovedì dovremo essere operativi, intanto invito tutt* ad intervenire all’ac…cerchiamento progressivo davanti al ministero. Portate tende e sacco a pelo, sarà lotta di lunga durata. PEr info 346 5188834 tiziano – facciamo girare

  94. Guseppe Prc Says:

    Oggi pomeriggio 9 settembre, il segretario nazionale del Partito della Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, incontrerà i lavoratori e le famiglie di due importanti fabbriche che da settimane hanno adottato forme anche molto dure (e giustissime) di lotta per salvare i loro posti di lavoro: gli operai della Lasme di Melfi, in provincia di Potenza (Basilicata), dalle ore 14.00 alle ore 15.00, incontro che si terrà davanti ai cancelli della fabbrica Lasme, fabbrica che è ubicata presso il nucleo industriale di San Nicola di Melfi,e i lavoratori dell’Alcatel di Battipaglia (provincia di Salerno, Campania), a partire dalle ore 17.30 e fino alle 18, davanti ai cancelli dell’Alcatel, fabbrica situata nel nucleo industriale di Battipaglia.

    In entrambi i casi, gli incontri che il segretario nazionale del Prc Ferrero terrà con i lavoratori delle due fabbriche in lotta saranno aperti agli organi d’informazione, che sono invitati a essere presenti e intervenire.

  95. ok gio, tutto chiaro.
    un abbraccio

  96. Dopo aver riportato al centro della discussione il tema urgentissimo dei contenitori, grazie all’idea della federazione, adesso torna anche il bel tema delle alleanze per le regionali del marzo 2010. E mentre la Linke non si sogna nemmeno di allearsi con i socialdemocratici della Spd nei land tedeschi noi staremo a scannarci fino alla fine per supplicare i liberaldemocratici del Pd di non allearsi con l’Udc ma con noi. Salvo essere scaricati all’ultimo momento ed essere costretti a rincorrere. A volte ha dell’incredibile come la storia si ripete. D’altra parte tutta questa insistenza sulla legge elettorale come differenza fondamentale tra la germania e l’italia mi sembrava un po’ eccessiva. E’ possibile che un partito comunista debba decidere il suo atteggiamento verso un partito borghese come il Pd solo in base alla legge elettorale?
    Per fortuna almeno questo week end ci sarà un comitato politico nazionale che farà un po’ di chiarezza.

  97. caro animals, la critica, se di critica si può parlare, è ingenerosa ed infondata.
    non è vero che al centro della discussione c’è il tema del contenitore. da diversi mesi si discute dell’unità delle forze anticapitaliste e non del contenitore. se qualcuno discute del contenitore e ignora i contenuti essendo vittima della cultura dominante non so che farci. ma non porsi il problema dell’unità e della ricomposizione sarebbe un crimine politico.
    dici che torna il tema delle alleanze? come? dove?
    che se ne discuta è fisiologico, e so bene che problemi ci sono, ma guarda che qui sei soprattutto tu a parlare di queste alleanze. il ricavare la propria identità e la propria funzione politica dal rapporto con il PD è ugualmente subalterno sia nel caso della ricerca di accordi a tutti i costi sia nel caso di proclami anti PD.
    anche tu cadi, e me ne dispiaccio, nell’errore di fare paragoni impropri con la linke.
    la linke si è dichiarata pronta a fare la coalizione con la spd a precise condizioni programmatiche ed anche rivendicando, nel lander dove è davanti alla spd, la presidenza del governo locale. ha semplicemente passato la palla nel campo della spd dato il sistema elettorale.
    può darsi che sia sbagliato ma è così. e non è giusto che anche tu dica delle cose non vere per avvalorare una tesi politica in italia.
    anche per amore della chiarezza che invochi.
    un abbraccio

  98. Ciao Ramon. Ammetto di non conoscere bene le posizioni della Linke ma non volevo affatto travisare. Avevo tratto la conclusione che non volessero allearsi nei lander solamente dal pezzo di intervista da te citato:
    Ma sentite cosa dice Bisky sulla possibilità che nei tre Lander ci siano accordi di governo con la SPD: “… sicuramente in almeno due dei tre Lander potrebbero esserci i numeri. Ma quello che noi guardiamo non è il governo in quanto tale, ma se c’è o meno la possibilità di cambiare indirizzo alle politiche neoliberiste, portate avanti anche dalla SPD. Non vale la pena di stare al governo per continuare con politiche neoliberiste. Continueremo a stare all’opposizione. A volte si possono ottenere risultati anche da un’opposizione forte e coerente”.
    Non è certo una presa di posizione di principio ma mi pare che dica comunque no alle alleanze.
    Il tema delle alleanze in ogni caso l’ho visto tornare nei comunicati stampa e nelle dichiarazioni di alcuni nostri segretari regionali.
    Certo che bisogna porsi il problema del rapporto con le altre forze che si dichiarano anticapitaliste, io criticavo il modo in cui è stato posto che mi sembra riproporre il problema del contenitore piuttosto che una chiarificazione sui contenuti.
    Un abbraccio

  99. caro animals, la citazione di bisky è corretta ed è tratta dalla sua intervista a Liberazione. ma da sempre, e a maggior ragione oggi, la Linke sfida la spd sui contenuti e sulla volontà di non fare il governo con la cdu. ben sapendo che i propri contenuti sono difficili da accettare da parte della spd ma non sono impossibili.
    mi sembra strano che ti sfugga che sfidare la spd o rifiutarsi a priori di fare un confronto sui contenuti non è la stessa cosa. ne va della credibilità della linke di fronte a milioni di tedeschi. perché è sempre un errore essere o anche solo apparire come una forza astratta.
    a te sembra lo stesso fare un confronto programmatico e dimostrare la non possibilità di fare un’alleanza o dichiarare noi non discutiamo con partiti borghesi?
    c’è chiaramente la zona grigia della cultura politica, e anche della abitudine o perfino dell’opportunismo, per cui essendoci in italia questa destra (e c’è!) il fronte contro di essa è obbligato.
    ma per battere efficacemente questa zona grigia non si può e non si deve ignorare il problema e cavarsela con una posizione astratta e di principio.
    dichiarare la volontà di costruire un polo alternativo e proclamare contenuti chiari è indispensabile per non cadere nel ricatto o con noi o con berlusconi e affinché una rottura sia compresa da milioni di persone e anche da tante avanguardie di lotta operaie e sociali.
    infine, se bisogna porsi il problema del rapporto con le altre forze (e con tante e tanti singoli aggiungo io) bisogna costruire uno spazio pubblico e un luogo nel quale permettere a tutti di essere sullo stesso piano. o pensi che si riunisce il cpn di rifondazione e che magicamente il resto del mondo obbedisce alle nostre decisioni?
    ti ho già detto un’infinità di volte che la parola federazione allo stato vuol dire solo che il prc non si scioglie e che non si da vita ad una costituente o ad un nuovo partito. il resto è aperto ad ogni soluzione. io per esempio penso che proprio in quelle regioni dove qualche segretario del prc ha già manifestato la volontà di allearsi col pd a prescindere sarebbe il caso di fare un referendum fra gli iscritti e fra i militanti operai e sociali che si riconoscono come anticapitalisti e alternativi al pd.
    un abbraccio, e comunque grazie per il commento e per il tono.

  100. lucaocchionero Says:

    Piuttosto sono preoccupato dalle dichiarazioni di Paolo Ferrero che sono sembrate a tutti un’apertura all’UDC sia pure per un governo di riforme costituzionali(per il quale non mi pare affatto che ci siano le condizioni). Quell’intervista ha fatto suonare vari campanelli d’allarme soprattutto perchè nelle federazioni provinciali ha risvegliato la bramosia di quel ceppo istituzionalista(trasversale tra le mozioni) tuttora forte nel partito in vista delle elezioni amministrative e regionali. Spero che nel prossimo Cpn la cosa si chiarisca, che Paolo spieghi meglio le sue parole: che quell’ipotesi da lui descritta è tuttora remota, lontana, allo stato inapplicabile e comunque rimane il limite invalicabile per quanto riguarda le elezioni amministrative: il limite è appunto un NO AD ALLEANZE CON L’UDC! Se questo chiarimento non verrà esplicitato vi saranno, oltre ad ulteriori spaccature, anche un raffreddamento dei rapporti alla nostra sinistra che in certe realtà con fatica e pazienza stiamo ricucendo: associazioni, centri sociali e culturali che cominciano a credere alla svolta a sinistra di Chianciano e che la vorrebbero imprimere a tutta la “Federazione Anticapitalista della Sinistra”. Tutto questo lavoro sarebbe mortificato dalla sola ipotesi di un’alleanza innaturale coi talebani cattolici, antidivorzisti, antiabortisti, ed anticomunisti, sia pure tecnica, per desistenza, o addirittura per riforme costituzionali. Chiedo a Paolo Ferrero che nel prossimo CPN esprima un “no” secco a qualsiasi alleanza con l’UDC, in qualsiasi contesto ed in qualsiasi modalità ed esprima una condanna per tutte quelle federazioni che la attuano o che si trovano in alleanze che con la svolta a sinistra c’entrano poco: mi riferisco alla questione Regione Calabria, mi riferisco a ciò che bolle in pentola per le regionali campane. Anche perchè un’alleanza tecnica, strategica, o solo occasionale con l’UDC è un’ipotesi talmente inconciliabile con la “svolta a sinistra” di Chianciano che non può effettuarsi senza il passaggio di un congresso straordinario che la prevede come punto dirimente. Per quanto mi riguarda così come ho combattuto la “svolta a destra” che Vendola voleva imprimete sono pronto a combattere una ulteriore “svolta a destra” da qualsiasi parte provenga e vi prego di credermi che siamo in tanti pronti a rimetterci le divise della guerra: a Taranto, in Puglia, ma credo in tutta Italia.
    Saluti Ramon

  101. Prima di questo però ci sono le elezioni regionali e là «dove c’è un governo unitario, come in Toscana dove sono state fatte buone cose, se il Pd vuole a noi sta bene continuare. Ma nessuna alleanza con l’Udc, soprattutto in quei casi, come in Piemonte con Vietti, dove l’Udc vorrebbe privatizzare la sanità

    Dichiarazione di Paolo Ferrero alla Festa del PD di Genova e pubblicata su Liberazione del 02/09/2009

    credo che questa dichiarazione diel segretario sia abbastanza esplicativa riguardo alla possibilità di alleanze con l’UDC. Altra cosa è prendere in considerazione, a livello nazionale, l’ipotesi di un governo di unità costituzionale per il superamento e la modifica dell’attuale lege elettorale per rimettere l’elettorato in condizione di esprimersi.

  102. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    ho assistito alla discussione negli ultimi post e non ti offendere se scrivo che mi sembrate un po tutti allucinati. Mi riferisco in particolare alla tua asserzione “basta rispettare le autodefinizioni che ognuno da di se stesso. vale per lafontaine come vale per te e per me. sai quanti mi hanno detto che io non ero un vero comunista? una marea. alcuni sono perfino finiti con berlusconi. a me sembra semplice”.

    Ora, al di là dell’atteggiamento un po protervo e del tono intimidatorio sul quale sorvolo, non ti sembra di esagerare? Come puoi pretendere di autodefinirti anticapitalista e di non attirare, ad esempio, una critica molto semplice tipo questa: guarda che chi compete sul mercato politico come fai tu, cercando di accaparrarsi voti a sostegno delle proprie posizioni, o chi pretende di sintetizzare bisogni, interessi, istanze attraverso il meccanismo della rappresentanza, colloca la propria attività in quella militanza organizzata che la democrazia liberale di tipo rappresentativo consente, in quanto colonna portante del capitalismo organizzato.

    Capisci? Se tu fossi un eremita, un asceta, un reietto, un avulso; insomma, qualcuno che si sottrae al gioco del pluralismo democratico e decide di estraniarsi dalle logiche necessitanti del capitale, allora potresti, e a giusta ragione, autodefinirti “anticapitalista” e anche “comunista”. In altre parole, se tu parlassi solo per te stesso, l’autodefinizione varrebbe solo per te e potrebbe essere evidentemente accettata da chi, casualmente, incappasse in essa.

    Il problema è che tu pretendi di parlare per altri, di incarnare bisogni diffusi, di farti portatore di problematiche pubbliche: in questo caso, stai attento tu a non finire come Berlusconi, che dice di se stesso “sono un buon padre di famiglia” e pretende che la gente gli creda anche se va a puttane. Sostanzialmente, dovresti capire che è impossibile pretendere di sospendere, da una posizione pubblica, le critiche alle definizioni che si danno di se stessi; questo sì che vale per LaFontaine (che non è quello delle favole, anche se potrebbe sembrare), per Vendola, per te, per chiunque nella vostra posizione di “rappresentanti”.

    Nel programma della Lista Anticapitalista e Comunista per le passate elezioni europee, la “democrazia economica” veniva annoverata tra gli obiettivi da conseguire: ora, sei o no a conoscenza della natura intrinsecamente capitalistica della “democrazia economica”? Sei o no a conoscenza della natura intrinsecamente capitalistica di qualunque forma di governo, inclusa la democrazia politica, che pretenda di coagulare interessi e di esprimerli tramite una qualsivoglia rappresentanza, anche quella di un uomo solo? Penso che tu possa attingere a ragionamenti di questo tipo. Mi chiedo perché tu non lo faccia più frequentemente: ti aiuterebbe ad innescare quell’autocritica che palesemente ti manca

  103. lucaocchionero Says:

    “Altra cosa è prendere in considerazione, a livello nazionale, l’ipotesi di un governo di unità costituzionale per il superamento e la modifica dell’attuale lege elettorale per rimettere l’elettorato in condizione di esprimersi.”

    Nel caso dovesse verificarsi una ipotesi del genere, ma siamo lontanissimi
    da questo scenario, per tale tipo di alleanza ci vorrebbe comunque un congresso. Tutti vogliamo il cambiamento della legge elettorale e tutti vogliamo un ritorno ad un proporzionale privo di preferenze. Ma se una cosa abbiamo imparato dalla precedenti esperienze di governo che, vi ricordo, hanno messo in serio dubbio la nostra esistenza politica è che il fine non può giustificare i mezzi. Se si dice no ad un’alleanza con l’UDC si dice no ad un’alleanza con l’UDC, non ci sono artifizi che tengano.
    Rendiamoci conto che se crediamo davvero in una “svolta a sinistra” la prima cosa che dobbiamo conquistare è la chiarezza: nei progetti, nelle espressioni e nel nostro modo di fare politica.

  104. Bucharin77 Says:

    totalmente d’accordo con Lucaocchionero: nessuna alleanza in nessun luogo con l’UDC!!!!!!

  105. Giuseppe Prc Says:

    Sempre il solito errore l’elettoralismo sfrenato………………
    Siamo in un periodo di grosse difficoltà per i lavoratori dove il partito è tutto mobilitato e presente,sottolineo presente,in tutte le lotte ne paese e mi parlate di Pd,udc ecc.ecc.
    Abbiate un po più di rispetto per i compagni all’Eni di Livorno,all’Innse di Milano,a Melfi,a Battipaglia,in Abruzzo con le brigate della solidarietà,dei circoli che stanno organizzando gap,gas,mercatini del libro usato,l’impegno di Ferrero che sta facendo su e giù per l’Italia(guardate le immagini su youtube o facebbok se non credete le mie parole) per stare vicino ai lavoratori,alle fiaccolate contro l’omofobia(ho partecipato ieri sera a Reggio Calabria),ai sit-in davanti dei precari della scuola(ho partecipato ieri a Reggio Calabria)…………………
    La svolta a sinistra c’è e si vede nei fatti………………..
    E per farvore,ognuno si occupi del proprio territorio,perchè sulla Puglia e sulle alleanze su territori tipo bat o andria,se ne potrebbero dire tante………………ed è chiaro che con l’udc non dobbiamo avere nulla a che spartire

  106. Giuseppe Prc Says:

    Cari Compagni, noi come partito sociale stiamo lavorando esattamente su questo.Inizialmente i compagnucci radicl chic stile vendola quando andavamo nei quartieri a creare i gruppi di acquisto popolari contro il carovita ci prendevano in giro, “andate a vendere il pane”, poi abbian fatto le casse di resistenza, i dentisti sociali, i mercatini dei libri, le palestre popolari, i corsi di recupero gratuiti, poi le brigate in abruzzo, poi organizzato pranzi sociali davanti presidi operai in lotta.. ed è solo l’inizio fra 5 anni tireremo le somme, ma il tutto sta andando oltre le migliori aspettative.
    ALLA GETE CHE CAZZO GLI INTERESSA DI DISCORSI DI ALLEANZE O DI QUELLO CHE SOSTIENE IL CPN O ALTRI ORGANISMI,NOI DOBBIAMO ESSERE UTILI SOCIALMENTE E SI STA CERCANDO DI FARE CON GRANDE SFORZO E GRANDI SACRIFICI.
    Colgo l’occasione di ringraziare i 500 compagni che si sono alternati in abruzzo nella gestione del campo a camarda per terremotati

  107. Daro Casella Says:

    La svolta a sinistra sta nei fatti e c’è chiaramente sul campo e non con discorsi elettoralistici,che devono essere fatti,ma a tempo debito,negli organismi preposti e non certo sui blog.
    Alla gente interessa ben poco con chi si va alle elezioni,interessa molto di più se sei utile socialmente e il Prc adesso lo è,eccome se lo è!!!
    Altro che gli anni bui di elettoralismo sfrenato bertinottiano,dove nessun nostro dirigente si vedeva davanti alle fabbriche(avevamo solo tanti voti e basta),adesso finalmente Ferrero va avanti e indietro per stare al fianco dei lavoratori.
    Io nel mio piccolo,insieme ad una cinquantina di compagni Prc-Pdci,sosteniamo(restiamo a turno per tutto il giorno,io e altri abbiamo il turno dalle 15 alle 18) la lotta degli operai dell’Eni di Livorno

  108. lucaocchionero Says:

    Proprio perchè ho rispetto non voglio che vengano traditi nè i lavoratori in difficoltà, nè chi si impegna quotidianamente nei territori, nè i militanti generosissimi che sono il vero patrimonio di questo partito. Non fare a me discorsi di elettoralismo perchè hai sbagliato soggetto. Respingo il tuo invito di occuparsi ognuno del suo territorio, questo non è il partito della Lega Nord, ognuno deve rispondere di quello che fa alla linea nazionale. Proprio per questo voglio una risposta sulle trattative, peraltro esplicite, che Loiero sta conducendo con l’UDC(lo sta facendo alla luce del sole, lo si può leggere dai giornali) e sulle dichiarazioni di certi compagni in Campania relativamente a possibili alleanze con Bassolino del PRC allargate all’UDC(non solo alla regione ma anche nei comuni).
    la demagogia, il “nessuno mi può giudicare nemmeno tu”, compagno Giuseppe, è emigrato altrove in Sinistra e Libertà: questo è un partito nuovo dove tutti siamo sotto esame, dove tutti dobbiamo rendere conto ad una linea nazionale che abbiamo scelto con una svolta storica: dal segretario all’ultimo militante. Se hai denunce da fare sulle vicende della BAT falle pure: non so a cosa ti riferisci ma sono curioso di conoscere queste vicende

  109. Guarda compagno in Calabria ti posso dire con molta certezza che l’udc non sosterrà Loiero ma Callipo.
    Non è neppure detto che loiero sia ricandidato,difatti si sta facendo una nuova legge elettorale della regione dove i candidati presidenti devono essere scelti,obbligatoriamente tramite primarie.
    Sicuramente,ti dico con certezza la lista comunista(Prc-Pdci più movimenti) stanno trattando con il centro sinistra che perderà idv.
    La situazione è tutta in divenire sia sulle alleanze e sia sulla legge elettorale.
    Detto ciò il discorso di Giuseppe in linea di massima è giusto cosi come quello di Daro.
    Ferrero sta facendo un ottimo lavoro e il partito sociale è un innovazione di sinistra importante per il nostro partito ergo la SVOLTA A SINISTRA C’è

  110. lucaocchionero Says:

    Grazie per le puntualizzazioni, ma qui nessuno sta contestando nè la portata politica e sociale del partito sociale, nè il lavoro di Paolo Ferrero. Ho solo detto che una certa dichiarazione ha suscitato un dibattito tra i militanti e i dirigenti locali e molti hanno inteso nella dichiarazione di Paolo quasi un “permesso” per fare in “determinati casi” accordi con l’UDC a livello locale. Ho chiesto solo di chiarire meglio pubblicamente il senso della sua dichiarazione e ciò ha causato addirittura delle critiche: è segno, purtroppo come mi aspettavo, che c’è in determinati settori del partito(ripeto: trasversalmente alle mozioni) l’idea di tenersi le “mani libere” riguardo alle alleanze. Il discorso di Giuseppe non va bene per niente: tutto il lavoro che si fa sul territorio rischia di non portare frutti se non lo segui con la dovuta coerenza politica (lo sappiamo cosa significa la parola “coerenza”?). Sull’ “ognuno pensi al suo territorio” ho già detto, credo che bisogna porre fine a questo modo di pensare da “signorotto” locale che tanti danni ha causato(ed ancora causa) a questo partito. Nè mi piace il dire e non dire: Giuseppe ha fatto cenno a situazioni di alleanze avvenute nella provincia Bat, ed allora io chiedo a Giuseppe: a cosa si riferisce? Gradirei una risposta grazie

  111. Mario,l'ignorante Says:

    Consentimi Luca io penso invece che l’affermazioni “ognuno pensi al suo territorio” sia di fatto azzeccta.
    Spiego i motivi:io penso che,se ogni circolo,ogni federazione si occupi di portare avanti la linea politica del partito senza sindacare su cosa si fa dalle altre partit,ebbene faremmo un grosso passo avanti.
    Ti dico cosi perchè non so se in Puglia ci sia la svolta a Sinistra o in altri territori non conoscendoli,ci sono altri organismi preposti come la direzione nazionale o il cpn che deve decidere se un territorio sta mantenendo una linea politica o un altra.

  112. L’espressione “ognuno pensi al suo territorio” vuol dire,secondo me,che ognuno deve lavorare nei propri luoghi di appartenenza o dove si è dirigenti,visto che,non essendo del luogo,a mio avviso non si può giudicare.
    Per di più leggendo i giornali o altri mezzi d’informazione ricchi di informazioni manipolate.
    Comunque insisto LA SVOLTA A SINISTRA C’E’

  113. Militante Says:

    “Noi lavoriamo sul campo e gli organismi dirigenti deputati decideranno se e come fare le alleanze” Scusate compagni, che che razza di discorsi sono? Questo è basismo da 4 soldi, altro che partito sociale! Le alleanze sono una cosa serissima, che interessa TUTTO il corpo del partito in quanto ne qualifica il profilo politico e la coerenza col lavoro sociale. Una seria e coerente politica delle alleanze deve andare di PARI PASSO col lavoro di radicamento, non essere delegata ad altri. Se io mi faccio il culo sui territori,e mi trovo come controparte sia il PdL che il PD, come potrei mai soprassedere sulle scelte elettorali del mio partito considerandole come una cosa marginale e accessoria??
    Ma che diavolo state dicendo!!! Come militante ho il DOVERE di pretendere che il partito, a livello locale e nazionale, persegua una tattica elettorale COERENTE col lavoro di radicamento e coi referenti sociali cui cui rivolgiamo. Altro che luoghi deputati!! Questo è bertinottismo di ritorno: la logica perversa per cui dai piani alti si predicava “basismo” a piene mani – per la serie armiamoci e partite – e poi, al momento opportuno, si imboccavano scelte politiche che contraddicevano alla radice tutte le belle parole!
    Col cavolo che io, dopo che mi faccio il culo per mostrare la vera faccia di un partito comunista immerso tra la gente, accetto di essere tenuto fuori da decisioni demandate a questo o quel burocrate locale che avranno pesantissime ripercussioni sul mio lavoro politico e sociale.
    Esempio concreto: nella mia città abbiamo fondato una rete di mutuo soccorso tra lavoratori di diverso settore, come partito ci siamo entrati in punta di piedi senza tirar fuori le bandierine ma assumendoci ruoli organizzativi, ci stiamo conquistando la stima dei lavoratori e stiamo cercando di far capire coi fatti cosa vul dire essere alternativi a PD e PdL che usano a piene mani l’assunzione clientelare. Secondo la vostra logica, dopo tanto lavoro, dovremmo fare retormarcia e spiegare quanto sia utile alla causa dei lavoratori una bella coalizione di centrosinistra??
    Ve lo potete scordare! Testa e braccia sono una cosa sola. Tutto il corpo del partito deve essere messo al corrente DA SUBITO sulla tattica elettorale che intendiamo perseguire e messo nella condizione di decidere (promuovere o bocciare) a tutti i livelli la medesima.
    Alla gente interessa eccome la tua coerenza rispetto alle azioni e alla parole d’ordine che vai promuovendo. Di prendere nuovamente per i fondelli la gente che, con tanta fatica, riusciamo ad avvicinare, non ci pensop proprio!

  114. Scusate chi lo dice se vai da solo prendi più voti rispetto se vai con il Pd??
    Se volete fare un discorso cosi vi posso dire con certezza,vedendo i risultati del nostro partito dalla nascita ad oggi,gli elettorali ci hanno più premiato quando siamo andati in coalizione rispetto che soli.
    Sfido chiunque a dimostrare il contrario!!
    M a me non interessa proprio nienete difatti preferisco prendere meno voti rispetto che andare con il centro-sinistra anche se questo non vuol dire che laddove c’è la possibilità concreta di fare bene si puo andare in alleanza.
    Non arrovelliamoci in discorsi,a mio avviso,sterili…………..

  115. Appoggiare governi con l’Udc per far cambiare la legge elettorale. Ma davvero l’ha detto? Come gli è venuto in mente? Era proprio la dichiarazione di cui si sentiva il bisogno: sarà il nostro faro nel lavoro di radicamento sociale e di lotta. Se non è elettoralismo questo: appoggiare un governo per cambiare una legge elettorale.
    Una vera svolta a sinistra.
    In ogni caso noto con preoccupazione atteggiamenti stile vecchio partito stalinista del tipo: i militanti devono lavorare a testa bassa e chi si mette a riflettere sulla linea è solo uno che semina divisioni e non si impegna. Scusa Giuseppe ma chi te lo dice che i compagni che criticano le alleanze non lavorino per il radicamento del partito. E poi siamo noi che manchiamo di rispetto.
    Interessante l’articolo su liberazione di oggi sul congresso Cgil. Faccio notare chi sono i dirigenti di lavoro e società che si tengono a galla tra la sinistra di cremaschi e Fiom da una parte e Epifani dall’altra.

