Per parlare di una svolta positiva nella politica estera USA non basta il rilancio del multilateralismo.

Dopo le mille suggestioni sulla vittoria di Barack Hussein Obama forse è necessario, come ha giustamente osservato Dino Greco, attendere dei fatti per esprimere giudizi fondati e seri.

Intanto ci sono questioni, connesse intimamente fra loro e di importanza centrale, sulle quali vorrei soffermarmi.

Nel corso degli anni 90, e fino ad oggi, il ricorso alla guerra è stato una costante da parte di tutte le amministrazioni USA. Oltre alla ben nota funzione di volano svolta dall’economia militare in ambito interno ed internazionale c’è stato, con tutta evidenza, l’esplicito obiettivo di dare al mondo, dopo la caduta del muro di Berlino, un nuovo ordine fondato sull’espansione globale del capitalismo e sul dominio dei paesi “occidentali”. L’uso della guerra si è generalizzato come strumento “normale” di governo del mondo. Mi si scusi la semplificazione, ma si può ben dire che per costruire un nuovo ordine internazionale era necessario destabilizzare e distruggere quello esistente. E’ quello che è stato fatto con guerre che hanno generato instabilità sia nei teatri specifici dove sono state combattute sia nelle relazioni mondiali. Così come è altrettanto evidente che la globalizzazione capitalistica ha prodotto tali contraddizioni che il mondo non può essere governato che con una rinnovata politica di potenza e con l’uso permanente della forza.

La prima vittima di questa tendenza sono state le Nazioni Unite. Esse sono state private di funzioni fondamentali sul piano delle politiche economiche e sociali. Basti pensare all’UNCTAD (l’agenzia del sistema ONU preposta a governare il commercio mondiale) e alla funzione assunta dall’Organizzazione Mondiale del Commercio come motore della globalizzazione. Basti pensare al G7 che, pur essendo nato come una riunione informale dei paesi più industrializzati, ha assunto sempre più la funzione di direttorio mondiale (ed è questo il motivo dell’allargamento alla Russia e della ventilata ulteriore inclusione dei “paesi emergenti” come Cina, Brasile ecc) a scapito dello stesso Consiglio di Sicurezza dell’ONU, chiamato sempre più a ratificare supinamente decisioni prese in una sede nemmeno retta da un trattato internazionale.

In particolare, a livello militare, dopo la fine del patto di Varsavia e della guerra fredda, invece di procedere, come previsto dallo statuto dell’ONU, alla formazione di una forza permanente sotto il comando del Consiglio di Sicurezza per svolgere la funzione di polizia internazionale, abbiamo assistito al rilancio della NATO e al suo allargamento. Al punto che, nel pieno della politica multilaterale dell’amministrazione Clinton, la NATO ha scatenato la guerra contro la Jugoslavia senza nemmeno che il Consiglio di Sicurezza avesse discusso della questione e l’ha conclusa, nel modo che sappiamo, dopo una riunione del G8. Le guerre unilaterali dell’amministrazione Bush, con coalizioni militari a geometria variabile, hanno proseguito il lavoro di delegittimazione dell’ONU fino alla dichiarazione minacciosa del Segretario di Stato Colin Powell secondo il quale l’ONU sarebbe diventata un “ente inutile” se non avesse assecondato le scelte statunitensi. L’unica controtendenza è stata la missione UNIFIL in Libano. Missione subita e mal digerita sia dagli USA sia da Israele. La prima composta da decine di paesi sotto il diretto comando del Segretario Generale dell’ONU, dopo più di dieci anni dal fallimento, appositamente provocato per spianare il terreno all’intervento della NATO, della missione di caschi blu in Bosnia.

Oggi Barack Obama sembra riproporre, in versione aggiornata, il multilateralismo come cifra della propria politica estera. La scelta di Hillary Clinton è per questo molto significativa. Ma lo è anche quella di mantenere nel suo incarico Robert Gates, il Segretario alla Difesa del governo Bush.

L’aggiornamento della dottrina “multilateralista” è dovuto al fatto che per Obama, nel pieno della crisi del sistema, sarà necessario contenere le spinte spontanee dei più importanti governi alla protezione delle proprie produzioni e mercati nazionali, armonizzandole con il tentativo di soluzioni condivise e capaci di salvaguardare il sistema capitalistico globale e segnatamente gli interessi delle società multinazionali, che in trenta anni si sono moltiplicate passando da circa 600 a circa 50mila.

E’ parimenti chiaro che una rinnovata politica multilaterale sul piano della guerra è fondata sulla condivisione, da parte dei paesi ricchi, di una strategia comune basata sul rilancio (e sull’allargamento) del G8 e del principale strumento militare a disposizione che è la NATO.

Come non vedere in questa chiave la scelta dichiarata di Obama di rilanciare e rendere centrale la guerra in Afghanistan?

Perché questo è già un fatto indiscutibile.

Vedremo se sarà contraddetto o confermato dai seguenti atti del nuovo governo USA.

Ma per poter parlare di una svolta positiva nella situazione mondiale, determinata dalla nuova presidenza statunitense, bisognerebbe avere fatti precisi quali il rilancio della centralità dell’ONU in tutti i campi e l’abbandono della guerra permanente come strumento di governo reale del mondo.

Temo che, invece, il rilancio del multilateralismo, del G8, del WTO e della NATO sarebbero salutati, anche a sinistra soprattutto in Europa, come la svolta tanto attesa.

Ed è su questo punto, secondo la mia modesta opinione, che si vedrà il confine invalicabile entro il quale ricostruire il movimento pacifista e la sinistra anticapitalistica nei prossimi anni.

ramon mantovani


pubblicato su Liberazione il 24 gennaio 2009

138 Risposte to “Per parlare di una svolta positiva nella politica estera USA non basta il rilancio del multilateralismo.”

  1. Condivido molto le domande che poni in questo articolo. Soprattutto, mi pare giusto sottolineare come il primo vero atto in politica estera di Obama sia stato quello di rafforzare la presenza militare in Afghanistan. Di rilanciare una guerra, cioè : una cosa non da poco, soprattutto se riusciamo a ragionare più realisticamente sui reali obiettivi di quel conflitto, aldilà della retorica anti-terrorista. Non un buon inizio, dunque…

  2. grazie pasukanis. mi pare che siamo d’accordo.

  3. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    su obama sai già come la penso e penso che i fatti confermeranno il
    bluff o operazione di marketing politico che rappresenta.Non voglio dire con questo che l’elezione di obama sia solo un bisogno di immagine anzi è un salto di qualità necessario per l’impero usa. La gestione bush ha sicuramente danneggiato il fronte interno della gestione del business indebolendo la capacità di lettura delle dinamiche in corso in altri potentati semi imperiali. Il caso georgia,fra tutti.ha evidenziato la debolezza degli usa nella gestione dei rapporti di forza con la russia. Per farla breve penso che l’europa sarà insieme all’africa teatro di uno scontro reale di interessi contrapposti e che le necessità interne cui obama dovrà pensare per lo più costringeranno gli usa a forzare la mano sugli interessi europei . Penso e mi scuso per l’esposizione ma ho pochissimo tempo,che il primo compito sarà di “sfruttare”i contrasti che emergeranno per spiegare la realtà della lotta in corso. Credo anche che
    sarà opportuno aprire una nuova stagione di scontro verso la cultura
    dell’illegalità e delle varie mafie internazionali che in questo scenario occuperanno un ruolo sempre più rilevante di incrocio e di gestione di interessi dei gruppi di potere. Credo che prima che i fatti lo dimostrino
    sarà utile denunciare l’illusione di una democrazia americana di cui obama
    è nuovo simbolo.
    Viva la vita!

  4. alessandro Says:

    Bell’articolo Ramon, vorrei aggiungere però, che se avessero vinto i repubblicani noi,oggi, non saremmo qui a discutere del futuro delle relazioni geopolitiche ne delle auspicabili svolte statunitensi in materia di politca internazionale.
    La vittoria di Obama,(dei democratici?), non è l’inizio di una nuova era,come molti si sono affrettati a dire, ma è un fatto politico e noi,nel nostro piccolo, con questo fatto dobbiamo misurarci.
    Le contraddizioni non sono poche, tu ricordavi la guerra in Afganistan,che continuerà, ma c’è anche la chiusura di Guantanamo che per me rappresenta una piccola vittoria del diritto internazionale contro la prepotenza e la legge del più forte.
    Anche la politica interna degli USA ci riguarda da vicino, non è forse vero che Obama ha convinto gli americani sulla base di un programma che prevede la sanità e altri diritti sociali per tutti?
    Si, è vero, come è anche vero che tra i suoi più stretti consulenti vi sono economisti della “famosa” scuola di chicago, gente cresciuta con le teorie di Milton Friedman che ha sempre combattuto “per principio” l’idea che lo Stato possa farsi carico della salute dei suoi cittadini.
    Si potrebbe continuare per ore ad elencare le speranze e le contraddizioni che si intrecciano sullo sfondo della nuova presidenza americana…Noi però non possiamo stare a guardare, la sinistra,il nostro partito,tutto il movimento pacifista non può e non deve farsi dettare l’agenda dalle scelte dei governi, men che mai da quello statunitense.
    Dobbiamo ricostruire legami sociali e coscienza politica…quando cominceremo a discutere del prossimo G8? Di come contestarlo? Di come presentare una piattaforma alternativa che parli di economia solidale,di cooperazione e di mutualismo?Come faremo a rompere il muro del silenzio che i media ci hanno costruito attorno?
    Sono convinto che la lotta per un nuovo modello di sviuluppo economico sia intrinsecamente legata alla lotta per la pace e per la fine dei conflitti armati….sarà una fissazione la mia,ma prima della pace è fondamentale la giustizia.

  5. Luca Ammessi Says:

    C’è un ragazzino, un pò capriccioso. Quello che fa più spesso è arrabbiarsi con la mamma, lamentarsi di tutto e dire che non va bene nulla. Lo fa perchè così ha l’illusione di stare al centro dell’attenzione. E’ un pò viziato anche.
    Ultimamente è anche peggiorato. Si mette nell’angolo sbatte i piedini e cerca di alzare la voce e urlare le lamentele. Ma nessuno lo ascolta, ha perso mordente a furia di lamentele.

    Lungi da chiunque pensare che Obama sia la panacea di tutti i mali, neanche il messia (compagni… sempre alla caccia di un messia). Però, però, il messaggio che esce dalla sue elezione e dalle sue parole è un fatto nuovo, importante che apre uno scenario deiverso e prospetta un importante inversione di tendenza nell’occidente.

    Il simbolico che rappresenta Obama dovrebbe investirci: la politica ha cambiato necessariamente la sua funzione. Il politico non rappresenta più un soggetto sociale, ma si pone come elemento culturale, portatore di cambiamento o creatore di discontinuità.

    Un pò come Lula in Brasile. E’stato il sasso che ha alzato un onda interessante in tutto il sudamerica, anche se poi ha tradito molte delle apettative dei radicali. Eccovi qui a criticare Obama come si criticò Lula fin dai suoi primi passi. Perchè non applicò il comunismo come modello. Obama non lo applcherà, fortunatamente.

    Appunto, eccoci qui a criticare Obama dopo 3 giorni dal suo insediamento. Neanche il tempo di disfare le valigie e già i sinistri occidentali a criticarlo e a fargli le pulci.

    Onestamente sono stanco di battere i piedini e lamentarmi che mia mamma non è come volevo io, vorrei dare fiducia a dun processo storico che sta andando in scena. Vorrei smetterla di avvitarmi intorno a multilateralismi, builateralismi e unilateralismi, che non vogliono più dire nulla da quando la guerra santa e fredda è terminata. Vorrei anche semtterla di usare una lente di lettura sfuocata e un pò vecchia al mondo di oggi.

    Marketing politico. Mannaggia a noi. Lo usiamo come un termine dispregativo sempre e comunque. Poi vendiamo il pane con un atto di marketing politico, lo chiamiamo in un altro modo e siamo tutti contenti. La costruzione di una propria immagine che accompagni o mascheri i contenuti è da sempre ala base della politica. Propaganda, promozione, informazione…. si può chiamare come si vuole. Ma tant’è.

    ricostruire il movimento pacifista e la sinistra anticapitalista. Si. I primi passi non sono male. Critica di tutto ciò che non è noi stessi. Diffidenza di tutti anche se sono i nostri coinquilini di partito. Una cgil che alza la testa e noi non siamo in grado di dire una parola, divisi tra 20 sindacati e 30 posizioni sindacali. Un mondo introno a noi che non ci considera neanche degni di considerazione…. mah, non so.

    Secondo me ha ragione Barghouti: E’ una fase nuova. In Palestina, in Italia, nel Mondo. E ogni fase nuova ha bisogno di protagonisti nuovi. Anche Rifondazione. Perchè non possono rendersene conto anche i vecchi protagonisti? Forse è il momento buono affinche si ringrazino tutti quelli che in Rifondaizone e nella sinistra hanno fatto un gran lavoro e gli si chieda di farsi da parte. Tutti. Che da almeno 35 anni sono i coltivatori, possano andarsene in pensione. Ferrero, Mantovani, Grassi, Bertinotti, Giordano… tutti ma proprio tutti. Fatelo per il futuro, fatelo per noi.

  6. La politica simbolica, l’immaginario, il Nuovo, i vecchi radicali che vorrebbero il comunismo…ma sì, tutti a casa e cerchiamo il “nostro Obama”. Torniamo sulla terra e giudichiamo i fatti con analisi lucida. Il primo atto di Obama è stato prolungare la guerra in Afghanistan. Certo, magari sinistra riformista e nuovista penseranno che quella guerra è “necessaria” ed ora che c’è Obama sarà di sicuro più cool. Però, però…

    -Afghanistan. Manifestazioni di piazza contro i massacri di civili da parte delle truppe NATO

    Migliaia di persone hanno protestato per le strade di Mehtar Lam, la capitale della provincia di Laghman, dove sabato un’operazione dei soldati americani appoggiati dall’aviazione ha fatto 16 vittime civili, secondo un consigliere del presidente Hamid Karzai mandato a investigare. I militari americani ieri avevano comunicato che nell’attacco erano stati uccisi 15 combattenti talebani, ma Assadullah Wafa ha oggi detto in una conferenza a Mehtar Lam che le vittime sono civili, tra cui molti donne e bambini. I dimostranti hanno gridato slogan contro gli Stati Uniti e contro il presidente Hamid Karzai; quest’ultimo da Kabul ha duramente condannato l’ennesima uccisione di civili in operazioni militari affermando che azioni come queste “non portano alcun progresso alla lotta al terrorismo”. Il portavoce del comando militare americano ha detto che sul caso sarà avviata un’inchiesta congiunta con le autorità afgane.

  7. corsaro Says:

    quoto luca ammessi

  8. Luca Marini Says:

    Ramon pure io penso che Obama cercherà di ricreare un multilateralismo e di rilanciare il ruolo del G8 e di esterderlo, così come tenterà di rilanciare il ruolo del WTO (negli ultimi anni in panne). Penso anche che non si potrà ritornare comunque ai tempi dell’amministrazione Clinton. Durante la presidenza Clinton tutto era favorevole per consolidare il ruolo degli Stati Uniti come gendarme del mondo, e per assoggettare intere aree del mondo alle ricette del neoliberismo ( la fine dell’unione sovietica, l’apertura della cina e di molti paesi asiatici al neoliberismo, il completo controllo dell’america latina). Il contesto odierno è diverso, e se ci aggiungiamo la crisi economica che tutto il mondo sta attraversando ( vedi il ritorno degli stati al sostegno dell’industrie nazionali soprattutto operato dagli stessi Stati Uniti) è chiaro che le ricette neoliberiste seguiranno una battuta di arresto almeno nel breve periodo di uno o due anni.
    Penso anche che i vari stati non potranno investire ancora molto sulle spese militari, viste le esorbitanti cifre di nuovi disoccupati che ogni giorno si creano quà e là in ogni angolo del mondo.
    I movimenti che da anni combattono le logiche neoliberistiche in questo periodo di crisi hanno la possibilità di mettere a nudo una volta per tutte i disastri che tali politiche hanno provocato. Gli stessi partiti a vario titolo anticapitalistici devono ritornare a collaborare con i vari movimenti per elaborare una diversa economia mondiale, un nuovo modello produttivo!
    Le esperienze in questo senso in questi anni non sono mancate, non si riparte da zero.
    In questo periodo di crisi economica, i partiti di sinistra occidentali oltre a richiedere sussidi generalizzati di disoccupazione, abbassamento dell’orario di lavoro e tassazione delle rendite finanziare si devono impegnare per elaborare proposte che vadano a determinare non solo quanto produrre ma anche cosa pudurre!

