La vita di Rifondazione Comunista è in pericolo.

Ci sono diversi fattori che potrebbero mettere in crisi definitivamente il progetto politico della rifondazione comunista e, conseguentemente, la presenza in Italia di un’originale partito comunista.

Elenchiamoli.

Innanzitutto due diversi, e contrapposti fra loro, progetti politici. La costituente della sinistra e l’unità dei comunisti.

Dall’esterno e dall’interno del PRC si vorrebbe, contro l’esito democratico del congresso del nostro partito, che si realizzassero nei fatti i due progetti che hanno come comune presupposto la dissoluzione di Rifondazione Comunista come prospettiva strategica ed anche come forza politica organizzata.

Ovviamente, al di la di assemblee e convegni, di primarie di programma e di articoli di stampa, il vero terreno sul quale uccidere il PRC è, guarda caso, quello elettorale.

Per i mass media, per la corrente “Rifondazione per la Sinistra” e forse, come si vedrà meglio in futuro, anche per il PdCI, noi dovremmo nei prossimi sei mesi discutere di come ci presenteremo alle europee e nelle centinaia di province e comuni. Perché, al di la di analisi sulla crisi del capitalismo e sui suoi effetti sociali, al di la della crisi della politica e della sua separatezza dalla società e subalternità ai poteri forti (per tanti tutta roba buona per fare demagogia ma non per fondare progetti politici), quello che conta sono le elezioni e i leader più o meno nuovi che emergeranno.

Sulle elezioni si misura il grado di spregiudicatezza che contraddistingue i progetti “unitari” che sono in realtà solo forieri di divisioni insanabili nella sinistra allo scopo di eliminare l’anomalia di rifondazione comunista e per realizzare il nuovo partito di sinistra e l’unificazione di quel che resterebbe del comunismo italiano in un partito tradizionale.

Una prova l’abbiamo già avuta nell’ultimo Comitato Politico Nazionale del PRC quando le due anime visibili (ma forse sono tre o quattro) della corrente della mozione 2, quella dialogante e quella intransigente, hanno proposto, nascondendosi dietro il concetto di autonomia dei circoli e delle federazioni, che alle prossime elezioni amministrative non abbia nessuna rilevanza la decisione, presa dal CPN, di presentare le liste del PRC in tutti i comuni sopra i 15mila abitanti. Se passasse una simile impostazione il risultato sarebbe il pullulare di liste di sinistra e di liste comuniste (a seconda di chi ha vinto il congresso sul territorio). E questa sarebbe poi la base per produrre e giustificare, giacché è nelle prossime settimane che si discuterà sui territori delle elezioni amministrative, un’offensiva per le europee capace di spaccare rifondazione comunista in favore delle due opposte liste, quella di sinistra e quella comunista, che nascerebbero inevitabilmente da un simile processo.

Bisogna sapere che non sarà facile contrastare queste operazioni, sia perché saranno sostenute dai mass media, per i quali la politica si riduce a manovre elettorali e di leader, sia perché fanno leva sul riflesso condizionato di molti militanti che non hanno capito che non sono le elezioni il terreno sul quale si gioca la presenza e l’efficacia di una forza comunista e anticapitalista nel futuro.

Ma credo, e spero di non sbagliarmi, che nonostante tutto il PRC resisterà ai progetti che vogliono dividerlo.

A patto, ed ecco il vero problema, che cresca la consapevolezza della difficoltà del momento e della necessità di ridislocare l’azione e la discussione dal terreno istituzionale e della politica ufficiale a quello della società e della lotta.

Penso che, per quanto insidiose, non siano le eventuali scissioni o le infinite discussioni sulle elezioni europee, a costituire il pericolo principale per la sopravvivenza del progetto strategico della rifondazione comunista.

Secondo la mia modesta opinione il problema risiede nella realizzazione o meno del Partito Sociale.

Se il centro della discussione nei circoli continuerà ad essere l’istituzione di riferimento, se la svolta a sinistra e di pratica sociale sarà solo evocata a parole ma non praticata nei fatti, se si percorrerà la scorciatoia delle elezioni nella speranza, assolutamente illusoria, che sia la strada per risalire la china, allora andremo incontro ad un fallimento.

Mi sono convinto che ci vorranno anni ed anni di durissimo e silenziosissimo lavoro di ricostruzione di legami sociali, di spazi pubblici, di lotte concrete e di seria discussione teorica e strategica, per risalire la china.

Se c’è qualcosa di immensamente vecchio e conservatore nel partito e nella sinistra è l’idea che le elezioni siano il vero ed unico metro per giudicare la bontà e soprattutto l’utilità di un progetto politico. Come se la ristrutturazione capitalistica, le riforme elettorali ed istituzionali, le privatizzazioni dei beni e servizi pubblici, i vincoli economici dei bilanci pubblici, non avessero cambiato nulla. Come se il bipolarismo, il presidenzialismo dei sindaci e dei “governatori”, i partiti ridotti a comitati elettorali, il leaderismo e i mass media pettegoli e superficiali, non avessero agito sul senso comune relativo alla politica di decine di milioni di persone.

Il sistema politico è separato e contrapposto alla società. La società è disgregata, gli individui e perfino i soggetti sociali dotati di una qualche coesione interna vivono solitudine ed isolamento, ogni lotta vive “la politica”, anche quando sente la necessità di interloquire con essa, come altro da se e come una sfera della quale diffidare. La cultura dominante, nonostante la sua evidente crisi, non ha alternative che non siano declamatorie e testimoniali per il semplice motivo che non hanno radici ed organizzazione sociale solida sulle quali poggiare.

Questa è la realtà. Una durissima realtà.

La “grande sinistra”, i “cartelli elettorali”, l’unità dei comunisti in un partito elettoralista ed istituzionalista, sono solo fughe dalla realtà. Sono l’anticamera di sconfitte, anche elettorali, ancora più gravi di quelle subite.

Sempre che si voglia far vivere un progetto ed una forza politica capace di trasformare la realtà.

Sempre che si sia comunisti sul serio.

Sempre che si sia moralmente diversi.

Sempre che….

ramon mantovani

659 Risposte to “La vita di Rifondazione Comunista è in pericolo.”

  1. Sal Fiore Says:

    ecco questo sarebbe un buon proposito. l’articolo mette un bel po di cose a cuocere. cose boune. buoni ingredienti.

    ma io voglio vedere un po’ piu’ di umilta’ con tutti i compagni. vorrei vedere piu’ coesione e coerenza; meno confusione e gossip che non e’ da bar dello sport, ma da bizzoca dell’angolo opposto. vorrei vedere piu’ apertura nel vero senso della parola. non scuse supeficiali che non ne fai un cazzo con quelle, ma una vera presa di coscienza. uno stare insieme senza pensare alle elezioni, alle politiche che sono sempre piu’ politicizzate. al vivere comune tra i compagni. e se il partito deve essere un parito con l’aggettivo comunista che ben venga come aggregazione di individui che condividono la stessa causa e che sono legati dalla stessa condizione. torniamo alla materialita’ che e’ stata alle radici del comunismo.

    sal.

  2. Solo una cosa:”…ci vorranno anni e anni di durissimo esilenziosissimo lavoro…”, anche a me pare così, che questa si al prospettiva futura, a patto che…se non intervnegano fatti nuovi. Io credo che oggi ragioniamo così, e credo sia anche giusto farlo, perchè abbiamo davanti questa realtà di arretramento, rottura dei legami sociali, ecc. ecc. ma difronte ad un futuro imminente di crisi il quadro può benissimo cambiare, e anche radicalmente. Non che si debba cantare vittoria alle prime avvisaglie della crisi, ma quello che avverrà ci consegnerà un quadro molto diverso, dove “proposte” che oggi paiono deboli possono avere forza. Non vorrei apparire velleitario, ma più di una volta la storia, cioè la realtà vivente, ci ha messo davanti a situazioni sino allora nemmeno immaginabili, che nessuno prevedeva, rovesciando i cosiddetti “rapporti di forze”. Per quanto difficile sia la situazione di rischio di implosione del partito a causa delle due correnti che contrastano il progetto originario di rifondazione comunista credo che questo possibile esito, non scontato e da combattere dipenderà molto da noi, non scegliendo il terreno della polemica ma concentrandoci sul fare iniziative, nonostante le davvero dure difficoltà di azione. Non dico pazientare solo perchè so’ di irritare quelli del “tutto e subito” ma la sosteanza è quella. Bisogna stare insieme, a volte anche resistere, la lotta è fatta anche di questi momenti non esaltanti, ma non scegliamo noi le condizioni materiali dello scontro.

  3. lucaocchionero Says:

    Sono d’accordissimo sulla questione del partito sociale. Ritengo che se non lavoriamo all’interno delle città, dei quartieri, per risollevare, la condizione sociale e morale delle classi popolari e di conseguenza dimostrare che i comunisti, oltre a definirsi tali, servono anche, avremo sicuramente fallito la nostra missione.
    Sono d’accordissimo anche sulla questione delle liste unitarie della Sinistra a raccolta di puro ceto politico. Come sai sono uno dei primi forse ad aver sollevato la presenza di questo pericolo, specie nella federazione regionale pugliese, ed anche ad affermare che i CPF non hanno la possibilità statutaria, in forma addirittura organizzata, di potere cancellare la forma partito ed il suo simbolo mai messi in discussione in nessun congresso. Per cui ritengo utile l’odg votato al CPN anche se io mi sarei spinto ancora di più.
    Sulla questione delle due costituenti io però vorrei fare un distinguo. Se da una parte(costituente della sinistra) vi è un progetto moderato sostenuto dalla stampa liberal sostanzialmente complementare con l’operazione “Partito Democratico”, e quindi la realizzazione di una modestissima forza di sinistra di governo in grado di trovare agevolmente un accordo politico-programmatico con il partito di Veltroni ed in grado di risolvere a favore di questa riproposizione dell’UNIONe qualche collegio regionale(al senato) in bilico; la costituente comunista la vedo come un’operazione irrealizzabile al di fuori del PRC.
    Irrealizzabile ma anche inutile se l’obiettivo è la creazione di un partito comunista ortodosso e tradizionalista che non ha sostanzialmente riscontri nella società di oggi.
    Tuttavia io credo in un partito comunista “largo” aperto a tutte le aree culturali che normalmente fanno parte di un partito comunista di massa, che coniuga la storia del movimento operaio con culture e modalità di azione non ortodosse ma indiscutibilmente anticapitaliste, e con la utilità del partito riconosciuta ed apprezzata grazie al lavoro quotidiano e territoriale dei suoi militanti.
    Fuori da questo obiettivo vedo solo testimonianza. Ma per raggiungere questo obiettivo ritengo inevitabile un dialogo sempre più fitto con il PDCI, Sinistra Critica e possibilmente anche con il PCL; dialogo che tuttavia nasca dalle cose concrete fatte nei territori a favore delle classi di riferimento. Certo è difficile quando vedi nei consigli comunali certi consiglieri del PDCI favorevoli alle speculazioni edilizie, ma ritengo che non la costituente dei comunisti(inutile poichè c’è il PRC), ma l’unione dei comunisti quale mezzo e non quale fine sia un passaggio che ci attende i cui tempi non sono però prevedibili. E sono anche d’accordo sul fatto che non necessariamente debbano coincidere con le scadenze elettorali.
    In questa delicata fase di ricostruzione di legami sociali e di utilità l’ultima ansia che ci deve prendere è proprio quella elettoralistica. In caso contrario costruiremo solo cose lasciate a metà, quindi inutili e foriere di inganni ed ulteriori sconfitte.

  4. lucaocchionero Says:

    Per le argomentazioni che hai espresso nel tuo post credo che il titolo sia un pò allarmistico a meno che tu non sia a conoscenza di progetti e strategie ancora non note, oppure il tuo istinto abbia avuto sentore di qualcosa che bolle in pentola. In questi ultimi due casi allora comincerei a temere anche io per la vita stessa del PRC!

  5. un compagno di roma Says:

    di solito ho sempre un pò di dissensi con Ramon, ma questa volta sottoscrivo parola per parola. anche io però come Lucaocchionero mi chiedo se vi sia la previsione di pericoli imminenti di una certa gravità.

  6. Ramon poco da aggiungere su quello che tu hai scritto, tu sai che sul tema delle elezioni sono in totale sintonia.
    Una cosa mi permetto di confutare. Vedi tu usi il condizionale e il futuro:
    “Se passasse una simile impostazione il risultato sarebbe il pullulare di liste di sinistra e di liste comuniste (a seconda di chi ha vinto il congresso sul territorio). E questa sarebbe poi la base per produrre e giustificare, giacché è nelle prossime settimane che si discuterà sui territori delle elezioni amministrative, un’offensiva per le europee capace di spaccare rifondazione comunista in favore delle due opposte liste, quella di sinistra e quella comunista, che nascerebbero inevitabilmente da un simile processo.

    Bisogna sapere che non sarà facile contrastare queste operazioni”

    Ecco voglio dire che ad esempio nella mia provincia è gia stato tutto deciso, e invece di ” non sarà facile contrastare” io posso dire ” ho provato a contrastare ma non ci sono riuscito”
    La decisione è quella di partecipare alle primarie di coalizione, come “sinistra”. Si produrrà un cartello elettorale con i quattro (PRC, PDCI, Verdi, Sd) simbolini visibili “forse”. Le motivazioni sono state ” la paura della destra” e la “possibilità di condizionare da sinistra il PD”
    La cornice programmatica è stata scritta assieme al PD. Nel cpf nonostante aver recuperato qulche voto, più di tanto non è stato possibile farlo.
    Il punto è che l’agenda politica a livello locale la detta il PD ed ecco che nei vari territori il nostro partito discute poco di programmi e di ricostruzione di legami sociali, e molto di primarie e cartelli elettorali.
    Ramon io individuerei un ulteriore punto di debolezza nel nostro partito e cioè una sorta di “localismo” usato spesso per contrastare quello che a livello nazionale viene deciso. Un “localismo” poco propositivo e molto istituzionalizzato.

  7. caro Ramon,
    condivido quello che hai scritto, ma coma dice luca occhionero ci sono dei progetti a breve termine perchè si vada in quella direzione?

    p.s.
    posso testimoniare che alle scorse amministrative, al mio circolo che chiedeva di poter presentare il simbolo, fu risposto che era impossibile perchè il cpn aveva deciso che anche alle amministrative si doveva andare con il simbolo della sinistra arcobaleno (?!) e quindi i torritori non avevano autonomia in questo senso, non ci avrebbero addirittura dato il simbolo del prc.

  8. Sal Fiore Says:

    luca lo ripetero’ mille volte.

    ho proposto di fare cose concrete. a livello locale secondo me sarebbe opportuno aprire tutti gli spazi che la gente non intravede poiche’ ancora abbagliata dal rincorrere la “cosa pubblica” perche’ li ci sono i soldi.

    se ci si sbarazza delle istituzioni e si dimostra che si e’ capaci di gestire la cosa come bene comune per gli interessi di tutti gli appartenenti ad una classe, gli individui ti premiano.

    faccio un esempio. ho proposto una serie di “negozi del popolo” che vendano cibo a prezzi starcciati popolari, per sostenere l’agricoltura responsabile e far riflettere i compagni sull’alienazione, effetto del consumo, marketing e capitale. negozi sostenuti da compagni che lavorano a salari “solo” per altri compagni che ci credono nella causa comunista.

    insomma sono convinto che in tempi come questi la riconversione avviene a livello di classe.

    un esempio di questo tipo secondo me non ha nulla da invidiare alla gestione dei soldi pubblici fatta in questo o quel comune. insomma, la corsa elettorale come dici te’ e ramon puo’ essere fermata e dirottata intenzionalmene anche da dentro il partito per rompere tutte quelle clientele che si fondano solo sul dare e avere e non hanno nulla di “classe” . non perdendo di vista pero’ la gestione della cosa pubblica. ma mi pongo una domanda. se avessimo le capacita’ per dimostrare che siamo capaci di gestire la cosa per il bene pubblico, per una determinata classe, non credi che i voti e la fiducia sarebbe automatica alle elezioni?

    cioe’ mi tovo innanzi una situazione in cui voglio esprimere un concetto, ossia quello di dover riconquistare la fiducia di classe nel gestire la cosa pubblica con fatti concreti non slo con le parole o accusando l’avversario politico di non fare le cose correttamente.

    forse io faccio le cose troppo semplici o semplifico senza ragionare. non lo so se sono sulla giusta strada, ma voglio pensare che vi e’ un’alternativa per scardinare tutte queste relazioni di potere che non ci fanno entare a pieno merito nelle politiche della cosa pubblica. e che si debba pensare a questa alternativa altrimenti con il bipolarismo saremo davvero schiacciati fuori.

    sal.

    PS: e’ solo un idea che volevo sviluppare per tentare di pensare in modo creativo su come uscire dallo stallo politico.

  9. io in questo titolo non vedo nessun di progetto o strategia ancora non nota di cui ramon è a conoscenza e che non vuole dire, nè che c’è qualcosa che bolle in pentola o pericoli imminenti di una certa gravità o chissà che. tutt’altro.
    io avrei dato un altro titolo all’articolo:
    “abbiamo salvato rifondazione comunista, ora può anche morire”.
    dire che la realtà sia durissima è un eufemismo.
    perchè siamo di nuovo sotto congresso. perchè spenderemo tutte le energie per inventarci strategie e fare carte false per combattere l’avversario. perchè rifondazione comunista sarà solo un impiccio e ci scorderemo che esiste. poi arriverà il momento del congresso, e questa volta non si potrà fare un documento unitario per contrastare lo scioglimento di rifondazione, non si potrà fare semplicemente perchè rifondazione non ci sarà più. come quando smarrisci qualcosa ma sei convinto di avercela con te, poi ti serve, la cerchi, e non la trovi più

    tu dici

    Sempre che si voglia far vivere un progetto ed una forza politica capace di trasformare la realtà.

    Sempre che si sia comunisti sul serio.

    Sempre che si sia moralmente diversi.

    Sempre che… si abbia la consapevolezza che questa è la prova del nove dell’esito del congresso di chianciano. se la prova del nove non esce, è finita.

    ce l’abbiamo ramon questa consapevolezza? non parlo dei dirigenti ma dei militanti. non lo so. comunuque andranno le cose,per chi in questi mesi non l’avrà scordata rifondazione, il progetto di rifondazione non finirà. qualsiasi cosa accada. e se necessario la rifonderemo un’altra volta. magari davanti ad un negroni ramon. prometto (anche se sono astemia 🙂
    un grande bacio. ma grande.

  10. Sal Fiore Says:

    e be evidentemente come al solito siamo tutti coglioni!

    Sal.

  11. l’unità dei comunisti in un partito elettoralista ed istituzionalista, sono solo fughe dalla realtà. Sono l’anticamera di sconfitte, anche elettorali, ancora più gravi di quelle subite. Ma dove stà scritto Ramon che i 3800 iscritti del PdCI che hanno partecipato al congresso, epurati degli istituzionalisti della loro seconda mozione che seguirebbero Vendola,Fava ecc..,sarebbero in grado di trasformare rifondazione in un partito elettoralista e istituzionalista?perchè poi l’unità dei comunisti dovrebbe fermarsi solo al PdCI e non coinvolgere anche altri compagni che magari erano con noi fino ad ieri e che istituzionalisti ad oltranza certo non sono?trova qualcosa di più convincente per sostenere la tesi se no significa che i mali che denunci sono tutti in casa nostra.

  12. Gabriele Says:

    Riposto qui il post che avevo scritto sull’altro articolo, che ormai è stato superato da questo ( è che n viene più letto). Lo faccio solo perchè dovevo delle risposte a qualcuno…non perchè voglio moltiplicare i miei post.

    Mi connetto solo ora dopo qualche giorno…non per tornare su argomenti già discussi, ma per correttezza rispondo alle questioni che erano state poste anche dopo l’intervento di Ramon:

    MARIA: Cara Maria eccoci finalmente a questi benedetti “paletti imprescindibili”. Purtroppo credo di deluderti, ma con quella affermazione non intendevo dire nient’altro che non mi piacerebbe una costituente della sinistra che si appiattisca sul filogovernismo. Per intenderci tutto mi piacerebbe tranne un partito della sinistra che prenda come metodo d’azione l’impostazione che il pdci ha avuto fino al 2006. E’ una mia personale opinione ma appunto l’idea che avevo della costituente era questa. “Paletti” dunque intesi come principi di opposizione che non possono essere superati in nome di un ininflente filogovernismo (che ripeto va condannato allo stesso modo dell’anti-governo a priori).

    ps: sul tuo auspicio a conoscerci di persona, credo che nn sia poi così impossibile, in qualche occasione magari ci troviamo.
    ps2: solo per precisare, ti ricordo che il comento seguito al tuo del 19 dicembre ore 17:13, non era riferibile a me perchè trattasi di altra persona che ha voluto usare il mio nome…mi raccomando alle faccine!

    XLUCA:Bertinotti come fondatore di S. Europea era da intendersi, come la persona che in italia più si era adoperata per la riuscita di tale organizzazione.

    X ANDREA: Nel ri-ricostruire la mini cronologia del dissenso interno al Prc, non vedo niente di nuovo a quello che già avevo scritto in modo sintetico nel mio post. Fare credere come fai tu, che io avrei capito che il voto contrario di ferrando nel 98 fosse stato per non far cadere prodi è davvero ridicolo. E’ logico che era un voto contrario, ma anch’esso a favore della rottura. Per il resto in modo un pò presuntuoso ti chiedevi dove avevo appreso la storia del Prc, ecco ti rispondo che un pò l’ho appresa come tutti sui giornali…per il resto ti faccio notare che c’è anche un ottimo libro (l’unico di ricerca sul Prc) datato 2004 di Simone Bertolino.

  13. ciao gabriele. bè, inutile dire che mi deludi,l’hai già detto tu. “i paletti imprescindibili” sarebbero quali? non si sa. il problema è solo non appiattirsi sul filogovernismo. quindi i principi di opposizione ci sono ma non si sa quali siano. li deciderà chi? e in base a cosa? mi viene in mente una canzone di guccini “lager” che dice: noi ammazziamo solo per motivi buoni, quando sono buoni stà a noi giudicare. insomma, ho capito, la tua è una delega in bianco. se sta bene a te…
    riguardo al caudillismo merengue lo so che che non eri tu, infatti non ho risposto. però gabriele, ma da dove ti viene in mente il caudillismo merengue??? ma davvero abbiamo tanto da imparare dall’america latina, ma tanto. quello che sta facendo correa è audace, ma davvero. si deve guardare con molto rispetto questi processi senza giudicare dall’alto delle nostre cattedre con la nostra puzza sotto il naso, perchè se tu pensi che solo dieci anni fa quei paesi erano dilaniati dalle dittature e dalla guerra al loro interno, oggi sono una forza antagonista rivoluzionaria che cerca di imporre la propria politica ed economia di sinistra, con tutte le difficoltà annesse e connesse. ma tiene duro alla politica imperialista. ti pare che sia poca cosa? noi non lo so se tra dieci anni ce la faremo a raggiungere anche una minima parte della loro consapevolezza. ieri ad esempio mi sono fatta quattro ore di riunione di area del nostro territorio.una tristezza infinita, elezioni elezioni elezioni. cartelli cartelli cartelli. agganci agganci agganci. contatti contatti contatti. ma come si può pensare che ci si possa risollevare così? mah… don milani a chi gli domandava come fare una scuola simile alla sua, quella di calenzano e di barbiana, rispondeva: non chiedetemi come si fa a fare la scuola, chiedetemi come bisogna essere per fare la scuola. è questo il problema gabriele. se non capiamo questo, questa sinistra, qualsiasi sinistra non parlo solo di rifondazione, non si risolleverà mai.con questi dirigenti non si va da nessuna parte, ma nemmeno con questi militanti. perdona lo sconforto, ma sai, quando ti dicono che non è il momento di fare incontri sull’america latina perchè la gente dell’america latina non se ne importa niente ti cadono le braccia. perchè non si comprende che tutto questo serve a noi, non alla gente. la gente non è interessata più a nessun tipo di incontro, non è interessata più alle parole, puoi fare tutte le iniziative culturali che vuoi, non ci verrà nessuno. il grande lavoro che si deve fare è un lavoro interno, perchè se “sei” puoi convincere altri a diventarlo, ma non “sei” e proponi alla gente quello che il partito ti manda dall’alto, non ti crederanno mai. perchè nessuno ha risposte confezionate credibili alle domande e ai bisogni dalla gente. non esiste una soluzione pronta a mò di pillola al problema della crisi. ci dobbiamo credere prima noi che insieme ce la possiamo fare a contrastare il sistema, poi potremmo ridare la speranza agli altri. altrimenti sarà sempre un fallimento.
    ciao e un abbraccio

  14. D’accordissimo con Luca Occhionero e con Bosco. Il peggio del pDCI andrà per fatti suoi al traino PD. Non dobbiamo aveve paura di un abbraccio con gli altri compagni, bisogna piuttosto egemonizzare questo processo a mio giudizio inevitabile. Può essere una rinascita.

  15. giovanni Says:

    Ramon,
    qualcosa deve essere successo per delineare questo”proclama”di particolareintensità e lucidità.In realtà ne sono successe molte e molte altre ancoraspiegano e motivano questo tuo scenario.La cosa che più mi ha colpito è il”silenziossimo”. Ma andiamo per gradi.In genere si declina una sintesi siffattapartendo dal concetto – la situazione attuale e i nostri compiti- ma in relazione al paese ed alla situazione della politica più in generale.
    La democrazia NON ESISTE PIU’ DA UN PEZZO.Da almeno un decennio lo
    strapotere dell’economia delle lobbies di affaristi stolti e folli distruggono sempre più il pianeta,affamano schiere di diseredati dalla vita e dalle speranze.Allora se l’esistenza di rifondazione serve ad arginare e contrastare questo scempio ci sarà un motivo perchè sopravviva,altrimenti si diluirà nei mille rivoli della sottomissione attuale.
    E’ doveroso e legittimo da parte tua e di chiunque difendere la parola ed il concetto del comunismo così come si immaginava potesse essere.
    Come sai ho molti dubbi,visto i fatti della storia,che sia il progetto “giusto”ma questo ha poca importanza discuterlo ora.Quello che penso è
    che tutte le brave persone ,comuniste e non,che hanno a cuore le sorti dell’uomo e di una giustizia più umana dovrebbero alzare la testa e urlare il loro disprezzo e la loro paura. Allora credo che non sia così importante difendere il partito ma che il partito della rc possa esistere se prima si considera la necessità di riguadagnare spazi di democrazia reale.
    Credo che la “democrazia parlamentare” così come l’abbiamo conosciuta sia giunta alla fine del suo percorso.Un nuovo disordine mondiale mal
    governato e per questo ancora più feroce e brutale sta per prendere definitivamente il suo posto.E allora Ramon tra tutte le cose che vorrei ancora dire e quelle che qui non dirò MAI una sola domanda, spiegami il perchè di quel SILENZIOSISSIMO.
    Viva la vita!

  16. Ramon rileggendo il tuo articolo e soffermandomi in particolare sulla difficoltà di contrastare l’offensiva in vista dell’elezioni, sono andato a recuperare alcuni stralci salienti del documento politico prodotto a Chianciano.

    Al contrario è necessario costruire l’opposizione al governo Berlusconi, intrecciando la questione sociale con quella democratica e morale, in un quadro di autonomia del PRC e di alternatività al progetto strategico del PD.

    ” questo punto è chiaro e non dovrebbe lasciare possibilità di interpretazioni e fughe dalla realtà” Quando si dice alternartività al progetto strategico del PD, la conseguenza logica dovrebbe essere non fare accordi con il PD”

    E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia culturale e politica. Nella crisi della globalizzazione capitalistica l’alternativa la si costruisce nella lotta sociale e politica contro il governo Berlusconi, i progetti confindustriali e le visioni fondamentaliste e integraliste.

    ” Qui è chiarissimo e fai bene a rimarcarcarlo nel tuo articolo”

    Dentro questa prospettiva è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali.

    ” Qui si parla di collaborazione fra soggettività, qualcuno potrebbe interpretarlo come alleanze ed è qui che possono nascere le fughe elettoralistiche, ma dato che non si parla esplicitamente di alleanze elettorali, chi nella maggioranza dà un interpretazione elettoralistica secondo me distorce volutamente il documento votato”

    3
    Il rilancio del PRC parte dalla ripresa dell’iniziativa sociale e politica. La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo storico dei comunisti e della sinistra. Così come sono elementi necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente opposizione rispetto alle degenerazioni della politica.

    Anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi generali che il partito si pone in questa fase.

    Qui c’è il tema delle verifiche a livello locale, che in alcuni territori non vengono proprio fatte oppure fatte in modo superficiale”

    In Europa, in particolare, lavora ad un rafforzamento dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.

    Per questo motivo il Congresso dà mandato agli organismi dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del programma che sarà definito nel prossimo autunno.

    “QUi tutto chiaro”

    Questa decisione si deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’ Unione Europea.

    ” Questo è invece il punto più critico! La ricerca di convergenze può significare convergenze di iniziativa politica, ma anche converganze programmatiche elettorali” Non lo specifica!
    Ramon è stato volutamente non specificato per raggiungere un compromesso, tra chi nella maggioranza voleva e vuole fortemente la costituente dei comunisti?

    La mia posizione è che rifondazione alle elezioni europee si presenti da sola al di là delle soglie di sbarramento!

  17. Ah Maria davanti al Negroni di Ramon ci sarò anch’io!

  18. ah luca, non avevo dubbi!!
    ricordi la mia risposta? chavèz e morales: poveri ma belli.
    poveri sul serio ma anche ma anche belli sul serio (garantisco io che luca è davvero bello. pardon luca se son cose nostre, ma era x rimarcare il concetto 🙂
    un abbraccio

  19. Ma che Pardon è giusto rimarcare!
    un abbraccio, prima di farlo appoggio la pinta sul tavolino!

  20. Gabriele Says:

    Scusa Maria ma tu nel tuo post scrivi: “Gabriele ma da dove ti viene in mente il caudullismo merengue? “.

    Io ti rispondo che continuo a non capire, per il semplice motivo che io non ho mai tirato in ballo il “caudillismo merengue”. Insomma negli ultimi post sui quali ci siamo confrontati non abbiamo mai parlato di america latina, apposta non riesco a capire perchè ti rivolgi a me parlando di questi temi. E’ possibile che ci sia stata un’incomprensione tra post (magari con qualcosa scritto da qualcun altro) ? Fammi sapere. Ciao.

  21. Il manifesto di Berlinguer mi è piaciuto molto perché rappresenta un “marketing” felice. Ramon, tu ci sgridi quando ragioniamo nei termini della stampa borghese. Ma con i modi di comunicare bisogna farci i conti perché agiscono nella testa della gente. Non sono i nostri, per fortuna, ma sono gli unici con cui possiamo rapportarci al resto della società.
    Credo che il partito potrebbe fare molto in questo senso. La nostalgia di un certo PCI non deve farci paura, anzi può essere un’arma molto potente se la usiamo bene.

  22. gabriele ti spiego subito: il cretino patentato m’ HA FREGATO!!
    alla questione della tua morte non c’ero cascata, non ci casco mai di solito, ma ‘sta volta m’ha fatto fessa. guarda che se ti becco e capisco chi sei son cavoli, sai? non è un avvertimento, è una minaccia!! 🙂
    niente gabriele, se vieni nel mio blog sul post su correa troverai un commento di gabriele. il cretino patentato ha lasciato la e-mail “gabrielebracci”, e visto che venivamo da una contrapposizione qui, non ho pensato che poteva essere il cretino patentato a lascirmi il commento comprì? non ti preoccupare, non è successo nulla.anche se quello che ho detto sull’americalatina vale sempre.

    a proposito di berlinguer e della domanda della lettrice: come mai il manifesto di berlinguer e a napoli non siete usciti dalla giunta? ferrero ha dato una bellissima risposta (che ho pubblicato anch’io perchè ne vale la pena).

    ps. luca, mò lo devono sapere tutti che ti sei presentato con il boccalone di birra in mano??????????? 🙂 un abbraccio

  23. Gabriele Says:

    …finalmente maria, adesso ho capito, cmq mi raccomando gurda sempre la faccina quando scrivo io. Poi infatti, l’altro giorno non riuscivo a capire perchè mi chiamavi oltre che con il mio nick con un cognome che nn è neanche il mio…questo credo sia dovuto a quel post che in modo erroneo venne fuori con G.Bracci tempo fa, ma questa è un’altra storia. Ciao, un saluto.

  24. caro sergio, sono totalmente d’accordo con la tua osservazione.
    un abbraccio

  25. caro lucaocchionero (ed altri/e),
    d’accordo su molte cose. bene. ma sulla questione dell’unità dei comunisti forse non ci siamo capiti. probabilmente perché non sono stato abbastanza chiaro.
    guarda, l’evidente progetto della mozione 2 (o se preferisci della sua parte più oltranzista e scissionista) è costringerci ad una discussione sulle elezioni europee e quindi sul loro progetto politico. va da se che se il PRC si dedicherà per mesi a questa discussione alla fine la linea politica scelta a chianciano sarà rimasta sulla carta. conseguentemente prenderebbe piede (e sarebbe sostenuta da tutta la stampa e da tutti i santoni della sinistra trombata da tutte le televisioni) la scelta di unirsi alle elezioni. altrettanto conseguentemente ci sarebbe la risposta opposta dell’unità dei comunisti. ma sarebbe solo l’altra faccia della medaglia. e comunque sarebbe la scelta voluta dalla mozione 2 che scientemente vuole a tutti i costi costruire le basi per una sinistra decaffeinata e moderna scontando ed auspicando che i comunisti abbiano da contrapporre solo il simbolo e l’identità essendo privi di un progetto politico.
    senza far vivere il partito sociale e senza iniziare (dico iniziare perchè so benissimo che certe cose hanno bisogno di tempi lunghi) a cambiare realmente la propensione del partito ad occuparsi solo della politica ufficiale e istituzionale, la stessa proposta di presentare liste e simboli di rifondazione alle europee (cosa che io comunque sosterrò) sarà sminuita ed identificata come patriottismo di partito ma non come svolta politica all’altezza della situazione. se fosse per me il pcl e sinistra critica potrebbero rientrare nel prc anche subito. così come non avrei nulla da obiettare su loro candidature nelle nostre liste. ma non credo che il pdci, sempre se ciò che dicono e scrivono ha un senso, voglia confrontarsi seriamente con il progetto politico nostro.
    questa cosa è ancor meglio dimostrata dalla questione delle elezioni amministrative.
    quindi il problema è implementare e sviluppare la linea di chianciano e non illudersi che sia bastato votarla ed annunciarla. perché, come si vede in campania e non solo, l’internità oggettiva e soggettiva di un partito politico nel sistema politico dei partiti è ostativa nei fatti allo sviluppo di quella linea.
    questo è il pericolo per la vita di rifondazione comunista. che mentre a livello nazionale si declama un’altra linea a livello locale tutto continua come prima. è ben più grave della eventuale scissione perché la logica istituzionalista alberga anche nella maggioranza. è ben più grave di qualsiasi discussione su liberazione o sulle elezioni.
    spero di essermi spiegato.
    un abbraccio

  26. caro luca, hai ragione. la descrizione che fai è esemplare. come si vede si discute di formule elettorali ma non di legami sociali da ricostruire. e questo vale non solo dove c’è la mozione 2. è un problema generale.
    un forte abbraccio

  27. cara laura, grazie. no non c’è null’altro se non quello che ho scritto. non ci sono complotti (so che non lo dici tu). ma solo processi politici direi perfino spontanei.
    fammi un piacere. mandami alla mia email la spiegazione di cosa successe nel tuo circolo citando nomi e cognomi. ma solo sulla mai email.
    grazie e un abbraccio

  28. cara maria, è la mancanza diffusa di questa consapevolezza che mi preoccupa. perciò ho scritto l’articolo ed ho detto queste cose in più riunioni.
    un abbraccio

  29. carissimo giovanni, la ricostruzione dei legami sociali è direttamente politica ed è anche la ricostruzione delle basi democratiche devastate dalla ristrutturazione capitalistica. credo siamo d”accordo.
    silenziosissimo perché efficace senza bisogno di essere visibile sui mass media. o meglio. silenziosissimo perché parla da se. insomma perché non è un lavoro fatto perché se ne parli bensì per praticare l’obiettivo.
    un bacio

  30. caro luca, è evidente che quel passo dell’odg del congresso è scritto mediando. tuttavia è chiarissimo e non è ne un sotterfugio ne una mediazione al ribasso. basti pensare che il pdci ha votato a favore dei diversi progetti costituzionali e a favore dell’esercito europeo.
    claro?

  31. cara sacha, come vedi possiamo essere d’accordo. il manifesto con la faccia di enrico berlinguer trasmette un messaggio controcorrente. e io sono d’accordo. e parla di un problema generale del paese. non di una nostra bega del partito o della sinistra.
    un bacio

  32. Ora è claro. Avevo completamente scordato il voto ai progetti costituzionali, quello dell’esercito europeo non lo sapevo!

  33. Sal Fiore Says:

    Ramon,

    “se fosse per me il pcl e sinistra critica potrebbero rientrare nel prc anche subito. così come non avrei nulla da obiettare su loro candidature nelle nostre liste. ma non credo che il pdci, sempre se ciò che dicono e scrivono ha un senso, voglia confrontarsi seriamente con il progetto politico nostro”

    >>>

    allora io faccio un appello all’unita’ dei comunisti da indipendente e spiego le miei ragioni.

    Prendo l’appello e lo mando a tutti, dalle BR che hanno deciso di disarmarsi sino a Vendola, includendo Alternativa Comunista, il PMLI, il PCI(n) e tutta la miriade di partitini. Lo posto su Indymedia e lo mando direttamente ai segretari direttamente interessati.

    Ripeto. Lo mando da indipendente e non faro’ sicuramente danni. Nel caso se la prendono a male potrete sempre dire : “che quel Sal Fiore e’ un pazzo cacacazzo!”

    Saluti comunisti
    Sal.

  34. caro ramon, è molto preoccupante sì questa mancanza di consapevolezza, molto. non ti nascondo di trovare difficoltà tra i compagni dell’area nel terrotorio, e non dico compagne perchè per ora non ne ho visto nemmeno una. e già questo per me è motivo di sconforto perchè mi devo confrontare da sola. non è questione di solfe femministe ma sola in mezzo a tutti uomini è proprio oggettiva la difficoltà comunicativa di per sè, se poi aggiungi che siamo anche su due frequenze diverse vedi tu, dopo lo sconforto c’è la depressione (alla quale non intendo arrivare, sia chiaro).
    probabilmente non riesco a farmi capire forse perchè ormai da anni sono abituata a ragionare al di fuori dello schema partito istituzionale.aver maturato esperienze nei vari livelli di associazionismo forse mi dà modo di guardare con occhi diversi dai loro in questa fase strana del partito. anzi ti dirò, per me è proprio l’ideale una situazione del genere. una situazione in cui clandestinamente ti organizzi per muoverti nel sociale al di là di quello che la federazione fa o impone. per un comunista, un rivoluzionario dovrebbe essere l’ideale, penso io, almeno così la vivo io la situazione, che personalmente ritengo molto stimolante. invece di sentirsi liberi, succede che questa situazione genera nei compagni l’ansia elettorale, l’ansia della mancata “protezione” dell’istituzione quale è lo stesso partito. “e mò che facciamo. quelli fanno le liste e noi? noi dove si va che si fa, il nazionale deve intervenire non ci può lasciare soli ecc ecc” è come se si sentissero abbandonati dal partito. mi viene in mente peppino impastato quando diceva che c’era stato un periodo in cui in lui albergava forte questo timore e per far politica sentiva bisogno di questa protezione, fino a quando dp lo candidò e prese una bella batosta. da quel momento iniziò a capire che la politica era altro. ecco, non si riesce ancora ad essere consapevoli che la politica è altro.
    eppure ci sono anche tante cose positive, posso dirti che è con noi addirittura un circolo intero vendoliano,non uno o due compagni. un circolo intero. questo circolo è sempre stato ribelle alla federazione, da un po’ lavora sul territorio con un giornalino e ha un legame molto stretto con la cittadinanza. era questo il mio progetto ti ricordi?questo è un modo e lo è per connettersi con il territorio. nonostante la loro testimonianza, visto che la mia non bastava, niente da fare. sono proprio tutti sotto ansia elettorale.io vado avanti con quest’idea e quella del pane che stiamo cercando di organizzare anche se tutti la snobbano. francamente non ho capito dove sta tutta la difficoltà ad andare da un’altra forza politica e mettersi d’accordo per andare insieme alle elezioni. basta una telefonata, una chiaccherata un iniziativa e la cosa è fatta.ogni tanto mi chiedo se sono strana io o sono starni gli altri. mah…
    un bacio

  35. riflessione interessante, credo l’unità dei comunisti sia auspicabile, certo in modo diverso da come la intendo alcuni, ma credo che Grassi in questo senso si stia muovendo con saggezza “il PRC è qui, si parta da qui” per sintetizzare.

  36. giovanni Says:

    Tutto chiaro,Ramon,
    sai già aleggiava nei post aria di “clandestinità” ed ogni volta che ne sento odore mi preoccupo(abbiamo già visto dove portano certe logiche,xyz)
    Allora giusto per parlare di un oggetto concreto che ne pensi degli scec?
    Per me è una iniziativa popolare intelligente che varrebbe la pena di supportare per molte ragioni. vanno bene le analisi e le teorie però come
    intermezzi tra i fatti. Io propongo gli scec! Proponete per fare, poi che siano
    comunisti bordighisti,trozkisti,anarchici,socialisti,cristiani,musulmani,persino
    juventini scusate ma non mi sembrano tempi per quisquiglie,o no?
    Con L’occasione TANTI AUGURI A TE E A TUTTI, DI CUORE. AUGURO A TUTTI DI NON PERDERE LA FIDUCIA NELL’UOMO E NELLA SUA CAPACITA’
    DI SBAGLIARE IN MODO SELETTIVO. ORA PIU’ CHE MAI
    VIVA LA VITA!

  37. Cos’è ‘sta storia di un editore che vuole comprare Liberazione? Chi è questo folle valoroso???

  38. Hanno beccato Di Pietro! Finalmente… Titolo di Repubblica: Volevano ricattare il ministro… Capito come funziona? Quando la magistratura si muove lui lo sa prima, altro che onestà.

  39. Caro Ramon, più ci penso e meno mi convinci. Non possiamo continuare con questa strategia di logoramento, con questo stillicidio, i media ci prendono in giro tutti i giorni, questo spettacolo deve finire prima possibile. E della scissione inevitabile dobbiamo tirare le fila noi, facendo che si compia nel modo più indolore. Finché siamo ripiegati nello scontro interno, nell’impotenza, nemmeno l’avvio del partito sociale sarà possibile a causa del clima che alberga nel partito e della paralisi in atto. Come minoranza Diliberto allo stato attuale mi sembra decisamente preferibile a Migliore. Questo è il momento di osare, di dare una speranza, di un progetto comprensibile ai più. Poi inizierà una battaglia interna anche aspra ma leale, al contrario di questa.

  40. Sal Fiore Says:

    Giovanni, ma con gli scec non finiremo per essere nelle mani dei piccoli padroni invece che in quelle dei grandi?

    Non finira’ che i padoni avranno anche un controllo capillare del territorio?

    Quando si era bambini ci si scambiavano i Topolino, e i tappi di bottiglia diventavano moneta. Ma sempre come valore simbolico per uno scambio di merci. Ma qualcuno doveva pur produrle queste merci, cosi’ come essere proprietario delle materie prime.

    Non ho veramente capito il valore simbolico di una moneta locale.

    sal.

  41. Sal Fiore Says:

    Ragazzi,

    ma vi siete resi conto di una cosa?

    Quanto parlate dei problemi della gente, e quanto dei vostri, e delle vostre politiche e dei vosti documenti e delle voste mozioni?

    Sinceramente, fossi uno di passaggio e volessi prendere una tessera, il PRC sarebbe il primo partito che rifiuterei; fossi un lavoratore che vota PRC non avreste sicuramente il mio voto in futuro;

    Sal.

  42. E allora cambia blog salvatore. tu sei il primo che è ossessionato da se stesso.

  43. Sal Fiore Says:

    Sacha ma che cavolo di risposta e’ questa?

    Te’ scrivi una sola riga sperando di ‘interpellare’ (usando Althusser) coscienze che non ci sono. E’ uno stile che e’ utilizzato molto da Ramon, da te ora anche da prcarmerina. (alcuni lo chiamano qualunquismo, ma non e’)

    Non puoi comparare la mia coscienza a quella del partito o associazione di individui. Poi parli in anonimita’. Se permetti ho molta piu’ liberta’ di te che sei rinchiusa/o in un’icona immateriale pretendendo di sapere tutto. Ma che poi si possa scoprire che a malapena sei capace di fare una frittata, o di manipolare un pezzo di legno, o plasmare un metallo. Tantomeno dibattere di filosofia.

    La cosa piu’ stupida che ti possa succedere e’ l’insegnamento della psicologia del comportamento. Entri in una classe ed insegni agli studenti qualcosa di psicologia dell’organizzazione.

    Cominciano a comportarsi in maniera diversa ed immatura poiche’ non hanno capito che eri li solo per colloquiare ed espandere sul comportamento umano.

    Evidentemente ti hanno preso sempre per un’attore. Ed infatti erano loro a sedere tra i banchi con le loro ‘concezioni’ da studente.

    Sal.

    e leggere una riga di un libro di bambini dipotesse scoprire che a malapena

  44. paola ferroni Says:

    Per favore, cerchiamo di stare sul che fare, di scambiarci esperienze sui diversi territori, come vanno e cosa fanno i circoli, quali sono i problemi nelle diverse situazioni, come rimotivarsi e rimotivare i compagni, che spesso pensano di aver fatto tutto prendendo la tessera, quando la prendono, perchè non ne possono più, e i giovani sono un sogno.
    Sede praticamente invivibile come punto di riferimento e nemmeno telefono e computer, compagni…servirebbero soldi, anche se non risolverebbero certo tuttii i problemi
    auguri a tutti e teniamo duro, paola

  45. ciao paola!!
    beata te che almeno ce l’hai la sede… 🙂 scherzo ovviamente. sono d’accordo sul stare sul che fare e di scambiarci esperienze che possono essere d’aiuto ad altre situazioni. quando ci siamo incontrati con ferrero abbiamo affrontato anche la questione economica e bisogna dire che da parte del nazionale c’è tutta la disponibilità anche in questo senso. ecco perchè procedo tranquilla nelle mie intenzioni. a me dalcuni compagni l’altra sera è stata avanzata la proposta di aprire un circolo da me (si potrebbe, 20 tessere non ho problemi a trovarle)ma io mi sono opposta perchè ritengo più necessario investire in iniziative. non ha senso ora come ora avere una sede se non sei punto di riferimento di nessuno. i compagni vanno motivati e ri-motivati come dici bene tu, perchè a dirla con tutta sincerità, l’aria che si respira tra noi non è delle migliori, perchè oltre a pensare al fatto che basti la tessera e contattare il segretario del pdci x scendere in lista (questa sarebbe politica per loro, poi quando parlo io qualcuno mi dice che la politica è un altra cosa. e non rispondo per rispetto alla differenza di età), c’è addirittura chi dice “la tessera è un’opportunità per contattare compagni che si sono allontanati”. qui capisci proprio che non c’è il senso della realtà. i compagni allontanati perchè erano stanchi e nauseati, tu li convinci chiedendogli 40 euro x la tessera???? ma dico io, sono io che non sono normale o gli altri??
    io il circolo non lo faccio. punto. io intendo appoggiarmi a questi due circoli in cui possiamo esser liberi di lavorare e portare avanti iniziative

  46. Matta Morelli Says:

    Mi inserisco nella discussione, partendo da quanto scritto da Ramon. Condivido tutto, tranne il titolo che mi pare troppo allarmistico, e per compagni che sono nellecondizioni come qelle mie e di Maria potrebbe essere una bella mazzata. Condivido la necessità di ripartire dal partito sociale, noi a Lecce stiamo facendo i salti mortali stretti fra la tenaglia dei vendoliani e quelle della nostra voglia di fare tant che poi si conretizza in un nulla di fatto. E’ il momento di concentrarci su due obiettivi come il partito sociale ed il giornalino. Per quanto riguarda il partito sociale purtroppo risentiamo della mancanza di strutture (anche di un semplice tavolino, oppure dei soldi per fare qualche volantino), nonostante questo abbiamo tanta voglia di fare, l’elezioni sono solo una verifica (neanche totale) del lavoto svolto. Chiedo per questo a chi volesse darci una mano per ripartire anche dei consigli pratici su come contattare i fonitori delle merci ecc… Purtroppo partiamo da zero, e anche fare un piccolo passo in avanti sarebbe importante. Saluti comunisti

  47. mattia!! pure qui ti trovo??? sempre della serie poveri ma belli 🙂
    fai bene mattia ad intervenire, è importante perchè è importante la concretezza dell’azione e della lotta. comunque non vi fidate di quello che dice sul titolo dell’articolo che potebbe essere una mazzata per quelli nelle nostre condizioni. a mattia manco le cannonate lo fermano, figuruamoci il titolo di un’articolo. bene la concentrazione sui due nostri obiettivi. io aggiungerei il terzo: lo studio. visto che ti devi laureare tra due mesi 🙂 scherzo matty, scherzo. bacio

    vorrei riportare a ramon un commento che ho trovato sul mio blog:
    Oggi Di Pietro, si ritira dalla giunta partenopea. Rifondazione litiga sul proprio giornale, il segratario da risposte incomprensibili sulla questione Napoli. Dopo aver regalato alla Lega i voti del nord, ora serviamo a Di Pietro quelli del sud. Bene previsione per l’europee, 2 % secco. Tanto che ce frega vinciamo in Venezuela e in Ecuador.

    io non ce l’ho il coraggio di rispondere. mi verrebbe da paragonare il festeggiamento di uòlter alle elezioni di obama. cioè: che c’azzecca? quindi non risponderò

  48. Il grande mistero è che Rifondazione alla fine sarebbe l’unico partito pulito in Campania. Ramon: qui bisogna imparare a comunicare. Lo so che la colpa è anche dei media cattivi. Ma com’è possibile che il caudillo Di Pietro, col figlio intrallazzista, esce fuori come un eroe senza macchia? I titoli di Repubblica sono allucinanti: ricatto contro l’ex ministro… Ma de che??? Quello intrallazza c’ha le soffiate e fa l’eroe senza macchia, tanto per la magistratura è intoccabile.
    Ramon continuando così non faremo il partito sociale perché il partito non ci sarà più. Dobbiamo dare l’impressione di una svolta. Occorre azione.

  49. sottoscrivo Sacha parola per parola.

    Maria ma Mattia è quel compagno giovane di cui ci hai parlato?

  50. cara maria, sono totalmente d’accordo con te. ma proprio totalmente. il tuo post delle 22,15 di ieri individua il problema grave che c’è. che è il motivo del mio allarme. io penso che si possa farcela. iniziando con pazienza a fare le cose che dici tu, non aspettandoci chissà quali risultati elettorali e non annacquando il nostro progetto con liste unitarie alle elezioni, combattendo una potente battaglia delle idee per criticare la concezione corrente di “politica” che impera in ogni dove (e non per colpa dei singoli ma perché è storica ed ispira riflessi condizionati ed ansie elettoralistiche). ci vorrà tempo ma ce la possiamo fare. ma bisogna avere determinazione e non uccidere nei fatti il progetto con liste unitarie alle elezioni che sarebbero il viatico per nuovi partiti di sinistra o comunisti fa lo stesso.
    un bacio e un abbraccio
    y adelante!
    ramon

  51. cara sacha, la precipitazione può far fare passi falsi. noi procediamo nel rispetto di tutte le regole possibili ed immaginabili. come vedi ieri la minoranza ha compiuto un atto di rottura e minaccia di adire le vie legali. lo facciano pure, ma non ci beccheranno mai in castagna, a compiere un atto autoritario e scorretto. si, è vero, c’è un editore che ha riservatamente detto di essere interessato ad entrare nella proprietà di liberazione. ma non ha avanzato una richiesta formale di ingresso parziale o totale nella proprietà del giornale. il segretario ha informato la direzione di questa possibilità chiedendo il mandato non per decidere o trattare bensì per verificare le intenzioni e i contenuti delle stesse per riferire al più presto alla direzione che è e resta l’unico organo abilitato a decidere. ovviamente a me pare evidente che le condizioni minime siano l’intangibilità della natura del giornale che è deve restare il quotidiano del PRC e il salvataggio del giornale a costo zero dal punto di vista occupazionale (condizione che dati i bilanci noi non siamo in grado di permetterci). che fanno quelli della minoranza? inscenano una rottura, dichiarano (rina gagliardi testuale) che sanno le nostre vere intenzioni, che l’editore non esiste e che è una scusa per far fallire il giornale allo scopo di liberarci di sansonetti e infine che risponderemo di tutto questo in tribunale. quando ha finito di dire così io ho esclamato: si il tribunale di laurenti beria dove si fanno i processi staliniani alle intenzioni. eh eh eh
    quanto al fatto che i mass media parlano di noi in quel modo rassegnati. non c’è nulla da fare. le svolte le stiamo facendo nei fatti dal congresso ad oggi. a loro interessano solo colpi di scena e risse e scelte elettorali e scissioni. non c’è rimedio a questo, bisogna saperlo.
    un bacio

  52. cara paola ferroni e caro matta (o mattia?), vi dico solo: ben detto!
    il titolo dell’articolo è volutamente allarmistico perché se non c’è allarme e svolta sociale nella iniziativa del partito il tran tran istituzionale ed elettorale ucciderà nei fatti il nostro progetto.
    un abbraccio

  53. lucaocchionero Says:

    totalmente d’accordo contro una linea istituzionalista del PRC: compagno Ramon nel tuo precedente post ci sono due interventi miei che ti descrivono come il PRC a Ta era pronto a rompere una maggioranza che esprime un sindaco PRC per le questioni legate all’urbanistica ed alla speculazione edilizia!! Tutto rientrato grazie alla nostra battaglia ed al colpo di reni del sindaco Stefano. Secondo te può essere un esempio che va nella giusta direzione?

  54. Ma che sparata è questa della gagliardi? Ma cosa vogliono fare? Affidarsi a “giudici terzi” perchè non riescono a convincere più nessuno nel partito? Avessero dimostrato altrettanto furiosa tenacia quando sedevano al governo…

  55. è uno spettacolo veramente penoso, vedere dei compagni comportarsi così. hanno scavato solchi e inferto ferite che sarà impossibile rimarginare. a tal punto consideravano loro il giocattolo, che preferiscono scassarlo.
    e intanto di pietro gongola.
    però non capisco fino in fondo la linea della segreteria, la fretta non aiuta ma questo è uno stillicidio.

  56. Sono totalmente d’accordo con Ramon,5-6 anni fa non l’avrei mai creduto possibile,magari anche allora eravamo dalla stessa parte senza saperlo.
    Ritengo quest’ultimo post di Ramon perfettamente centrato sulla situazione attuale del PRC.
    Compagni 2 o 3 % ma che senso ha? Il partito comunista spagnolo ai tempi della guerra civile nel 1936 contava si e no il 5-6 % dei consensi,ma esercitava un egemonia enorme sui lavoratori(persino su parte della polizia) e aveva un sindacato fortissimo,nella Repubblica Spagnola contava più di chi aveva il doppio o il triplo dei suoi voti.
    Di questi esempi se ne potrebbero fare centinaia.
    Il PRC nel 1996 ha avuto quasi il 9% ma quando in realtà ha inciso sui lavoratori e sulla società italiana?
    Mettiamo di prendere il 5% alle Europee.In sei mesi un recupero del genere sarebbe solo voto di opinione senza nessun lavoro di base,faremmo festa per 1 anno e poi di nuovo al 2%.
    maria tu parli del Nord alla Lega,inchieste della CGIL dimostrano che la Lega prendeva la maggioranza dei voti operai del Nord già tra il 93 ed il 94,nel 1992 era seconda solo all’allora PDS che aveva appena cambiato nome.
    Ramon ha ragione ci vorrano anni e saremo soli,ma la lega ha cominciato dallo 0.5% ed era derisa da tutti,il problema l’ha posto veramente Ramon:

    SIAMO COMUNISTI SUL SERIO…..

    Se si si lavora anche con il 2% per ora.

  57. Compagni lasciateli fare sono alla frutta……questo dimostra solo quale concezione hanno del partito e della politica altro che berlusconi.
    Con questa gente per anni a dirigere il partito trovare ancora un 2 3 % che ci vota è un autentico miracolo,pensate se in futuro lavoriamo bene si arriverà al 10% che aveva pronosticato per il PRC Lucio Libertini prima di morire nel 1993,io ci credo.

  58. Sal Fiore Says:

    Andrea, il partito come il sindacato e’ stato inventato per esercitare controllo. E’ un’invenzione del parlamento. Vedi coloro che si affannano a formare il partito non si sono resi conto che il partito non esiste.

    Sono interessai alle tessere e alla seggiola (che traballa sempre).

    Vedi il comportamento di alcuni individui. Vai sul blog di Fabio De Nardis, vedi come alcuni si comportano in uno stile di vero e proprio leaderismo che non lo trovi nemmeno nelle S.p.A.

    Abbiamo fatto piu’ cazzate noi nelle S.p.A. (e ne abbiamo fatto fallire piu’ di una) che con queste buffonate scritte sui blog. (dico noi e mi ci includo io sottoscritto Sal Fiore)

    Andrea ma tu chi cazzo sei? Perche’ non sveli la tua identita’. Ma che mangi aria?. Ti sfami di bit su internet o vivi la doppia vita come i puttanieri di professione?

    Sal.

    PS: anche se questi stessi individui sono quelli che dicono che con le carte rilasciate dalle univesita’ si puliscono il di dietro, pero’ forse non hanno nemmeno quelle. E poi gli stessi individui proteggono quelli che sono parenti di baroni nelle universita’. E sembra che siano occupati a tempo pieno a sbavare su Intenet per questo o quel leader. E dicono di fare un lavoro intellettuale. Stanno reinventando la ruota!

  59. grazie ramon.
    sono cocciuta, tenace, caparbia, ma ogni tanto anch’io ho bisogno di un sostegno perchè i tempi sono difficili, e lo sono tanto anche al nostro interno e non per vendola sansonetti la gagliardi et simila, ma proprio per i problemi di cui abbiamo discusso.
    io vado ramon, certo che vado.
    un forte abbraccio e spero di vederti qui al più presto.

    sì laura, mattia è il ragazzo di cui parlo.

    ne approfitto per mandare anche a voi gli auguri. in blog ho postato gli auguri scomodi di don tonino bello dal quale avremmo tutti da imparare, anche noi comunisti. ma quelli sono indirizzati ai cattolici ipocriti e non ve li mando. mando invece quelli che hanno per destinatari i ragazzi.
    dopo il commento di paola (che non è proprio una ragazzina) e quello di mattia, mando questi auguri a tutti.
    soprattutto a rifondazione comunista

    Amare il mondo intero è facile, ma amare un volto è molto difficile, e impegna veramente all’ultimo sangue! Impegna la tua esistenza, la tua vita! Ecco ragazzi … vorrei dirvi …
    Collegatevi insieme, perché da soli non ce la fate. Unitevi in gruppi, fondatene, sperimentate … anche se va male; se ne chiude uno, se ne apre un altro … ma alla fine c’è qualcosa che vince, che va avanti. Soprattutto sarete segno, testimonianza per gli anziani, per gli adulti, i quali forse sorrideranno sulle vostre audacie, sulle vostre intemperanze, sui vostri sogni. Però, alla fine, rimangono contenti perché pensano: “Ecco, il nostro vecchio mondo lo stiamo lasciando in mani giovani, siamo sicuri che le cose cambieranno!”
    Auguri ragazzi, per tutto. Per la vostra vita, i vostri sogni, i vostri amori, per le compagne e i compagni della vostra vita. Auguri per i vostri familiari, auguri per i vostri compagni di scuola, per tutti i vostri amici.
    Auguri perché possiate davvero essere capaci di progetti, non soltanto detentori di memorie.
    Auguri perché tutti coloro che vi incontrano, la sera prima di addormentarsi, possano benedire Dio per avervi incrociati sulla loro strada. TANTI AUGURI.
    don Tonino Bello

  60. Sal Fiore Says:

    Maria suca una domanda impertinente. Ma a te chi ti paga?

    C’era anche una certa Vivarelli su Bellaciao che diceva di essere occupata ma era sempre su internet a postare.

    Sal.

  61. xSal:
    1)Sono andrea,questa è la mia identità se non ti basta problema tuo.
    2)Non campo d’aria ma lavoro e molto pure,purtroppo.
    3)Di puttanieri ho parlato io su questo blog assai prima che tu comparissi,quindi non copiare.
    4)Per come ragioni è per me un serio mistero che tu non ti sia ancora suicidato.Mai incontrato un disfattista simile,tu hai problemi con il monto intero.Due domanda ma ti hanno rubato il ciucciotto da piccolo?Oppure di recente la tua donna ti ha mollato?
    Con viva simpatia.andrea

  62. Sal Fiore Says:

    Andrea la mia donna e’ qui con me.

    Lavoriamo il giardino insieme come metodo di sostentamento biologico ed oggi abbiamo ucciso un gallo per farlo arrosto di natale. Le galline fanno uova a piu’ non posso, pero’ devo ammettere che ho messo due serrette su due cassettoni ma il gelo ci ha distrutto tutto. Abbiamo avuto fino a -11 due settimane fa. Ora ci stiamo immettendo anche sul solare, ci facciamo i formaggi in casa (da grattuggiare e freschi) ed abbiamo preparato delle belle caciotte di capra per natale. La ricotta e’ stata messa al freddo per fermentare perche’ ci piace piccante. Sono pugliese e mi piace la ricotta piccante sul pane e nei cereali.

    Il cavolo nero di toscana quest’ anno sta’ reggendo bene il freddo. Lo abbiamo cucinato questa sera con della pasta (conchiglie) olio aglio e pezzetti di pomodoro.

    A gennaio comincero’ ad attrezzarmi per lo spirito. Voglio costruire un’alambicco per distillare patate ed altre radici per farci dello spirito che qui in Inghilterra non se ne trova. Abbiamo costruito un incubatore per l’incubazione di uova fertili per crescere polli e quaglie da pasto.

    L’auto me la riparo da me grazie ai manuali esenti da copyright che si trovano a pochi euro su ebay.

    Non so che altro dirti. Ma tu chi sei????????

    Sal.

  63. un compagno di roma Says:

    Andrea ti stimo, sei un compagno molto lucido, ma sulla rivoluzione spagnola hai detto un pò di cose inesatte….Egemoni lì erano gli anarchici a sinistra e i socialisti a destra (CNT e UGT). I comunisti erano, in confronto, abbastanza esigui in quel momento in quanto a radicamento fra i lavoratori.

  64. Sal Fiore Says:

    Andrea, a proposito. Ci stiamo attrezzando per raccogliere dai negozi, il cibo fuori data (scaduto) che non puo’ essere piu’ messo in commercio per farne mangime per i polli ed i galli.

    Se qualcuno e’ interessato al self-sustaining, fatelo. Non fatelo per moda, ma per scelta di vita. E’ difficile suicidarsi con il self-sustainig. Stai li sempre a pensare come sopravvivere l’alienazione.

    Sal.

  65. xCompagno di roma:ricambio la stima,ma come dicevo nel mio post i comunisti in spagna arrivavano si e no al 5%,erano però molto forti tra gli operai ed avevano anche influenze nella polizia e successivamente nell’esercito,la loro influenza aumentò poi quando l’URSS di stalin fu la sola nazione a schierarsi esplicitamente con la repubblica ed a fornire armi.Su socialisti ed anarchici d’accordo con te,ma i comunisti acquisirono importanza sempre maggiore con il tempo grazie anche alla loro presenza nelle brigate internazionali,l’ultimo governo della repubblica(almeno mi pare)prima della vittoria di Franco,il Governo Negrin fu praticamente insediato da Togliatti.

    xSal:Bravo,niente da dire.guarda a che serve che ti dico il mio nome,è uno dei tanti il fatto che ti dica di essere che sò Francesco Rossi per te che cambia?Oppure pensi che io sono uno conosciuto?

  66. Poi compagno di roma a volte sintetizzare tante cose in un post porta ad essere sia inesatti che superficiali per lo meno capita a me.

  67. sal tutto quello che hai elencato mi piace moltissimo.Fate un agriturismo così vengo a mangiare da voi.

  68. Alessandro Says:

    Il congresso di Chianciano,forse, non è servito a nulla.
    C’è una parte consistente del corpo militante del partito in preda ad un forte disorientamento, c’è chi voleva andare via ed invece è rimasto,chi non voleva andare e sta già facendo i bagagli, chi semplicemente (si fa per dire) vorrebbe ridare credibilità e prospettiva politica al partito della rifondazione comunista ma si ritrova a confrontarsi/scontrarsi con le altre due opposte tendenze liquidazioniste.
    Ramon ha ben spiegato la questione,ma vorrei fare due considerazioni :
    1) la prospettiva della costituente della sinistra è una prospettiva, prima ancora che politicamente subalterna e moderata, assolutamente perdente,anche sul piano elettorale. Io sono una delle poche pecore nere(rosse?) in una federazione dove ha vinto la seconda mozione, e mi risulta che non tutti i compagni che hanno firmato quel documento sarebbero disposti ad assecondare una scissione; si tratta di compagni seri,sinceri, che tengono all’unità del partito più dei loro dirigenti nazionali di riferimento.
    2) la prospettiva della costituente della sinistra è perdente solo in presenza di una forza organizzata come il prc, che si è distinta per innovazione culturale e sperimentazione di nuove pratiche di conflitto.
    In quest’ottica la proposta di unità dei comunisti è speculare a quell’altra, e se perseguita rischia di spingere anche i compagni della mozione 2 refrattari alla scissione, nelle fila del nuovo soggetto moderato.
    In ogni caso a pagarne le conseguenze sarà la rifondazione comunista anomalia politica italiana.
    C’è un però….che va tenuto in considerazione per amor di verità: una cosa è che vadano via giordano,vendola e migliore(i leader del futuro di cui parlava ramon?)… altra cosa è che a fomentare scissioni siano coloro che grazie al congresso nazionale e sulla base di quel congresso hanno avuto accesso agli organismi esecutivi del partito.
    Lo dico perchè è evidente che qua c’è chi vuole la botte piena e la moglie ubriaca….(alla faccia del congresso)
    La mia opinione è che l’unica via praticabile è la svolta a sinistra approvata a Chianciano,quella proposta va fatta vivere nei territori e nei luoghi di lavoro,solo lavorando sodo si possono smentire le suggestioni delle due tendenze liquidazioniste…

  69. Sal Fiore Says:

    Andrea, avevo l’agriturismo in progetto in Spagna. Tutto una idea su carta. Doveva essere tutto auto-sufficiente. Sul vero senso della parola. Dalla a alla z, tranne i medicinali salva-vita e la tecnologia come internet, TV, parabola.

    Sfumata per il momento !

    Comunque ci sono tante cose in progetto. Il primo e’ quello di simulare l’autosufficienza al 100%. Per farti capire, compero le patate d’inverno ma se avessi lo spazio ci coltiverei anche quelle insieme con tutti gli altri ortaggi. Quindi a skills per le coltivazioni siamo a posto. (A proposito faccio tutto dal seme sai! Pero’ qui in Inghilterra risulta difficile raccogliere i semi a causa del tempo che e’ tremendo)

    Per il futuro non voglio piu’ comperare niente. Tutto fatto a mano. Si certo dalla a alla z!

    Ho in progetto per il futuro di usare solo legna recuperata nelle foreste (rami, tronchi secchi) o dalla potatura di alberi da ornamento.

    Poi ci sara’ anche l’energia prodotta da olio combustibile riciclato, con un motore diesel riciclato e la raffinazione di olio utilizzato per friggere (recuperato dai ristoranti o friggitorie o prodotto dai girasoli)

    Ed il solare per l’illuminazione.

