Il congresso è finito. Viva il congresso!

Ci sono stati due congressi.

Il primo provocato da una grave divisione del gruppo dirigente del partito sui tentativi di “superare” rifondazione comunista in una nuova forza politica, che si è concentrato in una discussione politica vera confrontando diverse proposte politiche. Il secondo giocato sulla raccolta di voti con qualsiasi mezzo, sulla personalizzazione della contesa, sulla descrizione faziosa dei maggiori mass media.

Ha vinto il primo, nonostante tutto.

Perché, alla fine, ha comandato la politica e il congresso si è concluso con una votazione su due linee contrapposte.

La totalità dei mass media ha volutamente ignorato il documento politico approvato per poter descrivere un congresso diverso da quello reale. Da tempo in politica, soprattutto in Italia, non si giudicano testi e contenuti, bensì contese fra leader, scontri di potere, dietrologie, processi alle intenzioni, pettegolezzi di ogni tipo. Così si può dire ciò che si vuole senza nemmeno dover far apparire le proprie opinioni in qualche modo collegate alla realtà. Come ha fatto, un esempio per tutti, Ida Dominijanni sul Manifesto.

Invito tutte e tutti a leggere il documento.

home.rifondazione.it/xisttest/content/view/2881/314/

Questo documento rappresenta una linea politica chiara e praticabile. Non c’è traccia di conservatorismi o di mediazioni al ribasso per tenere unite le quattro mozioni che l’hanno votato. Naturalmente si può non condividerlo, ma mi sembra davvero strumentale descriverlo come un pateracchio o come un testo ortodosso.

Ci siamo presentati tutti a Chianciano con la consapevolezza che nessuna mozione aveva avuto la maggioranza dei voti. Nella mozione 1 c’era un’esplicita diversità di opinioni circa l’esito del congresso nazionale. Da una parte c’era la volontà di lavorare ad un esito chiaro politicamente, che sancisse la sconfitta della proposta della costituente di sinistra, dall’altra la preoccupazione che non fosse possibile raggiungere un’unità su una linea chiara fra le quattro mozioni che esplicitamente avevano rifiutato la costituente. Da una parte il privilegiare l’esigenza della chiarezza politica e dall’altra il privilegiare la necessità di unire il più possibile il partito. Le mie posizioni in questa discussione credo siano note. Ma voglio qui ribadire che entrambe le posizioni erano legittime e contenevano una verità interna indiscutibile.

Non importa se i giornali e gli stessi esponenti della mozione 2 in molte dichiarazioni avevano descritto una discussione politica limpida come un complotto di palazzo. A sentir loro la componente di Essere Comunisti avrebbe abbandonato la mozione 1 e avrebbe dato a Vendola una vittoria non ottenuta nel voto della base in cambio di posti di rilievo nella direzione del partito. Questo modo di leggere le posizioni politiche lo considero davvero il massimo della regressione o, se si preferisce, della omologazione alla politica corrente.

Davvero, per la prima volta, siamo entrati in un congresso senza sapere come ne saremmo usciti.

In commissione politica Gennaro Migliore ha proposto che il testo dell’intervento di Vendola fosse assunto come base per la redazione del documento politico finale del congresso. Il sottoscritto ha rifiutato questa proposta ed ha indicato alcuni punti (bilancio dell’esperienza di governo, costituente e unità della sinistra, rapporto con il PD, lavoro sociale, elezioni europee e riforma del partito) sui quali aprire un confronto a tutto campo. Analogamente hanno fatto gli esponenti delle mozioni 3 4 e 5. Alla successiva riunione della commissione politica la mozione 2 non si è presentata. Evidentemente, ma è una mia interpretazione dei fatti, il fatto che nessuna mozione o componente avesse accettato il discorso di Vendola come base per la redazione del documento, aveva convinto le compagne e i compagni della mozione 2 che il loro tentativo di spaccare la mozione 1 era fallito. Nel corso del prosieguo dei lavori della commissione (che sarebbe troppo lungo raccontare minuto per minuto) è apparso sempre più chiaro che c’era un’effettiva convergenza delle 4 mozioni alternative alla costituente su una possibile linea politica.

Ovviamente se ciò non fosse stato possibile o se il documento non avesse retto alla prova e si fossero registrate divergenze insanabili tra le quattro mozioni la mozione 2, alla fine, avrebbe vinto e stravinto il congresso.

La verità è che il documento è una linea politica chiara e condivisa sia dal punto di vista politico che culturale. Basta leggerlo per rendersene conto. Naturalmente tiene conto delle diversità che c’erano fra le quattro mozioni. Lo stesso sarebbe accaduto su un testo della mozione 2 più altre aree. Non per caso il discorso di Vendola aveva totalmente eluso il tema della costituente.

Insomma, essendoci stata una reale convergenza su una proposta politica il documento ha retto l’urto degli insulti e degli strali strumentali ed ha passato il vaglio del voto congressuale.

Nel pieno rispetto della democrazia, in un congresso a mozioni contrapposte, alla fine si sono confrontate due proposte politiche alternative ed una ha avuto la maggioranza.

E’ assolutamente falso che ci sia stata un’operazione per eleggere un segretario, e che sia stata cercata una convergenza politica qualsiasi per raggiungere questo scopo. E’ invece vero il contrario. La stessa convergenza fra le quattro mozioni è stata cercata sulla politica a prescindere dall’elezione o meno di un segretario, anche perchè una mozione (la 5) aveva proposto di eleggere due portavoce e nella stessa mozione 1 esistevano pareri diversi su questo punto.

Quanto al dibattito, lo dico per i veri appassionati, si può verificare come gli interventi della mozione 2 fino ad un certo punto siano stati improntati all’unità e alle sottolineature delle “aperture” contenute nella relazione di Vendola, per poi piegare decisamente verso lo scontro frontale e verso lo stile da comizio urlato. Semplicemente era arrivata la notizia che il tentativo di allargare la mozione 2 con i voti di una parte della mozione 1 era fallito.

Due ultime cose.

La linea di condotta decisa dalla mozione 2 per cui si costituisce una corrente interna-esterna al partito e si alimenta ancora una polemica usando insulti e scomuniche, con l’ausilio della grande maggioranza dei mass media, è una linea pericolosa. Il non riconoscere la legittimità della linea approvata dal congresso e la descrizione della maggioranza che l’ha espressa come un’accozzaglia di estremisti, settari, dogmatici e complottardi non fa onore a chi sostiene queste cose e rischia di dislocare la dialettica dentro e fuori il partito su un terreno di scontro infinito. L’idea, veramente disdicevole a mio parere, per cui con la sconfitta di una proposta politica morirebbe rifondazione e per cui il patrimonio di lotte e di innovazione politico-culturale sarebbero solo di una parte rivela solamente che c’è stata una concezione proprietaria del partito. Una concezione che ha contribuito non poco e determinare la sconfitta della mozione 2.

La gestione unitaria del partito è la chiave per impedire lo scontro infinito che paralizzerebbe il partito e che lo ridurrebbe all’impotenza. Gestione unitaria significa che, oltre a prevedere organismi esecutivi con la presenza di tutti, su ogni scelta importante ci sia un percorso nel quale tutti possano partecipare alla formazione delle decisioni. Non ci sarà una maggioranza che deciderà per poi permettere alla minoranza di dissentire. Si discuterà liberamente, anche ascoltando i circoli e le federazioni, e poi si deciderà. Esattamente il contrario di quanto avvenuto negli ultimi anni.

Sono convinto che la linea che abbiamo scelto darà presto i suoi frutti politici.

Nessuno si spaventi per il fatto che ci si descrive più o meno come fummo descritti dopo la rottura con il governo Prodi nel 98. E’ solo la prova che siamo tornati ad essere una spina nel fianco del sistema politico italiano.

Buon lavoro a tutte e a tutti.

ramon mantovani

126 Risposte to “Il congresso è finito. Viva il congresso!”

  1. prcarmerina Says:

    ottimo e chiarificatore.
    Spero solo che quelli della 2 prima o poi riconoscano il risultato e applichino – pur dissentendo – la linea politica, io quando ero minoranza lo facevo, lo stesso senso di responsabilità debbono avere loro.
    Buon lavoro!

    P.S. Ramon ti danno gli esteri?
    Domanda retorica so che non risponderai 🙂
    però avere te agli esteri sarebbe una bella boccata d’ossigeno
    (fermo restando l’ottimo lavoro fatto da Amato)

  2. francesco Says:

    Ti danno gli esteri?
    ma che minchia di modo di parlare è?
    ora ramon come minimo si incazza e ti manda a quel paese.

    per il resto ci si vede in ufficio, quello etilico, chiaramente!!!

  3. paolo r Says:

    Non sarebbe veramente male tornare a fare politica “alta”, davanti alle fabbriche, nelle scuole, negli ospedali, nelle contraddizioni del potere; invece di passare il tempo a discutere su chi farà l’assessore, il presidente di circoscrizione, il consigliere etc… o magari convincere i compagni che la turbogas migliora la salute e che l’acqua si privatizza ma solo un pochino, siamo in giunta, non possiamo votare contro.

  4. francesco, dall’ufficio stampa etilico fino ad oggi non ci sono mai arrivati comunicati o dichiarazioni deliranti. Alcuni personaggi invece, per le dichiarazioni che continuano a fare, mi sa che più che cambiare ufficio devono cambiare pusher

    saluti

  5. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    prima di tutto sono davvero soddisfatto di come le tue previsioni si siano
    rivelate concrete.Lo sono per due motivi 1 se la sinistra non fa la sinistra
    è inutile stare a sinistra.2 la capacità di reagire ad una forte pressione di opinione e anche culturale è di per se una chiara affermazione politica.
    Non entro nel merito del congresso che ha fatto quello che doveva in questasituazione. Restano sul tavolo tutti gli argomenti ibernati dalla fase congressuale: innovazione,proposte,analisi e risposte ai temi dell’oggi e del domani. Su questi ed altri si misurerà l’efficacia del congresso,la capacità direinventare una continuità di alternativa e di proposta. Ho seguito il congresso via satellite e i vari temi sono stati appena sfiorati. Ora alla prova dei fatti la nuova direzione deve dare prova di saper risponderetempestivamente alle esigenze che il documento di maggioranza ha delineato. Un piccolo suggerimento ribaltare il quotidiano
    e farne un vero strumento di lavoro e di informazione.
    Comunque una spina nel fianco di questa non politica tardo imperiale ci vuole …..speriamo .
    Un caro abbraccio,buon lavoro, viva la vita!

  6. La non politica e la grande melassa oligarchica sono state sconfitte… Ora bisogna cominciare ad agire con incisività nella società. E dobbiamo cominciare a interagire con tutti quei ceti salariati, i tecnici, gli insegnanti, le maestranze, gli scienziati, gli operatori sociali, che sono diventati da tempo parte integrante del proletariato e che cercano disperatamente rappresentanza e collegamento con gli altri lavoratori, precari e non.

  7. Fronte dei media: riconquistare al più presto Liberazione al giornalismo di analisi, di battaglia, e di denuncia. E poi cercare subito una sponda con i media progressisti con i quali possiamo essere in sintonia, a cominciare dal gruppo di Micromega, che ha prodotto commenti molto positivi alla svolta di Rifondazione (a parte i revellari, gli aria-frittisti, e i postmoderni di turno).

  8. Speriamo Compagno Ramon.
    Ora lavoriamo!
    Andrea

  9. ciao Ramon,
    vorrei spaere perchè i compagni della 2 tentano in ogni modo di raccontare una verità diversa da qullo che hai scritto e da quello che si è percepito (solo in TV per me) del dibattito nella commissione politica.
    Mi spiego: dopo l’intervento di graziella mascia (che ritenevo e ritengo una compagna validissima) tutti i compagni delle altre mozioni hanno fatto interventi che “sbugiardavano” il suo.
    quindi mi chiedo: o sono impazziti tutti, o loro hanno vissuto un altro congresso. dove stà la verità?

    Perchè tutto questo baccano mediatico sulla nuova maggioranza composita, quando è solo da tre anni che il partito era gerstito da un’unica mozione? le differenze con il compagni Grassi o Malabarba non esistevano prima?

    E poi devo confessarti che una reazione così sguaiata da parte del compagno Vendola non me la sarei mai aspettata e mi ha ferito profondamente.

    un abbraccio
    Laura

    x Mario,
    “gli aria-frittisti” è stupenda….

  10. Eh sì, Laura, non se ne può più :-)… A proposito di commenti stupendi, ascoltati quello di Canfora sulla presunta vittoria degli “estremisti”… è da sballo… lo trovi qui:

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/canfora-han-vinto-gli-estremisti-non-scherziamo-audio/

  11. Bravo caro compagno Ramon, tutto ben detto e tutto ben fatto. È proprio la diffusione al massimo del documento finale approvato dal Congresso, la chiave per spazzare via tutta la melmosa propaganda che ci stanno buttando addosso: certo, è un buon segno, vuol dire che gli è andato di traverso il boccone che già sognavano i vari servi e servetti del potere dominante, ma bisogna anche reagire, cominciando proprio dal dire: prima di parlare a vanvera, abbiate almeno il gusto di leggervelo, il documento, e poi direte.

    Sull’articolo perpetrato da Dominijanni, ma anche sul trattamento che il manifesto ha fatto del Congresso – fino a toccare il fondo di “glorificare lo sconfitto” il giorno dopo, con foto e intervista, e riservare solo qualche frasetta smozzicata al nuovo segretario (salvo tentare di emendarsi il giorno dopo, ma ormai era tardi), ho già scritto ieri una lettera piuttosto dura agli ex del manifesto, invitandoli a smettere di fregiarsi di quel titoletto di “quotidiano comunista” e a raggiungere presto tutti quelli che da lì hanno fatto il “grande salto”, come buon ultimo esempio il tale Barenghi (che fu il direttore!) che oggi scrive così bene su “La Stampa”.

    Su “Liberazione”, poi, ormai è come sparare sulla croce rossa (come ben disse un compagno della 3 del discorso di Vendola all’inizio del congresso, quello della “grammatica dei corpi asessuati” :-)) ) – certo, è bello Sansonetti che, invece di intervistare personalmente il neoeletto segretario del Partito che gli dà da mangiare, com’è giusto e doveroso in qualunque giornale di partito degno di questo nome, prima parla d’altro, e poi va… a inginocchiarsi da D’Alema. Tanto dal punto di vista della politica, come semplicemente dell’etica e della professionalità di giornalista, ogni commento è superfluo.

    Ma con tutte queste robe, alla fine, non resterà che quella bella frase: non ti curar di loro, ma guarda e passa… mettiamoci, anzi continuiamo, a lavorare e a predicare con l’esempio e con i fatti, e continuiamo soprattutto a dare fastidio, molto fastidio, a lorsignori e ai loro servi e servetti. E anche i risultati arriveranno, e presto. Alla faccia di chi ci vuole male 😉

    Saluti comunisti

    Mario

  12. prcarmerina Says:

    era na curiosità da militante non vi scaldate!!!

  13. prcarmerina, non sopporto gli insulti. e non sono capace di incassare e di porgere l’altra guancia. è più forte di me. due sono le lezioni che non sono riuscita ad imparare durante la militanza nelle mie due chiese. in riguardo a quella comunista non sono riuscita ad imparare la lezione della non-violenza, in riguardo a quella ecclesiale non ho imparato a porgere l’altra guancia. Sono due miei grandi limiti, lo so. Quindi alla provocazione rispondo in barba agli insegnamenti su tutte e due le questioni. 🙂

    TARANTO – «Questa azienda fa così tanti profitti che non c’è da scegliere tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Cercheremo di far scucire da Riva i soldi per mettere a posto lo stabilimento sia sul versante dell’ambiente sia sul versante degli infortuni che su quello degli stipendi e del diritto al lavoro». Lo affermato il neosegretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, che ha oggi incontrato alcuni operai davanti allo stabilimento siderurgico.

    «Noi siamo qui a dire – ha aggiunto – che daremo una mano ai lavoratori nella vertenza aziendale che ci sarà in autunno così come lavoreremo per tentare di bloccare il governo Berlusconi con le azioni di peggioramento delle condizioni di vita che sta facendo».

