Lettera aperta alla maggioranza di Chianciano.

 

Care compagne e cari compagni,

scusate se prendo la parola in questo modo ma l’urgenza dei problemi di cui intendo parlarvi e l’assenza, nei prossimi giorni, di riunioni nelle quali difendere le mie posizioni non mi lasciano altra scelta.

Come sapete da tempo sostengo che il principale problema che abbiamo non sia la scissione o le scelte connesse alle elezioni europee. Continuo a pensare che il progetto della rifondazione comunista sia in pericolo di vita soprattutto per due questioni che rimangono irrisolte, e sulle quali, anzi, vedo gravi arretramenti.

I problemi sono, e mi scuserete la sommarietà del ragionamento, le elezioni amministrative e più in generale le nostre esperienze di governo locali da un lato e lo stato del partito sui territori dall’altro.

Sono, come si vedrà, problemi intimamente collegati. Ma per comodità di esposizione li descriverò separatamente.

La sconfitta di Soru in Sardegna secondo me dovrebbe farci dire due cose: 1) il centrosinistra in tutte le sue varianti, autosufficienti o meno, è morto. 2) il sistema politico (quello elettorale, delle relazioni fra forze politiche fondate sulla logica bipolare) è irriformabile dall’interno.

In altre parole i problemi per la democrazia in Italia non vengono solo da Berlusconi e dalle tentazioni autoritarie, reazionarie e razziste della destra. Vengono anche, se non soprattutto, da un sistema politico che è intrinsecamente separato dalla società e votato ad escludere dalla rappresentanza il conflitto sociale. E’ evidente che si è creato un circolo vizioso per cui il frontismo, ed ogni possibile riedizione del centrosinistra, è destinato a rafforzare la destra e a produrre crisi drammatiche nello stesso PD che scopre, senza avere nessuna possibilità di uscita dalla logica che ne ha determinato la nascita, di essere la prima vittima della logica bipolare. Nel pieno di una crisi “costituente” e di lunga durata l’alternanza sembra destinata ormai ad essere solo una possibilità astratta. Con ogni probabilità qualsiasi nuovo gruppo dirigente del PD tutto farà tranne che abbandonare la prospettiva dell’alternanza, condannandosi così ad accentuare la propria subalternità alla destra e alla cultura dominante. Sia che scelga di competere con la destra sul suo stesso terreno sia che scelga una riedizione del frontismo privo di contenuti sociali realmente alternativi, che sono e rimangono incompatibili con l’alternanza.

E’ un quadro desolante e grave ma non credo proprio che si possa sfuggire alle implicazioni che comporta.

La prima delle quali è che non si può stare in mezzo al guado. Non si può, cioè, di fronte a tutto questo cavarsela con la proclamazione di una svolta a sinistra, con buone e magari buonissime dichiarazioni politiche, con qualche lodevole esperienza di ricostruzione sociale, ed essere contemporaneamente, in centinaia di comuni, province e regioni, parte integrante del centrosinistra e di un sistema politico (perfino nella collocazione di opposizione istituzionale) irriformabile, lo ripeto, dall’interno.

Ovviamente non propongo, lo dico a scanso di equivoci, un esodo dalle istituzioni e l’autonomia del sociale. Propongo solo di prendere atto di una realtà evidente e di abbandonare ogni illusione che si possa, dall’interno o dall’opposizione nelle istituzioni, ottenere una svolta a sinistra del centrosinistra. Propongo di rendere evidente il nostro antagonismo nei confronti del sistema politico esistente. Propongo di smetterla di pensare che nei governi locali si possa fare qualcosa capace di invertire la tendenza senza contenuti esplicitamente fuori dalle compatibilità del sistema stesso. Il partito sociale non può essere un dettaglio, una evocazione della natura di classe e popolare del partito o peggio ancora un espediente propagandistico. O è l’anima di un progetto politico che si propone la distruzione dell’attuale sistema politico o non serve a nulla.

Non si può all’infinito oscillare tra rotture ed accordi minimalisti con il centrosinistra senza produrre un’idea alternativa di politica rispetto a quella bipolare, compatibilista e congegnale ad un sistema capitalistico in profonda crisi. Senza questa politica “altra” la separatezza del sistema politico vigente dalla società è destinata ad aumentare e il progetto di rifondazione comunista ad essere dilaniato dai due poli del dilemma. Possiamo diventare un più grande Pdci o una più grande Sinistra critica, ma non essere ciò che vorremmo. Un partito comunista dotato di un progetto che per lo meno tenti di cambiare davvero la situazione e non solo di lucrare qualche rendita di posizione elettorale per giustificare l’esistenza di un ceto politico e la sua autoconservazione.

Se sostengo che su questo primo punto ci sono arretramenti, e da qui l’urgenza di questo mio porre il problema, è perché, per dirla senza giri di parole, il PRC continua ad essere in troppe giunte (basti pensare a quelle calabresi e campane) e ha già avviato trattative per la continuazione o inaugurazione di esperienze di governo su una linea minimalista e frontista che è la stessa degli ultimi anni. La svolta a sinistra nella maggioranza dei territori non c’è. C’è un continuismo che nella attuale situazione si configura come una vera e propria svolta destra.

Come se non bastasse, giusto per suggellare a livello simbolico questa svolta a destra, a Bologna si mette in minoranza il segretario della federazione in nome del dialogo col PD. Questo, oltre ad avere risvolti grotteschi, mi porta a parlare dello stato del partito e, segnatamente, dei suoi gruppi dirigenti.

Voglio subito chiarire che per quanto riguarda Bologna io non entro nel merito delle annose diatribe e divisioni che si sono prodotte nel gruppo dirigente di quella federazione. So solo che ho incontrato Loreti ed altri compagni in una dura battaglia, isolata e quasi solitaria, per l’uscita del partito dal governo Prodi e contro la Sinistra Arcobaleno. Così posso testimoniare quanti contrasti e pressioni il gruppo dirigente di Bologna abbia subito dall’allora segretaria nazionale per la scelta di contrapposizione frontale a Cofferati. Così so, da ambienti del PD visto che non sono privo di relazioni, quanto fosse atteso da mesi e dato per certo dal PD bolognese il cambio del segretario del PRC a Bologna.

Resta il fatto, indipendentemente da tutto ciò, che la rottura della maggioranza a Bologna si è consumata sulla relazione con il PD in vista delle elezioni. Mi limito a dire che non sono d’accordo per nulla e che considero questa scelta, anche per l’importanza di Bologna dal punto di vista politico e simbolico, gravissima.

Molto più grave, se possibile, è il fatto che le dinamiche fra le diverse mozioni e diverse correnti interne e trasversali alle mozioni, soprattutto dopo la scissione, rischiano di condizionare e ipotecare la capacità del partito di sviluppare l’iniziativa politica e di imbrigliare in logiche intestine lo stesso segretario del partito, che non lo merita, dato il suo stile antileaderista di direzione.

Sebbene io pensi sia più che legittimo che ogni corrente faccia le iniziative pubbliche che vuole, che le propagandi come meglio crede, che partecipi, insomma, al dibattito ed anche alle decisioni politiche seguendo i propri percorsi, credo che sia ora di mettere la parola fine alla balcanizzazione dei gruppi dirigenti a tutti i livelli. Per due motivi. Il primo, ma lo capisce anche un bambino, è che così facendo si selezionano quadri sulla base della fedeltà alla propria corrente o, peggio ancora, al proprio leader di corrente, dando vita ad una situazione insana per cui nei territori ci sono compagne e compagni di serie A che dispongono dei santi in paradiso che li difendono a prescindere dalle loro qualità e compagne e compagni di serie B che sono tagliati fuori dalla possibilità di essere valorizzati e che vengono così indotti nella difficile, e per molti inaccettabile, scelta di doversi cercare anch’essi un santo in paradiso o di subire una emarginazione intollerabile. Il secondo è che tutto questo produce e riproduce, nei fatti, le premesse di spaccature insanabili e verticali in tutto il partito ogniqualvolta si palesi una divergenza politica importante.

Onestamente non ho una soluzione da proporre per questo problema che non sia un atto volontaristico del gruppo dirigente nazionale. Atto che dovrebbe essere dettato non da considerazioni etiche e di stile, che pure dovrebbero valere, ma soprattutto dalla consapevolezza che la continuazione di questa situazione è ineluttabilmente destinata ad impoverire il partito, e cioè la casa comune di tutti. Sempre che il PRC lo si voglia far sopravvivere davvero e non portarne le spoglie all’altare di matrimoni interessanti per il ceto politico e non certo per il buon nome e il futuro del comunismo in Italia.

L’ultimo problema di cui voglio parlarvi, e che forse è il più grave di tutti, è il grado di degenerazione al quale è giunto il nostro partito in alcune regioni e, a macchia di leopardo, in diverse realtà territoriali.

In Calabria e, anche se non completamente, in Campania e Puglia, da anni ormai la nostra internità al sistema politico vigente di cui ho parlato più sopra ha trasformato il partito in un puro strumento di un ceto interno alle istituzioni. Organismi dirigenti composti pesantemente da persone direttamente o indirettamente dipendenti, dal punto di vista del reddito, dagli “istituzionali”. Decine di circoli con numeri spropositati di iscritti che si schierano come un sol uomo in occasione del congresso passando da una mozione all’altra sulla base della convenienza dell’istituzionale di turno, ma che spesso non svolgono alcuna attività politica fra un congresso e l’altro che non sia connessa alla visibilità e al prestigio dell’istituzionale di riferimento. Patti trasversali fra istituzionali interni ed esterni al partito e lotte fra diverse fazioni con l’unico scopo di assicurarsi il controllo degli organismi preposti a prendere le decisioni circa le alleanze elettorali e soprattutto a condurre le trattative per la spartizione di decine e decine di posti ben pagati nella pletora di enti di seconda nomina. Pratica diffusa di raccomandazioni di ogni genere allo scopo di costruire pacchetti di voti da usare alle elezioni, o addirittura allo scopo di far transitare persone, alla bisogna, dalla minoranza alla maggioranza nella direzione locale del partito. Per chi ha occhi per vedere tutto ciò è ormai visibile da anni. Negare o minimizzare è pura ipocrisia.

Non racconto queste cose per proporre la “questione morale”, anche se in qualche caso andrebbe fatto. Le racconto perché sono il frutto della nostra internità al sistema politico reale. Da dentro questo sistema, soprattutto in alcune regioni meridionali, non si può “fare politica” in altro modo senza sentirsi condannati alla pura testimonianza. Ma mentre per altri partiti, a cominciare dal PD, questo è coerente con l’obiettivo di governare l’esistente e di costruire la riproduzione di un ceto politico parassitario, per noi è mortale. I lavoratori, i cittadini, possono anche apprezzare, quando va bene, la “svolta a sinistra” e il partito sociale, ma vedendo ogni giorno questa pratica sul proprio territorio trarranno una sola conclusione: che siamo un partito uguale agli altri. Anzi, peggiore, visto che predichiamo il contrario di ciò che facciamo. Senza tralasciare il fatto che centinaia di compagne (soprattutto compagne!) e compagni disgustati da questo andazzo e che, nonostante tutto, non piegano la testa sentono sempre più inutile la milizia politica nel partito.

Penso che in alcune situazioni si debba azzerare tutto. Ricostruire tutto. Penso che si possa fare a partire dalla decisione che è intollerabile la nostra presenza in giunte come quella calabrese e quella campana e che si può tranquillamente scegliere se stare nel partito ed uscire dalle giunte e dal sistema di potere connesso o viceversa, ma non continuare a controllare il partito, ridotto così ad un feudo, per albergare in giunta ed essere parte integrante di un sistema di potere vergognoso. E penso che questa cosa vada fatta subito perché mentre il mondo del centrosinistra crolla ed il sistema dei partiti è inviso alla popolazione, anche a quella parte passivizzata al punto di non conoscere altra politica se non quella degenerata, almeno il gesto politico di rompere con tutto questo può impedire che finiamo sotto le macerie.

Ecco, care compagne e cari compagni, dette queste cose non so più se faccio parte della maggioranza che guida il partito. Spero mi conosciate abbastanza per sapere che confessare questo dubbio non ha alcun intento retorico o altro scopo che quello di esprimere lealmente una grave preoccupazione per le sorti di rifondazione comunista.

Grazie per l’attenzione.

Ramon Mantovani

1.190 Risposte to “Lettera aperta alla maggioranza di Chianciano.”

  1. Sottoscrivo parola per parola il pensiero di Ramon. Cos’ come solidarizzo con Loreti e gli altri compagni e ne comprendo l’amarezza e la delusione ma li invito, così come stanno facendo, in queste ore, altri compagnie compagne, a rimanere nel Partito.
    In questo momento serve chiarezza e comportamenti conseguenziali a dichiarazioni e linea politica. A tutti i livelli.
    La vicenda di Bologna, in questo momento e per i risvolti che ha, non è quello che serve. E mi auguro che la Segreteria e la Direzione nazionale chiariscano urgentemente questa così come le situazioni citate da Ramon. Non è il tempo delle mediazioni ma delle azioni.

  2. Stefano Franchi Says:

    Caro Ramon, prima di usare una situazione locale per scopi nazionali sarebbe saggio informarsi dei fatti, non delle chiacchiere.

    A Bologna il dissenso – di fondo – con il compagno Loreti è stato ed è non sull’accordo con il Pd ma sul rapporto con la lista Bifo-Monteventi, nonostante il congresso provinciale avesse esplicitamente escluso un rapporto privilegiato con quella lista (il congresso è più democratico di una consultazione tra gli iscritti, no?). Se a Bologna c’è stata un’emergenza democratica è questa, l’avere un segretario che praticava un’altra linea e quando il cpf lo ha scritto in un documento (non ne aveva il diritto democratico?) il segretario si è dimesso e ha annunciato l’uscita dal partito, per oggi ha già organizzato una conferenza stampa. Se poi questo ti farà uscire dalla maggioranza nazionale amen, non credo che la segreteria Ferrero subirà grandi scossoni. Vorrei infine ricordare a te e ad Acerbo che la linea politica del Prc di Bologna la decide il cpf di Bologna, non qualche capo area nazionali.

    A proposito di democrazia e partecipazione caro Ramon.

    Stefano Franchi – segreteria Prc di Bologna

  3. Discorso condivisibile al cento per cento, anche se al congresso ho votato una mozione diversa da quella di Ramon. Da Firenze ho letto le notizie sui fatti di Bologna con forte preoccupazione, perche’ il problema e’ che in una situazione del genere si propone una triste e squallida politica di “doppio binario” dei poveri, grandi proclami, inneggiamenti e vessilli ma miserabile opportunismo da tre e una lira nelle politiche concrete. Lo definisco “dei poveri” perche’ almeno il “doppio binario” togliattiano portava a casa qualche risultato concreto, questo invece porta solo perdita di credibilita’ e complicita’ in politiche contro le quali, in teoria, ci dovremmo battere. E le critiche non devono riguardare solo Campania e Calabria, ma anche regioni come la Toscana, in cui il nostro ingresso in giunta (avvenuto a legislatura avviata quando invece alle elezioni ci eravamo presentati come opposizione) ci porta ora, ad es., ad approvare una legge regionale sulla casa (elaborata dal “nostro” assessore!) indegna su cui persino il SUNIA ci scavalca a sinistra.

  4. prc mantova Says:

    caro amon questa volta il tuo intervento è da bocciare in toto
    e ora ti spiego il perchè
    1) tu stesso ti sei sempre vantato di esprimle tue opinioni prima nelle riunioni preposte e idi renderle pubblche solo dopo
    adesso hai fatto il contrario e già da domani tale tuo intervento sarà sstrumentalizzato da giornali vari nonchè dal partito di vendola recando un danno al prc
    2)ti ricordo che il documento di chiancianonon parlava affatto di uscire da tutte le giunte ma di una verifica caso per caso. quindi la tua è una accelerazione che ci porta oggettivamente su una linea alla ferrando o alla cannavò
    3)ricordo inoltre che il nostro statuto veramente democratico lascia all’istanza locale la decisione ultima sulle alleanze locali
    polo ferrero ad esempio si è opposto alla giunta calabrese ma in calabria la maggioranza ce l’hanno loro piaccia o no
    tu allora proponi giganteschi commissariamenti di intere regioni e la cacciata di chunque non voglia uscire dalle giunte ovvero provvedimenti amministrativi drastici ai quali tu ti sei sempre opposto e giustmente
    in più ti lasci dare a giudizi non sooo su certi dirigenti ma anche sui compagni di base che sarebbero solo dei servi opportunisti al servizio dell’istituzionale. un pò toppo ingeneroso non ti pare?
    4)dire che c’è una svolta a destra è una caduta di stile intollerabile e un’ offesa a paolo ferrero che sta facendo l massimo possibile per rilanciare partito
    5)su bologna il congresso provinciale aveva stabilito che dopo la fine di cofferati si sarebbe andati a vedere la proposta de bono
    che loreti fu d’ accordo e stabilì che non vi fossero rapporti priegiati con bifo e monteventi che senza consultare nessuno si era ià candidao a sindaco
    loreti (che stimo) ha però deciso di contraddire tale linea e così si è arrivati a documenti separati e loreti ha perso
    in un partito democratico qando si va in minoranza (e tantopi se si è tati segretari )si ccetta la decisione e si resta nel partito
    invece no ha fatto la sua miniissione e forse entrerà ella lista bifo monteventi
    queo è un conportameto da condannare senza appello
    infatti ramon non eri tue dicevi che in un partito comunista non si fanno scissioni su sceltei governo?
    aggiungo che il signor bifo è un anticomunista coi fiocchi nonchè sodale di sansonetti.
    5)non ho ben capito il tuo riferimento alla tua permanenza nella maggioranza nazionale
    in ogni caso a chiunque sta a cuore il prc in questo momento ha il dovere politico emorale di sotenere il segretario ferrero e di non indebolirlo in nessun modo
    o pensi che dare il via ad una ulteriore fronda nel bel mezzo della “scissione a tappe “di vendola e bertinotti sia utile ?
    o vogliamo portare il segretario alle dimissioni dopo solo sei mesi???!!!

    caro ramon ti invito quindi a restare in maggioranza ovviamente esprimendo le tue opinioni e ragioni ma mai in modo distruttivo
    CON IMMUTATO AFFETTO E STIMA

  5. prc mantova Says:

    mi scuso degli errori e delle lettere mancanti ma ho un problema alla tastiera del computer

  6. d’accordo con stefano e franco, ma dove sta scritto che il pd è un mostro? vogliamo vedere i programmi? proprio non capisco, anzi mi incazzo pure.

  7. qui si scivola verso una linea tipo sinistra critica. questa non è la linea di rifondazione. ma dove sta lo scandalo di fare un accordo col pd a bologna, dove non c’è la camorra o la corruzione che c’è altrove? roba che si è sempre fatta, senza sollevare tutto ‘sto casino in una fase drammatica, e faccio notare che qui il partito sociale è del tutto inesistente.

  8. questa lettera aperta non ha assolutamente un intento distruttivo.
    chi la percepisce in questo modo o non l’ha letta bene, o è in malafede.

    il segretario, se ramon come penso porterà avanti queste posizioni in maggioranza, non sarà che rafforzato, e di conseguenza ne verrà rafforzato il partito.

    paolo ferrero sta facendo un ottimo lavoro. OTTIMO.

    soprattutto a livello comuncativo, e lo dico con cognizione perchè le analisi di ferrero sulla situazione della sinistra in questo paese vengono accolte positivamente dall’elettorato, e non mi riferisco ai militanti. a questo però devono susseguirsi i fatti. fatti che purtroppo in alcune situazioni locali come calabria e campania smentiscono le analisi e la linea uscita da chianciano che ferrero sostiene caparbiamente.
    questo sì che è distruttivo per il partito!!

    non c’è bisogno di nessun intervento dei giornali nè di vendola per recare danno a prc. basta e avanza il perseverare con questa politica.

    chiamare accellerazione l’uscita dalle giunte come quella della calabria e campania, è inconcepibile. si sarebbe già dovuto fare. e credo che tutto il partito, eccetto i diretti interessati, siano solidali al segretario perchè si muova al più presto in tal senso. fare appello alla democraticità dei livelli territoriali, quando è lampante a tutti, compresi agli elettori, che ci sono degli interessi personali nel mantersi in certe giunte, è recare danno al partito.

    nessuno vuole portare alle dimissioni il segretario, che sta lavorando molto bene.

    anche io invito ramon a restare in maggioranza, visto che abbiamo lottato per far sì che questa linea fosse la linea di prc. e invito ramon a continuare così. ad essere lucido e leale come sempre, a fianco del segretario.
    avanti cos!! perchè affermare che le aree non c’entrano nulla nelle decisioni locali, è davvero pura ipocrisia.

  9. patty 54 Says:

    Caro Ramon,

    sulla questione di Bologna non entro nel merito, perchè non la conosco. Ma difendo il tuo diritto di criticare quanto è stato deciso in quella federazione, e ti credo quando parli di pressioni del PD.
    Solo non capisco perchè Loreti esca dal partito, alimentando un’andazzo che è cominciato con Vendola e non so dove potrà portarci. Se ogni volta che si è in minoranza, si esce…
    Riguardo al resto della tua lettera aperta al Partito, non posso che condividerne il contenuto: in questi anni infatti, a mio avviso, si sono create situazioni insostenibili in cui, ad esempio, si sono creati interi circoli che servono per i congressi e per le elezioni, quasi comitati elettorali permanenti, a sostegno degli istituzionali. Ciò purtroppo continua anche dopo l’ultimo congresso. Inoltre, mi è sorto un dubbio, osservando la composizione dei dipartimenti e sotto dipartimenti nel sito del partito che sono innumerevoli. Allora, mi chiedo se non siano stati creati ad hoc per accontentare i vari capi corrente…la sensazione è che il segretario si isolato e sotto la pressione costante delle correnti.

  10. Da una parte penso che occorra fare chiarezza come partito sulla direzione di marcia, perchè altrimenti la schizofrenia delle posizioni e della situazioni porta allo sbando e alla conseguente disillusione..
    Il rapporto organico col Pd, secondo me, andrebbe evitato ogni qual volta esso si presenti come mera spartizione di poltrone senza possibilità di incidere in senso sociale.

    Tuttavia, vista dal “basso”, immaginatevi dall’esterno, ha veramente stufato anche questa pratica di lasciare il partito in caso si finisca in minoranza. Questo è un fenomeno ingiustificabile, e ha le radici nel non rispetto dei principi democratici.
    In questo senso nel caso di Bologna avrei capito le ragioni dei fuoriusciti se fossero rimasti del partito; avrebbero espresso una linea di coerenza comprensibile.
    Ma così di più pare che fossero già a braccetto con Bifo (peraltro non una cima politicamente, visto che oltre le provocazioni non va’) che al loro stesso partito..

    …e questo conferma che la progettualità autonoma di rifondazione comunista è ormai in grossa crisi (a mio avviso più per deficienze della sua classe dirigente, anche locale, che altro), se gli spezzoni del partito si spappolano da tutte le parti.

  11. paolo da Trieste Says:

    La descrizione che fai dei problemi politico-organizzativi di Rifondazione Comunista è realistica. Ma non è identica a quelle già fatte nel periodo precedente alla Sinistra arcobaleno e al Congresso ? Dove sta la novità ? Da quella impostazione politica che portava allo scioglimento di Rifondazione siamo usciti ….. in basso a sinistra ! Siamo riusciti a farlo tutti assieme perchè Rifondazione Comunista ha una naturale predisposizione a stare nei luoghi del conflitto sociale e nelle lotte. Quei problemi che tu descrivi sono rimasti ? Certo. Si possono risolvere solo immergendo il Partito nella realtà dei luoghi di lavoro, nel conflitto sociale, nelle lotte. Qual è la situazione in cui ci muoviamo ? C’è una crisi che sta mettendo in discussione tutto il pensiero unico imperante, il PD si avvia all’Aventino, la CGIL è in lotta e non ha firmato l’accordo separato, si è mosso il mondo della scuola con brio e determinazione. Nei prossimi mesi qualsiasi giunta o consiglio dovrà misurarsi con problemi e con conflitti sociali ampi e variegati, non ci sarà modo di “governare” le contraddizioni con qualche piccola variazione di bilancio o delibera. Quindi per i prossimi mesi andiamo nelle lotte , andiamo a scuola dai comportamenti di resistenza quotidiana di chi lavora e ciò farà bene anche al Partito.
    Lasciamo per un paio di mesi i problemi della rappresentanza e concentriamoci sugli obiettivi e i metodi di lotta sociale.

    paolo

  12. Anassimandro Says:

    L’intervento di Ramon è fatto in un sol colpo,trattenuto chissà da quando,ed è questo il compito di un Dirigente Politico,parlarne prima,e sopratutto,coi compagni di tutti i giorni.Ramon lancia un allarme,indica un disagio,ed invita i compagni a ragionare su questo,anche su questo.
    E non per volontà distruttiva,anzi, ma per dareil tempo a tutta la organizzazione,di sviluppare un idea,una pratica,una decisione,e tutti i necessari anticorpi.
    sistema è malato da dentro, irriformabile persino per i riformisti,si autoproduce in un ultimo sussulto morente,costretto tra la malapolitica ed i guai giudiziari.in questo vince la destra,vince di pietro,vince casini.un sistema tagliato da esperti sarti sulle proprie misura.lo sfrido è rappresentato dalle relatà alternative,dalle “masse” diseredate,sia nel salario che nel pensiero.milioni di cristi inesistenti e senza una speranza.e questo divario cresce e aumenta a dismisura,eluana e la thyssen sono lo stesso aspetto delle negazioni.so bene a cosa si riferisce Ramon quando parla di “giannizzeri” senza pratica e percorso politico,al soldo “pubblico” del rappresentante istituzionale di turno del prc, anche altri autorevoli compagni combattono,in solitudine Ramon in perfetta solitudine, questo cancro marcescente ormai endemico in specifiche realtà. sono come virus mutageni,appena 8 mesi fa appartenevano ad un percorso,oggi hanno deciso di “colonizzare” la maggioranza, cucendo e intessendo accordi tarasversali senza pudore.anche esercitare il diritto al dissenso e alla minoranza ha le sue regole, la sua dignità, in queste zone si è andati ben oltre le antiche pratiche democristiane.
    ho lasciato prc per non essere nemmeno sfiorato da questi atteggiamenti, ho sempre creduto nel rispetto delle regole,degli statuti, delle dialettiche anche spinte.ma in questo “bordello” intendo non esserci.
    Condivido l’accorato appello di Ramon,il suo taglio, il suo calore.Parla direttamente al cuore e all’intelletto dei comunisti.
    E’ a tutti voi che chiede questa ulteriore vigilanza, convinto che sappiate rispondere bene e subito.
    Passa anche attraverso questa “bonifica” la realizzazione del pensiero comunista nel terzo millennio, in qualsiasi organizzazione che si richiami ai suoi valori.Farlo ora da il senso del progetto,rimandare ulteriormente assumerebbe davvero il tono della sconfitta.

  13. Completamente d’accordo con la lettera aperta di Ramon. Su Bologna aggiungo solo che a quanto so sono state raccolte raccolte le firme del 20% degli iscritti per fare un referendum sull’alleanza con il Pd. Sono 250 compagni che si sono espressi contro l’accordo. Se è così, ma potrei sbagliarmi, allora l’uscita di Loreti è ancora più incomprensibile visto che c’è da fare la battaglia tra la base per sconfiggere l’intesa con Del Bono. Però vorrei avere notizie più precise da compagni della federazione di Bologna.

  14. Bucharin77 Says:

    ha ragione animals, puntare sul dissenso di massa contro gli accordi a perdere con il PD e non uscire dal partito. Se è vero poi quanto informa Liberazione la linea avversa all’accordo con il pd dentro il comitato politico è molto sostanziosa. Che senso ha uscire perciò?

  15. Omar Minniti Says:

    Caro Ramon,
    condivido il tuo giudizio sulla crisi irreversibile e l’irriformabilità del PD, qualunque sia il gruppo dirigente che prenderà il posto di Veltroni. Non esiste alcun motivo per salutare le dimissioni di quest’ultimo come l’inizio di nuova era nei rapporti con quel partito, come il preludio di un nuovo “centrosinistra” di prodiana memoria, un’Unione bis. E’ vero anche che la svolta IN BASSO e A SINISTRA di Chianciano non si è smpre tradotta in svolte analoghe nei vari territori dello Stivale, al Sud come al Nord, specie dove il Prc è in giunta e/o in maggioranza col PD, anche dove il livello della decenza dei governi locali è stato abbondantemente superato.
    Ma credo, oggi più che mai, che la battaglia per l’applicazione della linea di Chianciano vada condotta DENTRO il partito e DENTRO l’attuale maggioranza. Non conosco a menadito la situazione bolognese e non voglio calibrare il mio giudizio sui boatos delle agenzie di stampa, ma credo che in Emilia Romagna come altrove il partito non possa permettersi il lusso di subire altri laceranti rotture, questa volta da sinistra. Questa volta, da parte di compagni che hanno contribuito a salvare il partito in un momento cruciale e scongiurare un’ulteriore involuzione in senso socialdemocratico e governista.
    Ramon, tu conosci bene la situazione in cui mi trovo ad operare e cosa hanno dovuto subire in questi mesi i compagni calabresi, ingoiando continui bocconi amari in seguito al rientro nella Giunta Loiero. Bocconi che mandiamo giù tutt’oggi, non senza dare corpo alla nostra opposizione e al nostro rammarico. Ma nessuno si è mai sognato di lasciare il partito, vanificando i risultati ottenuti insieme a Chianciano, e di imputare all’attuale maggioranza nazionale storture che ci portiamo dietro da decenni.
    Spero con tutto il cuore che il compagno Loreti e gli altri compagni bolognesi continuino a mantenere la propria criticità, fondata e indispensabile, nel Prc e contribuiscano a sviluppare una dialettica anche in seno al gruppo dirigente nazionale.
    Con affetto e stima.
    Omar

  16. questa volta omar sono io che solidarizzo con te.
    io e te ci capiamo molto bene, purtroppo
    e condivido il tuo pensiero sulla posizione di loreti, che già ieri avevo espresso molto chiaramente.
    e se non ho manifestato la soliderietà a tiziano e ai compagni di bologna, è solo per questo motivo, e non perchè non comprenda bene il loro stato d’animo, la loro amarezza e il loro senso di impotenza.
    ma non si può buttare all’aria ciò per cui abbiamo lottato.
    per andare a finire a lottare poi dove?

  17. Caro Ramon,
    anch’io condivido la tua lettera, a volte la verità è dolorosa, ma in un partito come il nostro non possiamo nascondercela; ce la siamo nascosta per troppo tempo, in certi casi, e i risultati poi si sono visti…

    La cosa che mi preoccupa di più è il finire “sotto le macerie” insieme a tutti gli altri. Perchè chi va ad amministrare per conto di un partito, quando sbaglia trascina con sè un intero partito, molti non lo capiscono, ma è ora che questo concetto sia chiaro a tutti.

    Per quanto riguarda la questione Bologna, non posso dire niente sullo specifico, perchè non lo conosco. Personalmente, ma solo personalmente io l’accordo con il PD di Kofferati (visto che in questi anni non hanno mai levato, non una voce, ma un sospiro critico verso la sua gestione) l’accordo non ce lo farei.
    Vorrei fare una riflessione per quanto riguarda l’autonomia delle scelte dei territori (in generale non c’entra niente Bologna): questa vale se non prescinde dalla linea del Partito. Se non danneggia il partito nel suo insieme.

    Ai compagni di bologna rinnovo l’invito a non lasciare il Partito, perchè il loro contributo è importantissimo.spero che ci ripensino

    una abbraccio a tutt*
    Laura

  18. Luca Marini Says:

    Ramon l’analisi è lucida e coerente e fotografa bene i motivi del perchè questo partito fatica a rimettersi in cammino. Però non capisco o capisco solo in parte poi la tua conclusione:” non so più se farò parte della maggioranza”. Penso tu sia stato uno dei massimi artefici di quello chè è stato l’esito del congresso di Chianciano, sia nella fase precongressuale sia nella fase congressuale. I frutti ci sono stati, il partito ha evitato la catastrofe e la morte, per il tuo lavoro e la tua determinazione e per il nostro lavoro e la nostra determinazione.
    La maggioranza uscita da Chianciano vive delle contrapposizioni tra aree e di personalismi che si manifestano con violenza nei territori? certo lo sappiamo. Ma se è per questo questa lettera la potevi scrivere anche un giorno dopo il congresso.
    Poi non capisco una cosa, dicendo che non sai più se fai parte della maggioranza crei dubbi e incertezze in molti compagni! e io penso che non sia proprio il momento ora di aumentare le incertezze.
    Questo non vuol dire certo che tu sbagli a denunciare questa situazione.
    Insomma penso che tu abbia capito, quello che ti voglio dire è che non condivido la messa in discussione della tua appartenenza alla maggioranza.
    Se tu e in seguito altri ( vedi anche l’intera area di falce e martello) fareste la scelta di abbandonare la maggioranza, certo che le possibilità di realizzare la “svolta a sinistra” diminuirebbero e non aumenterebbero.
    Si potrebbe aprire la possibilità di un cambio di maggioranza con un ipotetico patto con chi faceva finta di non sapere. sarebbe quello si un colpo mortale.
    Caso mai diciamo una cosa e cioè che la mozione 1 nel tempo si è sgretolata e rimessa sempre in discussione guarda caso su scelte localiste e elettoraliste, cioè sul rapporto con il PD.
    E mentre da una parte si avanzava la necissità di un cordinamento della mozione 1, dall’altra o dalla stessa si spaccava e si prefiguravano nuove alleanze.
    Ecco Ramon sarei più d’accordo tu sollevassi il problema di quale significato avesse rivendicare l’appartenenza a questa mozione, ma sulla tua presenza in maggioranza non ci piove sopra, la tua presenza è importante, veramente.

    Luca

  19. Condivido molto le preoccupazioni e l’analisi espresse da Ramon nella sua lettera, della quale apprezzo anche i toni e soprattutto la chiarezza,virtù rara nel nostro patito. Credo ,innanzitutto, che il partito tutto debba interrogarsi sulle tematiche,certo scomode ,affrontate da Ramon perché ritengo che la nostra comunità politica possa rigenerarsi solo attraverso una discussione veramente libera e democratica. La verità, ci piaccia o no, è che il nostro partito fino ad ora non ha praticato quella linea annunciata a Chianciano e presto dimenticata in Abruzzo, in Campania, e ora anche a Bologna. Avevamo annunciato una storica svolta a sinistra ma dovunque il nostro partito è chiamato ad affrontare competizioni elettorali dimostra tutta la sua incapacità a costruire un blocco sociale e politico alternativo ad un PD ormai al collasso perché non in grado di essere credibile opposizione di un centro destra del quale condivide obbiettivi, pratiche e valori. La situazione diventa drammatica nel meridione dove l’abbraccio mortale con un centro sinistra corrotto, consociativo e mafioso ha prodotto anche una degenerazione inaccettabile del nostro partito. Mi chiedo come faremo a costruire un fronte anticapitalista, comunista, ecologista, femminista e chi più ne ha più ne metta, in vista delle europee mentre nelle realtà territoriali saremo impegnati a costruire alleanze con un PD che, ad esempio, a Bologna ha condiviso le politiche xenofobe e razziste di AN? Personalmente credo che rischiamo l’isolamento, rischiamo di allontanarci definitivamente dalla nostra base, dalle nostre possibili interlocuzioni sociali (collettivi, associazioni, sindacati di base, movimenti, centri sociali ecc.) a da quei compagni/e che a Chianciano ancora una volta ci avevano creduto. Infine per quanto riguarda il compagno Tiziano Loreti, al quale mando la solidarietà mia e di tutta la federazione di Catania, voglio solo ricordare che con lui ho condiviso la battaglia contro la deriva governista del partito e il suo scioglimento, mentre tanti compagni attualmente in maggioranza erano inebriati dal fallimentare progetto della sinistra l’arcobaleno. Allora Tiziano aveva ragione, e se avesse ragione anche ora?

  20. caro stefano franchi, io ho il diritto di dire la mia opinione su qualsiasi scelta faccia il partito. come l’hai tu. tu rispondi parlando di procedure ma io ho criticato la scelta politica. mi sembra fuori dal mondo che dopo 5 anni di scontri con cofferati e col PD che l’ha sempre sostenuto si metta in minoranza il segretario del prc di bologna che insieme a te ha fatto questa battaglia resistendo a mille pressioni e sgambetti. il cpf di bologna decide che invece che cercare un accordo con la lista bologna libera deve cercarlo col pd. è legittimo. ma è dal mio punto di vista legittimo dire che questo è altamente contradditorio con la svolta a sinistra annunciata a chianciano. inoltre se hai letto ciò che ho scritto capirai che ci sono motivi molto più corposi che mi fanno dire che non so più bene se faccio pèarte della maggioranza. che la mia posizione sia irrilevante per me non ha importanza. a te non importa se io sarò o meno nella maggioranza. a me si.
    ciao e buon lavoro

  21. Matta Morelli Says:

    Sono abbastanza daccordo con l’analisi di Ramon, sui rapporti con il pd si sta consumando una feroce battaglia interna al partito in seguito alla vaga linea enunciata a Chianciano. Io penso che in questo caso debba intervenire la segreteria nazionale e fissare i punti che possono con obiettività distinguere una buona coalizione di csx da una cattiva. Regalare il paese alla destra sarebbe un suicidio, lo stesso sarebbe andare al governo e non incidere per nulla.

  22. caro prc mantova.
    1) io le cose che ho scritto qui le ho dette da tempo in almeno 4 o 5 riunioni. cpn compreso. e il problema è che nessuno mi ha dato torto sull’essenziale. per quanto riguarda la questione delle amministrative non so più quante volte l’ho detto. ho votato anche in cpn un emendamento a firma bellotti su questo punto. quindi mi spiace ma non mi hai beccato in contraddizione.
    2) il documento di chianciano lo conosco bene. e io infatti non ha mai pensato che si debba uscire da tutte le giunte. ma non ho visto la rigorosa verifica e non ho visto uscire il partito nemmeno da giunte come quella campana di bassolino, secondo me indifendibile. per giunta il prc è entrato nella giunta di loiero in calabria. giunta dalla quale eravamo usciti pochi mesi prima. ed in calabria all’improvviso migliaia di vota si spostano dall’ernesto (congresso di venezia) a vendola, nessuno esce dal partito e si accomodano in giunta. non sono io incoerente. dov’è la svolta a sinistra in calabria e in campania? non ho il diritto di dirlo?
    3) lo statuto non prevede che il partito sia un feudo dove un feudatario sposta voti da una mozione all’altra. dove si fanno congressi di circoli con cenìtinaia di iscritti in paesi dove ci sono più iscritti che voti elettorali. dove su magari 500 iscritti vengono al dibattito in venti e poi votano in trecento. dove ci sono circoli con centinaia di iscritti che in un anno non fannouna sola iniziativa, nemmeno un dibattito. evidentemente non sai di che parli.
    4) se permetti io non ho detto che tutto questo è colpa di ferrero. e se permetti lo sforzo per rilanciare il partito lo faccio anch’io. non posso dire che stare in giunta in calabria dopo che il segretario e le direzione hanno detto che è scandaloso starci è una svolta a destra? non posso dire che a bologna tornare ad un rapporto privilegiato col pd è una svolta a destra? io credo che la funzione del segretario ed anche la sua credibilità sia compromessa da queste scelte. non certo dal fatto che sia io a criticarle.
    5) guarda che avere la maggioranza non significa avere ragione. in ogni caso era stato stabilito che la maggioranza congressuale di chianciano poteva allargarsi non rompersi per imbarcare la mozione due e cambiare linea. è esattamente ciò che è stato fatto a bologna. bifo anticomunista? può darsi. invece il pd di bologna è marxista leninista no? è certamente bifo che ha perseguitato gli immigrati i centri sociali, che ha dato soldi alle scuole private, che ha un’idea della vita notturna della città simile a bucarest il lunedì sera ai tempi di ceausescu. ma forse perseguitare i rom non è anticomunista per te. con la discriminante “anticomunista” mi sembra difficile costruire alleanze elettorali. o no?
    5 bis) io ho sostenuto e sosterrò ferrero. la sola idea che non si debba disturbare il manovratore ponendo dei problemi politici è talmente lontana dalla mia idea di politica che non ti rispondo nemmeno. ferrero non deve guardarsi da me che dico la mia opinione lealmente. deve guardarsi da altri casomai. da chi vota a roma una linea e ne pratica un’altra sul territorio.
    ciao

  23. scusate ma devo partire e non ho tempo per rispondere.una cosa però la voglio dire subito.
    anch’io non uscirei dal partito. ma qualsiasi cosa facciano loreti e altri compagni questo non cambia il problema. ma su questo tornerò.

  24. Omar Minniti Says:

    Ripeto, non entro nel merito della decisione assunta dal Cpf di Bologna, in maniera legittima e democratica. Ma, occhio compagni, quello dell’ “autonomia dei gruppi dirigenti locali” è un terreno molto insidioso e scivoloso. E’ proprio la spada di Damocle che è stata utilizzata in Campania, per giustificare la permanenza nella Giunta Bassolino, e in Calabria, per ritornare nell’esecutivo di Loiero. E’ grazie a questa “autonomia” che quei gruppi dirigenti si sono permessi di fare marameo a Ferrero e la segreteria nazionale.
    Un Partito Comunista (qualunque sia la declinazione del termine) non può essere concepito come un partito di tipo federalista, dove ogni istanza territoriale è libera di applicare a proprio piacimento la linea nazionale, o perfino di non applicarla del tutto. Una concezione del genere, che può contemplare che nella città xxxxxx si facciano gli accordi con l’Udc “per frenare l’avanzata del berlusconismo” mentre nella limitrofa città di YYYYYYY si rifiuti il sostegno al sindaco vendoliano “perché subalterno al Pd”, rischia di consegnare il partito a meri possessori di simbolo, a gestori in franchising.

  25. Franchi ti ha già risposto Ramon è inutile che intervieni su tutti i dibattiti raccontando la lezioncina a memoria.
    E smettila di buttare fango sull’ex segretario quando con lui dicevi altro,quando ti e vi faceva comodo che fosse il garante delle minoranze,altrimenti l’ernesto non esisteva,quando avete avuto voce in capitolo solo grazie a questo.
    Adesso fai il democratico??? Te le ricordi le faccie in segreteria,visto ke io c’ero, che quando si attacava il pd,venivano fuori i discorsi idioti,che non era un blocco monolitico…. Te li ricordi??? ti ricordi cosa mi è stato risposto alla responsabile lavoro sull’iniziativa sul nuovo modello contrattuale con esponenti del Pd??’ per carità…
    Questa è stata la risposta.
    Taci per favore…. ke mi viene il nervoso. Comunque l’accordo ve lo votate in 35 questi siete non di più—-

  26. @Pamela: lo statuto del partito prevede anche le assemblee degli iscritti, perchè
    non la proponete? non è possibile che questa decisione importantissima venga decisa solo dai compagni CPF rimasti.

    Fate qualcosa, ma non abbandonate il partito!!!!
    un abbraccio
    Laura

  27. Ho letto con attenzione……e’ importante, fondamentale anzi, che questi argomenti vengano portati con questa chiarezza nel dibattito e discussi nel partito e che su di essi si decida, e velocemente. Spero solo che ci sia da parte della direzione nazionale un comportamento non ambiguo sul da farsi nel futuro piu’ prossimo in merito a queste problematiche. E’ esattamente questo il senso della svolta di cui il PRC dovrebbe farsi carico, non avrebbe senso, invece, ripristinare la condotta degli ultimi anni, magari gioendo per poter di nuovo occupare qualche seggio, e sacrificando a questo qualsiasi prospettiva di cambiamento reale e di alternativa al sistema attuale.

  28. @ pamela

    innanzi tutto ciao. qui non ti ci si leggeva dai tempi che furono… 😉
    ramon ha ragione quando dice che l’uscita dei compagni non cambia il problema che è stato sollevato in questa lettera e che certamente ramon porterà avanti come lotta all’interno della maggioranza, ma io mi permetto di insistere. non uscite dal partito. continuaiamo tutti a lottare. non possiamo permettere di lasciare il partito in mano ai vari franchi. c’è la possibilità dell’assemblea degli iscritti. appellatevi a quella.
    un grande abbraccio

  29. Ermanno Seri Says:

    Caro Ramon
    come sempre condivido lo spirito delle tue “comunicazioni”, ma penso che alle volte bisogna stemperare l’urgenza e ragionare di più.
    C’è un problema enorme dentro il nostro partito che non si è risolto nè con il congresso, nè con la scissione vendoliana-bertinottiana. Il fatto che rifondazione non abbia mai messo mano al suo funzionamento e all’organizzazione del dibattito interno ha fatto sì che l’unico modo di contare è… contarsi (scuas ail gioco di parole). Appartenere cioè a qualche famiglia politica, affiliarsi e rispondere a logiche fidelistiche. Altrimenti stai ai margini el partito e tu lo sai bene. L’altro problema è che c’è un partito nel partito composto dagli eletti e – dato che pare sia l’unico sbocco possibile di carriera politica – da dirigenti che vengono eletti. Scomporre questa situazione è difficile, ma non impossibile se ha il coraggio di metter mano all’organizzazione e far in modo di valorizzare modalità di funzionamento del partito che esistono e che sarebbero una boccata d’aria pulita, in diraione di quel partito sociale che vogliamo costruire. Io non credo in nessuna questione morale. Ci sono decisioni politiche che creano una condizione di possibilità o meno. In piena coscenza e responsabilità l’attuale direzione del prc dovrebbe affrontare proprio questo.
    Non conosco nei dettagli la situazione bolognese, ma non condivido Loreti che si “dimette” dal partito. Un ulteriore colpo alla credibilità del prc. Penso che però se i livelli locali del partito debbano essere liberi di decidere alleanze pertinenti è vero anche che non siamo un partito federato e che la dialettica tra direzione nazionale e situazioni locali deve pur contare qualcosa. Detto ciò, e vengo al punto che mi preoccupa di più, Bologna è il primo laboratorio dove vedere se si può ristabilire un’alleanza ellettorale fra Pd e Prc? E’ possibile questo perchè con le dimissioni di Veltroni è cambiata la nostra analisi sul Pd? Su questo si misura anche una convergenza del Pdci in una sorta di ritorno al pre-98? Sicuramente una discussione esplicita su questi punti – fatta nei gruppi dirigenti e resa pubblica – sarebbe utile e lascerebbe anche tutti più liberi di dire la propria e confrontarci su questioni strategiche. L’esperienza di Bologna la valutano i bolognesi, ma non posso dimenticare gli scontri con il Cinese e il Pd che lo sosteneva che hanno accompagnato l’esperienza in giunta. Ora se è possibile aprire un confronto i compagni e le compagne bolognesi ci spiegassero perchè in modo da offrire al partito materiale su cui riflettere. Dico questo senza faziosità, nè polemica. Anche per non trasformare Bologna in una cosa come la Campania o la Calabria dove ancora non si riesce a capire (o meglio lo si capisce benissimo) perchè siamo rimasti in quelle giunte e addirittura ci siamo rientrati. Io spero che i compagni e le compagne che sono andati in minoranza non diano seguito ad una ulteriore scissione e tantomeno che vadano a sostenere una lista che sa più di un revival 77ttino che di una vera alternativa.
    Ermanno

  30. ma è vero che oltre a sansonetti con bifo c’è bonaga? che propongono i risciò per gli anziani e l’assessorato alla notte? questa sì che è la lotta di classe che cercavamo! non fossero bastati gli articoli anticomunisti di bifo su liberazione.

  31. Riposto qui quanto postato nell’altro articolo:
    Le elezioni locali vanno contestualizzate, Bologna è Bologna (e non mi pare una bestemmia si dialoghi se si pensa si possa arrivare ad una cosa buona), che c’entra il nazionale?
    Un po’ apocalittico il tono della tua nota.

  32. Ormai il documento votato dalla maggioranza a Chianciano è un pezzo di carta da museo. Inutile quindi dire che non solo chiedeva di portare a termine delle verifiche delle nostre presenze nelle giunte ( e vorrei sapere dove sono state fatte) ma dava anche indicazioni sui punti programmatici imprescindibili per fare le alleanze. Leggerli sarebbe imbarazzante per qualsiasi Pd da Bologna a Palermo.
    Ma appunto ormai è un pezzo di carta straccia

  33. cara maria l ho detto e l ho ribadisco io non lascio il partito, starò dentro a fare la minoranza,penserò alle forme più varie per manifestare con onestà e alla luce del sole il mio dissenso per la svolta moderata che hanno preso a bologna, credo però che non è più rimandabile una discussione nazionale con i territori sul tema delle alleanze,non si può essere alternativi al pd e poi non praticarlo, dal compagno pegolo al federale ci siamo sentiti dire delle idiozzie incredibili,del tipo: l’alternativa al pd non significa ke non si fanno alleanza, ma che si và a discutere con le proposte autonome,salvo poi oggi,sentire il pd che festeggia l’uscita di loreti,dire: bene il prc sottoscriva il progamma… ma scherziamo???
    Ci fosse stata una dichiarazione,una di del bono il candidato sindaco,in discontinuità da cofferati,anzi in una precedente intervista ha dichiarato,ke l’errore del cinese era quello di non essere entrato nel cuore della gente ma che comunque ha amministrato bene. ci rendiamo conto???
    E sai cosa mi dicono quei geni del mio partito??? Che per adesso non si può sbilanciare perchè cofferati è ancora incarica…. Invece dopo farà il rivoluzionario???? ma di ke parliamo….

  34. cara laura, lo abbiamo proposto con un appello che chiede proprio la consultazione e abbiamo raccolto 220 firme. Ci hanno risposto ciccia

  35. Car* tutt*,
    reduce dalla conferenza stampa in cui è stata resa pubblica la fuori uscita dal partito di una serie di compagn* (tra cui il sottoscritto) e la scelta di altr* di rimanere auto-sospendendosi, intervengo brevemente su alcune cose che ho letto.
    Voglio però, prima di tutto, ringraziare chi – pur non condividendo la nostra scelta – ha avuto parole di comprensione ed affetto come Ramon, Italo, Laura P, Pierpaolo, Luca M. ed altr* (mi scuso per non riuscire a citarl* tutt*).
    A Franchi rispondo semplicemente che quello che dice NON E’ VERO. Il nodo è PROPRIO il rapporto con il PD, non con la lista Bologna Città Libera.
    Nessuno, ripeto nessuno, di noi ha mai detto che volevamo che rifonda entrasse nella lista BCL. La nostra idea era di costruire una coalizione alternativa al PD ed al PDL con un programma ed un candidato sindaco comuni senza che fossero messe in discussione le varie identità ed, in subordine, se ciò non fosse stato possibile, andare con la lista ed il candidato sindaco del PRC (mentre Verdi, Pdci e parte di SD si sono già accordati con il PD). Solo questo.
    Per quanto riguarda Bifo e Valerio ha già risposto Ramon, ma io voglio aggiungere che nei momenti forti del conflitto sociale in questi anni, quando ci guardavamo affianco, erano lro che vedevamo con noi (per quelli di noi che nei conflitti c’erano).
    Ora, perchè fanno una loro lista e scrivono cose che non si condividono, diventano anti-comunisti?
    E cossa dovremmo dire allora di quel consigliere di quartiere dell’area Grassi e membro del Cpf del Prc che, a suo tempo, votò a favore della costruzione del CPT di Bologna?
    Che, siccome la sua area si chiama Essere Comunisti, lui è comunista?
    Ultima cosa, per ora, sulla consultazione delle e degli iscritt*.
    Io personalmente ho presentato all’ultimo Cpf l’appello sottoscritto da 220 compagn* (oltre il 20% di tutt* le/gli iscritt*) che, dichiarandosi contro gli accordi con il PD, chiedeva la consultazione. Non è stato preso in considerazione dal gruppo dirigente locale ed il compagno Pegolo ha detto che non aveva senso farlo ora, ma semmai dopo il confronto con il PD per decidere il che fare. Ora, guarda caso, corrono anche voci di una possibile consultazione.
    Io penso che sia perchè siamo usciti, altrimenti non si sarebbe nemmeno mai affrontato il problema. Oggi Tiziano ha detto, giustamente, che una delle cose che più l’ha ferito è che Ferrero abbia trovato tempo e modo per dare la sua solidarietà a Veltroni e non abbia mai trovato il tempo di una telefonata ad un segretario di federazione che decide di uscire dal partito in cui ha militato per 15 anni anche solo per chiedergli il perchè.
    Un partito che, oltre che essere una organizzazione, è anche una comunità.
    Mi dispiace, ma questa non è la mia idea di partito e di democrazia.
    Ora termino, tornerò poi sulle altre questioni sollevate da Ramon e dai commenti (PD, innovazione, uscita dal partito, ecc.).
    Saluti e libertà, ci si vede per le strade delle città (oggi le ragazze e di ragazzi di Crash hanno occupato per la nona volta uno spazio vuoto, vado da loro per partecipare a questa lotta).

    Alessandro Bernardi

  36. Caro Ramon,
    l’articolazione del tuo ragionamento mi sembra che abbia una certa estensione, nel senso che, sinteticamente vengono toccati molti punti che definerei da congresso, cioè che possano comporre un documento da votare in un congresso. Bene, vorrei partire dalla questione dello stato del partito e come la definisci tu ” internità al sistema politico reale”: a me pare che i due livelli, lo stato del partito e l’autonomia dal frontismo, necessitano di analissi diferenti. Se nel primo io vedo la degenerazione derivante da anni di partito leggero nel rapporto fra le istituzioni tutte e la dirigenza del PRC e l’impossibilità di questa di avere un qualche ruolo nella definizione di scelte politche di rilievo, in specie nelle istiuzioni periferiche e nei livelli periferici del partito, dall’altro la tua analisi mi appare francamente semplicistica, ossia condivido con te l’analisi sul pd e sulla sua involuzione ma penso anche che la complessità ci debba condurre a valutare esperienze e processi laddove possibile. Su Bologna non conosco la situazione, quindi non mi esprimo, ma se dovessero esserci segnali di rottura evidenti perchè non coglierli? ma ripeto sicuramente mi mancano elementi di valutazione. Su un altro fronte però ti dico senza ipocrisia che il partito tutto proiettato sullla militanza nel breve periodo sarebbe morto. L’eperienza di vendola in Puglia, ad esempio, ha mandato in frantumi le illusioni di molti . Però la degenerazione in atto in quel governo (oggi si trova a fare i conti con le vicende giudiziarie sulla sanità) tranne noi pugliesi, nemmeno tutti, non l’ha voluta cogliere nessuno nemmeno al congresso. Quando chiesi a qualcuno di fare, lì al congresso, davanti a tutti, una valutazione politica di questa giunta , senza scadere in personalismi contro Vendola, mi fu detto che non si poteva. Le inibizioni di ieri oggi le paghiamo, perchè intorno a quell’esperienza è nata e si è sviluppata una cultura del governo, meglio di quel tipo di governo, che ci ha attraversato, Non a caso l’ex segretario reg.le pugliese al congresso regionale fa una relazione di 70 minuti , tutta concentrata sull’esperienza del governo regionale, esaltandone le virtù, senza un minimo di analisi più generale delle dinamiche politiche del territorio e senza nessuna autocritica.
    Io credo che la dinamica di rottura di ogni forma di relazione politico-istituzionale col pd possa venire, solo ed esclusivamente, fuori da una discussione ampia e debba tener conto che in alcune zone del paese, è una contraddizione, si avrebbe un immobilismo del partito, non solo per le degenerazioni che tu descrivi, che pure ci sono, ma per il ruolo che oggi riveste l’attività politica nella vita concreta delle persone, disabituate in larga parte a dinamiche di militanza come stile di vita. Concretamente credo che una dose di politicismo sia consustanziale all’attività politica come la possiamo agire oggi. E non perchè ci piaccia, naturalmente, ma solo perchè esiste, come esistono altri fenomeni dentro la politica, non tutti gratificanti.
    Gianluca Nigro

  37. hai ragione pamela. di che parliamo?
    si dovrebbe parlare di programmi e non di altro. ogni realtà si deve rapportare con i programmi e le proposte precise, chiare e nette, se si decide di dialogae col pd. alleanze a prescindere nn sono altro che la perpetrazione della logica suicida.o alleanze della serie “bifo è anticomunista”. e capirai! il pd invece è marxista-leninista-interista 🙂
    comunque sono felice che rimani e continuerai a lottare, anche sul fronte della discussione del nazionale sui territori sul tema delle alleanze. e spero che seguano il tuo esempio anche i compagni che intendono mollare la spugna.

  38. Che Ramon sia sempre stato a “sinistra” questo non lo scopro io.Ed anche Paolo Ferrero è lo stesso. Che si comincino a pagare le cambiali(scusate la brutalità) per la maggioranza uscita a Chianciano è un dato inconfutabile.
    Lo dite anche voi,la mozione 1 incomincia a manifestare tutte le sue sfilacciature.Accade a Bologna, accade in Campania ed in Calabria(ma vi garantisco che è molto più diffusa.
    Sarò brutale ma voglio dire la mia,il problema della verifica delle giunte locali non sarà mai fatto, e la volontà di fare la costituente dei comunisti avanza sempre di più imperterrita.Il perchè è presto detto:i grassiani così hanno deciso.

  39. Cazzo che botta! Si sono d’accordo al 100%!!!Si, ci vuole una scossa per impedire che che il marcio si sedimenti; chiarezza innanzitutto! Basta con la sopravvivenza che ci fa ingoiare tutto e poi inevitabilmnete delude. Una sola cosa davvero non capisco: il segretario di Bologna si dimette, porta via un pezzo di partito, va forse con la lista Bifo…beh! compagni anche questo mi pare figlio di una cultura personalistica, “dopo di me il diluvio, che valorizza i pacchetti di tessere, che trasforma la lotta politica in ricatto, che organizza forze per conquistare il campo. Io non conosco il compagno segetario di Bologna e quindi non porto giudizi alla persona ma a quello che arriva a me da lontano, e dico che leggendo il pezzo su Liberazione non ho condiviso l’alleanza col PD, come spero neanche a Milano si faccia per esempio in Provincia, ma non sono per nulla d’accordo a giocare allo sfascio, a farsi guidare dal nervosismo, a giudicare solo in termini di “coerenza” individuale lasciando al collettivo le castagne da cuocere! Cazzo!

  40. Nessuna solidarietà con chi esce dal partito

  41. Caro “animale”,
    infatti tra i ringraziamenti tu non eri incluso. Cercherò di sopravvivere alla tua non-solidarietà

    Ale B.

    P.S.: a proposito, per informazione tua e di tutt*, nella federazione di Bologna fino al congresso di Venezia, la maggioranza è sempre stata ernestino-grassiana.
    Ciao.

  42. I n Calabria e in Campania sono vendoliani rimasti nel PRC,Neanche io do solidarietà con chi esce!!!

  43. Non è certo una questione personale è solo che non capisco proprio con che cosa dovremmo essere solidali, con quale gesto o atto di questi compagni. Cosa stanno facendo per portare avanti la battaglia per una svolta a sinistra cosa stanno facendo per dare ai lavoratori uno strumento di lotta. E’ solo una scelta di stizza personale di orgoglio o non so che cosa. Un gesto che non ha nulla di politico che ha il solo effetto di lasciare senza direzione chi vuole portare avanti la battaglia per una rifondazione comunista all’opposizione. Senza nessun effetto positivo a nessun livello. E dovremmo essere solidali. Boh mi sembra incomprensibile. Posso essere solidale con chi viene espulso ingiustamente ma con chi se ne va da solo non ha senso. Io sono sempre stato in minoranza e, come Ramon, tra un po’ forse lo sarò di nuovo. Non vedo dove sia il problema.
    Quindi ripeto che esprimo anczi la mia condanna politica nei confronti di chi esce ora dal partito.

  44. ale sono profondamente addolorata per la vostra uscita.
    penso tu lo sappia…ma non importa.
    le decisioni si rispettano, ma sapere che manca un pezzo di partito importante, che ha fatto la storia di prc a bologna, è un gran dolore. soprattutto in questa fase.

  45. Bucharin77 Says:

    io condivido il tuo ragionamento politico nel complesso Alessandro, però non capisco le ragioni della vostra uscita. Mi pare che il consenso verso la vostra posizione nel partito di Bologna sia alto, dunque l’uscita non ha senso, ha ragione Animals lasciate senza direzione chi vuole battersi contro il burocratismo istituzionalistico.
    Vedo poi una piega nel dibattito che non mi piace. Sono un critico della politica dei grassiani a livello locale, ma non cominciamo ad alimentare (vedi l’intervento di L. L.) il cannibalismo fra aree della maggioranza, non ne abbiamo proprio bisogno.

  46. Fabio Marcelli Says:

    caro ramon, se le cose stanno davvero come tu scrivi… e qualche indizio c’e’….stiamo davvero messi male… occorre rifondare a fondo la rifondazione, altrimenti si affonda! saluti dalla colombia, fabio marcelli

  47. ormai è invalsa la pessima consuetudine di andarsene, quando si diventa minoranza. E’ una grande, immensa sciocchezza, che non porterà nulla di buono, soprattutto ai partenti.

  48. Per questo probabilmente in Italia e non solo ci sono centinaia di partiti,movimenti,associazioni

  49. Ramon per quanto riguarda il buon documento uscito dalla direzione nazionale ci puoi dire quali saranno le mosse successive???
    Ci sarà trattative dirette con partiti,associazioni,movimenti,comitati???
    I candidati come si faranno a scegliere?????

    Penso che il documento uscito dalla direzione nazionale votato da tutti,tranne l’astensione della minoranza sia uno dei testi migliori usciti dentro il PRC da vari anni a questa parte.Documento unitario e nello stesso tempo plurale,chiaro,forte e con un programma serio.

  50. “Ora perchè Bifo fa’ una lista…” No, non sono d’accordo caro Ale B: è davvero un “fatto minore” fare una lista alternativa? Cioè “competere”? E’ questo lo sforzo unitario a sinistra? Serve davvero questo MESSAGGIO ad una sinistra che sta ancora leccandosi le ferite? Se guardiamo nel profondo di ognuno di noi, motivi per non trovarci d’accordo ne possiamo trovare un’infinità, saremo capaci anche di criticare la libertà. Ma se facessimo sempre valere il nostro punto di vita non costruiremo mai un partito, o come dici tu una comunità, che è il contrario dell’omologazione che mi pare serpeggi nei tuoi discorsi.

  51. Omar Minniti Says:

    Ho visto che anche Sergio Spina, capogruppo alla Provincia di Bologna, si è dimesso ufficialmente dal Partito, accusando i compagni di “stalinismo” e “subalternità al Pd”. Mi dispiace , ma questo è il modo peggiore per affrontare i problemi. La storia di Rifondazione dimostra che TUTTE le scissioni, da destra o da sinistra, che ha subito il Prc non hanno prodotto assolutamente nulla, se non l’indebolimento dell’unica opzione di sinistra comunista e anticapitalista in Italia.

  52. Federico Says:

    Caro Ramon, condivido quasi tutto ciò che dici in questo scritto ma anche in altri….In particolare sulle dinamiche di partito che portano alla selezione dei gruppi dirigenti sulla base della fedeltà agli istituzionali. Io del resto, pur non avendo doti da dirigente, ma soprattutto altri miei compagni (i mitici trentenni, secondo bertinotti) abbiamo subito ancora qualche anno fa la stessa emarginazione di cui parli e all’interno di una federazione che, sia prima che dopo il congresso, è di stretta osservanza ferreriana. Questo per dire la strada che c’è da fare…

    Voglio però fare alcune osservazioni e una polemica, senza che tu ne abbia a male spero…

    1) trovare il giusto equilibrio sul quando ci sono le condizioni per stare o non stare in giunta non è facile. Intanto dipende dalle dimensioni dell’ente. Nel mio comune (6.000 abitanti), il mio circolo decise in 2 tornate amministrative di fare una lista autonoma e aperta in contrapposizione al centro-snistra, poi si alleò e vinse ottenendo 3 consiglieri e 2 assessori (caso storico anche perché ottenemmo i primi posti come preferenze…); alla volta successiva però non c’erano le condizioni per continuare quella esperienza e, tutti d’accordo (assessori compresi, ma a 400 euri al mse è facile…), demmo vita a una lista civica. Perdendo sapendo di perdere. Questo per dire che da noi forse si è sempre CERCATO di applicare la linea che proponi….con difficoltà e anche errori, a dirla onestamente.
    Della Calabria a Campania posso solo intuire. Però credo di aver capito nel caso di Bologna che le condizioni sono diverse: cambia il candidato sindaco, si è deciso quindi di andare almeno a vedere le proposte del centro-sinistra, credo anche programmaticamente…. Insomma, dire un “NO a priori” rischierebbe di non essere capito….Certo, se viste le carte, non ci fossero segnali di discontinuità credo sia giusto non entrare in maggioranza. Ma, ripeto, solo a ragion veduta….Poi non sono là e quindi non ho in mano tutti i particolari. Però, devo dire, neanche tu puoi avere lo stesso identico polso dei compagni che sono là. Puoi intuire, spronare e anche incazzarti ma, a meno che non sia evidente che tutto nasce solo dalla volontà di qualcuno di arrivare all’assessorato o peggio, arrivare per questo a ritenerti fuori dalla maggioranza mi sembra troppo….
    Anche perché il problema della partecipazione alle giunte in istituzioni che per loro natura “corrompono” politicamente mi sembra esista non da oggi…

    2) Lo dico e lo ridico: la degenerazione del partito, nella selezione della propria linea politica e dei prorpi gruppi dirigenti, dura da un po’, forse è un problema fin dall’origine. Ti riconosco di non essere mai stato un “bertinottiano” di stretta osservanza e di aver criticato quando non condividevi ma però credo che le modifiche di “costume” siano difficili e richiedono tempo e una integrità assoluta, spesso difficile da perseguire. Era forse il merito maggiore della 5 mozione al VOSTRO congresso (io ero fuori, direi espulso..). Di fronte a quel disastro bisognava partire dal COME stare insieme e costruire partito. Magari evitando ancora deroghe agli statuti (questa la polemica…) per permettere ricandidature al parlamento dopo i 2 mandati. Non so quale sia oggi la tua analisi di quella scelta, la mia rimane negativa e ve lo scrissi, senza ottenere risposte tranne che da Russo Spena e la Valpiana, a mio modo di vedere molto poco convincenti…

    Va ben, inutile tornare sul passato ma è per dire che ci muoviamo spesso su un crinale molto complesso. Io ho deciso di tenerme fuori: dal PRC come dagli altri soggetti.
    Oggi, dopo la scottatura presa in anni di militanza inutile per gente che poi ti tratta a pesci in faccia, mi avvicinerò solo a quel soggetto che, prima ancora della condivisione piena della linea politica, proponga un modo veramente democratico, trasparente, partecipativo, umile e “umano” di stare insieme.
    Voglio vedere dirigenti che fanno a gara per stare fuori dalle istituzioni e lasiare spazio ad altri. Voglio vedere gente che magari dopo 10 anni di servizio nella politica attiva ne ha la nausea e se ne torna nel proprio posto di lavoro. Voglio vedere sperimentazioni di democrazia reale, faticosa ma necessaria per il mondo nuovo che, in teoria, vorremmo costruire.

    Insomma, forse sono demagogico o, peggio ancora per alcuni, “basista”. Ma non vedo alternativa se non partire dalle fondamenta per uscire da questo mare di merda in cui respiriamo con la cannuccia, tanto per citarti… 😉

    un abbraccio vero
    Federico

  53. Paolo Brini Says:

    sono d’accordo con te Ramon in merito alle considerazioni che fai. Vorrei solo aggiungere e far notare che le uniche realtà locali(o comunque tra le pochissime) in cui si rompe col PD sono quelle dove la corrente a cui appartengo, cioè FalceMartello, sono maggioranza o hanno un peso determinente come a Parma e a Modena. Credo che anche questo qualcosa voglia dire per quanto riguarda il “chi” (inteso non come singoli compagni ke naturalmente sono presenti in tutte le mozioni, ma inteso come Area del Partito nel lsuo complesso intesa come base e gruppo dirigente assieme)ha la coerenza e la volontà di tradurre nei fatti una svolta a sinistra ke per lo più nella pratica non c’è. E anche queste rotturee col PD cui mi riferisco avvengono dopo aspri scontri pure con le altre mozioni della maggioranza di Chianciano o pezzi significativi di esse. è necessario raccogliere i compagni ke davvero vogliono tradurre in pratica la svolta a sinistra ed organizzarli e renderli operativi. cosa non facile ma necessaria. mi pare che la vicendo di Pomigliano e come la stanno gestendo i compagni come Santorelli sul campo, sia un ottimo esempio e punto di partenza in tal senso. saluti comunisti

  54. io sono d’accordo con boghetta su liberazione e su quanto scrive ferrero sul suo blog.

  55. Stefano Franchi Says:

    A RAMON E ALTRI

    Mi scuso se è un po lunga ma posto i lanci Dire sulla conferenza stampa degli scissionisti (così li chiamo perchè così sono, mi stupisce che dirigenti nazionali abbiano a cuore tutto tranne che la difesa del Prc). Il punto è ed è stato la confluenza nella lista Bifo-Monteventi, non è un caso che alla conferenza stampa di oggi ci fosse in bella vista il compagno Monteventi, legittimo ma alternativo al Prc, e guarda caso il punto di ricaduta sarà la loro confluenza nella lista Bifo-Monteventi, ripeto IPOTESI BOCCIATA A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DAL CONGRESSO PROVINCIALE E DALLA GRANDE PARTE DEGLI ISCRITTI E MILITANTI DEL PRC DI BOLOGNA. Mi fermo qui riproponendomi uno scritto più articolato per far meglio capire cosa è successo e succede a Bologna (per chi non vuole capire è inutile insistere). Se poi qualcuno preferisce informarsi da esponenti del Pd avanti pure, non facciamo però le verginelle che dall’alto vogliono decidere cosa si fa dal basso, tantopiù se si porta la responsabilità (ricordo Ramon?) di aver portato a colpi di maggioranza l’intero partito legato mani e piedi dentro il governo Prodi.

    L’EX SEGRETARIO: MANDANTE E’ FERRERO; ‘AL VOTO SARA’ CAPORETTO’

    (DIRE) Bologna, 19 feb. – L’ex segretario del Prc Tiziano Loreti
    se ne va e attacca il leader nazionale del partito Paolo Ferrero,
    considerato “il mandante” del ribaltone avvenuto nel partito a
    Bologna (il “killer”, accusa, e’ stato invece il responsabile
    Enti Locali Gianluigi Pegolo, presente al drammatico Comitato
    politico federale di martedi’ sera). “Ferrero ha espresso
    solidarieta’ a Veltroni, che ha cercato di distruggere il Prc e
    non ha trovato il tempo di telefonare a me- dice Loreti- che da
    15 anni cerco di salvare Rifondazione”. Ma soprattutto Loreti e
    gli altri fuoriusciti sparano a zero sulla nuova leadership del
    partito, favorevole al nuovo accordo col Pd.

    La ex responsabile Scuola Marzia Mascagni, che ha affidato ad
    un testo scritto il suo pensiero, tuona contro “il sospirato
    accordo salvapoltrone” con i democratici e prevede che gli
    elettori di Rifondazione “voteranno altro o non voteranno
    affatto”. Ancora piu’ esplicito il consigliere provinciale
    Lorenzo Grandi, “autosospeso” dal partito. “I segnali che
    abbiamo- argomenta- ci dicono che le elezioni saranno una
    Caporetto del centrosinistra, se conosco bene i dirigenti del Pd
    non daranno incarichi ad un partito che non portera’ neanche un
    voto. Chi ha fatto questa scelta rischia di ritrovarsi con una
    scatola vuota”.(SEGUE)

    (Bil/ Dire)
    14:42 19-02-09

    NNNN

    (DIRE) Bologna, 19 feb. – Durissima alla conferenza stampa tenuta
    oggi da Loreti e i suoi al Bar la Linea anche Monica Sabattini,
    che annuncia le sue dimissioni anche da assessore alle Politiche
    sociali del Comune di Castel Maggiore. “Nel momento in cui il Pd
    sta crollando la scelta di fare accordi sancisce la morte del
    nostro partito- e’ sicura- Ora la mia coscienza mi dice di
    tornare al lavoro, a differenza di persone come Boghetta,
    Sconciaforni e Masella (tutti esponenti della nuova maggioranza
    nel partito, ndr) che vivono di politica da vent’anni”. Assente,
    oltre all’insegnante Mascagni, anche il capogruppo in Provincia
    Sergio Spina, indisposto. Ma non meno critico: “Il partito- fa
    sapere in una nota scritta- viene riconsegnato ai vecchi arnesi,
    ai decrepiti pensieri che hanno come unica preoccupazione la
    propria sopravvivenza in una decadente casta politicante”-
    Quanto al loro futuro, i fuoriusciti per il momento non si
    sbilanciano. Ma significativa e’ la presenza alla conferenza
    stampa del candidato sindaco Valerio Monteventi (Bologna citta’
    libera) e del sodale Serafino D’Onofrio. “Valerio e’ colui che mi
    e’ stato piu’ vicino- spiega Loreti- con lui ci siamo messi
    davanti alle ruspe quando altri stavano a commentare dai loro
    uffici”. Significativa anche l’apertura della conferenza stampa:
    la “solidarieta’ ai compagni Crash che hanno occupato uno
    stabile” e l’affondo sul divieto delle piazze del centro nel
    weekend, “fortemente voluto da Cofferati, da Draghetti e dal Pd.

    Spero che gli ex compagni non si offendano troppo”.

    (Bil/ Dire)
    14:42 19-02-09

  56. questo è il rilancio del prc, complimenti.

