Rifondazione Comunista fra vita morte e miracoli.

So bene che le dispute sui voti congressuali non possono appassionare nessuno. I militanti meno ancora dei giornalisti pettegoli che hanno come funzione quella di ridurre tutto a scontro personale fra leader. Gli iscritti (quelli veri) meno ancora della cosiddetta sinistra diffusa, perché hanno sempre pensato di iscriversi a un partito diverso dagli altri.

Ma la realtà, la dura realtà, è che oggi, per la prima volta nella storia di Rifondazione Comunista, bisogna discutere anche di questa miseria.

Oramai c’è purtroppo un’ampia letteratura su congressi dove al momento del voto compaiono decine e a volte centinaia di persone sconosciute, in gran parte nuovi iscritti, dove il voto non avviene sulla base dell’appello, dove persone evidentemente inconsapevoli vengono accompagnate da qualcuno che suggerisce loro come votare, dove nonostante centinaia di iscritti non c’è alcun dibattito, e così via. Basta leggere quanto è stato pubblicato nei vari blog e su Liberazione.

Come siamo arrivati a questo punto?

Io voglio cercare di ragionare. Le denunce di irregolarità e i conti dei voti non sono competenza di questo blog. Sarà la commissione congressuale competente a stabilire cosa è dentro e cose è fuori dalle regole. E io accetterò in silenzio ogni decisione.

Eppure bisogna, secondo me, ragionare su quella che a me sembra una degenerazione del partito.

Io penso vi siano due diverse cause che oggi, sommandosi, rischiano di uccidere definitivamente il partito, o più semplicemente di trasformarlo in un partito come gli altri, che per me è la stessa cosa.

La prima: Rifondazione è dalla nascita un partito molto democratico, con uno statuto ultragarantista, e con una piena sovranità delle sue organizzazioni locali su tutte le scelte elettorali e politiche. Per intenderci, e lo dico per le tante e i tanti che non lo sanno, la decisione di fare alleanze e di entrare in giunte comunali provinciali o regionali, è di esclusiva pertinenza rispettivamente dei circoli, dei comitati federali e dei comitati regionali. Fin qui tutto normale. Ma da tempo si è visto in alcune realtà che il potere di prendere decisioni circa le elezioni può essere “scalato”. Come? E da chi? Facciamo un esempio di scuola. In un comune di 20000 abitanti c’è un circolo di 50 iscritti. Normalmente partecipano alla vita attiva del circolo una quindicina di compagne/i. Capita che al momento di prendere decisioni importanti, come le elezioni, l’assemblea del circolo veda una partecipazione di 30 o 40 persone. A un certo punto una persona del circolo, l’anno prima delle elezioni, comincia a tesserare parenti ed amici, magari un’intera cooperativa o un intero circolo arci, o una parte di tesserati dello spi cgil. In un anno miracolosamente il circolo diventa di 150 iscritti, anche se quelli che tirano la carretta restano sempre gli stessi quindici. Anzi, capita che una parte dei 15 smetta l’attività per protesta o delusione. I cento nuovi iscritti compariranno all’assemblea e decideranno loro, votando come un sol uomo, chi farà il segretario del circolo, chi condurrà le trattative per gli assessorati e così via. Tutto nel pieno rispetto dello statuto del partito. Tutto per una piccola questione di potere locale. Ma in quel circolo il partito non è più lo stesso. Non sarà il consigliere o l’assessore lo strumento del partito nelle istituzioni bensì il contrario. Alla fine è il circolo ad essere lo strumento di una persona.

Analogamente a livello provinciale un assessore può costituire circoli in paesi dove non c’è rifondazione e scalare circoli esistenti di pochi iscritti e conquistare così il potere nel comitato federale. Oltre a decidere assessorati provinciali il comitato federale elegge i membri del comitato regionale. Basta che, in una regione, due o tre personaggi che controllano le organizzazioni di partito si mettano d’accordo fra loro ed ecco che avremo assessorati e consiglieri regionali. Se invece capita che non si mettano d’accordo allora capita che si assista ad una guerra delle tessere per preparare lo scontro decisivo. Ovviamente se una federazione di quella regione è esente dallo scontro di potere risulterà ininfluente perché dotata di pochi iscritti e di poco peso negli organismi decisionali. Quando viene il congresso nazionale i vari personaggi si schierano indipendentemente dal contenuto delle mozioni e scelgono la mozione che a livello locale loro possono controllare per perpetuare il loro potere. Capita così che da un congresso all’altro si passi da una mozione all’altra con la massima disinvoltura.

Dopo qualche anno di questa cura il partito in quella regione non c’entra nulla con l’originale.

E’ solo un caso di scuola? No, perchè è il caso della Calabria, dove il partito è ridotto esattamente così da parecchio tempo. Sono state commissariate federazioni ed anche il regionale. C’è un numero esorbitante di iscritti e di circoli che fanno una scarsissima attività politica se togliamo le campagne elettorali per le preferenze, le guerre fra diversi personaggi hanno avuto gli onori della cronaca sui quotidiani locali, e ci sono stati perfino casi di inquisiti e condannati per gravi reati seguiti dall’autosospensione dal partito delle persone interessate, vi sono state denunce, all’autorità giudiziaria, per minacce di vario tipo e perfino l’intervento delle forze dell’ordine per sedare risse durante riunioni del partito.

Oggi, e lo dico senza tema di smentita, in Calabria i vari personaggi di cui sopra hanno scelto la mozione vendola. Per convinzione? Direi di no visto che allo scorso congresso hanno scelto la mozione dell’allora Ernesto che non per caso vinse il congresso calabrese. E come mai? Presto detto: dopo essere usciti dalla maggioranza tre mesi fa visto che in regione ci sono decine di inquisiti la settimana scorsa il comitato regionale ha deliberato che in consiglio si votasse il bilancio ed è alle porte la trattativa per rientrare in giunta. Ed importanti esponenti nazionali della mozione vendola hanno benedetto l’operazione. A me è capitato di presentare la mozione 1 in un circolo dove l’importante esponente nazionale della 2 rispondendo alle mie critiche sul ritorno in giunta ha bollato come verticistica la mia posizione dicendo: “sono i compagni calabresi che devono decidere democraticamente sulla questione ed è sbagliato che dall’alto gli si dica cosa devono fare”.

Appunto.

Ora ai congressi in calabria avremo una grande partecipazione democratica di centinaia di nuovi iscritti che si aggiungono agli oltre novemila del 2007. Vincerà la mozione vendola, senza dubbio. Ovviamente per la bontà della proposta politica e in coerenza con l’assunto che il fine non giustifica i mezzi.

Per quanto riguarda noi della mozione 1 sono ben lieto di poter dire che già all’indomani del famoso CPN abbiamo fatto sapere che non eravamo in cerca di certi voti dicendolo esplicitamente anche nelle assemblee di presentazione della mozione a Reggio Calabria e a Cosenza, quando ancora certi personaggi erano ufficialmente astensionisti sulle mozioni, per il semplice motivo che erano alla ricerca del miglior offerente.

Per fortuna, però, il caso della calabria è isolato. Non c’è nulla di paragonabile in nessuna altra regione. E sono all’esame della commissione congressuale ricorsi sulla regolarità di congressi dove ne sono successe di tutti i colori.

Ma veniamo al resto.

La seconda: Il nostro partito, con tutti i difetti e limiti, è però sempre stato un partito di militanti ed iscritti. E’ normale, come era nel PCI, che in un circolo un gruppo di pochi attivisti gestisca l’attività e che la gran parte degli iscritti partecipi alla festa, anche lavorando duramente, ma che non partecipi, invece, assiduamente a tutte le iniziative e discussioni. Quando c’è il congresso il direttivo manda a casa la lettera e magari gli esponenti delle mozioni del circolo telefonano e parlano con gli iscritti per convincerli della loro posizione. Normalmente vanno a votare tra il 30 e il 60 % degli iscritti. Normalmente l’anno che precede il congresso c’è un piccolo incremento delle tessere, in gran parte dovuto al numero di delegati che spetteranno al circolo per il congresso di federazione. Ma si tratta, normalmente, di un semplice maggiore impegno a fare il tesseramento con più cura. Normalmente un congresso e il suo dibattito convince alcuni compagne o compagni a rifare la tessera o a iscriversi al partito per partecipare.

Normalmente.

E’ normale che un circolo con 100 tesserati nel 2007 ne abbia altrettanti di nuovi nel 2008?

E’ normale che la percentuale dei votanti in gran parte dei circoli sia quella tradizionale e che in altri sia dell’80, del 90 e anche del 100%?

Il nostro regolamento congressuale prevede che ci si possa iscrivere per la prima volta, ottenendo il diritto di voto, dieci giorni prima del congresso di circolo, pagando una quota minima (minima e non fissa) di 10 euro.

Cosa sta succedendo se ci sono circoli che raddoppiano o addirittura triplicano gli iscritti? Se tutti i nuovi iscritti, a volte decine e centinaia, pagano tutti 10 euro e non un centesimo di più? Se ci sono perfino dirigenti di Sinistra Democratica eletti in cariche in quel partito nel loro congresso che una settimana dopo vanno a votare nel congresso del circolo di Rifondazione? Se una parte del paese, nella quale la maggioranza dei gruppi dirigenti ha scelto la mozione 2, celebra i congressi nelle ultime due settimane utili, ottenendo così più tempo di tutti gli altri per fare nuovi tesserati?

Secondo me sta succedendo una cosa chiara. Si sta trasformando il congresso del partito in una spuria elezione primaria.

Capisco l’ansia di vittoria della mozione 2 e capisco che si sia candidato Vendola per sfruttare la sua popolarità ed ottenere voti che sulla proposta della costituente non si sarebbero ottenuti. Ma sono sinceramente sorpreso dalla disinvoltura con la quale si portano al voto centinaia di persone che sono state iscritte solo per il voto. Questo fenomeno non ha nulla a che vedere con la partecipazione. O meglio, ha a che vedere con una idea di partecipazione molto, troppo, simile a quella del partito democratico.

I compagni della mozione 5 oggi hanno pubblicato su Liberazione una lettera aperta nella quale propongono di cambiare il regolamento per fermare uno stravolgimento della dialettica democratica nel nostro partito. Sostanzialmente ammettendo al conteggio dei voti solo i nuovi iscritti prima di una data precisa e certa, sia eliminando la disparità di possibilità dei circoli di reclutare nuovi iscritti a seconda della data del congresso, sia soprattutto eliminando l’applicazione distorta del regolamento. Io credo che abbiano ragione. Che di fronte ad un tesseramento palesemente gonfiato la loro proposta sia giusta e saggia. Ma credo che l’ultima parola circa questa proposta spetti alla mozione 2, visto che, pur potendola imporre con un voto di maggioranza, non credo si possa procedere nel cambiamento del regolamento se non all’unanimità. E temo che la mozione 2 non accetterà mai di ricondurre il congresso nella normalità. Tutto il loro comportamento è ispirato dalla precisa volontà di usare qualsiasi mezzo, per quanto nocivo per il partito, per vincere il congresso.

Nonostante questi due fattori che per me sono assolutamente inquinanti io non credo affatto che la mozione 2 possa vincere il congresso.

Certo per chi propone un processo costituente alla fine del quale, come sostiene esplicitamente Sinistra Democratica che non ha imbarazzo a dirlo, ci sarà un nuovo partito di sinistra affiliato alla famiglia socialista europea, lo stato reale del PRC non ha molta importanza.

Ci sono, però, tutte le condizioni per sanare le situazioni degenerate del partito in alcune circoscritte realtà. Come esiste la possibilità di rimettere al centro dell’attività politica la società invece che le istituzioni.

E per questo mi batterò fino all’ultimo congresso di circolo per impedire la morte di Rifondazione Comunista.

ramon mantovani

188 Risposte to “Rifondazione Comunista fra vita morte e miracoli.”

  1. come è scritto nell’articolo non è questo blog il luogo per denunciare irregolarità nei congressi o per formulare accuse a persone.
    chiunque voglia fare commenti politici ed esprimere opinioni critiche è benvenuto.

    grazie

    ramon

  2. un compagno di Roma Says:

    Caro Ramon, condivido il tuo intervento, ma vorrei capire quali sono le ragioni per cui non avete deciso di proporre al CPN un regolamento congressuale più rigoroso. Io temo che le ragioni siano tutte politiche e abbiano a che fare con il solito calcolo degli equilibri fra le diverse aree. Ma naturalmente posso sbagliarmi

  3. un compagno di Roma Says:

    scusate se riguarda l’intervento di Maria nel topic precedente.
    Maria sei una grande!!!!! Abbiamo bisogno proprio di tutto ciò che tu esprimi

  4. alessandro Says:

    Ciao Ramon, leggendo il tuo post e ripercorrendo con la mente la mia militanza in questo partito, ho pensato che la degenerazione nelle pratiche sia cominciata ben prima della degenerazione della linea politica. E questo ci interroga tutti!
    Non posso fare confronti io, ho 25 anni e da 8 milito nel prc, anche io avvicinatomi per simpatia, quando nelle imponenti manifestazioni del movimento, vedevo tanti centri sociali,decine di gruppi,associazioni,comitati, ma un solo partito, Rifondazione Comunista.E’ chiaro che poi si cresce è si acquisiscono nuove consapevolezze, e così ho pensato alla ultima conferenza nazionale dei giovani comunisti, allora come ora,io e te stavamo nella stessa mozione, ma anche in quell’occasione si verificarono comportamenti e pratiche non proprio eleganti, tu c’eri a quella conferenza, ti ricorderai di un emendamento sull’antifascismo respinto dopo una conta alquanto “sommaria”. In quell’occasione,non votai secondo l’idicazione della mozione,perchè effettivamente ritenevo che l’antifascismo fosse un valore “da condividere”.
    Provai una sensazione strana quel giorno, ero li, ma per la prima volta, non mi sentivo a casa mia, si percepiva uno scontro che andava oltre il politico…la metamorfosi forse era già in atto allora, è un mix di personalismo-nuovismo-buonismo-, un vero processo di piddiessizzazione forzato! La proposta della mozione 5 è interessante, lottate per farla passare, anche perchè , marxianamente parlando è l’unica proposta concreta sul tavolo…. La vedo male,oggi il mio post è molto malinconico…e me ne scuso,ma vorrei porre una provocazione: dopo il congresso, se vinciamo, che ne facciamo delle mozioni? quanto le mozioni sono “portatrici fisiologiche” di pratiche intollerabili? E se perdessimo…. pensate che sia diverso il discorso? secondo me no!

  5. si alessandro, hai ragione. la degenerazione è cominciata ben prima delle ultime divergenze. e io mi sento responsabile perché, sebbene mi sia opposto ad una gestione leaderistica del partito fin da prima del congresso di rimini, non ho capito la portata del cambiamento che veniva avanti ed ho sempre considerato certe cose come fisiologiche. credevo, ma mi sbagliavo, che una nuova generazione di dirigenti avrebbe potuto superare vizi e limiti di un partito che si portava dietro i fardelli di divisioni storiche e le pratiche di potere tradizionali. ho sbagliato e al momento opportuno ne trarrò tutte le conseguenze.
    grazie per il commento

    ramon

  6. Ramon si la realtà è proprio questa, quello che tu dici potrebbe essere un capitolo di un romanzo Verista. Le dinamiche che tu descrivi si sono palesate anche nella mia federazione nel caso di un circolo, una quarantina di nuovi iscritti riversati in un circolo……..inutile stare a dire per quale mozione hanno votato i nuovi.
    Spero che il tuo auspicio circa l’esito finale del congresso vada a buon fine.
    Io la mia battaglia nei circoli l’ho già fatta, ho presentato la mozione 1 in due circoli e ho ottenuto due soli voti, ma sudati. Ne vorrei fare altre, ma non potendo mi unisco alla tua.

    Viva Ramon,

    Luca

  7. caro compagno di roma, ti sbagli. la verità è che quando abbiamo discusso del regolamento sulla questione dei nuovi iscritti dieci giorni prima del congresso di circolo non pensavamo nella maniera più assoluta che qualcuno avrebbe potuto raddoppiare o triplicare iscritti rispetto al 2007. e non ci sembrava giusto impedire il voto di quei compagni e compagne che avevano manifestato la volontà di iscriversi per stare vicini al partito. nessun calcolo fra le diverse aree. abbiamo peccato di ingenuità, ed è un errore grave in politica di questi tempi. o, se vuoi, abbiamo mantenuto fede al principio che non si fanno norme regolamentari fondandole sulla malafede altrui. ma, ripeto, non c’è stato nessun calcolo di equilibri fra le mozioni.
    un abbraccio

    ramon

  8. Grazie compagno di Roma.
    Luca, io penso che in questa fase in cancrena, più che cose da dire si debba pensare alle cose da fare.
    Mai come adesso.
    Ho dieci giorni di tempo. E non aggiungo altro.
    Non lascio il mio commento a quest’ultimo articolo di Ramon, perchè come sapete ho i miei tempi per metabolizzare (sarà la senitità).
    Tra l’atro dopo la lettera aperta del compagno Nicola Cesaria c’è davvero poco “da dire”, Luca.
    Ma come Ramon sono fiduciosa.

    Certo non mollo, e guai se mi metto in testa una cosa. Chi mi conosce lo sa. La perseveranza su questo blog è stata una di queste cose … 🙂

    x MAZINGA. guarda che la mia era una battuta. io qui (e non solo qui) mi faccio il mazzo da parecchio per la prima mozione. diciamo da quando è stata partorita dalle menti sempre malate dei nostri dirigenti …

    🙂

  9. incazzato Says:

    voglio fare,almeno per una volta,la parte dello gnorri(anche se penso di esserlo sempre).
    io,e a questo punto,e molti altri compagni,questo congresso extraordinaire proprio non lo volevamo,almeno non così immediato.la destra stravince ed i comunisti si scannano!un po di orgoglio porcozzio.gruppi,associazioni,assisi,quando vedono “rase al suolo”le proprie idee “azzerano” seduta stante i gruppi dirigenti.detto in parole povere sgombrare il campo e permettere l’avvio della discussione.così non è stato e si è dato inizio ad una serie di errori strategici,che sappiamo si pagano e si pagano amaramente.immediatamente cappelli, fusioni forzate,fughe in avanti,e l’approvazione di un regolamento congressuale che fa meritare al compagno estensore un dito dritto dritto nell’occhio.ora tu però mi fai sbandare,prima dici che questo congresso lo perdiamo e sotto poi dici che lo vinciamo.spiegami meglio,e giacchè ci sei 5 minuti dopo la fine del congresso nazionale che si fa?è inutile dirti che se solo intuissi anche timidi tentativi di “volemose bene” ci rimarrei molto male,e ti tampinerei ogni giorno per farmi spiegare cosa è successo fin quando me ne sarei convinto. c’è una cosa che mi fa molto dispiacere,e che tra le righe del tuo intervento risalta molto,la tua amarezza,la tua delusione,il tuo convincimento che si è arrivati ad un punto di non ritorno e che oramai sia impossibile qualsiasi uscita da questa situazione. non sono quasi mai d’accordo con te ma la tua amarezza ,almeno io,la vivo come una sconfitta personale.non scoraggiarti altrimenti ci deprimiamo.
    hasta siempre

  10. Emanuele Says:

    Caro Ramon,
    come non condividere la tua analisi. Credo che per evitare quello che sta succedendo bastasse imporre che potessero partecipare al voto congressuale solo gli iscritti nel 2007. Non penso sia dittatura: chi ha condiviso con noi l’ultimo difficile anno può votare al congresso. Chi si vuole iscrivere per votare Vendola in quanto persona e non come progetto politico (come mi è stato detto da un personaggio famoso della mia federazione) lo può fare senza problemi, può anche partecipare attivamente alle riunioni pre-congressuali.. Ma non può votare. Motivo di ciò: visto che noi comunisti non siamo in grado di mantenere l’organizzazione del nostro partito, non siamo migliori degli altri, anzi peggio.. decidiamo un limite di decenza sotto il quale non scendere.
    però ti pongo io una domanda alla tua prima analisi. Circolo di 40 iscritti, 5 attivisti + 35 pensionati che hanno dato molto del loro tempo al Pci e a Rifondazione finchè ne hanno avuto possibilità. 35 persone che hanno dato la vita per il partito ma che ora non seguono più, vogliono solo avere la tessere sennò si incazzano. Queste 35 persone come le classifichiamo?
    Voglio dire che è difficile stabilire un limite tra attivisti e non.
    per il futuro: questo congresso serva da lezione. Il prossimo staremo più attenti. Ma due cose voglio dire a chi ha taroccato i congressi:
    1)un nuovo soggetto politico che agisce in questi modi non serve a nessuno.
    2)Chiederemo conto in quei circoli con numeri gonfiati. se hanno votato 100 persone vorrò vedere queste persone ad ogni riunione, li vorrò vedere sudare a volantinare ecc.

  11. Tiziana Says:

    Per chi volesse documentarsi su ciò che sta avvenendo nei congressi calabresi:

    http://rassegna.comune.reggio-calabria.it:8080/T-web/news/300608/0630I0076.PDF

  12. Maria si hai ragione prima di tutto rimboccarsi le maniche, io penso che però c’è anche da parlar chiaro, cioè il contrario di quello che fanno i sostenitori della SINISTRA VETERO LEADERISTICA.

    Luca

  13. un compagno di Roma Says:

    Caro Ramon, la tua risposta mi sembra genuina. Ma allora la ingenuità, scusami, è stata enorme. Posso fare una valutazione sociale e politica che spero non apparirà né urtante né troppo secca e unilaterale? E cioè: qual’è, per così dire, la ragione sociale della mozione 2, le forze sociali che le stanno dietro, il disegno politico complessivo che la dirige etc? Per me è chiaro: la liquidazione, peraltro contro l’originario disegno bertinottiano, dell’autonomia politica e organizzativa della sinistra di classe in Italia. Si tratta della riduzione di rifondazione a forza di complemento di sinistra del partito democratico. Ebbene questa è la ragione del vasto sostegno che la mozione 2 ha trovato al di fuori del nostro partito, nella stampa borghese (Il sole 24 ore ha scritto che noi saremmo pervasi da nostalgie neoproletarie), nell’associazionismo desideroso di ricevere appoggi istituzionali, nel partito democratico stesso, nei settori democratici del padronato ormai a un passo dal compimento del sogno di una vita, la fine di ciò che è stato chiamato anomalia italiana (la più forte sinistra comunista e extraparlamentare dell’Occidente). In breve, la mozione 2 rappresenta nel nostro partito, inconsciamente o no, il punto di vista della borghesia. Donde la fondamentale importanza della nostra battaglia, ma anche la necessità di non concedere ai nostri competitors gli spazi opportuni per portare a termine il loro progetto. Ancora una volta credo che si sia sbagliata l’analisi dei rapporti di forza. Che ne pensi? Un caro saluto

  14. romina Says:

    Condivido l’analisi di mantovani.In realtà più che un’analisi si tratta di una miserevole cronaca.Diciamo che molti di noi hanno cominciato ad avere sentore di questa americanizzazione di rifondazione da prima del risultato elettorale .Qualcuno durante la campagna elettorale altri durante la conferenza organizzativa (le cui indicazioni non sono mai state attualizzate )e altri ancora a partire dal quinto congresso quando si era fatta una scelta da parte di un area ben connotata politicamente e culturalmente che con una battaglia emendataria ha tentato di bloccare le picconate ai capisaldi culturali che dovrebbero caratterizzare un partito comunista ,il concetto di lotta di classe, e una visione che non vede il mondo appiattito nel concetto d’impero come vorrebbe Tony negri ma lacerato da conflitti interimperialistci .Gli insegnamenti di Tony Negri dovevano introdurre e preparare il congresso di Venezia, ricordo quando berinotti scriveva dalle pagine di liberazione che nell’allora unione anche su questioni come la guerra si sarebbe deciso a maggioranza. Già questo era un segnale chiarissimo di sabotaggio politico del nostro partito ,che riportava la dicitura comunista ,ma oramai aveva intrapreso una pratica funzionale all’eliminazione del fattore K anche in Italia. Sempre analizzando i vari passaggi di questa degenerazione,è evidente che un altra picconata è stata la rottura sulla pratica non violenta della politica, che poneva sullo stesso piano palestinesi e israeliani ,iracheni e americani ,con un ignobile campagna di demonizzazione di Cuba… E penso che molti di quelli che sostenevano questa pratica e anche chi sosteneva il contrario siano caduti nel tranello dei liquidazionisti.Ossia l’arroccamento ideologico e di bandiera senza avviare una dibattito serio tra i compagni a botta di slogan . Così questa posizione è divenuta un’altra lavata di faccia che presentiva la svolta governista di Venezia. Concludo che sono daccordo con mantovani sul fattto che il congresso lo vinciamo noi. Ma dopo non si potrà non discutere coinvolgendo la base come si fa in un partito che dovrebbe anelare ad essere di massa non di ceto o oligarchico dell’identità comunista.

  15. Posso fare dietrologia alla Belzebù?!? Dite che sbaglio di molto se penso che NV e tutti i compagni dello stato maggiore meridionale-camorraro sono in stretta consultazione con CGIL, PD, SD, e verdi, e si fanno inviare quei 20-30.000 iscritti “cammellati” per vincere il congresso e poi fare le loro bellissime porcate con Water & friends?!? Troppo rozzo, qualunquista, banale?!? Sarà, ma a pensare male… Se posso fare un appunto ai compagni e ai militanti, è di non aver capito fino in fondo il livello di disinvoltura e di mascalzonaggine a cui potevano arrivare il narciso di Bitonto, il terzino destro di Bari e la loro corte dei miracoli… bisognava svegliarci prima, questa ormai sta diventando proprio l’invasione degli ultracorpi…

  16. francesco Says:

    compagno ramon ho venerato niki vendola da tempi non sospetti.
    Ho rafforzato la mia credenza nell’alterità possibile e necessaria sognando tra le pagine di soggetti smarriti, difficilmente mi sono trovato da una parte che non fosse la sua. Oggi, per la prima volta, mi trovo in dissenso con lui ma la cosa che più mi fa male e che la sua mozione è protagonista di queste scempiaggini. Non fraitendermi, penso che niki di queste schifezze nn ne sappia davvero nulla. Ma qui in calabria penso con terrore al momento in cui dovrò convincere i calabresi che “un altra calabria è possibile” e noi ne siamo gli alfieri. Mi torneranno alla mente questi pseudo congressi in cui tutto è gia scritto o da riscrivere totalmente(tanto è il lurido)..in cui chi, fino a ieri sbraitava contro bertinotti e la sua segreteria, oggi magicamente ha cambiato idea… Ma soprattutto, io che sono militante perchè penso che possiamo ancora riscrivere il destino comune, guardo cosa siamo diventati e rido amaramente … noi dovremmo fare la rivoluzione? noi dovremmo combattere i poteri mafiosi?… compagno niki, non so come andrà, non so ke farai.. non perderai mai la mia stima.. sperò ,però , un giorno tu ti possa accorgere, di chi e come ti ha affiancato nella tua impresa che, in calabria, è fin troppo eccentrica e ben poco ardimentosa….

  17. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    ho letto con attenzione la tua istantanea sul partito e francamente sono
    molto perplesso su alcuni passaggi.
    1) Trovo quantomeno avventurista l’idea che l’autonomia locale così come
    descritto possa essere sinonimo di democrazia. Un partito senza disciplina
    non può pensare di conservare una identità nè tantomeno di poterla diffondere. Non siamo in una fase di democrazia compita e compiuta .
    Persino la lega che appare come un’orda scomposta è strutturata in modo
    ferreo,ed è uno dei suoi punti di forza forse il più rilevante.
    Sicuramente questa impostazione favorisce la permeabilità alla cultura istituzional governista e alle varie declinazioni leaderistiche.
    Trovo che questo approccio esprima una forte debolezza anzichè una forza soprattutto in termini culturali. La discussione anche la più forte
    detrminata e convinta financo massacrante è inutile se poi si dissolve in mille variazioni sul tema.Inoltre ,questa impostazione non coglie un aspetto molto importante della cultura che si intende combattere.Infatti
    la disgregazione e la finta possibilità di operare scelte di libertà si scontra
    con il reale spappolamento di molte reatà giovanili sia nelle aree urbane
    e soprattutto nelle province e nelle realtà marginalizzate.nel nostro paese
    chi perde in provincia ha perso ovunque.
    Anche il movimento ispirato da Ghandi aveva una rigida disciplina!
    Un partito o è compatto o non è e visto che tanto il cammino è lungo
    tantovale partire col piede giusto.
    Non riesco neanche a concepire come si possa accettare che la situazione sia caduta così in basso.Bisogna rifondare i comunisti non il comunismo.
    Rispetto comunque il giusto e doveroso impegno di quanti in buona fede
    facciano di tutto per salvare un’esperienza maturata attraverso mille fatiche e battaglie. Sono sempre più convinto che la questione morale e culturale sia il primo grande tema da sviscerare. Come si può pensare
    sennò di fare autentico e dignitoso proselitismo se poi ognuno può fare quello che ha già fatto vantando anche primati di posizioni e misere fette di potere! Non voglio dilungarmi oltremodo e anzi mi scuso per la prolissa e pedante esposizione ( anche se avrei molte altre cose da dire)
    Buon lavoro di cuore , auguri,viva la vita!