    «Non ci sono elezioni all’orizzonte – ha concluso – nessuno può pensare che veniamo qui per tirare a casa quattro voti. Non stiamo scherzando, c’è un impegno vero a ripartire dai luoghi di lavoro e dalla questione sociale».

    Al suo arrivo davanti alla portineria dell’Ilva, Paolo Ferrero, leader di Rifondazione di Comunista, è stato contestato da un gruppo esiguo di lavoratori che gli hanno posto i problemi dell’inquinamento, dell’esposizione all’amianto, delle condizioni ambientali della città e dell’azione svolta in proposito dai sindacati.

    «Conosco bene i problemi di chi lavora in fabbrica perchè io stesso vengo dalla fabbrica – ha spiegato il segretario nazionale del Prc – e se oggi comincio da qui, un senso lo ha, e cioè che Rifondazione mette al centro del suo impegno la condizione di chi lavora, la condizione di chi è operaio, impegnandosi a contrastare con forza le politiche del governo e della confindustria».

    Bene Paolo!! Pefetto!! è così che dobbiamo cominciare ed è questo che dobbiamo diffondere. e a proposito lucaocchionero cerca di farci almeno il resoconto dell’incontro di oggi.
    sono passata nel blog della 2 ma sono delle iene. non si può lavorare con gente così. davvero penso che se ne debbano andare.. non lo dico nè per cattiveria nè per rancore, ma davvero con questa gente non si può. quello sarebbe un blog da chiudere immediatamente, ci continua solo a mettere in cattiva luce e continuano a buttarci merda addosso. compresi quelli che lo gestiscono. lo so MarioCG, hai ragione, andiamo avanti e facciamo… ma senza media e con metà dei compagni di partito contro, davvero è difficilissimo.

  14. Ma tu nel blog della 2 non ci devi andare, Maria, quelli stanno apposta lì per deprimerci e irretirci!!! Ce stanno a provà, come si dice a Roma, ma se poco poco vedono che non gli riesce, vedrai che la cosa si sgonfia subito… chi le cose le fa per interesse (o comando) e non per passione e valori, quando vede che la cosa non funziona, cambia subito oggetto delle sue attenzioni, vedrai… Per quanto riguarda i media, lo sappiamo, ce li abbiamo e ce li avremo tutti contro, Manifesto (più o meno) incluso. Almeno per il momento. Il Manifesto non lo darei per così monolitico, c’hanno i loro bei problemi anche loro, e certo i casi Menichini e Barenghi e tanti altri episodi minori gli hanno già alienato parecchi compagni, non credo che possano tirare la corda all’infinito. Cerchiamo di interagire con quelle realtà di base, diffuse, che ci possono essere vicine e che non si lasciano strumentalizzare dai mezzi di comunicazione ufficiali. Da questo punto di vista, per esempio, la partecipazione di Paolo a Piazza Navona è risultata davvero una mossa azzeccata e strategica. Infatti Micromega ci ha dedicato molta attenzione e commenti (quasi) tutti positivi. Vediamo di allargare questo tipo di contatti anche alle altre realtà diffuse, e questo sarà già un gran bell’antidoto al bombardamento dei megafoni asserviti al potere… E comunque: che fai, Marì, mo’ mi ti deprimi proprio tu?!? :-)…

  15. cara maria,
    tra un po’ quando gli sarà sbollita la rabbia si calmeranno…poi se devono fare una corrente organizzata come hanno proclamato avranno molto da lavorare… e qundi la smetteranno con gli insulti.

    cercheranno di provocare per poi fare levittime se uno gli risponde, sono giochini già visti non sono poi così “innovativi”…

    un abbraccio
    Laura

  16. caro mario,
    una curiosità visto che il sito “Libera festa” non è ancora aggiornato, ma la festa nazionale a Roma quest’anno si fa?

  17. hai ragione mario, ma sai cos’è? è che ho passato 4 gg di inferno a battagliare con il mondo che ha visto un congresso che non esiste, raccontato ovviamente dai mass media. il fatto è che è la tua parola contro quella di vendola, bertinotti, d’alema, la repubblica ecc, e non regge il paragone, è chiaro? è questa la difficoltà in questo momento.
    ma sarà anche la stanchezza che mi fa sentire giù… mò vado a dormire e vedrai che domani faccio di nuovo guerra a tutto il mondo!! 🙂

    notte…

  18. un abbraccio anche a te laura

  19. prcarmerina Says:

    “prcarmerina, non sopporto gli insulti. e non sono capace di incassare e di porgere l’altra guancia. è più forte di me. due sono le lezioni che non sono riuscita ad imparare durante la militanza nelle mie due chiese. in riguardo a quella comunista non sono riuscita ad imparare la lezione della non-violenza, in riguardo a quella ecclesiale non ho imparato a porgere l’altra guancia. Sono due miei grandi limiti, lo so. Quindi alla provocazione rispondo in barba agli insegnamenti su tutte e due le questioni. ”

    chi ho insultato? Avevo una cuoristità? C’è l’ho solo io? Nessuno si chiede come sarà la nuova segreteria?

  20. mi sa che ce l’aveva con l’etilico….

  21. prcarmerina Says:

    capito.

  22. condivido pienamente il post.
    Probabilmente questa corrente organizzata del Documento Vendola creerà qualche problema, soprattutto nelle federazioni dove ha ottenuto ampio successo. Forse cercheranno di chiuderci Spazi di agiblità politica per poter tranquillamente andare avanti nel loro progetto (come hanno chiaramente dichiarato).
    Però io non mi preoccuperei troppo di questo 47% che ostentano (al Congresso sembrava di essere tra adolescenti che giocano “a chi ce l’ha più lungo”, e scusatemi per la citazione classica). Perchè bisogna vedere effettivamente quanto vale in termini di militanza e di capacità di tessere rapporti con i Conflitti.
    Comunque, non ci resta altro che lottare…

  23. Si, la ricostruzione di Ramon delle giornate congressuali è veritiera, come sono veritieri i dubbi e le perplessità che ci animano, riguardo al fututro del partito. Quella che ci aspetta è una convivenza alquanto difficile ma non è d’altronde la prima volta che in questo partito esiste questa situazione.
    Mi permetto di fare una piccola previsione, come è stato per la sinistra arcobaleno, come è stato per la costituente della sinistra, anchè la organizzazione politico-programmatica ( e concediamoli il lusso di non essere “corrente”, altrimenti si sentirebbero troppo vetero) ” Rifondazione per la sinistra”, nonostante tutti gli appoggi mediatici, e forse proprio a causa di tali appoggi, avrà breve durata.

    Da chi ,ieri sera ai margini della festa, è stato designato come ariete per assaltare il palazzo d’inverno,

    buona notte,

    Luca Marini

  24. Mario Says:

    Laura, per ora non ne so niente… mi sa che se ne parla per fine agosto o inizio settembre…

  25. Car* tutt*,
    salve scusate l’intervento off-topic, ma siccome tutti giornali in questi giorni ne hanno parlato voglio informare anche i frequenatori del blog di Ramon.
    Posto di seguito il testo del comunicato di ieri l’altro e del volantino che distribuiremo domattina, a proposito della presenza del Governo durante la commemorazione della Strage del 2 Agosto 80 alla Stazione di Bologna.
    Come abbiamo già annunciato pubblicamente, al momento della presa di parola del rappresentante del Governo, assieme alle RdB-CUB gireremo le spalle ed usciremo in corteo dalla Piazza della Stazione.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

    QUANDO IL POTERE E’ INTOCCABILE

    La celebrazione della strage di Bologna del 2 agosto è un momento di riflessione civile sulla storia recente del nostro paese e su quel potere che governò attraverso la strategia della tensione, lo stragismo che si serviva di neofascisti, organizzazioni criminali, Democrazia Cristiana e P2.
    Sotto quella spinta il paese reagì cercando di ricostruire ogni filo di quell’intreccio e di consegnare alla storia prima che alla giustizia, la verità, maturando una coscienza civile in cui si rafforzavano, invece che soccombere, i principi di libertà ed uguaglianza.
    Per questo motivo l’annunciata presenza, poi ritirata, del Ministro Alfano che lega il suo primo atto politico ad una norma che stabilisce l’immunità per i più alti esponenti del potere politico, sarebbe stata una scelta che ci avrebbe fatto indignare, come cittadini e come comunisti.
    Il lodo Alfano è una ferita alla nostra Costituzione ed al principio di uguaglianza tra i cittadini che la Resistenza ci ha consegnato, liberandoci e costruendo questo paese su basi che oggi si cerca di distruggere.
    Ma noi non dimentichiamo, l’esercizio della memoria è un patrimonio che non consegniamo ad un populismo giustizialista che riempie le piazze ma scorda la storia.
    Oggi siamo qui per lanciare la nostra accusa, per ribadire che questo Governo ha rotto il nostro patto sociale, che ha coperto di nuovo la verità rendendosi immune al giudizio del nostro popolo.
    Ripartiamo contandoci tutti, uno per uno, noi figli della resistenza e della Costituzione che non dimentica gli stragisti, che non dimentica i fascisti, che non dimentica chi si serve del potere per farsi “ più uguale degli altri”.

    PRC-SE Federazione di Bologna
    Commissione Giustizia e nuovi diritti Prc-SE Bologna

  26. Torno a scrivere. Io ho votato la mozione 1 in continuità con quella che è sempre stata la mia posizione nel prc e la mia idea di agire politico.
    Credo che avresti potuto essere più corto nel tuo post. Non mi interessano i retroscena, le lotte, le dichiarazioni del giorno dopo.
    Parliamo di politico. I pettegolezzi lasciamoli ad altri.
    Il tuo post caro Compagno Ramon si sarebbe potuto limitare al documento politico approvato. Lì di politica ce né. E ci sono anche tante idee.
    Partiamo da lì. Il resto sono tutte chiacchiere (e in questi giorni, molte hanno messo in ombra il documento, mi chiedo in quanti lo abbiano letto) che a noi non servono.
    Buon lavoro a tutti noi compagn*!
    Andrea

  27. caro ramon e cari compagni

    lavorando sul territorio e specialmente in un’area “impervia” come la provincia di varese, era diventato drammatico rappresentare un partito che aveva deluso tutti, noi compresi
    oltretutto con una lina politica poco definita (governista ma anche no, un po’ come il veltroni attuale)

    ora tutto e più chiaro
    peraltro la linea vincente è anche la mia, ma questa è solo la ciliegina sulla torta
    ora tanti compagni chiamano per ritesserarsi
    anche gente scappata (giustamente) in sinistra critica ora torna, con nuovo entusiasmo

    era ora

    altre mie impressionni (anche diretttamente sul congresso) potete leggerle su questo post che ho pubblicato sul mio blog

    http://antoniocorrado.myblog.it/archive/2008/07/29/paolo-ferrero-e-il-nuovo-segretario-del-partito-della-rifond.html

  28. Andrea Says:

    Grazie Ramon,
    per aver spiegato cosa è avvenuta in commisione politica e nel porre l’accento sul documento approvato.
    vorrei che spiegassi meglio, forse sono io che non ho capito,
    perchè non si è raggiunto un accordo “unitario” con la “2” .
    tu dici che migliore aveva proposto come base il discorso di vendola
    che prendeva atto dell’impraticabilita della costituente di sinistra,
    difatti come tu dici “Non per caso il discorso di Vendola aveva totalmente eluso il tema della costituente.” tra l’altro il documento approvato fa riferimento a percosri innovativi….per l’unita delle sinistre.
    quindi quali erano i punti di disaccordo?
    **bilancio dell’esperienza di governo? mi pare che piu o meno tutte le mozioni, anche se con toni diversi, guidicavano questa la responsabile del disastro elettorale.
    **rapporto con il PD? sinceramente parlare di allenze con il pd a livello nazionale è un po fuori luogo visto che di saranno ahi noi tra molto molto tempo.per le alleanza locali mi sembra che tutti sono per orientarsi nel merito di quasete alleanze. amenochè la “2” non volesse farle diventare automatiche…
    lavoro sociale? questa mi pare che sia storicamente un’innovazione di rifondazione.
    elezioni europee e riforma del partito? forse quast’ultima ma non ho capito qual’è la proposta di riforma.
    Comunque il mio giudizio sul documento approvato è molto positivo,
    speriamo che sia l’inizio di una nuova fase, perchè ne ho ne abbiamo veramente bisogno.
    un saluto a te e a tutte e tutti i frequantar* di qusto blog.
    A

  29. Andrea Says:

    scusate, dimenticavo
    forse è sul segretario?
    cioè sul nome di vendola?

    di nuovo
    A

  30. Sono stato un iscritto e militante dal 94 al 98 , poi con la scissione di Cossutta mi sono allontanato (comunque sostenevo le posizioni di Bertinotti) . Ora dopo gli esiti dell’ultimo congresso mi sta venendo una certa voglia di riavvicinarmi. Prima preferisco però aspettare un po’ di tempo che la parte “estremista” della 2^ mozione esca dal partito. Il loro percorso futuro sarà simile a quello dei Comunisti Unitari : un paio di anni come formazione autonoma (che godrà di buoni giudizi da parte della stampa confindustriale), poi in prossimità delle elezioni accordo con PD-menoelle per distribuire un po’ di posti “sicuri” al ceto politico dirigente ed infine entrata a pieno titolo nel PD-menoelle nella corrente di Dalema (di cui saranno ovviamente una “tendenza culturale”).

    Film già visto e poco interessante.

    Auguri.

  31. animals Says:

    Giustamente sentiamo tutti la stanchezza per le fatiche di questi mesi, siamo soddisfatti dell’esito del congresso che ha riacceso le nostre speranze. Tutto ok. E a settembre o anche a fine agosto saremo tutti in pista.
    Io però insisto e dico che l’atteggiamento sulle giunte che si è espresso in questi pochissimi giorni post chianciano non mi piace.Sono d’accordo che sarebbe assurdo uscire da tutte le giunte subito quasi per decreto. Ma dobbiamo anche dare un segnale. Se la gente continuerà a vederci al fianco di bassolino, della iervolino, della sindaco inquisita di Genova eccetere eccetera allora è finita
    Purtroppo c’è una fascia di compagni che pensa che fuori dalle istituzioni non si puòò fare niente.
    Vabbè, resterò con questi dubbi ancora un po’ ma spero che arrivino segnali positivi.

  32. lucaocchionero Says:

    Cara Maria, cari tutti,
    vi racconto la giornata di ieri. Le cose sono andate più o meno come sono state descritte dai giornali. La contestazione c’è stata, individuale(di singoli operai: mi preme sottolineare che non c’era nulla di organizzato) ma Paolo era contento poichè ci ha detto testualmente con accento piemontese: “Ma bene, così apriamo un dibattito!” e difatti personalmente ha parlato coi “contestatori” che erano in realtà operai che dicevano cose che abbiamo pensato anche noi: che criticavano la nostra inutile presenza al governo, che ci accusavano di essere uguali alla destra, che ci accusavano anche delle colpe dei sindacati. Vi dico sinceramente, che l’incontro all’ILVA è andato bene: in campagna elettorale gran parte dei lavoratori, oltre a contestarci(duramente) rifiutavano i volantini. Ieri li hanno presi, in pochi rifiutavano: hanno apprezzato che un segretario nazionale è andato davanti a quei cancelli come sua prima iniziativa politica.
    Devo anche dire che davanti ai cancelli insieme a Paolo c’erano anche Nicola Fratoianni e Gaetano Cataldo che hanno regolarmente distribuito i volantini come Paolo e come chiunque.
    Peccato che mancasse, quasi interamente, tutta la pletora di assessori, ex onorevoli, segretari di circolo e via dicendo che a Taranto avevano sostenuto la seconda mozione con una veemenza tale da presentare 3 ricorsi alla commissione nazionale per il congresso(tutti e tre respinti) coi quali volevano dimostrare che noi eravamo truffatori o giù di lì.
    La loro assenza non può che essere interpretata come un mancato riconoscimento del segretario nazionale Paolo Ferrero.
    Io come dovrei rispondere secondo la loro logica? Dovrei rispondere, insieme a tutti i compagni che abbiamo votato il documento uno, con l’assenza davanti ad una futura presenza di Vendola? Non scherziamo:questa non è la mia cultura politica.
    Devo anche dire che erano presenti compagni di Bari e di Brindisi.
    Cara Maria, credo di averti detto tutto.