  9. Ramon ti volevo domandare se avevi notizie circa i dati del tesseramento 2009.
    Grazie perla risposta.

  10. giovanni Says:

    per luca ammessi,
    non so chi tu sia ma dal tono superbo e superiore che usi si direbbe
    che hai bisogno di confortanti e rapide assicurazioni,prprio come usano
    fare i ragazzini viziati che sbattono i piedi.Non amo i confronti con chi parte
    con un simile atteggiamento.
    comunque anche per te viva la vita!

  11. caro luca ammessi, si lo so che sono vecchio e che devo andare in pensione. non ti preoccupare per quanto mi riguarda non toglierò spazio a nessun giovine.
    a te, però, voglio dire alcune cose:
    1) io mi sono occupato, nell’articolo, di politica estera. cerco di ragionare e mi rifiuto di occuparmi di cose che non siano fatti, scelte e decisioni. le suggestioni, le letture che guardano gli USA come se fossero l’italia, le speranze infondate, le previsioni di notisti politici del corriere della sera che nello stesso articolo sono capaci di dire che gli USA sono il paese più democratico del mondo e che una guerra è stata fatta per vincere una campagna elettorale ecc ecc, non mi interessano.
    2) non sono io ad aver inventato la categoria del multilateralismo. è stat l’amministrazione clinton ad inaugurarla e in italia è stata osannata dai ds in europa da blair e così via. in nome del multilateralismo sono state fatte due guerre. una della NATO in bosnia (con l’autorizzazione del consiglio di sicurezza dell’ONU) dopo che la missione ONU che invece di 60mila caschi blu per presidiare il territorio ne mandò 5000 perché USA e alleati si rifiutarono di mettere a disposizione le truppe necessarie salvo poi mandarne più di 60mila della NATO. e una della NATO in kosovo senza che nemmeno se ne discutesse nel consiglio di sicurezza e durante la quale la NATO a Washington cambiò il proprio statuto per poter intervenire fuori dai propri confini e trasformando così la natura dell’alleanza da difensiva ad offensiva. ovviamente senza ridiscutere il principio per cui la NATO si riserva il diritto di usare il primo colpo nucleare.
    3) la scelta di OBAMA annunciata di aumentare le truppe in afghanistan e di farlo con il consenso degli alleati della NATO è il rilancio del multilateralismo.

    a te piace o non frega nulla del multilateralismo? non so che farci. a me interessa che mondo ci sarà in futuro. se fondato sul dominio dei paesi ricchi o su una pacificazione e sul riconoscimento del multipolarismo e dell’ONU come unica sede nella quale prendere decisioni per l’intera umanità.

    se questo per te è essere un bambino capriccioso non so che farci.
    in effetti non sono più un bambino ma ricordo che fin da bambino mi chiedevo come mai c’erano paesi ricchi di petrolio, oro, diamanti e di mille altre cose nei quali si moriva di fame ed altri che non avevano un cazzo (come l’italia) dove nessuno moriva di fame.

    non sarà che sei tu che credi ancora alle favole? che davvero credi che obama sia il principe azzurro e buono che metterà a posto le cose?

    mah!

  12. caro puffo, non so nulla del tesseramento. non ho potuto partecipare alle due giornate del tesseramento perché sono al social forum mondiale.

  13. caro giovanni, concordo. vedremo se l’europa manifesterà una qualche autonomia dagli USA. vedremo.
    quanto alla democrazia USA vorrei far notare che se c’è bisogno di un messia, di un profeta, allora vuol dire che siamo sotto la soglia entro la quale si può parlare di democrazia.
    vedremo i cambiamenti e se ci saranno nei fatti li saluteremo come buoni ed utili. per esempio vedremo se si invertirà la tendenza per cui i neri statunitensi nelle carceri sono tre volte in termini percentuali rispetto alla popolazione totale. vedremo se si passerà da una società che ha l’uno per cento della popolazione in carcere ad una (come quelle europee) dove c’è il 0,1 di carcerati sulla popolazione totale. vedremo vedremo….

  14. Per Luca Ammessi. Dici che “Ferrero, Mantovani, Grassi, Bertinotti, Giordano, tutti ma proprio tutti” debbono andarsene in pensione, “per il futuro, per noi”. Non so quanti anni tu abbia.Da quel che scrivi e da come argomenti, penso intorno ai 30, forse qualcuno in meno. Perché non provi tu, con la tua eneregia, il tuo entusiasmo, la tua retorica, la tua cultura, la tua capacità politica a integrarti in quel che resta della comunità del Prc (Giordano e Bert se ne sono già andati e comunque io non li confonderei)o, se ci riesci, a scalzare i compagni rimasti?Perché chiedi agli altri qualcosa che nemmeno tu sei in grado di fare?Mi sembri Mario Adinolfi che chiede a Veltroni di andarsene.Se pensi sia giusto combatti, altrimenti…continua a scrivere sui blog!

  15. Luca Marini Says:

    Non penso che l’europa possa manifestare autonomia dagli U.S.A, anzi i vari stati europei mi sembra stiano facendo a gara a chi sarà il miglior interlocutore del neo presidente. Ma non penso Europa e USa anche in una prospettiva multipolare, riusciranno ad imporre il rilancio del neoliberismo nè a casa propria nè tantomeno nel resto del mondo! L’epoca delle vacche grasse è finita!

  16. animals Says:

    E se pensassimo a iniziare la ricostruzione di una organizzazione internazionale della classe operaia. In modo da non dover appoggiare l’una o l’altra delle strategie che le classi dominanti mettono in campo nele diverse fasi storiche. Strategie dalle quali i lavoratori di tutto il mondo hanno comunque da perdere?
    Dopo questa premessa utopistico-settaria-trozkista vorrei solo osservare che storicamente nei periodi di crisi mondiale del mercato come questa i vari stati nazionali tendono a mettere in campo politiche protezioniste e unilaterali. Mi sbaglierò ma credo che accordi multilaterali saranno sempre più difficile soprattutto in campo commerciale e nel wto. La perdita di egemonia degli Usa porterà instabilità e caos nei rapporti tra le potenze. E non credo che dovremmo sperare in un ruolo maggiore dell’europa piuttosto che di altri blocchi emergenti.
    Credo la bussola debba restare sempre l’internazionalismo. Anche se non dà risultati nel breve termine.

  17. caro animals, l’organizzazione internazionale che dici esiste già. è il social forum mondiale.

  18. antonio insalato Says:

    caro Ramon scusa se non entro nel merito del tuo intervento ,interamente
    condivisibile ,ma vorrei sapere da te cosa pensi di quanto successo in queste ore tra il pd e pdl.
    Qualche giorno fa l’astensione del pd sul federalismo ,un chiaro segnale politicista alla Lega ,in queste ore l’accordo sempre tra governo e opposizione che introduce lo sbarramento al 4% alle prossime elezioni europee ,che mira a tenere fuori dall’europa la sinistra ,salvo accrocchi francamente impresentabili e molto simili alla sinistra -l’arcobaleno i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti.
    Potra’essere possibile allora che una parte del prc ,continui a propugnare accordi col pd?
    Potrebbe cosi’crearsi una situazione nella quale il 6 e il 7 giugno ,giorno dell’election day ,un elettore o una elettrice voti alle amministrative per una coalizione nella quale oltre il prc ,e’ presente un partito il pd appunto
    che vuole assassinare il nostro partito ,lo stesso giorno ripeto, alle europee.
    Troverei alquanto bizzarra la cosa ,anche se probabilmente il Grassi di turno avra’ gia’ la giustificazione politica pronta , sapendo pero’ che ormai la gente non ci casca piu’.
    Oggi una signora che ho incontrato in autobus mi diceva di essere stanca di turarsi il naso e che d’ora in poi vorra’odorare la puzza.
    Io anche.
    un abbraccio

  19. Bucharin77 Says:

    Dobbiamo uscire da tutte le giunte!!!!!! Non ripetiamo la cazzata della “separazione consensuale”. E sotto la sede del PD facciamoci pure una manifestazione nazionale, facciamo vedere a quel fallito di Veltroni che ci siamo

  20. antonio insalato Says:

    Ho letto ,su Liberazione di oggi le dichiarazioni del segretario nazionale del prc Paolo Ferrero al quale chiedono se la nuova legge per le europee pregiudica i rapporti con il pd ,tanto da mettere a repentaglio le alleanze per le amministrative e il segretario risponde che bisogna tenere separate le due questioni ,e prosegue dicendo,che una cosa e’ la gestione del territorio ,un’ altra le europee.Non c’e’alcuna connessione.
    Non ho parole ,se non per affermare che il prc e’ stato sopraffatto dalla sindrome di Stoccolma.
    saluti

  21. Caro Ramon,
    il tuo post è chiaro e anche condivisibile.. e a dire il vero pure io ero perplessa su un cambiamento di politica internazionale degli Usa, anche nel caso in cui venisse eletto un democratico.
    Eppure ora penso, senza per questo volermi illudere più di tanto, che Obama porterà qualcosa di nuovo e di diverso anche in questo campo, non fosse che per non deludere le aspettative di tanti milioni di americani stanchi delle guerre catastrofiche, nonché la perdita di immagine, in cui li ha gettati il suo precedessore.
    Diciamo che tengo viva la fiammella della speranza, il che a volte è proprio indispensabile. Un saluto.

  22. sì è vero antonio, questo atteggiamento conferma il giudizio sempre più negativo, purtroppo, su Ferrero e sulla sua passività. Il prc si sta lasciando distruggere coltivando il culto della sua purezza. qui bisogna che qualcuno si svegli o non esisterà più una sinistra in italia per i prossimi 20 anni.

  23. Invece di parlare lottate ecco la lettera che ci è pervenuta:

    Ai consiglieri e assessori regionali
    Ai consiglieri e assessori provinciali e comunali

    Care e cari compagni vi inviamo copia della lettera che il Segretario del partito Paolo Ferrero ha inoltrato a tutti i segretari regionali e provinciali per contrastare in queste ore il grave accordo tra governo e opposizione (Pd-IdV) finalizzato all’introduzione della soglia di sbarramento per le elezioni europee al 4%.

    Vi è chiarissima la gravità di uno sbarramento elettorale che rischia di diventare anche uno sbarramento sociale per tutte le lotte operaie e popolari e che mira a cancellare la Sinistra. In particolare vi chiediamo di praticare l’ indicazione contenute nella lettera che da ora in poi in ogni seduta dei vostri consigli non occupiate il vostro seggio mettendo al posto un cartello in cui sia scritto: ”SBARRAMENTO IN CORSO” o similiari.
    E’ importante ch e diate immediata comunicazione a livello centrale di tutte le iniziative per poterne dare notizia su Liberazione scrivendo alle mail segretario@rifondazione.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; raffaele.tecce@rifondazione.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

    Responsabile Area Democrazia e Istituzioni – Gianluigi Pegolo
    Responsabile nazionale EE.LL. – Raffele Tecce
    Responsabile nazionale Politiche Regionali – Marcello Notrafonso
    ________________________________________________________

    Ai segretari regionali
    Ai segretari Provinciali

    Roma, 28 gennaio 2009

    Come sapete a livello parlamentare è stato raggiunto un accordo per mettere la soglia di sbarramento per le elezioni europee al 4%. Si tratta di un accordo tra governo e opposizione che è possibile solamente in quanto il PD e l’IdV hanno dato il loro consenso. Il governo infatti non si sarebbe mosso da solo a fare una modifica di tale portata della legge elettorale. Vista la modifica che riguarda solo lo sbarramento e non le preferenze è anche evidente che interessa soprattutto il PD e l’IdV in quanto il governo era più interessato a togliere le preferenze. E’ quindi presumibile che questo sia diventata una materia di scambio in cui il governo fa un regalo all’opposizione parlamentare sulla legge elettorale e questa gli garantisce il via libera su federalismo e modifica del consiglio di amministrazione della rai. Si tratta quindi di un inciucio vero e proprio in cui i due schieramenti si scambiano favori.

    Per questo è necessario far partire subito una campagna politica che punti a sottolineare le responsabilità del PD e dell’IdV che sono nei fatti i veri responsabili di quanto sta avvenendo perché – sottolineo – il governo non si sarebbe mosso senza il loro consenso.

    Vi proponiamo quindi di assumere immediatamente le seguenti iniziative (fatte salve eventuali iniziative unitarie già programmate):

    – Conferenze stampa convocata per questa sera alle 17 sotto le sedi regionali del PD. Visto che eventuali presidi sarebbero vietati dalla questura si tratta di muoversi con un po’ di discrezione evitando di fare grandi assembramenti ma semplicemente puntando alla presenza di alcuni dirigenti, una bandiera, due cartelloni e soprattutto dei giornalisti. Si tratta di far risaltare in modo capillare l’operazione antidemocratica che sta facendo il PD.

    – In secondo luogo occorre che in ogni assemblea elettiva che si riunisca da oggi in avanti, i nostri compagni e compagne consiglieri o assessori non occupino il loro seggio mettendo al posto un cartello in cui sta scritto “SBARRAMENTO IN CORSO” o similari. Questa iniziativa va generalizzata il più possibile e ovviamente è meglio se si mette il simbolo al cartello che può meritare una foto sulla stampa locale.

    Occorre verificare tutto ove sia possibile di ottenere pronunciamenti contro questa legge da locali sezioni del PD e altri partiti che devono essere immediatamente inviati a livello centrale per essere pubblicati su Liberazione. Inviare alla rubrica lettere ( lettere@liberazione.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) di Liberazione e alla mail segretario@rifondazione.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

    Nel giro di poche ore sarà presente sul sito un volantino da distribuire a partire dalle prossime ore proseguendo la campagna nei prossimi giorni e prefigurando per sabato una giornata di mobilitazione straordinaria.
    Stamperemo ovviamente anche un manifesto che però per i tempi tecnici sarà disponibile più in avanti.

    Un caro saluto
    Paolo Ferrero

  24. E poi la nostra lotta in Calabria:

    IL PRC NON PARTECIPERA’ AI LAVORI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 30 GENNAIO. SUI NOSTRI BANCHI CI SARA’ IL CARTELLO “CHIUSO PER SBARRAMENTO. PD VERGOGNATI!”.

    I consiglieri provinciali di Rifondazione Comunista, Omar Minniti e Giovanni Nucera, non parteciperanno ai lavori del prossimo Consiglio, convocato per venerdì 30 gennaio. Diserteranno l’assemblea in segno di protesta, contro il grave inciucio anti-democratico in atto tra il Pd e il Pdl sulla legge elettorale per le Europee, che prevede l’inserimento di una soglia di sbarramento al 4% e l’eliminazione – di fatto – della sinistra e dei partiti più piccoli anche dal Parlamento di Strasburgo.

    Il Partito Democratico si sta rendendo complice di una decisione scellerata, che lede il diritto al pluralismo e la rappresentatività nel nostro Paese e non trova alcuna giustificazione plausibile, se non quella di frenare il tracollo di consensi dal parte del Pd. Una decisione che, come ha già annunciato il Segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero, avrà delle ripercussioni immediate anche nelle Giunte e nelle maggioranze locali, dove “nulla sarà più come prima”. Questo vale anche per la Provincia di Reggio Calabria, dove Rifondazione è pronta a rimettere in discussione l’alleanza stipulata nel 2006.