  18. romina Says:

    Caro ramon,
    posso lanciare anche io un sassolino rosa????Vorrei appellarmi al buon senso delle compagne di questo blog.Assolutamente non fatevi accoppare nelle deleghe e nella presentazione delle mozioni dai compagni i quali non hanno nessuna priorità rispetto a noi nel fare politica…. Proprio nessuna .
    Noto che tra i tanti problemi di questo congresso ancora una volta le compagne sono messe da parte e ripescate alla fine nelle quota tanto per rispettare la percentuale . Io per quello che mi riguarda suggerisco di bloccarli su questo punto e non mollare finquando non capiscono che devono sputare l’osso.Senza paura di dar fastidio senza vergogna di di rivelare un limite atavico di questo partito…Per Maria e le altre… Un buon training autogeno è la lettura di Rvoluzionaria professionale di Teresa Noce, e in coda il 2° sesso di Simone De beavoir…..Grazie

  19. luciano Says:

    Cari compagni,

    Girate tutti intorno alla verità. Vi sentite delusi, vi sentite depressi e sconfitti per questa lotta fratricida tra le parti, ma non avete il coraggio di tirarvi fuori dalle imposizioni a cui siamo costretti.

    Perchè non dite chiaramante che questo congresso non andava fatto, ora.
    Che bisognava dare a tutti il tempo necessario per riflettere, capire, discutere. E poi cambiare le regole.

    Come ho gia detto, io sono tra quelli che si astengono. Non posso e non voglio schierarmi. Il leaderismo non mi appassiona.

    Ho come tutti la paura del dopo. Vedo all’orizzonte abbandoni e scissioni, rivincite ed epurazioni. Come in un film gia visto non tanto tempo fa.

    Se non ritroviamo l’unità, per noi non c’è futuro.

    Un saluto a pugno chiuso

  20. alessandro Says:

    Ramon ho apprezzato molto la tua risposta al post precedente, conferma la tua onestà intellettuale; tuttavia il mio non voleva essere un atto di accusa, ma una amara considerazione sui fatti da te riportati…

  21. Ciao caro compagno Ramon, ciao cari tutti,

    in questi giorni sono in Italia (Cagliari) e sto quindi cercando di seguire più da vicino la situazione. Ma la lettura dei giornali provoca non solo stati di agitazione ma proprio incazzo rabbia e sgomento. Cominciando da “Liberazione”, con il grido di dolore di compagni da varie parti d’Italia letteralmente spalmati da truppe cammellate che stanno facendo di un Congresso la più schifosa conta “primaria” tutta personalistica su chi sappiamo. Secondo me l’idea che riprendi di cambiare il Regolamento ADESSO non è molto elegante ma E’ L’UNICA COSA SENSATA DA FARE se non vogliamo che il Partito affondi sotto un mare di merda. Ma la tristezza e lo sgomento viene anche da un’altra cosa, perdonami Ramon ma: KOMO KOJONES avete deciso e votato un Regolamento che permette il voto “fino a dieci giorni prima del Congresso di Circolo”? Ma abbiate pazienza, io sono un pischellino che non sa un cazzo di politica di partito, questo è il mio primo Congresso (dopo la FGCI fino al 1990 mi sono iscritto a Rifondazione nel 2005 grazie ad un’amica comune) e quindi sarà normale e inevitabile che non capisca nulla e prenda cantonate una più grande dell’altra, MA VOI, che siete anni e anni con questo e avete fatto tutti i Congressi, possibile che non abbiate pensato che quei “dieci giorni 2008” erano la porta aperta per il peggio del peggio? Che puntualmente sta avvenendo? Va bene che siamo buoni e aperti ma questo è troppo!!! Troppa fiducia, troppa ingenuità porta a un vero e proprio suicidio!!!

    E’ pazzesco, davvero. Io non so con che faccia certi “compagni” possono guardarsi allo specchio senza sputarsi in un occhio, con tutto quello che stanno facendo per far vincere il loro “leader”. Una vittoria di Pirro e mai sarà tanto vero come oggi, se in qualche modo le altre mozioni principali come la 1 e la 3 non si metteranno d’accordo urgentemente per arginare la degenerazione del Partito, lo svuotamento dall’interno e la sua occupazione manu militari, comprese le varie risorse umane e materiali.

    Ramon e chi può, fate qualcosa per favore, urgentemente!!!

    Saluti comunisti

    Mario

  22. Ramon,ma e’ proprio sicuro che tutto sia perduto?
    lancio una proposta:perche’ non sospendere il congresso e dar vita ad una procedura di verifica del tesseramento a 180°?
    CREDO CHE SIA OPPORTUNO SOSPENDERE IL CONGRESSO!
    che ne pensi?

    SARA

  23. Luciano, se si rimandava il congresso la nuova sinistra l’avrebbero già fatta, ma non ti accorgi che ci sono taluni personaggi che sono li come avvaltoi a sperare che il congresso finisca il prima possibile per partecipare allo scempio del nostro partito e della nuova sinistra?
    In realtà, che lo si voglia o no, questo congresso è l’unico strumento che ci rimane per tamponare questa scellerata nuova sinistra.
    Forse sarà uno strumento inutile, non so, ma è l’unico che ci rimane………e pur con le sue atrocità questo congresso è la possibilità che resta a tanti compagni delusi ed esautorati di continuare a sperare e a lottare per questo fragile partito.

    Luca

  24. romina Says:

    Scusa Giovanni,
    tu sostieni di essere prolisso nei tuoi interventi ,in realtà non solo non sei prolisso ma in alcuni passaggi sei anche criptico . In particolare mi riferisco al riferimento che fai sulla disciplina di partito della quale condivido la tua lettura critica ma non trovo nel testo che stiamo commentando alcuna proposta di mantovani sull’autonomia locale che dovrebbe contrapporsi ad un’idea di partito pesante che sia imperneato del caro vecchio centralismo democratico .Ma forse mi sarà sfuggito, o probabilmente è in un altro articolo. Poi volevo ,se posso permettermi e senza voler in alcun modo polemizzare con te invitarti da compagna a non banalizzare le culture politiche che costituiscono le tante anime di questo partito . Io credo che la dialettica politica e il pluralismo di culture ,anche all’interno della nostra mozione sia una ricchezza non un limite.E quando ci voltiamo indietro per farci una bella radiografia possiamo pesare il tutto nell’ambito di una riflessione collettiva serena tenendo conto che dietro ciascuna posizione c’è un dove si vuole arrivare e un come.Stigmatizzare posizioni politiche differenti ,come competizioni personalistiche, significa dare per scontata la malafede altrui e avviare un meccanismo di arroccamenti fazionistici.Se siamo qui io do per scontato che abbiamo un obbiettivo comune non che siamo in competizione su chi ha visto prima e meglio , anche perchè questo atteggiamento non ci porterebbe da nessuna parte e getterebbe delle ombre molto fosche sulla serietà delle nostre intenzioni…. Insomma siamo adulti e vaccinati . Il narcisismo caratterizza l’adolescenza non la maturità.

  25. oscarmonaco Says:

    incredibile!!!
    incredibile davero…dal sito della mozione due sono stati censurati i miei interventi…inizialmente erano stati pubblicati poi li hanno cancellati!!!!!!!!!

    e si sono dimenticati di togliere le risposte!!!!!

    da sbellicarsi, e denunciavo semplicemente il fatto che la due prende oltre mille voti in soli 5 circoli, riportando poi i dati sul tesseramento in puglia ripresi da un articolo pubblicato su http://www.rifondazioneinmovimento.org…non posso crederci,
    andate a controllare!!!!!!

  26. Ciao Romina.

    Il tuo non è un sassolino, è un macigno.
    Per chi ha orecchie per sentire, se vuole sentire.
    Personalmente non mi è capitato mai di affrontare qui questo problema, se non quello di memoria rossandiana della presa per le corna del toro con Ramon. E non l’ho mai affrontato perchè le priorità di questo Partito ora sono altre, siamo davanti alla quasi totale sconfitta dell’etica, oltre che dell’etica comunista.
    Stiamo assistendo ad un affossamento del Partito, ad una continua e inesorabile perdita di credibilità non solo tra di noi, ma davanti a tutto il Paese (siccome avevamo già molto credito… che volete che sia mai uno sputtanamento simile!)

    Comunque tutte queste batoste non lasciano dubbi sulla necessità di una profonda riflessione sulla politica e sulla rappresentanza, e soprattutto sul senso di quest’ultima. Ottenuta poi in questo modo, ditemi voi…
    Non sono tra quelle che amano la logica del tanto peggio tanto meglio, ma il peggio lo abbiamo già avuto, è davanti ai nostri occhi, e ho l’impressione che se questa riflessione non parte dalle donne negli anni a venire non solo non vedremo una Rifondazione migliore, ma forse non vedremo nessuna Rifondazione.

    A scanso di equivoci Romina: non sto proponendo alle donne di “soccorrere” Rifondazione, ma di ricominciare una riflessione su cosa è la politica, quali sono le pratiche di dialogo e interlocuzione tra istituzioni e movimenti. Perchè per poter lavorare con la gente, per poterla concretamente toccare, bisogna passare, e non è ironia, attraverso i suoi sogni.
    Rifondazione, come tutti i partiti, continua a non tenerne conto, nonostante i buoni propositi a parole.
    Anche nei confronti delle donne del partito.
    Vedi Romina, non è che questo paritto è misogeno, ma quando un partito non si rende conto che c’è differenza tra me, te e Vladimir Luxuria, la situazione è molto seria. Molto.
    Mi spiego.
    Non mi riferisco ovviamente alla lotta dei gay e dei transgender per rivendicare i loro diritti, mi riferisco ad un episodio che mi ha profondamente turbata ed illuminata dello stato di “caos” che vige a sinistra. Sotto campagna elettorale Gad Lerner ha dedicato alle donne in politica una puntata dell’Infedele, se non ricordo male s’intitolava “Politica: donne orizzontali uomini verticali”. E già il titolo non ha bisogno di spiegazioni.
    Bene. Ogni partito aveva la sua donna in rappresentanza per discutere di tale argomento, l’Arcobaleno chi ci manda? Vladimir Luxuria. Ora, con tutta sincerità, io come donna di sinistra mi sono sentita profondamente offesa. Oltre che non minimamente rappresentata, ovvio.

    Quindi Romina, un Partito che fa tutto un calderone tra lotte sociali, diritti civili, movimentismo ecc, che ci mette al pari delle minoranze bisognose d’aiuto (poverine, ste donne), senza avere più un punto di riferimento, che è quella stella polare da inseguire insieme, uomini e donne, è chiaro che entra in crisi profonda. Questo è un partito che ha bisogno di analisi, Romina. Ma non solo di analisi politica, ma di PSICOANALISI!

    E mi fermo qui che non è il momento per affrontare questo dolente tasto. Ora non serve a niente. Vorrei solo che dopo, passata la nuttata (speriamo), si cominciasse a riflettere quali sono le “nostre” priorità senza cadere nel gioco di chi inventa baggianate per deviare i nostri sguardi.

    Per il momento Romina, penso che dobbiamo tutte noi lottare per ritrovare la parola, non tanto lo spazio. Almeno finchè non riusciamo a depurare questo spazio inquinato DAGLI UOMINI.

    Un abbraccio

  27. Daniele Says:

    Mah, a Reggio Emilia, dove la mozione 1 tsa vincendo, le cose che solleva Mnatovani le stanno facendo e le hanno fatte i suoi compagni di mozione.
    Inoltre, vorrei sapere chi stabilisce se un nuovo iscritti è semplicemente un povero scemo cammellato oppure se è uno che si iscrive perchè vuole che il PRC nella costituente ci vada e ci vada tutto! Dite che la sinistra diffusa non esiste e poi quando si iscrive al partito vi lamentate……vorrei capire che logica è questa!!

  28. renato patrito Says:

    Le notizie che ci giungono dai congressi del sud , in particolare calabria e campania,ci riempiono di sconforto.
    Scrivo da Torino,2097 iscritti , una presenza media inferiore al 50% nei congressi,di cui il 70% eseguiti.(ho aderito alla moz.1)
    Un trend regolare,quindi difficile,molto difficile , visto il nostro tempo.
    Molti di noi si interrogano sul futuro di un partito che sta dimostrando di meritare poco.Poco rispetto,poca attenzione,poco di tutto.
    Ci interroghiamo tra noi;se il congresso dovesse finire davanti ad un giudice,sarebe la fine del PRC ,siamo sicuri che chi ha scelto un ‘altra strada , ci stia portando alla peggior soluzione con le nostre mani stesse?
    Se questi compagni non si fanno scrupoli di usare qualsiasi strumento pur di ribaltare il risultato congressuale,forse pensano e sbagliano che il futuro sia già scritto.
    Sbagliano secondo me poichè da questo catastrofe non ne uscirà nulla di buono,nemmeno per loro.
    Non credo pensino che gli attuali elettori (di congresso)siano la loro futura base;nè che il loro futuro partito possa far a meno di due terzi degli insediamenti sociali del paese,forse pensano che che alla fine , seppur schifati , quelli come me li seguano nella loro avventura con SD.
    Che la ricerca della certezza in luogo dell’insicurezza convinca altri a seguirli sulla radiosa strada della costituente di sinistra.
    Non so che dire,cerchiamo di vincere , mi pare l’unico antidoto.

  29. giovanni Says:

    i compagni calabresi quando votavano nomi calati dall’alto senza alcuna motivazione erano “buoni”, quando venivano i commissari erano “buoni”ora che vogliono dire la loro invece non lo sono più!!!!!!??????
    per quando riguarda il tesseramento sarebbe bastato dare il diritto al voto ai tesserati 2007, come sarebbe accaduto se il congresso si fosse svolto alla scadenza naturale…..ma siccome tutti volevate gonfiarlo avete fatto st’accordo…..questa è la verità….ora che non riuscite a portare la gente a votare vi lamentate…..nel mio circolo (dove tra l’altro è iscritto il segretario provinciale) 20 tessere in meno dello scorso anno…..quindi non facciamo di tutta l’erba un fascio

  30. Luca Fala Says:

    ciao Ramon,
    condivido e vivo con te questo delicato momento all’interno del partito. Ma che fare ora? Come comportarsi? Rifondazione si può salvare, è vero, ma se andiamo avanti di questo passo la possiamo salvare come esperienza politica che ci possa servire per ricreare un partito sano come era in effetti rifondazione prima. Rischiamo di essere schiacciati dalla forza dei numeri, rischiamo di lasciarci sbranare così in modo inerme da persone che io credevo compagni con le quali condividiamo per ora si lo stesso partito ma non di certo gli stessi valori. Che fare allora? Prima ero inkazzato, lo sono stato per tutta la campagna elettorale e fino a poco tempo fà. Ora no sò neppure se essere deluso, perchè si è delusi quando si perde e non sento di aver perso. Sono allibito, incredulo, impressionato dalla violenza di questo modo di far prevalere le ragioni di alcuni in questo partito. Ti ripeto, ora che fare? Devo dirti la verità…. io porto avanti come te i nostri ideali ed i nostri valori, come migliaia di altri compagni in Italia del resto e voglio ancora portarli avanti e lottare! Ma questa cosa mi fà sentire veramente spaesato! Staremo a vedere. Boh! Per quel che riguarda il tuo scritto devo dire cha hai fatto un’analisi superlativa. Reale ed assolutamente esatta. Noi ripartiamo da qua, dalle cose reali, dai valori e dalla moralità delle azioni. Vediamo un po’ gli altri dove vogliono andar a finire!
    Un saluto da Luca di Porto Recanati. Ciao!

  31. Lorenzo Says:

    splendida (se si può usare questo termine per una storia triste come questa) analisi. Asciutta, reale, sincera. Nel tuo stile. I militanti sanno che è così. Gli istituzionali lo sanno ma non lo dicono. Una soluzione al problema però esiste. Nel mio circolo di 120 iscritti la carretta la portiamo avanti (chi più chi meno) in 40. Abbiamo un consigliere a noi sgradito, all’epoca molto vicino ai cossuttiani, oggi molto governista e istituzionale. Sa che lavoro noi lo facciamo con la militanza e non con le tessere e questo non gli permette di fare danni. Una parola nostra ed è sputtanato. Speriamo di riuscire a risanare la spaccatura, quantomeno con i compagni che sostengono la 2 in buona fede e si renderanno conto presto dei figuri che gravitano in quell’ambiente. Ci credo poco comunque, visti i post su manifestoperlarifondazione.it dove si parla apertamente di “regolamento di conti con mantovani a congresso finito”. Questa battaglia di blogs sta avvenenando il clima, se non bastassero già i cammelli (chiamiamoli pure con il loro nome) della calabria e non solo. Per quanto riguarda te, Ramon, tieniti stretta la splendida dote che hai di dire le cose chiaramente come stanno, visto che questo blog in questo congresso è uno dei pochi luoghi dove si dice realmente come stanno le cose. Se continuerà ad essere così stai tranquillo che le “rese dei conti” non ci saranno perchè se cacciano te, se ne andranno in tanti.

    un abbraccio

    Lorenzo

  32. Macka B Says:

    cara Romina,
    non te la prendere con Toni Negri perchè con i nostri guai non c’entra niente. Devo dire che anche lui si è molto arrabbiato col PRC dopo Venezia. basta leggere il suo Goodbye Mr Socialism, libro in cui esprime dissenso e delusione.
    Resta un mistero: come si fa da un giorno all’altro a passare da Negri a Occhetto ?

  33. Caro Ramon condivido in pieno ciò che denunci portando l’esempio della Calabria che sicuramente è il più eclatante ma purtroppo non l’unico e penso che ciò sia anche una conseguenza della presenza delle correnti che in alcuni casi hanno rappresentato più un modo pr ottenere parti di potere che reali momenti di organizzazione tra compagni che avevano sensibilità simili.

  34. romina Says:

    Ciao Maria,
    la tua riflessione è ricca di spunti interessanti… Altro che macigni ci vorrebbero colate di cemento armato!!!!!!Ma non mi soffermo oltre sulla questione di genere pechè io e te abbiamo già detto abbastanza…. E qui temo (anche giustamente) che i compagni ci lincino visto che adesso la”questione meridionale” è gettonatissima in tutti gli interventi e anima e infervora la discussione su questo blog…..lL’unico approfondimento che sentirei di fare è sull’aspetto che sottolineavi tu della lontananza del partito dalla gente.Vedi ,non voglio star qui a discettare di scolastica marxista, ma, temo, evitando citazioni a buon mercato, che dovrò materializzare qui su questo blog gli insegnamenti di lenin in merito alla problematica che affronti.Lenin sosteneva che i comunisti devono stare un passo avanti alle masse ,ne all’interno ,perche si verificherebbe una contaminazione velleitaria (comunismo infantile), ne distante perchè altrimenti si farebbe ceto politico borghese… L’attualità di questa riflessione è drammatica….. Tu dicevi dobbiamo stare tra la gente .Vedi Maria il limite dei limiti di questo partito che compie diciotto anni ma non è ancora maggiorenne è che è e vuole restare partito d’opinione. Altra cosa è un partito di massa!!!!!!Quello che succede oggi è la maturazione di una tendenza che ha caratterizzato rifondazione fin dalla nascita. Tu parli di stare tra la gente……. Ma che forse il nostro apparato dirigente(e non usiamo il plurale maiestatis perchè noi militanti ci assumeremmo colpe che non abbiamo) vive sulle nuvole, non mangia beve e dorme???? Saprai che a mirafiori siamo stati fischiati e che a Torino alla manifestazione per quel massacro verificatosi alla Tyssen-krupt siamo stati insultati!!!!!!!!!!Purttroppo L’operazione della 2° mozione oggi è quella di portare a compimento la bolognina…. Niente di più niente di meno……Voi perlate della situazione calabrese????? Ma lo sapete che il voto operaio al nord è andato alla lega???? Bertinotti si è interrogato su questo aspetto del nostro tracollo elettorale????? Oggi c’è una recrudescenza di un rinnovato razzismo di massa, i lavoratori pensano che tutti i mali del mondo dipendono dai rom…. Non voglio sproloquiare oltre …Qualcuno in tempi non sospetti diceva che Bertinotti sbagliava l’analisi …Col senno di poi dico che i suoi raggiri culturali avevano uno scopo ben preciso…infatti i richiami all’unitarietà provengono da noi non da loro. Quando Ferrero parla di primarie dice una sacrosanta verità ,ma non per i toni e i personalismi ma per la sostanza politica delle cose . Questi non sanno come e cosa faranno ma di certo devono liberarsi della palla al piede comunista… Del peccato originale .E questa la loro priorità.Questo congresso è pesante ma ancora più pesante sarà il dopo congresso.Perchè io non so questi come reagiranno ad una auspicabile sconfitta….Ti abbraccio anche io…Ciao Maria

  35. Pino da Roma Says:

    Ramon, triste o allegro sei sempre tu, grande!
    Ora capisco anche i tuoi (per così dire) screzi con Nichi.
    Nichi, è proprio lui la possibile soluzione della faccenda!
    Se pensiamo che si è reso disponibile a cancellare il PRC sostituendolo con un nuovo soggetto simil PD, bisogna lotttare per invalidare tutto anche con la forza!
    Se invece è fermamente convinto delle idee che indica nel suo documento, a prescindere di chi si è accodato al suo progetto, allora bisogna tartassarlo, scrivergli, incontrarlo, convincerlo a ritirare tutto per il bene di Rifondazione e dei comunisti di questo paese.
    Compagni, purtroppo se questo non avviene, bisogna aspettarsi un’altra divisione, di positivo vedo molti compagni di questo blog tanto appassionati e convinti pertanto non saremo soli.
    Saluti comunisti e Nichi se ci leggi ripensaci per quanto di buono Rifondazione ti abbia dato.
    Pino

  36. luciano Says:

    Stiamo rischiando un implosione. Oramai siamo in rotta di collisione.

    Sto seguendo tantissimi forum, sparsi nella penisola, e credetemi i cammellati sono bipartisan.
    Gli schieramenti (tutti) ci stanno massacrando di mail e telefonate distruggendosi a vicenda. Io che ho sempre lavorato per il partito a 360°
    sono nauseato e schifato. Nella mia federazione, solo il 20% dei tesserati del 2007 ha partecipato ai congressi di circolo che in alcuni casi non sono stati neanche eseguiti.

    Io, come tanti altri compagni, ho seguito il disegno dell’astensione, convinto che il partito ha bisogno di essere ricostruito dalla base e non decimato da questo sistema che permette divisioni e spaccature interne.

    Insisto nel dire che QUESTO CONGRESSO NON ANDAVA FATTO, stiamo assistendo all’abbandono dei “Compagni di fede”, che tanto anno dato al partito. Avevamo bisogno di tempo per friflettere e decidere il meglio.

    Anche se sono un dirigente del partito, fino al grado regionale, non so spiegare il perchè di tanto odio tra le parti. I termini e le parole che si usano in questi giorni per denigrare l’ antagonista interno, non le ho mai sentite neanche nei confronti dei fascisti. La battaglia che si sta combattendo è umiliante per tutti noi che abbiamo voluto bene a questo partito, forse anche troppo, tanto da permettere ai pesciecani di approfittare della nostra buon a fede considerandoci solo numeri per portare consensi e voti di parte.

    IO SONO COMUNISTA. E basta! Non mi voglio schierare. Se questa è una colpa, condannatemi pure. Non mi va di essere cammellato e trascinato con l’imposizione.

    Un saluto a pugno chiuso.

  37. giovanni Says:

    Cara Romina,
    innanzi tutto ti ringrazio e mi scuso. Ti ringrazio perchè oltre ad aver letto ilmio commento hai anche evidenziato quanto male io l’abbia scritto,e per questo mi scuso.( quando l’ho scritto avevo una fretta del diavolo e dieci altrecose in testa). Nll’articolo Ramon sottolinea l’impostazione moltodemocraticae garantista dello statuto( il primo punto dei due in scaletta dove si sottolineal’autonomia locale dei circoli e via dicendo). Tutto il mio commento è relativoa quell’unico aspetto. Cioè non credo che l’autonomia locale sia di per sè sinonimo di un criterio democratico.Credo che un partito anticapitalista debbaavere una struttura leggera ma inox, cioè antiruggine.Se dai la possibilità di creare le scalate ( cito dall’articolo di Ramon) attraverso la strumentalizzazione dei circoli fino ai comitati regionali crei una condizione organizzativa che teoricamente è molto democratica ma che nei fatti si rivela essere l’esatto contrario. Ecco perchè mi sembra ” avventurista”. Io non sono iscritto e non milito,o meglio milito come molti all’interno delle micro battaglie ,più o meno pesanti e pericolose, ma non per questo meno rischiose per gli esiti che a
    livello personale si possono subire.Ho appreso da queste dichiarazioni di Ramon qualcosa che non sapevo e che mi ha fatto specie. NON credo
    che una impostazione del genere consenta di garantire la democrazia figuriamoci poi se è in grado di testimoniarla.I fatti dimostrano che questo
    modello organizzativo non funziona. Il centralismo democratico l’ho vissuto in gioventù non mi emoziona ma se l’alternativa è questa meglio il
    vecchio sistema. Il problema organizzativo di un partito di opposizione radicale a un sistema ad un modello o idea di società è parte integrante del suo progetto,della sua ragion d’essere.Sbagliare organizzazione è come sbagliare linea politica,se non peggio. Non so dove tu possa aver trovato banalizzazioni politiche ( ma non è polemico , ho riletto il il mio
    comm. e non riesco a trovare un passaggio che possa essere interpretato in questo modo) ma sono assolutamente in accordo con te sul fatto che molte sfumature o anime culturali non possono che essere un bene.
    Pagine indietro ho avuto proprio uno scambio duro con Mariogc su questo punto. Penso che ci sia molto da capire e da riflettere sulla nuova realtà che stiamo vivendo e penso che la presenza di molte “anime” sia una garanzia per la vivacità e la profondità del dibattito. Però un partito non è ,e secondo me non può essere , un forum perenne di discussione.
    Un partito deve essere in grado di rappresentare l’intenzione decisa di confliggere con un progetto che si ritiene nemico ,da cambiare,da abbattere e per fare questo un partito ha bisogno di una sola cosa,di uomini e donne che con tutte le loro particolarità etc.etc insieme sanno di combattere almeno una cosa,non cento o mille UNA.
    I fatti dicono che in RC ci sono molte posizioni diverse ma nella direzione del partito. Ancora i fatti dicono che ogni mezzo è buono per vincere sull’altro( almeno secondo certe posizioni) quindi i fatti dicono che il partito ha fallito il suo modello organizzativo .
    Le posizioni leaderistiche sono la conseguenza di un errore che ha origine molti anni fa e secondo me con la responsabilità di tutto il gruppo dirigente. Non è questione di malafede,non penso che Vendola o chi per lui siano in malafade,sono senza paracadute e in caduta libera ci si aggrappa a tutto. Ecco perchè penso che riflettere sia molto importante e perchè sia necessaria una struttura inox per ripartire. Leggera,resistente,ma antiruggine.
    Capire quale sia il vero nemico, ( non diciamo i padroni che non vuole dire molto ormai) e come fare per ridurne le forze fino a sconfiggerlo,
    siamo sicuri che questo sia chiaro a tutti e che se ne parli al congresso?
    Spero di aver chiarito aspetti criptici e nel caso dimmi cosa ne pensi
    amo la discussione e la critica è il lievito del confronto.
    Un caro saluto Romina,grazie ancora,viva la vita!

  38. ulianov Says:

    scusate, qualcuno sa com’è finita a Bologna negli ultimi 3 circoli? I congressi dovrebbero essersi conclusi lì…

  39. Anna B. Says:

    “la decisione di fare alleanze e di entrare in giunte comunali provinciali o regionali, è di esclusiva pertinenza rispettivamente dei circoli, dei comitati federali e dei comitati regionali”-peccato, caro ramon che già da un annetto almeno non sia più così:
    1 La scelta del simbolo, che una volta predeterminato a livello nazionale ha impedito alle compagne e ai compagni dei circoli e non solo di presentarsi alle elezioni con il simbolo del partito: mera questione di opportunità per non confondere ulteriormente l’elettorato…e abbiamo dovuto accettarlo;

    2 La composizione delle liste alla camera e al senato: decise in autonomia da un solo uomo organizzatore, su consiglio di altrettanti uomini che usavano i posti in lista come il cartoncino del risiko…

    Mi femro qui solo perchè più penso alla degenerazione (ALTRO CHE RIGENERAZIONI, come recitava il titolo del doc che ho votato convintamente alla scorsa conferenza GC) più la pulsione di mollare tutto mi chiude lo stomaco. Anch’io come te e tant* altr* militanti ( e non iscritti dell’ultima settimana) vado avanti solo per impedire che questo partito venga liquidato ulteriormente.
    Un abbraccio

  40. giorgiogaudelli Says:

    Ciao Ramon,leggo sempre con immenso piacere le tue considerazioni politiche,ma mi assale un dubbio,corroborato da voci di corridoio,cioè di un accordo tra 1 e 2 visto che nessuno vince…spero non sia vero,altrimenti tanti di noi avranno lottato per un nulla di fatto.