    Ciao Gaetano!

  33. Gabriele Says:

    Sposto il mio post qui perchè l’altro articolo mi pare ormai decisamente abbandonato. Rispondo a Ramon in merito alla sua idea che Liberazione abbia avuto troppo spesso posizioni pro-Obama.

    Caro Ramon,
    Come si evince dai miei post sono un simpatizzante della mozione 2, tuttavia mi piace (se me lo permettete 🙂 ) confrontarmi e discutere con voi.
    In merito a ciò che tu dici ( mi permetto di darti del tu, visto che siamo sul tuo blog personale) sulle varie simpatie di Liberazione però non sono assolutamente d’accordo. In particolare, visto il fatto che ormai il congresso e la discussione che ne è derivata sono terminati, penso che non abbia senso cercare di far passare l’idea che l’ex gruppo dirigente del Prc abbia omogeneità di vedute con quelle di Barack Obama. E’ ovvio che se andiamo a vedere le posizioni politiche specifiche chiunque voti il Prc si riconosca più nelle posizioni di Ralf Nader (che tra l’altro non si sogna nemmeno di definirsi comunista, eppure chiunque voti il Prc lo sente vicinissimo) che in quelle di Obama. Tuttavia non possiamo negare che se Obama dovesse vincere le elezioni, un cambiamento al corso della politica americana verrebbe impresso. Vi sono molte questioni sulle quali democratici e repubblicani purtroppo convergono, e non sono questioni da poco. Tuttavia quello di accomunare i due candidati e categorizzarli come identici è un vecchio gioco di una certa sinistra (quasi qualunquismo) che non mi sento di sottoscrivere (spero neanche tu). Se non altro quando guidi la prima potenza mondiale, anche dei piccoli cambiamenti di vedute possono cambiare la vita di milioni di persone. Immaginiamoci per esempio che se ci fosse stato Obama la guerra in Iraq forse non ci sarebbe stata. Ripeto “forse” non ne sono sicuro, ma già quel “forse” può cmq essere una speranza non di poco conto. Non so se sono riuscito a rendere bene l’idea. Certo credo anche io che far passare Obama come la discontinuità impersonificata è un errore, ma accomunarlo totalmente a Mccain e un errore della stessa portata.
    Per ciò che concerne i vari giudizi su Caba etc…ciò che mi preoccupa è il fatto che tu Ramon giustamente dici che chi guarda a quella realtà con i paraocchi è un soggetto da condannare. Tuttavia quando affermi ciò, secondo me non tieni conto che adesso nella maggioranza del Prc, si trovano assieme a voi persone come Pegolo, Giannini, Belotti (con tutto il rispetto per loro in quanto persone) che molto spesso hanno rilasciato giudizi in questo senso molto distanti da quello condivisibile che tu hai espresso. Spero davvero che sarete in grado di non farvi condizionare da quella parte più conservatrice che è sempre stata all’opposizione negli equilibri interni del Prc, e che presenta appunto una cultura politica molto distante da quella che rifondazione ha sempre espresso, anche quando tu eri convintamente nella ex-maggioranza. Per esempio io mi sono avvicinato al Prc perchè era un partito che nonostante si definisse comunista sapeva fare senza remore i conti con queste realtà (ovviamente senza mai però convergere con analisi strumentali che potrebbe fare un Casini di turno). Spero quindi che almeno voi, che della mozione 1 rappresentavate la maggioranza abbiate le capacità per imporvi, sulle culture che qui in italia dovremmo correttamente definire di “destra” ( a differenza che in francia, dove nel pcf le sinistre erano invece ultra bolsceviche e staliniste), come appunto di destra era la corrente di Cossutta all’interno del Pci, la quale presentava bende davanti agli occhi di fronte a regimi ormai degenerati.

    Spero di sbagliarmi, però mi pare che spesso sia tu, che Ferrero siete portati a sottovalutare il peso politico che le correnti che ho su citato possono avere sul futuro del Prc. E che diaciamocelo sono sempre state correnti molto distanti anche dal tuo modo di pensare e anche a quello di Paolo…tanto è vero che nei cogressi precedenti non siete mai stati entrambi molto teneri nei loro confronti.

    Comunque faccio a tutto il nuovo gruppo dirigente un sincero in bocca al lupo…rimanendo cosciente che il successo o il fallimento del nuovo indirizzo politico non potrà che essere misurato dal consenso che il Prc riuscirà ad attrarre su se stesso. Un primo appuntamento sono le europee, la cosa grave è che a causa del possibile sbarramento al 3%, il Prc rischia di rimanere ancora fuori. Mi auguro di no, ma in caso contrario sarebbe, questa volta sì davvero la fine.

    Senza intenti polemici, Cordiali Saluti.

  34. mimì metallurgico Says:

    rimanere fuori dal parlamento non fermerà le nostre lotte. Chi lo teme farebbe bene già da ora a ripararsi sotto l’ombrello protettivo del PD o del socialismo europeo

  35. un compagno di Roma Says:

    Caro Luigi non aspettare che i vendoliani escano, entra e dacci una mano, fin da subito dobbiamo aumentare il più possibile nella società il nostro peso specifico. è una questione vitale, nel giro di un anno ci giochiamo moltissimo come forza comunista.

  36. visto come funziona l’opposizione parlamentare non credo sia impossibile che l’opposizione extraparlamentare dia risultati migliori
    a proposito di Vendola & sodali penso che siano da capire, hanno sentito l’odore della vittoria e subito dopo l’amaro della sconfitta, certo che sono da capire ( o da compatire)
    scherzi a parte, Occhetto con un congresso ha demolito il PCI solo dopo è stato emarginato; Vendola è stato tanato prima di fare danno, pensate che rodimento!!!
    ciao
    mao

  37. Sì, gli deve davvero rodere da morire, perché adesso non può nemmeno volare subito nel PD, deve fare almeno la mossa di far finta di rimanere e combattere le sue notevoli “battaglie” contro il settarismo, il giustizialismo, le opposizioni preconcette, le offese a Berlusconi, quelle ai panda del Madagascar, e così via… Oddio, d’altra parte… ha il problema che prima o poi nel PD deve entrare, se nel 2010 vuole ricandidarsi come il “governatore” della sinistra “accettabile” (dai Matarrese e dai Lo Piccolo)… Stiamo a vedere chi ha ragione, tra il compagno Luigi (entra subito a darci una mano, mi raccomando!) e il compagno di Roma…

  38. IL BLOG DEI VENDOLIANI CENSURA I POST

    Cari compagni invio il post censurato dal Blog della mozione II (l’ho inviato tre volte nell’arco di un paio di giorni, e per tre volte e’ stato censurato), questo a dimostrazione della pasta di cui sono fatti alcuni dirigenti che fanno capo a quella mozione (perche’ cosi’ credo vadano considerati i redattori del Blog)….sarebbe forse opportuno dare diffusione (per chi lo riterra’ opportuno) a questa piccola ma significativa vicenda, autorizzo ovviamente ognuno a copiarlo ed ad inviarlo in altri blog con questa premessa inclusa.

    …Quello che a me fa sorridere invece e’ questa forma un po’ autistica che alcuni compagni della mozione II sembrano aver introiettato. E’ ormai un ritornello che sembra dare loro molta sicurezza, e che vanno ripetendosi addosso ad ogni pie’ sospinto…ossia quello che chi e’ comunista rappresenta delle posizioni arretrate…vorrei far loro presente che una sciocchezza (perche’ di sciocchezza si tratta anche per la totale inconsistenza dell’argomento stesso) ripetuta 100 volte resta una sciocchezza. Poi non mi ricordo chi ha detto qui (mi riferivo al blog sul sito della moz. II) che “comunque il tempo va avanti”, sottointendendo che c’e’ chi e’ “al passo con i tempi” e chi invece no….tutto cio’ sarebbe esilarante, se non fosse che queste amene considerazioni, che si riferiscono evidentemente al complesso degli accadimenti storici e politici delle societa’ umane, non fossero rivelatrici di una tale ignoranza e superificialita’, e della conseguente incapacita’ di analisi, che non dovrebbero essere tollerate da chi milita in un partito comunista (ma in fondo potrebbe valere per qualsiasi partito politico, e anzi ancora piu’ in generale per chi voglia affrontare questi argomenti con un minimo di “ragion veduta”)….direi che questo atteggiamento si potrebbe definire un naturalismo positivista di estrazione televisiva defilippiana con un tocco di ferraraismo…ma insomma, questi sono argomenti seri, e anche abbastanza impegnativi…non stiamo parlando di accessori per l’abbigliamento o di telefonini….comunque e’ anche questo un elemento da osservare con estrema attenzione, e su cui fermarsi a riflettere, perche’ la dice lunga sulla totale (e voluta) assenza di formazione politica nel PRC.

  39. Laura Says:

    Cari compagni tutt*,
    sono distrutta dalla prima giornata di festa di liberazione….ma felice perchè c’è stata un’iniziativa molto parteciapata con Paolo Ferrero. Ho avvertito, di nuovo, molto interesse intorno a Rifondazione e alla sua nuova stagione, ho visto molti compagni e “facce” che da molto tempo non si vedevano più alle nostre iniziative, ho vissuto una bella serata dove si percepiva che finalmente era cambiato qualcosa…
    Non ho seguito molto dell’intervento perchè ero in cucina ma vado a letto molto felice per il clima che si respirava.
    ripeto l’invito a chi si trova dalle parti di Viareggio a venire a trovarci (Luca di Prato parlo con te! 😉 )

    un abbraccio assonnatissimo
    Laura

    p.s.
    Maria prima o poi dobbiamo conoscerci perchè sei meravigliosa.

  40. Gabriele Says:

    Caro lu, se il blog di vendola censura gli articoli non fa che fare la stessa cosa che per tutto lo svolgimento del congresso ha fatto il sito della mozione 1 censurandomi sistematicamente.

  41. Laura Says:

    la censura è odiosa, chiunque la pratichi….e se a Gabriele hanno censurato qualcosa (a meno che nonc’erano insulti gratuiti,ma non penso) hanno sbagliato.

  42. E’ vero, parlando in giro sembra anche a me che finalmente si respiri un’aria nuova, più positiva, di maggiore fiducia. Quello che mi hanno detto in tanti è che li ha colpiti il fatto che per la prima volta negli ultimi anni si è svolto un congresso di partito vero, senza investiture plebiscitarie e antidemocratiche, e senza che vincesse l’esito già da tempo predeterminato dai grandi mezzi di disinformazione di massa dominati dai poteri forti (che avevano già deciso tutto lo schema: segreteria Vendola, scioglimento del partito, confluenza nel PD nel giro di qualche mese). Il fatto che si sia dimostrato che le oligarchie di potere separate e autoreferenziali si possano sconfiggere, se alla base è consentito di partecipare e di esprimersi democraticamente, è sentito da tutti come un grandissimo risultato, anche se chiaramente ancora del tutto insufficiente. Insomma, è stata proprio una gran bella pagina: da quanto tempo non si svolgeva più un vero congresso di partito, in Italia? Per alcuni partiti di proprietà privata, tipo FI e il partito radicale, addirittura mai, ma anche PD e affini non scherzano, ovviamente. E poi la diversità: i blog degli altri sono essenzialmente blog di outing e di insulti, tutti parlano separati da tutti gli altri, non sono interessati al dialogo e al confronto, per noi comunisti, invece, è tutta un’altra cosa. Alla faccia di chi voleva che tutte le diversità fossero scomparse!!!

  43. celeste murgia Says:

    ho seguito molto da vicino, con trepidazione ed ansia il nostro congresso e col pensiero fino a chianciano. L’esito ha salvato per ora l’anima della democrazia non solo italiana. Perlomeno non siamo fuori dal gioco. E’ stata una tempesta dalla quale però è emerso, in embrione, il fatto politico più rilevante dall’ 89 ad oggi. Avendo tutti contro. Neppure il Manifesto, neppure Marco revelli, neppure gli amici di Carta, Sullo in testa, nessuno ha colto stavolta l’elemento politico più significativo e più inatteso che emerso da questo congresso nelle componenti riferentesi ai quattro documenti di maggioranza.
    Questa grande intuizione che sfugge anche all’area dei movimenti deve continuare ed essere sperimentata nei territori e fonte di resistenza in regioni come la Calabria e la Sardegna dove il 2° documento ha la maggioranza e tira dritto per conto proprio.
    Ciao a tutti
    Celeste
    Monastir 01.08.08

  44. IL CONGRESSO è FINITO

    NON ESISTONO PIù LE MOZIONI

    ADESSO C’è UNA MAGGIORANZA

    c’è la linea!

    CHE HA BISOGNO DI COESIONE

    E POCHE CHIACCHIERE..

    occhio all’area dell’ernesto che sperava di potersene andare subito nella lega comunista…

    _ io mi farei qualche domanda se tutti ma proprio tutti i vostri compagni di strada vi voltano le spalle. nessuno ha capito niente? revelli, rossanda, asor rosa, sullo….

  45. un compagno di Roma Says:

    Caro Pulce, sarei anche d’accordo con le prime battute del tuo intervento ma la chiusa è deludente: vogliamo passare insieme in rassegna i risultati conseguiti dalle ipotesi politiche che nel tempo i suddetti intellettuali di “sinistra” hanno avuto modo di caldeggiare?
    E le posizioni non mi sembrano senz’altro unificabili: quella della Rossanda è stata più problematica lungo il corso della campagna congressuale.

  46. sergio Says:

    Lenin si trovò a polemizzare nientemeno che con Kaustki, il più eminente (studioso) marxista dell’epoca, che trattenne rapporti con lo stesso Engels. Lo fece anche con quel mostro sacro di Plecanov, che introdusse il marxismo in Russia. Si certo i riferimenti storici possono sembrare fuori tempo, anni luce da quei “giganti” ma è solo per dire che non vale nulla dire che i vari revelli, asor rosa, tronti,…il leoncavallo, e mettete poi chi altri volete nell’album “rivoluzionario”, per dimostrare il fallimeto del 7 congresso di RC. Posso solo suggerire che i treni bisogna saperli prendere quando passano e che per farlo occorre anche desiderarlo (cioè volerlo fare, cioè SCEGLIERE) non attendere che passi la carrozza che ci conduca in una stazione…Può darsi che siano loro, gli intellettuali di sx, a vivere le difficoltà di una società in decomposizione, e poichè loro non sono esseri estranei alla realtà, vedono male. Del resto gli intellettuali sono proficui quando il movimento è in ascesa, quando regredisce, ahimè, spesso passano dall’altra parte, o in quei dintorni. Il militante è un’altra cosa.

  47. x Gabreiele…….si ci credo…..ma i dirigenti della mozione I non rappresentavano l’ area democratica, aperta, raffinata, e tutti gli altri i vetero comunisti stalinisti e retrogradi? Quale occasione migliore per dimostrare la propria superiorita’ liberale? Come si puo’ vedere in quel post non ci sono ne’ insulti ne’ volgatrita’, e quindi e’ stata un censura sull’ opinione…alla faccia della sinsitra democratica!

  48. Mark82 Says:

    Chi dovrebbe vergognarsi è l’on. Vendola: ho letto la sua intervista post-congressuale e mi sono sentito profondamente offeso.
    L’utilizzo di espressioni come “partito morto” e “putrefazione del pensiero” sono sinonimo di arroganza e maleducazione, oltre ad essere fortemente contraddittorie, soprattutto se teniamo conto che sono state proferite a margine delle solite lamentele sulle presunte cattiverie verbali subite.Sono incomprensibili anche alla luce della pur umana delusione per la sconfitta.
    Ora l’on. Vendola, mediante l’area “Rifondazione per la sinistra”, si attrezza per la futura scissione, la quale però, molto limpidamente,non si verificherà adesso,ma nel “momento giusto”.
    Nel frattempo si adopera a demonizzare la maggioranza del partito, rifiutando di collaborare alla sua gestione con umiltà e spirito di sacrificio e lanciando il “cammellaggio preventivo” o “permanente”.
    Viva la sinistra, viva Rifondazione!

