Kosovo, le certezze di D’Alema.

L’ex presidente del consiglio Massimo D’Alema ha rievocato, con una lunga intervista su “il Riformista” la “guerra che rifarei”.

Nel decennale della guerra del Kosovo ci saremmo aspettati qualche riflessione critica (pretendere un’autocritica da D’Alema è utopistico) da parte di coloro che prepararono e sostennero l’intervento militare della NATO. Invece registriamo l’ennesima rivendicazione di una linea, quella del rilancio della NATO e della dottrina multilaterale, e la spudorata riproposizione del grande imbroglio sulla natura umanitaria della guerra.

La guerra fu preparata trasformando l’UCK, nel breve volgere di alcuni giorni, da organizzazione terroristica (così era definita ufficialmente dagli USA e da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU) in organizzazione patriota. Gli attacchi dell’UCK, nel frattempo bene armata dagli USA e rafforzata perfino dagli uomini di Al Queda, ai villaggi in maggioranza serba alimentarono la risposta delle milizie di estrema destra serbe e soprattutto il consenso intorno ad un governo di unità nazionale che salvò Milosevic dal disastro dopo la rovinosa sconfitta elettorale nelle amministrative.

La guerra fu preparata alzando la tensione diplomatica e con una mastodontica operazione di disinformazione sulla crisi umanitaria. Tanto sfacciata quanto efficace visto che in realtà la vera crisi umanitaria cominciò esattamente un minuto dopo l’inizio dei bombardamenti e coinvolse sia i serbi sia gli albanesi kosovari.

La guerra fu preparata con una finta trattativa a Rambouillet nella quale si pose al governo juguslavo una condizione inaccettabile per poter dichiarare esaurita ogni trattativa: la presenza di truppe NATO su tutto il territorio jugoslavo per un periodo indefinito.

La guerra fu preparata con un atto segreto, l’Act order, in sede NATO firmato dai capi di governo, a insaputa dei rispettivi parlamenti, che decise l’ineluttabilità dell’intervento militare delegando ai vertici militari l’esecuzione tecnica e temporale dell’ordine politico impartito.

La guerra fu fatta senza che nemmeno il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ne avesse discusso e, per quanto riguarda l’Italia, senza che il parlamento avesse votato alcun mandato in proposito. Tutto in violazione del diritto internazionale e della costituzione italiana.

Mentre i bombardieri USA e italiani scaricavano le migliaia di tonnellate di bombe su ponti, fabbriche, scuole, ospedali, ferrovie e perfino televisioni ed ambasciate di paesi terzi, a Waschington la NATO celebrò un summit nel quale modificò il proprio statuto per poter intervenire fuori dai propri confini, senza nessuna copertura ONU. Portando così a compimento la mutazione genetica da alleanza “difensiva” ad autoproclamato gendarme del mondo.

Mentre i bombardieri italiani centravano obiettivi civili e militari, compreso il sistema di telecomunicazione jugoslavo di proprietà italiana da pochi mesi, D’Alema disquisiva dell’ottima “esperienza umana e professionale” che avrebbero compiuto i nostri piloti. E mentre il movimento pacifista scendeva in piazza in Italia e in tutto il mondo Cossutta si esercitava in finte operazioni diplomatiche e la CGIL di Cofferati scendeva anch’essa in piazza, ma per appoggiare la guerra umanitaria definendola una “contingente necessità”.

La guerra fu conclusa in una riunione del G8, che così fece un altro passo per diventare il vero direttorio del mondo. Con un accordo che non prevedeva la famosa clausola di Rambouillet, a dimostrazione della sua strumentalità, per essere poi ratificato dal Consiglio di Sicurezza, sempre più notaio dei paesi ricchi e potenti e sempre meno titolare della sicurezza mondiale.

La guerra, negli anni successivi, continuò a bassa intensità, sotto il vigile controllo delle truppe NATO di occupazione, e produsse 250 mila profughi serbi, fino ad arrivare all’autoproclamata indipendenza kosovara, gravissimo precedente per l’Europa e in aperto contrasto con lo stesso accordo che mise fine ai bombardamenti. E l’ultimo governo Prodi riconobbe il Kosovo indipendente in violazione del proprio programma e dei deliberati parlamentari.

Che D’Alema sorvoli su molte di queste cose non è casuale ma non è nemmeno frutto di imbarazzo. E’ solo logico per chi cinicamente pensa che la propria missione sia governare l’esistente badando bene a correre in soccorso… dei vincitori.

Il mondo cambia, il capitalismo è in crisi, e le guerre aggravano i problemi, ma per D’Alema tutto è come dieci anni fa.

Possiamo solo dire che se lui dichiara “rifarei quella guerra” la nostra opposizione di allora fu sacrosanta e lungimirante.

ramon mantovani

pubblicato su Liberazione il 25 marzo 2009

745 Risposte to “Kosovo, le certezze di D’Alema.”

  1. Bell’articolo Ramon!!!

  2. Caro Ramon, le responsabilità di D’Alema sono terribili, ma è ancora più terribile che Rifondazione per anni se ne sia dimenticata, ricordo la pagella sui ministri pubblicata da Liberazione in cui veniva definito uno dei migliori ministri del governo Prodi…
    Purtroppo Turigliatto fu espulso per non aver votato a favore della sua relazione in cui dichiarava che rnon concedere agli USA la base nuova base a Vicenza sarebbe stato un atto ostile.
    Io non difendo a spada tratta Turigliatto perchè penso che sarebbe dovuto intervenire in aula e spiegare le ragioni di un voto che sarebbe dovuto coerentemente essere contrario…
    Comunque una parte dei torti della guerra in Jugoslavia è di Milosevic, purtroppo la Jugoslavia si è anche suicidata…

  3. Luca Marini Says:

    Ramon anzi per D’alema non è che tutto rimane uguale a leggere l’articolo sul riformista si evince che che dopo 10 anni c’è un miglioramento almeno in serbia e in Kosovo (dove ora c’è la democrazia) e nei balcani. Basterebbe guardare gli speciali di Jacona sul Kosovo per vedere quale democrazia e quale libertà ci sia nel Kosovo completamente controllata dai signori della guerra e della droga, praticamente un piccolo Afghanistan. Però L’Afghanistan per D’alema deve essere democratizzato come sostiene Obama, il Kosovo no è un paese allineato grazie alla guerra di cui egli non si pente.

  4. caro mauro, le cose non stanno come dici tu. ma ne discuteremo approfonditamente. già devo a lucaocchionero un articolo su tutta la vicenda delle missioni militari. ora la devo anche a te. prima o poi lo scriverò. ma siccome voglio che sia precisissimo ci vorrà tempo. ora non ho il tempo per scriverlo. ma lo farò.
    comunque grazie per il commento. e grazie a luca marini che dice una cosa verissima. della quale poco si sa.
    un abbraccio.

  5. milosevic non lo difende nessuno, ma di fatto c’è che quella della nato contro la jugoslavia è una gueraa tutt’altro che “chirurgica” e molto ben diretta a terrorizzare la popolazione delle citta’ serbe per piegarne la resistenza psicologica. come facevano i brigatisti, la stategia della nato e’ stata graduale e senza rimxorsi: prima minacciare, poi sparare ai piedi, poi via via piu’ su, fino ad arrivare alle micidiali bombe a grappolo sui mercati.e queste cose sono state documentate anche da oppositori di milosevic, tra l’altro.dai testimoni e dalle vittime della guerra, come il professor vidanovic, un oppositore a milosevic che ha rischiato la vita sotto le bombe della nato e ha scritto un diario telematico via intenet che veniva tradotto in tempo reale e trasmesso sul sito di peaceldink nei terribili giorni della “guerra giusta”.

    questa “guerra giusta” e’ stata resa accettabile da una cultura che ha
    saputo elaborare una sorta di camicia di forza nella quale imrprigionare i
    sensi di colpa e immobilizzarli.d’alema ne e’ stato il massimo responsabile politico-istituzionale per l’italia. milosevic e’ stato a gozzovigliare nel suo bunker e ne hanno fatto le spese donne, vecchi, bambini. i piu’ protetti sono stati forse proprio i soldati dii milosevic, ben rintanati nei loro nascondigli.

    ma nella propaganda appariva un bombardamento contro milosevic.
    è questo il punto.
    ed ecco il moderno sostituto dell’ideologia, il nuovo killer dei sensi di colpa: l’arma mediatica. oggi non e’ piu’ possibile intraprendere alcun tipo di iniziativa militare senza garantirsi una sua rappresentazione mediatica tale non solo di raccogliere consenso, ma anche di permettere una manipolazione in tempo reale degli eventi conforme alla logica della irrealta’ reale del mezzo televisivo.
    rendere “accettabile” la guerra e le vittime. questa e’ la nuova funzione
    dello “stratega mediatico”, un nuovo tipo di figura che affianca il generale che guida gli eserciti. guidare le coscienze, tacitare i sensi di colpa, apparire brave persone,non dei criminali.

    ecco la nuova frontiera su cui si misurano le innovazioni culturali che
    dalla vecchie ideologie ci stanno traghettando verso le nuove invisibili
    ideologie: per continuare ad uccidere senza provare sensi di colpa.

    infatti d’alema non ha ne ha.

    ps x lillo
    ogni tanto passo da qui, leggo,ma se ritengo che non ci sia niente da dire, non scrivo.sto bene stai tranquillo non mi è successo niente.

  6. Caro Ramon, non so a quale parte del post ti riferisci. Io penso che le responsabilità nella distruzione della Jugoslavia siano molteplici: la NATO ma anche i vari leader nazionalisti che hanno preso il potere nelle repubbliche negli anni ottanta e tra questi Milosevic…
    Abrogare la costituzione di Tito che concedeva autonomia al Kosovo è stato il primo passo verso la catastrofe: gli avvoltoi sono poi scesi a banchettare sul cadavere della Jugoslavia… hanno potuto farlo perchè ormai la repubblica federativa socialista non c’era più.
    Io continuo ad aspettare l’articolo… a volte si possono anche riconoscere gli errori… il voto favorevole alle missioni ad esempio.
    ciao

  7. […] Massimino e la terza guerra europea Ieri, dopo aver letto la vergognosa intervista al Riformista di Massimo D’Alema sulla guerra in Kosovo, ho iniziato a scrivere un post. Poi ho avuto da fare e l’ho salvato in bozza. Ora, tornato a casa, lo stavo aprendo per completarlo. Quando ho scoperto che quasi tutto quello che volevo dire l’ha già scritto Ramon Mantovani: […]

  8. masaccio Says:

    Splendido post, mi hai tolto le parole di bocca.
    Mauro, stai attento: dire che la colpa è anche di Milosevic e dire che la Jugoslavia si è suicidata sono due cose assolutamente opposte.
    Milosevic, all’epoca leader dell’ala liberal-riformista del partito, fu scelto e sostenuto anche dagli Usa, come i suoi equivalenti nelle varie repubbliche, proprio per distruggere la Jugoslavia.
    L’esistenza della Jugoslavia era l’antimperialismo incarnato: un paese socialista indipendente, non sottomesso alla logica dei blocchi, con zone economicamente avanzatissime, con l’esperimento più ambizioso di stato multietnico mai realizzato nella storia dell’umanità, soprattutto con la sottrazione dei Balcani al gioco degli interessi geopolitici. L’incubo di Clinton, Eltsin, Kohl e compagnia bella.

  9. mauro Says:

    Sono d’accordo con te, ma purtroppo i vari dirigenti nazionalisti che si sono imposti nelle varie repubbliche hanno preso il potere attraverso libere elezioni: non sempre la democrazia parlamentare premia chi ha ragione e, in tempo di crisi economica, è possibile costruire consensi utilizzando l’odio contro un facile capro espiatorio. Milosevic ha agito su questo meccanismo per prendere il potere in Serbia: “la colpa è tutta degli Albanesi del Kosovo”. Per questo motivo, e non certo per “pacifismo”, ebbe, a suo tempo, tutta la solidarietà della Lega Nord.
    La Jugoslavia è stato uno dei pochi esempi positivi di stato con una politica positiva nei confronti dei Rom… il suo suicidio-omicidio è stato uno dei primi passi dell’Europa verso la barbarie della guerra, del razzismo, dell’odio etnico… e ci ha ricordato che queste opzioni politiche possono raccogliere un relativo consenso di massa.
    Per questo la sinistra, i comunisti, devono sempre opporsi senza compromessi al razzismo e alla guerra.
    Un appello a Ramon: fate l’impossibile per raggiungere un accordo con Sinistra Critica! (io vorrei l’accordo anche con Ferrando e non capisco perchè non è stato fatto almeno un incontro ufficiale…)

  10. alessio Says:

    Però dive dire Ramno che ometti alcune cose non citi Diliberto! ora c’è l’accordo elettorale con chi bombardava la Serbia e non con SC possibile Diliberto sia un anima bella…

  11. @Mauro
    Oddio, per quanto sia un estimatore del modello jugoslavo, definire “libere elezioni” l’ascesa al potere di Milosevic all’interno del Partito Comunista Serbo mi sembra un po’ esagerato… Comunque non nego che le radici del nazionalismo fossero presenti. Ma sono state risvegliate e alimentate ad arte, da forze assolutamente esterne alla penisola: Usa, Germania, Russia e Vaticano, giusto per fare qualche nome.

    @alessio
    La partecipazione del Pdci al governo D’Alema è già abbastanza criticabile di suo, non c’è bisogno di inventarsi cose che non esistono, come un appoggio di Diliberto a quella guerra. Il Pdci era contrario a quella guerra e l’ha sempre detto. Avrebbe dovuto portare quella contrarietà alle estreme conseguenze e far cadere il governo? Secondo me sì, secondo te anche, secondo loro all’epoca no. Questo è il punto critico e criticabilissimo del ruolo del Pdci in quella vicenda. Punto fondamentale, tra l’altro, perché è esattamente la debolezza strutturale del Pdci, cioè la predilezione per il quadro politico generale (difesa del centrosinistra da possibili svolte a destra) rispetto alle singole scelte di contenuto. Questo è il punto, parliamone. Ma non inventiamoci che Diliberto “bombardava la Serbia” perché ci si rende ridicoli…

  12. Beh certo Diliberto poteva far cadere Prodi dopo averlo salvato tutto si puo fare.Però 8 anni dopo noi abbiamo patecipato al governo Prodi con gli stessi personaggi di allora,chi si è opposto alle missioni militari è stato espulso e Bertinotti ha definito la Folgore vetrina dell’Italia,in Afganistan c’eravamo e siamo rimasti……compagni non si vuol capire che per ridurci allo stato in cui siamo tutti abbiamo fatto la nostra parte…..poi se adesso il capro espiatorio diventa Diliberto…….

  13. Sulle vicende della Yugoslavia, un ricordo personale: passai da Pula (sud dell’Istria), tra le attuali Slovenia e Croazia, nel 1987 ed ebbi una bruttissima sensazione, quando la pensione dove andai accettò di malavoglia i dinari che avevo cambiato poco prima in banca (fatica sprecata, la signora avrebbe preferito persino le lire!!!), e quando in giro e sui mercatini non si trovava nessuna simbologia-ricordo-cimelio di Tito e della Lega dei Comunisti – l’unica cosa che trovai di “comunista” era la copertina del giornale dell’esercito, ce l’ho ancora da qualche parte.

    E una considerazione politica: la Yugoslavia fu suicidata, con complicità interne ed esterne molto chiare, che stanno venendo fuori oggi nella loro completezza, ma “sotto traccia”, silenziate da chi comandava allora e comanda ancora oggi. Consiglio la lettura di una serie di libri sul tema dell’editoriale Zambon http://www.zambon.net , e anche un’autocritica nostra – non solo i ben meritati strali ai vari Cossutta Diliberto Rizzo e ipergovernisti vari – perché anche noi in certo modo subimmo e partecipammo alla demonizzazione di Milosevic e della Serbia, tacciati di volta in volta di “comunisti”, “nazionalisti”, “genocidi” e via blaterando. Anche “Liberazione” dell’epoca fece titoli assolutamente allineati al mainstream, il brutto cattivo Milosevic eccetera eccetera.

    E le necessarie critiche e autocritiche non vanno fatto solo per il gusto della flagellazione e autoflagellazione, ma soprattutto per imparare da ciò che si è fatto o non si è fatto, per non farlo più. Per esempio è giusta e sacrosanta la stigmatizzazione degli scissionisti del PdCI all’epoca, ma diventa inutile o vera e propria presa in giro quando noi poi abbiamo fatto esattamente lo stesso reggendo fino all’ultimo l’occupazione dell’Afghanistan. Ecco, adesso che tutti abbiamo fatto i nostri bravi disastri governisti, cerchiamo almeno per sempre, senza se e senza ma, di non farne più, se vogliamo recuperare un minimo di serietà e di credibilità senza fare troppe alchimie-acrobazie politiche…
    (… e in questo senso, stare fuori dal Parlamento italiano ci fa solo bene: ci torneremo quando saremo sicuri che nessuno ci potrà più utilizzare come stampella o, peggio, fedele ruota di scorta per le sue porcherie)

  14. Scusate compagni la digressione ma mentre Bertinotti favoleggia ad Ancona di uscite dal neoliberismo da sinistra con accanto la deputata PD e nota industriale Maria Paola Merloni (Indesit di None), Massimo Giannini su Repubblica parla di nuova lotta di classe globale commentando gli assalti ed i sequestri di manager in Francia ed in Inghilterra avete capito bene Massimo Giannini vicedirettore di Repubblica……

  15. alessio Says:

    Masaccio ma allora anche noi siamo “assolti” nel Governo Prodi eravamo contrari alle politiche che non ridistribuivano salario, legge30, ecc che vuol dire scusa? e poi ti pare una cosa da poco entrare in guerra, anche se sei contrario ma sostieni il governo che vi partecipa? Diliberto doveva uscire dal governo D’Alema e basta.. poi mi pare rilancia su un nuovo centro sinistra in futuro ecco non facciamo poi finta in futuro di non aver posto i problemi per tempo, perchè puoi pure superare lo sbarramento del 4%, ma poi si apriranno discussioni sulle alleanze, sulle selte politiche di unione dei comunisti ecc.. non facciamo finta di non sapere che ci sono problemi…

  16. lucaocchionero Says:

    A proposito Ramon: Massimo D’alema sarà a Taranto il 6\4 per aprire la campagna elettorale per le amministrative con a fianco Il Presidente della Regione Puglia On. Niki Vendola, che ovviamente ben si è guardato di commentare le dichiarazioni di D’alema sulla guerra in Kosovo così come il Presidente dell’Associazione Italiani-europei On. Massimo D’alema si è ben guardato di commentare le dichiarazioni di enstusiasmo che l’On. Vendola ha dedicato a Silvio Berlusconi. Siccome, forse, la segreteria prov del PRC di Ta parteciperà a questa allegra riunione di reticenti vuoi che da parte tua o dei frequentatori di questo blog diciamo qualcosa a costoro??

  17. lucaocchionero Says:

    Sull’articolo per la “guerra in Afganistan” fai con calma: capisco, anche per deformazione professionale, che ci vuole tempo per trovare argomenti difensivi quando la difesa è alquanto disperata: ti sono vicino. Sul tuo articolo: hai fatto bene a ricordare gli eventi, io per esempio, alcuni di questi li avevo dimenticati.

  18. compagni leggete:

    L’UOMO NUOVO
    «Berlusconi è un individuo geniale. E’ una persona che ha veramente dei tratti strabilianti, un self made man che riesce in una intensa epopea della vita culturale nazionale. E’ un prototipo di uomo nuovo, che si è saputo imporre sulla scena italiana.»

    Nichi Vendola, intervista a Radio Tre, 24 Marzo 2009

    Ora immaginate Togliatti o Gramsci o Nenni, Gobetti o Salvemini che sia descrivere in questo modo Mussolini.
    Questo eravamo fino a pochi mesi fa,non vi dico poi le dichiarazioni di Bertinottii su Berlusconi.
    L’analisi del fenomeno Berlusconi è un conto,ma questi ne sono “innamorati” ,varie volte negli anni passati ho sentito molti di loro desriverlo come Vendola. Ho l’impressione che questi faranno la fine(politica si intende) di Nicola Bombacci oppure più miseramente e recentemente di Fabrizio Cicchitto(ex Potere OPeraio ed Ex PSI) e Sandro Bondi(EX PCI) che sottoscriverebbero le parole di Vendola.
    Poi facciamo le pulci a Diliberto o al povero Turigliatto….compagni guardiamo chi abbiamo avuto in casa fino a poco fa…..

  19. Alessio, non è questione di assolvere o condannare, ma semplicemente di dire le cose come stanno. Ramon ha ricostruito quelle vicende in modo da poter impostare un’analisi utile. Utile è un’analisi sul governismo e sulla costruzione di una sinistra che scelga prima i contenuti e poi ne faccia conseguire il quadro politico, e non viceversa. Inutile è dire che “Diliberto bombardava la Serbia”. A meno che l’intento non sia puramente correntizio, tanto per cambiare…

  20. Che dire? proprio nel momento in cui il Patto Permanente contro la guerra, dopo la manifestazione a Napoli il 14 marzo scorso, sta preparandosi a contestare le celebrazioni per il 60*° anniversario della NATO a Strasburgo il 4 aprile..
    http://www.peacelink.it/disarmo/a/28910.html
    e altrettanto faranno gli US Citizens for Peace & Justice
    http://www.peaceandjustice.it/no-nato-it.php
    .. D’Alema non ha niente di meglio a cui pensare che difendere la sua posizione al tempo della guerra in Kossovo?…
    Ma noi spingiamo la partita in avanti! c’è un popolo italiano pacifista che da troppi anni è rimasto in silenzio! (almeno fino alle recenti manifestazioni per Gaza). Proviamo a ridargli voce, proprio noi come partito.. perfino Obama tende la mano all’Iran.. guardiamo al futuro e non al passato.

  21. marica porta Says:

    Vi segnalo anche l’articolo di Luciana Castellina sul manifesto del 24/3 dal titolo “Bombe sull’Europa”. Ottimo direi.

  22. alessio Says:

    mahh masaccio,neppure Salvi e neppure D’Alema bombardavano la Serbia, ma se sei al governo e non esci dopo che il TUO governo che appoggi bombarda e uccide civili, si complice fai come vuoi. Poi non ho mai letto nulla di Diliberto ce faceva pubblica ammenda, anzi Rizzo ce chiedeva questo al congresso PdCI è stato soronamente redarguido. chiaro…

  23. fredblink Says:

    …mi auguro per voi che possiate superare lo sbarramento per strasburgo, perchè forse nn ci avrete pensato, ma se “sl” manda anche uno soltanto dei suoi rappresentanti nel gue e voi nn ne eleggete neanche uno, saranno loro i referenti di quel gruppo in italia.

  24. E’ possibile caro Fredblink……però c’è solo un problema.Bisognerà vedere se quel rappresentante vorrà iscriversi al GUE.
    Dubito molto che i socialisti o anche la formazione di Fava vogliano farlo,mi pare che pure i verdi abbiano dubbi.Gli unici che vi aderirebbero,almeno voglio sperare non cambino idea pure su questo,sarebbero quelli eletti dal MPS di Vendola……Beh auguri.

  25. Purtroppo per tanti i rappresentanti al parlamento europeo si votano e non si nominano……

  26. Da considerare che l’Italia questa volta mi pare elegga 72 eurodeputati invece degli 87 precedenti…….

  27. Popolo delle Libertà: 42.1% Lega Nord: 9.1% Partito Democratico: 22.5% Italia dei Valori: 7.5% Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani 4.6% Sinistra e Libertà: 2.1 UDC – Unione di centro: 5.5% Altri: 6.6% INDECISI: 25.0%
    Sondaggio Euromedia

  28. grazie Pufforosso!! anche il sondaggio Sky24 Digis, riportato sul blog di Ferrero, dà il superamento del 4%!!
    il 25% di indecisi è tanto! cerchiamo di raddoppiare i nostri sforzi in questi due mesi e passa che ci restano prima di giugno

  29. X fredblink……
    be’ noi ce la mettiamo tutta, poi dipende anche dalle condizioni del tempo, dai bioritmi e dalla validita’ dei metodi di allenamento….comunque dovesse andare male vorra’ dire che ci rifaremo alle prosime olimpiadi…….

  30. andrea p Says:

    compagni, i sondaggi prendiamoli con le pinze….anche l’anno scorso la sinistra arcobaleno era data al 6% e sappiamo tutti come è andata a finire. Dobbiamo metterci a lavorare sui teritori e far capire alla gente il perchè è utile la presenza comunista a strasburgo.
    W la lista comunista

  31. Io guarda l’andamento dei sondaggi e non i numeri.
    Compagno Andrea il 6% dell’arcobaleno presupponeva un andamento al ribasso visto che circa due anni prima la sinistra nel suo insieme prese il 10%
    Mentre adesso l’andamento è nettamente al rialzo visti i numesri delle elezioni politiche di 11 mesi fa.
    Saluti Comunisti

  32. andrea p Says:

    speriamo bene…cmq ho letto su aprileonline che il simbolo riprenderà quello del PCI, cioè con la bandiera italiana di sfondo e con le scritte Rifondazione sopra e comunisti italiani sotto….

  33. ottimo articolo.

  34. Luca Marini Says:

    I progressisti Franceschini, Baiden, Brown, Zapatero e Lula si incontrano per parlare di crisi ecoomica. Ramon che è questa congrega? e soprattutto Lula si deve decidere, un bel salto da Morales a Brown o da Chavez a Franceschini!

  35. ilmale Says:

    ANSA-Ultimo sondaggio della svizzera Demoskopà:In una aula gremita il professor Verolin spiega le linee guida del suo ultimo sondaggio ,effettuato su una platea trasversale,mista,autoctona e farisea circa le intenzioni di voto espresse in fase di plateau orgasmico.l’andamento dei flussi ha mostrato questi strabilianti risultati:PRC 21%-Pdci 5%(perchè confondono l’orgasmo con l’organo uffciale)-Sinistra e Libertà 13%(nonostante alcune sottrazioni effettuate dal recidico De Michelis Gianni)Pcl 4%(effetto crescina)SC tra il 10 l’11 il 12 o forse il 13 dei suoi 80 iscritti.
    Il campione poi è stato di nuovo interrogato nel cosidetto momento di “refrattarietà” misurando i livelli serici di atropina e testosterone,trovandoli patologicamente bassi, e l’andamento è stato completamente ribaltato.
    Il professor Verolin ha concluso che chi fa l’amore vota a sinistra chi non lo fa…si arrangia!

  36. Ultimo sondaggio Euromedia fatto il 23 – 24 Marzo,come tutti va preso con e pinze:

    Popolo delle Libertà: 43.1% Lega Nord: 10.7% Partito Democratico: 22.4% Italia dei Valori: 7.3% Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani+Sinistra Europea: 4.9% Sinistra e Libertà: 2.4% La Destra+Fiamma Tricolore+MPA+Pensionati:2.1% UDC – Unione di centro: 5.0% Radicali: 1.3% Altri: 0.8%

    Vedi il male tra poco il duce Berlusconi ti toglierà la voglia di simili battute…..

  37. Compagni non per polemica ma ieri sera Vendola da santoro è stato impresentabile,a tratti imbarazzante……

  38. Europee: domani 28 Marzo conferenza stampa di presentazione del nome, del simbolo e del documento comune di Prc, PdCI, Socialismo 2000 e Consumatori uniti
    venerdì 27 marzo 2009

    Alle ore 12.00 di domani 28 marzo presso l’Hotel Nazionale (piazza Montecitorio, Roma) Paolo Ferrero, Olivierio Diliberto, Cesare Salvi e Bruno de Vita a nome, rispettivamente, di Rifondazione comunista, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori uniti illustreranno, in una conferenza stampa comune, l’accordo raggiunto per una proposta politica unitaria e una lista comune alle prossime elezioni europee.
    Nel corso della conferenza stampa verrà illustrato il documento programmatico unitario e il simbolo con il quale esse si presenteranno alle prossime elezioni europee.


    Ufficio stampa Prc-SE

  39. era ora!!
    almeno si può discutere su FATTI e non su ipotesi e indiscrezioni

  40. Luca Marini Says:

    Mah, queste conferenze stampa io le eviterei. E se poi domenica il cpn non approva????. Per esempio sul simbolo ci vuole il 66% dei voti, mi sembra.
    E poi, il documento non lo conosco, ma siamo tutti d’accordo con l’accordo con consumatori e socialismo 2000? io ho molti dubbi, parecchi.

  41. Alfonso Geraci Says:

    Masaccio (e altri): appunto, facciamola questa analisi del governismo.
    Il problema NON E’ che “Diliberto bombardava la Serbia”, il problema è la concezione profondamente e radicatamente governista che il Pdci (e Salvi) si porta dietro. Dieci anni di insulti, in totale spregio a ogni elementare decenza, sul fatto che il Prc era il becchino della sinistra, che invece ci voleva “la sinistra che conta”, NON SONO UN (=UNO) “errore politico”, sono una differenza quasi ontologica da quanto di buono Rifondazione ha rappresentato. Rispetto a questo autocritiche serie io non ne ho viste nè sentite (viva allora la – macabra – coerenza di D’Alema).
    Io sono contento per i consumatori, ma scontento per l’assenza di Sinistra Critica non perché porti chissà quanti voti, ma appunto perchè è necessario un chiarimento politico-strategico rispetto all’esperienza Prodi 2007-08. E invece che fa il Prc? Marcia verso l’Unità dei Comunisti ESPLICITAMENTE ESCLUSA a Chianciano? Boh…

  42. Compagni a reti unificati mediaset(per ora ) sta nascendo il regime ricordatelo per i nipoti……..

  43. d’accordo con lillo sul regime….già siam fortunati che non va in mondovisione!

    alfonso io una cosa non capisco sull’unità dei comunisti.l’accordo che verrà illustrato è un accordo di quattro soggetti e non di due, non di prc-pdci e basta. o sbaglio?

  44. Mai visto un simile leccaculismo da parte dei direttori dei grandi giornali e pure dai vari Violante,Vendola etc.Questi pur di nascondere la loro vigliaccheria ed il loro fallimento trasformano Berlusconi in un Superman invincibile.Praticamente lui cosstruisce il regime e loro lo propagandano……

  45. alberto.larghi Says:

    Una delle ragioni per cui ci fu accanimento contro i serbi,è che essi si rifiutarono,a differenza di tutti gli altri paesi dell ex patto di Varsavia,di aderire alla Nato e di conseguenza gli Usa e i servi Europei trovarono attraverso quella sporca guerra di piantarsi pianta stabile nei Balcani.
    poi cominciarono i finaziamenti alle pseudo associazioni democratiche come Octopor,radio B92 di Belgrado e ivari movimenti filo Usa,strategia che fu poi estesa a tutto l’est Europa, con i movimenti in Georgia e successivamente gli arancioni in Ucraina.
    Potremmo parlare del Dalai Lama (il Ratzinger asiatico) e capire che il Film è lo stesso e lo “sceneggiatore” l’imperialismo anglo-americano.
    Complimenti Ramon per aver ben ricordato ,con il tuo articolo ,quella tristissima pagina,che fu anche la piu’ vergognosa del cosidetto centro sinistra.

  46. Alfonso Geraci Says:

    Maria: resta il fatto che si rompe a sinistra con chi è stato non solo più irremovibile contro le missioni ma è chiaramente NON governista; e dall’altro lato si fa questa lista con Salvi (dico: Salvi) e il Pdci. Invece il penultimo post di Ramon Mantovani proponeva ben altri ragionamenti, che portavano alle logiche conclusioni la linea di Chianciano e dichiaravano definitivamente chiusa la fase frontista e del centrosinistra
    (cosa secondo me imprescindibile). Questa lista, fatta così, marcia in direzione opposta.

  47. si vabbè ma se sinistra critica ha impiantato polemiche che ci possiamo fare? dobbiamo andare con sinistra critica e basta?
    guarda che qua di immacolate concezioni non ce n’è!
    dove cogli, cogli sempre bene, si dice…
    io non amo il pdci e si sa (non mi riferisco certo ai compagni che militano sia chiaro) ma a sinistra dopo sinistra critica c’è ferrando. ferrando ha deciso di fare la nomade e non possiamo farci nulla. sinistra critica polemizza e non possiamo farci nulla. in qualche modo questa lista si deve pur fare.
    io guarderei ai contenuti. e aspetterei il documento. poi possiamo dire semmai che stiamo marciando in direzione opposta.
    altrimenti ci presentiamo soli e non se ne parla più.
    non è che ci siano alter alternative, eh.

  48. Domani sabato 28, dalle 12, DIRETTA sulla web-televisione comunista PDCITV http://www.pdcitv.it , presentazione del programma e del simbolo della lista unitaria comunista e anticapitalista.

    Molto interessante sempre su PDCITV il servizio su “Uniti contro insieme per”, con un quadro di partecipanti che magari ci possano essere sulle liste, e poi l’intervista beneaugurante a Gianni Minà, etc.

    Vamonos vamonooooooooosssssssssssssssss

  49. sul simbolo e sul documento programmatico della lista anticapitalista risponderò ai commenti e scriverò solo dopo che il cpn avrà votato.
    posso solo dire che la delegazione del prc ha rispettato alla lettera il mandato contenuto nel documento della direzione sul quale ho scritto il terzultimo articolo su questo blog.

    ad alberto larghi, che ringrazio, vorrei solo dire che le cose non stanno come dice lui per quanto riguarda milosevic. basti dire che io personalmente lo incontrai a belgrado in occasione del congresso del partito socialista serbo. credo nel 96 o 97. un congresso improntato alle aperture totali alla liberalizzazione e alle privatizzazioni. aggiungo che in quella occasione, pur essendo presenti al congresso numerosi partiti socialisti membri dell’internazionale socialista, non c’erano i DS. quelli del PSS mi chiesero insistentemente di intercedere per loro presso i DS per rimuovere la opposizione che i DS facevano nell’internazionale socialista alla adesione del partito socialista serbo. ora, il milosevic che vuole privatizzare ed entrare nell’internazionale socialista non è il milosevic che descrive larghi. come non lo è il milosevic che si allea con i nazionalisti fascisti.
    sul resto concordo.

  50. solo per la precisione. sul sito dei sondaggipoliticoelettorali sul quale per legge devono essere pubblicati i sondaggi resi pubblici dagli istituti di ricerca o dai committenti degli stessi c’è il sondaggio che è stato postato più sopra e che riporto:
    Risposta: Popolo delle Libert�: 43.1% Lega Nord: 10.7% Partito Democratico: 22.4% Italia dei Valori: 7.3% Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani+Sinistra Europea: 4.9% Sinistra e Libert�: 2.4% La Destra+Fiamma Tricolore+MPA+Pensionati:2.1% UDC – Unione di centro: 5.0% Radicali: 1.3% Altri: 0.8%

    va detto che se non ricordo male lo stesso istituto aveva previsto con grande approssimazione la debacle della sinistra e l’arcobaleno quotandola poco sopra il tre per cento.

    cosa che dice che il campione del sondaggio ha qualche credibilità per lo meno sulle previsioni di voto nel bacino elettorale che ci interessa.

    buonanotte

  51. Compagni ho letto un’intervista di Pietro Ingrao sull’unità e ha detto a chiare lettere che voterà la LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA

  52. Giovanni Says:

    Per stare al reale abbiamo perso il referendum alla Piaggio e vi garantisco che è una sconfitta dolorosa i precari quasi tutti si sono espressi per l’accordo che dava loro la possibilità di essere assunti… e ovvio ma questo avviene spesso, anche tra gli impiegati… il punto è che forse l’intrasigenza della rete 28 aprile di Cremaschi (ben presente in Fiom alla Piaggio) è stata sbagliata.. sindacalmente si deve ben valutare le questioni in campo altrimenti come sempre i lavoratori ci puniscono..

  53. andrea p Says:

    ho visto il simbolo, bello ed in esso ci si riconosce tutti, avanti così

  54. Alfonso Geraci Says:

    Mi rispondete tutti e sempre sul fatto che SC ha posto problemi assurdi
    eccetera.. Ammesso (ma non concesso) questo fatto, NESSUNO mi risponde mai sul governismo che è seconda natura (se non prima) di forze quali il Pdci e Salvi. Il “dove cogli cogli” di Maria va bene se parliamo di superare ‘sto 4% e basta, allora okay, certo, ci sono le elezioni, che devo dire?
    Però passaggi come questo potevano anche servire a costruire – lungo la linea di Chianciano – un percorso che prendesse atto della fine del frontismo e del centrosinistra (confermate, se qualcuno voleva ancora illudersi, dall’intervista sulla Serbia di D’Alema) come da post di Ramon Mantovani. Giustamente Mantovani su questo evita di rispondemi perché ha un incarico di partito da svolgere in questo momento.
    ORA, io non sono rappresentativo di niente, non avendo mai militato in Rifondazione, però come ho già raccontato varie volte seguo perfettamente le dinamiche del partito attraverso amici fraterni e altri compagni che al Prc hanno dato l’anima, e vi dico che c’è tutta un’area diciamo della sinistra del partito che è disorientatissima: si è andati a questo tavolo di trattative per imbarcare SC e ci si alza dal tavolo con Salvi!! Ditemi voi, senza polemica…
    Io sento di gente che non voterà, che voterà Ferrando (anche insospettabili di ferrandismo), che non sa che pesci pigliare.

  55. Su Milosevic ha perfettamente ragione Ramon: come ho già scritto, era noto per essere il leader dell’ala destra privatizzatrice del Partito Socialista Serbo, e per questo gli americani lo sostenevano (come avvenuto pochi anni prima con Ceasescu, tra l’altro, altro “grande liberale riformatore” poi trasformato in mostro). Del resto Slobo condivideva con tanti altri, dagli Usa alla Russia, un obiettivo: la fine della Jugoslavia socialista e multietnica.

    Alfonso, io non ho problemi a confrontarmi sul tema del governo. Lascerei perdere la gara a chi ha più “insulti” da rinfacciare in 10 anni, perché non so chi la vincerebbe e non so che utilità avrebbe. Mi ricordo di quando Liberazione aveva un’apposita rubrica, intitolata “Il dito nell’occhio” e firmata da Nichi Vendola, con l’obiettivo di insultare ogni giorno il Pdci…
    Ma il tema del governismo è importante, a prescindere. Anche e soprattutto perché la sinistra italiana non può permettersi un’altra scissione sul governo, magari tra 4 anni. Discutiamone, ma avendo ben presente che l’obiettivo è costruire un’analisi più avanzata su come si sta nelle istituzioni, non processare qualcuno. Anche perché pochi resterebbero assolti…
    Sul fatto che a Chianciano fosse “esplicitamente esclusa l’unità dei comunisti” invito tutti a ragionare onestamente e non per slogan. L’unità dei comunisti era criticata in quanto piattaforma ideologica e non programmatica, che puntava a unire sui simboli e non sui contenuti. Nessuno ha mai scritto, per fortuna, che al Prc fa schifo stare con altri comunisti e che il suo obiettivo politico era restare distinto e distante da chiunque fosse comunista. La proposta del Prc per le europee è stata perfettamente coerente in questo senso: la proposta di una lista anticapitalista contro le politiche neoliberiste dell’Ue, a cui potessero aderire comunisti e non. Mi pare ovvio che in questa linea i più vicini al Prc siano coloro che condividono l’ancoraggio al comunismo. Sarebbe strano il contrario, no?

  56. Luca Marini Says:

    D’accordo con Alfonso Geraci.
    Un altra notizia, ha fatto la sua prima uscita il GAP di Prato. La filiera è tutta di rifondazione, fornaio e distribuzione.

  57. Alfonso Geraci Says:

    Masaccio: ok, io forse ho intorbidito il mio discorso ricordando gli insulti
    cossuttiani, lasciamo senz’altro perdere: il tema era il governismo e su una cosa hai ragione tu, ci siamo cascati tutti, ma proprio tutti chi più (Ferrero) chi meno (SC). Ferrando no, ma Ferrando ormai nella politica italiana ha una funzione profetica e basta (vedi la nazionalizzazione delle banche!!) il che non è un insulto, anzi, ce ne vogliono di tutti i tipi per fare un mondo e i profeti sono un bene, anche se ovviamente non sono per nulla sufficienti.
    A me quest’unità dei comunisti -sia pure in versione solo (?) elettorale – sembra che continui a riposare sulla “metafisica influente” dilibertiana del “contare” a tutti i costi.
    Comunque da casa Pdci arriva un segnale positivo: l’appello di Rizzo perché i segretari facciano il famoso passo indietro. Chissà se può servire a recuperare SC

  58. Compagni vedrete che tornerà anche Ferrando….è stato in un PRC ben peggiore di quello attuale.
    Avete visto il simbolo?A mio avviso è bello.

  59. Repubblica è di una malafede vomitevole hanno messo fuori un sondaggio dove PRC-PDCI+SEL =6.4%.Ridicolo adesso fanno i sondaggi mettendoci tutti insieme,evidentemente le cose vanno contrariamente ai loro desideri,magari sanno che PRC-PDCI=4% e SEL =2.4% ed a loro non va giù….se fossec stato il contrario state sicuri lo avrebbero pubblicato.

  60. Che qualcosa di buono possa venire da Rizzo mi pare davvero difficile. Come difficile, purtroppo, mi pare il fatto che Sinistra Critica possa fare un passo indietro. Mi dispiace davvero, perché sono compagni validi e che il loro lavoro in questa campagna elettorale vada perso è uno spreco che di questi tempi non ci possiamo permettere. A quanto mi è stato detto (ma immagino che Ramon nei prossimi giorni potrà spiegare bene a tutti cos’è successo), le condizioni poste da Sc erano di un massimalismo inaccettabile su tutto, dal simbolo (o un simbolo completamente nuovo o tutti i simboli dei vari partiti) alle liste (Turigliatto capolista e Ferrero e Diliberto fuori). Ora aspettiamoci, da qui a giugno, una sequela di insulti e accuse di subalternità al Pd da parte loro. Che cosa triste. Speriamo che ci si possa ritrovare in futuro.

    Sul governismo il discorso è complesso, e penso che non possa prescindere da un approfondimento del tema del partito sociale: come fa un partito a essere più presente e attivo nella società? Quali sono i passi da compiere? Quali gli interlocutori? ecc.
    A quel punto (e parlo di un punto avanzato di elaborazione e organizzazione, da cui siamo ben lontani) il tema della presenza nelle istituzioni può essere affrontato sotto un’altra visuale: siamo un soggetto sociale il cui scopo è interpretare i bisogni espressi dal suo insediamento e trasformarli in azione collettiva insieme alle altre forze vitali nella società. Sorge la possibilità di portare avanti questa lotta in una sede istituzionale. Bene, ci si convoca quella comunità che dovremmo aver costruito e si mette tutto in discussione: quali sono gli obiettivi che possiamo ottenere? Quanta parte della nostra credibilità di forza alternativa siamo disposti a spendere per ottenerli? Come intendiamo continuare a sostenere questa lotta fuori dal Palazzo?
    Sto solo abbozzando. Ma questo, secondo me, dovrebbe essere il livello della discussione.

  61. Bucharin77 Says:

    d’accordo con Lillo, la congrega REpubblica-Espresso nei nostri confronti è di una scorrettezza inaudita

  62. Malvati Says:

    …mah?! a me il simbolo sembra di un casino pazzesco…una miriade di scritte incomprensibili!…poi sinceramente bruno de vita è davvero impresentabile, spero davvero che nn compaia mai in televisione a nome della lista comunista altrimenti sai quanti voti persi! Mi ricordo una puntata memorabile di vespa per le elezioni 2008 in cui si presentò con un sacchetto di pane in mano e non spiccicava una parola con vespa che lo incalzava e lui mostrava solo il pane!!

  63. Malvati se quello nostro è di un casino pazzesco con tanto di enorme falce e martello centrale,per quello della SEL ci vorrà il dizionario dei simboli e qualche anno per poterlo ricondurre a qualcosa.Bruno De Vita?L’altra sera Vendola da Santoro mi ha fatto vergognare di aver condiviso con lui lo stesso partito…..sembrava un signorotto,un notabile stile 800 una specie di Lombardo pugliese.Andiamo va bene far le pulci….ma cazzo vorrei sapere quanti voti ha perso bertinotti frequentando nobildonne e principi decrepiti della roma bene.Adesso mettiamo in croce DE Vita…..e proprio vero che oramai si è perso il limite della decenza.

  64. mau68- Says:

    INGRAO: voto rifondazione comunista

    “Alle prossime elezioni Ingrao per chi voterà?
    «Per Rifondazione comunista. Non condivido numerose delle posizioni di Ferrero. Tuttavia ritengo che nell’attuale lotta politica sia essenziale la presenza a sinistra di un soggetto politico organizzato. Faccio qualche esempio: in Sinistra e Libertà ci sono tanti compagni che stimo e che mi hanno dato speranza. Penso però che quello che hanno da dire persone come Bertinotti, Vendola, Mussi e la Bandoli è meglio che lo dicano e facciano vivere operando dentro la struttura di un partito, di un soggetto politico “formato”».

    dall’intervista a L’Unità, 28 marzo 2009

  65. Ma vi preoccupate di sc che sono poco meno di 1000 iscritti in tutta Italia???
    Io sono orgoglioso del lavoro fatto dal mio partito per costituire la lista

  66. Alfonso Geraci Says:

    Grande Lillo!! Vedo che il buon umore sta tornando un po’ a tutti.
    Poi De Vita, fantastico, minchia sembra Carlo Croccolo, mi ricordo pure io quando è andato in TV con i filoncini, “Dottor Vespa le ho portato oro…”
    fossero tutti come lui i signori di mezza età avanzata, quelli di una volta
    che scrivevano lettere al Giornale di Sicilia protestando su tutto… adesso invece ogni mattina cerco di sobillarli contro la scandalosa soppressione della categoria “lavoratori dipendenti” per l’abbonamento agevolato all’autobus e loro – che d’altro canto sono pensionati, per cui se ne fregano (che poi comunque a loro gliel’hanno aumentato un casino) – sono loro a dirmi di rassegnarmi, che tanto non c’è niente da fare!! Allora bisogna creare 10, 100, 1.000 Bruno De Vita!!
    Lieto del vostro buonumore, io rimango scocciato dalla scelta delle alleanze, davvero imprevedibile al momento dell’apertura del tavolo: Turigliatto è una cosa, Salvi un’altra.

  67. Alfonso Geraci Says:

    Pufforosso: ci preoccupiamo perché c’è stata una cosa chiamata governo Prodi, e poi un’altra chiamata espulsione di Turigliatto, con la delirante (per un usare un linguaggio castigato) formula tipo Inquisizione usata da Bertinotti all’epoca. 1000 o 10.000 iscritti, è un fatto politico abbastanza enorme, e sono compagni in gamba.
    Se l’unico problema sono i voti, allora vabbè ma che discutiamo a fare.

  68. Luca Marini Says:

    comunque alfonso ha Ragione, cosi non si recuperano gran parte di quelli che votarono sc e pcl e molti nostri elettori che ultimamente non votano neppure. Poi attenzione anche alle candidature! Nel sistema odierno contano, ahimè.

  69. Malvati Says:

    …ora con tutto il rispetto, ma De vita è scandaloso via! nn si può difendere chiunque stia sotto le proprie liste!! questo vale sia per “sl” che per la lista comunista non scherziamo.
    Poi sulla performance di Vendola e Ferrero ad anno zero la penso in un modo molto chiaro: che Bertinotti, da voi tanto criticato era una spanna superiore ad entrambi. Il primo è palese che ha dei deficit sul versante economico…in tasmissione quando ha proposto di tassare il patrimonio dei ricchi (cosa positiva), si è subito arrestato dopo una considerazione di Porro, che lui doveva smontare con i fatti e con proposte concrete non in modo demagocico citando i mega-panfili.
    Il secondo lo stesso ha una formazione con prevalenza troppo letteraria…insomma gente criticate pure, ma prima di trovare un segretario come Bertinotti ci vorrà del tempo.

  70. Alfonso, della passata legislatura c’è poco da difendere: tra la partecipazione al governo e la scandalosa mossa propagandistica di Turigliatto travestita da “voto di coscienza”, non abbiamo fatto una grande figura.
    Il giorno dopo quel voto, la mia città era piena di adesivi di Sinistra Critica che lo rivendicavano attaccando quello che, in quel momento, era ancora il loro partito. Per carità, brutta l’espulsione, ma quell’operazione fu davvero meschina, come ogni mossa in cui si sacrifica ad un obiettivo propagandistico di corrente l’obiettivo politico (non mi pare che in Afghanistan si siano accorti del voto di Turigliatto, per la cronaca). E cercare ora di approfittare della nostra giusta autocritica sul governo per far passare l’idea che avessero ragione loro, a farsi eleggere in una coalizione di governo e poi giocare a fare la figura dei puri per smarcarsi dai loro stessi compagni di partito, non mi piace per niente.
    Ripeto: considero quelli di Sinistra Critica bravi compagni, mi dispiace che non siano nella lista e spero di poterli incontrare in futuro. Ma farci la morale proprio no.

  71. malvati tu sei figlio di una concezione lideristica di gestione del partito..a suo modo quasi berlusconiana,che appartiene al passato di questo partito.Con tutto il rispetto non credo tu abbia capito che nel bene e nel male il congresso di chianciano rappresenta un punto di non ritorno….

  72. @Malvati, ma lo sai come li comprano i mega panfili? lo sai che basta avere una società con una sede all’estero per essere scaricato dalle tasse? basterebbe fare un controllo sui porti in cui attraccano per capire l’uso che ne fanno (almeno che le sedi non siano tutte in costa azzurra o in costa smeralda….)
    Ti invito a Viareggio a vedere quanti di questi battono bandiera italiana (L’altro giorno ne ho visto solo uno ed era quello del nostro “amato” Silvio)
    e che non si dica che portano lavoro perchè qui si aprirebbe un capitolo lunghissimo.

    scusate l’off-topic

    per quanto riguarda l’articolo: secondo te ramon D’Alema ci crede davvero in quello che dice? perchè se è così è veramente incolmbile la distanza che ci separa da loro.

    Noi abbiamo fatto molti errori ma almeno abbiamo avuto il coraggio di ammetterli, anche con strappi dolorosi.

    Laura

  73. andrea p Says:

    compagni, cribbio!
    possibile che vediate nero in tutto…adesso sembra che senza sinistra critica, la lista sarà un fallimento..saranno anche dei compagni in gamba, ma devono capire che una lista è costituita da sensibilità diverse e non solo da loro…rompere sul simbolo o sulla eventuale candidatura dei segretari mi sembra una cazzata tremenda..si rompe sui programmi, non su queste cose…
    e poi finiamola di evidenziare sempre e ad ogni costo le differenze tra pdci e prc, trascurando gli oceani che ci accomunano..questa non è l’unità dei comunisti, è solo una lista per le europee. certo, se essa dovesse andare bene, potrebbe essere il viatico per la riconciliazione.

  74. Malvati Says:

    x lillo: te forse nn hai capito, io mi riferisco alle competenze delle persone…nn c’entrano niente le concezioni leaderistiche. Non si può negare che in quanto a competenze Bertinotti reggeva 5 volte meglio di ferrero un discorso economico e questo vale anche per Vendola. Negare questo è negare la realtà!

    Per Laura:nessuno mette in dubbio la giustezza della proposta, io parlo del modo di argomentare.

  75. ok. Nessuno mette in dubbio la capacità che aveva Bertinotti di comunicare e di argomentare, sono doti che in pochi hanno.

  76. Alfonso Geraci Says:

    Masaccio, ripeto che stiamo tutti postando da alcuni giorni in risposta in primo luogo ad un post di Mantovani in piena crisi e preoccupato rispetto alla maggioranza di Chianciano, come ha detto a chiare lettere. Pare tuttavi che questa preoccupazione non la condivida quasi nessuno, importa solo superare il 4% con i voti di Di Liberto e di Salvi, vabbe’ prendo atto.
    Con SC è un problema di prospettiva per il FUTURO, non di fare la morale per il passato. Invece secondo me prospettiva con Salvi non ce n’è proprio. E – con tutto il rispetto per il Padre della Patria – alla notizia dell’appoggio di Ingrao reagisco con un entusiasmo pari a quello che provo nll’apprendere il risultato della partita Ferencvaros-Uipest Dozsa.

  77. ma scusa alfonso, io comprendo il tuo ragionamento, ma santo cielo, i programmi non valgono più niente?
    guarda che il panorama politico è composto solo da questi personaggi. col tuo ragionamento non si potrebbe fare mai nulla, partendo innanzi tutto da rifondazione. perchè, paolo ferrero dov’è stato in questi anni? che ha fatto? claudio grassi dov’è stato in questi anni? che ha fatto? ramon mantovani dove è stato in questi anni? che ha fatto? e mi fermo perchè la lista è infinita.
    a chianciano abbiamo creduto in un programma e non alle persone che lo firmavano (lo dico senza offesa a nessuno, eh, ma è per rendere l’idea).
    certo che dopo anni e anni di governismo nn è facile x nessuno attuarlo seduta stante quel programa. in primis x noi militanti.
    ragioniamo sul programma invece che sui nomi cognomi e indirizzi di tutti.

  78. Serena Says:

    Vorrei ricordare a chi parla di Milosevic come di un antijugoslavista nemico della multietnicità che la sua Jugoslavia (Serbia e Montenegro fino al 2006) e l’attuale Serbia sono le uniche zone non etnicamente pulite della ex SFRJ.
    A belgrado vivono 90.000 albanesi ed il 10% della popolazione e’ musulmano, in Vojvodina convivono 28 differenti etnie, in Sangiaccato vivono pacificamente (non so ancora per quanto) serbi, rom, goranci, albanesi ecc. In Croazia e Slovenia i serbi (e i non cattolici) sono stati semplicemente cancellati dalle anagrafi quando non sono stati cacciati o ammazzati. Non bastasse il Kosovo, vorrei ricordare quanto e’ stato fatto nelle Kraijne, in Slavonia o, per quanto riguarda la Bosnia, nella stessa Sarajevo dove i serbi erano il 30% ed adesso non esistono più.
    Quindi cerchiamo di non dire falsità storiche simili a quelle di D’Alema e Co. Riguardo al socialismo, faccio presente che l’unico paese dove ancora esistono cinema, librerie, industrie di Stato e uno straccio di welfare e’ proprio la Serbia e non grazie a Kostunica e Tadic o prima di loro a Dindijc e Draskovic. Milosevic non ha mai detto che in Serbia potevano camparci solo i serbi, questa e’ una menzogna grande quanto una casa. Se cosi’ fosse stato, la stessa Serbia sarebbe stata dilaniata dalla guerra civile! Credo sia un grosso errore accomunare Milosevic a Tudman e Iztegbeovic, personaggi quest’ultimi apertamente razzisti e fascisti.

  79. pamela Says:

    Caro Ramon,
    mi permetto di andare fuori tema,perchè vorrei porti una domanda: io e quasi la maggioranza di noi al congresso ha scelto un opzione politica ben precisa,il rilancio di rifondazione comunista, alternativa al Pd, e il ritorno nei luoghi di lavoro.
    Ma come si vede e si sente neii blog,nelle federazioni,nelle mail, questa opzione politica stà lentamente scemando per far posto alla sempre più auspicabile unità dei comunisti.
    Ho visto il simbolo delle europee e devo dire che è orribile, ma se il mio partito sceglierà quest opzione politica,che al congresso insieme alla mozione vendola abbiamo giustamente contrastato,perchè oggi,si fà rientrare dalla finestra quello che invece era uscito dalla porta??’
    Dove stà andando rifondazione???

  80. Certo, Serena. L’autonomia del Kosovo non è mai stata revocata. Non c’è mai stato alcun processo di serbizzazione dell’apparato militare e amministrativo della SFRJ. L’esercito federale non ha mai chiesto alle difese territoriali la consegna delle armi (ottenendola solo dalla Bosnia, tra l’altro). E soprattutto in Bosnia non è successo niente. Giusto?
    Per favore, compagni. La demonizzazione del ruolo della Serbia nelle guerre jugoslave è ideologica e tendenziosa e va respinta. Ma ora non vediamo di cedere a ridicoli tentativi di santificazione…

  81. pamela magari ci fossimo posti la tua domanda un anno fa di questi tempi.
    spiacente ma non sono d’accordo con te,io credo che tu veda tutto nero anche a causa della vicenda della tua federazione Bologna.Sinceramente mettersi a cercare il pelo nell’uovo mi sembra poco costruttivo di questi tempi.
    xmalvati:vedi malvati tu hai ancora concezioni tipo reggere confronti etc.,appunto il partito mediatico.Certo che Bertinotti per diversi anni è stato capace in tv(anche se credo che tu lo sopravvaluti molto,ma questo è un discorso lungo) però è anche vero che si è fatto fagocitare dal sistema TV diventando una macchietta è innegabile.Lui è quel miserabile di VESPA hanno messo su teatrini ignobili,purtroppo di una persona bisogna dire tutto non solo ciò che piace ricordare.Ti dice niente che si sia circondato nel PRC di lacchè ignoranti e presuntuosi solo per non essere mai contraddetto?Ripeto lui a suo modo ha copiato il modello berlusconiano,solo che bertinotti all’oggi è politicamente finito checchè se ne dica…..berlusca veleggia sul 40% e verso il regime.
    Sinceramente preferisco cambiar strada ed avere un segretario meno telegenico ma che faccia ciò che deve fare.
    Su Vendola sono d’accordo ancor meno,è diventato patetico temo sia oramai un burattino in mano ai vari ex dirigenti che vi si nascondono dietro per problemi di opportunità.

  82. Alfonso Geraci Says:

    Maria, ma appunto io NON faccio questione di nomi cognomi e indirizzi, sennò sarebbe la fine come dici tu… il fatto è che dentro il PRC c’è stato un travaglio, una certa autocritica, vedi Chianciano, vedi (lo ripeto per la duecentesima volta) il penultimo post di Mantovani da cui è partita questa discussione. Invece nel Pdci e nell’area “salviana” quest’autocritica e questo travaglio io non li ho visti, tranne forse Rizzo che non fa simpatia nemmeno a me, caro Masaccio, però due o tre cose le ha dette. Questi fra 4 anni se il vento gira vanno di nuovo al governo ad abbassare l’età pensionabile digrignando i denti e dicendo che gli dispiace, e si mettono l’elmetto a seconda di quello che dice di fare il Pentagono. Non sto sparando fesserie, faccio previsioni sin troppo realistiche.
    Adesso però basta, in fondo non sono manco del Prc, non voglio guastare l’aria di ritrovato ottimismo che si respira di nuovo sul blog, e che di per sè è un fatto molto positivo. I miei dubbi a questo punto me li tengo per me, tanto è chiaro che in questo momento prevale la logica del 4% ed è pure legittimissimo voler mandare qualcuno al Parlamento europeo. Stop.

  83. alfonso, credimi, i tuoi dubbi e timori sono anche i nostri, o per meglio dire della maggior parte di noi. e ti garantisco che lo erano anche a chianciano. perchè a volte l’autocritica esplicita serve, a volte no. perchè come ben tu sai, molte volte si predica bene e si razzola male.
    detto questo, abbiamo dato fiducia ad una linea politica, che francamente, al di là di alcune resistenze territoriali, io trovo che pian piano si stia applicando.e trovo che rifondazione come partito stia facendo un gran bel lavoro. in primis il segetario. perchè in questa italia che va alla deriva culturale, per dire quello che dice ferrero ci vuole un gran bel coraggio.e anche a tornare in mezzo agli operai, dopo che ci hanno lasciato solo macerie, ci vuole un gran bel coraggio.
    il mio non è ottimismo “ottuso”. tutt’altro. è la speranza che davvero qualcosa inizi a cambiare. anche col pdci.
    tra l’altro a me il simbolo piace. non era facile assemblare quattro soggetti (non è una costituente comunista).

  84. Oggi sono stato al corteo e ho trovato una cosa che mi ha incuriosito non poco.
    il pdci era assente, ma del resto era assente anche a Genova; tuttavia il corteo passava da un hotel, il palatino hotel, dove guarda caso ieri si è tenuto quel revival di nostalgici di Giannini, e nello stesso hotel oggi si teneva il comitato centrale (sic!!) del pdci.
    siccome a parlar male si fa peccato ma avolte ci si prende: non è che l’iniziativa di Giannini è stata pagata da Diliberto???
    Infatti guardando a questo scempio del simbolo e all’epurazione di sin cri mi viene il dubbio che ci sia un asse Diliberto, Pegolo, Giannini, grassi per far fuori, da vecchi stalinisti del cazzo, il meglio della sinistra in circolazione.
    Ferrero, in guardia che questi ti fottono il partito
    IO comunque non voto per queste motivazioni

  85. Criticare un operazione politica cosi limpida e onesta,con una piattaforma chiara e onesta proposta dal PRC a tutte le forze comuniste e anticapitaliste è veramente incredibile.
    L’anno scorso con la porcata dell’arcobaleno cosa dovevamo fare scendere in piazza con i fucili contro quello schifo di accordo???

  86. Il simbolo è praticamente il nostro con delle aggiunte comprensibili………

  87. No, Masaccio, qui nessuno vuole santificare qualcuno e non voglio fare polemiche ma le cose che scrivi non sono esatte. Nell’esercito jugoslavo e negli apparati erano presenti rappresentanti di tutte le nazionalità, croati in primis. Dopodiche’, a mio avviso, magari alla vigilia degli scontri fossero state tolte le armi alle difese territoriali, ci saremmo risparmiati centinaia di migliaia di vittime! Anche perche’ i primi ad attaccare non furono i serbi. Solo nelle krajine i cittadini fecero le barricate quando vinse l’HDZ (e giustamente, dico io, perche’ poi s’e’ vista come e’ andata a finire).
    Se poi vogliamo parlare degll’esercito federale ti ricordo che il primo morto fu proprio un soldato sloveno che andava ad impedire la secessione della sua terra dalla SFRJ. Al Kosovo vennero tolte solo alcune prerogative tipo il diritto di veto sulle decisioni della Repubblica di Serbia quando la Repubblica di Serbia non aveva il diritto di veto sulla provincia del Kosovo. Scelta discutibile, per carita’, ma nessuno ha mai soppresso il parlamento kosovaro o tolto il bilinguismo. In Bosnia c’e’ stata una guerra fratricida, con atrocita’ commesse da tutte le parti, ma la disinformazione strategica ha fatto la parte da leone addossando ai serbi stragi da loro non commesse come quelle al mercato di Sarajevo o creando casi mediatici piuttosto oscuri come Srebrenica (a questo proposito ti consiglio la lettura de Il dossier nascosto del “genocidio” di Srebrenica).
    Dopodiche’ ti ricordo che a fronte di un Tudjman che nella costituzione ha fatto scrivere che la Croazia e’ la terra dei croati e di un Izetbegovic che che affermava che la Bosnia era lo stato dei musulmani in Europa, la Serbia non ha mai rinnegato la Jugoslavia e non ha mai lottato contro l’unita’ degli slavi del sud. Io non ritengo Milosevic esente da colpe e credo che anche l’SPS abbia commesso molti errori, eppure tutti i viaggi che ho fatto nella ex SFRJ in questi anni mi hanno consolidato nella convinzione che i serbi, in generale, hanno subito e continuino a subire delle enormi ingiustizie.

  88. Chissa perchè i vari “danni” escono cacando dubbi e neodelirando di complotti solo in fase di costruzione……quando invece i complotti ci sono davvero tipo:Per caso i vari dirigenti avevano già deciso la chiusura del PRC con relativo sequestro del simbolo?
    Però i vari “danni lo scorso anno erano pressochè invisibili.

  89. Ovviamente mi riferisco allo scorso anno.

  90. in effetti entrambi sono complotti: uno organizzato da vendola & soci e fallito; l’altro in fieri tra coloro i quali ho citato nel post precedente.
    Cmq posso anche sbagliarmi ma io e lillo ci vediamo a riparlarne tra 6 mesi…..e vediamo chi c’ha preso

  91. O danni tu vorresti costruire una nicchia rifondarola e basta.
    Bisogna dialogare con i nostri “simili”

    Criticare un operazione politica cosi limpida e onesta,con una piattaforma chiara e onesta proposta dal PRC a tutte le forze comuniste e anticapitaliste è veramente incredibile.
    L’anno scorso con la porcata dell’arcobaleno cosa dovevamo fare scendere in piazza con i fucili contro quello schifo di accordo???

  92. danni vedi che i tempi per giocare sono finiti….se non ti è chiaro in Italia comincia un regime…di quelli seri.Se vogliamo rappresentare operai,disoccupat,le classi disagiate dobbiamo essere seri con proposte serie…..e non coglioni che giocano a fare gli alternativi quando conviene.
    Ti invito a lavorare con noi invece di perdere tempo con masturbazioni di vario genere….Chiedo scusa per la sincerità e senza offesa.

  93. O l’opposizione la vuoi lasciare a Fini?

  94. Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.

    Oggi abbiamo presentato il simbolo e dato vita a una lista di sinistra, anticapitalista che unisce quattro forze politiche (Prc, Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti) in una comune proposta politica per l’Europa.
    Lo abbiamo fatto e continuereremo a farlo anche attraverso il contributo e le candidature di molti esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femministra e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista. Questa lista, che lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economia, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà, rappresenterà un importante raggruppamento anticapitalista, comunista, socialista di sinistra, ambientalista in Italia e in Europa, e si ritrova intorno ai valori e ai simboli storici del movimento operaio italiano.

    Chi vota la nostra lista saprà da subito dove andranno a sedere i nostri eletti e rappresentanti: nel gruppo del Gue/Ngl e nella Sinistra Europea, e cioè all’opposizione delle politiche liberiste di Maastricht e di Lisbona che hanno prodotto l’attuale devastante crisi economica europea e mondiale, politiche che vengono da molti anni votate e sostenute da tutti gli altri gruppi politici eletti in Europa, dai popolari ai socialisti passando per i liberali. Una vera “grande coalizione” liberista e antipopolare che vede e vedrà unite tutte quelle forze politiche che oggi fanno finta di contrapporsi in Italia, dalla Pdl di Fini e Berlusconi al Pd di Franceschini, passando per Di Pietro e Casini.

