Rifondazione Comunista fu vinta e vincerà.

La vicenda di Liberazione e della direzione di Sansonetti volge al termine.

Se le previsioni di Sansonetti, dei 24 redattori che hanno firmato una lettera insieme, degli esponenti della corrente Rifondazione per la Sinistra, di diversi collaboratori del giornale, di numerosi giornalisti di quasi tutti i quotidiani italiani e di esponenti politici di altri partiti, si riveleranno giuste o infondate lo diranno i fatti.

Come sempre, però, che il PRC e la maggioranza di Chianciano conosca una deriva identitaria, settaria, estremista, nostalgica, stalinista, omofoba, autoreferenziale, illiberale e così via, per molti è già una realtà inconfutabile.

Dico come sempre perché è già successo in passato, come osserva giustamente Ferrero oggi su Liberazione, che di fronte ad una svolta a sinistra nella politica del partito, chi si apprestava ad uscire dal PRC, gli esponenti degli altri partiti e il circo massmediatico tanto superficiale e pettegolo quanto presuntuoso, sentenziassero che rifondazione era il peggio del peggio e ne prevedessero la morte.

Nella politica italiana non contano i documenti che si votano e il loro contenuto, non contano gli atti politici reali, le scelte, le decisioni e le motivazioni scritte che le ispirano, non contano nemmeno le storie personali di chi le compie. Contano i pettegolezzi, le agenzie di stampa piene di dichiarazioni e contro dichiarazioni polemiche, i processi alle intenzioni e i più vieti luoghi comuni, a cominciare da quelli anti comunisti.

Come dimenticare le accuse terribili lanciate contro Bertinotti (perfino quella di filo-brigatista) e contro la maggioranza che decise la rottura contro il governo Prodi nel 98? Come dimenticare l’accusa a Bertinotti di essere ostaggio dei trotskisti? Come dimenticare i diessini (compresi esponenti, oggi, di Sinistra Democratica) che ci accusavano di essere “oggettivamente” al soldo di Berlusconi e che ci aggredirono fisicamente alla marcia Perugia Assisi? Come dimenticare il nostro sciopero della fame contro le liste civetta nel 2001 (una delle più vergognose azioni antidemocratiche della storia della Repubblica) e coloro che ci accusavano di essere usciti dalla storia del movimento operaio? Come dimenticare le accuse di massimalismo, estremismo, infantilismo, opportunismo, elettoralismo e settarismo?

Come si vede in questi giorni si può dimenticare tutto.

Che lo facciano giornalisti, editorialisti e notisti politici sui maggiori quotidiani abituati, appunto, a fare dietrologie e a ridurre la politica ad un teatrino nel quale ogni giorno ci deve essere un colpo di scena, una lite tra leader, non mi meraviglia. E’ una peculiarità, ahimè e ahinoi, del giornalismo politico italiano con la quale siamo obbligati a convivere e che dovremmo meglio combattere.

Che lo facciano compagne e compagni, giornalisti o meno, non è accettabile.

Non parlo della memoria dei fatti, che è incancellabile.

Parlo della logica perversa per cui qualsiasi iperbole, qualsiasi insulto e menzogna, qualsiasi negazione dell’evidenza è giustificabile nella battaglia politica.

Il cinismo di chi ha marciato al Gay Pride insieme al sottoscritto e a Luca Bonnaccorsi e che oggi sostiene che Liberazione diventerà omofoba è sconfortante.

Il cinismo di chi ha proposto l’espulsione di Turigliatto per “aver creato un grave danno all’immagine del partito” e la non candidatura di Ferrando per lo stesso motivo, e che oggi grida alla svolta autoritaria, burocratica, illiberale e antidemocratica, è sconfortante.

Il cinismo di chi non ha mai, in dodici anni, fatto una critica a Bertinotti e ha, al contrario, giustificato cose che hanno rasentato il culto della personalità e che oggi vorrebbe dare lezioni di antistalinismo, è sconfortante.

Il cinismo di chi non ha contribuito nemmeno in una virgola a costruire rotture e svolte politiche e culturali coraggiose e difficili, salvo votarle e condividerle attraverso la persecuzione di chi non le condivideva, e che oggi ne rivendica l’esclusiva eredità, è sconfortante.

Il cinismo di chi ha previsto, nel corso di questi ultimi mesi, in articoli e dichiarazioni pubbliche, che Rifondazione sarebbe uscita da tutte le giunte, che la maggioranza del partito avrebbe fatto fallire Liberazione per liberarsi del problema a costo di far perdere il posto di lavoro a giornalisti e poligrafici, che Rifondazione sarebbe uscita dal Partito della Sinistra Europea, che ci sarebbe stata una svolta giustizialista, e non ha, non dico chiesto scusa ma nemmeno riconosciuto che i fatti hanno dimostrato il contrario, è sconfortante.

Potrei continuare, ma ognuno può, a meno che non abbia perso la memoria o mandato il cervello all’ammasso, fare da se decine di altre simili considerazioni.

Ciò che insegna questa miseria è che la sinistra politica è in crisi e che nulla le verrà di buono da persone capaci di comportarsi così.

Ciò che insegna questa vicenda è che c’è bisogno di un partito non leaderista, non elettoralista, non incline a giudicare se stesso con quanto dicono i mass media e i sondaggi elettorali. Un partito capace di discutere di cultura politica e di promuovere innovazioni senza usarle come armi improprie per sconfiggere avversari e posizioni politiche diverse. Un partito umile e non borioso.

Non bisogna nascondersi le difficoltà in una simile impresa perché, in fin dei conti, siamo immersi in un sistema politico che corrompe e che ci spinge in una direzione diversa dalla rifondazione comunista. Un sistema che non smetterà mai di volerci come la caricatura di noi stessi, come omologati, o entrambe le cose.

A questo dobbiamo pensare, compagne e compagni, e al lavoro di ricostruzione dei legami sociali.

Piano piano, con i fatti, con tenacia, dimostreremo che non siamo come dicono e come in realtà ci vorrebbero.

ramon mantovani

411 Risposte to “Rifondazione Comunista fu vinta e vincerà.”

  1. aggiungo :il cinismo di chi qualche anno fa sosteneva cose tremende sugli Ebrei(magari credendo di favorire la causa palestinese con qualche viaggio in Palestina) ed oggi accusa Claudio Grassi di antisemitismo….
    Ma hai ragione tu Ramon inutile continuare,la vicenda oramai finalmente e alla fine….sono adulti facciano le scelte che ritengono più opportune ma lasciando in pace la storia del PRC….
    Tempo fa mi ricordo di una battuta di Gianni Rivera sulla storia del Milan,disse “la storia del Milan contro quella del suo padrone” nel caso del PRC siamo alla storia della comunità Rifondazione Comunista con tutti i pregi e difetti contro quella di coloro che credevano di esserne i padroni.

  2. ” Un partito umile e non borioso.” ecco Ramon, soprattutto questo! Penso che nei prossimi anni anche il nuovo gruppo dirigente commetterà degli errori, ma l’importante sarà avere l’umiltà di riconoscerli senza pensare che chi non ci ha capito sia un ottuso e anche un po’ culturalmente inferiore…

  3. Brunoincazzato Says:

    Andrea sei un bravo compagno ma a volte i tuoi interventi sono intrisi di una forma di cattiveria paradossale:di quelli che in questi anni hanno fatto “viaggi” in palestina c’era un giovane comunista,un compagno nostro ,ed un mio amico.perchè non provi qualche volta ad essere anche tu più umile??
    senza rancore

  4. Eviterei il “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Ci sono persone concrete che hanno avuto e hanno comportamenti cinici e strumentali che lasciano il partito.Presuntuose al punto di pensare che dopo di loro ci sia il baratro,la barbarie,perchè loro rappresenterebbero la civiltà.Chi ha vinto leggittimamante il congresso – anche in rottura con la gestione leaderistica precedente – abbia il diritto/dovere di governare,cercando di far valere le tante ragioni del Prc.E’ paradossale che oggi – quando la crisi economica, dunque la storia, da ragione a molte delle analisi di Rifondazione – il partito si divida.Per questo molti di quelli che se ne vanno,sono in malafede.Meglio, o lo erano prima o lo sono adesso.

  5. caro Bruno scusami ma la tua reazione è fuori luogo e anche squallida.Se leggi il post si parla di compagni che avevano posizioni molto ipocrite sulla questione palestinese,non certamente tutti.Il problema è che tu forse per riflesso condizionato,forse perchè sai di chi parlo,hai fatto una difesa di ufficio accusandomi di voler coinvolgere il giovane compagno Angelo Frammartino ucciso nel 2006 nel mio giudizio.
    Il fatto che molti personaggi si nascondano dietro Carlo Giuliani o Angelo Frammartino non rende più degno il loro opportunismo caro Bruno.
    Comunque se hai un briciolo di dignità dovresti quanto meno scusarti.L’umiltà cerca di insegnarla ai dirigenti della tua federazione,se ho capito qual’è,credo che si ritengano come la casta degli intoccabili in India.

  6. il post precedente è rivolto a brunoincazzato e non a bruno.

  7. Una cosa che non ho mai capito fino in fondo del PRC anche quando, anni fa, vi militavo, è come si potessero mai raggiungere dei livelli così alti di polemiche interne, di faide e scontri intestini. Le caricature con cui si dipingono i propri compagni di partito-avversari di corrente rasentano il paranoico. Vi è poi una incredibile fregola di carrierismo da parte di tanti che parlano un linguaggio postmoderno e ultrarivoluzionario. Le ultime uscite di Sansonetti e di Liberazione le giudico, dall’esterno, assoultamente ridicole. Si è raggiunti un livore anti-comunista esasperato ed esasperante ed una boria (dice bene Ramon, a cui riconosco da sempre grande onestà intellettuale) ottusa. Liberazione è morta senza Sansonetti? Diventerà omofoba e settaria? Ci vorrebbe più umiltà, ma d’altra parte chi ha chiamato questa gente dentro il PRC, questi che militavano nei DS, gente schierata apertamente per un capitalismo di sinistra, compassionevole? La colpa è stata. in maggior parte, naturalmente, del Sor Faustino. Ed ora è troppo tardi, veramente troppo tardi per salvare Rifondazione da se stessa.

  8. No, non penso sia troppo tardi, ma va fatta la necessaria chiarezza.
    chi non si riconosce più in un partito e in un progetto politico è giusto che non rimanga. senza rancore e senza veleni.

  9. esattamente laura. rifondazione non è morta. ma chi ci rimane in rifondazione comunista per lavorare affinchè la rifondazione venga superata, creerà ancora più problemi alla comunità di chi oggi ha deciso di percorrere un’altra strada. la chiarezza in questo momento è fondamentale. ai compangi che andranno via gli si può dire di tutto, ma non che stiano giocando al colpo di mano interno, se è vero che vanno via. e permettimi laura, a questo punto, nonostante i colpi bassi e le scorrettezze che da aprile ad oggi non si contano più, per quanto mi riguarda preferisco il loro comportamento adesso come adesso, di quello di chi in nome di una comunità comunista a cui non crede più, ci rimane dentro solo per distruggerla.
    non faccio discorsi personali riferiti a nessuno, ma questa è la realtà dei fatti.

  10. non so maria se è come dici tu, aspettiamo prima di dare giudizi a priori.
    alcuni che restano saranno anche in malafede, ma molti, soprattutto i compagni di “base” sono veramente delusi da chi avava garantito che non ci sarabbe stata alcuna scissione.

  11. il mio timore è che sia vera la voce che restano quelli da stipendiare. In questo caso bisognerebbe prendere i provvedimenti del caso.

  12. il mio timore è lo stesso di quello di sasha.
    e laura credimi, io dei compagni di base ho fiducia perchè starda facendo ne ho incontrati tanti, ma tanti che sono delusi dall’atteggiamento dei dirigenti della due. e da tutti questi ho sentito dire: abbiamo firmato il documento 2 perchè non c’era scritto da nessuna parte che si doveva lavorare fuori da rifondazione per aggregare la sinistra diffusa. questo è quello che dicono. il mio non è un giudizio a priori, per carità.

  13. io credo che in un partito la lotta-confronto-scontro tra posizioni diverse sia
    inevitabile.Perchè, o finchè, il partito è una comunità vivente. Le diverse fasi politiche, i diversi momenti storici, si devono vivere comunque con la convinzione e passione del momento, scegliendo, e se sbagliandosi, correggendosi, non giurando, o sposando, su un percorso da qui alla fine dell’umanità. Per cui è possibilissimo oggi trovarsi d’accordo con molti compagni/e sul che fare all’ordine del giorno, salvo poi davanti ad una fase nuova trovarsi in disaccordo, e lottare ognuno per quello che più lo convince. Non vi trovo nulla di strano, completamente nulla. Oggi siamo d’accordo sul rilanciare il partito della rifondazione comunista come soggetto autonomo, condizione per una ripresa anche della sinistra più vasta, e domani magari dividerci su altre questioni che non so però prefigurare. La realtà è vivente e ci mette sempre davanti a fatti che si doscostano da come noi ce li prefiggiamo. Ieri con Cossutta, per costruire il partito; poi contro per difendere la sua autonomia; ieri con Bertinotti scegliendo di stare nel movimento; ora contro per opporci alla sua
    liquidazione…con questi compagni di strada ne abbiamo fatta, ci siamo forse “costruiti” anche noi, nel senso che noi oggi siamo quello che siamo anche per aver vissuto quelle scelte, o svolte. Accadrà ancora? Certo. Ma come si fa a prevedere che ciò non succederà più? Solo in un organismo morto le cose restano sempre le stesse. Facciamo ora una bella Liberazione, lasciando che scorrano i veleni, che sono gli ultimi oramai. Un abbraccio

  14. lucaocchionero Says:

    Ma chi lo ha detto che i compagni che rimangono saranno sempre contro? Se scissione ci sarà del 35% del partito(è stata sempre questa la reale consistenza della RPS) è il segno duro, pesante che il congresso chiuso a Chianciano è completamente archiviato. Si aprono scenari in cui si calmano i contrasti, si placano le sterili ed inutili polemiche sulle identità, si torna a dialogare coi compagni rimasti e si ricostruisce insieme una opposizione sociale. Con chi rimane il dialogo è possibile, è doveroso. Chi rimane vuole lavorare per il PRC non vuole dissolverlo ridicolizzandolo su Liberazione, o polverizzandolo con le fumose liste unitarie della sinistra. Chi vuole lavorare per il PRC deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare al netto delle polemiche che ci sono state durante e dopo il congresso. Torno a ribadire che il PRC non è proprietà di alcuna maggioranza: il PRC è di tutti coloro che si sentono ancora partecipi di questo progetto, di questa speranza. E’ di tutti coloro che ci credono

  15. Luca Marini Says:

    Sinceramente poco da aggiungere a questo scritto di Ramon! Tienamolo presente, perchè dopo lo scoglio liberazione, non si rimanga invischiati nel turbinio elettoralista.

  16. prcarmerina Says:

    Non escono, dove vanno? Non hanno soldi, sedi, militanti, spazio politico… hanno solo qualche amico a Repubblica che si stuferà facilmente di loro…
    Straordinario tutto il circo mediatico: se facciamo una iniziativa non ne parla completamente (siamo un piccolo partito ancorchè dalle grandi ragioni…), se litighiamo titoloni (siamo piccoli o no?).
    Costruiamo il Partito ed il 25-26 tutti in piazza a parlare con la gente: o è “patetico” (per usare le parle di Zipponi) pure questo?

  17. Scusate se faccio una domanda che non c’entra niente con l’articolo.Ramon ti volevo chiedere perche’nella mia federazione non arrivano i manifesti del PRC(non sono arrivate le tessere,ne i manifesti del tesseramento,ne i manifesti con Berlinguer ecc.ecc.)???A chi mi devo rivolgere???
    Comunque faccio parte della federazione di Reggio Calabria!!!
    Grazie Ramon per la tua risposta!!!
    Saluti Rossi

  18. giovanni savino Says:

    concordo con larga parte delle cose scritte da ramon, ma volevo affrontare l’ultimo punto: la ricostruzione dei legami sociali. questo è fondamentale e passa per alcune cosette: dal ricostruire la credibilità del partito e i suoi legami nel e con le lotte, nel prendere decisioni importanti (quando la finiamo col sostegno a Bassolino e alla Jervolino? o meglio, quando impediamo agli amici di rps di macchiare l’intero prc con questa farsa?), fino alle europee, che vanno affrontate con una campagna militante, non elettoralistica, in cui passi il messaggio che il prc è il partito che vuole uscira a sinistra dalla crisi e vuole farla pagare a chi l’ha causata.
    chiaramente, la scissione, se ci sarà, non sappiamo quanti porterà via, nè quanto influirà sul partito…ma dobbiamo rimboccarci le maniche e andare avanti, in basso a sinistra.
    non daremo la soddisfazione a questi sciacalli di morire riformisti.

  19. Bravo compagno Ramon, sottoscrivo questo tuo articolo al 99%, e non dico 100 non tanto per le discussioni sul PdCI 🙂 ma perché, com’è noto, se due persone sono perfettamente d’accordo, può voler dire che solo una di loro pensa…!

    Quest’ultimo numero della “Liberazione” della cricca sansonettiana è stato il vero e proprio vomito finale. Doloroso e sgradevole come ogni vomito ma, appunto, finale, perché fa uscire ciò che faceva male nel corpo, che se non esce può anche uccidere il corpo stesso. Passiamo pagina, in tutti i sensi, e lasciamo che questa gente cuocia nel suo brodo. Il tempo è galantuomo e mette ciascuno al suo posto.

    All’ex direttore e ai 24 ex-redattori, e a tutti i vari “collaboratori”, vorrei dire solo: buona fortuna, e a mai più rivedervi da queste parti. Avete fatto i vostri maialetti comodi, fino alla fine, e quanto danno ci avete fatto, ma adesso lasciateci in pace, che ci sono cose ben più serie e interessanti da fare, che voi. Stessa cosa per quei “compagni” che annunciano platealmente l’abbandono del Partito: buona fortuna, non sentiremo la vostra mancanza più di tanto, anzi!, e anche solo dalla mia piccolissima esperienza diretta vedo che ci sono già molti compagni nuovi che stanno entrando o rientrando in un Partito che finalmente comincia ad assomigliare a qualcosa di serio, coerente, determinato, utile: il tesseramento 2009 è già cominciato bene e con forza in Belgio e Lussemburgo, e anche in Spagna, dove presto “si diò kiere” 🙂 nascerà Rifondazione Comunista Spagna, con riferimenti a Siviglia, Madrid, Valencia e Pamplona, per cominciare. E magari un giorno verrai a farci visita!

    Adelante e forza a noi, alla faccia di chi ci vuole male!

  20. giovanni Says:

    ola ramon,su liberazione ho già detto cosa ne pensavo e cosa penso
    dovrebbe essere,poi si vedrà la nuova e se ne parlerà.
    Sul fatto che rifondazione vincerà bisogna vedere cosa e quando.Come affermazione mi piace perchè messianica,la parola chE va riempita di contenuti è umiltà.Tu hai già avuto modo di rimarcare come calvacare
    parole d’ordine (era sulla globalizzazione)abbinate a culture dominanti
    fosse perdente.Sull’umiltà il ritardo è millenario e non è una battuta.
    L’utopia è umile? Per me si .Anzi nulla è umile come l’utopia.
    Il giornale e “la nuova rifondazione”vuole rilanciare l’utopia,darle il sacro posto che merita.L’utopia è la base della moralità della politica,per me si .
    L’utopia ,non il governo.L’utopia non le elezioni.L’utopia non i salotti.
    Perchè tra umiltà e utopia non è che poi oggi si possa registrare una grande distanza,o mi sbaglio?
    Viva l’uomo,viva la vita!

  21. Bruno Canu Says:

    Condivido molte cose che dici e sostieni, anche quest’ultima su Liberazione. Compro da sempre il nostro giornale e dopo l’ultimo micidiale cazzotto in faccia ricevuto dall’edizione di oggi 11/01/09, che per me non è altro che una rapina a mano armata, ringrazio tuo tramite Paolo Ferrero per il suo contestuale intervento sul giornale. Questo, insieme al poco che vi era presente sullo sterminio in corso a Gaza, non hanno mutato però la caratteristica datagli da chi lo ha occupato per pascersi nel fango.
    Ciò mi fa pensare a un’operazione già orchestrata per lasciare terra bruciata alle proprie spalle.
    Tuttavia devo dire che tale situazione non la sento affatto come momento liberatorio, come dei compagni ingenuamente già iniziano a sostenere.
    Questo è un grave effetto derivato da una causa che ci coinvolge tutti, anzi da più cause, ma la più perniciosa è quella della lobotomizazione dei militanti che sono stati da molto tempo deprivati della possibilità della condivisione e decisione collettiva, di fatto subendo l’intruppamento tribale del correntismo e, a livelli più alti, delle cordate per determinare gruppi dirigenti e un ceto sociale istituzionale che come i pastori han condotto il gregge verso ripetute svolte e giravolte.
    Voglio inoltre dire che a noi che vogliamo resistere pur continuando a mangiare m. abbiamo bisogno che si manifestino da subito delle inversioni di tendenza su queste questioni. E’ ora di smetterla di usare il Partito come comitato elettorale, è ora di smetterla di fare liste piene di personaggi che si arrogano il diritto e la capacità per occupare posti istituzionali che poi puntualmente si mettono al servizio di altro. Sarebbe ora invece se ci si ri-ocupi di ricostruire i Circoli con le caratteristiche perse non da oggi, in grado cioè di discutere di politica e di metterla in pratica, unico modo di superare il tribalismo correntizio presente e futuro. In ultimo starebbe in questa svolta vitale il sapere tutti noi, da voi dirigenza nazionale, sulle possibilità reali che abbiamo per mantenere lo strumento Liberazione. Non mi soddisfa il solo stato economico, ho bisogno di sapere di più sull’approdo proprietari ecc. I padroni sono pressochè tutti uguali, si diferenziano per la capacità di stomaco che hanno, ma tutti più mangiano e più ingordi diventano. Per questo credo che se la sua proprietà non è del Partito noi il giornale l’abbiamo già perso.
    Con stima e speranza, Bruno Canu.

  22. […] sono state spazzate via. Abbiamo qualche ragione per credere che Paolo Ferrero e soprattutto Ramon Mantovani abbiano qualche opinione in contrario, se non altro per le loro storie politiche, che danno una […]

  23. antonio insalato Says:

    condivido molte delle cose che ramon ha scritto.
    molti dei compagni e delle compagne che oggi vengono etichettati|e come stalinisti|e,omofobi|e,estremisti|e,identitari|e,sono quegli stessi compagni|e che hanno violato le zone rosse,che hanno manifestato contro la guerra ,davanti ai cpt,che hanno vissuto con angoscia l’allontanamento
    ( meglio definita come espulsione) del compagno Turigliatto ,che ha ccompiuto un gesto che rappresentava in quel momento la maggioranza dei compagni e delle compagne del partito e del movimento per la pace.
    Quegli stessi compagni e quelle stesse compagne che sui territori hanno rotto lo schema dei governi a tutti i costi compiendo atti di rottura e che sono stati prontamente normalizzati dal Giordano di turno .
    Quei compagni e quelle compagne che hanno pensato davvero alla rifondazione di un pensiero comunista ,parole inscindibili tra loro e che troppo spesso hanno tirato invece la volata per dirigenti troppo attenti ai palazzi del potere.
    Dalla contestazione dei palazzi siamo passati all’entrata nei palazzi e ci siamo accomodati senza imbarazzi sulle poltrone.
    detto questo pero’ dobbiamo evitare che nel partito diventino maggioritarie e maggioranza le tendenze identitarie ,quelle che prevedono l’unita’dei comunisti e la marginalizzazione delle esperienze di movimento come unica e possibile via di salvezza.
    evitare cioe’di percorrere una strada ,seppure accompagnati dalla falce e dal martello ,esattamente speculare a quella strada indicata dai vendoliani.
    le elezioni prossime saranno una tappa importante e decisiva per stabilire e definire un percorso autonomo del prc ,per disegnare un programma alternativo al pd e per ri-diventare un contenitore in grado di tenere insieme esperienze diverse.
    mi pare invece che una parte del partito ,forse la maggioranza della maggioranza ,ritenga inevitabile un accordo col pd.
    se cosi’fosse e se il partito a livello nazionale non fosse in grado di prendere una posizione certa e univoca credo che perderemmo tanti altri compagni ,che credono davvero nella possibilita’di costruire il partito sociale ,partendo in basso a sinistra ,e dalla opposizione.

  24. Bucharin77 Says:

    Caro Antonio Insalato quale parte della maggioranza vuole un accordo con il Pd? A me non sembra, sembra piuttosto che le posizioni del partito sul PD si siano radicalizzate, non ultima ragione questa della scissione degli ingraian-riformisti dal partito

  25. infatti bucharin, me lo stavo chiedendo anch’io chi sono questi della maggioranza della maggioranza che vogliono l’accordo con il pd.
    mah!

  26. Beh, ad esempio a Bologna si tratta di larga parte dell’area di Essere Comunisti, di larga parte dell’ex moz.3, di alcuni che dicono di far riferimento a Ferrero, oltre ovviamente ai vendoliani.
    Evidentemente il governismo è una cosa più diffusa di quel che si pensa.
    Saluti e libertà.
    Ale B.

  27. Non riesco a spiegarmi quest’ansia di andare “oltre rifondazione” (alla Polito, Oltre il socialismo), in particolare proprio ora, quando le idee di rifondazione risultano vincenti (come dimostra l’attuale crisi strutturale economica). L’esito elettorale disastroso di aprile si spiega anche attraverso una gestione del partito verticista e schizzofrenica. Quelli che oggi promuovono una scissione nevrotica – cioè senza fondamento politico con la realtà – , hanno inviato un messaggio contraddittorio agli elettori: votate per noi, ma sappiate che bisogna andare oltre noi perché noi non siamo necessari! Anche per questo era importante liberarsi da un provocatore sterile come Sansonetti. Per essere chiari: il posto di direttore di Liberazione non è a vita, ma ha un vincolo politico e il giornale è del partito e non è un quotidiano come gli altri. Anche, perché, se fosse stato come un qualunque quotidiano, il direttore sarebbe stato licenziato molto prima di oggi a causa del crollo clamoroso delle vendite.
    Nessun partito può permettersi di essere “liquido”, come dimostra lo sfacelo veltroniano del Pd, tantomeno uno di stampo comunista. La china che il Prc aveva assunto era proprio quella veltroniana: l’immagine avulsa dalla sostanza. Sansonetti è stato esattamente l’interprete di questa linea leggera, vaga, vacua. Gli elettori hanno capito, e hanno agito razionalmente: non hanno votato per lo sfacelo. Così come i delegati che hanno votato a maggioranza la prima mozione quando è stata chiara la linea della seconda: distruggere Rifondazione. Così ha vinto Ferrero. Perché non si può chiedere a nessuno di suicidarsi, si può cercare di plagiarlo (e io penso che ci sia stato anche questo: il continuo richiamo allo stile, allo charme, cos’altro è stato se non un tentativo martellante di rendere timorosi e succubi i compagni?), ma il suicidio è un atto volontario. E i delegati hanno risposto viva il partito. Così come oggi, alla scissione, non risponderà il popolo di Rifondazione,ma il parte del suo ceto politico. Se si continuerà con la chiarezza (l’onestà e l’umiltà come dice Mantovani) arriveranno anche i risultati elettorali e, speriamo, anche quelli politici perché la situazione sociale è disastrosa.

  28. antonio insalato Says:

    provate a chiedere al compagno Grassi e ai suoi referenti sul territorio.
    Venerdi ,sabato e domenica,si e’ tenuto a Riccione un seminario organizzato da Esserte Comunisti e sabato il compagno Simone Oggionni ,affrontando il tema che riguarda il rapporto tra i Giovani Comunisti e il movimento ,ha affermato come premessa ,che lui era d’accordo con l’articolo scritto da Burgio e Grassi sul Manifesto,dopo la prima giornata di manifestazione a Genova (il corteo dei migranti per intenderci e per chi c’era) nel 2001.
    In quell’articolo si criticava la linea del prc sulla necessita’ di investire sui movimenti.
    E quell’articolo si e’poi dimostrato sbagliato politicamente e antistorico

  29. alessandro il governismo è diffuso e lo sappiamo, ma non è di un’area, dài. sono personaggi facenti parte di un’area. è una cosa diversa dal dire che ci sono dirigenti della maggioranza che vogliono l’accordo col pd.

  30. Bucharin77 Says:

    stavo parlando della linea del partito a livello nazionale, a livello locale conosco l’atteggiamento di Essere comunisti. Sulla questione del rapporto con i movimenti secondo me bisognerebbe porre tutta la faccenda su un altro piano. La posizione di Essere comunisti per come la lessi io allora non era, per intenderci, “anti-movimento” come quella di un Cossutta. Era, che la si accetti o no, critica di una certa impostazione del partito nei confronti di esso. Per favore, soprattutto adesso non costruiamo un dibattito macchiettistico in cui da una parte ci sono quelli che sono “contro” il movimento e dall’altra quelli che sono a “favore”.

  31. Compagno insalato l’articolo di Burgio del luglio 2001 non diceva ciò che dici tu………il partito ha investito sui movimenti? Guarda che nel 2004 già si parlava di governo con Prodi….Semmai si è dimostrato che non vi era nessuna intenzione di investire REALMENTE in quei movimenti…..

  32. la linea nazionale è chiara.
    e su quella si deve lavorare. se a livello territoriale ci si dovrà scontrare, ci si scontrerà (nei limiti del rispetto e della dialettica si intende). ma davvero, in questo momento non costruiamo dibattiti sterili e dannosi

  33. Scusate, ma decidere di investire nell’alleanza con il PD (ricordate le elezioni di giugno?) invece che sulla costruzione del partito sociale è cosa poco importante?
    Ale B.

  34. Bucharin77 Says:

    è una cosa importante, sono d’accordo con te Ale B.. Ma a livello nazionale Grassi sta sostenendo la linea di Chianciano, non mi pare che vi siano tentennamenti, come invece mi pare purtroppo che vi siano stati al congresso

  35. ale tutto è importante. non ultimo il congresso siciliano dove si è visto cosa è successo. ma questo non deve inficiare la linea nazionale che è chiara. si deve lavorare con caparbietà e pazienza

  36. Ore 12.40 è in corso il sit in degli scissionisti (Vendoliani) sotto la direzione nazionale del Prc, circa 60 persone con in testa Franco Giordano, Gennaro Migliore e Alfonso Gianni. Oggi pomeriggio alle 15 inizierà infatti la riunione della direzione per sostituire il direttore di Liberazione Sansonetti. I Vendoliani assicurano che usciranno dal partito un minuto dopo la destituzione di Sansonetti. Si prevede un intervento di Nichi Vendola. Alcuni funzionari dell’area di Vendola stanno già contrattando il proprio licenziamento e la propria liquidazione da Rifondazione Comunista.

    gratta gratta alla fine è sempre questione di soldi…………..

  37. andrea quella questione è all’inizio, non alla fine…

  38. Ho letto su internet la dolente ultima Liberazione di Sansonetti. Una cosa assolutamente ridicola e fuori luogo. Una specie di maldestro tentativo di farsi martiti della libertà di stampa, ultime vittime dello stalinismo, portatori inascoltati di una sinistra libertaria, oppressa da un partito grigio, burocratico e repressivo. Per giunta omofobo. Ma chi? La compagnia bertinottiana? I berty boys ex-giovani comunisti? I grandi strateghi alla G.Migliore? Ma veramente fanno? Io mi chiedo solo se un partito guidato da Niki Vendola avrebbe mai tollerato una Liberazione diretta da uno della eventuale minoranza. Non credo proprio sarebbe mai avvenuto e non lo dico per ipotesi, ma perchè quando gli è toccato di espellere, mettere in riga e farsi giudici non hanno mai esitato nel farlo. Non so se ricordate un certo F.Turigliatto. Mi stupiscono, in fondo, solo due cose. La prima è che noi lettori dovremmo credere a questa pantomima del direttore libertario silurato dai cattivi. La seconda è che vecchi compagni esterni al Prc come Bifo e Scalzone possano partecipare a questa farsa nel ruolo degli indipendenti ospitati grazie al giornale antistalinista come loro. Comunque questa storia finirà per dare una ragione pubblicitaria in più alla scissione vendoliana. Nientedimeno.

  39. Sì ma se guardi il blog del manifesto sono quasi tutti pro-ferrero.
    in ogni caso dobbiamo farci forti, abbiamo dalla nostra la ragione.
    ho appena letto la lettera di travaglio sulla palestina.
    che dire? sconvolgente, ultrafilosionista.
    di pietro, travaglio… ora più che mai c’è bisogno di noi!

    http://sitoaurora.splinder.com/post/19530001/Israele+e+Travaglio

  40. Luca Marini Says:

    Molti dei post sono assai condivisibili, sul PD è vero la linea del partito è inequivocabile ma poi l’alternativa al PD va portata avanti nei fatti, il punto è che uno dei nodi da risolvere è un certo localismo che spesso viene sfruttato al fine di rafforzare le posizioni di questo o quell’assessore o di questo o quel segretario. Occorre che i compagni iscritti nei vari circoli richiedano con forza un maggior coinvolgimento nelle decisioni e che non diventino macchine utilizzate solo per organizzare iniziative e feste che comunque rimangono momenti imporatantissimi di partecipazione. Nei vari circoli e nelle varie federazioni si è fatta strada l’idea che c’è una forza militante che lavora e che viene coinvolta soprattutto per le campagne elettorali e una cerchia ristretta che ha in sè le doti innate del dirigente politico e del candidto buono per tutte le stagioni.
    Questa tipologia di struttura di partito è quella del PD e noi dovremo essere alternativi anche in questo. Occorre a mio modo di vedere costruire modalità che vadano verso un maggior coinvolgimento e partecipazione di tutti, occorre ad esempio prevedere una rotazione degli incarichi sia negli organi decisionali del partito sia nelle istituzioni ed occorre privilegiare i momenti di formazione su svariate questioni.

  41. […] di dissenso quando cacciarono Turigliatto? e quando esclusero dalle liste Ferrando ? ha ragione Ramòn ha ragione a indignarsi/incazzarsi per […]

  42. ned ludd'75 Says:

    da domani si potrà tornare in edicola. Ciao Piero, buona fortuna

  43. Il divorzio è consumato. Anche ufficialmente. Per la scissione vera e propria, intesa come l’uscita dal partito, bisognerà aspettare l’assemblea del 24 gennaio a Chianciano, quando l’area politico-culturale Rifondazione per la sinistra si riunirà per decidere le modalità con cui abbandonare la formazione comunista. Oggi, in occasione della Direzione con cui la segreteria di Ferrero ha chiesto la sfiducia del direttore di Liberazione Sansonetti, gli ex bertinottiani hanno infatti ratificato le loro dimissioni dall’organo dirigente.

    Lasciano in 25 su 28, tre invece restano. Rocchi, Comodi e Rinaldi, pur criticando la maggioranza e la scelta di azzerare il vertice giornalistico che guida il quotidiano, scelgono di continuare a sedere nel parlamentino comunista, gli altri, tra cui Migliore, Vendola, Giordano, lo abbandonano perché, come ricordato dall’ex capogruppo alla Camera, “non ci sentiamo più dirigenti di questo partito”. Una notizia nota, annunciata da giorni dall’ex segretario, che anche sta mattina faceva sapere come con quella che la sua componente definisce un’ epurazione, “si chiude un capitolo importante nella vita del giornale e nelle modalità di vita del partito”.

    ERA ORA!!!ERA ORA!!!ERA ORA!!!ERA ORA!!!!ERA ORA!!!

  44. lucaocchionero Says:

    Epurazione?? Ci vuole coraggio!!! Turigliatto adesso puoi tornare!!! Continuo a vantarmi di aver votato contro l’epulsione di Turigliatto nel mio CPF, mentre altri si leccavano i baffi. Altri che adesso strepitano e parlano di epurazione. Per piacere, per piacere: la politica non è una commedia dove si scambiano i ruoli!

  45. dopo il de profundis di wilde, adesso aspettiamo una requiem sul riformista.
    chi di questi 25 eroi scriverà la lacrimosa?

  46. Siamo finalmente liberi,i vendoliani erano una palla al piede,speriamo si possa istaurare un dialogo con la parte anti-scissionista rimasta!!!

  47. lucaocchionero Says:

    Si deve instaurare un dialogo. Chi rimane, non ci rimane per caso. Di certo non rimane per superare il PRC. Con questo presupposto le differenze si affievoliscono notevolmente

  48. non capisco perché Acerbo e Russo Spena si siano astenuti.

  49. revolution88 Says:

    vedo che hai idea molto buone se posso permettermi di darti del tu spero che quando lggerai questo commento deciderai di visitare il mio blog che ci sono un paio d’articoli che penso che ti possano interessare vedi tu un saluto by revolution88

  50. Non mi sento liberato dai vendolesi. Penso solo che, da Liberazione, se ne sono andati nello stesso modo in cui erano arrivati, con quell’altera arroganza gruppettara e un po’ teppista di chi ritiene di essere dalla parte della ragione per diritto castale, tipico delle persone che non hanno mai dubbi perché hanno vissuto protetti dalla realtà. Puer aeterni, fanciulli per sempre, andranno ora a “rifondare” la sinistra, a segnare con la penna blu gli errori altrui, a raddrizzare gli steli di grano, a pettinare le bambole. Veltroni segnatamente ringrazia per il contributo.

  51. Leggo una notizia di agenzia totalmente distorta. Il nome del vicedirettore responsabile di Liberazione sarà comunicato nella giornata di domani al cdr e agli organi ufficiali del sindacato e dell’ordine dei giornalisti. Com’è stabilito dalle leggi dello Stato, per le 48 ore che intercorreranno tra le comunicazioni dell’editore (Mcr edizioni) al cdr di Liberazione e agli organi del sindacato e dell’ordine, sarà l’attuale direttore, ancora in carica, Piero Sansonetti a firmare il giornale. Nessuna retromarcia nè errore, dunque, ma solo l’applicazione delle leggi dello Stato in materia di giornali politici. Con la disinformazione profusa a piene mani sarebbe ora di smetterla.
    Paolo Ferrero

  52. per fortuna oggi e domani fanno sciopero così ci risparmiamo il Sansonetti pensiero. “L’abbiamo fatto strano”: questa sì è un’eredità su cui riflettere, un messaggio per il terzo millennio, una bandiera in nome delle quali combattere e promuovere scissioni!
    Prima o poi sarebbe successo. Adesso depurimoci dei bassolinismi e ricominciamo ad aggregare i compagni veri.