  57. Forse stefano franchi non ha letto i post e non ha visto che stiamo criticando la scelta di loreti di uscire dal partito

  58. Riguardo alle dichiarazioni dell’ex segretario del Prc di Bologna Tiziano Loreti. non capiamo perché il normale esercizio della democrazia debba diventare sempre fonte di accuse infamanti. Il gruppo dirigente del Prc di Bologna ha democraticamente deciso di procedere nel confronto con il Pd per il post-Cofferati, come era già stato precedentemente stabilito. Nei prossimi giorni vedremo quale sarà l’esito del confronto, che è del tutto aperto.
    A scanso di equivoci pensiamo sia bene che nella federazione di Bologna vi sia, a conclusione della verifica programmatica e prima di assumere ogni decisione su eventuali accordi, una consultazione vincolante degli iscritti della federazione e invitiamo Loreti a partecipare a questa consultazione. Di fronte a un conflitto non riusciamo infatti a capire quale altra via vi possa essere se non l’espressione democratica degli organismi dirigenti e degli iscritti.
    Noi non siamo in un partito in cui il segretario ha sempre ragione e Loreti dovrebbe saperlo.

  59. E’ preso dal blog di ferrero: un po’ moderato ma spiega che ci sarà la consultazione vincolante degli iscritti, mi sembra quello il luogo giusto per la battaglia

  60. appena caduto veltroni, passa l’emendamento per i rimborsi a chi supera il 2%. segno che l’aria sta cambiando, deo gratias. la violenza bipartitica parrebbe essere archiviata.

  61. lucaocchionero Says:

    Compagno Ramon,
    pensavo che il documento di Chianciano avesse insegnato a tutti noi a non sprecare le nostre energie migliori per guardarci dentro e per parlarci addosso. Ti confesso che ho grande difficoltà a commentare la tua lettera, non perchè non condivida certi temi che poni(anzi!), ma perchè è un “parlare” del partito in un momento dove dovremmo tutti essere impegnati a ricostruirlo questo partito partendo dai territori. Impegnati a ritessere quei “fili spezzati” di cui abbiamo parlato durante il congresso(ma alcuni compagni ben prima del congresso) ritornando a parlare ed a discutere con la gente. Sarò ingenuo, ma spesso la gente discute con te di argomenti che spesso noi non tocchiamo nelle nostre, a volte noiosissime, riunioni dove confrontiamo poteri di “carta” dettati da correnti e capo correnti; ma a partire dalle parole della gente, del popolo devi costruire un’opzione politica adeguata nei territori. Non conosco davvero la realtà di Bologna: so che Sacha su questo blog(ma anche su fcb) si è più volte lamentata(anche con me) che il partito a Bo era immobile; non conosco la realtà dei movimenti bolognesi, nè di Bifo che ho letto con grande fatica nella “Liberazione”agonizzante di Sansonetti. Non conosco Tiziano Loreti, ma giudico la sua scelta, e la giudico negativamente. Non si esce perchè ti hanno messo in minoranza, chiunque ti abbia messo. Il partito è un luogo democratico di discussione libera dove si creano e si disfano maggioranze e minoranze anche velocemente, e chi abbandona una volta sconfitto evidentemente non ha una concezione democratica di partito, ma un’altra cosa che non conosco.
    Detto questo però non posso trascurare dei punti che tu poni: il partito in Campania ed in Calabria non lo abbiamo scoperto in questo congresso, lo abbiamo scoperto ben prima; ed abbiamo sempre taciuto, perchè abbiamo taciuto? Davvero non si sapeva dell’opportunismo strumentale di chi utilizzava il partito per scalare posizioni dentro il partito e nella pubblica amministrazione? Davvero non si conosceva l’evidente clientelismo che girava intorno al partito campano pure denunciato(in parte) dai magistrati dell’inchiesta sulla Fibe dove sono indagati Bassolino e Romiti(e noi in giunta a fare i fessi davanti a questi accordi)? Ed in Puglia? L’inchiesta sulla sanità pare non riguardi uomini e donne del partito, però è un dato di fatto che molti di quello che era il “PRC barese”(transitati in massa in RPS) hanno a che fare con la regione, con le imprese collegate alla regione, con stipendi, consulenze e contratti ottenuti grazie all’ex partito(poi abbandonato per seguire il capo). Tu, compagno Ramon che sei dirigente nazionale da quanto tempo conosci queste vicende?
    La svolta a sinistra ci impone di cambiare queste situazioni e noi proveremo a farlo, sappiamo che è una battaglia molto dura che potrebbe farci scontrare con un certo “corpo militante” terrorizzato dall’andare da solo contro il PD, ma proveremo a farlo ugualmente perchè è giusto farlo, perchè è giusto offrire alle classi popolari un’alternativa di sinistra al PDL ed al PD. Dobbiamo essere consci che però serve tempo, perchè non può essere un agire politico intelligente quello di fare gli oppositori improvvisi di una giunta in cui magari sei stato per 5 anni. Ci vuole questo tempo e noi dobbiamo avere la pazienza di farlo scorrere tutto. Non facciamoci prendere dagli scoramenti. Sopratutto Ramon, cerchiamo di non aprire altre guerre tra di noi. Gli ultimi due congressi sono stati laceranti: abbiamo perso il 50% dei militanti e degli elettori non tanto dietro alle scissioni, ma perchè delusi e affranti da queste incomprensibili diatribe interne onesti militanti, che non vivono e non sono mai vissuti con gli stipendi della politica, hanno abbandonato il PRC ed in certi casi perfino la politica. Il partito non sopporterebbe neppure una nuova minima fibrillazione del genere. Soprattutto aprire nuove guerre dentro il partito significherebbe continuare a parlare di noi chissà per quanti anni ancora senza lavorare per la ricostruzione di un partito, di un’idea, di una speranza.
    Evitiamo tutto ciò, innanzitutto cercando di comprendere tutti i compagni, cercando di discutere il più possibile, ascoltando le loro ragioni, mediando con essi. Serve un grande lavoro di fiducia e di ricucitura anche tra di noi.
    Dobbiamo comprenderci bene e metterci seriamente in discussione: chi ha detto infatti che ciò che pensiamo sia davvero quello che serve al partito? E se avesse ragione un altro che ha un’idea diversa dalla mia?
    Ultima cosa: Ramon se io facessi leggere la tua lettera a quei compagni che si dichiaravano “schifati” dalla politica e che siamo riusciti con grande fatica a fare iscrivere in questi tempi ritornerebbero a casa mandandoci a fare in culo. Perchè io credo che ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma quando si è dirigenti nazionali bisogna anche capire che ci sono militanti nei territori che cercano di riportare le persone a fare politica e che per farlo nascondono certe pecche del proprio partito: libertà di opinione, ma con responsabilità.
    Chiedo scusa per la lunghezza!

  62. infatti animal.
    perfetto l’intervento di ferrero.
    ma credo che ramon abbia sollevato altri problemi in questa lettera, oltre quello di bologna. problemi REALI che affrontiamo ogni giorno in questo partito. adesso vediamo su base programmatica il pd A BOLOGNA se è compatibile con noi. vedremo, no?

    scusa franchi, è normale che il segretario intervenga in questo modo, dopo che si è creato “un caso” a bologna.
    il fatto che la tu scrivi in grassetto che “guarda caso il punto di ricaduta sarà la loro confluenza nella lista Bifo-Monteventi, ripeto IPOTESI BOCCIATA A LARGHISSIMA MAGGIORANZA DAL CONGRESSO PROVINCIALE E DALLA GRANDE PARTE DEGLI ISCRITTI E MILITANTI DEL PRC DI BOLOGNA” non ci fa cambiare posizione. questo si sapeva.
    sono le dinamiche che non quadrano.
    scusa, eh.
    comunque in bocca al lupo ai compagni che a bologna rimangono a lottare CON NOI!! tutta la mia solidarietà!!

  63. Stefano Franchi Says:

    ODG APPROVATO DAL CPF DI BOLOGNA E DICHIARAZIONE FERRERO-PEGOLO (per completezza di informazione). Eviterei di trasformare il tutto in una ‘battaglia’ a meno che non si pensi che quel che è rimasto del Prc sia un terreno su cui continuare a scannarci anche perchè a Bologna c’era, c’è e ci sarà un gruppo dirigente, un corpo militante e degli iscritti che insieme decideranno.

    ODG CPF

    Elezioni amministrative, le risposte alla crisi al centro del confronto politico e programmatico

    La fase attuale è caratterizzata da una crisi di tipo “strutturale e costituente” a cui il Governo risponde con politiche blande e caritatevoli, come la social card e l’una tantum, in campo economico. Le stessa riforma contrattuale siglata da Confindustria e sindacati complici (Cisl, Uil e Ugl) accentua, anziché risolvere, i problemi di precarietà e bassi salari.

    Per questi motivi siamo stati a fianco della Cgil e dei sindacati di base durante lo sciopero generale del 12 dicembre scorso; a fianco e con la Fiom e FP Cgil scesi in lotta il 13 febbraio; e lo saremo con il sindacalismo di base che scenderà in piazza il 28 marzo e ancora con la Cgil che manifesterà il 4 aprile. E in tutte quelle vertenze territoriali dove è del tutto evidente che si pone il tema di un nuovo movimento operaio e di un nuovo sindacalismo di classe e democratico.

    Poiché la crisi è strutturale e dichiaratamente non di breve periodo, le sole politiche redistributive sono del tutto insufficienti: è necessario ripensare un modello economico e sociale basato sulla qualità del produrre e dei prodotti; sulla ricerca, la scuola, la tutela dell’ambiente e dei diritti. Si tratta di ricostruire quel tessuto sociale che il liberismo ha eroso in questi ultimi decenni. Ciò presuppone anche un nuovo protagonismo dell’intervento pubblico.

    La politica di Veltroni e del Pd – colpevole di aver aperto all’accordo separato e proposto tagli alle pensioni e modifiche all’art 18 – fotografa un partito diviso su tutto: riforma contrattuale, testamento biologico e diritti civili, Gaza e politica internazionale, a dimostrazione che non si costruiscono forze politiche con scioglimenti e sommatorie eclettiche. Altrettanto grave è l’accordo raggiunto da Veltroni con il Pdl per lo sbarramento al 4% per le prossime elezioni europee, teso a ridurre ulteriormente la rappresentanza delle forze di sinistra e dei comunisti per poter ancora una volta speculare sul voto utile al Pd. Tra l’altro l’esito delle elezioni in Sardegna dimostra la falsità di questa tesi: la sinistra si riprende – a partire dai comunisti – e ritorna ai livelli di consenso delle amministrative 2004, mentre il crollo del Pd è la causa principale della sconfitta di Soru.

    La politica del governo delle destre, pericolosa per la stessa democrazia, e la linea subalterna del Pd vanno battute con un vasto e articolato movimento democratico e sociale.

    La lotta contro la crisi è la priorità del partito. A questo scopo è necessario superare lo stato di immobilismo della nostra Federazione avvitata e bloccata da uno scontro di vertice sulle elezioni amministrative (accordo sì, accordo no), senza peraltro che ancora si sia aperto alcun confronto programmatico col Pd e col suo candidato a Sindaco.

    In coerenza con il percorso portato avanti in questi anni, dal documento programmatico siglato con le altre forze del centro-sinistra all’uscita dalla maggioranza di centro-sinistra che governa il Comune di Bologna, sino ad arrivare all’ordine del giorno del cpf del 27 ottobre 2008 le cui ragioni sono state ribadite dal recente comunicato della maggioranza della Segreteria della Federazione, occorre verificare se esistono le condizioni per una convergenza programmatica con le altre forze della sinistra e con il Pd.

    La verifica che proponiamo non deve avvenire all’interno di una logica continuista: la crisi ha cambiato e cambia nel profondo la politica nazionale e bolognese; la crisi deve portare forti cambiamenti anche nei governi locali. Non è sufficiente allearsi per battere la destra: la destra si sconfigge battendo la crisi e quindi proponendo un programma avanzato che metta gli enti locali al servizio di un processo di fuoriuscita da sinistra dalla crisi economica e dai suoi effetti (la guerra tra i poveri, la disoccupazione, la precarietà, la cassaintegrazione epidemica). E’ la stessa convivenza civile e democratica ad essere messa in discussione. Ed è proprio per questi motivi che va costruito un programma di sinistra che parli ai lavoratori, alle classi popolari, agli studenti, ai pensionati e dia loro le risposte di cui hanno bisogno, in un progetto non testimoniale ma “di massa”, utile socialmente e utile politicamente.

    Il confronto programmatico dovrà rappresentare la coerente prosecuzione, e non il tradimento, delle lotte che si sono sviluppate nei mesi scorsi e che si svilupperanno nei prossimi.

    E’ in relazione a ciò ed al sentire dei lavoratori che si dovrà decidere la qualità dei programmi e la possibilità o meno degli accordi; di contro, risulterebbero negative e non comprensibili alle necessità popolari e democratiche e ai conflitti in campo sia una subalternità pregiudiziale nel confronti del Pd sia una posizione settaria, pregiudizialmente isolazionista.

    Proprio la durezza della crisi rende incerti gli esiti dei confronti programmatici; qualunque sia l’esito questi devono essere il frutto di una discussione e di una consultazione di massa: corrette, trasparenti, imperniate sulla politica e sui contenuti.

    Le campagne per le amministrative e per le europee dovranno essere agite prioritariamente e principalmente fra i lavoratori, le classi popolari e i ceti progressisti con modalità unitarie e linguaggi comprensibili.

    Il programma deve essere dunque un percorso sociale partecipato, di ascolto e di confronto rivolto a tutti i soggetti sociali e politici di riferimento che abbia al centro le questioni del lavoro e della precarietà, le politiche culturali, la scuola, la sicurezza sociale, la difesa del territorio ed il rilancio del trasposto pubblico.

    In base a questo:

    il Cpf decide di verificare la possibilità di definire elementi programmatici comuni con le forze della sinistra più vicine.

    Sia in caso di accordo col Pd sia in caso di mancato accordo, il Prc dovrà avere il suo programma locale e il suo profilo programmatico nazionale, di una forza cioè che si batte non solo per migliorare la condizione della classe lavoratrice (anche attraverso alleanze e riforme parziali) ma anche per una prospettiva rivoluzionaria di superamento del sistema capitalistico. Allo scopo di dotare il partito di un programma locale e contemporaneamente al fine di individuare le principali condizioni programmatiche necessarie per un accordo alle prossime elezioni amministrative il Cpf convoca una conferenza programmatica locale con cui coinvolgere le iscritte e gli scritti e le competenze presenti nel partito, nel più ampio processo partecipativo.

    Al termine del confronto le decisioni finali saranno assunte attraverso la più ampia partecipazione del partito.

    Tuttavia, è urgente superare l’immobilismo e attivare il partito, la sinistra anticapitalistica e i movimenti attorno ad alcune immediate priorità programmatiche che attengono anche al ruolo degli enti locali, che andranno approfondite e perfezionate nella conferenza programmatica.

    · E’ necessario operare per il blocco dei licenziamenti, attraverso l’attivazione di casse integrazione a rotazione, contratti di solidarietà e ammortizzatori che compensino la riduzione del salario;

    · è necessario raggiungere l’obiettivo di un piano di ammortizzatori equilibrato ed egualitario. Il blocco dei licenziamenti deve rendere possibile il mantenimento e la stabilizzazione dei precari nel privato come nella Pubblica Amministrazione;

    · i servizi e le tariffe devono essere utilizzati per garantire la tutela massima in funzione anticrisi per i lavoratori e le loro famiglie;

    · è necessario mettere in atto tutto ciò che è nella competenza degli enti locali per sospendere la legge Bossi Fini, in maniera tale che i licenziamenti anche temporanei non comportino la perdita del permesso di soggiorno e l’affondare nella clandestinità, e per contrastare il pacchetto-sicurezza di Maroni;

    · in questo senso proponiamo alle forze sociali e politiche del centro-sinistra una grande vertenza unitaria contro il governo su questi temi e la costituzione di un comitato unitario anticrisi che unifichi tutte le situazioni di crisi per una gestione unitaria e politica all’altezza delle necessità;

    · è necessario contrastare il carovita con un più efficace controllo dei prezzi, l’allungamento degli orari del mercatino del Caab, navette che ne consentano l’utilizzo, in particolare agli anziani, l’istituzione di spacci a partire dagli stessi centri anziani, favorire lo sviluppo dei Gruppi di Acquisto Popolari anche al fine di eliminare l’intermediazione parassitaria e consumare prodotti locali;

    · sulla formazione facciamo nostre le proposte contenute nella protesta messa in campo in questi mesi da tanti genitori, insegnanti e studenti che chiede l’impegno per una scuola pubblica, laica, per italiani e migranti, di qualità. Riteniamo fondamentale il potenziamento della scuola pubblica e inaccettabili i finanziamenti alle scuole private;

    · inchieste recenti in diverse zone del Paese (anche a Bologna, come dimostra la vicenda dell’Aeroporto) hanno messo in luce il legame che si viene a creare fra servizi pubblici privatizzati, la lunga e oscura catena degli appalti e dei subappalti, faccendieri e politica; queste vicende danno ragione alla nostra opposizione alle privatizzazioni ma non ci esimono al contempo a rinnovare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici;

    · è necessario svoltare in materia di sicurezza rispetto all’approccio sbagliato e fallimentare dato da Cofferati e quello sempre più razzista messo in campo da parte del governo con il pacchetto “insicurezza”; l’insicurezza viene dalla crisi, dalla precarietà, dai bassi salari e basse pensioni, dai tagli allo stato sociale: tutto ciò alimenta la guerra fra poveri, su cui soffia demagogicamente la destra. E’ necessaria un’altra idea di sicurezza che passa per la costruzione di legami sociali, per la cultura del rispetto e della solidarietà. Proponiamo che per questi motivi il programma su questo tema delicato sia elaborato in un percorso condiviso con le tante organizzazioni che si sono mobilitate in questi anni con approcci progressisti: soltanto così è possibile far vivere nella società e non solo nelle istituzioni una nuova e alternativa idea di “sicurezza”;

    · appare del tutto fallita la politica della mobilità fatta di piccoli passi: proponiamo una svolta attraverso il potenziamento del trasporto pubblico urbano, extraurbano e ferroviario e di aprire una vertenza per far rispettare gli accordi che prevedevano lo sviluppo del SFM con l’alta velocità; nella città si deve istituire il biglietto da 50 centesimi per 30 minuti bloccando radicalmente l’accesso;

    · proponiamo di contenere al massimo ulteriori urbanizzazioni e centri commerciali; di avere massima attenzione per le politiche abitative, in particolare a favore dei giovani, anche attraverso la messa a disposizione di alloggi da parte dell’Università e degli Enti Locali, che devono essere i depositari dei contratti di locazione anche al fine di contrastare fino in fondo l’abusivismo;

    · servono nuovi spazi per i giovani, sia a livello ricreativo sia a livello culturale;

    · servono provvedimenti specifici che consentano di prevenire la violenza sulle donne;

    · vanno cambiate e riprogettate le politiche culturali dell’amministrazione comunale, in questi anni sostanzialmente assenti o schiacciate sulla politica dei grandi eventi, mentre invece c’è bisogno di sostenere e valorizzare le numerose realtà culturali presenti a Bologna mettendo l’amministrazione comunale al servizio e a sostegno di una rinascita culturale della nostra città.

    COMUNICATO FERRERO-PEGOLO

    FERRERO-PEGOLO: BOLOGNA, LORETI, PRC ESERCITA DEMOCRAZIA.
    VERIFICA CON PD, POI CONSULTAZIONE VINCOLANTE ISCRITTI.

    Riguardo alle dichiarazioni dell’ex segretario del Prc di Bologna
    Tiziano Loreti. non capiamo perché il normale esercizio della
    democrazia debba diventare sempre fonte di accuse infamanti. Il gruppo
    dirigente del Prc di Bologna ha democraticamente deciso di procedere
    nel confronto con il Pd per il post-Cofferati, come era già stato
    precedentemente stabilito. Nei prossimi giorni vedremo quale sarà
    l’esito del confronto, che è del tutto aperto.

    A scanso di equivoci pensiamo sia bene che nella federazione di
    Bologna vi sia, a conclusione della verifica programmatica e prima di
    assumere ogni decisione su eventuali accordi, una consultazione
    vincolante degli iscritti della federazione e invitiamo Loreti a
    partecipare a questa consultazione. Di fronte a un conflitto non
    riusciamo infatti a capire quale altra via vi possa essere se non
    l’espressione democratica degli organismi dirigenti e degli iscritti.
    Noi non siamo in un partito in cui il segretario ha sempre ragione e
    Loreti dovrebbe saperlo.

  64. Sottoscrivo parola per parola quanto detto dal compagno Lucaocchionero,smettiamola con le polemiche interne per favore!!!

  65. no lucaocchionero, questa volta dissento totalmente.
    come fai a nascondere il prc campano e calabrese?
    ti tocca fare una magia illusionistica, caro luca. o come fai a nascondere certe realtà pugliesi a chi si avvicina al partito?io a quelli che contatto e vedo simpatizzano, illustro perfettamente la situazione interna. è una questione di onestà e lealtà.
    io condivido totalemente questa lettera e le posizioni di ramon, e bene ha fatto ad esprimere i suoi timori per la sopravvivenza del progetto di rifondazione ORA. che mancano quattro mesi alle elezioni.
    cioè prima che sia troppo tardi.

    piuttosto cerchiamo di sostenere il segretario, che ancora oggi si è espresso sulla situazione campana. in questa lettera, a questo ci si appella, e non ad altro, per chi non l’avesse ancora capito.

  66. sarò anche un po’ centrista ma fare una scissione per un documento del genere mi sembra davvero incredibile.

  67. Stefano Franchi Says:

    come vedi le ragioni della cissione sono altre e si chiamano CONFLUENZA NELLA LISTA BIFO-MONTEVENTI che, tra gli altri, candiderà Sansonetti (si, proprio lui).

  68. lucaocchionero Says:

    maria, secondo te per far tornare a militare certi ottimi quadri che si sono allontanati a seguito di scissioni e litigi racconto loro la storia di Guagliardi, di Nocera o di Migliore?? O le chiacchiere di Bifo?? Sono sicuro che si iscriverà subito!!! Guarda non ho dubbi!!! Mi insegue richiedendomi la tessera, guarda!!! O per farlo tornare a militare devo chiedergli prima se vuole l’unità dei comunisti o no perchè in un caso o nell’altro mi regolo se fargli la tessera? Teniamo fuori dal partito del futuro antiche distinzioni ideologiche per piacere altrimenti davvero partiamo col piede sbagliato. Inoltre non credo che la lettera di Ramon sia riferita solo alla questione campana o calabrese…

  69. bravo franchi ancora una volta sei stato un buon alunno.
    Complimenti a pegolo e a ferrero… il partito gode di buona salute democratica,spaccato in due….
    avanti andate pure… Se a maggio questo partito dovesse essere penalizzato nelle elezioni,vi dico subito ke chiederò l’azzeramento totale di un gruppo dirigente incapace e cieco.
    Vediamo come e con chi farete le cose sul lavoro…. Complimenti….. ridete adesso…ma c’è solo da piangere-

  70. le ragioni della scissione sono gli accordi con il pd …dilla la verità..non invntare chiacchere….

  71. Stefano Franchi Says:

    nessuno ride cara Pamela, men che meno io, a parte forse Bifo e compagnia viandante

  72. franchi guarda che qui nessuno giustifica loreti io per prima, se hai letto bene. io ieri, prima che qualcun altro mandasse informative, l’ho detto. spero solo di non offrire un drink a bifo.
    io solidarietà a chi se ne va non la dò. avrò anche un cuore di pietra, ma è così. detto questo, mi auguro che si ritorni a bologna a lavorare seriamente per una sinistra alternativa non kofferatiana. vedremo franchi al confronto dei programmi cosa succederà.

  73. Stefano Franchi Says:

    nessuno ride cara Pamela, a parte forse Bifo e compagnia viandante

  74. lucaocchionero. posso dissentire totalmente da quello che hai scritto in riguardo a questa lettera? io la condivido in toto, e la trovo giusta sia nei modi che nei tempi. e scusami, ma nn credo che un simpatizzante si metta a legger quello che c’è scritto su questa lettera, scusa, eh!!
    comunque chiusa polemica

  75. lucaocchionero Says:

    eh appunto speriamo di no!

  76. ma figurati luca, dài! siamo seri. cosa vuoi che capisca di questa lettera uno che è fuori da rifondazione e dalla dialettica di rifondazione. dopo le prime cinque righe non capisce più una mazza 🙂

  77. Scusate, ma qui i conti non tornano.
    I compagni arrivano qui a scrivere che il Cpf ha bocciato la richiesta di una consultazione degli iscritti, e un comunicato di Ferrero e Pegolo (che a quanto leggo era presente a quel Cpf) dice che la consultazione si farà.
    Che confusione.
    L’unica cosa che capisco, dall’esterno, è che stiamo pagando un 2008 difficile. La caduta del governo Prodi, il tracollo elettorale e il congresso hanno pietrificato il Prc per diversi mesi, impedendo l’iniziativa politica necessaria al partito. Un’aggregazione della sinistra alternativa bolognese, radicata nei movimenti e con un programma di radicale discontinuità, avrebbe dovuto essere proposta dal Prc ben prima della lista Bifo-Monteventi. Allora il dibattito, sia nel confronto coi movimenti sia in quello che il Pd, si sarebbe svolto a modo nostro, con le nostre regole.
    Purtroppo questo maledetto 2008 ha impedito al partito di avere questa capacità di intervenire in tempo, e ora ci si trova in una condizione difficilissima. Non invidio i compagni bolognesi, che si trovano schiacchiati tra una lista di radicaloidi arroganti, un Pd moderatissimo e, non dimentichiamolo, due candidati di destra pronti ad unirsi al ballottaggio per prendersi Bologna.
    In queste condizioni, da esterno e lontano a queste vicende, non posso che consigliare e auspicare la massima democrazia praticabile: una consultazione degli iscritti ampia e senza sbocchi preconfezionati, in cui le diverse opzioni tattiche si confrontino sulla base di un comune progetto strategico e programmatico. Non è detto che così si prenda la decisione giusta, ma almeno sarà la decisione di tutti.

  78. si certo si farà ma non adesso ma quando faranno l ‘accordo.
    E’ molto diverso…. i compagni dovrebbero deciderlo prima se andare o no con il pd ..no se l’accordo è buono

  79. esatto masaccio.
    sono le dinamiche che non quadrano come ho fatto notare anch’io a franchi.
    comunque ancora solidarietà ai compagni che rimangono a lottare.

  80. scusa pamela. certo che sono i compagni che devono decidere PRIMA che si faccia l’accordo. com’è invece ‘sta storia? …

  81. Certo, Pamela. Però penso, ma credo che lo sappiate molto meglio di me, che ora l’importante sia accelerare il più possibile i tempi, in modo che quando si arriverà alla consultazione tutte le opzioni siano ancora realisticamente praticabili. Se no si rischia di ratificare l’unica via percorribile rimasta, prendendo in giro i compagni.
    È importante che qualsiasi scelta sia fatta in modo trasparente e comprensibile ai nostri referenti sociali, altrimenti non solo ci si troverebbe a dover digerire magari un brutto accordo con il Pd, ma anche a non riuscire a difenderlo in campagna elettorale…

  82. a conclusione della verifica programmatica e prima di
    assumere ogni decisione su eventuali accordi

  83. esatto danilo.
    questo dovrebbe essere il modo più trasparente, ora come ora.

  84. lucaocchionero Says:

    scusa pamela io non conosco la vicenda, lo ripeto, per cui prendi la mia domanda se vuoi come la domanda di un’ignorante: io ho visto, ad esempio, dopo una trattativa sindacale che si fa spesso un referendum tra i lavoratori per vedere se essi confermano o no l’accordo firmato dai vertici sindacali. Nel caso di bocciatura non salta solo il testo dell’accordo, ma anche l’accordo stesso. Ora il PRC farà una trattativa col PD verrà fuori un accordo, gli elettori saranno chiamati ad esprimersi: se voteranno no salta sia l’accordo(il testo) che l’alleanza col PD(non ci sarebbe tempo, credo, per altre trattative ed un’altra consultazione) allora dov’è la differenza da quello che dici tu? E soprattutto non credi che i toni usati da chi è uscito, a mio avviso sbagliando, precludano un eventuale no all’accordo col PD? Secondo me in vista della consultazione state con queste assurde dinamiche polemiche spostando gli iscritti a votare si a questo eventuale accordo

  85. Militante Says:

    Permettetemi di sintetizzare in alcuni punti la mia sulla questione:

    1) Loreti e gli altri compagni, pur adducendo motivazioni valide e da me condivise, fanno MALISSIMO a uscire dal partito, danno un pessimo esempio agli altri compagni e offendono chi, come me, è da una vita minoranza in Rifondazione ma lotta umilmente per cambiarne la linea ed è pronto a rischerarsi all’opposizione se la svolta a sinista di Chianciano dovesse, come pare, essere clamorosamente smentita. A sinistra del PRC c’è il NULLA sotto vuoto!

    2) Le alleanza caso per caso sulla base dei programmi “cantierati” o dei “paletti” tanto cari a qualcuno sono una bufala colossale. Primo, perchè non sono una novità, ma sono stati già sperimentati durante la reggenza bertinottiana e sono già falliti nella maggior parte dei casi; secondo perchè al PD dei programmi non frega assolutamente nulla: se gli servono i voti del PRC è disposto ad approvare anche la nazionalizzazioner sotto controllo operaio degli enti privati, salvo poi fanre carta straccia all’indomani della vittoria. Questa non è un’illazione, è l’esito pratico di tutte le nostre esperienze di governo, locale e nazionale. Per favore, non ci venite a prendere per i fondelli con la bontà dei programmi ele articolazioni territoriali! Il PD è il pesce grosso che fa e disfa, Rifondazione, oggi più che mai, non ha il peso politico e sociale per decidere di nulla, se non del colore delle poltrone su cui eventualmente siederà.

    3) Come al solito, nei documenti uffiiciali manca totalmente qualsiasi accenno alla “natura di classe” del PD, agli scopi per cui è nato, al ruolo che gioca nella società. Ci si appella alle sue contraddizioni, al possibile cambio di leader, alle sue geometrie interne ma l’elemento fondamentale e discriminante – che sia cioè una forza centrista e liberale, legata al grande capitalismo e alla grande finanza – passa sotto silenzio.
    Che dietro D’Alema, Bersani, Nerozzi, ci siano Calearo, Colaninno, De Benedetti, Ichino, Fiorani e i capitani coraggiosi con tutta la flotta, sembra non costituire motivo di riflessione. Cambia la faccia del capo potrebbe cambiare tutto. Chissà come mai ad ogni batosta elettorale il PD si sia spostato sistematicamente a destra!

    4) Il Congresso parla nero su bianco di svolta a sinistra, evidentemente in relazione alla gestione di “destra” precedente, e di ALTERNATIVITA’ strategica al PD. In Abruzzo, in Sardegna, a Bologna abbiamo fatto o stiamo rifacendo l’Unione, In Campania e in Calabria siamo nell’Unione. Di questo passo è facile supporre che ricostruiremo l’Unione dovunque.
    Questi sono fatti: rispetto all’era bertinotti non è cambiata una virgola.
    A me della Falce e martello e della salma di Lenin, deposte come ex-voto ai piedi dell’Ulivo, non me ne può fregar di meno: sono comunista, non religioso nè tantomeno necrofilo!

    5) Ripugna parlare dello stato del nostro partito soprattutto in questa fase, ma è onesto dirsi la verità tra compagni: sono in corso riposizionamenti e grandi manovre che preludono in un modo o nell’altro alla riedizione della Rifondazione pre-98. Le due grandi anime di questo partito, quella più togliattiana, fautrice di un grande fronte progressista e democratico (coi liberali) contro le destre, e quella più movimentista e legata all’idea di un partito meno istituzionalista e più di lotta, anime che avevano raggiunto un onorevole compromesso nell’assise congressuale, stanno tornando a confrontarsi, anche aspramente, in vista dei possibili sviluppi. Il segretario che vorrebbe essere garante di questo compromesso, da cui dipende la sua nomina, non può e non vuole prendere posizione. Se la Sicilia è stata un laboratorio politico nella variazione delle geometrie congressuali, Bologna, sempre in base alle scelte che si prenderanno, potrebbe essere un laboratorio programmatico. Sarebbe bene che tutti i compagni che credono nella svolta di Chianciano e nell’impossibilità di un ritornio nel bene e nel male alla Rifondazione del ’96 si schierassero e organizzassero una risposta unanime e trasversale alle mozioni di appartenenza.

    6) Infine, c’è una variabile indipendente che potrebbe mandare all’aria le previsioni di tutti: la più grande crisi del capitalismo mondiale da novant’anni a questa parte, accompagnata da una polarizzazione della società senza precedenti da cui, ad onta dell’attuale marginalità della sinistra, dei tatticismi e delle alchimie elettoralistiche, dipenderà la ripresa o il tramonto dell’idea stessa di comnismo in questo Paese. E’ prioritario orientare la militanza in questo senso, stando accanato alle persone che lottano per non perdere il lavoro, senza seminare illusioni o false promesse. Una crisi così macroscopica non la puà arginare il buon lavoro di un assessore ma solo la lotta cosciente, organizzata e possibilmente non isolata dei lavoratori.

  86. Il punto 3 di Militante lo sottoscrivo parola per parola, è questo il nocciolo della questione. E’ inutile girarci intorno!

  87. scusate volevo scrivere punto 2
    😀

  88. Luca Marini Says:

    Maria io invece le posizioni di Lucaocchionero le trovo sensate, mentre trovo poco sensate le dichiarazioni di Loreti sulla stampa che attacca Ferrero accusandolo di essere il “mandante”. Brutte queste frasi. Neppure a me nessuno ha telefonato quando si facevano i congressi farsa nella mia federazione, quando nel mio congresso di circolo, da solo affrontavo una valanga di voti fittizzi pro Vendola ( 2-51) e nessuno si è veramente interessato dal nazionale per aiutarci a risolvere una situazione di paralisi dopo la scissione che qui nella mia federazione si è portata via il 50-60% dei compagni.
    Che devo fare io, abbanddonare il partito, lo potrei fare e di motivi ne avrei parecchi, ma non mi sogno nemmeno di farlo, continuerò a combattere per risolvere tutti questi problemi e non ci penso nemmeno un secondo di uscire e entrare in una lista civica pure quella molto istituzionale!

  89. ….veramente laura sarebbero da sottoscrivere tutti i punti sopracitati…

  90. luca, mica io difendo loreti. ma quando mai ho difeso sia l’uscita sia il modo in cui lo sta facendo. ma insisto. la critica a ramon di lucaocchionero per questa lettera non la condivido. tutto qui. la trovo, ti ripeto, giusta nei modi e nei tempi.

  91. Luca Marini Says:

    io i punti di militante gli sottoscrivo tutti e farò di essi il mio agire politico nei prossimi mesi!

  92. lucaocchionero Says:

    militante concordo con te su quasi tutto, ma ti dico come la penso: a mio avviso era ovvio che le due anime “politiche” del partito tornassero a confrontarsi dopo il congresso di chianciano in cui si sono coalizzate per sventare l’annullamento dell’esperienza del PRC come sinistra anticapitalista. Premetto anche che la mia posizione tra una “veduta” togliattiana e quella “movimentista” è notoriamente la seconda; il problema che ti pongo è il seguente: vogliamo lavorare tutti insieme poichè il confronto sia una cosa civile ed abbia come unico obiettivo quello di migliorare la capacità del nostro partito nella interpretazione della realtà nonchè dei bisogni delle masse? oppure vogliamo costruire le premesse per un altro congresso a filo di coltello, un nuovo bagno di sangue fatto di vincitori e vinti, difensori del castello e scissionisti come gli ultimi due appena affrontati? Vogliamo, in ultimo, trovare un metodo per evitare che il nostro “confronto” non incagli le nostre operazioni nel territorio volte a “rimettere per terra” questo partito che negli ultimi anni si era “scollato” dalla gente e dai bisogni? Vogliamo evitare di impiccarci con queste elezioni in un senso o nell’altro, pensando che la cosa più importante è la ricostruzione del partito? Vogliamo lavorare perchè si smetta di parlare di minoranze e maggioranze di bertinottiana memoria in questo partito e si renda obbligatorio il confronto con tutte le anime “politiche ” che lo fanno vivere? Spero che Ramon, umanamente simpatico e che apprezzo come un intellettuale coraggioso e sincero, ci indichi una strada pratico-teorica in grado di rispondere a dovere ai punti che ho posto sopra a lui, a te, ed a tutti i lettori del blog

  93. prcarmerina Says:

    Totale condivisione delle parole del comunicato Ferrero-Pegolo.

  94. che l’appello vuole che la consultazione venga fatta prima di andare ai tavoli con il pd perchè non ci sono le condizioni e 220 compagni credono ke non vada aperto nessun confronto…
    Ma loro dicono ke ci sarà dopo quando la decisione verrà votata dal cpf e nel momento in cui si chiederà questo sarà troppo tardi nei tempi.
    perchè non riusciremo più a fare capire alla gente ke cazzo si fà-
    E poi sono convinta ke non la faranno

  95. gianplacido Says:

    A tutti i compagni di Bologna che hanno firmato l’appello, occhio a quello che diciamo, aspettiamo di riunirci, ed esaminare la situazione, state attenti perchè la cricca di Calearo-Colaninno-inchino ci ascolta.

  96. ok pamela. anche secondo me non ci sarebbero le condizioni per un confronto col pd bolognese. però ormai la cosa è fatta, le dinamiche le abbiamo viste, non quadrano, ma è inutile piangere sul latte versato. a questo punto secondo me dovreste premere sui tempi. che si faccia subito il confronto programmatico. poi non capisco, se ci deve esser consultazione perchè deve esser votata prima dal cpf? poi pamela sl fatto che non la faranno, ebbè, e qui tocca a voi rimasti lottare e non mollare. essennò addio!

  97. pamela che bello se tutti questi dubbi e sospetti fossero venuti fuori circa 3 anni fa quando ci portavano allo sfascio con slogan tragicomici tipo “vuoi vedere che l’italia cambia davvero” ma allora in tanti osavano obbedir tacendo…altro che consultazione di iscritti.
    A proposito ma per la mostruosità Sinistra Arcobaleno chi si è consultato?
    Oggi invece si usa fare così:le mie posizioni finiscono in minoranza allora me ne vado,non solo il PRC diventa il luogo di ogni nefandezza.Poi si va altrove e si scopre che gli altri sono peggio e poi si va a casa a strillare di essere degli incompresi da tutti…
    Ferrero ora diventa pure il “mandante”…..
    Chissà dove era Loreti quando la gente veniva espulsa a calci nel sedere dal PRC perchè si osava disturbare Prodi….

    P.S. Sono contrario all’alleanza con il PD a Bologna,ed anche parecchio contrario.Ma quella di Loreti mi sa di boutade da 3 soldi.

  98. intanto Verruggio prende posizione pubblicamente sul caso Bologna vedi:
    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11080
    attaccando direttamente Ferrero…

  99. “La linea decisa dal cpf di Bologna…”, troppo divertente… Quell’organismo so come viene composto e so come sono state composte le liste del partito alle elezioni regionali del 2005….Caro Franchi, gli altri puoi prenderli in giro, ma io vi conosco, so come siete fatti, dentro e fuori…Il cpf di Bologna è un organismo eterodiretto dai vari capicorrente, uno dei quali è Leonardo Masella..Molta gente che non sa nemmeno cos’è il Prc sta dentro quell’organismo perchè lo vuole lui… Prova a smentirmi e racconto una serie di cose successe al V congresso, all’interno della tua veneranda federazione, e faccio ridere i compagni di mezza Italia…Ti consiglio di stare zitto. Vogliamo parlare del compagno Sconciaforni (allora segretario prov.) e dei suoi 200 voti alle elezioni del 2004, mentre Monteventi ne prendeva 2000? Siete dei funzionari (e già basterebbe a qualificarvi…) incapaci e boriosi. Porterete il partito al disastro, anzi ce l’avete già portato, perchè incapaci di eleborare qualsiasi progetto politico…Vi ricordo ancora a sbraitare contro De Palma e contro i Vendoliani, ora di nuovo col Pd…Se lo fa Bertinotti, è governista, se “vi chiedono” di farlo Masella e Grassi, allora sono dei grandi rivoluzionari…Stati zitto che è meglio

  100. Bucharin77 Says:

    Lo dico a tutti i compagni “non togliattiani” della maggioranza che abitano questo blog, attenzione a non fare passi falsi adesso, perché si rischia il “tutti a casa”. In questa fase bisogna muoversi con grande intelligenza, il partito faticosamente e pur in mezzo a mille contraddizioni sta avanzando (il 13 febbraio per esempio eravamo l’unico grande partito organizzato in piazza a sostegno dei lavoratori). Lavoriamo per realizzare la linea di Chianciano, per renderla operativa. Intorno a quella linea il consenso è molto alto, e trasversale, anche nelle aree più pciiste.

  101. Ma quale “linea di Chianciano”…Questi non sono in grado di eleborare alcun programma, di nessun tipo..Regaleranno il partito a Diliberto, anzi gliel’hanno già regalato…Ora, vedremo quanti voti prenderanno questi “gagliardi” alle Amministrative senza l’area Monteventi…Nel 2004 presero meno dei Verdi e c’erano i 2000 voti di preferenza di Monteventi…Avanti così, servi scemi del Pd…

  102. E’ utile quel mio post di ieri:
    “Tiziano Loreti è un quadro operaio, uno che ha lavorato in fabbrica, un compagno vero…Monteventi è ai ferri corti con certi cigiellini vendoliani bolognesi (”Spazio Sociale Studentesco”), ed è l’esponente più significativo dei centri sociali bolognesi (quelli che hanno osteggiato la svolta “nonviolenta” e governista di Bertinotti). Sono entrambi lontani anni luce da Vendola. Purtroppo, i centri sociali bolognesi continuao a frequentare quel pover’uomo di Berardi (per la memoria del ‘77…), il quale ha trovato, nella sua crociata anticomunista, un perfetto alleato in Sansonetti, durante nl’esperienza a “Liberazione”…Sono incroci anomali, ma a fare l’idiozia sono Mainardi e Masella, non Loreti…
    Temo che se si continua su tale deriva cossuttiana, rientrano i cossuttiani del pdci, e scappano i militanti che hanno salvato il partito da Vendola..Loreti era uno di questi”

  103. Se vi sono compagni bolognesi che intendono interloquire con me, chiamate direttamente il vostro leader a intervenire sul blog: non c’è bisogno di portavoce, il compagno Masella sa parlare da sè, non ha bisogno di coriste e coristi…

  104. Bucharin77 Says:

    ha ragione mau68, ecco le cose alla Veruggio sono pericolosissime secondo me, puro estremismo incurante della dinamica dei processi politici.

  105. Ferrero conta meno dell’usciere di Viale del Policlinico, in questo momento…Sarà sempre peggio, se non si traccia un confine netto tra noi e il pdci, spiegando chiaramente che alle Europee si fa una lista sulla base dell condivisione del gruppo, ma poi ognuno rimane a casa propria. Secondo te perchè vogliono fare la costituente comunista? Se lo sono già giocato, Ferrero… Che tristezza, nemmeno il tempo di liberarci di Occhetto, chè subito torna Cossutta…

  106. Bucharin77 Says:

    parlo dei militanti non dei dirigenti di quelle aree, continua pure a sbraitare Enrico….

  107. Di ritorno dai disastri in Sardegna, adesso quest’altra storia….
    Condivido pienamente questo intervento di Ramon, così come condivido ancora più pienamente (se possibile) quello di Marco Veruggio.
    E, scusate compagni, non ho ben capito che cosa c’entrebbero in questa storia “i cossuttiani” o “il PdCI” tout court. Guardate che, se non ve ne siete accorti, il bertinottismo-giordanismo-vendolismo ce li abbiamo ancora bene dentro per conto nostro, hai voglia, non c’è bisogno di scomodare cossuttiani o dilibertiani. Magari il problema fosse “fuori di noi”… il problema invece è nostro, ce l’abbiamo ancora dentro, e sono quei compagni che confondono “democrazia” e “autonomia” con fare ciascuno il cacchio che gli pare nei territori, anche andare ad abbracciarsi ad un Pd a cui solo serviamo da ruota di scorta e portatori d’acqua, quando non ci vogliono sbarrare via. E in questo senso il comunicato di Ferrero-Pegolo è molto, ma molto deludente: “procedere al confronto conil Pd”, ma che confronto si vuole procedere? Per verificare ancora una volta che a mettere la mano sul fuoco ci si brucia, come dice Veruggio?

    Mah……………

  108. prcarmerina Says:

    scusate, ma se si fa la consultazione che escono a fare, dicano la loro ed accetitno il risultato qualsiasi eso sia. Lo stesso faccia Verruggio, anzichè fare dichiarazioni così (che doveva fare Ferrero telefonare e dire “si fa così”?) vada a Bologna e dica la sua nelle assemblee o quello che si farà. Trovo assurdo coinvolgere la maggioranza nazionale e trovo assurdi i due contrapposti estremismi (usciamo dovunque; guai a chi mi leva la poltrona). C’è ià il mondo fuori che c’ha liquidato ci vogliamo liquidare noi colle mani nostre… bah…

  109. prcarmerina Says:

    “esso sia”

  110. prc mantova Says:

    il comunicato di ferrero pegolo è perfetto
    guarda mario gc che il documento del prc bologgna (che io condivido pienamente e che è pieno di buon senso) è stato fortemente voluto anche dalla mozione 3 di bologna che tu hai votato
    e poi basta insultare ferrero e intestargli colpe che non ha
    o c’ è qualcuno che preso da cupio dissolvi vuole distruggere il prc al posto di vendola ?
    se c’ è lo dica!!!!!!!

  111. prcarmerina Says:

    Ma infatti Pegolo è uno che se lo si ascoltasse di più ci sarebbero più mediazione ed anche meno scontri, sul “caso Napoli” aveva trovato la quadra, poi anche lì c’è qualcuno che ha fatto diversamente (per l’estremismo opposto: questa poltrona dio me l’ha data e guai a chi me la leva…)

  112. Sì prc mantova, già lo so che Pegolo è rappresentante in Direzione della mozione 3 che ho votato al congresso, ma sono ancora più sconcertato per questo, e comunque continuo a non essere d’accordo. Non guardo ai nomi, ma ai contenuti, e non ho certo votato quella mozione per finire a fare gli accordi con il Pd.

    Il cupio dissolvi come dici viene proprio dallo sconcerto di militanti che votano una cosa e poi se ne fa un’altra… anche se ammantati di belle parole che non legge nessuno, perché quello che contano sono i fatti. E quel documento di Bologna è persino contraddittorio, se prima dice che “La politica del governo delle destre, pericolosa per la stessa democrazia, e la linea subalterna del Pd vanno battute con un vasto e articolato movimento democratico e sociale” e poi parla di “confronto programmatico con il Pd”, ma si potrebbe per favore sapere cosa c’entra il Pd con il movimento democratico e sociale??? Oh, per carità, non che l’alternativa con Monteventi-Bifo-Sansonetti sia molto meglio, anzi, ma non si potrebbe semplicemente andare per conto nostro al primo turno e poi, magari, se è il caso, cercare accordi specifici per il secondo, ma senza “sposarci” con nessuno???

    E comunque, quanto ha ragione Militante, in tutti i suoi sei punti e specialmente sul 2…

  113. prc mantova Says:

    mario non mi riferisco a pegolo ma all’ ERNESTO!!!!!!!!!!!

  114. Enzo Francescoli Says:

    Cari compagni Ramon ha ragione.

    Oggi occorre parlare senza filtri , sia tra noi che all’esterno. Paolo Ferrero sta facendo il massimo, è un uomo dalla schiena dritta ed è persona onesta e credibile, ma ahimè non basta. Lui e noi siamo uomini e donne di una stagione politica che si sta esaurendo, ormai individui dalla sovrastruttura residuale e ciò è difficile d’ammettere prima a noi stessi nel profondo della notte. Il passaggio di Ramon sulle elezioni sarde è corrispettivo del reale, è una fotografia limpida di un deserto industriale fatto di sindicalisti che amministrano officine abbandonate da trentanni a libro paga di enti turistici di isole rosse, dalla ruggine di un tempo acciai venduti per inossidabili. Oggi qualsiasi formula di alleanza è destinata a fallire e probabilmente non basta l’autosufficienza. Non esistono le dicotomie in politica, le inventiamo noi alla bisogna e oggi la necessità è altra e alta. Mettiamola cosi in questo momento vi sono venature di realtà in tutte le varie posizioni della sinistra classica dal Veltroni amareggiato, al Bertinotti superpartes, al buon Paolo Ferrero sino al peggior opportunismo dell’eterna promessa togliattiana D’Alema e del piccolo “genietto” di bari vecchia Vendola. E’ un problema perchè siamo in un collo di bottiglia e siamo imbrigliati da mille nostre contraddizioni ma è in questi momenti che serve la miglior virtù dell’uomo evoluto, l’atarassia e il distacco sudamericano. La strada migliore è avviare un processo di destrutturazione sapendo sempre che la bussola è l’anticapitalismo, il socialismo nelle migliori forme intuitive di critica alle esperienze precedenti. Preferirei che pensassimo sempre a tutto ciò con ottimismo, abbiamo un sentiero luminoso da percorrere e la direzione noi sappiamo quale è nell’oscurità del nichilismo, la perenne contraddizione tra il realismo illuminista e l’irrazionalità e il romanticismo dei fanciullini rivoluzionari. Di sicuro dobbiamo abbandonare il peggio di tutta la nostra storia, la sinistra e menchemeno i comunisti non sono dei poveri empatici ma sono figli del popolo. Ora il popolo ragiona di pancia, noi facendo ragionare il popolo, diventando, tornando popolo possiamo guidarlo alla riscossa e al tirannicidio delle oligarchie e del capitale. buon lavoro dal regista!

    Enzo Francescoli

    ps abbandoniamo fessbook che non serve a nulla se non ad omologarci alla mediocrità del popolo attuale tanto per iniziate.

  115. prcarmerina Says:

    Ma che c’entra la Segreteria nazionale??????

  116. in parte mi aspettavo certe dichiarazioni e prese di posizione. da una parte e dall’altra. hanno tutte una verità interna, senza dubbio. compresa la versione “formale” del cpf che decide democraticamente.
    ma io insisto.
    1) chiedo esplicitamente: perché si parla solo di bologna? perché? e perché la discussione che si è scatenata verte su una divisione e sulla legittimità o meno delle decisioni e così poco sul contenuto delle decisioni? perché questa discussione è identica ad altre mille fatte negli scorsi anni in decine di posti? non è cambiato nulla?
    io ho cercato di dire delle cose, magari sbagliate, ma che comunque inquadrano anche la “scelta politica” di bologna in un contesto che è cambiato dopo le ultime elezioni nazionali e ulteriormente e soprattutto dopo le elezioni abruzzesi e sarde. io sostengo che il centrosinistra è morto. qualcuno sostiene che è vivo? che può risorgere magari grazie a bersani o soru come dice diliberto? parliamo di questo e giudichiamo alla luce delle conclusioni che se ne traggono anche (ANCHE) la scelta di bologna. quando dico che è morto non dico che non esiste. anche i cadaveri esistono. dico che non funziona più per lo scopo per cui è nato e vissuto, tra alterne fortune, nel corso degli ultimi anni. ripeto, sia nella versione autosufficiente alla veltroni alle elezioni politiche sia in quella larga, ampia, con bilancio contraddittorio (dal nostro punto di vista) e con connotazioni frontiste come in sardegna (berlusconi antidemocratico e no alla colonizzazione della sardegna) il centrosinistra non solo si dimostra incapace di battere la destra ma la alimenta fortemente. non vedere questo non è un dettaglio. se mi sbaglio, per favore, qualcuno mi dica che non è così e mi spieghi perché. mentre nel PD sembrano essersene accorti e sono alle prese con una discussione strategica (anche se fatta all’americana con le primarie o con reggenti o non so con cos’altro resta una discussione strategica). peccato che le soluzioni in campo sono tutte interne alla base analitica e alle scelte di fondo sulla base delle quali è nato il PD. sono cioè interne alla logica bipolare o bipartitica (e non vedo grande differenza) e all’idea che ci si candida a governare l’esistente, per giunta nel pieno di una crisi epocale che è destinata a peggiorare le condizioni di vita di milioni e milioni di persone e ad alimentare la guerra fra poveri, la disgregazione sociale e il senso comune sempre più orientato a chiedere autoritarismo e decisionismo, in una spirale perversa che rende il conflitto sociale muto e privo di rappresentanza.
    a bologna, per esempio, mi sbaglierò ma non credo che la gente voterà alle elezioni leggendo il programma mirabiliante del nuovo candidato a sindaco. non sono io a dire che la destra è la probabile vincitrice annunciata delle prossime elezioni comunali. lo dicono tutti. ma perché? perché cofferati è stato pazzo? cattivo? perché c’è stata troppa litigiosità magari per colpa nostra? basta sostituire cofferati? basta scrivere un programma come quello del governo prodi che sulla carta era un buon programma? basta? davvero si crede che gli elettori voteranno orientandosi su queste cose. non ci si rende conto che il pericolo per la democrazia non è SOLO la destra ma è un sistema politico (per sistema politico si intende, a scanso di stupidi equivoci, l’insieme dei due poli o coalizioni che dir si voglia, l’insieme dei partiti tutti dediti agli occhi dei cittadini a litigare fra loro e a spartirsi la torta dei posti delle nomine delle consulenze, l’insieme dei candidati e dei personaggi vari che faranno una campagna ultrapersonalizzata e così via) totalmente separato dalla società ed impermeabile a qualsiasi cambiamento significativo capace di invertire la tendenza della precarietà, dell’insicurezza reale (come quella del lavoro) o virtuale (come quella della criminalità visto che bologna è una delle città più sicure del mondo occidentale), di un senso comune che grida a gran voce che TUTTA la politica fa schifo e che poi vota chi dice ciò che si vuol sentir dire, che la sicurezza, che gli immigrati con la disoccupazione alle porte se ne devono tornare a casa, che le case per i bolognesi, che la notte ci vuole ordine e via cantando.
    Non siamo nel 94 e nemmeno nel 98 e nemmeno nel 2006. sta succedendo qualcosa di epocale. non si può ragionare della destra e del centrosinistra come se fossimo in quegli anni. bisogna prendere atto che il centrosinistra non serva più a contrastare la destra perché non può per sua natura offrire nessuna alternativa moderata di gestione dell’esistente. non c’è spazio per temperare le conseguenze del neoliberismo selvaggio e nemmeno per far finta di farlo come è stato fatto in passato. la destra offre mistificazioni, alimenta la guerra fra poveri e propone soluzioni razziste per avere il consenso di una parte dei poveri in causa e soprattutto offre autoritarismo sfrenato che è una ricetta classica nei momenti di crisi più dura. il centrosinistra non può offrire che una pallida imitazione della destra, la litania che la destra non è veramente liberale (e la gente la vota proprio per questo!). e anche qualche buona delibera, qualche buona piccola cosa che si riuscisse a strappare nel programma di un centrosinistra vincente oltre ad essere addebitato, come è sempre successo, al sindaco e non a noi che abbiamo sputato sangue per ottenerlo (ma questo è il meno) non basta e non serve ad impedire che la società si disgreghi di più, che le paure aumentino, che la solitudine provochi la guerra fra poveri, in una spirale infinita.
    non c’è soluzione a tutto questo? io credo ci sia. ma non sta nella stanca e ripetitiva farsa del centrosinistra che trova un nuovo sindaco, che promette, che continua a dibattersi nelle sabbie mobili affondando sempre di più. la soluzione c’è, forse. consiste nel ricostruire con il conflitto il senso di se delle classi, dei poveri contro i ricchi. il conflitto e l’organizzazione sociale oggi sono direttamente politica. politica altissima. basta questo? no non basta. ci vuole anche una proposta politica che nel tempo renda questo difficile e faticoso e invisibile ai mass media lavoro sociale capace di scardinare il sistema politico separato. perché senza proporsi di scardinare il sistema politico separato, questo osceno teatrino fatto di manovre comunicati stampa leader e candidati, il conflitto è destinato non solo a perdere ma anche ad essere sempre più vissuto come inutile e perfino controproducente. in altre parole il centrosinistra non si cambia dall’interno spostandone l’asse a sinistra. si è dimostrato perdente negli anni scorsi. come cazzo si fa a pensare che possa essere vincente oggi??????!!!!!!!!
    allora qual’è una proposta politica per eccellenza? a costo di scatenare una discussione ancor più incasinata ne dico una. dire che chi resiste e lotta non è nel centrosinistra e al massimo può votarlo al secondo turno. dire al pd, fate un po quel che volete, sceglietevi un leader o mettete un babbuino (forse non c’è differenza in realtà) ma sappiate che alle prossime elezioni non vi potete nemmeno sognare che noi si rifaccia la commedia del centrosinistra. magari però possiamo fare un accordo e tentare di farvi vincere se rispolverate la proposta di legge proporzionale tedesca sia pure con sbarramento. non sono proposte impossibile da realizzare. se ci pensate bene sono possibili. ciò che è impossibile e che il pd rinneghi se stesso e abbracci la lotta di classe e il conflitto. il centrosinistra è morto. punto.
    qualcuno mi vuol dire per favore se è minimamente vero ciò che ho detto, e come si vede non mi sono sottratto a fare proposte, ma ce ne possono essere altre ovviamente e le mie sono solo indicative, “politiche”, come si fa mentre il centrosinistra è morto, mentre soru e veltroni sono morti, a parlare di dialogo col pd, del centrosinistra e del bipolarismo come se niente fosse? come cazzo si fa!
    come si fa ad essere nella giunta bassolino? e in quella calabrese?
    non mi sono mai illuso che anni e anni di centrosinistra, di governismo, non abbiano cambiato il partito così profondamente che con un colpo di bacchetta magica, con una frase in un documento, tutto si risolva d’incanto. ma confesso che mi aspettavo sinceramente che la svolta dell’ultimo congresso producesse qualche controtendenza. ed invece siamo in giunta in campania, in calabria, e (novità delle novità) “dialoghiamo” col pd a bologna e su questo costituiamo una nuova maggioranza nel partito e provochiamo l’esultate, gli evviva, del pd bolognese e nazionale. potete parlarmi del cpf, dire che loreti o chiunque altro è un mostro assetato di sangue, uno scissionista, un alleato degli anticomunisti (sic!) ma io trovo questa cosa GROTTESCA oltre ogni limite sopportabile. il continuismo nel concepire il centrosinistra come possibilità quando questo è morto oltre che grottesco è anche una svolta a destra, nella teoria e nei fatti. continua…

  117. 2) sono abituato a certe accuse. ero un disfattista e soprattutto non capivo la grandezza della proposta di bertinotti quando dissi NO (ma anche loreti disse no) alla proposta di unità della sinistra sia nella versione del partito nuovo ed unico sia in quella della federazione. sono stato demogogo e minoritario quando ho proposto al gruppo parlamentare si votare contro la fiducia. sono stato un boicottatore della campagna elettorale perché ho scritto tre articoli sul blog contro bertinotti e contro ciò che andava dicendo in campagna elettorale e perché ho firmato (insieme a loreti) un appello contro l’unità della sinistra e lo scioglimento del partito sempre durante la campagna elettorale. vorrei far notare che queste belle accuse mi sono state rivolte anche da compagni che poi ho ritrovato nella battaglia congressuale nella mozione 1. ed ora dopo averla fatta questa campagna congressuale, e dopo aver dato il mio contributo a vincerla (piccolo o grande che sia) e dopo aver detto che dopo 4 legislature e segreteria e responsabile esteri non volevo incarichi esecutivi e che avrei lavorato girando l’italia per spiegare, promuovere ed implementare la linea di chianciano, ecco che se pongo un problema (dopo averlo detto e stradetto in diverse riunioni della maggioranza della direzione e del cpn) siccome ho scritto quanto ho scritto torno ad essere un disfattista, un disturbatore del segretario del partito, e tante altre belle cose. pazienza. ieri sera (oramai ieri sera) ero a fare un’assemblea dove dei vecchi compagni, vecchi e gloriosi, oltre a dire delle lotte e del comunismo hanno anche detto che gli immigrati non possiamo prenderli tutti che possiamo prendere solo quelli che servono e che è meglio aiutarli a casa loro. stasera farò un’altra assemblea. difendo la linea di chianciano e non racconto palle. non racconto che con la falce e martello vinceremo. non faccio finta di non sentire certe cose. perché al contrario di altri non li considero, quei compagni, dei rottami buoni solo per votare al congresso per la falce e martello. sono compagni che hanno fatto mille lotte, che hanno pagato di persona, che non hanno mai chiesto nulla. ma proprio per questo meritano che gli si dica la verità. che gli si dica che dire certe cose è l’anticamera del razzismo. che la falce e martello da sola non serve. che non si può fare un solo partito comunista alle elezioni visto che se bersani o il babbuino di cui sopra riaprono le porte del centrosinistra si produrrebbe sull’istante l’ennesima divisione. se si parla chiaro, se non si fa demagogia, se si è onesti quei compagni capiscono. che cazzo di partito comunista è un partito dove i dirigenti nascondono i problemi ai compagni e fingono di non sentire certe cose (sia mai che poi non votano più la corrente al congresso).
    come funzioni un partito come il nostro, quali cose succedano sopra sotto a lato prima e dopo le “decisioni democraticamente prese nel cpf” lo sanno tutti. e quelli che fanno finta di non saperlo mentono. ma non ha nessunissima importanza, ma proprio nessuna, fare su questo blog ricostruzioni di parte su ciò che è successo a bologna. ho già detto che le lotte intestine sono di anni. fin dalla elezione di loreti, frutto della contestazione di una consultazione condotta dall’allora capogruppo alla camera giordano e di una spaccatura nella mozione di maggioranza che via via ha visto una parte dell’allora maggioranza radicalizzare le posizioni contro cofferati, contro l’unità della sinistra, per l’uscita dal governo e l’altra radicalizzarsi nel senso opposto. come si vede è impossibile ignorare che i rapporti anche personali si sono deteriorati. io ho conosciuto loreti (ma quando sentivo giordano parlarne come di un pazzo inaffidabile prima di conoscerlo confesso che mi era diventato simpaticissimo) all’assemblea degli autoconvocati a firenze. avrà certamente commesso errori e forse ha sviluppato una certa diffidenza verso molti visto che in ripetute occasioni la segreteria nazionale ha tentato di farlo andare sotto nel federale sulla linea anticofferati. non sta a me dare giudizi. dico solo che metterlo in minoranza (come si vede bene ancora una volta con il contributo decisivo della segreteria nazionale) con una bella coalizione di tutte le mozioni, spaccando la maggioranza di chianciano e la mozione 1 e con la mozione 2 con un piede dentro ed uno fuori il partito per tentare di rifare il centrosinistra a bologna è, per me, inaccettabile.
    inoltre voglio dire che ovviamente trovo sbagliata la scelta di uscire dal partito. profondamente sbagliata. ma devo anche dire che me la spiego. e aggiungo che negli anni abbiamo perso migliaia di compagne e compagni bravissimi nel fare lavoro sociale ma meno bravi a costruire cordate e a fare alleanze fra correnti con relativa spartizione di posti. cosa volete che faccia uno che ci mette l’anima, che costruisce e partecipa a lotte e che negli organismi dirigenti non viene nemmeno considerato. un eroe resiste ma un partito dove le manovre, i ribaltoni, la spartizione di posti e la irrefrenabile voglia di governo la fanno da padroni è un partito inesorabilmente destinato a perdere ottimi quadri e a promuovere furbi e burocrati. magari tutto questo non c’entra con tiziano con alessandro ed altri. facciamo pure che non c’entri nulla. ma vi pare davvero che il problema non esista e che si debba fare appello a resistere nel proprio partito? far finta che tutto vada bene, che le regole democratiche siano rispettate anche quando vengono svuotate nei corridoi ed avvallate dai santi in paradiso delle rispettive mozioni in via del policlinico, non aiuta a resistere. aiuta a scappare. spinge a scappare.
    infine, il livore contro monteventi bifo ecc perché sarebbero anticomunisti e di una lista concorrente e la voglia di dialogo con il pd come se questo non fosse anticomunista e di una lista concorrente parla da solo. l’idea di un partito comunista, molto comunista non c’è niente da rifondare, ma pronto a qualsiasi giravolta per stare al governo è UGUALE IDENTICA all’idea di un partito di sinistra, molto di sinistra perchè non più comunista ma immancabilmente alle prese, con tanto di aggrottamento di sopracciglia, con la cultura di governo senza la quale si è testimoniali. sono diversi i simboli e i nomi ma è la stessa cosa. il primo non è comunista nemmeno un briciolo e l’altro non è di sinistra. punto
    e grazie per l’attenzione

  118. Mantovani è una personalità politica capace ma priva, credo di poter dire per scelta, di una propria area politica, diciamo così, di supporto all’interno del Partito. Ha preferito mantenere una propria autonomia e, consapevole delle proprie capacità, si è messo a disposizione del Partito assumendo incarichi istituzionali che ha svolto sempre con grande impegno ed efficacia. E’ stato tra i principali sostenitori di Bertinotti quando questi era impegnato a liberare il Partito dall’asfissiante cultura governista di Cossutta ed in base a questo si è visto riconoscere un particolare e personale statuto di autonomia e indipendenza nel gruppo dirigente del PRC.
    Il crollo, la catastrofe, il disastro dell’esperienza del governo Prodi, il contestuale tentativo di Bertinotti di superare e liquidare Rifondazione Comunista, la sua marginalizzazione rispetto al nuovo progetto che avanzava da anni, e che lui non ha colto per tempo, lo hanno trovato politicamente disarmato, privo cioè di una propria area organizzata di riferimento all’interno del Partito.
    Ha quindi cercato di rendersi punto di riferimento per quei compagni, come Loreti e Bernardi (con i quali firmò un appello precongressuale), che hanno, come lui, investito tutto sul movimento, sinteticamente e forse impropriamente definito noglobal, attribuendogli una forza ed una capacità di rottura e di innovazione che è senz’altro oggetto di dibattito ma che non ha ancora offerto prove significative e durature di efficacia.
    Ora la linea di Loreti viene messa in minoranza a Bologna.
    Si può discutere se ciò sia stato un bene o un male ma non si può discuterne la leggittimità. A maggior ragione quando a quella linea se ne contrappone un’altra, discutibile quanto si vuole, ma chiara e comprensibile.
    Mantovani, mi si consenta il termine, s’incazza perchè questo indebolisce la sua linea politica e conseguentemente egli stesso.
    Loreti e gli altri, ho l’impressione, drammatizzando la vicenda con la loro fuoriuscita sembra che prendano le distanze non solo dal PRC ma anche da Mantovani che si trova ora in una situazione difficile ed anche un pò imbarazzante.
    Mi permetto solo di dire che la scomposta demonizzazione della segreteria nazionale e gli insulti indirizzati a parte del gruppo dirigente nazionale e bolognese certamente non rientrano nello stile del compagno Ramon Mantovani e sono più che convinto che egli disapprovi questo modo di procedere.

  119. LETTERA AL COMPAGNO TIZIANO LORETI

    Caro Tiziano,

    sono un iscritto della federazione di Bergamo, che per 6 anni (dal 2000 al 2006) ha svolto il ruolo di Segretario Provinciale. Nella mia federazione dove ha vinto la mozione Vendola (61% dei voti), sono stato uno dei pochi dirigenti a sostenere la mozione Ferrero perdendo il congresso provinciale. Ora i dirigenti vendoliani (parlo dei dirigenti non della base alla quale va tutto il mio rispetto) della mia federazione, non senza una dose di opportunismo, sono passati armi e bagagli con Ferrero mentre molti di quelli che hanno sostenuto con coerenza la scelta della svolta a sinistra decisa a Chianciano o sono usciti silenziosamente dal partito, o, come dice giustamente Ramon, sono diventati compagni/e di serie B.
    Perchè ti dico questo? Perchè credo che se è giusta e sacrosanta, in una realtà come quella di Bologna provata da 5 anni di Cofferatismo, la tua posizione politica, credo invece, che sia un errore uscire dal partito e lasciarlo in mano a chi fa della furbizia e dell’opportunismo politico la propria bandiera.
    Perciò ti chiedo di ripensarci e di continuare a stare nel Prc per tentare veramente di svoltarlo a sinistra.

    Saluti Comunisti.
    Marco Sironi (Bergamo)

  120. Alberto Says:

    Con l’ultimo post di Mantovani sono come persuaso di cose che da anni accadono in questo partito e sono trasversali a tutte le componenti… per troppo tempo sotto la parola comunista si nascosto queste pratiche che allontano migliaia di persone, quanti sono entrati e usciti dal partito proprio per le pratiche correntizie e per dirsi comunisti e praticare il governismo locale più sfacciato?

  121. penso ramon che la tua proposta in realzione prc/pd sia buona e anche praticabile. la leggo ora e mi pare molto, molto buona, soprattutto dopo aver fatto stamani colazione col segretario paolo ferrero.
    scherzo ovviamente, è metaforica la battuta.
    ho purtroppo (o meno male, dipende dai punti di vista), seguito ferrero su la7 stamani. mi si permetta l’espressione che non vuole essere irriverente ma mi permetto perchè rende bene l’idea. paolo ferrero è stato letteralmente coglionato dall’esponenete del pd. alla dichiarazione di ferrero che se il pd sposterà l’asse a centro con l’udc, noi ne prenderemo atto, è stato risposto dal pd che non possono fare altrimenti. perchè la sinistra è IMPRATICABILE. perchè loro vanno avanti noi invece rimaniamo indietro, che non si può proporre nazionalizzazioni e via discorrendo. dopodiciò è intervenuto l’esponente udc calmando le acque, dicendo al pd di mettersi il cuore in pace che non intendono giocare nè col pd nè col pdl.
    grande casini, compagni, che ha capito tutto!! questo ha capito che per rafforzarsi ancora di più ha bisogno di lavorare col radicamento nel territorio (dato che questo lavoro ha già dato buoni frutti), e questa tornata decide di saltarla. se la giocherà alla proissima, e penso proprio che se la giocherà alla grande, se continua così.
    dulcis in fundo attacco del pd al segretario: rifondazione gioca a togliere voti a noi.
    davanti a tutto ciò, mi piacerebbe CAPIRE come può esserci dialogo con questi cadaveri ambulanti.
    ripeto: la proposta di ramopn mi pare perfetta in questo momento.

    ps
    solo una cosa. dopo aver letto questi lunghi post di ramon, intrisi di CONTENUTI POLITICI, e leggere appresso il commento di edoardo pascarella, non solo fa girar le balle, ma fa passare la voglia di fare politica. e non aggiungo altro

  122. lucaocchionero Says:

    Innanzitutto compagno Pascarella cerchiamo di parlare di politica senza denigrare o insultare nessuno: uno dei disastri di questo partito è stato sempre che l’opinione differente andava trattata come un’eresia con conseguente demonizzazione di chi l’ha espressa. Sarebbe già un passo in avanti discutere civilmente.
    Ramon, sono d’accordo con te su quasi tutto: sulla tua analisi riguardo la nostra presenza nelle giunte calabre e campane, sull’opportunismo di molti nelle federazioni locali che si sono schierati con la maggioranza subito dopo la sconfitta di Vendola, sulla sconfitta storica della socialdemocrazia(non solo italiana ma anche europea), sull’inutilità di qualsiasi frontismo di centrosinistra, sul “governismo” insito, ma da anni, non solo nel ceto dirigente di questo partito ma nel “corpo militante” in una buona percentuale maggioritaria.
    Ma ci sono dei punti che dobbiamo capire tutti insieme discutendo civilmente: come la applichiamo la svolta a sinistra decisa a Chianciano? In quali tempi? Cosa significa quella svolta a sinistra?
    Io ho capito, forse sbagliandomi, che svolta a sinistra significasse togliere l’aureola della santità “politica” al ceto dirigente che predispone un progetto ed un programma politico e poi va dalle masse, dai lavoratori, e dice “votateci perchè abbiamo predisposto un buon lavoro”. Ho pensato che svolta a sinistra significasse appunto “rovesciare la piramide” per cui tornare tra la gente, nei quartieri, nei palazzi, nelle fabbriche a sentire le persone ed in base a ciò sviluppare dibattiti sino alla realizzazione di un progetto e di un programma politico. Fare questo in tutti i territori significa ricostruire il partito insieme ai lavoratori, insieme alle masse, condividendone i bisogni e le esigenze sviluppando contemporaneamente il “partito sociale”. Questo io ho pensato che fosse la svolta a sinistra. Ecco perchè contesto chi prova ad indicarci che la svolta a sinistra si fa alleandosi con le civiche, alleandosi col PD, o andando da soli. La politica deve essere uno strumento, un mezzo, così anche un’eventuale alleanza: solo un mezzo per risolvere i problemi che hai trovato dialogando e camminando per strada perchè ad un certo punto, dopo aver ascoltato il problema, ti chiedi che strumenti hai per realizzarlo e, non nascondiamoci davanti ad un dito, al momento il PRC di mezzi ne ha pochini, eppure dobbiamo provarci lo stesso.
    In quali tempi dobbiamo realizzare questa svolta a sinistra? I tempi non possono che essere lunghi: sono le condizioni oggettive del partito a richiederlo. Chiunque si illude che questo partito potrà dire la sua se non passano 4 anni davvero ha sbagliato tutti i calcoli. Questo partito(se non scoppia un’altra guerra intestina) sarà pronto alle prossime elezioni nazionali. La svolta a sinistra non solo si enuncia ma poi si pratica, sempre nelle dinamiche sociali e territoriali, sempre in rapporto coi movimenti, giorno per giorno, e giorno per giorno può dare effetti positivi alle volte impercettibili, ma sempre, scusate se mi ripeto, legati ai problemi quotidiani della gente. Del resto l’altra strada sarebbe “fabbricare” una svolta a sinistra solo nel ceto dirigente, quindi decidere l’uscita in tutte le giunte o decidere d’arbitrio di non partecipare ad alcuna trattativa, ma io credo che questa cosa sia esattamente speculare a chi invece sostiene che invece bisogna “accordarsi sempre”.
    In ultimo insisto evitiamo di porre in essere azioni che servono a spaccare il partito per linee ideologiche: cerchiamo di non credere ai sospetti che diffondono, cerchiamo di cambiare atteggimaneto verso i compagni smettendola di interpretare tutto in mala fede, come se tutto scaturisse da un complotto segreto volto ad emarginare questo o quello. Rendiamoci conto, compagno di Bergamo, che non esistono compagni di serie A e compagni di serie B, che stare in segreteria provinciale è una rogna, non è un onore, soprattutto di questi tempi! I “posti” nel partito non servono a niente!! Cerchiamo di capirle queste cose!
    Piuttosto, questa è la mia più grande preoccupazione, d’ora in avanti cerchiamo di lavorare nel partito affinchè tutte le correnti vengano superate nell’interesse comune del partito come strumento per la realizzazione dei bisogni delle classi popolari. Basta con la logica della maggioranza e della minoranza, basta con le divisioni che sanno di naftalina(che purtroppo vedo riproporsi) tra togliattiani e gli “altri”. Fermiano la logica del “correntismo” poichè, come ha detto Ramon, producono solo dirigenti mediocri selezionati sulla fedeltà e nient’altro. Se il partito è in queste condizioni è anche perchè da 4 anni(ultimi due congressi) produciamo dirigenti unicamente selezionati così che umanamente e politicamente non contano un cazzo all’infuori del PRC, al di fuori della loro corrente: sono solo buoni a fornire un lampante esempio di separatezza tra partito e società.
    P.S: Ramon, dammi un altro numero di H.G. perchè quello che mi hai già dato è sempre spento. Ciao e grazie!

