I cinque presidenti in movimento.

Il 29 gennaio sera nel gremito hangar di Belem una folla di indigeni (davanti, nei posti d’onore al lato di decine di delegazioni straniere) con le loro acconciature tradizionali di piume, i visi dipinti di strabilianti colori, insieme a migliaia e migliaia di militanti di sindacati, associazioni e partiti politici, hanno atteso per ore l’arrivo dei cinque Presidenti. Canti e slogan, immancabili quelli inneggianti a Cuba, e diversi spettacoli hanno accompagnato tutto il tempo dell’attesa.

La prima cosa da dire è che il solo fatto che cinque Presidenti in carica partecipino ad un evento organizzato dal sindacato brasiliano, in un tripudio di bandiere rosse, nei giorni del Social Forum Mondiale è, di per se stesso, un evento che la dice lunga sulla maturazione, in America Latina, di un processo politico veramente in grado di cambiare il mondo.

Nel pomeriggio Correa, Chavez, Lugo e Morales, rispettivamente Presidenti di Ecuador, Venezuela, Paraguay e Bolivia, avevano incontrato l’assemblea dei movimenti sociali del Forum. Lula non era stato invitato a questo atto ufficiale del Forum per precisa volontà del movimento dei Sem Terra Brasiliani. Ma ha incontrato, il giorno successivo e accompagnato da ben nove ministri una delegazione dell’assemblea dei movimenti sociali.

L’incontro dei quattro è stato particolarmente significativo per il calore umano ma soprattutto per le critiche e richieste che gli esponenti del movimento hanno rivolto ai Presidenti. Noi non vi giudichiamo per le vostre affermazioni, vogliamo giudicarvi dai fatti – ha esclamato il leader dei Sem Terra – ottenendo soprattutto da Correa e Morales impegni e proposte che i due hanno poi ribadito con estrema chiarezza nell’evento serale. Ma anche Lugo e Chavez hanno voluto dimostrare di essere interlocutori reali del movimento no global mondiale.

Tutti e quattro, ed è questa una cosa altamente significativa ed importante, nei loro discorsi serali hanno detto, ognuno a suo modo, di essere figli del Forum Sociale Mondiale e del risveglio dei popoli latinoamericani dopo il ventennio neoliberista. Morales e Correa, che hanno fatto i discorsi più chiaramente ed esplicitamente anticapitalistici, hanno spiegato che nelle loro politiche e nelle loro nuove costituzioni si sono direttamente ispirati alle elaborazioni e proposte imparate a Porto Alegre e negli altri appuntamenti del movimento. Chavez ha gridato che secondo lui ogni anno l’evento politico più importante del mondo è il Social Forum Mondiale e Lugo ha voluto ricordare i suoi viaggi in pullman come semplice militante per partecipare agli incontri di Porto Alegre. Il più avaro di riconoscimenti non retorici per il movimento è stato Lula che però ha voluto sottolineare come quest’anno si sia rifiutato di recarsi a Davos avendo scelto di essere a Belem.

L’enorme platea ha ascoltato in silenzio e con molta attenzione i discorsi, concedendo ben poco ai passaggi più retorici dei cinque personaggi e sottolineando, invece, soprattutto le proposte più concrete per integrare e sviluppare, con una svolta ulteriore a sinistra, le esperienze di governo e la costruzione di un’alternativa continentale e mondiale al capitalismo.

Morales ha proposto quattro campagne mondiali: una sulla pace e giustizia per portare davanti al tribunale internazionale i responsabili delle guerre e genocidi e per abolire il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Una a favore di un nuovo ordine economico internazionale fondato sulla solidarietà, giustizia e complementarietà fra le nazioni, e per impedire che FMI e WTO facciano operazioni cosmetiche per continuare le stesse politiche dell’ultimo ventennio. Una per salvare il pianeta e la “madre terra” cambiando radicalmente il modello di produzione e consumo e assumendo come simbolo di questa campagna una foglia di coca. Una, infine, per il rispetto della dignità dei popoli, della loro identità e diversità culturale. Rafael Correa ha molto insistito sulla costruzione di un’alternativa economica alla crisi capitalistica con la creazione di una moneta unica e di una Banca del sud america. Proposta, quest’ultima, fortemente sostenuta da Chavez. Ed ha esplicitamente indicato la necessità di un processo di integrazione continentale, fino alla creazione degli Stati Uniti Latinoamericani sia per opporsi all’imperialismo USA sia per costruire un mondo multipolare. Lugo è stato più moderato, ma forse è meglio dire meno radicale, nelle proposte. Nel complesso si può dire che il Socialismo del XXI Secolo, nel tempo della crisi più grave della globalizzazione, esce dalla retorica e inizia a prendere forme e contenuti in sintonia con le idee e proposte che da anni il movimento discute. Indubbiamente Morales, Correa e Chavez hanno trascinato più a sinistra tutta la comitiva, prestando molta attenzione, ed infatti tutti e tre hanno avuto parole di elogio per Lula che ha fatto il discorso più moderato, a non fare fughe in avanti.

Tutto ciò visto dall’Europa ci dice che il movimento mondiale è cresciuto e soprattutto che è stato efficace. Ci dice che possono esistere governi capaci di sfidare i poteri più forti facendo cose inimmaginabili fino a pochi anni fa. Ci dice che la radicalità e le lotte pagano immensamente di più delle mille cautele e prese di distanza dal proprio passato.

Ci dice che un altro mondo è davvero possibile.

ramon mantovani


pubblicato su Liberazione il 1 febbraio 2009

176 Risposte to “I cinque presidenti in movimento.”

  1. Già, in America Latina il movimento è riuscito a produrre egemonia e a tradurla anche in potere effettivo, per quanto mediato dalle fisiologica distanze e differenze tra il ruolo di partito di governo e quello di movimento sociale.
    Anche in Europa si riesce a costruire se non delle egemonie almeno dei consensi diffusi, su temi come l’acqua pubblica o la precarietà del lavoro. Nessuno, però, è in grado di essere credibile nel farne un programma politico. Le stesse persone che espongono la bandiera della pace, che smettono di comprare l’acqua in bottiglia, che si lamentano della proliferazione dei contratti atipici, poi continuano a votare per la classe politica collusa col sistema che contestano.
    Cosa ci manca? Da dove partire per ricostruire quel legame tra sociale e politico che è la base stessa del concetto di sinistra?

  2. caro masaccio, è esattamente questo il problema. c’è un movimento mondiale che diventa sempre più forte e che costruisce relazioni e soprattutto proposte di lotta unitarie, che si dimostra capace di essere egemone e di contrastare il senso comune abbinato alla globalizzazione. ma in italia invece che costruire relazioni sociali e coalizioni sulla base dei contenuti del movimento impera il politicismo e l’elettoralismo.
    perciò il “partito sociale” è necessario. perché nel conflitto e ricostruendo relazioni sociali si può ritrovare anche l’ultilità del progetto politico.

  3. Principe Says:

    .. alle domande di Masaccio, non si risponde di certo vendendo il pane…

  4. davvero principe? che perspicacia! che scienza in queste tue parole!
    ma organizzare reti per l’acquisto di beni di prima necessità, organizzare le filiere corte, organizzare il salto della grande distribuzione, organizzare la critica del consumo irresponsabile secondo te rientra in una attività politica? o la politica è l’adorazione dei leader, la discussione sulla prossima mossa, la raccolta di voti clientelari, le tavole rotonde dove i responsabili di mille sconfitte spiegano come si deve fare nel futuro a se stessi, gli editoriali dei giornali pieni di dietrologie e processi alle intenzioni. ????
    dimmi principe cos’è la politica per te.

  5. Principe Says:

    .. secondo me un partito comunista dovrebbe dire alla gente in difficoltà che non deve elemosinare un pezzo di pane (ne tantomeno venderglielo!), ma che è suo diritto averlo.. Quando il mondo viene investito dalla crisi economica che stiamo vivendo ed in molti paesi avviene che si nazionalizzino banche ed imprese, un partito come il prc deve rivendicare il fatto di averci visto giusto anni fa, quando parlava di politiche anticicliche, si opponeva alle privatizzazioni e proponeva al contrario pubblicizzazioni..lanciare delle campagne che impongano questi temi all’opinione pubblica (ricordo ad esempio che quando provarono a cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, noi fummo in grado di mettere in campo una raccolta firme straordinaria per l’estensione dello stesso, costringendo tutte le forze politiche e sociali a confrontarsi su questi argomenti.).. invece cosa fa? vende il pane, parla di comunismo (spesso a sproposito..) come fosse dogma e non ricerca, rimette in discussione passaggi importanti della propria storia politica, crea le condizioni per spaccare il partito invece di provare ad unire la sinistra… Ho risposto a quello che mi chiedevi o rimandi tutto al mittente dicendo che faccio solo “scienza”?
    PS. Far bene politica vuol dire riuscire a sortire gli effetti sperati nella vita delle persone, quindi non riesco a vedere una separazione tra ciò che è “politico” e ciò che è “sociale”.

  6. eh no mio caro principe. qui nessuno dice di elemosinare. la distribuzione del pane è contestuale alla costruzione di gap ed altre cose. quale cazzo di passaggio importante avremmo messo in discussione? te lo dico io, il governo prodi. ma tu certamente intendi dire che siamo regrediti allo stalinismo degli anni 50. creare le condizioni per spaccare il partito significa osare essere in disaccordo con giordano e bertinotti e vincere una votazione democratica?
    quanto a ciò che scrivi più sopra va da se che rivendichiamo quelle cose. sono altri che invece di rivendicarle si sono incaponiti con il superamento del comunismo e l’unità della sinistra dell’internazionale socialista.
    ciao

  7. x Principe

    …a proposito di spropositi (non ci sono soltanto quelli sul comunismo, a quanto pare)…. te la cavi un po’ sbrigativamente sul “far politica”…..da come ne parli sembrerebbe piu’ che altro una prescrizione medica, sembra che tu alla gente voglia fargli passare il “raffredore elettorale”. Sono febbri, quelle li, che non si curano con le medicine. e quelli che ci provano, a curarle cosi’, di solito sono fascisti.

  8. …..e comunque se ti sembra sconveniente far comprare il pane a 1 euro al chilo, (che serve, e’ un mezzo, insomma, per far capire che esistono modelli sociali differenti dal consumismo, che sovrapprezza regolarmente i bisogni, facendone per l’appunto “beni di consumo”), perche’ non organizzi un bel meeting (“meeting” fa piu’ fico) ai parioli (quartiere altolocato romano), per gente a basso reddito, e non li porti tutti a comprare caviale e champagne? ……Quella sull’ estensione dell’articolo 18 fu una battaglia valida, e bella….come il volo di un aquila dentro un uccelliera.

  9. Si ma basta veramente pontificare… un po’ di umiltà… poi comunque è distribuzione non vendita (cioè non c’è lucro), e non mi pare una minchiata come differenza.

  10. quello che mi spaventa dei ragionamenti di ramon è che si sottraggono alla verifica empirica. il partito può crollare elettoralmente, distruggersi finanziariamente, ed è lecito continuare a pensare che vada tutto bene. da quel che mi risulta, sono le stesse persone che conducono le trattative per le amministrative a trovare la situazione intollerabile e a non comprendere la mansuetudine di ferrero.
    io invece non ragiono senza verifiche empiriche. vedo che laddove si doveva rilanciare il partito, questo è andato sempre più indietro e che questo con il peggiorare della situazione finanziaria si aggraverà. può semplicemente darsi che la ricetta non sia buona.

  11. riflettevo un attimo sulle considerazioni di principe.

    lanciare delle campagne che impongano questi temi all’opinione pubblica (ricordo ad esempio che quando provarono a cancellare l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, noi fummo in grado di mettere in campo una raccolta firme straordinaria per l’estensione dello stesso, costringendo tutte le forze politiche e sociali a confrontarsi su questi argomenti.)..

    ecco. oggi c’è grande moblitazione per la legge elettorale. di ferrero e di tutto il prc. invece di pontificare sempre sulle stesse identiche stronzate e minchiate (bravo prcarmerina) , perchè non lavoriamo in tal senso? siamo capaci di mobilitarci davvero? siamo capaci di far arrivare all’elettorato la giusta informazione? o dobbiamo delegare sempre ferrero? la giusta copertura mediatica ci sarà o no? o il tg1 anche oggi aprirà con un servizio dal vaticano (questi iniziano a far venire nausea anche a noi cattolici. nel mondo c’è il finimondo, e questi aprono il tg con ratzinger. cose da pazzi).
    su fb oggi ho scritto. Maria avvisa i giornalisti: se almeno oggi non date copertura mediatica alla protesta di Ferrero e tutto il Prc, facciamo come i testimoni di geova. andiamo casa casa.

    mi dicono in chat in parecchi: bella frase. brava.
    brava un cacchio!!
    lo dico davvero mica per scherzo!! saremo capaci di far questo per guadagnarci la stima e la fiducia degli elettori, o continueremo a mandare messaggi e mail a ferrero per l’unità dei comunisti??
    ma ci stiamo rendendo conto o no di come ragioniamo tutti???

  12. Sulla riforma della legge elettorale faremo una denuncia alla Corte Costituzionale

  13. Luca Marini Says:

    Ramon, ma qual’è la posizione del governo Argentino, sul social forum mondiale, ne condivide le proposte?

  14. Luca Ammessi Says:

    Il requiem di Rifondazione:
    “quale cazzo di passaggio importante avremmo messo in discussione? te lo dico io, il governo prodi”: atto simbolico conseguente? Fare dell’Unico Ministro di Rifondazione del Governo Prodi il segretario nazionale di Rifondazione!!

    “perciò il “partito sociale” è necessario. perché nel conflitto e ricostruendo relazioni sociali si può ritrovare anche l’ultilità del progetto politico.”
    Incredibile. Incredibile! La politica non esiste più proprio perchè si è separata dal sociale e dal culturale. Attaverso gerarchie variabili. E la risposta qual’è? Un modello di politica anni ’50, con prerequisiti quelli di una immensa militanza e di una capacità di impatto sul tessuto sociale. Esattamente i prerequisiti che non ci sono nenache minimamente più.
    Velleitari, retroguardisti, settari. Ramon: siete la fine della storia.

    “la distribuzione del pane è contestuale alla costruzione di gap ed altre cose.”
    Il GAP!!! Il GAP!!! Che tristezza. Venderete pane di grano rumeno, riso d’importazione vietnamita, pasta di produzione ucraina. Come la lidl. Attaccando la filiera, dimenticando che quel mostro che chiamate filiera da lavoro a un milione di proletari e lavoratori in Italia, cercando di sostituire il lavoro al volontariato e alla propaganda politica. Vergogna. Questo è politicismo bieco. Esentasse (e io che mi dicevo orgoglioso di pagarle le tasse), senza retribuzione per chi lavoro, senza garanzie qualitative per chi acquista, senza attenzione per i prodotti. Ma dai, ma dai. Bieco populismo. E io che rivendicavo la mia differenza da fascisti e lega!!

    Siete una vergogna. Testimoniali, lamentosi e piagnucolosi settari. Very communist e incapaci di guardare il mondo.

    Scusate, ma non ho rispetto per come avete ridotto il mio partito. Che ormai di mio non ha più nulla

  15. luca ammessi, anche noi non abbiamo rispetto per quelli come te. di partiti ce n’è tanti, fattene una ragione, scegliene uno e vacci.
    e finiscila di piagnucolare

    ritonando a belem,l’argentina c’era, quindi.
    il fatto che i presidenti si siano trovati a belem invece che a davos è un chiaro segnale che il WSF è riuscito in questi anni ad accreditarsi come appuntamento imprescindibile per discutere di tematiche importanti come la protezione dell’ambiente e delle politiche sociali. le proposte dal forum sono molte, e parlano di ripensare l’intera società e l’economia, come ha spiegato Mance, economista brasiliano, tra i padri dell’economia solidaria dell’america latina “L’economia solidale è l’unico comparto che in questo momento non sta subendo la crisi, ma la sta vivendo come un’opportunità”. Mance ha lanciato una sfida alle Nazioni Unite: ” Se davvero dobbiamo combattere la crisi, soprattutto quella alimentare, dobbiamo chiedere all’Onu di smettere di regalare soldi alle imprese multinazionali per i loro aiuti alimentari, ma investire più risorse nell’agricoltura familiare e nell’economia solidale. Altrimenti sono buttati via”.

    oggi leggevo un articolo di giulietto chiesa…mi pareva di ramon.
    ramon, era questo che intendevo dire che mancava in questo tuo articolo…ogni tanto mi torna il dubbio che davvero hai ragione quando dici che non sei più l’estremista agile di una volta 🙂
    leggetelo che ne vale la pena.

    Vi faccio una domanda. Come giudichereste se, per ricostruire le dighe crollate di New Orleans venissero chiamati gl’ingegneri che le fecero?
    Oppure se, per portare giustizia in Sicilia, il governo italiano creasse una commissione di esperti mafiosi? Oppure se, per fornire i nostri ragazzi di una adeguata educazione civica, si formasse un corpo di docenti costituito di provati ladri e scassinatori? Oppure se, per fare fronte a una epidemia, si chiamassero medici abusivi, senza titolo e laurea? Oppure se, per spegnere un incendio si facesse ricorso all’albo dei piromani?

    Queste domande mi sono venute alla mente guardando in tv i reportage dal Forum di Davos, I cui partecipanti, quasi tutti, in diversa misura, erano gli equivalenti degl’ingegneri pasticcioni, dei mafiosi collaudati, degli scassinatori di banche, dei medici abusivi, dei piromani inveterati.
    Una galleria di facce toste a prova di bomba che, invece di spiegarci perché incendiavano i boschi della finanza mondiale e prendevano per questo laute prebende, ci davano nuove prognosi circa la profondità della crisi, la sua durata.
    Ma, se hanno sbagliato tutte le previsioni (e infatti, nonostante la superficie bronzea dei loro visi, risultava loro difficile non mostrare un certo grado di sconcerto) perché adesso dovrebbero azzeccarle?
    E come si spiega l’assoluto livello di imbecillità, professionale e intellettuale, dei commentatori che, invece di trattare piromani e farabutti vari per quello che erano e sono, mostrano di credere alle loro parole come fossero di oro colato?
    I più divertenti, tra tutti, mi sono parsi gli economisti. Mai come oggi la disciplina che coltivano è meritevole dell’appellativo di “scienza sciocca”: l’unico che la descrive compiutamente. Ma lorsignori hanno continuato, a Davos, a raccontare la favola dell’uva, come se nulla fosse.
    Ce ne fosse stato uno capace di fare l’unico gesto decente (oltre a quello di non andare a Davos per farsi ridere dietro dal resto del mondo): appendere la laurea sciocca al chiodo e dedicarsi a qualche attività più intelligente, o meno dannosa.
    Un raduno illustre di coglioni, ma di coglioni pericolosi.

  16. Anassimandro Says:

    filiera corta,consumo responsabile,grande distribuzione,scusa Ramon ma sembra il congresso costitutivo di Slow Food.Si faceva Petrini segretario e via no?