    Il 30 gennaio, sui banchi occupati dai consiglieri Minniti e Nucera ci sarà un cartello recante la seguente scritta: “Chiuso per sbarramento. PD vergognati!”

    Reggio Calabria, 28 gennaio 2009
    I Consiglieri provinciali del Prc

    ECCO QUI CARI COMPAGNI BRAVI SOLO A PARLARE!!!
    LAVORATE COME FACCIAMO NOI INVECE DI DIRE CAZZATE E DI PRENDERSELA CONTRO FERRERO O CONTRO GLI ALTRI DIRIGENTI…….
    IL PRC SI STA MUOVENDO:IERI CONFERENZA STAMPA DI FERRERO SOTTO LA SEDE NAZIONALE DEL PD,POI IN CAMPANIA,LAZIO,EMILIA,CALABRIA ECC.ECC.TUTTE ELENCATE SU LIBERAZIONE……….
    IL PARTITO E’DI GLI SCRITTI…………….

  25. puffo ma tu credi davvero che un cartello serva a qualcosa?

  26. M tu credi davvero sia utile consegnare tutte le amministrazioni a Berlusconi e Bossi???

    Stiamo facendo di tutto per evitare lo sbarramento in tutta Italia il partito si sta dando da fare……………….vediamo cosa succederà……………..

    CHE RESTI FRA DI NOI:IO PENSO CHE LAVORANDO SERIO COME STIAMO FACENDO NEI TERRITORI NON SIA UTOPICO RAGGIUNGERE QUELLA SOGLIA………….

  27. Illustrissimo signor Presidente,

    Le chiedo con urgenza un incontro per affrontare il tema del vero e proprio attacco alla democrazia che maggioranza e opposizione parlamentare intendono compiere approvando, a soli 4 mesi dal voto, una riforma della legge elettorale per le prossime elezioni europee che prevede un’unica clausola, l’innalzamento della soglia di sbarramento al 4%. Si tratta di un modo per uccidere la sinistra nel nostro Paese per via elettorale senza alcun rispetto delle opinioni dei cittadini italiani e senza alcun legame con l’esigenza della governabilità, problema che in sede europea non esiste.

    Le chiedo dunque di vederLa per spiegarLe le ragioni della nostra contrarietà di fronte a quella che riteniamo una vera lesione delle regole democratiche.

    La saluto con viva cordialità, auspicando una Sua pronta risposta a questa mia richiesta.

    Roma, 28 gennaio 2008

    Paolo Ferrero
    Segretario Nazionale del Prc

  28. purtroppo puffo giudico l’atteggiamento di ferrero demenziale, peggiore di quello della francescato che ha detto chiaro e tondo che ci saranno ritorsioni sulle amministrative concomitanti. Che senso ha posporre la cosa a dopo che la riforma sarà stata approvata? Bisogna minacciare subito, è l’unica arma che abbiamo.
    Io proprio ferrero non lo seguo più, ci ho messo una croce sopra.

  29. Ma perchè, mò, obiettivamente, Rifondazione è indispensabile alle giunte di centrosinistra?

  30. penso proprio di sì, molte non hanno i numeri senza di noi e degli altri.

  31. Caro PuffoRosso,
    la questione non è se sia utile o meno consegnare le amministrazioni locali a berlusconi, la questione è trovare un modo efficace per evitare questa ennesima porcata.

    E’ inutile appellarsi a valori come la democrazia (o quanto meno alla decenza), tanto da quell’orecchio non ci sentono (compreso quella tristezza del nostro presidente della repubblica).

    Siccome l’unico orecchio da cui sentono è quello delle poltrone l’unica scelta (se vogliamo veramente provarci a fargli fermare la nuova elettorale) è di aprire la crisi in tutte le giunte dove siamo determinanti fino a martedì (giorno in cui si vota la legge), poi, in base a come avranno votato, trarremo le dovute conseguenze, se far rientrare le crisi di giunta o farle colare a picco. tutte.

    Vogliono qualche punto percentuale ed un paio di eurodeputati in più sciacallandoci? Benissimo, ma che sappiano che gli costeranno un bel po’ di regioni, provincie e comuni, tanto sono questi gli argomenti che capiscono, non altri.

  32. Mah, con il due per cento?

  33. pasukanis deve essere un’azione concordata con gli altri sinistri, che sono molto più aggressivi di ferrero.

  34. Luca Marini Says:

    Molto d’accordo con Antonio e Compagno di Roma! dire che non c’è una connessione tra Europee e territori locali è una forzatura per giustificare accordi con il PD in italia! mah. Basta rincorrere sempre le azioni del PD!

  35. Pasukanis, le regioni sono state elette nel 2005, quando non avevamo “il due percento”.

  36. Non so, per me il discorso è che non reputo il Prc in grado di rendersi autonomo dal PD. Al massimo può fare delle manovre di largo raggio per contrattare meglio future alleanze, come sta facendo l’attuale gruppo dirigente dopo l’uscita di Vendola (diretto verso il PD con maggiore velocità). Quindi la protesta di Ferrero non può che essere monca.

  37. io capisco l’ansia, la rabbia e la fruistrazione. però mi chiedo a questo punto se usciamo davvero da tutte le giunte, se non hanno torto a chiamarci settari e minoritari. perchè questo non c’è nel documento di chianciano ennon mi venite a raccontare che le cose cambiano…eccerò panta rei!! e stiamo freschi a cambiar bandiera ogni volta..
    mò, al di là della scorrrettezza politica del pd io sono d’accordo con ferrero per trovare strategie al dialogo e per alzare la voce. insomma. fuori tutti dalle giunte come imperativo categorico per me è la fine. ma non perchè io sia governista, figuriamoci, io sono contro la costituente da una parte eppure dall’altra, ma francamente questo sarebbe un segnale non di autonomia ma una sorta di rivalsa. il risultato sarebbe solo ed esclusivamente il rafforzamento del pd. e le poltrone nn c’entrano nulla.

  38. io so che ramon è d’accordo con ferrero e me ne dispiaccio.

  39. cari/e, scusate la fretta ma il social forum è enorme, va benissimo e c’è molto da fare.
    1) cerchiamo di non discutere sempre di “mosse” e “contromosse” che danno, giustamente, l’idea ai cittadini che i partiti litigano fra loro. quel che bisogna fare è una campagna per far capire a tutti che il pd e il pdl vogliono cancellare il conflitto e le minoranze dal parlamento europeo. se finiamo in rissa perderemo voti, se riusciamo a far capire le nostre ragioni possiamo perfino sperare che molta gente voti per noi per solidarietà. potrebbe essere un voto utile per noi e per la democrazia. ma, ripeto, il problema non è far rappresaglie fine a se stesse perché sui mass media sarebbero presentate come rissa fra partiti e tentativo di mantenere qualche poltrona.
    2) si può essere d’accordo o non d’accordo ma smettiamola di dire che chi ha un’idea diversa è un demente. è davvero ora di finirla!
    3) abbiamo molte ragioni da far valere sia sull’europa sia in generale. nei prossimo mesi ci saranno conflitti, il 13 c’è lo sciopero generale ecc. questa deve essere la campagna elettorale.

    non dico altro perché non è che qualche telefonata e la lettura della rassegna stampa sia sufficiente per dire altro.

    un abbraccio a tutte e tutti.

  40. Ramon ha perfettamente ragione!!!
    FACCIAMO LA NOSTRA BATTAGLIA IN TRANQUILLITA’!!!

    Leggete l’intervista di Diliberto sul corriere……………

  41. Ho appena mandato al PD di Bruxelles (con in copia un bel po’ di gente, compresi vari contatti stampa) un e-mail ricordando loro le belle cose che dissero sulla legge elettorale europea in una loro iniziativa nel novembre scorso al Parlamento Europeo, con Gianni Pittella, Roberto Musacchio e Monica Frassoni tra gli altri, e chiedendo loro cosa ne pensavano adesso di questo che vogliono fare con lo sbarramento al 4%, che sarebbe un vero e proprio muro antidemocratico di vergogna con su piantata la bandiera del PDL+PD, come ha molto bene ha rappresentato il compagno Enzo Apicella nella vignetta di oggi su Liberazione (e che ho allegato). Vediamo se rispondono e cosa rispondono.

    Facciamoci sentire anche noi a tutti i livelli!, servirà prima a farli vergognare un po’ questi “compagni”, e poi anche a cercare l’appoggio di quanta più gente che possa aprire gli occhi una buona volta di fronte alle porcherie veltroniane (e dalemiane).

    Ma nel frattempo, non sarebbe male che i nostri dirigenti facessero non solo la voce grossa, ma anche i fatti grossi. E non solo perché lo dica Ferrero, ma soprattutto perché vengano direttamente dai territori, che devono essere tanto autonomi come coscienti, solidari e conseguenti. Se no facciamo solo la figura del can che abbaia e che non morde, come già lo siamo stati nel 2006-08 – oh, ma non vogliamo mai imparare???

  42. stavolta quoto in toto mariocg.
    infatti non basta la voce grossa di ferrero, ma la mobilitazione deve partire dai territori. come in effetti anche la lettera di omar di ieri testimoniava. informazione alla cittadinanza, mobilitazione. questi sono i mezzi e non l’uscita dalle giunte ad imperativo categorico come rivalsa perchè così verrebbe interpretata.
    giusto lottare: indignamoci ma a testa alta!!
    facciamo capire alla gente che noi i patti li rispettiamo, sono loro che si devono vergognare. avanti tutta nei territori!!

  43. a dire il vero il compagno minniti chiede a tutta voce a ferrero di mettere in crisi le giunte. per leggerlo basta aprire la bacheca di ferrero su fb, se ben ricordo.

  44. non ho parlato di quello che chiede a ferrero minniti
    e nemmeno di quello che chiedono altri a ferrero
    non mi interessano le richieste personali di nessuno nè sui blog nè su facebook, visto che non sono luoghi deputati ad intraprendere nessuna decisione,si può solo scambiare qualche opinone
    ho parlato di azione politica da mettere in atto domani. punto.

  45. cari tutt*,

    socondo me la posizione di Diliberto oggi sul corriere non è sbagliata, ovvero se diamo l’idea all’elettorato che siamo piccoli partiti che non riescono a superare la soglia di sbarramento induciamo la gente a non votarci.

    Secondo me in parte c’ha ragione.

  46. su questo non c’è dubbio laura. la sfida va accettata e nel contempo si deve lottare per la massima diffusione sulla porcata (come la definisce diliberto). il modo si troverà. sapranno bene i dirigenti come affrontare questa situazione senza far saltare all’aria il programma politico di rifondazione. su questo sono fiduciosa.

  47. Bucharin77 Says:

    c’è una parte del PD che non è d’accordo con questa sterzata di Veltroni. Si sa. Ed è la parte ex Ds che sta con D’Alema e amministra comuni e province. Se noi ce ne andiamo e li facciamo un pò ballare, questi sono in grado di fare pressione. Veltroni politicamente è morto, lo sanno tutti. Se parlate con I dirigenti PD ve lo dicono immediatamente: dentro il loro partito c’è il conto alla rovescia. il fatto è che se passa questa legge Veltroni si rafforza. Abbiamo spazio politico per operare, solo se non ci facessimo ricattare dai nostri – e ripeto nostri – cacicchi locali. Dei quali ci siamo proprio rotti. Per il resto d’accordo con chi dice che se questa porcata passa allora dobbiamo assumere quella tranquillità raccomandata da Diliberto

  48. Luca Ammessi Says:

    Nelle questioni relative alla difesa e al disarmo si è persa la distinzione fra multilaterale e bilaterale: entrambi i termini si riferiscono a negoziati che conducano a mutui accordi fra due o più nazioni. Benché condotti fra Stati Uniti d’America e l’ex Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS), i trattati SALT e START sulla limitazione e riduzione delle armi strategiche sono chiari esempi di accordi multilaterali (vedi Corsa agli armamenti). In questo campo il contrario di multilaterale è unilaterale: cioè la rinuncia o la limitazione di armamenti da parte di una sola nazione per dimostrare intenzioni pacifiche e non aggressive.
    Ma questa è solo una parte del problema, l’altra è che c’è una potenza egemonica che costruisce la disuguaglianza economica del pianeta, la privatizzazione del pianeta anche sulla base del potere militare. Bisogna creare una situazione di multilateralismo, ossia creare dei contrappesi. Il nodo nuovo di questi giorni è proprio questo. Il rilancio del multilateralismo di Obama è uno spiraglio di luce.

  49. Lettera del segretario provinciale Larosa a PD e IdV contro l’imbroglio dello sbarramento elettorale al 4%
    Reggio Calabria, 29 Gennaio 2009.

    Al segretario provinciale PD Avv. Giuseppe Strangio

    Al responsabile provinciale IdV Giulio Varone

    Ai parlamentari eletti in Calabria di PD e IdV

    Gentili tutti,
    manifestiamo profonda amarezza e sdegno totale per l’accordo raggiunto, in sede parlamentare, per l’introduzione di una soglia di sbarramento del 4% alle elezioni europee del 6 e 7 Giugno prossimi. Si tratta di un vero e proprio attacco alle regole del gioco, un vulnus alla democrazia – realizzato a soli 4 mesi della competizione elettorale e a soli 3 dalla presentazione delle liste – con un unico vero obiettivo: impedire la rappresentanza istituzionale alla sinistra e avvantaggiare, perciò stesso, PD e IdV nei consensi elettorali.
    L’atteggiamento dei vostri partiti, che non soltanto hanno espresso pieno assenso al progetto di modifica elettorale ma l’hanno anche fortemente sollecitato al PdL e al Presidente Berlusconi, è semplicemente indecente, arrogante, deleterio. Siamo dinanzi ad un atto di autotutela dei partiti presenti in parlamento e di mortificazione nei confronti di quelli esclusi, una sorta di legge “ad personam” (cosa ne dice Di Pietro e il suo partito?) soprattutto per un PD e un Veltroni in gravissima crisi e, quindi, bisognosi di artifici tecnici per recuperare qualche punto percentuale.
    Al parlamento europeo, non c’è alcun problema di governabilità, non c’è alcun bisogno di impedire la frammentazione della rappresentanza: per questo, l’introduzione dello sbarramento è soltanto il frutto di un patto avvelenato tra Veltroni e Berlusconi che si sostengono a vicenda scambiandosi favori vari (la legge elettorale per me, il federalismo fiscale per te, la nomina del cda Rai per tutti e due, ecc.).
    Con questa logica, ovvero quella (egoista) del deserto a sinistra e quella (impotente) della “vocazione maggioritaria”, Veltroni (e Di Pietro con lui) consegneranno a Berlusconi (dopo il governo nazionale) anche molte realtà locali, subendo definitivamente l’egemonìa culturale e politica della destra italiana. Ovvero, un altro capolavoro strategico dopo la straordinaria impresa di far trionfare Berlusconi nelle ultime elezioni politiche.
    Noi non ci stiamo. Come prima forma di protesta, i nostri consiglieri Minniti e Nucera – insieme ad altri – non parteciperanno ai lavori del Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, in programma venerdì 30 Gennaio. Altre iniziative seguiranno nei prossimi giorni, nei vari enti locali in cui vi è una presenza organizzata del PRC e della sinistra e in quelli in cui ci si appresta a costruire liste di coalizione per le elezioni amministrative. Meritiamo rispetto, perché siamo una forza politica seria e leale, perché siamo amministratori dediti alla collettività: le ingiustizie a livello nazionale non possono non avere anche alcune ripercussioni sul piano più prettamente locale.
    Ci rivolgiamo a voi, quindi, rappresentanti locali di PD e IdV, perché assumiate una coraggiosa posizione di dissenso, perché spieghiate ai vostri leader nazionali l’importanza di costruire relazioni proficue a sinistra, l’importanza di tendere ponti di dialogo in un centrosinistra che può essere ricostruito soltanto sulla base del rispetto reciproco. A livello locale, alla Regione come alla Provincia, in comuni medio-grandi come in quelli piccolissimi, le nostre rispettive forze politiche amministrano insieme in più d’un caso, con risultati alterni ma sempre nella logica della comprensione e dell’ascolto.
    Non rendetevi complici anche voi, rappresentanti calabresi di PD e IdV, di un sopruso ai danni di partiti alleati e di elettori democratici. Un vostro segnale in questa direzione, anche in difformità a quanto avviene a Roma, sarebbe un messaggio assai positivo, di buon senso potemmo dire, un messaggio che non potremmo non gradire.