  49. Gabriele Says:

    x lu : ti assicuro che anche i miei post non erano offensivi ma critici e spesso li censuravano…xò vabbè ormai è acqua passata.

    Per quanto riguarda le interviste di questi giorni, quella di grassi di ieri mi è parsa molto positiva…peccato che i suoi consigli di mediazione tra la 1 e la 2 durante il congresso non sono stati accettati.

  50. FRANCO Says:

    Credo che Sergio abbia proprio ragione.
    Il problema purtroppo che in Italia oltre alla gerontocrazia nella politica vi è anche gerontocrazia intellettuale.
    Molti di questi intellettuali anche più che stimabili,come Revelli,Asor Rosa oppure Tronti per citarne alcuni,dietro parole apocalittiche e critiche spesso incomprensibili nscondono l’incapacità di capire la società attuale.Essi rimpiangono il loro mondo e le organizzazioni del passato,per loro tutto è perduto e qualsiasi tentativo da parte di altri di costruire qualcosa è destinata al fallimento o per la forza pervasiva del nemico che oramai avrebbe colonizzato le nostre menti oppure per presunte modificazioni genetiche della classe operaia o altro.Tutto sarebbe rinviato ad un domani lontano quando la sinistra parlerà nuovi linguaggi e costrirà nuove forme organizzative.
    In realtà queste posizioni nascondono attendismo ed impotenza,credo compagni che bisogna ricominciare a studiare oltre che a fare.A proposito ma in questi anni il partito per la formazione di dirigenti e militanti cosa ha fatto?Esiste un Dipartimento formazione? Oppure aspettiamo sempre che periodicamente esca sul giornale di turno l’articolo dell’intellettuale ottantenne di turno e con tutto il rispetto credo che nessuno di loro sia paragonabile a Kautsky o Plechanov.

  51. sergio Says:

    grazie franco per le correzioni…

  52. Perfetti Sergio, Franco, e compagno di Roma, ora andiamo avanti senza farci condizionare da quello che scrive il pennivendolo di turno.

  53. Sandra Says:

    Quel miserabile di Brunetta ha fatto pubblicare sul sito del ministero pagato con i soldi di tutti noi vignette che insultano gli impiegati.
    Quanto tempo ancora si dovrà aspettare?
    Quante umiliazioni dovremo ancora subire?
    Brunetta e Berlusconi, mi chiedo come finiranno……….

  54. la verità è che la maggioranza è della mozione 2, le altre 4 mozioni di minoranza si sono unite contro la 1 che da sola ha raggiunto pochi punti percentuali in meno!!!!!!!!! Avete segnato la morte del prc!!!!!!!!!

  55. Paolo credo che tu sia in stato confusionale.Guarda che il congresso è finito.Se ritieni che il prc è morto vai altrove nessuno ti trattiene.

  56. sergio Says:

    con la mascia toccano il fondo…

  57. carletto Says:

    la Mascia sancisce il suo definitivo fallimento politico. Sono così incazzati poichè l’esito di Chianciano ha demolite decine di carriere politiche: alcune già affermate, altre promesse. Molti mediocri adesso dovranno cercarsi un lavoro normale come noi, altro che socialismo del XXI secolo! Hanno perso le prossime poltrone! O vogliamo parlare dei tanti ex onorevoli e senatori trombati che dietro Vendola auspicavano ad uno stipendio di partito?

  58. mimì metallurgico Says:

    Il sito della mozione2? Ma ragazzi,ma scherziamo?! Ma per voi è credibile un sito che indica ancora i “risultati” del 93% dei congressi di circolo, aggiornati al 3 agosto 2008(!) quando il congresso è terminato qualche decina di giorni fa! Ma come potete dare credibilità a quel sito dove oramai nessuno scrive più? A guardare quel sito pare che i sostenitori della mozione2 sono totalmente in rotta

  59. Ramon!! Compagne e compagni!
    Oggi sono felice e voglio condividerla con voi questa felicità! Mi sono presa un po’ di relax per smalitre la stanchezza congressuale e le litigate sui giornali locali post-congresso. Oggi come dice prcarmerina, per dovere ho compreato Liberazione. Ragazzi, una depressione… non vi dico poi l’apice raggiunta con quella grandissima della Mascia. Tuttavia, a mia grande sorpresa, trovo il paginone di paparazzin. Sììììììì!! Finalmete un po’ di cose serie e sensate su questo giornale. Oggi Spanò ci offre la traduzione in lingua italiana del documento politico del congresso. Questa è da conservare ad memoriam. Per forza. La riporto per chi non l’avesse letta.

    DOCUMENTO: Il Congresso prende atto che nessuna delle mozioni poste alla base del VII congresso nazionale del PRC è stata approvata. Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.
    TRADUZIONE: Il Congresso prende atto che qui non si capisce più un cazzo, l’unica cosa sicura è che bisogna rilanciare il partito in grande stile, anche se nessuno sa come fare.

    DOCUMENTO: Il rilancio del PRC deve essere caratterizzato in primo luogo da una svolta a sinistra. L’esperienza di governo dell’Unione ha mostrato l’impossibilità, data la linea del Pd e i rapporti di forza esistenti, di un accordo organico per il governo del paese.
    TRADUZIONE: Ci siamo distratti un attimo e ci siamo ritrovati in un governo che ha fatto politiche di destra. L’esperienza di Governo dell’Unione ha dimostrato che non c’entriamo una fava con quei fessi che hanno costituito il Pd lasciando intatta la legge elettorale che ci ha rottamato.

    DOCUMENTO: Dentro questa prospettiva è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali.
    TRADUZIONE: Senza i voti dei movimenti col cazzo che ce la facciamo.

    DOCUMENTO: Si tratta di declinare queste lotte intrecciandole al conflitto di genere ed alle relazioni intergenerazionali.
    TRADUZIONE: Senza i voti dellen donne e dei giovani col cazzo che ce la facciamo.

    DOCUMENTO: Il Congresso ritiene gravissima qualsiasi manomissione della legge elettorale per le europee e impegna tutto il partito a contrastare questo progetto con il massimo di mobilitazione democratica di massa.
    TRADUZIONE: Se ci fate alle europee lo scherzetto delle politiche vi facciamo trovare un paio di milioni di manifestanti incazzati sotto casa. Siamo stati buoni sulla legge elettorale per non far cadere il mortadellone, ma ora è questione di vita o di morte.

    DOCUMENTO: Gli organismi dirigenti a tutti i livelli non devono essere retti da una logica elitaria e devono essere fondati sul primcipio di responsabilità.
    TRADUZIONE: Cari compagni, rimboccatevi le maniche e non riponete troppe speranze nei leader che possono fare ben poco se voi restate in panciolle a giocare a tressette nella sezione sotto casa mentre attorno a voi il mondo sta crollando.

    Compagni e compagne. Sosteniamo Alvise Spanò e co. per favore. Se c’è da mandare a casa qualcuno perchè non ci sono più soldi, che non siano loro! Finalmente ritorna qualcosa di sensato su questo giornale!!
    E a proprosito di formazione, compagno di Roma in particolare, io sarei per affidare a loro la traduzione del Capitale a puntate. Sono certa che la capiremmo tutti: giovani, meno giovani, grandi, vecchi. Altro che le masturbazioni cerebrali degli intellettuali delle tavole rotonde!

    😀

  60. La Mascia è patetica.Mai letto niente di più mediocre.Piagnucola come una bambina a cui abbiano sottratto un giocattolo.
    Compagni ma in mano a chi eravamo finiti in questi anni?
    Come abbiamo potuto per tanti anni permettere che costoro si comportassero nel partito come i Proci nella casa di Ulisse.
    Certamente è colpa anche nostra abbiamo tollerato troppe cose.
    Ci serva da monito per il futuro.
    Graziella Mascia la musica è cambiata fattene una ragione te e gli altri!!!!

  61. mimì metallurgico Says:

    Se questa è la rifondazione della sinistra, povera sinistra! Fatevela da soli e tanti auguri signora Mascia

  62. Non per frenare gli entusiasmi, ma credo che dovremmo tutti stare molto in campana nei prossimi mesi. I (pochi ma aggressivi) dirigenti facenti capo, durante il VII congresso, alla mozione II, faranno di tutto per distruggere il partito (l’ unica via che hanno ormai per affermare la propria linea), per poi procedere con il perseguimento dei loro obbiettivi….come da stralci del blog della II: la “new left” che accomuna capitalismo e comunismo, la proposta di una reale alternativa vista come forma di eresia politica, etc. etc…….parlo volutamente di “dirigenti” perche’ credo in assoluta sincerita’ che molti compagni (parlo di quelli veri, ossia quelli che militavano da alcuni anni, e non di quelli tesserati all’ultimo momento per fare numero), abbiano votato in buona fede la mozione II, convinti dall’ immagine che di essa hanno costruito i vari Bertinotti, Vendola, etc….con la condiscendenza dell’ intellighenzia (di sto….) che ci ritroviamo a sinistra in questo Paese……so che per molti di noi questo suona scontato e che magari ci sembra talmente comprensibile la malafede di questi dirigenti che cosi’ sara’ per tutti….e invece no….dobbiamo combatterli ancha sulla comunicazione….ho incontrato compagni iscritti a questo partito che si fanno raccontare che cos’e’ il comunismo da Berlusconi e Emilio Fede senza colpo ferire. La strada e’ ancora in salita, anche se abbiamo ottenuto un risultato fondamentale al congresso.

  63. Maria Says:

    Sono d’accordo con lu. Il problema di Rif oggi è che dopo il 14 aprile abbiamo sciolinato i panni al vento. Prima i panni sporchi si lavavano in famiglia, da un po’ di mesi sono in pasto all’opinione pubbica. Tanta gente comune mi ha detto e continua a dirmi: ma sai che tutto m’aspettavo meno che in rifondazione ci fossero tutte queste differenze di veduteì? tutte queste aree? tutti questi veleni?
    Ovvio che ci teniamo ben stretto il risultato congressuale, ma non possiamo tornare indietro. Quando infieriscono pubblicamente, non possiamo noi alzare il vessillo del “vogliamocibenesiamotuttifratelli” e far finta di niente, per il bene di rif. Io son d’accordo con lu. Ed è quello che sto facendo da una settimana. E questo non significa sprecare energie solo nel contrastare loro, significa anche lavorare per Rif, perchè io ad esempio quando rispondo all’attacco lo faccio sponsorizzando anche quello che già la nuova linea sta facendo (vedi visita di Ferrero all’Ilva, ad esempio). E non sto parlando di discussioni su blog “di casa nostra”, quelle alla fine servono ben poco. Ma parlo proprio di controattacco su giornali locali, dove i lettori sono semplici cittadini e non militanti. Questo è importante compagni. Vendola se ne andrà col PD, facciamocene una ragione, ma non diamogli modo di distruggerci col colpo di mano interno, come gli consiglia D’Alema. D’Alema vuole tutta la nostra base elettorale, qui quei pochi voti non li vuole perdere nessuno compagni. SArà una guerra dentro e fuori… e scusate, ma io son convinta che la guerrà sarà più dentro che fuori, purtroppo, visto anche il feeling D’Alema-Fini/D’Alema-Vendola. Non so se mi spiego. Rispetto tutti i compagni della 2 che hanno votato in buona fede e che di certo non faranno ostracismo, ma non pensate di avere al fianco dirigenti e compagni della 2 che ci aiuteranno nelle battaglie che si propone il documento approvato al congresso. Scordatevelo. Quindi niente remore: all’attacco si risponde con l’attacco. Anche a livello comunicativo. Soprattutto a livello comunicativo. Ovvio non abbassandoci ai loro livelli, è chiaro, ma comunicando il gioco sporco che stanno facendo a non ritrovarsi più in questo partito morto, ma a non uscire perchè altrimenti Vendola porterebbe via solo un po’ di voti al Pd e non scalfirebbe la nostra base elettorale, mentre rimanendo per poi fare dopo il colpo di mano interno ci distruggerebbe e porterebbe tutti voti in dote all’alleanza col Pd. Si deve dire chiaramente e con grande forza alla gente. Ricordate che la gente sa quello che legge, e quello che legge è tutto dalla parte di Nichi. Qundi non createvi nessun problema compagni a spunnanarli pubblicamente in questo senso, finchè continueranno con questo tono. Lo dico con profondo dispiacere e con dolore, ma la realtà, come ho detto più volte a Luciano, bisogna saperla guardare in faccia anche se è dura.
    Andiamo avanti così, tanto per loro sarà un effetto boomerang, vedrete, vedrete.. noi tiriamo dritto per la nostra strada.
    buon inizio settimana a tutti, di ferie o non.

  64. Car* tutt*,
    scusate se ri-intervengo off-topic ma visto che questo amato blog funziona – giustamente – anche come scambio di informazioni, voglio comunicarvi (con notevole felicità)l’esito della giornata del 2 Agosto a Bologna.
    Come vi avevo già detto, come Prc/Se di Bologna (assieme ad RdB) avevamo pubblicamente dichiarato che al momento della presa di parola di Rotondi ce ne saremmo andat* dalla Piazza.
    Il risultato è stato che in quel momento – dietro allo striscione senza firma delle RdB con scritto “Ci rivediamo in autunno/Sciopero generale” – se ne è uscita praticamente tutta la piazza. Sono rimasti i gonfaloni delle varie amministrazioni locali, qualche decina di dirigenti del PD (ed anche del Pdci), qualche militante del PD ed una cinquantina di attivist* dell’Assemblea Antifascista Permanente (che hanno fischiato il MInistro).
    Di seguito vi metto il comunicato stampa che abbiamo fatto subito dopo.
    Un abbraccio a tutt*, in particolare all’affaticata Laura e tutt* le/i compagn* della Versilia.
    Hasta luego.
    Alessandro Bernardi
    __________________________________

    Rifondazione e la piazza: una sola cosa.

    Ore 10.40: prende la parola il Ministro del Governo Berlusconi Gianfranco Rotondi e immediatamente la piazza si svuota.
    Bologna non dimentica, la ferita non si rimargina.
    Chi in questi giorni ci ha definito come “minoranza estremista”, lontana dalle sensibilità del popolo, ora si deve ricredere.
    La città ha dimostrato che la solidarietà istituzionale e le sole parole non bastano più.
    Chi pensava che il PRC fosse avulso dal sentire comune ha trovato la smentite nella piazza che si è svuotata.

    Tiziano Loreti, Segretario Provinciale PRC Bologna

  65. Mario Says:

    Finalmente una bella notizia da Bologna, che negli ultimi anni ci ha fatto parecchio piangere e incazzare. Bravi!!! (Naturalmente Repubblica & co. l’hanno raccontata in maniera che non si capisse una fava)…

  66. Graziella Mascia parla parla, dice ancora e sempre le solite cose dei vendoliani incazzati senza rendersi ancora conto che il Congresso è finito, con i suoi esiti perfettamente legittimi e democratici, quindi questi compagni o presunti tali dovrebbero meglio provare a farsene finalmente una ragione, e mettersi a lavorare anche loro tutti insieme, se veramente ci tengono a questo Partito e alla Rifondazione Comunista, e non solo ai propri interessucci di poltroncine e carrierine. Ma vorrei dire in particolare una cosa: Graziella Mascia parla tanto di Sinistra Europea, fregiandosi del ruolo di “vicepresidente”, ma lei di Sinistra Europea non sa un cazzo – scusate il francesismo. Perché non basta andare ogni tanto alle grandi riunioni dei grandi dirigenti per le grandi dichiarazioni, per fare “Sinistra Europea”: la vera Sinistra Europea la facciamo noi del Partito all’estero stando e lavorando tutti i giorni con le compagne e i compagni di diversi partiti, organizzazioni, associazioni da tanti paesi e in tante lingue e culture diverse, specialmente in città cosmopolite come Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino, Stoccarda, Zurigo etc. Lavoro concreto, spesso senza alcun appoggio e neanche un minimo di riconoscimento, rispettando le differenze e le identità di ciascuno, e specialmente senza dare lezioni a nessuno dall’alto di nessun pulpito: la credibilità e l’autorità si ottiene con il lavoro di campo sui fatti, non a chi ce l’ha più lungo. Questo è veramente “Sinistra Europea”, non le cazzate di gente come Graziella Mascia e il suo degno predecessore Gennaro Migliore, buoni solo a parole, ma zero a fatti.