  17. scusa maria ma il partito non è tuo, è di una maggioranza composita che forse se si tenesse oggi il congresso avrebbe posizioni diverse e che comunque potrebbe non sentirsi rappresentata adeguatamente. cos’è questa concezione proprietaria. dall’esterno, è proprio lo sbando. ve lo giuro. uscite dalle stanze e andate un po’ per strada, la situazione sta sfuggendo di mano.

  18. Luca Amnesia: citi gli anni ’50 come qualcosa di superato dalla storia, senza renderti conto che siamo in una fase sociale e politica che somiglia proprio agli anni ’50: svilimento progressivo delle istituzioni (nate dalla Liberazione, attraverso la Costituzione), diffusione della miseria, emarginazione coatta delle sinistre, repressione violenta dei lavoratori, incitamento all’emigrazione. Ad un attacco forte non si può rispondere con il pensiero debole e parolaio fatto di categorie prese in prestito casualmente e in modo confuso.

  19. Davos, la miseria dei ricchi. Belèm, la lezione dei popoli

    A Davos capi di stato e amministratori di multinazionali hanno battuto cassa chiedendo agli Stati di riparare i disastri prodotti dal capitalismo liberista; non hanno una strategia, guardano solo al loro futuro immediato ed esigono tanti soldi per proteggere i loro profitti e continuare a trascinare il mondo verso la catastrofe economica e ambientale. A Belem oltre 100mila persone hanno discusso per una settimana di come un uso intelligente delle risorse pubbliche possa garantire un futuro all’umanità. Quello che si è appena concluso in Amazzonia è stato un Forum eccezionale, sia che si volga lo sguardo all’indietro, sia che si scruti l’orizzonte.
    Se guardiamo indietro, scopriamo che molte proposte discusse fin dal 2001 nel primo Forum Sociale Mondiale (FSM) a Porto Alegre ora sono diventate realtà. Infatti i presidenti Lugo, Correa, Morales, Chavez e Lula, pur con le loro diversità, hanno riconosciuto di essere debitori ai movimenti di molte delle iniziative assunte dai loro governi.
    La difesa dei beni comuni: l’acqua, la terra, l’energia e i servizi pubblici; la nazionalizzazione di alcune grandi imprese sono diventate in America Latina pratiche correnti. In alcuni casi è evidente il ribaltamento dei paradigmi che da secoli guidano l’azione del liberismo: Correa ribadisce la scelta dell’Ecuador di non estrarre il petrolio dal sottosuolo per non distruggere le foreste, per questo chiede alla comunità internazionale di versare almeno la metà di quanto il suo Paese avrebbe potuto guadagnare dal petrolio al quale rinuncia per tutelare un bene dell’umanità.
    Ma quando le promesse fatte in tempi elettorali non sono mantenute, come nel caso di Lula sulla riforma agraria, i movimenti, i Sem Terra criticano il governo senza limitarsi alla parole, occupando le terre.
    E’ evidente una dialettica movimenti/governi di sinistra, o di centro sinistra. Da un lato i movimenti non rinunciano alla loro autonomia, ritrovano un’ unità d’azione attorno ad impegni condivisi, senza porre come discriminante il sostegno o l’opposizione al governo in carica; dall’altro lato chi, da sinistra, partecipa al governo non ricerca la sterilizzazione dei movimenti e non lavora per ridurli al silenzio. Esattamente l’opposto di quanto noi, pur da collocazioni diverse, abbiamo fatto durante il governo Prodi: abbiamo molto da imparare.
    Se guardiamo in avanti, a Belem è stata evidente la consapevolezza dell’enorme responsabilità che abbiamo: non più un altro mondo è possibile ma è necessario, ed è l’unico possibile per poter offrire un futuro all’umanità.
    Per fronteggiare la crisi non possiamo accontentarci di rivendicare la correttezza delle analisi sviluppate dal FSM fin dal 2001, dobbiamo praticare delle soluzioni a livello locale, continentale e globale.
    Da Belem giungono alcune indicazioni precise.
    A livello locale è stato posto al centro un sistema di politiche comuni su infrastrutture, energia e comunicazione fondate sulla sovranità alimentare, la filiera corta, la tutela dei ceti più poveri e quella ambientale. Nella dimensione regionale la costruzione del Banco del Sur (banca centrale regionale) e del Fondo del Sur, con l’obiettivo di diventare autonomi dal Fmi e garantire stabilità finanziaria, rappresentano la nascita di istituzioni opposte per genesi, obiettivi e governance alla Banca Centrale Europea.
    Su scala globale l’attenzione è sulla lotta ai paradisi fiscali, sul rilancio di strumenti simili alla Tobin Tax per porre un freno alle transazioni finanziarie speculative, sul risarcimento del debito ecologico accumulato dal Nord del mondo verso il Sud. Non sono sogni ma obiettivi realizzabili. L’intreccio tra queste strategie e l’agenda di mobilitazione dei movimenti ha come elemento fondante l’opposizione al liberismo nelle sue molteplici varianti. Il messaggio principale che proviene da Belem è che non esiste alcuna possibilità di gestione “umana” del mercato.
    Ed infatti come d’incanto sono scomparsi i vari leader dei partiti socialisti, i capi dei governi “progressisti europei”; costoro solo due anni fa avevano tempestato il Consiglio Internazionale del Forum pur di ricevere un invito formale.
    Tutti scomparsi; alcuni di loro sono stati visti a Davos. Ecco un’ulteriore riflessione che Belèm regala a noi, sinistra europea ed italiana: l’alternativa o è antiliberista, anticapitalista fondata sul Socialismo del XXI secolo ed è culturalmente, politicamente e organizzativamente autonoma dalla sinistra moderata, dall’internazionale socialista e dalle varie versioni di Pd, o non è un’alternativa.
    Questo vale in Italia, ma anche per la nostra collocazione presente e futura in Europa.

    Vittorio Agnoletto parlamentare europeo PRC/Sinistra Europea

  20. Luca Ammessi Says:

    Oh Gesù, “siamo in una fase sociale simile a quella degli anni ’50”?????
    ommmammamia bella. Va beh, va beh. Non c’è speranza:
    1- emarginazione coatta delle sinistre?? Il PCI aveva il 40 % almeno!! Oggi non arriviamo al 3% C’era l’URSS, il patto di Varsavia, la rivoluzione che avanzava… ma dai!!!! Oggi abbiamo una comunità in centro america e qualche presidente socialista in sudamerica! Ah, già, la Cina e Cuba! Mannaggia!
    2- “diffusione della miseria” Ma dove cazzo vivete!!!! Volete paragonare le povertà di oggi a quelle del 50?? ma dai
    3- incitamento all’emigrazione?? Ah si? Oggi?

    Ma no dai, non ho neanche il coraggio di elencare le differenze…. nella comunicazione di massa, nel radicamento, nel tessuto sociale, nella cultura diffusa, negli immaginari, nella qualità dei politici, nella composizione sociale e dei lavoratori…
    NON CI POSSO CREDERE.

  21. oggi occorre una linea che unisca i frammenti della sinistra, non una che divide. peccato che nel partito nessuno se ne accorga. credo che siamo veramente alla fine, e solo per l’incapacità dei nostri dirigenti, cosa che mi fa incazzare non poco. la vostra strada semplicemente in questa fase non è praticabile.

  22. bello nicola l’articolo di agnoletto.
    una bella lezione per chi ancora si sollazza tra le mappe poetiche e di pathos in questo paese di merda.
    la miseria dei ricchi, la lezione dei poveri.
    qui lezioni dai poveri non ne vuole prendere nessuno.
    perchè nessuno esce veramente nelle strade a parlare con la gente e ad ascoltarla. no. qui tutti pontificano e danno direttive. tutti rappresentano il popolo della sinistra. tutti dettano linee elettoralistiche, perchè oltre non ci si va. caos fuori? ma dove vivete voi??? non noi. noi ci viviamo in mezzo alla gente.
    che tristezza, davvero che tristezza.

  23. Si terremo conto dei suggerimenti esterni, delle ricette individuali che sempre emergono in un’epoche di crisi dove regna spaesamento, e da qui facili soluzioni. Ma è proprio questo l’errore, credere nella soluzione salvifica, nel colpo di ricetta magica, nella “proposta vincente”, e così di colpo cambiano gli scenari, i rapporti di forze, le strutture del potere, così con un po’ d’immaginazione, cercando di essere più scaltri degli altri. Ma la realtà non si piega ai nostri desideri. Ci sarà del lavoro da fare e tanto, e duro, e tenace perchè la ricetta è un processo di accumulazione di forze che si beffa delle frasi belle e complete.

  24. Francesco Says:

    Sacha,sono giorni che seguo questo blog,senza offesa ma sei una apocalisse vivente…….magari a tanti tutta questa verve tipo cassandra fosse uscita prima del 13 aprile….magari.

  25. Francesco Says:

    guardate compagni che luca ammessi e principe sono valletti del blog del sedicente movimento per la rifondazione della sinistra,nel quale i succitati personaggi insultano ferrero ed il PRC continuamente.

  26. SASHA INVECE DI SPARLARE LAVORA MI SONO ROTTO LETTERALMENTE I COGLIONI DEL TUO CONTINUO PIAGNUCOLARE DIMMI CHE CAZZO STAI FACENDO NEL TUO TERRITORIO,COSA STAI FACENDO PER RILANCIARE IL PRC,BASTA PIANGERSI ADDOSSO AVETE ROTTO
    IO MI FACCIO UN CULO COSI AVANTI E INDIETRO E QUI DEVO SENTIRE SEMPRE E SOLO LAMENTELE O TEORIE POLITICISTE ED ELETTORALISTICHE CHE AD APRILE CI HANNO DISTRUTTO.LAVORIAMO IN SILENZIO E I FRUTTI SI VEDRANNO.

    AGLI SCISSIONISTI:VOI COME AVETE RIDOTTO IL MIO PARTITO,SE VINCEVATE IL CONGRESSO ERA GIA IN ATTO LO SCIOGLIMENTO DEL PRC PER NON DIRE DELLE MALEFATTE DI BERTINOTTI E COMPAGNI.
    FERRERO DISSE:SBAGLIARE E’UMANO PERSEVERARE E’DIABOLICO EBBENE FERRERO HA SBAGLIATO VOI INVECE STATE PERSEVERANDO IN UN VICOLO SENZA USCITA.

    IL PRC LO SENTO MIO PERCHE’ E’DI TUTTI I COMPAGNI CHE SI SPACCANO IL CULO PER RILANCIARLO!!!

  27. luca ammessi Says:

    Ma quali valletti di cosa?. Ma quali insulti? Ma quali culi che si spaccano? Puffi rossi che si aggirano nei cortili terrorizzati dai Gragamella di turno e gli altri che nulla fanno. Mamma mia che lezioni di stile!
    Chi dissente con le vostre parole è un nemico del popolo, valletto di qualcos’altro (o qualcun altro), elettoralista, piagnucolone e nulla facente.
    Cari tutti, state nel vostro ghetto, siete ridicoli ed insensati. Morirete nella vostra solitudine (politicamente, s’intende).
    Venditori di pane di tutto il mondo unitevi

  28. Francesco Says:

    Dai luca ammessi ma che ti hanno cacciato dal blog di vendola?Evidentemente avevi rotto anche li…..per quanto ho potuto capire nessuno ti caccerà mai da questo blog ne ti censurerà a differenza del blog di vendola.Poi non fare lo schizzinoso perchè hai cominciato tu ad insultare(altro che dissenso).Poi quanto ti ripagano con la stessa moneta piangi…sei patetico.
    Al di là di alcuni toni forti Puffo Rosso ha ragione da vendere.Questi avevano trasformato il partito nel loro cortile portandolo a quello che siamo ora….ma allora di cacadubbi se ne vedevano pochi…Adesso si pretende che ferrero e gli altri ricostruiscano il tutto in pochi mesi….un pò come il bambino che vuole il giocattolo ad ogni costo….

  29. Principe Says:

    ..Proviamo a vedere se ancora qualcuno ragiona: se si vende il pane ad 1 euro per il fatto che la gente non riesce più ad arrivare a fine mese, per quale motivo poi si aumenta il prezzo della tessera al prc a 40 euro (che poi diventeranno 50 per il militante con la fondamentale “quota circolo”..)? La crisi non riguarda le/i compagne/i del prc? oppure questa cosa è sintomatica del partito che si vuole costruire: di pochi duri e puri che possono permetterselo?
    PS. valletto??? Bravo, tu si che hai capito tutto! E’ questo il giusto modo di discutere… Scusate se ho detto la mia, avevo dimenticato che non è più possibile.

  30. Francesco Says:

    Principe peccato che questo tono da coniglio bagnato non è nemmeno lontanamente somigliante a quello che usi sul blog di vendola o mps fai tu.Su quel blog tu ed altri sparate a palle incatenate su ferrero ed il prc,aiutati dal fatto che in quel blog a differenza di questo vengono censurati tutti i commenti contrari alla linea altro che costruzioni dal basso in quel blog si adotta lo stesso stile con cui costoro conducevano le riunioni dei CPF o del CPN(quando le convocavano 1 volta all’anno)…..Vui discutere?Benissimo ma usa lo stesso tono dovunque altrimenti o sei un ipocrita o un opportunista oppure un valletto fai te…..
    P.S. sul blog dei tuoi amici mi hanno censurato la bellezza di 8 commenti senza che contenessero un solo insulto….poi mi sono scocciato….

  31. Principe Says:

    .. i miei toni sono sempre gli stessi, quel che cambia è la capacità di comprendere ciò che si legge, ma questo varia a seconda del lettore..
    Naturalmente niente hai potuto dire nel merito delle cose che ho scritto, perchè sono inspiegabili diversamente da come ho fatto io, e questo ha il suo significato. Non mi interessa la polemica con te nè con nessun’altro, quindi il tuo sarcasmo per nulla abrasivo, lo rimando al mittente..

  32. a me questo luca ammessi mi ricorda tanto un pennivendolo sparito da Liberazione.
    uuaahh

  33. giovanni Says:

    accolgo l’invito di principe,proviamo a ragionare. Anche per luca ammessi.
    Facciamo unpasso indietro,breve. In data 11/9/ 2001 ricordate?
    Si apre una “nuova” fase l’aggressione terrorista scuote le coscienze e si scatena la guerra all’islam.Non è un dettaglio da quel momento partono le varie crisi economico finanziarie.Si scopre che le premiate società di controllo non avevano mai controllato nulla che la cosiddetta economia del libero mercato non ha nulla ne di libero ne di mercato. Nessuno in questo paese tranne pochi definiti subito complottisti e per questo emarginati anche a sinistra denunciano che le torri sono state fatte esplodere,che non c’è alcun attacco terroristico,che è tutta una grande messa in scena per giustificare i passi che poi abbiamo visto.Non è un dettaglio riflettere su queste cose,non lo è per nulla! Se non si comprende che la democrazia americana non è più,almeno dal 1913 da quando i banchieri l’hanno comprata,ipotecata non si capisce lo scenario.
    SE LUCA AMMESSI E’ CONVINTO CHE OBAMA POSSA FARE DELL’AMERICA UNA COSA DIVERSA E’PERCHè NON SA E NON VUOLE SAPERE COME STANNO LE COSE. COSA SERVE DISCUTERE DEL PANE
    QUANDO IL PROBLEMA E’AVERE LA FARINA. SE non si considera lo scenario ogni dettaglio è una perdita di tempo.Ma davvero si può immaginare che gli enormi interessi di gente che genera guerre da un secolo possano essere fermate da un nero alla casa bianca?
    Ma davvero si può pensare che in un paese dove Belem è solo la gnocca
    del reality di lussuria basti vendere pane?So che neanche quelli che vendono il pane a un solo euro pensano questo e io non li biasimo,per intenderci.Ma è fuori di dubbio che se la vendita del pane resta un gesto isolato e simbolico si riduce solo ad uno sterile evento.Ricordate gli armatori di napoli che prima delle elezioni regalavano la pasta con lo stemma della DC? LE ELEZIONI NON SONO NESSUN TERRENO DI PROPOSTA O DI SVOLTA.LE ELEZIONI VANNO DISERTATE,EVITATE,DENUNCIATE COME INGANNO .LA SINISTRA IN ITALIA E NEL MONDO NON POTRà MAI CONTARE SULLE ELEZIONI PERCHè LA DEMOCRAZIA NON è PIù. ANCHE SE QUANTO SUCCEDE IN
    SUD AMERICA E’ IMPORTANTISSIMO NON DEVE ILLUDERE PERCHe’
    PRESTO UN GRANDE ATTENTATO DI MATRICE VENEZUELANA O COLOMBIANA SCONVOLGERà LE COSCIENZE E LA COMUNITà INTERNAZIONALE DOVRà INTERVENIRE PER DIFENDERSI DAGLI AMICI SUD AMERICANI DI OBAMA E DEGLI ARABI CATTIVI. ANCHE SE A RAMON NON PIACE LA GENTE CREDE AI MEDIA E ALLA TV E PIù BALLE GLI PROPINI PIù CI CREDE.CHAVEZ QUESTO L’HA CAPITO E SI è FATTO LA SUA tv VEDREMO QUANTO DURA.
    LUCA AMMESSI PENSI DI PISCIARE DISCREDITO DA SACCENTE E DA
    PICCOLO GRAMSCI,NON E’ UN BEL MODO DI FARE ,ANCHE PERCHE’ NON MI PARE CHE TU POSSA SPIEGARE GRANCHE’ visto che dimostri di non avere capito di che cosa stai parlando.Lo dico senza alcuna volontà
    di offesa credimi ma sei davvero fuori rotta,totalmente.Hai un grosso deficit di conoscenza sul meccanismo di insieme.Io non sono del partito
    e ho sempre criticato su questo blog vari aspetti che mi sembrano stridere con gli obbiettivi dichiarati.Ma il tuo modo di fare è sinceramente pura provocazione e totale mancanza di rispetto e questo è tipico di chi
    cerca il potere per il potere,cheè la causa di tutti i nostri guai.
    Viva la vita,lo dico da sempre e non per caso perchè è il prezzo dell’asservimento e dell’impero prossimo venturo,e non manca molto.
    Viva la vita sempre e comunque a tutti!

  34. puffo, non posso impiegarmi in questo partito perché ormai non ci credo affatto. non sono d’accordo con nessuna mossa di questa dirigenza, dal salvataggio di liberazione che l’anno prossimo pagheremo salato alla gestione morbida di questo sbarramento, ai rapporti con le altre forze a sinistra. trovo che sia la strategia più velleitaria per cancellare la sinistra dal paese. non capisco e mi ribello al fatto che i ragionamenti di ramon siano blindati rispetto ad ogni possibilità di dubbio e di verifica empirica.