  53. Anassimandro Says:

    La politica,quella parziale e provinciale d’italia,e specialmente essa,di fronte all’esplosione della matrice economica del secolo scorso,quella che per comodità chiamiamo globalizzazione, si ripensa, non senza aree critche(quello che accade nel pd e in prc ne è l’esempio), e prova,ha il dovere di provarci, a trovare un argine nei confronti di una situazione per lei inedita e complessa.intuizioni negli anni scorsi sono venute dalla lega,cacciari,chiamparino,lo stesso bertinotti nelle sue 15 tesi,propongono,nella sostanza,un federalismo della politica.si fa strada l’ipotesi che la risposta alla crisi della rappresentanza,intesa in tutti i suoi livelli,si risolva facendo diventare sempre di più la politica una questione di area geografica,di territorio,ed ancora urbana e metropolitana.è questo lo scenario,poi possiamo discuterne.
    per dire dunque che non abbandonerò rifondazione, non sono antiscissionista,ed in termini di opportunità ciò che non mi interessa di questo partito(cioè quasi tutto)rimarrà in un punto che non potrà mai intralciare i nostri piani,e cioè il prc rimarrà,per noi,ben al di la del rubicone.
    posizione molto onesta,almeno sapete con quale altro tipo di minoranza(maggioranza in vastissime zone del paese)dovrete rapportarvi.

  54. “l’abbiamo fatto strano”… questa è proprio espressione del “sansonetti pensiero”. in un numero de IL MALE del 1978 (che riproduceva per cazzeggio un falso numero de l’Unità) in ultima pagina c’era un articolo a firma Piero Sansonetti (e Giorgio Frasca Polara) dal titolo

    IL LENINISMO E’ SOLO PENETRAZIONE

    ovviamente l’articolo non era di belli capelli ma aver deciso di attribuirlo a lui vuol dire che già nel 78 la tendenza del “sansonetti pensiero” doveva esser nota.

  55. quindi i presocratici rimangono…

  56. anassimandro non ho capito una mazza della tua posizione. forse sono un po’ tarda. “non abbandonerò rifondazione”, “non sono antiscissionista”. Boh.
    come leggevo su un blog, non l’avete fatto strano, l’avete fatto male.
    passato lo choc iniziale comincio a sentirmi serena. dobbiamo riaggregare i compagni fuori.

  57. anassimandro rimane in rifondazione per continuare a lavorare per la sua dissoluzione. non ce la farete anassimandro. onestà per onestà, sono onesta anch’io.

  58. Bucharin77 Says:

    Il manifesto titola che Rifondazione si scinde, non che c’è una scissione da parte di alcuni, bravi continuate così, poi vengono pure a chiedere i soldi….

  59. Bucharin77 Says:

    Ah sacha e adesso un saltino in una sezione di Rif si può pure fare o no? sono tre mesi che vivi pensando alla defenestrazione di Sansone, t’abbiamo accontentato

  60. Anassimandro Says:

    Cara Sacha,
    mi sembra scontato che sia ,come dite voi,un vendolese,almeno così non potrò essere scambiato per valdese.e che stante così la questione,e cioè essere iscritto in una zona che è una enclave vendolese,di quello che viene deciso a roma ci può fregar di meno.quindi uscire da rifo ora è antiopportuno,ma non per le ragioni che sotengono i compagni antiscissionisti,posizione legittima ma che non ci appartiene.e siccome la politica verrà fatta sempre di più in ambienti strettamente territoriali,abbiamo già fatto quasi un quarto del percorso.
    leggo l’ansa che mi informa della nuova legge elettorale,che dire dunque miei cari dove verranno discusse queste future canditature a roma o nei territori?e non si dovrà far cartello che non è altro che il sequel di sinistra arcobaleno?

  61. Anassimandro Says:

    No Maria sbagli,
    è vero proprio il contrario:il contenitore c’è(il partito-mezzo)sarebbe improduttivo non usarlo.

  62. no ti sbagli tu.
    la direzione nazionale ha deciso per le liste al di sopra dei 15.000 abitanti. anche io sono in terra vendolese ma ti garantisco che non me ne può fregare di meno. il partito è di tutti. e se vale per voi con l’autoomia territoriale, vale per noi con le direttive nazionali.
    alla resa dei conti delle liste vedremo cosa succederà. o vi unite alla scissione ora o lo farete dopo.
    rifondazione non si tocca!

  63. Anassimandro Says:

    Scommetiamo allora chi sarà il capolista alle europee della tua circoscrizione?

  64. Anassimandro Says:

    E’ interessante!Non esistono più gli stati nazionali,ma come direbbero quelli del manifesto solo l’antieuropa delle monete, e si invoca il potere taumaturgico della “direzione nazionale”,e perchè non quello della se?

  65. anassimandro io non invoco nessun potere taumaturgo. tant’è che la vostra è solo autoreferenzialità che inizia a disgustare anche i compagni che hanno votato la 2 nei territori vendolesi. tant’è che abbianmo raccolto e continueremo a farlo, adesioni dei militanti di base che non intendono seguire nè gli scissionisti nè i disobbedienti che rimangono all’interno. ondepercui, se togli i compagni che hanno votato in buona fede la 2 e i cammelli, mi dici chi siete? mi dici, oltre a chi siete se non i soliti quattro autoreferenziali che complottano liste elettorali con gli amici degli amici, mi dici soprattutto QUANTI siete?

  66. andrea c76 Says:

    sono un compagno di firenze, iscritto al prc dal 96 al 98, con la sfortuna di aver militato in quegli anni a mantova, dove il partito era nelle amni degli allora riformisti poi confluiti nei DS e PDCI.
    dopo più di 10 anni sto pensando di reiscrivermi, ma prima vorrei capire meglio com’è la situazione a firenze, dato che mi pare la federazione sia messa non bene sul piano militanza, anche se con la fuoriuscita dei vendoliani dal partito si aprono spazi nuovi. sono venuto a roma ad ottobre in pulmann da Firenze, ma non ho conosciuto i compagni-e, sabato ero in piazza qui a Frenze per la manif pro-palestina, dove sono i compagni di prc???

    in 5 anni di miltanza qui a Firenze ho conosciuto pochi compagni del prc, premetto che sono di area comunista libertaria -vicino a cià che resta del Movimento Antagonista e dell’autonomia.

    seguo di tanto in tanto questo blog dai tempi del congresso di Chianciano, e faccio i complimenti per le buone discussioni che a volte s’aprono. A Chianciano ho sperato tanto nella sconfitta di Vendola e di tutti i riformisti del partito, cosa avvenuta e che oggi viene al pettine. Sono contento della fine di Liberazione con Sansonetti, pessimo giornalista e pessima persona, a giudicare le sue ultime mosse.

    Spero in prc si apra una nuova fase, per davvero, con un riotrno autentico a posizioni radicali, rivoluzionarie. Ferrero non è un rivoluzionario, ma un onesto compagno che, a differenza di Berty, non gioca a fare il personaggio, e che stimo a livello etico. C’è bisogno, per ritornare ad essere un partito che serve a qualcosa, di tornare veramente a lavorare sui territori e fra la gente, ad essere un progetto di liberazione quotidiano, aldilà delle scadenze elettorali e delle istituzioni!!!

    se troverò queste condizioni di base a Firenze, mi iscriverò, voi che dite, ho visto che ci sono compagni-e toscani sul blog, mi dite com’è la situazione?
    grazie, andrea firenze

  67. Caro Andrea non è importante quanti siete è importante che ci siano iscritti(ti puoi iscrivere anche on-line andando su rifondazione.it)per dimostrare agli scissionisti(saranno pochi vedrete,vi spiegherò il perchè quando avrò raccolto un pò di informazioni)che il PRC esiste e che la gente si vuole rendere utile per la nostra difficile impresa.
    Andrea ben ritornato a casa!!!
    Auguri e buon lavoro!!!

  68. caro andrea di firenze, spero che qualche compagna/o di firenze possa darti le delucidazioni che chiedi qui sul blog. da parte mia posso dirti che ha ragione pufforosso. non è importante quanti si è. noi qui siamo solo tre, ma quello che stiamo facendo vale per trecentotrentatrè. quello che stiamo faqcendo non è altro che ascoltare gli umori della base (vendoliana) e andare avanti. e ti garantisco che anche se la strada è difficile, soprattutto per il terrore dei risultati elettorali e timori reverenaziali che si trascinano da anni, si sta facendo un gran bel lavoro. bisogna crederci. tutto qui. se tu ci credi non è im portante in quanti siete o se ci sono le condizioni adatte che vorresti tu. se ci credi le condizioni le crei.
    in bocca al lupo e bentornato!

    ps.
    anassimandro quando ti riconnetti aspetto tua risposta. saluti.

  69. Anassimandro Says:

    e ti pare che dopo mesi e mesi passati a dire peste e corna di apparati,ceto,autoreferenzialità,cammelli e dromedari uno vada a percorrere una china così scontata?ti prego!
    Ti sta sfuggendo la verità di quello che ti dico,e lo ripeto:non c’è più nessun vincolo “NAZIONALE” che possa,finalmente, far passare decisioni,assunte altrove,da chi è “ESTRANEO”,sulla pelle dei territori e dei compagni.
    Ricordi una delle querelle che hanno animato il gossip congressuale in merito ad una presunta presenza “razzista” nelle fila di prc?
    Ecco per comodità dico che quell’onda è stata ed è tuttora cavalcata.
    Quanti siamo?
    E’ ancora presto per quantizzare,ma ti assicuro che si fanno assemblee in circoli con almeno 100 iscritti(molti dei quali portati dai cammelli giusto per smentire il fatto che erano iscrizioni pro tempore)e che riguardano pezzi di territorio che davvero eleggono.
    Orbene,siccome tra noi possiamo dircelo,che questo partito,al di la delle buone intenzioni dei singoli che provano a far vivere il dettato congressuale,tutto il resto si muove solo ed esclusivamente attorno a fatti elettorali.
    C’è da sistemare ancora faccende con l’allora ministro Ferrero,e con buona parte di quella compagine istituzionale,e su questo spezzo una lancia a tuo favore,che era ampiamente rappresentata dalle attuali minoranze e maggioranze.
    Avere spregio per i territori è un macroscopico errore politico,che di qui a tra poco bisognerà pagare.

  70. va bene anassimandro. come vuoi. quando vi contate poi me lo dici. ora vado.
    besos

  71. Anassimandro Says:

    ad occhio e croce già 2000.

  72. puffo. rivolgiti ai compagni della mozione 1 del federale.

  73. no giovanni non ti sbagli. e “rifondazione fu vinta e vincerà” è la parafrasi della versione del testo del canto dell’internazionale scritto da franco fortini nel 1968. fortini ebbe l’intuizione di concludere il canto così:
    questo pugno che sale
    questo canto che va
    è l’internazionale
    un’altra umanità

    questa lotta che uguale
    l’uomo all’uomo farà
    è l’internazionale
    fu vinta e vincerà.

    nel 68!

    visionario e poeta e comunista libertario.

    un abbraccio

  74. caro bruno canu, sono totalmente d’accordo.
    sulla proprietà del giornale esamineremo le offerte di ingresso nella società.
    le valuteremo in base a precise condizioni. in ogni caso non metteremo in discussione la natura di partito del quotidiano e il nostro progetto editoriale.
    un abbraccio

  75. siamo d’accordo quasi su tutto antonio insalato.
    la questione però non è accordo o meno col PD. si può essere subalterni anche qualificando se stessi solo con il non accordo col pd.
    il problema è far vivere il proprio progetto. realizzarlo.
    un abbraccio

  76. andrea c76 Says:

    anche se non ho ancora preso la decisione, credo mi iscrirrò al PRC, dopo dodici anni è tornato il momento, proprio ora che da una parte il prc rischia grosso e che c’è tutto da ricostruire.

    la cosa più importante è fare in modo che, con la massima chiarezza, il partito torni ad essere uno strumento di lotta, di opposizione e di costruzione, giorno per giorno, di un progetto alternativo al capitalismo assassino.
    è ora, ora o mai più, di fronte ad una tale crisi sistemica, o ci si rimbocca le maniche praticamente o si scompare…

    so di non essere solo ad essere contento se questa svolta ci sarà, ma occhio che tanta gente di sinistra sta definitivamente peredendo speranza e coraggio, sta a noi ricostruire la fiducia. io stesso nei momenti più filo-governativi del PRC mi sono astenuto, spero che la svolta a questo giro sia profonda e sincera, che il partito sia ripulito dai carrieristi e torni ad essere un’organizzazione al servizio delle classi sfruttate e delle minoranze

    finisco dicendo, ai compagni toscani e fiorentini, se possono segnalarmi chi contattare in federazione per parlare della situazione.

  77. eh no anassimandro. che ti piaccia o meno il prc non è una federazione di partiti locali. non esiste e non sarà permesso che in un comune ci sia una lista di sinistra per un nuovo partito, in un altro una lista comunista e in un terzo una lista del prc. può non piacerti ma è così. del resto è sempre stato così. infatti quando ci fu la indimenticabile lista sinistra arcobaleno il cpn decise (con il mio ed altri voti contrari) che nei comuni dove si votava contestualmente alle elezioni politiche ci sarebbe stata la lista sinistra arcobaleno e ai circoli che volevano, invece, presentare la lista del partito fu impedito. ma ora la decisione è diversa e sarà fatta rispettare come allora.
    chiaro!

  78. Caio Andrea,
    non so come è la situazione a firenze nello specifico, ma ti consiglio di parlare con il segretario di federazione, i contatti li trovi sul sito della federazione:
    http://www.prcfirenze.org/index.php?option=com_content&view=article&id=46&Itemid=55

    un abbraccio
    Laura

  79. anassimandro chi sarebbero questi 2000? sempre voi e gli amici degli amici, suppongo (cioè i cammelli elegibili nelle circoscrizioni che hanno fatto la tessera per questo). ma siamo seri, suvvia! 2000 significa 2000 voti certi più qualcuno affiliato. punto. non significa niente di più perchè nei vostri 2000 nessuno si sporca le mani per lavorare per un progetto politico. questi 2000 stanno ad aspettare le mosse elettoralistiche sempre dei soliti noti. punto. siamo a livello di strategia del pd. testa forte e base debole (se non nulla). è questo che auguri al futuro di rifondazione? una massa decelebrata (con rispetto parlando) che delega in bianco i soliti che voglion solo andare a riprendersi le poltrone?
    mi deludi anassimandro.

  80. Ho letto l’articolo di Mantovani e gli oltre 70 commenti di questo articolo.
    Sono esterrefatto. Dal linguaggio, dal livore, dall’astio, dalla cecità.
    Me ne dispiaccio, ma vivo a Milano, in terra ferreriana, come dite voi, e ho vissuto mesi di questo clima, di cui Ramon è stato splendido protagonista.
    Io non so ancora cosa succederà, ma non so neanche cosa farò io. Con tutta probabilità andrò ad infoltire la schiera di coloro che non fanno nulla, si grattano la pancia e bestemmiano davanti ai telegiornali. Sono stanco di spendere il mio tempo e le mie energie in un progetto “da fornaio illegale” o di discutere di “risparmio proletario” e “muri di berlino” e “schindler cosa farebbe oggi?”.
    Rifondazione ha smarrito i contenuti. Ha smarrito quella spinta propulsiva che aveva nelle innovazioni (dei contenuti, non solo delle pratiche). Oggi, il mondo del lavoro, Rifondazione lo affronta come nel 60. Non ha neanche più il coraggio, come fece Alfonso Gianni qualche mese fa, di aprire la discussione sulla centralità del lavoro – superamento del lavoro. Io trovo che rimodulare il proprio essere di sinistra passi per i contenuti.
    Rifondazione oggi dice contro il carovita: Abbassare i prezzi e fare i gap. Ma lo sanno tutti che abbassare i prezzi è impossibile e deleterio. Lo sa chiunque si sia occupato anche per un solo giorno di economia. E i gap? E’ una proposta ridicola. Divertente, utile a conoscere qualcuno, ma oltre questo? Se non si sa cosa dire, si sparano cazzate, temo.
    Insomma, Rifondazione muore perchè agli occhi del mondo non esiste più e al suo interno non riesce più ad avere contenuti convincenti.
    Però su una cosa mi avete convinto: siete più comunisti di me. Ce l’avete più duro, il vostro comunismo. Io però con tutta probabilità me ne andrò, e mi spiace solo che molti, come anche hanno scritto su questo blog, rispondano “era ora”. Speriamo solo che riusciate a rimpiazzare quel migliaio di militanti che hanno dedicato tanti anni di vita a questo progetto e che ora se ne andranno, con altrettanto nuove leve, volonterose di essere più militanti e comuniste di prima, in modo che potrete reinventarvi la costruzione di un partito sociale (buona fortuna, velleitari utopisti).

  81. come aveva ragione Giorgio Bocca….questo è il paese degli “attendisti”, che non riescono a perdonare chi si schiera e fa qualcosa.

  82. scusa ma sono estrefatta io davanti a certe sparate. si parla di livore. ma voi vi guardate allo specchio ogni tanto o no? “progetto di fornaio illegale” ecc ecc. rifondazione non ha più nulla da dire??

    E DITELA VOI QUALCOSA!!! MA DI SENSATO PERO’!!!

    c’è un’analisi su come superare la crisi nel progetto di rifondazione, che tu non conosci, visto che dici queste cose e ti fermi ai fornai illegali per denigrare l’azione specifica che non è certo risolutiva del problema e nemmeno centrale al problema. ma a voi non interessa discutere. c’è stata una proposta di gestione unitaria e l’avete spedita al mittente. e comtinuate con questi toni dall’alto di un piedistallo. quali sono le VOSTRE IDEE???? quali sono le vostre soluzioni??
    visto che noi spariamo cazzate perchè non ci illuminate voi?

  83. Bucharin77 Says:

    noi facciamo schifo non c’è dubbio caro Confa, però vorrei capire, che cosa ha detto di teoricamente decisivo Alfonso Gianni sulla “centralità del lavoro -superamento del lavoro”, come dici tu? Sai, noi facciamo schifo, ma almeno sappiamo riconoscere quando si scopiazza Toni Negri e si fornisce una interpretazione sballata dei Grundrisse di Marx

  84. Caro Bucharin77,
    io che vengo da PotOp e dall’autonomia e sono di matrice negriana aggiungo “si scopiazza MALE Toni Negri e si fornisce……….”. Che dire di un Gianni che in un articolo su Liberazione arriva a sostenere che nessun gruppo della sinistra extra dei ’70 parlava esplicitamente di comunismo se una delle nostre parole d’ordine di allora era “comunismo programma minimo”.
    Comunque, caro Confa, mi piacerebbe sapere in cosa sarebbe deleterio l’abbassamento dei prezzi e perchè sarebbe impossibile. Infine non credo che i GAS (che esistono da anni e sono in cresscita) saranno contenti del tuo giudizio sprezzante che dai sui gruppi d’acquisto.
    Poi, se vuoi, possiamo anche affrontare una bella discussione sulla nuova composizione di classe tecnica e politica, sul lavoro cognitivo e post-fordista, sul reddito sociale di cittadinanza e così via.
    A disposizione…………….
    Ale B.

    P.S.: una sola critica per le risposte. Proviamo a smettere di usare il Voi ed iniziamo ad usare il Tu. Se è Confa che scrive è a Confa che sirisponde non a tutt* quell* che hanno scelto la mozione 2.

  85. ale su ps hai ragione.
    mi scuso con confa per il “voi”.
    confa leggi il mio commento con il “tu”.

    ale hai ragione,però non è bello sentirsi chiamare stalinisti. ecchecavolo! ogni minima cosa : stalinisti. sono reduce fresca qui da queo tipo di attacchi. ecco perchè automaticamente mi parte il “voi”. comunque hai ragione. si parla con il “tu”.

  86. caro confa, che dirti?
    mi dispiace per te ma io, se permetti ragiono e non ho smarrito nulla.
    mica è colpa mia se siamo passati da “dire che comunismo e libertà non possono essere coniugate insieme è inaccettabile per motivi culturali oltre che politici” (bertinotti nel 2001) a il “comunismo è una parola indicibile” (bertinotti nel 2008 ) e a sansonetti che vorrebbe insegnare al mondo intero che la libertà è importante. mica è colpa mia se dal “fare società” che ha fatto guadagnare a bertinotti le critiche di rossanda ed altri per aver teorizzato il primato del sociele sulla politica siamo passati alle teorie (rispettabilissime ma che non condividevo ieri e non condivido oggi) ultrapoliticiste di tronti che ha sempre teorizzato il primato della politica. mica è colpa mia se siamo passati dalla critica del potere all’istituzionalismo più spinto. mica è colpa mia se dalla disubbedienza civile siamo passati alla nonviolenza ideologica e usata come un’arma impropria. mica è colpa mia se …. e potrei continuare.
    non dovrebbe essere difficile giudicare gli atti e gli scritti invece che le descrizioni caricaturali che ne fa la stampa italiana.
    ma so bene che parlo a vuoto. perché il male peggiore della sinistra, e della politica italiana tutta, è sragionare sulla base di pregiudizi.
    ciao

  87. ben detto alessandroB

  88. Compagno Confa quel “era ora” non era riferito ai militanti e a tutti coloro che si riconoscono in RPS.Ho scritto esplicitamente,puoi vedere,c’è bisogno,con chi resta,di aprire un vero confronto.Era ora,era riferito,anzi è riferito alle continue polemiche che i DIRIGENTI vendoliani hanno portato avanti:come si fa a difendere un direttore di giornale che ha portato un buco di quasi 4 milioni di euro?????
    Come si fa a difendere un direttore che ha portato il nostro giornale al dimezzamento delle vendite(si vendevano in media 11226 copie negli ultimi 4 anni 5021)?????

    Ti faccio un esempio tu hai un ristorante gestito da un esterno,nel tuo ristorante non va nessuno non penso che si lasceresti lo stesso gestore!!!

    Preferisco fermarmi potrei continuare…………..nelle polemiche sterili portate avanti dai compagni della minoranza!!!

    Io penso che tutto era un pretesto per far polemiche e per trovare quel cavillo che li facesse uscire dal partito con meno problemi possibili.
    Un fatto è certo se avessero vinto il congresso il PRC non c’era piu’,stava per essere sciolto in qualche “arcobaleno bonsai”

    PS:Stanno arrivando migliaia di adesioni al documento presentato da Rocchi,Caprili tutti compagni di base che non vogliono abbandonare il partito e che orgogliosamente faranno minoranza nel partito.
    Tutti noi vogliamo dialogare con loro per trovare una sintesi.

    ERA ORA ADESSO BASTA POLEMICHE MA INIZIAMO A FARE FATTI!!!
    W IL PRC W I COMUNISTI W IL PLURALISMO QUELLO VERO PERò!!!

    http://www.pufforosso.blogspot.com

  89. Comunicato della MRC SpA editrice del quotidiano Liberazione.

    Verificata l’indisponibilità di Piero Sansonetti a firmare Liberazione nelle prossime 48 ore ed essendo in attesa dell’insediamento del nuovo Direttore Dino Greco e del Vice Direttore Fulvio Fania, i cui nomi sono stati comunicati preventivamente al Cdr in data odierna, la MRC SpA non è in condizioni, a norma di legge, a dar corso alla pubblicazione della testata.
    Pertanto Liberazione non sarà in edicola nei giorni mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio.

    Ufficio stampa Prc

    Fino all’ultimo……ma che individuo sansonetti.

  90. “Per continuare il cammino di Rifondazione per la Sinistra”

    Sono tante le firme (raccolte tra esponenti della Direzione, del Cpn, dei territori) di dirigenti nazionali e locali del Prc, già sottoscrittori della II Mozione congressuale, che vogliono contrastare la scissione già decisa da una parte dell’area “Rifondazione per la Sinistra” (Vendola).
    Tra queste si segnalano quelle di Milziade Caprili, già vicepresidente del Senato, Ezio Locatelli (ex deputato e segretario della Federazione di Bergamo), l’ex deputata Marilde Provera, Rosario Rappa (segretario uscente del Prc Sicilia), Rosa Rinaldi (già sottosegretario al Lavoro e membro della Direzione), Augusto Rocchi (membro della Direzione ed ex deputato), Gianluca Schiavon (membro della Commissione nazionale di Garanzia), Raffaele Tecce (già senatore e responsabile Enti Locali del Prc), Tommaso Sodano (già presidente della commissione Ambiente del Senato e responsabile Ambiente del Prc), Sandro Valentini (membro del Cpn), Piero Manni (consigliere regionale della Puglia), Luciano Mulbauher (consigliere regionale della Lombardia), Bernardo Tuccilo (assessore provinciale a Napoli), e altre, oltre che quelle degli interi gruppi dirigenti di Sardegna e Calabria.

    Nell’appello si legge: “Siamo compagne compagni che, nel congresso di Rifondazione comunista, hanno sostenuto la mozione e siamo tuttora convinti che le ragioni di fondo di quella battaglia politica siano più che mai valide”. Anzi, la validità della mozione, secondo i firmatari, viene confermata dalle grandi novità intervenute dal Congresso di Chianciano ad oggi: la crisi economica e finanziaria e la ripresa di grandi movimenti di lotta, ma anche la profonda crisi in cui versa il PD.

    Nello specifico, i firmatari non rinunciano all’obiettivo politico di costruire “un nuovo soggetto politico, unitario e plurale della sinistra. Ma questo lavoro deve ripartire dal cuore della crisi della sinistra, cioè dal suo insediamento sociale e territoriale e dal suo essere in sintonia con i bisogni materiali, le attese e le speranze delle persone e non certo il prodotto di qualche escamotage politi cista e centralista, che peraltro era già fallito con la Sinistra Arcobaleno”.

    Per queste ragioni i firmatari dell’appello ritengono che “questo compito non lo possono assolvere in solitudine i comunisti e le comuniste, poiché si tratta di rielaborare ed intrecciare i nodi che, a partire dal conflitto capitale–lavoro, sappiano generare un progetto di società che costruisca una qualità della vita, una nuova dimensione della liberà e dei diritti, un nuovo rapporto con la natura e tra i generi”. L’obiettivo dei firmatari è di “contribuire a questo dibattito ed a far si che le differenze non portino a disperdere il patrimonio comune, ma a trovare nuove forme per continuare insieme la battaglia per la costruzione di un nuovo soggetto della sinistra italiana”. Eco perché, in coerenza con la battaglia congressuale di Chianciano della Mozione 2, intendono proseguire il loro “impegno politico in e da Rifondazione comunista”.

    Tra le numerose adesioni all’appello, si segnalano, in particolare, la presa di posizione dell’intero gruppo dirigente della Sardegna (dal segretario regionale, Michele Piras, a Luigi Cogodi, esponente della Direzione del Prc, da Luciano Uras, capogruppo alla Regione, a Romina Congera, assessore regionale) a quello della Calabria, (da Damiano Guagliardi, esponente della Direzione del Prc e assessore regionale, a Fernando Aiello, assessore provinciale di Cosenza e membro del Cpn, da Angelo Brocco a Rocco Tassone, a loro volta membri del Cpn).

    MA STA SCISSIONE CHI LA FA???
    SI STANNO SCIOGLIENDO COME NEVE AL SOLE!!!

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  91. pufforosso quest’ultimo che hai mandato non mi consola per nulla.esattamente il contrario. altro che scioglimento come neve al sole. fino all’ultimo…….come dice andrea….

  92. Ramon,
    perchè Liberazione non esce fino a Venerdì?

  93. nicola cesaria Says:

    Per Laura e tutti
    Comunicato della MRC SpA editrice del quotidiano Liberazione.
    Verificata l’indisponibilità di Piero Sansonetti a firmare Liberazione nelle prossime 48 ore ed essendo in attesa dell’insediamento del nuovo Direttore Dino Greco e del Vice Direttore Fulvio Fania, i cui nomi sono stati comunicati preventivamente al Cdr in data odierna, la MRC SpA non è in condizioni, a norma di legge, a dar corso alla pubblicazione della testata.
    Pertanto Liberazione non sarà in edicola nei giorni mercoledì 14 e giovedì 15 gennaio.

  94. grazie Nicola 😉

  95. grande nicola!
    era ora intervenissi!
    baci baci baci 🙂

  96. Compagnia Maria con questi compagni bisogna dialogare;non dobbiamo avere certo paura del pluralismo interno!!!
    Deve essere molto abile a rapportarsi il gruppo dirigente della maggioranza!!!
    Tra i firmatari c’è gente in gamba,Sodano in primis, che a differenza dei vari Giordano,Migliore,Gianni ecc. sono “la parte dialogante”per usare le parole di Grassi della minoranza………..che hanno accettato l’esito del congresso………

    Come vi avevo preannunciato la scissione la faranno in pochi veramente pochi pare che anche in Puglia,vera roccaforte di Vendola ci sono problemi seri……………..
    Spero che Ramon ci possa illuminare su cio che pensa………

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  97. perché devono intercorrere 48 ore fra la comunicazione della proprietà alla federazione della stampa sul nome del nuovo direttore e l’uscita del quotidiano con la nuova firma e sansonetti si è rifiutato di firmare il giornale per altri due giorni

  98. tenchiù…. 😉

  99. Mi ricordo di quando eravamo piccoli (8 – 9 anni) quando per fare un dispetto ad un amico che si era rifiutato di prestarci la bicicletta tentammo di bucargli le ruote……dato che sansonetti bambino non è ,dal buco di sansonetti fatto a Liberazione sono usciti 3 milioni di euro.

  100. Luca Marini Says:

    Ramon, una domanda: quali sono le motivazioni che hanno portato Franco Russo a votare contro e a presentare un altro documento e Acerbo e Russo Spena ad astenersi su entrambi i documenti dalla direzione

  101. Luca Marini Says:

    Acc, mi sono scordato un punto interrogativo!

  102. Luca Marini Says:

    Andrea c76, oh se non ti prendono a Firenze, vieni a Prato, anch’io nello specifico non so come sia messa la militanza fiorentina, ma di sicuro ci sono più militanti che a Prato dove siamo pochi pochi!.
    A sacha fai come Andrea e che aspetti!

  103. alessandro Says:

    Alla fine,con il pretesto di Liberazione e della rimozione di Sansonetti, una parte del nostro Partito ha deciso di andarsene.
    Ovviamente è stata una decisione meditata,annunciata,calcolata.
    Non nascerà nessuna “nuova” e “grande” sinistra da questa operazione, ma solo l’ennesimo partitino di ispirazione socialdemocratica pronto ad abbandonare ogni profilo di criticità in vista delle prossime alleanze elettorali con il PD della “compatibilità”,dei “vincoli di bilancio” e della fine della lotta di classe.
    Si faranno inglobare nella logica bipolare, assecondando la spasmodica voglia veltrusconiana di “normalizzare” il quadro politico; cari compagni, nessuna normalizzazione sarà mai compiutamente realizzabile fin quando esisterà Rifondazione, il linciaggio mediatico in atto ha questo scopo. A noi spetta l’arduo compito di fare politica alla luce del sole e a viso scoperto, penso che il cittadino della val di susa debba poter fare un collegamento diretto tra il no alla tav e Rifondazione,così come il cittadino siciliano deve poterlo fare tra Rifondazione e la lotta alla mafia e al consociativismo.
    Non sarà un nuovo direttore di Liberazione ad arginare la feroce campagna mediatica scatenata contro il Partito, ma piuttosto, la determinazione con cui i compagni nei vari territori sapranno coniugare le lotte con le proposte, e nei territori dove si governa, una coerenza reale e tangibile tra ciò che si dice e ciò che si fa.
    P.S.
    ogni scissione ha i suoi effetti collaterali, rapporti personali che inevitabilmente verranno meno, momenti di confronto e di scontro che non si ripeteranno…oggi è un giorno “triste” per me. E’ un giorno triste nella storia del prc.

  104. Militante Says:

    Una domanda al compagno roman e a tutti gli altri compagni di questo blog: secondo voi, la scissione del grosso della mozione 2 e la permanenza degli element “dialoganti” avrà conseguenze sull’equilibrio dell’attuale maggioranza (1,3,4)? mi spiego meglio: ci potrebbero essere rimpasti, cambiamenti della linea politica e uscite o estromissioni di parti della maggioranza? grazie in anticipo per le riposte che più che altro spero siano rassicurazioni.

  105. caro pufforosso, credo che qui nessuno abbia timore del dialogo. ecimancherebbe pure! il problema secondo me va affrontato sul campo di battaglia e non a livello teorico. hai ragione quando dici che anche in puglia ci sono problemi, infatti vi sono nomi rilevanti anche qui dei compagni che non escono (noi già ieri i nomi li conoscevamo). vedremo. l’importante è esser determinati con la linea uscirìta da chianciano. ben vengano i confronti dialettici, ma i punti di rifetrimento della linea di rifondazione sono pochi, chiari e netti e vanno rispettati. per quanto mi riguarda, il nome che fa riferimento al mio territorio mi fa ben sperare nel dialogo. e anche in un aiuto per l’appuntamento di giugno. lo dico perchè son certa.
    per il resto non saprei. è tutto da vedere

  106. Bucharin77 Says:

    quello che fa presente Militante è il mio grande timore: che si approfitti di questa nuova situazione per archiviare chianciano, la svolta a sinistra. Io sarei fermamente contrario

  107. Luca Marini Says:

    Militante come cambiamento della linea politica? ma no, saremo dei pazzi!

  108. Bucharin77 Says:

    luca, parliamoci chiaro, a qualcuno potrebbe venire in mente di usare i dialoganti al posto di Falce e Martello.

  109. Per la Puglia non parlo dei nomi noti,parlo di circoli e compagni di base………..
    In Calabria restano praticamente tutti……….
    In Campania, dalle notizie che ho io,sarà la regione più scissionista………
    Parlo di queste 3 regioni,perche’in quei territori Vendola prese quasi il 60% .
    Mi spiego meglio:il 60% dei voti presi dalla sua mozione si raggruppano in soli 3 regioni……………
    Dobbiamo dialogare e i dirigenti nazionale devono sapersi rapportare!!!
    Penso si sia capito il senso di “sapersi rapportare”

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  110. bucharin qua deve esser chiara una cosa per tutti, dirigenti in primis: la musica in rifondazione è cambiata. noi abbiamo votato una linea e quella deve essere rispettata.

  111. ma infatti pufforosso! i compagni di base che restano bisogna vedere se restano perchè son disgustati o perchè credono ancora nel superamento di rifondazione. io credo che sia probabile più la prima ipotesi. a me preoccupano i nomi noti, mica i compagni di della base

  112. Luca Marini Says:

    Bucharin77 non penso proprio, a meno che ripeto non ci sia qualcuno in preda alla follia!

  113. Bucharin77 Says:

    faremo di tutto per difendere quella linea e le forze, tutte, che la sostengono

  114. lucaocchionero Says:

    i compagni che rimangono in luogo di Falce e Martello?? Non sta nè in cielo, nè in terra! La linea politica congressuale non si scalfisce e prosegue anche perchè nei passaggi di ricostruzione che d’ora in avanti ci toccherà attraversare essa è la migliore possibile. Ritengo utile che ci siano altri compagni di strada, e del documento firmato da Sodano, Rinaldi, e altri ci trovo un passaggio importantissimo che è la negazione di una nuova sinistra arcobaleno che se non mi sbaglio va interpretato come un “no” alle liste unitarie della sinistra che si ha in mente da parte di chi coltiva l’idea della scissione. E mi pare una presa di distanza non da poco.
    Quanto a tutto il resto, continuo a dire che chi rimane nel partito deve poter essere messo nelle condizioni di operare per il progetto della rifondazione comunista. La scissione, sia pure a mio avviso inevitabile per una serie di situazioni, sarà comunque un atto doloroso per tutti, e penso che al di là delle enunciazioni, pochi festeggieranno questo epilogo. Se ci sarà la scissione e quando ci sarà, il congresso di Chianciano sarà definitivamente archiviato, ma per tutti noi sarà un punto di partenza e non un punto di arrivo. Rimane una fase difficile per il PRC(forse la più difficile) e non sarà la scissione di una parte del partito a rendere questa fase meno dura e meno complicata.

  115. giovanni savino Says:

    purtroppo cari compagni, non è detto che la partita sarà vinta con la scissione: io sono di un circolo ultraliquidazionista e ancora traccheggiano, e in campania non è vero che tutti usciranno. io spero solo che venga combattuto l’istituzionalismo, il politicismo, tutto il peggio che questa gente ha rappresentato e rappresenta, così da non dover sentirsi dire fuori le fabbriche di appoggiare una delle peggiori giunte regionali della storia (parlo di quella campana).

  116. alberto Says:

    Dopodomani, (se uscirà) liberazione avrà qualche lettore in meno e qualcuno in piu’,tra questi ultimi il sottoscritto. Se ne vanno quelli che fanno politica solo se comandano,senza,al di là delle chiacchere,spirito comunitario quello che ti fà camminare a fianco e alla pari con i soggetti che vorresti rappresentare,che ti fà gioire per una lotta territoriale,di fabbrica,di scuola che va a buon fine e dove insieme si cresce in termini di coscienza econ la consapevolezza che le cose possono cambiare.
    Chi ci ha portato in serie B,ci spiega come si fà a vincere la coppa dei campioni;la modestia non alberga tra questi dirigenti un poco monarchi,un poco chierici.
    Sarà sicuramente durissima,le mine che lasciano sul campo sono tante,ma sarebbe stato imperdonabile esitare ancora rinunciando di fatto al rapporto con la società che pian piano stiamo riprendendo. ciao

  117. Principe Says:

    .. di quei tuoi incipit “Il cinismo..”, ce ne sarebbe qualcuno anche su di te, non credi?

  118. In ogni caso dopo questo lunedì di fuoco, nel partito è più chiaro che la maggioranza comanda e che il ricatto della minoranza è finito, Non potranno neppure rivendicare il 47% dei ben visto che si sono divisi.
    Il contraccolpo nell’opinione pubblica però è durissimo, la nostra immagine appannata.