  41. pierluigi Says:

    penso che cmq finirà il congresso questo partito,così com’è ora, nn esistera più…….se vince la 1, se ne vanno quelli della 2 e viceversa……nn capisco come, per colpa di dissidi tra componenti dell’ex classe dirigente si debbano buttare al vento quasi vent’anni di questa bella storia che è stata il PRC. giordano, bertinotti, vendola, mantovani, ferrero, grassi vergognatevi….voi (c he fino a ieri eravate culo e camicia e contendervi le poltrone più belle) ora state decretando la morte del prc

  42. Caro Ramon,

    sono sempre più depressa e la vedo sempre più nera.
    Oggi tutto il mondo gioisce per la liberazione della Betancourt e Liberazione fischietta. In compenso due pagine dedicate all’assemblea di domani a Firenze. Un vero e proprio trattato di ascesi mistica (e meno male che sono solo proposte d’appunti, pensa come saranno i lavori a seguire), una sorta di percorso psicanalitico per una sorta di lavorìo sulla sublimazione delle frustrazioni ataviche che ormai nessun comunista sano di mente può più reggere. Pena la perdita completa dei cinque organi sensoriali.

    Ovunque si parla della liberazione di Ingrid Betancourt e degli altri ostaggi. Ci uniamo tutti alla gioia di questo momento tanto atteso, ma credo che anche in questo momento nessuno debba dimenticare chi è Uribe. Ho sfogliato vari quotidiani, e con dispiacere leggo che per quest’azione militare del governo tra un po’ si arrvia a chiedere l’apertura del processo di beatificazione al Presidente della Colombia. Tutti hanno approfondito la situazione Colombiana e la storia delle FARC, perfino il Secolo XIX.
    Liberazione no.
    Ora, magari, insieme a questa bellissima notizia, valeva la pena che un giornale che si definisce comunista (mi pare che in testata ci sia ancora scritto così), ricordasse un po’ a tutti che tipo di governo c’è in Colombia e chi è Uribe.
    A marzo, solo tre mesi fa, io ho aderito insieme anche a Frei Betto e a te, Ramon, a

    Llamado urgente en defensa de las asociaciones para los DDHH en Colombia.

    cioè un appello per chiedere al governo di Álvaro Uribe le immediate dimissioni del suo consigliere José Obdulio Gaviria, il quale con le sue scellerate dichiarazioni rivolte alla stampa colombiana in cui ha bollato la marcia del 6 marzo scorso promossa dal MOVICE (Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato), come “organizzata dalle FARC” ha messo gravemente in pericolo la vita di tutti coloro che si sono impegnati nella sua organizzazione. Sono stati già uccisi quattro sindacalisti in pochi giorni e molti sono minacciati dai gruppi paramilitari.

    Ecco, magari, senza nulla togliere a questo grendioso evento di cui tutti siamo felici, ricordare anche perchè nascono le FARC e ricordare che in Colombia il rispetto dei diritti civili viene messo sotto ai tacchi delle suole, non avrebbe fatto male.

    Però in prima pagina era importante citare Voltaire: “chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo”.

    Ramon, la prossima sassata che indirizzi su

    SANSONETTIIIIIIIII

    per cortesia, che non sia nè metaforica nè virtuale.

    E cerca di prenderlo in pieno.

    Grazie

  43. elio pillai Says:

    Ciao Ramon
    Come si puo’ non condividere la tua denuncia.Ciò che tu denunci sul tesseramento, in rifondazione, si verifica da parechi anni.
    Il CPN che ha votato il regolamento congressuale doveva bloccare il tesseramento al 2007,non consentire d’iscriversi fino a 10 giorni prima dei congressi dei circoli .
    Questo è stato un errore formidabile che ci costera’ la “vita”.
    Ramon,la Calabria non è un caso isolato,è solo la degenerazione di quello che c’è gia’ da tempo nel resto d’Italia.
    Solo che questo aspetto ora è piu’ marcato ,emerge con più evidenza, con piu’ violenza, perche’ non è piu’ in gioco ,solo,il controllo e l’ccupazione del partito,nelle istituzione in questa o quella regione.
    E’ in gioco molto di piu’,é in gioco il controllo del partito a livello nazionale.
    Un ingenuo chiederebbe: “cos’ha di tanto attraente e d’interessante questo partito delle tessere che esiste solo sulla carta, e sul piano elettorale vale l’1,2%?
    lo scontro politico in atto non è solo su chi vuol gestirà il dopo sconfitta elettorale di dimensioni planetarie??..
    Se questo fosse il problema, un coro dovrebbe levarsi da ogni parte dell’italia al grido …”compagni dirigenti tornatevene a casa,cercatevi un posto di lavoro anche precario, e sappiate che,forse, vi chiederemo i danni….chi invece ha la pensione maturata grazie ai nostri voti dentro le istituzioni, se la goda in santa pace, e non vogliamo neanche essere ringraziati…non occupatevi di nulla,al resto pensiamo noi”.
    Invece non è cosi, qualcosa c’è che va al di la della politica: c’è un tesoretto di cui non conosciamo l’entita’,e come si sa l’occhio è sempre piu’ grande della pancia.
    Vedete car* compagn*cio’ che succede nel mondo capitalistico accade,purtoppo, anche da noi!..
    Il patrimonio economico e finanziario che il partito ha accomulato in questi anni grazie a nostri voti è diventato l’oggetto del contendere.
    Apparentemente lo scontro è politico,e x molti di noi è cosi, ma per molti altri non è così.
    E allora che fare?..Io un suggerimento ce l’ho!…
    Supponiamo che,malauguratamente, la mozione che vince il congresso scioglie il partito portandosi via simbolo,patrimonio economico e finanziario per costituire un altro “soggetto politico” con altri partiti,che ne so…per esempio, con Sd e forse anche con Dalema.
    Ora tutti sappiamo che Sd di suo non porta nulla,non porta in dote neanche un fiorino e neppure buone idee.
    SD non ha patrimonio,ne risorse economiche ,pero’ godrebbe del “nostro”tesoretto che i vincitori del nostro congresso porterebbero in dote nella nuova costituente .
    Ecco, se questa malaugurata ipotesi dovesse accadere, noi, quelli che vogliono che il partito della rifondazione comunista viva,rimanga in campo,dovremo costituirci parte civile per chiedere la quota del tesoretto che si spetta,insomma…quella che viene definita bruttalmente in economia “la quota di partecipazione azionaria”.
    Naturalmente chiederemo anche i danni oltre alla nostre quote.
    Rimane il problema del simbolo ,non saprei cosa scegliere,la bandiera rossa o la falce e il martello?!..
    Puo’ essere che ci lascino il simbolo della SE visto che ne MUssi ne Fava lo vogliono,vuol dire che prenderemo anche quello.
    E’ vero questa sarebbe la fine o forse la fine è gia’ arrivata e ancora non ce ne siamo accorti.
    Uno slogan molto bello fatto proprio da rifondazione era “un mondo diverso è possibile!”
    Ramon,questa è diventata fantapolitica.
    un abbraccio
    elio

  44. Da Apcom:
    Oggi pomeriggio alle 16.30 inizia un processo che potrebbe portare alla scissione di Rifondazione comunista: Nichi Vendola, primo firmatario della mozione 2 che raccoglie gli ex bertinottiani, ha convocato una conferenza stampa urgente contro la decisione della commissione per il congresso di annullare i risultati del congresso di Reggio Calabria, vinto con 345 voti contro 2 dalla sua area politica. Con questa decisione si sarebbero schierati i rappresentanti della mozione 1 (Ferrero-Grassi-Mantovani) ma anche quelli di tutte le altre mozioni ad eccezione di quella bertinottiana.

    ***
    E’ in corso la conferenza stampa

  45. un cammello Says:

    ti sei messo con i peggio mostri ramon mantovani, eppure non mi sembravi di quella stirpe quando ti sentivo agli albori di rifondazione

    mi davi l’idea di uno libero, che voleva salvare il passato ma anche guardare al domani, al di là delle fetecchie comuniste e della liturgia politica che ha ucciso la sinistra, e oggi mi ti sei messo con i peggio del peggio, che se dovessero vicnere il congresso faranno tabula rasa di rifondazione e non xché lo voglino loro: ma perché tutti scapperanno via
    comunque sia

    Ora invece ci state andaando in puzza, come si dice a Roma

    Xché Vendola – che è più fresco di voi e rappresenta il FUTURO, non il passato che per voi è l’unico orizzonte – STA VINCENDO IL CONGRESSO

    eppure sono i compagni che l’hanno votato, oppure pensate solo che i voti buoni sono solo i vostri?
    e così, poiché gli sputtanatissimi russo spena, gressi e ferrero (nomi nuovi) hanno pensato di prendersi il partito anche a costo di distruggerlo, finirà in tribunale
    oppure a mazzate (opzione che preferirei)
    che tristezza

  46. Cammello,
    un ragionamento politico sul perchè al nord, al centro e in sicilia vince la mozione 1 e la mosione 2 vince solo in 5 regioni ( molise, basilicata, campania, puglia, sardegna) arrivi a farlo oppure sai solo scrivere offese gratuite?

    E se la situazione rimanesse questa ma la mozione Vendola vincesse il congresso solo in forza di quelle cinque regioni che vittoria sarebbe?

  47. Luca Fala Says:

    caro cammello,
    dietro le tue gobbe tieni schiere di voti pattumiera. Compagni dici? Ma che compagni, che uomini si celano dietro a queste maschere di ipocrisia che avvelenano i tuoi di compagni. Non ho mai sentito parlare un comunista così, e se questo dovrebbe essere il futuro, allora Berlusconi è bene che ci sguazzi in questo presente. Ce ne fossere di persone, non compagni, come Ferrero che alzano le mani al cielo e invocano perdono perchè con quelle mani hanno votato le missioni di morte di afganistan e se le sentono sporche di sangue. Ce ne fossero di compagni che come Grassi che nonostante tutto e tutti ha sempre lavorato in silenzio dentro ad un partito con tanti professorini capisci tutto che gli spiegavano cos’era la non violenza e il futuro mentre banchettavano nelle stanze del potere. Ed ora parliamo di futuro additando una guida carismatica, il compagno Vendola come se fosse un Dio in terra. Il nuovo che ci libererà da tutti i mali che abbiamo creato. Caro cammello, nei tribunali ci vanno gli avidi di quattrini per questi motivi, non le persone civili! I leaderismo noi comunisti lo conosciamo bene… vedi magari in russia se il futuro lo portò il compagno Stalin che pure fu designato erede da Lenin! Il partito non è di nessuno bravo, non di Grassi, Russo Spena, Mantovani e Ferrero. Il partito è il nostro, della sua base, del suo elettorato, di chi ci crede e lo rende strumento e mezzo di lotta. Se vogliamo un partito d’opinione pubblica allora tesseriamoci tutti col pd e portiamo il comunismo come corrente di pensiero la dentro allora, no? Per finire per quanto riguarda le mazzate a me è bastata di gran lunga quella elettorale. Per il resto non le voglio dare ne le voglio prendere perchè a 28 anni mi piace fare politica in modo serio e non istigare guerre! Se questo per te è il futuro allora povera Italia mia, vedo le mura e gli archi
    E le colonne e i simulacri e l’erme
    Torri degli avi nostri,
    Ma la la gloria non vedo! Mi scuso Ramon per lo spazio preso per questa replica ma certe cose proprio non si possono sentire.
    Un saluto a tutti, TUTTI, i compagni e alle persone serie di TUTTE le mozioni che lavorano per aiutare i lavoratori e le classi più deboli! Grazie!

  48. Sergio Says:

    Cari compagni, torno ora dal mio congresso di circolo, quello delle Poste di Milano, e vi dò subito i risultati:
    Mozione 1 voti 5 – 1 delegato
    mozione 2 voti 0
    mozione 3 voti 10 – 2 delegati
    mozione 4 voti 0
    mozione 5 voti 0
    mi sento comunque irrequieto

  49. Old Communist Says:

    IL CONGRESSO LO VINCEREMO NOI, NOI COMUNISTI.

  50. QUESTO CONGRESSO NON S’HA DA FARE!
    Caro Ramon, pur non conoscendoti mi azzardo a darti un consiglio: non auspicare scissioni. Io l’ho fatto nel 2005, dato che, ingenuamente, pensavo che chi si espresse allora con tanta veemenza contro la nemesi Bertinotti da giungere fino al voto contrario sullo Statuto, non avrebbe avuto poi la sfacciataggine di presentarsi a richiedere la tessera del PRC. Non solo l’incomprensibile si è verificato, magari per ottenere qualche seggio, ma c’è di più: oggi, gli stessi personaggi si appellano allo Statuto che non hanno votato per invalidare un’assise che potrebbe non avere l’esito scontato che sembrava proporre. Sarà una gioia vedere Claudio Grassi, sconfitto, nel gruppo dirigente a guida Vendola…o viceversa, poco importa

  51. romina Says:

    Senti caro Cammello,
    Intanto spezzo una lancia a tuo favore perchè, rispetto ai tuoi commilitoni(Mi pare che auspichi lo scontro fisico.Giusto?) nel nick name non usi mezzi termini per definirti come sei…Questo ti fa onore.Poi giusto un’aggiunta alla tua valutazione su Nick Capitan futuro….Vedi io non ti nascondo che politicamente per questo compagno non mi sono mai strappata i vestiti di dosso, diciamo in tempi non sospetti…Ma due cose mi hanno colpita negativamente , molto prima del congresso, una è il fatto che lui si faccia chiamare governatore della Puglia. Sono sicuramente un pezzo d’antiquariato ,per giunta anche feticista perchè dormo col busto di Lenin sul comodino ,ma mi sembra che il compagno Nicki si sia integrato molto bene con la fnomenologia culturale berlusconiana…Però temo che avrà ancora molto da imparare prima di potersi confrontare con lui anche se è molto volenteroso..Poi mi ha lasciata perplessa moltissimo e come me molti altri compagni ,che da “governatore”abbia costretto il professor Petrella fondatore nel 97 del “Comitato internazionale per il contratto mondiale dell’acqua” a dimettersi da presidente dell’acquedotto pugliese.Il professor Petrella in linea con le promesse elettorali di Nicki “il mio acquedotto nasce con la bandiera della ripubblicizzazione”si è invece dovuto scontrare con le resistenze del presidente della Regione che definiva le sue richieste di trasformare la gestione privatistica dell’acquedotto in soggetto di natura giuridica pubblica ,come una fissazione,dovuta ad una tifoseria culturale per”il settore pubblico e fannullone” .L’acqua come merce di proprietà della regione soggetta alle speculazioni del mercato….E mi fermo qui .Il congresso dovrebbe essere un dibattito sulla linea non sulle persone ma visto che ci tieni tanto a vantarti di seguire capitan futuro,lascia che ti dica che non solo non mi sento rappresentata dalla svolta liquidazionista del secondo documento ,ma meno che mai mi sento rappresentata dal vostro leader….

  52. Maria Says:

    Elio perfetto!
    Hai fatto un’analisi lucidissima della posta in gioco.
    Ricordo che moilto tempo fa ne parlammo e poi non se ne è parlato più. Chissà perchè … ci siamo lasciati prendere dai sentimenti, mentre sappiamo bene che la posta in gioco è ben più alta. Concordo con te. Nel peggiore dei casi costituirsi a parte civile. Assolutamente.
    Poi, in mezzo a tutte queste notizie raccapriccianti di cammellaggio qui al sud, vorrei lanciare una lancia a favore di questo mio salento. In molti circoli non vi è stato nessun rigonfiamento di tessere, anzi, in qualcuno i votanti sono stati meno degli iscritti. E questo in molti circoli. Nel mio ad esempio l’unica pecorella aggiunta sono stata io, e lo sapete, per illuminazione divina dell’ultimo minuto e non certo per altri motivi. Poi vi faccio un altro esempio fresco. Congresso di ieri a Collepasso: votanti 6.
    Doc1 2 voti
    Doc2 1 voto
    Doc4 3 voti
    Situazione simpatica direi… questo per dire che non è tutto marcio, grazie al cielo, e in molti circoli in cui prevale la mozione vendola prevale senza rigonfiamento di tessere e per convinzione dei militanti e non per cammellaggio. Credo che sia giusto anche valorizzare queste situazioni di trasparenza. In mezzo a questo buio abbiam bisogno di un po’ di luce… anche vendoliana, l’importante è che sia trasparente.

  53. romina Says:

    Dobbiamo inviare lettere di protesta a liberazione contro sansonetti che difende il congresso di reggio calabria dove votano anche i non tesserati…..

  54. Dobbiamo dire, e io lo dico, una cosa chiara ai congressi di circolo: che la mozione Vendola si propone di sciogliere il partito. Dobbiamo dirlo chiaramente perchè ci sono molti/e compagni/e che in buona fede votano quella mozione ma non hanno alcuna intenzione di sciogliere il partito. L’attegggiamento pertanto del gruppo dirigente della mozione Vendola, e di Vendola in primo luogo, è gravissimo, direi scandaloso, e la gestione igobile di certi congressi del sud lo dimostra.

    ciao, Marco Sironi

  55. ashala Says:

    quindi se lo vincete voi il congresso è valido, altrimenti no!!!!!!!!!bel esempio di democrazia……non voterò mai più un partito dopo che mi è stato impedito di esprimermi (invalidando il congresso del mio circolo) nonostante tutto il lavoro che ho fatto per esso…..per fare gli attacchini, i volantinaggi e cercare voti siamo buoni, per votare ad un congresso, invece no….vergognatevi…..un caompagno super incazzato calabrese

  56. un compagno di Roma Says:

    BISOGNA CHIEDERE SUBITO LE DIMISSIONI DI SANSONETTI. Quello che ha fatto oggi è gravissimo, un giornale di tutto il partito schierato per una sola mozione.

  57. ashala,
    le regole congressuali devono essere rispettate da tutti. Almeno spero che su questo sarai d’accordo. Detto questo dovresti spiegarmi se ritieni corretto lo svolgimento di alcuni congressi, come quello annullato, di Reggio Calabria. Che il Partito, in questi anni, abbia sofferto di un calo della militanza attiva è evidente ma che tutta questa partecipazione si esprima nella fase congressuale, in particolari condizioni, anche territoriali, risulta di difficile comprensione a chi, come me, è iscritto e fa militanza in questo Partito dal 1991. Chi ha sottoscritto la mozione 1 voleva e vuole un congresso pulito non inquinato ma è evidente che questo non sta avvenendo e non per responsabilità dei compagni e delle compagne della mozione 1. La posta in gioco in questo congresso, che piaccia o no, è altissima. Si parla dello scioglimento del Partito, sostenuto ( anche se negato con cortine fumogene) dalla mozione 2 così come di tutto quello che riguarda il patrimonio immobiliare e finanziario costruito in questi anni grazie all’impegno forte e volontario di tutti i compagni e le compagne. Provo tristezza quando leggo le polemiche di chi agita un presunto razzismo nei confronti degli iscritti al Partito nel sud del paese. Provo delusione nel constatare come il livello del confronto e del dialogo interno si riduca a una sorta di tifo calcistico o a pratiche che speravo superate come il culto della personalità che vedo largamente praticato dalle parti della mozione 2. La rottura, provocata, voluta anche da Nichi non credo che potrà essere sanabile anche se io mi auguro che ci si renda conto che il salto nel vuoto, mano nella mano con Claudio Fava e la Sinistra democratica, è come in quel film francese ‘L’odio’ dove si racconta la storia di quell’uomo che precipita da un palazzo di cinquanta piani, e a ogni piano si ripete: fin qui tutto bene, fin qui tutto bene, fin qui tutto bene… Il problema non sta nella caduta, ma nell’atterraggio.

  58. incazzato Says:

    prendo atto che il clima,ma anche la volontà,di tenere la discussione entro ambiti dialettici accettati da tutti non è possibile.questo mi crea un dolore profondo,una sofferenza indicibile.questo congresso di merda non ci voleva.provo sgomento sentir parlare compagni l’un dell’altro in questo modo.abbiamo fallito,e l’amarezza è tanta.non andrò via,e proverò fino all’ultimo a ritrovare il filo di una passione comune a chiunque,non chiederò più come si sono schierati.voglio salutare i compagni che qui con me hanno scambiato tempo e idee,e ringraziare ramon per l’opportunità che ci ha offerto.io ci sarò sempre e lo stesso dico di voi.sentiamoci dopo il congresso,ora non ha più senso.

  59. cari compagni,
    sono molto delusa, non pensavo che certe cose potessero accadere anche nel mio partito, sentivo di appartenere ad una forza politica diversa, dove queste cose da DC da prima repubblica non potessero mai accadere.Sono stata ingenua, può darsi. ma confidavo nell’integrità morale di tutti i miei compagni.

    Vogliono vincere il congresso per prendersi il “malloppo”? E’ questa la ragione che spinge certi comportamenti?
    Che lo facciano pure, che si tengano le sedi, i rimborsi elettorali, e tutto quello per cui stanno facendo così male al partito, ma non avranno mai il bene più prezioso:i militanti, quelli che hanno sempre dato a questo partito e non hanno mai chiesto niente, quelli che prendevano le ferie per fare le feste di Liberazione, quelli che perdevano ore si sonno ad attaccare i manifesti ed i pomeriggi festivi a volantinare.

    sono molto delusa, scusate lo sfogo ma mi viene voglia di mandare tutti a quel paese e ritirarmi nel “privato”….

    Maria te che hai sempre una parola giusta dimmi qualcosa per risollevarmi da questo stato di depressione politica!

    un abbraccio a tutt*
    Laura

  60. da un po’ non passavo di qui.
    Latito dalla rete (meglio..significa che ho da fare).
    Che dire. Ogni tanto qualche amic* blogger mi ha chiesto un post sul congresso del prc.
    Devo dire che ho letto un testo di Piobbichi, mi pare, interessante, come tentativo.
    Ho però sempre scritto che il clima mi pareva pregiudicato in modo tale da compromettere la possibilità di una sintesi politica vitale.
    le vicende degli ullimi giorni superano anche le mie previsioni a volte caricaturali.
    A sto punto mi pare ci sia un clima di delegittimazione reicproca tale…nemmeno sui numeri pare potersi stabilire una verità condivisa.

    Insomma, io penso che anche chi fosse ancora convinto della forma partito, magari nella sua versione “sociale”, dato il livello di scontro raggiunto sarebbe forse il caso di pensare ad un progetto che non necessariamente debba chiamarsi “rifondazione comunista”, che allo stato attuale mi pare un brand al quale forse non è necessario morire appiccicati.
    Rifondazione era un progetto che francamente mi pare terminato, che ha finito la sua parabola, data la lacerazione della sua comunità (tra pezzi persi e pezzi che si perderanno e gli stracci che volano tra chi è rimasto).
    Un altro pèrogetto organizzativo che nascesse da queste “ceneri” non sarebbe comunque il mio, forse. Però le parti migliori di quella comunità questo problema dovrebbero porselo: non è che il nome di un partito, ed un partito, siano feticci.
    E se si consumassero certe rotture, forse sarebbe il caso di considerre terminata un’esperienza.

  61. nicola modugno Says:

    “NOI NON CI PERDIAMO D’ANIMO DI FRONTE ALLE SVOLTE DELLA STORIA, E NON PERMETTEREMO CHE ESSE AVVENGANO SENZA LA NOSTRA PARTECIPAZIONE”
    Lenin
    Scrivo queste quattro righe non per fare campagna elettorale,ma per lanciare un appelllo a tutti i compagni.
    Cari compagni francavillesi fra qualche giorno saremo chiamati a decidere quale mozione appoggiare al congresso.Credo che sia doveroso dire delle cose.Parliamo di partecipazione.Come Lenin insegna ,partecipazione è vivacità,è socialità …è comunismo.Oggi è difficile parlare di partecipazione in questi termini.Però cari compagni è impossibile rimanere fermi dinanzi al declino del proletariato,dinanzi all’incapacità di alzare la testa dei nostri compagni,dinanzi allo strapotere degli industriali e delle multinazionali.Se ci è rimasto ancora qualcosa di comunista nel sangue dobbiamo reagire,dobbiamo incazzarci e far tremare di nuovo le poltrone.Quelle poltrone alle quali qualche “compagno” si era affezzionato….BASTA parlare di arcobaleni,BASTA fare bei discorsi e poesie,BASTA parlare di aria fritta.
    Parliamo invece dei colori scuri e opprimenti delle fabbriche nelle quali ogni giorno muiono tante persone,occupiamoci dei loro problemi ,delle loro preoccupazioni,dei loro figli e delle loro disperate mogli.Riprendiamoci quella coscienza di classe che tanto ha dato a queste persone.Insomma…schieriamoci dalla parte dei più deboli senza colori e luci, senza paroloni ma con i fatti e la falce e martelllo nel cuore.

  62. Le dimissioni di Sansonetti bisognava chiederle da un po’.
    Per il resto non c’è più dilettica, non c’è più confronto, non c’è più discussione, non c’è più niente. Ovunque si trovino comunisti o nei circoli, o per strada, o a casa, o in luoghi virtuali, ci si trova in uno scannatoio. Mi unisco al dolore di incazzato, perchè ho paura che dopo questo maledettissimo congresso non vi siano cure per queste profonde ferite fratricide. Spero che i dirigenti di questo ne siano coscienti. E’ una guerra tra fratelli.
    Dovremmo seguire il consiglio di incazzato e fare lo sciopero del silenzio. Tutti. Tutti i compagni delle mozioni indistintamente. In tutti i luoghi e non-luoghi

  63. Condivido in pieno la tua analisi Ramon, ma a causa del mio buonismo del cazzo prorpio non riesco a capacitarmi di ciò che sta succedendo. Non riesco a capacitarmi che stia succedendo proprio a noi…Ho sempre vissuto questo partito come la mia seconda casa, anzi spesso come la prima! Non mi perdono di non aver capito come compagni coi quali fino a non molto tempo fa condividevi gioie e dolori, sconfitte e sacrifici, oggi si prestano a questo sporco gioco. Ad Avellino, nel mio circolo, hanno provato ad inserire all’ultimo minuto una lista di 24 “cammelli”: mamme, sorelle, cugini, amici ……siamo alla frutta!!! Ti confido che vengo sempre a leggere i tuoi post per farmi forza, perchè davvero, e solitamente non sono arrendevole, di fronte a certe cose mi verrebbe da sbattere la porta e andare. Credo tuttavia che noi, insieme a tutti quei compagni che credono fermamente che la diversità di Rifondazione Comunista stia nella trasparenza delle sue azioni, che la sua forza stia nella militanza reale e non nei cammellaggi, dobbiamo adesso cacciare le unghie e i denti per difendere questa esperienza. Abbiamo il dovere di riprenderci il partito e di restituirlo ai bisogni reali delle nostre comunità, dobbiamo uscire dalle nostre maledette stanze e tornare per strada, la connessione sentimentale, tanto declamata, noi non l’abbiamo persa!
    Con rabbia ma fiduciosa di non essere sola
    Rossella

  64. giovanni Says:

    Caro Ramon, ma come fai, tu uomo libero ad ergerti come tanti anche in questo blog: “….arbitro finalmente giudice in terra del bene e del male”, come puoi fare processi così sommari ai compagni del sud, quelli che nella tua Milano chiamavate e chiamate terroni, come mai non ti inquieta che nella tua Milano e dintorni gli iscritti siano così pochi e che i congressi vedano una partecipazione bassissima dei soliti e stoici affiscionado, come mai la sconfitta non ha provocato un moto di voglia di partecipazione, come fai a non chiederti perchè il gruppo dirigente diffuso di Milano e dintorni è sempre lo stesso da tanti anni, nessun rinnovamento né ricambio, e lo stesso segretario regionale è dovuto arrivare dal nazionale per problemi interni alla Lombardia, ed è vero o non è vero che anche nell’eticissima Milano e dintorni la presenza nelle istituzioni è avvenuta con il manuale dei pesi delle correnti specie quelle ferreriane e grassiane, citami un assessore o consigliere che non lo sia! Non è forse questo un partito che va cambiato rinnovato e come lo fai, con la cultura leghista, per cui tutti i compagni del sud, o meglio, tutti quelli che hanno scelto la mozione 2, sono sospettabili di imbrogli, tu che una volta eri curioso del mondo, hai visto quanto rinnovamento negli anni si è prodotto nel nostro partito al sud, oppure Fratoianni, De Cristoforo, Piras, de Gaetano ecc. sono assoldati o fanno affari con loschi personaggi, io proporrei che nella tua Milano e dintorni si faccia almeno un po’ di quanto si è fatto nelle federazioni del mezzogiorno, potremmo chiedere ad un po’ di compagni meridionali di impegnarsi nelle federazioni del nord, magari godremmo noi milanesi “ariosi” di un po’ di aria fresca e magari impareremmo che il partito non è proprietà privata di noi iscritti da tanti anni, forse questo è stato il nostro limite. Comunque se pensi come scrivi è bene che tu chieda l’annullamento di tutti i congressi meridionali saresti più coerente e meno ipocrita. Mi spiace ti seguo da anni per que ltuo tratto di uomo libero, oggi ti vedo prigioniero del pregiudizio, che rasenta una cultura interna settaria e neo leghista, sono deluso ma non mi rassegno, spero in un tuo ritorno.