    Anche per quanto riguarda gli skill di costuzione li stiamo sviluppando (pian piano)

    Piccole cose come la pressa per il formaggio. Ora voglio anche costruire la pressa per le mele per fare il sidro alcolico. Me la faccio su misura. Come mi sta’ piu’ comodo (e funzionano – non ti preoccupare!!)

    Dopo il natale Melody comincera’ a produrre i saponi e detergenti naturali a base di oli ed erbe da giardino (la cosa mi preoccupa!!).

    Poi ci sara’ anche l’energia prodotta da olio combustibile riciclato, con un motore diesel riciclato e la raffinazione di olio utilizzato per friggere (recuperato dai ristoranti o friggitorie o prodotto dai girasoli)

    Mi riparo gia’ la casa da me. La mia dolce meta’ fa’ l’imbianchino di casa, comincio anche a fare i lavori da idraulico, mentre Melody pulisce gli animali ecc. ecc. (non faccio lavori da elettricista perche’ la legge non lo permette) mentre io acquisisco molta conoscenza da internet.

    Voglio anche imparare le tecniche di ferro battuto. Ma per questo ho bisogno di spazio. Quindi lascio questo per il futuro cosi’ come la costruzione di mobili con legno preso direttamente dall’ambiente circostante.

    Il mio e’ un progetto a lungo (anzi lunghissimo temine). Non ritornero mai piu’ alla vita urbana civilizzata che il capitalismo ci propone e che anche i nostri partiti comunisti non combattono.

    Non ti parlo delle ricette, modi per fare il pane, pizza ecc. ecc. perche’ poi mettero’ tutto su un blog che altri possono utilizzare (ma vedi ce ne sono gia’ a migliaia sulle ricette, ma non molti sull’autosufficienza)

    Guarda Andrea, se rifondazione fosse seria davvero su certi progetti, si potrebbero fare mille cose. Ho anche pensato di proporre a rifondazione una universita’ marxista concepita sull’autogestione e self-sustaining. Tra l’altro abbiamo studiato e lo continuo a fare. Ho anche studiato l’insegnamento e l’amministrazione universitaria per circa quattro anni. (e ho anche il titolo su carta di cui non me ne faccio niente).

    Il progetto del self-sustaining ti sconvolge. Ti cambia radicalmente.

    Prima ti fa’ capire quanto eri alienato dal consumo. Poi ti rendi conto che sei nelle mani della natura e che devi collaborare con essa. Poi ti accorgi che puoi trarre vantaggio da skills che hai imparato in altri ambienti e che non devi supporre o dare per scontato nulla. Ogni giorno e’ diverso e sei da solo con te stesso, i tuoi skills, la natura e gli animali che sono molto piu’ carini di certi tipi!. Non ci sono servizi on-demand o passioni da accontentare con il consumo di qualcosa. Tutto diventa molto piu’ spontaneo e diventi piu’ consapevole del tuo corpo e di quelli che stanno intorno a te.

  70. Ciao Sal, ma cosa fai di preciso in Inghilterra? In cosa sei formato?

  71. Sal Fiore Says:

    Sono disoccupato con una depressione che mi sono beccato al lavoro in universita’ grazie ai miei colleghi. Il lavoro manuale mi aiuta molto. Mi rida’ coordinazione mente-corpo che avevo perso e che la depressione ti toglie. (un po’ come il lavoro delle comunita’ per tossico-dipendenti per intendersi – impegnano molto il corpo ). Riesco a lavorare intellettualmente bene per pochi giorni al mese. Se vuoi vedere il caso del mio licenziamento lo puoi trovare online.

    Formazione?
    HND Business information technology
    BSC Business information technology
    M. Phil. Computation
    Certificate in teaching and learning
    Diploma (parte dell MBA) in amministrazione universitaria (dato tutti gli esami)

    Spero nel futuro immediato di dare la tesi e prendere completamente il master in business administration se mi convalidano il diploma.

    Ho lasciato il dottorato di ricerca dopo due anni perche’ non andava bene con il tutor.

    Spero in futuro di prenderlo in una disciplina messa su da me stesso.

    letto circa un 400 libri tra management, computing, filosofia, marketing, educazione universitaria ed altro. Ora mi sto rileggendo un po di estetica e di pragmatismo e critica marxista. letto un bel po’ di pubblicazioni.

    Sono alto 175. Mi sono un po’ ingrassato ed odio il format TV.

    La cosa che mi incuriosisce di piu? Sapere cosa penseranno gli Italiani quando Berlusconi sara’ morto.

    Sal.

  72. Buon Natale Salvatore (religioso o laico non importa, il Natale è la nascita dell’uomo nuovo). ti auguro di passare serenamente queste feste insieme alla tua compagna. quello delle feste natalizie è un periodo delicato e particolare per l’equilibrio interiore delle persone: malinconie,solitudini emergenti, nostalgia dell’infanzia, tendenza ai bilanci e alle constatazioni, ricerca frettolosa di momenti di felicità, tampone per arginare l’angoscia esistenziale . anche per questi motivi penso che siano in molti a “detestare ” queste festività. molti miei amici che risiedono all’estero so che vivono male questo periodo perchè la nostalgia del paese si amplifica. a te che sei in inghilterra quindi un augurio più particolare. buone feste.

  73. Caro Sal i compagni come te sarebbero necessari al partito,a parte il tuo disfattismo sia pure a volte giustificato.Comunque Buone Feste a te ed alla tua compagna.
    P.S.Il Manifesto di oggi sulla questione Liberazione è osceno,finirà che dopo 20 anni non lo compro più.

  74. Caro Ramon,
    buon Natale con tutto il cuore.
    Ogni tanto leggi le mie inquietudini sul tuo sito. Ammiro la tua freddezza ma resto dell’opinione che state sbagliando.
    Liberazione andava chiusa, il partito presto non potrà più permettersela e così avete solo permesso polemiche dannose e perso risorse che potevano essere spese in modo ben diverso.
    Il progetto di Rifondazione Comunista poi, quello che ho sempre considerato il mio partito anche se da qualche anno non ho più la tessera. Oggi a mio parere l’unico modo per perseguirlo non è ostinarsi nel rilancio impossibile dell’esistente (lo dice la paralisi presente, la piccola emorragia di quadri locali, la guerra mediatica, di fatto il rilancio non parte e il partito sta solo arretrando), ma rimescolare le carte anche in un’ottica di unità dei comunisti. Diliberto sarà una minoranza molto preferibile a Gennaro Migliore. Egemonizzare quel processo, presentandosi come eredi del PCI fosse solo per marketing, è l’unico modo per sopravvivere e portare avanti il nostro progetto.
    La salvaguardia dell’esistente non ci sta conducendo da nessuna parte, la nostra presenza e la nostra credibilità con questo sabotaggio permanente diminuiscono ogni giorno che passa. Diamo un’impressione di passività e di inutilità, quell’inutilità che ci ha escluso dal parlamento.
    Perdonami ma non sono d’accordo con le vostre scelte. Perché il partito sociale, che non sta partendo affatto, dovrebbe essere impossibilitato dal rimescolamento che inevitabilmente ci attende?
    Con tutto l’affetto
    Sacha

  75. un compagno di roma Says:

    auguro un buon Natale a tutti, ma bando al pessimismo io dopo il CPN del 13-14 sono gasato….
    Per Sacha: il partito sociale non è avviato? Ricorda che l’iniziativa del pane ha avuto un successo travolgente. E si sta estendendo..
    Per Andrea: vero che progressivamente i comunisti in Spagna sono diventati più forti. Ma su basi programmatiche arretrate (difesa della repubblica senza rivoluzione sociale etc.) e con una politica di collaborazionismo con le classi piccolo-borghesi (difesa della proprietà etc.). Sull’aiuto dell’Unione Sovietica, beh, come saprai è stato tardivo e minore di quello che avrebbe potuto essere. Lasciando perdere poi l’atteggiamento staliniano verso il processo rivoluzionario in corso…

  76. il rimescolamento non è inevitabile.
    io sono tornata in rifondazione per dare, nel mio piccolo, il contributo affinchè questo non avvenga. ho creduto in rifondazione allora, e ci credo ancora oggi. più di ieri perchè quando piùà è difficile il cammino più è alto l’obiettivo. più si acuisce il sabotaggio più significa che rifondazione è una fruncolo fastidioso da togliere di mezzo.
    il commento di alessandro ne illustra la situazione con grande lucidità.
    però se per partito sociale intendiamo solo il pane siamo fuori strada. partito sociale significa che partecipa alla società, nelle varie declinazioni. questo porta impegno fatica fantasia dei militanti, tutte caratteristiche che contrastinguevano rifondazione e che abbiamo tutti perso.
    io non credo nella rinascita di una forza antagonista inquadrata nell’unione dei comunisti, che non mi vedrà partecipe qualora si affossasse rifondazione per abbracciare questa nuova avventura. il partito non arretra per nulla. il partito ora, finalmente, è chiaro. eravamo un anomalia, poi ci siamo appiattiti come gli altri, ora continuiamo ad essere un anomalia. scissioni? emorragie? fuori tutti!! via! con militanti, rappresentati e dirigenti così non si va da nessuna parte.
    io una derizione ce l’ho e la perseguo finchè mi sarà possibile. e anche quando non sarà più possibile.

  77. Cara Maria, vorrei che tu mi spiegassi perché Migliore è meglio della Palermi, perché con lui in minoranza puoi fare un partito sociale e con lei no, perché con lui puoi convivere e con il PDCI, che pure si è posto in posizione antagonista rispetto al PD (la vera frattura sta qui), no. Questo è l’anello che mi manca nel vostro ragionamento.

  78. sasha, non pensare che voglia convincerti, io ti dò la mia opinione e il mio punto di vista. che è il mio, non è nè quello di ramon nè di nessun altro. e a scanso di equivoci, so che non sono tenuta, ma visto varie accuse vorrei dire che io e ramon non ci conosciamo, non ci siamo mai visti e non siamo una “coppia” organizzata. il mio ritorno in rif è voluto da me, e quando parlo qui o altrove ed esprimo le mie idee anche se sono in sintonia con quelle di ramon non sono frutto di un accordo. magari c’habbiamo le stesse “rotelle” che non funzionano tanto bene e allora ci ritroviamo, ma non ci parliamo mai e io e ramon. questo vorrei sia chiaro.
    io penso che il partito sociale lo possiamo fare con chiunque. con chiunque si confronti sui contenuti politici. se non vi è questo per me tra miglioere e la palermi non c’è differenza. e tutto questo non si può discutere dopo. deve essere chiaro prima. ma da parte del pdci non vi è per nulla questa disponibilità. e una volta affossata rifondazione è impossibile rivendicare la propria linea e il proprio obiettivo. il mio primo commento a questo articolo voleva dire questo. rifondazione la dimentichi ma pensi di averla con te invece l’hai persa. quando ti serve, la cerchi e non la trovi più. sarà una cosa fisiologica sasha.

  79. Io penso che questa linea possiamo cercare di farla vincere in una prospettiva unitaria antagonista rispetto al PD. Non sarà certo più difficile di adesso col sabotaggio in corso. Ricordiamoci che viviamo in un paese con un sistema informativo antidemocratico e leggi elettorali capestro.

  80. E comunque con gli altri comunisti potremmo avviare un dialogo serio su questo.

  81. non puoi farla vincere con i dirigenti che ci ritroviamo (nostri e loro) senza per questo fare di tutta l’erba un fascio, per carità. ma questa è la realtà. io sono per affrontare tutte le difficoltà e sabotaggi possibili e immaginabili, ma lotterò per mantenere in vita l’unica vera forza antagonista in questo paese. se ce la facciamo, rientreranno nel progetto anche gli altri, perchè verranno spazzati via da noi (spazzati in senso buono, non fraintendermi, parlo di contenuti politici)

  82. se fossi un simpatizzante di un altro partito di sinistra la tua frase sullo spazzare via mi avrebbe fatto accaponare la pelle. Io voglio spazzare via la destra, io non sono veltroniana del tipo “vocazioni maggioritarie” e “autosufficienze”.

  83. infatti mi sono spiegata sull’uso del verbo “spazzare”. io se fossi un simpatizzante di un altro partito di sinistra preferirei una sinistra forte che porti avanti contenuti politici seri, frutto di lavoro di un partitto che si impegna seriamente nel sociale nelle lotte nei conflitti e che è affianco alla gente non a parole o a slogan ma a fatti che non siano quelli dei dispacci di partito o delle beghe delle giunte, ma che siano i militanti stessi a farsi testimoni del cambiamento. e non mi metterei ad ulluare alla luna per contrastare una destra che di fatto oggi non si può contrastare. grazie soprattutto allo scempio fatto dalla sinistra e alla pochezza dei loro rappresentati e dei loro militanti. se fossi un simpatizzante della sinistra davanti ai programmi politici dei micro partiti di sinistra, tolta la rifondazione di oggi, cambierei paese.
    perchè non c’è speranza con dirigenti così e militanti così.
    spiecente, ma sono sincera.

  84. caro alessandro, sono d’accordo con te. ma non è vero, come del resto si evince dal resto del tuo post, che il congresso di chianciano non è servito a nulla.
    infatti, se non ci fosse stato quel congresso con quell’esito, oggi rifondazione comunista non esisterebbe più. ci sarebbe già il nuovo partito di sinistra e una parte del prc avrebbe fatto un’unificazione con il pdci. entrembe forze politiche fondate sull’elettoralismo e mendicanti rapporti privilegiati con il PD.
    poi, come io stesso sostengo, una cosa è mettere le basi per il rilancio di un progetto politico (vincere il congresso ed impedire la sparizione del prc) ed un’altra è realizzare, implementare e sviluppare il progetto politico. è qui il problema. istituzionalismo, politicismo, elettoralismo, sono egemoni nei fatti nelle menti di molti dirigenti e militanti. ripeto che lo trovo normale perché comunisti e sinistra hanno un armamentario ideologico e una cultura organizzativa che, pur essendo stati nobili ed efficaci in passato, oggi di fronte agli enormi cambiamenti prodotti dalla ristrutturazione capitalistica della società sono solo la internità ad un sistema politico totalmente scisso dalla società, dai suoi bisogni e dai movimenti di lotta esistenti. penso che ci vorranno anni per cambiare questo stato di cose ma oggi nell’immediato il problema è la direzione di marcia, quale strada si imbocca. e su questo è decisivo fare una battaglia condotta con la pratica (partito sociale) e con una netta discontinuità nelle prossime campagne elettorali (soprattutto le amministrative).
    un abbraccio

  85. cara sacha, felicità anche a te.
    guarda che io capisco bene molte delle critiche che fai.
    e forse se ne discutiamo con calma e senza appenderle a questa o quella polemica sui mass media (perché do per scontato che sono polemiche nemiche e che non danno conto della realtà e nemmeno delle vere intenzioni del gruppo dirigente di rifondazione) vedrai che ci possiamo trovare d’accordo.
    detto questo: 1) salvare liberazione è un fatto politico. oltre al fatto che comunque il prc avrebbe subito un enorme danno economico dal suo fallimento (ma questo è il meno) dovresti sapere bene che il fallimento sarebbe, sempre dagli stessi media e da sansonetti, presentato sia come volontà repressiva sia da incapacità della nuova maggioranza di rilanciare il partito. sarebbe stata la dimostrazione della inconsistenza politica del gruppo dirigente del partito. per non parlare del tentativo di salvare i posti di lavoro connessi al giornale che, al contrario di quello che dicono gli avvoltoi, è sempre stato in cima ai nostri pensieri.
    2) a chianciano abbiamo scelto una linea politica precisa. non la ripeto per l’ennesima volta. ma quella linea escludeva che il rilancio di rifondazione avvenisse attraverso unificazioni e operazioni elettorali. questa linea non è settaria, si propone unità sui contenuti e nelle lotte di opposizione, non esclude nemmeno passi più avanzati. ma sulla strada di cui parlavo nel post precedente in risposta ad alessandro. l’unità dei comunisti in una fusione del PRC e del PDCI in se stessa sarebbe un tradimento della linea di chianciano per due motivi: a) sarebbe unità dall’alto. forse non conosci bene la realtà di tante situazioni locali ma devi sapere che il pdci ovunque è un partito ipergovernista. pensa che quando sono andato al congresso regionale calabrese il dirigente del pdci è venuto a dire che era ora che rifondazione rientrasse in giunta con loiero, che aveva sbagliato ad uscirne, e che bisognava fare presto l’unità dei comunisti. il paradosso è tale che l’esponente di sinistra democratica ha sostenuto, invece, la nostra battaglia per non stare in quella giunta, pur riproponendo la costituente della sinistra. come vedi le due costituenti sono indifferenti ai contenuti e se una si realizzasse alimenterebbe l’altra con l’unico risultato che a sparire sarebbe rifondazione e soprattutto il suo progetto politico. b) sarebbe fondata sull’illusione elettoralistica che ci si rilancia alle elezioni e sarebbe foriera di nuove disillusioni. ripeto che bisogna sapere che oggi in questo sistema politico elettorale non si può fondare il nostro rilancio su impossibili successi elettorali. non siamo negli anni 70 80 e nemmeno 90.
    non è vero che siamo passivi e inutili. o meglio, per i mass media se parlassimo di liste elettorali e di unificazioni di partiti e di nuovi leader saremmo motivo di notizia e non appariremmo passivi. peccato che se facessimo così ci condanneremmo a morte certa. insisto per l’ennesima volta nel dire che il partito sociale non farà mai notizia e quando i mass media ne parleranno lo descriveranno come populismo, come vocazione demagogica, come NON POLITICA, perchè per l’establishment dominante la politica è solo tecnica di potere, litigio fra leader (veltroni d’alema come vendola ferrero fa lo stesso) e sondaggi elettorali.
    con grande affetto.
    un abbraccio

  86. cara maria, ancora una volta siamo in sintonia. e credo che approfondendo la discussione anche sacha lo sia.
    un abbraccio

  87. Ramon,
    non ti sembra che oggi sansonetti abbia detto delle cose gravi nel suo editoriale?

    un abbraccio e tanti auguri
    Laura

  88. io ho il timore che anche noi ci facciamo infinocchiare dai media. questo è il grande mio timore e temo per questo per rifondazione e non per altro, perchè alla fine, con sacrifici e pazienza, come dici anche tu ramon, silenziosamente, ce la possiamo fare. anzi, ce la dobbiamo fare, se vogliamo ridare un senso alla parola SINISTRA in questo paese.

    i dati ultimi REALI, e non le fesserie dei media e dei lider sono questi:

    Rifondazione Comunista 3,5%(+1.5), Comunisti Italiani 1% erano allo 0,6%, Verdi allo 0.5% (0.3),Sinistra Democratica allo 0,4%(0,6)

    nonostante il partito sociale ancora sia infangato e non decolla per ovvi motivi, chi è sasha la forza politica che in poco tempo ha già ripreso più delle altre? ti faccio notare che il pdci ha preso solo lo 0.4% in più. noi già l’1.50. e siamo nella merda (scusate l’eufemismo). a questo punto perchè tentare le solite 4 manovre elettoralistiche salvando di fatto il pdci (che punta esclusivamente ad assorbire la nostra forza altrimenti sono finiti? e mi scuso con tutti i compagni del pdci ai quali voglio bene, ma questa è la realtà ed è inutile che mi mandano gli aggiornamenti sullo stato dell’unione dei comunisti. personalemente ho già tagliato i ponti con questi amici. se parliamo di lotte e obiettivi comuni da perseguire ci siamo, altrimenti aria. patti chiari amicizia lunga, si dice)
    io voglio mantenere in vita un progetto politico serio, e non giocare per rimandare in parlamento quattro rappresentati che non faranno altro che perpetuare la logica suicida della sinistra, ma di fatto saranno sempre scollati dalla gente e dai loro bisogni. è un fallimento in partenza.

    non sono amante dei sondaggi e della fantapolitica, ma voglio mandarti un ragionamento fantapolitico che tanto fanta poi non lo è. io rabbrividisco solo al pensiero. se si avverasse avremmo messo FINE definitivamente ad una forza di sinistra vera, reale di lotta in questo paese.

    In ottica Europee Rifondazione si presenterà col simbolo con liste aperte al Pdci e al Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica. L’ala “vendoliana” del partito fa la scissione (che coivolge circa un quarto di Rifondazione) e fonda “La Sinistra”, con Sinistra Democratica.
    Radicali e Socialisti accettano posti all’interno delle liste del PD.

    Marzo 2009: Diventano sempre più pesanti le ripercussioni sull’economia reale della crisi finanziaria. Cala il consenso del governo Berlusconi.

    Aprile-Maggio 2009: All’interno del Partito Democratico si infiamma il dibattitto sulla collocazione europea del partito. Alla fine ci si accorda sulla necessità di dare fiducia a ogni singolo eletto che deciderà cosa fare.

    Giugno 2009: Si vota per il Parlamento Europeo.

    Pdl 31%
    Lega 11%
    Mpa 1,5%

    Pd 29.5%
    Idv 6.5%
    Udc 6.5%

    La Sinistra 1%

    Rifondazione, Partito Comunista 5%

    La Destra – FT 3%

    Altri 3%

    L’eurogruppo del PD si spacca tra coloro che aderiscono al PSE (Socialisti) e coloro che entrano nell’ALDE (Democratici Europei).

    Non raggiunge il quorum il referendum sulla legge elettorale.

    Estate 2009: I dalemiani passano tutta l’estate a intessere rapporti con l’Udc. D’Alema e Fini si vedono più volte, per discutere di federalismo fiscale e bicamerale.Nel frattempo il Partito Democratico si prepara al suo primo Congresso, che si profila come una disfatta per Veltroni e i suoi.
    “La Sinistra” annuncia il suo ingresso nel PD.
    Intanto Rifondazione, Pdci e Pcl si sciolgono nel “Partito Comunista d’Italia”.
    Berlusconi mostra segni di cedimento: il Pdl è in netta crisi, e la Lega sta costantemente aumentando il suo consenso.

    Settembre 2009: Si svolge il primo Congresso del PD. Veltroni è costretto a presentarsi dimissionario e viene eletto segretario Enrico Letta, con il bene placet di D’Alema.
    La linea politica è chiara: collaborare con le altre forze politiche parlamentari nell’interesse del Paese.

    Ottobre 2009: Berlusconi vede il suo consenso cadere a picco. Il Partito Democratico presenta un disegno di legge sul “federalismo fiscale”, elaborato in gran segreto da D’Alema e Fini.
    La Lega chiede a Berlusconi di sottoporlo alle camere e approvarlo.
    Berlusconi si mette di traverso e a fine mese è costretto a chiedere la fiducia che viene respinta grazie al no della Lega e a misteriose assenza dei deputati del Pdl in quota AN.

    Novembre 2009: Si scioglie il Pdl.
    Mentre tutti si aspettano le elezioni anticipate, il Presidente Napolitano, concluse le consultazioni, affida a Massimo D’Alema il compito di formare un nuovo Governo.

    1° Dicembre 2009: Dopo giorni di trattative nasce il II° Governo D’Alema che ottiene la fiducia grazie all’appoggio della Lega, di una minoranza del Pdl, del PD (nonostante il voto contrario di quasi la metà del gruppo parlamentare), dell’Idv e di parte dell’Udc.

    Durante una riunione a tre fra D’Alema, Fini e Bossi viene stabilito il programma del nuovo governo che prevede, in primis, il federalismo fiscale.
    Ideologicamente il nuovo governo si rifà ad una politica democristiana con forti accenti populisti.

    Gennaio – Ottobre 2010: La crisi economica nel Paese è sempre più grave.
    Berlusconi, grazie a Mediaset, tenta di riorganizzarsi con al suo fianco Gianni Letta, nonostante D’Alema abbia annunciato, per l’anno venturo, un disegno di legge sul conflitto d’interessi.
    Il governo riesce a controllare la situazione e a mantenere stabile il suo consenso. Tuttavia a settembre viene lanciata una grande mobilitazione dalla CGIL (allontanatasi dal PD), dal PCI (in forte crescita nei sondaggi) e dall’ala sinistra del PD, sempre più prossima alla scissione.
    Le manifestazioni vengono represse duramente dalla polizia, tanto che l’opinione pubblica identifica in Di Pietro, Fini e D’Alema i mandanti di una “nuova Genova”.

    Novembre 2010: Dopo numerose pressioni interne si svolge il Congresso dell’Udc-Udeur, in seguito ai fatti di settembre e ai malumori di numerosi iscritti che vorrebbero un riavvicinamento all’area moderata dell’ex-Pdl.
    Il Congresso si conclude sostanzialmente con un pareggio.
    (ri)Nasce Sinistra Democratica, formata da una numerosa corrente interna del PD, da sempre contraria all’asse Fini-D’Alema, uscita allo scoperto dopo la repressione del governo alle manifestazioni di settembre.

    Dicembre 2010: L’Udc toglie il suo appoggio al governo, e D’Alema rassegna le dimissioni.
    L’Udc si scioglie: metà del partito ritorna con Berlusconi, mentre Casini e i suoi comprano i diritti su nome e simbolo della “Democrazia Cristiana”.
    Fini annuncia la sua candidatura a premier.

    Gennaio 2011: Napolitano convoca nuove elezioni, da tenersi a Marzo.

    GLI SCHIERAMENTI:

    Ordine e giustizia – Per GIANFRANCO FINI PRESIDENTE.
    Lo compongono la vecchia Alleanza Nazionale e Antonio Di Pietro.
    Ha dalla sua l’appoggio sia di alcuni nostalgici dell’Msi sia di un’ampia area “populista” e “giustizialista”.

    Patto per l’Italia – Per GIANNI LETTA PRESIDENTE.
    La riorganizzazione dell’area moderata, ex-Pdl ed ex-Udc. Dietro a tutto c’è ovviamente Silvio.

    PD – DC – Lega Nord – Per MASSIMO D’ALEMA PRESIDENTE.
    La coalizione che rivendica l’esperienza di governo e si dice disponibile a riproporre grandi coalizioni.
    Di ispirazione fortemente democristiana, sfrutta al nord l’influenza della Lega che, dopo l’ottenimento del federalismo, ha assunto posizioni più moderate.

    Sinistra Democratica – PCI – Per OLIVIERO DILIBERTO PRESIDENTE.
    Protagonista delle mobilitazioni di Ottobre, ha l’appoggio della grande maggioranza della CGIL.

    FANTAPOLITICA??? non so. ma se si dovesse verificare una catastrofe simile, io vado in groenlandia con luca!!

  89. Maria anche berlusconi presidente del consiglio ancora 20 anni fa sarebbe stata fantapolitica……..Però io la vedo così,fermo restando le tue previsioni:

    8 Dicembre 2010 :Sciopero Generale dimostrazioni di piazza Berlusconi viene rovesciato,Water e Baffino fanno la stessa fine,allora si forma un governo fatto da PRC-PCL-PDCI-CGIL……presidente del consiglio :ferrero,Esteri:Mantovani,Interni:Grassi,Welfare e Lavoro:Rinaldini
    Vendola,Migliore e Sansonetti riparano in Svizzera dove con berlusconi e d’alema organizzano armate anticomuniste,ovviamente il loro motto è armatevi e partite,noi veniamo dopo.
    Bruno Vespa organizza la sua nuova trasmissione “LA PORTA ROSSA” ed invita ogni sera ferrero a parlare di nazionalizzazioni.
    Maria se proprio devo lavorare di fantasia preferisco questo…..

  90. ………ovviamente Ministro per le pari opportunità nel socialismo:Maria Rubini,nonostante il tentativo della Carfagna di farsi passare con discutibili metodi….allegri per marxista-leninista.

  91. bella la tua previsione andrea!
    sempre se scongiuriamo di confluire tutti nel partito dei comunisti, però!!
    poi io come ministro di parti opportunità non è cosa. la vedrei molto male per i maschetti. non ci metterebbero mai 🙂

  92. Unica cosa che è davvero fantapolitica,il fatto che il berlusca possa star dietro a qualcuno.Non esiste non è per lui,lui cadrà attraverso un evento traumatico(magari muore o effettivamente con un rivolgimento) ma non con elezioni e dopo non avrà successori ma solo l’ideologia che ha permeato l’Italia,almeno a mio parere.
    Il PRC deve avere un reale progetto alternativo per ora e per dopo,altrimenti questo paese resterà nella merda altri 50 anni.IL PD non è in grado non con quella gente almeno,gli altri a vario titolo o dipendono dal berlusca perchè sono con lui oppure perchè sono contro,ma progetti per il paese :zero.

  93. non sono d’accordo. berlusconi è vecchio, ha bisogno di lasciare eredi e perchè siano credibili li deve proporre prima della sua morte naturale, altrimenti non reggerà nemmeno l’ideologia (che non esiste). i figliocci li deve battezzare e benedire prima della sua dipartita.
    il prc ce l’ha un progetto ed è l’unico partito ad avercelo: quello di creare coscienza collettiva. senza di questo la sinistra non ha futuro perchè sarà solo autoreferenzialità. questo è il grande progetto di rifondazione che va tutelato. non ci sono altre strade.

  94. Maria buon natale sto per distaccarmi siamo invitati da parenti a cena.Buon Natale a te ed a tutti sul blog.
    Comunque ultima cosa e ti lascio se a luglio a chianciano fosse andata diversamente ora non staremmo nemmeno a discutere,ne di comunismo ne di italia futura e neppure di progetti,avremmo semplicemente chiuso in un paio di mesi,erano già pronti.
    Di nuovo ciao e Buon Natale.

  95. Buon Natale! e buon cenone

  96. Auguri a tutti voi

  97. Sal Fiore Says:

    Buone Feste a tutti i compagni combattenti. Che il futuro possa potare gioia e felicita’ di liberazione dall’oppressione e vittoria per le nostre battaglie di solidarieta’, comunismo e liberta’.

    Saluti Comunisti
    Sal.

  98. Gabriele Says:

    Auguri a todos.

  99. Feliz Navidad a la gente que lucha por un mundo mejor. Aquellos que en cualquier rincôn del planeta alzan sus voces, marchan y denuncian el injusto “orden mundial”.
    En las calles de Atenas, en los barrios miserables de Latinoamêrica, Africa y Asia, en el drama de los inmigrantes, o los miles de “pobres con trabajo” (working poor), … Feliz Navidad
    Donde exista un ser humano que se rebela contra la injusticia y el poder empresarial…. Feliz Navidad.
    A seguir luchando con renovadas fiuerzas el 2009.
    No al fascismo.
    Venceremos.

    Pedro

    vi giro gli auguri di natale più sentiti e più autentici che mi sono giunti quest’anno. arrivano dal cile. da una persona che ha sperimentato il regime di pinochet, che è stata torturata e ha assistito a numerosi crimini. davanti a queste persone ci sente piccolissmi, impotenti, non all’altezza. eppure ogni volta che sul mio blog legge delle nostre discussioni interne al partito, mi scrive in privato col suo spagnolo comprensibile (sa che non conosco lo spagnolo) segnalandoni qualche articolo sull’observatodo cileno o altro. e lo fa con grande rispetto e in punta di piedi, per non infastidire. è un modo per darci forza e coraggio, per non mollare. perchè il mondo ha bisogno di noi.
    buon natale a tutti noi.
    feliz navidad
    venceremos

    youtube=http://www.youtube.com/watch?v=s8jw-ifqwkM

  100. Maria leggo solo adesso la tua previsione di Fantapolitica! Vedremo…..nel frattempo speriamo che la Groenladia resista…Visto tutto quello che sta succedendo lassù nel polo-nord, nel 2011 forse ci troveremo un bel muro con Sansonetti che cerca di buttarlo giù!

    Auguri!

  101. giovanni Says:

    Caro Sal,
    gli scec sono un modo per creare una rete di solidarieta,di mutuo soccorso , sono certo che non risolvono i problemi di fondo ma aiutano
    a valutare e rivalutare le relazioni tra uomini favorendo una logica di scambio che in un qualche modo riavvicina al baratto. Sono convinto che l insieme delle piccole cose faccia le grandi e gli scec sono una piccola cosa ma significativa. Il fatto che sia nato da un gruppo di persone semplici e operative lo rende ulteriormente valido.Credo si debba aiutare ogni forma sensata e umana di solidarieta aggregativa.Lo sfaldamento delle relazioni sociali e il terreno peggiore su cui elaborare e costruire alternative.
    Viva la vita!

  102. Saluti a tutt* dal “buen retiro” sivigliano, buone feste e buon anno nuovo,
    e approfitto per dire che, leggendo un po’ di messaggi nel nuovo post, continua a sconcertarmi parecchio l'”equidistanza” che qualcuno vuole tenere tra un progetto liquidazionista, revisionista e moderato come quello delle varie “sinistre senza aggettivi” e quello di un recupero di un’unità comunista con il PdCI e altri. Mi sconcerta che lo stesso Ramon continui a parlare di un “PdCI ipergovernista” come se il PRC non continuasse a stare attaccato come ‘na cozza allo scoglio a governi come quelli della Lombardia, della Campania, della Calabria, della Toscana eccetera, e non è roba solo di una mozione o di un’altra: è che il poltronismo alligna parecchio in giro, mica è prerogativa di una sigla. Mi sconcerta che proprio chi inneggia ai contenuti e ai fatti concreti continui ad adottare delle posizioni di pregiudizio e di messianismo, come che Rifondazione Comunista è un Ente Assoluto Perfetto e Intoccabile al quale gli altri possono solo tornare come pecorelle smarrite.
    Io vorrei solo dire che nessun partito né persona come tale è imprescindibile e immutabile, ma che devono essere al servizio di contenuti, idee e programmi. E sinceramente credo che i contenuti, le idee e i programmi di un partito comunista serio, anticapitalista, alternativo ai sistemi economici e sociali di oppressione, possano essere meglio sviluppati e portati avanti da un Paritito che riunisca i comunisti, a livello nazionale e internazionale, finendo una volta per tutte con i settarismi, i personalismi e i pregiudizi. Poi, che si chiami PRC o PC o quello che sia, e che ci siano ancora alla dirigenza degli arnesi in giro da vent’anni più o meno simpatici, quello importa meno, se nei contenuti e nelle azioni concrete si comporta da Partito comunista serio che sia orgoglioso di se stesso e del proprio passato, presente e futuro, e che allo stesso tempo naturalmente non smetta mai di crescere, di interrogarsi, di migliorarsi internamente ed esternamente.
    E che sappia anche prendere decisioni serie e necessarie, senza perdere tempo negli attendismi, tipo stare in certi governi oltre ogni possibile limite, o sopportare una cricca anticomunista nel proprio giornale in nome di un “legalismo” masochista, o non dire semplicemente le cose come si deve, pane al pane e vino al vino per paura del “qué dirán”.

    Ahò compagne e compagni ma davvero questo è chiedere / sognare troppo???

    Salutoni e all’anno prossimo, che sia un anno finalmente rosso di lotte e anche di qualche bella soddisfazione!

  103. marioocg, c’è differenza tra ‘e cozze e i polipi. ‘e cozze con colpo secco le stacchi ma i polipi devi staccare lo scoglio e rimangono sempre llì. eppoi li devi pure sbattere parecchio dopo sennò sò immangiabili! 🙂
    scherzo mario, oggi è natale. volevo solo dirti che era parecchio che non ti sentivo e ho provato a mandarti gli auguri più volte ma mi sono sempre tornati indietro e non so perchè. ne approfitto per darteli qui.
    auguri mario!!

  104. dino ruffo Says:

    lunedì 9 giugno 2008
    La VI mozione

    Il partito comunista, quello dei lavoratori, dei migranti, del femminismo (quello vero), degli umili oppure un partito prive’ ? Ecco la prima domanda. Questo congresso dovrebbe servire a recuperare (e riunificare) quello che abbiamo perso nel passato. Invece la classe borghese nel nostro partito sta trionfando ancora in tutte le mozioni. Non si tiene conto della gravita storica e politica della sconfitta, del ritorno di uno schiavismo consensuale della classe operaia, di una fiducia estesa al fasciobelusconismo e ad una cultura in cui l’essere comunisti è un reato.

    Il partito comunista deve essere riorganizzato dalle fondamenta e nessuna delle cinque mozioni di questo congresso lo sostiene.

    Per questo propongo di non votare nessuna delle 5 mozioni, di prendere coscienza della propria autonomia e del proprio comunismo nel profondo del proprio animo e di non sottometterci a queste mozioni e alla dirigenza borghese. La rinascita deve avvenire per opera dei “giusti” e dei “modesti” e deve riportare alla luce del sole la natura di classe del nostro partito

    Propongo di sottoscrivere ciò partendo dagli umili operai e non da grandi illustri ministri, onorevoli, presidenti, deputati … E’ partendo dai miseri che si può arricchire ciò che noi definiamo comunismo.

    Adesso sta a voi decidere, se accoglierete o meno questa mia proposta (che io personalmente amo definire VI mozione), se è giunto finalmente il momento di definire il vero senso del comunismo.

    Del resto, come si dice: “professore, toglietevi gli occhiali-bicicletta”.

    Vendola e i bertinottiani smentiscono di aver lavorato sino alle elezioni per sciogliere il Prc in un generico partito socialdemocratico di governo ma adesso rilanciano l’idea di superare il prc, magari finendo dritti nel Pd. Vendola adesso dice che è favorevole alla tav e ad un nuovo accordo politico col Pd per un nuovo centrosinistra,

    Ferrero e company cercano di rifarsi una verginità che non hanno, come se non avessero gestito (tiranneggiando) il prc per 15 anni insieme agli attuali avversari bertinottiani.

    La mozione di Franco Russo e Walter de Cesaris tenta di mettere insieme di spegnere l’incendio nel seno del partito.

    Poi c’è la mozione dell’Ernesto che si nasconde dietro gli autoconvocati del prc,propongono un nuovo partito con Diliberto, Rizzo e tutti coloro i quali lasciarono il Prc nel 98 per sostenere Prodi e D’Alema e bombardare la Jugoslavia

    Poi c’è Falcemartello che non ha mai contato nulla perchè è un appendice irriducibile del partito.

    Per non parlare del Pdci, che quelli dell’Ernesto tenta di incartare un vecchio regalo (la collaborazione di classe) con nuova carta da regalo ed un nuovo fiocco (l’unità dei comunisti).

    Per questo è provocatoria la VI mozione, quella che non c’è.

    Ma, invece, c’è la base, quella che stiamo perdendo.

    Da qui questo congresso doveva nascere il nuovo P.R.C dopo la sconfitta

    E invece non c’è, almeno alle viste. Però ci siamo noi, gli ultimi, i miseri, i proletari, gli operai. Siamo pronti a lottare perché il PRC continui ad esistere in quanto partito di classe. Ma siamo pronti anche a costruire un altro movimento politico comunista. L’obiettivo resta lo stesso: unificare i movimenti, in primo luogo quello degli operai e dei migranti, ma anche quello delle donne, degli studenti, dei giovani, unificare i marxisti e costruire un grande partito comunista.

    Subito per liberarsi della dominazione neofascista, ultracattolica, berlusconiana, leghista.

    Karl Marx è stato dato per morto già troppe volte.

    No al congresso borghese. Si ad un congresso dei soggetti sociali reali.

    Il primo e forse unico sottoscrittore

    Ruffo Raimondo

    Pubblicato da rifondazione comunista – federazione di Caserta
    0 commenti:
    Posta un commento esavevo già compresso le difficoltà del partito nel congresso,ora dirò di più in una riunione della flaicgil Napoli, dove dopo molti anni si vedevano i Giovani, in una riunione si sentiva la voglia di lotta,si parlava di Karl Marx e le lotte interne e la fine di ciò un giovane ci disse dov’è il vero partito di rifondazione comunista?Queste sono le domande che voglio porre alla vostra attenzione,dov’è andato a finire il vero organo politico chiamato Rifondazione?dove sono andati a finire i cuori palpitanti dei nostri giovani che lottano x il loro ed anche nostro futuro? Alla luce dei nuovi membri organizzativi del partito,mi sono emerse due genere di ipotesi sul magari possibile andamento della nostro partito e vorrei sottoporle alla vostra attenzione. La prima: siamo proprio conviti che essi sono in grandi di gestire al meglio e a rappresentare la vera essenza del comunismo nella società odierna? la secondasiamo sicuri che essi,come magari potrebbe esavevo persone ipocrite cchiunque,diventino ‘traditori’ solo perchè venduti a questa nostra società?Propongo un’alleanza tra tutti noi membri dei partiti comunisti eliminando completamente la partitocrazia e proponendo una democrazia diretta,in cui non c’è bisogno di un segretario ma alla participazione totale dei iscritti

  105. Maria Dice:
    21 Dicembre, 2008 a 23:11

    io avrei dato un altro titolo all’articolo:
    “abbiamo salvato rifondazione comunista, ora può anche morire”.
    dire che la realtà sia durissima è un eufemismo.
    perchè siamo di nuovo sotto congresso. perchè spenderemo tutte le energie per inventarci strategie e fare carte false per combattere l’avversario. perchè rifondazione comunista sarà solo un impiccio e ci scorderemo che esiste. poi arriverà il momento del congresso, e questa volta non si potrà fare un documento unitario per contrastare lo scioglimento di rifondazione, non si potrà fare semplicemente perchè rifondazione non ci sarà più. come quando smarrisci qualcosa ma sei convinto di avercela con te, poi ti serve, la cerchi, e non la trovi più

    tu dici

    Sempre che si voglia far vivere un progetto ed una forza politica capace di trasformare la realtà.

    Sempre che si sia comunisti sul serio.

    Sempre che si sia moralmente diversi.

    Sempre che… si abbia la consapevolezza che questa è la prova del nove dell’esito del congresso di chianciano. se la prova del nove non esce, è finita.

    …. come volevasi dimostrare.
    si è aperto il centocinquntamillesimo congresso di rifondazione comunista.
    auguri!!
    (quando nasco un’altra volta faccio la maga)

  106. caro mario, scusa ma ti sbagli. intanto se sei a siviglia e non lo conosci ti consiglio di andare a passare una serata (sul tardi) a “la carboneria”. dov’è lo sanno tutti.
    ma ti dicevo: ti sbagli.
    i comunisti non sono tutti uguali. i partiti o sono progetti politici complessi e seri o sono contenitori elettoralistici. la differenza fra rifondazione e il pdci, oltre al dna di chi ha spaccato un partito perché “la collocazione naturale dei comunisti è nel centrosinistra e al governo” e perché “rifondazione non è veramente comunista”, sta nel progetto politico. è per questo che rifondazione può tentare di superare l’istituzionalismo e l’appartenenza al sistema politico dei partiti italiano mentre il pdci non può per il semplice motivo che ripropone incessantemente di unificare i due partiti per essere più forti nella contrattazione con il PD.
    io pure vorrei che ci fosse un solo partito comunista ma sono certo che oggi un’unificazione produrrebbe solo la vittoria del tradizionale politicismo. inoltre, scusa, su due cose strategicamente decisive come la costituzione europea e l’esercito europeo noi e loro abbiamo posizioni contrapposte.
    in me non c’è nessuna boria di partito. casomai l’hanno loro che per anni prima hanno detto che eravamo al servizio di berlusconi e poi che loro erano più duri e di sinistra di noi, sempre imbrogliando.
    ma la politica è una cosa seria, almeno per me, e la storia mi ha insegnato che non basta dirsi di sinistra o comunisti per avere un progetto politico serio efficace e rivoluzionario.
    un abbraccio

  107. non sono d’accordo maria, non siamo alla vigilia di un congresso, strisciante o meno. siamo nel pieno di una battaglia per realizzare il progetto con il quale abbiamo vinto il congresso. che ci si ponga il problema del partito sociale e di non avere derive elettoralistiche è già un passo avanti enorme, date le premesse. i problemi esistono, eccome se esistono, ma superarli è diventato possibile e necessario. ieri non lo era. ci vorranno anni, si, ma intanto oggi, in questo momento preciso, la lotta è sulla strada da imboccare nei fatti ad ogni bivio.
    un abbraccio

  108. Ramon,
    non puoi negare che nonostante la crisi economica siamo ingolfati e invisibili, la minoranza ci paralizza e la società manco ci vede. L’altro giorno un mio amico mi fa: ma rifondazione esiste ancora?
    Troppi soldi dati per il giornale e troppo tempo regalato al suo inqualificabile direttore, Villari dal sostegno universale; troppa paura della scissione e dell’opinione degli altri (quel che avrebbero detto di fronte al fallimento del giornale – dobbiamo davvero temerlo, con tutto quello che dicono ogni giorno di noi?). Io sto a Bologna dove manco ci sono i banchetti del pane perché il pane a 1 euro lo vende la coop. Embè, questo sarebbe un motivo? Il banchetto ha un valore politico.
    Io il partito sociale qui a Bologna non lo vedo manco da lontano. Per questo dico che forse la tua non è la strategia buona per farlo nascere. E credo che il PDCI con tutto quel che è successo sia cambiato, la parte peggiore se ne andrà. Visto che tanto il partito sociale nelle condizioni di pistola alla tempia attuale non parte, non è il caso di cercare di farlo partire in un quadro diverso?

  109. ma no sacha, non è così.
    i soldi al giornale avremmo dovuto darli ugualmente. anche per il fallimento.
    il tempo dedicato al giornale non misurarlo sempre sui mass media. non so più come dirti che quelli parlano e parleranno di noi solo per cose così. non c’è nulla da fare.
    guarda, non voglio passare per un antipdci, ma è il contrario di quel che dici tu. mentre al vertice può anche essere come dici tu, ma ne dubito assai, alla base di quel partito c’è il massimo di governismo in tutta italia. avremmo così completato l’opera per uccidere il partito sociale e rifondazione perché unificheremmo gli iperistituzionalisti del prc e del pdci.
    un abbraccio

  110. lucaocchionero Says:

    Quale dei due Luca ti porteresti in Groenlandia Maria? Io ci verrei pure se non fosse che la Groenlandia è un pò fredda. Non si potrebbe scegliere una località dal clima più gradevole?

  111. Caro Ramon,
    spero tanto che tu abbia ragione. A me il partito sociale piace, ma non vorrei che diventasse per voi un obiettivo da anteporre alla stessa sopravvivenza della sinistra in Italia. Se penso a che punto ci siamo ridotti da quel che eravamo mi vien male.
    Ma tu lo sai che sono un tipo un po’ ansioso.
    Nel frattempo allenati con la paella!

  112. caro lucaocchionero, vedo che la mia ipotesi fantapolitica l’hai metabolizzata ora… 🙂 se si dovesse verificare io vado dove capita senza problemi di caldo o freddo,l’importante è andar LONTANO. sola o in compagnia non importa, quello sarebbe solo un dettaglio.

    ramon dice che non siamo davanti alla vigilia di un congresso strisciante?? sarà. io dico che da qui fin a giugno sentiremo parlare molto di accordi elettorali e molto poco di partito sociale di esperienze e iniziative sui territori. io questo lo chiamo congresso strisciante.
    intanto luca a taranto ho saputo che ieri è andato molto bene l’incontro al centro sociale, quello sull’ambiente sulla legge regionale. è un bel movimento da tenere in seria considerazione per noi. mi spiace invece della sentenza dell’operaio dell’ilva silvio muri…la colpa è degli operai che hanno sbagliato e di un capo che in quel momento non c’era perchè è giusto e legittimo che in quella fabbrica chi sbaglia muore…so che la rete Nazionale per la Sicurezza sui posti di lavoro promossa dai cobas taranto è partita con la manifestazione di torino all’anniversario della thyssen, e in primavera ne proporrà un’altra grande a taranto per portare avanti la lotta e chiedere giustizia con una rivoluzione politica e sociale per anteporre il primato della vita degli operai sul profitto del capitale.
    queste sono le cose che dovrebbero interessarci, che dovremmo seguire per essere parte integrante delle lotte collettive. e non i cartelli elettorali.
    mah… speriamo che mi sbaglio….

  113. roberto_effe Says:

    Ramon Mantovani ha scritto (nel messaggio del 22 Dicembre, 2008 a 19:29):

    “se fosse per me il pcl e sinistra critica potrebbero rientrare nel prc anche subito. così come non avrei nulla da obiettare su loro candidature nelle nostre liste”.

    Ho una curiosità: esistono ad oggi, contatti fra il PRC e le formazioni del
    PCL, PdAC, SC ?

    se si, qual’è la discussione intavolata?
    viceversa, cosa si aspetta a sedersi ad un tavolo assieme e cominciare a parlare?

    grazie per l’eventuale risposta.

  114. vorrei segnalarvi un’iniziativa locale, perchè anche se è locale può aiutarci a riflettere su due questioni importanti: una il tema e le iniziative di lotta necessarie, due la strumentalizzazzione che si fa di queste pur nobili iniziative ai fini elettorali. premetto che ho ricevuto quest’appello da amici del coordinamento cittadino del pd col quale in passato ho collaborato spesso.nonostante le divergeze attuali tra me e loro, dopo la mia scelta di tesserarmi in rifondazione, l’amicizia che ci lega è annosa e autentica, soprattutto con il presidente provinciale del pd. quindi non mancano mai di farmi avvisata ed invitarmi sulle varie iniziative territoriali. riporto l’appello

    BASTA MORTI SUL LAVORO
    Siamo un gruppo di donne e uomini di questo territorio che, in questi giorni di festa, decide di rivolgere un appello a tutti voi.
    Siamo stati terribilmente scossi dalle ultime (purtroppo solo in ordine di tempo) tragedie che si sono verificate sui cantieri salentini.
    Un altro lavoratore è morto, alla vigilia del Natale; un’altra famiglia distrutta. Stavolta è toccato al povero Antonio Campilongo, mentre ci sono altre famiglie ancora in ansia per la sorte di un altro lavoratore, Gabriele Paternello, in coma dopo un altro incidente sul lavoro.
    Tutti e due sono caduti da un’impalcatura, volando nel vuoto.
    Non sono fatalità, attenzione.
    Non uccidiamoli un’altra volta.
    Sono morti evitabili se si osservano le basilari norme di sicurezza.
    E, sono soprattutto, morti che interessano tutti noi: non possiamo fare finta di niente e festeggiare, bisogna reagire a questa guerra sul lavoro.

    Vi proponiamo di fermarci un momento in questi giorni di festa, e di ritrovarci il prossimo 30 dicembre, alle ore 17.00, a Lequile, nella piazza principale del paese, per una fiaccolata che si concluderà davanti al cantiere dove si è consumata l’ultima tragedia sul lavoro dell’anno.

    Portate le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri figli: non bisogna essere un imprenditore o un lavoratore edile per sentirsi coinvolto: è una questione di civiltà.
    Non è possibile morire di lavoro.
    Pensate al dramma per una vita che si perde,a 30 anni come a 60, conta poco; pensate al dramma di una donna senza più l’amore del suo compagno, e a quello dei figli senza più l’affetto e la protezione di un padre. Un incidente sul lavoro è anche e soprattutto questo.
    Contiamo sulla vostra sensibilità, per questo vi aspettiamo numerosi a Lequile.
    Combattiamo tutti insieme questa guerra. Non lasciamoli soli.

    sono andata vedere chi sono i firmatari di quest’appello (gruppo di uomini e donne è un po’ troppo generico, o no?) bene. sulla stampa locale ho trovato l’adesione del presidente provinciale del pd e del nostro segretario di federazione. nonchè altri membri della nostra segreteria. per ora a me non è giunta nessuna e-mail da parte della federazione per un iniziativa così importante e forte, che tocca tutti noi, appunto, come si dice nel comunicato “non bisogna essere un imprenditore o un lavoratore edile per sentirsi coinvolto: è una questione di civiltà.” è una questione di civiltà anche tra di noi. appunto. o almeno così dovrebbe essere al di là delle reti che ognuno di noi si sta tessendo in vista delle lelezioni amministrative.
    mancano due giorni. mi auguro che mi giunga l’appello. in qualsiasi caso io ci sarò. eppoi parlerò in un angolino face to face col segretario proprio in riguardo alla questione di civiltà.
    ramon, è una guerra, altro che un congresso!!

  115. maria,
    quello che dici è molto grave. ma come si fa a non aderire a un’iniziativa del genere?

    Spero che i compagni partecipino anche se non c’è l’adesione del segretario…ma so che sarà così!!!
    un abbraccio
    Laura

  116. scusa maria ho letto male, avevo capito che il segretario ancora non aveva aderito…..scusa 😉

  117. Sono un po’ preoccupata per Ferrero. Adesso è in Palestina, no? Sotto le bombe.

  118. laura il problema è che l’adesione non è partitica.
    questo è “un gruppo di uomini e donne del territorio”. quest’iniziativa parte da loro. e insieme all’associazione che si occupa di tuletare i sistemi di sicurezza sul lavoro ci sono esponenti del mondo politico e istituzionale. non lo so se i compagni lo sanno. io lo so solo perchè l’appello mi è stato mandato da amici piddini(ma senza i promotori). quando sono andata a cercare ho trovato i nomi. quello che è grave è che si inizia a lavorare per le alleanze, e anche davanti ad iniziative così si cerca di escludere chi a certe allenze non ci starebbe (ti faccio presente che la federazione ha dato carta bianca al pd di scegliere il proprio candidato senza nessun tipo di veto sul programma che sappiamo prevede alleanza con l’udc. questo è già lo stato dell’arte del nostro partito qui. e siamo ancora a dicembre 2008. fino a giugno 2009 ne vedremo e sentiremo delle belle). ma dicevo, non essendo un’iniziativa partititica non sono tenuti a comunicare ai compagni, sopratutto a quelli della prima mozione.

  119. Ramon, ci saranno sicuramente dei motivi che non conosco, ma come caspita fate, tra tutti, a permettere il protrarsi di una situazione così politicamente kafkiana alla direzione del nostro giornale?

  120. quindi è tra i promotori? non è una semplice desione?

    questo atteggiamento comunque è deleterio anche nella loro prospettiva di un’altra formazione poltica. è un atteggiamento elitario e oligarghico…

  121. è semplicemente un’atteggiamento che ha l’interesse di tessere per le amministrative. ed è questa la cosa tragica.il perpetuarsi di certe logiche dalle quali non si riesce ad uscire. muoversi per un tornaconto e non per smuovere le coscienze. comunque noi ci saremo, non è questo il problema. se non altro per togliermi la soddisfazione di guardare negli occhi il segretario e dirgli che l’appello mi è stato mandato dal piddi.

    x bertu. bertu, te sei quello che cercava di parlare dell’etica comunista nel sito del dolce stil novo?

  122. fa i bene 😉

    magari gli viene uno sturbo a pensare che il PD non “contatta” solo loro… 😉

  123. Ciao Ramon, leggo da google che ci sarebbe una proposta di codirezione di Liberazione, un direttore nuovo per la parte partitica e Sansonetti per il resto, più comitato di garanti da Moni Ovadia a Rodotà. Se questa è la condizione per una vendita che ci liberi dal fardello, non lo so.
    Ma il partito e la sinistra hanno bisogno di segnali chiari, non di questi giochetti. Vogliono vedere decisioni nette dei vertici, su Bassolino come su Liberazione. Questa impasse non è più comprensibile.

  124. roberto_effe Says:

    Sansonetti va cacciato!
    E’ inutile che continuiamo a girare attorno al problema.
    I vendoliani (tra cui Sansonetti) rappresentano la quinta colonna del PD, all’interno della Sinistra Comunista (o ciò che ne è rimasto) italiana.
    Va fatta una bonifica profonda all’interno di LIBERAZIONE e di Rifondazione Comunista. Basta indugiare!
    Stanno portando il partito all’esasperazione. Remano in senso opposto alla direzione politica assunta dal partito…e continuiamo a gigioneggiare.
    Non accetteranno mai, il risultato del congresso di CHIANCIANO.
    Vanno buttati fuori! Caro Ramon, cosa aspettate ??

  125. cari compagni,
    vi invio questa vignetta che NON troverete sul nostro giornale domani perche’ il direttore mi ha fatto sapere che “non pubblica una vignetta che fa riferimento al fascismo”.
    sono rimasto senza parole e mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate.
    un abbraccio COMUNISTA,
    Enzo Apicella

    Caro compagno architetto APICELLA.

    Forse basterebbe dire a Sansonetti che faccia un piccolo sforzo a destra: corregga “fascismo” con “nazismo”, e la vignetta gli apparirà meno sfocata.
    Credo che il Direttore di Liberazione (giornale che leggo assiduamente, giusto per capire quale morte ci attenda) appartenga al genere di persone, ora molto numerose, che considerano la storia scandita da periodizzazioni chiuse. Fascismo o nazismo sono per loro categorie non estensibili all’oggi, e non più applicabili agli stati nazionali. Persino tra i disobbedienti del Nordest circolano pesanti divieti in proposito: guai a rispolverare queste definizioni, per chichessia!

    Israele nazista? Ma non si dica così della terra santa! Sì, c’è un doppio rovesciamento su quel paese, di matrice ebraico-sionista e di matrice cattolica. Valli a capire quelli che non ascoltano nemmeno le voci di parte israeliana, quelle che riflettono sull’assurda nascita di un paese (ri)generato dalle colpe dell’Europa nazista, e sostenuto dalla falsa coscienza degli Stati uniti d’America. Questo paese è un assurdo, la gente c’impazzisce. Ma qualcuno si è mai preso la briga di chiedere agli Israeliani come vivono, invece di censurare la fame dei bambini palestinesi? Un giornalista può cominciare a parlarci di questo, lasciando libero spazio alla penna dei vignettisti, che hanno lo sguardo capace di penetrare oltre i muri.
    Caro Apicella, ti vedo sempre che vedi oltre. Speriamo che Sansonetti si vergogni. Certo, a giudicare dalle lettere che gli mando e che lui tiene in non cale, è uno che all’occorrenza se ne frega. Anche lui, caro Apicella, ha un suo disegno.
    Ti abbraccio e ti ringrazio, Cristina Stevanoni Verona

  126. Anche oggi ineffabili articoli in prima su liberazione…
    Ramon, ti giuro che state sbagliando, non potete più procrastinare, così rifondazione è un’entità nella quale non si può fare affidamento, i compagni si dileguano. Questa mancanza di decisioni non funziona. Non vorrei che sacrificaste l’esistenza stessa di una forza comunista in Italia in nome del progetto del partito sociale. Dovete riprendere l’iniziativa e sfidarli voi alla rottura, uscire dall’angolo anche sulle giunte.
    Incredibile la censura sulla presenza di ferrero in Palestina, nessuno ne parla.

  127. Ben ritrovati compagni.
    consultando stamattina la rassegna stampa sul sito http://www.rifondazione.it,ho notato un articolo di Peppino Caldarola sul Riformista in cui si paragona Ferrero a Ceaucescu chiamandolo Ferrerescu,vi consiglio di leggerlo.
    Compagni ma se siamo allo sbando,finiti ed al 2% perchè costoro ci odiano tanto?
    Una volta il grande marxista Ernest Mandel ebbe a dire “tutti affermano ogni giorno che il comunismo è morto,però non si è mai visto che ogni giorno centinaia di medici si riuniscano al cimitero per constatare che in una bara c’è un cadavere……”
    Sacha se fossimo alla dissoluzione costoro non ci dedicherebbero tanto interesse te lo assicuro………..

  128. Caro Andrea, non mi sembra che ci dedichino attenzione a parte un po’ d compassionevole folclore. Sono molto allarmata per la passività nl partito. Bologna: non ci sono banchetti del pane, 3 volte ho letto su librazione di banchetti di altro tipo e tre volte non li ho trovati. Non c’è serietà.
    Purtroppo non riesco a credere in questo partito, e se non ci crede una come me ragazzi sarà dura. Checché ne dica Ramon, nel suo post e nella mancata soluzione di tutte le pendenze (liberazione, le giunte locali) leggo la paralisi dovuta al ricatto degli scissionisti, accettato per paura di cadere nelle braccia dell’unità dei comunisti. Ma per quanto mi interessi il partito sociale, non sono disposta a sacrificargli la sinistra italiana. Anzi se qualcuno è disposto a correre questo rischio, lo considero una persona molto lontana da me, quasi un nemico.
    Sulla vendita di liberazione non si possono accettare pastrocchi fagiolini: o falliva, o si rilancia nella qualità. Il resto sono pessime figure foriere di nuove delusioni ed emorragie.

  129. Sacha non è che se liberazione fallisce non paghi i debiti:sono 3 milioni di euro che bisogna pagare a prescindere questi soldi poi li devi distogliere da altre iniziative.
    Ti assicuro che non è folklore,poi a parte che oggi tutta la politica è folklore,ma l’odio che trasuda da giornali come Il Manifesto(per lo meno da certi giornalisti),Il Riformista,L’unità ed Europa è tutto tranne che Folklore.
    Sacha poi con tutto il rispetto non penso che dobbiamo chiudere il PRC perchè tu non ci credi……
    Personalmente milito nel PRC dal 1992 ed eccetto alcuni periodi degli anni 90(i primi soprattutto) dal 2000 i circoli e l’ attività politica del partito sono andate i primi a svuotarsi ed a chiudere e la seconda a scemare lentamente.avevamo un certo risultato elettorale medio attorno al 6% ma era sempre più di opinione e sempre meno derivante da lavoro reale sui territori.
    Non capisco poi il fatto dei Comunisti Italiani ma se vogliono rientrare nel PRC quale è il problema porte aperte.
    In Italia c’è un solo partito comunista che può avere un futuro ed è il PRC.
    Costituendo con il PDCI un altro partito faremmo la fine dell’arcobaleno.
    Senza lavoro sui territori non si va da nessuna parte.Secondo me Ramon ha ragione sul fatto che si guarda troppo al risultato elettorale,si pensa quasi che prima si prendono i voti e poi si fa il partito,invece è esattamente l’opposto.
    Sacha senza polemica…..ti invito a rifarti la tessera…..oppure aspetti che gli altri costruiscano il partito anche per te?

  130. So bene di contare molto poco ma sono una comunista di ferro e ho visto troppa gente intorno a m smettere di prendere in considerazione il PRC, non dico poi di votarlo.
    Quindi secondo te Andrea le cose vanno bene così?
    Qualche post fa Ramon scrisse: la loro ipotesi (di Vendola e Fava) si scioglierà come neve al sole. Potrà anche essere vero (personalmente non credo, reputo che Veltroni stia lanciando loro il salvagente per ridimensionare Di Pietro), quel che è certo è che noi siamo fermi al palo e che questa strategia di aspettare il loro scioglimento al sole non ci sta affatto salvando.
    L’ultimo post di Ramon, come ho già scritto, mi induce a temere che non si faccia chiarezza con la minoranza, su Liberazione e sulle giunte, nel nome del partito sociale che verrebbe affossato dall’unità dei comunisti. Ma il partito sociale potrebbe anche essere affossato dal partito sociale. E’ proprio questo che io temo.
    A quei banchetti nei mesi scorsi mi ero proprio recata per prendere la tessera, e come credi che ci sia rimasta? E’ successo tre volte.

  131. corasaro Says:

    Oscurato Ferrero a Ramallah? Ma de che, c’ è un’articolessa che parte dalla prima.
    Comprendo l’odio e la voglia di “bonifica” (capito? sasha vuole la bonifica della redazione, ma chi sei? vichinsky? ti ricordo che stai parlando di lavoratori, se vuoi boinificare apriti una fabbrichetta), ma un po’ di lucidità non guasterebbe.
    Per Ramon: qualche giorno fa mi chiedevi la differenza tra corsaro e pirata. Ebbene: corsaro so’ io, pirata, anzi pirati, sono quelli che si stanno per comprare Liberazione.
    Complimenti davvero.

  132. Sacha non va affatto bene così questo è chiaro.Però usciamo da una situazione disastrosa io la tessera del 2007 ho dovuto farla in Federazione(a Dicembre 2007) minacciando il resp.tesseramento(minacce fisiche) perchè oramai la Sinistra Arcobaleno era già in predicato quindi loro avevano deciso di non fare più tessere del PRC (tanto erano già pronte quelle di Sin Arc),però allora nessuno se ne preoccupava,i circoli da anni non funzionavano più,iniziative manco a parlarne però tutti pensavano a Prodi ed alla nuova formazione Sinistra Arcobaleno.
    Potrei darti altre spiegazioni per ore ma Sacha tu sei una compagna troppo intelligente per dilungarmi tanto.
    Sacha vai in federazione è pretendi la tessera,il Partito è anche tuo.
    Lascia perdere cosa fanno Veltroni e Di Pietro con il Berlusca ci vuole ben altro.

  133. sasha vai nel circolo più vicino a te.
    fatti la tessera e cominicia a lavorare.
    e non per una sinistra generica senza aggettivi (che sia quella di rpls o quella dell’unità dei comunisti, sempre generica è) che non potrà mai risollevare le sorti della sinistra italiana, ma mettiti a lavorare per un progetto politico autentico di sinista. quello di rifondazione.
    se nei tuoi paraggi i banchetti non funzionano perchè il pane lo vende la coop a un euro, fai lavorare la fantasia e inventati qualcos’altro che poterbbe avvicinarti alla gente. e poi coinvolgi il resto.
    se stiamo tutti ad aspettare che gli altri facciano stiamo freschi. per esperienza nei vairi ambiti sociali, posso dire che se non si rimboccano le maniche i soliti fessi, non si conclude mai nulla.guarda, è chiarissima una preghiera del cottolengo che ti riporto (anche se non sei credente non importa. è il messaggio che è importante e soprattutto vero)

    Signore, noi siamo i “soliti fessi”.
    Quelli che “al dunque” non si tirano indietro.
    Quelli che non sanno mai trovare la scusa per dire “Non sono potuto venire”
    Quelli che dicono: “Ormai ci siamo impegnati, non possiamo tirarci indietro”.
    Quelli che si ritrovano “sempre gli stessi” a lavorare, a sgobbare.
    Quelli che devono inghiottire amari bocconi perché gli altri oltre a non lavorare ti prendono anche in giro.
    Signore, è duro.
    Siamo sempre in tanti ad avere idee, a progettare, a programmare.
    Ma poi, a lavorare, chi scappa di qua, chi fugge di là, chi non può,
    chi non si ricorda…
    E noi siamo i “soliti fessi”.
    Ci arrabbiamo, diciamo che questa è l’ultima volta; che non ci cascheremo mai più… Ma sappiamo che non è vero.

    E quando saremo davanti a Te sappiamo che non ci accoglierai come santi
    ma come i tuoi “soliti fessi”.

  134. oscurato Ferrero dai giornali italiani, non ho mica scritto da Liberazione. Poi il duo Deiana-Melandri ce lo potevano pure risparmiare.
    Io mi chiedo chi ha messo in piedi quel giornale demenziale. odiato da tutti, soprattutto da chi ha smesso di votare PRC come tanta gente che conosco, stanca delle sparate di Sansonetti sulla Carfagna e su Luxuria. Imbarazzanti, a porta a porta, a domenica in. Io sono giornalista e in quella redazione non vedo qualità, solo esibizionismo e arroganza anche da parte dei giornalisti purtroppo. Nelle redazioni chi non funziona si cambia. La foto della Azzaro su facebook con la parrucca fucsia, ecco è già tutto lì. Si credono intoccabili ma sono solo degli stupidi privilegiati.

  135. Corsaro….via non piagnucolare,cerca di mostrare un pò di dignità,capisco che per te ed i tuoi soci è difficile.
    Ancora non avete capito che avete chiuso?La zuppa corsaro è finita.
    Lascia stare Sacha e vai a leccare i piedi ai tuoi capibastone…..

  136. …..poi certa gente che si occupa di lavoratori,quando sansonetti e soci accumulavano debiti allora i lavoratori non contavano,ma tanto come si dice alcuni lavorano altri mangiano ed anche bene.
    Corsaro vedi che adesso i tuoi padroni non possono più passarti niente anzi è probabile che la loro servitù(te compreso) verrà licenziata senza nemmeno gli 8 giorni…..

  137. scusate ma faccio ciorcolare, data la disinformazione organizzata in questo paese. prima di guardare tg1 tg2 tg3 tg4 canale 5 italiauno ecc…..

    Shukran habibti.

    scrivo con una connessione traballante dinnanzi all’ospedale di Shifa.

    Due ore fa, proprio di fianco all’ospedale, hanno tirato giù una moschea.