  35. EUROPEE: VELTRONI,RIFORMA SALVA-WALTER?GIORDANO ME LA CHIESE

    (ANSA) – ROMA, 3 FEB – ”Franco Giordano ha definito la
    riforma una legge ‘salva-Walter’. Si da’ il caso che Giordano mi
    chiese di introdurre la soglia del 4% e poi, dopo la scissione
    interna, dice il contrario. Noi, invece, dobbiamo avere un’idea
    di sistema che prescinde dal calcolo delle opportunita’
    politiche”. Cosi’, durante l’assemblea dei deputati del Pd, il
    segretario Walter Veltroni ha respinto la critica rivoltagli
    dall’ex segretario del Prc sulla riforma della legge elettorale
    europea.
    Veltroni si e’ detto, a quanto si apprende, convinto che non
    ci saranno ripercussioni sulle giunte locali nel rapporto con la
    sinistra e che la riforma e’ ”in sintonia con l’opinione
    pubblica” favorevole alla riduzione della frammentazione.

  36. grazie maria,
    l’ho postato proprio per quello, speravo la discussione migliorasse, ma si vede che stasera non è serata, solo gente che ha voglia di polemica (sterile).
    Pazienza.
    Solo una domanda per i vari “Principe” e nobiltà varia: ma se vi facciamo così schifo perché siete così interessati a quello che diciamo? Non è che forse vi sfiora qualche dubbietto sulle “magnifiche sorti e progressive” della vostra sinistra di arcobalenica memoria?

  37. Bucharin77 Says:

    Per i Luca Ammessi e i Principe:
    dOPO QUELLO CHE HA DICHIARATO VELTRONI FARESTE BENE A TACERE. SIETE AL SEGUITO DELLA CLASSE DIRIGENTE PIù INDEGNA CHE CI SIA MAI STATA IN UN PARTITO DI SINISTRA D’ALTERNATIVA IN ITALIA.

  38. Ferrero: il Pd vero regista della scissione di Rifondazione. Operazione Vendola fatta su commissione

    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc
    Le dichiarazioni di Veltroni e la proposta dell’ordine del giorno “salva Vendola” rendono finalmente chiaro che la scissione di Rifondazione Comunista è stata decisa in accordo con i vertici del Partito Democratico che infatti oggi se ne fa garante. Da un lato Veltroni sostiene di aver concordato con Giordano la soglia di sbarramento al 4% e dall’altra il PD permette agli scissionisti di presentarsi alle elezioni senza dover raccogliere le firme al fine di togliere voti a Rifondazione Comunista.

    La scissione di Vendola si rivela per quello che è : una operazione fatta su commissione del PD per cercare di distruggere Rifondazione Comunista e creare una sinistra addomesticata che faccia da copertura al centrismo di Veltroni.

    Questo chiarisce bene come il problema che abbiamo dinnanzi non è se unire la sinistra o no, ma è se fare una sinistra subalterna al PD o una sinistra in grado di avere un suo progetto e una sua autonomia strategica. Noi, siamo impegnati su questa seconda strada.

    CHE SCHIFO!!!
    ACCETTIAMO TUTTI INSIEME LA SFIDA IMPEGNIAMOCI PER FARCELA NON DIAMOLA VINTA A QUESTI QUATTRO FALLITI!!!
    CARA SHASHA PRIMA DICI CHE TI DEVI FARE LA TESSERA ADESSO DICI CHE NON CREDI IN QUESTI DIRIGENTI.
    TU SEI TROPPO LEGATA AI NOMI DEI NOSTRI DIRIGENTI O A QUELLO CHE FANNO LORO.
    IO ME NE FREGO DI QUELLO CHE DICONO E FANNO IL MIO OBIETTIVO E’LAVORARE PER RILANCIARE IL PRC A PRESCINDERE DEI DIRIGENTI.
    A MIO AVVISO NON SIAMO STATI SOFT SULLO SBARRAMENTO ABBIAMO FATTO DI TUTTO.
    NELLA MIA ZONA QUANDO IL PRC HA MINACCIATO DI USCIRE DALLE MAGGIORANZE COME PREDATORI QUELLI DELL’UDC PRENDEVANO I NOSTRI POSTI E LO AVREBBERO FATTO IN TANTI PARTI D’ITALIA.
    COMUNQUE LA SFIDA LANCIAMOLA,NON PIANGIAMOCI ADDOSSO.

    PER ULTIMO:TU SASHA NON LAVORI PER IL PRC PERCHE’NON CONDIVIDI DELLE SCELTE……………..SE TUTTI FAREBBERO COME TE E’GIUSTIFICATA ANCHE LA SCISSIONE DI QUEI QUATTRO FALLITI VENDOLIANI I QUALI NON CONDIVIDEVANO LA SCELTA DEMOCRATICA FATTA AL CONGRESSO.
    A ME SEMBRA DI PIU’UN ALICI.

    PS:SONO SICURO CHE UNA LISTA PRC.PDCI,SC,PCL OSPITANDOLI NELLE NOSTRE LISTE POTREBBE ESSERE LA MIGLIOR SOLUZIONE,RAMON E TUTTI OVVIAMENTE INIZIAMO A FARE QUALCHE RAGIONAMENTO VISTO CHE SI VOTA FRA POCHI MESI.

  39. se è vero quello che dichiara Veltroni (ma del soggetto mi fido poco) sarebbe una cosa SUPER-vergognosa…non ho parole.

  40. “E’ un’autentica nefandezza. E’ il frutto di un patto scellerato tra Veltroni e Berlusconi. Veltroni porta a casa una soglia di sbarramento con la quale pensa – e sbaglia – di annientare la sinistra, mentre Berlusconi porta a casa la riforma del federalismo, su cui non a caso il Pd si è astenuto, la giustizia, le intercettazioni e un domani anche le riforme costituzionali condivise. Francamente è una porcheria che non ha precedenti. Tuttavia, una volta che c’è la soglia di sbarramento io non credo che i partiti minori devono sbraitare più di tanto. Accettiamo la sfida: i comunisti insieme non hanno paura di nessuna soglia di sbarramento. Supereremo di gran lunga il 4%. Lavoriamo da subito a creare una unica lista comunista, dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista”. E’ quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI

    D’ACCORDO CON DILIBERTO!!!

  41. Luca Marini Says:

    evvai con le liste civetta!

  42. Luca Marini Says:

    Laura che ti dicevo ieri sui radicali????

  43. Luca c’hai preso 😉

  44. lucaocchionero Says:

    Leggete, leggete: avevamo ragione noi: ecco a cosa si presta la MPS, o RPS o come diavolo si chiamano: giudicate voi
    ___________________________________________________________________

    EUROPEE: VELTRONI,RIFORMA SALVA-WALTER?GIORDANO ME LA CHIESE

    (ANSA) – ROMA, 3 FEB – ”Franco Giordano ha definito la riforma una legge ‘salva-Walter’. Si da’ il caso che Giordano mi chiese di introdurre la soglia del 4% e poi, dopo la scissione interna, dice il contrario. Noi, invece, dobbiamo avere un’idea di sistema che prescinde dal calcolo delle opportunita’ politiche”. Cosi’, durante l’assemblea dei deputati del Pd, il segretario Walter Veltroni ha respinto la critica rivoltagli
    dall’ex segretario del Prc sulla riforma della legge elettorale europea.
    Veltroni si e’ detto, a quanto si apprende, convinto che non ci saranno ripercussioni sulle giunte locali nel rapporto con la sinistra e che la riforma e’ ”in sintonia con l’opinione pubblica” favorevole alla riduzione della frammentazione.

    (ANSA).

    EUROPEE: GIORDANO A VELTRONI, FALSA LA TUA RICOSTRUZIONE

    (ANSA) – ROMA, 3 FEB – ”Quando si parla con Walter Veltroni e’ sempre consigliabile avere dei testimoni, che fortunatamente, nel colloquio a cui allude oggi il segretario del Pd, c’erano.
    La ricostruzione di quel colloquio offerta da Veltroni e’ radicalmente falsa”. Lo afferma Franco Giordano, ex segretario del Prc, che, insieme a Gennaro Migliore e Patrizia Sentinelli, replica al segretario del Pd, secondo il quale furono proprio i dirigenti del Prc a chiedergli di introdurre una soglia di sbarramento alle europee per favorire la concentrazione delle forze di sinistra.
    ”Ne’ Franco Giordano ne’ nessuno degli altri presenti – sottolineano i tre esponenti di Rifondazione – si e’ espresso a favore dell’introduzione di una qualsiasi soglia di sbarramento per le elezioni europee”.
    ”Vorremmo dire al segretario del Pd – concludono Giordano, Sentinelli e Migliore – che non sara’ con trucchi di questo tipo che riuscira’ a risolvere i guai in cui si trova”.(ANSA).

    EUROPEE: FERRERO, E’ PD IL VERO REGISTA SCISSIONE VENDOLA

    (ANSA) – ROMA, 3 FEB – ”Le dichiarazioni di Veltroni e la proposta in aula alla Camera dell’ordine del giorno ‘salva Vendola’ rendono finalmente chiaro che la scissione di Rifondazione Comunista e’ stata decisa in accordo con i vertici del Partito Democratico che infatti oggi se ne fa garante”. E’ questa l’accusa che viene rivolta da Paolo Ferrero al leader dei democratici.

    ”Da un lato Veltroni sostiene – aggiunge il leader del Prc – di aver concordato con Giordano la soglia di sbarramento al 4% e dall’altra il Pd permette con il suo odg agli scissionisti di presentarsi alle elezioni senza dover raccogliere le firme al fine di togliere voti a Rifondazione Comunista. La scissione di Vendola si rivela per quello che e’: un’ operazione fatta su commissione del Pd per cercare di distruggere Rifondazione Comunista e creare una sinistra addomesticata che faccia da copertura al centrismo di Veltroni”.

    ”Questo chiarisce bene – conclude Ferrero – come il problema che abbiamo dinnanzi non e’ unire la sinistra oppure no, ma e’ fare una sinistra subalterna al Pd o una sinistra in grado di avere un suo progetto e una sua autonomia strategica.

    Noi, siamo impegnati su questa seconda strada”.

    (ANSA).EUROPEE:
    DILIBERTO; ACCETTIAMO SFIDA, PDCI-PRC SOPRA IL 4%

    (ANSA) – ROMA, 3 FEB – ”Accettiamo la sfida: i comunisti insieme non hanno paura di nessuna soglia di sbarramento. Supereremo di gran lunga il 4%. Lavoriamo da subito a creare una unica lista comunista, dei Comunisti Italiani e di Rifondazione Comunista”. E’ quanto afferma Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI, in un video pubblicato su PdCITV (www.pdcitv.it).

    La legge ”e’ un’autentica nefandezza. E’ il frutto di un patto scellerato tra Veltroni e Berlusconi”. ”Veltroni – prosegue – porta a casa una soglia di sbarramento con la quale pensa, e sbaglia, di annientare la sinistra, mentre Berlusconi porta a casa la riforma del federalismo, su cui non a caso il Pd si e’ astenuto, la giustizia, le intercettazioni e un domani anche le riforme costituzionali condivise. Francamente e’ una porcheria che non ha precedenti. Tuttavia – conclude – una volta che c’e’ la soglia di sbarramento io non credo che i partiti minori devono sbraitare piu’ di tanto”.(ANSA).

  45. ……Finche’ si parla di contenuti e si dialoga bene, ma non credo sia giusto prestarsi a polemiche personalistiche, volgari (in senso politico) e sterili con i lacche’ di Vendola. Credo sarebbe molto meglio isolare i provocatori semplicemente non rispondendo alle loro provocazioni, cosa che a mio avviso andrebbe fatta dentro il partito in generale, perche’ parte dei dirigenti della II mozione (di tutti i livelli) che resteranno nel partito, lo faranno per continuare a operare per la sua distruzione. A questa precisa strategia politica (non potrebbe essere altrimenti, perche’ il PRC disturba i loro fini finche’ esiste, figuriamoci se si riprende), va contrapposto l’ isolamento. Sulla frattura che gia’ vi e’, e forte, tra questi incarogniti e opportunisti dirigenti (assolutamente irrispettosi e arroganti nei confronti del dettato democratico uscito dal congresso), e la maggior parte dei militanti che hanno votato la II mozione, bisogna insistere, rendendola definitiva. Personalmente sono molto fiducioso nel buon senso dei militanti di RIfondazione, che stanno sempre piu’ prendendo le distanze da questa pantomima del potere che piu’ va avanti e piu’ si smaschera da sola.

  46. Per Luca amnesia
    Non so dove vivi e come vivi tu. Ma quando non hai i soldi per arrivare a fine mese e vivi sotto sfratto non sapendo dove andare dopo, con una famiglia sulle spalle, credo che si possa parlare di miseria. Questo avviene pur avendo un computer,internet e un videoregistratore, in piena era di “comunicazione di massa”, come la chiami tu. Non è che la tecnologia o le informazioni ti sfamano più di tanto. Questa è una condzione diffusa, Amnesia.
    “Il PCI aveva al 40 % almeno?” Negli anni ’50? un consiglio, smetti di assumere sostanze, danneggiano quel che resta delle sinapsi e usa il tuo tempo per ripassare le tabelline (il pci non ha mai raggiunto quella quota).
    “Oggi non arriviamo al 3%”. Il Prc non è il PCi, forse ti è sfuggito.
    “C’era l’URSS, il patto di Varsavia”… infatti stavo parlando di condizione sociale italiana, hai presente la differenza?
    2- “diffusione della miseria” Ma dove cazzo vivete!!!! Volete paragonare le povertà di oggi a quelle del 50?” Ripeto, ma dove vivi tu?
    3- “incitamento all’emigrazione?”. Se hai tempo, sfogliati le cifre sull’emigrazione degli italiani all’estero negli ultimi 10 anni.Visto che ti piace la comunicazione, hai sentito parlare di italiani all’estero?fuga dei cervelli (e non solo quelli)?
    ” non ho neanche il coraggio di elencare le differenze…. nella comunicazione di massa, nel radicamento, nel tessuto sociale, nella cultura diffusa, negli immaginari, nella qualità dei politici, nella composizione sociale e dei lavoratori…”
    Appunto. Parli di immaginari e di comunicazine diffusa. Confondi le condizioni materiali con Coliandro o qualche altra prelibatezza che ti vedi in Tv e commenti nel tuo salottino, al calduccio. Ma dai amnesia, ammettilo, sei uno snobetto che s’è letto due libri di marketing (uno a caso, Storytelling di Salmon) e di comunicazione e pensa di aver capito il mondo solo perché non hai problemi ad arrivare a fine mese.
    E, a proposito di anni 50, adesso abbiamo anche la Legge Truffa. Già, ma forse tu non sai nemmeno cos’è.

  47. Luca Marini Says:

    Ma perchè Diliberto parla sempre a nome degli altri, come se gli altri avessero già seguito i suoi desideri?
    ” i comunisti insieme supereranno la sfida! e poi ” sfideremo il 4%”
    Mah!

  48. scusa lu, ma non sono d’accordo con te.
    sarà anche “volgare” discutere di certe cose, ma la volgarità fa parte della vita. se codesti signori se ne fossero andati tutti, potrei anche esser d’accodro con te (forse). ma si dà il caso che noi viviamo una realtà drammatica. dove le federazioni sono totalemente in mano ai lacchè di vendola. checchè se ne dica e checchè ci sforziamo tutti di credere nella loro buona fede.
    questa situazione deve essere chiara. queste cose devono girare e si devono sapere. tutti devono essere a conoscenza del grave pericolo che rifondazione ancora non ha superato. altro che polemiche personalistiche e sterili! ma stiamo scherzando? qui parliamo di pane a un euro, e abbiamo ancora in casa i lacchè di vendola ai quali non vengono date ancora condizioni necessarie e vincolanti per rimanere nel partito, visto che ci vogliono rimanere.
    dopo tutto questo, noi crediamo ancora alle favolette della buona fede? eh no. eh no. qui, come dice pufforosso, ci si fa un mazzo così. spendiamo energie tempo e denaro a iosa per questo partito.
    aggratis.
    il partito è in dovere di intervenire.
    punto.

  49. animals Says:

    Apriamo le nostre liste a esponenti di Pdci, Sc e (se vogliono) del Pcl senza chiedere l’iscrizione al partito ma sotto il nostro simbolo. Diamogli anche i primi posti in modo che abbiano qualche possibilità di essere eletti se si supera la soglia. Ma facciamolo subito e basta. Senza cartelli, ammucchiate o operazioni opportuniste che non sarebbero capite. E poi lanciamo una campagna su pochi punti precisi e molto radicali su come uscire dalla crisi. Penso alle nazionalizzazioni

  50. Luca Marini Says:

    Animals, c’è già la bozza pogrammatica per le elezioni europee ed è quella della sinistra europea elaborata dal prc e da altri partiti europei tra cui nè il pdci, nè sc, nè pcl. Già ma cosa contano i programmi…..? l’importante è fare entrare il pdci poi se una volta eletti o meno rispetteranno i programmi con i quali hanno chiesto il voto, poco conta. Questo si chiama elettoralismo, Animals non è che voglio accusare te di elettoralismo, nel prc molti considerano tutta la discussione sulle elezioni, le liste le alleanze prioritarie alla costruzione di un progetto politico di carattere sovrannazionale!

  51. animals Says:

    Ok Luca sono abbastanza d’accordo con te. Probabilmente la mia proposta che ho abbozzato risente di elettoralismo. Io sono perché il Prc si presenti da solo e col suo programma. Allo stesso tempo vedo che il gruppo dirigente è sotto pressione da tutte le parti. credo che sarebbe meglio se si prendesse subito una posizione inequivocabile e si partisse con una campagna elettorale basata sui bisogni dei lavoratori di fronte alla crisi. In questo modo però si deve mettere in conto di non superare la soglia e attrezzarsi per mandare avanti il partito anche in quel caso. Io sono preparatissimo ma temo che molti, a partire dalla direzione, non lo siano. Sono convinto che per affrontare la prossima fase sia necessario un programma anticapitalista chiaro e preciso. Non mi sembra che per ora ci sia e questo probabilmente è il problema più urgente. Sul programma della sinistra europea ammetto di non essere ferrato ma forse anche il partito non ha fatto molto per diffonderlo tra gli iscritti.

  52. Caro Luca qui non si capisce la tragicità del momento.
    Rischiamo di chiudere il partito e il suo giornale senza rimborsi elettorali siamo finiti.
    E’ indispensabile trovare un accordo con gli altri comunisti.
    Saremo tacciati di elettoralismo,mancano pochi mesi alle elezioni,cosa dobbiamo fare???
    Trovare delle intese con gli altri comunisti,secondo me.
    Il pdci fa parte come ospite,non so cosa voglia dire sinceramente,della Sinistra Europea,degli altri non lo so.
    Lotterò fino alla morte,andrò a trovare ogni singolo voto utile,l’8 giugno a prescindere se avremo o no preso il 4% voglio essere con la coscienza a posto e dire:”ho fatto di tutto,abbiamo fatto”
    Sto spendendo energie tempo e denaro a iosa per il partito.
    Se la direzione nazione o il cpn non si sentono di prendere decisioni in merito che si faccia un referendum tra gli iscritti.
    Scusate se sono disarticolato ma scrivo tutto quello che mi viene per la testa.