  65. corsaro Says:

    Compagno di Roma, le dimissioni di Sansonetti le può chiedere il Cda di liberazione. Se ciò avverrà, il direttore sarà cambiato. Altrimenti resterà li dov’è.

  66. romina Says:

    Compagni,
    Questi sono impazziti! Ma non c’è un bravo costituzionalista tra di noi??????
    Vendola & company lo sanno che la nostra costituzione dice che i “partiti sono il luogo dove si svolge l’attività politica dei cittadini…..e sono ALLA BASE della vita democratica di questo paese”
    Leggete quanto segue, oramai non è più semplicemente un congresso che si svolge anche con colpi bassi e scorrettezze….Io credo si sia andato oltre…….DIFENDIAMO IL PARTITO. DIFENDIAMO IL CONGRESSO DEL PRC

    “Sembra che anche nel nostro partito si sia infiltrato un sentimento leghista “
    Nichi Vendola

    Care compagne, cari compagni,

    sentiamo l’obbligo politico e morale di fare appello a voi, che siete la nostra comunità politica, per difendere il diritto democratico di tutte le iscritti ed iscritti del nostro Partito a pronunciarsi in questo nostro VII congresso nazionale.
    Oggi la commissione nazionale per il congresso ha annullato il congresso del circolo di Reggio Calabria centro, con un dispositivo incredibile che recita testualmente: “…ritiene a maggioranza di annullare ….. per la sommatoria di irregolarità segnalate nella lettera del compagno Claudio Grassi”(!?!). Non solo, ha deliberato che tale congresso non potrà essere ripetuto.
    E’ la prima volta che, nella storia di Rifondazione comunista, viene cancellato, in spregio alle regole del nostro partito, un intero corpo politico. Il risultato è stato di 39 voti per la mozione 1 e di 345 voti per la mozione 2. La colpa maggiore di questi compagni è stata quella di aver promosso una larga partecipazione democratica, di aver svolto l’assise davanti a numerosi giornalisti, nella sede del Consiglio provinciale, di aver consentito il libero svolgimento del sacrosanto diritto al voto.
    C’è stata una larghissima partecipazione degli iscritti anche durante lo svolgimento delle presentazioni dei documenti. Inoltre, l’elenco degli iscritti a quel circolo è stato certificato all’unanimità in una riunione del direttivo del circolo stesso (del quale fanno parte sia il segretario del circolo stesso, esponente della mozione 1, che il coordinatore provinciale della mozione 1, che è il presidente del collegio provinciale di garanzia!).
    Non possiamo accettare l’esito di un deliberato arbitrario, illegittimo e lesivo dei diritti minimi degli iscritti al nostro partito, che lo statuto e il regolamento approvato dal Cpn garantiscono. L’unica ragione che si afferma è quella della forza! La forza di numeri in commissione congressuale ottenuti con il colpo di mano, realizzato nel primo Cpn dopo la sconfitta elettorale, che sta alterando i risultati dell’iter congressuale.
    Consideriamo, inoltre, inaccettabili le insinuazioni, le dichiarazioni esplicite e la insorgenza di una cultura politica di sapore leghista che attribuisce al partito del Sud (in quanto meridionale!) pratiche scorrette nel tesseramento. Esprimiamo la condanna più ferma di questa pratica che vorremmo fosse estranea al nostro Partito.
    La parola deve essere data agli iscritti e, sinceramente, sono inquietanti le affermazioni di Paolo Ferrero, in una conferenza stampa, che profetizza nuovi provvedimenti “disciplinari” di questo genere.
    L’obiettivo è chiaro: si vuole impedire burocraticamente l’esito finale del congresso. I rappresentanti della mozione 1, in accordo con Gianluigi Pegolo della mozione 3, intendono rovesciare i risultati e, in definitiva, colpire il nostro Partito. Costoro non hanno titolo morale a fare appelli alla gestione unitaria. Non ci separeranno dai nostri compagni, quelli cui è stato impedito di esercitare il diritto di voto. L’unità del partito è data, in primo luogo, dall’uguaglianza di tutti gli iscritti e le iscritte.
    Rivolgiamo un appello a tutte e tutti gli iscritti di Rifondazione comunista, a partire da quelli che, del tutto legittimamente, hanno deciso di non votare per la nostra mozione. E’ un appello per la salvaguardia della democrazia e della nostra comunità politica.
    Sia fatto ogni sforzo per incrementare la partecipazione al nostro congresso. Si chieda a gran voce, da parte di ogni iscritto ed iscritta, il rispetto della democrazia nel partito.

    I compagni e le compagne della mozione 2

  67. bosco Says:

    Ritorno a chiedervelo,dopo un po’ di tempo,a voi grandi difensori della democrazia,dove erano Ferrero,Grassi e Mantovani quando i compagni dell’Ernesto non venivano candidati,in spregio ad ogni regola democratica,perchè contrari all’arcobaleno?Che strana la democrazia a geometria variabile,va bene finchè vinco io altrimenti…

  68. buran Says:

    Bravi i compagni del Circolo delle Poste di Milano 🙂 Comunque Sansonetti andava licenziato a calci in culo all’indomani della sconfitta elettorale, visto che c’era la possibilità. Invece qualcuno è stato troppo buono e ora se ne pagano le conseguenze. Da parte mia, dopo la vicenda degli articoli su Cuba, Liberazione non la compro e neanche la tocco con un bacchetto se la vedo su un tavolino. Finchè c’è quel soggetto indefinibile come direttore (e quegli altri pseudo “giornalisti”), mi dispiace ma non è il mio giornale.

  69. giovanni Says:

    Caro Ramon, e tutti quanti,
    come ho più volte ricordato non sono iscritto e non mi danno per essere o non essere comunista.Ciònondimeno ( ed è per questo che mi attardo a leggervi e a scrivervi) vivo con passione civile e politica profonda la mia
    esperienza di vita e da molto tempo.Ho sempre ritenuto che l’esistenza di unarappresentanza politica di deciso orientamento a sinistra sia necessaria,e forse indispensabile per tutto il paese, tutto,non solo per quelli di sinistra oquello più emarginato. Ho più volte scritto in questo blog cercando di portaredei contributi da discutere per favorire ( nelle mie più sincere intenzioni) un confronto su temi centrali di un dibattito politico.
    Ora scrivo per rivolgervi un appello MANTENETE LA CALMA NON PRECIPITATE NEL TRANELLO DEL PANICO .
    La mia sensazione è che ci sia qualcuno che lavori per buttare tutto in rissa. La gara ad essere più o meno comunista di un altro si trasforma in una provocazione senza fine. Ognuno di voi deve prendersi la responsabilità di pensare alla finalità di un progetto e di una azione politica rivolta al paese , al mondo. Se la situazione che viene dipinta dai militanti è come la si descrive in questo blog è dovere di ciascun militante
    sparare sul quartier generale e proporre una pausa di riflessione.
    A partire da un circolo o da un solo militante è necessaria una azione volta a procrastinare la discussione definitiva per allargare il confronto
    in pubbliche assemblee per uscire del cul de sac della situazione che descrivete. ANIMO e non farsi prendere dal panico. Qualcuno o qualcosa
    vuole mettervi l’un contro l’altro, Che diamine anche se si sceglie la mozione 1 2 3 4 5 6 ………non si sta decapitando un uomo .
    La spirale per cui chi sbaglia mozione è a turno leghista,mafioso,socialdemocratico e chi più ne ha più ne metta deve
    essere interrotta se le condizioni permangono queste ci sarà un articolo
    dello statuto che prevede la possibilità di prendere tempo per l’impossibilità di condurre un congresso rappresentativo del dibattito e dei veri problemi. é responsabilità di ciascun militante difendere il partito.
    Forse io sono la persona meno indicata per dare questi consigli per via della mia estraneità alla vita dell’organizzazione. Ma santo Dio è un vero strazio vedere tutto questo sfascio,non lo meritate voi,quelli contro di voi e quelli che neanche si accorgono che un patrimonio prezioso può essere buttato alle ortiche. CORAGGIO e UMILTA’.
    Un saluto e un grande augurio a tutti,viva la vita!

  70. sarò ripetitivo ma perchè ancora ci dobbiamo preoccupare dei problemi di chi vuole di fatto fare la nuova sinistra vetero, lasciamoli la possibilità di scaricarsi di ciò che ritengono essere ormai una prigione insopportabile, una zavorra, lasciamoli percorrere le famose praterie che ancora si spalancano alla sinistra del Pd e rifondiamo una volta per tutte il nostro partito.

    Ramon ormai la spinta suggestiva verso il PDS del nuovo millenio ha prodotto accoliti ignari, la spinta è tanto irrefrenabile quanto illusoria.

    io queta zavorra che si chiama Rifondazione Comunista continuerò a portarla sulle spalle e sono sicuro che non sarò il solo

    ciao,

    Luca

  71. romina Says:

    Bè caro Bosco,
    la domanda che ti poni su questo blog forse dovresti porla in prima istanza al compagno Pegolo ,che io stimo e di cui ho apprezzato in passato la lucida radicalità delle sue analisi, e poi al politicamente latitante compagno Sorini ,quest’ultimo il principale ispiratore della scissione della ex area dell’ernesto che si è politicamente e organizzativamente spaccata alla conferenza organizzativa di carrara.Purttroppo la scissione si rese indispensabile perchè, i compagni dell’ernesto investivano la loro proposta politica fuori dal partito ,ritenendo che per i comunisti rifondazione doveva essere accantonata per un progetto che prevedesse l’unità dei comunisti fuori da rifondazione e che finalmente nascesse una soggettività comunista in un partito pesante e soprattutto in contatto con tutti i partiti comunisti del mondo che rilanciasse anche in Italia “la questione comunista”.Non posso dilungarmi nei merito politico ,perchè richiederebbe troppo spazio e tempo,anche se l’unità dei comunisti si dovrà affrontare ,ma non con operazioni avventuriste e autoreferenziali di un ceto politico che vuole fare una sommatoria verticista senza nulla spendersi nelle battaglie politiche concrete e soprattutto saltando passaggi fondamentali come la difesa ,il rafforzamento ,l’autonomia e la centralità di rifondazione comunista e del suo essere partito comunista nel progetto di costruire una sinistra alternativa.Secondo me questo è l’unico modo realista di affrontare la questione comunista(perchè c’è) con la testa e non con la pancia.In questo partito da una decina d’anni a questa parte si è assistito ad un irreversibile processo di emarginazione delle minoranze, che ha raggiunto il proprio culmine nella discussione delle candidature della scorsa legislatura dove il criterio congressuale non si è affatto rispettato . E’ stato nella battaglia solitaria al cpn di Claudio Grassi per il rispetto delle minoranze nella compilazione delle candidature che sono emerse le prime crepe all’interno della ex area dell’ernesto. Nel merito dell’emarginazione dell’ernesto alle scorse politiche c’è stata una dichiarazione chiara di Claudio Grassi contro questa decisione dell’allora maggioranza.C’è da dire che l’area dell’ernesto non votò gli emendamenti dall’area esserecomunisti alla conferenza organizzativa assumendo una posizione tanto minoritaria quanto inefficace.Questo secondo me.Per concludere .Premesso che io personalmente non ho condiviso l’emarginazione di Pegolo dalla candidatura,vorrei fare notare ai compagni che il su citato Sorini non ha apposto ,dal suo punto di vista, coerentemente,la sua firma sotto il terzo documento che vive secondo me un’ambiguità di fondo sulla sua presenza dentro rifondazione , che la base ovviamente non riesce a capire e condividere.Poi il resto lo scopriremo solo vivendo.

  72. martino Says:

    Caro Ramon, cari compagni,

    le dinamiche politiche sono un po’ più complicate di come le state descrivendo. Vi faccio solo un esempio: prendete i vostri voti assoluti in Puglia (circa 800 mentre scrivo, equivalente al 25% del totale) e confrontateli con quelli che avete in questo momento in Piemonte e Veneto (circa 800 messi insieme, ma qui avete respettivamente circa il 40% e il 55% dei consensi), vi dovreste rendere conto che la questione riguarda le modalità dell’organizzazione politica e della partecipazione che differisce tra Nord e Sud e non, riduttivamente, un tentativo distorsivo sul congresso.
    Per altro, annullare congressi senza permettere di riconvocarli, oppure sanzionare collettivamente un circolo, e non solo chi è fuori regola, mi sembrano pratiche lontane dalla nostra comune concezione della democrazia.
    Ciao a tutt*, martino

  73. elio pillai Says:

    Giovanni
    Non ho capito bene cosa avete fatto nel meriodione?? chiedo cosa avete fatto in Campania nelle varie giunte,cosa avete fatto in calabria o nel lazio oppure in Puglia? Ti dico in sardegna cosa avete fatto (vi do del voi),avete occupato le istituizioni pubbliche,il partito ,e enti vari, e Cda di banche,avete migliorato le vostre condizioni economiche e sociali,Il resto solo chiacchere e “farce e martello”
    Giovanni, chiedilo ai disoccupati agli operai,ai precari ,di Napoli a Palermo a Cagliari a Bari o a Roma (ora che c’è Smeriglio all’ass. al lavoro),cosi’ saprai la verita’.Oppure chiedi alle popolazioni della Campania cosa avete fatto,eppure li c’era una bella covata di dirigenti di primo piano di questo partito.Sai Giovanni cosa avete fatto?….,avete aumentato a dismisura il tesseramento in questo partito:A TE NON SEMBRA che la gente non ci vota e noi cresciamo in modo esponenziale come numero di tesserati?…POsso solo dire che è una vergogna cio’ che sta’ succedendo in questo partito,il resto l’ho detto nel post di prima.ABBIAMO TRADITO,MI VIENE DA DIRE ,AVETE TRADITO,UN PEZZO DI POPOLO ITALIANO,QUELLO PIU’ DEBOLE,QUELLA PARTE DI POPOLO CHE CI AVEVA DATO FIDUCIA,CHE CREDEVA IN NOI E CHE ABBIAMO FATTO SOGNARE.
    Giovanni ,ma tu sei Italiano??…T’invito a guardare i risultati elettorali delle ultime elezioni,forse ti convincerai del contrario.Leggi i risulati elettorali della Campania.
    ************************************************************
    Maria, è vero abbiamo provato a ragionare tempo fa sulla questione delle tessere,ma ormai il danno è fatto.Ripetto ,l’errore che è stato fatto per noi è fatale,e non esagero..
    un abbraccio
    elio

  74. elio pillai Says:

    Givannio..”A TE NON SEMBRA …QUANTOMENO STRANO…

  75. Personalmente sono davvero schifato da tutto ciò che sta accadendo nel partito. Schifato dalle risposte di Vendola e di molti compagni. Schifato da chi pensa di governare il partito e di farne ciò che vuole anche arrivando al 51% (che poi non ci arriverà nessuno). Schifato dal poco rispetto per i militanti che da anni si fanno il culo (scusami per il termine) senza nulla in cambio, se non la convinzione di aver lavorato e prodotto qualcosa di buono per la società (che non è poco).
    Una cosa l’ho capita e me l’ha espresso bene un importante sindacalista della cgil con cui ho avuto il piacere di farmi una lunga chiacchierata a cena: “sai, in tempi di magra come questi, già gestire i fondi del partito non è poco”. Mi sembra un’ottima descrizione di quello che alcuni pensano di avere da questo congresso. Chiudo con un pezzo di un libro sulla socialdemocrazia tedesca (scritto nel 1911) che ho riportato anche sul mio blog. Quanta attualità!

    La sociologia del partito politico è uno studio di Michels realizzato nel 1911 sui meccanismi degenerativi del sistema di delega e rappresentanza nel partito socialdemocratico tedesco. Sebbene questo fosse il partito che nella Germania del primo novecento dichiarasse più di ogni altro di ispirarsi a valori e pratiche democratiche, esso era diretto da una oligarchia burocratizzata che deteneva il monopolio del potere e delle conoscenze. Il gran numero di iscritti e la mole dei problemi posti dalla complessa organizzazione del partito avevano favorito la progressiva formazione di una classe di funzionari di professione specializzati nella gestione del partito. Ciò aveva fatto sì che l’azione politica di questa classe si ispirasse più alla tutela dell’apparato burocratico che essa gestiva che non alla difesa dei grandi ideali per cui l’organizzazione era nata. La classe dei dirigenti si era progressivamente consolidata in una élite senza ricambio, dove il richiamo agli originari valori di democrazia e di parteipazione si riduceva sempre più ad un rituale di facciata. Il prevalere della logica di autoconservazione dell’élite non trova una spiegazione sufficiente nell’opportunismo individuale dei dirigenti. Esistono invece dei meccanismi impersonali inerenti al funzionamento dell’organizzazione, che impongono scelte orientate alla tutela dello strumento piuttosto che al perseguimento degli scopi per cui lo strumento è stato istituito. Scriveva Michels nelle conclusioni : «E’ legge sociale immutabile che in ogni organo di una collettività nato da una divisione del lavoro, sorga, non appena esso si è consolidato, un interesse proprio, un interesse in sé e per sé»

  76. Volevo fare lo sciopero del silenzio, ma dopo aver letto il post di Laura ho cambiato idea. O per meglio dire, interverrò ma solo ed esclusivamente per tentare di salvare il salvabile. Non mi abbandonerò a questo boicottaggio del congresso da parte di chi vuole farci scannare e non progettare il futuro tra noi che ancora ci crediamo, in questa benedetta Rifondazione.

    Mi si ribolle il sangue.
    Ad ascoltare ed osservare mi è venuto un gran desiderio di accettare la proposta di andare a presentare il nostro documento in qualche congresso. Sono arrabbiata. Non si può fare un congresso discutendo di aria fritta. Io sarò malata mentalmente come dice incazzato, ma sono per la dialettica fino allo stremo, altrimenti son comizi. E a me i comizi non piacciono, piaceranno ad altri ma a me no.
    Alziamo il livello compagni!
    Non ci arrendiamo!
    Qualcuno, non ricordo chi, aveva fatto una giusta osservazione: molti compagni VERI ai congressi votano la 2 perchè magari non son convinti che Rif non si scioglierà.

    Faccio un’appello a TUTTI coloro che presenteranno il nostro documento a lasciare stare le porcate cammellate che servono solo per finire di rovinarci quel poco di fegato sano che ci è rimasto e non risolvono il problema. Dobbiamo lavorare con i compagni VERI, con gli altri c’è poco da fare, se ci sono significa che sanno già chi votare.

    Ma davvero si dà per scontato che tutti i compagni VERI che devono ancora votare abbiano letto i documenti? O non è forse che si va avanti a votare con l’incubo del settarismo (diffuso tra i compagni da chissà chi e chissà perchè) o per sentito dire che solo Nichi, l’ uno e trino, può salvare Rifondazione?
    Ma dico io, fuori dal Partito ci opponiamo al Cavaliere che si fa leggi ad personam, e siamo indifferenti, anzi, accettiamo tranquillamente che il Partito sia dato in mano ad un leader pronto a fare tutto quello che gli sembrerà opportuno (perchè questo è scritto nel documento 2)? Contro le leggi ad personam del Cavaliere sì, contro le eventuali leggi ad minchiam di Nichi no? (scusate, abbiate pazienza, lasciatemela passare, il livello di rigetto per quello a cui assistiamo sale ogni giorno)

    Dunque, ricomponiamoci.
    Per i compagni che presenteranno la Mozione 1:
    Innanzi tutto si deve ricordare ai compagni TUTTI, che le divisioni non sono tra di noi, ma tra i dirigenti. E questo è un punto fondamentale. Per superare le divisioni che sono più tra di loro che tra di noi, il documento Acerbo è l’ UNICO che prevede e contempla una gestione unitaria. E in questo progetto si prevede di ripartire TUTTI insieme dalle lotte, dai movimenti, dalle lotte ambientali, dai territori. Senza scannarci e dividerci!
    Fuggire verso altri lidi, sicuramente sembra la via più giusta, ma non sarà questo il passaggio decisivo per riconnetterci oggi con la nostra gente. Bisogna dire con CHIAREZZA ai compagni che oggi ci sono due sponde che vogliono superare Rifondazione: Vendola e l’Ernesto. Ad entrambi, per motivi diversi, interessa poco salvare il Partito e preferiscono costruirne altri pensando di trovare le masse che gli bussano alla porta. La mozione Acerbo non è per niente settaria ma costituisce una sintesi di varie culture comuniste, come aveva ben analizzato il compagno Ale:
    1) la cultura comunista di Grassi che si richiama ad un forte radicamento nei territori e alla centralità del conflitto capitale lavoro
    2) la cultura di dp e di Ferrero che è aperta al dialogo anche con altre realtà altrnative ad esempio in materia di laicità ambiente e diritti civili
    3) la cultura di Mantovani che valorizza essenzialmente il rapporto con i movimenti antiglobalizzazione.

    In conclusione, si tratta di un mix che, oltre ad essere vincente nella gestione unitaria, che non è cosa da poco se pensiamo a questa guerra fratricida, permetterà di rilanciare seriamente Rifondazione. Cioè tutti noi!
    Perchè di questo dobbiamo parlare in questo congresso, del rilancio di Rifondazione e non del suo scioglimento!!

    Prego tutti i compagni che si faranno i congressi ad attenrsi alla dialettica e non al comizio come vedo spesso fare. Col comizio si perde. Un abbraccio a tutti e in particolare a Laura, Elio, il compagno di Roma, Luca, Ale Bernardi, e tutti gli altri con i quali da mesi stiamo condividendo tutti questi dolori.

    Hasta siempre!

  77. Masaniello Says:

    A chi dice che si sta criminalizzando ingiustamente la federazione di Reggio Calabria:

    Eclatante il caso di Seminara:
    Voti alla Camera per Sinistra Arcobaleno: 64
    Iscritti 2007: 87
    Votanti al congresso: 71
    Voti per Vendola: 68

    Complimenti al compagno Vendola: ha preso 4 voti in più di Bertinotti, sperando che a Seminara non ci sia nessun elettore che ha votato SA perchè vicino al Pdci, ai Verdi o a SD…

    Fonte: Ministero dell’Interno
    http://politiche.interno.it/politiche/camera080413/C230670860.htm

  78. Caro Compagno,
    mi permetto di scriverti perché ho saputo, presentando in giro per il Veneto il documento Acerbo, di essere “1ª mozione «in quota Mantovani»”: immagino che tu – come me – non ne sappia nulla: ti ho visto una sola volta nella mia vita, di recente, a Padova e non abbiamo chiacchierato, ma poiché nel nostro Partito le voci contano più dei fatti e le profezie si autoavverano immancabilmente ho pensato – come altre centinaia di compagni – di girare a te qualche mia preoccupazione, per piglio apotropaico, con un post in ritardo che non leggerà mai nessuno.
    Vorrei fare un’osservazione di piccolo cabotaggio – certo di non abbassare con questa mia il livello del congresso. Nello spirito dell’Arhundati Roi del “Dio delle Piccole Cose” – bel libro che, da inguaribile marxista quale sono, vedo bene (meglio?) sul comodino di Vendola o di Bertinotti, anche se meno in realtà (chissà perché) sopra quello di Alfonso Gianni: è forse infatti dalle minuzie che si vedono meglio le intenzioni prime, l’«inconscio».
    Sono infatti un giovane medico che “da grande” spera di fare lo psichiatra, e tentando di conformarmi il più possibile al centralismo – in vero assai poco democratico – che governa il nostro Partito mi è d’uopo essere “fagiolino” e quindi, in ultima istanza, freudiano. E vorrei analizzare ora l’inconscio di Piero Sansonetti, o di quant’altri abbia scritto la spalla-editoriale (che proseguiva a pagina 7) di Liberazione di ieri dal titolo “Annullare i congressi? E’ pazzia”. Chi sia l’autore infatti – almeno a me – non è dato sapere: l’articolo (se così si può chiamare) infatti non era firmato.
    Ed è proprio questo particolare che è subito balzato all’occhio della mia psicanalitica “attezione fluttuante”. Perché uno non dovrebbe firmare neppure con la sigla un articolo in prima pagina? Le sigle ci sono persino su lotta comunista, per Dio! Tanto più che p.s. potrebbe essere interpretato anche come un «post scriptum» tagliato per errore topografico. Evidentemente tutto si deve ad una svista. Ma le sviste sono – ahimé – qualche milione di volte più rivelatrici di mille interviste di Anubi D’Avossa Lussurgiu.
    Di primo acchito ho pensato che si dovesse imputare ad una sorta di mania, di convincimento assoluto, incoercibile, ineradicabile, dogmatico: “questa È la verità, baby! E siccome la verità è luminosa e risplende di per sé non ha importanza alcuna chi la dice giacché è vera; e questo è quanto.”
    Poi però ho pensato di più alla grandiosità, non al delirio, ma più all’illusione di (semi)divinità: “se proprio vuoi saperlo l’ha detto Dio, il cui nome non si nomina; tanto meno in calce ad un articolo di un giornale tanto ridicolo da chiamarsi ancora comunista”.
    In seguito invece ho propeso più per il fatto che È il SUO giornale e non quello di noi stronzi iscritti, sottoscrittori e lettori: “questa è casa mia e a casa mia trovi me, è normale, sei tu che devi presentarti, mica io che sono il Direttore!”
    Ora non so perché, mi è passata un po’ la rabbia e mi sono ricordato di un Piero Sansonetti che – lo ammetto – mi faceva leggere a volte l’Unità, quella di Colombo, ben intesi, ma pur sempre un giornale meno che socialdemocratico. E non posso pensare seriamente a quanto ho scritto fin’ora. Non a sangue freddo. Penso più all’orgoglio, quello sano, quella dignità che hanno i Giornalisti con la “G” maiuscola, quell'”amor proprio e di verità” che mal sopporta i peana, di fronte alla piaggeria scalpita, davanti alla genuflessione boccheggia. Dopo cose come l’articolo di cui sto scrivendo fugge, scompare nei meandri più profondi della mente, portando però sempre con sé nome e cognome.

  79. corsaro Says:

    Fox, intrigante e polimorfa l’interpretazione della firma rimossa. Forse, però, c’è una spiegazione più triviale: quando un editoriale non è firmato vuol dire che riassume (sussume?) la linea della direzione di un giornale.

  80. Anna B. Says:

    caro ramon, car* compagn*,
    io credo che i numeri, quelli che fino ad ora possiamo vedere e raffrontare, parlino da soli… Non soltanto ci parlano della composizione territoriale del consenso dei documenti, ma soprattutto ci dicono di quanto possa essere assurda la matematica…è possibile essere il documento di maggioranza in oltre 600 circoli e non avere la maggioranza dei voti? E’ possibile che questa maggioranza ce l’abbia un documento che è maggioritario in ben 200 congressi meno del 1? E’ possibile solo se si è su RIFONDèSCIONAL CIANNèL…semplicemente perchè nei circoli in cui vince il 1 documento le tessere son rimatse pressaposo le stesse di sempre, e se sono aumentate generalemnte non hanno superato i 10 nuovi iscritti, mentre nei circoli in cui la mozione 2 è maggioritaria il tesseramento è esploso nelle ultime settimane.
    Vi chiedo, car* compagn*, non esiste una postilla nel regolamento che impedisce una discrepanza del genre tra congressi vinti e voti validi? E’ l’ennesima conferma del fatto che il nucleo di questo partito,di cui i circoli sono l’espressione più plastica, ha un’idea ben precisa, e i cammelli su cui vogliono fare la traversata del deserto, invece, arrivano per sconfiggere loro, la loro idea, la loro passione, la loro militanza.
    Io preferisco attraversarlo a piedi questo deserto…

  81. luciano Says:

    Caro Pillai,

    Siccome non siamo tutti cretini, leggendo qua e là in internet, ho scoperto che tu sei delegato al CPR della Sardegna. Siccome da come ti leggo ho capito da quale parte stai. Devi spiegare che fine hanno fatto i compagni della Sardegna (quelli della tua corrente) che sono stati eletti al consiglio regionale (visto che parli di collocazione nelle istituzioni).

    Racconta a Givanni che dopo il Congresso Straordinario, questi compagni, risultando in minoranza hanno abbandonato il partito, per mantenersi tutto il malloppo proveniente dal loro incarico, e sono confluiti in altra formazione politica, sponsorizzando poi a 360° Sinistra Arcobaleno, con la speranza di rientrare dalla porta principale, dopo essere scappati dalla finestra.