  123. Infatti Maria,
    é proprio questo con non capisco: a livello nazionale ci coglionano continuamente, e a livello locale continuiamo quasi ovunque ad essere puntello del PD nelle amministrazioni.

    Il PD, è proprio sulle amministrazioni locali che trae la sua ultima forza. Continua ad essere il partito dei “Sindaci” e sono loro che determinano molte delle scelte e delle storture del partito. Se gli diamo forza a livello locale la perdiamo a livello nazionale.

    Sulla vicenda di Bologna, voglio dire un’ultima cosa. Mi è sembrato di intuire che per fare l’alleanza il PD ha lavorato e fatto pressioni per destituire il sagretario e queste intromissioni io le giudico inaccattabili. Non solo pretendono di obbligarci, con vari sbarramenti, a decidere se noi ci dobbiamo aggregare o meno con altre forze politiche, in nome di una semplificazione del quadro politico deciso a tavolino,ma hanno la pretesa di scegliere gli organismi dirigenti del nostro partito (Vedi appoggio a Vendola all’ultimo congresso).

    Un partito che si dichiara alternativo al PD non può accettare queste cose, anche per dignità!

    P.s.
    La posizione di Ramon sul partito sociale, il rapporto con i movimenti, l’alternativa al PD ecc… non sono posizioni personali che lui persegue in solitaria, ma sono, o meglio, dovrebbero essere le posizioni di tutto il partito secondo il documento politico uscito da Chianciano.

  124. lucaocchionero Says:

    Ultima cosa: nè io nè altri mentiamo ai militanti facendo capire che il PRC è un eden, gli altri sono stronzi e giù di lì. Parlo, parliamo di quelli che sono i nostri programmi, la nostra linea politica nazionale, di quelli che sono i nostri progetti sul territorio, di quello che vogliamo fare e soprattutto ascoltiamo più che parlare noi, perchè questo è un partito che ha anche bisogno di ascoltarla la gente e dico basta ai “parlatori” inutili, che ti intrattengono per ore annoiandoti nelle riunioni, oppure quelli che disegnano straordinarie ideologie nel cielo, oppure quelli che con la poesia ti emozionano per un momento, senza poi che ci sia un costrutto. Basta con la politica intesa come spettacolo teatrale o mega show televisivo. Che la politica la proponga la gente: noi ascoltiamo e poi ci adoperiamo con tutti i mezzi leiciti a disposizione per mettere in pratica.
    Non dico che siamo l’eden ma non vado raccontando neppure le cose peggiori di questo partito. Anche perchè gran parte di quello che so è gossip, e pur avendolo appreso a margine, non mi interessa diffonderlo.

  125. ok. laura, solo una cosa e poi scappo.
    lasciamo perdere le stronzate tipo i commenti di pascaerlla che si commentano da soli.
    il tempo è breve, e si deve decidere.
    ramon ha fatto una proposta a mio avviso molto buona.

    dire al pd, fate un po quel che volete, sceglietevi un leader o mettete un babbuino (forse non c’è differenza in realtà) ma sappiate che alle prossime elezioni non vi potete nemmeno sognare che noi si rifaccia la commedia del centrosinistra. magari però possiamo fare un accordo e tentare di farvi vincere se rispolverate la proposta di legge proporzionale tedesca sia pure con sbarramento.

    concentriamoci su questo. e se qualcuno ha altre idee, mettiamole a discussione.
    ciao

  126. non si può paragonare il pd alla lista di bonaga e sansonetti: loro non parlano di alleanza, loro vanno con loro e basta. siamo proprio sicuri che sia una svolta a sinistra?

  127. il discorso è molto diverso per amministrazioni colluse come quelle del sud. ma sembra che a bifo interessi solo l’orario di apertura dei locali di via del pratello. dico con chiarezza che per me in questo momento evitare che l’italia diventi un monocolore berlusconiano è fra i primi obiettivi. chi non sente questo è lontano mille miglia da me. se fossei stata nel ruolo di loreti, mi sarei battuta strenuamente per verificare le possibilità di un’alleanza che portasse su lidi più ragionevoli il pd. a me lo vostra linea non sembra erede di chianciano, lì non si è affatto deciso di rompere tutte le alleanze. per inciso, loreti premeva affinché sulla soglia delle europee si rompessero le trattative col pd. ma quali trattative volevi salvaguardare ramon, visto quel che scrivi?

  128. lucaocchionero Says:

    vi faccio un esempio concreto, perchè a me piace parlare di fatti: stasera ho una cena con un buon quadro sindacale che è interessato al nuovo corso del PRC e che io ed un mio amico stiamo provando a convincere ad iscriversi ed a lavorare per noi anche per favorire una certa operazione politico-sindacale che dobbiamo fare su una grande azienda del territorio. Di che cosa volete che gli parli per convincerlo a lavorare con il PRC? Avanti ditemelo voi…

  129. montebifo Says:

    Gli scissionisti di bologna lasciano il prc per questi.
    contenti loro, contenti tutti. Si aggiungono agli assessorati per la notte e la bellezza, ai riscio’ per gli studenti, agli spazi sociali per “rivoluzionari ” di professione, nella maggior parte ricchi studenti fuori sede. Il pd a bologna è un disastro, ma qui sembra una gara a chi è peggio. in piena crisi economica e sociale, questa è la loro risposta.

    Due comunicati della agenzia dire di ieri:

    ER) BOLOGNA. QUARANTENNI E SINGLE, CORSA AL VOTO DEI SEMPREVERDI
    LISTA D’APPOGGIO A MONTEVENTI: SI’ ALLO SVAGO, NO AL PRECARIATO
    (DIRE) Bologna, 18 feb. – Come simbolo hanno scelto un lupo con
    cilindro e papillon. Perche’ come loro, con l’eta’, il lupo perde
    il pelo, ma non il vizio (in questo caso quello del divertimento
    e della socialita’). Sono nati per scherzo come “tardone e
    tardone in forma”, ma ora non giocano piu’ e si preparano a
    scendere in campo per le amministrative di giugno in appoggio
    alla lista “Bologna citta’ libera” per Valerio Monteventi
    sindaco. Hanno scelto un leader, Alessandra Da Fre’ (Sandy nella
    vita e sulla scheda elettorale), e si sono dati il nome di
    SempreVerdi associati, perche’ parlano a quei quarantenni, spesso
    single, che non si riconoscono nelle categorie di cui ci si
    occupa in prevalenza (giovani, famiglie e anziani) e si sentono
    esclusi dalle politiche sociali. Insomma, i SempreVerdi si
    propongono “di difendere gli interessi di una nutrita fascia di
    cittadinanza che, pur contribuendo economicamente al benessere
    della collettivita’, e’ priva di una rappresentanza che ne
    promuova e tuteli le esigenze”. Comprese quelle dello svago
    notturno.
    I SempreVerdi non vogliono essere bollati con l’etichetta di
    “popolo della notte” (anche se puntano ad un assessorato ad hoc),
    anche se molti di loro hanno protestato in prima persona contro
    le ordinanze emanate in autunno e che hanno colpito alcuni locali
    di via del Pratello e dintorni. E uno dei punti del programma
    riguarda proprio la “creazione di zone dedicate alla
    socializzazione, sull’esempio di importanti citta’ europee (Soho
    a Londra, Pigalle a Parigi, St.Pauli ad Amburgo), preferibilmente
    in aree storicamente votate a quest’uso (via del Pratello e la
    zona universitaria) ma anche in zone adibite prevalentemente ad
    uffici (ad esempio come via Marconi)”.(SEGUE)
    (Vor/ Dire)
    16:16 18-02-09
    (ER) BOLOGNA. QUARANTENNI E SINGLE, CORSA AL VOTO DEI… -2-

    (DIRE) Bologna, 18 feb. – Al primo punto del programma elettorale
    c’e’, pero’, la lotta al precariato (condizione che, ricordano,
    accomuna molti quarantenni), con la richiesta all’amministrazione
    di “pretendere contratti di lavoro stabile per i servizi dati in
    appalto”. A misura di quarantenni single anche le proposte di
    politica abitativa. I SempreVerdi chiedono, infatti,
    l'”inserimento nei programmi di edilizia sociale della
    ristrutturazione di edifici, da suddividersi in tanti piccoli
    monolocali, con impianti comuni da pagarsi a millesimi e da
    affittare ad adulti soli a canone calmierato”.
    Sostengono l’incentivazione del servizio di trasporto pubblico
    e chiedono piu’ autobus alla notte, soprattutto per collegare
    locali, zone del divertimento e parcheggi scambiatori. Alla
    metropolitana preferiscono l’utilizzo dei “binari gia’ esistenti
    delle ferrovie suburbane, aumentando i punti di salita-discesa,
    in modo da trasformarla in un servizio urbano integrato con
    quello su gomma”. I SempreVerdi propongono “la riapertura dei
    laboratori di creativita’ artistica” (come il Link), ma anche
    l’attivazione di un servizio di pronto intervento immediato, con
    pattuglie di Polizia miste, dedicato alle donne e attivo dalle 8
    di sera alle 8 del mattino”. A giorni nascera’ l’associazione,
    poi iniziera’ l’avventura elettorale di questi quarantenni,
    candidati sia per il consiglio comunale che nei quartieri.
    Intanto, il programma elettorale dei SempreVerdi si trova sul
    sito di Bologna citta’ libera.
    (Vor/ Dire)
    16:16 18-02-09

  130. […] È chiaro che la domanda di unità del popolo della sinistra anticapitalista è sempre più pressante, come è chiaro che questo arcipelago di partitini non serve assolutamente a niente, anzi crea solo confusione nell’elettorato e ingrossamento dei consensi di Di Pietro. Ma la proposta di ritornare a rifondazione comunista e ripartire da lì per creare una sinistra anticapitalista moderna e dinamica è pura retorica e soprattutto fantasia. La frase con cui inizio questa mia “analisi” è di Ramon Mantovani, noto dirigente del PRC (a mio avviso uomo lucido e razionale, compagno straordinario, l’unico che merita di dirigere quel partito), estrapolata dalla lettera che lui ha inviato alla maggioranza uscita vincitrice dal congresso di Chianciano. A dire la verità bisognerebbe riportare molti passi, io vi consiglio di leggerla tutta [Lettera aperta alla maggioranza di Chianciano.] […]

  131. rifondaz Says:

    i compagni di sinistra critica non tornano ? ce ne faremo una ragione.

  132. lucaocchionero Says:

    ecco appunto… come volevasi dimostrare…

  133. Si però dite pure caro compagno di Avellino:”non sono così drastico nella chiusura a Rifondazione, tra l’altro credo che bisogna aprirsi e prendere la sfida delle europee accettando la proposta del PRC”

  134. Ah dovete sapere che i compagni di sinistra critica appoggiano la lista di bifo-monteverdi-sansonetti.Il tutto per la chiarezza.

    La lista che nascerà per le europee sarà una lista plurale in cui ognuno porterà avanti il proprio progetto come ben ha detto Ramon nel post precedente,in sostanza non vuole essere un partito unico ma un alleanza programmatica e giustamente i compagni di sinistra critica aprono all’accordo.Il tutto per la chiarezza

  135. lucaocchionero Says:

    adesso parte il giochetto di alcuni di SC che utilizzano le parole di Ramon per continuare a fare gli estremisti fessi come alcuni che conosco che hanno stappato lo spumante qualndo il PRC è uscito dal parlamento. L’avessero sostituito loro li avrei pure capiti, ma vista la figuraccia mi sarei ben guardato dal festeggiare. In realtà anche in Sinistra Critica ci sono compagni e compagne che non vedono assolutamente male una ricomposizione nel PRC e che lavorano per ammorbidire le posizioni di tutti. Forse non sono tanti, forse la loro azione è irrilevante, ma noi per caso vogliamo aiutarli o no?

  136. Alessandro Says:

    Caro Ramon il tuo primo post mi ha spiazzato non poco,ho letto molti dei commenti e oggi gli ultimi tuoi interventi,solo adesso mi sento di poter esprimere l’idea che mi sono fatto.
    Non conosco la realtà bolognese però dobbiamo metterci d’accordo, o si dice che il cpf è sovrano anche a dispetto di quanto vorrebbe un’applicazione coerente della linea politica nazionale(?),oppure dobbiamo dire esplicitamente che la linea politica nazionale dovrebbe essere sovrana al punto di “correggere” eventuali scelte sbagliate prese nei cpf(?). E’ evidente che entrambe le soluzioni, apparentemente tecniche,avrebbero conseguenze sulla politica e sulla cultura del partito,se ne può certamente parlare,per fare chiarezza, di certo però, uscire dal partito dopo essere stato messo in minoranza,potrà anche essere comprensibile ma non certo giustificabile(politicamente).
    Conosco meglio invece,la realtà del sud italia,vivo nella prov di Palermo, conosco molto bene i meccanismi politici, i trasversalismi e gli scambi affaristico mafiosi che stanno alla base delle alleanze elettorali e dello strapotere della destra dalle mie parti.
    Quando la degenerazione della politica degenera(scusate il gioco di parole) può capitare che un partito come Rifondazione decida di continuare ad amministrare in Campania o in Calabria, provocando una disaffezione totale tra militanti e simpatizzanti,in poche parole il partito è stato trasformato dal sistema che si proponeva di abbattere.
    Ti assicuro però,che non c’è solo questo, a Palermo,per esempio, Rifondazione non governa, non è neppure rappresentata all’ars, ne al comune, e pure ci confrontiamo ogni volta con il muro del consociativismo,del ricatto sociale,del voto di scambio legalizzato,con i proletari che votano in massa per l’Udc,Forza Italia ecc ecc.
    Io caro Ramon, ho seri dubbi che la degenerazione politica bolognese sia la stessa o della stessa natura di quella calabrese, e penso che anche i risvolti di questa degenerazione all’interno del partito non siano del tutto identici.
    Se cogliere il dato politico della “morte del centrosinistra” significa aprirsi ad una diversa prospettiva che escluda “in se” la possibilità di amministrare in giunte come quella calabrese o campana,io sono d’accordo con te…Ma se invece significa che dobbiamo rompere con il Pd ovunque (che non vuol dire fuga dalle istituzioni) allora io non ci sto!
    Vivo in un paese di 40000 abitanti dove pdl e udc prendono all’incirca l’80% dei voti, le uniche opposizioni esistenti sono il pd e il prc, davvero qualcuno pensa che la migliore strategia per il mio circolo(tra un anno si vota) sia quella di rompere con l’unica forza di opposizione locale oltre alla nostra che tra l’altro, non è per niente in salute?
    Beh se qualcuno lo pensa davvero lo venga a raccontare ai compagni, gli si venga a spiegare perchè la macchina bruciata ad un nostro compagno sia così diversa dalla abitazione di un consigliere del pd che è stata data alle fiamme. Entrambe per motivi politici, magari per avere detto no alla privatizzazione delle reti idriche o alla ennesima megaspeculazione edilizia. Compagni esistono mille buone ragioni per rompere con chiunque,alla nostra destra o alla nostra sinistra, ma queste buone ragioni non possono e non devono valere “a prescindere”…..ma devono rivelarsi buone anche nelle specifiche realtà locali,chi meglio di chi ci lavora può esprimersi in tal senso?

  137. alessandro non si parla di rompere col pd OVUNQUE.
    ma sarebbe ora che dettassimo un po’ noi le condizioni dell’accordo.
    serie precise e leali (caratterisctiche molto lontane dal pd).
    essere ruota di scorta del pd è umilante e autolesionista e non servirà a combattere la destra. MAI.

  138. A me pareva che Ramon proponesse proprio di rompere con il pd ovunque e sinceramente mi trova pienamente d’accordo. E sono d’accordo con tutta la sua analisi.

  139. Caro Ramon,
    volevo dire che condivido in pieno le tue argomentazioni, che trovo coraggiose e lucide. Io sono uscito dal Prc nel 2003, perchè mi capitò di essere parte di una vicenda molto simile a quella bolognese, dove, in sostanza, la federazione venne commissariata pur di fare l’accordo con l’Ulivo. Quando dici che queste cose possono far scappare i compagni non posso che confermare. Aggiungo con una punta di polemica che all’epoca vidi il buon Ferrero sostenere le ragioni del commissariamento e dell’alleanza. Quindi, pur non facendo parte del Prc ormai da sei anni, non posso che apprezzare il tuo ragionamento poiltico generale sul centrosinistra e sulla sinistra, ragionamento che riguarda anche me ed altri compagni, comunisti o meno.

  140. no animal. a me pare proprio di no. l’analisi di ramon la condivido anch’io al 100%. TUTTA. compresa la sitauzione dello stato dell’arte interna a questo partito. ma ramon ha proposto una discussione. la riporto.

    ci vuole anche una proposta politica che nel tempo renda questo difficile e faticoso e invisibile ai mass media lavoro sociale capace di scardinare il sistema politico separato. perché senza proporsi di scardinare il sistema politico separato, questo osceno teatrino fatto di manovre comunicati stampa leader e candidati, il conflitto è destinato non solo a perdere ma anche ad essere sempre più vissuto come inutile e perfino controproducente. in altre parole il centrosinistra non si cambia dall’interno spostandone l’asse a sinistra. si è dimostrato perdente negli anni scorsi. come cazzo si fa a pensare che possa essere vincente oggi??????!!!!!!!!
    allora qual’è una proposta politica per eccellenza? a costo di scatenare una discussione ancor più incasinata ne dico una. dire che chi resiste e lotta non è nel centrosinistra e al massimo può votarlo al secondo turno. dire al pd, fate un po quel che volete, sceglietevi un leader o mettete un babbuino (forse non c’è differenza in realtà) ma sappiate che alle prossime elezioni non vi potete nemmeno sognare che noi si rifaccia la commedia del centrosinistra. magari però possiamo fare un accordo e tentare di farvi vincere se rispolverate la proposta di legge proporzionale tedesca sia pure con sbarramento. non sono proposte impossibile da realizzare. se ci pensate bene sono possibili. ciò che è impossibile e che il pd rinneghi se stesso e abbracci la lotta di classe e il conflitto. il centrosinistra è morto. punto.
    qualcuno mi vuol dire per favore se è minimamente vero ciò che ho detto, e come si vede non mi sono sottratto a fare proposte, ma ce ne possono essere altre ovviamente e le mie sono solo indicative, “politiche”,

  141. Francesco Says:

    Questo è l’ODG approvato dal CPF di Bologna si discuta su questo pro o contro che sia:

    Bologna, elezioni amministrative: le risposte alla crisi al centro del confronto

    di ***

    su Prc del 18/02/2009

    La fase attuale è caratterizzata da una crisi di tipo “strutturale e costituente” a cui il Governo risponde con politiche blande e caritatevoli, come la social card e l’una tantum, in campo economico. Le stessa riforma contrattuale siglata da Confindustria e sindacati complici (Cisl, Uil e Ugl) accentua, anziché risolvere, i problemi di precarietà e bassi salari.

    Per questi motivi siamo stati a fianco della Cgil e dei sindacati di base durante lo sciopero generale del 12 dicembre scorso; a fianco e con la Fiom e FP Cgil scesi in lotta il 13 febbraio; e lo saremo con il sindacalismo di base che scenderà in piazza il 28 marzo e ancora con la Cgil che manifesterà il 4 aprile. E in tutte quelle vertenze territoriali dove è del tutto evidente che si pone il tema di un nuovo movimento operaio e di un nuovo sindacalismo di classe e democratico.

    Poiché la crisi è strutturale e dichiaratamente non di breve periodo, le sole politiche redistributive sono del tutto insufficienti: è necessario ripensare un modello economico e sociale basato sulla qualità del produrre e dei prodotti; sulla ricerca, la scuola, la tutela dell’ambiente e dei diritti. Si tratta di ricostruire quel tessuto sociale che il liberismo ha eroso in questi ultimi decenni. Ciò presuppone anche un nuovo protagonismo dell’intervento pubblico.

    La politica di Veltroni e del Pd – colpevole di aver aperto all’accordo separato e proposto tagli alle pensioni e modifiche all’art 18 – fotografa un partito diviso su tutto: riforma contrattuale, testamento biologico e diritti civili, Gaza e politica internazionale, a dimostrazione che non si costruiscono forze politiche con scioglimenti e sommatorie eclettiche. Altrettanto grave è l’accordo raggiunto da Veltroni con il Pdl per lo sbarramento al 4% per le prossime elezioni europee, teso a ridurre ulteriormente la rappresentanza delle forze di sinistra e dei comunisti per poter ancora una volta speculare sul voto utile al Pd. Tra l’altro l’esito delle elezioni in Sardegna dimostra la falsità di questa tesi: la sinistra si riprende – a partire dai comunisti – e ritorna ai livelli di consenso delle amministrative 2004, mentre il crollo del Pd è la causa principale della sconfitta di Soru.

    La politica del governo delle destre, pericolosa per la stessa democrazia, e la linea subalterna del Pd vanno battute con un vasto e articolato movimento democratico e sociale.

    La lotta contro la crisi è la priorità del partito. A questo scopo è necessario superare lo stato di immobilismo della nostra Federazione avvitata e bloccata da uno scontro di vertice sulle elezioni amministrative (accordo sì, accordo no), senza peraltro che ancora si sia aperto alcun confronto programmatico col Pd e col suo candidato a Sindaco.

    In coerenza con il percorso portato avanti in questi anni, dal documento programmatico siglato con le altre forze del centro-sinistra all’uscita dalla maggioranza di centro-sinistra che governa il Comune di Bologna, sino ad arrivare all’ordine del giorno del cpf del 27 ottobre 2008 le cui ragioni sono state ribadite dal recente comunicato della maggioranza della Segreteria della Federazione, occorre verificare se esistono le condizioni per una convergenza programmatica con le altre forze della sinistra e con il Pd.

    La verifica che proponiamo non deve avvenire all’interno di una logica continuista: la crisi ha cambiato e cambia nel profondo la politica nazionale e bolognese; la crisi deve portare forti cambiamenti anche nei governi locali. Non è sufficiente allearsi per battere la destra: la destra si sconfigge battendo la crisi e quindi proponendo un programma avanzato che metta gli enti locali al servizio di un processo di fuoriuscita da sinistra dalla crisi economica e dai suoi effetti (la guerra tra i poveri, la disoccupazione, la precarietà, la cassaintegrazione epidemica). E’ la stessa convivenza civile e democratica ad essere messa in discussione. Ed è proprio per questi motivi che va costruito un programma di sinistra che parli ai lavoratori, alle classi popolari, agli studenti, ai pensionati e dia loro le risposte di cui hanno bisogno, in un progetto non testimoniale ma “di massa”, utile socialmente e utile politicamente.

    Il confronto programmatico dovrà rappresentare la coerente prosecuzione, e non il tradimento, delle lotte che si sono sviluppate nei mesi scorsi e che si svilupperanno nei prossimi.

    E’ in relazione a ciò ed al sentire dei lavoratori che si dovrà decidere la qualità dei programmi e la possibilità o meno degli accordi; di contro, risulterebbero negative e non comprensibili alle necessità popolari e democratiche e ai conflitti in campo sia una subalternità pregiudiziale nel confronti del Pd sia una posizione settaria, pregiudizialmente isolazionista.

    Proprio la durezza della crisi rende incerti gli esiti dei confronti programmatici; qualunque sia l’esito questi devono essere il frutto di una discussione e di una consultazione di massa: corrette, trasparenti, imperniate sulla politica e sui contenuti.

    Le campagne per le amministrative e per le europee dovranno essere agite prioritariamente e principalmente fra i lavoratori, le classi popolari e i ceti progressisti con modalità unitarie e linguaggi comprensibili.

    Il programma deve essere dunque un percorso sociale partecipato, di ascolto e di confronto rivolto a tutti i soggetti sociali e politici di riferimento che abbia al centro le questioni del lavoro e della precarietà, le politiche culturali, la scuola, la sicurezza sociale, la difesa del territorio ed il rilancio del trasposto pubblico.

    In base a questo:

    il Cpf decide di verificare la possibilità di definire elementi programmatici comuni con le forze della sinistra più vicine.

    Sia in caso di accordo col Pd sia in caso di mancato accordo, il Prc dovrà avere il suo programma locale e il suo profilo programmatico nazionale, di una forza cioè che si batte non solo per migliorare la condizione della classe lavoratrice (anche attraverso alleanze e riforme parziali) ma anche per una prospettiva rivoluzionaria di superamento del sistema capitalistico. Allo scopo di dotare il partito di un programma locale e contemporaneamente al fine di individuare le principali condizioni programmatiche necessarie per un accordo alle prossime elezioni amministrative il Cpf convoca una conferenza programmatica locale con cui coinvolgere le iscritte e gli scritti e le competenze presenti nel partito, nel più ampio processo partecipativo.

    Al termine del confronto le decisioni finali saranno assunte attraverso la più ampia partecipazione del partito.

    Tuttavia, è urgente superare l’immobilismo e attivare il partito, la sinistra anticapitalistica e i movimenti attorno ad alcune immediate priorità programmatiche che attengono anche al ruolo degli enti locali, che andranno approfondite e perfezionate nella conferenza programmatica.

    E’ necessario operare per il blocco dei licenziamenti, attraverso l’attivazione di casse integrazione a rotazione, contratti di solidarietà e ammortizzatori che compensino la riduzione del salario;
    è necessario raggiungere l’obiettivo di un piano di ammortizzatori equilibrato ed egualitario. Il blocco dei licenziamenti deve rendere possibile il mantenimento e la stabilizzazione dei precari nel privato come nella Pubblica Amministrazione;
    i servizi e le tariffe devono essere utilizzati per garantire la tutela massima in funzione anticrisi per i lavoratori e le loro famiglie;
    è necessario mettere in atto tutto ciò che è nella competenza degli enti locali per sospendere la legge Bossi Fini, in maniera tale che i licenziamenti anche temporanei non comportino la perdita del permesso di soggiorno e l’affondare nella clandestinità, e per contrastare il pacchetto-sicurezza di Maroni;
    in questo senso proponiamo alle forze sociali e politiche del centro-sinistra una grande vertenza unitaria contro il governo su questi temi e la costituzione di un comitato unitario anticrisi che unifichi tutte le situazioni di crisi per una gestione unitaria e politica all’altezza delle necessità;
    è necessario contrastare il carovita con un più efficace controllo dei prezzi, l’allungamento degli orari del mercatino del Caab, navette che ne consentano l’utilizzo, in particolare agli anziani, l’istituzione di spacci a partire dagli stessi centri anziani, favorire lo sviluppo dei Gruppi di Acquisto Popolari anche al fine di eliminare l’intermediazione parassitaria e consumare prodotti locali;
    sulla formazione facciamo nostre le proposte contenute nella protesta messa in campo in questi mesi da tanti genitori, insegnanti e studenti che chiede l’impegno per una scuola pubblica, laica, per italiani e migranti, di qualità. Riteniamo fondamentale il potenziamento della scuola pubblica e inaccettabili i finanziamenti alle scuole private;
    inchieste recenti in diverse zone del Paese (anche a Bologna, come dimostra la vicenda dell’Aeroporto) hanno messo in luce il legame che si viene a creare fra servizi pubblici privatizzati, la lunga e oscura catena degli appalti e dei subappalti, faccendieri e politica; queste vicende danno ragione alla nostra opposizione alle privatizzazioni ma non ci esimono al contempo a rinnovare l’efficacia e l’efficienza dei servizi pubblici;
    è necessario svoltare in materia di sicurezza rispetto all’approccio sbagliato e fallimentare dato da Cofferati e quello sempre più razzista messo in campo da parte del governo con il pacchetto “insicurezza”; l’insicurezza viene dalla crisi, dalla precarietà, dai bassi salari e basse pensioni, dai tagli allo stato sociale: tutto ciò alimenta la guerra fra poveri, su cui soffia demagogicamente la destra. E’ necessaria un’altra idea di sicurezza che passa per la costruzione di legami sociali, per la cultura del rispetto e della solidarietà. Proponiamo che per questi motivi il programma su questo tema delicato sia elaborato in un percorso condiviso con le tante organizzazioni che si sono mobilitate in questi anni con approcci progressisti: soltanto così è possibile far vivere nella società e non solo nelle istituzioni una nuova e alternativa idea di “sicurezza”;
    appare del tutto fallita la politica della mobilità fatta di piccoli passi: proponiamo una svolta attraverso il potenziamento del trasporto pubblico urbano, extraurbano e ferroviario e di aprire una vertenza per far rispettare gli accordi che prevedevano lo sviluppo del SFM con l’alta velocità; nella città si deve istituire il biglietto da 50 centesimi per 30 minuti bloccando radicalmente l’accesso;
    proponiamo di contenere al massimo ulteriori urbanizzazioni e centri commerciali; di avere massima attenzione per le politiche abitative, in particolare a favore dei giovani, anche attraverso la messa a disposizione di alloggi da parte dell’Università e degli Enti Locali, che devono essere i depositari dei contratti di locazione anche al fine di contrastare fino in fondo l’abusivismo;
    servono nuovi spazi per i giovani, sia a livello ricreativo sia a livello culturale;
    servono provvedimenti specifici che consentano di prevenire la violenza sulle donne;
    vanno cambiate e riprogettate le politiche culturali dell’amministrazione comunale, in questi anni sostanzialmente assenti o schiacciate sulla politica dei grandi eventi, mentre invece c’è bisogno di sostenere e valorizzare le numerose realtà culturali presenti a Bologna mettendo l’amministrazione comunale al servizio e a sostegno di una rinascita culturale della nostra città.

    *** Presentato da:

    Bilardi Donatella
    Cicchetti Ezio
    Franchi Stefano
    Pondrelli Marco
    Quaranta Giuseppe

  142. di solito non intervengo sui commenti, ma questa volta lo voglio fare per dire una cosa molto semplice.
    L’esperienza congressuale di luglio è servita a salvare il prc da una liquidazione preventiva.
    Durante il congresso è emersa una linea politica, adesso si tratta di applicarla sia centralmente, sia nei territori.
    Mi pare che l’intervento di Ramon segnali un disagio, cioè qualcosa che si è detto di fare (al congresso), ma che non si sta facendo, in particolare, per intenderci mi riferisco al rapporto che il partito ha in alcuni territori con il pd (calabria e campania).

  143. Visto che c’è chi insiste nel postare e ri-postare il solo doc. di maggioranza, vi fornisco anche il testo di quello bocciato e dell’appello alla consultazione delle/degli iscritt* sottoscritto da 220 compagn*.
    Saluti e libertà (scusate la lunghezza).
    Ale B.

    ———————————————–

    Odg di minoranza:
    Il 16 dicembre 2008 l’OdG presentato dalla segreteria ed approvato a maggioranza dal CPF apriva ad un confronto politico e programmatico con le donne e gli uomini della nostra città, dei comuni della nostra provincia, con le loro strutture sociali e politiche che comprendono – su uno stesso piano di legittimità e dignità – movimenti, associazioni, organizzazioni sindacali e partiti.
    A distanza di due mesi la Segreteria non ha avviato ancora alcun confronto politico serio e nulla ha proposto circa le linee programmatiche su cui sostanziare il confronto, anche guardando alle prossime elezioni amministrative.

    Il vuoto di indicazione politica ha semplicemente riacutizzato le divisioni interne al Partito, dando adito a diverse, spesso contrapposte, prese di posizione; alimentando confuse pratiche di contatto con altri soggetti sociali e politici senza una base programmatica condivisa disattendendo nei fatti il mandato del Comitato Politico Federale e dando un’immagine del Partito debole, lacerato e morente, in una parola: inaffidabile.

    Considerata la contrazione dei tempi (in politica i tempi sono fondamentali), nel rispetto del mandato del CPF è necessario assumere decisioni precise riguardo al percorso politico, affrontando anche il nodo dei rapporti da costruire – verificandone costantemente la congruenza con il nostro progetto politico – con la molteplicità dei soggetti oggi schierati nel campo della sinistra.
    Ciò considerato, si dà mandato al segretario:
    – di presentare immediatamente alle cittadine e ai cittadini di Bologna e dei 50 comuni della nostra provincia i contenuti programmatici che caratterizzano le politiche del nostro partito sui temi del lavoro, della scuola, della casa, del welfare, ecc. rivendicando le politiche adottate contro la gestione Cofferati;
    – di rendere chiaro a tutti gli interlocutori che volessero confrontarsi sui contenuti proposti dal nostro Partito che il tempo della discussione è ora, non tra due settimane o – peggio – ancor più tardi;
    – di aprire il confronto fissando i seguenti punti che per noi rappresentano l’ineludibile base di partenza per costruire un un progetto di governo delle amministrazioni locali:

    1. Scuola: riduzione concreta e progressiva del finanziamento pubblico alle scuole dell’infanzia paritarie fino alla sua completa eliminazione;

    2. Casa e spazi: attuazione di una vera politica abitativa ponendo a carattere prioritario la progressiva assegnazione alle oltre 7500 richieste in graduatoria, attingendo al patrimonio ACER e agli immobili degli altri Enti, per lo più sfitti, valorizzando l’autorecupero ed autoristrutturazione e la requisizione temporanea degli alloggi sfitti privati
    Attivazione della neonata Agenzia per gli affitti che promuova, anche con detassazionI ed
    incentivi, l’utilizzo del patrimonio immobiliare privato;

    3. Dialogo con le associazioni riconosciute e no e ricognizione – assieme ad esse e con un metodo partecipato – degli spazi del Comune e della Provincia inutilizzati da poter assegnare loro perché vengano adibite ai giovani e l’azzeramento di tutte le ordinanze cofferatiane.

    4. Infrastrutture: blocco delle grandi opere (passante nord, metrotranvia, people-mover) che in questa città e nei nostri territori – come nell’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini – sono strumento di distruzione del territorio per interessi privati ben individuati;

    5. Lavoro: politiche redistributive di competenza degli enti locali: riduzione/azzeramento tariffe servizi per precari, cassintegrati, fasce deboli, riduzione/sconto tariffe autobus e trasporti per le stesse (come forme di salario accessorio), istituzione di un fondo sociale comunale cui attingere per far fronte alla crisi, costituzione di un fondo di garanzia pubblico (Comune, Provincia e Regione) per i mutui sulla prima casa dei lavoratori e delle lavoratrici colpite dalla crisi;

    6. Welfare: revisione delle scelte di privatizzazione dei servizi che, in una furia liberista, ha portato al tracollo della storia di Bologna quale città dei diritti, dei cittadini e dei lavoratori, come anche la vicenda Gestor ha evidenziato. Bologna e’ una città longeva pertanto sono necessarie politiche rivolte agli anziani e sostegno alle famiglie con anziani;

    7. Ambiente: inquinamento, polveri (centraline San Felice e AV nel nodo stazione centrale di via Carracci); l’accensione costante di Sirio ed il blocco del traffico anche nelle periferie incentivando l’uso dei mezzi pubblici anche attraverso la riduzione del loro costo di utilizzo;

    8. Laicità: rilancio e potenziamento dei consultori e NO ad associazioni antiabortiste – confessionali e non – al loro interno; istituzione del registro delle convivenze more uxorio e riconoscimento dei diritti alle coppie di fatto.

    9. Cultura: Aumento degli stanziamenti destinati alla produzione; difesa degli spazi teatrali e musicali la cui esistenza è oggi minacciata dai tagli al F.U.S. ed ai trasferimenti statali agli enti locali (apertura di nuovi spazi di confronto e proposta culturale ed artistica: casa delle letterature, museo della fotografia, ecc.); serio rilancio di Sala Borsa, a partire da un nuovo progetto che coinvolga i soggetti culturali della città.

    Questi punti discriminanti crediamo siano validi per il Comune di Bologna, per l’Ente Provincia e per tutte le Amministrazioni dei Comuni della Provincia.
    Solo presentandoci in modo autonomo (laddove questo non sia possibile anche in coalizioni) – fatta salva l’autonomia statutaria dei circoli – e comunque alternativo al PD ed alla PDL, permetteremo ai nostri settori sociali di riferimento di riconoscerci in modo chiaro e preciso come portatori, anche sul terreno elettorale, di un progetto di società autonomo, indipendente ed alternativo alle politiche neo-liberiste e securitarie – ed a ogni loro possibile sfumatura e temperanza – ed al sistema che ha prodotto la crisi epocale che viviamo.
    Proponiamo quindi di presentarci con nostri programmi, nostre liste, nostri candidati, anche per le cariche più alte delle Amministrazioni Locali.

    Tiziano Loreti, Monica Sabattini, Pamela Conti, Marzia Ma scagni, Stefano Tassinari, Mario Iavazzi

    ————————————————–

    In primo luogo un po’ di coerenza e, in ogni caso nessun rimorso, perchè noi siamo quello che diciamo e che facciamo.
    Siamo compagn* con una storia politica molto diversa tra noi e all’ultimo congresso abbiamo fatto scelte diverse, ma tutt* ci riconosciamo ora nella necessità di rilanciare il progetto della Rifondazione Comunista. Siamo ancora iscritti ed iscritte alla Federazione Provinciale di Bologna del Prc/Se e per questo ci sentiamo di dovere/potere prendere parola, al di là delle sedi istituzionali, su scelte politiche importanti.
    Abbiamo maturato la convinzione, sia individualmente che in confronti collettivi, che la scelta sulla costruzione di maggioranze di governo locale, alle prossime elezioni amministrative, sia determinante per la continuazione del progetto politico del partito e per la sopravvivenza stessa di un’idea di rifondazione comunista come sin qui l’abbiamo conosciuta. In coerenza con i nostri convincimenti e con i nostri percorsi, crediamo che oggi non sia più possibile proporci come alleati di governi formati con il Partito Democratico, fatta salva l’autonomia statutaria dei Circoli, in tutto il territorio della nostra Federazione provinciale.
    A differenza del passato oggi emerge chiaramente il rapporto di strumentalità del partito democratico nei confronti dei poteri forti, e, in alcuni territori, l’esercizio del potere secondo logiche che ne stanno determinando la distruzione, sociale ed ambientale, privilegiando gli interessi speculativi a quelli dei lavoratori.
    Pertanto siamo convinti che solo un segnale di rottura nei confronti dell’attuale sistema rappresenti il percorso coerente che la gente ci chiede e che noi chiediamo a noi stessi. Riproponendo al vertice delle priorità il CONFRONTO PROGRAMMATICO del Prc con tutte le forze, associazioni, movimenti ed organizzazioni di quella “sinistra sociale” che deve essere il primo interlocutore di un moderno partito comunista, popolare ed anticapitalista.
    Dunque esprimiamo il nostro più assoluto dissenso ad ogni ipotesi di coalizione e governo con il PD perchè:
    • solo presentandoci in modo autonomo (laddove questo non sia possibile anche in coalizioni) e comunque alternativo al PD ed alla PDL, permetteremo ai nostri settori sociali di riferimento di riconoscerci in modo chiaro e preciso come portatori, anche sul terreno elettorale, di un progetto di società autonomo, indipendente ed alternativo alle politiche neo-liberiste e securitarie – ed a ogni loro possibile sfumatura e temperanza – ed al sistema che ha prodotto la crisi epocale che viviamo.
    • Presentare un’alleanza elettorale al Comune di Bologna ed alla Provincia assieme al PD significherebbe rinnegare le scelte di questi ultimi anni di opposizione alla Giunta Cofferati, i cui risultati in termini di distruzione sociale, cementificazione del territorio ed imbarbarimento culturale sono sotto gli occhi di tutti.
    Per segnare una “svolta a sinistra” per noi è necessario fare un’opera di denuncia del sistema, cambiando anche le modalità di scelta sui temi più importanti, riproponendo come centrali i temi sociali anche nell’ambito del dibattito interno del partito : dal congresso di Chianciano tutto è cambiato e non appare oggi costruttivo, utile e positivo per noi un confronto tra gli organi dirigenti bloccato pregiudizialmente. Nei circoli spesso non è così e tra le ed i compagn* il confronto è più libero e ricco.
    Non possiamo accettare che – utilizzando l’accordo con il PD – si trasformi il progetto della rifondazione comunista in una macchina burocratico-elettorale, nel riaffacciarsi prepotente di un’idea della politica come privilegio di pochi.
    Chiediamo quindi che sia data democraticamente la parola a tutt* i Circoli del Partito e le/gli iscritt*, con un confronto leale ed aperto e che questa sia la strada necessaria per poter conoscere ed acquisire la reale volontà dell’intero corpo del partito in merito a questa scelta, in una fase indubbiamente decisiva.

  144. perchè non postare anche i documenti campani e calabri?
    con tutto rispetto per bologna, eh!

  145. Luca Marini Says:

    Ramon sull’ultimo post non lo condivido mica tanto il tuo ragionamento che se chiedo a uno di rimanere nel partito (senza scomodare la parola appello) in realtà sto facendo finta di nulla oppure lo incoraggio a scappare. Almeno per quanto mi riguarda non è assolutamente così. Chiedo di rimanere o se vuoi resistere, perchè ho bisogno di credere che non rimarrò solo a combattere contro le degenarazioni che stanno soffocando nuovamente il partito a cui sono iscritto da molti anni. Vorrei in proposito parlare direttamente con Alessandro e Tiziano per chiedergli se veramente la mia richiesta di resistere sia per loro un incoraggiamento ad uscire.
    Ricordo come poi tu stesso più volte a proposito del compagno Turigliatto, dicevi che sulle cose si discute ci si divide, ma poi non si abbandona il partito e si vota insieme. Fatta questa considerazione, quando tu dicevi queste cose pensi di averle dette facendo finta di nulla o pensi di aver incoraggiato Turigliatto ad andarsene. Io non penso.

  146. Caro Luca M.,
    per quanto mi rigurda non ti preoccupare, non mi incoraggi ad uscire.
    Ben altri sono quelli che sono riusciti a farmi fare questa dolorosa e sofferta scelta.
    Anzi continueremo a batterci assieme, ora da postazioni diverse, per le stesse cose (checcè ne dica qualcuno, la mia/nostra non è diserzione nè ritirata nel privato).
    Saluti e libertà.
    Ale B.

    P.S. x Maria: l’ho scritto in premessa che lo facevo solo perchè altri insistevano a dare info parziali e mi sono scusato per lalunghezza. Credo comunque, senza voler dare indicazioni a nessuno, che ci siano elementi di discussione che travalicano Bologna. Ciao, un abbraccio.

  147. lo so ale. infatti non era riferita a te quella mia uscita.

    è indubbio che ci siano elementi di discussione che travalicano bologna, ma ci sarebbero anche a leggere gli altri documenti.
    campania e calabria docet.
    detto questo, io sono molto pragmatica e mi piace andare subito al sodo. c’è un problema grande, che è il nostro rapporto col pd. credo che in questo poco tempo che ci sia rimasto, sia doveroso affrontare questo di problema.
    è ora che rifondazione detti regole lei al pd, e non viceversa. a conti fatti, loro non sono più deboli di noi, anzi. ecco perchè ci tenevo a mettere in discussione la proposta politica di ramon.

    un saluto anche te ale…questa volta senza abbraccio, e sai perchè. 😉

  148. Militante Says:

    Caro Ale B., è un bel documento, che condivido integralmente e vedo firmato da compagni di varie mozioni. Al confronto del quale quello approvato in Cpf che parla di “superamento del capitalismo” accanto a “convergenze programmatico col PD” appare a dir poco grottesco. Ma allora, se questo documento ha una base e dei piedi su cui camminare, perchè i principali firmatari, invece di portare le proprie posizioni fino in fondo, chiedere che la consultazion annunciata sia reale e fare lì una giusta battaglia di chiarezza, hanno deciso irresponsabilmente di lasciare non solo le cariche ma addirittura il partito?

    Compagni bolognesi, per favore, lo dico a nomi di tutti coloro che si trovano altrove in condizioni non dissimili, ricompattatevi, mettete da parte gli isterismi e fatela questa battaglia di chiarezza. Senza insulti reciproci ma solo con la forza delle idee. Se perderete amen, ma almeno dimostrerete a tanti altri compagni delusi e nauseati che esistono vasti settori del partito, traversali alle mozioni, che alla svolta a sinistra continuano a crederci! Non avete idea di quanta demoralizzazione potrebbe venire dal “caso Bologna” a tutti noi e la mancanza di fiducia è la prima cosa che uccide un partito, molto più del burocratismo che almeno si può combattere.

    Gettare la spungna in questo momento sarebbe letale per quanti credono in Rifondazione, nonostante tutto. Non possiamo più permetterci di perdere per strada altri compagni, altri mlitanti, altri simpatizzanti.
    Dopo Chianciano ci sono tutte le condizioni per cambiare il partito, non siamo più chiusi dentro le trincee delle aree ma lavoriamo e discutiamo assieme come mai fino ad oggi. Questo è un patrimonio che non deve essere per nessun motivo dilapidato, neanche dopo l’ennesimo accordo al ribasso col Partitto democratico.

    Lo sappiamo, chi cerca un accordo elettorale alla fine lo trova. Mai successo il contrario. Ma un partito, per quanto burocratizzato, senza militanti non va da nessuna parte. Se serriamo i ranghi, la situazione si può ribaltare e in ogni caso la prossima volta saremo più forti nel difendere le nostre ragioni.

  149. Bucharin77 Says:

    Alessandro qui la maggior parte di noi condivide le ragioni della vostra battaglia politica; quello che non condivide è che siate usciti. Abbiamo avanzato degli argomenti contro l’uscita cui voi però non avete risposto. Questo è un problema, perché rischia di rafforzare i governisti.

  150. Luca Gibillini Says:

    Scusate ma tutto questo è davvero comico: Correggetemi se sbaglio:
    La magioranza uscita da chianciano accusa chi esce di essere “colluso” con il PD.
    Poi arrivano le elezioni (un mese dopo) e quella maggioranza (Ferrero – Pegolo – Grassi) sostiene l’allenza con il PD a Bologna, la città di Cofferati e testa d’ariete delle politiche securitarie del PD nazionale.
    Questo, contro il segretario provinciale, che non ci sta all’alleanza col PD.
    Dai! E quindi perchè non dite a chi è uscito che vi eravate sbagliati e non fate una lista unitaria della sinistra con loro e magari alleata nelle elezioni locali al PD?? Ha senso.
    Oppure ha senso che si faccia un sano ordine del giorno nazionale in cui si dice che non si fanno MAI alleanze col PD.
    Terza e ultima ipotesi: Andate a congresso 😛

    Dai, su, vi rendete anche voi conto che è tutto Grottesco e che è in atto una deriva dentro al partito, una deriva identitaria e subordinata al centrosinistra. Il che è esattamente quello che si diceva fino a ieri del PDCI (approposito, e diliberto che esulta per il 2.12% in Sardegna, soddisfatto che insieme i comunisti raggiungono largamente il 4%?)

  151. Luca Marini Says:

    Ok, militante! di dove sei?

  152. io mi sento in consonanza solo con ferrero, sempre ragionevole e pragmatico.
    qui la deriva in atto è la vostra in stile falce e martello, semplicemente perché qualcuno va a VERIFICARE la possibilità di convergenze. VERIFICARE.
    da fuori nessuno capisce.

  153. meno male sacha. che fino a poco tempo fa anche ferrero era un imbecille, un irresposabile ed un demente.
    working in progress

  154. Matta Morelli Says:

    Scusate io esprimerò la mia opinione in merito:
    1) Luca ha ragione, io sono iscritto da 5 anni al partito e ogni volta sento e risento sempre le stesse cose, è necessario far rimanere le polemiche il più interne possibili, non si può uscire sulla stampa per dire non sono daccordo con la maggioranza del partito! Qui si che siamo al frazionismo.
    2)Qui ribadisco la mia concezione del partito, l’eliminazione del centralismo democratico non ha fatto altro he danneggiare il partito, sono nate un ammasso di autonomie locali, in stile ultra federativo dove ognuno decide di testa sua. Questo è il frutto del bertinottismo che si è ormai radicato, la concezione del partito leggere che è difficile da estirpare. La segreteria deve prendere una decision chiara e precisa, in modo che i territori sappiano perfettamente ciò che è lecito o no, questo stato anarchico deve cessare. In questo senso Ferrero mi delude…
    3) Cerchiamo di lavorare sul territorio e costruiamo una nostra autonomia dal Pd, per fare questo è necessario capire che il partito si estende a macchia di leopardo e che è necessario investire in organizzazione! Ci sono territori totalmente scoperti… O iniziamo a ragionare da vero partito comunista o rimarremo sempre mini.!

  155. e be certo dato che si appoggia monteventi non si cammina verso il socialismo, vero?
    vi vorrei chi e cosa è stata rifondazione sia in regione che in comune, privatizzazione di hera (acqua e rifiuti)con la sua messa in borsa, finanziamento delle scuole private (sopratutto cattoliche) fatto una legge razzista che vieta a gli extra-comunitari di vendere in spiaggie romagnole per non disturbare i comodi bagnanti, ha distrutto la maggior parte di circoli in giro per la provincia facendo accordi che non hanno portato NIENTE, ha dimezzato i voti da quando questi “rivoluzionari” ernestini hanno la federazione e dove loreti( ma perche non sei uscito prima?) era stretto per le palle e dove sconciaforni, che è stato quello che ha fortemente voluto zamboni assessore nella giunta cofferati, che poi ha mandato tutti al diavolo e si è tenuto la poltroncina, continuava a ripetere che l’ accordo con il pd è fatto tanto loreti lo facciamo fuori quando vogliamo.
    ma vi prego continuate pure cosi denigrate uno come monteventi di cui voi piccoli burocrati da scrivania non avete fatto neanche la metà di quello che ha fatto lui per bologna.
    la lista bologna città libera avrà anche sansonetti,all’ interno(che detta come và detto non conta un cazzo) ma è l’ unica che a bologna si contrappone alla mafia burocratica del pd che per certi versi in quest’ amministrazione si è dimostrata peggio della destra.
    continuate a lottare per le vostre poltrone che più gente viene con noi!
    ciao ciao!!!

  156. Ramon adesso pure un poco vittimista perdonami, semplicemente il tono è apocalittico, i giudizi sulla fase politica trancianti…

  157. chiedo scusa ma c’è un errore. il sign./sign.ra montebifo ha riportato un mio post scritto sul blog di Sinistra Critica Avellino nell’intendo di strumentalizzare. C’è da precisare che è una mia riflessione partendo dalla lettera di Ramon alla sua maggioranza che condivido e sottoscrivo parola per parola.
    Chi ha letto attentamente (e senza pregiudizi direi) credo che avrà notato qual’è la mia posizione. Io ritengo che in questo momento non è possibile rientrare nel PRC ma non escludo a prescindere che questo avvenga. Penso di essere stato chiaro sulla questione dell’unità (riscrivo un passo): “Non è un problema di nome e simbolo, per me il nuovo partito anticapitalista si può chiamare anche rifondazione comunista a patto che sia nuovo dentro, nuovo di idee, contenuti, pratiche e uomini. Non si può chiedere unità senza aver tratto un bilancio della propria storia, dei motivi della rottura e della degenerazione interna.” Questo significa che sono pronto anche al rientro se ci sono le condizioni ma a patto che ci sia un chiarimento di fondo sulle gestioni locali. Penso che sia legittimo dopo tutto quello che è successo in questi anni. L’unità dei comunisti è una conseguenza della svolta a sinistra e del lavoro quotidiano sui territori. Se lavorando insieme ci rendiamo conto che su dieci attività fatte insieme otto raggiungi risultati significa che hai lavorato bene e l’unità funziona, ma se si continua a barcamenare tra alleanze e GAP allora siamo messi male.
    mi dispiace essere tacciato come settario, dopo una frase del genere non penso che si possa parlare di settarismo.

    Caro Ramon
    non intendo assolutamente strumentalizzare la tua lettera per muovere una critica estremista a rifondazione, anzi… Credo che la tua sia una posizione coraggiosa e che va nella direzione di un chiarimento di fondo necessario per ricomporre la frattura.
    buon lavoro.
    un abbraccio
    Mario

  158. lucaocchionero Says:

    Lo so compagno Mario ho letto il tuo articolo. Quando mi riferivo ad fessi estremisti mi riferivo a chi ha pensato bene di strumentalizzare le parole di Ramon tramite il tuo articolo. Per quanto mi riguarda sono a conoscenza del dibattito che c’è in Sinistra Critica e lo rispetto ed appoggio coloro che sono pronti al dialogo con il PRC. Per fare capire con chi stai parlando, visto che presumibilmente non ci conosciamo, sono uno di quelli che, tra i pochi in tutta Italia della ex maggioranza bertinottiana, ha votato a favore dell’odg dei compagni di Sinistra Critica(quando si era ancora nello stesso partito e nel mio cpf) che conteneva la contrarietà all’espulsione di Turigliatto. Ancora oggi, pur avendo subito una valanga di critiche allora, vado orgoglioso di quel voto

  159. x droom: ma voi chi?Quanti siete 30,40….

  160. Bucharin77 Says:

    domanda a puro titolo informativo: si è aperto un dibattito dentro Sinistra Critica sulla proposta del PRC?

  161. Scusate compagni che criticate Ramon

    ma io apro il pc e leggo un dispaccio ansa:” Penati (pres prov. Mi) bene governo su ronde; stanzierò 250 milioni di euro per bando volontari”.

    Ora i vari Patta, Casati etc mi devono spiegare perche’ ancora non escono dalla giunta razzista e fascista di Penati.
    Una spiegazione Ramon ha provato ad enuclearla, i compagni che sono attaccati col vinavil alle poltrone ancora non mi hanno spegato il contrario.

    Ecco perchè tutta la mia solidarietà a Loreti e io a Bologna votero non una ma 100 volte la lista di Bifo

    Rossano

  162. addirittura qui si vota un’altra lista. ecco il rilancio di rifondazione, complimenti. ma dov’era scritto nei documenti di chianciano che avremmo rotto ovunque col pd?
    qui siamo al delirio puro. votare bifo mamma mia…

  163. lucaocchionero Says:

    si bucharin: basta andare sui siti vari si Sinistra Critica, vedere le dichiarazioni ufficiali dei dirigenti, leggere i vari commenti sui blog. C’è un interesse, c’è un dialogo, c’è un confronto. Ecco perchè io penso che più che di denunce e di sospetti questo è il momento del dialogo e della costruzione delle basi per il futuro anche in rapporto con associazioni e partiti che si trovano vicini al PRC. Niente di nuovo, credo che sia solo l’applicazione del documento votato dalla direzione nazionale

  164. con rispetto parlando, ma anche questo dibattito e l’insistenza sui problemi di metodo sono la dimostrazione che non si vede un piccolo dettaglio. il centrosinistra è morto. le alleanze contro la destra con programmi finti e spesso esplicitamente moderati se negli anni scorsi hanno funzionato, nel senso che hanno vinto le elezioni e dato vita quasi sempre a governi deludenti e litigiosi al proprio interno, oggi non solo non raccolgono il consenso ma alimentano quello della destra. soru è un esempio lampante. il sistema politico, che noi diciamo da anni essere separato dalla società, non si può riformare dall’interno.
    parlare di una giunta come quella di bologna come se fossimo fuori dal tempo e dallo spazio, illudersi che si possa, anche mettendo nel programma i soviet, contrastare la destra efficacemente è un errore politico enorme. continuare ad essere un partito dentro il sistema dei partiti e dentro la logica bipolare è un errore enorme.
    non è questione di uscire immediatamente da tutte le giunte o dalle istituzioni. è questione di dire chiaramente agli italiani: noi vogliamo costruire un’alternativa al bipolarismo, noi vogliamo rompere con il sistema (con la casta anche se questa definizione è minimalista), noi FACCIAMO cose nella società direttamente con la nostra azione non ci limitiamo a parlare dei problemi sociali e a chiedere voti, noi combattiamo contro il senso comune reazionario. e questo si può fare in modo reale e simbolico uscendo dalle giunte campane calabresi e, dopo anni di cofferati (che quando arrivò a bologna era considerato dalla cosiddetta sinistra diffusa, da gino strada, dal manifesto e da una marea di iscritti a rifondazione il nuovo leader della sinistra. ma a quanto pare la memoria è molto corta per tanti) dicendo chiaramente che a bologna il pd non è un interlocutore credibile. nessuno propone e pretende che altre esperienze in giunte così così dove alm,eno la riduzione del danno è stata fatta siano liquidate come se niente fosse. ciò che conta è l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. se è vero che il PD è in crisi, e lo è con ogni evidenza, non propongo di predicare che è il partito della borghesia (anche se lo è) ne propongo di chiedergli di trasformarsi in un partito rivoluzionario. vorrei, però, che invece di incoraggiarne la versione d’alema soru bersani con riedizione del centrosinistra lo si COSTRINGA a capire che il centrosinistra non è più un’opzione possibile. pena il condannarci anche noi a morire con loro.
    il resto è secondario. molto secondario.
    lascio perdere pascarella che scrive come un dietrologo del corriere della sera. e le accuse di vittimismo.

  165. paolo lupi Says:

    cari compagni, diciamoci la verità, ramon ha totalmente ragione… lo sapete che sta accadendo in campania? io sono iscritto da poco, al congresso ho votato la prima mozione, e qui mi avevano spiegato che il motivo per cui il partito fa parte di tutte le maggioranze di governo era il fatto che i gruppi dirigenti erano tutti bertinottiani.. Ma ora? ora è successo che buona parte di quei gruppi dirigenti sono andati via, ma non è cambiato niente, anzi è peggio di prima..
    Il segretario nazionale è stato a napoli quando gli arresti hanno travolto la giunta iervolino, e ha detto che rifondazione comunista esce dal governo della città, ma poi si scopre che i consiglieri comunali del prc continuano a sostenere il sindaco, che l’assessore al comune se ne era già andato con vendola, e che in tutti i consigli di amministrazione lottizzati nemmeno uno dei compagni del partito si è dimesso.. insomma, rifondazione fa l’appoggio esterno solo perchè non ha più assessori, se li avesse sarebbe rimasta saldamente al suo posto come accade in regione, dove l’assessore corrado gabriele (padre padrone del partito) non solo non si è dimesso dalla peggiore giunta d’italia, quella di bassolino, ma si è anche candidato alle primarie della coalizione, nonostante il partito nazionale abbia chiesto discontinuità con i governi di questi anni…
    ma l’ultima, quella di benevento, forse è ancora più incredibile: mastella esce dalla giunta per andare col centrodestra, il presidente della provincia del pd sostituisce i due assessori dell’udeur con due consiglieri di forza italia (che peraltro non escono dal loro partito, dando vita alla prima giunta trasversale di tutt’italia) e cosa fa il nostro assessore? ovviamente rimane ben saldo al suo posto, nel silenzio totale della segreteria provinciale..
    insomma, qui è peggio di prima, e francamente io tutti questi discorsi per cui qualunque cosa accada bisogna rimanere nel partito proprio non li capisco.. sarà che sono iscritto da poco, ma sto decidendo di andare via, forse a sinistra critica, che non sono in molti ma almeno sono totalmente estranei a questo schifoso sistema di potere di cui, in campania, rifondazione comunista fa parte fino in fondo… come vedete, cari compagni, le cose che dice ramon non sono campate in aria, tutt’altro…

  166. lucaocchionero Says:

    Vabbè quello che succede a Benevento è fuori dalla realtà: per il resto non so che dire. Che il centrosinistra sia morto ne sono convinto da prima del congresso, per me non fa una grinza, anche se ci sono realtà locali diverse che vanno considerate: un compagno siciliano intervenuto su questo blog ci ha dato un chiarissimo esempio. Per quanto riguarda tutta la situazione campana e calabrese, diciamoci la vertià Ramon, la politica c’entra poco. Non credo che Guagliardi, Gabriele, Nocera siano convinti dell’infallibilità del centrosinistra. Ritengo che le motivazioni siano personali, strumentali e non politiche. Si cerchi una soluzione politica, se non si trova, io credo che soprattutto per la Calabria sia necessario un intervento della segreteria nazionale. Hanno(i segretari nazionali) discusso del caso Puglia inquadrandolo bene e decidendo, secondo me, per il meglio, adesso si faccia lo stesso per il caso Calabria e sulla provincia di Benevento

  167. “Apprendo da notizie riportate da agenzie di stampa che stasera potrei ufficializzare la candidatura di Corrado Gabriele alle primarie per la provincia di Napoli. Si tratta di una notizia priva di ogni fondamento. Nel merito delle elezioni provinciali di Napoli, penso sia necessario proseguire sulla strada della discontinuità intrapresa nelle settimane scorse al comune di Napoli” Paolo Ferrero

    caro paolo non te ne andare. non è peggio di prima. è che ora molti nodi stanno venendo al pettine. un po’ di pazienza e si scioglieranno.

  168. lucaocchionero Says:

    Rossano hai ragione sulla critica di alcune giunte, ma non sarà certo colpa di Sacha se queste ci sono. Sta venendo alla luce l’altro lato del cosiddetto Bertinottismo che non era solo costituito da discorsi più o meno sensati a Porta a Porta ma anche da rapporti di fiducia con personaggi immaturi a cospetto del potere e che di fatto il potere ha reso schiavi. Soprattutto la seconda generazione di questi dirigenti, e la Campania era la fucina dei giovani dirigenti bertinottiani, avrebbe dovuto organizzare questo partito nei territori ed invece lo ha sfasciato togliendogli l’anima e vendendola al potere. Poi sul potere si dovrebbe fare un discorso ampio, forse sono necessarie veri e propri seminari sul come difendersi poichè secondo me esso è in grado di insinuarsi anche quando sei opposizione.Il mio conforto è che abbiamo una dirigenza nazionale che al momento si è dimostrata molto intelligente nei metodi, ma anche valida nelle proposte politiche e l’ultima proposta sulle elezioni europee ed amministrative ne è un esempio. E’ facile criticare il partito per la giunta Penati e per altre situazioni che onestamente non dovrebbero appartenere alla nostra cultura, però sarebbe onesto intellettualmente che queste sono situazioni ereditate e la cui risoluzione grava su questo gruppo dirigente. Per piacere cerchiamo di rimanere calmi e risolveremo un discorso alla volta

  169. Luca Marini Says:

    Compagni se può servire, ma credo di no, vi volevo dire che ad esempio a Firenze e a Prato siamo all’opposizione e rimarremmo all’opposizione, non faremo come a Bologna, con il PD non si tratta proprio sono altri che ci fanno le primarie.
    Spero che la lettera di Ramon e tutta la discussione che questa ha scaturito serva veramente ad aprire una discussione SERIA sul nostro rapporto con il PD e il centro-sinistra, sperò cioè che quel trattino si indebolisca sempre più.
    Intanto si rimane e si combatte a tutti i livelli.

  170. RED dacci qualche notizia in più ….quando è successo.Io lo dico da anni che bisogna difendersi,altro che non violenza e cazzate varie….

  171. Facciamo girare la notizia

    ***

    Denunciamo con forza la gravissima aggressione subita poche ore fa da un compagno di Rifondazione che lavora alla sede della Direzione nazionale del Prc, aggredito in maniera brutale da un gruppo di militanti di estrema destra che stazionavano a pochi passi dalla sede nazionale del Prc con la scusa di attaccare manifesti proprio sotto la nostra … Visualizza altrosede.
    Il ragazzo che lavora al prc e che è stato pesantemente aggredito si trova in questo momento al Pronto soccorso dell’ospedale Policlinico di Roma e sporgerà denuncia contro ignoti.

    E’ inaccettabile che a meno di 20 metri dalla sede nazionale del Prc sia permesso a militanti dell’estrema destra di agire indisturbati, di propagandare le loro idee politiche fasciste e antisemite a pochi passi dalla sede nazionale del Prc e di aggredire a freddo chi qui pacificamente vi lavora.

    dal blog di Paolo Ferrero

  172. 20.2.09 – Ferrero: neofascisti aggrediscono compagno di Rifondazione a pochi metri da direzione nazionale
    venerdì 20 febbraio 2009
    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc

    Denunciamo con forza la gravissima aggressione subita poche ore fa da un compagno di Rifondazione che lavora alla sede della Direzione nazionale del Prc, aggredito in maniera brutale da un gruppo di militanti di estrema destra che stazionavano a pochi passi dalla sede nazionale del Prc con la scusa di attaccare manifesti proprio sotto la nostra sede.

    Il ragazzo che lavora al Prc e che è stato pesantemente aggredito si trova in questo momento al Pronto soccorso dell’ospedale Policlinico di Roma e sporgerà denuncia contro ignoti.

    E’ inaccettabile che a meno di 20 metri dalla sede nazionale del Prc sia permesso a militanti dell’estrema destra di agire indisturbati, di propagandare le loro idee politiche fasciste e antisemite a pochi passi dalla sede nazionale del Prc e di aggredire a freddo chi qui pacificamente vi lavora.

    Ufficio stampa Prc

    Ma scherziamo questi tra poco ci vengono a prendere in casa……stasera assaltiamo la sede di Forza Nuova nazionale a Roma.

  173. Bucharin77 Says:

    Sinistra Critica anti-istituzionalistica? Me li ricordo come si prendevano incarichi e stipendi quando stavano nel partito, per esempio alla provincia di Roma….per favore, a questo punto se dovete uscire dal prc andate da Ferrando o da altri….Cannavò e compagnia sono di un opportunismo inqualificabile. Adesso pure dietro Bifo stanno, l’importante è fare gli schiavi dietro tutti gli estremisti di sinistra sul mercato, che siano disobbedienti, Cobas o altro, non importa di quale progetto politico siano portatori. Da quando non c’è più Maitan sono allo sbando e fanno pure i maestrini….

  174. miniburocrate a me? io sono una giornalista di temi frivoli, guarda che faccio tutt’altro. bologna non è penati, bassolino o loiero. ma quale fascismo.
    questo massimalismo mi ha stufato e soprattutto non era affatto nei documenti di chianciano.

  175. E infatti è meglio il “minimalismo “di andare a caccia di prebende e di posti….

    No alla RIF COM vinavil ai posti di potere

    Rossano

  176. Francesco Says:

    Compagni invece di discutere di continuare a discutere di giunte si o no,forse sarebbe il caso di parlare di servizi d’ordine e di difendere le sedi almeno nei luoghi più esposti,gaurdate che la faccenda peggiorerà domani potrebbe toccare a chiunque…..Quelle merde non fanno mica differenza tra chi è per fare accordi con il PD e chi no.
    Comunque è incredibile attacavano manifesti vicino alla sede nazionale….la prossima volta riempiamoli di legnate e vediamo se tornano.

  177. Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc

    Denunciamo con forza la gravissima aggressione subita poche ore fa da un compagno di Rifondazione che lavora alla sede della Direzione nazionale del Prc, aggredito in maniera brutale da un gruppo di militanti di estrema destra che stazionavano a pochi passi dalla sede nazionale del Prc con la scusa di attaccare manifesti proprio sotto la nostra sede.

    Il ragazzo che lavora al Prc e che è stato pesantemente aggredito si trova in questo momento al Pronto soccorso dell’ospedale Policlinico di Roma e sporgerà denuncia contro ignoti.

    E’ inaccettabile che a meno di 20 metri dalla sede nazionale del Prc sia permesso a militanti dell’estrema destra di agire indisturbati, di propagandare le loro idee politiche fasciste e antisemite a pochi passi dalla sede nazionale del Prc e di aggredire a freddo chi qui pacificamente vi lavora.

  178. non era una accusa di vittimismo, era una critica mi riferivo al disfattismo etc.
    Non ti offendere 🙂

  179. FIGLI DI PUTTANA!!!
    QUESTO è IL MOMENTO DI STARE UNITI E NON DI DIVIDERSI E FARE POLEMICHE.
    CI DOBBIAMO RIBELLARE I FASCISTI SONO TORNATI
    E NOI CHE FACCIAMO,POLEMICHE.
    COMPAGNI A GIUGNO DOBBIAMO FAR VEDERE CHE I COMUNISTI CI SONO E CI SARANNO…………..
    SE NON CI SIAMO NOI L’ITALIA DIVENTERA’ UNA BARBARIA,ALTRO CHE FASCISMO………………

  180. Bologna non è il Pd di Penati bassolino e loriero, ma è il Pd di kofferati e Consorte…

  181. Solidarietà ai compagni aggrediti a Roma

  182. Al comune di Napoli le cose sono andate diversamente, si voleva l’appoggio esterno, l’assesore se ne andato, noi poi abbiamo rotto con la giunta e giudicheremo caso per caso i provvedimenti della giunta

  183. per favore, basta commenti da sfogatoio con insulti e proclami guerrieri. ci sono molti altri siti grondanti la logica del tifo calcistico. ne ho cancellati diversi. facciamola finita.

  184. …nessun assalto, nessuna legnata. Non diciamo cazzate. Trascinarci su questo piano e’ il loro scopo. Difendersi in caso di aggressione e’ lecito, aggredire no.

  185. Francesco Says:

    Veramente lu qui non si fa ne una cosa ne l’altra.Secondo te questi anni fa sarebbero andati a 20 metri da Botteghe Oscure?

  186. lucaocchionero Says:

    Attenzione compagni e compagne, noi schiumiamo di rabbia per quattro pischelli fascisti violenti che non fanno politica ma teppismo, eppure chi fa politica sul serio, detiene il potere e la proprietà dei mezzi di informazione ha trascurato la notizia. E’ da ieri che seguo il sito di Repubblica e non è mai passata la notizia dell’aggressione squadristica sotto la sede del PRC. Il messaggio è chiato e dice questo: “A voi comunisti vi possono anche ammazzare, a noi non ce ne frega niente”. Dopo di ciò chiedo chi sono i nostri nemici: le mani armate che picchiano Angela Lombardi ed il giovane compagno, oppure questi gruppi di potere che mettono a quelle teste vuote le armi in mano dandogli un permesso non dichiarato per fare quello che hanno fatto?

  187. veramente francesco anni fa il problema tra botteghe oscure e msi era molto, molto più serio. niente di nuovo sotto il sole, direbbe il qoelet.

    piena solidarietà al compagno che è stato aggredito, ma finiamola qui.

    non trovo comuqnue corretto scandalizzarsi per l’aggressione alla sede della direzione di prc, che comunque è un luogo privilegiato, quando qui tutti, bene o male, siamo stati vittime di aggressioni fasciste. bombe comprese. il mio nome non è mai uscito sui giornali.
    non siamo martiri. portiamo avanti le nostre idee, e cerchiamo di farlo nel modo corretto senza gridare “allarmi son fascisti” ogni volta.

  188. RIPRENDIAMOCI LA DEMOCRAZIA. SUBITO!

    Hanno creato un regime bipartitico da cui non ci si può liberare se non con un’azione forte di protesta. La maggioranza degli italiani ne è consapevole ma è disorganizzata. Utilizziamo la data simbolo della liberazione per dare una spallata a questo regime.
    IL 25 APRILE TUTTI A ROMA
    Manifestazione autoconvocata dalla base. Questo appello sta girando su vari blog, su facebook e altri siti con grande risultato, vi chiedo di diffonderlo anche sul vostro.

  189. lucaocchionero Says:

    AGNOLETTO: “DIRETTIVA FAVA ESPELLE MIGRANTI SFRUTTATI”
    Va dicendo, Claudio Fava di Sd, che dà il nome a una direttiva approvata 48 ore fa all’Europarlamento, che ora è possibile sottrarre i minori immigrati allo sfruttamento del lavoro nero. «Quello che nessuno dice è che, su richiesta dei governi, una delle sanzioni pecuniarie, previste per chi impiega extracomunitari senza permesso, è il costo del biglietto per il rimpatrio del migrante». dice a Liberazione , Vittorio Agnoletto, europarlamentare del Prc. Il Gue, compatto, ha votato no a una misura percepita come repressiva e discriminatoria. «Perché colpisce molto più la vittima che lo sfruttatore. Lui se la cava con una multa, l’altra viene espulsa e, di conseguenza, viene spinta a essere complice del carnefice. Sarà lei a fare in modo che non sia scoperto», dice ancora l’europarlamentare reduce da una visita al Cpt torinese in cui sono stati trasferiti venti immigrati da Lampedusa. «E’ vero che prevede anche la possibilità di avere permessi per i minori e per coloro che risultano vittime di tratta – ammette Agnoletto – ma questo dato non modifica il quadro generale dell’espulsione dei migranti in nero. Aggiungiamo pure che questa direttiva prevede il pagamento degli arretrati ma il migrante li dovrà aspettare in patria». Al fondo c’è la logica consociativa del Pse che, sulle grandi direttive, cerca sempre un accordo con destre e popolari. «E Fava non ha voluto rinunciare alla paternità di una direttiva così stravolta perché basata sulla nozione giuridica di immigrato irregolare non su quella di lavoratore. Si poteva seguire la traccia dell’articolo 18 della Turco Napolitano, quello che prevede il permesso alle donne che denunciano il loro sfruttatore».
    Intanto, nel Cpt di Via Brunelleschi, l’eurodeputato e il consigliere regionale Prc Alberto Deambrogio, hanno potuto ascoltare la versione dei migranti sull’incendio del Cie, il centro di identificazione ed espulsione. «Ci hanno spiegato che i disordini sono cominciati dal rifiuto di firmare la notifica della convalida del decreto di trattenimento che faceva scattare i 60 giorni di permanenza dal 29 gennaio e non dal 9 gennaio, giorno dell’effettivo arrivo a Lampedusa. Ma, al terzo giorno di sciopero della fame, le forze dell’ordine li avrebbero picchiati e la situazione sarebbe precipitata. Serve una commissione indipendente d’indagine».
    Che. Ant.