  119. elisabetta Says:

    Cinismo di chi, ad esclusione dell’ultima elezione, vi ha sempre votati :
    Vorrei aggiungere la mia dose di cinismo alla caccia al cinismo.
    Stiamo parlando di un giornale che vendeva meno di 8 mila copie…
    Scusate saro’ cinica ma quel che è stato fatto ora andava fatto da mo. Ammesso che servira’. Per me no. Comunque era Doveroso.
    8 mila copie significa : non vi legge nessuno. (io a volte sì) per cui cercate gli altri 7999 (se ci si leva chi vi compra per fare le rassegne stampa avanza poco. sarebbe costato meno se ci aveste mandato a casa un giornale scritto di pugno)
    Ora a questo delirio avere messo una pezza.
    Proseguite fino in fondo e ricercate i motivi per i quali cio’ avviene, Perche’ nelle fabriche votano lega. Perche’ perdete voti su tutti i finachi.
    Io umilmente ho la risposta del perche’ IO non vi ho votato alle ultime elezioni. Facevo fatica a distinguervi. Non mi sono mai appassionata al gioco delle 7 piccole differene. Il guiai è che anche oggi malgrado tutto (TUTTO TUTTO) non voterei.
    A 39 anni mi sono stancata del meno peggio.
    ….. ripartiamo dalla base…. siamo sui trritori…..
    Io direi umilmente : iniziate a lavorare vah.
    ciao

  120. Che la situazione fosse sfuggita di mano, dopo anni che mi disinteressavo di politica, l’ho capito una sera ad una cena di lavoro. Si andava a elezioni questa primavera, vicino a me c’era un giornalista del sole 24 ore e si parlava di possibili alleanze. E lui fa: rifondazione? non è più un partito di estrema sinistra. Dandolo per scontato. Ma come, mi sono detta, cos’è successo? Elisabetta, io non sono né iscritta né militante ma penso che il popolo degli astensionisti dovrebbe cercare di cogliere i segnali di profondo cambiamento inviati da Ferrero. questi dirigenti ci stanno provando sul serio e anche il massimalismo di chi è diffidente per partito preso può fare danni. bisogna cominciare ad avere la volontà di uscirne.

  121. lucaocchionero Says:

    sacha ha pienamente ragione. Nient’altro da aggiungere

  122. Hai ragione Ramon. Ancora una scissione e ancora con le stesse identiche, ridicole accuse che ci hanno fatto in passato: “stalinisti”, “grupettari”, “fuori dalla tradizione del movimento operaio” e altre cosette del genere. Vedo che a certuni, che fino a ieri facevano parte del nostro partito, la storia non insegna nulla. Pertanto andiamo avanti, facendo a meno dei “santoni” e “narcisisti politici” alla Vendola, Giordano e Sansonetti, con questo nostro partito che non rinuncia alla parola Comunismo e all’ambizione di cambiare il mondo, di abbattere il capitalismo. Che non rinuncia a rifondarlo il Comunismo.
    Noi abbiamo ancora questa ambizione, qualcun altro preferisce assicurarsi futuri ruoletti istituzionali all’ombra del Pd.

    ciao, Marco Sironi

  123. luca le domande su russo acerbo e russo spena le dovresti rivolgere a loro.

  124. caro militante, intanto mi chiamo ramon e non roman. eh eh eh.
    posso risponderti con precisione. in una delle recenti riunioni della maggioranza abbiamo stabilito che la maggioranza si può solo allargare e che non esistono ingressi sostitutivi. allrgare sulla base, come dice maria più volte, del rispetto delle decisioni prese con il documento politico votato dal congresso.
    ovviamente questo è un principio.
    perché funzioni non bisogna in nessun modo occultare eventuali divergenze su questa o quella scelta (come abbiamo fatto visto che su qualche questione ci sono stati voti anche differenti nella maggioranza) o cedere alla logica del ricatto per cui si mettono veti o si minaccia di far saltare la maggioranza in virtù dell’indispensabilità dei propri voti. e questo vale per tutti.
    chiaro?
    un abbraccio

  125. ramon, se sei a roma fai un salto a montecitorio verso le 18.30.
    e porta il nostro saluto
    besos

  126. quanto ai compagni che rimangono e a quelli che se ne vanno.
    1) attualmente, tranne qualche caso individuale, non se ne è andato nessuno. dimettersi da un organismo dirigente non è uscire dal partito. vedremo se certe dichiarazioni saranno seguite da scelte coerenti o meno. ma, appunto, vedremo.
    2) chiunque rimanga nel partito ha il diritto di difendere le proprie idee e proposte politiche ed ha il diritto di farlo godendo del rispetto di tutti. il processo alle intenzioni non è rispettoso. so bene che questo può implicare spazi per scelte strumentali. ma fa parte della vita politica democratica. la democrazia costa ed è molto scomoda, ma c’è o non c’è non in astratto bensì proprio in momenti difficili come questo. se la democrazia venisse messa in mora con la giustificazione di una situazione emergenziale sarebbe uccisa. e io non starei in un partito che ha una concezione strumentale della democrazia.
    fino ad ora questa è stata la linea di condotta che abbiamo seguito.

  127. cara elisabetta, io penso che tu abbia ragione. e quindi non ti invito a “fidarti” delle cose che fino ad ora abbiamo detto. da parte nostra non basta. dobbiamo dimostrare parecchie cose nel futuro prossimo. per esempio dobbiamo dimostrare di aver veramente superato l’istituzionalismo e il politicismo che ha contraddistinto rifondazione negli ultimi due tre anni. dobbiamo dimostrare di non essere chiusi e settari. dobbiamo dimostrare che il partito sociale serve e non è mera propaganda. dobbiamo dimostrare che non rinneghiamo le principali innovazioni culturali che abbiamo prodotto dal 98 in poi. dobbiamo dimostrare di non aver sostituito un leader e un’oligarchia con un altro leader e un’altra oligarchia.
    come vedi sono il primo a riconoscere che tutto ciò deve essere dimostrato e non solo annunciato.
    ti chiedo solo di giudicare i fatti. tenendo conto che sarà difficile, molto difficile. e che ci vorrà tempo, molto tempo.
    sta a te, poi, decidere se osservare o partecipare. ed ovviamente per partecipare non intendo votare alle elezioni o iscriverti al partito.
    già interloquire e parlare e dimostrare di avere un’opinione su cosa dovrebbe fare rifondazione per me è partecipare.
    grazie per il commento
    un abbraccio

  128. grazie marco sironi. ancora una volta d’accordo.
    un abbraccio

  129. Militante Says:

    Grazie a Ramon (perdona l’errore di battitura) e agli altri compagni per le loro risposte che condivido al 100% nello spirito e nella sostanza. Le mie preoccupazioni (forse irrazionali e premature) dipendono dagli esiti di alcuni congressi regionali (parlo nella fattispecie della Sicilia, la mia regione, ma anche di altre come la Campania) dove sono apparsi segnali in controtendenza col percorso fin qui seguito. Possono essere fatti localistici, certo, ma denotano a mio giudizio degli strascichi di “istituzionalismo esasperato” e realitivo trasformismo, trasversali alle due mozioni maggioritarie, che vorrei ci lasciassimo una buona volta alle spalle. Mi preoccupa soprattutto la possibilità che i settori più istituzionalisti della prima e della seconda mozione possano saldarsi (segnali che non sono macati neanche al congresso nazionale) e pregiudicare la linea e il progetto che ci siamo dati, una volta tanto condiviso da sensibilità politiche diverse. Credo fermamente nel nuovo corso e della svolta “in basso e a sinistra” di Rifondazione, sulla cui strada carrierismo e governismo sono ostacoli da superare. Cari saluti a tutti.

  130. Luca Marini Says:

    Ramon dici bene la domanda andrebbe rivolta a loro, pensavo che avessero fatto delle dichiarazioni di voto o degli interventi nella riunione della direzione, dove motivavano le loro scelte!
    Comunque hai ragione non è giusto che chieda a te il perchè delle scelte di altri.

    Luca

  131. Compagni,
    Ballaro’ ieri ha dato i sondaggi dove il PRC è al 3,5%.
    Ai sondaggi io non credo però è un dato più che significativo.
    E’ evidente che nei territori si ricomincia a lavorare……………

  132. Bucharin77 Says:

    firmerei subito per un risultato del genere

  133. i sondaggi lasciano sempre il tempo che trovano.
    è importante l’umore della nostra base e il desiderio di lavorare seriamente nei territori. non si capisce chi vanno ad intervistare nei sondaggi. magari adesso dopo le scivolate di sansonetti e company rispondono positivamente senza nemmeno saper quel che dicono.domani chissà.
    io direi che star dietro ai sondaggi non serve a nulla. nemmeno a ricaricarsi. almeno, io parlo per me. a me invece fa sperare sentire tanti militanti e simpatizzanti che iniziano a credere non nel partito, ma che lavorando tutti insieme con un progetto, ce la possiamo fare. questa gente, sono sicura, i sondaggi non la contemplano per nulla.

  134. lucaocchionero Says:

    e perchè firmeresti? Possiamo fare molto, molto di più. Dipende da noi e dal lavoro che facciamo nei territori

  135. Brunoincazzato Says:

    nemmeno io firmerei !scusate ma un 7-8% no? lavoriamo!nei territori,in ordine sparso,in subordine,a fianco,sopra sotto dentro.ho la sensazione come un periodo esagerato di vacanza forzata nella quale si sente il bisogno disperato di tornare a faticare.
    mi manca una vertenza,una occupazione,mi andrebbe bene pure un picchettaggio selvaggio o una carica della polizia.
    quasi quasi me ne vado ad occupare l’inagurazione del termovalorizzatore ad acerra!!!
    vi abbraccio

  136. Principe Says:

    .. vabbè..

  137. Bucharin77 Says:

    si compagni, ma oggi siamo sotto botta e lo saremo ancora per un bel pò e non solo per la scissione. dobbiamo recuperare moltissimo su molti fronti, se no quelli come Elisabetta, che costituivano il nostro elettorato fino a poco tempo fa, non ci credono

  138. appunto bucharin. non li recuperiamo certo con i sondaggi 🙂

  139. Domani tutti a comprare LIBERAZIONE!!!

  140. Brunoincazzato Says:

    Compagni sono troppo felice e devo dirvelo.la mia compagna d io aspettiamo un figlio..e vafanculo se siamo ancora precari!!!
    Solo che per farla(si desidero che sia femmina)votare devo aspettare 18 anni?
    un referendum per abbassare l’età del voto no???

  141. AUGURI!!!Avremo una nuovo/a compagno/a!!!

    W il COMUNISMO!!!

  142. bruno ma che bellooooo!!!
    un bacio grande a te e alla tua compagna 😀 😀
    allora “speriamo che sia femmina” 😉

  143. L. N. Lanner Says:

    A Bruno: AUGURI!
    ….Posso umilmente dichiarare (ovviamente non e’ in diretta risposta al post che precede) che, a mio avviso, il problema principale non e’ “prendere voti”? A meno che ancora una volta non ci si accontenti di una rappresentanza testimoniale (perche’, al di la delle chiacchiere, a cio’ era ridotto il PRC almeno negli ultimi cinque o sei anni), il problema e’ molto piu’ ampio che non risalire la china elettorale. Portare avanti un disegno politico che tenda ad incrinare -nei fatti- la tendenza bipolarista attuale tutta interna ad una dialettica conservatrice, quando non reazionaria, riuscire a porre in essere dei meccanismi di risposta culturale e politica realmente svincolati dall’interpretazione fornita dai modelli capitalistici e consumistici, sono questioni che richiedono un impegno costante e paziente, di medio e lungo termine, da esercitare nella societa’ civile, ben al di la’ delle fortune o sfortune elettorali.

  144. auguri bruno.
    non ti preoccupare per il precariato. su questa terra siamo tutti precari. poi non è mica detto che deve venir fuori per forza una comunsta. la mia prima figlia ha vent’anni (sono stata una bambina precoce io.della serie che le bambine brave vanno in paradiso, le altre vanno ovunque) e dicevo, nella fase adolescenziale TERRIBILE per contrastare ed affermare la sua personalità in rapporto alla mia (parecchio forte) inneggiava al fascismo.mi rifiutavo di rassettare la sua stanza perchè aveva appeso il calendario di mussolini. poi vabbè, in filosofia quando è arrivata a studiare marx si è innamorata del suo pensiero e si è arresa. e alla fine ha presentato alla maturità una tesina su marx con l’aiuto di mamma 🙂 ed è pure andata alla manifestazione dell’11 a roma tornando con le bandiere di rifondazione che ora ha in stanza. sì ma che fatica però!!
    quindi auguri, ma i figli non son nostri. sono della vita. e qui ci vorrebbe giovanni con il suo inno alla vita, o no?

  145. Che dire? Noi comunisti ci riproduciamo peggio dei palestinesi, a parte Ramon…
    Ottimo il segretario stasera su la 7. Ma quant’è rimbambita Miriam Mafai. Comunque è incredibile che il pd riprovi con la legge elettorale. Bisogna minacciare con chiarezza la caduta di tutte le giunte.

  146. Luca Marini Says:

    Compagni intervengo per denunciare un aggressione fascista alla nostra federazione (Prato). Un nostro giovane compagno è stato aggredito e mandato all’ospedale.
    Scusate la crudezza…ma qui è davvero dura!

  147. Luca ho saputo, ci puoi dare maggiori informazioni?
    comunque solidarietà a tutt* voi.

  148. Luca Marini Says:

    Io non ero presente, comunque ho poco da aggiungere Laura!

  149. Luca ma sono entrati in federazione? il compagno come sta?

  150. Luca Marini Says:

    Si sono entrati, il compagno ha un taglio ad uno zigomo provocato da un moschettone!

  151. accidenti luca!!
    …e meno male che non contiamo nulla nella società…e se ci dovessimo riprendere un po’, che succederebbe?
    non so se lo sapete, ma il pdl ha presentato una proposta di legge che ha come primo firmatario barani del nuovo psi, con la quale pretende di istituire l’Ordine del Tricolore, con tanto di assegno vitalizio.questa onorificenza verrebbe assegnata indistintamente sia ai partigiani, sia “ai combattenti che ritennero onorevole la scelta a difesa del regime ferito e languente e aderirono a Salò” non so se mi spiego.
    L’ANPI ha bollato il testo come “l’ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d’Italia e le radici stesse della Repubblica”.
    …e noi stiamo a scannarci con le scissioni…. che desolazione….
    coraggio luca. e coraggio a tutti. non è che l’inzio, purtroppo….

  152. Scissione? Prima vedranno se c’è l’accordo sulla legge elettorale Pd-Pdl, e poi decideranno se andarsene. La cupola del partito di massa (martana) non molla senza garanzie x il futuro.

  153. paola ferroni Says:

    felice per la vostra felicità, caro brunoincazzato, gli auguri più belli da me e dal mio compagno ma rito da 33 anni, ma sull’abbassare l’età del voto non siamo tanto d’accordo.
    però c’è tempo, prima dobbiamo vedere di metterle un po’ a posto le cose, le rimarrà comunque qualcosa da fare…paola (e leo)

  154. Saverio Aversa Says:

    Caro Ramon, sei troppo intelligente e onesto per pensare che la partecipazione ai Gay Pride scacci qualsiasi sospetto di omofobia. Anche Fagioli, che dice che noi omosessuali siamo malati, ha dichiarato di aver partecipato al Pride e che è pronto a battersi per i diritti di chi non è eterosessuale anche se deve curarsi. Omosessuali come disabili insomma: chi è contrario ai diritti dei disabili e dei malati? Chi non è gay non può capire bene cosa significhi l’omofobia. Un esempio: Lippi che dice che non ha mai incontrato calciatori gay dice che comunque non avrebbe problemi a farli giocare in serie A ( a parte che lo ha già fatto ma non se ne è accorto). Ebbene, in buona fede probabilmente, Lippi è omofobo: un calciatore gioca se è bravo punto e basta, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Sono stato 8 anni in Rifondazione e ho contrastato come ho potuto l’omofobia ma dopo il congresso è diventato impossibile nonostante io non abbia mai discusso, litigato con nessun compagno e nessuna compagna. Buona fortuna nuova Rifondazione che crede di non essere omofoba.

  155. giovanni Says:

    A tutti,
    il fatto che i fascisti inzino a menare è buon segno forse sono alla ricerca
    di una identità che oramai hanno perduta.Il fatto che a prato le prendiate
    mi dispiace davvero ma ci si può organizzare.I fascisti sono vigliacchi culturalmente pronti a darle mai a prenderle.
    Io penso che sia giunto il momento di dichiarare a chiare lettere che in intalianon c’è democrazia e che il vero problema è che non ci sono le condizioniper poter partecipare al miglioramento di una cosa che non c’è.
    Umiltà è partire dal basso,e più basso di così francamente (anche se è possibile) non si può accettare.Aprire la mente e liberarsi di falsi quesiti per andare al nocciolo di una dignità civile che è necessaria per affrontare
    i temi di una ricostruzione delle coscienze civili.Troppe menzogne hanno foderato la visione della realtà per elaborare proposte credibili.
    Credo che sia necessario ripartire dalla semplice verità . Non siamo in un paese democratico,non è una situazione storica di crescita della democrazia. I pochi spazi rimasti( e cerdo ancora per poco) devono essere valorizzati per aprire orizzonti di delineabili di umanità .
    Senza l’umiltà la verità è un inganno. Senza la consapevolezza della morte civile non si rifonda nulla. Ora e sempre viva la vita!

  156. Mi spiace per quello che dici Saverio Aversa. Difficile entrare nel merito quando si tratta di questioni personali che ovviamente nessuno può mettere in dubbio. io conosco gay che in rifondazione non hanno avuto mai problemi (relativamente è chiaro,come relativamente non hanno problemi le donne) e non li hanno nemmeno ora. il primo compagno che a giugno ha iniziato a tartassarmi per tornare in rif e sostenere il primo documento è un gay. tra l’altro è anche cattolico e lo sono anch’io, quindi puoi immaginare le battaglie che ho aiutato in passato a sostenere anche al di fuori del partito. è della federazione di bari. la sua esperienza è totalmete diversa dalla tua, soprattutto in riguardo alla nuova maggioranza che lui ha sostenuto con tutte le sue forze.
    mi dispiace che la tua esperienza sia stata diversa.

  157. Caro Luca,
    a te ed atutt* le/i compagn* di Prato la mia/nostra massima solidarietà. Se hai/avete bisogno fatemi/ci sapere.

    Le strade sono di chi ama. Antifascisti sempre.
    Ale B.

  158. BASTARDI FASCISTI!!!

  159. lucaocchionero Says:

    Ritengo che sia vergognoso associare il risultato di un congresso all’omofobia! A parte che se non mi sbaglio Fagioli ha votato per la mozione che ha prodotto la RPS, quindi semmai certe osservazioni si facciano ad altri e non al PRC. Nel suo post Ramon ha parlato di gente che adesso annuncia la scissione che ha posto in essere battute e convinzioni che rasentano razzismo verso l’omosessualità, con ciò non disconoscendo che certe convinzioni e certi ritardi culturali si ascoltano anche da esponenti dell’attuale maggioranza. Ma dire, come dici qui(e per quello che hai detto in quel vomitevole articolo di Liberazione), che dopo il congresso è divenuto impossibile contrastare l’omofobia facendo capire che questa maggioranza è omofoba è una scorrettezza allucinante da rigettare senza discussione, nonchè una mistificazione della realtà che favorisce razzisti di ogni sorta. E poi scusami perchè chiamate col termine “omofobia” l’insieme di atti di razzismo verso gli omosessuali? Il termine che usate è di nicchia, lo capiscono solo in pochi, gran parte della gente non capisce di cosa si sta parlando. Voi della RPS dovete imparare a rispettare le persone che politicamente non la pensano come voi e a farvi capire dalla gente che ha gradi di cultura diversi usando un linguaggio più semplice. E’ un consiglio, poi lo si usi come meglio si vuole

  160. caro principe, se hai critiche da farmi falle pure. in cosa sarei stato cinico?

  161. Caro saverio aversa, innanzitutto grazie. sia per il commento sia per le parole che mi rivolgi.
    ma , come immagini, non siamo d’accordo.
    questo partito da sempre si è dichiarato contro l’omofobia.
    questo punto politico non è mai stato messo in discussione. mai da nessuno.
    ovviamente parlo di posizioni politiche e culturali giacché, come sai, sia la xenofobia che l’omofobia, per non parlare delle concezioni patriarcali, sono profondamente presenti nelle società e anche fra elettori, simpatizzanti ed iscritti al prc.
    qualsiasi gruppo dirigente del partito ha il compito di svolgere una funzione pedagogica nei confronti dei militanti del partito e più in generale nella società. anche sconfiggendo i luoghi comuni e il senso comune che come sai bene sono molto potenti. e questo lo si fa sia con posizioni politiche, sia con atti precisi come la partecipazione a manifestazioni come il gay pride, sia con una battaglia culturale di lungo periodo.
    è ciò che si propone l’attuale gruppo dirigente del partito. che non è e non può in nessun modo essere accusato di omofobia.
    io non ho mai conosciuto fagioli e non ho alcun interesse a conoscerlo. ho considerato sbagliato fare iniziative nei locali della sua comunità terapeutica. penso che psicologia psicoterapia e politica debbano mantenere distanze precise. in altre parole non accetto che un partito prenda una posizione a favore o contro una scuola. e guardo con diffidenza a una comunità terapeutica che dichiara di avere in quanto tale simpatie politiche, fossero anche ultracomuniste.
    detto questo non mi pare che l’amicizia fra fagioli e bertinotti abbia in qualsiasi modo influenzato bertinotti circa la questione dell’omofobia. non mi pare che bonaccorsi editore della rivista alternative per il socialismo abbia ottenuto dalla stessa una linea editoriale associabile all’omofobia.
    dunque, mi vuoi spiegare perché noi dovremmo essere influenzabili fino al punto di sfigurare le stesse nostre storie personali e rinunciando ad una battaglia culturale contro il patriarcato e l’omofobia?
    non credi che dire che chi è contro il nuovo partito di sinistra in ragione della continuazione del progetto di rifondazione comunista è per questo conservatore ed omofobo (oltre che stalinista settario e via cantando) sia un cattivo servizio alla battaglia del movimento glbtq?
    le centinaia di migliaia di persone che hanno dato vita ai gay pride hanno posizioni politiche diverse. gran parte di loro hanno votato per il pd. il pd dove ci sono posizioni integraliste perfino dell’opus dei. sono omofobi anche loro? suvvia! siamo seri!
    io, per quel che vale, ho una precisa posizione su come si deve fare questa battaglia. l’ho scritta qui su questo blog in una lettera ad angela azzaro (che mi ha detto di averla apprezzata ma che l’ha pubblicamente ignorata).
    chiedo troppo se pretendo di essere giudicato per ciò che dico e faccio?
    spero solo che quando liberazione e il prc dimostreranno di essere il contrario di quel che prevedono certi soloni che mentono sapendo di mentire chi ha sposato le loro tesi abbia il coraggio politico e morale di riconoscerlo.
    un abbraccio e ancora grazie.

  162. elisabetta Says:

    Il superamento della sinistra ed altri sorpassi.

    Personalmente non mi auspico il superamento di rifondazione. Per me ha senso, sempre piu’ senso, essere comunisti.
    Altri sono i superamenti che mi auspicherei.
    Uno è indubbiamente sta minchiata, scusare il francese, della “questione omofobica”.
    Sono per lo piu’ percorsi sulle uova. Chi non è omosessule tenta equilibrismi concentrandosi a non urtare sensibilita’ di chi menomale è omosessuale e si sente la patente per poter giudicare chi omofobico ci fa o c’è o per lo meno è in odore di.
    Ad esempio. Per quanto pensi tutto il male possibile di Lippi e figlio (entrambi in odore moggiopoli) credo che la sua uscita sulla eventuale presenza di gay o meno in nazionale sua sono una delle innumerevoli frasi del cazzo stumentalizzate perche’ imprecise. I giornali ne sono pieni.
    La mia opinione la estendo anche alle candidature, Prendiamo lussuria ad esempio…. e chee cazzi!
    La cosa migliore che ho sentito sul suo conto è : “pero’ è intelligente”. Pero’ una sega pero!.
    A parte che io saro’ fissata ma che una “comunista” non sappia la data della caduta del muro di berlino…. manco le avessero chiesto la data di morte di beria…. suvvia…..
    Lussuria sta al comunismo come biscardi alla grammatica.
    Ogni cosa che fa o dice è una cazzata da sciampista.
    Vuoi mai che io sia omofobica? non penso.
    I superamenti che sono da fare sono ben altri.
    Buondì

  163. 1) Rifondazione non è mai stata omofoba
    2) i grassiani non sono mai stati omofobi
    3) i ferreriani non sono mai stati omofobi
    4) chi si lamenta che su Liberazione si parla quasi esclusivamente di omossessualità non è omofobo, semplicemente vuole un giornale “generalista” (e credo che anche agli omossessuali interessi se aumenta l’inflazione o di avere una buona pagina esteri), fare anche sei articoli sul tema in un giornale di venti pagine in un giorno qualunque è semplicemente lesivo per la causa.

  164. “per la stessa causa dei diritti delgi omossessuali” preciso.

  165. GiordanoLecce Says:

    ciao Ramon…ti leggo da molto e condivido spesso le tue idee e come le poni…
    sono anche io come molti compagni stanco di certi sopprusi fatti contro tutto e tutti e chiedo davvero di smetterla con questa linea di pensiero che si è mescolata in rifondazione di cui io faccio parte e ne farò difendendone l’identità. ti abbraccio
    Giordano

  166. si deve porre fine agli attacchi, ai soprusi, alle bugie, ai veleni, alle scorrettezze e ai colpi bassi di cui abbiamo dato spettacolo. degni della peggior tradizione della democrazia cristiana. chi rimane ci rimanga con dignità e coerenza e rispetto delle regole democratiche, chi decide di andar via faccia altrettanto. sarebbe il caso di abbassare i toni. da parte di tutti. in questo paese c’è una destra che avanza spietatamente e se domani non sarà nello stesso partito, ci incontreremo per affrontare battaglie comuni. questo è necessario e doveroso. e penso quindi che ci sia fatti già abbastanza male. è ora di finirla e di rimboccarsi le maniche, ognuno secondo coscienza ma non denigrando l’altro. perchè non siamo avversari.

  167. Contesto il fatto che “chi non è gay non può capire bene che cosa significhi l’omofobia. Sarebbe come dire che chi non è meridionale non può capire la discriminazione e la mafia, chi non è ebreo l’antisemitismo, chi non è nero,rosso,giallo il razzismo e via escludendo. E’ una prospettiva angusta quella di Aversa, fatta di diversità che non possono comprendersi. L’accusa di omofobia è il semplice e volgare aggiornamento politicamente corretto dello spettro dello stalinismo brandito per deleggittimare l’avversario politico interno.Oggi lo spettro è questo. Ma i fili sono mossi sempre dall’alto,dal partito di massa martana.La risposta di Mantovani mi sembra commovente per la sua lucidità in questa dura fase dove “anche i migliori si danno un prezzo”.

  168. Luca Marini Says:

    Giovanni eh si ci si puo’ organizzare! E come mettendo il servizio d’ordine 24 su 24 davanti alla federazione ( una stanza a piano terra di 5 x 10), se me li trovi te compagni disponibili sarei più che contento.
    Ti faccio presente che il giovane compagno aggredito ha solo 16 anni e stava partecipando ad una riunione con altri giovani studenti tra cui alcuni iscritti altri no!

  169. Prato – Ferrero, Prc: solidarietà a studente aggredito da neofascisti
    giovedì 15 gennaio 2009

    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se:

    Roma, 15 gen. 2009 – “A nome mio personale e di tutto il Prc, esprimo la solidarietà e la vicinanza nei confronti del giovane studente diciassettenne vittima dell’aggressione da parte di un gruppo di neofascisti che ieri pomeriggio hanno fatto violentemente irruzione nei locali del circolo di Rifondazione comunista di via Nistri a Prato.

    Allarma e sconcerta la penetrazione della violenza politica di destra specialmente tra le giovani generazioni. Di fronte la moltiplicarsi delle aggressioni, e più in generale degli episodi di intolleranza di carattere neofascista e razzista, si avverte l’esigenza di rafforzare il presidio civile e la coesione sociale dei territori, che sono i soli strumenti per contrastare davvero alla radice l’insorgenza di tali fenomeni”.

    Ufficio stampa Prc

  170. grazie anche a te bruno. ma l’incipit del tuo commento secondo me è sbagliato. sempre sono le vittime di discriminazioni ad avere il metro per giudicare dove comincia e dove finisce una discriminazione.
    ciò che io contesto ad aversa è che mentre l’esempio di lippi è più che calzante non lo è la sua previsione che liberazione sarà omofoba senza saperlo. per il semplice motivo che tale previsione è totalmente infondata. è solo il frutto di disinformazione scientemente messa in campo da chi ha interesse a descrivere rifondazione in un modo che giustifica scissioni ed altre meraviglie di questo tipo.
    tutto qui.
    un abbraccio

  171. ramon, non so se sono d’accordo sull’esempio calzante di lippi. perchè quello di aversa è una sorta di processo alle intenzioni. che significa “magari anche in buona fede lippi è omofobo”. e perchè? ha solo risposto ad una domanda provocatoria. un calciatore è un calciatore e basta. uno scrittore è uno scrittore e basta. un politico è un politico e basta. in fondo vi è una sorta di meccanismo autodifensivo nel dire “voi non potete capire”. io quando ho letto le dichiarazioni di saverio non ho letto le dichairazioni di un gay. ho letto le dichiarazioni di un politico. e francamente come tali sono rimasta sconcertata. attribuitre al partito frasi tipo “voi gay non vincerete mai contro noi eterosessuali” lanciata da una compagna (di cui non si fa il nome ma ci credo perchè se lo dici saverio, ci credo) mi sembra una grande scorrettezza politica. come se in rifondazione imbecilli e cretine/i di ogni genere e natura non vi siano. da qui a definire omofoba questa maggioranza ce ne passa che ce ne passa. io non ci metterei la mano sul fuoco che tutti i paladini della seconda mozione non abbiano mai pensato e detto un amenità simile. non ci credo.
    una volta mi è capitato con aldo busi su alcune cose che non condividevo. a me che sia un gay non importa nulla. non è mica un essere inferiore che devo stare attenta a quello che dico! è uno scrittore e come tale, se non condivido, critico.
    poi, in conclusione, tornando al discorso di abbassare i toni. in questo paese davvero c’è un ritorno del razzismo e dell’omofobia. evitiamo tra noi queste accuse che sono solo ritorsioni che di trasparente hanno ben poco. perchè non fanno altro che indebolici più di quanto lo siamo. non credo ce lo possiamo permettere in questo momento nè noi, nè chi in rifondazione non ci vuole rimanere più

  172. Saverio Aversa Says:

    Cara Maria, non attribuisco le frasi di una sola persona a quelle di un intero partito, ma tante frasi di tanti iscritti al partito permettono di farti un’idea di un certo tipo, non pensi? Volevo continuare a occuparmi di diritti e culture lgbtq e due dirigenti del partito, due donne, due che si definiscono femministe con le quali ho collaborato bene e con le quali ho condiviso bei momenti di politica me lo hanno impedito senza neppure degnarmi di una risposta chiara e definitiva. Prova a metterti nei miei panni cara Maria. Vuoi i nomi? Imma Barbarossa e Eleonora Forenza.

  173. Da quel che scrivi non abbiamo la possibilità di formulare un giudizio: lo scontro era sull’omofobia o di natura politica? Come escludere che tu abbia frainteso, spostato il focus o addirittura strumentalizzato? Perché il tuo articolo non è stato un bel leggere.

  174. elisabetta Says:

    Io invece mi sono fatta un giudizio tipicamente italiano/nazional popolare.
    Certe tesi stanno a meta’ tra la caccia alle streghe, la posta del cuore e la rubrica che va per la maggionre “il sassolino nella scarpa”
    ale’

  175. questo però saverio è un altro discorso.
    alle tante frasi di tanti iscritti che permettono di farti un idea non sono d’accordo. perchè gli iscritti sono sempre gli stessi (cammelli a parte). quindi, o sono impazziti tutti o c’è qualcosa che non quadra nel tuo discorso. penso che in questi anni di uscite demenziali tu ne abbia sentite abbastanza dentro e fuori al partito, e che oggi provengano solo dagli iscritti dell’attuale maggioranza stento a crederlo.
    lo so che volevi continuare ad occuparti di diritti e culture lgbtq e te lo hanno impedito. l’hai dichiarato apertamente. mi chiedi di metterti nei tuoi panni? quindi cosa avrei fatto io? io avrei chiesto pubblicamente risposta chiara e definitiva da parte di imma e di eleonora. e lo avrei fatto nè cavalcando l’onda della presunta depurazione sansonettiana, nè oggi. io lo avrei fatto molto prima, e dopo, solo dopo avrei riflettuto se fosse il caso di abbandonare rifondazione o meno. ma dopo aver chiarito. questo avrei fatto io.

  176. lucaocchionero Says:

    e siccome hai avuto problemi con ele e imma barbarossa tu accusi tutta la maggioranza di essere omofoba?? Quello che i giornali ti attribuiscono e che non hai smentito, compagno Aversa sono accuse inaccettabili e che offendono profondamente, ancora peggio la strumentalizzazione che è stata fatta dalla parte scissionista della minoranza e che tu non hai fermato. Si strumentalizza il tuo caso all’interno di una campagna denigratoria volta a distruggere il partito, almeno non indossiamo anche gli abiti della vittima della Forenza e di Barbarossa!

  177. giovanni Says:

    Luca,forse è bene che precisi che non volevo sminuire la gravità di una
    aggressione e gli effetti che questa può causare.Scusami ma sono cresciutoin mezzo a risse e botte e ai miei tempi,tanto perdarti un’idea,ero nell’unica scuola di milano dove i comunisti non avevano agibilità politica.Era una scuola pubblica dominata dai fascisti,dai peggiori uno adesso è ministro pensa un po.Be’ alla pausa di mezza mattina io e gli altri tre unici della scuola andavamo in atrio astrappare i manifesti dei fascisti.In gergo ci si diceva andiamo a prenderci la razione delle 11.Ogni giorno noi quattro facevamo a botte con 10 15 fascisti.Dire che non ne prendevamo sarebbe proprio falso però credimi ne abbiamo date tante e dopo un anno abbiamo ribaltato la situazione. Questo per dire che non bisogna farsi prendere dalla paura e che si usano i mezzi della politica
    dare il massimo risalto alla cosa e difendere il diritto a riunirsi non farti
    intimidire. Evitare di prenderle resta un obbiettivo politico oltre che di buon senso. Coraggio sono sicuro che troverete la giusta modalità per non cedere.Saluti al contuso e auguri di cuore.
    Viva la vita!

  178. caro saverio, intanto mi dispiaccio che tu ti rivolga a me e che non trovi il tempo per rispondere a ciò che dico. pazienza.
    trovo scorretto, poi, che tu accusi qui, su un blog imma ed eleonora. non ho idea di cosa sia successo e francamente non me ne frega nulla. perché so che condurre così una discussione non porta da nessuna parte. accuse e controaccuse, risse e bisticci di cui per giunta i lettori di questo blog non possono sapere nulla non aiutano certo a capire i problemi.
    io avrei valanghe di esempi personali da fare su cose che mi riguardano. ma, credimi, nella mia vita, e non solo politica, ho imparato che certe meschinità albergano dovunque e che, per esempio, se senti un alto dirigente del partito dire in privato “se mio figlio fosse frocio lo ammazzerei” l’ultima cosa che puoi fare è pensare che un simile atteggiamento sia connesso con una posizione favorevole alla sinistra arcobaleno. sarei un imbecille se ragionassi così. certo fa una certa impressione sentire quello dire che la maggioranza del partito è omofoba. ciò dimostra che oltre che omofobo è anche bugiardo ed opportunista. e credo che il movimento glbtq debba guardarsi più da certi personaggi che da me.
    sempre, in uno scontro politico, ci sono persone che meditano vendetta, che si fanno prendere la mano ed esagerano nelle polemiche, che non sanno trovare un barlume di ragione nelle posizioni altrui. ma questo tipo di persone, mio caro, ci sono in tutte le posizioni politiche. e trovare esempi di questo genere per sminuire le posizioni altrui oltre che inutile è anche controproducente.
    comunque io posso solo testimoniare che eleonora e imma non fanno parte certo di questa categoria tanto che da mesi, oramai, hanno più volte espresso cautela e perfino contrarietà nei confronti della rimozione di sansonetti che invece io ho voluto fortemente.
    e quindi annovera me e non loro fra i repressori omofobi stalinisti ecc ecc.
    ciao

  179. no maria, non sono d’accordo. i gay, le lesbiche, le trans non sono persone che vengono giudicate per le loro qualità professionali. soprattutto in certi ambienti. lippi è l’esempio perfetto perché rappresenta bene la condizione che costringe un calciatore omosessuale a nascondere come una colpa la sua sessualità. non poter dire ciò che si è senza sopportare angherie, derisioni e interessi morbosi non è una condizione come quella di altri.
    è proprio il principio liberale della parità quando ci sono condizioni diverse che perpetua le condizioni diverse ed ingiuste. e questo non vale solo per i motivi economici bensì anche per quelli sociali. e la società se discrimina è ingiusta anche nel pieno rispetto formale della parità.
    un bacio

  180. ramon sono d’accordo con te, ma relativamente e mi spiego. la discriminazione sessuale non colpisce solo gay, lesbiche e trans, colpisce anche le donne. e anche in modo più subdolo e meno “evidente” ma non per questo da tenenere in minore considerazione. dico questo non perchè non comprenda quello che vuoi dire tu e saverio, ma la società discrimina anche noi nonostante il presunto rispetto formale della parità. con la differenza che in certi ambienti per i problemi suddetti un gay è costretto a nascondere la sua sessualità per poter essere giudicato solo per le sue qualità professionali, noi donne non possiamo faer nemmeno quello, visto che non ci possiamo nascondere dall’esser donne.
    parlo per esperienze e non per sentito dire. in ambito professionale mi è capitato spesso di intervenire per risolvere problemi di aziende che avevano le macchine bloccate. la procedura era questa: quando noi non conoscevamo il cliente, venivamo presentate/i dal nostro dirigente (parlo di IBM). ogni volta che si arrivava alle presentazioni in loco, i clienti erano tutti sorrisi e smancerie, gentilissimi della serie prego si accomodi, cosa le offro, un caffè, ordino un drink, rimanete a pranzo o a cena ecc ecc. quando il dirigente si congedava laciando me a risolvere il probelma, solo in quel momento capivano che non ero la segretaria ma il tecnico che doveva metter mani sui dati aziendali. bè, la musica caro ramon cambiava immediatamente. iniziavano a sudare freddo, a sbiancare, ad allargarsi la cravatta, tanto che dopo qualche ora seduta davanti alle macchine se chiedevo un caffè non mi facevano nemmeno alzare per distendermi un po’. “no, non si preoccupi, glielo vado a prendere io, casomai qui le sfugge qualcosa e salta tutto.lo sa che qui ci sono dati che se vanno persi siamo rovinati, vero?” e si appollaiavano dietro di me terrorizzati non comprendendo nulla di quello che facevo (spesso in codice ascii) e sparavano battute tipo “diamo i numeri, eh?”, tanto per esorcizzare il terrore. prima facevano gli spendidim ad offrire drik e cene, poi manco avessero il diavolo davanti.
    ti garantisco che ai colleghi maschi questo non succedeva mai.
    allora. o siamo segretarie e tutto va bene, altrimenti scatta la discriminazione e la diffidenza sol perchè siamo donne.
    questa è la realtà. ecco perchè insisto con la professione.