    Continuando a fare retorica, caro Pillai, non si risolvono i problemi, non è dando del “Voi” e mantenendo le distanze interne con le altre componenti che si tieme unito il partito. E’ necessario fare un passo indietro, tutti insieme, magari RINVIANDO IL CONCRESSO, per ritrovare un clima sereno e costruttivo, PER RITROVARE I COMPAGNI SINCERI COME ME, CHE NON VOTANO I DOCUMENTI, ma che continuano ad essere comunisti e basta.

    Un saluto a pugno chiuso.

  82. Ha fatto bene Masaniello ad inserire il dato di Seminara, in provincia di Reggio Calabria, dove gli iscritti al partito e i votanti per Vendola sono più degli elettori di Sinistra Arcobaleno. Nessuno vuole criminalizzare i compagni reggini e calabresi e nessuno vuole negare il loro impegno in prima linea contro la ndrangheta, ma il gonfiamento del tesseramento appare evidente in numerosi circoli di quella provincia.
    Non dobbiamo generalizzare. Guardiamo un altro circolo di quella federazione: Africo. Un altro paese dove i nostri compagni sono l’unico baluardo contro il crimine organizzato.
    Qui Sinistra Arcobaleno ha preso alla Camera 116 voti, mentre gli iscritti al partito erano 36 nel 2007 e i votanti al congresso erano 20. E poco importa che tutti abbiano votato il documento n.1 Ferrero-Grassi-Mantovani: qui il rapporto votanti al congresso-elettori Sin. Arc. è quasi di 1 a 6, a Seminara meno di 1 a 1. E’ sbagliato dire che in qualche circolo reggino e calabrese ci sono palesi problemi sul tesseramento?

  83. romina Says:

    Se le cose che dice Anna sono vere il congresso va annullato perchè non è possibile che ci siano circoli che aumentano a orde i tesserati e devono decidere l’andamento del congresso.Io non ci sto . E qualunque sia l’esito del congresso non me la sentirei di stare a fianco, figuriamoci addirittura sotto, quelli della seconda mozione. A questo punto ne faccio una questione morale..Traiamo le conseguenze…..Caro Luciano ,
    quale clima sereno????Qua si parla d’ILLEGALITà….
    Qualcuno mi sente?

  84. romina Says:

    Scusami,
    Ramon …… VERGOGNA!

  85. andrea l. Says:

    Caro Luciano,
    penso che Elio si difenderà da solo, ma posso dirti che hai sbagliato la tua analisi. Comunque il discorso “Sardegna” è molto ma molto più ingarbugliato. Se riesci a recuperarli, prova a confrontare i dati congressuali della federazione di Sassari, nel congresso di tre anni fa e poi con quello strordinario regionale di un anno e mezzo fa, e con quello in corso. Vedrai quanti illuminati sulla via di damasco!

  86. ” Dalle grandi contraddizioni alle piccole soddisfazioni”

    Ieri in occasione del mio congresso provinciale mi sono tolto una piccola soddisfazione, il congresso ha approvato un ordine del giorno che impeganava i delegati al congresso nazionale a votare a favore di presentarsi alle prossime elezioni europee con il nostro simbolo ” rifondazione comunista-sinistra europea”.
    Tale ordine del giorno era stato respinto nel mio circolo

    Diverse le considerazioni da fare

    1) alcuni delegati che si erano espressi contro nel circolo poi hanno votato a favore
    2) In una federazione dove la mozione 2 prende l’80% dei voti prponendo di fatto la costruzione di un nuovo soggetto, passa questo ordine del giorno
    3) I sostenitori della mozione 2 si sono spaccati al loro interno tra chi sostiene che alle prossime elezioni ci si debba presentare come rifondazione comunista- sinistra europea, e chi di fatto votando contro pensa di doversi presentare in un altro modo, quale non lo sappiamo.

    Luca Marini

  87. cosa c’è che non va? eravate sicuri o mi sbaglio? pigliavate anche per il culo e sfottevate chi non la pensava come voi? poi avete cominciato a chiamare mafiosi tutti coloro i quali non sono stati con voi…avete sputato veleno e ridotto a merda tutto il sud per non si capisce bene quale motivo… ed ora? annullate tutti i congressi in cui non avete la maggioranza e continuate a non voler accettare i risultati…come mai? dove avete lasciato la vostra serietà?

  88. corsaro Says:

    Illuminante lo sfogo di romina, che dichiara:
    “…qualunque sia l’esito del congresso non me la sentirei di stare a fianco, figuriamoci addirittura sotto, quelli della seconda mozione…”
    La domanda, sconsolata, è la seguente: esiste ancora rifondazione?

  89. Sergio Says:

    Di fronte a quanto sta succedendo nel nostro partito in questa fase congressuale non so’ perchè ma mi frolla continuamente in mente una lezione che dice più o meno che il potere non lo cederanno mai pacificamente. Si compagni, la lotta è dura, sempre! Se qualcuno ha creduto che il rovesciamento degli oppressori si ottenga con poesie o dialogando in salotti televisivi con lo scopo di convincere i contraddittori, i (mis)fatti di oggi ci dicono quanta fraseologia parolaia si celasse dietro tanta “umana comprensione” per i borghesi e quante condanne senza appello per gli “errori” dei proletari.
    Spero si affermi la 1 mozione, l’unica che dimostra di avere a cuore il partito, che si preoccupa per quello che succede e che lancia appelli da vero gruppo dirigente, cioè come partito non come frazione o corrente, e l’unica che può ricostruire un’opposizione di classe con basi di massa nel nostro paese.

  90. un compagno di Roma Says:

    Caro Corsaro, è evidente che formalmente è il Cda a poter chiedere le dimissioni di Sansonetti. Io però penso che un giornale come Liberazione sia cosa di tutti i militanti e mi pare che con l’ultima uscita questo basilare elemento sia stato largamente tradito. Si è deciso di appoggiore una sola mozione in spregio alla ricchezza di articolazioni che il partito in questo momento presenta.

  91. un compagno di Roma Says:

    Romina ti abbiamo sentito, siamo d’accordo!!!!
    Con l’arrivo di Romina ormai il blog si sta sempre più configurando come ambiente di scongelamento dei marxisti….Forse è per questo che fuori di qui non fanno nient’altro che parlare di quanto siamo cattivi!

  92. luciano Says:

    Vedi Romina,
    quello che tu dici è vero. Ed io come te sono anni che urlo cercando di farmi sentire. Ma finchè ci sarà questo sistema delle parti, dove si è costretti a schierarsi con una corrente interna, la nostra voce non arriverà mai.
    Tu sei un contendente come quelli che critichi e odi.
    Tirati fuori dalle logiche di parte e partecipa anche tu alla ricostruzione del PRC, ricominciando dal pluralismo e dalla democrazia.
    Fai come me NON VOTARE I DOCUMENTI, schierati con i compagni a cui non piacciono i cammelli, gli interessi personali, le lotte interne per il potere, l’illegalità diffusa, la faziosità, il leaderismo. Unisciti a quelli che credono si possa ritornare ad un partito, cosi come l’aveva disegnato Gramsci. Quando le battaglie si combattevano con avversari di diversa ideologia, e non tra di noi.

    Tu hai involontariamente scritto una grande verità, quando dici “qualunque sia l’esito del congresso non mela sentirei di stare a fianco, figuriamoci addirittura sotto, quelli della …..etc. etc. Così averrà, cara Romina, chi perderà il congresso abbandonerà il partito, creando ancora una volta, scissioni e fratture interne.

    Pensaci.

    Un saluto a pugno chiuso.

  93. Ramon mi associo con te nel rispettare le decisioni della commisione congressuale, e da quello che ho letto penso che la decisione presa sia stata in linea con il nostro regolamento, ma ho un cruccio che mi assilla, non so quanto peregrino.
    Vedi le due mozioni che stanno ricevendo maggior consenso la 1 e la 2, continuano in questo testa testa e molto probabilmente proseguiranno fino alla fine. Una cosa desiderei che non accadesse che l’esito finale venisse deciso ad esempio in base a quei voti di Reggio Calabria.
    Io penso che allora, proprio perchè questo congresso non venga ricordato per un episodio, ma per le importanti scelte politiche che sono in campo, sia giusto dare la possibilità ai compagni di Reggio di adoperarsi per correggere le irregolarità e rifare il loro congresso.

    un abbraccio,

    Luca Marini

  94. elio pillai Says:

    Caro Luciano
    Approfitto della pazienza di Ramon per rispondere alle tue domande.
    Primo,preciso che non prendo per cretino nessuno.Secondo non faccio retorica ma dico quello che penso,uso la critica e cercando di argomentarla.Terzo,è vero che 3 consiglieri regionali su 6 eletti in rifondazione in rifondazione sono passati l’anno scorso a SD,stavano nell’area Valentini-Grassi,sarebbe troppo lungo da spiegare tutta la storia,forse anche per le ragioni che dici tu sul malloppo.
    AL DI LA’ DELLE APPARTENENZE ,TI GARANTISCO CHE ANCHE QUESTA STORIA E’STATA UN ALTRA BRUTTA PAGINA PER TUTTA RIFONDAZIONE COMUNISTA IN SARDEGNA.
    La mia area di riferimento è sempre stata quella Bertinottiana.Non so cosa abbia capito tu delle mie apparteneze o da che parte sto,da cio’ che scrivi mi sembra poco.
    .Se tu leggi bene il post che ho scritto a Giovanni ,parla dei dirigenti di Cagliari e della Sardegna includendoli tra quelli meridionali.
    E’ vero che faccio parte del CPR,infatti da anni critico le scelte dei miei compagni Bertinottiani in consiglio regionale sardo,ti assicuro che mi sembrano piu’ preoccupati a occupare a alimentare le loro posizioni di potere piuttosto che a difendere la linea del Partito.
    Sai cosa mi rispondono?…Che la “giusta” linea del partito la decidono con le loro tattiche e le loro strategie,insomma …le stesse usate dai nostri nel governo Prodi.
    Riccordi la parola d’ordine dei nostri compagni dirigenti:”riprovarci,riprovarci,riprovarci?”,avevano scomodato persino Gramsci pur di stare al governo,esattamente quella che usano qui in Sardegna.
    Qui riprovandoci sono arrivati a fine legislatura e,dopo quasi cinque anni di nostra presenza al governo della regione non è cambiato nulla.
    Oggi sono stato a presentare il documento 1 in un circolo di un paese del Nuorese, il documento 2 è stato presentato da un compagno consigliere regionale,qui l’ex sono io perche lui è rimasto Bertinottiano.
    Per l’ennesima volta ho provato a spiegargli che anche in sardegna, alle prossime elezioni regionali ed europee, se non si cambia musica,succedera’ esattamente ciò che è successo alle elezioni del 13/14 aprile.
    Non c’è verso, vengo accusato di voler consegnare la regione alle destre(…).Io …hai capito?Loro governano col centro sinistra le politiche moderate e con i loro tatticismi consegnano il paese a Berlusconi e,accusano me di voler consegnare la sardegna alle destre.
    Spero di averti chiarito le mie posizioni un avolta per sempre.
    Luciano , ti chiedo di farmi una promessa ,so che i miei post sono noiosi ma ti prego di sforzarti di leggermi fino alla fine o rischi di farti idee sbagliate.
    Sinceramente comunista
    elio

  95. Maria Says:

    Interrompo il mio silenzio ascetico per ritornarci appena finito. Come sempre concordo con il caro compagno di Roma.
    Questo blog vanta di varie metamorfosi (per chi lo conosce da tempo), ora è la volta di quella dello scongelamento dei marxisti, che non fa altro che farci sembrare sempre più brutti e cattivi. Ancor più di quanto lo siamo, in verità. La lettera aperta di Larosa ieri parlava di questo blog come in testa alla “loquacità”. Anche senza aver letto la lettera, si capisce a che tipo di loquacità si riferisca.

    Mi permetto di ricordare ai comapgn* tutt* che la Mozione 1, insieme a Ramon firmatario, non intende liquidare nè Rifondazione nè prendere a calci in culo i compagni delle altre mozioni, compresa la 2.
    Si cerca di lavorare in questo senso, per l’unità e non per la spaccatura, e la Mozione 1 è l’unica a proporre una gestione unitaria in questa delicatissima fase.

    Questo dovremmo stamparcelo bene nella CAPOCCIA tutti.
    Ed eventualmente scegliere altri lidi per sfoghi personali umorali ed ormonali, che francamente poco hanno a che fare con il dibattito in corso.
    Ovvio che Ramon si dissocia ogni volta da esternazioni personali, ma bisognerebbe capire che da parte di chi legge facilmente vien poi fatta di tutta l’erba un fascio. Se qualcuno con quelli della mozione 2 non ci vuole nemmeno andare a prendere un caffè dopo il congresso, è un problema personale e non politico.

    Il problema politico attuale è esattamente il contrario:
    1) cercare di non farci travolgere da questa degenerazioe alla quale stiamo assistendo e che certamente sta sfuggendo di mano a tutti, compresi i compagni della mozione 2
    2) lavorare fino allo stremo per non fare implodere o esplodere il Partito.

    Detto questo, vi racconto un episodio.
    Ieri mentre ero immersa nel mio silenzio ascetico, mi arriva un sms sul cellulare e anche io come Alvise Spanò vengo d’improvviso e inaspettatamente schiaffeggiata come una illuminazione zen.
    Brindisi: doc1 205, doc2 0, doc3 0, doc4 0, doc5 0.
    Possibile?!? Allora compagno di Roma hai ragione tu, nulla è ancora perso!! Dio c’è! 🙂

    Evvabbene vabbè, dobbiamo avere tutti pazienza, che la nuttata sta per passare e poi si vedrà. Una certezza sola: comunque vadano le cose, non ci sarà più niente da ridere, e io ne soffrirò, lo sapete voi che mi conoscete che mi piace scherzare anche sulle cose serie, per alleggerire la tensione. Credo proprio che non ce lo potremo permettere più.
    Come dice Alvise abbiamo bisogno di soffrire per risorgere come l’araba fenice. E siccome abbiamo sofferto ancora poco, Sansonetti rimarrà, e alla domenica, dopo una settimana di duro lavoro (per chi ha la fortuna di avercelo) per allietarci la giornata di festa farà arrivare nelle nostre case Liberazione con l’inserto con “Il Capitale”. A puntate. In Tedesco.
    Abbiamo bisogno di essere rieducati. Se la sinistra è stata sbattuta fuori dal Parlamento sarà pur colpa di qualcuno, no? Cerchiamo di fare seriamente autocritica e vedrete che verrà fuori che è colpa nostra. Non siamo all’altezza dei tempi. Vergona, militant* tutt*!!
    Sotto a studiare tutt* quant*, ignorant*!
    Anzi, io per l’inserto della domenica proporrei di partire col percorso rieducativo non direttamente con il Capitale, troppo scontato e troppo facile, quello ce lo spolpiamo dopo, io inizierei il percorso con il giovane Marx dell’undicesima tesi su Feuerbach. Perchè è lì che la mente del giovane Marx inizia a fumare (in senso buono)

    “I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; ora si tratta però di cambiarlo”.

    Poi ci si mette tutti in cerchio come all’anonima alcolisti e ne parliamo. Potrebbero venir fuori anche grandi cose, grandi idee, chissà. Io da parte mia, quando tocca a me, direi che per cambiare il mondo, comunque occorre “il” mondo e un’ontologia che lo dimostri. Come minimo, no? La tesi su Feuerbach si fondava ancora su un’ontologia, cioè c’era “un” mondo. Oggi non esiste più un mondo, ogni ontologia dimostra solo stati di allucinazione.
    Forse anche perchè, appunto, come dice Alvise, sono pure finiti i soldi.

    Torno al mio silenzio ascetico.
    Adios

  96. romina Says:

    Scusate il mio era uno sfogo, diciamo un’intemperanza, ma dettata dalle ragione ….. Ieri ho chiamato un compagno di roma che mi ha detto l’importante è che non abbiano la maggioranza, avendo impostato noi all’indomani del congresso gestione unitaria …. Ma mi chiedo a parte le altre mozioni, gestione unitaria con chi ? Con Vendola ? Cioè scusate la metafora da donna vissuta giochiamo a poker con chi bara …. E questo nel partito figuriamoci fuori….Comunque la contaminazione marxista , il virus di cui io sono portatrice sana domani dovrebbe infestare anche la pagina delle lettere di liberazione…Dico dovrebbe…. Perchè è una domanda al direttore …Di quelle che si fanno senza girare tatticamente intorno all’argomento..Se la pubblica mi deve rispondere …. Altrimenti me la faccio pubblicare su un sito che certamente me la pubblica…Dove ho già scritto altre volte…. Ciao

  97. luciano Says:

    Caro Andrea,

    Io sono molto più informato di quanto tu pensi e aspetto volentieri una risposta di Pillai, con il quale sono disposto a confrontarmi serenamente su fatti reali. Se vuoi mi documento anche sulla Federazione di Sassari, ma non mi sembra il caso.
    Quello che è successo in Sardegna, dopo l’ultimo congresso (straordinario)
    è stato pubblicato sui media per mesi. Sono fatti concreti, corredati da nomi e cognomi, Te ne faccio uno ad esempio, perchè riguarda proprio il territorio di Sassari, il consigliere regionale “Antonello Licheri”. Questo nome ti tice qualcosa?

    Pillai non ha bisogno di difendersi, perchè io non accuso, cerco solo di far capire ai compagni che le colpe sono diffuse in tutti gli schieramenti, dal 1° all’ultimo “documento”. E siccome a me non piace la retorica faziosa, cerco di spiegarmi con fatti concreti.

    Ecco perchè io “NON VOTO I DOCUMENTI”.

    Più che illuminati vi considero “fulminati” sulla via di Damasco. Come fate a non capire che le controversie interne fanno il gioco di chi ci vuole fuori da ogni contesto politico.

    Un saluto a pugno chiuso.

  98. Scusami Ramon, al di là delle diverse posizioni congressuali che abbiamo posso chiderti una cosa? E’ mai possibile che al momento sul sito del partito non vi siano i dati ,sia pur parziali, ma comunque ufficiali sull’andamento dei coingressi di circolo? Magari si possono lasciare sospesi quei congressi in cui ci sono dei ricorsi e su cui la commissione nazionale non ha ancora deciso ma per tutti gli altri è possibile sapere con precisione i risultati?

  99. romina,
    ripeto a te quello che ho consigliato a RAmon. Non auspicare scissioni: voi resterete al fianco di chi vi darà un piedestallo da cui continuare a fare quello che vi riesce meglio, i controllori del tram. La gestione unitaria è dietro l’angolo, quindi rassegnati: dopo un congresso in cui, per la prima volta, si sono annullate delle assise territoriali con accuse infamanti, voi vi siederete accanto a coloro che avete accusato di essere mafiosi. VERGOGNA

  100. Inoltro la email che ho inviato a Liberazione

    VENDOLA E LE ACCUSE DI LEGHISMO: ABBIA L’UMILTA’ DI CHIEDERE SCUSA

    LIBERAZIONE SIA IL QUOTIDIANO DEL PRC NON DI UNA MOZIONE

    Voglio con questa breve lettera stigmatizzare le indecenti dichiarazioni di Vendola, che di fronte alla decisione di annullare due congressi, assunta dalla commissione congressuale nazionale con i voti contrari dei soli esponenti della mozione n. 2, ha accusato i sostenitori delle altre mozioni di “leghismo”. Mi chiedo come si permetta il compagno Vendola, che vivendo in Puglia non sa nemmeno cosa sia la Lega, di accusare compagni che il leghismo lo combattono ogni giorno nei propri territori. Io non mi permetterei mai di fare una così grave accusa a compagni/e che aderiscono a mozioni diverse da quella che sostengo io; compagni/e da sempre con me in prima fila nel contrastare e denunciare le politiche barbare della Lega. Allora non si permetta nemmeno il compagno Vendola e abbia l’umiltà di chiedere scusa.
    Inoltre chiedo a Liberazione di essere il quotidiano di tutto il partito e non, come invece sta facendo, il giornale della mozione Vendola.

    Saluti Comunisti.

    Marco Sironi (iscritto Prc di Bergamo, sottoscrittore della mozione 1 e da sempre in prima fila contro la Lega e il leghismo)

    PS: chiedo la pubblicazione della presente

  101. romina Says:

    Scusa Ramon ,
    tu che sei un po più grande di me mi potresti spiegare di cosa ci accusa Mirco?Porre una questione morale vuole dire auspicare una scissione?
    Poi si sono visti i fischi alla mirafiori e sempre a Torino per il massacro all’acciaieria che si sono beccati i CONDUCENTI del tram Rifondazione….. Alla prossima ci beccheremo pomodori marci e qualche bullone……

  102. elio pillai Says:

    Luciano ,certo che conosco Licheri fa parte deii tre che sono passati a Sinistra democratica come ti ho scritto,dopo essere stati eletti nelle liste di rifondazione.Sinceramente non so dove vuoi arrivare,l’unica cosa che ti posso dire e qui il partito fa schifo come dappertutto.Tu continua a fare il duro e puro è nel tuo diritto.
    ciao

  103. Chiara Says:

    Io vorrei ringraziare ramon perchè si discosta dalla generale cianfrotta politico-retorica che caratterizza la tendenza culturale principale di questo partito, si discosta dall’uso di circonvoluzioni suggestive di parole, ahimè vuote di alcun corrispettivo reale, dal buonismo falso e dal corporativismo dilagante. Anche se spesso non sono stata d’accordo con te, e anche se oggi lo sono, senza entrare nel merito, ti ringrazio inanzitutto per usare parole chiare, a volte dure, ma chiare, per fare riemergere quella universalità di linguaggio e di senso di cui la politica ha bisogno, senza la quale la partecipazione ce la sognamo…
    p.s.
    ma quando vendola nella sua conferenza stampa dice che non ci sconcerta più di tanto che si voti mozione due a maggioranza al sud ( si presume dunque anche in Calabria) perchè lì c’è una sinistra di popolo perchè lui è lì da vent’anni e lo sa bene e hanno fatto tante lotte etc etc.. ma ci ha fatto caso che la Calabria era prima completamente in mano alla mozione 2 dello scorso congresso?
    chi sa quale ipotesi sceglierà:
    1) non si riferiva alla calabria (ma allora perchè lo dice nella conf. stampa sul caso Reggio?)
    2) i militanti c’erano, ma si erano nascosti in attesa del congresso
    3) non lo ha mai detto

  104. un compagno di Roma Says:

    Concordo con Maria, in Rif. si parla di tutto – dal pensiero della differenza all’animalismo – ma di marxismo se ne mastica poco, proprio quando più servirebbe, per assisterci di fronte all’attuale gigantesca crisi di produzione e riproduzione sociale capitalistiche. Ecco perché non mi dispiace che in questo blog ci sia addirittura chi come Romina è giunto a scomodare il mostro dei mostri, quello che quando viene nominato Gennaro Migliore fa le corna, Lenin.
    Una cosa a Romina: qui a Roma almeno per ora non c’è nessuna aria da tarallucci e vino. L’idea è innanzitutto di coordinarsi con tutte le altre mozioni non vendoliane. e questo lo possiamo fare soltanto noi. Il fatto che siamo giunti inopinatamente e fortunatamente pari ci agevola moltissimo naturalmente

  105. luciano Says:

    Caro Pillai,

    le storie, per poterle capire, bisogna raccontarle fino alla fine.

    Allora devi dire che Licheri e company, nel passato congresso, quello straordinario che si è svolto in Sardegna, erano i Leader di spicco della tua componente, seguaci di Grassi e di tanti altri che ora, esclusi loro che hanno abandonato il partito, per motivi venali, fanno parte del 1° documento.

    Ripeto il senso delle mie parole. Ogni area ha le sue colpe e i suoi colpevoli, e io non appartengo o pubblicizzo acun documento. Li combatto tutti perchè non condivido questo sistema fratricida di lotta interna.

    Non riesco a trasmettere il messaggio, oppure non avete orecchie per sentire. La vostra faziosità vi rende sordi e cechi.

    Un saluto a pugno chiuso.

  106. MAZINGA Says:

    Solo in Italia
    uno come Sansonetti può diventare direttore
    di un giornale comunista.

  107. MAZINGA Says:

    Sul sito della II Mozione, leggo un articolo intitolato :”I neo-iscritti passati al setaccio:gli amici di Ferrero possono votare gli altri no”. Questo articolo firmato dalla “redazione”(poichè forse nessuno ha avuto il coraggio di sottoscrivere) parla anche del congresso della Sez. Guevara di Taranto ed in particolar modo parla delle “40 tessere” che la Commissione Provinciale per il Congresso ha annullato prima che il congresso si svolgesse.
    Voglio spiegare che il termine “dubbia provenienza” riferito a quelle tessere lo abbiamo utilizzato poichè in Commissione Provinciale abbiamo solo constatato che quelle tessere non erano mai state consegnate ufficialmente alla federazione di Taranto, nè abbiamo voluto fare ipotesi o illazioni su come all’insaputa della federazione provinciale quelle tessere si siano materializzate davanti ai nostri occhi. Ma come non sono state fatte illazioni da noi rappresentanti del I documento ci piacerebbe che le illazioni non venissero fatte neppure da questi articoli firmati dalla “redazione”.
    Tanto per capirci: il circolo Guevara è un circolo storico a Taranto del PRC. E’ un circolo che racchiude diverse generazioni di operai, lavoratori di ogni tipo e categoria, studenti universitari e giovani comunisti. Questo circolo si è subito schierato in massa con il documento n.1, infatti, nonostante la presenza di un autorevolissimo rappresentante della mozione II il risultato è stato il seguente: 95(voti doc.1) 22 voti(moz.2).
    Quanto ai 40 nominativi(tutti sostenitori della mozione II mai visti in sezione) vi erano una giornalista residente a Roma da svariati anni(che quindi non si capisce perchè avrebbe dovuto votare alla Guevara di Ta), una compagna che ha incarichi direttivi nella lista civica “Stefano”(che ha 3 cons comunali e 5 assessori e si è candidata in concorrenza col PRC nelle ultime elezioni comunali quindi non è un movimento culturale), 2 compagni notoriamente iscritti agli SD. Tra i 40 vi è anche un noto esponente di una ex lista civica locale(ora confluita nel PD) che si chiamava “LIsta Liviano” che si è proposta non solo in concorrenza col PRC, ma addirittura in contrapposizione(anche dura) al nostro candidato (e attuale)sindaco il compagno Ezio Stefano. Se non basta vi dico che questo noto esponente ebbe anche modo, in piena campagna elettorale per le amministrative, di attaccare sui giornali la candidatura di Stefano e Rifondazione Comunista che non aveva appoggiato il suo candidato. Curioso che proprio durante il congresso si chieda la tessera di un partito criticato fino a qualche mese prima.
    Ancora tra quelle 40 tessere vi erano due esponenti che sempre nelle elezioni amministrative sostennero il candidato del PD Gianni Florido contro il nostro sindaco Ezio Stefano, che come avrete capito ha incontrato più di un avversario tra questi militanti “anni 70” descritti da tale incompleto articolo.
    Ancora di questi 40 solo 8 si sono presentati il giorno del congresso, quindi in ogni caso il loro apporto sarebbe stato ininfluente.
    Io posso capire la rabbia per avere perso il congresso provinciale a Taranto(proprio oggi festeggiamo la vittoria con gli ultimi due circoli) però credo che non faccia onore a nessuno riportare notizie inesatte in maniera tale da confondere i compagni della II mozione che leggono in buona fede certe palesi infondatezze convincendosi di una irregolarità che non è stata da noi compiuta, bensì subita; e credo che la Commissione abbia fatto più del suo dovere annullando quelle tessere senza alzare polveroni che forse avevamo tutto il diritto di alzare.
    Insomma, cara “redazione del sito della mozione II”, vediamo di non parlare più di questa storia, perchè se essere dei burocrati singifica non farsi fregare, allora hai ragione a definirci tali. L’importante è essere burocrati vincenti e qui almeno abbiamo già vinto.

    Buon congresso a tutti!

    Luca Occhionero (Presidente della Commissione Congressuale della Provincia di Taranto)

  108. Sì Compagno di Roma, è così, lo sai, l’ho detto tante volte qui, solo che il mio era un tono canzonatorio in questo caso, prendevo spunto dal paparazzin di domenica.
    Cerchiamo di sentinellare come sempre, almeno “noi di casa” quello che succede in casa, perchè Ramon fuori da questa casa ne sta facendo tanto di lavoro.
    E noi cerchiamo di fare la nostra parte per quanto possibile.
    In questo caso condividevo il tuo appunto su Romina e sul fatto che iniziava nuovamente a degenerare il dibattito. Anche a me piace Romina, però magari se non si lasciasse andare toppo alle inutili polemiche… credimi Romina, sono davvero inutili. Servono solo per incriminarci e perchè da fuori dicano alla Anubi maniera: “guarda Ramon che razza di gente ti sostiene!” Chiaro romina? Cerchiamo di non cadere nella trappola. Non so tu, ma a me ha molto infastidito la citazione di Larosa, perchè, chiedo scusa a tutti, ma come dice Ale questa è sì casa di tutti, ma noi ce la sentiamo un po’ “casa nostra” perchè è sempre stato un luogo di confronto per noi prima di questo terremoto e prima di essere letti per lungo e per largo in tutta la penisola.
    Quindi Romina, almeno tu, non abbandonarti ad umori per cortesia. Ci vuol poco a far degenerare la discussione, sai?
    Un saluto a tutt*. Sempre a pugno chiuso

    E un fortissimissimissimo abbraccio a Ramon!!
    Quando ce vò, ce vò. Diciamo che se lo merita.