    Solo mezz’ora fa, duecentometri più avanti, una bombardato il parlamento e il carcere. decine i detenuti sotto le macerie.

    il conto dei morti al momento dice 290

    fate circolare le nostre testimonianze, per quanto è possibile.

    vostro Vik

    28/12/2008 12:21

  138. Israele cercherà di chiudere i conti con Hamas così come ha tentato di fare con Hazebollah in Libano,ma falliranno….hanno una dirigenza politica corrotta ed incapace(Israele) ed ora le elezioni alle porte.Inoltre i suoi generali(che sono ottusi più dei politici) hanno una concezione vecchia della guerra moderna,trattano Hamas come se fosse l’esercito Egiziano nel 1967,sono convinti che superiorità tecnologica e militare porti a vincere,ma non è così…..ci sarà un bagno di sangue ulteriore se tenteranno l’attacco via terra e poi dovranno ritirarsi ed il problema sarà uguale a prima.Temo che prima che le operazioni finiscano ci saranno almeno 1000-2000 morti palestinesi……..

  139. cara maria, ti capisco ti capisco. quello che tu chiami congresso strisciante è inevitabile. se parli di cosa dirà la stampa e del fatto che poi le discussioni dei compagni saranno incentrate su quello è inevitabile. perfino diversi post su questo blog lo dimostrano. tuttavia iniziare a fare cose per ricostruire la società produce effetti permanenti e irriducibili. ed uno di questi effetti è piano piano ricostruire la nostra capacità di discutere di ciò che vogliamo noi e non di quello che vogliono santoro e bruno vespa. mentre le polemicucce elettoralistiche sono e restano virtuali ed effimere.
    un bacio

  140. Ciao tutti di nuovo,
    grazie Ramon per il suggerimento!, sì, conosco la Carbonería, ci andavo spesso parecchio tempo fa, magari una di queste sere ci torno (se smette di piovere…! 🙂 ) Sono contento che nella sostanza sostanziale siamo d’accordo ma condivido i punti di vista e anche le “ansie” se vogliamo chiamarle così di Sacha.
    Su Liberazione poi non aggiungo altro perché alla demenzialità non c’è proprio più limite, mi sta venendo difficile persino consultarlo in internet, ripeto solo che su questa storia – che in realtà dovrebbe essere marginale – ci stiamo pubblicamente giocando la poca o molta credibilità che ci rimane, e andiamo sempre peggio, le grasse risatacce di chi ci vuol male si sentono fin qui.
    Salutoni a Maria e auguri contraccambiati, ma davanti a stragi naziste come quella di ieri a Gaza passa la voglia di tutto, o entra addirittura voglia di fare qualcosa di più e peggio che andare a manifestarsi o firmare petizioni. Resta solo rabbia schifo e impotenza. Non so che altro debba succedere perché questo cominci davvero a migliorare.

  141. cara sacha, sei inarrestabile! ho capito che tu vorresti leggere sui giornali che abbiamo cacciato sansonetti e che abbiamo deciso di uscire da questa o quella giunta. ma un partito non è, almeno nella mia concezione, il luogo dove un padrone (un leader fa lo stesso) comanda e da ordini. abbiamo, la direzione del partito, detto cose precise circa liberazione e circa le giunte. sono cose che devono essere discusse nel rispetto delle regole. e ci vogliono i tempi necessari affinché le regole siano rispettate. non so più come dirlo. che i mass media scrivano ferrero contro sansonetti, adesso licenziano sansonetti e così via è inevitabile. ma noi non possiamo agire pensando a quello che scriveranno quattro stronzi in malafede sui giornali. a loro piacerebbe che agissimo come vogliono loro. ci imbastirebbero mesi di disinformazione. non si discuterebbe della linea provocatoria e fallimentare di liberazione bensì della natura stalinista del partito. lo faranno lo stesso? pazienza, ma dovranno mentire e non fornire esempi imbarazzanti per noi. fra un mese tutto questo sarà dimenticato. è evidente che la minoranza sfrutta tutto questo e provoca nella speranza che noi togliamo loro l’imbarazzo, fonte anche di forti divisioni fra loro, sula scissione. ma non c’è rimedio. la politica deve sempre essere al comando. il mio articolo qui sopra è esattamente su questo.
    quanto alle iniziative sociali di bologna non so che dirti. forse è meglio che ne parli con i compagni di bologna perché qui ne io ne nessun altro sa come stanno le cose.
    un abbraccio

  142. caro roberto, si è parlato con loro circa il coordinamento dell’opposizione e si continua. se invece intendi che si debba mettersi intorno ad un tavolo per discutere di altro sappi che mi sembra per il momento molto difficile. fra di loro non si parlano nemmeno. sembra un manicomio ma è così.
    ciao

  143. caro bertù, ho scritto articoli e decine di risposte sulla situazione di liberazione. credi che, come dicono i mass media, tutto si risolva con una decisione repentina? Hai idea di cosa sia un giornale? di quali rapporti debbano intercorrere fra direzione del partito e società editrice e suo consiglio di amministrazione? della federazione della stampa e dei sindacati dei giornalisti e dei poligrafici? un solo errore provocherebbe ricorsi e controricorsi a mille tribunali e provocherebbe tutto tranne quello che tu auspichi.
    sono sconcertato dal fatto che siccome i mass media dicono adesso ferrero licenzia sansonetti persone sensate che nella loro vita privata, nei loro rapporti di lavoro e nemmeno nei loro rapporti di amicizia agirebbero imprudentemente pensino che una simile cosa possa davvero accadere.
    mah!

  144. caro roberto effe, i partiti che agiscono come tu vorresti sono caricature, non partiti democratici. e poi, in un partito che caccia espelle e così via oggi toccherebbe a qualcuno e domani magari toccherebbe a te. difficile da capire?
    mah!

  145. caro corsaro, se conosci bene la differenza fra corsareria e pirateria dovresti dire al soldo di quale potenza agisci. i corsari lo dicevano ed ottenevano anche il titolo di baronetti.
    comunque chi ti ha detto che i pirati compreranno liberazione?
    ci sarà un offerta che garantisca i livelli occupazionali (interessa? o da fastidio perché smentisce le dichiarazioni di chi per mesi ha detto che volevamo licenziare i poligrafici e i redattori?) che garantisca al partito di rientrare in possesso di tutte le quote azionarie in qualsiasi momento? bene. la studieremo e la valuteremo e alla fine decideremo in direzione del partito. non è affatto scontato che ciò avvenga. ma deciderà la direzione ed ogni membro della direzione, col suo voto, parteciperà alla decisione. difficile da capire che si funzioni così vero? sarebbe meglio che sansonetti e ferrero si mettessero d’accordo una sera in un salotto scegliendo perfino un comitato di garanti nominati dai due e che rappresentano solo se stessi. vedo che sansonetti ha perfino indicato la camusso (probabile prossima segretaria della cgil) oltre ad u bel gruppo di promotori della costituente della sinistra.
    comunque se la salvaguardia dei livelli occupazionali ti fa schifo suggerisci pure al comitato di redazione ed ai sindacati giornalisti e poligrafici di respingere qualsiasi piano che lo preveda e incitali a continuare ad insultare al fine di essere cacciati dimostrando così il teorema secondo il quale chi non la pensa come sansonetti è un mostro.
    ciao

  146. Brunoincazzato Says:

    Con la Palestina nel cuore ,sempre!
    Nell’89,durante la prima intifada,ebbi un incarico dalla provincia di napoli,per seguire insieme ad una troupe televisiva cooperativa,una delle più grandi manifestazioni pacifiste mai viste,time for peace,che prevedeva ,un sabato,di tenersi tutti stretti per mano circondando le mura di gerusalemme.furono sttabilite tappe e percorsi di avvcinamento.gli incontri con il flp,la luna rosa,i ragazzi di jenin,l0università,le donne in nero,ed io giovane fotografo riprendevo e posavo nel cuore quelle immagini.dolore,mostruosità,delitti,omicidi,perchè questà è l’occupazione israeliana,togliere dignità e umanità ogni giorno,meticolosamente e con metodo ai leggittimi abitanti di quella terra.durante quei giorni una pacifista e compagna napoletana venne sparata in un occhio con un famigerato proiettile di gomma mentre manifestava,dai soldati israeliani.perse l’occhio fu operata ed espulsa,all’aeroportovenimmo avvicinati da alti funzionari dell’OLP che vollero portarci a tunisi,a ricevere la cittadinanza onoraria palestinese e per incontrare ABU HAMMAR, durante il commovente incontro arafat ci disse che di li a poco i fondamentalisti,veri nemici dei palestinesi,avrebbero assunto il comando politico della palestina,e la pace si sarebbe allontanata per sempre.quelle parole oggi assumono un senso,se da un lato ci saranno i fascisti israeliani e dall’altro i fondamentalisti a morire saranno sempre gli innocenti.
    aiutiamo di nuovo dunque la sinistra e di democratici palestinesi ed israeliani.non è più umanamente tollerabile il massacro israeliano ai danni della palestina.

  147. corasaro Says:

    Andrè, capisco i pruriti stalinoidi, il vorria ma non posso, ma perché non glielo dici in faccia ai 60 lavoratori di liberazione che la “zuppa è finita” (che classe)?
    Io, a differenza tua, non ho padroni, non sono iscritto a una ceppa di nulla (ho la tessera dell’autobus) e penso con la mia testa. Ti suggerirei tante cosette da fare, ma per non scivolare nel pecoreccio, te le risparmio caro cuor di leone licenziatore. Comunque rassegnati: i lavoratori venderanno cara la pelle e le tue contumelie, i tuoi insulti, non fanno altro che far montare la big big incazzatura.
    A Sacha: dunque, come dici tu, nelle redazioni chi “non funziona” viene cacciato…ma dove vivi, nell’800, in quale giornale hai lavorato, nella “gazzetta prussiana”? Ti ricordo, a te a a quell’aspirante padroncino di Andrea, che i lavoratori di liberazione hanno un CONTRATTO (sia giornalisti che poligrafici) e che, nonostante la furia confindustriale che ti anima, tu non ci puoi fare nulla.
    ps: che c’entra la parrucca della Azzaro? Ma come ti permetti, veramente siamo giuntgi a un livello infimo e miserevole. Qualcuno ha mai fatto commenti su come ti vesti TU? che tristezza

    A Ramon: è vero che il pre-accordo dice che i livelli occupazionali non saranno toccati, ma, udite udite il capolavoro di ipocrisia, “compatibilmente con il rilancio dell’azienda”. Ma chi credete di prendere in giro? Pensate davvero che il cdr, e il sindacato nazionale staranno zitti e mansueti?
    Siamo di fronte a un orrido pastrocchio, e se penso che il deus ex machina è

  148. corasaro Says:

    ….è luca bonaccorsi (il capo dei pirati riuniti) viene la pelle d’oca

  149. Corsaro, io sono una giornalista free lance, modestamente ho tanti riconoscimenti ma non ho mai avuto un contratto. Non è la fine del mondo sai.
    Non ho nessuna voglia di mantenere dei cattivi giornalisti. Ma che compagni sono questi, a cui non interessa niente del partito? Preferiscono le parrucche fucsia su facebook.
    I giornali di partito poi hanno regole particolari sulla conformità con la linea politica, io non me ne intendo ma il mio fidanzato è un esperto in materia.
    Ramon: colle regole che state osservando, nessuna rivoluzione avrebbe vinto. Non è che sono un alibi?

  150. corasaro Says:

    E dunque siccome tu non hai un contratto (e mi auguro che un giorno l’avrai) nessuno lo deve avere? Ma che dici… Ti ricordo che i giornalisti non li mantieni te, si mantengono da soli lavorando e perecependo il finanziamento sull’editoria.
    Eppoi che c’entra facebook? Che deve fare la Azzaro per avere un look conforme al partito, farsi crescere il pizzetto? Lascia perdere và che ormai siamo alla parodia dello stalinismo.

  151. corasaro Says:

    Con le “regole” cara Sacha non si fanno le rivoluzioni? Sì, sì certo, ma ti ricordo che le regole vengono rispettate non per senso dell’umanità, perché altrimenti ci sono sanzioni relative. Ti comunico che in una società civile e non nel gulag a cui aspiri, esistono i contratti, le procedure, le stesse che difendono milioni e milioni di lavoratori. Ah..ho capito; TU devi fare la rivoluzione…quindi si fottano pure le regole
    cos’è una commedia di Eduardo?

  152. Più che altro i giornalisti li mantiene il partito, Corsaro.
    E del contratto che mi importa, io lavoro da un fiore all’altro e faccio quello che voglio.
    Da quel che so io, tramite il mio fidanzato avvocato, un direttore di giornale di partito può essere licenziato in 4 e 4 8. La sua condizione è particolare e dipende dalla linea politica. Questa è la legge.

  153. corasaro Says:

    il direttore sì, i redattori no, chiedi conferma al fidanzato

  154. Corsaro ma tu sei lo stesso corsaro che sul blog dei vendoliani ha paragonato Lenin a Gengis Khan oltre a fare sfoggio di anticomunismo berlusconiano di vario genere?
    Quanto poi ad insulti beh il fatto che tu cerchi di difendere sansonetti che è il megafono della tua cricca nascondendoti dietro i lavoratori di cui a voi non è mai importato un emerita cippa caro corsaro e non solo di quelli che ci sono a Liberazione,questo si che è un insulto anzi è un tentativo piuttosto patetico di vendere fumo.
    “Non ho tessere,non ho padroni,penso con la mia testa…..”,dicono tutti così….ci fosse un servo onesto che dichiara di essere tale…..
    Sei talmente accanito nel difendere la tua cricchetta da essere addirittura tenero…….guarda se non ti pagano,vengo con te a protestare contro i tuoi padroni.
    Ma poi per favore cambia pseudonimo dai Corsaro non è per te……io mi farei chiamare Battista che è il tipico nome dei maggiordomi.

  155. Corsaro calmati per favore, capisco che leggere certe cose sia inaccettabile, e io non riesco condividerle anche se Sansonetti non mi piace per niente.

    comunque non pensi che tutto questo livore sia anche dovuto a mesi di provocazioni che tanti compagni di rifondazione hanno subito senza avere la possibilità ribattere?

    possibile che alla linea seguita da liberazione tu non abbia niente da rimproverare?

  156. Poi addirittura ti emozioni talmente tanto da scrivere corasaro….guarda che Sacha mica ha detto che vuole fucilare Angela Azzaro…….dai corsaro che la lesa maestà oramai non esiste più….

  157. P.S. la zuppa è finita per la tua cricchetta non per chi lavora da sempre(e per davvero)……capisco che come dice Ramon sperate che licenziamo tutti ma temo che andrete a sbattere come su altre cose da vari mesi…..

  158. La notazione sulla parrucca fucsia voleva significare che vi ho ravvisato con fastidio lo stesso stile del giornale: il desiderio di fare scandalo e di farsi notare a tutti i costi. Non il mio tipo di giornalismo, grazie. E nemmeno il mio look, ma lì è una questione di gusti.
    I giornalisti del manifesto sono spesso irritanti ma sono compagni veri, non fanno scioperi a raffica per tutelare la loro condizione personale. Anzi, molti collaboratori non sono nemmeno pagati, per chi non lo sapesse. Io ho lavorato gratis per testate in difficoltà nelle quali credevo.

  159. Laura ma tu credi davvero che a CORSARO-BATTISTA gli freghi davvero qualcosa dei giornalisti di liberazione?
    Se il congresso lo avesse vinto la sua cricchetta e Sansonetti fosse stato ferreriano adesso sansonetti e tutti i giornalisti di Liberazione starebbero a spasso dal 1 Agosto 2008 ed i loro pasdaran parlerebbero non di poveri giornalisti ma di mangiapane a tradimento…..lo hanno fatto già in passato sia nel Partito che a Liberazione……

  160. possibile che non si possa discutere senza fare risse del tutto inutili?
    che palle!
    corsaro, lo dice il nick stesso, ci tiene a provocare. per lui chi la pensa diversamente è stalinista, vuole i gulag, ha solo ansia di reprimere. forse non se ne accorge ma è esattamente questo il peggio della cultura stalinista.
    per esempio io ho scritto:
    “ci sarà un offerta che garantisca i livelli occupazionali (interessa? o da fastidio perché smentisce le dichiarazioni di chi per mesi ha detto che volevamo licenziare i poligrafici e i redattori?) che garantisca al partito di rientrare in possesso di tutte le quote azionarie in qualsiasi momento? bene. la studieremo e la valuteremo e alla fine decideremo in direzione del partito. non è affatto scontato che ciò avvenga. ma deciderà la direzione ed ogni membro della direzione, col suo voto, parteciperà alla decisione. difficile da capire che si funzioni così vero?”
    e lui risponde:
    “è vero che il pre-accordo dice che i livelli occupazionali non saranno toccati, ma, udite udite il capolavoro di ipocrisia, “compatibilmente con il rilancio dell’azienda”. Ma chi credete di prendere in giro? Pensate davvero che il cdr, e il sindacato nazionale staranno zitti e mansueti?”

    il pre-accordo come lo chiama lui io non l’ho visto. a me risulta si tratti di una lettera informale a seguito di conversazioni a voce.
    ma lui non può capire che è tutto in discussione. per lui gli scampoli di informazioni rubati qua e la sono il tutto. i pettegolezzi da corridoio sono tutto. ma la direzione discuterà, eventualmente, di un progetto. e non è detto che deciderà di accettare questo progetto. ma per lui non esiste luogo di discussione e di decisione che non siano annunci televisivi, agenzie di stampa e corridoi.
    un cdr serio direbbe: togliamo nell’accordo definitivo quella frase. o no? macché! non interessa discutere e nemmeno trattare. interessa dire che c’è l’intenzione malvagia di ferrero e della maggioranza.
    all’ultima direzione la rina gagliardi ha testualmente detto: “io non credo che ci sia nessun editore interessato. io credo di sapere, anzi sono sicura di sapere quali siano le vere intenzioni: prendere tempo per far fallire il giornale. ne risponderete in tribunale.”
    stalin potrebbe impallidire e laurenti beria pure di fronte ad un simile processo alle intenzioni, e meno male che parlava di tribunali della repubblica, forse.
    mah!

  161. corasaro Says:

    Sei proprio una forza della natura andré, un ercolino del Pc. Ora d’improvviso sai tutto di me e della mia “cricca”. La realtà è che nun sai una ceppa, giochi a mosca cieca e sbavi insulti a casaccio. Vivi in un cunicolo di faziosità, pronto a difendere la tua parte anche di fronte all’evidenza.
    La cosa più comica, ma davvero la più comica è questa: ”
    credi davvero che a CORSARO-BATTISTA gli freghi davvero qualcosa dei giornalisti di liberazione?”
    Magari, seguendo (con fatica ti capisco) il filo dei post, caro Ambrogio, non ti viene in mente che io, a Lib, magari ci lavoro. A me di Sansonetti in sé importa poco, mi importa però della sorte di 60 lavoratori, che alcuni stanno dando in pasto al pescecane broker di borsa (mister Bonaccorsi)
    e ti ripeto. non sono iscritto a nulla, non sono vendoliano, ferreriano o marziano

    Ps: scrivo corasaro da un pc. e corsaro da un altro; pura pigrizia, non affaticare troppo la tua testolina dai
    Ps per sacha: davvero pensi che una parrucca rosa faccia “scandalo”, ma che vivi negli anni ’50? E davvero elogi i giornalisti del manifesto perché non…scioperano per tutelare la loro condizione? Insomma, dopo aver sputato sul contratto adesso anche contro gli scioperi sei.
    Il Prc sta diventando un luogo paradossale

  162. Brunoincazzato Says:

    @andrea@corsaro
    francamente e schiettamente siete ridicoli oltre che patetici.qualche eccesso lipidico post prantium?e datevi na calmata!misuratevi se sapete farlo!!!!!

  163. Accolgo l’invito alla misura,tanto più che Corsaro-Battista ha detto quello che volevo sapere.

  164. e detto da uno che si chiama “brunoincazzato” è tutto dire….
    🙂

  165. corasaro Says:

    Senti Ramon, non possiedo informazioni laterali o da corridoio, ma notizie DIRETTE e non ti permetto di fare allusioni sulla serietà dei compagni del Cdr che si fanno un culo così in condizioni difficili. Ti ricordo che la maggioranza ha fatto saltare il tavolo della trattativa (faticosamente messa in piedi dopo mesi di assemblee e controassemblee), senza alcun motivo. Un atto assurdo e censurato duramente dalla Fnsi con un lettera pubblica.
    Il Cdr, ovvero la redazione, è in stato di lotta se non te ne fossi accorto perché è stato rovesciato il tavolo con un gesto unilaterale degno del peggior Valletta(eppoi: quale frase dovrebbe far togliere il cdr, se dici che sono solo pourparler?, suvvia un po’ di coerenza). E Sansonetti non c’entra nulla, il problema, ti ripeto, è sindacale.
    Inoltre ci sono interviste ai quattro venti (corriere repubblica) di Luca Bonaccorsi che dice di essere pronto a prendersi liberazione, che per lui è un “affare”.
    Pettegolezzi anche questi?
    Dunque, studiate, valutate, elucbrate pure, ma te ne prego, non prendeteci in giro
    ciao

  166. un compagno di roma Says:

    non so voi ma io mi sono proprio rotto di questi che usano indiscriminatamente la categoria di “stalinismo”. Si tratta di una categoria storica, cribbio!!!!!! Ma ogni tanto lo prendete in mano qualche libro di storici seri sullo stalinismo, che ne so un Medvedev o qualcosa di simile?
    io st’atteggiamento da grandi inquisitori non lo sopporto più!!!!!!!!!!!
    Tra l’altro a me di queste loro cazzate non me ne importa nulla…..

  167. Usano la parola stalinismo come una clava……tra l’altro mi sembrano polli allevati in batteria ti ripetono tutti le stesse cose nello stesso modo.
    Per un periodo era addirittura venuto fuori che Ferrero non poteva essere Segretario del PRC perchè era di DP e non del PCI…..e lo ripetevano ad ogni latitudine della penisola…..comico.
    Ma guarda compagno di roma hai ragione sono cazzate,passiamo a cose serie.

  168. dico che il prc non è un datore di lavoro come un altro e che liberazione, lo sappiamo tutti, se non raggiunge il pareggio di bilancio potrebbe non esistere più per nessuno. Ma dove vivete? E chi è quello paradossale?
    Io vivo da free lance, ho un bimbo piccolo, lo accudisco tutto il giorno, faccio un sacco di libri e non ho un padrone. Per questo sarei una reazionaria che sputa sul contratto di lavoro? Mia sorella poi ha collaborato per anni con il Manifesto senza vedere un euro.
    Per finire generalmente non vado in giro in parrucca fucsia, che devo dirti, sarò un tipo unpo’ retro. Del resto non faccio nemmeno titoli tipo “Grazia alla Franzoni”.
    Questo giornale è un’immensa zavorra. Povero Curzi buonanima.

  169. cara Sacha ma tu sei proprio stalinista e retrograda oggi il futuro è andare in giro con parrucche fucsia (a proposito quanto costa?),poi non hai neanche padroni,sei comunista ed accudisci un bimbo come sei banale… certamente non degna della nuovissima sinistra futura…..

  170. siete patetici. tutti.
    scusate. usciti da luxuria è davvero interessante discutere sulla qualità giornalistica in base ai colori dei capelli o look trovato su facebook. sansonetti, se è per questo, li frega tutti quanti.
    tra giacca di velluto e belli capelli se li magna tutti! compagno al massimo livello!!
    siamo da bruno vespa o a domenica in?
    mah….

  171. Beh dai Maria, ho solo colto una correlazione fra un look e uno stile giornalistico, vedo che la cosa per alcuni fa scandalo. Dopo tutto quel che si è letto su Bertinotti… Comunque non me ne frega niente, ho già spiegato e se permetti patetica lo dici a qualcun altro. A volte diventi davvero presuntuosa.

  172. pazienza sasha che divento presuntuosa.
    patetica/o lo dico a chi mi pare e piace. se permetti.

  173. I post di Sacha almeno come li ho intesi io non giudicavano la qualità giornalistica dal colore dei capelli ma si parlava di intoccabilità di certe persone che credono di poter fare tutto….non rendendosi conto che rappresentano un partito(anche scrivendo su Liberazione).
    Altrimenti Maria non era manco giusto giudicare Luxuria per la sua partecipazione all’isola dei Famosi……qui non possiamo fare i libertari magari il sabato e la domenica e poi invocare l’alta politica quando ci conviene,guarda che la gente queste cose le nota più di quanto pensi.

  174. Io non lo direi mai a nessuno e me ne vanto. Questione di educazione e forse pure di intelligenza.
    Vedi Ramon, tu ci sgridi quando ragioniamo in termini personali. Ma non è che ci siano solo le masse e le classi, ci sono anche i soggetti, le persone. Mi pare che fosse un tema caro a Bertinotti. E poi ci sono i tipi umani, la psicologia, i caratteri letterari. Non è mica paccottiglia. Non vorrei che per fare a gara a chi è più comunista scattasse una certa regressione.

  175. chi sono le persone che credono di poter fare tutto? chi sono gli intoccabili?cosa nota la gente?

  176. sono in fase regressiva, spiacenti.
    non comprendo più e non capisco più.
    mai detto di essere intelligente tantomeno più comunista degli altri.
    e non sono nemmeno educata

  177. Maria quello che ho scritto è chiaro se devo spiegare anche a te cose che su questo blog dico da mesi……
    se poi non riesco a spiegarmi pazienza……Almeno con te voglio evitare di litigare.

  178. se vuoi possiamo anche litigare, non c’è problema.
    a me pare che la gente (almeno quella che consocio io, e ti garantisco che ne conosco tanta di varie estrazioni sociali e tendenze politiche) non passi il tempo a parlare di liberazione sansonetti redattori e via discorrendo. che non passi il tempo a leggere quello che repubblica o l’unità o altri scrivono su ferrero. a me pare anche non se ne importino un bell’accidente di quello che sarà il futuro di liberazione (visto che negli ultimi anni non era nel loro passato perchè mai dovrebbero preoccuparsi del suo futuro). magari si preoccupa invece di non vedere il partito presente nei territori come dovrebbe essere per un partito uscito da una sconfitta elettorale di proporzioni apocalittiche. magari noi dovremmo preoccuparci di questo, forse, e non del resto. fare conti in tasca al partito su come deve fare o non fare a liquidare o meno liberazione per sopravvivere ecc. direttore redattori sindacato ecc… personalemte non mi riguarda come problema. e se non riguarda me non capisco perchè debba riguardare chi non fa nemmeno parte di questo partito e si dice in ansia per il futuro della sinistra

    sorry a tutti

  179. Brunoincazzato Says:

    che prc sia un datore di lavoro diverso suona stonato e disinformante:prc è solamente il socio di maggioranza di una società di capitali che pubblica liberazione. che un dirigente,quindi un direttore,possa essere dismesso in qualsiasi momento è altrettanto vero,basta corrispondergli oltre le dovute spettanze,12 mesi di preavviso in soldoni.esiste,ed è vero e sacrosanto, una questione sindacale,che riguarda solo ed esclusivamente giornalisti e poligrafici,e ancora qualcuno con contratti atipici.nella prassi comune,quella cioè fatta di rapporti tra controparti,lavoratori e mcr in questo caso,qualcosa in quell'”azienda” non funziona,dalla garanzia dei livelli occupazionali come sembra evidente,a tutta una serie di inadempienze contrattuali.il minimo che i lavoratori possano fare è indire lo stato di agitazione.la propietà a questo punto incomincia a dire di non riuscire ad essere più solvente.sempre nella prassi comune si formalizza un tavolo di trattative al quale i leggittimi rappresentanti sono la proprietà e le organizzazioni dei lavoratori.nessun altro ha titoli per sedersi a quel tavolo,e nemmeno meriti.si trova un piano condiviso dagli unici attori e lo si ratifica.è questa una normalissima trattativa sindacale per chi la conosce, e alla quale si applica tutto ciò che è scritto nel rispettivo ccnl e sue declaratorie e se non fosse suffciente c’è il codice civile.a me sansonetti non piace e non mi piace nemmeno il taglio del giornale,ma trovo assolutamente disprezzevole chi,anche qui, con artifici puerili,mischia una questione politica irrisolta(il direttore del giornale al quale il cda della mcr, se deciso,può revocare il mandato,ma non lo fa perchè non è in sintonia con il socio di maggioranza,quindi il prc l’operazione politica se vuole farla la deve fare sostituendo il cda)la quale,questa si,compete alla direzione e segreteria del partito,in quanto espressione del partito tutto.ma trovo davvero disgustoso che dei compagni mettano il becco in una vertenza che comunque vede impegnati 60 lavoratori ,che per quanto mi riguarda mi possano piacere o no,sono dei lavoratori in lotta sulla madre di tutte le vertenze,quella della salvaguardia di tutti i livelli occupazionali e del superamento della legge 30 chi fa questo,artatamente confondendo i piani della discussione,lo fa in malafede oppure se non se ne rende conto lo fa con stupida pericolosità.
    dopodichè se si persevera ancora con questi atteggiamenti allora davvero siamo nel patetico.
    vi abbraccio

  180. Sinceramente non riesco a interessarmi della sorte di quei giornalisti, mi spiace. Anzi penso siano un bell’impedimento, odio il loro stile vanesio e hanno fatto muro con Sansonetti. Ma ve li ricordte gli slogan? “Meglio banditi che in mano a ‘sti falliti”… Che immagine hanno trasmesso di noi? Il mondo è pieno di bravi giornalisti a spasso. Per la legge il direttore di un giornale di partito ha molte garanzie in meno degli altri, questo è un fatto. Il partito non deve essere una vacca da mungere né per i funzionari né per i giornalisti. Altro che legge 30 e vertenze sindacali. Sarò scorretta ma è quello che penso.
    La gente non si appassiona di queste cose? Al contrario. Diamo un’idea di non saper risolvere nemmeno le beghe interne, sai i problemi della vita reale…

  181. sacha il partito si sta interessando come è giusto che sia della sorte di giornalisti e poligrafici assai più di presunti maestri di etica che pretenderebbero di darci lezioni.
    Una cosa è sicura e con questo su questo argomento chiudo,questi maestri di etica tanto interessati ai lavoratori erano stranamente distratti quando Sansonetti e la sua redazione con la complicità della precedente dirigenza del partito portavano Liberazione al collasso accumulando debiti su debiti ma allora tutto andava bene……

  182. Voglio dire che se uno applicasse la legislazione del lavoro al manifesto credo chiuderebbero in un battibaleno. Scrivere su testate come queste deve essere vissuto come una forma di militanza della quale andare fieri. Ma chi li ha scelti questi giornalisti?

  183. bravo bruno!
    le vertenze sono una cosa seria.
    i posti di lavoro sono una cosa seria.
    di tutti i lavoratori di tutte le categorie.
    il partito della rifondazione comunista (checchè ne dica corsaro) oggi è un partito serio.
    e seriamente cerca di affrontare il dramma della situazione.
    tutto il resto di chi persevera con questi atteggiamenti che non riguardano i militanti, tantomeno i non militanti, è pathos. o in buonafede o in malafede è stupido e pericoloso.
    oltre che patetico
    d’accordo con bruno

  184. a me non interessa convincere nessuno né sulle parrucche né sui contratti di Liberazione. Faccio solo notare l’arroganza con cui si esprime Maria. Un atteggiamento che allontana moltissime persone.

  185. pazienza sasha
    tu esprimi le tue opinioni e io esprimo le mie
    qui siamo tutti liberi
    questo non è il luogo per avvicinare le persone, le persone si avvicinano quando ci stai a contatto
    e questo è il momento di costuire e non di distruggere

  186. Vedi Maria, sono stata iscritta tanti anni, da adolescente in DP, poi in Rifondazione. Nelle sezioni c’erano sempre un paio di sfigati che si permettevano di guardarti dall’alto in basso soppesando ogni respiro che facevi. Non i dirigenti, che come sempre accade sono sereni e non cercano di rivalersi su nessuno. Ramon l’ho conosciuto, sa che non sono sempre d’accordo con lui ed è stato gradevolissimo.
    Ecco, se penso di andare in una sezione e trovare qualcuno che mi tratta con quelle parole, sinceramente no grazie. Non vedo proprio cosa puoi costruirci.
    Fortunatamente il mio PC sarà senza collegamento per qualche giorno così mi disintossico da questo inferno.

  187. senti sasha, francamente mi sono stancata.
    ciao

  188. Brunoincazzato Says:

    suvvia sacha scambiare l’inferno con la dialettica tra compagni,quando l’inferno riguarda la palestina ed i curdi mi sembra un tantinello esagerato.
    tra noi ,almeno mi pare così, non abbiamo nulla di nuovo da costruire,come si dice veniamo da lontano e andremo lontano.
    ci tocca costruire,e su questo non ci piove,quello che noi pensiamo debba essere il prc tra la gente e con la gente.

  189. Brunoincazzato Says:

    domani alle 16,30 in pzza carità a napoli presidio per fermare il massacro in palestina.

  190. domani anche a Bologna in piazza nettuno alle ore 16.00 e a Genova alle 17.00 presidio davanti alla Prefettura
    martedì 30 a Firenze alle 17.30 presidio davantio alla Prefettura
    martedì 30 ore 18.00 a Cagliari in Piazza Costituzione
    martedì 30 ore 18.00 fiaccolata di fronte al Comune di Pisa.

    comunque sul sito di repubblica c’è un video e l’intervista a vittorio arrigoni su audio radio capital. working in progress la repubblica!!

  191. Ramon ho una stima per Ferrero quasi illimitata ( 🙂 ), ma vendere a Fagioli, ed ad uno che ha licenziato Chiesa (e non gli ha manco dato la liquidazione) non se po’. Ci saranno anche altri modi per rilanciare il giornale (compresa una pur dolorosa compressione del costro del lavoro), per fare iniziative sugli allegati (film, libri, cacchio lo fanno tutti), per fare una roba magari un filo più “generalista” (con lo sport, una pagina culturale degna di questo nome, una pagina “salute” etc., basterebbe in piccolo copiare qualche altro giornale).
    Ancora non è fatto nulla lo so, però andiamoci coi piedi di piombo.

  192. cari compagni,
    vi segnalo l’ultima: su facebook è stato creato un gruppo da Aurelio Mancuso “Salviamo Liberazione dai sessuofobi” questo dice

    “Il giornale in questi anni è stato il luogo dove il movimento lgbt ha potuto esprimere idee e riflessioni. Una tribuna libera, dove tanti non comunisti hanno potuto dialogare con la sinistra italiana. Ora lo si vuole normalizzare, cacciare Piero Sansonetti, ed eliminare tutti i contenuti scomodi, naturalmente immaginate che fine faranno le pagine Queer, gli interventi sull’omosessualità, ecc.
    Tutte le persone che possono esserci vengano a far sentire la propria voce.
    Aurelio Mancuso”

    secondo me siamo al limite della diffamazione.

  193. p.s
    e oggi faranno un sit-in davanti a Liberazione

  194. Laura ho visto, quanta presunzione!

  195. Sal Fiore Says:

    Continuo con la mia esperienza di self-sustaining. Abbiamo (io e Melody, la mia patner – un giorno comunque mi sposero’ con lei) preso contatto con alcuni fruttivendoli ed hanno dato il loro consenso a raccogliere cibo in stato di decomposizione. Cosi’ avremo frutta e verdura e pane da dare ai vermi!

    Vermi?

    Si certo ho costruito i vermai per la riproduzione di questi lunghi vermi. Le galline ne vanno pazze, producono un liquido fertilizzante per le piante di serra ed infine trasformano il cibo in decomposizione in composto da interrare direttamente nei cassonetti.

    In primavera ci saranno altri 4 vermai.

    Il resto della verdura verra’ data alle galline o finira’ nei bidoni per fare il composto da concime.

    Ho gia’ il disegno, il progetto e la lista dei pezzi per il distillatore che servira’ per estrarre essenze di erbe. Costera’ circa 200 euo.

    Le essenze potranno essere utilizzate nei saponi, per l’igiene, per i massaggi terapeutici, per profumare ambienti domestici e naturalmente nelle ricette.

    Il distillatore produrra’ anche metanolo e alcool per lampade e per riscaldare le serrette e per alimentare il fornello del distillatore.

    I saponi saranno prodotti con le ceneri da legna, con il lardo e grasso delle mucche e le essenze di erbe.

    Oggi proviamo a collaborare con i macellai locali per la raccolta dei grassi animali da scarto, cosi’ forse con l’arrivare del nuovo anno avremo i saponi fatti in casa.

    Ramon, perche’ quest post sull’ autosufficienza qui sul tuo sito?

    Primo, perche’ te stesso hai detto che questo e’ piu’ una specie di bar dello sport.

    Poi perche’ non parlo piu’ di politica con grossi paroloni o disegnando acrobazie mentali con le mie parole da ignorante. Ma da quando ho scoperto che la politica la si vive in prima persona nel sociale, allora ho smesso di scrivere qui e li, ed ora mi piace leggere libri classici, invece che leggere i post di qualcuno che e’ sconclusionato, represso e poco umano.

    Infatti, metti nelle mani di costoro, un’attrezzo da lavoro e vedrai che anche manualmente saranno poco affidabili e di poco valore per i loro compagni.

    PS: La cena di Natale e’ stata ottima.

    Il menu:

    Antipasto: Bruschetta al formaggio di capra con rucola.

    Primo: Pasta con sugo al galletto

    Secondo: Galletto ripieno arrosto e servito con salsa al vino

    Dolci: Amaretti e Panettone

    (Di tutto questo solo il Panettone, l’aperitivo ed il vino non erano stati auto-prodotti. Ma con l’arrivo del distillatore anche questi verranno podotti in casa. Ci vuole comunque l’autosufficienza per tutti gli ingredienti. E quella ci sara’ un giorno, cribbio!!! ).

    PS (1) : Tutti i problemi sarebbero risolti con l’ acquisto di grano fresco ed uva in gran quantita’. O con l’acquisto di 3 ettari di terreno da coltivo.

  196. rageagainsttheworld Says:

    Caro Ramon, ti chiedo di fare da Megafono a un blogger italiano
    che scrive da Gaza
    http://guerrillaradio.iobloggo.com/

  197. Salvatore, ha dell’incredibile quello che state facendo tu e la tua compagna. E’ un bellissimo progetto, che vi auguro dia dei ritorni non solo a livello di soddisfazione personale. E per Penso che sia più opportuno l’acquisto del terreno che l’acquisto di grano e uva.

  198. lucaocchionero Says:

    Ancora la comprate Liberazione? Rivendico la mia libertà di comprare un giornale diverso da quello dove lavora Sansonetti. Caro Corsaro, se vuoi la liberazione del giornale sai benissimo chi sono i carcerieri che vi tengono imprigionati: Sansonetti e quella linea politica che non segue più nemmeno Fava. Ribellatevi a questi sequestratori, aiutate il partito a liberarsi di loro e si risolveranno tutte le situazioni. Chi segue le scelte politiche di Sansonetti, è libero di farlo, ma si ricordi che ad ogni azione corrisponde una opposta e contraria. E’ semplicemente una legge della fisica

  199. …scusa non ho finito. La cena di natale deve essere stata sicuramente ottima, però avreste potuto fare anche panettone e liquore. a me l’hanno insegnato a fare a milano le vecche zie di pianerottolo, e faccio anche il limoncello con i limoni del mio orto. E anche l’olio con il mio uliveto. averlo saputo vi avrei dato qualche dritta anch’io… 🙂
    comunque ancora auguri!

  200. sinceramente ci sono diverse cose che non capisco.
    1) ma perché si pensa che basti leggere qualche riga di un giornalista prevenuto per pensare di poter esprimere pareri seri e informati? vero prcarmerina? il tuo post è esemplare: hai “stima illimitata per ferrero” ma non vuoi che venda a fagioli. io non ho stima illimitata per nessuno e non venderei a fagioli nemmeno una sigaretta (ammesso che fumare sia compatibile con le sue teorie psicanalitiche). ma come vedi mica si discute della realtà. si discute di quello che scrivono giornalisti del cazzo sui mass media del cazzo. finché si discuterà così non potrà esserci nessuna politica seria e nessun partito serio.
    2) ma perché bisogna avvilupparsi in discussioni improduttive sui giudizi, tutti legittimi, dati su questa o quella persona. per esempio, io ho scritto un articolo sullo scritto di angela azzaro sull’isola dei famosi. devo dire che in passato mi sono trovato d’accordo più volte con angela azzaro. per esempio sulla questione della prostituzione, che non è una fesseria ma un fenomeno enorme e dalle tante implicazioni, io sono d’accordo con lei. e mi capitò di discutere, per fare un esempio, con bertinotti che aveva, e forse ha ancora, una visione moralistica del problema. ovviamente l’essere d’accordo con tante cose non implica che non ci si possa trovare in radicale dissenso. quando c’è un dissenso forte si deve discutere del merito. o è meglio dare vita a risse stile talk show?
    naturalmente questo, come ho detto decine di volte, è un blog mica è il parlamento della repubblica. si può anche dire una battuta o lasciarsi andare ad esprimersi con invettive. basta che si sappia che ci si sta sfogando e che non si costruisce nulla di nulla.
    mah!

  201. caro corsaro, ciurli nel manico, mi spiace.
    non pretendo certo di farti cambiare opinione. però non si può mischiare sempre tutto per dimostrare l’indimostrabile.
    liberazione è il quotidiano del prc. si o no?
    il prc ha il diritto di nominare un direttore o di cambiarlo? si o no?
    che rapporto ci deve essere fra un quotidiano di partito e il partito?
    a leggere quello che scrive sansonetti tutti i giorni sembra che il prc abbia deciso, anni fa, di fondare un giornale indipendente. non di partito. un giornale per tutta la sinistra. un giornale sulla cui linea editoriale decide solo ed esclusivamente il direttore del giornale.
    non è così, come sansonetti sa bene. perché fu deciso e votato dalla direzione del partito che valutò un preciso progetto editoriale.
    ma se fosse come dice sansonetti lui dovrebbe dimettersi immediatamente per il semplice motivo che il progetto editoriale è sonoramente fallito. per deficit e per vendite.
    posso, senza per questo passare per stalinista omofobo retrogrado illiberale repressore censore e via cantando, dire che un giornale di partito deve essere autonomo nella fattura del giornale, nella scelta dei redattori, nella scelta dei titoli e così via, ma non può essere contro il partito? posso dire che un giornale di partito deve essere dialetticamente in relazione ad un progetto politico del partito e tutto può fare tranne il sostenere un progetto contrapposto?
    capisco che c’era il progetto di superare rifondazione e di dare vita ad un nuovo partito di sinistra. capisco che il giornale era uno strumento di questo progetto (mai discusso in questi termini però in nessun organismo dirigente del partito). capisco, ma non accetto, che il giornale abbia avuto autonomia zero dalla mozione 2 nel congresso obbedendo alle tattiche congressuali della stessa minuto per minuto, infierendo così una ferita alla vita democratica del partito. capisco tutto, mica bevo dal biberon la mattina. scendo a prendere il caffè al bar. ne ho viste tante in quarant’anni che faccio politica.
    ma nessuno potrà mai sostenere che un partito dovrebbe mettere soldi in un giornale che come prima attività ha quella di attaccare il partito stesso. non è nemmeno una questione politica. è una questione di buon senso.
    poi si può intorpidire le acque. si può scegliere fra le centinaia di lettere critiche contro il giornale quelle che esprimono, è vero, una cultura inaccettabile. si può, mentendo sapendo di mentire, dire che la nuova linea editoriale sarò omofoba. si può dipingere la maggioranza del partito come composta da mostri settari, stalinisti, illiberali. e tutto questo è efficace visto che gode dell’interessato sostegno dei mass media che non possono farsi sfuggire l’occasione di dipingere rifondazione come un gruppo di pazzi settari e conservatori.
    ma resta la realtà. e per quanto si possa vincere sui mass media la guerriglia per distruggere l’immagine del prc del suo segretario e del gruppo dirigente, resta la realtà.
    quanto alle questioni sindacali sai bene che non dici la verità.
    che ti piaccia o meno la direzione del prc, quella che caccia i 3 milioni e mezzo di euro solo per quest’anno, aveva deciso di chiedere un progetto editoriale alla mrc con la condizione che prevedesse il pareggio di bilancio per il 2009. il tesoriere (che vorrei farti notare è della mozione 2) e non ferrero o mantovani o grassi, ha relazionato alla direzione sul progetto editoriale presentato dalla mrc (con grave ritardo) ed ha concluso che era incompatibile con i limiti di bilancio del prc. la direzione ne ha preso atto. e il progetto è stato bocciato. per altro so bene che c’è uno stato di agitazione dei giornalisti e dei poligrafici. lo so così bene che ho letto prima della direzione un volantino dei poligrafici che bocciava sonoramente il progetto. nella stessa direzione ferrero ha correttamente informato che c’era la possibilità che un editore entrasse nella mrc facendosi carico dei costi per tenere i livelli occupazionali e per garantire che il giornale rimanesse del prc dal punto di vista editoriale e della proprietà. ha anche detto, come è logico, che non c’era nulla di formalmente definito. e che una eventuale proposta definitiva sarebbe stata sottoposta al vaglio della direzione del partito.
    se ci sarà una proposta in tal senso la direzione la conoscerà nei minimi dettagli e la voterà. alcuni compagni della maggioranza hanno già detto nella riunione della direzione che sono contrari in linea di principio a cedere in parte o in tutto la proprietà formale del giornale. ed io stesso ancora non so come mi esprimerò. lo farò a ragion veduta, come ho sempre fatto.
    quindi, non è stato fatto saltare nessun tavolo di trattativa. per il semplice motivo che per fare una trattativa ci vuole una proposta della proprietà che non c’è perché un organismo competente, la direzione, ha bocciato la proposta (PROPOSTA) di progetto ediotriale su proposta del tesoriere.
    avresti preferito fare una trattativa su una proposta farlocca? sarebbe stato un imbroglio e lo sai bene.
    il resto sono chiacchiere da corridoio. non informazioni dirette come dici tu.
    infine, ogni organismo sindacale decide la linea di lotta che vuole. ma non puoi impedirmi di pensare che una cosa è lottare in difesa dei posti di lavoro ed un altra è sostenere che c’è la “liquidazione comunista” che il partito è fallito, riproponendo un progetto editoriale di quotidiano di sinistra diretto da sansonetti con i soldi del prc. il cdr è libero di fare come vuole. ma anche il partito ha una libertà di proposta. se si vuole una trattativa con la pura proprietà bisognerebbe evitare, secondo me, di mischiare le proprie posizioni e i propri giudizi politici sul partito e sulla sua linea politica con la vertenza sindacale con la pura proprietà. se, invece, attraverso la vertenza sindacale, più che i posti di lavoro si difende una linea politica alternativa a quella del partito per lo meno non si dica che il giornale deve essere indipendente dal partito. coerenza e logica vorrebbero così.
    ma si preferisce mischiare tutto e dire tutto e il contrario di tutto. più o meno come la mopzione 2 al congresso, che ha votato in decine di circoli e federazioni gli ordini del giorno sulla presentazione del simbolo di rifondazione alla prossime elezioni, salvo poi oggi proporre il contrario.
    ciao

  202. lucaocchionero Says:

    hai già diffusamente spiegato Ramon tutta la questione. Questo tuo ultimo intervento potrebbe essere un post che magari rimane per un mese e fa un servizio informativo che tutti possiamo utilizzare nelle varie federazioni sia per rispondere alle baggianate che diffondono sulla vicenda Liberazione, sia per sistemare i vari “Sansonetti” sparsi per l’Italia, magari in luoghi istituzionali o altrove. E’ clamoroso che qualcuno continui a parlare del congresso passato. La vera dimostrazione di quel politicismo che abbiamo inavvertitamente respirato per anni è proprio nella continua riproposizione del conflitto e della contrapposizione che una parte sempre più piccola(che si sgretola giorno dopo giorno) del partito scaglia contro il partito stesso: da questo punto di vista è semplicemente inaccettabile che il quotidiano del partito faccia opposizione al partito! E bisogna essere davvero preda di un’allucinazione collettiva per non capirne l’assurdità! Del resto Ramon vorrei anche una tua opinione sul conflitto Fava-Vendola che pare inaspettatamente profondo. Io ho avuto modo di parlare con alcuni Sd della mia città i quali dicono che la SD nazionale non capisce la strategia politica della RPS. Mi sto convincendo che ormai la RPS abbia qualche fondamento solamente come movimento politico regionale: purtroppo nella mia regione!!

  203. Ramon, forse sei male informato; c’era un tavolo della trattativa, eccome se c’era, e la proposta su cui farla partire era un documento scritto nero su bianco dal presidente del Cda Belucci e dai rappresentanti della Fieg e dell’Fnsi. Prevedeva una cassa integrazione ridotta e a rotazione, e il pareggio di bilancio entro il 2010. L’unico modo peraltro per accedere agli ammortizzatori sociali previsti dal ministero del lavoro. Il quale non sgancerebbe un euro per avallare un piano che preveda il pareggio in un anno, l’equivalente di una liquidazione del giornale.
    Ti ricordo altresì che il piano precedente, presentato dalla proprietà senza aver consultato il sindacato, prevedeva il taglio del 60% della forza lavoro; quando è stato presentato al ministero si sono fatti una grassa risata (il piano prevedeva cassa-integrazione e contratto di solidarietà, strumenti che, come dovresti sapere, non possono essere erogati insieme; insomma era un piano illegale oltre che ridicolo).
    Il tavolo doveva partire martedì scorso, ma la dichiarazione di Ferrero sull’oscuro compratore e la decisione di azzerare il Cd l’ha fatto saltare. Con conseguente scoramento da parte della redazione (al di là dell’appartenenza politica). Dunque: di che stiamo a parlà?
    Ti ripeto: a me della mozione 2 o della mozione 24 non me ne frega nulla, perché non sono iscritto a nulla.
    E ti do una notizia: il tesoriere del partito ha cambiato mozione; ora fa parte della maggioranza.
    saluti

  204. lucaocchionero Says:

    Se può essere d’aiuto sulla questione dialogo con SC e PCL. Ho avuto modo qualche mese fa di discutere con Malabarba della questione e lui mi ha detto che per la SC non vi sono problemi ad allacciare un dialogo con il PRC purchè esso parta dai problemi concreti e dallo studio di soluzioni comuni. Ciò significa niente metodi alla “Sinistra Arcobaleno” e sul punto ci siamo trovati d’accordo. Di tanto in tanto ottengo una copia del loro giornale dal quale apprendo che stanno tessendo numerosi contatti con formazioni antagoniste internazionali che si rifanno alla LCR d’oltralpe. Io dico due cose:1) perchè si apra un dialogo con il PDCI, SC, PCL ed altri antagonisti è necessario che si parta dal “basso”: cioè dalle cose concrete, con tutto il tempo necessario per la costruzione dell’opposizione sociale e politica di classe e senza scorciatoie elettoralistiche; 2) fare una dura critica ai governi europei(soprattutto di natura socialdemocratica) e farla a livello europeo con le forze che aderiscono alla SE in maniera tale da costruire un’opposizione di classe di tipo europeo che rifugga la tentazione di entrare in governicchi socialdemocratici che, come abbiamo visto, hanno l’unica funzione di schiacciare ogni forma di opposizione al capitalismo. C’è un dibattito tra i compagni\e della direzione e segreteria su questi temi?

  205. Ramon ben venga questo post che fornisce un quadro generale di quello che è successo e sta succedendo veramente sulla vicenda del giornale.
    Io una mia opinione me la ero già fatta e ci vuole poco a capire che tante cose messe in giro sono poco credibili.
    Inoltre hai fatto bene a specificare che il tesoriere è dalla mozione 2! Anche lui ora sarà nell’indice dei pazzi stalinisti???

  206. Corsaro se non ti frega nulla della rozza divisione in mozione e non sei iscritto a nula come fai a sapere che Sergio Boccadutri ha cambiato mozione? L’ha forse dichiarato da qualche parte? Oppure il fatto di aver opposto alla sansonetti & C. fatti e numeri lo qualifica come un traditore?
    Inutile Ramon puoi avanzare tutti gli argomenti di questo mondo Corsaro rimane indefesso sulla linea “muoia sansonetti con tutti lavoratori….”

  207. ned ludd'75 Says:

    Tuttavia la notizia di Boccadutri…. tutta quell’ala ha dei conflitti non da poco con…. Certo che se fosse vero sarebbe la certificazione del fallimento di un’operazione politica nemmeno partita ma annunciata alle tv. Attendiamo sulla riva del fiume…

  208. Proprio no:,sono della linea: salvare il posto di lavoro di 60 lavoratori.
    E chissenefrega di Sansonetti, quella è una tua ossessione.
    Sulla questione boccadutri ti dico che è una notizia che tutti sanno e non c’è bisogno di essere iscritti al prc per averne eco, basta conoscere qualcuno che lavora al Policlinico.
    In ogni caso nessuno può smentirla, perché è VERA
    saluti

  209. Oltretutto uno fa quello che gli pare, se vuole cambiare idea è liberissimo di farlo. La categoria del tradimento neanche la considero.

  210. fa piacere corsaro sapere che almeno riconosci che si cerca di salvare il posto di lavoro di 60 persone e al di là di chi siano e perchè siano stati assunti, dietro ognuno di loro c’è una storia, una famiglia, una vita e soprattutto un lavoratore. e che si faccia il possibile e l’impossibile per uscire da questa situazione nel modo meno doloroso possibile, forse dovrebbe farci sentire tutti vicini, o no?

  211. Appunto Maria, a me interessa la sorte dei lavoratori (tutti, con la tessera, senza tessera, amici di nichi o di paolo o di claudio o di chiiunque).
    Sansonetti, peraltro prossimo alla pensione, non subirà certo gravi conseguenze economiche.
    Se poi mi si chiede se sono d’accordo con la sua rimozione ti dico di no, ma sarebbe un atto legittimo da parte della proprietà.
    più chiaro di così

  212. ok. vedi che ci si trova d’accordo sui lavoratori?
    su sansonetti la penso esattamente all’opposto da te, ma anche qui in fondo ci troviamo d’accordo perchè non cadrà nè in miseria.
    ora si deve trovare il modo. ma è chiaro e limpido per tutti che i problemi sono enormi e che non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena.
    se solo si finisse di strumentalizzare la linea politica, forse ne guadagneremmo tutti. e dico tutti davvero. ma pare che la rissa, gli scoop e tutto il resto fanno da padrone anche tra di noi

  213. ho cancellato un falso post di sansonetti e le relative risposte.
    uffa!

  214. caro corsaro, sono molto informato, invece. il piano di ristrutturazione la mrc avrebbe dovuto sottoporlo alla direzione del prc, dalla quale aveva ricevuto il mandato per approntarlo. se è stato sottoposto alle parti prima di un vaglio della direzione è già motivo sufficiente per sfiduciare la mrc, come è stato fatto. se il cdr ha piacere di intavolare trattative con la mrc senza che la proprietà abbia approvato il piano non so che farci. e uno dei motivi, oltre a quello della mancanza della previsione di pareggio di bilancio, per cui il piano è stato bocciato è la previsione di tagli occupazionali esagerati.
    la proprietà non ha approntato nessun piano. mai. ha incaricato la mrc di farlo. il resto sono favole.
    sergio boccadutri è il tesoriere del prc. il tesoriere deve svolgere una funzione ed ha responsabilità per tutto il partito. che egli abbia firmato e votato e difeso una mozione è legittimo e giusto. che sia stato votato e riconfermato nel ruolo di tesoriere quasi all’unanimità su proposta della maggioranza in coerenza con la proposta di gestione unitaria del partito è fuori discussione. che tu dica che ha cambiato mozione è falso. non lo ha dichiarato ne mi risulta abbia votato nulla con la maggioranza e contro la minoranza. a meno di non avere una concezione, questa si stalinistissima, per cui invece che svolgere la funzione di tesoriere del partito avrebbe dovuto svolgere la funzione di distruttore del partito in omaggio alla linea della mozione 2.
    ed infatti la proposta della mozione 2, quella di non mettere limiti al buco finanziario di liberazione con la salvezza del giornale di sansonetti e la morte del partito prc, era tesa esattamente a questo risultato, non a salvaguardare occupazione e giornale del partito.
    infine, lascia che te lo dica, a te che non sei iscritto a nulla. a te che non so chi sei. ma se i partiti e nello specifico il prc ti fa così schifo… se della loro linea politica non te ne frega nulla… perché hai accettato di lavorare in un quotidiano di partito? perché? da come scrivi sembri abbastanza brillante e bravo/a per trovare facilmente posto in diversi altri quotidiani, settimanali e mensili. o forse no. o forse solo nel giornale di un partito ci sono redattori giovanissimi che scrivono in prima pagina su questioni di primo piano. solo in un giornale di partito ci sono giovani redattori che invece della gavetta di collaboratori vengono presto assunti con il contratto nazionale dei giornalisti, che fa loro prendere molto più salario del più alto dei funzionari di partito. solo in un giornale di partito basta appartenere ad una corrente (di maggioranza o minoranza fa lo stesso) per non avere problemi con il direttore e con la proprietà. solo in un giornale di partito comunista, in italia, si ottiene un posto di lavoro privilegiato (perché i giornalisti sono immensamente privilegiati rispetto a tutti gli altri lavoratori) senza avere una tessera di partito o una raccomandazione. ops, scusa ho detto di getto raccomandazione. mi sono sbagliato. forse. perché le raccomandazioni esistono a liberazione, o no?
    mio caro corsaro, perché sputi nel piatto dove mangi senza avere la dignità e la coerenza di licenziarti e salutare tutti?
    ciao

  215. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    come vedi non sono tagliato per questo mondo “virtuale”.Ci casco sempre.
    Cmq c ‘è tempo spero per una futura chiacchierata nel 2009. In attesa ti mando un grande abbraccio e i miei migliori auguri per tutto .
    viva la vita!

  216. Ecco cosa avrebbero scritto e votato i i “sessuofobi” e “i pazzi stalinisti” all’ultimo cpn.

    Uno stralcio dell’odg su Liberazione:

    “Non vogliamo trascurare le importanti aperture e il dibattito che si è spesso svolto, anche in contraddittorio, con intellettuali ed esponenti della sinistra politica, sociale, di movimento, così come non intendiamo mettere in secondo piano campagne coraggiose messe in piedi su temi fondamentali riguardanti i diritti. Riteniamo fondamentale che il giornale continui ad essere uno spazio aperto ai soggetti e alle culture critiche quali il femminismo, le culture Lgbtq, l’ecologismo, la difesa della laicità, il garantismo. Questa apertura e questa capacità di far confrontare posizioni sono un patrimonio che ci appartiene e che riteniamo un errore aver contrapposto al progetto della rifondazione comunista. Al contrario pensiamo vada positivamente intrecciato all’inchiesta sociale, all’attenzione al conflitto di classe, al complesso delle relazioni sociali.”

    Ma con chi ce l’ha Mancuso?????

  217. mi permetto di metterre il dito nella piaga su quello che succede in italia con i giornali di partito, visto che ramon ha focalizzato il probelma.
    lo faccio non in spirito di polemica, ma perchè è bene che si sappia di che si parla, quando si parla di giornali di partito (in questo paese).
    vedi corsaro, molto tempo fa nel sito del dolce stil novo mi sono trovata a sostenere quel pazzo di lafourge sui metodi usati per assumere giornalisi a liberazione. sono irripetibili per la scurrilità metaforica (che poi non so quanto fosse metaforica), tant’è che la risposta dei redattori fu solo “vergognati” a lafourge e a me “maria, tu dai ragione a lui, ma non sono d’accordo che lafourge abbia ragione”. e data la fantasia e lo stile dei redattori, è strano che non abbiano contrattacato a dovere. o no?
    ecco. è bene parlarne di queste cose, senza nulla togliere alla salvaguardia dei posti di lavoro,perchè parliamo sempre della questione morale. e quindi di dignità. se ancora questa parola ha un senso e un valora anche tra noi.
    riporto un articolo di mauro montanari anche se so che ramon non ama che si parli con nomi cognomi indirizzi, ma al di là di questo, ho trovato interessante all’epoca (a febbraio scorso quando l’articolo è stato scritto) quat’articolo perchè fa capire bene come funziona un giornale di partito in italia.

  218. Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
    Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L’Udeur, in quanto partito votato dall’1,4% degli italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico. Si chiama “Il Campanile”, con sede a Roma, in Largo Arenula 34. Il giornale tira circa cinquemila copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano al collega Marco Lillo dell’Espresso, che ha fatto un’inchiesta specifica, sia un edicolante di San Lorenzo in Lucina, a due passi dal parlamento, sia un’altro nei pressi di Largo Arenula.
    Dice ad esempio il primo: “Da anni ne ricevo qualche copia. Non ne ho mai venduta una, vanno tutte nella spazzatura!”. A che serve allora – direte voi- un giorna-le come quello? Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa. Ogni anno Il Campanile incassa un milione e 331mila euro.

    E che farà di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro? insisterete ancora voi. Che fara?

    Anzitutto l’editore, Clemente Mastella, farà un contratto robusto con un giornalista di grido, un giornalista con le palle, uno di quelli capace di dare una direzione vigorosa al giornale, un opinionista, insomma. E così ha fatto. Un contratto da 40mila euro all’anno. Sapete con chi? Con Mastella Clemente, iscritto regolarmente all’Ordine dei Giornalisti, opinionista e anche segretario del partito. Ma è sempre lui, penserete. Che c’entra? Se è bravo. non vogliamo mica fare discriminazioni antidemocratiche. Ma andiamo avanti.

    Dunque, se si vuol fare del giornalismo serio, bisognerà essere presenti dove si svolgono i fatti, nel territorio, vicini alla gente. Quindi sarà necessario spendere qualcosa per i viaggi. Infatti Il Campanile ha speso, nel 2005, 98mila euro per viaggi aerei e trasferte. Hanno volato soprattutto Sandra Lonardo Mastella, Elio Mastella e Pellegrino Mastella, nell’ordine. Tra l’altro, Elio Mastella è appassionato di voli. Era quello che fu beccato mentre volava su un aereo di Stato al gran premio di Formula Uno di Monza, insieme al padre, Clemente Mastella, nella sua veste di amico del vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli. Ed Elio Mastella, che ci faceva sull’aereo di Stato?
    L’esperto di pubbliche relazioni di Rutelli, quello ci faceva! Quindi, tornando al giornale. Le destinazioni. Dove andranno a fare il loro lavoro i collaboratori de Il Campanile? Gli ultimi biglietti d’aereo (con allegato soggiorno) l’editore li ha finanziati per Pellegrino Mastella e sua moglie Alessia Camilleri Mastella, che andavano a raggiungere papà e mamma a Cortina, alla festa sulla neve dell’Udeur.
    Siamo nell’aprile del 2006. Da allora -assicura l’editore- non ci sono più stati viaggi a carico del giornale. Forse anche perché è cominciata la curiosità del magistrato Luigi De Magistris, sostituto procuratore della Repubblica a Catanzaro, il quale, con le inchieste Poseidon e Why Not, si avvicinava ai conti de Il Campanile.

    Ve lo ricordate il magistrato De Magistris? Quello a cui il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, mandava tutti quei controlli, uno ogni settimana, fino a togliergli l’inchiesta? Ve lo ricordate? Bene, proprio lui!
    Infine, un giornale tanto rappresentativo deve curare la propria immagine. Infatti Il Campanile ha speso 141mila euro per rappresentanza e 22mila euro per liberalità, che vuol dire regali ai conoscenti. Gli ordini sono andati tra gli altri alla Dolciaria Serio e al Torronificio del Casale, aziende di Summonte, il paese dei cognati del ministro: Antonietta Lonardo (sorella di Sandra) e suo marito, il deputato Udeur Pasquale Giuditta.

    Ma torniamo un attimo agli spostamenti. La Porsche Cayenne (4000 di cilindrata) di proprietà di Pellegrino Mastella fa benzina per duemila euro al mese, cioè una volta e mezzo quello che guadagna un metalmeccanico. Sapete dove? Al distributore di San Giovanni di Ceppaloni, vicino a Benevento, che sta proprio dietro l’angolo della villa del Ministro, quella con il parco intorno e con la piscina a forma di cozza. E sapete a chi va il conto? Al giornale Il Campanile, che sta a Roma. Miracoli dell’ubiquità.

    La prossima volta vi racconto la favola della compravendita della sede del giornale. A quanto è stata comprata dal vecchio proprietario, l’Inail, e a quanto è stata affittata all’editore, Clemente Mastella. Chi l’ha comprata, chiedete? Due giovani immobiliaristi d’assalto: Pellegrino ed Elio Mastella.

    Mauro Montanari – Corriere d’Italia/News ITALIA PRESS

    caro corsaro,
    “Da quando le persone corrotte si uniscono fra loro per costituire una forza,
    poi le persone oneste devono fare lo stesso ”

    – Lev Nikolaevič Tolstoj –

  219. Anassimandro Says:

    Via Ramon,
    una caduta di stile così a stento trattenuta da te non me la sarei aspettata.
    La avrei trovata più consona,ma non giustificabile lo stesso,se tu avessi invitato ad andare a quel paese,come ai fatto con corsaro,ben consapevole di estendere l’invito a tutti i lavoratori di mrc, a qualcuno di “funzionale” al policlinico, oppure a qualcun altro che svolge ,a vario titolo, servizi per il partito. Dipingi una sequenza dei fatti che in alcuni punti raggiunge vette fantastiche: e cioè chi lavora concorda il piano non con il partito ma con mrc che a sua volta non lo discute con te(con te partito). Fortunatamente i lavoratori in lotta hanno i loro istituti e le loro rappresentanze, le cose che tu deduci fanno molto dietrologia.C’è una vertenza in atto, che vede come controparte anche il prc, capisco che la cosa possa apparire quanto meno bizzarra,ma forse non tanto se mi riferisco al numero di compagni in cgil, nello slai,e nei sindacati di base.
    A quando il tuo formale annuncio che anche bancari e assicuratori nonchè personale paramedico e pubblico impiego sono una casta abbondantemente garantita e giacchè ci sei non sostenere anche le gabbie salariali?
    con affetto immutato

  220. Ramon, io ti voglio bene e credo che tu e Ferrero siate persone fantastiche, integerrime, compagni veri, molto intelligenti. Detto questo lo spettacolo cui continuiamo ad assistere è qualcosa di straziante. Penso che gli errori siano sotto gli occhi di tutti. Ad esempio il ginepraio in cui ci siamo cacciati, quando il tesoriere aveva suggerito di liquidare il giornale. Ramon: se la situazione non cambia, se non c’è un segno anche di autorità del partito, alle europee saranno dolori. Le regole, le regole… Sai bene che mio padre è uno studioso di Brecht. Ricordi l’anima buona del Sichuan? A volte la cattiveria è necessaria.
    Io credo che voi abbiate sbagliato analisi (l’opposizione di Vendola-Fava si scioglierà come neve al sole) e che senza colpi di reni potrete solo dare ragione alle analisi maligne della Armeni. Altra incomprensibile ex-miracolata: che qualità aveva la Armeni per fare carriera? Ormai può assoldarla solo il Riformista a fare la pentita, in buona compagnia non c’è che dire.