  53. Luca Marini Says:

    ok Animals sul chiarimeto e forse hai anche ragione a dire “che si decida”
    Mi torna in mente un articolo di Ramon postato qui e cioè “Rifondazione Comunista è in pericolo”. Ebbene Animals hai ragione che si faccia presto perchè io mi trovo in una federazione dove le tendenze descritte da Ramon si manifestano sempre di più. Da una parte i rientrati della 2 che visto lo sbarramento vorrebbero rifare l’arcobaleno, dall’altra alcuni compagni della 1 che dicono facciamo entrare il pdci, nel mezzo, il rischio di un nuovo commissariamento!

  54. puffo è comprensibilissimo il tuo stato d’animo, che non è diverso dal nostro.
    non c’è dubbio che la segeteria del partito sia in grave ritardo.
    della scissione si sapeva. dello sbarramento si sapeva.
    nulla è accaduto di imprevisto quindi non c’è giustificazione per questo ritardo.

    nonostante ciò, paolo ferrero sta tendendo testa a tutti gli attacchi, e lo sta facendo con molto equilibrio. di questo bisogna dagli atto.
    la segreteria sta lavorando forsennatamente in queste ore, e sicuramente tra pochissimo verranno rese note le posizioni che riguardano entrambi i problemi.
    non facciamo prenderci dal panico. chi vuole un referendum e una consulta della base, sa benissimo che in questo caos dove i militanti sono totalmente smarriti e impauriti, passerebbe la costituente dei comunisti.
    a chianciano abbiamo deciso che rifondazione deve vivere e che il progetto delle costituenti era da bocciare. abbiamo scampato un pericolo, ci ritroviamo con l’altro.
    attendiamo ancora qualche ora, e di certo il partito troverà la giusta soluzione a questo problema.

  55. Luca Gibillini Says:

    Ciao,
    vi scrivo perché credo sia opportuno e corretto mettervi a conoscenza delle mie scelte e delle motivazioni di esse.
    Oggi lascio Rifondazione Comunista e naturalmente il ruolo di segretario del circolo Lenin Barona, dopo molti anni di militanza e di appartenenza, con una difficoltà che so potrete capire.
    Rifondazione e il circolo sono stati per me una casa, quasi una famiglia, di sicuro una comunità, in cui ho speso la maggior parte delle mie energie e delle mie forze, condividendo un progetto, oltre che le idee e le battaglie.
    Oggi, quella che era la mia casa è cambiata. E’ cambiata talmente tanto da non essere più, ai miei occhi, riconoscibile. E’ cambiato il progetto politico, ma soprattutto è cambiato il clima ed è cambiato il linguaggio che usa.

    La pesantissima sconfitta elettorale dello scorso Aprile, ne abbiamo parlato spesso, poteva essere la cenere da cui ricostruire un grande progetto, quello di cambiare la nostra società, superando le divisioni, le incomprensioni, le identità che ci avevano relegato ai margini della cultura e dell’immaginario delle persone. Tra l’altro, una sconfitta che ha le radici lontane da quell’aprile, deriva da un processo storico lungo che ha visto la sconfitta del comunismo come una tappa fondamentale.
    Inoltre, quello che è successo negli ultimi mesi, e mi riferisco alle battaglie della CGIL, ma soprattutto all’impetuoso movimento dell’ONDA, degli studenti, ma anche alle ultime manifestazioni contro lo sgombero di Conchetta, ci hanno parlato di un grande “bacino” di persone che condividono la necessità di cambiare questo paese.
    Tantissime donne e uomini che hanno affollato le strade e che hanno sempre, con forza e radicalità, rifiutato di farsi collocare in questi partiti della sinistra. Credo che sia necessario ragionare in altri termini, rispetto al passato: le tradizionali forme partito non sono più credibili, efficaci e interessanti per il mondo che vive fuori da esse. Ma soprattutto chiudersi dentro ad identità precise e riferimenti e modelli culturali del passato sia un recinto troppo alto da superare per la stragrande maggioranza.

    Rifondazione Comunista ha, in questo senso, fatto grandi passi indietro: negli ultimi mesi si è arroccata sull’identità di partito, ha, nel frattempo, accentuato il suo riferimento al partito tradizionale, con il suo centralismo e le sue logiche verticali, legittime ma, dal mio punto di vista, superate dalla storia. Dal punto di vista dei contenuti ha abbandonato, come spesso sottolineato dai suoi massimi dirigenti, alcune battaglie che ritenevo centrali: quelle dei diritti delle persone e della centralità della libertà, per far posto ad una campagna sul carovita dai contenuti discutibili e dall’approccio un po’ populista. Credo fortemente che mettere al centro la questione del conflitto di classe davanti alla questione dei diritti sia un arretramento ed un errore in una società fluida e cambiata come quella attuale.

    La realtà ci parla forte e chiaro: la crisi economica è molto più profonda di quello che passa sui giornali e sui media attraverso cifre ritoccate, investe il tessuto sociale, mette in discussione i rapporti di forza a cui siamo abituati. Nella crisi, i proprietari e i benestanti, sono sempre più forti. La crisi colpisce, da sempre, soprattutto i deboli. Nello stesso momento un’aria di cambiamento, anche se con evidenti limiti, proviene anche “dal cuore dell’impero”: Obama e la sua vittoria lanciano un segnale di cambiamento possibile al mondo. In Italia invece è sempre più forte quella spinta populista e di destra che genera una cultura all’esclusione, all’omologazione. Razzismo, omofobia, società dello spettacolo, povertà, violenza, sono sempre più protagoniste del nostro paese. E Milano non si distingue: chiudono centri sociali, si militarizzano le strade in nome di una presunta sicurezza, si cementifica in nome di quello stesso profitto che ci ha sprofondato in questa crisi e in questa città sempre più ricca solo di solitudini ed emarginazioni.
    Davanti a tutto questo non credo che la risposta che possiamo dare sia quella di chiuderci dentro ad un partito, tanto meno quella di farci forza con un modello di società unico ed univoco, rivendicando con forza la parola Comunismo e dimenticando la parola Rifondazione.

    Credo che la risposta che dobbiamo dare sia una risposta più coraggiosa: il tentativo di unire la sinistra, fare un salto in avanti verso la costituzione di un solo grande soggetto che sia capace di fare cultura, di restituire rappresentanza a tutti e tutte noi, capace di aggregare persone e idee.

    Per questo abbandono Rifondazione. Perché credo che la parabola importante e bellissima di Rifondazione Comunista sia finita. Si è chiusa un’era e dobbiamo capirlo. Metterò tutto me stesso nella costituzione di un Movimento per la Sinistra, un movimento che lavorerà alla costruzione di un soggetto politico unico ed unitario di Sinistra, capace di tenere dentro tutti, compresi i comunisti come me, capace di parlare a tutti, anche ai comunisti, capace soprattutto di unire la Sinistra e di restituirgli quella forza e dignità indispensabile per creare una società migliore e più giusta.
    Faccio i miei migliori auguri a coloro che hanno deciso o decideranno, legittimamente, di continuare la loro strada in Rifondazione, perché credo che saranno sempre i miei compagni di battaglie, i miei “vicini di barricata” e soprattutto perché so che saranno presto con me in un’unica grande casa della sinistra che io vado avanti a costruire.

    Un abbraccio a tutti e a tutte. Grazie per quello che mi avete dato. Sapete dove trovarmi.

    Luca Gibillini

  56. …x Luca Gibillini
    Bene, auguri. Pero’ per cortesia almeno fatela finita con questo frasario da dibattituccio elettorale televisivo, e smettetela di insultare l’intelligenza altrui con una terminlogia politica cosi’ misera e vuota di qualsiasi contenuto reale. Davvero credi in quelle quattro striminzite formulette, sempre le stesse -sembra che vi abbiano “indottrinato” per farvi dire sempre le stesse cose in ogni occasione e sempre con le medesime parole- che sentiamo ormai ripetere da mesi? …Ma insomma chi si accontenta gode, e quindi fatevi pure il vostro bel recinto da intellettuali da salotto, piu’ inutili di un pettine senza denti, ma smettetela di rompere le scatole con queste quattro cazzate che sperate di far passare per innovazione politica (una cazzata resta una cazzata, anche se la ripeti un milione di volte) e che invece rappresentano semplicemente un regresso totale a sinistra, e davvero nulla di nuovo nelloro uso strumentale dei temi del comunismo e dell’alternativa al capitalismo.

  57. n abbraccio anche a te luca gibillini.
    anche a te grazie per quello che ci hai dato.
    anche tu sai dove trovarci.

  58. scusate, ora saremo anche tutti panai, ma quando eravamo tutti librai la cosa allora andava bene?

  59. Luca Marini, appunto, parliamo di contenuti. Io il programma della Sinistra Europea l’ho letto, mi pare un onesto programma di sinistra, niente di rivoluzionario, com’è normale, dato che nella SE ci sono anche partiti storicamente su posizioni meno radicali rispetto al Prc. Se questi sono i contenuti su cui ci si vuole confrontare, lo si faccia. Nella chiarezza più assoluta, chi ha altre idee sta fuori. Alle europee ci si deve arrivare con la più ampia unità possibile sotto a un simbolo ben preciso e a contenuti ben precisi. Altrimenti, tanto vale non presentarsi.
    Se ci siamo arrivati io e te, penso ci siano arrivati anche Ferrero e Diliberto, che dici? Il Pdci è nella SE solo come osservatore per molti motivi, uno dei quali di nome fa Fausto, di cognome Bertinotti e di professione pensionato. Quindi, ci spero.
    Niente papocchi, niente arcobaleni: un simbolo chiaro, un programma senza ambiguità. Se c’è qualche possibilità di arrivare al 4%, è seguendo questa linea. E, ripeto, non mi ritengo particolarmente più intelligente di Ferrero e del resto della dirigenza del Prc, quindi sono fiducioso.

  60. Cara Maria, su molte cose che dici sono d’accordo – la pressione sui dirigenti, il buon lavoro sostanzialmente della segreteria – ma su altre proprio no. Scusami ma non capisco cosa vuol dire


    non facciamo prenderci dal panico. chi vuole un referendum e una consulta della base, sa benissimo che in questo caos dove i militanti sono totalmente smarriti e impauriti, passerebbe la costituente dei comunisti.

    Vorresti dire che la base va consultata solo quando tutto è chiaro e passerebbe ciò che si vorrebbe che passasse? Scusami, lo avrai scritto senza pensarci, ma questo è un ragionamento da giordan-vendoliani, che non volevano fare né la consulta sul governo (ricordi?), né addirittura il congresso, perché non erano sicuri che sarebbe andata come volevano loro (e infatti!).

    E continuo a non capirti quando parli di “costituente dei comunisti” e addirittura


    a chianciano abbiamo deciso che rifondazione deve vivere e che il progetto delle costituenti era da bocciare. abbiamo scampato un pericolo, ci ritroviamo con l’altro.

    cioé secondo te una vale l’altra! Scusami, anche se lo dici tu o Ramon o lo stesso Lenin redivivo, questa è una cazzata, e non sono pochi i compagni di base che lo sanno benissimo, e sanno distinguere benissimo tra l’una e l’altra (il che non vuol dire che siano tutti favorevoli a riunirsi con il PdCI e gli altri, ci mancherebbe. Ma da qui a dire che sarebbero la stessa cosa, specialmente in una prospettiva di classe e di lotta, ce ne corre, abbi pazienza!!!).

    Comunque terrei a precisare che la formazione di una lista unica, con i due simboli insieme, tra le due forze italiane della Sinistra Europea e del gruppo GUE/NGL al Parlamento Europeo, che sono PRC e PdCI, sul programma della Sinistra Europea (che anche il PdCI in buona sostanza condivide) e magari con una aggiunta specifica sulla situazione italiana e sugli Italiani in Europa, oltre ad essere una cosa di evidente logicità e buon senso, non vuol dire assolutamente “costituente comunista”. Il processo per arrivare, un giorno, se possibile, ad un nuovo grande Partito Comunista in Italia, unito con le varie sensibilità sui punti chiave – anticapitalismo, pacifismo attivo, diritti personali E sociali, laicità, movimento, eccetera – e con il meglio di Rifondazione Comunista di tutti questi anni, ecco, questo processo è lungo, non facile, non dipendente dalle variabili elettorali, ma del lavoro sul terreno, con e per le persone, e dai fatti.

    Quindi direi per favore di non confondere i termini, e se si deve trovare una soluzione al problema contingente di queste elezioni europee, si troverà – come ben dice Masaccio, confidando nell’intelligenza individuale e collettiva del Partito, che ce n’è, e non poca – però non serve a nulla voler generalizzare o addirittura “spaventare” con il Lupo Diliberto.

  61. In bocca al lupo Luca Gibellini (che non è Veltroni, anche se sembra che stiate andando a finire lì e non so quanti di voi saranno contenti. Certo, i leader, quelli che avranno una poltroncina o uno stapuntino sì. Ci sarà sempre il Crucianelli di turno – a te stabilire a chi tocchi oggi quel ruolo – che accontenterà se stesso mandando a fondo energie, speranze, progetti di migliaia di compagni che ci hanno creduto).
    Ti faccio solo 3 domande: ma non lo sapevi, non lo spavate già – come teorizzava Bertinotti nemmeno troppo privatamente 6 anni fa – che il Prc era finito? PErché andarsene ora, dopo il naufragio elettorale, la sconfitta del progetto politico e la perdita del congresso? Non lo trovi un controsenso in termini scindersi per unire la sinistra?

  62. caro mariocg, innanzi tutto grazie per gli aggiornamenti che mi mandi da bruxelles. veniamo su quello su cui non mi sono spiegata bene, visto che non capisci cosa voglio dire

    1) la base è stata chiamata al congresso. e lì si è espressa chiaramente. a meno che non eravamo tutti rimbambiti, sapevamo a luglio sia della possibilità della scissione sia del pericolo sbarramento elettorale. quindi non è capitato proprio nuilla di imprevisto per poter chiamare la base ad esprimersi con un referendum. non si possono paragonare le due situazioni, quella di oggi con quella dell’arcobaleno. ti ricordo che il uolter disse di voler correre da solo dalla sera alla mattina. ed è qui la mia accusa alla segreteria di grave ritardo. perchè si doveva esser pronti. chiari e decisi. cosa che non è stata. questo ha provocato il caos più totale e tutte le pressioni possibili e immaginabili sulla segreteria.
    spiacente, ma a me di fare ragionamenti giordan-vendoliani non me lo dici. scusa, eh. dovresti conoscermi ormai.

    2) certo che l’unione delle liste e la costituente non è la stessa cosa. non c’è bisogno di scomodare nè lenin nè marx nè mao per capirlo. semplicemente con questa mossa prettamente elettoralistica, ci si avvia verso quel tavolo di tratttativa che ha ben poco di maturazione processuale. hai voglia a dire uniamo le lotte e tutte queste belle parole. i fatti dimostreranno il contrario, e secondo me lo dimostreranno anche in termini di risultati elettorali. ma questo è il mio pensiero, quindi opinabilissimo.

    3) che una soluzione si deve trovare non c’è dubbio. sarebbe stato opportuno averla già trovata a tempo debito, per evitare che ognuno poi agisse da cellula impazzita come di fatto sta avvenendo. comunque, quel che è fatto è fatto, e aspettiamo indicazioni in merito.

    4) io con diliberto non spavento nessuno come chi cerca di portalo innanzi come bandiera salvifica non convince nessuno. siamo pari, caro mario. e per cortesia, sappiamo bene che quando parliamo di diliberto parlaimo del pdci, e non di lui. per quanto mi riguarda personalemte non lo conosco, mi guarderei bene di parlare di lui in termini personali.

  63. il congresso è lontano 3000 anni lo riconosce la stessa maria che teme ne verrebbe rovesciato il verdetto. vedo che l’antidemocrazia fa proseliti ovunque.

  64. noi ce lo siamo fatto il congresso e sembra ieri, visto che pare non sia mai finito.
    finiscila di sparare cazzate e sentenze demeneziali e idiote.
    perdonami, ma uso lo stesso tuo linguaggio perchè come pufforosso e molti altri mi sono proprio rotta le palle di te e di chi pontifica a sproposito e basta senza sapere nemmeno di quello di cui si parla

  65. Rovesciato il congresso???
    A mio avviso in questo momento se Vendola andrebbe nelle federazioni gli menano.
    Cara Sasha come ti ho detto l’altra sera: SASHA NON LAVORI PER IL PRC PERCHE’NON CONDIVIDI DELLE SCELTE……………..SE TUTTI FAREBBERO COME TE E’GIUSTIFICATA ANCHE LA SCISSIONE DI QUEI QUATTRO FALLITI VENDOLIANI I QUALI NON CONDIVIDEVANO LA SCELTA DEMOCRATICA FATTA AL CONGRESSO.
    A ME SEMBRA DI PIU’UN ALIBI.

    PS:SONO SICURO CHE UNA LISTA PRC.PDCI,SC,PCL OSPITANDOLI NELLE NOSTRE LISTE POTREBBE ESSERE LA MIGLIOR SOLUZIONE,RAMON E TUTTI OVVIAMENTE INIZIAMO A FARE QUALCHE RAGIONAMENTO VISTO CHE SI VOTA FRA POCHI MESI.

  66. Eh eh eh… caro compagno Pufforosso, la settimana prossima l’esimio signor Vendola viene a farci visita a Bruxelles… anzi, a noi no, chiaro, a un gruppetto di portaborse del Parlamento Europeo (principalmente ex-PdCI e anche qualcuno di area SD e anche qualcuno area PRC, eh sì, anche se non iscritto da noi ma in Italia, a quanto sembra…), che dice che vogliono fare “la sinistra” a Bruxelles. Che carini!!! Che dici, prepariamo qualcosa? :-)))

    (oh, per i vendoliani in ascolto: scherzo eh, poi io non ci sarò neanche, sarò a votare per Soru)

    Cara compagna Maria, nun t’encazzà, dai che ci siamo capiti, infatti dicevo che quello che avevi scritto sulla “consultazione” dovevi averlo scritto in fretta senza pensarci, perché appunto ragionare da giordan-vendoliana che ha paura che la base gli dia torto, non è da te! Non posso non dirti però che non è proprio molto vero che a luglio scorso fosse già tutto chiaro, né sbarramenti né tanto meno scissioni, se è vero com’è vero che i signori vendoliani giuravano e spergiuravano che loro non volevano sciogliere il Partito etc. Quindi non sarebbe mica male oggi coinvolgere più direttamente gli iscritti su una decisione abbastanza importante in queste nuove condizioni. La democrazia (quella vera) è difficile ma non bisogna mai averne paura.