  109. stefanog Says:

    Ho letto gran parte dei tanti post. Da notare come dalla missiva di Ramon ad oggi siano accadute tante di quelle cose da costringerci un po’ tutti a mettere in campo alcuni ragionamenti.
    Provo a lanciarli a mo’ di inviti a ridiscutere:
    1) Molto probabilmente si arriverà a Chianciano senza maggioranze assolute, nonostante quadrupedi sahariani. Inutile rivangare il passato o tranciare giudizi irreversibili. Il partito dovrà essere governato in maniera unitaria (come da noi dichiarato) tanto a livello nazionale quanto dove possibile a livello locale e il modo migliore per realizzare questa unitarietà è intanto quello di costruire intese con le compagne e i compagni delle mozioni minoritarie.
    2) Questo ci darebbe modo di salvaguardare il patrimonio politico e non solo del partito da ogni deriva personalista e da ogni scelta perseguita senza tenere conto delle iscritte e degli iscritti.
    3) La mozione 2 non è composta da “nemici” ma da compagni che hanno e in maniera alquanto articolata al proprio interno, prospettive in parte o del tutto diverse da noi per il futuro del partito e della sinistra. Compagne e compagni con cui lavorare – laddove le lacerazioni prodotte lo permettano – sin da ora. Se partiamo dall’idea che Vendola rappresenti solo apparati e cammelli abbiamo una visione falsa della realtà, pari a quella di chi ci dipinge come trinariciuti stalinisti. Personalmente ho partecipato a congressi di circolo in cui ha prevalso la seconda mozione, congressi veri quanto quelli che ci hanno visto risultare più convincenti, congressi in cui si è ragionato di politica e si è pensato ad un futuro comune. Non per buonismo (categoria che non mi appartiene) ma per la volontà di salvaguardare un intero partito ritengo opportuno riprendere, con tutte le contraddizioni che questo significa, il cammino interrotto.
    4) Per quanto riguarda “Liberazione” sono un po’ stanco di chi scopre l’acqua calda. Che gran parte del corpo redazionale, a partire dal direttore, non sarebbero stati spettatori imparziali era nella logica delle cose. Il giornale ha da tempo anticipato le prospettive “oltriste” in maniera chiara e oserei dire sfacciatamente faziosa. Perchè avrebbe dovuto cambiare improvvisamente pelle? Se lo avessero fatto avrei rispettato di meno tanti “scioglisti” pasdaran. Dopo di che, pensando al futuro, mi piacerebbe immaginare un rapporto più reale fra giornale e partito, in cui il primo non rinunci alla propria autonomia e il secondo abbia la capacità di essere presente, non tramite interventi episodici ma tramite quel prezioso momento di confronto politico che sono le riunioni redazionali.
    In ultimo ho da segnalare un apprezzamento particolare a Ramon per un suo intervento ad una riunione. Si trattava dell’invito a valorizzare le modalità con cui, in questa fase durissima, si sono costruiti nuovi legami fra compagne/i provenienti da culture politiche diverse che si sono ritrovate sulla stessa strada, anche se in salita.
    Mi viene da aggiungere “non è proprio questa la rifondazione che vogliamo?”
    Buon lavoro

  110. Car* tutt*,
    breve incursione di passaggio. Domenica è finito il congresso provinciale di Bologna.
    E’ stato duro, difficile, doloroso ma, qui da noi è finito direi bene.
    Il risultato finale in termini di percentuali è stato (approssimato) così suddiviso:
    doc.1 45%, doc.2 25%, doc.3 21%, doc.4 9%, doc.5 0,3.
    Il nostro Cpf è di 100 elementi, per cui è facile fare il conto dei membri suddivisi.
    E’ stato fatto un accordo politico tra doc.1 e doc.3 che ha dato vita ad una segreteria di 8 membri del doc.1 e 3 del doc.3.
    Il segretario uscente Tiziano Loreti è stato riconfermato con il 65% dei presenti (85 in totale).
    L’accordo con le/i compagn* del doc.3 è stato complicato perchè all’interno del doc.1 ci sono state resistenze.
    Sabato 12 inizierà la Festa Provinciale di Liberazione e siamo in pieno finale di montaggio, per cui ci riparleremo più avanti.
    Vogli solo porre una questione, per aprire una riflessione.
    Le/i compagn* che hanno condiviso il percorso politico e congressuale con Ramon, penso debbano costruire una “coordinatora national”. Ramon, giustamente, si è sempre rifiutato di considerarsi un ulteriore capo-corrente. Penso però che quel collettivo (come si suol dire “più movimentista”) debba costruire un ambito strutturato di discussione e, di conseguenza, rappresentanza nel partito attorono ud una serie di temi che sono spesso emersi nelle nostre discussioni.
    Meditiamo e cerchiamo, se siete d’accordo, delle soluzioni.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi – Fed. di Bologna

  111. P.S.: Dimenticavo.
    Un abbraccio a Stefano G.
    Siamo tutt* clandestin*!
    Alessandro Bernardi

  112. Ciao Ale bentornato.

    Perfettamente d’acccordo con te, come sempre.
    Io avevo anche proposto una petizione dal basso per avercelo come capo proprio, Ramon, non solo come capo-corrente, visto che non vi è nulla di certo in riguardo al segretario…
    🙂

    non scherzavo e non scherzo
    comunque sì, cerchiamo insieme soluzioni

  113. luciano Says:

    Gli ultimi due commenti, quello di Stefanog e di Ale B., confermano la condizione attuale del partito.

    Sefanog dice, in maniera chiara, che secondo lui non ci sarà una maggioranza assoluta, e io condivido con lui, allora bisognerà cercare di governare in maniera unitaria, per dare voce a tutti i militanti, come, secondo lui, dichiarato dalla componente del 1° doc.

    Ale B. , che apprtiene alla stessa componente, dopo aver comunicato i risultati di Bologna, dove la 1° ha il 45% la 2° il 25% la 3° il 21% la 4° il 4,9 e la 5° lo 0,3, dice: C’è stato un accordo tra il 1° e il 3° doc. per cui è stata costituita una segreteria di 11, composta da 8 del doc. 1 e 3 del doc. 3.

    E questa sarebba una SEGRETERIA UNITARIA?

    Poi dice ancora, per rafforzare la vittoria, costruiamo attorno a Ramon, che non è il leader massimo del doc. 1, un “COORDINAMENTO NAZIONALE” per portare avanti i temi e le discussioni che sono scaturite da questo, chiamiamolo così, movimento, durante il periodo congressuale.

    Compagni siamo di fronte alla proposta per la nascita di una “NUOVA CORRENTE”, capeggiata da Raul Mantovani, che magari al prossimo congresso presenterà il doc. 6.

    Ma quanto siamo bravi! Abbiamo capito in pieno cosa signica “UNITA”.

    Riflettete.

    Un saluto a pugno chiuso.

  114. Vada per la “coordinatora national” proposta da Ale B. Quasi quasi ci faccio un saltino alla festa di “Liberazione ?” di Bologna.

    ciao,

    Luca Marini

  115. Ah, dimenticavo, una domanda per te Ramon, ma ad Asti e Rovigo cosa aspettano ad iniziare il loro congresso?

  116. romina Says:

    Sono daccordo con AleB e Maria,
    in verità faccio fatica a designare il segretario perchè tutti i compagni rappresentativi delle culture politiche che confluiscono nel primo documento per questa battaglia comune hanno caratteristiche differenti ma complementari diciamo che sprigionano una sinergia efficace…Poi se dovessi scegliere io chi
    ……. sceglierei in base ai miei gusti personali ma non garantisco risultati.
    Niente, Brescia è un campo di battaglia, provocazioni,insulti plateali come nel mio caso che mi hanno strumentalizzato l’indirizzo e-mail che contiene kgb e il nck name rosa confetto… Il kgb lo misi per provocazione ironica sulle stupidate che si sentivano durante il V congresso e Rosa Confetto come provocazione sfottò al machismo di molti compagni e dirigenti …..Ma francamente non sono così ottimista sull’esito del congresso e soprattutto sul dopo…..Leggo stamane le dichiarazioni di Masella del III documento che pongono sullo stesso piano ferrero e vendola……Quei compagni della uno che probabilmente conosco purttroppo non avevano tutti i torti ti accorgerai alessandro cosa significherà gestione unitaria con questi compagni io ne so qualcosa purttroppo…..non sarà rose e fiori. armati di pazienza perchè ce ne vorrà con questi….Dico questo perchè avendo con loro condiviso un pezzo di strada li conosco bene.Ma forse si convinceranno .Speriamo che tornino con i piedi per terra.Ma non ci spero dopo quello che ho letto stamane mi cadono le braccia.
    Ciao Rominakgb hi hi hi

  117. purtroppo non ho tempo per scrivere, anche se come sempre leggo tutto.
    ma, visto ciò che ha scritto alessandro B di bologna, e prima che compaiano altre interpretazioni maliziose delle sue parole, voglio dire una cosa sola.
    non c’è mai stata né ci sarà mai una corrente capeggiata o fomentata dal sottoscritto. sia perché sono contrario alle correnti sia perché non ce ne sarebbe nessun motivo. sono abituato a credere a ciò che dico e a ciò che scrivo. e da tempo penso che nel prc non ci sia bisogno di altre correnti o aggregazioni. penso invece che il dibattito debba approfondirsi soprattutto su temi teorici e politici. e credo che alessandro alluda alla necessità contribuire al dibattito a partire da un punto di vista che non è mio o suo ma di moltissimi/e che continuano a pensare che la questione del movimento contro la globalizzazione sia fondamentale per un partito comunista che voglia esistere nel futuro.
    comunque grazie per i commenti.
    da quando c’è la moderazione come d’incanto sono spariti gli insulti e i processi sommari.
    dal prossimo articolo toglierò la moderazione.
    un abbraccio e grazie ancora.
    ramon

  118. romina Says:

    No Ramon è presto .aspetta fino al dopo congresso…non puoi sapere

  119. Sono un compagno della Sardegna.

    Condivido a pieno il commento di Luciano, e anche la tua risposta Ramon che hai precisato il tuo pensiero riguardo alla formazione di correnti.

    All’art. 8 dello Statuto c’è scritto(trascrivo) : “NON E’ CONSENTITA LA FORMAZIONE DI CORRENTI PERMANENTEMENTE ORGANIZZATE”.

    Allora, Ramon, invece di accusare di commenti maliziosi chi si sforza di riportare il partito alla democrazia interna e il rispetto delle regole, spiega a Ale B., a Stefanog, a Maria, a Luca e Romina che questo non è un forum per i fans di una star dello spettacolo, o per cuori solitari ma, come dici tu, l’occasione per approffondire temi teorici e politici. Se sono innamorati di te possono scriverti una mail personale.

    A parte gli interventi di Luciano, che si dichiara contrario a tutti i documenti, mi pare che ci sia poco contradittorio. Mi piacerebbe leggere anche i commenti di compagni di altre aree, per poter discutere in maniera più completa, questo è un invito.

    Ramon ho apprezzato il tuo pensiero politico, in passato, non vorrei ricredermi proprio adesso, non vorrei cadere dalla padella nella brace.

    Ciao

  120. luciano Says:

    Caro ramon,

    Ho letto con piacere la tua risposta, forse stai cominciando a capire il mio pensiero, anche se giudichi maliziose le le mie interpretazioni. Forse lo fai per non far rimanere male i tuoi supporters.
    Hai spiegato con chiarezza, il tuo pensiero sulla formazione delle correnti, precisando che tu non sarai mai a capo di una di esse. Speriamo che questo lo abbiano capito, visto che Maria ti chiama “capo-corrente”.

    Mi piacerebbe però sentire il tuo pensiero sulla gestione unitaria del partito. Lo so che una risposta in tal senso me l’hai gia data, ma forse non è stata captata da tutti.

    Io non sono un tuo nemico, anzi condivido tante cose del tuo pensiero, mi spiace che talvolta ti ho fatto irritare, ma non è colpa mia se non apprezzo il sistema basato sulle correnti permanenti.

    Un saluto a pugno chiuso.

  121. Maria Says:

    Lorenzo ha detto una grande verità, non so se consapevolmente o inconsapevolmente:

    Ramon, che non è il leader massimo del doc1.

    Benissimo. E’ proprio questo il problema caro Lorenzo.
    Io mi sono un pochetto stancata di sentir parlare di ripartire dalla base, di dare ascolto alla base, di sentir parlare di rigenerazione democratica del Partito, di trasparenza, di un Partito non oligarchico, non gerarchico, non piramidale.
    Ora, al di là della malizia di pensare che possa essere stato Ramon a fomentare una nuova corrente, bisogna secondo me riflettere sul perchè, su su, sopra sopra, “ai piani alti” del Partito (perchè evidentemente, da come si è espresso chiaramente Lorenzo la piramide c’è ancora, eccome se c’è!!!), Ramon non è tenuto in degna e seria considerazione.

    Do you remember anche la lettera di Nichi a Grassi e Ferrero?
    Ma come?!? Su questo blog nascono le polemiche, s’infiamma il dibattito, e tu mi ci mandi una lettera a Grassi e Ferrero? E basta?
    Strano, no?

    Ecco, compagni, meditiamo su questo.

    Abbiamo la fortuna di gestirci questo spazio da tanto tempo grazie ad un compagno che ha un grande dono, un grande pregio. Raro, rarissimo:

    far aderire strettamente la parola al pensiero.

    Ricordo che un altro simile ci fu, un certo don Milani… che dopo Esperienze Pastorali fu catapultato da San Donato di Calenzano a Barbiana, sul cucuzzolo della montagna tra pochi pastorelli poveracci ed ignoranti, con la speranza di sedarlo. Invece in solamento, sul cucuzzolo, Milani fece più casino di prima.

    Meditiamo compagni, meditiamo…

  122. Ale B. Says:

    Car* tutt*,
    vi rubo altri 5 minuti per rispondere alle sollecitazioni in risposta al mio precedente post.
    X luciano:
    fare una segreteria unitaria NON significa che siamo tutti in maggioranza, ma che tutte le sensibilità sono rappresentate negli organi di direzione del partito, ovunque. Per quanto riguarda Bologna. le/i compagn* delle moz. 2 e 4 non hanno VOLUTO entrare in segreteria.
    X romina:
    so che a Brescia c’è una situazione “complicata” eso anche di quello che dice Masella. Ma lui dice cose che non sono condivise da tutta la moz.3. E’ logico però che è meno diffcile fare un accordo con chi non si è espresso per il superamento/scioglimento di rifonda. Poi dipenderà dalla nostra capacità di fare le cose che diciamo cercando di coinvolgere il maggior numero di compagn* (per capirci, diverso tempo prima del congresso l’Enesto si è spaccato sulla questione “unità dei comunisti” ed alcuni circoli hanno poi aderito al doc.1).
    X luca m.:
    vieni quando vuoi. Ne saremo felici (la Festa è dal 12 al 29 luglio).
    X ramon:
    hai espresso esattamente quello che intendevo dire.
    Un idea che ho in testa da un po’ è, ad esempio, un’assemblea nazionale proposta dai firmatari dell’appello che fu fatto prima del congresso, aperta a tutt* sullo stile dei social forum, magari di due gg. con riunioni tematiche e plenarie per vedere come si può andare avanti e tenere aperta la discussione e l’azione dentro e fuori dal partito. Anche io non ho voglio di fare semplicemente una nuova corrente di un dirigente nazionale.
    Saluti e libertà.
    Ale B.

  123. Francamente sono contenta di questo ultimo post di ramon.
    Perchè, leggendo e osservando questo nostro spazio ultimamente, mi veniva in mente che tante possono essere le forme di leaderismo. Non abbiamo bisogno di capimozione e capicorrente, compagni/e, di acclamare ramon e candidarlo, ma di incarnare tutti e tutte un processo politico collettivo. Ognuno/a, ovviamente, dalla sua posizione e con il ruolo che ha o vorrà avere.
    Sbattersi e battersi, poi, perchè la rifondazione comunista torni a essere parte tra le parti nel movimento antiglobalizzazione, come dice ramon, è questione imprescindibile così come incontrarci al congresso nazionale per creare una rete sui contenuti.

  124. Emanuele Says:

    Scusate una domanda. Ma non siamo contro leaderismi alla Nichi Vendola? Abbiamo già cambiato idea? Ammiro e stimo Ramon, ma non caschiamo nel tranello del leader o del coordinatore. Abbiamo 5 mozioni per un partito con neache il 3% e già pensiamo alla sesta?
    Credo che il lavoro più duro dopo questo congresso sarà quello di ricostruzione del partito. Con lavoro certosino dovremo aiutare il dialogo con i compagni che non hanno condiviso con noi la scelta della mozione 1, lavorare insieme… Altrimenti non vedo ombra di possibilità di rilancio. dovremo tutti fare un piccolo passo indietro e buttarci a capofitto nel lavoro.
    L’ho detto nel congresso della mia federazione: da chi ha presentato tutte le mozioni in tutti i circoli in cui sono statioc’è stata la chiara intenzione di non sciogliere nessun partito. Anche quelli della 2 lo hanno detto e tanti voti li hanno presi in questo modo. Sarà una dura sfida per loro non passare per bugiardi. Quindi se tutti amiomo il PRC rifondiamolo, senza leader e correnti fraticide.
    Un saluto a pugno chiuso a tutt*

    Emanuele

  125. Emanuele Says:

    P.S. Grazie a Ramon che smentisce qualsiasi voce di correntrismo, prima che gli uccellacci del malaugurio ci marcino sopra.

  126. Nessun fan club, nessun acclamazione al leaderismo da parte di nessuno di noi. Tantomeno fan-club per cuori solitari.
    Deco, collega le mani che smanettano sulla tastiera al cervello, prima di scrivere per favore. Se no fai ‘sto favore, spulciati gli innumerevoli miei post degli altri articoli e ti renderai conto delle tematiche sviluppate e del livello.
    Scusami, eh.

    Però a me piace provocare alla riflessione e dire le cose come stanno senza girarci intorno.

    Qui si è sempre cercato di lavorare insieme TUTTI, tutti i compagni di tutte le mozioni, e di discutere di tematiche serie per il rilancio di Rifondazione. SEMPRE.
    Per il resto credo di aver detto quello che dovevo dire su Ramon prima di leggere questi ultimi interventi.
    Concordo perfettamente con Ale e Carla.

  127. Caro Deco non ho bisogno che tu mi ricordi quanto sia nocive le correnti e il leaderismo, lo so benissimo, altrimenti anzichè scrivere qui nel blog di Ramon sarei andato da un’altra parte.
    Non sono un fans sfegatato e cieco, se ti vai a leggere gli oltre 200 commenti che avrò scritto in questo blog lo capirai benissimo.
    La “coordinatora national” è un idea di Ale B. e non è un gruppo organizzato di tifosi, ma un idea che muove dalla necessità di incontrarsi e fare il punto della situazione come spiega lo stesso Bernardi in un messaggio precedente, di incontrarsi tra persone che dà prima dell’apertura del sipario congressuale, avevano cominciato a discutere fra loro.

    Luca

  128. luciano Says:

    Con personaggi nel partito come Ale e Maria certo non abbiamo futuro. Non hanno idea di cosa significi unità, pluralismo e democrazia. Ma sopratutto non hanno idea di cosa signifia essere COMUNISTI.

    Non commenterò più i loro interventi, li giudico infantili e poco costruttivi.

    Emanuele, lascia perdere, è tutto tempo perso, loro non vogliono ricostruire niente. A loro interessa solo vincere il congresso e spazzare via tutti gli altri compagni.

    Un saluto a pugno chiuso.

  129. Ale B. Says:

    Car* tutt*,
    scusate se riscrivo ma francamente mi incominciano a girare gli zebedei!
    Chiedo a chi insiste sulla questione “corrente di Ramon” se ha letto quello che ho scritto o se sono io che ho problemi con l’italiano?!
    A deco, carla ed emanuele chiedo: dove sta’ scritto che propongo una corrente con Ramon capo? Ho scritto esattamente il contrario (come Ramon ha ben interpretato).
    Infine, scusa deco, ma questo modo di scrivere “spiega tu a…….”, oltre che un po’ offensivo nei riguardi miei e delle/gli altr*, è proprio il riproporre la logica del capo che spiega agli altri che cosa vogliono.
    Comunque, alle anime belle del “no alle correnti” vorrei ricordare che è notorio che nel doc.1 sono convenute varie sensibilità e che due di queste sono organizzate in aree nazionali. Questa cosa ha pesato nei congressi di Bologna (dove il sottoscritto ed altri erano considerati sempre “i figli di nessuno”), nella composizione del Cpf e degli altri organismi dirigenti.
    Spero di essere stato chiaro questa volta.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  130. romina Says:

    X Ale b
    vedi ale per me sarà un mistero come riuscirete a Bologna ad andare avanti ma a parte Leo che non mi sembra così isolato come la mettiamo con maringiò , franchi ??? No lo dico perchè con questi a suo tempo si determinò una brutta scissione perchè molti non tutti erano molto autoreferenziali…. E chi si auto referenzia è a dir poco machiavellico….

  131. romina Says:

    Ecco se si procede sul modello che dicevi tu rifondazione comunista al centro. e questa opzione diventa una discriminante politica come lo è stata per i circoli che se ne sono andati al 1° documento va bene così ma scioglietelo presto questo nodo a Bologna e cercete di evitare i facili carrierismi giovanili che si nascondono sotto mentite spoglie di movimentismo e ortodossia.

  132. Scusatemi era Luciano non Lorenzo.
    Perdonami Luciano. Comunque spero di esseremi spiegata bene lo stesso, e spero che anche tu abbia capito la mia piccola sassata del “capo-corrente”.

    Perlomeno, dopo questo piccolo “scandalo” ora iniziano a venire fuori proposte costruttive…

    🙂

    lavoriamo per costruire una rete di contenuti compagni.
    Non stanchiamoci mai.
    saluti a tutti. io parto tra mezz’ora ma rientro domani pomeriggio per il nostro congresso. incrociamo le dita. E che ci si incontri e confronti nella pluralità delle idee ma non da nemici. Mai da nemici.
    Vi aggiornerò appena posso

    un abbraccio a tutt*

  133. caro Ramon, cari compagni tutti…VI PREGO DI AIUTARCI!!!!!!!!!!!
    sabato 5 luglio abbiamo svolto il congresso del circolo di Avellino di cui sono a cui sono iscritta dal 98. è finito in rissa! Già avevo brevemente spiegato qualche commento più su l’operazione di cammellaggio dei compagni della seconda mozione al ciroclo capoluogo. Ebbene questi si sono comunque presentati al congresso, pur sapendo di non poter votare, capitanati da uno di quei “compagni” che troppo frettolosamente in passato abbiamo incluso nell Sinistra Europea…per intenderci un ex rifondazione poi comunista italiano poi in odore ds e poi sinistra europea..infine orfano del folena pensiero!!
    Questo “compagno” è venuto insieme ai suoi ventiquattro cammelli (tesserati via mail fuori tempo massimo) e da buon capoultrà incitava ogni due minuti il manipolo, in particolare i numerosi parenti suoi, che nella prima fase si sono limitati a riempire il garante (un compagno della mozione 3) e tutta la presidenza di insulti ed urla per poi arrivare allo scontro fisico al momento delle votazioni….ma il peggio non è finito!!!!
    Questo signore, forte della regia del segretario provinciale e del presidente provinciale della commissione congressuale, ha redatto un verbale parallelo a quello ufficiale prendendo i voti dei 24 e inserendo addirittura organismi di dirigenza.
    Ieri si è riunita la commissione provinciale per il congresso dove i compagni di tutte le mozioni hanno difeso in tutti i modi il nostro congresso, il nostro circolo e il compagno garante che è stato pure diffamato a mezzo stampa!!! Risultato è che in questa fottuta federazione la mozione 2 rappresenta il 61% del comitato politico per cui il Presidente, Pompilio Albanese, ha urlato addosso agli altri componenti che “decideva lui in quanto maggioranza, che loro erano solo degli esecutori, che per lui il garante era inadatto, ecc ecc” ….anche eri si è sfiorato lo scontro fisico!
    Adesso la questione è in mano alla commissione nazionale….non possono esistere due verbali in un congresso…io però ho paura!!
    Questi sono capaci di tutto qua, da buoni campani, firmano carte false forti della loro impunità!
    Posso solo chiedere a te Ramon di aiutarci, perchè è vero che Avellino non è un centro importante come Reggio Calabria o Trastevere, ma la logica è la stessa…qui l’anno prosimo ci stanno le comunali e questi vogliono accordarsicol Pd per sistemare due o tre soggetti…
    VI PREGO NON TRATTATECI COME MERCE DI SCAMBIO!!!..purtroppo in passato è già successo
    saluti comunisti
    rossella
    il nostro sito è http://www.prcavellino.splinder.com

  134. luca occhionero Says:

    Siccome sul sito della Mozione II si spara ancora contro di me e il partito di Taranto rei, immagino, di avere vinto, sono costretto ad intervenire e dirò qualche cosa: consiglio a REDANTONIO di informarsi meglio rispetto a quello che dice di Taranto, su Taranto e del partito a Taranto perchè le sue informazioni sono totalmente sbagliate, ma talmente sbagliate che a Taranto non le pensa nessuno. Quanto a Voccoli ha annunciato ovunque che non è più ricandidabile quale segretario provinciale e mi pare che sull’argomento non ci sia altro da dire.
    Quanto alla giornalista Vantaggiato voglio rispondere alla sua benevola ironia: è chiaro che non mi ha conosciuto quando faceva i picchetti all’ITALSIDER dal momento che per fortuna ho 12 anni meno di lei; in ogni caso è bella la storiella dei “bellissimi compagni della mozione1” che voi della II avete fatto votare pur non essendo romani poichè voi siete democratici e noi stalinisti; è una bella storiella…stavo quasi per piangere…

  135. Sergio Says:

    io non credo che l’esito del congresso sia già scontato, cioè con un’affermazione del 1 documento anzi i risultati parziali vedono la mozione Vendola in vantaggio, seppur lieve. Attenzione allora a non fare passi falsi dopo i primi azzeccati:
    1 dimissioni della segreteria
    2 convocazione del congresso
    hanno rappresentato una speranza che le cose si possono cambiare, anche dal basso, e questo a me pare è un tratto dell’identità di rifondazione comunista. Anche questa non è poca cosa: fermare la corsa impazzita di un treno guidato da autorevoli compagni. Ma ve la immaginate la potenza di compagni come Bertinotti? lo stesso Vendola, Giordano ecc. Ve lo immaginate cosa significhi stoppare personalità di questi calibri (e chi può negare quello che ha rappresentato per tutta una lunga fase Bertinotti, dentro e anche fuori del partito?)che avevano già predisposto tutto per il superamento di rifodazione, oggi doversi scontrare in un congresso che sta dimostrando, al di là della parzialità del risultato, la vivacità di un partito che non si è arreso ed è tutto fuorchè virtuale? Certo che preoccupano i fenomeni di malcostume, in modo particolare quando non sono epidoci o isolati. Io penso che certe nefandezze sono possibili perchè dai dirigenti della 2 non viene lanciato alcun appello alla responsabilità; si muovono come se l’obiettivo sia vincere il congresso costi quel che costi. Questo per dire che il congreso non è affatto vinto e che ora non possiamo dedicarci al dopo. Il dopo può essere uno scenario in cui la mozione Vendola prenda la maggioranza e allora occorre che i compagni non si scoraggino ma si apprestino anche a quell’eventuale esito. Abbiamo sino qui condotto una magnifica battaglia, dimostrando che il corpo del partito c’è, che c’è una base comunista che non si abolire per decreto

  136. stefanog Says:

    Scusate se non mi sono spiegato o espresso chiaramente in materia. Non posso essere acquisito fra i fan sfegatati di ramon ( anche perchè sono romanista) e tra le ragioni che mi spingono ad intervenire salturariamente sul suo blog c’ è proprio la certezza di non stare a tirare la carretta al leader di turno. A volte dissento, altre apprezzo altre (utilizzando il blog come forum) propongo come temi di discussione. Di questo blog mi intriga la libertà di pensiero e di eresia su cui si dovrebbe fondare il nostro partito, e attraverso la frequentazione non ho soltanto imparato a stimare ancor di più ramon ma le tante e i tanti compagni che vogliono, attraverso questo strumento critico, contribuire alla fuoriuscita dalla palude. Mi riconosco più in questa intellettualità collettiva che in uomini della providenza, di qualsiasi provenienza.
    Buon lavoro
    Stefano

  137. >Ci sono, però, tutte le condizioni per sanare le situazioni degenerate del >partito in alcune circoscritte realtà. Come esiste la possibilità di >rimettere al centro dell’attività politica la società invece che le istituzioni.