  221. Fantastico, ora Ramon mi chiede di…licenziarmi (se vuoi posso anche tenerti il gatto per le feste) come atto di coerenza e perché alrimenti smarrireri la mia dignità (sic). Peraltro il Prc, partito che ho sempre votato, non mi fa affatto schifo, anzi, ho vissuto con grande angoscia la castrofe elettorale di Aprile.
    Che caratteristiche bisogna avere per essere conformi-degni di scrivere sul giornale del partito? Dai spiegamelo tu. Io ti dico che sono contro lo sfruttamento sul lavoro, che sono contro ogni guerra, contro la devastazione dell’ambiente, contro le ingerenze cattoliche nella vita civile del paese, sono per i diritti dei lavoratori e per i diritti civili dei cittadini omosessuali. Ti dico inoltre che un giornalista deve DARE NOTIZIE e non necessariamente commentarle (l’editorialismo è la malattia del giornalismo italico), ma forse questo è un dettaglio.
    Dice che sono un-a privilegiato-a paventando buste paga luculliane (1450 euri netti al mese, stipendio dignitoso ma non credo così indecente, a Liberazione si applica il minimo sindacale). Allude a…raccomandazioni, ossia mi dà dellla raccomandata senza sapere nulla di me. Ma sì, gettiamo fanghi e veleni a casaccio che tanto tutto fa brodo.
    E’ vero carissimo Ramon, i giornalisti di Liberazione vengono addirittura assunti con il CONTRATTO NAZIONALE, che scandalo eh? Meglio stegisti e precari, anzi, meglio militanti pronti a sacrificare i propri diritti diritti, non privilegi) in nome dell’interesse generale.
    Capita persino che dei giovani (che orrore, che insolenza questi giovani così poco affini all’Italia gerontocratica) scrivano dei pezzi in prima pagina.
    Privilegiati anche loro nevvero?
    E tutti pironti a sputare nel cosiddetto piatto dove mangiano.
    Ma ti rendi conto di cosa stai dicendo?
    saluti

  222. corsaro, perché hai scelto un nome maschile se sei una donna? (“raccomandata”)
    Io credo che tu non conosca bene le regole di un giornale di partito, che sono molto diverse da quelle di un giornale comune. Non le ha scritte Breznev bada bene. Che siano giuste o sbagliate, prescrivono una certa conformità di indirizzo ideologico anche ai giornalisti.
    Voi giornalisti avete fatto errori pacchiani, quegli slogan contro il partito, il sostegno a Sansonetti con lettera relativa, gli scioperi a raffica. E’ un miracolo che non sia successo niente. Scusa ma io personalmente come sostenitrice del PRC in una fase drammatica vi considero dei nemici. L’impressione che date è di volere affossare il partito pur di salvare il vostro posto di lavoro. Roba che al manifesto non si vedrebbe mai. E allora parrucca o non parrucca viene in mente che siate dei giovani un po’ montati, cosa che si nota anche nel vostro stile, privilegiati nel senso che non avete fatto quella gavetta che è la sorte dei più, anche tra i migliori.
    Adesso tutti contro Bonaccorsi, pure Luxuria che è del PRC “no comment”. Ma voi pensate che Ferrero i milioni li trovi sotto i cavoli?
    Interrogatevi sui motivi per cui vi legge solo Bruno Vespa per favore, anziché sostenere Sansonetti.

  223. Io credo che i giornalisti di liberazione dovrebbero avere un contratto simile a quello dei funzionari del partito. Dovrebbero in ogni caso essere a termine. La loro professionalità giornalistica dovrebbe essere messa a disposizione del partito e non ci trovo nulla di degradante. Altrimenti se volevano andavano a cercare lavoro in un giornale borghese. E’ nella tradizione della sinistra e del movimento operaio che che chi lavora a tempo pieno per la causa debba fare dei sacrifici. Paragonare i giornalisti di liberazione a agli altri giornalisti è come paragonare i dirigenti del partito a dei manager o degli impiegati di un’azienda qualsiasi. Mi sembra assurdo. Non parliamo di un mestiere come un altro. Detto questo credo anche che il giornale del partito dovrebbe lasciare molto spazio al dibattito
    sia interno che più in generale e quindi anche alle posizioni delle minoranze. Úa la direzione deve essere espressione della maggioranza. Non sarebbe nemmeno da specificare.

  224. Animals ha ragione, è questa la norma per i giornali di partito, dal direttore ai redattori. Conformità alla linea del partito. Può non piacere ma è così, in quanto i giornali di partito sono finanziati come strumento della vita democratica che si dovrebbe svolgere proprio attraverso i partiti e la divulgazione della loro linea. Questa è legge ragazzi.

  225. Adesso anche i contratti a termine. A quando il caporalato? Magari col funzionario che la mattina raccoglie i reporter col pick-up.

  226. Corsaro, detta come va detta, non sarò politically correct, ma presto sarete sulla strada e a me non dispiace. Così vedi come sono belli e democratici gli altri giornali che pagano 5 euro a pezzo e non assumono nessuno.
    Avete dato un contributo straordinario alla demolizione di questo partito, peccato che state segando il ramo su cui siete seduti. Ti esprimo tutto il mio disprezzo di giornalista e di comunista.

  227. Vorrei lanciare un’appello per far fronte comune ad una situazione ormai intollerabile. Bisogna agire. Invito tutti a scrivere una lettera alla redazione esteri del tg1. Oggi il tg1 delle 13.30 ha trasmesso un servizio di Pagliara su 3 vittime israeliane, con un’intervista ad una famiglia italiana che vive in Israele. Le 300 e passa vittime palestinesi sono un dettaglio. Mi è andato di traverso il pranzo (non ce l’ha fatta a farmelo andare di traverso il servizio sul sit dei giornalisti di liberazione con l’annessa e connessa intervista a belli capelli sostenuta da vladimir. e questo è tutto dire…)
    Senza insulti, ma cerchiamo di fare qualcosa. Tutti. Fax simile del messaggio:

    Oggetto: Informi o si faccia da parte

    Caro Claudio Pagliara,
    lei non lo sa ma molte persone come me si pongono queste domande: verrà un giorno in cui lei la smetterà di portare avanti questa specie di informazione filo-israeliana? Verrà un giorno in cui lei inizierà veramente ad informare le persone con un’informazione libera e oggettiva? Verrà un giorno in cui lei cercherà di aiutare, in quella minima parte che le è possibile, il popolo palestinese, ma anche israeliano, semplicemente attraverso un’informazione vera?
    Questo ci chiediamo.
    Quando quel giorno arriverà, ce lo dica. Altrimenti può anche farsi da parte. Si tolga quel giubbotto antiproiettile con il quale vuole trasmettere timore e coraggio allo stesso tempo, consegni il microfono ad un giornalista serio, anzi, normale, oppure lo dia direttamente a Vittorio Arrigoni, si faccia da parte in modo da renderci felici, fieri di pagare il canone della sua rete per il motivo per cui questo esiste: essere informati.

  228. lucaocchionero Says:

    Basta con Sansonetti: se Corsaro è una donna penso di avere capito chi è e dico no comment altrimenti dovrei raccontare qualche fatto tragicomico. Se ne occupino la direzione e la segreteria. Onestamente nel mondo ed in Italia stanno succedendo cose di gran lunga più importanti che le sceneggiate televisive di Sansonetti che fa la vittima, ma che tanto non convince nessuno: la gente non si eccita affatto dietro a chi protegge le poltrone, nè più ama la politica fatta da “vip” e “vippini” vari. Quanto alle dichiarazioni dell’Armeni: prendo le distanze da una sequela di insulti che ho letto qualche post fa, ma in ogni caso danno il senso di chi sta per affogare e si dimena cercando di sopravvivere. Alla fine credo che sia proprio questa l’anima di questo indecoroso gioco del sequestro del giornale di Rifondazione Comunista da parte di Sansonsetti e dei suoi bravi: l’istinto di sopravvivere politicamente parlando

  229. Sono anche io d’accordo con Sacha e con Lucaocchionero,aldilà degli insulti di personaggi mai visti prima su questo blog va detto che l’articolo della Armeni sul Riformista è scandaloso.Suona più o meno così:dato che nel partito non posso più fare il porco comodo mio dichiaro che è morto….Oramai è chiaro che questi preferiscono affondare il partito pur di non accettare il fatto di essere in minoranza……..come abbiamo potuto per anni tollerare gente simile?
    xMaria hai perfettamente ragione.Pensa che Pagliara ed il TG1 sono più scandalosi del TG5 di Mimun è tutto dire.A che numero va inviato il tuo messaggio?

  230. Anassimandro Says:

    Quante stoltezze!
    Mi verrebbe da chiedere in quale giurisprudenza si legge di articoli specifici per “giornali di partito”. Come se ai lavoratori di liberazione venisse corrisposto un salario la cui busta paga reca come datore di lavoro prc. Suvvia anche la forma vuole la sua parte. Quei lavoratori dipendono da una società commerciale, e nelle more sono tutelati dal ccnl di quella categoria.
    Mi verrebbe da dire che una consistente parte del prc sia culturalmente “precaria” e reazionaria.
    La misura, e chiedo scusa se mi ripeto, è data dalla presenza di compagni in organizzazioni di massa.
    Infine c’è questo cane rabbioso che sbava come un ossesso,a cuccia tu sennò ti mandiamo a far assistenza notturna ai viados.

  231. Anassimandro Says:

    A poi dimenticavo,in tema di raccomandazioni e segnalazioni.Esiste una ampia e documentata letteratura sui criteri che hanno animato, trasversalmente bisogna dirlo, la composizione dei gruppi:europei,parlamentari,regionali,provinciali,comunali,dei consigli di amministrazione.
    Per una questione di netiquette non si fanno nomi, ma vi garantisco che non è stato espletato nessun concorso pubblico o privato.Chiamata diretta si sarebbe detto qualche anno fa,e la faccenda era ed è ampiamente condivisa da tutte le fazioni in lotta.

  232. Certo che Ramon quando torna dovrà dare delle belle sforbiciate. Non sono giurista ma mi sfugge il senso del rilievo di Anassimandro. Liberazione è un giornale di partito che riceve finanziamenti per i giornali di partito.

  233. Beh compagni, è chiaro che sono all’ultimo stadio della provocazione e mobilitano allo scopo tutto quello che riescono a raccogliere: Bifo ecc. Sentinelli ecc, Mancuso ecc. – mai un circolo operaio! Ripeto: avessero messo tanta tenacia quando stavano seduti al governo…ma forse questo scontro ci rivela quanto vasto fosse il gruppo dirigente “acomunista” (così per stare alla moda) nel partito, quante chiacchiere sparse da abili oratori temprati alla dialettica doppiogiochista, capaci di filosofare col metro delle “luci e ombre” per non assumere mai una posizione precisa, schierata…tutti liberi di pensare come vogliono, di agire come loro stessi desiderano, di pensarsi svincolati dalle idee dominanti, di credersi rivoluzionari perchè approdano al pensiero lgbtq e donare lezioni di lungimirante modernità a degli asfittici salariati senzacuore induriti da una realtà che gli insegna a non seguirli per le luminose strade del post comunismo. Mi vieni da vomitare.

  234. Anassimandro Says:

    Vedi Sacha,
    non serve essere giuristi per dipanare questo caso che sembra oscuro.
    Esiste(e dico fortunatamente)una serie di istituti,dal codice civile allo statuto dei lavoratori passando per i contratti di categoria, che regola diritti e doveri dei lavoratori.Il dovere dei lavoratori di liberazione è,per i giornalisti,dare notizie in un italiano corretto,e per i poligrafici garantire tecnicamente l’impaginazione e la costruzione del giornale.Forse non ti è chiaro che quei lavoratori non dipendono da prc,e che comunque nella forma e nella sostanza quei lavoratori assolvono il loro dovere con perizia garantendo la produzione di un manufatto a regola d’arte. Se il mio datore di lavoro è musulmano dove sta scritto che io lavoratore debba uniformarmi alla sua teologia?
    Ravviso gravi carenze su una delle questioni che ha visto la sinistra sprofondare, la mancanza della cultura del lavoro e dei suoi diritti.

  235. Mi spiace dirtelo Anassimandro, ma quel che ho scritto è ciò che mi ha spiegato il mio fidanzato avvocato, che si occupa esattamente di informazione.
    Mi spiace davvero ma è così e appena potrò ti darò le mie fonti.
    Ragazzi, Ramon: Questi sono persi, sono nemici. Non possiamo continuare a farci logorare da loro. Rompiamo nel modo che ci fa meno male e ripartiamo con chi ci crede. E’ arrivato il momento di dire basta, altrimenti non saremo mai credibili agli occhi della gente.

  236. Anassimandro quello che dici è assurdo.Liberazione è un giornale di partito il quotidiano del PRC tanto è vero che il Direttore viene nominato su proposta della direzione nazionale del PRC da parte della MRC SPA,società di cui socio unico al 100% è il PRC.
    Che significa prodotto a regola d’arte?Ma scherziamo?Il direttore e la redazione hanno portato il giornale su un progetto politico che persegue la liquidazione del suo editore.Inoltre tale gestione ha portato ad un considerevole cambio di copie.
    Se il tuo datore di lavoro è musulmano e produce tavolini tu non devi uniformarti alla sua ideologia,ma se produce un giornale che si ripromette di diffondere l’Islam ed invece tu ne vuoi fare uno che diffonde il Cristianesimo(e non vendi manco copie)quello ti mette alla porta e può farlo.

  237. Sal Fiore Says:

    TRE Milioni di Euro.

    Io con TRE Milioni di Euro sarei capace di costruire una universita’, amministrarla, e dare da lavoro ad un centinaio di professori. Insegnerei loro come essere autosufficienti. Loro potrebbero insegnare ai giovani ad essere individui che resistono l’alienazione neoliberal.

    Ma alla sinistra tali progetti non piacciono.

    Sal.

  238. “giampiero moffetti” ho cancellato diversi tuoi post e relative risposte.
    ti diffido dal continuare a postare insulti e offese che denunciano solo una povertà intellettuale sconcertante.
    se hai voglia di fare risse ed insultare hai mille altri siti per farlo.
    qui non sei il benvenuto.
    spero di essere stato chiaro.
    e non farti rivedere.
    e non costringermi ad identificare il tuo ID e a prendere altri provvedimenti.
    chiaro?

  239. alessandro Says:

    Compagne/i la questione di Liberazione non ha soltanto a che fare con il bilancio e i debiti,che c’entrano e come, ma anche con dinamiche squisitamente politiche.
    Qualcuno vede male i 3 milioni euro elargiti in favore di Liberazione preoccupandosi della sconfortante situazione economica del prc, altri sembrano scansare la questione elencando le virtù del giornale e la necessità di salvaguardare i lavoratori.
    La prima cosa che deve essere chiara è che,in ogni caso, i 3milioni di euro rappresentano un intervento straordinario, non riproducibile ne riproponibile in futuro per evidenti ragioni di compatibilità di cassa del partito.
    E’ un paradosso che una parte del partito voglia accusare il gruppo dirigente di volere liquidare il giornale anche alla luce di un così importante provvedimento….Detto ciò però, è necessario dare vita ad un dibattito, se è il caso anche con strumenti come l’inchiesta lampo, per capire come è possibile e se è possibile rimettere il giornale nelle condizioni di camminare sulle prorie gambe. Penso a proposte concrete, che parlino della diffusione, dell’impaginazione,del reclutamento dei giornalisti, del rapporto con internet e con le nuove forme di comunicazione,della sperimentazione di nuove pratiche diffusione militante. Di tutto questo però non si parla e ciò mi preoccupa non poco.
    Aggiungo però che di un confronto trasparente tra compagni su questo punto è essenziale,perchè io ad esempio, penso che liberazione oggi sia un disastro giornalistico,un giornale che perde ogni giorno lettori,letto per lo più da iscritti,incapace di aprire una discussione politica degna di questo nome(figurarsi fare egemonia) e di dare spazio alla creatività delle culture antagoniste,comuniste e non. E’ un giornale di bassa qualità.Non lo comprano nemmeno i compagni perchè lo ritengono insufficiente come strumento di informazione,lacunoso dal punto di vista culturale,reticente e acritico nei confronti di certe pratiche degenerative anche nel partito.
    Vi pare poco? Informare è l’obbiettivo principale di un giornale.
    Condivido molte delle critiche fatte a Sansonetti(prima se ne va e meglio è),ma non può essere lui la causa di questo impoverimento culturale progressivo e senza freni.Confido di potere leggere altri punti vista.ciao

  240. l’indirizzo è: mailito:tg1.esteri@rai.it

    scusate se non entro nel merito della discussione che non mi appassiona per nulla. soprattutto dopo esser tornata dalla manifestazione al cantiere dove è morto un’operaio la vigilia di natale e un altro è ancora in coma.e mi ha fatto piacere esserci trovati tutti noi (eravamo quasi tutti di rif) ed aver anche guardato negli occhi il mio segretario che provvederà immediatamente ad ri-inserire il mio indirizzo nella mailng-list perchè è stato solo un caso di disorganizzazione. oltre che avermi garantito che il 2 gennaio mi farà avere la tessera. e questo senza che glielo chieda io. working in progress… ). ma al di là di questo, in questa discussione mi sento più vicina alle posizioni di anassimandro e di corsaro, fermo restando che resto della convinzione che il partito sta agendo benissimo e che sta affrontando la situazione a dovere e a testa alta, senza dare modo ad alcuno di potersi rivalere se non attraverso accuse lanciate sui media che lasciano il tempo che trovano. la gente ‘nu è fessa, cari tutti. i fatti sono questi e con questi si deve fare i conti. ed è giusto che i conti li facciano i diretti interessati civilmente seduti attorno ad un tavolo.
    questa è la democrazia. grazie al cielo!!
    condivido anche l’intervento di alessandro

    però ramon voglio dirti una cosa, non per allarmare, ma perchè mi ha scosso. ho appena ricevuto una e-mail di un compagno del nord smarrito. smarrito perchè mi ha mandato il documento dei comunisti uniti (che a loro volta avevano mandato a lui. e sono tanti ramon, sparsi in tutte le regioni d’italia!!!) e mi chiede testuali parole “ma tu ne capisci niente? questi dicono che è nel progetto di PRC. io non ci capisco niente. ma è vero? ne sai qualcosa?”. ecco. dopo aver letto sono rimasta sbalordita. in sintesi si chiede “senza l’esclusione pregiudiziale di nessuno e senza settarismi, senza delega in bianco a nessun gruppo dirigente, per dare una spinta alla costruzione di un percorso organizzativo verso la ri-costruzione di un Partito Comunista degno di questo nome nel nostro paese.”
    “Per questo non intendiamo la costituente dei comunisti come un movimento “alternativo” alla presenza dei comunisti in questa o quella componente comunista organizzata – sia all’interno di PRC e PdCI che al di fuori – o che alluda allo scioglimento immediato di queste. Anzi, tale movimento dovrebbe comporre nel tempo un’area politica trasversale modernamente comunista con un saldo impianto anticapitalista ed antimperialista e che possa rafforzare l’obiettivo comune del Partito per tutte le comuniste ed i comunisti ovunque collocati. Occorre costruire, quindi, strutture “trasversali” (le famose “case comuni”) a doppia appartenenza che rafforzino, e non indeboliscano, il lavoro di ciascuno. Intendiamo questa “casa comune”, proprio come dicevamo nell’appello, come strumento transitorio per la fase aperto ai compagni del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia.”

    doppia appartenenza ramon!!!!
    questo mi spaventa. e non poco

  241. caro corsaro, tu hai scritto “a me della mozione 2 o della mozione 24 non me ne frega nulla, perché non sono iscritto a nulla.” ed in altri numerosi post hai espresso giudizi e preconcetti sull’attuale maggioranza del partito. perciò e solo perciò mi sono permesso di dirti “mio caro corsaro, perché sputi nel piatto dove mangi senza avere la dignità e la coerenza di licenziarti e salutare tutti?”.
    in altre parole, caro corsaro, bisogna pur decidersi una buona volta. se si vuole essere dipendenti e basta e non ci si interessa delle sorti politiche del partito che è proprietario del giornale allora le vertenze sindacali si fanno per salvare i posti di lavoro e punto. se, invece, si vuole difendere una linea editoriale contraria alla linea del partito allora si fanno processi alle intenzioni (questi si di stampo staliniano) alla maggioranza del partito, si sostiene (contro la logica e il buon senso) che chi condivide la linea politica del partito è sospetto di omofobia e si sbarra la strada pregiudizialmente all’ingresso nella società di un editore che va benissimo per editare la rivista di bertinotti ma che nelle vesti di editore di liberazione trasformerebbe il quotidiano in un foglio omofobo. dal che se ne dovrebbe dedurre che bertinotti ha accettato di essere condizionato dall’editore.
    il tempo, oramai poco per fortuna, e i fatti si incaricheranno di smentire tutte queste cazzate, come è già successo per tante previsioni politiche di sansonetti ed altri redattori ed esponenti della mozione 2 del tipo: la nuova maggioranza farà uscire rifondazione dal partito della sinistra europea (peccato che non sia così e che la direzione ha approvato il programma elettorale del P della sinistra europea); la nuova maggioranza farà uscire il prc da tutte le giunte (ed io ho, lo confesso, esclamato: magari!) ed invece non è così, purtroppo aggiungo io perché penso sarebbe meglio uscire da una giunta in più che essere in una giunta come quella della campania e della calabria); ci sarà una deriva dipetrista, che chiunque può vedere non esserci stata, tranne forse quella di sansonetti che ha proposto (sic) come garanti ed arbitri di uno scontro fra giornale e partito (come se una organizzazione di 97 mila iscritti che mette i soldi nel giornale e che decide che fare con congressi democratici e un direttore fossero duè entità identiche) per esempio Moni Ovadia che con dipetro stava sul palco a piazza navona. e potrei continuare.
    inoltre, mi sarò spiegato male, ma tutto ciò che ho detto sui giovani assunti con il contratto nazionale, sulla loro valorizzazione visto che capita che scrivano subito in prima pagina su temi importanti e così via erano cosa che volevano dimostrare che un giornale del prc è immensamente meglio degli altri giornali. devo dire che non sempre ho riscontrato la consapevolezza di questa realtà da parte di redattori pronti a disprezzare il partito prc nei loro stessi articoli. ma tu l’hai capita al contrario. pazienza.
    quanto alle raccomandazioni. guarda io non so chi sei e non so come sei arrivato a liberazione. però, e lo dico senza tema di smentite da parte di nessuno, in tutti gli anni che sono stato in segreteria del partito, responsabile esteri e deputato non ho mai, dico mai, “segnalato” nessuno per essere assunto a liberazione. e perciò posso dire che numerosi sono stati raccomandati da questo o quel dirigente o capo corrente. e spesso mi è capitato di sentire da redattori lamentele circa la professionalità di intoccabili in quanto fatti assumere da questo o quel dirigente.
    devo perfino dire che i redattori che dopo anni e anni di lavoro per un quotidiano di partito senza mai aver avuto la tessera del partito che solo all’ultimo minuto si sono iscritti solo per votare la mozione 2 non hanno dato un bello spettacolo.
    infine, hai scritto: “meglio militanti pronti a sacrificare i propri diritti diritti, non privilegi) in nome dell’interesse generale.” guarda, io non ho mai chiesto di sacrificare nessun diritto a nessuno. te lo dico senza polemica, perché è un tema molto delicato. guarda che i militanti non sono merde. non sono cretini. non sono stupidi. non sono peggio dei giornalisti o dei dirigenti del partito. conosco personalmente centinaia di militanti che si alzano alle sei, vanno in fabbrica dove oltre a lavorare lottano, tornano a casa ed escono per partecipare a riunioni faticose, per distribuire volantini, per affiggere manifesti, senza avere mai nessun onore, nessuno stipendio, nessuna gloria. se compiono dei sacrifici è perché lo vogliono, lo sentono come un dovere perfino morale. la categoria dei giornalisti militanti non esiste contrattualmente (c’è solo l’esempio del manifesto dove prendono tutti lo stesso stipendio perché sono una cooperativa) e nessuno pretende che i giornalisti di liberazione lo diventino d’incanto.
    ma ti assicuro che un po meno di disprezzo per il partito e per i suoi militanti, un po meno di superbia e un po più di voglia di far politica umilmente non guasterebbe.
    ciao corsaro e non licenziarti.

  242. Maria sei davvero incomprensibile, simpatizzi con Corsaro e Anassimandro, con relativa zavorra economica/culturale + arroganza connessa, e vorresti cacciare dal partito tutti i vendoliani per espulsione. Mi verrebbe da usare un aggettivo ma non posso.
    La situazione non è come dici: la guerra civile che ci attraversa è l’unica cosa che giunge di noi e ci rende evanescenti, morti viventi, un partito su cui non si può investire.
    Per il resto io non ho niente contro l’unità dei comunisti, se riusciamo ad egemonizzarla. Questo riguarda me come tanti altri compagni. Anche mio padre e il mio fidanzato, che seguono poco, non capiscono lo scandalo. Questo giusto come dato statistico.

  243. cara maria, non preoccuparti. si tratta, se ho capito bene, della costituente comunista promossa da marco rizzo. minoritaria nel pdci e inesistente in rifondazione. la doppia appartenenza è relativa al fatto che si vorrebbero costituire luoghi nei quali ci siano iscritti a tutti i partiti, non che si promuove il doppio tesseramento, che è comunque proibito sia dallo statuto del prc che da quello del pdci.
    un bacio

  244. un compagno di roma Says:

    scusate ma oggi si è tenuta la direzione del partito?

  245. Infatti io credo che alla fine il PDCI riconfluirà nel PRC con l’eccezione del 10% dell’area di Katia Belillo.
    Per Liberazione oramai abbiamo detto tutto il possibile,per chi vuol vedere i fatti sono sotto gli occhi di tutti,per gli altri pazienza.
    Effettivamente Ramon sono contento che la questione sia oramai vicina alla sua soluzione perchè sinceramente non se ne può più.
    Ma guarda che è cosi anche su altri blog della sinistra 1-2 commenti sulla palestina e centinaia su sansonetti o qualsiasi cosa riguardi il PRC.
    Sul blog di aprileonline fanno tanto i superiori ma si discute solo se ci sono fatti riguardanti il PRC o Liberazione.

  246. Mica oggi? Oggi si doveva dimettere il CDA della MRC SPA a quanto ne so.

  247. un compagno di roma Says:

    e si è dimesso?

  248. Questo non lo so.Forse Ramon ha più informazioni di me.

  249. un compagno di roma Says:

    A Ramon fatte vivo sono preso da una ansia sachiana

  250. Beh compagno di roma indubbiamente la situazione si è protratta anche per troppo tempo………c’è l’assoluta esigenza che il Partito si riappropri del suo giornale.Ma sono cose da pazzi io per avere notizie del partito devo saltare da un blog all’altro………oppure prendermi quelle che Il Manifesto lascia filtrare a modo suo….è assurdo.

  251. E pensare che ogni domenica facevo diffusione militante nei caseggiati popolari,ho venduto fino a 100 copie in una mattinata mi svegliavo alle 6 per andare a prendere i giornali in Federazione……farlo oggi con sansonetti direttore manco se mi danno 500 euro a Domenica.

  252. Caro Ramon, tanti cari auguri a re, ai tuoi lettori e al tuo partito, per un felice 2009
    Antonio (Tafanus)

  253. grazie ramon.

    sasha, non è colpa mia se non la penso come te su quasi tutto.
    io di norma non giudico mai per partito preso, ma per i contenuti di quello che si dice. molte delle cose dette da corsaro e anassimandro mi trovano d’accordo, ma non per questo “simpatizzo” per la redazione. credo di aver espresso bene le mie opinioni in riguardo e anche su come funziona un giornale di partito, purtroppo. e anche della degenerazione avvenuta, purtroppo. ma se corsaro e anassimandro dicono delle cose sensate non capisco perchè non devo esser d’accordo. poi non ho mai detto di espellere i vendoliani, ma di far sì che si trovino a decidere: o qui o lì. e questo è compito del partito e non mio.
    e anche riguardo all’unità dei comunisti non sono d’accordo con te nè con tuo padre nè col tuo fidanzato.
    poi esprimi tutti gli aggettivi che ti pare nei miei confronti, ma ti garantisco che non mi tangono. se mi fossi fatta tangere da tutto quello che mi è stato detto e che mi dicono, a quest’ora mi sarei dovuta fare suora di clausura. e a questo non ci penso minimamente.

  254. Comunque compagni ho letto i commenti agli articoli su Gaza sul corrieredellasera online.Una cosa tremenda mai visto tanto fanatismo,vi assicuro che le nostre polemiche su sansonetti al confronto sono nulla.
    Ma anche chi si schiera con i palestinesi e sono tanti fanno tifoseria da stadio.Si parte dagli arabi colpevoli dei loro mali fino a israele nazista,alcuni poi affermano “Noi siamo stati costretti a bombardare…” un altro che si firma Mossad e dice cose che direbbe uno di forza nuova sugli ebrei…..il tutto in un delirio tragico….tanto sono tutti al caldo nelle loro case compresi quelli che sono stati costretti a bombardare.Frattini poi è addirittura comico….Hamas è terrorista però non la si deve attacare da terra.Ma che vuol dire?Sembra un commento lasciato en passant tra un veglione e l’altro….

  255. caro andrea, su guerrilla ho dovuto precisare cose allucinanti. tipo? tipo che ad un intervista fatta a vik gli hanno detto che tutti attaccano hamas e che “addirittura anche il neosegretario di rifondazione” dà la colpa ad hamas per aver creato questa situazione. fortuna che vik è uomo di grande intelligenza e ha risposto che lì la popolazione è tutta per uno, uno per tutti e che nessuno se ne importa nulla nè di hamas nè di altro.
    siamo davanti ad una regressione culturale seria di questa sinistra. ma seria davvero.

  256. ah ah ah… ansia sachiana… ho letto sul sito del PDCI un’intervista su Left a Diliberto: “è normale che il partito più piccolo faccia un passo indietro”. Il doppio tesseramento è proibito? Ma i vendoliani non hanno le loro tessere?

  257. bè sasha, fa piacere saperlo. nessuno ha mai detto che il pdci non deve rientrare in rifondazione, anzi. magari! ma questa non sarebbe una costituente comunista, ma appunto, un passo indietro del pdci che ci auguriamo tutti.
    i vendoliani hanno una tessera associativa non di partito

  258. Brunoincazzato Says:

    compagni cari diventa difficile stare sulle cose,sulle mille cose in cui dobbiamo starci per forza:la palestina e la pace,la stampa asservita,l’antipolitica, la destra,la disperazione, le tante vertenze territoriali, una idea di società,e prima di tutto il partito.che i comunisti italiani rientrino in prc non può che farmi piacere, potrei,cristianamente,interpretare il gesto come il ritorno del figliuol prodigo. non vi nascondo che la mia più grave sofferenza è stata la scissione.e vi voglio confidare un altra cosa:non vi nascondo che ho avuto una feroce crisi,volevo andare in pcl.un po egoisticamente pensavo che questa sofferenza appartenesse solo a me,senza pensare che la crisi investisse tanti compagni.per quanto possa valere la mia militanza e la mia iscrizione mi dicevo: perdono me e basta.subito dopo sono stato assalito dai dubbi:e se questo ragionamento lo fanno in tanti cosa rimarrà di rifondazione?non posso permetterlo no. sembra il debutto,dopo la caduta del muro,la confusione,il senso di iandeguatezza,la paura,il caos,le differenti culture,si ci tocca,in definitiva ricominciare.e ricominciare in un partito che per quanto possa essere attraversato da lotte inetstine, da ritardi, da analisi sbagliate, da questioni serie e delicate,è e rimane la faccia più pulita di questa italia di merda.
    vi abbraccio

  259. tornaaaaa ‘sta casa aspiettaaa a teee…..
    vabbè, calma, che tra il dire e il fare c’è di mezz ‘o mare.
    parecchio bruno che non facevi una full-immersion…… la mia moto……la mia terra……..rifondazione: la mia casa…. 🙂
    grande bruno!
    santa notte a te….

  260. Sal Fiore Says:

    Da oggi faccio un cambio:

    produo pasta fatta in casa. Spaghetti, fettuccine, orecchiette, ‘nrficiddati,
    ravioli, gnocchetti, maccheroni, capelli d’angelo. Il costo e’ di circa 28 centesimi al kilo.

    Non comprero’ pasta gia’ fatta.

    Con la nuova stagione mi mettero’ ad allevare le patedde. (o per i non pugliesi “helix aperta”)

    Sal.

  261. Sal Fiore Says:

    avevo dimenticato. Come i ricchi snob la mia pasta sara’ naturalmente all’uovo biologico, fresco di giornata.

    Sal.

    PS: Ma Sansonetti e’ ancora vivo?

  262. Sal Fiore Says:

    ‘Rifondazione ha bisogno di uno psicanalista, Liberazione no!’, ‘Non mi e’ piaciuta la minestra di Fagiolì, ‘Femministe, lesbiche, gay, trans, mamma mia che paura! Chiamiamo Fagioli’. Sono alcuni dei cartelli di protesta esposti ieri dalla redazione di Liberazione al sit in davanti alla sede del quotidiano di Rifondazione comunista contro l’ipotesi di vendita a Luca Bonaccorsi, vicino allo psicanalista Massimo Fagioli. “Bonaccorsi e Fagioli – accusa Luxuria, che ha guidato il sit in – hanno criticato, tra l’altro, il fatto che Liberazione si sia occupata troppo di sesso. Non vorremmo ora essere costretti a rivolgerci all’Osservatore romano o all’Avvenire per parlare di questi temi, bensì continuare ad avere uno spazio su un giornale di sinistra, che ha sempre considerato la libertà sessuale come parte integrante della grande lotta per l’uguaglianza”, rivendica l’ex deputata Prc, mostrando la copia del 16 gennaio 2005 sulla quale per la prima volta firmò in prima pagina un articolo sui gay.
    Fresca vincitrice dell’Isola dei famosi, Luxuria è convinta che dietro l’ipotesi di vendere il giornale ci siano i conti in rosso e “la crisi delle vendite”, ma anche “la linea editoriale del direttore, Piero Sansonetti”, contestata dalla maggioranza del partito di Paolo Ferrero che la considera troppo vicina alla minoranza vendoliana: “Si vuole che Sansonetti stia a Ferrero come Fede sta a Berlusconi. E’ assurdo – sottolinea Luxuria – e per questo piena solidarietà a Sansonetti”

    E voi chi avete ora per far ricredere gli Italiani che Luxuria e’ tutta una montatura?

    Ho postato qualcosa che Ramon ha voluto cancellare ma che potrete trovare su Indymedia.(digitate in google.com “onorevole luxuria va avanti”)

    Naturalmente vi state chiudendo in voi stessi, credendo che riuscirete a sconfiggere i media e mantenere il controllo per il futuro. Purtroppo non e’ cosi. Non state crescendo con gente nuova.

    Avete paura di esporvi con me? Cosa ho fatto? Non sono un buon testimonial? Non ho sfasciato un bancomat? Ma se provate a parlare io vi sfascio mezzo capitalismo, non una stronzata di Bancomat.

    Avete anche cancellato tutto da Rifondazione.it. Cos’e’ avete paura dell’impero Britannico? Blair vi ricatta? Elisabetta d’inghilterra vi fa’ gli occhi storti?

    Credetemi uscite da queste sacche di isolamento. E se ho fatto qualcosa era per aiutarvi non certo per diventare famoso. E come al solito Luxuria si prendera’ la parte e Ferrero ci rimettera’.

    Ma quale omofobia? Che andassero a prendere per il culo altri.

    Ramon per cortesia non dire ora che Luxuria ha il suo dirittto democratico di protestare pacificamente. Perche’ questa non e’ una protesta ma un’azione mediatica studiata appositamente.

    Sal.

    Vedete che quando dico che girate e rigirate parole, finirete per chiudervi in un mondo che non esiste. E non lo faccio per imporre qualcosa. Anzi vi state auto-imponendo una censura giornalistica. (perche’ non vi siete accorti che tutti i divi sono passati con l’altra mozione esattamente per essere testimonial credibili. Ma io alla Luxuria ci farei il pelo ed il contropelo )

  263. Sal ti stimo ma non sono d’accordo.tanto per cominciare ieri il CDA della MRC SPA è andato a casa tra poco seguirà sansonetti e la sua banda.
    Sinceramente delle cazzate di liberazione o del riformista mi frega poco,comunque citiamo tutti i media, Europa che ci attaccava furiosamente stamattina ha cambiato completamente linea lo stesso vale in parte per repubblica.Cosa vorresti scendere sul loro terreno ed insultarli?Vogliono proprio questo.Ma ci pensi che fino a pochi mesi fa questa gente governava il partito.
    Liberazione e la loro ultima ridotta prima della scissione,ma l’hanno preparata male e gli riuscirà peggio.Queste cose o si fanno subito oppure perdi pezzi oramai sono solo ceto politico locale.

  264. Comunque qualsiasi cittadino italiano considerà la sceneggiata di ieri un circo……in realtà pure la Sinistra Arcobaleno era considerata tale altrimenti 3 partiti + Mussi ed i suoi cari mica avrebbero preso il 3% perdendo milioni di voti.
    Sono loro che si rendono ridicoli…………..

  265. compagni clamoroso cambio di linea anche sul sito aprileonline dopo aver sparato a palle incatenate per giorni sul PRC stalinista ed omofobo stamane è comparso un articolo dal titolo “Liberazione non è di Sansonetti”.
    Vuol dire che ieri hanno fatto vergognare anche i loro pasdaran più sinceri.
    Io continuo ad essere preoccupato sul fatto che costoro tra poco saranno talmente impresentabili che non li vorrà nessuno e dovremo tenerceli noi……..

  266. Sti vendoliani hanno rotto,ma perchè non li cacciamo noi???
    Tanti vengono stipendiati dal partito e costoro non fanno la scissione per un mero rendiconto economico…….
    BASTA LA GENTE VUOLE FATTI E NON STERILI POLEMICHE!!!

  267. Silvio Potente Says:

    Caro Ramon, sono il segretario del circolo Prc di Palata in provincia di Campobasso. Come circolo per anni abbiamo fatto la vendita militante di Liberazione, abbiamo dato un contributo alla locale squadra di calcio affinchè esponesse nel nostro piccolo stadio lo scriscione Liberazione “giornale comunista. Ora abbiamo deciso di dire basta. Siamo stufi di prendere parolacce ogni giorni, di essere classificati come ferri vecchi, oppure novelli militanti della Caritas perchè facciamo le iniziative contro il carovita distribuendo pane e pasta. Leggendo liberazione di oggi (on line, mi rifiuto di andare in edicola ad acquistarla) leggo del sit-in che giornalisti, Luxuria ed altri esponenti della mozione 2 hanno fatto ieri sotto la direzione del partito per protestare sulla presunta vendita del giornale all’editore Luca Bonaccorsi. Ora mi vengono spontanee alcune domande:
    1) Luca Bonaccorsi non è anche l’editore del settimanale Left, molto vicino alle posizioni della mozione 2, dove tengono una rubrica fissa l’ex segretario Franco Giordano e Massimo Fagioli?
    2) Bonaccorsi non è anche l’editore del bimestrale diretto da Fausto Bertinotti “alternative per il socialismo” ?
    3) La presentazione della candidatura di Fausto Bertinotti alle primarie dell’Unione non si è tenuta a Roma nella libreria di proprietà di Massimo Fagioli?
    4) Non è forse vero che in occasione dell’ultimo congresso molti seguaci di fagioli si sono iscritti al Prc per votare la mozione 2?
    Allora mi chiedo se tutte queste domande corrispondono al vero con quale onestà intellettuale si può dar adito alla canea di polemiche scatenate da Sansonetti, Migliore e compagnia bella?
    Abbiamo un compito arduo,ricostruire un tessuto connettivo con larghi settori della società, e sinceramente non vi va di perdere tempo con chi fa delle battaglie solo perchè il loro perverso disegno politico è stato battuto democraticamente al congresso di Chianciano.
    Ti abbraccio e ti auguro un felice anno nuovo.
    Silvio Potente

  268. Antonella Says:

    Se non avessi letto quest’ultimo intervento (quello di Silvio Potednte: grazie delle notizie!!!!) avrei preso per oro colato l’articolo di Aurelio Mancuso su Liberazione di oggi.
    Certo che c’è un’ipocrisia in questa lotta intestina…viene quasi da dire bye bye compagni. Perchè io li ho votati per anni. Li ho difesi per anni. Probabilmente il fatto di non conoscere le vicende del partito mi ha reso anche abbastanza “ignorante” e cieca rispetto a ciò che stava succedendo dentro.
    E dire che Luxuria l’ho votata e oggi la ritrovo (dopo una orripilante vicenda televisiva) a guidare il sit-in contro Ferrero.
    Che amarezza. Mi verrebbe voglia di stendere un velo pietoso e di non leggere più niente.
    Buon anno compagni. Abbiamo bisogno proprio di una grande dose di fortuna.
    Antonella

  269. Antonella Says:

    e non avessi letto quest’ultimo intervento (quello di Silvio Potednte: grazie delle notizie!!!!) avrei preso per oro colato l’articolo di Aurelio Mancuso su Liberazione di oggi.
    Certo che c’è un’ipocrisia in questa lotta intestina…viene quasi da dire bye bye compagni. Perchè io li ho votati per anni. Li ho difesi per anni. Probabilmente il fatto di non conoscere le vicende del partito mi ha reso anche abbastanza “ignorante” e cieca rispetto a ciò che stava succedendo dentro.
    E dire che Luxuria l’ho votata e oggi la ritrovo (dopo una orripilante vicenda televisiva) a guidare il sit-in contro Ferrero.
    Che amarezza. Mi verrebbe voglia di stendere un velo pietoso e di non leggere più niente.
    Buon anno compagni. Abbiamo bisogno proprio di una grande dose di fortuna.
    Antonella

  270. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    a costo di passare per vetusto e rozzo esprimo due considerazioni sul temasessuale che mi sembra stia diventando un aspetto troppo importante rispetto al ruolo che effettivamente ha. Posto che chiunque ha il diritto digodere della propria inclinazione ( pedofili a parte da contrastare in ogni modo) sessuale mi chiedo quale sia la vera bandiera che sventola sulle ali della libertà sessuale. Gli omosessuali hanno ruoli di rilievo in tutti i comparti produttivi,sono dominanti nel mondo dello spettacolo, della moda. Persino in confindustria occupano ruoli di rilevante potere e prestigio.Non c’è un salotto che possa definirsi tale se non c’è un rappresentante del mondo omossessuale. Insomma tutto si può dire ma non che siano emarginati.
    Anche in relazione alla cultura popolare ormai persino nelle realtà rurali non c’è più lo scandalo di poche decine di anni fa.Insomma non vedo proprio perchè questo tema debba essere una bandiera politica quando in realtà è un fatto di costume di cultura generale e diffusa di una certa società. Credo che sia un falso problema, il vero problema è tra ricchi e poveri, tra chi domina e chi è dominato. Omessessuale o no.
    La tematica è seria se trattata in modo serio ma sempre più è una misera mistificazione di altro. Non stupisce che adesso venga usata da sansonetti per una campagna di denigrazione del giornale che lui stesso dirige.
    Ritengo inoltre che esistano delle priorità imposte dalla realtà delle cose di chiara e semplice definizione perchè illuminate dal buon senso,che non è sempre in linea con il senso comune.
    L’intervista di Vendola di oggi che dichiara morto il partito anzi peggio “un partito di spettri”fa da cornice a tutto ciò.
    Insomma credo che sia bene individuare quelle QUATTRO cose ben confuse ma prioritarie che descrivano il prc e quello che vuol fare perchè non si può difendere tutto senza combattere niente. Questo tema del sesso non può essere una di queste quattro cose,tutto qui.
    Viva la vita!

  271. Infatti, come disse Lafontaine: poche parole d’ordine chiare, su cui non si transige. Però le contraddizioni di genere non sono un aspetto così trascurabile, e nel panorama politico italiano non se ne fa carico nessuno.
    In questo momento non mi sento pessimista. Appena liberiamo liberazione mi abbono. Deve essere un giornale libero, quello sì, fatto da gente che ci crede, di alta professionalità.
    Sul fatto che Liberazione fosse un quotidiano avanzato, che dire. Io per esempio sono una giornalista di cibo e vino, guardiamo figure come Veronelli, che hanno incrociato politica e gastronomia, o il gambero rosso, che era un inserto del manifesto. Adesso non dico che queste tematiche, che pure manifestano una certa politicità, debbano interessarvi. Noto solo che su questo fronte, certamente non prioritario, Liberazione non è mai esistita, qui l’innovazione proprio non c’era. Perfino Micromega fece numeri monografici di un certo interesse. E poi perché la TV dovrebbe contare più della vita materiale?
    Ricordi Mascarello, Ramon? “No Berlusconi no barrique”.

  272. Sacha io sono un amante del vino l’argomento mi interessa………apprezzo che tu abbia citato il grande Veronelli.Comunque come hai potuto notare oramai persino su aprileonline danno torto a sansonetti,credo che pochi giorni ed il discorso sarà chiuso.

  273. Anziché fare interviste alla Ventura, perché non parlare della cucina in carcere, del vino biodinamico di impronta steineriana, dei vecchi vignaioli comunisti delle Langhe? Bisognerebbe chiedere a Fagioli come mai Sansonetti è ossessionato dal sesso e dai suoi vari buchi (tranne quello di bilancio…), e poi rimuove il cibo.
    Scrivo questo nela consapevolezza che non bisogna mai scivolare nell’elitismo in stile via veneto che ci ha fatto un male cane. Ma quella è moda, l’altra è cultura. Piccoli dettagli che me lo fanno sembrare un tipo in fondo molto medio.

  274. Sal Fiore Says:

    Giovanni, e’ giusto quello che dici.

    Infatti la mia teoria e’ che sia i transgender e gli omosessuali non hanno minimamnente cambiato l’Italia maschilista e dominate aggressiva e non perche’ ci sono sempre di piu’ maschi a lavoro o nei vari ambienti, ma perche’ vi e’ na “mascolinita’” negli atteggiamenti sia di donne che degli omo o trans. Vedi, un trans che combatte contro qualsiasi ostacolo e si comporta da leader indefesso ed e’ aggressivo agli occhi della telecamera e a cui piace la gerarchia, fammelo dire e’ un uomo con molte piu’ palle e testosterone di chiunque altro.

    E questo comportamento e’ ereditato esattamente da quella “cultura intrisa di mascolinita’” da cui provengono e la rigenerano reinterpretandola con nuovi comportamenti formali.

    I contenuti del comportamento che sono puramente mascolini sono stati associati storicamente con l’aggressivita’ per il raggiungimento degli obiettivi, l’ammirazione per la gerarchia, il controllo, l’esporsi per poter essere ammirato, il voler essere a tutti i costi il leader, il donare per poter ricevere maggiore attenzione, l’essere al centro mentre tutto il mondo ruota intorno.

    Insomma un trans or omo arrogante nei contenuti (ma non nella forma) rigenera nella forma la mascolinita’ ed intrappola le donne e le femministe che vogliono superare comportamenti associati con tale mascolinita’.

    Contrariamente alla mascolinita’ abbiamo l’apertura al dialogo, il dialogare per condividere, le scelte di gruppo, la collegialita’, il non apparire per poter ottenere, la perseveranza e coerenza, gli obiettivi che sono sempre condivisi, l’inclusivita’ ecc. ecc.

    La “forma” di un trans o di un omo che utilizza la mascolinita’ per affermare il proprio essere nella societa’ odierna e’ deleteria per il bene comune.

    Sal.

  275. auguro buon anno a tutti, un anno da vivere in libertà.
    noi domani saremo in piazza per il Capodanno dei Popoli, manifestazione realizzata dalle Comunità Immigrate sul territorio della nostra provincia organizzta dalla provincia. “fiaccole e tamburi” e cena con i loro prodotti tipici.in questi giorni noi della minoranza (cioè maggioranza nazionale)abbiamo realizzato dei volantini in sostegno alla palestina col simbolo di rifondazione, e provvederemo a far volantinaggio. che piaccia o no lor signori, il documento che abbiamo firmato invitava ad andare per le strade, e questo intendiamo fare.
    vorrei segnalare ad andrea (in particolare, ma a tutti, persino ai neroazzurri) un’altro indirizzo. ho deciso di scrivere all’ambasciata israeliana. a pagliara ho scritto come cittadina, ai fratelli ebrei scriverò in veste di priora domenicana rispolverando qualche mio vecchio testo di patristica. sicuramente ci si puliranno, ma quando le lettere arrivano in ambasciata devono essere protocollate. quindo lo farò insieme ad altri. l’indirizzo è AMBASCIATA ISRAELIANA A ROMA: Via Michele Mercati 14 – 00197 L’ambasciatore israeliano a Roma si chiama GHIDEON MEIR amb-sec@roma.mfa.gov.

    se la libertà è partecipazione, ebbè, allora liberi fino in fondo!

    buon 2009 a tutti!!

  276. Caro Ramon e cari tutt* vi auguro un felice 2009…
    un bacio Laura

  277. Buon 2009 a tutti.Ciao andrea

  278. Sal Fiore Says:

    E buon anno anche da Wolverhampton. (siamo attualmente a due gradi sottozero).

    Un abbaccio sincero e saluti comunisti per un nuovo anno di battaglie per la solidarieta’, liberta’ e comunismo.

    Sal.

  279. Brunoincazzato Says:

    Auguri sinceri di buon 2009 a tutte e tutti e ricordate:
    SOCIALISMO O MUERTE!!!!!

  280. Antonella Says:

    Dalle mie parti (Quito) cominciano i botti ma non è ancora mezzanotte.
    Buon Anno a tutti

  281. Sal Fiore Says:

    Sacha,

    “Bisognerebbe chiedere a Fagioli come mai Sansonetti è ossessionato dal sesso e dai suoi vari buchi (tranne quello di bilancio…), e poi rimuove il cibo.

    Il cibo apre spazi di comunicazione. Il concetto di qualita’ del cibo e’ nel sociale. (anche se molti non lo hanno ancoa capito). Il concetto di qualita’ del cibo apre anche il conflitto tra venditore e consumatore. Il concetto di qualita’ del cibo e’ uno strumento psicologico che utilizzato opportunamente potrebbe riscattare le masse liberando l’ individuo dall’alienazione del consumo resistendo la mercificazione del lavoro.

    Sal.

  282. intanto grazie per gli auguri.
    contraccambio.
    buona fortuna!
    ne abbiamo bisogno noi e ne ha bisogno il mondo.

  283. e ricominciamo a discutere.
    di nuovo sul pdci.
    si può ragionare con due schemi:
    uno) la sinistra arcobaleno è fallita perché era troppo generica e non comunista. il prc vuole restare comunista e il pdci pure. perché, quindi, ferrero e diliberto non decidono di unificarsi? oppure, perché ferrero non chiede al pdci di rientrare in rifondazione? insieme prenderebbero più voti che separatamente. e poi un partito comunista più grande dei due attuali è meglio no?
    due) la sinistra arcobaleno è fallita perché l’esperienza di governo ha collocato i partiti nel sistema politico separato dalla società. il prc vuole rilanciare un progetto di RIFONDAZIONE comunista a partire dalla ricostruzione dei legami e delle solidarietà sociali. un progetto che merita di essere anche (ANCHE) presentato agli elettori ben sapendo che a livello elettorale ci saranno molte difficoltà, sapendo che quello elettorale è un aspetto secondario della linea e del progetto politico. si possono fare accordi e convergenze di molti tipi ma non unificazioni e liste uniche alle elezioni perché queste riproporrebbero la stessa logica della sinistra arcobaleno anche se la lista si chiamasse comunista. al pdci si può proporre che presenti candidati propri (e con un progetto diverso) nelle nostre liste non perché il prc è più grosso bensì perché il progetto sia chiaro (come chiaro sarebbe rimarrebbe quello del pdci). analogamente non si può, questo si sarebbe scorrettissimo, dire al pdci sciogliti e rientra nel prc. lo stesso vale per sinistra critica e per il pcl (ben sapendo che questi fra loro praticamente non si parlano nemmeno e che in sostanza sono alternativi fra loro e rispetto al pdci.

    come vedete nel caso uno avremmo fatto un congresso per nulla. ricominceremmo da capo con il governismo (perché l’aggettivo comunista non mette affato al riparo dal governismo, anzi). il progetto della RIFONDAZIONE comunista annegherebbe nei fatti negli organigrammi dell’unificazione di due ceti politici dirigenti a livello nazionale e locale. e per giunta molti se ne andrebbero a casa o addirittura nella costituente della sinistra.
    nel caso due c’è l’opportunità che il progetto viva, pur misurandosi con le elezioni e con accordi con altre forze.

    lo so che è complicato. ma lo è perché siamo usciti da sconfitte storiche e perché è complicata la realta politica delle forze antagoniste italiane. tentare scorciatoie, che piacciono tanto ai grandi commentatori dei mass media che pensano solo a leader e elezioni ma che di progetti ed analisi politiche non capiscono un cazzo, sarebbe solo peggiorare le cose, non risolverle.

    spero di essermi spiegato

  284. caro silvio potente, è esattamente come dici tu. il che dimostra solo la strumentalità delle sceneggiate che mettono in piedi. pensa un po: il sottoscritto non ha mai messo piede in nessuna iniziativa organizzata da fagioli per sostenere rifondazione e bertinotti. mai. soprattutto perché considero sbagliato e pericoloso mischiare terapie psicanalitiche con appartenenze politiche, e considero disdicevole il rapporto personale fra un leader di una comunità terapeutica e un leader politico con folla plaudente. conosco bene Bonaccorsi che è persona squisita e con il quale si può discutere amabilmente. ma il sottoscritto non ha mai scritto su left (anche se gli fu chiesto). e non per la proprietà perché se è per questo ho scritto su un’infinità di giornali e riviste la cui proprietà è nemica. semplicemente perché ho sempre trovato la linea di left sulle questioni internazionali superficiale. meglio scrivere un articolo su limes, per esempio, perché li si può approfondire e non scivola tutto via con la rapidità della luce.
    ebbene, come dici tu, ora io sarei in complotto con bonaccorsi, e attraverso di lui con questo fagioli che non ho nemmeno mai visto di persona nemmeno da lontano. e ad accusarmi di questo sono quelli che correvano in prima fila alle kermesse organizzate da fagioli, che si fanno finanziare la rivista alternative per il socialismo da bonaccorsi e che scrivono su left. ho letto ieri sul corriere della sera un articolo (un articolo sul corriere della sera! non so se mi spiego) di giordano che dice di interrompere la “collaborazione che avevo avviato con left” (retribuita?) per via delle dichiarazioni omofobe di fagioli e bonaccorsi. il nostro giordano spiega che era stato intrigato dalle elaborazioni di fagioli sulla nonviolenza e sulla cultura della trasformazione. che fagioli consideri l’omosessualità come una patologia lo sanno tutti, da sempre. ma lui se ne è accorto solo ieri.
    ovviamente per i giornalisti che ieri hanno scritto su molti giornali, per i redattori di liberazione che inalberavano i cartelli e così via, non conta nulla il fatto che il cpn del prc ha votato un ordine del giorno su liberazione che E’ e resta la linea guida per il nuovo progetto editoriale di liberazione che dice esplicitamente che non si metteranno in secondo piano i diritti degli omosessuali e le aperture culturali. per loro conta solo fare un polverone nel quale alla fine il prc sarebbe propenso ad essere omofobo e a voler ricostruire il muro di berlino (sic).
    ovvio, per loro, superficiali fino all’inverosimile, contano solo speculazioni giornalistiche e pettegolezzi e notizie inventate di sana pianta.
    non gli passa nemmeno per la testa (o fanno finta che non gli passi) che mai e poi mai la direzione del partito accetterebbe una proposta di acquisto di liberazione da parte di chicchessia senza che sia garantito il nostro progetto politico che comprende la difesa dei diritti degli omosessuali. a loro, ripeto, interessa solo gettare fango contro il prc per far passare il loro progetto bocciato democraticamente dalle iscritte e dagli iscritti del prc.
    ricordo come se fosse adesso la tempesta di stampa che ci fu nel 99 (se non ricordo male la data) quando bertinotti, commentando il comunicato delle br che rivendicava l’omicidio di d’antona, disse che era preoccupante e pericoloso perché si vedeva che era sofisticato dal punto di vista sindacale e perché c’erano frasi e concetti condivisibili. siccome nel 99 tutti volevano ammazzare rifondazione comunista ecco che la notizia sulle agenzie fu bertinotti è d’accordo con le br. apriti cielo! il primo a tuonare cose del tipo: bertinotti chiarisca! bertinotti smentisca! bertinotti è un irresponsabile! lo avevamo detto noi che la deriva estremista di bertinotti lo avrebbe portato fino a qui! ecc furono gli esponenti del pdci. soprattutto il ministro diliberto, il coordinatore marco rizzo e cossutta. figuriamoci i diessini d’alema veltroni e compagni cantando.
    ecco, sta succedendo lo stesso. ciò che fa schifo è che lo facciano quelli che subirono quegli attacchi infondati ma non per questo, anzi proprio per questo, molto efficaci.
    ma questa è la politica italiana e questo è il giornalismo politico italiano. una merda!

  285. buon giorno e buon anno a tutti.

    “i militanti non sono merde. non sono cretini. non sono stupidi. non sono peggio dei giornalisti o dei dirigenti del partito. conosco personalmente centinaia di militanti che si alzano alle sei, vanno in fabbrica dove oltre a lavorare lottano, tornano a casa ed escono per partecipare a riunioni faticose, per distribuire volantini, per affiggere manifesti, senza avere mai nessun onore, nessuno stipendio, nessuna gloria. se compiono dei sacrifici è perché lo vogliono, lo sentono come un dovere perfino morale”

    Questa, Ramon, è una delle cose più belle che ho mai letto su cos’è un militante. Andrebbe stampata sulla prossima tessera. Leggo questo blog molto saltuariamente, più che altro per il passaparola di altre persone che mi suggeriscono di leggere alcuni post, come quello sulla vita di Rifondazione. Molti di quelli che avversano il partito sociale, probabilmente lo fanno perchè non sarebbero mai in grado di farlo. Per fare il partito sociale bisogna andare a letto tardi stanchi morti, alzarsi presto la mattina anche il sabato o la domenica, faticare in silenzio senza vedere subito i risultati. Da qui deve ripartire Rifondazione Comunista. Senza alchimie elettorali nè identitarie fuori tempo massimo nè radical-chic o negriane post-disobbedienti. Dobbiamo ripartire dalla fatica, sperando che questo non scoraggi qualcuno. E come ha già detto Ramon molto meglio di me, non esistono scorciatoie elettorali. Uno o due europarlamentari alle elezioni europee non ci devono far abbassare la guardia. Inoltre dobbiamo decidere dove radicare il nostro partito. O nelle università, nelle accademie, negli assessorati e nei consigli di amministrazione oppure nelle strade, nei quartieri e nella vita quotidiana. Io sono uno studente universitario e conosco le frange del movimento, che tuttora si definiscono disobbedienti, ma che nulla hanno più a che vedere con quella splendida esperienza. Non è questo il modello da seguire. Sostituire la parola “bisogno” con quella “desiderio” ci porterebbe sulla linea del PD in breve tempo. A me della moltitudine desiderante non frega un cazzo (mi perdoni Toni Negri). A me importa che un giovane abbia lavoro per più di 3 mesi di seguito. Che un gay non venga picchiato per strada, appena uscito da un locale. Che un migrante con un negozietto frutto del suo sacrificio non se lo veda bruciare da un gruppo di merde neofasciste. Che una migrante non sia assunta come donna delle pulizie solo se si fa toccare il culo da qualche professorone italiano (che poi magari scrive anche lui saggi sulla moltitudine desiderante e sull’esodo della moltitudine). Mi importa che esista ancora un contratto nazionale dei lavoratori. Mi importa che una donna non venga licenziata perchè rimane incinta. Le isole dei famosi e le altre cazzate le lascio ai giornalisti di liberazione che si atteggiano ad intellettuali. Una sola cosa vi dico: smettete di insistere con l’equazione partito sociale=militanti ignoranti. Farsi il culo non significa essere ignoranti. Il monopolio della cultura non è il vostro. A meno che “L’apologia del pene eretto” (Queer, inserto di Liberazione di Sabato 27/09/2008 o Domenica 28/09, non ricordo il giorno preciso) non la consideriate cultura. Allora vi lascio tutta la cultura che volete (sia detto senza offesa per le comunità LGBTQ). Questo partito sta provando, mi pare, a ripartire da qui. Con tutta una serie di problemi certo, dovuti al fatto che in questa maggioranza c’è gente che quando si trattava di abbassare gli stipendi dei dirigenti si stava facendo prendere un attacco di cuore e che già a Chianciano stava mercanteggiando la Presidenza del partito con i compagni della mozione 2. Ma per il resto, chiunque si sentisse al di sopra dei militanti perchè lui “produce cultura” mentre noi raspiamo la terra con le unghie come i cavernicoli, è pregato di ravvedersi o di lasciare questo partito. Caro Corsaro, forse a Repubblica o al Sole24Ore un posto lo troverai. In bocca al lupo.

    Marco

  286. Sal Fiore Says:

    Ramon,

    allora perche’ non si mette qualcosa in comune su cui discutere?. Ci sono sicuramente progetti su cui creare convergenze ed unita’ d’intenti.

    Per esempio: vi erano tutti, ma proprio tutti, contro la privatizzazione dell’universita’ e la precarizzazione del lavoratore della conoscenza.

    Li’ vi era l’intreccio tra lavoratori, studenti, crisi. E ci avrei anche aggiunto il carovita, la qualita’ della vita’, la questione meridionale (che in pratica poi riassume tutti i mal d’Italia) e l’internazionalita’, l’ egemonia dei sistemi della conoscenza, ridistribuzione locale della conoscenza.

    E’ un tavolo in cui vi e’ posto per tutti. Vi e’ posto per grandi, piccini, trans, omo, femministe, lavoratori dell’ILVA ed i loro figli che studiano nelle universita’ che la Gelmini vorrebbe affossare, i professori del nord che sono costantemente stigmatizzati dai sistemi internazionali egemonici della conoscenza ed i lavoratori nelle campagne dell’emilia che combattono il monopolio dell’informazione poiche’ mercifica il loro lavoro.

    E poi sfociare nell’internazionalita’, nelle battaglie contro la mercificazione dello studio universitario da parte delle forze Anglo-Sassone-Americane neo-liberal / neo-con e continuare con la ridistribuzione delle risorse ai contadini.

    Io penso che ci vuole solo un po’ di coordinamento, molto spazio e dimenticare la lottizzazione (e senza passare attraverso le lobbies mediatiche).

    Non e’ possibile rilanciare questo tavolo di discussione?

    Sal.

  287. caro giovanni, proprio non sono d’accordo. che in certi ambienti le persone omosessuali si siano conquistate ruoli e rispetto è vero. ma, come per il divorzio, per l’aborto e per la fecondazione assistita, e proprio la condizione di classe a fare la differenza. da sempre i ricchi e i potenti (e prima ancora i nobili) sono stati liberi di organizzare le loro relazioni affettive e sessuali come hanno voluto. le classi subalterne no! donne, omosessuali e soprattutto transgender appartenenti alle classi subalterne hanno sempre subito una doppia discriminazione e una doppia emarginazione. perfino tripla se parliamo del pensiero religioso dominante. non può esserci un progetto di trasformazione sociale che non intrecci la condizione sociale con quella dei diritti delle persone, specialmente quelli relativi alla discriminazione sulla base degli orientamenti sessuali. guardare la società dal basso è anche questo, caro giovanni.
    e ti assicuro, ma sono convinto che anche tu convieni su questo, che un operaio con poco stipendio eterosessuale ed uno omosessuale che subisce discriminazioni (anche dai suoi stessi compagni di lavoro) la condizione di maggiore sofferenza ed ingiustizia riguarda più il secondo che non il primo. per non parlare della discriminazione assoluta che subiscono i transgender, che non possono trovare un posto di lavoro neanche per sogno. una delle positività di vladimir luxuria è aver dimostrato in termini concreti e simbolici che essere transgender è essere come gli altri, che non è mostruoso, che non è disdicevole. dispiace a me che sembra che l’opportunità che meritava e che le è stata offerta, sembra appartenga a bertinotti e non a quel PRC che oggi ha semplicemente, su questi temi, cambiato segretario e maggioranza ma non certo linea.
    infine, è evidente che chi mette in contrapposizione la difesa dei diritti con il comunismo (non tu lo so) tanto se lo fa per un comunismo ortodosso (di potere perché i rivoluzionari che presero il palazzo d’inverno non si sarebbero nemmeno sognati di farlo) come se lo fa in nome della nuova sinistra fa solo un cattivo servizio al comunismo e alla lotta per i diritti.
    un abbraccio

  288. Sal Fiore Says:

    Andrea,

    “Cosa vorresti scendere sul loro terreno ed insultarli?”

    No assolutamente. Quel post lo avevo scritto solo perche’ mi piace chiarire zone d’ombra. La cosa piu’ assurda che possa capitare e’ quella di far qualcosa in maniera disinteressata, per il bene di una causa comune e che poi ti venga accollata tutta la colpa o che tutto ti ci si rivolta contro.

    Non parliamo poi delle mie esperienze di militanza a lavoro se non faccio venire la depressione a Maria. Comunque forza e belli allegri allegri!

    Come on! Get up stand up keep up the fight!

    Sal.

  289. caro marco, grazie per gli apprezzamenti. ma lascia che ti dica che ci sono due cose sulle quali, forse, non sono d’accordo. la pratica di moltissimi centri sociali (diciamo semplificando di area negriana) è una pratica fortemente sociale. sui precari, sulle case occupate e sugli sfratti, sui migranti. tu liquidi tutto in maniera piuttosto sbrigativa. secondo me ti sbagli.
    la secondo riguarda i militanti. hai visto cosa ho scritto. detto questo, però, ho sempre sostenuto che militanti e dirigenti sono uguali nei difetti. ho sempre sostenuto che non c’è una base buona e un vertice cattivo.
    io penso che un dirigente, funzionario o meno, debba sapere di avere un privilegio rispetto ad un militante. che non sia meglio. ma gli stessi difetti di superficialità, di subalternità all’ideologia dominante, e a volte gli stessi personalismi esasperati albergano anche alla base. eccome.
    se un dirigente, per non essere messo in discussione o per mantenere una certa popolarità, da sempre ragione a quello che sente dire nelle assemblee non è un amico della base. è un imbroglione. soprattutto abdica alla funzione dirigente che è una responsabilità prima di tutto. se vai ad un’assemblea e due o tre interventi parlano dei marocchini come nemici hai il dovere di criticare di chiarire in modo fermissimo. e ti assicuro che spesso a fare certi discorsi sono compagni militanti indefessi, proprio di quelli che si alzano alle sei del mattino ecc.
    non si tratta di superiorità culturale, si tratta di battaglia delle idee e contro la cultura dominante che è egemone non per caso.
    un abbraccio

  290. Sal Fiore Says:

    Ramon, ma la difficolta dei trans ad essere inseriti nel mondo del lavoro o della loro espulsione e’ lo stesso delle donne e degli uomini in molti casi.

    Prova a raggruppare tutti questi casi di esempio sotto il termine mobbing/discriminazione (e tralascia l’etichetta omosessualita’) e vedrai le cose in modo diverso. Cioe’ ti accorgerai che anche uomini straight e donne straight sono cacciati dai posti di lavoro per motivi che non sono collegati assolutamente con il sesso ma perche’ vi e’ una particolare cultura al lavoro. (Non ha nulla a che fare con i singoli individui, poiche’ la cultura e’ inesistente in una sola coscienza). Ma questi casi non hanno molta rilevanza. Infatti l’Italia e’ indietro con il concetto mobbing. E credo che lo stesso PRC non ha messo il mobbing come oggetto di discussione sul tavolo. Sbagliatissimo. (Se mi sbaglio dimmello)

    Per quello che riguarda la connessione classe-omosessualita’-discriminazione non mi spiego come mai ci sono omosessuali che sono di destra e che ammirano la gerarchia. Comunque la storia fa il suo corso e ti potrei dare ragione su alcuni punti.

    Sal.

  291. Ciao Ramon e auguri.
    Purtroppo ho una mentalità un po’ terra terra, tipo massaia. E mi chiedo: fino a che punto, considerate le ricadute sulla finanza del partito (con effetti ad esempio su Liberazione) possiamo considerare secondarie le elezioni? Che margini di manovra ha il partito sotto questo profilo?
    In secondo luogo vorrei fare un paio di osservazioni sull’inchiesta promossa dal partito. Possibile che siate sempre focalizzati sul lavoro dipendente? Una come me in quelle griglie proprio non ci sta. Mi sembra un indice grave di schemi di analisi arretrati sul mondo di lavoro. E poi non fa una bella impressione vedere domande che iniziano per “qual’è” con l’apostrofo. Possibile che nel partito non ci sia chi conosce l’ortografia?