    Scusate lo sfogo.

    Saluti comunisti

    Mario

  67. ned ludd'75 Says:

    Bologna è la dimostrazione più concreta di come la linea politica decisa a Chianciano è quella che realmente intercetta i favori delle masse rispetto all’altra, politicista, che è stata sconfitta. A tal proposito se la Mascia, la Deiana, Vendola o chi per loro non accettano il risultato del congresso prendano le dovute decisioni. Sono d’accordo con Lu, condivido i suoi timori, anzi aggiungo che aver dato contemporaneamente tesoriere e presidente del collegio di garanzia alla mozione2 è un rischio enorme(un pò come è stato enorme e quasi fatale il rischio di far votare i tesserati 2008 10gg prima del congresso, come io avevo sconsigliato) dal momento che i dirigenti della mozione2(anche io concordo con la distinzione tra dirigenti e militanti) stanno organizzando un partito parallelo ma al momento interno al partito stesso. Difatti pongo una domanda a tutti i compagni e le compagne di questo blog: se loro si chiamano “Rifondazione per la sinistra”, come si potrebbe chiamare la nostra “corrente” se non “Rifondazione Comunista”? Questo vi dà il senso che, a mio avviso, qualsiasi gestione unitaria è al momento impraticabile

  68. carletto Says:

    Questa è una buona notizia:

    “Esco da Rifondazione … che a questo punto sarebbe meglio chiamare STAGNAZIONE COMUNISTA.

    Hanno fatto di un congresso un’imboscata … vecchi cardinali e gesuiti hanno tramato e ordito un canovaccio schizoide e retorico con tanto di canti a squarciagola.

    È finita, ed è meglio così. Da domani mi metto al lavoro per una costituente della sinistra in provincia di Frosinone.”

    Enrico Pescosolido, alle 13:54 del 27 Luglio 2008.

  69. Ciao Ramon, complimenti per l’intervento, togli il nero di sfondo al blog che per finire l’articolo mi è quasi venuto un attacco epilettico!

  70. Cari compagni vi segnalo l’ultima partecipazione di Bertinotti e consorte alla recente festa della nobiltà romana,i blog ne sono pieni.Mentre Marina Ripa di Meana & C. si azzuffavano il compagno Fausto e sora Lella civettavano amabilmente “con leggerezza con gli amici di forza italia” sono parole loro.
    Molti diranno che sono fatti privati.Privati un ca..o,da chi siamo stati rappresentati per anni?quale credibilità può avere una sinistra con gente del genere?Gli Italiani queste cose le guardano.Meno male che ce li siamo tolti dalle palle.

  71. un compagno di Roma Says:

    Condivido, ottima l’iniziativa di Bologna! Avanti su questa linea

  72. Per “Carletto”…La notizia che ci comunichi non e’ ne’ buona ne’ cattiva (questa non deve essere una lite da cortile, dove qualcuno non vuole piu’ giocare perche’ si sente offeso), e’ l’espressione di una scelta politica precisa. Non conoscendo il tuo progetto politico, al di la’ delle dinamiche interne del PRC, non mi sento di dire di piu’. Aggiungo soltanto che una “costituente di sinistra”, che da piu’ parti vuole essere rappresentata come la nuova sinistra, democratica, illuminata e non comunista, e quindi non colpevole agli occhi di Berlusconi & Co. e di tanti altri mistificatori della teoria e della pratica comuniste che ci troviamo, udite, udite, a frotte nelle aree intellettuali della sinistra italiana, non rappresenta nulla di realmente alternativo al capitalismo e ai disastrosi effetti sociali che esso produce su scala mondiale. Forse dovresti domandarti perche’ Bertinotti e Vendola sono in qualche modo “graditi” agli ambienti conservatori viciini alle stanze di comando del potere capitalista, e perche’ invece, qualsiasi accenno, seppur minimo, di pratica comunista o anche solo vicina alla concezione comunista della pratica politica, viene stroncata senza possibilita’ di appello, esclusa dai circuiti della comunicazione ufficiale, vilipesa e diffamata in tutti i modi possibili che i mezzi di comunicazione di massa mettono a disposizione degli editori al soldo dei potenti. Comunque, contento tu……

  73. …..perdonate non avevo capito che era un “report”……mi dispiace perche’ chi lo ha scritto non puo’ leggere la mia risposta!

  74. Franco Says:

    Compagni vi pongo un problema,magari sgradevole ma prima o poi dovremo affrontarlo.
    Cosa faremo quando “Rifondazione per la sinistra” deciderà che è il momento di andarsene portandosi dietro tutto il trasportabile?
    Quanti circoli nel meridione?Quante federazioni?Vero che non hanno un seguito di massa,però in un batter d’occhio possono cambiare le insegne e privarci di circolo e federazioni in aree strategiche del meridione,del resto nel 1998 i cossuttiani fecero lo stesso e l’ex gruppo dirigente fu colto completamente di sorpresa.
    Compagni ci può dispiacere ma la scissione non è questione di se ma solo di quando.
    Cominciamo aprepararci fin da ora,teniamo alta la vigilanza,questa volta farci cogliere di sorpresa potrebbe costarci molto caro,allora ci rimase qualche deputato oggi siamo completamente privi di rappresentanza istituzionale.Per esempio la bellissima sede che ospita la federazione napoletana ed il Gruppo Regionale Campano è costata 8 anni fà circa 1 miliardo di vecchie lire oggi,se ci venisse a mancare non potremmo mai ricomprarne una simile con i tempi che corrono.E questo è solo uno dei tanti esempi che si possono fare.Spero che i compagni Ferrero,Grassi,Mantovani e gli altri si stiano già occupando della cosa.

  75. prcarmerina Says:

    Sono senza cassa compagni, il loro seguito è molto meno di quelli che sono i dati congressuali e non avendo il “pallino” si cominceranno a sfaldare, non ci sono da temere ripercussioni, sul piano giuridico per quello che riguarda la cassa non possono fare nulla.

  76. Sorso Seni Says:

    Caro Ramon, a proposito della gestione unitaria, del coinvolgimento di tutti e di tutte le altre cose di cui scrivi che, conoscendoti, sono certo tu creda, ti segnalo che nella federazione della mia città (Genova; tu la conosci, ne sei stato ospite per due mesi nel 2006), la nuova maggioranza (mozione 1 e mozione 3), come primo atto ha allontanatoi due funzionari; un terzo (per molto tempo coordinatore GC; lo era già nel 2001 all’epoca del G8), co.co.co in regione, è stato chiamato dall’assessore regionale per sentirsi dire che un altr’anno -per volontà del partito- non gli verrà più rinnovato (mille euro lordi mese!!). Ad uno dei due funzionari prontamente LICENZIATO è stata proposta l’erogazione dello stipendio fino a dicembre in cambio del suo impegno a non farsi vedere in federazione. L’altro è stao messo in ferie obbligatorie da subito. Inoltre, attraverso la stampa locale, è stato fatto sapere che la nuova gestione vorrebbe un cambio di assessore in giunta. Naturalmente -lo dico ai compagni partenopei preoccupati per le loro sedi- i compagni licenziati e assessore di cui si chiede l’allontanamento sono tutti della mozione 2. L’avessero fatto in una fabbricchetta del nord est immagino che il nuovo Partito sociale avrebbe invitato al picchettaggio. Vergogna.

  77. Valerio Says:

    Vergognati tu e sappi nel corso del congresso oltre a gonfiare tessere con amici e clienti degli assessori i vari ras della mozione 2 hanno minacciato nei vari assessorati,a partire da quelli pugliesi chiunque avesse solamente ipotizzato un voto contrario alla mozione di Vendola.
    Ma allora SORSO SENI era troppo indaffarato per accorgersene,evidentemente pensava di vincere il congresso per fare un repulisti in grande stile che è quello che fate da anni.Vi siete comportati nel partito peggio delle cavallette ed ora piagnucolate.Fai opposizione se sei capace.

  78. Sorso Seni Says:

    lievemente fascistoide la risposta di valero duce, ops pardon dice

  79. Sorso Seni Says:

    comunque passo e chiudo. Se a voi va bene così, buona fortuna.

  80. A proposito del commento di Sorso Seni…
    Io credo che quelli della mozione 2 devono decidersi ad esprimere una linea progettuale precisa che possa essere chiara e limpida per tutti, dal momento che vagano nell’ambiguità da troppo tempo.

    Se sono interessati a restare nel partito come forte e rispettabile minoranza, e a dare una mano alla ricostruzione del consenso intorno ad esso, sia pur con le dovute divergenze politiche espresse dal congresso, allora gli atti denunicati da Sergio testimoniano un forte deficit di democrazia interna.

    Se invece, come è stato detto da Vendola e dagli altri dirigenti della mozione 2, la scissione dal partito è solo questione di tempo, mentre lo si boicotta dall’interno e non se ne riconosce il segretario, beh, credo allora che in quel caso questi atti siano politicamente comprensibili.

  81. Laura Says:

    basta con gli stipendiati nelle federazioni !
    che si trovino tutti un lavoretto!
    e che tornino a fare politica gratuitamente ci siamo stra-rotti le palle di questi burocrati!

  82. Valerio Says:

    Sono d’accordo con Laura,andate a lavorare.Ora l’ex gruppo dirigente sarà partito per la consueta vacanza estiva di 40 giorni,nei soliti paesi esotici.Tanto i loro schiavetti d’assalto lavorano,sperando in futuro di avere qualche posto da qualche parte.alla faccia della disobbedienza,questi hanno comportamenti che Marchionne nemmeno si sognerebbe,se fossero capaci di fare qualcosa,visto che molti di loro non hanno mai fatto niente si potrebbe scambiarli per dirigenti di Confindustria per mentalità ma forse è troppo onore.

  83. romina Says:

    Bene io credo che più che una spina nel fianco dobbiamo rispolverare l’artiglieria pesante con quello che è già avvenuto con questo governo e quello che avverrà. Adesso è il momento di rispondere ai media ECCOCI.
    Un saluto a pugno chiuso

  84. ned ludd'75 Says:

    Signor Sorso Seni, la politica non è un lavoro, e se uno viene eletto da qualche parte, oppure il partito ha bisogno della sua tecnica o conoscenza personale in qualche assessorato, deve sapere che è a termine.
    Quando si inizia a pensare di tutelarsi il posto di lavoro, mediante la politica, arriviamo a quelle degenerazioni che fanno scrivere i libri a G.A. Stella. Io non so qual’è la realtà di Genova, nè se è davvero quella che descrivi. So di certo che lì c’era un commissario che ha fatto tante chiacchiere durante questa fase congressuale e credo che abbia creato un clima di scontro molto forte. Bisogna imparare a non soffiare sul fuoco ed a perdere con serenità come ha perso serenamente Vendola, a sentire le sue stesse parole.

  85. corsaro Says:

    Ma una parolina contro il governo, la finanziaria, i militari nelle strade, la campagna razzistoide contro i rom? Capisco che il pollaio delle mozioni incrociate riverberi in questo azzurro cielo d’agosto tutte le scorie di un bruttissimo congresso (non nel risultato ma nel suo climax da faida); ma quando si ricomincia con la politica? Personalmente non nutro sconfinata fiducia nel nuovo gruppo dirigente, ma qualcosina da fare mi sembra che ci sia. Quindi sarebbe bene mettere tra parentesi i livori tra le conventicole sottopolitiche della 1, 2, 3, 4. 5. Credo che vendola sia un politico con maggiore filo da tessere rispetto a ferrero, ma è perfettamente puerile affermare, come fanno in molti, che “paolo ferrero non è il mio segretario”.

  86. ned ludd'75 Says:

    Vedremo questo maggiore filo da tessere. Io non mi esprimo sulla figura politica di Vendola come non voglio esprimermi su nessuna persona protagonista nel bene o nel male di questa vicenda congressuale, ma temo che Niki si sia giocato troppo ed in maniera immotivata in questa contesa. Quanto ad una politica di opposizione mi risulta che Paolo Ferrero in pochi giorni abbia già visitato 5 grandi fabbriche parlando con gli operai e coi delegati evitando di dialogare con sindacalisti di professione e di carriera(quelli che per intenderci ti ovattano l’ambiente e di evitano le critiche evitando l’incontro coi lavoratori più incazzati che sono proprio quelli con cui Paolo parla).
    Ci aspettano anni in cui il capitalismo, la classe sociale che gode dei suoi frutti ed i loro rappresentanti politici(PDL e PD) verranno da noi attaccati non frontalmente, ma dal basso ed in silenzio. Va attaccata la loro cultura, messo in crisi il loro legame con le massi. Non so tu, compagno corsaro, ma noi nei territori abbiamo già iniziato soprattutto con la legge finanziaria.

  87. luca occhionero Says:

    Vorrei esprimere la mia solidarietà a Ramon per l’insidioso attacco di Repubblica che ha recentemente provato, in questo clima di caccia alle streghe ed ai terroristi, di inserire Ramon e il compagno Marco Consolo tra i militanti delle FARC da loro definite come organizzazione di narco-trafficanti e terroristi. Ramon ha spiegato diffusamente e chiaramente in conferenza stampa il rapporto che egli ha ed ha avuto con la guerriglia marxista colombiana e con alcuni capi. Nè è una sopresa il rapporto di amicizia con R.Reyes da Ramon rivendicato più volte in pubbliche circostanze, non ultimo il suo intervento al congresso nazionale del PRC a proposito della “nostalgia per le persone”. Se non bastasse su questo stesso sito Ramon è stato chiarissimo più di una volta: basta leggere la lettera inviata in tempi non sospetti in risposta a G.A. Stella. Tutto ciò è segno evidente che nulla covava sotto la cenere, nulla era nascosto.
    Per tutto il resto credo che ricominci l’attacco più sperticato ai comunisti da parte della stampa del PD: da mangiatori di bambini ad ammazzapreti,
    da retrivi identitari ad assassini, affamatori e narcotrafficanti; questo per ricordare le ultime “carezze” con cui Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Giornale, Libero, La Gazzetta del Mezzogiorno e l’intero arco di scienza giornalistico dal PDL al PD ci hanno graziosamente toccato nell’ultima settimana.
    E’ il segno di un grande disagio, è il segno di una lucida paura: che il PRC autonomo ed indipendente, con la sua politica e la sua militanza antagoniste, rompa il giocattolo del bipolarismo neomoderato all’americana sulla cui plancia di comando in tanti, politici e commentatori, si erano già accomodati anche grazie ad una continua operazione di imbonimento culturale e mediatico delle masse.

  88. corsaro Says:

    Caro ned lud, è proprio quel che dicevo, mobilitarsi contro le politiche sociali del governo. Mi sembra che la priorità sia questa. Sul Pd fatico ad esprimermi, anche perché molti suoi elettori sarebbero senz’altro disposti a votare più a sinistra. Discorso a parte merita la sua impresentabile classe dirigente in cerca d’autore, gli ex dc, gli ex miglioristi, i sottoclan d’alemiani e veltroniani.