    Il Segretario Provinciale PRC Reggio Calabria
    Antonio Larosa

  50. Luca Marini Says:

    Bucharin 77 concordo sul fatto che sia giusto fargli ballare un po’, meno quando dici che qusti, riferendosi agli ex-Ds farebbero pressione. O per lo meno la potrebbero fare ma solo in una logica interna molto propogandata e povera nei fatti! E’ vero D’alema esercita una forte presa su grosse fette di amministrazioni, ma gli elettori del PD nella stragrande maggioranza si sono schierati con Walter e comunque non ci illudiamo che farebbero battaglie per darci la possibilità di entrare nelle giunte e al parlamento europeo!
    I Dalemiani come i Veltroniani quando si tratta di poltrone sono spietati, sono capaci di scannarsi tra di loro ma sono uniti nel cancellare una volta per tutte il PRC ecco perchè Vendola va d’accordo con D’alema e un po’ anche con Veltroni! non ti pare?

  51. masaccio Says:

    Sì, anche secondo me la lettera di Ferrero e l’intervista di Diliberto rappresentano una posizione forse debole ma certamente più lungimirante rispetto a quella di chi strepita a caso.
    Le mosse plateali fanno parlare di te un giorno, ma il giorno dopo se le sono già dimenticate tutti. Vi ricordate quando, in campagna elettorale, Boselli se ne andò platealmente da una puntata di Porta a porta per protestare contro il fatto che si desse troppo spazio ai partiti piccoli? Ottenne il suo risultato, cioè qualche riga su Repubblica il giorno dopo, ma intanto passò il messaggio che il Ps era un partito talmente piccolo che la tv non se ne occupava…
    Quante mosse plateali hanno fatto i radicali nella loro storia? E se li è mai cagati qualcuno, alle elezioni? No, perché le mosse plateali sono le mosse disperate. E chi mai voterebbe un disperato? L’unica volta che i radicali hanno sfondato è stata quando hanno inondato l’Italia di spot (sappiamo pagati da chi) che dicevano che andava eletta la Bonino, non che era uno scandalo che non si potesse eleggerla.

    Dire adesso che mettere lo sbarramento significa cancellare la sinistra vuol dire ammettere che, in caso di sbarramento, votarci sarebbe inutile. Così poi se lo fanno (e se vogliono lo fanno, per quanto noi strepitiamo), è già passata l’idea che tutta la sinistra è stata cancellata e che tanto vale votare Pd.
    Quindi bene Ferrero e Diliberto, proseguiamo così: denunciamo pubblicamente la schifezza che stanno facendo, ma dimostriamo che saremmo in grado di sopravvivere comunque, e che il vero voto utile alle prossime europee è il voto comunista, il voto all’unica opposizione alla grande coalizione.

  52. caro luca ammessi, il multilateralismo di cui si parla correntemente negli ultimi 15 anni è l’alleanza fra i paesi ricchi. non puoi confondere questa nozione con quella di accordi o negoziati multilaterali che valgono perfino nei condomini. se ti piace pensare che obama promuoverà il multipolarismo (perché è questo e solo questo che può creare i contrappesi) ti sveglierai presto da questo sonno della ragione. il multilateralismo degli usa e della nato è si la fine dell’unilateralismo di bush ma non è altro che la ripresa della concertazione fra i paesi ricchi per rendere più efficace il dominio del mondo da parte degli stessi.
    saluti

  53. nicola cesaria Says:

    Salve a tutti, è parecchio tempo che vi leggo ma non ho mai trovato i tempo e la voglia di intervenire, ma …. non è mai troppo tardi.
    Mi sembra che l’intervento di Ramon sia non solo condivisibile ma importante, perchè ci mette in guardia dal berci acriticamente tutto ciò che ci propinano e prova , come sempre fa Ramon , (perlomeno da quando leggo il suo blog, non esageriamo con i complimenti 🙂 ) di proporre seriamente una discussione su cosa potrà modificare l’elezione di Obama , anche per evitare pericolose illusioni che poi producono bruschi risvegli con ulteriori frustrazioni e passivizzazioni.
    Sulla legge “salva Veltroni” inviterei i compagni a stare più calmi, io sono convinto che malgrado l’ignobile tentativo dei piddini, questa volta, e non sarebbe la prima, (do you remember le liste civette del 2001) sbagliano i loro conti. La mia impressione e che, ammesso che riescano effettivamente ad approvare lo sbarramento, a giugno nelle urne troveranno un amara sorpresa . Certo è importante la mobilitazione contro la “porcata” ma non per gli effetti che produrrà ma sopratutto per il tentativo (vano) che sottende: la scomparsa dalle istituzioni della sinistra antagonista in Italia. Diciamo che la nostra appartenenza alla sinistra Europea evita che, comunque finisca, scompaia la nostra voce dal Parlamento Europeo. Sono peraltro convinto che lo sbarramento convincerà molti elettori ad esprimere, questa volta un voto “utile” al PRC tanto da non rendere folle pensare che si possa superare lo sbarramento. Vorrei invitare i compagni che gridano alla necessità di uscire da tutte le giunte, che chiederlo in questo momento sarebbe sbagliatissimo non per il solito attaccamento alle poltrone, ma semplicemente per la convinzione che un partito che ha l’ambizione di rifondare il comunismo e quindi il pensiero critico in Italia, non può permettersi di non uscire dalle amministrazioni quando è palese il loro malgoverno o la loro inutilità ed uscire non appena si toccano gli interessi meramente di bottega. Cosa potrà pensare un qualsiasi lavoratore che ci ha visto rimanere nella Giunta Bassolino, rientrare in quella Loiero e si ricorda il nostro drammatico voto favorevole al protocollo sul Welfare se ci vedesse uscire oggi per la legge sulle elezioni europee? Penserebbe che anche questa volta non è cambiato niente, come sempre alle parole non corrispondono i fatti che alla fin fine della sua condizione “non ce ne può fregà di meno” ma quello che ci interessa sono le nostre poltrone (anche nel parlamento europeo ci sono). Scusate se vi ho tediato, un abbraccio a tutti.
    P.s. Per Maria, ho cercato ieri di vedere dove eravate in classifica, ma malgrado la mia presbiopia non vi ho visto, troppo lontani? :-)))

  54. nicola stavo per chiudere data l’ora,passo di qui e trovo con sorpresa il tuo nome e questo tuo splendido intervento.
    davvero splendido.
    se non fosse per la caduta di stile finale.
    e pensare che abbiamo anche condiviso dalla stessa cannuccia un sorso di negroni, tanto per togliermi la soddisfazione di assaporare ‘sto coso …. non succederà più. promesso. da questo momento in poi mantieniamo le dovute sistanze
    🙂
    ‘notte nicò! un bacio

  55. bravo nicola. intervento perfetto. e senza alcuna caduta di stile visto che maria aveva lei parlato di distanze. il sorso di negroni è troppo poco.
    un abbraccio ad entrambi.

    ps. l’incontro dei cinque presidenti a belem dal quale vengo è stato molto importante. davvero molto. ne riparleremo.

  56. ramon. la notizia è ufficiale da qualche ora, l’ accordo con i russi, venezuela e cuba è stato firmato. le tre societa’ gazprom,cubapetroleo e la venezuaelana pbvsa hanno ratificato l’ accordo per vendere i loro prodotti sotto un unico marchio, per alcuni mercati. questo vuol dire di fatto la fine del bloqueo, cioè gli idrocarburi e gas naturali, veranno venduti in tutto il mondo compreso gli USA…
    questi hanno accettato la società, come loro fornitrice, ramon!! è un passaggio storico, anche se fatto diciamo sotto copertura, ma resta il fatto che gli USA accettano un prodotto made in cuba. aspettiamo sviluppi……
    evvai!!!!

    ps
    prometto che se gli sviluppi proseguono in questa direzione un negroni me lo bevo. senza cannuccia (che ramon dice che non è cosa bere il negroni con la cannuccia). tutto d’un botto. promesso 🙂

  57. Paolo Ospici Says:

    Ciao a tutti,
    anche io come Ramon non mi illudo, non credo che Obama sia la reincarnazione del Che nè che gli USA abdichino tanto presto a favore della “democrazia planetaria”. E sappiamo già con quale fragore le icone troppo frettolosamente appese al muro dei sogni si staccano e vengono giù. D’accordissim ianche con il tuo intervento del 29 con i tre punti indicati ma un sassolino dalla scarpa, afettuosamente, fammelo togliere: quando non ero d’accordo con te il demente non ero io?
    Un abbraccio fraterno
    Paolo Ospici

  58. Paolo Ospici Says:

    Maria se le cose andrano come speriamo io mi piglio una sbornia con il negroni!!!!

  59. guarda paolo che è strepitosa questa notizia. io gli ola-ola ad obama non li ho fatti e sono molto prudente, ma davvero mi auguro che fidel non ci lasci ora… è storico questo momento. lo è davvero, mica per scherzo.
    …ce lo pigliamo insieme un negroni, tranquillo 🙂

  60. a me risulta che gli stessi amministratori locali siano in disaccordo sulle alleanze con il pd alle amministrative dopo il discorso soglia.
    non vorrei che dietro questo atteggiamento morbido di ferrero, come fanno sospettare certe frasi di ramon, ci fosse l’idea che la soglia può fare il nostro gioco. perché se poi non funziona è la fine. la scommessa è troppo pesante.

  61. Dichiarazione di Claudio Grassi, segreteria nazionale Prc
    Non condivido assolutamente la proposta del compagno Rocchi di andare alle elezioni europee con un cartello elettorale che comprenda Sd, Verdi, Movimento per la Sinistra, Prc e Pdci. Si tratta di una riedizione della sinistra arcobaleno, fatta con la stessa motivazione: cercare di non sparire, ma senza nessuna seria condivisione politico programmatica. Lo dimostra il fatto che se questo “accrocchio” dovesse mai superare il quattro per cento, i suoi parlamentari a Strasburgo si dividerebbero subito in tre gruppi diversi: quello verde, quello socialista e quello comunista.

    La sfida è un’altra. E’ quella di rilanciare Rifondazione Comunista nelle lotte per ricostruire quella connessione sentimentale con il nostro popolo
    che due anni di Governo Prodi hanno compromesso e unire quelle forze – costruendo con loro anche una convergenza elettorale – che condividono con noi un programma politico e la collocazione nel gruppo comunista e anticapitalista del Parlamento Europeo

    D’ACCORDO CON IL COMPAGNO GRASSI ESTREMAMENTE INTERESSANTE L’ULTIMA PARTE:rilanciare Rifondazione Comunista nelle lotte per ricostruire quella connessione sentimentale con il nostro popolo
    che due anni di Governo Prodi hanno compromesso e unire quelle forze – costruendo con loro anche una convergenza elettorale – che condividono con noi un programma politico e la collocazione nel gruppo comunista e anticapitalista del Parlamento Europeo.

  62. Luca Marini Says:

    Si quando torni Ramon facci un resoconto di tutto quello di cui si sta discutendo là!

  63. lucaocchionero Says:

    Condivido l’intervento del compagno Nicola, aggiungo che ritengo una pericolosa retromarcia culturale rompere le giunte locali per motivi legati a questo presunto “sbarramento” che probabilmente entro la settimana prossima verrà ratificato da un comatoso parlamento. Le giunte locali devono occuparsi dei problemi più prossimi ai cittadini ed il PRC può rompere su una vertenza legata ad una discarica, sulla privatizzazione delle municipalizzate, su un’autorizzazione ad una speculazione edilizia, ma non per motivi tutto sommato “politicisti” come la fissazione di uno “sbarramento” alle elezioni europee. Riguardo allo sbarramento nessuno credo possa sorprendersi in caso di approvazione: è da 20 anni che le provano tutte per depotenziare la nostra voce, per corrompere culturalmente(ed a volte materialmente) le nostre proposte di cambiamento e di trasformazione. Sono anni che in mala fede interpretano male sui media le nostre dichiarazioni, i nostri progetti. Io sono convinto che lavorando su strada e tra la gente supereremo anche questo ostacolo tutto sommato non insormontabile, ma anche se non dovessimo riuscirci il PRC non è morto fuori dal parlamento nazionale e non morirebbe fuori dal parlamento europeo. Il PRC può godere di buona salute anche fuori le istituzioni del potere

  64. lucaocchionero Says:

    Quanto alle alleanze, se alleanze si decideranno di fare con le modalità previste dalla legge elettorale, ritengo che possano essere fatte solo nell’ambito del gruppo della sinistra europea e solo con le sinistre antagoniste. Totalmente contrario ad un’alleanza con chiunque si senta vicino ai socialdemocratici. Quanto ai “44gatti” si decidano: dicano da subito se i loro parlamentari, eventualmente eletti, aderiranno alla sinistra europea o al gruppo dei socialisti europei.

  65. animals Says:

    Privatizzazioni, speculazioni, discariche, inceneritori, corruzione…..ma allora dovremmo veramente uscire da tutte le giunte

  66. x luca marini

    visto lo scandaloso silenzio dei media riguardo il socila forum, ho postato un articolo di carta che illustra bene (anche se sinteticamente) la giornata di ieri dei presidenti, eppoi a tutto gas il video che è appena arrivato del discorso del grande chàvez.
    alla faccia di tutti i pennivendoli di questo paese!

  67. da quel che mi giunge, i più strenui sostenitori sulla rottura con le giunte locali sono proprio gli amministratori locali, al contrario di quel che si scrive in questo blog. era un modo per fare esplodere le contraddizioni pd, peccato che forse ferrero l’abbia vista come un’opportunità. o mi sbaglio? l’ha scritto anche ramon: può provocare voto utile per noi. E se vi sbagliate? finanziariamente per il partito, il collasso.

  68. A mio avviso cara Sasha sbagli in un punto:lascia stare quello che dice Ferrero o altri,cerchiamo di lavorare nei nostri territori per rilanciare il progetto del PRC punto.Tutto il resto è superfluo…………..

    L’aspetto elettorale è di conseguenza: unire quelle forze che condividono con noi un programma politico e la collocazione nel gruppo comunista e anticapitalista del Parlamento Europeo.

  69. persino il moderatissimo polo sul manifesto invita a fare valere la minaccia sulle amministrative. il minimo. ma voi ci pensate a cosa prova uno del prc quando va a fare le trattative in queste condizioni? veltroni contava su questa acquiescenza, ne sono certa.

  70. Leggiti l’intervista di Dilibero e poi mi dici cosa ne pensi………..

  71. …Sacha…..

    FACCE UN PRESTITO!!!!

  72. l’intervista di diliberto non è male, solo non tiene conto della scissione. Perché se è vero che prc + pdci forse prima erano sopra il 4%, adesso l’eventualità di una lista di sinistra moderata con vendola incasina tutto il quadro. detto ciò è quel che farei: prc + pdci + sc. la vecchia rifondazione; vendola se ci sta, considerando che veltroni ha offerto ospitalità a fava. bisogna anche capire quanti rimborsi andrebbero a chi non supera la soglia.

  73. in che senso scusa. pensi che per rifondazione il finanziamento sia irrilevante? madre de dios!