  116. caro lucaocchionero, ti confesso che sono abbastanza meravigliato per ciò che scrivi. molto meravigliato.
    dire che noi vogliamo costruire un polo alternativo al centrosinistra e al centrodestra DEVE, ripeto DEVE, fare i conti con un problema grande come una casa. che si chiama sistema politico elettorale. il maggioritario è tossico. è impermeabile al conflitto e riduce i soggetti che il conflitto lo praticano alla disperazione e alla pura protesta astensionista o a diventare lobbies costrette a votare per il meno peggio e a cercarsi un parlamentare “amico”. esattamente come negli USA. abbiamo discusso e votato e ridiscusso e rivotato per dire, nell’appello che ha convocato la federazione e in più sedi che siamo contro il bipolarismo. ma, come tu sai o dovresti sapere, il governo berlusconi è considerato, giustamente, da una parte importante del paese un macigno da rimuovere a qualsiasi costo. io penso che il centrosinistra (allargato o meno all’udc non fa nessunissima differenza) è inutile per battere la destra perché oltre a non riuscirci più con i voti anche se ci riuscisse finirebbe con il perpetuare le condizioni dell’egemionia della destra nella sociaetà. in un circolo vizioso senza fine ma che però finirebbe con il farci sparire sia nel caso di accordi sia nel caso di rotture per il semplice motivo che nulla potrebbe mettere in discussione gli assetti economico sociali vigenti e che saremmo ridotti ad essere avvertiti da milioni di persone o testimoni astratti di posizioni astratte o come un partito “uguale agli altri”.
    l’idea di proporre con forza il superamento del bipolarismo attraverso, come è stato detto, un accordo per far cadere berlusconi e in un anno approvare una legge proporzionale che ristabilisca la possibilità che la rappresentanza sia fondata su programmi ideali e anche ideologie e non sul voto del meno peggio contro berlusconi è assolutamente coerente con quanto abbiamo detto e fatto finora. per quanto lontana, come dici tu, questa proposta è chiara e può favorire maggiore chiarezza perché è giusta. e può anche fare leva sulle posizioni altrui, a tutto campo. mentre in assenza di questa proposta, per esempio in caso di crisi del governo berlusconi provocata da qualsiasi motivo, sai bene che ripiomberemmo nel dilemma assolutamente distruttivo per noi dell’alleanza per battere la destra. se la facessimo avremmo una dialettica divaricante e se non la facessimo avremmo una dialettica divaricante. se la facessimo finiremmo nella subalternità e se non la facessimo finiremmo nella subalternità. perché, a meno di avere le fette di salame sugli occhi, gran parte di quegli stessi che oggi fanno conflitti voterebbero “utile” nella speranza vana che “speriamo” o si asterrebbero sapendo dell’inutilità del loro voto.
    proporre un cambiamento della legge elettorale è proporre anche il ritorno alla repubblica parlamentare. quella che permetteva a maggioranze parlamentari indipendenti dal governo di votare aborto, divorzio, equo canone, statuto dei lavoratori, riforma sanitaria e così via.
    un simile cambiamento si fa facendo un compromesso con chiunque sia d’accordo. con l’udc come con la lega, con parti della pdl e del PD o chiunque.
    insomma, è esattamente il contrario di dire che accettiamo un centrosinistra allargato all’UDC. non c’entra nulla. ed infatti è stato detto e votato che il prc è contrario in qualsiasi lugo ad allargare il centrosinistra all’UDC.
    ma voglio dirti una cosa. io, e qui dico una cosa che mi distingue, non credo sia sufficiente dire che l’UDC deve restare fuori. penso, anzi, che il dirlo troppo sia in qualche modo oscurare l’inutilità del centrosinistra e le sue pecche ed ambiguità sul piano programmatico.
    per esempio io penso, al contrario di ferrero, che il bilancio del governo toscano sia negativo indipendentemente dall’ingresso o meno dell’UDC.
    e sono per azzerare il partito in calabria. e sono per affrontare la tornata delle regionali sulla base di contenuti programmatici inequivocabilmente di rottura con il passato e per sfidare il PD e l’IDV su questo terreno cercando di mobilitare il conflitto esistente su obiettivi irrinunciabili.
    invece, infilarci in una discussione sull’udc e sui metodi come tu vorresti ci farebbe rinchiudere in una discussione interna giustamente incomprensibile per milioni di persone ed anche per le avanguardie di lotta.
    spero di essermi spiegato.
    un abbraccio

  117. caro ascanio, il movimento operaio fin dai suoi albori ha sempre voluto battersi per il suffragio universale. basta dirti questo per rispondere alle tue osservazioni. aggiungo solo che io non rappresento nessuno nelle istituzioni. e che sei tu ad avere lo stesso concetto di democrazia dei pensatori liberali.
    ma, sinceramente, non mi interessa molto una polemica tesa a dimostrare che io sono un borghese e tu un rivoluzionario.
    ciao

  118. ramon, tu che hai molta attenzione per il sudamerica: ma tu andresti mai con delle bandierine e uno striscione ad accogliere chavez alla mostra del cinema? A me questo tifare, che già vedevo in certi sguardi e certe gesta verso bertinotti da parte di molti poi diventati anti-bertinottiani, lo trovo abbastanza infantile, per non dire stupido…

  119. cari giuseppe prc e daro casella, la “gente” come dite voi non esiste. esistono molte contraddizioni e pensieri confusi e diversi fra loro nella stessa persona. anche fra chi fa lotte eroiche puoi trovare chi alla fine voterà PD per il semplice motivo che pensa che la “politica” sia una cosa diversa dalla stessa lotta che lo vede impegnato. è oggettivo che sia così visto che la “politica” ufficiale è separata dalla società. illudersi che le “masse” decidano sulla base del loro essere sociale è pericoloso quanto il pensare che facciano esattamente il contrario. è la difficoltà di questi tempi che non può e non deve essere ignorata. per questo io dico che bisogna essere capaci di fare un lunghissimo lavoro sociale senza aspettarsi ritorni elettoralistici e che contemporaneamente bisogna agire ANCHE nella sfera della politica ufficiale con proposte chiare come per esempio quella di una legislatura di un anno che ripristini il proporzionale.
    un abbraccio

  120. caro federico, non c’è nulla di male ad accogliere chavez con un po di bandiere. non essere snob. ovviamente io avverso la logica del “tifo” verso chavez come verso chiunque. ma non dimenticare che il venenzuela è sottoposto ad un duro attacco e che un po di solidarietà anche elementare non guasta.
    un abbraccio

  121. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    continui a travisare e, se permetti, quello che basta per rispondere alle mie osservazioni lo decido io, non tu. Tu fai parte di un partito che non è al bando, ok? Il tuo partito è legalmente riconosciuto e, secondo i crismi della democrazia liberale di tipo rappresentativo, può presentare liste, fare alleanze, sostenere governi o stare all’opposizione, ecc. Ma d’altronde, quale partito non può fare queste cose? Addirittura forza nuova aveva dei deputati europei nella scorsa legislatura. Quindi, smettila di dire che tu non rappresenti alcunchè, perchè ti prendi in giro da solo, oltre che prendere in giro i tuoi interlocutori.
    D’altra parte, non mi risulta che quello che tu chiami “movimento operaio” sia mai stato capace di innescare una critica seria alla democrazia rappresentativa: in fondo, essendo “movimento” e strutturandosi in partiti”, doveva RAPPRESENTARE degli interessi, scoprendo ben presto che conveniva entrare a far parte del gioco in questione (partiti di massa), e realizzando soltanto dopo che così facendo legittimava quello stato di cose che nei suoi proclami voleva superare. Essere anticapitalisti (a parte il fatto che soltanto una definizione di questo tipo legittima il capitalismo) significa altro rispetto a diventare “competitors” sul mercato politico. Poi, se pensi che il tuo ruolo (mansione) sociale non vada per nessuna ragione messo in discussione, deficiti di capacità autocritica, ripeto

  122. Si, hai ragione, apparivo snob. ma quello che volevo dire è che un conto è la solidarietà verso una esperienza come quella bolivariana, un conto un osanna al presidente. E’ una abitudine che a sinistra non mi è mai piaciuta, fina dalla barba di marx appesa ai muri, passando per i baffi di stalin e il capello lungo del “che”. Persone che posso, non stalin, anche ammirare. Ma credo sarebbe bene che noi prendessimo l’abitudine di smettere di ergere su dei piedistalli i vari “leader”. tutti utili, nessuno indispensabile si diceva una volta. Anche perché, se ci si dovessere rendere conto che l’operato di questi non è poi stato così impeccabile, diventerebbe ancora una volta difficile, o sempre più difficile, riprendersi da un nuovo abbaglio…

  123. egregio ascanio, anche il pcdi di gramsci si presentava alle elezioni ed eleggeva rappresentanze. anche loro “competitori” sul mercato? lo stesso vale per salvador allende o per chavez o per evo morales o per correa.
    se ti sfugge che qualsiasi spazio politico elettorale deve essere usato e che così è stato sempre fatto nella storia del movimento operaio non so che farci. altra cosa è avere coscienza dei limiti della democrazia rappresentativa. altra cosa è praticare una feroce critica del potere. cose giuste ma che se vengono declinate, come fai tu, in astratto e in modo predicatorio risultano del tutto inutili ed inerti.
    capisco che le mie risposte non ti soddisfano ma non pretendere che si convenga con te per forza.
    sei libero di pensare e dire ciò che dici e io rispetto le tue idee. ma non cercare di dimostrare che chi non la pensa come te fa semplicemente parte del mercato.
    tutto qui

  124. caro federico, in questo ultimo post dici cose giustissime. e come sai se leggi il mio blog io sono molto critico con il tifo verso i leader. ma non bisogna, a mio parere, eccedere nel volontarismo e nel moralismo. non è con la “condanna” del tifo che si combatte il tifo. bensì con la critica. e la critica non può prescindere dall’analisi delle cause e delle condizioni oggettive nelle quali si sviluppa il tifo. bisogna combattere la malattia e non gli ammalati.

  125. lucaocchionero Says:

    caro Ramon capisco perfettamente quello che vuoi dire. Ribadisco che anche io vorrei un proporzionale senza preferenze, e che il raggiungimento di questi obiettivi di certo ci toglierebbe da problemi che viviamo da 18 anni concedendoci finalmente di fare le nostre battaglie politiche senza limiti di sorta, ma ti pongo alcuni quesiti:
    1) Sei sicuro che il governo Berlusconi cadrà a breve? Io penso di no, e nel caso cadesse, il potere stabilirà immediatamente un governo tecnico da quale saremo ovviamente tagliati fuori(anche perchè non abbiamo neppure un deputato)
    2) E’ necessario disegnare scenari futuri che probabilmente non si realizzeranno ed intanto ipotizzare, per la prima volta dopo Chianciano, un’alleanza perlomeno ardita, sia pure per fini nobili?
    3) Abbiamo per caso calcolato che queste affermazioni sono ricadute verso le federazioni provinciali e regionali svegliando l’istinto di alcuni(con tutto il rispetto ma io moderato non sono) che hanno pensato che per le elezioni prossime amministrative questo tabù è venuto via?
    Non meravigliarti per ciò che dico perchè come sai viviamo in terra di frontiera, in un “luogo politico” dove il centrosinistra ha sperimentato, forse in più di ogni altro luogo, quest’alleanza non solo con l’UDC, ma perfino con pezzi di Alleanza Nazionale(Poli Bortone). Sai che Vendola vuole a tutti i costi ricandidarsi come garante di una coalizione siffatta, e sai che a Taranto abbiamo vissuto direttamente questo dibattito con ulteriore dolorosa perdita. Avendo girato un pò il sud in queste ultime elezioni regionali ho visto come si muove il centrosinistra in Campania ed in Calabria e, sebbene in Puglia già ci sono governi provinciali e comunali che vanno dalla Poli Bortone a Sinistra e Libertà, è probabile che, la stessa cosa si ripresenti anche in queste regioni. Nel PRC, lo sai meglio di me, insieme ai compagni che fanno radicamento e che lottano quotidianamente sui luoghi di lavoro, ve ne sono altri, diciamo così: “sensibili al tema dell’unità delle forze del centrosinistra”, che, adesso interpretano le dichiarazioni di Paolo come un’autorizzazione a lavorare per alleanze larghe(UDC compreso) ai fini della creazione di un neo centrosinistra di tipo “sudista” che difenda il sud dalle politiche della Lega, perchè sarebbe questa l’idea di fondo a sostegno del neo centrosinistra del sud.
    Ritengo che davanti a questo scenario bisogna invece essere duri, continuare il percorso di Chianciano, resistere a tutte le tentazioni, ed andare avanti col radicamento, col partito sociale, col raggiungimento degli obiettivi che proprio a Chianciano ci siamo posti.
    Capisco anche lo stato d’animo di Animals e di Militante che poi è la stessa cosa che mi sento dire da tanti militanti di base che stiamo cercando di convincere disperatamente a tornare al lavoro piuttosto che stare a casa disgustati: non è possibile ipotizzare scenari senza prima spiegarli verso il basso, come minimo si creano fraintendimenti come appunto è avvenuto, pare venire meno quella chiarezza e quella coerenza di cui invece abbiamo assolutamente bisogno per rimotivare i militanti e per risollevarci nei territori.
    Spero che Paolo chiarisca quanto prima il senso delle sue affermazioni, non tanto per me che non ho dubitato della sua buona fede, quanto per togliere un’ arma ad “altri” che sono pronti a fare piazza pulita di tutto ciò che ci siamo detti a Chianciano ed a sedersi comodamente nei tavoli di trattativa come se nulla fosse accaduto.
    Spero anche io di essermi spiegato
    Un caro saluto

  126. lucaocchionero Says:

    intendo puntualizzare: quando dico queste parole: “…quanto per togliere un’ arma ad “altri” che sono pronti a fare piazza pulita di tutto ciò che ci siamo detti a Chianciano ed a sedersi comodamente nei tavoli di trattativa come se nulla fosse accaduto…” non mi riferisco a nessuna “corrente ” in particolare, ma a pezzi di partito ovunque collocati. Grazie per l’attenzione, saluto tutti

  127. caro lucaocchionero, io non penso che che berlusconi cadrà prima della fine della legislatura. e non credo che il proporzionale sia buono solo perché ci conviene.
    penso, come sai, che il lavoro sociale e le lotte siano la priorità assoluta.
    ma penso anche che sia giusto dire che c’è una questione democratica in italia. sia in se sia per le lotte che altrimenti non possono aspirare a trasformare in leggi dello stato le proprie rivendicazioni e che sarebbero così condannate alla dimensione difensiva e alla disperazione.
    abbiamo chiarito che il problema democratico non è SOLO berlusconi. anzi, abbiamo chiarito che berlusconi è un effetto del problema democratico perché senza maggioritario non sarebbe nemmeno esistito.
    questa cosa richiede che si formuli una proposta su come le cose dovrebbero andare.
    facciamo cadere berlusconi e un accordo per risolvere il problema democratico tornando al proporzionale non è disegnare scenari impossibili o proporre alleanze ardite. è chiarire ciò che vogliamo e far capire 1) che siamo contro berlusconi contro chi dice che non ci poniamo il problema di berlusconi 2) che non siamo disponibili ad alleanze SOLO contro berlusconi 3) che il polo che vogliamo costruire vuole esistere davvero e non è una mera affermazione astratta e di principio.
    in particolare io ho sempre sottolineato la necessità di proporre la critica del maggioritario e il ritorno al proporzionale come una questione politica di prima grandezza proprio per la sua utilità sociale.
    ma non basta dire che sarebbe meglio tornare al proporzionale. bisogna proporlo nelle forme e modi possibili. ed è giusto e coerente farlo.
    altrimenti anche se proponiamo, come facciamo, di eliminare gli interessi privati dalla sanità, se proponiamo di rafforzare la scuola pubblica ed eliminare i sovvenzionamenti a quella privata, se proponiamo di nazionalizzare le banche e così via disegniamo scenari impossibili.
    se poi la voglia di accordi che esiste trasversalmente nel partito approfitta di questa proposta per far finta che l’udc sia stata “sdoganata” bisogna combattere questa posizione per quello che è e non attraverso la questione falsa dell’UDC. perché anche se non avessimo fatto la proposta di cambiare la legge elettorale con l’UDC quegli appetiti si manifesterebbero ugualmente in mille altre forme.
    non si scappa dai problemi. i problemi si affrontano di petto.
    tutto qui
    un abbraccio

  128. Non capisco bene una questione. Ma se dovesse mai cadere Berlusconi e dovesse mai nascere un governo diciamo così di transizione non potremmo semplicemente mobilitarci perché questo governo approvi una legge elettorale proporzionale? C’è bisogno di appoggiare il governo per far si che passi il proporzionale? Con qualsiasi governo in carica, anche berlusconi, credo che accoglieremmo positivamente il ritorno al proporzionale. E non mi sembra che nel centrosinistra ci siano simpatie per il proporzionale più che nel centrodestra, anzi.
    Personalmente poi non sono per il proporzionale come posizione di principio. In Inghilterra Tony Blair voleva il proporzionale per poi allearsi con i liberaldemocratici e giustificare le sue politiche liberiste. E molti comunisti inglesi infatti si opponevano.

  129. Un’altra precisazione: se berlusconi cadesse sull’onda di una serie di lotte come nel 1994 credo che si dovrebbe assolutamente chiedere il voto immediato per tradurre elettoralmente la vittoria e non mettere in piedi dei governi transitori alla Dini. Nemmeno se promettessero il proporzionale.

  130. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    mi dai ragione senza accorgertene e questo, sì, mi basta. La risposta è sì: ogni partito esiste per tentare democraticamente, cioè maggioritariamente, di conquistare il maggior (appunto) numero possibile di elettori alle sue proposte, oltre che per soddisfare esigenze che ritiene possibile sintetizzare in “agende” politiche. Ripeto: OGNI PARTITO, compreso il tuo e quello dei padri più o meno putativi. Non è un fatto di pensarla come me o no: è così (strano che questa cosa ti dia fastidio, visto che, se non sbaglio, alle scorse elezioni la tua organizzazione puntava ad uno sbarramento poi mancato).

    Non è che cerco di dimostrare che chi fa politica in modo canonico e tradizionale fa parte del mercato politico, cioè risponde ad una logica competitiva: l’ho già dimostrato prima, e tu mi hai dato ragione, citando il movimento operaio e il PCDI ai tempi di Gramsci. Purtroppo esiste un problema, quello della LEGITTIMAZIONE del capitalismo come sistema di relazioni tra individui, che capisco sia difficile da affrontare, ma forse un esempio aiuterà: hai presente quando vai al seggio? Al seggio c’è un elenco, l’elenco dei votanti, ok? Bene. Se il tuo nome finisce su quell’elenco, a prescindere da quello che poi farai nella cabina, tu hai LEGITTIMATO la democrazia rappresentativa. Dimmi se ho torto

    Ora, come fai a conciliare LEGITTIMAZIONE e CRITICA? VIsto che la mia critica alla democrazia rappresentativa è “predicatoria”, forniscimi qualche spunto per concretizzarla correttamente, tu che sei uomo di partito e lo rivendichi. Io dico, semplicemente, che coloro che competono con le loro organizzazioni sul mercato della politica non possono dirsi anticapitalisti, o lo possono fare soltanto nell’accezione che prevede una competizione (da cui mercato) con una “parte” conservatrice, liberale o reazionaria rispetto all’esistente

    La critica non può prevedere la legittimazione, altrimenti è una bufala. I comunisti italiani, nella loro storia, sono sempre partiti da un presupposto contrario alla loro teoria: che la libertà dovesse passare necessariamente attraverso la concessione di diritti da parte del potere costituito. Così la liberazione ulteriore diveniva gioco forza un processo graduale, una meta sempre da conquistare: tale discorso legittima ancora oggi l’esistenza delle strutture del capitale. In realtà, quando legittimi una struttura le legittimi tutte, perciò l’anticapitalismo organizzato e militante è una bufala

  131. lucaocchionero Says:

    Si affrontano di petto ma con tempismo. Adesso abbiamo altri problemi: radicamento sociale, ricostruire un’utilità sociale e politica del partito, tenere una linea politica coerente in tutti i territori, costruire la federazione della sinistra antagonista e fare tenere a tutta la federazione una linea anticapitalista. Poi abbiamo da affrontare le difficilissime elezioni regionali(preparati perchè al sud ci sarà il casino nel partito e nella federazione), e poi magari pensiamo a scenari nazionali partendo dall’inizio perchè in parlamento ci dobbiamo entrare.
    Credo che solo dopo questi passaggi bisognerebbe porsi il problema sul superamento di Berlusconi, perchè solo dopo questi passaggi avremo un partito in una federazione che avrà qualcosa da dire ed un minimo di credibilità da spendere. Sempre che non verremo coinvolti in un nuovo congresso dove il discrimine sarà, lo sai benissimo, l’alleanza o meno col centrosinistra “allargato”, o che grado di coinvolgimento bisogna avere.
    Ma vedi come siamo andati avanti?

  132. Purtroppo il casino non c’è solo al sud ma anche al nord,vedi il caso Bologna,ma anche in Abruzzo,dove siamo andati in coalizione con il centro-sinistra in cui il partito principale fu drammaticamente spazzato via da inchieste ed arresti o a Rimini e da altre parti.
    Stiamo attenti a non attribuire molta importanza in termini di voti alle regionali,ancora non siamo pronti a sostenere le elezioni.
    DETTO CIO IL LAVORO CHE TANTI MILITANTI,CON IL PARTITO SOCIALE E CON LO STESSO FERRERO E’ FANTASTICO,STIAMO TRA LA GENTE,DENTRO I CONFLITTI,TRA I BISOGNOSI(vedi l’Abruzzo),TRA I LAVORATORI.
    IL LAVORO E’ LUNGO E TORTUOSO STIAMO UNITI E LAVORIAMO………….
    Io per esempio sto sostenendo,con altri compagni,la battaglia ad Ivrea.

    Per ultimo:a Giugno ci siamo presentati da soli,alle amministrative,nel 69% dei casi,non è certo poco

  133. http://www.redtv.it/video/1530 Luca e tutti gli altri compagni,vi consiglio di vedere il nostro segretario su Red Tv di oggi

  134. Cari compagni,
    il discorso sulla Linke e sulla germania rimanda inevitabilmente a quello sulla Francia. Lì si che le forze anticapitaliste sono sostanzialmente divise!
    Ed il Front de la Gauche, che apparentemente si è formato sulla falsariga dell’ esperienza della Linke, con il coordinamento unitario fra i compagni del Partito comunista francese ed i fuoriusciti dal PS, ha un profilo più governista e votato al compromesso della linke (anche forse per colpa del sistema elettorale?). Ciò nonostante che in passato lo storico pcf si sia ridotto ai minimi termini a causa della sua linea moderata. Di contro c’ è una forza politica nuova e dirompente come l’ NPA che tuttavia è senza contenuti, quasi “virtuale” e basata esclusivamente sul proprio leader. E’, in pratica, quasi una tabula rasa se si eccettua la sua chiusura ad ogni compromesso col PS. Tra l’ altro, grazie alla sua “dirompenza”, riesce ad intercettare un vasto strato di francesi impauriti dalla globalizzazione ( in Francia tale sentimento di disorientamento è inutile, dato che in Francia vi è sempre stato un fortissimo sentimento dello stato-nazione) e di disoccupati e diseredati. Insomma, un voto di pure protesta e potenzialmente non molto saldo, che può spaziare da Le Pen all’ NPA appunto.
    Io penso che in Italia un soggetto come l’ NPA sia irrealistico, poichè non ve ne sono le condizioni, e sia da evitare, perchè ogni partito nuovistico, liquido e liquidatorio è destinato a non reggere a lungo; sintomatico è il fatto che, finchè il PCF era in crisi, l’ NPA viaggiava nei sondaggi su percentuali stellari, non appena si è ripreso quest’ ultimo, alle ultime europee, ha subito immediatamente un clamoroso sorpasso.
    Tuttavia penso che dovremmo anche noi recuperare quella carica rivoluzionaria che al momento ci manca e che è stata la fortuna dell’ NPA. Per fare ciò servono proposte e programmi realmente rivoluzionari (come la proposta del controllo operaio sulle fabbriche in crisi) ed anche un taglio netto con le giunte di centro-sinistra, che, francamente, ci fanno fare brutta figura spesso e volentieri.
    Spero sinceramente spero che il PCF riveda quanto prima la sua linea e si faccia promotore di un progetto ricompositivo perchè è davvero un peccato sprecare un patrimonio potenzialmente a due cifre, per quel che riguarda i momenti elettorali. In tal senso credo che se dovesse riuscire il nostrprogetto unitario, potrebbe essere un gran bell’ esempio. E ce ne sarebbe davvero un gran bisogno, in Francia, come in Portogallo ed in tutta Europa.

  135. Che l’NPA sia un partito virtuale è una emerita stronzata.

  136. Buongiorno.
    Ciao Ramon ora non ce la faccio a leggere tutti i commenti, ma mi è caduto l’occhio sul tuo del 10 “non penso che Berlusconi cadrà prima della fine della legislatura”: a parte il fatto che se questo si realizzasse, sarebbe la iattura più grande per l’Italia dal dopoguerra a questa parte, gli effetti della inefficienza, oltre che dell’antidemocraticità, dell’arroganza, della mafiosità di questo governo sono sotto gli occhi di tutti – a parte questo, dico, ci sono segnali abbastanza evidenti che qualcosa stia scricchiolando dentro la maggioranza oltre che segni di allarme pre-cedimento di B. personalmente: prossima sentenza sul lodo Alfano, riapertura del caso Sicilia dopo le confessioni di Ciancimino e del pentito, manifestazione (manifestazioni) del 19 per la libertà d’informazione che devono assolutamente riuscire e possono contribuore a dare una spallata!!
    Qualunque cosa possa venire dopo (a meno che non sia un golpe ovviamente…) sarà migliore di ciò che abbiamo adesso.
    Saluti.

  137. Dimenticavo che si parla anche di accorpamento delle elezioni regionali del 2010 con le politiche nel caso che B. decidesse per una crisi, convinto naturalmente di essere ancora nel favore della maggioranza degli italiani..
    Direi che attrezzarci per l’ipptesi sia un dovere.. un saluto

  138. Ho già discusso del problema col proprietario del blog, ma ripropongo una domanda ai compagni: quanti grattacieli sono caduti a New York nella giornata dell’11/9/2001? Se non conosceste la risposta, forse sarebbe ora di riconsiderare tutta la questione.

  139. Ferrero, Prc: no a alleanze Udc sì a una sinistra alternativa. «Pensiamo che per uscire dalla drammatica crisi che investe il nostro Paese, il problema non è quello di inchiodare la sinistra italiana a una catastrofica alleanza con l’Udc di Casini e Cuffaro,ma quello di costruire l’unità della sinistra d’alternativa anche nella sua autonomia dal Pd», Così Paolo Ferrero, segretario nazionale delPrc-Se,sulle future strategiedi alleanza a sinistra. «È per questo che proponiamo di dare vita a un polo della sinistra d’alternativa che sappia restituire speranza e forza alla vasta sinistra politica, sociale e culturale presente e diffusa nel nostro Paese»;

    Sinistra e Libertà: “Sinistra e libertà ha ribadito che intende consolidarsi, puntando a rafforzare i legami politici con il Pd e perfino con l’Udc in un nuovo, futuro, centrosinistra” (dal manifesto) e Nencini precisa: «… È già venuto il tempo di riunire tutte le opposizioni riformiste al governo Berlusconi e di gettare le basi per un nuovo centrosinistra che vada dall’Udc a Sinistra e Libertà».
È quanto dichiara Riccardo Nencini, segretario nazionale del Partito Socialista ed esponente di Sinistra e Libertà.

    Ai militanti e agli elettori di sinistra la scelta.

  140. Caro Marioweb, il tuo commento è ricco di argomentazioni inattaccabili e di spunti positivi. Mi hai convinto. Chiedo perdono per aver affermato una simile stronzata e ti chiedo di sottoporre al tuo approfondito ed illuminante giudizio tutti i miei futuri post su questo blog.

    Con deferenza

  141. Infatti, faresti bene a tacere, perchè sei solo un arrogante maestrino.

  142. caro animals, forse non ti sei accorto che non siamo in parlamento e che quindi se per caso, ma dico per caso perché come dirò più avanti in risposta ad altri commenti, cadesse berlusconi e cominciassero a discutere di come sostituirlo senza elezioni il problema di appoggiare o meno un governo di qualsiasi tipo (tecnico politico guidato da personaggio alla draghi o altro fa lo stesso) non esisterebbe materialmente. ovviamente dovremmo fare come dici tu e mobilitarci su contenuti tra i quali la legge elettorale proporzionale.
    ciò che non riesco a capire e come fai a non vedere che, invece, dire che non esistono le condizioni per fare un’alleanza di governo contro berlusconi e che bisognerebbe limitarsi ad un accordo temporale per ristabilire una legge elettorale proporzionale è essere chiari fino in fondo e per tempo sulle nostre intenzioni.
    il battere la destra di berlusconi è un problema reale sentito dai proletari coscienti e da milioni di persone. non si liquida dicendo che il pd è borghese o che noi siamo indifferenti. e non si liquida dicendo che per battere berlusconi tentiamo un’altra volta un’alleanza organica di centrosinistra. si affronta con una proposta concreta che per quanto difficile da realizzarsi ha il pregio di essere effettivamente utile per battere berslusconi e per non svendere principi e contenuti sull’altare dello schieramento contro berlusconi.
    perché una volta che attraverso questa proposta si chiarisce che non siamo disponibili a fare alleanze organiche di governo con il PD e che contemporaneamente invece di apprezzarlo ti scagli contro?
    mah!

  143. caro ascanio, la tua logica stringente dovrebbe portarti a dire che il solo possesso della carta d’identità o la iscrizione all’anagrafe è un atto di legittimazione del sistema.
    è una logica astratta. un circolo vizioso. non un’analisi o una proposta.
    quando tutto il movimento operaio si batteva per le otto ore lavorative e per escludere i fanciulli dal lavoro sapevano bene che con queste due cose non avrebbero abbattuto il capitale ma sapevano anche che se cambi con la lotta, e in questo caso con le leggi fatte in parlamenti ultraborghesi, la vita di milioni di lavoratori cresce la coscienza di classe. o tu avresti detto che l’obiettivo era una legittimazione del capitale?
    ma dai!

  144. caro lucaocchionero, vale per te la risposta che ho dato ad animals. ma vorrei aggiungere che dire oggi, fin da subito, che con il PD e con chiunque altro ci stia possiamo discutere di un accordo contro il bipolarismo, serve anche ad evitare che la crescente e prevedibile canea frontista ci travolga.
    e serve ad esprimere una critica sulla vera questione democratica che non è SOLO berlusconi bensì il bipolarismo.
    dovresti intuire che altrimenti, senza una proposta su questa questione, la forbice “soli perché il PD fa schifo anche se vince di nuovo la destra o uniti con tutti contro la destra ma con contenuti di destra” è destinata a dividere il partito, la federazione, ogni comitato di lotta e perfino molte persone nel loro foro interiore.
    non possiamo ignorare questo problema.
    a me sembra chiarissimo.

  145. caro gio, in realtà sono d’accordo su diverse delle tue osservazioni ma trovo veramente sbagliato dare definizioni sommarie e superficiali di qualsiasi forza politica. vale perfino per la destra, figuriamoci per forze sorelle come il NPA francese.
    per sorreggere certi ragionamenti non c’è bisogno di insultare perché sostenere che il NPA è un partito virtuale è un insulto oltre che non vero.
    che per il sistema presidenziale francese esista ed abbia una notevole importanza la figura del candidato/a e che questo provochi che quando si vota per le legislative o per le presidenziali ci siano oscillazioni enormi questo è vero. ma da qui a dire che il NPA è un partito virtuale ce ne corre troppo perché non suoni come un’offesa.
    ciao

  146. caro marioweb, non c’è bisogno di adombrarsi così. capita anche a compagni del NPA o italiani fratelli dell’NPA di dare giudizi sommari e magari offensivi sul PCF o altri partiti.
    i battibecchi sono semplicemente inutili.
    ma capisco che tu ti sia offeso.
    quindi, per favore, finitela entrambi e non costringetemi a cancellare il battibecco.

  147. cara giovanotta, io non so cosa accadrà e non penso sia utile esercitarsi in previsioni avventurose fondando tattiche e strategie sulla sabbia.
    nonostante l’impresentabilità di berlusconi la destra è largamente egemone in italia. per liberarsi di berlusconi e della destra è necessario: 1) erodere il consenso della destra rimettendo al primo posto il conflitto del lavoro e sociale 2) risolvere il problema democratico perché il bipolarismo e non solo berlusconi hanno fatto si che uno che magari vuole i dico, l’abolizione della legge trenta e la legge sul conflitto di interessi (per dirne tre) si ritrovi a votare per il PD che non ha nessunissima intenzione di fare nessuna di queste tre cose. anzi.
    un abbraccio

  148. Mah,
    quì ci dicono ogni momento che il PRC è finito, ha terminato il suo ciclo, non serve più a nulla, è fatto da dirigenti incapaci e governisti, non ha cambiato nulla dalla partecipazione al Governo ad oggi e deve cessare di esistere, poi non si può fare una critica strutturale ad un partito, anche estero, che deve scattare l’ insulto personale e l’ invito a tac ere?!
    Non so gli altri, ma questa non è una logica in cui mi ritrovo

  149. Il prossimo Comitato Politico Nazionale (Cpn) di Rifondazione Comunista è convocato sabato 12 e domenica 13 a Roma con due punti significativi all’ordine del giorno: allargamento della segreteria nazionale e federazione della sinistra alternativa.