    Chi vota la nostra lista invece vuole uscire da sinistra dalla crisi in Italia come in Europa da sinistra, tenendo assieme diritti sociali e diritti civili, chiedendo il pieno rispetto delle libertà dell’individuo nel campo sessuale come in quello etico insieme a un forte intervento pubblico in economia e alla nazionalizzazione delle banche, lottando per un’Europa libera, giusta e socialmente avanzata, ma anche per un’Europa neutrale e pacifista in politica estera, non asservita alle politiche della Nato, per una politica di pace e di democrazia.

    Il nostro dunque non è un cartello elettorale ma una proposta politica precisa: riteniamo che si possa uscire dalla crisi, in Italia e in Europa, promuovendo più libertà e più eguaglianza, contro le politiche di un governo di destra che invece punta al totale e sfrenato liberismo e deregulation in economia ma che promuove politiche anti-liberali e totalitarie nel campo dei diritti civili.

    A tal fine le quattro forze politiche che hanno dato vita a questa lista hanno deciso di riunirsi in un coordinamento che proseguirà anche dopo le elezioni.

  95. Malvati Says:

    …sono andato adesso sul sito di liberazione, ho visto che nn sarà più possibile leggere il giornale on line se non dopo le 8 di sera. Scelta dal mio punto di vista sbagliata, oltreché controproducente. In questo modo non si incentivano le persone a comprarlo, visto che è un giornale di nicchia, ma semplicemente si riducono le persone alle quali può arrivare il messaggio del giornale.
    A proposito, da quando è cambiato direttore nn è più volata una mosca, nessuno sa se le copie sono aumentate o calate?…uno dei scopi principali della rimozione del “sanso” (diceva ferrero) era la bassa vendita di copie, adesso sono salite?

  96. Lillo, fammi capire: tu ti schieri per l’unità dei comunisti?
    solo per una questione di limpidezza di ragionamento

  97. Sono salite Malvati,sono salite fai una rapida inchiesta in un pò di edicole e te ne accorgerai ed anche dal partito arrivano segnali in tal senso,in ogni caso sansonetti è stato dimissionato da 2 mesi(a proposito poi lo hanno anche cacciato dal Riformista visto che con un paio di articoli ha fatto fare a Polito figure di merda,caso mai ce ne fosse bisogno).
    Dopodichè malvati scusami ma non seguo il tuo ragionamento:secondo te per incentivare le persone a comprare un giornale bisogna che lo leggano prima gratis in rete,poi uno si appasssiona e pur potendolo leggere sempre gratis va a comprarlo.
    Guarda domani propongo la cosa al mio barista:lui ogni mattina mi da gratis cappuccino e cornetto se mi gustano quando e se potrò comincerò a pagarli.Unico problema il mio barista è alto 1.90 e pesa sicuramente più di 100 Kg mi ha detto una volta che di piede porta 46…..
    Malvati ma a te queste idee vengono di getto o ci pensi attentamente…..

  98. Danni dov’è che ho scritto che sono per l’unità dei comunisti?Cosa c’entra la limpidezza di ragionamento?

  99. Certo starsene per i fatti propri 4(dico quattro) partiti comunisti tutti sotto il 4% ed abbaiare alla luna fa tanto romantico…….Magari Berlusconi ci sente si impietosisce e ci tira un osso.

  100. Malvati sei mal informato su tutto:
    1 le copie sono aumentate in media di 3000 al giorno
    2 il sito srà rinnovato in toto,per cui è temporaneo la lettura del giornale dopo le 8

    MA NON CAPITE CHE LA GENTE VUOLE UNITAè E NON PERSONALISMI???
    BENE LA LISTA COMUNISTA E BENE UN PROGRAMMA DELLE SINISTRE ANTICAPITALISTA CONDIVISO.
    NON UN UNITA’ CAMPATA IN ARIA MA UN UNITA’ PROGRAMMATICA

  101. Alfonso Geraci Says:

    Veramente non sono 4 partiti comunisti, bensì: 1) un partito comunista, 2) un partito boh…che ha un comitato centrale più o meno dello stesso numero dei militanti reali (molto democratico, ma un po’ borgesiano) e che ancora c’avevano Cossutta se non si levava dalle “scatole” lui, tu chiamalo se vuoi comunista, con Losurdo che ancora scrive libri per riabilitare Stalin o per ridimensionare la demonizzazione di Stalin bla bla bla 3) DeVita/Croccolo che dice a Vespa “dottor Vesoa le ho portato oro” con i filoncini in mano – è il mio dio 4) Salvi che non è un partito comunista.

  102. Luca Marini Says:

    Allora il simbolo che è uscito può piacere o meno esteticamente ed è certo che è una mediazione, ma è una medizione spostata da una parte e cioè verso destra, verso l’unita dei comunisti. I simboli nascondono sempre volonta politiche. Questo è evidente ed ha ragione Pamela a dire che l’opzione che il congresso aveva sconfitto ora è tutta in campo.
    Maria i programmi sono essenziali certo, ma penso che ad esempio il pdci non ha guardato molto ai programmi ma ha guardato molto ad ottenere un simbolo che fosse il più possibile inerente all’unità dei comunisti, così come alcune aree del nostro partito hanno sicuramente dato questa priorità al di là delle proposte programmatiche.
    La trattativa sicuramente è stata migliore per metodo e risultato della SA, ma se uno è ugualmente critico non vuol dire che sia un disfattista, ma che nutre preoccupazioni realistiche diffuse non solo negli iscritti ma anche al di fuori del corpo militante.

  103. Quelli che in politica si chiamano “provocatori” e in informatica “troll” non dovrebbero essere alimentati, anzi vanno ignorati, quindi non dirò nulla a chi sta qui evidentemente per provocare e fare il troll blaterando del Grande Valore Storico Profetico di chi, finito in minoranza, non ha saputo fare di meglio che andar via, contribuendo a mettere ancora di più il Partito nelle mani di chi voleva svuotarlo da dentro, dissolvendolo nella “sinistra senza aggettivi poeticamente dalemiana”, e adesso che invece i compagni rimasti si sono fatti il mazzo per salvarlo e rimetterlo in sesto, se ne tornano dettando legge e pretendendo questo e quello; né va risposto a chi millanta seguire “perfettamente le dinamiche del partito”, azzo oh, credo che non potrebbe farlo “perfettamente” neanche il segretario e invece ci riesce uno che non ha neanche mai militato in Rifondazione, olééé! E ancora meno va risposto a chi fa spirito di patata distribuendo o negando “patenti di comunismo” secondo il Suo Illuminato Giudizio, e ragionando (per chiamarlo in qualche modo) per slogan e fobie. E ce n’è più d’uno di questi simpaticoni…

    Meglio lasciar perdere personaggi così, sperando che vadano a portare la loro propaganda settario/astensionista da qualche altra parte (magari sul sito dei sinistrolibertini, così gli minano ancora più il morale :-)))), e parlare di cose serie: come la presentazione del simbolo di oggi: già a caldo e anche a freddo dico che il simbolo mi piace, non è perfetto perché la perfezione sarebbe solo quello del PARTITO COMUNISTA ITALIANO, ma mi sembra bello e da votare e far votare con convinzione ed entusiasmo. È frutto di un compromesso, sì; ci stanno un bel po’ di scrittine perché ci deve essere tutto quello che ci deve essere; ma qui e ora, va bene così. Adesso appunto, a (continuare a) lavorare e a superare di slancio ogni ostacolo: il migliore viatico per ricostruire veramente un grande e forte Partito Comunista anche in Italia è proprio ottenere un risultato importante alle elezioni europee, ben oltre il 4% minimo.

    Le liste si formeranno nei prossimi giorni, e specialmente i “nomi grossi” verranno pubblicizzati poco a poco, per avere il miglior effetto e impatto mediatico. Di nomi ne stanno circolando ma è meglio non avanzare nulla, del resto un’idea si può già avere guardando il quadro di lusso della giornata di ieri “Uniti contro, insieme per” e pensando ad una serie di personalità “indipendenti” impegnate in vari campi politici e sociali e di movimento, nazionali e internazionali, e con conoscenza diretta delle istituzioni europee, potremo sicuramente avere dei grandi risultati. E così magari anche qui a Bruxelles e in Europa potremo avere di nuovo una delegazione parlamentare degna di questo nome e con la quale si potrà lavorare bene e fruttuosamente, senza avere più a che fare con gente in “torri d’avorio” che poi magari finisce nello scissionismo-transfughismo.

    Fraterni saluti comunisti come non mai!

  104. Scusa Luca ma che vuol dire che il simbolo è orientato all’unità dei comunisti???
    Il simbolo è simile al nostro,al posto di partito comunista c’è scritto comunisti italiani e poi ci sono i riferimenti a soc 2000 e ai consumatori punto…………..

  105. Tutti in caso di elezione entreranno nella sinistra europea tutti in conferenza stampa(anche salvi e de vita) hanno ribadito una critica netta nei confronti del capitalismo…………….
    Questa è una lista coerente,basta critiche lavoriamo nei territori con serietà,il Prc ha fatto una proposta seria e la nostra delegazione nelle trattative ha fatto un ottimo lavoro…………..

  106. gregoriosola Says:

    Basta col definire quelli di SC come dei “gran bravi compagni”, un pò di serietà!!! A mio parere solo Gigi Malabarba è persona seria e un gran bravo compagno gli altri mi sembrano degli stantiii satrapi senza seguito che giocano a fare i “giovani rivoluzionari”. Hanno preso qualche voto l’anno scorso perchè sulla sheda elettorale c’era quello schifo di Arcobaleno, vedremo a giugno prossimo quale sarà l’ampiezza del loro prefisso telefonico: da quello di Roma(06) al massimo arriveranno a quello di Milano(02). Basta con i cacadubbi e i salottieri è l’ora di rimboccarsi le maniche e lavorare per l’affermazione della lista comunista e anticapitalista, “scarpe rotte e pur bisogna andare”. Il Partito ha fatto un ottimo lavoro e poi il simbolo è quello che i comunisti, dopo la Bolognina, hanno sempre votato fin dal 1992 con qualche aggiustamento grafico necessario alla bisogna.
    Circa il “BertY” definirlo grande leader, dopo il rovinoso risultato dell’anno scorso, è da manicomio criminale. Quando penso al “subcomandante BertY” mi viene in mente la satira che di lui faceva qualche anno fa Corrado Guzzanti, allorchè, dopo ena serie di parole senza senso il Berty-Guzzanti concludeva: “tanto non ci ho capito un cazzo manco io di quello che ho detto”. Come aveva visto giusto Guzzanti!!!
    Basta con le masturbazioni cerebrali è l’ora dell’impegno e della lotta.
    Pessimismo della ragione ottimismo della volontà.

  107. Luca Marini Says:

    Puffo Rosso o Danilo 😉 lo dico perchè rispetto al prima delle trattative, ci potevano essere altre soluzioni, perchè non tutti si sono seduti l tavolo con in mente lo stesso esito. Ed è evidente che alla fine l’esito è più spostato verso le posizioni del pdci e quindi dell’unita dei comunisti, che non di sinistra critica. Prova ne è anche il fatto che il pdci ha approvato il simbolo all’unanimità nella direzione e alle 10 di stamani. Non vorrei sembrare troppo polemico sono solo alcune considerazioni che ripeto sono anche di altri compagni.

  108. Serena, ha poco senso che tu mi porti argomentazione sulle responsabilità croate nelle guerre jugoslave: sfondi una porta aperta. Quello che non mi va bene è la tua difesa di Milosevic.
    Certo che nell’esercito jugoslavo e nell’apparato amministrativo erano presenti rappresentanti di tutte le nazionalità, ma tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 iniziò una forte opera di serbizzazione, soprattutto ai vertici. E le difese territoriali, fondamentale baluardo del pluralismo della SFRJ, furono disarmate: sloveni e croati risposero con una pernacchia, mentre i bosniaci consegnarono davvero le armi. Sul Kosovo, per favore, prova a sostenere che le limitazioni all’autonomia e il discorso di Kosovo Polje non erano provocazioni, non servivano a far leva sul nazionalismo serba. In Bosnia c’è stata una guerra fratricida, come dici, e Milosevic non era certo dalla parte della Jugoslavia multietnica, ma da quella dei serbi.
    Sull’eredità jugoslava, poi, sono radicalmente in disaccordo con te: di tutte le capitali jugoslave, oggi, Belgrado è quella che ha più rimosso i simboli storici (perfino nella fascista Zagrabia ci sono più stelle rosse in giro). E sulla bandiera, nonché su tutti i distintivi della polizia, ci sono le 4C… simbolo socialista e jugoslavista, giuro?
    Serena, negare la svolta nazionalista di Milosevic significa negare la realtà. Poi sono d’accordo che nazionalismo e violenta divisione della Jugoslavia ci furono da tutte le parti. Ma non metterti a fare come gli americani, facendo di un popolo il carnefice e di un altro la vittima, per favore.

  109. Luca Marini Says:

    Mario Gc vedo che hai usato l’accorgimento delle virgolette per gli indipendenti

  110. Scusa Luca, ma la tua prova che il simbolo è “orientato all’unità dei comunisti” (come se fosse un valore essere orientati alla loro divisione!) sarebbe il voto unanime della direzione Pdci? Cioè, bisognava che il simbolo facesse schifo a loro per piacere a te? Su, dai…

  111. BASTA CON QUESTE POLEMICHE.VEDIAMO I PROGRAMMI E I CANDIDATI

  112. Luca Marini Says:

    dire che è orientato all’unità dei comunisti, intesa come fusione del pdci e il prc, non vuol dire essere a favore della divisione sempre e comunque di tutti coloro che si definiscono oggi comunisti in senso lato. Masaccio dico solo che nel pdci sono tutti d’accordo nel prc no mi sembra evidente e questo perchè l’opzione congressuale dell’unità dei comunisti ( più forte nel pdci che nel prc) ne esce rafforzata. Mi sembra un ragionamento sensato che va al di là di quello che può o meno piacere a me.

  113. Ancora una volta: non ho mai sentito nessuno, a Chianciano, dire che i comunisti fuori dal Prc fanno schifo e che l’obiettivo del Prc dev’essere restarne più distante possibile. Ho sentito e visto rifiutare un’opzione politica ben precisa, cioè lo scioglimento di Rifondazione in una nuova costituente comunista, perché, si diceva, non ha senso creare un nuovo soggetto unitario su basi ideologiche, è meglio rilanciare il Prc e cercare l’unità nelle lotte e nei programmi comuni.
    Questo, per quello che ho visto, è stato fatto: è stata lanciata dal Prc un’offerta programmatica e altri hanno risposto. Non su base ideologica e senza sciogliere alcunché, ma aderendo a un progetto politico comune.
    Chi non è d’accordo, per favore, critichi questo. Ma non si inventi un oppositore che non esiste.

  114. Allora Masaccio questo e’ il discorso di Kosovo polje: http://www.cnj.it/MILOS/kosovopolje.htm : dov’e’ la provocazione?
    Mi sembra che si parli di unita’ tra i popoli non di superiorita’ dei serbi.
    Riguardo alla ledership delle forze armate ti ricordo la squadra al giugno del 91, anno dello sfacelo (per brevita’, perche’ volendo ti fornisco anche la provenienza etnica degli ambasciatori, dei primi ministri ecc.): Kadijevic (ministro della difesa, croato), S. Brovet (sloveno, viceministro), B. Adzic (Serbo, Capo di Stato Maggiore), A. Spirkovi (macedone, Comandante della prima area miltare in Serbia), K. Kolsek (sloveno, comandante della 5. area militare in corazia e slovenia), A. Luketic (croato, comandante della terza area militare in Bosnia E.), Z. Letica (ammiraglio, capo della marina), P. Grubisic (comandante dell’area marittima, croato), A. Tus (comandante dell’aviazione, croato).
    Riguardo alla presenza delle stelle rosse a Zagabria e non a Belgrado,
    mi pare chiaro che tu poco conosci la croazia e per niente la serbia (sei mai stato a Belgrado o nella Repubblica Serba di Bosnia?). Certo il governo reazionario oggi al potere in Serbia non e’ di sicuro un estimatore dalla Jugoslavia, tuttavia gli sfregi alla memoria della SFRJ avvenuti nel resto delle repubbliche in Serbia non sono ancora avvenuti. Mi ricordo che in Croazia a Kumrovec staccarono addirittura la testa alla famosa statua di Tito di Augustincic, mentre stendo un velo pietoso su quello che ho visto in citta’ come Pag o Zara o in Erzegovina (a Mostar il cimitero dei partigiani che e’ nella parte croata della citta’ ha le lapidi spaccate una ad una), a Jaice addirittura la sala dell’Avnoj venne trasformata in deposito di immondizia.
    Ad ogni modo, non pretendo di convincere nessuno, i preti vogliono convincere.

  115. Alfonso Geraci Says:

    Mmmmhhh, Mario GC, ma quanto sei simpatico e tollerante delle opinioni altrui, accipicchia!!
    A parte il fatto che non faccio nessuna campagna astensionista, anzi sono profondamente interessato a queste elezioni/liste come si sarà capito;
    A parte il fatto che parlando di Ferrando ho parlato di “ruolo profetico” un po’ molto scherzando e un po’ poco sul serio, come hanno capito tutti tranne te;
    A parte il fatto che ho detto “perfettamente” non certo per rivendicare la perfezione ma per spiegare la mia situazione;
    In ogni caso “provocatore” è proprio un insulto insensato, stiamo discutendo o no?

  116. Quel discorso lo conosco bene. È il discorso di un leader nazionalista serbo, che parla solo ai serbi, che difende l’onore nazionale di fronte all’eroico Milos, che rivendica come “un anno in cui la Serbia, dopo molti anni, dopo molte decadi, ha riottenuto la sua integrità statale, nazionale, e spirituale” l’89 della riforma costituzionale, riferendosi proprio a quella revoca dell’autonomia del Kosovo che tu prima minimizzavi. Chi mente, tu o Slobo?
    È un discorso che parla di Serbia, di Serbia e di Serbia, altro che di Jugoslavia, rievocando radici medievali quasi mitologiche, nel più classico dei repertori nazionalistici. Ma la ciliegina è la descrizione che Slobo fa della SFRJ: ” Le concessioni che molti leaders serbi fecero a spese del loro popolo non erano storicamente ne’ eticamente accettabili per alcuna nazione del mondo”. Chiaro? La costituzione del ’74 non è accettabile per i serbi, lo jugoslavismo multietnico e socialista non è solo un’opzione politica in cui Slobo non si riconosce più, ma addirittura qualcosa di inaccettabile dal punto di vista “storico ed etico”, cioè di fronte al passato del popolo serbo. Cosa c’è di più nazionalista di questo?
    Sono stato a Belgrado, sono stato nella repubblica Srpska. Nella mia collezione di foto di via battezzate “Marsala Tita” non ce n’è una scattata in territorio serbo. Caso curioso, eh? Per carità, non c’ero mai stato sotto Slobo. Può darsi che la rimozione sia completamente da imputarsi ai suoi successori. Ma è un fatto: oggi nell’ex Jugoslavia si trova Tito e la bandiera con la stella rossa ovunque. Tranne a due passi dalla sua tomba.

  117. Luca Marini Says:

    Masaccio mi stai attribuendo cose che io non doco. Hai ragione nessuno a chianciano ha detto che i comunisti fuori dal prc fanno schifo, nessuno e nemmeno io. A chianciano per le europee si stabiliva che rifondazione doveva presentarsi con il suo simbolo prc-se e allo stesso tempo aprire un confronto programmatico (e liste) con altri soggetti anticapitalisti, comunisti e di movimento, contro precisi dettati costituzionali e trattati europei. Ciò includeva diverse opzioni, perchè diversi sono i partiti comunisti, anticapitalisti e diversi sono i soggetti di movimento. L’esito che ne è scaturito è una di queste possibili opzioni in campo. Io penso che non sia la migliore e penso che vada a rafforzare l’opzione dell’unità dei comunisti, intesa come unione tra prc e pdci. D’altra parte non sono solamente io a sostenere questa tesi, è lo stesso Diliberto, lo stesso Giannini (e potrei dire anche Mario GC) che vedono nell’esito delle trattative una spinta maggiore all’unità dei due partiti. Io penso che in prospettiva non sia l’opzione migliore. Potrò sbagliare certamente, ma è una lettura che mi sembra non campata in aria e nemmeno inventata. tutto qui

  118. lillo Says:

    Alfonso guarda che io per 4 partiti comunisti intendevo: PRC – PDCI – SC e PCL di ferrando.
    Luca a mio avviso è inevitabile che i due partiti debbano riunificarsi,stare divisi così non ha senso.Che poi questo debba avvenire in un determinato modo è altro discorso.Io vorrei che rientrassero anche SC e PCL.Guarda Luca forse mi sbaglierò ma non credo che in Italia ci sia più spazio per le sfumature per quanto nobili esse siano.Se vuoi opporti a Berlusconi ed alla Lega al Nord hai bisogno di proposte ed idee forti ed anche di simboli chiari e forti.A nessuno mai che non sia uno stretto militante o un politico farai capire il motivo della separazione(oggi) tra PRC e PDCI.Altro è mettere insieme cose che non hanno niente in comune le quali risultano lo stesso incomprensibili.Molti politicanti continuano a non capire(ahimè lo capisce bene berlusconi) che il popolo istintivamente sceglie meglio di loro….tanti anni fa i comunisti erano attenti a questo ora invece….

  119. lillo Says:

    Si può ironizzare sul predellino di piazza san babila però lui richiamandosi direttamente al popolo(il suo) ha messo fuori gioco contemporaneamente Fini e Casini che rumoreggiavano,Fini accusava Berlusconi di non capire la “Novità” Veltroni……..ora Scalfari stamattina titola su Repubblica “Meno male che fini c’è” e d’Alema accetta la sfida sulle riforme costituzionali.
    Sono cadaveri che camminano……bisogna con le nostre proposte arrivare al popolo(scusate la rozza semplificazione) altrimenti non ne usciremo mai.In questa fase le televisioni di Berlusconi sono state sicuramente una condizione necessaria al suo successo ma non sufficiente…..
    Quello che voglio dire Luca è che nessuna lettura è campata in aria,però di fronte al regime di Berlusconi rischiano di essere vecchie e spuntate,sono figlie di un passato in cui ancora potevamo litigare tra noi ed esistere.Oggi non più o costruisci un serio partito comunista o scompari senza ne squilli ne fanfare.

  120. lillo Says:

    Altro esempio i vendoliani ironizzavano sulla vendita del pane,invece è stata un ottima idea.Loro come al solito accecati dalla loro ignoranza e presunzione (e disprezzo verso il popolo) non avevano capito niente.
    anche il Partito Sociale è un ottima idea.
    Andiamo avanti compagni che abbiamo da perdere?

  121. Marco Says:

    Sinistra Critica non farà parte della “lista comunista”
    Troppa continuità e i testimonial sono gli ex ministri. Sullo sfondo c’è la fusione Prc-Pdci

    Dichiarazione di Salvatore Cannavò

    Sinistra Critica non farà parte della lista “comunista” promossa da Prc e Pdci. Le ragioni sono semplici. Avevamo proposto una lista anticapitalista della sinistra di classe che presentasse alcuni elementi di discontinuità con il recente passato, fatto di errori e sconfitte, della sinistra comunista.
    Una lista che avesse una simbologia rinnovata, seppur riconoscibile, con candidature espressione del conflitto sociale e dei movimenti, con un codice etico per i candidati e le candidate, con una visibile alternatività al Pd e al centrosinistra italiano a partire dalla rimessa in discussione della politica di alleanze locali.
    Questo purtroppo non è stato. La lista si colloca invece in continuità con la storia di Pdci e Prc la cui prospettiva di fusione è resa più forte da questa intesa. E la continuità è esplicitata anche rispetto al centrosinistra e ai suoi governi con una lista che ha come testimonial di riferimento gli ex ministri dei governi Prodi e D’Alema.
    Non è questa la strada per ricostruire e rinnovare la sinistra di classe in Italia. Non è questa la strada che Sinistra Critica ritiene utile per rilanciare, al tempo della crisi globale del capitalismo, una sinistra coerentemente anticapitalista, radicata nel conflitto sociale e nei movimenti, indisponibile ai governi con il Pd e il centrosinistra, aperta alle istanze e ai desideri delle nuove generazioni. Domani, domenica 29 marzo, si terrà il Coordinamento nazionale di Sc per decidere le modalità di partecipazione alle prossime elezioni europee.
    Già decisa, invece, la presentazione di liste alle amministrative, ovunque sia possibile, chiaramente alternative, al primo e al secondo turno, al Pd e alle sue coalizioni.

    Posted In dal mondo

  122. Voterò il simbolo PRC-PDCI alle elezioni. Ma l’unità deve proseguire anche dopo. Il popolo italiano ha bisogno di un unico partito comunista.

  123. QUESTI E’ UNO DEI TANTI MESSAGGI CHE ARRIVANO SU VARI BLOG.
    C’è ENTUSIASMO E VOGLIA DI RIPARTIRE.

    SC NON RIUSCIRA’ A RACCOGLIERE LE FIRME E SEPPUR SI PRESENTERA’ PRENDERA’ LO 0,1 O 0,2

    LA GENTE VUOLE UNITA’ E NON SETTARISMI E PERSONALISMI INUTILI

  124. giulia Says:

    Il tentativo di Ferrero e Diliberto di riunificate quel che resta dei gruppi comunisti in Italia merita assoluto rispetto. Forse è troppo tardi e forse è troppo poco quello che c’è da unire, ma è legittimo provarci.
    Sfugge invece il significato della presenza di Cesare Salvi in quest’operazione. Fino a qualche settimana fa, l’argomento politico principale di Salvi era infatti riferito alla necessità di avere un punto di riferimento certo nel socialismo europeo. Ma la lista di Ferrero e Diliberto dichiara apertamente di non voler nessun punto di contatto con l’esperienza del socialismo europeo.
    Inoltre l’adesione alla lista di Rifondazione Comunista è stata portata avanti da Salvi a nome di un’associazione (Socialismo 2000) inattiva da anni ma che alla sua nascita, nell’anno 2000 appunto, si caratterizzò per la volontà di rivalutare, in chiave moderna, i valori del socialismo.

    Per l’insieme di queste ragioni, la scelta di Salvi appare assai stravagante e con qualche venatura elettoralistica di troppo, a prescindere dai contenuti e dagli ideali. che sia alla ricerca di un posto? poi magari tra un anno o due chissà dove si collocherà…

  125. Salvi aderirà alla sinistra europea.Nel suo intervento ha fatto una critica netta al PSE portatore di valori che hanno portato alla crisi CRITICANDO IL CAPITALISMO.
    Per questo aderirà alla SE.
    Finalmente una lista seria………….

  126. Tra l’altro il leader della LINKE tedesca a cui tutti guardiamo era nel PSE e adesso è uno dei leader della SE.
    Sbagliare è umano perseverare è diabolico………..

  127. Alfonso Geraci Says:

    Premesso – onde evitare un’altra tornata di insulti da parte di Mario GC – che OVVIAMENTE voterò per la lista comunista (e per chi cazzo devo votare, non posso certo votare per Ferrando, almeno dal mio pdv, anche se confermo che c’è dentro il Prc c’è chi lo farà, pure a livello di quadro medio-alto) resta il fatto che dire “vado a trattare con Turigliatto” e tornare a casa con Salvi è come dire che si va a giocare a calcetto (nel senso di calcio a 5, è chiaro che non parlo di champions league) e invece scendere al bar a giocare a bigliardino.
    Inoltre: l’unità dei comunisti pare all’ordine del giorno, e non mi pare che questa sia la linea di Chianciano e nemmeno che ci si stia arrivando in maniera limpida. Quando Mantovani avrà concluso il suo compito mi farebbe piacere sapere cosa ne pensa. Almeno lui, in quanto nostro ospite, non verrà insultato a colpi di “cacadubbi” “provocatore”, “troll” e altre carinerie, come è toccato a me.
    Infine su Salvi: Pufforosso vedi che il capitalismo ormai lo criticano pure Tremonti e il Papa. Non significa letteralmente nulla.

  128. Sarò ripetitivo, ma continuo a non capire.
    Nessuno è stato in grado di mostrarmi, finora, un documento approvato dal congresso di Chianciano che dica: “I comunisti fuori dal Prc puzzano, non ci avvicineremo a loro mai e poi mai.”
    A Chianciano venne criticata la prospettiva di sciogliere il Prc in una costituente che raccogliesse tutti i comunisti d’Italia. Perché? Questo mi pare il punto. La critica che la mozione 1 poneva a quel progetto era che non si costruisce l’unità su base ideologica, sciogliendo il Prc in una costituente sulla base di un simbolo, sia esso la “sinistra” o il “comunismo”. Il Prc, si diceva, deve continuare il cammino della rifondazione comunista, promuovendo processi unitari nelle lotte e su base programmatica.
    La costituente comunista non è stata fatta. La critica che Chianciano mosse a quel progetto è stata portata fino in fondo, portando il Pdci sotto il simbolo di Rifondazione in un progetto radicalmente alternativo al centrosinistra e legato alla Sinistra Europea e a un programma anticapitalista.
    Ora, se questa proposta non va bene, la si può criticare. Ma non si può criticarla in nome di Chianciano, perché la critica fatta a Chianciano (non si fa l’unità sui simboli e sui nomi) non vale su questo progetto, che rispetta esattamente la linea di Chianciano, cioè la costruzione di processi unitari nella lotta e su base programmatica.
    Si dica: Chianciano non ci basta più, la critica che facevamo allora era di facciata, quello che davvero vogliamo è non avere a che fare mai e poi mai con il Pdci, perché riteniamo che quella tradizione comunista sia da abbattere a randellate e che solo dentro la Sacra Chiesa Rifondarola esista la verità. Se questa è la vostra posizione, Alfonso e Luca, abbiate il coraggio di esplicitarla. Di dire che, anche se il Pdci ha accettato tutto quello che il Prc gli ha proposto, in coerenza con Chianciano, a voi non va bene e non andrà bene mai. Ma non nascondetevi dietro a Chianciano. A meno che non mi tiriate fuori, qui ed ora, un documento approvato a Chianciano che sostenga che ogni accordo con altri soggetti comunisti vada respinto a prescindere, anche se rispetta tutti i criteri simbolici e programmatici che il congresso ha posto.

  129. Malvati Says:

    x pufforosso: informati, la grafica del sito verrà rinnovata ma il giornale vero e proprio si potrà leggere solo da dopo le 8.

    x illo:…ma ai comunisti anticapitalisti non dovrebbe interessare niente del profitto no? Il discorso che hai fatto tu si inserisce in un modo di pensare prettamente borghese, ed infatti non a caso tutti i giornali borghesinn fanno leggere il loro contenuto sul sito.
    Poi siccome nn l’hai capita te la dico chiaramente: siccome io non comprerò mai liberazione, mettendola a pagamento non è che mi incentivi a comprarla (tanto non la compro), ma semplicemente non mi fai più arrivare il tuo messaggio. Chiaro no? Sai quanti ce ne sono come me?

    Poi dai, non mi ricordo, ma chi è che ha scritto che liberazione ha aumentato di 3.000 il numero di copie? Davvero c’è qualcuno che può credere a queste ca..ate?
    Saluti

  130. Alfonso Geraci Says:

    Masaccio, ripeto che quando si esce di casa per dire: vado ad accordarmi con Sinistra Critica, e si ritorna a braccetto con Cesare Salvi, sorge il dubbio che ci si stia ri-orientando in una certa direzione: chiamiamola frontista (non dico governista perché il governo non è certo all’ordine del giorno) e – come dire? – molto disponibile sulle giunte locali. Ora invece io – che non sono nè Prc, nè SC, nè altro – penso che la sinistra anticapitalista si ricostruisce passando per una contrapposizione FRONTALE -sempre nel rispetto della e nel confronto con la base, eccetera eccetera – al PD.
    Unendosi con Diliberto e Salvi non so se questa linea per la quale io propendo – e non solo io – la si può più praticare. Temo di no, ma non ho certezze a riguardo. Ripeto però che sono contento del clima fattivo e di ottimismo che si è tornati a respirare in questo blog, che non intendo guastarlo e che voto comunista. Stop. Avevo ripreso la parola solo per rispondere alla sequela di parolacce rivoltemi da Mario GC, e per farmi quattro risate con Lillo su De Vita, che stimo e che mi fa simpatia col suo stile Croccolo (“Dottor Vespa, le ho portato oro”).
    La stima per i veterocossuttiani non ce l’ho e NON CE L’AVRO’ MAI, il che non significa predicare astensionismo. ANZI, diamoci da fare, elettoralmente e non. Fine delle polemiche. Mi ha dato solo fastidio essere “invitato” a sparire del blog dopo giorni e giorni di interventi, non me l’aspettavo perché il livello della discussione è stato alto e il tono sempre civile… fino a un certo punto.

  131. Bucharin77 Says:

    dai Alfonso MarioGC è un bravo compagno non credo che ce l’avesse con te

  132. Luca Marini Says:

    Vabbeh Masaccio, io mi nascondo dietro chianciano. Ripeto quel documento prevedeva diverse opzioni e di costruire una lista con diversi soggetti anticapitalisti, comunisti e di movimento. L’esito è una di queste opzioni, perchè alla fine si sono uniti SOLO alcuni di questi soggetti. Bene non dico che quello che è uscito è in contrasto con Chianciano, rientra in quello che il documento prevedeva. Posso essere non soddisfattissimo come Diliverto o altri? posso dire che avrei preferito che alla stessa lista avesse aderito anche SC e non socialismo 2000? oppure no devo dire sono contento e basta.

  133. andrea p Says:

    sinistra critica imponeva condizioni che andavano contro il documento di chianciano, a cominciare dal simbolo…quindi non cominciamo a parlare a occhio..sono loro che non hanno voluto accordarsi per futili cavolate…la storia ha dimostrato che i trockisti sono solo dei settari frazionisti.
    w l’unità dei comunisti
    abbasso le divisioni trovate cercando il pelo nell’uovo.

  134. Brunoincazzato Says:

    In questa discussione ci voglio entrare in tackle a piedi uniti:è chiaro che ognuno legge chianciano con sottili e diverse sfumature, io per esempio ho letto il congresso in questa chiave:no allo scoglimento di prc no alla costituente comunista,si al partito sociale.sconfitto nei numeri lo scioglimento,non realizzato il partito sociale rimane la terza opzione,ovvero il superamento del peccato originale del pdci.che è una cosa per me non interssante.mi rendo conto che dobbiamo sopravvivere(anche se le quote si riceveranno fino al 2011)e per farlo ci vuole un cartello,che è quello che abbiamo fatto,e fin ora la cosa non mi scandalizza.mi preoccupa che pur di frenare le componenti dentro rifondazione che corrono verso la costituente si sta combinando un papocchio.si chianciano non basta più.non si è mai avuto la possibilità per applicare quei deliberati:una volta la scissione,poi liberazione,una volta la calabria,una volta napoli,un altra bologna,e siamo arrivati al grande impegno :la campagna elettorale!!!giusto un anno che rc si concede ,tranne le partecipazioni di facciata e obbligatorie, il giusto riposo dopo la sconfitta.pensavo di poter aggregare porzioni di movimenti reali,di vertenze di quartiere e sindacali,di eperimenti,di alternative radicali,di gruppi spontanei,le critical mass, i comunisti a vario titolo,sc e pcl,cioè tutto ciò che è a sinistra di rc,ed invece,sempre perchè dobbiamo sopravvivere,mi sposto a destra.i pretoriani di salvi,parte di una parte di sd,i consumatori colonizzati dagli ex segretari della filcam cgil in maggioranza con sl.ed infine il pcdi,sul quale da parte mia esiste una critica feroce risalente probabilemnte al 98 e di cui nessuno fino ad ora ha avuto l’opportunità di discutere.mi passerete la provocazione ma ci vedo ancora strascichi di bertinottismo,decido,in alto a destra ed in basso a sinistra si arrangiassero.non sono persuaso e nemmeno convinto.qualcuno dice vediamo i candidati ed i programmi,ma quale programma va discusso se siamo contro mastricht?e qauli compatibilità dovremo assecondare dentro questo cartello?perchè non abbiamo provato a sedimentarci dapprima e a provarci,forse perchè pensiamo che la linea sia fragile?ad ogni modo simbolo o non simbolo programmi e candidati la questione calabrese è ancora li ed anche il prc insieme a bassolino.

  135. animals Says:

    Mi sembra che Falcemartello sia fatta da compagni trotzisti e che faccia parte di quelli che hanno salvato il partito dallo scioglimento. E che faccia parte di questa maggioranza e di questa segreteria (anche se Masella chiede che se ne vadano).
    Quindi caro Andrea p ci andrei piano con gli attacchi gratuiti ai trozkisti in generale. Considerare la lista per le europee come l’anticipo dell’unità con il pdci significa fare come Bertinotti che considerava l’arcobaleno l’anticamera della sinistra unita.
    Peccato per sinistra critica ma niente drammi visto che si tratta di una alleanza elettorale. Se ci servirà per superare la soglia allora ci sarà anche una ripresa del morale dei compagni e sarà stato un buon risultato. Ma per il resto l’obiettivo deve restare quello del radicamento sociale. E su quella strada abbiamo fatto qualche passetto in avanti ma secondo me decisamente troppo poco. Insomma credo che i problemi posti da Ramon siano ancora tutti sul tavolo.

  136. xMalvati :con tutto il rispetto il tuo discoeso su liberazione e fuori come si suol dire “da ogni grazia di Dio”.Fortunatamente caro Malvati come te ce ne sono pochi.Che c’entra il profitto?Liberazione è un giornale che come tutti ha delle spese,dietro ha un piccolo partito e contributi statali non grandi editori con milioni e milioni di euro.Deve vendere copie.Il sistema per venderle è un altro conto.I giornali borghesi non mettono tutto il contenuto sul web,dove vivi malvati?Quello è destinato agli abbonati.Quando mai Repubblica o il Corriere la mattina permettono di sfogliare l’intero giornale in pdf? Tu non comprerai mai liberazione a pagamento?Non avevo dubbi malvati però volevi scroccarla a gratis….Vedi malvati io credo che tu sia in malafede e ti invito a rassegnarti perchè il PRC non è piu quello dei tuoi amici Vendola e Sansonetti cioè tutto gratis a spese altrui oppure il profitto è solo quello altrui e mai il nostro.Non sono a conoscenza di 3000 copie in più ma da fonti del partito ho saputo di un notevole aumento di copie.Ma mica è un miracolo cacciato Sansonetti era ovvio,io non lo compravo più da quasi 4 anni.Malvati comprati Libero magari feltri te lo invia gratis a casa….

  137. xBrunoincazzato:quello che dici è spesso giusto ed in molte parti lo condivido.Non condivido l’impressione che tu sembri avere che non si stia facendo niente.Questo non è vero e lo sai.Non puoi risolvere in una decina di mesi problemi incancreniti da anni,ma siamo sulla buona strada.

  138. Alfonso e Luca, la questione è questa: il Prc ha avanzato la proposta conseguente alle scelte di Chianciano, il Pdci c’è stato, Salvi c’è stato, altri no. Può far piacere o meno, ma questi sono i fatti. A voi piace di più Sinistra Critica del Pdci? Benissimo, ogni opinione è legittima. Ma il congresso ha deciso altro: ha deciso il bando di ogni costituente ideologica e l’apertura delle liste del Prc a chi condividesse un programma di alternativa anticapitalista. Il Pdci ha deciso di condividere questa linea, mentre Sinistra Critica voleva un nuovo simbolo, la costituente anticapitalista, ecc., in contraddizione con quanto deciso a Chianciano (oltre che Turigliatto capolista ecc.).
    Io non dico che questa lista non può essere criticata. Dico che non si può criticarla in nome di Chianciano, perché è stata costruita esattamente secondo i criteri scelti in quella sede, e credo che Ramon lo confermerà.
    Infatti Brunoincazzato, onestamente, dice questo: che Chianciano non basta, che lui vorrebbe parlare solo con Sc e Pcl e non con il Pdci. Legittimo. È una linea, la si porti nelle sedi democratiche e la si discuta. Ma non si dica che è la linea decisa al congresso, perché lì si decise che tutte le proposte di costituenti andavano decise e che per le europee si sarebbero fatti accordi elettorali su base programmatica con il simbolo di Rifondazione e all’interno della Gue-Ngl.

  139. marica porta Says:

    Io credo che nn sia un elemento secondario il fatto che nn ci sia Sc nella lista. Mi dispiace, nn vorrei far la parte della base scontenta e delusa, ma Sc sarebbe stato un elemento chiave imprescindibile per la costruzione della sx anticapitalista, soprattutto nei territori (nn so, penso alla mia realtà territoriale e al lavoro di ricostruzione faticoso e duro che sto facendo e lo vedo ora in fumo).
    E poi direi di sì, sono ancora in discussione tutte le questioni che Ramon poneva quando metteva in dubbio il progetto politico della maggioranza. O no?
    A chianciano abbiamo sconfitto politicamente sia l’ipotesi di una costituente di sx che di quella comunista e ora a me appare forte il rischio che la seconda in questione si rafforzi (sottolineo il rischio).
    Il simbolo nn mi piace perchè quel tricolore nel mezzo allude troppo a una precisa tradizione politico-culturale dalla cui genealogia proprio mi sento estranea. E, come dice Luca, non è solo una questione di grafica poichè il simbolo veicola idee e proposte. Mi pare essenzialmente regressivo come passaggio da questo punto di vista.
    Su Salvi nulla quaestio visto che avrebbe facilmente potuto essere da un’altra parte e invece lo stare qui immagino che qualche contraddizione nell’altra alleanza possa procurarla.
    Dei consumatori nn saprei cosa dire, non esistevano politicamente e ora esitono; spero questo possa essere un dato positivo che nn vada a inserirsi nel solco del qualunquismo antipolitico alla dipetro rispetto al quale noi risultiamo ancora perdenti. Tutto qui.
    Detto questo, nn so se nei fatti sarebbe stato possibile fare di più e meglio, ma tant’è.
    E’ di qui che dobbiamo ripartire, anche se ci appare come un deja vu.

  140. Quoto in pieno il post di Masaccio.
    xBrunoincazzato:oggi sn direzione nazionale si procederà(almeno cosi mi risulta) al commissariamento della federazione napoletana.Sai bene quanto me bruno che questo è un passaggio fondamentale per risolvere davvero la situazione napoletana.Ovviamente non il solo.

  141. ha ragione marica vediamolo come un punto di partenza…..che non era per nulla scontato.

  142. Su Salvi e i consumatori condivido quello che dice Marica: se hanno scelto di stare con noi, dato che il simbolo e il programma sono i nostri, non mi lamento di certo. Era quello che dicevamo a Rps quando parlavano della Linke: non ce l’abbiamo con chi non è comunista, ce l’abbiamo con chi non rompe con la tradizione moderata del socialismo europeo, a differenza di Lafontaine. Salvi l’ha fatto, non sarà Lafontaine ma ha fatto una sua scelta, quando una candidatura nel Pd non gliel’avrebbero negata di certo…

    Marica dice anche che “quel tricolore nel mezzo allude troppo a una precisa tradizione politico-culturale dalla cui genealogia proprio mi sento estranea” e penso che questo sia il punto a cui tanti girano intorno. Ma è ineludibile: capisco che per parte della mozione 1 questo sia un problema, ma è un problema che va superato. Non si può pensare di guidare il Prc (guidare, non fare la minoranza critica) ed essere insofferenti verso tutto ciò che riguarda il Pci. Il Pci non è tutto il campo comunista italiano, ma è una sua parte importante, come è stato una parte importante del Prc dalla sua nascita ad ora. O si impara a farci i conti, a superare divisioni vecchie di trent’anni e guardare al merito delle scelte, o si fa poca strada…

  143. sono un po stanco e mi scuserete alcune approssimazioni magari eccessive.
    prima delle questioni riguardanti l’articolo.
    se non ho capito male non ci sono critiche circa le mie contestazioni alle affermazioni di d’alema. o meglio ancora sui silenzi di d’alema.
    ok me ne compiaccio. e ringrazio per gli apprezzamenti.
    sulla jugoslavia e milosevic però devo dire alcune cose.
    la prima è di metodo. la storia è fatta dalle classi e dagli interessi, dai popoli e non dai leader e dai capi. che possono essere più o meno in sintonia con le classi e con i popoli e con la lotta fra interessi contrapposti ma non creatori onnipotenti.
    e allora, scusate ma io dall’autoproclamazione dell’indipendenza di slovenia e croazia sostengo una precisa tesi.
    la tesi è che dall’inizio degli anni 80, e dopo la morte di tito sempre più rapidamente le “aperture” economiche e l’applicazione di alcuni indirizzi del fondo monetario internazionale hanno finito con il distruggere la coesione interna del capolavoro multietnico e multinazionale che per più di 40 anni aveva impedito che i balcani continuassero ad essere dilaniati, come nel passato, da sanguinosissime guerre.
    l’equilibrio istituzionale jugoslavo assolutamente paritario e fondato sul principio di autodeterminazione di ognuna delle repubbliche (e dal 71 anche della provincia del kosovo, facoltà cancellata alla fine degli anni 80 e causa non secondaria della crisi che seguirà) non avrebbe retto se non fosse stato accompagnato da un mercato interno, da un sistema di redistribuzione delle ricchezze, da una sostanziale parità dei redditi medi in ognuna delle repubbliche. tutte cose, queste ultime, fortemente minate dalle famose “aperture economiche” degli anni 80 che hanno semplicemente prodotto sviluppo diseguale e prodotto le basi materiali per cui le repubbliche più ricche o relativamente ricche decidessero di imboccare la strada della secessione. ricordo di aver detto in parlamento più volte che se in italia il nord avesse sommato oltre che la ricchezza anche una lingua, una religione e una etnia diversa dal resto del paese la secessione sarebbe stata ben di più che uno slogan della lega.
    scusate ma non so giudicare certi processi storici senza parlare di analisi del capitale e degli interessi economici. sia chiaro che ciò non cancella ne le questioni nazionali etniche e religiose. ma è per me evidente che il motore che ha esaltato queste ultime questioni è stato il naturale processo di disgregazione territoriale e sociale prodotto dalle “aperture economiche”.
    la serbia ha pagato a caro prezzo tutto questo e i serbi hanno sviluppato un sentimento di revanscismo in risposta ai nazionalismi che hanno fatto le secessioni “dei ricchi”. il gruppo dirigente serbo, milosevic in primis, non ha mai saputo risolvere la questione anche perché, al di la di richiami retorici al passato, in realtà ha sposato l’idea dell’integrazione della jugoslavia nel sistema capitalistico globalizzato. non per caso in un post ho ricordato che il PSS voleva privatizzare ed entrare nell’internazionale socialista. come si faccia a considerare questo un dettaglio trascurabile non so!
    quanto alla guerra spero nessuno voglia dire che è stata fatta per appropriarsi delle enormi risorse energetiche e naturali del kosovo. il perché è stata fatta, secondo me, l’ho scritto nell’articolo.
    un abbraccio agli eroi e alle eroine che hanno voluto discutere di questioni così poco di moda.

  144. Oppure Massaccio queste distinzioni li supera Berlusconi come uno schiacciasassi presentando al grande pubblico la seguente Storia :Comunisti=CRIMINALI tutti quanti”.
    Ripeto oggi il popolo capisce bene quando si mettono insieme formazioni politiche dissimili ma non capisce quando i simili stanno separati.
    Perchè il PD è una operazione che non funziona(non parliamo poi della Sinistra Arcobaleno) mentre il PDL sì?
    Certamente conta Berlusconi,soldi e televisioni ma sono solo condizioni necessarie lo ripeto non sufficienti.
    La condizione sufficiente è data dall’Humus culturale che accomuna il loro popolo.Chi crede di mettere Fini contro Berlusconi non si accorge di ripetere lo stesso errore fatto 10 anni fa con Bossi e la Lega…la famosa costola della sinistra.
    Ma chi volete che in italia riesca a capire la differenza tra il comunista Diliberto ed il Comunista Turigliatto?

  145. Nessuno qui l’ha fatto e lo faccio io.
    Ringrazio sentitamente il gran lavoro compiuto da Ramon Mantovani,Caporusso e Pegolo.
    Da martedi ci sarà la questione candidature e sarà altrettanto difficile.
    Finalmente una lista seria di sinistra vera.
    Ricordatevi compagni che la gente vuole UNITA’ e non capisce divisioni polemiche e altri problemi……………..

  146. Ha ragione Puffo Rosso….Ringrazio anche io per il lavoro fatto da Ramon,Mimmo Caporusso e Pegolo.
    Tra l’altro finalmente niente pettegolezzi in TV o interviste a go go sui giornali.Finora abbiamo dato prova di serietà via per questa strada….

  147. Ho letto Ingrao ha dato un bel segnale!!!

  148. Il Comitato politico nazionale (Cpn, cioè il “parlamentino”) del Prc-Se riunitosi a Roma il 28 e 29 marzo 2009 dà mandato alla Direzione nazionale di definire le liste per le prossime elezioni europee nel quadro dell’accordo politico unitario raggiunto con le altre forze politiche che ieri hanno presentato un simbolo e un nome comune per le elezioni (Prc. Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti). I criteri per l’individuazione delle candidature dovranno – oltre che far riferimento all’autorevolezza e rappresentatività delle stesse, tenendo conto delle proposte avanzate dai comitati regionali – corrispondere inderogabilmente ai criteri statutari in particolare per quanto attiene l’incanddidabilità oltre i due mandati e la rappresentanza di genere, scegliendo l’alternanza nelle liste secondo il principio uomo-donna.

    Il Cpn dà mandato alla Direzione nazionale di lavorare alla composizione di una lista fortemente caratterizzata dalla presenza di realtà operaie, di lotta, di movimento, rappresentative dei conflitti che attraversano il nostro Paese, dalle mobiltazioni contro le crisi industriali e per la sicurezza nei luoghi di lavoro al movimento in difesa della scuola e dell’università pubbliche, alla lotta in difesa dell’ambiente, della laicità, dei diritti delle donne, a partire dalla battaglia contro l’aumento dell’età pensionabile.

    Il Cpn si è anche espresso a favore di una lista che sia caratterizzata non come mera unione di gruppi dirigenti, ma che possa rappresentare il conflitto sociale in tutte le sue articolazioni e propone che tale impostazione venga assunta da tutte le forze che concorreranno alla formazione della lista. Coerentemente con questa impostazione, il Cpn propone che la lista non debba vedere la candidatura dei segretari nazionali di partito.

  149. nessuno si aspetti, sull’accordo per la lista anticapitalista e comunista, che io riferisca di indiscrezioni o di dettagli delle trattative.
    diverse cose, però, si possono e si devono dire.

    1) rifondazione ha fatto una proposta con un documento votato dalla direzione del partito e che io ho anche commentato in un lungo articolo su questo blog. basta rileggersi il testo di quella proposta per giudicare il grado di coerenza con l’accordo raggiunto. secondo me c’è un altissimo grado di coerenza circa il simbolo e circa il documento politico che potrete trovare da domani sul sito del prc e il cui preambolo è:

    “UN’ALTRA EUROPA E’ POSSIBILE

    Diamo vita ad una lista anticapitalista che unisce in una proposta politica per l’Europa il PRC, il PDCI, Socialismo 2000 e i Consumatori Uniti. Lo facciamo insieme ad esponenti della sinistra , del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femminista e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista . La lista lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà.

    Siamo di fronte ad una crisi di carattere sistemico , non solo economica e finanziaria, ma sociale, alimentare, energetica, ambientale, che sta scuotendo l’intero pianeta. La crisi del capitalismo globalizzato.
    Ci opponiamo all’Europa liberista e tecnocratica e al governo di “grande coalizione” composto da socialisti , popolari e liberaldemocratici europei che ha fin qui dettato l’agenda della costruzione dell’Unione. Lottiamo con i movimenti sociali e le forze politiche di trasformazione di tutto il continente per UN’ALTRA EUROPA.
    Una lista che fa sue le ragioni di chi in questi anni e in questi mesi sta lottando, nella scuola e nei luoghi di lavoro, per la giustizia sociale e contro la precarietà, per la libertà femminile, che si oppone al razzismo e all’offensiva oscurantista e clericale delle gerarchie ecclesiastiche. Che si batte per un intervento pubblico finalizzato alla riconversione sociale e ambientale dell’economia, per la redistribuzione del reddito, contro la guerra e per il disarmo. Siamo convinti che la questione morale abbia un valore universale, in Italia come in Europa. L’intreccio perverso tra politica e affari e l’uso clientelare delle risorse pubbliche sono fattori di degenerazione della democrazia, come intuì Enrico Berlinguer.
    La lista appartiene interamente al campo del GUE-NGL, il Gruppo parlamentare della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica che unisce partiti comunisti, anticapitalisti, socialisti di sinistra ed ecologisti e al cui interno si colloca il Partito della Sinistra Europea.
    Le forze che danno vita alla lista si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni europee.”

    vorrei far notare che è “una proposta politica per l’europa” e che quindi non è un cartello elettorale, né l’unità comunista (sulla quale tornerò) né tanto meno una proposta organica per l’italia atteso che sulla questione del centrosinistra, del bipolarismo e dei rapporti con il PD ci sono notevoli differenze fra tutti, comunisti compresi.
    dire la verità, e cioè che è una proposta politica per l’europa e non altro, e che c’è una verà unità su questo come su proposte fondamentali sulla questione della crisi, è un elemento di chiarezza,e anche di igiene politica molto importante. soprattutto se lo si mette in confronto con altre operazioni politiche che mettono insieme chi vuole rafforzare la NATO e chi la vuole sciogliere, che vuole più liberismo e chi lo combatte, chi vuole la costituzione europea anche contro la volontà dei popoli e chi ha votato contro. e posso andare avanti…
    dire che non é l’unità comunista con contorno o una proposta organica sullo scibile umano non significa che chi ha nel proprio progetto l’unità comunista o chi voleva e vuole una ancora più ampia unità della sinistra debba tacere o rinunciare al proprio progetto. è più che legittimo che esistano progetti diversi ma non sarebbe stato accettabile che ne vincesse uno, per di più in una tornata elettorale.

    2) l’assenza di sinistra critica mi sembra ben spiegata, al netto di certe affermazioni polemiche, nel comunicato di sinistra critica che qui qualcuno ha postato. basta leggerlo per capire che la distanza di sc dall’impostazione sopra descritta si è rivelata troppo grande. il comunicato di sc chiarisce che nonostante un accordo presumibile accordo pressoché totale sui contenuti della proposta politica per l’europa, l’idea che si dovesse fare una lista fondata sulla discontinuità (degli altri) con il proprio passato ha misurato l’eccessiva distanza.
    vorrei far notare che una cosa è dire uniamo tutti quelli che in italia sono: anticapitalisti, uniti dalle proposte di uscita dalla crisi come la nazionalizzazione delle banche (solo per fare un esempio), che aderiscono allo stesso gruppo parlamentare ecc ed un’altra è dire “Una lista che avesse una simbologia rinnovata, seppur riconoscibile, con candidature espressione del conflitto sociale e dei movimenti, con un codice etico per i candidati e le candidate, con una visibile alternatività al Pd e al centrosinistra italiano a partire dalla rimessa in discussione della politica di alleanze locali.” cosa io pensi della questione delle alleanza locali i lettori del blog lo sanno. ma dire che la lista delle europee potesse sciogliere il nodo delle alleanze locali e del centrosinistra è dire, mi si scusi la ruvidezza, che tutti avrebbero dovuto accettare il progetto politico di sc. dire che la lista europea si pone in continuità con il centrosinistra per via di candidature di ex ministri ancora da discutere è una forzatura fin troppo evidente. dire che la lista è una lista “comunista” (le virgolette sono nel comunicato di sc) quando è noto che l’aggettivo usato per definirla è anticapitalista è una piccola scorrettezza. ma non fa niente.
    insomma, evidentemente la distanza di impostazione era troppa. e quindi troverei sbagliato non riconoscerlo reciprocamente e abbandonarsi a polemiche inutili condite da dietrologie varie.
    al contrario io penso che se sc sceglierà di non presentarsi alle elezioni europee o anche se non riuscisse a raccogliere le firme si possa trovare un dialogo ed anche accordi parziali. e lo stesso vale, per quanto mi riguarda, per il partito comunista dei lavoratori.
    al contrario, io penso che dopo le elezioni si possa discutere di allargare il coordinamento delle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista.

    3) come ho già detto nell’articolo a commento della proposta della direzione sulle europee, e come ho detto anche nel mo intervento di oggi al cpn, l’unità comunista è semplicemente non serio proporla alle elezioni. tralascio considerazioni meramente elettorali, ma trovo sconcertante che si possa pensare di annunciare una unità che si potrebbe infrangere fra pochi mesi se per esempio il PD facesse la proposta di rieditare il centrosinistra. io penso che sia abbastanza paradossale che in italia esistano una decina di forze comuniste, 4 delle quali si presentano alle elezioni. ma penso anche che fondare unità non su solide basi politiche ma su suggestioni (come in fondo è stato fatto per la sinistra arcobaleno) sia proprio un cattivo servizio all’unità. capisco che i mass media imperino e che anche molti militanti ragionino come si ragiona a “porta a porta” ma, in fondo, sono meravigliato del fatto che si possa anche solo pensare che si possa unire il pdci e rifondazione senza avere un progetto politico serio e condiviso. a proposito, visto che vedo in diversi posti che si vuol fare la lista unitaria nelle amministrative e che il pdci (legittimamente dal suo punto di vista) insiste per questo, faccio le seguenti due o tre domandine: nel caso la lista unitaria e alternativa al PD venga richiesta di entrare nella coalizione al 2 turno chi decide? l’eletto? e l’eletto, in caso di opinioni diverse, risponde al partito di appartenenza o a chi? alla lista che inevitabilmente si dividerebbe? dove sta la sovranità di una simile decisione? analogamente lo stesso problema si pone anche nel caso la lista appartenga già al centrosinistra. in caso di eventuale tradimento del programma chi decide se rimanere o uscire dalla giunta? e infine, sicuri che due liste con il doppio dei candidati e magari unite in una stessa coalizione non portino più voti che una sola lista anche se politicamente molto compatta ma inevitabilmente dilaniata da guerra delle preferenze (lo so nei comuni e non nelle province)?
    non sono questioni da poco. e non sono astratte perché la verità è che né fra i comunisti né nelle sinistra anticapitalista esiste una sufficiente unità che possa giustificare liste uniche capaci di rimanere unite davvero.
    questo problema non si pone in europa e probabilmente non si pone in molte amministrazioni locali (guarda caso soprattutto quelle dove vincerà soprattutto la destra) ma si pone, invece sulla questione del centrosinistra al governo.
    davvero chi vuole l’unità dei comunisti subito è così superficiale da pensare che un’unità improvvisata fragile e senza basi solide finisce con il compromettere proprio l’unità per un periodo infinito?
    mah!

  150. lucaocchionero Says:

    La deliberazione di Chianciano è stata rispettata in pieno con l’accordo che ha dato vita a questa lista anticapitalista e l’ esito positivo non era affatto scontato, così come sarà un lavoro intelligente quello che sarà fatto sui nomi. Ringrazio anche io Ramon, Mimmo e Pegolo per il grande impegno e per il lavoro di ricucitura fatto molto bene. Su Sinistra Critica: probabilmente i compagni non erano pronti per un passo unitario, ricordiamoci che SC è attraversata da un dibattito al suo interno proprio relativo al tema della riunificazione. Aspettiamo, con rispetto, l’esito di questo dibattito convinti come siamo che l’appuntamento con loro è solamente rinviato. Quanto al PDCI, io invito tutti quanti, frequentatori e non di questo blog, a non farsi vincere da vecchi fantasmi e da vecchie divisioni che forse appartenevano più ai nostri nonni che a noi stessi. Oggi come oggi ritengo stupido, controproducente e fuori dalla realtà lanciare insulti a “Trockisti” o “Stalinisti(dove sono gli stalinisti?”). Personalmente non mi sento inquadrabile nè negli uni, nè negli altri, come credo non lo sia nessuno della generazione che mi appartiene e non mi metto a litigare coi compagni per questioni ideologiche che non sono le mie. Guardiamo avanti smettendo di diffidare dei compagni vedendo in essi nemici, spie, o ladri di maggioranze come pure è stato detto.
    Ulteriormente: io non conosco DE Vita, non so se sia presentabile o meno, ma onestamente me ne frego di ragionare per immagine personale. L’accordo con i consumatori è molto importante, penso ai temi del “partito sociale”, del caro vita, della difesa dei beni pubblici: loro hanno ottime idee e buone informazioni totalmente compatibili coi nostri programmi di governo. Quanto a Salvi ha fatto una scelta personale rispettabile perchè lui sa già da ora che i suoi eventuali eletti non aderiranno al PSE bensì al GUE. In questa lista anticapitalista che spero guardi al futuro non vedo fantasmi di governismo. Tutt’altro vedo sposarsi forme di rivendicazione che in questi anni si sono fatte sentire contro tutti i governi. Del resto, credo che ormai lo abbiano capito anche i sassi che
    al governo ultraliberista di Berlusconi non è più possibile oppore il governo “mezzoliberista” di Franceschini o chi per lui. E’ necessaria una vera e propria alternativa di società, una cosa del tutto diversa dalle ipotesi compatibili che tuttora si ascoltano pervenire dalle fila del PD; e non mi riferisco solo al partito, ma anche alle sue articolazioni. Ritengo che presto bisogna allargare la “riunione” partita con le liste alle elezioni europee alla FIOM, ai suoi dirigenti ed ai suoi delegati per una seria riforma programmatica e di obiettivo del sindacato più grande (CGIL). Proprio oggi la segreteria ha sottolineato che i salari dei lavoratori sono fermi dal 1993, guarda caso proprio da quando hanno sposato la concertazione coltivando l’idea del sindacato unitario con CISL e UIL. Forse è il caso, d’ora in avanti, di abbandonare questa idea di sindacato unitario e di pensare ad un’unità reale con delegati sui posti di lavoro, coi lavoratori, e con le giovani generazioni che rischiano di non lavorare mai per gli effetti di questa crisi internazionale che viene da lontano e che durerà tantissimo.

  151. lucaocchionero Says:

    ho posto una differenza tra “proposte di governo” e “governismo”: è il caso che mi spieghi meglio: io vedo nel futuro il PRC a capo di un “terzo polo” che sia in grado di esprimere un suo programma di governo basato su un’economia ed una società alternative a quelle proposte del PD e del PDL, indifferentemente rispetto alla legge elettorale. Spero che tutti coloro che oggi aderiscono alla lista anticapitalista per le elezioni europee elaborino questa necessità politica. Definisco “governismo” un tentativo di riesumare l’alleanza con il centrosinistra. Quel cadavere è un pò in decomposizione: bisognerebbe chiamare un miracoloso chirurgo plastico per ricostruire i pezzi di una vita apparente!

  152. Alfonso Geraci Says:

    Mi dichiaro ampiamente soddisfatto da quello che dice Ramon Mantovani.
    Rimane che l’esito delle trattative non è quello che in tanti auspicavamo: pazienza. Affrontiamo una cosa alla volta.
    Luca: purtroppo certe resurrezioni si sono già viste, basta pensare alla serie di film su Frankenstein, il mostro moriva sempre e poi nel film successivo lo rimettevano insieme.
    Ma bando alle polemiche e che si facciano liste le migliori, più aperte e più di lotta e di movimento possibili.

  153. Bene cosi………….

  154. Luca Marini Says:

    QUesto ultimo post di Ramon fa molta chiarezza e per quanto mi riguarda dà risposte eusarienti ad alcuni miei dubbi.

  155. Malvati Says:

    x illo:…è facile da capire: i giornali borghesi mettono il loro contenuto sul web tramite corrispettivo di un abbonamento, i giornali comunisti che sono anticapitalisti e quindi antiprofitto non dovrebbero avere problemi a lasciare il giornale gratuito online.

  156. federico Says:

    fino a questo punto non mi piace quasi nulla sul come si e’ determinata questa lista, essenzialmente al chiuso delle solite stanze e a colpi di “vertici”. Mi si dira’ che non c’era altro modo ma io non lo credo e un abbozzo di proposta alternativa l’avevo formulata. Questo nella sostanza.
    Se poi si parla dell’immagine qui rasentiamo i brividi. Sia per il modo dimesso e con i “soliti noti” in prima fila con cui e’ stata presentata sia per il simbolo, che sembra fatto apposta per scontentare sia i nostralgici che gli innovatori ma soprattutto qualsiasi poersona dotata di un minimo di buon gusto. Mi immagino gente intenta a guardare questa specie di cartina geografica a testa piegata per cercare di leggere tutta quella babele di scritte….. l’ennesima dimostrazione che da questa parte la parola “comunicare” deve avere una definizione che suona tipo “capacita’ di spaventare e di lanciare messaggi incomprensibili alle persone”.

    Speriamo almeno in un programma snello e comprensibile, su candidature fresche e su regole etiche chiare per gli eletti.

    In ogni caso confesso che la mia voglia di astensione e’ sempre piu’ forte e se questo e’ l’andazzo sono pure tentato all’astensione attiva, verso la quale ho sempre avuto remore visto che so, data l’aria “antipolitica” che tira, quanto male potrebbe fare.
    Ma a volte penso che piuttosto di continuare a puntellare poche macerie sarebbe meglio dare gli ultimi colpi all’edificio e sperare di ricostruirne uno nuovo e duraturo…
    Vi prego, fatemi recedere da questi “cattivi” propositi…
    ciao

  157. Ho capito Malvati,ti faccio le mie scuse…..quando è successo da piccolo cadendo dal triciclo oppure è stata una delusione d’amore?

  158. Ma scusa Federico qualcuno che deve parlare a nome del partito è indispensabile.
    Poi sul simbolo.Mettete il raffronto il simbolo del prc e queste delle europee è sostanzialmente simile.
    Le aggiunte sono due soc 2000 e consumatori uniti punto.
    Al posto di partito comunista c’è la scritta comunisti italiani basta.
    C’è la falce e martello quindi non capisco il problema………..