  181. Saverio Aversa Says:

    Caro Ramon, non ho molto da risponderti. Tu ha le tue convinzioni ed io le mie. Comunque c’è chi ad un certo punto, come lucaocchionero, tira fuori il vittimismo, cosa che avevo già previsto. Provi lucaocchionero ad accusare di vittimismo ebrei, zingari, disabili… A distanza di oltre 60 anni dalla chiusura dei campi di concentramento nazisti ancora esistono pregiudizi per le persone che vi erano rinchiuse.
    La storia testimonierà se la “nuova” Rifondazione saprà incidere positivamente nel lungo cammino per il riconoscimento di uguali diritti per le persone lgbtq.

  182. vabbè saverio, però tu hai fatto i nomi di due dirigenti senza spiegare le dinamiche della discussione avuta e l’hai fatto su un blog che non è certo una sede ufficiale, dove ci passa chiunque. ecco perchè io ti ho risposto in quel modo quando mi hai chiesto al tuo posto cosa avrei fatto io.
    e hai ragione quando dici delle discriminazioni che non si sradicano nemmeno dopo 60 anni. mi è capitato di intervenire in un discorso tra i raggazzi dell’udu che organizzano il pullman per la manifestazione di domani. ad un certo punto ho sentito da uno “manifestiamo contro gli ebrei”. roba da farsi accapponare la pelle! mi sono avventata! no. si manifesta contro l’azione dello stato di israele non contro gli ebrei. e non erano ragazzi di rifondazione. erano ragazzi. ma tutto questo, non credi sia colpa di una sinistra, tutta nessuno escluso, che non è stata capace di fare memoria? se oggi alberga confusione la colpa è della sinistra. compresa rifondazione. e di nessun altro.
    è vero, come dici tu, che la storia testimonierà se la nuova rifondazione saprà incidere positivamente. fino ad oggi i risultati disarmanti dimostrano che la rifondazione ha inciso ben poco (senza nulla togliere ai meriti del lavoro fatto da te).

  183. Veramente resto basito da certe cose che si vedono e si leggono in giro, come questi di Aversa o altri “capi” della minoranza scissionista. Sono come autistici, si ripetono tra loro gli stessi mantra tra l’invettiva, lo scandalizzato e il vittimismo, sono impermeabili a qualunque risposta e a tutto ciò che interloquisca con loro, anche a riconoscere contraddizioni e incoerenze evidentissime, sono su una torre d’avorio di lesa maestà pronti a malinterpretare e a forzare qualunque cosa degli altri, a far diventare un dubbio e una domanda delle certezze, naturalmente in negativo – per esempio, ci si chiede dell’opportunità di mettere il muro di Berlino sulle tessere? Allora sei stalinista e gomulkiano! Ti chiedi se non è il caso di ripensare la partecipazione ai governi locali? Allora vuoi uscire da tutte le giunte e rinchiuderti in un ghetto minoritario e identitario! Pensi che Liberazione abbia dato molto più spazio a certi argomenti piuttosto che ad altri e che andrebbe riequilibrato d’accordo con gli indirizzi maggioritari del Partito di cui è il giornale? Allora sei omofobo e antianimalista! E stalinista (di nuovo) perché ti permetti di suggerire che, dopo oltre quattro anni, sarebbe anche ora di cambiare il signor direttore che ha dimezzato le vendite e moltiplicato le perdite! Eccetera eccetera.

    Ebbasta eccheccazzo, ma non si può ragionare così!!! Sembra di essere in un interrogatorio della polizia, qualunque cosa dici per piccola che sia, tu o qualunque altro, può essere usata contro di te, e dal pur minimo dettaglio o mezza parola ci si attaccano e non mollano più e ti generalizzano tutto fino alla quarta generazione! Maronna che stress!!! E questo da quelli che sarebbero “compagni” e che magari si riempiono la bocca di “innovazione”, “non violenza”, “apertura” eccetera eccetera! E tutto questo solo perché un congresso non è andato come doveva andare (per loro), perché evidentemente tutto prima in Rifondazione andava benissimo, tutti megasuperchachipiruli felici e contenti, nessuno omofobo, nessuno stalinista, e tutti onesti e tutti pari e tutti con le palle democratiche e popolari!!!

    Insomma ma basta, ma fate appena appena il favore, a tutti noi e anche a voi stessi, basta con questo vero e proprio autismo politico e intellettuale, tutto questo è tanto inutile come malsano, e questo senza pensare alle cose veramente gravi e importanti che stanno succedendo in giro, altrochè!

    Ha ragione Maria credo che dice che comunque, anche se in organizzazioni diverse, con una serie di compagni bisognerà pur continuare a parlare e lavorare insieme sui mille temi di interesse e necessità comune, però veramente mi chiedo come si potrà fare con una situazione come questa tanto incredibile come paradossale, anzi proprio paranoica.

  184. caro saverio, certo “tu hai le tue convinzioni ed io ho le mie” non è proprio un invito alla discussione. comunque scusa se ho preso sul serio ciò che hai scritto ed ho tentato anche di capire lo stato d’animo. forse nel copione che va di moda di questi tempi avrei anch’io dovuto rispondere con invettive e basta.
    va beh, pazienza.
    quanto all’onere della dimostrazione ti ha risposto maria in modo impeccabile.
    ciao

  185. Bucharin77 Says:

    bello l’editoriale di Greco.

  186. Bucharin77 Says:

    diciamo che sa pure scrivere e questo non guasta, forse sa scrivere pure meglio di certi “giornalisti”

  187. Che dire? L’elettorato non li ha seguiti nell’arcobaleno e probabilmente non li seguirà nemmeno adesso.

  188. caro Ramon,

    che tristezza, a distanza di 10 anni risento le stesse accuse, le stesse insinuazioni velenose (battutine e altro in trasmissioni generaliste) che ci voglioni redicolizzare come all’epoca del nostro “peccato mortale” della caduta del governo Prodi….quello che mi fa tristezza è la mancanza di fantasia, all’epoca furono usati gli scissionisti del PdCi, oggi quelli di RpS…ma le accuse sembrano proprio fotocopie e un copione già utilizzato!!

    che dire, 10 anni fa gli andò male, speriamo che gli vada male pure adesso…
    noi resistiamo!

    Laura

  189. Grazie Ramon per avermi risposto. Io continuo a pensare che le vittime di discriminazioni non siano le uniche titolari a giudicare la misura della discriminazione. Se così fosse contro i nazisti sarebbero rimasti solo gli ebrei e oggi per i palestinesi ci sarebbe solo un pezzettino del mondo arabo. E invece la fratellanza (con l’uguaglianza), ha un senso perché si riscontra sia sul terreno politico sia su quello pratico. La rivolta del ghetto di Varsavia senza gli alleati della Seconda guerra mondiale avrebbe avuto solo un significato morale e simbolico (importante) ma non risolutivo. Così come quella, distante milioni di anni luce, di Stonewall, senza le lotte per i diritti civili dei neri e contri il razzismo in America. Forse pecco di organicismo,ma mi risulta difficile capire gli uni senza gli altri.Al contrario vedo solo “ghetti” (spesso autoprodotti) dove ogni diversità si bea della sua condizione in opposizione alle altre.Detto questo, ribadisco la mia ammirazione per il tuo modo di affrontare la discussione e il confronto.

  190. Caro Compagno Ramon,
    come spesso è successo abbiamo parlato degli stessi argomenti.
    E credo anche di avere una visione di insieme più o meno come la tua. Forse frutto degli ambienti in cui ci siamo formati.
    La risposta però per me comincia ad essere fuori da rifondazione. Credo che serva un nuovo progetto e un nuovo obiettivo. E per la prima volta nella mia vita sono sfiduciato dal fatto che questo possa prendere vita all’interno del nostro partito.
    Per il momento continuerò ad esserci. Ma è solo una fiducia momentanea che da qui alle europee potrebbe venire meno.

    Ti riporto alcuni estatti di un post sul mio blog che come dicevo su, credo faccia il passo con quanto te scrivi. Se ti andrà di leggere tutto basta che clicchi sul mio nome proprio qui, sopra il commento…

    “Semplice. E’ vero che Rifondazione Comunista ha finito la sua spinta propulsiva nella società. Quello che poteva dare l’ha dato. E questo è forse il bello dei movimenti. Il saper riconoscere quando qualcosa finisce e sapersi ricreare, rimodellare. Rifondazione Comunista non l’ha capito a mio parere.
    Ma non parlo solo della Rifondazione Comunista che resterà tale. Parlo anche della Rifondazione Comunista che andrà a fare altro.
    Anche la parte che se ne andrà nella sinistra ha finito la sua forza propulsiva. Anche quella parte non ha più da dire niente. Entrambe le rifondazioni stanno andando avanti in un autoriprodursi fine a se stesso.
    Qualche tempo fa, dopo la sconfitta elettorale, scrissi un pezzo su “le fondamenta della rifondazione comunista”. Scrissi che era ora che cambiassero totalmente i gruppi dirigenti. Che si facessero tutti da parte lasciando il posto alle nuove generazioni. Ai 25-30enni.
    Sentire parlare di nuove pratiche persone che vengono da una formazione risalente agli anni 70-’80 credo che a volte assuma dei caratteri di pateticità incredibili.
    Era forse il momento di lasciare la guida di un progetto a chi si è formato in questi anni. Negli anni della politica e della società fluida. A chi ha avuto la fortuna di arricchirsi con pratiche ed esperienze di ogni tipo.
    Ovvio, le difficoltà e le diversità non sarebbero mancate, ringraziando il cielo non siamo una banda di soldatini che si nutrono tutti alla stessa fonte, ma sarebbero state come era avvenuto nei primi anni del PRC un valore aggiunto.
    Nulla di tutto ciò è stato fatto ed ora ne paghiamo tutti le conseguenze.
    E non sono le conseguenze di una scissione, ma le conseguenze di un’inadeguatezza che hanno sia coloro che resteranno, sia coloro che se ne andranno.

    […]

    C’è invece un progetto nuovo che stiamo mettondo in piedi. Il Partito Italiano per il Comunismo. Tra qualche giorno sarà on line anche un blog di discussione: http://versoilcomunismo.splinder.com. Per il momento esiste ma è ancora privato.

    Un progetto nel quale stiamo mettendo assieme alcune pratiche che abbiamo condiviso in questi anni di militanza. Un progetto fluido. Sul blog è già postata la carta d’intenti. Ed è ciò che si troverà appena sarà reso pubblico.

    E a proposito di esperienze, proprio discutendo di questo progetto, citavo Pierre-Jospeh Proudhon. Oggi ho comprato “le monde diplomatique” è ci sono quattro pagine dedicate all’anarchia e in particolare proprio a Proudhon, di cui ho scoperto che oggi ricorrono i 200 anni dalla nascita.
    Un pezzo del giornale si conclude con queste periodo: « negli attuali tentativi di “modernizzare” il socialismo, c’è forse spazio per un’ideologia che proponga una rottura di classe radicale ma pacifica; che esiga di organizzare la società in funzione di una divisione mutualistica del lavoro e miri ad una minore differenziazione dei salari; ricerchi la giustizia preoccupandosi dell’economia; privilegi la rappresentanza socio-professionale rispetto a un suffragio universale costantemente a rischio di degenerare in cesarismo; dichiari guerra agli speculatori e alle grandi ricchezze; predichi un federalismo radicalmente decentralizzato e per nulla liberista? O Proudhon è invece destinato soprattutto a coloro che, più marginali e meno mediatizzati, preferiscono i circoli libertari ai palcoscenici televisivi?»”

  191. scusate ll’ off topic

    Iniziative in Italia per Gaza 16 gennaio

    – venerdì 16 gennaio a Roma, ore 9-21, presidio in Largo Goldoni
    – venerdì 16 gennaio a Vicenza, intera giornata, presidio a Porta Castello
    – venerdì 16 gennaio a Taranto, ore 18, presidio in P.zza Immacolata
    – venerdì 16 gennaio a Foggia, ore 17-21, presidio in P.zza De Sanctis
    – venerdì 16 gennaio a Milano, ore 20,30, in via dei Transiti 28 cena per finanziare partecipazione a manifestaz. nazionale del 17 a Roma

    Pullman per la manifestazione a Roma

  192. Saverio Aversa Says:

    Caro Ramon, tu mi fai delle domande alle quali non posso rispondere, forse dovresti farle a Bertinotti o ad altri compagni. Ho sempre espresso la mia contrarietà alla presenza di Fagioli alle iniziative del Prc, c’è anche un’intervista a Carta di qualche tempo fa, prima del congresso. Durante il congresso del mio circolo ho potuto constatare le dichiarazioni omofobe di esponenti delle varie mozioni, la prima e la quarta nello specifico. Anche l’attuale segretario della federazione di Roma si espresse contro il Pride della capitale a favore di un pride dei muratori. Certo che anche il Pd è sostanzialmente omofobo: intendiamoci, se non fossi stato già abbastanza chiaro, per me è omofobo un partito che non capisce bene la questione e non si impegna efficacemente per i diritti di chi ancora non li ha, nello specifico lesbiche, gay, trans; è omofobo un partito che fa una scaletta delle priorità e non mette certo al primo posto questo argomento. Mi sono stufato delle “concessioni” che ci fate voi eterosessuali credendo di essere illuminati e privi di pregiudizi quando non lo siete. Non basta andare ai Pride, non basta dire “ho tanti amici gay”, non basta più! Ne riparleremo quando rifondazione contribuirà a fa approvare norme che riconoscano uguali e identici diritti a partire dal matrimonio gay, alle adozioni, alla pensione di reversibilità, all’eredità, ecc. Il vostro atteggiamento buonista ma inefficace non mi interessa, non mi serve, non mi permette di sposare il mio compagno e di fare testamento a suo favore. Sono un discriminato e a voi ve ne importa poco. Buon lavoro!

  193. Luca Marini Says:

    Grande MarioGC……”una torre di avorio di lesa maesta”..è questo che è Rps.

  194. Bucharin77 Says:

    Caro Saverio buon prossimo governo venturo

  195. ma che significa? Allora Milziade Caprili che se non ricordo male era contro gli zingari? Mica si tratta di posizioni personali. Anche l’editoriale di Dino Greco ha toccato queste problematiche, che non vengono prima delle altre. Vengono tutte insieme. O tu consideri il matrimonio gay più importante della strage a Gaza? Polemiche puramente strumentali.

  196. Federico Says:

    a me saverio ti assicuro che interessa molto. forse interessava meno a rifondazione quando ha trattato i punti programmatici con il resto della coalizione all’epoca dell’elezione di Prodi….

  197. Saverio Aversa Says:

    Caro Federico io contestai subito Bertinotti e il partito dopo le famose sette righe nel Programma dell’Unione, dettate al telefono da Ruini a Rutelli. Considero sicuramente davanti a tutto le guerre e le morti ingiuste e quindi non considero certamente più importante la strage di Gaza che il matrimonio gay, scherziamo? Mi sembra strumentale anche soltanto fare paragoni di questo tipo. Sono antimilitarista, pacifista, obiettore di coscienza, gay, comunista…

  198. non ho capito saverio davvero cosa vuoi.
    non è una provocazione. se sei stanco del buonismo dovresti esserlo del buonismo di TUTTO il partito e non di questo partito di oggi. eppoi su quali lidi intendi approdare per non scontrarti col buonismo diffuso, di grazia?

  199. Federico Says:

    bene, sono contento che siamo d’accordo. allora converrai che i rischi di omofobia (intesa anche, come dici tu, considerarla un problema di serie B) c’erano prima e ci sono adesso. Ci saranno probabilmente in Rifondazione come in Rps o nella futura “la sinistra”. Io, che continuo a starmene fuori da questa contesa alimentata soprattuto dal risentimento tra gruppi dirigenti, dentro i quali ci sono purtroppo anche molti che si schierano solo a seconda di dove credono sia più probabile “campare” di politica, spero solo che il tuo punto di vista diventi veramente comune a tutti, e magari un giorno anche uno dei temi su cui ri-fondare un nuovo soggetto il più possibile largo, unitario e incisivo.

  200. Saverio Aversa Says:

    Devo rispondere a te di quello che farò della mia vita futura cara Maria? Non ci conosciamo e non credo di avere nessun obbligo a risponderti ma ci provo perchè sei gentile e sono gentile. Sono stanco del buonismo in genere, di quello dei politici italiani in particolare, di quello di tanti cittadini comuni che però hanno meno responsabilità. Forse non approderò a nessun lido, me ne rimarrò nella mia torre di avorio come dice qualcuno. Forse andrò a vivere in Spagna. Sono stanco di essere discriminato, stanco di non poter nemmeno avere un permesso di lavoro per assistere il mio compagno se è malato, di scontrarmi contro la superficialità di chi pensa che basti lottare solo per stipendi più alti per essere più liberi. Non basta.

  201. Caro Saverio,
    il problema vero è che anche in rifondazione (tutta!) si è inserito il pensiero individualista che oggi sta travolgendo la società. Ti garantisco che di discorsi omofobi (per la definizione che ne dai te) né ho sentito da ogni area e anima. Come anche discorsi razzisti anti-rom.
    Oggi ognuno guarda a se stesso e alle sue problematiche. E di lavoratori in rifondazione ce ne sono tanti. Molti meno di gay.
    E poi vuoi che un partito che in tutte le sue anime non ha ancora compreso fino in fondo il discorso femminista possa comprendere fino in fondo quello legato ai diritti omosessuali?
    Ma la risposta a questo problema del resto non credo neanche che sia nel riconoscimento delle coppie di fatto o quant’altro.
    La parte legislativa non potrà mai sostituire né cambiare un retaggio culturale che da sempre ci portiamo dietro, e che per molti è difficile da abbattere.
    Secondo me dobbiamo ricominciare proprio a parlare di distruzione delle sovrastrutture. Sono quelle oggi il nemico dei comunisti. Sovrastrutture politiche, economiche, ma anche sociali.
    Del resto il sentimento omofobo o anti-femminista cos’altro è se non una sovrastruttura di questa società.
    Certo, sarà sempre più difficile abbatterle visto che anche noi comunisti abbiamo creato ovunque sovrastrutture e da esse ci facciamo guidare. Anche alla scissione.
    Con l’affetto che ho per ogni compagni, ti abbraccio.
    Andrea

  202. Saverio Aversa Says:

    Per Federico: io non ho mai campato di politica, faccio l’educatore in un centro disabili da molti anni, un lavoro duro e utile che mi gratifica moltissimo. Il tuo augurio per un nuovo soggetto migliore a sx diventa anche il mio.

  203. Saverio Aversa Says:

    Grazie Andrea per le tue parole, la tua analisi è molto attenta e precisa. Grazie anche per l’affetto, simile a quello che ho io per i compagni, sia quelli del passato che quelli del futuro, sia per quelli contestati che per quelli applauditi. Con sincerità, sentimento facile per me, evita sovrastrutture, appunto. Grazie, ti abbraccio anche io, Saverio

  204. saverio condivido il commento sopra di federico.
    la mia non era una domanda provocatoria e nemmeno voleva essere invasiva a livello personale. spero che su questo non ci siano frantendimenti.
    la stanchezza e lo scoramento però sono momentanei e hanno toccato tutti noi nella vita. ti dedichi a molteplici attività e sei attivo nel mondo del volontariato (e lo sono anch’io quindi comprendo bene)e a volte la rabbia e l’impotenza fa fare le cose più “strane” che mai avremmo pensato di fare . mi auguro che quelle tue esternazioni pubbliche siano frutto di questa situazione e non una resa. la strada è lunga e faticosa per tutti. per ottenre i salari più alti perchè non si arriva davvero a fone mese, e per ottenere a livello formale, e non solo, la stessa parità di diritti. ma tutto questo non ci pioverà dal cielo, si deve resistere e combattere.

  205. Saverio, secondo me dovresti abbandonare certi pregiudizi e aspettare un po’ prima di dare giudizi su questa maggioranza. Ripeto: è come se io considerate le posizioni di Caprili, tacciassi RPS di essere anti-rom. Non ha alcun senso. Le contraddizioni vengono tutte insieme e questo Ferrero lo ha sempre affermato con nettezza.

  206. Credo che se Aversa e altri vogliono “sposare il proprio compagno” non possano prescindere da una battaglia condivisa con gli eteresessuali (amesso che questo sia il modo giusto di catalogare le persone). E non perché gli etero sono la maggioranza. Ma perché non esiste una battaglia sui diritti civili che non chiami in causa tutti gli esseri umani. Per essere chiari, le leggi razziali in Germania e in Italia non erano solo una questione tra ebrei e nazifascisti!
    Negli anni Settanta, quando ero bambino, sentivo compagni che davano del fascista ad altri compagni e che distribuivano patenti di antifascismo.Anche mia madre,staffetta partigiana,si è sentita dare della fascista! Nel tempo le patenti si sono raffinate: antistalinista,antisemita, antirazzista.Nella mia terra, la Sicillia, corri sempre il rischio di essere bollato (mascariato) come mafioso.
    Adesso è la volta di chi stabilisce chi è omofobico.
    Di pregiudizi ne abbiamo tutti. Molti provano a farci i conti (con i propri pregiuizi). I risultati sono lenti a vedersi. Spero però che anche quelli che con facilità, oggi, distribuiscono patenti di omofobia, coltivino qualche dubbio sulle loro granitiche convinzioni.

  207. Car* tutt*,
    scusate l’off-topic, ma credo che riguardi una vicenda dai risvolti gravi che penso possa interessarvi.
    Riguarda la manif regionale pro-Palestina indetta a Bologna per il 24 prossimo dalla comunità palestinese, i centri sociali, i GC ed altri.
    Il primo è il resoconto del mediatore con la Questura Valerio Monteventi, il secondo è il comunicato della Federazione e dei GC.
    Per quanto mi riguarda mi vien da dire che io le zone rosse le violo per principio.
    Saluti e libertà.
    Ale B.

    Due giorni fa, a nome dell’assemblea delle realtà sociali e politiche chehanno indetto la manifestazione regionale del 24 gennaio per fermare ilmassacro di Gaza, ho presentato il preavviso alla Questura di Bologna peril percorso del corteo che prevedeva: concentramento in Piazza dell’Unitàalle ore 15.30, partenza della manifestazione alle ore 16,15, viaMatteotti, ponte Galliera, Piazza XX Settembre (con breve pausa alle 17 perchi volesse fare la “preghgiera del tramonto”), via Indipendanza, viaRizzoli, Piazza Maggiore (dove si terranno interventi e dove verrà attivatoun collegamento da Gaza).
    Questa mattina alle 12 sono stato convocato in Questura e mi è statocomunicato: il corteo non potrà partire prima delle 17 e 15 (dopo cioè chele persone di religione islamica avranno già pregato, perché una preghieranell’ambito di una manifestazione non si può fare).
    Per quanto riguarda il percorso, è vietata tutta la T del centro storico e Piazza Maggiore, èautorizzato solo un berve tratto da Piazza dell’Unità a Piazza XX Settembre (andata) e poi ritorno da Piazza XX Settembre a Piazza dell’Unità.
    Io l’unica cosa che ho risposto è che questa proposta la ritengo un insultoall’intelligenza delle persone che hanno indetto la minifestazione e me nesono andato.
    Un primo giudizio politico a caldo: è evidente che la strumentalizzazionepolitica di Lega Nord, Forza Italia, Alleanza Nazionale e PD ha prodotto lanegazione del diritto a manifestare, il più elementare dei “diritti democratici”.
    In secondo luogo, da parte di queste forze politiche c’è lavolontà di oscurare il massacro della popolazione palestinese da parte dell’esercito israeliano, attraverso una campagna di criminalizzazionedella comunità araba e palestinese residente in Italia e delle realtàsociali e politiche al di fuori dello schieramento bypartisan.
    Dobbiamo rispondere immediatamente… il diritto ad esprimere le nostre idee non ce lo faremo togliere.
    Valerio Monteventi

    PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA SE FEDERAZIONE DI BOLOGNA
    COMUNICATO STAMPA
    Palestina libera, libera manifestazione

    Alcuni giorni fa le comunità palestinesi e arabe bolognesi, insieme adiverse realtà e associazioni politiche, hanno deciso di promuovere, per sabato 24 gennaio, una manifestazione regionale a Bologna contro il massacro che sta avvenendo a Gaza e a sostegno del popolo palestinese.
    Un gesto pacifico di solidarietà con la Palestina – così come è stata la manifestazione del 3 gennaio scorso – che però non sembra essere graditodalla questura bolognese, che vorrebbe impedire di fatto la manifestazione, creando una zona rossa invalicabile nel centro storico della nostra città.
    L’intenzione è quella di arrivare in Piazza Maggiore partendo da Piazza dell’Unità, ma i vertici della questura vogliono fermare il corteo in Piazza XX Settembre.
    Questo è un veto inaccettabile, che rivela un atteggiamento di tipo razzista e sprezzante della democrazia, poichè mira ad impedire il sacrosanto diritto di manifestare pubblicamente il dissenso contro la guerra genocida israeliana, creando oggettivamente un inutile clima di tensione, che va invece evitato.
    Chiediamo la revoca di questa decisione e chiamiamo le forze democratiche e progressiste di questa città ad esprimersi chiaramente per la libertà di manifestare garantita dalla nostra Costituzione.
    In questo momento sarebbe un atto colpevole e grave l’equidistanza.
    Segreteria Provinciale Prc-Se di Bologna
    Giovani Comunisti/e Bologna

  208. Federico Says:

    Saverio, naturalmente non mi riferivo a te. Sollevo solo un problema che è quello del “professionismo” in politica e che considero un problema anche questo di serie A per un qualsiasi soggetto che si pone l’obiettivo ambizioso di costruire un mondo nuovo e migliore….

  209. in ogni caso saverio se davvero sei in buona fede, lasciati dire che ti sei fatto strumentalizzare alla grande, e questo non è bello.

  210. “È omofobo un partito che fa una scaletta delle priorità e non mette certo al primo posto questo argomento”?
    Non siamo più alla rivendicazione della parità di livello tra rivendicazioni sociali e civili, qua siamo al delirio che vorrebbe trasformare un partito in un sindacato. Se ognuno stesse, caro Saverio, nel partito in cui la contraddizione che vive con maggiore forza è considerata la priorità assoluta, avremmo il partito dei metalmeccanici, quello dei precari, quello dei giornalisti, quello degli zingari, quello dei gay, quello degli immigrati, per non parlare della situazione che si imporrebbe a un povero operaio magrebino omosessuale, costretto a scegliere “la priorità” a cui dedicare tutta la sua vita politica…
    Evitiamo le caricature, per favore. Lottiamo per la libertà e l’uguaglianza senza richiedere di continuo trattamenti speciali e sfruttare rendite di posizione con comportamenti che non fanno onore a nessuno. Se io sto male in un partito perché non condivido la linea mi attacco, ma se per caso dico di essere gay, allora diventa un caso. Questo significa ridicolizzare a fini strumentali un’onorevole battaglia di libertà. Bleah…

  211. Andrea, condivido alcuni punti della tua analisi e non altri (il giovanilismo, ad esempio, che vista la situazione delle giovanili di partito, metterei da parte per un po’), ma al di là di tutto: abbiamo davvero bisogno di un nuovo partito? E di ripartire da Proudhon (come voleva fare Craxi 20 anni fa o giù di lì)?

  212. Rifondazione Comunista è uno strumento per cambiare la società?
    Se è così, accortisi che è inefficace e incapace di dialogare con le persone, un comunista che vuole cambiare la società non dovrebbe porsi il problema di modificare gli strumenti?
    Una sinistra che metta insieme comunisti e chi comunista non si sente non sarebbe forse uno strumento più utile a interloquire con le persone e rilanciare le rivendicazioni?
    Se non esiste più (diverso da non esiste e basta) una coscienza di classe, un senso di orgoglio e di appartenenza ad un ceto produttivo non proprietario e proletario è utile continuare a parlare solo a coloro che non si sentono nè proletari nè una classe?
    Non è più intelligente provare a rilanciare la propria efficacia attraverso un linguaggio diverso che intercetti i bisogni (il cui significato da marx ad oggi si è trasformato moltissimo) e i desideri (I DESIDERI) di quel popolo che Rifondazione vorrebbe rappresentare ma con cui neanche dialoga?
    Siamo un partito di pensionati agiati, di bianchi-maschi-eterosessuali, di ceti poltiici e politicini, di circoli amicali. Rifondazione non è più un soggetto di massa, non è più un interlocutore. Da quando Ferrero è segretario non abbiamo aumentato di 1 sola unità la nostra militanza, la nostra efficacia, la nostra riconoscibilità. E’ un dato di fatto. E un percorso lungo di riconquista della centralità dei temi e dei contenuti che riteniamo essenziali, passa attraverso la capacità di essere efficaci.
    Mi dispiace, ma a me della diatriba quasi pettegolezzaia tra Ferrero, Rocchi, Mantovani e Ferrara non mi interessa nulla. Quello che mi interessa è come tornare a cambiare la realtà. O perlomeno ad influirne.
    Queste sono le ragioni per cui un comunista, un movimentista, come lo sono io continuerà nella strada unica per ritornare ad avere una sinistra protagonista: La costruzione di un unico grande soggetto di sinistra che tenga dentro Rifondaroli, Comunistitaliani, verdi, democratcidisinistra, socialrivoluzionari e chi più ne ha più ne metta, tutti solo come singoli individui, con una loro intelligenza, con il loro potere di decisione.
    Finchè Rifondazione continuerà ad essere Rifondazione, sola, pura e diritta all’obiettivo individuale, il nostro futuro è assai grigio, triste e di sconfitta.
    Non volete provarci? Almeno rispettate e state a guardare con attenzione ed interesse chi ci prova, perchè magari apre spazi anche per voi. Tutto il resto, questa rabbia, questa voglia di rivalsa, questo clima da resa dei conti è stupido, infantile, deleterio e anti-comunista

  213. non è vero che i comunisti non sono aumentati da quando c’è Ferrero. Io sono un esempio. Oggi ho anche comprato 2 copie di Liberazione per la prima volta nella mia vita.

  214. Libero Alberti Says:

    Va beh, facciamo un censimento, io ne compravo sempre una copia e ora non la compro più…. siamo pari 🙂

  215. no. non vogliamo provarci.
    parlo per me.
    non condivido quello che sta facendo andrea (col quale mi confronto da tanto tempo ma ora davvero non comprendo più) e non condivido nulla di questo intervento di confa.

    Non volete provarci? Almeno rispettate e state a guardare con attenzione ed interesse chi ci prova, perchè magari apre spazi anche per voi. Tutto il resto, questa rabbia, questa voglia di rivalsa, questo clima da resa dei conti è stupido, infantile, deleterio e anti-comunista.

    questo lo chiediamo noi a voi. cambiando la domanda a: “non volete provarci a rilanciare rifondazione?” il resto che segue vale per voi in questo clima che avete esasperato all’ennesima potenza. e non per noi.
    scusate, eh!

  216. Luca Marini Says:

    Confa la sinistra arcobaleno e la costituente di sinistra sono fallite. Una grande sinistra che tenga dentro……identifichi un organizzazione politica come un contenitore senza contenuti, che tenga dentro gli ex appartenenti ai vari partiti. E’ in pratica la descrizione della sinistra arcobaleno che mi sembra gli stessi individui dei partiti abbiano bocciato, figuriamoci le altre persone.

  217. scusa luca, so che a te posso dirlo perchè abbiamo una certa confidenza ci conosciamo da tanto tempo e ci volgliamo bene. non ti pare che ritornare a discutere sempre della stessa solfa ci impedisca di lavorare bene e continuare per la nostra strada per perseguire i nostri obiettivi?
    alessandro ha postato una bella situazioncella a bologna, che credo non sia un problema da poco. sarebbe il caso di pensare a RIFONDAZIONE COMUNISTA.
    a chi non ci crede più in rifondanzione, un in bocca al lupo.
    ci ri-incontreremo sulle lotte e battaglie comuni.

  218. elisabetta Says:

    x Confa
    “Da quando Ferrero è segretario non abbiamo aumentato di 1 sola unità la nostra militanza, la nostra efficacia, la nostra riconoscibilità. ”
    A parte il fatto che non è detto che sia cosi’ (io mi reinteresso proprio da dopo il congresso e dalla scissione), magari andrebbero analizzate anche le ragioni. Alcune talmente giganti da non poterle prendere in considerazione, manco per i piu’ rancorosi. La visibilità’.
    Io rappresento (mi ci metto per lo meno) l’italiano medio, forse addirittura mediocre. Ecco a un italiano medio non è dato di conoscere quasi mai l’opinione di Ferrero. Che piaccia o no è il leader. Mentre sempre un italiano medio conosce benissimo i punti di vista di vendola o sansonetti (nouvelle prezzemolino della tv. Avevamo scampato la campagna sul nuovo libro di Vespa ora non ci viene risparmiata la finta uscita di stile di sansonetti. Parlo de La stampa de la7 del riformista di repubblica di un po’ tutto)
    é normale tutto cio’?
    Ferrero te lo devi andare a cercare. In tv ciccia.
    Comunque tornando al tuo postulato ribadisco. La conta ancora non è fatta.
    Non credo saranno poi cosi’ pochi gli stanchi o i delusi o ancora gli illusi. O chi per lo meno ancora non ci dorme la notte sull’ossimoro “Forza di lotta e di Governo”
    buondì

  219. Luca Marini Says:

    Maria lungi da me avere confidenza con una settaria, in aggiunta anche astemia……..
    Scherzi a parte penso che la tua preoccupazione sia più che legittima ed è anche causata da un certo pettegolismo che ci induce a perdersi nei botta risposta e da una certa dose di massmediatismo che in questi anni, come a più volte denunciato Ramon, si è fatto largo anche nel nostro partito.
    Penso e spero che queta fase, che agli occhi di tanti o pochi che ci osservano (forse in modo superficiale) dall’esterno si è connotata soprattutto per i botta risposta tra i vari dirigienti, stia volgendo al termine…
    Però penso anche che la dialettica interna, se seria e non a suon di invettive, sia importante.
    E’ importante il confronto e il mantenimento di una certa criticità.
    Anche venire su questo blog, leggere i commenti e postarne di propri, al limite potrebbe essere considerato tempo tolto ad altri scopi, ma sinceramente questo tempo non lo reputo perso, perchè dal confronto ho potuto consolidare alcune mie convinzioni e metterne in discussione altre.

  220. guarda luca che io non ho nessun timore e preoccupazione, almeno che mi riguardi. ho le idee ben chiare e a mio avviso la dialettica è un conto (quello che si è fatto con saverio, al di là di tutto e delle sue posizioni), è stato un confronto costruttivo. quello di andrea e di confa per me non lo è. proprio per niente. ma è un opinione personale e tale deve essere considerata.
    grazie per la settaria eppure astemia. gentilissimo. vero gentelman 🙂

  221. ciao ramon, leggendo il giornale ieri mi auguravo che riducendo come sarà inevitabile per ragioni economiche l’organico, si puntasse anche su collaboratori esterni come barnard o carotenuto, gente esperta. puntare su un parco collaboratori dei giornalisti esclusi in italia. possibile? barnard sulla palestina è preparatissimo.

  222. e avendo letto stamattina le critiche di sansonetti e della armeni a santoro, mi sono detta: in tempo per un soffio! vi immaginate l’articolo?

  223. lucaocchionero Says:

    X Saverio Aversa: non discuto con chi mi accusa di essere un razzista, non dialogo con te fino a quando non smentisci quel vomitevole articolo apparso sulla vecchia Liberazione di Sansonetti in cui si accusa questo partito di razzismo con il tuo silenzio che evidentemente approva quel calunnioso articolo. Nè capisco cosa c’entri la denigrazione del PRC con i campi di concentramento per zingari ed ebrei, ma forse un giorno avrai la bontà di spiegare questo tuo post sibillino ai lettori di questo blog.
    X CONFA: se tu hai scambiato Ferrero per San Gennaro ci credo che sei deluso\a. E contesto questa tua mentalità secondo la quale i progressi di un partito si vedono solo dai tesserati in più. Io non so se a Ta abbiamo avuto tesserati in più(le tessere 09 le abbiamo avute solo ieri) sta di fatto che abbiamo fatto già più di 30 iniziative pubbliche, stiamo organizzando i gap, un giornalino per i lavoratori fatto in federaz con il ciclostile e sono già pronti due circoli aziendali che prima non c’èrano, tra cui uno importantissimo dentro l’ILVA che non abbiamo mai avuto. Quanto al resto della sinistra ti dò una brutta notizia: se parte questa “sinistra senza aggettivi” preparati ad un nuovo congresso a mozioni contrapposte: Fava col programma del socialismo europeo(sinistra di governo) e Vendola(se non cede prima) col programma della sinistra europea. Uno dei due sarà segretario. Tanti auguri!

  224. Caro Luca,

    tutto benissimo, però, come ha scritto molto bene anche Germana Alberti von Hofe sul blog di Paolo Ferrero, non si sfugge al dato di fatto che in Italia più guelfi e ghibellini siamo, più ci scindiamo e ci attacchiamo vicendevolmente, più sembra che siamo contenti.