    Non si tratta di due punti rituali e come tali non vanno intesi. Siamo di fronte ad un cambiamento della linea del congresso nazionale. Un cambiamento in verità già avvenuto silenziosamente in molte pratiche quotidiane. Nello scorso Cpn, il documento politico votato a maggioranza aveva smesso di definire il nostro partito “strategicamente alternativo al Pd”, sostituendo questa definizione con il termine “autonomo” dal Pd. Un lieve cambiamento semantico che nei fatti allude alla riapertura di una stagione di alleanze con il Partito Democratico.

    Non c’è da stupirsi quindi che il 2 settembre Ferrero su Liberazione abbia dato nei fatti la propria benedizione al prossimo accordo con il Pd per le elezioni regionali in Toscana.

    Vi è poi la questione della Federazione della Sinistra Alternativa che per molti aspetti assomiglia ad una riedizione della Sinistra Arcobaleno. Quali sono le linee programmatiche della Federazione? Come si organizzerà? In ogni caso il Cpn viene chiamato a decidere quando la Federazione è già stata fondata.

    Dentro la Federazione avanza a spron battuto l’unificazione tra Prc e Pdci. Non esiste iniziativa pubblica che veda ormai i due partiti separati. Il problema non è l’unità in sé, ma la mancanza totale di chiarezza attorno alle coordinate politiche di questa stessa unità. Il rapporto con l’istituzionalismo e l’impronta ideologica stalinista del Pdci sono stati completamente rimossi da una discussione politica franca e aperta. Non è un caso che nel partito emergano sottovoce, ma in costante aumento, le posizioni che tendono a giustificare alcuni aspetti dello stalinismo. Dopo il libro di Losurdo “Stalin, la leggenda nera”, appare su Liberazione un articolo di Burgio che prova a giustificare il patto tra Stalin e Hitler.

    Unità e gestione unitaria sono quindi due termini usati a sproposito. Il clima di “volemose bene” viene stimolato dalla destra del partito per soffocare una sana e chiara discussione politica. In questo senso va concepito l’allargamento della segreteria nazionale del Prc: entreranno due membri della seconda mozione (Rps – ex vendoliani). Dalla svolta a sinistra siamo passati, a nostro modo di vedere, alla restaurazione di molti aspetti della vecchia Rifondazione.

    Come compagni di FalceMartello siamo entrati in segreteria nazionale mettendoci a disposizione della svolta a sinistra. Non siamo invece disponibili a gestire quella verso destra.

    Ma diversi dei nostri dirigenti si possono rassegnare: non stiamo per lanciare l’ennesima scissione. Questa pratica non ci appartiene. Non siamo alla ricerca di nuove sette o conventicole. Siamo in lotta per una reale alternativa rivoluzionaria in questo paese. E questa lotta passa da Rifondazione Comunista. Se Rifondazione si difende con l’opposizione politica, noi faremo opposizione dentro il partito. E lo faremo come ci compete: con la discussione politica e radicando il partito nei luoghi di studio e di lavoro.

  150. lucaocchionero Says:

    i tuoi concetti spingono ad una riflessione, ma continuo a pensare che ci sobbarchiamo problemi che non sono i nostri, per il momento. A parte che credo emergeranno forti divisioni nel partito già alle prossime amministrative(tra unionisti-nel senso di “orfani dell’Unione”- ed anticapitalisti con la segreteria che non può non schierarsi); a parte che alle prossime nazionali tutto pare andare nella direzione di un grande accordo di governo tra Lombardo-Polibortone-Udc-PD-Vendola; in che modo si sostanzierebbe la nostra attività di “coalizione” volta ad ottenere la legge elettorale?
    Saremo la sinistra di questa grande coalizione, oppure andremo da soli ed una volta eletti i nostri parlamentari lavoreranno insieme ad altri per una legge di tipo proporzionale?
    Se la risposta è essere la sinistra di questa “grossa coalizione” alle prossime elezioni nazionali(sia pure con programmi diversi:loro con un programma di legislatura e noi solo per un anno legge elettorale proporzionale) ribadisco che tale decisione può prenderla solo un congresso.

  151. Ah, ma allora il tuo problema è di dover ricambiare gli insulti a Rifondazione…

  152. La federazione è stata ben decisa nel congresso,a me ste mozioni mi stanno sul cazzo sopratutto alcune.
    Ritroviamo tutti i punti già espressi dal Prc a Chianciano: “In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica. In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti. In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista”. non vorrei essere pessimista ma o si cerca di costruire questa unità o il rischio è “quel poco che ancora è in piedi a sinistra in questo Paese venga spazzato via per più anni”.
    Cosi come c’è un capitolo chiaro sulla gestione unitaria del partito.
    Adesso questi vorrebbero anche non allearsi con il pdci,ma per favore,ma non capite che questa contrapposizione forzata crea solo confusione.
    Che vadano a fare un po di partito socialeo con Ferrero davanti alle fabbriche

  153. E daje. Chi dissente viene invitato ad andare davanti alle fabbriche e lavorare di più. Chi ti dice Diana che io non ci vada già davanti alle fabbriche ?

  154. Non era riferito a te,è riferito a tutte le persona di bocca larga che parlano parlano parlano e poi di concreto non fanno niente.
    Non voglio entrare in polemiche poco costruttive o quant’altro,vorrei chiede a Belotti e Giardiello,leader di falce e martello,se hanno adempito al loro compito in un anno e più che avevano il compito da loro scelto di responsabili del radicamento del partito sui luoghi di lavoro e radicamento sociale del partito.
    Perchè a parlare e fare comunicati sono tutti bravi poi bisogna vedere i fatti e i due compagni ci devono far vedere concretamente cosa hanno fatto e se mi dovrebbero fare la domanda a me su cosa abbiamo fatto col PARTITO SOCIALE avrei una lunga serie di cose da dire ed elencare e mi dispiace che a volte si dimentichi il gran lavoro di PIOBBICHI e di FERRERO.

  155. marioweb, io ho scritto un intero post su due partiti francesi, non una semplice frasetta d’ insulti.
    Elencando poi tutte le critiche pesantissime rivolte al PRC intendevo dire che chi le rivolge è libero di farlo, ma non è in condizione nè di sentirsi offeso, nè di insultarmi se io rivolgo una critica strutturale al un partito francese che, evidentemente, senti come vicinissimo a te.
    Tanto più che io, nel criticare, non mi permetto d’ insultare personalmente i dirigenti dell’ NPA, come fa chi da a ferrero dell’ inetto da mandare a casa in maniera pregiudiziale, solo perchè ha partecipato ad un Governo. Questo sì che è davvero offensivo e dietrologico. Chiaro??!!!

  156. Il tutto fermo restando che, come ho scritto chiaramente, vedrei di buon okkio un processo ricompositivo anche in Francia, perchè le critiche, anche aspre, sia ricevute ( tranne quelle pregiuziali ai dirigenti), sia fatte, non possono e non devono essere un impedimento per la ricomposizione.

  157. E’ evidente che hai la coda di paglia quando parli delle accuse a Ferrero ed ai tuoi dirigenti.

  158. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    non so se ti convenga chiamare “logica astratta” quello stato di cose che decide anche della tua vita e che, almeno a parole, dici di voler superare.

    Cittadini, cioè depositari di diritti, si nasce, purtroppo. Poi, puoi scegliere di diventare apolide e di non legittimare il sistema (o puoi fare altre scelte, tipo l’obiezione di coscienza), salvo beccarti un decreto sicurezza qualsiasi che prevede l’anagrafe dei clochards, ok? Quello che chiami “circolo vizioso” è semplicemente un ragionamento che non ti va di affrontare, perchè sai benissimo che ti indurrebbe a mettere in discussione VERAMENTE te stesso (e le ragioni della tua militanza) in quanto parte legittimante dell’esistente.

    Riguardo poi le battaglie del movimento operaio, ho già scritto che sono sempre state all’insegna del migliorismo, mai del superamento del capitalismo, quindi non c’è bisogno che tu lo ribadisca. Infatti, c’è capitalismo quando c’è un individuo che vende la propria forza lavoro e un individuo che la compra. Poco importa, poi, se tutti i venditori di forza lavoro si organizzano in classe per strappare migliori condizioni ai compratori di forza lavoro, anch’essi strutturati in corporazione: così facendo, e questa è la critica che rivolgo anche a te in quanto portatore di certe istanze, non solo legittimano l’esistenza del lavoro salariato e del “datore di lavoro” in quanto “avversari”, ma è come se ponessero il timbro di validità sul capitalismo organizzato.

    La “coscienza di classe” è una fregatura, perchè una volta che la domanda di liberazione DAL lavoro viene strutturata, organizzata, rappresentata, diventa una domnda di liberazione DEL lavoro, fatta di rivendicazioni tipo la riduzione dell’orario di lavoro, migliori condizioni di sicurezza, maggiori salari, partecipazione agli utili (leggi democrazia economica), ecc, quindi non si può più parlare nè di superamento del capitalismo, nè tantomeno di comunismo (che è, tra le altre cose, la fine del rapporto di compravendita di esseri umani succitato).

    Se dobbiamo discutere della buona fede circa gli obiettivi del movimento operaio, penso che possiamo anche sorvolare. Mi sembra però che tu tenda a difendere acriticamente le strutture che storicamente hanno, in buona fede o meno, parlato di rivolta e praticato l’acquiescenza rispetto a regole e a schemi che permangono da circa 700 anni

    Ogni “diritto” che il rapporto sociale capitalistico ti offre può essere messo in discussione e rifiutato, specie quando vale per te ed è inaccessibile ad altri, vedi i migranti che tutti i giorni la nostra democrazia assassina: dipende se lo si vuole fare o no. Chiaro che, se lo si fa, lo si fa individualmente, perchè è impossibile organizzare la defezione. Solo la collaborazione si organizza, ed è così che devi chiamarla, Ramon, anche se ti sembra “lotta politica”

  159. ok, marioweb, tu l’ unica cosa che fai è buttare lì un’ affermazione, senza sentire la necessità di argomentarla, per cui è inutile che io continui a farlo io. Buona vita

  160. Marioweb Says:

    Bravo, risparmiati.

  161. lucaocchionero Says:

    Animals, conosco benissimo la posizione della IV mozione e, senza peli sulla lingua ti dico che non la condivido. Come vedi io discuto liberamente su un’affermazione del segretario che non condivido e dietro la quale
    temo si nascondano manovre “unioniste”(da orfani dell’Unione) trasversali a tutte le mozioni ed anche esterne al PRC, discuto e contesto liberamente perchè se qualcosa ci ha insegnato Chianciano è che non esistono verità assolute, che non esistono più i padroni del partito e che il lavoro e le parole di tutti sono in discussione: dal segretario nazionale all’ultimo iscritto. Ma, pur ritenendo che la fase più critica del partito sia passata(il partito sociale ed il commovente lavoro dei militanti sta riconnettendo il PRC con le famiglie dei lavoratori in quasi tutto il territorio), questo è un momento dove non bisogna far prevalere i “distinguo” ma fare prevalere l’unità. Condivido la critica per certe mediazioni che paiono “al ribasso” sulle quali si sta ragionando, ma non condivido il fatto che si giudichi, si definisca, si condanni, ed in definitiva si liquidi il gran lavoro sinora fatto dicendo che sostanzialmente non è cambiato niente.
    Del resto, anche per deformazione professionale, sono abituato a lasciare i tavoli della trattativa solo quando questa è irrimediabilmente compromessa, e quando le posizioni sono effettivamente inconciliabili; e reputo invece che tra i compagni della mozione IV e la segreteria gli spazi di trattativa non siano affatti esauriti.

  162. lucaocchionero Says:

    Compagna Diana, pur non essendo un militante della IV mozione, sono un buon testimone del loro lavoro sul territorio e ti posso dire che esso non è inferiore al lavoro fatto dai militanti delle altre “aree culturali” o “mozioni”. Anzi in certi casi, in certi territori, per me i compagni di Falce e Martello rappresentano quello che questo partito dovrebbe essere: sociale, anticapitalista, operaio, ambientalista, vicino alle famiglie che soffrono mentre magari nello stesso comune qualche altro iscritto del PRC è più impegnato a consolidare la propria posizione nelle istituzioni snobbando assolutamente qualsiasi azione del partito sociale.
    Inoltre invito te, come i compagni di Falce Martello, a non ragionare più per mozioni, anche perchè ritengo che l’area culturale della “sinistra” del partito sia molto più vasta di Falce e Martello, così come non è piccola “la destra”(Unionista) di questo partito trasversale tra tutte le mozioni.

  163. Ma insomma a Chianciano nel documento politico (che tanti qui spesso riscrivevano!!)eravamo “ALTERNATIVI AL PD” ora Ferrero dichiara a REDTV che è possibile allearsi al PD (vedi il cambiamento) senza UDC… ma come non era finito il tempo in cui il segretario annunciava i cambi di linea in piena solitudine e si passava prima dagli organismi dirigenti e dalla base del partito , ma viaaa siamo di nuovo a prima di Chianciano, cambiano i soggetti ma si ripete la politia sbagliata che ci ha condotto a questo punto di dissoluzione.

  164. Chi ancora non ha capito si svegli: in realtà Ferrero voleva fare il segretario del PRC una volta raggiunto lo scopo è ovvio che la sua visione riproponga quanto già da lui condiviso con il vecchio gruppo dirigente Bertinotti e tutti gli altri,con le dovute varianti ovviamente. Vedrete, al giusto tempo, in ossequio all’emergenza democratica ci proporrà un alleanza stretta con il Pd e il resto del centro sinistra.

  165. Non vedo i cambiamenti epocali che Lucia, minopc e animals ravvisanonella linea di ferrero. Trascurando il solito insulto di minopc che mina la serenità della discussione (Ferrero voleva fare il segretario del PRC, una volta raggiunto lo scopo è ovvio….), mi pare che la possibile alleanza con tutti coloro che ci stanno per ottenere un sistema rappresentativo sia sostenuta da tempo dal gruppo dirigente del partito; del resto è una condizione che agevolerebbe la nostra esistenza ed utilità sociale per il futuro. A livello locale, da Chianciano il PRC è stato sempre disponibile ad allearsi col PD, magari, nei fatti anche in maniera un pò non univoca nei contenuti. A livello nazionale non mi risultano aperture sostanziali per governare col PD in maniera organica, nel caso l’ attuale governo dovesse cadere anzitempo. Dunque, cosa è cambiato? qualche definizioni nelle affermazioni?
    Addirittura il post di animals dice che, contemporaneamente alla federazione, avanza a spron battuto il processo di fusione tra PRC e PdCI! dato che la proposta della federazione non lo contempla, anzi lo boccia, quando mai sta avanzando?…. che poi tu voglia iniziative separate dal pdci, questo non significa che tu possa dire che ci sia in atto la fusione.
    Per la verità, neppure l’ opinione su Stalin degli autori e dei compagni citati nel post di animals è una novità epocale.
    Dunque, cosa sta cambiando da Chianciano?
    Se, non ho capito male, ciò che non sta bene a falcemartello è la federazione.
    Tuttavia possono criticare, anche aspramente, e farsi valere nelle sedi opportune anche senza dipingere la situazione complessiva interna in maniera tale da poter polemizzare meglio

  166. Dite il falso:alla domanda ci potrebbe essere una coalizione larga che vada dal Pd a Ferrero,il segretario rispose secco:NO!

  167. Più che chiedersi cosa è cambiato nella linea della segreteria e di Ferrero negli ultimi tempi, domanda cui ho già dato la mia risposta, mi chiederei davvero cosa è cambiato dai tempi prima di Chianciano. E’ cambiato qualcosa? A me non sembra. Abbiamo tutti insieme impedito a Vendola di affossare il partito e questo è stato un risultato importante. Però il partito oltre a essere rimasto è anche rimasto come quello di prima. Teoricamente invece avrebbe dovuto esserci una svolta a sinistra.
    Probabilmente era necessario a Ferrero scrivere un documento un po’ a sinistra per ottenere il voto dei delegati della mozione quattro. Ora che non sono più necessari tanti saluti. Ma va bene così l’importante è che ci sia chiarezza nella discussione e nelle posizioni.

  168. lucaocchionero Says:

    No Animals, la svolta a sinistra coraggiosamente si vede, e la portano avanti nei territori ogni giorno centinaia di militanti di tutte le mozioni. La questione è un’altra: dobbiamo fare in modo che questa svolta continui e non venga offuscata, tramortita, o affossata da quell’ala del partito che ritiene utile un’alleanza organica con il centrosinistra sia nelle elezioni regionali, amministrative, con l’obiettivo di un’altra alleanza per le politiche tra parecchi anni. Questo non significa che bisogna andare da soli ovunque: così come si è detto a Chianciano, liddove si ravvisano possibilità di alleanze utili e di trasformazione si facciano pure saranno decisivi i programmi. Quanto al livello nazionale ritengo che sia un discorso assolutamente prematuro perchè di fronte abbiamo un governo sostanzialmente saldo, che ha consenso popolare(perchè il centrodestra lo ha indubbiamente), una opposizione al momento difficilmente conciliabile(del resto con la forza di maggiore seguito totalmente immersa in un congresso dall’esito incerto e pieno di colpi bassi); e con un agglomerato di poteri finanziari, imprenditoriali, internazionali, che mirano sì a far fuori Berlusconi, ma per imporre non certo una politica anticapitalista bensì il taglio della previdenza, il taglio dei salari, la privatizzazione di scuola e sanità con processi più veloci anche di questo governo di centrodestra. Davanti a questo quadro noi siamo un partito piccolo, in risalita, che ha passato la sua fase più critica e che si appresta insieme con altri ad impegnarsi in un processo di riaggregazione con altre forze politiche e sociali simili. Se si continua a produrre pratiche, politiche e progetti alternativi(spesso inconciliabili) col centrosinistra saremo pronti tra 3\4anni ad eleggere parlamentari(e forse senatori) anche da soli. Se queste pratiche verranno annacquate, o si cede a basse mediazioni con l’ala “unionista”(ripeto:trasversale tra le mozioni) non saremo pronti.
    Credo che il problema sia semplicemente questo.

  169. alessandroPa Says:

    Non vedo alcuna svolta a destra, fare entrare i compagni della 2 mozione era un atto dovuto,tra l’altro già stabilito a Chianciano (gestione unitaria a tutti i livelli). Sono compagni che hanno perso il congresso ma sono rimasti nel partito, hanno partecipato alle campagne elettorali e alle lotte con il partito. sono compagni. se qalcuno li considera compagni di serie b o figli di un dio minore lo dica pure, se si vogliono creare le riserve indiane anche nel prc lo si dica esplicitamente.
    Ferrero non ha annunciato nessun accordo di governo col pd, ma evidentemente ha colto la sostanza dello scontro dentro quel partito…non si tratta di uno scontro tra laici e cattolici ne tra ex ds ed ex margherita, è uno scontro tra fautori del sistema elettorale proporzionale e maggioritaristi.
    E’ evidente che costruire un polo della sinistra alternativa con un sistema proporzionale è una cosa,con il maggioritario un’altra, quindi fa benissimo il segretario a dire la sua anche su questo.perchè ripeto,su questo tema (non certo sulle politiche economiche) l’esito del congresso del pd non è affatto indifferente per rifondazione. Come non ricordare che anche con l’udc c’è una convergenza di idee sul sistema elettorale.Ma una cosa è l’assetto istituzionale,un’altra è la politica. La politica infatti,impone la costruzione di un polo di sinistra alternativo al bipolarismo e fuori dal bipolarismo, la federazione va proprio in questa direzione e non vedo alcun passo indietro rispetto alla linea che ci siamo dati. Quanto alle alleanze locali, queste sono scelte che spettano giustamente agli organismi dirigenti locali, allearsi col pd in alcune realtà e non farlo in altre è cosa naturale poichè non tutte le realtà sono uguali. chi meglio di chi vive un territorio può prendere tali decisioni?

  170. Daro Casella Says:

    Dire che non c’è stata la svolta a sinistra è una scemenza di quelle inaudite.
    PARTITO SOCIALE,FERRERO DAVANTI ALLE FABBRICHE,NEL 69% DEI CASI SIAMO ANDATI SOLI ALLE AMMINISTRATIVE DI GIUGNO.
    Detto questo voglio fare alcune domande:da quanto tempo è che un nostro segretario girava tutte le fabbriche in crisi??
    Ferrero e i militanti lo stanno facendo vedi l’innse,battipaglia,lasme ecc. vedete le immagini su youtube o fb.
    Capitolo partito sociale:Cari Compagni, noi come partito sociale stiamo lavorando esattamente su questo.Inizialmente i compagnucci radicl chic stile vendola quando andavamo nei quartieri a creare i gruppi di acquisto popolari contro il carovita ci prendevano in giro, “andate a vendere il pane”, poi abbian fatto le casse di resistenza, i dentisti sociali, i mercatini dei libri, le palestre popolari, i corsi di recupero gratuiti, poi le brigate in abruzzo, poi organizzato pranzi sociali davanti presidi operai in lotta.. ed è solo l’inizio fra 5 anni tireremo le somme, ma il tutto sta andando oltre le migliori aspettative.
    Poi potrei continuare con l’Osservatorio sulla repressione,il rilancio,con mille sforzi di Liberazione ecc.ecc.
    ABBIATE UN MINIMO DI ONESTA’ INTELLETTUALE DIRE CHE IL PARTITO è COME PRIMA E’ UNA CAZZATA DI LIVELLI INCREDIBILI E DETTA TRA L’ALTRO IN MALAFEDE.

  171. Scemenza di quelle inaudite…cazzata di livelli incredibili…malafede
    Dei veri argomenti politici per sostenere la vigorosa svolta a sinistra.
    Ripeto che per me il risultato di chianciano, importantissimo ma insufficiente, è stato quello di evitare lo scioglimento del partito. E da questo punto di vista tutti lo possono rivendicare.
    Poi sembrerà inaudito ma secondo me andare davanti alle fabbriche non costituisce una svolta a sinistra, dipende cosa dici davanti alle fabbriche. E anche il partito sociale non è necessariamente di sinistra, dipende se lo colleghi al rafforzamento del partito e della proposta comunista.
    E uscire dalle alleanze se sono gli altri che ti cacciano, come in moltissimi casi, non viene visto e non è nei fatti una svolta a sinistra.
    Se poi si passa dall’alternativa strategica al pd all’autonomia qualche motivo ci sarà oppure è stato un refuso di chi ha scritto i documenti?
    E tutta questa storia della legge elettorale è davvero preoccupante. Sembra che tutto debba ruotare intorno alla legge elettorale. Così si illudono i compagni che se ci sarà il proporzionale sarà tutto facile. Sembra quasi che in un paese con legge maggioritaria i comunisti non possano esistere.
    Fra l’altro il bipolarismo fa comodo ai padroni proprio perché ci emargina e nessuno vuole tornare indietro, nemmeno Bersani che rappresenta una precisa fetta di padronato. Ammesso che facciano un sistema alla tedesca metteranno un supersbarramento o qualcosaltro. Non rinunciano ad emerginarci dal punto di vista istituzionale. Inutile farsi illusioni.
    Comunque mi sembrerebbe giusto e utili utilizzare toni più pacati fra compagni. Quindi ripeto la mia cazzata di livelli incredibili: la svolta a sinistra è stata abortita, è stata soffocata sul nascere. E i compagni che la vogliono sostenere secondo me fanno bene a uscire dalla segreteria. E non mi interessa se ci sono quelli delle due o meno. E’ ovviamente una questione di linea politica.

  172. Continuo a non afferrare i veri motivi dello strappo di FM, dato che quelli riportati quì,a parte quello sulle alleanze locali, paiono aleatori (il cambio di terminologia, collegamento del partito sociale con la proposta comunista,come se non ci fosse già); tra l’ altro non comprendo la considerazione sulla legge elettorale. Che, non dobbiamo impegnarci a cambiarla? Oppure possiamo cambiarla da soli?
    Vedo inoltre, dopo le perplessità sulla federazione e le critiche su tutto, una mancanza totale di proposta, e di allargamento, e di rafforzamento del PRC e della Sinistra alternativa. Tutto si ferma alla proposta “usciamo dalle giunte”. Non si apprezza neppure l’ internità ai conflitti.
    In ultimo, se FM avesse un atteggiamento un pò più costruttivo non solo in questa occasione ma sempre e mettesse finalmente al bando l’ inutile e snervante correntismo sfrenato che la contraddistingue (sfido chiunque a negare), forse contribuirebbe un pò di più alla linea politica e alle iniziative e non se lamenterebbe soltanto

  173. Partito Sociale Says:

    GAP, BRIGATE DELLA SOLIDARIETA’, MERCATINI DEL LIBRO USATO, OSTERIE POPOLARI, PALESTRE POPOLARI, CORSI DI LINGUA PER IMMIGRATI, DENTISTI SOCIALI, LIBRERIE POPOLARI,ABRUZZO, IL TEMPO DI FEDERARE LE PRATICHE SOCIALI DAL BASSO E’ ARRIVATO, NASCE IN T.UTTA ITALIA LA RETE PER L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.
    Noi ci spacchiamo il culo e mi si viene a dire che il partito sociale Prc non è necessariamente di sinistra.
    Ma per favore……………….

  174. Alternativa strategica al Pd, alleanze alle amministrative e alle regionali, commissariamento dei giovani comunisti, ma soprattutto la posizione da tenere nel congresso Cgil, e poi il programma con cui dobbiamo intervenire nei conflitti sociali. Già perché abbiamo approvato documenti dove si inseriva nelle nostre richieste la nazionalizzazione sotto controllo operaio delle aziende in crisi.
    Queste sono le tante divisioni tra segreteria e mozione quattro. Si può essere d’accordo o meno ma i motivi dell’allontanamento sono chiarissimi e per niente strumentali.

  175. Mah…mi sembra che stiate discutendo delle stesse cose e con gli stessi toni prima delle elezioni amministrative. Prima o poi vi renderete conto che in democrazia conta con quali numeri si fa politica. Ferrero sta preparando il terreno della Federazione, tra l’altro non discussa con la base, che è propedeutica ad alleanze locali col PD, cioè a sostegno dei candidati PD. È già successo e succederà di nuovo. Se qualcuno ha scritto “alternativi al PD” poi invece a seconda dei casi ci si può alleare, a me sembra una bella presa per il culo

  176. cosa te lo fa pensare delani? la definizione diversa nei documenti, l’ assenza nel conflitti sociali, le alleanze locali nel 30% dei casi, o cosa? argomentate per favore, vedo una desuetudine ad argomentare

  177. Partito Sociale Says:

    Non mi sembra che al nostro congresso si sia detto col pd mai a livello locale,mentre a livello nazionale si è detto mai.
    C’è scritto chiaramente nei documenti congressuali che” laadove c’è la possibilità di creare alleanze con il Pd con programmi veri e seri si altrimenti si va da soli” difatti a Giugno nel 69% dei casi siamo andati da soli,mi sembra una cifra importante.
    Sulla federazione:ancora la stessa storia ecco il documento votato dalla BASE:Ritroviamo tutti i punti già espressi dal Prc a Chianciano: “In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica. In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti. In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista”. non vorrei essere pessimista ma o si cerca di costruire questa unità o il rischio è “quel poco che ancora è in piedi a sinistra in questo Paese venga spazzato via per più anni”.
    Cosi come c’è un capitolo chiaro sulla gestione unitaria del partito.

  178. Premetto che non sono mai stato iscritto al prc seppur è da circa dieci anni che collaboro con un circolo prc della mia cittadina,ho sempre votato prc e fatto votare in famiglia.
    Detto questo,ma voi pensate che a uno come,e come me tanti,interessi se siete autonomi o alternativi al pd,la vostra contrapposizioni tra mozioni o come cavolo si chiamano,se va bene o no la federazione,la posizione al congresso cgil o il fatto,da come ho capito,se diventano dirigenti alcuni compagni si gira a destra o se diventano altri si gira a sinistra.
    Boh…………………….
    Secondo me non avete proprio capito,che a gente come me interessa un partito che batta le destre e che sia utile socialmente,nel circolo con il quale collaboro da 10 anni si fa per esempio il doposcuola sociale questo è essere utili socialmente o si va a portare vestiario e cibo agli immigrati……………..
    Dovete cominciare a parlare al di fuori del vostro orticello,altrimenti è realmente finita…………….
    Sulla federazione:ma pensate che chi vuole far politica si deve per forza iscriversi ad un partito??
    Per me no,per uno come me la formula della federazione è adattissima,non ho intenzioni di iscrivermi a nessun partito,ma vedrei di buon occhio il fatto di prendere un eventuale tessera della federazione…………
    Vi attorcigliate troppo,cosi come non è detto che se da tutte le parti si va in autonomia o alternativi(visto che vi fate le pippe mentali sui due termini li uso tutte e due) prendete piu voti o meno voti.
    Fateci capire anche a noi,esterni ai partiti

  179. Faccio parte della segreteria del Prc Veneto e devo dire che Michele ha perfettamente ragione,noi discutiamo sempre al nostro interno senza capire che al nostro esterno ruotano tante persone che da noi vorrebberi risposte serie e vere.
    E’ chiaro non abbiamo più,per adesso,i due milioni e mezzo di voti del 2006,ma cerchiamo di mantenere il milione e centomila voti delle europee cercando di ampliare questo consenso.
    Detto cio e analizzando le amministrative di giugno in cui nel 70% dei casi siamo andati soli e nel 30% dei casi siamo andati col pd,ebbene il quadro che esce è che quando si va in coalizione col pd la gente ci premia e si prende quasi e in certi casi più del doppio se si va da soli.
    Come la mettiamo??
    Detto ciò noi qui in Veneto andremo al 90% da soli,fregandocene che prenderemo meno voti e molto probabilmente nessun eletto e la formula decisa a Chianciano si va dove ci sono alleanze vere e serie altrimenti soli mi sembra adeguata.
    Volete sapere i nostri sondaggi interni in Veneto:se andiamo soli la lista comunista(Prc,Pdci e movimenti) tra 1,8% e il 2% se,in caso si andasse col pd la cifra si alzerebbe tra il 2,9% e il 3,3%.
    Vedete la grossa differenza!!!

  180. Per Animals
    Due domande.
    1.Cosa accidenti sarebbe il commissariamento dei giovani comunisti?
    2. Cosa c’entra un documento per la nazionalizzazione delle aziende in crisi con le divisioni con la segreteria? Non vi aspetterete che Ferrero sventoli il documento e, in grazia a non si sa cosa, la ottenga?
    Guarda che non sto prendendo in giro, vorrei proprio solo capire.