    Caro luca,
    credo che gli articoli sul rapporto tra ramon consolo e le farc non siano dettati dalla paura di un prc autonomo e indipendente. E’ solo cattivo giornalismo, anzi, è un giornalismo che rasenta l’infamia. Ed è persino patetico nella sua veste di “scoop”
    saluti

  89. un compagno di Roma Says:

    Caro Corsaro, non facciamo gli ingenui, l’attacco di Repubblica si inscrive perfettamente nel clima che stanno creando attorno a noi da un paio di mesi a questa parte.
    Per quanto riguarda il maggiore filo che Vendola avrebbe avuto da tessere: mi sembra che i primi passi che stiamo compiendo sulla direzione tracciata dalla nuova linea dimostrino bene che esiste un enorme spazio a sinistra sul quale si può operare senza che si mettano in atto dismissioni, unificazioni, costituenti, leader sciamanici etc. Adesso, come ho detto qualche giorno fa, sta a noi dare corpo a questa prospettiva politica.
    D’accordo invece sulla necessità di cominciare a mettere un pò da parte le questioni congressuali e di parlare anche d’altro.

  90. Quoto in pieno il post del compagno lucaocchionero (che ringrazio anche per aver riportato qui la prima giornata di uscita di Ferrero all’Ilva).
    Ho appena ascoltato la conferenza stampa di Ramon su Radio Radicale, e anch’io voglio esprimergli la mia solidarietà. In questo paese diventa facilissimo diventare terroristi. Pubblicare una notizia simile, sol perchè sono emersi questi nomi senza chiedersi “perchè” è scorretto umanamente e professionalmente. E se invece il perchè questi signori giornalisti lo sapevano, perchè, appunto, Ramon non ha mai nascosto niente (sarebbe bastato sfogliare questo blog), il tutto è stato fatto in malafede.
    Io non credo che sia solo cattivo giornalismo, corsaro. A meno che le massime testate d’italia non siano popolate da emeriti imbecilli.
    E questo mi pare improbabile.

    Un abbraccio a Ramon
    immagino che quando hai risposto che non hai niente da dire sulla linea politica di Repubblica, tu abbia prima fatto esercizio di training autogeno. Idem sulla citazione di Bertinotti. Complimenti. io non ce l’avrei fatta… giustamente tu sei tu anche per questo 🙂
    di nuovo un grande abbraccio

  91. Caro compagno di Roma, io sono non certo, ma certissimo che a sinistra del PD lo spazio è enorme. E’ chiaro che ci dobbiamo scontrare con un sistema di propaganda e di controllo delle coscienze che si è affinato nel corso dei decenni, ma certamente non siamo più degli sprovveduti, e quindi la battaglia può ripartire, anche perché le condizioni materiali rendono sempre più difficile il giochetto della propaganda (e infatti dalla propaganda stanno passando anche alla repressione tout-court). Io vedo un blocco moderato-centrista, più che altro fatto da ceto politico autoreferenziale, che si costituirà presto, fortemente ancorato al PD, e sarà costituito dai socialisti, SD, verdi, radicali, e transfughi vendoliani. Lasciamoli fare, dovrebbero sevire da “copertura” a sinistra del PD, ma serviranno a ben poco, come in passato a nulla sono serviti i vari comunisti unitari, socialisti di sinistra, e via discorrendo. Quindi, sostanzialmente, restiamo solo noi, con una possibile concorrenza a sinistra da parte di Sinistra Critica e altri gruppi, che saranno facilmente riassorbiti e riunificati tantopiù sapremo essere lucidi, coerenti, ed efficaci. Io vedo tre grandi battaglie strategiche da avviare subito, oltre all’immediata lotta durissima a tutto l’impianto della finanziaria, dai precari, alla detassazione degli straordinari (che equivale a non assumere più), alla denuncia della distruzione dello Stato (DL 112 che in un colpo solo taglia in modo abnorme i finanziamenti alla sanità, ai trasporti pubblici, alla scuola, all’università e ricerca, alla magistratura, alle infrastrutture). Innanzitutto, il riconoscimento degli interessi di classe di larghi gruppi di lavoratori tecnici, scientifici, intellettuali, e sociali che sono stati di fatto proletarizzati, e che vanno resi coscienti della loro condizione di sfruttamento. Dobbiamo rientrare in quei luoghi di lavoro, dove abbiamo tanto da imparare ma anche tanto da dare. Poi, l’assumere la questione morale, in tutta la sua sostanza, come dirimente per noi comunisti, e smascherare la parte formalista e non sostanziale di chi la cavalca in maniera becera e qualunquista (tipo Di Pietro). Infine, il riconoscimento delle due grandi emergenze: la redistribuzione delle risorse, e la consapevolezza che le risorse stesse sono finite e comunque non sprecabili e consumabili indefinitamente, pena il loro esaurimento e/o “friggimento” del pianeta. Sono due piani difficilissimi da coniugare insieme, giustizia sociale riogorosa e modifica dei consumi e cambiamento degli stili di vita, che di primo acchitto sembrano quasi contraddittorii. Ma se non saremo noi, da una prospettiva comunista e anticapitalistica a cercare di coniugarli, ci penseranno Tremonti e Brunetta, oppure Bersani e Padoa. E sappiamo già come: agendo, in parallelo, sulla leva delle diseguaglianze sempre maggiori e delle repressioni sempre più vaste e capillari. Sta a noi partire ora al contrattacco lungo questi tre grandi assi strategici per smascherare il vero compromesso storico PD-PDL, stabilito tra ceti e classi sostanzialmente identici che vogliono, in forme diverse, perpetuare il sistema delle diseguaglianze crescenti, mascherate dalla propaganda pervasiva, dall’industria dei circenses, e, quando serve (e servirà sempre di più), dalla macchina repressiva.

  92. cari compagni,
    ma ve lo ricordate il clima nel ’98? e le diffemazioni verso il nostro partito?

    vi cito solo un esempio:la sera delle elezioni 2001 la dichiarazione di Dario Fo che disse che Berlusconi invece che gli italiani per la sua elezione avrebbe dovuto rigraziare solo Fausto Bertinotti.

    se abbiamo superato quella fase supereremo anche questa…

    voglio anch’io unirmi alla solidarietà verso Ramon e Marco Consolo per la diffamazione subita.

  93. x Laura,
    vedrò di mantenere la promessa di venirvi a trovare alla festa di Viareggio, il programma dettagliato dove lo posso trovare???

    solidarietà a Marco e Ramon!

  94. un compagno di Roma Says:

    Caro Mario sono largamente d’accordo con il tuo ragionamento. Alla questione della proletarizzazione del lavoro intellettuale, tecnico etc. poi dovremmo dedicare una analisi-inchiesta molto profonda, perché è un nodo essenziale dell’attuale fase di sviluppo delle nostre società

  95. Davide Says:

    Care/i compagne/i,
    finalmente il congresso è finito.Quello che è stato è stato, ora dobbiamo lavorare per ridare slancio e modernizzare il partito, serve un ricambio generazionale e un accantonamento definitivo di personaggi (senza distinzione di mozioni) che hanno usato il partito solo per occupare poltrone.Non sono d’accordo con chi si dice contrario a funzionari di partito stipendiati,compagni ne abbiamo bisogno ! Abbiamo bisogno di persone che lavorino nelle federazioni,a tempo pieno, perchè oltre ad indubbi vantaggi di organizzazione diamo la possibilità ai giovani validi di fare esperienza lavorativa.Anche il Pci aveva funzionari stipendiati, noi avremmo bisogno di compagni che tengano aperte federazioni, circoli mentre gli altri compagni sono impegnati con il lavoro e con lo studio.Certo, non deve diventare un lavoro a vita,su questo sono d’accordo,ci sono moli ragazzi assunti a Roma dal partito e magari qualcuno potrebbe essere mandato nei territori a dare una mano.Compagni,una domanda, come procedono le feste di Liberazione sul territorio?Buon lavoro a tutte/i.

  96. un compagno di Roma Says:

    Scusate compagni non per turbare la tranquillità del riposo estivo, ma l’odierno invito dell’ineffabile Sansonetti a boicottare le Olimpiadi in Cina lo trovo francamente penoso. Lo dico subito per evitare polemiche inutili: qui non ne va, anzitutto, del giudizio complessivo che si deve dare dell’esperienza politica e sociale cinese, ma del semplice buon senso. Buon senso che porta un Cesare Romiti a dire una cosa più ragionevole di un finto sinistro come Sansonetti: “se dovessimo decidere di fare o non fare le Olimpiadi in un paese sulla base del più o meno rigoroso rispetto dei diritti umani, allora non le avremmo potute fare neanche negli Stati Uniti”. Bene, non mi pare che Sansonetti, allorché scriveva dalle tribune dell’Unità, si sia sbracciato per boicottare le Olimpiadi ad Atlanta.
    Del resto è evidente se non agli ideologi: le azioni di boicottaggio sono messe in atto soprattutto da organizzazioni notoriamente legate alla CIA, come Reporters sans frontières.
    Lascio perdere poi, perché non vale la pena discuterli, gli argomenti utilizzati dal nostro magnifico direttore per criticare la Cina. Tutti di tipo liberal-conservatore (sì, è liberal-conservatore anche il profilo delle lamentele sull’eccessivo “sfruttamento” dei lavoratori cinesi, tanto è vero che anche Azione Giovani ha impostato la sua campagna anticinese su questa base). Neanche un liberale di sinistra come Rawls concorderebbe.
    Aspettiamo ancora dai pidiessini una critica marxista al “modello cinese”.
    Per il resto, bentornato Davide. D’accordo con le tue considerazioni sulla necessità di disporre di professionisti della politica. Ma certo, come tu non hai mancato di indicare, se ne deve fare un uso molto più razionale.

  97. Davide Says:

    Concordo con il compagno di Roma,la campagna anticinese sta assumendo toni qualunquistici e penosi.Romiti è ormai più a sinistra di Sansonetti.Nessuno parla di come vivevano i tibetani sotto i dalai lama?informarsi prima di santificare la figura del Dalai lama..

  98. daniela Says:

    Per amor di partito (o di congresso?) avete sdoganato burgio, da sbirro (come è stato definito con le risate di tutti da ramon a venezia) ad amico
    Adesso però pare sia la volta di Dipietro. Davvero siete d’accordo con ferrero che non vede problemi in una sua candidatura a presidente d’abruzzo?

  99. corsaro Says:

    Beh allora mettiamo Romiti al posto di Sansonetti…E’ vero, azione giovani sostiene il boicottaggio, invece contro il boicottaggio si sono schierati Berlusconi, Fini, Fassino e tutta la pletora pd-pdl

  100. Rifondatore Comunista Says:

    Avete letto l intervista su Liberazione di oggi? è ancora possibile parlare di gestione unitaria, che condivido come principio, con chi ancora si esprime in questo modo? non per essere cattivo ma leggendola mi sono chiesto se lontanamente certe sue posizioni potevano essere di un iscritto al PRC…o piuttosto di un compagno di sinistra.
    denoto poco spirito costruttivo ed una gran voglia di DISTRUGGERE in molti compagni autorevoli della sua area…

    Da Liberazione

    Zipponi, non giriamoci troppo intorno e andiamo al sodo

    Frida Nacinovich

    Zipponi, non giriamoci troppo intorno e andiamo al sodo. Il congresso di Chianciano è finito, ma il fuoco cova sotto la cenere. Leggere per credere gli interventi che si susseguono su “Liberazione”, sui blog, ecc.., ecc…
    Sembra una rivista di cuori solitari. Gestione unitaria sì, gestione unitaria no, gestione unitaria forse… Preferisco parlare di fatti. Il primo: l’elezione di un nuovo segretario di Rifondazione. Il secondo: l’approvazione di un documento politico proposto dalle quattro mozioni che hanno sostenuto la candidatura di Paolo Ferrero. Il terzo: il dissenso su quel documento espresso da quasi la metà del partito, che ha deciso di costituirsi in area e ritrovarsi a Roma in un grande assemblea il 27 settembre.

    Fra i due documenti politici messi in votazione al congresso c’è di mezzo il mare o un semplice ruscello? Vogliamo spiegare agli elettori di sinistra più distratti le differenze fra i due diversi progetti politici dell’ex mozione Vendola e delle altre quattro mozioni?
    Una premessa: per me il vero congresso di Rifondazione è stato fatto il 13/14 aprile. Novantanove dei cento metri della crisi della sinistra sono stati corsi ad aprile, solo l’ultimo a luglio, a Chianciano.

    Questa la premessa. E le conclusioni? Un mare o un ruscello?
    Non uso giri di parole: non mi convince la spiegazione della sconfitta elettorale offerta dal documento che ha vinto il congresso. Si salta un passaggio a mio avviso fondamentale, cioè l’analisi sulla sconfitta del lavoro e la vittoria del capitale. Anzi, l’egemonia del capitale. Dunque il tutto si riduce a un “non siamo stati abbastanza di sinistra”, “dobbiamo tornare sul sociale”…

    Del resto tutto parte da lì, dalla maledetta primavera. Perché la sinistra ha perso in modo così netto?
    In Europa come in Italia il movimento operaio perde. La sconfitta si riflette nella sua rappresentanza politica. Il documento che ha vinto a Chianciano attribuisce invece la responsabilità della sconfitta elettorale ad un errore di tattica. “Non siamo stati abbastanza di sinistra”, appunto. Magari fosse così.

    Spieghiamo meglio…
    Mi ha colpito la regressione della maggioranza di Rifondazione sui temi del lavoro. Alla frammentazione, alla solitudine dei lavoratori, alla precarietà si risponde: promuoveremo un referendum sulla legge 30. Se quando la sinistra era ben più forte di oggi non siamo riusciti ad estendere l’articolo 18, come si fa a pensare di poter vincere un referendum contro la legge 30? Ci si rende conto delle implicazioni che ci sarebbero se la precarietà venisse suggellata da un referendum in “nome del popolo italiano”? A parole il referendum è condivisibile, nel concreto è un’operazione sociale di destra. Preferisco parlare di firme a favore di una legge contro la precarietà, già depositata in Parlamento, scritta da giuslavoristi di grande esperienza e valore. Meglio guradare ai mille conflitti nei luoghi di lavoro, nei territori, al rinnovo dei contratti di lavoro.

    Permettimi di insistere: il torrentello sta diventando il delta del Gange.
    Siamo di fronte ad un’enorme crisi industriale e finanziaria, che si acuirà nel prossimo anno, che riguarda la liquidità delle banche e il taglio alle attività dirette. La Fiat ha annunciato problemi per il 2008 e il 2009, con probabile cassa integrazione non solo nel comparto dell’auto ma anche negli altri settori. Telecom chiede 5000 esuberi, Alitalia altrettanti senza aver presentato un piano industriale. Non basta, la crisi coinvolge tutto il settore manifatturiero, con ulteriori processi di delocalizzazione. I numeri della cassa integrazione ordinaria e straordinaria previsti per il prossimo anno e mezzo sono allarmanti. Si apre un periodo durissimo, cui si accompagna un nuovo fenomeno, l’indebitamento delle famiglie con una tensione salariale fortissima. La destra politica – governo e Confindustria – dice che non ci sono soldi per le politiche sociali, risponde alla crisi con un’ulteriore stretta su salari e potere di acquisto. Una stretta che avviene insieme al tentativo di demolire i contratti nazionali di lavoro. Di fronte a questa prospettiva, alla cancellazione delle piccole cose che il governo Prodi aveva portato a casa (150mila precari della scuola da stabilizzare, la legge contro gli infortuni, l’assunzione dopo 36 mesi dei precari), il documento che ha vinto il congresso propone di organizzare la sinistra sindacale.

    Insomma, secondo te non ci siamo. Neanche nel rapporto con il sindacato?
    Non penso si riferiscano alla Cisl o alla Uil. Dunque si rivolgono al variegato mondo della Cgil e al sindacalismo esterno, autonomo. Come si fa ad essere così poco modesti da non accorgersi che la Cgil è un sindacato di “soli” 5milioni e mezzo di iscritti, che neanche ai tempi del Pci era possibile ipotizzare un documento congressuale che facesse esplicito riferimento a un’area? C’è una certa sproporzione fra chi parla e l’interlocutore. Comunque sia la Cgil ha tutti gli anticorpi per difendere la propria autonomia da componenti interne minoritarie e residuali. Scrivere questo in una mozione vuol dire consegnare Rifondazione ad un club di sindacalisti a tempo pieno. Mentre a Torino, davanti alla Thyssen Krupp, parlammo di capitalismo italiano, di una sinistra ampia, con l’ambizione di una nostra autonomia. Cosa è cambiato?