  292. caro Ramon,
    ti rispondo nell’ordine inverso sui due punti da te evidenziati. Sul rapporto tra militanti e dirigenti sono daccordo con te. Mi ero espresso male. La mia preoccupazione era legata al rappresentare i militanti come ignoranti. I dirigenti non devono avere una missione salvifica, ma si assumono degli oneri (a volte retribuiti a causa della necessità di dedicare tempo al partito) finalizzati al funzionamento della struttura. Volendo stringere, la mia critica non era all’esistenza del gruppo dirigente, ma alla sua incapacità di autocriticarsi e di mettersi in discussione. Questo vedo nei discorsi di chi, appartenente alla mozione 2, mi disse “Falcemartello o i grassiani sono adatti a fare la minoranza, noi no. Noi dobbiamo comandare il partito”. Senza dimenticare che non esistono tessere da dirigente e tessere da schiavo che attacca i manifesti o lava i cessi. E forse un dirigente che abbia lavato i cessi da ragazzo non potrebbe che giovare a questo partito. Concordo comunque con te sul problema che spesso xenofobia e omofobia sono latenti anche tra molti nostri compagni.
    Il primo punto da te evidenziato è invece molto più complicato. Sostanzialmente quello che tu dici sui centri sociali è vero in parte. I centri sociali, come è nella loro natura, non sono un monolite ma per ognuno c’è un contributo umano diverso dall’altro. I centri sociali che potevano essere definiti “negriani” alcuni anni fa, sono ormai profondamente diversi tra loro. Ti faccio l’esempio della mia città. A Roma i due centri sociali esempi delle due linee contrapposte sono il Corto Circuito e Esc. Il primo (casa di Nunzio D’Erme e Tarzan, per capirci) vive di pratica sociale. Occupazioni delle case, distribuzione del pane e tutto quello che serve per trasformare un posto abbandonato in un presidio sociale del quartiere. Certo, nessuno è perfetto. Action viene spesso criticata per le modalità con cui pratica la distribuzione delle case occupate. Ma le piccinerie delle persone non uccidono la bontà delle idee. Esc invece, come si definisce sul suo sito, “è un spazio occupato da studenti, dottorandi, ricercatori, precari”. E’ formato quindi da un tessuto sociale non popolare che in molti casi guarda con disprezzo la militanza sociale e la vita politica di un quartiere di periferia. E che, guarda caso, si ispira sia a Negri che a Vendola (così ho potuto sentire con le mie orecchie). Sono coloro che vogliono sostituire il “bisogno” con il “desiderio”. Coloro che contrappongono al migrante e all’operaio il lavoratore cognitivo. Coloro che stravolgono Marx dicendo che il laureato, avendo un capitale costante maggiore del non laureato (il suo studio e la sua conoscenza), ha un ruolo di primato rispetto a migranti e operai. E sono coloro che “vogliono estirpare ogni idea social-comunista dal movimento universitario” (altro ipse dixit). L’argomento è molto complesso e meriterebbe un approfondimento. Scusami quindi se sono andato fuori tema rispetto al tuo post sulla vita di Rifondazione ma ritenevo giusto un chiarimento.

    un abbraccio

  293. giovanni Says:

    bene Ramon,
    le tue considerazioni sono fondate e condivisibili,( probabilmente il mio pianodi osservazione è limitato e non sono consapevole della situazione così cometu la descrivi) nei criteri e nei principi.Sono in totale accordo sul fatto che i diritti della persona non siano un fatto marginale di visione politica di insiemee non sono tra quelli che sottovalutano il problema(credo).Però appare sbilanciato il peso dato a questo argomento rispetto ad altri per esempio quelli della famiglia. Penso alla discriminazione di chi ha figli e non può permettersi di mantenerli così come sarebbe giusto.La discriminazione di quei padri e quelle madri e dei loro figli che non possono andare in vacanza,o mangiare carne tre volte a settimana,o comprare libri,o andare al cinema,o frequentare una scuola anzichè un’altra,o….e potrei andare avanti fino alla nausea( che spesso mi viene quando non posso incazzarmi o fare qualcosa di più) insomma non c’è un candidato che rappresenti questa emarginazione? Perchè?
    Questo intendo dire,non trovi che ultimamente si siano tralasciati aspetti tipici in nome di un rinnovamento,che pur giusto e necessario,che poi
    ha rinnovato ben poco rispetto alla bisogna? Io vivo molto il problema dei figli e non solo dei miei e vedo cose che voi umani….è un argomento che viene egemonizzato del mondo cattolico e spesso anche con iniziative molto utili ed intelligenti.Il senso del mio post precedente forse è più chiaro adesso i più emarginati , i primi da difendere sono i bambini,i giovani,questo non esclude tutte le altre componenti ma determina una
    priorità che giova a tutti.
    Chi non sa guardare oltre vive vedendo solo ostacoli,oltre a noi ci sono
    quelli che sono appena arrivati e quelli che arriveranno tra poco,loro tutti
    loro rischiano di nascere già emarginati.
    Non è quindi il principio che discuto ma il criterio.
    Spero di avere precisato meglio il senso di quanto scritto.
    un grande abbraccio!Viva la vita!

  294. giovanni Says:

    Ciao Sal ,
    si penso che noi su questo tema ci capiamo benissimo,e forse anche su altrichissà.Sul contenuto del mascolino e delle sue declinazioni sono molto d’accordo. Il tema da difendere è il diritto di amare come uno ritiene e con chi ritiene giusto.La pratica dell’amore è anche il suo sentimento e questo nasce da dinamiche di incredibile complessità,tali da garantire la massima libertà a chiunque. Penso tu ti riferisca al tema della parità che personalmente ritengo cruciale in una cultura di nuova coscienza,di uomo nuovo.Io credo che sia doveroso imporsi di essere sempre alla pari con chiunque,mai sopra e mai sotto.Non è facile ma la pratica aiuta.Penso che
    garantendo i diritti a tutti si ampli la pratica della parità di status.
    Ciao,Sal viva la vita|

  295. giovanni Says:

    A te Maria ,
    un caro grande saluto e infiniti auguri,tempo verrà che dibatteremo sui
    vari temi,nel frattempo ti curo…..
    Viva la vita!

  296. grazie giovanni!! ricambio. e spero anch’io che verrà il tempo in cui potremmo dibattere sui vari temi. se vieni dalle mie parti non dimenticare di fare un colpo. posti per andare a strimpellare la chitarra ci sono anche qui.
    grazie per la cura che mi riservi. sappi però che sei in numerosa compagnia, non sei il solo. cure speciali mi sono riservate specialmente da coloro a cui provo sturbi, come dice laura. e ti garantisco che non sono pochi. 🙂
    viva la vita giovanni!!

  297. Sal Fiore Says:

    Marco,

    “E’ formato quindi da un tessuto sociale non popolare che in molti casi guarda con disprezzo la militanza sociale e la vita politica di un quartiere di periferia. E che, guarda caso, si ispira sia a Negri che a Vendola (così ho potuto sentire con le mie orecchie). Sono coloro che vogliono sostituire il “bisogno” con il “desiderio”. Coloro che contrappongono al migrante e all’operaio il lavoratore cognitivo. Coloro che stravolgono Marx dicendo che il laureato, avendo un capitale costante maggiore del non laureato (il suo studio e la sua conoscenza), ha un ruolo di primato rispetto a migranti e operai. E sono coloro che “vogliono estirpare ogni idea social-comunista dal movimento universitario” (altro ipse dixit). L’argomento è molto complesso e meriterebbe un approfondimento”

    >>>

    ma cosa dici mai????!!!!

    E’ la cosa con cui il PRC non ne e’ vento ancora a capo. Aspetta e vedrai. Quelli (come questi nel PRC) sono i tipi che professano il comunismo, ma questi invece sono legati alla massoneria e alle baronie. Come se stessero parlando con i fessi. E se inviti costoro a riflettere credono che i loro veri nemici non se ne accorgano. Ma non sono fessi sul serio. Sanno che per diventare forza di governo e quindi prendere la seggiola (che traballa sempre) devono necessariamente scendere a patti con il neoliberismo nella gestione dello stato e delle sue risorse.

    Sal.

    Sal.

  298. Frank Ferlisi Says:

    Non ti invio un commento, piuttosto il tuo blog non mi viene più inviato e ti chiedo, per favore, di riprendere le spedizioni.
    Grazie e ciao.
    Frank

  299. per tutte le donne di buona volontà. un altro indirizzo. e scusate se insisto. L’Associazione Donne della Regione Mediterranea in Italia (coordinatrice nazionale-lecce) e in altri paesi hanno inviato la seguente lettera; ora invitiamo le altre donne a fare la stessa cosa, non sarà molto, ma saranno voci che si aggiungono.

    AWMR Italia
    per la giustizia, l’uguaglianza e la pace
    nel mediterraneo e nel mondo intero

    Al Ministro degli Esteri
    On. Franco Frattini
    Palazzo della Farnesina
    ROMA

    Spettabile Signor Ministro

    dopo la breve tregua di Natale, tanto enfatizzata dai media, la situazione in Palestina sta nuovamente precipitando.

    L’esercito israeliano sta procedendo al massacro di gente disarmata, innocente.

    Evidentemente gli estremisti israeliani credono di poter occupare e distruggere la Palestina impunemente.

    La comunità internazionale non può stare a guardare mentre è in atto il più grave bagno di sangue degli ultimi decenni: deve levare la sua voce in modo significativo.

    Noi le chiediamo di rivolgere un appello ad Israele perché fermi immediatamente il massacro degli abitanti di Gaza, perché metta fine all’assedio e aderisca onestamente al processo di pace.

    Il presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha chiesto un boicottaggio internazionale del commercio e degli investimenti verso Israele.

    E’ il solo mezzo per rendere efficace un appello alla pace nel Mediterraneo.

    Restando in attesa di una sua risposta concreta, la salutiamo distintamente

    AWMR Italia – Associazione di Donne della Regione Mediterranea

    Lecce, 31.12.2008

  300. Visto il progetto di Padellaro? Un quotidiano di una dozzina di pagine e altrettanti giornalisti, bilancio già in pareggio a 8000 copie. Ragazzi è quella la strada, l’unica strada. Meglio di Bonaccorsi, e pazienza per gli esuberi, hanno garanzie che io non mi sognerei mai da free lance.
    Anche oggi il pistolotto anticomunista in prima pagina su Liberazione… Pure Pinter scomodano, già che i morti non possono ribellarsi. Ramon scusa se insisto: questo trascorrere dei mesi senza azioni risolutive, questo aspettare che la minoranza si sciogliesse come neve al sole, a mio giudizio è all’origine della nostra cancellazione totale sui media, la gente non sa nemmeno se esistiamo, siamo inconsistenti, non si sa se domani ci saremo. Qualche mese fa non era così.
    Sul PDCI non mi ripeto, a mio giudizio per fare il partito sociale occorre una buona massa critica, che post scissione potremmo ottenere solo avviando un processo unitario. Non è che per fare il partito sociale facciamo scomparire la sinistra in Italia? Attendo la risposta al messaggio precedente: fino a che punto, finanziariamente parlando, possiamo prescindere dalle elezioni?

  301. Sal Fiore Says:

    L’INTERVISTA/ Il segretario del Prc e la spaccatura con Sansonetti
    “Accusare Bonaccorsi e Fagioli solo perché trattano con me è schizofrenia”
    Ferrero attacca “Liberazione”
    “Costa molto e vende poco”
    di UMBERTO ROSSO

    Paolo Ferrero
    ROMA – Segretario, e il suo viaggio in Palestina? Pure su quello si è sentito trattato male da Liberazione?
    “No, no, hanno coperto bene. Laggiù c’è una situazione talmente grave. Però, non è mica una questione personale fra me e il giornale”.

    Paolo Ferrero, come segretario del partito, versus Sansonetti, direttore. Si arrabbia ancora ogni giorno aprendo il quotidiano?
    “Certo capita. Però oggi, primo dell’anno, sono a sciare sul Bianco, tremila metri… “.

    Ma la valanga sta per abbattersi sul direttore.
    “Se mi trovano tre milioni e mezzo di euro sono pronto pure al passo indietro. Quello lì è il buco 2008 che il partito è chiamato a coprire. E non ce la facciamo più. Anche perché la minoranza gioca scientificamente allo sfascio”.

    Scissione vicina?
    “Non so se la minoranza la voglia davvero: un quarto mini-partitino in nome dell’unità a sinistra? Boh. Comunque, io non caccio nessuno. Perché sono un vero democratico. Ma certo non mi suicido”.

    Il Prc non si scioglie.
    “Ma certo che no. Tutti questi attacchi hanno in realtà anche la funzione di coprire porcherie, di subalternità al Pd. A Firenze i due consiglieri fuoriusciti hanno bocciato la commissione d’inchiesta sulla Fondiaria. In Calabria l’assessore ha ratificato il piano Gelmini”.

    Liberazione così non dura?
    “La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E’ come L’Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci”.

    Coraggio, arrivano i nostri. L’editore Bonaccorsi, da lei stesso lanciato a sorpresa. Un kamikaze o uno che punta ai soldi pubblici dell’editoria?
    “Qui voglio fare chiarezza. Perché il buco di tre milioni e mezzo è già al netto degli introiti per l’editoria, già calcolati in quel deficit. Non si possono perciò fare giochetti con i contributi, non mi pare aria di furbetti del quartierino”.

    Un kamikaze, allora?
    “Un editore. Che rischia, perché intravede un mercato. Che esiste. Prima di Sansonetti del resto eravamo a diecimila copie. Ora circa a metà”.

    Ai vendoliani non piace. E Luxuria protesta perché teme un ritorno all’omofobia, sentite anche le parole di Massimo Fagioli.
    “Che debbo rispondere, che siamo alla schizofrenia? Quanto è figo il guru Fagioli se Bertinotti va nella sua libreria ‘Amore e psiche’ nientemeno ad aprire la campagna elettorale. Ma quanto è stronzo se invece incoraggia Bonaccorsi, che tratta con Ferrero per Liberazione. E non basta”.

    Che altro?
    “Bonaccorsi è l’editore di ‘Alternative per il socialismo’, la rivista di Bertinotti, bravissimo allora. Ha finanziato la riunione della minoranza, a Roma, a metà dicembre. Un grande. E fa ‘Left’, punto di riferimento per i vendoliani. Eccezionale. Poi, ne parlo io, e patatrac, tutti questi stessi compagni mi massacrano. Stalinista. Affossatore del giornale. Imbroglione”.

    L’editore non ha presentato un piano.
    “Perché siamo ancora nella fase della manifestazione di interesse. Il piano arriverà presto, subito dopo le feste. Vedremo. Valuteremo. Insieme ad altre eventuali offerte”.

    C’è quella di Sansonetti: date il giornale ai giornalisti, con un comitato di garanti.
    “Discuteremo anche dell’ipotesi cooperativa. Ma sempre che ci dicano anche come ripianare il buco”.

    ———————————————————————————-

    E NO PAOLO TI SBAGLI.

    SEI TE ED ALTRI CHE DOVETE CHIAMARE NUOVE PERSONE E NON ESSERE LEGATO A QUATTRO BURATTINI CHE MUOVONO I FILI PER ALTRI QUATTRO BURATTINI.

    MA QUESTO L’AVEVAMO CAPITO CHE NON VOLEVATE PERSONE PER LE BALLE. QUESTA E’ LA CULTURA DI RIFONDAZIONE: ARROGANZA, SUPERIORITA’, MANCANZA DI LIBERTA’ DI PENSIERO, CENTRALISMO, LEADERISMO ED IGNORANZA DEI PROBLEMI E MANCANZA DI PROFESSIONALITA’ NELL’ANALISI.

    Salvatore Fiore

  302. Sal Fiore Says:

    PAOLO QUANDO L’AMMINISTRAZIONE DI UNA ORGANIZZAZIONE CAMBIA, RICORDATI CHE:

    DEVE CAMBIARE LA SUA STRUTTURA E LA SUA CULTURA.

    PER CAMBIARE LA CULTURA DEVE CAMBIARE LA MENTALITA’, IL MODO DI FARE LE COSE.

    PER CAMBIARE LA MENTALITA’ DEVE CAMBIARE IL COMPORTAMENTO.

    PER CAMBIARE IL COMPORTAMENTO SI HA BISOGNO DEL DIALOGO E CHIAREZZA NEGLI OBIETTIVI CONDIVISI.

    (E’ un capitolo fisso del change management).

    Sal.

    PS: Altrimenti ne viene fuori la catastrofe.

  303. E’ vero, il partito doveva partire subito con una proposta tipo Padellaro. Oltretutto il deficit cresce giorno dopo giorno e a livello di immagine abbiamo visto quel che è successo.

  304. Láutorappresentazione e’un sistema potente. Gennaro MIgliore ad esempio si rappresenta oggi come membro di un gruppo, I vendoliani, attenti a quello che succeede nel Paese, opposti alláttuale maggioranza del Prc, catalizzati invece sul proprio ombelico del microcosmo partitico.
    Bello, toccante, commevente. Ma non vero. A raccontare cosa sono stati per Rifondazione questi 12 anni di governo dei bertinottiani dovrebbero essere anche i tanti epurati, i tanti che si sono spontanemente allontanati dal partito perche’disgustati dalla vacua retorica partecipante e autoritaria al contempo. Dai tanti che non hanno potuto respirare a pieni polmoni, che si sono sentiti dare del rompicoglioni, dellínattuale, del fuori tempo, dello stalinista, del riformista, delléstremista, del qualunquista, del populista, del traditore. Erano sempre loro a dare i giudizi e far pesare le parole come pietre. Sempre loro, con líndice puntato a dire cio’che era corretto e quel che invece non lo era. Loro a dare la patente a tutti: tu si, tu no, tu forse. Domani. Ho visto compagni andare via a testa bassa, umiliati. Altri uscire sbattendo la porta e urlando come ossessi allíndirizzo del cacicco di turno che era semplicemente un fascista! Altri ancora cercare di dibattere, fare autocritica, poi riconciliarsi per arrivare infine allénnesima, sfribrante decisione di mollare tutto, in silenzio, o con una lettera aperta, commovente quanto ininfluente.
    Ho visto persone mai state comuniste, aprire la parte di un circolo per richiuderla subito dopo: avevano subito línterrogatorio dal veterano di turno che cercava di far loro lésame del sangue.
    Chi e’Rosa Luxemburg?
    E io che cazzo ne so, avrebbe voluto rispondere il neo iscritto che nel frattempo aveva gia’versato, audace, lóbolo per la tessera con la falce e il martello incrociati.
    E invece aveva provato vergogna per la sua ignoranza e al tempo stesso rancore per chi rimestava nel suo sangue alla ricerca del codice identitario.
    Il fatto che línquisitore spesso fosse un membro della maggioranza bertinottiana non deve sorprendere. Il gruppo dirigente dei piani alti, non era da meno. Io pero’ racconto quello che successe nei sottoscala dei circoli, anche prima della seconda scissione. Quella del ’98. I compagni ricordano.
    Gia’, e’questo il punto. I compagni ricordano. Ecco perche’oggi accade quello che accade. Siamo al redde rationem, ormai non ci sono ragioni opposte, ma rancori per troppo tempo repressi. E se la rivoluzione non un pranzo di gala, la faida lo e’ancora meno.
    Provo tenerezza per quanti hanno cercato in questi anni, da una parte o dalláltra, di mantenere un rigore con se stessi e una coerenza con il gruppo dei pari nel partito. E’da questi compagni che bisognerebbe ripartire, perche’Rifondazione non e’morta, e’finito il bertinottismo (malattia senile del rifondismo).
    Che Ferrero chieda oggi a Sansonetti conto della sua amministrazione, perché non potrai più amministrare, non e’un male in se’. Solo un individuo presuntuoso ed egocentrico puo’fare finta di non avere un editore a cui far riferimento.
    Mi viene da ridere quando leggo Vendola sul Corriere che dice che Ferrero vuole un giornale che rispecchi la linea del partito, ovvero un giornale delláltro millenio! Di nuovo questánsia di essere a la page, sullónda dellúltimo fermento mondaiolo, sempre comunque pronti a denigrare lávversario politico esattamente come e’stato fatto x questi 12 non favolosi anni. Nel tono delle parole di Vendola cé’traccia di quello snobismo che fece dire a Dálema che Berlusconi non poteva essere invitato a colazione dai grandi dÉuropa date le sue maniere poco raffinate. Siamo nel 2009 e Berlusconi e di nuovo (ancora) li’, sempre piu’forte, sempre piu’radicato. E Dálema e il governatore della Puglia sono dove sono, con i risultati che tutti abbiamo potuto vedere. Non sto facendo lápologia del vicnitore Berlusconi, mi limito ad osservare che non e’eslcudendo il compagno o lávversario con sprezzante alterigia che si vincono le battaglie.

  305. Dunque, ricapitolando ma non troppo. Fagioli (che qui riporto esclusivamente col nome proprio di persona giacche’non esiste aggettivo per descriverlo) disse ai suoi tempi che Freud era piu’o meno un cretino. Tale “giudizio scientifico” e’stato recentemente riportato da Sansonetti e Vendola in funzione squalificante (verso Fagioli). Al contempo il direttore di Liberazione pro tempore e il governatore della Puglia pro tempore sembrano non negare la genialita’ del fondatore della psicoanalisi.
    Freud, tra la fine dell’Ottocento e la prima decade del Novecento scrisse i presupposti teorici dell’analisi del profondo, (I tre saggi sulla teoria sessuale e L’Interpretazione dei sogni). Nel suo primo saggio (dal titolo: Le aberrazioni sessuali) vengono descritte prima di tutto le deviazioni rispetto all’oggetto sessuale. Freud descrive l’omosessualità letteralmente come “inversione”, anche se, sostiene, non bisogna considerare gli invertiti dei degenerati, infatti non si può parlare di degenerazione là dove non si presentino contemporaneamente parecchie gravi deviazioni dalla norma (“In nessun individuo sano viene a mancare una qualche aggiunta da chiamare perversione, alla meta sessuale normale. Il carattere morboso della perversione non è riscontrabile nel contenuto della nuova meta sessuale, bensì nel suo rapporto con la normalità. Quando essa rimuove e ha sostituto la normalità in tutte le circostanze ecco che nell’esclusività e nella fissazione della perversione noi vediamo la giustificazione a considerarla un sintomo morboso”).
    Contemporaneamente Mancuso, non Terracini, sostiene oggi che Helena Velena, mica Secchia, aveva ragione, un anno fa, a definire Fagioli, non Ferenci, un pericoloso omofobo. Gia’ perche’ tutto il dibattito ruota attorno alla nuova accusa che l’ex maggioranza ha imparato per deleggittimare l’avversario. Se prima si limitavano entro i confini dell’album di famiglia, utilizzando l’epiteto stalinista (memorabile l’attualissima crociata inquisitoria antistaliniana condotta senza pieta’ ne’ decenza appena quarant’anni dopo Chruščëv), ora il nuovo corso richiede di dover attribuire l’etichetta di omofobo ai compagni stufi di dover spendere i prori denari per finanziare Queer, a quelli che se ne impippano dei successi commerciali di Luxuria, a quanti non vivono la diminutio penis come un problema vuoi perche’ ce l’hanno lungo o medio, vuoi perche’hanno superato l’invidia del padre. Insomma a tutti quelli che non pendono dalla barba di Sansonetti. Cioe’alla maggioranza.
    Il problema ora e’davvero psiconalitico perche’ l’ex Segretario Bertinotti, e’ sia il Piccolo Padre di Vendola, sia amico di Fagioli nonche’dei suoi accoliti definiti amorevolmente e psichicamente “fagiolini” (sia detto per inciso, quando hanno cercato di far eleggere un proprio rappresentate in consiglio comunale, l’acqua non gli e’andata per l’orto). Non e’un caso che negli ultimi anni la platea di Fausto fosse in gran parte riempita da loro. Altro amico e’l’editore Bonaccorsi, oggi diventato una sorta di mostro, quando prima poteva trasfromare Avvenimenti in Left bruciando 4 direttori di vera sinistra senza che Sansonetti muovesse una paglia.
    Credo che anche in questo caso il vecchio Freud abbia qualcosa da dire: le psiconevrosi (isteria,nevrosi ossessiva,nevrastenia,demenza precoce e paranoia) si fondano su forze pulsionali sessuali. I sintomi rappresentano l’attività sessuale del malato. I sintomi nervosi si fondano da un lato sulla pretesa delle pulsioni libidiche, e dall’altro su quella contraria che sorge nell’ Io come di reazione contro di esse. Questi sintomi sono il sostituto di una serie di desideri e aspirazioni psichiche investiti affettivamente, ai quali attraverso la rimozione, è stata sbarrata la strada verso l’eliminazione, che si otterrebbe mediante un’attività psichica ammissibile alla coscienza. Queste formazioni mentali, trattenute nelle condizioni dell’incoscio, aspirano a esprimersi, cercano una scarica, e la trovano nell’isteria con il processo della “conversione” in fenomeni somatici: appunto i sintomi isterici. Nell’isteria si ha la presenza di una coppia di contrari : bisogno sessuale eccessivo ed esagerato rifiuto della sessualità. Si può dire che la nevrosi è la negativa della perversione. I sintomi infatti non insorgono soltanto a spesa della pulsione sessuale normale, bensì a spese sopratutto delle pulsioni sessuali perverse. Ad esempio in tutti i nevrotici si trovano nella vita psichica inconscia inclinazioni all’inversione, inclinazioni alle prevaricazioni anatomiche,sadismo,masochismo e feticismo.
    Ecco, questa diagnosi di isteria, con buona pace di Basaglia, mi sembra descriva con sufficiente chiarezza, la condizione di alcuni componenti dell’ex maggioranza, ora minoranza. Fosse tutta qui la deminutio capitis, fosse questo il pisello corto?

  306. no sal, mi spiace. dire che siccome ci sono discriminazioni ti altro tipo (sindacale, politico, connesse alle ristrutturazioni dell’organizzazione del lavoro e così via) non cancella affatto le discriminazioni verso le donne, le persone che hanno tendenze sessuali diverse dall’eterosessualità e soprattutto verso le transgender. negare questo è semplicemente negare l’evidenza. fare come dici tu non è vedere meglio la realtà. è il contrario. se una persona viene insultata, derisa, emarginata ed anche per questo discriminata nel lavoro perché omosessuale (e questa è la realtà per centinaia di migliaia di persone), se una transgender non può trovare lavoro per il suo aspetto e non certo per le sue capacità, questo merita attenzione, lotta e rivendicazione di diritti.
    negare l’esistenza del problema o volerlo mettere in gerarchia con altri problemi è essere complici nei fatti delle discriminazioni.
    ciao

  307. Sal Fiore Says:

    Bruno,

    che tutta la patologia sia esattamente nell’area vendoliana e che si sia intravista solamente ora? E che abbia contagiato solo ed esclusivamente individui che si sono schierati politicamente? Senza che nessuno abbia chiesto l’ aiuto per la spiegazione di fenomeni strani, ne’ l’ intervento di un’analista per un soggetto cosi’ vasto come l’area vendoliana prima delle elezioni politiche?

    Ma dico esattamente, al tal punto che si possano intravedere ed identificare anche individuo per individuo tutti i sintomi e ricondurli a teorie generali senza che ci sia un’analisi dei singoli soggetti, mi pare eccessivo. Scusa, ma non ti offendere: mi sa’ di stregoneria la tua analisi, se e’ presa seriamente. Come pezzo di satira, allora si e’ divertente.

    Sal.

  308. cara sacha, 1) che le elezioni siano e debbano essere un aspetto secondario non implica che si debba cercare di avere meno voti. anzi. io per esempio penso che se sarà chiaro che un partito fa certe cose non per cercare voti bensì perché crede in quelle cose verranno anche più voti. in ogni caso penso che un partito che si propone di abbattere il sistema dovrebbe essere in grado di sopravvivere anche senza alcun finanziamento pubblico. il che non significa non incassare i finanziamenti quando e fino a che ci sono.
    2) forse sono stato io ad usare qual’è invece di qual è. e allora? guarda: “La regola sopraindicata per distinguere tra elisione e troncamento afferma che “qual è” deve essere scritto senza apostrofo (per via del fatto che la parola tronca “qual” compare davanti a consonante in espressioni come “un certo qual modo” o “qual buon vento”) e così infatti affermano le principali grammatiche italiane (il Serianni e il Dardano-Trifone). Bruno Migliorini afferma ad esempio che la distinzione elisione-troncamento è artificiosa, ma visto che c’è deve essere rispettata. Altri, tuttavia, come Franco Fochi, affermano che l’uso troncato di “qual” è ormai arcaico e sopravvive soltanto in alcune “frasi fatte” ereditate dal passato (come quelle sopra citate), e quindi la forma apostrofata ha pieno diritto di esistenza.

    Alcuni scrittori, tra cui Federigo Tozzi, Mario Tobino, Tommaso Landolfi, Paolo Monelli, Bonaventura Tecchi, hanno comunque usato la forma apostrofata, effettivamente molto in uso al giorno d’oggi tuttavia considerata errore nella pratica scolastica dalla maggioranza dei professori.”

    calma. credo di aver fatto molti errori scrivendo articoli e commenti. me ne scuso. ma non mi piace che qualcuno usi la matita rossa e quella blu.

    3) ci risiamo. ma perché dici che il prc si focalizza sempre sul lavoro dipendente? non è vero! certo abbiamo l’immagine di un partito dei lavoratori dipendenti perché se parli del lavoro la maggioranza dei lavoratori sono ancora lavoratori dipendenti (sia precari sia a tempo indeterminato). ma non sempre l’immagine che i mass media danno di te corrisponde alla realtà. per esempio abbiamo appena proposto, tra i provvedimenti anticrisi, che si trovi il modo di estendere le protezioni sociali tipo cassa integrazione anche alle partite iva che nascondono forme subordinate di lavoro. se poi dobbiamo parlare delle lotte allora bisogna sapere che le lotte dei lavoratori dipendenti ci sono e quelle delle partite iva no.
    un abbraccio

  309. caro marco, come vedi approfondire il discorso serve. tu avevi parlato dell’area dei disobbedienti, dei negriani, e io ti ho risposto su quello che avevi scritto. comunque io penso che sia sbagliato liquidare le teorie del capitale cognitivo come fai tu. sebbene io sia d’accordo con diverse cose che tu stesso dici bisogna sempre cercare la verità interna anche nelle teorie e nei ragionamenti più lontani. figuriamoci in quelli contigui.
    quanto alla concezione elitaria dei gruppi dirigenti bisogna sapere che alberga dovunque, non solo nella mozione due. ma credo che questo tu lo sappia.
    un abbraccio

  310. Sal Fiore Says:

    Ramon,

    forse dovesti approfondire un po’ sul mobbing.

    L’esclusione dal lavoro per aspetti comportamentali non conformi o l’omosessualita’ o l’appartenenza politica sono un sottogruppo del mobbing. Colui che istiga al mobb puo’ “anche” avere disturbi psichici di natura sessuale ma e’ “difficilissimo dimostrare cio'”.

    La mia non e’ minimamente o assolutamente esclusione di tale problema dalle problematiche del mondo del lavoro.

    Anzi e’ uno stimolo ad allargare il raggio d’azione della teoria nel campo del “diritto del lavoro”. E con questo faccio appello che Rifondazione includa al piu’ presto il mobbing come questione centrale nelle sue politiche del lavoro.

    Il mio avviso e’ che se l’esclusione dal mondo del lavoro avviene per l’ omosessualita’ o per gli aspetti comportamentali dei trans, se ne deve parlare in “maniera professionale” identificando il problema alla sua radice e metterlo in una prospettiva moderna e non spettacolarizzarlo o speculare per fini politici e propagandistici.

    Poi mi farebbe piacere se tu una volta per tutte svelassi almeno cosa io chiedevo a Luxuria tramite email. Non ho nessun legame politico, non ho cosa per cui dovrebbe ricattarmi e voglio solo fare osservazioni di studio cosi’ come ho sempre fatto, con una certa onesta’ intelletuale.

    Per questo ci ho anche rimesso un lavoro, ben pagato, con contratto a tempo indeterminato (ma che qui in Inghilterra, comunque, grazie al mobbing non vale niente)

    Non e’ necessario a questo punto pubblicare tutta l’email sul tuo sito come hai detto te. Perche’ e’ esattamente questa chiusura intorno a miti, divi e jet-set che ha disastrato Rifondazione. (Non ci credi? Fatti un giro su vari blog)

    Sal.

  311. Non mi offendo. La prossima volta scrivero’ la parola satira nell’intestazione. MA forse non volevo solo far ridere. Comunque non era mia intenzione essere manicheo. Non divido il partito in buoni e cattivi, vittime e carnefici. Dico solo che il PRC e’ un po’come la fenice che non muore ma risorse dalle sue ceneri. Dire come fanno adesso molti componenti l’ex maggioranza, dopo 12 anni di governo del partito, che Rifondazione e’ morta, somiglia un po’al Dopo di me il diluvio di Luigi XV. Ho cercato di dire questo anche rimestando nella storia di molti che in questi 12 anni, mentre l’allora minoranza era divisa da ben altri interessi, si sono allontanati dal partito. Mi fanno sorridere ora le frasi di tutti quei dirigenti che ho citato. Questa storia dell’omofobia interna mi ricorda la caccia alle streghe staliniste di 10 anni fa. Ti rendi conto dell’assurdita’ di tutto questo veleno? I comunisti che continuano a massacrarsi su cavolate quando cé’ una crisi strutturale del capitale finanziario! Abbbiamo la (s)ventura di assistere ad una crisi di simile portata e che si fa? Una scissione. Mi sembra in linea con l’album di famiglia. Il partito sociale proposto da Mantovani e’ il minimo (comun denominatore) che ci si aspetta ora per intercettare un brandello di realta’ rimasto. Altro che Isola dei Famosi, altro che legge del desiderio. COmunque sono contento che il pezzo ti abbia fatto divertire.:)

  312. carissimo giovanni, proprio siamo in disaccordo. le cose non stanno come dici tu. in questa società la famiglia è fin troppo celebrata, citata, assunta addirittura come nucleo fondante la società stessa. l’omosessualità è considerata “anormale” “turbatrice l’ordine naturale delle cose”. finché i gay hanno accettato come “naturali” le discriminazioni che li colpivano (fino ai roghi dell’inquisizione e ai campi di concentramento nazisti) non c’era scandalo. nessuno se ne occupava. da quando si sono ribellati ed hanno rivendicato il diritto lo scandalo c’è eccome. non esiste la discriminazione verso la famiglia. esiste una discriminazione sociale in base ai redditi e ai patrimoni. anzi, esiste una discriminazione verso le donne mascherata da difesa della famiglia. taglia pure il welfare e attacchi alle spalle il diritto delle donne ad avere un lavoro e ad essere autonome economicamente dal marito.
    davvero non mi sarei aspettato un discorso simile sulla famiglia.
    viva la vita e abbasso la famiglia (luogo di oppressione).
    eh eh eh

    un abbraccio

  313. Sempre per Sal
    Ho appena riletto quanto avevo scritto: mi riferisco ad alcuni dei componenti l’ ex maggioranza che mi sembra abbiano atteggiamenti un po’isterici (vedi la sommossa contro Bonaccorsi che e’un editore buono quando sta con te, e non e’ piu’ un buon editore quando non sta piu’ con te).

  314. Ciao Ramon,
    io non uso matite rosse e blu, ma su un documento che va in giro un refuso ripetuto non fa certo un bell’effetto.
    Quanto al lavoro dipendente, mi riferisco all’inchiesta. Appena l’ho aperta per compilarla mi sono trovata davanti alla domanda sulla mia azienda. Più chiaro di così, scusa. Penso che quell’inchiesta sia più indietro delle vostre/nostre elaborazioni in materia.
    Scusa le mie ansie perenni. L’idea di un partito che sopravvive senza finanziamenti mi fa troppo anni ’70, stiamo rischiando grosso, forse un po’ troppo per tanti compagni.

  315. cara sacha, ho capito. pensi che abbiamo sbagliato a non espellere la minoranza e pensi (secondo me ti illudi totalmente su questo) che è per questo che abbiamo scarsa visibilità sui mass media. ti ho già risposto mille volte su questo. per l’ultima volta ti ripeto che se avessimo fatto come dici tu avremmo indotto migliaia e migliaia di compagni/e a lasciare il partito solo perché hanno una posizione diversa dalla nostra e fatto un immenso favore a vendola e soci che avrebbero pagato di tasca loro per dimostrare che noi siamo un gruppo settario e stalinista.
    sul pdci te lo ripeto. in politica non si sommano cose diverse. per avere una maggiore massa critica per fare meglio il partito sociale tutto si può fare tranne che sommare chi il partito sociale non lo vuol fare nemmeno dipinto.
    un abbraccio

  316. al contrario di maria non ho mai pensato che la minoranza andasse espulsa. in questo mesi però ho avuto l’impressione che si sia voluto evitare lo scontro, ora inevitabile su Liberazione; penso che con un po’ di astuzia e di audacia (perché i rivoluzionari non pensano solo alla democrazia e alle regole in certi casi), sarebbe stato bene approfittare delle loro fratture e prendere noi l’iniziativa nello scontro. insomma costringerli ad assumersi la responsabilità della loro condotta.

  317. Sul sommare cose diverse, anche rifondazione è sempre stata una sommatoria di anime diverse, lo è tuttora. Ramon, io voglio una sinistra che abbia rappresentanti nelle istituzioni, per me questo è importantissimo. Sennò a mio giudizio si rischia di non avere nemmeno le energie e le risorse, anche di militanza, per fare il partito sociale.

  318. cara sacha, guarda che non è un refuso e che, come per altre mille forme del linguaggio scritto e parlato, convivono diverse forme, neologismi ed espressioni nuove con quelle classiche ed ortodosse. quando un “errore” è molto diffuso spesso, nel corso del tempo si conquista la legittimità.
    ma mica ne vorremo fare un dramma, spero.
    non so a che inchiesta fai riferimento. se è un’inchiesta sul lavoro dipendente che male c’è? forse, ma io non lo so davvero, c’è o ci sarà un’inchiesta anche sui lavori autonomi. se capiterà fra le meni di qualcun altro magari dirà: ecco rifondazione non si occupa dei lavoratori dipendenti. e del resto questa è la critica che va per la maggiore da anni.
    un abbraccio

  319. giovanni Says:

    E’ vero Ramon,siamo in disaccordo,cosa che peraltro ci piace molto.
    Il tema famiglia è dominante e dominato,è vero,ma in un modo che nulla
    ha a che vedere con un significato progressivo e fondante.Sono in accordo con il fatto che la famiglia sia il primo luogo di oppressione( vedi che torna fuori il tuo lato da cristiano primitivo)ma è anche un tema lasciato ad una cultura di restaurazione. Non sono proprio daccordo con il fatto che parlare di famiglia vuol dire essere retrivi.La tua sorpresa,al contrario,dimostra che questo sia un tema dimenticato troppo frettolosamente. Esistono molti modidi declinare questo argomento ed è sin troppo facile liquidarlo come temasuperato.E’ un tema di grande rilievanza sul quale se sei disposto potremoaffrontare con più convinzione.Ma ho la sensazione che non ti interessi poi tanto.
    Comunque è sempre un piacere discutere francamente senza peli e senza
    inutili e dannose smancerie. Ti saluto per ora con un motto caro ad un mio amico,meglio pompini che bambini.
    Viva la vita,con o senza famiglia!

  320. cara sacha, fra poco dovrò interrompere. visto che stiamo scrivendo in diretta insieme non aggrovigliamoci troppo.
    lo “scontro” come dici tu lo abbiamo fatto al congresso. se ci fossimo dedicati a proseguirlo invece che mettere in atto quanto deciso al congresso avremmo fatto il gioco di una minoranza (che comunque è il 47,7) che non vuole accettare l’esito del congresso e che spera, e provoca quotidianamente per questo, che lo scontro prosegua.
    quando si mette in alternativa la democrazia a una qualsiasi tattica non si fa una furbizia o una cosa audace, si distrugge il collettivo, perché se una linea per affermarsi deve negare i principi alla fine quella linea non è più la stessa. diventa un’altra cosa.
    se poi non ti sei accorta che la minoranza arranca e perde consensi (non sui mass media ovviamente) anche perché la scelta di rimettere in discussione liberazione (e non fare l’esempio di padellaro perché una cosa è avere un progetto per fondare un nuovo giornale ed un’altra è avere a che fare con un giornale esistente, con una società editrice, con i sindacati dei giornalisti e dei poligrafici) e soprattutto la presentazione alle elezioni nei comuni sopra i 15mila abitanti li costringe a fare scelte definitive (come tu auspichi) non so che farci.
    quanto alle istituzioni il discorso è semplicemente rovesciato. fare il partito sociale anche per tornare più forti nelle istituzioni. il contrario non realizza il partito sociale e rischia di farci sparire definitivamente dalle istituzioni.
    un beso.

  321. avete letto lo sfogo anticomunista di Zipponi? Robe da pazzi… è uscita un’agenzia pazzesca sul fatto che rifondazione non si vuole rendere conto che dopo aprile il comunismo è morto. E Rizzo che ha chiesto di candidarsi a Di Pietro?
    per il resto ramon, spero che tu abbia ragione ma purtroppo non riesco a convincermene.

  322. caro giovanni, rimango al federico engels de “la formazione della famiglia della proprietà privata e dello stato” e alla citazione del vecchio che in “belle epoque” di trueba dice “caro ragazzo la famiglia è l’istituzione più reazionaria che esista. molto di più delle banche e dell’esercito”.
    un abbraccio

  323. per Sacha
    Si chiama Sindrome di Luigi XV, cui si attribuisce la frase: dopo di me il diluvio. Evidentemente non hanno ancora elaborato il lutto per la sconfitta.
    Non per buttarla sull’ analisi del profondo del dottor Freud (cosa che in questi ultimi giorni e’ diventato pericoloso fare), ma c’e’ una certa isteria collettiva che accomuna una parte non trascurabile del gruppo dirigente dell’ex maggioranza cui sconsiglio, nel caso decidessero di rivolgersi a un terapeuta, il nome di Massimo Fagioli che, seppure fa terapie oceaniche di gruppo, in questa fase storica non e’ troppo sintonizzato col disagio interno di quello specifico gruppo. In compenso c’e’ ancora quel che resta di Psichiatria Democratica

  324. x Bruno, la frase è attribuita a Madame de Pompadour (nata Jeanne-Antoinette Poisson) che intendeva sollevare il morale di Luigi XV, suo amante, dopo la sconfitta di Rossbach, invitandolo a non pensare alle drammatiche conseguenze.
    Eventuali analogie con i nostri tempi le lascio a voi…………

  325. sono d’accordo con giovanni.
    da engels ad oggi ne è passata acqua sotto i ponti, e il problema della famiglia non si può liquidare come tema superato rispolverando i classici.
    è vero che la famiglia nella sua evoluzione giuridica è un prodotto della civiltà occidentale,ma il problema non può essere posto come destra contro sinistra.infatti è normale che al family day si ritrovi chi viene dalla tradizione della famiglia operaia e chi da quella borghese. la frattura sociologica semmai è un’altra, cioè che queste battaglie rischiano di essere elitarie, di salotto.la differenza fondamentale rispetto alla stagione dei diritti civili degli anni 70-80, al di là dei contenuti, risulta chiara: sia il divorzio sia l’aborto hanno toccato un’emergenza sociale effettiva che coinvolgeva il vissuto della maggior parte del paese. le battaglie per i diritti civili di questa stagione rischiano di avere una dimensione elitaria, come il referendum che avrebbe voluto abrogare la legge 40 ha dimostrato. anche rispetto alla famiglia le preoccupazioni della maggior parte degli italiani sono altre: c’è l’emergenza educativa, i problemi di una scuola che non e’ più in grado di svolgere il suo ruolo, le difficoltà dell’inserimento nel mondo del lavoro.concentrare una battaglia sui diritti dei conviventi non solo distoglie la politica dal risolvere i veri problemi dei cittadini ma fa correre il rischio di dimenticare la condizione dei più deboli. e come dice giovanni:su questo tema oggi chi sono davvero i più deboli? sono gli immigrati, in particolare le donne e i bambini per i quali ad esempio l’approdo a una famiglia convenzionale rappresenterebbe una conquista di libertà.forse la sinistra farebbe bene a considerare anche questo.il nucleo familiare come pilastro della società,di fatto, è stato sconfitto dai processi sociali che si sono avviati. lla famiglia di cui si parla oggi, è un simulacro buono solo per il natale, lo shopping e per resistere al considerare altri tipi di relazioni sullo stesso piano di quel concetto secondo tradizione.oggi la famiglia pilastro della società non esiste più.è stata smembrata dai ritmi della società.dalla separazione dei coniugi di cui il sistema necessita,i figli passano il loro tempo con terzi che formano i loro valori.in parte minima la scuola, per il resto l’ossessione dei simboli del consumo e delle sue logiche, la televisione ed il suo linguaggio.
    altro è l’oppressione e lo sfruttamente delle donne in seno al nucleo familiare. e qui la sinistra deve equipara le donne sfruttate alla sua classe.perchè questa è l’idea di società che la sinistra sembra avere smarrito.la capacità di leggere la realtà della vita guardando alle persone ed alle relazioni sociali, al modo in cui si interagisce ed al posto che si occupa nella società.con coscienza del proprio status e di ciò che significa la propria condizione di classe. l’idea di un riscatto attraverso il passaggio ad una società più umana e più giusta. un pò quello che manca a chi sostituisce il vocabolario della sinistra con termini quali: consumatori, flessibilità,opportunità di mercato, target ecc ecc.
    è questo il problema ed è vasto e attualissimo. e declinabile.
    viva la vita giovanni!
    e anche i bambini!!

  326. Ramon, scusa l’accanimento ma quando mi piglia sono fatta così.
    In questi mesi è evidente a tutti che passi avanti ne abbiamo fatti pochini, il partito sociale non parte, il consenso non cresce, la scissione è sempre lì, Liberazione è un caso irrisolto. A me fanno paura i gruppi dirigenti che non fanno autocritica, stile Veltroni. E sul partito sociale, visto che tu prevedi sul breve termine il protrarsi dell’oscuramento mediatico e un possibile calo dei consensi elettorali, quale sarebbe il campanello che potrebbe fare scattare l’allarme su un’eventuale strada sbagliata? Perché qui stiamo giocando grosso, la posta è la sinistra italiana. Metti che il partito sociale si rivelasse non esportabile in Italia: fino a che punto possiamo rischiare, mandando anche allo sbaraglio quel che resta delle altre sinistre, che senza di noi non possono farcela?
    In ciò che scrivo non c’è intento polemico ma desiderio di capire e di convincermi.

  327. X Andrea,
    infatti ho scritto che la frase e’ attribuita a Luigi XV…
    Quanto alle analogie con i nostri tempi, c’ e’ solo da consigliare l’ottimo intervento dell’ottimo Zipponi che testualmente (spero di aver letto bene) dice: “i dirigenti di Rifondazione non hanno, non vogliono prendere atto che il voto del 13-14 aprile ha sancito la fine anche in Italia del comunismo come modello sociale ed economico, il cui funerale è stato celebrato al Congresso di Chianciano: per il futuro se c’è una chance per la sinistra questa sta solo nel battersi per un ‘pensiero altrò alternativo al ‘pensiero unico mercatistà, che mina alle radici la democrazia”.

  328. Sinceramente sarà un limite mio ma di quello che ha detto Zipponi non ho capito nulla……poi ottimo,guarda zipponi negli ultimi tempi tutto è tranne che ottimo.
    Il 13 aprile la fine del comunismo come modello sociale ed economico?
    Bruno ma non crederai mica a queste fesserie…..questo è un modo di dire che prima non era finito perchè il PRC stava al 6%…..andiamo penso che tu abbia scelto Zipponi per ironizzare…….

  329. un compagno di roma Says:

    Sacha mi piaci troppo, mi sono da poco lasciato con la fidanzata, e sarei alto, giovane, biondo, danaroso, ho l’unico difetto che……….. in quanto marxista secondo Vendola sono uno spettro…non so se potrei riuscire a incontrarti

  330. @compagno di roma.
    noi siamo qui dai tempi in cui ramon camminava per aria. abbiamo affrontato un congresso di fiamme e fuoco, e non me l’hai mai detto che sei danaroso! vergognati. io sarei interessata (non per l’alto biondo giovane, piuttosto per il “danaroso”). perchè con me paghi uno e prendi tre, visto che c’avrei due figle… sempre femmine. baci 🙂

  331. Buon Anno Ramon!
    e Buon anno alle compagne e ai compagni!
    attrezziamoci perché questo 2009 sarà un anno decisivo
    Auguri a noi. E auguri per la pace, sempre! a cominciare dalla Palestina!!
    Senza la pace non può esistere tutto il resto!
    A presto!

  332. un compagno di roma Says:

    eh Maria c’ho pure pensato ma tu sei una milanese che vive al Sud, una brutta bestia insomma, Sacha è di Bologna e compra il pane a 1 euro alla Coop, i soldi me li farebbe fruttare meglio

  333. cara maria e giovanni, insisto. sebbene le teorie dell’antropologo morgan si siano rivelate inesatte il contenuto del saggio di federico engels sulle ORIGINI della famiglia è indiscutibile.
    quanto alle diverse forme di famiglia esistenti che c’entra?
    la famiglia imperante è quella eterosessuale, patriarcale e nella quale i bambini sono proprietà dei genitori privati di diritti e personalità. basti pensare al fatto che è accettato universalmente che l’educazione dei bambini sia di esclusiva pertinenza dei genitori. e così abbiamo le scuole confessionali e perfino i bambini portati alle manifestazioni e vestiti di falce e martello.
    e non c’entra il reddito. o meglio, c’entra solo circa le condizioni sociali nelle quali si verificano i soprusi e le prepotenze nelle famiglie.
    come le femministe hanno dimostrato inequivocabilmente i maschi picchiano le mogli e le figlie e le sorelle e le madri indifferentemente in tutte le classi sociali.
    l’apparato ideologico della famiglia, sebbene conviva con diversi sistemi sociali, è patriarcale e pre capitalistico.
    ed è uno dei lati più oscuri e reazionari della storia umana.
    ciao ciao

  334. e noooo anche tu!!!!!!!!! ma lo sai che mi chiamano ancora “la milanese” qui?
    che non è una bella cosa, sai? equivarrebbe a zoccola, più o meno.
    meno male che sono milanese, e non me ne può fregar di meno 🙂
    ri-bacio. devo andare

  335. ramopn hai ragione ma io e giovanni intendevamo altro. sarà per un’altra volta. ciao anche a te

  336. cara sacha, accanisciti pure. non c’è problema. ma non è vero che il partito sociale non è partito, e non è vero che la scissione sia sempre li come mesi fa. per poco che sia il lavoro sociale è cominciato ed è sorretto da una teoria e da decisioni. ci vorrà tempo e ci saranno tentativi di contraddirlo ma è iniziato. e la scissione se e quando la faranno ne saranno chiari i motivi. eri tu che all’inizio dei tuoi interventi qui chiedevi unità, te lo ricordi? se oggi non la chiedi come allora forse è anche perché man mano sono venute alla luce le vere divergenze. che sarebbero state oscurate totalmente da scontri pregiudiziali e metodologici. io, poi, non ho parlato di calo dei consensi elettorali. dico solo che farsi ossessionare dai consensi elettorali porta al calo degli stessi. per diversi anni bisogna sapere che nelle istituzioni è necessario andarci per resistere, senza sognare riscosse elettorali. tutto qui.
    un abbraccio

  337. Sal Fiore Says:

    Maria davvero sei del nord trasferita giu’.

    Ah, allora le cose mi quadrano ora!.

    E visto che ci avevo azzeccato che hai una personalita’ aglo-sassone.

    (Cioe’ giri cosi’ come gira il vento. Che comunque non e’ anarchia. E’ opportunismo)

    Ma mi sa che sei proprio te che scrivi su Repubblica sui Windsor e la Regina Elisabetta! Io ho ancora questo dubbio (legittimo oltretutto).

    Sal.

  338. lucaocchionero Says:

    Zipponi è sconfortato ma non ci sconforterà: capisco che crede di essere nel pieno di una sconfitta secolare che ha azzerato qualsiasi cosa sembrasse(per lui ) sinistra. Capisco che ritiene di essere all’interno di un maleficio tale da avergli(forse inavvertitamente) fatto elogiare il nuovo CCNL metalmeccanica privata firmata da Calearo(quello per intenderci delle famose 130euro lorde di aumento spalmate in 30 mesi!). Capisco anche che sia pienamente inserito nella triplice depressione da cui dovrebbe(?) nascere una grande partito di sinistra(per la sconfitta, per la perdita di stipendi parlamentari, pe la sconfitta al congresso); ma liquidare in due parole il comunismo o qualsiasi cosa somigli ad esso(mi pare di capire che Zipponi ritiene esaurita anche l’esperienza del socialismo europeo) per buttarsi totalmente in una battaglia liberale(economia e diritti) e democratica, mi pare che sia proprio il culmine di una pesante depressione totalmente nel campo della patologia. In poche parole: ex compagno Maurizio Zipponi neo liberal-democratico hai bisogno di Fagioli!

  339. ramon nessuno mette in discussione l’origine della famiglia fondata su sistema patriarcale. saremmo folli a negare una cosa simile. quello che però è importante è non tanto combattere la famiglia in quanto tale come nucleo, ma lavorare anche all’interno di essa per uscire dallo schema patriarcale, riacquistare quell’aspetto di lotta di classe che spesso è trascurato in quel contesto perchè si da per scontato che debba essere distrutto. questo intendevo io.
    un bacio

    @salvatore.
    ti ripeto che non sono io che scrivo su repubblica. poi non mi è chiaro per quale motivo dovrei avere una personalità anglo-sassone. non mi è chiaro nemmeno perchè giro come gira il vento, visto che non mi conosci e non sai chi sono e cosa ho fatto e faccio nella vita. e nemmeno perchè mi trovo qui al sud. è disarmante questo continuo attaccare le persone.

  340. X Andrea
    Si, certo, ottimo, riferito a Zipponi era ironico. Ripeto, sono vittime della Sindrome di Luigi XV (x te Sindrome M.dame Pompadour), pensano cioè che dopo di loro ci sia il nulla.

  341. Sal Fiore Says:

    Maria, vedi te come Ramon quadrate tutto dopo gli eventi, dopo i comunicati; insomma dopo.

    Io invece faccio quadrare tutto prima. Questa differenza e’ fondamentale.

    Vedi, io non voglio perdere del tempo dietro le tue parole come dietro le accuse infondate, anzi ignorati di Ramon. Piu’ che disarmante sei ingenuamente furba ma con gli ignoranti. Un po come la Vivarelli su Bellaciao.

    E fortuna che telefono ed ho sempre telefonato al SUD. Perche’ degli affabulatori ci siamo rotti i coglioni negli ultimi 50 anni. Almeno mi ci metto io e spero di parlare almeno per altri due che sono nati al SUD e sanno cos’e’ il SUD.

    Sal.

  342. Il comunismo è di nuovo il Dio che è fallito come nel 1950 solo che agli autori del titolo medesimo che erano 5-6 ex comunisti di statura tale da far impallidire chiunque oggi(Silone,Kostler,Wright etc.) Togliatti rispose con un articolo dal titolo ” I sei che sono falliti”.
    Ma uno può rispondere a Ritanna Armeni o a Zipponi? Aridateci Saragat per pietà……….

  343. Ma chi è sta Vivarelli??

  344. un compagno di roma Says:

    Buona l’intervista di Ferrero oggi a Repubblica, avanti così

  345. Brunoincazzato Says:

    Salvatò scusa,ma a sud di quale nord?
    io sono visceralmente sudista ma non riesco a far quadrare ne prima ne dopo!
    Maria opportunista anglosassone?
    Allora io sono diacono e ramon tifa fiorentina!

  346. Sal Fiore Says:

    Guarda Maria,

    “visto che non mi conosci e non sai chi sono e cosa ho fatto e faccio nella vita. e nemmeno perchè mi trovo qui al sud. è disarmante questo continuo attaccare le persone.

    per quello che riguada il controllo del teritorio ci sono gia’ i servizi e la mafia. Non e’ cosa che spetta a me.

    Del resto non mi interessa minimamente della tua vita. Ho gia’ troppe cose da studiare e capire qui in Inghilterra.

    Chi ti paga, come sopravvivi e da dove vengono i soldi che ti portano il pane sulla tavola non sono cose in cui io dovrei metterci il naso. Se vuoi le dici per trasparenza. Altrimenti queste sono cose che la mafia le sa’ gia’.

    Sal.

  347. Accidenti, uno si allontana dal suo pc per 3 giorni e ci trova un centinaio di commenti!
    Ramon ora mi copio e incollo un po’ dei tuoi post! molto ricchi e densi ad una prima lettura.
    Un abbraccio e auguri a tutti!

    Luca Marini

  348. caro salvatore. quello che dici non ha nè capo nè coda. accuse che non si capisce da dove vengono e soprattutto perchè vengono rivolte a me. tu continui a dirmi che non ti interessa quello che faccio, ma chissà perchè i tuoi interventi sono spesso rivolti a me. e chi sono e cosa faccio non sono tenuta a dirlo, anche se qui tutti lo sanno,tuttavia non c’è proprio nulla di nascosto visto che mi firmo con nome e cognome e abito a san cesario di lecce.
    ti consiglio di darti una calmata, perchè non intendo più ricevere insulti da te o da altri/e.
    claro?

  349. Sal Fiore Says:

    Che insulti?

    Le baggianate di Mantovani sui miei pregiudizi sai cosa ve ne fate?

    Calmare di cosa? Che offese?

    Maria ho gia’ detto una volta che sei un po’ montatella e che se credi di rigirare le parole ci puoi avere solo un paio di stupidelli con te a ragionarci dietro. Neuroni?. Un paio prestali a coloro che ti danno il fianco nei ragionamenti.

    sal.

  350. animals Says:

    Entro gennaio il nuovo direttore e nel 2009 Liberazione dovra’ reggersi sulle sue gambe, Rifondazione comunista non ha piu’ soldi dopo aver fatto i conti con il buco di tre milioni e mezzo di euro del suo quotidiano nel 2008. Claudio Grassi, numero due del Prc e responsabile organizzazione, conferma le decisioni assunte dal Comitato politico nazionale, il ‘parlamentino’ del partito, e sottolinea: “C’e’ urgenza di intervenire in modo rigoroso. Andremo avanti con quanto e’ stato stabilito, non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro. Al 31 dicembre e’ stato revocato il Consiglio di amministrazione di Liberazione e tutti i poteri sono stati affidati al rappresentante legale del partito, il tesoriere Sergio Boccadutri”, per altro esponente della minoranza di Vendola, “mentre per quel che riguarda la direzione politica del giornale abbiamo deciso di individuare un nuovo direttore”. A prendere la decisione finale sara’ la direzione del Prc, che con ogni probabilita’ di terra’ entro la meta’ di gennaio. “Il partito deve coprire – rileva Grassi – l’enorme buco del 2008 e le vendite hanno toccato il minimo storico, tra le 5 e le 6 mila copie. E poi, politicamente, non riteniamo giusto che il giornale, cosi’ cospicuamente finanziato dal partito, si faccia portavoce di una opzione alternativa a quella emersa all’ultimo congresso”. Quanto alla vicenda dell’editore Bonaccorsi, Grassi chiarisce: “Non siamo stati noi a cercarlo. E’ lui che si e’ fatto vivo, avanzando una disponibilita’. Noi non abbiamo deciso nulla, ma come tutti avrebbero fatto in una situazione del genere, abbiamo chiesto di andare a vedere se si tratta di una proposta concreta o meno. E d’altra parte non si capisce perche’ questo editore vada bene per la rivista di Bertinotti, mentre e’ uno scandalo se si interessa di Liberazione”.

  351. corsaro Says:

    Sal, scusa tanto se te lo dico, ma mi pari un po’ sciroccato.

  352. Sal Fiore Says:

    Guarda Maria,

    rispondi te agli anonimi. Presta anche a costoro un paio di neuroni e poi reimpiantateli. E poi porta avanti la discussione.

    Sal.

  353. caro salvatore. se non capisci nemmeno quando offendi non è colpa mia.
    proviamo a fare un patto: salta i miei interventi. non leggerli.
    come vedi, la tua analisi da uomo su di me che “non è colpa nostra se la natura vi ha fatto così belle e intelligenti” era sbagliata.
    non sono intelligente. quindi evita di legger quello che scrivo.
    punto.

  354. Brunoincazzato Says:

    Maria scusa non è che potresti prestarmi qualche neurone che t’avanza?Ti prometto che ne farò buon uso..e resta inteso che ti li restituisco come nuovi(non ci posso fare niente a volte la napoletanità mi sovrasta).

  355. piantale bruno, dài…. 🙂 a proposito di napoletanità, amici di napoli, sentiti per gli auguri di inizio anno, m’han detto che ai quartieri spagnoli col fucile hanno sparato un ragazzo di 24 anni durante i botti. per sbaglio. è partito un colpo. ma come si fa bruno con questa napoli, come si fa….

  356. Caro compagno di Roma, ma sei serio? Purtroppo sono mamma di fresco però non sono sposata. Come diceva Ramon, sull’istituzione della famiglia? Io su questo blog mi sento un po’ di destra, è l’unico momento della mia vita in cui mi sento così, cosa che mi procura qualche malessere e complesso… se sei su facebook ci conosciamo (lì ho conosciuto anche il mitico Luca Occhionero).

  357. Brunoincazzato Says:

    Hai ragione:mi emigro!

  358. Sal Fiore Says:

    A proposito di famiglia, patriarcato e modernita’. Credo che dovremmo iniziare una discussione sulla nuova vita sessuale moderna, che non ha nulla a che vedere con l’ omosessualita’ o il trans. Mi spiego io parlo della nuova realta’ in cui molti uomini o donne vivono ossia avere rapporti non consentiti dalla legge. Sono rapporti che al momento avvengono in segreto e che non trovano rappresentazione. Questo impatta su come la donna vede se stessa o per come l’uomo percepisce la propria immagine. Per essere concreti voglio dire che ci sono uomini che hanno due donne consenzienti. Lo stesso accade per una donna con due uomini. E’ una nuova realta’ che credo il PRC dovrebbe analizzare e farlo con molta professionalita’ senza lasciare i divi e le soubrette della TV parlare di tali cose che richiedono maturita’ ed esperienza nel campo della psicologia, sociologia ed altro.

    Sal.

  359. un compagno di roma Says:

    Sacha purtroppo non utilizzo Facebook perché lo utilizzava troppo la mia ex-fidanzata e sono rimasto scioccato dalla quantità di informazioni inutili che un agire collettivo non pianificato è in grado di produrre. Poi, anzi, è proprio la tua intelligenza combinata con moralità da contadino cruscioviano che mi piace……..

  360. no bruno , che emigri, che emigri…ci devi dire cosa succede con questa nuova giunta etica, altrochè emigri!

    è che napoli è particolare…la prima volta che ci son stata risale a molti anni fa.sono rimasta chiusa in albergo per tre giorni.non c’era verso di farmi uscire, avevo una paura incredibile di girar per le strade di napoli.il mio compagno non ci credeva che se fossimo andati a napoli io non sarei uscita dalla stanza, ma ci si doveva andare per lavoro e l’abbiam fatto. poi quando siamo stati là ci ha creduto. pian piano ho vinto la paura,ho conosciuto persone splendide napoletane, e l’ultima volta che ci sono stata (qualche mese fa)sono riuscita ad entrare anche nei quartieri spagnoli.poi non riuscivo più ad uscirne e m’è preso il panico!
    è una realtà difficile, molto difficile la vostra.sembra di entrare in un altro mondo, con codici diversi, comunicazione diversa. davvero un altro mondo.
    quindi tienici informati sui rimpasti iervolinici!!

  361. …prima di chiudere bruno, lo stralcio dell’articolo di oggi di vik sul mainifesto. non per sfrogoliare, come dite voi a napoli, ma è seria davvero la cosa… santa notte a te.

    In uno degli ultimi caffè aperti a gaza, che riforniscono di caffeina e connessione internet, bombe ed energia elettrica permettendo, ho mostrato dallo schermo del mio laptop ad un paio di amici, amaramente sorridendo, la notizia di un morto e 382 feriti.
    Non il computo delle vittime dei lanci di “razzi” Qassam su Israele di ieri, che fortunatamente non hanno fatto registrare alcun morto, ma i numeri della strage compiuta dai nostri botti di fine anno in Italia. Quelli di Hamas sono dei pivelli, ho detto ai miei amici, se credono di guerreggiare contro Israele con i loro giocattolini artigianali. Dovrebbero andare a scuola a Napoli per confezionare dei razzi veramente mortiferi, nei quartieri spagnoli si assemblano fuochi d’artificio ben più esplosivi dei qassam gazawi.

  362. caro Ramon,
    non intendevo liquidare la teoria del capitale cognitivo. La mia opinione è che volendo provare a interpretare Marx, compito sempre arduo per testi scritti 150 anni fa in una società profondamente diversa, il capitale cognitivo di un laureato dovrebbe essere al servizio della società (ovvero comportare oneri) e non essere, al pari dei macchinari delle fabbriche, un sistema con cui praticare lo sfruttamento di chi questo capitale non lo possiede. Detto questo penso che dovremmo porci delle priorità proprio perchè non abbiamo molto tempo per rilanciare il progetto della Rifondazione Comunista. Penso che se dovessimo ridurci ad un collettivo di analisi politica, come spesso sono i collettivi universitari (e penso che mi sia permesso criticarli, visto che quando ero più giovane facevo anche io i disobbedienti, faccio tuttora parte del collettivo della mia facoltà e rivendico sempre il mio percorso) ci porremmo su un livello antitetico al progetto del partito sociale. Non penso che vada sostituita l’analisi con il banchetto del pane, ma un’affiancamento delle due cose è necessario. Qui sta la diversità dei progetti tuttora in campo dentro Rifondazione. Moltitudine desiderante o società bisognosa? Nel 1300 il dibattito dei filosofi della Chiesa era incentrato sul primato della fede rispetto alle opere. Qui sta il punto secondo me. In questa fase necessitiamo di pregare leggendo i vangeli della nostra fede (Marx, Mao, Trotzky Massimo Fagioli o Toni Negri a seconda delle preferenze) o praticare le “opere di bene” ovviamente rilette in chiave politica e non di sola pratica buonista (non siamo nè la caritas nè l’arci)? Il mio non è un rifiuto di leggere in maniera positiva il pensiero di gruppi come tu dici contigui, ma la necessità, in questa fase, di porre delle priorità. Se riusciremo a rimettere in piedi il progetto della Rifondazione Comunista potremo fare anche il resto. In ultimo mi scuso con te per l’utilizzo improprio del termine “disobbendiente” e “negriano” che faccio, visto che ormai nella mia città i disobbedienti sono identificati come il gruppo di ESC che fa capo a Francesco Raparelli piuttosto che con la totalità dei gruppi che vissero quell’esperienza da Seattle al 2004. Ovviamente penso che avrai capito che tra i due filoni della disobbedienza io ho scelto quello sociale e non quello teorico. Non che ci sia nulla di male nell’altro, ma è una questione di priorità.
    un abbraccio

    Marco

    ps: ti è arrivata l’email?

  363. giovanni Says:

    Ciumbia Ramon,
    non pensavo davvero di aver toccato un si delicato tasto.In ordine…..
    QUALSIASI LIBRO E’ DISCUTIBILE anche quello di ENGELS,anche perchè le conoscenze di engels e marx sulle materie citate e su quelle scientifiche avevano lacune enormi già allora,figuriamoci adesso.
    Inoltre se ci sono culture maschiliste e patriarcali al “comando” dei gangli
    di potere e della visione di una società,la prima cosa che fanno è togliere l’educazione dei figli alla “struttura” genitrice,per affidarla allo stato( è tipico di tutte le dittature di destra e di sinistra)Cosa che peraltro di per se,a mio avviso,non sarebbe affatto male.Ma il punto è un’altro non si può sostenere in nessun modo che “la famiglia rappresenta uno dei lati più oscuri…..”
    Equivale a dire che l’uomo rappresenta uno dei lati più oscuri della storia.
    Insomma è un no sens!
    Sugli ultimi 400.000 anni della storia dell’uomo non si sa che poco o niente.Recentemente si sono rimessi indietro gli orologi di almeno 80.000
    anni di presitoria cioè il doppio!! della stima precedente la comparsa del
    sapiens-sapiens. Cioè a dire che non puoi essere così perentorio senza inciampare in una clamorosa lettura ideologica dell’uomo e della storia,cioè a priori e senza valutazione dei fatti.
    Posso anche capire che sia un tema che poco ti coinvolga e allora liquidi
    per evitare spazi alla discussione.Sai bene quanto io non ami in modo particolare scrivere e postare,ma sai che altro sapore guardarsi in faccia
    e interloquire mandarsi a cagare,o ridere e imprevare e così via….
    ciònondimeno non puoi scrivere roba così ,su un tema come questo.
    Abbasso l’ideologia,viva la vita!