  181. Per Giacomo
    Per ora parecchi non capiscono i motivi delle divisioni a sinistra (e tra la sinistra comprendono anche il Pd), d’altronde, se non sono interni ad un partito, mi pare pure logico che non capiscano, data l’esclusione quasi totale dei rappresentanti di Prc, PdCI, ecc. dai media, per non parlare dell’opera di diffamazione che subisce la parola stessa di comunismo, sia da parte del centrodestra che del centrosinistra. Col tempo, peró e con molto impegno, i messaggi si possono comunque far arrivare, mentre non ha molto senso avere un eletto in piú, se ha le mani legate dalle alleanze.

    A me pare che all’interno del partito alcuni siano piú portati all’attivismo sul territorio ed altri al continuo confronto ideologico, con modalitá perfino stressanti. Non vuole essere una critica, ma non capisco perché le due cose debbano essere in contrapposizione piuttosto che complementari e perché non possa esserci un minimo di elasticitá e di capacitá di adattamento al contesto in cui ci si muove.

    A Michele
    vorrei dire che per essere utili socialmente e per battere le destre, servono anche strategie, non basta il lavoro sul territorio ed é da questo che nascono critiche, contrapposizioni ed attorcigliamenti vari. Che in parte ti do pure ragione: a volte sono davvero eccessivi e rischiano di creare confusione e bloccare le iniziative migliori.
    In un certo senso, é proprio per questo che credo sia necessario, o perlomeno utile, essere iscritti ad un partito, in modo da capirne meglio le dinamiche e collaborare, sia pure in piccolo, a riequilibrarle. Mi sembra sbagliato lasciarlo solo, o in maggioranza, in mano ai teorici. Che ci stanno benissimo, ma senza esagerare.
    Poi, vabbé, é soltanto un’idea mia.

  182. Luca Marini Says:

    Io posso anche avere delle peplessità sulla scelta dei compagni di Falce e Martello di abbandonare la segreteria, ma non ho dubbi sul merito delle loro critiche. E’ abbastanza evidente che la federazione della sinistra d’alternitava è per il momento sostanziato solo da incontri tra i vari gruppi dirigenti e non si sa bene ancora quali partiti politici ad oggi vi aderiscono. Quindi un progetto che non rilancia il PRC e nemmeno il campo largo della sinistra e non sì è capito bene quanto largo. E per adesso rappresenta una svolta in alto non in basso.
    E’ pur ovvio che il dibattito è molto spostato anche sulle prossime regionali e qui temo che molte delle verifiche annunciate non sono state fatte e nemmeno inizieranno. Penso che saremo di nuovo subalterni e ci presenteremo con il PD laddove il PD lo chiederà.
    D’altronde è lo stesso Ferrero a dirlo per quanto riguarda la Toscana. Per quanto mi riguarda farò di tutto affinchè questa alleanza non vada a buon fine.
    E non nascondiamo che nel nostro partito molti auspicano una vittoria della mozione Bersani-D’alema e non credo per il loro presunto proporzionalismo. Ma per puro tatticismo istituzionale e un loro presunto passato più ,come dire, “di sinistra”.

  183. non c’entra nulla con l’articolo che è molto interessante come sempre, ma sono molto curioso di chiederti quale è la tua idea rispetto al patto fra URSS e Germania del ’39, perchè mi sono accorto che nelle varie aree del partito vi sono posizioni che a me sembrano un pò troppo filostaliniste, ma forse ciò è dovuto ad una mia non troppo approfondita conoscienza…se hai tempo di farmi sapere la tua impressione te ne sarei grato.

  184. Bucharin77 Says:

    Vedo un preoccupante calo di tensione critica nei compagni: “va tutto bene”, “stiamo nella società”, “non disturbate il manovratore” etc. Anch’io ritengo che il partito stia facendo uno sforzo lodevole per “riconnettersi” alle lotte. E anch’io ho visto dei passi avanti da Chianciano in poi. Ma questo non mi impedisce di criticare la piega che ha preso la linea del partito in questi ultimi mesi. Ci sono dei passaggi che il partito è ben lontano dal fare e – quel che più è peggio – che sembra lontano dall’avere intenzione di fare. Su questo i compagni della sinistra del partito (che per me è più ampia di FM) hanno pienamente ragione: che indicazioni diamo sul Congresso della CGIL? Vi rendete conto che siamo paralizzati dalla posizione di “Lavoro e società”? E poi: Grassi ritiene (ascoltato con le mie orecchie) che se non abbiamo più consenso oggi è perché non siamo uniti, non perché il programma è insufficiente o perché non riusciamo a produrre una piattaforma capace di generalizzare le lotte. Se voi siete d’accordo con lui, bene. Ma almeno permettete ad altri di non esserlo, e di organizzarsi per fare in modo che questa linea cambi.

  185. Partito Sociale Says:

    Anch’io ritengo che il partito stia facendo uno sforzo lodevole per “riconnettersi” alle lotte. E anch’io ho visto dei passi avanti da Chianciano in poi.Dice Bucharin.

    Se anche quelli di falce e martello partissero da questa considerazione si potrebbe ragionare meglio

  186. Bye, bye, Chianciano!

    La “svolta” di Chianciano è già finita. Tornano i bertinottiani.

    Come annunciava Liberazione di questa mattina, Ferrero, Grassi & Co. hanno seppellito la “svolta” di Chianciano.

    La quinta colonna bertinottiana entra nella maggioranza del partito con due membri in segreteria (Rocchi e Rinaldi), vanno in minoranza l’Ernesto e Falce e Martello, a suo tempo decisivi per eleggere Ferrero contro Vendola. Ferrero ripaga mettendoglielo in quel posto.

    A breve, le nuove, anzi nuovissime alleanze con gli altri bertinottiani di Vendola e $meriglio e, soprattutto, il PD.

    Insomma, come insegnava il Bardo, un anno fa c’è stato tanto rumore per nulla.

    Uno

    domenica 13 Settembre 2009

    http://www.bellaciao.org/it/spip.php?article24846

  187. Ma scusate,a Chianciano c’era ben scritto gestione unitaria del partito,per cui mi pare che questo si doveva fare e si è fatto.
    Io che faccio parte della mozione 2 non mi sento un compagno di serie b,assolutamente no.
    Potevate fare un editto di espulsione e tutti coloro che sono rimasti nel nostro partito della mozione 2 li avreste cacciati.
    L’ernesto tra l’altro si è scissio in tre tra sinistra comunista di pegolo e masella che è con grassi.
    Per cui per favore,lavoriamo col partito sociale,come si sta facendo,davanti alle fabbriche,come si sta facendo,con i lavoratori e tra la gente.

  188. Partito Sociale Says:

    Non mi sembra che al nostro congresso si sia detto col pd mai a livello locale,mentre a livello nazionale si è detto mai.
    C’è scritto chiaramente nei documenti congressuali che” laadove c’è la possibilità di creare alleanze con il Pd con programmi veri e seri si altrimenti si va da soli” difatti a Giugno nel 69% dei casi siamo andati da soli,mi sembra una cifra importante.
    Sulla federazione:ancora la stessa storia ecco il documento votato dalla BASE:Ritroviamo tutti i punti già espressi dal Prc a Chianciano: “In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica. In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti. In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista”. non vorrei essere pessimista ma o si cerca di costruire questa unità o il rischio è “quel poco che ancora è in piedi a sinistra in questo Paese venga spazzato via per più anni”.
    Cosi come c’è un capitolo chiaro sulla gestione unitaria del partito

  189. Tra l’altro nessuno ha cacciato Belotti dalla segreteria o Giannini dalla maggioranza.
    RIPETO E SOTTOLINEO NON VI SONO COMPAGNI DI SERIE A O DI SERIE B,AVETE STANCATO LA GENTE CON QUESTE CONTRAPPOSIZIONE VEDETE COSA DICE UN ESTERNO SU QUESTO BLOG

    Premetto che non sono mai stato iscritto al prc seppur è da circa dieci anni che collaboro con un circolo prc della mia cittadina,ho sempre votato prc e fatto votare in famiglia.
    Detto questo,ma voi pensate che a uno come,e come me tanti,interessi se siete autonomi o alternativi al pd,la vostra contrapposizioni tra mozioni o come cavolo si chiamano,se va bene o no la federazione,la posizione al congresso cgil o il fatto,da come ho capito,se diventano dirigenti alcuni compagni si gira a destra o se diventano altri si gira a sinistra.
    Boh…………………….
    Secondo me non avete proprio capito,che a gente come me interessa un partito che batta le destre e che sia utile socialmente,nel circolo con il quale collaboro da 10 anni si fa per esempio il doposcuola sociale questo è essere utili socialmente o si va a portare vestiario e cibo agli immigrati……………..
    Dovete cominciare a parlare al di fuori del vostro orticello,altrimenti è realmente finita…………….
    Sulla federazione:ma pensate che chi vuole far politica si deve per forza iscriversi ad un partito??
    Per me no,per uno come me la formula della federazione è adattissima,non ho intenzioni di iscrivermi a nessun partito,ma vedrei di buon occhio il fatto di prendere un eventuale tessera della federazione…………
    Vi attorcigliate troppo,cosi come non è detto che se da tutte le parti si va in autonomia o alternativi(visto che vi fate le pippe mentali sui due termini li uso tutte e due) prendete piu voti o meno voti.
    Fateci capire anche a noi,esterni ai partiti

  190. Partito Sociale Says:

    GAP, BRIGATE DELLA SOLIDARIETA’, MERCATINI DEL LIBRO USATO, OSTERIE POPOLARI, PALESTRE POPOLARI, CORSI DI LINGUA PER IMMIGRATI, DENTISTI SOCIALI, LIBRERIE POPOLARI,ABRUZZO, IL TEMPO DI FEDERARE LE PRATICHE SOCIALI DAL BASSO E’ ARRIVATO, NASCE IN T.UTTA ITALIA LA RETE PER L’AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.
    Noi ci spacchiamo il culo e mi si viene a dire che il partito sociale Prc e tutte queste attività non sono svolte a sinistra
    e qualcuno si permette a dire tanto rumore per nulla.
    A noi non sta per nulla bene,state letteralmente stressando con tutte ste contrapposizioni forzate,da protagonismi e attorcigliamenti

  191. Luca Marini Says:

    Sottoscrivo in pieno il compagno Bucharin 77
    E aggiungo come si fa ad essere anticapitalisti e antiliberisiti se poi nelle varie regioni poi voti esternelazzizioni varie o magari l’acqua è gestita da società di capitali misti pubblici e privati? o magari la regione si preparà a costruire inceneritori? o linee per la TAV? o per rilanciare l’economia adotta se pur con varianti il piano casa?
    Alcuni quesiti annosi che ritornano.

  192. care compagne e cari compagni, i commenti sono molti, anche se a volte ripetitivi. io non posso rispondere ad ognuno e, del resto, sarebbe inutile visto che la discussione verte sostanzialmente sul tema: c’è una svolta a destra nella linea di rifondazione?
    dirò la mia. ma non prima di aver, anche a costo di apparire petulante, criticato il modo di discutere superficiale e distruttivo.
    1) ferrero ha detto ferrero ha fatto e via a fare considerazioni di ogni tipo.
    quando si smetterà di esprimersi come i commentatori di repubblica? quando? come si sa io apprezzo ferrero e il suo modo di fare il segretario. ma certi osanna denunciano una concezione leaderistica che dovrebbe essere invece criticata. e certe accuse, oltre che strumentali, sono altrettanto ispirate dallo stesso leaderismo. qui qualcuno ha scritto più volte che siccome ferrero ha detto in non so quale dichiarazione la parla autonomia per definire il rapporto col pd ci sarebbe un tradimento di chianciano ecc ecc. il documento approvato ieri al cpn recita così “costruire un polo di sinistra anticapitsalista autonoma dal pd e alternativo al suo progetto strategico”. e lo stesso ferrero ha ribadito più volte gli stessi concetti negando che ci sia un cambiamento di posizione su questo punto come su altri.
    ora, si può essere contrari alla federazione ecc ed anche sostenere che essendo una scelta sbagliata ci farà andare a destra o non so dove. ma perché invece di criticare le proposte per quello che sono bisogna trasformarle in un’altra cosa per polemizzarci contro? perché? delle due l’una: o chi non la pensa come certi compagni è sempre sospettabile di essere un traditore, un venduto, un millantatore e così via oppure, non condividendo una scelta, non si esita ad usare argomenti demagogici allo scopo di ottenere consensi. nel primo caso si distrugge il collettivo al quale si appartiene perché nessuno è mai disposto a sopportare i processi alle intenzioni e tende a replicare con la stessa moneta scavando solchi incolmabili e divisioni insanabili che tendono a produrre divisioni e scissioni. nel secondo caso si rende il dibattito superficiale. fatto, appunto, di dichiarazioni eclatanti che mettono i contenuti da una parte fino a renderli inutili nella discussione stessa.
    ci vuole moto a capire che questo modo di affrontare i problemi e la discussione è figlio di una concezione della politica ultraborghese di questi tempi? ci vuole molto a capire che che se per avere maggior consenso sulla propria posizione non si esita a distruggere la casa in cui si abita alla fine si rende un cattivo servizio anche a se stessi? ci vuole molto a capire che il modo migliore per criticare una posizione che non si condivide è innanzitutto quello di riconoscere la verità che contiene, anche al fine di rendere migliore la propria posizione? ci vuole molto a capire che quando c’è una divergenza, anche il fine di rendere davvero chiari i termini della divergenze, è sempre bene circoscriverla invege che generalizzarla indebitamente?
    evidentemente è difficile. e questo vale sia per chi diverge che per chi difende una posizione con questo modo di discutere.
    2) la svolta a destra. qui qualcuno ha riportato citazioni dal documento di chianciano che sono abbastanza chiare per dimostrare che il problema dell’unità della sinistra anticapitalista come obiettivo era ben presente. quello è un pezzo della linea politica del partito deciso collettivamente ed impegnativo per chi l’ha votato. o si pensa (come per i commentatori di repubblica) che i documenti non contino nulla e che contino solo i bisticci fra leader? ovviamente si può dissentire su come si è cercato di realizzare quell’obiettivo. si può essere in disaccordo, anche a posteriori, sulla lista delle europee e sui documenti approvati che recitavano che non era un cartello elettorale, che era una proposta e che sarebbe andata avanti anche dopo le elezioni con un coordinamento. e si può dissentire sulla parola federazione e sull’intenzione di ampliare l’unità raggiunta per le europee pur in confini ben precisi come l’anticapitalismo e l’antibipolarismo. ma è una forzatura priva di senso voler dimostrare che è stata tradita la linea di chianciano. e bisognerebbe anche proporre qualcosa per realizzare l’obiettivo di mettere fine alla disgregazione che ha prodotto 5 o 6 partiti comunisti e che alimenta il senso comune secondo il quale noi tutti siamo capaci solo di dividerci e spaccare il capello in quattro in discussioni incomprensibili non solo per il popolo ma anche per le avanguardie che sono impegnate nei conflitti operai e sociali.
    lo ripeto per l’ennesima volta: anche la critica per cui ci sarebbe di nuovo una operazione di vertice contro la base (in nome della quale c’è sempre qualcuno che pretende di parlare) è del tutto infondata. totalmente! c’era l’obiettivo dell’unità della sinistra anticapitalista a chianciano. alle elezioni si è fatta una lista anticapitalista. dopo le elezioni si è fatto un cpn che ha votato e ribadito questo obiettivo proponendo di allargare l’unità a soggetti sociali e politici e a persone dentro i confini precisi di una sinistra di classe e alternativa al PD. come ho detto mille volte la parola federazione serviva solo a rendere esplicito ed inequivocabile un punto anche questo deciso a chianciano: il prc non si scioglie e non si vuole fare un nuovo partito. ma nulla è stato deciso, e nemmeno proposto, circa le forme della federazione. e non si può dimostrare il contrario perché il fatto che tizio o caio abbiano detto o proposto qualcosa fa parte del dibattito. ieri si è deciso che la costruzione di questa unità debba partire dal basso. che insieme al pdci e altri che hanno manifestato la volontà di costruire questa unità si faranno due gruppi di lavoro, uno sul manifesto politico e uno sulle regole e forme, che faranno BOZZE, che saranno discusse in ogni dove. e si è deciso che nessun contenuto, politico od organizzativo, possa diventare operativo senza che il cpn, e tutto il partito, ne abbia discusso e deciso.
    in risposta ad alcuni post vorrei dire che è un dovere di un organismo dirigente avanzare proposte e fare scelte politiche che siano coerenti con la linea decisa al congresso ma che siano anche capaci di affrontare la realtà che cambia ogni giorno, a meno di non pensare di essere una setta religiosa indifferente alla realtà. e a meno di non pensare che il compito di un partito non sia quello di agire invece che limitarsi a commentare ciò che succede.

    continua…

  193. Partito Sociale Says:

    GRANDE RISULTATO AL CPN: NASCE L’AREA INTERISTA ALTERMONDIALISTA DEL PRCCondividi
    Oggi alle 11.51
    Un anno dopo il congresso di Chianciano, si è aperta una fase nuova in Rifondazione Comunista.
    È finito il tempo delle correnti organizzate, l’una contro l’altra armate, e comincia la stagione della dialettica plurale e unitaria.
    In questo clima nuovo, nel pieno del ciclo lungo delle vittorie neroazzurre, nasce l’area Interista Altermondialista.
    Ambizioso è l’obiettivo strategico: far coincidere con i grandi trionfi calcistici l’avvio di una fase di liberazione e di autodeterminazione dei popoli oppressi. Affinché l’internazionalismo rivoluzionario e l’iniziativa anticapitalista facciano un salto di qualità nel segno della intramontabile passione per la Beneamata.
    Il primo atto politico della nuova area è impegnare il Prc, non appena tornato nel Parlamento nazionale, a lavorare per l’inserimento nella Carta Costituzionale della seguente disposizione transitoria:
    «E’ soppressa l’A.C. Juventus e ne è tassativamente vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma».

    Alberto Burgio
    Ramon Mantovani
    Augusto Rocchi
    Bruno Casati
    Simone Oggionni
    Giusto Catania
    Alessandro Trotta
    Seguono numerose altre firme
    (Claudio Bellotti aderisce proponendo l’emendamento al nome: area “Interista anticapitalista”)

  194. 3) il tema della proposta di un accordo elettorale per battere berlusconi e cambiare la legge elettorale. qui se ne è discusso molto. ed ovviamente rimando a ciò che ho già detto più volte.
    aggiungo solo poche cose. anche se le ritengo molto importanti.
    a) dire, scrivere e votare che non esistono i presupposti per fare un’alleanza do governo con il pd non può essere descritto come un ritorno al centrosinistra. anche qui si può essere d’accordo o in disaccordo ma non c’è bisogno di dire cose false. si può dire che è una proposta velleitaria o altro. ma non che è un tradimento.
    sfido chiunque a dimostrare che il tema berlusconi è un tema irrilevante nella politica italiana sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista democratico. se si pensa che si possa anche solo stare in un conflitto operaio o in difesa degli immigrati senza poter dire come si vuole cacciare berlusconi vuol dire che proprio non ci siamo. la centralità della politica è il conflitto. non le elezioni o le manovre politiche. ma proprio per questo bisogna poter dire in ogni lotta che berlusconi è figlio del bipolarismo e che la democrazia è necessaria affinché il conflitto non venga represso e possa avere rappresentanza dove si fanno le leggi.
    se non si è capaci di avere una proposta su questo punto è inevitabile la pinza del ricatto classico dell’alleanza per battere berlusconi. con tutti gli annessi e connessi.
    perché il sindacalismo di classe dovrebbe essere indifferente al fatto che per battere berlusconi, che per il sindacalismo di classe è un enorme problema visto che si propone di distruggere il sindacato e il contratto nazionale, alla fine dovrebbe accettare che l’alternativa a sacconi magari sia ichino? perché il movimento omosessuale dovrebbe essere indifferente al fatto che il bipolarismo ha prodotto un parlamento a maggioranza confessionale e che mai nessuna legge per i diritti civili si potrebbe approvare? solo per fare due esempi.
    dire che si vuole cacciare berlusconi e che, però, per farlo non si da vita ad un governo organico ma si vuole fare un accordo elettorale è un deterrente rispetto al ricatto che abbiamo sperimentato tante volte. ed è una proposta il cui presupposto è che escludiamo un accordo organico di centrosinistra ma che non ci lasceremo accusare da nessuno di essere indifferenti al grave problema di avere un simile governo delle destre.
    vorrei far notare che per esempio i compagni di falce e martello proponevano al congresso di venezia un accordo di desistenza con il centrosinistra. la legge elettorale è cambiata e la desistenza è impossibile tecnicamente. ma il problema berlusconi rimane anche più che nel 2006. non va bene questa proposta? se ne faccia un’altra che però risponda a questo problema. non che sorvoli sul fatto che in ogni lotta in questo paese è necessario avere una risposta alla domanda: come si fa a mandare a casa berlusconi. con le lotte, certo. ma anche facendo in modo che le istituzioni non possano essere impermeabili alle lotte. o no?

    4) la gestione unitaria. noi siamo un partito organizzato in correnti. questo è un dato di fatto ed è un prodotto anche della logica maggioritaria che ha escluso le minoranze dalla gestione del partito nel passato. definire, come è stato fatto in un post, i compagni della mozione due rimasti nel partito “quinta colonna” è aberrante. lo è sul piano culturale e lo è sul piano politico. rispetto a chianciano le divergenze con la mozione due attualmente nel prc sono rimaste le stesse? direi di no. basti pensare alla nostra lista europea e a quella di sinistra e libertà. ma vorrei far notare che a chianciano noi avremmo volentieri dato vita alla gestione unitaria. e che se ci fossimo riusciti non avremmo avuto uno scontro permanente per molti mesi su tutto. uno scontro che è stato altamente distruttivo per il partito. ma tant’è. se qualcuno pensa che la vita di un partito consista nella ricerca di nemici interni da distruggere invece che dedicarsi alle lotte sociali e alla politica buona non so che farci.
    la gestione unitaria è un bene che identifica il fatto che non ci sono più divisioni che annunciano o preparano altre sciagurate scissioni.
    la gestione unitaria è una concezione del partito.
    trovo assolutamente incomprensibile che chi si è battuto a venezia contro l’idea di segreteria di maggioranza oggi capovolga la propria concezione di cos’è una segreteria dicendo che siccome vede una linea politica diversa esce dalla segreteria.
    io penso che sia un errore grave uscire dalla segreteria per dimostrare che c’è un’altra linea. si può perfino dire che c’è un’altra linea, che si passa all’opposizione della stessa votando contro e rimanere in segreteria.
    io ovviamente penso che non ci sia un’altra linea. e rispetto le posizioni di bellotti che pensa il contrario. ma non credo di dire un’assurdità se dico che non capisco perché bellotti voleva che le minoranze fossero nella segreteria di bertinotti mentre oggi sostiene che la segreteria deve essere di maggioranza perfino quando sia la mozione due sia il resto della segreteria dichiarano il contrario.
    veramente non capisco.
    ai post che insultano i compagni di falce a martello dico: sbagliate. sono compagni bravissimi. a che se non sono io ad avere il diritto di dare voti, io penso che siano molto seri e coerenti e chiari politicamente. e che la loro pratica sociale sia molto ricca.
    abbiamo diverse concezioni su molte cose. ma, per quanto mi riguarda, non ho mai avuto nessun problema a fare delle battaglie insieme a loro e a farle ancora se ci sarà il motivo per farle.

    5) le regionali. cosa io pensi del bipolarismo negli enti locali è noto. cosa io pensi delle posizioni secondo le quali bisogna fare accordi sostanzialmente a tutti i costi o non farli per principio è noto.
    la direzione del partito discuterà delle regionali entro una quindicina di giorni. vedremo la discussione concreta.
    certamente sarebbe stato un grave errore discutere delle regionali prima di sancire che tipo di unità vogliamo fare (anticapitalista e contro il bipolarismo) e prima di aver chiarito che per noi è impossibile fare un accordo di governo nazionale con il centrosinistra. siccome nessuno è ingenuo è evidente che con tutta probabilità ci sarebbe stata una torsione unitaria con il centrosinistra. perché è un dato della realtà che il nostro è un partito che in molti territori è subalterno alla logica del centrosinistra. ma questo è una mia opinione che farò valere, per quello che vale, in quella discussione.

    un abbraccio a tutte e tutti.

  195. lucaocchionero Says:

    Definire 5 colonna di Vendola i compagni della seconda non è solo aberrante, ma è anche una grande stronzata! Da Chianciano inseguiamo una gestione unitaria e finalmente l’abbiamo realizzata. Speriamo che Falce e Martello torni sui suoi passi poichè questa fase economica, sociale e politica ha bisogno dell’apporto e del lavoro di tutti. Speriamo però che la gestione unitaria aiuti tutti i compagni e le compagne ad uscire dalla logica delle correnti, dei “partiti nel partito”, che credo sia il vero male che ha costretto questo partito alla miseria delle pratiche politiche prima e poi alla sonora sconfitta che tutti conosciamo. Sono in attesa di indicazioni chiare per quanto riguarda le elezioni regionali anche se ho capito che la linea rimarrà identica. Sarà nel sud che ci saranno problemi. Ultima cosa Ramon, bisogna inventarsi qualcosa da un punto di vista finanziario(che so anche un autofinanziamento straordinario mensile tipo “chi più ha più metta”) per mandare finanziamenti alle federazioni regionali e provinciali: ciò ci libererebbe da un ricatto importante degli eletti che aspirano alla rielezione(quasi tutte le leggi elettorali favoriscono, ovviamente nel nome del bipolarismo, le forze politiche che scelgono coalizioni), sia ci darebbe un pò di respiro per i semplici rimborsi che servono per fare attività politica(sostegno minimo alle sezioni, benzina, parcheggi, eccetera). Si inventi qualcosa poichè tra un 6 mesi circa la questione finanziaria potrebbe bloccare le attività politiche del PRC

  196. I problemi non ci sono solo al Sud,vedi Bologna,Rimini ecc.ecc.

  197. Comunque sia, il 4 ottobre la Grecia vota (elezioni anticipate)

  198. gino da martignacco Says:

    scusatemi l’ignoranza e la meraviglia e vi chiedo di farmi capire, se credete, qualcosa di più, su questa storia dell’Inter. Personalmente, e dico questo, ripeto, sottolinendo l’assoluta mancanza di conoscenze su eventuali dibattiti in seno al Partito in merito al rapporto calcio-politica, o meglio calcio-marxismo o calcio-Prc, mi sono occupato di calcio sin da bambino ma da parecchio tempo stavo tentando di allontanarmene, in considerazione di una mia interpretazione della faccenda in termini quasi di antagonismo, nel senso che, in sintesi, questo oppio, ritengo sia fuorviante e dispersivo di energie, oltre che aver assunto una spettacolarizzazione ed un asservimento ad una serie di poteri e mafie che mi disgusta. Ma il fenomeno è complesso e riguarda il popolo… ma anche altri fenomeni negativi riguardano il popolo….
    Insomma, per me il calcio è una malattia dalla quale tento invano di guarire. Ma sottolineo che la considero una malattia, per tanti aspetti che qui non ho tempo ora di elencare. Parlo ovviamente di me, non coinvolgo nessun altro.
    Sono davvero curioso di capire qualcosa, mi interessa moltissimo.
    Ma voglio aggiungere una considerazione di cui sono assolutamente convinto:
    Premesso che un tempo anche io ero un fanatico interista, premesso che sono “guarito” e mi è rimasto solo il “virus” dell’Udinese, da cui non riesco a liberarmi, ritengo che non sia possibile fare un discorso serio accomunando lotta politica a successi calcistici da parte di entità che sfruttando le masse si arricchiscono in maniera vergognosa. Per favore, spero che possiate essere numerosi a parlare di questa faccenda che mi ha fatto letteralmente trasecolare!!!!

    ma forse è uno scherzo? sono io che non afferro il fine umorismo?

    altro discorso sarebbe parlare di aggregazioni dilettantistiche che questo calcio sfrutta anch’esse, anzichè valorizzarne il potenziale valore sociale……..
    e , infine, Ramon, compare anche il tuo nome tra i “firmatari”?….ditemi, l’Inter, al di là di chiamarsi Internazionale, che attributi ha?
    E poi, dal 1963 in qua non riesce a fare nulla al di fuori dell’Italia (e poco in Italia!!!!)

    se sono un idiota ingenuo, ditemelo..