    21/02

  190. lucaocchionero Says:

    Tanto clamore sul prc di milano, e poi leggo questo articolo su liberazione di oggi?? Credo che alle volte bisognerebbe informarsi prima di parlare

    Milano, il Prc saluta Penati
    e vuole una coalizione di sinistra

    «Ripartire dalle cose positive fatte insieme per incalzare il Pd, per indurlo a rinunciare all’oramai impossibile autosufficienza e alla tendenza a spostare l’asse politico della sua coalizione in senso sempre più moderato». Antonello Patta, il segretario provinciale del Prc ha provato a recuperare l’alleanza col Pd e con Filippo Penati per le provinciali di Milano. Un’impresa quasi disperata. Come ha confermato ieri il presidente Penati: «Ammonteranno a 250mila euro i fondi a disposizione dei sindaci dalla Provincia per finanziare associazioni di polizia e carabinieri in congedo, per progetti di sicurezza sul territorio». L’idea è del centrodestra milanese tanto odiato. Che già lo fa. Penati si allinea. Ma impossibile che abbia i voti dalla sua coalizione. Li vuole dalla destra? Sarà “bye bye”. Eppure il bilancio di governo della Provincia più ricca d’Italia è ben diverso da quello nazionale. Non solo per i risultati dei diversi assessori di Rifondazione, gente che ha portato a casa il primo fondo di cooperazione tra i Comuni, oppure le 100 scuole alimentate a energia fotovoltaica o i 500 insegnanti assunti per l’integrazione culturale, oppure ancora il polo di sviluppo tecnologico del gallaretese o gli 8 milioni di sostegno ai licenziati difficilmente ricollocabili e così via fino al ruolo di incaricata ai temi della disabilità per Ombretta Fortunati. Nonostante – o forse proprio per – le cinque volte che le deleghe a qualche assessore siano state ritirate da Penati. Gli attriti non sono mancati. Grazie al progressivo inseguimento del Presidente al centro-destra. Sarà un caso ma nelle rivendicazioni d’orgoglio del bilancio quinquennale Patta, che è anche capogruppo in Provincia sottolinea proprio le ultime decisioni strappate a Penati. Cose che erano punti del programma elettorale della giunta: la ripubblicizzazione dell’acqua con un’agenzia unica sul territorio, nel nome dei beni comuni e delle semplificazione gestionale e la difesa del territorio verde col ritorno di 40milioni di metri quadrati a destinazione agricola. Una lotta per il primato ambientale e “il consumo zero di territorio” che diventa uno degli slogan principali della prossima campagna elettorale, insieme alla riduzione del traffico inquinante, con politiche di trasporto pubblico, a un piano rifiuti senza inceneritori e con meno imballaggi e più differenziata fino al welfare locale (25 milioni di euro di sostegno dalla Provincia contro la crisi occupazionale), al lavoro. Come? Con chi? «Con tutta la sinistra, sociale, partitica, associativa, diffusa, sul territorio… tutta – dice Patta accompagnato dal segretario cittadino Diego Weisz e dal coordinatore provinciale Matteo Prencipe – per una coalizione di liste (ciascuna col suo simbolo, N.d.R.), con un programma e un candidato comune». Il divorzio col Pd e Penati è fatto. D’altronde il Presidente uscente vuole stringere con l’Udc e prova a spaccare la sinistra lusingando Sd e Verdi rispolverando la conventio ad ecxludendum verso “i comunisti”. Allora toccherà a Sd, Verdi, Movimento per la sinistra e alla neonata Associazione per la sinistra a Milano, dire se ci stanno. Insieme al Pdci che già ci sarebbe e a quella miriade di associazioni e movimenti che già ci sono. Cosa offrite a loro? «Un’assemblea programmatica vera, aperta, il 18 marzo». Si attendono risposte.

    21/02/2009

  191. Mi scuso per l’offtopic con Ramon e i frequentatori del blog.
    Roberto Alessandrini
    Segretario Circolo di Viareggio PRC

    ***

    Dopo il grave episodio di violenza ai danni di due militanti di Rifondazione davanti alla sede nazionale del Prc, in via del Policlinico a Roma, anche a Viareggio ieri sera ignoti, dopo aver divelto la bandiera del Partito posta all’esterno della sede della Federazione della Versilia del PRC hanno tentato di appiccare il fuoco, incendiando la bandiera, alla porta di legno della sede. Questa mattina dopo aver informato del fatto il Commissariato di Viareggio, la Polizia Scientifica ha svolto indagini e gli accertamenti del caso ed è stata sporta denuncia nei confronti di ignoti.

    Federazione della Versilia del Partito della Rifondazione

  192. Per Occhionero

    Onestà intellettuale vorrebbe che tu “postassi” anche il bel corsivo che Luca Fazio ha scritto oggi su Il Manifesto dal titolo Peggio Penati.
    Che Pena, Penati!!!

    Rossano

  193. Leggo amaramente le tue parole caro Compagno. Amaramente perché credo che da tempo ci sia una sorta di convergenza tra il mio pensiero e quello che te scrivi. Amaramente perché come te ho contribuito a far si che l’attuale maggioranza vincesse il congresso e sento avverto oggi un pò di sofferenza per alcune scelte/dinamiche.
    Ancor più amaramente di te però visto che, se te oggi dichiari se non fai più parte della maggioranza, io sto tentando di capire se ancora faccio parte o meno del partito.
    Ti lascio di seguito un pezzo di una cosa che ho scritto sul mio blog. Spero te abbia tempo di leggere questo commento.
    Andrea

    Scrivo queste righe anche spinto dall’ultimo commento di moltitudini. Già in passato mi ero espresso contro l’unificazione tra PRC e PdCI. Oggi sono ovviamente d’accordo in un’apertura delle liste di rifondazione, ma ancora assolutamente contrario ad una riunificazione.
    Faccio parte dell’area essere comunisti ma come molti avranno capito sono schierato, ma non allineato.
    Già dopo le elezioni scrissi un pezzo con il quale auspicavo un cambio totale di gruppi dirigenti. Perché i rilanci dei partiti si fanno con idee e persone nuove.
    La cosa non è andata essenzialmente così, e il congresso, in alcuni casi, si è trasformato anche in una lotta tra interessi. Così come la scissione dell’aria vendoliana oggi. Per inciso sono rimaste nel partito persone che per mesi mi hanno detto che bisognava farla finita con il comunismo e che serviva la sinistra senza aggettivi (che poi cosa cazzo significhi – scusate la volgarità – devo ancora capirlo). Dato che oggi chi esce è più antipatico di chi resta, o dato che di là ci sono meno spazi che di quà, si resta dentro.
    Proprio in riferimento a questo, ho condiviso molto un articolo di Salvatore Cannavò, di sinistra critica e parte della loro proposta. Parte perché ad esempio non ho condiviso l’idea di rompere a tutti i livelli le alleanze. Alcune producono anche risultati importanti e quindi si dovrebbero valutare in modo distaccato. E poi imporre rotture da livello nazionale è una cosa che fa troppo partito verticista. La base a cosa serve? Solo ad attaccare manifesti e dare volantini? Detto ciò, invece lo condivido quando dice che l’invito di rifondazione loro l’accetterebbero se dopo si discutesse di qualcosa di nuovo. Che se questa unità serve solo a riprodurre i gruppi dirigenti di PRC e PdCI è una cosa inutile e fine a se stessa.
    Ne sono convinto anch’io. E spero che una volta superato lo sbarramento (visto che l’accesso ai finanziamenti non è più in dubbio) si apra una seria discussione su cosa dovremo essere. Perché se siamo solo PRC + PdCI la cosa non mi piace per nulla.

  194. Maurizio Says:

    leggo in ritardo l’intervento del compagno Franchi della federazione di Bologna.
    Il compagno Franchi ha intuito la mia opinione sulla vicenda bolognese.
    Tengo a precisare che non mi sognerei mai di chiedere che il partito dall’alto imponga linee di condotta ai territori se non in casi eccezionali e fortemente motivati.
    Ritengo quindi legittima la posizione decisa dal cpf di Bologna.
    Se fossi un membro del cpf bolognese avrei sostenuto invece l’idea di una coalizione alternativa al PD che presentasse un proprio candidato sindaco.
    Il sostegno a Monteventi, un compagno con una storia di tutto rispetto sia dentro le istituzioni che nei movimenti, mi sembrava naturale.
    Avrei sfidato tutte le forze della “sinistra” sul piano dell’autonomia del PD.
    Se questa era la linea proposta da Loreti devo dire che mi sembra giusta (ovviamente non vivendo a Bolgna lo dico con assoluta umiltà).
    E’ prevalsa una linea diversa dopo mesi di discussioni che da quel che ho letto in rete devono essere state piuttosto laceranti.
    Credo che tutti si dovrebbero porre l’urgenza di evitare ulteriori fuoriuscite da un partito già fortemente debilitato.
    Ritengo sbagliata la scelta di Loreti e altri compagni/e di uscire dal partito e penso che vada individuata una modalità per evitarla.
    Sempre nel rispetto della democrazia. Una consultazione immediata dei circoli e degli iscritti sulle due opzioni in campo potrebbe essere una soluzione su cui tutti convenire e mi stupisco che non sia stata presa in considerazione.

    saluti comunisti e libertari
    Maurizio Acerbo

    P.S.: leggo che secondo un compagno Bifo sarebbe un anticomunista perchè amico o giù di lì di sansonetti. Proprio perchè ho condotto una battaglia contro la tendenza a liquidare la storia dei comunisti sento l’esigenza di esprimere il mio totale dissenso nei confronti di questo genere di stronzate. Bifo appartiene a una tradizione comunista diversa di quella del compagno che lo insulta (di comunismi in italia e nel mondo ce ne sono stati tanti), ma la sua storia di militante e intellettuale non può essere certo confusa con qualsiasi anticomunismo.
    Lo stesso Piero Sansonetti non pare esatto definirlo anticomunista, semmai post. E’ uno dei tanti ex-PCI che non si dicono più comunisti nè si pensano tali, ma non per questo possiamo definirli obbligatoriamente anticomunisti. E’ semplicemente un compagno di sinistra con idee diverse da noi sul che fare.

  195. Giovanni Di Fronzo Says:

    caro Ramon Mantovani,
    non ritengo nè funzionale, nè utile, nè funzionale a produrre qualsivoglia “scossa” nell’ azione del partito la tua minaccia di lasciare la maggioranza del partito che, al contrario di come qualcuno quì dice, se potrebbe avere un discreto effetto negativo sulla maggioranza stessa, che è già di per sè assai eterogenea.
    Sono comunque molto daccordo riguardo la sostanza del tuo discorso, vale a dire che il centrosinistra ha ormai fatto il suo tempo ed è solo funzinale alla destra. E inoltre non è funzionale a costruire a costruire l’ alternanza, scopo della maggioranza di Chianciano, ma contribuisce a creare quadri di partito istituzionalisti, che nell’ alternanza ci vivono e, se proprio va male, ci “mangiano”, nell’ accezione peggior del termine. Io ad esempio, sono campano, e non mi rendo conto come possa il PRC fare da stampella ad un sistema di potere marcio come quello bassoliano, se non sospettando che ampi settori del partito in tale marcio ci sguazzano (a dispetto di altre parti che si battono con coraggio per il cambiamento). Estendendo il discorso alle prossime elezioni amministrative, sembra anche a me alquanto strano che a Bologna, dopo anni di scontro frontale con il PD locale, si ricominci a diologare. Per fare cosa? Per ricominciare, in caso di vittoria, il solito balletto tra strapi, riappacificazioni, litigi, minacce di uscita, ecc? Oppure per essere risucchiati nella crisi del PD in caso (probabilissimo) di sconfitta? Allora basta!Mettiamo punto! Magari riprononendo il centro-sinistra il PRC si garantisce un minimo di sopravvivenza, ma finisce per essere un partito che campa esclusivamente di rendita elettorale (vedi PDCI) e non produce alcun avanzamento per i lavoratori in Italia.
    In questa chiave mi rammarica il tuo possibile allontanamento dalla maggioranza del partito, che, tra mille difetti, almeno a livello nazionale, sta marcando la dovuta distanza dal PD e ritengo che tale tuo proponimento possa mettere a repentaglio la sua stessa esistenza o esporla a degenerazioni istituzionalistiche. Ordunque ti chiedo ti pensarci bene e di ripensare anche la tua decisione di stare lontano dagli organi decisionali del partito, per affermare al loro interno con decisione l’ idea-forza che in questo momento stai urlando “Il centrosinistra è morto” e cercare, intorno a questa sacrosanta opinione,un’ ampia convergenza tra i militanti della base.
    Gio’88

  196. Qualcuno dice che la sinistra in Sardegna si è ripresa ed è ritornata ai livelli del 2004.
    Nel 2004 Prc e Pdci raccoglievano insieme circa l’8-9% dei voti. Questa volta non superano, insieme, di molto il 5.
    Il Prc arriva al 3%, con una scissione che, in Sardegna, è stata probabilmente solo ritardata.
    In provincia di Cagliari il risultato del prc non supera il 2 per cento ed elegge un vendoliano.
    Per intenderci, un partito govane e privo di risorse economiche e strutture come l’Irs (Indipendenzia Repubrica de Sardigna) oscilla tra il 2 (voto di lista) ed il 3 % (voto al candidato presidente).
    A mio avviso è stata proprio la continua rincorsa al meno peggio – dal Congresso di Venezia in avanti – ad aver portato il prc a questo punto.

  197. è falso: il prc aveva il 4, il pdci meno del 2. la somma è quasi identica, soprattutto se si considera l’altra lista con i fuoriusciti.

  198. Francesco Says:

    Caro 666 racconti stronzate sapendo di farlo.Alle regionali del 2004 con il 72% di affluenza ed in tutt’altra situazione politica il PRC ebbe il 4.09% e 35142 voti il PDCI l’1.86% e 16010 voti totale PRC + PDCI nel 2004 5.95% con 51152 voti.Alle regionali del 2009 PRC 3.14% con 25094 voti e PDCI 1.92% con 15397 ed affluenza 67.5%.Totale 2009 PRC + PDCI 5.06% e 40491 voti.Ti faccio presente che 10 mesi fa la Sinistra Arcobaleno (4 Partiti) in Sardegna ha avuto 35000 voti.
    Quindi 666 che cazzate racconti…guarda che il PRC sardo prima di stare in maggioranza con vendola era in maggioranza con grassi…..

  199. Francesco Says:

    Come quello calabrese d’altronde…..secondo me parecchi non hanno capito in quale vicolo cieco si è cacciato chi ha fatto la scissione…

  200. l’opinione che bifo sia anticomunista è tratta direttamente dai suoi scritti e secondo me lui stesso non negherebbe la definizione, se venisse interrogato in proposito. non occorre che stia a rivangare i suoi capolavori su liberazione. A parte l’antileninismo, il fascismo islamico, l’idea bislacca che senza la rivoluzione d’ottobre il novecento sarebbe stato migliore, bifo semplicemente ha scritto del nazifascismo e del comunismo (tout court, senza distinzione) come mostro di oppressione. Cito parole testuali.
    certe cose un dirigente dovrebbe saperle.
    se non è anticomunismo questo.

  201. Francesco Says:

    Secondo me vendoliani o che sia il PRC sardo ha fatto un ottimo lavoro…punto.

  202. errata corrige: sopra leggi nazicomunismo, non nazifascismo.
    davvero si può andare con uno che vaneggia di nazicomunismo?

  203. Francesco Says:

    spiacente ma su Sansonetti dissento totalmente da Acerbo.

  204. Francesco Says:

    Secondo me non è chiaro che con gli ammiccamenti a desta ed a manca ed il politicamente corretto non solo non si guadagnano consensi ma si perdono quelli che hanno.
    Sansonetti se avesse potuto spianare il PRC e spargerci il sale sopra l’avrebbe fatto (ha cercato a modo suo di farlo) tranquillamente.

  205. Per maurizio Acerbo. Ma qui non si tratta di dire se Bifo è anticomunista o no. Lasciamo volentieri a lui il dilemma. Qui si tratta di una lista in competizione col PRC, il nostro partito, e trovo sconfortante che quasi la si appoggi, giustifichi, e non si critichi questa ennesima divisione a sinistra. Non so se SC entrerà o appoggerà la lista ma compagni credo che dobbiamo anche dire forte, oltre ad elogiare le dichiarazioni e gli scritti di Cannavò, che noi, i militanti di base, quelli dei volantinaggi e delle salsicce, anche senza di loro, i puri e rivoluzionari che hanno abbandonato il partito considerato irrecuperabile, abbiamo vinto un congresso tra i più difficili (è sufficiente dire che di là c’erano i carriarmati del calibro di Bertinotti, Vendola, Giordano…) riportando, con estrema fatica e dall’esito ancora non del tutto conquistato – ma anche qui, “ti piace vincere facile?”- il partito a lavorare nella società. Bisogna essere chiari e contrastare la “tendenza” ad uscire dal partito e non indicare questa come una possibile soluzione.

  206. ma continuo a non capire Benevento e la sua novità dell’ingresso con noi di consiglieri di Forza Irtalia, comunque la sinistra comunista e non la vedo messa male siamo pochi in realtà..

  207. io condivido totalemente l’intervento di acerbo.
    soprattutto nella conclusione.
    anch’io a pamela aveva espresso il parere secondo il quale bisognerebbe lottare per convocare la consultazione subito. ORA!!

    comunque mi pare che su bifo e sansonetti si stia facendo un po’ di confusione. premetto che io e bifo abbiamo avuto i nostri bei scontri sul comunismo inteso come male assoluto, ma da qui a dire che è meglio un confronto con il pd che con bifo-monteventi mi pare davvero delirante.
    e tirare fuori le stupidaggini che ci sono su quel programma è scorretto, visto che quello è frutto anche di una provocazione “alla bifo maniera”.
    idem su sansonetti.

    comunque abemus papam. transitorio, ma l’abemus…

  208. Bifo e Monteventi rappresentano le migliaia di compagni che a Bologna lottano giorno dopo giorno contro la repressione,il razzismo, il fascismo autoritario del Berluska e della sua versione “democratica e localista” che è rappresentata dal cofferatismo.
    Noi stiamo con chi è oppresso o con gli oppressori?
    Con chi ha inaugurato le ronde (cofferati e il pd locale) o con chi le subisce?
    Con gli studenti di Bologna o con i baroni e i potentati accademici tutti al soldo del PDS/DS/PD?

    Cari compagni rispondetemi a tali quesiti altrimenti mi sa oltre alla Lista Bologna Libera di monteventi voto anche alle europee la lista libertaria-radicale a cui oggi l’appello pubblicato da il manifesto in prima prelude.
    Libertà e uguaglianza sono indissolubili per un partito comunista. CAPITO?

    Rossano

  209. infatti rossano.
    hai ragione.
    è quello che intendevo dire io, nonostante le mie perplessità sui vari manifesti post-futuristi dell’ el figro et similia.
    ma sul campo di battaglia, non c’è dubbio che ci si incontri.

  210. L’unica ideologia di Bifo è il protagonismo, per quello vive di provocazioni e cose così. Ricordo che gli anarchici una volta gli hanno rovesciato un secchio di vermi in testa tanto non ne potevano più.
    L’unica cosa buona è che con queste elezioni finalmente avrà la possibilità di contarsi.
    Per ora i sondaggi locali lo danno al 0,5%..lasciare anni e anni di attività in Rifondazione per un listino con lui e Sansonetti mi pare un errore, sinceramente…

  211. Brunoincazzato Says:

    Ecco quello che gira sui siti vendoliani e francamente incomincia a diventare insostenibile.Ho l’impressione che sia giunto il momento di affrontare discussioni da sempre rimandate.Ramon ha lanciato la pietra nello stagno,credo sinceramente che vada sostenuto.
    vi posto l’articolo.

    20 Febbraio 2009
    Campania: il Prc sta in giunta anche con Forza Italia
    Scritto da wilma-e-la-clava
    Dopo le dimissioni di Veltroni c’è qualcuno che ha raccolto la prassi del suo “ma anche”. Rifondazione Comunista in Campania sembra infatti essere affascinata da questa simpatica modalità.

    In verità la prassi è stata avviata dal segretario nazionale Paolo Ferrero che all’indomani dell’uscita del gruppo dirigente della Federazione dal partito, viene a Napoli per dichiarare che la linea di Rifondazione è per l’appoggio esterno al comune ma anche per occupare tutto l’occupabile nei consigli di amministrazione delle società partecipate e mantenere l’assessore in Regione Campania.

    Data la linea il buon Paolo se ne torna a Roma, ma il giochetto piace a molti in Rifondazione e quindi tutti a sbizzarrirsi su come applicarlo al meglio.
    Si faranno le primarie a Napoli per scegliere il candidato alla presidenza della Provincia? La linea di Rifondazione è: “corriamo da soli al primo turno con un nostro candidato” ma subito l’assessore Regionale dichiara di essersi accordato con Ferrero per candidarsi alle primarie di coalizione.

    Ma i veri maestri sembrano essere divenuti i compagni di Benevento che in provincia stavano in giunta con l’UDEUR, quando Mastella decide far dimettere due dei suoi assessori per traslocare armi e bagagli con il centro destra, il presidente del PD li sostituisce con due di Forza Italia, e i compagni di RC che fanno? Restano in giunta con il PD “ma anche” con Forza Italia.

  212. marco, invece farlo col pd è giusto, no?
    se non è autolesionismo questo, non saprei come chiamarlo!
    mi chiedo quando si finirà di fare i dietrologi da corriere della sera, come diceva ramon, e si comincerà a guardare la REALTA’. a me la realtà dice che a bologna chi è vicino alla nostra azione, sono TUTTI eccetto il PD!!!
    tra pd e pdl non c’è differenza. poi bifo può esser anarchico quanto gli pare, ma francamente mi ci faccio una chiaccherata volentierio con lui, piuttosto che col pd!!

    bruno, certo che ramon va sostenuto.
    e anche il segretario.

  213. meglio bifo o il pd… ma che domande sono? se non votassi rifondazione, preferirei mille volte michele terra candidato di ferrando. eravamo insieme in sezione da dp quando eravamo ragazzini. bifo a bologna è sputtanatissimo. sono davvero lieta che mi si dica che è allo 0,5%. ed equiparare il pdl al pd è un’analisi di una rozzezza imperdonabile. ma come si fa? certe cose lasciamole a grillo che è meglio.

  214. Equiparare il pd al pdl è sbagliato. Infatti il pd è anche peggio….
    KOFFERATI HA DISTRUTTO BOLOGNA…Voi miniburocrati alla sacha,con chi state?

    Rossano

  215. una persona seria come paolo ferrero non seguirebbe mai affermazioni così rozze. il pd non mi piace affatto e non lo voterei mai, ma chi scrive simili stronzate evidentemente non vede la differenza che c’è fra la reazione e il centro, fra la borghesia e il fascismo. l’estremismo, malattia infantile del comunismo.

  216. d’accordo con red.
    in toto.

  217. Militante Says:

    sulla vicenda Bologna consiglio di dare una lettura qui:
    http://www.marxismo.net/content/view/3200/104/

    inoltre i compagni contrari all’accordo col Pd si stanno organizzando in vista della consultazione e hanno diramato questo appello:
    http://www.marxismo.net/content/view/3201/211/

    mi pare sia l’unica strada percorribile…

  218. Dobbiamo anche elencare dove si è rotto con il PD tipo Modena e Parma.

  219. Cioè le uniche federazione dove la mozione quattro ha ottenuto un risultato molto buono

  220. Sicuramente il prc sardo alle europee 2004 ha preso circa il 7% (probabilmente ho confuso questo dato con quello alle liste regionali, mi scuso).
    In ogni caso: contenti voi (del 3%) contenti tutti.
    Nel prc sardo la maggioranza è stata grassiana sino al 2006.
    Nel 2006 Cogodi – legatissimo a Bertinotti – ha vinto il congresso straordinario cn più del 60% dei consensi. Il “rosso”Continua a restare nel partito, perché, forse, non gli conviene scindersi.
    Ma il prc sardo ha pagato costi non indifferenti per la partecipazione alla Giunta Soru:
    pressoché nulla opposizione all’organizzazione del g8 nell’isola;
    approvazione di una legge statutaria presidenzialista, nell’aula e in un referendum confermativo(Posizione condivisa da bertinottiani – esclusi ex dp – e essere comunisti);
    approvazione del passaggio della gestione del sistema idrico ad una spa, per ora pubblca, Abbanoa. Aumento vertiginoso dei costi delle bollette dell’acqua.

  221. con rispetto per la mozione quattro, che in quei contesti ha fatto un buon lavoro, secondo me però porre la questione in questo modo è fuorviante.
    come dice brunoincazzato, ramon in questa lettera ha lanciato un sasso.
    compagni che si sono battuti per vioncere

  222. questo congesso ci sono in TUTTE le mozioni. purtroppo tra questi ci sono anche quelli che perseverano con la vecchia logica. lavorare ora per rilanciare SUL SERIO la linea uscita da chianciano, è compito che stpetta a tutti i compagni di buona volontà. quindi il discorso è trasversale

  223. Luca Marini Says:

    sottoscrivo in pieno i post si Andrij 83 sul pdci, e quello di Giovanni di Feonzo rivolto a Ramon! L’idea che il centrosinistra è morto è ben diffuso tra gli iscritti di questo partito e secondo me lo sarà sempre di più, visto anche come si sta comportando il PD, un partito che rischia una seria implosione oltre che ad un inesorabile crollo del consenso!
    Sul risultato del PRC in sardegna, premesso che penso che se eravamo fuori dal centrosinistra, qualcosa in più prendevamo, il risultato in termini di consenso non lo possiamo considerare negativo. perdere l’1% ( 25% in termini relativi) in cinque anni (considerando tutto quello che è successo in questi tre anni e cioè la nostra esperienza drammatica al governo e le tre scissioni) è perdere poco.
    L’importante ora è non fare cazzate clamorose come quelle fatte a Bologna o da altre parti!

  224. Benevento è Benevento e si interverrà, Bologna è Bologna e mischiarla con la giunta regionale calabrese è un non senso, comunque dato che questi problemi si verificano occorerebbe che nel cpn che farà le liste per le europee si diano indicazioni sulle alleanze locali, ripeto i toni apocalittici non li capisco…

  225. Francesco Says:

    Curioso assai….a Monza il PRC decide di correre da sola alla provincia candidando Bruno Casati.Applausi,urrà,finalmente……quando mai 20 iscritti(dico venti) del circolo di Monza fanno una scissione dichiarando di voler appogiare il centrosinistra e annunciano candidati in ogni collegio.
    Ricapitoliamo:si abbandona il partito perchè si entra nelle giunte e si abbandona il partito perchè se ne esce.
    L’unica costante in questa faccenda e che alcuni cercano la scusa per andarsene e fare altre liste…..ma allora lo si faccia e basta.

  226. lucaocchionero Says:

    Si, ho letto anche io quella banalità sul sito di MPS. Peccato che chi ha scritto quell’articolo non dica che la Campania fino a ieri era un loro feudo interamente gestito da Migliore, De Cristofaro e BertyBoys vari. Tutto lo scempio che c’è in Campania è totale responsabilità di Gennaro MIgliore e dei suoi uomini. Alla prova dei fatti quello che doveva ereditare la segreteria del partito si è rivelato un fortissimo flop come organizzatore e totalmente immaturo rispetto al contrasto del “potere”. La scissione in verità si motiva così: non volevano essere “processati” dalla nuova maggioranza e dagli iscritti di tutto il partito per gli “scempi” organizzativi e morali che hanno lasciato un pò ovunque e che adesso noi dobbiamo riparare. Campania, Calabria, la gestione di certe situazioni in Puglia che tuttora perdurano, sono tutte di loro responsabilità: lo scrivano i furbi giornalisti di quel sito poco frequentato.
    QUanto a tutto il resto, più che preoccuparci di cose politiciste come fusioni di partiti, freddi numeri elettorali, occupiamoci di ricostruire la nostra struttura e la nostra comunità. Oltre al lavoro fattivo sul territorio, serve finalmente una democrazia in questo partito. Massimo rispetto per gli organi collettivi che deliberano, i dirigenti facciano quello che gli iscritti decidono. Basta protagonismi, basta guardarsi allo specchio mentre si parla. Non facciamo come il PD con quella assemblea nazionale dove sono stati tranquillamente allontanati quelli che chiedevano le primarie ed avevano un’opinione contraria ai “big” che avevano già deciso per la segreteria di Franceschini. Tutti dobbiamo fare un bagno di umiltà.

  227. prcarmerina, nn son mica toni apocalittici questi.
    quello che affermi tu ora,lo puoi fare solo perchè è stato sollevato un problema. benevento bologna campania calabria puglia…certo che occorrerebbe che il cpn desse indicazioni precise, ma ocorrebbe anche che nei territori i compagni le rispettassero.
    mi pare che ramon l’abbia detto che in varie riunioni questi problemi li aveva solevati.
    si vede proprio che sei un uomo. noi donne siamo abituate a questi toni. è questione di sopravvivenza.a noi capita spesso di evidenziare dei problemi che puntualmente gli uomini minimizzano. non sentono. è un problema di udito. ti dicono sì sì certo. ma di fatto NON SI SENTE. poi ti stanchi e sfolli. metti due stracci in borsa, dici che in frigo non manca niente, le camicie pronte sono nel cassetto, e che te ne vai due giorni da un’amica in un’altra città, che c’ha probelmi e ha bisogno del tuo aiuto. a quel punto chissà perchè i tuoi problemi non son più piccoli problemi ma è bene discuterne e non farne un dramma. sì. certo. ma prima hai sfollato, però!
    per cui io non ci vedo proprio nulla di apocalittico.
    ci sono problemi e vanno affrontati come al vertice, così alla base.
    con serenità e onestà intellettuale.

  228. Francesco Says:

    Perfettamente d’accordo con te lucaocchionero,i vendoliani scrivono male di noi a prescindere….se domani uscissimo da tutte le giunte d’Italia ci chiamerebbero estremisti,anzi loro sotto sotto sperano proprio in questo.
    Comunque compagni sul blog di Paolo Ferrero c’è una risposta del segretario ad un compagno che fa domande molto scottanti sull’Islam e sulla sicurezza,il compagno si chiama roberto vi invito a leggere la sua lettera e la risposta di Ferrero.

  229. Francesco Says:

    Anzi lucaocchionero a Napoli proprio nel periodo in cui il PRC usciva dal governo prodi,Migliore a livello locale cementava con la seconda giunta Bassolino un rapporto di ferro e basato su puro interesse ovviamente rivestito da grande progetto per la città di Napoli,considerà che Migliore è stato eletto consigliere comunale a Napoli nel 1997 e rieletto nel 2001.
    Sinceramente sentire da loro critiche sull’istituzionalismo del PRC è grottesco.

  230. Rispondo ai rilievi critici di alcuni compagni.

    1) sull’assurda definizione di bifo anticomunista dico a Sacha che anche Noam Chomsky è antileninista, ma nessuno si sognerebbe di definirlo un anticomunista. Solo un esempio per capirci tra di noi. Mi sembra che bifo dal 1969 scriva cose chiarissime sul comunismo e l’elaborazione operaista e post- operaista forse meriterebbe un pò di studio (senza trasformarla in una moda come accaduto in passato tra i GC). Che il “comunismo reale” sia stato anche oppressione, massacri, purghe, autoritarismo non c’è bisogno di Bifo per saperlo. Non ho capito se Sacha pensa di no, che sia stato tutto rose e fiori. ci chiamiamo rifondazione comunista perchè volevamo fare i conti con questa storia non rimuoverla e far finta che non sia successo nulla, altrimenti aderivamo tutti al PMLI.

    2) Francesco dice che mi sbaglio su Sansonetti che “se avesse potuto spianare il PRC e spargerci il sale sopra l’avrebbe fatto (ha cercato a modo suo di farlo) tranquillamente”. Faccio notare che a spianare il PRc a dire il vero ci ha finora provato il PD manu militari con voto utile, campagne mediatiche, sbarramenti elettorali. Il mio disaccordo con Sansonetti è piuttosto noto e documentato. Ma non si può sostenere onestamente che la sua sia una posizione anticomunista. semplicemente piero, come tantissimi altri, pensa che non sia politicamente efficace una presenza politica comunista autonoma. L’anticomunismo è un’altra cosa. Dire e scrivere stronzate significa fare un regalo a quelli che la pensano come sansonetti.

    3) sergio dice a proposito di Bifo-Monteventi che “si tratta di una lista in competizione col PRC, il nostro partito, e trovo sconfortante che quasi la si appoggi, giustifichi, e non si critichi questa ennesima divisione a sinistra”. Nel dopoguerra il movimento operaio e democratico si articolava in un ampio fronte di partiti rispetto ai quali Togliatti o Secchia non si sono mai sognati di trattarli come nemici. Lo dico semplicemente per indicare il fatto che sarei contento se questi compagni si iscrivessero al PRc, ma nel frattempo non li vedo come avversari semmai come alleati della sinistra antiliberista, libertaria, ecologista e comunista, ecc. Non ho certo detto che bisognava confluire nella loro lista, ma di verificare la possibilità di un polo autonomo dal PD al primo turno. Lo faremo alla provincia di milano probabilmente con la lista di dario fo e altre ancora.

    4) sergio dice: “Bisogna essere chiari e contrastare la “tendenza” ad uscire dal partito e non indicare questa come una possibile soluzione”. Sottoscrivo totalmente e per questo non festeggio mai l’uscita di chicchessia (tranne opportunisti che ci lasciano in cambio di qualche assessorato, ecc.). Sono intervanuto perchè penso che sia dovere evitare ulteriori fuoriuscite determinate dall’incapacità di gestire differenze di opinione all’interno del partito. Dovrebbe essere un problema di tutti non perdere compagni che hanno dato un contributo per anni come Loreti e ho avanzato un modesta proposta che non andrebbe scartata a priori.
    Considero un errore grave la scelta di tiziano e spero che ci ripensi.

    5) caro sergio per quanto mi riguarda sono sempre stato e sempre rimarrò un militante politico di base, per usare l’espressione di Danilo Montaldi, fior di comunista che però non era del PCI. Personalmente monto e smonto gli stand per le feste, faccio affissione e volantinaggio, ecc. da più di trent’anni. ho imparato da bambino nelle sezioni del PCI e nelle librerie della nuova sinistra e da mio padre operaio che aveva fatto la terza elementare che i compagni sono quelli che più studiano, si interrogano, ragionano. Altro che trinariciuti come ci dipingeva montanelli!
    Diceva Gramsci che abbiamo bisogno di organizzazione e di INTELLIGENZA! per questo ho polemizzato con giudizi sommari che non servono.

    6) francesco dice che “con gli ammiccamenti a destra ed a manca ed il
    politicamente corretto non solo non si guadagnano consensi ma si perdono quelli che hanno”. Metodologicamente sono d’accordo. Ho sempre trovato eccessivamente paludato il linguaggio del nostro gruppo dirigente. Non sono un radical chic e, per dirla con un vecchio rocker bolognese, di solito pesto duro nei confronti degli avversari politici (dal PD al PDL). Ma non credo sia un esercizio utile farsi a pezzi tra compagni quanto esplicitare correttamente le diverse posizioni ed esporle sempre con nettezza. per questo ho sempre apprezzato, al di là delle singole prese di posizione, lo stile di Ramon.

    saluti comunisti e libertari
    maurizio acerbo

  231. Caro Maurizio, io ti stimo ma non mi convinci. In primo luogo non è degno di te avanzare sulle mie posizioni l’ombra dello stalinismo, che non mi ha mai lambito. Invece è Bifo a gettare nel calderone comunismo reale e marxismo, lotte di liberazione novecentesche e stalinismo. Giudico Bifo un personaggio patetico fuori tempo massimo, che prospera sull’ignoranza e sull’ingenuità dei compagni, e Loreti uno che ha fatto il salto della quaglia, dopo essersi battuto per rilanciare il PRC. Riguardo all’anticomunismo di Sansonetti, lui stesso mi pare che abbia scritto che il comunismo noceventesco è stato una schifezza, equiparando Fidel Castro a Pol Pot. Certi titoli restano per me indimenticabili. Allora davvero preferisco Ferrando.

  232. Francesco Says:

    Caro Maurizio,
    su bifo non sono d’accordo con quello che scrivi.A prescindere di quello che bifo scrive dal 1969 lel’aborazione operaista e post operaista è stata,per fortuna ben altro e tu lo sai.Anche in francia come sai attraverso i vari Levy,Glusckmann si è fatta una elaborazione di quel tipo,quasi tutte criticano sia pure da lati opposti l’esperienza del socialismo reale….ma ciò non mi impedisce di ritenere i succitati Levy e Glucksmann(che sono molti ordini di grandezza al di sopra di bifo)ad esempio dei personaggi ignobili e non perchè dicono peste e corna del socialismo reale.Non c’entra il leninismo,anche perchè Toni Negri si definisce leninista ma a sua volta è ritenuto anticomunista da alcuni gruppuscoli marxisti-leninisti.
    L’analogia con Chomsky è fuori luogo,perchè Chomsky non è comunista affatto non solo antileninista,non lo è mai stato,non è un ex..Certo si può essere non comunisti senza essere anticomunisti,ti dico di più si può essere anticomunisti e persone oneste anche se Sartre sosteneva che ogni anticomunista era un cane.Solo che io ritengo che Piero Sansonetti ed in parte anche Bifo non siano onesti affatto,ma che siano degli opportunisti,chiedo scusa per la sincerità ma i fatti mi inducono a pensarla in questo modo.Di Sansonetti direi lo stesso anche se si proclamase comunista sfegatato.Caro Maurizio ti stimo,sei un compagno capace però non si può fornire a personaggi tipo Sansonetti una foglia di fico ideologica per coprire ciò che sono in quanto persone e non in quanto portatori di questa o quella idea politica.Se dopo quello che ha combinato con i suoi soci in questi anni ho bisogno di dare spiegazioni in merito allora forse sono io a non capire più nulla.
    Per quanto mi riguarda penso che a Bologna non ci siano le condizioni per un alleanza con il PD però non è tollerabile a maggior ragione da un compagno come Loreti che si abbandoni il partito perchè si va in minoranza.
    Comunque credo che impegnarci in una infinita discussione su bifo e sansonetti sia perdita di tempo penso che ci siano cose più urgenti su cui discutere.

  233. Francesco Says:

    Sono d’accordo con Sacha a parte il giudizio su Loreti.Penso che quella di Loreti sia solo delusione.

  234. romololeft Says:

    L’analisi del compagno Maurizio Acerbo è esauriente,penso che lui sia una grande risorsa per il PRC e per la sinistra tutta.Persona umile,austera e intransigente.Il suo intervento al congresso è stato il più carico e il più lucido(niente a che vedere con il radicalismo retorico bertinottian-vendoliano),insomma ha colto tutti(o quasi)i punti su cui si deve ripartire.Anche in merito alla questione bolognese sono totalmente d’accordo con lui…
    un compagno abruzzese…

  235. Francesco Says:

    Tra l’altro il Libertario Sansonetti quando era (ahinoi) direttore di Liberazione praticava la censura con stile Pravda anni 30.La cosa più odiosa di questi personaggi e che nei fatti praticavano esattamente l’opposto di ciò che proclamavano a parole.Altro che modi diversi di pensare.

  236. Francesco Says:

    romololeft sulle qualità compagno Maurizio Acerbo sono totalmente d’accordo con te,ma la penso assai diversamente da lui su Sansonetti e Bifo.

  237. Cari sacha e francesco,
    non avevo alcuna intenzione di tacciarvi di stalinismo. Tra l’altro personalmente ho sempre nutrito affetto e comprensione per lo “stalinismo” di milioni di proletari, assai meno per quello dei gruppi dirigenti. mi fermo quì perchè il discorso sarebbe lungo.

    Non è questa la sede per fare dibattiti su operaismo e post-operaismo.
    Comunque Bifo e i suoi riferimenti francesi (Sartre, Foucault, Deleuze, Guattari, ecc.) non c’entrano assolutamente niente con i cosiddetti 2nuovi filosofi2 che citi (Levy, Glucksmann). I migliori lavori contro l’anticomunismo dei nuovi filosofi li scrissero proprio loro. Solo il PCF riuscì ad assimilarli, ma questa è una delle tragedie grottesche dell’ultimo novecento. Faccio notare che i nuovi filosofi, una sorta di Brandirali colti, avevano una provenienza maoista non certo ricollegabile all’operaismo.
    Si può essere dei bravi compagni e pensare che sia meglio “superare” Rifondazione. Il miglior modo per contrastare queste posizioni politiche non è demonizzarle ma dimostrare nei fatti che il PRC è uno strumento e un progetto ancora vivo. la mia scelta la conoscete.

    Non mi pare plausibile parlare di salti della quaglia per chi sceglie di stare con dei vecchi autonomi contro il PD, per di più a Bologna.
    Se Loreti è solo deluso – come scrive Francesco – cerchiamo di convincerlo a rimanere.

    ciao
    maurizio

  238. caro maurizio, i filosofi che citi, se ti interessa, da Foucault a Deleuze, li ho letti e benché sia una giornalista di temi “frivoli”, li ho citati pure a volte nei miei testi, giuro. Ciononostante farne oggi la base per una piattaforma politica mi sembra un anacronismo non molto inferiore alla quarta internazionale. suggestioni di un’altra fase storica.

  239. Francesco Says:

    Maurizio ho detto che ci sono state tante elaborazioni eterodosse o presunte tali del marxismo,non che Satre,Foucault etc. siano teoricamente la stessa cosa dei Nuovi Filosofi.Sartre li definì su lotta continua agenti della CIA.Comunque Maurizio questo 35 anni fa.Oggi Bifo tutto mi pare tranne ispirarsi a Foucailt e Guattari,se lo fa ne fa un interpretazione assai distorta.
    Comunque hai ragione non è questa la sede.Sarei contento di discuterne.A patto che il centro della discussione non ci siano Bifo e Sansonetti,sinceramente credo sarebbe troppo onore specie per Sansonetti.

  240. Francesco Says:

    Maurizio odio Levy e Glucksmann ma cavolo accostarli a Brandirali sia pure colto……li hai distrutti.
    Emmanuel Todd ultimamente li ha tacciati di moralismo antioperaio.

  241. ha ragione francesco, che ce ne importa di bifo. non capisco però perché si debba essere così gelosi dell’indipendenza di rifondazione dal pd, se poi si pensa di sostenere un candidato di una lista civica settantasettina. in quel caso l’indipendenza e il rilancio di rifondazione non contano? sinceramente io da bolognese non so se avrei votato volentieri monteventi sindaco, considerata la sua lista. allora ribadisco che preferisco il pcl, che ci aveva chiesto per l’alleanza di sostenere il suo candidato sindaco michele terra. come si vede, ognuno ha la sua idea ma alcuni pensano che le regole non contino. e qui penso a loreti.

  242. Francesco Says:

    Il fatto è questo:i compagni che hanno votato contro l’odg per la verifica di un eventuale alleanza col PD nel CPF di Bologna hanno la stessa dignità di quelli che hanno votato contro l?ODG medesimo?
    Si crede alla consultazione degli iscritti?
    Oppure è tutta una manovra del tandem Ferrero-Pegolo?
    La storiella che dice ho ragione io o tutti fanno come dico oppure me ne vado non è più tollerabile.E’ un ricatto infantile.
    Nel CPF io avrei votato contro l’ODG.

  243. Francesco Says:

    errata corrige:di quelli che hanno votato a favore dell’ODG medesimo?

  244. Con le dimissioni di Veltroni e la dissoluzione del Partito democratico si conclude la partita cominciata il 27 marzo del 2004, giorno della prima vittoria di Berlusconi alle elezioni politiche. La destra ha vinto e non ci sarà spareggio.
    Adesso dobbiamo pensare a un’altra partita. Nella nuova partita il contesto è cambiato: il nuovo contesto è una crisi sociale di proporzioni inimmaginabili, prodotta dalla bancarotta del neoliberismo e della politica di privatizzazione.
    Su questo fronte PD e PDL sono la stessa cosa, entrambi hanno perseguito una politica di privatizzazione e di santificazione della competitività. Entrambi persistono dogmaticamente su quella strada.
    Né sarà la sinistra novecentesca a costruire la forma politica capace di interpretare l’autonomia del sociale dalla catastrofe in corso.
    Questa forma nascerà dai movimenti, dai processi di autorganizzazione sociale che sfuggono alla dinamica della crescita, e alla logica del consumismo privato.
    Non ci sarà alcuna ripresa, l’epoca della crescita è terminata.
    Ora si tratta di interpretare questa tendenza in maniera felice e solidale.
    Con Veltroni se ne va la politica novecentesca. Rimangono sul campo l’ignoranza delle forze di governo, e l’intelligenza collettiva, forma vivente della politica futura. Il problema che ci si pone è quello di dare forma organizzata espansiva insorgente all’intelligenza collettiva, non quello di rivitalizzare la morta politica novecentesca.

    cosa ne pensate di questo spunto riflessivo?

  245. Francesco Says:

    A parte che è 27 Marzo 1994 e non 2004.Permettimi di avere varie riserve su questo spunto riflessivo.
    E’ tuo Maria Rubini?
    Di solito è il settimanale CARTA che scrive articoli molto simili.
    Con tutto il rispetto mi sa di minestrone con i soliti toni apocalittici.Con Veltroni se ne va la politica novecentesca?Addirittura?Ma il novecento non era finito con la caduta del muro?
    Ci sono cose ovvie che condivido ma il resto mi sembra molto fumoso e con poche indicazioni pratiche.
    Maria se è tuo non ti arrabbiare,ma la penso così.

  246. Francesco Says:

    PD e PDL la stessa cosa?Sai che scoperta.Anche PDS e Forza Italia negli anni novanta erano la stessa cosa sui temi della competitività,mica bisognava aspettare il PD di veltroni.
    Poi “Questa forma nascerà dai movimenti, dai processi di autorganizzazione sociale che sfuggono alla dinamica della crescita, e alla logica del consumismo privato.
    Non ci sarà alcuna ripresa, l’epoca della crescita è terminata.
    Ora si tratta di interpretare questa tendenza in maniera felice e solidale.”
    Cosa vuol dire?Al di la delle chiacchiere e delle buone speranze?
    Sinceramente non lo condivido.Mi sembra rifugga la realtà.

  247. Francesco Says:

    Ma sarà per caso farina del sacco di Bertinotti?Oppure di Marco Revelli?Mi pare di riconoscere lo stile.Ma forse sbaglio.

  248. 🙂

    era una provocazione francesco.
    è di bifo.
    …mò non mi aggredite, eh!

    io sono d’accordo con maurizio acerbo ancor più di prima.
    sono compagni che non credono più nella forma partito, ma non per questo sono nostri nemici. sul campo di battaglia, sulla concretezza li troviamo vicino a noi. sono certo più vicini loro che il pd.
    e ripeto.
    io non sono fan di berardi. mi ci sono “accoltellata”. questo che sia chiaro.

  249. Francesco Says:

    Maria non hai idea del sollievo dicendomi che è di Bifo.Io pensavo fosse tuo o peggio di Maurizio.Quali nemici?Ti ho scritto sopra cosa ne penso e non sapevo fosse di BIfo.Dicevo le stesse cose quanto le stesse corbellerie diceva Bertinotti,anzi Bifo almeno quelle cose le dice da sempre su questo Maurizio ha ragione.
    Guarda chi scrive quelle cose è talmente fuori dalla realtà da fare tenerezza.
    Mi dispiace Maria ma su Sansonetti il discorso è un altro e tu lo sai.Non è solo questione di idee diverse.

  250. lo so, mica non ho capito quello che vuoi dire.
    ma qui si tratta di fare una scelta politica.
    al di là delle storie e dei trascorsi personali dei personaggi. su questo potremmo scrivere enciclopedie.e mica solo su bifo e sansonetti. prendiamo i personaggi del pd e ci sbizzarriamo a più non posso.
    tutto qui.
    comunque farebbe piacere sapere se loreti ci sta ripensando e se i compagni a bologna si stanno muovendo per la consultazione immediata

  251. cari compagni e care compagne, grazie per i commenti. ne ho dovuto autorizzare uno che conteneva due link. il sistema li blocca automaticamente e magari qualcuno pensa che io li abbia censurati. quindi ricordatevelo.
    ed ora, alcune cose.
    1) qui molti danno per scontato che il centrosinistra sia effettivamente morto, e quindi sorvolano e non approfondiscono il discorso. o tacciono sul punto preferendo parlare di legittimità di deliberazioni o della scelta di abbandonare il partito di alcuni compagni di bologna. io, però, insisto. il centrosinistra è morto. visto che non si riesce a porre questa questione al centro della discussione, insisto. visto che quanto ho scritto, evidentemente, non rende l’idea ne della gravità della situazione ne della sua centralità, e visto che io ne rimango convinto, a meno che qualcuno mi convinca del contrario, insisto.
    sacha dice che non si può mettere sullo stesso piano il pd con la pdl. ha ragione. perfettamente ragione. seguiamola nel suo ragionamento, anche se lei invece che argomentare spara sentenze, da voti a tutti, e soprattutto da per scontate cose che scontate non sono. se il il pd è meglio del pdl, bisogna allearsi col pd contro la destra che avanza. è lo schema obbligato in un sistema maggioritario, altrimenti, in un sistema proporzionale, basterebbe il giorno dopo le elezioni sommare i voti di liste che hanno fatto il pieno dei consensi sulla base dei propri programmi ed anche ideologie (perché le ideologie dovrebbero essere scartate al momento del voto? perché un comunista dovrebbe votare un anticomunista per contrastare la destra? perché un laico dovrebbe votare chi finanzia convintamente le scuole cattoliche contro la destra? e così via). ma le cose non stanno così e sacha ha ragione: bisogna allearsi con il pd (e si troverà l’accordo programmatico minimo per giustificare l’accordo stesso visto che c’è un obiettivo prioritario: battere le destre).
    questo schema ha funzionato. sia a livello locale sia a livello nazionale per un 15ennio. il problema è che, giusto o sbagliato in se, non funziona più. la destra è in sintonia con i sentimenti più profondi soprattutto delle classi subalterne (subalterne è la parola esatta). sentimenti, senso comune, paure che non vengono in testa alle persone perché guardano le tv di berlusconi, ma perché sono il frutto della solitudine e dell’individualismo prodotti dalla ristrutturazione capitalistica. disillusione verso sindacati a partiti che non hanno saputo, ma io dico voluto, nemmeno difendere le classi subalterne di fronte alla ristrutturazione. quando i partiti che “dicono” di essere dalla tua parte non ti difendono o, peggio ancora, ti spiegano che devi fare sacrifici per le imprese, e nel contempo pensano di “vincere” alle elezioni non puoi trarre che la conclusione che quelli di te se ne fottono e che si sono accomodati in un sistema di potere. “i partiti sono tutti uguali” lo dicono soprattutto operai, pensionati e persone che si sentono indifese. non importa il grado di confusione e di approssimazione con il quale colgono il problema. importa che se i partiti sono tutti uguali perché non dovrei votare per chi mi propone di cacciare gli immigrati, di riempire le carceri, di rimuovere ogni cosa che mi da fastidio, a cominciare dalla caciara notturna che fanno gli studenti in certi quartieri? perché no? per il conflitto di interessi? per le posizioni di berlusconi sulla costituzione? per l’antifascismo? ma certo, infatti alcuni, nonostante tutto, non voteranno mai per berlusconi. ma a loro volta si astengono, mandano tutti a quel paese, sperano e poi immancabilmente rimangono delusi.
    il centrosinistra è morto perché non conquista più voti popolari, spinge all’astensionismo (come in sardegna, ha ragione il compagno che paragona i voti assoluti e non le percentuali), e, come se non bastasse, spesso i voti che ha sono il frutto di clientele e di un uso spregiudicato del potere. anche in emilia, mia cara sacha, si distribuiscono posti nelle coop e in ogni dove per via clientelare. o non te ne sei accorta?
    non lo dico io, lo dicono i risultati elettorali, che il centrosinistra è morto. a bologna ha governato la destra con guazzaloca. ricordo che una delle prime cose che fece guazzaloca fu di aprire un dialogo con i centri sociali. o no? poi è venuto cofferati. tutti insieme appasionatamente con cofferati. e appena eletto la prima cosa che ha fatto è perseguitare i centri sociali. o no? ha fatto il securitario ed ha inseguito la destra sul suo terreno, scontando rotture con noi (pardon con loreti perché il prc nazionale di allora ha fatto di tutto perchè non si consumassero rotture definitive). risultato: la destra può rivincere le elezioni. o no? ma questa volta è dieci volte più forte di prima.
    domanda. ricominciamo il film? lo stesso film? se a sacha sta a cuore battere la destra in questo modo quando prenderà atto che questo modo è un cane morto che non funziona? e comunque perché chi ha a cuore che le cose cambino, e cioè che i centri sociali non siano perseguitati, che gli immigrati non siano perseguitati, che le scuole cattoliche non vengano finanziate, che la vita notturna in una città iperuniversitaria sia come in altre città europee e non come a bucarest sotto ceausescu (non è che mi becco anch’io l’accusa di anticomunista per questa affermazione?), che i servizi tornino ad essere pubblici e gestiti sotto il controllo popolare e non dei partiti, che i pensionati che vengono sfrattati siano difesi anche con la violenza contro gli sfratti, ecc ecc. dovrebbe allearsi con chi è contro tutte queste cose per battere la destra senza nemmeno riuscirci? perché?
    chi non vede, e credo sacha sia tra costoro, che il nemico non è solo la destra ma anche un sistema politico elettorale chiuso, impermeabile ai veri cambiamenti, è destinato a proporre sempre lo stesso film. ma il film, intanto, ha cambiato il finale e, a meno di non avere le fette di salame sugli occhi, oggi a vincere è sempre la destra. perché la stessa logica del centrosinistra è una causa fondamentale del rafforzamento della destra.

    continua ..l.

  252. Francesco Says:

    Maria una domanda:se dalla consultazione viene fuori che gli iscritti sono a favore dell’alleanza con il PD?
    Riguardo ai personaggi del PD d’accordo con te,ma nessuno dil loro è stato dirigente del mio partito o del mio giornale.Cara Maria uno se con il PD non ci vuole andare non ci va,mica loro ci obbligano.

  253. Francesco Says:

    Non avevo letto il post di Ramon…….a dopo i commenti.

  254. Per Maurizio Acerbo. Va bene ci siamo intesi. Con Ramon sono molto d’acordo ma una domanda mi viene legittima: perchè non se ne è ancora discusso in modo approfondito? (cosa diversa da un ordine del giorno al congresso) Se è una quetsione così dirimente – e lo ripeto, sottoscrivo – come mai siamo giunti alla viglia delle elzioni per porre questa discussione? E’ talmente importante, fondamentale, che mi pare una mancanza, dei gruppi dirigenti in primo luogo, non averlo fatto. Oppure ognuno dà per scontato posizioni diverse che si possono affrontare localmente senza impegnare la totalità della linea del partito?

  255. Magari si discutesse sempre così in libertà invece di nascondere i problemi…dietro una retorica spesso inconcludente, è necessario affrontare di petto le cose che evidenzia Ramon perchè credo alla lunga non potremo nascondere una prassi che spesso nega gli intenti che diciamo di interpretare

  256. Brunoincazzato Says:

    Mi pare,e di questo mi ricordo bene, la battaglia,non solo politica,che i comunisti hanno fatto contro il maggioritario,e le sue degenerazioni:il partito dei sindaci,degli assessori,dei governatori.insomma già allora intravedevamo tutte le nefandezze di questo criterio di rappresentanza politica.allontanamento dal voto, posizioni indefinite dentro eterogenei schieramenti, rincorse verso il centro,svuotamento dei consigli ELETTI,mancanza di controllo da parte delle assemblee sugli esecutivi.queste sono solo una parte delle storture,che inevitabilmente hanno avuto ricadute sociali drammatiche.può darsi che dentro l’attuale quadro bipolare il centrosinistra sia davvero finito con il suo carico di delusioni prodotte,anzi è sicuramente morto.se accogliamo questa analisi(io la accolgo in toto)allora per non ricadere nel politicismo credo che sia diventato imperante il ritorno alla battaglia per il proporzionale,anche attraverso la forte riproposizione di una strutturata forza comunista(rc rimane ancora confinata nel limbo dell’opinionismo),sapendo che ci vorrà del tempo e con esiti non scontati.ma non per questo essere vittime dell’idealismo,mi spiego:le competizioni elettorali hanno diversi impatti:di immagine sicuramente,sono il metro per valutare la giustezza delle proprie idee anche,servono per dare “visibilità” e cosa di cui non mi sconvolgo anche permettere la vita dei partiti.ci troviamo a confrontarci elettoralmente in questo quadro,che non condividiamo e non ci appartiene,ma questo è il sistema.se diciamo convinti che il centrosinistra è morto e che il frontismo è inadatto a battere questa destra qual’è il nostro orizzonte?la sinistra?cioè tutto quello che si trova a manca del pd?dunque ha ragione vendola?siccome credo che non abbia ragione allora quale sarà la risposta allo “stomaco di sinistra”?

  257. Maria, che il frigo è vuoto l’ho capito :D, il punto è un altro, ci sono sempre state criticità nel nostro Partito, ora Ramon si lamenta che si è parlato solo di Bologna, che si è parlato solo della legittimità delle decisioni del cpf?
    Si, perchè ogni realtà è diversa ed i problemi affrontati nell’articolo son diversi.
    Credo che nella vicenda di Bologna la cosa grave non sia dialogare con Delbono (dialogare, con tanto di consultazione dopo), ma che qualcuno prenda la porta ed esca perchè finito in minoranza.
    Il centro-sinistra è morto, può darsi, è un morto che governa tre quarti degli enti locali, ripeto se in una situazione fa schifo non si ci accorda altrimenti si fanno gli accordi (autonomia dei territori ed indicazioni di carattere generale, ma vincolanti dal cpn).
    Il problema del carrierismo è altro ancora, ed occorrono anche modifiche statutarie e più stringenti regolamenti.

  258. c’è una alternativa? si, secondo me si. non pretendo di avere la verità in tasca. ma almeno mi ci provo a proporla questa alternativa.
    se la destra è forte per i motivi che ho detto, e cioè se è forte perché interpreta ed intraprende politicamente ed elettoralmente sulla solitudine e la paura degli strati più subalterni della popolazione bisogna tagliarle l’erba sotto i piedi. facciamo un esempio. se in quartiere più o meno popolare ogni anno ci sono sfratti crescenti per morosità (ed è così innegabilmente) e le attuali leggi e regolamenti assegnano (giustamente sempre che viviamo in uno stato di diritto) alloggi popolari ad immigrati che per reddito ecc sono davanti nelle graduatorie, lo si capisce o no che quelli che hanno lo sfratto che incombe e che quelli dietro nelle graduatorie facilmente diranno cacciamo gli immigrati? e che per giunta magari le prediche antirazziste, che non colgono che hanno lo sfratto o che essendo in una posizione in graduatoria che non gli permetterà mai di avere un alloggio popolare, invece che convincerli li spingono esattamente nelle braccia della destra? cosa fare allora? diventare razzisti moderati alla pd, perché oramai il pd in centinaia di giunte è questo! o fare prediche contro il razzismo alla PD senza parlare degli sfratti e dell’equo canone e delle case popolari, come fa il pd in altre centinaia di comuni? dovremmo allearci con la seconda versione del PD, che è pur sempre meglio della prima, magari del bono ma non cofferati per fare un esempio, pur sapendo che è destinata a non cambiare nulla e ad alimentare ancor di più la destra? no no e poi no!
    bisogna impedire gli sfratti, organizzare quelli che sono sotto sfratto, aprire un conflitto ed una vertenza. insomma una lotta sul problema della casa agendo, facendo i picchetti, organizzando le assemblee. bisogna rivendicare una politica abitativa diversa sulla base della spinta di una lotta. e non basta dirlo in campagna elettorale e scriverlo nei programmi o fare comunicati stampa. perché nessuno crede che questa realtà si possa cambiare così. non certo gli elettori che hanno imparato che prodi tuonava contro la precarietà salvo poi aumentarla per esempio. bisogna rimboccarsi le mani e fare la lotta. cosa molto più difficile che dialogare col pd con la lista monteventi o con chiunque altro per giocare al risiko e illudersi che stia nel voto amministriativo la soluzione del problema. se tu fai quella lotta tutti quelli che partecipano alla lotta, ed avrai italiani ed immigrati insieme, imparerà chi sono i suoi amici e chi i suoi nemici. magari imparerà che non sono gli immigrati bensì il comune e le immobiliari e i piccoli proprietari e il governo nazionale. e comunque forse capirà che anche cacciando gli immigrati il suo problema verrà aggravato e non risolto. questo è, scusate la semplificazione, il partito sociale. certo ci vuole tempo, pazienza, organizzazione e lo ripeto per l’ennesima volta, coscienza che dagli altri partiti e dai mass media tutto questo è considerato NON POLITICO.
    ormai dovrebbe essere chiaro che o si fa così o il prc o qualsiasi altro partito, comunista o meno non ha nessunissima importanza, è destinato a scomparire prima dalla società e poi anche dalle urne elettorali. e che se non si fa così la destra avrà la forza, non solo di vincere le elezioni, ma anche di fare riforme elettorali e istituzionali per cristallizzare questa situazione e per escludere DEFINITIVAMENTE dalle istituzioni le istanze antagoniste. non è colpa mia se è per questo che il pd e il pdl hanno messo un assurdo sbarramento alle europee e se il centrosinistra in sardegna ha fatto uno statuto iperpresidenzialista. a dimostrazione del fatto che perfino sul terreno democratico il pd e il pdl fanno a gara ad essere gli affossatori della democrazia.
    per questi motivi non mi sogno nemmeno di proporre che bisogna far cadere tutte le giunte o che a varese piuttosto che a latina o non so dove (sono esempi del tutto casuali) non ci si può alleare col pd sulla base di un programma onesto. ma mi sogno di proporre che dove palesemente il centrosinistra fa schifo, e sfido chiunque a dirmi che a bologna in campania e in calabria non sia così, noi segniamo una rottura. e mi sogno di dire a franceschini che ieri ha fatto un discorso molto più a sinistra di veltroni, che l’insistenza sul maggioritario e la sua proposta di costruire “nuove alleanze” è una fossa nella quale se vuole può andare lui e il suo partito ma non noi. se facciamo lavoro sociale vero in questi anni che ci separano dalle elezioni politiche e se gli diciamo fin da oggi che dica chiaramente che bisogna tornare al proporzionale e che si scordi qualsiasi riedizione del centrosinistra forse dovrà tenerne conto. forse. se invece gli diciamo bravo e siamo disponibili a rifare il centrosinistra siamo morti noi e lo aiutiamo a morire anche lui. o no? se è no e se si pensa che a bologna in campania e in calabria si debba suicidarsi perché nei comitati di partito alcune correnti si sono coalizzate rompendo la maggioranza di chianciano ed hanno costituito nuove maggioranze nel rispetto formale delle regole allora davvero si deve dire che la svolta a sinistra era uno slogan e che invece tutto continua come prima.
    2) io, infatti, caro giovanni di fronzo, non ho affatto minacciato di uscire dalla maggioranza. ho solo detto che non so più se ne faccio parte. i casi sono due: o la maggioranza è coerente con la svolta a sinistra e fa una battaglia anche nei territori senza guardare in faccia a nessuno (per le appartenenze di mozione intendo) per difendere la svolta a sinistra o la maggioranza non c’è più nei fatti. perché non si può essere per la svolta a sinistra a roma e per la svolta destra a bologna con la benedizione di roma. non si può!
    a proposito. si sappia che la decisione di non fare alleanze con penati a milano è contrastata dentro la maggioranza. molto contrastata. se per caso alcune correnti appartenenti alla maggioranza a roma rovesciassero questa decisione a milano con un voto nel cpf andrebbe bene lo stesso? data la legalità della decisione?
    questo ci porta ad un secondo punto..
    2) il prc non vive sulla luna. per anni è stato interno ad un sistema politico chiuso e separato dalla società. era giusto provare dall’interno e dall’esterno del sistema a rimettere in collegamento la POLITICA UFFICIALE con le lotte e con i bisogni sociali. era giusto per lo stesso esito delle lotte e per avanzare con qualche anche parziale conquista. perché la lotta cambia le cose e la lotta che paga le cambia anche di più.
    oggi dovremo pure fare un bilancio. e riconoscere che non ce l’abbiamo fatta a ristabilire connessione fra il sistema politico e la società. rimane il fatto che sui territori il prc è ampiamente un partito interno al sistema. e che molti compagni, e lasciamo perdere gli opportunismi di questo o quel personaggio perché sono assolutamente secondari, non afferrano il problema nella sua interezza. perché il problema non è rompere col pd o allearsi col pd. il problema è che se non sei nelle lotte, non le organizzi, se non hai e ricostruisci legami sociali e non ti allei con associazioni e comitati che le lotte le fanno, se non ti allei sei destinato a testimoniare una posizione nelle istituzioni senza cambiare nulla nella società e se ti allei sei destinato ad essere totalmente subalterno ai voleri del pd e alla sua linea confindustriale. in entrambi i casi sei inutile per la società e per le lotte. è finito il tempo che c’è un sindacato che lotta e conquista migliori condizioni di vita, una società in fermento, una egemonia culturale laica e progressista e a te come partito non resta che dichiarare la tua sintonia con tutto ciò e farlo valere nelle alleanze di governo o dall’opposizione. per il semplice motivo che le lotte quando ci sono si scontrano con il sistema politico che le respinge e quindi anche con te.
    o ti tiri fuori dal sistema e sei dentro le lotte o sarai il primo a pagare il prezzo elettorale della tua inutilità. in molti territori il partito sociale quando va bene è una sorta di propaqanda sui problemi sociali ma non organizzazione e ricostruzione vera di legami sociali, quando va bene è affidato ad una commissione di lavoro ma non è il cuore del lavoro politico, quando va peggio non c’è nemmeno e l’attività dei grupppi dirigenti del partito è soprattutto emettere comunicati stampa, trattare con altri partiti, e occuparsi della vita interna del partito e delle mille dinamiche delle correnti interne.
    è per questo che abbiamo perso migliaia di compagni (e soprattutto di compagne) nel corso di questi anni. e a nulla valgono gli appelli a restare in un partito che ottusamente si occupa solo di chi farà l’assessore e che passa il 90 % del proprio tempo a fare manovre e contromanovre fra le correnti per vedere chi conquista la segreteria o il posto di consigliere.
    fare o non fare il partito sociale è questione di vita o di morte.
    chi si illude che unificando i comunisti si risolva questo problema non è solo illuso, significa che o non vede il problema o che, peggio ancora, pensa che dentro questo sistema un partito, solo perché si chiama comunista, possa avere ancora fortune elettorali. il pci era forte perché il sindacato, le leghe dei braccianti, le case del popolo con le lotte e con le attività sociali cambiavano la vita della gente che per questo votava il pci. oggi un partito comunista che pensa di non cambiare un cazzo nella società e che chiede voti in nome del comunismo per POI tentare di cambiare la vita della gente dalla posizione di governo è destinato a morire o, peggio ancora, ad accomodarsi al potere in uno strapuntino tradendo il suo stesso nome.
    se qualcuno pensa che si possa dire che con il pdci si può unificarsi perché siamo tutti comunisti per poi scoprire che ci si deve dividere sul dire si o no alla nuova ed ennesima riedizione del centrosinistra (e probabilmente la divisione sarebbe trasversale) vuol dire che pensa davvero che i partiti si fondano con i sondaggi elettorali e in virtù della legge elettorale vigente e non sulla base di una strategia e di una analisi del capitale. con buona pace di marx lenin e perfino stalin e mao.
    le caricature del pci sono destinate a far ridere la borghesia non a farla arretrare e spaventare.
    continua….

  259. ah no il frigo è pieno :D…

  260. perchè si deve “rompere” definitivamente?
    io credo che non sia questo il problema, quanto porci in modo chiaro da far comprendere al pd che questo sistema non funziona più. che noi non ci stiamo più.
    purtroppo, nonostante il fallimento evidente, il pd persevera. è simpatica la cosa di oggi di franceschini che a ferrara alle 16.00 ha giurato sulla costituzione. ma ha giurato che?? e chi è? obama?? nammo bene!! son stupidate, ma fan capire che sono ancora affetti da delirio di onnipotenza, nonostante tutto.
    la nostra risposta. io penso che prima di tutto debba esser chiara non all’elettorato (quello vien da se) ma al pd. primo turno non con loro. perchè siamo alternativi. e al secondo li aiutiamo, ma ponendo le nostre condizioni.
    non so se sono riuscita a spiegarmi. ma il problema non è in questo momento l’elettorato, quanto il nostro rapporto col pd e con questo sistema.

  261. 3) trovo tediosa la discussione sull’anticomunismo che è comparsa qui. io condivido soprattutto la cultura politica di maurizio acerbo, e non quella di chi usa la parola anticomunismo per tracciare una bella linea di confine a sinistra per giustificare gli accordi a destra. perché bifo ha detto cose che io giudico anticomuniste senza ombra di dubbio, ma non mi pare che alle elezioni le alleanze si fanno sulla base del tasso di comunismo o di anticomunismo. ed anche perché chi sta nel conflitto anche con posizioni non comuniste o a volte anche anticomuniste è un interlocutore privilegiato per i comunisti mentre chi contrasta le lotte, gli immigrati e gli studenti non dovrebbe esserlo. difficile da capire? forse per chi pensa di dare ragione a bifo nel dimostrare che il comunismo è più innamorato dei palazzi e del potere e degli assessorati più che dei contenuti di lotta questo è impossibile. non per me.
    inoltre vorrei dire che occuparsi della vita notturna di una città, soprattutto se universitaria, è occuparsi della società e delle sue ingiustizie.
    cara sacha, mi pare di avertelo già detto, o forse no, ma rileggiti gramsci. il gramsci che era capace, pur rinchiuso in un carcere, di vedere l’egemonia fascista e il consenso che mussolini aveva nella sociaetà, e che non si sognava nemmeno di illudersi che il fascismo sarebbe stato abbattuto denunciandone la violenza e l’autoritarismo. rileggiti il gramsci di americanismo e fordismo che vede nell’ondata proibizionista e nell’attacco alla vita notturna nelle metropoli americane una conseguenza diretta della necessità del capitale di piegare la ricchezza della vita umana alle esigenze dell’organizzazione della produzione serializzata nella fabbrica fordista. è così difficile capire che si vuole una società nella quale per una elite nel privato delle lussuose case tutto è concesso mentre per i giovani e per il popolo la vita deve essere ordinata e scandita ed ispirata al perbenismo? anche questa è una questione politica di primaria importanza. non è un capriccio, è uno degli aspetti della disumanità della società capitalistica contemporanea. e l’operaio e lo studente che fuma lo spinello (e sono in tanti) o che vuole andare a un concerto e passare la serata in un locale fino a notte fonda ha un diritto a farlo che va difeso direttamente denunciando una cultura autoritaria che si fa strada in una società di individui terrorizzati chiusi a cento mandate fra le loro quattro mura domestiche. mura che poi ogni statistica dimostra sono il luogo più insicuro in assoluto per donne e bambini. o no?

    un abbraccio a tutte e tutti

    la lotta continua…

  262. Luca Marini Says:

    Molti espliciti questi ultimi post sull’urgenza di mettere in pratica il partito sociale e Ramon fai bene a chiarire che non sei tu che vuoi uscire dalla maggioranza, ma è la stessa maggioranza che in molti casi si sta ricollocando su posizioni più a destra, scusate lo schematismo. Io stesso ho sbagliato quando ti ho detto che non capivo il tuo dubbio, tale dubbio non dipende da te o è ascrivibile alla situazione Bolognese, ma dipende dalla non chiarezza che nel nostro partito c’è, sul tema del bipolarismo e del centrosinistra come strumenti utili a cambiare le cose.

  263. caro sergio, mi corre l’obbligo di rispondere alla tua domanda, ed implicitamente ad accuse e critiche che mi sono state rivolte.
    si è discusso delle amministrative in novembre e in dicembre. lo si è fatto negli organismi ed anche in riunioni di maggioranza.
    in quelle riunioni ho sempre posto il problema, in totale accordo con tutti, che non si sarebbe dovuto permettere che per la formazione delle liste si utilizzassero simboli che non fossero quello del prc. i compagni della mozione 2 avevano annunciato che nei territori dove loro avevano la maggioranza avrebbero promosso liste uniche della sinistra. e io ho sostenuto che con qualsiasi maggioranza in qualsiasi cpf non sì poteva contraddire un deliberato del cpn e realizzare la costruzione di un nuovo partito di sinistra. ebbi anche modo di dire sia nelle riunioni di maggioranza sia nel cpn (anche votando un emendamento di claudio bellotti) che bisognava anche procedere ad una drastica riduzione delle alleanze con il pd e che non bastava rimettersi alle tradizionali trattative su programmi generici e comunque destinati ad essere traditi il giorno dopo. e chiesi se ne discutesse più approfonditamente. senza ottenerlo.
    la discussione non c’è stata. sebbene ferrero abbia riconosciuto che alla famosa rigorosa verifica delle esperienze di governo negli enti locali decisa a chianciano non era stato dato seguito la discussione non c’è stata.
    inoltre, giacché ho la coscienza totalmente pulita ed ho posto per tempo e correttamente i problemi in riunioni pubbliche e private, rivendico il mio diritto a porre i problemi che ho posto. e che, come si è visto, non hanno avuto nessuna rilevanza sulla stampa e creato presunti danni all’immagine del segretario. che credo li abbia subiti ben di più per la notizia, che continuo a trovare grottesca, che la maggioranza di bologna che ha contribuito ad eleggerlo segretario si è spaccata per “dialogare” col pd.
    infine aggiungo, con molta amarezza, che non mi stupisce che la defenestrazione di loreti a bologna sia avvenuta a scissione consumata. quando negli organismi nazionali non c’è più bisogno del pieno dei voti visto che la maggioranza ora non traballa più per due o tre voti.
    perché posso testimoniare personalmente che compagni di bologna della maggioranza, ma sarebbe meglio dire della storica corrente capeggiata da ferrero, da mesi avevano detto che avrebbero fatto fuori loreti sia per vecchi rancori sia perché “inaffidabile”.
    se la mozione 1 del congresso da qualcuno è considerata come la corrente di ferrero allargata ad inaffidabili allora sono anch’io totalmente inaffidabile. e se le decisioni politiche come la svolta a sinistra possono essere contraddette in una città come bologna da un accordo fra correnti e sottocorrenti allora non so se ne faccio più parte.
    pronto a ricredermi in caso di fatti che dimostrino che ho torto.
    un abbraccio

  264. Luca Marini Says:

    Ramon, tutta questa discussione mi porta a ricordare alcuni interventi il 25 di Luglio nella sala dell’hotel, tutto ora è molto chiaro e purtroppo è chiaro che alcune cose dette poi sono state disattese.