    In tutta Europa, e non solo (vedi l’America Latina), si è riusciti negli ultimi anni ad organizzare partiti di sinistra unitari più avanzati e alternativi/competitivi con i clasici partiti socialdemocratici tradizionali. Con risultati alterni, ovviamente. Dove i locali partiti socialisti schifeggiano o hanno schifeggiato, come in Francia e in Germania, le cose sono andate o vanno bene per LCR e Linke, dove invece i partiti socialisti sono in qualche modo (anche solo apparentemente) più collocati a sinistra, allora si fa più fatica (vedi la crisi di IU in Spagna).

    In ogni caso, applicando semplici principi di intelligenza, di buona volontà, e di serietà, e soprattutto stando ad ascoltare e ad ascoltarsi per imparare tutte quelle cose che gli altri possono dare e che non si possono capire o sapere tutte da soli (e sono e saranno sempre tante, queste cose), in pochi anni sono sorti dappertutto in Europa soggetti unitari della sinistra avanzata, che non hanno lasciato spazio a nessun tipo di frammentazione e hanno dimostrato allo stesso tempo di non subire il fascino né del governismo politicista che non pone in questione l’esistente, né dell’astratto e sterile identitarismo che attende fiducioso il “collasso” e la “catastrofe” per avere finalmente un ruolo altrimenti precluso (e possiamo concludere che questa strategia di solito non ha portato a grandi cose, dal 1917 in avanti).

    Percorso non facile in Italia, me ne rendo conto, ma che certo deve essere tentato. C’è una fascia enorme ed ampiamente maggioritaria di persone e di cittadini, di lavoratori, di gente che sgobba e studia seriamente, che se certamente non ne può più del ceto politico del PD e dei partitini satelliti, corrotto e subalterno alla destra e al capitale più becero, certamente non può e non potrà subire il fascino del PRC astrattamente “comunista”, “movimentista”, non seriamente inserito in nessuna grande arteria dei cambiamenti possibili, auspicabili, e razionali, qui e adesso, scollegato dalle grandi fasce sociali più avanzate e più moderne.

    Io credo che questo sia il grande problema di cui dovremmo discutere. Vendola lo affronta purtroppo in maniera furbesca e ipocrita, senza riuscire, nonostante i goffi tentativi retorici, a nascondere che l’essenza dell’operazione è quella di salvare un ruolo di appoggio governista al PD (e quindi anche un po’ di poltrone, e, last but not least, il suo ruolo personale).

    Tuttavia il problema sussiste, e arrivare un giorno a qualcosa di analogo alla Linke, o a un benedetto partito del progresso e del lavoro, che facciano tesoro non solo dei Grundrisse ma di tutto quello che abbiamo imparato prima e dal 1883 in poi (ed è un bel po’ di roba) , sarebbe un grandissimo risultato, che davvero potrebbe far ripartire il movimento della politica anche in Italia. Se invece decidiamo solo di resistere, contandoci e tenendo bene alzata la bandiera, e intanto aspettiamo il “muoia Sansone con tutti i filistei”, questo probabilmente avverrà, anche perché nessuno fa più politica seriamente in Italia. Ma non sarà un evento da festeggiare, perché, dopo, ci sarà solo la barbarie, e anche noi saremo pienamente coinvolti in essa, anche se formalmente esisteremo ancora. Alla fine da un nuovo medio evo chi ci avrà da guadagnare saranno soltanto le forze della reazione e dell’oscurantismo (e sento Joseph che già si frega le mani). Se possibile, cerchiamo di evitarlo, questo esito, e se possibile, tutti insieme.

  225. car* compagn*,da tempo seguo questo blog forse nella speranza di trovare qualcuno che riesca ad esprimere quello che penso ma da sola non so dire.Sono iscritta a PRC da pochi anni , mi manca la “scuola politica” che mi aiuti a leggere la realtà e purtroppo ,da questo punto di vista , la mia federazione è assolutamente insuff. Non so se sia un tratto diffuso del partito,ma le possibilita’ di crescere in consapevolezza qui sono pochine.
    io, all’epoca del congresso ho votato la 1, senza esitazioni perchè l’esperienza della campagna elettorale della sinistra arcobaleno è stata devastante,perche’la prospettiva di uno scioglimento del partito senza alcun coinvolgimento della base mi ha tolto ogni fiducia nella dirigenza pregressa,perche’ i contenuti della proposta delle altre mozioni ( in specie la 2) mi pa revano fumosi ,velleitari,privi di quel pò di umiltà che credo debba attenere ad un partito sonoramente sconfitto.
    Nel mio territorio fatichiamo ad impostare un lavoro continuativo ,fecondo.La assenza dei compagni che non si riconoscono nella linea nazionale si fa sentire.Piu’ in generale il territorio ,seppur attraversato da una crisi senza precedenti ,fa parte di una regione dove i servizi,almeno sulla carta ci sono, il volontariato è molto attivo,le coop vendono il pane ad
    1 euro .I bisogni ci sono, eccome, ma è molto complesso scavare dentro l’apparenza di un welfare efficiente per far emergere spazi di azione .
    lo stimolo a scrivere mi viene da Mario perche’ credo esprima un sentire molto diffuso ( anche se forse non così ben argomentato) :siamo in molti a non riconoscerci nella descrizione che viene data dell’attuale maggioranza di PRC ( identitari,chiusi,ecc ecc) io sono entrata in PRC senza un esame di comunismo,in cui sarei stata sicuramente bocciata,ho conosciuto un partito “meticcio”dove non era richiesta ortodossia .io sono ancora qui e con me molti degli altri,non credo che possiamo trasformarci in comunisti identitari .e i molti come me vivono Prc come necessaria ma non sufficiente e vedrebbero con estremo favore un processo di formazione di una sinistra unitaria,intendendo però con questo non una aggregazione frettolosa di formazioni politiche in declino. A me pare che Prc stia provando con coraggio a sperimentare un nuovo modo ( o modalità rinnovate ?) di pratica politica mettendoci un discreta dose di umiltà oltre a continuare ,nelle piccole realtà territoriali che conosco ,ad avere uno scambio quotidiano con soggetti vicini ( vengo ad es. dall’essere stata in piazza con le donne in nero ).Non è possibile pensare che da pratiche politiche diverse nascano relazioni diverse, piu’ aperte ,e che il partito sociale possa essere una lezione di concretezza e realtà ,un antidoto alla deriva istituzionale ?

  226. Bucharin77 Says:

    cara Elena non ho capito bene il tuo discorso. Sarebbe importante che tu lo esplicitassi meglio.
    Per la manif. di ieri: molto partecipata. Buon spezzone del partito, ma secondo me non sufficiente. Eravamo un migliaio e avremmo dovuto essere almeno tre volte tanto. Poi – e non è la prima volta – eravamo soprattutto noi romani, ma gli altri dove cavolo stanno? E poi ‘sta cosa che ci dobbiamo mettere sempre in fondo al corteo anche se poi alla fine siamo i più numerosi un pò mi comincia a scocciare. Gruppi e gruppetti sempre avanti – non parlo delle comunità immigrate naturalmente – e noi sempre in fondo. Spero che prima o poi la penitenza da fare per la partecipazione al governo Prodi finisca.

  227. E’ vero noi siamo sempre i più numerosi ma sempre ci mandano dietro,quasi sempre succede che nelle manifestazioni i partiti vengono mandati in fondo.
    Ottima presenza del PRC sia a Roma sia in Umbria.
    Continuiamo cosi’!!!

    PS:Compagno Bucharin77 sono calabrese non possiamo fare continui viaggi a Roma,siamo venuti in massa l’11 ottobre e il 17 ottobre.

  228. Bucharin77 Says:

    no caro Puffo Russo figurati, non mi riferivo a quelli come te che non sono venuti a Roma, ma a quelli del partito che magari sono venuti e stavano chissà dove.

  229. Luca Marini Says:

    Ci sono alcuni passaggi della risposta di Ferrero su Liberazione di oggi, che secondo me dovrebbero farci riflettere, in particolare la parte che riguarda la gestione unitaria:

    “In altri termini deve essere chiaro che i congressi, le votazioni, le scelte, devono servire a decidere la linea del partito ma non devono diventare una modalità di selezione dei dirigenti che regolarmente metta ai margini una buona fetta degli stessi. Noi dobbiamo essere in grado di funzionare in modo democratico ma evitare che l’esercizio della democrazia diventi il regolare e periodico massacro del gruppo dirigente. Per questo penso che sia necessario, oggi, rilanciare la gestione unitaria del partito; perché il congresso è servito a decidere la linea ma è necessario che tutti i compagni e le compagne che scelgono di stare in Rifondazione, al di là della specifica posizione politica, siano valorizzati pienamente nelle loro capacità.”

    Quello della gestione unitaria è stato un punto importante del congresso, ma anche uno dei più delicati, e se si guarda bene forse l’unico punto del documento di Chianciano che non ha trovato una attuazione nei fatti.
    Conosciamo le cause e cioè il rifiuto dei dirigenti della mozione 2 di entrare nella segreteria, ecceto il tesoriere Boccadutri.
    D’altra parte occorre anche essere seri: la gestione unitaria è difficile da realizzare se una parte consistente non condivide la linea uscita democraticmente vincente.
    Ora Ferrero la rilancia per valorizzare i compagni che decideranno di non seguire l’evetuale scissione, e per come dice lui giustamente, per superare una vecchia abitudine del ” chi vince prende tutto”.
    Se il riferimento è al congrsso di Venezia secondo me il parallelismo è sbagliato, lì le minoranze furono estromesse dalla gestione, a Chianciano la minoranza ha rifiutato la gestione unitaria.
    Il punto che secondo me è più critico è che per raggiungere maggiore democrazia ( nessuno escluso) si possano adottare meccanismi non molto democratici.
    Chi e come infatti deciderà se prevedere nuovi incarichi dirigenziali, se non una parte ristretta del gruppo dirigente stesso?
    Non so Ramon il rilancio della gestione unitaria ora potrebbe portare a diverse beghe.

  230. lucaocchionero Says:

    Mario ed Elena le vostre preoccupazioni sono anche le mie e, se ho ben capito(ma ho capito bene) anche del gruppo dirigente del PRC. Nessuno ha mai coltivato l’illusione che il PRC potesse essere un soggetto politico sufficiente a concepire ed eseguire una trasformazione della economia e della società. Nè il PRC è nato per bastare a se stesso. Il PRC deve creare il movimento sufficiente(i movimenti sufficienti) affinchè questo obiettivo si possa realizzare in un medio-lungo periodo, e deve esso stesso partecipare in maniera paritaria alla trasformazione insieme ai movimenti che è riuscito a creare. Questa è stata la storia del PRC prima che andasse al governo, questa è la storia che riprende il cammino oggi dall’opposizione. Mi pare anche che il segretario nazionale abbia più volte detto che non si chiude il dialogo con le “forze” politiche o partitiche a sinistra del PD, ma esso deve essere fecondo di progetti utili non solo alla nostra stessa esistenza come “sinistra” ma al nostro obiettivo di cui prima(trasformazione della economia e della società). Per questo è stato proposto a tutte queste formazioni politiche un coordinamento permanente volto al confronto, alla discussione continua su tutti i temi che devono essere affrontati, in particolare sul tema generale della opposizione al governo Berlusconi ed alle sue politiche. Normalmente l’avvio di un dialogo non è fine a se stesso, cerca di raggiungere un obiettivo che, ad esempio, potrebbe essere una “sinistra plurale” fondata su contenuti, principi ed obiettivi politici condivisi, magari inseriti su di un unico programma e che può di certo soddisfare gran parte di quelle persone che non si sentono affatto appagate dal nuovo centro che avanza rappresentato dal PD e l’UDC. Ma io mi e vi chiedo: per raggiungere questo obiettivo ritenete di utilizzare un dialogo costruttivo, sincero e paritario tra queste forze politiche, oppure la comunione forzosa ,e lasciatemelo dire, anche un pò autoritaria all’interno di un partito unico che le classi popolari rischierebbero di non capire? Mi pare ovvio che il cammino da seguire sia quello tracciato a Chianciano e dall’attuale segreteria del PRC , ovvero dialogo tra tutti i soggetti a sinistra del PD, dialogo speciale coi movimenti antagonisti, confronto costante e sincero, ma mantenendo ognuno le proprie caratteristiche culturali, la propria identità(sapere chi si è non è mai stata una parolaccia!), la propria storia. In ogni caso continuiamo a parlare di contenitori(questo alla fine sono i partiti politici: solo “contenitori”). Io ritengo che il PRC e la sinistra italiana abbiano più che altro bisogno di “contenuti” da ottenere mediante il lavoro sul territorio, mediante la costruzione di conflitti e di forme di mutualità e di solidarietà. Il Prc e la sinistra italiana hanno bisogno di pensare di meno alle grandi costruzioni partitiche(fusioni, scissioni, e alleanze) e molto di più a come fare qualcosa di utile per le classi popolari che da anni abbiamo lasciato a se stesse illudendoci che dalle istituzioni(e quindi dall’alto) potessimo risolvere i loro problemi. Che fosse una delusione lo abbiamo scoperto il 13 e 14 aprile. Ciò che voglio dire è che prima di parlare di nuove eventuali forme partitiche è necessario parlare della sinistra “sociale”, del “partito sociale”

  231. Luca Marini Says:

    Ben detto Luca Occhionero!

  232. lucaocchionero Says:

    grazie, grazie!

  233. Francesco Caruso cerca medici e personale sanitario disposto a partire sabato per Gaza e lavorarci una settimana.
    diffondete. grazie

  234. Caro Ramon,
    è vero che alta è stata la confusione sotto il cielo… soprattutto in questi utlimi mesi, anzi dai tempi del governo Prodi, e io pure non sono stata esente da dubbi, lo confesso, figuriamoci la persona che non segue molto la politica e afferra una notiziola qua e là!

    A Chianciano il 24 sarà quel che sarà, i compagni/e sono tutti/e grandi e vaccinati e si suppone sappiano quello che fanno. Credo che ora pure noio sappiamo meglio quello che facciamo (“noi” generico che non vale per chi aveva le idee chiare da tanto tempo..) e il cammino da percorrere è meglio delineato.

    I problemi sono tanti e neanche semplici, ma ri-cominciamo!
    Saluti a Te e tutti/tutte.

  235. caro saverio, la mia domanda, invece, era pertinente. io non ho mai pensato che il signor fagioli potesse neanche lontanamente far assumere a bertinotti e agli altri allora dirigenti di rifondazione posizioni omofobe. chiedo a te perché dovremmo noi essere influenzati o condizionati, per giunta per interposta persona. nella risposta a questa domanda sta la strumentalità di quanto anche tu hai detto sulla nuova maggioranza che dirige il partito.
    quanto alle altre tue osservazioni:
    credo che alcune parole siano significative, molto significative.
    le riporto affinché tutto sia chiaro.
    “per me è omofobo un partito che non capisce bene la questione e non si impegna efficacemente per i diritti di chi ancora non li ha, nello specifico lesbiche, gay, trans; è omofobo un partito che fa una scaletta delle priorità e non mette certo al primo posto questo argomento.”
    io sottoscrivo parola per parola. sottoscrivo anche le virgole e la punteggiatura.
    anzi, dico di più. e, scusa la lunga autocitazione dalla mia lettera ad angela azzaro, aggiungo:

    “So di affrontare un tema complesso che meriterebbe ben altri approfondimenti. Ma vorrei dirti che le tue frasi “Battaglie spesso scomode, non amate da una parte consistente del partito. … per dire che i diritti di gay, lesbiche e trans non sono secondi a nessuno. Per dire che la libertà è un valore grande e fondamentale quanto l’uguaglianza” sono più che condivisibili (tranne forse quel “parte consistente del partito” che se allude a posizioni politiche è proprio fuori luogo). Ma non danno conto dei necessari nessi e legami sui quali agire culturalmente e politicamente affinché le lotte economiche, sociali e per i diritti civili (e tralascio quelle culturali ed ambientali perché il discorso si farebbe troppo lungo) facciano parte, alla pari, di quel “movimento reale che abolisce lo stato di cose presente” di marxiana memoria.

    Non parlo solo delle bandiere liberali che la borghesia getta nel fango ogni volta che sente minacciati i propri privilegi. Parlo di una precisa formazione sociale prodotta da un sistema economico, il capitalismo dei nostri tempi, contraddistinta dalla solitudine degli individui, dall’insicurezza sociale e dalla distruzione e disgregazione della stessa società. Il modo di produzione attuale non è innocente rispetto alla gerarchizzazione della società, all’autoritarismo necessario a governarla per riprodurre il sistema, alla tendenziale emarginazione di ogni bisogno di liberazione. Gramsci, e scusa il riferimento identitario, ben descriveva, in Americanismo e Fordismo, i nessi tra l’organizzazione fordista della produzione e la ventata moralista, proibizionista e autoritaria dell’epoca, che arrivava a mettere in discussione perfino la vita notturna nelle città statunitensi.

    Con ciò non voglio negare l’economicismo che ha imperato nel pensiero comunista, socialista e della sinistra in genere nel secolo scorso. Sebbene nel movimento operaio non siano mai mancate ispirazioni libertarie e critiche feroci all’economicismo. Come non mi sogno di negare l’esistenza di uno dei sottoprodotti più nefasti dell’economicismo: la subalternità e spesso la condivisione di una concezione patriarcale del mondo, spesso ispirate dall’ancor più meschina ricerca del consenso (per il potere detenuto o elettorale fa lo stesso) assecondando i tanti “sensi comuni” e pregiudizi presenti nel popolo circa i costumi, la morale dominante, la famiglia e la religione.

    Tuttavia penso che per battere l’idea della separatezza, e della gerarchia, fra uguaglianza e libertà sia più utile illustrare i nessi fra una e l’altra e agirli politicamente piuttosto che fare prediche che rischiano solo di rendere “nemici” inconciliabili i fautori dell’una o l’altra erronea priorità.

    In altre parole c’è una verità interna nella posizione di chi dice “ma che sinistra è questa che si occupa solo di diritti civili e se ne frega degli operai?”, come in quella di chi dice “ma che sinistra è questa che pensa che le persone, e gli operai, pensino solo col portafoglio?”.”

    ecco, caro saverio. come vedi io non faccio gerarchie ed elenchi di priorità né sottovaluto l’importanza del tema dei diritti civili degli omosessuali. non solo perché penso che sia giusto dal punto di vista etico ma anche per avere un progetto efficace di lotta contro la formazione sociale vigente.

    so bene che per costruire questa consapevolezza bisogna combattere contro pregiudizi e concezioni patriarcali ed omofobe che albergano anche fra elettori, iscritti e militanti di rifondazione (senza dire come è stato fatto che albergano solo in una maggioranza perché é una pura scemenza).
    so bene che non basta scrivere sui documenti le cose giuste (ma anche che dire ingiustamente che nei documenti del nuovo corso del partito le cose giuste non ci sono è vergognoso!) e che ci vuole battaglia e anche conflitto attivo dentro il partito.
    so bene che condurre la battaglia comporta avanzamenti, momenti di stasi e perfino arretramenti che, quando ci sono, vanno denunciati senza guardare in faccia a nessuno.
    ma non è accettabile che ci siano processi alle intenzioni sulla base di un pregiudizio vergognoso secondo il quale se uno dice che il comunismo non è un ferrovecchio e non è indicibile gli viene attribuita l’intenzione di liquidare le lotte per i diritti civili o, se va bene, di rubricarle fra le cose minori. pensare così, agire così, oltre che scorretto e irrispettoso per il pensiero altrui è anche controproducente per la stessa causa che si dice di voler difendere.
    infine, caro saverio, c’è un’altra tua citazione che, invece, critico fortissimamente.
    eccola:

    “Ne riparleremo quando rifondazione contribuirà a fa approvare norme che riconoscano uguali e identici diritti a partire dal matrimonio gay, alle adozioni, alla pensione di reversibilità, all’eredità, ecc. Il vostro atteggiamento buonista ma inefficace non mi interessa, non mi serve, non mi permette di sposare il mio compagno e di fare testamento a suo favore. Sono un discriminato e a voi ve ne importa poco.”

    dunque dire cose giuste è buonismo. e un partito è utile o meno se “fa approvare norme”.
    dovrei dedurne che siccome andare alla manifestazione contro la guerra non ferma la guerra andarci è buonismo ed è inutile. lo stesso sui morti sul lavoro o sulla precarietà. dovrei dedurne che siccome non si riesce a vincere una battaglia ciò dimostra che tu sei un discriminato e a “noi” (in questo noi spero tu voglia mettere anche tutte le lesbiche e i gay che hanno votato la mozione uno al congresso, e che sono tanti/e) non importerebbe nulla!
    ma come si fa a dire una cosa del genere! come si fa!
    ciao

  236. caro confa, ma ti rendi conto che dentro la tua tirata c’è solo che dovremmo cambiare linguaggio e che ci vuole un contenitore per tutti? ma ti rendi conto che esattamente questo modo di vedere le cose è totalmente privo di contenuti?
    io non voglio impedire a nessuno di fare ciò che vuole. vuoi fare un nuovo partito che parla un linguaggio nuovo e che contiene cose diverse? fallo. chi te lo impedisce! ma, per favore, non essendoci più la coscrizione obbligatoria non puoi pretendere che chi non la pensa così rinunci ad esistere per favorire il tuo progetto.
    e dai!

  237. Prc: anche a Roma la scissione è minoritaria:titolo del sito di informazione dazebao.
    Si stanno sciogliendo come neve al sole

  238. Luca Marini Says:

    Ramon sono andato a rileggermi il tuo articolo ” Identità Comunista e Innovazione” postato sul blog il Giugno scorso.
    Allora Ramon siamo davvero all’indomani della prima scissione per motivi identitari nella storia del Prc?
    Ed è il non aver affrontato seriamente il tema della critica del potere, che ci ha portato all’incapacità di evitarla?

  239. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    sono “curioso” di sapere se negli obbiettivi di rc ci sia una presenza parlamentare nel prossimo turno elettorale. Forse la domanda apparirà ingenua ma credo che sia una questione non da poco. Tra tutti i post che leggo non capisco perchè questo tema non venga neanche mai affrontato,
    si da per scontato che sia un’appuntamento inevitabile di verifica e di sopravvivenza? Da quanto emerge negli eventi degli ultimi periodi per semplicità dall’ultimo congresso ad oggi l’immagine che ne esce non mette in risalto particolari attitudini di vita democratica interna al partito.
    Posso sbagliarmi ma l’idea che mi sono fatto attinge oltre che da questo blog a blog militanti,non attraverso liberazione o media classici.
    La questione sulla natura della democrazia oggi in italia e nel mondo non sembra ,a mio parere,una sfumatura di contorno.Pochi e sempre meno credono alla democrazia come sistema di giustizia.E’ il meno peggio a disposizione. Come tutte le cose non è un dogma e c’è democrazia e
    democrazia.Ma la questione di fondo è un partito comunista può porsi
    come obbiettivo di essere interprete di una vera democrazia in italia?
    Il comunismo è o non è un’alternativa alla democrazia?
    un caro saluto,viva la vita!

  240. Cari compagni, leggo spesso il blog anche se non intervengo quasi mai. Vorrei un vostro parere sulla “lettera aperta alla sinistra di classe” dei compagni di sinistra critica. Credete sia possibile nel breve termine un riavvicinamento? Cosa sta avvenendo in questo senso nei vostri territori? Ve lo chiedo perchè ad Avellino la collaborazione è molto stretta e credo sia arrivato il momento di superare certi steccati…

  241. Per quanto mi riguarda penso che sia SC,sia il PCL,i quali per anni sono stati compagni di viaggio con noi nel PRC dovrebbero tornare alla casa madre per rilanciare insieme il “nostro” amato partito……….

  242. caro giovanni, 1) certo che si, ma mancano 4 anni. ci mancherebbe che si parli di questo come cosa principale! 2) l’immagine è sbagliata. al contrario per la prima volta c’è stato un congresso democratico fino al punto che alla vigilia dello stesso non si sapeva come sarebbe andato a finire. 3) il comunismo è democratizzazione integrale della società.
    un abbraccio

  243. Car* tutt*,
    ho letto da poco il doc. di SC di cui parla Costantino.
    Ci sono scritte cose che condivido, altre che no, ma comunque sono poste questioni importanti e su cui si può e si deve discutere.
    Da me a Bologna, la scissione di SC è stata limitata numericamente. Una buona parte decise di rimanere dentro fino al congresso dividendosi tra i doc. 1 e 3 ed è ancora attiva nel partito. Ma questo è poco importante. I/le compagni/e di SC li percepisco, per così dire, come mie/i cugine/i e la loro fuori uscita – in specie con il congresso che è stato – mi è sempre sembrata un grave errore tattico/strategico. Siamo stati fianco a fianco nei movimenti e, nonostante tutto, ancora ciò accade.
    Nel documento, però, c’è una questione di fondo che non condivido: questa richiesta di azzeramento delle odierne esperienze. Una sorta di richiesta di autocritica preventiva o, con altre parole, la questione contenitore come pre-giudiziale. E’ uno sport molto diffuso ultimamente, ma credo crei solo dei muri e non li abbatta. Incominciamo a lavorare assieme, discutiamo senza pregiudiziali e poi vedremo. Questo mi sembrerebbe il modo migliore per riavvicinarci.
    Saluti e libertà.
    Ale B.

  244. Su Liberazione vedo le firme di tanti giornalisti “sansonettiani” che urlavano contro la repressione che si stava attuando nei loro confronti. Anubi diceva addirittura che i compagni della maggioranza volevano la loro pelle! Noto che Mazzonis continua a scrivere (sempre de Obama, è diventato un obanomane) anche in questo giornale antisemita (parole sue, verso Grassi).
    Si vede che non ci sono più i comunisti di una volta! Ma anche i dissidenti, diciamolo, hanno perso un bel po’ slancio!
    Battute a parte, dovrebbero chiedere scusa (anche se non lo faranno mai, perché sono arroganti e saccenti). E iniziare a lavorare.

  245. Il documento di Sinistra Critica è un documento di Sinistra Critica, nel bene e nel male, non ci si poteva aspettare niente di diverso.
    Ovviamente il processo unitario che auspico a sinistra (unità nella lotta, non fusione artificiale dei contenitori) deve rivolgersi anche a loro, molto spesso si tratta di compagni preziosi.
    Però stiamo attenti: il fatto che le accuse di svolta settaria e gruppettara che Rps rivolge al Prc siano strumentali non significa che Rifondazione sia esente da quel rischio. Recuperare il rapporto con i movimenti e chi dell’opposizione sociale ha fatto la sua ragion d’essere, come Sc, va benissimo, però teniamo ben presente che dalla società arriva anche una forte richiesta di concretezza, di una sinistra utile e tendenzialmente di massa.
    La percezione di inutilità che è stata alla base del tracollo della Sinistra Arcobaleno è dovuta sì al fatto che dal governo abbiamo ottenuto ben poco, ma anche, almeno a Nordest, da una diffusa immagine di velleitarismo massimalista.
    Attenzione, non sto proponendo svolte moderate verso una sinistra a priori di governo o “decaffeinata”, come dice Ramon. Ma sto dicendo che l’impegno nell’opposizione sociale comporta un surplus di serietà e il bando di ogni ideologismo, se si vuole essere credibili. Stiamo dalla parte dei No Tav, dei No Dal Molin, ecc., ma non facciamo prevalere ancora una volta l’idea che siamo “il popolo del no”, quelli che si oppongono per partito preso o per sterile spirito di ribellione. Dalle nostre lotte deve uscire un progetto di società alternativo ma credibile. Altrimenti potremo recuperare qualche voto in un paio di centri sociali, ma certamente nessuno dei miei compaesani ricomincerà a guardare a sinistra.

  246. Luca Marini Says:

    Masaccio su diverse cose concordo, ma sul cosiddetto “popolo dei no” non concordo, infatti alle proteste i movimenti che tu citi fanno seguire sempre delle proposte:
    Dal No alla tav scaturisce una richiesta di riappropriazione delle risorse del territorio, un rilancio delle economie locali teso alla difesa e non allo sfruttamento del territorio, scaturisce l’idea della comunità in lotta contro lo sfruttamento dei beni comuni al servizio del capitale! un modo di produrre critico! direi anche il risparmio di ingenti somme di denaro da destinare magari ad un miglior servizio per i pendolari!
    Dal No dal Molin scaturisce l’dea anche qui di una comunità in lotta per la difesa del territorio dalle logiche della guerra e del profitto che essa porta a banchieri e mercanti delle armi, scaturisce l’idea delle riconversioni belliche ad uso civile
    Dal No agli inceneritori scaturisce l’idea importantissima non solo della difesa della salute ma anche l’idea di intervenire sulla SOVRAPPRODUZIONE di prodotti inutili, sul risparmio energetico, vai ad incidere sull’acquisto e sulla qualità- quantità dei prodotti ed anche qui risparmi un mare di soldi magari utilizzabili per la formazione al consumo critico!
    Non mi sembra poco!

  247. Luca Marini Says:

    Ramon vedo che non hai risposto alla mia domanda sulla natura della scissione..pensi sia una domanda capziosa?

  248. lucaocchionero Says:

    (VIA) LE MANI SULLA CITTA’: si muovono le associazioni

    Proprio l’altro ieri nella federazione del PRC in Via Messapia 5 si è svolta un’importantissima riunione con le associazioni ambientaliste e culturali cittadine. Erano difatti presenti l’associazione “Libera”, Legambiente, il WWf, Italia Nostra, Greenpeace, ed altre interessate ad unire la loro voce in dissenso rispetto alla variante al PRG che Rifondazione Comunista ha contrastato in battaglia solitaria in consiglio comunale ottenendo un’incredibile vittoria consistente nella mancata approvazione di quella delibera.
    Non ci sono stati mutamenti che portassero ad un ravvedimento da parte degli estensori di quel progetto orripilante ed invasivo, nè l’opposizione a quel progetto arretra di un passo, anzi diventa più forte ed esce dall’aula del consiglio comunale incontrando le associazioni ambientaliste e culturali in una crescita di consenso all’interno dell’opinione pubblica cittadina contraria a questa variante. Questa è la sensazione che il consigliere comunale Voccoli, presente all’incontro insieme al responsabile ambiente prov Anzolin ed al responsabile Lavoro prov Brigati, hanno rilevato, confermando la opposizione intransigente a quel progetto ed a qualunque altro teso in maniera similare a trasfigurare la nostra già sofferente città.Il vicepresidente dell’Amiu Nello de Gregorio, anch’esso presente all’incontro, ha informato gli altri presenti che anche la Procura della Repubblica ha deciso di vederci chiaro nella vicenda aprendo un fascicolo d’indagine per ora privo di indagati e di notizie di reato, ma in via preventiva poichè( è cronaca nazionale) spesso in queste mega progettazioni edilizie si nascondono strani passaggi al limite della legge. La notizia importante è però pervenuta dalla dott.ssa Barbanente, assessore regionale all’urbanistica, che ha smentito che la regione avesse già approvato questo mega progetto edilizio sostenendo al contrario che esso è ancora al vaglio degli organi deputati all’analisi. Ciò non ha fatto altro che convincere le associazioni ed il PRC rispetto alla giustezza della loro opposizione, tanto che presto si organizzeranno ulteriori incontri unitari al fine di organizzare un vero e proprio “movimento cittadino” al fine di smuovere l’opinione pubblica affinchè manifesti in maniera chiara e netta la contrarietà al progetto, ma chieda a gran voce un intervento pubblico di ristrutturazione e di risanamento di “Taranto vecchia” rimasto praticamente l’unico borgo antico del mezzogiorno privo di ristrutturazione; nonchè di un intervento pianificatorio che liberi le bellissime coste della nostra città(specie nella zona così detta delle “Tre terre”) dall’abusivismo edilizio degli anni’80 restituendo ad esse le caratteristiche a noi tramandate dai racconti degli anziani e da foto in bianco e nero ormai troppo vecchie per sembrare vere.
    Tengo a ribadire in ultimo che la posizione della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, come si è capito, è per l’assoluta contrarietà al progetto della variante edilizia al PRG di cui sopra, per cui l’approvazione comunicata dall’assessore Mario Pennuzzi è solamente a titolo personale e non rappresenta nella maniera più assoluta la liena politica del PRC

    LUCA OCCHIONERO 21 GENNAIO 2009

  249. Luca Marini, rispondo di quello che scrivo, non di retoriche che non mi appartengono. Ho scritto: “Stiamo dalla parte dei No Tav, dei No Dal Molin, ecc., ma non facciamo prevalere ancora una volta l’idea che siamo “il popolo del no”, quelli che si oppongono per partito preso o per sterile spirito di ribellione.”
    Mi pare molto chiaro: lo schieramento senza se e senza me in questi conflitti e al fianco di questi movimenti è sacrosanto. Ma il popolo vicentino alle elezioni non ci ha votato, ha votato un po’ per la lista del presidio e soprattutto (parlo della stragrande maggiornaza dei vicentini contrari alla nuova base) Pd. Perché il Pd, che localmente si è schierato contro la base, appariva una forza in grado non solo di schierarsi dalla loro parte, ma anche di portare a casa un risultato.
    Finché saremmo percepiti come quelli che strepitano a prescindere, non andremo da nessuna parte. Il rivoluzionario non è quello che strilla più forte, o quello che dice più volta “rivoluzione”, ma quello che la rivoluzione la fa sul serio.
    Non dimentichiamo che lo stesso popolo che ci attaccava per l’inerzia del governo Prodi, ci scongiurava di non farlo cadere. Quindi stiamo attenti: ricollocare l’azione della sinistra nella società va benissimo, ma la società va ben oltre il ristretto mondo dell’antagonismo (che è invece quello a cui si rivolge Sinistra Critica). La società è fatta di persone che dalla politica vogliono una mano a risolvere i propri problemi, più che una gara a chi è più duro e puro. Tutto qua.

  250. caro luca, hai ragione. non ho risposto. mi sono dimenticato. scusa.
    dunque.
    in effetti è maturata una profonda divisione sulla natura del partito. la scissione viene giustificata per l’involuzione del prc. ma è, con tutta evidenza, una scusa.
    io direi che è una scissione politica, non sull’identità. la scissione di chi non concepisce nemmeno si possa stare in minoranza e che pensa che il piccolo ceto politico si può salvare, forse, in una bella lista di sinistra.
    tutto qui.
    ciao

  251. costantino, io penso che sinistra critica abbia fatto malissimo ad uscire dal partito. e che una volta fatta questa scelta la logica di cercare elementi di differenza con rifondazione per giustificarla anche dopo il congresso sia la conseguenza della scelta stessa. sono per cercare il massimo di unità. per quanto mi riguarda potrebbero rientrare anche domattina e avrebbero lo spazio che meritano. ma mi sembra difficile, almeno per il momento.
    un abbraccio

  252. alea iacta est!

  253. In che senso? Di che dado stai parlando?
    Scusate se mi faccio pubblicità! Oggi in edicola con il sole 24 ore c’era un libro che ho scritto io (Cracco), ma soprattutto l’11 marzo esce sempre con il Sole Grandi Chef di Spagna. Ramon, se ci spendi 12 euro poi te li ridò, giuro. Ci tengo troppo che tu ce l’abbia.
    I comunisti alla conquista del quotidiano di confindustria!

  254. Luca Marini Says:

    Masaccio ho detto che molte cose le condividevo, non volevo assolutamente fare apparire il tuo commento retorico. Anch’io non penso che il rivoluzionario sia quello che grida di più alla rivoluzione, ma non è il caso di Rifondazione e nemmeno di Sinistra Critica penso appoggi acriticamente questi movimenti. Però non capisco poi il riferimento al PD. Si potrebbe dire che anche alle elezioni politiche non ci hanno votato perchè non eravamo in grado di portare a casa i risultati e in parte è vero c’è chi ci ha percepito e ci percepirà ancora così. Ma è anche vero che molti non ti hanno votato proprio per il motivo contrario e cioè perchè pensavano non che tu eri sempre a dire no, ma perchè quando eri al governo hai detto parecchi si.

  255. Come dice Ferrero, metà elettorato ci accusa di aver fatto cadere il governo Prodi, l’altra metà di non averlo rifatto. E spesso sono le stesse persone (tipo Dario Fo). Ah, il dado è Vendola. E se facessero flop? Comunque la situazione non poteva protrarsi, urge una nuova geografia a sinistra. Non dobbiamo avere paura.