    Comunque a parte i dettagli e le note divergenze, credo che sia chiaro che bisogna darsi da fare e in fretta, che il tempo stringe e ci vuole tempo per fare una cosa bella e ben fatta per presentarsi come si deve alle elezioni. Che non sono l’orizzonte degli eventi, ma sono comunque importanti. Naturalmente sempre continuando a lavorare nel piccolo e nel grande…

  67. ninì metallurgico Says:

    Il signor Musacchio fa ridere, molto ridere: andate a leggere quel suo demenziale articolo su sito del partito di Vendola: paragona l’operazione anticapitalista della LCR con la operazione di Vendola!! INcredibile, non capisce che i francesi vanno verso la lotta al sistema e Vendola va verso il PD. Incredibile!!! NOn leggibile!!

  68. Sono state io caro compagno Mario ad avere l’idea della consultazione fra gli iscritti e penso che sia una buona soluzione:PuffoRosso Dice:
    4 Febbraio, 2009 a 12:52

    Caro Luca qui non si capisce la tragicità del momento.
    Rischiamo di chiudere il partito e il suo giornale senza rimborsi elettorali siamo finiti.
    E’ indispensabile trovare un accordo con gli altri comunisti.
    Saremo tacciati di elettoralismo,mancano pochi mesi alle elezioni,cosa dobbiamo fare???
    Trovare delle intese con gli altri comunisti,secondo me.
    Il pdci fa parte come ospite,non so cosa voglia dire sinceramente,della Sinistra Europea,degli altri non lo so.
    Lotterò fino alla morte,andrò a trovare ogni singolo voto utile,l’8 giugno a prescindere se avremo o no preso il 4% voglio essere con la coscienza a posto e dire:”ho fatto di tutto,abbiamo fatto”
    Sto spendendo energie tempo e denaro a iosa per il partito.
    Se la direzione nazione o il cpn non si sentono di prendere decisioni in merito che si faccia un referendum tra gli iscritti.
    Scusate se sono disarticolato ma scrivo tutto quello che mi viene per la testa.

    A Vendola dategli palate in testa per svegliarsi un pò

  69. mario, senza intento polemico. rileggi bene quello che ho scritto.
    se c’è una cosa che non mi fa paura è proprio la democrazia. se si dovesse decidere per una consultazione non ci sono problemi, ma ribadisco che non sono d’accordo per i motivi sopraindicati.
    detto questo, concordo con te. bisogna darsi da fare ed in fretta per decidere.
    un beso

  70. Brunoincazzato Says:

    Mi permetto di intervenire in questa discussione solo per sottolinearvi che Sacha per rovesciamento dell’esito congressuale non si riferisce a Vendola,ma piuttosto al fatto che in questo preciso istante se la base venisse chiamata ad esprimersi darebbe abbia maggioranza ad un accordo col pdci,anche al di fuori di quello che dice il documento congressuale.
    ora mi sembra ovvio che non sta ne in cielo ne in terra convocare un congresso anche per decidere di che colore debba essere a mutanda di ferrero.
    almeno su questo punto il congresso ha dipanato un dubbio:ovvero si va alle elezioni col simbolo prc-se,pronto ad accogliere compagni che vengono da altre esperienze.su base locale si valuta di volta in volta e sulla base di un documento condiviso nella sua interezza.
    ora diciamocelo il 4% è diventato per noi il diavolo.possiamo anche non arrivarci ma non è questa battuta d’arresto che determinerà le sorti nostre.certo ci saranno problemi con ricadute pratiche gravi,che è il senso delle paure di sacha,ma affronteremo a tempo debito anche questi eventuali problemi.io penso che riproporre f.e.t(fusioni ellettorali temporanee)sia in buona sostanza l’arcobaleno comunista,si avviene ad unione dopo un percorso condiviso gomito a gomito.intanto il 13 febbraio si avvicina e le assemblee incominciano a moltiplicarsi,non vorrei sbagliarmi,ma la gente incomincia a capire davvero la situazione,ed a queste assemblee nemmeno tanto timidamente stanno partecipando,di loro spontanea iniziativa,i ragazzi dell’onda.
    vi abbraccio

  71. giovanni Says:

    caro ramon,
    confido di vederti o prima o poi. un sincero e intenso profondo augurio di buon lavoro e di tutto. sinceramente e senza polemica alcuna non penso
    che ci ritroveremo più su questo blog.
    viva la vita!

  72. Scusa bruno ma proprio non ci siamo. Se devi criticare qualcuno fallo con argomenti politici. Questo non è il sito di RPS/MPS dove puoi leggere cose esattamente come quella che hai scritto tu (sostituiscono “Musacchio” con “Ferrero”, ovviamente) ovvero insulti gratuiti fondati sul nulla.
    Ramon fa bene a non applicare nessun tipo di moderazione ai commenti per permettere un dibattito “in tempo reale”, ma questo non legittima nessuno ad abusarne, anzi.

    PS: per ninì metallurgico. rileggi bene l’articolo, non sta affatto paragonando la LCR al movimento vendoliano, anzi l’accosta all’attuale PRC, entrambi “populisti” (secondo lui) anche se loro meno opportunisti e identitari di noi a suo giudizio, che è quindi negativo su entrambi.
    L’articolo continua a non essere per niente condivisibile, ma non c’è scritto quello che dicevi tu.

    PS2: Detto questo che l’attuale PRC venga accostato alla LCR per me è un complimento.

  73. In ogni caso in queste elezioni ci saranno le preferenze, il che significa che si può pure fare una lista di varie entità in cui l’elettore può scegliere, contrariamente alle politiche. forse qualcuno non si rende conto che si tratta di evitare la tabula rasa a sinistra per decenni. se i dirigenti hanno la saggezza di infischiarsene dei simboli e seppellire le asce di guerra, forse è ancorapossibile farcela.

  74. Nicola, scusa se ho urtato la tua sensibilità e quella di altri. Hai ragione, è inutile e dannoso lasciare che vecchi rancori emargano e ottundano i ragionamenti, specie in questa fase.

  75. Ho letto l’articolo di Musacchio, e sinceramente, vabbè, sarò ancora mezzo addormentato e/o i neuroni cominciano a mancare per l’età galoppante, ma ‘un c’ho hapito ‘na sega! Salvo più o meno che noi di Rifondazione siamo populisti e ideologici eccetera eccetera, insomma i soliti cattivoni. Però mi sa che può valere sia l’interpretazione di Mimìmetallurgico che quella di Bruno che quella di Nicola, cioè tutto e il contrario di tutto e neanche tanto bene scritto.

    Ma del resto su quel sito là si dilettano tra le altre cose a discettare delle ultime genialità del “manifesto”, saltare un turno, seee come no, ah come si ragiona bene sulla torre d’avorio, gradisce un altro pasticcino con il té signora mia?, uh no, potrebbe rovinarsi il tappeto del salotto……………

    Oh, a proposito di salotti, stasera a porca-porca ci sono Ferrero e Diliberto… non ci dovrebbero neanche andare a quello schifo secondo me, ma già che ci vanno, riusciranno almeno a non bertinottare?

  76. Bruno, non è una questione di sensibilità. Di argomentazioni ne abbiamo a bizzeffe quindi usiamo quelle, non scadiamo nell’insulto personale che è sia inutile che controproducente.

    Se guardi il blog di RPS il 90% dei commenti sono insulti totalmente gratuiti o argomentati con ragionamenti da prima asilo nido, qui invece il 90% dei commenti sono di discussione tra compagni e mi piacerebbe (e credo non solo a me) che così rimanesse, tutto qui.

  77. Nicola, più di scusarmi e di darti ragione non posso (riguardo il mio secondo post, perché continuo a pensare che Musacchio non sappia scivere e questo non è un insulto ma un dato di fatto o quantomeno un parere personale rispetto alla capacità di un singolo).
    Penso che tornerò a votare Prc (se sarò in Italia) dopo tanti anni anche perchè se ne stanno andando (ma se ne vanno davvero? o temporaggiano per destabilizzare?) una serie di personaggi che hanno inquinato la vita di un partito un tempo vivo; penso che le loro ragioni di scissione (anche se è una categoria del Novecento, quindi, secondo Sansonetti, scaduta come il latte) siano pretestuose, ma penso anche che la tendenza “meno siamo e meglio stiamo” sia deleteria e che occorra guardarsi intorno per intercettare quella voglia di cambiare le cose che è presente in una parte importante (anche numericamente) della società.
    E penso anche che la tua precisazione mi sembra un po’ pignola e didascalica…anche se non del tutto priva di ragioni!

  78. Ok, bruno, allora scusa anche tu per la mia “pignoleria”, ci siamo capiti comunque 😀

  79. Ramon,

    che ne pensi del referendum del 15 in venezuela?

  80. ho cancellato alcuni commenti di nedd ludd e bruno.
    grazie nicola. basta insulti, inutili e inquinanti.
    qui sopra è postato un articolo.
    su un evento che è storico e che è destinato a cambiare molto nel mondo contemporaneo.
    come in altre occasioni sembra non interessare i commentatori che invece si concentrano solo ed esclusivamente sulla telenovela infinita che ha come oggetto le solite elezioni e le solite manovre fra gruppi dirigenti.
    gramsci parlava dell’interesse di operai analfabeti per le vicende del giappone. la coscienza di classe aguzza l’ingegno, crea curiosità, apre nuovi orizzonti.
    invece pare che siamo davvero condannati a imitare le discussioni di porta a porta.
    nessuno si offenda ma la penso così.

  81. cara lea, grazie per la domanda.
    la scelta di reiterare, dopo la sconfitta dello scorso anno, il referendum sulla rielezione del presidente (e di tutte le altre cariche pubbliche) cancellando i limiti che la stessa costituzione bolivariana aveva previsto è, secondo me, altamente contraddittoria.
    da una parte si tratta di una iperbole presidenzialista. nelle costituzioni che prevedono una repubblica presidenziale normalmente c’è un limite ai mandati del presidente. non credo sia nemmeno necessario dire il perché. da questo a dire che è l’anticamera della dittatura ce ne corre. non l’ho mai pensato nemmeno per fujimori o per uribe.
    dall’altro canto bisogna capire che una cosa è avere due mandati per alternarsi al potere senza cambiare nulla di strutturale ed un’altra è tentare di produrre riforme strutturali che per loro natura hanno bisogno di lunghi periodi per essere implementate. e bisogna anche sapere che chavez è un leader più che un presidente. al contrario di quello che pensano molti questa cosa non è un indicatore di forza, bensì di debolezza. la realtà è che ci sono masse enormi di reietti che si identificano nel leader che li rappresenta e del quale si fidano e che perciò è per un lungo periodo di tempo insostituibile.
    spero che chavez vinca il referendum, e spero che in tempi più lunghi in venezuela, come in ecuador e in bolivia, si lavori per superare il sistema presidenzialista.
    un abbraccio

  82. sulle solite menate:
    1) il sistema politico italiano è degenerato al punto che in parlamento non c’è più un solo partito dotato di un progetto di società, di una linea politica e che sia capace di essere indicato, conosciuto e immaginato indipendentemente dal leader di turno.
    2) per altri partiti vale la scelta del contenitore più ampio possibile per prendere più voti. essi si propongono esattamente di essere interni al sistema e di gestire l’esistente. le scelte reali le fanno le oligarchie e soprattutto i leader. si distinguono fra loro per cose superficiali e secondarie e soprattutto per il leader di turno. per chi si propone come antagonista e per cambiare il sistema avere o non avere un PROGETTO POLITICO DI LUNGO PERIODO è esiziale.
    3) per decine di milioni di italiani i partiti che esistono sono quelli che si presentano alle elezioni. non è colpa loro ma è così.
    4) rifondazione comunista ha un progetto. certamente incompleto e in via di ricostruzione ma ce l’ha. l’essenza di questo progetto è l’internità al movimento anticapitalista mondiale che ESISTE e l’idea che vada ricostruita la società per avere la FORZA POLITICA necessaria a sperare di TORNARE A CONTARE ANCHE (ANCHE!) NELLE ISTITUZIONI.
    5) lo sbarramento al 4 % ha lo scopo evidente di cancellare IL CONFLITTO SOCIALE ED OGNI POLITICA ANTAGONISTA dalle istituzioni.
    6) la cancellazione della sinistra AVVIENE UGUALMENTE se si fanno contenitori senza PROGETTO POLITICO per il semplice motivo che senza progetto politico qualsiasi lista, comunistissima o meno, è destinata ad essere comprimaria nel sistema e inutile socialmente. senza parlare dei ceti politici che la compongono i cui comportamenti sarebbero fuori da qualsiasi controllo reale e destinati a reiterare la subalternità al PD e comunque al sistema. si può anche scavarsi una posizione di rendita elettorale alzando la voce e sbraitando contro il capitalismo, contro il pd e contro berlusconi ma è, secondo me, sicuro, matematicamente sicuro, che passate le europee ed in vista delle prossime politiche, dato il sistema elettorale, si ritorni al dilemma dell’alleanza col pd per battere berlusconi. una telenovela infinita nella quale uno dei protagonisti (i comunisti) sarebbero destinati a morire di inedia e vecchiaia.
    7) nel comunismo italiano esistono, per tradizione e fuori tempo massimo visto che il sistema politico è cambiato, che la società è disgregata e che impera il senso comune egemone negli ultimi venti anni, posizioni che pensano che basti dire uno slogan indovinato alla settimana, parlare male delle ingiustizie che ci sono, osservare le lotte che si sviluppano per candidarsi a rappresentarle, per avere voti e forza nelle istituzioni. e questo vale sia per chi ha vocazioni governiste nel proprio dna come il pdci sia per posizioni classicamente estremiste. è lo stesso schema. identico nell’essenza. fare una lista che consolidi simili posizioni sarebbe un crimine. sarebbe mettere una pietra tombale sul PROGETTO POLITICO di rifondazione comunista. sia dal punto di vista ideologico perché sparirebbe la rifondazione. sia dal punto di vista politico perché il comunismo sarebbe buono solo per i tifosi dello stesso ma rimarrebbe incapace di vivere nella società.
    8) detto questo è possibile unire il massimo possibile alle elezioni europee senza uccidere il PROGETTO POLITICO della rifondazione comunista? io penso di si. ma se si parte con la frenesia del contenitore per superare il 4 % oltre a perdere più voti di quanti se ne sommino si aderisce, incosapevolmente o meno fa lo stesso, al progetto di chi lo sbarramento l’ha proposto.
    9) nei prossimi giorni ci sarà la direzione del prc e di altre forze. si discuterà, si deciderà. con calma, ragionando, pensando e guardando lontano. è del tutto inutile, ed è anche controproducente, mettere il carro davanti ai buoi. una discussione nella quale ognuno ha la sua ricetta personale ed ognuno dichiara che se non si fa così o cosà ciò significa che i gruppi dirigenti sono scemi venduti irresponsabili e così via non è una discussione. è semplicemente una brutta copia di un talk show nel quale urlano tutti e nessuno degli spettatori capisce un bel niente!

    un abbraccio

  83. animals Says:

    Anche a me la situazione in america latina sembra molto più interessante e importante. E mi chiedo se quello che sta succedendo dal 1998 in poi in quasi tutti i paesi di quel continente non ponga di nuovo e con urgenza la questione del potere e della rivoluzione. E su questo fronte il partito mi sembra molto impreparato. Io inizierei a tirare fuori un po’ di categorie novecentesche

  84. caro giovanni, mi dispiace ciò che hai scritto e non capisco il perché. ovviamente rispetto la scelta.
    rimane il fatto che a me è sempre piaciuto discutere con te. qui o di persona fa lo stesso.
    comunque, al contrario di te, non penso che gli USA siano onnipotenti al punto di fare tutto ciò che tu dici. infatti, terrorismo o meno, dopo il 2001 in america latina molte cose si sono mosse. per il semplice motivo che li le ricette neoliberiste sono state applicate prima e più violentemente. perciò si tratta di annunci più che di resistenze.
    un abbraccio

  85. Luca Marini Says:

    Ramon per trattare le solite menate hai prodotto un ENNALOGO importante.
    Queste cose le hai sempre dette e scritte, ma messe in fila forniscono un quadro pressochè perfetto del dibattito interno ed esterno al PRC.
    Ora però ti faccio una domanda: Ci sono delle prospettive affinchè le proposte elaborate nel WSF trovino praticbilità in Africa?
    Io lì la situzione la vedo assai più complicata e penso che le varie multinazionali e i vari stati si getteranno a capofitto per spartirsi quello che ancora c’è da spartirsi nel continente!

  86. Hai ragione,caro Ramon.

  87. Bucharin77 Says:

    a rega’ state alla frutta, io a leggere Musacchio non c’ero mai arrivato! Ma che ne so ogni tanto uscite la sera, c’avete ‘na moglie, vi guardate ‘na partita di pallone. Mortacci…..

  88. Bucharin77 Says:

    scherzo….

  89. Ramon tu parli tanto di democrazia, ma se ascolti il popolo di sinistra sai benissimo che cosa pensa. che la sinistra non esiste più, a cominciare dalla sfiducia nella dirigenza del partito. e questo parere l’ha espresso alle elezioni e continuerà a farlo. fregarsene di queste cose vuol dire non rispettare la democrazia, altroché. una dirigenza dev porsi il problema di quel che pensa la gente e delle manifestazioni di questo pensiero. altrimenti ogni dirigenza può costruirsi alibi di ferro e proseguire sulla sua strada in modo perfettamente autoreferenziale. il popolo di sinistra non vi vede, questo è un fatto, continuare a dare ogni colpa a bertinotti e prodi è ridicolo.

  90. antidepressivo Says:

    Sacha…….ma che palle……….quanti hanni hai? 300.
    al tuo confronto l’apocalisse di S.Giovanni è un libro di barzellette…
    Ma poi che minchia è questo popolo di sinistra?
    Sacha credo che dovresti mettere serio ordine nella tua testa…tu stai confusa assai….

