sassata n° 5

Ogni tanto compare, nella testata di Liberazione, questa “citazione” di Antonio Gramsci: “il giornale non dovrà avere alcuna indicazione di partito. Dovrà essere un giornale di sinistra”.

Lo scopo della pubblicazione di questa frase è fin troppo evidente.

Ma il compagno Pasquale Voza, in una lettera su Liberazione di oggi, riporta la vera ed integrale citazione di Gramsci. E si scopre che Gramsci, temendo che il giornale del partito potesse essere messo fuorilegge (siamo nel 1923) raccomanda che sia “compilato in modo che la sua dipendenza di fatto dal nostro partito non appaia troppo chiaramente.”

Invito tutti/e a leggere a pagina 19 di Liberazione del 13 novembre 2008.

http://www.liberazione.it/

Comunque ecco la citazione di Antonio Gramsci:

“Credo che sia molto utile e necessario, data la situazione italiana, che il giornale sia compilato in modo da assicurare la sua esistenza legale per il più lungo tempo possibile. Non solo quindi non dovrà avere nessuna indicazione di partito, ma esso dovrà essere un giornale di sinistra, della sinistra operaia, rimasta fedele al programma e alla tattica della lotta di classe, che pubblicherà gli atti e le discussioni del nostro partito, come farà possibilmente anche per gli atti e le discussioni degli anarchici, dei repubblicani, dei sindacati e dirà il suo giudizio con tono disinteressato, come se avesse una posizione superiore alla lotta e si ponesse da un punto di vista “scientifico”.

Insomma, l’opposto (come osserva giustamente Voza) del senso e della lettera della “citazione” inserita nella testata di Liberazione.

Sansonetti risponde che la sua sintesi della citazione (senza spiegare perché l’ha messa tra virgolette e senza puntini sospensivi ad indicare i tagli) non cambia molto il senso del parere di Gramsci. E poi, proprio lui che è avvezzo a scrivere editoriali nei quali definisce facilmente “cretini” le persone con le quali polemizza, piagnucola perché Voza ha definito la citazione un “obbrobrio manipolatorio”. E così il povero Voza si ritrova sul banco degli imputati. Per aver “insolentito l’interlocutore”. Per aver sostenuto “che siamo dei truffatori e dei manipolatori obbrobriosi”. Per pensare, forse, “che io sia un essere obbrobrioso e un manigoldo”. Sostiene Sansonetti.

Mi raccomando, nessuno dica mai che un articolo di Sansonetti è brutto.

Non c’è bisogno che dica il perchè.

ramon mantovani

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