  364. Ma che è diventato qua?!? Una versione di FB per compagni giovani (e meno giovani)?!? Parafrasando il grande signor G.: non ho paura del Sansonetti fuori di me, ma della Armeni che è in me :-)… Comunque è confortante, dimostra la straordinaria omeostasi della vita… E allora, sia pure in ritardo, buon anno a tutti!!!
    Mario

  365. evvai giovanni!!!

    caro ramon, TUTTE le società umane sono caratterizzate dalla disuguaglianza tra i sessi: il soggiogamento delle donne all’autorità maschile, sia con la famiglia che con la comunità in genere. la reificazione delle donne come forme di proprietà. TUTTI i sistemi sociali sono patriarcali,sono TUTTE espressioni di una innata aggressività maschile. per i marxisti, le uniche cose “reali” e importanti che accadono nella società capitalista sono quelle legate al processo produttivo o alla sfera politica tradizionale. da questo punto di vista, ogni altra parte di esperienza e di esistenza sociale (cose che hanno a che fare con l’educazione, la sessualità, la famiglia et simila, l’arte, la musica, il lavoro domestico) è periferico rispetto alle dinamiche centrali del cambiamento sociale, fa parte della “sovrastruttura” o della “cultura”.noi femministe invece non intendiamo la lotta di classe come qualcosa che si limita a questioni come i salari, confinati cioè ad argomenti che concernono solo i luoghi di lavoro e sostentamento autonomo. la lotta di classe avviene in ogni luogo in cui gli interessi delle classi confliggono, e ciò include l’educazione, la saluta, l’arte, la musica etc. noi aspiriamo a trasformare non soltanto la proprietà dei mezzi di produzione, quanto la totalità dell’esistenza sociale. non c’è una “questione femminile”, perché non rinchiudiamo le donne nella “sovrastruttura”. i marxisti si pongono continuamente la questione della donna non saliarata (la casalinga): fa davvero parte della classe lavoratrice? cioè: produce davvero plusvalore? noi diciamo: certo che le casalinghe fanno parte della classe lavoratrice e non perché abbiamo qualche complicata prova del fatto che producano effettivamente plusvalore ma perché concepiamo una classe come composta da persone ed avente un’esistenza sociale in parte separata dal regno della produzione a dominio capitalista. se pensiamo alla classe in questo modo, allora vediamo che le donne che sembravano più periferiche,le casalinghe, costituiscono il vero cuore della propria classe: crescono i bambini, mantengono la rete culturale e sociale della comunità fuori o dentro la famiglia tradizionale. ecco che c’è una interconnessione tra la lotta delle donne e ciò che viene tradizionalmente considerata la lotta di classe. non tutte le lotte delle donne però posseggono una spinta intrinsecamente anti-capitalista (anche all’interno della comunità marxista), ma tutte quelle che costruiscono collettività e fiducia collettiva presso le donne sono vitali per la costruzione della coscienza di classe. inversamente, caro ramon,non tutte le lotte di classe posseggono una spinta intrinsecamente anti-sessista.sarebbe bene riguardare il COMUNISMO PRIMITIVO (quello che ti invitava a riguardare giovanni). questa forma, caro ramon, è rivendicata in tutta la letteratura marxista e in pagine fondamentali di marx e di engels, e c’è una franca apologia di quella prima forma che troviamo nelle pagine del “Capitale” e della “Origine della Famiglia, della proprietà privata e dello Stato”. lì è chiara la grande luce del matriarcato in cui la donna, la Mater, dirige i suoi maschi ed i suoi figli, prima grande forma di potenza naturale nel vero senso, in cui la donna è attiva e non passiva, padrona e non schiava. mentre il termine famiglia viene da famulus, schiavo, il termine donna viene da domina, padrona. in quel primo comunismo, rozzo sì, ma non proprietario, la forma-amore sta ben più in alto di quello venuto dopo: non è il maschio che conquista la donna-oggetto, ma la Mater che elegge il suo maschio per il compito, a lei trasmesso in forma naturale ed umana, di diffusione della specie.
    per concludere:
    per il fascismo donna= fattrice
    per il comunismo donna= serva dell’uomo
    (non per nulla la frase tipica dell’ideologia comunista che indica la presunta equiparazione sessuale è “la donna è uomo”. Frase sempre coniata da uomini, ovviamente).

    qual è allora il terreno della nostra lotta di classe? è quello di non fare mai spegnere la nostra capacità di giudizio critico. il segreto sta nel non appartenere. a nessun uomo. MAI. il segreto sta nell’essere determinate a non attraversare le esperienze per affiliazione e dipendenza.qualsiasi esperienza.
    sarà, come dice compagno di roma, che sono una brutta bestia, ma io la penso così

    viva la vita giovanni!!!

  366. Il Partito di Massa (martana)
    Sul Riformista di oggi 3/1/09, Migliore, Sentinelli e Gagliardi sono ascritti trai fan di Fagioli insieme a Bert.Se a febbraio ci sarà la scissione, non se ne andranno i peggiori e non rimaranno i migliori. Ma tra quanti dovrebbero andarsene ci saranno sicuramente personalità politiche che hanno perso il contatto con la realtà.Non a caso si ritrovano attorno a Fagioli che in 30 anni non è riuscito a elevare il suo gruppo al di sopra della setta senza nemmeno la dignità di una corrente politica in un partito, il Prc, che i suoi due penultimi segretari hanno definito di massa (martana…ridente località umbra dove i 2 penultimi segretari del partito possiedono un modesto rustico con piscina).

  367. un compagno di roma Says:

    grande Bruno!!!! la dobbiamo prendere a ridere, basta coi funerali!

  368. …modesto rustico chiamato familiarmente “la duna”, con piscina a forma di falce e martello dove l’ex-segretario si ritira per trascorrere bertigiorni e bertinotti di relax… mò che ci penso, in fase precongressuale non si era deciso nella nuova rifondazione di unirci tutti sotto il documento: “anche i ricchi piangano” ??
    ci è sfuggito… 🙂

  369. Si, anche, ma non dobbiamo pensare che restano i migliori e se ne vanno i peggiori. Non è necessariamente vero. Il tema è quello indicato da Mantovani: il partito sociale, il radicamento sul territorio, riprendere a parlare di questioni materiali (magari senza la pesantezza che spesso ha caratterizzato i marxisti né l’astrusità di tanti altri).

  370. Per Maria
    Infatti l’ex segretario non ride…

  371. Sal Fiore Says:

    Bruno hai ragione. Non e’ vero che i peggiori se ne vanno. Vedi la Rubini.

    E’ un cervello che il SUD se lo sogna.!! Eppure non posta piu’ sul sito di Fabio de Nardis. Anche una certa Maria Pastore non lo fa piu’. Forse era lei stessa che rispondeva a lei stessa.

    Mi scappa da ridere. Hanno rubato (come ladri di polli) un paio di frasi, un concetto, ora avranno la mazzata che si meritano. Perche’ effettivamente sono ladri di polli.

    sal.

  372. ci credo bruno che l’ex-segretario non ride. ma in fondo non passerà la sua vecchiaia in miseria. per giordano ed altri la cosa è più complicata, e semmai sono loro che non hanno davvero motivo per ridere.

    radicamento radicamento. a fatti e non parole. difficile, ma non impossibile. costa fatica e lavoro, ma s’ha da fare!! non ci sono alree strade

  373. salvatore ancora con me ce l’hai???
    vai a postare tu sul sito di fabio. che fai, controlli anche dove vado a postare adesso?

  374. Sal Fiore Says:

    Bruno e vedi me. Che rimango qui oltretutto. Disoccupato, depresso ed invece la crema del pensiero scrive, scrive e fa storia.

    E’ stata fatta sul serio. Per la prima volta fuori dal Parlamento. E sono sempre loro stessi. (arroganti, ignoranti, sconclusionati, furbi-ladri-di-polli, ignoranti dei veri problemi)

    Sal.

  375. un compagno di roma Says:

    Ah Mari’ io mi sono innamorato di Sacha, ma Salvatore Fiore si è innamorato di te!! Non ti molla un attimo, la situazione sta diventando preoccupante

  376. Bucharin77 Says:

    intanto anche se non deve fregare niente a nessuno vi comunico, così non vi confondete, che cambio il mio nick (m’ha un pò attediato). Mi chiamo come uno dei più grandi dirigenti che il movimento operaio abbia mai avuto e che purtroppo è stato del tutto dimenticato, Bucharin (in tempi di crisi capitalistica mondiale rileggere i suoi libri non farebbe male)

  377. Bucharin77 Says:

    ah scusate ero “un compagno di Roma”

  378. Bravo solo che Bucharin anticipò di 50 anni Deng in Cina…hai mai letto il bellissimo libro della moglie Anna Larina – Ho amato Bucharin -?
    Comunque era un cervello teorico di prima grandezza….altro che ora….

  379. bravo compagno di roma! bello questo nome…oltre a grande dirigente è stato anche editorialista della pravda…non che ci auguriamo il ritorno di un bollettino, però è bene rispolverare un po’ di quello che è stato dimenticato

  380. Bucharin77 Says:

    Poveraccia la moglie, Andrea, donna pare molto bella, ha trascorso una vita tormentatissima. Sulla questione del rapporto Bucharin-Deng bisognerebbe prima o poi aprire un discorso. Io penso come te che qualche serio punto di contatto vi sia. Però poi resto mancano nel discorso politico di Deng delle cose che Bucharin aveva (un certo tipo di prospettiva internazionale, una certa concezione dei rapporti fra partito e società etc.)

  381. Bucharin77 Says:

    oh siete preparati!! un grande direttore della Pravda e della Izvestia

  382. Bucharin 77 sapessi quanti compagni di grande preparazione e talento sono andati via dal PRC negli ultimi anni solo perchè i cacicchi che ora reclamano democrazia per se,gli hanno fatto terra bruciata intorno…..il potenziale che avevamo in Italia non lo aveva nessun partito….ma anche in fabbrica e persino in CGIL….un giorno si scriverà seriamente la storia del PRC….spero.

  383. Bucharin77 Says:

    lo so Andrea, ma sono ottimista prima o poi ci “ribecchiamo” tutti

  384. Per Maria
    Al di la del fatto che non auguro a nessuno di finire i suoi giorni in povertà (nessuno di loro intendo), penso che nemmeno Giordano, con 3 o 4 legislature sulle spalle se la passerà tanto male. Per il resto sono daccordo: sarà difficile. E sopratutto non è detto nemmeno che ci si riuscirà,ma,dimmi,c’è peggiore inisidia che odiarsi con monotonia? Il veleno che si è sviluppato (le ragioni sono infinite) dentro il Prc ormai è tracimante.Hai ragione, sarà davvero difficile.

  385. …e sì, prima o poi ci “ribecchiamo” tutti. sarà più poi che prima, ma non importa. la coerenza paga sempre. tempo ci vorrà, ma in questo paese deve tornare in parlamento una forza seria e sinistra. e finchè non sarà così, e bene rimanere fuori.
    tra poco iniziano le manifestazioni pro-palestina sparse in tutto il paese.io a bari oggi non sono potuta andare, ma spero in una presenza massiccia ovunque. posto anche qui la “lettera ad una donna che ha scelto la guerra”. che si rifà anche al discorso che si faceva con ramon e giovanni. tra l’altro, per la cronaca, la tanto discussa nonviolenza (con cui tutti si sciaquano la bocca)è frutto di elaborazioni femministe.

    Cara Tzipi Livni, ti scrivo da Roma e presiedo una Associazione costituita con altre donne per dare un poco di sostegno a coloro che sono meno fortunate di noi. Ad esempio a quelle donne che subiscono violenza dai propri compagni, o a coloro che, provenienti da altri Paesi, hanno bisogno di un aiuto perché in Italia cercano un modo migliore di vivere per se stesse e per i loro figli lasciando il proprio paese d’origine, spesso poverissimo o in guerra. Una piccola goccia nel mare di sofferenza, un modo per aiutare le più deboli e per restituire loro un sorriso.

    Certamente saprai che attraverso la ricerca della diversità femminile, molte donne nel mondo hanno stigmatizzato i modelli patriarcali attraverso i quali si perpetuano nel tempo guerre ed eccidi a danno dei deboli. Con una lettura nuova e critica della società dominata dal potere maschile, le donne in vari paesi del mondo hanno studiato alternative possibili contrapponendo la vita alla morte, la dialettica all’aggressività, la mediazione alla legge del più forte.

    Eppure mentre ti scrivo nel mondo si sta uccidendo, e quella civiltà femminile che era fatta di trasversalità, che andava oltre la contrapposizione etnica, partitica, e religiosa sta naufragando, riceve ancora una volta un colpo, e viene ricacciata indietro, affogata nel sangue di donne e bambini.

    Cara Tzipi, quando tu hai ricevuto l’incarico di fare il Primo Ministro di quel paese martoriato che è Israele, ho quasi tirato un sospiro di sollievo, pensando che una donna avrebbe rappresentato una garanzia per la salvaguardia della pace. Con tutti i limiti che la parola pace ha assunto in quei territori. E poi, tu come me, sei una convinta sostenitrice del principio “due popoli, due stati”, quindi, mi sono detta, ce la farà.

    Oggi, di fronte alle centinaia di morti e a migliaia di feriti non riesco a credere a quanto leggo. Che tu possa aver pensato davvero che “Israele non abbia avuto alternative” e che l’unica cosa da fare fosse quella di bombardare cercando di evitare vittime civili. Come potevi ignorare che invece quella zona, così brutalmente posta sotto attacco, è densamente abitata da donne e bambini?

    Perché, mi chiedo, perché ti sei piegata di fronte alla logica di morte che gli uomini si portano dentro, perché non ti sei interrogata come donna? Perché non hai cercato di superare l’istinto vendicativo del patriarcato che da sempre condiziona le nostre vite, e uccide i nostri figli? Perché non hai sentito l’istinto materno che protegge tutti i bambini, tutti, a prescindere da dove sia nato il loro primo vagito?

    Non posso credere che il tuo interesse elettorale abbia avuto la meglio sul tuo istinto di donna. Noi donne siamo forti, intelligenti, e diamo la vita. Come puoi pensare che la morte di due bimbe israeliane possa essere ripagata dalla morte di altre centinaia di bambine e bambini nati in un territorio limitrofo e che sono classificati come palestinesi, quindi nemici?

    Educhiamo i nostri uomini al rispetto della vita, al superamento delle vendette, a non dare il sopravvento alla paura. Lo so, la morte è in agguato, i razzi di Hamas vogliono gettare nel panico un intero Paese. Lo so e capisco il panico che vi attanaglia. Ogni volta la reazione di fronte al terrore genera le conseguenze più gravi. Così è stato per l’Afghanistan, così è stato per l’Iraq, così per la Somalia. Ma lì non ci sono donne Primo Ministro ad offrire un punto di vista femminile. In Israele ci sei tu. E tu sei la speranza anche per noi che vogliamo credere di essere fuori della barbarie primitiva dell’istinto maschile, fatto di paure e di muscoli. Noi siamo accoglienza, siamo cura, siamo vita. Non ci deludere, poni fine al massacro.

    Un abbraccio da donna a donna, Dalila Novelli (Presidente di Assolei Sportello donna Onlus, Roma

  386. sì bruno, io non auguro di finire in miseria nemmeno al peggior nemico, ci mancherebbe, era una battuta. il veleno che continuano a vomitare (credo questo sia il verbo più appropriato) non ci tocca, se non emotivamente perchè viene dagli stessi compagni. per il resto sarà dura e difficile con o senza di loro. è difficile a prescindere

  387. Compagni questa è recente:

    Roma, 15:51

    LIBERAZIONE: FERRERO, FAUSTO DIFENDE SANSONETTI? LO CAPISCO
    Fausto difende Sansonetti? Lo capisco, Piero dirige il giornale portando avanti il progetto politico del superamento di Rifondazione che e’ stato pero’ bocciato al Congresso di Chianciano: li’ ha vinto il progetto politico del rilancio di Rifondazione come abbiamo fatto per tanti anni tutti insieme, Fausto in testa. A parlare e’ il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero che annuncia: “Liberazione avra’ nel corso del mese di gennaio il suo assetto, sara’ definito alla luce del sole ed in maniera trasparente”. Ferrero non si pronuncia sui rapporti tra Bertinotti e lo psichiatra Massimo Fagioli: “non ho nulla dire, se non che a decidere e’ Fausto”. Viceversa, quel che preme e molto a Ferrero e’ ribadire che “non si tratta di autonomia, non e’ in ballo l’autonomia di Sansonetti, ma il progetto politico che Piero persegue, che e’ quello sconfitto al Congresso”. Ed in democrazia, il voto anche congressuale ha un suo peso e valore, conta eccome, invece si fa finta di nulla e si risponde “con la divisione ‘amico-nemico’ propria di una vecchia logica comunista superata”, conclude Ferrero.

  388. infatti andrea. il loro veleno non ci tocca.
    mai avuto dubbi che il gruppo dirigente non sapesse affrontare come si deve la situazione. sono quelli della minoranza che si sono giocata questa carta malissimo. i media sono un’arma a doppio taglio. arriverà che verranno derisi e ignorati anche da questi. però, chi è causa del suo male pianga se stesso, dice un vecchio detto. o no?

  389. Ma guarda che i media eccetto il Riformista mica parlano bene di loro….di solito quelli di destra ci deridono(tutti) gli altri oramai hanno capito che sansonetti è osceno neppure Europa ed aprileonline lo difendono più,rimane il riformista ma sai questo dovrebbe far riflettere loro non noi…..a proposito Tommaso Sodano(vendoliano) e Resp.Ambiente del partito e napoletano ha dichiarato a Liberazione che l’assessore Riccio Giulio(vendoliano) non accettando le direttive del partito nazionale (azzeramento giunta a Napoli e sue dimissioni) a suo avviso è fuori dal partito……per favore ora qualcuno non mi dica che pure Sodano oltre a Boccadutri ha cambiato mozione….se continua cosi cambia mozione pure Vendola…

  390. sodano è un grande. anche se è vendoliano. nessuno è perfetto e per redimersi c’è sempre tempo! 🙂

  391. Vai alla rassegna stampa su http://www.rifondazione.it

  392. bè andrea, il foglio di ferrara è sempre il migliore!
    non c’è ombra di dubbio. “previsioni e preveggenze”. sansonetti prende il posto di vespa a porta a porta. prevediamo la dichiarazione: “i miei modelli saranno quelli della contaminazione culturale:irene pivetti, fausto bertinotti, vladimir luxuria.”
    grandi quelli del foglio!
    mamma mia… e pensare che fausto era ben accetto nei salotti bene. mò è fuori dalle fabbiche, fuori dai salotti… meno male che c’ha il rustico a massa, và. meno male

  393. vendoliani,ferreriani,grassiani…marziani (l’unico che ha il diritto alla desinenza e Mantovani, per ragioni onomastiche,ma spero non ne voglia approffittare x farne una corrente!). Con una crisi del capitale finanziario simile a quella presente,mettersi a fare il gioco della torre,è una perdita pericolosa di tempo. Se Sansonetti vuole giocare all’isola dei fumosi,con pivetti,luxuria & berty si accomodi,un posto a La Stampa, con barenghi,nn glielo toglie nessuno.Chi resta avrebbe cose ben più importanti da fare che misurarsi l’audience!

  394. vabbè, oggi sono sul cazzeggio andante, mi sono presa un po’ di relaaaax… l’intervista di ieri di ferreo a repubblica. a domanda segue risposta. dalle risposte sembra il che il vaso del segretario sia colmo.alla prossima non so se riuscirà a trattenersi 🙂

    Segretario, e il suo viaggio in Palestina? Pure su quello si è sentito trattato male da Liberazione?
    “No, no, hanno coperto bene. Laggiù c’è una situazione talmente grave. Però, non è mica una questione personale fra me e il giornale”.

    Paolo Ferrero, come segretario del partito, versus Sansonetti, direttore. Si arrabbia ancora ogni giorno aprendo il quotidiano?
    “Certo capita. Però oggi, primo dell’anno, sono a sciare sul Bianco, tremila metri… “.

    Ma la valanga sta per abbattersi sul direttore.
    “Se mi trovano tre milioni e mezzo di euro sono pronto pure al passo indietro. Quello lì è il buco 2008 che il partito è chiamato a coprire. E non ce la facciamo più. Anche perché la minoranza gioca scientificamente allo sfascio”.

    Scissione vicina?
    “Non so se la minoranza la voglia davvero: un quarto mini-partitino in nome dell’unità a sinistra? Boh. Comunque, io non caccio nessuno. Perché sono un vero democratico. Ma certo non mi suicido”.

    Il Prc non si scioglie.
    “Ma certo che no. Tutti questi attacchi hanno in realtà anche la funzione di coprire porcherie, di subalternità al Pd. A Firenze i due consiglieri fuoriusciti hanno bocciato la commissione d’inchiesta sulla Fondiaria. In Calabria l’assessore ha ratificato il piano Gelmini”.

    Liberazione così non dura?
    “La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E’ come L’Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci”.
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    Coraggio, arrivano i nostri. L’editore Bonaccorsi, da lei stesso lanciato a sorpresa. Un kamikaze o uno che punta ai soldi pubblici dell’editoria?
    “Qui voglio fare chiarezza. Perché il buco di tre milioni e mezzo è già al netto degli introiti per l’editoria, già calcolati in quel deficit. Non si possono perciò fare giochetti con i contributi, non mi pare aria di furbetti del quartierino”.

    Un kamikaze, allora?
    “Un editore. Che rischia, perché intravede un mercato. Che esiste. Prima di Sansonetti del resto eravamo a diecimila copie. Ora circa a metà”.

    Ai vendoliani non piace. E Luxuria protesta perché teme un ritorno all’omofobia, sentite anche le parole di Massimo Fagioli.
    “Che debbo rispondere, che siamo alla schizofrenia? Quanto è figo il guru Fagioli se Bertinotti va nella sua libreria ‘Amore e psiche’ nientemeno ad aprire la campagna elettorale. Ma quanto è stronzo se invece incoraggia Bonaccorsi, che tratta con Ferrero per Liberazione. E non basta”.

    Che altro?
    “Bonaccorsi è l’editore di ‘Alternative per il socialismo’, la rivista di Bertinotti, bravissimo allora. Ha finanziato la riunione della minoranza, a Roma, a metà dicembre. Un grande. E fa ‘Left’, punto di riferimento per i vendoliani. Eccezionale. Poi, ne parlo io, e patatrac, tutti questi stessi compagni mi massacrano. Stalinista. Affossatore del giornale. Imbroglione”.

  395. Torno a dire: il mondo che abbiamo sempre combattuto crolla attorno a noi, i frutti poltiici non li dovrebbe raccogliere Di Pietro, bensì noi. I cocci sociali dovremmo essere noi a cercare di riattaccarli con proposte concrete,visto che il PD sta quasi peggio di noi. Si disbrighi al più presto la pratica Sansonetti, che non è il centro del mondo, e nel frattempo si faccia politica: si preparino le elezioni europee, si lascino crescere un po’ di quadri e di dirigenti “nuovi” (non necessariamente giovani d’anagrafe), si aprano un po’ le finistre, si scenda in strada non solo x manifestare ma anche per intessere nuovi rapporti, si riaprano i circoli col mandato di farli funzionare da volano con il territorio. A meno che nn si ritenga che la forma partito sia superata…

  396. non se ne parla proprio che la forma partito sia superata!
    e il lavoro si sta facendo. si sta intessendo. purtroppo in molte federazioni come la mia la difficoltà è enorme, ma si lavora comunque. è un problema di forma mentis dei militanti in questo momento:uscire fuori dagli schemi che basta la tessera e tutto vien da sè. no. tutto s’ha da fare. e s’ha da fare sul campo di battaglia che è la strada, la società. (a proposito di tessere ramon, il mio segretario s’è buttato avanti per non rimanere indietro l’altra sera: la tessera non ti preoccupare! senza che io gli dica nulla”. io mi preoccupo invece ramon. e parecchio)

  397. Oggi su Liberazione l’assessore al bilancio del Prc Nieri, rispolvera dal suo armadio la categoria del fascista per dar contro al sindaco Alemanno in merito agli sgomberi che, a suo dire, avrebbero determinato la morte di un neonato figlio di una donna albanese di 22 anni a Lunghezza, periferia di Roma est. Peccatto che nei 7 anni di governo autoritario di Veltroni, di cui Nieri è stato assessore, lui ha sempre taciuto rispetto le pratiche di sgombero e repressione che hanno caratterizzato le politiche sociali di quell’infausto settennato. Si vede che si preparano alla scissione. Qualcuno dovrebbe però dire a Nieri, che la categoria “fascista” nella sinistra diffusa e liquida che cercano di costuire non è propriamente negativa. Rimestare nei ricordi di gioventù,tirare fuori oggi parole d’ordine vuote di significato se pronunciate da certi personaggi, può addirittura essere controproducente.

  398. Ma guardate non è che la forma partito è un totem intoccabile. Basta dare un alternativa non fumo. Chi ritiene che sia superata non ha dato finora nessuna alternativa credibile….anzi gli esperimenti in tal senso sono stati catastrofici.A volte la diatriba sul superamento della forma partito mi sembra come la favoletta di quel tale che sosteneva di voler superare la scuola per evitare di studiare.

  399. l’assessore nieri e tutti i vendolisi a seguire, dovrebbero sapere che se è vero come dice bauman che la società è liquida, è anche vero che i problemi sono solidi.
    oggi alle grida di “allarmi son fascisti” non si scompone più nessuno.
    fatti. non parole vuole la gente.

  400. ma quale superamento della forma partito andrea!! ma dove sta, com’è fatta, che è ‘sta cosa???? questi dovevano aggregare tutti movimenti e le associazioni planetarie e darsi una struttura associativa. io vedo che i movimenti e le associazioni vanno da sè, e questi sono sempre quei quattro che girano e rigirano. pura autoreferenzialità. questo gioco vendolese è pura illusione alla copperfield. del resto, tra psichiatri psicoterapeuti e illusionisti, hanno fatto proprio ‘na bella famiglia!!

  401. giusto Maria. E sempre per citare Bauman: non esistono soluzioni locali a problemi globali. Quindi il modello regionalista proposto recentemente da uno stanco Bert, pare proprio inattuabile. In compenso credo che, molto pragmaticamente, alcuni vendolisti, come li chiami tu, specie con responsabilità istituzionali, hanno cercato e avuto contatto con il loro ex sindaco per trovare una “buona uscita” dal Prc. Cioè non se ne vanno se non sono sicuri di cadere…in piedi. Si accettano scommesse.

  402. qui tengono tutti famiglia, come si dice a napoli. quindi, che vuoi scommettere? il problema è che noi non ci dobbiamo fare condizionare da loro. noi si deve andare per la nostra strada, che è quella di intessere col tessuto sociale, e guardare a questi fenomeni (inteso nel senso più estendibile del termine 🙂 con dovuto distacco.
    guardare ma non essere coinvolti “emotivamente” al punto che ci fermiamo col nostro lavoro. come diceva ferrero? mi spiace, ma mica mi suicido!
    appunto.

  403. Sal Fiore Says:

    Scusa Mari’. Ma nella famiglia Ferrero chi e’ nuovo ? Qualche emigrante?

    Sal.

  404. caro salvatore. tu forse non lo sai perchè mi hai conosciuto da poco, ma io sono tornata in rif dopo lo tzunami parlamentare. dopo che questi dirigenti TUTTI, sono riusciti a fare quello che nemmeno il fascismo è riuscito a fare: cancellare la presenza di una forza comunista in parlamento. e ci sono tornata parecchio arrabbiata (con due “z”). arrabbiata con tutti. detto questo, quello che a me importa è la linea politica. punto. o ferrero o mantovani o grassi o lino banfi pittosto che la montalcini, non me ne importa nulla. chiunque sgarra sulla linea che abbiamo scelto, lo si castigherà. senza remissioni di santi. punto.
    io non ravvedo cambiamenti di linea politica nel cambiamento dei “personaggi”. mi spiego: il nuovo non risiede nelle persone ma nelle idee. il pd ha mandato l’operaio della tyssen. bene. che utilità può dare un operaio in parlamento? la prima in assoluto è il suo stipendio.dopodichè non ravvedo altre utilità se non d’effetto mediatico in campagna elettorale.
    non è disdicevole nè l’emigrante nè l’operaio nè lo studente nè il professore, nessuno è disdicevole. ma a me interessano i contenuti politici. mi sono spiegata?

  405. lucaocchionero Says:

    Questa chiacchiera di eliminare la forma partito… e come si vuole fare politica? Con Licurgo che detta le sue leggi? Con Pericle, con i consoli, coi triumvirati, coi generali, coi dittatori? Ogni volta che la politica è stata fatta al di fuori dei partiti vi è stata dittatura, tragedie, annientamento dei ceti popolari.
    I ragionamenti di certa sinistra portano direttamente alla Repubblica di Weimar. Con la smania di cambiare tutto per ritagliarsi uno spazio si aprono le strade alle destre più scurrili e volgari, al basso ventre delle classi alte, alle belle parole che nascondono opportunismo e violenza: malcelata voglia di scalate sociali per se stessi.
    Oggi ho avuto un duro scontro con un RPS che si muove nell’ombra per sgomberare il centro sociale, e siccome ha usato termini volgari e diffamatori nei miei confronti davanti a 5 testimoni penso che lo querelerò

  406. Qui ad Atene noi facciamo così.

    Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi e per questo viene chiamato democrazia.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’ eccellenza; quando un cittadino si distingue allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo stato, ma non come atto di privilegio, bensì, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana noi non siamo sospettosi uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo, se al nostro prossimo piace vivere a modo suo noi siamo liberi! liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

    Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche faccende per risolvere le sue questioni private.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c’è stato insegnato anche di rispettare le leggi, e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa e ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    Un uomo che non si interessa allo stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile e benché in pochi siano in grado di dar vita a una politica, beh, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione un ostacolo sulla via della democrazia, noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma io proclamo Atene scuola dell’ Ellade e che ogni ateniese cresca prosperando in se una felice versatilità la fiducia in se stesso e la prontezza ad affrontare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta ed è per questo che noi non cacciamo mai uno straniero.

    Qui ad Atene noi facciamo così.

    discorso di Pericle

    caro lucaocchioner, magari i vendolesi si rifacessero a pericle!!!
    evvai, querela!!! basta con questi personaggi.

  407. Ammesso che si faccia, Maria, credo che la scissione sia sostanzialmente di ceto politico, quindi autoreferenziale. Non penso che abbiano un visione sufficiente per raccogliere consenso. Per dirla con Bert, non hanno “un’alternativa di società”, se non un generico: volemose bene, rispetettiamo la fila, paghiamo le tasse, comportiamoci da bravi cittadini.tutte cose giuste, per carità, ma basta(no) per la victoria?

  408. Per lucaokkionero: chi o cosa è un RPS?

  409. Sal Fiore Says:

    Maria, cioe’ quello che vale per vendola e gli altri suoi non vale per ferrero.

    questa e’ la tua logica. o con ferrero o contro ferrero e voi a comandare e gli altri quattro a fare i manovali. cioe’ forse non vi rendete conto di quanta arroganza vi e’ nella mozione ferrero. io ti ho sfidato e ti sfido ancora una volta a dirmi chi e’ che, sin da quando criticavo Mussi, ad avere piu’ specializzazioni di me in Rifondazione

    hanno fatto un baccano incredibile a sinistra sulla mancanza di titolo a parlare per la Gelmini o la Carfagna.

    io credo che la mozione ferrero non e’ ne piu’ ne meno opportunistica di quello che dici te sui vendoliani.

    non ti rispondo nemmeno sulla frase che dici te degli sgarri. non ho mai avuto dei grandi nemici in puglia ed ho sempre girato senza una pistola.

    guarda Mari’ a me interessa che la puglia sia governata senza piu’ polemiche. e credo che questo stia accadendo. sono carosinese e mi interessa che Taranto sia governata senza polemiche e che abbia una buona universita’ in futuro e che risani tutti i suoi debiti. io sono molto piu’ pragmatico di quello che credi, meno arrivista di quello che i tuoi compagni di partito credono e meno disfattista di quello che Rifondazione o altri mi vogliono far sembrare; sono anti-monarchico e profondamente mediterraneo nel cuore e nei lineamenti somatici.

    te sei una promoter di immagine, una specie di ragazza pon-pon per Rifondazione. non prendertela. non mi piace che cambi ad ogni istante. non mi da di maturita’ politica. hai grande ambizioni in Rifondazione ed e’ bene che sia cosi’. evidentemente lo spazio l’hai ottenuto e conquistato. auguri per la futura carriera politica. hai anche una falsa idea del SUD.

    non mi hai ancora detto chi e’ nuovo nella mozione ferero. un paio di emigranti? continuo a dire.

    sal.

  410. lucaocchionero Says:

    Si infatti. Grazie per avermi ricordato la costituzione di Atene che mi pare sia ancora un programma politico di tutto rispetto. Anche se poi nella pratica sappiamo che le cose non erano proprio così, e quei “molti” per i quali si intendeva governare erano cavalieri, mercanti, banchieri, intellettuali, di certo non muratori, operai, contadini e domestiche.
    Ancora dalla RPS, a parte gli insulti a noi e fesserie varie, non ho ancora sentito che rapporto vogliono avere col PD, quale politica economica hanno in mente, cosa pensano del PSE e della SE. Anzi da quando Fava ha pensantemente insultato Vendola non si parla più nemmeno della costituente con gli SD.
    Neppure Gabriele scrive più su questo sito. Io interpreto tutto ciò come il senso di una fortissima crisi di prospettiva politica e d’identità di ogni membro RPS.
    Chiunque ,con sincerità e non per calcolo personale, abbandonerà il vascello RPS che affonda prima di affondare lui stesso, chiedendo al partito ausilio e conforto sarà il benvenuto.
    Non abbiate paura di fare questo passo, nessuno vi dileggerà.
    D’ora in avanti lavoriamo solo per la riuscita del progetto della rifondazione comunista

  411. lucaocchionero Says:

    Un membro della Rifondazione per la Sinistra. Non mi piace chiamarli Vendoliani. Come pugliese ormai considero Vendola solo presidente della mia regione che deve essere confermato. Per questo cerco di tenerlo il più a lungo lontano dalle diatribe che tuttora continuano. Cercherò di farlo finchè i suoi stessi RPS di Taranto me lo permetteranno… Sarà molto difficile ma almeno ci provo

  412. salvatore siamo su due frequenze diverse.
    a differenza tua io non mi ergo a nulla.
    non aspiro a nulla se non a veder tornata la MIA forza comunista in parlamento. e tornata come si deve.
    e credo che in giro ci siano donne e uomini intelligenti quanto te se non di più in campo universitario. questo continuo arrogarti l’esclusiva di competenza è davvero disarmante.

    so che non mi crederai, ma se avessi voluto fare carriera politica a qust’ora sarei già in orbita nel panorama nazionale. e non sto scherzando. non mi interessa la carriera, non arrivo a quanrant’anni a fare la ragazza pon-pon, che non ho fatto nemmeno a venti. sono un’analista informatica e vivo benissimo, carica di impegni nel sociale al quale non riuncerei per nulla al mondo. ho una vita soddisfacente in tutti i sensi.
    come detto a più di qualcuno, non intendo calmarmi finchè rifondazione non torna ad esser quello che era. fino a quel momento non avrò pace.
    ti piaccia o no salvatore, questa è la mia rifondazione.
    se non ti garba cambia partito. non sei obbligato.

  413. lucaocchionero Says:

    Visto che sei di Carosino rientri nella mia competenza, nella mia giurisdizione…. Ehehehehe! Non sei iscritto al PRC se il tuo vero nome è quello che inserisci nel nick caro Sal Fiore. E non hai votato al congresso. Per cui non facciamo a Sal Fiore discorsi congressuali, non lo accusiamo di essere schierato con l’uno o con l’altro, poichè non ha votato, nè è iscritto al PRC. Però mi sembrano molto dure le tue parole verso Maria e prendo le distanze

  414. non sono parole dure quelle di salvatore.
    sono parole di uno che non si dà pace.
    qui c’è da lavorare compagne e compagni. e parecchio pure.
    tutto il resto è noia. e come già detto altre volte, non mi tange nulla di quello che mi dicono. io so quello che voglio. l’ho sempre saputo nella vita.e me lo sono guadagnato.
    se altri non lo sanno o non riescono a guadagnarselo e ad ottenerlo non è colpa mia.
    se ne facessero una ragione, tanto con me non attacca.

  415. Allora, visto che non riesco in questi giorni a starvi dietro, posto qui una lettera che ho trovato su liberazione e che forse aggiunge un po’ di luce su come liberazione in questi anni ha trattato la questione dei transgender:

    Cara “Liberazione”
    anche tu
    discrimini
    Caro direttore, a proposito del partito e del giornale che rischierebbero a vostro dire l’omofobia permettimi qualche considerazione. “Liberazione” ha fatto benissimo in questi anni a parlare di questioni gblt e queer (avendo anche la forza per fare un inserto molto accurato). Ma a volte ha fatto diventare queste questioni macchiettistiche (ricordo l’articolo in cui in prima pagina si diceva che “L’Isola dei famosi” era un’operazione shakespeariana di alta cultura, mah…), oppure la cronaca di alcuni giorni fa sulla Muccassassina farcita di diritti, champagne e limousine che forse urta un po’ la sensibilità di tanti compagni precari che invece hanno passato il Natale brindando con l’acqua del rubinetto. Sulla questione “transgender” poi avete fatto un casino, come tutti i giornali. Continuando a divulgare la parola transgender come sinonimo di transessuale (cosa che è falsa culturalmente, si può essere trans e non transgender come si può essere etero ed esserlo), privandola della sua carica anarchica e rivoluzionaria e finendo per generare una confusione per cui molti di noi che si definiscono transgender da anni ora preferiscono il termine “nogender”. Diffondendo poi l’idea secondo cui anche alcuni animali sarebbero transgender (cosa che ovviamente toglie ogni valore politico al concetto riportandolo banalmente all’ordine cattolicheggiante del naturale). Infine, cosa non irrilevante, “discriminando” gli articoli e il pensiero di chi da oltre dieci anni si occupa della diffusione e della pratica del concetto di transgenderismo. Tante mie precisazioni sul transgenderismo sono state semplicemente ignorate, eppure non ho strillato alla vostra omofobia. Parlare di transgenderismo in modo diverso da Vladimir in questi anni, su questo giornale, è stato proibito e non è detto che questa lettera abbia sorte diversa. Come se la questione fosse personale con Luxuria e non piuttosto culturale e politica. Dunque, il segretario Ferrero, che personalmente non ritengo affatto minimamente sospettabile di omofobia appartenendo peraltro alla chiesa valdese che è la più aperta su queste questioni, sappia che oltre alla nomenclatura gay ufficiale della stampa e della televisione (e di “Liberazione”) ci sono migliaia di altri compagni e compagne iscritti al partito che hanno un’altra visione, meno sfavillante e spettacolare, della battaglia sui diritti civili. Compagni che lavorano dal basso e hanno sempre ritenuto che l’eccesso di orgoglio (televisivo) gay finisce per provocare distanza dalla società reale, finendo per essere assorbito come parte dello spettacolo della politica che, in ultima analisi, serve solo a mantenere le cose come stanno illudendo molti che la vittoria televisiva di un personaggio televisivo sia in realtà il raggiungimento di diritti per tutti. Neanche per idea, anzi tutto il contrario. In questo modo si placa temporaneamente la rabbia di chi non ha diritti e si impedisce la battaglia dura, proprio come vuole la società dello spettacolo. Insomma, la battaglia politica diventa semplicemente immagine, articoletto di giornale, gossip tv. E un partito come Rifondazione deve tendere alla lotta vera non allo show dei diritti che non produce niente. Queste cose le andiamo dicendo da anni, ma non abbiamo potuto mai dirle su questo giornale (pur avendo collaborato con altri articoli). Le abbiamo detto su giornali “conservatori” come “Corriere” e “Panorama” e non sul nostro giornale. Perché? Se siete così garantisti della libertà di pensiero, se temete solo ora il pensiero di Fagioli, che noi abbiamo sempre criticato senza che ci fosse mai dato spazio, perché pensate che esista un solo pensiero gblt a cui tutti dovremmo inchinarci?
    Klaus Mondrian via e-mail

  416. Soprattutto, caro Luca, non era per gli schiavi… eh, beh, erano lungi dall’essere perfetti, questi ateniesi, proprio come noi oggi…

  417. Sal Fiore Says:

    “ti piaccia o no salvatore, questa è la mia rifondazione.
    se non ti garba cambia partito. non sei obbligato”

    ma tu Maria davvero credi che il partito che hai nella tua testa e’ effettivamente rifondazione? e coincida o debba necessariamente coincidere con la mia idea?

    ho visitato rifondazione.it e non appari in un nessun ruolo da dirigente. stai dando prova a Mantovani o Ferrero se viene a visitare il sito che sai tenere a bada i ribelli o che sei una seguace perfetta o che crei opinione con i blog? (se ho mancato il tuo titolo fammelo sapere). Ora vedrai che ti promuoveranno. Capita sempre cosi’ quando critico qualcuno.

    Se effettivamente non sei nella dirigenza non capisco il tuo accanimento a dire di lasciar partito a gente che passa da questo sito. Non mi riferisco nemmeno alla mozione. La metto sul piano umano, altrimenti devo dire che il tuo e’ un atteggiamento da bullo.

    Sal.

    PS: Maria io facevo contoinformazione contro le politiche neo-liberali prima del mio approccio con Fabio De Nardis. E molti erano davvero sull’ incompetenza totale nelle politiche universitarie di sinistra. Hai da dire qualcosa anche su questo?

  418. Linette Says:

    Ma questo Sal Fiore è suonato? Guarda mi sembri un matto.Ti consiglio il nuovo acquisto Massimo Fagioli.
    Poi a mio avviso tu non stai in Inghilterra ma a Civitavecchia.So chi sei Sal Fiore non farmi incazzare.

  419. Sal Fiore Says:

    Luca, per la lettera a Liberazione

    “Diffondendo poi l’idea secondo cui anche alcuni animali sarebbero transgender (cosa che ovviamente toglie ogni valore politico al concetto riportandolo banalmente all’ordine cattolicheggiante del naturale).”

    sono pienamente in sintonia. E sai chi e’ che inneggia alla natura per poter difendere i diritti dei transgender??

    Surprise Surprise!!!! La transgender piu’ famosa d’Italia!!!!

    Siccome le conquiste della sinistra dovrebbero essere tutte conquiste nel sociale e non ispirate minimamente dalla natura ma da una stretta analisi storica e contemporanea della societa’ mi sono preoccupato di postare esattamente su questo nella precedente storia su questo blog (il post di Mantovani su Luxuria) .

    Luca sai mi preoccupa che la sinistra non sappia nemmeno l’abc della stessa sinistra.

    Sal.

    (chi si e’ ispirato alla natua sono i liberali che hanno sempre fatto riferimento ad essa per sottolineare l’inevitabilita’ del destino umano)

  420. Sal Pianta Says:

    ma che palle sto sal fiore,ma chi sei?
    Credi di essere un grande intellettuale a ritiro privato,ma da quale casa di cura scrivi?

  421. caro salvatore io sono nel mio circolo qui. nella mia federazione. e ci lavoro.
    quando mi promuoveranno te lo farò sapere, va bene?poi mi appendo la promozione nel mio studio, insieme agli altri attestati. e me la guardo.
    se ti dico di lasciare il partito è perchè ti rivolgi CONTINUAMENTE a me criticando il partito. perchè non ti rivolgi a ramon quando scrivi?
    se mi lasciassi perdere io non ti striscerei per nulla, caro salvatore.
    e siccome mi sono scocciata di essere attaccata e insultata in tutti i modi, vediamo a chi si stanca prima, va bene?
    io poi sono libera di far quel che mi pare e non devo rendere contro a nessuno. fiuguriamoci a un salvatore fiore sconosciuto e qualsiasi.
    poi di quello che facevi prima di conoscere fabio, a me non me ne può fregare di meno.e se proprio insisti, non me ne importa niente nemmeno di quello che fai ora.
    se pensi che io possa aiutarti nel partito, stai sbagliando di grosso.

  422. Sal Fiore Says:

    “se ti dico di lasciare il partito è perchè ti rivolgi CONTINUAMENTE a me criticando il partito. ”

    Questo l’avevo scritto nel post precedente perche’. E cioe’ che ti comporti da dirigente e dici a questo o quello di cambiar partito.

    Sal.

  423. no caro. tu ti rivolgi a me perchè vuoi sapere chi sono, che faccio nella vita, come mi guadagno il piatto dove mangio, se sono allergica al polline, se da grande voglio fare la dirigente di rifondazione o il presidente della repubblica ecc ecc.
    salvatore, con tutto il cuore: hai rotto!

  424. Sal Fiore Says:

    “tu ti rivolgi a me perchè vuoi sapere chi sono, che faccio nella vita”

    e quando mai?

    “come mi guadagno il piatto dove mangio”

    e quando mai?

    “se sono allergica al polline”

    e quando mai?

    “se da grande voglio fare la dirigente di rifondazione o il presidente della repubblica”

    e quando mai?

    una cosa e’ dire qualcosa o chiede qualcosa, un’ altra e’ presumerla. questo tue e’ un processo alle presupposizioni.

    Sal.

  425. ciao.ora devo andare salvatore.

    ci sono due post per te più sopra. indirizzati A TE.
    rispondi a loro

  426. Sal Pianta Says:

    Sal povero folle ma da quale casa di cura scrivi? Dimmelo,povero demente….

  427. Sal Pianta Says:

    Sal Fiore respinto con perdite. ADDIO SAL

  428. Sal Fiore Says:

    Maria, permettimi l’osservazione della notte.

    Mi sono incuriosito al fatto che alcuni tempo fa hanno detto che i tipi qui non durano. Allora sono andato a vedere i post pecedenti e ti devo dire che effettivamente vi e’ qualcosa che non va nelle nostre discussioni. Ho visto i commenti verso di te che ti fanno incazzare, ma non ti sei mai incazzata con nessuno fino in fondo.

    Nemmeno con plutarco quando ti ha detto che “non capisci un cazzo”. Li per li hai giocato. Ma con me la questione e’ diversa.

    Io trovo divertenti gli interventi fuori progamma solo che con me tu valuti con misure diverse.

    Poi ho notato Andrea sempre con l’esempio di Tognazzi ed i problemi neurologici di chi non ci sta’ ai suoi post. Divertenti.

    Ma con te Maria, che solo a sfiorare il tuo essere femminista ti rigiri contro di me che non ti ci posso nemmeno parlare, rivediti i post di plutarco. Eppure a lui hai detto che ti “aveva rotto”. Ma il post dopo tutto e’ cambiato.

    Mi accusi che io ti faccia il terzo grado sulla tua vita. A parte che non ti ho mai chiesto cosa hai fatto con il tuo passato. Comunque a Sacha hai detto molte piu’ cose spontaneamente di quelle che hai detto a me circa il tuo passato nell’infomatica ed altro. Non vedo come io ti abbia pressato nel confessare la tua vita passata.

    A Plutarco hai dato della “merda”. Vedo che non hai nessun problema ad utilizzare parole pesantuccie. Ti offendi per molto poco comunque. Per uno scambio di battute o se ti do della montatella. Pero’ con Plutarco hai continuato come se nulla fosse.

    Anche Ramon non si incazza quando Plutarco da al suo blog del “blog di merda”.

    Recentemente ci sono stati litigi e tirature di capelli a piu’ non posso e mi pare che ho quasi sempre contenuto il mio linguaggio personalmente con gli individui. Almeno non ricordo di aver attaccato pesantemente nessuno (altrimenti dimmelo che lo rivedo).

    Allora Maria, davvero offesa? Su via!

    Sal.

  429. salvatore non sono offesa.
    ho ben altro a cui pensare che star diero ai tuoi film mentali.

  430. Sal Fiore Says:

    Maria, puoi tovare esempi di mobbing e bullismo esattamente su questo sito.

    Lungi da me l’imporre (come tu stessa hai detto su di me) e le presupposizioni che fai. Come ti ho gia’ detto hanno molta presa con un paio di ignorantelli che passano per caso o hanno altri problemi.

    Ti invito a rivedere i commenti che hai lasciato per altri su questo sito per scoprire come interagisci con persone anonime e persone con nome e cognome.

    Per il resto devo dire che il tuo verso di me e’ stato un po un comportamento da bullo. E ti invito anche a vedere la definizione di tale parola. Non sarai un bullo con gli altri, e questo e’ un’altro discorso.

    Sal.

  431. ramon non è possibile che non si possa fare nulla per fermare questo delirio. non è possibile. vik coraggiosamente rimane con la croce rossa insieme ad altri dieci compagni perchè non riesce ad abbandonare la popolazione che chiede aiuto, sua madre è comprensibilmente disperata, ogni volta sentirla è uno strazio… non èpossibile che il mondo non si rivolti contro questo stato di cose. è incocepibile!
    ti mando l’ennesimo appello. ma si faccia qualcosa pero!!!

    di Giulietto Chiesa – Megachip

    Tutti possono ora leggere l’appello http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8480 , promosso dal parlamentare britannico (laburista) Richard Burden. L’appello – pur con alcuni tratti di “equidistanza” (per la comprensibile esigenza di trovare più vaste alleanze) – pone la questione fondamentale della cessazione del massacro a Gaza e chiama la comunità internazionale a un’azione decisa per fermare l’offensiva israeliana.

    Per questo lo sottoscrivo.

    Ma, nel contempo, rinnovo la mia richiesta a tutti i parlamentari europei, a cominciare da quelli dei gruppi socialista, comunista e verde nordico, a contribuire, almeno con le loro firme, all’azione di protesta.

    Questa proposta vale, nella stessa misura, per i parlamentari italiani.

    Sarebbe utile agli elettori italiani sapere chi sono e quanti sono quelli che prendono le distanze, anche in forma “moderata”, dalla criminale azione del governo israeliano.

    A futura memoria, come si usa dire.

    I dodici professori che rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo sono rimasti nella storia dell’Italia. Sarebbe importante sapere chi sono quelli che intendono rimanere al di fuori della storia della civiltà umana in questo frangente.

  432. ramon, hai visto che in calabria sulla gelmini il PDCI si è comportanto molto meglio dei nostri? come a Milano con Penati. Il PDCI è molto più vicino a noi oggigiorno della minoranza costituente. Io penso che ti porti dietro vecchie ruggini.
    Gira voce (vedi il foglio) che nel partito resteranno i vendoliani che non hanno stipendio. Ramon, lo so che tu non vuoi commentare le voci, ma questi andrebbero espulsi se facessro quel gioco lì.

  433. Sal Fiore Says:

    (AGI) – Tehran, 30 dic. Proseguono le manifestazioni nei Paesi arabi contro l’offensiva di Israele nella Striscia di Gaza. A Teheran un gruppo di manifestanti ha fatto irruzione nel giardino dell’ambasciata britannica “per protestare contro la politica di sostegno al regime sionista”. I dimostranti, prima di essere allontanati dalla polizia, hanno piantato nei giardini di Gholhak, a nord della capitale iraniana, una bandiera palestinese

  434. corasaro Says:

    Per la cronaca: l’iran non è un paese arabo

  435. corasaro Says:

    E piantala con lo stalking su Maria

  436. Sal Fiore Says:

    Maria proprio per questo devi sapere che in Inghilterra i professori devono prestare giuramento (non – ufficiale) all’ universita’ in cui lavorano.

    Sal.

  437. Sal Fiore Says:

    Cari tutti,

    su questo sito come su altri, faccio controinfomazione. Vi e’ molta disinformazione sui fatti anche in Italia da parte dei partiti comunisti.

    Sal.

  438. Sal Fiore Says:

    Vi e’ una rubrica sul Times Higher Education che potrete andare a leggere.

    E’ una rubrica di ironia e mi ricodo che vi e’ stato tempo fa una vignetta veramente carina sul fatto che i professori in Inghlterra dovevano e devono prestare giuramento e che i nuovi arivati nelle universita’ devono essere schedati. Per questo si organizzano conferenze.

    Infatti ho anche avvisato i compagni di partito di guardare bene e difendere la liberta’ accademica in Italia. Ma mi pare che Rodota’ l’anno scoso in occasione dell’inaugurazione della Sapienza disse queste cose a Ballaro’.

    Sal.

    PS: Se volete sapere di piu’ sulla vignetta fatemelo sapere che ricerco l’indirizzo.

  439. strana questa solidarietà fra corsaro e maria… Corsaro, anzi corsara, ti faccio tanti complimenti per gli ineffabili articoli dei sansonettini in prima in favore di papà Sansonetti, davvero vi ha allevato bene, avete una grande indipendenza e libertà, che redazione di bamboccioni! Che dire, uso ad personam del giornale? Ma quand’è che aprite gli occhi e recuperate un po’ di dignità? Dove la prendete questa idea che gli altri devono mantenervi con milioni e milioni l’anno mentre voi insultate con l’anticomunismo? Pure il povero Pinter avete tirato in mezzo, già che i morti non possono rispondere…
    Tic tac tic tac tic tac… le ore passano…

  440. incredibile la grettezza umana, che non ha limiti!

    corsaro rimani con noi qualsiasi cosa accada.non mi finire nei salotti di porta a porta per favore, che non sei il tipo.

    ramon ma ci sei?
    sei connesso?

  441. corasaro Says:

    ma quali salotti, tinelli e ballatoi; non ti preoccupare marì
    al limite vado al collocamento
    ps: sacha, te ne prego, smettila di pralarmi, provocarmi, e cerca di lenire le tue ossessioni
    buona domenica

  442. mi unisco al tuo ps. e anch’io chiedo a sacha di non nominarmi più.
    e senza preghiera.
    bion appetito

  443. Bucharin77 Says:

    buona partecipazione ieri qui a Roma, più pinguo del solito lo spezzone del partito cittadino. Per il resto, a corsa’ nun me tocca sacha per favore, che ci rimango male….

  444. Oddio Maria di nuovo detta legge. Ma chi ti credi di essere?
    Maria ridimensionati, non sono l’unica che lo pensa su questo blog e il blog non è tuo.
    E a te corsaro dico quello che mi pare: in voi non c’è deontologia professionale, oltre che etica politica. Incominciate a riflettere un po’ su voi stessi anziché continuare a fare un uso personale del giornale. I vostri articoli sono un delirio: nessuno si è speso più di ferrero per salvare liberazione a suon di milioni.

  445. corasaro Says:

    Io non faccio nessun uso personale del giornale, cerco di dare notizie (non ho mai scritto un commento in vita mia); mi spieghi che diamine vuoi da me? Ignorami. E sedati.

  446. sacha tu non rivolgerti più a me
    non fare i tuoi interventi mettendo in mezzo il mio nome.
    io con te non ho nulla da spartire e nulla voglio spartire.
    ramon cerca di intervenire per cortesia

  447. buon giorno a tutt*,

    scusate ma cosè tutto questo astio? su questo blog abbiamo discusso in modo anche pesante…vi prego state calmi 😉

    Maria buon anno.

  448. cara laura, chiedilo a chi è talmente pieno di veleno e represso che non sa dove sfogare il tutto e lo butta qui sopra.

    anche a te laura buon anno.

  449. io gli interventi di maria non li leggo più da un pezzo, l’ancella del femminismo. gente come te allontana solo, hai la spocchia dei bertinottiani.
    su corsaro mi chiedo solo perché viene qui quando sa come la pensiamo. vi siete fatti strumentalizzare dai poteri forti della sinistra contro il povero ferrero, complimenti. e su liberazione censurate alla grande, ad esempio tutte le firme contro sansonetti. questo non è un giornalismo libero, è un giornalismo al servizio delle alchimie di palazzo e che non cerca di capire perché i circoli non fanno più diffusione militante. Il comunismo letto di Procuste… ma con tutto l’anticomunismo che c’è in giro, pensate di essere anticonformisti e illuminati? E i giornalisti anziché riflettere subito sul traghetto del capo. A pagare sia il partito e i poligrafici, bella solidarietà.

  450. corasaro Says:

    “su corsaro mi chiedo solo perché viene qui quando sa come la pensiamo”
    no comment

  451. snti sacha. non leggermi e non NOMINARMI!!!
    CHIARO????

  452. Buffo,questa discussione ha per titolo,parziale,La vita di Rifondazione…(poi segue: è in pericolo eccetera). Gli ultimi post lasciano basiti. Non voglio dettare legge,ma il tema proposto da Mantovani è un altro, è possibile attenersi a quello che mi sembra già abbastanza ampio?Non vi appaia come un tentativo di mettre a tacere le coscenze di ognuno,ma,davvero,con tutto quello ci sta succedendo attorno nel marco, dalla guerra di Gaza alla crisi del capitale finanziario, come nel micro, dalla questione Liberazione a una possibile,ennesima,scssione in nome dell’unità a sinistra, mi sembra un po’ riduttivo parlarsi addosso…

  453. Sal Fiore Says:

    Ragazzi la cosa che mi insospettisce comunque che e’ cosi dappertutto.

    Litigi a non posso:

    nel governo
    nel partito
    nelle federazioni
    sui blog

    (forse anche a casa)

    Questo mi pare un altro sintomo di qualcosa che non va. Online e’ cosi’ ovunque. Andate su Repubblica, Indymedia, Aprileonline. E tutto un seguirsi di insulti e provocazioni senza nulla di sostanziale; solo polemiche. Le provocazioni avvengono su nulla, solo su un paio di parole rigirate ed un paio di metafore. C’e’ chi segue la metafora e chi invece non riesce ad argomentare. Poi vi sono sempre le vecchie storie e l’anonimato che non aiuta.

    Sal.

  454. la scissione è esattamente quella fomentata dai giornalisti. e a maria si attagglia a pennello un commento passato, che parlava del redde rationem in rifondazione da parte di chi in sezione si sentiva trattato dall’alto in basso. comunque lei non la leggo più, può fare tutte le dissertazioni o sparare gli insulti che vuole. Per me sono invisibili. ho solo fatto l’errore di leggerne uno così, per distrazione.

  455. sal, certi modi di fare vanno archiviati per sempre. ho già parlato degli sfigati in sezione, esperienza già fatta, no grazie. o la spocchia è da condannare solo fra i bertinottiani?

  456. Basterebbe ripartire dagli interessi materiali,a prescindere dall’appartenenza “etnica” di ognuno,a prescindere dal fatto se sei vendoliano o ferrariano o cos’altro.Non si può farsi sfuggire un momento politico così importante e drammatico.Non è cinismo,ma servono nervi saldi e intelligenza.

  457. Ingtervista a Rina Gagliardi sul Riformista di oggi (nel giorno in cui Fagioli smentisce le parole a lui attribuite su Vendola e Sansonetti. Sempre tempestiva la Gagliardi…)
    «Il sodalizio con Fagioli non c’è stato»: Rina Gagliardi, firma di Liberazione ed ex senatrice vicinissima a Fausto Bertinotti accusa il guru anti-freudiano: «Dice cose indecenti».
    Caso Liberazione: è l’ultimo atto di Rifondazione?
    Quello che sta accadendo è gravissimo. Di fronte a seri problemi politici ed economici la risposta di Ferrero è stata repressiva nel senso classico di un partito del secolo scorso, ovvero l’epurazione di Sansonetti, sapendo che questo esaspera i conflitti interni.
    Quindi ve ne andrete?
    Come area “Rifondazione per la sinistra” valuteremo il da farsi in un seminario a Chianciano il prossimo 24 gennaio. C’è la necessità, innanzi tutto, di una analisi condivisa.
    Vendola, Giordano, Ritanna Armeni condividono che Rifondazione è morta.
    Pur vedendo gli elementi di verità nei loro giudizi sono incerta. La crisi è tale che prospetta un cammino di lungo periodo. Il problema dei problemi è ricostruire la sinistra e dubito che si possa fare in tempi brevi.
    Una lista con Sd e con “chi ci sta” non la convince?
    Di fronte alla domanda che abbiamo di fronte, quella di ricostruire la sinistra, è una prospettiva misera. Più che di singoli frammenti c’è bisogno di un processo di massa. Io aborro le operazioni identitarie.
    Sembrano parole di Bertinotti.
    Sono molto in sintonia con il mio leader. So che questa è una posizione difficile e di lungo periodo. E che, come diceva Pintor, manca la leva, lo sbocco immediato. Per questo dobbiamo discutere. Anche se l’idea di Rifondazione per come è stata dalla sua nascita si è interrotta. Una maggioranza del partito che rimpiange il muro di Berlino è buona per le pagine di folklore dei giornali.
    Con Fagioli un po’ di folklore lo avete portato anche voi.
    Partiamo dal fatto che io non mi baso su pregiudizi e se l’ho frequentato è per curiosità intellettuale nei confronti di chi è diverso da me. Ora scopro che forse è stata una illusione, o anche un errore. Ma, come Don Giovanni, non mi pento. Ciò detto, su tutta questa storia ho letto una serie di panzane.
    Le elenchi.
    La più grossa è che Fagioli avrebbe insegnato a Bertinotti la non violenza. Fausto ha iniziato a riflettere sulla non violenza dopo Genova, già in un libro del 2001. Poi ha esplicitato la riflessione in forma organica in un altro libro del 2002 dal titolo “Per una pace infinita”, dove partiva da Kant. E l’anno successivo pronunciò una denuncia dello stalinismo in cui approfondiva il tema della non violenza. Solo nel 2004 ha incontrato Fagioli.
    Seconda panzana.
    Ho letto di un “sodalizio intimo” tra loro. Che c’entra l’intimo? Erano incontri, rapporti politici. Il collettivo di Fagioli adorava Bertinotti.
    Avanti con la prossima.
    Ho pure letto che io ho scritto poesie e invece non le scrivo da quando ho sedici anni. Ma ciò che vorrei sottolineare è che su omosessualità, culture critiche, movimenti Fausto è stato un precursore, a differenza di Fagioli. Si ricorda quando con fatica impose nel partito la parola d’ordine «siamo tutti omosessuali» e poi partecipammo al gay pride?
    Come giudica le ultime uscite di Fagioli?
    Siamo all’indecenza e all’oscurantismo puro. E non ci trovo la conferma di qualcosa che era già così. Ma oggi è successa un’altra cosa: l’amore per gli affari ha superato il resto.
    Si riferisce a Bonaccorsi, l’aspirante editore di Liberazione?
    Esatto. È un caso di capitalismo senza capitali. Il giornale godrà di un finanziamento pubblico rilevante per tutto il 2009 e lui pensa di essere un Ricucci che usa Liberazione per i suoi affari, visto che non mi risulta che abbia liquidità e nemmeno che sia un benefattore.
    Si spieghi.
    Per incassare il finanziamento il giornale starà aperto per qualche mese. Poi può succedere di tutto. Ferrero vuole mandare via Sansonetti. La mia previsione è che chiuderà il giornale

  458. E’ come se la Gagliadi dicesse: Ferrero (è cattivo) vuole mandare via Sansonetti.
    Io non capisco come si faccia a ragionare così. Davvero non riesco a capire.

  459. Personalmente penso che “il caro leader” nordcoreano KIM farebbe carte false per assicurarsi Rina Gagliardi.
    Qui siamo al livello dell’infallibilità del segretario(sia pure ex),un incrocio tra Aldo Brandirali della prima maniera e Elio Vito dell’ultima maniera.
    Povero Fava che guaio che gli sta capitando….

  460. Bucharin77 Says:

    ahhh grande Andrea, una delle cose più belle degli ultimi tempi è che si possa dire “ma non sono tanto d’accordo con quanto ha detto Ferrero” senza essere colpiti da una dardo di profonda e superiore disapprovazione. il fatto è che facendo così ti fanno passare la voglia di ragionare un pò più seriamente sul lascito di Bertinotti, su alcune buone intuizioni che aveva avuto nel suo primo periodo di segreteria, su come non sia stato in grado di organizzarle in un discorso teorico e politico serio, e su come poi queste lo abbiano portato a degenerazioni veramente penose. Fra qualche anno a mente fredda forse lo potremo fare

  461. primo periodo 1994-1997 perchè dalla scissione in poi ha cominciato spalleggiato da vari ignoranti lacchè la marcia che lo ha portato a dire comunismo è una parola indicibile.Nel suo primo comizio dopo le elezioni del 1994 in aprile cominciò citando MAO.Nel suo primo libro da segretario(1995) Tutti i Colori del Rosso con Lorenzo Scheggi Merlini giustificò la rivoluzione culturale cinese(morti compresi) e parlò di Cossutta come del nuovo Togliatti….Ripeto 1994-95 non 1954-55…..
    Comunque Diliberto e Cossutta portano gravissime responsabilità per quella scissione un danno enorme a loro ed a noi….Ma poi a che è servita?

  462. Comunque il povero Sergio Garavini della deriva del PRC aveva parlato già nel 1995….

  463. scusate compagni,

    ma se se ne vogliono andare come cantava Caterina Caselli: “arrivederci, amore ciao, le nubi sono già più in là…”

    odesso basta, rispondere alle loro provocazioni continuamente ci fa distrarre da tutto il lavoro che dobbiamo fare.
    facciamo un “gioco” non li nominiamo per un paio di giorni e parliamo solo delle nostre e esperienze di lavoro, socializziamo le nostre idee 😉
    sicuramente sarà molto più utile che inc…arci per la Gagliardi

  464. Sono daccordo con voi, ma la storia si farà dopo. Adesso, approffittiamo di un segretario dal quale si può anche dissentire senza x questo sentirsi in difetto “mentale”, per costruire quel partito sociale necessario x rilanciare l’azione nei territori e nelle istituzioni.E’ molto importante questa fase di libertà dopo 12/15 anni di “repressione” e autorepressione interna. Quel che ha fatto PARTE del gruppo dirigente bertinottiano (e lui stesso con loro), è stato esattamente quello di tacitare le differenze attraverso l’uso violento della repressione sociale: se eri contrario,eri incivile.Come quando Vendola taccia oggi Ferrero di non essere contemporaneo.E’ come quando D’Alema disse che Berlusconi non poteva essere un leader politico perché nessuno tra i leader euroepi lo avrebbe invitato a colazione viste le sue dubbie maniere a tavola. Il dopo Bert passa per questo: la rivoluzione non è un pranzo di gala!

  465. Bruno hai perfettamente ragione.

  466. d’accordo con laura. infatti è quello che si tenta di fare ma non si riesce…d’accordo anche con bruno sui evitare la distinzione tra ferrariani vendoliani marziani e via dicendo in questo frangente. per quanto mi riguarda posso testimoniare che nella mia realtà (al contrario di quello che purtroppo sta capitando a lucaocchionero), ho conosciuto qualcuno di sinistra democratica che ci segue. strano, ma vero.per non parlare di molti compagni che hanno votato la mozione due e che non ci stanno alla scissione e alla guerra intestina, e che intendono seguirci. quindi è importante in questo momento la calma e non avvicinarsi ai compagni con pregiudizi congressuali. strada facendo le cose stanno cambiando davvero. e per compattarci non si può fare altro che lavorare con iniziative territoriali. non ci sono altri modi, perchè i vendoliani vogliono la stasi e l’invisibilità. se si lavora nei territori, molti ci seguiranno.lo dico perchè anche qui, in una federazione ostica, la cosa sta funzionando.

  467. Bucharin77 Says:

    da antibertinottiano storico per me le cose stanno così: complessivamente fra 1994 e 2001, pur in mezzo a molte cadute fra cui quella che tu hai indicato, sono stati depositati degli elementi interessanti di analisi e intervento politico(ricorda per esempio la sua riflessione sul “programma” come elemento qualificante di un partito, in cui metteva in luce anche le ambiguità del vecchio pci su questo tema etc.; oppure l’idea che oggi il rapporto fra partito e movimenti vada pensato secondo categorie più larghe etc.). Dopo c’è stata solo china discendente
    Su Garavini: compagno degnissimo e rispettabilissimo ma non dimenticare la sua scivolata finale su Dini

  468. Bucharin77 Says:

    d’accordo con Maria, anche se ha litigato con Sacha, sai Maria anche noi stalinisti abbiamo un cuore…

  469. bucharin tu zitto che sei uno dei responsabili del mio ritorno in rifondazione. felice che da voi ieri sia andata bene. ma piuttosto, a livello di compattezza sul terreno di battaglia, là da voi come siete messi?