  74. bisogna capire che non si può ragionare di partiti, liste e alleanze elettorali come se si stesse giocando al risiko o con il Lego. non ci sono provette e ricette magiche. questo è il modo che hanno i mass media italiani per trattare temi complessi e ricchi di implicazioni.
    allora:
    1) non si fanno liste che alludono ad unificazioni di partiti. questo è stato deciso da un congresso ed è una scelta strategica.
    2) non si fanno liste improvvisate sulla base dello sbarramento e tanto meno del problema del rimborso elettorale. sarebbe il modo migliore per perdere voti.
    3) qualsiasi cosa si decida verrà discusso democraticamente. Non esiste che questo o quel leader decidano per conto loro. La concezione della politica per cui la “base” chiede ai leader di decidere per poi esultare o lamentarsi delle decisioni è quanto di peggio ci possa essere.

    alle elezioni mancano 5 mesi. c’è il tempo per discutere ragionare e decidere. ma intanto, anche la fine di avere voti, ciò che conta sono le lotte, le pratiche sociali.

  75. si ramon ma chi non le pratica le lotte e le pratiche sociali nel partito continuerà a giocacare con i lego, madre de dios!
    questo è nato come uno spazio nel quale confrontarsi proprio su questo, cioè sui contenuti e pratiche politiche
    possibile che non si riesca a capirlo?

  76. madre de dios??????????’

  77. Ramon, tu esecri tanto il leaderismo ma mi sembra che la sinistra sudamericana che vi piace tanto con queste cose non scherzi affatto. anche in quel caso è il peggio? e quando dico ferrero (che veltroni peraltro ha sentito al telefono) intendo questa leadership. detto ciò dopo avere buttato 3 milioni per liberazione, mi sembra che non porsi il problema dei rimborsi elettorali sarebbe demenziale. scusate ma io ragiono un po’ da casalinga.
    madre de dios…
    poi possiamo fare anche quelli a cui non frega niente delle poltrone e dei soldi per fare le iniziative, ma altro che rilancio di rifondazione, in quel caso ci saranno sempre meno entusiasmo, energie, iniziative, spazio. difficile capirlo?

  78. inoltre vorrei fare un’altra osservazione sulla lettura che comunemente si dà del governo Prodi, per il quale saremmo stati puniti in nome dell’inutilità. Qualcuno si è mai chiesto perché allora Di Pietro avrebbe avuto questo balzo nei consensi? Cosa c’è stato di più inutile di lui, dal conflitto di interessi all’indulto. La spiegazione è manifestamente più complessa e così la soluzione.

  79. Bucharin77 Says:

    i ragionamenti che i compagni hanno fatto finora contro l’uscita dalle giunte li trovo naturalmente ragionevoli. Però ho l’impressione che si stia facendo lo stesso errore che si fece prima del 13-14 aprile. Non si capisce, secondo me, che oggi il progetto politico strategico della borghesia, in una fase di crisi profondissima di questo modo di produzione, non è quello di allargare la partecipazione e di arricchire il dibattito democratico. è piuttosto di renderlo agonizzante e restringerlo. Si tratta della storia degli ultimi vent’anni. Ora in questo contesto la riuscita del progetto PD è fondamentale. Senza un PD asso pigliatutto il progetto bipartitico con quello che significa anche a livello sociale (guardate che cosa significa per esempio per la CGIL) non funziona. Se il PD implode in Italia a livello politico e sociale succede un casino. Ecco perché ci devono distruggere. Di fronte a questo che facciamo? Pigliamo le batoste e basta? questa è anche la ragione per cui Polo e Revelli etc. sbagliano. e di grosso. Non dobbiamo abbandonare il campo. Le masse devono avere di fronte a sé la sinistra d’alternativa, comunista, anticapitalistica. Questo ovviamente non si costruisce solo a livello politico. Deve passare innanzitutto dalle lotte etc. Ma il piano politico non può essere considerato ininfluente

  80. Bucharin, sono completamente d’accordo, e penso che lo sappiano anche i dirigenti del Prc: in questa fase, in cui col Pd non c’è possibilità di dialogo e la nostra capacità di incidenza nella politica è pressoché nulla, è chiaro che la nostra presenza nelle istituzioni e nel mondo della politica rappresentata serve esattamente a quello che dici. Non a “fare” politica, che quella la facciamo costruendo il radicamento nella società, le lotte, l’alternativa praticata. Ma a “rappresentare” quest’alternativa in un luogo visibile al di là dei campi di appartenenza particolari degli individui.
    Oggi come oggi, lo sappiamo tutti, nelle istituzioni serviamo ben poco, dato che non abbiamo nessuna intenzione di provare a tornare al governo e che i rapporti di forza sono ben lontani dal permetterci di ottenere qualcosa dall’opposizione.
    Perché ci restiamo, allora? Per far vedere che il campo politico reale non è assolutamente semplificato come lo vorrebbero i soliti noti, che i conflitti ci sono e che c’è un’alternativa reale alle forze compatibiliste. Per far vedere che ci siamo, e che stiamo lavorando per quell’alternativa.

  81. Un abecedario per Sacha

    …Quando si dice che siamo stati percepiti come “inutili”, ci si riferisce al ruolo che il PRC avrebbe dovuto rappresentare nell’ ambito della sinistra (comunista), in riferimento ai temi per i quali essa dovrebbe battersi. Sappiamo tutti che Di Pietro rappresenta un fronte moderato che non viene e non verra’ mai percepito come “utile” in quel senso, come necessario o meno in quel ruolo, per il semplice fatto che non fa riferimento, neanche minimamente, alla tradzione politica della sinistra, e che il suo elettorato non e’ un elettorato di sinistra. …suvvia, almeno le basi elementari, altrimenti su cosa discutiamo?

  82. Lu, sul fatto che l’elettorato di Di Pietro non sia un elettorato di sinistra avrei parecchio da ridire. Che la sua proposta politica (se ne ha una) non lo sia è un conto, ma la gente che lo vota, almeno quella che conosco io è al 99% gente che aveva sempre votato a sinistra…

  83. Sì vabbè, lasciamo perdere le madres de dios del amor hermoso del caminito de belén e vediamo se almeno riusciamo come si deve a trasformare un grave problema in un’opportunità. Mi sono piaciute tantissimo le manifestazioni unitarie (tra le molte altre) a Torino e a Reggio Calabria, c’è di questa una bellissima foto oggi su Liberazione con i compagni e le bandiere di PdCI, PRC e PCL, insieme, come si deve, come si dovrebbe. Altro che “arcobalenate di ritorno tutti insieme appassionatamente”…

    Sulle giunte sinceramente non saprei, gli argomenti in un senso o nell’altro hanno certa validità, ma mi preoccupa la marcia indietro del segretario, prima minacciando l’uscita e poi “separando i temi”: perché fa pensare che lo stop gliel’hanno dato certi “compagni” che di mollare la poltrona non ne vogliono sapere manco per scherzo. Comunque, sulla visibilità e l’incidenza, preferisco quella sul territorio e con/per la gente, non nelle giunte dove comunque contiamo ben poco, quando non siamo addirittura subalterni a piddini e soci.

    Ultima cosa: alle elezioni mancano 4 mesi e non 5… e sarebbe ora di darsi una mossa per applicare veramente tutti i deliberati di Chianciano, e possibilmente senza interpretazioni un po’ forzate – Ramon scusa, ma dove sta scritto che “non si fanno liste che alludono ad unificazioni di partiti. questo è stato deciso da un congresso ed è una scelta strategica” ??? Perché questo non è ciò che c’è scritto nel famoso Odg finale, scusate se insisto anche se non mi chiamo Evaristo:


    Per questo motivo il Congresso dà mandato agli organismi dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’Unione Europea.

    “Presentare simbolo e lista” può anche voler dire fare accordi con altri, anche che “alludano a unificazioni” (che vuol dire poi “alludere”? cercare accordi e convergenze vuol dire “alludere”???), e può anche voler dire fare una lista comune con un altro partito e mettere il proprio simbolo insieme a quello dell’altro partito.
    Insomma, in soldoni, una lista PRC+PdCI con i due simboli dentro. Si può, è permesso, si urtano troppe sensibilità? Si potrebbe far partecipare i compagni in una discussione e consulta su questa ipotesi e su altre ipotesi nel quadro della linea del congresso, e non lasciare sempre e solo tutto nelle mani dei dirigenti più o meno illuminati che interpretano in un senso o nell’altro? Non per altro, il tempo stringe e se si vuol fare, bisogna cominciare a farla “già”.

    O dobbiamo sempre e comunque fare tanto gli schizzinosi con il PdCI quando in tutta la nostra storia abbiamo fatto accordi (anche rinunciando al simbolo!) anche con cani e porci, ripeto e sottolineo, anche con cani e porci, dai “Progressisti” a “L’Unione” a “L’Arcobaleno”? Da Dini e Mastella fino a Bassolino e Rutelli e un lunghissimo eccetera che dà i brividi solo a ripensarci? Veramente Diliberto e soci sono così peggiori di questi qui?

    Compagni suvvia…

  84. Mariogc, si sta lavorando. Non è semplice, non è immediato, non è indolore. Le cose vanno fatte come si vede, in modo democratico e senza forzature.
    Ma qualcosa si muove…

    —————————————————-

    Comunicato stampa

    Liste unitarie di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani alle prossime amministrative del Veneto.

    In occasione delle prossime elezioni amministrative del Veneto intendiamo lavorare in tutta la regione per le elezioni comunali e provinciali per costruire liste unitarie del Prc e del Pdci aperte a tutta la sinistra, per portare un contributo programmatico e di lotta a partire dai temi del lavoro, dei diritti sociali della necessità di costruire nelle nostre città e nelle nostre comunità una società più giusta, attenta all’inclusione sociale, ai diritti delle giovani generazioni, per un modello di sviluppo che preservi le risorse naturali e riqualifichi l’ambiente.

    Il tentativo di escludere la sinistra dalla rappresentanza istituzionale attraverso continue modifiche delle leggi elettorali, ora anche per le europee, risponde all’esigenza di escludere un pezzo della società, di allontanare dalla politica e dalla partecipazione chi non accetta l’omologazione.

    Noi rispondiamo con l’unità a sinistra, con la forza delle nostre proposte e delle nostre idee, con le donne e gli uomini che pensano ancora che un altro mondo sia possibile e necessario.

    Nicola Atalmi

    Segretario regionale Comunisti Italiani

    Renato Cardazzo

    Segretario regionale Rifondazione Comunista

  85. Lu non hai capito un tubo. mi riferivo alla inutilità nelle rispettive battaglie, più chiaro di così. noi sociali, lui legalitarie. e leggi prima di parlare.

  86. ….brava, mettici una pezza….purtroppo pero’ non hai le braghe.

  87. x Masaccio…interessante il tuo pensiero…..dunque Di Pietro non e’ di sinistra ma chi lo vota (chi vota un soggetto politico che non propone nulla di alternativo alla societa’ attuale e che e’ quanto piu’ lontano possibile da qualsiasi lotta per un alternativa di sistema, vedi: comunismo) si……non e’ che per caso ti sfugge qualcosa?

  88. se vi leggete l’articolo di micaela bongi sul manifesto vedrete come si possa descrivere una cosa seria in un modo deformante al punto di renderla irriconoscibile.
    secondo l’articolista ferrero dopo aver bocciato la lista unitaria di tutta la sinistra in seguito allo sbarramento ora la vedrebbe bene, ma sarebbe impedito dalla propria maggioranza una parte della quale vuole l’unità col pdci che a sua volta sarebbe già pronto a presentare candidati nella lista di rifondazione ai quali per ferrero “sarà difficle dire di no”.
    è semplicemente un delirio. è tutto infondato dalla a alla z. ma non importa… sembra plausibile.
    ora lo voglio dire chiaro e tondo. anche in molti commenti qui si segue la stessa logica nel descrivere le cose.
    che fa ferrero? quali sono le sue vere intenzioni? che contromosse farà vendola? che cosa farà diliberto? e via cantando.
    come se fosse una questione fra tre o quattro persone. come se parlassimo di una telenovela.
    questo modo di concepire la politica. fortemente indotto dai mass media (se fa così il manifesto figuriamoci cosa fanno repubblica e corriere e stampa ecc ecc), è tossico. ad ogni mossa e contromossa descritta in questo modo c’è qualcuno che proclama di uscire da un partito o di passare ad un altro e un altro ancora che schifato si ritira a vita privata.
    così non c’è partecipazione e democrazia. così i partiti, qualunque nome abbiano, sono i partiti del leader di turno.
    ma non si può confondere la partecipazione e la democrazia con lo scrivere in internet la propria ricetta personale sul da farsi.
    i partiti, se sono vivi e veri, non sono come la nazionale per cui tutti gli italiani diventano allenatori ed hanno la loro formazione.
    per favore, togliamoci queste tossine perché uccidono i ragionamenti, i progetti le analisi e in definitiva anche il cervello.

  89. giovanni Says:

    e si Ramon hai proprio ragione. La possibilità di avere i dati su cui rifletteree il modo con cui approcciare i problemi ed i progetti è fortemente viziatostravolto.Non voglio tornare sul tema del ruolo della comunicazione ma sarebbe opportuno ritornarci.E’ la cultura della menzogna della verità di comodo e posticcia che omai è dilagata ovunque.Qui nel bel paese non si riesce a sapere nulla se proprio non ti ci metti.Ormai è come cercar tartufi.Anche liberazione non mette in prima pagina Belem e il wsf . La democrazianon esiste più da un pezzo è un fatto non una opinione. Il 4% attacco alla democrazia,ma va ,pulizia di pasqua.Non si chiamano le cose con il loro nome.E’ tutto un inutile chiacchiericcio una costante oziosa manifestazione
    di sottomissione culturale alla menzogna. Spero che almeno tu possa li dove sei respirare un profumo di vita .Aspetto con trepidazione i tuoi commenti su Belem perchè da quanto ho annusato sta accadendo davvero qualcosa di nuovo e importante.Me lo auguro davvero
    Viva la vita !

  90. cara sacha, vedo che sei animata da intenti polemici e che sei stizzita. mi spiace perché in questo modo è difficile dialogare. comunque…
    1) è vero in america latina c’è leaderismo. è un dato storico dovuto al fatto che qui i sistemi politici sono tutti rigidamente presidenziali da sempre e che, nella sinistra, ci sono masse enormi di diseredati, molti dei quali analfabeti o semianalfabeti. che persone come chavez lula o morales diventino dei simboli di riscatto e che ci siano massicce dosi di leaderismo in questo non c’è dubbio. infatti ho sempre polemizzato con chi giudica il modo di parlare loro come se parlassero in italia. certe semplificazioni e frasi retoriche e colorite in italia verrebbero prese come demagogia pura. ma il dato interessante, cara sacha, sempre che tu non stia alla descrizione che i mass media italiani fanno dell’america latina, è che qui ci sono nuove costituzioni in tre paesi, che l’altro ieri chavez e morales hanno citato il subcomandante marcos e il noto slogan zapatista del “comandar obedeciando”, che morales correa e lugo prima di diventare presidneti hanno frequentato i social forum come sempolici militanti, che tentano, insomma di uscire da una concezione leaderistica. mentre in italia dove abbiamo una costituzione parlamentare, dove c’era una solida tradizione democratica stiamo scivolando nel presidenzialismo e nel leaderismo più sfrenato.
    2) e ridagli col demenziale! ma chi ti ha detto che fare liste comuni porti più voti e più finanziamenti? siamo tutti preoccupati per tutte le cose che preoccupano te. ma per favore accetta l’esistenza di opinioni diverse su come si risolvono e affrontano i problemi. non puoi dire che chi non la pensa come te è un demente un irresponsabile e così via.
    3) ti sbagli sul voto utile di di pietro. la legge elettorale prevede che le coalizioni, e di pietro era coalizzato col pd, non disperdano voti. votare di pietro o pd era “utile” per battere berlusconi. e di pietro ha avuto voti di diversi elettori di sinistra perché erano sicuri che fosse utile contro belusconi e al tempo stesso diverso dal pd.

    comunque, per favore, discutiamo serenamente e con calma.

    con affetto.

    ramon

  91. devo scappare. devo altre risposte ma lo farò più tardi o domani.