  256. […] Rifondazione Comunista fu vinta e vincerà. La vicenda di Liberazione e della direzione di Sansonetti volge al termine. Se le previsioni di Sansonetti, dei 24 […] […]

  257. Vendola esce, è uscita l’ANSA

  258. Fabrizio (infame, ex Mario) Says:

    Ramon, condivido il giudizio sintetico che dai nella tua ultima risposta sulle motivazioni della scissione. Difficile però resistere alla sensazione che motivi speculari alberghino anche nel ceto politico che è rimasto dentro, magari, dico solo magari, fregandosi in qualche caso le mani per i piccoli posti e posticini che vengono ad essere vacanti. Scissione o non scissione, è la separatezza dal corpo vivo della società a permanere in tutta la sua gravità. Il problema continua a non essere affrontate o ad essere sistematicamente rimosso. Permane la speranza messianica che restando alla finestra, avulsi e infastiditi, magari motteggiando e giudicando di cose di cui si hanno conoscenze appena rimasticate e di seconda o terza mano, si avrà ugualmente un grande ruolo quando tutto (come sembra realistico prevedere) sarà andato a remengo. Ma non sarà così. Una volta che le cose sono andate a remengo, la frittata è fatta anche per noi (a meno di pensare che tornerà un nuovo 1917 e noi saremo i Lenin e i Trockij di turno, ma non mi farei illusioni, fossi in te). Allora la mia modesta e fastidiosa proposta è che torniate a dialogare con gli strati avanzati della società, che ci sono e sono tanti, e spesso privi di collegamenti. Apritevi con curiosità ed umiltà, due qualità dei comunisti con la C maiuscola che si sono completamente perse dal 1980 in poi, sia in chi se ne andava, sia, purtroppo, in chi restava. Voi imparete moltissimo, e loro anche, non ultimo come creare organizzazione e collegamento. Vediamo se risuciamo a non guardarci sempre l’ombelico… sarà possibile?!? Un saluto,
    Fabrizio

  259. letto l’articolo di SC, sono avvitati, spiazzati dal nuovo corso del PRC, hanno fatto una scelta in un momento in cui avevano spazio politico, il correre degli eventi glielo ha tolto, nel PRC non possono rientrare e debbono dunque reiterare improponibili quanto illogiche richieste di azzeramento dell’esisteste. Mi auguro che nelle varie realtà almeno alla spicciolata rientrino (credo sia stata una gran brutta cosa la perdita di quell’area e le modalità con cui è avvenuto il tutto), considerando che i pochi “istituzionali” che hanno (eletti col PRC) non verranno riconfermati nelle prossime amministrative (e già in relatà come la Sardegna non sono riusciti a raccogliere le firme), a stento riusciremo a riconfermare i nostri…

  260. sta di fatto che il partito arretra e vacilla. Prendiamo Liberazione: io ho festeggiato la cacciata di Sansonetti, ma non era mica tutta colpa sua. Tutti i quotidiani sono in crisi nera, la perdita di copie vendute è in gran parte dovuta a questo e mi sembra arduo pensare che non si riproporrà quest’anno. Se non si vende, il deficit sarà insostenibile. Questo è un fatto.
    La scissione: il partito l’ha subita, ha cercato di evitarla, sta arrivando nella passività generale. Io penso che il partito deve dare un segno. Era inevitabile ma adesso c’è una nuova geografia da promuovere a sinistra, perché il rilancio di rifondazione non ha senso, l’immagine del partito è devastata e la gente non capisce. I media, il marketing sono qualcosa con cui fare i conti, non siamo rivoluzionari dell’800.
    Bella cosa il partito sociale, ma a Bologna, federazione amica per Ramon, non se ne vede manco l’ombra, manco un manifesto, manco un volantino, non dico il pane. Si annunciano banchetti che non ci sono (mai visto uno per il lodo alfano), mentre per strada ogni tanto incrocio forza italia, l’idv, persino la destra di storace.
    insomme ribadisco la mia idea che senza aprirci sul serio a forze nuove, da egemonizzare e che saranno sempre una minoranza migliore dei bertinottiani, il partito sociale sarà stritolato dal partito sociale, nel senso che il partito non esisterà più. E così condanneremo anche i più piccoli, come il pdci.
    voi dirigenti rischiate di avere una responsabilità storica. la gente non capisce e secondo me ha ragione.

  261. Caro Ramon,
    ti considero uno dei più bravi e intelligenti compagni all’interno del PRC ma questa aria da autosufficienza e superiorità nei confronti di altri non la sopporto.
    Non condivido la tua analisi sulla scissione e rivendico con forza quell’atto. La degenerazione di Rifondazione era evidente e insopportabile. Nati per rappresentare l’alternativa siamo stati aspirati in un altro orizzonte quello dell’alternativa e ci siamo ridotti ad avvitarci su noi stessi, a capire come spartirsi le poltrone e non a come offrire una prospettiva anticapitalista, anzi a costruirla nella pratica quotidiana.
    Caro Ramon, ti sei dimenticato di quando in parlamento cercavate, come gruppo PRC, di arrancare una giustificazione al voto sulla guerra? Ti sei dimenticato di come vi siete comportati (l’amico Ferrero in primis) sul “caso” Turigliatto? Io no, non ho dimenticato, e non ritengo che un semplice congresso possa far cambiare tutto ciò. Nell’azione quotidiana la svolta di Chianciano non la vedo (purtroppo).
    Sul documento di SC tu scrivi: ”per quanto mi riguarda potrebbero rientrare anche domattina e avrebbero lo spazio che meritano. ma mi sembra difficile, almeno per il momento.”
    Spiegatemi perché dovrei esser trattato come un figliol prodigo?
    A me piacciono i processi in cui tutti i compagni sono uguali, in cui tutti siano capaci di mettersi in discussione? E vorrei che qualcuno mi spiegasse, onestamente ancora non ci arrivo, perché si ha tanta paura di aprirsi, di cambiare, di svecchiarsi. Pensate che il nome Rifondazione Comunista o quel simbolo vi portino voti? Se così è allora nemmeno voi siete diversi da Bertinotti che faceva gli studi di marketing sul simbolo per prendere i voti al posto di fare politica, o come Diliberto che accredita tutte le colpe del fallimento alla mancanza della falce e il martello.
    Caro Ramon volete un partito grande capace di cambiare le cose o conservarvi l’orticello di Rifondazione?
    Decidete bene prima che sarete spazzati fuori dal mondo.
    Un abbraccio

  262. Bucharin77 Says:

    qui mi pare che tutti abbiano una voglia matta di scaricare le cazzate che fanno sugli altri. Allora, Bertinotti fa la cazzata dell’Unione e poi capisce che per rimediarvi deve sciogliere il partito. Erre – oggi Sinistra Critica – fa la cazzata di uscire al momento sbagliato dal partito e vuole però che per rimediarvi Rifondazione si sciolga. Ognuno per favore si cominci ad assumere le sua responsabilità.

  263. Bucharin77 Says:

    Con Cannavò che è giornalista di Liberazione…, per favore, mille volte meglio Ferrando. Io li conosco bene quelli di SC, molti sono compagni validissimi, ma la loro linea quando stavano nel partito è stata di un opportunismo mostruoso. Me li ricordo quando mi dicevano, ed io ne ero basito, che Bertinotti nel 2001 stava passando dal riformismo alla rivoluzione

  264. Bucharin77 Says:

    e mille volte meglio Falce e Martello, sono molto molto più seri. Guardate come si comportano nella nostra maggioranza. Me li ricordo invece quelli di Erre nella maggioranza….Scusate ho un pò di incazzatura verso di loro, anche per come si sono genuflessi ai disobbedienti negriani nell’Onda…

  265. Sondaggio ipr “Rifondazione Comunista al 3,5% in salita rispetto a dicembre 2008”

  266. Luca Marini Says:

    Mario e tu pensi basti svecchiarsi e cambiare nome per prendere voti?

  267. Luca Marini Says:

    E poi Mario che vuol dire “un partito grande per cambiare le cose o sarete spazzati via” mi spieghi qual’è la ricetta per fare un partito grande. E’ la critica di quelli che ci hanno sempre detto da destra “e basta con queste divisioni inutili, bisogna stare uniti”. Bene prendi il PD, si è aperto a parole, ha unito due partiti diventando più grande ma non ha cambiato niente se non in peggio ora vale quanto valeva il PDS. Gli stessi ci hanno pronunciato più volte la morte e la scomparsa (trovando sostenitori interni al partito) e invece rifondazione c’è sempre e non è stata spazzata via.

  268. tutti si preoccupano per noi
    continuano tutti a dirci che siamo finiti
    tutti
    significa che che la strada è quella giusta, altrimenti non si preoccuperebbero così tanto per noi
    da dove nasce tutta questa vocazione all’ altruismo?

  269. no compagni, io non penso che cambiando nome si prenda voti. io penso che la sinistra vada rinnovata, nel pensiero e nei metodi, e non solo per prendere voti.
    sarei disonesto nel dire che l’unico problema di rifondazione comunista fosse la presenza di Bertinotti e company, e quindi l’uscita di questi determini un cambiamento radicale del PRC. però nel momento in cui questi freni inibitori verso una prospettiva di autonomia vanno via non ha più senso avere gruppi e gruppetti che dicono la stessa cosa senza però fare un bel niente.
    io ho partecipato alla scissione di sinistra critica, e l’ho fatto con amarezza e un senso di sconfitta. la sconfitta di uno che dall’interno non è riuscito, nel suo piccolo, a spostare la linea del partito di un millimetro.
    me ne sono andato con la consapevolezza che una nuova sinistra era possibile e necessaria e che andava fatta.
    oggi si sta verificando un processo di chiarificazione a sinistra importante, in cui i comunisti fanno i comunisti e gli opportunisti fanno gli opportunisti, e perchè in questo momento così importante non possiamo insieme contribuire allo “svecchiamento” di questa sinistra e costruirne una nuova?
    perchè eludere il compito di costruire una soggettività nuova che riparta da zero?
    attenzione però, lungi da me il discorso di uniti a tutti i costi solo per fare numero. io voglio l’unità su un programma comune che è quello di cambiare il mondo, senza pensare a cartelli elettorali o raba del genere. credo che l’unità e la costruzione della sinistra in italia sia un processo lungo.
    immagino un grande soggetto che parta dall’esperienza della rifondazione comunista, che per me è fondamentale, raccolga settori importanti di movimento e di lotta. sogno un soggetto politico con ampi spazi di democrazia, libertario, capace di contaminarsi. con lo sguardo proiettato al futuro. un soggetto che sia capace di dimostrare con i fatti che i comunisti sono utili e sono capaci realmente di costruire un altro mondo.
    un abbraccio

  270. Bucharin77 Says:

    Mario il tuo è un discorso largamente condivisibile, ma perché non riconosci che SC ha fatto una sciocchezza a uscire dal partito? Te lo dico perché io ai molti compagni di SC che conosco qui a Roma gliel’ho detto ripetutamente: “aspettate il congresso! Dopo se prevarrà di nuovo Bertinotti diventerà più ragionevole uscire”. Niente, si è fatta una fuga in avanti scriteriata. Ecco perché adesso non sopporto il tono di una Flavia D’Angeli che mi dice che io mi devo sciogliere. Ma fai un po’ di autocritica anche tu!!!

  271. Luca Marini Says:

    Ora Mario ti capisco meglio, la tua prospettiva è seria e condivisibile ma al momento difficile dà realizzare, Il prc rischiava davvero di scomparire, si è salvato e sta provando a rilanciarsi (scusa il semplicismo), il provare al rilanciare il suo progetto ancora da consolidare, non vuol dire chiudersi nel suo orticello per sempre…non metterei degli ultimatum!

  272. se siamo finiti e settari, perchè non ci lasciate al nostro destino?
    agrregatevi fra di voi!
    siete tanti. tantissimi.
    unitevi!!
    non curatevi di noi
    avviate i vostri processi tranquillamente

  273. Mah, io sono entrato in Sinistra Critica solo quando è uscita da Rifondazione…Personalmente non mi sentirei a mio agio nel prc neanche oggi senza Vendola. Infatti quello che rimane, il grosso del Prc, detto senza offesa per nessuno (mi riferisco al ceto di assessori e portaborse che è rimasto nel partito) non mi spinge certo a mille anni di entrismo inutile. Poi non voglio convincere nessuno a sciogliersi o a convertirsi o dirvi che siete tanti o pochi, francamente non me ne frega un cazzo. Di sicuro c’è che la sinistra sta inguaiata, per colpa di tanti, ma soprattutto di quelli che vogliono farci carriere e lucrare qualcosa piuttosto che andare a lavorare come noi comuni mortali.

  274. Bisogna dire chiaramente che chi esce ora dal Prc in nome dell’unità della sinistra commette un atto di egoismo politico molto grave che peserà come un macigno sulla situazione sociale già gravemente compromessa. Chi sostiene oggi che le destre sono eversive, non può provocare una scissione che indebolisce tutti. Non c’è motivazione che tenga, gli argomenti psico-politici di Vendola non sono rispettabili, nè tollerabili. Non si può dire che c’è un pericolo autoritario e poi lasciare un partito solo perché è andato in minoranza. Altrimenti da ragione a chi sostiene che il partito è solo un trampolino per far carriera personale.

  275. Bucharin77 Says:

    Dhammapada il tuo discorso è onesto, ma lascia stare l’entrismo, perché il gruppo dirigente di GCR-Bandiera Rossa-ERRE-SC ne è stato un campione. Quante volte l’ho sentito, “noi stiamo in Rif., perché i nodi prima o poi verranno al pettine, e poi si potrà uscire rafforzati….”. S’è visto come sono usciti forti……

  276. Si, infatti non difendevo l’entrismo…

  277. Ciao, sono appena stata all’incontro bolognese con Ferrero, alla Linea. Purtroppo ero in ritardo ed era quasi finito. Saletta stipata e parecchi giornalisti. I compagni del partito di Bologna mi hanno spiegato le loro attività che purtroppo mi erano sfuggite, forse vivendo in centro, senza praticare l’università e le fabbriche, manco gli appuntamenti e le iniziative. Quindi ritiro tutto. Le tessere non c’erano ancora sennò l’avrei fatta.

  278. Bucharin77 Says:

    brava Sacha

  279. Luca Marini Says:

    giusto, brava sacha

  280. evvai sacha!!! 😉

  281. Si, ma gli assessori mica sono il diavolo, ci s0ono gli assessori per l’assessorato, e quelli che lavorano bene, con maggioranze che riescono a fare le cose, inssoma c’è una immagine anche dei nostri istituzionali un po’ così…

  282. caro mario, grazie per le tue parole su di me. immeritate. ma non puoi confondere una affermazione sommaria come la frase che ho scritto con un’analisi. in realtà ho solo detto che è stato un errore uscire da rifondazione e che la logica vuole che quando si da vita ad una forza organizzata e ci si presenta alle elezioni si finisce con il cercare ed esagerare differenze con il prc. tutto qui.
    quanto ad altre cose che scrivi su alcune hai ragione e su altre no.
    in particolare, e scusa l’autocitazione di una mia risposta ad un altro compagno, sulle missioni militari le cose non stanno come dici tu. bensì così:
    “3) la questione delle missioni militari meriterebbe una lunghissima trattazione. ed ovviamente si possono avere opinioni diverse. ma anche su questo bisognerebbe discutere seriamente e non come si fa nei talk show televisivi. in questa sede mi limito a dire solo che: noi eravamo consapevoli del fatto che oltre al ritiro delle truppe italiane dall’iraq c’era la questione dell’afghanistan. su quest’ultima nel programma non c’era scritto nulla per il semplice motivo che noi abbiamo rifiutato di accettare frasi ambigue che sostanzialmente legittimavano la missione. quando si è trattato di affrontare la proroga delle missioni (che tutti si sono sempre ostinati a chiamare rifinanziamento mentre il finanziamento era ed è solo una mera conseguenza della decisione politica di prorogare le missioni) noi abbiamo lungamente discusso. la conclusione della discussione è stata che nel mentre si decideva di ritirare le truppe dall’iraq, a due mesi dalle elezioni, non si poteva far cadere il governo sulla missione in afghanistan e che bisognava proporre e fare un compromesso capace di mettere le basi per un cambiamento futuro. il compromesso è stato fatto su queste basi: ritiro dall’iraq senza invio di un nuovo contingente(già esponenti del governo come il ministero della difesa avevano annunciato che la missione antica babilonia si sarebbe ritirata ma che sarebbe partito un contingente di 800 soldati per una nuova missione di protezione degli interventi civili), congelamento, nel decreto, del contingente italiano in afghanistan senza aumento delle truppe e senza cambiare le regole d’ingaggio (non può sfuggire il fatto che le pressioni per cambiare la natura della missione italiana sono state enormi, fino alla lettera aperta pubblicata dall’ambasciatore usa in italia su repubblica, e sono state sempre respinte dal governo italiano), mozione parlamentare che conteneva, fra altre cose, due questioni fondamentali che cito integralmente dalla mozione: “a valorizzare, prioritariamente, nella propria azione di politica estera gli strumenti di prevenzione dei conflitti, di mediazione e di accompagnamento dei processi di pace;” e ancora: “a portare avanti un’altrettanto determinata azione volta al rafforzamento delle organizzazioni internazionali, a partire dall’Onu, quali insostituibili sedi multilaterali di confronto in cui la comunità internazionale può formare, su un piano di pari dignità tra le nazioni, la propria volontà, conformemente ai principi dello statuto delle Nazioni Unite, delle Dichiarazioni sui diritti dell’uomo e del diritto internazionale;

    a promuovere in questo quadro, anche in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu dal gennaio 2007, le iniziative volte a costituire un contingente militare di pronto intervento per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale alle dirette dipendenze della Segreteria generale delle Nazioni Unite;”

    queste due cose sono, al di là di ogni dubbio, una svolta nella politica estera del paese rispetto a tutti i governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi 15 anni. in particolare la questione del contingente militare dell’ONU è esattamente il contrario delle missioni unilaterali i multilaterali (NATO per esempio) ed è da sempre la richiesta del movimento pacifista circa la funzione di polizia internazionale. inoltre è in ragione di questa linea che in seguito, sulla guerra in libano, l’italia svolgerà una funzione determinante per l’invio di una missione sotto il comando del consiglio di sicurezza dell’ONU e composta da una trentina di paesi (diversi dei quali musulmani e che mai avevano riconosciuto nemmeno lo stato d’israele). missione salutata ultra positivamente sia dal governo libanese sia da hezbollah ed osteggiata da israele.

    certo, è stato un compromesso. io lo difendo integralmente e a suo tempo non ho mancato di criticare sia autorevoli dirigenti che ad ogni piè sospinto promettevano, in tv e sulla stampa, che avrebbero ottenuto una exit strategy sulla missione in afghanistan (demagogia pura visto che anche un bambino sapeva che era impossibile) sia quei compagni che annunciavano il loro voto contrario (salvo votare poi a favore) con argomenti demagogici e cercando un protagonismo fittizio sui mass media.
    ora, caro luca-f, io non pretendo che tu condivida ciò che dico e che, insisto, meriterebbe ulteriori approfondimenti circa la politica estera in generale del governo prodi sia nel bene che nel male, ma mi sento di chiederti di discutere a ragion veduta e non sulla base di suggestioni giornalistiche che, so bene, l’hanno fatta da padrone su questi temi.
    se vuoi documentarti almeno un po ti segnalo tre link: sono la mozione di cui sopra e i miei interventi in dichiarazione di voto sia sualla mozione (luglio 2006) sia sulla proroga delle missioni (marzo 2007).

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.asp?highLight=0&idAtto=1502&stile=6

    http://leg15.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idLegislatura=15&idSeduta=0028&resoconto=stenografico&tit=00020&fase=

    http://leg15.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idSeduta=122&resoconto=stenografico&indice=cronologico&tit=00030&fase=00010#sed0122.stenografico.tit00030.sub00010.int00480

    sono pronto a discutere ulteriormente di queste questioni. spero seriamente.”

    ecco mario, se ci sono state divergenze bisogna discuterle nel merito e seriamente. io non ci sto ad essere descritto come un politicante che si arrampicava sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile. a ciò andrebbe aggiunta una discussione su come si sta in parlamento. se è cioè lecito e normale che si trasferisca in quella sede il dibattito e la dialettica interna ad un partito. in altre parole se avessimo deciso di uscire dal governo e alcuni avessero, con il massimo clamore dei mass media, annunciato che avrebbero votato come gli pareva tu avresti difeso con tanta convinzione il loro diritto a farlo?
    non credo. e non rispondermi che quel che vale è il contenuto perché allora proprio sulle scelte più importanti la democrazia nel partito non varrebbe più a nulla giacché i parlamentari avrebbero il privilegio, per me inaccettabile, di decidere per conto loro come vogliono.
    un abbraccio

  283. elisabetta Says:

    Io pure vivo a Bologna, ed anche ero a sentire Ferrero. Io non vedo tutta questa invisibilita’ di prc a Bologna.
    c’è radio citta’ 103 fujiko (alle 9 di ogni mattina fanno secondo me una delle migliori rassegne stampa disponibili). Ci sono almeno2 centri sociali che lavorano bene e udite udite anche sul serio.
    Poi si ci sono tanti cazzari. O quelli che per dirsi comunisti si fanno la birretta in via del pratello magari da Sante che fa sempre un po’ sociale….
    Le persone serie o meno serie. Le cose approffondite o solo spolverate sono trasversali.
    Oggi le cose piu’ condivisibili le ho sentite da Matilde Bresso.
    Per fare proseliti bisognerebbe essere coraggiori e concreti ma soprattutto avere UNA linea.
    Av salut 🙂

  284. ramon,
    però non mi hai risposto sulla possibilità di costruire un nuovo partito…

  285. Ramon Mantovani,
    l”uomo che passerà alla storia per aver fatto arrestare il compagno Ocalan. Ed ho detto tutto.

  286. quale nuovo partito mario? quello di vendola e fava? quello di diliberto? quello di ferrando? quale?
    davvero credi che di fronte a quanto è successo basti dire ci vorrebbe un nuovo partito che sia come dico io? suvvia!

  287. cara ofelia, se potessi farei arrestare te, giusto per passare alla cronaca.

  288. elisabetta Says:

    ofelia …..
    ma in storia qua proprio si va male eh

    Sarebeb come sostenere che il benzinaio del cessna sul quale era cinfuegos è la causa sua morte….
    avra’ altre colpe e temo non passera’ alla storia. Ma la tua tesi è proprio superficiale.

  289. lucaocchionero Says:

    … e se Ramon decide di fare arrestare qualcuno vuol dire che Ofelia lo ha fatto proprio incazzare di brutto!!!

  290. ramon non passerà alla storia, ma ci passerà sansonetti che si propone come novità della sinistra a bologna. candidato lista bifo.
    questa sì che è storia ramon, mica la tua!

  291. salve compagni volevo sottoporre alla vostra attenzione questo articolo di oggi sul corriere online:

    Le conclusioni dello studio aprono un dibattito ideologico
    «L’addio al comunismo?
    Costato un milione di morti»
    La rivista Lancet: nell’Est la mortalità è aumentata del 13% per le privatizzazioni

    Il crollo del muro di Berlino
    Quanti morti può fare una privatizzazione? O meglio — se un conto si può fare — quante vite è costato il passaggio dal comunismo al capitalismo? E ancora: si può conteggiare l’effetto delle ricette economiche che quella transizione l’hanno dettata negli eltsiniani (e clintoniani) anni Novanta? Il conto è stato fatto. Pubblicato su una delle più prestigiose riviste di medicina internazionali, l’inglese Lancet, 4 anni di lavoro, modelli matematici complessi, basandosi sui dati del’Unicef dal 1989 al 2002. La conclusione: le politiche della privatizzazione di massa nei Paesi dell’ex Unione Sovietica e nell’Europa dell’Est hanno aumentato la mortalità del 12,8%. Ovvero, hanno causato la morte prematura di 1 milione di persone.

    Non che, finora, qualche stima non fosse stata fatta. L’agenzia Onu per lo sviluppo, l’Undp, nel ’99 aveva contato in 10 milioni le persone scomparse nel tellurico cambio di regime, e la stessa Unicef aveva parlato dei 3 milioni di vittime. Lo studio di Lancet (firmato da David Stuckler, sociologo dell’Oxford University, da Lawrence King, della Cambridge University e da Martin McKee, della London School of Hygiene and Tropical Medicine) invece parte da una domanda diversa: si potevano evitare tante vittime, e sono da addebitare a precise strategie economiche? La risposta è sì. Ed è la «velocità » della privatizzazione che — secondo Lancet — spiega il differente tasso di mortalità tra i diversi Paesi. Si moriva di più dove veniva adottata la «shock therapy»: in Russia tra il ’91 e il ’94 l’aspettativa di vita si è accorciata di 5 anni. Nei Paesi più «lenti », invece, come Slovenia, Croazia, Polonia, si è allungata di quasi un anno.

    Grazie, signor Jeffrey Sachs. Perché se gli operai inglesi negli anni ’80, come nel film di Ken Loach, «ringraziavano» la signora Thatcher, gli operai delle fabbriche chiuse dell’Est devono (in parte) la loro sorte al geniale economista americano, consigliere allora di molti governi dell’Est. E infatti il signor Sachs ha risposto piccato, con una lettera al Financial Times. Ma quel «milione di morti» ha ormai accesso il dibattito ai due lati dell’Oceano, sulle pagine del New York Times e nei blog economici. «S’è scatenata — risponde da Oxford David Stuckler — una rissa ideologica, ma noi non volevamo infilarci in un dibattito politico. Volevamo puntare l’attenzione sui rischi sociali. E poi, il nostro non è un attacco alla shock therapy, tant’è che analizziamo solo le privatizzazione, non le liberalizzazioni o le politiche di stabilizzazione ».

    E il signor Sachs? Contesta i numeri. Dice, all’Ft, che «dove sono stato consigliere, come in Polonia, non c’è stato nessun incremento della mortalità». E il caso russo, dove sono state «vendute 112mila imprese di Stato» dal ’91 al ’94 contro le 640 della Bielorussia, e i tassi di mortalità sono 4 volte maggiori? Colpa delle diete russe, dice Sachs, ma più ancora del crollo dell’impero, «degli aiuti negati dagli occidentali a Mosca», «tanto che nel ’94 mi sono dimesso» da consigliere del Cremlino. Non rinuncia all’occasione di seppellire Sachs il suo vecchio nemico, il Nobel Joseph Stiglitz. «Lancet ha ragione, la Polonia è stata un caso di politiche graduali. Quanto alla shock therapy, guardando indietro, è stata disastrosa. Pura ideologia, che ha distorto delle buone analisi economiche».

    C’è un altro dato che emerge nella ricerca. Il legame disoccupazione- mortalità nell’ex Unione sovietica. «Il perché è evidente: erano le fabbriche che spesso garantivano screening medici», dice Stuckler. Con la loro chiusura nell’ex Urss è crollato anche il sistema sociale. Numeri impressionanti di morti per alcol, di suicidi. «Mentre dove c’era una forte rete sociale — come nella Repubblica ceca in cui il 48% delle persone faceva parte o di un sindacato o va in Chiesa — l’impatto è stato quasi nullo».
    Il sociologo Grigory Meseznikov, uno dei più apprezzati politologi dell’Europa dell’Est, risponde al telefono al Corriere che «sì, sui ceti inferiori l’impatto è stato forte. Ma poi, accanto ai danni immediati, bisogna valutare i benefici e l’impatto positivo a lungo termine». A Lubiana, il sociologo Vlado Miheljak, invece, ricorda che «tra i motivi del successo sloveno, a parte la maggiore integrazione con l’Ovest, c’è stata soprattutto la lentezza. Allora tutto il mondo ci criticava perché non privatizzavano come i cechi, come gli ungheresi. Invece probabilmente, è stata la nostra salvezza».

    Mara Gergolet

    23 gennaio 2009

    Persino il corriere parla di questo mentre per altri presunti sinistri i morti li hanno fatti solo i comunisti cattivi.

  292. elisabetta Says:

    bologna è da tanto la sede di una marea di insulti al comunismo
    dalla svolta della bolognina a ora è proprio un tracollo
    comunque berardi qua è spendibilissimo
    e visot che le logiche con le quali fanno/fate le candidature sono quelle
    vuoi mai che non sia un successino?

  293. lucaocchionero Says:

    andrea la ricerca è interessante, ti ringrazio per avercela fatta conoscere. Con il tuo permesso vorrei trasportarla su facebook

  294. OK trasportala ovunque.Comunque la stima è per difetto si parla anche di 3 milioni secondo l’ONU.
    A mio avviso senza un forte partito comunista e sindacato l’Italia e l’Europa faranno in breve la stessa fine dei paesi dell’Est.
    Certo poi per alcuni il problema è il muro di Berlino crollato 20 anni fa,sarà il nuovo che avanza……….

  295. elisabetta ma che paura arrivano bifo e sansonetti!!!! Adesso come facciamo?

  296. elisabetta io son contenta per l’ultimo acquisto della lista di bifo.
    quello che dici è vero, bifo è spendibile e sansonetti un divo, quindi un bel connubio non c’è che dire.
    io sono fiduciosa x noi anche a bologna
    se è vero che sansonetti è riuscito a far fallire l’unità e poi a distruggere liberazione, sarà capace anche di fare altrettanto a bologna
    piero è una sorta di re mida. quello che tocca….

  297. Cara Elisabetta, di sicuro non sono una comunista esemplare, ma credo che un partito comunista debba essere visibile anche alla gente che non fa militanza. Posso sbagliarmi, ma a me nessuno mi avvicina per darmi un volantino, farmi firmare, non vedo manifesti (ti sfido a trovarli in zona), tutto qui. Nella mia vita il partito è invisibile.
    Leggo testé che il PD avrebbe trovato l’accordo per la soglia al 4%. Ramon: ma perché Ferrero non fa casino? Pensa forse di tamponare la scissione cos^? mah…

  298. elisabetta Says:

    non so come farai tu andrea, io mi limitero’ a non votarli
    un euro al giorno potevo pure mettercelo per sansonetti ma da la a votarlo suvvia
    (che poi apro una postilla… ma perche’ la gente dovrebbe dare un euro al giorno per una cosa che è gratis in rete? mi sfugge la logica)
    sicuramente lo trovo assi meno peggio di del bono eh. non ci vuole poi molto.
    di berardi preferisco i ricordi che quelli della mia generazione hanno di lui dalla lettura dei tanti libercoli sugli ex br
    ora non ricordo se in quello di gallinari o ne la tela del ragno o proprio in quello di francescino, bho, preferisco pensarlo ancora gelato fuori dalla Hatu’ ico a far militanza e distribuire volantini
    il guaio di noi quarantenni è un po’ quello
    a noi il comunismo ci ha toccato di strisio

  299. Comunque Ramon, scusa se te lo dico. Io sarò terra terra, sarò una cattiva comunista. Però qui fra soglie di sbarramento e referendum elettorali sul collo, rilanciare rifondazione comunista è una ricetta che proprio non sta in piedi. Quella della 2 non mi piacciono umanamente ma su questo hanno ragione. Quante probabilità ci sono che rifondazione ce la faccia da sola? Suvvia, qualche processo unitario bisogna avviarlo.

  300. marìca Says:

    ciao,
    se non lo avete ancora fatto, leggete l’articolo di lidia menapace su liberazione di oggi.
    “Una domanda ai patrirchi della sinistra”. Rosa Luxemburg.

    passaggio fondamentale per la rifondazione che è e sarà.
    imperdibile.
    immensa lidia.
    🙂
    m.

  301. Luca Marini Says:

    Concordo con Marica immensa Lidia, ora anche lei sarà tacciata di setterismo e stalinismo nonchè di omofobia.
    Ma Berardi Bifo o Bifo Berardi non è quello che in questo blog inveiva contro qualsiasi forma di rappresentanza istituzionale?
    Comunque questo blog sta diventando anche troppo femmista! Ramon fai qualcosa prima che sia troppo tardi.

  302. lucaocchionero Says:

    Col l’accordo firmato tra governo, imprese, cisl, uil, ugl ed altri ad eccezione della cgil, si è deciso di condannare a morte milioni di lavoratori inconsapevoli di quello che attende loro. Davanti a ciò che è stato firmato ieri, davanti al silenzio del PD, ho delle serissime difficoltà a dare torto a chi ha accusato Ichino di connivenza con un capitale criminale.

  303. Partecipiamo in massa allo sciopero del 13 Febbraio e ringraziamo la cgil,l’unica insieme a noi a fare opposizione nel paese

    Ti chiedo,Ramon,di mettere tra i tuoi siti preferiti,il nuovo blog del mio circolo:http://kollettivoondarossa.blogspot.com/

    Grazie!!!

  304. dico qualcosina in merito io luca, la thatcher del sud o donna d’acciaio come mi definisci tu.
    l’articolo della menapace coglie dritto nel segno del problema. problema che aveva evidenziato tempo addietro la melandri in una lettera indirizzata al berty all’epoca della sua candidatura alle primarie. cosa siamo per rifondazione noi? siamo sempre quelle da proteggere, da tutelare, oggetti relegati ai problemi del wealfare? come gli immigrati, i precari e tutto lo scibile possibile? pare proprio di sì.
    lidia aveva aperto prima dell’estate un forum rosa luxemburg. sarebbe ora che il forum donne di prc cominciasse a funzionare a dovere, lasciando da parte la cultura dei lughi comuni e delle vaghezze ideologiche. la lotta delle donne è fuori e dentro al partito, e si affronta sul terreno di battaglia e non con la retorica sul patriarcato. dice bene lidia quando ricorda a tutti che le nostre lotte sono trasversali, che se avessimo apspettato l’appoggio del pci anche sulla legge 194 noi stavamo ancora sotto l’era dell’ayatollah.
    concordo in pieno con marica.
    questa deve essere la rifondazione che sarà. per forza!

  305. Luca Marini Says:

    Maria…………era la Tatcher del salento……..

  306. 🙂 luca, non andare a trovare il pelo nell’uovo per favore. leggo e scrivo a velocità supersonica quindi faccio duemila errori grammaticali, di sintassi e via scorrendo. ma non posso stare a rifletter molto.. abbi pietà, sù 🙂

  307. sono totalmente d’accordo con marica e maria.

  308. cara sacha. ci risiamo. forse hai ragione tu e forse si farà come dici tu. io, però, sono e sarò contrario a immolare sull’altare delle elezioni e degli sbarramenti un progetto politico strategico. sebbene sia stato in parlamento a lungo non ho mai pensato che gli elettori vadano presi in giro raccontandogli di unità che non esistono e di nuovi partiti fatti a partire dal bisogno dei seggi. e se mettessero uno sbarramento all’8 % che si fa? l’arcobaleno di nuovo? e al 10 % entriamo nel pd?
    veramente non ne posso più di questo elettoralismo sfrenato.
    lo so che il sistema politico è fatto così ma o noi sappiamo essere alternativi al sistema o è meglio fare come vendola e il pd. in mezzo non ci sono scorciatoie.
    un bacio

  309. Ramon, ciò che mi stupisce è che tu ponga un’alternativa così secca fra pratiche sociali ed elezioni. Ma perché? Io penso che anzi debba sussistere una certa interdipendenza. E al di là delle ruggini personali, quelli erano compagni con cui hai lavorato per anni.
    Mi sento sempre più sfiduciata e sinceramente ho il senso che non dovrei riavvicinarmi alla politica. Questo contesto politico è nuovo e impone di lottare per i nostro obiettivi in modo nuovo. Come non capirlo?

  310. lucaocchionero Says:

    NOn credo che Ramon intenda porre un’aternativa tra pratiche sociali ed elezioni, anzi al contrario proprone un collegamento tra essi, e quindi, liddove indiscutibilmente il partito oggi è in crisi, prima ancora che di consensi, di rappresentanza all’interno del sistema si pone il problema prima di tutto di rendersi utili tornando a rappresentare una parte di popolo e in seconda battuta di acquisire i meriti con l’espressione tipica dell’elettore, cioè coi voti. Concordo sull’innovazione e sui meriti storici sottolineati dall’articolo di Lidia Menapace, e vi saluto poichè sono ancora al lavoro. ciao

  311. L’ipotesi di uno sbarramento al 4% rafforza la mia idea di tornare a votare Rifondazione. Il sistema elettorale bipolare che i due attuali dominus della scena politica vogliono, è drogato come la bolla speculativa finanziara e come questa crollerà (sulla testa di noi tutti). Non resta che attrezzarsi per difenderci, attaccare e non lasciare il campo alla reazione. Che storicamente è di destra. Estrema.

  312. Sei molto ottimista Bruno. Io credo invece che con lo spettacolo che ha dato la sinistra, crescerà l’astensionismo e il senso di stanchezza di militanti, simpatizzanti ed elettori. Diciamocelo: dopo il congresso è andato tutto a scatafascio, la responsabilità maggiore è dei vendoliani ma ci sarebbero stati modi più saggi di fare le cose. Ad esempio non discutere di alleanze elettorali ma di politiche che poi nei circoli non partono per mancanza di entusiasmo. Così, al di là delle intenzioni, si dà l’idea di reazioni raffazzonate all’ultimo momento, si perde credibilità. Com’è possibile non capire che una fase nuova richiede una speranza nuova? Non sintonizzarsi con la stanchezza della maggior parte del popolo della sinistra, che a una rappresentanza istituzionale non è affatto disposto a rinunciare? Senza di quella cresce la disillusione, altro che partito sociale. Mi chiedo se siamo ancora in tempo per essere credibili e trovo scioccante che si tirino fuori ancora vecchi rancori.

  313. Berlusconi semi-chiude al PD sulla legge elettorale: “difficile fare accordi con il PD”

  314. Sono d’accordo sul contrasto all’elettoralismo, che spinge a considerare il risultato elettorale come unica misura del nostro lavoro: prima ho letto la dichiarazione di un dirigente della Sinistra-Che-Non-C’è, secondo cui “dopo il risultato in Assia, è chiaro che non è più alla prospettiva della Linke che non dobbiamo guardare”. Agghiacchiante. Qualche decimo in meno in un’elezione regionale determina un cambiamento radicale di linea politica? Ma stiamo scherzando?

    Detto questo, alle elezioni ci si presenta per farsi eleggere, altrimenti si fa del folklore, alla Pci-Ml e vari gruppuscoli del comunismo condominiale. Da comunista ritengo che la democrazia non si esaurisca nel voto, ma questo non vuol dire che sono disposto a buttarlo nel cesso, e così qualche altro milione di italiani. Che magari è disposta ad avvicinarsi al nostro progetto politico, ma non vuole che il suo voto vada al macero. È anche da qui che passa la ricostruzione della una sinistra utile di cui parlava giustamente Luca Occhionero. Una sinistra che sappia essere al fianco delle lotte ad ogni livello, e che sappia portarle in ogni istituzione. Altrimenti sarà compiuto quel cortocircuito di totale autonomia reciproca tra sociale e politico, di cui già si vedono le premesse: anche tra i movimenti, alla fine, si fanno le lotte e poi si vota Pd, come referente politico in grado di sostenerle nelle istituzioni (vedi Vicenza). E la sinistra, pian piano, scompare…

    E poi, sinceramente, non riesco a non vedere un po’ di egoismo di orticello, in questa linea. Per esempio il sottoscritto, che diverse volte ha votato Pdci, di fronte a uno schieramento “ognuno per sé” voterebbe ovviamente Prc, nella speranza che almeno Rifondazione ce la faccia a passare lo sbarramento, e che il mio voto contribuisca ad eleggere un deputato comunista, sapendo quanto bisogno c’è di un’opposizione di sinistra alla grande coalizione che governa l’Europa.
    Non penso che sarei l’unico a fare questo ragionamento. Penso che con uno sbarramento e una formazione “ognuno per sé”, l’unità dei comunisti si produrrebbe da sola, dato che il Pdci scomparirebbe. E così il Prc raggiungerebbe l’obiettivo unitario senza passare per complicati processi di unificazione.
    Per carità, non mi illudo: so che nella situazione inversa succederebbe lo stesso. Ma vedere le dimensioni relative dei partiti di sinistra determinare le loro posizioni politiche è triste. Tanto triste.