    Già, cosa è cambiato?
    Non mi convince la proposta di una riedizione del 20 ottobre 2007. Intanto è cambiato il governo, poi ai lavoratori servono atti concreti, non di testimonianza. Allora furono tre giornali a proporre l’appuntamento, oggi chi lo fa? Vedo molta confusione all’orizzonte, si vuole mettere sullo stesso piano chi approvò il documento sul welfare e chi lo bocciò, chi ha detto che il contratto dei metalmeccanici era un brutto contratto e chi invece lo ha votato. Senza una proposta capace di parlare a tutta la sinistra – ad esempio l’assemblea prospettata da Sansonetti – si rischia di finire in un angolo. Penso a una sinistra talmente autonoma da poter dialogare con tutti.

    Allora che fare?
    Rifondazione deve essere in grado di rivendicare la propria autonomia nella lettura dei processi sociali, senza imboccare scorciatoie sulle ragioni della sconfitta e nella ricerca delle risposte. La propaganda non aiuta. In questo momento servono risultati, alleanza per ottenerli, ricordando che anche questa è la storia del movimento operaio. Dire mai con il Partito democratico, in realtà significa essere subalterni al Pd. Perché poi devi inventarti la ragione per cui governi insieme in alcune giunte, stai insieme nel sindacato e in mille altre occasioni. Chiedo che quelle differenze che ci sono fra i due documenti congressuali siano riconosciute e rispettate, sono due progetti diversi che motivano la nostra assenza dalla prossima segreteria nazionale.

    07/08/2008

  101. Mi permetto compagni di inserirmi sul problema Cina. Senza tirare in ballo Sansonetti, Romiti e via discorrendo. Credo che dobbiamo imparare ad analizzare i problemi al di là delle prese di posizione a priori, se mi posso permettere. Io ho una precisa idea sulla “paura” Cina. La Cina è (o sta diventando) diventata una super potenza? Certo, ma chi ha permesso tutto questo? In un mondo sempre più globalizzato, un paese che cresce economicamente viene per forza cooptato proprio da chi adesso grida “al lupo, al lupo”. La verità è che ogni stato (potenza) è interdipendente in materia economica, finanziaria e di merci. I mercati asiatici hanno chiuso le frontiere, in Italia, il mercato sta crollando… Così per noi, così per gli altri. Quindi il vero problema non è la Cina o un’altra super-potenza che si affaccia all’orizzonte ma è la GLOBALIZZAZIONE che crea dipendenza, alleati, e dominio. Ed anche rivalità quando, qualcuna di esse, decide che può fare da sola. Finita la guerra fredda (mica tanto) adesso abbiamo il pericolo giallo.
    Tengo a precisare, per correttezza, che non sono mai stata e mai sarò filo-cinese. Anzi. Combatto il dominio del dio denaro, nel quale ci vogliono imprigionare tutti. Anche i cinesi. Combatto l’ideologia del dominio del mecato che poi è dominio di pochi su molti. Metto al centro la libertà, i bisogni (non superflui) i desideri, delle donne e degli uomini. Parto da questa realtà. E di questa realtà mi nutro. Senza dimenticare che il mondo è diviso in due: donne ed uomini.
    L’appartenenza geografica è secondaria.

    La mia formazione è avvenuta in un partito nel quale il “centralismo democratico” era un atto di fede, ho imparato la questione morale, e la disobbedienza ad un sistema che mortifica la nostra dignità di donne ed uomini, di cittadine e cittadini. E a cercare la verità (o le verità) anche quando sono scomode. Forse la storia del socialismo sarebbe stata e sarebbe tutt’ora diversa se avessimo ascoltato meglio le parole del Che: “Lo stato a volte si sbaglia. Quando succedono questi sbagli se nota una diminuzione dell’entusiasmo collettivo per una riduzione della qualità di ognuno degli elementi che lo formano, e il lavoro si paralizza sino a divenire un elemento insignificante: quello è il momento di rettificare.”
    Io credo che molti dei sospetti del Che si sono confermati in questi anni ed hanno contribuito al fallimento dei nostri movimenti di liberazione. Non lo abbiamo ascoltato abbastanza. Dall’Africa scrisse a Carlos Quijano del settimanale “Marcha” di Montevideo: “ Mi permetta di dirle che, anche se posso sembrare ridicolo, il vero rivoluzionario viene guidato da grandi sentimenti d’amore. È impossibile pensare a un rivoluzionario autentico senza questa qualità. ”

    Scusate questo salto nostalgico… forse sarà stata anche la questione colombiana venuta fuori in questi giorni con le accuse a Ramon….

    Abbiamo smesso di farci guidare dai grandi sentimenti d’amore per venire assorbiti da sterili dispute di partiti e a volte abbiamo trasformato gli amici in nemici e i veri nemici in alleati. Minati dalla vanità e nella disputa degli spazi politici, non abbiamo più il cuore acceso dalle idee di giustizia. Siamo sordi ai clamori del popolo e perdiamo l’umiltà del lavoro di base; adesso sbozziamo vaghe utopie per mettere insieme dei voti…
    Quando l’amore si raffredda, l’entusiasmo diminuisce, la causa con la sua passione e la dedicazione decade, come la passione scompare, come una storia d’amore in una coppia che già non si ama più. Quello che era “nostro” diviene “mio” e la seduzione del capitalismo mina i principi, tramuta i valori e se proseguiamo nella lotta è perchè l’estetica del potere esercita un fascino maggiore dell’etica dei servizio. E’ l’ amore incandescente per la giustizia che si deve tradurre in liberazione. Per questo il Che poteva affermare con autorità che è necessaria una forte dose di umanità, di senso della giustizia e di verità per non cadere negli estremi dogmatici, in freddi scolasticismi, negli isolamenti delle masse. Tutti i giorni è necessario lottare perchè questo amore per l’umanità viva e si trasformi in fatti concreti, in gesti che servano da esempio per la mobilitazione.
    Quante volte la nostra dose di umanità è rimasta calcinata dai dogmatismi che era gonfi di certezze e che hanno creato vuoti di sensibilità al di sopra dei drammi dei condannati della terra?

    Io me le faccio compagni queste domande, ogni volta che sono dinanzi ad un popolo che soffre…

  102. Laura Says:

    scusate compagni,
    ma quando 8 anni fa il CIO ha dato l’organizzazione dei giochi olimpici alla Cina, non lo sapeva che in quel paese si violavano i diritti umani ? ce ne siamo accorti solo nell’agosto del 2008?

    per chi chiedeva di come procedono le feste:
    a Viareggio tutto nella norma, anche se la crisi si accorge anche qui…

  103. tommaso Says:

    Il documento uscito dal Congresso di Chianciano è un compromesso al ribasso e non indica nessun progetto politico.
    Poi compagno Ramon, basta con le continue allusioni alle compagne e compagni della mozione due di inciucio e appoggio con parte delle personalità del pd e dei mass-media.
    Non potresti impegnarti un pò di più a spiegare quella cosa che tu chiami documento politico, anzichè invitare a “leggerlo bene”?
    Un’altra domanda: Pensate davvero che ad una persona di sinistra l’idea di governare ed affermare per via legislativa i propri ideali sogni non interessi?
    Ti faccio un esempio: il voto utile al pd del 13 e 14 aprile dell’elettorato di sinistra, non è forse parte di questa aspirazione?
    Oppure quando si afferma che andiamo da soli senza cercare alleanze si pensa di essere autossuficenti e comunque sicuri di avere un peso per incidere nella vita delle persone?
    Io mi auguro che il nuovo gruppo dirigente del prc non creda davvero che oggi basti una lucidadina al simbolo, o mandare dirigenti ai cancelli delle fabbriche per reggere la sfida che abbiamo davanti, ma se così fosse la parola fine è già scritta.

    Tommaso.

  104. Teresa Says:

    Tommaso sei proprio alla frutta,se tu e NIKI Svendita non vedete l’ora di accordarvi col PD perchè non ve ne andate.Ma poi di che parli affermazione per via legislativa?Forse non ti è chiaro che Berlusconi ha stravinto,il PD blatera e noi in quattro tutti assieme siamo al 3%.Dopo tutto ciò sostenere certe cose vuol dire avere la faccia come il culo.
    Voi volete solo affermare i vostri interessi per via legislativa,vi consiglio di provare con Berlusconi,per favore lasciate stare la sinistra che non è per voi.

  105. un compagno di Roma Says:

    Cao Corsaro bisogna leggere bene prima di commentare. Dicevo che l’argomento secondo il quale i diritti umani sarebbero violati in Cina perché lì vigenti rapporti di supersfruttamento è una delle architravi della campagna anticinese di Azione Giovani. Questo per alludere al fatto che non di per sé denunciare il supersfruttamento è di “sinistra”, perché questo è in grado di farlo anche una cultura politica conservatrice e persino reazionaria.
    L’obiezione è di merito. Quindi non censura una posizione solo perché questa è condivisa anche da settori politici polarmente opposti.
    Dalla rivoluzione francese e industriale in poi abbiamo imparato che su singoli aspetti e temi i marxisti possono essere anche d’accordo con chi svolge una critica da destra al capitalismo e alla modernità politica. Ciò che cambia sono struttura e spirito della prospettiva teorica e pratica entro la quale quegli aspetti e temi assumono significato.

  106. x Daniela ( che ho il sospetto di conoscere), per quanto mi riguarda non sono d’accordo con Ferrero sul possibilismo Di Pietrico.
    Rifondazione Comunista dovrebbe invece presentare un suo candidato alla regione Abruzzo, proprio per segnare una discontinuità con l’andazzo negativo che il nostro partito ha preso dalla nascità dell’unione in poi ( troppi accordi acritici), ma soprattutto per andare nel senso del documento politico che ha vinto il congresso.

    Luca Marini

  107. corsaro Says:

    Caro compagno di roma, premetto che io non credo molto nei boicottaggi, tanto più nei boicottaggi contro gli Stati (di solito sono i poveracci a pagarli). Dicevo solamente che quando ci si schiera su un’opzione binaria (boicottaggio sì, boicottaggio no) ci si trova spesso in cattiva compagnia, da una parte e dall’altra. Non mi sembra dunque un discrimine aderire , o non aderire alle iniziative contro la Cina. Non mi scandalizza Sansonetti che si dice a favore, non mi scandalizza chi invece è contro.

    Cara Teresa, come giustamente ricordi, alle ultime legislative abbiamo preso il 3%. Ma se, come tu evochi, vorresti vedere via dal prc gli aderenti alla mozione 2, preparati a mirare e rimirare il glorioso 1% (e forse è anche troppo) che ci attende.
    Non sarebbe meglio ricomporre le fratture?
    Saluti

  108. Teresa Says:

    Corsaro forse tu hai intenzione di ricomporre fratture,ma l’ex gruppo dirigente sta solo calcolando il modo migliore di andarsene,non faranno mai opposizione perchè troppi di loro fanno politica per interesse,anche chi ha votato il documento n.2 non ha difficolta ad ammetterlo,ovviamente in privato.Alcuni di loro sono talmente spudorati da risultare addirittura comici.Per loro il 3% o l’1% fa lo stesso l’importante è che abbiano il sedre al caldo.Noi siamo disposti a ripartire anche dal 3% senza avere nulla in cambio,sicuramente anche tu ma a loro una idea simile li fa cagare sotto.

  109. Caro compagno di Roma, un giorno, se ti va, parliamo più approfonditamente, ad ampio spettro, ché mi interessano molto i punti da te sollevati. Io sono zibaldone69@yahoo.it.

    Per Corsaro: La ricomposizione unitaria deve partre da chi fortissimamente ha voluto lo scontro, ancora lo fomenta, e tuttora categoricamente si rifiuta di assumere qualsiasi responsabilità per la sconfitta storica delle elezioni del 13 e 14 aprile. Esortare gli altri facendo finta di nulla non è dimostrazione di grande maturità politica, e ancor meno di reale onestà e volontà di collaborare a ricostruire una prospettiva chiaramente anticapitalistica, di critica, e di lotta contro la spirale sempre più devastante dell’ingiustizia.

    Andare insieme al PD acriticamente (PD che peraltro non ci vuole e non ci ha voluto per le elezioni del 13 e 14 aprile) significherebbe ridurci davvero a zero, e ridurre i nostri dirigenti a puro ceto politico autoreferenziale (lo so, è una prospettiva allettante per tutti i caporioni dela mozione 2). Il problema della questione morale e della gestione del partito nel Meridione è poi purtroppo gravissimo, e gli esempi più volte citati dei vari dirigenti locali calabresi e campani, nonché gli assai poco fulgidi esempi che vengono da “leader” (si fa per dire) nazionali del calibro di un Migliore o di un Ferrara, o dello stesso Vendola, dovrebbero far capire a chiunque che sono stati realizzati guasti così profondi nella gestione del partito, negli ultimi anni, che davvero riesce difficile comprendere come si possa ancora difendere tale gestione.

    Ancor meno è comprensibile il cuore della proposta Vendola-Giordano-Migliore-Mascia di addirittura rilanciare verso un’unione di ceti politici per poi andare a fare un’insensata alleanza organica col PD in totale assenza di prospettive, di valori, di ideali, di chiari paletti programmatici, di proposte, di linee di azione, di capacità di incidere.
    In una situazioen di debolezza ancora (anzi, infinitamente) maggiore che nel maggio 2006.

    Ma che senso ha? Che senso avrebbe? Con il PD, per giunta, dilaniato ed in perenne rischio di dissoluzione? Per questo, alla fine, la mozione 2 ha perso, perché non proponeva davvero nulla, se non la resa, e la salvezza personale per un po’ del suo ceto dirigente. E ha perso nonostante le cose terribili che sono successe nei congressi di circolo del meridione.

    Per tutto questo, a Chianciano, per la prima volta da anni, si è assistito in Italia a un vero congresso politico, e non ad una investitura plebiscitaria e anti-democratica come succede in tutti gli altri partiti ormai da molto tempo. A volte, ho l’impressione che molti amici di sinistra e tanti compagni della 2, siano ormai così permeati dalla propaganda dei mezzi di informazione embedded, e così plagiati, che alla prima prova di democrazia reale, concreta, partecipata, e non mediatica e fasulla, all’improvviso sentono il terreno mancargli sotto i piedi. Ritornando a praticare democrazia, lotta, e discussione critica, prendendo un po’ meno per oro colato la cosiddetta “informazione ufficiale”, tornando a interagire con la gente, è possibile riscoprire le ragioni dell’impegno politico. Non sarà facile, ma vale la pena tentare.