  470. Bucharin77 Says:

    ti ringrazio veramente di queste parole. ma poi non ho capito bene che cosa mi hai chiesto.

  471. Luca Marini Says:

    come compagno di Roma ora Bucharin77 ( mio coetaneo) anch’io da qui in avanti cambio, sarò Luca Marini anzichè luca…..un autentica rivoluzione.

    luca

  472. ti ho chiesto di parlare di iniziative del partito sociale da voi. e se ci sono magari dicci se anche da voi sta succedendo quello che sucede qui con i compagni della due. io l’ho già detto in un’altra occasione, con noi è addirittua un circolo intero vendoliano. il che non è poca cosa e fa ben sperare (soprattutto qui in puglia dove nichi è nichi e non si tocca)

  473. Adelante con il prgramma di Maria: ripartire da noi, da cosa si vuole fare e chi si vuole essere. Il resto mancia.

  474. Bucharin77 Says:

    ottimo Luca, noi qui sul blog possiamo essere veramente transgender con i nostri nickname. Cambiarci sempre i connotati. Vedi per esempio Corsaro: è una donna ma si firma al maschile

  475. Bucharin77 Says:

    noi come circolo stiamo facendo ogni sabato mattina al mercato una bella e grande e sana vendita di pane e pasta. Devo dire che è una esperienza importante: irrompe su di te la sofferenza di chi veramente non ce la fa, e la rabbia di chi ti dice: ma che cosa cazzo avete fatto al governo!!!!!!!
    è veramente un sondaggio di ciò che si muove nelle viscere della società. Per il resto io penso che sia nel mio circolo che altrove, più in generale nella federazione, ad andarsene non se ne andranno moltissimi. Il mio è un circolo a maggioranza cammellata vendoliana e sicuramente se ne andranno solo i cammelli. Gli altri sono perplessi. Ma noi siamo molto molto aperti

  476. Bucharin77 Says:

    ne approfittiamo il sabato per distribuire materiali politici, invitare la gente al circolo etc. Non è solo vendita insomma

  477. Sal Fiore Says:

    Ragazzi, quando andate a votare votate anche per i vostri nicks.
    Votate 1.000.000.000 di volte cosi’ vedrete che i vostri progetti andranno sempre alla grande. :-))))

    Sal.

  478. quindi voi siete la mercato. noi ci stiamo organizzando per partire (con tutte le difficoltà), ma speriamo di farcela tra poco. il problema che ci poniamo, o che almeno mi pongo io, è l’ubicazione. qui non esiste il mercato inteso come nelle grandi città, diciamo che c’è ma è solo per indumenti et simila. quindi un ulteriore difficoltà. sarebbe utile se qualcuno ha lo stesso nostro problema, potesse darci delle indicazioni ulteriori o delle idee. noi purtroppo, ora come ora possiamo solo distribuire materiale e invitare al tesseramento (che da noi è un GROSSO problema per ovvi motivi), ma non invitarli al circolo. perlomeno qui a lecce

  479. Bucharin77 Says:

    ho imparato per esempio anche quest’altro: che ormai anche i volantini più elementari i lavoratori e la gente semplice non li capiscono. solo se glieli spieghi a parole qualcosa afferrano (i media hanno scavato, compagni, la gente coglie solo immagini) Tutto è collocato al di sopra della loro testa, ciò che accade nella economia, nella politica etc. e non si fidano più di nessuno, in modo radicale. Ho imparato che al prossimo giro la retorica del voto utile non farà più presa, perché non fregherà a nessuno, i problemi sono altri, sembra di essere tornati a scenari neorealistici. Apprezzano moltissimo la iniziativa del pane perchè dicono: fate qualcosa per me, almeno dimostrate che volete essere al nostro fianco. Io sono un critico dell’idea del partito sociale, ma la positività di questa esperienza solidaristica in questa fase è reale

  480. Perché sei critico riguardo al partito sociale? A me piacciono le lettere al segretario. La risposta che scrisse sul pane, ma anche quella di oggi sulla TAV. Si rivela sempre diversissimo da come lo dipingono i media, molto pragmatico e convincente. Anche se ogni tanto mi torna in mente come si oppose strenuamente all’appoggio esterno a Prodi, sostenendo che era la soluzione più fessa. Se non lo avesse fatto, probabilmente non saremmo messi così male. Io infatti mi chiedevo: perché dice così? Non capivo.

  481. Bucharin77 Says:

    è un tema di cui abbiamo già discorso in un precedente post. In sintesi: sono critico perché penso che se non accompagnato da una iniziativa generale sulla crisi economica, sui salari, etc., iniziativa che deve passare soprattutto dai luoghi di lavoro e non dalla attivazione di reti mutualistiche, si rischia di produrre una sorta di “riformismo dal basso”, che per me sarebbe tanto pernicioso quanto quello dall’alto che si è sperimentato al governo. il punto cioè è ricostruire, accanto alla messa in piedi di esperienze mutualistiche, una politica e un programma generale di rivendicazioni e lotta.

  482. Sal Fiore Says:

    `Unn`è sempri chi ghioca e riri la muggheri di lu latru

  483. Luca Marini Says:

    Bucharin77, io penso che il cosiddetto “partito sociale”, non vada considerato solo come la costruzione di esperienze mutualistiche ma comprende anche un programma di rivendicazioni e lotta, non ci vedo complementarità tra le due cose.
    Detto questo sono d’accordo è evidente che anche sui territori ci dovremo attrezzare per fare iniziative sulla crisi economica e come questa aggredisce il tessuto produttivo e sociale di uno specifico distretto.
    Io penso che se ne esca valorizzando le economie locali ( cosa ben diversa dal federalismo fiscale) e su questi punti i gruppi di acquisto solidale costituiscono un punto fondamentale su cui investire.
    Nel mio territorio ho spesso parlato di questa questione, di costituire un GAP di Rifondazione, ma anche i pochi compagni che il partito sociale lo hanno sostenuto al congresso per ora sono un po’ recalcitranti, le difficoltà sono oggettive.
    Personalemente ho preso contatti con un GAS di Prato e mi attiverò personalmente a partecipare e a far partecipare altri alle iniziative dei GAS locali!

  484. l’esperienza mutualistica in questo momento è la base su cui costruire le lotte. bucharin diceva “Apprezzano moltissimo la iniziativa del pane perchè dicono: fate qualcosa per me, almeno dimostrate che volete essere al nostro fianco”. ed è questo il punto da cui partire per riconnetterci col tessuto sociale e poi costruire insieme le lotte. difficile in altri modi guadagnarsi la fiducia, oggi come oggi. poi è un valore immenso per un partito comunista riscoprire la mutualità. io che che faccio parte della società operaia di mutuo soccorso mi rendo conto del profondo legame e della profonda fiducia che si instaura nei membri della comunità. questo natale, ad esempio, abbiamo distribuito un bonus alle famiglie colpite da licenziamento o disoccupazione. non è carità. è mutualità. comunque quella dei GAS è ottima come iniziativa. se riuscissimo più in là anche a realizzare un fondo mutualistico colpiremmo nel segno!
    so che qui siete più o meno tutti atei agnostici e satanassi, ma vorrei riportare uno stralcio del documento elaborato dalla dicoesi di milano dopo l’omeia di natale di tettamanzi in cui annunciava la nascita di un fondo famiglia-lavoro per chi perde l’occupazione. mi è arrivato oggi, e credo sia molto interessante. riporto i punti salienti.

    Le modalità di gestione fare rete ed elaborare ”progetti intelligenti di aiuto” ma soprattutto ”queste risorse non devono essere una forma di assistenzialismo, affinchè chi perde il lavoro non perda anche la propria dignità”. La sola elargizione di contributi economici, per quanto importante, non porta a nessun cambiamento strutturale: l’obiettivo che il cardinale Tettamanzi vuole raggiungere è – mediante lo strumento del contributo economico – la costruzione di reti solidali capaci di intercettare e raggiungere le persone che si dovessero trovare in situazioni di emergenza, a partire dalla perdita del lavoro o della drastica riduzione dello stipendio.Reti capaci di fare sentire parte attiva e importante della comunità anche le persone che – a causa della perdita del lavoro – sentono venir meno una parte importante della propria identità e dignità. Sarà quindi fondamentale che nelle parrocchie si rifletta sulle cause della crisi economica, sull’importanza dell’etica in ogni ambito della vita umana (anche nell’economia). La modalità scelta è quella di fornire un assegno a parziale integrazione del mancato reddito da lavoro. La Caritas Ambrosiana ed ACLI saranno chiamate a concorrere sinergicamente alla realizzazione di questa meritoria iniziativa valorizzando la propria capillare presenza sul territorio e le proprie vocazioni istituzionali (capacità di ascolto ed accoglienza per Caritas, erogazione di servizi alle famiglie ed ai lavoratori per ACLI e lettura dei bisogni sociali per entrambe). La distribuzione dei fondi non avverrà infatti da subito e non sarà “a pioggia”. Oltre a perdere l’efficacia dell’aiuto che si vuole portare, un simile metodo impedisce di raggiungere adeguatamente chi – tra tutte le persone provate dalla perdita del lavoro – è in situazione di più grave difficoltà. A livello centrale Caritas Ambrosiana e ACLI verificheranno la pertinenza e la solidità dei progetti ed erogheranno il fondo richiesto. Saranno poi le sedi territoriali della Caritas e i circoli locali delle ACLI richiedenti a distribuirlo alle persone in difficoltà, agendo con la massima discrezione. Un simile procedimento consentirà alla Chiesa ambrosiana di conoscere e di affrontare le dinamiche socio-economiche con puntualità, efficacia ed efficienza, valorizzando le potenzialità di presenza ed azione sociale sul territorio con modalità nuove e concrete. Fondamentale, per la buona riuscita del progetto, sarà la capacità di attivare localmente altre persone per realizzare ulteriori iniziative di sostegno familiare, coinvolgendo anche le stesse persone assistite. Con questo modo di agire ci si proporrà anche ad altri attori sul territorio per attrarre ulteriori forze e risorse.

  485. Che Maria abbia coraggio, mi sembra fuori dubbio. Proporre in questo momento (l’audace) omelia natalizia del cardinal Tettamanzi può addirittura apparire eversivo. A me la linea piace, anche perché penso che una delle forme di intercettare i bisogni, oltreché viverli, passa attraverso il riferimento alle cose materiali. E cosa c’è di più materiale del pane?Quanto al companatico politico…bè quello spetta a noi riuscire o meno a fornirlo.Contemporaneamente si deve lavorare sodo sugli attuali istituzionali che fanno un gioco autoreferenziale esiziale per qualsiasi partito.
    Inoltre,e mi riferisco a quel compagno che dice che ormai la Tv ha stravolto i codici linguistici per cui “la gente” non capisce quello che diciamo nei volantini, mi permetto di aggiungere la necessità diun lavoro sul “nostro” linguaggio: che sia meno “ortodosso” (se mi si passa il termine) e più pertinente al contesto attuale.

  486. Ciao Luca, puoi spiegarmi un po’ meglio le difficoltà dei gap e la praticabilità dell’ipotesi partito sociale?

  487. bruno, io non ho proposto l’omelia di tettamanzi. non mi permetterei mai di farlo qui (anche se non è per nulla un sermone ma un’analisi dei problemi reali e concreti della nostra finanza ed economia), ma l’elaborazione pianificata della proposta fondo-lavoro. è molto interessante l’approccio politico al problema, che è molto simile a quello della rifondazione. io, come ho detto, attraverso tutte le esperienze in questi sistemi patriarcali senza affiliazione e dipendenza, quindi non si tratta di coraggio, ma di buon senso, se permetti.
    il nostro problema politico principale è creare una coscienza di classe, che non c’è più. questo è il nostro grande obiettivo al di sopra di tutti gli altri. non siamo più punto di riferimento di nessuno di quelle che erano le nostre classi di riferimento. ed è su questo punto che dobbiamo lavorare. io sono una delle sostenitrici (concrete e non a parole)della teologia della liberazione, perchè è stata proprio questa a creare una coscienza di classe nei paesi dell’america latina, dove il popolo non comprendeva i “linguaggi” politici, ma quelli della fede. il lavoro fatto laggiù in tal senso è un lavoro da tenere in giusta considerazione. lì le comunità sono comunità di studio e di analisi dei problemi sociali e non sono solo centri di erogazioni caritatevoli o mutualistiche. frei betto, come altri miei compagni e confratelli sono maestri in questo campo.
    ovvio che rifondazione, attraversata da questa infinita guerra intestina, oggi non abbia nè risorse economiche nè intellettuali per incamminarsi su questa strada. ma questa è la strada in questa congiuntura storico-politica.
    la gente vuole concretezza e acquistata la fiducia, come conclude il documento ambrosiano, ci si proporrà ad altri attori sul territorio per attrarre ulteriori forze e risorse.

  488. Luca Marini Says:

    Sacha nella mia federazione siamo in pochi ad aver sostenuto la mozione 1 ( in 38 al congresso pari al 20%), operativi in una decina, è difficile portare avanti tante cose. In questi mesi abbiamo fatto banchetti per raccogliere firme e abbiamo distribuito volantini di ogni tipo sulla crisi, sullo sciopero del 12 Dicembre etc, personalmente pensavo di poter costituire un GAP anche nella mia provincia, ma manca un circolo dove ci siano almeno 5 compagni che lavorino esclusivamente a questa cosa, ne abbiamo parlato, tutti siamo d’accordo sulla bontà dell’iniziativa occorre solo raccogliere le forze, è ovvio che essendo così in pochi una volta che parti per costruire un GAP poi forse togli energie per organizzare altre cose.
    Io sono convinto che sia una priorità al momento e quindi ho deciso di provare ad affiancarmi ad i GAS locali. L’importante è che il nostro partito promuova e participi alle spese sociali, poi una volta che hai convinto più compagni possibili puoi partire a costruire un GAP esclusivamente come Rifondazione o a livello provinciale o a livello di circolo. Ecco più che un problema di convinzione è un problema di forze e di coordinamento sul territorio.

  489. Cara Maria ho solo detto che hai proposto ai lettori del presente blog l’omelia di Tettamanzi e che hai avuto coraggio (non è una parolaccia nè c’erano ironici sottointesi nelle mie parole) a farlo in un momento in cui anche una cosa così ragionevole e di buon senso sembra un atto eversivo. Tutto qui,non mi sembra che ci sia nulla di più. Ah, sì, dicevo che mi trovavo daccordo con te rispetto al fare cose pratiche e attraverso questo ricreare una coscienza di classe (non dogmatica).

  490. ok bruno, lo so che non era ironico il tuo commento.
    riguardo l’eversività, ebbè, sono eversiva e rivoluzionaria per indole. ovunque mi trovo. non ho paura di nulla perchè ho piena coscienza (non dogmatica) di quello che faccio. ed è questo il punto: ricreare coscienza di classe. se vai sul blog di ferrero trovi il video sul welfare dove delinea le linee prioritarie di rifondazione in questo momento. dura un po’ ma ne vale la pena. la coscienza di classe si ricrea attraverso atti concreti come: contronformazione (ma seria e pianificata),sovversione nell’immaginario della gente del concetto di “tirare la cinghia per superare la crisi”, ovvero: noi la crisi non la paghiamo, e mutualità (ferrero fa l’esempio dei consultori).
    e il problema che delinea luca è un problema serio presente nelle federazioni a maggioranza vendoliana. e qui si deve giocare d’astuzia. mi spiego. ottima riflessione sul fatto che essendo pochi, se ci concentriamo sui gap togliamo energie per altre iniziative politiche. e qui dovrebbe entrare in gioco la nostra capacità di coinvolgere “altri attori” e non solo i compagni tesserati. quando si agisce nel concreto, la gente non sta tanto a guardare il simbolo partitico quanto l’azione politico-sociale. la difficoltà stà nel far partire l’esperienza. strada facendo le forze arriveranno, e avremo la possibilità di distribuirci i compiti.
    ma ora è importante farle partire queste esperienze.

  491. Luca Marini Says:

    Eh Maria ci troviamo proprio in situazioni fotocopia (basta riguardare i risultati di Prato e di Lecce all’ultimo congresso). Molto probabilmente facessimo uno scambio di federazioni, non ce ne accorgeremo neanche!

  492. Per Maria: visto il blog di Ferrero. Capito quello che volevi dire. Mentre leggevo mi è venuto questo pensiero: la segreteria attuale dovrebbe cercare di far rientrare molti di quegli “esuli” (così li chiamo io) costretti in questi 14 anni ad allontanarsi dal partito a causa di una PARTE della maggioranza che li ha derisi,umiliati,offesi,e soprattuto ignorati. Ho visto docenti universitari,impiegati pubblici, operai,tantissimi studenti allontanarsi perché traumatizzati da tanta arroganza.Per recuperare qualche energia vitale per fare le cose di cui parli, secondo me si deve puntare anche a far entrare persone, anche quelle che un tempo hanno per un periodo militato.

  493. eh caro luca. io e te stesso destino. poveri ma belli, no? 🙂

    bruno, io non penso che ora sia il momento opportuno per questa strategia. la guerra intestina è troppo aspra, e chi si è allontanto perchè nauseato non rientrerà certo in questo frangente. questo non significa che molti non stiano riguardando a rifondazione come il ritorno di una nuova forza antagonista, ma come capita spesso, sul carro si sale quando tutto è a posto. quando gli altri sono riusciti a costruire con fatica qualcosa. poi allora vedrai, vedrai quanti torneranno. per ora facciamocene una ragione: siamo i soliti fessi a dover tirarci su le maniche

  494. giulipenn Says:

    Sono molto d’accordo con Ramon. Il nostro problema è quello di puntare tutte le nostre risorse nella società. Non credo più all’individuazione di astratti nodi politici da sciogliere, ma da contradizioni sociali da leggere, di pratiche collettive da percorrere. Vale più un volantinaggio che una riunione di corrente. Vale più la costruzione di una vertenza ( ci vuole un lavoro paziente, alcune volte di mesi) che una sega mentale su Sansonetti, vale più una pagnotta di ad 1 euro che tante stronzate.
    Se usciamo da questa discussione qssurda su su Liberazione e ci concentriamo sull’esterno, sulle questioni lavoro e della crisi economica, sulla pace e sul ritorno al territorio forse non potremmo recuperare il tutto ma a giumgo potremmo avere un risultato elettorale intermedio. E’ dura ma ci dobbiamo tentare.
    Un abbraccio
    giulipenn.

  495. esattamente.
    però per concentrarci su questo dobbiamo condividere idee ed esperienze. qualcuno, non ricordo chi, aveva detto di approfittare di questa libertà di condivisione che oggi c’è in rifondazione, al contrario di quello che succedeva ieri. allora invece di parlare di partito sociale che non parte, di parlare di unioni elettorali con il pdci (tra l’altro la politica è come la medicina, entrambe non sono matematica: per sommatoria i conti non tornano) oppure parlare dei soliti media che riportano solo scoop, parliamo di quello che si fa di concreto.
    ad esempio quello che ha detto bachuin sulla loro esperienza è importante, come la riflessione di luca sui gap e le difficoltà per costruirlo in un determinato contesto. in questo momento sono queste le cose che devono unire

  496. Ramon! ho lett or ora il tuo ultimo pezzo sulla “rottura del silenzio” di marcos…anche tu ti indigni quindi! Ben venuto in compagnia. Un caro, carissimo saluto.

  497. 🙂

    era ora ramon!!!

    Sintrófisa, síntrofe, Ekseyerméni Eláda. Emís, i pió
    mikrí, apó aftí ti goniá tu kósmu se jeretáme.

    Déksu ton sevasmó mas ke ton zavmasmó mas giaftó pu
    skéftese ke kánis. Apó makriá mazménume apó séna. Efjaristúme.
    🙂

    ps
    ti ho mandato una mail. tra poco arrivano i compagni al circolo (qui a casa mia). se puoi rispondi.
    bacio

  498. caro giovanni, eh eh eh. siamo in dissenso totale sulla famiglia. tutto qui.
    è ovvio che ogni libro è discutibile. io, però, ho detto che era indiscutibile la teoria sull’origine della famiglia. ovviamente se dico che un cosa è indiscutibile intendo dire che lo è secondo me. ma questo è un dettaglio.
    ciò che contesto nella maniera più assoluta è che la famiglia sia una forma “naturale” come si evince, invece, dalle tue parole. la famiglia nasce con il patriarcato, non c’è un patriarcato che si afferma in essa e da combattere dall’interno di essa (cara maria). ogni sistema ed istituzione tende a rappresentare se stesso come “naturale”.
    quanto ai bambini io penso semplicemente che non debbano essere proprietà di nessuno, genitori o stato totalitario. sono individui e dovrebbero avere diritti tutelati dalla collettività.
    ma la famiglia è nata proprio per trasmettere la proprietà privata. e la certezza della paternità è diventata congeniale esattamente a questo scopo.
    senza la proprietà privata i bambini erano figli di tutta la comunità e venivano educati da tutta la comunità.
    erano molto più liberi.

    ma non credo risolveremo questa millenaria questione discutendo nel blog-bar. accontantiamoci di qualche battuta. e dai!

    un abbraccio

  499. cara maria, dovresti sapere che sono proprio le teorie dell’antropologo Morgan sulle società matriarcali, e alle quali engels ha fatto riferimento, ad essere state confutate dal punto di vista scientifico.
    resta L’orogine della famiglia.
    infine: nelle società pre familistiche non c’era una esclusività nei rapporti sessuali riproduttivi. le donne non sceglievano UN uomo, sceglievano GLI uomini. c’è una bella differenza.
    del resto la esclusività dei rapporti sessuali è stata fondata sulla necessità del padre di avere la certezza della prole.
    ed è da qui che deriva la falsa morale sessuale patriarcale per cui agli uomini è concesso, nei fatti, di non avere rapporti esclusivi mentre alle donne è assolutamente vietato. ancora oggi è così per la morale dominante.

    un abbraccio

  500. guarda che io della famiglia non ho parlato proprio. e nemmeno della falsa morale sessuale. e non metto in discussione il patriarcato in excelsis nell’origine della famiglia che nasce dal timore della mater certa est e del pater certum non est. io ho detto altro. e le donne sceglievano gli uomini. e anche l’uomo. scusa eh. e anche oggi, se permetti, non sarebbe male ribaltare i ruoli.
    comunque va bene, siamo d’accordo.
    niente polemiche perchè questa sassata mi è proprio piaciuta
    era ora!
    avevo quasi perso le speranze…
    🙂
    bacio

  501. animals Says:

    Così giusto perché sono un appassionato, sull’argomento suggerirei anche un po’ di Wilhelm Reich. Magari basato sugli studi di Malinovski nelle isole trobriand. Secondo me è eccezionale. E ovviamente . Ma quello delle edizioni massari dall’originale in tedesco.

  502. Luca Marini Says:

    Eh tutto quadra Ramon: nel 2008 il movimento mondiale contro la globalizzazione era al palo….anche Marcos non aveva più niente da dire…..quindi facciomo la nuova sinistra!

  503. Bucharin77 Says:

    ammazza abbiamo tirato fuori Reich, quando lessi la Rivoluzione sessuale ebbi la prima sensazione netta di che cosa significa globalmente stare dentro un altro modo di produzione

  504. Luca Marini Says:

    Comunque Ramon dopo le “scoreggie di Obama” e dopo ” i palloncini delle convention” ti accuseranno di essere ” antiamericano!

  505. lucaocchionero Says:

    La redazione di Liberazione non mi sorprende. Però volevo donarvi questo amarcord di 11 anni fa che ho tratto dall’archivio di Repubblica. Vorrei chiedere all’ex segretario Bertinotti qual’è il risultato della differenza tra le parole che disse allora con le parole che dice oggi:

    BERTINOTTI E IL SUBCOMANDANTE ‘MARCOS, VIENI DA NOI IN ITALIA … ‘
    Repubblica — 10 gennaio 1997 pagina 21 sezione: ATTUALITA’

    LA REALIDAD – Padre Josè, prete, indio, campesino e zapatista, suona le campane della sua chiesa, una baracca di legno col Bambin Gesù che ha il volto maya. Sono arrivati cinque cavalieri armati e mascherati, sono usciti dalla selva e attraversano piano questa valle dell’ eden, un paradiso con il fiume limpido, le montagne che l’ abbracciano, il sole e i bambini indios che corrono, una felicità poverissima, ferma a 400-500 anni fa, che l’ esercito messicano vuole riconquistare, sottrarre al controllo dei guerriglieri. Questo villaggio dell’ Utopia o della Disperazione, si chiama per uno scherzo del destino La Realidad, fuori dal mondo, nella boscaglia del Chiapas messicano, dopo sei ore di viaggio nelle piste. Settecento indios Tojolabal e una ventina di “accampamentisti”, quasi tutti italiani: ragazzi dei centri sociali innamorati della revolucion. C’ è una star della tv messicana, Ofelia Medina, che ha lasciato le telenovelas per l’ esercito zapatista. Qui governa il subcomandante Marcos, questo è il suo regno. Eccolo, è lui che guida il gruppo degli uomini con il passamontagna, il mitra M 16 e le bandoliere, che ora sta guadando il fiume in un punto basso. C’ è anche il maggiore Moises, pure lui con la pipa in bocca, e il comandante Tacho. Si fermano, fanno bere i cavalli. Arrivano sull’ altra sponda. Flash, telecamere, giornalisti all’ assalto, urla. Cambio improvviso di scena. Arrivano Fausto Bertinotti e il seguito di Rifondazione comunista, vanno incontro al subcomandante. Come hanno fatto in passato intellettuali come Regis Debray, registi come Oliver Stone, Danielle Mitterrand. Marcos sprona il cavallo, lo fa imbizzarrire come fosse Zorro, un ultimo colpetto di stivali e vola giù ad abbracciare il “senor Fausto”. I giornalisti infrangono tranquillamente il divieto dei guerriglieri e corrono a vedere da vicino l’ abbraccio, i sorrisi, le pacche sulle spalle e lo scambio dei doni all’ ombra della gigantesca Ceiba, l’ albero sacro dei maya. Marcos tira fuori una vecchia edizione messicana del “Don Quijote de la Mancha” di Cervantes, c’ è una dedica in stampatello per Bertinotti: “Questo è un manuale di scienza politica moderna, molto utile nella lotta per l’ umanità e contro il neoliberismo”.
    Fosse stato in Italia sarebbe stata una gaffe, perché Gerardo Bianco bersaglia Bertinotti proprio con l’ accusa di essere un Don Chisciotte. Ma siamo nel Chiapas guerrigliero, Fausto ha gli occhi che luccicano come a Cuba con Fidel, annuisce: “Questo libro è proprio un messaggio politico”, allunga al subcomandante una bandiera con le insegne di Rifondazione comunista. “E’ un onore, un onore essere qui. La lotta zapatista è un esempio non solo per gli indios ma per tutto il mondo”. E anche stavolta, dopo l’ Avana, Bertinotti proclama che “c’ è una straordinaria convergenza di analisi e di valutazioni con Marcos e gli zapatisti”. La lotta armata dei guerriglieri? “Non tocca a noi dire se sia giusta o meno. Ma siamo rispettosi delle scelte che ogni movimento fa…”. Il subcomandante rimonta a cavallo, un’ altra impennata e sparisce al galoppo seguito dai suoi. Come nei film. Sceneggiatura perfetta. Tutti a bocca aperta. “Che emozione – sorride la signora Lella, la moglie del segretario – lo racconterò ai miei nipotini”. E i colloqui politici, il faccia a faccia riservato fra i due? Niente paura. Questo è solo il prologo, l’ introduzione, il copione è scritto bene. Una prima apparizione. Quindi, secondo tempo. Pochi minuti, e scatta il nuovo blitz: cavalli, mitra, galoppo, pipe. E’ una tattica guerrigliera per depistare i messicani, spiegano. In ogni caso, l’ effetto Hollywood è garantito. Marcos raggiunge la “Posada 16”, le baracche del villaggio hanno tutte un numero, dove lo sta aspettando Bertinotti. Un’ ora e mezzo di colloqui, mentre a La Realidad altri due deputati italiani incontrano i consiglieri del fronte guerrigliero. “Lotta armata? Noi siamo ovviamemte contrari – dice il pidiessino Pezzone – ma non polemizzo con Bertinotti: Marcos ha ragione”. Ma la notizia è questa: Rifondazione ha invitato Marcos in Italia. “Speriamo che venga presto – dicono – il movimento operaio ha bisogno del punto di vista zapatista, anche del punto di vista zapatista per rifondare la politica”. Marcos però per il governo messicano è un capo guerrigliero latitante (anche se la condanna per ora è sospesa), non può lasciare il paese. Forse, potrebbe arrivare in Italia passando dal Guatemala. Bertinotti non dispera: “Si vedrà”. Intanto, si comincerà a preparare la visita con uno scambio di documenti, di informazioni, per studiare “la lezione zapatista che parla al mondo”.
    Riforme o rivoluzione, allora? Bertinotti svicola un po’ : “L’ alternativa è superata, guardate Marcos, un uomo che fa la guerriglia ma con un piede nel terzo millennio”. E guardate Fausto come se lo coccola il suo subcomandante, con che occhi lo accarezza nella conferenza stampa in mezzo alla selva Lacandona, sussurrando “bravissimo, bravissimo”. Delle trattative per il Chiapas non ne hanno parlato, sarebbe indebita interferenza, ma “tutto ciò che Marcos farà avrà il nostro totale appoggio…”. – Umberto Rosso

  506. Bucharin77 Says:

    Caro Lucaocchionero è proprio quello che dicevo ieri se non sbaglio. In mezzo a molti errori quel Bertinotti lì era un’altra cosa. Oggi è il fantasma di se stesso, fa quasi dispiacere, detto proprio da uno a cui lui non è mai andato giù

  507. Liberazione ha retributo per più di un anno un inviato negli USA per seguire Obama e la campagna elettorale.Ora, questa notizia era “vagamente” coperta da una serie di giornaletti, quali il Corriere della Sera e Repubblica, nonchè qualche illustre free press che, ogni tanto, dedicavano qualche riga a quelle elezioni.Io ero allibito, ma ogni volta che provavo a dire che era demenziale che il quotdiano del Prc spendesse soldi x notizie sulle quali si poteva aggiungere veramente poco (giusto qualche scoreggia,ma del corrispondente!) e investire le risorse finanziarei per “cosette” un pochino più concrete (inchieste non taroccate sulla povertà a Roma o sugli gli assessori comunali e regionali – anche la dinastia di quelli alle Periferie del Prc – che, in linea con Veltroni raddoppiavano le cubature del piano regolatore dei costruttori…), mi dicevano che ero contro Sansonetti per partito preso.Io il partito l’ho PERSO da un pezzo. Mi fa invece piacere leggere questo blog xché sento una certa vitalità che,non so come dire,a volte mi corrisponde.

  508. Compagni oggi Repubblicaonline ha dato la notizia(alle 18 circa) che il comitato di redazione di Liberazione avrebbe bocciato la proposta di sansonetti di costituire una cooperativa per comprare Liberazione….il CDR l’ha definita fumosa….finalmente se ne sono accorti anche i redattori.La notizia però è subito scomparsa….ora lo bocciano pure i suoi redattori…tra poco lo disconosceranno pure i parenti prossimi…..ma quando si dimette?

  509. Gli zapatisti hanno una prosa vibrante, emozionante rispetto ai marxisti europei. Che bella lettura! E’ vero, Bertinotti è un uomo allo sbando. La sua difesa della non violenza ci ha tolto un sacco di voti. Ricordo le assemblee a Bologna, quando difese il diritto di Ferrara a parlare, e tanti compagni se ne sono alzati, nessuno era d’accordo. A un certo punto Bertinotti è diventato autoreferenziale, perso nei suoi fantasmi. Le pallottole di zucchero. Che nostalgia però. E’ da queste cose, ovvie fino a pochi anni fa, che dobbiamo ripartire. Con tutti i compagni, a qualsiasi partito siano iscritti, perché il PRC è pieno di gente che non è più di questa pasta.

  510. Bucharin77 Says:

    oddio che sciagurata quella posizione, che mi hai fatto ricordare!

  511. Bucharin77 Says:

    il fondo per me l’ha toccato con quelle sue manovrine da quattro soldi al Congresso

  512. giovanni Says:

    Caro Ramon,figurati se in queste ore mi perdo dietro questioni di dettaglio
    (anche perchè sul cambiamento tribale in famiglia legato alla proprietà
    alla pastorizia e all’agricoltura etc.etc sono daccordo) il mio ragionamento è tutt’altro ma sarebbe di molto meglio parlarne con l’ottimo rhum della rivegauche. Adesso sto ” perdendo tempo” in incursioni nei blog più disparatiper la questione palestinese.Penso che su questa vicenda qualche cosa andrebbe coordinata perchè,per fortuna,molte persone captano l’ingannocomunicato dai canali tradizionali. Ho letto delle dichiarazioni sul nuovo presidente americano(mi rifiuto di citare il nome per non valorizzare il brand del prodotto)da parte del subcomandante,mi fa molto piacere constatare che abbiamo le stesse opinioni. Questa offensiva israeliana non è come “le solite”. Mi sembra molto chiaro che prepari il terreno all’arrivo di” O presidente nero”.
    I margini di manovra si restringeranno molto presto,ci aspetta una escalation come non si vedeva da tempo.Oltre alla pazienza ci vorrà molto culo,in tutti i sensi. Iniziamo dalle famiglie….eh eh eh …
    Viva l’amicizia,viva la vita!

  513. eh sì giovanni…. è proprio così….
    grazie lucaocchionero per questo splendido articolo. ma non è nostalgia, è studio. come lo è quello dei messaggi di fine anno del presidente della repubblica….va bene, altri tempi, altro mondo, altra italia, altro presidente. appunto, altro presidente, Sandro Pertini…. gli argomenti: i ragazzi pacifisti e la nonviolenza, il medioriente, etc… no, non è nostalgia, è studio.

    ADESSO SONO PARTITI I PALESTINESI. HA AVUTO INIZIO LA LORO ”DIASPORA”. UNA VOLTA FURONO GLI EBREI A CONOSCERE LA ”DIASPORA”. VENNERO DISPERSI, CACCIATI DAL MEDIO ORIENTE E DISPERSI PER IL MONDO; ADESSO SONO INVECE I PALESTINESI.
    EBBENE IO AFFERMO ANCORA UNA VOLTA CHE I PALESTINESI HANNO DIRITTO SACROSANTO AD UNA PATRIA ED A UNA TERRA COME L’ HANNO AVUTA GLI ISRAELITI.
    SONO STATO ANCHE IN GIORDANIA. RE HUSSEIN MI HA CONVINTO DI ESSERE UN UOMO VERAMENTE SAGGIO, CHE VUOLE LA PACE. EGLI SI ADOPERA IN TUTTI I MODI PERCHE’ LA PACE IN QUELLA REGIONE SI VERIFICHI. DICO QUESTO PERCHE’ SIA IL CONTRASTO CHE VI E’ OGGI, COPERTO DAL SILENZIO, TRA L’ UNIONE SOVIETICA E GLI STATI UNITI D’ AMERICA, SIA QUANTO AVVIENE NEL LIBANO PUO’ SEMPRE MINACCIARE LA PACE NEL MONDO E PUO’ FARCI CADERE QUINDI NELLA GUERRA NUCLEARE.
    IO SONO DECISAMENTE CONTRARIO A CHE IL NOSTRO CONTINGENTE SIA COINVOLTO NEL LIBANO IN UNA GUERRA, SIA PURE LOCALE. SE IL NOSTRO CONTINGENTE PUO’ SVOLGERE OPERA DI PACE, RIMANGA IN LIBANO, MA SE NEL LIBANO SI CREANO CONDIZIONI TALI DA SCATENARE UN CONFLITTO, NOI DOBBIAMO TOGLIERE IL NOSTRO CONTINGENTE E LASCIARE A BEIRUT SOLTANTO L’ OSPEDALE DA CAMPO. QUESTO E’ IL MIO PENSIERO PERSONALE, CHE NON VUOLE INFLUIRE SUL PENSIERO DEL GOVERNO.
    IO SONO STATO, RIPETO, NEL LIBANO. HO VISITATO QUELLA TORMENTATA REGIONE, I CIMITERI DI CHATILA E SABRA. E’ UNA COSA CHE ANGOSCIA VEDERE QUESTO CIMITERO DOVE SONO SEPOLTE LE VITTIME DI QUEL MASSACRO ORRENDO. IL RESPONSABILE DI QUEL MASSACRO ORRENDO E’ ANCORA AL GOVERNO IN ISRAELE.
    E QUASI VA BALDANZOSO DI QUESTO MASSACRO FATTO. E’ UN RESPONSABILE CUI DOVREBBE ESSERE DATO IL BANDO DELLA SOCIETA’ . E’ STATO UN MASSACRO, MI HANNO DETTO QUELLI DEL POSTO, TREMENDO; QUANTE VITTIME HA FATTO.
    VI E’ QUESTA PREOCCUPAZIONE QUINDI DELLA GUERRA NUCLEARE. FANNO BENE I GIOVANI A PREOCCUPARSI. D’ ALTRA PARTE HANNO RAGIONE: SI PREOCCUPANO DEL LORO AVVENIRE. NOI SIAMO AL TRAMONTO DELLA NOSTRA ESISTENZA, LORO HANNO DINANZI A SE’ TUTTA UNA VITA. ED HANNO RAGIONE DI VOLER VIVERE IN PACE LA LORO ESISTENZA. […]
    QUANTE ALTRE COSE SI PRESENTANO ALLA MIA MENTE. MA NON VOGLIO TURBARE QUESTA VOSTRA SERATA, SIETE A TAVOLA, ATTENDETE CHE SORGA IL NUOVO ANNO PER POTERLO SALUTARE CON GIOIA. MA ANCORA QUESTO DESIDERO DIRVI: LE MIE SPERANZE LE RIPONGO TUTTE NELLA GIOVENTU’ ITALIANA.
    IO HO INSTAURATO QUI AL QUIRINALE QUESTA CONSUETUDINE: TUTTE LE MATTINE, ESCLUSO IL SABATO, RICEVO STUDENTI DI OGNI PARTE D’ ITALIA. NE RICEVO CIRCA 500-600 TUTTE LE MATTINE. NE HO GIA’ RICEVUTI IN QUESTI ANNI DI MIA PRESIDENZA – CHE STA PER TERMINARE PER MIA TRANQUILLITA’ – 171 MILA, NON FACCIO MAI DISCORSI MA INTRECCIO CON LORO UN DIALOGO, UNA CONVERSAZIONE. CIOE’ MI FACCIO TEMPESTARE DI DOMANDE, MI SOTTOPONGO AD UN LORO INTERROGATORIO, MI FACCIO PORRE DELLE QUESTIONI, DA QUESTI GIOVANI. I PIU’ ARDITI, QUELLI CHE IMMEDIATAMENTE, SENZA ALCUNA SOGGEZIONE, VENGONO AVANTI E MI FANNO LE PRIME DOMANDE, SONO PROPRIO I RAGAZZINI DI 9-10 ANNI.
    BENE, SIGNORI, AMICI MIEI CHE MI ASCOLTATE: LE DOMANDE CHE MI SENTO FARE SONO QUESTE: ”IL NOSTRO DOMANI SARA’ TURBATO DALLA GUERRA? DOPO CHE AVREMO STUDIATO, AVREMO UN’OCCUPAZIONE?”. E POI UN’ ALTRA DOMANDA MI FANNO. GLI ANZIANI MI ASCOLTINO: ”PERCHE’, PRESIDENTE, GLI ANZIANI SI ABBANDONANO A TANTI SCANDALI? PERCHE’ TANTA CORRUZIONE?”.
    E’ UN RIMPROVERO CHE SORGE DAI GIOVANI VERSO QUESTA MINORANZA DI ANZIANI CHE DANNO ESEMPIO DI CORRUZIONE, DI DISONESTA’. GUAI A CHI DA’ SCANDALO AI GIOVANI.
    IO LI AMO IMMENSAMENTE QUESTI GIOVANI. SONO L’ AVVENIRE DELLA PATRIA. NOI RAPPRESENTIAMO IL PASSATO, CON IL NOSTRO BENE ED ANCHE CON I NOSTRI ERRORI. MA QUESTI GIOVANI SI AFFACCIANO ADESSO ALLA VITA, SONO ESSI CHE HANNO NELLE LORO MANI L’AVVENIRE DELLA PATRIA E DEL POPOLO ITALIANO. CENTOSETTANTUNOMILA NE HO RICEVUTI.
    PRIMA CHE TERMINI – DI SALUTE STO BENE COME VEDETE, QUINDI TERMINERO’ TRANQUILLAMENTE IL MIO MANDATO QUI AL QUIRINALE FRA UN ANNO E MEZZO – ARRIVEREMO A DUECENTOMILA E PIU’ STUDENTI, GIOVANI DI TUTTA L’ ITALIA.
    IO CREDO NELLA NOSTRA GIOVENTU’ . E’ MOLTO PIU’ SANA DI QUELLO CHE PENSANO CERTI ANZIANI CHE STANNO CON MOLTO SUSSIEGO LONTANO DAI GIOVANI O CHE SONO PRONTI A GIUDICARLI, A DARE GIUDIZI DEL TUTTO SUPERFICIALI. E’ VERO, SONO ESUBERANTI. E PERCHE’ NON DEVONO ESSERE ESUBERANTI ALLA LORO ETA’ ? VORREI ESSERE IO ESUBERANTE, VORREI AVERE IO LA LORO ETA’ , LA LORO GIOVINEZZA CHE E’ UN BENE PREZIOSO (CHE IO HO TRASCORSO IN CARCERE NELLA RINUNCIA), E CHE AVREI VOLUTO VIVERE IN TUTTA LA SUA PIENEZZA. HANNO DIRITTO I GIOVANI DI VIVERE GIOIOSAMENTE E DI GUARDARE CON TRANQUILLITA’ AL LORO DOMANI.
    SIAMO NOI ANZIANI CHE DOBBIAMO FARE IN MODO CHE QUESTA LORO SPERANZA DIVENTI UNA CERTEZZA, E FANNO BENE A SCENDERE IN PIAZZA E A VOLERE LA PACE. SE TUTTI I POPOLI DELLA TERRA, TUTTI I GIOVANI DELLA TERRA POTESSERO TROVARSI UNITI E POTESSERO QUINDI CORALMENTE ESPRIMERE IL LORO DESIDERIO, LA LORO VOLONTA’ , TUTTI SI ESPRIMEREBBERO PER LA PACE, CONTRO LA GUERRA.
    E NOI VOGLIAMO CHE I NOSTRI GIOVANI POSSANO VIVERE SICURI DELLA PACE E DELLA LIBERTA’ . VOGLIAMO CHE ESSI SIANO DEGLI UOMINI LIBERI, IN PIEDI, A FRONTE ALTA, PADRONI DEL LORO DESTINO E NON DEI SERVITORI IN GINOCCHIO. QUESTO NOI CHIEDIAMO.
    L’ HO DETTO AL CORPO DIPLOMATICO L’ ALTRO GIORNO – VI SONO ANCORA TROPPE DITTATURE. IN MOLTI PAESI I DIRITTI CIVILI ED UMANI SONO SOPPRESSI. EPPURE LA CARTA DELL’ ONU, LA CARTA DI SAN FRANCISCO, CONTEMPLA LA DIFESA DEI DIRITTI CIVILI ED UMANI. CHI HA FIRMATO QUELLA CARTA HA PROMESSO A SE STESSO, ED HA GARANTITO AGLI ALTRI, DI DIFENDERE SEMPRE I DIRITTI CIVILI ED UMANI.
    ORBENE, SE VI SONO DELLE NAZIONI IN CUI I DIRITTI CIVILI ED UMANI SONO CONCULCATI, SONO ANNULLATI, NON VI E’ CHE UN PROVVEDIMENTO DA PRENDERE CONTRO QUESTE NAZIONI: L’ESPULSIONE DALL’ ONU. NON VALGONO LE PROTESTE; SE LE PORTA VIA IL VENTO. NON VALGONO LE POLEMICHE. SIANO ESPULSE DALLA ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE. SIA DATO LORO IL BANDO, SIANO INDICATE ALL’ UMANITA’ COME COLPEVOLI.
    IO FORSE SONO SALTATO DA UN RAMO ALL’ ALTRO SENZA UN CERTO ORDINE NEL MIO DISCORSO, MA VI HO DETTO TUTTO QUELLO CHE IL MIO ANIMO MI HA SUGGERITO DI DIRVI, ITALIANE E ITALIANI.
    VOI SIETE ADESSO A TAVOLA. OH, SE FATE BRINDISI FATENE UNO ANCHE PER IL VOSTRO PRESIDENTE CHE VI AMA TANTO. E CERCATE SEMPRE DI STARE VICINO AI VOSTRI FIGLI, AI VOSTRI GIOVANI CHE SI AFFACCIANO ADESSO ALLA VITA.
    IO AI GIOVANI QUESTO DICO: BATTETEVI SEMPRE PER LA LIBERTA’ , PER LA PACE E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE. LA LIBERTA’ SENZA LA GIUSTIZIA SOCIALE NON E’ CHE UNA CONQUISTA FRAGILE CHE SI RISOLVE PER MOLTI NELLA LIBERTA’ DI MORIRE DI FAME.
    BISOGNA CHE ALLA LIBERTA’ SIA UNITA LA GIUSTIZIA SOCIALE. SONO UN BINOMIO INSCINDIBILE. LOTTATE QUINDI CON FERMEZZA, GIOVANI CHE MI ASCOLTATE, PERCHE’ LOTTERETE COSI’ PER IL VOSTRO DOMANI, PER IL VOSTRO AVVENIRE. MA SIATE SEMPRE TOLLERANTI. SI’ LOTTATE CON LA PASSIONE CON CUI HO LOTTATO IO, E LOTTO ANCORA OGGI NONOSTANTE GLI ANNI; LOTTATE PER LA FEDE CHE ARDE NEI VOSTRI CUORI.
    MA IO VORREI CHE VOI TENESTE PRESENTE UN AMMONIMENTO DI UN PENSATORE FRANCESE, AMMONIMENTO CHE IO HO SEMPRE TENUTO PRESENTE ALLA MIA MENTE. ”DICO AL MIO AVVERSARIO: IO COMBATTO LA TUA IDEA CHE E’ CONTRARIA ALLA MIA, MA SONO PRONTO A BATTERMI SINO AL PREZZO DELLA MIA VITA PERCHE’ TU LA TUA IDEA LA POSSA ESPRIMERE SEMPRE LIBERAMENTE”.
    ECCO QUELLO CHE IO DICO AI GIOVANI, SENZA PRESUNZIONE, QUASI FOSSI UN LORO COMPAGNO DI STRADA, TANTO MI STA A CUORE LA LORO SORTE. ED IO LI ESORTO AD ANDARE AVANTI, A CONTINUARE PER LA LORO STRADA, A CERCARE NELLA SCUOLA CULTURA; AD ASCOLTARE I LORO DOCENTI PER ADORNARE LA LORO MENTE DI COGNIZIONI NECESSARIE QUANDO SARANNO CHIAMATI A SVOLGERE UN’ ATTIVITA’.
    VOI GIOVANI SIETE LA FUTURA CLASSE DIRIGENTE DEL NOSTRO PAESE, DOVETE QUINDI PREPARARVI PER ASSOLVERE DEGNAMENTE QUESTO NOBILISSIMO COMPITO.
    EBBENE IO, FINCHE’ VITA SARA’ IN ME, STARO’ AL VOSTRO FIANCO NELLE VOSTRE LOTTE, GIOVANI CHE MI ASCOLTATE. LOTTERO’ SEMPRE CON VOI PER LA PACE NEL MONDO, PER LA LIBERTA’ E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE.
    BUON ANNO A TUTTI VOI MIEI CONNAZIONALI, ITALIANI E ITALIANE. E PERDONATE SE HO TURBATO LA VOSTRA VIGILIA DI CAPODANNO CON QUESTA MIA CONVERSAZIONE GUIDATA DALLA FRATERNITA’ CHE A VOI MI LEGA.

  514. Questa notizia è sul sito di Contropiano.Credo che se discutessimo sulla natura dello stato di israele e su chi dovrebbe essere il nostro interlocutore fra i palestinesi faremmo una cosa più utile che parlare se e quando ha parlato Marcos.
    Palestina/6 . Orrore a Gaza. 70 palestinesi rinchiusi in una casa e poi bombardati dall’esercito israeliano. Vi ricorda qualcosa?

    Una famiglia intera massacrata, fatta a pezzi: 70 persone uccise a sangue freddo dall’esercito di occupazione israeliano nel quartiere di az-Zaitun. E’ successo, ieri, domenica, ma l’eccidio è stato scoperto solo oggi, lunedì. Naeb as-Sammuni di 25 anni, sopravvissuto, ha raccontato: “Le forze di occupazione israeliane, penetrate a est del quartiere az-Zaitun, hanno radunato decine di membri della mia famiglia in una sola casa di 180 metri quadrati, poi l’hanno bombardata per dieci minuti”.
    Il cittadino, che ha visto sterminare tutta la famiglia, ha aggiunto: “Dopo averli bersagliati di bombe, la casa si è trasformata in un lago di sangue. C’è chi è morto subito, chi è rimasto ferito ed è morto dissanguato”.
    As-Sammuni ha spiegato che le forze di occupazione sioniste hanno impedito l’arrivo delle ambulanze per soccorrere i membri della famiglia massacrata, nonostante gli appelli della Croce Rossa: molti sono rimasti a sanguinare per 24 ore e solamente questa mattina sono sopraggiunti i soccorsi.
    Nell’eccidio, ha raccontato Naeb, sono morte sua moglie Hanan, sua figlia Huda, sua madre Rizqa, e la maggior parte dei suoi fratelli e dei suoi cugini.
    Il dott. Haitham Dababesh, che era tra i soccorritori dell’ospedale ash-Shifa di Gaza, ha dichiarato che da ieri sera, cioè dal momento del bombardamento della famiglia as-Sammuni, “abbiamo coordinato i soccorsi con la Croce Rossa, ma non siamo risusciti a raggiungerli fino a questa mattina”.
    I soccorritori, al loro arrivo, hanno trovato una situazione terribile: un vero massacro, molte vittime. Il dott. Dababeh ha aggiunto che la sala di attesa dell’ospedale ash-Shifa, il più grande di Gaza, non riusciva a contenerle tutte.
    Nel quartiere az-Zaitun si temono altri massacri: quell’area è nel mirino del fuoco israeliano sia da terra sia dal cielo. Gli abitanti temono per la loro vita e non riescono ad abbandonare le loro case minacciate di uccisione di massa.
    (Fonte:Infopal)

  515. bosco sono andata sul sito. possibile che non possiamo fare nulla??? POSSIBILE???’

    Palestina/5 . Secondo il Times “Israele sta usando proiettili al fosforo bianco”

    Grave denuncia del quotidiano britannico “Times” contro Israele. Nell’offensiva di terra nella Striscia di Gaza l’esercito starebbe usando i controversi proiettili al fosforo bianco. Si tratta di armi che creano spesse cortine fumogene ma che possono anche causare terribili ustioni. Le stesse munizioni usate dagli Usa in Iraq nel novembre del 2004 a Falluja. Il Trattato di Ginevra del 1980 stabilisce che il fosforo bianco “non puo’ essere usato come arma da guerra nelle aree popolate da civili”.

  516. maria prova a dire in questo partito che questi ormai sono come i nazzisti,oppure prova a dire a FERRERO che invece di incontrare i Quisling di Fatah doveva incontrare quelli di Hamas,forse se lo dicessimo e li incontrassimo qualcuno saprebbe in questo che non stiamo tutti con i sionisti e gli americani.avrai anche letto sul sito di contropiano di come quelli di Fatah abbiano arrestato i compagni del Fronte popolare.eppure noi stiamo con fatah.Chi l’ha deciso?dove se ne è parlato?

  517. comunque, scusate se insisto, ma dopo le manifestazioni di sabato è urgente che ci si organizzi per mettere in campo una protesta ed una azione di contro-informazione articolata e di massa. noi oggi si è deciso di riunirci nello spazio sociale dopodomani, per organizzarci insieme a tutte le forze di sinistra, associazioni, insomma tutti. mi auguro che questo avvenga anche da voi

  518. calmati bosco. non si può stare con hamas

  519. Hamas ha vinto le elezioni più democratiche di tutto il medio oriente,fatah ha cercato con l’appoggio di israele un colpo di stato per sovvertire l’esito elettorale, che,a quanto pare, va bene solo quando vincono gli amici degli americani, se no, come in Jugoslavia o in ucraina si fanno colpi di stato o si rifanno le elezioni.L’autorità leggittima è Hamas,chi la delegittima come fai tu è con i sionisti,che ti piaccia o no.

  520. vedi bosco, è impossibile riuscire a dialogare in questi termini io e te. accetto l’accusa di essere filosionista. e anche filoamericana. va bene.
    se questo è l’augurio che vogliamo dare a questo popolo, va bene. se tutto quello che ha fatto arafat lo buttiamo nel cessso, va bene. ok. sosteniamo hamas perchè ha vinto democraticamente.
    però una cortesia chiedo, ma grande. non voglio mai più che nessuno apra bocca quando ratzinger dalla finestra di san pietro spara le sue cazzate domenicali. perchè più che cazzate non sono, visto che in questo paese ognuno è libero di far quel che gli pare, dal sesso al companatico. se legittimiamo in nome di una elezione democraticissima, che i bambini palestinesi vengano massacrati, e massacrati sul serio se non recitano a dovere diecimila volte al giorno le nenie coraniche (e li ho visti io, con i miei occhi) e che le donne che sgarrano per salvare l’onore della famiglia vengono usate come kamikaze, dopo essere ridotte a merda (le ho viste io,con i miei occhi.e non si può portarle in ospedale perchè scatterebbe la denuncia e non si può. altrimenti ammazzano anche chi ce le porta.e ci si deve improvvisare crocerossine alla meno peggio), va bene. se stringiamo questo patto, allora va bene.

  521. ho appena letto su essere comunisti la lettera di marco sferini all’ambasciatore israeliano. io sono giorni che faccio appelli a tutto spiano, e che mando lettere, compresa quella all’ambasciatore che ho mandato a natale appellandomi a tutti, affinchè ognuno di noi faccia mla sua parte. ma non ne ho pubblicata nemmeno una.
    invece di mandare on-line sui siti comunisti e su bellaciao il frutto di gesta eroiche personali di qualche componente di circolo o di federazione o del cpn, perchè non si invitano i compagni a farlo individualmente UNO PER UNO??? forse se l’ambasciata fosse sommersa,magari sarebbe qualcosa, o no? invece no. lettera di tizio e caio. ma che bravi, bravissimi!!
    quanto siete coraggiosi. clap clap clap

  522. Bucharin77 Says:

    dai Bosco guardiamo le posizioni espresse, però, non il semplice fatto che si sia incontrato con questo e quello. è incontestabile che Ferrero si sia finalmente molto “esposto” su questa questione, per esempio arrivando a riutilizzare la categoria di “apartheid” che, come sai, nella ultima fase bertinottiana del nostro partito era stata bandita. Vedi anche il sostegno che il partito sta tornando a dare alle mobilitazioni pro-Palestina dopo anni di…. non so neanche come chiamarla, non voglio essere cattivo oggi….

  523. Piano, Bosco, non facciamo confusione, e non esageriamo con Infopal (che ormai è l’organo di Hamas).
    Dire che quello di Hamas è il governo legittimo che ha vinto le elezioni che quindi Israele, l’Europa e gli Usa dovrebbero trattarlo di conseguenza e dialogarci è sacrosanto.
    Dire che il referente politico della sinistra in Palestina dovrebbe essere Hamas è un altro paio di maniche. Prova a chiedere a qualsiasi militante della sinistra palestinese o ai nostri volontari che sono lì: tutti ti diranno che Hamas è un movimento di destra, nazionalista, religioso e conservatore. Che la sinistra in Palestina è debole e divisa, tra ciò che resta del vecchio partito comunista, oggi Ppp, la nuova forza di Barghouti, i compagni dell’Fplp, ecc. Ma esiste. Sul Manifesto l’altro giorno c’era una splendida lettera di Barghouti, e anche un’interessante intervista a un compagno dell’Fplp, la cui posizione condivido completamente: criticava Abu Mazen per aver dato la colpa dell’offensiva ad Hamas e chiamava tutte le forze palestinesi all’unità contro l’invasore. Quindi tutti mettano da parte le loro differenze e sostengano il governo legittimo. Hamas è una forza fondamentale in Palestina e bisogna farci i conti. Ma non dimentichiamo che politicamente ci divide quasi tutto e ricordiamoci che l’unica possibile via per una soluzione del dramma palestinese sta a sinistra, non certo nel fondamentalismo.
    Bosco, è come se tu dicessi che il referente politico nell’Italia della Resistenza per i comunisti in giro per il mondo doveva essere la Dc, dato che elettoralmente pesava di più. Mentre giustamente si riconosceva l’importanza della Dc e si invitava i comunisti italiani a collaborarci, ma si mantenevano rapporti privilegiati con le forze di sinistra.

  524. Bucharin77 Says:

    stamattina ho letto il pezzo di giannini sul “mutualismo”, mi ha confortato: beh, sebbene Giannini sia capofila di una area del partito lontana dall’ispirazione culturale, più anni ’70, che sta dietro la proposta del partito sociale, si sforza di comprenderne tutte le ragioni e di valorizzarne tutte le potenzialità positive. E certo cerca di metterne in luce anche i possibili risvolti negativi. Secondo me è con questo spirito che dovrebbe svolgersi la discussione fra tutte le aree del partito. Specie fra quelle due che sono la colonne portanti di questo partito, e cioè quella pciista e quella movimentista.

  525. Bucharin77 Says:

    d’accordo con Masaccio

  526. Sal Fiore Says:

    Madonna mia, che palle!!!!!!!!!!!

    Sempre a palare discutere e non fanno mai salire i sondaggi!!!!!!!!

    Che palle sempre stesse persone, stesse parole. Ma che palle !!!!!!!!!!!!!!

    Gli Italiani hanno ragione!!!!!!!!!

    Madonna mia che palle oh!!!!!!!!!!!!!!

    Sal.

  527. ramon leggiti bene l’articolo di oggi di liberazione sulla cronaca salentina. questo è lo stato dell’arte riguardo il rapporto con i cari amici. è dura ramon, ma davvero
    casomai pensi che sono pazza..
    un bacio

  528. Dove ho detto che Hamas dovrebbe essere il nostro referente politico?Io dico che come i comunisti libanesi hanno combattuto e sono morti insieme a quelli di Hezbollah,così i comunisti palestinesi si battono a fianco di Hamas.Io sto con la resistenza,non faccio le analisi del sangue a nessuno,nè in Palestina,nè in Iraq nè in Afganistan.La sconfitta dell’impero(uso il termine impero non in senso negriano,ma evito quello di imperialismo perchè la fase imperialista è leninianamente un’altra cosa) americano-sionista è la precondizione per un mondo multipolare,dove,forse, i rivoluzionari potranno giocare le loro carte.

  529. caro bosco, non siamo d’accordo. proprio no.
    e tieni conto che il sottoscritto si è sempre battuto per il dialogo con hezbollah, hamas, il fronte popolare della palestina, il governo iraniano e così via.
    ma una cosa è dialogare, intavolare trattative, ed un’altra è sostenere, solidarizzare. sono cose diverse, molto diverse.
    non siamo nel mondo diviso in due campi, quello capitalista e quello socialista. e nemmeno nel mondo dei movimenti di liberazione nazionale nei paese coloniali ed ex coloniali. era facile schierarsi allora, facilissimo. sia rispetto al campo socialista, che si poteva anche criticare aspramente ma che non poteva essere considerato un nemico, sia nei confronti dei movimenti di liberazione che erano ispirati da progetti si di indipendenza ma anche di profonde riforme sociali, economiche e politiche condivisibili.
    oggi le cose non stanno così. si deve dialogare ma non sostenere perché i progetti di società dei partiti e dei movimenti fondamentalisti sono inaccettabili.
    mi spiace che ci sia una simile confusione. ma non si può solidarizzare con chi, se avesse il potere come l’ha ad esempio in iran, per prima cosa stermina i comunisti e i progressisti del proprio paese in nome di uno stato teocratico oppressivo.
    nella fattispecie, in palestina, anche un bambino capisce che la divisione fra hamas e l’ANP è congeniale alla politica israeliana. anche un bambino capisce che non c’è alternativa alla politica dei due popoli due stati. anche un bambino comprende che la asimmetria delle forse militari in campo dovrebbe scoraggiare la ricerca dello scontro militare come livello risolutivo del problema.
    non ho dubbi, almeno io, che ci sia il diritto alla resistenza armata. lo dice perfino il diritto internazionale.
    ma nessuno, tanto meno chi si dichiara comunista, può prescindere da un giudizio sul progetto portato avanti da qualsiasi forza politica e militare.
    la logica del “il nemico del mio nemico è mio amico” è sbagliata. totalmente sbagliata.
    non parlo di equidistanza e di indifferenza. e nemmeno di incapacità di distinguere fra i problemi interni ad un paese e il ruolo internazionale di un paese o di un movimento.
    parlo dell’avere un proprio giudizio, una propria analisi e un proprio progetto.
    altrimenti c’è solo la forma più sostanziale di subalternità agli USA. quella per cui sono loro a decidere perfino quale sia il soggetto oppositore più congeniale per loro (come ha fatto israele che se non lo sai anni fa ha favorito in ogni modo hamas contro l’olp) e con il quale noi saremmo obbligati a solidarizzare perché da loro indicato come nemico principale.
    un abbraccio

  530. io bosco sto col popolo palestinese. e il popolo in questo momento è vittima di tutti e si deve aiutare il popolo a resistere e a costruirsi un futuro. tutti parlano, eccetto il popolo che è schiacciato, massacrato. la sua voce non arriva da nessuna parte. di nuovo un altro servizio osceno al tg1. e tutti a scannarsi a tifare per hamas o fatah o hamas e fatah insieme. la sconfitta dell’impero non puoi ottenerla nè attraverso lo sterminio del popolo palestinese (perchè continuando di questo passo lì arriviamo) nè con un utopica vittoria di hamas. in entrambi i casi non ci sarà più nulla da rivoluzionare perchè nel primo caso non esisteranno più i palestinesi, nel secondo il fondamentalismo radicato all’ennesima potenza andrà per espansione limitrofa. perchè questo dice Hallah Khāliq (come lo chiamava un bimbo di otto anni, uno dei bimbi di cui sopra, di cui conservo gelosamente un bigliettino che mi scrisse ringraziando Hallah Khāliq per aver fatto in modo in incontrarnmi sul suo cammino). il popolo è unito, le divisioni sotto questo massacro non ci sono più. la resistenza deve andare in tal senso. tutti dicono di tutto e di più, ma di fatto qui si contano solo i morti. e allora, iniziamo a fare un lavoro di massa per demolre questa merda di informazioe. senza fare come dici tu le analisi del sangue. ribelliamoci a questo stato di cose, e forse il popolo palestinese si sentirà più forte domani per affrontare e decidere del suo destino.

  531. Hai ragione Ramon,non ci sono più due blocchi contrapposti,c’è n’è uno solo,che per opera delle resistenze che a te non piacciono,e di una crisi strutturale del capitalismo è oggi meno potente di ieri,ma di gran lunga ancora il più armato e deciso a difendere la propria supremazia con ogni mezzo(guerra permanente).Ti interessa indebolirlo o no?Speri lo facciano gli zapatisti?O ti piace il mondo globalizzato di NEGRI(chiaramente sotto dominio americano)?Non è tempo di anime belle,vorrei ricordarti che contro i giapponesi Mao non esitò ad allearsi al Kuomintang,poi regolò i conti anche con loro. Quanto al nemico principale ho capito,li stanno sterminando per finta,per far credere ai fessi come me che sono il nemico prinipale,mentre quello vero è Fatah.Non è che forse israele non vuol parlare con nessuno,prima l’OLP adesso Hamas,semplicemente non vuol nessun stato palestinese degno di questo nome?due popoli due stati?Ce ne sarà uno solo,quello sionista.accetto scommesse.

  532. masaccio Says:

    Bosco, ma con chi stai parlando?
    Possiamo partire dall’ipotesi che, almeno su questo blog, siamo tutti dalla stessa parte?
    Mao si alleò col Kuomintang, il Pci arrivò ad allearsi con la monarchia e Badoglio, pensa te. E per questo ho detto che apprezzo l’invito dell’Fplp all’unità di tutti i palestinesi contro l’invasione.
    Posso dire questo e allo stesso tempo dire che il progetto politico in grado di risolvere il dramma palestinese non è quello di Hamas?

  533. animals Says:

    Prendi nota

    sono arabo
carta di identità numero 50.000
bambini otto
un altro nascerà l’estate prossima.
Ti secca?

    Prendi nota

    sono arabo
taglio pietre alla cava
spacco pietre per i miei figli
per il pane, i vestiti, i libri
solo per loro
non verrò mai a mendicare alla tua porta.

    Ti secca?

    Prendi nota

    sono arabo
mi chiamo arabo non ho altro nome
sto fermo dove ogni altra cosa
trema di rabbia
ho messo radici qui
prima ancora degli ulivi e dei cedri
discendo da quelli che spingevano l’aratro
mio padre era povero contadino
senza terra né titoli
la mia casa una capanna di sterco.
    
Ti fa invidia?

    Prendi nota

    sono arabo
capelli neri
occhi scuri
segni particolari
fame atavica
il mio cibo
olio e origano
quando c’è
ma ho imparato a cucinarmi
anche i serpenti del deserto
il mio indirizzo
un villaggio non segnato sulla mappa
con strade senza nome, senza luce
ma gli uomini della cava amano il comunismo.

    Prendi nota

    sono arabo e comunista

    Ti dà fastidio?

    Hai rubato le mie vigne
e la terra che avevo da dissodare
non hai lasciato nulla per i miei figli
soltanto i sassi
e ho sentito che il tuo governo
esproprierà anche i sassi
    ebbene allora prendi nota che prima di tutto
non odio nessuno e neppure rubo
ma quando mi affamano
mangio la carne del mio oppressore
attento alla mia fame,
attento alla mia rabbia
    Mahmoud Darwish

  534. animals Says:

    Secondo me è fantastica. E fra l’altro Darwish era contrario alla parola d’ordine ed era stato anche iscritto al partito comunista israeliano

  535. animals Says:

    volevo adira alla parola d’ordine

  536. animals Says:
  537. animals Says:

    due popoli due stati

  538. O bosco!! ma che, ce l’hai con gli zapatisti? è la seconda volta che li nomini. ma che t’hanno fatto. non per nulla, ma ci rimango male. a me piace l’orizzonte zapatista.
    torno qui e ti leggo, proprio mò che ho postato l’intervento fuori programma di marcos dell’altro ieri sulla palestina al festival. tra l’altro sono stati fermati anche i manifestanti che protestavano davanti all’ambasciata. è uno splendido intervento. breve ma splendido. la conclusione poi è da brividi. vabbè, ma credo che non sia aria, da quello che dici. saluti.

  539. animals Says:

    Comunque per colpa della loro posizione settaria gli zapatisti sono rimasti completamente isolati dalla più grande mobilitazione del popolo messicano negli ultimi decenni. Quella contro i brogli elettorali che hanno impedito al prd di vincere le elezioni. Con tutte le critiche possibili al prd credo che sia stato un grave errore. E purtroppo, almeno da quello che mi dicono alcuni compagni messicani, ha provocato molte antipatie nei confronti di Marcos.