  315. lucaocchionero Says:

    La deriva elettoralistica rischia davvero di darci il colpo finale. Nella ricostruzione(poichè e ciò che stiamo affrontando) bisogna essere realisti: il partito è in crisi e da qui partiamo. La scissione che si farà, anche se contenuta, comporta sui territori dei problemi organizzativi urgenti che vanno affrontati subito. Da lunedì potremo trovarci sezioni che cambiano insegna(che tolgono la bandiera PRC per quella RPS), e compagni che vengono alle mani poichè quasi da nessuna parte verranno democraticamente convocati i direttivi per prendere queste decisioni. Nella profonda provincia di Taranto, dove l’immagine di Vendola è stata più forte durante il congresso, già giungono notizie in tal senso, cioè di segretari pronti ad impossessarsi del circolo cambiando le insegne e senza passare per un’assemblea di circolo e neppure per una riunione di direttivo. Anche perchè liddove si è svolto un dibattito democratico nei circoli, tipo in provincia di Lecce, c’è stata una maggioranza netta contraria alla scissione e qualche circolo passato alla maggioranza nazionale. Maria Rubini può dirlo meglio di me.
    Siamo in una fase di riorganizzazione di risorse umane, e direi perfino logistiche, da studiare territorialmente, bene ed in poco tempo poichè non dobbiamo mai perdere di vista il nostro vero obiettivo che è quello, non di prendere una data percentuale alle prossime amministrative, bensì di ricostruire il partito sul terriotorio e contemporaneamente ricostruire una opposizione sociale al governo Berlusconi ed alle sue politiche sempre più estreme e liberticide, ma se mi consentite, una opposizione anche al PD. In questi giorni è passata sotto silenzio l’astensione del PD sulla riforma federalista-leghista dello stato. Si tratta di una operazione politica sporca, di un tradimento di proporzioni gigantesche verso il sud italia e verso le classei popolari del mezzogiorno, tanto che neppure Casini ha avuto il coraggio di fare ciò che ha fatto il PD. Ad esempio ritengo, su questo punto, terrificante il silenzio della RPS, ma tale silenzio è anche un segnale importante del tipo: “non disturbare il manovratore” che ricorda un pò l’atteggiamento deleterio che il PRC ha mantenuto durante l’ultimo governo Prodi. Questo silenzio è ancora più grave se si considera che Niki Vendola è il governatore di una delle regioni del profondo sud!! Insomma se la RPS non si impegna in una durissima lotta contro questo progetto di federo-leghismo, e con ciò rischiando di mettersi contro i suoi alleati naturali del PD, si può davvero dire che questo progetto di sinistra nasca col passo sbagliato, si può davvero dire che Niki Vendola(ammesso che sarà leader di questa “nuova sinistra”) è un pò come quel genio che è entrato nella lampada sbagliata.

  316. Ora non vorrei spostare la discussione su quello, e capisco che chi si oppone alla destra al sud ha bisogno di argomenti polemici. Ma definire “riforma federalista-leghista dello stato” quella approvata dalla Camera mi sembra davvero un’esagerazione. Ci sono parecchie schifezze, dagli assurdi privilegi per Roma (regalino ad AN) al “patto di convergenza” che nessuno sa cosa voglia dire, ecc.
    Ma l’idea di sostituire i costi standard alla spesa storica mi sembra il tentativo di inserire un minimo di equità nella gestione amministrativa a livello nazionale. La spesa storica incentiva chi fa il furbo, chi non rispetta le regole, chi si affida al clientelismo ecc.
    Non voglio insegnare il mestiere a chi guida la sinistra al sud, che sicuramente ne sa più di me. Ma schierarsi insieme all’Udc in difesa dell’assistenzialismo non mi sembra una via con un futuro. Dobbiamo inventarci un’uscita da sinistra anche da questa impasse, se no non si va da nessuna parte…

  317. Sacha, non sono ottimista. Dico solo che io voterò di nuovo per il Prc, che una scissione adesso è sbagliata, che Bertinotti avrebbe dovuto farla 5 anni fa e non in questa fase, che il “movimento” che nasce è una roba opportunistica e personalistica che serve solo a chi deve conquistare poltrone e strapuntini. Detto questo, non so come andranno le cose. Dico solo che bisogna approffittare di questo momento di libertà interna al partito per uscire dalla logica dell’estetica per ricominciare con la Politica. Se riesce, tanto di guadagnato. Per tutti. Se fallisce, è un dramma. Per tutti.

  318. lucaocchionero Says:

    Caro Masaccio, quando di parla di sud io ci andrei piano a cedere a luoghi comuni che lasciano il tempo che trovano. Non vorrei rispolverare secoli di discussione sulla questione meridionale, nè riprendere le storie dei piemontesi che impiccavano presso i crocicchi delle strade i ribelli popolani definendoli borboni e briganti, farei un qualche cosa di scorretto. Ma devo contestare questa cosa secondo la quale i soldi che vengono dati al sud siano soldi buttati sull’ “assistenzialismo”(termine che sembra voler dire tutto ed invece non dice nulla). Se ti riferisci ai soldi dati a pioggia ti dò ragione, ma devo anche ricordarti che l’80% delle imprese che li hanno intascati erano del nord che facevano finta di investire al sud per poi lasciare i lavoratori senza lavoro una volta finiti quei quattrini di stato; se ti riferisci ai falsi invalidi, falsi malati e giù di lì ti ricordo che le statistiche vedono prevalere Lazio ed Umbria che non mi pare siano regioni meridionali. Se poi ti riferisci alla condizione dei lavoratori, bè: a me pare che una delle grandi battaglie del movimento operaio in Italia sia stata l’abolizione delle gabbie salariali secondo le quali era giusto che un lavoratore della medesima impresa guadagnasse un salario maggiore al nord piuttosto che al sud. Le gabbie salariali ritornano(l’accordo firmato proprio l’altro giorno rafforza questa tendenza) addirittura sull’assegno della cassa integrazione(maggiore al nord, rispetto che al sud). Non voglio neanche ricordare il miliardo di euro tolto alla sanità pugliese(allora governava Fitto) per coprire i buchi della sanità privata lombarda. Insomma a me pare che se assistenza dello stato c’è stata, essa si è rivolta alle imprese del nord e non ai lavoratori del sud e forse, questa è un’opinione diffusa tra le famiglie meridionali più che tra i politici, un risarcimento per i nostri lavoratori (disoccupati al sud) che ancora lavorano(e purtroppo muoiono) nei cantieri dell’EXPO, o per i nostri laureati che progettano i loro piani di investimento, nonchè la gestione delle risorse umane, le imprese del nordo ancora ce lo devono. Ripeto non è l’opinione che lega noi comunisti meridionali un pò ritardati alle opinioni dell’UDC, ma sono le famiglie: padri e madri abbronzati malvolentieri dal sole battente che in Puglia, Basilicata, Campania, Sicilia, Sardegna, hanno lavorato per mille anni la terra coltivando l’illusione che studiando e non facendo quel duro lavoro il loro figlio si elevasse socialmente. Il sud è pieno di laureati disoccupati o che guadagnano 500€ al mese. Anche per questa illusione lo stato deve un risarcimento: lo deve a quei genitori in buona fede, lo deve ai suoi figli meridionali.
    Finchè questo risarcimento non sarà pagato il federalismo è un discorso leghista e di classe

  319. Ecco, speravo che il luogo e il contesto potessero favorire una discussione di merito, ma vedo che basta mettere in dubbio qualcosa che subito mi vengono imputate le gabbie salariali, i contributi all’imprese, e addirittura le repressioni savoiarde (sic!).

    Luca Occhionero, possiamo partire dalla premessa che sono un comunista che tutti i giorni combatte la Lega e che non ha nessun bisogno di sentirsi dire che senza lo sviluppo del Mezzogiorno l’Italia non va da nessuna parte?

    Veramente, dovremmo imparere un po’ tutti a discutere del merito delle cose. Non ho parlato né delle condizioni dei lavoratori né dei contributi alle imprese, bensì dei criteri di gestione della finanza pubblica.
    Siamo o no dell’idea che la finanza pubblica locale sia (a prescindere dalla regione d’Italia, non volevo farne una questione di nord contro sud, ma capisco che a Taranto la parola federalismo faccia subito venire in mente i barbari con le camicie verdi) gestita male, in modo da favorire malversazioni e clientele?
    Siamo o no dell’idea che il criterio della spesa storica incentiva i comuni che utilizzano “creativamente” i soldi di tutti e che il costo standard sia una misura di equità, paragonabile appunto all’abolizione della gabbie salariali di cui parlavi?
    Mi spieghi perché io devo pagare l’addizionale Irpef al Comune per far quadrare il bilancio al mio sindaco e invece chi storicamente sfora i limiti di bilancio viene risarcito?
    Trovo ovvio che l’Udc difenda un sistema di notabilato locale clientelare e che fa intascare ai privati milioni di soldi pubblici. Trovo più strano che lo faccia un comunista.

    Quando avrai finito di difendere il sud da un attacco che non ho mai sferrato (rileggi quello che ho scritto, per favore) e vorrai entrare nel merito, sarò lieto di discutere con te.

  320. Fabrizio (infame, ex Mario) Says:

    Concordo al mille per mille con Luca Occhionero. E trovo assolutamente vergognoso che il PD sia su posizioni di fatto leghiste, razziste, neocolonialiste, e soprattutto filocamorriste. Infatti fare il federalismo fiscale con Berlusconi Tremonti e la Lega garanti del “riequilibrio” significa srotolare il tappoeto rosso al crimine organizzato. Ormai ‘sto PD prima scompare e meglio è. Veramente ineffabile che si facciano superare pure dall’UDC su certe questioni. Per chiudere, tra la sottrazione di fondi e risorse al Sud, aggiungerei il serbatoio di braccia e di menti formate in loco e poi predate a Nord, nonché altre amenità più o meno minori, ma più fresche di cronaca, come Malpensa, l’Affaire Alitalia, l’Expo di Milano, e potremmo andare avanti per ore. Che poi al Sud ci siano masse che votano, in assoluta contraddizione non solo con i valori più importanti ma addirittura con i loro stessi interessi, Berlusconi e PD, questo è purtroppo vero, ma il discorso sulle cause di questo masochismo sordo e cieco diventrebbe troppo lungo e va affrontato in un altro contesto.

  321. Fabrizio (infame, ex Mario) Says:

    Scusa Masaccio, leggo solo ora il tuo ultimo intervento. Sono abbastanza d’accordo, in astratto, se parliamo di gestione della finanza pubblica e delle risorse pubbliche. Ma spero davvero che ti sia chiaro che non è certo per rendere la gestione pubblica al Sud più funzionante, giusta, ed efficiente che è stato varato il federalismo fiscale. Tutto il contrario, casomai. Noi non ti accusiamo delle repressioni dei savoiardi, ma tu per favore non fare il finto tonto che si beve gli editoriali di Panebianco e Galli della Loggia. Se poi veramente pensi che puoi trovare più punti di contatto con Ichino, Latorre, e i think-tank del PD che con noi, padronissimo. Ma non credo che così ti sarà più facile combattere la Lega e far trionfare i tuoi valori, come dici di voler fare ogni giorno che Dio manda sulla terra. Ciao. Fabrizio

  322. Compagni, capisco che si tratti di un tema sensibile, ma farne un tabù e gridare a “leghismo, razzismo, neocolonialismo e filocamorrismo” veramente non porta da nessuna parte.
    Il modello amministrativo classista, sprecone, clientelare e notabiliare l’ha costruito la Democrazia Cristiana, e i comunisti giustamente vi si sono sempre opposti, nell’interesse anche e soprattutto dei lavoratori meridionali. Per questo è coerentissima la posizione dell’Udc. Da parte nostra (e mi ci metto dentro anch’io) c’è invece spesso la tendenza difensiva a giustificare l’esistente di fronte agli attacchi alla destra.
    No, grazie. Riempire le tasche dei Comuni amici perché possano mantenere la loro rete di potere non è mai stato di sinistra, e mai lo sarà.

  323. “Se poi veramente pensi che puoi trovare più punti di contatto con Ichino, Latorre, e i think-tank del PD che con noi, padronissimo.”
    Questo, intanto, lo dici a tua sorella. E anche di Galli della Loggia e Panebianco, grazie.

    So benissimo che non è la buona amministrazione a spingere questa destra. Ma sostenere che questo piccolo provvedimento sia una “riforma federalista-leghista” ai danni del sud mi pare incongruo.
    E sostenere l’idea che la destra fa gli interessi del nord e noi difendiamo il sud può andare bene per l’Udc, per noi è suicida.

  324. Fabrizio (infame, ex Mario) Says:

    Masaccio, altra cosa: io ci andrei pianissimo a dire che l’impianto attuale del testo approvato al Senato colpisca la spesa storica, responsabilizza le amministrazioni, e inoltre riequilibra la pressione fiscale senza moltiplicare i centri di spesa e di conseguenza anche le fonti di prelievo fiscale. Scommetto tutto che le cose andranno esattamente nel senso opposto, ma spero (egoisticamente) di sbagliare. In ogni caso, se noi siamo sfigati a trovarci d’accorod con l’UDC a difendere battaglie di retroguardia, io non sarei molto a mio agio, fossi nei tuoi panni, e in nome della difesa di un efficientismo astratto che in realtà non vuole nessuno, a stare insieme a PDL e “PD del Nord” nel sostenere l’assistenzialismo clientelar-razzista della Lega. Chi fa più schifo? Bah, direi che è una bella lotta. Ciao. Fabrizio

  325. lucaocchionero Says:

    Non ho detto che sei contro il sud: ho detto che non devi cedere ai luoghi comuni. Quanto alla distribuzioni di fondi di finanza pubblica ne riparliamo quando la regione lombardia restituirà alla regione puglia un miliardo i euro tondo, tondo che si sono fregati nell’ (S)perequazione che fecero sotto il governo Berlusconi approfittando di un servile Raffaele Fitto. Ci sarà un motivo se la sanità del nord è migliore: ed il motivo è che spende 2\3 in più di quello che spende al sud. Poi non ho ancora capito cosa significa il termine assistenzialismo. Quanto al paragone con l’UDC che giudico offensivo, ho cercato di farti capire da dove nasce quel voto di Casini in parlamento: da un sentire profondo delle famiglie meridionali che chiedono allo stato un risarcimento “sociale” per aver prodotto, con tanti sacrifici lavoratori e laureati che lavorano quasi tutti al nord perchè giù fanno la fame. Quanto a ciò che ho scritto nel post precedente chiedo venia poichè ho dimenticato la Calabria che è una delle regioni che ha dato un grosso contribuo in termine di povertà e di emigrazione, perchè se c’è una regione ricca io credo che automaticamente ci sia una regione povera

  326. L’efficientismo astratto non lo vorrà nessuno, l’efficienza reale la voglio io, anzi, la pretendo. E con me il 100% dei lavoratori che conosco.
    Ripeto: rinunciare a trovare un’uscita da sinistra a questo dibattito è suicida. Quando un lavoratore in assemblea mi chiede perché la sanità calabrese costa il doppio di quella veneta pur avendo liste d’attesa due volte più lunghe, cosa devo rispondere?
    Devo schierarmi dalla parte di un sistema che mette a carico del lavoratore veneto le inefficienze del sistema e dall’altra parte fornisce al lavoratore calabrese un sistema sanitario pietoso?
    No, grazie, questo lo lascio all’Udc, che giustamente rappresenta gli interessi di quel mondo clientelare che è l’unico a guadagnarci.
    Io rispondo che se la sanità con determinati costi in Veneto da ai cittadini un determinato servizio, voglio che ai cittadini calabresi sia dato lo stesso servizio agli stessi costi. Ditemi voi se sbaglio…

  327. lucaocchionero Says:

    devi rispondere che è una stronzata! la sanità veneta costa 2\3 in più di quella calabrese e del resto si vede!!! informiamoci meglio compagno!!

  328. Va bene, Luca Occhionero, tieniti il tuo modello coloniale da guerra tra poveri, con il nord cattivo che sfrutta il sud buono, esattamente speculare a quello della Lega.
    Che cazzo vuol dire “regione ricca” e “regione povera”? Io questi discorsi li lascio a Bossi, se permetti. Io sono un lavoratore veneto e non accetto che mi si metta in una posizione antagonistica rispetto al lavoratore lucano, in nome della differenza tra una “regione ricca” e una “regione povera”.
    Non accetto un ragionamento in cui ci si scanna per le fette di torta tra veneti e lucani. Io voglio che la collettività riabbia indietro la fetta di torta che il notabilato corrotto e clientelare gli ha rubato. Poi ne riparliamo.

  329. Luca, sto parlando di quanto costa all’erario una prestazione. Ovvio che se fornisci più prestazioni spendi di più, non giochiamo con i numeri…
    Qui si sta parlando di stabilire il principio che lo stato dà a ogni regione i finanziamenti secondo lo stesso costo/prestazione, e non, come avviene ora, secondo la spesa storica.
    Fare su questo una battaglia nord contro sud, secondo cui stabilire che una mammografia deve costare uguale in tutta Italia significare fare gli interessi del nord, è una logica che fa il gioco di Bossi e dell’Udc.
    Per questo contestavo il fatto che tu parlassi di “riforma federalista leghista”. Sostenere l’idea che ogni intervento basato sulla parità di trattamento tra le regioni sia a vantaggio del nord significa dare ragione a Bossi.

  330. sono d’accordo con masaccio. la sinistra dovrebbe trovare soluzioni alternative per uscire dal problema. ma la cosa è tutt’altro che facile.
    le attuali proposte di federalismo fiscale prevedono che le regioni debbano avere a disposizione il 90% del gettito fiscale del proprio territorio. la riscossione delle imposte spetta alle regioni e non più alla tesoreria unica. teoricamente il federalismo fiscale può essere anche cosa giustissima, ma la realizzazione diventa complessa, soprattutto in riguardo alla sussìdarietà e democraticità. aumentare l’autonomia tributaria delle regioni comporterà inevitabilmente anche una redistribuzione di risorse, e rispetto alla situazione attuale ci sarà chi ci guadagna e chi ci rimette… se il perno centrale per arrivare all’autonomia fiscale regionale ruota sulla realtà meridionale del paese, come possiamo pensare che regioni che in quasi quarant’anni sono state campioni di inefficienza possano fare fruttare così d’improvviso la maggiore autonomia? il problema è individuare qual è il progetto politico che possa assicurare un riposizionamento di tutti i protagonisti regionali in campo, visto che non è dato di sapere quale sarà la molla che consentirà di attuare una solidarietà reale tra regione oggettivamente collocate su livelli strutturali diversi.di fatto il federalismo fiscale spaccherebbe il paese tra nord e sud. il divario è troppo forte e le risorse lasciate nel territorio non sarebbero in grado di assicurare i servizi alle regioni stesse.
    trovare questa molla sarebbe la sfida per la sinistra. ma capisci masaccio che non è per niente facile….

  331. Bucharin77 Says:

    il discorso di Masaccio è giusto, perché ha a che fare con l’eguaglianza compagni. Lui dice giustamente che il rapporto fra costo e prestazione deve essere approssimativamente uguale in tutta Italia. Ha ragione pure Lucaocchionero quando dice che la sanità del nord è più soddisfacente perché costa complessivamente di più, però non si può negare che esistano diverse gestioni di una medesima quantità di denaro. Non lasciamo il valore dell’efficienza alla destra, questo è stato un nostro storico errore.

  332. Poi capiamoci: il problema, dal mio punto di vista, non sono i costi ma le prestazioni. È proprio il fatto che tutti i giorni ci arrivino storie di malasanità e di cattiva amministrazione ai danni dei cittadini di molte parti d’Italia che fa scattare la rabbia, perché se il meccanismo producesse buoni risultati potremmo tranquillamente accontentarci dell’aspetto solidale e lasciare alla destra il totem dei pareggi di bilancio.
    Ma non è così. È chiaro che si tratta di un problema prima di tutto economico, del fatto che una fetta troppo grande dell’economia è sommersa se non addirittura illecita e quindi non contribuisce alla ricchezza generale. Non mi illudo certo che una diversa ripartizione dei contributi statali o del gettito fiscale possa risolvere un problema secolo come la questione meridionale. Dico però che è un dibattito a cui non ci possiamo sottrarre, e che se oggi i lavoratori votano Lega è perché si sentono prima parte di un territorio e solo poi di una classe sociale. È una realtà che va modificata, ma non è certo facendo i portabandiera di un territorio contro un altro che riconquisteremo l’insediamento sociale di cui tanto si parla.

  333. Ciao compagni,
    purtroppo per la prima volta ho trovato la lettera di Ferrero su Liberazione molto deludente e per niente condivisibile.
    Senza presenza nelle istituzioni, i problemi non sono solo economici e di visibilità, sono anche e soprattutto di entusiasmo e voglia di partecipare. Non porsi seriamente il problema delle soglie elettorali, bollando la questione come “elettoralistica”, è un atteggiamento che non posso condividere affatto e che mi sta allontanando sempre più da questa maggioranza. Sembra quasi che tornare con compagni con cui si è fatta tanta strada, istilli il timore di perdere il controllo della macchina del partito. E se ci guardate, i sondaggi che ci bastonano premiano il pDCI, che è in crescita, stabilmente sopra l’1%, segno della transitività nell’elettorato. Non si può devastare la sinistra nel nome del partito sociale.
    Una riflessione tristissima. Purtroppo se non vedrò una risposta all’altezza, il mio giudizio su questo gruppo dirigente sarà molto negativo.

  334. A me i sondaggi interessano poco ma li cito spesso perche’sono un indicatore della salute di un partito.Compagna Sacha il PRC secondo i sondaggi ISPO è al 3,5% indica quindi che il partito sta riprendendo la sua marcia,il pdci all’1,2%,i verdi all’1,1% e sd all’0,5%……….

    Il PRC è sicuramente il partito piu’presente e organizzato con i suoi limiti e problemi generali della politica…………..

  335. puffo sai bene che quello è il sondaggio più favorevole. ce ne sono che ci danno poco sopra il 2.

  336. e poi che significa se siamo più grandi scusa? Ogni tanto scorgo accenti veltroniani, tipo vocazione maggioritaria, addirittura Bertinotti voleva le soglie di sbarramento.

  337. Compagni i sondaggi hanno margini di errore piuttosto ampi (anche 1-2%) che sono politicamente meno rilevanti per consensi attorno al 7-8% ma diventano rilevantissimi nel caso di consensi attorno all’1-4%.
    Ora bisogna lavorare sodo,il primo banco di prova sarà giugno ma non bisogna aspettarsi troppo.
    Compagni l’ho scritto più volte in questo blog:chi crede che il PRC possa recuperare i suoi consensi in pochi mesi o nel giro di qualche elezione si illude.A me sembra che a volte con la casa distrutta invece di pensare alle fondamenta si pensa ai mobili del soggiorno.
    I compagni del PDCI(ma anche ferrando e sinistra critica) possono rientrare quando vogliono nel PRC,perchè di questo si tratta rientrare.
    Compagni parliamoci chiaro sono gli altri a fare le scissioni,nel momento in cui vengono meno i motivi di una scissione si rientra dove si stava sia pure con le debite garanzie è ovvio.
    Fare un nuovo pastrocchio tipo arcobaleno con falce e martello ci condannerebbe alla stessa sconfitta….
    Finora dal PD all’arcobaleno tutte queste unioni hanno dato risultati disastrosi….Forse l’unico caso riuscito è il PDL ma lì bisogna fare un discorso diverso…il PDL è Berlusconi punto….

  338. caro compagno mariocg,
    in questo ultimo giorno di devendolizzazione, questa me la potevi risparmiare. magari domani l’avrei presa anche meglio….
    un abbraccio

  339. Luca Marini Says:

    Sacha io posso capire le tue preoccupazioni che sono le tue e di altri compagni a tutti i livelli e anche di molti dirigenti. Però la soluzione che tu come altri auspicano magari può sembrare la più immediata e più semplice, ma non penso sia la più sicura anche dal punto di vista elettorale!
    Io non sono affatto sicuro che facendo un accordo con il pdci il 4% sia garantito, io penso infatti che quella fatidica soglia la supereremo se da qui all’elezioni saremo bravi a mettere in pratica le nostre proposte che sono contenute in larga parte nella piattaforma programmatica della sinistra europea. Io penso che potremo recuperare il consenso tra coloro che alle ultime votazioni hanno votato ad esempio PCL e SC o che si sono astenuti perchè non condividevano il nostro operato al governo o perchè non condividevano la proposta della sinistra arcobaleno! e di queste persone io ne conosco diverse più di quante, simpatizzanti del Pdci sarebbero disposti ad appoggiare un eventuale accordo per le europee.
    E poi Sacha molti indicano il pdci con il soggetto con cui ritornare a dialogare e fare un accordo e allora perchè no con il PCL e SC o perchè no anche con i neoscissionisti di RPS.
    E’ ovvio che in base a questo ragionamento vertente sulle soglie di sbarramento, perderemo diversa credibilità, ma non tanto il PRC ma coloro che le scissioni le hanno perpetrate e mai rinnegate!
    Penso che molti compagni tra cui anche io non sosterrebbero questo ragionamento di fare accordi con il pdci alle elezioni ed è comunque un ragionamento elettoralista che al nostro partito e agli altri di sinistra non ha mai portato risultati. Il nostro partito ripiomberebbe nella disputa sulla composizione delle liste elettorali, intere aree come quella di Falce e Martello farebbero una battaglia per evitare questo accordo e magari sceglierebbero di non mettere nessuno nelle liste, arriveremo così a dividere nuovamente la maggioranza che è uscita dall’ultimo congresso insomma un bel casino!

  340. Ciao cara compagna Maria,
    il compagno segretario ha ragione: si deve lavorare sui contenuti e non (solo) sull’ideologia, ed è proprio su questa base che stiamo lavorando, come si vede leggendo tutto… (stiamo parlando di ciò che c’è nel link indicato)
    Un salutone a tutt* e specialmente a Sacha che invito a non perdersi d’animo, c’è parecchio lavoro interessante in giro… 🙂

  341. caro compagno mariogc, non ti rispondo perchè sai che ti voglio bene ed è anche una triste giornata (nonostante tutto io la trovo molto triste), quindi non mi sento di polemizzare.
    anch’io penso che il compagno segretario abbia ragione. proprio per questo spero che intervenga a dovere per mettere i paletti doverosi, decisi tempo addietro in cpn. e non aggiungo altro.
    un abbraccione mario.

  342. elisabetta Says:

    io colgo in questa scissione un aspetto curioso.
    alla fine è una scissione a meta’ con molti che staranno con un piede qua e uno la per vedere che capiti. (per lo meno leggendo tutto a me è parso quello)
    e si cazzi che l’avanguardia è un cuneo
    ha ragione maria, è un giorno triste

  343. Cara compagna Maria, suppongo che quando ti riferisci a “paletti”, sia per chi di dovere, per esempio quelli che (allah non voglia) dovessero rimanere nel Partito solo per vedere come va la cosa per quelli che ne escano e poter saltare più agilmente da una poltrona all’altra… perché non sarà evidentemente nei confronti di chi lavora per, tra le altre cose, dare concreta attuazione a uno dei punti dell’Ordine del Giorno conclusivo approvato a maggioranza dei delegati (compreso il mio voto, con orgoglio e convinzione) al VII Congresso Nazionale di Chianciano, che dice:


    In Europa, in particolare, [il PRC] lavora ad un rafforzamento dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.
    Per questo motivo il Congresso dà mandato agli organismi dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’Unione Europea.

    Sarebbe quindi il caso che anche i nostri massimi dirigenti lavorino in questo senso, come già fanno non pochi compagni di “base”, piuttosto che fare delle “equidistanze” un po’ forzate, no?

    Un abbraccione, a presto!

  344. carissima sacha, io non solo non pongo in alternativa le pratiche sociali e le elezioni ma, al contrario di quel che pensi, penso che le pratiche sociali sono le uniche che possono far superare le diffidenze, le delusioni e le contrarietà che molti elettori hanno maturato nel corse dell’esperienza di governo prodi. l’idea secondo la quale facciamo sommatorie con l’obiettivo di superare gli sbarramenti interessa solo i militanti attivi dei partiti, non milioni di persone. se rileggi il documento approvato al congresso vedrai che c’è tutto lo spazio per avviare un confronto con il pdci e con gli altri gruppi. ma questo non si può fare perché il pd e berlusconi forse chissà potrebbero fare lo sbarramento. se piove e si prevede un’alluvione bisogna avere una barca solida. mettere una barca più piccola e due o tre mosconi su una barca piena di falle non fa galleggiare, fa affondare tutti.
    e, per favore, smettila di dire che ho rancori personali. in realtà ne ho tanti ma mai una sola volta in vita mia mi sono fatto guidare dai rancori in politica. non accetto che mi si facciano processi alle intenzioni. se dico che sono contrario all’unificazione comunista e lo dico facendo ragionamenti vorrei che fossero rispettati e non accantonati sulla base di processi alle intenzioni.
    ciò che dici lo dicono molti. e non posso escludere che si faccia come dici tu. io, però, non sono d’accordo anche perché sarebbe la realizzazione del progetto vendoliano. un partito di sinistra e un partito comunista ben divisi ma identici nella vocazione istituzionalista e entrambi subalterni al PD.
    si può essere d’accordo o in disaccordo ma non serva a darsi più ragione dire che si è autentici interpreti del popolo di sinistra. io non penso di esserlo anche se penso che il popolo di sinistra sia deluso dai partiti di sinistra che pensano solo alle poltrone e alle tante governabilità. sono convinto, ed ovviamente posso citare decine di persone che confermano questa tesi, che il popolo di sinistra se ne fotte delle liste elettorali, delle manovre dei leader e così via. ma è un’opinione, ovviamente.
    qui non c’è qualcuno che rappresenta il popolo e altri che stando in una torre d’avorio rappresentano il punto di vista dei dirigenti.
    un abbraccio

    ps. ora sono in brasile ma guarda che ho tentato di comprare il tuo libro allegato al sole 24 ore. l’edicolante voleva darmi un libro di ricette. comunque gli ho detto di procurarmelo.

  345. sul federalismo fiscale e sulla discussione intorno allo stesso non dico nulla. non ho letto il testo del provvedimento e quando lo farò dirò la mia. forse.
    però vorrei ricordare a tutti che noi siamo sempre stati contrari al federalismo fiscale. uno stato federale per essere tale deve avere motivi storici, culturali e politici seri a fondamento di una simile forma. in italia il federalismo viene introdotto nel dibattito politico come effetto della competitività indotta dalla globalizzazione. le regioni ricche competono con quelle ricche e le povere con le povere a livello europeo e globale. questo è il motore del federalismo in italia. e già aver aumentato i poteri delle regioni ci ha portato ad un vero e proprio sbando. abbiamo in ogni regione un sistema elettorale diverso, consiglieri che prendono in tutte le regioni più soldi dei parlamentari nazionali e “governatori” e assessori che si fanno il partito personale (o riducono quello che li ha eletti a partito personale). men che mai si può accettare che le politiche fiscali siano maneggiate da una logica localistica.
    ma come vedete sto su principi generali.
    infine bisogna saper distinguere fra efficienza ed efficacia. se un’amministrazione pubblica è efficiente lo può essere perché funziona bene nel perseguire lo scopo di tagliare le spese sociali e far quadrare i bilanci. ma se un’amministrazione pubblica deve fornire servizi sociali l’efficacia è la parola giusta per giudicarla ed anche per affrontare e risolvere gli annosi problemi di clientelismo e spreco di danaro pubblico.
    per decenni ci sono state amministrazioni locali che non hanno sprecato ed hanno fornito servizi eccellenti. lo hanno fatto per la volontà politica del pci soprattutto. nonostante il tanto vituperato centralismo.
    o no?

  346. caro mariogc, dici bene. la citazione dal documento congressuale è esatta. l’ho scritto io quel pezzo e l’ho difeso in plenaria quando fummo accusati di voler superare il partito della sinistra europea. dentro quello scritto c’è la possibilità di fare accordi con il pdci e con sinistra critica e il pcl. ma accordi fondati su contenuti e non listoni elettorali senza capone coda.
    un abbraccio

  347. Luca Marini Says:

    Infatti Mario c’è scritto “sulla base di contenuti contrari al Trattato di lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’unione europea”. Il pdci ad esempio è favorevole all’esercito europeo e al trattato costituzionale, almeno così disse Ramon quando glielo chiesi.

  348. l’ho detto perché è così, luca. esattamente così.

  349. HO capito Ramon,il PdCI è un partito liberista e favorevole all’imperialismo europeo.Dammi invece tu qualche idea chiapatista per sottrarre l’europa al dominio statunitense.

  350. prcarmerina Says:

    Il federalismo storicamente nasce per unire, qua per dividere.
    Purtroppo sia destra che centro (cioè il PD) hanno preso questa strada (remember titolo V). Io sono per il centralismo, e da siciliano posso assicurare che le decisioni più vengono prese lontano, meglio è anche perchè tu puoi fare tutti i disastri del mondo ma se sei DC-FI-UDC-MPA etc. vinci lo stesso a mani basse, basta vedere città come Catania, distrutte, letteralmente distrutte dalla destra (persino coi lampioni spenti a causa del debito gigantesco), che alle elezioni danno allo schieramento reazionario consensi superiori al 75%.

  351. caro bosco, nonostante il tuo tono sprezzante ti dico che il pdci ha votato a favore del trattato costituzionale poi bocciato dai referendum francesi olandesi e irlandesi e che si è sempre dichiarato favorevole alla costituzione dell’esercito europeo. io non penso siano liberisti o imperialisti perché queste scelte bengono da un’analisi che considero profondamente sbagliata. se lo pensi tu non so che farci. se non sei d’accordo dillo a loro, non a me. perché anche a costo di rimanere l’ultimo al mondo penso che i contenuti comandino la politica. le convenienze elettorali hanno le gambe cortissime e troverei illusorio far finta che non ci siano divergenze profonde se ci sono. non mi piace imbrogliare nessuno. elettori o compagni fa lo stesso.
    ciao

  352. Caro Ramon, Bosco avrà pure un tono sprezzante, ma il tuo è semplificatorio e liquidatorio, e neanche questo aiuta a nulla di buono per nessuno. L’analisi che portò il PdCI a votare in Parlamento a favore del Trattato Costituzionale è comunque basata su una critica a molti dei suoi contenuti; e rispetto al Trattato di Lisbona che lo dovrebbe sostituire, non c’è stato il voto di nessuno (tanto PRC come PdCI erano già fuori del Parlamento) mentre sì che ci sono state varie dichiarazioni e prese di posizioni di esponenti del PdCI (come lo stesso Guidoni) appoggiando il NO irlandese a Lisbona.
    E sull’esercito europeo, di nuovo, non si tratta di una cosa così semplice come un “sì” o un “no”, ma deriva da un’analisi rispetto all’egemonia USA e NATo sull’Europa. Meglio lasciare le cose come stanno o provare a fare qualcos’altro? Posizioni entrambe legittime e argomentate, ma non è una bianca e una nera.
    Quindi andiamoci piano e soprattutto non perdiamo di vista chi sono i nostri veri avversari, e ragionando sui contenuti, non sulle semplificazioni liquidatorie. Invece di anatemi, vediamo di lavorare appunto sui contenuti e sulla necessità di ritrovare intese con tutti quei compagni – e non parlo solo del PdCI ovviamente – con i quali possiamo avere tre punti di disaccordo e mille di accordo, perché con la buona volontà i punti di disaccordo si possono discutere, chiarire e magari riconciliare.
    Saluti

  353. comunicazionediservizio Says:

    caspita Ramon, commissario nel regno delle due sicilie?
    in bocca al lupo

  354. che vuol dire comunicazione di servizio?

  355. Ramon ti volevo domandare se avevi notizie circa i dati del tesseramento 2009.
    Grazie perla risposta.

  356. Un comunista Says:

    Parte relazione del compango Vendola

    Siamo stati comunisti non per un bisogno di fedeltà al passato, ma per un bisogno di libertà del presente e del futuro. Siamo comunisti non per replicare, nei secoli dei secoli, una storia codificata, una liturgia monotona, una forma statica che contiene una verità rivelata: ma per liberarci dai fantasmi e dai feticci di un mondo che strumentalizza la vita, mercifica il lavoro, distrugge la socialità. Chi pensa che il comunismo sia una declamazione, un percorso provvidenziale che va solo ripulito dalle ombre dell’eclettismo e del revisionismo, chi lo custodisce come una reliquia e lo offre alla oscura modernità in cui viviamo come una talismano politico, chi lo annuncia come una fede e lo vende a buon prezzo come il pane da spezzare insieme per esorcizzare la paura della crisi: chi fa così merita certamente rispetto, ma agisce la politica come fuoriuscita dalla realtà e come rinuncia alla trasformazione dello stato delle cose.

  357. lucaocchionero Says:

    lo si vada a dire a Fava il quale ha detto qualche giorno fa che nel nuovo soggetto non c’è spazio per chi si professa comunista. Al di là delle dichiarazioni ben scritte e ben dette e riferite di certo non al PRC rimane una politica dei fatti con le contraddizioni insuperabili di questo “nuovo soggetto”: ha ragione Fava secondo cui i comunisti non faranno parte del nuovo “soggetto”, oppure ha ragione Vendola che si professa ancora comunista(chi ha la stella rossa nel simbolo riportandosi ad un passato non certo encomiabile come può definirsi diversamente)??
    Al prossimo congresso la risposta. Alla prossima competizione interna a mozioni contrapposte, alla prossima, ennesima, grottesca scissione fatta in nome(udite, udite) “dell’unità”!

  358. Caro “un comunista”,
    so che non dovrei neanche risponderti perché postare un pezzetto di un discorso del genere non è un segnale di voglia di discussione ma una mera provocazione, ma lo faccio lo stesso ponendoti una domanda:
    Riesci a dimostrare (e a dimostrati) che quello che c’è scritto è vero?
    Se vuoi ti faccio fare un giro nel mio circolo così deciderai tu se ti sembra una strana setta di gente con il cervello all’ammasso che passa il suo tempo ad adorare reliquie del passato, declamante la sua verità rivelata aspettando la messianica realizzazione di un percorso provvidenziale e… (tutte le altre corbellerie presenti nel brano da te citato).
    Se tu facessi veramente questo “giro turistico”, vedresti solo compagni e compagne che si impegnano, dando tanto tempo libero (a volte tutto quello che hanno) per fare, nel loro piccolo, “quel movimento REALE che abolisce lo stato di cose presenti”, senza nessuna verità in tasca o risposta precotta. E penso che il mio circolo non abbia niente di particolare e/o diverso, è semplicemente un comunissimo circolo di un partito vivo e bellissimo, pieno di passione, impegno e ideali, che si chiama Rifondazione Comunista, e che continuerà ad esserlo, checché ne dicano vuoti proclami retorici.
    Semplicemente noi non ci NORMALIZZIAMO, continuiamo ad essere quell’anomalia sistemica che, con lavoro, pazienza e determinazione, causerà quel “fatal error” (per dirla alla “MATRIX” 😀 ) che porrà fine a questo sistema che non è riformabile mendicando al PD qualche leggina del tutto ininfluente.
    Se vuoi morire socialdemocratico fai pure, ma non venirci a spiegare quanto siamo stupidi noi a voler rimanere comunisti.