  110. sergio Says:

    Io non riesco ad affrontare il problema della Cina nel modo che lo ponete. Non è in discussione lo schierarsi dalla parte dei più deboli…non scendiamo su questo terreno “borghese”. Io credo che noi dovremmo chiederci il perchè oggi la dx riesce a coinvolgerci nei “temi” (e nella propaganda) che solleva. Pare che anche noi, per stare “al passo coi tempi”, scendiamo accettando questo infido terreno. Certo, io sostengo che l’argomento per quanto giusto E’ ELITARO, parla al ceto politico italiano e non alle grandi masse che hanno ben altri probemi sotto il naso, dal lavoro, al salario, alla casa, alla democrazia ecc. Noi stessi riempiamo le pagine del nostro giornale in modo talmente acritico da essere persino scavalcati a sx dai borghesi (Romiti ?!) e non riusciamo a penetrare negli strati popolari e nei loro interessi. E’ forse questa la modernità? Qui non è in discussione il diritto di criticare la Cina, perdiana! Ma lo schiacciarsi su una campagna di dx. Non abbiamo niente da dire sul capitalismo che affama i popoli di interi continenti? Roba vecchia, forse? Degli USA che dominano il mondo con guerre e controllo poliziesco e tortura a Guantanamo? O forse Bush è divenuto rispettabile perchè veste giacca e cravatta, pranza con gli statisti di tutto il mondo e perbenismi simili? Fanno leggi per autoassolversi, altre che tolgono il diritto al lavoro, altre ancora che eliminano le libertà democratiche (elezioni, stampa…). Insomma QUESTO capitalismo è ancora da criticare? Oppure volgiamo lo sguardo alla Cina, così magari per lavarsi un po’ la coscienza e non farci trovare impreparati ai rimproveri della borghesia sulla nostra non adesione, o partecipazione? Io credo che in “casa nostra” errori ne abbiamo commessi, e ogniqualvolta vengono al pettine è giusto criticarli rigorosamente, per “dovere storico e di classe”, per gli sconfitti, per aprire una prospettiva di liberazione ai neoschiavi, ai proletari, all’umanità. Ma bisogna saper distinguere non fare confusione: io appartengo ad un campo, quello degli sfruttati, non siamo tutti sulla stessa barca, non siamo in un regime di anime belle, pulite, oneste, scrupolose, responsabili ecc. no, il nostro mondo è attrversato da profonde (esplosive!) ingiustizie che non trovano ragione lcuna, e che si reggono solo sulla forza. Per questo scegliere certi argomenti al posto di altri non è un esercizio neutro nè una sbadataggine. Senza voler fare processi ad alcuno, ci tengo a dire che a mio parere è il risultato di una “lettura della società”, che però dipende strettamente dalla tua condizione sociale. E’ banale dirlo ma esprime meglio delle chiacchiere: l’operaio sfruttato sente di più il suo fine mese che i “diritti umani” in Cina o altrove, e non perchè è un rozzo grossolano individualista ma perchè mette al primo posto la sua condizione sociale, concreta, materiale. Insomma non è all’ordine del giorno il problema Cina e quindi non inseguiamoli nelle loro paranoie.

  111. Sergio stare dallla parte dei più deboli non è un terreno “borghese”. E’ il terreno da cui nasce il seme delle lotte di liberazione. Vedi America Latina.
    Per il resto condivido quello che dici. E anche il fatto che è importante scegliere alcuni argomenti piuttosto che altri, senza ostentare il nascondere gli errori di “casa nostra”. Ad esempio, sul nostro giornale si poteva affrontare la questione Cina più criticamente nei confronti dei contestatori, ad esempio. Reporter senza Frontiere, ad esempio, che ancora contesta. Vi ricordate a marzo ad Olimpia che fece Robert Mènard? Ecco , riuscite a pensare a qualcuno di più ipocrita del capo di Reporter Senza Frontiere, Robert Ménard, il più spregiudicato pseudo difensore dei diritti umani disponibile sulla piazza (a pagamento)? Ad Olimpia promosse la contestazione contro la Cina facendosi pubblicità in mondovisione con la trovata delle manette al posto dei cerchi olimpici. E oggi lo stesso. Purtroppo, contro la Cina che tortura, gonfia il petto proprio l’impresentabile Robert Ménard, capo dei capi da sempre di RSF, sinistro personaggio che difende apertamente la tortura stessa, quando a dare il tormento a individui ammanettati sono quelli che gli pagano lo stipendio. Come la CIA, oppure il NED, National Endowment for Democracy, agenzia nota per occuparsi di “cambi di regime” in favore degli interessi degli Stati Uniti e che a quel fine finanzia lautamente RSF come, di fronte a circostanziate denunce, lo stesso Ménard dovette ammettere. Ménard e Reporter Senza Frontiere è un vero speculatore dei diritti umani. A febbraio scorso l’UNESCO si vide costretta ad emettere un duro comunicato contro RSF perché questa si era presa il patrocinio di questa stessa istituzione semplicemente senza chiederlo. Che l’UNESCO debba emettere un comunicato in grave dissenso con una grande ONG che organizza un evento pomposamente intitolato “Giornata mondiale per la libertà di espressione in Internet” la dice lunga. E nel 2003 la stessa RSF fu sospesa per un anno dall’ONU dopo una serie di episodi violenti che avevano coinvolto membri di questa organizzazione.
    Nemica degli organismi internazionali (non vi ricorda la retorica di George Bush alla vigilia dell’invasione dell’Iraq?) RSF appoggia tutte le cause, ma solo quelle che fanno comodo al governo degli Stati Uniti, rigorosamente anticomuniste. Ed è triste che la difesa della libertà di espressione (senz’altro violata in Cina) sia al servizio di interessi di parte e serva a lugubri personaggi come Ménard.
    Magari i nostri giornali dovrebbero non evadere il problema Cina, ma porsi in modo degnamente critico a 360 gradi.

    Certo, caro Sergio, sapere che Alemanno ha esposto la bandiera Tibetana e ha ricevuto il Dalai Lama non mi rallegra per niente. Ovvio che è strumentale il fatto. Sansonetti e tutto il nostro giornale, dovrebbe non criticare il sistema cinese, ma far emergere le contraddizioni di chi apparentemente sembra votarsi all’altruismo. Ma ne siamo capaci Sergio? A quanto pare no. O ci si lascia andare nel qualunquismo come fa Sansonetti, che appunto, afferma banalità che anche i bambini sanno, o si cade all’opposto, accecati dall’ideologia si tenta di leggittimare ogni amenità.
    Io credo Sergio che abbiam perso la capacità critica, hainoi.

  112. scusate la mia assenza , ma diverse incombenze e qualche festa di liberazione mi hanno impedito di seguire bene il blog. anche se ho letto tutto, come sempre.
    per qualche giorno non rientrerò in internet.
    devo rimettere la moderazione, solo per pochi giorni.
    un abbraccio a tutte e tutti.

    ramon

  113. Buone vacanze a tutti gli amici bloggers
    Tafanus

  114. un compagno di Roma Says:

    Anche il dibattito agostano di questo blog è di livello! mi sembra che sulla Cina si stiano dicendo qui cose più sensate di quelle che leggiamo sui “nostri” giornali (sic!).
    Grazie a Mario per la sua disponibilità a un dialogo più “privato”, mi farò sentire senz’altro. Peraltro sollevi un punto che è cruciale, a mio avviso, e che era stato sfiorato, ma non appropriatamente tematizzato, anche da Claudio Grassi qualche tempo fa in un suo articolo. E cioè: Il Pd è sfaldato e sta più i crisi di noi. Che cosa significa questo a livello sociale, rispetto alla sua capacità/volontà di farsi rappresentante degli interessi borghesi complessivi? E che conseguenze avrà il suo mancato “decollo”? Sono questioni secondo me apertissime e per noi decisive. L’azione del nostro segretario sta diventando più incalzante e acquisisce un profilo politico più chiaro anche perché il PD balbetta ed è indecifrabile.
    D’accordo, come accennavo, con Sergio sulla assunzione dell’impostazione culturale delle destre da parte di un largo pezzo di sinistra.
    Del resto se non si ricomincia a fare come qui ha fatto Maria con il suo puntuale promemoria su RSF la nostra autonomia sarà più verbale che altro.

  115. E dopo Lidia Menapace anche Haidi Giuliani entra nel fortino!!!!

  116. Old Communist Says:

    ora, finalmente, per il Partito della Rifondazione Comunista si aprono importanti margini di crescita e radicamento.
    attenzione però al rischio di “sinistrismo”

    VIVA IL PROLETARIATO
    VIVA LA CINA!

  117. Luciano Says:

    Si ci sono stati 2 congressi, come ha scritto Ramon nel suo ultimo post.

    Come militante neutrale, non avendo partecipato ai giochi, visto il mio dissenso al sistema dei documenti, mi permetto di fare un analisi senza condizionamenti di parte.

    Il primo congresso si svolto tra i dirigenti e i leader delle varie correnti, passando dalle diatribe interne. La voglia di rivincita o la presunzione di poter ottenere una maggioranza oltre il 50%, che avrebbe permesso la continuità o la rottura netta di un programma politico, ha condizionando negativamente il processo di unita.

    Due concezioni diverse, due linee politiche, che si sono divise lil 90% dei consensi e che non hanno voluto trovare compromessi o condivisioni per il bene del partito. Fino a tanto è arrivato il rancore personale? Nessuno a pensato di ricucire rapporti e a miscelare posizioni divergenti, perchè entrambi speravanoi di ricevere i consensi necessari per portare avanti le proprie posizioni. Le cattive parole e gli insulti, neanche troppo velati, hanno fatto il resto, condizionando un processo unitario, indispensabile per il futuro del partito.

    Il muro contro muro ha infuenzato poi l’altro congresso, quello del compromesso interno tra le correnti, per sconfiggere la mozione di maggioranza relativa. Tutti uniti per essere divisi.

    Tutto si è svolto in maniera legittima e alla luce del sole, tant’è che si è, per adesso, potuto evitare scissioni e abbandoni, anche se il clima non è da considerare eccellente.

    Sarà una gestione unitaria (per modo di dire) del 50% del partito, e un opposizione interna del 50% del partito, con CPR da un lato e CPR dall’altro.

    Condivido molto delle parole di Ramon, quando parla di linea politica, e dice che i documenti non sono stati letti. Perchè questo conferma la mia tesi, cioè che il condizionamento e le divisioni sono causate dal sistema e non dai contenuti.

    Poi dico, se 4 mozioni, lontane tra loro, con programmi e tesi diverse, hanno potuto trovare intesa per sconfiggere una corrente, superando il contenuto dei documenti, non è altrettanto possibile realizzare un unità interna, allargando questo concetto a tutto il partito?

    Non sono daccorsdo co Ramon, invece, quando insiste nel denigrare l’altra componente, che rappresenta comunque il 50% del partito. Così non si ottiene niente, anzi si alimente il fuoco della divisione interna. Questo vale anche per chi non ha ancora digerito la sconfitta.

    Chi ha il coltello dalla parte del manico, deve esercitare il processo di trasformazione democratica, del sistema interno , per dare la possibilità a tutti i militanti di avere voce in capitolo sulle decisioni importanti, altrimenti le parole rimangono parole.

    Un saluto a pugno chiuso

  118. mariarubini Says:

    Voglio solo salutare tutte e tutti e augurarvi buone vacanze. Io parto oggi e tornerò tra una decina di giorni. Intanto, visto che a settembre si dovrà lavorare duro per approdare ad un autunno incandescente, ho deciso di aprirmi un blog anch’io. Anche perchè Laura e molti altri hanno chiesto di conoscermi, e credo sia oggni più che mai indispensabile la collaborazione della base. A me piacerebbe conoscervi tutti, ma stando al tacco d’Italia potrò farlo solo quando ci sarà occasione di spostamenti. Intanto vi lascio il mio piccolo bloggetto appena aperto,. completamente vuoto se non del primo post. Non ho tempo, l’idea m’è venuta ieri, quindi profilo e tutto il resto lo metterò con calma, al ritorno. Intanto laura, compagno di Roma, Mario Ale Luca ecc ecc iniziamo a sentirci anche tra di noi, và.
    Vi lascioa in questa estate infuocata di caldo e di delirio bellico… ma una volta quando c’erano le Olimpiadi non si fermavano tutte le guerre? E com’è che oggi invece iniziano proprio il giorno dell’innaugurazione? .. mah…. non si capisce più niente. Meglio prendersi una vacanza.
    Un abbraccio a tutti e in particolare a Ramon, come sempre.

    mi raccomando, rilassatevi e ricaricatevi, che sarà dura compagni, molto dura…. comun

  119. Pasquino Says:

    Il Comunismo secondo la bertinotti & C. :

    1)Il Comunismo è il movimento reale che lascia invariato lo stato di cose presenti,soprattutto il nostro.

    2)Il Comunismo del 900 è stato un insieme di errori ed orrori.

    3)Il Comunismo non può essere applicato ma soltanto contemplato da un sistema di riferimento privilegiato della dottrina politica:la non violenza.

    4)Qualora qualche sconsiderato,che avrebbe naturalmente tutta la nostra riprovazione.tentasse di applicare il Comunismo in qualsiasi forma non potrebbe far altro che cadere in quanto descritto al punto 2)

    5)Il Comunismo può al più essere una tendenza culturale(F.Bertinotti 2008) oppure la parte gassosa dell’esistenza umana(N.Vendola 1999).

    6)Al Comunismo si può tornare ma sotto forma di studio e ricerca,ovviamente noi consideriamo la ricerca scientifica come la eventuale dimostrazione delle nostre premesse,naturalmente anche per via di ricerca si ritornerà al Comunismo solo dopo aver confrontato Marx con tutti i pensatori dello scibile umano,con il calcolo combinatorio ce la caveremo in qualche centinaio di anni.Ma possiamo aspettare NOI.

    7)Il Comunismo italiano non è affatto alternativo a Silvio Berlusconi,anzi lui è un vero Comunista ha cambiato l’Italia a partire dai fatti suoi,esattamente come noi.Noi abbiamo cambiato Rifondazione Comunista in un modo che nessun compagno può non riconoscere.

    8)Chiunque renda incompatibile il Comunismo italiano con Berlusconi è un rozzo e antipolitico giudice o dipietrista.

    9)In realtà il Comunismo non è mai esistito.

    10)In realtà il Comunismo non esisterà mai,compagni ma siamo impazziti una cosa è scherzare altro è fare sul serio.Siamo nel 2008 non possiamo credere che ci siano tanti coglioni che vanno contro i nostri interessi,che un giorno chissà potrete anche voi condividere.

    11)In realtà noi COMUNISTI non siamo stati mai,ora non cominciate con il solito moralismo novecentesco.

    IN FEDE

    La BERTINOTTI & C. s.r.m.l.(società a responsabilità molto limitata)

  120. un saluto a tutti al volo.
    liberazione migliora a vista d’occhio… hai visto mai?
    😉

  121. romina Says:

    Cari compagni,
    Avrete saputo di quello che è successo a Catania….Qualche compagno di catania ha per caso tra le mani l’ordinanza di affidamento?
    Grazie

  122. Ramon ora stai diventando troppo moderista

  123. Principe Says:

    .. Cito: “Gli esiti del congresso nazionale devono corrispondere alla effettiva volontà delle iscritte e degli iscritti.”
    .. peccato solo che non una/un iscritta/o abbia mai votato per il documento politico (!) risultato maggioranza (!!!!!!!!!) al congresso ma esso è solo frutto di un’alchimia politica tesa ad eleggere ferrero segretario ad ogni costo…
    La diciamo questa cosa Mantovani??????

  124. Ramon è in atto una crociata e tu lo sai meglio di me e di tutti. Che aspetti a riaprire il forum, che ti crocifiggano?
    Riapri la gabbia dài…
    Un bacio

  125. rieccomi, al casino colombiano si sono aggiunti problemi tecnici con il blog.
    ho appena postato un nuovo articolo che purtroppo ho dovuto scrivere controvoglia.
    un abbraccio a tutte e a tutti. un saluto speciale a Maria Rubini e al suo bellissimo blog che ho già visitato più volte e che inserisco immantinente nel blogroll.

    ramon

  126. presidio terzo lotto Says:

    Che fa Vendola?
    Vuole discutere con Calderoli di federalismo?
    Perchè allora non ci spiega il motivo per cui ha autorizzato il terzo lotto per la discarica Torre Caprarica? La gente sappia che questa è una discarica di rifiuti speciali ed industriali autorizzata dalla Regione Puglia e da gente con in tasca la tessera del PRC: Antonicelli docet!
    Per autorizzare la discarica hanno tralasciato importantissime questioni: la vocazione agricola del territorio, una comunità per disabili nelle vicinanze, il passaggio della conduttura dell’acquedotto sotto uno dei lotti della discarica! Avete firmato tempo fa senza dirci niente. Sono contento che Vendola abbia perso il congresso, almeno questo! Ultima cosa: ho saputo che alcuni iscritti di rifondazione che fanno parte del comitato per la discarica hanno votato Vendola pur sapendo che la concessione per la discarica sarebbe stata concessa. Mi pare che sia un tradimento: spero che si vergognino e se ne vadano da soli. Spero vivamente di non vedere più la loro faccia alle assemblee. Avete la faccia del terzo lotto, traditori della lotta!

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