  91. Sacha, alza la coscia, e poscia prosegui liscia verso l’uscio…….

  92. lu e antidepressivo e altri. vi invito, per favore, se non condividete commenti, ad ignorarli o a rispondere nel merito. gli inviti ad abbandonare il blog e i giudizi sbrigativi non vanno bene qui. soprattutto se riguardano persone che criticano me.
    grazie

  93. cara sacha, davvero non so perché ti ostini a discutere in questo modo. nessuno possiede la verità circa il pensiero della “gente”. ma quale “gente”? e quali sarebbero le “manifestazioni del pensiero della gente”?
    sono sicuro che non vuoi autoeleggerti profetessa autentica interprete del pensiero della gente.
    la democrazia è una cosa complessa, cara sacha. noi abbiamo fatto un congresso democratico. con problemi e difetti ma democratico.
    i commenti sui blog, le lettere sui giornali, le suggestioni hanno un valore indicativo ma non sono espressioni democratiche.
    in altre parole davvero vorrei che tu capissi che decine di migliaia di militanti politici non tollerano più che sul corriere della sera o a porta a porta un leader comunichi se e come ci si presenterà alle elezioni, prima che si sia discusso negli organismi dirigenti che li rappresentano. perché, checché ne dica tu, oltre ad essere tutti passivizzati, finirebbero per dividersi per l’ennesima volta fra gli entusiasti dell’annuncio e i contrari e i delusi.
    il fatto che si discuta con calma e serenamente prima che una decisione venga presa, oltre ad essere democratico, è anche la condizione perché le proprie opinioni possano contare, essere ascoltate e magari influire nella decisione finale. e quando si partecipa alla decisione prima che venga presa, anche se non la si condivide, la si accetta più facilmente. se la si sente come una imposizione si finisce con il non accettarla. perché ciò che vale nella vita di tutti i giorni non dovrebbe valere in politica?
    ferrero ha fatto molto bene a dire “discuteremo a tempo debito” ai giornalisti che cercano solo le notizie spettacolari. non è non ascoltare la “gente”. non è incapacità di decidere. è semplicemente discutere seriamente invece che sotto la pressione dei media e degli altri partiti perché tutti costoro vogliono fortemente che noi ci comportiamo come loro vorrebbero.
    quanto alle opinioni della “gente” capisco che tu ti fidi delle tue sensazioni ricavate, immagino, da qualche conversazione personale con persone che conosci e da quel che dicono i mass media.
    ma, credimi, si possono prendere lucciole per lanterne facilmente in questo modo.
    quando non votammo il governo DINI e subimmo una scissione ed in seguito imponemmo le elezioni anticipate e quando rompemmo con prodi, subendo un’altra scissione, tutti, ma proprio tutti, i mass media e decine di migliaia di persone ci insultarono, ci descrissero come pazzi, come irresponsabili e così via. cosa avremmo dovuto fare? la assunzione di responsabilità è anche andare controcorrente, far valere le proprie ragioni e comportarsi coerentemente. non si può essere banderuole in balia di suggestioni indotte da una politica ufficiale che, come ho ripetuto mille volte, vuole ridurre i partiti a proprietà del leader di turno che decidono e comunicano al mondo, da un talk show, le loro inappellabili decisioni.
    comunque non credere che mi sfugga la spinta ad avere una lista unica della sinistra o una lista comunista. lo so che c’è e penso che l’istanza vada ascoltata ed anche soddisfatta, perché al di la di strumentali usi che si fanno ogni giorno di questa spinta, essa esprime una esigenza vera.
    ti ripeto, come ho detto tempo fa, che però bisogna non farsi prendere la mano da decisioni dettate da presunte esigenze elettorali.
    è già successo con la sinistra arcobaleno. chiunque pensava che 4 partiti avrebbero se non sommato i voti almeno raggiunto il quorum. e questa spinta c’era in mille associazioni, nel sindacato e fra mille altre persone. il risultato si è visto. rimango convinto che se rifondazione avesse rotto con il governo per tempo avrebbe superato da sola il quorum.
    la colpa di prodi e soci è aver tradito il programma sul quale furono eletti. ma la maggiore colpa fu la nostra che invece di guardare in faccia la realtà della delusione di milioni di elettori e cittadini e soggetti sociali, ci siamo dedicati (non io ma non fa nessun differenza) a unire quattro partiti che non potevano stare insieme nemmeno con il vinavil.
    credi che io non sappia e non capisca la difficoltà del momento?
    è ingeneroso, davvero ingeneroso pensarlo e dirlo, ma non importa.
    sappi che a suo tempo, e cioè fra qualche giorno farò le mie proposte. ma le farò prima discutendone con i compagni nelle riunioni che ci saranno. se le anticipassi qui sarei uno stronzo. e inoltre mi esporrei alle strumentalizzazioni che potrebbe fare la stampa. e rinuncerei al sano principio che quando si entra in una discussione lo si deve fare con la disposizione all’ascolto e a cambiare opinione.
    quanto piacerebbe a certi giornali poter dire ecco, vedete, mantovani propone una cosa, giannini un’altra, grassi un’altra ancora e così via. magari ottenendo anche polemiche fra di noi attraverso agenzie stampa e dichiarazioni e interviste.
    detto questo sono sicuro, (pensa! dico che sono sicuro!) che quanto discuteremo e decideremo di proporre non ti dispiacerà per niente.
    ma ne riparleremo, sempre che tu sia interessata a discutere e non a giudicare come demenziali e irresponsabili le posizioni altrui.
    con affetto

  94. Ramon hai ragione, comunque il mio invito voleva essere ironico…..Sacha non abbandonarsci!

  95. io mi riferivo al fatto che tu bolli come elettoralismo il fatto di prendere in seria considerazione i risultati elettorali, come se non rappresentassero la misura dell’adesione a un progetto e della sua capacità di coinvolgimento. sarò apocalittica ma a questo punto mi chiedo se una lista comunista basterebbe. c’è un vuoto enorme a sinistra. i risultati del congresso saranno stati democratici, ma forse sono inadatti alla fase politica attuale.

  96. Luca Marini Says:

    Ramon è vero che la spinta all’unità c’è ma guarda caso avviene sempre prima dell’elezioni e comunque penso che sia molto sopravvalutata questa spinta.
    Comunque attenderò anch’io di vedere cosa uscirà dalla discussione e non posso sapere quanto e se rimarrò soddisfatto!
    Una cosa però non mi va giù e cioè quella che certe persone sono sempre in prima fila a darci lezioni di morale e di politica e poi prima dell’elezioni urlano all’unità e alla battaglia comune! un modo scorretto e opportunista di fare che non porta da nessuna parte!

  97. e inoltre ramon mi chiedo, visto che mai e poi mai voterei pd o idv: non è che per gli esempi succitati (i risultati elettorali dopo le rotture al governo) vi illudete sottovalutando l’emergenza attuale? Io non sento nessuno prendere più in considerazione il partito.

  98. vorrei comunicarvi un po’ cosa è successo oggi pomeriggio a lecce, tanto per capire a che livelli siamo arrivati.
    alle 16.00 abbiamo fatto un presidio sotto la prefettura, c’eravamo noi del prc, qualcuno del pdci, associazioni di donne e arci. ad un certo punto è arrivata una pattuglia dei carabinieri e poi una della polizia. e hanno chiesto i documenti. mi dicono che il comportamento è stato morbido delle forze dell’ordine, fatt’è che la necessità di identificazione collettiva indica lo stato di interesse e il tentativo di repressione di tutte le voci di dissenso. il fatto è stato denunciato all’osservatorio sulla repressione.
    a me è stato riferito, io quando è avvenuto il fatto non c’ero, ero appena andata via per un impegno. ho fatto in tempo ad esporre le nostre bandiere e a rilasciare un intervista alla stampa. dopodichè, appena andata via, è successo quello di cui sopra, e la nostra bandiera e cartelloni degli altri sono stati rimossi.
    questo è lo stato dell’arte in questo paese. arriveremo ad esser identificati ed arrestati per uno striscione o per una bandiera.
    tempo al tempo, e ci arriveremo….

  99. a me pare che, al contrario, tutti prendano in considerazione il partito per insistere sull’urgenza che confluisca in un qualche contenitore. Certo al di fuori del ceto politico la situazione è diversa: nn abbiamo riacquistato in 6 mesi la fiducia dell’elettorato , ma come noi,credo ,nemmeno pdci ,sc,sd ecc ecc.Nemmeno 8 mesi saranno sufficienti ,temo.E non ho mai creduto che bastasse cambiare nome alla SA per andare più lontano.
    A me pare,forse mi illudo ,che PRC sia l’unico partito di tutta la sinistra che sta provando coraggiosamente a mettersi in discussione ,ad accettare di ammettere i propri errori,a cercare di riparare il danno anche a partire da pratiche non nuove ma rinnovate di militanza attiva.E’ un processo che richiede tempo se vuole essere un rinnovamento vero e non un maquillage frettoloso. E richiede un sacco di impegno ,disponibilità,fatica…che certi giorni sembrano davvero troppo ! tanto da guardarsi allo specchio e pensare :chi me lo fa fare? e lo penso ancora di piu’ quando ,io che mi sento spesso confusa ,inadeguata ,incontro quelli con la verità in tasca o quelli che mi dicono:il PRC farà così o cosà , è già deciso che credi ? Le parole di ramon fanno chiarezza ,aiutano a riprendere il filo ,a riordinare le priorità .Non possiamo farci imporre da altri la nostra agenda ,subordinare il nostro agire politico alle urgenze di chi pensa solo ai contenitori ..ci sono troppi nodi non sciolti,su cui occorre che ci interroghiamo-non ultimo la relazione tra sinistra di alternativa e governo.secondo me soccombere all’impulso dell'”unione fa la forza”rischia di farci smarrire la strada,di farci ripiombare nella situazione, da cui appena usciamo ,di partito troppo preso dalle compatibilità,dagli equilibri ,dal colloquio fra ceti politici .

  100. Luca Marini Says:

    Infatti Elena penso che i rischi siano quelli!

  101. parole sante le tue, elena!

    non sappiamo che decisioni verranno prese, ma davvero questo forzare all’unione a tutti costi finirà per farci smarrire la strada, che in verità ancora dobbiamo identificare bene. non sul terreno teorico ma pratico, nel senso che in questo partito ci si è scordati cosa significa “militanza”. d’altra parte ci sono problemi contingenti che riguardano la sopravvivenza della stessa rifondazione, che devono essere affrontati.
    riguardo il piacere o non piacere dell’esito della discussione, ebbè, di certo se piacerà ad alcuni non piacerà ad altri. ad ogni modo, di fatto, se per esigenze elettoralistiche ci facciamo dettare la linea dagli altri,e già ci sono le dichiarazioni “degli altri”, dichiarazioni esplicite di out-out, ebbè, non so fino a che punto il progetto della rifondazione sopravviverà.e non so fino a che punto resisteremo noi, che come dici bene tu, abbiamo da affrontare e da lavorare talmentete tanto che certi giorni è davvero troppo.
    vedremo…

  102. prcarmerina Says:

    Ramon scusa la crudezza, ma i “vendoliani” dipendenti del Partito che hanno aderito alla scissioni li licenziate?

  103. io sono una persona semplice e vedo questa realtà: a sinistra c’è un vuoto spaventoso. oggi di pietro ha annunciato addirittura che voterà con berlusconi su eluana. sarò apocalittica ma non vedo nessuna chance per rifondazione e leggo in voi tanta voglia di giustificare preventivamente il disastro, quindi nessuna apertura all’autocritica. piuttosto che scomparire, credo sarebbe più proficuo perseguire i nostri obiettivi all’interno di una realtà che parli a più persone. questo è quello che chiede la fase politica.

  104. Dobbiamo fare una campagna elettorale che sfrutti la presenza delle preferenze, ma testimoni la nostra capacità di aggregazione. Dobbiamo essere aggressivissimi con Veltroni e Di Pietro, su cosa come la laicità dello stato e i contratti. A sinistra c’è grande delusione per il loro comportamento sul caso Englaro. Solo così possiamo farcela.

  105. Finalmente sono d’accordo con te cara Sasha,dobbiamo essere combattivi,dobbiamo portare avanti le nostre istanze,dobbiamo entrare nei confklitti sociali e non apertasi nel paese,dalla manifestazione del 13 Febbraio,al caso Englaro,alla crisi economica ecc.ecc.
    LA STRADA E’QUELLA GIUSTA!!!

  106. Io sono una persona semplice e vedo che ci sono molti soggetti nella sinistra italiana incapaci di qualsiasi critica della societa’ attuale. Io sono una persona semplice e vedo che Vendola, Veltroni, e tutta questa gente che appartiene ad un mondo a se’, ad un elite, al privilegio del palazzo, se ne fregano di battersi per un progetto politico relamente alternativo, che porterebbe loro via i propri privilegi, e che si “accontentano” di mettere il loro culo al caldo sulle poltrone del parlamento borghese e reazionario. Io sono una persona semplice, e sono comunista.

  107. ….dimenticavo….
    io sono una persona semplice e vedo questa realta: ci sono troppi cittadini come Sacha, soggiogati dal potere borghese e reazionario, totalmente prigionieri di un’ ottica ottusa, i quali non vedono altro, nella lotta politica, che l’angusto panorama elettorale di questo parlamento, ossia il nulla, il gia’ deciso, l’occupare una poltrona per vantare una presenza. Persone nate “arrese”, formate alla scuola mortificante del conformismo maggioritario e bipolaristico, incapaci di uno sguardo che vada al di la’ del proprio naso. Questo e’ parte importante di cio’ su cui dobbiamo agire: formare nuovamente la coscienza di classe, organizzare nuovamente la lotta politica per l’alternativa di sistema.

  108. ciao lu, io non so se sono come mi dipingi. sono una persona che fa lavoro intellettuale guadagnando come un operaio, e non me ne lamento perché mi sento già fortunata. le mie idee le ho già scritte.
    fregarsene del risultato elettorale vuol dire pensare che l’elettorato di sinistra sia celebroleso.
    questa dirigenza non si rende conto: che quest’anno non avremo i soldi per il buco di liberazione, che andava fatta fallire; che l’unico risultato del “rilancio” di rifondazione è che usciremo dal parlamento europeo, ed è davvero un bel rilancio; che parole d’ordine come quella o il partito sociale sono belle ma tragicamente inadeguate a questo frangente storico e presto il partito non ci sarà più; che rifondazione oggi è più inutile che mai, a bologna completamente invisibile e del partito sociale neanche l’ombra; che non avversare la soglia è stato un errore fatale di sottovalutazione, tante parole di paolo e di ramon me lo fanno credere, dal paragone con la situazione dopo la caduta del primo governo prodi all’ipotesi di una sorta di voto utile pro rifondazione.
    io credo che le vostre analisi siano tragicamente sbagliate.
    da ragazzina ero in dp ma allora tutto era diverso, gli spazi democratici imparagonabili, non c’erano soglie. senza rappresentanza saramo visti come definitivamente, tragicamente inutili.
    voi continuate pure a pensare che le cose vadano bene così, mentre perdete un compagno dopo l’altro, davvero farei fatica a votare questo partito oramai. e credo che neppure una lista dei comunisti basterebbe oramai. lo scollamento è troppo impressionante.

  109. Anassimandro Says:

    Affascinante teoria Lu, i compagni bordighisti aspettano te,magari ti fanno scrivere sul “Che Fare” e ti fanno portare lo striscione del red link.
    La tua è un idea isolata oppure rc si prepara alla clandestinità?
    Mi perdonerai la franchezza ma dici “semplicemente” corbellerie.

  110. corsaro Says:

    Ti ricordo. cara, carissima sacha, che se liberazione, come dici tu, fosse stata “fatta fallire”, si sarebbe configurata una bancarotta fraudolenta. Con conseguenze penali sugli amministratori e finanziarie sul prc (ossia i creditori avrebbero confiscato ingenti pezzi di patrimonio).
    Comprendo che liberazione ormai è diventata un’ossessione ancestrale, comprendo che dei suoi 60 lavoratori non te ne importi una ceppa, ma almeno prova elaborare pensieri sensati.
    saluti

  111. che palle è diventato sto blog.

  112. Luca Marini Says:

    Sacha per mesi e mesi hai tuonato che chi non prendeva in considerazione l’idea dell’alleanza con il pdci era fuori dal mondo, ora dici che non basta, e con chi vorresti che ci alleassimo ancora? con SD con Movimento per la sinistra? o forse anche con il PD? se facessimo questo cartello nuovamente con MPS, PDci e SD secondo me prenderemmo la sommatoria dei sondaggi diviso due! si perchè metà delle persone che simpatizzano per i vari partiti non accetterebbero una simile farsa! Quanto a probabili elettori non so come tu faccia ad essere sicura che ne stiamo perdendo sempre di più, forse in base ai sondaggi? mi sembra un po’ poco e un po’ inattendibile come metro per misurare l’intenzione di voto a 4 mesi dal voto!

  113. cara sacha, devi ammettere che è difficile discutere con chi sa già tutto del passato del presente e del futuro. noi saremmo disinteressati al risultato elettorale. ma non è così. semplicemente pensiamo che fare cartelli elettorali oltre ad uccidere progetti politici fa perdere voti. avere opinioni diverse non può voler dire che chi non la pensa come te sia un idiota che non capisce l’importanza di avere il maggior numero di voti. tu sai già che il partito non passerà lo sbarramento, che sparirà ecc ecc. ed io invece penso che non sarà così.
    non ha senso che tu preveda delle cose e che poi pretenda che le tue previsioni siano il fondamento di una discussione.
    mercoledì la direzione di rifondazione discuterà delle elezioni europee.
    chi vivrà vedrà.

  114. il commento di lu è molto interessante. non intendo certo in riguardo al riferimento di sacha sia chiaro, ma in generale. c’è incapacità di vedere le cose anche se sono plateali e limpide come quest’attentato alla costituzione.
    eppure gli italiani non si svegliano. non si rendono conto della gravità. e questo è ancora più grave che berlusconi stesso…il gradimento per il premier non è sceso.
    è un momento difficle per la sinistra. difficile in tutti i sensi. ma proprio tutti.

  115. perché bancarotta fraudolenta? si pagavano 3 milioni ed era chiusa lì, invece così se ne pagano 3 quest’anno e 4 il prossimo.
    i posti di lavoro vanno persi comunque, questo è chiaro. e comunque mi interessa di più la sinistra del paese e la sua sorte, piuttosto che quei posti di lavoro.
    io spero tanto che abbiate ragione, ma fare un cartello all’ultimo momento dopo avere sperato di farcela per il rotto della cuffia non è una strategia convincente. appare tutto troppo improvvisato, fatto di malavoglia. sono pessimistissima.

  116. Ramon facci sapere tutto della direzione di mercoledi,siamo impazienti.
    E’ vero,comunque,che la fretta è cattiva consigliera,bisogna ragionare con calma,sono fiducioso che i nostri dirigenti nazionali lo faranno.

  117. Caro Anassimandro! Allora siamo pari!! Anc’io penso che tu sia un emerita testa di minchia! A tuo svantaggio pero’ ci sono le due righette che di per loro non possono certo costituire una critica ne un opinione in merito a cio’ che ho detto. Inoltre con il nomignolo che ti sei scelto dovresti almeno sforzarti di distinguere l’essere dall’ indistinto primordiale…tu, o Maestro della scuola coIonica…..

  118. …..e comunque mi sorgono spontanee un paio di domande rivolta a chi, come Sacha, continuano ad “incartare” il discorso sulle piccolissime beghe elettorali italiane…

    1) Vuoi che i meccanismi socio-economici che attualmente regolano la vita dei popoli di ogni parte del mondo vengano radicalmente mutati, in ragione di un progetto politico basato sulla redistribuzione delle risorse e sull’abbattimento del capitalismo?

    2) Credi che l’attuale forma di esercizio del potere, cosi’ com’e’, possa davvero essere uno strumento valido per condurre questo tipo di trasformazione?

    Prego, se ci riuscite rispondete con un si o con un no….

    P.S. x il Maestro della scuola coIonica Anassimandro: ossia per te la lotta politica fuori dalle istituzioni vuol dire essere dei clandestini’? Cacchio, sei peggio della Lega!!!

  119. ….Anassima’….famme’r visto!!!!!!!