  199. Come abbiamo vinto 4 scudetti di fila.
    Gino è un gioco,abbiamo costruito questo gruppo unitario fra tutte le mozioni per segno di unità ed è chiaro che siamo antijuventini convinti e ripeto è un gruppo,di fanatici interisti,tifosi della squadra di Milano auspico la nascita di un gruppo di fanatici juventini,ma ripeto è un gruppo nato per gioco e passione

  200. Caro Ramon, sulle regionale l’ allarme è reale; se la linea sarà “si decide caso per caso e decidono i dirigenti locali” sarà un disastro. perderemmo in credibilità ed in chiarezza di proposta. Avremmo tutte il contrario di tutto, a seconda delle preferenze o delle comodità o dei bisogni finanziari delle varie federazioni

  201. Giuseppe Marilungo Says:

    Sono toscano e volevo dire alcune cose:non sono iscritto a Prc e mi sono preso coraggio nello scrivere queste poche righe grazie a Michele che a mio avviso è riuscito a spiegare lo stato d’animo di noi non iscritti ma che votano comunista.
    Premesso che l’unica volta che votai diverso da comunista fu nel 2008 in quanto votai pd,per il cosiddetto voto utile.
    Io penso che i comunisti debbano avere lo stesso ruolo che ha la lega a destra,ossia incidere nelle scelte di un governo di centro-sinistra.
    Se la lega lo fa non capisco perchè i comunisti non l’hanno fatto con prodi,pur avendo tre milioni di voti.
    A parte questo e premettendo che io dal 96 in poi ho votato prc,pdci perchè nel centro-sinistra nel 2001 mentre il prc andò solo,europee 2004 prc,2006 prc,2008 pd,2009 lista comunista unitaria che si ripeterà alle regionali.
    Ecco adesso parlo delle amministrative:anche qui comune,provincia,regione ho sempre votato prc e vorrei farlo anche stavolta se si andrà in coalizione con il centro-sinistra altrimenti sarò costretto a votare pd.
    Ma voi sapete quanti elettori ragionano cosi??
    Io ne conosco un centinaio e in Italia saranno molte centinai di migliaia se non qualche milioni.
    E’ inutile che vi arrovellate troppo,finchè ci sarà un sistema elettorale cosi,bipolare un elettorale come me e moltissimi altri vi vedrà sempre come l’ala sinistra di un centro-sinistra che non deve avere interpreti di centro-destra come dini,mastella,binetti ma deve essere un reale centro e sinistra.
    Voi militanti e dirigenti politiche guardate troppo al vostro interno e troppo poco all’esterno che è la maggioranza di potenziali elettori.
    Che ce ne fotte di svolta a destra,sinistra,retromarcia o se entra in segreteria mantovani,rocco ecc.,noi vorremmo un partito vero,serio,alleato ma non subalterno come la lega e che faccia e dica cose di sinistra.
    Qualcuno potrebbe dire vai in sinistra e libertà:ebbene quello è un progetto che in teoria potrebbe essere giusto ma in pratica non lo è.
    Difatti è un progetto basato su un leader indiscutibile,come vendola e ha una componente socialista che ha guidato l’Italia per decenni con la dc che ha procurato tutti i mali dell’attuale nostro paese.
    Ho letto del partito sociale,bel progetto,ho letto e visto di persona,a Livorno all’Eni il grande impegno dei comunisti,continuate cosi,la strada è giusta.
    Per ultimo:se andate da soli dappertutto rischiate di non prendere nemmeno un consigliere regionale,il voto utile vi stretolerà e il voto della sinistra diffusa in cui penso di far parte non lo prenderete mai
    Con affetto
    Giuseppe Marilungo

  202. caro gino, è uno scherzo. ovviamente.

  203. Giuseppe Marilungo Says:

    Riporto quanto scrive un lettore del blog Michele:Premetto che non sono mai stato iscritto al prc seppur è da circa dieci anni che collaboro con un circolo prc della mia cittadina,ho sempre votato prc e fatto votare in famiglia.
    Detto questo,ma voi pensate che a uno come,e come me tanti,interessi se siete autonomi o alternativi al pd,la vostra contrapposizioni tra mozioni o come cavolo si chiamano,se va bene o no la federazione,la posizione al congresso cgil o il fatto,da come ho capito,se diventano dirigenti alcuni compagni si gira a destra o se diventano altri si gira a sinistra.
    Boh…………………….
    Secondo me non avete proprio capito,che a gente come me interessa un partito che batta le destre e che sia utile socialmente,nel circolo con il quale collaboro da 10 anni si fa per esempio il doposcuola sociale questo è essere utili socialmente o si va a portare vestiario e cibo agli immigrati……………..
    Dovete cominciare a parlare al di fuori del vostro orticello,altrimenti è realmente finita…………….
    Sulla federazione:ma pensate che chi vuole far politica si deve per forza iscriversi ad un partito??
    Per me no,per uno come me la formula della federazione è adattissima,non ho intenzioni di iscrivermi a nessun partito,ma vedrei di buon occhio il fatto di prendere un eventuale tessera della federazione…………
    Vi attorcigliate troppo,cosi come non è detto che se da tutte le parti si va in autonomia o alternativi(visto che vi fate le pippe mentali sui due termini li uso tutte e due) prendete piu voti o meno voti.
    Fateci capire anche a noi,esterni ai partiti

  204. caro giuseppe, grazie per il commento e non farti problemi a riscrivere. non c’è bisogno di coraggio per farlo.
    so bene che moltissimi ragionano così come tu dici. e so bene che sarebbe utile al paese che noi riuscissimo a fare la stessa cosa che fa la lega con il centrodestra.
    ma, caro giuseppe, non si può. perché, purtroppo, la politica non è come un risiko.
    la lega condivide con berlusconi e con an le cose fondamentali. la politica economica, la politica estera (con pochi distinguo), la politica sociale. mentre spinge sulla forma dello stato e sul razzismo influenzando tutta la coalizione.
    il pd per propria esplicita dichiarazione è liberista, è a favore della guerra in afghanistan e della NATO, è per i soldi alla scuola privata e in tutte le regioni è d’accordo con l’impianto sempre più privatistico della salute.
    capirai che non è lo stesso fare una coalizione se si è d’accordo sulle cose principali o se su quelle c’è una distanza enorme.
    è la triste verità ma è così.
    ed è per questo che il governo prodi prima ha scritto cose condivisibili sul programma e poi ha fatto esattamente il contrario.
    ovviamente puoi illuderti che esista un voto utile per battere berlusconi senza mettere in discussione in una virgola le cose che danno a berlusconi la forza e il consenso. ovviamente puoi illuderti che basti essere nel centrosinistra per “contare” quando invece basta un ordine del vaticano o di confindustria e il pd ubbidisce immediatamente senza fiatare. ovviamente puoi non porti il vero problema democratico in italia che non è solo berlusconi ma un sistema politico elettorale bipolare sempre più impermeabile ad ogni istanza di cambiamento ed anche sempre più corrotto (soprattutto nelle regioni).
    puoi … ma non significa che hai ragione anche se la pensano così la maggioranza degli italiani.
    un abbraccio

  205. Luca Marini Says:

    Ho letto con attenzione gli ultimi tuoi post Ramon e posso anche condividere alcune considerazioni sulle modalità di discussione spesso non consone al dibattito che dovremo fare, ripeto ho molte perpressità sull’avvio della costruzione della federazione e anche molte sulla nascita della nuova segreteria.
    Ma cercherò di andare con ordine.
    Sulle citazioni riportate ed attribuite a Ferrero mi sento tirato anche un po’ in causa. Ma se il segretario riporta una dichiarazione su Liberazione dicendo che laddove come in Toscana l’accordo è positivo, se il PD lo vorrà continueremo l’esperienza di governo, permettermi di dissentire da questa dichiarazione e non è parlare a mo’ di repubblica, credo che se il segretario afferma questo avrà motivi di pensare che il PRC faccia bene ad esserci entrato (tra l’altro a metà legistratura e su un documento che ad esempio il federale di Prato non mise neppure a votazione) e a rimanerci.
    Mi sembra che ci sia di più di un semplice processo alle intenzioni ma vedremo.
    Sulla Federazione, tu dici che ne discuteremo in ogni dove con i compagni ad esempio del pdci. Ora con questi compagni (parlo sempre della stessa federazione) abbiamo discusso più volte, prima sull’opportunità della sinistra arcobaleno, poi sulla lista alle europee (a prposito rifiutarono l’accordo perchè non potevano rompere con il pd) e ora di nuovo dovremo ricominciare a discutere con i soliti soggetti per la federazione?
    Si tratta anche di credibilità politica sostanziata dai fatti.
    Sulla gestione unitaria, anche qui la gestione unitaria è stata già sperimentata per evitare lo stallo, ma alle prime occasioni importante i compagni della mozione 2 hanno spaccato volutamente l’unitarietà votando candidati indipendenti solo per trombare (il termine è appropriato) un candidato a loro non gradito perchè di un altra mozione
    Ora mi auguro che il partito non sia nella situazione specifica che ti ho descritto, ma di gestione unitaria (non declamata ma oggettivamente unitaria) e di federazione se ne può anche discutere, ma gli esiti saranno negativi non solo per il PRC ma per la sinistra anticapitalista tutta.

  206. Luca Marini Says:

    Beh Giuseppe anch’io ne conosco tanti che alla fine seguono il voto utile ma sai quanti, perfino iscritti. Allora siccome tanti ragionano così, ripeto anche iscritti, io dovrei sempre essere stritolato dal voto utile per magari eleggere un consigliere?????
    Ecco perchè la sinistra non incide e il tuo voto al PD alle ultime elezioni sei sicuro sia stato così utile??????

  207. lucaocchionero Says:

    Se ci sono compagni che ragionano come Giuseppe, Michele, per dire degli ultimi, è anche colpa nostra non solo delle leggi elettorali. Cosa ci si può aspettare da un partito che praticamente in tutti i luoghi, in tutte le città, in tutte le regioni e provincie e per ben due volte a livello nazionale è stato “ala sinistra” dell’Ulivo?? Siamo sicuri che in passato queste scelte siano state fatte perchè c’erano i Giuseppe ed i Michele, oppure dobbiamo pensare che i Giuseppe ed i Michele ci sono oggi perchè per anni abbiamo fatto alleanze(gran parti delle quali molto brutte)con l’Ulivo?
    QUanto a Giuseppe hanno ragione Ramon e Luca Marini: sei proprio sicuro che il tuo voto sia stato “utile”?
    La “sinistra” che contratta col centro(perchè ormai il PD è centro) non serve a niente. O rompi il sistema dell’alternanza per cambiarlo votando la sinistra radicale di trasformazione oppure è meglio che ti astieni.
    Meglio che ti togli subito le illusioni: il PRC(o la federazione della sinistra) insieme al PD produrranno solo governi scialbi, quasi inutili, che non cambiano la tua vita(se vogliamo parlare di cose reali) e dunque forieri solo di delusione per i compagni e per gli elettori del PD. Del resto tu stesso hai confessato di avere votato per il PD e non per la Sinistra Arcobaleno nonostante il PRC ed il PDCI si siano suicidati sull’altare di Prodi. Dunque perchè ascoltarti?

  208. Giuseppe Marilungo Says:

    Grazie Ramon sei gentilissimo.Vedi Luca Per milioni di italiani fu utile per cercare di battere le destre e le loro politiche negative che sono sotto gli occhi di tutti.Il pd non è reazionario come la lega o il pdl e credimi fu un grandissimo dispiacere dopo una vita(elettorale si intendec io dal 96 in poi ho votato prc,pdci perchè nel centro-sinistra nel 2001 mentre il prc andò solo,europee 2004 prc,2006 prc,2008 pd,2009 lista comunista )non votare a sinistra e comunista ma mi sono rifatto alle europee,votando la lista comunista.
    Ma caro Luca,non ti offenderai se ti do del tu,spero,il sistema elettorale è questo e con questo bisogna ragionare,se ci fosse un sistema diversa,tipo un proporzionale,sarebbe stato diverso,vedi la legge elettorale negli anni del dopoguerra fino al 92,se non ricordo male,in cui venne introdotto il proporzionale.
    Se non si è nelle istituzioni non si conta un bel niente,puoi urlare quanto vuoi ma non ti ascolta nessuno.
    Un ultima cosa vedi Luca tu fai l’errore,almeno secondo me,ci mancherebbe,di guardare all’interno del tuo partito e meno all’esigenza di coloro che sono all’esterno
    Con affetto
    Giuseppe Marilungo

  209. Mi fa piacere di aver dato coraggioa Giuseppe nello scrivere.
    Guardi Luca Occhionero qui nessuno dice che si deve ascoltare un possibile elettore come posso essere io o altri milioni di elettori,io e Giuseppe,non siamo tesserati a nessun partito di sinistra,non so se mi dovete chiamare compagno visto che per quanto mi riguarda,non sono mai stato tesserato a nessun partito.
    Noi facciamo parte della cosiddetta sinistra diffusa,che credetemi è molta numerosa nel paese.
    Io a differenza di Giuseppe,però,alle ultime politiche votai arcobaleno e nelle politiche 2001,votai rifondazione(mentre Giuseppe votò pdci perchè in coalizione con il centro-sinistra) non ho mai tradito rifondazione.
    Guardi io ho espresso semplicemente un parere molto personale,perchè non rispondo a logiche di partito o a lotte interne o ad altro.
    Sono un semplice elettore di sinistra che vorrebbe capire……….
    Guardi Luca Occhionero le assicuro che il sitema elettorale conta,eccome se conta,il nostro è un sistema malato,un bipolarismo coatto.
    Sono sicuro che in un sistema come quello italiano un partito come la linke non prenderebbe molto di più del 6-7% se in salute come la rifondazione di due anni,su questo ci metto la mano sul fuoco

  210. lucaocchionero Says:

    se la tua previsione è vera Michele, significa che al 94% o 95% degli elettori vanno bene il PD e il PDL, e non dipende dalla legge elettorale. Se vogliamo parlare di cose reali dunque il voto “utile” è quello che dovrebbe cambiare la tua vita giusto? Allora uno pensa: “il PRC da solo al governo non ci va quindi io voto il PD che forse governerà grazie al mio voto”.Correggimi se sbaglio. IL PD(prima si chiamava Ulivo) ha governato dal 1995(Dini) sino al 2001(Prodi, D’alema, Amato) e dal 2006 al 2008(Prodi); dal 1996 al 98 e dal 2006 al 2008(per 4 anni!) con il PRC ed il resto della sinistra radicale. E’ cambiato qualcosa nella tua vita? Hai una casa pubblica? Hai una sanità pubblica efficiente? Hai una scuola pubblica efficiente? Il tuo lavoro(o quello dei tuoi figli) è a tempo indeterminato? La pensione dei tuoi figli è sicura?
    Un altro argomento del voto “utile” è: “Se voto il PD Berlusconi non va al governo, se voto Rifondazione che va da sola spreco un voto e magari Berlusconi vince per un voto: il mio!”
    Chi ha votato Veltroni ha perso lo stesso(sprecando il voto), ma anche quando questo ragionamento “utile” ha portato alla vittoria del PD: è stata fatta la legge sul conflitto d’interessi coi governi del PD? Sono stati cacciati dalla Rai del PD(prima Ulivo) Vespa e tutti i berlusconiani? Chi ha permesso, per strani accordi trasversali(leggi Bicamerale) a Berlusconi di diventare praticamente proprietario di 5 tv e mezza su 6?
    Non nascondiamo le nostre debolezze dietro leggi elettorali sicuramente brutte e malfatte.
    Proprio parlando delle cose reali (e non di fatti interni al partito) ti ho dimostrato che il voto al PD è un voto inutile.
    Vogliamo tenerci questa “sinistra” o vogliamo una sinistra diversa(il PRC e la federazione) che davvero cambi la tua vita? Su questo bisogna scegliere e non su altro, compagni Michele e Giuseppe.

  211. Giuseppe Marilungo Says:

    Signor occhionero mi consenta io non ho confessato un bel niente.
    Io non ho niente da confessare in quanto il sottoscritto non è stato mai iscritto ad alcun partito,per cui non ho nessun vincolo particolare nei confronti di nessun partito o candidato.
    Io ho sempre(tranne nel 2008 che ho votato pd) votato comunista(ho spiegato i motivi che non mi permettono e non mi permetteranno di votare ma sinistra e libertà) facendo in tranquillità i miei ragionamenti su quale partito mi potesse ben rappresentare in parlamento le mie istanze e le dico di più,cosi puo capire bene come intendo la politica io,non ho mai messo la preferenza,mai e mai le metterò(anche se stavolta era molto indeciso se votare la Hack,però poi alla fine ho messo solo la croce su falce e martello).
    Io non mi reputo un compagno,perchè vede un compagno sarà lei che probabilmente si fa in quattro per il partito o tutti quelli che lo fanno e non certo io che sono un semplice osservatore di sinistra.
    Capisco che con i miei punti di vista,che purtroppo sono la maggioranza,ho urtato la sensibilità di qualcuno,come lei o il suo ononimo Luca,anche per questo per tanto tempo,ho letto e non ho mai detto la mia.
    Un ultima cosa ed è già tre volte che lo ripeto:guardate troppo il vostro interno e poco a tutto quello che ruota all’esterno,a me ha fatto sinceramente ridere quando lei dice ” Cosa ci si può aspettare da un partito che praticamente in tutti i luoghi, in tutte le città, in tutte le regioni e provincie e per ben due volte a livello nazionale è stato “ala sinistra” dell’Ulivo?? Siamo sicuri che in passato queste scelte siano state fatte perchè c’erano i Giuseppe ed i Michele, oppure dobbiamo pensare che i Giuseppe ed i Michele ci sono oggi perchè per anni abbiamo fatto alleanze(gran parti delle quali molto brutte)con l’Ulivo?” ma noi che non seguiamo la politica o meglio le sue dinamiche cosa ne sappiamo cosa succede e con chi vi alleate in lombardia,piuttosto che la puglia o la sicilia io ti posso dire della Toscana del mio paese,provincia e regione.
    Non è un offesa:avete una visiona un po ristretta perchè partite dal presupposto che tutti facciano ragionamenti politici o vadano a vedere in tutta italia dove i partiti si alleano,non è cosi mi dispiace.
    Nemmeno lo immaginate quanta sinistra c’è fuori dai partiti.
    Un consiglio,poi non parlo più,ve lo premetto:ricompattate i comunisti e la sinistra(ho letto della federazione con il simbolo di giugno,mi sembra un ottima idea,non legandola però a leader,il leaderismo è negativo e senza socialisti,ho spiegato prima il perchè) e poi abbiate la capacità di farci una proposta chiara e concreta ai tanti senza tessera come me,io vi ho votato e continuerò a farlo o meglio spero di farlo.
    In bocca al lupo,ne avete bisogno.
    Con affetto
    Giuseppe Marilungo

  212. lucaocchionero Says:

    La ringrazio per il Signore, ma sono molto, molto di meno, mi creda

  213. Guarda( ho visto che ci diamo del tu,mi fa piacere)alle ultime politiche votai arcobaleno e nelle politiche 2001,votai rifondazione non ho mai tradito rifondazione.A me il voto utile non interessa ho sempre votato Rifondazione o in coalizione o da sola vedi 2001 e 2008(l’arcobaleno),l’ho scritto ben chiaro.
    Io ho solo espresso questo(rispolvero il mio primo commento sul blog):Premetto che non sono mai stato iscritto al prc seppur è da circa dieci anni che collaboro con un circolo prc della mia cittadina,ho sempre votato prc e fatto votare in famiglia.
    Detto questo,ma voi pensate che a uno come,e come me tanti,interessi se siete autonomi o alternativi al pd,la vostra contrapposizioni tra mozioni o come cavolo si chiamano,se va bene o no la federazione,la posizione al congresso cgil o il fatto,da come ho capito,se diventano dirigenti alcuni compagni si gira a destra o se diventano altri si gira a sinistra.
    Boh…………………….
    Secondo me non avete proprio capito,che a gente come me interessa un partito che batta le destre e che sia utile socialmente,nel circolo con il quale collaboro da 10 anni si fa per esempio il doposcuola sociale questo è essere utili socialmente o si va a portare vestiario e cibo agli immigrati……………..
    Dovete cominciare a parlare al di fuori del vostro orticello,altrimenti è realmente finita…………….
    Sulla federazione:ma pensate che chi vuole far politica si deve per forza iscriversi ad un partito??
    Per me no,per uno come me la formula della federazione è adattissima,non ho intenzioni di iscrivermi a nessun partito,ma vedrei di buon occhio il fatto di prendere un eventuale tessera della federazione…………
    Vi attorcigliate troppo,cosi come non è detto che se da tutte le parti si va in autonomia o alternativi(visto che vi fate le pippe mentali sui due termini li uso tutte e due) prendete piu voti o meno voti.
    Fateci capire anche a noi,esterni ai partiti.

  214. lucaocchionero Says:

    scusa Michele ma è difficile dialogare se uno fa delle domande(ed io te ne ho fatte almeno una decina) e tu non ne soddisfi neppure una riproponendomi un post precedente. Ma non fa niente, e visto che a te non piacciono i “nostri orticelli” ma le cose reali ti domando: Battere le destre, ok. Ma per fare che? Poi se vuoi potrai riguardare il mio post e rispondere non sui nostri “orticelli” ma sulle pensioni, la sanità pubblica, la pensione dei tuoi figli, il lavoro a tempo indeterminato, il conflitto di interessi. Ti sembrano argomenti reali oppure le ritieni questioni “interne al partito” o piante da “orticello”?
    Anche queste ti sembrano pippe mentali?

  215. Hai ragione,scusa,ma non sono abituato a certe discussioni.
    E’ vero hai ragione non si è fatto niente,anche perchè io partivo dal presupposto,caro anche a Giuseppe,di una rifondazione stile lega quindi che riesce ad incidere,però Ramon è stato abile a smontare questa mia convinzione.
    E allora consentimi,come intendete migliorare tutti questi disservizi??
    Sul vostro orticello insisto,consentimi(oserei dire anche il nostro orticello,visto che oramai è da 10 anni che sono “quasi” militante,tra l’altro questa volta il circolo con cui collaboro nelle attività sociali mi ha “costretto” a fare campagna elettorale) tutte ste cose che leggo del tipo se entra rocchi si svolta a destra,se invece c’è caio in segreteria si svolta a sinistra o i discorsi che tizio vota quella mozione per cui è di serie b rispetto a quell’altro che vota l’altra mozione,più a sinistra è di serie a.
    Unità e compattezza altrimenti la vedo dura e ripeto parlate al vasto mondo di sinistra che c’è nel nostro paese
    Vi saluto,ho cercato di dire la mia,mi scuso per le inesattezze.
    Buon lavoro a tutti noi!!

  216. intanto dalla denominazione della Federazione è uscita la parola comunista!! basta questo per capire molto!

  217. Daro Casella Says:

    Ancora il nome non è deciso,lo decideremo insieme,comunque alla gente interessano i temi……………….

  218. Daro Casella Says:

    Nelle lotte vi sono compagni e compagne di Rifondazione Comunista: stiamo tornando ad essere un partito in grado di stare dentro i movimenti di lotta, di lavorare alla loro costruzione, al loro allargamento adesso creiamo la federazione dei comunisti e degli anticapitalisti con la falce e martello.

  219. Non ho seguito tutti i post e non saprei quindi dire a chi ti rivolgi di preciso nelle varie critiche. In ogni caso mi sembrerebbe sano per la discussione nel partito lasciare stare la questione tradimento di Chianciano o meno. Parliamo delle posizioni attuali senza tirare in ballo la coerenza o meno con quel documento.
    Una piccola precisazione: non mi risulta che Bellotti chiedesse la segreteria unitaria ai tempi della maggioranza bertinottiana e falcemartello non chiese mai di entrare in quelle segreteria. E sarebbe infatti stato sbagliato. Stai forse forzando anche tu una posizione altrui o forse non ti sei informato bene o forse metti insieme le posizioni di tutte le allora opposizioni. Non lo so.
    Inoltre si può sbandierare finché si vuole la ritrovata unità e la gestione unitaria e ci si può ovviamente permettere di ignorare che una piccola mozione è invece passata all’opposizione interna. Non mi sembra però corretto che l’uscita di alcuni compagni dalla segreteria venga rimossa e con essa si tenti di rimuovere la discussione che questi compagni hanno aperto. Un atteggiamento un po’ burocratico che messo insieme ai rinnovati attacchi al correntismo sinceramente mi preoccupa un po’. Non so a te.
    Altro punto: sarebbe chiaramente una mistificazione fare dell’uscita della mozione 4 dalla segreteria una questione di ripicche con la mozione due. Noi, come detto mille volte, critichiamo il significato politico dell’entrata della mozione due in segreteria. Allo stesso tempo mi sembra assordante il silenzio del partito per quel che riguarda il congresso della Cgil. Silenzio che si presenta in concomitanza con l’entrata in segreteria di un esponente della mozione due che rappresenta una corrente della Cgil conciliazonista con Epifani. Prprpio mentre molti compagni sono impegnati con la Fiom e la rete 28 aprile.
    E mi sembra anche scorretto presentare chi sostiene che c’è una svolta a destra come un populista che vuole guadagnare qualche consenso a buon mercato. La posizione di chi è uscito è articolata e circostanziata. Poi si può essere d’accordo o meno ma non accusare di populismo.

  220. caro luca, le tue obiezioni sono serie. ma non le condivido. sulle regionali si discuterà in direzione e poi in tutto il partito. e si fa 6 mesi prima. il segretario può avere le sue opinioni ed esprimerle magari perché interrogato da un giornalista. e questa cosa non può e non deve essere enfatizzata in nessun modo, pena il ritorno al leaderismo. perché anche qui scorrendo i post vedrai che ci sono osanna e attacchi fondati su questa o quella dichiarazione. per esempio ferrero ha duramente attaccato il segretario della calabria per l’appoggio a loiero. e qualcuno in calabria dice che è antidemocratico che il segretario leda l’autonomia del partito calabrese. ma stiamo al punto: non c’è più l’idea che si possa costruire un centrosinistra capace di raccogliere le istanze dei movimenti. c’è una dichiarata ostilità al bipolarismo. c’è la volontà di avere come partito e federazione una chiara natura anticapitalista. è in questo contesto che si discute delle regionali ed è per questo che ci sarà un indirizzo nazionale preciso e non l’ipocrita “decidono autonomamente gli organismi regionali”. per quanto mi riguarda io penso che vada introdotta anche una estensione della decisione agli iscritti e ai militanti e magari anche agli elettori circa l’alleanza o meno, e in caso di accordo, circa la permanenza o meno al governo locale. ma devi capire che un partito politico, per quanto comunistissimo, che è abituato fin dalla sua nascita a stare nelle alleanze al governo locale (perché bisogna non dimenticare che anche quando rompemmo con prodi nel 98 non uscimmo da nessuna giunta) ha bisogno di tempo per riconvertirsi in partito sociale. e che questo non si fa con proclami, anatemi, sconfessioni e tanto meno discussioni astratte governo si governo no indipendentemente dai contenuti. ci vorrà molto tempo. perché non ci si può raccontare che ci vorranno anni e anni di duro lavoro sociale per riconquistare credibilità e rapporti di forza sociali e poi illudersi che la discussione sulle regionali non risenta della congiuntura e della paura di essere estromessi dalle ultime istituzioni nelle quali siamo. in altre parole se c’è partito sociale questo renderà sempre più il partito incompatibile con accordi ingiustificabili sia prima sia dopo le elezioni e se non c’è ci sarà solo la discussione astratta nella quale “il buon senso” di cui qui hai avuto degli onestissimi esempi (parlo dei post di giuseppe) avrà sempre la meglio. sempre.
    quanto alla federazione, caro luca, gli interventi di michele dovrebbero convincerti che ce ne è molto bisogno. l’appello di luglio e il prossimo manifesto, che sarà discusso e deciso da tutte e tutti, chiariranno la natura politica della federazione. e tutti dovranno confrontarsi con questi contenuti. sia il prc sia il pdci. so bene che ci sono istinti governisti nel pdci e in rifondazione. ma sono il frutto di una cultura politica e di pratiche di anni e anni. io non ho paura dell’unità perché ho fiducia sul fatto che l’analisi e la politica che proponiamo sia forte. averne paura significa pensare che la politica che proponiamo sia debole e perdente. ragionare così è non essere capaci di rispondere all’obiezione che moltissimi ci fanno: ma perché vi dividete sempre? perché, caro luca, anche tu tiu devi cimentare con la capacità o meno di dare una risposta a questa domanda, pena la perdita ulteriore di credibilità.
    quanto alle preferenze lascia perdere. è successo da molte parti che ottimi compagni della due fossero boicottati dagli altri. è una vergogna ma è l’effetto sia delle preferenze sia del correntismo esasperato che c’è. e anche queste cose non si eliminano per decreto.
    un abbraccio

  221. caro giuseppe, dire che se non si è nelle istituzioni non si conta nulla è un errore gravissimo. meglio esserci che non esserci ovviamente. ma vorrei ricordarti che la funzione dei comunisti, e da questo punto di vista il partito è uno strumento e non un fine, è quella di cambiare la società. molte volte ho detto che il pci e anche il psi divennero grandi partiti di massa soprattutto perché erano capaci di cambiare la realtà sociale indipendentemente dai voti e prima di prenderne tanti. è stato proprio il rovesciare questo rapporto l’inizio della fine. la nostra gente andava indietro in salario diritti e qualcuno teorizzava che si poteva andare al governo e poi cambiare la realtà sociale. ma una serie di fattori che non ho il tempo di elencare, e fra i quali spicca il cambiamento di natura del sistema politico elettorale da democratico a presidenzialista (negli enti locali) e maggioritario hanno determinato l’impermeabilità del sistema rispetto alle istanze sociali. non è lo stesso, caro giuseppe, stare in una società nella qualòe i sindacati fanno gli scioperi generali per l’equo canone e il parlamento vota una legge sull’equo canone indipendentemente dal governo o stare in una società nella quale, essendoci una sofferenza sociale enorme sull’abitazione c’è un parlamento che vota quasi all’unanimità (tranne noi) la privatizzazione degli alloggi pubblici. non è lo stesso avere un movimento per l’aborto che ottiene la legge votata dal pci psi pri pli psdi indipendentemente dal governo o un movimento per i diritti degli omosessuali che si ritrova un parlamento a maggioranza confessionale. non è lo stesso avere comuni nei quali il consiglio comanda o comuni dove comanda il sindaco e nei quali i vincoli di bilancio tendono ad obbligare i sindaci a rivolgersi ai privati facendo patti scellerati (tu fai una speculazione e in cambio mi costruisci una scuola: ecco la urbanistica contrattata) o sindaci che possono essere sfiduciati in qualsiasi momento e sostituiti con altri a seconda delle scelte di bilancio che fanno. e potrei continuare per ore….
    non è lo stesso.
    se le istituzioni sono cambiate nella loro natura e sono ostili ad ogni cambiamento in quanto tali bisognerà pur prenderne atto.
    ecco perché il tema del bipolarismo è rilevantissimo e non è un mero tema tattico di relazioni politiche.
    il resto viene da se.
    mentre per altri fare un’alleanza e governare senza cambiare nulla nella società e soprattutto senza raccogliere in niente le istanze delle lotte e dei movimenti è normale per noi è esiziale. perché da noi, nonostante tutto, ci si aspetta che siamo coerenti con le istanze sociale ed anche ideali che vogliamo difendere. ed è per questo che noi e non altri siamo entrati in crisi.
    questo problema è di difficile soluzione. difficilissima. ma ignorarlo e dire, come tu dici, che bisogna comunque stare in alleanza con il centrosinistra, è un suicidio. perché se sei l’ala sinistra di qualcosa che va sempre più a destra non sei tu ad influenzare la situazione ma il contrario.
    un abbraccio

  222. caro giuseppe e michele (ed altri), non è vero che noi siamo dediti a discussioni solo sul nostro orticello. intanto vorrei chiarire che questo è semplicemente un blog personale e non un sito del partito. e può capitare che militanti del partito parlino dei problemi interni del partito. e quando si parla di cose interne è anche normale che se ne parli fra “addetti ai lavori”. questo succede per ogni istanza sociale e politica. per una bocciofila come per un sindacato di base. per un centro sociale come per un’associazione di volontariato. anche su questo blog ci sono state molte discussioni di merito. teoriche e culturali. è vero che la stampa parla solo delle nostre divisioni e tende, in modo interessato, ad enfatizzare le nostre discussioni interne. ma non siamo negli anni trenta. non c’è una discussione segreta interna e slogan per l’esterno. quindi calma e gesso.
    non drammatizziamo. l’importante è che la discussione sia costruttiva sia per ciò che riguarda la vita interna del partito o della federazione domani sia per ciò che riguarda le posizioni pubbliche, le analisi, i programmi di lotta e così via.
    un abbraccio e grazie ancora per i commenti.