    Caro Ramon, temo che ancora una volta pecchi di ingenuità – nobile e generosa, ma ingenuità – come fu ingenuità questo regolamento dei “10 giorni” che ha aperto il vaso di pandora, che ha scatenato i cani della guerra e ha dato libero sfogo ai più bassi istinti di potere, di personalismo, di scambio e di corruzione politica, morale e personale. Corruzione, sì, nel senso proprio del termine: di contaminazione negativa, di disfacimento, decadimento e morte. Tutto questo era già latente – se è vero com’è vero che i compagni con più esperienza parlano di situazioni da vari anni come quella che citi tu stesso in certe realtà, o di tesseramenti “gonfiati” anche nei congressi precedenti quando vigeva il verbo bertinottiano, e chissà quant’altro – ma, appunto, tutto questo si riusciva ancora a controllare in qualche modo, perchè era in fondo molto minoritario e perchè c’era ancora evidentemente nel Partito, a tutti i livelli, un grande senso etico condiviso.

    Adesso tutto questo evidentemente non c’è più, e non ci sono più limiti, si promuovono si appoggiano si fanno e si giustificano le peggiori schifezze senza neanche più nascondersi, anzi vantandosene come “il nuovo che avanza” che ci “richiede la società e i tempi” e “la sinistra diffusa”, e quelli che invece continuano giustamente a pensare e a fare ben altra politica, una politica da comunisti, degna di quello che siamo e che ci hanno insegnato, quelli vengono attaccati, sbeffeggiati, stroncati, emarginati.

    In questi giorni di dibattito congressuale mi piaceva andare da un sito all’altro delle mozioni e dei compagni, leggere e a volte anche partecipare al dibattito, per sapere di tutto e di tutti… ma adesso andare in certi siti e leggere certe cose che scrivono certi “compagni” mi fa solo tristezza e rabbia, mi fa venire solo pensieri cattivi in tutti i sensi, e non capisco come sia possibile che il Partito, questo nostro Partito, sia oggi così pieno di gentaglia della peggiore specie. Non ho più voglia di andare in certi siti… dò soltanto un’occhiata ai numeri, mi preparo ad andare al Congresso come delegato, e sperare che tutto questo finisca presto… in un modo o nell’altro o in un altro ancora.

    Certo, tu dici:

    >E per questo mi batterò fino all’ultimo congresso di circolo per impedire >la morte di Rifondazione Comunista.

    Dios te oiga, ma ho paura davvero che sia troppo tardi…

    Saluti comunisti

    Mario

  138. luciano Says:

    Caro Pillai,

    Io ho letto benissimo i tuoi commenti, riscontrando in essi le contraddizioni che tu hai ora spiegato.

    1° Eri Bertinottiano e non lo sei più. Questo tuo rancore si percepisce.

    2° Dici che sei anni che critichi la classe dirigente, in Sardegna. Perchè non hai cambiato componente all’ultimo congresso straordinario che si è svolto solo un anno e mezzo fa.

    3° Cosa ti ha fatto cambiare opinione, così drasticamente ? Se vieni chiamato EX è perchè lo sei. Allora devi spiegare ai compagni i vari perchè altrimenti non hai credibilità.

    A te e a tutti gli altri, voglio dire: nei forum le parole sono l’elemento fondamentale, rileggete bene quando scrivete un commento ed eliminate le frasi che non vi appartengono., così eviterete di rispiegarvi.

    Un saluto a pugnio chiuso.

  139. gigliola Says:

    Tempo fa, in tempi non sospetti,parlo della prima scissione….ormai le scissioni nel ns. partrito sono cosa sedimentata e introiettata….venni a sapere da fonte attendibilissima ( un attuale sostenitore,con qualche dubbio, del “2° documento) che l’insospettabile ed osannato nostro segretario aveva commentato ,in separata sede e alla presenza di un manipolo di suoi fedelissimi tra cui la mia fonte d’allora, tale vulnus come cosa opportuna e vantaggiosa che gli permetteva di rimpiazzare gli scissionisti , nei posti chiave, del partito sì da avere un controllo pressocchè decisivo e totale del partito! Quella rivelazione,all’epoca mi scioccò e mi nauseò, tanto che alla successiva elezione mi astenni dal voto! Una reazione più che plausibile visto il naufragio della mia idea o il mio sogno di comunista che immagina e spera in un nuovo modo di far politica…non si parlava allora di rifondare ( già nel nome stesso)l’idea stessa di partito abbandonando per sempre l’impostazione leninista? Una “rivoluzione”praticamente tradita e disattesa! E in quel frangente mi soffermai a pensare al significato di potere sia personale,che culturale e politico,ed alla sua invincibile trasversalità! Una trasversalità che non guarda in faccia a nessuno e a niente, che non conosce paletti o limiti, nè ideologici,nè di classe, nè filosofici nè individuali! E quello che sta avvenendo ora non è altro che la diretta e stavolta disvelata rivelazione di questa inarrestabilità! Per quanto mi concerne il giudizio sulla nostra dirigenza uscente è stato già dato tanti anni fa ma l’amore per questo progetto e la speranza di ritrovarmi con i compagni a realizzare finalmente una rifondazione fuori e nel partito mi fa scegliere senza tentennamenti i compagni che non hanno tradito questa aspirazione e che sono stati macinati dalla smania di potere del ns. frequentatore di salotti e salottini e dei nostri pietosi apparatchniko!!! Un potere che ha fatto perdere di vista l’orizzonte prefigurato a vantaggio di pratiche meschine e detrimenti che hanno portato questo partito alla quasi dissoluzione! Un caldo abbraccio a te Ramon e a tutti i compagni che stanno lottando(e non siamo solo noi del primo documento!) per evitare che costoro abbiano il controllo distruttivo sul partito e sulla possibilità stessa di comunismo in questo paese!
    hasta la victoria siempre!

    P.S.: A proposito di vittoria,non è vero che hanno già vinto! La commissione di garanzia nazionale ha messo in discussione un centinaio di voti sospetti! Non state a sentire questi cialtroni datati, per me datatissimi!

  140. Per Ale.

    Mi serve un tuo chiarimento. Cosa significa in Italiano questa frase, che tanto apprezzamento ha avuto da Maria.

    Ale B. 8 Luglio.
    – “Voglio solo porre una questione, per aprire una riflessione. Le/i compagn* che hanno condiviso il percorso politico e congressuale con Ramon, penso debbano costruire una “Coordinatora National”. Ramon, giustamente, si è sempre rifiutato di considerarsi un ulteriore capo-corrente. Penso però che quel collettivo (come si suol dire più movimentista) debba costruire un ambito più strutturato di discussione e, di conseguenza, rappresentanza nel partito attorno ad una seie di temi che sono spesso emersi da le nostre discussioni.”

    Maria nel commento appresso dice:

    – Ciao Ale ben tornato. Perfettamente d’accordo con te, come sempre.
    Io avevo anche proposto una petizione dal basso per avercelo come capo proprio, Ramon, non solo come capo-corrente, visto che non vi è nulla di certo riguardo al segretario.

    Ora io vorrei una spiegazione visto, che non capisco il vostro italiano. Scusatemi sono un compagno isolano ignorante. Ma è forse ignorante anche Maria, che ha capito la stessa cosa. O forse il tuo è un liguaggio in codice, comprensibile solo ad alcuni, incluso Ramon.

    Ciao

  141. Mi dispiace di essermi spiagata male.
    non accuso nessuno di alcunchè. e non ho parlato di “corrente ramon”.
    il mio post era di sostegno e condivisione dei ragionamenti di AleB e Maria (tra i tanti), tentando di smorzare qualche velleità genuinamente entusiastica che vede in chi qui ci ospita una salvezza per tutto. comprensibile in una fase come questa.
    purtroppo leggo e scrivo quando posso al volo ed è facile sintetizzare troppo e male i pensieri.
    buon lavoro a tutti/e

  142. Non accetto paternali da nessuno.

    Invito chi mi considera infantile a non leggere i miei intgerventi. Idem a chi mi considera nefasta per il futuro del partito, idem per chi è convinto che io non sappia cosa significhi essere comunista e cosa voglia dire unità pluralismo e democrazia.
    Invito tutti i nuovi arrivati che hanno la verità rivelata in tasca e che messianicamente predicano la buona novella dell’ astensionismo, perchè è questo che salverà il mondo ed è questo che unirà i comunisti, di saltare i miei commenti.
    Grazie.
    E con questo: STOP!!!

    Continuerò invece, come sempre, con gli innumerevoli compagni di tutte le mozioni approdati in questo blog, a dilaogare in modo costruttivo. Come da mesi è uso fare qui.

    Detto questo vi comunico l’ennesima farsa.
    Il congresso di Lecce (circolo commissariato) è stato annullato per irregolarità.
    Verrà sottoposto al giudizio del comitato di garanzia e presto sapremo se il congresso si potrà rifare oppure si annullerà per dolo. La compagna Fantozzi intende andare fino in fondo.
    E’ grave compagni, molto grave.
    E non aggiungo altro perchè mi duole il cuore

    saluti

  143. Ciao Maria non fare così tranqui io per la cronaca ho trentadueanni e allora a me che dovrebbero dire?In verità ho un pessimo carattere li scoraggio alla prima occhiata….Grrrrrrrr Lecce ? conosci Salvatore?

  144. romina Says:

    Allora carissimo Deco……Tu leggi solo quello che vuoi vedere .Non consideri che ci possano essere compagni o compagne che hanno il diritto di dire quello che cavolo vogliono. Vedi io credo che il leaderismo è uno specchio per le allodole ed è il cavallo di battaglia della seconda Mozione….. La dico tutta ? io dal 98 faccio parte (si era capito forse) dell’area essere comunisti .La mia appartenenza a questa specifica sensibilità politica mi ha fatto scendere dal terreno fanciullesco che caratterizzava la mia prima militanza nei centri sociali a quello reale della politica ,quella che fai da solo senza nasconderti dietro un nome senza delegare a nessun essere vivente i tuoi pensieri e le tue azioni.Ora chiedi scusa a me Ale e Maria ,questi ultimi hanno solo espresso una tendenza che nella crescita dell’elaborazione collettiva (intellettuale collettivo lo chiamava Gramsci) troveranno la contraddizione,e la risolveranno con la maturità politica che non coincide spesso con la cultura o l’età anagrafica.

  145. romina Says:

    Nella mia militanza nell’area essere comunisti non sbavavo dietro claudio e su alcune cose ci siamo anche dovuti chiarire perchè io da trentadueenne facevo fatica a capirlo…

  146. elio pillai Says:

    Luciano
    Aiutooooooo,mi posso rivolgere al telefono azzurro?quando la pianti di dare giudizi??lascia perdere,anzi lasciamo perdere…chiudiamo qui la nostra conversazione perchè non è possibile che tu non sappia leggere,
    ciaooo

  147. luciano Says:

    Cara Maria.

    Vevo deciso di non rispondere più ai tuoi commenti, ma sioccome hai rivelato finalmente la tua vera natura, lo faccio per l’ultima volta.

    In tutti i toui commenti ci sono paternali e critiche per quei compagni che non la pensano come te, ingiurie e offese, talvolta anche pesanti. Tu però hai diritto a poterle esternare perchè scrivi in questo forum da tanto tempo. Questo è infantile.

    Batti i piedi e dici STOP, come una bambina viziata, quando entri in difficoltà a rapportarti con gli altri. Questo è infantile.

    Avevo gia deciso di ignorare i tuoi commenti faziosi, non ho alcuna difficoltà ad accettare il tuo consiglio.

    Un saluto a pugno chiuso.

  148. Ale B. Says:

    Di nuovo salve a tutt*!

    Voglio scusarmi per il tono un po’ aggressivo che ho utilizzato nel mio ultimo post. E’ stata una reazione ad altri post aggressivi, ma avrei dovuto evitare di utilizzare una modalità simmetrica a quei toni.
    Credo di aver motivato cosa intendevo dire in vari post in modo articolato, se così non è stato me ne scuso.
    Ci sarà il tempo per riaffrontare le questioni.
    A luciano voglio però dire che il non accettare punti di vista diversi ed etichettare in modo sbrigativo le persone è una modalità sbagliata.
    Spero che vorrai continuare a discutere con tutt* (soprattutto con chi non la pensa come te); se così non sarà, pazienza.
    A deco rispondo che mi sembra stravagante che tu chieda a me cosa vuole dire Maria nei suoi post. Comunque posso dirti che, per come l’ho conosciuta “virtualmente”, le sue siano spesso “provocazioni” scherzose e così l’ho interpretata anche in quel caso.
    Così come mi sforzo di valutare come scherzosa la tua frase sull’essere un “compagno isolano ignorante”.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  149. Ma caro deco cos’hai contro i cuori solitari??? Lo sai che passata la trentina non si scarta nulla????Ciao machoman haaargh!

  150. un compagno di Roma Says:

    Ma qualcuno di voi ha per caso capito qual’è la critica di Luciano a Pillai?
    Io sto per desistere

  151. Pino da Roma Says:

    Romina,
    il leaderismo è la morte della democrazia e la tortura della partecipazione, molto deleterio e dannoso per tutti i comunisti.

  152. Massimiliano Says:

    Grande Ramon, sono d’accordo! Massimiliano Ortu

  153. Lettera aperta al mio Partito

    Cara Rifondazione,

    in tutta sincerità non ho ancora fatto pace con la tua morte: non solo perché la tua assenza brucia, ma perché dopo è stato davvero il finimondo. Come se, calato il sipario della tua esperienza terrena, la storia umana si fosse avvitata in una spirale nichilista e buia. Come se, a noi sopravvissuti, fosse comminata la pena dell’esilio da noi stessi, dai nostri bisogni di verità e di amore. È stato molto più di una solitudine e di uno smarrimento. Tu eri volata nel cielo della “ulteriorità”.
    Noi invece di colpo eravamo scivolati giù nei dirupi del “pensiero unico”, in uno spazio interdetto alla profezia e alla carità, in un alfabeto capovolto e levantino, in un universo di piccole patrie isteriche e minacciose, dove anche lo spirito santo veniva arruolato come un gendarme atlantico o un controllore orwelliano al servizio del New West. Era come tornare nel cono d’ombra delle catacombe.
    Tu trasmutata in un’icona rischiosamente consolante, noi pronti per i leoni del Colosseo globale, della fiction seriale e della mass-mediocrità.
    Sono passati come un lampo tutti questi anni e ancora sento il vento tiepido di quel pomeriggio del 1991 a Roma, nella mestizia popolare di quella lunga, lenta, indicibile cerimonia dell’addio. Diciassette anni fa. Oppure ieri. O forse è ora.
    Lo so, cara Rifondazione, tu intercettasti tra i primi il vento cattivo che soffiava a Occidente. Ci raccontasti che non basta “consolare gli afflitti”, bisogna “affliggere i consolati”, così ci provocavi. E le tue non erano capriole semantiche o giochi di enigmistica. Sull’asse della tua indignazione girava un intero mappamondo a forma di Golgota: e in ogni povero cristo (disoccupato o immigrato, tossico o carcerato) tu vedevi la “regalità” del dio vivente e ci ammonivi ad accogliere e a donare. Amore, voce del verbo morire: non stavi alludendo a una spiritualità masochista, ma alla sfida permanente della conversione: che è schiudersi agli altri, scacciare i fantasmi della paura delle diversità, conoscere e scambiare e contaminarsi e donare. Fuoriuscire dal recinto del privilegio e dell’egoismo, recidere il filo spinato del pregiudizio nutrito di petrodollari, detronizzare la dinastia planetaria del profitto. Cambiare registro, cambiare pelle al presente, farsi costruttori di strade e pontili piuttosto che di muraglie e di barriere architettoniche. Con-dividere: farsi compagni del mondo, farsi prossimo, coniugare i verbi della conoscenza e della tenerezza per chi normalmente inchiodiamo al legno delle nostre fobie e delle nostre pigrizie. Lo so, cara Rifondazione, persino l’immagine della convivialità delle differenze l’hai trasmessa come un infinito abbraccio dei popoli e delle persone, delle fedi e delle culture. Questa, sui sentieri accidentati di Isaia, è la filigrana della pace che cerchiamo. Sarà necessario, ovviamente, mutare le nostre spade in aratri e le nostre lance in falci. E cioè cambiare in radice modello di sviluppo e forma del potere: liberando la storia umana dalla sua ipoteca di oppressione e di violenza, sradicando dalle nostre lingue ogni codice di guerra, svuotandoci dell’odio che si è lungamente sedimentato nei nostri consessi civili e nei nostri cuori.

    Carissima Rifondazione, amica perduta e ritrovata ogni giorno, tu ci lasciasti in dono un seme di passione (che è voce del verbo patire). Fummo confitti (non sconfitti) dai chiodi del conformismo e della omologazione. Eppure continuammo a coltivare quella charitas sine modo che ci sfida e ci interpella, quei “pensieri lunghi” che quasi ci sospendono tra cielo e terra. Continuammo, seguendo la tua ombra buona, a costruire piste di “utopia”: ecco, utopia è la parola che adoperano, con intenzioni di scherno, i trafficanti di realismo, i farisei dei nostri giorni, i burocrati dei silenti genocidi mercantili. Ma a dispetto di tutte le realpolitik, di tutti i governi e di tutte le cancellerie che ci dettano la lentezza delle loro tregue e la fretta delle loro guerre, ora, gridiamolo Rifondazione, ora è il tempo dell’utopia!

    Perché avevi ragione tu: non andiamo verso la fine, ma verso un nuovo inizio. E io volevo dire alla mia Rifondazione, mentre lo penso con nostalgia, che quel suo seme, dopo un inverno fin troppo lungo, ha cominciato a germogliare.
    Le oscure catacombe hanno figliato moltitudini di battezzati alla pace. È vero: rombano già i motori della macchina holliwoodiana della “guerra infinita”. Ma ancora più forte si sente, a ogni latitudine del mappamondo, il suono di una nuova coscienza. Forse l’antica sentinella può finalmente risponderci che la notte non è più tanto lunga, che sta per finire.
    E così sia.

    (libera interpretazione de “i sentieri di Isaia” di Nichi Vendola)

  154. PS

    fortuna che il Partito non può rispondere a nessuna lettera aperta…
    potesse farlo…

    🙂

  155. giacomo Says:

    Caro Ramon, sono giacomo appena eletto segretario del circolo della Rifondazione Comunista di Castellammare del Golfo (TP). Insieme con i componenti del direttivo, di cui facevo parte, decaduto all’atto del congresso, mi sono battutto per organizzare un congresso comunale del prc ricco e aperto alla cittadinanza. dalla buona organizzazione del congresso ne è scaturita un’accesa dialettica interna ed una votazione che ha visto prevalere la mozione 2 con 8 voti, seguita dalla 4 con 7 , 1 per la 3, e 2 per la 5. Al di là dei risultati che comunque hanno dimostrato la presenza di una certa democraticità all’interno del circolo è emersa, nel contempo, una critica aspra nei confronti del partito a livello nazionale. L’oggetto della critica è l’assenza del partito nei luoghi del conflitto sociale. A tal proposito qualche compagno ha suggerito di votare la mozione 7, ovvero, fottersene delle mozioni e cominciare a dare voce a chi ha bisogno. Chi riesce a portare gente a votare le mozioni e lo fa nel rispetto delle regole ha capacità. Se in alcuni circoli del nord è andata a votare pochissima gente, è probabilmente dovuto ad una mancanza di organizzazione e capacità. Ciao

  156. OK, ho capito che siete permalosi.

    Ma che scrivete a fare in un forum se non accettate il contradittorio.

    Potete criticare i miei interventi, ma non prendo lezioni sulla militanza politica e sull’ideologia.

    Hio 56 aanni e da quando ne avevo 15 faccio vita di partito ( dal PCI al PRC, senza altri passaggi), lavoro nel mio circolo, faccio parte di una segreteria provinciale e di un CPR. Credo di potermi permettere un giudizio sui contenuti dei vostri commenti.

    Credete di sapere tutto, ma non è così. Io alla vostra età attaccavo manifesti, piazzavo i palchi per i comizi, partecipavo alle manifestazioni e aspettavo che qualche compagno più esperto ci fasesse lezione di partito.

    Oggi nascete tutti con la verita in tasca, con la presunzione e l’arroganza, tipica di chi per pigrizia culturale, preferice fare il verso del pappagallo, copiando paroloni e slogan di cui non conoscete neanche il significato.

    Cerco solo di capire dove sta andando a morire il partito. Io vivo in un territorio meraviglioso, la Costa Smeralda, dove le luci del capiotalismo sono sempre accese e visibili, ma non ho mai perso di vista l’umiltà del mio essere comunista e della lotta nei confronti di chi ostacola il nostro progetto.

    Se volete la prossima volta uso anchio paroloni o slogan di difficile comprensione, per vedere se ci comprendiamo meglio.

    Non sono un nostalgico, ma per favore lasciate perdere Gramsci, non fa per voi.

    Ciao

    Ciao

  157. Cari Compagni sono un ex (adesso posso dirlo) segretario di circolo di un comune in provincia di Catania, Riposto. Il congresso tenutosi mercoledì ha ribadito in modo chiaro ed inequivocabile la posizione dei compagni: Rifondazione Comunista non deve morire e non ha esaurito la sua spinta propulsiva. Nel circolo, dove i compagni sono 48, la 1 mozione ha ottenuto 23 voti, 8 la terza, 2 la quarta. Zero la seconda.
    Sul sito “Manifesto per la Rifondazione” nemmeno figura il nome del circolo “A.Gramsci” di Riposto e credo che facciano lo stesso anche in altri posti. Tutto ciò se unito al clima rovente del Congresso ed a dati non poco “democratici”, vedi Portici, Reggio Calabria ed altri circoli dove la maggioranza per la seconda non è bulgara ma assoluta, lascia capire l’intento di alcuni signori (non posso chiamarli compagni): sciogliere questo partito. Gonfiare i dati non è corretto, cosi come non lo è gestire i congressi in modo fazioso. Le solite dimenticanze interessate. Speriamo di farcela, io nell’arcobaleno non ci potrei mai stare come tanti altri compagni, anche se questi non sono problemi del socialdemocratico Nichi Vendola, più interessato a capire cosa ne pensano “altri”. Non è bastata ancora la batosta delle politiche, il progetto politico di farla finita con questo partito deve andare inesorabilmente avanti. Risuonano dure come un macigno le parole di Gramsci : la storia insegna, ma non ha scolari!

  158. un forte sostegno a quel compagno che a Trinitapoli ha detto no al plebiscito votando da solo il documento 5 a differenza di altri 273 che sfidando le avversità dei vetero comunisti hanno votato la mozione 2!

    scusa Ramon ma difronte a queste imprese i voti mi appassionano

    Luca

  159. luciano Says:

    Comunque andrà il congresso sarà un fallimento

    Senza comunismo
    non sappiamo chi siamo
    e si lotta per il potere

    Fosco Giannini*
    La nostra discussione va degenerando. Non siamo più di fronte ad un congresso politico ma ad un vero e proprio campo di battaglia, ad un film di Kurosawa. Gli attacchi reciproci tra la mozione Vendola e la mozione Ferrero sono il teatro pubblico dell’odio e della violenza ( mi viene da ridere a pensare che entrambi hanno sposato l’idea della non violenza…). Se leggiamo il dibattito tra i compagni e le compagne che si sviluppa nei siti della prima e della seconda mozione c’è da mettersi le mani nei capelli, da chiedersi come essi potranno, dopo la guerra, stare assieme in modo solidale.
    Il punto è che tutto ciò non è circoscrivibile ad una lotta furibonda tra le due parti: la cosa grave è che tutto questo fiume nero si riversa sull’intero partito. La credibilità del Prc, già fortemente intaccata dalla drammatica sconfitta elettorale, rischia di crollare al punto zero. Gli iscritti e gli elettori che guardano a questa lotta rimangono sconcertati e fuggono ancor più velocemente da noi. Vendola e Ferrero stanno prendendo il nostro partito a picconate, dimostrando una totale irresponsabilità. Alla fine chi vincerà rischierà di avere in mano un castello di sabbia, un nulla di fronte al grande mare oscuro della destra. Vendola e Ferrero, se vanno avanti così, saranno i curatori fallimentari di ciò che resta del nostro partito. Non possono continuare in questo modo: nessuno li ha delegati a distruggere Rifondazione Comunista.
    Certo, in palio c’è la vittoria congressuale. Tuttavia, è sempre più chiaro che alla base di tanta durezza politica vi sia una base materiale, di origine certamente precongressuale: questo nostro partito ha perso, negli anni, il suo proprio cardine culturale, politico, ideale. Dopo tante “innovazioni” (deboli, culturalmente non supportate) e tanta destrutturazione della cultura comunista, non sappiamo più nemmeno chi siamo. Culturalmente e politicamente viaggiamo in una nebbiosa fase di passaggio, in una terra di nessuno dove tutto è possibile, dove tutti possono essere contro tutti. E, viceversa, e improvvisamente, anche tutti con tutti, al di là dei principi e dei progetti.
    E’ vero, accadono cose deplorevoli: il rigonfiamento delle tessere da parte dei vendoliani non è certo il modo migliore per costruire né un partito comunista né una costituente di sinistra. Ciò va stigmatizzato e combattuto. Però non si può rispondere all’illegalità con un’altra illegalità: la scelta di cancellare definitivamente il congresso di Reggio Calabria, di non farlo più ripetere dopo averlo riportato alle regole, è una violazione palese del diritto, è un’espulsione di fatto di tutti quei compagni di Reggio Calabria che nulla hanno a che vedere con le irregolarità e che conoscono solo il sacrificio della militanza in una terra dura e difficile. Cancellando tutto il congresso reggino si rischia di fare ciò che la destra fa con i rom: per colpa di un rom si colpisce tutto un popolo, così come per colpa di un gruppo dirigente calabrese si colpiscono tutti compagni calabresi. Oltretutto, su di una nascente e malcelata spinta antimeridionalista che certo ha poco a che fare con Gramsci. Così non si ripristina la democrazia interna: in questo modo ci si fa complici di una distruzione generale del partito. Peraltro, credo che in questo congresso, come in altri, nessuno è vergine; sono stato al congresso di Rimini: alla presentazione delle mozioni vi erano una cinquantina di compagni, ma al momento del voto, senza aver assistito al dibattito, sono giunti in tantissimi, una moltitudine, tutta della mozione Ferrero.
    Ciò che occorre è tornare alle regole e alla piena democrazia interna : no al tesseramento democristiano, no all’illegalità, no alle vendette illegali.
    Detto tutto ciò, siamo di fronte ad un grande pericolo, quello che in questo polverone si cancelli e si dimentichi la questione centrale del congresso, il suo cuore politico. Noi stiamo vivendo un congresso attraverso il quale potrebbe morire il progetto del Prc quale partito comunista autonomo. Da una parte la costituente di sinistra di Vendola e dall’altra la federazione di sinistra di Ferrero, entrambe volte ( a parole) a “salvare il Prc”, entrambe portatrici del morbo della fine dell’autonomia comunista. Un’unità di intenti strategici, tra l’altro, che rende ancor più oscuro il senso della cruenta battaglia in corso: una battaglia di puro potere?
    Una guerra, comunque, che ora destabilizza il partito ma che potrebbe trovare, alla fine – e proprio perché le differenze tra le due mozioni non sono strategicamente rilevanti- un epilogo “unitario”, un nuovo “inciucio” tra due parti che, peraltro, erano sino a poco tempo fa la stessa maggioranza.
    Intanto, nel caos e nelle urla che si alzano per i congressi cancellati, vi è il rischio che i nostri iscritti non capiscano più quale sia il vero problema e si schierino per Vendola o Ferrero a prescindere dalla questione comunista, la questione della ricostruzione in Italia di un partito forte, radicato, di lotta, che riparta dall’unità dei comunisti e muovendo dalla propria autonomia culturale, politica e organizzativa si faccia carico dell’unità dell’intera sinistra. Contro Berlusconi e contro il nascente regime di destra.
    *Area Ernesto

    12/07/2008

    Questo lo dice Fosco Giannini e lo pubblica su “Liberazione”. Forse qualcuno sta cominciando a capire.

    Riflettete.

    Un saluto a pugno chiuso.