  265. corasaro Says:

    L’anticomunismo uhmmmm… in effetti è una categoria attuale e feconda che appassiona le masse planetarie. Talmente attuale e feconda che il gioco è diventato: vediamo quanti gradi di anticomunismo ci sono nei nostri avversari politici, anzi, nei nostri ex compagni di strada che, per definizione, quando vanno altrove diventano dei subumani traditori.
    Poi uno si chiede perché le persone tornano a casa, appicciano la tv, e triturano nelle urne questi poveri, latranti, brandelli di sinistra.
    Personalmente, ma non credo di essere il solo, le valutazioni sull’ottobre ’17 le lascio agli storici (ossia persone che hanno studiato e non ai piccoli demagoghi da pc).

  266. Cari compagni, sono stata per sette mesi nella segreteria provinciale di bologna con la delega al lavoro, da pochi giorni mi sono dimessa,perchè non condivido la linea politica dell’attuale maggioranza della federazione.
    ( 35 membri del cpf).
    Ho passato mesi difficili,sempre in minoranza nonostante formalmente ero maggioranza, insieme a tiziano, non capivamo il perchè il nostro partito,riteneva il dopo cofferati, un segnale di cambiamento. Abbiamo continuato a dibattere, sul pd, su del bono, sul cambiamento, ma mai e dico mai, abbiamo visto il segno del cambiamento.Maiiiiiiiiii.
    Giorni scorsi,Cofferati insieme al prefetto ha firmato una nuova bellissima ordinanza, partendo dal decreto maroni, ha avuto il coraggio di modificarlo in peggio, e da pochi giorni a Bologna ( unica città d’italia) non si può manifestare in centro, chiusi gli spazi per banchetti e cortei.
    Ci rendiamo conto??? E il PD?? ovviamente ha appoggiato il sindaco, del bono?? nessuna parola….
    Allora qualcuno mi deve spiegare che razza di confronto il nostro partito deve avere con il pd??
    Mi dovete convincere però con argomentazioni serie, sui fatti e non sulle invenzioni teoriche.
    Io voglio risposte sui fatti…
    I fatti mi hanno fatto vedere, il compagno Monteventi fare ancora una volta una battaglia,alzare la voce e organizzare proteste, Loreti ancora segretario, il giorno prima della sua condanna a morte al cpf, idem con patate. Come ha sempre fatto. Come ogni giorno, andava davanti alle fabbriche e ascoltava la gente.
    Questi sono i fatti carissimi compagni. No le discussioni politicistiche.
    Io non ne posso più di questi monologhi senza realtà oggettiva,non posso più di ascoltare che bisogna allearsi per battere le destre, anche con prodi pensavamo questo e non abbiamo portato a casa niente, se non schiaffi in faccia e ancora una volta il ritorno di berlusconi.Quando il pd mi dice ke a bologna si devono rinnegare i 4 anni di lotta con cofferati per procedere ad un dialogo, non misuro il tasso di comunismo,pensando a bifo-monteventi,dico semplicemente, chi se ne frega del confronto.
    E poi un ultima cosa sempre su stò comunismo: saranno anticomunisti,ma perchè nel pd ci sono i comunisti??
    E ancora a cosa serve la falce e martello se quando in segreteria volevamo votare contro al bilancio in provinca perchè la giunta di centro sinistra mandava a casa i precari??
    Anche li loreti venne messo a tacere, perchè??
    Sapete il perchè?? Perchè siamo ancora il partito della riduzione del danno e delle astensioni-
    Continuando così nessuno ci voterà-

    Pamela ex resp.lavoro prc-bologna

  267. ah pardon mi ero scordata una chicca: i comunisti della mia federazione hanno cambiato le chiavi e le serrature il giorno dopo ke loreti se ne è andato…… W il comunismo e la libertà…..

  268. Pamela mica siamo noi che dobbiamo convincervi del perchè dialogare col pd, siete voi che dovete convinere il vostro cpf del perchè non si deve dialogare.

  269. certo ma come vedi prevalgono altre logiche e quindi si diventa minoranza nella maggioranza e così facendo compagni/e come me ke rimarranno dentro faranno la battaglia ma ti posso assicurare ke al momento le energie sono davvero poche e forse semplicemente non si uscirà dal partito ma si starà a casa a guardare.
    Io del bono non lo voterò mai,mi è bastato cofferati..

  270. La direttiva Maroni e l’ordinanza del prefetto Tranfaglia
    Anche ricorsi legali contro i divieti a manifestare
    Continuano le prese di posizione e le proteste contro i provvedimenti che limitano fortemente cortei, presidi e iniziative politiche di paizza. Dopo le prese di posizione di costituzionalisti e giuristi, la lista “Bologna città libera” propone, nell’ambito delle mobilititazioni, contro i provvedimenti, anche la costituzione di un Comitato di giuristi per avviare anche ricorsi legali.

    20 febbraio 2009

    Questa mattina Andrea Morrone, docente di diritto costituzionale
    all’Università di Bologna, ha espresso forti dubbi di incostituzionalità
    sul provvedimento del prefetto di Bologna Tranfaglia che vieta le
    manifestazioni politiche nel centro storico il sabato pomeriggio e la
    domenica. I dubbi di costituzionalità di un divieto di questo tipo,
    secondo il docente universitario, partono da quanto è contenuto nell’art.
    17 della Costituzione in cui si dice che per riunioni in luogo pubblico va
    dato un preavviso di tre giorni alle autorità di pubblica sicurezza perché
    possano valutare se autorizzare l’iniziativa, vietabile “solo per
    comprovati motivi legati alla incolumità e sicurezza pubblica”, quindi con
    valutazioni “da fare caso per caso”. Invece nell’ordinanza prefettizia,
    nella nostra città si fissa uno ’stop’ generalizzato.
    Secondo altri giuristi l’ordinanza, così come la direttiva, non è
    applicabile perché è meramente in contrasto con l’articolo 21 della
    Costituzione (“tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio
    pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…”).
    “Bologna città libera” che nei giorni scorsi aveva fortemente attaccato il
    provvedimento, dichiarando la necessità di costruire un’ampia mobilitazione
    contro la direttiva Maroni, oggi propone anche la costituzione di un
    comitato di giuristi e studiosi del diritto per contrastare queste misure
    liberticide anche dal punto di vista legale.
    W il Pd Bolognese….

  271. Francesco Says:

    Corasaro spiegaci tutto tu….siamo in attesa. Se sei capace entra nel merito della discussione altrimenti smettila di raccontare fregnacce.

  272. leggete leggete …. E noi?? questa qualcuno me la chiama discontinuità??
    o forse i miei cari dirigenti locali risponderebbero come sempre hanno fatto in questi mesi: Del bono non si può ancora esprimere perchè c’è Cofferati…. ha ha ha ……

    La direttiva Maroni applicata a Bologna
    Ecco l’ordinanza del Prefetto che vieta le manifestazioni nel centro storico
    Questa mattina, per bocca dell’Assessore alla Sicurezza LIbero Mancuso, la Giunta comunale ha presentato l’ordinanza prefettizia che applica la direttiva del Ministro dell’Interno sulle limitazioni di cortei e presidi in certe aree delle città. L’ordinanza bolognese aggrava le già pesanti prescrizioni del governo, aggiungendo in pratica il divieto di manifestare a Bologna nei week-end. Cofferati ha dato il suo assenso a questo provvedimento, ma anche la presidente della Provincia Draghetti… insomma il PD… E se qualcuno ci viene a parlare di argine contro la destra…. Come diceva Totò? “ma ci faccia il piacere….”.
    20 febbraio 2009

    DI SEGUITO PUBBLICHIAMO L’INTERO TESTO DELL’ORDINANZA

    Prot. n. 368/2009/12b16/Gab.
    VISTA la Direttiva del Ministro dell’Interno in data 23 gennaio 2009, recante, ai sensi dell’art 1 della legge 1 aprile 1981, n. 121, criteri per la disciplina delle pubbliche manifestazioni nei centri urbani e nelle aree sensibili;
    PREMESSO che il diritto costituzionalmente garantito di riunirsi e manifestare liberamente in un luogo pubblico costituisce espressione fondamentale della vita democratica e come tale va preservato e tutelato;
    CONSIDERATO, tuttavia, che l’esercizio di tale diritto deve svolgersi in maniera tale da consentire il libero esercizio di altri diritti anch’essi costituzionalmente garantiti, nonché l’ordinato svolgimento della convivenza civile;
    ATTESO che la surrichiamata Direttiva prevede che i Prefetti, d’intesa con i Sindaci, sentito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, adottino apposito provvedimento, inizialmente anche in forma sperimentale, e condividendone il più possibile i contenuti con le forze politiche e sociali, volto a stabilire regole per:
    1. sottrarre alcune aree alle manifestazioni;
    2. prevedere, ove necessario, forme di garanzia per gli eventuali danni;
    3. prevedere altre indicazioni per lo svolgimento delle manifestazioni;
    DATO ATTO che, al fine di raggiungere la maggior condivisione possibile, sono stati svolti una serie di colloqui ed incontri con le forze politiche e sociali della provincia per acquisire elementi ed osservazioni da sottoporre al parere del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica;
    RITENUTO di individuare le aree da inibire alle manifestazioni sulla base di valutazioni che tengano in equilibrato conto sia delle caratteristiche e specificità della città di Bologna, sia delle circostanze di tempo nelle quali le stesse aree vanno considerate particolarmente sensibili;
    SENTITO il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e dato atto dell’intesa con il Sindaco del Comune di Bologna;
    VISTI, oltre la surrichiamata Direttiva del Ministro dell’Interno in data 23 gennaio 2009, gli artt. 17 e 21 della Costituzione della Repubblica italiana, gli artt 1 e 13 della legge 1 aprile 1981, n. 121; gli artt. 18 e 26 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, Testo Unico
    delle Leggi di Pubblica Sicurezza e l’art. 30 del R.D. 6 maggio 1940, n. 635, Regolamento per l’esecuzione del TULPS;
    DECRETA
    con riferimento alla città di Bologna, in via sperimentale fino al 30 settembre 2009, ferme restando le valutazioni necessarie in relazione a casi specifici, fatte salve le tradizionali cerimonie e ricorrenze a carattere storico, religioso e commemorativo e le iniziative soggette alla disciplina in materia di propaganda elettorale, nelle giornate di sabato a decorrere dalle ore 14.00 e di domenica sono sottratte ai cortei ed alle manifestazioni pubbliche di cui in premessa le seguenti Piazze del centro storico:
    – Piazza Maggiore;
    – Piazza del Nettuno;
    – Piazza Re Enzo;
    – Piazza Santo Stefano;
    nonché le vie del centro storico che costituiscono la c.d. “T”, ovvero via Ugo Bassi, il tratto di via Indipendenza ricompreso fra via Augusto Righi e via Rizzoli, e la stessa via Rizzoli.
    Inoltre per quelle manifestazioni per cui, per precedenti specifici di turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica, modalità di svolgimento, particolari caratteristiche e luoghi attraversati non sussistano idonee sufficienti garanzie che da esse non conseguano danni al patrimonio architettonico ed urbano pubblico o privato, il Questore prevederà ogni indicazione o prescrizione ritenuta più opportuna.
    Il Sindaco ed il Questore di Bologna sono invitati ad osservare il contenuto del presente provvedimento nell’adozione delle determinazioni di rispettiva competenza.

    Bologna febbraio 2009
    IL PREFETTO

  273. Il Partito ha mille problemi, e su tante cose Mantovani ha ragione, ma tra le riforme che il Partito dovrebbe fare è quella che si accetta il risultato, non è questione solo di legittimità, è questione politica.
    Avrete la consultazione, battetevi su quello, dite la vostra, ma se uno esce…

  274. Francesco Says:

    xPamela ci sarà la consultazione degli iscritti.Ma poi è sicuro che questo accordo si farà?
    Pamela se ti racconto la nostra situazione in Calabria…..dovrei andarmene domani mattina.Qui non ci sono divergenze politiche….qui ci sono interessi allo stato puro talmente espliciti che chi li pratica non si preoccupa nemmeno di nasconderli.A livello regionale i vendoliani avevano il 75% non è andato via nessuno,stiamo in giunta con Loiero….un nostro nostro dirigente si è pappato dall’assessore regionale Damiano Guagliardi una consulenza da 40000 euro(dico quarantamila) è su tutti i giornali locali.
    Se chiedo una consultazione di iscritti mi ridono in faccia oppure portano a votare parenti ed affini come al congresso.
    A mio avviso lo statuto va cambiato sulle questioni regionali o nelle grandi città le alleanze vanno ratificate dalla Direzione Nazionale,a livello locale la situazione non è controllabile,perchè sono fenomeni totalmente trasversali pensate che in CAlabria persino alcuni di Falce e Martello….non dico altro,nessuno ne è immune.

  275. non sò se avremo la consultazione ci stiamo lavorando le modalità ke propongono non mi piacciono. Sull uscita dal partito hai perfettamente ragione, tante è vero ke essendo la persona ke per anni è stata più a contatto con loreti non ho condiviso la sua scelta, ma da anni con lui ho visto come sempre ci hanno trattato dal nazionale, senza neanche ascoltarci ma credere alle voci dei capi bastone che ci dipingevano a roma come dei matti… posso capire ke uno ad un certo punto si stanchi di prendere badilate di merda dal proprio partito.

  276. Francesco Says:

    Pamela facciamo cambio vengo io a Bologna a battermi contro l’alleanza con Del Bono e vieni tu in Calabria a batterti contro i mulini a vento.
    Scherzo,comunque se il partito bolognese la pensa come te la consultazione respingerà il presunto accordo….

  277. e chi ci và ai tavoli??’ ci sarà da ridere, sono tutti assessori e soprattutto il pd ha già detto ke devono sottoscrivere il programma….

  278. Francesco Says:

    Comunque convici il compagno Loreti a rimanere,andando altrove ne uscirebbe male anche lui,alcuni avrebbero buon gioco a dire che cercava il pretesto per andare via.Invece spendendosi per la consultazione,comunque sono convinto che alla fine i compagni non faranno alcun accordo,troppi cambiamenti dovrebbe promettere Del Bono e non è in grado e non ha intenzione di promettere non al PRC.

  279. tu sai meglio di me ke se un accordo lo vuoi fare lo fai…. e lo spirito è quello,non avrebbero fatto così tante forzature. Per quanto riguarda tiziano e gli altri compagni/e la loro decisione è inderogabile. ahimè.

  280. Francesco Says:

    L’ultima volta ne abbiamo sottoscritto uno di 260 pagine non mi pare sia finita bene…..
    Pamela qui c’è un intero partito di assessori ed in diverse regioni del sud tipo la mia la campania ed anche la puglia checchè ne dica vendola c’è tanta gente che grazie a quegli assessori campa….ma letteralmente.
    Ti faccio una domanda quanta gente vive nella tua regione ed a Bologna grazie alla presenza del PRC nelle giunte?
    Sono solo singoli assessori oppure ci sono pacchetti cospicui di voti collegati?

  281. Francesco Says:

    Grazie al malaffare politico degli assessori intendiamoci…..in piccolo è una specie di cuffarizzazione del Sud Italia,per quanto ne so nel Centro-Nord non è proprio come da noi,non faccio campanilismo su cose serie.
    Pamela io non credo che Bologna e la Provincia di Milano siano minimamente paragonabili alla situazione calabrese…certo non è che questo giustifica accordi sbagliati,ma mantenete la calma,adesso almeno di questo si discute una volta calava una cappa di piombo sulle alleanze,provate a chiedere ai compagni di Napoli,sfido chiunque a smentirmi.

  282. sicuramente la vostra situazione non è paragonabile a Bologna, su questo bisogna essere obiettivi, ma se questo stile di far politica non cambia dall’alto, ci saranno sempre casi come la campania ecc.
    O si è alternativi o non lo si è….
    O si costruisce un partito sociale e si impone una questione morale o noi siamo morti, ecco perchè ha ragione ramon quando pone l’accento sul centro sinistra e sulla discussione generale.
    Si deve cambiare per davvero, altrimenti ancora una volta i congressi servono solo per cambi di maggioranze e non di linea politica

  283. Francesco Says:

    Comunque ripeto le linee generali sugli accordi in grosse realtà ed a livello regionale vanno decisi in sede nazionale,pensare che il partito possa autoriformarsi a livello locale è fuori dal mondo.
    Bisogna cambiare lo statuto,è vero che non è solo questione di regole….però se la Direzione Nazionale decide che in Calabria vista la situazione non si fanno accordi….allora il regionale dovrà adeguarsi pena commissariamento.

  284. assolutamente d’accordo.

  285. Francesco Says:

    Il bello che molti miei amici in Campania che la pensano esattamente come te sul partito sociale e la repressione,quando gli dici di rompere con Bassolino è come se gli dicessi di sparare al padre…….e non sono quelli che vivono di politica,semplicemente nessuno gli ha mai detto che il PRC in Campania possa essere altro da Bassolino…sono cresciuti con questa idea loro inculcata dai Libertari Migliore,De Cristofaro e via burocratizzando…..a noi manco questo sappiamo che semplicemente che governo dunque sono.

  286. corsaro ha ragione. da vendere.

    e pamela ha tutta la mia solidarietà come sempre.
    c’è bisogno di sicontinuità REALE. non si parla di rompere ovunque. ma un segnale forte in quelle realtà dove non c’è proprio oggettivamente possibilità di dialogo, bisogna darlo. pena il fallimento non solo della linea uscita da chianciano, ma del partito stesso.
    ormai sembra che la subalternità al pd a priori sia nel nostro dna…e abbiamo anche il coraggio di discettare e misurare il tasso di comunismo di uno o dell’altro compagno uscito per un motivo o un altro.
    è incredibile come siamo scollati dalla realtà.
    la realtà è quella che ha illustrato francesco: siamo convinti che senza il pd il prc NON ESISTE. e finchè saremo convinti di questo noi, non potremo mai convincere gli elettori del contrario. possiamo fare altri 10 100 1000 congressi, ma non saremo mai alternativi.

  287. io sarò moderata ma a me scandalizza solo il comportamento antidemocratico di loreti, che non accetta le deliberazioni degli organismi eletti né quella eventuale degli iscritti. ma chi si crede di essere? meglio che se ne vada davanti alle sue fabbriche con altri volantini, tanto io per strada non l’ho mai visto.
    per quanto riguarda le osservazioni sulla campania, non si deve semplificare pensando che chi vuol stare nelle giunte ci voglia campare o altro, semplicemente c’è gente come me che non può sopportare l’idea dell’italia come mostruoso monocolore pdl. non sarà la vostra idea ma è un’idea più che rispettabile e molto diffusa, vedi voto utile ahimè.

  288. ma chi ti credi di essere tu!!
    come ti permetti!!
    ma chi ti conosce?
    ma CHI SEI?

    VERGOGNATI.

  289. sotto falso nome… vergognati tu ….. ma mettici la faccia,visto ke parli di cose del partito, non parlare sotto false identità—- coraggiosa

  290. pamela lascia perdere.
    qui con questa gente ramon può scrivere milioni di post dove su ogni riga ci si potrebbe riflettere per una settimana, ma son tutte parole a vento.
    stiamo cercando di dare un senso a tutto l’immane lavoro che TUTTI stiamo facendo, ma come si fa con certa gente!
    ramon il frigo è pieno e le camicie sono nel cassetto.
    così davvero non si può ragionare. di nulla.

  291. alberto Says:

    Caro Mantovani da qualche giorno ti leggo con meraviglia…non conoscevo bene le tue idee e finalmente qualcuno che mi appassiona pe rla verità che esprime. Io da qualche giorno ho abbandonato il partito qui a Pistoia la mia è una storia di sconfitte e errori politici, e può essere che ancora ne commetta ma come canta Guccini che abita a Pavana (di tutti quegli errori che so di continuare a fare..) forse è normale così, ho sempre agito per come le mie idee pensavano e senza calcoli particolari.. per anni ho cercato un ideea di comunismo prima con (guarda te) Cossutta nel PCI e tanti che mi hanno davvero trasmesso un bel bagaglio di idee il gruppo milanese, piemontese, toscano ecc che si riuniva con Geimonat Vaia ecc in quel di Milano e in giro per l’Italia…
    sono sempre stato un illuso di confontrarmi per la politica senza pensare alle correnti e sostegni ma forse non ho capito nulla di politica, poi sono uscito dal partito ed infine tornato nel 2007 perchè penso che comunque condividendo quello che scrivi alle ore 18.00 non abbiamo le forze sufficienti per fare il partito sociale e incidere negli attauali rapporti di forza. Ma ciò che mi colpisce di te è la lucida analisi sul partito ora qui è davvero incredibile una federazione quella di Pistoia da sempre sotto la corrente Grassi ma di un succube prima dei DS e poi del PD che mi rattrista quasi io pur essendo bollato come antipartito , anticomunista e via dicendo perchè aderente alla mozione 2 ho attaccato duramente il nostro stare in queste allenanze con il PD mai l’avessi fatto mi hanno assalito… non ultimo ieri il Sindaco di Pistoia ha officiato un iniziativa con la massoneria locale!! capite! quando anni fa aveva pratocinato il lascito di Licio Gelli alla città di Pistoia del suo archivio, a me non pareva necessario essere comunista per ripensare la nostra allenza con la massoneria pistoiese ma forse sono io troppo moderato sic…
    tariffe aumentate, urbanizzazione di tutta la città, privatizzazioni non bastano a mettere in discussione l’alleanza al comune di Pistoia dista poco da Bologna (cugini di Appennino) tant’è io sono uscito dalparttito anche perchè mi rivolta lo stomaco chi mi predica ogni giorno la sua integrità comunista e poi nelle pratiche e tutto altro…
    io sono onorato di persone come te mantovano ma non lo dico perchè vedo il PRC in difficoltà in quel di Bologna o altrove ma perchè avrei davvero necessità di incrociare questo modo di confrontarsi tra compagni di cambiare un modo di essere davvero per me incociliabile spero ci sia data in futuro la possibilità di incrociare persone come te a prescindere da quello che adesso sono le nostre scelte individuali.
    con affetto Alberto Zoppi
    ex CPF Pistoia , ex CPR regionale toscana

  292. ecco…un altro che se ne va
    mi vien da piangere

    ma tanto ramon non c’è problema.
    c’è sacha la tuttologa comunista che fa politica da tastiera al comodo della sua poltrona che ci spiega cosa dobbiamo e non dobbiamo fare.
    è tutto a posto.
    non è successo nulla.

  293. corasaro Says:

    francesco, non devo spiegare nulla, perché non c’è nulla da spiegare; trovo però lugubre e meschino parlare di “anticomunismo” per attaccare amici, compagni, ex amici o ex compagni di strada. Sembra quasi un verdetto di blasfemia, una condanna comminata da una piccola corte della santa inquisizione di provincia.
    Ripeto:dire che Bifo è antileninista (sic), speculare sul fatto che tale o tale esponente sia o meno fedele al pensiero di personaggi vissuti quasi un secolo fa, è patetico.

  294. Scusate, ma non è che si può descrivere il Partito come una masnada perdonatemi….

  295. chi, pcarmerina descrive il partito come una masnada!
    CHI??????????
    iniziamo a ragionare, porca miseria!
    CHI??
    tiziano loreti?
    pamela?
    io?
    alberto zoppi?
    RAMON MANTOVANI?
    chi??? faccelo capire. sennò sanciamo un patto. nessuno scrive più niente perchè è tutto a posto. tutto va bene.
    non è successo niente. e tutto si svolge limpidamente e democraticamente alla luce del sole nei territori. vero?
    scusa roberto, ma tu non eri quello che aveva MINIMIZZATO quello che era successo nel tuo congresso regionale? quando io stessa avevo calmato le acque dopo che eran intervenuti i giovani comunisti di catania?
    bè roberto sai che ti dico?? abbiam passato mesi a minimizzare. e in questi mesi la sottoscritta sulla propria PELLE ne ha sperimentate di tutti i colori. da parte della minoranza e anche da parte dei buoni compagni della maggioranza di questo partito. e manco del mio territorio erano!!! pensa un po’ te!!
    quindi sai che ti dico caro roberto? te lo dico anche a te: il frigo è pieno!!

  296. Luca Marini Says:

    Per Alberto Zoppi è vero hai ragione su Pistoia, io sono di Prato ed è strano qui la situazione è completamente diversa, quelli della 2 hanno fatto in massa la scissione, hanno fatto il gruppo LA SINISTRA e hanno partecipato alle primarie per allearsi con il PD e qui eravamo all’opposizione. Mentre quelli della mozione 1( tra cui io) l’accordo non lo fanno. é proprio vero le mozioni non c’entrano, c’entrano gli interessi di alcuni personaggi locali.

  297. vergognati???
    maria sono compagni come te che portano nel baratro il prc. altro che rilancio del partito. peraltro invisibile. allora è accettabile che un segretario pensi di contare più di chicchessia perché ha la verità rivelata? quando la gestiione del prc a bologna è fallimentare, da anni non vedo una sola iniziativa. non basta andare davanti a una fabbrica con i volantini,se poi regolarmente si annunciano iniziative che non vengono tenute.
    qualcuno dovrebbe interrogarsi sul motivo per cui nello sfascio del pd tanti guardano a di pietro e nessuno al prc. perché? colpa di bertinotti? colpa di prodi? colpa dei poltronisti del partito? un po’ di onestà per favore.
    con te sappi che non vorrò mai avere niente a che vedere, vattene con bifo e sappi che non leggerò mai i tuoi messaggi, ogni tanto mi capita giusto per sbaglio. Ma che pensi di saperne di bologna scusa? io con quella accolita di sessantenni che fanno i ggiovani con i ragazzi dell’onda citando guattari non voglio avere niente a che spartire.

  298. e poi scusa maria, tu chi saresti per cortesia? una blogger? mamma mia!

  299. sacha non ti rispondo. abbi la decenza di metterti da parte. chi sono io lo sanno tutti. chi sei tu non lo sa nessuno perchè NON SEI NESSUNO.

  300. per approfondire la questione di VITALE IMPORTANZA per rifondazione, cioè la morte del centrosinistra che mi pare ramon abbia argomentato bene, ho trovato molto, molto interessante un analisi di due studiosi pubblicata su “economia e politica”. cavallaro (magistrato) realfosnso (ordinario di economia). la riporto.buona giornata e buon lavoro

    Le dimissioni di Walter Veltroni da segretario del Partito democratico hanno un significato eminentemente politico, ma segnano anche un punto di svolta nella contesa tra paradigmi alternativi di politica economica.

    Esse ratificano infatti un percorso fallimentare che sarebbe ingeneroso attribuire alla sola volontà del segretario dimissionario, ma che questi ha comunque perseguito con tenacia: la rescissione di ogni legame fra gli eredi del Partito comunista italiano e quella tradizione, che potremmo definire “solidaristico-keynesiana”, che aveva ispirato la redazione delle norme fondamentali della nostra “costituzione economica”.

    Quali esse siano è ben noto. L’art. 41 Cost., che – dopo aver affermato che l’iniziativa economica è libera – stabilisce che essa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da ledere la sicurezza, la libertà e la dignità umana e demanda alla legge il compito di definire i “piani e programmi” opportuni perché l’iniziativa pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. L’art. 42, che enuncia il diritto di proprietà solo per attribuirgli una funzione sociale e disciplinarla in modo da renderla accessibile a tutti. L’art. 43, che riserva alla proprietà pubblica (ed eventualmente a “comunità di lavoratori”) la produzione e distribuzione di servizi pubblici essenziali o di beni in regime di monopolio naturale o che abbiano preminente interesse generale. L’art. 44, che disciplina la proprietà terriera prevedendo obblighi e vincoli che assicurino equi rapporti sociali.

    Ma si debbono aggiungere (e approssimando comunque per difetto) l’art. 36, che assicura al lavoratore una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato e in ogni caso sufficiente a garantire a lui e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa; l’art. 37, che garantisce piena equiparazione fra uomo e donna anche sul lavoro (non senza precisare che il raggiungimento dell’eguaglianza richiede una legislazione di favore per le donne); l’art. 38, che garantisce che siano provveduti i mezzi a chi si trova nell’impossibilità di lavorare per infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria; e certamente l’art. 39, che istituisce il contratto collettivo nazionale come forma principe per la determinazione della “giusta retribuzione”.

    Ebbene, ripercorrendo a ritroso le scelte di politica economica sostenute dalla maggioranza di coloro che del Partito democratico sono stati ispiratori (ossia i superstiti dell’ala cattolico-sociale della Democrazia cristiana e i liquidatori del Partito comunista italiano) è agevole verificare come siano state tutte di segno opposto rispetto al quadro delineato dalla nostra Costituzione. L’adesione acritica – talora perfino ridicola – a tutti i dettami dell’ortodossia economica di ispirazione neoclassica e di segno politico monetarista ha fatto sì che, durante le loro esperienze di governo (incluse quelle immediatamente successive al terremoto politico del 1992), essi hanno provveduto a privatizzare il patrimonio industriale, bancario e produttivo pubblico, depotenziare fino a svilirlo il contratto nazionale di lavoro, comprimere l’area di applicazione della legislazione a tutela del lavoro, abbattere la garanzia pubblica per le pensioni, liberalizzare i prezzi dei mercati immobiliare e mobiliare, imbrigliare entro rigidi paletti quantitativi e “federalisti” le leve collettive della politica fiscale e di bilancio e ridurre consequenzialmente il lavoro pubblico ad un’area di nullafacenti (poco) privilegiati – quasi mai per cattiveria loro, beninteso, ma spesso semplicemente per mancanza di mezzi con cui lavorare. E dall’opposizione, essi hanno contestato i governi in carica solo perché (ed in quanto) non facevano altrettanto.

    I risultati di questo lavoro ultradecennale, certificati dalla perdita secca dei salari sul piano distributivo e dal correlativo innalzamento delle quote appropriate dalla rendita (specie finanziaria e immobiliare) e dai profitti, hanno progressivamente eroso il bacino di consenso dell’Ulivo, poi dell’Unione e ora del Partito democratico, fino a ridurlo all’attuale lumicino. Mentre il “bisogno di comunità” indotto dalla feroce dinamica che un mercato concorrenziale assume in una periferia capitalistica, quale indubbiamente è il nostro Paese, ha aperto spazi prima inimmaginabili al voto a destra: un voto pesantemente segnato da Dio, Patria e Famiglia, ma che ai lavoratori, sommersi e non, appare ormai senz’altro preferibile rispetto allo stolido inno alle magnifiche sorti e progressive del capitalismo concorrenziale, al quale credono ormai soltanto gli ultimi giapponesi de lavoce.info.

    E’ comprensibile che dal Popolo delle Libertà si levi commosso l’onore delle armi per il segretario dimissionario: nessuno come il capo dell’attuale classe dirigente del Partito democratico ha fatto così tanto per assicurare all’avversario una vittoria così durevole. Altra questione è se quel partito potrà risollevarsi dopo una bancarotta materiale e ideale così pesante: si tratta al momento di una scommessa così aleatoria che si farebbe fatica a trovare un buon credit default swap.

    ps
    x sacha. se ti sei risentita xchè mi hai visto intervenire su una discussione di bifo, rilassati. io parlo con chi voglio quando voglio come e quando mi pare. sappi però che sono di RIFONDAZIONE COMUNISTA e nonostante aver dato pubblicamente dello stronzo a bifo, ha piacere di discutere con me. e io ho piacere di rendergli una certa cortesia che mi fece. perchè così mi gira. e lo faccio. visto che è mia abitudine argomentare e non insultare e basta.

  301. Compagni,se il problema siamo noi calabresi o i campani o i bolognesi il problemi è di poco conto basta azzerare tutto il partito riparte in tranquillità.
    Qui sta passando il concetto che noi calabresi siamo tutti malfattori e affaristi(fatemi capire se si ritira l’appoggio alla regione,sono critico all’appoggio in regione, e lo stesso avviene in Campania o a Bologna il problema è risolto???) visto che il 75% è ex vendoliano rimasto dentro il partito per gestire affari “sporchi”.
    Ebbene cari compagni non è cosi:qui c’è gente che ci mette la faccia,c’è gente che si dà da fare,che rischia tutti i giorni per l’esposizione in prima persona.
    Ma cosa volete sapere che cosa vuol dire fare politica qui al sud???
    Lo sapete quanti attentati abbiamo subito in Calabria???
    Macchina rubata al segretario del mio circolo davanti alla sezione,macchina incendiata all’assessore del mio circolo,incursioni notturne contro i circoli,macchina incendiata ad un consigliere provinciale,lettere di minacce,ad un assessore del partito di un paese vicino al mio gli hanno sparato la macchina e potrei continuare all’infinito.
    Qui la maggior parte è gente PULITA che lotta ogni giorno per la LEGALITA’.
    Io non dò giudizi su quello che succede in Campania o a Bologna perchè non conosco tutti i fatti e non vivo in quelle realtà.
    Un ultima cosa:ma pensavate di avere un partito perfetto???Se pensavate di si mi dispiace ma è utopico.
    I problemi ci sono e ci saranno!!!
    Detto questo lavoriamo insieme per rilanciare il nostro partito……………….

  302. Ramon ha ragione quando parla di partito sociale, ma nelle lotte, quelle vere, come vero ed efficace modo di “fare politica” e farsi così pienamente conoscere e riconoscere come comunisti. Non solo nel gioco politico istituzionale dove sempre siamo destinati a perdere, perché non è il nostro terreno.

    Per essere ancora più chiari e arrivare fino alle ultime conseguenze del discorso bisognerebbe aggiungere anche un riferimento alla CLASSE anzi proprio alla LOTTA DI CLASSE. Se come comunisti riusciamo a recuperare pienamente l’idea e la pratica della lotta di classe, allora sì che potremo esserci veramente nelle lotte ed essere il motore di esse. Come in altri tempi, quando si poteva veramente dire, che “il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso è sempre quello stesso che fu con noi in montagna”. Come sanno fare i comunisti essendo tali, che dall’osservazione della realtà derivano degli strumenti di interpretazione e di azione, con un’organizzazione e degli obiettivi. Grazie ai contributi fondamentali di giganti come Marx, Lenin e Gramsci, tra gli altri.

    E non tutte le lotte valgono. Le lotte vere oggi sono quelle degli sfruttati veri, i lavoratori illegali in nero, i peseguitati e i ghettizzati, che lottano giornalmente per la loro stessa sopravvivenza e vivono in condizioni materiali e morali di duecento anni fa. Perché mentre certi “comunisti” scartavano con sussiego la lotta di classe come “roba vecchia”, i capitalisti invece la lotta di classe l’hanno sempre portata avanti, e oggil’hanno vinta. Almeno qui nei nostri “paesi occidentali”. Ma la lotta di classe continua e la portano avanti quelli per esempio che viaggiano per il mondo alla ricerca della loro vita; la lottano e magari non lo sanno neanche, come non lo sapevano i braccianti siciliani e calabresi che si facevano ammazzare dai mafiofascisti nel dopoguerra; ma quella sì che era lotta di classe. E servì, e il PCI la appoggiava e la potenziava, almeno finché non si riempì di opportunisti e di poltroncine, e diventò più grande ma più vuoto e inutile, e ciò che è inutile è dannoso. E scoppiò, dando via libera alla vittoria capitalista e vanificando il lavoro e il sacrificio di molti.

    Ma in queste lotte, lotte di classe, se siamo comunisti, ci dobbiamo essere. Fregandocene se chi la fa è nero o giallo o viene di qua o di là o il sesso che ha o che vuole essere. Ma vedendo qual’è la lotta: non tanto per bere in strada alle quattro del mattino, ma se c’è in gioco il lavoro, la casa, la dignità, la vita. Quella è lotta di classe, ma, ce ne sono comunisti in grado di farla veramente? Ma quella in cui ci si mette veramente in gioco, quella dove si ha da perdere solo le proprie catene.

    Questo è il difficile, perché in questo nostro “occidente”, anche noi che vogliamo essere comunisti, abbiamo varie cose da perdere. E non siamo più preparati per la lotta di classe, perché anche per questo noi, la lotta di classe, l’abbiamo persa, e malamente pure.

    Ben altri, oggi, la stanno lottando… cerchiamo almeno di aiutare questi. Altro che “bifo” e fricchettoni vari, o patetiche marionette come i piddini. Ma siamo disposti a pagarne veramente il prezzo e assumere tutte le conseguenze di una vera lotta di classe?

  303. lucaocchionero Says:

    Compagno Pufforosso, la questione degli ex “vendoliani” rimasti, così come è stata riportata, è onestamente una osservazione infelice. Fermo restando che in Calabria, in Campania ed altrove molti sono rimasti per interessi personali, anche se non sono solo della ex mozione2. In Calabria non si può appoggiare la giunta Loiero, è una cosa inaccettabile, contraria alla linea poltica del partito, e un danno d’immagine al PRC stesso; tanto che ti faccio notare che sui blog riferibili all’MPS si ironizza, con grandissima faccia tosta, sulle nostre partecipazioni a giunte con un numero elevatissimo di indagati. La giunta regionale calabra è tra queste amministrazioni e deve essere chiaro a tutti gli italiani che il PRC nulla c’entra con quella gestione, con quell’andazzo. Ti posso anche assicurare che il gradimento popolare verso questa giunta è bassissimo. Mi capita di frequentare, per varie ragioni personali, quello splendido lembo di Calabria che da Trebisacce si estende verso Rossano Calabro, comprese le zone montane: Villapiana, Plataci… Ovviamente parlo anche di politica ed i miei amici(comunisti, anarchici, sinistra anticapitalista) e le persone che conosco parlano malissimo( ma malissimo è un eufemismo) del PRC calabrese, nonchè di Damiano Guagliardi. Tanto che io ho conosciuto questa situazione grazie alle loro informazioni.
    Per il resto so cosa voglia dire fare politica al sud: anche a me hanno sfasciato la macchina(tra l’altro quasi nuova sigh!) ed a Franco Gentile(segretario prov) gliel’hanno bruciata. Ma questo perchè organizziamo gli inquilini delle case popolari in sindacato, organizziamo un patronato di assistenza, rompiamo le palle a speculatori e realizzatori di discariche di rifiuti speciali, non perchè occupiamo le poltrone insieme al buon Agazio Loiero.
    Quanto al partito sociale io sono d’accordo con Ramon, e lo sono anche sull’analisi del PD. Non aggiungo altro perchè giudico esauriente la tua disamina e totalmente condivisibile.
    Ma continuano a preoccuparmi i toni: non ricostruiremo un bel niente se ci approntiamo a costruire le premesse per un nuovo congresso all’ultimo sangue, adesso dobbiamo tenere la calma e tenere uniti tutti i compagni.
    Del resto parliamoci chiaro: se i comunisti non riescono a trovare una sintesi all’interno del proprio partito(e non siamo neppure molti!!) è chiaro che la nostra credibilità è pari allo zero, onestamente non solo agli occhi della pubblica opinione, ma anche a quelli di molti militanti, me compreso.

    Rallegriamoci per una buona notizia: i compagni di Francavilla Fontana, credo primi in Puglia, hanno fatto partire la iniziativa GAP “Pane e Lavoro”. La prima uscita è andata benissimo, la seconda sarà a breve. Anche noi a Taranto siamo pronti a partire, proprio oggi ci sarà forse l’ultima riunione operativa alla Guevara. Se compagni di Francavilla si trovano a leggere questo blog ci facciano una cronaca di come è stata la prima uscita: può essere utile relazionare su questa esperienza per gli altri compagni che desiderano realizzarla.

  304. Caro Lucaocchionero,gli attentati non avvengono perchè uno dei nostri sta in giunta con il PD.
    Vieni a vivere a Reggio e provincia e poi magari ne parliamo………

  305. lucaocchionero Says:

    Perchè le opinioni dei compagni della provincia di Cosenza non contano nulla? Contano solo Reggio Calabria?

  306. Che c’entra questa tua risposta scusa…………

  307. Mi metti in bocca cose che non ho detto…………….
    Comunque non dobbiamo fare polemiche tra di noi………..

  308. Quindi al Sud e in Calabria gli attentati avvengono perchè c’è un assessore regionale???
    Lo sapete cosa vuol dire MAFIA,a Catanzaro(maggioranza ferrariana che si è battuta contro l’entrata in giunta)riceviamo centinaia e centinaia di attentati non da pochi anni ma da decenni.
    Se non sapete le realtà per favore non parlate………………
    Solo noi sappiamo,sia come partito,sia come onesti cittadini,cosa passiamo e in che stato viviamo.
    PuffoRosso ha perfettamente ragione,ma lui è calabrese e conosce la realtà calabrese e so che nella loro provincia sono presi molto di mira…………

  309. lucaocchionero Says:

    non ho interesse a fare polemiche: ti chiedo però qual’è il senso della partecipazione del PRC alla giunta regionale calabrese, qual’è il valore che noi aggiungiamo e vedo che sul punto non ti esprimi. Perchè invece non si fa una grande battaglia contro le tangenti e le truffe sui fondi europei(Pacenza arrestato, altri, e mi pare indagato anche Loiero), sulla questione sanitaria(morte di Fortugno, disastro finanziario, strutturale, del servizio) calabrese, la questione degli incendi estivi che come sai meglio di me… insomma non devo dirlo io.
    Se si sta in giunta con chi è indagato per queste situazioni, è ovvio che queste battaglie non puoi farle. E se non le fa il PRC chi deve farle? Oggi la Calabria è silenziosamente chiusa in una dittatura mafiosa crudele che la impoversice progressivamente e la rende senza speranza. I giovani emigrano in massa(ci sono due, tre Calabrie fuori dalla regione territoriale), i terreni sono quasi tutti incolti, le coste totalmente nelle mani della speculazione edilizia. Se vuoi aprire un bar in qualsiasi zona della Calabria non si chiedono le autorizzazioni alle autorità previste dalla legge: devi rivolgerti a “qualcuno” che ti “suggerisce” anche chi assumere ed i fornitori cui rivolgerti, e sei costretto a matterti nel locale almeno una macchinetta di viedopoker opportunamente fornita. Potrei continuare… lo so che è quasi impossibile fare politica pulita in questo contesto, ma mi aspetto che il PRC denunci(nel possibile perchè nessuno vuole compagni che facciano gli eroi mettendo a rischio la propria vita) questo stato di cose. Ma come può denunciarlo se partecipa alla giunta con chi è indagato, o arrestato, o addirittura condannato??

  310. Nessuna,per questo in tanti siamo critici e abbiamo votato contro l’ingresso in giunta e tanti di noi stiamo facendo una grossa battaglia per questo ma da questo a dire che siamo malfattori c’è ne passa,qui ci mettiamo la faccia in tutti i comuni,in tutte le provincie,denunciamo con forza per questo siamo sempre presi di mira
    Ma basta polemiche non servono a nessuno…………..

  311. lucaocchionero Says:

    non ho mai detto che siete malfattori, tant’è che ho anche fatto alcuni nomi di indagati ed arrestati e non c’è nessuno del PRC. Ma rimane il problema: perchè la presenza in quella giunta blocca l’iniziativa politica del PRC che in quel territorio non può che partire dalla denuncia. Mi speigo ulteriormente: il militante di base che si oppone ad una speculazione edilizia come fa ad essere credibile quando poi gli rinfacciano che il suo partito fa parte di una giunta che(magari non pronunciandosi) ha permesso quella speculazione??

  312. Condivido totalmente l’opinione di cambiare lo statuto: per le regioni, per i capoluoghi e città importanti le decisioni devono essere prese con la segreteria nazionale; questo non vuol dire tornare al centralismo “burocratico” ma solo riportare un minimo di chiarezza nel partito; inoltre credo che la segreteria abbia già gli strumenti per intervenire in alcune situazioni segnalate, tipo Benevento; lì siamo già fuori da tutto…
    Mi permetto di ringraziare i compagni Puffo e Luca (con cui spesso non concordo) per la loro “semplice” descrizione di cosa vuol dire “essere compagni” nel “profondo sud”… aiutano a “perseverare”chi come me ha sempre ha sempre militato in più regioni del nord e del centro-nord e si fa prendere dallo scoramento e dalla voglia di abbandonare tutto…

  313. elio pillai Says:

    Ramon pone un problema:come costruire il partito sociale ,e nel porlo fa degli esempi concretti.Nei suoi esempi non cita la sardegna.Poi ci torno sulla sardegna per arricchire il suo ragionamento.Come non dargli ragione?La sua analisi è spietata e allunga la critica all’attuale gruppo dirigente richiamandolo alle proprie responsabilita’.Giusto!
    Credo che si possa dire che le eleziioni sono il nostro DANNO!.
    Noi siamo un partito elettoralistico,non siamo mai stati il partito della rifondazione comunista ,è sempre rimasto il partito piddiessino.
    Tanto che non riesce ad immaginare una proposta politica autonoma indipendente dal PD,e per questo partecipa a moltissime giunte locali senza mai distinguersi su nulla,se non a chiacchere.INfatti ad ogni competizione elettorale gli elettori puniscono pesantemente il PD e noi.
    Se al contrario noi fossimo stati diversi dal PD avremo dovuto acquisire voti in libera uscita del PD e aumentare i nostri voti,invece no.Veniamo puniti proporzionalmente allo stesso modo del PD.
    In Sardegna,il PD perde 10 punti, perdendo 80.000 voti su 271000 del 2004;
    Rifondazione perde l’uno per cento, dal 4 passa al 3%,perdendo 10.000 voti su 35.000 presi nel 2004.
    La circoscrizione di Cagliari perde anche di piu’,perchè è la sede delle teste pensanti.
    E’ importante leggere bene questi dati per capire dove va rifondazione in sardegna.
    Il gruppo dirigente locale si è inventato persino una rifondazione autonomista federalista federata al PRC nazionale e tante amenità per gli elettori,che naturalmente non sono cascati nella trappola.
    Mentre i partiti di tradizione storica sardista e indipendendista,pur con lo storico partito sardo d’azione alleato con il centrodestra, sono stati tutti premiati.
    Noi paghiamo in sardegna oggi come 13/14 aprile l’appiattimento alle politiche liberiste del PD.
    Soru in Sardegna ha rappresentato in maniera chiara e netta la linea liberista che il PD in campo nazionale tenta d’interpretare piu’ confusamente.
    Non è un caso che Soru risulta ,nonostante la sonora trombata in Sardegna, tra i piu’ votati a candidato alla segreteria nazionale del PD.
    Bastava leggere ieri le dichiarazioni dell’altro imprenditore Illy,amico di Soru, pure lui trombato nella sua regione,diceva:”la politica ha bisogno di imprenditori,maneger e professionisti.”Bonta’ loro!
    Siamo sempre piu’ simili al PD,nei comportamenti e nei fatti.
    IN sardegna dirigenti di rifondazione costruiscono strutture parallele al partito,con l’unico scopo di prendere voti e per fare clientele.
    In Sardegna rifondazione ha avuto l’assessorato regionale al lavoro per 5 anni,il mio giudizio sui risultati della nostra politica sul lavoro,se togliamo la propaganda, è pari a zero.
    Il Prc in sardegna ha votato in consiglio regionale la legge “statutaria”,La legge di riordino che disciplina la forma di governo e i rapporti fra gli organi della regione,una legge sul presidenzialismo che Berlusconi in campo nazionale ci invidia
    Questa legge che Berlusconi tenta di fare in Italia non riuscendoci,in sardegna il centro sinistra l’ha fatta e consegnata al centro destra su un piatto d’argento.
    Pochi compagni ci siamo opposti, e siamo stati minacciati piu’ di una volta nei cpr e cps di essere sottoposti a provvedimenti disciplinari.
    Ora va bene pure che questo gruppo dirigente sardo, abbastanza screditato usa il partito per i propri interessi personali,ma Ferrrero che viene in Sardegna a difendere Soru e queste porcate io non l’ho capito proprio.
    “Soru il nuovo Obama,dopo Lussuria”,cosi’ diceva quel vergognoso inserto di liberazione.
    Eccolo il nuovo Obama sardo,l’antipolitico e l’antipartito,uno dei piu’ ricchi imprenditori d’Italia,con interessi nelle coste Sarde,nell’editoria e nelle costruzioni,con conflitti d’iteressi enormi , governa la cosa pubblica come Berlusconi.
    Dimessosi da presidente della regione sarda anticipatamente con un espediente da politico navigato,una mossa esclusivamente elettoralistica,pensava di anticipare i suoi antagonisti interni al PD che chiedevano le primarie ,e la destra che ancora non aveva scelto il proprio candidato,invece è stato sonoramente bocciato e con lui tutta la sinistra sarda.
    Pensate che i bilanci regionali non si faccevano piu’ come normalmente l prevedono le leggi istituzionali,ma i bilanci venivano approvati a maggio a giugno a luglio dell’anno in corso con l’unico scopo di non spendere risorse,altro espediente Soriano per risanare il bilancio.
    Soru ha tagliato gli investimenti dell’82%,”è il mercato che regola lo sviluppo e l’occupazione”amava dire spesso.
    Queste idiozie non le dice neppure Obama.Che nel bilancio della regione sardegna ci sono residui attivi per 5 miliardi di euro,e che la destra fara’ di queste enormi risorse carne da macello,mi chiedo se è possibile che nessuno paghi mai il conto?
    Chi conosce la gravissima crisi economica sarda e guarda queste cifre è aurorizzato a dire che la classe politica dirigente del centro sinistra sardo è da richiudere in manicomio.
    Chiedevamo conto dei comportamenti ai nostri compagni eletti in consiglio regionale,ci rispondevano che non si potevano oppore perche’Soru avrebbe consegnato,dimentendosi ,la regione alle destre.Siamo alla follia polittica.
    Noi siamo diventati competitivi al Pd solo sul piano elettoralistico e clientelare,mentre sul piano politico non contiamo nulla.
    In sardegna ci siamo aggrappati a Soru e al PD sperando in una sua vittoria,cosi’ potevamo usufruire del premio di maggioranza.Un altra furbata dei mestierianti della politica.Cosi’ si distrugge partiti e politica.
    Esistiamo solo nelle campagne elettorali,e non sempre alleati neppure col centro sinistra,ma anche con di liste di destra che vincono le elezioni perche’ militanti di rifondazione si candidano nelle liste civiche di destra,come è successo da noi in qualche piccolo comune.
    Insomma non ci facciamo mancare nulla,oramai le competizioni elettorali sono ,nella stragande maggioranza dei casi,diventati un vero e proprio affare economico,non c’è solo l’elezione del consigliere,successivamente ci sono le nomine nei vari enti ,e nei consigli di amministrazioni delle banche.
    Per finire ….capisco lo scoramento di Ramon,per queste ragioni io ho gia’ scelto di non rinnovare la tessera.
    Se dovessi dare un consiglio a rifondazione,gli direi di mettere nello statuto che per i prossimi cinque anni rifondazione non partecipa a nessuna competizione elettorale e s’impegna a costruire il partito sociale.
    Volete scomettere che tutti questi capibastone e signori delle tessere e delle clientele il giorno dopo vanno via dal partito?
    Devo aggiungere che non condivido la soluzione proposta ieri sulle pagine del “manifesto” e “liberazione”,di Ingrao,Rossanda e altri compagni che pure stimo,dove consigliano di presentare liste unitarie di sinistra alle europe ,ma per eleggere chi e per che cosa?.
    Come si fa a capiree di cosa parliamo?Rifondazione è la terza scissione che subisce nel giro di un anno,questi compagni vanno via dichiarando che con rifondazione non vogliono piu’ avere nulla a che fare,e un gruppo di intellettuali bravi e seri che dovrebbero spiegarci cosa sta’ succedendo in questo mondo ci consigliano di fare cose fuori dal mondo.

  314. Francesco Says:

    Questi se ne andranno il giorno dopo l’approvazione di uno statuto del genere.Questa gente non ha seguito i vendoliani perchè sanno che faranno un flop clamoroso……nemmeno a portarseli via sono serviti.

  315. Militante Says:

    Ma perchè mai le analisi giuste sulle cose che non vanno sono spesso coronate da frasi del tipo “non rinnovo la tessera”? queste conclusioni inficiano tutta l’analisi che si riduce a puro piangersi addosso! per me chi abbandona il partito, pur da posizioni corrette, è in parte complice di chi lo sta distruggendo.

    Siamo sostanzialmente d’accordo nell’individuare i mali che affliggono (non da oggi) Rifondazione, seminando demoralizzazione e frustrazione tra i militanti: 1) il partito dentro il partito degli assessori e dei consiglieri; 2) una linea poilitica “sotterranea” che vede nelle relazioni col PD un’ancora di salvezza e non una pietra al collo; 3) le barriere che separano centro (direzione) e periferia (cirocli, federazioni ecc.); 4) aggiungerei anche la mancanza di un programma politico all’altezza della sifda della crisi del capitalismo mondiale.

    Se abbiamo le idee chiare sulla diagnosi, perchè gettare a priori la spugna? Un primo importante passo l’abbiamo fatto a Chianciano, sconfiggendo insieme -e non era affatto scontato!- il settore più govenista e di conseguenza liquidatorio del partito. Questo primo passo ci dovrebbe incoraggiare, non abbattere! C’è ancora un settore, traversale alle mozioni, istituzionalista e governista. Lo sapevamo prima, ne abbiamo la conferma ora. Ma c’è anche un’ampia fascia di compagni, anche ex-bertinottiani, che ha preso consapevolezza e guarda alla realtà interna senza più paraocchi e deus ex machina: e ciò è un altro enorme passo avanti!

    Se siamo d’accordo con questo assunto, perchè non procedere alla soluzione? A mio avviso un principio concreto di soluzione si trova nell’appello firmato dai compagni bolognesi contro la decisione assunta dal Cpf, che cercherà, statuto alla mano, di ribaltarne democraticamente l’esito. Perchè non generalizzare dovunque questo precedente, qualunque ne sia l’esito? Perchè non unire la maggior parte dei compagni di base su un documento politico che non solo denunci le pratiche sbagliate ma proponga una serie di punti concreti sulla moralizzazione interna e il rispetto della linea di Chianciano?

    In tutte le realtà in cui ci siano conflitti si raccolga il consenso degli iscritti su documenti di questo genere:
    1) Si facciano immediatamente le verifiche sulle giunte locali previste dal documento nazionale e si sottopongano alle stesse verifiche le nuove alleanze.
    2) Essere alternativi al PD e al centro non sia uno slogan vuoto ma si concretizzi nei fatti: combattere il bipolarismo e costruire un terzo polo anticapitalista aperto alla sinistra politica, sociale e culturale (e qui si sfida sul loro terreno gli “unitari” vendoliani al momento degli accordi di coalizione).
    3) la direzione nazionale è tenuta a prendere provvedimenti immediati in tutte le situazioni locali (scandali, corruzione, alleanza con la destra, voto di scambio ecc.) che gettaio fango e discredito sul partito e ne violino i principi fondamentali.
    4) gli organismi dirigenti a tutti i livelli siano eleggibili e revocabili in qualsiai momento, previa consultazione dell’assemblea degli iscritti.

    Insomma, al partito degli assessori (trombati o in carica) si risponda col partito dei militanti e dei lavoratori. Si costruisca una grande “sinistra” interna che, dalla maggioranza, si ponga l’obiettivo di difendere fino alla morte il programma di rilancio e pulizia del partito uscito vittorioso da Chianciano. Una sinistra organizzata, maggioritaria, non una frazione, che dichiari guerra senza quartire a vecchi e nuovi carrieristi e burocrati.

    Un fronte di questo tipo costituirebbe anche un efficace argine contro possibili derive moderate rappresentate dall’allargamento ai burocrati del PdCI. Se questi entrano col tappeto rosso avranno gioco facile a fare blocco e dettare le regole (leggi centralismo burocratico). Se trovano un blocco compatto e maggioritario, le regole per la convivenza le scriviamo noi! Unità comunista sì ma le condizioni le decidano militanti e iscritti. Niente Pci bonsai o peggio diesse mignon!

  316. Bucharin77 Says:

    d’accordo con Militante

  317. DUE O TRE QUESTIONI STRATEGICHE

    Ringrazio fortemente Ramon perchè attraverso questo dibattito, forse, contribuiamo a squarciare la coltre di silenzio che sta ripiombando sulle nostre questioni interne (prospettiva politica e tattica conseguente) e che pensavo che con l’esito del nostro ultimo congresso avessimo dissolto. In premessa dirò che sono fondamentalmente d’accordo con Ramon e che sul caso Bologna, a parte l’intenzione dell’uscita dal partito (e la ancor più agghiacciante ipotesi di incontro con la lista Bifo, Monteventi, Sansonetti), come ho già avuto modo di comunicare personalmente a Tiziano (cui mi lega una recente amicizia), sto (e non sono il solo a Roma) con tutti quei compagni che si battono per marcare l’autonomia del partito da una delle peggiori espressioni locali del PD. Quindi avanti nella consultazione della base: non tutto è ancora perduto.
    Adesso le questioni di fondo:
    1) LA CRISI
    Una delle più feconde conquiste teoriche del PRC è stata (parlo di un bel pò di anni fa) la tesi secondo cui si stanno sempre più assottigliando, nei paesi capitalistici occidentali, i margini di riformismo (ovvero di interventi volti alla redistribuzione di reddito e diritti). La crisi economica in cui ci si dibatte aggrava tutto questo e ci pone, oggettivamente a mio avviso, nella barbarie (visto che il socialismo, per ora, ha perso) della guerra tra poveri. E’ una crisi profonda sia nella produzione materiale (sovrapproduzione; produco molto di più di quello che riesco a vendere) sia nella sfera finanziaria (i crolli delle borse che continuano). Questo pone oggi di fronte ai comunisti (sicuramente a quelli che oltre a dirlo provano a farlo) il recupero di una prospettiva rivoluzionaria: cioè, attraverso lotte e iniziative concrete, la crescita di un movimento che pone oggi come unica soluzione alla crisi un altro modello di sviluppo economico e un altro assetto dei poteri fra le classi. Per essere realmente utili a questa prospettiva, allora, va completamente ribaltato il paradigma sin quì avuto: le alleanze sono possibili con pezzi della borghesia non reazionaria (PD) solo ed esclusivamente dove sussistano condizioni eccezionali di svolta a sinistra, solo dove si sia in presenza di situazioni avanzate (penso per esempio alla candidatura borsellino in sicilia); cioè, le alleanze siano l’eccezione e non la norma.
    2) IL PARTITO
    Il nostro partito però è stato costruito (io ne faccio parte sin dal ’91), sulla scia dell’ultimo PCI, come organizzazione che rappresente il conflitto e le classi subalterne e (da ultimo) i movimenti. Questa impostazione è, a mio avviso, oggi, non solo insufficiente ma dannosa. Il partito oggi deve trasformarsi da strumento di rappresentanza a strumento di organizzazione del conflitto sociale e politico. Di conseguenza tutto, compresa, la rappresentanza istituzionale ad ogni livello, deve essere orientata verso questo fine. Il recente regolamento interno sugli emolumenti degli eletti va in questa direzione ma fino a quando l’impianto complessivo teorico-politico del partito non verrà sufficientemente esplicitato e dibattuto non faremo che piccoli passi in avanti (mentre sarebbe necessario recuperare il tempo perduto di gran carriera). Un partito che organizza il conflitto (più che rappresentarlo) è anche, necessariamente, un partito che ridimensiona il peso delle correnti interne (tutte) perchè vive della necessità di selezionare e valorizzare quadri capaci e riporta le correnti nella corretta posizione di contributo teorico che le diverse culture politiche che animano il partito possono offrire.
    3) CHE FARE
    Oggi, dopo una lunga stagione in cui il partito è stato stimolato e guidato nella direzione della sua destrutturazione e mortificazione, in uno stato di limbo in cui la principale cosa che animava la vita dei circoli era il dibattito interno; oggi dopo tutto questo si stenta proprio e soprattutto nella base a riattivare le capacità militanti delle nostre strutture territoriali. In più le vicende di Bologna come quelle campane o calabresi, o quelle degli sciossionisti che restano-forse-sì-forse-no, o del giornale dove in 24 (gli stessi che appoggiavano sansonetti) bocciano il piano editoriale; tutto questo certo non favorisce la ripresa di un impegno militante (anch’io spesso vacillo, barcollo ma non mollo). Vi è ancora uno scarto micidiale tra quello che diciamo (del tutto condivisibile e chi scrive si ritrova pienamente nella linea politica espressa dagli interventi di ferrero) e quello che pratichiamo: la reale declinazione dell’attività politica del PRC. Penso quindi che sia necessario avviarsi verso una stagione di rivoluzione permanente da condursi dall’alto e dal basso, contemporaneamente, all’interno del partito. Recuperare il senso e la pratica di un’impresa rivoluzionaria, spingere costantemente verso una reale autonomia del PRC dal quardo politico complessivo (a cui ascrivo anche il moderatismo ipocrita, rivoluzionario solo a parole, del PDCI; la sua circonstanziata e acclarata subalternità e collateralità alla socialdemocrazia d’alemiana nostrana), rovesciare la logica della rappresentanza per cui il nuovo PRC più che rappresentare ORGANIZZA il conflitto sociale e politico, ricondurre le correnti interne al ruolo che gli spetta liberando così il partito alle capacità realmente espresse dai compagni che lo fanno marciare.
    PS: Di queste discussioni ce ne davvero bisogno. Intanto impegnamoci tutti per farle e renderle pubbliche e moltiplicarle: solo affrontando la drammatica verità del momento che stiamo vivendo potremo venirne fuori; da comunisti, vivi e utili.

  318. a quanto pare non c’è nulla da fare. lo dico anche a costo di offendere qualcuno.
    non c’è una soluzione statutaria ai problemi che abbiamo. non c’è.
    sempre, in un partito, conta la politica. se hai un gruppo dirigente determinato a fare il partito sociale e a sostenere una battaglia dentro e fuori il partito riuscirai a farlo. se, invece, il gruppo dirigente è una babele di progetti diversi, alcuni dei quali presentati solo con allusioni (unità dei comunisti), e ogni volta che ci sarebbe bisogno di una battaglia per contrastare il politicismo ed elettoralismo esasperato (che c’è più nella base che nel vertice) ci si ferma perché nessuno a roma vuole perdere il consenso della corrente locale di riferimento allora non si riesce.
    non è difficile da capire.
    ripeto, non è vero che base è meglio del vertice. se non è vero il contrario, e non lo è, rimane il fatto che ognuno deve assumersi le sue responsabilità.
    ma di quale base parliamo? c’è un segretario di un circolo che si sente onnipotente nel suo paese. ogni 15 giorni il suo nome compare sui giornali, parla con il sindaco, conduce trattative con gli altri partiti, quando va al bar è un personaggio della cerchia del potere, spesso se si iscrive al partito uno che lui fiuta come uno bravo lo allontana facendogli la vita impossibile per evitare che gli porti via il posto, gli iscritti sono i “suoi” iscritti. quelli che lo sosterranno e che voteranno ciò che lui ha deciso al congresso. e quando al federale c’è uno scontro si schiera quasi sempre secondo i suoi interessi. se vince la posizione A e caio diventa segretario provinciale sarò io il candidato alla provincia, se vince B e tizio diventerà segretario provinciale il candidato sarà un altro. indovina un po sulla base di cosa sceglie come schierarsi?
    poi c’è un altro segretario. uno che rilascia dichiarazioni ai giornali e parla con il sindaco, e conduce trattative con altri partiti e che è anch’egli indubitabilmente un personaggio nel paese. ma a differenza dell’altro cerca di iscrivere più gente possibile al partito. e promuove dibattito. e soprattutto vuole fortemente che nel partito e nel direttivo ci siano compagni che fanno lavoro sociale, in fabbrica, nelle associazioni. se arrivano dei giovani nel circolo gli da le chiavi della sede e lascia che facciano come vogliono e non cerca di iscriverli alla propria corrente nel partito e di arruolarli fra i suoi sostenitori, e quando va al federale ragiona con la propria testa e sceglie sulla base della politica e non fa calcoli sulle prossime elezioni.
    ecco, ho descritto due “basi” completamente diverse. entrambe legittime statutariamente.
    vogliamo far finta che le cose non stiano così?
    se io entro nel partito perché mi piace l’idea del partito sociale e perché mi sembra un partito antagonista cosa devo fare se ogni volta che propongo che il circolo faccia i gap mi si risponde si ma si però e non si fa mai ed invece tutta l’attività del circolo è conclusa nelle trame per il prossimo candidato sindaco? mica tutti hanno scelto di entrare nel partito perché sentono di partecipare ad una missione. semplicemente se vedono che il partito non è ciò che si aspettavano se ne vanno.
    difficile da capire?
    un partito istituzionalizzato, impregnato di politicismo, finisce sempre con il premiare chi è in sintonia con questa logica e con l’allontanare chi non lo è. e non c’è statuto che tenga.
    ci vuole una battaglia di lunga lena. in fondo il partito sociale non è altro che un ritorno alle vere origini del movimento operaio e del comunismo migliore italiano. ma è pieno di comunisti che più comunisti non si può che della società se ne fottono e pensano solo ai voti, alle unificazioni col pdci, o a predicare opposizioni strategiche e di principio, ma sempre nelle istituzioni.
    sbaglierò, ma se non si chiarisce nei fatti che per noi il centrosinistra è morto, se non si fa una battaglia per realizzare il partito sociale (e farlo significa che i gruppi dirigenti a tutti i livelli devono premiare e difendere chi il partito sociale lo fa e penalizzare chi non lo fa senza guardare alle appartenenze di corrente), e se si continua a far finta che la democrazia interna del partito non assomiglia a quella borghese per cui importa solo la forma e non la sostanza, allora il progetto del prc è fallito. fallito.
    nulla si risolve da un momento all’altro. ci vogliono anni per avere un partito libero dai condizionamenti del sistema politico malato italiano.
    ciò che conta è la direzione di marcia.
    e la direzione di marcia per cui a bologna si rompe la maggioranza di chianciano per “dialogare” col pd e in calabria si sta in giunta e in campania non si capisce nulla tranne il fatto che il prc è alla corte di bassolino, e a milano c’è chi si batte per rovesciare la decisione di non appoggiare penati (che per giunta da più di un anno ha detto che non vuole comunisti nella prossima coalizione) e potrei continuare, è una direzione di marcia sbagliata e che contraddice la svolta a sinistra proclamata a chianciano.
    tacere sperare in miracoli e fare conticini personali di convenienza è aiutare una svolta destra. che c’è e si vede.

  319. Maria l’ho capito, nessuno dice che non ci sono problemi, e nessuno vuole minimizzare, è soltato che se uno entrasse qui e si mettesse a leggere quello che c’è (quello per la poltrona, e lì son delinquenti, e di qua son mascalzoni…)
    Il problema c’è, ripeto (e ripeto è questione politica non di legittimità) la cosa grave nel caso bolognese mi pare che qualcuno prenda la porta ed esca, non che si voglia dialogare col centro-sinistra (che non mi pare morto, semmai un malaticcio) per provare a fare qualcosa (con tanto di consultazione!).
    Sulla Calabria penso si debba uscire, lo pensa pure il Segretario, credo che il cpn debba prendere posizione.
    Sulla Campania il discorso è diverso ancora, ma è ovvio che ci vuole discontinuità.
    L’importante è non operare strappi con mezzo mondo (dentro e fuori), con l’accetta si è lavorato a luglio, ora ci vuole il punteruolo.

  320. io penso che porre alternative così secche come quelle di ramon (partito sociale – inesistente a bologna – versus istituzionalismo, compagni di tipo A contro compagni di tipo B), in una fase di debolezza come l’attuale provochi un’ulteriore diaspora. e che vuol dire l’accenno alla democrazia? il comportamento di loreti va condannato come gravemente antidemocratico e basta, sennò chiunque fa quel che gli pare. si fosse rifatto alla consultazione degli iscritti, o forse pensava di perdere? poi addirittura cambiare bandiera dopo essersi battuto per il rilancio del prc… sostanzialmente concordo con prcarmerina.

  321. torno ora e ho letto solo ramon e prcarmerina.
    e ti rispondo roberto.il problema non è che il segretario vuole o non vuole. il segretario dice, e si fa tutt’altro di quello che dice. io penso che i problemi non siano solo al vertice, ma che stiano alla base. mi spiego. personalemte mi sono stancata di sentir dire che in quel cpf si è votato così perchè si sono spostati i voti dei vendoliani dei grassiani dei ferreriani ecc. per me quei personaggi possono essere grassiani anoressici bulimici e tutto quello che ti pare, ma sono personaggi che fan politica in malafede e per tornaconto.e che del partito non se ne importano nulla. punto. ecco che un’intervento dall’alto non potrà mai bastare a risollevare le sorti di questo partito. c’è bisogno di una nostra presa di coscienza come comunisti che credono nella linea uscita da chianciano per cui ci si è battuti. è un discorso trasversale, che tocca tutti, nessuno escluso.
    non è questione di punteruolo, è questione che c’è un problema: siamo subalterni al pd per convenienze personali, e finchè non affrontiamo con onestà intellettuale questo problema, non ne usciremo mai.

    la dirigenza, se davvero vuole esser coerente con la linea politica e fare quello che dice sulla stampa e nei comunicati, dovrebbe semplicemtne fare quello che ha proposto ramon e per il quale io qui mi sto battendo da un pezzo: premiare chi nei territori lavora CONCRETAMENTE per il partito sociale, per tornare tra la gente, nelle lotte. senza distinzione di mozioni e correnti. te pensa solo una cosa: un compagno di sd -sinistra democratica (hai capito bene!) ha deciso di tesserarsi da noi perchè è rimasto affascinato dal nostro progetto politico. sì. spero che resista, noi ce lo teniamo buono, xchè noi nn abbiamo ancora la forza per metterlo in atto. non abbiamo danè. non abbian nulla. al contrario , gli istituzionali, di danè ne hanno assai per intavolare trattative e andar in giro di qua e di là.
    comprì?

  322. Caro prcarmerina,
    vedi è anche perchè ci sono tropp* compagn* che dicono che il problema più grave di Bologna sono i/le compagn* che sono uscit*, che non è un problema dialogare con il Pd per portare a casa qualcosa, che ci sarà la consultazione (sì, a babbo morto e proprio perchè un gruppo di compagn* è uscito), che la lista Bologna Città Libera è anticomunista, che ……ecc., ecc., che mi sono convinto che non c’è più una possibilità.
    Se volevo iscrivermi al Pdci, mi sarei iscritto direttamente lì.
    Con immutata stima.

    Saluti e libertà
    Alessandro Bernardi – già resp.movimenti di Bologna

  323. Bucharin77 Says:

    caro Alessandro provo stima per te, ma non inventarti avversari argomentativi di comodo. Qui l’obiezione politica principale che vi si è fatta non è che siete andati con Bifo, ma che avete lasciato senza direzione l’opposizione all’inciucio istituzionalistico. E avete così oggettivamente indebolito il, mi pare, largo fronte di chi si batte per dare valore politico dirimente alla consultazione degli iscritti.

  324. appunto alessandro. è un problema della base, mica solo del vertice.
    e per base intendo quella legittimata in rifondazione.
    i passanti non hanno voce in capitolo.

  325. Certo, caro Bucharin77 (già uno che usa questo nickname mi è simpatico:-)), ma la nostra uscita è il risultato non la causa dello scontro politico avvenuto a Bologna.
    Questo intendevo sottolineare.
    Comunque fra un paio di giorni posterò la dichiarazione pubblica con cui motivo (assieme ad altr* compagn*) l’uscita dal partito (che ribadisco non è diserzione o fuga!)
    Ciao.
    Ale B.

  326. compango di roma tutti qui non condividono le loro scelte, ma non puoi negare che invece di discutere su probelmi concreti e reali della morte del centrosinistra ci si è dati alla pazza gioia nel formulare sentenze da santa inquisizione dei poveri

  327. Federico Says:

    ok, la base non è buona a prescindere ma intesa in senso allargata secondo me è tendenzialmente meglio del gruppo dirigente per il semplice fatto che ha mediamente meno interessi personali da far prevalere.

    Si faccia una battaglia chiara e limpida per modificare lo statuto e rendere meno appetibile la ricerca di un “posto al sole”: Limiti ai mandati (intesi anche come somma:non più di 10 anni di politica “professionista”), limiti agli stipendi (non più di 1500-2000 euri?), revocabilità diretta. Insomma si sono spese discussioni su discussioni su questo, possibile che non si riesca ancora porre fine a queste pratiche?

    E facciamole retroattive, a costo di azzerare tutto e tutti, compreso segretario nazionale.

  328. Luca Marini Says:

    militante e luca fontana pienamente d’accordo con voi. ah sul gap è vero spesso si prende tempo, comunque non in tutti i territori è facile da rendere operativo. Per ora io ad esempio mi sono affiancato ad un GAS ( gruppo di acquisto solidale), già presente nel territorio!

  329. Bucharin77 Says:

    sono l’ex compagno di Roma, comunque nominarsi così non è indice di deviazioni di destra come avrebbe detto Stalin…anche perché Bucharin fino al 1921 è esponente della sinistra del partito bolscevico. Quindi mi potete assolvere….scherzo

  330. io se permetti penso anche che un segretario abbia certe responsabilità e non possa cambiare casacca a quel modo. se l’avesse fatto uno dell’altra mozione, che avreste detto? ma forse pensavano che a qualcuno (come la sottoscritta) l’accordo con bifo non piacesse, quindi tanto meglio scavalcare la democrazia.
    ho l’impressione che una parte del partito, compreso ramon, abbia vissuto l’ultimo congresso come la presa del palazzo d’inverno, dopo la quale non c’è ritorno e non c’è regola democratica che valga.
    oggi per la prima volta apro il sito del prc bologna e vedo che l’homepage è cambiata. Miracolo! era da un anno che non veniva aggiornata, tanto per illustrare lo stato di trasandatezza del partito.