  540. caro bosco, mi spiace davvero che non si possa discutere seriamente.
    così, solo perché sostengo che il nemico del mio nemico non è automaticamente un amico allora vuol dire che mi piace vivere in un mondo globalizzato sotto dominio usa, che non mi interessa indebolire il blocco dominante e perfino che sono così illuso da pensare che zapatisti possano indebolire gli USA (cosa che effettivamente penso).
    è proprio un bel modo di ragionare!
    ma siccome sono ostinato e mi interessano le ragioni altrui, e non mi piace lanciare accuse roboanti ed infondate non ti dico, come faresti tu a parti rovesciate, che non capisci che la contraddizione capitale lavoro e la lotta di classe sono il motore della storia e così via. no io non lo faccio.
    allora ragioniamo, sempre che ragionare abbia ancora un senso e non ci lasciamo sopraffare dalla logica per cui chi la spara più grossa è più di sinistra.
    1) hamas è stata favorita da israele in chiave anti olp. se non lo sai informati. c’è perfino stato un lungo dibattito in israele su questa realtà. ancora oggi parecchi esponenti del PC israeliano e del meretz rinfacciano ai laburisti e alla destra questo fatto inconfutabile. se ragionassi come te questa dovrebbe già essere sufficiente per dire che oggettivamente non può esserci solidarietà con hamas. ma io non lo faccio. perché ragiono e giudico le cose per quel che sono e non mi lascio indicare nemici ed amici né dal governo israeliano né da quello USA. ma basta a capire quanto israele abbia lavorato in tutti questi anni per DIVIDERE il popolo palestinese e quanto si sia trovato in sintonia con diversi paesi arabi e/o musulmani che il popolo palestinese lo hanno sempre strumentalizzato per altri motivi. mi colpì molto, per esempio, che il presidente siriano assad dicesse a noi, una delegazione del parlamento italiano, nel 2001 che lui giudicava arafat un farabutto (testuale) ma che se fosse morto o fosse stato sconfitto la realtà palestinese si sarebbe trasformata in feudi che avrebbero cercato lo scontro ed eventualmente l’accordo con israele ognuno per conto suo. non credo che assad sia sospetto di essere complice degli USA spero.
    che la divisione imperi nel popolo palestinese è sotto gli occhi di tutti. che i palestinesi debbano essere schierati in uno scontro di civiltà con l’intero occidente (come piacerebbe e piace agli USA per cancellare la possibilità di ogni stato palestinese) non mi pare sia indebolente per gli USA.
    mi spiace ma perfino dal tuo punto di vista il tuo ragionamento non regge.
    2) su al fatah, sull’olp e anche sulla sinistra palestinese diversamente collocata io ho enormi critiche da fare. innanzitutto non aver capito la globalizzazione ed aver ragionato come se gli usa, l’europa e il mondo fossero gli stessi degli anni 70 ed 80. solo così si spiega l’illusione secondo la quale l’elezione di bush era da salutarsi positivamente perché avrebbe fatto una politica diversa da quella dei democratici notoriamente filoisraeliani all’ennesima potenza. l’altra critica fondamentale è la concezione dell’amministrazione dell’autorità palestinese nei territori, iper corrotta e indifferente alla realtà sociale della popolazione. entrambi errori imperdonabili che hanno spalancato le porte al fondamentalismo che si occupa della società (non per solidarietà di classe o per giustizia sociale) ma per applicare i dettami del corano letto in modo fondamentalista e che agli occhi dei palestinesi è stata interpretata come più dura ed intransigente contro gli israeliani.
    3) gli USA, ma non sono i soli, vogliono mascherare quella che tu stesso chiami guerra permanente da scontro di civiltà. ma se anche noi accettassimo questo terreno alimentandolo i primi ad essere sconfitti saremmo noi sia perché in uno scontro di civiltà le masse operaie e popolari si schiererebbero dalla parte degli usa, sia perché la guerra non svelerebbe mai la sua vera natura, che è quella di affermare un nuovo ordine mondiale fondato sulla supremazia del capitalismo. capitalismo, guarda caso, non messo in discussione ne dall’arabia saudita (alleata degli usa) ne dall’iran (nemico degli usa). per essere davvero contro la guerra, oggi, bisogna costruire una alternativa al capitalismo. o no?
    4) la tua frase contro gli zapatisti (ma perché sei pronto a rispettare hamas e disprezzi gli zapatisti?) è la dimostrazione che tu credi davvero che i veri nemici del capitale e degli USA sono quelli che ti indicano loro. mentre gran parte della sinistra latino americana, compresi diversi movimenti in armi, credeva che caduto il muro di berlino gli usa avrebbero allentato la presa nel continente, e la dimostrazione era la caduta di diverse dittature, furono gli zapatisti nel 94 a indicare il vero nemico (il nafta per esempio) e a non coltivare illusioni elettoralistiche.
    intuizioni che furono alla base di enormi processi rivoluzionari che si vedono ancora oggi con il nuovo protagonismo degli indigeni, che la sinistra anche rivoluzionaria latino-americana si ostinava a considerare contadini e basta. forse davvero per te è più antimperialista chi spara di più (e non importa nemmeno perché) e chi in italia le spara più grosse.
    un abbraccio

  541. caro animals, rifondazione è stata descritta nel mondo come un partito amico di berlusconi ed anche in italia si è alienata molte simpatie di intellettuali di sinistra quando fece cadere il primo governo prodi. lo stesso “errore” degli zapatisti.
    ti rimando alla lettura, se ne hai voglia, del mio articolo del 29 ottobre sugli zapatisti.
    mah!

  542. sì, purtroppo la vita di Rc è in pericolo! ancora oggi un ulteriore strappo a Napoli dei così detti vendoliani; come in Calabria… il compagno Ferrero dice chiaramente che non è opportuno entrare in giunta ma la segreteria locale (un giovane bertiboys ne è a capo) decide il contrario e così l’assessore rc napoletano rimane inchiavardato alla sua poltrona… che dire ? che fare ? si può continuare, rimanendo immobili e basiti, a vedere “consumare” il partito della rifondazione poco alla volta anche sui territori ???

  543. lucaocchionero Says:

    Due cose: sulla questione Hamas, mi fa assolutamente piacere essere totalmente d’accordo con Ramon. Sarebbe una politica estera davvero miope se noi per contrastare uno stato capitalista(Israele) parteggiassimo per un governo con un progetto politico e sociale teocratico e medioevale. Un progetto politico e sociale che vede i precetti(traviati) di una religione diventare legge, che vede la donna il cui valore sociale è inferiore alla bestia, che vede l’emancipazione sociale ed economica un diritto riservato a chi proviene dalle scuole coraniche e cmq sempre e soltanto per e nella società costruita con strutture religiose. Da comunista, da uomo che ama la libertà nell’uguaglianza e che contemporaneamente sa che questi beni non sono in dono, non me la sentirei proprio di “tifare” per Hamas. Nè mi frega il fatto che abbia vinto le elezioni. Ormai abbiamo capito che spesso le elezioni sono una farsa, a volte si vincono con un sacco di trucchetti. Con questo non voglio dire che Hamas abbia barato, non sarei neppure informato a proposito, dico solo che da tempo le elezioni non costituiscono il metro con cui si misura la democrazia di un Paese.
    E qui mi collego con il discorso di Animals: non mi pare che in Messico ci sia stato questo grande movimento in sostegno del Partito Democratico messicano, nè vorrei che un giorno, se il PD Italiano dovesse perdere le elezioni, la colpa è del PRC che è rimasto fuori da un’eventuale alleanza. Mi sembra un giochino vecchio che a noi ci ha messo in ginocchio così come tutti sappiamo. Proprio per questo bene hanno fatto “gli zapatisti” a rimanere ancorati sui problemi che hanno originato il loro movimento e che peraltro mi pare non siano ancora stati risolti. In ultimo: tutti questi critici verso il movimento zapatista, come ha spiegato lo stesso Marcos, magari sono i “professionisti del zapatismo” quelli che si spacciavano per amici senza magari averli mai incontrati.

  544. animals Says:

    Credo che il tema degli zapatisti sia molto importante e anche per questo mi andrò sicuramente a rileggere l’articolo di Ramon. Credo però che si stia facendo un po’ di confusione. Il prd non ha perso perchè gli zapatisti non si sono alleati ma perché il Pan ha fatto dei brogli elettorali. I lavoratori avevano riposto la loro fiducia nel candidato Obrador e le mobilitazioni che sono seguite alla truffa elettorale sono state massicce e di lunga durata e hanno destabilizzato tutto il paese. Secondo me è stata una lotta radicale che poteva sfociare in risultati importanti se anche gli zapatisti fossero intervenuti. Lo potevano fare mantenendo la loro completa indipendenza dal prd. Ma non lo hanno fatto. Ne sono rimasti fuori. E secondo me è stato un errore.
    Evidentemente abbiamo due visioni diverse della situazione messicane e soprattutto del movimento zapatista. Non mi sembra uno scandalo
    Il mio contatto la sono i compagni del gruppo trozkista El Militante che si orienta anche, ma non solo, al prd e alla sua base.

  545. Ciao Ramon, a proposito alla sassata ed agli zapatisti, e per quel che possa contare la mia opinione, ritengo le tue parole sacrosante. La pubblicazione solo di uno stralcio iniziale, di un comunicato molto più lungo e complesso, è un cattivo servizio dato alla collettività da parte di Liberazione e l’ennesima presa in giro verso i popoli indigeni del Chiapas.
    Un abbraccio e buon blog a tutt@

  546. Luca Marini Says:

    Il post di Ramon delle 18.09 è un contributo fondamentale!

  547. animals io non concordo con la tua visione sullo zapatismo, che personalemente adoro come orizzonte rivoluzionario, perchè quello che lo zapatismo propone è, secondo me, un vero e proprio lavoro che verte allo sradicamento dell’imperialismo.
    un pò come il lavoro che fa l’acqua, col passare del tempo è l’acqua che smussa il granito e non il contrario. perchè? perchè è fluida, si inserisce ovunque e dagli e dagli lo consuma. l’insurrezione zapatista ha costruito una visione di ciò che è possibile raggiungere con la lotta.
    dal 1994, quando si stabilì la Convenzione Nazionale Democratica, gli zapatisti hanno convocato diverse iniziative per organizzare e offrire un canale allo scontento nazionale. nella maggioranza dei casi hanno proposto che fossero altri a guidarle.fino all’Altra Campagna nessuna ha avuto successo: sono tutte naufragate in mezzo alle dispute interne di potere delle diverse personalità e correnti di sinistra. oggi gli zapatisti mantengono grandi simpatie nel mondo indio, tra i giovani, tra i contadini poveri ed i coloni urbani. al contrario, l’appoggio di cui godevano tra importanti settori del mondo intellettuale è svanito. la solidarietà che qualche volta hanno raccolto tra ampie frange della sinistra di partito si è trasformata in avversione. molte delle ONG che qualche volta sono state vicine alla loro causa si sono ora allontanate. per anni l’EZLN è stato il catalizzatore delle proteste sociali di diversissimo segno al di fuori della sua area di influenza diretta. oggi questa funzione sembra essere giunta alla fine. perchè oggi gli zapatisti sembrano aver privilegiato la costruzione delle proprie forze. quello che gli zapatisti hanno fatto è aver tracciato molto chiaramente una linea di separazione tra i loro amici e chi non lo è, compresi attori di sinistra molto importanti.una parte importante dei loro vecchi alleati del passato ha smesso di esserlo per diverse ragioni. riguardo il prd è vero, si sono dissociati, ma loro danno all’etica un valore molto importante, e sono moto severi nei giudizi, proprio per le esperienze passate.ma non è vero che marcos non è ben visto, anzi. gli zxapatisti sono tornati al centro della politica nazionale con successo più di una voltae anche se alcune delle loro definizioni politiche sono state sbagliate, contano su un capitale etico enorme che conferisce loro credibilità e capacità di convocazione.

    lo zapatismo ci dà una dimostrazione che l’autonomia di fatto è possibile. è la prova che esiste solo chi non si arrende né si vende. rappresenta una rottura formidabile con i vecchi modi di fare politica che proprio per questo ha tanto da insegnare alla rifondazione comunista.

    ps.
    fabio, sei Fabio B. ?

  548. grazie maria, ben detto.

  549. prego ramon.
    quando ce vò, ce vò 🙂

  550. caro animals, io ho sempre avuto rispetto totale per qualsiasi organizzazione piccola o grande in qualsiasi paese del mondo. ma non son mai incorso nell’errore di pensare che ci sia un fratello che mi spieghi cosa succede in un determinato paese. non solo perché penso che chi giudica l’italia attraverso le dichiarazioni di uno dei dieci gruppi di sinistra in perenne polemica fra loro non possa capire un bel niente, ma anche perché in messico c’è un’ampia scelta di partiti partitini e gruppi (anche armati), e riprodurre in italia la dialettica fra queste forze è semplicemente stupido.
    facendo così bisognerebbe gioire e brindare per la vittoria di obama (cosa che io non faccio) visto che è stato votato sia dal partito comunista statunitense sia da innumerevoli gruppi trotskisti. io non l’avrei votato neanche morto.
    nello specifico dici una cosa inesatta. gran parte degli intellettuali ex amici degli zapatisti hanno proprio detto che il non appoggio dell’ezln a lopez obrador è stato causa fondamentale della sconfitta.
    comunque se vorrai leggere il mio articolo te ne sarò grato.
    un abbraccio

  551. sì il prc è in crisi e rischia di morire… in Calabria l’assessore vendoliano vota il piano Gelmini della scuola applicato in regione (dichiarazione di Ferrero) e… si deve rimanere impassibili ad aspettare ancora il peggio ???

  552. animals Says:

    Il dato positivo di sicuro è che nella nuova maggioranza si discute liberamente e la linea c’è ma non è indiscutibile come prima. Detto questo ho finalmente finito di lavorare e me ne vado a casa.

    Un abbraccio a tutti

  553. Allora Ramon,il nemico del mio nemico è nemico del mio nemico,e tanto mi basta.Ma se qualcuno più o meno la pensa così:chi è quello lì che combatte il mio nemico?umh,non mi piace,speriamo non vinca se no dopo mi fa un mazzo tanto.Si chiama LUCAOCCHIONERO e dice di essere d’accordo con te.Io no,io sto con gli oppressi e non con gli oppressori,anche se non sono come li vorrei.Conosco bene la storia di Hamas,ma esistono anche gli apprendisti stregoni,l’eterogenesi dei fini,le nemesi storiche.Bando alle ciance,anche i tedeschi favorirono il rientro di Lenin in Russia,ma non per questo erano comunisti,ma neanche Lenin stava con l’imperialismo degli imperi centrali,o no?So bene che il divide et impera è da sempre praticato dai potenti contro i deboli e che nella divisione sono condannati alla sconfitta,ma ci sono dei momenti in cui devi sceglire da che parte stare,fosse anche solo per come morire.E i comunisti palestinesi stanno combattendo e morendo accanto ai miliziani di Hamas,quelli di Fatah fanno il tifo,pure dalla parte sbagliata.Per quanto riguarda la possibilità che gli zapatisti possano essere un granello di sabbia nel meccanismo imperiale sionista-americano,beh,credere o sperare non costa nulla.Però mi devi spigare una cosa,perchè dici che combattere i sionisti è chiamare allo scontro di civiltà?Questo sì mi sembra una sudditanza al pensiero dominante.

  554. caro bosco, penso così perché penso che il mondo non sia un risiko. forse non hai capito. io sono sotto accusa per avere relazioni con le farc che per gli stati uniti sono un nemico principale, e contro moltissimi pseudointelletuali di sinistra che mi considerano se va bene un imbecille, sostengo le farc come opposizione armata e belligerante e sono per un conseguente processo di pace. proprio per questo ti dico che hamas non la sostengo, indipendentemente da quello che dicono di hamas gli USA e israele. difficile da capire che c”è un contenuto relativo al progetto di società per il quale si lotta che non è e non può essere indifferente?
    se pensi e ti va bene, al di la di ogni marxismo, che il nemico e gli amici li scelgono gli usa fai come ti pare.
    non ho altro da aggiungere.
    ciao

  555. giovanni Says:

    Caro Bosco,
    chi non riesce a guardare oltre vede solo ostacoli.I momenti di cui parli devono essere costruiti perchè se tu suoni lo strumento che prediligi
    solo quando lo decide il direttore d’orchestra alla fine la musica che ne vienuori non è la tua.Sulla questione palestinese il groviglio è tale che “tifare”per questo o per quello non può che peggiorare le cose.Sia chiaro che tuttosono fuorchè sostenitore della politica genocida del governo israeliano,male dinamiche all’interno della realtà palestinese non sono per niente lineari.
    La questione di fondo è che la pace non è perseguita dagli stati uniti e da israele perchè l’instabilità di quell’area(e non solo di quella)non solo è molto redditiva ma garantisce il ricatto perenne ed il controllo della politica estera europea.
    Non entro nel dettaglio di tutte le nefandezze che arafat e fatah hanno
    compiuto,prima fra tutte le ruberie di ingentissime quantità di danaro e
    nel merito mi pare che ramon abbia ben sintetizzato. Il capitalismo non è
    un sistema perfetto,anzi,è un sistema che mostra sempre più tutti i suoi
    limiti e la sua inadeguatezza.Ha una caratteristica precisa,tra le altre,non
    può vivere di alleanze ma è destinato per sua natura a confliggere sempre più,ad eliminare la competizione che sbandiera come vessillo.
    Ecco perchè sta portando il mondo alla rovina ignorando le più elementari considerazioni di buon senso.Il capitalismo per sua natura non potrà
    MAI COMPIERSI ma CONFLIGGERE.Con questo certo non se ne andrà da solo dicendo io ho fallito.Per perpetuarsi schiaccerà anche se stesso.
    La questione “imperiale” si pone come nuova fase da un po di tempo
    e,tra le altre,sfrutta tutti i limiti delle culture di ciascuna area per metterle al proprio servizio.In questo lo zapatismo(di cui non sono assolutamente un esperto ne un conoscitore approfondito)ha il merito di aver dato forma ad un “vaccino”che funziona,che da risultati.La speranza non è un non risultato chiedilo agli abitanti di gaza e ai molti che come loro vivono certamente molto peggio di noi. Io no ho la formula in tasca e penso nessuno possa avere tasche tanto capienti.Non so neanche se sia il comunismo la risposta a tutto ciò.Ma sono convinto di una cosa il capitalismo va combattuto come si può anche sperando.
    Viva la vita!

  556. elisabetta Says:

    scusate ma non vi sembra che ora prima di tutto ci sia da difendere la sopravvivenza di un popolo? e che non ci sia tempo di fare le pulci a chicchessia?mettiamo da parte l’ideologia,anch’io sono comunista,e diamoci da fare.subito.non lasciamo che sia la storia a mettere la parola fine.due popoli due stati non esistono,sono una nostra invenzione.roba da eurocentrici con la pancia piena.israele e’non uno stato ma un progetto coloniale.e in quanto tale non accettera’mai questa “poetica”opzione occidentale.compagni se la verita’e’rivoluzionaria bisogna dirsi le cose come sono e non come vorremmo che fossero.ieri ad una riunione del coordinamento cittadino di pisa abbiamo passato un’ora a discutere se citare in una frase “Israele colpevole della sofferenza del popolo palestinese”,perche’Rifondazione e unaltra associaione pacifista non la voleva mettere perche’da loro giudicata troppo forte..!!e tutto questo davanti ai compagni palestinesi,che erano prima sgomenti eppoi indignati se ne sono andati!!non c’era verso,non si poteva dire Israele!ma governo israeliano ,peccato che in 60 anni tutti i governi d’Israele abbiano senza distinzioni massacrato il popolo palestinese!!alla fine la mediazione e’stata:il progetto dello stato d’israele e’causa della sofferenza…benissimo,e’ancora piu’a sinistra ma non se ne sono resi conto..una tragicomica,mi spiace solo per i palestinesi che anche qui in italia dai compagni si aspetterebbero un moto d’indignazione piu’che un gioco di scioglilingua!!e comunque uno di loro,l’unico che ha avuto i nervi per restare ci ha detto.:noi accettiamo la solidarieta’di tutti ma non la vogliamo a qualunque condizione.se voi non capite che israele vuole il nostro annientamento e non due popoli e due stati,allora non importa,vi ringraziamo lo stesso..partire da questa piccola frase per capire la grande verita’che contiene e che appartiene alla storia della palestina.e dell’invenzione dello stato d’israele.una compagna del movimento,operaia e comunista.

  557. masaccio Says:

    Elisabetta, non stiamo facendo le pulci a nessuno, figurati. Condanna dell’aggressione israeliana, solidarietà internazionale per le vittime e unità del popolo palestinese contro l’occupazione, queste sono le parole d’ordine oggi, e vanno benissimo.
    Ma se andiamo oltre e proviamo, in uno spazio di discussione come questo blog, a interrogarci su quali siano le soluzioni possibili per il dramma palestinese e quali siano gli interlocutori più adatti a portarle avanti, è normale che ci piacciano più uni e meno altri. Essere solidali con i palestinesi e riconoscere il governo che si sono scelti non vuol dire portare il cervello all’ammasso e far finta di non vedere che quel governo è ben lontano dalla possibilità di difendere il suo popolo. Tutto qua.

  558. quello che dice elisabetta è vero e comprendo la questione degli scioglilingua e della situazione tragicomica in tal senso. però in questo momento elisabetta, proprio perchè la penso come te (e credo la pensino così tutti), quello che deve essere prioritario è il bene del poppolo palestinese e fermare questa carneficina. questo deve venire al di sopra di tutto. quello che avete fatto a pisa noi lo faremo questa sera. io parto già determinata su una posizioe: niente polemiche sugli scioglilingua. qui ci si deve indignare. ci si deve muovere. in massa. contro i crimini di guerra di cui israele si sta macchiando. se io sul volantino, per evitare che le polemiche girino intorno a questioni effimere come “israele” o “governo di israele”, io sono per scirvere “governo di israele”. non è tempo per giocare a provocare e a far genererare con queste provocazioni (tipo shoah, sionazismo et similia). qui c’è URLARE BASTA! qui c’è da fare pressioni con lettere individuali, sommergendo le ambasciate, l’onu, scendendo in piazza in massa, facendo corretta informazione, scquotendo per quanto è possibile le coscienze. non è con una frase piuttosto che con un’altra che possiamo far pressione, anzi, esattamente il contrario, in questo caso non facciamo altro che alimentare polemiche sterili che distolgono l’obiettivo in questo momento.
    io al collettivo questa sera sarò determinata su questa posizione. e spero che i fratelli palestinesi comprendano, perchè non è questione di sinistra o non sinistra, è questiione, come dici bene tu, che non è momento di andar a creare polemiche inutili ora. ora si devono solo fare pressioni e dimostrazioni di solidarietà al popolo palestinese.

  559. Dunque Israele non esisterebbe se non come “progetto coloniale” e invece esisterebbe il “popolo palestinese”. Se la verità è rivoluzionaria (che espressione!) come dice Elisabetta,allora,per dirla tutta,nemmeno il popolo palestinese esiste.Tantomeno Hamas fa i suoi interessi.Quanto detto dal presidente siriano Assad, riportato da Mantovani, a una delegazione del parlamento italiano, nel 2001 e cioè ke “che lui giudicava arafat un farabutto (testuale) ma che se fosse morto o fosse stato sconfitto la realtà palestinese si sarebbe trasformata in feudi che avrebbero cercato lo scontro ed eventualmente l’accordo con israele ognuno per conto suo” è la stessa cosa che pensano in molti qui in medioriente, dove abito da qualche tempo. Molti siriani e molti libanesi (nonché egiziani e giordani) pensano che i palestinesi siano solo dei gruppetti clanici. Vox populi (non verità,per carità) qui dice che i palestinesi non esistono, esistono le loro famiglie.
    Per cui “due popoli due stati” non sarà il massimo della vita (concordo), ma almeno è un progetto politico nazionalista vecchio stampo, di quelli usati in Europa per costruire le nazioni. A meno che non si creda che il popolo sia immanente,una categoria dello spirito e non un prodotto della storia. Quanto alla verità, a questo punto penso che questa,più che rivoluzionaria,sia politica.
    I siriani sono indignati con israele,ma cercano il dialogo e non pensano si possa prescindere dalla nazione sionista,né vogliono eliminarne lo stato.I libanesi,quelli che non scorrazzano per la Cornice fregandosene altamente degli uni e degli altri,pensano (quelli che pensano) che Hezbollah possa vincere le elezioni di primavera.E questo non piace molto.Per ridurre all’osso, il conflitto che vedo (ma sicuramente sbaglio) adesso qui è tra la classe media che vuole più soldi da spendere in merci sempre nuove e i vari partiti di dio che vogliono unostato teocratico.Intanto, le donne nei campi sono sempre più velate,i bambini sempre più abusati e gli uomini sempre più disperati. Molti palestinesi sperano in Munib al Masri, il miliardario palestinese che vuole costruire (“costruire”) una classe media in Palestina.Pensa di fondare un partito,e contemporanemente sta finanziando sia Hamas che Fatah,xché nn ci pensa proprio a mettersi contro qualcuno.Il suo obiettivo è una palestina sedata,con centri commerciali (intanto ne ha aperto uno a Nablus,dove risiede),flusso di merci e cpaitali (per esempio una Borsa),discreto benessere,automobili che consumino il suo petrolio…chiaro no?
    Ricominciare a dire di abbattere Israele,mi sembra un passo indietro siderale.E poi,anche ammesso che l’operazione riesca (all’Iran,certo non alle manifestazioni pacifiste europee),dove li si sbatte tutti gli israeliani?
    Scherzi a parte,mi sembra che la politica di Israele sia a un punto fermo,è la sua stessa identità che attraversa una fase di grave corto circuito.E a farne le spese sono i civili inermi (come spesso capita nell’orrenda pratica chiamata guerra),come a Gaza.

  560. scusate la digressione, ma sono choccata dalla visione del povero Ferrero a trasportare pacchi di firme contro il lodo Alfano con l’effigie e il logo berlusconiano di Di Pietro, fra i manifesti dello stesso. Quell’individuo è proprio allucinante, il peggio del peggio.
    Su Liberazione, secondo me l’ideale è vendere mettendo un direttore al di sopra di ogni sospetto, per sedare sul nascere le critiche malevole in stile Manifesto (illegibile Dominjianni). E da martedì mi abbono!

  561. Suvvia Sacha, un po’ di sano populismo, dopo tanto snobismo non farà poi così male, no? C’era per altro per cui “choccarsi” in questi 14 anni. A forza di essere tutti omossessuali,tutti ebrei,tutti non violenti e a sedere nell giunte degli enti locali a far le cose che fanno anche gli altri, diciamo che s’è persa un po’ la bussola. Ben venga il pane a 1 euro,il dentista rosso e il pacco sul Lodo Alfano. Pure con Di Pietro (ma come, andava bene come ministro delle infrastrutture e mo non va bene x raccogliere firme x un referendum. Suvvia compagna, capisco che la coerenza nel Prc era diventata una merce rara…, ma a tutto c’è un limite!).

  562. era ora compagni!!

    iniziano a giungere belle notizie, chàvez caccia l’ambasciatore israeliano!!

    L’ambasciatore israeliano in Venezuela, Shlomo Cohen, è stato espulso dal paese latinoamericano. La notizia è stata resa pubblica dal ministero degli Esteri in un comunicato emesso ieri, nel quale si segnala che la decisione rappresenta una condanna delle “flagranti violazioni al diritto internazionale commesse da Israele”. Nella nota, in cui si aggiunge che oltre al diplomatico a dover lasciare Caracas sarà anche una parte del personale dell’ambasciata, si ribadisce anche la “solidarietà con l’eroico popolo palestinese”.

    ovviamente la nostra stampa si occupa di cose più importanti che dire che finalemente c’è qualcuno SANO DI MENTE, checchè ne dicano i benpensanti salottieri, che inizia ad gire.
    grande ugooooo!!!!!!

  563. No il referendum va benissimo ma il figuro è inquietante. Ti rendi conto che non ha mai tenuto un congresso? Di Pietro è un dittatore in erba, raccoglie firme contro Berlusconi per preparare la sua scalata e accaparrarsi ogni centimetro di opposizione. Ma le hai viste le foto? Ferrero c’ha un’aria povret!

  564. Bucharin77 Says:

    sacha non sono d’accordo secondo me Ferrero che porta le firme farà effetto su un pò di gente di sinistra. Veltroni dove sta?
    Aspettiamoci poi un articolo da Liberazione in cui la Nocioni ci spiega che Chavez è un dittatore perché cacciando un ambasciatore si è dimostrato troppo kitsch agli occhi di Ritanna Armeni

  565. Caro Bucharin, no Ferrero ha fatto benissimo è Di Pietro che ogni volta mi sorprende. Ferrero ha fatto strabene.

  566. bucharin io me lo immagino come diplomaticamente chàvez ha cacciato l’ambasciatore israeliano… sicuramente col suo yankee di merda-style .
    brrrr. che orrore. che rozzo. che cafone!!!

    🙂

  567. A través de un comunicado emitido por la Cancillería de la República Bolivariana de Venezuela, se anunció la decisión de expulsar al embajador de Israel en el país, en solidaridad con el pueblo palestino que continúa sufriendo ataques por parte de las fuerzas militares de esta nación del Medio Oriente

    República Bolivariana de Venezuela

    Comunicado

    El Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela presencia una vez más, junto a los Pueblos del mundo, el horror de la muerte de niños y mujeres inocentes, producto de la invasión de la Franja de Gaza por tropas israelíes, y del bombardeo inclemente que, desde cielo y tierra, descarga sistemáticamente el Estado de Israel sobre territorio palestino.

    En esta hora trágica e indignante, el Pueblo de Venezuela manifiesta su solidaridad irrestricta con el heroico Pueblo palestino, comulga en el dolor que embarga a miles de familias por la pérdida de seres queridos, y les tiende la mano al afirmar que el Gobierno venezolano no descansará hasta ver severamente castigados a los responsables de estos crímenes atroces.

    El Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela condena tajantemente las flagrantes violaciones del Derecho Internacional en las que ha incurrido el Estado de Israel, y denuncia su utilización planificada del terrorismo de Estado, con lo cual este país se ha colocado al margen del concierto de las Naciones.

    Por las razones antes mencionadas, el Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela ha decidió expulsar al Embajador de Israel y a parte del personal de la Embajada de Israel en Venezuela, reafirmando su vocación de paz y su exigencia de respeto al Derecho Internacional.

    El Gobierno de la República Bolivariana de Venezuela ha instruido a su Misión ante la ONU para que, junto a la mayoría de gobiernos que así lo reclaman, se presione para que el Consejo de Seguridad aplique medidas urgentes y necesarias para detener esta invasión del Estado de Israel contra el territorio palestino.

    El Presidente Hugo Chávez, quien ha sostenido encuentros con altos representantes del Consejo Mundial Judío y siempre se ha opuesto al antisemitismo como a cualquier tipo de discriminación y de racismo, hace un llamado fraterno al pueblo judío a través del mundo para que se oponga a estas políticas criminales del Estado de Israel que recuerdan las peores páginas de la historia del siglo XX.

    Con el genocidio del Pueblo palestino, el Estado de Israel nunca podrá ofrecerle a su Pueblo la perspectiva de una Paz tan necesaria como duradera.

    Caracas, 6 de enero de 2009

    ps
    aspettiamo l’articolo della nocioni. intanto, per l’occasione, dopo questa notizia, un abbraccio zapatista a fabio b. anche qui. 😉

  568. Bucharin77 Says:

    APPELLO A RAMON: quando ci facciamo promotori di una grande manifestazione nazionale sulla Palestina? Cominciamo a giocare un pò più liberamente, non stiamo ad aspettare che le 3000 sigle si mettano d’accordo, diamo un segno forte solo noi possiamo farlo adesso

  569. il 17 gennaio ci sarà la manifestazione nazionale

  570. Bucharin77 Says:

    grazie, chi l’ha indetta?

  571. a me l’ha segnalata ieri un compagno del pdci (che ancora insiste. non si rassegna. mi manda anche i comunicati di diliberto e rizzo. siccome ne abbiamo pochi di comunicati sinistroidi dei nostri da seguire, ci si mettono pure loro 🙂 comunque la notizia l’ha presa dal forum palestina. e mi ha mandato anche l’elenco degli alimenti da non acquistare per boicottare israele.

  572. vado di fretta. ma rifondazione vuole una grande manifestazione nazionale contro l’aggressione israeliana. lavorerà per questo. sarebbe ora che la si smettesse di fare la gara a chi indice per primo una manifestazione e sarebbe ora che si smettesse di usare la palestina per fare competizioni fra forze politiche italiane.
    il prc vuole che i palestinesi in italia indicano loro una manifestazione unitaria.
    vedremo se ci riusciremo. altrimenti ci saranno diverse manifestazioni e anche se noi aderiremo a tutte l’ambasciata israeliana sarà contenta così.
    ciao

  573. Bucharin77 Says:

    abbastanza d’accordo, ma lavoriamo in ogni modo possibile per l’unificazione delle manifestazioni

  574. Luca Marini Says:

    Io invece sono attonito nel leggere le motivazioni per le quali Marco Assennato lascia il PRC!
    Secondo lui Rifondazione è morta perchè è riuscita a diventare la sommatoria dei gruppi post 89 ( Ingraiani + Cossuttiani + Trotskisti), cosa che Bertinotti aveva evitato. Peccato che Bertinotti, lui si, ha proposto con la sinsitra arcobaleno di costruire un contenitore delle identità post 89 ( Rifondazione + Pdci + SD).
    Sempre secondo lui Rifondazione è morta perchè si è persa nelle paludi della vendita populista del pane e della pasta!
    Quanta spocchia e ipocrisia!

  575. quello che non capisco è cosa ci sia di strano ad essere la “sommatoria” di qualcosa, se siamo in un partito non dovrei vedere al suo interno nemici, è normale che non si pensi tutti allo stesso modo, ma non capisco dove sia il problema a non essere tutti allineati.

    boh forse sono io che sono strana…ma la marginalizzazione del “diverso” io proprio non la concepisco…

  576. Bruno dove risiedi?

  577. altra notizia confortante

    Il premio Nobel per la Pace, Mairead Maguire, ha scritto al Segretario-generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, e al Presidente dell’Assemblea-generale delle Nazioni Unite, Miguel D’Escoto, aggiungendo la propria voce agli appelli di giuristi internazionali, organizzazioni per i diritti umani, individui, ecc., affinché l’Assemblea generale dell’Onu consideri seriamente la creazione di un Tribunale Criminale internazionale per Israele (ICTI) a seguito delle atrocità israeliane in corso contro il popolo di Gaza e del resto della Palestina.

    Il Tribunale Criminale internazionale può essere istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite come “organo sussidiario” in ottemperanza all’art. 22 della Carta dell’Onu.

    L’Art. 22 della Carta Onu afferma che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite può stabilire tali organi sussidiari quando lo ritiene necessario per l’espletamento delle sue funzioni. Lo scopo del Tribunale Criminale sarebbe quello di indagare e perseguire sospetti criminali di guerra israeliani per danni contro il popolo palestinese.

  578. sempre per la cronaca, visto che oggi pare una giornata in cui si intravede che si sta muovendo qualcosa…

    ANSA-GAZA: ‘E’ CAMPO CONCENTRAMENTO’, SCONTRO VATICANO-ISRAELE
    TEL AVIVA: CARD.MARTINO PARLA COME HAMAS
    CITTA’ DEL VATICANO – Santa Sede e Israele di nuovo ai ferri corti, mentre continua ad infuriare la battaglia a Gaza e si rende piu’ problematico un viaggio del Papa in Terra Santa per il prossimo maggio. Oggi il card. Renato Raffaele Martino, presidente del ‘Pontificio Consiglio Giustizia e Pace’ e personaggio di spicco della Curia romana, ha osservato che la Striscia ”assomiglia sempre di piu’ ad un campo di concentramento”. In serata, e’ arrivata durissima la replica del governo israeliano, che ha accusato il porporato di usare la terminologia di ”Hamas”.

  579. Ho capito bene su facebook, notizia di Venier PDCI? il 17 manifestazione nazionale a Roma.

  580. Bucharin77 Says:

    compagni adesso per Liberazione anche Claudio Grassi è antisemita, oddio quando arriva lunedì!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  581. bucharin lasciali sfogare. non ne vale la pena rodersi il fegato per loro. e neanche per gli altri, veramente.
    mi convinco sempre di più che quando ramon dice che ci vorranno anni per risalire la china, dice la sacrosanta verità. siamo in mezzo a chi dà dell’antisemita a chiunque nomini israele, e a chi davvero si augura il ritorno dell’antisemitismo. caro bucharin, ramon ha ragione quando dice che non si deve strumentalizzare la palestina, ma hai ragione anche tu quando dici che se aspettiamo tutte le sigle che si mettono d’accordo, i palestinesi fanno in tempo ad essere sterminati tutti. l’esperienza di ieri allo spazio sociale è stata devastante. si poteva ragionare solo con sinistra critica, per il resto tutte le proposte erano della serie: dobbiamo essere d’accordo i tutti su due punti prima di procedere: primo, gli ebrei sono nazifascisti, secondo niente due stati ma uno stato. capisci che con queste basi cosa vuoi organizzare se non il boicottaggio del 27, giorno della memoria (che tra l’altro è stata una delle proposte)? mi sono presa, come previsto, della filosionista e filoamericana.
    questa sinistra è alla frutta. siamo tornati indietro non so di quanti anni.
    è bene che si lasci fare ai palestinesi riguardo l’organizzazione di massa, perchè siamo davvero scandalosi.

  582. Cara Maria,
    è proprio perchè c’è questa divisione (a mio parere in questo momento assolutamente politicista e sciocca) che il 17 sono state convocate 2 manifestazoni nazionali. Una dal Forum Palestina (quelli dell’appoggio alle resistenze palestinesi e di uno stato per 2 popoli) a Roma e una dal tavolo della Pace ad Assisi.
    Che dire: anche tra i palestinesi c’è questa divisione ed invece di mettere al primo posto la difesa delle vite dei palestinesi ci si divide sul dopo………..
    E’ un altro esempio della crisi della rappresentanza (nazionale ed internazionale) anche dentro i movimenti.

    Saluti e libertà.
    Ale B.

  583. lo so alessandro, infatti io prendo le distanze dalla manifestazione di assisi. c’è strumetalizzazione partitica e di fondo un equidistanza in cui si mette sullo stesso piano hamas e israele. ed è inconcepibile perchè i crimini di guerra di cui si sta macchiando israele impediscono alla ragionevolezza di metterli sullo stesso piano.
    del resto quella del forumpalestina è dei palestinesi quindi è giusto dare loro voce, ma quella di uno stato per due popoli, dopo sessant’anni, mi pare una sciocchezza megagalattica. intanto laggiù continua la carneficina e qui si gioca a chi è più comunista dell’altro. ieri quando ho consigliato di leggere il comunicato di chàvez mi hannop guardato con sufficienza, perchè fare pressioni sull’ambasciata significa essere filoamericani e fare comunque il gioco di israele. se ci fosse stato chàvez là in mezzo, avrebbe fatto la figura dell’obama latinoamericano. e non aggiungo altro.
    pazzesco come si strumentalizza lo sterminio di un popolo per affermare ideologie e proposte irrealizzabili.

  584. Quella dell’unico stato israelo-palestinese è la storica posizione “di sinistra” sulla questione, per ovvie considerazioni basate sull’opposizione al nazionalismo, ecc.
    Ma è assolutamente irrealizzabile, per il semplice motivo che significherebbe la fine di Israele come stato ebraico e la messa in minoranza degli israeliani per ragioni demografiche nel giro di una generazione. Una volta accettato, nel ’48, che gli ebrei dovessero avere un LORO stato e non dovessero essere ospiti da qualcun altro, è stato accettata una logica etnica, nazionalista, e tornare indietro con soluzioni plurinazionali è fuori dalla realtà. L’unica prospettiva possibile (neanche “realistica”, perché oggi pare utopia anche quella) è la costruzione di uno stato palestinese nei territori occupati nel ’67. Il resto è semplice massimalismo parolaio di chi non ha alcun problema a spararla grossa, perché tanto non è minimamente interessato alla realizzazione effettiva di ciò che proclama.

  585. masaccio, vaglielo a spiegare tu a tutti questi. che ti dicono anche che fai contrinformazione con un blog e non conosci la storia della palestina e che non sei comunista perchè fai il gioco degli usa. ieri ho rivisto gente che non vedevo da parecchio. e ho constatato che stiamo invecchiando, ma le teste non invecchiano mai. le ho lasciate con un certo tipo di testa (non lo dico sennò sarei volgare, ma credo capirai), e così le ho ritrovate.
    ora vado. non val la pena rodersi il fegato, nè per i vendolesi nè per i duri e puri. ciao a tutti.

  586. eh si, siamo messi male sulla palestina in italia.
    c’è chi pensa, sulla pelle degli altri e cioè sulla pelle dei palestinesi, che la guerra sia bella, che dimostri la natura imperialista di israele e propone, invece che un cessate il fuoco e le trattative di pace, la continuazione della guerra nel nome della liberazione della palestina. così israele potrebbe uscire dall’isolamento e vincere la guerra definitivamente. seguirebbero comunicati di fuoco di gruppi e gruppuscoli. il tutto per dimostrare che i suddetti gruppi sono i più rivoluzionari ed intransigenti (a parole ovviamente) e che chi non la pensa come loro è al soldo dell’imperialismo.
    così come c’è chi pensa che non si possa e non si debba dire la verità sull’aggressione di israele per non turbare alleanze e relazioni politiche (e magari finanziamenti di progetti di ong varie) nella politichetta italiana. chi usa la parola terrorista esattamente come vuole la NATO e il sistema massmediatico intossicato dalle veline dei servizi e chi propone un pacifismo di maniera senza politica.
    perché la politica c’è e si vede se la si vuol vedere.
    perché oggi la politica è dire che israele va isolata e costretta alla trattativa. che l’italia e l’europa devono dialogare sia con israele che con hamas e affrancarsi dalla politica usa in medio oriente che è chiaramente una politica di destabilizzazione di lungo periodo dell’area.
    e questa sarà la piattaforma politica con la quale rifondazione scenderà in piazza e parteciperà a tutte le manifestazioni. spero.

  587. animals Says:

    Mi stupisce questo accanimento contro chi non condivide la parola d’ordine dei due popoli due stati.

  588. Bucharin77 Says:

    Masaccio la parola d’ordine dello Stato unico, verso la quale ho più di qualche dubbio, è meno insensata di quello che sembri. Fra le moltissime ragioni che potrei addurre quella di tipo economico non è la meno importante: spiegatemi come sarebbe possibile per lo Stato di Palestina esistere quando tutta la sua popolazione lavora in un altro Stato. Oppure quando tutte le risorse della Palestina (vedi l’acqua) sono già, e sottolineo “già”, state appropriate dallo Stato confinante. E certo non mi negherete che uno Stato esiste nella misura in cui può controllare le risorse del suo territorio. Se no è solo una associazione bocciofila.

  589. Bucharin77 Says:

    io ritengo che Rifondazione abbia sbagliato a non lanciare prima di tutti un appuntamento nazionale unitario. Ma non perché dobbiamo fare quelli fighi, perché è chiaro che siamo l’unica forza in Italia che può fare da collante fra quelli del Forum Palestina e quelli della tavola della pace etc. Adesso ci ridurremo a partecipare a tutte le manifestazioni, risultato pessimo

  590. Quindi il nuovo direttore è Dino Greco. Bene; anche se spero che Liberazione non diventi solo un giornale del lavoro, ma prosegua un suo progetto culturale e di opinione, diverso certo da quello di Sansonetti. Lecito sperarlo? Io non sono un’operaia, se diventa un bollettino sindacale un po’ mi sento esclusa.

  591. caro animals, io non ho alcun accanimento. è così vero che mi opposi (unico nell’allora maggioranza) quando la direzione tolse ferrando dalle liste di rifondazione nel 2006 per aver sostenuto che non era d’accordo sui due popoli e due stati. anche se la posizione di rifondazione è sempre stata due popoli e due stati. sempre. e mai messa in discussione da un ordine del giorno alternativo e sottoposto al voto.
    conosco bene l’idea dello stato unico plurinazionale plurietnico e plurireligioso. è ciò che piacerebbe anche a me.
    ma il mondo (con tutte le sue contraddizioni) non è un convegno astratto.
    la storia ci ha consegnato uno stato ebraico nato nel periodo coloniale da una decisione occidentale a seguito dell’olocausto. e la storia ci ha consegnato un popolo palestinese che ha pagato il prezzo di colpe non sue, disperso e sottomesso non solo da israele ma anche da diversi paesi arabi (anch’essi nati dentro le frontiere tracciate dal colonialismo).
    come la storia ci ha consegnato due coree, un popolo kurdo diviso fra quattro stati, uno stato spagnolo plurinazionale, diversi stati teocratici, altri che vedono alternarsi il potere di un’etnia contro altre, e così via.
    di fronte ad una guerra bisogna riconoscere la realtà, non fare le pulci alla storia che non è andata come avrebbe dovuto in astratto. e bisogna porsi la domanda: è la guerra la soluzione? davvero si pensa che la guerra metta fine al problema chiunque la vinca?
    ora, la proposta di uno stato è semplicemente la continuazione della guerra. una guerra che sarebbe come è nei fatti vinta da israele.
    ci sono perfino degli ebrei che, in linea di principio, pensano che in un mondo ideale andrebbe meglio un unico stato dove tutti possano convivere pacificamente. ma è difficile non prendere atto del fatto che la stragrande maggioranza degli ebrei vuole uno stato ebraico, visto che gli ebrei sono stati perseguitati in quanto tali per molti secoli fino all’olocausto e che tutt’oggi subiscono attacchi e discriminazioni razziste.
    non capire questo è non capire nulla.
    ognuno può giudicare se a israele conviene avere a che fare con un popolo palestinese unito o con un’anp debole e divisa in lotta con hamas, se gli conviene confrontarsi con la proposta di uno stato palestinese laico sovrano ed indipendente nei confini del 67 o con la proposta dell’annientamento dello stato di israele per uno stato teocratico.
    in ogni caso per chi fa politica c’è l’obbligo di confrontarsi con la realtà e di proporre negoziati e trattative come alternativa alla guerra.
    io penso che sia israele, con una politica precisa ( e non a casa rabin fu ucciso da estremisti israeliani e non da palestinesi), ad essere responsabile della guerra. e considero le azioni armate di tutte le fazioni palestinesi (compresi gli attentati suicidi) conseguenza della politica israeliana.
    se è vero questo, però, bisogna dire che la pace è l’alternativa. e la pace non può che essere un compromesso raggiunto nella trattative fra nemici.
    ripeto, dire stato unico è dire guerra fino alla vittoria finale. peccato che la vittoria sarebbe israeliana, non sarebbe comunque finale e renderebbe la scontro sempre più mascherato da guerra di civiltà.
    punto.

  592. caro bucharin77, ma guarda che le cose che dici sono oggetto di trattative in un eventuale negoziato. e comunque esistono numerosi stati che non hanno il controllo di quelle risorse.
    e poi. già dal loro viaggio in palestina ferrero e fabio amato hanno proposto una unica manifestazione nazionale. se l’avessero fatto indicando data luogo e piattaforma oggi ne avremmo tre e non due, perché nessuno riconosce a rifondazione il diritto di decidere per altri. giustamente, aggiungo io.
    la dialettica fra le posizioni della tavola della pace (ultramoderate) e del forum palestina (ultraestremiste) non si supera con gli appelli dettati anche dal buonsenso, purtroppo. per il semplice motivo che la palestina è solo l’occasione e lo strumento per ribadire le loro rispettive posizioni di politica interna.
    è un segno di enorme immaturità politica e perfino morale, ma è così.
    ciao

  593. cara sacha, ma come si fa a ragionare così, scusa. davvero credi che dino greco e la direzione del partito possano proporre un giornale bollettino sindacale? ma dai!
    un abbraccio

  594. Caro Ramon,
    capisco la prudenza rispetto alla questione Stato Unico, però, in verità, definire “ultraestremiste” le posizioni del Forum Palestina mi sembra eccessivo.
    p.s.
    non commenti l’intervista di Giordano su Repubblica e la scissione nel Prc?

    cari saluti,
    Luigi

  595. masaccio Says:

    Sulla Palestina Ramon mi ha tolto le parole di bocca.
    Io da comunista vorrei l’abbattimento di tutte le frontiere, figuriamoci se difendo il modello dello stato nazionale. Però lì nel ’48 è stato creato uno stato nazionale ebraico, in modo che gli ebrei non fossero più minacciati e che gli stati che li ospitavano avessero una grana in meno.
    Possiamo non condividere il progetto sionista, ma non possiamo negare che sia, da 60 anni, non più un progetto ma una realtà di donne e uomini. Una realtà che non ha nessuna voglia di farsi cancellare. E direi che nel medio oriente di oggi, dove il fondamentalismo islamico sempre più spesso va al governo (situazione in cui Israele ha le sue responsabilità, chiaramente), ipotizzare l’esistenza serena di un’enorme comunità ebraica dentro uno stato arabo mi sembra fantascienza.
    Perciò “due popoli due stati”, per quanto sia una soluzione ben lontana all’ottimo, mi sembra l’unica posizione ragionevole. Altrimenti, come ha ben spiegato Ramon, non si va da nessuna parte. O si fa il possibile per ridurre al minimo i punti di conflitto tra israeliani e palestinesi, permettendo agli uni e agli altri uno spazio sicuro, o la guerra continuerà in eterno. Sempre che, chiaramente, il nostro obiettivo sia la pace…

  596. hai ragione dhammapada, ho esagerato! nel forum palestina ci sono anche quelli che appoggiano la politica dei due popoli due stati. il riferimento era ad alcune posizioni secondo me effettivamente estremiste. più o meno lo stesso vale per la tavola della pace dove ci sono posizioni che definire ultramoderate è sbagliato. rimane il fatto, però, che in entrambe queste formazioni prevale la voglia di dividersi.
    grazie e mi scuso per la semplificazione.
    un abbraccio

  597. ah, scusa. ma dell’ennesima intervista di giordano non me ne frega proprio niente.

  598. Bucharin77 Says:

    ma come fa, scusa Ramon, a essere oggetto di trattative il fatto che una popolazione intera è forza lavoro di un altro Stato? Non è la stessa cosa che il controllo delle risorse, su cui, è vero, intervengono le trattative. Non è che uno stato di totale asservimento economico lo risolvi con un negoziato. I Palestinesi sarebbero come gli iloti per gli spartani

  599. ci sono molti modi di negoziare lo status di lavoratori transfrontalieri e comunque chi ha detto che nei territori non possano esserci in futuro agricoltura, industrie e turismo? comunque siamo nell’ordine delle centinaia di migliaia.

  600. Luca Marini Says:

    Ieri ho sentito Caracciolo dire che L’Europa non è in grado di trattare ma la Francia sì, ora non so selle cose stanno proprio così, ma non è sbagliato riporre il successo di una trattativa nelle mani di un singolo stato o nelle mani di un singolo leader di stato ( vedi Sarkozy)?. E non si tratterebbe di uno schiaffo all’ONU, che a mio parere dovrebbe essere l’organismo sovrano per proporre trattative in questi casi?

  601. le condizioni dei lavoratori palestinesi dipendono dalle politiche decise dallo stato ebraico. moltissimi sono le imprese palestinesi che lavorano per controparti israeliane e moltissimi i palestinesi che lavorano nelle fabbriche, nei cantieri e nei campi di israele. dal 1967 israele aprì il suo mercato del lavoro alla manodopera palestinese. dall’intifada nel 1987 però, il numero dei palestinesi impiegati in israele ha iniziato a declinare a causa degli scioperi generali dichiarati dalla leadership palestinese e delle misure di coprifuoco adottate dalle autorità israeliane.poi c’è stata la chiusura delle frontiere e ha portato ad un peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie palestinesi tanto che si sa che i bambini vengono impiegati nei lavori artigianali e varie. di fondo , bucharin la situazione dei lavoratori palestinesi è dipendente dal corso degli avvenimenti politici. ogni volta che si sono avuti momenti di tensione sia nei territori occupati sia in israele, le attività economiche ne hanno risentito e in particolar modo i lavoratori palestinesi, quindi un miglioramento delle loro condizioni potrebbe venire solamente con un accordo definitivo e la nascita di uno stato indipendente palestinese che dovrebbe cercare di ridurre la sua dipendenza economica nei confronti di israele e integrare maggiormente la sua economia con i vicini paesi arabi.

  602. luca, come ha detto in un commento l’amico pereira da cuba, Hugo, ha capito una grande cosa: se qui non si ferma lo strapotere israeliano, la cosa non finirà mai. GRANDE HUGO!!!!!!
    ma come dice la rossanda, questo è un continente senza vergogna, caro luca

  603. Luca Marini Says:

    Maria ti potresti spiegare meglio?

  604. Bucharin77 Says:

    Cara Maria, non pecchiamo però di idealismo (nel senso filosofico), non pensiamo che se nasce uno Stato di colpo la situazione economica diverrebbe florida e capace di assorbire la manodopera palestinese. Basta che pensiamo alla storia d’italia del resto. Fino alla seconda guerra mondiale siamo stati un paese di emigranti. Nel caso palestinese la cosa peraltro sarebbe più grave perché la maggior parte della manodopera di uno Stato palestinese continuerebbe ad essere assorbita da uno Stato confinante e non da un paese oltreoceano, come è invece successo a noi. Uno Stato confinante che, in virtù della sua potenza economica, tenderebbe a riprodurre questo stato di asservimento dei palestinesi. Questo non per dire che la soluzione dello Stato unico sia la migliore. Solo per segnalare che l’idea dei due popoli due stati in quella situazione è un pò problematica e non semplicemente risolvibile con una tornata di negoziati

  605. no, non è facile per niente, anche perchè si scannano tra di loro, quindi , capirai se sono idealista. però di fatto oggi come oggi la manodopera dei palestinesi prestata ad israele è dell’ 8% o giù di lì, se non sbaglio. quindi dove stà tutta sta dipendenza di manodopera? la disoccupazione e lo sfruttamento dei bambini è un grande problema, non è che come nasce uno stato i problemi li risolvono dall’oggi al domani. sicuramente però staranno meglio di oggi, dove i giovani sono costretti ad arruolarsi al servizio di polizia di quartiere perchè non hanno alternative (tra l’altro sono stati i primi di questa carneficina, visto che avevano le divise e per israele una divisa equivale a terrorista).

    luca che ti devo dire? in tutti questi anni, questo continente dove è stato? e poi, qualcuno ha visto in giro l’onu da qualche parte? magari leggiti l’articolo della rossanda di ieri così capisci che voglio dire.

  606. Bucharin77 Says:

    Maria la maggior parte dei palestinesi non lavora, non ho cifre aggiornate ma mi sembra che la disoccupazione si attesti intorno al 60-70%. quindi almeno un palestinese su due lavora in Israele. Problemino non da poco per i sostenitori – tra i quali, con qualche mal di pancia, mi annovero anche io – della soluzione due popoli due Stati

  607. Luca Marini Says:

    Maria l’unione Europea ha certamente gravi responsabilità anche perchè è un unione mercantilista e monetarista e non politica, lo sappiamo. Mi chiedevo però quale trattativa si potesse raggiungere se questa viene portatata avanti da un solo stato quello francese o da due stati quello francese e quello egiziano.
    Ma su l’O.N.U. che dire…ad esempio abbiamo visto in questi giorni che l’O.N.U. c’era a gaza! Le scuole bombardate erano sotto la tutela dell’O.N.U.
    Il punto è che fino a che rimane il consiglio di sicurezza con stati che hanno il diritto di veto, L’O.N.U. non sarà mai in grado di prendere decisioni per le quali tale organismo dovrebbe essere preposto.

  608. che la disoccupazione sia altissima non ci piove, ma i dati aggiornati sono quelli che ti ho dato, e li avevo letti sull’osservatorio israelinano, si diceva che a partire dagli accordi di oslo, la forza lavoro palestinese impiegata in israele si è ridotta di due terzi, mentre la disoccupazione nei territori occupati cresce in maniera costante.e l’occupazione ai tempi degli accordi era poco più del 22%. quindi oggi siamo intorno all’8% ed è il dato effettivo e non un palestinese su due.

    l’onu oggi ha dichiarato che è troppo rischioso perchè israele non rispetta nemmeno la tregua, nel pomeriggio hanno ammazzato un impiegato onu (sempre per sbaglio). però l’europa si preoccupa delle bandiere bruciate (atto da condannare, ci mancherebbe) ma si preoccupa più di questo che dei bambini bruciati con le bombe al fosforo. questa è l’europa. e dell’italia poi non ne parliamo, meno male che te tengo tettamanzi mio, và, meno male. visto che in piazza del duomo è finita una manifestazione religiosa di preghiera musulmana, e qualche scemo di turno ha concluso bruciando la bandiera di israele. il capo dei musulmani ha chiesto scusa a tettamanzi e la cosa è finita lì. finchè quell’imbecille di la russa oggi ha invitato i cattolici a fare una messa all’apero in piazza del duomo per “purificare” il posto dove i musulmani hanno pregato e dove sono state bruciate le bandiere. fortuna che tettamanzi ha sani sensi e l’ha mandato dritto a quel paese, dicendo che la preghiera è universale e tutti ne hanno diritto, e che gli era stato chiesto scusa per l’atto imbecille, e punto. basta.
    ecco luca, i nostri governanti discutono del sesso degli angeli e dei diavoli, e intanto lì continua lo sterminio.

  609. Bucharin77 Says:

    maria un pò di matematica la conosciamo ancora non c’abbiamo il cervello fracico… se la disoccupazione come dici tu è “altissima” quindi vicina alle cifre che dicevo io, 60-70%, vuol dire che solo un terzo dei palestinesi lavora. quindi se l’8% dei Palestinesi lavora in Israele vuol dire che all’incirca un palestinese che lavora su due lavora in Israele, sono cifre altissime con cui bisogna fare i conti

  610. bucharin forse sono stanca io dopo una giornataccia e il cervello ce l’ho fracico io poi unisci anche il fatto che sono pure un disastro in matematica che non è proprio il mio forte. non è che voglio insistere per principio, perchè figurati, mica la situazione cambia, ma mettiamo che il 70% è disoccupato. ok. ne rimane un 30% occupato. giusto? se in israele ci lavora l’8% il restante 22% lavora in palestina. cioè su 30 palestinesi, 8 lavorano in israele e 22 in palestina. quindi non è uno su due.
    questo non significa che non ci siano problemi, eh, sia chiaro.ma la matematematica dovrebbe dire questo. o no?

  611. Bucharin77 Says:

    ok ci siamo con i calcoli, io ho detto all’incirca 1 su 2 perché suppongo che quell’8% sia un pò restrittivo, credo che le statistiche in queste situazioni così caotiche tendano a sottostimare il fenomeno

  612. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    in questi giorni mi è tornato alla mente più volte un ragionamento che un palestinese mi aveva fatto in egitto e che riguarda il sinai.
    L’idea del palestinese era di riconfigurare le terre del sinai dando nuovo sbocco ai territori sul canale e sul mar rosso.Prescindendo per un attimo
    dal dettaglio non secondario che il sinai è gentilmente concesso all’egitto da israele e che è la moneta di scambio con cui si sono assicurati mubarak( che gli egiiziani traducono per gli italiani in rubarak) lo stesso interlocutore diceva che potrebbe essere una possibilità per incastrare in una reale disponibilità l’egitto.In sostanza mi chiedo se sia legittimo in termini di relazioni internazionali proporre all’egitto una cosa del genere.So che detta così può apparire una proposta di incredibile ingenuità ma almeno si mettrebbe sul tavolo una proposta che consente
    di smascherare non poche posizioni di incredibile ipocrisia tra cui anche quella dell’egitto che,a mio avviso,partecipa al banchetto sulla pelle dei palestinesi.
    Viva la vita!

  613. Se continua così giordano farà la fine di calderola a scrivere livorosi articoli sul Foglio (visto che sul Riformista ci scrive già l’armeni).
    Il paradosso è luxuria che dice: non si può stare con questi che hanno nostalgia del muro di berlino. Lei, che non sa nemmeno quando è caduto il muro. E forse si ritroveranno in uno strapuntino alla “sinistra” di veltroni,come hanno fatto x tutto il settennato in cui W è stato il catastrofico sindaco di roma.

  614. SULLE MANIF PER GAZA

    Ho ricevuto in una mailing list di movimento questa lettera aperta che ho sottoscritto e che condivido integralmente. Ve la invio per conoscenza.
    Saluti e libertà, Ale B.

    ————————————————————–
    Alberto ha scritto questa lettera per Manifesto e Liberazione, se qualcuna/o vuole aggiungersi risponda direttamente all’indirizzo di alberto (media.rossa@tiscali.it) entro domani a metà mattina.
    From: “Alberto” >
    UNA SOLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL MASSACRO IN PALESTINA Siamo donne e uomini impegnate in varie associazioni partiti e movimenti. Siamo preoccupati e indignati per i massacri che si stanno succedendo (da anni) in Palestina e in Medio Oriente.
    Abbiamo opinioni diverse su molti argomenti, ma in questo momento la nostra preoccupazione va al popolo palestinese e a tutti quei popoli che nell’area soffrono per le politiche criminali degli Stati.
    Non vogliamo qui discutere su quale appello è o sarà più condivisibile, su quale modo di manifestare è o sarà più politicamente corretto.
    Non ci interessa quante conferenze stampa verranno fatte o chi aprirà la testa del corteo.
    Rifiutiamo certamente gli atti di violenza ma anche i giochetti politici fatti per avere più o meno visibilità.
    Ci sembra quindi veramente irragionevole, inutile, dannoso e insultante verso tutti i popoli coinvolti nel massacro in Palestina, che per la Palestina vengano organizzate due manifestazioni nazionali nello stesso> giorno.
    Quindi, senza voler offendere nessuno, ci permettiamo di invitare tutti a mettere davvero al centro delle prossime mobilitazioni l’interesse di quei popoli e a lavorare per una sola manifestazione nazionale a Roma.
    A Roma non per una primogenitura tra gli appelli ma perché più facilmente raggiungibile da tutte le persone che vogliono mostrare la loro contrarietà al massacro in corso.
    Invitiamo anche chi la pensa in questo modo non a mettere la firma sotto un ennesimo appello, ma a dirlo pubblicamente scrivendo magari al manifesto e a liberazione e dovunque ognuno lo ritenga più opportuno. Con l’auspicio di ritrovarci, con idee diverse, nella stessa manifestazione per fermare il massacro del popolo palestinese.
    Saluti di pace
    Alberto

  615. alessando, ormai mi conosci e sai che dico sempre quel che penso.
    io credo che questo sia un ulteriore inutile appello. poi non capisco, se ci sono diecimila sigle di movimenti che appoggiano il forumpalestina e altri diecimila che appoggiano assisi, chi sarebbero questi altri donne e uomini? io diffido sempre dalle “donne e uomini”. mi insospettisco ogni volta. per esperienza i miei sospetti si sono sempre rivelati fondati.
    che casino! lasciatelo dire.
    invece di girare sempre intorno alle parole tutti quanti, perchè non si fa una cosa sensata, cioè quella di promuovere tante altre manifestazioni in tutto il paese? non per sminuire la portata doverosa di quella nazionale indetta dai palestinesi, ma non siamo al problema dell’11 ottobre, dove la sinistra doveva dimostrare di non esser morta. qui si tratta di ribellarci allo stato delle cose, si tratta di canalizzare la rabbia, ammesso che la si abbia davvero. perchè se uno è davvero disgustato da questa situazione, non aspetta di salire su un pullman e andare a roma per far casino e sfogarsi. lo fa dove si trova. almeno a me succede questo.
    allora, io penso che sarebbe più efficace che tutto il paese si mobilitasse il 17, in ogni luogo, ognuno come ritiene più opportuno, da sit-in a manifestazioni, a videoproiezioni in piazza dove si mandano i video che i veri terroristi non fanno vedere (perchè qui il vero terrorista non è nè hamas nè israele. è l’infomazione). insomma creare focolai ovunque. questo sì che sarebbe il vero festival della rabbia degna!! a roma la manifestazione più imponente, e nel resto del paese una rivolta. solo così usciamo dalla strumentalizzazione politica e faremmo un’azione efficace. sempre che si voglia fermare davvero questo sterminio, e non giocare a fare gli intellettuali pacifisti.

  616. Luca Marini Says:

    Ben tornato Ale B.

  617. qualcuno mi dica se dopo questo si può star dietro agli appelli di uno, dell’altro o dell’altro ancora

  618. Il PDCI non voterà la fiducia alla Iervolino, il PDCI non vota la Gelimini in Calabria, il PDCI contro Penati a Milano.
    Ramon, ma di quali governisti stai parlando? Questi sono alla nostra sinistra ormai. Secondo me nei tuoi giudizi subentrano questioni personali o comunque passate. E poi a me che l’esperienza del PDCI si chiuda dispiace. A me dispiace se si spegne qualsiasi partito di sinistra. Dobbiamo essere uniti.

  619. il PDCI in versilia va con una lista unitaria senza il simbolo perchè il PD gli ha ordinato così altrimenti non ci fa l’alleanza, il PDCI è stato a guardare nella giunta Domenici senza dire “pio” e vota contro la commissione d’inchiesta sul Castello, il PDCI a Pisa appoggia gli sgomberi di Filippeschi e le politiche securitarie, il PDCI dalle mie parti non ha detto niente quando si procedeva allo smantellamento della cantieristica e si procedeva alle speculazioni sulle aree, il PDCI in provincia di Lucca è a favore dell’inceneritore….

    evidentemente ci sono tanti PDCI diversi!

  620. il PDCI che conosci tu laura, è quello che conosco anche io

  621. Come tanti PRC. Gli inceneritori li fa anche Vendola no? Non si può negare che ultimamente il PDCI stia scartando. I tre casi che ho citato sono eclatanti. Perché non accettiamo finalmente di rimescolare le carte? La geografia attuale della sinistra è fittizia, puramente virtuale. E se uno facessela lista delle magagne PRC sarebbe pure più lunga.

  622. appunto, c’ho già problemi nel mio partito, non vedo perchè ne devo aggiungere altri 😉

  623. Semplicemente perché adesso parte l’emorragia della scissione. Una bella trasfusione ci sta. Non è che da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi. Anzi, in questo covo di vipere c’è ben poco da fare gli schizzinosi.

  624. Bucharin77 Says:

    scusate non state guardando il dato politico, non come si comporta il PDCI in versilia o in Calabria. Noi con il governismo abbiamo rotto due volte a caro prezzo: la prima volta nel ’98 e la seconda al congresso di Chianciano. Sì perché a Chianciano secondo me uno dei dati di fondo era la questione del ritorno al governo. E per due volte abbiamo subito una scissione a destra su questo tema (pure quelle a sinistra in verità, ma con dinamiche diverse). Il PDCI non ha fatto nulla di tutto questo

  625. cara sacha, guarda che se esistono due partiti non è per un capriccio. la scelta di fare la scissione nel 98 è stata rivendicata e le ragioni della stessa descritte come molto attuali dall’ultimo congresso del pdci. il pdci vuole un partito comunista di vecchio stampo. molto istituzionale. continua a ribadire l’idea delle alleanze che lo hanno portato a rompere con rifondazione.
    tutte cose rispettabili, per carità, ma incompatibili con il nostro progetto politico. i partiti non si fanno sulla base di suggestioni del tipo: siamo comunisti tutti e allora facciamo un solo partito. è la stessa logica del siamo tutti di sinistra allora facciamo un grande partito. una illusione perfino sul piano elettorale.
    è meglio, molto meglio, non nascondere le differenze politiche e culturali fra i due partiti, agire insieme sulle cose su cui si è veramente d’accordo.
    l’unità senza politica condivisa produrrebbe solo maggiore confusione e competizione fra gruppi dirigenti nazionali e locali. sarebbe solo un grande disastro. l’ennesima scorciatoia inventata dal ceto politico incapace di avere un progetto serio e di lungo periodo e ossessionato solo dai voti delle prossime elezioni.
    un bacio

  626. Ragazzi non so, mi sembra di parlare al deserto. Adesso PD e PDL in extremis stanno cercando di fare la soglia di sbarramento alle europee, hanno una manciata di giorni. Non c’è spazio per rifondazione da sola. Atteggiamenti come i vostri rischiano di disperdere un patrimonio e condannare tutti quanti. Mi sento molto lontana da v