  92. Seguo questo blob sentendomi abbastanza “esterno” ma non riesco a liberarmi da un sentimento di affetto verso questo partito pur avendo terminato nel 1998 la mia militanza in Rifondazione . Continuo a sperare ,forse illudermi , che da qui possa nascere un nuovo movimento in grado di dare nuovo significato alla parola comunista riallaciandosi all’esperienze originarie di questo movimento. Ad esempio non mi scandalizzerei se in un blog di comunisti abbastanza militanti fosse più presente la categoria storica denominata “rivoluzione” invece sembrano prevalere le preoccupazioni/disperazioni riduardo al quorum elettorale o le beghe interne pre/post scissione . Per quel che conosco non mi sembra che lo storia del movimento comunista abbia visto nelle aule parlamentari o nelle sedi “istituzionali” i luoghi principali del suo divenire. In generale credo che uno dei punti di forza del movimento comunista sia stata la sua credibilità e capacità di egemonia nel rappresentare le istanze delle slassi subalterne , l’essere percepiti come “amici del popolo”. L’ultimo congresso aveva leggermente riacceso questa speranza. Tuttavia con il passare dei mesi mi sembra che prevalga l’immobilismo e una sostanziale continuità con la “paralisi mentale” in cui si trova RC da diversi anni. Per quanto riguarda la cronaca politica più recente e cioè lo sbarramento alle europee: possibile che la maggior forza comunista organizzata sia disponibile a farsi umiliare e dileggiare dagli avversari di classe per anni senza reagire con gli strumentii che nacora rimangono? Tramite le partecipazioni governative le classi dominanti sono riusciti a rendere RC complice di grandi attacchi ai lavoratori (pensioni, scippo del TFR a favore degli speculatori finanziari, precariato…) fino a farla percepire come “inutile”. Forse è fantapolitica provare a immaginare una scena del tipo : nei giorni del dibattito in parlamento sulla legge elettorale RC convoca in seduta permanente i suo massimi organi dirigenti e 1 minuto dopo l’approvazione decide l’uscita da tutte le giunte locali . Dato che le amministrazioni locali sono una degli snodi cruciali dei legami tra “affari” e “politica” questo atto ipotetico di RC rappresenterebbe sicuramente un danno “materiale” per le cosidette forze del centro-sinistra che dal mio punto di vista sono solo uno spezzone di un unico “comitao d’affari”. Io dal 2001 non voto più , mi riservo di riprendere ad esercitare questo diritto quando ci sarà di nuovo una forma di democrazia non dico perfetta ma accettabile . Con i mafio-catto-fascisti al potere non riesco a votare, ma mi chiedo: a cosa sarebbe servito se comunque avessi votato per RC nel 2006 ?

  93. mi sembra che il concetto non passi, eppure è talmente evidente. di pietro al governo è servito meno di noi, c’è stato l’indulto, non si è risolto il conflitto di interessi. e anche adesso non serve a nulla. non parlavo di voto utile ma di utilità nel senso cui vi riferite voi sul governo prodi. la sua immagine non ha subito quel tracollo.
    io più che stizzita sono angosciata, sinceramente tento di non pensare alla politica per non soffrire ma non mi riesce. Una volta per tutte, quando dico ferrero intendo i dirigenti di questo partito, e avanzo anche l’esigenza che per rispettare le regole, il partito non appaia come un corpo morto incapace di prendere una decisione in circostanze di emergenza. Ti voglio pure bene Ramon, ma con te si parla a un muro. ma cos’è quest’odio per compagni che erano con noi fino a pochi anni fa? nessun elettore lo capisce, sono cose personali, acqua passata. a meno che non si voglia mettere a rischio la sinistra italiana per recitare il mantra del partito sociale. non credo che questa linea rappresenti davvero la maggioranza del partito. e il partito attualmente, dopo la scissione, dubito fortemente che sia sopra il 2%.
    il demenziale è per chi pensa che preoccuparsi dei finanziamenti e della rappresentanza nelle istituzioni sia affare di scarso interesse e da poltronisti; del resto in passato mi è stato dato della “patetica” e non mi sembra che tu abbia obiettato. ma a parte l’aggettivo mi sembra tu sia d’accordo con me quindi piantiamola lì.

  94. Lu, secondo me sfugge a te qualcosa. Ipotizzare che sia di sinistra solo chi vota i partiti di sinistra vorrebbe dire sostenere che in Italia le persone di sinistra sono il 3,1%. Il che vorrebbe dire che qualche milione di italiani, che nel 2006 era di sinistra, ha improvvisamente cambiato idea durante i due anni del governo Prodi.
    Evidentemente non è così. Evidentemente la Sinistra Arcobaleno è stata punita, per tutta una serie di motivi che ci siamo detti mille volte, ma quest non cancella l’esistenza di domande, bisogni e interessi di sinistra in Italia. Altrimenti chi vorremmo rappresentare, quel 3,1? La Sinistra Arcobaleno non è risultata credibile per tanti altri lavoratori, che hanno preferito votare Pd o Idv o astenersi. È chiaro che secondo me hanno fatto male, ma negare che esistano mi pare autocastrante.
    Tra gli elettori di Di Pietro ci sono migliaia e migliaia di persone che avevano sempre votato a sinistra, e che un po’ per il voto utile (secondo il meccanismo che ha appena sintetizzato Ramon), un po’ irretiti dalla propaganda qualunquista travaglio-grillina, hanno preferito Di Pietro alla Sinistra Arcobaleno.
    Dobbiamo ricostruire un rapporto con loro. Non con Di Pietro, la cui fine politica sarebbe solo un bene. Ma con loro sì, decisamente.
    Ha votato Di Pietro un amico che era a Genova del 2001 con me. Ha votato Di Pietro gran parte dei frequentatori del circolo culturale alternativo della mia città. Ha votato Di Pietro un mio compagno di studi che aveva sempre votato Pdci ma che, “per non far vincere Berlusconi”… ecc. ecc.
    Io questi consensi non glieli voglio lasciare a vita, a Di Pietro e al suo progetto di società se va bene inesistente, se va male di destra. Se tu sì, liberissima.

  95. Sacha, Ramon non ha bisogno di avvocati difensori, e tantomeno la dirigenza del Prc nel suo complesso.
    Ma trovo offensivo pensare che non si stiano preoccupando della presenza istituzionale all’interno del Parlamento europeo. Semplicemente stanno cercando di farlo nei modi e nei tempi opportuni, nel rispetto del mandato congressuale, delle regole democratiche del partito e del suo progetto politico a lungo termine nella società.
    Diliberto può andare sui giornali a strillare “Riunificazione!” perché quella parola d’ordine è stata sottoscritta quest’estate dall’80% e rotti dei militanti del suo partito: nel suo caso strategia politica e tattica elettorale coincidono. Rifondazione è in una condizione diversa. I suoi dirigenti stanno cercando di non sacrificare la strategia politica alla tattica elettorale, e li rispetto per questo.
    Poi saranno i fatti, a tempo debito, a giudicare se ci riusciranno o no.

  96. Brunoincazzato Says:

    Sacha non dice cose imperinenti, ma sicuramente ragionevoli e di ordinaria esistenza,dalle mie parti si dice che senza denari non si cantano messe.perchè porsi il problema del funzionamento significa essere politicisti?e se non ne discutiamo anche noi poi non lamentiamoci del mecanismo della delega!Di Pietro è portatore di un progetto neoreazionario e giustizialista sostenuto dalla rabbia(e dai voti)da chi ha sempre votato a sinistra.
    sicuramente non ho tempo e voglia di immolarmi per la porcata dello sbarramento, ma piuttosto pormi il problema di superarlo?da soli c’è la si fa?ed insieme al pdci c’è la si fa?il documento conclusivo congressuale si offre a tutte le interpretazioni ed al suo contrario(si corre da soli, si fanno apparentamenti con altri partiti,si guarda indistintamente a sinistra)e credo che nello spirito degli stesori ci fosse la volontà di lasciarsi campo libero per poter decidere di volta in volta secondo il tipo di consultazioni elettorali.alla fine saremo chiamati a fare una scelta di opportunità dentro uno scenario tutto politico. va costruito invece tutto lo scenario sociale dove poter trovare il punto di congiunzione con la politica.

  97. giovanni Says:

    scusate tutti ma la questione di fondo non sono e non saranno mai le elezioni
    La questione di fondo è che la cultura del lavoro non ha dimora nelle discussioni e nelle strategie che ho modo di seguire non senza passione e curiosità.Il modello produttivo è un fallimento perchè non garantisce una migliore condizione di vita dell’uomo nel suo insieme.L’esistenza dei ricchi o dei super ricchi sarebbe apprezzabile se nessuno morisse di fame di stenti ose potesse vivere una vita socialmente apprezzabile.Il punto è che ricchi e super ricchi sono la conferma di un “progetto”che non vede l’uomo al centrodella socialità ma solo gli interessi e i profitti.L’economia,la tecnologia,l’industria,la ricerca e via così devono avere lo scopo di migliorare il senso e le condizioni di lavoro.Una seria critica al modello di sviluppo non può non prevedere una visione olistica
    della condizione umana,del suo rapporto con la natura e con lo “spirito”
    di relazione sociale. Se tanti anni fa si anticipava il disastro in corso era proprio perchè un modello di alienazione dal lavoro e dai rapporti umani
    non avrebbe potuto che creare danni per tutti anche per i ricchi o per i loro figli.Ora a tanti anni di distanza è bene ricordare cche quelle previsioni si sono purtroppo avverate e che le previsioni contrarie sono
    state sbugiardate dai fatti e dai morti che hanno generato. Ecco perchè
    temo i dibattiti su questioni elettorali ,perchè distraggono dai veri problemi riducono le rivendicazioni a liste della spesa in un mercato che non si può controllare. Per fare un reale passo avanti serve una prospettiva di insieme ,la capacità di riaffermare che il lavoro deve produrre vita e felicità non profitti e capitali. Possono sembrare banalità
    e me ne scuso ma spesso si dimentica che la semplicità e la chiarezza
    delle argomentazioni unite alla verità possono molto molto di più di qualsiasi alleanza o programma elettorale.
    Viva la vita!

  98. caro brunoincazzato, se si continua a parlare da qui fino all’infinito delle mosse, delle intenzioni, pdci sì pdci no e tutte queste belle cose interessanti, interessanti per chi non ha altro da pensare probabilmente, lo scenario sociale di cui tu parli dove poter trovare il punto di congiunzione con la politica, dove lo troviamo?e soprattuttto quando lo troviamo?
    dalle mie parti si dicono cose diverse che dalle tue. qui non ci preoccupiamo del’aspetto finanaziario in questo momento, ci preoccupiamo dell’invisibilità del partito che non dipende creto da problemi finanziari.
    visto che pare che a nessuno interessi quello che sta succedendo a belem perchè le stronzate massmediatiche nostre sono molto più interessanti, vogliamo parlare di cose concrete allora?
    vogliamo parlare della situazione di quelle federazioni che si trovano con scissionisti che si sa che vanno ma che di fatto formalmente non hanno dato ufficialità e noi siamo ad aspettare e lanciare invettive contro ai dirigenti perchè decidado di uscire dalle giunte perchè questa sarebbe la salvezza del partito di prc?
    vogliamo parlare di quanti davvero nei territori riescono a lavorare per riconnettersi nella società? lo sciopero del 13 è vicino. quanti circoli e federazioni hanno possibilità di lavorare seriamente per dare un segnale di presenza?
    possiamo parlare di cose serie che ci riguardano e non di astrazioni, per una volta tanto?
    scusate lo sfogo, ma c’è gente che si fa un mazzo in questo partito, e le preoccupazioni di cui sopra ce l’abbiamo tutti. ma se ci fossilizziamo su questo senza darci unha mossa sul campo di battaglia, qui diventa solo uno sfogatoio sterile e inutile.

  99. Luca Marini Says:

    Si infatti Maria, il problema rimane il politicismo e l’elettoralismo, abbiamo finito ( forse) di arrovellarci su quello che farà Vendola e quanti se ne porterà dietro, ora ci si arrovella su pdci si o no! io sono per il no, ma non mi sfugge che se da qui a due mesi staremo a parlare esclusivamente di questo, i voti che ci potrà portare un alleanza con il pdci ( se ce ne porterà, perchè secondo me molti elettori del pdci lo daranno al PD in una logica anti berlusconi), ce li rimangiamo tutti e di più! Spendiamo troppe energie nelle strategie elettorali, eppure l’esperienza ci dovrebbe aver fatto capire che più ti occupi di elezioni e meno elettori arrivano o per lo meno ne arrivano sempre meno di quelli che ti saresti aspettato, chissà come mai…….

  100. si luca. il problema è che la politica e le battaglie non si fanno davanti al computer si fanno nel concreto. qui possiamo solo scambiare opinioni e approfittare della rete x mettere in comune esperienze, strategie che possano poi tornarci utili. c’è chi pensa che il mondo sia quello dei massmedia e di internet. chi pensa che qui si possa dare indicazioni ai dirigenti su come comportarsi, solo perchè sulla rete siamo “tutti uguali”. non lo siamo invece. ma non perchè i dirigenti siano una casta, ma perchè hanno un mandato specifico che il NOSTRO. cioè dei militanti di questo partito che hanno votato un documento politico preciso.
    il mondo stà li fuori accidenti!!
    ho ascoltato chavez e morales. ma quando riusciremo a comprendere anche una minima parte della loro esperienza?
    ripeto: ci sono federazioni completamente bloccate. perchè questo è un partito. questa è la democrazia. nonostante i grandi problemi nessuno di noi può fare una rivoluzione e un golpe, perchè c’è un regolamento e va rispettato, se ancora crediamo nella democrazia.
    parliamo di questo problema che ci affigge in questo momento, e troviamo soluzioni per uscirne fuori al più presto e nel modo più trasparente possibile per lavorare serenamente. nella società. tra la gente. chi pensa che qui sulla rete si possa cambiare il mondo perchè un altro mondo sia possibile, sbaglia di grosso.
    scusate la franchezza

  101. x Masaccio
    ….Appunto. Se cosi’ non fosse, il PD non sarebbe mai esistito, e Di Pietro sarebbe nella parte che gli competerebbe, ossia la destra moderna e liberale e “sana” nel senso di non populista e corrotta come quella di Berlusconi, e non fascista come quella di La Russa.
    Confermo: ti sei perso qualche cosa.
    Uno dei nostri impegni piu’ urgenti, lo sappiamo tutti credo, e’ quello di lavorare sulle classi sfruttate (la stragrande maggioranza delle persone), per fare in modo che queste comprendano di essere sfruttate. Diffondere insomma (udite udite) la coscienza di classe, nelle sue accezzioni contemporanee, ed evidenziare la necessita’ del conflitto tra le classi e la necessita’ di abbattere infine ogni forma di sfruttamento sociale ed individuale. Tutte cose scarsissimamente percepite dalla maggior parte delle persone sfruttate, che vivono questa condizione quasi sempre senza neanche accorgersene.
    Un esempio? Qualche mese fa, durante un intervista televisiva ad una ex lavoratrice del famigerato stabilimento di amianto (perdona, non ricordo il luogo) ora chiuso, e che ha provocato una vera e propria epidemia di tumori nella citta’ in cui era insediato , la suddetta lavoratrice, essa stessa colpita dal cancro, dichiarava di avere comprensione “comunque” dell’importanza di quella fabbrica perche’ essa aveva dato lavoro a tanti. Gli sfuggiva evidentemente che senza quei tanti, uccisi dal proprio lavoro, in base al quale i “padroni” portavano a casa miliardi mentre gli operai portavano a casa il proprio magro stipendio e una bella condanna a morte, quella fabbrica non sarebbe mai potuta neanche esistere. Se non siamo in grado di lavorare almeno su questo, e di individuare le strategie piu’ opportune perche’ la coscienza collettiva si ridesti in merito a questi temi, di fare in modo insomma che domani esista davvero un popolo comunista (in tutto questo il dato elettorale e’ solo uno dei tasselli e non certo quello da cui si puo’ partire, semmai uno di quelli intermedi nel percorso complessivo da compiere), allora e’ inutile stare qui a infiorettare il dibattito con fisime in merito ai sondaggi elettorali e quant’altro…ma ovviamente e’ solo la mia opinione.