    Saluti,
    Nicola

  359. caro mariogc, hai ragione, perfettamente ragione a dire che non si giudicano le posizioni come se fossero nere o bianche. e chi lo ha fatto? comunque la scelta di votare il trattato costituzionale è per me incomprensibile. perché votare un trattato che subordina la costituzione italiana introducendo il bel principio secondo il quale i diritti sono esigibile compatibilmente con il bilancio è, secondo me, inspiegabile.
    l’esercito europeo come investimento per rendere l’europa competitrice con gli USA è per me inaccettabile. una cosa è la sicurezza europea e l’integrazione delle difese dei paesi membri dell’unione europea (ma con molta cautela) ed un’altra è la costituzione di una forza militare di pronto intervento europea. o si è per l’ONU e per il suo monopolio della funzione di polizia internazionale o si è per alleanze militari di paesi ricchi, in competizione o meno con gli usa fa lo stesso, per un governo reale del mondo fondato sulla potenza militare.
    comunque non so più come dirlo. sono per la massima collaborazione con il pdci e a trovare l’unità sui contenuti. sono contrario a fare un partito comunista istituzionalista e votato alla subalternità nei confronti del pd.
    in ogni caso, come l’arcobaleno dovrebbe aver insegnato, i partiti e le unità non si fanno improvvisando liste elettorali.
    chiaro?

  360. caro nicola, guarda che la socialdemocrazia è stata ed è una cosa seria. mica è una buffonata come le cazzate che ha detto vendola mentendo sapendo di mentire.

  361. Caro ramon,
    non mi sembra di aver detto che la socialdemocrazia non sia una cosa seria (anche se bisognerebbe chiarirsi su cosa si intende per socialdemocrazia. Se per socialdemocrazia intendiamo quella venezuelana è un conto, se intendiamo quella europea (dal labour, all’spd o al psoe) è un altro)
    Ho semplicemente detto che non è quello che voglio fare io, chi lo vuole fare è libero di farlo, chiedevo semplicemente (a tal “un comunista”) che rispettasse chi non la pensa come lui.

    Detto questo concordo parola per parola con la tua frase:
    “comunque non so più come dirlo. sono per la massima collaborazione con il pdci e a trovare l’unità sui contenuti. sono contrario a fare un partito comunista istituzionalista e votato alla subalternità nei confronti del pd.”

    Ma mi pongo una domanda: la si sta perseguendo questa collaborazione?
    Secondo me sarebbe opportuno rilanciare l’appello di Ferrero di un coordinamento tra le diverse forze. (è in questo caso faccio molte colpe al pdci che poteva rispondere subito, avrebbe dimostrato concretamente voglia di unità invece che declamarla soltanto)
    Ovvio che non dipenda solo da noi, quindi, l’eventuale realizzazione di ciò e so anche che non è facile, ma non potrebbe essere un segnale importante per le tante “sasha” sfiduciate che ci sono?

  362. nicola ho fatto una battuta sulla socialdemocrazia. comunque la socialdemocrazia è storicamente una cosa precisa. un partito di massa che propone il superamento graduale del capitalismo e che ha forti radici operaie. che poi partiti socialdemocratici siano usciti dalla propria tradizione è un’altra storia. ma in italia non è mai esistito un partito socialdemocratico di massa. perciò nessuno in italia può morire socialdemocratico.
    la collaborazione la perseguiamo e la perseguiremo con il pdci come con sinistra critica ecc. ma non mettendo al primo posto le elezioni. dici bene, c’è chi declama l’unità ma difficilmente la pratica nelle cose e nei fatti.

  363. caro ramon, ok, d’accordo, non avevo capito la battuta,
    io quando ho usato socialdemocrazia mi riferivo non certo al concetto storico ma alle posizioni attuali di chi si autodefinisce socialdemocratico o vuole fare il novello partito socialdemocratico con a capo il nuovo (anzi nuovissimo!) che avanza D’alema. (o ho capito male cosa hanno detto Gianni e la Gagliardi?)
    Per il tema della collaborazione sono sicuro che si stia facendo, ti chiedevo se fosse possibile dare un qualche segnale visibile anche all’esterno che sia in atto questa collaborazione. Ancor più in un momento di scissione sarebbe un segnale in controtendenza che potrebbe dare un po’ di speranza sopratutto a chi ci guarda da fuori, che spesso trova incomprensibili alcune divisioni (proprio perché “esterno”)

  364. bene nicola ci siamo capiti.
    del resto c’era anche chi diceva che il pci era socialdemocratico, sia dall’interno sia dall’esterno. ma era una posizione infondata.
    altra cosa poi è fare proposte di tipo socialdemocratico. per esempio i servizi gratuiti per tutti è stata storicamente una idea socialdemocratica. ora ci sono quelli che si dicono socialdemocratici e propongono la privatizzazione dei servizi.
    hai ragione a dire che bisognerebbe dare segnali ma. lo dico sommessamente, il pdci è interessato solo a discutere dell’unificazione e delle liste elettorali, sinistra critica dice che dobbiamo azzerare tutto e fare un nuovo partito di sinistra anticapitalista, ovviamente senza il pdci, il pcl va per conto suo ma si è detto d’accordo con il coordinamento dell’opposizione di sinistra. e chi più ne ha più ne metta.
    ci vuole fermezza e pazienza perché se ci mettiamo a discutere di elezioni e di liste invece che invertire la tendenza finiamo col produrre un altro disastro.

  365. Purtroppo so della posizione intransigente di SC (la posso constatare anche sul territorio. è da luglio che propongo anche a loro a livello cittadino se non un coordinamento almeno un tavolo anche informale in cui con una certa regolarità ci si dica almeno cosa si ha intenzione di fare e se ci sono iniziative che possono andar bene a tutti le si faccia assieme. al momento non sono ancora riuscito nemmeno a farmi invitare ad una loro riunione.. e tutte le volte che li incontro mi dicono “ah, no scusa, ci siamo dimenticati, per la prossima riunione ti avvertiamo…” e poi nisba. Hai ragione tu fermezza e pazienza, sopratutto tanta, tanta pazienza…
    Con il pdci almeno qua va meglio, è composto da compagni validi, ci si confronta e consulta regolarmente e si riescono a portare avanti iniziative condivise.
    Se volete vi “imprestiamo” questi compagni al posto di quelli del livello nazionale 😀

  366. Nonvioletto Says:

    Reduce da Chianciano, col fegato sano, ho voluto dedicare un’ode al nostro vate, e l’ho mandata al blog “Rifondazione perla sinistra”. L’hanno scambiata per una satira e censurata non pubblicandola. Eccola:

    Niki grande! Nichi bello!
    nostra guida, nostra luce,
    nostra face, nostra pace!
    nostro vate, nostra vite,
    nostra speme, nostro ostello.

    Avanti, ci sproni l’appello
    Che chiama animoso a battaglia
    Pel nostro fulgente ideal.
    Noi esser vogliamo l’eletta
    Falange che assalta e sbaraglia
    Lo spirto protervo del mal

    Niki grande, mia favilla
    Il volto ti brilla
    D’ignoto chiaror.
    La viva pupilla
    Dà fuoco al mio cor!

    A te dunque, o Nichi bello
    Noi porgiamo prece ardente
    Rendi pura nostra mente
    Rendi forte nostro amor

  367. “Una vittoria che porterà alla rifondazione della Bolivia. E’ la fine del colonialismo. E’ finito il colonialismo interno e quello esterno. Abbiamo posto fine anche al neoliberismo. Niente fermerà la trasformazione profonda e democratica. Milioni e milioni di cittadini boliviani garantiranno la rifondazione del Paese” Evo Morales

    RIFONDERO’ LA BOLIVIA!!

    ramon, la domanda sorge spontanea
    e noi quando?

  368. scusa Ramon c’è qualcosa che non mi torna…

    il nostro partito, (che è settario,chiuso,autoreferenziale, attaccato a simboli logori e cacciatore di tartufi), ha una delegazione al social forum mondiale, mentre i movimentisti (navigatori in mare aperto, che non hanno paura di contaminarsi e vogliosi di aprirsi al mondo), no?

    scusa, ma il mondo va preoprio al cotrario… 😉

  369. Luca Marini Says:

    Non violento è un ode al leaderismo

  370. Soglia elettorale in pole position.
    Purtroppo non credo più in questa dirigenza. L’anno prossimo ci ritroveremo con gli stessi debiti per liberazione, tutto nel nome di una scissione da evitare. E adesso oltre a subirne i danni, perché in politica subire non paga, come si è visto con il governo Prodi, che credibilità avrebbe un cartello fatto per la soglia? Che messaggio trasmette agli elettori? Procrastinato fino all’ultimo, sempre in balia degli eventi. E la politica senza rappresentanza istituzionale è puro folklore. Io per lo meno non ci credo e me ne tiro fuori. Purtroppo il bilancio di questa dirigenza è molto, molto negativo. Spaccare il capello in 4 sul pdci quando la storia ci sta travolgendo: ma dove vivete? In una fase politica nuova, come si può avere nostalgia di una rifondazione vecchia e, ora si vede, più che imperfetta? Non ho più nessuna fiducia.

  371. animals Says:

    C’è un mio post che non si riesce a vedere, vabbè non vi perdete niente di che

  372. sacha,
    scusa ma un po’ di rispetto per i compagni che si sono scelti una linea, no?
    c’è stato un congresso e i compagni di RIFONDAZIONE hanno deciso.punto.
    La dirigenza sta rispettando un mandato congressuale, si chiama democrazia.

    Io mi auguro, invece, che ferrero e la dirigenza non prenda decisioni avventate e non decida dall’alto un’ unificazione a freddo!

  373. quella decisione riguardava una fase prescissione e presoglia europea. la situazione è completamente diversa ormai e probabilmente neanche il pdci basterebbe.

  374. abbiamo votato un documento preciso.
    in cui crediamo fermamente e sosterremo il segretario ad andare avanti in tal senso. nei territori lavoreremo con tutte le nostre forze in tal senso.
    poco ce ne cale delle soglie e dei sondaggi.
    fortuna che se ne cale poco anche il segretario e la segreteria.
    non che non siano problemi importanti, ma c’è il radicamento nei territori e nella società che è di gran lunga più importante.
    lo sapevamo che era difficile quando abbiamo affrontato e sostenuto questo documento al congresso,e sappiamo che è difficile anche ora. e dopo le elezioni, comunque andranno, sarà ancora più difficile.
    ma questa è la strada di rifondazione comuinista.
    una linea politica non si cambia perchè ora c’è la soglia o magari domani ci sarà qualche altra corbelleria simile. questo è il progetto politico che ci siamo SUDATO.

    e ottenuto col prezzo della scissione.

  375. beh scindetevi anche da me. mi considero scissa da voi, nessuno vi capisce, state condannando tutta la sinistra. il partito sociale si può fare anche dentro certe alleanze. mi spiace ma in questo momento mi sa che non andrei nemmeno a votare.

  376. ok

  377. va bene sacha. non c’è problema. ce ne faremo una ragione

  378. anzi purtroppo se si votasse oggi probabilmente sceglierei il pdci. non è possibile essere così settari, condannare a morte la sinistra ripetendo il mantra del partito sociale, una roba che nessuno incrocia per strada o di cui nessuno sente parlare, difficilissima da fare. penso che rifondazione si ridurrà a un partito dell’1 per cento. nello stesso tempo penso che laura e maria non rapprsentino né mantovani né ferrero.

  379. no, infatti solo loro che rappresentano me. io li ho eletti sulla base di un documento condiviso 🙂

  380. Luca Marini Says:

    Sacha queste sono le tue posizioni e le abbiamo capite, ma anche tu ti comporti come settaria dicendo che non capiamo nulla perchè non la pensiamo come te!

  381. no, infatti solo loro che rappresentano me. io li ho eletti sulla base di un documento condiviso 🙂

  382. luca, avrai notato che negli ultimi sondaggi il pdci è in ascesa ci sarà un perché, secondo me supererà pure il prc. non è possibile non porsi il problema della fase storica in cui si opera. guardiamo die linke. a me vendola non piace per il modo in cui si muove ma si può essere comunisti e fare cose importanti in un contenitore più grande. una sinistra fuori dalle istituzioni non mi interessa, come scriveva un compagno, è il compimento del divorzio fra politica e società ch diciamo di combattere.

  383. Luca Marini Says:

    Sacha ripeto io non sono affatto convinto che per superare il 4% l’alleanza con il pdci ci offra più garanzie, penso che quella soglia la si possa superare con le nostre forze, su questo mi potro’ sbagliare. La discussione ci sarà nel partito a tutti i livelli e l’esito non è scontato, non capisco come tu faccia già a dire che i dirigenti non capiscono nulla se non ce nulla di stabilito. Ciascuno sosterrà le proprie considerazioni e convinzioni e poi il cpn voterà anche su questa questione! Penso sia inutile adesso farne un criterio per dere giudizi sommari ed estenderli a tutto il partito!

  384. Sacha, vedi di non rompere……che stai qui come “quarta colonna” ce ne siamo resi conto, vota chi vuoi, il primo problema e’ operare per un’ alternativa al sistema attuale, non per occupare i posti in questo sistema senza cambiarlo di una virgola per poter dire che ci siamo anche noi al timone di comando (e che timone). Se ti preme tanto la poltrona sieditici e smettila di annoiarci con le tue tesine politiche da I elementare.

  385. romololeft Says:

    Sacha,ma cosa ti è preso?Fino a qualche tempo fa(un mese)le tue posizioni erano simili alle mie.Partito che torna nel sociale,proseguimento del progetto della rifondazione comunista,come soggetto apeto innovatvo ma pur sempre radicalee antagonista.Oggi sei qui a chiedere unificazioni con il PDCI,che allo stato attuale porrebbe fine al PRC.Operazioni di quel genere non le accetterei.Cara Sacha il congresso ha deciso una linea e quella va perseguita…fino in fondo e senza arretrare su posizioni politiciste che fatte in fretta e furia solo a scopi elettoralistici sarebbero poco credibili.Il PDCI se ne andato di csa 10 anni fa(mossa sbagliatissima),se ora vogliono tornare con noi rientrino semplicemente nel partito.Se ciò non avviene saranno le lotte ,i cortei,lecose reali a dire se unità ci sarà.Rifondazione comunista è una esperienza troppo importante che può ricevere i consensi di tutta la sinistra d’alternativa presente nel paese(FIOM,COBAS,SDL,per non parlare di centri ociali e movienti vari come il no dal molin) e per questo non va superata ne nel neopiddiessino ne in un partito comunista classico…Io compagni ci credo ancora…non siamo anora morti…

  386. prcarmerina Says:

    il pdci sta allo 0,7 massimo arriva allo 0,9 al di là dei giudizi di merito i dati sono più o meno questi per ciò che valgono i sondaggi.

  387. prcarmerina Says:

    Comunque, come non vedere che nella capovolta del PdCI c’è anche un elemento di sopravvivenza personale, e poi dirigenti che non sbagliano mai, sempre lì, organismi dirigenti enormi ed un pozzo di iscritti in meno… ad un apppello che sembrava “di base” hanno messo il cappello ed adesso sì è nella situazione assurda che sembra che la scissione del ’98 la si sia fatta noi…

  388. cara sacha, già altri ti hanno risposto. e io non condivido liquidazioni delle tue posizioni, sai bene che ti sono amico e che prendo seriamente in considerazione ciò che dici. ma, credimi, ciò che dici è, secondo me, molto superficiale ed affrettato. cerco di spiegarmi, nonostante l’ora.
    1) non si può, nemmeno per scherzo, fare operazioni di unificazione dettate da contingenze di nessun tipo. tanto meno elettorali. i partiti hanno storie, posizioni e culture politiche precise. sommare partiti per presunte convenienze elettorali porta solo a perdere voti, non a sommarli o ad aumentarli.
    2) non credere che non si veda il problema che c’è. ma ci possono essere soluzioni del problema che non cancellano il progetto strategico della rifdondazione comunista. le soluzioni si possono trovare e le troveremo anche a livello elettorale se le circostanze lo imporranno. ma senza, ripeto, che sia messo in discussione il progetto strategico che abbiamo votato democraticamente al congresso. sbagli fortemente nel pensare che un leader possa decidere qualcosa che non si è discusso democraticamente. quindi non appellarti a decisioni prese avventatamente e personalmente da ferrero.
    3) puoi votare ciò che vuoi e credere ai sondaggi che vuoi, ovviamente. ma credi davvero che dire qui che il pdci è il meglio che c’è possa convincere me o altri? credi davvero che l’unità debba essere una convenienza elettorale e basta? e se poi dopo aver avuto i voti ci dividessimo su cose fondamentali cosa ne sarebbe degli elettori che si sentirebbero imbrogliati per l’ennesima volta?
    4) per ogni cosa ci vuole intelligenza, pazienza, ragionamento e decisioni prese democraticamente. lo so che i tempi dei mass media vorrebbero che ci fossero “mosse” dei leader ogni minuto. ma metre per altri questo è un vantaggio per noi è deleterio. se domattina in segretario del prc annunciasse la lista comune con il pdci in molti in rifondazione abbandonerebbero il partito la lotta e il voto. e farebbero bene, dico io.
    5) ti ripeto che milioni di persone si attendono che ci sia una sinistra che lotti e che organizzi nella società la lotta contro ingiustizie insopportabili prima di tutto. non che pensi che i proprio problemi ellettorali siano il centro di tutto. questo è il partito sociale, non altro.
    un abbraccio

  389. Io sono una persona autenticamente di sinistra ma uscire anche dall’europa vuol dire essere alla frutta, 0 soldi, 0 tutto. il trionfo dell’inutilità che diceva Ferrero, perché la gente si aspetta anche che le sue istanze siano portate a palazzo. I sondaggi più favorevoli pre scissione davano il prc al 3,5, ultimamente il prci è sempre sopra l’1 perché credo che molta gente come me si sia stancata. io sono stufa di soffrire per i miei dirigenti. comunque chi mi conosce sa che non sono la quinta colonna di nessuno, sono solo una persona angosciata dalla scomparsa di qualcosa in cui ha creduto.

  390. Sasha facciamo lavorare in tranquillità i nostri dirigenti,sapranno trovare una soluzione a tutto.Noi facciamo la tessera e lavoriamo nei territori……..
    Sono fiducioso………….

  391. comunicazionediservizio Says:

    C’è qualcosa che non quadra,caso Napoli:
    crisi giunta Iervolino,cpf che stabilisce la condotta, assessori in quota rc, il consiglio vota quella giunta(compresi i consiglieri rc).
    Nel frattempo i due assessori comunali ed un consigliere decidono di uscire da rc.
    Ieri il segretario nazionale del partito tiene una conferenza stampa al gruppo comunale in cui annuncia:Rifondazione da oggi prende le distanze dalla giunta Iervolino, appoggio esterno alla sua giunta!!!!
    Chr capperi vuol dire appoggio esterno?desistenza dopo 10 anni?e perchè 15 giorni fa hanno votato quella giunta?
    Le vie del politicismo sono infinite e su Bassolino ,ahinoi, non si potrà mai mettere mano.
    Se deve essere così scusate la schiettezza c’è troppa contiguità.Davvero la gente non capisce più niente.

  392. Eh no cara compagna Sacha!!! Non mollare! Vai, fatti la tessera e lotta nel tuo Circolo per le tue idee – come fa la brava compagna Maria, che abbiamo delle idee diverse, sì, ma lei non ha mica mollato quando si trovava circondata dalle orde (s)vendoliane, anzi ha tenuto e tiene la posizione alla grande 🙂 Così ci vuole anche per chi pensiamo che “l’equidistanza tra le costituenti” non significhi nulla, e dobbiamo difendere quello che pensiamo con argomenti, spesso neanche ideologici ma di puro buon senso. Come per esempio fa molto bene il compagno Fosco Giannini in una lettera oggi su “Liberazione” in risposta all’intervista di ieri del segretario.

    Allora Sacha dai, fiducia, tessera, lotta e… il voto, in ogni caso, adesso come adesso, meglio al PRC 😉

    Salutoni

  393. Luca Marini Says:

    Mario Gc non solo adesso come adesso anche dopo!

  394. Meno male che c’è Ramon ad assicurarci che “non credere che non si veda il problema che c’è. ma ci possono essere soluzioni del problema che non cancellano il progetto strategico della rifdondazione comunista. le soluzioni si possono trovare e le troveremo anche a livello elettorale”.

    Perché a leggere qualche altro, porsi il problema della riunificazione dei due meno piccoli (più grandi mi sembra ridicolo) partiti comunisti, dentro il quadro della ricostruzione di una sinistra utile, che si collochi nella società in posizione radicale e antagonista, ma che sappia poi dare risposte anche sul piano istituzionale alle istante radicali e antagoniste che dalla società emergono (altrimenti finisce come a Vicenza, dove i No Dal Molin preferiscono votare Pd, per portare a casa un risultato), significherebbe essere una “quarta colonna” (anche terza o seconda, dai), interessata solo alle poltrone…

    Non credo che, oggi, esista una distinzione tra Prc e Pdci sulle “cose fondamentali”, come dice Ramon. Almeno, in Veneto non c’è, saremo fortunati, che vi devo dire.
    Ovviamente ci sono delle difficoltà. Il processo non può essere una forzata “costituente comunista” in cui annullare tutti i progetti politici esistenti (ma neanche il Pdci vuole questo). Ma non può neanche essere, diciamocelo fino in fondo una volta per tutte, “rientrate nel Prc”. Non può essere, non funziona così, non è mai funzionato così, e chi lo dice sa che si tratta di una provocazione bella e buona. Un partito che esiste da 10 anni ha un’identità, un progetto politico, degli iscritti, una struttura, degli equilibri, una democrazia interna, una percentuale non minima di elettori in giro per l’Italia, e pretendere che tutto questo vada cancellato in un colpo e che si vada umilmente a Canossa chiedendo per favore di rientrare dalla porta di servizio e senza farsi notare, ripeto, è una semplice provocazione.

    Quindi come si fa? Se non si vuole rinunciare al progetto di Rifondazione ma non si può chiedere agli altri di inginocchiarsi come vassalli, come si fa?
    Secondo me si fa come ha detto Ramon. Si discute, con calma. Senza farsi pressare dalle scadenze elettorali. Se la volontà politica c’è, una soluzione si troverà, discutendo serenamente dei contenuti di un progetto politico comune in grado di rilanciare un partito comunista più grande rispetto all’attuale Rifondazione.
    Se nessuno si pone con l’arroganza di unico depositario della verità che spesso purtroppo trovo tra questi commenti, una soluzione si troverà.
    Del resto, a quanto mi dicono, se ne sta già discutendo. Per le europee, mi risulta che la segreteria del Prc stia agendo, secondo il mandato congressuale, per riunire le forze comuniste del gruppo Gue-Ngl, intorno al simbolo di Rifondazione, senza chiedere a nessuno di sciogliersi preventivamente. Per i dettagli grafici c’è tempo.
    Ricordo a tutti che una soluzione di questo tipo, se si concretizzasse, sarebbe un atto di generosità non da poco da parte del Pdci, che farebbe sparire il suo simbolo dalla scheda elettorale e di conseguenza dalla mente degli elettori, che difficilmente tornerebbero a cercarlo, in un’elezione futura. Il fatto che le basi del dialogo, a quello che mi si riferisce, siano queste, mi fa pensare che da parte del Pdci ci sia un grosso investimento in questo processo, che lo esporrebbe tanto da essere difficilmente irriversibile, e che anche nel Prc non si ceda ad alcun settarismo, ma si tenda giustamente a verificare fino in fondo le intenzioni dell’interlocutore.
    Insomma, la realtà mi pare essere molto più vicina alle posizioni di Ramon che a certi commenti. Del resto, quelli che avevano preso il Pdci per “la sinistra del centrosinistra” con relativa poltrona, se ne stanno gradualmente andando verso Rps. Restano bravi compagni, con cui Rifondazione può collaborare alla ricostruzione di una sinistra sociale, radicale, utile.
    Dai che è al volta che mi faccio la tessera anch’io.

  395. Luca Marini Says:

    Masaccio infatti come ho detto in un post precedente se ne discuterà a tutti i livelli, ma senza dire per esempio che in Rifondazioe ci sarebbero quelli che dicono agli altri di inginocchiarsi e sottomettersi (anche perchè in rifondazione ci sono diverse sensibilità) e dall’altra i compagni generosi che starebbero per fare un sacrificio! Dopo tutto anche loro fanno i suoi conti, sanno che da soli non potrebbero mandare nessuno in Europa, poi devi anche tenere conto che anche se adesso richiamano all’unità, non hanno mai sostenuto il progetto della sinistra europea quindi è chiaro che alle europee visto che la piattaforma programmatica della sinistra europea c’è già ( e non sarà modificabile solo su richiesta del pdci) saranno i comunisti italiani che dovranno condividere la piattaforma programmatica della sinistra europea se vogliono fare una lista unica! Non si tratta di superiorità ma di oggettività!

  396. Masaccio,

    sono anch’io convinta che i compagni del pdci siano bravi compagni con cui si può lavorare insieme.
    Però non tutte le realtà sono uguali, e in molti territori questa unificazione non sarebbe vissuta bene.

    Anche dalle mie parti il rapporto cambia di comune in comune. ma non ci credo più alle fusioni a freddo, mi dipiace.

  397. caro masaccio, il commento di luca è lucido e oggettivo.
    mi spiace vengano fraintese alcune nostre posizioni.
    far passare alcuni di noi come quelli che chiedono al pdci di inginocchiarsi e sottomettersi e rientrare è altrettanto scorretto quanto dipingere il pdci come quello che si sacrifica per il bene della sinistra.
    per mia esperienza MAI, dico MAI ho avuto la fortuna di conoscere qualcuno in politica che si sacrifica in questi termini. e parlo di dirgenti e non di militanti sia chiaro. se diliberto decide di muoversi in un certo modo ha i suoi interessi. per questo bisogna dare tempo al tempo ai processi.
    qui nessuno è settario, quindi mi pernmetto di invitare te a verificare fino in fondo le intenzioni dell’interlocutore. e in questo caso, ti garantisco che non c’è nemmeno bisogno di andare fino in fondo. basta guardare in superficie e già è tutto chiaro.
    con rispetto parlando ovviamente. mariocg mi perdonerà…. spero 🙂

  398. Io mi auguro che paradossalmente questa soglia aiuti la sinistra a smettere di litigare e a ricominciare a ragionare in termini unitari. Voi dite di essere nostalgici della rifondazione dei primi anni ’90, ma in quel partito c’erano i compagni che adesso liquidate sommariamente. L’assenso di Di Pietro la dice lunga sul personaggio, ridicolo dittatore in erba assetato di potere, il peggio del peggio davvero.
    Io sto cercando di soffrire di meno per tutte queste storie, davvero mi distruggono.

  399. Cara Sacha non bisogna soffrire inutilmente,dobbiamo solo lavorare nei territori,non rassegnarci mai,impegnarci………………

  400. Senti Sacha,dai retta a Mario G.C.(a proposito Mario ottimo il vostro protocollo di intesa in Belgio),a Bologna quelli che la pensano più o meno come te li trovi di certo,sono quelli dell’Ernesto.

  401. masaccio Says:

    Vedi Maria, io mi sono dilungato perché volevo dire le cose molto chiaramente. Si può far finta di non capire perché è più comodo liquidare tutto con due battute, oppure si può rileggere, che è scritto in italiano e siamo tutti abbastanza intelligenti.

    Io non cerco di “far passare alcuni di noi come quelli che chiedono al pdci di inginocchiarsi e sottomettersi e rientrare”, perché non c’è alcun bisogno di farlo: l’avete esplicitamente detto, tu e altri.
    E mi sta bene, perché in politica, soprattutto in una fase confusa come questa, anche le provocazioni sono parte del gioco, e nessuno si scandalizza. Ho solo esplicitato quello che, sono certo, tu già sai: cioè che si tratta di una provocazione, non di una prospettiva politica dotata di un minimo di serietà. Nessun dirigente politico si sognerebbe mai di instaurare un dialogo con un suo interlocutore sulla base di “scioglietevi e rientrare”, perchè un dialogo parte da un reciproco riconocimento di dignità.
    Io sono d’accordo con Ramon: “ci possono essere soluzioni del problema che non cancellano il progetto strategico della rifdondazione comunista. le soluzioni si possono trovare e le troveremo anche a livello elettorale”. Dire che o rientrano cospargendosi il capo di cenere o c’è la costituente comunista che cancella il progetto di Rifondazione è legittimo, ma secondo me è falso. C’è lo spazio politico per una prospettiva unitaria a medio termine, e anche per un accordo provvisorio per le europee, sulla base del mandato congressuale di Rifondazione e senza chiedere a qualche migliaio di sporchi socialdemocratici stalinisti poltronari del Pdci di fare harakiri. C’è, e le segreterie dei due partiti, a quanto ne so, lo stanno praticando. È difficile e complesso, infatti si procederà con calma e senza forzature, e con la dovuta umiltà da tutte le parti.
    Umiltà che i dirigenti hanno e che spesso, purtroppo, alla base manca. E parlo per tutti, eh.

    Quello che non ho detto, invece, è che il Pdci “si sacrifica per il bene della sinistra”. Ho constatato che il Pdci, se è vero che sta trattando sulla base del mandato congressuale di Rifondazione, dettagli grafici a parte, sta facendo un grosso sacrificio (cancellare, in maniera tendenzialmente irreversibile, il proprio simbolo). Ovvio che non lo fa per amore della carità ma per un suo progetto politico, ci mancherebbe altro, non ritengo Diliberto un idiota. Ho solo detto che trovo il fatto che il Pdci sia disposto a fare questo sacrificio un ottimo segnale, dal punto di vista di Rifondazione, sulla sua disposizione a una vera riunificazione a lungo termine e non a un accordino elettorale per salvare una poltrona.
    Questo ho detto, questo vedo, mi sembra un’analisi razionale.

    Sul fatto che la fretta del Pdci sia dovuta al rischio di scomparire, probabilmente hai ragione. Ho già avuto modo di scrivere, d’altra parte, che anche le resistenze dentro Rifondazione sono dovute al fatto che qualcuno non vorrebbe perdere la ghiotta occasione di veder scomparire il compagno-concorrente. Operazione, tra l’altro, già tentata alla fine della scorsa legislatura, quando Rifondazione era disposta al “governo di scopo” con chiunque per cambiare la legge elettorale e mettere lo sbarramento. Ma sono cose normali, in politica. Non faccio la morale a nessuno: per anni l’unità è stata bloccata anche e soprattutto da questi piccoli interessi che confliggevano. Ora, mi sembra, c’è una via che può far comodo a tutti percorrere. Ci spero, tutto qua.

    Sull’Europa, trovo ancora una volta sensate le argomentazioni di Ramon: su trattato costituzionale ci dev’essere una posizione comune, non ci piove. E se, come ha già scritto qualcuno, si guarda a come sono state formate quelle posizioni, a che percorso c’è dietro, invece che fermarsi al voto finale, la distanza pare molto meno incolmabile. Il Pdci non è né neoliberista né imperialista. Ha condiviso le critiche del Prc al processo costituzionale, decidendo di votare a favore (e poi astenersi) per quello che io ho chiamo “spirito risorgimentale”: l’idea che, di fondo, bisognasse mettere da parte le critiche in nome dell’unificazione, invece che opporsi al processo mettendosi dalla parte della destra nazionalista. Una posizione all’epoca comprensibile (anche se non l’ho mai condivisa), che, col tempo, ha mostrato i suoi limiti. All’epoca lo spazio per una critica all’Ue da sinistra non c’era, ora, anche grazie a Rifondazione, c’è. E penso che il Pdci non avrà problemi a farne parte. Se non vorrà, peggio per lui, chi è causa del suo mal pianga se stesso.

    Trovo molto meno sensate, scusa Luca, le critiche sulla Sinistra Europea. Per come è nata, per come si è formata, per come è stata gestita, la Sinistra Europea in Italia è stato un parzialmente riuscito tentativo di allargamento di Rifondazione. L’idea che un altro partito vi potesse aderire, coi rapporti reciproci dell’epoca, mi pare peregrina. E, tra l’altro, non mi risulta che il Prc abbia mai spinto perché il Pdci vi entrasse. Anzi. Anzi.
    Ora che le cose sono cambiate, spero che Diliberto abbia la saggezza di trarne le dovute conseguenze. Oggi la Sinistra Europea non è più il regno di Fausto I, e i suoi successori mi sembrano aver saggiamente messo da parte le tentazioni imperiali.
    Sul serio, vedo ottimi segnali. I due partiti non sono mai stati così vicini, a mio parere. Certo, come ha detto Ferrero a Gubbio con Grassi e Diliberto, “non c’è cosa peggiore che fare la cosa giusta al momento sbagliato”. Forzare tutto in una fusione a freddo rischierebbe di compromettere il delicato equilibrio interno di Rifondazione e non ne vale la pena. Si proceda con calma e determinazione, affrontando al momento giusto tutti i nodi: contenuti, simboli, liste elettorali, ecc.
    Si lavori insieme, se son rose fioriranno. Certo, farsi la guerra in campagna elettorale non farebbe bene a nessuno, tutti lo sanno, e per questo penso che si troverà un accordo che salverà capre e cavoli.

  402. guarda masaccio, preferisco chiudere la polemica con un frase sulla quale concordiamo in pieno e non se ne parla più .

    SONO D’ ACCORDO CON RAMON

    ora, visto che siamo tutti intelligenti, rileggiti tutto quello che dice ramon
    ciao

  403. masaccio Says:

    Nessuna polemica.
    Ho scritto come la vedo, e immagino ci si possa confrontare sulle argomentazioni, senza improbabili esercizi di filologia mantovaniana.

    Ut unum sint… 😉

  404. no lo era una polemica, scusa.
    come se io in vita mia non avessi mai argomantato qui o altrove la questione col pdci e non avessi tediato abbastanza tutti quanti.
    detto da te che mi leggi dai tempi che furono, scusa ma è deprimente accusarmi di pretendere la genuflessione del pdci!!
    comunque, e davvero senza polemica, ti invito a rileggere quello che scrive ramon e non ad estrapolare. se proprio vogliamo dirla tutta.
    chiusa polemica.
    emmò basta che siamo pure amici su fb. sennò mi offendo e ritiro l’amicia 😉
    ciao e buona serata (la mia non lo è. anche se sono una sportiva e so perdere, ma tornare ‘nata vota a sei punti è dura da mandar giù. vabbè tiramm innanz e siamo fiduciosi. sempre! 🙂

  405. masaccio Says:

    Guarda, dopo i tre punti che ci avete ladrato domenica, era il minimo che vi potesse capitare…

    (ecco, vedi, questa è una polemica…)

    ‘notte.

  406. Rina Gagliardi dice che a Chianciano non si è consumata nessuna scissione.Sansonetti aggiunge che, essendo la scissione una categoria del novecento, non ha senso parlarne perché non esiste (come tutto ciò che è successo nel Novecento). Premesso che queste persone non hanno nemmeno il coraggio delle proprie azioni (e lo dimostra questo delirio teppistico con cui stanno massacrando il partito), solo chiarezza e presenza nella società potranno salvare quel che resta del partito dalla dissoluzione.Che il Prc esca dalle giunte locali per dare un segnale violento contro la legge truffa delle europee che pone il tetto al 4% denunciando in ogni sede il consociativismo tra Pd e Pdl.Si armi di santa pazienza perché lunga sarà l’assenza dalle assemblee rappresentative e combatta questa battaglia con forza e coerenza.Basta col pensiero liquido!

  407. La scissione, come ha detto Piero Sansonetti, è oggi una nozione “priva di senso”. E’ una categoria novecentesca. E’ una modalità operativa della politica che non si può praticare in un’epoca di crisi così drammatica e profonda della sinistra, quale quella in cui siamo immersi.

    Rileggo queste parole della Gagliardi sul sito Rifondazione per la Sinistra (RpS) e penso: sono veramente dei teppisti della politica.Una sorta di Sex pistols della politica, una grande truffa, una vera fuffa.Anche il nome, Rifondazione, lo usano come una clava per cercare di aumentare la confusione tra le gente.Vogliono creare smarrimento.Dicono di volere la sinistra unita, ma vogliono solo dividere (e governare) con la loro pratica falsamente libertaria.

  408. Bravo Masaccio, è un piacere leggerti, ben argomentato e preciso su tutto. Confermo specialmente quanto dici sulla Sinistra Europea, dove oggi sono ben diversi i tempi da quelli molto bertinottiani stile “chi c’è, c’è, si fa con chi ci sta, piombo nelle ali, la porta è quella” e consimili che portarono ad una posizione di solo osservatori non solo il PdCI ma anche altri partiti come il PC ceco (chi ne abbia voglia si rilegga qualche vecchio verbale sul sito della SE). Purtroppo di questo bertinottismo nel Partito nostro ce n’è ancora, e non è polemica, è solo una constatazione, molti dirigenti di oggi sono ancora gli stessi di allora, e non si cambia tanto facilmente dall’oggi al domani; ma ci sono anche molti compagni, a tutti i livelli, che appunto cercano di pensare in termini positivi, spesso più di buon senso che ideologici.

    Speriamo davvero caro Masaccio che sia come dici, che si stia lavorando davvero per dare concreta attuazione a TUTTE le indicazioni del congresso, e che si sia capaci prima possibile di offrire delle proposte chiare e serie al “nostro popolo” anche dal punto di vista elettorale. Dico ANCHE e NON SOLO, naturalmente: come ben dice Sacha, una cosa (le elezioni, le liste etc.) non esclude l’altra (la rifondazione, il partito sociale, il radicamento nel territorio), anzi sono tutte cose tra loro complementari nella loro necessarietà (e non sufficienti ciascuna presa separatamente).

    Hasta la victoria, siempre!

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