  120. prcarmerina Says:

    corsà, la mcr spa è proprietaria di nulla, se Liberazxione falliva i creditori si potevano portare al massimo le scrivanie se erano della mcr sennò manco quelle, basta vedere il codice civile.

  121. corasaro Says:

    prccamerì, Rifondazione è azionista UNICO della mrc
    quello che indichi è il codice civile, sì, ma di Ciarrapico

  122. Anassimandro Says:

    Lu vedo,con una certa punta di disgusto,che sei un adepto del culto dell’estasi del pecoreccio, e questo la dice lunga sulle “meccaniche dialettiche” in atto tra pari,simili,compagni.
    Poi poni domande,pertinenti sicuramente,ma che appartengono al secolo breve.
    Tu sei sicuro di conoscere il proletariato,io sono sicuro che tu non lo conosca affatto.
    Era un auspicio, il mio ,al ricorso alla clandestinità,siccome rc è profondamente innervata nel solco della peggior tradizione del comunismo italiano(togliatti per capirci)non può assolutamente produrre una cultura di vita al di fuori dei poteri istituzionali.
    Ci sono realtà,anche qui nel tuo paese,che non hanno mai smesso di essere internazionaliste e proletarie,che si mantengono a debita distanza da rc e dal parlamentarismo.Sono comunisti e lo pagano in prima persona sulla loro pelle.
    Ora le tue domande,sicchè datate,credo meritino risposte scontate.
    Già siamo ad un punto del ragionamento che prefigura il funzionamento di una società liberata dal neocapitalismo.
    Invero siete voi che ragionate di percentuali e sbarramenti,non io.
    Penso sia chiaro ora.

  123. se prima per la gente rifondazione era inutile, fuori dalle istituzioni lo sarà sempre di più. dentro alle istituzioni è difficile cambiare qualcosa, fuori è impossibile, dentro e fuori realistico. Mi sembrano cose di senso comune.
    Una povera simpatizzante di rifondazione oggigiorno si trova fra l’incudine e il martello. Il romanticismo movimentista che considera con schifo i rimborsi elettorali e si condanna all’impotenza e al folclore da una parte, l’inciucismo dall’altra. Chi per fare l’unità promuove scissioni da una parte, chi per rilanciare rifondazione rischia seriamente di affossarla per sempre.

  124. ….non ho cominciato io ad insultare………..quindi anche per il disgusto siamo pari. Ti consiglio comunque, nel caso persistesse, un buon digestivo, o Maestro…..

  125. ….ah, inoltre, caro Maestro….ANassimandro….
    Ma no!? Ma che davero? Cioe’ mi stai dicendo che in Italia ci sono i comunisti fuori da rifondazione? Mava’…ma sei proprio sicuro sicuro?…Ma no…..ma chi t’ aa detto?….Per cortesia……
    Allora…spiega perche’ le mie domande sono datate (dirlo e basta e’ un po troppo facile, non credi? Altrimenti io ti rispondo che secondo me tu siccome dici quello che dici sei un cerebroleso e punto). Poi riporto il tuo precedente intervento:

    “La tua è un idea isolata oppure rc si prepara alla clandestinità?
    Mi perdonerai la franchezza ma dici “semplicemente” corbellerie.”

    questo era un auspicio a cooosa? Cos’e’, hai imparato dal Berlusca l’arte dell’auto-contraddizione? Fammi la cortesia, abbi almeno il coraggio di cio’ che affermi….Attendo dunque con interesse le motivazioni a tanta presunta illuminazione politica.

  126. …Cara Sacha, la tua presunzione non ha limiti…perche’ ti senti tanto in grado di percepire il senso comune? Perche’ hai un fiducia cosi’ cieca nelle tue opinioni? Cos’e’ ti hanno impiantato un chip dell’ISTAT nel cervello?
    Se si: sei sicura che non abbia danneggiato altre funzioni fondamentali per il tuo intelletto?
    Se no: un po di umilta’ in piu’ non guasterebbe.

    Lottare nella societa’ civile, fuori dai “palazzi”, per affermare in essa modelli culturali antagonisti a quelli attuali, e’ a mio avviso, una reale necessita’, ed e’ questione di portata enormemente maggiore e maggiormente impegnativa di quella elettorale. Tra i modelli da abbattere vi e’ anche l’attuale modello di governo dei paesi, essendo esso, con varie sfumature e gradazioni, dettato dalle classi padronali, che anche nel migliore dei casi, mantengono saldamente il controlo del “timone”…..ma tu continua pure ad arrovellarti sulle percentuali di voto, chi si contenta gode….

  127. Freud 3000 Says:

    Sacha senza offesa…ma tu mi sembri seriamente esaurita…vaghi da mesi per ogni blog litigando con tutti.

  128. spero tanto che abbiate ragione. per il resto non mi sembra affatto di imperversare per blog, anzi sempre meno. voi non vi rendete conto di cosa sta succedendo. basta vedere questo blog. non ci scrive più nessuno..

  129. Sacha, non so tu, ma io non sono qui per “avere ragione”, non me ne frega nulla, non siamo in un talk-show. Solo che tu sentenzi e non motivi, ossia non dai alcuna forza a cio’ che affermi (la filosofia del “perche’ si” non ha mai avuto rappresentanti illustri). Solo che spero tu comprenda quanto questo sia sterile. Ma se davvero ti accontenti di avere ragione, per quanto mi riguarda ti do tutte le ragioni del mondo (contenta tu…)….lo sai come si dice su chi pretende di avere ragione, no!?

  130. Non scrive più nessuno perchè forse si sta cercando di lavorare nei territori per il partito,a differenza tua.
    Tu non ti rendi conto invece,che è da mesi che spari sentenze mentre cìè gente che si fa un mazzo cosi,gratis,per rilanciare il nostro partito.
    Non tutti non fanno niente dalla mattina alla sera come te e quindi hanno il tempo di stare seduti in poltrona e scrivere su tutti i blog.
    Tu vuoi fare la professorina,la saputella,con il culo seduto sulla poltrona(scusate il termine),noi invece cerchiamo veramente di invertire la rotta……………..

  131. non mi piacciono questi toni ,mi pare che non servano a nulla ,non portino da nessuna parte.Io ritrovo spesso nel mio quotidiano le opinioni espresse da Sacha ;persone di sinistra che esprimono in modo istintuale ( non me ne voglia Sacha,non parlo ex cathedra ,chi più chi meno siamo tutti sulla stessa barca) la paura di essere spazzati via , di non avere più alcuno spazio nella società. E cercano di proporre soluzioni ,spesso fragili perchè non sostenute da un progetto politico. Se si intavola una discussione razionale si arriva poi ,prima o poi , a convenire tutti che è un dato di realtà che la sinistra non sia più egemonica nella società . E che non ci sono scappatoie facili, vie d’uscita rapide ed indolori da questo angolo in cui ci siamo e siamo stati confinati.
    Errori nostri: l’analisi e l’autocritica,lucida, sui nostri errori l’abbiamo fatta e la stiamo facendo tutti i giorni e , almeno per la realtà che tocco con mano, stiamo modificando in modo significativo la nostra azione politica. Direi , se me lo passate, che diventiamo più consapevoli ( non più identitari) .Più consapevoli che la linea del partito si costruisce con un’azione costante sui territori,più consapevoli della nostra autonomia di giudizio.Qualche segnale che possiamo operare un cambiamento io lo vedo: azioni più incisive, ricerca di convergenze con altre istanze del territorio più vera, di vera condivisione non solo di giustapposizioen di sigle. E un inizio di attenzione che ci rivolgono le realtà operaie meno inquadrate nel gioco Pd- dx CGIL. Il percorso è lungo ma dobbiamo percorrerlo senza sbavature ;il giudizio impietoso di essere un partito che “dice una cosa e quando tocca a lui ne fa un’altra” ( molto sbrigativa come analisi ,scusate) è lì,sospeso sulle nostre teste.
    Questa costruzione non può essere mandata a farsi friggere dalla imminenza delle elezioni. Pur consapevoli che partiamo da posizioni debolissime,anche dove abbiamo governato bene,non possiamo ,credo, buttare a mare tutte le analisi che abbiamo fatto per cercare scampo in qualche scorciatoia politicista. Io credo che dobbiamo provare a fare tutte le alleanze possibili, dove si puo’,dove c’è convergenza di obiettivi e programmi ma che senso avrebbe ,che coerenza ci sarebbe nel criticare a livello di analisi l’operazione del PD di partito contenitore se noi poi accettassimo di confluire in un analogo contenitore? sarebbe un legittimare nei fatti la proposta politica del pd,porci in posizione subalterna ( di forza politica più debole che percorre la stessa strada ).. E allora perchè dovremmo chiedere di votare noi e non Pd?

  132. Anassimandro Says:

    Per invertire la rotta è scontato ,bisogna virare, e rc tutt’al più stramba!
    Ritornando a Lu, che sembra avere un bisogno compulsivo di risposte, io eviterei ,nonostante le ambiguità della lingua italica, termini come abbattimento,che presuppongono scontri formalmente guerreggiati,ma userei categorie come superamento,che includono sicuramente atteggiamenti radicali e di comprensioni di cosa significa oggi capitale,come è composto e quali sono le sue attuali fasi.lo superi se lo blocchi nei suoi gangli,e quali sono i suoi gangli?di questo possiamo discutere senza essere necessariamente strateghi.
    sul secondo punto non individuo bene il tema,a quali dei poteri ti riferisci.
    è chiaro che un po di sana ironia possa mandarti in evidente stato confusionale(non è un offesa,meglio specificarlo).io mi augurerei una chiara presa di distanza di rc dal parlamentarismo,mi sembrascontato,come mi sembra scontato che tu sia un militante di rc,ergo perchè parli con fastidio di elettoralismo quando anche tu a tra poco sarai costretto ad eseguire ordini di batteria.io non sono militante di rc,ma provo ,con molte difficoltà,ad essere comunista.

  133. Ciao Ramon, ciao compagn*

    segnalo questa iniziativa a Roma il 13/14/15
    presso il CSOA ex SNIA
    a chi interessa l’America Latina, a chi dopo la manifestazione di venerdì può rimanere qualche ora ecc.
    Organizza il PRC di Torpignattare insieme a diverse altre associazioni/reti (vedi locandina)

    http://caminandolapalabra.noblogs.org/

  134. Per invertire la rotta è scontato ,bisogna virare, e rc tutt’al più stramba!

    sono 2 manovre simili, una si fa con con il vento di prua e una di poppa…

  135. prcarmerina Says:

    Corsaro torno a dire, se la mcr fosse fallita non si ci può rifare sull’azionista, su questo non vi sono dubbi, basta vedere la vicenda de l’Unità e le leggi, non quelle di Ciarrapico, quelle della Repubblica.
    Comunque torno a porre la domanda a Ramon: è opportuno avere come dipendenti del Partito persone che questo Partito lo odiano? Cosa si farà?

  136. scusate ma davvero non ho il tempo di scrivere.
    mi limito a dire che sono molto soddisfatto della riunione della direzione del partito e della proposta che abbiamo elaborato sulle elezioni europee e che potrete leggere domani su liberazione. mi riprometto di scrivere qui il più presto possibile sull’argomento.
    ciao ciao

  137. Caro Ramon,
    è l’odg che c’è sul sito del partito o c’è anche dell’altro?

  138. x Anassimandro
    aaaah….tu il capitalismo lo vuoi “superare”….. Ora capisco……pero’ allora me sa’ che te tocca corre un bel po’…….
    Mai preso un ordine da alcuno in vita mia, in nessun tipo di ambiente, ti assicuro, sei gentile a preoccuparti per me, ma non corro proprio questo pericolo….
    ora ti lascio ai tuoi allenamenti, visto che devi superare il capitalismo dovrai farti molto “il fiato”……in bocca al lupo per la tua gara!!!

  139. Anassimandro Says:

    Crepi ,
    e tra un allenamento ed un altro,magari qualche sera,mentre giochi a “lotta di classe” invitami pure,sarò lieto di avere impegni così lievi.
    Laura Laura,
    va a finire che sfatiamo il mito di italiani popolo di naviganti,la virata è esattamente ritornare indietro una volta raggiunto un punto,allontanandosi dalla direzione del vento e facendo compiere allo scafo un giro su se stesso di 180,la strambata non è altro che offrire mura(lati dello scafo)diversi alla direzione del vento ma non allontanandosi mai da lui.

  140. Luca Marini Says:

    Anch’io sono soddisfatto della proposta elaborata per le europee per una serie di motivi:

    1) si rispetta il documento e con esso il progetto votato a chianciano
    2) il nostro simbolo sarà presente e non camuffato
    3) Le liste saranno aperte a diversi soggetti e questo significa nè la realizzazione dell’unità dei comunisti, nè una nuova sinistra arcobaleno!

    Ramon bene, a livello nazionale si torna a discutere di politica e a decidere democraticamente, quanto vorrei fosse così anche dalle mie parti! sigh

  141. La virata è il cambio di direzione impresso ad un’imbarcazione in movimento.

    Nella pratica velica, la virata di prua, a dritta o a sinistra in funzione delle mure della vela (ovvero mure a dritta si vira a dritta e viceversa), è la manovra di cambio di direzione che si effettua portando la prua in direzione del vento, stringendo l’angolo di bolina fino al cambio dell’angolo di provenienza del vento sul bordo opposto e conseguente cambio delle mure delle vele con orientamento al nuovo angolo di provenienza del vento. La manovra opposta è la abbattuta, più comunemente conosciuta come strambata o virata di poppa.

  142. Anassimandro Says:

    esatto! quindi perchè dici che virata e strambata sono la stessa manovra?la virata ti fa tornare indietro la strambata ti fa andare avanti cambiando semplicemente la direzione della prora ma sempre dentro i 45.

  143. chiudiamo la questione velica, ma non sempre la virata fa tornare indietro, si usa per arrivare alla meta cambiando direzione stringendo il vento di bolina.

    forse parlavi di virata sulla boa 🙂

    adesso basta perchè non ci capiamo e intasiamo il blog 😉

  144. no, ci mancherebbe laura.
    queste informazioni aiutano. non si sa mai nella vita, dovessimo affrontare una regata…
    🙂

  145. Luca Marini Says:

    o una fregata!

  146. Luca Marini Says:

    accidenti che risposte SC e PCl!

  147. ma che ti aspettavi luca? rifondazione fa la veltroniana, la maggioritaria piuttosto che l’egemonica, è normale che gente che se ne frega della rappresentanza reagisca così. purtroppo credo che rifondazione stia meritando di morire. il problema è che porta nella fossa la sinistra italiana. su questa strada si fa trionfare di pietro. altro che 4%.

  148. Su questo blog non scriverò più non si può ragionare!!!

  149. Luca Marini Says:

    e vabbeh sacha il PRC si doveva sciogliere dentro gli altri partiti? E’ stato l’unico partito che ha fatto una proposta concreta di apertura! Altri lo dicono in televisione però poi non si muovono e non producono nessun gesto di apertura!
    Allora secondo il tuo ragionamento è colpa del PRC, se Sinistra Critica e il PCl si vogliono presentare comunque da soli alle elezioni e se non gli interessa lo sbarramento?
    Il pdci inoltre che proposta concreta ha fatto per le elezioni? E’ un po’ facile aspettare le mosse di altri e poi tacciarle di proposte maggioritarie, il PRC che doveva fare, facciamo una lista 50% e 50%?

  150. Per la cronaca: Rifondazione Comunista punta
    a riunire le forze della diaspora ma dai partiti ‘fratelli’
    l’invito viene rispedito al mittente.
    Ieri il voto della direzione del Prc per una lista di
    Rifondazione aperta alle forze “comuniste e anticapitaliste”.
    Oggi le prime reazioni. Il piu’ possibilista e’ Oliviero
    Diliberto, segretario del Pdci, il quale di fronte alla profferta
    di Ferrero risponde pero’ anche lui con qualche cautela: “E’
    positivo che Ferrero proponga una lista comune- dice- ma questa
    dovra’ avvenire senza alcuna tentazione egemonica da parte di
    alcuno verso altri”. In prospettiva, poi, Diliberto continua a
    guardare al “progetto di riunificazione dei Partiti Comunisti in
    Italia”, il piccolo Pci, che a Ferrero sembra non piacere molto
    (mentre piace al responsabile dell’organizzazione Claudio Grassi).
    Peraltro uno sbocco del genere allontanerebbe definitivamente
    un altro spezzone della diaspora, quello dei neo-trotzkisti di
    Sinistra Critica. “Noi non parteciperemo mai a una Costituente
    Comunista”, premette Salvatore Cannavo’, ex deputato di Sc e
    promotore del movimento nelle cui file militano anche Franco
    Turigliatto, Luigi Malabarba, Flavia D’Angeli. “Possiamo tuttavia
    accettare di iniziare a discutere di una lista insieme- aggiunge-
    solo a patto che non serva a difendere nessun apparato
    comunista”. Il riferimento ovvio e’ ai meccanismi di
    finanziamento. Il rimborso elettorale, se la lista dovesse
    superare lo sbarramento del 4%, non deve “servire, cioe’, a
    tenere in piedi macchina organizzativa e funzionariato del Prc e
    del Pdci. Noi siamo tutti a part time e volontari”, dice
    Cannavo’: “Facciano anche loro come noi”.

  151. Mi sembra che Diliberto accetti,cercando ovviamente di farsi spazio………
    SC è possibilista “Possiamo tuttavia accettare di iniziare a discutere di una lista insieme”………………
    Che vi aspettavate che dicessero si entriamo in lista con il PRC in tranquillità e senza paletti.

    Ma dai,ragionate un pò……………

    Scusa Ramon,
    ma con gente come Sacha come si fa a ragionare???
    Dove scrive lei stranamente,non scrive piu’nessuno……….
    La gente,i compagni vogliono ragionare e confrontarsi e non sentire gente con il paraocchi che vuole avere ragione senza fare niente per il partito…………..
    Io non l’accetto e personalmente non mi va di confrontarmi con gente cosi………..
    Ramon illuminaci tu…………

  152. @pufforosso, la risposta di Diliberto mi sembra possibilista, però.
    Penso che la proposta sia ancora “fresca” e che le altre forze politiche debbano ragionarci sopra e fare le proprie scelte.
    Questa proposta poi non è rivolta solo ai partiti, ma a pezzi importanti di movimenti che ci sono nel paese, e mi sembra una proposta sensata.

  153. sono d’accordo con laura.
    il documento di prc apre a TUTTI.
    magari se tutti gli altri partiti comunisti, compreso diliberto, invece di spararle subito sulla stampa se la ragionassero tra loro (inteso con i loro organi dirigenti come ha fatto prc), forse si potrebbe costruire qualcosa.
    invece si continua a dare in pasto alla ggggente solo gossip.
    bravo ferrero che non è caduto nella trappola!
    ed è L’ UNICO che ha avanzato una proposta.
    seria, equilibrata e sensata.
    adesso pufforosso capisci perchè l’out-out di cannavò non mi era piaciuto?
    e poi anche diliberto col suo fifty-fifty… cambiasse posizione POLITICA sulle questioni incompatibili in europa, che la gente non le sa mica queste cose. ci pensa bene a non dirle nei comunicati stampa oliviero, eh!
    scusate, non ce l’ho con diliberto, ma non si può fare politica così…

  154. Si,hai ragione ma ci dobbiamo ragionare con questi soggetti politici

  155. ci mancherebbe.
    parlavo di metodo e non di merito della discussione.