  102. Parentesi calcistica…… scusate ma è troppo troppo più forte di me….

    **************************************************

    49′ Finisce la partita IL CAGLIARI BATTE LA JUVENTUS 3 A 2

    **************************************************

    …. e fuori casa!!!

    …. a volte uno ci ripensa e quasi quasi gli viene il mezzo dubbio che magari DIO C’È e non è così cattivo come sembra 😀

    Dai cara compagna Maria non te la prendere, permettici una piccola soddisfazione ogni tanto a noi piccoletti…

    … e speriamo che sia di buon auspicio per le elezioni del 15-16!!!
    Torno in Sardegna a votare e anche a comprare Liberazione 😉

  103. caro mariogc, nel documento di chianciano si esclude sia la costituente della sinistra sia la costituente comunista. il brano del documento che hai citato, e che ho scritto io, dice esattamente ciò che dice. “convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’Unione Europea.” questa frase è rivolta ai partiti europei non a quelli italiani. anche perché, al contrario di quel che si dice in altri commenti qui, alle europee non esistono coalizioni ne apparentamenti di nessun genere.
    comunque hai ragione a dire che la presentazione del nostro simbolo si può fare con altri simboli. o che il nostro simbolo elettorale può essere modificato opportunamente per ospitare candidati di altri partiti nelle nostre liste. e forse ci sono altre soluzioni. ma quello che non si può fare, prendendo in giro gli elettori e i militanti, è fare una lista che diventa la base per unificare il prc con il pdci. oltre che per motivi politici seri anche per convenienza elettorale perché questo ci farebbe perdere voti.
    comunque lunedì ci sarà una segreteria del partito. poi seguirà la direzione ed infine il cpn. sarà li che si discuterà e deciderà. o credi che si debba decidere sui blog? o credi che lo deciderà chi la spara più grossa sulla stampa?
    un abbraccio e buon viaggio

  104. e io lo sapevo….. dovevo fare la maga….pensavo a te infatti, sapevo non ti saresti riuscito a trattenere
    e la storia che Dio esiste l’ho pensata anch’io dopo il vantaggio di sissoko e nedved nell’arco di dieci minuti…. te pensa che aspettavo il terzo di del piero….poi sono tornata nello sconforto totale.
    vabbè, bravi.
    quello che è giusto e giusto
    ciao mario, saluti anche alla consorte alla quale tu sai bene mi sento molto vicina (come tu ti senti al mio 🙂
    un abbraccio, testa dura di un sardo, và!

  105. caro giovanni, questa volta siamo proprio d’accordo.
    e qui a belem c’è vita, e non solo quella propria dell’amazzonia.
    domani dovrebbe uscire un mio articolo su liberazione. che poi posterò qui.
    un abbraccio

  106. x Masaccio…..ehm…c”e’ un errore di persona….”Lu” sta per “lui”……

  107. oggi leggevo che il fronte del pd si sta spaccando per via della pressione sulle amministrative e che anche d’alema si è fatto avanti. bisogna tirare questa corda.

  108. ramon ho appena letto il tuo articolo di oggi. secondo me manca un accento più marcato sulla questione davos, e sul fatto che noi europei non possiamo ammettere che l’america latina sia più avanti in tutto nel costruire quell’altro mondo necessario e urgente e non solo blandamente possibile. a davos vanno solo in due
    E DICIAMOLO CHIARO! ECCHECAVOLO!!
    cioè gli unici due presidenti latinoamericani legati mani a bush cioè uribe e calderón, che continuano imperterriti ad andare contro il flusso della storia e ci andrebbero anche se il prossimo anno al FSM arrivasse obama. ma proprio la presenza della bachelet che poi viaggerà a cuba fa riflettere. anche lei ha capito che l’integrazione regionale è lo strumento per far fronte alla crisi economica

  109. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    ho letto, ti invidio perchè deve essere una vera emozione vivere quell’atmosfera. Sto cercando gli interventi al forum ma non riesco a trovare nulla . Mi pare proprio che qualcosa si muova con forza e lucidità.
    Anche a posteriori uno speciale su belem con interventi e approfondimenti
    dovrebbe essere pubblicato ,che so in un allegato di liberazione . La propostadi creare gli stati uniti sudamericani mi pare sia di portata storica,epocale.
    Mi chiedo se sia un’obbiettivo di breve o lunga durata perchè non conosco
    a fondo la reltà del continente.Molte altre cose mi vengono alla mente ma fra tutte una sola sarà possibile creare una pubblicazione solo sul sudamerica per seguire gli sviluppi in corso? Se esiste già quale mi consigli sono disposto anche a seguire corsi di spagnolo!
    Que viva la vida!

  110. x giovanni

    http://www.fsm2009amazonia.org.br è il sito ufficiale del WSF 2009 ed è on line.

    CIRANDA è uno spazio condiviso per la comunicazione, in cui i comunicatori producono e ricevono informazioni sulle novità relative al Forum sociale mondiale. http://www.ciranda.net

    WSFTV è uno spazio aperto per la pubblicazione di video relativi al Forum sociale mondiale. http://www.wsftv.net

    Il FORUM DELLE RADIO openfsm.net/projects/fsm2009radio/summary ha mobilitato i network radiofonici per collegare persone e movimenti durante il Forum sociale mondiale.

    OPEN FSM è uno strumento internet di condivisione della mobilitazione. Viene utilizzato per preparare le azioni e le attività, pubblicare i risultati e le iniziative, nonché un punto di incontro per gli individui e le organizzazioni intorno al pianeta http://www.openfsm.net

    poi c’è carta con il de marzo. io iero ho pubblicato l’intervista a Blanca Chancoso, leader della Confederazione delle nazioni indigene dell’Ecuador e portavoce dei movimenti di donne indigene in America latina.

    viva la vita giovanni!!

    ps
    alla mia sollecitazione non hai più risposto, eh 😉

  111. lucaocchionero Says:

    IO sono d’accordo con il compagno Luigi, ed anzi lo invito ad iscriversi al più presto nel PRC ed a mettere a frutto la sua voglia di lavorare perchè al momento questo ci tocca e dobbiamo pure farlo duramente. Ha ragione Maria: inutile preoccuparci di inventare alleanze(l’ultima è finita nel cesso ed hanno pure tirato lo scarico) quando ci sono intere federazioni bloccate. E’ proprio così e la questione al sud è drammatica. In Puglia succede qualcosa che ha del curioso: è pugliese il leader della scissione, è presidente della Regione, è considerato un buon amministratore, eppure in pochi lo hanno seguito nel suo movimento che poco si muove. Come mai? Come mai gli RPS(o MPS, giuro che ci capisco poco) lo hanno seguito solo a Bari(dove sono stretti collaboratori di Vendola) ed a Taranto(dove sono netta minoranza in federazione)?? Come mai ci sono stati pochi scissionisti nella fed di Brindisi, di Lecce, di Foggia, tanto che se si facesse il congresso regionale oggi sarebbero ancora maggioranza? E’ chiaro che la situazione è confusa, ed è inutile dare risposte a queste domande poichè non avremmo prove a sufficienza per certificare una cattiva o buona fede, ma il PRC anche per ripartire subito, ed anche elettoralmente, ha bisogno di risposte certe e di forzare la soluzione a queste situazioni complicate che purtroppo hanno lo svantaggio oggettivo di bloccare la nostra azione quotidiana in certe federazioni.
    Allora io propongo ai compagni della II che rimangono in Puglia un “patto pugliese” così articolato: A) riconoscimento del risultato del congresso nazionale e dei suoi deliberati ivi compreso quello secondo il quale si va alle elezioni europee con il proprio simbolo; B) Riconoscimento dei deliberati degli organi del partito previsti dallo statuto, ivi compreso il deliberato secondo cui non si può andare alle elezioni amministrative con il simbolo della sinistra unita(rigetto del deliberato del congr reg pugliese anche perchè quel congresso è superato dai fatti); C) riconoscimento per il lavoro fatto in favore del partito per i compagni che nelle federazioni di bari, brindisi, foggia, e lecce hanno difeso il partito da chi voleva scioglierlo subito(la scissione è la prova provata che noi avevamo ragione!), e senza il loro lavoro oggi non ci sarebbe stato nessuno partito cui scegliere di rimanere: per cui ricostituzione delle segreterie provinciali e dei cpf dando il segretario\a a chi è maggioranza ma il giusto riconoscimento numerico ed organizzativo ai compagni delle mozioni che compongono la segreteria nazionale; e che siano segreterie unitarie nel senso che è possibile adattare la linea politica nazionale alle realtà locali mediante un dibattito democratico che deve avvenire dentro gli organi previsti dallo statuto.
    Mi pare il giusto patto in grado di rilanciare subito il partito pugliese valorizzando tutte le arre politico-culturali e per togliere dall’orizzonte dubbi ed ombre che rischiano di far proseguire sotto traccia un congresso infinito togliendoci le energie che invece dobbiamo impiegare per lavorare tra la gente.
    Mi pare che ci sia il riconoscimento di chi ha avuto la maggioranza locale, e che la mantiene, ma c’è anche il riconoscimento di chi ha avuto la maggioranza nazionale, che governa la segreteria e che ha poteri indubbiamente superiori alle federazioni provinciali e regionali che non può non impiegare nel caso si accorgesse che il partito in certe aree è schiavo di un immobilismo che perdura.
    Naturalmente la mia è una base di discussione, chi ritiene di aggiungere altro è ben accetto anche perchè, conoscendomi, sicuramente ho dimenticato qualcosa

  112. giovanni Says:

    Cara Maria non ho visto sollecitazione,quando?
    Comunque ti ringrazio e stavo giusto guardando il tuo sito con gli interventi di Chavez e……….otros.
    Per fortuna ci sai fare con queste “diavolerie” ,per fortuna nostra.
    Un abbraccio e
    viva la vita Maria!

  113. Compagno Lucaocchionero la situazione nella mia Calabria è fluida altro che bloccata,non generalizziamo per favore…………

  114. lucaocchionero sono totalmente d’accordo conte e credo che tu non abbia scordato alcun punto nei tuoi A B C
    A) è fondamentale
    B) lo è altettanto. il pericolo permane, non è stato superato per nulla. quel documento regionale deve essere considerato nullo e non più punto di riferimento per l’ rps che è rimasta
    C) non credo sia questione di riconoscimento quanto di buon senso. senza questi compagni, di fatto, prc oggi in alcune realtà non esisterebbe più. c’è quindi bisogno che la segreteria intervenga con un intervento chiarificatorio e di responsabilità.

    ora non è più tempo di tatticismi, di mosse strategiche, di resistenze, di guardarci con sospetto. fin’ora di questa vita ne abbiamo fatta fin troppa. ora è giunto il momento di lavorare per il partito in serenità con chi resta. ma per far questo alcuni nodi devone essere sciolti.
    comunque domani c’è segreteria nazionale quindi aspettiamo e vediamo come il partito intende affrontare questa situazione

  115. Brunoincazzato Says:

    ritorno a casa una volta al mese,per cui mi perdo qualche battuta.in due giorni leggo che c’è un blocco di alcune federazioni meridionali.è un fatto strettamente pugliese,come pare sia dagli interventi di maria e luca e confermato da pufforosso,o è più generalizzato?io qui in 3 giorni conto 6 iniziative per lo sciopero del 13.è mutato qualcosa oltre il naturale epilogo degli scissionisti?grazie in anticipo

  116. brunoincazzato, il problema non riguarda solo la puglia ma anche il lazio basilicata e molte molte altre federazioni sparse. ed è un problema molto serio, che per ovvie ragioni interessa maggiormente la puglia.
    a pufforosso vorrei dire che invece magari di stare a parlare di astrazioni (non mi riferisco a te ma in generale), sarebbe opportuno discutessimo dei reali problemi del partito. il fatto che uno a casa propria non ne abbia, non significa non li abbia il partito. se il partito va bene in calabria e poi perde tutta la puglia, son cavoli. converrai con me, spero, no?
    cerchiamo di uscire dalle nostre piccole realtà e guardiamoci intorno.
    lucaocchionero ha illustrato molto bene la situazione pugliese. di fatto se domani facessimo congresso, vincerebbe rps. qui non stiamo a pesare e valutare le intenzioni degli rps,personalmente sono molto felice che rimangano, ma ad alcune chiare e limpide condizioni. per come già si stanno muovendo in aluni posti, ho molti dubbi sulla trasparenza del loro permanere in rifondazione. ma questa è una mia opinione opinabilissima ovviamente. che spero venga smentita.
    comunque nessuno vuole lo scontro, qui tutti vogliamo lavorare e siamo stufi e strastufi di fare i veggenti e sprecare le nostre energie per capire quali saranno le loro mosse. siamo stufi di fare resistenza (qualcuno l’ha anche chiamata resistenza che cammina), siamo stufi di stare ore e ore al telefono, di giorno e di notte, perchè ogni momento ce n’è una, e le cose si evolvono in men che nn si dica e tu non ne capisci niente perchè le regole democratiche vanno a farsi fottere. insomma. siamo stufi.
    massimo rispetto nei confronti degli rps che rimangono, ma altettanto devono avrcelo per noi. ed è qui che è chiamata la segreteria del partito ad intervenire. vedremo domani

  117. ps.
    il punto B di lucaocchionero è quello più importante da tenere in considerazione.

  118. Brunoincazzato Says:

    Grazie Maria ho capito,
    vabbè la vecchia tattica,un pezzo dentro ed un altro fuori.
    Mi sembra scontato che vale il documento conclusivo del congresso nazionale e lo statuto.
    Anche qui in campania i compagni rps spingono sempre di più per un partito “federale” ed hanno votato,al regionale un documento che più o meno ricalca quello del vostro regionale.e lo stesso se si farebbe un altro congresso sempre loro vincerebbero anche in considerzione che sono andati via segretario regionale e provinciale.
    ma detto tra noi la cosa per ora non mi preoccupa,come ha detto ferrero affrontiamo un problema alla volta.
    vi abbraccio

  119. Ezio Lovato Says:

    Per opportuna conoscenza: ordine del giorno approvato dal Comitato Politico della Federazione del PRC di Vicenza.
    Ciao a tutti
    Ezio

    Partito della Rifondazione Comunista
    Federazione di Vicenza
    Comitato Politico Federale

    Ordine del Giorno approvato – a maggioranza – dal Comitato Politico della Federazione di Vicenza
    nella sua riunione del 30 gennaio 2009

    Il Comitato Politico della Federazione del P.R.C. di Vicenza chiede che, alle prossime elezioni europee, vi sia la presentazione di una lista unitaria del P.R.C. e del P.d.C.I., aperta anche a soggetti ed individualità comuniste esterne a questi due partiti, quale risposta all’attacco che – anche mediante lo strumento della modifica del sistema elettorale – le forze della borghesia stanno portando, con sempre più violenza, ai soggetti organizzati che operano per un’alternativa di sistema.

  120. Intervista odierna di Franceschini a Repubblica: e se per il 4% si rompessero le alleanze locali? -Non credo, Ferrero e Vendola hanno usato parole responsabili parlando della separazione dei livelli.
    Ma non vi viene il dubbio che Ferrero (non perché sia leaderista ma perché loro si riferiscono alle sue parole) abbia fornito un alibi al pd? così sì che abbiamo fatto la figura dei poltronisti, dei disperati che si attaccano al pd.
    se qui le cose vanno storte, che lezioni dobbiamo trarne su questa dirigenza?

  121. L’inciucio sulla legge elettorale è vergognoso,ma non possiamo permetterci di far vedere la nostra paura di non superare la soglia di sbarramento..Intorno alle nostre battaglie dobbiamo cercare di far convergere il grosso delle forze che si oppongono al PD e al PDL oltre lega e idv.
    LAVORIAMO NEI TERRITORI!!!

  122. Car* tutt*,
    mi è stato chiesto di far circolare la lettera sottostante inviata da un compagno della Fed. di Bologna a Ferrero.
    Così faccio.
    Saluti e libertà.
    Ale B.