  223. caro animals, che tutte lo posizioni di minoranza abbiano duramente criticato la scelta di dare vita ad una segretaria omogenea alla maggioranza è un dato di fatto inequivocabile. ci fu una battaglia durissima su questo. ovviamente non ha mai detto che la mozione 5 del congresso di venezia abbia medicato un posto in segreteria. ma se si dice che la segretaria non può essere di maggioranza è incoerente dire che si esce dalla segretaria perché è cambiata la maggioranza.
    continuo a non capire perché bellotti pur denunciando svolta a destra e cambio di maggioranza non sia rimasto in segreteria. cosa sarebbe cambiato?
    non ho lanciato accuse di populismo. vedo una certa dose di strumentalità nel fondare scelte dell’oggi su previsioni e non su fatti. comunque i fatti si incaricheranno di sciogliere il dubbio.
    quanto alla cgil dovresti sapere che è in corso una discussione precongressuale. che sarebbe una cosa illogica che il partito discuta sulla base di orientamenti informali. sai bene che appoggiamo integralmente la fiom senza alcun tentennamento. e che abbiamo ìl dovere di stare sui contenuti e non sulle mozioni interne alla cgil. se provassimo a dettare noi la linea alla cgil o anche a coloro che nella cgil si oppongono alla linea di maggioranza provocheremmo solo ulteriori divisioni e finiremmo anche con l’importarle nel partito. con nocumento per tutti.
    un abbraccio

  224. Partito Sociale Says:

    CI SERVONO COMPAGNI VOLONTARI AL CAMPO DI SAN BIAGIO. PER LE PROSSIME SETTIMANE. CHI VUOL VENIRE CHIAMI YASSIR 338815440053 PRC PARTITO SOCIALE

  225. Sono entrato a Rifondazione comunista dal momento della sua costituzione. Ero entrato proprio perchè il nome evocava chiaramente l’esigenza di individuare un’alternativa di società prendendo atto della sconfitta del socialismo realizzato.
    In quindici anni di militanza ho incontrato tanti dirigenti politici che, guardacaso sotto elezioni, ci spiegavano che ci eravamo capiti male. Che bisognava fare un’altra cosa ( prima Garavini voleva fare una forza di sinistra di governo, poi Cossutta voleva rifare il vecchio PCI sempre di governo, infine Bertinotti voleva fare una cosa che probabilmente non aveva capite bene neanche lui, ma comunque sempre per governare ). Insomma guarda caso tutte questi si accorgevano di questa esigenza poco prima delle tornate elettorali.
    Ho contribuito a convincere i compagni che questi dirigenti andavano combattuti.
    Li abbiamo sconfitti e chi ha preso il loro posto ha rifatto tutta la stessa trafila.
    Per prima cosa si cercava di favorire gli accordi nelle tornate elettorali amministrative locali. Poi si tentava di generalizzarli in enti più importanti ( vedi le regioni ). Infine all’ultimo momento si diceva che dovevamo far parte di uno schieramento che ci avrebbe portato ad importanti successi.

    Come risultato abbiamo ottenuto solo che ogni volta si è costituito, proprio a partire dagli enti locali, un gruppo di persone che ha scoperto la gioia di non lavorare, che creava consensi a se stessi con una politica di piccole clientele e che in occasione delle scadenze politiche sosteneva la proposta di cercare accordi a tutti i livelli ( e sorvoliamo sulla capacità di questi signori di portare tesserati, forse sarebbe meglio dire clienti, spesso del tutto ignari di quale fosse il motivo dell’assemblea, per votare ai congressi ).
    In quindi anni ci ho rimesso troppe vole la faccia, ci sono ancora tanti compagni che quando mi incontrano mi ricordano che li avevo convinti a partecipare per battere chi stava prendendo un’altra strada mentre quelli che che li hanno sostituiti hanno semplicemente preso il posto di quelli che avevamo messo in minoranza.
    Scusate la franchezza ma aggi cosa vedo. Prima si tenta di fare una costituente con Diliberto e Salvi, personaggi che abbiamo conosciuto bene e ancora adesso evitano accuratamente di affrontare il motivo della crisi dei governi a cui hanno preso parte, poi si fanno aperture in vista delle regionali, poi si apre la maggioranza a esponenti che politicamente ritengono sempre perferibile la via dell’accordo col centro sinistra possibile.
    Insomma mi pare di tornare a vedere la replica di un film già visto che si sa come va a finire.
    Insomma francamente ci ho rimesso la faccia già troppe volte e questa volta sono certo di sapere quale sarà la fine di questo percorso.

  226. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    come al solito compi errori terminologico e concettuali insieme. Errori che condizionano la “cultura” della sinistra da quando “esiste”, cioè da quando si è organizzata in strutture per, come dici tu, “cambiare la società”. Innanzitutto, “abbattere” è stato sostuito con “cambiare” che, condividerai, non è propriamente la stessa cosa.

    “Cambiare” presuppone finalità anticomuniste, nel senso che legittima il capitale nel suo sforzo di contenere le istanze di cambiamento. Un’istanza di cambiamento non è un’istanza di superamento, d’accordo? Il superamento, specie nella traduzione marxiana di Hegel, presuppone un’imponderabilità circa il futuro, anche perché la “società comunista” è un tema che lo stesso Marx si è ben guardato dall’affrontare. Per la teoria comunista, il superamento o l’abbattimento dello stato delle cose presente non può fissarsi in un progetto di “società migliore”, perché proprio lì ci sarebbe la negazione del superamento del concetto di “società”, intrinsecamente capitalistico.

    Questo per dire che cosa? Che le cosiddette “conquiste” dei movimenti organizzati di tutte le epoche capitalistiche cioè, per limitare il raggio, da circa settecento anni, hanno LEGITTIMATO la società capitalistica stessa, anche perchè le battaglie hanno agito su temi sorti in seno alla società capitalistica, come quello della rappresentanza del lavoro o della rivendicazione dei diritti civili. Potrai convincere Giuseppe del fatto che il capitalismo organizzato sarebbe stato messo in discussione dalla riduzione dell’orario di lavoro, ma non me: davvero pensi che Henry Ford, ad esempio, abbia introdotto il taylorismo nelle sue fabbriche senza prevedere una riduzione dei tempi di produzione e, di conseguenza dell’orario di lavoro? Pensi davvero che non ci sia stata una collaborazione (Marx avrebbe parlato di cooperazione) tra le maestranze sindacali e la dirigenza per trasformare la Ford dal 1920 ad oggi?

    Scrivi infatti che “la funzione dei comunisti, e da questo punto di vista il partito è uno strumento e non un fine, è quella di cambiare la società”. Domanda: se in 200 anni, cioè all’incirca da quando le “istanze operaie” si sono organizzate, la società capitalistica non è stata superata, non ti viene il sospetto che il “fine” di cui parli sia divenuto la mera sopravvivenza delle suddette organizzazioni, impegnate in una contrapposizione addomesticata a quelle “cattive” consegnate alla difesa dell’ordine costituito? Non ti viene il dubbio di aver compiuto una forzatura concettuale ritenendo il comunismo (ma anche l’anticapitalismo) qualcosa da poter consegnare ad un partito o ad un movimento, una teoria da poter racchiudere nella mera rappresentanza di interessi palesemente funzionali al mantenimento dello stato delle cose presente, anche se cammuffati da mutamenti radicali?

    Le istituzioni del capitale, di cui il tuo partito fa parte, possono mutare nel merito (obiettivi contingenti, organizzazione interna, ecc.), non nel metodo, perché “istituzione” presume un accreditamento, un riconoscimento, un’accettazione, un’inclusione nel novero delle forze deputate a materializzare interessi i più diversi. Se l’obiettivo generale è l’abbattimento dell’esistente istituzionalizzato, viceversa, tale fine non può tradursi e non deve essere inscritto nell’opera di un’istituzione come lo stato, il partito, il movimento, l’associazione eccetera, pena quella che tu chiami “perdita di credibilità”

    Critica o legittimazione? L’interrogativo può assillare un individuo fino a fargli compiere la scelta, che però non può essere compiuta da un’organizzazione, per statuto tesa ad inserirsi nel gioco capitalistico della democrazia liberale di tipo rappresentativo e ad essere, sono parole tue, “vincente”. Quello che contraddistingue l’ipotesi critica non è la sconfitta, ma la perdita irreparabile: la “crisi” non è data dai licenziamenti e dalla chiusura delle fabbriche, ma sarebbe data dalla messa in discussione del valore ideologico del lavoro, della responsabilizzazione sociale mediante l’“essere produttori” (vera iattura dei comunisti italiani), del riconoscimento sociale mediante la compartecipazione. Sfido qualunque “partito sociale” (una tautologia!) ad infrangere questi dogmi

  227. caro massimo, come ho già detto le cose non stanno come dici tu. visto che sai già tutto spero solo che quando le tue previsioni si riveleranno infondate lo riconoscerai. per parte mia vale lo stesso discorso.
    ciao

  228. senti ascanio, ho capito bene le tue tesi. è inutile ripeterle. per te tutto legittima il capitale. qualsiasi rivendicazione o partecipazione alle istituzioni. pensa pure che io e tutti quelli come me siamo integrati e servi del capitale.
    ma non è necessario fare dialoghi fra sordi.
    ciao

  229. Anche comprare un paio di scarpe o un pacco di pasta al supermercato legittima il capitalismo. Che facciamo? …..

    Questo discorso ha solo due sbocchi: ritirarsi nella giungla o sui tremila metri, sperando di non essere raggiunti, oppure darsi alla lotta armata.
    Entrambe le opzioni sono state tentate (abbastanza stupidamente) negli anni ’70. Con la prima sono morti migliaia di giovani “asceti” che rifiutavano il sistema, finiti nel giro delle droghe pesanti, spesso dopo esperienze di “comuni” miseramente fallite. Con la seconda, oltre alle stragi di innocenti e diversi intellettuali fuggiti all’estero, cosa si é ottenuto?
    Di terrorizzare la gente comune e di avallare le calunnie sul comunismo che sarebbe solo terrore e miseria. In poche parole, di dare fiato e forza alla destra.
    Non si puó abbattere un sistema globale come questo se non scalzandolo dall’interno.

  230. Ops… un refuso nell’indirizzo mail, ma avevo giá cliccato invia.

  231. Io invece credo che tutti i dirigenti del partito a qualsiasi livello dovrebbero prendere molto sul serio il discorso di Massimo che è indicativo dello stato d’animo di molti militanti.

  232. Ascanio, in certi passaggi sembri ragionare come gli ultraconservatori bigotti che dicono: non voglio alleviare il danno dei tossicodipendenti altrimenti legittimo l’ esistenza della droga. Ma che discorsi sono? Le conquiste per i lavoratori nel corso degli anni della società industriale non sono tali perchè, alleviando le ingiustizie all’ interno del capitalismo, lo legittimano? Rispetto il tuo pensiero, ma certe affermazioni sono proprio illegibili!

  233. lucaocchionero Says:

    Ascanio, lasciati lodare: la tua analisi è la medesima che Giovanni Verga faceva sulle condizioni, le aspirazioni, la vita ed infine la ineluttabilità del destino dei poveri che lui descriveva. Sembrava uno scrittore che voleva fare denuncie sociali, ma dalle sue analisi era evidente che il popolo subiva quelle sofferenze poichè, in un certo qual modo, se le andava a cercare; perchè più creava artifizi per uscirne più poneva pratiche che lo avvinghiavano in quel destino malevolo frutto delle sue cattive azioni.
    Ecco a furia di togliere strumenti all’anticapitalismo non rimane che la ineluttabilità del capitalismo stesso.
    Probabilmente non avrò capito un cazzo, ma mi sembra che la conclusione della tua analisi sia: il capitalismo è vincente su tutti i fronti, w il capitalismo!

  234. Ascanio Tramondi Says:

    Lieto di avere suscitato un po di dibattito, anche se mi dispiace che Ramon voglia troncare la discussione. Beh, io gli rispondo lo stesso, come a tutti gli altri.

    1- Non penso che il nostro sia un dialogo tra sordi, solo una discussione su livelli diversi, che però possono intersecarsi dando adito ad un pensiero critico ben più destabilizzante di quello legato alle alleanze, alle rivendicazioni salariali, e in generale all’accettazione delle prassi politiche tradizionali. Certo, bisogna volerlo. Se non lo si vuole, bisogna spiegare (prima di tutto a se stessi) il perchè, senza comportarsi a tutti i costi come chi si ostina a voler aggiustare il rubinetto quando l’intero bacino idrico è contaminato

    2- Non è vero che “tutto legittima il capitale”. Certe prassi lo legittimano, certe altre no e queste ultime sono parte della critica. È evidente che se i comunisti, o chi si autodefinisce così, accedono alle prime, mi sembra interessante cercare di capire il perchè. Sicuramente il perchè non lo si tenta di capire se si asserisce che “il movimento operaio ha cercato di superare il capitalismo”, cosa che non sussiste

    3-Non è vero che “qualsiasi rivendicazione” legittima il capitale. Quelle organizzate secondo il metodo della rappresentanza (o secondo il principio di rappresentazione) lo fanno, e purtroppo sono la stragrande maggioranza. Qual è una rivendicazione che non accede alle norme della società capitalista? Quella che riguarda la propria emancipazione da un esistente che si vuole abbattere, e che si concretizza col diniego, col rifiuto, con l’insubordinazione individuale nei confronti delle prassi consolidate (es. rifiuto del lavoro)

    4- Per Anonimo: hai ragione nella prima parte. Solo che quando si subisce l’esperienza comunitaria di socializzazione come l’unica possibile, ci si forza a pensare che quella che Ernst Junger chiamava “L’andata al bosco” (Waldgang) sia necessariamente una scelta di privazioni, di dolore, di morte e di suicidio: praticamente Hobbes redivivo! (Lo “stato di natura” come condizione violenta che la società vuole pacificare). Ma chi l’ha detto? Chiaro che se, psicanaliticamente, “ti manca” la società, i suoi diritti, i suoi doveri, i suoi legami, le sue assemblee, i suoi collettivi eccetera, quando ti trovi a dover cacciare e pescare e raccogliere tuberi per mangiare hai poco da fare la “spesa proletaria”, e allora vai in crisi. Lo dici anche tu quando parli di “comuni fallimentari”, ma perchè sono state fallimentari per alcuni? Perchè alcuni si sono resi conto che le prassi non cambiavano e allora sono fuggiti (cosa che non ritengo assolutamente disonorevole, anzi)

    5- La lotta armata è fallita perchè era una di quelle prassi tradizionali di cui parlavo prima, lo è sempre stata, era prevedibile da parte del capitale, che ha agito di conseguenza. La “lotta armata”, lo dice la stessa locuzione, cercava di “cambiare il sistema dall’interno”, usando le parole di Anonimo, nella misura in cui si scontrava col capitale sul suo stesso terreno concettuale

    6- Per Gio: io non sono nè un primitivista, nè un “peggiorista”. Semplicemente, a fronte di duecento anni di storia della sinistra organizzata, mi chiedo a quale grado di superamento della società capitalistica tale movimento sia giunto. Le conquiste dei lavoratori in termini di alleviamento delle “ingiustizie”, come le chiami tu, non è che non ci siano state: solamente non hanno contribuito al SUPERAMENTO della società capitalistica. Oh, è così difficile da capire? Allora, seguendo il tuo ragionamento, si tratta soltanto di aggiustare qualcosa qua e là, innescare qualche vertenza, vincerla e andare a letto tranquilli. Beh, niente di più lontano da “comunismo” e “anticapitalismo”

    7- Per me, il comunismo è una teoria del disordine e della defezione, non dell’ordine e della cooperazione

  235. Ascanio Tramondi Says:

    Luca,
    la premessa è giusta, la conclusione sbagliata.

    “Ecco a furia di togliere strumenti all’anticapitalismo non rimane che la ineluttabilità del capitalismo stesso.
    Probabilmente non avrò capito un cazzo, ma mi sembra che la conclusione della tua analisi sia: il capitalismo è vincente su tutti i fronti, w il capitalismo!”

    Quando tu dici “togliere strumenti al capitalismo”, io intendo togliere uomini in carne ed ossa. Capisci adesso? Come fai a rendere ineluttabile una cosa che neghi?

  236. Ascanio Tramondi Says:

    lucaocchionero,
    ho letto male.

    Io, differentemente da Verga, o dalla tua lettura di Verga, penso che il capitalismo vada delegittimato come sistema sociale. Ti spaventa che questo possa significare anche una messa in discussione dei modi canonici di opporsi al capitale, tutti falliti e costantemente reiterati? Credo che prima ci si libera di questa paura, prima si può innescare una critica radicale alla società capitalistica

    Cosa pensi del punto 7 del mio precedente post?

  237. Ascanio, ciò che dici per me è assolutamente inutile e ignorabile perché privo di qualsiasi contatto con la realtà, ma in questo momento ho del tempo da perdere, perciò gioco. Gioco e ti dico dov’è l’inghippo del tuo ragionamento ben congegnato.
    Tu concentri tante parole e tante energie nella critica del concetto di rappresentanza, uno dei pilastri del pensiero politico moderno, con argomentazioni non nuove ma assolutamente condivisibili: la legge ferrea dell’oligarchia di Michels, ma anche in fondo Rousseau, la critica del potere, ecc.
    Epperò continui a sbandierare e a mettere al centro del tuo ragionamento il concetto di legittimazione, cioè un altro pilastro di quel pensiero politico moderno che tanto critichi. Fino al ‘600 la legittimazione non era un problema, e la rappresentanza esiste proprio in funzione della legittimazione. È possibile, come fai tu, criticare potere e rappresentanza e difendere la legittimazione?
    Non è anche la legittimazione un principio ideologico? Perché mai un potere dovrebbe essere efficace solo se legittimo? Non solo nello stato di natura hobbesiano, ma anche nella storia antica, moderna e contemporanea sono millemila i casi di un potere (potenza, direbbe Weber) che si autolegittima con la forza, che agisce senza alcun tipo di legittimazione.
    L’idea che la legittimazione sia necessaria per l’efficacia del potere sta tutto dentro il pensiero liberal-borghese che citi. E l’idea che quindi togliere legittimazione al capitalismo ne comporti la sconfitta è una pia illusione da anima bella cristian-umanista, senza alcun collegamento con la realtà. Il capitalismo c’era prima di essere legittimato, e l’idea che sia la partecipazione alle istituzioni a legittimarlo e sostenerlo è infantile ed elettoralistica esattamente quanto l’idea che la partecipazione alle istituzioni lo sconfigga. Il capitalismo si abbatte con la lotta, e gli strumenti sono quelli funzionali alla lotta. Altro che legittimazione…

  238. Ascanio Tramondi Says:

    Masaccio,
    la domanda che mi pongo riguarda sicuramente il nesso tra potere e potenza, che è contraddittorio per definizione, perchè entrambi coesistono nella medesima realtà come istituzione legittima (il potere) e perturbamento imponderabile (la potenza spinoziana, non weberiana). Ma cos’è che consente alla potenza di svilire se stessa fino a legittimare, democraticamente, il potere? Quali dinamiche agiscono in questo senso, se in duecento anni la società capitalistica non è ancora stata messa in discussione? Secondo me, la democrazia liberale di tipo rappresentativo è il meccanismo contemporaneo che governa questo addomesticamento e, se quella che tu chiami “lotta” si colloca al suo interno, diventa non solo prevedibile, quindi aggirabile da parte del potere, ma anche complice di questo aggiramento, dunque funzionale al permanere della società capitalistica

    Tu scrivi “il capitalismo si abbatte con la lotta, e gli strumenti sono quelli funzionali alla lotta”. E se la lotta fosse qualcosa che il capitale mette in conto? E se gli strumenti funzionali alla lotta fossero funzionali anche al capitale? Penso che la società capitalistica si fondi su una COOPERAZIONE tra soggetti organizzati, che concorrono al medesimo scopo, e cioè quello di fissare modelli relazionali verticali, insieme alla preservazione della produzione in quanto rapporto sociale. Fino a quando la sinistra non metterà in discussione i fondamenti del rapporto sociale capitalistico, continuerà a legittimare questo regime cooperativo.

    Se sussiste una legittimazione reciproca e biunivoca tra strutture del capitale e strutture del lavoro, non si può parlare di superamento della società capitalistica, nè tantomeno di comunismo, che è la fine dei rapporti tra strutture

  239. lucaocchionero Says:

    Ascanio proprio il tuo punto 7 mi chiarisce tutto: io a differenza di te(ma anche di altri che scivono su questo blog) ritengo che un comunismo senza disciplina di classe( e quindi privo di ordine sia pure proletario) sia una porta aperta all’individualismo, alla proprietà privata e quindi al capitalismo. Altro che disordine e defezione! Ma stiamo però purtroppo parlando di una società ideale(al momento almeno)

  240. Ascanio Tramondi Says:

    lucaocchionero,
    ti consiglio di andare a spulciare la legislazione sul lavoro vigente nell’URSS del 1937, a proposito di disciplina di classe: se facevi un giorno di assenza ingiustificata dal posto di lavoro eri licenziato, altro che società ideale, quella era una società reale. Lo vuoi capire che gli stessi parametri di sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo vigono da cinque secoli, quasi dappertutto? A me importa poco se un individuo viene sfruttato in nome della santa russia o in nome della santa america: il punto è che viene sfruttato, sei d’accordo?

    Come fai a essere così sicuro che l’assenza di disciplina corrisponda alla guerra di tutti contro tutti? Questa lettura da destra di Hobbes è la tomba di qualsiasi idea di rivolta che si possa immaginare. La categoria concettuale protagonista della teoria comunista è l’INDIVIDUO: è l’individuo che deve emanciparsi, anche perchè, se si devono abolire le classi, mi spieghi come possono essere abolite attraverso la disciplina di classe?

    La pretesa di emancipare l’individuo attraverso le narrazioni collettive è un’aggiunta alla teoria comunista che si è verificata con i MARXISMI, non prima. Marx è risultato essere stato molto dubbioso circa il carattere “positivo” della sua teoria, cioè circa lo “sbocco politico” nella cosiddetta “società comunista”, perchè capiva che c’era una contraddizione importante ed ineludibile tra emancipazione individuale e creazione di un qualsivoglia reggimento collettivo. E questa contraddizione c’è ancora

  241. lucaocchionero Says:

    e ci sarà sempre. Potresti avere anche ragione, ma in questo momento abbiamo ragione e torto tutti, perchè stiamo parlando di una società che non esiste da nessuna parte. Quanto alla legislazione del lavoro nell’URSS non mi pare il caso aprire un dibattito; sicuramente aveva dei grossi buchi, ma si tratta di una legislazione di parecchi decenni fa che contraddice l’evolversi velocissimo delle fattispecie legate al lavoro. Non credo che alcuno voglia riproporla perlomeno dettagliatamente.

  242. Ascanio Tramondi Says:

    lucaocchionero,
    ho citato quella legislazione perchè dà la cifra di quanto lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo fosse parte integrante anche di quella narrazione che si voleva “alternativa” rispetto al capitalismo. Su questo verte il dibattito: sul mancato superamento della società capitalistica da parte di tutti i tentativi organizzati portati avanti in duecento anni. Il mio “punto 7” non è qualcosa di così improponibile, a meno che non si pensi che la storia del movimento operaio e della sua rappresentanza sia l’unica sulla quale basarsi per inventare una fuoriuscita dal capitale

  243. Ascanio Tramondi Says:

    Sto rileggendo il libro “Raniero Panzieri, uomo di frontiera”, Punto Rosso, 2005, e una citazione della prefazione di Marco Revelli mi sembra appropriata per spiegarmi ancora meglio: “La lotta non è per una maggiore razionalizzazione capitalistica, ma contro la stessa razionalità del capitale” (p. 10). Aggiungo che tale intuizione, oggi, va approfondita nel senso della critica alla razionalità METODOLOGICA del capitale, cioè a quella democrazia rappresentativa del pluralismo degli interessi che consente la cristallizzazione in appartenenze organizzate. L’individuo insubordinato è il soggetto della critica, non il militante tradizionale

  244. Si può essere d’accordo o meno con i tuoi post, Ascanio, ma almeno sarebbe bello se tu sapessi che le tue idee non sono per niente nuove

  245. Ascanio Tramondi Says:

    Animals,
    ti sembra possibile che oggi possa essere scritto qualcosa di nuovo? Piuttosto, è possibile scrivere qualcosa in grado di destabilizzare un dibattito stantìo, spiazzando i luoghi comuni del discorso politico tradizionale.
    Sempre citando Panzieri, “la forza produttiva dell’operaio come operaio sociale è forza produttiva del capitale” (da Sull’uso capitalistico delle macchine, Quaderni rossi, 1961). Che vuol dire: se la forza lavoro si piega ai dettami della società capitalistica, è complice di un produttivismo che riconferma quotidianamente lo sfruttamento capitalistico. Interessante suggerimento nel senso del rifiuto di certe compatibilità, venuto da un cervello scomodo per il movimento operaio tradizionale. Penso che il “partito sociale” dovrebbe riflettere su questo, anzichè lodarsi

  246. Più si va avanti, Ascanio, più il tuo ragionamento si svela come un puro artificio retorico. Cosa vuol dire che una lotta è esterna o interna alla legittimazione capitalistica? Da ciò che dici, consideri interna al capitalismo e quindi legittimante (nota che ti passo questa connessione perché mi interessa arrivare al punto successivo, non perché sia in qualche maniera logicamente dimostrato che un’azione interna legittimi per forza il capitale) ogni lotta collettiva organizzata.
    A tuo parere, cioè, l’azione politica collettiva organizzata è un prodotto della razionalità del capitale, e operandola non si fa che legittimarlo. Questo mi pare il nucleo fondamentale del tuo ragionameno, e non mi pare minimamente fondato da nessun punto di vista, né logico né storico né filosofico né politico… L’azione politica collettiva organizzata esisteva prima del capitale ed esisterà dopo, e non è portatrice di per sé di un principio di razionalità capitalista. Certo, Marx ha ben spiegato come il capitale abbia abbattuto le formazione sociali precedenti ricostruendole secondo i propri bisogni, ma questo non significa certo che sia impossibile un’azione collettiva che sia critica nei suoi confronti. Non si capisce, del resto, come mai il capitale dovrebbe “mettere nel conto” l’azione collettiva, impregnadola di sé, e non l’insubordinazione intellettuale…

  247. Ascanio Tramondi Says:

    Masaccio,
    secondo te la lotta all’INNSE appartiene o no al campo razionale del capitale? Io dico di sì, sia per le ragioni per cui è iniziata, sia per come si è sviluppata e sia per come si è conclusa. Ti dimostro il perchè? Perchè è partita per difendere la produzione, si è sviluppata per difendere la produzione e si è conclusa salvando la produzione (e i posti di lavoro). TI basta? Vuoi che faccia altri duecentocinquanta esempi di questo tipo?

    Che l’azione politica organizzata (non c’è bisogno di dire collettiva, perchè è un rafforzativo) sia ben accetta dal capitale non lo dico io, lo dice Marx: “la scienza, le immani forze naturali e il lavoro sociale di massa sono incarnati nel sistema delle macchine e con esso costituiscono il potere del padrone” (Il Capitale). Ora, se con “lavoro sociale di massa” noi non intendiamo soltanto un rapporto economico, ma anche un rapporto sociale, qualsiasi organizzazione che rappresenti tale lavoro esiste per legittimare la società capitalistica, qualsiasi organizzazione che pretenda di risollevare gli sfruttati dalla loro condizione non fa altro che consentire al capitale di reiterarla

    Dici: “L’azione politica collettiva organizzata esisteva prima del capitale ed esisterà dopo, e non è portatrice di per sé di un principio di razionalità capitalista”. Certo che nell’epoca precapitalista esistevano interessi organizzati, penso ai feudatari medievali o alle corporazioni tra ‘500 e ‘600, ma non credi che il loro legame con la regolamentazione e il mantenimento della produzione generasse un tipo di autorità riconducibile a quella del capitale contemporaneo? Certo che sì, cioè quel tipo di autorità, e anche autorevolezza, che fa scegliere, ad esempio, al sindacato tedesco l’accordo con MAGNA anzichè con FIAT perchè la prima licenzia 2000 lavoratori dell’OPEL in meno della seconda

    Sai farmi qualche esempio a confutazione di quelli che ho fatto io, cioè esempi di lotte organizzate che abbiano intaccato la legittimità del rapporto sociale capitalistico di produzione? Questa domanda, sì, è retorica, perchè il capitale è considerato un avversario legittimo da quando esiste il movimento operaio organizzato. Allora, se il padrone DEVE esistere perchè si DEVE lavorare per poter mangiare, non penso si sia all’interno della teoria comunista e nemmeno di quella anticapitalista: nella migliore delle ipotesi, ci si rivolge a qualcosa di “sociale”, poco importa se è lo stato o il partito

    Ecco perchè qualsiasi incrinatura nel meccanismo che intreccia questo tessuto di legittimità è propedeutica alla rivolta individuale contro il rapporto sociale capitalistico di produzione. Deviare, defezionare, diventare estranei al principio di organizzazione che costituisce e istituisce le norme del capitale e che riguarda, storicamente, anche il suo alter-ego strutturato, è possibile: solo non si può fare attraverso strutture, lo si può fare soltanto individualmente

  248. “E’ stata la lotta operaia di questi giorni che ha messo in chiaro questa volontà del padronato, che ha reso evidente che la posta in gioco è lo sviluppo della lotta operaia nei prossimi anni.