  331. Sul cpf di Bologna, e sui voti vendoliani grassiani etc. non mi pronuncio, condivido il discorso che non è questione di mozioni.
    Sulla linea di Chianciano sarò cieco, sordo o chissà cosa, ma non mi pare in pericolo, non più di tanto per lo meno, la strada è in salita, questo è.
    Nelle situazioni (perchè non riguarda il PRC tuot court) dove c’è subalternità (per qualsiasi motivo vi sia) occorrono prese di posizione, ma non è che ogni accordo col PD presupponga la presenza di venduti o subalterni, non è che dietro ogni assessore c’è chissà cosa, c’è anche tanta gente che si spende e rappresenta il Partito col lavoro che fa, c’è gente che con l’indennità di funzione a stento si paga l’irpef in più.
    Poi pure nella mia federazione abbiamo avuto un istituzionale venduto, non è che non ci sono, ce ne stanno a tinchitè (non minimizzo!!! :D) e la conferenza di Carrara ci darebbe pure indicazioni importanti per risolvere alcune questioni.
    Il punto è evitare due estremismi, contrapposti ma entrambi dannosi (“viva il PD sempre e comunque, viva la poltrona” e “usciamo da ogni dove etc. etc.”).

    Per Ale B.
    Che ci vuoi fare siamo una disgrazia per il Partito quelli come me, quasi quasi esco e mi faccio un movimento mio va, e se finisco in minoranza pure là ne fondo un altro. Consultazione a babbo morto? E allora restate e fate valere la vostra. Sarò scemo ma sta cosa non la capisco.
    Per altro ribadisco l’accordo ancora non mi pare ci sia.

  332. Per Federico, il limite ai mandati è stato introdotto (mandati interni, per gli istituzionali c’era già anche se per Folena non era valido :D), il regolamento economico della DN è stato modificato in maniera importante, un nostro consigliere reg.le guadagnerà meno dell’uscere della Camera, Segretario e segreteria si son tagliati lo stipendio, un segretario reg.le prenderà 2.000 euro, mi pare una cosa importante, mi pare in linea con Chianciano.

  333. Scommettiamo che la lista BOLOGNA LIBERA prende + voti del PRC se questi torna a fare il vassallo al PD?

    Io voto Bifo: BOLOGNA LIBERA

    Rossano

  334. avevano paura di perdere perché a tanti a bologna bifo sta cordialmente sulle palle. poi certo la scusa si trova sempre.

  335. poveretti. ma vi rendete conto? avete sudato lagrime e sangue per fare vincere la lista del rilancio del prc e adesso i vostri fanno defezione per votare una lista di patetici personaggi da baraccone. certo, finché si minaccia il prc da posizioni uliviste è uno scandalo, invece se uno vota quel deficiente di bifo, cambiando casacca da segretario subito prima delle elezioni perché ha perso, tradendo il suo incarico, va bene.
    io dico che qui c’è molto che non va. e se continua così, quelli come me voteranno vendola. ahimè.

  336. cara sacha, sai perché mi interessa discutere con te, anche unilateralmente, visto che i tuoi interventi assomigliano alle trasmissioni della de filippi più che a una discussione fra compagni? perché rappresenti una cultura politica imbarbarita nella quale i partiti sono dei leader, le liste elettorali somme di sigle per superare gli sbarramenti, la democrazia un optional a secondo delle convenienze (o non ricordi quando dicevi che ero pazzo per via del fatto che per cambiare la direzione di liberazione dovevano esserci dei passaggi democratici e dicevi basta ferrero li deve cacciare licenziare ecc), le analisi e gli approfondimenti da ignorare.
    anche nella politica da anni c’è la versione dei quattro salti in padella.
    perché comprare buoni ingredienti e cucinare per ore quando si può in cinque minuti avere bello e pronto il cibo?
    peccato che quel cibo, anche se dall’aspetto invitante per via dei coloranti e dei trucchi che ci mettono, non solo non è buono ma finisce con l’uccidere il cibo buono nella mente, nell’olfatto e nel gusto dei consumatori.
    la tua concezione della politica è come i 4 salti in padella.
    ma è la concezione assolutamente prevalente fra i simpatizzanti di sinistra oggi in italia.
    peccato.

  337. scusa ramon se interrompo, rispondo a roberto che io di fornelli ne capisco poco e niente, mi ci applico il minimo indispensabile per questione di sopravvivenza e responsabilita familiare e basta.

    nessuno dice di uscire da ogni dove. ove ci sono esperienze positive si portano avanti. ove è IMPOSSIBILE oggettivamente, non lo si deve fare. punto.
    poi non hai capito la questione dei danè. a me non interessa quanto prenda un istituzionale. a me interessa che IL PARTITO promuova non solo a parole il partito sociale, ma a fatti. se io sono in minioranza in mezzo a chi ti dice “sì sì va bene facciamo facciamo” ma alla fine nn si fa nulla perchè gli interessi sono altri, mi spieghi io come faccio a mettere in atto il progetto del partito? la direzione, dovrebbe investire o no in questo senso? altrimenti, io che lotto a fare qui nel profondo sud?

  338. io di solito non cito nessuno, nemmeno i classici. ma eccovi una citazione di ferrero più o meno letterale.
    se alle prossime elezioni ci fosse la costituente di sinistra e dall’altra parte quella comunista sarebbe la realizzazione del progetto vendoliano. da una parte una sinistra subalterna al pd e dall’altra un partito comunista moderato e identitario. io (dice sempre ferrero) in questo caso me ne andrei a casa.
    e io aggiungo che anche ramon non starebbe in una caricatura di partito comunista servo del pd e innamorato del potere e indifferente alla società, se non per evocarla in astratto nella speranza di prendere qualche voto per autogiustificare l’esistenza del partito.
    domandina? ciò che è successo a bologna in che direzione va?
    se il gruppo dirigente nazionale, se la maggioranza nazionale avessero fatto valere a bologna una precisa posizione coerente con la svolta a sinistra avrebbero, nel pieno rispetto della democrazia del cpf, contribuito al dibattito e probabilmente determinato un altro esito. peccato che è successo più o meno il contrario.
    quindi lasciamo perdere inutili disquisizioni sulla democrazia. o se il cpf di una provincia domani decide di allearsi anche con l’udc, magari in una provincia siciliana dove l’udc è cuffaro, siccome lo fa nel rispetto della legalità statutaria, va tutto bene e chi si è opposto deve accettare e rimanere in un partito così nella speranza che fra 3 o 4 o 5 anni tutto cambi?
    si faccia meno gli ipocriti e si guardi in faccia la realtà.

  339. nel partito da anni succede che se un cpf decide di uscire da una giunta o se un circolo decide di uscire dalla giunta nel proprio comune regolarmente l’assessore, salvo casi rari, esce dal partito e resta in giunta. quando succede in centinaia di posti nel corso degli anni si tratta di opportunismi personali e basta o c’è un problema politico? e quanti circoli e cpf hanno evitato rotture col centrosinistra sapendo che se le avessero consumate si sarebbero ritrovati senza rappresentanza?
    a bologna mesi fa, in ottobre se non erro, una nostra assessora alla provincia ha deciso di uscire dalla giunta e si è dimessa, diceva di non poterne più. nel cpf c’è chi l’ha messa sotto processo perché non era stato il cpf a decidere. obiezione magari formalmente corretta. ma assolutamente grottesca. una volta tanto un membro di una giunta invece che lasciare il partito lascia il posto in giunta e gli tocca difendersi?
    suvvia. guardiamo in faccia la realtà e smettiamola di fare gli ipocriti.

  340. lucaocchionero Says:

    Sì, capisco tutto e tutti, ma se si vuole dividere di nuovo il partito tra ferreriani, grassiani, ex vendoliani rimasti, e magari domani bellottiani, pegoliani, forenziani, interisti leninisti, romanisti e laziali, io su questo terreno non vi seguo: non facciamo altro che dare un’altra scusa a chi non vuole fare un cazzo e che trova bellissimo scazzarsi, parlare male e fare pettegolezzi coi compagni .
    Ramon ho capito quello che vuoi dire e hai ragione, ma tu devi capire che la base(tutte le anime di essa) interpreta ciò che tu dici come l’annuncio di una nuova lotta interna, questa volta tra istituzionalisti e movimentisti, “togliattiani” e comunisti libertari, in poche parole Grassi contro Ferrero. E’ giusto che ci sia un confronto tra anime diverse, ma prima costruiamo un campo di regole condivise perchè questo confronto sia civile e costruttivo senza somigliare neppure per un momento agli ultimi due congressi. Non vinceremo solo lavorando bene sul territorio, ma anche dimostrando quella maturità politica, e quella capacità di mediazione che ci darà amalgama, coesione e quella marcia in più decisiva.

  341. Per Maurizio Acerbo

    Ma come fa uno come te (ricordo la bellissima citazione al congresso di Victor Serge “Memorie di un rivoluzionario”), a convivere con posizioni alla Sasha ,tanto per intendersi ,che al di là del folklore e della miseria del personaggio nulla hanno a che spartire con il comunismo di liberi ed eguali a cui tu aspiri e che invece forse sono prevalenti oggi come oggi dentro Rifondazione?

    Solidarieta’ al compagno Loreti

    NON MORIREMO DEMOCRATICI!!!

    Rossano

  342. ramon non mi hai convinto neanche un po’.
    facile fare le battute, le fai anche bene.
    ma in che partito vivevi fino a ieri? un partito che stava al governo centrale e locale. e allora che è successo all’improvviso, sei stato folgorato sulla via di bifo?
    purtroppo sono posizioni come le tue che stanno uccidendo questo partito nella sua dialettica di corpo vivo e democratico.
    veramente penso che per rifondazione non ci siano più chance. credevate di avere preso il palazzo d’inverno e che la vostra linea fosse scolpita nella pietra? ma chi vi credete di essere? dove sta scritto che il prc deve allearsi con bifo perché piace a loreti? e che questi possa massacrare l’organismo politico che lo ha eletto con quella volgarità disgustosa? degna di vendola.
    io non penso per leader, io cerco di immedesimarmi nel sistema di comunicazione dei nostri tempi. e per quanto mi riguarda non guardo tv, tanto meno amici.

  343. rossano: dalle tue parole su di me si evince tutta la tua levatura. seriamente guarda che fra noi due ci sono migliaia di libri, letti e anche scritti.

  344. caro lucaocchionero, non solo sono d’accordo con quanto dici, aggiungo che la chiarezza politica e la discussione civile sono alla base dell’amalgama che tu dici. senza chiarezza ci sono solo doppiezze, trame, incoerenze a seconda delle convenienze momentanee. anche quando votai contro la decisione di istituire in segreteria nazionale “il responsabile movimenti” su proposta di bertinotti venni accusato di voler costituire una corrente. parlo del 2001. non è colpa mia se parlar chiaro e dire lealmente ciò che si pensa e porre problemi da qualcuno può essere considerato come una manovra visto che non concepisce altro modo di far politica se non quello di manovrare sulla testa dei compagni?

  345. Guarda RED che a quanto risulta Sacha non è iscritta al PRC…..ma poi tu credi che il comunismo di liberi ed eguali si costruisca per proclami?I tuoi proclami sono esattamente speculari a quelli di Sacha…credo che anche il tuo modo di ragionare sia simile alle puntate di Maria de Filippi.
    Adesso vuoi portare da Bifo anche Maurizio Acerbo?

    xLucaocchionero sono d’accordo con te a volte sei l’unico a non perdere la bussola tra tutti……………….

  346. Io penso che Sasha sia un infiltrato dei Vendoliani creato ad arte per creare quella zizzania di cui giustamente Occhionero si duole.
    Sasha, il tuo comunismo di classici e dogmi, di certezze e di sepolcri imbiancati te lo lascio volentieri.
    Crogiulati nel tuo onanismo del passato e magari nel futuro stringi accordi col pd….

    Non moriremo democratici (nel senso di PD)….

    Rossano

  347. la sinistra ridotta a una guerra per bande con pseudoleader di tutti i tipi che soffiano sul fuoco, questo è lo spettacolo di chi sa solo dividere e mai aggregare. tutto questo mi disgusta profondamente, un dirigente ha determinate responsabilità, anche morali, in un frangente storico così drammatico. ma sembra che l’interesse sia piuttosto quello sul controllo della macchina del partito, da una parte e dall’altra. vendola è come loreti, ognuno con la sua verità rivelata e la sua bramosia di sfasciare ogni cosa. poi non lamentiamoci se gli elettori stanno a casa.

  348. ecco sacha allora guardati la tv e scoprirai che i bisticci e le grida e le frasette come quelle che scrivi su bifo sono all’ordine del giorno.
    è perfino inutile farti capire la differenza fra allearsi con bifo e praticare una politica autonoma dal centrosinistra in una città che il centrosinistra ha consegnato e si prepara a riconsegnare alla destra.
    inoltre se ti interessa sapere in che partito credevo di vivere basta che ti leggi ciò che ho scritto da anni a questa parte. è quasi tutto pubblicato sul blog. io nel palazzo d’inverno c’ero già. non dovevo dare nessun assalto, bastava mi adeguassi all’andazzo. sono stato dirigente ai massimi livelli e deputato a lungo. forse troppo a lungo. mi sono battuto e mi batto per una politica.
    ciao

  349. ramon mi conosce e sa che non sono infiltrata di nessuno, tu piuttosto mi sembra che non nascondi per chi lavori.
    io non ho certezze per nulla, ho solo paure e desideri. la democrazia non è un optional da tirare fuori solo per attaccare bertinotti, e la lealtà di partito non vale solo contro vendola.

  350. Visto che siamo in tema di libri consiglio a Renato il bellissimo romanzo del già citato Serge “Il caso Tulaev”.
    Ho la netta sensazione che personaggi squallidi (sempre se non ci sia lo zampino di Vendola) alla Sasha vogliano riportare il Prc all’URSS di settant’anni fa superbamente descritta da Victor Serge.

    Rossano

  351. eh si caro red. anche tu scambi la discussione per una bella rissa senza costrutto.

  352. lucaocchionero Says:

    Compagno Renato mi dai doti che non possiedo, cmq ti ringrazio. Non condivido molte opinioni di Sacha, ma giudico inaccettabili le espressioni di RED. Ti ricordo che con il tuo “w bologna libera” stai cmq comunicando a tutti che voti per l’affossamento di rifondazione comunista in quel di Bologna; ed anche questo trovo inaccettabile: cosa dovrebbero dire allora i compagni della IV mozione che hanno sempre sostenuto lealmente un partito che quasi mai ha portato una linea politica in cui potessero rispecchiarsi? Anche fare l’opposizione ha la sua dignità lo sai RED??

  353. Ramon, la discussione sulla democrazia è inutile? Sulla autonomia dei territori (che non vuol dire fare ciò che si vuole ovvio)? Ne prendo atto. Ribadisco l’autoreferenzialità nelle scelte (“se il Partito non va così…” “se Chianciano non la si interpreta correttamente cioè facendo…” etc.) credo sia un male peggiore del PD. Sono fuori da Chianciano i bolognesi? A mio avviso – per quel che vale – no.
    Il CPF che decide il dialogo coll’UDC è evidentemente fuori
    col PD no, si è detto a Chianciano che – cito Ferrero pure io – “una giunta di centro-sinistra deve distinguersi da una di centro-destra”. A Bologna ancora si è nella fase della discussione e per altro con esiti non scontati, ci saranno delle differenze con il centro-sinistra di prima? Non lo so, la bacchetta magica non c’è, non do per scontato nè che saranno magnifici nè che faranno schifo.
    C’è il problema che quando si decide di uscire l’istituzionale di turno resta (il più delle volte a fine mandato torna anonimo per fortuna), è un problema politico?
    Sì, fortissimamente sì (scrissi in altre fasi del nostro Partito pure un articolo sul sito pane-rose, penso si trovi ancora con toni se possibile pure più apocalittici 🙂 ), occorre intervenire, con la formazione, promuovendo i bravi e lasciando indietro i cretini, col limite ai doppi incarichi etc. etc.

    Per Maria: ho capito, però c’è il problema dei due opposti estremismi (non accuso nessuno, men che meno Mantovani), ed è devastante. Che ci vogliono dei cambiamenti (su un macello di cose) e che la DN e il CPN debbano intervenire lo condivido in pieno.

  354. Andiamo RED parli di onanismo del passato e poi citi Victor Serge ogni frase…..evidentemente il tuo passato è più uguale degli altri….
    Vedi per quanto ti sembrerà impossibile tu e Sacha siete più simili di quanto pensi….sia pur da posizioni apparentemente opposte convergete su un punto:il PRC non serve o è morto.
    Entrambi proiettate,senza offesa,le vostre sacrosante delusioni e/o frustrazioni sul partito……..Caro RED qui moriremo noi e forse anche i nostri figli berlusconiani altro che PD……

  355. mamma mia!
    ma come si fa a liquidare argomenti così importanti in due parole “alla sacha e alla red”?
    mi fa piacere solo una cosa: che entrambi non sono di rifondazione.
    consolazione magra, ma pazienza.

  356. una cosa a lucaocchionero.
    mi stupisco della tua paura. cioè che la chiarezza con la quale si sta discutendo possa portare a nuovi scontri tra le anime “della base”, tra istituzionalisti e movimentisti, togliattiani libertari, cioè ferrero e grassi. io non credo proprio sia così. la base è fatta di tutti noi che viviamo quotidianamente la politica, e tante cose le conosciamo bene. la base è fatta di gente come elio pillai che ha contribuito benissimo all’analisi di questo momento crito della sinistra tutta (e non solo di rifondazione).
    ovviamente non condivido la sua “resa”. elio lo conosciamo da tempo e abbiamo fatto insieme la battaglia congressuale. e spero ci pensi bene a non rinnovare la tessera.
    comunque sia, io una volta, molto tempo fa, lo dissi che elezioni di giugno sarebbero state la prova del nove della linea vincente al congesso. e cioè che si era scongiurata FORMALEMENTE la dissoluzione del progetto di rifo nella costituente, ma che ci sarebbero state le difficoltà per scongiurare l’altra, di costituente. dico formalemte perchè di fatto, operazioni come quella di bologna e altre, ne deviano la linea politica.
    lo sappiamo che ci sono le correnti ed è un bene, la dialettica è la vita di un partito, guai se non ci fosse. però ci sono situazioni storiche importanti come questa che stiamo vivendo, in cui non ci si può permettere errori politici di questa portata.
    chiedo solo una cosa: è possibile chiudere le porte? in casa, quando c’è troppa corrente di aria e le porte sbattono, si chiudono. possiamo farlo? possiamo TUTTI, dalla base al sommo vertice IN PRIMIS pensare a salvaguardare rifondazione, che ce la siamo sudata tutti per tenercela stretta, e ci mettiamo a lavorare onestamente per rilanciare questo partito, seguendo la citazione di paolo ferrero?
    sarebbe chieder troppo?

  357. Brunoincazzato Says:

    …e continuando sulla metafora zefirina proprio perchè c’è la siamo sudata le correnti d’aria ci fanno venire la bronchite?

  358. lucaocchionero Says:

    Vedi Maria, ci sono momenti per combattere e momenti in cui devi metterti sotto e ricostruire. Da tempo penso che dobbiamo vivere il secondo momento. Sono in questo partito dal 1995 e conosco benissimo i suoi difetti: quello che è successo a Bologna e succederà da qualche altra parte, è sempre successo; e le cose non cambiano dall’oggi al domani. Oggi siamo in una fase in cui abbiamo solo una strada: mantenere l’obiettivo ma raggiungerlo con tutto il tempo che serve senza forzare le situazioni. La mia non è paura: è la stessa attenzione che ci mette una persona che sta camminando col suo peso su un pavimento di cristallo. Il PRC è un pavimento di cristallo che ha vissuto per anni di varie rendite, non ultima l’immagine di Bertinotti dei tempi migliori e la sua ricaduta nelle periferie. Per il resto il partito è sempre stato questo. Ma c’è una speranza: l’istituzionalismo di molti era l’arma segreta con cui, più che Vendola, Giordano e Ferrara cercavano di vincere il congresso. Ma questo partito nelle periferie ha dato un colpo di reni che li ha sorpresi. Questo congresso ha evidenziato un’anima “laica ed anticapitalista” degli iscritti che deve essere accompagnata fino alla vittoria. Ci arriveremo, ma camminando e non di corsa.

  359. Posto questa riflessione che mi pare interessante.

    Caro Tiziano, nel Partito si resta anche quando si è in disaccordo

    di Gilberto Volta

    Caro Tiziano,

    mi hai procurato un grande dolore, oltre che una amarissima sorpresa, perché non solo ti sei dimesso da Segretario, ma anche sei uscito dal Partito.

    Ho già detto altre volte che se io avessi dovuto uscire dal Partito ogni volta che non mi trovavo in sintonia con esso avrei avuto moltissime occasioni, non ultima quella di quando ci è stata indicata la porta o di quando Bertinotti ha legittimato lo sgancio di due bombe atomiche sul Giappone ormai vinto o quando decise di entrare ne “l’Unione” di Prodi senza i cosiddetti “paletti” o quando decise di partecipare alle “primarie” senza ancora avere un programma o quando ha voluto “la Sinistra, l’Arcobaleno”, eccetera, eccetera.

    Comprendo la tua delusione di vedere bocciata dal Cpf la tua scelta politica (di considerare che non vi sono le condizioni nemmeno per un confronto – non accordo! – col Pd) perché ho visto il tuo impegno, direi totale, per il Prc. Ma mi viene da pensare che il tuo ripudio sia paragonabile a quello di un padre, che, di fronte ad un figlio ammalato, decide di ucciderlo invece di fare tutto il possibile per guarirlo. Vorrei dirti, fra l’altro, che rifiutare il confronto col Pd perché lo consideri il nostro carnefice e poi uscire dal Partito mi pare proprio fare il suo gioco: cercare di distruggere il Prc!

    Vorrei anche dirti che il Pd (“vocazione maggioritaria”) e prima i Ds e il Pds (“voto utile”) hanno sempre cercato di eliminarci per raggiungere non tanto il bipolarismo quanto il bipartitismo (americanizzazione): perché non abbiamo rifiutato da subito il confronto ed evitato di fare gli accordi? Vorrei chiederti: saresti stato contento se, a risultati delle votazioni rovesciati, me ne fossi andato dal Partito? Per andare dove, poi?

    Ho visto un lancio di agenzia (DIRE, 19 febbraio) su una tua conferenza stampa tenuta al bar “la Linea”, in cui consideri “mandante” Paolo Ferrero e “killer” Gianluigi Pegolo e spari “a zero”, assieme agli “altri fuoriusciti”, sulla “nuova leadership del Partito, favorevole al nuovo accordo col Pd”.

    Tu sai benissimo che nessuno vuole fare come Bertinotti per entrare ne “l’Unione” aprioristicamente, senza condizioni, ma si vuole un confronto – non un accordo: magari si potesse raggiungere! – affinché tutta la città veda su quale programma si è eventualmente trovata l’intesa o perché su quali punti qualificanti del nostro programma non si è trovata. Certo, le elettrici e gli elettori non possono ritenerci responsabili di un mancato accordo (che magari faccia vincere Guazzaloca o Cazzola: cosa che è molto probabile anche nel caso di confronto, che non raggiunga l’accordo) solo perché ci siamo rifiutati di parlare col Pd! Non parlare col Pd: ma da quando in qua, come comunisti, ci siamo sottratti a un colloquio con chiunque (salvo che con i fascisti)?

    Vedo, poi, che era presente Valerio Monteventi di cui dici che “è colui che mi è stato più vicino, con lui ci siamo messi davanti alle ruspe quando altri stavano a commentare dai loro uffici”.

    Valerio Monteventi è, però, anche colui che è stato eletto più volte nelle liste del Prc e che ora, con grande gratitudine, si fa la sua lista (Bologna Città Libera) in piena alternativa al Partito che lo ha più volte eletto unendosi a due convinti anticomunisti come Bifo e Sansonetti (non so degli altri).

    E’ con lui che vorrai andare?

    Caro Tiziano, ci sarebbero da dire tante altre cose, ma mi fermo qui. Sappi, comunque, che – anche se non condivido la tua posizione politica e, soprattutto, la tua uscita dal Partito, per il quale hai dato tutto te stesso – io rispetterò le tue decisioni (anche quella – auspicabile per me – di un tuo ripensamento e, quindi, di un tuo voler permanere nel Partito

    Cordiali saluti da un comunista.

  360. guardate capisco tutti,d’accordo la delusione,d’accordo pure che senz’altro meglio Bifo che il PD,però in lista con un personaggio infame come sansonetti io non entrerei mai,mi spiace ma se Loreti fa una cosa del genere fa una cazzata,nemmeno se nella mia federazione mi picchiassero potrei mettermi in lista con sansonetti…..

  361. Poi caro red potrai anche eleggere in consiglio comunale una macchietta come sansonetti,ma stai sicuro che salterà subito sul carro del pd altro che bologna città libera…..ve ne accorgerete.Ma tanto non c’è problema magari ti scinderai da bologna città libera ed andrai a costituire la formazione Rossano uomo libero……

  362. lucaocchionero, è qui la nostra divergenza.
    in questo modo, facendo chiarezza, non si combatte. è esattamente il contrario, cioè si costruisce.
    non è esatto parlare di forzature. forzature de che?
    permettimi luca, non siamo su un pavimento di cristallo. e non lo sono per primo i nostri dirigenti. non serve rispolverare sempre la memoria di bertinotti, vendola, migliore e compagnia bella. non c’è d’aver paura della vertià…mi verrebbe da dire, se non foste tutti ateacci, che “qualcuno” disse: la verità vi farà liberi.
    sono d’accordo che questo congresso ha evidenziato “l’anima laica ed anticapitalista” degli iscritti, ma a ognuno le sue responsabilità. la dirigenza tutta, ha il sacrosanto DOVERE di lavorare perchè questo cammino possa proseguire. tenendo ostaggio ferrero, essendo il segretario e deve rappresentare tutte le anime presenti nel partito, questa anima laica ed anticapitalista degli iscritti, non potrà mai esprimersi. mai.
    proprio perchè questo è il momento di costruire, la verità va detta chiara e forte.

  363. alberto larghi Says:

    Caro Ramon,parli anche della Campania e della Calabria,ma pensi sopratutto a Bologna,mi pare insomma che tu metta assieme situazioni assai diverse,le prime indifendibili(le partecipazioni alle giunte)l’ultima (Bologna) di carattere diverso.
    Su Bologna, voglio dire che si sminuisce un fatto di grande rilievo,che riguarda il fatto che lo sceriffo,anche grazie alle battaglie dei compagni bolognesi ha dovuto abdicare;seconda questione,la nostra partecipazione alle giunte e il tentativo di costruire dei programmi all’altezza di un governo locale alternativo,qui secondo me sconteremo delle contraddizzioni che non si possono risolvere nella maniera che il Loreti ci propone,tra l’altro scegliendo l’alternativa disperata di una lista con Bifo che dei comunisti(e della loro storia) pensa tutto il male possibile. Allora che fare?Se non si prova a Bologna, allora non si prova da nessuna parte o no? Ha senso questo continuare,quando si và sotto ,sbattere la porta (bertinotti ha proprio fatto scuola)senza peraltro avere la pazienza di verificare la bontà o meno di una posizione,non lo trovi un pò elitario e inadatto all’agire collettivo?Dobbiamo scegliere obbligatoriamente tra una linea di governo a tutti i costi e una del fuori altrettanto atutti i costi?Io credo, per stare su Bologna,che bisognerà nella discussione riproporre le posizioni che ci hanno visto contrastare Cofferati e la sua logica da sbirro e se non si possono affermare in alleanza col nuovo candidato sceglieremo una coalizione adatta a portarle avanti,ma ti prego non contribuire a bruciare la casa,già troppi lo stanno facendo. con la stima di sempre ,alberto

  364. lucaocchionero Says:

    sono un pò stanco di spaccare il capello in quattro: ti dico chiaramente che per me Ferrero non è ostaggio di nessuno. Basta con accuse lanciate così che poi ritornano indietro come sassi in faccia a tutti i militanti. Secondo me ricominciare ad incolpare qualcuno per gli ostacoli che inevitabilmente si trovano per strada non fà chiarezza, ma ancora più confusione, e soprattutto allontana dalla risoluzione dei problemi. Il congresso ha scelto una linea politica, la direziona nazionale ha ribadito e migliorato questa linea si vada avanti. Se qualcuno prova a deviare se ne assumerà le responsabilità: abbiamo uno statuto approvato dal congresso che può supplire liddove la politica non arriva. Ma a mio avviso nessun dirigente nazionale sta deviando rispetto alla linea di Chianciano, nessuno tiene in ostaggio ferrero. Non condivido queste accuse, le ritengo premature e non dimostrate, ritengo perfino che sia inopportune farle. Pensiamo a lavorare: le accuse ed i sospetti sono lussi che al momento non possiamo permetterci.

  365. allora non ci siamo capiti luca.
    mi dispiace, siamo su due piani diversi di discussione, perchè qui non si parla di accuse lanciate a vanvera o di sentenze sparate a uno o all’altro dirigente! non si parla di quello, quello o quell’altro, perchè questa logica correntizia è una logica di TUTTI!!! nessuno ne è immune. indietro a tutti i militanti, caro luca, arrivano sì i sassi. ma non delle accuse, ma dei FATTI!! se vogliamo avere le bistecche sugli occhi e non vedere e non capire che si è in difficoltà ad uscire dalla logica bertinottiana (visto che fa piacere sempre citare i defunti, perchè quando erano vivi NESSUNO si è mai sognato di “ah!. compresi i MILITANTI), allora stiamo freschi!
    e a lavorare ci pensiamo tutti, NONOSTANTE TUTTO, non solo tu.
    perdonami

  366. prc mantova Says:

    perfettamente d’accordo con luca occhionero
    non facciamoci del male!!!!!!!!!!!!
    caro luca fontana tu che sei un compagno che ha fatto tanto per salvare il prc (ti ho anche telefonato al circolo che guevara alcuni mesi fa per farti i complimenti ricordi ? ) non puoi dare solidarietà a loreti che lascia il partito per andare con bifo e sansonetti!!!
    loreti è stato segretario a bologna anche in momenti più difficili di questo e ha fatto buone cose
    possibile che non senta un minimo di attaccamento al prc anche se finito in minoranza ? e che si sia abbandonato alla logica degenerata della scissione ?
    e che si prepari a sostenere una lista avversa al prc ?
    io questo lo trovo sconcertante e non posso perdonare loreti .infatti fare ciò proprio nel momento in cui serve unità nel partito per ridurre al minimo la scissione a tappe di vendola è cosa assai disdicevole
    Prepariamoci invece ad affrontare con impegno il difficile appuntamento delle europee con unità e secondo le direttive date dalla direzione nazionale
    Noi a Mantova lo stiamo facendo e spero VIVAMENTE che lo facciano anche tutte le altre federazioni italiane

  367. prc mantova, cosa significa non facciamoci del male?
    con tutto rispetto per tiziano loreti come compagno che fatto tanto per il prc a bologna, e al quale non ho dato le mia solidarietà perchè non condivido la sua scelta, ma in questi post ci sono state testimonianze di vari compagni che lasciano il partito, e non a bologna. anche di compagni con quali è stata fatta la battaglia congerssuale, che non rinnoveranno la tessera.
    non per sminuire la caratura di loreti, ma a me sapere che tanti militanti dopo aver combattutto per il congersso ora gettano la spugna, mi inquieta non poco.
    ci si sta già facendo del male. o non ce ne stiamo accorgendo?
    continuiamo a dire: va tutto bene è tutto sotto controllo, pensiamo a lavorare?
    mah!

  368. prc mantova Says:

    quali sarebbero i compagni che non rinnovano la tessera ?
    solo RED (ROSSANO) nessun altro
    tranne loreti e altri bolognesi e per questo sono da condannare

  369. mi dispiace. devi aver perso molti post su quest’articolo. parecchi.
    elio pillai è uno-sardegna. alberto zoppi-mantova è un altro.
    e ce ne sono molti altri.
    ma guarda che io non dico questo per scoraggiare o per distruggere o per lanciare accuse a vanvera, come può pensare lucaocchionero. dico che siamo ancora affetti da una certa logica a tutti i livelli. e se questa logica che sta alla base ha bisogno del tempo per esser scardinata, non può passar altrettanto tempo perchè venga scardinata al vertice. tutto qui. lo sforzo debbono farlo prima dall’alto, perchè anche la base possa beneficiarne.

    spero di non aver commesso reato di lesa maestà contro nessuno. visto che non mi sognerei di nominare qualcuno, ma non perchè non ne abbia il coraggio, ma perchè non sarebbe corretto perchè nessuno è colpevole in particolare. questa logica è ancora una logica dilagante e si fa fatica ad uscirne. e questo va detto, se dobbiamo lottare per costruire.

  370. fare un accordo con il pd al solo fine di cambiare la legge elettorale è una proposta assolutamente incomprensibile proprio a quell’elettorato che vorremmo recuperare o meglio che vorreste recuperare perchè tra questi elettori ci sono pure io.
    A me interessano cose più semplici e concrete tipo avere più risorse per la scuole, più risorse per la sanità pubblica, perchè sono un insegnante elementare, perchè ieri sera ho aspettato 5 ore una visita al pronto soccorso per avere una lastra tra degenti in barella nei corridoi del San Camillo….
    La legge elettorale, lo sbarramento sono importanti ma… ma vengono dopo: se non è possibile sui contenuti fare un accordo non lo si fa.
    Vorrei pure che si facesse un mea culpa serio sulla espulsione di Turigliatto: io sono pacifista e mi sono sentito espulso con lui. e mi ero iscritto al Movimento per la Rifondazione Comunista all’assemblea del teatro Brancaccio di Roma nel 1991
    ciao

  371. prc mantova Says:

    ramon capisco che ti dispiaccia per loreti e altri compagni bolognesi a te particolarmente vicini
    ma adesso per quanto riguarda la collocazione del prc è stata adottata una deliberazione all’unanimità in cui si fa la lista comunista e anticapitalista
    è una scelta importante che sncisce 2 cose secondo me 1)il dialogo con il pdci è importante perchè il pdci che è diverso da noi per diversi aspetti è fatto di compagni che in alcuni casi sono governisti e in altri no
    voglio dire che il pdci non è quel monolite che si vuole fare apparire
    abbiamo stabilito che non ci sarà fusione col pdci ma solo una proficua partecipazione ad una lista che rinforzi il gue in europa
    QUESTI SONO I FATTI 2)abbiamo inoltre stabilito che la lista dovrà essere composta anche di movimenti sociali di vario genere a cui non chiediamo di sottomettersi al prc ma solo di partecipare ad importanti battaglie in europa
    avrai notato che ferrero (che non è ostaggio di nessuno) è molto attivo per riattivare la SINISTRA EUROPEA

    ECCO che si è trovata una mediazione virtuosa e per nulla al ribasso fra chi era più sensibile all’unità dei comunisti e fra chi prediligeva un contatto forte con imovimenti
    QUESTO DEVE ESSERE L’ ESEMPIO PER IL NOSTRO PARTITO
    Quel documento è un autentico capolavoro politico di cui anche tu ramon sei andato fiero
    non roviniamo questo fatto con la disputa su bologna
    P.S. 1 LORETI dicendo che ferrero e pegolo sono mandante e Killer ha avuto una caduta di stile indecente e mi piacerebbe che su questo blog si volesse esprimere solidarietà al segretario
    P.S. 2 Quando diliberto dice che è per un nuovo centrosinistra a livello nazionale noi diciamo che non siamo d’accordo (del resto io conosco tanti nel pdci che la pensano come noi)
    e abbiamo anche spiegato che non siamo d’accordo per irrimediabili divergenze in politica estera e politica economica
    questa è una differenza importante
    d’altronde siamo due partiti diversi e arrivati ad un certo punto anche diliberto dovrà sciegliere se stare con i comunisti e gli anticapitalisti o meno
    se scieglierà l’ipotesi PD (ammesso che lo vogliano come alleato)penso che avrà difficoltà a spiegarlo ai suoi militanti
    ma di questo avrà alcuni anni per riflettere
    Per il resto lavoriamo tutti per le europee!!!
    Ramon tu sai che pur criticandoti la mia stima in te rimane immutata
    saluti comunisti

  372. dovete dirmi se sbaglio a dire che il centrosinistra è morto. non che si può essere necrofili perché lo ha deciso una maggioranza in un cpf. domanda. rompere la maggioranza di chianciano per “dialogare” col pd che ancora in queste ore vota come un sol uomo le delibere di cofferati è una scelta politica o è cosa? e le scelte politiche si possono criticare o no? e se qualcuno si sente offeso che vada affanculo chiunque esso sia, perché per me è la politica che conta. io stimo loreti come stimo personalmente compagni che lo hanno messo sotto. che cazzo c’entra la stima di questo o di quello?
    caro mauro, almeno tu critichi una proposta, un’idea, e non un bersaglio inventato per ribadire una enorme voglia di delegare ciò che è di tutti ai dirigenti (che per carità non abbiano idee diverse fra loro sennò i militanti si spaventano).
    guarda che ciò che scrivi “A me interessano cose più semplici e concrete tipo avere più risorse per la scuole, più risorse per la sanità pubblica, perchè sono un insegnante elementare, perchè ieri sera ho aspettato 5 ore una visita al pronto soccorso per avere una lastra tra degenti in barella nei corridoi del San Camillo….” lo condivido al 100 %.
    peccato che sono 14 anni che con i signori del centrosinistra non si riesce ad ottenere una sola virgola. o non te ne sei accorto? l’ultimo governo ha fatto tagli alla scuola peggio di berlusconi, e alla sanità. o non te ne sei accorto?
    dimmi cosa dobbiamo fare. continuare la commedia all’infinito? guarda che la commedia è finita. noi siamo usciti dal parlamento e il paese vota a destra sempre di più.
    non è meglio, forse, fare un discorso di verità e far si che chi vuole più soldi alla scuola e alla sanità possa votare per chi lo propone invece che votare per chi taglia ma con più eleganza di berlsuconi perché se non voti pd vince berlusconi o perché se non ti allei col pd vince berlusconi?
    quelli dicono di difendere la costituzione e hanno spalancato le porte alla destra con le loro riforme confindustriali della costituzione (privato è meglio dello stato), con le riforme elettorali maggioritarie che hanno ridotto il parlamento a due curve tanto contrapposte quanto unite da mille conosciativismi, hanno fatto riforme costituzionali tali che ogni cazzo di regione si può fare il sistema elettorale che vuole ed aumentare i consiglieri che prendono almeno due volte gli stipendi di deputati e senatori. non te ne sei accorto?
    la nostra politica deve essere su quelle cose che indichi ma perché quelle cose rtornino ad essere il motivo per cui si vota è necessario dire al pd che non ci stiamo più al gioco al massacro e che è meglio che capisca che per noi come per lui è meglio tornare al proporzionale e cioè a un barlume di democrazia.
    chiaro?

  373. caro alberto larghi, scusa se te lo dico ma sembra che tu non abbia letto il mio articolo. non che sia obbligatorio leggerlo ma se addirittura pensi di poter leggere nella mia psiche e dici che parlo di calabria e penso a bologna forse è il caso che tu lo legga.
    in ogni caso bologna è ben peggio della calabria. per il semplice motivo che li il partito è in mano a una cricca di personaggi che possono votare qualsiasi mozione gli convenga per avere il controllo del partito. e sfido chiunque a dirmi che non è così. mentre a bologna c’è una scelta politica che rompe la maggioranza di chianciano da destra. ed è una scelta politica sbagliata. ovviamente questa è la mia opinione ma non ho ascoltato molte confutazioni di questa opinione. solo appelli a non uscire dal partito, iperboli maggioritarie per cui qualsiasi maggioranza si determini in un organismo dirigente va bene e qualsiasi scelta va bene, e appelli a me a non rompere. mi conosci e sai che non sono tipo che molla facilmente. convincimi che in italia siamo nel 96 e che bisogna parlare di centrosinistra in una città dove i ds hanno regalato la giunta alla destra e se la sono ripresa per fare peggio della destra, perché cofferati è stato molto peggio di guazzaloca, e siccome gli trema il culo perché tutti i sondaggi li danno perdenti tornano a mostrare la giarrettiera al prc che immediatamente defenestra chi in questi duri e lunghi anni ha resistito e corre dal pd. convincimi che in sardegna si è perso perché soru ha sbagliato pettinatura o perché la destra ha avvelenato gli acquedotti e ha dato a tutti acidi in grande quantità. convincimi che la lista di monteventi è il nemico principale mentre con chi privatizza perseguita gli immkigrati e gli studenti bisogna cercare amorevoli intese. convincimi e ne riparliamo.

  374. prc mantova Says:

    ramon la verità è che loreti uscendo si è messo dalla parte del torto anche se nel merito avesse avuto ragione
    non si può dare del killer a ferrero
    questa non è una critica ma un insulto di quelli che tu cancelli dal blog
    e adesso oggettivamente sostiene una lista in competizione col prc sparando conferenze stampa in cui dice che il prc è morto
    doveva fare la battaglia da dentro e dimostrare le sue ragioni
    invece adesso è indifendibile e me ne dispiace….ma non cisi comporta così
    PS mettiamo che il confronto non porti a nulla e che il prc si presenti da solo loreti che fa ? sta ancora con bifo e sansonetti (dico sansonetti!!!!!) contro il prc?
    daltrnde durante il congresso provinciale del prc era stato votato da tutti compreso loreti che il prc era alternativo a bifo
    evidentemente tiziano loreti ha poi cambiato idea

  375. prc mantova Says:

    ramon scusa se te lo dico
    io preferivo il ramon dell’ultimo articolo postato :un ramon conciliante e dialogante e pronto alla indispensabile mediazine
    invece negli ultimi post vedo un ramon rabbioso acido a tratti anche feroce contro tutto e tutti un ramon che non mi piace un ramon estremista scarsamente lucido su posizioni simili a quelle di ferrando o cannavò (posizioni ben diverse dall’esito del congresso di chianciano)
    e la mia convinzione è che questo cambiamento repentino derivi esclusivamente dal caso bologna-loreti una circostanza che non mi pare giustifichi un tale astio contro il partito
    sperando di non averti fatto ulteriormente arrabbiare
    con immutato affetto

  376. mi si accusa di essere contro rifondazione ma non è così. io non sopporto chi fa scissioni, che insulta nelle conferenze stampa. non sopporto vendola e non sopporto loreti. io non ho mai scritto rivendicandolo che avrei votato un altro partito. non ho altro da aggiungere visto che la discussione è stata impostata correttamente da molti compagni.

  377. prcmantova, non ti conosco, ma mi permetto di farti una domanda, visto che stamani non ho trovato risposta da parte tua al mio appunto di ieri.

    ribadisco: lasciamo da parte la questione loreti e la sua decisione di uscire che nessuno condivide, ma nemmeno gli si può fare una colpa se è uscito in stampa dicendo che ferrero è stato il killer.

    primo perchè quando uno decide di uscire da un partito, è libero di dire quel che gli pare. se esce, ci sarà un motivo, o no? pamela può testimoniare quante votle negli anni a bologna “è piovuta merda dal nazionale” (cito parole di pamela) ma nessuno si è sognato di uscire in stampa a dirlo. la logica dice che quando uno non ne può più (poi condivisibile o meno non è questo il problema) ed esce dal partito, è libero di dire e fare quel che gli pare. che ci piaccia o no.

    secondo trovo assurdo chiedere di mostrare solidarietà al segretario per quello che ha detto di lui loreti. primo per il motivo che ho detto, secondo perchè il comunicato stampa del nazionale sulla questione bologna, nel modo in cui è stato formulato, smentisce totalmente la bellissima analisi che ferrero stesso aveva fatto e pubblicato su liberazione sulla morte del centrosinistra. titolo “il gruppo dirigente del pd non ha sbagliato linea ma strategia di fondo da vent’anni a questa parte”. consiglio vivamente.
    dunque: di che stiamo parlando?

    ostaggio o non ostaggio lasciamo perdere (visto che questa definizione fa spaventare i militanti) ma io sono abituata a ragionare di politica e non di aria fritta. se leggo e come rifondazione sostengo pienamente la linea del nazionale che dopo la sconfitta in sardegna sta lavorando per elaborare una critica SERIA sulla morte del centrosinistra (mi riferisco a ferrero) e poi mi trovo quel comunicato su bologna fatto in quel modo, a me pare che ci sia qualcosa che non va. correggimi se sbaglio.

    riguardo ai problemi di correnti d’aria e di porte che sbattono. è inutile cercare di convincere ramon o altri che il documento sulle europee è un ottimo documento, lo sappiamo tutti. e tutti siamo pienamente soddisfatti. ma questo non è riuscito a non far perdere la voglia di lottare a molti iscritti. qui, ripeto, ci sono molte testimonianze (ma ne conosco assai altre). perchè? ci sarà un motivo, o no? perchè? non mi hai risposto su questo. non che tu sia in dovere di farlo, per carità. però è sintomatico.

    in ultimo: il momento è catartico (come direbbe il comico di zelig). non c’è nessun astio nei confronti del partito. forse non stiamo comprendendo la gravità di questa congiuntura storico-politica.
    forse.
    e il segretario lo sosteniamo tutti. sia chiaro.
    io in primis

  378. ramon scusa se te lo dico
    io preferivo il ramon dell’ultimo articolo postato :un ramon conciliante e dialogante e pronto alla indispensabile mediazine
    invece negli ultimi post vedo un ramon rabbioso acido a tratti anche feroce contro tutto e tutti un ramon che non mi piace un ramon estremista scarsamente lucido su posizioni simili a quelle di ferrando o cannavò (posizioni ben diverse dall’esito del congresso di chianciano)
    e la mia convinzione è che questo cambiamento repentino derivi esclusivamente dal caso bologna-loreti una circostanza che non mi pare giustifichi un tale astio contro il partito
    sperando di non averti fatto ulteriormente arrabbiare
    con immutato affetto

  379. Federico Says:

    1) Il centrosinistra è morto ma non da oggi. In fondo abbiamo passato anni a dire che il riformismo era morto (anche se devo anche ammettere che sta meglio di noi che pensiamo al superamento del capitalismo…) e per me sembrava ovvio (ma a molti no) che questo significasse che non aveva senso andare al Governo nazionale. Ci siamo andati e sappiamo tutti con quale risultato.

    2) Le politiche locali sono legate a questa logica ma in parte anche diverse. E’ chiaro che, anche agli occhi della gente, non puoi cambiare il mondo se stai in una giunta comunale. Nessuno se lo aspetta da te e se qualcuno si sentirà tradito è perché non hai portato a casa qualche risultato su casa, servizi, ecc. Io non sono un sostenitore delle alleanze a prescindere. Quando militavo nel mio comune, come avevo già detto, su 4 tornate abbiamo fatto l’alleanza una sola volta. Però dobbiamo stare anche attenti alle fasi, al bisogno che i nostri riferimenti ci possano percepire utili e il partito sociale può non bastare. Specie quando parli di, se va bene, 5000-10.000 militanti. Con un livello di capillarità che fa ridere i polli. E non si pensi che aggregare altre realtà esistenti (GAS, Mutui soccorsi, action..) sia automatico, perché spesso (e credo anche giustamente) vogliono tenersi lontani dalla politica dei partiti. Credo si debba sempre soppesare al massimo, anche da un punto di vista tattico, la migliore strategia del momento su alleanze, lotte, ecc. Creando partecipazione e coinvolgimento tra i compagni e pronti a mettersi sempre in discussione. Forse non ho seguito bene il caso bologna e men che meno conosco le eventuali “cricche” ma io dico che andare a discutere di programma non è sbagliato. Lo sarebbe rompere a priori. Perché semplicemente non sarebbe capito. Se hai fatto la guerra a cofferati e alle sue politiche non significa che poi non puoi dimostrarti volonteroso nel confrontarti. L’importante è non aver già deciso l’alleanza a priori, altrettanto sbagliato e che è stata un altro errore commesso dal PRC quando è andato al governo. Puoi sperimentare anche nuovi modi di fare la trattativa: pubblica, trasparente, in piazza. Spiazzandoli anche nelle modalità.

    3) insisto che non è una questione di statuti e basta: abbiamo visto che ai 2 mandati si è già derogato. Tanto ci sarà sempre qualcuno pronto a sostenere che altrimenti si rischia di mettere quadri non preparati. L’ho sentito dire per anni e sono sempre rimasto allibito che nessuno sostenga che se non fai fare esperienze non ne avrai mai di quadri preparati. Ma giuro che ero tra i pochi. Qui si DEVE rivoltare le logiche che sono state in voga finora, anche se dobbiamo capire come farlo nella pratica: imparare tutti a diffidare di quelli che parlano troppo e che si mettono troppo in mostra, di quelli che rilasciano troppe dichiarazioni, di quelli che parlano male (non politicamente) degli altri, ecc ecc. Anche se hanno un bel linguaggio, sono preparati, hanno nome…Io amo i militanti che cucinano le costicine alle feste, che vanno ad attaccare i manifesti e portare volantini con le bici. E sapete poi il bello? che la gran parte di loro, ignoranti magari ma VERI, SAPEVA CHE ANDARE AL gOVERNO ERA UNA STRONZATA, sapeva che accettare !/3 di ministro per mettere bertinotti alla camera ERA UNA STRONZATA. Mentre i GRANDI dirigenti venivano a fare i predicozzi di quanto bravi tatticamente eravamo stati….
    Nel mio circolo, ma parliamo di un piccolo comune, sono sempre stato orgoglioso che se si parlava di consiglieri comunali o in un caso di assessori nessuno e dico nessuno scalpitasse. Vedevi il fuggi fuggi. Anzi, era tutto un rinunciare ed era vissuto da quelli che andavano, perché tale era, come un sacrificio.
    Facciamo in modo che diventi SEMPRE per TUTTI un sacrificio fare politica a tempo pieno e che sia solo la passione vera a fare in modo che una persona decida di dedicare qualche anno a quel tipo di attività.

  380. Federico Says:

    sono perfettamente consapevole che alcuni miei passaggi sono demagogici: la base non è SEMPRE buona, bisogna vedere se quel segretario di circolo cerca i suoi interessi o no, che politiche porta avanti, ecc. ecc.
    Sono tra quelli delusi dopo 18 anni di militanza (quella di base) conclusi venendo trattato come una merda dai cosiddetti dirigenti che non solo hanno fatto scelte che non condividevo (capita in un partito, non mi spaventa e ho sempre fatto il mio dovere) ma su queste scelte hanno blindato un partito considerando appendici fastidiose tutte le voci dissonanti.
    Ecco, io mi sarei aspettato che TUTTI quei dirigenti, nazionali e locali (in fondo sono loro che hanno costruito il consenso a quelle proposte) se ne andassero a casa. Letteralmente.
    Snche questa è demagogia ma ripeto, da quel disastro si doveva uscire con umiltà e rivoltandosi come calzini.
    E invece via a beghe, scissioni, ecc. tra gruppi dirigenti o sarebbe meglio dire di potere….

    Certo, tra loro c’è gente splendida. E, non per piaggeria dovuta all’ospitalità ma per esperienza diretta, metto Ramon tra questi.

    Però era il momento di cambiare e cambiarsi profondamente. Così non è stato e io me ne dispiaccio. Molto. Anzi, mi incazzo. Perché qeusta scelta ha contribuito a tenermi lontano della politica attiva. E non potete neanche immaginare quanto questo possa far soffrire una persona che ha cominciato a far politica a 15 anni e si ritrova, in parte anche improvvisamente, disilluso a 33….

  381. prc mantova Says:

    ho letto di pillai ma non condivido le sue argomentazioni
    il secondo che hai detto non è di mantova ma è un vendoliano di pistoia
    ultima riflessione: nessuno può pretendere di avere un partito a sua immagine e somiglianza se no “perde la voglia di lottare ” e se ne va
    questa è una mentalità individualistica da combattere da chiunque provenga (compreso loreti)

  382. Specie quando parli di, se va bene, 5000-10.000 militanti. Con un livello di capillarità che fa ridere i polli.

    NON SO SE I MILITANTI SONO 10.000 O DI PIU’.SO SOLO CHE QUANDO IL PARTITO SI MOBILITA RIESCE A PORTATE IN PIAZZA TANTE PERSONE.RICORDATE IL 20 OTTOBRE 2007 E L’11 OTTOBRE 2008 E LE ALTRE MANIFESTAZIONI DOVE IL PRC E’SEMPRE PRESENTE NUMEROSO.
    NON HO AVUTO L’OCCASIONE DI FARE PUBBLICAMENTE LA SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO PICCHIATO DAVANTI I CANCELLI DI UNA FABBRICA A MILANO,IL CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LOMBARDIA(VEDETE ANCORA CI SIAMO DAVANTI ALLE FABBRICHE E CI PICCHIANO TRA L’ALTRO)E AL COMPAGNO PICCHIATO DAI FASCISTI DAVANTI ALLA SEDE NAZIONALE DEL PRC

  383. domenico Tangolo Says:

    Caro compagno Ramon,sono un compagno exprc ed uscito da questo partito nel lontano 1997 perchè in disaccordo con l’ingresso nel Prodi 1° silurato poi,secondo me,dall’asse Bertinotti-D’Alema…In questi anni comunque ho continuato a seguire le vicissitudini del partito e finalmente dopo il congresso di Chianciano,avevo pensato di riprendere la tessera per ricominciare a fare militanza perchè convinto dalla “svolta” e che non si potesse,in questo momnto storico, più limitarsi a guardare dall’esterno senza dare il proprio contributo.Però..qualcosa mi bloccava nel prendere la decisione di ritesserarmi,continuando a leggere e ad ascoltare i vari dirigenti..qualcosa non mi convinceva..esattamente sono gli stessi dubbi che sollevi tu nella tua “lettera aperta”.Questo Partito è ancora troppo ancorato a difendere “interessi istituzionali” o molto più chiaramente “poltrone” e ancora troppo “incartato” in logiche “correntizie” che sinceramente,guardandole dall’esterno,sembrano solo lotte tra oligarchie per mantenere o acquistare “potere” all’interno del partito con il fine che non è quello di “indirizzare” rifondazione verso la propria linea(fosse cosi non ci sarebbe nulla di male..il confronto tra diverse posizioni politiche può far solo del bene)ma solo quello di conquistare più spazio possibile all’interno di trattative per questo o quest’altro incarico.Io penso che se si vuole SUL SERIO il rilancio e la sopravvivenza di rifondazione si debbano mettere da parte le divisioni e le lotte di potere e avere come unico fine quello di ridare credibilità a Rifondazione…in caso contrario potremo mettere definitivamente la parola fine ad il nostro sogno di comunismo ,ad il nostro sogno di avere finalmente una società giusta.Purtroppo ,in questi mesi(dopo chianciano)ho assistito solo a dichiarazioni molto generiche sul “ritornare nella piazze,tra la gente”di ripartire “dal basso a sinistra” ma in concreto di come fare e di cosa fare..Nulla…solo dibattiti di quali accordi e con chi farli sulle prossime elezioni amministrative ed europee…Stare tra le gente siginifica fare propria e stare al fianco di qualunque lotta operaia ove esista,dare risposte concrete a chi magari non ha i soldi per pagare la bolletta,stare al fianco di chi sta per subire uno sfratto..riprendere quello di buono che c’era nel Movimento degli anni 70′..doposcuola per i bambini..lotte con i senzacasa…ecc.Allargare possibilmente anche ad altro la vendita del pane a “prezzo politico”,insomma essere presenti e attivi ovunque esista un malessere sociale,essere punto di riferimento per chi attende risposte concrete e non generica e facile “solidarietà”.Se non saremo capaci di fare questo di caratterizzarci a differenziarci dagli altri saremo destinati alla sconfitta.La tua lettera aperta in qualche modo mi ridà fiducia e per questo ti ringrazio..vedere che nella segreteria di questo partito qualcuno ha i miei stessi dubbi mi fa ben sperare che ancora esista, oltre all’onesta e alla pura passione di tanti militanti della base,la possibilità di cambiare il corso nel quale ci si è “imbottigliati”.Grazie ancora.

  384. prc mantova, io invece condivido le argomentazioni di elio pillai e chiedo scusa se ho sbagliato a riportare la località del secondo che ra di pistoia, mi sarò confusa leggendo te che eri di mantova, ma non importa. il fatto che sia vendoliano francamente non mi interessa. i problemi esposti da tutti e non solo da lui sono trasversali. vedo che non riusciamo ad uscire dalla logica correntizia neanche qui tra di noi.
    poi ancora su loreti. nessuno condivide la sua scelta. sennò non staremmo qui, non ti pare?
    comunque a tutto quello su cui ho riflettuto non hai risposto.
    ma non importa

  385. Ringrazio RAMON, per la sua correttezza e coerenza che dà sempre lo contraddistingue.
    L ho conosciuto per caso, in una affollata riunione, e per caso insieme a lui e i miei compagni/e di Bologna abbiamo iniziato una battaglia,convinti che questo partito doveva cambiare pelle,doveva lasciare da parte il governismo e scegliere il conflitto sociale, la società civile, i lavoartori. e dire no alle burocrazie, ai posti di potere, agli opportunism politici, alle logiche correntizie.
    Ecco perchè nessuno di noi ha mai voluto costituirsi mai in un area organizzata, perchè credevamo che il partito sociale doveva prima di tutto riguardare noi.
    Ecco perchè con convinzione ed energia abbiamo affrontato insieme la battaglia congressuale, perchè credevamo in una VERA svolta a sinistra del prc.
    Allora io vi chiedo: perchè si predica bene e si razzola male?
    Perchè a bologna dobbiamo dialogare con il Pd che ci ha sempre dato martellate sulle palle e vedere come nemici del popolo, compagni come Monteventi??
    Perchè?
    Perchè come qualcuno sotiene, non abbiamo più risorse, e il partito è in difficoltà economica.
    L’assessora che si è dimessa è stata accusata di questo, ed io in segreteria c’èro, quando sentivo simili nefandezze, anche se non ho condiviso il metodo con cui ha gestito la scelta.
    Ma nè questo il partito sociale che vogliamo costruire???
    Ha ragione ramon, non facciamo gli ipocriti, questo partito non ha ancora e forse mai lo farà abbandonato il governismo e su questo punto non c’è mozione ke tenga, a parte i compagni di falce e martello.
    Ma di che parliamo??
    Scissione? si è vero i compagni dovevano stare dentro insieme a noi a continuare la battaglia per il referendum, ma a parte ramon e pochi altri, chi e dico chi si è fatto sentire a Bologna, solo semplicemente,chiedendoci,cosa succede, come state,compagni.
    Il buio,come sempre,le voci in solitudine, oppure come sempre, gli attacchi personali del tipo: pazzi, alcolizzati, mentecatti….
    sai ke gioia rimanere dentro e ricevere insulti…..
    Ke prevalga il buon senso,oppure questa sarà la mia ultima battaglia per rifondazione comunista.

  386. e aggiungo anche: stamattina da radio città del capo, il capo gruppo in regione insieme ad un dibattito con loreti, ha fatto un appello a del bono, per convocare il partito ad aprire un confronto con il Pd, come la mettiamo??? Posso permettermi di dire che si è inginocchiati??
    Perchè il capogruppo in regione non ha fatto un appello al Pd di smettere di firmare insieme al sindaco ordinanze fasciste come la riduzione degli spazi e la cancellazione del diritto a manifestare??
    Ma cosa c’è di sinistra in tutto questo??? ditemi cosa???
    Io mi vergogno da iscritta a sentire il mio partito elemosinare qualcosa al Pd….
    Ditemi come devo convincere i miei compagni a rimanere dentro e fare la battaglia insieme?
    ditemelo….

  387. Pamela le risposte le devi trovare tu,nelle nostre federazioni in questi anni ci siamo trovati con gli stessi problemi…..non sempre ci sono risposte belle e preconfezionate.
    Per anni sono stato in minoranza,sono rimasto anche quando mi è stata indicata la porta ed anche quando hanno costruito lo schifo della sinistra arcobaleno……andavo via?E dove?A casa….oppure in qualche gruppuscolo a strillare alla luna….sono rimasto e dopo l’ultimo congresso molte cose sono cambiate seppur con i problemi che tu poni.
    Qunado in passato dicevo che le scelte della bertinotti & C. ci avrebbero portato allo sfascio….mi è stato dato del pazzo,stalinista e trinariciuto con anello al naso da personaggi dirigenti del PRC che si qualificavano a chiacchiere libertari movimentisti e poi nelle giunte intrallazzavano con il PDS-DS-PD.
    Se credi che il Partito si possa ricostruire oppure no sta a te valutarlo.

  388. caro renato se sono ancora dentro è perchè mi sono già data queste risposte, la questione è politica, la linea di chianciano sui territori non si stà applicando, e se questa è una discussione che per qualcuno può provacare taboo, allora viene meno l’elementare principio di democrazia e libertà—

  389. Andiamo Pamela qui si sta discutendo di Bologna da 3 giorni….quali taboo?Senti ma se la cosa è così ovviamente sbagliata(ed in buona parte sono d’accordo con te) non avrete problemi a far bocciare un eventuale accordo dalla consultazione.La linea di chianciano non è una coperta che si può tirare a proprio piacimento….ma perchè in Sardegna fare alleanza con Soru ratificava la linea di chianciano?Eppure non ho visto commenti negativi (prima della sconfitta) nemmeno su questo blog.
    Appunto non siamo ipocriti…………..

  390. E ti dico di piu’ compagno Renato e in Abruzzo dove mezzo PD è stato arrestato,li l’accordo si è fatto lo stesso…………….

  391. Militante Says:

    Più leggo i commenti e le esperienze dei vari compagni, più mi convinco del fatto che il “caso Bologna” non possa ridursi (se non ipocritamente) a questione locale e circoscritta ma assume un valore simbolico, oltrechè politico, che comunque vada farà scuola: in un senso e nell’altro.

    Proprio per questo è quantomai necessario fare una battaglia di chiarezza e correttezza insieme, evitando come la peste le accuse recirpoche di opportunismo e tradimento, battaglia che finalmente apra a tutto il corpo del partito un sano dibattito sulla questione delle questioni: I RAPPORTI TRA RIFONDAZIONE COMUNISTA E IL PARTITO DEMOCRATICO.

    Questo è un nodo strategico essenziale, da cui dipende tanto la tenuta dell’attuale maggioranza quanto il futuro stesso del nostro partito, che non può più essere eluso. pena: l’inarrestabile emorragia di attivisti ed elettori. Se la maggioranza decide di rimandare questo nodo ad libitum, magari a dopo le europee, il trauma ritardato sarà ancora più drammatico perchè più profonda e capillare sarà la delusione.

    Suvvia non siamo cretini. Da una parte sia i vari documenti ufficiali che Ferrero parlano di alterntiva strategica al PD; dall’altra TUTTE le tornate elettorali ci hanno visti alleati (con risultati ben poco lusinghieri) e dove non lo siamo è perchè il PD ha deciso che non ci vuole. Le politiche sono lontanissime e quindi non fanno testo. Se non è sudditanza questa, allora ditemi voi cos’è!

    E non mi si venga a dire che non c’è alcun accordo, che si tratta solo di “parlare”. Non esiste un solo caso in cui l’inizio di un dialogo non abbia portato dritti ad un accordo. Se l’accordo lo si vuole in un modo o nell’altro primo lo si ragguinge e poi lo si giustifica. Una consultazione tra gli iscritti fatta a partita chiusa, magari il giorno prima delle elezioni, avrebbe solo il sapore della beffa.

    Ci si dica piuttosto che una larga parte della maggioranza la pensa come Diliberto, è pronta a fare accordi dovunque il PD sia disponibile, saluta con favore la creazione di un ampio “fronte popolare” che vada dai liberali ai comunisti e faccia da argine alle destre. Bene, tale linea sconfessa la svolta di Chianciano e rappresenta un brusco ritorno indietro, ma almeno avrebbe il merito dell’onestà politica e della chiarezza. Chi non è d’accordo, perchè pensa che fronti di questi tipo sono destinati alla bancorotta e non fanno che rafforzare la destra più di quanto non lo sia già, avrebe comunque la possibilità di contrapporre una proposta altrettanto chiara ma alternativa.

    Sono le ipocrisie, i “paletti”, le presunte autonomie locali, le sdrammatizzazioni pilatesche, i tatticismi che sostituiscono la strategia, che minano dall’interno la maggioranza e mettono a dura prova la pazienza e l’intelligenza degli attivisti.

  392. e allora cosa dovremmo fare non fare scoppiare i polveroni e prendere atto di quel che dice il cpf???
    quando per mesi non si è neanche preso in considerazione di correre da soli o con liste collegate, quando un partito è spaccato a metà,quando nei circoli queste discussioni arrivano mozzate??
    oppure perchè si ascoltano i capi corrente??’
    dimmi cosa dovremmo fare??
    Bologna ha una sua importnza e questo partito perderà come in sardegna e appunto come dici tu? ci vogliamo ancora accodare ad una barca ke cade a pezzi, invece di scegliere di essere altrntivi?
    non c’eravamo detti questo a chianciano?
    Ma sai adesso ci accusano ke abbiamo interpretato male il doc congressuale, ke le situazioni vanno valutate caso per caso-
    E a bologna cosa cìè da valutare??

  393. Luca Marini Says:

    Pamela su quello che dici concordo su tutto, tranne che su una cosa, questo rifersi a noi ( intendendo noi, Ramon e pochi altri compagni Bolognesi) come coloro i quali da soli cmbattevano queste cose. Sembra che la battaglia sia stata fatta dai bolognesi e basta e che l’abbiano cominciata loro. Su questo sarò noioso ma non accetto di essere inserito tra un generico voi ( che include compagni che ipocritamente nasconodono i problemi). La si dovrebbe anche smettere di generalizzare!
    Pamela tu ricordi benissimo lo scambio di opinione che a suo tempo avemmo in una mailing-list, su un intervento dell’adesso segretario a Bologna!

  394. sottoscrivo il post di militante.
    anche perchè la delagazione trattante votata dalla segreteria, in cui io, tiziano e altri/e 4 compagni/ (come sempre minoranza) abbiamo votato contro.
    è composta da assessori…..
    Come si dice:
    a pensare male a volte ci si azzecca

  395. Ore 20.30 del giorno 26 febbraio 2009 in Federazione Prc Bologna. Assemblea di tutti i compagni e le compagne iscritti al prc di Bologna e contrari a qualsiasi accordo con il Pd per orgaqnizzarsi e vincere questa battaglia per la svolta a sinistra.

    Mi sembra l’unica cosa sensata

  396. luca non intendo noi per essere bologna centrici ci mancherebbe, il noi è riferito a tutti coloro che si opposero alla linea governista dello stare al governo e alla scelta della sinistra arcobaleno e non dimentico quel percorso che era ed è ancora attuale-

  397. FERRERO, UNA FOLLIA L’IDEA DI NUOVE CENTRALI NUCLEARI

    “Semplicemente una follia”. Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, boccia il ritorno dell’Italia al nucleare e spiega: “Per sismicita’ del territorio e densita’ di popolazione non c’e’ in Italia un sito che abbia le caratteristiche che, ad esempio, negli Stati Uniti sono richieste per poter costruire una centrale nucleare. Il problema sarebbe di sviluppare in Italia, un paese baciato dal sole le tecnologie energetiche alternative e il risparmio energeico. Invece, facciamo meno della meta’ dell’energia prodotta con il sole dalla Germania e questa e’ davvero una bestemmia”. Ma ikl governo, conclude Ferrero, “fa bene attenzione a non dire dove voglinono mettere le centrali” e quando lo si sapra’ “credo che ci sara’ un movimento che glielo impedira’”.

    SCUSATE SE CAMBIO ARGOMENTO:SPERO CHE SI POSSA PARTIRE CON UNA GRANDE CAMPAGNA NAZIONALE CON IL NUCLEARE!!!

  398. bravo animals

  399. lucaocchionero Says:

    No Ramon, non sbagli quando dici che il centrosinistra è morto. Il centrosinistra è morto in Italia perchè è morta la socialdemocrazia in Europa. Poichè è morto lo “Stato sociale” che si poneva mediatore tra le classi con una redistribuzione del reddito che doveva dare a tutti una vita libera e dignitosa. E’ morto perchè è morta quella classe intermedia fatta di piccoli commercianti, artigiani, operai specializzati, impiegati pubblici e privati, figli di operai laureati e divenuti professionisti che dietro questo Stato sociale speravano di eleversi socialmente. La privatizzazione dei servizi pubblici e dei beni pubblici ne hanno determinato la morte. Per un certo periodo la socialdemocrazia ha pensato di governare il processo ponendosi essa stessa come garante delle privatizzazioni. Ma man mano che essi si illudevano di conoscere il capitalismo, la “bestia” faceva togliere reddito ai salari ed ingrossava i profitti per le imprese, per gli azionisti e per i grandi manager. La globalizzazione ha spostato masse enormi di denaro rendendo poveri i lavoratori, ricchissimi i proprietari dei mezzi di produzione schiacciando verso il basso il ceto intermedio disperso oramai tra nuovi poveri ed accattoni opportunisti ai piedi degli uomini di potere.
    La privatizzazione dei beni e dei servizi pubblici ha scavato la terra sotto i piedi della democrazia e credo che la prossima tappa sia il baratro.
    Ecco perchè a mio avviso è totalmente inutile ogni centrosinistra di natura socialdemocratica o riformista.

  400. Anassimandro Says:

    Intanto si potrebbe provare a riscoprire l’onestà intelletuale come categoria, e da essa farne discendere la discussione.In rc non avviene, ma non avviene nemmeno nel pcl o sc ne tantomeno nel pd. In ognuna di queste forze si è provato a reggere lo scontro affidandosi,con sempre maggiore frequenza, a congressi straordinari, conferenze d’organizzazione.I cui esiti non avrebbero mai potuto ribaltare il corso dei fatti.Leggo con attenzione i commenti di tutti i compagni, e nella maggior parte di essi riscontro una difficoltà “oggettiva” nel capire cosi si è realmente.Il congresso,ora che è finito si può dire, è servito a regolare i rapporti di forza tra due o più competitors, in pura logica dell’alternanza. Poteva provare a ridiscutere la sua organizzazione, la sua tattica, la sua strategia.Ma se oggi a distanza di mesi militanti ed iscritti vagano nell’incertezza si deve dire che quel congresso non è stato funzionale a questo aspetto.Localismi,governismo,doppiogiochismo vivono in maniera inestina dentro larga parte di questo partito,che non sente vincolante quei deliberati congressuali perchè non li ritiene impegnativi e forti.Tanto forti da poter diventare pratica politica e che dia l’opportunità di tenere in piedi politica e la giusta dose di politicismo.Immaginarsi un congresso salvifico,che abbia restituito lustro e splendore ,che abbia eliminato gli aspetti deviati significa mentirsi e mentire.Allora si è deciso svolta e sinistra e partito sociale?benissimo lo si faccia!ma se così non è significa che chi ha in mano l’organizzazione del partito o deliberatamente non fa applicare la linea del partito oppure non ha competenze per farlo.risulta scontato che questo indebolisce ulteriormente il segretario ,già in difficoltà per una linea congressuale poco incisiva e condivisa.Bologna è esattamente la cartina al tornasole,la campanie e la calabria era casi già sedimentati.
    Deve essere necessariamente avviato il ciclo approvato a chianciano,sapendo che ha bisogno di correttivi “politici” immediatamente.

  401. lucaocchionero Says:

    Avrei un’idea per cercare di superare questo problema che probabilmente esiste anche se io non lo considero generalizzato come dice Militante. Da quello che so le alleanze con il PD si faranno nel 50% dei casi e in almeno la metà di questi casi trattasi di alleanze fatte come tappa intermedia verso un allontanamento progressivo dal PD(gli istituzionalisti ci sono, si fanno sentire, ma non sono la vasta maggioranza del partito).
    Tuttavia propongo un luogo democratico per affrontare la questione della “svolta a sinistra” determinata a Chianciano. Ritengo che si possa fare, subito dopo le elezioni amministrative ed europee(che cmq andranno non devono condurre a drammatizzazioni o ad eccessive esaltazioni) una conferenza di organizzazione al fine di:
    1) approfondire i temi di Chianciano: il documento finale che sancisce la svolta a sinistra ,sia pure ottimo nei principi, abbisogna a mio avviso di maggiore articolazione;
    2) approfondire e rideterminare ulteriormente i rapporti tra livelli decisionali nazionali e locali; si possono inserire, se si riterrà necessario, nuovi principi che tutti i cpf devono rispettare nelle loro decisioni;
    3) modificare, se si riterrà necessario, lo statuto per adeguarlo al nuovo partito che si ha in mente;
    4) analizzare e decidere definitivamente la natura politica del PD, alla luce dei recenti sviluppi, e stabilire in maniera conclusiva la differenza strategica ed insanabile tra il PD e il PRC, fornendo anche maggiori dettagli per quanto riguarda le alleanze a livello locale.
    Ritengo a questo punto una buona idea questa che vuole essere solo una proposta operativa, per fare un dibattito democratico, approfondito, che coinvolga i circoli e le federazioni, senza il pericolo di assalti alla diligenza, che metta la parola fine a sospetti, illazioni, facili accuse che tanto male hanno fatto a questo partito, e che farebbero ancora se non incanalate all’interno di una discussione franca, aperta e statutaria.
    La chiarezza che deve venire assolutamente tra le varie correnti può svilupparsi solo in un luogo democratico con la massima partecipazione di tutti.
    Forse si rende necessaria questa conferenza di organizzazione anche perchè l’ultima, pur fatta cmq da poco, sembra essere stata celebrata un secolo fa, visti i cambiamenti sociali che abbiamo conosciuto e che conosciamo; visti i cambiamenti interni al partito: ci separano due scissioni dalle conclusioni di Carrara.
    Mi piacerebbe ovviamente conoscere le vostre opinioni in proposito.