    P.S.: il compagno è/era della moz.1 e nella sostanza concordo pienamente.

    —————————————–

    Caro Compagno Ferrero,
    non sono per nulla meravigliato dell'”inciucio” PD-IdV per farci fuori; anche i più sprovvisti ed impreparati sanno da tempo che lo scopo per cui è nato il PD è quello di far fuori qualunque soggettività progressista, comunista ed anticapitalista nel nostro paese.
    E quale momento migliore per dare un’ulteriore mazzata a questa sinistra disastrata se non ora?!
    Il problema adesso non si risolve con una scelta aventiniana nei consiglii elettivi o conferenze stampa davanti alla sede PD.
    Ci vuole altro.
    Mi immagino la scena: prima i nostri dirigenti locali fanno la conferenza stampa sotto la sede del PD per contestare lo sbarramento alle Europee, finita la quale entrano e vanno a sedersi al tavolo di confronto per preparare le liste elettorali che sostengono i candidati a sindaco del PD alle prossime amministrative.
    Bella scena!
    Estremisti nei gesti e subalterni negli atti concreti.
    Sia chiaro, ieri sera mi sono attenuto alle disposizioni del Nazionale e ho abbandonato l’aula del Consiglio Comunale di Medicina (BO) dopo aver brevemente illustrato la posizione del Partito, avendo cura di esporre un bel cartellone che è stato rimosso dai solerti inservienti 20 secondi più tardi, ma visto che il nostro Partito continua a sedere a fianco di quelli che sono, nei fatti, i nostri “carnefici”, penso che queste azioni abbiano poco senso.
    Il nostro Partito deve immediatamente uscire da tutte le maggioranze che comprendono PD e IdV, dai consigli di quartiere alle regioni, nessuna esclusa; deve interrompere immediatamente tutti i tavoli di trattativa con il PD, in qualunque luogo, attrezzandosi a fare in tutto il territorio nazionale liste proprie o in coalizione con altri soggetti progressisti (partiti, associazioni, gruppi civici,etc.) assolutamente alternativi al PD e alla destra.
    Se questo non succederà molti non saranno più disponibili a stare ancora nel PRC.
    Ed io sono tra questi.
    Già è scandaloso che il nostro Partito sostenga giunte che definire inquietanti è dir poco, e che il nostro Partito sia diventato ogni giorno di più un ufficio di collocamento utilizzato da capicordata locali e nazionali con modalità identiche alla vecchia DC dorotea.
    Per questo siamo ai minimi termini, non per i simboli, o per linee politiche confuse ed improvvisate, o comunque non solo per quello; siamo a livello di sopravvivenza perchè ormai tutti hanno capito che quello che diciamo non lo pratichiamo; dicevamo che non dovevamo rinchiuderci dentro le istituzioni, ma una volta entrati non siamo più buoni di far altro che starci a rimorchio dei PD, votando qualunque schifezza per evitare di essere sbattuti fuori dalle Giunte e di dover tornare a lavorare.
    Caro Segretario, ho sostenuto nell’ultimo Congresso la linea che era contraria alla liquidazione del Partito e che voleva rompere (finalmente) con il PD.
    Il congresso è passato, il Partito boccheggia e continuiamo ad andare dal PD con il cappello in mano per un posto in Giunta od in un CdA, a Napoli come a Bologna.
    Un Partito serio si fà beffe di uno sbarramento al 4%, un Partito di burocrati ne è spaventato.
    Io non voglio stare con chi si preoccupa del proprio posto in Giunta piuttosto che degli operai licenziati.
    O si cambia o vi saluto.

    Lorenzo Grandi – Cons. Provinciale PRC Bologna, Cons. Comunale PRC Medicina (BO), membro CPF Bologna, Segretario Circolo PRC “Enea Minghetti” Medicina (BO).

  123. Andate su:http://home.rifondazione.it/xisttest/content/view/4660/314/

    Guardate che mobilitazione e che impegno da tutto il PRC!!!

  124. Militante Says:

    Concordo al 100% con la lettera del compagno Grandi. Il fatto che parli da consigliere illumina una volta di più il discrimine tra la parte sana del partito e la parte inciucista che ancora spadroneggia. Dovrebbe essere questo lo spirito maggioritario del “nuovo” PRC e invece sacche di “conservazione” sono rimaste ad onta della “svolta di Chianciano”. Finchè non ci depureremo del tutto dale scorie di subalternità, burocratismo e governismo, ereditate dalla passata gestione, il partito non potrà esprimere a pieno le sue potenzialtà. Ferrero e la segretaria devono dare un messaggio chiaro e non ambiguo. Il ma anche lasciamolo a Veltroni…o con le giunte che esternalizzano e privatizzano servizi essenziali, o coi lavoratori che difendono il proprio posto di lavoro. Proteste e piagnistei mediatici mortificano la nostra dignità.
    Rompere con tutte le giunte e guardare avanti!

  125. Ferrero:Domani sarò in piazza con tutto il Prc davanti al Quirinale e a Montecitorio contro riforma legge elettorale

    Febbraio 2, 2009

    Contro il realizzarsi del vergognoso accordo parlamentare in corso maggioranza e opposizione e reso possibile solo grazie al consenso di PD e IdV – che alza lo sbarramento per le elezioni europee al 4% puntando ad escludere dal Parlamento europeo innanzitutto forze politiche come Rifondazione comunista e di fatto tutta la sinistra – domani parteciperò, con una folta delegazione del mio partito, presente ai massimi livelli, ai presidi di protesta che abbiamo organizzato come Prc sotto le sedi istituzionali del Quirinale e della Camera dei Deputati.

    A Roma le proteste sotto le sedi istituzionali prevederanno per martedì 3 febbraio alle ore 12 un presidio sotto il Quirinale per
    chiedere l’intervento del Presidente Napolitano a tutela del pluralismo democratico; proseguiranno poi dalle ore 14.00 davanti alla
    Camera dei Deputati in occasione della ripresa della discussione in Aula della modifica alla legge elettorale. Contestualmente i nostri ex-parlamentari porteranno la protesta anche dentro la sede della Camera dei Deputati, e cioè dentro Montecitorio. In entrambi i casi chiediamo agli organi d’informazione di offrire la giusta e necessaria copertura a questa nostra protesta contro una legge anti-democratica e liberticida in nome della libertà e del pluralismo d’informazione.

  126. è esattamente quello che è giusto fare pufforosso.
    non condivido per nulla l’analisi di quei copmpagni secondo la quale si deve uscire dalle giunte con un imperativo categorico
    il segretario sta facendo un ottimo lavoro a livello comunicatico con l’elettorato. è questa la strada giusta, non quella della rivalsa, con la quale otterremo esattamente il risultato opposto.

    evvai segretario!!

  127. Luca Ammessi Says:

    che tristezza… siamo destinati a morire nella nostra solitudine.

  128. spero tanto che abbiate ragione. io temo fortemente che questa tattica sia un’autostrada verso l’estinzione. la frase di franceschini, ma anche le voci che vengono dai territori (tante), dicono esattamente il contrario. è così che si figura da poltronisti.

  129. Luca Marini Says:

    Anch’io come militante appoggio la lettera di Lorenzo Grandi, sarebbe incomprensibile che prima ti accanisci tanto con lo sbarramento alle europee e poi ti siedi ai tavoli per poi magari sottoscrivere un programma con il PD nel tuo territorio! Per quanto avanzato possa essere sarà sempre un programmino moderato!

  130. Concordo con i contenuti della lettera del compagno Grandi, ma non con le sue conclusioni.
    Il concetto del “O si cambia o vi saluto”, proprio non mi va (e non mi è mai andato) giù. Penso sia tra i principali responsabili (dopo il concetto del “chi vince prende tutto e a chi non va bene fuori dalla porta”) dello stato attuale del partito.

    Se tutti quelli che nel corso degli anni (a prescindere dalle motivazioni) lo hanno detto e fatto, fossero invece rimasti e avessero portato avanti le loro istanze / sensibilità / idee penso che avremmo un partito ben più radicato, plurale, democratico e utile alla sinistra di alternativa (più “serio”, come dice il compagno Grandi)

    Certe pratiche, alcune diventate consuetudine anche in tanta parte dello stesso corpo militante (come la collocazione nel centrosinistra “in pianta stabile”), non si cambiano in una notte. Secondo me necessitano di confronto e discussione tra i compagni del singolo territorio interessato, nel comune di tre case come nella grande metropoli, come a livello nazionale.
    Ma necessitano anche, come condizione fondamentale per mantenere, far crescere ed allargare la nostra comunità, dell’accettazione da parte di tutti dell’esito democratico della discussione, qualunque esso sia.

  131. Mariano Says:

    Compagni la politica è in frantumi,il pd è morto,noi siamo in difficoltà,la destra quando morirà berlusconi saranno cazzi,udc è una lobby di potere,idv è un altra lobby di potere,basti pebsare che di pietro disse in campania tutti fuori dalle giunte nessuno ancora è uscito.
    NOI CERCHIAMO DI TENERE DURO PER FAVORE RILANCIAMO IL PRC ACCETTIAMO LA SFIDA DEL 4 PER CENTO

  132. Contro il realizzarsi del vergognoso accordo parlamentare in corso maggioranza e opposizione e reso possibile solo grazie al consenso di PD e IdV – che alza lo sbarramento per le elezioni europee al 4% puntando ad escludere dal Parlamento europeo innanzitutto forze politiche come Rifondazione comunista e di fatto tutta la sinistra – domani parteciperò, con una folta delegazione del mio partito, presente ai massimi livelli, ai presidi di protesta che abbiamo organizzato come Prc sotto le sedi istituzionali del Quirinale e della Camera dei Deputati.

    A Roma le proteste sotto le sedi istituzionali prevederanno per martedì 3 febbraio alle ore 12 un presidio sotto il Quirinale per
    chiedere l’intervento del Presidente Napolitano a tutela del pluralismo democratico; proseguiranno poi dalle ore 14.00 davanti alla
    Camera dei Deputati in occasione della ripresa della discussione in Aula della modifica alla legge elettorale. Contestualmente i nostri ex-parlamentari porteranno la protesta anche dentro la sede della Camera dei Deputati, e cioè dentro Montecitorio. In entrambi i casi chiediamo agli organi d’informazione di offrire la giusta e necessaria copertura a questa nostra protesta contro una legge anti-democratica e liberticida in nome della libertà e del pluralismo d’informazione.

    Paolo Ferrero

    Sulla riforma della legge elettorale faremo una denuncia alla Corte Costituzionale

    ROMA, 02.02.09 — Paolo Ferrero, questa legge è la fine di Rifondazione?
    «Intanto faremo una denuncia alla Corte Costituzionale. Il ricorso sarà basato sul fatto che la legge verrà approvata in corso d’opera, ovvero quando sono già scattati i sei mesi che l’attuale normativa assegna ai partiti per la raccolta delle firme; ci auguriamo che la Corte si esprima in tempo utile prima dell’apertura delle urne. Poi, ho sempre la speranza che ci sia un ripensamento da parte del Pd e di Di Pietro, ma comunque, come dicono le madri di Plaza De Majo, la lotta che non si combatte è l’unica che si può davvero perdere. Dunque, si combatte».
    Vi taglieranno anche i rimborsi elettorali per sopravvivere.
    «E’ giusto spiegare alle persone che i soldi che Pd e Pdl tolgono ai piccoli non viene risparmiato dai cittadini, ma se lo mettono in tasca partiti grossi, come quelli composti per lo più da notabili, come Forza Italia, che all’interno non hanno un briciolo di aggregazione»

    Lei ha detto: Veltroni vuole ucciderci per qualche voto in più.
    «Non solo. Il punto politico che sta alla base di questo accordo è che un leader debolissimo come è Veltroni si fa sostenere da Berlusconi in cambio di un’opposizione finta. E questa è una truffa per chi ha votato il Pd, perchè Veltroni non fa opposizione vera, sta solo tentando di guadagnare qualche voto in più perchè il Pd è in caduta libera e la sua poltrona scricchiola. Non sono sta tentando di uccidere tutta la sinistra, ma sta lavorando anche contro la Cgil e si mostra filo Confindustria. Nella logica dell’autosufficienza del Pd vediamo solo la conseguenza tragica di lasciare l’Italia al governo della destra per i prossimi 300 anni. Ma facendo questi patti scellerati, il Pd si garantisce i posti e le briciole»

    Dicono nel Pd che senza lo sbarramento si mandavano in Europa eletti non rappresentativi.
    «E’ falso. La verità è che con lo sbarramento saranno eletti solo parlamentari che andranno a far parte di gruppi europei che sostengono la commissione di Strasburgo. In pratica, tutti andranno a governare ( gli eletti di Casini si troveranno nella stressa aggregazione di quelli di Berlusconi) e nessuno farà opposizione, visto che in Europa l’opposizione è rappresentata in maniera forte dalla Sinistra Europea di cui noi facciamo parte»

    La legge sarà approvata martedì. Ha pensato al dopo?
    «Ci sto già lavorando, ma intanto si rifletta sul comportamento di Veltroni»

  133. non mi stancherò mai di dire che questo modo di discutere è avvelenato e tossico. tutti a parlare degli operai che non arrivano alla fine del mese, dei precari, degli immigrati ecc ecc. ma poi la politica cos’è?
    è colpi di scena, mosse eclatanti, polemiche, accuse e controaccuse fra leader, ripicche e vendette.
    e come si discute?
    se non si fa come dico io allora vuol dire che il gruppo dirigente è scemo, demente, venduto, irresponsabile, paralizzato e via cantando.
    e giù esortazioni e appelli al leader di turno. seguiti da dichiarazioni di delusione.
    lo sbarramento del 4 % è un attacco alla democrazia politica così come l’abbiamo conosciuta. è congeniale a ridurre le posizioni e i progetti politici antagonisti all’impotenza istituzionale. è l’americanizzazione della politica perché si riducono le associazioni i comitati e i movimenti e perfino il sindacato a lobbies che devono mendicare ascolto e trattamento privilegiato da uno dei due partiti o, peggio ancora, da qualche personaggio che sta nelle istituzioni.
    tutto ciò viene da lontano, ha radici solide nella trasformazione sociale. è, a suo modo, in sintonia con la società come essa è dopo la cura neoliberista degli ultimi due decenni.
    la politica delle agenzie stampa, dei colpi di scena e delle mosse è una politica sterile, che non cambia di una virgola i rapporti sociali e che finisce col trasformare chi la pratica in una comparsa ridicola in un sistema politico avverso a qualsiasi cambiamento.
    non ci sono scorciatoie, mosse esaltanti e leader taumaturgici.
    bisogna sapere che si andrà controcorrente per molto tempo. che i voti saranno molti meno di quelli che meriteremmo.
    o si ricostruisce la presenza nella società o si muore. anche elettoralmente.
    e la presenza nella società non è parlare in tv dei problemi sociali o fare propaganda o denunciare le ingiustizie per iscritto.
    è stare e costruire i conflitti. è organizzare luoghi pubblici. è aggredire i problemi facendo crescere la coscienza delle persone ed ottenendo impegno ed organizzazione.
    il resto sono chiacchiere.
    è molto più facile fare proclami o annunciare rotture con questo e con quello che organizzare dal basso una lotta capace di cambiare la testa della gente.
    finchè non si capirà questo e ci si aspetterà dal partito che ogni due giorni faccia mosse e contromosse dentro il sistema di relazioni politiche con gli altri partiti non si riuscirà ad avere nemmeno un voto in più. anzi si finirà col condannarsi a vivere di sondaggi e di ricerca di visibilità sui media. diventando un partito come gli altri. cioè una merda.

  134. Brunoincazzato Says:

    Condivido Ramon.

  135. Mi piacerebbe poter dire con fraternità: “teniamoci per mano in questi giorni tristi”. Senza se e senza ma.

  136. PRC_Morimondo Says:

    Siamo già una merda, Ramon, non te ne sei accorto?

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