    In Italia è in corso uno sviluppo economico molto intenso, destinato a procurare nuovi immensi profitti al padronato e un enorme accrescimento della accumulazione capitalistica. Valletta pochi giorni fa ha affermato chiaramente che il capitalismo intende imporre a rendere stabile questo sviluppo economico sotto il suo dominio, dentro e fuori la fabbrica. Nella lotta di oggi appaiono chiare le due strade opposte aperte davanti al movimento operaio: o il consolidamento del potere capitalistico, del suo arbitrio e del suo dispotismo; o la crescente possibilità per la classe operaia di ritrovare ed organizzare, interamente, se stessa contro il capitale, condizionando le scelte e lo sviluppo del capitalismo fino alla sua sconfitta totale.”
    dai quaderni rossi del 1962

    a me pare che siamo lì. precisamente lì, davanti a quel bivio.
    sembra che il tempo si sia fermato, o per meglio dire, non si è fatto quel che si sarebbe dovuto fare.

  249. ciao maria. come stai?
    non è la prima volta che ascanio si impone e produce una discussione tanto astratta quanto infarcita di citazioni e concetti vaghi.
    a me sembra chiaro che cosa pensa e propone. lo ha detto e scritto più volte.
    siccome qualsiasi lotta collettiva che si proponga modificazioni parziali della realtà e qualsiasi progetto politico che contempli un uso della rappresentanza istituzionale per ascanio sono solo inutili forme di collaborazione con il capitale giacché lo legittimano io credo che non valga la pena di fare dialoghi fra sordi. ascanio può scrivere quanto vuole qui. del resto è persona corretta. ma non è detto che si debba per forza continuare a ripetere, facendo gare di citazioni (non è il tuo caso perché la tua è pertinente e perfetta), questo ritornello all’infinito.
    un bacio

  250. bene ramon grazie.

    ho riportato questo passaggio perchè ho ritenuto fosse attinente al discorso. non solo teorico qui dibattuto, ma anche reale e concreto. nel senso che in questi ultimi mesi sono tornate le lotte operaie.
    e dicendo che mi sembrava fossimo lì, precisamente lì, mi riferivo a queste due e alla terza: gli interventi di ascanio. 🙂

  251. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon e Maria,
    sono contento che mi riteniate una “persona corretta”. Mi dispiace solo che tale attribuzione segua a frasi del tipo “si impone”, “discussione astratta infarcita di citazioni e concetti vaghi”, oppure preceda asserzioni del tipo “ripetere il ritornello all’infinito”. Queste sono mancanze di rispetto per l’interlocutore, che io non mi sognerei mai di riservare a nessuno dei frequentatori di questo blog, ma tant’è: il mondo è bello perchè è vario. Solo bisognerebbe lodarsi un po meno

    Ramon,
    cos’è una citazione perfetta? Una citazione non è anche un’interpretazione? Se sì, su quale base giudichi le mie come parte di una “gara” e quelle di Maria come “pertinenti”, ammesso che vengano dalla stessa persona, cosa che Maria omette di riportare? [dal tono mi sembra più Tronti di Panzieri]

    Maria,
    le lotte operaie non sono mai sparite. Solo hanno pensato più a “migliorare” il capitale che ad abbatterlo. Io penso che, in quanto lotte, non potessero fare altro: che forse la vittoria di Cochabamba, in Bolivia un po di anni fa, circa la ripubblicizzazione dell’acqua ha messo in discussione lo statuto concettuale della corporation, pure sconfitta in quell’occasione? Certo che no. Certo, ha ottenuto di legittimare Morales come paladino di una rivolta che non c’è, così come le battaglie di Chavez in Venezuela lo incoronano quotidianamente come “contropotere” in america latina. Ma quale critica al potere può essere portata avanti da un contropotere?

  252. ciao ascanio, ti imponi perché, e basta leggere i tuoi post, ripeti sempre la stessa cosa. noi siamo in errore. il partito legittima il potere. qualsiasi conflitto sociale legittima il capitale. morales capeggia una rivolta che non c’è. il contropotere legittima il potere.
    ho capito. le mie posizioni sono sbagliate perché non corrispondono ai tuoi assunti. te le ho proposte e tu riproponi gli assunti. mica possiamo andare avanti all’infinito.
    ciao

  253. Ascanio Tramondi Says:

    Ramon,
    ma qual è la tua posizione? Che i temi che propongo sono “astratti”? Come ti ho già scritto, suggeriscimi qualcosa di “concreto” di cui discutere insieme, financo le alleanze con l’UDC o le elezioni in bassa culonia 🙂

  254. Ascanio Tramondi Says:

    …poi, semmai, le tue posizioni sono sbagliate in base alle definizioni che dai di te stesso (inizio della discussione), non in base ai miei assunti

  255. Quindi,Ascanio,per non legittimare questi rapporti di produzione e scambio tu pratichi giornalmente il baratto,rigorosamente da solo,perche’ se convincessi qualche altro a farlo creeresti organizzazione e quindi legi ttimeresti il capitale.Bah!

  256. Ascanio Tramondi Says:

    Bosco,
    ti rinvio al post in risposta ad Anonimo, poco più sopra

  257. ascanio, io non ho detto che sei una persona corretta e via discorrendo.

    cosa avrei omesso di riportare? è un foglio dei quaderni rossi del 6 luglio 1962 lo trovi in rete tranquillamente.
    se per te quello che avviene in americalatina “migliora” il capitale legittimando un “contropetere” identico a quello per cui quei popoli combattono, davvero non so che risponderti.

  258. Il bello é che teoricamente non avresti nemmeno torto, Tramondi, senonché ce l’hai lo stesso.

    Avevo scritto una lenzuolata, ma non mi va di pubblicarla, ne faccio una sintesi fulminante. Secondo me per quella via cadi in un’utopia individualista che porta in un solo posto: piazza del liberismo sfrenato.

    Sempre secondo me, dopo essersi attorcigliati la testa per bene in tutto e nel contrario di tutto, non resta che fare una sintesi ed adattarsi al possibile. Il possibile, oggi, se veramente miri a rovesciare il capitalismo, é il lavoro di gruppo e quindi di partito, lunghissimo tra l’altro e l’unica forte critica che ne farei riguarda il lato cultural antropologico. Traduco. Hai ragione, aumentare il conflitto di classe puó al massimo portare a benefici temporanei, che aiutano il sistema a mantenersi in equilibrio. E’ quello che faceva il Pci in effetti. Non so se ci avete fatto caso, ma la prima domanda di Vespa a Bertinotti, dopo il tonfo delle politiche é stata: “dobbiamo cominciare ad aver paura adesso che la sinistra é extraparlamentare?”
    Io credo che questa frase, apparentemente stupida, anzi, stupida proprio, porti a galla un fattore reale. Eppure la situazione é quella che é: finché la gente non prende coscienza di se stessa, l’unica possibilitá é la politica di partito, l’erosione dall’interno e quello che semmai scarseggia é il lavoro per spingere “le masse”, chiamiamole cosí, verso questa presa di coscienza, che porti all’emancipazione personale e di conseguenza alla rivolta.
    Avrebbe dovuto farlo il Pci. Non l’ha fatto per ovvi motivi e la sinistra di oggi non ne ha ancora la forza.
    La vera domanda é: se la sinistra otterrá potere, saprá tentare questa strada o si fermerá comodamente a gestire i conflitti?

  259. Ancora un pezzetto corto corto.

    Tra l’altro é il motivo per cui credo importantissimo appoggiare le battaglie per i diritti civili parallelamente a quelle per il conflitto sociale. Prima la gente si sveglia e capisce di poter esser libera e piú si avvicina il momento in cui in cui dirá basta, lo schiavo fallo tu.

  260. Ascanio Tramondi Says:

    Maria,
    hai omesso di riportare l’AUTORE della citazione, ce la fai a capirlo? Chi ha scritto il foglio dei quaderni rossi ecc. ecc.? L’ha scritto la redazione tutta insieme o qualcuno in particolare? Questo hai omesso di scrivere. Sfido poi che, per il resto, tu non abbia niente da dire

    Anonimo,
    perchè secondo te l’universo del possibile si limita a qualcosa che è già stato tentato e non ha prodotto il superamento della società capitalistica? Certo che il PCI e i suoi figliocci o figliastri “avrebbero dovuto”, ma non potevano, e sai perchè? Perchè il loro essere strutture tra le strutture gli impediva anche soltanto di auspicare la fine dell’equilibrio di cui parli. Capisci? Oggi come allora, si tirerebbero la zappa sui piedi

    La questione riguarda l’idea di emancipazione e di liberazione che si ha. Visto che c’è qualcuno che dice di stancarsi delle ripetizioni, lo ripeto: in 200 anni, l’idea dominante di emancipazione propria delle organizzazioni cosiddette anticapitaliste o comuniste è consistita nel rivendicare un ruolo NELLA società capitalistica, quello di difensori delle “classi oppresse”. Questa impostazione DI METODO non è che non abbia consentito una contrapposizione NEL MERITO, anzi: l’importante per il capitale era (ed è) che tale contrapposizione continuasse a sussistere. Tutto purchè non venisse messo in discussione il METODO, cioè il principio di rappresentazione

    Sotto il fascismo non è che non ci fosse rappresentanza, solo era una rappresentanza di tipo totalitario, cioè capace di sussumere nello stato qualsiasi interesse, anche quello operaio. Oggi abbiamo la rappresentanza democratica, che consente ad una pluralità di organizzazioni di accorpare individui che rispondono favorevolmente ogni qual volta si recano alle urne, o quando concepiscono il loro “impegno” come suscettibile di essere ORDINATO. E non è che lo stato capitalistico, insieme al rapporto sociale che lo fonda, abbiano subito grandi scossoni nel passaggio tra le due epoche

    Penso che fino a quando durerà, nella sinistra, questo terrore di sparire, questa fobia della solitudine, questa necessità imprescindibile di organizzarsi per combattere la battaglia su un terreno che il capitale ha deciso, il pensiero della liberazione rimarrà sempre recintato dentro le strutture di cui, generosamente, il capitale contempla l’esistenza, e il tutto si concretizzerà in un “accanimento terapeutico” di non breve durata, ahimè

    Abbattere significa andare oltre, significa sputare nel piatto con cui vieni ripagato per la tua docile abnegazione, anche se difendi i “diritti degli ultimi”. La mia domanda è: cos’è che il capitale non può accettare? Cos’è che le organizzazioni legalmente riconosciute non possono tollerare? Ecco, io quello voglio praticare, fino in fondo. Lo riscrivo così me lo ricordo meglio anch’io: il comunismo è una teoria del disordine e della defezione, non dell’ordine e della cooperazione

  261. Sai che c’é, Tramondi? Che questa non mi pare la sede giusta per questo discorso, specialmente con la modalitá con cui l’affronti tu. Sará perché non mi chiamo Giordano Bruno?

    Un paio di risposte, peró, te le do lo stesso.

    ………………perchè secondo te l’universo del possibile si limita a qualcosa che è già stato tentato e non ha prodotto il superamento della società capitalistica?………………..

    Questa é semplicissima. Perché se cosí non fosse non saresti qui a discuterne.

    ……………Penso che fino a quando durerà, nella sinistra, questo terrore di sparire, questa fobia della solitudine, questa necessità imprescindibile di organizzarsi per combattere la battaglia su un terreno che il capitale ha deciso, il pensiero della liberazione rimarrà sempre recintato dentro le strutture di cui, generosamente, il capitale contempla l’esistenza, e il tutto si concretizzerà in un “accanimento terapeutico” di non breve durata, ahimè………..

    Sbagliato.
    Il capitalismo non lo superi da solo, a forza va contrapposta una forza maggiore. Che esiste eccome, anche se ancora non ha preso coscienza.
    Un partito é un mezzo per arrivarci, posto che ci siano le premesse e che non ci si limiti a delegare. Il Pci, da questo lato, aveva preso la direzione sbagliata quasi da subito, ma sta a te, a me, a tutti quelli che partecipano, mantenere la nuova sinistra sui binari giusti e per ora direi che Prc é sulla buona strada, malgrado le carenze e gli errori, anche ideologici. Sempre a mio avviso, eh. Un passo alla volta.

    ………….sputare nel piatto con cui vieni ripagato……………..

    va benissimo che tu lo faccia, se sei disposto a pagarne il prezzo, ma devi lasciare a tutti la possibilitá e il tempo per arrivarci. Anzi, sarebbe quasi un dovere etico collaborare a questa crescita. Oserei dire una parola odiosa… quasi con “riconoscenza”, perché ci sono voluti millenni di pensiero e milioni di morti, perché tu potessi elaborare questo concetto di emancipazione. Non ti appartiene, non é tuo.

    Infine… duecento anni non sono niente nella storia dell’umanitá, mentre lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo é nato ancora prima che scendessimo dagli alberi. Tutto e subito non é possibile, mi ripeto: un passo alla volta.

  262. Ascanio Tramondi Says:

    Anonimo,
    perchè questa non sarebbe la sede giusta? Perchè è un blog dove idee diverse dalle mie sono il “pensiero dominante”? Ho paura che, da questo punto di vista, non ci sarebbero “sedi giuste” per quello che scrivo, sai? Dovremmo smetterla di preoccuparci delle sedi e tenere in considerazione un po di più i pensieri altrui

    Il pensiero dominante ha sempre ritenuto che ad una forza se ne dovesse contrapporre un’altra. È esattamente questo il punto: la politica non è la fisica. Credo che l’unica ipotesi credibile per definirsi comunisti e anticapitalisti sia tentare di trovare delle “exit strategy” individuali da quella società nei confronti della quale sviluppiamo una critica radicale. Altrimenti si fa soltanto esercizio retorico, con la buona novella dei piccoli passi e del “i tempi non sono maturi”. Dovresti riconoscere che le tue argomentazioni servono a non abbandonare l’idea di militanza organizzata, ma a giustificarla anche quando essa si rivela controproducente circa il SUPERAMENTO della società capitalistica

    Mi spieghi quali sarebbero i “binari giusti” su cui la “nuova sinistra” si starebbe incamminando?

    Guarda che c’è una differenza tra ADERIRE ed ELABORARE. Chi ha elaborato teorie prima di me lo ha fatto sulla base del pensiero altrui, ma poi lo ha CAMBIATO. Se trovi qualcuno che abbia già scritto quello che ho scritto io nell’ultima frase del post precedente, fammelo sapere

  263. Non é la sede giusta non per la differenza delle tue idee, ma perché la questione che proponi ha quasi piú del filosofico che del politico, perché affronta tematiche larghissime che egemonizzerebbero la discussione, in un luogo pensato e costruito per tutt’altro, visto che non é un forum e nemmeno un blog neutro di partito. Chi entra qui si vede proporre un argomento ben delimitato e quando partecipa si aspetta controrisposte nel merito, mentre adesso siamo completamente of topic e per tua stessa ammissione il tuo intento era di destabilizzare quello che tu consideri un dibattito asfittico, quando per gli altri ha, invece, importanza fondamentale.
    Guarda che non dico che il tuo discorso sia sbagliato nelle fondamenta e mi pare di avertelo dimostrato con le mie risposte, ma entrare a gamba tesa facendo l’eretico, significa cercare il martirio, quasi a dimostrazione dell’esattezza delle tue tesi. Non é cosí ed avrei potuto smentire alcune inesattezze che hai scritto sin dall’inizio, tipo quella sulle comuni, che non sono fallite perché non hanno saputo o potuto staccarsi dal sistema, ma perché l’individualismo l’ha fatta da padrone, con ciascuno che faceva quello che gli pareva, cioé un bel niente.

    Se la politica non é la fisica, non é neppure una teoria astratta e non é necessario essere un ingeniere per capire che qualsiasi guerra la vince chi é piú forte o dotato di armi piú potenti e quella contro il capitale é una guerra, non una passeggiata nei boschi.
    Le exit strategy individuali le hanno tentate tantissimi, a cominciare, per fare un esempio, da quel diogene che andava in giro con la lanterna a cercare l’uomo ed ancora oggi esiste tutto un movimento di clochards, definiamoli “impegnati”, che ha scelto il rifiuto del sistema e che per questo vive ai margini, senza mutarlo di una virgola e senza averne, appunto, nessuna possibilitá. Altri sono letteralmente fuggiti in campagna, ne conosco alcuni che si sono rifugiati addirittura in honduras. Toh, per farti un altro esempio… non so se conosci Antoine, vecchio cantautore degli anni ’70, che dopo aver sputato nel piatto se n’é andato a zonzo in barca in centro america per tre decenni, cosa che non ha spostato di un millimetro l’oppressione in quei paesi. Si é divertito, intendiamoci, ma ultimamente ha scoperto che la gioventú é finita, si é trovato solo come un cane e non ha trovato di meglio che tornare in Francia a farsi curare da quel sistema che schifava, al punto da non volerci avere a che fare manco per combatterlo.

    Le mie argomentazioni non giustificano proprio niente e nemmeno credo di essere tenuta a giustificarmi, ma cmq… no, io appoggio un partito solo, se e fino a quando, mette al primo posto l’intenzione di superare il capitalismo, nel momento in cui dovesse prendere un’altra direzione, mi porrei automaticamente all’opposizione.
    La nuova sinistra occidentale e non solo in Italia, sta sperimentando forme partito nuove, con maggior partecipazione dal basso, una pluralitá di militanti provenienti da diverse esperienze, con l’intento dichiarato di trovare i varchi per l’uscita dal capitalismo. E’un grande passo avanti rispetto ai vecchi partiti, che apre scenari avanzati. Non so dove porterá, ma almeno sono tentativi seri.

    Anche l’ultima tua frase a me non dice niente di cosí nuovo, la teoria dell’ordine e della cooperazione, messa in questi termini, era (é) la base, appunto, del fascismo… quindi…
    Quanto al disordine ed alla defezione, giá li praticavano i provos negli anni ’60 e infatti….
    Il disordine é fantasia e creativitá, destabilizza e va benissimo, la defezione boicotta il sistema e ti permette di respirare a pieni polmoni, d’accordo, ma se perdi di vista la necessitá della compattezza nelle lotte, hai giá perso in partenza.

    Mi scuso con Mantovani e gli altri partecipanti al blog per la lenzuolata fuori tema.

    Ciao.

  264. Perchè non fare della manifestazione del 3 ottobre una grande manifestazione contro la guerra?
    Anche i giornalisti hanno pagato un grosso tributo in termini di vite umane sui vari fronti in questi anni.
    Ma hanno i giornali anche grosse responsabilità : mistificano una guerra per missione di pace e non danno spazio al dissenso se non “istituzionalmente ” antiberlusconiano.
    Occorre rendere la ” loro ” manifestazione una manifestazione caratterizzata da parole d’ordine che superino lo sterile antiberlusconismo.

  265. caro ascanio, non ho più niente da dire.
    quello che dovevo dire l’ho detto.

  266. Ascanio Tramondi Says:

    …d’altronde, cosa ti aspetti da un partito che dice di “condividere” il pane mentre lo vende a 1 euro? Forse che “vendere” ha lo stesso significato di “condividere”? Come vedi, le stagioni passano ma le abitudini restano, specie quella a fare confusioni terminologiche

  267. caro signor “compagno romano”. qui non si pubblicano cose che possono avere rilevanza giudiziaria. chiaro?

  268. caro Ramon,

    sono un lettore attento del tuo blog (discussioni comprese) anche se non ho mai partecipato.
    Inizio “male”, con un commento ampiamente out of topic.

    Io credo che tu sia un compagno dalle qualità eccezionali, come hai più volte dimostrato pubblicamente e come mostri anche con il tenore (e l’amore) della discussione su questo blog.

    E dunque ho una domanda: perche’ per trovarti bisogna per forza venire qui nel blog? Perchè non sei più attivo nella vita, anche pubblica, di Rifondazione? Perchè non dedichi, in questo momento di grande crisi del nostro partito, (ancora) più energie per cercarlo di salvarlo dal baratro?

    Ognuno di noi, militando o no, può fare una piccola differenza. Però l’abnegazione di compagni di grande capiacità (come te) può fare una grande differenza.

    a presto (con commenti un po’ piu’ pertinenti)
    giorgio

  269. compagno romano Says:

    Allora lasciamo perdere la rilevanza giudiziaria ( che casomai riguarda solo Massimiliano Smeriglio) e parliamo della rilevanza politica ….

    E’ accettabile, a questo punto lo chiedo a te e non più a Ferrero ( che tanto non risponde), che un partito comunista accetti finanziamenti dai palazzinari romani alla vigilia dell’approvazione di un Piano Regolatore ?

    Piano Regolatore che poi, guarda caso, viene regolarmente votato dai tre consiglieri del Prc ( che non c’entrano nulla con Smeriglio e con la scissione vendoliana) ?

  270. Ascanio Tramondi Says:

    Compagno romano,
    ribadisco i complimenti, anche se Ramon li ha cancellati. Ribadisco anche quello che avevo scritto nel post che appariva prima di quello rimasto, e cioè che ogni organizzazione necessita di sponsor “credibili” per sopravvivere. Che poi la collaborazione con quegli stessi sponsor neghi le “autodefinizioni che ognuno dà di se stesso”, secondo le parole di Ramon, poco importa. L’importante è ripetere all’infinito “sono comunista, sono anticapitalista”: alla fine qualcuno ci crede!

  271. Scrivo qui perché non so bene dove contattare Ferrero in modo da essere sicuro che legga il messaggio.

    Guardavo ieri sera il Chiambretti Night su Italia 1 per ascoltare l’intervista alla meravigliosa Jasmine Trinca, attrice che immagino conoscerete.
    Bene, arriva inevitabile la domanda politica di Chiambretti. La Trinca afferma di aver votato Rifondazione negli anni passati. Chiambretti: “E adesso?”, Trinca “Adesso Rifondazione non c’è più”. Chiambretti: “Allora seguirai Moretti nel centrosinistra”. Trinca (ironica): “Entrare nel grande Centro…”.

    La faccio breve, ci siamo già interrogati molte volte sul perché e il per come ormai gran parte del nostro stesso elettorato non percepisca più neanche la nostra esistenza (e sulla nostra sparizione dai media).
    Trovo più interessante la seconda parte della risposta, la Trinca non intende certo rassegnarsi a votare il Pd, che percepisce per quello che è, un partito di centro.

    Ora, non sarebbe il caso, da parte del segretario, di contattare un’attrice tanto famosa e che si è dichiarata, seppur in passato, nostra elettrice?
    Invitarla ad un’iniziativa, intervistarla su Liberazione, non so, aiutatemi.
    Ma ritengo fondamentale aggredire questo problema.

  272. caro giorgio, grazie per le tue parole (forse un po esagerate). io faccio parte della direzione del prc. faccio spesso iniziative pubbliche in giro per tutta la penisola. e faccio parte del gruppo di lavoro che redige il manifesto della federazione.
    il blog serve solo a postare i miei articoli e a discutere un po con chi vuole farlo.
    tutto qui

    ramon

  273. caro “compagno romano”, grazie per aver capito che un blog personale (per giunta non moderato) non è il luogo sul quale postare accuse personali di qualsiasi tipo. a meno che non riguardino il sottoscritto.
    quanto alle tua domanda rispondo: no non è accettabile. sono radicalmente contrario alla edilizia contrattata, alla logica del meno peggio ecc. resta da vedere, e non sono i blog o le domandine alla “repubblica” (stile giornalistico pettegolo e poco serio secondo me) i luoghi nei quali stabilire se ci sono collegamenti fra le cose che tu denunci. se si tratti di pratiche lecite o illecite penalmente.
    io non lo so (perché davvero non ne so nulla di nulla) e comunque non sta a me dire. esiste il collegio di garanzia del partito ed esiste la magistratura. punto.
    il resto sono chiacchiere, voci, illazioni e su queste cose non si fondano giudizi politici.
    in ogni caso questo blog non è il luogo nel quale fare un simile dibattito.
    ciao

  274. mr ascanio, che palle! ho capito che secondo te chiunque la pensi diversamente da te non può definirsi comunista e anticapitalista. basta!

  275. caro antonio, 1) davvero credi che il segretario del partito debba essere contattato per qualsiasi cosa? davvero pensi che un partito sia solo una persona? davvero pensi che se un’attrice dice una frase come quella il segretario debba correre scapicollandosi da lei?
    ma che concezione hai della politica? quale?
    2) non ho mai una sola volta visto questa trasmissione di chiambretti. non perché io abbia qualcosa contro. semplicemente perché avendo visto chiambretti in passato non ho voglia di perdere tempo.
    3) so bene che ci sono centinaia di migliaia di persone che non sanno che rifondazione esiste ancora. o pensano che comunque non ci sia più perché pensano che politicamente sia morta essendo diventata un partito come gli altri. ci vorranno anni e anni di duro lavoro sociale (invisibile per i mass media) per ricostruire la credibilità persa. non esistono scorciatoie. non esistono talk show che ci salveranno. non esistono escamotage massmediatici per risolvere questi problemi.
    anzi, più ci si illude che ci siano più si appare morti politicamente perché per noi non è accettabile esistere nel video e non nella società.
    4) la signora trinca, alla quale auguro ogni bene per la sua carriera, avrà modo di accorgersi che ci siamo non perché qualcuno le telefona giacché ha detto una frase nel video, ma perché, se vorrà, ci incrocerà nelle lotte, comprese quelle contro i tagli al fondo unico dello spettacolo.
    un abbraccio

  276. Caro Ramon, grazie delle risposte sempre più che tempestive.
    Mi permetto di fare delle precisazioni.

    1) Capisco il nervosismo per alcuni altri interventi, ma non penso di meritarmi questo rimbrotto. Da cosa hai capito che per me il partito è una sola persona, che mi interessa solo l’immagine virtuale del partito sui media e non quella nella società, che bisogna correre dietro alle attrici, non mi è chiaro. Ancora, non si possono segnalare delle questioni al segretario nazionale? Un’attrice famosa dice che il partito non esiste davanti a milioni di telespettatori e non è una cosa importante?
    (Parentesi: a Napoli la Federazione in sostanza non esiste, seguire canali più consueti mi sarebbe anche difficile, al momento 😉

    2) Condivido il giudizio su Chiambretti. Dopo “I laureati” del ’94, se non erro, si è ampiamente venduto ai poteri forti della tv (Sanremo, Mediaset) edulcorando del tutto i suoi contenuti e facendo ora uno show-trash mica da ridere. Guardavo il programma per la Trinca, non per Chiambretti.

    3) Sono d’accordo sul lavoro sociale. Di nuovo, una telefonata alla Trinca (ma era la prima cosa che mi veniva in mente dopo l’emozione, permetterai, di sentir dire che il mio partito non esiste più) non è mica alternativa alla politica, e ci mancherebbe.
    Il problema non è essere assenti dai talk-show e lagnarsene ricordando i fasti bertinottiani dall’ozio delle poltrone non facendo le lotte. Il problema è cercare di capire come risolverlo, sto dannato problema. Perché per me è un problema in sé: si risolverà quando il nostro lavoro sociale ci imporrà all’attenzione dei media (fra anni e anni, sono d’accordo) ma nel frattempo questo silenzio rischia di farci sparire. Sarà un problema comunicare all’esterno, finanche ai NOSTRI elettori, che facciamo le brigate in Abruzzo, che facciamo i Gap, che saliamo noi sui carriponte e quant’altro? Cercare di instaurare un rapporto con chi si dichiara nostro elettore non la vedo affatto una cosa scandalosa. Ed è un modo per agire su un piano simbolico che non dobbiamo abbandonare (a mio modo di vedere).

    4) Benissimo la nostra posizione sul fondo unico dello spettacolo, perché non invitarla ad una nostra iniziativa in merito, visto che si dichiara nostra elettrice? Giuro non cerco in nessun modo la polemica, ma non capisco.
    Non sto dicendo in nessun modo che questo debba essere alternativo al lavoro politico nella società.

  277. Bucharin77 Says:

    sul punto sollevato da Antonio: Ramon hai perfettamente ragione, ma il problema è grave e chi ha fatto la campagna elettorale per le europee lo sa (gente che ci fermava e diceva: “ah ma esistete ancora?”). Non si risolve certo con iniziative estemporanee, ma io non disprezzerei qualche trovata ‘situazionista’: (un drappello di compagni che va sotto casa della Trinca con le bandiere di Rifondazione scommetto che si trova sicuro…….)

  278. Ascanio Tramondi Says:

    Ecco il mitico Ramon, che la butta in vacca senza nemmeno tentare di rispondere al punto politico, che è quello sollevato da compagno romano quando dice

    “Piano Regolatore che poi, guarda caso, viene regolarmente votato dai tre consiglieri del Prc ( che non c’entrano nulla con Smeriglio e con la scissione vendoliana)”

    Ramon, le autodefinizioni vanno verificate. Se questo ti disturba, è solo un problema tuo

  279. io non butto in vacca nulla. la mia risposta è chiara. non so nulla di quel voto. non so nemmeno di quale legislatura si tratti. non so chi sono i consiglieri. non so se ci siano stati o meno “finanziamenti”. e secondo te io dovrei prendere posizione. emettere sentenze. sulla base di ciòche dice un anonimo sul blog?
    alla domanda ho risposto. alla domanda astratta. ma non rispondo a cose che non conosco sulla base di illazioni.
    difficile da capire?
    si, per te deve essere difficile, visto che pensi di possedere il metro con il quale giudicare tutto e tutti.
    non ostinarti a dialogare con un servo del capitale come me. è tempo perso.

  280. caro antonio, hai ragione! ho esagerato! e domando scusa. E’ solo che, credimi, quando leggo: bisogna dire a ferrero, bisogna che ferrero sappia, bisogna che ferrero risponda ecc sobbalzo perché vedo e rivedo una subdola idea di leaderismo.
    ogni militante ha incontrato qualcuno che ha detto: ah! ci siete ancora? credevo non ci foste più! sinceramente per me non fa differenza se si tratta di una casalinga al mercato, di una direttrice di istituto scolastico, di un immigrato, di un becchino o di una attrice.
    capisco. l’ha detto alla tv. a parte il fatto che in quell’ambiente abbiamo ancora molte compagne e compagni iscritti o che hanno firmato tanto di appelli per il voto. a cominciare da Maselli o Monicelli, per fare un esempio. a parte il fatto che c’è una funzionante commissione cultura e spettacolo del prc. e che quindi c’è qualcuno che sicuramente penserà a dire qualcosa alla signora trinca, io penso, ma potrei sbagliarmi, che quella frase non sia il frutto di ignoranza bensì un preciso giudizio politico.
    in ogni caso, anche se la federazione non è all’altezza, basta segnalare la cosa alla commissione nazionale cultura, il cui link è a disposizione sul sito del partito. non al segretario onnisciente e onnipotente.
    non volermene. un abbraccio sincero.