  402. Io sono d’accordo….

  403. io penso che questo partito non abbia bissogno di nuovi statuti regolamentari o altri incontri e luoghji di discussione.
    il documento di chianciano parla chiaro. ancora a dividere le categorie in istituzionalisti e non e via discorrendo…. nn ne usciremo mai perchè nn è questo il problema.
    il problema l’ha ben focalizzato anassimandro e militante.
    il voto in sardegna ha DICHIARATO la morte del centrosinistra. se fino a ieri lo pensavamo, oggi è CERTO. ecco l’urgenza di incentrare la riflessione sul rapporto prc/pd.
    dopo le elezioni lavorare in tal senso è troppo tardi. ma nn per l’esito positivo o negativo, ma perchè la logica d’azione e movimento all’interno di questo partito deve avere uno scossone ora. adesso. oggi. altrimenti la musica non cambierà mai.
    e questo è compito di tutti i compagni di buona volontà DI TUTTE LE MOZIONI. basta con i capibastione. basta con le correnti che hanno fino ad oggi provocato solo dani al partito. si capisca innanzitutto al vertice, che a continuare così finiamo al macero. tutti.
    ora si tratta di vita o di morte per rifondazione. se tutta la base si ribellasse a quest’andazzo, forse al vertice qualche scossone lo riceverebbero.
    la dialettica, ripeto, doverosa e vitale per un partito, deve essere onesta chiara e trasparente. altrimenti non fa altro che creare guerre intestine su guerre intestine. io penso che proprio non se ne possa più!!

  404. Cari tutti, non vi affannate su Bologna, per fortuna si va avanti anche e a prescindere da quel contenitore vuoto che é diventato Rifondazione.
    Quello che sfugge è che si tratta di un punto di non ritorno e a nulla serve denigrare chi va via…prenderne atto ed interrogarsi sul perché compagni con una storia così importante e così trasparente escano sbattendo la porta.
    Chiedetevi anche chi rimane e a fare che cosa, sarà più semplice darsi risposte.
    Per il resto credo che nessuno possa dare corrette interpretazioni a fenomeni così complessi, prescindendo dalla conoscenza personale dei soggetti, Masella, Sconciaforni e Boghetta per capirci contro Tiziano Loreti, Marzia Mascagni, Alessandro Bernardi etc etc etc, e dunque il consigliere regionale, il consiglere comunale, il deputato di due legislature ed attuale responsabile lavoro nazionale, contro un disoccupato, una maestra, un altro disoccupato…..Ma se questo non bastasse, proviamo a chiedere quale sia la linea politica di questi soggetti che ripetono la parola crisi e lavoro come un mantra, ma che non riferiscono al dibattito di essere stati pubblicamente criticati ad esempio dalla RdB CUb per la linea tenuta in alcune vertenze con i precari del Comune di Bologna…( Sconciaforni, uno dei firmatario del calcio in culo a Tiziano, ricevette come regalo per il Natale 2008 dall’associazione sindacale maggiormente rappresentativa al Comune di Bologna una confezione di colla Vinavil per meglio attaccarsi alla sedia…).
    In ogni caso devo anche segnalare al dibattito che stamattina, nel corso di un confronto radiofonico tra il citato consigliere regionale Masella e Tiziano Loreti, lo stesso Masella ha più volte chiesto a Tiziano di riprendere il suo posto e contestualmente implorato il candidato sindaco PD di incontrarlo….
    Ed anche che Cofferati, il cui acume politico è sempre più evidente, ieri ha sussurrato a Valerio Monteventi ( Lista Bologna Città Libera) : ” finalmente anche voi vi siete liberati di quel pazzo di Loreti”
    A questo punto la vicenda diventa surreale, e credo che nessuno possa perdere ulteriore tempo ad analizzare comportamenti chiaramente contraddittori e irrazionali.
    Ma vi prego compagni, non pensate che la storia politica di coloro che, con sommo disprezzo dei dirigenti del partito rimasti, vengono definiti come gli appartenenti al clan dei Casalesi e cioé come gli scissionisti, termini qui, così.
    Torniamo al lavoro di base, con la coerenza che ci ha portati sin qui e che non ha lasciato nulla nelle nostre tasche e nelle nostre carriere.
    Devo dire anzi che, in controtendenza rispetto a tanti altri, Tiziano ha lasciato il suo lavoro per la politica, chiedendo di essere messo in mobilità al posto di un collega, allorquando venne eletto segretario…
    Che strano vero?

  405. Maria se avesse vinto Soru ne deducevamo che il centrosinistra era vivo….ma scherziamo?
    Magari con un colpo di fortuna vincono a Bologna e a Firenze et voila redivivi di nuovo.
    Il centrosinistra era già un cadavere che camminava….solo che ci faceva comodo non vederlo.
    Per quanto riguarda la base mi pare che Ramon abbia detto che non necessariamente la base è migliore del vertice,ed io sono d’accordo con lui.In molte realtà la base vuole gli accordi quanto i dirigenti(forse perchè è stata costruita a loro immagine e somiglianza).
    Sbagli a credere che modificare lo statuto non serva oppure che non servano le proposte di lucaocchionero.Non basta solo appelarsi allo spirito di Chianciano,non è sufficiente occorrono anche gli strumenti per metterlo in atto.Basta con le correnti e i capibastone?Certo ma ce lo diciamo da 15 anni ogni volta invocando un spirito puro ed orignale del partito,prima era quello del ’91 poi quello delle due sinistre poi della rottura con prodi poi dei movimenti ed ogni volta veniva disattesonei fatti…..
    Invece come dice lucaocchionero servono regole chiare e percorsi precisi altrimenti in mancanza di regole i capibastone detteranno legge proprio appelandosi a Chianciano……ma andiamo qui tutti chi più chi meno abbiamo ratificato una delirante alleanza di governo con Prodi che ci ha annientato,che ci è stata proposta quasi come l’epilogo del percorso iniziato a Genova.
    Compagni con tutto il rispetto ma ci prendiamo per il culo o cosa?
    E scusate la volgarità…..

  406. non ci siamo capiti renato.
    anch’io penso che la base non sia migliore del vertice, per questo io faccio riferimento a tutti i compagni di buona volontà. a tutti i livelli. e ci sono renato, ci sono. solo che osservano, perseverano e alla fine mollano.
    io sono d’accordo con anassimandro:

    Deve essere necessariamente avviato il ciclo approvato a chianciano, sapendo che ha bisogno di correttivi “politici” immediatamente.

    tutto qui

  407. scusate ma sostenere che uno sia valido in politica perché è un disoccupato o un operaio proprio no, ma che significa? e le voci sul fatto che loreti fosse pazzo, semplicemente le ha avvalorate lui comportandosi come un teppista vendoliano.
    e mentre voi ve la menate sulla morte del centrisinistra il governo fa le centrali nucleari.
    p.s. io non sono contro rifondazione, non sopporto chi l’ha distrutta a suon di scissioni e conferenze stampa da una parte e dall’altra e non ho mai scritto se non in via puramente ipotetica che avrei votato un altro partito. basta vedere su facebook, c’è ancora scritto prc. mentre qui si inneggia a bifo, di cui ho già scritto quel che io, e tutti i miei amici di sinistra, pensiamo.

  408. Con questa puntualizzazione d’accordo con te…..
    xMarina il PRC non è un contenitore vuoto se vuoi rispetto mostra rispetto per chi per il “contenitore vuoto” si impegna senza mettersi nulla in tasca altrettanto come te.
    Ho l’impressione che a Bologna si stiano scontrando due modalità molto arroganti di gestire il partito…spero che la base sia realmente migliore dei loro vertici.

  409. renato, mi fa piacere che tu sia d’accordo.
    è questo che volevo sottolineare e ribadire,anche in riguardo alla situazione post sardegna. ci si è capiti, finalmente

  410. No al governismo,al rampantismo, agli accordi col pd

    OPPOSIZIONE SOCIALE

    Rossano

  411. Ore 20.30 del giorno 26 febbraio 2009 in Federazione Prc Bologna. Assemblea di tutti i compagni e le compagne iscritti al prc di Bologna e contrari a qualsiasi accordo con il Pd per orgaqnizzarsi e vincere questa battaglia per la svolta a sinistra.

  412. lucaocchionero Says:

    Animals perchè non fate un patto tra tutti gli iscritti secondo il quale cmq andrà la consultazione tutti si impegnano a non lasciare il PRC e ad accettare la decisione?

  413. Io non sono della federazione di Bologna ma sottoscriverei un patto del genere. Però se poi qualcuno non lo rispetta che facciamo lo espelliamo prima che se ne vada da solo?
    La priorità è far vedere ai lavoratori che siamo un’alternativa possibile.

  414. lucaocchionero Says:

    chi non lo rispetta pur avendolo firmato: è un chiacchierone ed a quel punto nessuno lo caccerà, ma che tutta Bologna sappia che persona è

  415. Militante Says:

    Non credo ci sia bisogno di ulteriori patti. tutti i compagni che hanno convocato e parteciperanno a questa assemblea dimostrano di aver a cuore le sorti del partito e di voler democraticamente ribaltare le sorti di un accordo che giudicano dannoso. L’importante è portare fino in fondo questa battaglia e farla conoscere, perchè sia d’esempio, agli altri circoli e federazioni. Fare questa battaglia insieme è il miglior antidoto contro possibili defezioni. I compagni isolati se perdono se ne vanno, quelli organizzati acquistano coraggio e determinazione.

  416. d’accordissimo con militante.
    questa è ora la battaglia che s’ha da fare in questo partito.
    le logiche correntizie si combattono solo in questo modo. senza distinzione di mozioni ma uniti per l’attuazione della linea di chianciano. del resto si è visto, a napoli il documento che più aderiva alla linea politica di chianciano era dei vendoliani. ma è passato l’altro. quindi.

  417. alberto larghi Says:

    ho letto il tuo fondo caro Ramon,forse non ho capito ma vedo che tutti scrivono di bologna dove forse, dopo tutto sto cianciare,ci troveremo fuori (giustamente) dall’alleanza col Pd e con due liste in competizione tra loro a sinistra ,in una situazione che a te è sicuramente chiara ma dubito che lo sia anche per gli elettori di sx.
    DICO: era possibile aspettare e vedere nel merito che cazzo ne usciva,o è proprio necessario uscire ogni volta che si va sotto?Stiamo parlando di un dirigente non di un giovanotto che può anche cedere all’impulso.
    In generale, io penso che conti sempre l’aspetto prevalente di una pratica politica ed è del tutto normale che un’inversione di rotta(Chinciano)trovi delle resistenze nel dispiegarsi fino in fondo;resistenze che hanno anche origine nella cultura politica che delle volte travalica le mozioni di appartenenza,se invece si pensa che il PRC sia pieno di” gattopardi” allora forse è giusto mollare ,magari evitando di aggregarsi a chi pensa che gli unici comunisti accettabili son quelli che assomigliano a Sansonetti.
    Ho finito anni fà di innamorarmi dei leader,guardo tutto con atteggiamento laico e penso che Ferrero e buona parte del gruppo dirigente stiano cercando (l’aspetto che deve prevalere)di muoversi in una situazione complicata seguendo la stella polare della salvaguardia della prospettiva “conquistata” a Chianciano.
    Infine,il c-sx è morto?Io penso che tante delle (giuste) cose che tu sostieni da tempo sull’involuzione del c-sx le abbiamo gridate assieme dai tempi della Bolognina;tutti ricordiamo l’astensione del PDS nella prima guerra del golfo,il maggioritario, la concertazione,il revisionismo sui “ragazzi di salò” e altro che non ho bisogno di ricordrti,ma questo non ci ha impedito ogni volta che ,a torto o ragione ,abbiamo intravisto la possibilità di conseguire dei risultati di allearci. Questo perchè c’è un fatto che nessuno può ignorare,che l’imbarbarimento progressivo che i Fascisti stanno portando nella società è percepito anche dai nostri come il PROBLEMA.
    Sinceramente,io non credo che ci sia nessuno che non abbia agito in contraddizione talvolta con ciò che ha sostenuto poco tempo prima,ciò che conta oggi, credo,è che i Comunisti abbiano deciso di continuare ad esistere come forza organizzata anche se sarà inevitabile e necessario sempre dibattere sulla relazione tra fine e mezzi.

  418. Ma che razza di concezione del partito c’è? Da quale “filone” l’abbiamo importato? Qui si sponsorizza una concezione totalitaria che non contemplea che posizioni diverse possano convivere in uno staesso partito. Non dico tra guerra e pace, ma su una questione “locale”, anche se importante. Di divergenze su questo o quel caso, località, questione, ne affronteremo certamente tante altre nella storia. E questo forse giustifica che bisogna abbandonare il partito? Che è lecito dividersi? Poi, per gli opportunisti – non parlo dei compagni che qui si esprimono – ammantare tutto ciò di dignità politica è sempre possibile. Resta un fatto, che oserei definire una condizione: la cura di questo partito, e non per tenerlo così imperfetto ma appunto per cambiarlo. Come possono dei dirigenti -è ancora possibile la critica ai dirigenti?- che fino a ieri erano nel partito, si sono battuti per la svolta di Chianciano, che quindi ci hanno creduto, che hanno ritenuto il partito il luogo e uno strumento per la battaglia politica e non il frazionamento localistico, come può un compagno dirigente, cioè un compagno con responsabilità di “dirigere la baracca” , offrire soluzioni, buttare a mare tutto questo, per un “diverbio” di fronte alla colossale costruzione di cui avanziamo solo i primi timidi passi? Qui compagni c’è del lavoro da fare ma sul serio. Bisogna considerare un “delitto” abbandonare il partito, e anche se lo fa Ferrero ciò non vuol dire che dice il giusto. Sulle posizioni politiche il confronto-scontro ci sarà sempre. E non sembri questo girare attorno al problema ma porre la condizione per una discussione. Cos’è il partito compagni?

  419. Caro Ramon evidentemente me ne ero accorto di tutto ciò che hai elencato dal momento che nelle ultime elezioni non ho votato arcobaleno.
    credo solo che il pd non sia disposto a modifiche della legge elettorale in senso proporzionale, semmai vuole un sistema ultramaggioritario.
    Alla gente queste questioni non interessano perchè le persone confondono partiti e ceto politico e non è facile mostrare il nesso tra difesa del proporzionale e difesa della democrazia e quindi difesa dei loro diritti sociali.
    Purtroppo è così anche per colpa nostra.
    Se però siamo coerentemente e intransigentemente dalla parte dei lavoratori la nostra assenza peserà, sarà sentita come un’ingiustizia.
    Il PRC ha perso perchè si è reso inutile: decine e decine di deputati e senatori comunisti inutili, inefficaci, incapaci di disobbedire ai ricatti del governo
    Se non sono possibili accordi sui contenuti non si fanno accordi.
    Io a Bologna voterei probabilmente per la lista di Monteventi.
    Ma tu non mi hai risposto sull’espulsione di Turigliatto…
    Ciao

  420. Anche io propongo un patto: NIENTE ACCORDI COL PD OVUNQUE E COMUNQUE.

    FALCE E MARTELLO
    Luca

  421. e ridàie cò ‘ste correnti!!
    ma se ci sono realtà locali dove le esperienze sono state positive, perchè rompere?

  422. titolo: L’elemosina

    BOLOGNA
    PRC HA FRETTA: DELBONO CONVOCHI TAVOLO O SI PERDE
    MASELLA: CANDIDATO E PD SUPERINO LOGICA DI ARROGANZA

    (DIRE) Bologna, 24 feb. – Alleggerito dell’ala piu’ radicale, il Prc di Bologna ora ha fretta di chiudere l’accordo elettorale con il Pd e la coalizione di centrosinistra, in vista delle prossime amministrative. E cosi’ incalza il candidato sindaco dei democratici, Flavio Delbono, a convocare a piu’ presto il tavolo con tutte le forze del centrosinistra. “Delbono e il Pd devono superare la logica dell’arroganza- manda a dire Leonardo Masella, capogruppo di Rifondazione comunista in Regione- non possono dettare legge agli altri. Piuttosto convochino al piu’ presto un tavolo con il Prc, con Gianfranco Pasquino (che ha dato vita a una sua lista civica alternativa al Pd, ndr) e con Valerio Monteventi”, candidato sindaco di Bologna citta’ libera, verso cui potrebbero convolare anche l’ex segretario del Prc, Tiziano Loreti, e i suoi transfughi. Questa mattina, dai microfoni di Radio Citta’ del Capo, l’appello di Masella suona deciso. “Delbono sta arrivando tardi- ammonisce- cosi’ si perde”. Dello stesso tenore anche le parole di Rossella Giordano, responsabile Enti locali del Prc bolognese, e Roberto Sconciaforni, capogruppo in Comune, che questa mattina hanno convocato la stampa a Palazzo D’Accursio per presentare alcune iniziative elettorali di Rifondazione. “Non siamo ancora stati contattati”, si limita a dire Sconciaforni. “Per ora ci interessa presentare le nostre proposte e confrontarci con la societa’- aggiunge Giordano- ma non abbiamo intenzione di perdere tempo: la campagna elettorale e’ gia’ cominciata”. In base all’esito del confronto, spiegano, il partito decidera’ la propria collocazione.Nel frattempo, il Prc si sta preparando a eleggere il nuovo segretario provinciale. Entro un mese dovrebbe essere convocato il Comitato politico federale che dovra’ decidere il nome, spiegano Giordano e Sconciaforni. E un pensiero va a Loreti e gli altri usciti di recente dal partito. “Ogni scissione e’ drammatica- afferma Giordano- ma e’ inevitabile se i progetti sono diversi. Comunque non penso che Rifondazione si sia indebolita”. Presente questa mattina anche il segretario regionale di Rifondazione comunista, Nando Mainardi. “Le fratture sono spesso solo a livello del gruppo dirigente- afferma il segretario- gli iscritti del Prc restano il corpo largo e la base ci chiede di andare avanti”. Mainardi annuncia poi l’arrivo a Bologna di Paolo Ferrero, segretario nazionale del partito, il prossimo 14 marzo, per un seminario di carattere nazionale sulle iniziative sociali del Prc. E qualche proposta, in vista delle elezioni di giugno, e’ stata gia’ presentata questa mattina. Nel solco della “discontinuita’ con le politiche cofferatiane”, e rivendicando “la rottura con il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati”, consumata in questi cinque anni, Rifondazione propone l’azzeramento delle tariffe di tutti i servizi comunali a favore delle fasce piu’ deboli e dispacci in citta’ per fare la spesa a prezzi popolari. Per precari, disoccupati e cassintegrati, il Prc propone anche lo sconto del 50% sui biglietti Atc e l’abbonamento annuo dell’autobus a 50 euro. Le prossime iniziative sono in programma venerdi’ prossimo, 27 febbraio, sulla legge Gelmini e martedi’ 3 marzo sulla crisi economica, entrambe nella Sala del Baraccano. Sabato, invece, il Prc sara’ in piazza in solidarieta’ con i lavoratori della cartiera di Marzabotto.

    (San/Mac/ Dire) 18:39 24-02-09

  423. ninì metallurgico Says:

    L’ultima chicca di vendola: aprire all’UDC:

    25 Febbraio 2009
    Intervista a Vendola sul “Corriere della sera”
    Scritto da red
    Intervista di oggi sul “Corriere della sera”

    Nicky Vendola, che cosa cambia, per la sinistra che rappresenta, l’avvento di Franceschini alla guida del Pd?
    «L’occultamento delle sconfitte, ultima delle quali in Sardegna, non poteva durare a lungo. Lo dico con rispetto per Veltroni, che ha abbandonato la segreteria con tanta dignità. Ma è evidente che rappresenta anche la sconfitta della sua teoria, cioè quella di un Pd autosufficiente, capace un giorno di governare da solo, secondo un schema bipartitico. Franceschini è molto simpatico e intelligente, ma ciò che conta per noi non è la leadership, bensì il processo politico. Ci attendiamo che il partito non sia più neutrale nei confronti del conflitto sociale e sindacale in atto. È mai possibile restare sulle difensive quando il mondo è in crisi per colpa delle politiche neoliberiste e di destra degli anni passati?».
    Un Pd non più autosufficiente, quindi anche vostro alleato?
    «Le alleanze non sono giocare a battaglia navale, con le caselle da riempire. Cominciamo a dialogare sui contenuti dell’opposizione in una società che sembra esprimere, come fenomeno più progressista, il Festival di Sanremo. Partiamo dai luoghi di un possibile incontro ».
    Ad esempio le amministrative?
    «Il livello locale è molto importante. Io ho vinto le elezioni con un’alleanza molto larga, che andava dai dc a Rifondazione, e in quattro anni sono riuscito ad andare d’accordo con tutti».
    Quindi anche con l’Udc, magari in futuro a livello nazionale?
    «Non andremo a mettere cartelli di divieto di sosta alle forze politiche in una fase così movimentata. All’Udc bisogna guardare consapevoli delle differenze esistenti. Ma al tempo stesso, se si vuole vincere, è indispensabile cercare di aprire varchi nel blocco sociale di centrodestra dominato da Berlusconi. Per questo insisto: per ora guardiamo al livello locale. È lì che maturano le relazioni. Poi si vedrà».
    Nel frattempo però ci saranno le europee.
    «Per Strasburgo dobbiamo rilanciare l’alleanza a sinistra: se piuttosto che litigare e divergere per ragioni di bottega avessimo il coraggio di mettere insieme tutte le nostre forze faremmo un investimento sul futuro».
    Superando lo sbarramento del 4 per cento, imposto dalla nuova legge?
    «Ferrero pensa a riunificare i comunisti. Sbaglia. C’è bisogno di una nuova sinistra, il partito del ventunesimo secolo. E c’è bisogno di risollevarsi dal trauma costituito dalla nostra assenza nel Parlamento italiano. Rientrare in quello europeo potrebbe essere un segnale importante. Un evento che darebbe nuovo slancio all’opposizione. Stiamo attenti perché le generazioni future non cercheranno di capire chi aveva ragione al congresso di Chianciano Terme, ma perché i ragazzi di Nettuno andavano a bruciare gli immigrati senza fissa dimora».
    Roberto Zuccolini

  424. Luca Marini Says:

    Mamma mia allibito, sia per le cronache Bolognesi che per quello che dice vendola.
    A Bologna prima fanno carta straccia di Chianciano in una logica di sottomissione al PD e poi fanno la voce grossa con il PD. altissima credibilità.
    E che dire di Vendola che parla come uno Scalfari :”io ho vinto e sono riuscito ad andare d’accordo con tutti, anche con Rifondazione” e poi all’europee “andiamo tutti insieme”. altissima credibilità.

  425. bologna e’ una ricca signora che fu contadina, benessere ville gioielli e salami in vetrina. che sa che l’odor di miseria da mandare giu’ e’ cosa seria
    e vuole sentirsi sicura con quello che ha addosso perche’ sa la paura…
    direbbe il buon vecchio guccini

    senti pamè, a parte la caricatura del prc la cui base è tutta dalla parte giusta e ragionevole e a parte le genuflessioni (guccini docet), a parte i bigletti dell’autobus, qualche posizione sul divieto delle manifestazioni et similia, nooo?

  426. lucaocchionero Says:

    va anche ricordato che la dc di cui parla vendola è un partitino pugliese che non raccoglie neppure lo 0,3% a livello regionale: questo per far capire quanta voce avesse nel gioco dell’alleanza.
    Vendola omette che per andare d’accordo con tutti(specie coi moderati del PD) ha dovuto fare pesanti concessioni sulla sanità, dove non è cambiato nulla a parte le “magliette” dei dirigenti delle varie asl che hanno dismesso quelle di forzaitalia per indossare quelle del PD, più adatte all’occasione. Difatti la gestione sanitaria nell’era Vendola è sotto la lente d’ingrandimento della magistratura inquirente per una inchiesta che per la sua importanza già suscita interessi nazionali. Sempre per inciso dobbiamo ricordare che questa inchiesta è incentrata sull’ex assessore alla sanità Tedesco, ex socialista liberale transitano nel PD, che Vendola ha tenuto per anni nella sua giunta, indifferente a numerosi appunti che venivano rivolti in merito ai conflitti d’interesse dello stesso Tedesco la cui famiglia fa impresa nella sanità privata in Puglia. Sempre così,come particolare insignificante, bisogna dire che il servizio della sanità pugliese non è affatto migliorato dall’era Fitto(PDL); siamo in attesa dell’applicazione di questi famosi Piani Sanitari Locali annunciati come una cosa bellissima, straordinaria, rivoluzionaria, ma ancora non visti.
    Oltre tutto, questo per concludere, il PRC al momento è in appoggio esterno alla stessa giunta Vendola perchè il presidente, dopo la scissione da lui promulgata e giudata, non si è ancora premurato di convocare l’organismo regionale del partito per discutere della mancata, improvvisa ed ingiustificata assenza dell’assessore del PRC nella sua giunta. Quando(se) questa convocazione arriverà discuteremo soprattutto il programma di fine legislatura, chiedendo una rottura con questo “volemose bene” con tutti che ha prodotto una politica sostanzialmente moderata e chiedendo che non vi sia nessuna apertura ad ulteriori moderati tipo UDC. Credo che all’esito di questo confronto decideremo se entrare o meno in giunta regionale.

  427. lucaocchionero Says:

    Neppure vi riporto, del resto, tutte le chiacchiere che girano attualmente sulla MPS pugliese: dal transito di assessori regionali ex UDEUR, sino alle voci del dialogo sempre più fitto con Adriana Poli Bortone ex sindaco di Lecce in salsa “suddista e meridionalista”. Voglio ancora sperare che queste siano solo dicerie e chiacchiere senza costrutto perchè se è vero mi dovranno spiegare quale “nuova sinistra del 21secolo” vorranno costruire con gli SD, gli ex UDEUR, E GLI EX PDL?

  428. Luca Marini Says:

    da libertari a liberisti?

  429. Gente che aveva capito veramente tutto di come andavano le cose a Bologna e dintorni, e non da oggi ma già dagli ultimi tempi del PCI, erano i CCCP FEDELI ALLA LINEA, nelle loro mitiche “EMILIA PARANOICA” e “ROZZEMILIA”. Quest’ultima specialmente dice molto di più di qualunque altra considerazione si possa fare.

    Sazia e disperata
    con o senza TV
    piatta monotona
    moderna attrezzata
    benservita consumata
    afta epizootica, nebbia, calce, cataste di maiali sacrificati
    agli dei delle zone infette
    agli dei delle zone controllate
    agli dei delle zone protette
    agli dei delle zone denuclearizzate
    PARLAVA BENE IL PRESIDENTE DELL’UNO CHE DIVENTA 2
    MA NON PER QUESTO IL 51 SI TRASFORMA IN 52

    e allora bi-tri-quadri-penta-sex-tutti

    E TUTTI SONO ONESTI E TUTTI SONO PARI E TUTTI HANNO LE PALLE DEMOCRATICHE E POPOLARI
    e tutti sono onesti e tutti sono pari
    dammi una mano dammi una mano
    ad incendiare il piano padano!

    Provincia di due imperi
    provincia industrializzata
    provincia terzializzata
    provincia di gente squartata
    1/4 al benessere
    1/4 al piacere
    1/4 all’ideologia
    l’ultimo quarto se li porta tutti via

    Dammi una mano dammi una mano ad incendiare il piano padano
    Dammi una mano dammi una mano a consolare il piano padano

  430. se vuoi ti riporto non chiacchiere lucaocchionero.
    ai tavoli di trattativa di questi giorni, l’mps capeggiato dal mio ex-segr fed (che nn ha accolto la mia sfida. peccato! ci tenevo…) è stato l’unico a dispiacersi di nn far andare alle primarie il pd. chissà perchè… fortuna nn andrà alle primarie (grazie alla posizione dei cespugli tutti contro mps) e il fato vuole che l’alleanza con l’udc del pd locale è scongiurata (con grande rammarico di mps) e probabilemente si avrà un candidato con cui si potrà discutere di programmi. in netto stacco dall’udc e molto più a sinistra. vedremo l’evoluzione nei prossimi giorni.

  431. Niki Vendola in un intervista ha dichiarato che gli operai pensano più alla cocaina che alla Fiom…..evidentemente chiude gli occhi sui suoi amichetti di MPS.Vendola leader dela sinistra unificata?Preferisco il Berlusca….

  432. Mi viene spontanea una domanda: ma valeva la pena, davvero salvare il PRC a Chianciano per farlo diventare un PdCI, come vogliono oramai palesemente Giannini Masella e di nascosto Grassi?

  433. Beh se è per questo Grassi voleva anche fare l’accordo con vendola e regalargli la segreteria durante il congresso. E’ stato fermato solo dai suoi delegati e da decine di grassiani di base che sono accorsi a chianciano per impedrglielo. Si deve ripetere una cosa del genere per le giunte e per la svolta a sinistra ovunque

  434. caro prc mantova, non ti preoccupare non mi arrabbio solo perché mi dai dell’estremista. lo ero anche quando ho proposto di votare contro il governo sul welfare, quando ho detto NO alla proposta del partito unico della sinistra di bertinotti, quando ho detto che li sinistra arcobaleno era stata decisa da un’oligarchia, quando ho votato contro ….. e potrei continuare.
    se dire che il centrosinistra è morto e che a bologna cercare prioritariamente il dialogo con il pd che è responsabile quanto e più di cofferati di quanto è stato fatto negli ultimi anni, è essere estremista allora lo sono.
    il ramon conciliante di cui parli non esiste. non si tratta di moderazione o di toni, si tratta di proposta politica. io difendo la proposta politica sulle europee anche quando dico che è sbagliato cercare di ricostruire il centrosinistra a bologna. per il semplice motivo, se hai letto l’articolo nel quale mi trovi così conciliante, che io difendo il progetto politico del prc. quello del partito sociale, dell’alternatività al pd e non sono d’accordo, invece, sulla unità dei comunisti per ricostruire il centrosinistra. ci si può presentare alle europee sulla base di un accordo politico e programmatico pur scontando che il pdci vuole ricostruire in italia il centrosinistra. se anche rifondazione sceglie nei fatti e senza discuterlo quella strada la rinascita dei comunisti e della sinistra nella società è compromessa per almeno dieci anni.
    quindi lascia stare i toni e parla di contenuti.
    quanto a sansonetti forse dimentichi che il sottoscritto ha fatto una battaglia durissima affinché fosse sostituito. ma non mi sogno nemmeno di scegliere alleanze alle elezioni a seconda di quel che fa o dice sansonetti. questo modo di ragionare è una iperbole di settarismo ottuso e cieco. è proprio la concezione caricaturale di comunismo che fa comodo a sansonetti e al pd e a tutti gli avversari di rifondazione. se facessimo così non potremmo allearci con nessuno, mai, visto che nel pd ci sono anticomunisti, papisti, opus dei, persecutori di immigrati, uomini dei poteri forti, distributori di favori e costruttori di clientele. o non ci sono più solo perché cofferati non è più il candidato sindaco?

  435. Anassimandro Says:

    Quasi quasi mi riscrivo,fare il cane sciolto logora, e stare tanto tempo senza attaccare manifesti arruginisce.

  436. Caro Rossano,
    ti chiedo cortesemente di non usare più quei toni e termini verso i/le compagn* che frequentano questo blog.
    Il fatto che io abbia scelto di uscire dal Prc non fà di quel partito e, soprattutto, delle/dei suoi iscritt* o votanti, dei miei nemici.
    Io non ho “nemici” a sinistra e, comunque, non sono speculare a chi ha scritto le offese che, anche qui, ogni tanto sono arrivate.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  437. Cara maria, sulle posizioni del partito contro le ultime scellerate ordinanze di cofferati non sono a noi pervenute,hanno altro a cui pensare,sò che all’interno dei centri sociali,si stanno organizzando,assemblee antifasciste,presidi e manifestazioni periferiche con provocazioni a varcare zone franche/rosse.
    Ma tutto nell’ambito dei movimenti e del lavoro di Valerio.
    Prc non ha detto nulla, come vedi nell’agenzia che ho girato,hanno ben altro a cui pensare…..
    Le due iniziative ke hanno mensionato erano già in programma,una organizzata da me, a cui non parteciperò,nel senso ke non ho parte attiva perchè mi sono dimessa, l’altra sulla scuola già organizzata, tra cui c’e dentro la compagna marzia ex respo.scuola prc. Colei ke ha fatto saltare i nervi alla Gelmini per il 10 politico agli alunni di una scuola di Bologna,ke purtroppo è uscita dal prc..

  438. caro federico, evidentemente ti sfugge che l’italia è cambiata e che o si fa il partito sociale o si sta, come tu proponi, nel sistema dei partiti e nel centrosinistra come se niente fosse successo. le due cose insieme non si possono fare. se gap e gas e no dal molin e no vat e no tav e così via non vogliono avere a che fare coi partiti, noi compresi, qual’è il motivo? se individui il motivo forse capirai cosa bisogna fare. ciò non esclude che in questo o quel comune o provincia si possa continuare una esperienza di governo col centrosinistra, sempre che ci sia un bilancio almeno decente anche se minimale. ciò che non si può fare è dopo cinque anni di una giunta vergognosa riprovarci come se niente fosse. questo è un errore politico enorme ed è in contraddizione con quanto proclamato e scritto a chianciano. perché noi non abbiamo detto che il pd deve cambiare cavallo per diventare buono per le alleanze e abbiamo detto che sulle esperienze di governo andava fatta una rigorosa verifica e non che bsta cambiare candidato sindaco.

  439. e sulla questione dei dirigenti, caro federico, cerca di riflettere sul fatto che la base litiga più dei vertici. e che spesso i litigi alla base arrivano ad una ferocia inusitata. è la attuale concezione della politica, superficiale e ultrapersonalizzata il problema. non il basismo.

  440. caro domenico, i personalismi e certe miserie ci sono dove ci sono organizzazioni umane. il problema è che una concezione della politica istituzionalizzata e separata dalla società finisce con l’esaltare e rendere centrali gli scontri ispirati dai peggiori istinti. mentre un’altra politica, quella del partito sociale, può contenere e rendere ininfluenti anche quegli istinti. è sempre la politica la cosa decisiva. gli appelli moralistici non servono a nulla o addirittura coprono il vero problema perché non possono risolverlo.

  441. Animals quello che dici su Grassi e su militanti accorsi a chianciano per fermare accordi con Vendola è fantastoria a cui può dare credito solo un gran fesso,voglio sperare tu non lo sia…..adesso cominciano pure i complotti retroattivi.Usando la fantastoria potrei dire che Loreti era d’accordo con Bifo e Sansonetti prima di uscire dal PRC e varie altre amenità…….

  442. caro lucaocchionero, solo per dirti che in italia non esiste ne la socialdemocrazia. che la socialdemocrazia in altri paesi in europei abbia dismesso la sua natura anticapitalista (la divideva dai comunisti la concezione gradualistica e moderata del superamento del capitalismo tanto che nel labour solo 5 anni fa hanno tolto dallo statuto che obiettivo del partito era l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione) è vero, ma almeno quei partiti sono partiti laici. in italia l’anticapitalismo era il pci e formazioni minori più o meno extraparlamentari. al psdi mancava, per essere un vero partito socialdemocratico, la natura di massa del partito. quando il pci si è trasformato in pds ha immediatamente sposato la gestione dell’esistente e il governo del capitalismo neoliberista e non è mai stato nei fatti un partito di sinistra. il pd non è nemmeno un partito laico.
    giusto per la precisione

  443. Federico Says:

    caro ramon, sinceramente non capisco quali delle mie parole ti facciano pensare che propongo sic et simpliciter di rimanere nel sistema dei partiti e nel centrosinistra….

    1)Va bene il partito sociale ma prendiamo atto che non è una cosa smplice e facile da costruire date le forse in campo e dato che i possibili interlocutori non sono così propensi a questa proposta. Per mille motivi, non solo perché rifondazione fa delle alleanze con il centrosinistra, ma soprattutto perché: credono di incidere di più sulle loro battaglie, spesso legate ad un problema unico e contingente (I NO Vari…) ), senza schierarsi; perché fanno una proposta di “stile di vita” e ritengono che mescolarsi co la politica dei partiti sia limitante o inutile, perché……. Il problema è complesso e attualmente rifondazione conta su poche forze.

    2) Le elezioni, per me, sono e sono sempre state l’ultimo dei miei problemi. Prima faccio politica, lotte, incido nella società, aggrego, ecc. poi, anche con la forza accumulata, mi siedo ad un eventuale tavolo di trattativa. Cerco di farlo coinvolgendo, trasparentemente. In modo che per una eventuale alleanza siano chiare ai miei referenti le richieste fatte, risultati ottenuti e limiti nella proposta. In modo che le persone chiamate a rappresentarla (in giunta o condiglieri) siano frutto di un lavoro collettivo, di proposte collettive, e sottoposti a un continuo pressing da parte della più ampia fetta di soggetti che ho coinvolto. Poi, possibilmente, non dovrei appiattirmi sulla giunta, neanche come partito: critiche, lotte, aggregazione devono essere il mio lavoro quotidiano, fragandomene anche di avevntuali contrasti con i “miei rappresentanti al governo”.

    3) Infine, il punto di Bologna, ripeto da profano è questo: tatticamente avviare una trattativa, dimostrarti dialoganti, secondo me è sempre meglio che mostrarsi settari a rpiori. E’ anche un modo per misurarsi e confrontarti con quelli con cui vorresti costruire il partito sociale. L’importante è che l’esito non sia già scritto quando mi siedo alla trattativa, anche perché non ottengo nulla (governo prodi docet). Però, se il problema Bologna, come mi sembra di capire, sta per te soprattutto nel fatto che minerebbe la nostra credibilità nel costruire il Partito sociale che tu (noi) vuoi, mi permetto di fare una domanda maliziosa e oplemica, senza che tu me ne voglia:
    mina di più questa credibilità trattare (o anche allearsi a bologna) o avere come segretario un ex ministro del governo prodi? indipendentemente che sia una brava persona. lo dico solo in termini di credibilità politica….

  444. inoltre lucaocchionero, non esistono conferenze d’organizzazione salvifiche. e in ogni caso ciò che tu proponi è un congresso non una conferenza d’organizzazione. ciò che bisogna fare è applicare le decisioni del congresso e fare una battaglia affinchè siano effettivamente discusse e messe in atto. non contraddirle.

  445. caro alberto larghi, ciò che dici è la dimostrazione che ti sfugge, come ad altri, che non siamo nè nel 91 nè nel 96 e nemmeno nel 2006. reiterare la stessa logica anche se si è rivelata perdente non è buon senso è illudersi che la soluzione sia allearsi col pd contro i fascisti. quando è esattamente l’impossibilità di fare cose utili socialmente con il pd il motivo principale di rafforzamento della destra in italia.

  446. Questa differenza tra partito sociale e partito con l centro sinistra, mi ricorda gli esordi di MRC, dispute incredibili sullo stare nelle giunte, sul come rifondare un pensiero e una pratica comunista e i compagni che provenivano da DP (almeno qui a Pistoia) che appunto sotenevano gli errori tragici dei comunisti sovietici, quasi venivano invitati a tacere, ecco il ritornare nel PRc dopo tanti anni è come se mi avesse rimandato agli esordi del partito un irrisolta questione di che tipo di partito dopo la sconfitta storica volevamo ricostruire ( non solo direi con il Governo Prodi) ma soprattutto ho imparato che le pratiche non sono disgiunte dalle “prediche” non puoi teorizzare il piùbel comunismo e non porre mai in essere questa cosa a livello locale , negli Enti Locali e nel fare partito, le persone alla lunga ti valutano, ti giudicano , misurano la tua coerenza come partito e poi ti abbandanano, trovano distanza con le dichiarazioni. In uno degli ultimi federali ho scritto ( non potevo esser presente) che mi pareva il programma del PD e cs inadeguato e non era possibile firmare l’accordo, ho chiesto più volte la verifica al Comune di Pistoia, tutto caduto nel nulla eppure compagni ero della mozione2 eppure compagni penso che bisogna non catalogare le persone, sulla base della corrente e mozione ma per quello che esprimono, tutto questo nella federazioni di Pistoia era impossibile tutti un sol uomo con il segretario grassiano e sai quante volte ho fatto presente queste cose a Stefano Cristiano che adesso è segretario del PRC toscana. La mia valutazione compagni se rimanere nel PRC non poteva prescindere anche da queste cose, cioè quale spazio politico era la mia federazione, perchè poi io devo fare politica non in un luogo astratto teorico, sai quante proposte ho avanzate mai prese in considerazione e allora capiasci, come stamani mi suggeriva un vecchio compagno che un persona deve compiere atti politici significativi e non coprire comunque certe scelte. Ho molti dubbi nessuna certezza ma sicuramente ho voglia di ascoltare e leggervi e cercare di chiarirmi delle idee…
    Alberto Zoppi

  447. caro sergio, se avessero fatto il partito unico della sinistra io non ne avrei fatto parte. se rifondazione si trasforma in un pdci ansioso di allearsi con il pd e di continuare a concepire la politica come interna alle relazioni fra partiti e al palazzo io non ne farò parte. credo che loreti abbia tratto la conclusione che ormai non c’è nulla da fare. dico credo perché non ho parlato con lui. io invece penso che valga la pena di battersi per il progetto politico di rifondazione ed è ciò che sto facendo. tempo fa ho scritto un articolo qui pubblicato che si intitola “la vita di rifondazione è in pericolo”. è ciò che penso. e lo penso di più dopo questo scempio di bologna.
    più che della concezione del partito e di lanciare strali contro chi esce vale la pena di dimostrare che loreti ha torto e che la svolta a sinistra c’è e si vede.

  448. caro mauro, io ho a lungo parlato dell’espulsione di turigliatto, anche nel mio intervento al congresso. e ribadisco che mi vergogno di averla avallata. senza però condividere una concezione demagogica della politica per cui si fa finta di non votare una cosa e si cerca visibilità sui mass media per passare per coerenti quando non lo si è.

  449. caro animals, su grassi ha ragione federico. e smettiamola di fare dietrologie. ci pensa già abbastanza il corriere della sera.

  450. red, ti diffido dal continuare a postare slogan cretini. questo non è il bagno pubblico di un autogrill dove scrivere slogan da tifosi decerebrati.
    inoltre se hai notizie su mazzette recati alla procura della repubblica e denuncia o scrivile su un tuo blog sotto la tua responsabilità.

  451. Scusa Ramon, Turigliatto non ha fatto finta di non votare la relazione di D’Alema, ma non l’ha effettivamente votata.
    Io credo che Turigliatto, Malabarba e gli altri senatori “dissidenti” abbiano semmai sbagliato a votare la fiducia posta da Prodi sul primo voto di rinnovo della spedizione in Afghanistan.
    Mettendo la fiducia su questa questione il governo Prodi si trasformò in un gabinetto di guerra che non ammetteva dissensi sulla guerra.
    Per me un pezzo di rifondazione è morta quando Bertinotti ha partecipato alla sfilata militare del 2 giugno.
    Nessuno lo obbligava a farlo e la sedia poteva benissimo rimanere vuota…
    So però che tu stavi a ponte sant’angelo.
    Ciao

  452. federico, il conflitto c’è in italia. resta da vedere se un partito, qualsiasi siano le sue forze sceglie di praticarlo e di promuoverlo ANCHE direttamente o se vuole limitarsi ad autoproclamarsi rappresentante nelle istituzioni e se pensa che basti solidarizzare con il conflitto via comunicato stampa. a milano hanno deciso, per il momento e con una forte resistenza interna, che non vogliono dialogare con il pd, che vogliono costruire una alleanza con pdci e con la lista dario fo (nella quale ci sono diversi ultracritici del prc). per il semplice motivo che nonostante in giunta i nostri abbiano anche fatto cose discrete, la sostanza e l’immagine del pd e del presidente della provincia è quella di chi vuole competere con la lega a chi fa più il razzista.
    ciò che fa la differenza fra bologna e milano è politica non territoriale. se tu pensi che dopo 5 anni a bologna si debba prioritariamente dialogare col pd per vedere cosa si può fare, o, peggio ancora, per far finta di vedere cose si può fare allora proponi una politica che è quella dei giochini fra partiti e non la svolta a sinistra. in altre realtà, dove non ci sono stati scontri in giunta e dove il pd non ha fatto come cofferati e penati si può e si deve dialogare. mi sembra semplice da capire.

  453. Compagni adesso nei trasporti con un ddl il governo ha creato lo sciopero virtuale….qui siamo all’anticamera della dittatura.Vi invito a leggere cosa prevede per lo sciopero nei trasporti……manco Regan stile 1981.
    questi vanno come un rullo compressore…..bisogna cercare di opporsi,credo che le nostre questioni interne neppure nascono che già diventano superate da fatti ben più gravi.

  454. Luca Marini Says:

    Alberto Zoppi, io non ti conosco pesonalmente anche se abitiamo ad una quindicina di chilometri o giù di lì. Ma permettimi di avanzare delle critiche a ciò che tu dici.
    Tu affermi che le motivazioni delle tuo rimanere nel PRC, sono dettate principalmente dalla possibilità di portare avanti delle proposte politiche nel contesto in cui ti trovi a far politica, e infatti fai nuovamente riferimento al PRC pistoiese e al suo ex segretario provinciale.
    Allora perchè dimettersi anche dal regionale, visto che se siamo in giunta regionale non è colpa solo dei pistoiesi o di stefano cristiano. Perchè allora non uscire quando l’ex segretario regionale Pecorini, e tanti altri Bertinotianni decisero di entrare in giunta con Martini. E perchè non uscire dal partito qundo al primo congresso regionale, al quale tu eri presente sicuramente, due consiglieri comunali fiorentini passavano in maggioranza di Domenici e facevano il gruppo della sinistra con il consenso di tutta la mozione 2 toscana?
    Perchè io c’ero e non mi ricordo di compagni della mozione 2 che presero la parola per gridare allo scandalo.
    Io posso capire Loreti, che gli accordi con il pd gli ha sempre combattuti, ma faccio fatica a capire chi ora se ne esce perchè a Pistoia fanno l’accordo, quando ha sostenuto una mozione, che poi a Prato, Firenze, Siena, dove era maggioranza (ora non più perche hanno lasciato il partito), la prima cosa che ha fatto dopo la scissione è fare le primarie con il PD???????
    In realtà lo sbaglio fondamentale è proprio quello che tu sostieni, in un partito ci si stà solo in base all’agibilità politica locale. In realtà si dovrebbe capire che quando uno fa politica a Pistoia, la sta facendo anche in toscana, in italia etc etc. E non si può essere in contrasto agli accordi perchè magari il segretario della tua federazione è di un’altra mozione e fa gli accordi, e essere invece in sinstonia con quelli della tua mozione quando questi in una provincia confinante fanno di tutto per fare gli accordi. Sono queste le cose che gli elettori non capiscono.

  455. Esattamente Luca vedi la differenza tra noi(PRC) e la destra e che noi sembriamo un trattato inedito di Freud con tutte le nostre contraddizioni e diversità loro a prescindere che si odiano poi procedono come un sol uomo vedi diritto di sciopero.Adesso l’assessora alla formazione del comune di Roma tale Laura Marsilio(chi cazz’è ?direbbero a Napoli) ha tolto dal menù delle mense scolastiche del comune la carne ai bambini perchè c’è la quaresima.Nella Spagna di franco forse era una cosa già datata invece costei senza pudore dicendo di interpretare il popolo di Roma lo fa.Magari il popolo pensa che è un idiozia…..ma se chi dovrebbe rappresentarli non lo fa perchè è scisso per PD Si,No,NI……vada per la Quaresima.E’ una buffonata…tante cose in Italia sono riuscite perchè presentate come buffonate,pure la marcia su roma era una buffonata.
    Delle analisi di Ramon non condivido tutto,ma su una cosa ha certamente ragione credere di vivacchiare come prima da ora in poi non sarà più possibile e questo non vale solo per chi è per eventuali accordi ma anche per chi vede il PD come fumo negli occhi.Alla gente interessa cosa fai per loro delle eventuali alleanze non gli frega nulla….la Lega prima è andata con Berlusconi poi Bossi lo ha definito mafioso poi ci è ritornata……ma i voti li prende sempre.

  456. caro mauro, io continuo a pensare che nelle istituzioni si deve fare ciò che ha deciso il partito. a meno che non si pensi che i parlamentari hanno l’investitura divina. e quando un parlamentare pensa sia giusto votare contro una cosa lo propone per tutti. votare contro la proroga delle missioni a due mesi dalle elezioni mentre nello stesso decreto c’era anche il ritiro dall’iraq e far cadere il governo sarebbe stato catastrofico. proporre che fosse concesso di votare contro ad alcuni mentre agli altri spettava il compito di non far cadere il governo è una scorrettezza mostruosa, ed è anche la logica maledetta del far finta in nome della visibilità. io sono contrario alla guerra in afghanistan esattamente come turigliatto.

  457. ops scusa è partito il post prima che finissi.
    se non ci si vuole assumere l’onere di candidarsi con un programma perché non lo si condivide e l’onere di rispettare le decisioni collettive la soluzione c’è. basta non candidarsi.

  458. Riguardo all’attacco al diritto di sciopero,questa la presa di posizione del PRC attraverso il segretario:

    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc

    Le nuove regole per gli scioperi nei servizi pubblici (sciopero virtuale per i servizi essenziali, obbligatorio un referendum consultivo preventivo) sono gravissime e inaccettabili. Si vuole portare così a compimento l’attacco al lavoro e alla democrazia alla base dell’accordo separato sulla contrattazione, si vuole distruggere l’autonomia del sindacato e la possibilità che questo ha di organizzare i lavoratori.

    Queste norme raffigurano un vero tentativo, da parte del governo, di controriforma costituzionale, che viola il principio del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione e la libertà dei cittadini. Contro provvedimenti di tal genere invitiamo tutti i sindacati alla lotta. Come Rifondazione comunista siamo pronti sin da subito alle barricate, contro un provvedimento simile.


    Ufficio stampa Prc-Se

  459. Ti premtto Luca Marini che io son ritornato ner PRC nel 2007 lo avevo già scritto… per anni sono rimasto fuori dalla politica senza nessun impegno e credimi lo spettacolo non era bello e non mi mancava neppure il fare politica il mio ritornare è stato quello della scarsa efficacia della sinistra comunista e no, nell’attuale fase poltica. Penso che non riusciamo perchè siamo pochi, a far cose di sinistra (scusami se non scrivo una lunga diagnosi) e allora mi convicenva l’idea di unirsi. Il congresso ha deciso altro, come scrive ramon lui molto probabilmente sarebbe uscito, non voglio affermare la giustezza delle tesi da una parte voglio interloquire, da tempo io ritengo che siamo battuti, proprio sul terreno dell’egemonia, ma rimane un campo di confronto tra noi, non voglio anatemi. So per l’ingresso in giunta regionale toscana, da parole di Leoni (vedi cito sempre non mozione2 )che appunto confermava un percorso democratico allora, fatto di consultazione con tutte le federazioni se entrare in giunta toscana e quasi accolto a grande maggioranza questo esito, ma ti ripeto io non c’ero.
    Poi nel merito io vedo qui, una situazione difficile, ma puoi chiedere ad altri, lo sai che da lunghi mesi qui non si fa una inizativa poltica? e spesso l’uniche discussioni sono sulle giunte le allenze ecc..? lo sai che non potendo più reggere i silenzi sono uscito sulla stampa locale( cosa che spesso fanno tutti, ed è garantito mi pare dall’art.7 dello statuto) non parlando di Vendola e partito unico, ma di problemi locali, conferenze programmatiche, democrazia interna, sai cosa è successo? il segretario mi ha deferito in commissione garanzia perchè ledevo l’immagine del partito , roba da anni50′. Ovviamente il precipitare degli eventi non ha dato esito e soprattutto questi atteggiamenti mi hanno spinto dopo una lunga riflessione ad abbandonare il partito, ma ti ripeto io non ho certezze, sono barcollante e guardo sempre con attenzione i compagni perchè io nella mia storia personale ho sempre rispetto di chi richiama i valori del comunismo…

  460. Federico Says:

    Ramon io capisco quello che dici (almeno credo..) ma mi sembra che tu non capisca me….sia chiaro solo che non propongo giochini. Semplicemente di evitare il no a priori, perché secondo me è controproducente, sempre. Se a Bologna mi siedo e dico: “per fare l’alleanza dovete annullare queste delibere di cofferati” e loro mi dicono si o no secondo me è meglio che dire:”siccome siete la stessa cosa che ha fatto quelle delibere e so che non cambierete idea allora andate a fare in culo”.
    Comunque credo che alla fine il risultato probabilmente sarà lo stesso: solo alcune (forse poche) alleanze vanno fatte mentre molte altre no…

    2) MOvimenti, partito sociale, ecc:
    ti posso portare solo brevemente la mia esperienza, premettendo che contiene certamente molti errori.
    Nella mia zona il partito ha sempre stimolato, dato vita e partecipato a lotte e conflitti. Abbiamo più o meno sempre fatto così: dentro nostri compagni che sentivano come propria quella lotta e che partecipavano attivamente, prima di tutto però come individui. Perché tanto la loro apparteneza politica era nota e perché avevamo sempre paura di “spaventare” altre persone che intendevano aderire a quel movimento semplicemente perché condividevano quel singolo obiettivo. Il partito poi ufficilamente appoggiava, sia sulla stampa, che alle manifestazioni, che nelle istituzioni, che nella propria attività quotidiana quelle lotte. Insomma il nostro obiettivo era esserci cercando di non soffocare lo spontaneismo e l’autonomia di quelle realtà. Poi in alcuni casi sono morte, in altre hanno vinto delle battaglie, a volte ci hanno permesso di allargare i ragionamenti e gli obiettivi con alcuni di loro e di aggregare, in altre ancora siamo scoppiati noi, anche perché le forze erano quelle che erano.
    Comuque finché in genere risultati ne abbiamo portati a casa, sia per le lotte in sè che, anche se me ne frega poco ma lo prendo come indicatore, in termini elettorali. La cosa che mi ha sempre fatto riflettere è quanto poco in termini di nuova militanza al partito tutto questo lavoro abbia portato. Al massimo simpatia. Credo che, appunto, errori ne abbiamo commessi, anche se faccio ancora fatica a comprenderli fino in fondo. Forse la nostra presenza era comunque ingombrante. Boh! dimmi anche tu cosa ne pensi…
    Questo per dire quanto difficile sia costruire il partito sociale. Sempre che per te, quello che abbiamo fatto, ci assomigliasse…

  461. caro federico, può darsi che io non capisca per carità. ma ciò che tu dici è buon senso che però si scontra con una realtà che è cambiata. se firmi un programma e il sindaco e il pd per 5 anni fanno cose vergognose non puoi rifare di nuovo le stesse cose come se nulla fosse successo. ed inoltre, non so più come dirlo, ormai il sistema politico è un cesso per la stragrande maggioranza degli italiani.
    quanto alle altre riflessioni sul conflitto hai ragione, ma il conflitto che cambia la realtà non si misura in termini di nuovi iscritti o di voti. il partito è un mezzo non il fine. ed inoltre non è difficile capire che se in un territorio il partito fa cose giuste mentre al governo nazionale fa il contrario delle cose giuste è difficile che acquisti credibilità. e viceversa. perciò dico che bisogna che il gruppo dirigente si batta per l’applicazione della linea di chianciano e che non lasci che certi territori provino che la svolta a sinistra e il partito sociale sono solochiacchiere e formule vuote perché alla fine quel che conta è chi fa l’assessore.

  462. Caro Ramon scusami l’insistenza ma nel programma non c’era scritto da nessuna parte che si dovesse continuare la guerra in Afghanistan nè tanto meno che si dovessero aumentare le spese militari… anzi se non ricordo male su questo punto sul programma c’era scritto l’esatto contrario.
    Mi dispiace ma se avessi saputo il contrario non avrei votato per il prc nel 2006
    ciao

  463. Caro Ramon scusami l’insistenza ma nel programma non c’era scritto da nessuna parte che si dovesse continuare la guerra in Afghanistan nè tanto meno che si dovessero aumentare le spese militari… anzi se non ricordo male su questo punto sul programma c’era scritto l’esatto contrario.
    Mi dispiace ma se avessi saputo il contrario non avrei votato per il prc nel 2006.
    Rispetto alla disciplina di partito mi dispiace ma non sono d’accordo: non può essere imposta contro i valori costitutivi del partito e cioè il no alla guerra senza se e senza ma.
    L’obbedienza non è più una virtù ma la più subdola delle tentazioni.
    i parlamentari non sono carabinieri che devono ubbedir tacendo e rispondono solo al popolo (lo dice la Costituzione della Repubblica Italiana)
    ciao

  464. posso esprimere la mia gioia sol per un commento di tutti questi appena letti, in questo momento così triste per questo partito?
    mai mi sarei aspettata che al presocratico, dopo esserci scontrati parecchio, venisse il desiderio di riscriversi a rifo! wow! questo mi fa felice. almeno i confronti,anche se spesso animati, servono a qualcosa… poi anassimandro non potevi scegliere giorno migliore. oggi son le ceneri, inizia la quaresima. tempo di PENITENZA. perfetta sintonia col periodo del partito 🙂
    vai e iscriviti, và, facce ‘sto favò e dacce ‘na mano.

    quello che riporti pamela, è davvero molto triste.
    l’elettorato lo si allontanerà ancora di più se diamo spettacolo di questo teatrino. il fatto che il prc a bologna non prenda posizioni chiare (anche sulla stampa ora, visto che lo stanno facendo) su molte iniziative avanzate da cofferati è gravissimo. il dialogo è una cosa, ma quello che viene riportato è altro. io credo che i giochini dei programmi a confronto in certe realtà non funzionano proprio più. è pura follia perseverare in quel senso. è vero che il pd spesso e volentieri fa carta straccia degli accordi una volta ottenuta l’alleanza, ma è pur vero che anche i famosi “paletti” devono esser credibili. e soprattuto SERI. mi spiego. è finita l’epoca per cui per governare bastava mettere i paletti idioti al pd per giustificare l’alleanza. la gente non ci casca più. non puoi dire al pd io faccio l’accordo con te però tu in piazza mi ci metti l’alberello bonsai, mi cambi due tre sensi unici e mi annaffi le aiuole tre volte a settimana invece di due. stò scherzando ovviamente. ma non poi tanto.
    va bene le proposte che esporrà anche ferrero, ma trascurare i problemi che i cittadini sentono come problemi GRAVI E PESANTI, perchè lo sono, è proprio andare verso il suicidio.

  465. Luca Marini Says:

    ok, Alberto ora capisco meglio la situazione e scusami se non avevo letto con attenzione la premessa del 2007. Comunque rimane una questione di fondo, e questa non è riferita a te, e cioè che molto spesso dietro la battaglia tra correnti si nascondono o si evidenziano anche battaglie personalistiche o di appartenenza territoriale. E così a volte si litiga anche all’interno delle mozioni stesse ( bologna non fa parte di questo esempio) per esempio tra federazioni: tipo “il segretario deve essere di Pisa o di Firenze etc etc). Oppure si litiga all’interno della stessa federazione: tipo ” in segreteria ci voglio uno del mio circolo”. Oppure nello stesso circolo ” in lista ci deve essere lui perchè è più simpatico e perchè conosce più gente”.
    Vedi Ramon, è vero il centrosinistra è morto e chi fa di tutto per fare accordi improponibili fa un grosso danno al partito e alle persone che pensa di rappresentare.

    ma ci sono anche altre pratiche che mettono a repentaglio la vita del nostro partito, perchè è inutile che magari come federazione costruisci un GAP e poi magari ti relazioni con le persone denigrando un compagno a favore di un altro!

    ti cito una frase che mi è stata rivolta un oretta fa al circolo :”ma voi nei reintegri chi cimettete? no perchè sarebbe meglio mettere più ferreriani e meno grassiani, a livello nazionale guardano anche a questo”

    ma va a……..

    mi fermo qui!

  466. A volte mi sembra di partecipare ad un dibattito surreale…Provo a spiegare perchè: Il centro-sinistra nelle sue varie forme per me è finito.
    E’ finito dopo il 13 e il 14 aprile, è finito nei fatti,dopo la svolta del Pds,ds,pd,è finito nella realtà,perchè anche nelle battaglie comuni che un tempo ci vedevano insieme,vedi nelle lotte con la cgil, non si è più d’accordo su niente.
    Allora quando gli stessi obiettivi anche se declinati in forme diverse,vengono meno, anche e solo da un sistema elettoralistico bloccato e bloccante,non c’è tanto da discutere ma semplicemente prenderne atto.
    Mi sono stufata di sentire parole magiche del tipo: Noi dobbiamo fare emergere e cavalcare le loro contraddizioni,no compagni io nel mio partito mi devo preoccupare di occupare gli spazi che nessuno occupa più e che il centro sinistra ha abbandonato scegliendo la strada del moderatismo diffuso.
    Ma è possibile che questa discussione, che a me sembra banale,ci porta ancora a valutazioni grottesche e prive di senso??
    Non si puàò sempre dire: decidiamo di volta in volta a secondo delle esperienze di governo.
    Ma se le esperienze di governo sono state catastrofiche, ci dobbiamo inventare che andato via il mostro,possiamo dialogare????
    Vi sembra che questa sia un analisi corretta??
    A me sinceramente sembra un delirio.
    Ma vogliamo per una volta mettere in pratica quello che andiamo dicendo??
    No perchè altro che estremismo alla mantovani, questo è il partito degli estremisti, ma a chiacchere e da tastiera… 🙂
    Allora un pò di coerenza ogni tanto non guasta……
    Se a bologna il centro sinistra perde le elezioni, e con loro anche noi prendiamo il 2 % a chi diamo stavolta la colpa???
    E se il centro sinitra vince le elezioni e noi stiamo sempre al 2% cosa diciamo che abbiamo preso un buon risultato???
    No qualcuno me lo deve spiegare perchè io non ci arrivo—
    Magari ci diranno ke è colpa di quegli anti comunisti di monteventi e company…
    Mahh …. perplessità….

  467. Militante Says:

    L’eterno ritorno del sempre uguale
    (scritto da Claudio Bellotti)

    La verità va detta tutta, fino in fondo e senza diplomatismi ipocriti: nel Prc, e segnatamente nella maggioranza congressuale, soffia un vento di restaurazione. Se questo vento non viene sconfitto, la linea di Chianciano verrà sepolta.
    Gli avvenimenti recenti nella federazione di Bologna, con la messa in minoranza del segretario provinciale ad opera di una poco santa alleanza tutta interna a settori della maggioranza stessa, in nome della riapertura del dialogo col Pd, costituiscono solo l’ultimo di una serie di avvenimenti che vanno tutti nella stessa direzione.

    È stato quindi quanto mai opportuno che Ramon Mantovani abbia sollevato il tema con grande determinazione in un intervento (reperibile sul blog https://ramonmantovani.wordpress.com) che non a caso ha suscitato forte dibattito.

    Non riassumiamo qui le vicende che hanno portato al voto del Cpf bolognese del 20 febbraio, già ampiamente riportate in un contributo di Simone Raffaelli e Mario Iavazzi. Vogliamo invece approfondire alcuni punti a nostro avviso relativi alla rottura di Bologna. Il documento approvato dal Cpf da questo punto di vista è una lettura assai utile (oltre che obbligata, se non vogliamo discutere sul sentito dire invece che sui fatti).

    Ebbene, potremmo dire che a questo documento si può applicare il famoso motto del leader democristiano Forlani: “l’eterno ritorno del sempre uguale”. Può accadere di tutto in questo mondo martoriato, guerre e crisi economica, terremoti elettorali e sociali, studenti in piazza e scioperi generali, ma una cosa non cambia e non cambierà mai: la politica di alleanze col centrosinistra… Ma inoltriamoci nella lettura senza ulteriori indugi.

    Dopo le frasi di rito sul sostegno alla Cgil e al sindacalismo di base e gli improperi altrettanto di rito contro il Pd che con lo sbarramento elettorale tenta di cancellarci, si arriva subito alla sostanza: “Occorre verificare se esistono le condizioni per una convergenza programmatica con le altre forze della sinistra e con il Pd”. Verificare… evidentemente gli scorsi 15 anni di alleanze col centrosinistra la sconfitta dello scorso aprile, la sconfitta in Abruzzo, la sconfitta in Sardegna, non sono state sufficienti a farci verificare la natura delle forze che lo compongono, a partire dal Pd stesso. Si riparte, a quanto pare, ogni volta da zero: perdonare in fondo costa poco e fa sentire meglio.

    Ma, perbacco, non sarà certo una passeggiata per il signor Delbono, candidato del Pd: “La verifica che proponiamo non deve avvenire all’interno di una logica continuista”. Anzi: “il programma deve essere un percorso sociale partecipato, di ascolto e di confronto rivolto a tutti i soggetti sociali e politici di riferimento che abbia al centro le questioni del lavoro e della precarietà, le politiche culturali, la scuola, la sicurezza sociale, la difesa del territorio ed il rilancio del trasporto pubblico”.

    Dopo questa solenne promessa, ci si aspetterebbe che i compagni indichino nel loro documento come si dovrebbe concretizzare tale svolta: punti precisi, richieste dettagliate, discriminanti riconoscibili. In fin dei conti il centrosinistra ha governato Bologna negli ultimi cinque anni, non dovrebbe essere difficile dire quali delle politiche fin qui seguite si ritengono sbagliate e da cambiare, quali misure chiediamo vengano abbandonate e quali invece implementate… nulla di tutto questo: il documento assegna a chi svolgerà la trattativa (a proposito: chi?) un sostanziale assegno in bianco. I compagni che pontificano sul percorso partecipato avrebbero potuto utilmente cominciare a far “partecipe” l’organo dirigente della federazione, il Cpf, delle loro opinioni al riguardo.

    Scriviamo questo non perché crediamo alla logica dei “paletti” e degli “accordi caso per caso”: tuttavia poiché questa è precisamente la logica che da sempre guida le aree politiche che hanno espresso questo documento, ci si aspetterebbe come minimo un po’ di coerenza.

    E se proprio ritenete, come si scrive poche righe sotto, “inaccettabili i finanziamenti alle scuole private” com’è che da una quindicina d’anni sedete in una giunta regionale che è stata fra i pionieri dei provvedimenti di parità scolastica?

    Sono queste dunque le basi politiche dell’operazione bolognese. Ora naturalmente ci si sbraccia a dire che nulla è ancora deciso, che la trattativa è aperta, che non c’è alcuno sbocco precostituito. Sono ipocrisie intollerabili. È stato assai più onesto il segretario del Pd bolognese, De Maria, il quale il giorno successivo alla riunione del Cpf ha dichiarato apertamente che finalmente si poteva tornare a parlare col Prc e che Delbono unirà l’intero centrosinistra bolognese dietro la sua candidatura.

    Anche un bambino capisce che con la dinamica che si è aperta risulterà quasi impossibile che la trattativa aperta non si concluda con un accordo. Se così non sarà, questo avverrà non certo sulle basi politiche poste dalla nuova maggioranza che governa la federazione di Bologna; solo una opposizione forte e determinata nella base del partito, nei circoli, può fermare il meccanismo che si è messo in moto.

    Dietro la “svolta” bolognese è tuttavia necessario vedere anche il ruolo delle diverse aree politiche esistenti nel partito a livello nazionale e non solo locale. L’operazione bolognese porta scritta a lettere cubitali la firma della cosiddetta unità comunista.

    È noto che tale linea, essendo per l’appunto “unitaria”, ha prodotto in questi mesi una ricca frantumazione delle aree che la propongono. Tuttavia a Bologna è avvenuto il miracolo: in nome del governismo e del centrosinistra, si sono ricomposte le aree di Essere comunisti e ben tre spezzoni della fu mozione congressuale numero 3: l’Ernesto di Fosco Giannini, i “comunisti in movimento” di Masella, nonché “sinistra comunista” che pur non essendo molto presente a Bologna, ha visto il suo massimo esponente nazionale, Gianluigi Pegolo, benedire l’operazione presenziando al Cpf del 20 febbraio in qualità di responsabile nazionale Enti locali.

    Il marchio di fabbrica della “premiata ditta dell’unità comunista” è chiaramente riconoscibile nelle righe del documento votato dal Cpf che descrivono il Prc come “una forza che si batte non solo per migliorare la condizione della classe lavoratrice (anche attraverso alleanze e riforme parziali) ma anche per una prospettiva rivoluzionaria di superamento del sistema capitalistico”. Neppure Diliberto potrebbe fare di meglio: da Delbono a Lenin, senza neppure battere ciglio. Se si fosse in teatro, verrebbe giù il soffitto dagli applausi…

    Il compagno Ferrero ha accettato e avallato tutto questo, così come accetta e avalla che si continui a restare in amministrazioni indifendibili, Campania e Calabria per prime, così come ha accettato senza mai dare seriamente battaglia la lunga serie di “ribaltoni” negli assetti interni al partito in numerosi territori.

    A che serve appellarsi all’unità della “maggioranza di Chianciano” quando poi tale unità si dimostra inesistente ogni volta che sono in gioco assetti di potere interni (segreterie) ed esterni (alleanze elettorali e di governo)? La linea decisa a Chianciano ci è cara, ma la verità ci è ancora più cara. Se dietro l’etichetta di “Chianciano” si deve poi ingoiare tutto questo, allora preferiamo dire le cose come stanno: la salvaguardia e il rilancio di quella linea (anche con i necessari aggiornamenti) non è più in mano alla fantomatica “maggioranza”, ma deve passare in mano a tutti i compagni e le compagne che l’hanno presa sul serio e che devono guardare negli occhi la situazione per quello che è. Anche per questo non possiamo che salutare con favore l’intervento del compagno Mantovani per aver posto le questioni con nettezza.

    Non è il momento né degli abbandoni, né della diaspora: è il momento di aggregare un fronte che reagisca al vento di restaurazione che finora non ha trovato sufficiente contrasto, ma che a nostro avviso non riscuote affatto il consenso della maggioranza di militanti del partito.

    Si comincia da Bologna e si prosegue dappertutto. Per quanto ci riguarda, ci saremo con convinzione e pronti a collaborare lealmente con tutti coloro che condividono le nostre stesse preoccupazioni.

    http://www.marxismo.net/content/view/3208/104/

  468. Militante Says:

    Ho appena postato un articolo di Claudio Bellotti molto pertinente. Ma sbadatamente ho lasciato dei link che il blog evidentemente non digerisce. A quanto pare il dibattito sta avendo inevitabili ricadute nazionali. Consiglio a tutti di dargli una lettura direttamente sul sito di FM.

  469. Luca Marini Says:

    La penso anch’io come Bellotti e cioè che la maggioranza degli iscritti che hanno sostenuto l’esito di Chianciano, non ne possono più di questo andazzo!

  470. bello sì l’intervento di bellotti.
    è ora, come si diceva da tempo su quest’articolo, che tutti i compagni di buona volontà di tutte le mozioni e di tutti i livelli, si uniscano per contrastare e scardinare questa logica suicida.

  471. prc mantova Says:

    ma sì organizziamo un’altra corrente con a capo bellotti per fare un altro po di casino e per defenestrare ferrero……
    ma per favore……..

  472. e chi la vuole organizzare un’ altra corrente?
    ferrero si defenestra da solo se si persevera a dire una cosa nei comunicati e a farne un’altra nei territori.

  473. prc mantova Says:

    ferrero nei territori fa quello che deve fare
    e cara maria ricordati che nel nostro statuto c’è scritto chiaro e tondo che la decisione ultima sulle alleanze locali spetta alle alleanze locali stesse
    ferrero sta tenendo un comportamento più che equilibrato in un partito che, cara maria, ha appena subito una scissione
    tu sei ingenerosa verso la dirigenza che DEMOCRATICAMENTE ci siamo dati
    e adesso per piacere mettiamoci a lavorare sui territori
    con tanti auguri a loreti……..

  474. se il prc a bologna prenderà in tutti i casi il 2% sarà colpa del prc di bologna, partito fantasma, agli antipodi del partito sociale. ma pamela forse pensa di avere lavorato bene.
    in questo momento mi sento molto vicina a ferrero. pensate davvero che assumendo posizioni alla bifo si potrebbero aumentare i voti? la gente di sinistra vuole fermare le centrali nucleari, la gente di sinistra vuole opporsi al fascismo. la gente di sinistra non vuole morire per gli orari di apertura di via del pratello. ricordo che moltissima gente di sinistra alle politiche ha scelto il voto utile.

  475. per intenderci, tutti quelli che conosco hanno firmato da di pietro il referendum sul lodo alfano. questo è il prc di bologna, niente raccolta firme, niente vendita pane. ho ricevuto volantini da SD, da IDV, dal PDL, persino dalla destra, e volantini interessantissimi non firmati dai medici o dagli studenti. e allora chi sono i parolai?

  476. A proposito di territorio e compagni. Stamattina 25 abbiamno fatto un picchetto per una bottega storica qui a Roma. Picchetto che abbiamo fatto non solo per uno sfratto in una situazione diciamo “protetta” (vecchia bottega artigiana di bambole) , ma anche per protestare del fatto che, giunta di centro destra e giunta di centrosinistra inq eusti anni se la siano rimpallata e alla fine venduta. In pratica, la giunta veltroni prima e alemanno adesso se la sono svenduta fottendosene allegramente del fatto che ci fosse un documento che permetteva a queste persone, di lavorare in quel posto. va da sè, dopo lo sfratto le persone sarebbero state senza lavoro. bene. abbiamo aiutato i lavoratori che ci sono dentro, in questi giorni, abbiamo fatto uscire un articolo sul corriere, il servizio sul tg3. stamattina, cazzo non arriva verso le dieci, in pompa magna un pezzo della dirigenza di an del lazio? c’erano il segretario di bontempo , il segretario di alemanno, il consigliere municipale di an, il consigliere cittadino di an. tutti, dopo gli articoli improvvisamente scopertosi dolci di cuore. noi, del comitato di lotta per la casa e di rifondazione primo circolo eravamo molto pochi. abbiamo detto alla titolare (che forse un po’, perché in situazione di bisogno di aveva marciato e aveva chiamato un po’ de qua e un po’ de là) “signora, noi ce ne andiamo…lei, con questi qui sta in una botte di ferro!” e ce ne siamo andati. quello che voglio dire è questo. forse noi sfiduciati non abbiamo fatto tanta pubblicità all’evento. non abbaimo chiamato tanti compagni. ma altre volte li abbaimo chiamati e non sono venuti! forse non ci apsettavamo an in pompa magna. quello che mi chiedo è questo. perchP queste occasioi, invece di essere occasioni di lotta e di sputtanamento di an e della giunta diventano occasioni per verificare quanto somigliamo, almeno noi del comitato di lotta per la casa centro storico, a totò in i soliti ignoti? se avessimo fatto pubblicità qualche compagno in più sarebbe venuto? dite la verità, però!