  160. luciano Says:

    Il congresso del Prc. Interviene il primo firmatario della mozione 1

    Siamo d’accordo con Nichi Vendola
    torniamo a fare politica ed opposizione

    Maurizio Acerbo*
    Sono d’accordo con Nichi Vendola. Abbiamo il dovere, tutti e tutte, di “ritrovare il filo rosso della buona politica”, di evitare che una “dinamica fatale” ci spinga verso la dissoluzione. Per questo avevo proposto con gli altri compagni e compagne della mozione 1 di optare per un congresso a tesi, in modo da gestire le differenze di prospettiva all’interno di un quadro unitario, evitando la degenerazione in una conta che in alcune aree del paese ha assunto contorni estranei alla tradizione politica della sinistra. Per la stessa ragione abbiamo proposto sin dall’inizio che dal congresso scaturisse comunque una gestione unitaria, coinvolgendo tutte le mozioni, superando l’esclusione delle minoranze che ha caratterizzato – negativamente – la gestione del partito negli ultimi anni. Sempre nella logica di mantenere il congresso in un ambito di confronto tra posizioni politiche abbiamo considerato estremamente sbagliata la candidatura preventiva a segretario di Nichi. Una scelta che ha deformato il congresso mettendo in secondo piano le questioni politiche e accentuato gli elementi di personalizzazione deleteria consentendo anche nella narrazione da parte dei media una banalizzazione della ricchezza di posizioni e culture che vivono dentro Rifondazione. La suggestione plebiscitaria non è solo estranea alla nostra idea della politica, ma è anche pericolosa perché sostituisce lo scontro sulle persone (che diventano simboli) alla dialettica tra le idee.
    2 e 3

    12/07/2008

    Questo invece lo scrive Maurizio Acerbo. Ma voi da quale parte state?

    Un saluto a pugno chiuso

  161. luciano Says:

    Che bilancio si può trarre dal congresso Prc di Bologna?

    Innanzitutto che l’anomalia bolognese esiste ancora. In secondo luogo che l’entrata dell’Ernesto in segreteria è stata possibile per la prevalenza nella mozione Ferrero di Bologna della parte che viene dal movimento, abbastanza allergica a pulsioni governiste. Un contesto diverso e opposto – purtroppo – al livello nazionale, dove invece prevalgono nella mozione Ferrero le componenti che a Bologna hanno cercato fino all’ultimo di rimandare la rielezione del gruppo dirigente uscente. Visto da Bologna il problema è – e rimane – quello di ridare una prospettiva politica a tutte le comuniste e comunisti che ancora militano nel Prc, senza illusioni su ipotetiche segreterie nazionali unitarie con chi ci ha portato nel disastro del 13 e 14 aprile e con la consapevolezza che oggi più di ieri c’è bisogno in Italia di un partito comunista rifondato, che metta al bando governismi ed eclettismi, e che sappia essere una casa comune per tutte le comuniste e i comunisti che non si rassegnano a fare la stampella politica al Pd o la stampella sindacale alla Cgil concertativa, e non sono disponibili a scambiare la falce e il martello con pomodori o altre stravaganti proposte. Del resto le notizie che arrivano dai congressi di circolo parlano di un partito che non c’è quasi più, spaccato in cinque mozioni e con più tesserati di elettori, tutte cose che la grande parte dei pochi militanti rimasti lascerebbe volentieri in mezzo alle macerie del 13-14 aprile.

    Stefano Franchi (coord. Ernesto di Bologna e membro della nuova segreteria Prc di Bologna)

    Questo non l’ho scritto io.

  162. ..comunque secondo me Ferrero in piazza Navona non ci doveva andare.

  163. luciano Says:

    Le conclusioni di un articolo di Niki Vendola del 11 Lugliio
    Scrive:
    -Possiamo fermare la deriva in corso? Possiamo archiviare la brutta pagina della soluzione burocratico-autoritaria della contesa congressuale? Lo dico con sincerità a nome mio e della mozione che rappresento e che ha la maggioranza dei consensi: si può immaginare che su quello zero virgola qualcosa che fa la differenza tra una maggioranza relativa ed una assoluta si celebri un’ordalia?

    Io non sento sulle mie spalle una responsabilità al 50% (virgola più o virgola meno): penso a tutto il partito e a tutto ciò che, fuori da noi, attende un esito che non sia la stupida dissipazione di un patrimonio. A noi si chiede di essere capaci di mettere in campo un percorso alternativo alla gazzarra confusa e regressiva di Piazza Navona: di essere capaci di spargere semi buoni, di quella buona politica che non altera il proprio volto con rancori giustizialisti o con conati di volgarità sessista. La buona politica mette al centro la vita e il lavoro, i singoli e i corpi sociali, e cerca di mordere alla radice quei rapporti di potere che mercificano, avvelenano, corrodono il senso medesimo del “bene comune”. Ho detto buona politica, mentre vivo un cattivo congresso. Dico buona e penso alla politica dei comunisti di questo nuovo millennio. (La “cattiva politica” invece è quella che introietta il cannibalismo della società del frammento, dei surrogati identitari, delle fobie collettive).

    E allora chiedo al mio partito: si può, anche dopo una sconfitta e uno schianto che non è solo elettorale, ritrovare il filo rosso della buona politica? Non vale la pena provarci?

    Niki Vendola

    Perchè tutto questo non è stato pensato prima? Perche si è voluto a tutti costi distruggere l’unità del partito?

    Spero stiate cominciando a capire il senso dei miei interventi. Io non ho mai criticato il contenuto dei documenti, ho sempre affermato che li considero la causa del malessere del partito, inteso come sistema.

    Un saluto a pugno chiuso

  164. hem….. scusate l’intemperanza femminista della mia precedente e-mail.
    Ma mi piace ironizzare sulle quisquilie…Cara Maria mi scuso per avere in qualche modo mischiato le carte con alcuni miei interventi dando adito a strumentalizzazioni. Purttroppo la più grande virtù di un blog è anche il suo più grande difetto.Fare “tutto il calcio minuto per minuto” comporta anche rischi di sottovalutazioni o valutazioni appossimative dettate più dalla pancia che dalla testa.In effetti dobbiamo raggiungere il traguardo di tenerli sotto il 50% ed è fattibilissimo…il resto è poesia… O meglio Rifondazione Comunista
    Ciao

  165. incazzato Says:

    era nell’aria, lo avevo immaginato.firmato l’armistizio,si tratta,si ritirano i soldati dalle trincee.volemose bene ma non troppo, riscriviamo regole condivise da tutti,ma fino ad un certo punto.proviamo a discutere di politica,ma senza strappi abiure eresie.proviamo a ripartire,ma con quali forze.sono mortificato per tutti noi,per quello che ci hanno fatto vivere in questi due mesi.ci vorrà tempo per leccarsi le ferite e per ritrovare la giusta lucidità,nel frattempo non mi resta che dire:scarpe rotte eppur bisogna andar…c’è da organizzare la festa di liberazione.un bacio a tutti i compagni indipendentemente dal numero con il quale hanno provato ad identificarvi.

  166. elio pillai Says:

    VENERDI 11, in un congresso di Cagliari mentre le truppe camellate votavano,abbiamo chiesto a “una compagna”,(speriamo che lo sia),se aveva votato e da quando era iscritta al partito…lei ci ha risposto ONESTA MENTE cosi :”SONO NOVIZIA,HO APPENA VOTATO,MI SONO ISCRITTA OGGI AL PARTITO,ORA VADO A PAGARE LA TESSERA”.(…)
    AVEVA GIA’ VOTATO E ANCORA NON ERA ISCRITTA.(…)
    In una stanza attigua alla sala dove si votava c’era una compagna della federazione Di Cagliari che ritirava i soldi delle tessere, e lei facceva la fila pagare.
    Tutto questo è stato detto davanti a tre persone,forse non è neppure una compagna.
    Questi i risultati del circolo in questione:
    119 sono stati i nuovi iscritti;
    220 gli iscritti nel 2007
    157 i voti al 2 documento
    4 + 1 contestato al 1 documento.
    I votanti DEL 2007 saranno stati stati una 50ntina su 220 iscritti, gli altri voti sono dei nuovi iscritti.
    Ora capite chi decide la linea politica di questo partito?…
    SONO CURIOSO DI SAPERE QUANTI NUOVI ISCRITTI HANNO VOTATO IN QUESTA TORNATA CONGRESSUALE?
    NON CHIEDETECI DI FARE RICORSO,PERCHE’ NON LO FAREMO.
    Tanto chi se ne frega;”DOPO IL CONGRESSO TORNEREMO ALLA BUONA POLITICA”.(…)
    QUESTA FRASE PASSERA’ ALLA STORIA DI UN PARTITO CHE E’ MORTO E NESSUNO SE NE ACCORTO.
    FRATERNAMENTE
    ELIO

  167. giorgiogaudelli Says:

    scusate compagni,ma mi chiedo come si possa fare (e lo chiedo a ramon) a fare una tregua con chi ha gettato fango sul partito,sulle altre mozioni,su militanti storici e ha fatto la corsa all’ultimo cammello…sinceramente mi sento molto deluso dall’articolo di acerbo…
    non possiamo tornare a fare finta di niente,o ritorneremo sugli stessi errori!

  168. Incazzato ma che hai capito? Nessun armistizio si era dichiarato fin dall’inizio gestione unitaria da parte del primo documento .Questi stanno sotto al 50 .Per te i rapporti di forza contano o no? Cosa volevi la cacciata?Noi Rifondazione dobbiamo ricostruirla no trasformarla in un campo di battaglia e di guerra civile… Acerbo non può dichiarare abbiamo vinto si aprano le forche per i traditori.Non dare retta a chi è restato solo per destabilizzare guardando ad un altro partito il loro tentennamento si nutre dellla rabbia dei compagni, ma appena qualcuno comincerà a costruire ,questi saranno obbligati a fare una scelta .é questo dipende da noi tutti.

  169. Caro Deco Gramsci non fa neanche per te…. Evidentemente. E ti dirò quelli che si rivolgevano a me come tu adesso fai con me oggi militano in un partito filogovernista…..Io Gramsci insieme ad altri più bravi di me e di te lo sto studiando e nei dibattiti vari dove sono intervenuta mai nessuno che aveva maggiore autorità di te mi ha risposto così. Quindi i tuoi 56 anni ,il tuo essere in un cpr (anche io ci sono e sono stata anche nel coordinmento nazionale dei giovani) non ti serve proprio a nulla in un blog dove conta il dibattito no i titoli nobiliari …E un consiglio misurati alla pari ,a meno che non sei la reincarnazione di Lenin.

  170. Ma Luciano sinceramente l’articolo di Giannini non mi aiuta molto a capire, sembra voler rimarcare una maggiore purezza ( come se l’8% e non il 40% bastasse per far sembrare di essere più puri), un suo essere fuori dalle lotte di potere. Eh no non mi sembra che l’ernesto si sia tirato fuori dalla battaglia delle tessere e dal potere, penso che Giannini faccia una ricostruzione parziale e volta a smarcarsi sia dai firmatari dell’appello dei 100 circoli ma anche da Pegolo dell’Ernesto pure lui. Ma chi ha deciso di annullare il congresso di Reggio Calabria? mi sembra anche i compagni della terza mozione o sbaglio?
    In realtà ci sono molte altre cose che Giannini omette.
    A Poggibonsi la mozione 3 ha preso ben 150 voti, contro i 50 della 2 e un solo voto della 1. Giannini erano tutti li presenti al dibattito oppure qualcuno è arrivato solo all’ultimo momento?
    Ma su questo potrebbe rispondere Ramon visto che se non mi sbaglio ando’ a presentare la mozione 1 a quel congresso.
    Poi si critica la mozione 1, liquidandola superficialmente come la mozione della federazione e alla fine si pone comunque il problema di tutti dell’unità della sinistra, certo prima l’unità di tutti i comunisti, Giannini ma di tutte le persone comuniste o di tutti i partiti comunisti? e inoltre il PCL di Ferrando si perchè nella sigla c’è scritto ” Partito Comunista” e Sinistra Critica no.
    No luciano non si capisce molto di quello che dice Giannini almeno io per ora non ci riesco.

    Luca

  171. giovanni Says:

    Cara Romina,
    visto che dici a deco quello che hai detto, mi chiedo,perchè non hai mai
    risposto alla spiegazione che avevi indotto?
    Mi riferisco a molti post fa di questa stessa serie. Le mie argomentazioni
    non meritavano neanche una risposta? Mi era sembrato di essere chiaro e
    puntuale ma forse hai ritenuto che non valesse neanche la pena rispondere.
    Liberissima,ci mancherebbe,ho dormito comunque.Però il tono che hai usato con Deco stona con la tua non risposta.
    Un saluto,viva la vita!

  172. Karl Marx Says:

    CRONACA DI UN CONGRESSO MUTILATO
    IN ATTESA DELLE IMPRONTE DIGITALI

    Avevamo preparato il congresso con cura.
    Rinnovo del tesseramento 2007, incrementato nel 2008 spulciando nei vecchi registri degli iscritti e nelle liste del PRC alle elezioni comunali (oggi abbiamo 3 consiglieri su una popolazione di 14.500 abitanti).
    Abbiamo ripercorso i luoghi di lavoro e contattato le ampie famiglie d’antichi compagni e dei nostri elettori di antica fede (alle ultime comunali abbiamo raggiunto la percentuale del 23%, alle recenti politiche circa il 9% dei voti e alle provinciali poco meno del 18%).
    Tesserati 2007/2008: 430.
    Assemblea precongressuale il 3 giugno 2008, sede del congresso il locale più ampio del paese e cioè l’Auditorium dell’Assunta.
    E poiché 200 posti a sedere erano insufficienti, abbiamo transennato la strada ed istallato un maxischermo. Collegamento in diretta con una radio locale, fotoreporter a disposizione, due mazzi di fiori per le due relatrici Imma Barbarosssa e Lea Durante.
    Assistevamo orgogliosi alla vista delle centinaia di compagni e cittadini che ascoltavano con attenzione le relazioni sulle mozioni e i successivi 15 interventi difendendosi dall’afa soffocante con ventagli improvvisati. Sia il primo che il secondo giorno in ogni momento tutte le poltrone erano occupate, molta gente in piedi, assembramento all’esterno davanti al maxi schermo. Eravamo soddisfatti! Eravamo riusciti, ancora una volta, a creare un appuntamento di massa in cui coniugare insieme efficienza organizzativa, riflessione politica e trasparenza.
    Questa premessa per esprimere il grande sdegno dell’intero circolo di Trinitapoli per il comportamento vergognoso di due autorevoli esponenti della prima mozione venuti appositamente da Bari – Sabino De Razza capogruppo al Comune di Bari ed Eleonora Forenza (una delle 12 componenti del comitato provvisorio di gestione) – e la rabbia per l’impatto negativo che un regolamento assurdo, ancor peggio osservato, ha avuto sui presenti e sulla percezione della capacità organizzativa dei nostri dirigenti.
    Orbene, i due osservatori armati (direttamente o indirettamente) di videocamera e registratore si aggiravano tra gli ignari presenti nella speranza di carpire una qualche irregolarità che consentisse di ingigantire la valanga di calunnie che stanno scaricando sui compagni del sud della mozione numero 2.
    E in effetti qualcosa hanno scoperto e forse registrato e cioè che, niente di meno!, qualcuno usava… il fascistissimo “VOI” anziché il comunistissimo “TU” nel rivolgersi alla presidenza del congresso.
    Fatica inutile! Non si era accorta la tapina che la compagna Imma Barbarossa aveva già fatto adottare dalla presidenza tutte le precauzioni che i poliziotti adottano quando si recano in zone ad alto rischio di criminalità
    A tutti veniva richiesta la esibizione non solo della tessera ma anche della carta di identità, anche se talvolta, lo confessiamo, è stata tollerata la patente di guida e in due casi addirittura la tessera sanitaria.
    Insomma, mancava solo la richiesta della verifica delle impronte digitali rinviata forse al prossimo congresso quando gli emuli di Maroni si saranno preventivamente dotati di una idonea schedatura.
    Il lato comico di questa vicenda è che gli improvvisati poliziotti non si erano accorti che tutto il congresso era fotografato, trasmesso in diretta su una radio locale e videoregistrato per il nostro archivio storico e perciò anche a disposizione per il loro “mattinale”.
    Un grande sconcerto, trasformatosi in accuse veementi e anche urlate di incapacità organizzativa si è ben presto diffusa tra i compagni quando hanno scoperto dal vivo i vessatori modi di votazione.
    Abituati dal 1946 a votare con una larga fascia oraria che consente di conciliare l’esercizio del voto con i tempi di lavoro o le esigenze personali e ad incontrare seggi elettorali educati ad agevolare l’espressione del voto si sono imbattuti invece in un’assurda e oscura realtà di respingimenti.
    Alle 20,30, ora stabilita per la prima chiamata, dopo 2 ore di dibattito, oltre 400 compagni accaldati e stanchi si accalcavano per votare il più presto possibile: infermieri che dovevano iniziare il turno notturno negli ospedali, guardiani notturni che dovevano prendere servizio, mamme che avevano lasciato i figli dai nonni o presso coinquilini, anziani abituati a rincasare al tramonto, operaie di un agriturismo che avevano ottenuto un breve permesso, un animatore di discoteca che doveva recarsi al lavoro presso la vicina Margherita di Savoia, puerpere in ansia per la prossima poppata, l’anziano Michele Mancano che ogni sera alle 21,00 deve assumere i farmaci prescritti, il convalescente Nicola Mele, Zurlo Leonardo febbricitante ed ultimo della lista alfabetica!, mogli con la B che dovevano attendere mariti con la T e viceversa.
    E altro ancora…
    Tanti chiedevano comprensione per le loro esigenze, condivise e sostenute dai presenti ben lieti di agevolare la espressione del voto a differenza della presidenza che a fatica e con grande disappunto ogni tanto concedeva una precedenza.
    “Ma chi ha inventato questo regolamento?”
    “Non si potevano fare 2 sotto commissioni?”
    “Non si potevano organizzare 2 file?”
    “Non si potevano istallare delle cabine con le schede?”
    “Ma quando mai si sono viste queste cose?”
    “In Afghanistan votano via internet! Aggiornatevi!”
    “E’ una pazzia!” gridava qualcuno.
    “No, è una cosa cretina!” correggeva un altro.
    “Con questi dirigenti per forza che dovevamo perdere le elezioni!”
    “Non lo sapete che questo è un paese agricolo e che domani alle 4,00 andiamo a lavorare e che almeno alle 3,30 dobbiamo stare in piedi?!”
    “Ma da dove venite?”
    “Cambiate mestiere!”
    Queste sono alcune delle innumerevoli invettive. Tacciamo di quelle più colorite.

    E’ con profonda rabbia che denunciamo come un regolamento ottuso abbia dimostrato in un batter d’occhio quanto il gruppo dirigente (?) del nostro partito abbia in odio il rispetto dei suoi iscritti e tema le modalità di una effettiva ed ampia partecipazione. Sono riusciti a sporcare una cosa confezionata con cura e disvelare impudicamente in una sola serata tutto il marcio che cova nel ventre del gruppo dirigente e che con senso di responsabilità e con fatica noi della base ci sforziamo sempre di celare all’esterno mentre lo combattiamo all’interno.

    La prima chiamata è iniziata alle 20,30 e si è conclusa alle 23,30. sono riusciti a votare 274 compagni iscritti. Sono stati di fatto respinti circa 150 compagni che pur presenti per due giorni hanno dovuto abbandonare il campo per l’uso crudele del regolamento.

    Sono stati sottoposti ad una brutta prova, hanno subito insinuanti domande e interrogatori svolti con falsa affabilità dai succitati investigatori privati, hanno sperimentato il lato peggiore della politica, speriamo che non si allontanino definitivamente.
    Noi ci daremo da fare perché ciò non accada; non sarà facile rimarginare questa ferita, sappiamo però che la nostra opera sarebbe molto agevolata dall’allontanamento di questo sedicente gruppo dirigente.
    Speriamo che ciò accada presto.

    ANTONIETTA D’INTRONO
    Capogruppo Prc al Comune di Trinitapoli
    Trinitapoli, 12/7/08

  173. Scusa sono presa dai congressi e francamente posso perdere colpi quale sarebbe la mia non risposta. Purttroppo non posso mangiare pane e blog.. Se mi riformuli cortesemente la domanda rispondo. Scusa ancora

  174. Vuoi che risponda sulla proposta di mantovani a LEADER di rifondazione comunista oppure capocorrente o capo fazione? La mia risposta è NO come lo direi a Claudio o a Burgio o ad altri mostri sacri.NO. Perchè ? Perchè è contro la mia formazione politica… E qui potrei citare dei giganti. Ma per rispondere a Deco la storia del movimento comunista non la si fa con le citazioni ma con la FORMAZIONE POLITICA che nel nostro partito è sempre mancata e Deco sa perchè…. ,Citando Bertinotti noi siamo pulci(Questo lo aggiungo io) sulle spalle di nani sulle spalle dei giganti quindi stendiamo un velo pietoso sulla nostra storia. Spero di avere azzeccato la risposta alla giusta domanda. Ps
    Deco non prendertela ma è dal 92 che sono iscritta a rifondazione ,e una cosa te la devo dire i giovincelli che dovrebbero attaccare manifesti stanno nelle segreterie nazionali e alla presidenza delle regioni… Prenditela con loro non con una semplice militante comunista orgogliosa di esserlo… Viva la vita e viva l’amore e… aggiungo Peace and love…

  175. prcarmerina Says:

    Commento apparso sul sito manifestoperlarifondazione.net

    La Forenze è una persona di merda che usa il partito e il femminismo per i suoi scopi. A FORSA DI LECCARE IL CULO E SCODINZOLARE DAVANTI ALLE STANZE DEL POTERE (DA QUELLE PROVINCIALI A QUELLE NAZIONALI) INFATTI EBBE IL LAVORO PRESSO LIBERAZIONE!

    NEL SUO PAESE NON HA UN’AMICA E PARLA DI ISTANZE SOCIALI VORSE LE SUE E QUELLE DELLA PADRONA IMMA

    REDantonio, alle 16:23 del 13 Luglio 2008.

    Che dire?

  176. ho scritto un nuovo articolo. ed ho tolto la moderazione del dibattito, nella speranza di non doverla ripristinare.

    ramon

  177. Hai notato che i toni si sono leggermente riscaldati? Forse ci ho messo anche del mio …Se vuoi un suggerimento da una che fa la moderatrice su un forum dell’ansia ..Aspetta Ciao e buon lavoro….E naturalmente a tutti Peace and loove.

  178. Cara Romina,

    1)Ho detto di lasciar perdere Gramsci, perchè non mi sembra il caso di nominarlo in un contesto incasinato e umiliante, come quello che stiamo vivendo, non volevo certo dire che non è accessibile ad una intelligenza superiore , come la tua.

    2) Se ognumo può scrivere e dire quello che vuole, deve saper accettare e ascoltare qualsiasi risposta.

    3) Nei tuoi commenti si può trovare tutta la tua superbia e il narcisismo, tipico di chi crede di essere arrivato. A me del tuo brutto carattere non mi può fregar di meno. Se fossi Maria o Ale, mi sentirei offeso per la tua difesa materna e muscolosa.

    4) Se a 32 anni sei così, a 56 che fai, prendi a pugni i compagni per strada?

    Comunque lasciamo perdere, io come Luciano non ho votato alcun documento, rimango quindi fuori dagli organi di partito, proprio perchè non condivido gli atteggiamenti faziosi e prepotenti come il tuo. Ho avuto insegnamenti più democratici.

    Ti auguro una sfolgorante carriera politica, ricca di paroloni e di concetti filosofici, che faranno di te un dirigente modello. Ma la mia gavetta di militante di partito non la cambio con nessuno, tanto meno con te.

    P.S.
    Gramsci era un mio conterraneo e l’ho letto e riletto, durante tutta la mia vita, è stato per me quasi una colonna sonora. Spero che quando avrai finito di studiarlo, il tuo pensiero sia meno torbido di adesso.

    Ciao e rilassati.

  179. Senti Deco guarda non replico ti dico solo che sono e resto una militante di base torbida incazzata quando vuoi ma il diritto ad esprimersi di ognuno di noi non puoi prepotentemente tacciarlo di carrierismo. In tanti anni mai nessun compagno che mi ha conosciuta bene o superficialmente dal 92( sono a brescia come precaria ma vengo da caserta e se avessi voluto mi sarei sistemata subito) mi ha mai offeso così. Quindi le mie prossime risposte a quelli che considero insulti saranno NO COMMENT. mi spiace che un compagno più grande scoraggi così un giovane.Ma la provocazione sui bertiboys l’hai capita o strumentalizzata?

  180. Senti Romina,

    se non vuoi discutere perchè concludi il tuo commento con una domanda?

    Io non ti conosco, figurati se ti posso giudicare, leggo quello che scrivi e interpreto a modo mio, forse sbagliando.

    Non ti devi offendere, ho fatto delle battute sarcastiche, per farti capire che il tuo mondo è più grande di metro quadro.

    Perdonami se non sono stato gentile e scivoloso, pensavo di avere a che fare con una “pasionaria”.

    Ciao, ti stai gia rilassando.

  181. a me basta che sia più grande di me.Ciao
    PS le pasionarie non ci sono più ,per lo meno in Italia

  182. mi hai fatto venire un attacco di panico…..

  183. Giovanni Di Fronzo Says:

    Gentile signor Mantovani,
    sono un ventenne studente universitario dell’ Italia meridionale. volevo dirle che fino a qualche tempo fa avevo intenzione di iscrivermi al partito. Purtroppo però, l’ esito delle votazioni pre-congresso potrebbe farmi tornare sulla mia decisione. in particolare, mi ha addolorato vedere con quali metodologie la mozione a lei avversa ha portato via una netta vittoria in Italia meridionale. Sono, quelle, prassi politiche che rappresentano la quotidianita’ nel mortoriato e che, devo affermare con immenso dolore, non si sarebbero mai potute mettere in pratica altrove, specialmente in un partito che ha la falce e martello come proprio simbolo. Mi rincresce davvero che in una terra bisognosa della massima trasparemza e che si formi una societa’ civile meno prostrata e piu’ attiva e presente si ricorra a queste forme di plebiscitarismo. No, non anche voi! E’ questo un grido di dolore! Non può questo partito allinearsi all’ immorale e vergognoso modo di fare politica paternalistico e clintealare che tutti, e sottolineo tutti gli altri partiti tengono. Il PCI, ma “i comunisti” in generale, sono sempre stati considerati come coloro i quali non si piegano, sono integri moralmente. Ora anche mio padre, ex sessantottino, lette le notizie sui tesseramenti gonfiati in rifondazione, ha affermato:”Non c’ è nulla da fare, sono tutti uguali”. E’ questa una scelta politica senza vie di uscita: si comincia così, poi si passa ad accettare il voto di scambio e alla fine arrivano i clan a colonizzarti. E tu diventi loro schiavo, candidi coloro i quali vengono da loro proposti. Perchè con i voti dei clan si vince. Il partito che vorrei invece, dovrebbe essere intransigente, dovrebbe stimolare il cabiamento quì al sud. Anche a costo di perdere le prossime elezioni. perchè è inutile illudersi: alle condizioni attuali si vince sempre con il voto di scambio ed i candidati della criminalita’ organizzata vinceranno ancora per chissa’ quanto. Vorrei dunque un partito che semini oggi e raccolga domani, che sia davvero temuto dai clan, che non si lasci intrappolare da logiche clientelari. Che non appoggi amministrazioni corrotte come quelle del signor Bassolino, che è li’ saldo al potere da 10 anni. La sua politica; egli non ha nulla da dire dal punto di vista puramente e nobilmente politico. Governo tramite apparati burocratici di stampo feudale. E’ l’ intrasigenza piu’ netta e tastarda quella che ci vuole. Ed è l’ unico modo perchè qualcosa possa cambiare al sud: Altrimenti davvero (e può comprendere con quanto dolore dico tutto questo) le mafie non cesseranno mai di comandare. MAI! Possono smantellare tutti i clan con tutte le azioni giudiziarie possibili, ma se non cambia la sostanza socio-culturale, a tali clan se ne sostituiranno altri.

    Con stima e dolore
    Giovanni

  184. Bertinotti Girl Says:

    Ha ragione Mirco, molti post più in alto, quando dice che lui la scissione già l’aveva auspicata nel 2005 quando a Venezia le minoranze si rifiutarono di votare lo statuto, lo stesso statuto che adesso invocano a gran voce, ma che non gli impedì di sedersi in parlamento e con somma gioia. Bhè adesso che la storica evidenza di visioni antitetiche si è disvelata con tutto il suo carico d’odio, vi tocca una gestione unitaria.
    Che per altro quando si tratta di poltrone e potere siete tutti riusciti a fare. E questo pare il congresso per il potere che sarà un disastro comunque vada.

    Bertinotti Girl

  185. mimì metallurgico Says:

    Mamma quanto odio che si versa! Da Trinitapoli alla Bertinotti girl, passando per l’immancabile REDantonio. Adesso capisco che il “giocattolino” della costituente della sinistra che tu Ramon ed altri avete rotto nelle mani di Giordano era un “giocattolino” d’oro per tanti, compagni e compagne, che avevano scambiato questo partito per un trampolino di lancio verso orizzonti dove si supera il confronto con le masse comuniste ignoranti che non capiscono nulla di politica e dove invece si disvela per intero la vostra grande capacità intellettiva, mediatica, politica e di aggregazione. Voi, della mozione 2 così intelligenti e così poco compresi da un partito di ignoranti incapaci di tenere il vostro passo: meritate di certo altre platee che non siano quelle comuniste e settarie di Rifondazione Comunista!

  186. se passa la linea coalizionale della mozione 1-3-4-5 non vi voterò mai più!

  187. mimì metallurgico Says:

    ce ne faremo una ragione

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