  156. A mio modesto parere non si può parlare genericamente di anticapitalismo, di lista e sinistra anticapitalista se non ci si sforza di mettersi in discussione e di dare risposte serie agli errori del passato ed alle domande della propria base. Non è che dopo che si è fatto ogni accordo possibile con il Pd e cercato di salvare la propria baracca di assessori e piccola burocrazia, ora si dice “comunista” e paf! tutto sparisce, governo Prodi, guerra in Afghanistan ecc. ecc. Per cui meglio ripartire da zero dalla base che aspettare che i ceti che abbiamo lautamente sostentato in questi anni trovino un’altra scialuppa di salvataggio. Sulle nostre spalle, come sempre…

  157. prcarmerina Says:

    scusate ma Cannavò è incredibile, loro sono tutti volontari perchè non hanno una lira, mica per orgoglio marxista. I funzionari servono (anzi ne servirebbero di più), altro è il funzionariato per il funzionariato, per cui il PRC paga stipendi a gente che adesso milita in SC ad esempio…

  158. Cannavò chi ?
    non è stato anche lui uno “stipendiato-dipendente a tempo indeterminato” del Prc (indirettamente attraverso Liberazione e, tra l’altro, dovrebbe esserlo ancora) ???

  159. Cerchiamo di ragionare non ci scanniamo fra di noi…………

  160. Eravamo in tantissimi sia del PRC e sia del PdCI oggi a Roma,oltre a tanti lavoratori,precari e associazioni,se ritorna l’entusiasmo,sembra sia proprio cosi,ci sarà da divertirsi e tanto…………..

  161. non è questione di “scannarci”… il problema è che non sopporto le “lezioni” da parte dei compagni di Sc, che hanno deciso di isolarsi ! poi se si ricredono e accettano una lista unitaria in questo grave momento… benissimo

  162. ehilà, salute a tutte/i. ho postato il nuovo articolo sulle elezioni europee.
    credo risponda implicitamente a diversi commenti.
    rimane, scusate se lo ridico, la delusione per il fatto che il forum sociale mondiale e che le proposte ed esperienze destinate a cambiare davvero il corso delle cose nel mondo non sembrano interessare molto. al contrario delle formule elettorali.
    pazienza.
    un abbraccio a tutte/i.

  163. Beh, sta di fatto che il gruppo di Sc è stao forse l’unico da decenni in questo paese a fare una rottura rimettendoci in termini personali e non per guadagnarci. Ma il punto è un altro, è che per molti i “funzionari” vanno bene, gli assessori servono, il settarismo è di chi non vuole il centrosinistra…

  164. Luca Marini Says:

    Io una domandina sul forum sociale mondiale in realtà te l’avevo posta! e riguardava le possibilità che le proposte elaborate nel wsf potessero trovare un radicamento tra i vari stati africani!

  165. No, il settarismo è di chi fa scissioni del cacchio e piglia lo stipendio dal partito cui si è scisso, e non è solo Cannavò (non so se sia stipendiato non mi interessa). Gli assessori servono e i funzionari pure, altro discorso è fare accordi sempre e comunque, sono cose diverse, nessun estremismo nè da un lato nè dall’altro.

  166. ok luca. hai ragione. mi pare che in tutto quel continente solo in sudafrica c’è un governo all’interno del quale, in minoranza, ci sono posizioni simili a quelle latinoamericane.

  167. Luca Marini Says:

    infatti la situazione in Africa è drammatica, il forum sociale mondiale può però essere una possibilità certo non nell’immediato, ma per forza di cose va prodotto un ulteriore sforzo!

  168. Paolo Brini Says:

    Ancora su Bologna e le scelte di Rifondazione
    Scritto da Claudio Bellotti
    L’eterno ritorno del sempre uguale

    La verità va detta tutta, fino in fondo e senza diplomatismi ipocriti: nel Prc, e segnatamente nella maggioranza congressuale, soffia un vento di restaurazione. Se questo vento non viene sconfitto, la linea di Chianciano verrà sepolta.

    Gli avvenimenti recenti nella federazione di Bologna, con la messa in minoranza del segretario provinciale ad opera di una poco santa alleanza tutta interna a settori della maggioranza stessa, in nome della riapertura del dialogo col Pd, costituiscono solo l’ultimo di una serie di avvenimenti che vanno tutti nella stessa direzione.
    È stato quindi quanto mai opportuno che Ramon Mantovani abbia sollevato il tema con grande determinazione in un intervento (reperibile sul blog https://ramonmantovani.wordpress.com) che non a caso ha suscitato forte dibattito.

    Non riassumiamo qui le vicende che hanno portato al voto del Cpf bolognese del 20 febbraio, già ampiamente riportate in un contributo di Simone Raffaelli e Mario Iavazzi. Vogliamo invece approfondire alcuni punti a nostro avviso relativi alla rottura di Bologna. Il documento approvato dal Cpf da questo punto di vista è una lettura assai utile (oltre che obbligata, se non vogliamo discutere sul sentito dire invece che sui fatti).

    Ebbene, potremmo dire che a questo documento si può applicare il famoso motto del leader democristiano Forlani: “l’eterno ritorno del sempre uguale”. Può accadere di tutto in questo mondo martoriato, guerre e crisi economica, terremoti elettorali e sociali, studenti in piazza e scioperi generali, ma una cosa non cambia e non cambierà mai: la politica di alleanze col centrosinistra… Ma inoltriamoci nella lettura senza ulteriori indugi.

    Dopo le frasi di rito sul sostegno alla Cgil e al sindacalismo di base e gli improperi altrettanto di rito contro il Pd che con lo sbarramento elettorale tenta di cancellarci, si arriva subito alla sostanza: “Occorre verificare se esistono le condizioni per una convergenza programmatica con le altre forze della sinistra e con il Pd”. Verificare… evidentemente gli scorsi 15 anni di alleanze col centrosinistra la sconfitta dello scorso aprile, la sconfitta in Abruzzo, la sconfitta in Sardegna, non sono state sufficienti a farci verificare la natura delle forze che lo compongono, a partire dal Pd stesso. Si riparte, a quanto pare, ogni volta da zero: perdonare in fondo costa poco e fa sentire meglio.

    Ma, perbacco, non sarà certo una passeggiata per il signor Delbono, candidato del Pd: “La verifica che proponiamo non deve avvenire all’interno di una logica continuista”. Anzi: “il programma deve essere un percorso sociale partecipato, di ascolto e di confronto rivolto a tutti i soggetti sociali e politici di riferimento che abbia al centro le questioni del lavoro e della precarietà, le politiche culturali, la scuola, la sicurezza sociale, la difesa del territorio ed il rilancio del trasporto pubblico”.

    Dopo questa solenne promessa, ci si aspetterebbe che i compagni indichino nel loro documento come si dovrebbe concretizzare tale svolta: punti precisi, richieste dettagliate, discriminanti riconoscibili. In fin dei conti il centrosinistra ha governato Bologna negli ultimi cinque anni, non dovrebbe essere difficile dire quali delle politiche fin qui seguite si ritengono sbagliate e da cambiare, quali misure chiediamo vengano abbandonate e quali invece implementate… nulla di tutto questo: il documento assegna a chi svolgerà la trattativa (a proposito: chi?) un sostanziale assegno in bianco. I compagni che pontificano sul percorso partecipato avrebbero potuto utilmente cominciare a far “partecipe” l’organo dirigente della federazione, il Cpf, delle loro opinioni al riguardo.

    Scriviamo questo non perché crediamo alla logica dei “paletti” e degli “accordi caso per caso”: tuttavia poiché questa è precisamente la logica che da sempre guida le aree politiche che hanno espresso questo documento, ci si aspetterebbe come minimo un po’ di coerenza.

    E se proprio ritenete, come si scrive poche righe sotto, “inaccettabili i finanziamenti alle scuole private” com’è che da una quindicina d’anni sedete in una giunta regionale che è stata fra i pionieri dei provvedimenti di parità scolastica?

    Sono queste dunque le basi politiche dell’operazione bolognese. Ora naturalmente ci si sbraccia a dire che nulla è ancora deciso, che la trattativa è aperta, che non c’è alcuno sbocco precostituito. Sono ipocrisie intollerabili. È stato assai più onesto il segretario del Pd bolognese, De Maria, il quale il giorno successivo alla riunione del Cpf ha dichiarato apertamente che finalmente si poteva tornare a parlare col Prc e che Delbono unirà l’intero centrosinistra bolognese dietro la sua candidatura.

    Anche un bambino capisce che con la dinamica che si è aperta risulterà quasi impossibile che la trattativa aperta non si concluda con un accordo. Se così non sarà, questo avverrà non certo sulle basi politiche poste dalla nuova maggioranza che governa la federazione di Bologna; solo una opposizione forte e determinata nella base del partito, nei circoli, può fermare il meccanismo che si è messo in moto.

    Dietro la “svolta” bolognese è tuttavia necessario vedere anche il ruolo delle diverse aree politiche esistenti nel partito a livello nazionale e non solo locale. L’operazione bolognese porta scritta a lettere cubitali la firma della cosiddetta unità comunista.

    È noto che tale linea, essendo per l’appunto “unitaria”, ha prodotto in questi mesi una ricca frantumazione delle aree che la propongono. Tuttavia a Bologna è avvenuto il miracolo: in nome del governismo e del centrosinistra, si sono ricomposte le aree di Essere comunisti e ben tre spezzoni della fu mozione congressuale numero 3: l’Ernesto di Fosco Giannini, i “comunisti in movimento” di Masella, nonché “sinistra comunista” che pur non essendo molto presente a Bologna, ha visto il suo massimo esponente nazionale, Gianluigi Pegolo, benedire l’operazione presenziando al Cpf del 20 febbraio in qualità di responsabile nazionale Enti locali.

    Il marchio di fabbrica della “premiata ditta dell’unità comunista” è chiaramente riconoscibile nelle righe del documento votato dal Cpf che descrivono il Prc come “una forza che si batte non solo per migliorare la condizione della classe lavoratrice (anche attraverso alleanze e riforme parziali) ma anche per una prospettiva rivoluzionaria di superamento del sistema capitalistico”. Neppure Diliberto potrebbe fare di meglio: da Delbono a Lenin, senza neppure battere ciglio. Se si fosse in teatro, verrebbe giù il soffitto dagli applausi…

    Il compagno Ferrero ha accettato e avallato tutto questo, così come accetta e avalla che si continui a restare in amministrazioni indifendibili, Campania e Calabria per prime, così come ha accettato senza mai dare seriamente battaglia la lunga serie di “ribaltoni” negli assetti interni al partito in numerosi territori.

    A che serve appellarsi all’unità della “maggioranza di Chianciano” quando poi tale unità si dimostra inesistente ogni volta che sono in gioco assetti di potere interni (segreterie) ed esterni (alleanze elettorali e di governo)? La linea decisa a Chianciano ci è cara, ma la verità ci è ancora più cara. Se dietro l’etichetta di “Chianciano” si deve poi ingoiare tutto questo, allora preferiamo dire le cose come stanno: la salvaguardia e il rilancio di quella linea (anche con i necessari aggiornamenti) non è più in mano alla fantomatica “maggioranza”, ma deve passare in mano a tutti i compagni e le compagne che l’hanno presa sul serio e che devono guardare negli occhi la situazione per quello che è. Anche per questo non possiamo che salutare con favore l’intervento del compagno Mantovani per aver posto le questioni con nettezza.

    Non è il momento né degli abbandoni, né della diaspora: è il momento di aggregare un fronte che reagisca al vento di restaurazione che finora non ha trovato sufficiente contrasto, ma che a nostro avviso non riscuote affatto il consenso della maggioranza di militanti del partito.

    Si comincia da Bologna e si prosegue dappertutto. Per quanto ci riguarda, ci saremo con convinzione e pronti a collaborare lealmente con tutti coloro che condividono le nostre stesse preoccupazioni.

  169. “Vengono anche, se non soprattutto, da un sistema politico che è intrinsecamente separato dalla società e votato ad escludere dalla rappresentanza il conflitto sociale”

    quartiere di periferia di Roma, abitato prevalentemente da immigrati e operai, l’unica struttura “politica” aperta tutto il giorno è una sede del PDL (CON BANDIERE, FACCIONI DI BERLUSCONI ETC ETC) che funziona anche da CAF e che offre assistenza a tutte le persone che ne hanno bisogno per moduli, richieste etc etc..
    Stesso quarteire una domenica qualsiasi, pomeriggio h. 16 , unica realtà politica aperta è una sezione di AN.
    Cosa dovrebbe insegnare tutto ciò? Compagne e compagni che avete una cantina, un negozio sfitto, un locale su strada apritelo, stamapte una falce e martello qualsiasi piazzatela lì davanti e sedetevi con la seggiolina per strada, come le vecchie sezioni di una volta, qualcosa accadrà. Potrebbe essere un buon inizio …

  170. giovanni Says:

    Io sinceramente sono stupefatto dlle affermazioni fatte da te Mantovani e da diversi compagni, in merito alla decisioni del CPF di Bologna di aprire un confronto con le forze di sinistra ( compreso il PD) e la città di Bologna.
    La decisione del Congresso di Chianciano non è stata tradita… anzi è stata rilanciata in questi mesi e anche dalla decisione dle CPF di Bologna.
    Tu mi insegni molto bene che in un Partito comunista vigono delle regole, ci sono maggioranze e minoranze, il voto è stato democratico e a maggioranza a Bologna è stato votato un documento di aprire un confronto con le forze sociali e politiche di sinistra. L’ex segretario provinciale ha aderito aun documento contrario a questa impostazione ed è andato in minoranza, subito dopo è uscito dal partito, mi sembra che questa operazione è stata organizzata e pianificata da mesi , per dividere il Partito e portare acqua al mulino della lista civica Bologna Libera ( sembra che aderiscano Sanonetti, fuorisciti dai Ds, ambientalisti, ex settantasettini ecc….di tutto e di più).
    Io sinceramnte rimango nel Partito della Rifondazione comunista, e lavorerò per rilanciare il progetto della Rifondazione.

    Un fraterno saluto comunista
    Sandro

  171. gabriella Says:

    Sono un’elettrice (ormai ex) di rifondazione di Bologna. Qualcuno mi potrebbe gentilmente spiegare per quale motivo a Firenze Rifondazione non appoggia il Pd e a Bologna, invece, sì? Eppure anche a Firenze hanno cambiato candidato. Di più: entrambi i candidati, quello di Bologna e quello di Firenze, sono della ex margherita, le due città sono tutte due capoluoghi di regioni “rosse” (si fa per dire)… insomma credete davvero che un elettore possa stare dietro a questi equilibrismi? Un elettore di sinistra NON E’ uno zombie passivo: se 2+2 fa 4, non c’è partito che possa convincerlo che fa 5.

  172. gabriella Says:

    E non ditemi che Firenze è diversa da Bologna, perchè ho amici e parenti lì. Il Pd, i candidati, le privatizzazioni, la politica della “sicurezza”, le mire sui terreni edificabili ecc sono molto simili. Sono un’elettrice, quindi non conosco la situazione interna di partito, però l’ unica spiegazione possibile per me è che a Firenze comandi la corrente X (o le correnti, non so) e a Bologna la corrente Y (o le correnti). E io dovrei votare un Partito che valuta una giunta e una possibile alleanza su queste basi e non su fatti concreti e materiali? Ma nemmeno per sogno!

  173. Luca Marini Says:

    Hai ragione Gabriella, il PD fiorentino è tale e quale a quello Bolognese, non c’è PD di sinistra e PD di centro. E non dipende nemmeno dalle correnti del PRC anche perchè i congressi di firenze e bologna hanno dato un esito pressochè fotocopia, casomai dai capicorrente. Il punto è che a Bologna secondo me stanno facendo un errore madornale se pensano ci sia la possibilità di governarci assieme. E sinceramente non mi so spiegare il perchè i dirigenti bolognesi continuino a pensare che col PD si possa fare un accordo.

  174. gabriella Says:

    Guarda, Luca Marini, se c’è un PD di destra è quello di Bologna. Ora siamo nell’ unica città d’Italia dove non si possono fare le manifestazioni il sabato e la domenica: si sono messi d’accordo Cofferati e il prefetto. Uno potrebbe dire: “vabbè, ma tanto Cofferati non si ricandida” ma, porca miseria, forse Delbono si è dissociato? Macchè! Anzi, dice che Cofferati “ha amministrato bene”! (come no! il Comune ha un deficit mostruoso, perchè ha affidato a Gestor la riscossione delle imposte e ora questa società è insolvente!). D’altra parte, Cofferati alle primarie ha appoggiato Delbono contro gli altri candidati del Pd: ammazza che discontinuità! Insomma, sai che c’è? Delbono se lo votino gli iscritti Prc. Io non lo voto.

  175. Luca Marini Says:

    Gabriella e lo so che il PD bolognese è di desra, se fossi a Bologna non lo voterei neppure io DelBono so anche che c’è una parte consistente degli iscritti che non ne vuol sapere dell’accordo. Qualcuno è anche uscito dal partito.E non sono mica sicuro che anche tutti gli iscritti rimasti lo voteranno.

  176. gabriella Says:

    L’altro giorno mi è arrivata una bolletta del Comune: 60 euro per l’ ici del 2006! (adeguamento catastale: mah…). E li vuoi OGGI che io sono esente dall’Ici, mentre finora tu stesso mi dicevi che andava bene, compresi i 5 euro di recapito, dei quali io non ho colpa? La verità è che non sanno dove sbattere la testa, perchè la Gestor ha preso i soldi delle imposte (salate) dei cittadini, se le è tenute e non le ha date al Comune e quindi ora cercano soldi disperatamente, come se non bastassero tutti i loro iniqui balzelli (abbiamo le tariffe e imposte più care ‘Italia). Almeno uno pagasse per servizi ai cittadini e ai lavoratori! Invece NO! Si paga per i “consulenti” che fanno i “corsi prematrimoniali” in Comune per i matrimoni civili (sic!), per finanziare le scuole materne e i nidi gestiti dalle suore (o, peggio dall’ opus dei, che separa i bambini maschi dalle bambine femmine!), mentre mancano posti e maestre nei nidi comunali, per dare soldi alla Gestor che prende i soldi delle imposte dei cittadini e non li dà al Comune… ecco la “buona amministrazione” di cui blatera Delbono. A parte le ridicole “sceriffate” parafasciste e pararazziste in accordo con An, ci sarebbe da scrivere un romanzo anche su mille altre cose. Si è minimamente dissociato Delbono da tutto questo? No, non ci pensa nemmeno.

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