  477. ops. chiaro. mi rivolgo a chi sta roma. ma siamo tanti che stiamo a roma. e anche: ce ne siamo andati perché io una battaglia assieme coi fascisti non la faccio. lo sfratto non c’è stato. chiaro che i fascisti la vittoria se la la rivenderanno. ma manco mi frega tanto di quello. e che eravamo così pochi che manco potevamo scegliere di menaje! perché tanti convegni e così pochi partecipanti ai picchetti?

  478. Scritto da Claudio Bellotti
    L’eterno ritorno del sempre uguale

    La verità va detta tutta, fino in fondo e senza diplomatismi ipocriti: nel Prc, e segnatamente nella maggioranza congressuale, soffia un vento di restaurazione. Se questo vento non viene sconfitto, la linea di Chianciano verrà sepolta.
    Gli avvenimenti recenti nella federazione di Bologna, con la messa in minoranza del segretario provinciale ad opera di una poco santa alleanza tutta interna a settori della maggioranza stessa, in nome della riapertura del dialogo col Pd, costituiscono solo l’ultimo di una serie di avvenimenti che vanno tutti nella stessa direzione.
    È stato quindi quanto mai opportuno che Ramon Mantovani abbia sollevato il tema con grande determinazione in un intervento (reperibile sul blog https://ramonmantovani.wordpress.com) che non a caso ha suscitato forte dibattito.
    Non riassumiamo qui le vicende che hanno portato al voto del Cpf bolognese del 20 febbraio, già ampiamente riportate in un contributo di Simone Raffaelli e Mario Iavazzi. Vogliamo invece approfondire alcuni punti a nostro avviso relativi alla rottura di Bologna. Il documento approvato dal Cpf da questo punto di vista è una lettura assai utile (oltre che obbligata, se non vogliamo discutere sul sentito dire invece che sui fatti).
    Ebbene, potremmo dire che a questo documento si può applicare il famoso motto del leader democristiano Forlani: “l’eterno ritorno del sempre uguale”. Può accadere di tutto in questo mondo martoriato, guerre e crisi economica, terremoti elettorali e sociali, studenti in piazza e scioperi generali, ma una cosa non cambia e non cambierà mai: la politica di alleanze col centrosinistra… Ma inoltriamoci nella lettura senza ulteriori indugi.
    Dopo le frasi di rito sul sostegno alla Cgil e al sindacalismo di base e gli improperi altrettanto di rito contro il Pd che con lo sbarramento elettorale tenta di cancellarci, si arriva subito alla sostanza: “Occorre verificare se esistono le condizioni per una convergenza programmatica con le altre forze della sinistra e con il Pd”. Verificare… evidentemente gli scorsi 15 anni di alleanze col centrosinistra la sconfitta dello scorso aprile, la sconfitta in Abruzzo, la sconfitta in Sardegna, non sono state sufficienti a farci verificare la natura delle forze che lo compongono, a partire dal Pd stesso. Si riparte, a quanto pare, ogni volta da zero: perdonare in fondo costa poco e fa sentire meglio.
    Ma, perbacco, non sarà certo una passeggiata per il signor Delbono, candidato del Pd: “La verifica che proponiamo non deve avvenire all’interno di una logica continuista”. Anzi: “il programma deve essere un percorso sociale partecipato, di ascolto e di confronto rivolto a tutti i soggetti sociali e politici di riferimento che abbia al centro le questioni del lavoro e della precarietà, le politiche culturali, la scuola, la sicurezza sociale, la difesa del territorio ed il rilancio del trasporto pubblico”.
    Dopo questa solenne promessa, ci si aspetterebbe che i compagni indichino nel loro documento come si dovrebbe concretizzare tale svolta: punti precisi, richieste dettagliate, discriminanti riconoscibili. In fin dei conti il centrosinistra ha governato Bologna negli ultimi cinque anni, non dovrebbe essere difficile dire quali delle politiche fin qui seguite si ritengono sbagliate e da cambiare, quali misure chiediamo vengano abbandonate e quali invece implementate… nulla di tutto questo: il documento assegna a chi svolgerà la trattativa (a proposito: chi?) un sostanziale assegno in bianco. I compagni che pontificano sul percorso partecipato avrebbero potuto utilmente cominciare a far “partecipe” l’organo dirigente della federazione, il Cpf, delle loro opinioni al riguardo.
    Scriviamo questo non perché crediamo alla logica dei “paletti” e degli “accordi caso per caso”: tuttavia poiché questa è precisamente la logica che da sempre guida le aree politiche che hanno espresso questo documento, ci si aspetterebbe come minimo un po’ di coerenza.
    E se proprio ritenete, come si scrive poche righe sotto, “inaccettabili i finanziamenti alle scuole private” com’è che da una quindicina d’anni sedete in una giunta regionale che è stata fra i pionieri dei provvedimenti di parità scolastica?
    Sono queste dunque le basi politiche dell’operazione bolognese. Ora naturalmente ci si sbraccia a dire che nulla è ancora deciso, che la trattativa è aperta, che non c’è alcuno sbocco precostituito. Sono ipocrisie intollerabili. È stato assai più onesto il segretario del Pd bolognese, De Maria, il quale il giorno successivo alla riunione del Cpf ha dichiarato apertamente che finalmente si poteva tornare a parlare col Prc e che Delbono unirà l’intero centrosinistra bolognese dietro la sua candidatura.
    Anche un bambino capisce che con la dinamica che si è aperta risulterà quasi impossibile che la trattativa aperta non si concluda con un accordo. Se così non sarà, questo avverrà non certo sulle basi politiche poste dalla nuova maggioranza che governa la federazione di Bologna; solo una opposizione forte e determinata nella base del partito, nei circoli, può fermare il meccanismo che si è messo in moto.
    Dietro la “svolta” bolognese è tuttavia necessario vedere anche il ruolo delle diverse aree politiche esistenti nel partito a livello nazionale e non solo locale. L’operazione bolognese porta scritta a lettere cubitali la firma della cosiddetta unità comunista.
    È noto che tale linea, essendo per l’appunto “unitaria”, ha prodotto in questi mesi una ricca frantumazione delle aree che la propongono. Tuttavia a Bologna è avvenuto il miracolo: in nome del governismo e del centrosinistra, si sono ricomposte le aree di Essere comunisti e ben tre spezzoni della fu mozione congressuale numero 3: l’Ernesto di Fosco Giannini, i “comunisti in movimento” di Masella, nonché “sinistra comunista” che pur non essendo molto presente a Bologna, ha visto il suo massimo esponente nazionale, Gianluigi Pegolo, benedire l’operazione presenziando al Cpf del 20 febbraio in qualità di responsabile nazionale Enti locali.
    Il marchio di fabbrica della “premiata ditta dell’unità comunista” è chiaramente riconoscibile nelle righe del documento votato dal Cpf che descrivono il Prc come “una forza che si batte non solo per migliorare la condizione della classe lavoratrice (anche attraverso alleanze e riforme parziali) ma anche per una prospettiva rivoluzionaria di superamento del sistema capitalistico”. Neppure Diliberto potrebbe fare di meglio: da Delbono a Lenin, senza neppure battere ciglio. Se si fosse in teatro, verrebbe giù il soffitto dagli applausi…
    Il compagno Ferrero ha accettato e avallato tutto questo, così come accetta e avalla che si continui a restare in amministrazioni indifendibili, Campania e Calabria per prime, così come ha accettato senza mai dare seriamente battaglia la lunga serie di “ribaltoni” negli assetti interni al partito in numerosi territori.
    A che serve appellarsi all’unità della “maggioranza di Chianciano” quando poi tale unità si dimostra inesistente ogni volta che sono in gioco assetti di potere interni (segreterie) ed esterni (alleanze elettorali e di governo)? La linea decisa a Chianciano ci è cara, ma la verità ci è ancora più cara. Se dietro l’etichetta di “Chianciano” si deve poi ingoiare tutto questo, allora preferiamo dire le cose come stanno: la salvaguardia e il rilancio di quella linea (anche con i necessari aggiornamenti) non è più in mano alla fantomatica “maggioranza”, ma deve passare in mano a tutti i compagni e le compagne che l’hanno presa sul serio e che devono guardare negli occhi la situazione per quello che è. Anche per questo non possiamo che salutare con favore l’intervento del compagno Mantovani per aver posto le questioni con nettezza.
    Non è il momento né degli abbandoni, né della diaspora: è il momento di aggregare un fronte che reagisca al vento di restaurazione che finora non ha trovato sufficiente contrasto, ma che a nostro avviso non riscuote affatto il consenso della maggioranza di militanti del partito.
    Si comincia da Bologna e si prosegue dappertutto. Per quanto ci riguarda, ci saremo con convinzione e pronti a collaborare lealmente con tutti coloro che condividono le nostre stesse preoccupazioni.

  479. senti prc mantova,
    evita di farmi la predica perchè qui io ci lavoro e tanto anche. e in condizioni che non sto nemmeno a dirti che se ti sforzi potresti anche immaginare.
    io ho sostenuto e sostengo con FORZA PAOLO FERRERO e la linea uscita da chianciano. e stimo TUTTI i dirigenti della dirigenza, perchè insieme hanno deciso di non far morire rifondazione comunista. chiaro?
    qui c’è un problema politico che investe i territori. serio. che si deve risolvere. e appunto, come dice angela, un sacco di conferenze ma chi si tira su le maniche per lavorare? anche per pubblicizzare e coinvolgere nelle attività e nelle iniziative compagni e simpatizzanti e tutti quelli che è possibile raggiungere?
    per quanto mi riguarda questo lavoro io personalemte lo faccio da un po’. tra mille e mille difficoltà.
    quindi evita di pontificare per cortesia.
    almeno non farlo con me, visto che alle mie rifelessioni POLITICHE propio tu non hai rispoto. libero di non rispondere ma non ti permetto di di rivolgerti a me in questo modo.
    punto.

  480. prc mantova Says:

    scusate compagni cambio argomento
    sono stato adesso a dare un’occhiata al sito prc cagliari per vedere le reazioni al dopo elezioni
    il titolo del sito è eloquente : verso la SINISTRA
    e oggi è stato postato un articolo di VENDOLA che attacca il PRC
    inoltre tra i link preferiti ci sono quelli di giordano e vendola…
    vogliamo scommettere che costoro faranno adesso la SCISSIONE E CHE I 2 CONSIGLIERI REGIONALI ELETTI NEL GIRO DI POCHI GIORNI PASSERANNO CON VENDOLA
    PROVATE ANCHE VOI A DARE UN’OCCHIATA E DITEMI CHE NE PENSATE
    C’è QUALCHE COMPAGNO SARDO CHE NE SA DI PIù ?

  481. prc mantova Says:

    SCUSA MARIA NON VOLEVO OFFENDERTI
    SAPESSI QUANTO LAVORO (E QUANTI SOLDI) CI HO MESSO IO PER IL PRC NEGLI ULTIMI 15 ANNI…….
    COMUNQUE IL MIO ERA UN APPELLO ALL’UNITà NON è CHE VOLEVO DARE DEI FANNULLONI AI COMPAGNI PER CARITà

  482. allora prc mantova la prossima volta prima di smanettare pensaci.
    qui TUTTI siamo per l’unità. e per l’attuazione della linea di chianciano.

  483. prc mantova Says:

    MARIA ANCHE SILVERIO E LUCA SONO PER L’UNITà ?

  484. Giacomo Mazzei Says:

    cari compagni

    dopo tanto tempo mi affaccio nuovamente su questo blog del pur stimato e stimabile Mantovani.
    Tuttavia noto che l’andazzo non è cambiato: sembrate una manica di rissosi ed irascibili cerebrolesi che si attaccano l’un l’altro senza un minimo di costrutto.
    Davvero credete che azzuffandovi sul nulla riuscirete a mutare la china e a risollevarvi?
    Non credo proprio… Io tanto per cominciare non vi torno a votare nemmeno dietro tortura…
    Siete la quintessenza della follia…ALLE EUROPEE MOLTO MEGLIO LA LISTA PROPOSTA DAL MANIFESTO..ALMENO DO LA PREFERENZA AD UN INTELLETTUALE CHE MI GARANTISCE ANALISI E RIFLESSIONE MICA LE FOLLIE CHE LEGGO SU QUESTO SITO

    G M

  485. Bellotti non ho capito che vuol dire, ma il nazionale che deve fare imporre le scelte ai terriori, ci posso pure stare (per le regioni non mi sembrerebbe manco na bestemmia), ma va modificato los tatuto, questo è.

  486. caro mauro, sul programma di governo non c’era una sola parola sull’afghanistan, per il semplice motivo che non c’era accordo. e questo era risaputo anche da chi ha accettato di candidarsi, anzi ha insistito per candidarsi. se il voto contrario avesse fatto cessare la guerra in afghanistan lo avremmo dato immediatamente. ma avremmo solo ottenuto di far cadere il governo due mesi dopo le elezioni. continuo a considerare giusto, invece, aver fatto l’accordo per non aumentare le truppe e per mantenere tutti i caveat. cosa che se non ricordi, provocò vive proteste di inglesi e USA che accusavano il governo italiano.
    quanto a ciò che devono fare i parlamentari per me è chiaro. votare come decide il collettivo del quale fanno parte dopo aver discusso e proposto ai voti la propria opzione. non obbedire a ordini. e non cercare visibilità individuali a scapito del collettivo. se facessimo come dici tu avrebbero ragione tutti quelli che hanno votato per governi nazionali e locali anche se il partito aveva deciso di votare contro. o no?

  487. gianni santagata Says:

    ops…scusatemi,ho ripostato una cosa già messa nei commenti

  488. nulla gianni, l’ho tolta io perché era già stata messa, forse due volte.

    ho cancellato diversi post di insulti e controinsulti. e slogan degni dei cessi pubblici e scritti da imbecilli che pensano che la politica sia gridare forte ed evidenziare il vuoto pneumatico della propria testa.

    come sempre, invece, non tolgo mai gli insulti rivolti a me.

    e bravo prc mantova. sarei io il responsabile dei cretini giacché ho osato parlare di politica. cerca di trovare argomenti un po più seri per criticarmi.

  489. prc armerina, il “nazionale” può fare una cosa: dire la sua opinione. e l’ha detta per bocca di pegolo al cpf di bologna. ha appoggiato la bella idea di spaccare la maggioranza di chianciano per “dialogare” col pd di bologna. io non sono d’accordo e l’ho detto. e per motivi politici che ho illustrato.
    se non capisci questa banalità mi sa che hai una concezione piuttosto stravagante di partito.

  490. hai ragione angela, perfettamente ragione. è che ormai da molti anni fare politica per tanti è soprattutto se non solo commentare ciò che succede nelle riunioni, fare comunicati di solidarietà con chi lotta e fare manovre fra partiti e dentro il partito. il partito sociale ci vorranno anni per realizzarlo, ma non verrà da se. o il gruppo dirigente si batte per discuterlo e farlo vivere anche contro gruppi dirigenti locali che non pensano ad altro che a chi farà il consigliere o l’assessore o non ce la si farà.

  491. Militante Says:

    X prcarmerina: Bellotti semplicemente sostiene che tutta una serie di passaggi successivi a Chianciano (congressi regionali, Calabria, Campania, Abruzzo, Sardegna, Bologna) rappresentano un netto arretramento rispetto alla svolta a sinistra in quanto, al di là dei proclami, ne stravolgono la sostanza (alternatività strategica al PD, autonomia della sinistra e dei comunisti, opposizione sociale) e invita i compagni a difenderla, partendo proprio dall’appello di Bologna. Lì un largo gruppo di compagni (non solo FM) contrari all’esito del cpf sta cercando di raccogliere consenso attorno a un documento alternativo che ha raccolto le firme del 20% degli iscritti, su cui si darà battaglia nella (ipotetica) consultazione. L’esempio di Bologna va dunque generalizzato dovunque si creino situazioni simili. Se ci aspettiamo che la maggioranza trovi un accordo statutario sulla linea da tenere rispetto ai territori e politico sulla linea da tenere rispetto al PD stiamo freschi!
    Se poi a chianciano abbiamo scherzato e dobbiamo tornare a fare carne da attacchinaggio, chè al resto ci pensano i capoccia, ce lo si dica chiaramente.
    Personalmente lavoro con entusiasmo se c’è un progetto condiviso. Mi pareva che questo progetto ci fosse e che non contemplasse nè unità con diliberto nè alleanze in serie col PD. Se mi sono sbagliato voglio che me lo si dica in faccia.

  492. ma che discussione è questa sul 2 % del prc a bologna?
    la giustezza di una politica si misura dai voti? o addirittura dalle previsioni di voto?
    allora non dovevamo rompere con prodi nel 98. e nemmeno opporci alla guerra del kosovo, perchè se non lo ricordate la stragrande maggioranza degli italiani, al contrario di ciò che succederà poi con l’iraq, era favorevole alla guerra umanitaria.
    i voti sono importanti ma se un partito deve prendere decisioni facendo il calcolo dei voti finisce dritto nel pd e poi come il pd scopre che non ci riesce nemmeno così.

  493. prc mantova Says:

    caro ramon guarda che non ti ho insultato
    comunque se ritieni (ed è un opinione legittima) che ferrero (il mandante)
    e pegolo (il killer) e grassi (lo stalinista) abbiano con la vicenda bolognese (e altre simili) tradito l’esito del congresso sarebbe coerente presentare una mozione sfiducia in CPN per le dimissioni della segreteria in modo da sostituirla con una non inciucista e compromessa col pd come quella attuale
    il segretario potrebbe essere Bellotti( che però per coerenza dovrebbe dimettersi dall’attuale segreteria di faccendieri e trafficoni)
    inoltre il primo atto della uova segreteria potrebbe essere un pubblico ringraziamento a LORETI per aver fatto la scissione…

  494. prc mantova Says:

    naturalmente senza dimenticare che il 30% del CPN è ancora composto da membri della mozione 2……………

  495. caro Ramon insisto perchè comprendo le tue ragioni ma la questione mi sta troppo a cuore: a Venezia aveva vinto il congresso una mozione che sosteneva una svolta nonviolenta.
    Io non l’ho votata per istintiva diffidenza nei confronti del protagonismo personalistico di Bertinotti (primarie ecc…)
    Tuttavia io credo nella nonviolenza come forma di lotta rigorosamente alternativa, nei metodi oltre che negli obiettivi alla stato di cose presente: ho fatto il servizio civile nella periferia di Napoli, sono stato a Comiso….
    Spiegami allora come sia possibile conciliare una svolta nonviolenta con il voto a finanziarie che aumentavano esponenzialmente le spese militari, con il voto alla missione in Afghanistan, con il voto favorevole alla relazione di D’Alema che sosteneva che opporsi alla realizzazione della base di Vicenza era un atto ostile nei confronti degli USA, con il voto di ferrero al pacchetto sicurezza anti romeni…
    Non bastava il collettivo del gruppo parlamentare per buttare al vento la storia del prc: serviva un nuovo congresso o almeno una consultazione vincolante tra gli iscritti.
    Voi avete insegnato ai nostri elettori che tutto si poteva votare purchè non tornasse Berlusconi e dopo 2 anni una parte di loro ha votato pd perchè non tornasse Berlusconi.
    Ora Berlusconi gestisce i nostri soldati in Libano, quelli in Afghanistan e il G8 in Sardegna e con quale coerenza può il PRC opporsi
    ciao

  496. prc mantova, leggo ora una tua accusa rivolta a me e non capisco. comque leggo che ramon ha cancellato insulti, penso che tu ti riferissi a quelli.
    però mi piace il commento di giacomo mazzei. mette allegria 🙂
    no, lo dico davvero. mi è piaciuto perchè capisco bene la reazione di uno che legge il sito. però vorrei far notare che intellettuali e politici fanno di molto, molto peggio nei salotti di porta a porta e ballarò, per nn dire direttamente in parlamento. scandalizzarsi per commenti trovati su un blog libero, senza censura dove tutti sono liberi di intervenire sotto falso nome e sparare le loro ansie e frustrazioni a più non posso, senza nessun costrutto come dici tu, mi pare ridicolo. suvvia!

    condivido come spesso accade, quello che dice militante. lasciando stare gli insulti di questo tiziano, che davvero sono deprimenti. qui si tratta di scardinare una logica dalla quale si fa fatica ad uscire. logica che allontana militanti e simpatizzanti. e la tua proposta prcmantova di presentare una mozione di sfiducia al cpn non credo cambierà la situazione. perchè a questo punto, per quel che pare a me, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. e non cambierebbe nemmeno se azzerassimo tutta la classe dirigente per fare avanzare il nuovo. il nuovo sarebbe sempre il prodotto di queste logiche. quindi non ne usciremmo mai secondo me. la battaglia s’ha da fare, e sa d’ha fare con onestà e serenità e democraticamente ovunque si intraveda l’egemonia di questa logica nei riguardi della ragionevolezza politica.
    io la penso così.

  497. prc mantova tu credi che la politica sia come un telefilm statunitense.

  498. caro mauro, purtroppo vado di fretta. ma ti risponderò puntualmente perché poni un problema molto serio. devi solo avere un po di pazienza.
    ciao e grazie per il commento

  499. Caro Ramon la discussione sul 2% ovviamente non la faccio mia, ma sono le considerazioni scellerate che per mesi hanno pervaso il dibattito in segreteria…Non solo ma su questa onda della sparizione dal livello istituzionale locale si leggittimava ancora di più il dialogo con il Pd.
    Per paura di sparire e non prendere neanche un consigliere visto ke i sondaggi ci danno al 2% era DOVEROSO aprire un dialogo,perchè così in coalizione non corri questo rischio.
    Purtroppo di questi discorsi ne ho piene le scatole e ascoltarli per mesi interi ti porta piano piano all’esaurimento nervoso, ma fatto stà,che la discussione tra ex ernesto-ernesto-grassi-pegolo nelle aeree locali è questa.
    Per l’ennesima volta si ingoia tutto in nome del governismo-
    Scusami la pesantezza,ma volevo puntualizzare..
    Un abbraccio.

  500. Luca Marini Says:

    già pamela la politica delle sommatorie! arcobaleno 5+2+2+ ? (sinistra democratica) = 3. eppure si continua a ragionare così.

  501. Luca Marini Says:

    eppure l’hanno capito anche i socialisti, (che per tradizione sono sempre al governo) e che avrebbero dal punto di vista programmatico molte cose in comune col PD, che facendo accordicchi si ottiene poco e nulla. E invece nel nostro partito questo assillo non si riesce a farlo sparire.

  502. “Vengono anche, se non soprattutto, da un sistema politico che è intrinsecamente separato dalla società e votato ad escludere dalla rappresentanza il conflitto sociale”

    quartiere di periferia di Roma, abitato prevalentemente da immigrati e operai, l’unica struttura “politica” aperta tutto il giorno è una sede del PDL (CON BANDIERE, FACCIONI DI BERLUSCONI ETC ETC) che funziona anche da CAF e che offre assistenza a tutte le persone che ne hanno bisogno per moduli, richieste etc etc..
    Stesso quarteire una domenica qualsiasi, pomeriggio h. 16 , unica realtà politica aperta è una sezione di AN.
    Cosa dovrebbe insegnare tutto ciò? Compagne e compagni che avete una cantina, un negozio sfitto, un locale su strada apritelo, stamapte una falce e martello qualsiasi piazzatela lì davanti e sedetevi con la seggiolina per strada, come le vecchie sezioni di una volta, qualcosa accadrà. Potrebbe essere un buon inizio …

  503. Federico Says:

    alla fine ramon mi sembra di capire che non siamo così lontani sul modo di affrontare le eventuali alleanze e che probabilmente l’esito della mia o della tua azione porterebbe più o meno alle stesse alleanza.
    Come sono assolutamente d’accordo che il partito è un mezzo ma non un fine. Per questo abbiamo sempre evitato di entrare a “gamba tesa” nei movimenti. Per noi sono sempre stati quelli il fine e quella battaglia la cosa importante da vincere. Che poi i movimenti in cui mi “immergo” portino voti me ne frega poco e non considero neanche così umportante che portino militanti. Però volevo fare una riflessione insieme, che riprongo: se contro una base , una’utostrada, un inceneritore mobilitiamo, agiamo, ci “immergiamo” nel movimento e magari anche vinciamo va bene. Ma sta di fatto che noi, che non vogliamo essere solo un movimento locale su singole questioni, ma abbiamo l’ambizione di costruire una analisi complessiva dei problemi e su questa aggregare forse, dobbiamo interrogarci perché questi movimenti (su cui poi si fonda la tesi del Partito sociale) alla fine portano così poche persone a uscire dal proprio orticello o, se lo fanno, coltivarlo sempre in realtà non partitiche (ass. ambientaliste, volontariato, ecc.). Questa è stata la mia esperienza. Ripeto, avremo sicuramente commesso errori. Ma il problema a me rimane. Perché non mi interessa SOLO fermare quella data opera e magari riuscire a farne una’altra di giusta ma vorrei arrivare a cambiare il mondo nel suo complesso.

  504. ciao

  505. Sono un compagno di piacenza,conosco dei compagni di Bologna che mi hanno riferito questo:
    Il compagno Loreti per 2 volte ha votato a favore di documenti presentati al cpf che chiedevano di aprire un confronto con il PD bolognese.
    Firme, i compagni mi dicono che le famose firme per fare il referendum ,molte sono state raccolte telefonicamente e che il documento è stato cambiato più volte togliendo o aggiungento periodi a secondo le persone che decidevano di firmare.
    sinceramente se è così faccio fatica a capire quello che sta accadento. Penso anche che la segr. di Bologna faccia bene a dire come stanno le cose.

  506. Io sinceramente sono stupefatto delle affermazioni fatte da te Mantovani e da diversi compagni, in merito alla decisioni del CPF di Bologna di aprire un confronto con le forze di sinistra ( compreso il PD) e la città di Bologna.
    La decisione del Congresso di Chianciano non è stata tradita… anzi è stata rilanciata in questi mesi e anche dalla decisione dle CPF di Bologna.
    Tu mi insegni molto bene che in un Partito comunista vigono delle regole, ci sono maggioranze e minoranze, il voto è stato democratico e a maggioranza a Bologna è stato votato un documento di aprire un confronto con le forze sociali e politiche di sinistra. L’ex segretario provinciale ha aderito aun documento contrario a questa impostazione ed è andato in minoranza, subito dopo è uscito dal partito, mi sembra che questa operazione è stata organizzata e pianificata da mesi , per dividere il Partito e portare acqua al mulino della lista civica Bologna Libera ( sembra che aderiscano Sanonetti, fuorisciti dai Ds, ambientalisti, ex settantasettini ecc….di tutto e di più).
    Io sinceramnte rimango nel Partito della Rifondazione comunista, e lavorerò per rilanciare il progetto della Rifondazione.

    Un fraterno saluto comunista

  507. Ciò che dice Mario , che a Bologna i compagni che hanno preparato il documento e hanno raccolte le firme che chiedeva un referendum che sono state raccolte in maniera approssimativa risponde a verità.

    Io abito in romagna ma alcuni compagni di Bologna me lo hanno confermato. Numerosi compagni che risultano avere firmato sono stati contattati telefonicamente senza vedere il documento, altri sono all’oscuro di tutto e altri sono convinti di avere firmato una versione in realtà al CPF ne è stata presentata un’altra.
    Cerchiamo prima di essere seri al nostro interno e dopo critichiamo gli alri.
    Solo così si può rilanciare Rifonadzione comunista e non con gli espedienti…!

  508. E allora se ci fossero delle imprecisioni nella raccolta delle firme non si dovrebbe più consultare la base? Non si sarebbero nemmeno dovute raccogliere le firme doveva essere scontata la consultazione vincolante. Chi si oppone guardando ai cavilli dello statuto fa come i burocrati dei sindacati che non vogliono consultare i lavoratori sui contratti. Scusa Roberto ma fai proprio un discorso da burocrate. Le piattaforme e le alleanza vanno costruite passo dopo passo con i militanti e gli iscritti che vanno consultati tutte le volte che è necessario. Questo è il partito diverso, O vogliamo tornare a imparare le svolte e le controsvolte dai discorsi televisivi del segretario. Lo stesso fatto che un gruppo di compagni sia stato costretto in fretta e furia a raccogliere le firme per provare a ottenere una consultazione la dice lunga. E qualcuno come roberto ci dice che non va bene perchè qualcuno è stato raggiunto solo telefonicamente. Da non credere

  509. Io non penso di ragionare da burocrate, la democrazia è partecipazione, è giusto consultare gli iscritti, sempre, ma le firme taroccate sono una vergogna, i congressi taroccati sono una vergogna, sopratutto da chi vuole organizzare le scissioni e le divisioni lasciando poi il partito per altri lidi….

  510. Se è vero che le firme sono state raccolte un pò così, telefonicamente e cambiando testo a secondo le esigenze, mi chiedo quale documento hanno firmato telefonicamente i compagni? e questa sarebbe democrazia?cosa gli è stato proposto di firmare? Vi chiedo è vero che il compagno Loreti ha condiviso la scelta di aprire al pd bolognese per ben 2 volte votando i documenti del cpf? e se è così perchè non ha espresso da subito la sua contrarietà?

    ci capisco sempre meno

  511. Le irregolarità nella raccolta delle firme per ora sono solo delle voci partite da Mario su questo blog punto e basta. Per il resto ci sono le quastioni politiche cioè un ceto dirigente che non smolla le poltrone

  512. lucaocchionero Says:

    ma è possibile che con tutti i problemi che abbiamo in tutte le provincie d’Italia su questo sito si parla solo dei problemi di Bologna??
    Sarò scandaloso se vi dico che a Foggia improvvisamente il partito è ricomparso poichè il consigliere regionale A.Sannicandro che aveva deciso di seguire Vendola, pare per litigi con Fratoianni, sia ritornato nel PRC??!! Stiamo capendo che livello di opportunismo si sta raggiungendo?! Non è che forse concentrando le nostre truppe sulla linea emiliana ci stiamo dimenticando delle frontiere ancora non del tutto pacificate?

  513. scusa animal ma il voto di loreti al cpf come lo interpreti?
    per le firme la notizia è confermata. anche che il documento è stato cambiato 5 o 6 volte a secondo le esigenze. se questa è democrazia

  514. Bucharin77 Says:

    PRC Mantova è il mitico ale no-niki, un po’ di rispetto per favore

  515. scusate. non mi pronuncio sulla veridicità o meno delle firme di bologna, ma dato che questa è una sistuazione di emergenza ed è la prima volta che succede, non credo sia importante questo. non per il non rispetto della democrazia, per carità, l’agire democraticamente deve sempre mettersi al primo posto, però il punto è un altro. torniamo sempre alla questione politica, alla linea uscita da chianciano e alle autonomie dei territori.
    quello che riporta lucaocchionero è sconcertante. allora, appunto, come dice lui, legittimiamo anche questi teatrini opportunistici? a nome della libertà e della democrazia? scusate, ma di che stiamo parlando?

  516. Il centrosinistra è morto, la linea di chianciano non ha fatto nemmeno in tempo a nascere. Speriamo che per qualche motivo contrario alle leggi della fisica il partito sopravviva e possa essere finalmente trasformato da una mobilitazione di quel che resta della base.

  517. lucaocchionero Says:

    A mio avviso la svolta a sinistra non è dettata da alleanze o da non alleanze, ma dal lavoro sul territorio, nonchè da un reale cambiamento del nostro modo di “fare politica” anche dentro il partito. Ancora aspetto, da tutti noi, quell’autocritica cui Bertinotti, Giordano, MIgliore, Vendola si sono sottratti uscendo dal partito. Vorrei che si chiedesse scusa per non avere presentato a Venezia una mozione alternativa a quella di Bertinotti che tanti di noi hanno digerito malvolentieri ed anche con una buona dose di ipocrisia. Vorrei che si chiedesse scusa per il voto favorevole alla missione in Afganistan e non vale nessuna argomentazione per giustificare un voto favorevole ad una guerra piombata sul popolo afgano per pura rappresaglia; vorrei che si chiedesse scusa per l’espulsione assurda ed ingiusta di Turigliatto; vorrei che si chiedesse scusa ai compagni di sinistra critica per le tante parole dure e sprezzanti che sono state rivolte loro a livello nazionale, ma anche nei territori. Vorrei che si chiedesse scuse per non avere contrastato fino il fondo il progetto Sinistra Arcobaleno, e non voglio sapere neppure i motivi per cui questo non è stato fatto. Visto che ci stiamo dobbiamo chiedere anche scusa a quei compagni che, per anni in minoranza, hanno militanto diligentemente in un partito che non esprimeva la loro linea politica(a differenza di oggi che chi perde se ne va).Vorrei che si chiedesse scusa per i due anni terribili di governo Prodi, per aver votato quelle due schifose finanziarie, per essere entrati nel governo e nella maggioranza senza essersi precostituiti una “uscita di sicurezza politica”. Vorrei che si chiedesse scusa per tutta l’approssimazione politiica ed organizzativa investita dal congresso di Venezia fino ai nostri giorni. Non è una critica a nessuno, ma non credo si possa praticare una reale svolta a sinistra senza toglierci i macigni del passato recente che pesano soprattutto su di noi che abbiamo sostenuto la ex maggioranza.
    Al congresso di Chianciano abbiamo salvato il partito, adesso forse per guardare al futuro è giusto fare un’opera di autocritica di ciò che è stato il passato recente.
    Visto che dobbiamo chiarirci, ebbene chiariamo tutto, senza avere la certezza che la verità sia solo di una “corrente”.

  518. Animal Loreti prima ha sottoscritto un documento che sosteneva il confronto a Bologna con il Pd nel giro di alcune settimane ha cambiato completamente idea, poi ha sottoscritto l’ultimo documento contro ogni confronto con il Pd. Non sembra perlomeno stravagante questo repentino cambio di linea? Nesssuno nel blog commenta questo radicale cambio di linea ? In questi ultimi anni si è governato nella provincia e di bologna insieme al pd ( il prc aveva anche un’assessore) O ci sono altri motivi che hanno fatto in modo a loreti di cambiare così velocemente idea?
    MAH! Incredibile ma vero! Commentate amici del Blog.

  519. lucaocchionero Says:

    Io non commento perchè conosco poco i fatti di Bologna, ma ho abbastanza esperienza in questo partito per capire che in casi come questi la verità non è mai da una parte sola

  520. sergio chi non è di bologna non può conoscere le dimamiche.
    e francamente a me scoccia continuare ancora a parlare di loreti, visto che è voluto uscire. mi dispiace, ma non possiamo farci nulla. quel che possiamo fare è invece provare a tutti i livelli e in tutti i territori a scongiurare scelte POLITICHE simili a quella di bologna.

  521. ma non so di quale politica si stia parlando, un compagno vota per ben 2 volte un documento che dice delle cose poi il giorno dopo rilascia interviste che negano quello che la sera prima ha votato. se questa è la politica che intendiamo fare è meglio chiudere

  522. lucaocchionero Says:

    bè chiudi tu, perchè noi rimarremo aperti! Sono onestamente stanco di queste scelte individualistiche come se ognuno di noi fosse portarore della verità suprema. Chi vuole andare via se ne vada, ma non mascheri con motivazioni politiche i disagi personali con altri compagni.

  523. Non me ne interessa assolutamente nulla di Loreti. Mi interessa costruire un partito che possa essere lo strumento di lotta dei lavoratori e dei giovani. Avevo visto una speranza che questo potesse succedere dopo il congresso di chianciano. Sapevo che le resistenze erano forti ma non immaginavo così forti. Non sono per nulla demoralizzato visto che, come sostenitore di Falcemartello, sono sempre stato in minoranza. Non mi spaventa per nulla l’idea di tornare in minoranza, anzi. Penso che si siano risvegliate delle energie tra i compagni e gli ex compagni e che ci siano tutte le possibilità per costruire qualcosa di buono. Penso però che andrà fatto contro buona parte dei dirigenti locali del partito che ormai vivono in simbiosi con le amministrazioni del pd. Mi sembra poi del tutto sbagliata l’idea che la permanenza nelle giunte non interferisca con il radicamento del partito. Per molti motivi: primo la gente guarda e giudica quello che queste giunte fanno e ci identifica, giustamente, con questi sindaci. Secondo, se tutti i dirigenti sono impegnati nell’attività istituzionale chi lo fa il radicamento?
    Comunque giudico positivamente il aftto che Ramon ipotizzi di poter essere fuori da questa maggioranza. Se Ferrero fuore fare da foglia di fico alla restaurazione governista dilibertiana grassiana lo faccia senza di noi.

  524. mario la politica che intendo io non è se il compagno loreti ha firmato non ha firmato se n’è andato non se ne andato se era già deciso che se ne andasse ecc ecc ecc
    io intendo per politica, che legger quegli articoli postati qui con le dichiarazioni del partito di bologna che ha fretta di esser chiamato ai tavoli di trattativa del pd, fermo restando che tra i paletti del propgramma che il partito propone non ce n’è uno credibile, fa rabbrividire. parliamo del pd di bologna e di tutto quello che ha voluto dire stare in giunta a bologna.
    questa per me è politica

  525. animals qui non esce nessuno da questa maggioranza. l’abbiamo voluta, ci abbiamo creduto e continueremo la battaglia in maggioranza.

  526. Se si continua a difendere l’ ex segretario Loreti che un giorno e a favore di un documento domani lo smentisce, ma che partito è questo?
    Un giorno nel partito lui diceva ” A ” l’indomani andava sui giornali dicendo “B”.
    Io dico che l’obbiettivo è stato ed è chiaro, cioè è quello di sbragare il Partito a Bologna, altro che confronto con il Pd o non Pd.
    E’ evidente che l’obbiettivo principale è stato quello da parte sua e di chi ha sottoscritto il documento, di minoranza, di fare i guastatori!

    Di scissioni il nostro partito ne ha subito abbastanza! Basta!
    Di questo passo ci estinguiamo…!!

  527. ma chi lo difende loreti?
    mah!! mi pare tutto surreale….
    certo che ci estinguiamo di questo passo. ma mica solo a bologna. anche in campania calabria puglia e via discorrendo

  528. Non ho detto che è ora di uscire dalla maggioranza. Finora si sono fatte anche tante cose buone. Dico però che la fiducia non è incondizionata.

  529. eh no,Maria ed altri compagni! da giorni si discute su questo blog della vicenda bolognese, sono stati espressi commenti molto salati sulla maggioranza del CPF, con nomi e cognomi ,sono state elencate le nefandezze della federazione. basta andarsi a riguardare i post in risposta a Pamela……..Ramon è arrivato a scrivere che Bologna è come la calabria!!!!Ora non si puo’ fare i superiori e dire che “ma chi vuole parlare di Bologna,noi aspiriamo a discussioni politiche di piu’ alto spessore” .
    Ma se vogliamo passare dal particolare al generale per favor rispondete a una domanda semplice di una semplice compagna: nel congresso di Chianciano noi abbiamo deciso che non ci confronteremo nemmeno piu’ con il Pd ?che non andremo mai piu’ a verificare se gli equilibri locali sono mutati ? nelle realtà locali spesso sono anche gli uomini e le donne che fanno la differenza (magari perchè possiedono virtù poco politiche come onestà ,corettezza,competenza amministrativa-anche se sono nel Pd).Purchè il PRC abbia un proprio programma,con inderogabili punti fermi ( stabiliti democraticamente da CPF) secondo me dialogare si puo’ ! ed anche salutare ed andarsene se il colloquio non porta a nulla.

  530. Ma che ci stiamo a fare in questa maggioranza fatta di tardo terzinternazionalisti, nostalgici dell’Unione di Prodi , fuori dalla realtà e dalle lotte come del resto i loro cuginetti del pdci ridotti ai minimi termini e che sopravvivono solo garzie ai soldi degli istituzionali?
    Fuori dalla maggioranza e basta…

    TIZIANO

  531. Luca Marini Says:

    Infatti Sergio, tutti qui hanno detto che non condividevano la scelta di Loreti di lasciare, però come sottolinea Maria il punto politico fondamentale è un altro e cioè il rapporto di subalternità al PD e l’idea che il centrosinistra nelle varie forme, sia ancora uno scenario su cui investire! E Bologna è un esempio che spiega bene che ancora su questo punto non abbiamo imparato niente!

    ah ciao Alessandro no Nichi

  532. Sono d’accordo con Elena, io aggiungo che non si può demonizzare il Pd come un’avversario un nemico da abbattere, quando non governiamo più a livello nazionale, ricordo che in numerose amministrazioni e nelle maggioranza con cui governiamo, e sono centinaia in tutto il Paese, ci confrontiamo con gente onesta e trasparente.
    Sicuramente i problemi esistono, non tutti i dirigenti e amministratori Pd sono uguali, e come dire che tra i nostri compagni sono tutti seri, duri e puri …
    Considerali sempre tutti uguali, è un’errore che commettono i nostri avversari politici, non cadiamo nello stesso sillogismo.
    Ritorno a bologna perchè è un laboratorio politico nazionale, ricordo che i firmatari del documento andato in minoranza nel CPF hanno condiviso per 5 anni l’esperienza di governo nella Provincia di Bologna.
    Governando, a detto dell’ex assessora e i due consiglieri provinciali, bene, approvando i bilanci di 4 anni, delibere ecc…. insieme al PD.
    Gli stessi che oggi si dichiarano contro qualsiasi confronto con il pd di Bologna, oggi sono usciti dal Prc o si sono autosospesi! E veramente incredibile tutto ciò! Io faccio fatica a capire!
    Pensiamo come riescano a capire i nostri elettori alle prossime amministrative.

  533. Tiziano, ma di quali lotte parli, non sono sufficienti,se non governi i processi sociali, anche nelle amministrazioni nazionali e locali .
    I pseudomovimentismi autoreferenziali sono finiti nel 1977! Ci dobbiamo dare una svegliata, riprendere il rilancio del partito della rifondazione e non scappare o fare scissioni che non portano da nessuna parte.
    O Forse sono utili a chi vuole creare un’altro partitino o lista elettorale completamemte distaccata dalla realtà locale e nazionale, autoreferenziale e inutile per i lavoratori, precari, disoccupati ecc….
    Il prc deve continuare ad esistere, alla faccia dei becchini pronti ad aspettare la nostra morte politica!

  534. scusate, ma mi state facendo dire cose che io non mai detto.
    innanzi tutto mi pare che ramon abbia detto che bologna è peggio della calabria non per i personaggi presenti nel prc e nel pd ma è peggio dal punto di vista di scelte politiche.
    elena, che ti devo dire? certo che si deve dialogare col pd, ma non quando l’esperienza è stata fallimentare su troppi fronti, e soprattutto quando si persevera su posizioni che sono intollerabili da concepire per un partito di sinistra. mi pare che questi problemi a bologna ci siano. in molte alter realtà dove non ci sono grandi rotture, ovviamente il dialogo deve avvenire.
    proprio in riferimento a chianciano, in cui si dice che il confronto va verificato sui programmi, a me pare folle che in una realtà come bologna questo si possa fare. che significa andarsene dal colloquio non serve a nilla? a me intristisce il teatrino bolognese come viene riportato dalla stampa. e non solo lo spettacolo di loreti, ma proprio di quello del prc.
    posso dirti che noi nella nostra realtà stiamo dialogando tranquillamente col pd.
    più di questo che ti devo dire?

  535. Ma basta con ste polemiche non portano a nulla queste sono questioni territoriali…………..
    Ognuno deve fare la propria battaglia dentro il partito………………….
    Ma basta polemiche sui blog,facciamolo al nostro interno,discutiamo tra di noi nelle riunioni apposite e non nei blog,facciamo divertire Vendola e compagni…………..

  536. gregoriosola Says:

    Caro Ramon, premetto che pur vivendo e militando in Calabria non sono favorevole all’accordo del PRC con il PD bolognese per le prossime elezioni amministrative pur non conoscendo bene la situazione di quella città. Mi sono sempre battuto riuscendocci a far presentare nel mio comune della provincia di Catanzaro sempre liste di Rifondazione Comunista autonome dal PDS, dai DS e dall’ULIVO.
    Tuttavia non condivido il comportamento di Loreti di uscire dal Partito di cui fino a pochi giorni fa è stato segretario di federazione.
    Loreti nell’autunno scorso attaccava giustamente il direttore Sansonetti perchè dava su Liberazione troppo spazio a Bifo che sponsorizzava per le prossime amministrative di Bologna la formazione di una lista civica in concorrenza con Rifondazione mentre la la Federazione stava verificando la percorribilità di un accordo con il PD (penso che per te non dovrebbe essere difficile reperire la copia di Liberazione a cui mi riferisco anche per verificare se quanto affermo non sia frutto di qualche mio errore di memoria). Pertanto, credimi, questi voli pindarici mi fanno pensare a quello che una volta nel mio PCI si bollava come atteggiamento individualista e piccolo borghese dettato dalla mania di visibilità e dal protagonismo personale. Atteggiamento che tu critichi giustamente quando biasimi Turigliatto per certi suoi comportamenti e non certamente per la sua e nostra contrarietà alla guerra. Penso che tutti noi dobbiamo abbondonare attaggiamenti da prime donne, tipiche del bertinottismo e non solo, ed assumere comportamenti più comunitari (comunista) per tentare di salvare e rilanciare Rifondazione Comunista. A tal proposito rimando alle profonde e sentite parole con le quali l’altro giorno su Liberazione la mamma di Carletto Giuliani ha annunciato l’iscrizione al PRC: UNA MONTAGNA NON SI SCALA DA SOLI, MA INSIEME.

    Ciao e saluti comunisti

  537. Bucharin77 Says:

    Io sono un pochino incazzato con questa operazione della lista “per la democrazia” (sic!! con la crisi capitalistica mondiale in corso, sono proprio fuori dal tempo) cui il manifesto, e te pareva!!!, sta dando grande credito. Politicamente è una cosa contro di noi, questo mi pare chiaro. Quindi va bene che discutiamo di Bologna, ma teniamo conto che “potenti” forze continuano a lavorare affinché il Prc receda dalla sua linea. Altro che Chianciano non ha avuto effetto caro animals

  538. giovanni Says:

    Scusa Maria a casa tua va bene dialogare con il pd a Bologna no, devo dire che le tue argomentazioni non sono condivisibili, primo perchè sono incosistenti, secondo perchè con la tua posizione alle prossime elezioni a Bologna non sei credibile, un partito che non si confronta , che non significa allearsi comunque, sul programma, è un partito che i nostri stessi elettori considerano inutile e si rischia seriamente di di scomparire . Per fortuna il gruppo dirigente, che è rimasto ha capito il difficile e delicato momento politico, adesso sta a noi aprirci ad un confronto con i partiti gli elettori di sinistra,la città, le aasociazioni di massa, i precari, gli studenti ecc…Non dobbiamo passare tra i compagni, come un partito settario, chiuso, autoreferenziale, minoritario .
    Il prc a bologna deve primaditutto proporsi come un partito che governa con un programma per la città insieme al Pd o non Pd, lo deciderà la discussione sul cosa fare per i precari, gli studenti, i disoccupati, i pensionati al minimo , il lavoratori.

  539. Bucharin77 Says:

    e passatemela, sarà pure prendersela con la Croce rossa ma il Bertinotti di ieri sul Manifesto è di tono e argomentazioni insopportabili. Il bilancio dell’esperienza arcobalenica ridotto a 3 righe e ragionamento basato sul fatto che lui incontra chissà dove persone che gli dicono che bisogna fare sta lista, e che la nostra linea sarebbe ormai bruciata dai tempi – ennesima conferma per la negativa del suo modo di operare politico, in base al quale le linee politiche si cambiano ogni 2 anni…….

  540. cancellati i rimborsi elettorali con il 2%.

  541. quando leggo le notizie sulle centrali nucleari e il diritto di sciopero, ma anche sul mancato rimborso elettorale, e poi leggo questo blog con le sue liti da pollaio, mi sento sulla luna.

  542. Bucharin77 Says:

    meno male, così Vendola si deve far prestare i soldi da Cuffaro, interessi al 12% annuo

  543. Bucharin77 Says:

    prima scherzavo, però trovo l’ossessione sui finanziamenti pubblici indice pieno di tutte le nostre difficoltà. Un partito serio non si aggrappa alla greppia dello Stato, si autofinanzia innanzitutto. Cominciamo a riscoprire i fondamentali, please

  544. il sito del prc di cagliari è veramente agghiacciante! Siamo pieni di cavalli di troia in casa,così finiamo per finanziarlo noi il Vendola. I comunisti di una volta saranno stati pure un po’ “pallosi” “indottrinati” “fideisti” ma non coglioni!!!!!

  545. giovanni perdonami ma ha ragione zin.
    non ho intenzione di mettere qui sul blog dettagliatamente la nostra situazione territoriale col pd, anche se per rispondere a lucaocchionero l’ho già fatto.e non ho detto che ci si andrà col pd. ho solo detto che non ci sono situazioni di rottura politica gravi tali da pregiudicare l’alleanza a priori, visto anche che non ci sarà l’unione con l’udc. valuteremo nei prossimi giorni su come intende muoversi il pd sui programmi

    IL PD DI BOLOGNA HA AVALLATO DELLE SCELTE SCELLERATE E IN CONTRASTO CON UN PARTITO CHE SI DEFINISCE DI SINISTRA.

    i compagni, ramon e tutti le hanno argomentate bene.
    davvero non so più che lingua parlare, perchè non c’è più sordo di chi non vuol sentire.
    e chiudo.

  546. Bucharin77 Says:

    eh lo so Ornella è la posizione schifosamente opportunistica di molti ex scissionisti rimasti nel partito. nel mio circolo ve ne sono alcuni campioni. Stanno a vedere se MPS, cioè Monte dei paschi di Siena, decolli. Se decolla se ne vanno. Se non decolla staranno dentro a succhiare posti e risorse. Altro che rimborsi elettorali, a questi gli farei fare la vita degli Amish

  547. Militante, Bellotti cosa vorrebbe? Un pronunciamento della segreteria? Non si può fare.
    Chianciano è stato tradito? A mio avviso no.

    P.S. Militante, ma tu eri Lev? No perchè in quel caso ti ho mandato una mail.

  548. Ma smettetela di parlare politichese. Il popolo vuole e pretende opposizione non governo del settimo paese a capitalista mondiale e per giunta di fronte a una gigantesca crisi della globalizzazione capitalista.

    Basta governi, basta inciuci

    lotte ed opposizione

    Usciamo dalla maggioranza
    TIZIANO f m

  549. Brunoincazzato Says:

    NAPOLI (26 febbraio) – Si annuncia massiccia la partecipazione alla manifestazione che si svolgerà domani a Pomigliano a sostegno dei lavoratori dello stabilimento Fiat del comune in provincia di Napoli. Per tutta la mattina, dalle 9 alle 13, Pomigliano praticamente si fermerà visto che tutte le aziende del settore della zona saranno in sciopero generale e che le associazioni dei commercianti hanno chiesto che si attui una serrata dei negozi.

    La manifestazione, promossa dal Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli), da Fim, Fiom, Uilm, Fismic e dalle Rsu di Fiat Auto e delle aziende collegate vedrà i lavoratori sfilare in corteo dal piazzale accanto alla circumvesuviana fino a piazza Primavera. Al corteo hanno aderito anche Cgil, Cisl e Uil, il vescovo di Nola e delegazioni di rsu da tutta la provincia di Napoli. Forte, in queste ore, anche il tam tam di sostegno su Facebook.

    Il corteo è stato indetto per i forti timori di un ridimensionamento della produzione di Pomigliano che, riferiscono i sindacati, è il più colpito dalla crisi visto che da settembre a oggi per i lavoratori ci sono state già 19 le settimane cassa integrazione, e altre ancora ne verranno nel corso dei prossimi mesi. La crisi colpisce i 5.000 lavoratori dello stabilimento Fiat ma anche i circa 10.000 dell’indotto.

    A favore dello stabilimento di Pomigliano è sceso in campo il presidente Napolitano, che ha scritto a Montezemolo, ma la mobilitazione è stata generale e ha coinvolto anche il presidente della Campania che ieri ha incontrato le rsu dello stabilimento sottolineando che Pomigliano non è stata investita dagli ecoincentivi statali, ed è per questo «che è importante ottenere un futuro produttivo per lo stabilimento».

    In campo domani ci saranno con forza anche Mps, Idv, Pd e Rifondazione, come pure i sindacati confederali. «Il patto è questo: la comunità mette soldi a disposizione della Fiat se la Fiat fa qualcosa per la comunità», ha ammonito Bonanni. Vicinanza agli operai Fiat è stata espressa anche da Luigi Nicolais: l’ex ministro ha presentato anche un’interrogazione, insieme a Eugenio Mazzarella, al ministro del lavoro Sacconi chiedendo «quali azioni immediate ed urgenti intenda intraprendere al fine di determinare con le parti sociali ed il management aziendale una rapida fuoriuscita dallo stato di emergenza e il stabile rilancio della missione produttiva dello stabilimento di Pomigliano».

  550. C’ho la concezione stravagante del Partito?
    Mi pare di no, ho la concezione che si può stare in minoranza e non muore nessuno, ho la concezione che i territori debbono avere una certa autonomia.
    Pegolo ha dettato la linea? Ha voluto spaccare la maggioranza di Chianciano? Non mi pare e non mi pare che le scelte bolognosi siano fuori da Chianciano.

  551. ma sto Zipponi che c’è sul 3° canale non era di rifondazione? lecca il culo a tremonti con delle proposte che sono degli assist al ministro che fà il figo antiglobalizzazione,insomma mi pare un prodotto taroccato del Bertinotti una delle sue scoperte.

  552. Luca Marini Says:

    eh già Bucharin77, e non lo nascondono proprio, basta leggere Caprili oggi su Liberazione. “intanto uniamoci e poi si vedrà”.

  553. Stefano Franchi Says:

    mi scuso se è un pò lungo (il compagno mantovani capirà) ma credo possa interessare i lettori di questo Blog.
    ———-
    Note sul Prc di Bologna, Cofferati e i rapporti col Pd
    (a cura di Stefano Franchi, segreteria PRC di Bologna)

    In questi giorni Bologna sembra essere ritornata al centro di una discussione nazionale dentro e fuori il Prc, sul tema del rapporto con il Pd e di una possibile deriva moderata e subalterna della federazione di Bologna. Sono state dette e scritte tante cose a sproposito, deformando fatti e fornendo un’immagine della federazione che poco o nulla hanno a che fare con i fatti realmente successi. Credo che una ricostruzione sia d’obbligo, non per giustificare una svolta moderata che non c’è stata, ma per fornire una spiegazione del perchè il segretario di federazione – insieme a meno di una decina di compagn* del cpf – ha scelto di uscire dal Partito qualche settimana dopo l’uscita dei Vendoliani e a pochi mesi dalle elezioni amministrative.

    1) Il ‘caso’ Bologna è nato dopo qualche mese dall’insediamento del Sindaco Sergio Cofferati, sostenuto dal nostro Partito (all’epoca governava Guazzaloca, sindaco eletto dalla destra dopo la fallimentare gestione del sindaco Vitali). Senza farla troppo lunga già nei primi mesi nacquero problemi di fondo per le pulsioni securitarie che Cofferati diede all’amministrazione comunale, usando in modo spregiudicato il comune di Bologna come palcoscenico nazionale, cercando di dimostrare che si poteva governare senza la sinistra – comunisti in primis – o con una sinistra addomesticata. In questo senso Bologna anticipò nazionalmente le pulsioni securitarie e di autosufficenza del Pd di Veltroni. Non è un caso che le uscite di Cofferati sui lavavetri, sui migranti, sulla legalità furono riprese da diversi Sindaci del Pd, come quello di Firenze.

    2) Il gruppo dirigente del Prc di Bologna dell’epoca era formato da una maggioranza politicamente composita. Infatti al congresso provinciale (congresso di Venezia) nessuna delle mozioni congressuali raggiunse la maggioranza assoluta e si pose, nei fatti, il tema di una gestione unitaria della federazione, contrariamente a quanto avveniva a livello nazionale dove il segretario Bertinotti arrivò ad indicare la porta alle minoranze contrarie all’entrata nel governo Prodi, costruendo una segreteria nazionale monocolore. La discussione che si aprì nella federazione di Bologna vide una spaccatura in quella che all’epoca era l’area bertinottiana e si formò una maggioranza al cpf formata dai compagni dell’Ernesto (41%) e la parte della mozione bertinottiana più insofferente verso l’entrata nel governo Prodi, con una consistenza intorno al 20% del cpf. Fu eletto segretario provinciale il compagno Tiziano Loreti, appartenente a quest’area. Per intenderci è quella parte dell’ex area bertinottiana che guardò con favore al movimento dei circoli fiorentini – poi trasformatosi nella mozione dei 100 circoli all’ultimo congresso nazionale – seppure non vi aderì ufficialmente, preferendo seguire le indicazioni del compagno Ramon Mantovani e collocarsi dentro la mozione Ferrero-Grassi-Mantovani all’ultimo congresso nazionale.

    L’uscita del Prc dalla maggioranza di Cofferati avvenne dopo tre anni di continui conflitti e provocò l’uscita dal Partito dell’assessore in comune e dell’unico Presidente di quartiere del Prc (uscita dal Partito senza dimissioni dagli incarichi istituzionali ricoperti per conto del Partito).

    3) L’ultimo congresso provinciale (luglio 2008) approvò un documento finale che diceva sostanzialmente due cose. La prima è che il Prc di Bologna era indisponibile anche al semplice confronto con il Pd se rimaneva la ricandidatura di Sergio Cofferati. La seconda che alle elezioni amministrative il Prc avrebbe presentato la propria lista con il proprio simbolo, escludendo la confluenza nella lista di Bifo-Monteventi, già allora in preparazione. In sostanza il congresso provinciale respingeva da una lato la tesi liquidazionista ‘di destra’ sostenuta da Vendola ma anche quella che voleva portare la federazione di Bologna dentro un’indistinta ‘sinistra dei movimenti’, una specie di versione movimentista della sinistra arcobaleno. E’ importante questo aspetto poiché la possibilità di una confluenza del PRC nella lista di Bifo-Monteventi era all’epoca velatamente sostenuta dal segretario provinciale (Tiziano Loreti).

    4) Qualche mese dopo il nostro congresso provinciale ci fu il ritiro della candidatura di Sergio Cofferati, ritiro formalmente giustificato da ragioni familiari ma in realtà chiesto dagli stessi vertici nazionali del Pd in conseguenza di sondaggi non proprio positivi, a dimostrazione che il cofferatismo non aveva fatto presa sulla città di Bologna, aveva allontanato una parte importante della sinistra (non solo il Prc) e non aveva portato nuovi consensi dal ‘centro’.

    5) Quando ci fu il ritiro della candidatura di Sergio Cofferati cominciarono le divisioni all’interno del gruppo dirigente del PRC di Bologna, tra la maggioranza del Cpf e della segreteria provinciale da un lato e il segretario provinciale dall’altro. A differenza di quanto è stato scritto e detto in questi giorni e settimane tali differenze – di fondo – non attenevano al rapporto con il Pd quanto al rapporto con la lista di Bifo-Monteventi, lista che aveva da poche settimane ufficializzato la candidatura a sindaco di Bifo (sostituita in queste settimane con quella di Monteventi, consigliere comunale eletto come indipendente nelle liste del PRC da tre legislature), lista nella quale sarà candidato anche Piero Sansonetti (proprio lui, quello che dopo le dimissioni da Liberazione si è liberamente e convintamente definito un anti-comunista).

    Il rapporto con la lista Bifo-Monteventi è importante se si vuole capire la ragione di fondo della scissione – fortunatamente piccola- operata dal segretario Loreti. Per mesi – da settembre 2008 ad oggi – il gruppo dirigente della federazione è stato sostanzialmente bloccato : da una parte il Cpf e la maggioranza della segreteria che volevano incassare come propria vittoria il ritiro della candidatura Cofferati – cosa vera, almeno in parte – e aprire un confronto politico-programmatico con il Pd per verificare, sulla base dei programmi, se erano possibili convergenze nelle elezioni amministrative del 2009. Dall’altra un segretario provinciale che, pur di mantenere un rapporto preferenziale con la lista Bifo-Monteventi, praticava una linea opposta, rifiutando a priori anche il semplice confronto con il Pd.

    E’ bene ricordare che il Pd di Bologna alle ultime elezioni politiche ha preso il 50%, vuole dire che una persona su due che si incontra per le strade di Bologna ha votato Pd, vuole dire che atteggiamenti settari e di chiusura pregiudiziale al confronto politico e programmatico – che non vuole dire necessariamente accordo – si trasformano in atteggiamenti settari e di chiusura pregiudiziale verso quel 50% di popolazione, una rinuncia aprioristica a lavorare ed incidere sulle contraddizione di quello che è, almeno a Bologna, il principale bacino di possibile espansione del nostro Partito, la base popolare del Pd. Vorrei qui essere ancora più esplicito: se si pensa che non vi sono le condizioni per un accordo di governo con il Pd di Bologna a maggior ragione è importante un confronto politico e programmatico pubblico, che coinvolga non solo le forze politiche ma anche le forze sociali, le organizzazioni sociali, sindacali, l’imponente movimento contro la riforma Gelmini che proprio a Bologna ha visto e vede un punto di eccellenza a livello nazionale (Bologna ha fatto da apripista a questo movimento nazionale e a Bologna vi è l’unica scuola elementare occupata dai genitori per protesta contro la riforma Gelmini). Al centro di questo confronto vanno messi alcuni contenuti sociali forti, a partire dall’utilizzo degli enti locali per dare risposte alla crisi economica e sociale, politiche di sostegno attivo a chi perde il posto di lavoro e alle nuove povertà – come l’azzeramento delle tariffe di servizi comunali come asili nido, materne, trasporti, ecc- l’aumento dei fondi alla scuola pubblica e la progressiva riduzione dei finanziamenti comunali alle scuole private: saranno questi i punti che potranno eventualmente giustificare una rottura e sui quali si presenterà un candidato a sindaco alternativo al Pd, oppure saranno questi i punti sui cui si stringe un accordo.

    E’ bene ricordare che a Bologna oggi – le previsioni sono purtroppo peggiori – vi sono più di 20mila lavoratori cassa integrati o in mobilità, nella regione Emilia Romagna sono a rischio più di 80mila posti di lavoro precari. Lo smottamento nazionale del Pd, come è emerso nelle elezioni in Abruzzo e in Sardegna, ha anche questo come ragione, la mancata opposizione al governo Berlusconi e le mancate risposte alla crisi sociale che sta diventando giorno dopo giorno più esplosiva. In una città come Bologna rinunciare a sfidare il Pd (una persona su due l’ha votato solo 10 mesi fa) significa innanzitutto una rinuncia a fare politica, ad agire nelle contraddizioni di quella che è la principale aggregazione politica e sociale dei nostri territori. Questa crisi economica e sociale cambia e cambierà molte cose, non vederlo significa non vedere l’essenziale.

    6) Il Cpf nel quale il segretario provinciale si è dimesso ed ha annunciato la sua uscita dal Partito è stato un Cpf dove non si è discusso di accordo si-accordo no, ma se aprire o meno un confronto politico-programmatico con il Pd. Al riguardo allego il documento approvato, è una semplice riconferma degli odg votati negli ultimi cpf, a parole sostenuti e votati anche dal segretario Loreti. Allego anche le dichiarazioni fatte dal piccolo nucleo scissionista nella conferenza stampa post cpf, credo aiutino a comprendere il livello politico delle loro argomentazioni e qual’è il loro punto di ricaduta: la loro confluenza – con probabili candidature – nella lista Bifo-Monteventi.

    7) Spendo infine qualche parola sulle vicende dell’Ente provincia, visto che i due consiglieri provinciali del Prc e l’assessore (Giuseppina Tedde, dimessasi da poco) hanno annunciato la loro uscita dal Prc e la probabile confluenza nella lista Bifo-Monteventi. Nell’ente Provincia il Prc era in maggioranza, fino a dicembre 2008, quando ci siamo astenuti sul bilancio provinciale formalizzando così la fine di quell’esperienza di Governo. Qualche mese prima – da settembre – i due consiglieri e l’assessore provinciale del Prc cominciarono a bombardare pubblicamente l’operato della Giunta provinciale a causa di un comunicato stampa della presidente (Beatrice Draghetti) nel quale si annunciava la non riconferma dell’accordo con il PRC nel 2009 a causa della rottura con Cofferati. In sostanza con quel comunicato la presidente della Provincia si piegava alle richieste di Cofferati e del Pd di omogenizzare la maggioranza in provincia a quella che c’era nel comune capoluogo, senza il Prc. Fino a quel momento l’intero gruppo provinciale – con l’assessore in testa – avevano descritto la presidente della Provincia come la vera alternativa di sinistra a Cofferati (in verità viene dall’ex Margherita). In questi anni, tra l’altro, vi sono stati attriti tra il Partito e il gruppo provinciale per l’eccessivo schiacciamento e sudditanza del gruppo Prc alla giunta provinciale, durato quattro anni e mezzi. L’assessore del Prc si era distinta pubblicamente – in negativo – per aver difeso la scelta di spostare la sede unica del polo artistico in una ex sede di un istituto tecnico, poco compatibile con i bisogni materiali di un istituto artistico e poco servita dai principali mezzi di trasporto pubblici. Tale operazione ha visto la mobilitazione di tutti gli studenti del polo artistico (più di mille), dei genitori e di numerosi insegnanti, mobilitazione che pubblicamente ha visto come principale bersaglio l’assessore del Prc, assessore che in quel frangente si distingueva per una difesa senza se e senza ma dell’operato della giunta provinciale. Tale scelta fu fatta dalla giunta provinciale per permettere all’istituto Galvani di Bologna – un liceo dove vanno i figli dei ricchi di Bologna – di allargare la propria sede centrale utilizzando gli spazi lasciati liberi dal polo artistico, frequentato tra l’altro in grande parte da figli di lavoratori. Così come l’intero gruppo provinciale non spese una parola contro il licenziamento di centinaia di precari avvenuto nel 2007. In sostanza il gruppo provinciale – ora al seguito del segretario Loreti in viaggio verso la lista Bifo-Monteventi – ha scatenato una guerra alla giunta provinciale solo dopo essere stato ‘scaricato’ dalla presidente e solo dopo che Bifo-Monteventi avevano annunciato la presentazione di una lista nel comune di Bologna. Con il senno di poi si è confermato un dubbio che molti compagn* avevano, e cioè che i conflitti nell’ente provincia non erano dovuti ai problemi interni alla provincia – che c’erano, come c’erano l’anno prima e gli anni precedenti – ma erano essenzialmente funzionali a riprodurre la lista Bifo-Monteventi su scala provinciale, utilizzando il gruppo provinciale per spingere l’intera federazione in quella direzione, per praticare una linea politica respinta a larga maggioranza dal congresso di federazione di qualche mese prima. Infatti sulla stampa locale è uscita la notizia – non smentita – che l’ex segretario provinciale (Loreti) sarà candidato come presidente della provincia per una lista ‘città libera’, per l’appunto la variante provinciale della lista Bifo-Monteventi e già stanno prendendo corpo liste analoghe in molti quartieri di Bologna, con l’appoggio di alcuni compagn* vicini all’ex segretario. Visto che questo sta avvenendo a pochi giorni dall’uscita ufficiale dal Prc è del tutto evidente che questo sbocco era stato pensato e organizzato già da mesi.

    In conclusione, il segretario provinciale del PRC e il suo gruppetto di fedelissimi hanno deciso di uscire dal Partito a pochi mesi dalle elezioni amministrative e dopo poche settimane da una scissione “da destra” organizzata dai Vendoliani, non tanto perchè il cpf ha deciso di aprire un confronto programmatico con il Pd – cosa tra l’altro decisa in altri Cpf dei mesi passati – ma perchè la scissione pre-elettorale era stata messa in conto e con molta evidenza preparata mesi prima, come minimo a partire da settembre. L’obiettivo massimo era portare l’intera federazione di Bologna dentro o in alleanza con la lista Bifo-Monteventi sotto la candidatura di Monteventi a Sindaco ; l’obiettivo minimo era portarne una parte, cercando di screditare e demolire pubblicamente un PRC bolognese segnato da due scissioni (quella dei vendoliani è avvenuta qualche settimana fa…). Su questo punto invito a leggere le dichiarazioni fatte da chi ha deciso di uscire dal Prc, che allego.

    Tutto questo significa che il Prc di Bologna ha già fatto l’accordo con il Pd? Assolutamente no, tutto questo significa un’altra cosa. Significa innanzitutto che il gruppo dirigente di Bologna crede e conferma quanto deciso a Chianciano e cioè il rilancio dell’autonomia comunista del partito in una relazione convergente con altre forze comuniste e anticapitalistiche, della lotta contro le pulsioni allo scioglimento del Partito, sia quando questo rischio viene da destra (Bertinotti e Vendola), sia quando questo rischio viene da posizioni pseudo-sinistre (uso questa espressione perchè le pulsioni di fondo della lista Bifo-Monteventi riesumano in modo anacronistico il ’77 bolognese e le teorie di Toni Negri, assumendo un post-lavorismo francamente anacronistico, tanto più in una città dove oggi vi sono 24mila cassa integrati, senza contare le decine di migliaia di lavoratori già silenziosamente licenziati, quelli senza le tutele previste dalla statuto del lavoratori). Nelle prossime settimane ci sarà il confronto politico e programmatico con il candidato sindaco proposto dal Pd. Sulla base di questo confronto le compagne e i compagni di Bologna decideranno, nel Cpf e coinvolgendo il corpo largo dei militanti e degli iscritti. Al centro di questo confronto metteremo, come già ho evidenziato, essenzialmente due cose. La prima è l’utilizzo degli enti locali come strumento di redistribuzione del reddito, concentrando le risorse disponibili innanzitutto per sostenere chi perde il posto di lavoro e chi vive già da anni la sindrome della terza settimana (a Bologna 1/3 della popolazione sono anziani, molti vivono da soli con pensioni da fame). La seconda è il sostegno alla scuola pubblica e all’imponente movimento anti-Gelmini che ha visto la nostra città in prima fila nazionalmente. Dispiace che un piccolo pezzo del gruppo dirigente abbia deciso di aprire una polemica pubblica contro il Prc di Bologna e a sostegno della lista Bifo-Monteventi, polemica sostenuta e valorizzata da diversi quotidiani non proprio progressisti (allego una rassegna stampa locale, da notare l’articolo del Corriere della Sera di Bologna). In questo credo e crediamo di essere in sintonia sia con il documento finale di Chianciano sia con l’orientamento nazionale del partito sulla alleanze locali: si decide sulla base dei programmi, senza alleanze predefinite e senza settarismi o rinunce preventive, tanto più in una città come Bologna dove il Pd è ancora l’espressione politica più votata dalla grande parte dei lavoratori, quelli in carne ed ossa (i soli lavoratori metalmeccanici nella provincia di Bologna sono più di 100mila, su una popolazione complessiva di neanche 900mila persone). Sarà innanzitutto sulla base dei loro bisogni e delle risposte che le amministrazioni daranno che valuteremo la bontà dei programmi, nel comune capoluogo così come nei vari comuni della provincia.

    Vorrei infine spendere una parola sui tanti opportunismi e strumentalismi che stanno accreditando nazionalmente una presunta – e mai avvenuta – “svolta moderata” del gruppo dirigente della federazione di Bologna. Un gruppo dirigente che non è mai piaciuto ad alcuni, forse perché qui alcune posizioni politiche e ideologiche sono da sempre forti e influenti (a buon intenditor, poche parole…). Mi è capitato di leggere alcuni scritti del compagno Acerbo, primo firmatario della mozione che ha espresso il segretario nazionale all’ultimo congresso. Si accusa la nostra federazione di aver già stretto un accordo con il Pd di Bologna, si teorizza l’impossibilità aprioristica di ogni accordo locale tra il Prc e questo Pd: peccato che queste cose vengono dette da chi, in Abruzzo, ha sostenuto l’alleanza con il Pd e oggi siede tranquillamente dentro il Consiglio Regionale di quella regione. Non mi permetto, da Bologna, di dare lezioni ai compagni dell’Abruzzo, loro meglio di me sanno se è stato giusto o meno stringere un accordo di governo con il Pd di quella regione. Evitiamo però di dare lezioni, tanto più se nella propria regione si fa il contrario di quanto si teorizza per altri. Agire da comunisti oggi, dopo il disastro dell’ Arcobaleno, significa innanzitutto rispettare l’intelligenza delle compagne e dei compagni che quotidianamente, e silenziosamente, costruiscono il partito nei propri territori e l’hanno fatto anche quando altri – non io e nemmeno la maggioranza del Prc di Bologna – ci hanno portato nella disastrosa esperienza del governo Prodi.

    Stefano Franchi – segreteria Prc di Bologna
    ——————-

    DOCUMENTO APPROVATO AL CPF DI BOLOGNA
    NB:
    – Il documento è stato approvato con 35 voti a favore, sostenuto, tra gli altri, da compagne e compagni riconducibili alle aree nazionali di Ferrero, Essere Comunsiti ed Ernesto (e non solo: vi sono compagne e compagni che rifiutano appartenenze di area).
    – Il documento presentato dal segretario provinciale ha ottenuto 25 voti, dentro i quali vi sono anche i 9 voti di Falce e Martello.
    – Un altro documento, presentato dal circolo Navile, ha ottenuto 5 voti. In questo documento non si rifiuta il confronto con il Pd, si chiede una data certa per un primo confronto con F. Delbono (candidato a sindaco proposto dal Pd) e si precisano alcuni punti programmatici imprescindibili. E’ stato presentato come un documento di mediazione tra gli altri due, credo anche con lo scopo di evitare una separazione o rottura della maggioranza che governa la federazione.

    Elezioni amministrative, le risposte alla crisi al centro del confronto politico e programmatico

    La fase attuale è caratterizzata da una crisi di tipo “strutturale e costituente” a cui il Governo risponde con politiche blande e caritatevoli, come la social card e l’una tantum, in campo economico. Le stessa riforma contrattuale siglata da Confindustria e sindacati complici (Cisl, Uil e Ugl) accentua, anziché risolvere, i problemi di precarietà e bassi salari.

    Per questi motivi siamo stati a fianco della Cgil e dei sindacati di base durante lo sciopero generale del 12 dicembre scorso; a fianco e con la Fiom e FP Cgil scesi in lotta il 13 febbraio; e lo saremo con il sindacalismo di base che scenderà in piazz