  159. Ma che vuol dire vertice???
    Ramon e gli altri hanno svolto un compito egregio.
    Forse Federico volevi che TUTTI gli iscritti al partito facessero le trattative???
    I nostri rappresentanti hanno svolto a pieno il loro dovere e il mandato avuto.
    IO LI RINGRAZIO PER IL LAVORO SVOLTO E DA SVOLGERE PERCHE’ ABBIAMO DATO VITA AD UNA LISTA VERAMENTE DI SINISTRA

  160. O Malvati ma che vuoi leggere il giornale a scrocco???
    Ma dai facciamo i seri……………..

  161. Puffo Rosso e Zin avete pienamente ragione.

  162. PER FEDERICO:

    Paolo Ferrero durante il CPN:I punti fondamentali sono:
    – la redistribuzione del reddito;
    – il blocco dei licenziamenti;
    – l’estensione della cassa integrazione a tutti, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda e dalla forma giuridica del contratto, e il salario sociale per i disoccupati;
    – il no alle delocalizzazioni delle imprese;
    – la lotta alla speculazione finanziaria (dall’introduzione della Tobin Tax, all’aumento della tassazione delle rendite, alla possibilità per i lavoratori di rientrare in possesso del loro Tfr, vista la perdita clamorosa determinata dai fondi pensione);
    – l’intervento pubblico in economia, sia sul versante del controllo pubblico del credito che da quello della riconversione ecologica delle produzioni.

    PROPOSTE SERIE SONO QUESTE

  163. “x illo:…è facile da capire: i giornali borghesi mettono il loro contenuto sul web tramite corrispettivo di un abbonamento, i giornali comunisti che sono anticapitalisti e quindi antiprofitto non dovrebbero avere problemi a lasciare il giornale gratuito online.”

    ….ma dici sul serio (x Malvati)?

  164. elisabetta Says:

    ciao a tutti.vengo da una riuscitissima serata di solidarieta’con la palestina.un gran mazzo per preparare la cena eppoi il concerto con un gruppo palestinese..cena squisita e bellissima musica.domani e’la giornata della terra e faremo una performance teatrale in pieno centro ,con tanto di mostra e volantinaggio.eppoi azione di boicottaggio e informazione alla coop.a proposito:se siete soci coop e usate le macchinette salvatempo,sappiate che sono di produzione israeliana,quindi tornate a fare la fila alla cassa.meglio perdere un po’di tempo e non arricchire lo stato sionista che non ne abbisogna di certo…scusate la digressione internazionalista.su simbolo e alleanze,ottimo ramon come sempre nell’informare e quindi chiarire,penso anch’io come tanti che sia stato fatto un lavoro immane e che, oggettivamente, di meglio fosse impossibile. eppoi,compagni,elezioni sono,mica e’la rivoluzione!!certo,anch’io sono perplessa su salvi e diffidente sul pdci,ma votero’la lista e punto.e il giorno stesso continuero’come sempre a lottare sul territorio,sul posto di lavoro.ad essere semplicemente quella che sono..se devo essere sincera la cosa che mi piace di meno e’il simbolo e non tanto per le scrittine ma per quel tricolore sullo sfondo…mi disturba proprio..il comunismo non ha nazione o no?!!?!!..adelante companeros!

  165. ….Proprio vero, il comunismo non ha bandiere…..comunque va ribadito, (io penso) che l’unita’ a sinistra deve essere unita’ di popolo, non di organigrammi di partito. Verso chi vota Pdci, o chiunque altro, essendo comunista, io non ho alcuna diffidenza, poi si puo’ discutere sulle strategie e sulle modalita’ di lotta….

  166. lillo Says:

    Nota stampa dell’ufficio stampa del Prc.

    La Direzione nazionale di Rifondazione comunista, riunitiasi a margine dei lavori del Cpn (il Comitato politico federale) convocato per approvare lista e simbolo per le prossime elezioni europee, ha deciso il commissariamento della Federazione provinciale di Napoli del Prc ed ha nominato l’eurodeputato Giusto Catania in qualità di commissario della suddetta Federazione.
    Giusto Catania comincerà subito il suo lavoro, insediandosi a Napoli già nella giornata di domani, e soprattutto la costruzione di una coalizione di sinistra alternativa alle destre come al Pd per affrontare le prossime elezioni provinciali in provincia di Napoli.


    Ufficio stampa Prc-SE

  167. Federico Says:

    Per Zin, Lillo e Punto rosso
    Cari, io avrei preferito un percorso diverso fatto coinvolgendo dal basso iscritti e non (io da un po’ sono tra i “non”), partiti e movimenti, ecc. ecc. una sorta di congresso fatto nelle piazze (brutalizzo la proposta).
    Questo perché ritenevo già prima del precedente congresso che il disastro a cui eravamo stati portati (e noi con la nostra quota di responsabilità) dai dirigenti di SA fosse tale che andava stravolto tutto.
    Così non è stato e speravo che nel costruire questa “cosa” ci si provasse un po’ di più. Invece….
    Del simbolo a me non frega niente che assomigli a quello di RifCom, che ci sia la falce e martello (anche se ne capisco l’atrazione elettorale), ecc. La mia era una critica “grafica”…per l’elettore normale fa semplicemente cagare, e scusate il francesismo…

    Per il resto, non ho perso ancora completamente le speranze. Aspetto di vedere come completeranno il lavoro. Spero che anche voi, invece di pensare subito ad alzare scudi in difesa dei dirigenti, facciate pressione per chiedere uno slancio in più…
    Tutto qua e con immutato affetto
    F

  168. Caro Federico il tutto è partito dal basso e ti spiego il perchè:
    la collaborazione del prc-pdci in molte realtà è reale e vivo.Si organizzano iniziativa comuni,si organizzano,banchetti,volantinaggi ecc.
    Il prc-pdci è sempre vicino ai movimenti e ai comitati di lotta:ricordate gli applausi a Ferrero durante l’iniziativa a Pomigliano,le botte prese dal cons reg del prc Lombardia davanti allo stabilimento dell’innsse.
    La nostra partecipazione in tutte le iniziativa di lotta e nelle manifestazioni da quella a favore della Palestina,alla fiom,alla cgil,contro le leggi xenofobe e razziste del governo.
    I COMUNISTI ci sono eccome se ci sono nelle piazze e nelle strade……………….

  169. lucaocchionero Says:

    federico io non so di che città sei, ma sei vuoi divertirti a vedere come la campagna elettorale nostra coinvolga migliaia di persone prova a partecipare oppure ad organizzare qualche gruppo popolare di acquisto. Sabato mattina noi lo abbiamo organizzato in un quartiere popolare di Taranto: siamo entrati in contatto con almeno un migliaio di persone, abbiamo intessuti numerosi contatti anche con persone insospettabili che condividono la nostra battaglia contro il caro-prezzi. Abbiamo distribuito al prezzo “politico” di €1,00 3,5q di pane. Se cerchi uno slancio in più, anche tu, nel tuo piccolo, organizzati e prova a fare qualcosa a favore del popolo. Basta deleghe ai dirigenti in negativo o in positivo, ma basta anche con la base immobile che aspetta che dall’alto il dirigente cali l’ordine per criticarlo o per incensarlo: se il partito sarà di tutti lo decideremo soprattutto noi che siamo base.

  170. chiaralr Says:

    Mi dispiace compagne e compagni ma io continuo a non fidarmi assolutamente di Diliberto. Non vorrei trovarmi un giorno, secondo me non lontano, a dire:”..io l’avevo detto….”

  171. PuffoRosso Says:

    D’accordo con zin e lucaocchionero.
    Non deleghiamo più nessuno e ricordatevi che i partiti li facciamo noi nei territori e con i compagni di base.
    Chirair me ne fotto di diliberto e quello che dice opotrebbe dire io penso che questa operazione di unità programmatica e di intenti sia partita dal basso con tanti militanti e simpatizzanti.
    Auguri a tutti per una campagna elettorale dura e spero avvincente………….

  172. lucaocchionero Says:

    chiaralr, quello che voglio dire è che con questi pregiudizi rischiamo di rovinare una realtà che magari non corrisponde ai pregiudizi stessi. Concordo invece con PuffoRosso: a livello di militanza, nelle nuove generazioni che pure lavorano con il PDCI, la differenza con noi militanti del PRC non esiste e non esistono “stalinisti” o altre correnti antiche. Il problema semmai è generazionale poichè sono i compagni più anziani che custodiscono queste diffidenze e cercano di trasmetterla ai giovani i quali a volte le assorbono acriticamente. Così si sfascia un partito, così si tiene viva una divisione che per gran parte non ha motivo di esserci. Stesso discorso vale per la Sinistra Critica e per altre formazioni di base antagoniste.

  173. animals Says:

    La realtà è che le divisioni con il Pdci sono le stesse che abbiamo al nostro interno sui rapporti con il Pd e la prospettiva di governo. Noi abbiamo fatto autocritica su Prodi loro no. Però non mi sembrano affatto differenze da poco. Anzi sono proprio punti qualificanti di un partito. Abbiamo fatto la svolta a sinistra per qualcosa o no. E allora intanto pensiamo a rilanciare il partito tra i lavoratori e i giovani con il nostro programma, il Pdci vedrà lui cosa fare.

  174. lucaocchionero Says:

    Animals, quello che voglio dire è che come non è un monolite il nostro partito, non è un monolite nessun partito. Tu credi che nel PDCI tutti credano che bisogna allearsi con PD? Posso portarti molte testimonianze di compagni del PDCI che ci scavalcano a sinistra da questo punto di vista. Poi è chiaro che la politica si fa con le delibere degli organi ufficiali, e quindi è assolutamente vero che per Diliberto l’alleanza col PD rimane ancora un’ipotesi percorribile. Ma anche su questo punto io sono fiducioso poichè il dibattito è aperto un pò dappertutto ed a livello di base tutto è in gioco. Oggi c’è una posizione ufficiale che è quella espressa da Dliberto, ma ci sono tante altre posizioni che si discutono a livello di base, compresa quella secondo la quale non ha senso fare l'”unità dei comunisti” per allearsi col PD e con l’UDC.

  175. Federico Says:

    io ho militato tanti anni volantinando, attacchinando, dentro i movimenti, nelle lotte nel mio Comune, cercando di costruire un GAs, ecc ecc. ho fatto anche 5 anni di Consiglio Comunale che in un piccolo comune sono una pena, una fatica e una spesa infinita….l’ho fatto pur essendo stato per quasi tutti i miei 18 anni di militanza quasi sempre all’opposizione interna al partito.
    Poi non ce l’ho fatta più, ho aperto gli occhi e mi sono detto: “ma chi me lo fa fare?” “Per chi?”, ecc.ecc.
    Ora mi prendo il lusso (lo so che è tale) di starmene fuori a guardare, seguire e a volte partecipare, anche se in modi informali come questo. E anche di giudicare, visto che tutto sommato credo di averne un minimo diritto…
    Io seguo e aspetto un progetto che mi piaccia e mi coinvolga nuovamente. Per ora non è così. Ma continuo a non perdere le speranze e mi fa piacere sentire entusiasmo tra di voi.
    ciaoo

  176. sarebbe importante che si dichiarasse che fino alla presentazione ufficiale, formale e definitiva la lista resta aperta all’adesione di SC e del PCL…
    Un ultimo appello all’unità non sarebbe male

  177. Alfonso Geraci Says:

    Ma perché sono SEMPRE d’accordo con tutto quello che dice Mauro? Boh..
    capita.

  178. lucaocchionero Says:

    COMPAGNI MAURO E GERACI CREDO CHE LA RISPOSTA ALLE VOSTRE LEGITTIME PREOCCUPAZIONI VE LA DIA DIRETTAMENTE IL CPN DEL PRC-SE:

    29.03.09 – Rifondazione, CPN approva simbolo e modalità lista per le elezioni europee. No a candidature dei segretari di partito
    domenica 29 marzo 2009
    Nota stampa dell’ufficio stampa del Prc-Se.

    Il Comitato politico nazionale del Prc-Se riunitosi a Roma il 28 e 29 marzo 2009 dà mandato alla Direzione nazionale di definire le liste per le prossime elezioni europee nel quadro dell’accordo politico unitario raggiunto con le altre forze politiche che ieri hanno presentato un simbolo e un nome comune per le elezioni (Prc. Pdci, Socialismo 2000, Consumatori uniti). I criteri per l’individuazione delle candidature dovranno – oltre che far riferimento all’autorevolezza e rappresentatività delle stesse, tenendo conto delle proposte avanzate dai comitati regionali – corrispondere inderogabilmente ai criteri statutari in particolare per quanto attiene l’incanddidabilità oltre i due mandati e la rappresentanza di genere, scegliendo l’alternanza nelle liste secondo il principio uomo-donna.
    Il Cpn dà mandato alla Direzione nazionale di lavorare alla composizione di una lista fortemente caratterizzata dalla presenza di realtà operaie, di lotta, di movimento, rappresentative dei conflitti che attraversano il nostro Paese, dalle mobiltazioni contro le crisi industriali e per la sicurezza nei luoghi di lavoro al movimento in difesa della scuola e dell’università pubbliche, alla lotta in difesa dell’ambiente, della laicità, dei diritti delle donne, a partire dalla battaglia contro l’aumento dell’età pensionabile.
    Il Cpn si è anche espresso a favore di una lista che sia caratterizzata non come mera unione di gruppi dirigenti, ma che possa rappresentare il conflitto sociale in tutte le sue articolazioni e propone che tale impostazione venga assunta da tutte le forze che concorreranno alla formazione della lista. Coerentemente con questa impostazione, il Cpn propone che la lista non debba vedere la candidatura dei segretari nazionali di partito.


    Ufficio stampa Prc-SE

  179. Ieri mi sono fatto una passeggiata (molto eufemisticamente parlando) a Genk, nel Limburgo belga, città piena di Italiani migranti di prima, seconda e terza generazione che sono andati là per farsi il mazzo nelle miniere e nelle fabbriche, e per di più in fiammingo. Gente da sempre compagni, che ha costruito sedi e punti di aggregazione con e per il PCI, e che si è fatta i suoi bravi viaggi “tornare per votare, votare per tornare”, e qualcuno anche qualche licenziamento per essere “rosso” e persino qualche giornetto di galera per diffondere volantini “rossi”, e in cambio dal Partito cui hanno dedicato la vita hanno avuto le mazzate del 1991 (scioglimento-sbeffeggiamento del PCI) e del 1998 (scissione governista di ceto politico nel PdCI), e questo se non contiamo questa ultima del 2008-2009 che però è così meschina che non fa neanche più incazzare.

    Ecco, a certi “compagni” e le virgolette ce le metto con tutta l’intenzione, vorrei dire, andate a dirglieli a questi COMPAGNI con tutte le maiuscole, certi “dubbi grafici” o certe “coerenze critiche” o certi “lussi di stare alla finestra” o certi slogan e fobie e certe battutine su Diliberto eccetera. Andatele a dirle a loro, direttamente in faccia, e anche chi è più avanti negli anni vi dimostrerà tutto il suo affetto….

    Sono vecchi? Sì, ma la loro persona, la loro storia e anche il loro voto non valgono meno di quello dei giovani, anzi. E quando non ci saranno più saremo tutti molto più soli, tremendamente soli… E in ogni caso non meritano certo tutte le prese per il culo che gli hanno fatto tanta gente che, tra l’intellettual-istituzionalista-movimentista, non hanno la più pallida idea di quello che è il lavoro e i lavoratori – cosa del resto logica se abbiamo avuto per tanto tempo, e credo che ne abbiamo ancora, dirigenti che alla voce “professione”, dicono “funzionario di partito”… come se quello fosse un lavoro!!!

    Ecco, stavo con questi compagni ieri, abbiamo fatto qualche tessera (nuova e di recupero), abbiamo spiegato le ultime novità, che stiamo lavorando insieme i comunisti, qui in Belgio da oltre due anni, mettendo da parte una volta per tutte le stronzate e sperando che a Roma non ne facciano altre, presentando questa lista unitaria finalmente presentabile e non i pastrocchi progressisti-unioneprodi-arcobaleno dietro cui ci siamo tanto (troppo) tempo nascosti… e provando a dare di nuovo un po’ di speranza e di entusiasmo. Perché questa volta bando alle ciance, ce la dobbiamo fare veramente, e o la va o la spacca, e se la spacca, la spacca veramente e definitivamente, per tanta gente. Questa è l’ultima possibilità che gli offriamo, e che ci offriamo.

    E questo vale anche per me personalmente, per quello che può valere.

    Salutoni comunisti!

  180. Alfonso Geraci Says:

    Luca grazie: ottimo e abbondante.
    Mauro GC: il bello è che siamo pure d’accordo su tante cose, sulla scissione “governista di ceto politico” del ’98 (peccato che lì dentro c’era un certo Diliberto che non mi pare la pensi come te su questo punto) e sullo squallore di quest’ultima vendolata.
    Il problema è che siamo stati qui per giorni a discutere di alternative, no?
    C’era chi la pensava in un modo (io, mauro, brunoincazzato, federico, luca marini, animals e qualche altro, ma con DIVERSE sfumature) e altri che la pensavano in un altro modo (la maggioranza dei blogganti, direi).
    Nessuno si è permesso nè sognato di dire che tra quelli che discutevano qui dentro c’erano “compagni” e COMPAGNI, a questa modalità grafica ci sei arrivato soltanto tu, e te la vedi tu con la tua coscienza: non invidio quelli che debbono ragionare con te in sezione.
    Io ho espresso solo disistima di alcuni dirigenti del Pdci (MAI dei compagni di base) frutto di amare esperienze che tutti conosciamo; tu continui imperterrito ad insultare e a sminuire chi non la pensa come te.
    Dunque VIVA i compagni del Belgio, ti auguro buon lavoro per quello che farai, ma VIVA pure me stesso, la mia storia, le mie idee e le persone che mi rispettano. E smettiamola di pensare ed affermare che chi dice una cosa rappresenta la “serietà”, la realtà, la concretezza e via concretizzando, e chi invece ne dice un altro è cacadubbi e salottiero.
    Ciao

  181. Alfonso Geraci Says:

    Ovviamente ho sbagliato a scrivere: mi rivolgevo a Mario GC

  182. Luca Marini Says:

    Mario Gc vabbene, essendo uno che non crede all’unità con il pdci come sostiene Diliberto, da oggi mi sentirò un compagno con la c minuscola o un compagno virgolettato.

  183. è disarmante il fatto che si discuta di unità senza pensare e nemmeno parlare di contenuti. è veramente disarmante!
    la lista alle europee è unitaria ed unita per il semplice motivo che tutti quelli che vi partecipano hanno una VERA unità su cosa fare in europa e su alcune proposte fondamentali relative alla crisi. chi vuole appiccicarci l’unità fra comunisti in realtà profondamente divisi su bazzecole come il centrosinistra, come l’analisi del capitalismo contemporaneo, come questioni di cultura politica, pensa che i partiti si facciano perché dei leader lo vogliono o perché ci si chiama comunisti e tanto basta. insisto nel dire che far capire che la lista alle europee è qualcosa di diverso da ciò che è e da ciò che è stato concordato per iscritto è un gravissimo errore perché allontana elettori che possono essere d’accordo sul programma ma non su altre cose. difficile da capire? si sappia che se qualcuno insiste nel voler imporre il proprio progetto nascondendosi dietro demagogiche frasi e dietro la presunta volontà della “base” costringerà altri a dire dei NO chiari e netti. spostando l’attenzione dalla conquista dei voti alle polemiche stupide. lo stesso dicasi per quelli che pensano anche loro che non importa qual’è la vera unità raggiunta e su cosa. sembra che ciò che conti sono le illazioni della stampa e questa o quella dichiarazione su agenzie di stampa. che la stampa dica diliberto e ferrero ecc ecc è ovvio. lo dicono anche per chiudere la lista ad altre adesioni elettorali. bisogna metterlo nel conto. mqa non sposare tesi di questo tipo. altrimenti si diventa peggio di loro.
    a chi dice che un simbolo unitario si fa in assemblea non so nemmeno cosa rispondere.

  184. Federico Says:

    boh, non riesco a capire se l’ultima frase sia rivolta a me, anche se non l’ho mai nè detta nè pensata…ma devo dire che con i giusti accorgimenti l’idea non sarebbe stata male, anzi! 😉
    Rimane inteso che i simboli dovrebbero essere l’ultima delle preoccupazioni. Basterebbe solo non farli brutti e questo fa decisamente accapponare la pelle…anche perché mi sembra improbabile che aiuti a raccogliere voti, i quali, giusto per ribadire il mio pensiero, vengono comunque dopo a militanti, lotte, costruzione di consenso vero, avanzamento delle lotte, risultati politici, ecc.ecc.
    Ecco, mi pare di capire che queste ultime quisquillie siano rinviate per lo meno a dopo giugno….a meno che poi non si cominci a discutere di Regionali come era in uso nella precedente versione di RC…

  185. Alfonso Geraci Says:

    Quisquilie e pinzellacchere

  186. Brunoincazzato Says:

    per quale ragione non dovrei esprimere il mio personale punto di vista su una questione seria e importante?come quella che mi vedrà “per le europee” e per una idea di europa condivisa,sull’analisi del capitale odierno, fare la campagna elettorale “anche” per i compagni di pdci?mettiamola così,se mi si dice che è ragione di stato,mi do 48 pizziche sulla pancia e vado avanti.dovessi disturbare l’alleanza appena nata?e chi se la prende questa responsabilità!e siccome voteremo,in molti grandi comuni,anche in questi comuni saremo “lista anticapitalista” col pdci?perchè se così non fosse allora istruitemi bene su cosa dovrò dire alla gente.detto questo c’è nella storia dei comunisti degli ultimi 20 anni alcuni punti oscuri che sarebbe opportuno rischiarare,mi riferisco alla scissione del 98,alla partecipazione ai seguenti governi e a genova 2001,con cui,principalemnte noi,dovremmo fare analisi,come il pdci dovrebbe fare quasi un auto da fe. e siccome questo è il mio parziale ed esiguo punto di vista me lo difendo coi denti,credetemi è diventato per me discriminante e convivere quando di mezzo c’è un muro non so se valga la pena.magari ci potessi parlare coi compagni del belgio gli direi che i miei compagni,che sono anche i loro,aspettano giustizia dal 2001,e che nessuno,tranne rifondazione,e ribadisco con forza “TRANNE RIFONDAZIONE”si è battuta per quella generazione.loro capirebbero senz’altro.

  187. Alfonso Geraci Says:

    Sì, infatti: c’è solo una cosa peggiore del litigare sempre tra compagni, ed è NON esprimere il proprio parere per non litigare. Quella è proprio la fine.

  188. PuffoRosso Says:

    C’è Ferrero su la7 sta andando bene……………..

  189. Bruno non voglio aprire pagine controverse ma in quel periodo c’è chi in Rifondazione non si è battuto per quella generazione ma ha sfruttato quella generazione a scopi politici e personali.Sono d’accordo con molte delle cose che dici,però anche noi dobbiamo fare chiarezza ad alcune visioni edulcorate che sono state fatte girare sul ruolo del PRC nel movimento antiglobalizzazione(lascia da parte il PDCI perchè loro non ci sono mai entrati sbagliando a mio avviso).Tali visioni venivano propagandate con forza estrema nella nostra federazione caro Bruno dalla (a mio avviso) oscena precedente dirigenza.
    Comunque i tuoi dubbi come quelli di Alfonso sono più che validi.ma cerchiamo di fare un passo avanti e guardare ai contenuti come ha proposto Ramon.

  190. Bisogna chiarire tutto…………….ma cerchiamo di fare un passo avanti e guardare ai contenuti come ha proposto Ramon…………..
    E’ normale avere dubbi ma questa mi sembra un operazione seria,onesta e che ci consente un unità di CONTENUTI e non di sigle……………

  191. Brunoincazzato Says:

    @lillo
    figurati se voglio difendere migliore & company,desidero che dubbi pesanti come macigni vengano affrontati e se possibile eliminati.la mia preoccupazione è che per la campagna elettorale venga tutto rimosso e dimenticato.ma dimenticare,per la mia generazione particolarmente,è impossibile,fa male lillo dopo dieci anni fa ancora più male.

  192. Comunque su la / Ferrero è stato bravissimo…..ma chi era quella vecchia mummia del PDL a cui Ferrero ha fatto fare una figuraccia?

  193. Sapessi caro bruno quanto ne fa a me di male…..ma mi ha fatto molto più male quello che ho vissuto ad aprile scorso e prima……Mi hanno quasi sciolto il partito dalla mattina alla sera e la loro cialtroneria ci ha cancellato quasi dalla società italiana.Come posso accusare di questo Diliberto ed il PDCI?Hanno fatto errori gravi ma parliamo di 10 anni fa qui invece fino a pochi mesi fa vagavano personaggi che lavoravano deliberatamente alla distruzione del PRC di Genova 2001 di tutto.
    Non posso non vedere il cambiamento continuo anche a livello di serietà che si sta avendo da luglio.E’ poco…va bene.Ma l’inversione di tendenza rispetto al passato per me c’è….

  194. mauro Says:

    c’è un aspetto etico che andrebbe approfondito: i comunisti lottano contro lo “stato di cose presente” per costruire un “ordine nuovo”: non si tratta solo di invidia sociale nei confronti dei ricchi…
    Se la motivazione a lottare è solo l’invidia sociale, se è cioè solo una ragione meramente economica: inserirsi in questa società, abbiamo perso in partenza.
    Prendete un operaio cassintegrato, un docente precario, un lavoratore rumeno, e fatelo diventare europarlamentare: se non ha una fortissima coscienza di classe, se non ha un’etica comunista, pensate che a metà mandato o alla fine sceglierà liberamente di abbandonare i nuovi privilegi di casta per tornare al suo posto e lasciare il posto a qualcun altro?
    Questo sistema corrompe i rappresentanti dei lavoratori perchè li allontana dalla loro classe, appena sono eletti, socialmente non ne fanno più parte.
    Prendete Bertinotti: dal punto di vista politico, di ceto politico, è arrivato alla terza carica dello stato. In questa società era un uomo di successo, ospite gradito dei salotti che contano.
    Dal punto di vista comunista ha presieduto un parlamento che ha ripetutamente votato abnormi ed esponenziali aumenti alle spese militari, oltre che le varie missioni di guerra.
    Esistenzialmente, per un comunista è un fallimento, infatti coerentemente comunista non lo è più: ha risolto così il suo conflitto.
    Altri invece cinicamente vivono nella doppiezza: dicono una cosa e fanno il contrario.
    E’ possibile una storia diversa, un modo diverso di stare nelle istituzioni?
    Io credo di si, ma servono persone con una forte etica, persone che abbiano un profondo disgusto esistenziale per lo stato di cose presenti e che non siano disposte ad accomodarsi alla tavola imbandita del sistema politico e del suo ceto politico.
    Per iniziare è giusto che chi ha ruoli di direzione nel partito non abbia incarichi nelle istituzioni dello stato: i ruoli non vanno confusi.
    Il contrario esatto di quello che voleva fare Vendola: governatore e segretario…

  195. questo è l l’afghanistan che difendono i nostri soldati ((e i nostri soldi)
    KABUL – Malgrado l’intervento armato in Afghanistan, con l’Italia incaricata della ricostruzione del sistema giuridico del paese, il governo afgano ha recentemente votato una legge (ancora non pubblicata) che rappresenta un duro colpo ai diritti delle donne afgane. Secondo fonti delle Nazioni Unite, la nuova legge legalizza lo stupro del marito nei confronti della moglie, obbliga le donne a “concedersi” al marito senza opporre resistenza, vieta loro di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal dottore senza il permesso del consorte e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni.

    Insomma, rispetto al passato, poco o nulla sembra cambiare per le donne afgane. La mossa del governo rappresenta, secondo alcuni parlamentari contrari e molti gruppi umanitari, il tentativo del presidente Hamid Karzai di incassare il sostengo dei fondamentalisti islamici, in vista delle elezioni presidenziali di agosto. Secondo il quotidiano britannico Independent, il provvedimento di legge è frutto delle pressioni esercitate dall’Iran, che mantiene uno stretto legame con la minoranza sciita afgana.

    “E’ una delle peggiori leggi mai votate dal Parlamento in tutto il secolo” ha tuonato Shinkai Karokhail, deputata afgana impegnata a battersi contro la legge: “è totalmente sfavorevole alle donne e renderà loro ancora più vulnerabili”.

    La Costituzione afgana permette agli sciiti, che rappresentano circa il 10 per cento della popolazione, di avere una legge sulla famiglia basata sulla giurisprudenza sciita tradizionale. Ma al tempo stesso sia la Costituzione che vari trattati internazionali firmati dall’Afghanistan, garantiscono pari diritti alle donne

    da Repubblica

  196. questo è l l’afghanistan che difendono i nostri soldati ((e i nostri soldi)
    KABUL – Malgrado l’intervento armato in Afghanistan, con l’Italia incaricata della ricostruzione del sistema giuridico del paese, il governo afgano ha recentemente votato una legge (ancora non pubblicata) che rappresenta un duro colpo ai diritti delle donne afgane. Secondo fonti delle Nazioni Unite, la nuova legge legalizza lo stupro del marito nei confronti della moglie, obbliga le donne a “concedersi” al marito senza opporre resistenza, vieta loro di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal dottore senza il permesso del consorte e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni.

    Insomma, rispetto al passato, poco o nulla sembra cambiare per le donne afgane. La mossa del governo rappresenta, secondo alcuni parlamentari contrari e molti gruppi umanitari, il tentativo del presidente Hamid Karzai di incassare il sostengo dei fondamentalisti islamici, in vista delle elezioni presidenziali di agosto. Secondo il quotidiano britannico Independent, il provvedimento di legge è frutto delle pressioni esercitate dall’Iran, che mantiene uno stretto legame con la minoranza sciita afgana.

    “E’ una delle peggiori leggi mai votate dal Parlamento in tutto il secolo” ha tuonato Shinkai Karokhail, deputata afgana impegnata a battersi contro la legge: “è totalmente sfavorevole alle donne e renderà loro ancora più vulnerabili”.

    La Costituzione afgana permette agli sciiti, che rappresentano circa il 10 per cento della popolazione, di avere una legge sulla famiglia basata sulla giurisprudenza sciita tradizionale. Ma al tempo stesso sia la Costituzione che vari trattati internazionali firmati dall’Afghanistan, garantiscono pari diritti alle donne

    da Repubblica

  197. Giovanni Says:

    mauro vale per molti che militano tutt’ora nei comunisti, mi pare un operazione riduttiva, segnalare solo alcuni, sarebbero tantissimi gli esempi anche perchì milita nel PRC l’etica dei comunisti è ancora una pratica da conquistare per tanti di noi…

  198. Luca Marini Says:

    Oggi su liberazione 4 pagine di proposte programmatiche per le amministrative. Ora il programma qui l’abbiamo terminato e l’impianto è stato rispettato molto. Ma una comunicazione per dire magari entro tot giorni dovrebbero arrivare le proposte dal nazionale, no? uno poteva regolarsi, d’altra parte non in tutti i territori si può lavorare all’unisono.

  199. Compagni ma come è possibile che il Segretario regionale della Sardegna Piras pubblichi il suo intervento al CPN di domenica sul sito di MPS?
    nell’intervento si prende posizione contro un eventuale commissariamento della sardegna,non vi dico i commenti e gli insulti al PRC.
    ma PIRAS fa parte del PRC o di MPS?
    Dovrebbe decidersi.

  200. Bucharin77 Says:

    qui non se ne parla mai, anzi parliamo spesso e volentieri di Campania e Calabria, ma la situazione sarda è ancora più grave a mio giudizio. Il commissariamento è inevitabile

  201. ilmale Says:

    CARO SALVI E COSA C’ENTRA IL SOCIALISMO?
    Scritto da Luciano Pettinari
    Lunedì 30 Marzo 2009 15:15
    Il tentativo di Ferrero e Diliberto di riunificate quel che resta dei gruppi comunisti in Italia merita assoluto rispetto. Forse è troppo tardi e forse è troppo poco quello che c’è da unire, ma è legittimo provarci.
    Sfugge invece il significato della presenza di Cesare Salvi in quest’operazione. Fino a qualche settimana fa, l’argomento politico principale di Salvi era infatti riferito alla necessità di avere un punto di riferimento certo nel socialismo europeo. Ma la lista di Ferrero e Diliberto dichiara apertamente di non voler nessun punto di contatto con l’esperienza del socialismo europeo.
    Inoltre l’adesione alla lista di Rifondazione Comunista è stata portata avanti da Salvi a nome di un’associazione (Socialismo 2000) inattiva da anni ma che alla sua nascita, nell’anno 2000 appunto, si caratterizzò per la volontà di rivalutare, in chiave moderna, i valori del socialismo.
    Spiace peraltro che si sia voluto utilizzare una sigla, malgrado il fatto che molti dei fondatori di quell’associazione, tra questi chi scrive, militino in Sinistra Democratica e siano impegnati a realizzare il progetto legato alla lista elettorale per le elezioni europee, “Sinistra e Libertà”.
    Colpisce ancora di più il fatto che tutto questo avvenga nel momento in cui si concretizza una proposta unitaria, appunto quella di Sinistra e libertà, che vede protagonisti, insieme a SD, Verdi e Movimento per la Sinistra, proprio i Socialisti italiani, cioè gli unici esponenti politici di sinistra del nostro paese, oltre ai rappresentanti di Sinistra Democratica, presenti a pieno titolo nel gruppo Socialista del parlamento europeo e nel Partito del Socialismo Europeo.
    Per l’insieme di queste ragioni, la scelta di Salvi appare assai stravagante e con qualche venatura elettoralistica di troppo, a prescindere dai contenuti e dagli ideali. Tutte cose che la nuova sinistra, attraverso il progetto di Sinistra e Libertà, deve imparare a mettere da parte, per tornare ad essere protagonista della politica italiana.

  202. Forse invece di quello che dice pettinari dovremmo occuparci di più di quello che accade nel mondo reale: 300 immigrati affogati al largo delle nostre coste. Una cosa orribile che è entrata nella normalità. Mi auguro che la lista continui la sua battaglia contro la cosiddetta Fortezza Europa e che il mediterraneo torni ad essere punto di incontro di civiltà e non un cimitero.

  203. bravo Mauro…..ma poi pettinari chi? EX PRC EX COMUNISTI UNITARI EX PD EX GUE e poi PSE? Magari mandaci pure l’opinione di Crucianelli se la trovi….Poi che modo di ragionare ha costui Salvi è stravagante solo perchè ha scelto idi stare con i comunisti lui che va con Bobo Craxi no…mah

  204. lucaocchionero Says:

    Luciano Pettinari lo ricordo benissimo. Ero ragazzino e lui parlamentare europeo: fu protagonista di una delle prime scissioni del PRC. La mia meraviglia è che militi ancora in una formazione politica che si richiama alla “sinistra”.

  205. mau68- Says:

    veramente grave la situazione in Sardegna…
    la cosa più assurda è che il segretario regionale dice chiaramente di parlare a nome della sola maggioranza (moz 2) sarda…
    insomma i danni “vendoliani” non sono ancora terminati ed arrivano a scadenze determinate e calcolate (prima Brescia ed ora la Sardegna e poi ?) per causare il maggior danno possibile al Prc !

    credo che il commissariamento sia “obbligato” ma a quale prezzo ?

  206. Filomena Says:

    31 Marzo 2009
    Il Prc vuole commissariare, la Sardegna dice NO
    “Le idee non si commissariano” – intervento di Michele Piras al Cpn del 28-29 marzo 2009

    “Leggo questo intervento in rappresentanza dei compagni e delle compagne della maggioranza regionale del partito sardo che, come ognuno di voi sa, è riconducibile (non senza titolo di specificità ed autonomia) alla componente congressuale della Rifondazione per la Sinistra.

    In questi mesi che ci separano da Chianciano abbiamo seguito un percorso politico e di ricerca dai forti connotati autonomi, tentando di interpretare nella maniera più corretta, sul piano politico e della pratica organizzativa, la scelta congressuale democraticamente assunta dalla quasi totalità del Prc della Sardegna e dall’assise congressuale nazionale: quella dell’autonomia speciale che si sostanzia nel diritto di rappresentanza, proposta politica ed elaborazione del proprio autonomo progetto di sviluppo.

    Si tratta di un orientamento che abbiamo scelto di seguire responsabilmente e nella massima lealtà e rispetto dell’organizzazione nazionale, comprendendo anche che nella sua fase di avvio avrebbe provocato non poche resistenze. Ed in effetti proprio questo è il dato che abbiamo riscontrato e che oggi diviene una delle ragioni di una fortissima amarezza e di un fortissimo dissenso.

    Le elezioni regionali in Sardegna hanno segnato un ulteriore pesante arretramento dello schieramento democratico e progressista che va saputo approfondire senza superficialità, schematismi né facili conclusioni.

    Esse confermano il ciclo lungo di una dilagante egemonia della destra, costruita sulla sua straordinaria capacità di insinuarsi nel profondo della coscienza politica delle classi popolari. Confermano il fallimento dell’ipotesi del Partito Democratico (che perde oltre 9 punti percentuali) ed al contempo consegnano un ruolo marginale alla Sinistra, dispersa in mille rivoli ed incapace, perciò, di risultare efficace a rappresentare concretamente i bisogni e le emergenze sociali crescenti che stanno drammaticamente segnando il vissuto materiale della classe lavoratrice. Inefficace nonostante la somma della sua frammentazione pesi elettoralmente oltre il 10% dei consensi. Incapace di costruire una risposta elettorale e un processo politico unitario che tanto il nostro popolo ci chiede, che anche una parte degli elettori del Pd ci chiede, che in definitiva il contesto economico, sociale, politico e sociale ci chiedono, come risposta al lento ma pervicace costituirsi nel Paese di un regime, alla chiara rappresentazione di un’emergenza democratica rispetto alla quale servirebbe ben altra risposta che non quella integrista e neoidentitaria che, a nostro avviso, si sta delineando in questa sede, nel concreto dispiegarsi della linea politica di questo partito quanto nella definizione delle alleanze per le elezioni europee.

    Mentre ci si arrampica sugli “specchietti” di una soglia di sbarramento che, solamente qualche mese fa, avremmo noi stessi definito ridicola ci pare che, ancora una volta, si stia smarrendo la capacità di “guardare oltre il dito che indica la luna”, di comprendere che allo stato attuale delle cose esiste una irriducibile distanza fra ciò che noi vorremmo e ciò che la nostra gente ci chiede. Contraddizione che andrebbe indagata senza paraocchi né dogmatismi e che costituisce, più di ogni altra cosa, l’essenza della crisi della sinistra, ed in essa di quella della sinistra d’alternativa ed anticapitalistica.

    E si pasticcia di cartelli parziali, si “sragiona” di sfide politiche alla socialdemocrazia europea, si pretende che la prospettiva della riunificazione dei due maggiori (aimé!) partiti comunisti possa, come per incanto, tornare ad attrarre le masse popolari, costituire oggettivamente, in ragione di una continuità storica grande e drammatica, la ragion politica che tornerebbe ad incrociare la confusione e la complessità di una società profondamente trasformata e che, quindi, esigerebbe formule nuove, apertura, laicità e persino una capacità di comunicazione profondamente differente dalla nostra.

    In Sardegna, ispirandoci all’idealità ed alla concretezza del pensiero politico di Antonio Gramsci ed Emilio Lussu, due figure politiche di massimo spessore e (non a caso) profondamente differenti, stiamo indagando, su un terreno del tutto sperimentale la possibilità di un nuovo socialismo del XXI secolo. Stiamo provando a costruire una nuova sinistra che riparta dai luoghi nei quali concretamente si manifestano le contraddizioni sociali, politiche e culturali: nella loro irriducibile specificità, verità ed anche potenzialità espansiva. Vogliamo guardare alla luna e non al dito di una domanda che ha attraversato tutta la nostra campagna elettorale e che, purtroppo, attraverserà ancora quella delle elezioni europee. E non si capisce perché ricerca laica ed aperta, sulle nuove forme dell’agire politico da sinistra e per l’alternativa di società, possa valere nell’America Latina e non in Europa, in Italia e persino in Sardegna. Di sicuro per noi vale. E vale a partire dalla nostra terra, dalla nostra isola, dalla Sardegna.

    Nella ricerca neoidentitaria, a nostro avviso, non c’è futuro se non quello (pure degno di rispetto) della testimonianza. Non c’è anima perché non c’è popolo. E una sinistra senza ampia partecipazione popolare (come ognuno ben sa) non può dirsi veramente “Sinistra”: può persino affermare valori forti e condivisibili (sicuramente da chi vi parla) ma non incide, non determina processi politici e sociali progressivi. In pratica non rappresenta null’altro che se stessa.

    Perciò noi riconfermiamo la nostra opzione per una Sinistra Sarda ampia, plurale, federata, di popolo; confermiamo la sperimentazione quotidiana delle sedi dell’elaborazione e dell’analisi unitaria per una alternativa di società concretamente vissuta dalle comunità di popolo alle quali essa si rivolge: con questo spirito siamo andati a costituire il gruppo unitario della sinistra nel Consiglio regionale della Sardegna. Gruppo di cinque consiglieri regionali che raccoglie i comunisti della Rifondazione sarda e del PdCI, la sinistra democratica e la componente rosso-verde sardista del quadro politico isolano. Null’altro che un passaggio necessario che, anche nell’Istituzione più alta dell’Autonomia regionale, opera il tentativo di innescare un processo nuovo, né banalmente tecnico, né politicamente scontato.

    Ancora oggi vogliamo richiamare il valore costitutivo (persino della nostra appartenenza a questa organizzazione politica) dell’art.23 dello Statuto del Partito della Rifondazione Comunista, che non può divenire oggetto di dileggio e disconoscimento solo perché si esercita autoritariamente un incarico nella segreteria nazionale, oppure perché localmente l’ombra di qualche dirigente ritenga di fare un buon servizio al partito intervenendo pubblicamente il giorno prima del voto a “scomunicare” gli eretici o, più di recente, perché qualche “piccolo sherpa” pensi di fare cosa gradita alle masse popolari insultando con la “consueta eleganza” un intero gruppo dirigente. Semplicemente per noi vale incommensurabilmente di più la volontà politica che si afferma con il consenso.

    No, cari compagni, non accetteremo gli aut aut dell’”omologatevi o vi commissariamo”. Non accetteremo che qualcuno disconosca il nostro lavoro politico e organizzativo solamente perché contraddice ciò che egli pensa e soprattutto riteniamo che nessuno realmente possa sostenere che le idee politiche si possano commissariare.

    Così ci pare francamente offensivo, ancora una volta lesivo delle stesse prerogative e dei diritti inscritti nella costituzione interna di questa organizzazione, che in questa sede si sia già proceduto sui simboli e sulle liste senza nemmeno porre in discussione la proposta politica del Prc sardo: ovvero quella della più ampia convergenza ed unità delle forze politiche della sinistra per le elezioni europee.

    Appare offensivo e lesivo che non si tenga conto di quanto contenuto nell’art.23 quasi che fosse un errore di percorso compiuto alle quattro del mattino (come del resto qualche “autorevole” dirigente nazionale ha avuto modo di sostenere) invece che un percorso collettivo, libero e cosciente di consenso democratico. E non mi riferisco alla “adeguata dotazione di mezzi e risorse” che incredibilmente giace ancora negli interminabili iter del collegio nazionale di garanzia. Mi riferisco piuttosto alla lettera a) e b) di quell’articolo: ovvero al “diritto di proposta politica e […] di propria rappresentanza nelle istanze unitarie a carattere sovraregionale”.

    Insomma: la Direzione nazionale sta commettendo una interminabile serie di violazioni, di aggressioni e di imposizioni arroganti. E questa, compagni cari, è irrimediabilmente una questione politica, non solamente giuridica né amministrativa.

    In Direzione Nazionale abbiamo posto una questione semplice e chiara, una domanda circa la praticabilità di quanto sancito dallo Statuto. Potevate dirci di si: perché sarebbe stata la cosa più giusta. Potevate anche dirci di no: violando la costituzione interna del partito. Ma non accettiamo che chi deve non risponda correttamente e che taluni persino insultino il Partito sardo, e perciò si banalizzi la nostra proposta politica collocandola “fuori dal partito”.

    Perché, semmai, è “il partito che è fuori da noi” (e forse anche “fuori da sé”): se pretende nella sua maggioranza di cambiare definitivamente i connotati di un’organizzazione che si chiamò non a caso “Rifondazione” e non solo “Partito Comunista”.

    E ciò sta avvenendo con un processo di rimozione politica e mutando persino i geni di quella atipicità ed innovazione che è stata in questi anni il senso più profondo di questa organizzazione. Sappiamo che Stalin cancellò Trockij dalle immagini dell’Ottobre rosso, ma noi non accetteremo di cancellare un pezzo fondamentale della cultura politica del Prc da un suo futuro migliore. Autoritarismo, chiusura verticistica, pratica centralistica e violenza verbale non possono sostituire alcuna buona ragione né costituire alcuna autorevolezza. Tutto ciò è, e rimane, una concezione del tutto autoreferenziale dell’agire politico.

    Perciò noi abbiamo intenzione di non fermarci alle enunciazioni di principio, né alla battaglia tutta interna agli organismi dirigenti. Come Rifondazione Sarda per la Sinistra porteremo la nostra battaglia nella più ampia sede pubblica e continueremo, nei prossimi giorni, a lavorare per l’unità di tutta la sinistra a partire dal territorio e dalla circoscrizione a cui apparteniamo ed in cui esercitiamo la nostra legittima responsabilità. Una responsabilità che abbiamo esercitato e che esercitiamo come gruppo dirigente del Partito della Rifondazione Comunista e, ugualmente,eserciteremo come liberi e tenaci costruttori di una nuova, unitaria e grande Sinistra sarda”.

    Michele Piras
    Segretario regionale del Prc-Se della Sardegna

  207. Radio Rahim Says:

    Solidarietà ai compagni sardi innanzitutto e grazie a Filomena per aver pubblicato l’intervento di Piras.
    Bisogna capire che il tempo dei “profeti molto acrobati della rivoluzione” si sta esaurendo, e che non è a colpi di commissariamenti che costoro recupereranno credibilità. Tanto per fare un esempio di acrobazia e atto di contrizione stile 1936, ricordo a tutti che Ramon Mantovani si espresse chiaramente a favore dell’espulsione di Franco Turigliatto dal partito, accusandolo di avere prodotto un gesto di “rottura di una comunità politica”, poi, a Chianciano, lo stesso Ramon si fece prendere dalla “nostalgia” del rosicoltore piu comunista del mondo. Il “grande compromesso” di Chianciano si sta sfaldando (Milano, Bologna, Brescia, Sardegna, e altri ne verranno): caro Ramon, quando si vince con 2 voti, poi bisogna pagare la tassa…Capisco che facciate della fisiologicità elettorale l’involucro della vostra invulnerabilità politica, ma a tutto c’è un limite

  208. Esatto “Radio Rahim”: a tutto c’è un limite, specialmente all’ipocrisia, alla faccia tosta, alle manipolazioni e alla prepotenza.
    Dò anch’io piena solidarietà ai compagni sardi, della mia terra, ma a quelli VERI, non ai disonesti che vogliono approfittare del Partito per fare i loro porci comodi contro il Partito…
    Disonesti che stanno lasciando nell’abbandono e nel caos il Partito in Sardegna, come può vedere chiunque anche solo dando un’occhiata ai siti internet: il Regionale fermo a prima del Congresso (!!!) e il Provinciale di Cagliari infestato di “sinistrate” e di link alle genialità di Vendola e Giordano…

    MA VERGOGNATEVI!!! CADDOZZI!!!

    Spero quindi che il Partito, come benissimamente ha fatto a Brescia e in Campania, passi a fare ciò che deve fare anche in Sardegna e il più presto possibile, dando il benservito a gentaglia che dovrebbe avere quanto meno il minimo di dignità politica e personale per andarsene a fare la loro “sinistra”… ma con i propri mezzi, non quelli del Partito.

  209. Dal sito del GC di Sassari, bellissimo. Non tutti i riferimenti che contiene sono comprensibili per chi non segue le cose sarde, ma per gli svendolesi sardi è tutto molto chiaro 😉

    ________________________

    martedì 31 marzo 2009

    Solidarietà al compagno Michele Piras senior!

    “L’autoritarismo, la chiusura verticistica, la pratica centralistica e la violenza verbale” nei confronti del partito sardo impongono a tutti noi la doverosa solidarietà nei confronti del segretario regionale.

    Sarà pur vero che l’azione del partito all’interno della giunta regionale per quattro anni e mezzo non è riuscita a interrompere “il ciclo lungo di una dilagante egemonia della destra, costruita sulla sua straordinaria capacità di insinuarsi nel profondo della coscienza politica delle classi popolari”;

    sarà pur vero che quando elenca i dati della sconfitta cita quelli del Pd e non i 10.000 in meno del Prc;

    sarà pur vero che parla un pò così dell’America Latina e del socialismo del XXI secolo visto che a Cochabamba la sinistra di popolo ha vinto contro la privatizzazione dell’acqua mentre in Sardegna la sinistra di palazzo l’ha privatizzata;

    sarà pur vero che ha una strana concezione del verticismo, dell’autoritarismo e del centralismo visto che è stato paladino della legge Statutaria;

    sarà pur vero che cita Trotskij senza che il paragone regga;

    sarà pur vero che a un mese e mezzo dalle votazioni sarde non ha ancora convocato un Cpr;

    sarà pur vero che scrive sul sito di un altro partito… [quello di MpS]

    …ma, insomma compagni, la vogliamo smettere?

  210. lucaocchionero Says:

    Non è una svolta a sinistra quella di Piras, e neppure una svolta a destra. E’ solo la riproposizione di tesi congressuali ormai lontane anni luce e non più riproponibili perchè mancano le persone cui proporle. Piras scelga oggi se seguire la linea politica nazionale, oppure la linea di un altro partito che si chiama “Sinistra e Libertà”. Non sarà l’autonimia pur prevista dallo statuto a creare una impossibile via di mezzo. Stando le tesi, le critiche di rilievo, le conclusioni del suo discorso mi pare chiaro che Piras vada messo in mora: tempo dieci giorni la segreteria nazionale non può che prendere in mano la situazione in Sardegna. Sarebbe il caso tuttavia, prima di decidere qualsiasi cosa, consultare la corrente della Rfiondazione per la Sinistra a mio avviso.

  211. lucaocchionero Says:

    Quanto a Radio “come si chiama lui” penserei ai grossi problemi di Sinistra e Libertà: il sondaggio più favorevole vi dà oggi al 2,3% che sono praticamente i voti dello zoccolo duro del socialismo liberista(De Michelis, Craxi, Nencini) con cui vi siete alleati(1,7%), praticamente Vendola, SDS, e Verdi contano per lo 0,5%. E tu in cattedra pensi di darci lezioni?? Mi verrebbe quasi da ridere…

  212. Luca Marini Says:

    Nessuno della maggoranza del prc sardo fa un autocritica del perchè ha appoggiato SORu. Non basta dire facciamo “qualcosa di grande e nuovo”. Per fare cosa per continuare ad essere subalterni al PD e al suo principe sardo. Altro che autonomia dal partito nazionale “autonomia dal centro-sinistra”.

  213. Radio Rahim Says:

    Cari esponenti del partito ramonista transnazionale,
    mi date una spiegazione circa le acrobazie dei vostri leaders? A quella su Turigliatto non state rispondendo, perciò vi lancio un’altra chicca: Ramon sostiene che il centrosinistra è morto, e lo fa basando la sua analisi sul brevissimo periodo. Perchè? Insomma, quando faceva campagna per Costantini in Abruzzo il centrosinistra era vivo? O pensava di farla soltanto per rifondazione? Bisogna che la smettiate di cianciare di “distruzione del sistema politico esistente”, perchè ne fate parte da trent’anni. Rivolgete questa “innovazione culturale” verso voi stessi e le vostre piccole, insignificanti, ma perpetue rendite di posizione politica

  214. Federico Says:

    Radio Rahim, delle idee e posizioni di Ramon risponde ramon e basta. Mi sembra ovvio.
    Qui scrive gente che la pensa in modo anche molto diverso da lui che ha il merito di offrire uno spazio senza filtro, se non nei confronti degli insulti. Però cerchiamo di dare dei contributi politici non facciamo i bambini che cercano di prendere con le mani nella marmellata quel dirigente o quell’altro su presunte incoerenze. Credo converrai con me che su questo terreno ce ne sarebbe per tutti. Vale per RC, PDCI, MpS, SeL, PRC sardo e chi più ne ha più ne metta.
    Sarà anche per questo che chiedo insistentemente uno stravolgimento ai vertici di tutta la sinistra anticapitalista….
    Tu, cosa chiedi? in cosa credi? cosa sogni?
    Scrivi di questo e proviamo a misurare distanze e vicinanze, punti di contatto e divergenze insanabili…

  215. Radio Rahim Says:

    Certo, Federico, sono il primo a sostenere lo stravolgimento e visto che mi chiedi in cosa credo, credo proprio in quello. Però, vedi, bisogna fare anche un po di storia a volte per capire chi si ha di fronte, altrimenti si rischia di idealizzare uomini e progetti politici che con lo stravolgimento non hanno nulla a che fare, ma si occupano soltanto del consolidamento delle proprie posizioni. Ad esempio, perchè tutti quelli che citi tu sono noti per essere andati in piazza con Storace contro il 4% di sbarramento? Così non si critica la democrazia liberale, ma si accede al suo paradigma di ragionamento

  216. Radio Rahim Says:

    …Poi, se ci aggiungi un’altra chicca di Ramon, e cioè che il comunismo è “democratizzazione radicale dell’esistente”, siamo alla riconferma di un ordine che con una parte della faccia si critica, e con l’altra si sostiene. Io credo che la crisi di credibilità in termini di elaborazione teorico politica sia la caratteristica più evidente della crisi della sinistra radicale in questi anni. Non si può parlare di “distruzione del sistema politico attuale” e continuare a fare i dirigenti o qualsiasi altra cosa. Qui non si tratta di opinioni di Ramon, ma di opinioni diffuse di cui Ramon è un esponente

  217. Sono andato in piazza anche io e orgogliosamente……………..

  218. Su Turigliatto chiedilo ai tuoi padroni Bertinotti,Vendola e Giordano………
    Salutami De Michelis e Del Bue,vice ministro governo Berlusconi 2001-2006……….
    Avanti con la lista COMUNISTA e ANTICAPITALISTA…………..

  219. Radio Rahim Says:

    Ecco la conferma: come si fa a sostenere una teoria che dice del superamento dello stato di cose presente e, nello stesso tempo, battersi per i capisaldi di quello stesso presente? Ci riesce solo chi dice “comunismo = democrazia”, come fa Ramon. Ma ritengo che il suo sia un punto di vista “leggermente” interessato…oltre che sbagliato. Secondo me serve che si inneschi un dibattito serio sulla perdita di 2 milioni e mezzo di voti che la sinistra radicale ha subito ad aprile 2008 e sull’emorraggia che sta continuando, ma senza trinceramenti dietro le appartenenze e le strutture, altrimenti non si discute, ci si limita a sopravvivere

  220. Radio Rahim Says:

    Puffo, non si può essere libertari e stalinisti. O si possiede una sensibilità, o si possiede l’altra, non possono coesistere. Ferrero e Mantovani sono due degli innumerevoli esempi viventi di questa contraddizione. Sarebbe bello poterne parlare…

  221. Federico Says:

    scusa Radio Rahim, ma non riesco a cogliere fino in fondo il tuo pensiero…credi che lo stato di cose presenti vada abbattuto e quindi non si debba partecipare ad elezioni, chiedere leggi elettorale più democratiche ecc. ecc. o stai semplicemente dicendo che chi (come Ramon, seconde te) dice questo non dovrebbe interessarsi appunto di leggi elettorali ed elezioni?
    Cioè, tu come la vedi?

  222. Radio Rahim Says:

    Dico che, tanto per cominciare, bisognerebbe discutere di comunismo e di democrazia NON facendo discendere teoricamente il primo dalla seconda (e già questo sarebbe un risultato insperato), ma soprattutto rigettando l’ipotesi evoluzionistica secondo la quale prima c’è la democrazia liberale, poi c’è la democrazia radicale, poi c’è il comunismo. Il portato immediato, cioè quello che è evidente da subito, l’implicazione più diretta di questa impostazione è quella che consente di incappare nella contraddizione di cui parlavo: si vuole distruggere il sistema politico (sono parole di Ramon) mentre si compete NEL sistema politico. Quale consequenzialità in questa situazione? Non basta utilizzare gli strumenti sistemici contro il sistema per dirsi critici del sistema, bisogna uscirne individualmente

  223. Radio Rahim Says:

    Capisci? La contraddizione costitutiva della sinistra, da sempre, dall’SPD tedesca dell’800 in poi, è stata quella di voler rappresentare un ordine alternativo nel merito, ma competitivo nel metodo, rispetto al capitale. Rileggersi il Marx della Questione Ebraica e dell’Ideologia Tedesca farebbe bene ad un sacco di persone…

  224. Federico Says:

    Bene, ci siamo capiti.
    Ti dico come la vedo io. Il capitalismo va superato (o abbattuto se si preferisce). Non è un destino ineluttabile anche se credo che le contraddizioni che crea (ambientale, lavoro/capitale, ecc.) possano “aiutare” nel raggiungere l’obiettivo. Noi dovremmo cercare di utilizzarle per coinvolgere sempre più persone nel perseguire quell’obiettivo.
    Dal mio punto di vista prima viene il lavoro di base: lotte, movimenti, reti di mutuo soccorso e fprse anche una idea di partito sociale potrebbe essere unno strumento.
    Sopo di che il sistema prevede anche delle forme di “democrazia liberale”, come le elezioni. Si può decidere di non parteciparci (come mi sembra propendi tu) o di partecipare per cercare di “radicalizzare” qella parvenza di democrazia: costruendo partecipazione vera, ottenendo obiettivi minimi, utilizzandole come amplificatore delle nostre posizioni. chiaramente questo non è sempre vero, dipende anche dall’analisi sulla fase che si fa, nella maniera più collettiva possibile.
    Secondo me, oggi, si può anche partecipare alle elezioni l’importate è considerarle uno strumento come gli altri nel raggiungimento del nostro obiettivo di fondo che è il superamento del capitalismo. L’importante è che non diventino il fine, al solo scopo di portare ad qualche dirigente ad avere uno stipendio…
    Discorso complesso, naturalmente. Di cui mi perdonerai l’abbozzo….

  225. Radio Rahim Says:

    …ci mancherebbe. Tuttavia riscontro il gradualismo della tua impostazione, mi perdonerai la categorizzazione evidente. Vorrei centrare l’attenzione sul nodo teorico che emerge anche dal tuo post: quello dell’organizzazione o, meglio, del “principio di organizzazione”,diramazione diretta dell’organicismo. Mettere in crisi il capitale significa mettere in crisi il suo metodo filosofico-politico e, scusami, ma il mutualismo ottocentesco infarcito di filantropia e soprattutto le critiche asperrime di Marx a Proudhon dovrebbero suggerire un po di cautela prima di parlare di “partito sociale” come di qualcosa di funzionale al superamento dello stato di cose presente. Le Commissioni Socializzazione c’erano nei partiti comunisti del blocco sovietico, e la loro storia è facilmente reperibile. Gestire l’esistente sociale, anche e soprattutto attraverso l’azione di un partito che è istituzionale per definizione, non mi sembra rientrare nelle ipotesi dello “stravolgimento” di cui parlavi prima. Mi sembra, viceversa, che proprio nel metodo la sinistra radicale incorra in una contraddizione che la inchioda al 2%, 3%, 4% ecc. ecc., senza scusanti, anche perchè i “leaders” continuano a fare i “competitors”

  226. Federico Says:

    Di cautela fin che vuoi, non ho ricette chiare purtroppo e non ho certezze sull’utilità del partito sociale. Dico solo che “potrebbe” rappresentare uno strumento.
    Come mettere in crisi il metodo filosofico-politico del capitale è la sfida necessaria per superarlo veramente e non riproporre una unione sovietica riattualizzata.
    Credo che per farlo serva un lavoro di base che ci porti a cambiare il nostro modo di ragionare, cercando di farlo cambiare alla stragrande maggioranza delle persone. solo così una società veramente nuova potrà crescere ed essere feconda.
    Per cui ben vengano tutte le proposte. Anzi, metti qualche suggerimento.
    In ogni caso, noto che tendi a riassumere il successo o meno di una iniziativa politica nel risultato elettorale e che quindi sostieni che sia giusto partecipare alle elezioni. Dal mio punto di vista la percentuale di voto viene solo seconda rispetto a tutto il resto del lavoro. Sapendo che se fatto bene e veramente, anche i voti arriveranno….e a quel punto cercando di creari anticorpi efficaci contro “carrierismi” e “leaderismi”…

  227. Radio Rahim Says:

    Non mi sono spiegato. Un partito è fatto di leader e di carriere, ed è così per definizione. La mia domanda è: quanto c’entra questo col comunismo? Quanto c’azzeccano i metodi della democrazia rappresentativa col nome che orgogliosamente vi date, a volte declassandolo a semplice etichetta? Io non voterò alle prossime elezioni, anche perchè non credo nella rappresentanza, concetto hobbesiano che mi ha sempre insospettito, quindi vedi che il tema che sollevi non si pone. Sto cercando di ragionare sulla “quadra” che i “comunisti” trovano nell’essere parte dello stesso sistema che vogliono abbattere, distruggere, ecc. Questa è una terminologia intrisa di radicalità, sei d’accordo? Allora, i casi sono due: o la si abbandona, puntando sul gradualismo del partito sociale come state facendo, oppure la si condivide e non si permette la permanenza dell’orizzonte partitico, o associativo, insomma inerente alle prassi del capitale.

  228. Radio Rahim Says:

    In soldoni: “partito comunista” è una contraddizione in termini

  229. Federico Says:

    okok, capito …in effetti sono un po’ tardo… 🙂
    E concordo in buona sostanza con te che un qualsiasi raggruppamento (non chiamiamolo partito) di persone che condividono un obiettivo (superamento del capitalismo) devono darsi delle regole (il meno possibile!!) interne che siano “altre” rispetto a quelle che sono “suggerite” dal sistema che vogliamo cambiare.
    Ecco, quali?
    Io non ho che suggerimenti vecchi: democrazia diretta, revolcabilità totale, rotazioni, ecc. anche qualcuna di nuova che potrebbe venire dalla diffuzione di nuovi strumenti come internet che permottono dibattiti e coinvolgimenti più ampi. In questo serve coraggio di innovare.
    In fondo, era anche sulla mancanza di questo tipo di “azzardi” nel costruire anche una cosa per me insignificante come l’alleanza dei comunisti per le elezioni che contestavo il “modo” verticistico adottato da PRC e quindi anche da Ramon. Motivo per cui anch’io, che non sono più del PRC, mi sto chiedendo se votare o meno….
    Cerco di capire il tema che poni, che è enorme. Tuttavia ti chiederei di aiutarmi e aiutarci nel provare a delineare qualche proposta per risolvere questa contraddizione

  230. Azione verticistica???
    Ma volevi Federico che andassimo tutti gli iscritti ai partiti o i simpatizzanti a fare tutto???
    Per chi non lo sapesse i nomi nella lista vengono indicati al nazionale prima al cpf,poi con il cpr.
    Tra l’altro il cpn e la direzione nazionale sono stati democraticamente eletti pochi mesi fa.

    Ma Federico non capisci che l'”amico” vendoliano ti sta facendo un imboscata???
    Ma roba da pazzi

  231. Radio Rahim Says:

    Per Federico, purtroppo dopo il 14 aprile 2008 si è ragionato in termini di sconfitta, anzichè di perdita. Perciò coloro i quali pensavano di dover reclamare la vittoria futura si sono attrezzati per farlo (neanche tanto bene, vista la situazione di Bologna ad esempio) e coloro i quali sono stati estromessi dalla guida del giocattolino ne hanno fatto un altro. La perdita della dimensione della rappresentanza come punto di riferimento teorico è ben lungi dall’imporsi all’attenzione della sinistra radicale, che continuerà ancora per molto tempo a barcamenarsi in quote fisiologiche per conservare il posticino ai “comunisti” come Ramon. Come si fa ad autodefinirsi anticapitalisti, se si utlizzano i mezzi ideologici del capitale per ristagnare in una palude di certezze?

  232. Radio Rahim Says:

    Sai federico, Luca e quelli come lui vogliono “andare dagli operai” a prendere i voti, ma il 6-7 di giugno gli operai gliela metteranno nell’anima, a Luca, a Ramon, a Nichi, a tutto il cucuzzaro. Dovrete andare a vendere la virtù, cari compagnucci del partitino

  233. Per Federico,purtroppo l’intersezione degli astri e la vicinanza della luna unitamente alle teorie di NOZICK e RAWLS hanno determinato una caduta dei potenziali della rappresentanza.inoltre si è avuto la generazione ideologica e fisica di cazzoni in libertà (vedi Radio Rahim)…..oltretutto intersecando le poesie di Vendola con il comunismo gassoso si arriva sicuramente al risultato.
    Federico credo che sia tutto chiaro.

  234. Federico Says:

    PuffoRosso l’ho già scritto credo che nel costruire una lista con simboli, programmi e candidati si potesse pensare anche a qualche metodo nuovo che le solite riunioni di vertice anticipate o seguite per rattifica dal cpf e cpn e cpsticazzi vari. Ti sembra così difficile da pensare? Esce troppo fuori dai tuoi schemi? Non posso farci niente…

    Imboscata? cosa vuol dire che quando esco di casa mi trovo Radio Rahim che mi azzoppa? Ma a me che me ne frega se lui sta perseguendo altri obiettivi rispetto a quelli che esplicita nella discussione? Credo siano affari sui se vuole usare questi mezzucci. Io per principio do la buona fede a tutti e credo dovrebbe essere un metodo che tutti dovremmo adottare, tanto che paura abbiamo? A me sembra la base per costruire un mondo nuovo fatto di un nuovo modo di relazionarsi….
    Sarà infantile ma non me ne frega un cazzo caro luca. Tu invece si che ti dimostri adulto nei modi…

    Hai paura delle idee di radio Rahim?

    Strano. ho sempre pensato che se le mie proposte sono superiori nel confronto con le altre si dovrebbe dimostrare. Invece nel tuo caso fai brutta figura tu e rischi di farla fare alle tesi che sostieni….

  235. inoltre la supercazzola prematurata con lo scappellamento….a destra.Blinda Federico come se fosse antani Radio Rahim.
    Compagni finalmente si discute di VERA POLITICA.

  236. Federico pure io ho diritto di parlare di politica…..non mi comprendi,non è affar mio.

  237. Federico Says:

    nessuno nega che tu ne abbia diritto…magari se solo ci provassi…

  238. Federico Says:

    si è fessi se si ha qualcosa da perdere…nel mio caso, molto ingenuamente, credo di aver solo da guadagnare dalla possibilità di un confronto…
    Capisco che ti possa suonare strana questa affermazione….

  239. JerrySound Says:

    Compagni ma voi ci perdete pure tempo ma non avete capito ancora chi ha mandato Radio Rahim a provocare?Possibile non sappiate chi è?
    Lo scoprirete a breve.Ciao

  240. mau68- Says:

    Sardegna…
    stiamo ai fatti; l’art. 23 più volte richiamato dal “pretestuoso” segretario di una sola parte del Prc sardo recita testualmente:

    Art. 23
    1. Il Partito riconosce la condizione specifica della Autonomia Sarda così come si esprime nei suoi valori di progresso e di sentimento unitario di popolo… E ciò essenzialmente in coerenza con l’ispirazione del pensiero di Antonio Gramsci e di Emilio Lussu in tema di sentimento nazionale, di democrazia effettiva e di autogoverno del popolo, da affermare nel contesto unitario italiano, europeo e mediterraneo.
    2. Conseguentemente, al partito in Sardegna è riconosciuto:
    a) il diritto di proposta del progetto di rinascita economica e sociale dell’isola da assumere come parte integrante dell’iniziativa politica generale del partito in sede nazionale e comunitaria;
    b) il diritto all’indicazione della propria rappresentanza politica nelle istanze unitarie a carattere sovraregionale;
    c) una dotazione adeguata di mezzi e risorse commisurata alla effettiva consistenza organizzativa ed elettorale del partito in Sardegna, da definirsi in un quadro di utilizzazione equa delle risorse complessive del partito…”;

    è abbastanza evidente che al Prc-sardo è riconosciuto “il diritto di proposta” e “il diritto all’indicazione della propria rappresentanza politica nelle istanze unitarie a carattere sovraregionale”… detto questo la direzione e il Cpn del Prc -dopo avere ascoltato le proposte di una parte dei sardi, ha respinto -e non poteva essere altrimenti, sempre per statuto e regolamento del partito- la proposta di una parte dei sardi di aderire ad una altra lista per le europee…

    stanno forse in piedi le accuse di “pratiche come espulsioni di intere federazioni, emarginazione di chi dissente dalla ” maggioranza ” , licenziamenti se non si ” segue la linea ” , autoritarismo, chiusura verticistica, pratica centralistica”, avanzate dal segretario di una sola parte del Prc sardo ???
    è chiaro che dette accuse sono solo pretestuose e sono a “scadenza programmata” per creare problemi alla lista Prc-Pdci: “Come Rifondazione Sarda per la Sinistra porteremo la nostra battaglia nella più ampia sede pubblica e continueremo, nei prossimi giorni, a lavorare per l’unità di tutta la sinistra a partire dal territorio e dalla circoscrizione a cui apparteniamo ed in cui esercitiamo la nostra legittima responsabilità”.

    Inoltre rivolgo alcune domande ai vari vendoliani e faviani che difendono Rps sarda:
    -per voi sarebbe accettabile che intere federazioni di Sd si presentassero nelle liste del Prc-Pdci, in presenza e contro una lista Sd ?
    -per voi sarebbe accettabile che gruppi di Mps -in dissenso con Vendola- utilizzando la sigla Mps decidessero di presentarsi con il Pd, in presenza e contro una lista di Mps ?
    -non dichiarereste immediatamente fuori dalla vostra organizzazione “queste posizioni” contro le indicazioni, decise a larghissima maggioranza e democraticamente ?

    ma per favore un minimo di dignità (non solo politica ma anche personale) nelle discussioni !!!

  241. Federico Says:

    scusa Radio Rahim ma nel casino mi ero perso un tuo post…
    Quello successo dopo le elezioni è la conseguenza logica di quello che era diventato il PRC nell’era bertinottiana che aveva tentato di escludere tutte le voci dissonanti (al centro come nelle periferie) cercando come contrappeso candidature di “movimento” solo apparentemente rappresentative di una nuova politica…
    Quell’era era stata condivisa anche da molti dell’attuale maggioranza, anche se va detto che Ramon (pur nella maggioranza) mi è sempre sembrato tutt’altro che supino. Anche se, come noi stessi del resto dovremmo fare, ammetterà e ammette degli errori…
    Ma io però insito: tu cosa proponi?

  242. Radio Rahim Says:

    Federico difficile a dirsi finchè non azzeriamo tutto,finchè non scompariamo per rinascere.dobbiamo cambiare il concetto di rappresentanza politica.

  243. Radio Rahim Says:

    Bisogna svuotare la prassi del capitale e rovesciare la democrazia hobbesiana per cominciare.Poi si vedrà.

  244. Cpf e Cpr vertice???
    Io ci rimetto soldi di tasca mia per andare alle riunioni,sono stato eletto democraticamente da un congresso provinciale e regionale e sarei il vertice???
    Qui si è folli ma veramente folli………………..
    Caro Radio Rahim prima dai la solidarietà ai tuoi amici vendoliani della Sardegna poi dici di voler azzerare tutto ma a chi vuoi prendere in giro…………

    Andate a Pomigliano dove il PRC è in prima fila e dove Ferrero ha ricevuto numerosi applausi………..
    Andate all’INNSE a Milano dove un consigliere regionale della Lombardia del PRC ha preso botte dalle forze dell’ordine……………
    Siete scesi in piazza il 12 Dicembre,alle manifestazioni per la Palestina,alle manigestazioni degli studenti,Fiom,Funzione Pubblica serve i COMUNISTI in prima fila a difendere i più deboli e i più umili……………
    Ripartire da zero???
    Che vuol dire???
    Si è sbagliato Ferrero(lui non è il vecchio è stato eletto parlamentare nel 2006 e subito dimesso per fare il ministro,a detta di tanti uno dei migliori dello scorso governo)ha sbagliato,noi abbiamo sbagliato ma ricordatevi che sbagliare è umano perseverare è diabolico…………………..
    Noi ci siamo rimessi sulla dritta via,Vendola e gli altri continuano a sbagliare……………….
    Caro Radio Rahim salutami De Michelis e Del Bue,vice ministro governo Berlusconi 2001-2006……….
    Avanti con la lista COMUNISTA e ANTICAPITALISTA…………..

  245. Federico Says:

    Puffo Rosso se ti incazzassi meno forse ci capiremmo…
    Riprovo dal basso della mia stupidità, come direbbe il buon luca, a dirti come la penso io:

    1. Radio Rahim pone un problema giusto e serio sulla necessità di ridefinire la forma-partito o la forma e basta, che poi sia partito o un insieme di persone che condividono una idea. E’ un tema importante e utile su cui il PRC post-disastro (neanche prima in realtà) ha fatto nulla.
    Il congresso era una occasione. Invece di pensare a uno svolgimento secondo statuto si poteva pensare a qualcosa di più largo. Un esempio? aprire la partecipazione a tutti quelli che avevano avuto la tessera del prc almeno una volta dalla sua nascita. Era un rischio, lo so, ma anche una possibilità di allargare il dibattito. O perché non pensare di limitare il confronto sul COME stare insieme invece che puntare subito sulla linea politica? Tanto più che hanno giocato ai dottori e agli infermieri gli stessi che avevano fatto i danni prima….
    Ecco, non si è fatto. spero prima o poi si faccia

    2 Detto questo, se non si riesce ad autoriformarsi, almeno a breve, si devono cogliere le possibilità, anche parziali, che ci si presentano.
    Per me le elezioni europee, che dal mio punto di vista assumono importanza politica pressoché zero, erano una occasione per sperimentare nuove forme di partecipazione alle scelte su simbolo, programma, candidati. I partiti potevano accordarsi semplicemente su anticapitalismo e appartenenza al GUE. Il resto lasciarlo ad altre forme di coinvolgimento usando internet, le piazze, i giornali. Basta avere immaginazione, non è difficile.

    3. Ho pieno rispetto della tua militanza e delle tue spese. Ne so qualcosa, anche se adesso risparmio.. 😉
    come ho rispetto di cpr, cpn su su fino al segretario. Il punto non è questo. E’ pensare di non essere nè da un punto di vista teorico, nè della militanza, nè di un cazzo di niente AUTOSUFFICIENTI. Non si è mai troppi, non si è mai sufficientemente illuminati (beh, luca a parte naturalmente…) e per questo anche Raqdio Rahim va bene e tutto sommato credo che anche leggere e confrontarsi con un confuso infantile come me che spara cazzate possa non essere tutto tempo perso.

  246. lucaocchionero Says:

    Scusatemi l’ignoranza, ma di questa sinistra parolaia, teorica non so che farmene; in questa sinistra parolaia, teorica, paranoica non mi riconosco. Davanti a queste tesi faraoniche che scaturiscono dai misteri del cervello come pozzi di petrolio e che valgono meno della latta mi arrendo e rimango senza parole. Radio “cometichiamitu” dalle tue parole ho capito solo un odio pronunciato per Ramon Mantovani, credo che la politica non c’entri nulla. Se avete avuto screzi in un passato anche recente sentitevi per telefono, datevi un appuntamento, ma evita di indondare questo sito dove proviamo a parlare di politica.
    Detto questo, tanti auguri!

  247. Radio Rahim Says:

    Per quanto mi riguarda io faccio come Socrate,mi scelgo io gli interlocutori,anche su questo blog.Ripeto Federico i temi da me esposti vengono continuamente evitati perchè aprono ferite nelle loro anime.Essi continuano a riprodurre oppressione attraverso vetusti organismi dirigenti vedi caso Bologna e Sardegna.
    Altro è la costruzione del comunismo.

  248. D’accordo in pieno con lucaocchionero ed in parte pure con Luca.
    Avvertenza:in tanti son passati su questo blog tentando di provocare o perdere tempo.Do lo stesso consiglio,andate altrove qui non c’è trippa per gatti.
    Radio Rahim? Santa pazienza……………………

  249. caro brunoincazzato, scusa ma ti sbagli. le elezioni sono europee. c’è una proposta per l’europa firmata da 4 forze. e ci saranno liste comuni fra queste 4 forze e diverse altre realtà di lotta ecc ecc. il progetto politico di rifondazione, nel quale c’è l’internità nel movimento no global, non in discussione. che la stampa e gli avversari vogliano ridurre tutto all’unità del prc con il pdci è ovvio. non capisco perché dovresti avvalorare questa tesi anche tu.

  250. brunoincazzato, inoltre vorrei ricordarti che a genova c’era la fiom. che due anni prima aveva sfilato a bari a favore della guerra nel kosovo e firmato di tutto negli anni 90. a allora? è del tutto inutile fissare fotografie su ciò che è successo dieci anni fa. il tema è: stiamo nel movimento o no? la risposta è si. il titolo del documento comune sulle europee è: UN ALTRA EUROPA E’ POSSIBILE. il resto sono chiacchiere.

  251. ho dovuto ancora cancellare diversi post che avevano come unico contenuto la misurazione del fallo fatta con il metro di chi insulta più volgarmente o più fantasiosamente l’altro. che palle!

  252. quanto a questo rahim che non so e nemmeno voglio sapere chi sia, sebbene mi insulti (e come al solito non cancella gli insulti rivolti a me) pone diversi problemi che meriterebbero approfondimenti. meriterebbero perché lo stile insultante è incompatibile con una discussione seria. si può venire qui ed insultare ma senza pretendere che si discuta seriamente. non si può avere tutto dalla vita. se e quando vorrà parlare mostrando rispetto per le posizioni altrui il signor rahim otterrà altrettanto rispetto e risposte nel merito.
    chiaro?

  253. lucaocchionero Says:

    questa volta alla misurazione del fallo non ho partecipato, eheheheh!!!!

  254. caro federico, scusa ma tu anteponi i problemi di metodo a quelli di contenuto. tanto per essere chiari io non sono alieno ad una discussione come quella che proponi. anzi. voglio ricordarti, o dirti fa lo stesso, che fui io a proporre nel giugno del 2007 che si aprisse una discussione nel paese coinvolgendo una platea di persone e comitati ed associazioni circa il bilancio sul governo e che si rimettesse a loro la decisione finale sulla nostra permanenza al governo. una discussione che poteva durare mesi e concludersi in occasione del voto sul welfare. un problema, una platea, una discussione e una decisione.
    ma applicare un simile metodo fra platee non omogenee e su temi diversi fra loro non è democratico. è semplicemente nascondere le differenze e farle vivere mascherate per farle esplodere.
    noi il pdci e altri non abbiamo lo stesso progetto politico. chiamare la base, per esempio, a decidere sul simbolo, a parte insormontabili problemi materiali, significa far valere una maggioranza e non operare con il consenso. nessuno accetta che la maggioranza di un’altra organizzazione decida anche per lui. nessuno. il risultato sarebbe stato che non si sarebbe fatta la lista unitaria. e punto.
    nel prc abbiamo fatto un congresso nel quale abbiamo escluso che il prc non si sciogliesse. abbiamo deciso di dire no alla costituente o all’unità fra pdci e prc. ed infatti la lista non è ne l’una ne l’altra cosa. non c’è stato un segretario che a porta a porta ha annunciato che avremmo fatto una proposta per una lista unitaria. lo ha fatto alla direzione del partito e la stessa ha discusso e varato la proposta. PROPOSTA. tutti hanno avuto un mese di tempo per pronunciarsi e dire la propria. e in molti lo hanno fatto dentro e fuori il partito. sulla proposta si è lavorato negli ultimi dieci giorni per realizzarla. è stato presentato un simbolo e un documento (sul documento nessun commento?) che dice dell’accordo raggiunto con altri. credo che se non si fosse rispettato il mandato della direzione non sarebbe passata. del resto lo statuto del partito prevede per simili questioni una maggioranza qualificata di due terzi.
    non sarà perfetto. ma vorrei far notare che per la sinistra arcobaleno si fece un cpn in dicembre (un mese prima della crisi di governo) che dava mandato alla segreteria per verificare la possibilità di fare liste unitarie ALLE AMMINISTRATIVE. poi una direzione nellka quale si decise (con il mio voto contrario come era ormai consuetudinario) di accettare la possibilità di un governo istituzionale. e poi ci fu l’annuncio del simbolo nuovo e della lista unica. senza nemmeno che direzione fosse stata riunita. personalmente usai la parola OLIGARCHI per definire l’allora segretario e segreteria. e non sono solito usare le parole a caso. il cpn ratificò più di venti giorni dopo.
    sono ben lieto di aver potuto dare atto a ferrero di essersi comportato correttamente e di aver visto un vero cambiamento nello stile di direzione di tutto il gruppo dirigente nazionale.
    è perfetto? certo no. ma non c’è paragone. e parlare di continuità è sbagliato.
    un abbraccio

  255. “Per Federico, purtroppo dopo il 14 aprile 2008 si è ragionato in termini di sconfitta, anzichè di perdita. Perciò coloro i quali pensavano di dover reclamare la vittoria futura si sono attrezzati per farlo (neanche tanto bene, vista la situazione di Bologna ad esempio) e coloro i quali sono stati estromessi dalla guida del giocattolino ne hanno fatto un altro. La perdita della dimensione della rappresentanza come punto di riferimento teorico è ben lungi dall’imporsi all’attenzione della sinistra radicale, che continuerà ancora per molto tempo a barcamenarsi in quote fisiologiche per conservare il posticino ai “comunisti” come Ramon. Come si fa ad autodefinirsi anticapitalisti, se si utlizzano i mezzi ideologici del capitale per ristagnare in una palude di certezze?” (Radio Rahim)

    …..prendiamo atto. Tu che mezzi useresti?

    P. S. Per uscire da quella che tu definisci democrazia Hobbesiana, non abbiamo certo bisogno di qualche patetico blanquista residuo, ma sono sicuro che non e’ il tuo caso…

  256. mauro Says:

    Leggo ora che nella City di Londra, assediata dai manifestanti anti G20, durante gli scontri c’è stato un morto… non si sa ancora chi fosse, ma era un nostro compagno: la risposta più forte che si può dare è forse quella di partecipare alla manifestazione del 4 aprile al Circo Massimo con le bandiere a lutto (io non sono della CGIL ma dei COBAS ma ora serve unità, determinazione, ma senza farsi risucchiare dalla loro logica di morte: serve la lotta nonviolenta)

  257. Do_The_Right_Thing Says:

    VIsto che qualcun’altro ha utilizzato il mio alias, pur non interpretando male il mio pensiero, ne scelgo un altro, collegato al primo 🙂

    Caro Ramon (va bene così?),
    ho sempre diffidato delle persone che, poste di fronte alle loro contraddizioni, si difendono dicendosi offese per evitare di stare sul pezzo. Capisco che questa prassi sia necessaria nel tuo mondo fatto di compatibilità e sopravvivenze, ma quello che ho cercato di fare io è stato aprire un ragionamento sulle forme della politica a partire da un tuo exploit estremamente ludico, quello della “distruzione del sistema politico attuale”. Ripeto: queste sono parole importanti, e mi sembra che tu dovresti spiegare, prima di tutto agli abitués di questo blog, poi se ritieni anche a me, come fai a conciliare la militanza organizzata con la distruzione del sistema che la consente e la accetta di buon grado, a tutti i livelli, come si è visto a Londra, dove è stata data la possibilità di trionfare ancora una volta a quelli dell'”uno a zero per noi”. Questo è un tema di cui sarebbe importante discutere oggi, non solo per schierarsi, ma per ragionare anche delle proprie fallacie, sempre che non si pensi di essere infallibili (cosa alla quale, a tratti, il tuo narcisismo ti fa indulgere un po sgradevolmente)

  258. Do_The_Right_Thing Says:

    Per Federico e Lu,
    le domande sono malposte o, meglio, affrettate. I documenti a cui fa riferimento Ramon è ovvio che non prevedano una critica delle strutture che li generano, altrimenti non esisterebbero (quindi perdonami, RAmon, se non li leggo nemmeno). Il punto qui è il discorso teorico che manca totalmente dei presupposti per innescare un critica seria dell’esistente politico, che si chiama democrazia liberale di tipo rappresentativo, basata sul principio di rappresentazione hobbesiano, invitto dal 1651, anno di pubblicazione del Leviatano. La mia domanda è: perchè, a fronte delle obiettive evoluzioni culturali che si sono prodotte sul tema dal 1651 ad oggi, quel principio non viene messo in discussione, e ci sono ancora persone che, compromissoriamente, si dannano per conciliare l’organizzazione del dissenso in chiave di rappresentanza e sovversione? Ramon è una figura tipica di questa “acrobazia”, ma soltanto un esponente come tanti altri. Perchè non smettiamo di personalizzare e di offenderci, e stiamo un po sul pezzo?

  259. Federico Says:

    Ramon, se funziona il metodo, il “modus operandi” con cui sta insieme una comunità credo che migliorino anche i contenuti che esprime. Avevo sempre pensato che i due aspetti dovessero camminare di pari passo ma dopo l’ultimo disastro credo abbia assunto più importanza il primo. Senza una radicale rivisitazione delle forme dello stare insieme i contenuti non avanzeranno mai. E su questo do ragione a Radio Rahim o “comesivuolfarchiamare”, di cui non apprezzo per niente il tono di scontro e fastidio con cui si confronta con te, che non ho nessuna voglia di leggere il documento dell’accordo. L’ho scorso velocemente, trovando cose che mi possono anche andare bene, e sapendo benissimo che tanto conta quel che conta, in primis per chi l’ha firmato. Serviva farlo e lo si è fatto.

    Decidere con una platea più ampia a mio parere non era per nulla insormontabile. Una platea che nel mio auspicio non sarebbe stata solo la sommatoria degli iscritti dei 2 partiti che hanno costituito l’alleanza (permettimi di non dare peso agli altri 2 che equivalgono alla bocciofila del mio paese…) ma avrebbe potuto coinvolgere decine, centinaia di migliaia di persone che guardano da questa parte ma che negli anni, per i motivi più disparati, si sono sentite fuori.
    Non sto parlando di decidere così la linea politica del PRC (che è un altro livello) ma delle “modalità di partecipazione alle elezioni europee”. Cioè quella cosa su cui mi sembra concordiamo nel ritenerle una parentesi, speriamo il più possibile rapida, di questa fase politica. Che servono ad eleggere un paio di persone per garantire alle casse qualche soldo e magari qualche spazio televisivo. E che quindi meriterebbero la minima importanza possibile.
    Ecco, per questa cosa si poteva decidere a livello di segreterie la condivisione di pochi punti, che ho già esplicitato.
    Poi avviare una campagna di partecipazione aprendo le sezioni, facendo gazebi, aprendo spazi in internet in cui andare a raccogliere suggerimenti sul programma, simboli, candidati. Non con l’idea di escludere una tesi a favore di un’altra ma cercando di essere il più inclusivi possibili chetantononcenefreganulla”. Basta fare uno sforzo di fantasia e la soluzione che coniughi partecipazione e democrazia la si trovava. Altrimenti a Porto Alegre e in altre parti che decidevano il bilancio comunale cosa dovevano fare? dire che era impossibile trovare una forma democratica per farlo? No. hanno sperimentato, decidendo così delle tasche della gente. O ce ne siamo dimenticati?
    Sul simbolo? Si poteva fare un concorso grafico dando come unica indicazione l’intramontabile (ahimé!) e beneamata falcemartellosubandierarossa. Se ne selezionavano 5 e si faceva scegliere la gente.
    Il messaggio doveva essere: “facciamo insieme2.

    Certo, dirai che qualcuno avrebbe dovuto selezionare, che questo metodo era poco democratico perché la partecipazione random, che “mica vogliamo riproporre le primarie del PD” ecc. ecc. e credo ci sia del vero. Ma sarebbe comunque risultato meglio di una cosa decisa al chiuso di 4 muri con su internet che appariva: “abbiamo deciso ma non possiamo svelarvi nulla fino al cpn di rifondazione”…MANCO SI FOSSE DECISO DI PASSARE IN CLANDESTINITA’ ALLA LOTTA ARMATA!!!
    Ripeto, ricordiamoci Porto Alegre e molti altri esempi di partecipazione attiva e positiva.

    Ramon, alla fine mi piacerebbe solo che su cose come le elezioni ci fosse un po’ più di leggerezza. Perché mi pioacerebbe che fossero solo una appendice, quasi un fastidio, per una forza anticapitalista. Come ho già detto, vorrei che le affrontassimo sapendo che c’è il fuggi fuggi per non essere candidati, sapendo che esserlo significa sacrificio, bassi stipendi, ZERO potere.
    Ramon, verrà mai questo tempo?

  260. Do_The_Right_Thing Says:

    Federico,
    se posso permettermi di interloquire con te senza darti fastidio, è quel “serviva farlo” che, secondo me, denota un’attitudine a considerare l’esistente come qualcosa di dato, che non si può superare. Sarebbe interessante discutere dell’esperimento di Porto Alegre, sempre se si provasse a indagare criticamente anche il meccanismo decisionale “partecipato” in chiave filosofico-politica, cioè astraendo dal merito delle questioni, e concentrandosi sul ruolo che gli individui hanno avuto. Non è il comunismo una teoria dell’emancipazione individuale dal capitale? Allora, se è così, altro che democrazia in tutte le salse: dobbiamo mettere in discussione la portata generale del principio della delega (o della rappresentanza), cioè la sua radice “attitudinaria”. Poi, deriverebbe la critica a tutto il resto: appartenenze, etnicizzazione della politica, sussunzione dell’individuo al suo ruolo sociale, ordinamentalità. Ma se continuiamo a considerare “necessario” il sistema, o parti di esso, è chiaro che certi discorsi non verranno mai avviati

  261. Federico Says:

    Radio Rahim (per brevità 😉 ), a me non dispiace interloquire con te ma anche se sono anticapitalista e cerco di rubare più tempo possibile al capitale ho dei limiti e quindi oggi sarò meno presente….
    ok, mettiamo in discussione tutto. e interroghiamoci criticamente se le forme che ci siamo dati sono parte dello stesso sistema che vogliamo superare. Ma se vale per le forme vale ancor di più per i singoli e gli individui. se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cominciare da noi stesso, dal modo di relazionarci, di stare insieme e di confrontarci. Senza presunzione di avere verità inossidabili e con un attitudine all’ascolto alla comprensione dell’altro. E per fare questo si deve passare per la fiducia e il rispetto reciproco, con umiltà e nessuna arroganza. Vale per me, per Ramon, per Luca e anche per te.
    Fatto questo il confronto diventa meno inquinato e più efficace, permettendoci anche di passare all’azione per non strancare troppo quelli che di discorsi teorici non ne vogliono sentir parlare, che qualche ragione e diritto ce l’hanno pure loro…

  262. Federico Says:

    ah, è fortemente ragione Mauro nel cercare di spostare anche la nostra attenzione sui fatti di Londra…Ogni cosa a suo tempo…

  263. Do_The_Right_Thing Says:

    Federico,
    considero i fatti di Londra, i fatti che concernono la sinistra radicale italiana, europea e globale, come intimamente legati a quelli che tu chiami “discorsi teorici”. Vedi, il corteo è una bella cosa, ma il capitale se l’aspetta, come si aspetta il mutualismo, le reti solidaristiche e la compresenza di “soggetti politici” organizzati che competano sul suo stesso terreno. Non è questo l’argomento imprescindibile dei sostenitori del pluralismo democratico? Vedete, dicono, ci state anche voi nel crogiuolo della rappresentanza! Poi, quando quelli come Ramon si accorgono che c’è il trucco, hanno già 60 anni, ammesso che se ne accorgano! Purtroppo è così, ed è tragico che si giochi con la vita altrui per tradurre la sovversione in modo organizzato, cioè nel modo che il capitale suggerisce e impone. Qui non si tratta di rispetto o comprensione, ma di rendersi individualmente “incomprensibili” dal capitale: questo dovrebbe essere il presupposto razionale di cui parlavo prima

  264. Do_The_Right_Thing Says:

    Poi, se per difendere le nostre acquisizioni concettuali strutturate diciamo “ogni cosa a suo tempo”, invecchiamo dirigenti, e io non voglio nemmeno correre il rischio di pensare di farlo

  265. Scusate se vi interrompo…..ma il libertario e sinistro del futuro ZIPPONI si candida alle europee con l’IDV di DI PIETRO…….gratta gratta…..sempre di collocare il c. su di una sedia si tratta,il furbone evidentemente non ha molta fiducia nelle sorti di Sinistra e Libertà così si è scelto un porto sicuro……chiamatelo fesso,magari pretendeva pure che continuassimo a pagarlo….cari compagni fate belle discussioni di teoria ma qui siamo terra terra….purtroppo.

  266. alberto larghi Says:

    Caro Ramon, ho visto che in un post affermi che la Fiom avrebbe partecipato a Bari alla manifestazione pro-guerra nei balcani,non è cosi’.
    Cofferati e la Cgil organizzarono la vergognosa manifestazione collaterale al governo D’Alema,con l’opposizione della sinistra sindacale e della Fiom del compianto compagno Sabatini. Io stesso ,(allora delegato di un’azienda chimica),partecipai ad una iniziativa con l’allora segr.gen.della cgil lombarda (agostinelli) i segretari della Fiom lombardi,don Colmegna e altri,contro la guerra.
    Inizio’ proprio da li’ l’elaborazione della Fiom ,che la porto’ a consumare piu’ di una rottura con la confederazione. Attenzione anche a quando si afferma che si”firmava di tutto”,su queste cose occorre essere rigorosi,altrimenti di semplificazione in semplificazione finiamo tutti per essere sputtanati e quasi sempre senza ragione, starei ,come dici sempre tu, al merito con precisione e per quello che riguarda la Fiom, basterebbero le parole dei vari presidenti di confindustria che negli anni si sono succeduti e che hanno avuto (e hanno ancora),l’obiettivo di distruggere la Fiom,appunto.
    saluti,alberto

  267. Do_The_Right_Thing Says:

    Assolutamente d’accordo con te, lillo. Ti invito a riflettere sulle implicazioni dell’attitudine che hai evidenziato, e che è generalizzabile in un mondo fondato sull’expertise e sull’integrazione forzata nei meccanismi di identificazione del capitale

  268. ….perchè usare parole così complicate per definire un opportunista…..a meno che tu non voglia creargli un alibi proteggendolo sotto un grezzo determinismo sociologico…..

  269. alberto Says:

    Vorrei continuare a formulare dubbi… Vedo che il dibattito sul futuro della sinistra è sempre molto incerto da una parte la lista dei comunisti anticapitaista, dall’altr aun insieme SeL per ora molto indistinto e nel mezzo molti che sono delusi e osservano come si svilupperà dopo il 7 giugno si perchè io per esempio avrei forti dubbi se superato lo sbarramento si configurasse nei fatti la “costituente comunista” legittima ovviamnte ma secondo me non all’altezza dei nostri guai. Credo SeL si scioglierà a prescindere dal risultao e quindi vedremo cosa rimane, vorrei linkare la parte finale dell’intervento della Rossana Rossanda perchè mi raffigura appieno grazie a tutti : “Fini ha una larga possibilità di farsi strada come più presentabile leader di destra, e Berlusconi ieri lo ha capito. Assisteremo al duello. Almeno finché non si presenterà uno scenario diverso. Oggi non c’è una opposizione capace di imporlo. Non quella moderata, mandata al tappeto da Veltroni e difficilmente resuscitabile dal volonteroso Franceschini e dai suoi modesti secondi ufficiali. Non quella detta radicale, che tutto si propone tranne dare una rappresentatività e qualche ragionevole speranza al blocco sociale dei salariati, dei precari, delle donne più coscienti di sé, dei cattolici non ratzingeriani, dei movimenti. Neppure ora che dentro tutta l’Europa monta la collera dei buttati fuori dal lavoro e dal sostentamento, di una intera generazione di giovani senza prospettiva; una massa che potrà sommarsi o, in mancanza di qualsiasi riferimento, scontrarsi con una immigrazione sicuramente crescente. Mai la sinistra è stata così vergognosamente assente, mai ha così abbandonato la protesta alla sconfitta o a rivolte riducibili a questione di ordine pubblico. Mai davanti a un sistema sociale incastrato nemmeno dalle sue contraddizioni ma dai più sfacciati e, a quanto pare, incontrollabili imbrogli. A tanto siamo a venti anni dal liberatorio 1989. ”

    Alberto Pistoia

  270. Do_The_Right_Thing Says:

    No. Voglio dire che organizzare il dissenso per ottenere consenso è una delle operazioni più opportunistiche che si possa immaginare, se non altro per l’evidente contraddittorietà. Questo però lo fanno tutti quelli che appartengono ad organizzazioni che si danno quello scopo. Vuoi che ragioniamo su come uscirne, o devi tu difendere il proprietario di qualche blog?

  271. alberto larghi Says:

    Caro lillo,su Zipponi (ma non solo) ce ne sarebbero da dire, ma tantè questa è la storia di tanti opportunisti…..quello che dobbiamo rilevare,che è una costante di sti signori “culi di pietra”,è che cominciano tutti con il solito ritornello che suona piu’ o meno cosi’: il novecento è finito,il comunismo è inadeguato,il lavoro è cambiato e dobbiamo adeguarci,la contraddizione capitale lavoro non è la principale e via distruggendo….per cui diffidare degli “innovatori”.

  272. Federico Says:

    ragioniamo su come uscirne…

  273. Do_The_Right_Thing Says:

    Non sono d’accordo, Alberto, ma non per la ragione che pensi tu. Credo la distinzione tra “innovatori” e “veri comunisti” sia funzionale a non scoprire i “culi di pietra” nè da una parte, nè dall’altra. Insomma, è un paravento per difendere l’organizzazione dei “comunisti” contro l’organizzazione degli “innovatori” (di che cosa poi non si capisce, visto che i metodi rimangono quelli della sopravvivenza a tutti i costi). Quindi, a parità di attitudini alla permanenza nel sistema democratico pluralistico e liberale della rappresentanza, io diffido di Ramon, di Nichi, di Fausto e di tutta la compagnia. Desidererei poter ragionare “oltre” questi personalismi

  274. Do_The_Right_Thing Says:

    …e oltre quel paradigma condiviso da tutti i succitati, che possono anche collocarsi su posizioni diverse, ma solo nel merito

  275. Federico Says:

    Prova a farlo, delinea UNA proposta. Come azzerare tutto? come ripartire?

  276. Do_The_Right_Thing Says:

    Federico, ti ripeto che prima della “pars construens” c’è la “pars destruens”, ok? Se mi stai chiedendo se esiste un “metodo” alternativo alla rappresentanza, posso risponderti che credo di sì, e lo chiamo teoresi comunista, cioè speculazione argomentativa in chiave anticapitalista. Il punto è che tale ragionamento non può svolgersi CON il metodo del capitale, ma solo collocandolo fisicamente FUORI dall’interdipendenza sociale creata dalle strutture del capitale, cioè “recando” noi stessi, individualmente e singolarmente, altrove rispetto al campo che il capitale ci suggerisce, ci propone e ci impone. Distruzione significa anche questo, decostruzione radicale dei contenuti. Derrida docet, se si vuole leggere “Spettri di Marx” senza collocarlo tra i “deviazionismi di destra”…

  277. Do_The_Right_Thing Says:

    Capisci? Se per proposta intendi qualcosa di organizzato, io non ti posso aiutare, appunto perchè credo che “proposta” e “organizzazione” vadano insieme e siano contrarie al concetto di “superamento dello stato di cose presente”. Sul versante del “movimento” che abbatte lo stato di cose presente, io lo interpreto nello stesso modo, e cioè come qualcosa di NON ORGANIZZABILE. Proviamo a smettere di parlare di “pro-posta” e parliamo di “dis-posta”

  278. Federico Says:

    quindi innanzituto un percorso individuale di “liberazione” (o autoliberazione) e poi tutti singolarmente liberi costruire qualcosa di nuovo, partendo da presupposti nuovi che deriveranno dall’esserci noi stessi liberati di sovrastrutture ingannevoli.
    Mi sta bene
    E per autoliberarsi e decostruirci individualmente cosa proponi di fare nell’immediato? Ognuno a modo proprio? Servono delle letture, serve andare in viale del policlinico e stendere tutta la direzione del PRC?
    Potrebbero essere utili “luoghi” per farci compiere qualche passo in avanti o ognuno si attacchi al pc, si cerchi dei blog e così facendo si liberi di tutto l’armamentario post hobbesiano e magari sfoghi fastidi e rancori?

    Un’altra rappresentanza è possibile. E’ ovvio. Nel senso che indipendentemente da noi tutto cambierà e tra qualche il sistema politico sarà inevitabilmente diverso. A me interessa capire se posso e come posso contribuire a un certo percorso

  279. Do_The_Right_Thing Says:

    Faccio notare a tutti come discutono i “ramonisti”: tutti come Lillo. Ma perchè non state sul pezzo, invece di offendere o fare le vittime?

  280. Do_The_Right_Thing Says:

    Serve un’antropologia comunista (ovviamente senza indulgere troppo allo scientismo), cioè un modo alternativo di vedere l’uomo e le sue relazioni. Perchè è necessario sistematizzare le relazioni umane? Perchè è necessario organizzarle? Perchè è necessario ordinarle? Uomo, Ordine, Potere: questi i tre elementi di partenza su cui riflettere. Una volta elaborato un pensiero radicale nel senso dell’exit, lo si rende prassi per se stessi, non per altri, altrimenti scatta la rappresentanza. Ora, non è che in pochi secondi si abbozza una teoria della sovversione, perciò non pretendere esaustività immediata, Federico, se no sembra che tu mi prenda in giro. A differenza di te, penso che non ci siano rappresentanze possibili, solo falsamente necessarie

  281. Federico tu dopo gli ultimi post che hai scritto puoi intraprendere un percorso assolutamente utile per tutti:il percorso che da casa tua porta all’ASL della tua zona cerca il dipartimento di Salute ed Igiene Mentale,se porti la base del tuo medico il ticket è molto basso…..vai e buona fortuna.

  282. Do_The_Right_Thing Says:

    Consiglio a tutti i ramonisti http://www.marx.org/italiano/marx-engels/1841/4/demoep.htm. Vacci lillo, che può darsi che ti scordi di difendere i tuoi leaders

  283. Programma unitario per le elezioni europee

    UN’ALTRA EUROPA E’ POSSIBILE

    Diamo vita ad una lista anticapitalista che unisce in una proposta politica per l’Europa il PRC, il PDCI, Socialismo 2000 e i Consumatori Uniti. Lo facciamo insieme ad esponenti della sinistra, del mondo del lavoro e sindacale, del movimento femminista e ambientalista, del movimento lgbtq e pacifista. La lista lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà.

    Siamo di fronte ad una crisi di carattere sistemico, non solo economica e finanziaria, ma sociale, alimentare, energetica, ambientale, che sta scuotendo l’intero pianeta. La crisi del capitalismo globalizzato.
    Ci opponiamo all’Europa liberista e tecnocratica e al governo di “grande coalizione” composto da socialisti, popolari e liberaldemocratici europei che ha fin qui dettato l’agenda della costruzione dell’Unione. Lottiamo con i movimenti sociali e le forze politiche di trasformazione di tutto il continente per UN’ALTRA EUROPA.
    Una lista che fa sue le ragioni di chi in questi anni e in questi mesi sta lottando, nella scuola e nei luoghi di lavoro, per la giustizia sociale e contro la precarietà, per la libertà femminile, che si oppone al razzismo e all’offensiva oscurantista e clericale delle gerarchie ecclesiastiche. Che si batte per un intervento pubblico finalizzato alla riconversione sociale e ambientale dell’economia, per la redistribuzione del reddito, contro la guerra e per il disarmo. Siamo convinti che la questione morale abbia un valore universale, in Italia come in Europa. L’intreccio perverso tra politica e affari e l’uso clientelare delle risorse pubbliche sono fattori di degenerazione della democrazia, come intuì Enrico Berlinguer.
    La lista appartiene interamente al campo del GUE-NGL, il Gruppo parlamentare della Sinistra Unitaria Europea – Sinistra Verde Nordica che unisce partiti comunisti, anticapitalisti, socialisti di sinistra ed ecologisti e al cui interno si colloca il Partito della Sinistra Europea.
    Le forze che danno vita alla lista si impegnano a continuare il coordinamento della loro iniziativa politica anche dopo le elezioni europee.

    La crisi e come uscirne

    Questa crisi non nasce per caso. E’ un prodotto strutturale dell’attuale capitalismo finanziario-speculativo Questa crisi è figlia delle politiche neoliberiste dell’ultimo ventennio. Politiche alle quali un contributo determinante è stato dato da questa Unione Europea, fondata sul dominio degli interessi del capitale finanziario e delle multinazionali. Politiche che hanno animato un capitalismo d’azzardo e che sono state rese possibili da un consenso fra governi di centro destra e centro sinistra, da una grande coalizione formata da liberali, popolari e socialisti europei che ha condiviso i principi liberisti e la demolizione dello stato sociale portata avanti in questi anni in nome della deregolamentazione e del primato della libera concorrenza sulla società.
    Noi proponiamo una rifondazione dell’Europa.
    L’Europa di Maastricht, dei Trattati liberisti e a democratici come quello di Lisbona, della tecnocrazia e della subalternità alla NATO, è stata bocciata da referendum popolari in ogni paese dove si è votato.
    Noi siamo in favore di un’Europa dei popoli, per un processo costituente democratico e sovrano, di un’Europa della pace e del disarmo.
    Ci battiamo per cambiare le fondamenta di questa Europa.
    Il Patto di stabilità va sostituito con un patto per la piena occupazione e la riconversione sociale ed ambientale dell’economia.
    Va ridefinito lo statuto e la missione della Banca centrale , che va sottoposta ad un controllo democratico. Ci battiamo per la socializzazione del sistema finanziario e bancario, attraverso il controllo pubblico del credito e la nazionalizzazione delle banche. Siamo per la costruzione di uno stato sociale europeo. Il sistema fiscale europeo va armonizzato, fondandolo sul principio della progressività delle imposte.
    Le politiche economiche e sociali che sono la causa principale di questa crisi vanno rovesciate. Ci battiamo per ripubblicizzare quanto privatizzato, a partire dai beni comuni e dai servizi pubblici essenziali, come l’educazione e la conoscenza, la salute, l’acqua, l’energia. Ci battiamo per tassare i capitali speculativi, attraverso l’introduzione della Tobin Tax e l’abolizione dei paradisi fiscali.

    Per un’ Europa delle lavoratrici e dei lavoratori, della piena e buona occupazione

    Ad oltre 15 anni dal Trattato di Maastricht, le condizioni di vita e lavorative della maggioranza della popolazione europea sono rapidamente peggiorate: orari di lavoro più lunghi, salari insufficienti, aumento della durata della vita lavorativa, aumento della disoccupazione giovanile e della disoccupazione a lungo termine, lavori brevi, impieghi temporanei e stage non retribuiti costituiscono una scandalosa realtà. Una realtà che in Italia produce la vergogna dell’aumento dei morti sul lavoro. I profitti sono aumentati vertiginosamente: i manager ricevono stipendi astronomici, indipendentemente dai loro risultati. I ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri.
    Non sono i lavoratori e le lavoratrici a dover pagare la crisi, mentre le banche e la finanza speculativa che l’hanno causata vengono salvate. La logica sottostante ai piani di intervento sin qui approvati sono la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite. La politica dei bassi salari e del lavoro precario è il cuore del problema.
    Quello che serve, in Europa, è un piano per la piena occupazione, attraverso la creazione di un fondo che sia finanziato attraverso la tassazione della speculazione finanziaria e della rendita.
    L’attuale politica di bassi salari, il dumping ambientale e sociale e l’estensione della precarietà, vanno fermati. L’aumento di salari e pensioni è non solo doveroso per ridistribuire la ricchezza, ma essenziale, per uscire dalla crisi e per un nuovo modello economico. Le sentenze della Corte Europea di Giustizia, cosi come la direttiva Bolkestein, costituiscono un attacco diretto ai contratti collettivi e ai diritti dei lavoratori. Noi ci battiamo, in Italia e in Europa, per difendere e rafforzare i contratti collettivi ed i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Ci battiamo per l’abolizione della direttiva Bolkestein, della direttiva che estende l’orario di lavoro oltre le 65 ore settimanali e di quella per l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne. I regolamenti sull’orario di lavoro devono ammettere un massimo di 40 ore settimanali.
    Chiediamo un salario minimo europeo per evitare il dumping sociale, che rappresenti almeno il 60% della media dei salari nazionali e che non sostituisca i contratti collettivi nazionali.
    Un reddito minimo per i disoccupati, così come una pensione minima vincolata al salario minimo e automaticamente legata all’aumento del costo della vita sono strumenti indispensabili per garantire una vita dignitosa a tutti e tutte.

    Per un’ Europa della pace e del disarmo

    Il mondo che viviamo assiste ad una corsa preoccupante e senza precedenti al riarmo.
    Riarmo di tutti i tipi, incluso quello nucleare. In Italia, la legge 185 è sotto attacco e ci si appresta a spendere 14 miliardi di euro per 131 nuovi cacciabombardieri. Questa è l’eredità di dieci anni di guerre preventive e umanitarie, in cui si è applicata una politica dei due pesi e delle due misure e con cui si sono scientificamente scardinati i principi del diritto internazionale e il sistema della Nazioni Unite. La responsabilità di quanto accaduto non è solo di Bush e della stagione dei neoconservatori, ma anche della subalternità dell’Europa a questa politica di guerra. L’Europa deve diventare protagonista della ricostruzione di un nuovo equilibrio globale multipolare, attraverso il rilancio delle Nazioni Unite e dei principi della sua carta, per mettere fine alla lunga stagione dell’unilateralismo imperialistico degli USA, perseguito in maniera particolare dall’amministrazione Bush.
    Come dimostra anche la recente tragedia di Gaza, l’Europa legata alla Nato non è capace di giocare un ruolo autonomo nella politica internazionale, al contrario, rimane prigioniera e complice di guerre e aggressioni. Crediamo che invece l’Europa debba battersi per un processo globale di disarmo, liberando risorse oggi usate per gli armamenti e per finanziare le guerre a favore delle politiche sociali.
    Le guerre e le occupazioni di Afghanistan ed Iraq devono terminare.
    I paesi europei ancora coinvolti in questi paesi con proprie truppe devono ritirare i propri contingenti.
    Ci opponiamo ad ogni ipotesi di una nuova guerra nei confronti dell’Iran. l’Europa deve costruire una soluzione politico diplomatica al contenzioso sul nucleare, lavorando per un Medio Oriente ed un mediterraneo libero da armi di distruzione di massa e da quelle nucleari.
    Vi è la necessità per l’Europa di rilanciare una cooperazione politico-economica che coinvolga l’intero Mediterraneo come area di sviluppo per il futuro prossimo.
    Cosi attraverso un Mediterraneo, mare di pace e collaborazione, l’Europa deve aprire una relazione paritaria ed equa con i popoli africani in modo da dare una risposta positiva alle legittime aspettative e bisogni dei popoli europei, mediterranei ed africani.
    Il Mediterraneo e l’Africa sono il futuro dell’Europa.

    L’Europa lavori per la soluzione politica e diplomatica dei conflitti, a partire da quello mediorientale, e si impegni per il pieno riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e ad avere il suo stato, come previsto dalle risoluzioni internazionali disattese da Israele da decenni, nei confini del 67 e con Gerusalemme est come sua capitale. Per porre fine all’occupazione militare dei territori palestinesi e all’embargo su Gaza, alla continua annessione di territori attraverso la costruzione del Muro dell’apartheid e l’espansione delle colonie, l’Europa deve sospendere gli accordi commerciali e di cooperazione militare con Israele. Inoltre, l’Europa non può che sostenere il diritto al ritorno sancito dalla risoluzione ONU 194 per i rifugiati palestinesi e lavorare per una sua applicazione.

    L’Europa deve impegnarsi per il diritto della popolazione Saharawi all’auto-determinazione sulla base delle esistenti Risoluzioni dell’ONU 1754 e 1783, cosi come alla soluzione politica della questione kurda, chiedendo alla Turchia di porre fine alla repressione militare e di avviare un reale processo negoziale.
    Dopo la caduta dei due blocchi contrapposti Est-Ovest, la NATO è rimasta e si è sviluppata sempre di più come uno strumento funzionale delle amministrazioni statunitensi per le sue strategie egemoniche. L’allargamento della NATO ad Est risponde a questa logica.
    Un esempio sono gli accordi bilaterali tra gli Stati Uniti e diversi paesi europei, quale quello con l’Italia per la base militare statunitense di Vicenza, quello con la Polonia e la Repubblica Ceca per il dispie-gamento dei sistemi di difesa missilistici e quelli con la Bulgaria e la Romania sulle nuove basi. Siamo a fianco dei movimenti contro le nuove basi militari, a partire da Vicenza, e contro l’istallazione dello scudo missilistico nell’est europeo.
    Crediamo che sia venuto il tempo per lo scioglimento della Nato. Ora più che mai, la sicurezza in Europa deve fondarsi sui principi della pace e la sicurezza, del disarmo e della impossibilità di effettuare attacchi offensivi, sulla soluzione politica e civile dei conflitti, all’interno del sistema OSCE, in conformità al diritto internazionale e ai principi di Nazioni Unite riformate e democratizzate.

    Per un’Europa dell’ambiente, della sovranità alimentare e delle generazioni future

    Per noi le questioni climatiche e sociali sono correlate. Per questo motivo l’attuale crisi finanziaria ed economica non può essere scissa dalle sfide poste dal cambiamento climatico e all’esigenza di modificare il nostro modello produttivo e consumistico. La risposta alla crisi è anche in un nuovo intervento pubblico in economia finalizzato alla riconversione ecologica del sistema produttivo. La crisi ecologica determinata dal modello di sviluppo capitalistico rischia di minare il diritto delle generazioni future alla biodiversità e di poter usufruire delle risorse primarie e ambientali.
    Siamo a favore di uno sviluppo immediato e consistente di un nuovo trattato internazionale in accordo con il 4° Report prodotto dal Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico. Chiediamo una piena implementazione degli obblighi firmati e promessi dall’UE in tutti i settori relativi alle politiche climatiche ed energetiche. I seguenti compromessi costituiscono i punti minimi da applicare per poter realizzare gli impegni già assunti:
    • Ridurre le emissioni globali del 30% entro il 2020 sulla base dei livelli del 1990 e di alme-no l’80% entro il 2050.
    • Aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili di almeno il 25% entro 2020
    • Ridurre il consumo totale di energia primaria del 25% entro il 2020 e aumentare l’efficienza energetica del 2% annualmente includendo un limite al consumo pro capite.
    • Introdurre l’obbligo di efficienza per l’industria e per i produttori di beni ad alto consumo di energia.
    • Limitare il quadro dei sussidi della UE conseguentemente al settore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.
    Siamo contro la riduzione del protocollo di Kyoto ad un sistema di mercato delle quote di emissione. Occorre invece, per arrivare alla stipula di Kyoto 2 una nuova strategia complessiva che consenta di ridurre le emissioni rendendo più equo e sobrio lo sviluppo. E’ necessario un nuovo paradigma fondato non sulla competizione, ma sulla cooperazione, a partire dal trasferimento tecnologico ai paesi in via di sviluppo, dal finanziamento delle tecnologie pulite e dalle politiche di aggiustamento dei cambiamenti climatici.
    L’acqua è un diritto fondamentale dell’umanità, un bene universale e l’accesso ad essa deve essere garantito ed inteso come diritto umano e non come una merce. Siamo contro ogni ipotesi di privatizzazione o mercificazione. L’acqua deve essere un bene pubblico.
    La sovranità, la qualità e la sicurezza alimentari, la multifunzionalità dell’agricoltura devono essere considerati obiettivi strategici di un nuovo modello agricolo europeo finalizzato sempre di più alla tutela dei consumatori, alla valorizzazione dell’agricoltura biologica e dei prodotti tipici, al rifiuto degli OGM, alla salvaguardia della biodiversità, del territorio e del paesaggio, al contrasto del fenomeno di abbandono delle aree agricole e montane, al risparmio delle risorse idriche e al sostegno dello sviluppo rurale.

    Per un’Europa dei diritti, delle libertà e della laicità

    Uno dei grandi limiti della costruzione europea è stato il suo carattere ademocratico. Il sistema intergovernativo ha impedito qualsiasi partecipazione dal basso alla decisioni dell’Unione. Una separatezza che rischia di far crescere delusione e scetticismo.
    E’ necessaria una Unione Europea nella quale tutte le sue istituzioni siano democraticamente legittimate.
    Deve essere garantita la partecipazione diretta nei processi decisionali europei, con referendum a livello nazionale ed europeo sulle questioni relative alle pietre miliari della stessa UE. Il Parlamento deve avere pieno potere legislativo. Le istituzioni europee (Consiglio, Commissione e Parlamento) devono essere aperte alla partecipazione delle società civili, con la possibilità di esercitare un controllo sulle loro decisioni.
    Vogliamo un rafforzamento dei diritti individuali e delle libertà così come dei i diritti politici e sociali fondamentali di tutti coloro che vivono nell’UE. L’UE deve sottoscrivere la Convenzione Europea per la Protezione dei Diritti Umani e delle Libertà Fondamentali. L’Unione Europea deve proteggere e promuovere i diritti di coloro che sono discriminati a causa della loro origine etnica, orientamento sessuale e identità di genere, di religione, ideologica, disabili, di età, rimuovendo tutti gli impedimenti per una piena uguaglianza, ad iniziare da quelli economici.
    Vogliamo un’Europa cosmopolita e aperta. Non vogliamo un Europa fortezza. C’è bisogno di una politica comune europea sulle migrazioni e i richiedenti asilo in accordo con la Convenzione di Ginevra. Le persone che fuggono dalle persecuzioni a causa delle loro convinzioni politiche, ideologiche, religiose o dell’ orientamento sessuale, devono trovare protezione ed asilo in Europa. Chiediamo che le persecuzioni basate sul genere e l’orientamento sessuale costituiscano ragione per richiedere asilo e va garantita una protezione specifica per i bambini rifugiati. Per questo, rifiutiamo l’attuale sistema FRONTEX di controllo delle frontiere e chiediamo l’annullamento dei piani relativi alla realizzazione e implementazione della “Direttiva del Ritorno”. I centri di detenzione devono essere chiusi.
    La libera circolazione in Europa non può essere solo dei capitali, delle merci e dei servizi, ma anche e soprattutto delle persone, considerando le migrazioni – interne ed esterne – come un diritto umano inalienabile e illimitabile, per la ricerca di migliori o comunque diverse condizioni di vita, di lavoro e di sviluppo personale, professionale e sociale, lottando contro ogni tipo di sfruttamento, di dumping sociale o di “guerra tra poveri”.
    L’educazione è un diritto non mercificabile. Va difeso il carattere pubblico e laico della scuola e dell’università, cosi come quello della ricerca culturale e scientifica , svincolata dalle logiche mercantili. Per questo va contrastato il processo di Bologna, che produce una progressiva privatizzazione del settore della conoscenza. Sosteniamo i movimenti studenteschi e degli insegnanti che, in Italia come nel resto d’Europa, sono mobilitati per difendere il carattere pubblico dell’educazione.
    L’Unione Europea deve rispettare e garantire il principio di eguaglianza dei cittadini rispettando le loro differenze e diversità. Il diritto all’uguaglianza di genere nelle relazioni e alla libertà di orientamento sessuale, va garantito non solo in quanto diritto individuale, ma come una libertà, garantita e difesa dalle Istituzioni europee e dei singoli stati.

    Tutte le istituzioni pubbliche devono garantire la libertà delle donne e impegnarsi contro tutte le forme di patriarcato. Ogni donna, in ogni paese, deve poter decidere liberamente del proprio corpo, poter esercitare il diritto all’aborto, alla contraccezione, ad una maternità consapevole e all’accesso alle tecniche di riproduzione artificiale.

    Un’ Europa democratica e aperta è una Europa che afferma la laicità come valore irrinunciabile delle sue istituzioni pubbliche.

    Un’altra Europa per un altro mondo

    Questa crisi è una crisi globale, non solo europea. L’Europa può dare un contributo alla ridefinizione dei rapporti politici ed economici globali, contribuendo alla costruzione di un modello di sviluppo alternativo di relazioni fra i popoli e gi stati basato sulla giustizia, sulla solidarietà, e non sulla competizione.
    Mentre in Europa prevale la paura e le destre cavalcano la xenofobia e il razzismo, alimentando la guerra fra poveri, nel mondo e in special modo nel continente latinoamericano, assistiamo ad una primavera della sinistra e della democrazia, ad una affermazione in tutto il continente, dal Brasile del presidente Lula al Venezuela di Chavez, passando per la Bolivia dell’indio Morales al Paraguay del teologo della Liberazione Lugo e all’Ecuador dell’economista Correa, solo per fare pochi esempi, di forze progressiste, comuniste, cattoliche di base e anti liberiste, che costituiscono un laboratorio per un’uscita da sinistra dalla crisi. L’Europa sappia istaurare un rapporto nuovo con questo laboratorio. Un laboratorio possibile anche grazie all’esperienza cubana, che subisce dal 1961 un blocco immorale e illegittimo da parte degli Stati Uniti, condannato quasi all’unanimità per 17 volte dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che, come già chiesto da tutti gli stati latinoamericani, con Lula in testa, va rimosso immediatamente.
    Ciò che accade in America latina dimostra che cambiare è possibile e che lo sviluppo della democrazia costituisce per tutti i paesi del sub continente un valore irrinunciabile.
    E’ in quel continente inoltre che più è cresciuto il movimento altermondialista e dei forum sociali, di cui siamo parte e di cui sosteniamo le rivendicazioni per una radicale riforma degli organismi sopranazionali, come l’FMI, la Banca Mondiale e l’OMC che hanno imposto le riforme strutturali e le condizioni per l’espansione di un sistema economico globale che ha aumentato disuguaglianze fra stati e all’interno di questi. Ci batteremo affinché l’Europa cambi la natura e il merito degli accordi commerciali proposti con l’america latina come con il resto del mondo, specialmente l’Africa, in quanto ispirati a criteri neoliberali, asimmetrici ed iniqui di scambio e che produrranno solo altra ingiustizia e povertà.
    Oggi più che mai torna attuale la questione di un nuovo paradigma per le nostre società. Il capitalismo mostra tutti i suoi limiti: sociali, ambientali, democratici. La domanda sul cosa, come e perché produrre rimette a tema per il futuro la questione del socialismo del XXI secolo.
    Questi sono i punti programmatici, le idee e i valori che ci uniscono. Una unità sui contenuti che qualifica la nostra lista come l’unica proposta realmente di sinistra e di cambiamento in queste elezioni europee.
    Il voto a questa lista è un voto contro la destra italiana e alternativo al PD. Il voto a questa lista è un voto per un’altra Europa: dell’uguaglianza e del lavoro, della pace, della giustizia sociale ed ambientale, dei diritti e delle libertà.

  284. Stendere la direzione nazionale???
    Ma come parlate……….
    Hobbesiana???
    Andate ai lavoratori e dite questo e poi capiscono tutto…………….
    Ma santo Dio c’è stato un cngresso con 50 mila persona che hanno votato si è eletto tutti gli organismi democraticamente e devo sentire ste cazzate……………
    Ma per favore………………………
    Andate a dire ai 50 mila rifondaroli……………………..
    Ma per favore…………………..
    Parliamo di cose serie…………………..
    Parliamo dei gap,gas,volantinaggi,manifestazioni,convegni ecc dove i militanti e i dirigenti della “vera” sinistra sono presenti le altre cose sono solo chiacchere……………
    Andate a vedere quanti saremo nello spazzone unitario dei COMUNISTI a TRoma il 4 aprile……………….

    Ho postato il nostro programma per le europee,mi sembra completo e fatto bene………………..

  285. mau68- Says:

    ai vari frequentatori del sito…

    non capisco perché perdete il vostro tempo con “radio e/o Do_ ecc…”
    che, frequentatore del decostruzionismo e della teoresi, sta compiendo su questo blog i suoi esperimenti deriddiani volti a “a metterne in luce gli scarti, i vuoti, le fratture, le discontinuità, le aporie, le strutture ideologiche e attanziali, anziché l’unità intrinsecamente manifesta e voluta” dai vari “sistemi di pensiero organizzato”…

    l

  286. Invece di fare le vostre belle teorie iniziate a fare qualcosa di utile per la società……………….
    Un ultima cosa:ma chi se frega dei dirigenti il partito è nostro degli iscritti e dei militanti o meglio dei 50 mila che hanno votato nel congresso di Luglio………………….
    Facile fare teoria dietro un computer…………….
    Abbiamo sbagliato tanto come PRC maricordatevi che SBAGLIARE E’ UMANO PERSEVERARE E’ DIABOLICO…………….

    W i COMUNISTI W la lista COMUNISTA e ANTICAPITALISTA!!!

  287. Do_The_Right_Thing Says:

    Grazie puffo per aver postato l’indispensabile documentone…solo che mi sono fermato al primo paragrafo dove si prorompe con: “La lista lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà”. Ecco, vi faccio una domanda: vi rendete conto che “democrazia economica”, “giustizia sociale” e “solidarietà” sono concetti capitalistici? Il pistolotto prosegue, ma vi assicuro che solo a ragionare su questa contraddizione ci mettete tutta la vita 🙂

  288. federico se vuoi capire come puoi contribuire ad un certo percorso, è appena uscito il primo manuale su come contrastare la crisi. lo trovi sul sito di rifondazione o sul mio blog.
    a tale Do_The_Right_Thing consiglierei di andare a leggersi l’undicesima tesi su feuerbach di marx. ci vuole un secondo perchè sono due righe. così passi anche tu sul sito di rifondazione o sul mio blog.
    saluti comunisti

  289. Do_The_Right_Thing Says:

    Dovreste chiamarvi “Lista Capitalista e Anti-comunista”… 🙂

  290. Do_The_Right_Thing Says:

    Analizziamo di nuovo la frase “La lista lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà” per contare i termini riconducibili a quella che anche Maria conosce come “ideologia dominante capitalistica”:
    1- Lista
    2- Lavora (brrrrr….)
    3- Crisi
    4- Democrazia economica
    5- Giustizia Sociale
    6- Solidarietà

    Maria, ti sfido ad argomentare che i suddetti concetti non siano legati alla storia in quanto storia di lotta fra le classi

  291. Do_The_Right_Thing Says:

    …l’unicesima tesi su Feuerbach? Sai che non so cosa sia… 😉

  292. Do_The_Right_Thing, besigno e abbraccio comunista!
    😉

  293. Do_The_Right_Thing Says:

    Abbraccio capitalista, vorrai dire 😉

  294. gregoriosola Says:

    L’undicesima tesi su Feuerbach è quella in cui Marx tra le altreo cose affermava: “Fino ad adesso i filosofi hanno interpretato il mondo adesso bisogna cambiarlo” (Filosofia della prassi). Tu Do_The_Right_Thing continui a cazzeggiare la storia cammina a prescindere da te……

  295. Do_The_Right_Thing Says:

    È carina anche la decima: “Il punto di vista del vecchio materialismo è la società “borghese”; il punto di vista del nuovo materialismo è la società umana, o l’umanità socializzata”. Ovviamente, Marx ha scritto umanità socializzata, non “partito sociale”. Medita, puffo, medita

  296. Do_The_Right_Thing Says:

    Attenzione, gregorio, che Marx dava all’interpretazione un’importanza ben diversa da quella che scaturisce dalla lettura stalinista della XI tesi, vedi i Manoscritti EConomico-filosofici del 1844…attenti, ramonisti

  297. XI tesi su feuerbah: marx qui avrebbe dovuto abbandonare la filosofia e darsi completamente alla politica, che è lo strumento principale per realizzare gli obiettivi della trasformazione sociale, soprattutto nell’ambito di una società antagonistica come quella capitalistica. quella politica, ovviamente, che non dimentica il valore e anzi la priorità dell’esperienza sociale, da cui dipende la stessa credibilità della politica. forse Marx avrebbe dovuto tornare subito in germania, mettendo a frutto l’esperienza francese. Lo farà, in effetti, nel 1848, ma confidando troppo nelle capacità spontanee di ribellione della piccola borghesia e del proletariato. Viceversa, le Tesi su Feuerbach, invece di essere la premessa di un immediato coinvolgimento nell’attività politica, furono la premessa involontaria dell’Ideologia tedesca, la cui importanza teoretica non è certo superiore a quella delle Tesi in oggetto.Marx perse del tempo prezioso nell’elaborare il suo definitivo distacco dalla Sinistra hegeliana (su questo Engels non lo seguì sino in fondo); sicché quando giunse il ’48, il Manifesto non fu un documento sufficiente per mobilitare le masse, né quelle francesi (egemonizzate dal socialismo utopistico) né quelle tedesche (politicamente arretrate e divise). Il Manifesto, infatti, fu soprattutto carente nella parte organizzativa e operativa.

    Il limite del giovane Marx era ed è quello di moltissimi intellettuali occidentali del suo e del nostro tempo, i quali, mentre sul piano teoretico sono in grado di fare importanti scoperte per la trasformazione della società borghese, sul piano pratico invece non sono capaci di una vera coerenza, di un’adeguata conformità ai valori, ai principi affermati nella teoria, cioè di far passare attraverso le masse le idee rivoluzionarie.

    passo e chiudo.
    di nuovo besigno e abbraccio anticapitalista 😉

  298. Do_The_Right_Thing Says:

    Non ti sfuggirà cara capitalista la pregnanza inoltre del medio marx dopo quello giovane,inoltre si può attingere anche al sebatoio ideologico del vecchio bordiga.Ma voi ramonisti siete chiusi nel capitale.Io invece sono chiuso fuori del capitale nell transcomunismo ecco perchè vedo tutto.

  299. Do_The_Right_Thing Says:

    Vi sfugge l’oltre.Allora dimostrami questo:
    1)Voi siete capitalisti.
    2)IO NO.
    3)VOI SIETE IL DENTRO.
    4)IO SONO FUORI

  300. Do_The_Right_Thing Says:

    L’IDEOLOGIA TEDESCA? NON LA conosco……non mi riguarda.Rileggetevi la differenza tra la filosofia di democrito e quella di epicuro,nonchè le poesie di Vendola.

  301. Do_The_Right_Thing Says:

    attenti ramonisti…..io so tutto…..con me è inutile.

  302. Do_The_Right_Thing Says:

    “Far passare attraverso le masse le idee rivoluzionarie”. L’incoerenza sta tutta in questo proposito, cara Maria. Primo, il superamento dello stato di cose presente NON È trasformazione della società borghese ma, appunto il suo superamento. Tra i due termini c’è una differenza di impostazione importante, ritengo, ed è precisamente questa: chi si occupa della trasformazione gioca a “Far passare attraverso le masse le idee rivoluzionarie”, come se le masse non fossero fatte di individui pensanti ma di esecutori obbedienti, come se gli individui necessitassero della guida di strutture che si dichiarano “anticapitaliste”; chi auspica un superamento, auspica invece che, singolarmente, le persone fuoriescano dai circuiti sociali del capitale, circuiti che creano e accettano anche la competizione con i partiti suddetti (tutti, Maria, non solo il tuo). Il discorso sulla spontaneità è importante, e non lo si deve rinchiudere strumentalmente in involucri concettuali “borghesi” come “piccola borghesia” e “proletariato”

    Noto che non hai accettato la mia sfida. Che dici, ce la fai a criticare o riesci solo ad appartenere?

    Vorrai dire abbraccio anticomunista 😉

  303. caro Do_The_Right_Thing non vorrei urtare la tua sensibilità, ma guarda che anche con noi è inutile.
    siamo ramonini e ramonisti e fieri di esserlo (almeno perlo per me). e i motivi sono stati dati da ognuno di noi tante volte del perchè.
    detto questo, qui c’è passato qualcun altro che ci chiamava ramonini e rompeva continuamente con sollazzi-perditempo.
    non vorrei sbagliarmi.
    saluti

  304. The_Major Says:

    Guarda, pistola, che ce ne sono infiniti di alias. Tra parentesi: l’anonimato è FUORI dalle logiche del riconoscimento, che tanto adorano i ramonisti

  305. Do_The_Right_Thing Says:

    tu non capisci che gli involucri vanno lacerati…..voi siete ancora interni al sistema.Dovete sdoppiarvi io ci riesco……Accetti la sfida o riesci solo a stare nell’involucro.

  306. The_Major Says:

    bisogna cercare logiche esterne tendere all’infinito…..

  307. The_Major Says:

    Maria,
    non so chi sia che vi chiamasse così. Io vi chiamo ramonisti perchè faccio un medley tra “ramon” e “comunisti”, oltre che per sottolineare la vostra incrollabile fede nella forma partito (vostra e di altri, ripeto)…perciò dovresti essere contenta 😉

  308. The_Major Says:

    inoltre anche ramonisti cioè ramon + capitalisti va bene,avete fede nell’uno…..

  309. The_Major Says:

    Analizziamo di nuovo la frase “La lista lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà” per contare i termini riconducibili a quella che anche Maria conosce come “ideologia dominante capitalistica”:
    1- Lista
    2- Lavora (brrrrr….)
    3- Crisi
    4- Democrazia economica
    5- Giustizia Sociale
    6- Solidarietà

    Maria, ti sfido ad argomentare che i suddetti concetti non siano legati alla storia in quanto storia di lotta fra le classi

  310. The_Major Says:

    Poi, se invece di prendere in giro volete confrontarvi sul documento che ha postato Puffo, fate onore al blog e al suo tenutario

  311. The_Major Says:

    Vi sfugge l’oltre.Allora dimostrami questo:
    1)Voi siete capitalisti.
    2)IO NO.
    3)VOI SIETE IL DENTRO.
    4)IO SONO FUORI

  312. va bene divertitevi negli spazi colletivi, negli scompaginamenti, nello show delle multiple personalità (che è terapeutico. chi soffre di disturbi di personalità ha bisogno di sfogo)
    noi c’abbiam da fare.

    saludos

    ps
    me la paghi. prima o poi me la paghi. ora non tempo. 😉

  313. The_Major Says:

    Sì, dai, vai così Maria, che mi piacciono le donne poliziotto… 😉

  314. The_Major Says:

    Analizziamo di nuovo la frase “La lista lavora per un’uscita dalla crisi fondata sulla democrazia economica, sulla giustizia sociale e sulla solidarietà” per contare i termini riconducibili a quella che anche Maria conosce come “ideologia dominante capitalistica”:
    1- Lista
    2- Lavora (brrrrr….)
    3- Crisi
    4- Democrazia economica
    5- Giustizia Sociale
    6- Solidarietà

    Allora?

  315. Federico Says:

    Scusa Radio Rahim, Do_The_Right_Thing, The Major perché buttare tutto in vacca? Avresti anche argomenti ma forse dovresti lavorare sulla qualità dell’autorappresentazione del tuo pensiero invece che fare di tutto per dare ragione ai lillo e a tutti quelli che vorrebbero che chi prova a discutere di alcuni argomenti venga ricoverato…

  316. The_Major Says:

    federico non riesci a sublimarti nell’oltre…..

  317. The_Major Says:

    I miei sforzi con te risultano vani……sei nell’involucro….

  318. The_Major Says:

    Ricominciamo:
    1- Lista
    2- Lavora (brrrrr….)
    3- Crisi
    4- Democrazia economica
    5- Giustizia Sociale
    6- Solidarietà

    Allora?

  319. The_Major Says:

    Ok. d’ora in poi parlerò solo con Maria e Federico. ciao ciao

  320. …allora prima di tutto buongiorno…non ho mai scritto sul blog ma lo leggo spesso…
    non sono iscritto al prc e nè sono mai stato iscritto ad alcun partito…detto questo vorrei solo dire a chi si diverte sul blog che di tipi come lui ne ho incontrati parecchi e devo dire che mi hanno sempre sorpreso…tipi che tenevano questo atteggiamento costantemente provocatorio…tipi che si definivano anticapitalisti e forse lo erano veramente a modo loro, ma che poi parlavano anche di altro…tipi che si definivano comunitaristi, antimperialisti (strani), nazional-comunisti, anarcoinsurrezionalisti (finti)…tipi che trovavi al CSOA o in piazza e poi andavano anche a fare due chiacchiere coi loro amichetti a casa pound o li trovavi in certe adunate…io li chiamo “quelli che sforano”…sai cosa intendo radio-do-the?

  321. dopo tutto questo nurodelirio(Maria a parte ovviamente) è il caso di dire
    meno male che compagni come rob ci sono…….losa rob lo sa che intendi ma che vuoi che ti risponda?

  322. xFederico vedi basta leggere alcuni tuoi post e quelli del tuo mutevole amico misterioso per capire che si tratta di problemi che esulano la politica ed entrano nel campo medico…..Ovviamente mi sono guardato bene di intervenire in un simile delirio…..purtroppo non ho il coraggio di Maria….

  323. The_Major Says:

    Gli rispondo che al mondo ci sono uomini d’ordine che si vestono di nero, uomini d’ordine che si vestono di rosso e uomini d’ordine che la vedono come rob. Io trovo il disordine molto più interessante…per il resto valgono i miei post delle 8:05 e delle 8:16 (oltre agli altri). ciao ciao

  324. Davvero bravo Radio Socrate o come diavolo ti vuoi far chiamare, che se “fuori” dalle idee dominanti…il tuo Marx chiamava comunismo il movimento reale, non astrale…

  325. The_Major Says:

    Reale significa organizzato in italiano?

  326. Per solito-radio-do-the…che più che libertario, come vuole apparire, è forse nichilista-evoliano (…ma forse è già un complimento):
    “L’organizzazione, che poi non è altro che la pratica della cooperazione e della solidarietà, è condizione naturale, necessaria della vita sociale: è un fatto ineluttabile che s’impone a tutti, tanto nella società umana in generale, quanto in qualsiasi gruppo di persone che hanno uno scopo comune da raggiungere.” Errico Malatesta <> ottobre 1927

  327. Federico Says:

    lillo, toglimi una curiosità…hai lo stesso tipo di atteggiamento quando qualcuno si avvicina alla porta del tuo circolo? perché mi aiuterebbe a capire molte cose sull’annosa questione del turn over e della mancanza di ricambio e di forze fresche dentro rifondazione….
    Il partito sociale cos’è per te…”o la pensi come me o ti mandiamo in ospedale psichiatrico?”

  328. bene.
    quando parlavo di sistema politico parlavo di questo sistema politico. quello postdemocratico scaturito da tangentopoli e dall’orgia maggioritaria. confesso di essere un nostalgico del sistema proporzionale e della repubblica veramente parlamentare. entrambe cose permeabili al conflitto sociale e alla rivendicazione di diritti. senza prescindere dal superamento del capitalismo e delle istituzioni borghesi. mi si dia pure del togliattiano. non c’è problema. ma non mi si può accusare di essere contraddittorio. al netto delle accuse insultanti di poltronismo ecc ecc. del resto si può essere pallidi socialdemocratici e non essere poltronisti ed essere “fuori” ed esserlo.
    sulle disquisizioni filosofiche sviluppate attraverso battutine e battibecchi non ho nulla da dire.

  329. caro federico, scusa ma non ti sembra contraddittorio dire che elezioni dovrebbero essere prese come un compito fastidioso e poi proprio sulle stesse parlare degli esperimenti di partecipazione democratica? tu stesso dici delle primarie che potrebbero essere usate come argomento contro la tua tesi. io insisto nel dire che esistono progetti politici diversi che hanno platee diverse. non credo tu non sappia che con questo presupposto ciò che sembra più partecipativo e democratico si può rivelare come l’esatto contrario. guarda ti faccio un esempio. in gioventù ho militato in una formazione che aveva un grado di compattezza ideologica e politica tale che nello statuto si prevedeva che tutti gli organismi dirigenti dovevano essere eletti con voto segreto e su lista aperta. senza la compattezza, per esempio in un partito con tendenze molto diverse fra loro, il voto segreto su lista aperta non produce la scelta delle persone bensì le cordate e gli accordi fra tendenze diverse a discapito delle persone. lo stesso metodo a seconda della platea da effetti opposti. e dovresti convenire con me che è più democratico garantire le tendenze di minoranza piuttosto che ridurle col voto segreto che in teoria, ma solo in teoria, dovrebbe premiare la qualità delle persone.
    quanto al problema che poni tu ripeto che ci sto a discutere e mi piacerebbe sapere se rimettere la decisione circa la presenza al governo e la caduta dello stesso non ad un organismo di partito ma ad una platea molto più vasta è una buona idea. per quanto mi riguarda si può applicare anche nel comune più piccolo.
    ciao e grazie per il commento

  330. caro alberto, hai ragione la fiom si oppose (anche se molti della fiom andarono a quella manifestazione della cgil che comunque comprende la fiom) alla manifestazione pro guerra nel kosovo. ma visto che più volte, e anche da te, è stata tirata in ballo la questione della guerra come discrimine, si può avere la tessera di un sindacato che scende in piazza a favore di una guerra? o il discrimine vale solo per i partiti e il governo?

  331. altri post cancellati. il motivo è sempre lo stesso.

  332. Federico, ti ripeto che prima della “pars construens” c’è la “pars destruens”, ok? Se mi stai chiedendo se esiste un “metodo” alternativo alla rappresentanza, posso risponderti che credo di sì, e lo chiamo teoresi comunista, cioè speculazione argomentativa in chiave anticapitalista.”

    …”L’introverso architetto di pensieri vive sulla luna che e’ stata sequestrata da tecnici estroversi…” (Adorno, DIalettica negativa)…….wake up Neo, the Matrix has you….-:)

  333. …..a scusate il post precedente era rivolto a un post di Do_The_Right_Thing, ma a mio avviso non servira’ a svegliarlo….ci vorrebbe il mago Zurli’…

  334. romololeft Says:

    Sono uno studente della sapienza in “onda”,nonchè militante di rifondazione.Devo dire che trovo la scelta per le elezioni non perfetta,ma comunque buona(il programma doveva secondo me appoggiare esplicitamente le lotte degli studenti).Per quanto riguarda l’importante manifestazione di sabato mi trovo in dubbio se partecipare allo spezzone unitario dei comunisti o se a quello studentesco…sono più propenso a partecipare a quest’ultimo per il semplice fatto che ormai dopo mesi di lotta vera mi dispiacerebbe abbandonare quella che è stata e sarà l’opposizione più dura e intransigente al governo pidduista e antipoplare della destra.Forse voi lo sapete già compagni,ma rifondazione c’è ed è presente in quella lotta che va sostenuta senza indugi dal partito.Spero veramente che lo spezzone unitario dei comunisti sia numeroso e combattivo…so già che quello degli studenti sarà come sempre colorato festoso,arrabbiato e radicale ma senza bandiere(e questo è un bene)…
    Saluti comunisti

  335. x DO_THE_RIGHT_THING
    Ridicolo:
    “Serve un’antropologia comunista (ovviamente senza indulgere troppo allo scientismo), cioè un modo alternativo di vedere l’uomo e le sue relazioni. Perchè è necessario sistematizzare le relazioni umane? Perchè è necessario organizzarle? Perchè è necessario ordinarle? Uomo, Ordine, Potere: questi i tre elementi di partenza su cui riflettere. Una volta elaborato un pensiero radicale nel senso dell’exit, lo si rende prassi per se stessi, non per altri, altrimenti scatta la rappresentanza. Ora, non è che in pochi secondi si abbozza una teoria della sovversione, perciò non pretendere esaustività immediata, Federico, se no sembra che tu mi prenda in giro. A differenza di te, penso che non ci siano rappresentanze possibili, solo falsamente necessarie”

    Meno male che c’e’ chi fa la cosa giusta, ossia tacere, quando non sa di cosa parla. Dici cose generice e banali, quando va bene, assurdita’ da ignorante, cercando di spacciarti per quello che non sei, ossia una persona con una certa cultura politica, quando va male. Sembra che tu abbia letto un Bignami di politichese comunista (solo le prime tre pagine) e che tu condisca i tuoi interventi con un frasario pseudo-filosofico da due lire che potrebbe impressionare solo qualche povero ingenuo di passaggio. Risparmiaci ulteriori inutili e altisonanti frasi, che risuonano in realta’ per tutto il blog solo come sonore scorregge, ammobando la discussione. Insomma…..tana per DO.T.

    .

  336. Lu direi di passare a cose serie tipo il post di romololeft……Non perderci tempo con Do the o come si chiama….

  337. Federico Says:

    Consordavo, anche se oramai ero già fuori, sulla proposta di rimettere al vaglio “popolare” la nostra presenza al governo precedente e concordo che sia una proposta estendibile alle realtà locali.
    Credo non ti sfugga che anche in quel caso c’erano e ci sono rischi di “democrazia sostanziale”. Eppure lo proponevi e lo riproponi. Avrai pensato che tutto sommato il gioco valeva la candela…

    Poi, siccome do molta importanza al problema di ridefinire le forme di partecipazione-rappresentanza-partito ecc. ecc. e invece non do importanza alle elezioni mi sembrava proprio quella una occasione in cui “rischiare” e sperimentare qualcosa di nuovo, visto che il congrsoo era andato…

    tu parti dal presupposto che la platea che guarda al PRC o al PDCI sia compattamente concorde con le linee di fondo delle due formazioni. Credo invece che la conoscenza anche solo generica di queste linee riguardi non solo una minoranza degli elettori, dei simpatizzanti e quasi quasi anche dei militanti.
    In fondo in questo blog ci sono molti convinti rifondaroli che sono molto più “unitaricomunisti” di Diliberto in persona ….

    A platee allargate i giochi non sarebbero stati scontati. Certo, era un rischio. M si poteva fare in modo che nessuna minoranza si sentisse sovverchiata ma partecipe. Anzi, forse si sarebbero coinvolte molte più “minoranze” e forze rispetto di Salvi e De Vita…

    Ripeto, negli esempi di democrazia partecipata come porto Alegre, c’era una platea larga ma minoritaria che decideva come investire i soldi. SOLDI. Il sistema è stato esaltato dalle nostre parti, mi pare. …

  338. Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.

    Mi trovo da questa mattina a Londra, nel quartiere Excel, nei pressi della sede del vertice dei G20, per partecipare – unico leader della sinistra italiana – alla manifestazione organizzata dai movimenti contro il G20.

    Il movimento no global aveva ragione a Seattle ed ha ragione anche oggi. L’enorme crisi economica e sociale mondiale lo mostra chiaramente a tutti, il neoliberismo e l’ideologia del mercato sono miseramente fallite, e i potenti del mondo non trovano soluzioni alla loro crisi.

    Come Rifondazione comunista noi oggi siamo qui a Londra con i movimenti di tutto il mondo a indicare che l’unica strada da seguire è quella opposta alle ricette dei Grandi della Terra e passa attraverso la redistribuzione del reddito, l’intervento pubblico in economia, la riconversione ambientale dell’economia, l’abolizione dei paradisi fiscali, il taglio delle spese militari, la tassazione delle rendite finanziarie.


    Ufficio stampa Prc-SE

  339. no scusa federico, ma io non parlavo solo di platee di partito/i. che pure ci sono e si sarebbero superviste in scontro tra di loro sul simbolo. parlo proprio del fatto che ci sono molti progetti diversi. e che data la preponderanza comunista altre idee ed anche persone sarebbero state di fatto soverchiate. poi mi spiace ma il bilancio partecipativo individua una platea omogenea. tutti i cittadini. e comunque le ingegnerie organizzative non possono creare platee omogenee quando non ci sono.

  340. Alfonso Geraci Says:

    La dichiarazione con cui si annunziava la non partecipazione di SC alla lista comunista per le europee parrebbe scomparsa dal loro sito. Chevvordì?

  341. Brunoincazzato Says:

    Ci sono:radio shaim/the major/to the raight sono il Prof. Plutarco!!!

  342. Bruno una domanda:chi cazz è il prof Plutarco….con tutto il rispetto?

  343. Question Time condiviso: Ma chi e’ sto Prof. Plutarco?

  344. Alfonso Geraci Says:

    L’uomo morto a Londra era un giornalaio di 47 anni, Ian Tomlinson. Ancora non è chiaro cos’è successo, comunque a quanto pare era in una zona dove la polizia aveva recintato i manifestanti, tra l’altro con uso di cani. Domani se ne dovrebbe sapere di più.
    Restando in Inghilterra ma su tema molto meno tragico, qualcuno ha letto ‘sto famoso articolo di Perry Anderson sull’Italia, passato e presente della sinistra? Io sì, è “in chiaro” sul sito della London Review of Books (digitate LRB su google e lo trovate subito). Ci sono tante cose discutibili, ma su una molti di noi saranno d’accordo, ovvero che l’anomalia italiana non è Berlusconi bensì il vuoto pneumatico progressivamente creato dalla nostra sinistra. Anderson traccia una linea “nera” che va da una certa lettura sovrastrutturalista di Gramsci, a Togliatti che non fece guerra di movimento ma solo di posizione (qui è generosissimo…) al Berlinguer del compromesso storico e dell’unità nazionale, a Veltroni (in toto) al cornuto dilemma del girotondismo diviso tra il perbensimo di Nanni Moretti e le parolacce della Guzzanti. Certo per lui la sinistra alternativa si riduce agli autonomi e alle sue anime gemelle del Manifesto, fuori di questo esiste poco altro nella sua disamina. Comunque chi legge l’inglese mi fa cosa gradita se ne vuole discutere un poco, è sempre utile vedere come ci vedono da fuori la mischia.

  345. Brunoincazzato Says:

    Qualche tempo addietro qui sul blog si accese un simpatico siparietto,e devo dire a volte interessante,tra questo nick (plutarco)e un po tutto il blog,ma in special modo Maria gli teneva testa e forse scoprì chi era.
    il modo di scrivere e l’ossessione sulla rapèpresentanza sono come una firma.è
    semplicemente un fatto di costume,perchè i comunisti non sono “costumati”?
    Mi piacerebbe sapere l’opinione di Maria.

  346. Si si Bruno me ne ha parlato un mio amico Tony che mi ha detto del blog di Ramon,lui lo frequentava mesi fa ora è fuori per lavoro.Mi ha detto di un pazzoide logorroico che si firmava Plutarco,infatti un nickname del genere mi aveva incuriosito…ora ricordo.Quando rivedo Tony glielo dico….

  347. Ma questo è fuori tu pensa che oggi dialogava con se stesso…..ti dico folle totale….

  348. alfonso della tua proposta mi sa che ne discuto domani….comunque per me anomalie sono entrambe forse una e condizione per l’altra.

  349. Alfonso Geraci Says:

    Per alleggerire il clima luttuoso, non è che sapete come sono ‘ste poesie di Vendola? Qualcuno le può postare?

  350. Le poesie di Vendola si trovano facilmente sui motori di ricerca, a me non hanno fatto una grande impressione, ma io sono un fan del “Il pirla” di Montale…..comunque di sicuro Vendola ha smentito Heidegger, secondo il quale il mondo sarebbe stato salvato dai poeti…….

  351. Luca Marini Says:

    E intanto nei territori in vista delle amministrative sta avanzando il virus impetuoso che mina alle fondamenta della svolta in basso a sinistra. Anche Firenze non ne è immune. Lotte interne per un probabile candidato a sindaco alternativo al PD becero di Renzi. Quello che più lascia attoniti è la probabile candidatura di Valdo Spini, candidatura appoggiata da una parte del PRC. Indiscrezioni? non penso. Ma anche se lo fossero, già il fatto che se ne parli la dice tutta sulla situazione del PRC in vista delle amministrative.

    su Plutarco no comment, tra qualche mese il professore si riprsentera sotto un altro pseudonimo a darci lezioni

  352. Bene Romololeft, l’Onda padovana farà come te: tutti alla Sapienza per il corteo studentesco che tanto, a quanto mi hanno detto, dovrebbe rifluire in quello sindacale a piazza della Repubblica…
    Compagni, se un appuntamento creato completamente a freddo dalla Cgil, senza alcun richiamo particolare, praticamente ignorato dai media, riesce a creare questa mobilitazione (abbiamo riempito un pullman in 48 ore solo con il passaparola, e ricordo a tutti che si tratta di 8 ore di pullman in piena notte, da Padova), vuol dire che la società italiana è veramente tesa come una corda di violino. Lavorare lavorare lavorare, che queste elezioni siano un’occasione per farsi vedere ovunque, per essere dappertutto, per parlare con tutti. È così che si costruisce il partito sociale, il resto sono chiacchiere…
    INONDIAMO ROMA!!!

  353. Do_The_Right_Thing Says:

    Ramon,
    guarda che essere in contraddizione può rivelarsi interessante, se solo si riesce ad avere a che fare con se stessi e a ragionare un po, non è mica un peccato mortale. Vorrei capire in che misura il conflitto sociale è disfunzionale al potere sociale: secondo me, per come lo intendi tu, il conflitto è sempre performativo, cioè ambisce a trasformare l’esistente, non a mettere in causa il potere e la sua antropologia politica, proponendo una diversa sistematizzazione delle relazioni. Ma il comunismo non è questo, e non è quello che c’è scritto sul documento per le europee. Pensi davvero che il comunismo abbia a che fare con la democrazia parlamentare? Credi davvero che il comunismo sia “democratizzazione radicale dell’esistente” come scrivesti un po di tempo fa? Sono robe un po scarse quanto a possibilità di convincermi! Poi, se riesci ad imbonire i tuoi epigoni, tanto meglio per te: ci sarà sempre, finchè permarrà la democrazia liberale rappresentativa, qualcuno diposto a farsi rappresentare da te. Davvero pensi di poter tracciare una demarcazione tra democrazia e post-democrazia dal punto di vista della rappresentanza? Come concili la militanza organizzata volta al superamento dello stato di cose presente se la militanza organizzata FA PARTE dello stato di cose presente? La forma partito può sintetizzare il comunismo, può interpretarlo, può rappresentarlo? Il comunismo può essere rappresentato? Gradirei molto che provassi a discutere con me su questo piano, sempre che la tua sensibilità di “dirigente” e di uomo che non si contraddice mai non ne risenta…Poi, se vuoi, discutiamo del famoso primo paragrafo del documento politico della lista ecc. ecc.

    Per quanto riguarda accostamenti tra me e un certo Plutarco, io sono epicureo, ed Epicuro e Plutarco, a quanto mi risulta, non è che avessero proprio le stesse vedute del mondo e della vita ;-). Sarebbe interessante che Plutarco rivivesse e ci riproponesse le sue opere, così potremmo criticarne l’impostazione autoritaria, ma possiamo sempre andare a rileggercele: ci troveremmo tanto ramonismo…

    …”L’introverso architetto di pensieri vive sulla luna che e’ stata sequestrata da tecnici estroversi…”…bella citazione, lu: ti assicuro che non sono introverso, così come ti assicuro che tu fai parte dei “tecnici estroversi” 🙂

  354. Allora Masaccio ci vediamo a Roma domani, anche qui i pullman riempiti sono andati oltre ogni piu rosea previsione! (e anche per noi cuneesi Roma non e’ proprio dietro l’angolo 😀 )
    Faremo un salto anche alla riunione in Federazione di Roma, anche se a noi il pullman riparte alle 16 per cui non potremo stare fino alla fine.

    A domani!

  355. La parola mantra deriva dalla combinazione delle due parole sanscrite manas (mente) e trayati (liberare). Il mantra si può quindi considerare come un suono in grado di liberare la mente dai pensieri.
    Sostanzialmente consiste in una formula (una o più sillabe, o lettere o frasi), generalmente in Sanscrito, che vengono ripetute per un certo numero di volte (Namasmarana) al fine di ottenere un determinato effetto, principalmente a livello mentale, ma anche, seppur in maniera ridotta, a livello fisico ed energetico.
    Esistono moltissimi mantra per gli scopi più diversi; la maggior parte sono in sanscrito, ma ne esistono anche in altre lingue. Il mantra più conosciuto è il mantra Om (AUM).

    FORZA!
    TUTTI A GAMBE INCROCIATE BRACCIA APERTE OCCHI CHIUSI E POLLICE E INDICE CHE SI TOCCANO. AUMMMMMMMMMM

    ps
    bruno nn ho capito quale opinione dovrei esprimere. su cosa?

  356. Abbiamo riempito autobus con una facilità incredibile.
    Tra i compagni c’è molto entusiasmo,sfruttiamolo bene……………

  357. Possiamo deridere il Mantra e le esperienze di liberazione della mente e di autoriflessione della singolarità, sicuramente, in questo clima culturale non se ne accorgerebbe nessuno. Però mi viene da ridere di più se penso alle discussioni in cui si avvita il post-togliattismo cattocomunista che prepara le sue liste all’insegna di storiche diatribe sulla grandezza della falcemartello mia e degli altri. Il mio falcemartello è più lungo del tuo, sembra affermare freudianamente il Compagno Diliberto. Il comunismo diventa un problema fallico e la sua riproposizione in veste tardo rincoglionita-keynesiana (di fronte alla crisi scaviamo le buche e riemipamole per creare occupazione!) una grande rimpatriata di vecchie salme della politica con annessi tardosocialisti e consumatori uniti. Quindi, mi fa specie sentire AUM se poi sono costretto ad andarmene alla Messa cantata ed officiata dal Sacerdote che ti assiste nella tua redenzione. Mi dispiace, nessuno vi redimerà, anche se vi affidaste a Padre Maronno. Amen.

  358. mau68- Says:

    Firenze…
    a chi chiedeva notizie di Firenze: all’appello per la candidatura di Spini hanno già risposto (per ora) i verdi e : “I Verdi di Firenze hanno deciso di sostenere la candidatura a Sindaco di Valdo Spini… Un successo di Valdo Spini e della lista “Verdi – Spini Insieme per Firenze” sarà un successo di chi vuole un centro-sinistra rinnovato, ancorato a precisi valori, vicino ai cittadini” e Furio Colombo (deputato del PD).
    Spini ha ringraziato: ”Da un lato, anche a livello nazionale – osserva Spini in una nota – c’e’ evidentemente interesse per la battaglia di rinnovamento che diamo a Firenze, e dall’altro che la mia candidatura non e’ contro il PD, ma per la ripresa di quei valori che possono nuovamente rilanciare l’iniziativa politica del centro – sinistra e della sinistra italiana”.
    Nel Prc fiorentino non si sa ancora quale “direzione” prendere e si lancia appelli: “Siamo ancora in tempo a costruire per Firenze un’ampia coalizione alternativa al Pd e alla Pdl, che sappia rappresentare i bisogni e le aspettative di questa città! Il PRC rivolge un appello a tutte le realtà che hanno partecipato nelle scorse settimane agli incontri fra i diversi soggetti sociali e politici della sinistra, nel corso dei quali si erano registrati importanti elementi di condivisione sui programmi, affinché si faccia tutto il possibile per evitare la frammentazione e cercare un’intesa… Con questa responsabilità chiediamo a tutti i soggetti: unaltracittà, Sinistra per , lista Spini, PdCI, Verdi, SUP, di incontrarsi subito con modalità condivise e trasparenti”…

  359. avete letto lo scazzo tra Pardi e Parlato dopo che il fondatore del manifesto aveva definito nella sua rubrica domenicale “IDV un partito populista di destra forcaiolo”?

  360. animals Says:

    Diciamo la verità, le elezioni amministrative sono il punto debole della svolta a sinistra e della maggioranza di Chianciano e stanno mettendo in evidenza nel modo peggiore tutte le contraddizioni del partito. Purtroppo stanno anche catalizzando tutto l’interesse degli organismi dirigenti locali paralizzando l’azione di radicamento sociale. E d’altra parte qualsiasi alleanza con il Pd de facto paralizza l’azione di radicamento sociale e logora il partito in trattative e bracci di ferro inutili e dannosi. Il tutto quando tra l’altro il doppio turno ci da la possibilità di presentarci da soli senza essere accusati di far vincere le destre.
    Siamo molto indietro

  361. su quale giornale c’è questo fatto danni?
    xAnimals hai ragione questo è verissimo anche se non dappertutto….mi sa che ci vorrà un bel pò di tempo per avanzare(politicamente) sul livello amministrativo…

  362. Sul maifesto lillo. Lettera di pardi vs parlato

  363. lucaocchionero Says:

    Ciao Zipponi, Ciao Piras: non riuscite neppure ad immaginare quanto sia felice di perdervi!!

  364. Piras oggi ha fatto dichiarazioni incredibili…….compagni sarò limitato ma io questi non riesco a capirli.

    Piras dichiara:
    «Oggi penso che la rinuncia alla dignità e alla libertà di fronte all’arroganza della maggioranza nazionale del mio partito sia come svendere me stesso. […] Ma non piego la testa. E penso che oggi essere comunisti significhi innanzitutto lanciarsi nel mare aperto. Nella resistenza che costruisce. Diserto, disobbedisco e amo…e diserto da questo esercito di miopi che non vede oltre la punta del suo naso. E diserto da voi dirigenti di questo partito, vi lascio le vostre certezze e la vostra presunzione, il vostro odio e la vostra insignificante boria. Farò altro e voi mi scomunicherete. Farò altro da voi, inquisitori del XXI secolo, giudici di ogni pensiero, ridicoli pseudo avanguardisti di un mondo che non conoscete.»

    Michele Piras, ex Segretario regionale PRC della Sardegna, 3 Aprile 2009

    Per favore aridatemi Plutarco-Major-Do the etc….

  365. Grazie danni ho letto,sinceramente mi trovo d’accordo in buona parte con Pardi.Alcuni a sinistra attaccano Di Pietro perchè catalizza i voti che in buona parte dovremmo avere noi…ma questo è problema nostro mica di Di Pietro.La spocchia non ci ha portato ne ci porterà da nessuna parte,forse e ora che anche i vari Parlato e Rossanda lo capiscano….

  366. ovviamente il buon PIRAS ha dato comunicazione delle sue dimissioni sul sito di MPS in tempo reale,anzi è probabile prima a loro e poi al PRC,dove immediatamente è stato promosso(per la verità si è autopromosso) ad “organizzatore” di MPS sardegna,tutto nello stesso giorno.
    Bah manco il pudore…..

  367. Sul sito di MPS insieme alle sue dimissioni hanno messo la sua foto…..mi pare un martire….

  368. Invece secondo me Parlato ha ragione da vendere: Di Pietro e gRillo sono fascisti maskerati.

  369. Ferrero, Prc: Sardegna, scissione ennesimo caso di trasformismo politico

    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se.

    Le dimissioni di Michele Piras da segretario regionale del Prc sardo e quelle di altri dirigenti con lui rappresentano la cronaca di un evento annunciato.
    In Sardegna chi era d’accordo con la scissione di Vendola e del suo movimento non l’aveva fatta, la scissione, solo per poter gestire le elezioni regionali sarde. Avendo ottenuto di eleggere, con i voti di Rifondazione comunista, i consiglieri regionali, ora si promuove la scissione.
    Proporrei ai compagni sardi che se ne vanno dal partito solo di evitare di cammuffare questa vera e propria “furbata” con gli insulti da un lato e gli afflati poetici dall’altro. Si tratta solo dell’ennesimo episodio di trasformismo politico di cui è stata costellata la storia d’Italia, come rammentava bene un grande sardo, Antonio Gramsci.
    Infine, all’ex segretario Piras che parla di un Prc ridotto a “una caserma”, faccio presente che solo la democrazia che vige dentro il Prc, come in nessun altro partito italiano, gli ha permesso di dirigere il partito in questi mesi e di compiere oggi questa “furba” scissione a scoppio ritardato.
    Democrazia che continuerò a difendere perché costitutiva di un’idea della politica basata sulla partecipazione e diametralmente opposta alla politica del trasformismo

    SOTTOSCRIVO PAROLA PER PAROLA………….INFAMI!!!

  370. Alfonso Geraci Says:

    Il trasformismo entro certi limiti è una realtà (orrenda ma) inevitabile; certo bisogna attrezzarsi per limitarne portata e danni il più possibile, e questo significa affrontare CONCRETAMENTE e non con il solito bla bla
    il nodo del professionismo della politica, la cancrena del parlamentarismo e dell’istituzionalismo fini a se stessi eccetera. Perciò rotazioni, revocabilità, stipendi bassi e quant’altro, ma anche collegialità direzionale per ammortizzare le defezioni che sempre periodicamente ci saranno. Tra l’altro bisognava fare come diceva Franco Russo ed eleggere 4 portavoce anziché la scelta tradizionalistica di Ferrero segretario-lider maximo unico.
    A me fa ridere (o piangere) di più Zipponi, da portavoce del conflitto di classe a teorico della “task force di esperti dell’economia”; da un giorno all’altro non è più una questione di classi con interessi confliggenti ma è tutta una cosa di esperti e di task force e di tecnicismi. Minchia, ragazzi..
    aveva ragione Marx: “l’ideologia non ha storia”.
    Su Di Pietro: non sono fascisti, ma certo hanno un programma sociale agghiacciante e chiare tendenze autoritarie.

  371. a un post senza insulti rispondo volentieri. e credo di cavarmela velocemente.
    ma chi ha mai detto che il comunismo alberghi nei programmi elettorali per il parlamento europeo? chi? non io. non noi.
    la ricerca teorica del comunismo di marx si accompagnava alla parola d’ordine (che era un obiettivo del conflitto) delle otto ore lavorative.
    forse che quando un parlamento ha votato una legge che vietava il lavoro dei fanciulli e le otto ore lavorative si è realizzato il comunismo? o si è realizzato il poltronismo dei deputati che la votarono? o cosa? suvvia!
    comunque è legittimo avere la concezione di comunismo che si preferisce. da pol pot agli anarchici c’è una vasta gamma. ciò che è intollerabile è che si pretenda che altri comunisti si dichiarino in contraddizione con le altrui concezioni. a meno che non si possieda il brevetto.
    ciao ciao
    e mi si scusi il linguaggio poco forbito

  372. ben detto maria. AMEN!
    formidabile risposta a un lungo delirio.

  373. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    e mentre leggo un po di tutto su tutto su questo blog……………..
    si prepara la guerra quella con le armi . Si continua la guerra quella della fame e delle malattie. Che triste scenario di insieme . Una sinistra che quando va bene è messianica e consolatoria,dotta talvolta,più spesso inutile e saccente.Una destra senza identità e con pochi padroni.
    Ma a dirla tutta nessuno riesce a formulare un’ abbozzo di modello che possaconfigurasi come alternativo. La storia è qui sotto i nostri piedi ma la sensazione è che se ne discuta come se qualcuno l’avesse già scritta .
    In questo scenario anche il bene rischia di diventare nichilismo.
    un pensiero della notte ,probabilmente inutile insieme a tante cose
    di questo uomo , viva la vita!

  374. mikail Says:

    sul ex Segretario regionale PRC della Sardegna (trombato alle ultime elezioni sarde, vorrà dire qualcosa…): era ora che togliesse il disturbo, almeno il prc sardo smetterà di essere una caserma guidata da questi vendoliani portatori di cattiva politica e di pessima poesia.

  375. Beh si qua si delira…Nel frattempo voi tenetevi la vostra bella bandierina tricolore

  376. grande il manifesto : contro di pietro & grillo 2 buffoni alla corte del fascismo trasversale

  377. Bucharin77 Says:

    discorso di Epifani oggi pessimo, non si chiamano milioni di lavoratori in piazza per esprimere il nulla. Anzi solo per chiedere al governo di essere “riammessi” al tavolo delle trattative. Questa è la linea della sconfitta. il partito deve saperlo questo, sapere che la CGIL non regge. Ritorna per noi il vecchio problema della formazione di una credibile linea del partito nel sindacato

  378. ANSA) – ROMA, 4 APR – «Dopo aver rinunciato a far parte della lista unitaria di Prc e Pdci, Sinistra critica ha preso la decisione di non raccogliere le firme per le elezioni europee». È quanto si legge in un
    comunicato di Salvatore Cannavò, ex deputato del movimento di sinistra.
    «Quella lista unitaria – sostiene Cannavò – si è posta in piena continuità
    con la storia governista di Pdci e Prc, prefigurandone una fusione tutta
    simbolica.
    Non è casuale – sottolinea – che essa abbia come testimonial gli ex
    ministri dei governi Prodi e D’Alema e invece di candidare Franco Turigliatto, che con il governo Prodi ha rotto, imbarca Cesare Salvi».
    «In questa situazione, di grande confusione e dispersione di forze,
    pensiamo non serva un’operazione di propaganda finalizzata alla sola
    visibilità – dice Cannavò – Lavoriamo, nel medio periodo, alla
    prospettiva di una Nuova sinistra anticapitalista, che le vicende
    francesi o il G20 di Londra rendono attuale». Sinistra critica
    «attraverserà» la campagna elettorale con la sua proposta sul salario
    minimo intercategoriale e sarà presente alle amministrative. Sia con
    liste proprie, come a Milano, dov’è candidato il consigliere provinciale uscente Piero Maestri, sia appoggiando «liste ampie di movimento, alternative al Pd», come a Bologna.(ANSA). COM-KYV 04-APR-09
    13:14 NNN
    *FINE DISPACCIO*
    Lista di coordinamento della Sinistra
    Critica

  379. Alfonso Geraci Says:

    Sul sito di SC c’è un discorso più lungo dove comunque si condanna “la dispersione di forze” attuale, legando questo alla loro decisione di non partecipare alle europee (insomma parrebbe proprio una specie di appoggio esterno alla lista comunista) e si fanno considerazioni condivisibili sul governo Prodi. Amen.
    Su Perry Anderson non mi ha risposto nessuno, guardate che è interessante e (forse) pure importante, anche se non centratissimo.

  380. Alfonso quale è il sito con l’articolo di Perry Anderson?ma è tradotto in italiano?

  381. Bucharin77 Says:

    caro Alfonso, ho sentito parlare di questo articolo anche altrove ma devo ancora leggerlo. In prima approssimazione mi sembrano le “classiche” tesi di Anderson, il quale come ben saprai è sempre stato un critico molto severo della tradizione gramscian-togliattiana italiana (il suo testo del 1978, Ambiguità di Gramsci, fece incavolare non poco gli studiosi del sardo, targati PCI). Peraltro nella sinistra marxista anglosassone non è certo uno dei pochi ad aver sostenuto una posizione simile – indipendentemente dalle famiglie politiche di appartenenza (trotskiste o più staliniste). Anche Sweezy per esempio era abbastanza diffidente verso questa impostazione cultural-politica. Comunque ne riparleremo magari dopo aver letto l’articolo

  382. Il sito è questo http://www.lrb.co.uk/v31/n05/ande01_.html , sono 22 pagine in inglese.Chi è bravo in inglese ….magari se lo traduce e lo fa girare sul web…

  383. Comunque Bucharin in italia forse 20 anni prima di Anderson il grande filosofo della scienza e partigiano Ludovico Geymonat sia pure da posizioni diverse aveva fortemente criticato la tradizione gramscian-togliattiana bollandola come idealista…tra l’altro Geymonat fu tra i primi nel 91 insieme allo scrittore Paolo Volponi ad aderire al PRC….penso che Ramon data la sua militanza politica a Milano conosca bene Geymonat…
    In ogni caso l’articolo di Anderson va letto…ah concordo con il tuo post sulla CGIL.

  384. Compagni questo è il sito dove è stato tradotto l’articolo di Perry Anderon “Una Sinistra Invertebrata” :
    http://italiadallestero.info/archives/4320

    BUONA LETTURA.

  385. Luca Marini Says:

    concordo con Bucharin, un discorso pessimo…tutto incentrato sul confronto tra gli altri governi europei buoni e lungimiranti(?) e il governo Italiano pessimo . I lavoratori italiani lo sanno quato sia pessimo il governo italiano sul tema dei diritti del lavoro, lo sanno da anni. Come sanno che la cgil non ha affatto difeso i precari. Che la difesa del contratto nazionale faccia rinsavire la Cgli? vedremo…………

  386. Concordo che il discorso di Epifani è stato pessimo………………
    Oggi ho visto tante bandiere COMUNISTE è evidente che ancora ci siamo,siamo numerosi,veramente numerosi e vogliamo combattere………..

  387. Alfonso Geraci Says:

    Ciao Bucharin, in Inghilterra Perry Anderson lo accusano di essere lui stesso togliattiano… comunque lui critica una lettura tutta sovrastrutturalista di Gramsci, l’egemonia come fatto eminentemente ideologico e culturale, che poi è stata la declinazione che in larga misura ne ha dato il PCi in base alle vicende e alle scelte che tutti sappiamo.
    Con Togliatti è tenerissimo, dice che ha sbagliato a far solo guerra di posizione e non di movimento, e l’amnistia dei fascisti la chiama “ingenuità”… il problema è che se, per esempio, leggo quello che scrive oggi – 2009 – Luigi Vinci sulla storia del PCi, be’ è ancora più sbagliato del “togliattiano di sinistra” Perry Anderson (e penso che la tradizione diciamo “demoproletaria” sul togliattismo diceva ben altro) ! L’unico che ha scritto cose giuste – quando su LIBERAZIONE hanno rievocato gli 88 anni del Partito Comunista – è stato il sempre grande Franco Russo, che ha parlato di PCi come argine e limite delle lotte più avanzate dal ’62 in poi. Poi Anderson arriva a Berlinguer e lì dice cose ineccepibili anche se non profondissime.
    Su Veltroni l’irrisione (condivisibilissima!) sostituisce l’analisi.
    Comunque dice che l’articolo l’hanno già tradotto, per cui intervenit numerosi.
    P.S.: chi è che ha detto quella cosa azzeccatissima su Di Pietro? (su Grillo ancora non lo so).

  388. michele piras Says:

    Saluto Ramon, che conosco e ho sempre apprezzato, nonostante le differenze ed anche le mie dimissioni dal partito che, vedo, sono rimbalzate anche qua. Non ho mai scritto in questo blog lo faccio ora solo per dire due cose, a titolo di soddisfazione personale, sapendo che non cambieranno le sorti del mondo: a chi dice che sono stato trombato alle regionali (e quindi secondo lui vorrebbe dire chissà che) segnalo che (1 nel collegio di nuoro il prc non è riuscito ad eleggere (qualcuno vada a vedersi la legge elettorale per scoprire il perché) (2. ho preso 1018 voti in un collegio di 150mila abitanti, poco meno di 1/3 dei voti complessivi del prc (3. sono il più votato della lista (4. nel mio paese d’origine (poco più di 2000 anime) ho preso 409 voti e il prc 423, pari al 35% dei voti validi. Vorrà dire qualcosa? Sicuramente vuol dire che chi abbozza analisi elettorali senza contenuto politico per attaccarmi su un blog in merito alle mie decisioni (circa le dimissioni dal prc) può benissimo dedicarsi ad altro, che è meglio.

  389. michele piras Says:

    P.S per Lillo (chiunque sia): non sono stato promosso nè mi sono autopromosso ad organizzatore di MPS. Aderisco e coordino “Rifondazione Sarda per la Sinistra”, altra cosa, altra vicenda. Non nascondo le mie simpatie per l’MPS ma non credo ci sia niente di male nè ho mai pensato che Vendola fosse il nemico di classe (e suggerirei anche a te di cercarlo altrove). Vedi, informarsi bene serve sempre, sopratutto quando si vuole polemizzare….Bah, almeno la decenza

  390. mau68- Says:

    per piras…

    concordo sul fatto che non voglia dire alcunché essere eletto o meno, come il fatto che Vendola sia il nemico di classe (anche se a luglio diceva di doversi presentare con il simbolo del Prc alle europee, a dicembre giurava e spergiurava che mai sarebbe uscito dal Prc e nel frattempo stava già trattando con il Ps)…

    rimane il fatto che Piras pretendeva di essere segretario di un partito ma di essere libero di appoggiare e/o presentarsi con un altro in competizione con il Prc…

    Bah, almeno la dignità…

  391. Piras ritengo che tu sia un opportunista,per quanto riguarda la tua precisazione su Mps,dimostra che tu hai scarsa stima dell’intelligenza di chi frequenta questo blog…..
    Vergognati caro Piras…..sei patetico.

  392. lucaocchionero Says:

    Auguri Piras: vai pure per la tua strada; ti faccio i complimenti per i voti presi anche se si sa, in un paese o in una cittadina non è mai difficilissimo. Hai deciso di aderire ad MPS, a Sinistra e LIbertà, una formazione che proprio non riesce a staccarsi dal 2,3% per tutti i sondaggi. Perderete e di brutto anche in Puglia, terra del vostro leader indiscusso ed indiscutibile, ma tant’è ognuno è responsabile delle proprie scelte pagando di persona i propri errori. Tanti auguri!

  393. La dichiarazione con cui Michele Piras ha annunciato le sue dimissioni da segretario e dal partito, pongono finalmente termine alla indecente operazione di speculazione in sostegno di un altro progetto politico, quello di Vendola, fatto sulla pelle dei militanti del PRC e utilizzando simbolo, risorse e strutture del partito. Al di là dei contenuti e del tono del comunicato, che ogni compagno può facilmente giudicare, la realtà è che Piras non aveva più una maggioranza e che, tra gli stessi esponenti della sua area, tantissimi non sono disposti a seguirlo in questa ennesima operazione trasformistica. Piras non riuniva gli organismi del partito dal 5 gennaio, preferendo conferenze stampa e proclami unilaterali, e nel momento in cui (29 marzo) il Comitato politico nazionale ha espressamente richiesto (documento approvato all’unanimità in allegato) la convocazione urgente del Comitato regionale del PRC, per una vera discussione senza infingimenti, non ha trovato di meglio da fare che uscire dal partito con l’ennesima dichiarazione solipsista, piuttosto che accettare il confronto democratico dentro il partito.

    I rappresentanti sardi nel Comitato politico nazionale

    Gianni Fresu
    Simona Lobina
    Vincenzo Pillai
    Giovanna Ticca

  394. Alfonso Geraci Says:

    Meno male che Vendola dal 2 e qualcosa non si stacca. E meno male che non cambia ghostwriter (o non ne assume uno, boh?) perché delle cose che dice per ora non si capisce un tubo (anche perché non significano niente), altrimenti potrebbe levare voti, data la telegenia e l’ampio spazio concessogli (anche perchè è governor).

  395. Su Firenze Mau68 regna la divisione totale un partito diviso tra l’appoggio a Spini L’indisponibilità del PdCI a quella candidatura e solo lista comunista, all’area di Grassi che vuole Merced Frias e lamenta un tentativo del segretrario nazionale di baipassare il territorio, insomma caos ovunque potrà essere superato il 4% ma la divisione esce allo scoperto ..ed è diffcile che resista il partito…

  396. PRC Lombardia – Cambio di maggioranza
    A conferma del caos e divisione che monta nel partito ecco cosa scrivono sul sito nazionale di Eseere Comunisti di Grassi:

    di Walter Tanzi e Mauro Cimaschi

    su Prc del 03/04/2009

    Venendo meno all’intesa raggiunta a livello nazionale, ieri sera (martedì 31 marzo 2009), nella riunione del Comitato politico regionale, è avvenuto un cambio della maggioranza congressuale ed è stato eletto un Comitato di gestione provvisorio composto (al posto della Segreteria) da una parte della moz. 1, dalla moz. 2, dalla moz. 4 e dalla moz. 5. Il Comitato di gestione è stato eletto, con voto segreto, dalla minoranza degli aventi diritto.
    L’esito del voto ha dato i seguenti risultati:
    aventi diritto 93 (componenti del CPR)
    votanti 63
    favorevoli 42 (45,16% degli aventi diritto)
    contrari 20
    astenuti 1
    Il giudizio politico non può che essere negativo ed il nostro dissenso si è espresso con il voto contrario.

    Walter Tanzi – Valorizzare Il Saper Fare

    Dichiarazione di voto di Mauro Cimaschi al Cpr lombardo

    Perché la maggioranza uscita da Chianciano non riesce ad esprimere gli organismi previsti dallo statuto: il segretario e la segreteria?

    Perché la mozione 1 che è risultata maggioritaria al congresso in Lombardia non riesce ad esprimere una candidatura univoca a segretario?

    Perché un accordo, in sede nazionale, che coinvolge anche la federazione di Milano non trova attuazione?

    Perché questi veti nei confronti di compagni di un’area politica che sono stati determinanti nell’elezione del segretario nazionale, e nella nostra regione all’elezione del segretario di Milano (frutto entrambi di accordi politici che nessuno si è mai posto il problema di mettere in discussione)?

    Forse che vi sono compagni che vanno bene a fare il lavoro politico, a raccogliere consensi, ma non a dirigere?

    Vi sono verso questi compagni giudizi di merito sulle loro capacità e percorsi politici che li rendono non idonei?

    Se a queste domande non ci sono risposte motivatamente affermative vuol dire che siamo in presenza di una grave discriminazione politica.
    C’è da dire effettivamente che in precedenti incontri regionali qualche compagno si è espresso in merito in modo affermativo, dicendo appunto che nessun compagno di essere comunisti avrebbe mai potuto dirigere il regionale lombardo.

    Credo che il partito, i nostri militanti, lo stesso congresso regionale hanno evidenziato la preoccupazione di evitare ulteriori divisioni e di salvaguardare la maggioranza uscita da Chianciano.

    Come pensiamo di poter affrontare una impegnativa e decisiva campagna elettorale senza un segretario e una segreteria?

    Non condividiamo la proposta del comitato di gestione nelle forme qui
    descritte: tre membri rimasti della segreteria uscente più un compagno per mozione con portavoce il segretario uscente Alfio Nicotra.

    Perché così non si azzera una situazione, ma si prefigura uno sbocco futuro.

    Perché non è vero come alcuni hanno sostenuto che ciò si è fatto anche a livello nazionale.
    Primo perché il comitato di gestione a livello nazionale è stato fatto per avviare una fase congressuale e non per chiuderla come il nostro caso, secondo perché nel comitato di gestione non vi era nessun rappresentante della segreteria uscente.

    Perché con questa proposta si viene meno ad un accordo nazionale nella mozione 1 che sanciva la nomina di un segretario di essere comunisti in Lombardia.

    Metodi immotivatamente discriminatori minano l’unità del partito alla quale tutte le componenti del partito dovrebbero essere sensibili, soprattutto dopo la dolorosa scissione.

    Registriamo che questa proposta porta all’affossamento dell’accordo nazionale.
    Chi si assume la responsabilità di questa scelta discriminatoria si assume anche la responsabilità di non favorire l’unità del partito.

    Per quanto ci riguarda continueremo il nostro impegno nell’attività dl partito e di leale sostegno all’attuale maggioranza.

    Il nostro voto contrario e la non partecipazione all’organismo proposto, non vuole essere un giudizio negativo sull’operato della segreteria uscente, che vogliamo invece qui ringraziare per il gravoso lavoro svolto.

  397. Si però a Napoli che è una situazione difficile si è raggiunta l’intesa con il PDCI per la candidatura di Sodano a presidente della provincia.Personalmente sono vicno all’area di essere comunisti e magari sulla Lombardia hanno ragione ad incazzarsi….però pure in Sicilia si è modificata la maggioranza nazionale e diversi compagni sostengono che ciò è avvenuto sia pure in altro contesto a Bologna…ci sono molti problemi in alcuni territori che le amministrative amplificano ma io credo che si possono risolvere….del resto non si ha molta scelta.
    Marco il partito finora ha resistito a ben altro…..

  398. Luca Marini Says:

    In tutta il post di Marco sottolinerei una frase di Mauro Cimaschi,

    ECCOLA QUA, da non credere, però la dice tutta sulla situazione

    “Perché con questa proposta si viene meno ad un accordo nazionale nella mozione 1 che sanciva la nomina di un segretario di essere comunisti in Lombardia.”

    ecco quindi i dirigenti locali della mozione 1 fanno tavoli per spartirsi le regioni, alla faccia di chi quel documento l’ha votato presentato e condiviso ma che non voleva accadessero in nome di quel documento, tutta questa roba”

    COMPAGNI FERMATEVI

  399. Luca Marini Says:

    Ramon ho visto che nel documento approvato all’ultimo cpn per quanto riguarda la presentazione alle amministrative si fa riferimento al cpn del 13-14 Dicembre. Questo il passaggio in questione:

    “in occasione delle prossime elezioni amministrative, in particolare nei comuni al di sopra dei 15.000 abitanti e nelle provincie, il PRC presenterà liste con il proprio simbolo.
    Ai fini dello sviluppo e del rafforzamento di rapporti unitari a sinistra, la scelta preferenziale sarà quindi quella dell’apparentamento di liste, fatte salve le esperienze in cui già si sia fatto ricorso ad altre modalità di presentazione nelle elezioni precedenti o nel caso di comprovata impossibilità ( per esigenza di soglie di sbarramento non superabili) della presenza autonoma del partito.

    Allora qui si esclude( Ramon dimmi se ho capito bene) la presentazione della lista unica pdci-prci sotto magari lo stesso simbolo delle europee.
    Anche perchè andrebbe rimodificato visto che nei territori non esistono i gruppi dei consumatori uniti e di socialismo 2000.

    Poi però c’è quel fatte salve l’esigenze di soglia e la comprovata impossibilità di superarla. Che vuol dire? come si fa a comprovare? e in quel caso liste uniche con altri?

  400. Londra: “L’uomo morto al G20 è stato aggredito dalla polizia”
    LONDRA – Ci sono voluti cinque giorni, ma la verità sulla morte misteriosa di un uomo durante la “battaglia” di mercoledì scorso nella City tra dimostranti e polizia comincia finalmente ad emergere. La Independent Police Complaints Commission (Ipcc), una commissione governativa indipendente che ha la supervisione del comportamento della polizia, ha ricevuto testimonianze oculari secondo cui la vittima è crollata al suolo dopo essere stata assalita da agenti anti-sommossa armati di manganelli.

    Come riportato per primo giovedì da Repubblica citando fonti dei manifestanti che dicevano “lo hanno ucciso”, Ian Tomlinson, un edicolante di 47 anni che tornava a casa dal lavoro, avrebbe dunque perso la vita a causa delle forze dell’ordine, non per un infarto sofferto per caso mentre si trovava nelle vicinanze degli scontri tra no-global e poliziotti come riportato finora da Scotland Yard.

    La commissione independente non ha ancora reso noto il suo rapporto sulla vicenda, al termine del quale deciderà se aprire un’indagine giudiziaria ufficiale per individuare i responsabili di una “morte sospetta”, ovvero di un possibile omicidio. Ma ieri l’Observer, edizione domenicale del quotidiano Guardian, ha a sua volta pubblicato tre resoconti, forse degli stessi testimoni che hanno deposto davanti alla Ipcc, in cui si afferma che Tomlinson fu attaccato “violentemente” dagli agenti. Uno di questi sostiene che l’uomo è stato colpito pesantemente alla testa con un manganello. Un altro riferisce che è stato spinto alle spalle dai poliziotti con una forza tale da fargli sbattere la testa per terra. E uno di questi testimoni ha dato al giornale anche fotografie scattate sulla scena, in cui si vede l’edicolante a terra, inerme, circondato da poliziotti con caschi, scudi e manganelli: fa un gesto come per protestare o ripararsi. Successivamente al suo fianco c’è un giovane in abiti borghesi che, secondo i resoconti, lo ha aiutato a rialzarsi. Ma i testimoni concordano che dopo aver mosso qualche passo barcollando, Tomlinson si è accasciato di nuovo al suolo: e non ha mai più ripreso conoscenza.
    Dice all’Observer Anna Branthwaite, una esperta fotoreporter: “Ricordo bene di averlo visto. Veniva spintonato da dietro da un poliziotto in assetto anti-sommossa, due o tre minuti prima che perdesse i sensi. Non era un esagitato o un provocatore, ma la polizia sembrava aver perso il controllo. Gli agenti avevano chiuso la zona della manifestazione, non lasciavano entrare o uscire nessuno, ma qualche passante riusciva lo stesso a filtrare trai cordoni di poliziotti. Tomlinson era uno di questi”. E’ una tattica che i dimostranti hanno definito come “chiuderci in gabbia”, usata anche in altri paesi in occasione di manifestazioni di protesta: accadde anche al G8 di Genova, e ora fortemente criticata dalla stampa inglese, che accusa la polizia di metodi brutali che hanno fatto salire la tensione e incentivato gli scontri. Un altro testimone oculare, Amiri Howe, 24 anni, ricorda di aver visto un agente picchiare Tomlinson “vicino alla testa” con un manganello: è lui che ha scattato le foto dell’episodio pubblicate dall’Observer. Dice una donna, di cui il giornale non rivela il nome ma che ha testimoniato alla commissione indipendente: “L’ho visto cadere a terra, dopo essere stato violentemente spintonato in avanti. da un poliziotto. Ho notato che cadendo ha sbattuto in modo orrendo la fronte sul marciapiede. Ne sono rimasta fortemente impressionata”. E un’altra donna, Natalie Langord, 21 anni, riferisce i suoi ultimi attimi di vita: “Barcollava, pareva disorientato, poi è crollato al suolo. Ho chiesto a un mio amico di soccorrerlo”.

    E’ a questo punto che alcuni manifestanti hanno chiamato altri poliziotti, che hanno inviato sul posto due infermieri, i quali hanno inutilmente tentato di rianimare Tomlinson e poi hanno fatto arrivare un ambulanza: ma l’uomo è arrivato morto in ospedale. Era sposato, ma viveva da solo in un ostello nei pressi della City. David Howart, deputato del partito liberal-democratico, afferma che “dovrà esserci una piena inchiesta giudiziaria, è possibile che quest’uomo sia stato ucciso dalla polizia”.

    (5 aprile 2009 da Repubblica)

  401. Facciamo girare l’appello per le popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Si parla del sisma più forte degli ultimi cento anni, paragonabile a quello che ha devastato Reggio e Messina nel 1908.

    SERVE SANGUE PER LE TRASFUSIONI!

    Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” Via Fonte Romana 8 – 65124 Pescara Telefono 0854252687

  402. Puffo Rosso non so quanti anni hai…ma il terremoto in Irpini fu molto + devastante

    memoria ragazzi memoria

  403. comunque sul sito del partito e sul forum del partito sociale si trovano le prime info sull’organizzazione dei soccorsi. cominciamo a lavorare

  404. andrea p Says:

    porca puttana compagni, ma le casa dello studente di pastafrolla era?
    solidarietà al popolo abruzzese..

  405. Do_The_Right_Thing Says:

    Lillo, smettila di dire che non sta succedendo nulla. È chiaro che per vincere un congresso con 2 voti si fanno delle alleanze e degli accordi sottobanco, poi però bisogna onorarli…capite quanto siete imbecilli? Luca Marini, il problema non sono i dirigenti locali (almeno, lo sono sicuramente ma ad un livello inferiore), sono quelli nazionali che impostano trattative segrete alle spalle dei circoli, per poi commissariare o minacciare il commissariamento se le cose non “vanno”.

    P.S.: Vi sconsiglio, e lo dico perchè la tendenza si è già manifestata, di provare a fare campagna elettorale sui morti. Ne va di quei pochissimi residui di credibilità che faticosamente state cercando di spacciare al mondo, che non vi crede

  406. Ma scusa danni che cazzo c’entra???
    E’ una tragedia incredibile 180 morti 70 mila sfollati…………
    Che c’entra quello che dici tu,vergognati!!!

    Rifondazione Comunista sta organizzando Brigate di solidarietà attiva con le popolazioni colpite dal terremoto.
    La Federazione Prc di Pescara (via F. Tedesco, 8) funzionerà come centro di raccolta materiali e di accoglienza per gli evacuati.
    Singoli o strutture che abbiano la possibilità di accogliere gli sfollati sono pregati quindi di chiamare il numero 085.66788

    Chiunque volesse partecipare all’organizzazione dei soccorsi può chiamare:

    Federazione Prc Pescara: 085.66788 (accoglienza evacuati)
    Richi: 339.3255805 (generi di prima necessità come acqua, pasta, latte UHT, biscotti)
    Marco Fars: 334.6976120
    Francesco Piobbichi: 334.6883166
    o spedire una mail al seguente indirizzo:
    piobbico@hotmail.com

    Servono generi di prima necessità (acqua, pasta, latte UHT, biscotti), coperte, tende, gazebo e materiale utile alla rimozione delle macerie

    ATTENZIONE! Facciamo un appello a tutti coloro che stanno partendo per portare il loro soccorso: non partite senza aver prima chiamato i numeri messi a disposizione, venite attrezzati e soprattutto autosufficienti sia per quanto riguarda il vitto che l’alloggio.

    Se volete invece mandare un contributo economico potete spedirlo a:

    Conto Corrente Bancario
    RIFONDAZIONE PER L’ABRUZZO
    IBAN: IT32J0312703201CC0340001497

    La priorità assoluta in queste ore è DONARE IL SANGUE.

    Potete farlo presso il Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo”
    Via Fonte Romana, 8 – Pescara
    tel: 085/4252687
    oppure nel Lazio:
    AVIS: telefoni: 06/491340 – 45437075 – 44230134

  407. Oggi parte da Roma secondo gruppo di volontari del Prc: portiamo in direzione nazionale (via del Policlinico 131) beni di prima necessità (latte uht, pasta, biscotti, riso, coperte, tende).
    Ieri sera è partito il primo convoglio con i primi aiuti…………
    DIAMOCI DA FARE…………………….

    Do_The_Right_Thing vergognati!!!Sei un insesibile!!!Sicuro che non sei un militante di forza nuova!!!
    BUFFONE a chi vuoi dare lezioni…………..

  408. Mi dispiace ma non ho offeso nessuno,il compagno Piero del mio circolo,ti ha ben spiegato tutto.
    Vai su repubblica.it o su altri siti e vai a vedere i drammatici numeri e aggiungo che l’80% delle case è inagibile.

    Io comunque di anni ne ho 25…………….

  409. ilmale Says:

    Giusto per il gusto della precisione:a 2 km da onna è già da ieri pomeriggio,concordato con la prefettura, attivo un piccolo campo,completo di cucina e gruppo elettrogeno,con 2 infermieri,6 volontari,due cuochi,completamente autosufficienti.Sono partiti in modo autonomo,facendo un tam tam tra compagni, non sono di rifondazione,e poco se ne importano della loro organizzazione, ciò che conta in questo momento è non lasciare quelle genti sole.trovo patologici alcuni post.

  410. giulia Says:

    Ier sera CPF di Firenze via libera a Spini con 36 a favore 26 contrari 8 astenuti e tanti maldipancia e casini… ora si aspetta la decisione del PdCI…

  411. andrea.colombo Says:

    Caro Ramon, invio al tuo sito copia della lettera che Raul Wittenberg, ex giornalista dell’Unità e oggi nel direttivo dell’Associazione Stampa Romana, ha inviato a Liberazione per protestare contro la decisione di allargare la lista comunista al movimento consumatori di Bruno De Vita, radiato dalla Associazione Stampa Romana per comportamento antisindacale.
    Liberazione non la ha voluta pubblicare, il che, aldilà delle diverse posizioni sulla tormentata vicenda del giornale, non depone comunque bene. Ma, per come ti conosco, sono sicuro di questa storia non sai niente, e che non avresti approvato la censura.
    Andrea Colombo

    Caro Direttore

    Ho letto con notevole sorpresa che nel cartello elettorale dei comunisti, con Paolo Ferrero, Cesare Salvi e Oliviero Diliberto c’è il dottor Bruno De Vita, esponente di un movimento denominato Consumatori Uniti ed editore di Teleambiente. Si dà il caso che questo signore abbia subìto la massima sanzione da parte del sindacato dei giornalisti, la radiazione dall’Associazione Stampa Romana insieme al fratello Luciano. Il pesante provvedimento, adottato il 16 maggio 2007 dal Collegio dei probiviri di Stampa Romana e confermato all’unanimità dai probiviri della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, è stato reso pubblico a suo tempo ed è attualmente disponibile nel sito dell’Associazione.

    I motivi della radiazione sono gravissimi. Come si è accertato nell’istruttoria sulla gestione di Teleambiente di cui all’epoca era amministratore unico, il dottor De Vita non si è limitato a licenziare i redattori della collegata Teleagenzia 1 subito dopo che avevano annunciato la loro adesione allo sciopero del 18 e 19 dicembre 2006 sul rinnovo del contratto dei giornalisti; ma si è abbandonato a numerosi abusi denunciati dai cinque redattori della sua testata senza che lui potesse dimostrare il contrario. “Era sempre Bruno De Vita – si legge nel dispositivo – a spingere, anche con il turpiloquio, le redattrici a mantenere la pulizia dei servizi igienici della redazione. Gli orari contrattuali non venivano rispettati; gli straordinari non pagati, le ferie non fatte godere; le retribuzioni erano del tutto inadeguate e quasi sempre non accompagnate dalle buste paga”.

    Uno dei redattori ha dichiarato che ogni mese nel ricevere un assegno con lo stipendio di 1.200 euro era obbligato a girare l’assegno stesso al De Vita, che gli versava contanti per 600 euro.

    Le presenti considerazioni vennero da me formulate in una lettera all’Unità dell’ 8 marzo 2008 – il personaggio in questione era candidato Premier! – a proposito della sua legittima presenza in una trasmissione di Porta a Porta. In questa lettera si rimarcava criticamente che il candidato non fosse stato interpellato sui suoi rapporti con il sindacato dei giornalisti. Rapporti che il sottoscritto ben conosce, facendo parte del Collegio dei Probiviri che ha radiato il De Vita.

    A seguito di tale pubblicazione, il nostro neo-comunista ha citato per danni il sottoscritto insieme al direttore dell’Unità e all’editore. Ha chiesto 500.000 euro a testa, complessivamente tre miliardi di vecchie lire, a titolo di risarcimento per diffamazione sostenendo che l’8 marzo 2008 non erano rispondenti al vero le informazioni divulgate: la radiazione dall’Associazione Stampa Romana e la conferma del provvedimento da parte dell’istanza superiore nella Federazione Nazionale della Stampa. Circostanze queste che si sono verificate parecchi mesi prima della pubblicazione della lettera all’Unità. De Vita smentisce anche i licenziamenti, dei quali però fu data notizia da diversi giornali. Tra questi, proprio quello che Lei dirige. Si faccia dare dall’archivio Liberazione del 21 dicembre 2006 con il titolo: “A Roma licenziata in tronco la redazione di Teleagenzia 1”.

    Restiamo in attesa della conclusione del processo civile, prossima udienza il 29 maggio. Intanto, una considerazione. Molti apprezzano il proposito di rifondare il comunismo da parte di Ferrero, Salvi e Diliberto. Che ciò avvenga anche in base ai valori praticati dal dottor De Vita appare quanto meno stravagante.

    Raul Wittenberg

  412. Luca Marini Says:

    Giulia eh lo credo che ci sono stati dei maldipancia!

  413. mauro Says:

    Emergono responsabilità della polizia inglese
    Morte al G20, un video accusa la polizia
    Un filmato mostra alcuni agenti antisommossa spingere a terra l’uomo morto di infarto durante il G20
    MILANO – Ian Tomlinson, l’uomo morto per infarto durante una manifestazione di protesta a Londra in occasione del vertice del G20, sarebbe stato spinto a terra da alcuni alcuni poliziotti, secondo le immagini riprese da una telecamera di un turista americano. Il video (guarda) mostra Tomlinson mentre cerca di superare il cordone degli agenti antisommossa: l’uomo viene colpito da dietro con un manganello e poi spinto a terra da alcuni agenti. Nel video si vede anche Tomlinson che cade e viene aiutato a rialzarsi da alcuni manifestanti, per poi allontanarsi. Testimoni hanno riferito che, dopo la caduta, l’uomo sembrava barcollare e appariva confuso. Circa tre minuti dopo è sopraggiunto l’infarto, fatale per l’uomo. Tomlinson non stava prendendo parte alle proteste ma stava tornando a casa dopo il lavoro in un’edicola vicina. L’autopsia stabilì che la morte era avvenuta per cause naturali. La Commissione Indipendente, che vigila sull’operato della polizia, ha deciso l’apertura di un’inchiesta per accertare se gli agenti abbiano avuto responsabilità dell’accaduto.
    LA FAMIGLIA DELLA VITTIMA ACCUSA – Dopo una settimana di silenzio la famiglia di Ian Tomlinson, unica vittima delle manifestazioni di protesta a Londra in occasione del vertice del G20, punta adesso il dito contro la polizia: «Per quel che ne so dopo aver parlato con il suo collega, ha lasciato l’edicola verso le 7 e stando alle foto e alle immagini delle telecamere a circuito chiuso che mi hanno fatto vedere si sono rifiutati di lasciarlo passare a molti posti di blocco allestiti dalla polizia. E il pezzo mancante del puzzle era che cosa gli fosse successo una volta arrivato al posto di blocco del Royal Exchange Passage: credo che quanto abbiamo visto risponda a molti interrogativi», ha spiegato al quotidiano britannico il figlio Paul. «Guardando il video, posso dire che la polizia ha avuto contatto con Ian: se questo sia stato o no causa della morte non lo so, ma sono sicuro che arriveremo alla verità, nuove prove saltano fuori ogni giorno e questa non sarà l’ultima», continua Paul Tomlinson. La famiglia chiede ora di poter ascoltare l’agente che ha spintonato la vittima e i due agenti della cinofila che le immagini – girate da un turista statunitense – mostrano in piedi dietro di lui. «Vogliamo delle risposte: perché? Aveva chiaramente le mani in tasca e aveva la schiena rivolta agli agenti, non c’era alcun bisogno di intervenire», ha concluso Paul. La notizia della morte di una persona a margine delle manifestazioni contro il G20 a Londra è circolata dalla tarda serata di giovedì 2 aprile, dopo una giornata di scontri. La polizia aveva fatto sapere di aver soccorso un uomo in stato di incoscienza vicino alla zona degli scontri, e di averlo trasportato in ospedale sotto una sassaiola. I dettagli erano molto vaghi; fonti di stampa parlavano di un manifestante “fra i 30 e i 40 anni” che era morto per un malessere.

    07 aprile 2009

  414. Do_The_Right_Thing è ora di piantarla!

    è ora che ognuno guardi a casa propria.
    noi di personalità ne abbiamo una.
    sarà anche squilibrata ogni tanto, me è UNA.
    ti ripeto che stai esagerando.

    la domanda è: la vuoi piantare? che qui c’è gente che si fa il mazzo senza strumentalizzare niente e nessuno?

    la domanda è: quando la si finirà di pensare sempre e solo male di ogni cosa che si fa?

    la domanda è: quando ti renderai conto che il segno l’hai passato tu?

  415. lucaocchionero Says:

    chiedo a Ramon di mettere la moderazione e di buttare fuori certi provocatori dal sito, altrimenti poi non si lamenti se rispondiamo con parolacce oppure se cerchiamo di capire con metodi tecnologici,non proprio educati, da dove scrivano questi provocatori sempre anonimi e, liddove si può, addirittura la loro identità o quella del PC che indegnamente usano. Naturalmente mi riferisco al provocatore che sta offendendo Maria e ad altri che nel tempo abbiamo conosciuto, non certo all’osservazione di Andrea Colombo, il quale riporta una lettera con delle accuse gravi di un giornaliste che se provate non possono non lasciare insensibili i nostri dirigenti nazionali che infatti insensibili non rimarranno. Tuttavia mi sono informato e devo dire che il giornalista dell’UNità non dice completamente la verità: quelle accuse sono al momento oggetto di processi civili e penali dal momento che De Vita ritiene diffamatorie e calunniose dette accuse e per questo motivo di è comportato di conseguenza denunciando in tempi non sospetti il giornalista stesso. Adesso chiedo ad Andrea Colombo: siamo d’accordo nell’aspettare la fine dei processi per dichiarare una verità,oppure ci sostituiamo ai giudici e decidiamo noi perchè De Vita sta da una “certa parte”, mentre invece sarebbe stato un discorso contrario se De Vita avesse scelto “un’altra parte” che pure, risulta, lo abbia contattato?

  416. La vogliamo dire la verità?????
    De Vita era stato contattato da Vendola e compagni……………
    Non facciamo i giudici……………..

  417. Scusa Ramon

    quel pirla di pufforosso mi insulta gratuitamente e tu cancelli la mia risposta

    sei uno stalinista

  418. FIRENZE/COMUNALI: PDCI VERSO SOSTEGNO A RENZI E BARDUCCI

    (ASCA) – Firenze, 8 apr – Il PdCi fiorentino ‘sceglie’ Matteo Renzi. Ieri sera la direzione fiorentina dei Comunisti italiani ha dato mandato, a maggioranza, al segretario provinciale Riccardo Gabellini di ”verificare” se sussistono le condizioni per entrare nella maggioranza che sostiene Matteo Renzi per il Comune e Andrea Barducci per la Provincia.

    ”In Comune – ha spiegato Gabellini – partiamo da nove anni e mezzo di collaborazione e cosi’ in Provincia: vediamo se ci sono le condizioni per riprendere il dialogo. Riteniamo che Firenze abbia bisogno dei Comunisti”.

    Se l’accordo si concretizzasse e se Renzi vincesse le elezioni, il PdCi non chiedera’ comunque assessori in giunta.

    ECCO Come si traduce l’unità dei comunisti mamma mia come sono quelli del PdCI governisti aiutoo:

    Il PdCi ha sostenuto per quasi due legislature Leonardo Domenici, ritirando il proprio assessore Paolo Coggiola (titolare della delega alla Casa) a pochi mesi dalla fine del mandato, sulla scia delle polemiche per il ‘caso’ Castello.

    Non si e’ dunque concretizzato un possibile accordo con Rifondazione comunista, che ieri ha annunciato l’appoggio a Valdo Sp

  419. Modera i termini nessuna ti ha insultato sei un bambino…………
    Cerca di dare una mano a chi ne ha bisogno…………
    Ma roba da pazzi che gente…………
    Riporta i miei insulti nei tuoi confonti…..dai………

    Ragazzi mobilitiamoci! Da oggi pomeriggio inizieremo la raccolta di beni di prima necessità!: acqua, omogeneizzati, latte a lunga conservazione, latte in polvere, coperte, pasta e qualsiasi genere alimentare A LUNGA CONSERVAZIONE. Centro di raccolta momentaneo: Coltelleria Cheyenne in via Aschenez, 164 Reggio Calabria. Tra venerdì e sabato partiremo per la consegna dei prodotti. Sarà tutto documentato.

  420. giulia Says:

    Certo che se risponde al vero quello successo a Firenze si conferma appieno come partito della governabilità il PdCI, la strada dell’unità dei comunisti è sempre dura…

  421. giulia Says:

    ECCO IL TESTO DELLA FEDERAZIONE PDCI:
    Comunicato stampa federale
    Ieri sera il comitato provinciale del Pdci ha votato a maggioranza (17 favorevoli 9 contrari) il mandato al segretario per verificare la possibilità dell’ingresso nella coalizione a sostegno del candidato presidente della Provincia Barducci passando per un confronto insieme alla federazione di Empoli.

    Allo stesso tempo di verificare le condizioni per un patto democratico di coalizione con il candidato Renzi nel Comune di Firenze.

    Riteniamo importante l’eventuale partecipazione al governo della città, ci sentiamo in dovere di rappresentare una parte importante della storia della nostra democrazia, nata dalla lotta di resistenza e della Costituzione, di cui riscontriamo dopo 60 anni la sua validità espressa nei principi fondamentali.

    Il particolare momento di crisi economica e sociale ci spinge anche a trovare tutte le forme per difendere e salvaguardare la tutela del lavoro e dei lavoratori a partire dal precariato.

    Il contenimento delle tariffe sui servizi,aiuti concreti alle classi più deboli , incentivi per i settori della ricerca e l’innovazione, sviluppo sostenibile del territorio di immediata applicazione.

    Sono solo alcuni impegni che insieme ad una più vasta riorganizzazione del sistema fiorentino potranno far uscire la nostra realtà da questo difficile momento.

    Pensiamo sia un nostro dovere concretizzare con azioni di governo le proposte che faremo, Firenze ora come non mai ha bisogno di Comunisti per scongiurare la deriva a destra, Firenze ora come non mai ha bisogno di un Partito comunista moderno,progressista ,capace di interpretare e risolvere i problemi del suo popolo.
    Ecco il testo della federazione di Firenze:

    La politica del fare e fare bene ha contraddistinto per anni nel passato l’agire dei fiorentini e del suo Partito Comunista purtroppo si è persa nel tempo, noi la vogliamo ritrovare per il bene della città.

    Il comitato provinciale ha preso atto che il Prc fiorentino ha ritenuto di privilegiare una coalizione di sinistra la più variegata possibile anziché consolidare il pur difficile percorso che si sta facendo a livello nazionale per le europee , con una lista di pari dignità fra i nostri due partiti.

  422. Do-The-Right-Thing come al solito dici un sacco di fesserie.

    si è ripartiti dal basso da un po’ attraverso i GAP. solo che i media nn hanno mai pubblicizzato ma la gente ci conosce eccome!
    questo è il partito sociale.
    se rifondazione ha messo a disposizione le proprie strutture in abruzzo e vine inquadrata una bandiera non credo che sia la fine del mondo e nemmeno sinonimo di campagna elettorale.
    se la mettiamo su questo piano anche tu la tua campagna l’hai iniziata con i cartelloni addosso mobilitandoti per far sì che tutti i mass media puntassero i fari su di te e ci fosse l’eco mediatica necessaria.
    pensavo fosse un’azione fatta in buona fede, ma siccome l’uomo di mal coscienza come la fa la pensa, devo ricredermi.

    ora lo dico io a te: FERMATI!

  423. Bucharin77 Says:

    quelli di Sinistra e proprietà sono proprio alla frutta, il rosicamento monta monta e chissà perché………..

  424. andrea.colombo Says:

    @lucaocchionero
    Il fatto di stare in questo momento con vendola non significa dover adottare lo stile da guerra di religione, o peggio, da tifoseria incarognita che caratterizza in questi tempi la politica a sinistra, e che penso finirà per distruggerla. Se De Vita fosse schierato con Sinistra e Libertà invece che con la lista comunista, ti assicuro che per me non sarebbe cambiato proprio niente. Il ptriottismo di partito mi dava ai nervi quando i partiti erano una cosa seria e rappresentavano davvero, figurati adesso….
    In particolare: il garantismo in questo caso non c’entra proprio niente. Il sindacato dei giornalisti la sua “sentenza”, per usare termini odiosi, la ha emessa radiando De Vita e oltretutto il probema, per me, era la censura operata da Liberazione. E anche in questo caso ti assicuro che le censure non le soppotavo nemmeno quando stavo al manifesto….

    Per commentare l’articolato pensiero di questo “Rosario”, purtroppo non trovo parole…

  425. ilmale Says:

    Resta il fatto che nell’operazione “partito sociale” viene imbarcato un tal De Vita,oscuro personaggio ed in attesa di giudizio,come a dire,finchè non vengo condannato per abuso d’atti d’ufficio,violenza su minore,violenza privata(sui lavoratori)associazione mafiosa,mi posso candidare nelle liste prc.
    E le censure,sicuramente come mezzo preventivo del disagio, vengono ancora riprodotte.Ci vorrà del tempo prima che prc si sposti a sinistra.Milano,Bologna,Firenze e tra poco di nuovo Napoli.

  426. giulia Says:

    Ultim’ora viene commissarita la federazione del PdCi di firenze dal Nazionale…

  427. mau68- Says:

    per andrea colombo e principe (sic!)

    la vostra ipocrisia è uguale al vostro dirigente Vendola Nicola che a luglio 2008 diceva -nel suo documento presentato a Chianciano- che il suo scopo era rafforzare il Prc e presentare alle europee con il simbolo del partito, a dicembre 2008 “giurava e spergiurava” che mai sarebbe uscito da Rifondazione e nello stesso tempo stava già trattando con verdi e Ps…

    inoltre la vostra ipocrisia è pari a quella dei vostri dirigenti vendoliani e Sd, che hanno montato l’assurda campagna contro Ferrero per la questione del sig. Bonaccorsi Luca, “famosissimo” editore “fagiolino” così pericoloso per Liberazione…
    Ecco l’attacco a Ferrero (tramite i giudizi su Bonaccorsi) sulle prime pagine di Liberazione: 04.01.2009: I sospetti nei confronti dell’editore Bonaccorsi sono giustificati da un’operazione che – chiunque abbia un minimo di dimestichezza con questioni del lavoro e sindacali – definirebbe, a dir poco inattendibile. L’impianto culturale dell’editore/padrone di Left , graniticamente fagiolino, unito all’inaffidabilità finanziaria, unito alle vertenze accumulate dal settimanale nel campo dei diritti del lavoro… 24.12.2009: “Il nome dell’editore doveva restare segreto, ma noi lo abbiamo scoperto: si tratta di Luca Bonaccorsi, una persona che noi conosciamo bene e con il quale abbiamo anche rapporti di simpatia, ma che finora – lo sottolinea la nota dell’Fnsi – come editore non ha dato molte garanzie (e deve affrontare diverse cause di lavoro avviate dai suoi dipendenti o ex dipendenti)”; 31.12.2008: “I gay sanno sempre sdrammatizzare, anche davanti all’ennesima brutta vicenda tutta italiana, che potrebbe portare all’acquisizione di Liberazione da parte di un editore organico alle idee omofobe e sessuofobe del guru Massimo Fagioli”; 28.12.2008: “Suscita sconcerto – è questo che mi interessa sottolineare – la pesante leggerezza delle formule con cui Bonaccorsi affronta, nella chiacchierata con Andrea Garibaldi, una questione così complessa e complicata come il rapporto tra un giornale come Liberazione e un partito come Rifondazione comunista… Il direttore Sansonetti, dice il nuovo editore in pectore, sta portando la nave dritta sugli scogli: troppo spazio a questioni che non meritano tanto inchiostro e dilapidano copie del giornale. Ed elenca: Luxuria e l’isola dei famosi, il dibattito sul “microfallo”; (autori di questi articoli sono: Deiana, Mancuso, Sansonetti, Marrone… non in ordine) ora… o tutti i giudizi espressi espressi dai vendoliani era pura e falsa propaganda oppure… lascio ai lettori trarre le conclusioni che vogliono…
    e poi cosa abbiamo scoperto ? che lo stesso è nientemeno che membro del gruppo operativo del nuovissimo soggetto faviano e vendoliano, anzi membro nazionale del gruppo operativo composto da Luca Bonaccorsi, Paolo Cento, Elettra Deiana, Roberta Lisi, Luca Robotti, Patrizia Sentinelli, Gianni Zagato… ma gli stessi ora stanno zitti e l’unica cosa che sanno fare è postare infiniti bollettini di vittoria contro il Prc in nome del “nuovismo”… peccato che siano ricorsi sulla faccenda di Liberazione ed editore ai peggiori insulti della peggiore tradizione stalinista… e questo sarebbe il nuovo modo di far politica: ieri dipengevano il sig. Bonaccorsi il peggiore editore possibile, oggi è tra i massimi dirigenti del “nuovissimo soggetto sinistrissimo” e tutto tace !

    che ipocriti !

  428. mau68- Says:

    Firenze…
    per Frosini, segretario toscano del PdCi:
    alleanza con Renzi insostenibile

    Firenze, 8 apr – La scelta della direzione fiorentina dei Comunisti italiani di cercare un accordo per il sostegno a Matteo Renzi e’ ”legittima” e ”ne capiamo la sostanza anche politica” ma ”come segreterie regionale e nazionale non possiamo che considerarla politicamente insostenibile”. Lo afferma Nino Frosini, segretario toscano del PdCi,dopo che ieri sera la direzione fiorentina del partito ha dato mandato, a maggioranza, al segretario provinciale Riccardo Gabellini di ”verificare” se sussistono le condizioni per entrare nella maggioranza che sostiene Renzi. ”In Comune – ha spiegato Gabellini – partiamo da nove anni e mezzo di collaborazione e cosi’ in Provincia: vediamo se ci sono le condizioni per riprendere il dialogo. Riteniamo che Firenze abbia bisogno dei Comunisti”. La decisione del partito fiorentino ha pero’, dunque, trovato subito uno ‘stop’ da parte dei vertici del PdCi, che lavorano, a livello nazionale, a un progetto politico di unita’ dei partiti di ispirazione comunista. A Firenze, pero’, Rifondazione ha gia’ deciso di appoggiare Valdo Spini. ”Con Gabellini – spiega Frosini – condividiamo il giudizio sulla scarsa lungimiranza del Prc di proporci, prendere o lasciare, come candidato sindaco Valdo Spini: non ci e’ piaciuta la modalita”’. Resta il fatto, conclude Frosini, che ”la segreteria regionale e quella nazionale sono convinte che il progetto politico di unita’ PdCi-Prc in funzione dell’unita’ comunista, gia’ raggiunto alle Europee, debba essere perseguito prioritariamente e che gli interessi generali si antepongano a quelli locali”. Da parte sua Spini (che si presenta con una sua lista, appoggiata da Verdi e Prc) si dice ”convinto che altri circoli, altre forze e ambienti della sinistra e del centro sinistra si uniranno a noi”. In particolare, precisa Spini, le porte sono aperte per la lista di Ornella De Zordo ”fino all’ ultimo momento possibile”.

  429. mau68- Says:

    ps:

    chi ha come alleato De Michelis, Martelli e Del Bue (viceministro nel precedente governo berlusconiano) dovrebbe avere la dignità di tacere…

  430. Luca Marini Says:

    sinceramente tutte queste beghe interne del pdci mi sembrano patetiche e false. Poi abbiamo gìà le nostre di beghe vedi il sostegno (di fatto solo di una metà del cpf fiorentino) alla candidatura di Valdo Spini (sic!), non andrei tanto a vedere quelle che ha in casa diliberto.

  431. mau68- Says:

    Firenze…

    ho inviato il comunicato della segreteria regionale del Pdci, perché questa chiede una lista unitaria con Rc, come già stabilito dai due partiti…

    purtroppo a sostegno di Spini… (dopo le decisioni del Cpp).

  432. …..smettetela di litigare…..

    Pierferdy

  433. è la dimostrazione che non esiste un partito governista e uno puro. esistono posizioni sfaccettate all’interno di entrambi. é così, prendetene/prendiamone atto. Sulle beghe interne al pdci aggiungo che bisogna mettersi d’accordo: non li si può accusare di stalinismo quando votano all’unanimità e dire che sono falsi quando invece mostrano di avere posizioni diverse all’interno…
    Quanto alla faccenda De Vita, non mi pare che sia stato imbarcato nel progetto del partito sociale che, al di là dell’egregio lavoro fatto dal nazionale, ha una capacità di aggregazione dal basso notevole. è realmente la prima seria proposta, a mio modesto parere – s’intende – di innovazione nella pratica politica che sia venuta fuori dai partiti della sinistra radicale da decenni. è un caso che ciò avvenga ora che ci siamo liberati da certe tosine?

  434. ECCO LE AMARE RIFLESSIONI DI MERCEDES FRIAS STIMATA COMPAGNA DEL PRC SULLE VICENDE DI FIRENZE, addirittura richiama metodi stalinisti …

    CORRIERE DELLA SERA CRONACA DI FIRENZE 9 aprile 09
    Mercedes Frias, lei è stata candidata del PRC per due mesi.Ora non lo è più.Che è successo?
    “Rifondazione mi aveva chiesto di prestarmi per fare un percorso. Io ho dato la mia disponibilità, ma sempre con la possibilità, se fosse emerso un nome in grado di unire di più, di fare un passo indietro.”
    Epperò?
    “E’successa unaltra cosa.Non è più il progetto di partenza, una coalizione di sinistra che mettesse insieme un progetto politico per andare oltre le amministrative, considerate una tappa e non un fine, l’obbiettivo è cambiato e Rifondazione è confluita nel progetto di Spini”.
    E la cosa non le ha fatto piacere.
    “Spini ha lanciato la sua candidatura sei mesi fa.Perchè Rifondazione ha proposto una candidatura alternativa a febbraio? Poteva convergere su Spini, avremmo guadagnato due mesi di campagna elettorale. Alla fine la coalizione c’è, ma il prezzo pagato mi sembra alto:la frantumazion del partito. A febbraio l’ottanta per cento aveva votato per la mia candidatura,stavolta il partito si è spaccato a metà”
    Su Spini.
    “Che è stato il primo a rompere il tavolo a sinistra:la sua unica pregiudiziale era di essere il candidato sindaco: E con lui non si è neanche ragionato su programmi, come invece si è fatto con Ornella DeZordo. Spini è tornato quando la DeZordo se n’è andata: C’è stato un intervento a gamba tesa di Paolo Ferrero; ha voluto Spini perchè questo rispondeva a un’operazione nazionale per le europee”.
    Risultato?
    “Abbiamo un candidato,ma non c’è un programma; le proposte di Spini non coincidono esattamente con quelle del PRC.Spini avrà successo e Rifondazione ne uscirà con le sue fragili ossa rotte”.
    Un analisi impietosa
    “E’ bastata una telefonata del capo per annientare tutto il lavoro fatto. Io non faccio una valutazione negativa di Spini, ma una critica al partito, perchè è prevalsa anora una volta una logica di tatticismo da ceto politico”.
    Roba vecchia?.
    “Il metodo è stato staliniano. Parla il capo e tutti ci si adegua, non mi ci riconosco”.
    Il partito però scrive:bisogna “”valorizzare”” la compagna Frias.
    “Che significa? Quando hanno tirato fuori il nome di Spini, mi hanno detto:”Sarai la capolista, oppure farai la candidata presidente della Provincia”.Io non voglio fare nè l’una nè l’altra cosa.Ma non perchè sono arrabbiata:Io avevo aderito a un progetto, ma se questo progetto non c’è più, non è che devo candidarmi per forza. Si vede che faccio colore,sono vivace,è simpatico tenermi in lista,un pò folkloristico”.
    E mica tutti si può essere a disposizione di tutti.
    “Non ho problemi di autostima. Nessuno mi deve valorizzare.Io so chi sono”.

  435. Volevo dire la mia su Firenze con uno sguardo da lontano visto che non sono del luogo.
    A mio avviso era fondamentale non entrare in coalizione con Renzi,gran papista e clericale.
    Per cui si è cercato di creare un alternativa con Frias(compagna seria,ex parlamentare che avrà lo spazio che merita) che non è stata in qualche modo attrattiva abbiamo preferito entrare a far parte di un progetto di sinistra in cui ci sarà il Prc,PdCI e varie liste civiche a sostegno di Spini,persona seria,di sinistra(ex socialista) e portatore di un progetto alternativo al PD,all’Idv e SeL.
    NON MI SEMBRA UNO SCANDALO…………….

    Poi sottolineamo laddove ci presentiamo da soli tipo:Savona,Milano,Parma(elezioni provinciali) e in altri comuni minori……………..

    Un ultimissima cosa:avere un partito perfetto che soddisfi tutto è praticamente impossibile,ci sono e ci saranno storture ma è ben evidente che la strada intrapresa è quella giusta.
    Soffia un vento diverso:il successo deio gap,gas,il nostro impegni in Abruzzo,le nostre iniziative piene di gente(andate a vedere le iniziative del partito a Pomigliano o all’Insse di Milano),le varie manifestazione,tipo quella della cgil,in cui i comunisti sono molto numerosi,ha risvegliato l’entusiasmo perduto

  436. ilmale Says:

    Tutti sotto l’ombrello protettivo di fiom e cgil,se non ci fossero bisognerebbe inventarle.
    Nonostante i fiumi di anatemi e attacchi lanciati in tutti questi anni alla cgil,da destra e da sinistra,mi sembra che vi abbiano detto:prego,accomodatevi in coda!

  437. Luca Marini Says:

    ah volevo dire una cosa: anche la candidatura della frias a firenze non fu certo decisa dalla base. Noi di Prato (tra l’altro Mercedes era nel cpf) apprendemmo la notizia dai giornali, senza che nessuno nesssuno ci consultasse neppure la stessa Mercedes. Su una cosa ha ragione tutte questi ipertatticismi mettono a repentaglio il lavoro dei compagni sui territori, poi non ci lamentiamo se i risultati anche alle europee saranno deludenti. D’altra parte come fa uno ad essere motivato a fare campagna elettorale??????

  438. eccerto, perchè adesso, su una manifestazione organizzata alla cgil dovevamo ottenere la carrozza del senato, magari anche l’intervento di ferrero al posto di quello di epifani, non so, anche che tutti i partecipanti si iscrivessero al prc… che cretinate.
    Su firenze, da un punto di osservazione molto distante come il mio: non so quali fossero i margini ma oggettivamente non credo che si sia trovata una soluzione accettabile. Non va bene Renzi e non va bene che il pdci abbia scelto questa posizione (ma le dichiarazioni del segr. regionale fanno sperare); non va bene spini – figura molto dubbia, a mio parere – e non va bene per nulla che non si sia trovato un nome che potesse mettere d’accordo prc e pdci. è una storia che si ripete continuamente e comincia a stancare.

  439. ilmale Says:

    Gratitudine. All’indomani della manifestazione nazionale contro le politiche del governo, questo è il sentimento più diffuso nei confronti della CGIL, da parte di chi c’era e di chi ha auspicato e sostenuto la sua iniziativa.

    Gratitudine per aver dato voce a chi subisce la crisi, ai più deboli, alle istanze taciute dalla politica.
    Gratitudine per aver rotto l’isolamento di donne e uomini che quotidianamente affrontano difficoltà sempre crescenti per tirare avanti.

    Gratitudine per aver affermato che l’unità sindacale è un valore se rafforza i lavoratori, non se li rende più deboli e ne restringe gli spazi di contrattazione e di mobilitazione democratica.

    Gratitudine per aver dimostrato che è possibile contrastare questa destra, nel merito e nel metodo delle scelte economiche e sociali.

    Qui sta il ruolo della CGIL, ma non si può immaginare di delegare solo ad essa l’opposizione al blocco politico-sociale che oggi impone le sue regole.

    Non sarebbe giusto e non sarebbe coerente con la gratitudine di cui si è detto.

    Si correrebbe il rischio addirittura di favorire il tentativo di un suo isolamento, già ampiamente in atto, e di aprire a sinistra una stagione di ribellismo velleitario e privo di prospettiva.

    E’ necessario dare uno sbocco politico alla domanda di giustizia sociale, e di profonda riforma del sistema politico ed economico del Paese, che si è levata dalle vie di Roma.

    Alla sinistra e alle forze democratiche non basta farsi vedere in piazza – insieme ma divise – pronte a cogliere l’occasione di testimoniare la propria esistenza nonostante tutto.

    Urge ricostruire insediamenti sociali e istituzionali, centri di osservazione della realtà e di elaborazione di proposte teoriche, canali di comunicazione e reti di esperienze, tesi alla ricostruzione di un senso comune critico, per contrastare gli avanzati processi involutivi della democrazia italiana.

    Tale urgenza è confermata, se ve ne fosse bisogno, dai commenti squadristi del premier e dei suoi accoliti sulla manifestazione di sabato e sulla libertà di stampa.

    E’ ora che i “gruppi dirigenti” – di quel che resta – della sinistra politica abbandonino consolatorie pratiche autoreferenziali e inneschino processi veri di apertura e inclusione.

    “Territori”, “lavoro”, “partecipazione”, “differenze”, non possono ridursi ad una sorta di mantra rituale, da recitare in occasione dei propri appuntamenti, come beghine che ripetono il breviario a memoria ma non ne conoscono il senso.

    Devono tornare ad essere i luoghi da indagare e le pratiche da concretare, sono i “filtri” attraverso i quali selezionare i nuovi quadri e gruppi dirigenti della sinistra del futuro, ampia e di popolo, perché dentro la realtà delle cose e vicina alle donne e agli uomini a cui dovrà dare voce e un progetto per cui valga la pena battersi.

  440. lucaocchionero Says:

    X Andrea Colombo
    Non conosco questo “Rosario” che forse è stato cancellato e probabilmente a buona ragione. Torno a ripetere, anche per evitare le figuracce fatte da attuali militanti di SL sul nome di Bonaccorsi come ci ricordava il compagno di cui prima, che le “sentenze” vere(non trovo invece alcun ribrezzo a pronunciare questa parola, molto peggio mi troverei se non esistessero i tribunali e quindi un diritto e la giustizia venisse gestita secondo le convenienze di chi governa) siano quelle dei giudici e non quelle di organismi corporativi le cui logiche spesso non sono affatto democratiche e tutti noi che facciamo parte di un’ “ordine” questo lo sappiamo. Sulla eventuale censura di Liberazione ti dico sinceramente che davvero non sono in grado di dire se ha fatto bene o male Dino Greco, o chi per lui, a non pubblicare una notizia incompleta o se abbiate fatto male o bene voi, caro Andrea Colombo, a pubblicare l’articolo sul vostro sito. Spero che un giorno, se quel giornalista avrà ragione, il suo articolo verrà pubblicato su Liberazione con tanto di scuse verso di lui e verso i lettori; così come spero che, nel caso il giornalista avesse torto, sarà il vostro sito a chiedere scusa a Liberazione, e al PRC, perchè avete descritto un partito di persecutori di lavoratori e di giornalisti sicuramente dicendo il falso. Sul vostro sito c’è un attacco al giorno verso il PRC ed i suoi militanti accusati di qualsiasi indecenza. Ti invito a guardare invece il nostro sito(PRC nazionale) per vedere che il nostro partito usa esattamente l’atteggimento opposto: questo per precisare chi fa le guerre di religione e chi prova a polverizzare una sinistra che trova oramai sgradita.

  441. andrea.colombo Says:

    @Luca Occhionero
    Il post di Rosario era un insulto cretino. Un poveraccio e punto.
    La questione di Bruno De Vita, a sua volta, è di poca importanza. Però, se un sindacato, svolta debita inchiesta, decide di radiare qualcuno per comportamento antisindacale a me la cosa basta.
    Il discorso su Liberazione è già più rilevante. Una lettera di quel genere, secondo me, si pubblica comunque. Il direttore può poi decidere a sua discrezione se offrire il diritto di replica all’interessato. Se però sceglie di non pubblicare e punto si chiama censura.
    Uno come Bonaccorsi, poi, è stata una follia anche solo farlo avvicinare, non dico all’Mps e prima ancora a Rifondazione, ma alla sinistra in generale. Lo pensavo e lo dicevo anche prima del fattaccio di Liberazione. Era evidente.
    In ogni caso non averlo cacciato di corsa dall’Associazione per la sinistra dopo il fattaccio in questione è semplicemente vegognoso, nel senso letterale del termine: da vergognarsene. E se uno, perché sta con Sinistra e Libertà, non lo dice apertamente significa che è diventato un altro pupazzo di partito.
    Quando parlo di guerre di religione intendo proprio questo: l’abitudine a rivolgere critiche , anche fondate, agli altri chiudendo gli occhi sui propri limiti.
    Il rischio di una deriva moderata di di Sinistra e Libertà c’è davvero, e sarebbe stupido negarlo solo prché è argomento usato dalla lista comunista. Quello di una degenerazione identitaria della Rifondazione di Ferrero-Grassi c’è ugualmente. Ed è altrettanto stupido negarlo solo perché è l’agomento contundente usato da Sinistra e Libertà.
    Infine le guerre di religione si fanno in due. Sul sito dell’Mps ci sono insulti, su questo pure, e basta scorrere i post sopra per sincerarsene. Non è il meglio che la sinistra abbia dato nella sua storia.
    Detto questo, mi ha fatto molto piacere sentire Nichi augurarsi che entrambe le liste passino il 4%. Per me è la sola cosa da augurarsi, e in ogni caso è almeno quella che mi auguro io.

  442. Maurizio Lucenti Says:

    Ramon, leggendo questo post e quello precedente, sento che “ti voglio bene”. Sarò grave?
    Se anche le nostre strade potrebbero dividersi, la mia stima nei tuoi confronti resterebbe immutata…
    Permettimi solo un piccolo appunto critico: fu il “nostro” governo a battezzare La Maddalena per il nuovo G8 e ad aumentare la spesa pubblica militare di oltre il 20% in appena 2 finanaziarie…
    Per tacere della sottimissione al famoso OdG di D’Alema su Afghanistan e Dal Molin…

  443. Alberto.zoppi Says:

    dobbiamo ringraziare davvero Ramon che offre il suo sito per discussioni che se pur a volte da posizioni molto diverse può offrire sempre un terreno di dialogo tra i vari spezzoni della sinistra (salvo quando ci sono gli insulti)

  444. caro maurizio, grazie. l’appunto critico è benvenuto. su quello che chiami l’odg di d’alema ti sbagli. a dimostrazione che la stampa disinforma e non sempre i protagonisti (turigliatto per esempio) informano perché magari fa loro comodo essere descritti in un certo modo. tornerò su questo tema. ma devo avere il tempo e anche la voglia di rileggere diverse cose prima di farlo. comunque in due parole:
    prodi annunciò di aver dato il via libera alla costruzione della nuova base dal molin. e si scatenò la polemica. parisi andò al senato e fece un discorso che comprendeva la costruzione della base di vicenza. la maggioranza parlamentare presentò un odg che non prevedeva il dal molin e ribadiva, se non ricordo male, di dover fare la conferenza sulle servitù militari come previsto dal programma di governo. l’opposizione presentò invece un odg che recitava così: il senato approva le dichiarazioni del ministro della difesa. che successe? semplicemente che si aggiunsero ai voti dell’opposizione credo tre voti centristi dini e altri due che non ricordo e la maggioranza fu battuta. l’opposizione gridò alla fine della maggioranza e alle dimissioni del governo e d’alema andò al senato e fece un discorso interno alla mediazione che avevamo già fatto in occasione del voto sulla prima proroga e che turigliatto aveva votato. fu la maggioranza e non d’alema a presentare un odg di approvazione delle dichiarazioni del ministro degli esteri. odg che non passò per il voto contrario dei soliti centristi e a causa della non partecipazione al voto di turigliatto ed altri uno o due la colpa ricadde su di loro nonostante il loro non voto non fosse stato determinante.
    se ne hai voglia vai sul sito del senato e leggiti i testi.
    che poi tutto sia diventato che turigliatto ha votato contro la guerra e che noi invece abbiamo piegato la testa è la dimostrazione che in italia, nemmeno fra di noi, si discute seriamente di nulla.
    un abbraccio

  445. caro andrea, 1) questo blog non ha filtri e mi capita di cancellare post di insulti (tranne quelli rivolti a me). ho letto diversi insulti contro di me su post che sono filtrati preventivamente. ma posso dire che non me ne frega nulla?
    2) il movimento dei consumatori uniti si è presentato nel 2006 con i verdi. se si presenta con noi apriti cielo! sulla vicenda sindacale e giornalistica di de vita non so nulla. vedremo. ma che tu intervenga su questo blog per denunciare questo scandalo è, scusa se lo dico così esplicitamente, solo interno ad un rancoroso modo di fare polemica. infatti ti hanno risposto su bonaccorsi. perché sta nella logica delle polemiche che vanno di moda di questi tempi. io luca bonaccorsi, al contrario di te, non lo considero affatto un mostro. anzi. le accuse di omofobia rivolte alui sono infondate. è d’accordo sui diritti civili dei gay ed ha marciato ai gay pride. e lo posso testimoniare io che ho percorso con lui almeno un chilometro (e c’era migliore con lui). averlo descritto in quel modo sui mass media per una vigliacca polemica in difesa di un direttore che sputava sull’editore tutti i giorni ed intendeva che questo fosse “autonomia” è stata la dimostrazione patente dello stalinismo che alberga in certe menti. se è vero che adesso dirige l’associazione per la sinistra o come diavolo si chiama, che io non riesco a stare dietro a tutte le denominazioni e acronimi, si vede che lo avranno riabilitato. non so che dire e non me ne frega niente.
    3) quanto alla deriva identitaria ti sbagli. basta che tu legga il documento alla base della lista e liberazione tutti i giorni e vedrai che non è così. in ogni caso vedremo. sulla deriva di destra dei compagni usciti dal prc lo dicono i fatti e non le impressioni. lo dicono i documenti e non le illazioni. lo dicono le compagnie e non i sospetti. perché che bonaccorsi non sia omofobo è chiaro. mentre che il ps sia a favore della nato, della costituzione europea, della politica di maastricht, di tutte le guerre fatte negli anni 90 e 2000, e potrei continuare a lungo, è un fatto inequivocabile. o no?
    ciao e buone feste.

  446. mi scuso preventivamente con mantovani… se continuo una polemica inutile, ma vorrei far comprendere a qualcheduno che la “questione bonaccorsi” è ancora più grave di quanto dicesse:

    bonaccorsi -al momento dello scatenamento mediatico dei vari vendoliani e faviani contro di lui- faceva già parte ed era già uno dei sei massimi dirigenti nazionali dell’ Aps (associazione per la sinistra) fondata da Vendola e Fava (con il progetto di arrivare ad un unico partito)…

    come dicevo la questione più grave è il fatto che egli fosse colà a rappresentare i vendoliani !!! inoltre chi scriveva contro di lui siedeva con lui nel gruppo dei sei dirigenti nazionali…

    non voglio costruire teorie complottitste ma… mi sembra che si possa avanzare il dubbio che egli fosse d’accordo con la “polemica contro di lui” per avere un appiglio e giustificare la scissione (non dimentichiamo che lui era già ed è ancora dirigente di un’organizzazione in competizione del Prc ed è -assieme alla sorella e al cognato Gardini- editore di Left e della rivista di Bertinotti)…

  447. è vero che non fu d’alema a presentare l’odg ma fu lui a forzare la mano dichiarando nelle ore precedenti che il voto sullo stesso sarebbe stato decisivo per l’esecutivo (cosa assolutamente priva di ogni ragionevolezza dal momento che non è previsto un voto di fiducia sulle relazioni). Ora, si può supporre che d’alema volesse mettere in difficoltà i centristi dissidenti e non noi, come si può, d’altra parte, anche sostenere che l’espulsione di turigliatto dal partito sia stata un atto ingiusto considerato che le sue posizioni erano del tutto condivise dalla base (tra l’altro, nei giornali passò l’idea che la relazione vertesse anche sull’afhganistan – non so se sia vero, ramon correggimi se sbaglio – il che sarebbe un argomento a difesa di turigliatto). Il dato di fatto, però, è che quella relazione e quel voto rappresentarono l’inizio ufficiale della campagna denigratoria nei confronti della sinistra radicale e determinarono un decisivo spostamento a destra dell’azione di governo (i famosi 11 punti). Il mio parere è che d’alema fu responsabile di tutto ciò, con turigliatto e rossi (il dissidente del pdci) nella parte degli utili idioti (con tutto il rispetto per turigliatto e per SC che avrei voluto nella nostra lista, sia chiaro).
    Su consumatori uniti la polemica rientra nella ormai continua politica di avvelenamento dei pozzi che ha veramente fracassato le palle. Il fatto poi che i provocatori debbano passare per vittime del presunto stalinismo omofobo del prc è una cosa ancor meno sopportabile considerato che si tace delle responsabilità della precedente gestione. A cominciare dal silenzio sull’arrivo di sansonetti a liberazione nel 2004 su cui pesa lo scontro bertinotti-curzi sull’affaire folli per il quale nessuno accusa bertinotti di stalinismo; o l’aver imbarcato gente come zipponi…

  448. lucaocchionero Says:

    Sarà per mia deformazione professionale, ma a me non basta che l’ “Ordine dei Giornalisti” emetta una sentenza di condanna. Fosse per me abolirei il potere disciplinare per ogni ordine, anzi fosse per me si potrebbero abolire tutti gli ordini professionali, a mio avviso, residui del sistema corporativo. Per il resto voglio solo sottolineare che il blog di Ramon può essere confrontato con il blog di Niki Vendola, ma il blog nazionale del Movimento per la Sinistra non può che confrontarsi con il blog nazionale del PRC e lì ribadisco che sul nostro sito non vi sono insulti verso i leader di MPS, sul sito di MPS c’è un attacco al giorno e l’accusa di una nefandezza al giorno. Ma non è un problema: ognuno ha il suo stile e gli elettori decideranno anche su questo.
    Approfitto per mandare tanti auguri insurrezionalisti al compagno Ramon ed a tutti i compagni e le compagne che abitualmente frequentano questo blog.

  449. Ramon, ma il 18 si presentano le liste complete?

    Per quanto riguarda SeL: si presentano i radicali, dunque una mazzata in più per loro.

  450. Auguri al compagno Ramon e a tutti i compagni e compagne che leggono il blog.
    Un giorno per emergere dall’apnea di questi giorni.. col pensiero ai compagni e amici che passeranno la Pasqua insieme ai terremotati..
    e poi si ricomincia.
    A presto!

  451. Sondaggi Alle Europee: Il Pdl è accreditato del 42-43%
    La Lega cresce in Emilia, Toscana e Lazio
    Pd avanti nelle roccaforti di Firenze e Bologna, ma aumentano i rischi per Renzi e Delbono
    ROMA — Il Pd è in allar­me. A Firenze e Bologna, sto­riche roccaforti del centrosi­nistra (con l’eccezione della vittoria di Giorgio Guazzalo­ca nel 1999 nel capoluogo emiliano), il centrodestra al­le amministrative è in netto recupero. Secondo i primi dati non ancora ufficiali che emergono dai sondaggi Ispos e Swg, il Pd resta co­munque in vantaggio. Ma dà segni di affaticamento. Nella città toscana Matteo Renzi, candidato del centro­sinistra, è in bilico intorno a quel 50% che darebbe il suc­cesso al primo turno. E gior­no dopo giorno aumentano i consensi per Giovanni Gal­li, ex portiere della Fiorenti­na candidato del Pdl. «E an­cora Berlusconi di fatto non è sceso in campo diretta­mente per sostenerlo», os­servano i sondaggisti. Inol­tre, «c’è un forte malconten­to nell’elettorato di centrosi­nistra ».

    Da Firenze a Bologna: qui Flavio Delbono, che corre per il Pd, è ac­creditato al massi­mo del 45-46%, mentre Guazzalo­ca, a capo di una li­sta civica appoggia­ta dell’Udc, e Alfre­do Cazzola, alla guida di un’altra lista civica soste­nuta dal Pdl, in­sieme superano il 40%. Una par­tita da giocare, dunque. E la decisione del sindaco Sergio Cofferati di non ricandidarsi alle amministrative, ma di presentarsi per le Europee, po­trebbe avere un effetto nega­tivo sull’elettorato di centro­sinistra. Ma soprattutto die­tro il recupero del centrode­stra nelle zone tradizional­mente rosse, ci sarebbe se­condo Ipsos un dato sor­prendente: un piccolo e im­previsto exploit della Lega in Emilia, Toscana e anche nel Lazio. I ricercatori in un primo momento avevano pensato a un errore o a un’anomalia statistica. Ma ulteriori verifiche hanno confermato il trend positivo del Carroccio.

    La fotografia che emerge dai sondaggi è comunque ancora frammentaria. E il premier Silvio Berlusconi, per quanto soddisfatto, è prudente: prima di esultare ci sono da verificare l’effet­to- terremoto sulle intenzio­ni del partito».

    di voto e le conseguenze dell’eventuale accorpamen­to di election day e referen­dum (cioè i cosiddetti «tra­scinamenti » degli elettori da una parte o dall’altra). Ma la tendenza generale sembra chiara. Il Pdl non so­lo recupera alle amministra­tive nelle città «rosse», ma cresce alle Europee quasi ovunque ed è attualmente al 42-43%, dato nettamente superiore rispetto al 38% delle ultime politiche. E su­periore anche alla somma dei voti previsti separata­mente per An e Forza Italia. Insomma, la nascita del nuo­vo partito sembra aver ri­chiamato nuovi elettori.

    Il Pd, che alle politiche aveva superato il 33%, inve­ce soffre quasi ovunque e pare molto sotto a quel 30% che l’ex segretario Walter Veltroni indicava come so­glia minima per la sopravvi­venza del partito. Alle ammi­nistrative il quadro è ancora più complicato: le liste civi­che rischiano di erodere più consensi al Pd che al Pdl. E anche i «grillini» rappresen­tano nelle realtà locali una piccola insidia solo per il centrosinistra. L’Italia dei Valori va invece benissimo nei sondaggi per le Euro­pee, dove il traino del lea­der Antonio Di Pietro è mol­to efficace: le prime rileva­zioni danno il partito dell’ex magistrato intorno al 9% ri­spetto al 4,4% delle politi­che. A livello amministra­tivo, dove però i politici locali non hanno certo il carisma di Di Pietro, l’Idv è su livelli ben inferiori. L’Udc sem­bra in leggera cresci­ta. La sinistra radica­le invece divisa nella lista Sinistra e Libertà e nell’alleanza fra Ri­fondazione e Comuni­sti italiani è ancora lon­tana dalla quota di sbar­ramento.

    Paolo Foschi
    12 aprile 2009

  452. Buona Pasqua a tutti

  453. francesco Says:

    Caro Roberto ho letto anche io l’articolo sul corriere online,quei presunti sondaggi non hanno senso.Dico presunti perchè loro stessi dicono che i sondaggi non sono ufficiali,infatti non sono pubblicati sul sito http://www.sondaggipoliticoelettorali.it che è il sito ufficiale dove vanno pubblicati per legge.
    I sondaggi già quando sono ufficiali lasciano il tempo che trovano,figuriamoci questo scalcagnato articolo che approssimativamente da conto di sondaggi “parziali”.
    Comunque buona pasqua a tutti.

  454. Francesco,
    anche questo articolo è in funzione di una campagna mediatica in atto che mira a delegittimare il voto verso la lista anticapitalista di Prc e PdCI. Più che sondaggi e articoli serve il lavoro sui territori e credo che dopo il 18 Aprile dobbiamo lavorare, lavorare e ancora lavorare perchè quel 4% sia superato con i voti, non dai sondaggi… :)))

  455. Ma questa polemica sul libro di Losurdo, pubblicata la recensione su Liberazione?
    Io avrei evitato di dare fiato a chi critica per certe riabilitazioni…

  456. francesco Says:

    Nemmeno io l’ho capita….Losurdo ha scritto un libro su Stalin edito dalla Carocci Editore.Si discute del libro e loro parlano di negazionismo…..secondo me costoro continuano ad essere presuntuosi ed arroganti…..il bello che non hanno detto una parola sul libro…..

  457. francesco Says:

    comunque Nino il libro di Losurdo è stato recensito anche da altri giornali…..

  458. Sulla “polemica” sulla recensione del libro di Domenico Losurdo, sinceramente sono BASITO. Incredibile lo sgangherato attacco del gruppetto dei soliti noti, quinta colonna ancora dentro “Liberazione” dei fricchettoni sansonettiani (ma non dovevano andare a seguire il loro Grande Capo?… ma che ci fa questa gentaglia ancora succhiando dal Partito…? mica si skiodano eh, dalle loro poltroncine di impiegati…!!!), incredibile che gliel’abbiano pubblicato suscitando persino la sorpresa del povero recensore (che è anche lui, come Losurdo, un fior di studioso, ed ha chiaramente criticato le tesi di Losurdo, ma con argomenti, non con censure tanto dogmatiche come cretine, pretestuose e strumentali), incredibile il contornetto di “prese di distanza” il giorno dopo, stile “excusatio non petita” e gli strali al cattivissimo Losurdo, patetico.
    Non dico altro perché queste polemiche assurde non fanno mai bene a nessuno e specialmente in questo momento, ma in questo Partito e specialmente in questo giornale di Partito ci sono cose che lasciano assolutamente allucinati.

  459. prcarmerina Says:

    Io sono antistalinista, ma non capisco dove sia il problema nel dibattere su un libro, una polemica sciocca fatta a uso e consumo di Repubblica e compagnia cantando.

  460. Bucharin77 Says:

    la strumentalità politica di questa “polemica” è del tutto evidente. Fatta peraltro anche da alcuni giornalisti che fra un po’ sloggeranno visto che vanno a lavorare con il nuovo quotidiano di Sansonetti, L’Altro. Adesso potranno anche dire che vanno via da un giornale che “riabilita” Stalin. Mi dispiace solo che abbia firmato quel documento un giornalista che stimo, Checchino Antonini. Purtroppo i trotzkisti di Sinistra Critica ancora non hanno capito che l’antistalinismo di sinistra è una cosa e l’antistalinismo di destra un’altra (peraltro sarebbe il caso che i trotzkisti italiani si informassero: la vostra casa madre, La LCR, è popolata da intellettuali, Bensaid e Kouvelakis, che discutono un giorno sì e l’altro pure con Losurdo!!!!). Allearsi con gli opportunisti di destra solo perché professano antistalinismo è stato un grande errore di molti militanti di SC dentro Rifondazione. Errore che si continua a reiterare.

  461. Stefano Says:

    GIOVEDI 23 APRILE ALLE ORE 21.00
    presso la sala Grandi Riunioni
    Del Comune Di Carate Brianza
    (piazza Cesare Battisti)

    PER ANNI HANNO RACCONTATO LA FAVOLA DEL LIBERO MERCATO

    ORA ABBIAMO:

    PIÙ GIOVANI PRECARI
    PIÙ LAVORATORI CASSINTEGRATI
    PENSIONATI SEMPRE PIÙ POVERI
    PROPOSTE DEI COMUNISTI

    PIÙ DIRITTI – PIÙ STATO SOCIALE – PIÙ LEGALITÁ

    Introduce:Stefano Forleo – Candidato Sindaco Prc-PdCI Carate Brianza.

    Intervengono:

    Vittorio Agnoletto – Europarlamentare PRC – S.E.

    Nicola Nicolosi – Segreteria Nazionale CGIL e coordinatore nazionale “Lavoro e Società”
    Gianni Pagliarini – Responsabile Dipartimento lavoro PdCI.

  462. claudia geri Says:

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta da parte dell’Assemblea autoconvocata “Nessun accordo con il Pd”

    Prendiamo atto della delibera della Presidenza del Collegio Nazionale di Garanzia che ritiene “insanabilmente irregolare” la richiesta di referendum dei 246 firmatari della Federazione di Bologna. Ci pare che tale parere, in realtà sia poco “garante” della norma che, attraverso lo statuto, il partito si è dato.

    L’appello su cui si sono raccolte le firme è inequivocabile e il quesito che abbiamo consegnato al collegio di garanzia provinciale e nazionale è la fotografia di quello che nell’appello è scritto. In nessun articolo dello Statuto del Partito del resto, è spiegato nei più minimi dettagli quali devono essere le procedure per effettuare il referendum. Suscita anche sconcerto il fatto che siano dovuti passare ben dieci giorni prima che il deliberato del CNG ci venisse trasmesso ufficialmente.

    Tra l’altro, dichiarare che ci sarà una “consultazione democratica vincolante”, come fa la Segreteria Provinciale di Bologna vuol dire tutto e nulla.

    La democrazia è fatta anche di tempi congrui. Con questo deliberato viene di fatto sottratta la capacità decisionale al corpo degli iscritti. Resta la “consultazione”, anche se è evidente a tutti che essere consultati è altra cosa rispetto alla partecipazione alla presa di una decisione. Tuttavia anche la consultazione rimane avvolta nella nebbia più fitta. Peraltro, i compagni della Segreteria Nazionale Ferrero e Pegolo, il 19 febbraio, dichiaravano “Nei prossimi giorni vedremo quale sarà l’esito del confronto, che è del tutto aperto. A scanso di equivoci pensiamo sia bene che nella federazione di Bologna vi sia, a conclusione della verifica programmatica e prima di assumere ogni decisione su eventuali accordi, una consultazione vincolante degli iscritti della federazione”

    Quando ci sarebbe la consultazione? In che modalità? Siamo all’oscuro di tutto questo e ci piacerebbe conoscere il pensiero dei compagni della Segreteria Nazionale, visto che di giorni ne sono passati parecchi e ancora nulla si sa.

    Come rappresentanti dell’assemblea autoconvocata avevamo chiesto un incontro alla Segreteria Provinciale per discutere delle procedure del referendum/consultazione: attendiamo ancora un incontro.

    Avevamo altresì chiesto di partecipare al tavolo di confronto col Pd con una nostra delegazione, quale elemento di trasparenza e democrazia: restiamo in paziente attesa di una risposta formale.

    Nel frattempo è avvenuto quanto segue:

    – dal 17 Febbraio il Cpf non ha più discusso del confronto col Partito Democratico. Il Comitato Federale è all’oscuro di come sta andando la discussione col Pd e di quale sia la delegazione trattante, né sulla base di quali criteri il confronto stia proseguendo.

    – sulle pagine dei giornali pare sia sempre più vicino l’accordo tra Prc e Pd. Non abbiamo mai considerato ciò che scrivono i giornali la linea del partito ma in assenza di riunioni del Cpf quella purtroppo, ad oggi, resta l’unica “verità”.

    – girano voci/mail di una possibile lista unica tra Prc e Pdci con il simbolo delle europee da usarsi nei comuni della nostra provincia (anche nel capoluogo?) , anche questo mai discusso in nessuna riunione del Cpf e in palese violazione della decisione presa dall’ultimo Comitato Politico Nazionale che ha esplicitamente deciso che quella scelta e quel simbolo valgono per le Elezioni Europee e non per le Amministrative.

    · le uniche comunicazioni della Segreteria sono state in merito alla perentorietà della data del 31 marzo del rinnovo delle tessere del partito, pena il decadimento dagli organismi dirigenti. Lo Statuto del partito ha sempre parlato chiaro in questo senso, eppure per la prima volta quest’anno la Federazione di Bologna decide di essere rigida. Con un dibattito politico in federazione quale quello che c’è stato negli ultimi mesi di sicuro l’approccio della Segreteria su questo tema non ha contribuito a tenere unita la “comunità partito”. Peraltro, facciamo notare, che alla richiesta di avere tessere dei GC da parte di giovani compagni e compagne la risposta della Segreteria è stata “non ci sono”, come dimostra il fatto che alcune/i compagne/i si sono fatte/i certificare dal segretario di circolo che è stata versata la quota tessera GC ma non la tessera stessa perché non c’è.

    Ad oggi, non è stato ancora convocato il Cpf e, se consideriamo i tempi tecnici per la sua convocazione, di sicuro non ci sarà prima della metà di Aprile. All’inizio della discussione spiegavamo che la Segreteria, magari subendo i tempi del Pd, avrebbe allungato i tempi a dismisura, i fatti ci stanno dando fin troppa ragione. Siamo a tre settimane dalla presentazione delle liste e a un mese dalla campagna elettorale e non si sa nemmeno con chi ci presenteremo alle elezioni comunali e provinciali di Bologna.

    A questo punto la convocazione urgente del Cpf è più che una necessità. La segreteria provinciale, sostenuta in questo da un deliberato del CNG che per quanto legittimo continuiamo a considerare non corrispondente alla situazione e alle necessità, si sta assumendo una responsabilità pesantissima, sia per quanto riguarda le scelte politiche del partito bolognese, sia per una gestione del dibattito interno spregiudicata, sia per quanto riguarda le possibili ricadute sulla campagna elettorale e sullo stesso risultato.

    Se qualcuno immagina che per queste vie si possa indurre qualche compagno/a ad abbandonare il partito e a mettersi da parte, sappia che si sbaglia di grosso. Forse non è chiaro a tutti, ma viviamo in tempi in cui i bilanci sono sempre impietosi e gli errori si pagano tutti e senza sconti, l’esperienza degli ultimi anni dovrebbe avercelo insegnato. Facciamo appello a tutti i compagni e le compagne del partito bolognese e in particolare ai membri del cpf a fare tutto quanto è possibile per evitare o perlomeno limitare i danni che questa gestione rischia di portare a tutti noi; innanzitutto, ridando parola e potere decisionale a chi ne ha piena titolarità: gli organismi eletti e il corpo del partito tutto. Dovrebbe peraltro essere chiaro che a campagna elettorale conclusa si imporrà un bilancio franco e scrupoloso su come ha operato questa Segreteria.

    Bologna

    p. Assemblea autoconvocata

    Pamela Conti
    Mario Iavazzi
    Stefano Tassinari

  463. Personalmente reputo la lettera a Liberazione dei suoi giornalisti alquanto sbagliata, perchè la recensione di Liguori al libro di Losurdo mi sembrava molto critica. Mi ritrovo molto con quanto scritto su Carmilla da Valerio Evangelisti. La posizione di Checchino Antonini credo che sia solo sua, sull’ultimo numero di Erre c’è un articolo di Antonio Moscato e sul sito di Sinistra Critica c’è un resoconto della vicenda. Per cui mi sembra francamente fuori luogo discutere di “trotzkisti” che si alleano con “antistalinisti di destra”. Poi ieri gli si rimproverava di allearsi coi disobbedienti. Sbagliano sempre alleanza, i “trotzkisti”. Dovevano rimanere nel Prc appresso a voi oppure allearsi, usando un gergo simile, agli “stalinisti di destra”…

  464. francesco Says:

    hanno sospeso Vauro da anno zero…..

  465. Alfonso Geraci Says:

    Giuvinastro: la recensione di Liguori non era abbastanza critica, e comunque il punto è che LIBERAZIONE non se la poteva cavare con quella recensione e basta, tanto per non fare incazzare quelli del Pdci.
    Poi, la “metafisica influente” di Losurdo l’ha stroncata direttamente Greco, ok. Troppo poco, troppo tardi, mi viene da dire.
    Infine (e soprattutto): l’antistalinismo di destra NON ESISTE. Avete capito bene: l’antistalinismo di destra NON ESISTE. Forse non mi sono spiegato bene, perciò lo ripeto: l’antistalinismo di destra NON ESISTE.
    L’antistalinismo è solo e unicamente di sinistra. Quelli di destra se gli dici Stalin scattano sull’attenti, perché Stalin c’aveva le palle, l’ordine eccetera eccetera. Quelli di centro se gli dici Stalin sospirano, ebbe’ sì signora mia, che ci possiamo fare, d’altro canto la storia ‘altro canto la guerra civile poi l’isolamento internazionale, l’accerchiamento, ‘sto Stalin che doveva fa’? Quelli della palude, i qualunquisti insomma, se gli dici Stalin si “quartìano” come si dice a Palermo, non si sbilanciano, perché le persone importanti e potenti hanno sempre un sacco di leccaculo intorno, pure 50 e passa anni dopo che sono morte, e Stalin non fa affatto eccezione.
    Dunque l’UNICO antistalinismo è di sinistra, interessa solo a noi, è un argomento che – se ben sviscerato – CONVIENE solo a noi. L’antistalinismo di destra ve lo sarete sognato, però vi assicuro che non esiste, è una minchiata.

  466. Bucharin77 Says:

    Alfonso sei proprio fuori strada: l’antistalinismo di destra è esistito nel PRC ed è stato impersonato da Bertinotti. Forse tu non ricorderai, ma all’epoca della rottura, per modo di dire, di Bertinotti con lo stalinismo quelli di Bandiera rossa poi Erre poi Sinsitra Critica elevarono un monumento a Bertinotti, semplicemente perché “rompeva” con il suddetto stalinismo. Per il resto rileggiti bene la recensione di Liguori, e ti accorgerai che era critica. Ovviamente poiché il libro di Losurdo, al di là della sua generale ispirazione di fondo, è serio e documentato non avrebbe avuto senso fare una stroncatura. Un libro così non lo critichi con gli schiamazzi, ma con il ragionamento e i fatti. A meno che, caro Alfonso, tu non ritenga, insieme a Angela Nocioni e Anubi D’Avossa Lussurgiu, che Losurdo produca spazzatura. In quel caso oltre a invitarti a leggere i suoi libri, ti farei presente che Losurdo è uno degli storici della filosofia italiani più citati e tradotti all’estero. I suoi studi su Hegel e Marx sono citatissimi dagli studiosi inglesi e americani, per esempio. Anche questi pensi che siano tutti stalinisti?
    Detto questo, io peraltro dissento dall’impianto problematico del libro, ma per ragioni diverse da quelle dei “giornalisti” di Liberazione. Il difetto del libro sta nel suo carattere comparatistico (confronto fra le opinioni su Stalin dei suoi contemporanei e dei nostri, tra quello che faceva Stalin e quello che facevano gli altri Stati etc.) e nel suo disporsi soprattutto sul terreno della critica della storiografia. Ma su fenomeni storici complessi come lo stalinismo critica della storiografia e analisi economica, sociale, e politica dovrebbero andare insieme.

  467. ma che significa: “non era abbastanza critica”? che signifca: “troppo poco, troppo tardi”? Di che si sta parlando? No per capirci: si accusava ferrero di voler mettere a tacere la libertà di espressione di sansonetti e ora si misura il tono di una recensione? Di una recensione poi. Di uno come losurdo che apprezzato o meno, in questo campo non è esattamente un “passante”. Io il libro di Losurdo non l’ho letto. Dopo tutto ‘sto casino credo che andrò a comprarlo quanto meno per curiosità. Ma non riesco proprio a sopportare quest’atteggiamento da fucili spianati, da agguato, che caratterizza alcuni simpatizzanti vendoliani.
    Una lettera assurda, poi, quella apparsa su liberazione il giorno dopo: cito testualmente:
    <>
    Peccato che abbiano dimenticato come continua liguori: <>
    Una dimenticanza che la dice lunga sulla malafede di chi ha firmato quella lettera. E lo dico con amarezza. E lo dico anche da antistalinista quale sono. Poi se vogliamo cazzeggiare sull’antistalinismo di destra e di sinistra facciamolo pure. Qui mi pare che a peccare di stalinismo non siano liguori e greco.

  468. reinserisco le due citazioni:
    1)lettera:”Recensione, poi, che quando passa ad assumere vesti “critiche” nei confronti del testo trattato, lo fa nella forma di “dubbi” del tenore seguente: «Può uno Stato che si vuole socialista creare un sistema concentrazionario tanto vasto…?». Come a dire d’un problema quantitativo, piuttosto che di sistema.”
    2)recensione: “Non è già questo fatto una macchia indelebile per uno Stato che si voglia socialista?”

  469. Compagni,
    sabato è un giorno fondamentale per noi COMUNISTI.
    Abbiamo il dovere morale e politico di recarci a Roma in massa,di riempire Piazza Navona di bandiere rosse.
    I poteri forti stanno mettendo in bilico la democrazia in Italia.
    LA PRIMAVERA DEI COMUNISTI STA INIZIANDO!!!

  470. 15-04-2009
    FIRENZE/COMUNALI: PDCI SPACCATO SU RENZI, NASCONO COMUNISTI FIORENTINI

    – Firenze, 15 apr – Lo scontro nel Pdci per l’eventuale sostegno a Matteo Renzi (Pd) alle prossime elezioni comunali fiorentine diventa vera e propria frattura.

    Nascono infatti oggi i ‘Comunisti fiorentini’, lista che appoggera’ Renzi per Palazzo Vecchio e Andrea Barducci (Pd) per la presidenza della Provincia.

    Lo hanno annunciato il segretario provinciale Riccardo Gabellini e il capogruppo in Palazzo Vecchio Nicola Rotondaro. Nei giorni scorsi la federazione provinciale fiorentina del Pdci, a maggioranza, aveva dato il via libera al segretario Gabellini per cercare un accordo con Renzi, un atto subito sconfessato dal segretario regionale Nino Frosini e dai vertici nazionali del partito che hanno invece raggiunto una intesa per il sostegno a Valdo Spini, appoggiato anche da Rifondazione comunista e dai Verdi.

    ”Il Pdci – spiega Rotondaro – ha disposto un accordo con Rifondazione comunista al di fuori di ogni regola statutaria.

    Abbiamo quindi deciso di dar vita ai Comunisti fiorentini, dando corso alla legittima decisione dell’organo preposto a fare una scelta, che e’ stata votata da 2 terzi dei membri.

    Noi siamo per la democrazia, e quella e’ stata una decisione democratica”.

    Quanto ai rapporti con il Pdci, conclude Rotondaro, ”noi restiamo nel partito, vedremo cosa succede: che ci caccino pure”.

    afe/sam/alf

  471. Alfonso Geraci Says:

    Dopo i comunisti italiani, i comunisti fiorentini. Alla grande. E i comunisti palermitani no?
    A proposito di internazionalismo (negato, da Stalin e da Cossutta) volevo dire a Bucharin: io ho fatto un ragionamento schiettamente politico, e non accademico-recensorio. Questo è un blog eminentemente (nel senso di Eminem) politico-ideologico, e io dico che l’operazione POLITICA di fare recensire un libro così importante (come vedi non sottovaluto affatto Losurdo, nè come insigne studioso che anch’io leggo e sovente apprezzo, nè come – pericolosissimo – ideologo) in questa maniera buonista da Guido Liguori “e sùsiti” (come si dice dalle mie parti, ovvero “e basta”) era veramente omertosa, da un pdv politico-ideologico di un giornale comunista, va bene? E non dal pdv della discettazione accademica, in cui ovviamente ognuno può dire quello che vuole e Losurdo è degno del massimo rispetto. Quando si parla dello stalinismo dobbiamo scattare in piedi pure noi comunisti e parlarne seriamente, non così en passant. E questo, RIPETO, perché lo stalinismo è una questione che in sostanza interessa davvero, interessa sul serio SOLO NOI. Già il fatto che il massimo antistalinismo di destra che riesci a frami è Bertinotti, insomma, la dice lunga, come sa chi legge questo blog io Bertinotti non lo stimo affatto, però adesso dire che è di destra. Comunque vedrete che se Bertie è diventato sul serio di destra, di Stalin smetterà presto di parlare. Perchè è come dico io: c’è tanta gente (di destra, di centro e della palude) che ADORA il potere e ADORA la violenza, e gli piace un sacco la realpolitik e la ragion di stato, perciò chi meglio di Baffone?
    Meditiamo, compagni..

  472. Ancora polemiche su Bologna? Dda restare basiti, ha ragione il segretario, si parla sempre e solo di enti locali, o per uscirne o per entrarci…

  473. Alfonso Geraci, te l’avevo già detto e te lo ripeto: ma falla finita e vai a provocare da un’altra parte….
    La migliore risposta a queste vaccate su Losurdo l’ha data proprio “L’Ernesto”: indifferenza assoluta e… pubblicazione di un nuovo pezzo di Losurdo, sulle “Prospettive rivoluzionarie nel XXI secolo”. Alla faccia di chi gli vuole male 😀

    Allora compagni non abbocchiamo a questi tranelli e provocazioni da quattro soldi, come quelli della banda di svendoliani di Liberazione e di chi riveste di paroloni la propria nullità, e concentriamoci come perfettamente dice Danilo sul lavoro da fare per una vera grande e forte primavera comunista!

    Purtroppo tanti compagni dall’Europa non potranno essere a Roma sabato 18 ma ci saremo con lo spirito e la forza delle idee e dei fatti; e il giorno dopo, domenica 19, qui a Charleroi in Belgio faremo una “Festa dell’unità della sinistra comunista” per lanciare la campagna elettorale anche qui, continuare il tesseramento e creare un nuovo Circolo, con tanti compagni dell’emigrazione, quelli veri, lavoratori, proletari, quelli che non vogliono chiacchiere e distintivi e stronzatine spocchiose, ma FATTI e passi avanti per ricostruire una forza di sinistra comunista italiana SERIA, COERENTE E CONSEGUENTE. Come si deve.

  474. Alfonso Geraci Says:

    “I guai cominciano quando la contestualizzazione si trasforma in uno storicismo assoluto, in un fatale (e letale) giustificazionismo, per cui quel che è accaduto, nel modo come è accaduto, non poteva che verificarsi così (…) un simile modo di procedere produce un’apparente scientificità, che ha il vizio di essere sempre dedotta a posteriori, deresponsabilizzando gli attori, i protagonisti della storia umana (…) Davvero singolare, dunque, che chi, come Losurdo, esalta il significato anche euristico della soggettività, della rottura antideterministica delle condizioni storicamente date, cada poi nell’errore di dimenticarsene del tutto quando ci fa intendere che ben poco dei tragici avvenimenti capitati nella Russia staliniana avrebbe potuto avere un corso diverso. Come è invece provato dalla durissima, sanguinosa lotta interna attraverso cui si affermò la dittatura (…) paradossalmente (ma poi non troppo) questo esasperato oggettivismo finisce per combaciare con la posizione secondo cui il difetto sta nel manico: l’uovo del serpente sarebbe cioè solidamente insediato nell’idea comunista”.
    Ora, chi è che scrive queste cose? Bertinotti? Niki Vendola? Angela Nocioni? Anubi Lussurgi comesichiama? Turigliatto? Quelli di Falcemartello (che sono compagni del Prc)? Alfonso Geraci? Il Mago Zurlì? NOOOO, nossignori, queste cose le scrive Dino Greco, il direttore di LIBERAZIONE.
    E se io commento “troppo poco, troppo tardi”, non è perché non condivida quello che dice Greco, ma perché avrei voluto che QUESTA, quest’articolo di Dino Greco fosse l’originaria recensione al libro di Losurdo, e non i balbettii accademico-volemose bene-quant’è controcorrente dire che gli asini volano della recensione di Liguori, stimatissimo studioso – così come Losurdo che, ripeto per la quarantesima volta, apprezzo e leggo anch’io – ma che ha scritto un pezzo inadatto al frangente, alla bisogna e al LUOGO in cui è apparso, un giornale come LIBERAZIONE che più politico – giustamente – non si può. Dino Greco EVIDENTEMENTE se ne è – tardivamente – reso conto altrimenti non avrebbe provveduto a stroncare LUI il libro di Losurdo come ha poi fatto, ma si sarebbe limitato a dire ai giornalisti firmatari della lettera “No, guardate che la recensione di Liguori è criticissima, statevi zitti e non ci scassate mai più la minchia”.
    E invece no, perchè Dino Greco ha sentito il BISOGNO di dire che il libro di Losurdo è di un giustificazionismo fatale e letale, è ispirato a una “apparente scientificità” (accipicchia!! Hai sentito Mario GC?) e SOPRATTUTTO Greco (nell’ultimo brano citato) condivide il sospetto del compagno virgolettato che sicuramente non lavoratore e che deve andare a provocare altrove, Alfonso Geraci: e cioè che questa apparente disinvoltura filostaliniana in realtà nasconda la subalternità oggettiva, involontaria (perché poi Losurdo è ovviamente un ottimo compagno e scrive cose giuste e utili, il più delle volte) al pensiero di destra, allo storicismo assoluto (io lo avevo detto più rozzamente, Greco ha trovato l’espressione esatta) al qualunquismo e (aggiunge il compagno virgolettato Geraci) all’adorazione del potere.
    Preciso che non voglio male a nessuno.
    Osservo infine che anche se questi qui hanno scritto la lettera soltanto perchè sono svendoliani (ma non tutti, no? Antonini non penso) non significa granché, non è che se adesso Bertinotti fa un intervento per dire che scopare è bello noi dobbiamo insorgere in favore della castità assoluta.
    Ultima cosa: io in questo blog ci continuo a scrivere finché mi pare e piace o Mantovani non mi caccia. Ringrazio invece il civilissimo Bucharin che su varie cose non la pensa come me, ma è sempre un piacere dialogarci (anzi grazie per avermi citato quel pezzo – o era un libro? – di anderson su Gramsci, me lo devo procurare).
    Lavoratori virgolettati unitevi, non avete altro da perdere che le vostre catene (mentali).

  475. Stalin, Losurdo e Liberazione…

    per rispondere a qualcheduno che parla a sproposito della recensione del filosofo Liguori dicendo che “non era abbastanza critica”… trascrivo parte della recensione dello scrittore Valerio Evangelisti (già accademico in ambito storia del movimento operaio) al libro del filosofo Losurdo:

    “Questo libro ha suscitato nei giorni scorsi, su Liberazione, un acceso dibattito. Alcuni redattori del quotidiano hanno giudicato troppo favorevole una recensione del libro firmata Guido Liguori, e hanno vivacemente protestato, contro il recensore e contro il direttore del giornale. In realtà si tratta di un autogol, inquadrabile nelle beghe interne al Partito della Rifondazione Comunista. La recensione non era affatto elogiativa. Salvava il salvabile, del saggio di Losurdo, ma era molto critica, a tratti assai duramente. I contestatori, chiaramente, non l’avevano letta tutta, o, peggio, si erano fermati al titolo (del libro, non dell’articolo). Una forma di malcostume niente affatto infrequente, specie se dei giornalisti scelgono un bersaglio intermedio per regolare i loro conti con la direzione dell’organo su cui scrivono.

    Ma veniamo ai contenuti del libro. L’intento di Losurdo non sembra essere una completa riabilitazione di Stalin, o almeno non è quello lo scopo dichiarato. Si limita invece a smentire presunte menzogne accumulatesi sull’operato del dittatore, tuttora correnti, sulla base di ciò che chiama “metodo comparativo”. …
    Un libro parziale o inutile? Non direi. A parte l’ottima postfazione di Luciano Canfora, sono interessanti proprio i brandelli di criminologia occidentale che Losurdo accumula a casaccio: se ordinati e visti alla luce di una qualche filosofia della storia, che qui manca, comporrebbero un efficace “libro nero del capitalismo”. Quanto a Stalin, proprio il contestato Liguori si è posto l’unica domanda sensata: perché mai chi propugnava una teoria liberatrice e umanistica come il socialismo ha finito per fare del patibolo, delle prigioni, delle deportazioni e dei massacri i suoi mezzi? Davvero la pressione delle minacce contingenti giustifica tutto?”.

    Questa recensione “terza” (molto più benevola di quella di Liguori) credo metta bene in luce la pretestuosità argomentativa di alcuni “giornalisti” vendoliani e di qualche frequentatore di questo sito…

  476. Scusate ma perchè vi infervorate tanto su un cristo che è nato e morto nel secolo scorso, che si porta sulla coscienza un bel po di morti e che era un anticomunista viscerale?
    davvero date adito alla faccenda che vuole rc sempre alle prese con passati ignobili e ingombranti.
    Ci era stalin il centravanti del friburgo??

  477. lucaocchionero Says:

    Sottoscrivo in pieno il post de “il male”. Come centravanti del friburgo sarebbe stato devastante per i suoi avversari. Ritengo una perdita di tempo e di energia preziosi fare polemiche su fatti del passato. C’è tanta sofferenza intorno a noi, e dentro di noi, nella nostra personale quotidianità che diventa banalissimo divertirsi a disquisire su cose filosofiche. Ho gran rispetto per tutti i compagni che stanno animando questo dibattito, ma voglio anche avvisarvi che l’impressione che danno le vostre parole è che il comunismo sia un “fatto del passato”. Non è così: il comunismo è una cosa presente e futura, seguite il partito sociale e verificatelo di persona. Seguite l’opera straordinaria che le nostre brigate di solidarietà stanno facendo in Abruzzo e lo capirete.
    Guardate compagni: il PRC non è privo di rischi. Avere perso l’ala più moderata non significa avere messo il PRC al riparo dall’estinzione. Il PRC rimarrà in piedi fino a quando saremo convinti che il comunismo non è Stalin o chiunque altro ma il comunismo è avanti a noi, il nostro orizzonte. QUesto orizzonte non lo perderemo mai di vista fino a quando ragioneremo con la nostra testa senza far rapire le nostre convinzioni da qualsivoglia “corrente”. Se vogliamo che il partito sia il miglior strumento possibile dobbiamo lottare per dire stop alle correnti che ci riportano al “passato” ed investire tutto sulle azioni di fatto, sulla politica di strada. Durante il congresso ho combattutto contro “i salotti” e continuerò a farlo fino a quando militerò in questo partito.
    Ultima cosa: non mi pare molto elegante dire a chicchesia di andarsene e di non scrivere più: non mi piacerebbe proprio un partito in cui rimaniamo in 4 a darci ragione solo ufficialmente(mente poi alle spalle parliamo male di tutti nella stupida illusione che l’interessato di turno non ci ascolti)

  478. Alfonso Geraci Says:

    Ciao Luca e grazie per la solidarietà (e per Garzya, hai risolto un annoso problema!!). Certo il nostro comunismo è l’orizzonte e non è certo Stalin, sono d’accordisssimo; però adesso non farmi dire tutte le cose banalissime sulla storia dalla quale c’è pur sempre da imparare, sul condannarsi a ripetere gli errori se uno non ci ragiona sopra (e propone e congegna altro, eccetera). Questo dibattito è un po’ viziato dal “madonna che dirà mai la gente” eccetera, per cui non si può parlare più di niente perchè automaticamente questo sarebbe nuocere al partito (?) , dare una brutta impressione, “dividere” (? boh? vi ricordo che i bolscevichi si dividevano spessissimo su varie questioni e scelte anche vitali, e che Lenin varie volte è andato in minoranza, e che tutti giustamente se ne STRAFOTTEVANO di che cosa dirà la gente, l’opinione pubblica, la stampa che più borghese non si può, lo zar e la zarina e la loro corte, del fatto che ci si divideva). Parliamo per favore dicendo quello che pensiamo, che poi è l’unica, e non mai ritenendo che ci contraddice è un provocatore.
    Rilevo con soddisfazione che qualcosa della mia tesi per cui il solo antistalinismo è di sinistra è filtrata nel blog, visto che ilmale dice che Stalin era un feroce anticomunista! Bene, avanti così, quando leggo queste cose mi rincuoro e penso che questo NON è un dialogo tra sordi.
    Infine, su Evangelisti: questa recensione mi pare peggio ancora di quella di Liguori, e informo Evangelisti che il libro nero del capitalismo (e pure del cristianesimo) li hanno già scritti, quindi non c’era bisogno di Losurdo per raccogliere i dati. Ancora: la logica del dire “ah, ma il nazismo, la Chiesa, il capitale ne hanno ammazzati più di Stalin” è PER L’APPUNTO una logica SALOTTIERA. La NOSTRA logica – di gente che lotta per cambiare le cose e abbattere lo sfruttamento capitalistico – invece dovrebbe essere quella di riflettere sui vari passaggi della Rivoluzione Russa e discutere degli errori, delle deviazioni e infine (con Stalin) della totale aberrazione, del perché e del per come, e di confrontare tutto ciò con il nostro orizzonte di lotta e di cambiamento, quello di cui parla giustamente Lucacchionero. Operazione, temo, ineludibile.
    Ottima invece la recensione (di fatto!) di Dino Greco-recensore, ma sbagliata la gestione della vicenda da parte di Dino Greco-direttore.
    I vendoliani… CHE SI FOTTANO!!
    Perciò al lavoro, alla lotta ma pure alla discussione, altrimenti che lottiamo a fa’?

  479. Alfonso Geraci Says:

    P.S.: anche se non c’entra niente. Solidarietà al compagno Vauro!!

  480. caro alfonso, ti sfugge il fatto che la controreplica di greco è assolutamente coerente con le tesi di liguori, ed infatti greco rivendica l’aver fatto pubblicare la recensione. D’altra parte le tesi di liguori non sono a mio parere distanti da quelle di molti di noi (te compreso). Poi una persona seria come liguori, nel recensire un lavoro serio (condivisibile o no, io su questo ho poco da dire perchè il libro non l’ho letto e la storiografia non è il mio campo), firmato da uno studioso serio come losurdo, utilizza una retorica a mio parere adatta al contesto. Ora, se il problema è il tono usato dal recensore, a me pare assurdo l’attacco a lui e al greco-direttore. se il problema è di contenuto, ti invito a rileggere l’articolo che non è affatto benevolo. aggiungo che tanto il libro di losurdo quanto il dibattito che ne è seguito (mi riferisco non alla lettera ma a liguori e prestipino) rientrano in un dibattito storiografico aperto. Il mio parere è che la storiografia (parlare del passato) aiuta in generale e aiuta in particolare che se ne parli nei nostri giornali (se non lì dove?). Quello che non aiuta è stare schierati nell’attesa di poter attaccare strumentalmente e a fini politici un direttore che sta facendo il suo onesto lavoro (condivisibile o meno, al solito), come hanno fatto gli autori della lettera. Per quanto riguarda te, invio non la mia solidarietà (mi pare esagerato) ma l’invito a continuare a scrivere. il blog è bello perchè chi partecipa non la pensa allo stesso modo

  481. Bucharin77 Says:

    Io generalmente sono d’accordo con Lucaocchionero, ma stavolta no: ancora noi, noi intendo movimento operaio, non abbiamo dato un giudizio credibile, fondato, sull’esperienza dell’URSS. Guardate che questo è un macigno che pesa: se abbiamo delle difficoltà a sfruttare politicamente a pieno la crisi capitalistica mondiale è perché non ci siamo ancora ripresi dall”89. Non possiamo più dire semplicemente: vogliamo un’altra società. Perché subito avanza l’obiezione: ci avete già provato, è fallita. Se noi non saremo in grado di dire, collettivamente, perché è fallita e perché la prossima non fallirà, non ce la faremo mai. Quindi che ben vengano le discussioni, e che si discuta pure di Stalin!!!!
    Sulla questione dell’antistalinismo di sinistra posta da alfonso: in un certo senso sono d’accordo con te, però non puoi negare che nel movimento operaio sia esistita una corrente che dalla critica dello stalinismo ha fatto discendere una posizione politica di accettazione del modello democratico-borghese. Ripeto: non sottovalutare l’esperienza bertinottiana. la critica allo stalinismo era in realtà la critica al socialismo. dunque una critica di destra.
    Poi anch’i ho piacere a discutere con te, Alfonso: ma se posso dirti una cosa ho l’impressione che tu sia rimasto ancorato alla vecchia contrapposizione PCI-Sinistra extraparlamentare. Quella opposizione, però, è finita, perché hanno perso tutti e due, a mio modestissimo giudizio.

  482. francesco Says:

    Sono d’accordo con Bucharin…..spesso abbiamo un rapporto nevrotico con la nostra storia….che poi emerge anche all’esterno.

  483. Alfonso Geraci Says:

    Bucharin, d’accordissimo sulla prima parte del tuo ultimo post.
    Per quanto riguarda me: forse hai ragione anche su questo, cioè io sono un po’ ancorato a quella contrapposizione da (me lo dico da solo!) “orfano di democrazia proletaria”: PCI contro nuova sinistra. E hanno perso tutte e due, giustissimo. Andare avanti (come dobbiamo) però non può significare buttare a mare una serie di analisi e di ragionamenti – sul togliattismo ad esempio, sul compromesso storico e l’unità nazionale – che la mia generazione (ho 44 anni) dava per acquisiti; anche se poi bisogna fare nuovi ragionamenti ed analisi, prima di tutto cosa dev’essere l’internazionalismo oggi, dopo le bombe sulla Serbia, la rottura sulle missioni militari eccetera, e questi dobbiamo farli noi, adesso, è chiaro che non ci sono “patrimoni” che tengano. Ed è utilissimo discutere con Mantovani e con tutti voi in merito. Ma una cosa è dire questo un’altra è capitolare rispetto a una lettura “dilibertiana” del PCI, che sembra che se non c’era la Bolognina eravamo tuttti sani, salvi, più belli e più alti. Maddechè? Per questo, ad esempio nel dibattito su LIBERAZIONE sugli 88 anni da Livorno approvo solo quello che ha detto il mio idolo Franco Russo e in parte pure Persichetti (che ora sicuramente sarà diventato innominabile sul blog perché ha firmato contro Liguori! Spero di no).
    Marco: no, mi dispiace non è come dici tu. Liguori si lancia subito sulla bellezza “controcorrente” (nel senso già spiegato, degli asini che volano) delle tesi losurdiane, non sottolinea affatto il suo dissenso anzi lo annacaqua retoricamente, NON dice tutte le cose importanti (giustificazionismo fatale e letale, “apparente” scientificità, resa di fatto all’anticomunismo) che invece fa l’ottimo pezzo di Dino Greco (che però, ripeto – e io lo stimo molto – doveva pensarci prima, non essendo LIBERAZIONE la RIVISTA DI STUDI CONTEMPORANEI, bensì, appunto, il quotidiano dei comunisti). Ciao a tutti, Alf

  484. Luca Marini Says:

    su tutta questa questione condivido e molto alfonso geraci.

  485. Brunoincazzato Says:

    A Bologna tutti insieme appassionatamente,sarà un nuovo cantiere?

  486. ancora su Stalin, Losurdo e Liberazione…

    qualcheduno continua a parlare della recensione sul libro di Losurdo senza averla neppure letta e pertanto non si che confermare il giudizio di Evangelisti; infatti Liguori nelle su conclusioni scrive:

    “E’ difficile seguire Losurdo, con la necessaria competenza critica, in tutte le pieghe del suo discorso. Alcune delle sue tesi (la critica al concetto di «totalitarismo», il rifiuto di considerare le decisioni del vertice sovietico come irrazionali, il richiamo al contesto storico) appaiono convincenti. Ciò che non convince è un discorso troppo portato a vedere sempre nella soluzione adottata la migliore delle soluzioni possibili e a sottovalutarne l’effetto disastroso sulla politica dell’egemonia (vedi la rottura dell’alleanza leninista operai-contadini) e nella costruzione stessa di una idea espansiva di socialismo. Si prenda ad esempio il Gulag: può uno Stato che si vuole socialista creare un sistema concentrazionario così vasto, in cui (anche se non sempre e ovunque) vi furono condizioni di vita – secondo le parole dello stesso Vysinskij, che Losurdo riporta – che ridussero «gli uomini “a bestie selvatiche”»? Non è già questo fatto una macchia indelebile per uno Stato che si voglia socialista? Non consola sapere che peggio fece – per fare un esempio – il Regno Unito con gli irlandesi o con i deportati in Australia: ciò che ci si aspetta da un sistema che fa dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo la sua legge non è giustificabile per uno Stato che nasce per combattere tale sfruttamento e tutto ciò che di “bestiale” vi è nell’umanità. E ancora: la situazione oggettiva aveva indotto a irrigidire l’organizzazione del lavoro, a rinunciare a un nuovo modo di intendere i rapporti tra i sessi, al superamento graduale dei limiti nazionali. Ma a questo punto non viene da chiedersi: valeva la pena di fare una rivoluzione? A cosa è servita? Credo di conoscere la risposta di Losurdo: enorme è stato comunque il sussulto di liberazione, milioni di persone si sono così liberate dal Medio Evo e dal colonialismo, in tutto il mondo. E’ vero, e dunque viva la Rivoluzione russa! Ma sembra giusto anche concordare con quanto ha scritto Giuseppe Prestipino sull’ultimo numero di Critica marxista (2009/1): seguendo Losurdo arriviamo alla conclusione che nel ‘900 il socialismo era impossibile”. 


    Pertanto come si può dire che Liguori sottovaluti il “macigno” gulag ecc. dando per scontato che non è possibile “giustificare” ?

    E’ evidente che tutte le polemiche sono finalizzate a “screditare” Liberazione e il Prc; e credo che molti compagni o non abbiano letto con attenzione o sono in malafede…

  487. ….valeva la pena, valeva la pena…..

  488. Luca Marini Says:

    no brunoincazzato non un cantiere, un giardino, un oasi ma all’interno della repressione di qualsiasi forma di conflitto.

  489. militante Says:

    Vero brunoincazzato come nulla Bologna e tante altre ancora sottovalutiamo e non poco le nostre scelte nelle alleanze locali quasi che le persone non ci giudicano anche da queste, non esiste solo il richiamo alla lista europea anticapitalista il resto sembra poco valutato…

  490. per meglio capire chi si appoggia a Firenze

    La cosa più singolare della vicenda fiorentina non è tanto il commisariamento (diciamo che stava nelle cose poiché come sappiamo nel PdCI l’agire politico è confinato nella “democrazia socialista”) quanto il singolare fatto che il PdCI residuo (direi circa il 25% del corpo del partito che c’era due anni or sono) appoggi Valdo Spini (una carriera politica di tutto rispetto dentro il PSI e in amicizia con gli USA).

    Sì, è questo il punto. Per andare alla sinistra di Renzi, son corre alla sua destra a gran balzi. I comunisti candidano il Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Italia-USA. Ma assai probabilmente nella tristezza del tempo presente senza memoria e senza futuro nessuno osserverà la cosa fuori da pochi intimi della politica.

  491. Cari Brunoincazzato e Luca M.,
    per quanto mi/ci riguarda faranno fatica a pacificare Bologna 8come è già successo il 14 marzo con il corteo in centro non autorizzato).
    Due semplici info:
    – i sondaggi locali (per quel che valgono) danno costantemente il Prc locale alla metà percentuale rispetto alla lista “anti-comunista” di Bologna Città Libera;
    – noi (lista provinciale Terre Libere con candidato Presidente Tiziano Loreti) e BCL, il 10 maggio andiamo in trasferta a Genova per una giornata di contro-informazione su Cofferati (capolista PD per le europee).

    Saluti e libertà.
    Bella da vincere!
    Ale B.

  492. Spini è sostenuto anche dal prc, mi pare, no?

  493. francesco Says:

    Ale B. non so a quali sondaggi ti riferisci,quelli effettivi(anche locali) tutti pubblicati su http://www.sondaggipoliticoelettorali.it danno una qualunque lista di sinistra sia essa PRC o Bologna città libera fuori dallo schieramento Del Bono tra lo 0,7% e l’1% (finora su bologna ne sono stati fatti 3) cioè manco il rumore di fondo.
    Poi uno può leggittimamente pensarla come vuole e può anche scambiare le proprie pippe mentali per la realtà….se poi magari volevi dire che Bologna città libera vale il doppio dello 0,7% cioè 1,4% (sai che risultato) allora non capisco perchè non dai i numeri.
    Che significa dire il PRC locale è alla metà della lista Bologna Città Libera?
    Caro Ale B. se vuoi copiare Berlusconi fallo almeno bene….magari potevi dire Bologna città Libera è accreditata al 10%…..
    Ti consiglio di lavorarci ancora…..

  494. francesco Says:

    Nino tu vaghi tra questo blog e quello dei vendoliani e vari altri sperando che qualcuno ti dia retta…..purtroppo nessuno lo fa.
    Guarda prova a costituire un partito pure te….Magari il partito comunista di tutti quelli che si chiamano nino…..

  495. francesco io sto bene da solo credimi… senza partiti… meglio molto meglio e per chiarirti le idee ti dico che voterei DeZordo a Firenze, Loreti e Monteventi a Bologna perchè vedo negli attuali partiti della sinistra nessuno escluso poca credibilità…

  496. Comincia a delinearsi la lista comunista (Prc, Pdci, Socialismo 2000 di Cesare Salvi e Consumatori Uniti di Bruno De Vita) per le europee.
    Ormai quasi certe le non candidature di Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto (quest’ultimo voleva candidarsi ma sta prevalendo l’opinione di Ferrero, a parere del quale le candidature di bandiera sono una presa in giro degli elettori), la lista cercherà di pescare tra i nomi della cultura di sinistra: certa l’astrofisica Margherita Hack, si parla dello scrittore Valerio Evangelisti (prolifico autore del genere fantasy), del giornalista amico di Fidel Castro Gianni Minà e soprattutto del matematico (nonché campione di laicismo e anticlericalismo) Piergiorgio Odifreddi.

  497. lucaocchionero Says:

    Tra l’altro, se proprio la vogliamo dire tutta, i sondaggi sulle elezioni comunali riferiti alle liste sono rischiosissimi e naturalmente inattendibili. Attendibili invece quelli che si fanno sul candidato sindaco, ma non adesso, tra qualche mese. Su Bologna non ci sono entrato e non ci entro, però mi si dve ancora spiegare cosa c’entra Sansonetti con una lista che si autodefinisce di comunisti libertari. Ma forse Monteventi, Loreti, Ale B non sanno che MPS è alleata con Craxi, De MIchelis, e compagnia bella?? Sinceramente penso che a Bologna ci sia un caos ideologico

  498. francesco Says:

    Nino la tua è una posizione legittima al di la dell’ironia….però non capisco perchè alcuni per sostenere le loro idee hanno bisogno di appoggiarsi a sondaggi e ragionamenti strampalati.Se uno è convinto di un idea allora vota per chi sostiene quell’idea sia se tale formazione vale l’1% sia se vale il 20%….soprattutto vota a prescindere che la sua formazione o partito politico vale la metà o il doppio di un altro.Altrimenti dovremmo votare tutti per Berlusconi….il problema è che molti compagni scambiano le loro esperienze e/o delusioni personali con le vicende politiche…..Se io fossi convinto di Loreti e Monteventi starei con loro perchè magari condivido le loro idee e non perchè prenderanno il doppio o la metà del PRC……Altrimenti si chiama opportunismo che in Italia si travestito di ogni colore politico…..Maroni a 20 anni(fine anni ’70) era di estrema sinistra e tirava sassi contro il PCI di Varese perchè secondo lui si era imborghesito…..Temo che Belusconi abbia tanto posto per quelli come Maroni…..

  499. francesco Says:

    Poi non capisco perchè non si parla dello straordinario lavoro dei compagni delle Brigate della Solidarietà a L’Aquila,il PRC si è mosso in un modo che sinceramente mi ha stupito….nel 1998 quando ci fu l’alluvione di Sarno,eravamo nel periodo prescissione,vi furono le Brigate 5 Maggio(vi ho fatto parte) che generosamente prestarono soccorso in quei giorni….ma non fu nulla di paragaonabile a livello organizzativo(tra l’altro fu coinvolto solo il partito campano) a quanto i compagni stanno facendo oggi…..senza nulla togliere.Allora il PRC aveva l’8.6% dei voti e 130000 iscritti…..

  500. Caro Luca O.,
    la disinformazione colpisce ancora. Sansonetti NON E’

  501. francesco Says:

    Domanda ma chi se ne frega di Sansonetti? abbiamo cose più serie a cui pensare…..L’hanno pure cacciato dal riformista ha scritto 2 articoli e polito ha fatto due figure di merda oltre alle solite di rito ovviamente….Ma chi aveva imbarcato simili personaggi?

  502. francesco Says:

    Noto che ALE B.-Maroni non risponde su varie cosette…….

  503. Scusate, mi è partita la mail mentre scrivevo….. continua
    candidato di BCL. Invece, ad esempio, è candidata Marzia Mascagni (ex resp. scuola Prc), una delle insegnanti delle scuole Longhena (10 a tutti, per capirci). O anche Nanni Balestrini, che chi ha un po’ più di anni forse conosce.
    Sui sondaggi.
    Ho scritto infatti “per quel che valgono”, però il dato che volevo sottolineare è che in tutti – ufficialie non – l’ellemnto costante è quello che indicavo a prescindere dai voti attribuiti alle varie liste.
    Caro Luca O., lo sappiamo bene cosa è MPS, infatti a Bologna SeL (che qui si chiama Sinistra per Bologna) sta in coalizione con il PD assieme a Prc, Pdci, IDV e alcune liste civiche/civetta da imprenditori e cattolici che hanno dichiarato per il dopo elezioni di guardare all’Udc.
    Vedi tu……………..
    Ciao, ciao.
    Ale B.

  504. Vedo adesso che tal francesco, insiste nel usare termini offensivi nei miei confronti.
    Certo che per uno che è stato in rifondazione dal 2004 a febbraio 2009, essere paragonato a berlusconi e maroni è un bel salto………… vabbè.
    Ti chiedo cortesemnte di contestare quel che dico senza usare altri epiteti.

    Ciao, ciao.
    Alessandro Bernardi, fino al febbraio 2009 resp. movimenti del Prc di Bologna.

  505. E siccome mi sono girati gli zebedei vi dico anche – poi non vi disturbo più – che, ad oggi, la lista di BCL è l’unica che ha come candidati degli operai (5). Sono cassa integrati o licenziati per rappreseglia anti-sindacale ed il 5 maggio organizzeranno per conto di BCL e TL una iniziaitiva contro la precarietà e la crisi nel lavoro a cui parteciperà anche quell’anti-comunista di Cremaschi.
    Infine, anche i/le compagn* di Sinistra Critica stanno in BCL.

    Ciao, ciao.
    Ale B.

  506. francesco Says:

    Mai vista una simile arroganza…prima ti presenti su questo blog cercando di fare propaganda non citando dati poi dai spiegazioni ancora peggiori.
    Inoltre ad una battuta ironica(Nino non si è offeso) addirittura cominci ad ostentare i gradi che hai avuto nel PRC….
    Caro ALE B. ho detto che copi Berlusconi non che sei Berlusconi…..ma perchè tu consideri un salto di qualità passare dal PRC ad essere come Berlusconi e Maroni?
    Ha ragione Lucaocchionero temo che a Bologna ci sia molta confusione…..

  507. Alfonso Geraci Says:

    Questo è il mio ultimo intervento sulla vicenda Losurdo-Liberazione, dopo di che accetto che c’è chi non la penserà mai come me.
    Il SUCCO della questione è che Dino Greco ha sentito il bisogno/dovere di assestare una SOLENNE bastonatura teorica e storiografica al libro di Losurdo; altrimenti avrebbe detto ma come, che dite mai, Liguori andava benissimo di suo, non ci rompete mai più le palle. Dunque l’intervento di Greco dimostra che la vicenda non era stata gestita benissimo in prima battuta (appunto perché LIBERAZIONE di Greco è un giornale politico, di proposta e di battaglia, e non intende essere un giornale salottiero in cui si fanno i discorsi di Quinta Elementare: “ah, ma i nazisti-la chiesa-il capitale ne hanno ammazzati più di Stalin, perciò questo e perciò quell’altro”).
    Perciò, caro Mau68, non ci sto ad essere definito disinformato e nemmeno in malafede: se vuioi dimmi che sono fazioso, o duro di comprendonio, lo preferisco a disinfomarto/in malafede.
    Tanto ce l’ho con LIBERAZIONE di Dino Greco che – dato che a Palermo per UN MESE non arrivava – io e un altro amico mio abbiamo rotto le palle a tutti gli edicolanti e distributori di Palermo, finché (anche grazie a noi) il problema che c’era (in aereoporto) è stato risolto. LIBERAZIONE la compro ogni giorno e la sbandiero, non come tanti fughetti che fanno le vedove di Sansonetti e cose simili. Stimo e apprezzo Greco ma RIVENDICO il diritto di dissentire e protestare quando è il caso, anche se tra quelli che sollevano il caso c’è gente dubbia (ma di certo NON tutti).

  508. francesco Says:

    Ci mancherebbe caro Alfonso….Le critiche non solo sono un diritto ma pure un dovere.Noi però da anni non discutevamo più della nostra storia,anche dei suoi aspetti peggiori….sul giornale di Sansonetti un simile dibattito sarebbe stato impossibile.Loro con la scusa di Stalin particavano il più becero anticomunismo.Infatti sin dal 1989(forse anche un pò prima) si è sempre discusso per proclami o sulle alzate di questo o quell’intellettuale,mai su testi storici.Hai detto di avere 43 anni allora ricorderai l’attacco a Togliatti fatto sull’Unità nel 1989 da quel miserabile di Biagio De Giovanni,dove lui cocco del PCI nel 1989 scopriva che Togliatti era corresponsabile dei crimini di Stalin(sic).L’articolo di De Giovanni non aveva nulla a che spartire con l’antistalinismo dei trotskisti o di altre formazioni comuniste.Ha ragione Bucharin era antistalinismo di destra….infatti vedi i suoi epigoni ovviamente di assai più basso livello tipo Veltroni,Bertinotti,Sansonetti & C.
    Il loro antistalinismo non è il tuo…..è quello dei Berlusconi e del PD.

  509. Alfonso Geraci Says:

    Alla destra (ripeto) Stalin piace, quando diventano totalmente e definitivamente capitalisti di merda, questi transfughi cui tu ti riferisci, smettono di parlare male di Stalin, perché non gli conviene più.
    Sto leggendo il libro di Ethan Pollock, Stalin and the Soviet Science Wars, che è centocinquanta volte più interessante di Losurdo, e lì vediamo quant’era
    capitalista (di stato), nazionalimperialista e antimarxista Stalin. Per questo dico che fare antistalinismo serio può convenire solo a noi, perché sono critiche e approfondimenti che interessano solo noi, noi che vogliamo eliminare lo sfruttamento. L’antistalinismo tra l’altro non è certo appannaggio dei trotzkisti:Althusser oscillava tra PCF e maoisti (altro che trozkismo), però ha scritto il fondamentale UMANESIMO E STALINISMO; che andrebbe riletto.

  510. Alfonso Geraci Says:

    Ultimora: “l’allontanamento di Turigliatto è stato l’errore più grande della mia vita politica” firmato Giovanni Russo Spena.
    Ecco, una cosa che mi piace è saper fare autocritica.

  511. lucaocchionero Says:

    Sull’allontanamento di Turigliatto votai contro nel mio CPF anticipando questi pentimenti che , meglio tardi che mai, potevano essere comunque evitati se in quel momento si fosse ragionato con la mente libera dalle “obbligazioni” che aveva contratto Bertinotti con il resto dell’Unione. Ma, mi ripeto, meglio tardi che mai.
    Ritorno su Bologna, e confermo la mia ignoranza, dal momento che ero ancora rimasto a Sansonetti candidato nella lista di Bifo-Monteventi che si alleava con MPS. Adesso Ale B dice che non è così, prendo per buona questa notizia, e mi astengo dal dare giudizi sulla decisione del cpf di quella federazione come ho fatto finora. Certo non mi entusiasmano gli accordi col PD, però laicamente devo dire che in certi luoghi, in certi comuni, in certe province, in certe regioni è possibile un accordo che è assolutamente impossibile in sede di governo nazionale(visto il duplice fallimento, una terza riproposizione di alleanza sarebbe tragi-grottesca!).
    Se a Bologna ci sono o meno le condizioni lo diranno i nostri elettori e le responsabilità, o i meriti, saranno totalmente del gruppo dirigente del CPF di Bologna.
    QUanto al presunto apparentamento con l’UDC in eventuale ballottaggio: mi pare che ci sia un deliberato nazionale che considera il PRC incompatibile con l’UDC, per cui in caso ci fosse l’apparentamento con l’UDC il PRC bolognese non potrebbe fare altro che lasciare la coalizione, mi pare evidente.
    Quanto al rapporto con Sinistra Critica, sono solo parzialmente soddisfatto di come si è svolto il dialogo rispetto al tavolo in sede di costituzione di Lista Comunista ed Anticapitalista, chiedo agli organi dirigenti nazionali del mio partito di compiere uno sforzo maggiore(almeno pari rispetto allo sforzo fatto per dialogare col PDCI) per intessere accordi importanti anche con Sinistra Critica. Ritengo che la sinistra anticapitalista abbia bisogno dell’apporto di tutte le aree culturali, senza predomini, senza fusioni a freddo, rispettando l’autonomia di tutti, e senza la necessità di arrivare a “partiti unici” o cose del genere.

  512. animals Says:

    Mi risulta che a Bologna si stia facendo l’accordo con il Pd senza consultare la base del partito come invece era stato assicurato. Una vera manovra da apparato post stalinista dei poveri. Un motivo in più per i compagni della base per smascherare questi pseudo dirigenti e fare veramente la svolta a sinistra. Speriamo solo che resti qualcosa da salvare. Certo che sentire un Leonardo Masella o anche altri dirigenti della mozione tre che durante il congresso sparavano a sinistra con paroloni rivoluzionari, che criticavano noi trozkisti perché non eravamo confluiti nella loro area rivoluzionaria eccetera eccetera… e poi fare tutte le manovre immaginabli pur di avere una poltroncina in Regione e in Comune. Una vera pena

  513. ilario Germinario Says:

    Ad Animals

    Se tu avessi seguito i comitati pol.fed. qui a Grosseto da novembre ad oggi , ti renderesti conto di quanti ancora nel ns partito inseguono il Pd .

    Abbiamo sostenuto una battaglia durissima all interno della federazione , durata almeno 4 mesi .

    Con scontri arrivati sino alle minacce fisiche , con veri e propri capi bastone , che di fronte a qualcuno sono dei convinti assertori della linea del partito ma poi sotto sotto remano per un accordo col PD (POLTRONE?????)

    Comunque l’abbiamo spuntata , andiamo per conto ns con un ns candidato .
    PER IL SEG.IO REGIONALE
    alle EUROPEE CHI SARA’ IL NS CANDIDATO ?????????

    attenzione si aggira un furbo di nome FERRETTI SIMONE di Grosseto in cerca di candidature occhio e’ tutto il contrario di cio che dice (ED ATTENTO A CHI TE LO PRESENTERA’)

    DASVIDANIA COMPAGNI

  514. Francesco Says:

    Bravo Ilario così si fa……..

  515. animals Says:

    Allora viva il candidato comunista di Grosseto!

  516. Francesco Says:

    Guardate che a Napoli verrà candidato alla provincia come presidente il compagno Tommaso Sodano….ancora 1 anno fa sarebbe stato impensabile…

  517. Francesco Says:

    Ilario guarda che alle Europee il gioco è difficile per i furbetti,bisogna portare voti VERi di preferenza e ci sono pochissime possibilità di essere eletti,dato che dobbiamo superare il 4% a Roma stanno con il “fucile” puntato chi millanta voti e poi non li porta dopo è meglio che emigra….la vera partita ed il nostro punto debole sono le amministrative….

  518. Intervengo ancora solo per chiarire una cosa a Luca O..
    Forse non mi sono spiegato bene.
    Le liste civiche/civetta di cattolici pro Delbono hanno dichiarato di guardare, in caso di vittoria, ad un rapporto con l’Udc solo dopo le elezioni cioè per la prossima consiliatura.
    Anche perchè l’Udc appoggia la candidatura dell’ex sindaco Guazzaloca.
    Diciamo che la loro posizione politica può essere paragonata, nel vecchio governo Prodi, a quella di Mastella e Dini.

    Ciao, Ale B.

  519. lucaocchionero Says:

    grazie per la precisazione Ale B, ma credo che la posizione del partito rimanga la stessa: o durante il ballottaggio con l’apparentamento, oppure dopo la eventuale vittoria, il PRC rimane incompatibile con l’UDC. Lì ci sarà il banco di prova per tutti, lì nessuno potrà nascondersi dietro un dito, in quel momento si scoprirà la verità e vedremo chi ha ragione

  520. Alberto zoppi Says:

    ma non saprei che dire io ogni tanto vengo qui a scrivere ma come sai il web è facilmente riproducibile…
    saluti

  521. Francesco Says:

    Quindi non sei tu….la cosa è preoccupante perchè tu hai scritto alle ore 7.21 su questo blog ed il tal alessio è comparso con la fotocopia del tuo post (fatta eccezione per il termine grassiani) sull’altro alle ore 8.20.quindi è uno che ti segue o segue questo blog in modo preciso….appunto io seguo questo blog da mesi pur senza scrivere,tu ci scrivi molto raramente….però costui era in agguato.
    Ora fatto salvo ciò che ho detto nel mio primo post di risposta ad alberto su eventuali delinquenti che vanno cacciati,ho l’impressione che da qualche giorno individui subdoli stanno tentando di screditare il PRC….ci accusano delle peggiori cose….anche perchè tutti i sondaggi che continuano ad essere pubblicati danno PRC-PDCI al 4,5% – 5% e la SeL al 2.5% massimo.
    Compagni stiamo in guardia mi sa che gli sciacalli sono in agguato……

  522. un saluto ed un abbraccio ad Ale B. che al contrario di quel che dice tal francesco non è il primo cretino che passa da questo blog.
    l’ha “fondato” il blog di mantovani Ale. B, caro TAL francesco!!

    perchè non si parla di quello che il partito è riuscito ad organizzare in abruzzo in tempi record? cosa che il partito ai tempi gloriosi manco si sognava?

    saluti e libertà Ale!!

  523. Francesco Says:

    Guarda Maria Rubini che se leggi tutti i post sul partito in Abruzzo facevo esattamente le stesse domande che fai tu.Basta leggere i post di 2 giorni fa.Semmai le tue domande andrebbero rivolte a chi ritiene che questo partito sia un covo di stalinisti trinariciuti….
    Ale B. ha fondato questo blog?Bene…ma questo lo rende esente da critiche?Se su questo blog ci sono intoccabili fammelo sapere magari andrò altrove….a mio avviso Ale B. si è posto in modo molto arrogante io gli ho risposto ed ho fatto qualche battuta…..spero di non essere censurato per una battuta che si può ritenere di dubbio gusto.
    Inoltre compagna Maria Rubini il “tal” Francesco milita nel PRC dal 1993….non ho fondato questo blog ma ritengo di avere diritto a partecipare alla discussione.

  524. tutti hanno diritto si esprimere le proprie opinioni. e lo so bene che avevi sollevato tu la questione dell’abruzzo.
    alessandro non è esente da critiche come non lo è nessuno di noi, ma chi conosce il travaglio interiore di un compagno che si è battuto per questo partito credendoci fino all’ultimo, comprende bene l’amarezza e la rabbia.
    anche se io non ho condiviso la sua scelta di uscirsene, non mi sento di biasimarlo tantomento di insultarlo.
    scusa, ma io di arrogante in quello che ha detto alessandro non c’ho visto proprio nulla. al contrario delle tue risposte.
    tutto qui.

  525. Francesco Says:

    Maria Rubini mi sa che tu sei troppo buona……tutti noi ci battiamo come lui anche da prima di lui magari per il PRC,ma non per questo ci presentiamo su un blog,a maggior ragione composto da amici che ci stimano,con sondaggi taroccati che predicano la dissoluzione del PRC sia pure a Bologna,questa è bassa propaganda che è ancora più intollerabile se fatta con amici che ti stimano e ti conoscono……non ho risposto ad Alessandro perchè è uscito dal PRC,ci mancherebbe è suo diritto,però i suoi post trasudavano di odio,mi spiace ma questa è stata la mia impressione.Comunque ognuno ha il suo carattere e le sue esperienze….ma se Ale B. reagisce così(magari giustamente a Bologna) cosa dovevano fare i compagni a Napoli o in Calabria?Bruciare le sedi?
    Oppure chi rimane in questo partito è meno uguale di chi va via?

  526. sono d’accordo su questo e ai tempi dell’uscita di loreti e di alessandro ne discutemmo molto animatamente. io non sono troppo buona, infatti non diedi la mia solidarietà a nessuno di loro, al contrario di altri.
    i post di ale nn trasudano di odio, semmai di rabbia. mavabbè, questione di punti di vista e di percezioni.
    tutto tranquillo, abbiamo chiarito.
    ora sto vedendo su http://www.pdcitv.it la diretta da piazza navona.
    🙂

  527. Francesco Says:

    OK MAria.
    Ventimila persone piazza piena ma silenzio totale dai media…i 2 gatti di piazza farnese ebbero maggiore copertura.Compagni mi sa che ci serve una televisione……

  528. Peximist Says:

    2.000 persone grasso che cola.

  529. Francesco Says:

    Peximist ti consiglio il reparto di oculistica dell’ASL 1 di Roma è ottimo con un piccolo ticket fai una bella visita,poi vai da un ottimo ottico e compri un paio di occhiali mi raccomando lenti al titanio altrimenti con tutti i gradi che ti mancano,sembrerà che in faccia hai due fondi di bottiglia.Non ti mettere alla guida in questo stato potresti fare una strage.

  530. Piazza Navona…

    una bellissima manifestazione di apertura della campagna elettorale della Se con i rappresentanti europei (Germania, Francia, Spagna) del Gue…

    e il Tg3 che fa un servizio di pochi secondi senza neppure un’inquadratura della piazza piena (facendo una domanda a Ferrero sul referendum)…

    invito tutti a inondare di proteste la redazione del Tg 3, come ho già fatto:
    tg3net@rai.it

  531. Cari compagni, ero in piazza questo pomeriggio.
    Molto bella l’atmosfera, i cori, le bandiere rosse, l’entusiasmo e persino la commozione che si vedeva negli occhi di alcuni compagni.
    Molto buoni gli interventi, in particolare proprio quelli di Diliberto e Ferrero. Il primo sbilanciato sulla politica interna e volto a suscitare l’indignazione e la dignità dei comunisti, con l’inevitabile accento posto sull’unità di questi ultimi: il secondo di più ampio respiro, con l’accento sui movimenti in cui il Prc è stato attivo in questi mesi ed anni e sugli scenari europei e globali. Insomma 2 interventi a disegnare perfettamente le differenze che ancora esistono fra i 2 soggetti.

    Nota dolente, la partecipazione, non certo esaltante. La piazza era molto sfilacciata all’inizio, coi compagni in giro fra bar, fontana e stand vari. Si è un po’ ricompattata durante gli interventi finali dei segretari, ma non credo ci fossero più di 2000 persone. 20mila è un numero assurdo, come lo era, purtroppo, quello dei 2milioni e 700 mila del corteo Cgil (ero presente anche lì, ovviamente) di due settimane orsono.

    E’ necessario un momento di riflessione forte sull’organizzazione, mi aspettavo ben altri numeri da un evento nazionale con 2 segretari di partito.
    Ed è anche doveroso riflettere sul fatto che i media hanno largamente snobbato l’evento. Su Repubblica.it, dopo aver cercato per alcuni minuti, ho trovato questa sera solo una nota di 3 righe in cui Diliberto si lamentava del mancato passaggio dell’iniziativa sul Tg3. Nient’altro.

    Non c’è paragone con la campagna per l’Arcobaleno, che mi sembrava talvolta proprio spettrale, ma sono preoccupato. E credo anche che non ci si debba affatto rilassare sugli allori di un misero 4.5% nei sondaggi.
    C’è bisogno di una campagna elettorale aggressiva, dobbiamo tornare ad essere e ad essere percepiti come un partito combattivo. Adelante.

  532. Il Manifesto -non certo sempre “disponibile” con Rc e Ci- dà in piazza 4 mila persone…

  533. Pensate he prendere 4,5% sia misero???
    Ci mettrei la firma a prendere il 4%
    Ma non capite che viviamo in un regime………………..
    IN tv non ci siamo mai,sui giornali non ci siamo mai……………..
    C’ero a tutte e due le manifestazioni:tntissima gente il 4 aprile(non 2 milioni ma 300-400 mila sicuramente e non sono pochi…………….
    Ieri c’erano 7-8 mila persone………….non molte ma neanche poche per vari motivi……………manifestazione del 4aprile,Pasqua vicino,manifestazione nazionale a Taranto,manifestazione a Crema,cpr sardegna…………………..

  534. Francesco Says:

    4.5% misero? antonio ma dove vivi? Guarda che si tratta di circa 2 milioni di voti……se dopo quello che abbiamo combinato in questi anni troviamo 2 milioni di persone che ci votano……beh allora veramente c’è speranza…..Chi ha fatto militanza seriamente sa cosa significa conquistare anche un solo voto….Bartocci sul manifesto ha detto 4000,la cifra allora è circa 10000…..Un articolo scritto da Matteo Bartocci sul PRC è come uno scritto da Giordano o Migliore…..fate un pò voi……per il resto il post di Antonio è pienamente condivisibile.

  535. La parola “misero” (esagerata, d’accordo) serviva a sottolineare come non dobbiamo rilassarci su quella percentuale, ma so benissimo quanto sia vitale superare lo sbarramento, non mi aspetto certo cifre superiori.
    Mettevo in guardia dal fatto che, contando su uno zoccolo duro, su un risultato certo che garantisse almeno di sopravvivere, con l’arcobaleno è finita per andare malissimo. E non sono sicuro che la cosa non si possa ripetere.
    C’è da lavorare, insomma.

    Sulle cifre della presenza ieri confermo le mie impressioni, anche 10mila è wishful thinking.

  536. Alfonso Geraci Says:

    In TV ho visto diversi servizi, e nemmeno cercandoli attivamente.. il messaggio è passato, tutto sommato, quello sociale di Ferrero e quello (lo dico affettuosamente, non ricominciamo con le polemiche..) più “di marketing” – che pure ci vuole – di Diliberto: “finalmente gli elettori troveranno una sola falce e martello” eccetera. Insomma, che vogliamo? I massmed fanno il loro (non lindo) lavoro.
    Invece a proposito del Manifesto, io veramente non mi capacito, cioè non mi spiego come fanno a dare credito a questa lista RIDICOLA con Vendola, Fava, i socialiiiiiisssssttttiiiii…..aaaaaarrrgggg…., quando poi pure Ingrao dico Ingrao non dico Che Guevara, vota per la lista comunista. Cioè ci sono dinamiche che non capisco al 100%, anche in una logica strettamente settaria. Boh? Morirò senza avere capito il mondo… forse qualche blogger più addentro mi può illuminare..

  537. Caro Antonio la parte iniziale del tuo post è condivisibile.
    Poi se permetti 2 precisazioni:il 4 aprile a prescindere quante persone c’erano so solo che sono stati organizzati da tutta Italia 4060 autobus,80 treni speciali più mettitici coloro che sono andati in maniera autonoma(con la macchina o a piedi chi abita a Roma stesso o in aereo) e sopratutto si rivendica un malcontento incredibile nei confrondi del governo,lavoratori che non arrivano a fine mese ecc.ecc.

    Ieri,ero in piazza,c’erano,concordo con Danilo(tra l’altro mio ononimo) 7-8 mila persone e a mio avviso,per l’entusiasmo,per il clima è andata più che bene.Io partendo dalla Calabria mi aspettavo 9-10 mila presenze per un semplice ragionamento qual’era la spinta per partirsi da lontano per vedere una manifestazione che era giustamente una passerella di tutti noi Comunisti per darci,in sostanza l’augurio,di una buona campagna lettorale punto.
    Questo era il significato della manifestazione e questo è stato;non era una manifestazione che rivendicava qualche diritto,questo tipo di manifestazioni le abbiamo già fatte e i Cqomunisti hanno risposto alla grande vedi 20 ottobre 2007,11 ottobre 2008,sciopero 12 Dicembre,sciopero fiom e funzione pubblica,il 4 aprile ecc.

  538. Francesco Says:

    Comunque Antonio guarda che il 4.5% mica l’abbiamo ancora in tasca…..forse tu sei più ottimista di noi.Finora ce lo assegnano la gran parte dei sondaggi……ma ancora non sono voti reali.

  539. Compagni ,scusate l’intromissione nel vostro blog,questo è ciò che pensano di Cuba e Catro i militanti di SeL su aprileonline:
    tale RED LIbertario risponde a giovane comunista:

    vedi giovane comunista ,mi dispiace tanto notare che negli ultimi vent’anni una parte del pil di cuba sia purtoppo il turismo a sfondo sessuale,certo non e’ un bel modo nobilitare le donne cubane.sono sicuro che fidel non abbia sponsorizzato tutto cio’,ma sicuramente sapeva di questo mercato.morale si continua con le cosidette zone franche dove gli “occidentali” fanno i loro porci comodi.poi tale giovanni rivolgiti ad altri con quel tono,sopratutto non accetto che il sottoscritto in tante feste dell’unita’ ha fatto si che l’associazione italia cuba potesse organizzare uno stand per la raccolta di aiuti per il popolo cubano,si il popolo cubano e non per il suo dittatore castro.sono due cose diverse i cubani con lui.e nonostante non sia un suo estimatore tra chavez e fidel c’e’ una differenza abissale come principio di democrazia.

  540. concordo con tutte/i le/i compagn* che dicono “sarà dura”…

    i “media” sono compiacenti con i vendoliani/faviani oscurando la lista comunista; basta confrontare lo spazio dato dai media controllati dal Pd (Rai3, home page di: Repubblica, Riformista, Europa, Unità ecc) ai 200 “funzionari” al seguito di Vendola, a piazza Farnese, contro lo zero assoluto (a parte i 5 secondi di Rai3) dati a 5 dirigenti della Sinistra Europea con migliaia di compagn* a piazza Navona ! e la stessa cosa avviene a livello locale !
    senza contare lo scoramento in parte del “nostro popolo” ecc di fronte ad una nuova scissione a sinistra (e gli strascichi all’interno del Prc, vedi federazioni ancora senza gruppi dirigenti ecc).

    Insomma… non ci resta che moltiplicare i nostri sforzi nei territori.

  541. Bucharin77 Says:

    Io ieri ero in piazza: buona presenza, ma avremmo dovuto organizzarne una ancora maggiore, credo, per dare più carica e entusiasmo. Hanno sicuramente inciso anche altre manifestazioni in contemporanea.
    Intanto continua la disinformazione: Repubblica scrive di “Marco Ferrero e Lista comunista” e il Bartocci dice che sebbene uniti superiamo, secondo migliori sondaggi, appena il 4%. Ma perché quella lista di politicamente sfollati, sebbene uniti, che è Sinistra e Proprietà non supera secondo i sondaggi appena il 2%? Roba da pazzi….
    Per i contenuti: buono per me soprattutto Ferrero (centralità dei movimenti, alternativa al PD, Europa), oltre che per i contenuti anche per lo spirito, di battaglia. Che è per me lo spirito con il quale dobbiamo affrontare questa campagna. Avrei detto qualcosa di più sul nostro programma economico. Questo, forse non l’abbiamo capito, deve essere il principale asse della nostra campagna. Scusate se uso la maiuscola: DOBBIAMO INDIVIDUARE 2-3 parole d’ordine elettorali sulla crisi economica. Lo chiedo per favore: non costruiamo quella che i bordighisti chiamano la “lista di buone intenzioni democratiche”: no a questo, no a quello, no a quell’altro e non si capisce mai il nostro profilo. Scegliamo ciò su cui insistere che sia il blocco dei licenziamenti o la cassa integrazione per tutti, la patrimoniale o la nazionalizzazione della banche.

  542. Alfonso Geraci Says:

    Sottoscrivo le maiuscole di Bucharin

  543. grazie Pufforosso!

    @ Bucharin
    sì la presenza a Piazza Navona non era oceanica, sicuramente mancavano molti compagni abruzzesi e chi ancora trascinava le vacanze pasquali, ma l’atmosfera era allegra e soprattutto c’erano tanti giovani! Diliberto m’è parso sinceramente commosso, Ferrero allegro per le interruzioni ai discorsi finali da parte dei ragazzi “Uniti, uniti!!” e Bella Ciao e l’Internazionale.. e poi anche chi passava per caso, ed erano in tanti, italiani e turisti, ha visto tante bandiere rosse!! 😉

  544. su lottiam l’ideale, nostro fine sarà, l’INTERNAZIONALE futura umanità..

    bellissimo compagni, c’è entusiasmo, e possiamo farcela!
    w i comunisti

  545. lucaocchionero Says:

    mancavamo noi di Ta poichè avevamo la manifestaz nazionale a TA sulle “morti bianche” con Ciro Fiorentino, Marco Rizzo, le vedove dei lavoratori morti che oramai paragono alle mamme dei desaparecidos argentini, poichè vittime della dittatura mercatista, proprietaria e capitalista, così come vittime del regime fascista furono i desaparecidos.
    Piano coi sondaggi, lavoriamo sui territori. Sono dell’avviso che queste elezioni, giocoforza, ci stanno distraendo da un’ importante lavoro che avremmo dovuto fare: riorganizzare i circoli sui territori, riorganizzare il partito. Invece siamo distratti dalla composizione delle liste, raccolta firme, e tanti altri problemi vari. La mancanza di organizzazione(e di fondi) lo si vede dalla presenza non entusiasmante di piazza NAvona: bisogna lavorare di più sui territori ma con direttive nazionali sull’organizzazione che aspettiamo con trepidazione. Ultima cosa: confermo che al massino Sinistra e LIbertà prenderà il 2,5% alle elezioni europee. Anche a Ta, alla manifestazione nazionale si sono confermati un partito privo di militanti e di seguito. C’erano qualche movimentista che si nascondeva e non salutava poichè si vergogna a fare le liste insieme ai socialisti-liberisti; qualche assessore comunale fischiato, un camioncino fricchettone strutturato un pò come un carro funebre con due vecchietti e due bandiere, qualcuno in ordine sparso che voterà quelle liste solo perchè è un fan di Niki Vendola.Valeva proprio la pena fare la scissione, ferendo il corpo di un partito, per queste poche povertà “politiche”?

  546. C’è entusiasmo ma:

    1) Mancano ancora le liste (è un po’ dura organizzare incontri senza sapere chi hai di candidato sulla tua zona)

    2) Di manifesti / volantini / materiale vario non se ne vede l’ombra. Non vorrei che finisse come la campagna arcobalenica nella quale (per esempio) alla nostra federazione arrivò un quantitativo spropositato di materiale a circa 7 (SETTE) giorni dalle elezioni.

    Ovviamente noi campagna elettorale l’abbiamo già avviata, non è che aspettiamo i materiali da Roma, ma farebbe piacere sapere in tempi brevi cosa e in che quantità arriverà.

    Sono fiducioso che sia questione di ore, se qualcuno ha qualche notizia in più farebbe moooolto piacere a comunicarla.

    Hasta Pronto!

  547. Compagni e compagne, non è importante che a Roma ci fossero 3000 o 8000 persone, l’importante è essere partiti con slancio. Io spero che manifestazioni del genere siano fatte in tutte le regioni da qui alle elezioni, perchè ritengo che non possiamo concentrare sempre tutto a Roma. Purtroppo molti compagni non possono permettersi le spese di viaggio e molte federazioni sono in difficoltà economiche, ma sono pronti a mobilitarsi per manifestazioni nelle proprie province e regioni.E’ importante che le liste vengano fatte al più presto in modo da organizzare eventi con i candidati, e che venga dato il materiale il prima possibile ai circoli e alle federazioni.I sondaggi ci danno tra un minimo del 3,5% a un massimo del 5%, dati incoraggianti da prendere con le molle, vista la scottatura del 2008.Non dimentichiamoci che ci sono le preferenze e molti compagni potrebbero votare in buona fede qualche scissonista.Dunque non sono da sottovalutare candidature come Vendola al sud e Zipponi nel nord-ovest, che potrebbero costarci care, e nel caso di Vendola dobbiamo insistere molto sul fatto che sarebbero voti buttati in quanto la ua lista non passserà lo sbarramento.

  548. Sono d’accordo con I984 guardate che entusiasmo:http://www.pdcitv.it/video/1167/SU-LA-TESTA-Diliberto-Salvi-Ferrero-Una-giornata-speciale.

    Ancora abbiamo la forza i mobilitarci,vedi anche il 4 aprile o 11 ottobre 2008 o il 20 ottobre 2007,dobbiamo aiutare le federazioni e i circoli.
    I sondaggi ci portano sopra lo sbarramento,ma dobbiamo lavorare nei territori.
    Le candidature arriveranno prossima settimana………………….
    Facciamo una seria campagna elettorale tra la gente ed è chiaro che l’oscurantisno delle tv e giornali non ci aiuta……………….

  549. animals Says:

    Quello che segue è il documento che le iscritte e iscritti del Prc di Bologna dell’assemblea autoconvocata, contrari all’accordo col Pd al comune e alla provincia di Bologna, presenteranno agli attivi dei circoli che si terranno nei prossimi giorni a Bologna.
    Gli autoconvocati avevano chiesto un referendum che permettesse a tutto il corpo del partito di esprimersi in merito all’accordo ma il collegio di garanzia nazionale ha respinto la richiesta accogliendo un ricorso della Segreteria provinciale su un aspetto procedurale, nonostante sia stato richiesto da 246 compagni/e.

    Il fatto più paradossale, però, è che nella Federazione di Bologna non si farà né il referendum, né la “consultazione democratica vincolante” di cui hanno sempre parlato la Segreteria di Bologna (vedi lo stesso ricorso al Collegio di Garanzia) e i compagni Ferrero e Pegolo (vedi comunicato del 19 febbraio ancora presente nel blog di Ferrero).

    I compagni contrari all’accordo col Pd stanno denunciando il fatto che questa “consultazione” è palesemente una farsa per diverse ragioni. Su tutti i giornali, locali e nazionali, come lo stesso candidato a sindaco del Pd Delbono ha dichiarato, si dà per già realizzato l’accordo tra Pd e Prc, oltre che Pdci, Sinistra Democratica e Popolari ex Dc (!!!).

    La Segreteria Provinciale non dà la possibilità alle compagne e ai compagni contrari all’accordo, di presentare le proprie ragioni in tutti gli attivi di circolo che si stanno tenendo in questi giorni. Sarà presente solo un membro della Segreteria che relazionerà a favore dell’accordo! Alla nostre proteste è stato risposto dalla Segretaria all’ultimo Comitato Federale che la consultazione non è un congresso (!!!).

    Peraltro, nella proposta della Segreteria c’è l’ipotesi (che a questo punto appare molto più che un’ipotesi) di una “lista comunista” col Pdci con nuovo simbolo. Tale proposta è in palese contraddizione con due dispositivi votati a maggioranza dal Cpn di dicembre e marzo.

    Inoltre, nella nota della Segreteria inviata ai segretari di circolo, si scrive che alla Segreteria “dovranno essere inviati i documenti di cui terrà conto nella preparazione di un successivo Cpf”.

    Qui di “consultazione”, di “democratico” e soprattutto di “vincolante” non c’è proprio nulla!

    Gli autoconvocati parteciperanno agli attivi, denunciando la farsa ma anche presentando quest’ordine del giorno in cui si propone di presentare, un/a candidato/a a sindaco di Bologna e a presidente dell’Ente Provincia con lista e simbolo del Prc in maniera autonoma e alternativa al Partito Democratico

  550. Brunoincazzato Says:

    Non posso che essere solidale,convintamente solidale,con i compagni autoconvocati di Bologna.

  551. lucaocchionero Says:

    se è vero ciò che scrive Animals, significa che stiamo davvero superando il confine della autodeterminazione dei CPF. Se è vero ciò che dice Animals il CPF di Bologna sta agendo al di fuori della linea nazionale del partito. Aspetto di capire di più da questa vicenda

  552. Alla Segreteria Provinciale Prc-Se Bologna
    Alla Segreteria Nazionale Partito della Rifondazione Comunista.

    I/le compagni/e, firmatari del seguente documento, considerano conclusa la propria esperienza con il Partito della Rifondazione Comunista; comunicano di conseguenza le proprie dimissioni dagli organismi dirigenti del partito.
    Le ragioni che ci hanno spinto a prendere questa dolorosa decisione sono riconducibili alle scelte che consideriamo sbagliate dell’attuale segreteria del Partito e dell’attuale gruppo dirigente.
    Dopo 5 anni di politiche Cofferatiane che abbiamo contrastato con forza e con grande coerenza, riteniamo incomprensibile la deriva politica che spinge oggi il Prc Bolognese a sottoscrivere un accordo di coalizione, di cui abbiamo avuto notizia dagli organi di stampa, con il Partito Democratico, senza nessuna vera discontinuità programmatica rispetto all’azione di governo della città della giunta Cofferati.
    Resta infatti in piedi, sentendo le parole del candidato sindaco Flavio del Bono, tutto l’impianto delle politiche securitarie, che continuano ad essere rivendicate, non solo dallo stesso candidato sindaco ma da tutto il gruppo dirigente del Partito Democratico, viene confermato l’orientamento sulle infrastrutture, che prevede il completamento di opere inutili, costose, dannose per l’ambiente, come il civis, passante nord, metrò. Per quanto riguarda le politiche sulla scuola, non ci sono impegni per incentivare la scuola pubblica ma anzi si continua a finanziare la scuola privata, confessionale e confindustriale.
    Il Prc Bolognese invece di considerarsi, in vista di questa importante scadenza elettorale, polo di attrazione per una sinistra di alternativa alle destre ma anche al “cofferatismo” del PD bolognese, ha scelto la strada più facile dell’accordicchio a tutti i costi senza discontinuità programmatiche, con l’unico intento di salvaguardare risorse economiche e internità alle stanze del potere, quello stesso potere che in questi 5 anni è stato fonte di disgregazione sociale e attacco ai diritti e ai bisogni sociali dei più deboli.
    Abbiamo provato in tanti modi a far cambiare idea all’attuale gruppo dirigente, illudendoci di poter fare emergere i nostri contenuti in un dibattito aperto e caratterizzato da una fraterna dialettica democratica. Ma questo non è stato possibile. Come spesso accade di fronte alle svolte moderate, il gruppo dirigente di maggioranza e la segreteria hanno risposto chiudendo gli spazi di partecipazione democratica, impedendo di dare la possibilità a tutti gli iscritti del Prc di esprimersi attraverso un referendum democratico e vincolante, richiesto da oltre 1/3 degli iscritti al partito, su quale percorso intraprendere in vista delle elezioni amministrative Bolognesi.
    Siamo rimasti altrettanto delusi dall’atteggiamento della Segreteria Nazionale del Prc e di parte del gruppo dirigente nazionale che nei fatti avalla queste decisioni, privilegiando il mantenimento di equilibri interni ai contenuti,all’unità del partito e allo svolgimento democratico dell’attività politica determinando in questo modo una spaccatura del partito, avvenuta su più livelli, a livello di gruppo dirigente, a livello istituzionale, ma soprattutto nel corpo militante, così come le fuoriuscite silenziose o la passivizazzione nella attività militante di tanti/e compagni/e.
    Riteniamo inoltre inaccettabile l’esercizio di un potere ricattatorio da parte di alcune componenti del partito che, a partire dai territori e dalle federazioni, tentano di imporre la linea dell’unità dei comunisti e degli accordi con il Pd, le forze moderate e i poteri forti che noi consideriamo sbagliata, dannosa e in rottura con il percorso deciso al congresso di Chianciano, nei fatti sconfessandolo. Risulta davvero avvilente pensare che, in una fase di così forte arretramento sociale e di peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei soggetti che intendiamo rappresentare, la principale preoccupazione di alcuni dirigenti nazionali sia quella di favorire, in occasione delle scadenze elettorali nei territori, lacerazioni e conflitti tra sensibilità diverse del partito, tra militanti e iscritti (l’esperienza di Bologna è sicuramente la più eclatante, ma anche in altre federazioni si sono verificate situazioni simili), la formazione di nuove maggioranze e minoranze, per perseguire l’obiettivo, su scala nazionale, di una ricomposizione tra soggetti della sinistra comunista in maniera identitaria e verticistica, che consideriamo una risposta sbagliata alla crisi della sinistra comunista e d’alternativa in Italia. Vediamo in questo il rischio di una riproposizione di dinamiche del tutto identiche al percorso della Sinistra Arcobaleno, che tanto male ha fatto alla sinistra comunista italiana. La linea politica di Chianciano non esiste più, nel momento in cui si decide di abbandonare la propria autonomia programmatica e la costruzione di un percorso che ci permetteva una rinnovata connessione con il mondo del lavoro e con i nostri ceti sociali di riferimento in maniera innovativa, radicale e partecipata.
    Questo è quello che sta avvenendo nel PRC bolognese, dove, non solo si stringe un alleanza con un PD che dichiara di voler continuare a governare Bologna in continuità programmatica con l’ attuale amministrazione, ma anche, contravvenendo ai dispositivi dell’ultimo CPN, si costruisce una lista con il PDCI, il quale è tutt’ora presente nella giunta Cofferati e rivendica tutto l’operato dell’amministrazione comunale.
    Ai dirigenti del Partito della Rifondazione Comunista di Bologna diciamo che si stanno assumendo una grossa responsabilità:
    aver scelto un accordo con il Pd a tutti i costi, aver preferito il confronto tra le segreterie di partito nelle stanze dei bottoni, lasciando fuori dal confronto e dalla partecipazione quei soggetti che oggi vivono la precarietà del lavoro,i bassi salari, l’assenza dei diritti, l’assenza di spazi ricreativi e culturali, l’assenza di un walfare inclusivo e universalistico e, dulcis in fundo, la limitazione del diritto a manifestare, con il beneplacito della giunta e del Partito democratico.

    Seguono firme:
    Conti Pamela membro del cpf
    Conte Domenico membro del cpf
    Alfredo Maria Rossi circolo centro storico
    Linda Vairo segretaria circolo Telecomunicazioni
    Lucrezia Modesti Direttivo circolo Telecomunicazioni
    Teresa Pellico Tesoriera circolo Telecomunicazioni
    Lela Vairo circolo Telecomunicazioni
    Silivia Siculella circolo Telecomunicazioni
    Flavio di Lalla circolo Telecomunicazioni
    Ernesto Giudice Presidente collegio di Garanzia circolo Telecomunicazioni
    Casciaro Francesco Circolo Telecomunicazioni
    Alessandra Pasqualin Circolo Telecomunicazioni
    Marina Prosperi circolo delle culture Victor Jara
    Manfredi Storaci Collegio di Garanzia Provinciale
    Andrea Ronchi circolo delle culture Victor Jara
    Daniele Canton Segretario circolo di fabbrica Fini Compressori
    Alberto Menegatti circolo di fabbrica Fini Compressori
    Giorgetta Bellintan circolo di fabbrica Fini Compressori
    Massimo Zocca circolo di fabbrica Fini Compressori
    Andrea Bottoni circolo di fabbrica Fini Compressori
    Roberto Ballarin circolo di fabbrica Fini Compressori
    Sabrina Bilaghi circolo di fabbrica Fini Compressori
    Margherita Ferrari circolo di fabbrica Fini Compressori

  553. Sò che Ramon non sarà d’accordo su questa scelta e lo ringrazio a nome di tutti i firmatari per la coerenza che ha sempre avuto e perchè insieme a pochi altri ha preso a cuore la vicenda Bologna, ma le ferite ke abbiamo subito in questi mesi sono troppo grandi e dolorose,il documento spiega ke ormai non c’era più lo spazio per fare nessuna battaglia interna.
    Ciao RAMON ciao a tutti

  554. Mi dispiace,ma non avete la mia solidarietà.
    Io ho fatto ua vita in minoranza(area Grassi),ho lottato fino in fondo e dopo tante lotte e sacrifici siamo in maggioranza(naturalmente area Grassi).

  555. Che senso ha essere la maggioranza di nessuna minoranza?o peggio essere una maggioranza di se stessi?o ancora voler rappresentare un centro quando perdi compagni a destra e a sinistra?assisto da mesi ormai a copiose emoraggie o a lente emottisi,tanto da sentirmi esangue.e diventa ancor di più intollerabile che di fronte alla lenta agonia bisogna anche sorbirsi lo “spontaneismo” della base.
    Mi chiedo,al di la di quello che ognuno di noi pensa del documento di chianciano,diventato strada facendo una coperta di linus,troppo esigua per essere più tirata,se quel fatto,oltre a produrre un documento,avesse prodotto anche un cambio di cultura politica.il bertinottismo era oppure no l’imposizione di linee e strategie decise lontano da ogni luogo della partecipazione alla vita del partito?e dov’è questo scatto in avanti dove si realizza il partito dei militanti?io voglio decidere,io voglio contare,io non voglio delegare.perchè non si sciolgono prima i nodi?

  556. non mi sembra caro male la minoranza dentro il partito esiste difatti l’area ex vendoliana rappresenta il 31% del partito stesso.
    Io parto da un presupposto la maggioranza del cpf ha deciso in un modo,perchè devo pensare che i componenti siano tutti maionette gestite dall’alto???
    Un cpf e di onseguenza cpr,cpn.dir naz sono eletti democraticamente nel congresso punto.
    Un altra riflessione:il partito perfetto che possa accontentare tutti non ci sarà mai……………..

  557. Purtroppo molti “dirigenti” di questo partito (anche a livello locale) continuano a commettere gli stessi errori, segno che a molti manca il senso di appartenenza al partito.Se un organismo democraticamente eletto (cpn,cpf,cpr,direttivo di circolo) fa una scelta che non viene votata all’unanimità non è ammissibile che ogni volta chi è contrario esca dal partito, non faccia la campagna elettorale,si autoconvochi,pubblichi articoli sui giornali contro il partito minandone la credibilità etc.Troppo spesso ho visto fare di queste cose,campagne elettorali disertate con compagni che dati per dispersi rispuntano a elezioni finite come se nulla fosse.Ora, io credo che un organismo cittadino del partito debba avere l’autonomia di decidere e che debba prendere una decisione a maggioranza se necessario, e chi non è d’accordo deve lavorare per il partito comunque.

  558. Compagno 1984 succede in tutti i partiti e nemmeno il nostro ne è immune…………………….
    Io ho sempre lavorato per il partito sempre sia in minoranza e sia in maggioranza……………..

    Comunque lavoriamo nei territori i sondaggi ci premiano,speriamo anche le urne,un ultimo sondaggi su affari italiani ci porta al 5%

  559. Stefano Says:

    GIOVEDI 23 APRILE ALLE ORE 21.00
    presso la sala Grandi Riunioni
    Del Comune Di Carate Brianza
    (piazza Cesare Battisti)

    PER ANNI HANNO RACCONTATO LA FAVOLA DEL LIBERO MERCATO

    ORA ABBIAMO:

    PIÙ GIOVANI PRECARI
    PIÙ LAVORATORI CASSINTEGRATI
    PENSIONATI SEMPRE PIÙ POVERI

    PROPOSTE DEI COMUNISTI

    PIÙ DIRITTI – PIÙ STATO SOCIALE – PIÙ LEGALITÁ

    Introduce: Stefano Forleo
    Candidato Sindaco PRC-PdCi Carate Brianza.

    Intervengono:

    Vittorio Agnoletto – Europarlamentare PRC – S.E.

    Nicola Nicolosi – Segreteria Nazionale CGIL e coordinatore nazionale “Lavoro e Società”
    Gianni Pagliarini – Responsabile Dipartimento lavoro PdCI.

    Considerato il tema di estrema attualità, invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare attivamente al dibattito.

    Partito della Rifondazione comunista di Carate Brianza
    Contattaci a prc.caratebrianza@libero.it

  560. Alberto Says:

    Sembravano tutti i mali del PRC frutto di Bertinotti e Vendola, forse esiste una crisi più profonda, una modalità che comporta adeguarsi al mondo attuale a piccoli privilegi e rendite di potere che coinvolgano ampiamente il PRc attuale basta vedere come in molti territori si susseguano polemiche e spesso avvandoni… ho tanti dubbi…

  561. Ramon ma le liste? Fatele uscire siamo in ritardo…

  562. a Bologna mettersi a lavorare anche se non si condivide l’accordo no?

  563. lucaocchionero Says:

    Uscire dal partito è un errore, qualsiasi cosa succeda. A Taranto una volta l’allora Ulivo candidò un questore, la segreteria decise di appoggiarlo, una sezione decise di conseguenza di non fare campagna elettorale, ma nessuno, dico nessuno, uscì dal partito! Malumori ci sono ovunque, ma non solo nel PRC. Malumori ci sono stati anche nl PCI che aveva un’altra storia rispetto a noi. Ma se non impariamo che il partito è un recinto in cui nascono, e lì devono morire, contrasti e disaccordi, se non acquisiamo questa minima disciplina, chiameremo la crisi col suo nome. C’è chi ha scritto prima di me che c’è una “crisi profonda”, eccola la crisi profonda: andarsene quando si è in disaccordo, andarsene mettendo in evidenza il conflitto tra persone piuttosto che il confronto, la discussione, l’ideale che tutti dovrebbe unirci. Per me è questa la crisi profonda.
    Probabilmente compagni abbiamo la stessa cultura politica(dico probabilmente perchè purtroppo non ci siamo mai conosciuti) ma non condivido la vostra scelta di uscire dal partito.

  564. lucaocchionero Says:

    Avevate perfino i numeri per fare una opposizione interna significativa ed invece siete usciti tutti. Alcuni prima e altri dopo. Avete fatto un errore politico enorme che non si giustifica con ferite profonde e dolorose che grosso modo tutti abbiamo sulla pelle.

  565. animals Says:

    Resto allibito di fronte a questi compagni che escono dal partito. Mi sembra assurdo. Tutti senza spina dorsale. Purtroppo è una conseguenza anche questa di 15 anni di bertinottismo.
    Però penso che una cosa sia uscire dal partito, sbagliatissimo, e un’altra impegnarsi attivamente nella campagna elettorale come propone Prc camerina.
    Se vuole essere eletto, perché solo di questo si tratta, la campagna elettorale se la faccia da solo il Masella.

  566. Andiamo Alberto…Bertinotti e Vendola il PRC volevano liquidarlo…..non è solo questione di pratiche politiche errate e diffuse sulle quali sono d’accordo con te.Perchè si rifugge il problema?
    Non voglio criticare i compagni di Bologna è una loro scelta….ma fatemi capire il sottoscritto dopo anni di Gennaro Migliore e Bassolino a Napoli è stato un idiota a rimanere?
    Se qualche anno fa con la gestione Bertinotti vi fosserò stati il 50% delle critiche che sento ora…..saremmo con un PRC all’8%.
    Fino a poco tempo fa il Manifesto in primis…trattava il PRC di milano come il male assoluto a causa dell’alleanza con Penati….adesso che vanno da soli alla provincia nessuno ne parla,idem per la candidatura alla provincia di Tommaso Sodano a Napoli….
    Ha detto bene un compagno su questo blog…..in questo partito i fessi sono sempre quelli che rimangono…..

  567. lucaocchionero Says:

    sarà, io Johnny sono fesso come te…

  568. Chi se ne va a meno di non essere cacciato a mio avviso ha sempre torto…..Chiedo scusa per la sincerità ma io non riesco ad essere solidale con chi fugge alle prime difficoltà pur potendo contare su un buon numero di compagni,mentre per anni in solitudine tanti compagni sono rimasti prendendo merda in faccia(scusate il termine)…..se siamo a qui a discutere ancora di PRC lo dobbiamo a chi è rimasto non a chi è andato via……a prescindere dai motivi….se uno li cerca di motivi per non stare in un partito oggi ne trova a centinaia….

  569. Un anno esatto dalla scomparsa “istituzionale” dei comunisti. La colpa non può sempre essere di chi decide di andare via, ma sicuramente nel non voler ancora intraprendere la strada ed il progetto che ci siamo dati a chianciano.in oncologia si controllano sempre le stazioni linfonodali immediatamente prossime alla sede della lesione primaria,quando si interviene con ritardo,i linfonodi sono anch’essi invasi da cellule di quella neoplasia primaria.l’esempio macabro per dire che anche questo attuale gruppo dirigente è stato troppo contiguo e affine con ciò che ci siamo lasciati alle spalle.ed infatti pateracchi insipenze e furberie si contano in tutta italia.
    basterebbe trovare una,ma una sola,parola d’ordine chiara e condivisa,che trapassando la nostra fessaggine,possa tenerci tutti insieme.

  570. Roberto Malvati Says:

    Caro Animals,

    Forse anche il terremoto in Abruzzo è la conseguenza di 15 anni di Bertinottismo?…ma per piacere cercate di essere onesti. Non è possibile che qualsiasi cosa accada sia colpa del Bertinottismo…così davvero si sfocia nel ridicolo, è l’ora di finirla anche con questa rima ripetitiva.

  571. maamma mia, queste invettive contro chi “abbandona il Partito” mi fanno venire i brividi…Soprattutto quello che diceva : anche se non condividete l’accordo con il PD, “lavorate”…Mi pare che ve cantate e ve la suonate, con evidenti forme di feticismo pseudoreligioso. “Fate quadrato”, rimanete fermi nel vostro bastione assediato, mentre “fuori” ci sono solo reprobi e traditori. Se invece leggo, per esempio, i nomi e le storie di Bologna Città Libera, almeno là noto dei segni di vita!

  572. Giuvinastro quali invettive?Dove le hai lette? quali traditori e reprobi?In quale post si parla di traditori? Se voi votare Bologna Città Libera fallo e basta…..non cercare giustificazioni,mica si vota un formazione perchè e meno peggio di altre….Almeno io non la penso così….
    x Malvati:Prima quando conveniva a lorsignori ogni cosa di buono che c’era nel PRC era unicamente merito di Bertinotti,guai a dire il contrario….Adesso invece lui e gli altri non c’erano….e se c’erano dormivano………..o meglio le loro innovazioni erano bloccate dai veterocomunisti…..chissà loro come si definivano poi……Mi ricordo Bertinotti papa e ciccia con il noto innovatore Armando Cossutta,anzi addirittura in un libro del 1995(mica 1920) bERTINOTTI DEFINI COSSUTTA IL NUOVO TOGLIATTI(SIC) sempre nello stesso libro giustificò i morti della rivoluzione culturale cinese(moltissimi) come il tentativo di sottrarre la rivoluzione alla restaurazione capitalistica….al primo comizio a Napoli (1994)comincio citando MAO…inoltre gli appena costituiti Giovani Comunisti dell’ex innovatore Marco Rizzo e del neolibertario Gennaro Migliore finivano ogni canzone inneggiando a Giuseppe Stalin…….Sai Malvati come Bondi,Ferrara,Cicchitto,Ligori & C. insegnano c’è un tempo per essere comunisti un altro per fare gli interessi propri…..
    Secondo me Fava e gli altri non hanno neppure idea di chi hanno imbarcato…….

  573. Il punto è se ad ogni cosa si esce non si capisce il motivo per cui stiamo insieme. Evidentemente non riusciamo a fare comunità Partito questo credo prima ancora del merito politico.

  574. Comunque: fuori le liste! 🙂

  575. x il Male….parte del tuo post è condivisibile…..però non è vero che in un anno non si è fatto nulla.Anzi….I GAP,le Brigate di solidarietà con l’Abruzzo e molto altro sui territori….è poco senz’altro……ma altro si farà in seguito.
    Poi parole d’ordine che tengono tutti insieme….ma ci sono…vanno applicate….Nelle realtà locali abbiamo problemi e continueremo ad averne….sono anni ed anni che partecipiamo al potere locale a tutti i livelli….non è facile cambiare mentalità…..ma in ogni caso a Chianciano mica si è detto che a prescindere non si fanno alleanze a livello locale con il PD?Si deve valutare caso per caso……sicuramente in alcune realtà si sbaglierà(Bologna) in altre(Provincia di Milano e Napoli) si farà bene….
    Per esempio perchè mai il PRC dovrebbe non sostenere il sindaco di Taranto……La cosa non è semplicissima.

  576. Io sono bolognese e voto BOLOGNA LIBERA.
    punto e basta

  577. Auguri Danni,la tua è una posizione rispettabile….se fossi bolognese io voterei il PRC punto e basta,voglio sperare di meritare lo stesso tuo rispetto.

  578. Una semlice domanda,pura curiosità…ma chi al comune di Bologna vota la lista Bologna Città Libera,alle Europee chi vota?

  579. Federico Says:

    Posso smrozare il dibattito con una proposta leggera?

    Utilizzaimo il termine “zipponi” per definire i tanti (troppi) opportunisti che infestano le varie sinistre; usiamolo come nomignolo per definire certa gente.
    Questi personaggi che passano di qua e di là, alla ricerca di un posto al sole e che si permettono di dare anche giudizi morali (vedi Zipponi che accusava Greco di essere solo alla ricerca di uno stipendio, mentre lui, immagino, sceglie Di Pietro per consonanza ideale…) vanno messi alla berlina, costretti all’imbarazzo e alla vergogna.
    Una volta per tutte, un volta per sempre.
    Fuori gli “zipponi” dalla sinistra!

  580. sa di accendino come nome 😀

  581. lucaocchionero Says:

    in ogni caso sarebbe anche necessario dire, come fa il Sen. Latorre, braccio destro di D’alema, che l’unico voto utile a sinistra è quello dato alla lista comunista ed anticapitalista. Votare sinistra e libertà è del tutto inutile: non hanno alcuna speranza di superare il quorum. Ditelo in campagna elettorale poichè è importante. E’ così che sto convincendo i dubbiosi. Fate questa operazione in vasta scala.
    Guvinastro, gli assediatori si arrenderanno presto. Ieri Vendola ha fatto un’assemblea a Brindisi(Puglia), c’erano 100 persone, giudica tu

  582. animals Says:

    Ogni tanto anche qualche buona notizia: a Reggio Emilia segretario provinciale in minoranza, il cpf chiede condizioni più dure al pd per fare l’alleanza in città. Si profila una candidatura indipendente del Prc. Anche in questo caso c’è stata una rottura della maggioranza di Chianciano ma almeno ha portato a sinistra.

  583. animals Says:

    La cattiva notizie invece è che la media dei sondaggi per le europee ci comunque poco sotto la soglia del 4%

  584. Non è vero l’ultimo pubblicato da Dgis SKY 24 su http://www.sondaggiitaliani.it ci da al 4.6%.

  585. Scusate il sito è http://www.sondaggipoliticoelettorali.it ,quello di cui parla Animals è un sondaggio IPSOS (cioè del PD) diffuso a Ballarò che da i comunisti al 3,3% (comunque in crescita) la SeL al 3.0% in calo e udite udite il PD al 26.2% in crescita di un punto…per quel che valgono finora tutti i sondaggi danno i Comunisti tra 4 e 4.8% e la Sel tra il 2.0 ed il 2.6%,LIpsos è l’unico che da quei dati….

  586. No vabbè, ma io non mi riferivo al gruppo di vendola, ma alle altre decine di migliaia di persone che hanno abbandonato il prc negli anni…e trovavo un po’ eccessivo l’atteggiamento consolatorio di chi vi è rimasto e si dice “ah se non ci fossimno noi…”, quando vale anche il ragionamneto inverso e cioè “che ci sate a fare…”

  587. Ipsos è un istituto di sondaggio serio (quello di pagnoncelli per intenderci).
    Perchè sempre mestare nel torbido e vedere sempre e comunque complotti?

    Basta dietrologia …animals ha ragione…

    anzichè spippolare in rete arrotolatevi le maniche e al lavoro…cazzo

  588. Johnny di sondaggi non capisci un cazzo
    Ipsos è un istituto demoscopico serio
    L’istituto di sondaggi vicino al pd è piuttosto swg

    sbagli i siti,spari stronzate, johnny ritirati !!!

  589. Bucharin77 Says:

    ah danni ma ti dai una calmata!!!!!!!!!!!! Per le questioni locali: anche qui nel Lazio si esce dalla maggioranza…non è una questione quantitativa ma mi pare che nel complesso il rapporto con il centrosinistra a livello locale non è più dato come automatico…..

  590. Lucaocchionero, secondo me meno se ne parla di SeL meglio è, nel senso che la gente (tanta gente) manco ha capito chi sono, magari pensa che una delle liste colorite che vengono fuori ogni elezione, secondo me vanno ignorati e si ci deve concentrare sull’IdV (federalismo, figlio mariuolo del leader, caccia f35 etc.)

  591. trovo sensate le parole di prc armerina…ignorare è il migliore disprezzo.

  592. Bucharin77 Says:

    sto a metà fra Lucaocchionero e Prcamerina: a chi li conosce per ciò che sono bisogna dire che votarli è una stronzata; mentre occorre lasciare nell’ignoranza chi non li conosce, anche perché è difficile conoscere ciò che non è. Filosoficamente impossibile.

  593. danni ma per caso hai una compartecipazione in Ipsos…IPSOS .è un Istituto vicino al PD come SWG del resto….ed è l’unico tra quelli accreditati che da i Comunisti sotto il quorum….capisco che a te la cosa sottilmente fa piacere,ma io cosa c’entro? Magari Ipsos ha ragione ma perchè si cita solo Ipsos? Esistono sondaggi più uguali degli altri….e meno male che poi diamo addosso al Berlusca….

  594. lucaocchionero Says:

    liddove non si conoscono ha sicuramente ragione prcarmerina, il mio punto di vista è quello pugliese, dove c’è il leader Vendola, per cui qui essendo sconosciuta la gran parte dei candidati, il leader no, il leader è conosciuto ed ha creato degli strappi a sinistra con questa scissione e con le dure parole dette durante il congresso che non avete idea.

  595. Poi caro danni il fatto che oggi molti istituti di sondaggi(e non certo solo quelli di berlusconi) non registrano le opinioni ma tentano di influenzarle è un particolare che forse sfugge ad un gonzo come te,però che è a conoscenza di chiunque abbia più di 10 anni.

  596. lucaocchionero Says:

    non litigate sui sondaggi: tutti sappiamo che i sondaggi non possono interpretare una cifra precisa. Se consideriamo una forbice dell’1%(che è il minimo di errore) non c’è grande differenza tra quelli da voi citati. Al momento a sinistra non siamo sicuri di superare il quorum in quanto siamo ricompresi in una forbice che va tra il 3,5% ed il 4,5%. Ma siamo gli unici che possiamo superarlo poichè SL è data tra il 1,3% ed il 2,3%.
    Del resto spero che nessuno si illudesse che dopo la storica sconfitta dell’aprile scorso, dopo un congresso conclusosi con l’ennesima scissione, la crisi si potesse superare entro un anno e con un accordo elettorale con il PDCI(con tutto il rispetto). In ogni caso nei momenti di crisi come questi tutti i voti sono incerti fino all’ultimo secondo. Nell’area della “sinistra”(che include anche il PD) i voti sono vorticosamente fluttuanti. Pare non faccia presa il voto utile, pare ci sia interesse verso la lista comunista ed anticapitalista, sorprendentemente basso invece l’indice di gradimento per Vendola(forse l’alleanza con Craxi, Demichelis, Martelli lo ha appannato). Se supereremo il quorum il merito sarà solo dei militanti e di chi lavora sui territori.

  597. D’accordo con lucaocchionero….

  598. Alfonso Geraci Says:

    La tattica del doppio canale messa a punto da Bucharin (che già da giorni avevo messo in atto, non possedendone però il concetto) funziona a meraviglia: con chi parla di Vendola faccio osservare che non hanno speranze, che si presentano coi socialisti and what not; con chi non sa che esistono affetto suprema ingenuità, “ma per chi vuoi votare, ovviamente si vota comunista, non c’è altro voto sensato” eccetera e concentro il fuoco contro idv e ricorrenti tntazioni piddine. Sta funzionando che è una meraviglia..

  599. Io la sto sperimentando sui blog della sinistra anche li funziona Alfonso, solo Alfonso fai attenzione con L’IDV è più difficile ,parlarne male rispetto al PD….Di PIetro sta costruendo una campagna elettiorale da manuale….

  600. Bucharin77 Says:

    sì giusto, anche contro idv e ricorrenti tentazioni piddine.

  601. Luca Marini Says:

    Ed ecco che anche a Prato, dove tutto sembrava filare dritto (niente accordo con il PD e nemmeno con il pdci); con un colpo di mano organizzato ai piani alti, anche con la compiacenza di dirigenti della mozione 1, i vendoliani (e non ex), rimasti votano a favore di un indipendente (di quelli che si affacciano solo quando c’è in ballo il posticino), contro il compagno del prc della segreteria. Se si continua così altro che 3,3%.

  602. Bucharin77 Says:

    è vero, purtroppo, Di Pietro sta costruendo una interessante campagna. Si tratta di uno strano populismo democratico, forse una delle prime sperimentazioni, in Italia, di populismo che non mira a manomettere il quadro costituzionale dato. Unifica in un solo discorso temi tratti dalla cultura di destra a temi tratti da quella di sinistra. Cerca così di superare la divisione destra/sinistra andando incontro alla diffusa insofferenza popolare per la tenuta di questa divisione. Se sapremo costruirci, e sarebbe ora, come partito anticapitalista Di Pietro, per un verso, e Lega/fascisti, per altro, saranno, sul terreno dei consensi delle masse popolari, i nostri primi principali avversari. Sul terreno dei consensi elettorali non il PD, che è votato da ceti sociali abbastanza lontani ormai da noi (una parte del pubblico impiego, aristocrazia della classe lavoratrice, professionisti e piccola borghesia intellettuale e “democratica”)

  603. Luca Marini chi ha deciso(o deciderà) di votarci sa benissimo quale è la situazione del PRC in molte realtà locali………
    Bucharin sono d’accordo con te….comunque come ha detto Lucaocchionero ci vorrà ben altro che un anno per ricostruire….

  604. lucaocchionero Says:

    Anche su Di Pietro… non lasciamoci intimorire. Badate che per come stanno le cose in questo paese, per come è alta la vicenda dell’ “antipolitica” DiPietro sta raccolgiendo molto meno di quanto potrebbe. Tutti i sondaggi lo danno in alto(7,8%) ma fermo; e qualcuno perfino in arretramento. Questo perchè fa una campagna elettorale basata sulla “questione morale” ma ad essa abbina una politica moderata sia per quanto riguarda i diritti civili che l’economia, entrando così a competere con voti molto contesi(nell’area moderata lavorano PD,PDL, UDC, e molte civiche territoriali). Ecco perchè non cresce.
    Contro Di Pietro, e non solo lui, suggerisco una strategia che è la seguente: tra un pò tutte le città verranno invase da facce di tutti i tipi(normalmente brutte anche quando sono belle) che chiederanno il voto. Noi dobbiamo rinunciare ad inondare di spot le tv private, ed appendere un solo manifesto: quello raffigurante Enrico Berlinguer. Una figura amata trasversalmente, una figura che ricorda la “politica” quella buona; una figura che ricorda pulizia, onestà, anche di ideali. Che confronto coi faccioni improbabili appesi sui manifesti raffiguranti chissà che teppa di trasformisti, che confronto con la “falsa” questione morale di Di Pietro. Sono per organizzare così la campagna elettorale sia per le amministrative che per le europee: i nostri candidati devono, tranne casi eccezionali, rinunciare alla competizione con gli altri improbabili candidati nelle forme classiche. Che si confrontino con la storia, con l’immagine pulita, con il “doppio simbolo” rappresentato dal manifesto di Enrico Berlinguer. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione in proposito…

  605. Nicola Cesaria Says:

    Una nota del capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio regionale pugliese, Piero Manni.
    “Il centrodestra ha presentato un emendamento alla legge finanziaria regionale proponendo un contributo di 2.000.000 di Euro al Comune di Lecce per le spese che il Comune sosterrà per il G8 che si terrà a Lecce il 12 e 13 giugno; la Giunta Vendola ha condiviso la proposta e per difficoltà di bilancio, ha portato il contributo a 1.500.000 euro.
    Il Partito della Rifondazione Comunista ha dichiarato la propria contrarietà all’emendamento contestando il ruolo dei G8, dei potenti della Terra i quali (insieme con il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e il WTO) si sono attribuiti il compito di governare il mondo, senza avere alcuna legittimazione, ed anzi ignorando l’ONU e qualsiasi accordo sovranazionale.
    I G8, e quello di Lecce sull’Economia in particolare, hanno il compito esplicito e dichiarato di essere sempre più potenti e ricchi a danno dei Paesi impoveriti, dove lo sfruttamento dall’esterno delle risorse porta ad una miseria sempre maggiore.
    L’emendamento è passato con il voto trasversale della destra, di gran parte del PD, dell’intero governo regionale e di tutti i consiglieri di Sinistra e Libertà.
    Hanno votato contro Rifondazione, Comunisti Italiani e sei altri consiglieri della maggioranza”.

  606. io sono bolognese e voterò rifondazione.
    so che prendete i sondaggi con le molle.
    ma posso fare notare che secondo le rilevazioni ufficiali andando da soli alle comunali rifondazione sarebbe sotto l’1% (bifo-monteventi all’1,5), mentre alle europee repubblica di oggi ci accredita col pdci su bologna al 6,8?
    questo vorrà dire che la maggior parte degli elettori (fra cui la sottoscritta) sono disposti a votare delbono per allontanare lo spauracchio della perdita di una città simbolo?
    io non passerei con questa facilità sopra questioni di consenso.

  607. Luca Marini Says:

    Alcune cose che stanno succedendo in toscana:

    Le notizie che ci arrivano dalle diverse federazioni toscane vanno tutte nella stessa direzione: dovunque rissosità e colpi di coda burocratici.
    Questa è la situazione:

    – Cpf di Massa Carrara; la terza mozione tenta un’alleanza fuori da ogni logica con ciò che rimane della seconda mozione, per eleggere il segretario della federazione. La 1 e la 4 si oppongono. Il Cpf è così immobilizzato e si autoconvoca per cercare di arrivare al numero locale, reintegrare collegio di garanzia e Cpf per la seconda mozione per poter concludere questa manovra.

    – Pistoia: accordo confermato tra Prc e addirittura una candidata della destra del Partito Democratico. Le primarie per la provincia sono state vinte infatti da tal Federica Fratoni che nella sua campagna per le primarie aveva bollato il Prc come un gruppo nostalgico-estremista. Intanto un consigliere comunale di Pistoia del Prc è arrestato e indagato addirittura per coinvolgimento in un giro di permessi di soggiorno a pagamento legato alla mafia cinese. Il partito minimizza: non viene convocato nemmeno un attivo degli iscritti. Eppure chi ha imbarcato un simile personaggio? Quanti voti ci ha portato candidarlo? A seguire la logica dei pacchetti di voti, si imbarcano mele marce.

    – Firenze: il federale si spacca sulla candidatura di Valdo Spini. La 1 vota insieme alla 2 e può così silurare la candidata del Prc Mercedes Frias

    – Prato: il federale finisce in rissa perchè ciò che rimane della seconda mozione candida a sindaco di Prato un avvocato mai visto, indipendente e lontano anni luce dal programma del Prc. La seconda mozione di Prato che ha colpito pesantemente il partito a Prato con la scissione ha potuto avere i reintegri per la benevolenza inspiegabile della prima mozione a livello nazionale.

    – Lucca: a Capannori i vendoliani rimasti dentro il Prc e legati all’assessore regionale Baronti presentano una lista della Sinistra al posto di quella del Prc, in deroga alle decisioni del Cpn. A Barga il partito va in alleanza con un Pd capeggiato da un personaggio dal passato losco, divenuto famoso per uno scandalo di farmaci prodotti con latte infetto proveniente dai paesi del 3° mondo, non controllato né reso ‘sicuro’ con le procedure standard.

    e un ulteriore invito anzi un monito, compagni dirigenti di varie mozioni, fate un passo indietro, lasciate i compagni nelle condizioni di lavorare per dare una sostanza al nostro progetto politico invece di proseguire nelle lotte per il potere.

  608. Luca Marini Says:

    ah l’indipendente è architetto e non avvocato!

  609. Caro Luca,problemi seri per carità,ma pensare che tutto venga deciso dall’alto e che i componenti del cpf e degli altri organismi siano delle maionette non lo accetto……………..
    Comunque nel mio comune a capo del centro-sinistra ci sarà un candidato a sindaco del Prc in un alleanza con Pdci,Sel,Pd.
    E ricordiamo le numerose province e comuni in cui i Comunisti andranno da soli:prov di milano,savona,novara,napoli,modena,parma,grosseto,torino ecc.ecc.
    Avere il partito perfetto è impossibile storture ce ne saranno sempre,ma si sta facendo molto……………….

  610. Luca Marini prendendo a pretesto i fatti del PRC toscano parla male del partito sul blog di aprileonline frequentato da noti anti-PRC e fanatici di Vendola…..Caro Luca Marini o quello è un tuo omonimo oppure tu fai il doppio gioco oppure sei un incredibile ingenuo a cercare compressione da quei figuri……La compagna sacha pur essendo spesso contraddittoria e molto critica sul PRC ha sempre difeso il PRC negli altri blog…solo in questo ha espresso le sue critiche.
    Scusa ma tu e qualche altro che talvolta frequenta questo blog siete ambigui……..

  611. Addirittura alcuni tipo un tal NINO parlano bene o male a seconda di dove si trovano……ci vuole coerenza anche sui blog…..Per quanto mi riguarda segnalerò questi casi perchè in questo blog ci sono compagni seri e non è giusto vengano presi in giro da doppiogiochisti….

  612. prcarmerina Says:

    A Firenze si è fatto benissimo a parer mio, non si va col Pd imbarazzante di Renzi e invece si fa una coalizione di sinistra con noi e coi riformisti che può prendere un pozzo di voti e che ha un’altra idea di città. La minchiata è Torino, dove sia noi che il Pdci si va soli con due candidati (e su Argentino si ci poteva stare alla grande)

  613. prcarmerina Says:

    Sul caso del consigliere indagato: siamo garantiti con tutti (tutti) non volgiamo esserlo con un compagno.

  614. lucaocchionero Says:

    Beati loro che hanno tutto questo tempo! Io a stento riesco a scrivere su questo di blog! Oggi pomeriggio a Ta facciamo il CPF in cui discuteremo della griglia dei candidati per le elezioni provinciali. Vi annuncio con orgoglio che al 70% presenteremo candidature operaie…
    A TA sempre di più il PRC si struttura quale partito dei lavoratori: candidature operaia anche alle europee.

  615. Caro prcarmerina ci sono alcuni che godono quanto possono buttar merda sul partito…..magari si credono spiriti critici….però negli anni passati erano stranamente silenti…
    Voglio farti un esempio positivo:a Bologna c’è una situazione a dir poco controversa…ma non uno solo dei compagni di Bologna che scrivevano su questo blog..tipo ALE B.,Pamela etc. è andato su altri blog a coprire di merda il PRC,in questo caso io posso non condividere le scelte(e non le condivido) ma capisco la delusione ed ho fatto anche un esempio esattamente opposto a questi compagni che è la compagna sacha….c’è uno stile che li accomuna anche se la pensano in modo opposto…..ma altri a mio avviso fanno il doppiogioco ed in un momento come questo vanno smascherati.
    Fino ad ieri in Campania e Calabria ed anche altrove si chiudevano gli occhi su ogni sorta di corruzione…..ora il consigliere comunale di Pistoia che ancora non è stato condannato viene additato come l’emblema della corruzione del PRC….ma andiamo…..Ma noi non eravamo contro il giustizialismo di Di Pietro?

  616. MA DIMENTICHIAMO che pUR di continuare a stare con Prodi si è espulso Turigliatto? Uno che aveva la sola colpa di essere contro le missioni militari all’estero…..mentre altri definivano la Folgore vetrina del paese….chissà allora dove erano alcuni…….

  617. In Calabria nessuno del Prc è indagato,per carità si faranno scelte sbagliate,ma nessuno dei nostri è indagato.
    Attenzione con i termini………………

  618. Mario guarda che io non ho parlato di indagati ma di corruzione….senti ma veramente pensiamo che si può stare 15 anni con Bassolino ed uscirne vergini?A prescindere dalle indagini?
    Strano perchè a Pistoia si è fatta l’equazione consigliere arrestato=PRC corrotto=grassiani corrottissimi….Per lo meno gli stessi che non la fanno su questo blog la fanno su altri….Poi anche in Calabria Mario qualche anno fa nel famoso concorsone c’eravamo mani e piedi….ma allora nessuno da Roma diceva ai compagni di uscire dalla giunta regionale come oggi….a prescindere da problemi tanto è cambiato….

  619. VAURO, ASCANIO CELESTINI, PAOLO ROSSI… se vogliamo superare lo sbarramento servono anche nomi noti, e noti anche per il loro impegno e la loro coerenza. Io metterei in lista anche Pietro Ingrao…
    Oltre a questi nomi noti candiderei eponenti dei comitatoi NO TAv, No Ponte, No Dal Molin, esponenti dei comitati che si battono contro le discariche e gli inceneritori, pacifisti come Arrigoni, e persone impegnate contro la criminalità organizzata: nomi simbolo come quello di Giovanni Impastato (il fratello di Peppino), un Rom o una Romrì del comitato Rom e Sinti Insieme…

  620. Alfonso Geraci Says:

    Mauro d’accordissimo su Vauro e su Giovanni Impastato (ma autodenunzio mio conflitto d’interessi perché d’estate compro giornali sigarette e pizza da lui) e pure Ascanio Celestini, và. Paolo Rossi quale, quello che nel 1982 ha tolto il posto a Pruzzo in nazionale?
    A parte lo scherzo, lode a Luca O. per il 70% di candidature operaie a Taranto. Però dico a Bucharin che il voto di pubblico impiego e artistocrazia operaia (che fanno parte del proletariato) e dell’intellettualità democratica ci vorrebbero e come… invece concordo con lui sulla sostanziale indifferenza/impermeabilità tra A) area che simpatizza per comunisti e anticapitalisti e B) area di elettorato PD “stabile”. Praticamente discutere con questi ultimi è del tutto infruttuoso, arriva un momento in cui cominciano a piangere sul leader che non fu (D’Alema, Walter, CofferatidicoCofferati, persino Mussi…) e non gli interessa altro. Meglio cercare di recuperare astensionismo di sinistra e gente che ha votato Idv l’ultima volta ma non è detto ci voti adesso. Poi ci sono tipologie come le famose avanguardie FIOM di Termini che l’ultima volta hanno dichiarato voto per Berlusca; questa tipologia per me nella situazione attuale è recuperabilissima.
    A me Luca M. non è sembrato tutto sto’ disfattista che dice Gino, sappiamo tutti che il livello di istituzionalizzazione/poltronizzazione/compatibilizzazione con l’esistente del PRC aveva superato ogni limite, e non si guarisce in un giorno, no? E per favore non diciamo sempre e solo “bertinottismo”, 1) perché ci siamo cascati tutti, chi più chi meno; 2) perché non è demonizzando il pur demonizzabilissimo Bertie che si analizza meglio quello che è stato combinato nonché apertamente TEORIZZATO negli anni.

  621. Federico Says:

    Grande la candidatura di Staino con SeL! Per non parlare della dichiarazione: “Io mi sento del Pd, a Vendola l’ho detto chiaro: non chiedetemi di prendere la tessera, vi aiuto ma dopo torno a casa”.
    Cioè magari lo si elegge pure e lui va poi nel gruppo europeo del PD. Così come SeL, sempre che si passi lo sbarramento, si manda uno nel GUE, uno nei Verdi, uno nel PS quota Socialisti e uno nel PS (o altro) quota PD.
    Questa si che è chiarezza politica! O forse si è strategicamente deciso di praticare l’entrismo a 180° per cercare di condizionare da dentro mezzo arco parlamentare europeo….
    Sembra la materializzazione del bertinotti di guzzanti per cui il comunismo sono scherzetti e fantasia…..Shiro, lanciami i componenti! Alabarda spazialeeeee!!!!!!!

  622. Alfonso Geraci Says:

    Ben detto Federico (e bentornato). Se posso, faccio notare che Staino nel 2009 si fa riprendere accanto alla foto di Stalin in TV (emulo più timido di Giovanni Rana). Perciò simpaticissima persona, bravissimo disegnatore satirico, ma di politica “non se ne deve parlare..”

  623. Alfonso Geraci Says:

    Chi di Staino ferisce di Vauro perisce

  624. Luca Marini Says:

    Gino mai fatti doppi giochi, io, ho scritto e scrivo sempre qui, e sono preoccupato della situazione. So che in Toscana si respira un clima di restaurazione, dove settori della mozione 1 (anche di aree diverse) fanno patti scellerati con i vendoliani per far fuori candidati a loro sgraditi.

  625. Luca Marini Says:

    Ah caro Gino io in quel blog non ci sono mai andato ma vedo che tu ci vai e ti leggi i commenti.

  626. per luca marini, dal blog di aprileonline:
    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11852

    “#61 · Luca Marini
    24 aprile 2009, 10:04 Problemi ovunque nelle federazioni toscane divisioni nel PRC da far paura questi i dati: Firenze federazione spaccata su Spini, Pistoia appoggio a candidata PD contro la manifestazione CGIL e di CL, Prato scontro tra mozioni congressuali, Massa Carrara blocco della federazione e scontr trasversale tra mozioni per elegger eil nuovo segretario, questo è solo un piccolo affresco dei problemi del PRC basta con questa gente!”…

    è chiaramente un “furto” di identità, che sei pregato allora di smascherare…

  627. Luca Marini Says:

    e che ne so io, se c’è uno che si chiama come me o che si diverte ad essere me! che ci posso fare!

  628. Luca Marini l’altro giorno ho visto che il compagno Johnny ha trovato un caso identico al tuo si trattava di Alberto Zoppi e pure parlava del PRC in toscana…pure lui ha detto che è stato “clonato” dato che un suo commento qui è comparso identico un ora dopo su aprileonline e sul blog MPS …Scusate ma se è cosi dovete smentire…tu poi ti firmi nome e cognome non ti secca che uno si possa spacciare per te?
    Certo che vado sui blog e leggo i commenti….vado pure su quelli di destra anche se sono di una noia mortale.
    Comunque invito eventuali furbi che “copiano” i compagni su questo blog a non farlo perchè verranno smascherati….Ne darò conto ogni nolta che potrò….

  629. ma poi compagni con tutto il rispetto quanti voti ha Staino?

  630. Bucharin77 Says:

    Compagno Gino sei grande, sarai il nostro futuro capo della CEKA!!!!!

  631. Luca Marini Says:

    e vabbeh Gino ancora che dubiti….”se fosse così”……..”eventuali”!

  632. Bucharin guarda che se Vendola e Bertinotti ti sentono di parlare di CEKA,e io apprezzo che tu abbia detto CEKA e non NKVD oppure GPU, si scandalizzano…..
    Luca ho scritto se è così (non se fosse) l’eventuale è riferito ai furbi….sei furbo tu?No,ed allora non c’entri.
    Guardate che tra poco la campagna elettorale si farà durissima e meglio che le polemiche le rimandiamo…..abbiamo bisogno di tutta l’energia.
    Comunque io vorrei che si parlasse anche della straordinaria esperienza delle nostre Brigate in Abruzzo.

  633. Luca Marini Says:

    comunque il clima di restaurazione è pesante, lo stesso Ferrero si lamenta che il partito sta andando troppo a sinistra!
    vabbene allora renitegramo di tutto di più e perchè no, facciamo una pseudolista di sinistra come a Capannori dove dirigenti ferreriani doc ( vedi Gangemi e Sgherri) in pieno accordo con i vendoliani (Caprili e Baronti) impongono di gettare nel cesso il documento politico dll’ultimo cpn per le elezioni amministrative! l’importante è portare avanti le lotte di potere chissà un posto a me, un posto a te!

  634. lucaocchionero Says:

    ultima sui sondaggi: ne circola uno,più o meno riservato(da questo momento non più) che dà addirittura sopra il 5% sia SL che il PRC a spese di PD e IDV. Mi sembrano dati un pò esagerati ma al di là dei numeri viene fotografata una certezza: in questo momento i voti nell’area cosiddetta dai sondaggisti della “sinistra”(includono anche PD e Di Pietro) sono vorticosamente fluttuanti. Se posso dare un consiglio diffidiamo di tutti i sondaggi, lottiamo su ogni territorio fino all’ultimo voto con una certa determinazione( o come si dice in termini calcistici “con cattiveria”) utilizzando tutte le formule lecite e moralmente accettabili di convincimento e di propaganda.

  635. Brunoincazzato Says:

    pare brutto se dico che me la godrei se vedessi pd e idv giù ma molto giù?cmq è una campagna elettorale tosta,ma tosta davvero.
    un dato.a farla alla maniera classica,la campagna elettorale,casa per casa,siamo rimasti solo noi compagni,e la gente ha voglia di capire e di essere rassicurata.non scatterà nessun voto utile , avremo risultati incomprensibili tra amministrative ed europee,con le prime pesantemente condizionate dalla camorra,l’astensione avrà ancora cifre da partito,e se evitiamo di fare stronzate venali il risultato in saccoccia lo mettiamo.ho una curiosità,che percezione hanno i compagni del nord?

  636. Bucharin77 Says:

    mi associo a Brunoincazzato, ma io sono anche curioso di come la campagna sta cominciando e se sta cominciando al Sud, dove il PRC è più debole che nel resto del paese

  637. Brunoincazzato Says:

    guarda compagno di roma ti posso parlare per la campania,siamo ancora nella scia delle lotte di pomigliano,delle battaglie antirazziste.certo il colpo della scissione qui è stato notevole e lo si avverte negli aspetti organizzativi più immediati.abbiamo avuto da pochissimo il commissario e quindi abbiamo e stiamo cominciando in ritardo.c’è una richiesta diffusa ma non chiara di sinistra,e la candidatura di sodano sta mettendo in moto energie di cui ignoravamo l’esistenza.certo l’incognita rimangono sempre l’area vendoliana dentro rc.la camorra sta scendendo in campo in maniera massiccia,ed è su questo aspetto che intendiamo condurre la battaglia.il pd è muto e lacerato,idv lavora alla larga.sel si muove in modo organico potendo contare su tutto il pezzo di organizzazione che è andato via.sc e pcl sono anche loro per strada.per le europee il discorso è diverso,c’è più disponibilità,maggiore discussione.devo essere onesto da queste parti il nome di vendola muove e smuove,e non è mai stato in campania come in questi ultimi due mesi,ci sta almeno due volte a settimana sia in veste istituzionale che in quella di capolista,e potendo contare su tutti gli istituzionali.io cmq ritengo possibile qui il raggiungimento del 4% ad occhi chiusi,sempre che ,appunto,non si venga trascinati di nuovo nella bagarre interna a cui abbiamo assistito fino a poco fa.

  638. Bucharin77 Says:

    grazie Bruno, quadro interessante: qui a roma invece vendola non esiste proprio, mentre anche da quello che dici mi sembra che al Sud sia più consistente.

  639. Stupendo Maria Rubini il tuo consiglio.

    Questo è il mio http://www.youtube.com/watch?v=ceCDSH_cyps

    Vinceremo……

  640. E’ ovvio che al sud avremo più difficoltà,perchè anche nei luoghi dove la scissione è stata meno pesante dobbiamo fare comunque i conti con la candidatura di Vendola, che probabilmente porterà SeL a superare la lista anticapitalista nella circoscrizione sud(mentre nelle altre 4 penso che prenderemo più del doppio dei loro voti).Secondo me è in quella circoscrizione che ci giochiamo il superamento del 4%a livello nazionale.Spero che ci sia una candidatura forte nel sud in grado di competere con Vendola in termini di preferenze.

  641. Guarda 1984 che LucaOcchionero ha detto in precedenza che almeno in Puglia ed anche con Vendola la SeL non pare messa per niente bene…Sono d’accordo con l’analisi di brunoincazzato su Napoli……guarda bruno che Tommaso Sodano alla provincia da solo porterà voti anche sulla lista anticapitalista delle europee….Ho saputo che la SeL a Cosenza addirittura ha ripescato Eva Catizone ex sindaco che ha pochissimi voti,anzi in città non è per nulla amata eccetto che in qualche ambiente pseudointellettuale e radical chic….guardate a mio avviso questi stanno commettendo gli stessi errori fatti con la Sinistra Arcobalena ed inoltre Vendola non è Bertinotti….

  642. Brunoincazzato Says:

    io non lo volevo dire,ma 1984 individua il problema,un candidato che concorra in termini assoluti con vendola,e se uno guarda il cappello di lista fem da queste parti non convince.noi siamo sottoesposti sicuramente,lui gode di apparati mediatici consenzienti e di gruppi che in questi anni hanno tenuto in mano l’organizzazione del partito,anche nelle elezioni comunali come a portici,grande comune a sud di napoli,questi di sel sono calati come i barbari,tagliandoci praticamente fuori.ed inoltre c’è sempre il dubbio che una parte dei vendoliani rimasti(che vi assicuro hanno i voti)non stanno muovendo un dito.ma questo non deve essere un alibi.abbiamo i nostri programmi,i nostri candidati e le campagne elettorali sappiamo farle,è tosta complicata e difficile,ma il 4% lo superiamo.veniamo da lontano e andremo lontano.

  643. Al Sud ci dovrebbe essere Agnoletto e Catania………..

  644. Brunoincazzato Says:

    al sud c’è diliberto e catania

  645. Rifondazione Comunista deve avere più rispetto nei confronti dei propri elettori. Non si può continuare a decidere dall’alto chi saranno gli eletti. I nomi in lista devono essere tutti nomi forti e di richiamo, devono essere tutti nomi di candidati che hanno la possibilità reale di essere eletti perchè noti per la loro coerenza o perchè rappresentativi di lotte reali. Esiste il voto di preferenza: deve essere questo lo strumento utile a selezionare i candidati e a decidere gli eletti.
    Così non è stato in passato e così, pare non è oggi.

  646. Ripeto in Calabria ci sono sicuri Agnoletto e Catania mentre Diliberto non c’è…………………………………..
    Caro Mauro appena leggerai le liste capirai la serietà di molte scelte……………………………….

  647. Dico Calabria per dire Sud ovviamente……………
    Al Sud ci sarà anche Giuliani e Tucillo……………..

  648. Catania al sud è una porcata

    lui è uscente nella circoscrizione isole: andasse li’ a cercare la conferma

    sulle liste non c’e’ rinnovamento:sempre le solite facce….

    voto ma turandomi il naso 1000 volte

  649. Il punto è che le liste fatte a Roma possono essere le migliori del mondo, ma bisogna prendere in considerazione le proposte dei territori, perchè poi si crea malcontento.Puffo rosso sei sicuro che Catania sia candidato nel sud?A me risulta che sarà candidato nella circoscrizione isole(quella dove è stato eletto nel 2004).Agnoletto poi è di Milano, eletto nel 2004 nella circoscrizione nord-ovest, perchè ora è candidato al sud?Su proposta dei territori?

  650. Bucharin77 Says:

    Io sono d’accordo con le preoccupazioni dei compagni sulle candidature, ma noto uno strano concentrarsi, anche nelle discussioni non on-line, su quest’aspetto. Io mi preoccuperei compagni anche del fatto che, a oggi, il partito ancora non è uscito con una propria piattaforma e con alcune parole d’ordine chiare e ben distinguibili. Il programma per l’europee approvato al CPN è poca cosa, una pura dichiarazione di intenzioni. Facciamo attenzione: la campagna elettorale sposta molti voti e perciò dobbiamo farla all’offensiva. Il quorum non si prende facilmente, e sulle candidature, anche con le migliori intenzioni possibili, è difficile che si troveranno personalità in grado di spostare molti consensi. Lo possiamo fare solo sui contenuti

  651. Caro 1984 Agnoletto nel 2004 era eletto anche al Sud e Catania sarà candidato molto probabilmente anche sulle isole……………………
    Sempre le solite facce???
    No,stavolta no,c’è poco ceto politico,ci sono molti operai,sindacalisti(vedi Simoni leader del sindacato unione degli inquilini o il portavoce di sdl),molti lavoratori e operai,tanti personalità locali,dei territori…………….

  652. Caro 1984 Agnoletto nel 2004 era candidato anche al Sud e Catania sarà candidato molto probabilmente anche sulle isole……………………
    Sempre le solite facce???
    No,stavolta no,c’è poco ceto politico,ci sono molti operai,sindacalisti(vedi Simoni leader del sindacato unione degli inquilini o il portavoce di sdl),molti lavoratori e operai,tanti personalità locali,dei territori…………….

  653. Caro 1984 Agnoletto nel 2004 era candidato anche al Sud e Catania sarà candidato molto probabilmente anche sulle isole……………………
    Sempre le solite facce???
    No,stavolta no,c’è poco ceto politico,ci sono molti operai,sindacalisti(vedi Simoni leader del sindacato unione degli inquilini o il portavoce di sdl),molti lavoratori,tanti personalità locali,dei territori…………….
    E’ chiara una cosa:accontentare tutti è impossibile……………..

  654. Si sbagliò a mio avviso nel 2004 a candidare agnoletto al sud e ora si commette lo stesso errore, possibile che non ci siano compagni del sud capaci e in grado di raccogliere consensi?Concordo con chi critica le candidature delle stesse facce.E’ inutile dire che ci sono operai lavoratori ecc quando sappiamo bene che il partito sosterrà (giustamente) Catania e loro saranno candidature di servizio.
    Anche perchè dato il sistema elettorale per essere eletti si ha bisogno o di avere la macchina del partito che lavora per te o di essere un personaggio conosciuto a livello nazionale.

  655. il Prc in ogni circoscrizione dà un’indicazione sul voto: al Nord/Ovest per Vittorio Agnoletto e Haidi Giuliani; al centro per Fabio Amato, al Nord/Est per Lidia Menapace ed Alberto Burgio e al Sud per Vittorio Agnoletto e Giusto Catania.

  656. Il casino è la circoscrizione isole dove non stiamo messi benissimo.

  657. a parte 5-6.000 voti che tirerà su Catania

  658. il nome giusto per il sud era quello di Tonino Perna, intellettuale prestigioso, meridionalista e meridionale, attivissimo nei movimenti.Hanno preferito isolani e settentrionali (Giusto Catania e Vittorio Agnoletto), altro che territori!!!

    E’ sempre la solita logica. Temevo che questo fosse l’andazzo solo per le elezioni municipali ( e infatti a Bologna non votero’ rif com) ma anche alle europee vedo che è un bello skifo.

  659. Scusate ma Tonino Perna è candidato nella circoscrizione SUD….non è testa di lista ma candidato…al SuD è inoltre candidato ache il consigliere comunale di napoli Sandro Fucito protagonista di tante battaglie a Napoli…chi ci impedisce di votarli?

  660. Una cosa è la candidatura e un’altra è l’indicazione di voto, caro Renato

  661. Tanti anni fa forse avresi avuto ragione ma oggi no….oggi la semplice indicazione fa poca differenza….anzi è lodevole che i segretari del PRC e del PDCI non si siano candidati,perchè quella si sarebbe stata un indicazione……mi ricordo di quando Bertinotti si candidava alle europee(sin dal 1994) in quasi tutte le circoscrizioni e contemporaneamente era pure deputato……poi se vogliamo fare questioni di lana caprina……

  662. Ma nelle periferie l’indicazione alle burocrazie è sinonimo di voto

    mettere a capolista suggella un’idea oltre che indica chiaramente ai militanti chi votare

  663. Scusate ma che vuol dire che danno l’indicazione???
    Ma pensate che tutti i circoli sono cretini e non ragionano???
    Chi porta i voti li porta a prescindere………………..
    Comunue ringrazio Ferrero e Diliberto,i quali non si sono candidati,dando,a mio avviso il giusto segnale!!!

  664. sono tornato a roma dopo la manifestazione di milano. ed ho concluso il lavoro al tavolo per le liste.
    vado di fretta e dico solo una cosa:

    più della metà delle cose scritte nei commenti sulle liste sono solo illazioni infondate.

    perché è così difficile attendere che vengano rese pubbliche per poi commentarle? o la logica delle indiscrezioni (magari totalmente infondate) e la discussione sulle stesse a qualcuno sembra una logica politica?

    mah!

  665. Che c’entra? Vuol dire che i militanti votano e debbono far campagna principalmente per i nomi indicati, è una cosa che si è sempre fatta.

  666. Effettivamente Ramon ha ragione…..purtroppo anni di politica spettacolo condizionano pure noi…..in realtà i nomi sono importanti ma senza un serio lavoro sul territorio non contano nulla….le liste dovrebbero essere la fase finale invece spesso diventano tutto.
    Comunque penso che a breve discuteremo sulle liste effettive….a mio avviso per la prima volta da tanti anni il PRC lavora alle liste con serietà e discrezione….prima era uno show continuo….

  667. Lo dico senza alcun intento polemico, ma con le liste che saranno presentate così tardi è pure normale che uno si attacchi a delle indiscrezioni (alcune pubbliche v. articolo sulla home di esserecomunisti.it).

  668. danni io sono d’accordo con Renato,rispetto i tuoi dubbi….però cavolo perchè vuoi trovare errori o peggio pure dove non ve ne sono? Ogni tanto il bicchiere guardiamolo pure mezzo pieno…..Poi è ovvio che ancora c’è molto da fare…

  669. Ramon sul sito di Grassi ogni giorno aggiornavano le trattative………………

  670. gregoriosola Says:

    danni datti una calmata su Liberazione ho letto di alcune candidature e non mi sembrano cattive. Tieni presente che ci saranno anche i candidati del PdCI e di Salvi. In Sardegna sarà candidato come indipendente un sardista della lista Rossomori che alle ultime regionali ha conquistato un seggio.
    Invece di sparare fesserie informati leggendo il nostro giornale…..e poi IMPEGNO, IMPEGNO, IMPEGNO!!!
    L’interesse che percepisco per la nostra lista è più ampio di quello per l’arcobaleno

  671. e dagli! altre indiscrezioni infondate.

  672. Bucharin77 Says:

    Caro Ramon, insisto, il programma per l’europee non basta, servono parole d’ordine con mordente. Blocco dei licenziamenti, patrimoniale, nazionalizzazioni. Bisogna cominciare a battere continuamente su questi chiodi altrimenti saremo affogati dalla melassa

  673. il sito di essere comunisti pubblica codeste candidature (per il Prc):

    Raniero La Valle; Haidi Giuliani; Lidia Menapace; Valerio Evangelisti; Orfeo Goracci; Vittorio Agnoletto; Andrea Cavola; Vincenzo Simoni; Francesco Caruso; Alberto Burgio; Fabio Amato; Sandro Fucito (non testa di lista) e inoltre operai di grandi poli industriali come Fiat (sia dello stabilimento di Pomigliano che di Mirafiori), Zanussi, Ilva, con importanti presenze di intellettuali e il 40% presenze femminili… (oltre a varie candidature locali).

  674. Brunoincazzato Says:

    Carissimo Ramon,
    è giunto il tempo e giù la maschera.per troppo tempo abbiamo dovuto subire,e guardare attoniti.in fondo dov’è la vera bellezza?in un unico solo gesto!ci siamo guardati negli occhi ed in silenzio abbiamo detto NO PASARAN.ed è stato un attimo uno solo,nel quale la bellezza è esplosa in tutta la sua meraviglia.puoi tenerti i tuoi campioni ed il tuo tecnico VI ABBIAMO INFILATO UN GOLLAZZO CHE CI VORRANNO ANNI PER DIGERIRE!
    E vi abbiamo stracciato come gioco e come tutto.
    brigata neoproletaria tifosi marxleninmaocheguevara del grande NAPOLI!!!

  675. lucaocchionero Says:

    ma come Ramon vi siete fatti battere dal Napoli??? Mah!!!

  676. Ciao Ramon e compagn* tutt*!

    il video delle manifestazioni di ieri a Roma, Milano, Alghero, solo alcune delle tante!..

    http://www.pdcitv.it/

  677. qualche foto sul blog al link :

  678. Stasera ore 20.30 su La 7 Ferrero vs Fava

    Comunque il Napoli ha fatto una stagione molto deludente:ha fatto ottime partite con le grandi vedi le vittorie con Inter e Juve o Milan,ma obiettivamente doveva fare molto di più……………..

  679. Le candidature fanno pena nel senso che sono frutto di un vecchi modo di far politica. Niente rinnovamento, alcun nome nuovo:tutti ex parlamentari europei e/o nazionali. Insomma roba trita e ritrita. E infatti i sondaggi iniziano a scendere (digis del 26 4 fissa rif cm al 4,1%).

    Mi turo il naso 10000 volte ma voto anche se tutto questo fa passare la voglia

  680. A me basta solo al Sud:Brigati lavoratore Ilva,Loffredo lavoratore di Pomigliano,Perna grande meridionalista ecc.ecc.
    Altre candidature molto positive in altre circoscrizioni:lLavoratori della Fiat di Pomigliano e di Mirafiori, dell’Ilva, della Zanussi e della Thyssen Krupp, protagonisti della lotta contro la crisi, così come il leader del sindacato di base dell’Alitalia, Andrea Cavola ecc.ecc.
    Compagni come Hack,Burgio,dir naz prc ma anche grande intellettuale…………..
    Liste serie caro Danni………………

  681. Io non ho votato arcobaleno ma ora ho pure ripreso la tessera. Nessuno però si azzardi a venirmi a dire per chi devo esprimere la mia preferenza… I nomi dei compagni andrebbero messi in ordine alfabetico. Io voterò per rifondazione, per la lista anticapitalista, sperando che le preferenze espresse riservino sorprese a chi vuol decidere tutto dall’alto.

  682. Bucharin77 Says:

    troppo timido Ferrero con quel parolaio d Fava, e poco chiaro nell’esprimere i nostri contenuti che, ripeto, stentano ancora a delinearsi nel loro profilo programmatico complessivo. E poi: va benissimo spiegare agli elettori politicizzati la questione del GUE e del Partito socialista, ma ai lavoratori sta roba non frega un cavolo. Vogliono risposte!!!!
    Se facciamo la campagna elettorale così rischiamo di affogare nella melassa.

  683. Bucharin77 Says:

    e poi la trappolina finale su Marchionne proprio no!!!!!!!!!!

  684. Siamo liberi d