  281. Piero Goria Says:

    Ciao compagno Ramon scusami il disturbo.
    Ti volevo porre una questione,a mio avviso molto seria.
    Conosco dieci ragazzi e altri compagni adulti che pur non scrivendosi a nessun partito o associazione o movimento ecc. che farà parte della federazione vorrebbero,se è possibile,prendere un eventuale tessera della federazione dei comunisti e della sinistra d’alternativam anche perchè su fb hanno aperto un gruppo http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=164996516367&ref=nf.
    Cosa gli devo rispondere??
    Grazie per la risposta
    Piero

  282. caro piero, non c’è nulla di deciso, tanto meno se ci sarà o meno una tessera della federazione della sinistra alternativa. lo si discuterà nelle prossime settimane. se vogliono partecipare alla discussione non hanno altro da fare che andare alle assemblee territoriali e infine a quella nazionale. non è certo facebook il luogo dove partecipare.
    un abbraccio

  283. Caro Ramon,

    farò come dici, contattando il dipartimento. Non te ne voglio di certo.
    Con immutata stima, ricambio l’abbraccio.

  284. Ciao a Ramon e a tutti i compagni che animano il blog. Volevo porre all’attenzione di tutti che il 3 ottobre c’è la manifestazione dei precari della scuola, che è importantissima in questa fase per rilanciare anche l’impegno sui territori, e che rischia di essere oscurata dalla manifestazione sulla libertà di stampa. Chiedo a tutti uno sforzo in più di presenza e di organizzazione, è una battaglia di tutti.

  285. è inutile insistere su vicende delle quali non mi occupo e non so nulla. se qualcuno pensa che io sia reticente lo pensi pure. non mi importa nulla. non parlo mai di nulla per sentito dire. al contrario di altri che parlano solo per sentito dire. ne ho le palle piene di illazioni, di denunce e giudizi sommari, di imitazioni del giornalismo pettegolo e scandalistico, di giustizieri da quattro soldi.
    non mi si costringa a cancellare altri inutili post. per favore

  286. un iscritto Says:

    Si, vabbè, ma su questa storia dei finanziamenti al Prc romano da parte di Armellini, della Edilnord, dell’Acer romana, di Autostrade ecc. ecc. che ormai ha invaso da un paio di mesi il “web di movimento” ed è arrivata pure sulle pagine di un paio di settimanali, non dico Mantovani, ma qualcuno dovrà pure rispondere e fare chiarezza.
    Magari per smentire o sminuire o ricondurre …. quello che vi pare …..
    Certo invece che il silenzio fa pensare male …..

  287. Ascanio Tramondi Says:

    Un iscritto,
    hai capito o no che di sta cosa il buon Ramon non ne vuole parlare? Prima si lamenta dell’eccessiva astrattezza delle discussioni, poi, quando si va sul concreto, si lamenta ancora di più, parlando di illazioni. Sembra proprio un politico navigato: forse che la prassi di non rispondere alle domande è diventata trasversale? Non è che lo è diventata: lo è sempre stata

    BONA OPINIO HOMINUM TUTIOR PECUNIA EST
    (La buona fama è per gli uomini più sicura del denaro)

  288. gino da martignacco Says:

    Devo tornare a parlare di una questione alla quale ho già tentato di suscitare, senza successo, una qualche discussione. Tempo fa ho accennato al fatto che la classe che vorremmo rappresentare (quella operaia) non necessariamente dispone di tempo, energie e capacità necessari per stare al passo con le continue evoluzioni, con i cambiamenti di rotta, con i quotidiani e complicati sviluppi della tattica che anche i dirigenti del nostro Partito attuano. Gente che fatica fisicamente, che la sera, stanca e disperata per il suo “status”, per le enormi difficoltà economiche, sicuramente non sente l’esigenza di andare su Internet (che spesso non usa) o di leggere Liberazione o di interessarsi alla politica. E’ ovvio che non sto parlando di coloro che votano Rc, sto parlando di coloro che non hanno la coscienza di appartenere alla classe che dovrebbe costituire la base del nostro partito ma che non è in grado di potersene rendere conto. Sto parlando quindi della stragrande maggioranza delle persone sfruttate in tutti i modi e che cerca, con i mezzi intellettivi, con il bagaglio culturale di cui dispone, attraverso i modi che i media gli mettono abbondantemente a disposizione, di interpretare la realtà in cui vive.
    I media, furbescamente, citano anche il nostro Partito, alle volte, quel tanto che basta a inculcare quella che a mio avviso, del resto, in questo caso, è quasi la realtà; non necessita nemmeno che fatichino a stravolgerla perché il Partito stesso ci pensa a dare di sé una lettura che a loro fa molto comodo. Vengo al concetto semplice che voglio esprimere. A costo di sembrare superficiale (e sono certo di non esserlo) non posso nascondere, dovendo esprimermi nella maniera sintetica usata dai media, quella che gli stessi diffondono ma che la necssità di semplificazione perfino giustifica e cioè la tendenza del nostro partito a seguire la moda direi trasformista, tipica dei modelli culturali della classe avversa, quella che si nutre del bisogno di novità, di diversificazione, per dar vita alla competizione, alla varietà, alla ridondanza, al mercato. Allora la gente percepisce che i Comunisti vanno al governo, votano leggi vergognose e incoerenti, in cambio di marginali e personali (e non collettive) gratificazioni, poi fanno un passo avanti verso l’identità, subendo nobilmente una scissione ma subito dopo, a causa dello spettro dell’emarginazione, nel disperato tentativo di riconquistare terreno, tornano sui propri passi. Io penso che l’uomo della strada così interpreti il cammino del nostro partito. Secondo me il tentativo di costituire la Federazione è una regressione, una virata decisa rispetto agli impegni di Chianciano. Con questo tentativo, che definirei perlomeno ambiguo, penso si dia una immagine di poca chiarezza. Se la strategia del Partito è quella di arrivare a formarne un altro, più grande ma diverso, (senza la fondamentale connotazione marxista) lo si deve dire a chiare lettere. Se invece non si è in grado di saperlo ancora allora si pecca di mancanza di strategia e si imbocca una strada che non si sa dove porta.
    Credo che non necessariamente si debba perseguire l’obiettivo del consenso a tutti i costi. Alle volte (come di questi tempi) ci si deve dare una ragione del proprio modo di essere diversi, in netta minoranza ma non per questo ci si deve violentare e autoingannare al fine di aggregarsi. Se la visione che abbiamo della realtà non riusciamo a diffonderla, se non siamo capaci di spiegare alla gente quello che pensiamo, non per questo dobbiamo adeguarci alle idee degli altri e rinunciare alle nostre. Sarebbe preferibile rinunciare a fare politica, se la frustrazione per l’insuccesso fosse troppo grande, se si constatasse che la lotta è impari. Per quanto mi riguarda, però, anche se non interesserà ovviamente a nessuno, penso che continuerò, anche a rischio di trovarmi sempre più emarginato e isolato. La mia interpretazione della realtà rimane però ancora (e non vedo strade migliori all’orizzonte) imprescindibile da quella marxista, quindi non ritengo onesto e corretto rinnegarla e mi rifiuterò di far parte di un Partito che non palesi in maniera chiara ed inequivocabile questa interpretazione. Aggiungo che l’alternativa sarebbe quella di uscirne, ma non di rinunciare alla Politica anche se l’interpretazione che dò è che sarebbero gli altri a uscire e non io, così come è stato più volte, dall’89 ad oggi.
    Alla fine, voglio comunque ribadire e riassumere quello che mi premeva di dire e cioè in poche parole, che è necessario avere una strategia chiara e perseguirla con un cammino coerente. La strada può essere lunga e forse non si arriverà mai ma secondo me la Federazione può generare sensazione di incoerenza e ambiguità. (soprattutto in coloro che non hanno i mezzi per percepire tutti i passaggi che questa operazione necessita)

  289. Principe Says:

    .. mamma mia! adesso capisco perchè il centro del vostro dibattito (!!?) sia un tema attualissimo come la giustezza del patto Molotov – Ribbentrop (e, come se non bastasse, la maggioranza di voi lo trova pure giusto!!!!)..
    State proprio a pezzi…

  290. caro “iscritto”, per quanto mi riguarda ho detto: che sono contrario a qualsiasi finanziamento (lecito o illecito) da parte di immobiliari. da anni dico che i comuni hanno subito una degenerazione per cui con la urbanistica contrattata hanno barattato (o svenduto) il loro potere di governo del territorio facendo fare enormi speculazioni in cambio di ridicoli oneri urbanistici. ma se il caso di cui impropriamente si discute sia lecito o illecito, se sia precedente o in coda a finanziamenti e se ci siano responsabilità penali personali di tizio o caio non lo so. non posso saperlo. non giudico sulla base di voci e di sentito dire. al contrario di altri, che anche se fanno citazioni in latino, pensano di erigere tribunali che emettono sentenze sommarie sulla base di illazioni e di “voci”. il fatto che qualche organo di stampa abbia pubblicato “voci” non rende veritiere per decreto le “voci”. ne so qualcosa personalmente. sulle responsabilità personali giudicheranno gli organi preposti. che per il partito è il collegio di garanzia e per tutto il resto la magistratura.
    non ci sto a discutere sulla base di illazioni e di una imitazione misera del peggiore giornalismo pettegolo italiano.
    chiaro?

  291. egregio signor ascanio (protetto dall’anonimato), lei non è obbligato a intervenire su un blog di un servo del capitalismo. fondi un suo blog (é gratis!) ed ospiti interventi in grado di farle guadagnare querele penali con risarcimento civile di centinaia di migliaia di euro.
    poi ne parliamo.
    lei ha proporzionalmente tanta boria quanta viltà.
    faccia il piacere di essere coerente e di non perdere tempo con noi.

  292. caro gino di martignacco, trasformista sarai tu!
    invece di pretendere di rappresentare il pensiero dei proletari ed invece di invitarci a ragionare come i mass media dovresti attenerti ai documenti e a i fatti.
    se pensi che i proletari non abbiano a cuore l’unità sei fuori dal mondo.
    se pensi che in nome dell’unità si faccia il nuovismo rivolgiti ad altri e non a noi.
    dovrai presto, ammesso che tu abbia la onestà intellettuale di ammetterlo, constatare che la federazione si richiama al marxismo e sarà tutto tranne che quello che pensi tu.
    il resto sono chiacchiere degne dei notisti politici del corriere della sera e di repubblica.
    ciao

  293. Ricominciamo con la solita cosa.
    Sono stati i militanti e gli iscritti a scegliere la formula della federazione.
    Ritroviamo tutti i punti già espressi dal Prc a Chianciano: “In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica. In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti. In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista”.

  294. gino da martignacco Says:

    caro Ramon, io non sono una persona importante , non ho alcun peso in seno al Partito, nel quale milito con assoluta convinzione e per la cui crescita cerco di dare il massimo. Tempo fa ho anche avuto modo di dimostrarti in questo blog i segni della stima che ho di te, avendoti anche ammirato a Udine nella sede locale del Partito e nutrendo ancora una grande fiducia nella tua persona. Quindi, se nel tuo blog che contribuisce ad arricchire il mio bagaglio, talvolta esprimo qualche parere, non mi pare di costituire un rischio, di essere un sobillatore, di mettere a soqquadro la stabilità del Partito. Dico questo perchè alle volte, come oggi, le tue risposte sono quasi un invito a farmi da parte!!! Il mio intervento voleva essere democraticamente una riflessione sulla difficoltà che la cosiddetta gente “semplice” trova ad interpretare la politica del Partito. Del resto gli insuccessi potrebbero essere anche in parte dovuti ad errori, non trovi? Quello che ho detto non è solo una esposizione dei miei dubbi ma è anche la voce di quelle persone semplici che lamentano il nostro declino progressivo e d effettivamente fanno le considerazioni che io ho riassunto, evidentemente in modo per te inaccettabile. Dico tutto questo con grande imbarazzo, sono stato molto sorpreso ed amareggiato dalla tua ultima risposta. Con tutta la forza dico che non me la meritavo. Evidentemente non riusciamo a capirci e questo mi addolora molto.

  295. Bucharin77 Says:

    non mi vorrei intromettere, ma anch’io sono stato colpito dalla virulenza dell’attacco di Ramon a Gino. Continuare a nutrire dubbi sulla operazione della federazione non mi pare fatto di per sé deplorevole.

  296. Dro Casella Says:

    Non è deplorevole assolutamente ma è quanto è stato deciso in un democratico congresso…………….
    L’opzione dell’Ernesto sull’unità dei comunisti e sullo scioglimento del nostro partito ha preso solo il 7% dei consensi e per chi non lo sapesse questa mozione si è divisa in 4 gruppi:Veruggio(controcorrente),Pegolo(sinistra comunista vicinissiama all’area Ferrero),Masella(entrato in essere comunisti) e appunto Giannini che nel cpn con un suo documento ha preso solo 8 voti
    Il congresso ha detto questo è inutile parlare delle stesse cose all’infinito……….

  297. un iscritto Says:

    Si, decisamente, il buon Ramon sta dimostrando qualche eccesso di nervosismo ….

    E questo su qualunque tema metta in qualche modo in discussione le confuse vicende che stanno avvenendo in Rifondazione, tanto al vertice che, in previsione delle regionali, in periferia …

    E delle quali certamente quella romana, con le dimissioni ( poi rientrate ?) della quasi totalità della segreteria della Federazione locale e coi silenzi inquietanti rispetto a certe “illazioni”, è certamente una di quelle più confuse, per non dire di peggio ….

    Alla fin fine, tanto al vertice ( col cambio di segreteria e forse anche di maggioranza) che in periferia, il problema è sempre lo stesso …. come porsi nei confronti del PD ( ed in subordine, molto in subordine, con i vendoliani) ….

    Questioncina non di poco conto ….

  298. un iscritto Says:

    Comunque, visto che qua sopra sembra interessare soprattutto la contraddizione secondaria della “federazione col PdCi” e non quella principale dei rapporti col Pd, voglio dire qualcosina pure io.

    Visto che la vocazione storica del PdCI è innegabilmente “governista” ( non dimentichiamo come e perchè sono nati come partito) quasi quanto quella dei vendoliani, meglio essere cauti ed almeno su questo rispettare le conclusioni di Chianciano, conclusioni appunto nel senso della “federazione” …..

    Ma, ripeto, la contraddizione principale è un’altra e lo sappiamo tutti ….. non nascondiamoci cambiando discorso ……

  299. caro gino, mi scuso per il tono. è solo che ero incazzato per via dei post che ho dovuto cancellare. lungi da me l’intenzione di offendere o deludere. ma rimane il fatto che tu hai scritto precise cose. come il trasformismo del partito per inseguire mode e mercato o come il rinnegare il marxismo.
    che vuoi che ti dica. io non mi scandalizzo più per nulla. ma non so dove tu veda queste cose.
    l’unità in controtendenza rispetto alla frammentazione è un obiettivo scritto e votato nel documento finale di chianciano.
    perché devi dire che è una sorta di inseguimento delle mode trasformistiche? perché?
    non serve a nulla parlare a nome delle persone semplici. guarda che ci sono molti che dicono l’opposto di quel che dici tu citando sempre le persone semplici e pretendendo di interpretarle. quindi lasciamo perdere questo modo di argomentare.
    stiamo ai fatti. rifondazione non si scioglierà. non si farà un nuovo partito con una nuova identità. l’unità avrà le forme che saranno discusse ma è già stato detto scritto e definito che non ci sarà nessuna cosa simile alla costituente della sinistra vendoliana. il profilo della federazione è in continuità con il movimento operaio, e cioè con il marxismo, ed è nettamente antibipolare. si esclude cioè che la federazione voglia essere l’ala sinistra del centrosinistra.
    ora, ci sono sempre dei margini di errore e di ambiguità in ogni documento, ma da questo a dire che siamo tornati sui nostri passi, che siamo trasformisti, che ci illudiamo di recuperare consensi ripudiando il marxismo e così via ce ne corre.
    un abbraccio. e scusa ancora.
    ramon

  300. caro iscritto, qui nessuno cambia discorso. credo. purtroppo il PD per molti sembra essere il nord, la bussola, e la pietra filosofale di ogni discussione.
    chi definisce se stesso a seconda del rapporto che ha con altri, sia nel caso dica che ci si vuole sposare sia nel caso dica che non ci vuole prendere un caffè, è solo subalterno.
    se si ha un progetto, se si ha un radicamento nelle lotte e nei territori, se si ha un’analisi delle contraddizioni si può discutere di eventuali alleanze col pd NEL MERITO. avendo escluso esplicitamente che esistano le condizioni per rifare alleanze di governo nazionali e, al contempo, avendo chiarito che non si è indifferenti alla cacciata di berlusconi, avendo chiarito che rifondazione e la federazione sono strategicamente alternative al progetto del pd e al bipolarismo, resta da discutere delle prossime amministrative. con queste premesse è chiaro, sempre ch non si abbiano fette di salame davanti agli occhi, che i margini reali per fare alleanze sono molto ma molto ristretti. la direzione ne discuterà entro breve tempo. e con ciò si chiarisce che non si lascia nulla alla semplice gestione dei gruppi dirigenti locali. quindi se ne discuterà nel merito. che cosa sosterrò io in quella direzione lo si può facilmente immaginare dando una scorsa a questo blog. seguirà una discussione in tutto il partito e fuori dal partito.
    invece la litania PD si PD no in astratto e con l’illusione che dire in astratto una di queste due cose risolva i nostri problemi e foriera solo di discussioni inconcludenti. inoltre sarebbe un gran favore al PD.
    ma questa cosa che dovrebbe essere scontata e banale sembra impossibile quando i pregiudizi comandano i ragionamenti e quando, avendo un “sospetto” si caricano di significati impropri comportamenti ovvi.
    ciao

  301. ora posto il nuovo articolo pubblicato ieri su Liberazione.
    ci vediamo li

  302. Ciao tutti, ho visto il bellissimo articolo di Ramon sull’Honduras e, prima di andare sul post corrispondente a dirlo 🙂 , ho dato un’occhiata alle ultime battute della discussione qui, e, scusate ma non posso non dire un paio di cose a Mario 26 Settembre, 2009 a 9:22 e a Dro Casella 27 Settembre, 2009 a 13:50:

    – Mario, guarda che il brano che riproduci non è del documento di Chianciano, ma dalla convocazione dell’assemblea del 18 luglio, e se mi permetti non è proprio la stessa cosa.

    – Dario, se la mozione 3 nella quale c’era anche l’Ernesto ha preso il 7%, bisogna anche non dimenticare che la mozione 1 ha preso il 40%, ovvero che nessuno ha vinto il Congresso come mozione. Quello che l’ha vinto è il documento finale votato da una maggioranza che comprendeva le mozioni 1, 3, 4 e 5, una maggioranza nella quale tutte e ciascuna le sue componenti erano necessarie e non sufficienti. Quindi scusami ma non ha senso continuare a ripetere il mantra che “l’opzione dell’Ernesto sull’unità dei comunisti e sullo scioglimento del nostro partito ha preso solo il 7% dei consensi e per chi non lo sapesse questa mozione si è divisa in 4 gruppi” e bla bla bla, perché senza quel 7% oggi diviso in quattro non ci sarebbe stata la maggioranza di Chianciano. La conta delle mozioni finì e perse definitivamente ogni significato con il voto nominale sul palco di ciascuno dei delegati quel primo pomeriggio del 27 luglio. Quindi, applichiamo coerentemente e doverosamente quanto deciso al Congresso, ma non utilizziamolo come un totem per cristallizzare le posizioni in saecula saeculorum o addirittura come un tappo per soffocare il libero dibattito e anche il cambiamento di posizioni e di rapporti di forza tra le diverse opzioni nel Partito.

  303. Dro Casella Says:

    Caro MarioGc quello che dice Mario è nel documento di Chianciano,ti prego di leggerlo…………..
    E comunque nel documento di Chianciano c’erano anche 3 aspetti cruciali:il Prc per l’oggi e per il domani,gestione unitaria,polo di sinistra alternativo ed anticapitalista

  304. cari dro, mario e mariogc, sulla citazione ha ragione mariogc. è contenuta nell’appello per il 18 luglio. ma nel documento di chianciano c’erano cose chiare.
    eccole:

    “Respinge la proposta della Costituente di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.”

    “è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali.”

    se l’unità rimaneva un campo aperto di ricerca ecc e bisognava avviare la collaborazione e l’aggregazione delle realtà collettive ed individuali ecc
    ovviamente si può non essere d’accordo con la lista delle europee e con la proposta della federazione. ma non si può dire che siano una svolta o un tradimento del documento di chianciano.

    non è che io sia un feticista dei documenti. ma mi piace che la discussione avvenga su testi invece che su suggestioni.

    tutto qui.

    ciao

  305. paolo bucci Says:

    non commento oggi i tuoi articoli. ma mi picerebbe sapere qualcosa di serio, tu sei l’ unico che farlo, su OCALAN come sta adesso e il vero ruolo giocato dai dirigenti di sinistra ( chiamiamoli cosi ) nella grave e secondo me voluta, fregatura datagli. non si poteva fare meglio ? saluti fraterni, paolobucci.

  306. paolo bucci Says:

    non commento oggi i tuoi articoli. ma mi picerebbe sapere qualcosa di serio, tu sei l’ unico che può farlo, su OCALAN, dov’è come sta adesso e il vero ruolo giocato dai dirigenti di sinistra ( chiamiamoli cosi ) nella grave e secondo me voluta, fregatura datagli. non si poteva fare meglio ? saluti fraterni, paolobucci.

  307. Bordiga Says:

    L’area ex SPD della Linke è anticapitalista? Dove, come e quando? Lafontaine era uscito dalla SPD su “posizioni nettamente anticapitalistiche”? Dove, come e quando? La Linke ha posizioni chiare e nette (sull’anticapitalismo)? Dove, come e quando? Il PRC attuale sarebbe contro la NATO? Dove, come e quando? Ci illumini, Mantovani. Per sostenere queste cose o si è in totale malafede o si fa sistematica falsificazione, esattamente come Repubblica e Manifesto.

  308. Bordiga, sulla Linke e Lafontaine non sono neanche io tanto sicuro che sia anticapitalista o no, anche se a noi ce ne cale fino a un certo punto; invece, che il PRC attuale sia contro la NATO, c’è da varie parti a voce e per iscritto qui e ora, per esempio nella condivisione della piattaforma della Sinistra Europea che richiede esplicitamente lo scioglimento della NATO e dichiara l’opposizione alla logiche militariste e di blocchi, o nella partecipazione alle manifestazioni e scontri di Strasburgo contro le “celebrazioni” dei sessant’anni, con compagni venuti sia dall’Italia che da vari circoli europei, più vari articoli sui nostri giornali (uno l’ho scritto io stesso, se mi perdoni l’autopromozione: “La NATO ha sessant’anni, mandiamola in pensione” http://www.rifondazione.be/testi/nato60_rif3-2009.pdf ).

    Certo, se pensiamo alle solenni cagate fatte in occasione dei voti in Parlamento per sostenere l’occupazione NATO in Afghanistan, allora lì ti dò ragione, ma voglio sperare che quella lezione sia stata veramente e definitivamente imparata.

    Saluti comunisti

  309. Maria Serban Says:

    Il 26 Febbraio, 2009 a 8:02, mauro scriveva:

    caro Ramon insisto perchè comprendo le tue ragioni ma la questione mi sta troppo a cuore: a Venezia aveva vinto il congresso una mozione che sosteneva una svolta nonviolenta.
    Io non l’ho votata per istintiva diffidenza nei confronti del protagonismo personalistico di Bertinotti (primarie ecc…)
    Tuttavia io credo nella nonviolenza come forma di lotta rigorosamente alternativa, nei metodi oltre che negli obiettivi alla stato di cose presente: ho fatto il servizio civile nella periferia di Napoli, sono stato a Comiso….
    Spiegami allora come sia possibile conciliare una svolta nonviolenta con il voto a finanziarie che aumentavano esponenzialmente le spese militari, con il voto alla missione in Afghanistan, con il voto favorevole alla relazione di D’Alema che sosteneva che opporsi alla realizzazione della base di Vicenza era un atto ostile nei confronti degli USA, con il voto di ferrero al pacchetto sicurezza anti romeni…
    Non bastava il collettivo del gruppo parlamentare per buttare al vento la storia del prc: serviva un nuovo congresso o almeno una consultazione vincolante tra gli iscritti.
    Voi avete insegnato ai nostri elettori che tutto si poteva votare purchè non tornasse Berlusconi e dopo 2 anni una parte di loro ha votato pd perchè non tornasse Berlusconi.
    Ora Berlusconi gestisce i nostri soldati in Libano, quelli in Afghanistan e il G8 in Sardegna e con quale coerenza può il PRC opporsi
    ciao

    https://ramonmantovani.wordpress.com/2009/02/19/lettera-aperta-alla-maggioranza-di-chianciano/

    Io sono rumena, e mi interessa sapere qual’è stata la Sua posizione sul pacchetto sicurezza anti rumeni. Grazie.

    Maria Şerban

  310. Egregio Sig. Mantovani,

    Il 26 Febbraio, 2009 a 8:02, mauro scriveva:

    caro Ramon insisto perchè comprendo le tue ragioni ma la questione mi sta troppo a cuore: a Venezia aveva vinto il congresso una mozione che sosteneva una svolta nonviolenta.
    Io non l’ho votata per istintiva diffidenza nei confronti del protagonismo personalistico di Bertinotti (primarie ecc…)
    Tuttavia io credo nella nonviolenza come forma di lotta rigorosamente alternativa, nei metodi oltre che negli obiettivi alla stato di cose presente: ho fatto il servizio civile nella periferia di Napoli, sono stato a Comiso….
    Spiegami allora come sia possibile conciliare una svolta nonviolenta con il voto a finanziarie che aumentavano esponenzialmente le spese militari, con il voto alla missione in Afghanistan, con il voto favorevole alla relazione di D’Alema che sosteneva che opporsi alla realizzazione della base di Vicenza era un atto ostile nei confronti degli USA, con il voto di ferrero al pacchetto sicurezza anti romeni…
    Non bastava il collettivo del gruppo parlamentare per buttare al vento la storia del prc: serviva un nuovo congresso o almeno una consultazione vincolante tra gli iscritti.
    Voi avete insegnato ai nostri elettori che tutto si poteva votare purchè non tornasse Berlusconi e dopo 2 anni una parte di loro ha votato pd perchè non tornasse Berlusconi.
    Ora Berlusconi gestisce i nostri soldati in Libano, quelli in Afghanistan e il G8 in Sardegna e con quale coerenza può il PRC opporsi
    ciao

    https://ramonmantovani.wordpress.com/2009/02/19/lettera-aperta-alla-maggioranza-di-chianciano/

    Io sono rumena, e mi interessa sapere qual’è stata la Sua posizione sul pacchetto sicurezza anti rumeni. Le avevo posto questa domanda anche su Facebook, e da allora attendo che Lei mi risponda. È stato approvato anche da Lei, quel pacchetto sicurezza anti rumeni?… Lei è per caso intervenuto in merito a quel pacchetto sicurezza?…

    Grazie.

    Maria Şerban

  311. gentile maria, le rispondo qui sul blog e le invio email perché solo oggi ho visto il suo commento, che non essendo stato postato in coda all’ultimo articolo, non avevo visto. quanto alla domanda che mi avrebbe rivolto su facebook mi spiace ma anche questa deve essermi sfuggita.
    comunque, come vedrà, non sono scuse o imbarazzanti silenzi.
    sulle mie posizioni sul decreto sicurezza del governo prodi può leggere il mio articolo sul blog. ecco il link:

    https://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/16/la-direzione-la-verifica-e-linfame-decreto-sicurezza/

    quanto al voto semplicemente non c’è stato. la camera non l’ha mai votato e il governo lo ha per ben due volte ritirato prima che la camera lo votasse.

    voglio solo aggiungere che, sebbene totalmente contrario al testo del decreto, il mio dissenso era relativo ai tentativi di ridurre il danno che avevano ispirato la posizione ufficiale del prc. in altre parole non condivido le sciocche critiche secondo le quali il prc aveva sposato i contenuti del decreto.
    scusi il ritardo della risposta.
    in futuro, per favore, mandi pure email o scriva in coda all’ultimo ariticolo.
    cordiali saluti.
    ramon mantovani

  312. Gianmarco Says:

    LIBERAZIONE SERVE COME MAI IN SICILIA NON LO PORTATE PIù?

  313. Gianmarco purtroppo l’invio di Liberazione è stato sospeso dal 1 agosto 2009 in Calabria,Sicilia e Sardegna a causa dei costi troppo elevati rispetto alle copie vendute.Pensa che la gestione Sansonetti ci aveva ridotto nelle 3 regioni a circa 400 copie!!!! Per quanto si siano incrementate da quando Dino Greco è stato eletto Direttore purtroppo i costi per recapitarlo nelle 3 regioni suddette sono ancora proibitivi.
    Però è possibile abbonarsi oppure richiedere copie per la diffusione militante.Solo con un cospicuo numero di abbonamenti potrà riprendere l’invio…anche in queste 3 regioni.
    Le federazioni devono nominare il responsabile diffusione e fare diffusione militante del giornale…

  314. Caro Ramon, il tuo discorso si avvita su se stesso, si “incarta” perche’ ha il tono della rinuncia. La rinuncia a dire chiaramente che non c’e’ panorama alternativo alla lotta reale (cerca di intendere) contro i capitalisti, il voler forzatamente restare entro i temrini della democrazia borghese come unico scenario dell’ azione, ti / ci cacciav fatalmente in un vicolo cieco. E perdonami, ma chi se ne frega di Rifondazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: