Identità comunista e innovazione.

Mentre scrivo non so come finirà il congresso di rifondazione comunista. Spero in una netta affermazione della prima mozione, senza la quale, temo, i problemi di cui mi accingo a parlare in questo scritto rimarrebbero insoluti.

Se la costituente della sinistra fosse stata avviata nei tempi previsti dai suoi ideatori, senza una discussione democratica nel PRC, oggi avremmo già assistito ad una dissoluzione rapida del partito, che solo in parte avrebbe preso le forme di una scissione per alimentare l’altra costituente appositamente approntata dal Pdci, quella comunista. Più o meno lo stesso accadrebbe nel caso di una affermazione maggioritaria della mozione di Vendola al prossimo congresso. C’è chi dice che anche nel caso di una vittoria della mozione Acerbo non si potrebbero evitare una o due scissioni, sul versante delle due costituenti. Non credo a quest’ultima eventualità, essendo fondate entrambe le costituenti sul presupposto della morte di Rifondazione e della divisione delle sue spoglie. L’esistenza in vita del PRC sarebbe garanzia per evitare altre scissioni e nuove nascite di formazioni minori.

Il punto del quale voglio parlare, però, non è la auspicata funzione antisciossionistica della mozione Acerbo. Mi interessa, piuttosto, mettere in evidenza un paradosso che forse, nel corso degli anni ed anche oggi, è passato inosservato, o quasi. Si tratta della natura delle scissioni che il PRC ha subito e di quelle che rischia di subire oggi. La logica e l’esperienza storica (così infatti è stato per molti altri partiti comunisti nel mondo) vorrebbero che un partito si possa scindere solo sul tema dell’identità e del progetto strategico, non certo su una scelta tattica, quale è, e rimane in ogni caso, l’appartenenza o meno ad un governo.

Il problema è che Rifondazione Comunista, nel corso della sua breve vita, ha subito 6 (sei!!!) scissioni sul tema del governo. Due verso destra, Movimento dei Comunisti Unitari nel 95 e PdCI nel 98. Quattro verso sinistra, Confederazione dei Comunisti nel 97, Partito di Alternativa Comunista e Partito Comunista del Lavoratori nel 2006, Sinistra Critica nel 2007. Nessuna scissione, invece, c’è stata sull’identità e sul progetto strategico del partito.

Si potrebbe obiettare che, in realtà, le scissioni di cui sopra, sebbene precipitate su scelte attinenti la collocazione di governo, nascondevano o evidenziavano forti divisioni identitarie. In particolare è vero che all’atto delle scissioni si è invocata una coerenza con la migliore tradizione dell’identità comunista e si è sempre accusato il PRC di averla tradita o abbandonata. Si ricorderà l’impareggiabile Cossutta che tuonava: “io dico solo rifondazione perché non sono comunisti”. Come è vero che in alcuni casi c’era un’identità preesistente che nel PRC non si era mai sciolta né politicamente né organizzativamente. Tutto vero.

Ma rimane il fatto che tutte sei le scissioni hanno avuto origine da una rottura con un governo o dalla presenza del PRC in un governo.

Oggi una questione di identità esiste, visto che una parte non marginale del partito ha esplicitamente parlato di obsolescenza dell’identità e della stessa cultura comunista, oltre che di nuovo soggetto dotato di nuova identità. Eppure nessuno parla di scissioni, almeno apertamente, e per il sottoscritto tutto questo sembra davvero un paradosso.

Ovviamente non lo dico né per auspicare né per prevedere l’ineluttabilità di altre scissioni. E’ solo che non mi sembra corretto che passi inosservato un simile paradosso.

Se le cose stanno così bisogna pur chiedersi cosa abbia originato una situazione come questa.

Forse la forza, pregnanza ed importanza politica immediata della questione del governo e la relativa genericità, e quindi debolezza, dell’identità comunista. O forse una tale separatezza del governo dalla società che l’identità non sembra bastare né resistere alla prova del governo stesso. O forse la forma partito, questa forma partito specifica nella quale vive l’identità, e che segna l’identità, è intrinsecamente vocata al governo e al potere più che alla realizzazione di processi rivoluzionari. O forse, probabilmente, un poco di tutte queste cose.

Come si vede non ho le idee chiarissime. Non così tanto confuse, però, da non vedere il problema su cui siamo seduti. Sono certo che non lo risolveremo facilmente e tanto meno velocemente. Non basterà certamente il congresso a sciogliere questo nodo. Tuttavia dobbiamo cominciare a parlarne.

Io credo che il pensiero comunista sia tanto più debole quanto più fisso, monolitico e dogmatico. Diciamo pure che i tre aggettivi dovrebbero essere incompatibili con un pensiero rivoluzionario. Chiunque, però, può constatare come siano esistiti ed esistano partiti che hanno ridotto la teoria a dottrina e sostituito la ricerca con il dogma. Parlo di pensiero comunista perché penso sia fondamentale nella formazione ed evoluzione dell’identità, che è cosa ben più complessa e vasta, dagli innumerevoli risvolti culturali, politici, sociali e perfino psicologici, che non provo nemmeno a descrivere.

Si può dire di rifondazione che abbia avuto un pensiero debole, al punto tale da essere sovrastato dalle scelte politiche immediate, per quanto importanti, come l’ingresso o l’uscita da un governo? Credo proprio di no. In fin dei conti, a parte il primo convulso periodo, rifondazione ha rafforzato la propria identità, innovando profondamente il pensiero comunista. Non c’è stato solo il riconoscimento della pluralità dei diversi filoni del comunismo novecentesco. Ci sono state chiare innovazioni, ora appoggiate ora contrastate da questa o quella tendenza presente nel partito. Forse si può dire che alcune innovazioni sono state più annunciate, spesso dall’alto, che discusse previamente nel gruppo dirigente, perchè fossero in partenza un patrimonio veramente condiviso. Ma lo sono divenute nel corso del tempo quando hanno guidato la pratica e le scelte quotidiane e quando, per questo, sono state discusse dal corpo del partito. Parlo, per esempio, della individuazione dei limiti nazionali del partito nell’epoca della globalizzazione e del superamento della funzione di direzione del partito verso ogni conflitto e movimento. Cioè della messa in discussione della presunta superiorità del politico sul sociale, del partito sugli organismi di massa. Parlo della proclamata appartenenza ed internità, alla pari con gli altri soggetti, nel movimento mondiale contro la globalizzazione. Parlo della teorizzazione delle due sinistre e di altro ancora. Altre innovazioni sono state semplicemente annunciate e sono sembrate chiudere, più che aprire, una discussione che le facesse penetrare nella consapevolezza del corpo del partito. Mi riferisco, per esempio, alla svolta antistalinista e a quella nonviolenta. L’una rapidamente divenuta un’arma nelle mani del gruppo dirigente ristretto per “giudicare” e “sentenziare” sulla natura di questo o quel dissenso, in totale incoerenza con l’ispirazione proclamata. L’altra usata come leva per produrre una distinzione ed una divisione, i cui esiti si sono visti ancor meglio in tempi differiti, nel movimento. Non è un caso che entrambe queste ultime citate innovazioni abbiano incontrato i maliziosi ed interessati favori dei salotti buoni, di diversi editorialisti dei maggiori quotidiani e di esponenti di rilievo dei DS. Io, per quel che vale la mia opinione, condivido sia l’antistalinismo sia la nonviolenza, ma sono fermamente convinto della necessità di discuterli a fondo e soprattutto di coniugarli con l’ispirazione conflittuale e rivoluzionaria del pensiero comunista, evitando di ridurli a perbenismo di maniera, giacché in questa forma procurano danni e funzionano come zeppe. Vi è poi una innovazione che è stata solo annunciata, declamata, salvo essere letteralmente contraddetta dai comportamenti e dalle scelte politiche del gruppo dirigente ristretto: la critica del potere. Credo non ci sia neppure bisogno di elencare incongruenze di scelte politiche e perfino di vita interna di partito per dimostrare come la critica del potere sia rimasta solo sulla carta, anzi nell’etere visto che non è stato organizzato neppure uno straccio di seminario per discuterne seriamente e collettivamente. Io credo sia centrale, in modo riassuntivo anche per tutte le altre innovazioni, ripartire dalla critica del potere per coniugare in senso antagonista e realmente rivoluzionario il pensiero comunista contemporaneo ed ogni innovazione che l’abbia attraversato. Credo, in altre parole, che la nostra identità non sia così debole da poter facilmente essere cancellata o contraddetta da una pratica incoerente, ma nemmeno così forte, senza sciogliere il nodo del potere, da poter funzionare da deterrente verso nuove irrimediabili scissioni. In buona sostanza sostengo che il paradosso di non avere mai avuto scissioni esplicitamente identitarie potrebbe essere risolto in negativo oggi e nel futuro subendo la prima separazione in nome del superamento dell’identità comunista o di un ritorno alla stessa nella versione ortodossa. Ma anche, ed è per questo che bisogna battersi nel congresso e dopo, in positivo. E cioè rimuovendo, con la discussione e non con i colpi di scena, le incrostazioni del politicismo e del primato del lavoro nelle istituzioni dal nostro pensiero e dall’agire collettivo. Il che ci continua a rimandare al nodo del potere.

Il tema del potere è troppo grande per essere affrontato da me ed in questa sede. Ma basta un’osservazione empirica del nostro stato organizzativo per rendersi conto di come la presenza nelle istituzioni sia ridiventato il vero ed unico tema di dibattito politico nel partito a tutti i livelli, con buona pace del “fare società”. Accanto alla promozione nel futuro immediato di un approfondito dibattito, per me irrinviabile, sul tema del potere, bisogna pure sottoporre ad una critica serrata i comportamenti politici figli dell’idea che il potere è tutto, che la società chiede ma che ogni trasformazione necessita del possesso delle leve del potere per realizzarsi. Per non parlare della stessa forma verticistica del partito, disegnata ad immagine e somiglianza delle istituzioni che si vorrebbero democratizzare e che finiscono invece con lo spingere i gruppi dirigenti ad usare il partito per finalità perfino inconfessabili. Se ci saranno queste due cose, un dibattito serio e teorico e l’aggressione delle conseguenze del primato del potere nella nostra vita quotidiana, forse si potranno mettere a valore anche altre innovazioni nella effettiva rifondazione del pensiero e dell’identità comunista. Dandogli la forza per resistere alle intemperie degli andamenti elettorali e delle suggestioni illusorie fondate sul nuovismo. Impedendo nel futuro altre disastrose scissioni.

ramon mantovani

pubblicato sul N° 7 della rivista “ESSERE COMUNISTI” del giugno 2007

173 Risposte to “Identità comunista e innovazione.”

  1. incazzato Says:

    vedi ramon condivido tutto quello che dici,anzi mi permetterai di dirti che per me sono pratica costante e modo intimo di vivere la militanza e la vita,non è il frutto di idee,o di un ragionamento,forse per fatti strettamente anagrafici.è questo per me,credimi,è davvero un problema enorme,il tempo che ognuno di noi ha che chiamiamo età.
    eppoi c’è qualcosa di stonato in questo intervento,che è una cosa semplicissima,questo intervento tu non puoi farlo.se me lo concedi ti spiego il perchè.ricordo con nitore,qualche anno fa,quando tu,gennaro,lo stesso fausto eravate in sintonia,totale e precisa.vivevate ebbri quel periodo,ognuno coi suoi tempi certamente,i suoi tempi biologici,e vi vestivate di un giovanilismo ,per me che ero giovane,a volte pacchiano,spesso tragico.tu lo dirigevi quel partito,ed avevi responsabilità,ieri come oggi.avevi il compito di “seguire e governare” l’impeto di quei giovani compagni,che mi preme sottolinearti,davano sangue sudore fatica e idee ad un partito che nella sua altra metà era vecchio,dentro e fuori.avevate una responsabilità importante e forse epocale,formare formare formare,responsabilità,che anche tu hai disatteso.poi siete impazziti tutti,la corsa alla rappresentanza istituzionale,avete di fatto svuotato il partito di quelle mani cuori e menti ancora necessari alla fragilità di prc.tante periferie dell’impero che da roma governavate senza sapere cosa governavate.li inizia la degenerazione,li avete smarrito il senso ed il compito a cui “noi iscritti”vi avevamo chiamati.che senso ha parlare di scissioni da destra sinistra sopra e sotto se le rotture,avvenute certamente come tu dici,erano solo la risposta piccata ed infantile ai posti da assegnare nelle istituzioni?ti rendi conto che abbiamo eletto per anni sempre gli stessi,facendo di fatto divenire questo il partito degli eletti?e quando “noi iscritti” ponevamo questo ci guardavate storti.anche tu hai fatto crescere furberie piuttosto che intelligenze,forse in buonafede,ma dalle conseguenze comunque devastanti.eppoi ci meravigliamo che a furberie si contrappongono altre furberie,oppure che in calabria usccede quello descritto?tu ora mi darai sicuramente del provocatore,ma mi preme dirti che il vero dramma è nostro,nostro degli iscritti,e che comunque vada ci consegnate un partito in queste condizioni. e la cosa che fa rabbia veramente e che nessuno di voi,tutti indistintamente,abbia avuto palle fegato e sensibilità di dire,ho sbagliato e passo la mano.
    tu dici che i propietari del partito sono i suoi iscritti(e qui mi sento tremendamente pigliato per culo)io sostengo che il partito è di chi ha maggior tempo biologico a disposizione,da chi ha ancora tanta forza(perchè davvero c’è ne vuole tanta)per poter affermare anche tra vent’anni,io sono comunista.voi no!perchè tanta è oramai la confusione che regna sotto il vostro cielo che davvero non rouscite più a demodulare i segnali che questo mondo vi manda in continuazione sempre con maggiore frequenza.io lo so,alla fin fine i comunisti sono fessi ma hanno un cuore così grande,avete provato a distrarci con questo congresso farsa,magari vi facciamo pure contenti,partecipiamo e ci contiamo,ed intanto nessuno riesce a dar risposte ai perchè.quindi ti voglio rassicurare,già dal primo agosto “noi iscritti” indipendetemente da chi vince saremo sempre a fare quello che facciamo lontano dal centro dell’impero,ad una condizione:che non si veda più in giro le vostre falliche facce.
    scusami per la franchezza,ma a te parlo col cuore.

  2. giovanni Says:

    Caro Ramon
    penso che il fulcro del ragionamento che esponi sia di assoluta attualità.
    Il problema della cultura di potere è cosa diversa dalla cultura d governo
    secondo il mio punto di vista.Se il fuoco del problema resta quello di liberarel’uomo,qualsiasi uomo,dal peso e dalla frustrazione della condizione di superiorità o sudditanza l’uno dall’altro abbiamo il problema del potere nellesua declinazione spirituale ,soggettiva.Se invece si ritiene che la condizione di sfruttamento dell’uomo sull’uomo nasce dalla condizione materiale di relazione tra classi economiche abbiamo la declinazione rivoluzionaria etc.
    Questo in estrema sintesi ( anche un po rozza) può essere la dicotomia del rapporto uomo potere. Oggi appare improbabile proporre una alternativa rivoluzionaria che comunque per definizione stessa è un’alternativa violenta.Così come è implicito alla cultura di governo una logica ed una cultura di potere.Non voglio dissertare e quindi cerco di sintetizzare il contributo che intendo dare alle tue nobili ed autentiche riflessioni. Penso che il vero problema sia dare davvero un nuovo significato alla democrazia. A quel sistema di regole e valori morali e pratici che riducono l’ingiustizia e la sopraffazione. Io sono convinto inoltre
    che sia indispensabile uccidere l’ideologia se si vuole uccidere il potere
    e la cultura della violenza.Purtroppo tutte le esperienze storiche di potere
    di partiti comunisti si sono rivelate fallimentari rispetto alle premesse sperate. Ma non è il comunismo a fare gli uomini sono gli uomini a fare il
    comunismo. Oggi comunque ritengo assai improbabile che anche una lotta per la democrazia possa essere non violenta.
    In alternativa ci potrebbe essere una rivalutazione della dittatura con formule innovative e tecnologiche,ma a naso mi sembra un percorso in salita. Che il voto non serva a nulla è per me cosa certa.Ormai questa
    democrazia è dittatura dell’economia.Penso sarebbe molto utile,e chiudo, analizzare con cura le dinamiche economiche e le contraddizzioni incredibili determinate dalla complessità in atto, è incredibile parlando di paradossi come nessuno abbia una vera cultura economica poi tutti citano Marx o vari…
    Gli spunti sarebbero molti e molti ,sono contento che tu sia confuso quanto basta per ragionare più lucidamente .
    Un grande abbraccio e viva la vita!

  3. Ciao Ramon.

    Come sempre, oltre al contenuto, parla chiaro il titolo
    “Identità comunista e innovazione”.
    Mi sorge spontanea una riflessione che parte da quello che tu scrivi e da quello che Giovanni dice:
    è incredibile parlando di paradossi come nessuno abbia una vera cultura economica poi tutti citano Marx o vari…
    Non è questione da poco Ramon, da qui dipende quella coniugazione di cui tu parli dell’ antistalinsimo e la non-violenza con l’aspirazione rivoluzionaria del pensiero comunista.

    Allora cito un passo di Marx, che non fa mai male, per continuare la mia riflessione:

    “nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza.”.

    Attualissimo direi questo studioso di economia che, in un determinato periodo storico, ha formulato una legge sul lavoro rispondente ai nuovi bisogni della borghesia.
    Il caro vecchio Marx ebbe già modo di definire la malattia che affligge i parlamentari (di cui ne avevo già parlato, ricordi?) e della quale noi sembra ne siamo ancora affetti nonostante lo tzunami: il cretinismo parlamentare.
    A questa malattia endemica della nostra classe dirigente si aggiunge, a tutti i livelli, una sconcertante stupidità ed un ignoranza che lascia attoniti.
    Il capitalismo cambia, si evolve e le borghesie dei vari paesi hanno bisogno di leggi che consentano loro di sopravvivere nella giungla senza regole del mercato globale:
    se Marco Biagi non avesse formulato la legge che porta il suo nome, qualche altro economista ne avrebbe formulato un’altra molto simile nella sostanza.
    Il precariato esiste in America da più di 50 anni, ed il fatto che sia arrivato in Italia non dovrebbe meravigliare nessuno (o almeno, nessuno che sia consapevole di ciò che è il capitalismo). Se il precariato non fosse, ahimè, una necessità, Marx e tutti i suoi e i nostri piccoli compagni che stavano al governo, avrebbero potuto cambiare la legge.
    Se non lo hanno fatto è solo perchè non possono, e non per una questione di “numeri al parlamento”: non possono semplicemente perchè tutti i parlamentari e tutti i parlamenti presenti nei paesi democratici sono solo degli strumenti della classe dominante (la borghesia, che esiste ancora, è reale, concreta, per chi ancora non se ne fosse accorto…).
    Anche noi al momento giusto abbiamo votato le missioni militari all’estero pur di non perdere la comoda poltrona, dimenticandoci che c’è stato un tempo nel quale alla guerra bisognava dire no “senza se e senza ma”.
    I nostri piccoli compagni, non conoscendo il marxismo ed il comunismo si fanno chiamare comunisti, svolgono diligentemente tutte le mansioni che uno scherano della borghesia è tenuto a portare a termine e, grazie ai voti che il “popolo” elargisce loro copiosamente nella vana speranza di poter migliorare la propria situazione, tengono il fondoschiena al caldo ed usufruiscono di tutti i benefit ed i privilegi che la classe dominante non manca mai di elargire ai suoi sgherri.

    Lo so, questo mio vaneggiamento sa molto di anni ’70, di lotta di classe e via farneticando.
    Il problema è che in Italia c’è gente che si definisce comunista senza esserlo neanche lontanamente, ed a me questi uomini piccoli piccoli danno fastidio: bisognerebbe che qualcuno dicesse alla gente che cos’è realmente il comunismo.

    Nel prossimo articolo Ramon affronta quest’argomento.
    Non è per niente banale, anzi, i nostri problemi son tutti qui…

    un abbraccio e buon lavoro

  4. psicologicamente, credo che molti compagni e compagne sono nelle condizioni di “incazzato” ( primo commento ). ognuno di noi sceglierà come esprimersi in questo falso congresso. ma non è detto che dopo sarà la stessa storia: il verticismo che viene qui criticato è lo stesso con cui oggi e domani si formeranno i nuovi organismi dirigenti nazionali. che cosa cambia e cambierà? solo la linea ( ammesso che cambi)???

  5. incazzato Says:

    Molto bordighiano l’approccio di Maria al comunismo(c’è ne uno solo?)ma comunque interessante.Come interessante è l’uso del marxismo(ma non erano i marxismi).io con onestà non mi riferisco mai a Marx, in generale non mi riferisco ne a Keynes ne a Ford tantomeno a Monti, perchè credo che gli economisti ,tutti,siano semplici tecnici, e nessuno di loro, tramite diagrammi ,possa ambire a spiegare la società.Piuttosto pochi hanno potuto capire e spiegare le complessità del mondo,anche quelle economiche,uno di questi è Gramsci.Allora ora che si fa?non sono marxista eppure mi ritengo comunista,che sa perfettamente quali sono i suoi compagni di strada e vorrei poter aver vissuto gli anni 70 da protagonista,sicuramente allora i compagni comunisti abbattevano miti e leggende del comunismo divertendosi e appassionandosi sicuramente più di noi.Comunque è una bella proposta quella di Maria,7 o 8 generazioni almeno che discutono di cosa sia il comunismo,bello davvero.

  6. un compagno di Roma Says:

    si si 7-8 generazioni, intanto però dovremo discutere con un ente immaginario come Sinistra democratica come andare al governo fra 5 anni…….

  7. Caro incazzato,
    innanzi tutto sia chiaro che non sei incazzato solo tu.
    Se pesiamo l’incazzatura di tutti, ognuno di noi potrebbe candidarsi al guinness dei primati.

    Credo di conoscerlo anch’io l’abbeccedario,
    caro incazzato, e magari anche un pochetto di storia dei comunismi.
    Non molta, un pochetto.

    Vedi caro incazzato,
    Ramon parla di identità e innovazione e io mi sono fermata sull’identità riflettendo un po’ sulla questione marxiana-engheliana del cretinismo parlamentare, virus pericoloso che attacca spietatamente a sinistra.

    Mi scuso se ho citato Marx nella riflessione, ma sai com’è, a me hanno insegnato che non è stato solo un economista, ma dalla sua materia grigia è venuto fuori ciò che chiamiamo COMUNISMO, e forse è grazie a lui, o per meglio dire per colpa sua, che io e te stiamo qui a perder tempo.
    Forse.

    Ma dicevo, un proprio e vero esempio di cretinismo parlamentare è il non tenere conto che il mondo reale è esattamente alla rovescia di ciò che il gruppo dirigente di Rifondazione Comunista pensa.
    Solo con un radicamento reale nei posti di lavoro, nel territorio, nella capacità di aggregazione giovanile si può esprimere una reale rappresentanza politica COMUNISTA, e non necessariamente nelle istituzioni parlamentari.

    Una organizzazione politica COMUNISTA, per essere espressione reale dei bisogni delle masse sfruttate, che non venga risucchiata costantemente nella mediazione e nel compromesso politico deve crescere e mutare i rapporti di forza reali esistenti nella società e non attraverso una presunta forza di veto, esclusivamente numerica dei propri parlamentari.
    Prediligere tali scelte comporta, inevitabilmente, uno svilimento e una mancanza di chiari punti classisti (che non è una parolaccia, caro incazzato, visto che mi accusi di settarismo) ed internazionalisti.
    Senza entrare nel merito, è indubbio che una rappresentanza politica di questo tipo al massimo può ottenere una strato di professionisti della politica che fra istituzioni locali, regionali, nazionali e sindacali, ha come unico scopo il riciclarsi come ceto e sopravvivere a se stessi, ma lontana dalle esigenze reali di affrancamento e di libertà delle nuove generazioni.
    I rapporti di forza necessari per il mutamento e miglioramento delle condizioni di lavoro si costruiscono nelle battaglie sociali e sindacali e non nelle mediazioni governative.
    Questo è il nucleo di ciò che chiamiamo COMUNISMO, cioè la sua identità. Poi possiamo parlare di innovazione.
    Bisogna avere le idee chiare di cosa innovare, caro incazzato,
    visto che grazie a Dio ancora il comunismo non è una tendenza culturale.

    Do you understand?

  8. Molto bello l’intervento di apertura di “incazzato” e mi sento di condividerlo in grandissima parte, anche nei suoi toni più crudi e diretti. Ed ha assolutamente ragione quando dice che, alla fine dei vari teatri e teatrini, quelli che rimangono sul territorio a lavorare sono gli ISCRITTI, e se a qualcosa serviranno questi tre anni venezio-governisti e questo terribile congresso, sarà almeno a che NIENTE SARÀ PIÙ COME PRIMA, e che non passeranno mai più linee “illuminate” di dirigenti autoreferenziali persi più in riposizionamenti, svolte, strappi, salti del cavallo e genialità varie, che preoccupati di stare veramente con e per la gente, essendo COMUNISTA seriamente, coerentemente e conseguentemente – se si sta in un Partito Comunista, chiaro, che mica è obbligatorio, ma non si può voler stare (e voler controllare) in un Partito Comunista senza esserlo PERSONALMENTE anche nei fatti e nel giorno per giorno, e non solo a paroloni o, peggio, a poltrone e poltroncine.

    È vero che la “forma partito” è in crisi ma in realtà quello che è veramente in crisi è la “forma democrazia”, anzi proprio la “forma società”. Specialmente in Italia poi – credo che a un certo punto sia inutile il dibattito e il lambiccarsi sulle ingegnerie organizzazionali e sulle varie forme possibili di agire politico etc. quando il vero problema è a monte, cioè una società assolutamente destrutturata, con livelli etici bassissimi, devastata dal capitalismo più selvaggio e i suoi valori di egoismo (personale e sociale), di competitività, di sfruttamento (delle persone e della natura), di cortezza di mire e di impermeabilità assoluta ai valori della giustizia, della fratellanza, dell’internazionalismo, dell’armonia della vita etc. – valori questi ultimi del COMUNISMO nel senso migliore della parola, quel COMUNISMO che è molto più antico della formulazione scientifica da Marx in poi e dei tentativi di applicazione pratica dalla Commune a Lenin a Stalin a Mao a Fidel etc.

    Non solo in Italia ma specialmente in Italia abbiamo un tale deficit sociale e personale che siamo ormai al punto che qualunque cosa si possa tentare, finisce in merda – Re Mida al contrario ormai. Sta finendo così persino quella che era la migliore e più forte tradizione comunista d’Europa, resa così a partire da Gramsci. Qui bisogna ricominciare dal basso ma dal basso davvero, dalla base basica, dalla formazione o riformazione di una coscienza etica, politica e sociale, naturalmente cominciando da noi stessi, e allora sì che potremo parlare e predicare di COMUNISMO nell’unico modo possibile: con l’ESEMPIO.

    Cosa di cui si sente troppo la mancanza: il predicare con l’esempio, con serietà, coerenza e conseguenza. Cose che dovrebbero venire prima ancora addirittura del tema ideologico e le varie storie “comunismo”, “lotta di classe”, “antistalinismo”, “non violenza” eccetera. Senza le prime non avranno mai nessuna credibilità le seconde, e questo alla fine dipende dalle PERSONE.

    Insomma: dove sono i LENIN di oggi…?

    Saluti comunisti

    Mario

  9. martino Says:

    Ciao Ramon,

    io mi sto impegnando con passione perché vinca la seconda mozione, ma non vedo l’ora di parlare di potere e democrazia rivoluzionaria con te. Ti abbraccio. M.
    nb. spiace riferirti che a Ravenna, il circolo che ha tra i suoi iscritti i massimi dirigenti degli interisti-leninisti stia con la seconda…ma non è certo perché non capiscono niente di calcio, o no?

  10. incazzato Says:

    E’ forte la tensione ideale di Mario, la sua passione, i suoi dubbi, e se mi permetti anche il tuo grido di dolore. Come è evidente anche la forza dei ragionamenti di Maria, la sua determinazione,come anche la sua paura(non mi permetterei mai di darti della settaria perchè semplicemente non lo sei).Il Comunismo dunque,in questo scorcio di inizio millennio,sembra mostrare crepe, sembra apparire insufficiente.addirittura provoca in tutti noi incertezze sulla sua applicazione e sulla sua reale efficacia.questa splendida teoria per la quale milioni e milioni di donne e uomini hanno combattuto,sperato, molti sono morti, ma parliamo pur sempre di teoria, e dico provocatoriamente teoria.Il marxismo in fondo, che è la spina dorsale sul quale si estende e costruisce il comunismo così come viene ancora inteso,è sicuramente la risposta più alta e di “campo” alla fase più avanzata e pericolosa del capitale nella sua vecchia dinamica produttivistica.produco quindi creo ricchezza per pochi di conseguenza elaboro la teoria marxiana marxista del capovolgimento della distribuzione della ricchezza. volendo estremizzare potrei dire un artificio contabile,ma mi rendo conto che a quei tempi era davvero “rivoluzionario” un modello di sovvertimento dei rapporti di forza.poi avvengono teorie,in seno al marxismo,più o meno bizzarre,fin quando menti nobili decidono di dare profondità e spessore ad un modello economico,il marxismo appunto, come Lenin sicuramente, come Gramsci assolutamente.Diventa allora,e solo allora,il marxismo,dottrina sociale e umana, finalmente spogliata dal suo rigido dogmatismo economico,e si incomincia a chiamarlo Comunismo. A questo punto,sia che prevalga una visione ideologica o libertaria del comunismo,dobbiamo “necessariamente” dire ,proprio perchè io credo solo ed esclusivamente nel metodo scientifico, che mai teoria economico/sociale/culturale e politica come il comunismo non abbia fino ad ora avuto il conforto della sua applicabilità e dunque della sua validità sempre e comunque,ed è su questo punto che la sfida con il capitale è persa.esso ha avuto il conforto di essere applicato più volte.e nei suoi modelli successivi si è migliorato sempre più.il comunismo mancando di applicazione reale e negli ultimi vent’anni anche di analisi,arretra paurosamente fino alla sua debacle anche qui in italia.Mario dice nuova barbarie della civile italia in sostanza, e lui,come noi d’altronde, invoca nuovi Lenin.è vero!!!il capitale allora che fa?destruttura e parcellizza sempre di più il concetto di lavoro nei paesi con storie di conflitto sociale e politico vere(l’italia per esempio)fino a far dimenticare queste storie ed eliminare le contraddizioni capitale/lavoro ed esporta e pallica le sue vecchie teorie nei paesi in cui sicuramente si viene fuori dai regimi o dell’est o dell’asia.e noi abbiamo analisi che non riescono da un alto più a spiegare alcunchè, e dall’altro a non attrarre,di conseguenza,masse e masse critiche.guardate voglio essere brutale,trovo molto più edificanti e politicamente interessanti esperienze comunitarie come quelle di Porto Alegre, appure quelle del fronte di liberazione della palestina, oppure quelle dei curdi, e perchè no anche quelle di Seattle, tutte esperienze che surrogano e a volte eliminano totalmente il dogma del marxismo, che se applicato,in quelle circostanze,avrebbe impedito,senza ombra di dubbio,la possibilità di aprlare e applicare “comunismo”in quelle realtà.tutto per dire basta alla contiguità astorica,almeno per me,tra marxismo e comunismo e viceversa,l’uno non ha bisogno dell’altro.in questo ho una forte identità e identificabilità,il non poter applicare una teoria non mi vieta assolutamente di essere e fare il comunista,è nella sostanza una scusa.il sol dell’avvenire è possibile con o senza Marx of course!!!Innovare nel senso profondo del termine significa anche rompere con gabbie e schemi,che se da un lato danno sicurezze morali infinite,almeno a noi addetti ai lavori,lasciano lo stomaco vuoto ai tanti che se anche non dicono di essere comunisti comunque mi chiedono risposte e questo la mia coscienza lo trova comunisticamente insopportabile.basta ansia da prestazioni,dobbiamo ricucire rapporti fragili e slabbrati e nel contempo dedicare tutto il tempo tutta la passione el’intelligenza a pensare nuovi modelli,che sappiano interpretare il presente e anticipare le mosse che il capitale,con tutto ciò di orribile che esso significa,sarà costretto a fare se davanti troverà un muro di idee,tante,molteplici e tra loro connesse,che sappiano parlare prima al cuore delle persone in carne ed ossa e poi alle loro coscienze.
    hasta siempre!

  11. vi do i risultati del congeresso del circolo di Viareggio appena concluso:

    doc.1 52 voti 61,1%
    doc.2 13 voti 15,2%
    doc.3 1 voto 0,1%
    doc.4 0 voti 0%
    doc.5 19 voti 22,3%

    un abbraccio
    Laura

  12. un compagno di Roma Says:

    Caro Martino, poi mi spiegherai come farai a parlare di “democrazia rivoluzionaria” con Occhetto, Fava, Mussi, Salvi, Belillo, Paolo Cento etc. sono davvero interessato

  13. Laura ultimamente intervieni poco,
    ma questo tuo ultimo intervento riscatta tutti quelli che non hai fatto … 🙂
    Un abbraccio a Viareggio e a Laura!

    Dunqie incazzato.
    E’ ovvio che non penso affatto che il comunismo potrà mai essere quello cui Marx e il marxismo si riferivano.
    Nel marxismo, il comunismo era qualcosa di insito nello sviluppo dei rapporti sociali del modo di produzione capitalistico..
    Resta comunque il fatto che la rivoluzione era pensata dai comunisti e marxisti nei termini dell’espressione di Marx:
    “la levatrice di un parto ormai maturo nelle viscere della società capitalistica”. Ed è qui che io mi ritrovo.
    Il problema è l’ignoranza. Quella dei dirigenti e quella dei militanti. Colpa di una sinistra che non ha saputo fare memoria, onde per cui quel passaggio storico dal capitalismo borghese a quello dei funzionari del capitale non l’ abbiamo colto per nulla, e la cui non comprensione ci danneggia gravemente e ci costringe ad inventarci sempre nuovi soggetti rivoluzionari ogni qualche anno; con delusioni sempre ripetute e con il progressivo sprofondare nel ridicolo.
    Il problema relativo a simili soggetti, personalmente penso che non ce ne sia nessuno oggettivamente deputato ad assolvere una “missione storica”, ormai soltanto immaginata per eccesso di desiderio, è perciò quanto meno aperto alla discussione per il futuro di un comunismo che sappia ricollocarsi nella scia della storia della società moderna, senza fantasie perniciose.
    E’ necessario un punto di partenza; e per chi si propone una radicale critica di questa “schifosa società”, il punto di partenza deve essere la contraddizione “principale”, cioè quella che oggi rende instabile e socialmente putrefatta la formazione mondiale senza però che si verifichino ancora reali sconvolgimenti dei rapporti di forza;
    e che è tuttavia anche quella che potrebbe provocare tali sconvolgimenti, dove si verificassero perfino piccoli spostamenti degli equilibri attuali, soprattutto se arrivassero a “sommarsi” nella stessa direzione.
    Oggi esiste un chiaro predominio centrale USA, ancor più forte di quello inglese della prima metà dell’ottocento. Il marxismo scolastico non basta più proprio perché non è la contraddizione capitale/lavoro che smuoverà gli attuali equilibri mondiali, che incrinerà la preminenza ancora schiacciante degli USA.
    Occorrono comunisti e marxisti nuovi, non scolastici e dottrinari, che mettano in primo piano il problema di questa preminenza centrale, e promuovano, in primo luogo, l’attività di resistenza (e possibile contrattacco) ad essa, che lavorino a sgretolarla.
    Politicamente, inoltre, ci occorrono alleanze tattiche e non certo quelle tra comunisti e socialdemocratici.
    Di questi tempi vedo: alleanza dei rimasugli, che si pretendono comunisti, e alleanza fra forze politiche definite di “sinistra” e perfino “progressiste”, che sono quasi sempre legate, nei loro nuclei centrali ed egemoni sull’insieme, al peggior capitalismo finanziario (e a quello industriale parassitario e assistito), succube e subordinato al complesso industrial-finanziario (e militare) statunitense, che naturalmente, come in ogni capitalismo, non è un blocco unitario ma diviso in più frazioni in competizione.
    Non vedo comunisti in coloro che perseverano, in nome di una scimmiottatura “antifascista”, nell’unirsi a simili “sinistre progressiste” asservite agli USA, sinistre che sono la parte più marcia e pericolosa (perché ipocrita e ancora in grado di ingannare le masse lavoratrici) del purtroppo ancora vasto schieramento che di fatto favorisce la potenza predominante, riducendo l’Europa in una situazione di vassallaggio che ne impedisce perfino lo sviluppo economico, ma soprattutto ne disgrega il tessuto sociale e “riassorbe” (eufemismo) le conquiste ottenute in passato dalle classi dominate.
    Questi che io chiamo “falsi” comunisti, tutti dentro il gioco delle quote elettorali, dei posticini di Governo e sottogoverno da acquisire al servizio di forze industrial-finanziarie a loro volta asservite alla potenza centrale, non verranno mai battuti e sostituiti mediante semplici dichiarazioni di fedeltà ad una prassi e ad una teoria vecchie come il cucco, certo!
    Occorre aria fresca e una nuova mentalità. E’ difficile creare al momento una nuova sintesi quale fu, centocinquant’anni fa, il pensiero di Marx.
    Al momento però, cominciamo a prendere pezzi di marxismo, di geopolitica e strategia, di storia, e naturalmente di filosofia; e cominciamo a ricostruire qualcosa, partendo da una precisa “stella polare”!!
    Occorre sgretolare la predominanza centrale statunitense, partendo dall’Italia e dall’Europa, poiché è qui che “pestiamo la terra”. Il resto non segue automaticamente; ma non ci sarà nessun seguito continuando a puntare sullo “sfruttamento” (estorsione di plusvalore), sulla “classe operaia” in quanto “classe universale” che “liberando se stessa libera l’intera umanità”, e altre sciocchezze consimili (penso a Ferrando e company).
    E dall’altra parte, se noi crediamo con l’ “innovazione” di cavarcela semplicemente con i “movimenti”, con il “gandhismo”, con l’ “ambientalismo”, con “l’altra metà del cielo” e altre “infatuazioni infantili” assai peggiori dello stesso marxismo catechistico, allora è perfettamente inutile continuare a discutere tra noi.

    Saluti a tutti e buona domenica

    Ps
    compagno di Roma, di sto passo verrà l’orticaria anche a te …
    e siamo in due
    🙂

  14. martino Says:

    Caro compagno di roma (non hai un nome? porti il passamontagna come il subcomandante? con questo caldo?),
    la sindrome da ceto politico, colpisce tutti, in maniera indifferenziata; è un virus con una forza spaventosa e capacità mutanti impressinanti.
    Vedi, se la sinistra è identificata solo con gli ATTUALI dirigenti (mussi, occhetto, pecoraro, diliberto, giordano, ferrero, ecc.) allora non ce n’è per nessuno. Costituente, case della sinistra, federazione: sarebbero vuoti simulacri. La forza di una proposta politica (non di una verità; non ne ho a disposizione) si misura proprio rispetto alla sua capacità di andare oltre il quadro esistente.
    Ciò detto, ho la fortuna di conoscere Ramon da 12 anni e di essergli amico; permetterai che possa salutarlo sul suo blog, soprattutto quando, a mio parere, ha scritto un testo con cui la vale la pena confrontarsi?
    Ciao, m.

  15. un compagno di Roma Says:

    Caro Martino, in fondo mi piace non avere un nome in questo blog pure se soffro il caldo. Vedi adesso si sta discutendo di comunismo, della sua necessità inderogabile, e il comunismo è proprio l’insorgere della comunità innominabile, di una comunità di uomini e donne che vivono nel segno dell’eguaglianza. Ma è anche la comunità che non ha mai avuto nome nella storia e ancora non la ha perché è espropriata, perché la sua vita è piegata solo alle esigenze di accumulazione del capitale. Ma questa è anche una sua risorsa: poiché è innominabile quando irrompe sulla scena desta sorpresa e spavento. Sono le masse di operai e contadini che, impreviste, difendono la Pietrogrado rivoluzionaria dall’attacco di Kerensky, o la gente venezuelana proletaria e sottoproletaria che scende dai barrios per difendere Chavez dal golpe nel 2002 etc.
    L’argomento che usi è veramente singolare e della peggiore antipolitica: tutto il ceto politico attuale della sinistra è indistintamente suscettibile di essere rifiutato. E così nella tua ricostruzione Occhetto, Ferrero, Giordano e Diliberto sono la stessa cosa. Mi dispiace, non è così: c’è chi ha distrutto la più importante esperienza comunista in occidente e c’è chi ha fatto molto per salvarla. E c’è chi ha approvato i bombardamenti in jugoslavia (Diliberto e tutta la sinistra DS) e chi no. La conseguenza politica di questo ragionamento è, del resto, devastante: se Ferrero è lo stesso di Mussi, che ci stanno a fare famiglie politiche differenziate?
    Ci mancherebbe poi che ti impedissi di discutere con Ramon. Ti facevo solo notare che di queste discussioni non ne farai nel partito che vi accingete a costruire. Magari potrai continuare a farle con noi, con noi comunisti umiliati e offesi ma pur sempre vivi

  16. incazzato Says:

    Si Maria,ora comprendo benissimo quello che dici,e credo sinceramente di essere in sintonia,Due o tre dubbi però: siamo sicuri che il cuore di tutte le contraddizioni non sia più l’affitto di braccia e menti?anche perchè le contraddizioni tra nord e sud,generi e uomini e natura in questi ultimi anni non ci ha portato da nessuna parte.io sarei un po più cinico nel senso che “userei” anche chi non capendo una mazza si dice comunista.infine,è questo è sicuramente un grosso limite,che cos’è cucco?
    hasta siempre e……forza spagna(non mi linciate)

  17. martino Says:

    Caro compagno de roma,

    le tue prime dieci righe hanno molto fascino letterario, ma, temo, nessuna rilevanza politica (in fondo, tu aspetti messianicamente che masse innominabili – e non mi è chiaro se tu le conosci, o vi appartieni – rivoluzionino la storia). Io, lo riconosco, sono molto più prosaico. Rifuggo retorica e idealismo (inteso come fuga in avanti rispetto alla fangosa realtà).
    Quanto al ceto politico, non mi interessa dire chi è meglio o peggio (per te ferrero meglio degli altri e quindi…dimmelo tu cosa). Per quanto mi riguarda, sceglierei tutta la vita ferrero e giordano invece che diliberto e pecoraro, ma è proprio questo gioco che non mi interessa. Non ti accorgi che la proposta della prima mozione facilita la ricostruzione di famiglie politiche differenziate (come tu le chiami) con i loro antichi padri a farla da padrone e figli e figliastri?
    Proviamo a rimettere tutto in discussione, oppure non saranno masse innominate a salvarci, ma i sanfedisti a buttarci a mare.
    Buona domenica, ciao, m.

  18. un compagno di Roma Says:

    Caro Martino, non facciamo giochetti, per piacere. Magari io farò letteratura e non politica, ma sentirla da voi questa critica è ridicolo. Avete presentato una mozione che sembra un saggio accademico (piena di annebbianti artifici retorici) e non dice una parola politicamente chiara – chiara, diamine – su che cosa voglia dire concretamente costituente della sinistra. Da anni vi riempite la bocca di “innovazione” e “contaminazione” e “narrazioni” senza dirci che cosa significhino. Senza parlare del leader sciamano di cui vi siete dotati e dello psicanalista partito che con la non violenza dice di aver superato la metafisica occidentale.
    Non hai capito: la questione non è personale, non riguarda Ferrero o Diliberto. Riguarda precisamente le prospettive politiche. Se stai in un partito con Mussi ti prego di tener conto che cosa egli pensa a riguardo di politica estera, rapporti con il PD, guerra, capitalismo, socialismo europeo etc. Chi sostiene la prima mozione una parola chiara la dice: ci sono delle differenze di cultura e di prassi politica che non possono essere affondate nel generico “esser di sinistra”.
    Sgradevole da parte tua poi il cenno agli antichi padri. Quali sarebbero gli “uomini nuovi” che costruiranno la Sinistra, quelli che stavano alla presentazione dell’ultimo numero di Alternative per il socialismo?

  19. Scusate l’off-topic:

    Congresso Circolo di Pietrasanta – Federazione della Versilia

    Aventi diritto: 106 Votanti 37

    Hanno ricevuto voti:

    Mozione 1 Ferrero- 16
    Mozione 2 Vendola – 16
    Mozione 3 Pegolo – 1
    Mozione 4 Bellotti – 1
    Mozione 5 De Cesaris – 1

    Astenuti: 2

  20. incazzato Says:

    Martino una cosa santa la dice:rompere con le liturgie!basta con antiche identità che mai hanno prodotto alcunchè.basta mi par di capire, di famiglie di sottofamiglie di concezioni di visioni etc etc.un po di dissacranza diamine.che poi a ben pensarci il “ceto” è di per se autoreplicante,e non appartiene solamente al “cretinismo parlamentare” ma è diffuso,trasversale,subdolo.Drammaticamente ci chiedono risposte,quantificabili e misurabili,altrimenti,indipendentemente da quello che pensano mussi o diliberto,ma anche tutto il metagota rifondarolo(nessuno escluso da bertinotti a ferrero)continuiamo a giocare o quanto sono rivoluzionario o quanto sono rivoluzionario.come dicono gli addetti ai lavori autoreferenzialità?ebbene si ne trabocchiamo nonostante siamo uguali a zero.
    scusate l’intromissione

  21. alessandro Says:

    cari compagni e care compagne, scrivo poco sul blog ma lo leggo con attenzione… devo dire che il dibattito sull’identità comunista, da comunista,mi appassiona davvero poco.
    In questo partito il dibattito congressuale sta scadendo a livelli che,senza offesa per nessuno, definirei infimi. E così mi devo “assuppare” (scusate il sicilianismo) ,da un lato, coloro che pensano che per fare un partito forte e radicato bisogna superare l’opzione comunista e fondersi con altri (?), dall’altro coloro che pensano di aver perso le elezioni perchè non c’era il simbolo della falce e martello o perchè nei comizi non si è suonato abbatanza bandiera rossa.
    In entrambi i casi, l’identità comunista, o il suo mancato superamento vengono visti come la causa principale della sconfitta. Mi permetto di dire che si tratta di due rispettabili stronzate!
    La vera questione è il governismo, ai difensori dell’ortodossia voglio dire che la falce e il martello potevamo anche tatuarcela in viso, ma dopo due anni di governo, di quel governo, la catastrofe era annunciata,prevedibile; altro che purezza, o verginità identitaria, noi la verginità l’abbiamo persa da tempo, ahimè con Prodi e Padoa Schioppa.
    Lo stesso vale per i nuovi “costituenti”, c’è ben poco da costituire con forze politiche che fanno della collocazione al governo la loro ragion d’essere, certamente ci saranno battaglie che ci vedranno fianco a fianco ma non ci sono le condizioni per costituire un bel niente. Ancora una volta, si propone un contenitore da riempire , non si sa con quali contenuti, ammesso che ve ne fossero di chiari.
    Alziamo lo sguardo compagni, ci sono partiti non comunisti che esprimono una vera radicalità, una vera pratica alternativa ed antagonista e che infatti vengono premiati…così come ci sono partiti più che ortodossi, che si sono impantanati in coalizioni imbarazzanti e che oggi, come noi,ne pagnano le conseguenze.
    Io partirei da queste considerazioni, altro che masturbazioni mentali sull’identità, parola che non vuol dire nulla, se non accompagnata da una coerenza politica tra il fine ed i mezzi,tra ciò che si dice e ciò che si fa.
    L’identità politica nella storia ha sempre descritto pratiche,comportamenti, e ovviamente elaborazioni teoriche, ma se noi qui, parliamo di identità in termini astratti, citando Marx alla bisogna, ma rifuggendo il suo più grande insegnamento, e cioè la necessità di studiare il capitalismo e le sue trasformazioni, beh …care compagne e cari compagni…siamo messi proprio male.
    P.S. per gli amanti delle etichette,ho votato la mozione n.1.

  22. MAZINGA Says:

    Incazzato.
    Mostrati col tuo vero volto.
    Smettila di nasconderti.
    Hai l’autorità per dire il tuo nome ed il tuo cognome

  23. Fabio Mussi è impresentabile al cospetto di un partito che si OSA chiamare COMUNISTA!

    E qui stiamo parlando di RIFONDAZIONE COMUNISTA.
    Perciò mi prendo tutta la libertà di dirlo ridirlo e ribadirlo!
    Con sani sensi.

    In un Partito Comunista si deve discutere sempre di identità, una volta nelle sezioni si faceva questo, quando il nome del partito COMUNISTA era un nome di tutto rispetto ed era la seconda forza politica del paese, cari compagni!
    Non si assisteva a questo sfacelo e permettetemi, a questo schifo che vediamo oggi nelle sezioni, dove si discute solo di che faccia portare alla candidatura, cari tutti, o al massimo di idee vaneggianti, altro che noia parlare di comunismo!
    Per forza, come dice giustamente Ramon, i livelli dei dibattiti a sinistra sono vertiginosamente scaduti!
    Per forza!
    e citando MArx ci si masturba cerebralmente.
    Qui nessuno lo cita alla bisogna.
    Certo se poi, dopo che si cerca di comprendere la realtà e cosa i documenti ci propongono in termini di prospettive politiche e programmatiche, sempre in riguardo ad un partito che ancora si definisce COMUNISTA (e non è obbligatorio farne parte nè sentirsene ancora parte, questo è chiaro), si scade dicendo che Mussi, D’Alema, GIordano, Ferrero, VENDOLA (visto che era saltata la citazione mi permetto) son tutti uguali, e bè, allora buttiamo una bella tanica di benzina a tutto e a tutti non se ne parla più!
    Manco la miglior tradizione della Democrazia Cristiana, cari compagni!

    Ognuno è libero di votare la mozione che gli pare, ovviamente, ma sentir dire che son tutti uguali mi vien da pensare che Rifondazione non ha nessun futuro con gente così.
    Tutti compresi, dirigenti e militanti che parlano in questi termini.
    Siamo peggio deglla Democraziona Cristiana a far ‘sti discorsi.
    Mi chiedo davvero che senso abbia tutto questo …

    Se si deve salvare un partito si deve salvare l’idea politica e la forza politica di un partito. E non le persone.
    Quelle quando non sono all’altezza di realizzare ciò che hanno firmato, si può sempre scaraventarle dalla finestra, cari compagni!
    Si deve parlare di identità anche se è noioso, perchè appunto, è proprio la noia e il pressappochismo di tutti, dall’alto fino al basso, che ha ridotto Rifondazione in queste condizioni.

    Si deve parlare di identità e non dei nostri dirigenti, che francamente, pessimi per quanto son potuti essere, li preferisco sempre agli altri!
    Fino a prova contraria TUTTI indistinatamente, da Bertinotti a Giordano, a Ferrero a Vendola nonostante le loro contraddizioni ed errori, hanno portato avanti la baracca in un contesto non facile. In passato hanno anche portato qualche milione di consensi tra l’elettorato, forse.
    Mister MUSSi che si da tanto da fare per mantenere il suo sederone al caldo buttandosi da noi che i voti ce li siamo sempre sudati prima di giocarceli alla roulette proprio con lui, oltre che lavorare per un partito fantasma che non è stato MAI pesato al gradimento elettorale, ed oltre ad essere stato il PEGGIO ministro dell’università che l’italia ha avuto da quando si votava per censo, non ha realizzato null’altro nella sua vita di socialdemocratico.

    E mi duole il cuore pensare che un partito che vuole rimanere con il nome e l’identità COMUNISTA prenda in considerazione il raccoglimeto di tutti i rimasugli come può essere un Mussi e un FAva!

    Si abbia la decenza di non chiamare più questo partito con il nome COMUNISTA e lo si scriva nei documenti!
    E così possiamo ragionare e sappiamo chi c’abbiamo di fronte.
    E a questo punto non importa che mi accusate di cossuttanismo.

    E che diamine!

    Vado a continuare a vedere la partita

  24. incazzato Says:

    Lino Tubelli,una faccia un culo…ma francamente cosa cambia?è la condizione contingente che mi descrive,però è legittimo chiedere.
    l’avevo detto espana espana

  25. corsaro Says:

    Mi sono letto le cinque mozioni ieri notte (e già questo meriterebbe un premio); allucinante. Allucinante il linguaggio, il birignao post-comunista, le impalcature sintattiche, l’ingenuità politica. E questo vale per TUTTE le mozioni.
    Ci vuole davvero tanto, tanto cuore e tanta passione per approcciarsi a questo dibattito congressuale. E che vinca il meno peggio.

  26. un compagno di Roma Says:

    d’accordo riga per riga con Maria. Siamo arrivati veramente a un punto limite. Purtroppo è vero anche quello che dice Corsaro.

  27. prcarmerina Says:

    bravo Ramon!

  28. giacomo Says:

    sia il post di ramon sia alcuni interventi – tra i tanti molto interessanti apparsi qui – rilevano finalmente il punto che mi sembra centrale: il governo.
    mi è tornata alla mente l’uscita che fece bertinotti da vespa, quella bruttissima notte delle elezioni, commentando il disastro elettorale: con le lacrime agli occhi si chiedeva cosa altro potesse provare a fare, dopo che con un governo aveva rotto, ed era stato punito, e con l’altro aveva provato a tenere, ed era stato punito ugualmente. davvero, issava visibilmente bandiera bianca.
    quelle scissioni di cui parla ramon non sono poi tanto tattiche come sembrano, proprio perchè il governo non è una questione tattica. Nel terzo millennio, è una questione dirimente, di identità, strategia, o come volete voi. Lo è nel momento in cui la democrazia occidentale scivola sempre più verso la tecnocrazia, gli spazi di manovra si riducono e sembra quasi che l’europa tutta sia costretta in unica strada immodificabile fatta di liberismo e nuovo autoritarismo. In questo momento storico partecipare a un governo significa entrare nel consiglio di amministrazione alle sue regole. cosa rimane di rivoluzionario in un partito che si lancia in questa corsa all’approvazione dei salotti buoni, in questo volersi far riconoscere come “affidabile” (da chi?).
    Io in questo partito non ci sono più. Mi sono iscritto a 15 anni, nel 2001, con Genova in testa. Al congresso di Venezia sostenevo la quarta mozione, ora sto in Sinistra Critica. E’ buffo, ma un po’ amaro al tempo stesso, ritrovare in molte prese di posizione dei compagni della prima mozione quello che noi dicevamo già allora. Che si voleva andare al governo e permearlo, e invece è stato il partito a essere permeato dall’istituzione. La non-violenza, allora non erano in molti a dirlo, un utile spartiacque per distinguere tra i movimenti che ‘permeano’ e quelli che ‘rompono’. Lo stalinismo, li mi viene da ridere: si predicava bene e si razzolava male. Ora quel che resta di rifondazione (poco: per fare un esempio, ora nella mia vecchia città non bastano nemmeno i militanti per autogestire la festa di liberazione, bisogna assumere qualcuno – immigrato – al nero) va a congresso, ma non so come si possa pensare che le due mozioni principali si ritrovino ancora nello stesso partito. I bertinottiani sono partiti sulla strada della governance, la mozione uno forse ha capito un po meglio gli errori commessi. ma aprire una discussione seria sul tema del governo aiuterà a non commetterli ancora. Guardate al pomodoro olandese, va bene, ma date un occhiata ai consensi della Lcr in francia, al progetto del nuovo partito anticapilista.
    comunque in bocca al lupo, vi auguro di uscirne vivi e in forze. e magari quando ci riincontreremo ‘in situazione’ a nessuno verrà in mente di dire, come ha fatto ferrero rispondendomi a un dibattito quest’estate, che la posizione di Turigliatto era semplicemente “da imbecilli”.
    ciao a tutti

  29. Giacomo, speriamo di uscirne vivi e soprattutto speriamo ad una netta affermazione del primo documento,
    altrimenti, come dice Ramon, è moltoi difficile che ci rincontreremo.
    Voi di Sinistra Critica e Ferrando avete fatto quello che avrebbe dovuto fare Rifondazione, cioè tornare tra la gente e radicarsi nel territorio. Voi ci siete riusciti discretamente anche in poco tempo, bisogna ammettere.
    Se Rifondazione ritorna nel tessuto sociale ci rincontreremo, e spero, l’ho detto in altre circostanze qui, che “rientriate alla base”, per ricostrure un vero partito alternativo al capitale.
    Se ci devono essere aperture, quelle devono essere a sinistra, e quindi consentite a voi, non certo a tutte le “tendeze culturali” possibili ed immaginabili presenti nel panorama politico italiano!

    Vedete, un altro dei punti essenziali mancante nel dibattito congressuale è il punto sicurezza (che con Davide in tempi che furono discutemmo e che anche tu, Ramon, hai evaso … ricordi?) cioè come la cultura comunista si deve approcciare a questa grande paura che imperversa nel nostro paese.
    E secondo me quest’approccio dovrebbe riguardare l’adesione alla mitologia giustificativa del privilegio, secondo la quale la minaccia all’ordine ed alla sicurezza sociale deriverebbe sempre dalla povertà, dalla frustrazione e dalla disperazione.
    In realtà il pericolo non deriva dallo scontento, ma dall’entità dei mezzi di cui si dispone per nuocere, cioè:
    il grado di potenza di qualcuno determina anche la misura della sua pericolosità. Non è l’intenzione omicida a spingere a procurarsi un’arma da fuoco, ma è la disponibilità di un’arma da fuoco a far sorgere intenzioni omicide.
    La fiaba mediatica ci narra che se sei povero e disperato diventi facilmente criminale e terrorista. In realtà, se sei povero e disperato, la cosa più probabile è che tu rimanga povero e disperato. Il ricco ha invece i mezzi materiali per diventare criminale e terrorista, e in più ha anche i mezzi materiali per acquistare impunità, consenso, approvazione.
    Bertinotti ultimamente più che essere comunista è stato un umanitario, quindi non ha disdegnato di frequentare anche i ricchi, scoprendo che in fondo sono persone come noi…
    certo, Bertinotti ha ragione: i ricchi non hanno la coda, e non hanno neppure le squame, però Bertinotti dovrebbe anche sapere che, attraverso recenti ed approfondite indagini socio-economiche, si è potuto scoprire che i ricchi hanno i soldi, quindi possiedono giornali, televisioni, catene distributive, cioè possono avere a disposizione un esercito di persone il cui lavoro consiste nel narrare la fiaba che i ricchi hanno sempre ragione, che i ricchi sono delle vittime e degli incompresi, che tutti i problemi derivano dal fatto che i ricchi non hanno abbastanza privilegi, mentre i poveri ne hanno troppi.
    Una persona normale vive costantemente l’esperienza di essere contraddetto, anche se dice cose ovvie, e di essere spesso rimproverato, anche se non ha fatto nulla di male, e ciò perché il contraddire ed il rimproverare i propri simili è uno dei pochi piaceri che i poveri possono concedersi.
    I gruppi privilegiati vivono invece in un mondo che gli racconta sempre e solo la fiaba che vogliono ascoltare, infatti non vengono mai veramente contraddetti, e perciò rappresentano un pericolo, non perché frustrati, ma proprio perché non lo sono. La finta e illusoria immagine della ricchezza soddisfatta ha segnato gravemente la storia del movimento operaio, sino a giungere a Stalin ed alla sua linea di fregare sistematicamente gli alleati a sinistra, pur di trovare la possibilità di accordi con la destra… questa linea continua nell’attuale stalinismo senza comunismo, e senza sinistra, presente nel secondo documento.

    Spero ci incontriamo presto, Giacomo

  30. un compagno di Roma Says:

    Giacomo il tuo intervento mi ha fatto molto piacere. Da esterno riesci a fare un discorso sul rapporto fra mozione 1 e 2 che la 3 e la 4 non sono riuscite a fare dall’interno. Ci reincontreremo sicuramente, forse anche più presto di quanto ci si immagini. Certo un rammarico c’è rispetto a voi: se foste rimasti dentro fino a questo congresso credo che avreste dato un contributo molto importante in questa battaglia

  31. Saluti a tutti, un cenno velocissimo per un caro saluto a Giacomo (sì, ci reincontreremo presto!) e una critica invece a chi pensa che “TUTTE” le mozioni sono “allucinanti” – non mi è mai piaciuta la critica del calderone, “tutti e nessuno”, e la risposta immediata sarebbe: fanne tu una migliore, se ne sei capace…

    I risultati del Congresso di Bruxelles svoltosi ieri sono i seguenti:
    – doc. 1 (Acerbo): 4 voti (40%) – 2 delegati fed.
    – doc. 2 (Vendola): 0 voti (0%)
    – doc. 3 (Bettarello): 6 voti (60%) – 3 delegati fed.
    – doc. 4 (Bellotti): 0 voti (0%)
    – doc. 5 (De Cesaris): 0 voti (0%)
    Presenti e votanti poco meno della metà degli aventi diritto.
    Non è molto ma considerando che divers* compagn* vivono anche a varie decine di chilometri e altri vanno e vengono dall’Italia, non è malaccio. Quello che è malissimo è che dai primi risultati in giro si stanno vedendo Circoli con percentuali di partecipazione bassissime: centinaia o addirittura migliaia di iscritti, e poche decine di votanti. Ancora di più del risultato di questa o quella mozione, mi sembra che sia questo il dato terribile: dove sono i militanti? A chi e come stiamo dando le tessere?

    Saluti comunisti
    Mario

  32. un compagno di Roma Says:

    Mario ciò che sta accadendo è inquietante. D’altro canto credo che a risultati del congresso dati dovremo tutti fare una profonda riflessione. il fatto è che sta cambiando la composizione materiale di questo partito. A Roma qui la mozione 2 ha fatto entrare in forze come cammelli gli iscritti alle associazioni vicine a certi dirigenti. Questo è un punto fondamentale: Rif. si sta trasformando nel partito che più che voler rappresentare e includere i lavoratori fa da spalla istituzionale all’attività delle associazioni. Si tratta di una constatazione e non di un giudizio, quindi prego di non cominciare a far casino

  33. Cari compagni,
    le percentuali di votanti ai congressi di circolo diventano giorno dopo giorno sempre più basse..perchè?Perchè la gente che lavora tutta la settimana il sabato e la domenica preferisce il mare.Le modalità di voto sono sbagliate, impediscono ai lavoratori la partecipazione, ma mentre si scriveva il regolamento a cosa si pensava?

  34. Si Mario quello che tutte le mozioni sono allucinanti è un ritornello, come è un ritornello che questo congresso con le sue regole sia inutile.
    La cosa scandalosa è che queste cose le dicono principalmente coloro che poi sostengono la mozione 2.
    Quando però si tessera tizio o caio che con questo partito non hanno mai avuto a che fare, per provare a vincere il congresso, bene in questi casi il congresso diventa per magia utilissimo e le mozioni diventano per magia interessanti.
    Quando all’improvviso 5 minuti prima del voto ti arrivano 10 persone mai viste, dico mai, che ti ridono in faccia e ti dicono “2”, allora il congresso e le mozioni sono utili, molto utili.
    Quando un compagno per 10 minuti fa un intervento tutto pieno di riferimenti al marxismo e al comunismo e poi alla fine dice “2”, allora i congressi servono eccome se servono………………direi che servono per imbrogliare, confondere e provare cosi a mantenere il controllo.

    ciao,

    Luca

  35. un compagno di Roma Says:

    Luca d’accordo su tutta la linea, ma io vorrei cominciare a capire come usciamo da questa situazione. Comunque vada il congresso noi con questa realtà dovremo farci i conti. Quello che sto dicendo è che secondo me a Chianciano il gruppo dirigente della mozione 1 deve cominciare a proporre una via d’uscita politica. Se no i militanti rimasti se ne andranno alla spicciolata. E questa è la cosa che dobbiamo evitare con tutte le nostre energie.

  36. alessandro Says:

    Con il post precedente non volevo turbare la sensibilità politica di alcuno/a ma solo invitare a fare un ragionamento. Sono d’accordo con giacomo su una cosa, che tra l’altro avevo già affermato, la grande questione politica oggi per Rifondazione è il rifiuto del governo come orizzonte politico strategico per il cambiamento dello stato di cose presente. Detto in soldoni, il nostro partito in due anni di governo prodi è stato affetto da minimalismo teorico e governismo concreto.
    Abbiamo subito!
    Ora davvero invece di interrogarci su quale piattaforma politica, su quale strategia, per contrastare il capitalismo, dobbiamo ridurre il dibattito ad una questione identitaria?
    Ma ci rendiamo conto di cosa è Maastricht, delle direttive liberticide che vengono approvate e poi sistematicamente recepite dai governi?
    Ci rendiamo conto che il potere politico in assoluto è stato svuotato nelle sue funzioni essenziali, a cominciare dall’intervento in economia? La politica non deve intervenire, dice BCE, è sono sempre loro, i padroni di ieri, vestiti con i panni dei padroni di oggi.
    E noi? c’è ne usciamo che l’identità è tutto?…ma per piacere.
    Preciso che non voglio cambiare ne il simbolo ne il nome del mio partito, anche per questo voto mozione 1.
    Ma l’identità comunista la pratico con i senza tetto, con i disoccupati, con i lavoratori in lotta,con i comitati locali in difesa della democrazia e dei territori,con i migranti… nel movimento no-global insieme ai gruppi teatrali ed i centri sociali o i collettivi studenteschi…senza dogmatismi ideologici,preconcetti o atteggiamenti tendenti alla religiosità, che tra l’altro marxianamente rifiuto in toto.
    L’identità comunista legata al dissenzo,all’antimilitarismo,alla disobbedienza, con la critica del potere, anche nel partito, francamente io mi sono stufato di un centralismo democratico ,che poi è sempre molto centralista e poco democratico.
    P.S. è la prima volta che vedo una orgogliosa cossuttiana apprezzare sinistra critica e PCL. sarà che un pochino cambiamo tutti? in ogni caso rimane l’atteggiamento del tipo “questo è un partito comunista e non è obbligatorio farne parte” … che somiglia a quel “chi ci sta stà” delle ultime elezioni. Io francamente dico: stiamoci tutti,con le nostre mozioni e i nostri scazzi, ma nessuno ha la patente, l’autorità e l’autorevolezza di indicare la porta ad altri.

  37. federico Says:

    solo per dire che “incazzato” nel primo post ha riassunto molto bene (con qualche passaggio che non condivido ma chi se ne frega dei puntini sulle i!) il pensiero di molti compagni che in questi anni si sono allontanati alla spicciolata da rifondazione.
    Questa è stata la vera scissione. Quella lenta e inesorabile di tanta gente che se n’è andata silenziosamente e singolarmente.
    La vera scissione è stata quello dei delusi, incazzati, umiliaTi da una classe dirigente sempre uguale a sè stessa e incapace di ascoltare. Senza un minimo di coerenza tra il dire e il fare, che usa il termine di innovazione su cose che sono scontate nella pratica quotidiana per la stragrande maggioranza dei compagni di base, specie i più giovani.
    Antistalinisti, non violenti e soprattutto portatori di una critica al potere vera e vissuta ne ho trovati molti di più in tutti questi anni di militanza tra i compagni di base che cucinano le costicine sui forni dopo una giornata di lavoro in fabbrica e che non hanno mai chiesto o voluto niente per sè invece che tra i giordano, vendola, ferrero, fino all’apoteosi del culto della personalità e dei salotti bertinottiani.
    Lo so, è forse retorica del cazzo. “Basismo” di facile presa. dovrei complessizzare. Non dovrei generalizzare e so che avete ragione.
    Ma io questi compagni delle feste, dei volantinaggi, dei sacrifici li amo profondamente e disprezzo, scusatemi la violenza, chi ci ha delusi, resi muti, “annichiliti”.
    E che non hanno avuto il coraggio, lo stomaco e l’onestà intellettuale di andare in pubblico e dire: “compagni non abbiamo capito un cazzo.
    Avanti, ricominciamo. Noi ci saremo ma forse è bene che passiamo la mano”.
    Invece no, tutti subito a dare ricette congressuali. Indicare strade che loro per primi hanno smarrito dentro un bunker chiamato palazzo e quindi potere. E che anche il compagno di base meno addentro riusciva a percepire.
    Vabbé, dovrei scrivere papiri e incazzarmi come “incazzato”. e poi sono cose già dette che hanno stufato…..
    Capisco, bisogna tentare di rrcomporre, ricominciare, ecc.ecc.
    Ma che fatica, compagni, non avere le palle girate!

    Un abbraccio non violento e privo di qualsiasi potere, anche su sè stesso

    Federico

  38. un compagno di Roma Says:

    Alessandro anche con te d’accordo, il punto è che forse la porta ce la indicheranno loro fra un pò, implicitamente o esplicitamente. Finora in forme contraddittorie e persino deboli una zeppa a quel progetto della forza di sinistra senza aggettivi ce l’abbiamo messa. Ma ho l’impressione che non basterà.

  39. un compagno di Roma Says:

    per capirci: il Migliore nel dialogo con Grassi ha cominciato a dire “dopo il congresso sciogliamo le mozioni”. Non so se ci siamo capiti….

  40. D’accordo compagni, d’accordo con tutti,
    nessuno deve dire ad un altro “quella è la porta”.
    Ma tra di noi, però!
    Permettetemi “quella è la porta” mi permetto di dirlo a tuti quelli che in casa ci vogliono fare entrare “altri”. Tutto qua.
    Datemi della cossuttiana. della marxista, della settarista, dite quello che vi pare, ma ricordo a tutti che siamo un partito politico e non un’associazione filantropica.
    Altrimenti ce ne andiamo tutti in africa e in india seguendo le orme di Madre Teresa, e faremo un sacco di bene lo stesso.
    E non dite a me cosa significa stare in mezzo alla gente, ai movimenti e alzarsi su le maniche. Solo che un conto è agire per i nobilissimi fini filantropici, un conto è agire politicamente.
    Quindi non mi stancherò mai, insieme a Ramon, di parlare di indentità.
    Mai!
    Rassegnatevi.
    Tra l’altro non credo di aver mostrato nei miei interventi segni di staticità e fossilizzazione. Semplicemente seguo la logica dell’articolo di Ramon.
    Di innovazione abbiam tutto il tempo di parlare, in questo momento è importante chiarci sull’identità.
    Comunque, proprio perchè ci possiamo anche accapigliare ma siamo sempre tutti compagni, voglio dare gli auguri a Mario.
    Hai fatto un buon lavoro Mario, complimeti, sono contenta per te, lo sai. Possiamo dissentire anche su alcune questioni ma è sempre un piacere discorrere con compagni di livello come te. Un abbraccio.

    ps
    una comunicazine interna. bernardi ho capito perchè non passa più e quindi buon lavoro ale, ma quello che mi preoccupa è ale no-nichi. davvero si avverte il vuoto che hai lasciato ale… senti, lo so che passi di qui, ti mando il mio indirizzo e contattatami per favore. un forte abbraccio
    mariarubini@alice.it

  41. Edoardo Pascarella Says:

    La questione fondamentale che sta al centro del dibattito congressuale, non è certamente il problema di una nostra eventuale partecipazione al Governo come nel Congresso di tre anni fa (siamo ovviamente tutti all’opposizione, pure il PD), ne la necessità un po’ prosaica (ma certamente reale) di controllare le risorse del Partito (che per quanto scarse risulterebbero certo molto utili per qualsiasi progetto che si voglia porre alla sinistra del PD) ma, invece, è la necessità o meno dell’esistenza di un Partito Comunista e, più in generale, la necessità del superamento del capitalismo e quindi, in prospettiva, di una trasformazione in senso rivoluzionario dello stato di cose esistente.
    Il tema non è certo nuovo, anzi è lo stesso che è stato alla base della nascita del PRC solo che oggi si ripropone in forme un po’ meno entusiasmanti ma, forse proprio per questo, ancora più importanti e fondamentali.
    Sul tema si cimentò nel 1993 su “Quaderni Comunisti” (suppl. al numero 9 de “l’Ernesto” di quell’anno) Raul Mordenti.
    L’articolo “A proposito del partito (ovvero: necessità, possibilità e difficoltà della rifondazione comunista)” è interessantissimo e per quanto consideri alcune affermazioni in esso contenute non del tutto condivisibili mi permetto di riportare alcuni passi che trovo di una attualità francamente sconcertante…

    “ LA NECESSITA’ DEL PARTITO

    C’è qui un punto dolente del processo rifondativo che non possiamo nè vogliamo eludere: ci sono oggi settori della sinistra da cui sembra che ci separi proprio il nostro intento di rifondare un partito comunista. Per questi compagni è il concetto stesso di partito comunista ad essere in sè improponibile, se non anche (per alcuni) detestabile.
    Penso che non dobbiamo avere chiusure settarie verso questi compagni, anzi che dobbiamo assumere e interamente fare nostra la verità interna che tale posizione contiene (cioè la critica alle forme storiche che hanno prevalso nella storia dei partiti comunisti); ma al tempo stesso credo che dobbiamo esplicitare il nostro dissenso dalla loro scelta, senza finzioni opportunistiche.
    Non possiamo concederci il lusso di fingere opportunisticamente che la questione del partito sia per noi secondaria (e, come dire? “trattabile”) anche se questo ci portasse a dover pagare un prezzo assai alto, quello di entrare (tatticamente) in conflitto con “Il Manifesto”, questo giornale-partito (così Luigi Vinci lo ha giustamente definito) attualmente contrario all’ipotesi del partito (per suoi motivi del tutto rispettabili).
    Perchè per noi è assolutamente irrinunciabile l’obiettivo di costruire un vero, nuovo partito comunista e non un altro tipo di forma politica “leggera”, polo, centro studi, rete, o comunque lo si voglia chiamare?
    Si potrebbe rispondere: perchè siamo comunisti, cioè perchè facciamo nostri i due elementi che abbiamo poco fa definito fondativi e caratteristici della posizione comunista, l’attualità/necessità della rivoluzione sociale nell’epoca della crisi del capitalismo imperialistico e la necessità di intervenire soggettivamente in tale crisi per evitarne l’esito catastrofico e trasformarla in rivoluzione sociale. Ma, mi rendo conto, questa risposta può facilmente (e forse giustamente) essere tacciata di ideologismo.
    Diremo allora che la necessità del partito deriva per noi direttamente da qualcosa di ancora più essenziale e radicale, cioè dal nostro modo di concepire il classismo, dal nostro voler essere ed essere parte integrante di una classe storicamente determinata, quella degli sfruttati e degli oppressi, che deve divenire pienamente autonoma per potere autogestire la propria liberazione e liberare il mondo (è solo questo, peraltro, ciò che rende per noi la politica degna di essere vissuta, mentre in mancanza di un tale organico riferimento di classe essa sarebbe solo uno squallido mestiere, certo indegno di occupare, e spesso devastare le nostre vite).
    La questione fondamentale è allora la seguente: ogni classe organizza, di necessità, se stessa in modo diverso dalle altre classi, ed i lavoratori, per organizzare se stessi in una classe autonoma, non possono fare a meno di organizzarsi in partito.
    La borghesia, certo, può fare a meno di un proprio partito: essa è già organizzata in quanto classe (e potentemente) dalla produzione capitalistica e dallo Stato che le corrisponde; chi sarebbe tanto ingenuo da pensare che la borghesia italiana affidi la propria organizzazione, che so?, al partito repubblicano e al partito liberale e non invece alla Banca d’Italia, alla Confindustria, al Governo? Per questo, perchè già dispone di un suo sistema produttivo e di un suo Stato, la borghesia può affidare la propria organizzazione di classe alle forme apparentemente “leggere” (ma in realtà ferree) delle massonerie, delle consorterie, dei clubs (tanto cari ad Adornato), delle lobbies; inoltre la borghesia può affidare i suoi “rapporti con le masse”, cioè il compito di orientarle ideologicamente e dirigerle politicamente, ai mass media di cui possiede il monopolio, dai luoghi “alti” e culturalmente egemonici (Repubblica, Corriere della sera, Espresso) agli strumenti più “bassi” e pervasivi (RAI, Berlusconi, settimanali “popolari” e “femminili” a larga diffusione, etc.).
    Nessuna di queste condizioni si dà per il proletariato: se si affida alla spontaneità dei meccanismi della produzione capitalistica e dei suoi apparati, esso ne viene letteralmente distrutto in quanto classe autonoma, poichè proprio quei meccanismi tendono ad isolarlo, dividerlo dai suoi alleati e da se stesso, parcellizzarlo, ridurlo a mera forza-lavoro e consumatore, ad una merce in forma umana consumatrice di altre merci.
    Il proletariato, per esistere come classe autonoma, ha la necessità di smarcarsi dalla spontaneità capitalistica, di affermare la sua differenza antagonista, sia sul terreno ideale e politico sia su quello quotidiano dell’organizzazione e dell’unificazione delle lotte sociali.
    E poichè, come dice Marx, “la teoria diventa una forza materiale non appena conquista le masse”, l’organizzazione dell’autonomia ideale e politica della classe, deve essere necessariamente per noi un luogo stabilmente e capillarmente organizzato, con caratteristiche di massa, capace di sedimentare esperienza, coscienza, identità, in grado di formare continuamente dal basso nuovi quadri dirigenti, di far circolare informazione e cultura, di unificare strategicamente e politicamente i diversi settori e comparti, e, soprattutto, di promuovere conflitto sociale e dirigerlo.
    In una parola: tale organizzazione deve essere necessariamente un partito, un partito di massa, un partito comunista.
    Come si può pensare che tutto questo equivalga alla (pure meritoria) creazione di una rete permanente di dibattito o di iniziativa unitaria fra i diversi soggetti politici e sociali della sinistra? E come si può considerare questo sforzo nostro di costruire un nuovo e vero partito comunista di massa, un’operazione culturalmente più arretrata e conservatrice del tentativo (anch’esso meritorio) di riciclare i duraturi frammenti del ceto politico della sinistra, frantumati dalla sconfitta degli anni ’80?”
    __________________________________________

    Incredibile… è attualissimo!!!

    Costruire un nuovo e vero partito comunista di massa… questo non ha voluto fare (deliberatamente!) il gruppo dirigente capeggiato da Bertinotti (e di cui ha fatto parte anche Mantovani) ritenendolo “un’operazione culturalmente più arretrata e conservatrice del tentativo (anch’esso meritorio) di riciclare i duraturi frammenti del ceto politico della sinistra, frantumati dalla sconfitta degli anni ’80”.
    In questo senso anche quella parte del partito che fino ad ieri ha condiviso la gestione ed il governo del PRC e che schematicamente oggi si riconosce nelle posizioni di Ferrero e Mantovani non ha affatto risolto le ambiguità sul tema. Anche l’articolo di Mantovani è fortemente reticente… o forse più semplicemente, come lui stesso dice, confuso.

  42. rageagainsttheworld Says:

    Caro Ramon, mi è piaciuto molto il tuo articolo, vedo una volontà di innovare senza fare del nuovismo fine a se stesso, ed è quello che mi porta a sostenere la Mozione Acerbo , è interessante la questione del partito sociale, sperando che non diventi lettera morta nel partito come altre innovazioni, come l’apertura ai movimenti , dato che nel caso di scontro tra movimenti e una giunta di CSX piu Rifondazione troppo spesso il Partito ha sostenuto le ragioni istituzionali , dobbiamo ricostruire una socialità nuova ed essere utili ai cittadini come lo era negli USA dei ’70 il BPP
    Occorre recuperare rapporti con le forze vive e interessanti che sono uscite dal nostro partito come Sinistra Critica , Vendola non va in quel senso, a te ho sentito dire che andrebbero recuperati questi compagni, ma per farlo occorre un’autocritica del vecchio gruppo dirigente sulla questione Turigliatto, che col senno di poi è secondo me stato un errore
    mi auspico che tu, Paolo,Maurizio,Giovanni e Claudio facciate questa autocritica sull’espulsione di Franco.

    Aggiungo inoltre che la costituente della sinistra mi preoccupa, mi preoccupa perche stanno fiorendo come funghi nuove costituenti: “di sinistra”,”comunista”, “anticapitalista” ,”comunista rivoluzionaria”

  43. perchè rageagainsttheworld ha il pugno chiuso e noi no?

  44. rageagainsttheworld Says:

    perchè sono un utente registrato wordpress (ho un blog http://rageagainsttheworld.wordpress.com ) e ho come avatar
    il pugno chiuso 😉
    quindi Maria basta registrarsi a wordpress

    Ciao, Saluti a Pugno Chiuso! 😛

  45. MAZINGA Says:

    Bene la riunione di qualche giorno fa
    Il governo del partito sarà Ferrero, Pegolo, Bellotti.
    Finalmente avete capito
    Adesso voterò per la mozione 1

  46. MAZINGA Says:

    Aprire al PDCI
    Sinistra Critica
    Partito Comunista dei Lavoratori
    Opposizione sociale
    è priorità assoluta

  47. working in progress

    🙂

  48. incazzato Says:

    Giac,giusto per farmi un po i cazzi miei,ma perchè non chiami Caselli e la DIA?perchè non denunci con nomi e cognomi?sai comè faccio parte dei comitati antiracket,e coi mafiosi e le ntrine,ma anche col sistema e le suggetà abbiamo a che fare tutti giorni,e nessuno ci guarda le spalle.e di quelli che fanno generiche denunce ci siamo rotti un po le pallequindi con questi argomenti devi essere assai serio e poco fascistello,i comunisti con queste cose non hanno nulla a che vedere,anzi sono morti.lo ricordi Peppino Impastato?lo ricordi Pio la Torre?ecco da meridionale a meridionale,porta rispetto!!!

  49. Militante Says:

    Mazinga, spero che il tuo più che un auspicio si rivelerà una certezza.

    Mi sentirei più garantito in un partito comunista guidato collegialmente dalle tre personalità da te citate: Ferrero per la sua conoscenza del mondo del lavoro e la sua volontà (credo sincera) di fare sintesi; Pegolo (sempre se non se ne va coi dilbertiani) per la sua passione e chiarezza politica; Bellotti, perchè i compagni di FalceMartello non sono i classici trotzkisti settari ma militanti indefessi con molte buone idee come il salario operaio a funzionari e agli eletti, il lavoro sindacale e la posizione inequivoca di antagonismo al PD.

    Se si vincerà INSIEME il congresso, si fermeranno gli invasati vendoliani e si riuscirà a trovare realmente sintesi, Rifondazione comunista potrà gettare le basi politiche per tornare ad essere un partito all’altezza della (difficilissima) situazione.

    Ma, prima di tutto, FERMARE la cricca di Vendola!

  50. Pensavo al primato del potere in PRC sul quale rifletteva la fine dell’articolo di Ramon, e poi queste continue grida d’aiuto provenienti dalla Calabria.
    Senza dubbio la questione è delicata, difficile da comprendere fino in fondo per chi non la vive.
    I nomi che vengono riportati, purtroppo, li conosciamo tutti perchè li troviamo su tutti i quotidiani.
    Tuttavia credo il problema persista ovunuqe sul territorio italico, senza nulla togliere alla gravità e all’esasperazione di situazioni locali. La collusione spesso non è solo mafiosa, ma proviene dai poteri forti politici o imprenditoriali locali.
    Quello che dovrebbe preoccupare un po’ tutti ora, è che dopo aver perso la rappresentanza e quindi il potere in Parlamento non ci rimane che confidare nei posti locali, comuni, provincie, regioni.
    La gestione del PRC “pacifista” e governista porta in sè gli strascichi di tutti i difetti dei partiti borghesi: clientelismo, contrattazione delle poltrone, opportunismo.
    Tutte cose poi che abbiamo visto bene e meglio a livello nazionale.
    Biosogna cambiare modo di fare politica. Siamo un partito comunista non un partito borghese. L’elettorato l’abbiamo tradito anche e soprattutto con questo atteggiamento.
    Bisogna denunciare tutto quello che succede a livello territoriale.
    Bisogna denunciare la distribuzione di favori in base alla convenienza. Anche alla convenienza congressuale.
    Altrimenti non ne verremo mai fuori da questa situazione allucinanate in cui la nefasta scelta politica di questi ultimi anni ci ha condotto…

  51. un compagno di Roma Says:

    ha ragione Militante, serve la massima unità d’azione adesso fra tutte le mozioni non vendoliane. I dissensi sulle prospettive di fondo non devono essere d’ostacolo alla realizzazione di questa cosa oggi essenziale. Su questo io penso che noi tutti “dal basso” ci dovremmo attivare.

  52. federico Says:

    per i dati vi consiglio il sito di falce e martello. sempre aggiornato e almeno imparziale rispetto ai 2 grandi contendenti….ciao.F

  53. Trioveremo una sintesi e i vendoliani saranno costretti a “ragionare”.
    Altrimenti si prenderanno loro la responsabilità di spaccare Rifondazione, mandare in frantumi per la seconda volta ciò che ne era di un partito comunista e farci assistere alla storia che tragicamente e stupidamente si ripete.
    In questo caso se le assumeranno loro tutte responsabilità davanti al Partito, ai militanti, agli elettori e a tutto il Paese che ci sta a guardare ormai indifferente e nauseato …
    Federico diceva che è impossibile non avere le palle girate a stare ancora qui a lottare per gli ideali.
    Federico, hai ragione da vendere …

  54. Pino da Roma Says:

    Ragazzi, ma chi è il proprietario di Rifondazione? A sentirvi tutti sembrate molto disorientati e molto dubbiosi.
    Possibile che nessun dirigente (compreso Ramon) non raccolga queste sensazioni, possibile che Vendola non legge questo blog e non comprenda le angosce di noi tutti?
    Non ci credo! Anzi sono convinto che i “nostri” cari dirigenti sono alla ricerca di una nuova consacrazione alla rappresentanza di quanti ancora si professano comunisti.
    A me sembra una nuova partita, proprio come quella delle politiche.
    Sono convinto che la partecipazione sia un fastidio a chiunque raggiunga una carica istutuzionale, mentre per tutti noi è il valore principale della sinistra. Per noi comunisti è addirittura indispensabile e fondamentale per qualsiasi impegno, anche solo per l’alzata di mano.
    Se questo è vero! Allora Rifondazione è nostra e nessun congresso può passare oltre o chiuderla, comunque vada il congresso dovranno fare i conti con la nostra partecipazione.
    Regole che non tengono conto di un valore così importante per i comunisti non possono essere tollerate da chi si sente all’interno di questo partito.
    Ci vuole una dirigenza che abbia ben chiaro questo concetto e che nel metodo che applica nelle decisioni politiche ne dia evidenza.
    Insomma bisogna ricordare a questi dirigenti che non sono il PD, loro la base non possono dimenticarla, non possono indire primarie, non possono presentare documenti da votare per decidere chi sta dentro o fuori, non possono buttare fuori dal partito gli iscritti a cuor leggero, non possono dirigere il partito come se fosse un’azienda calando decisioni dall’alto.
    Loro devono ascoltare noi!
    Saluti comunisti
    Pino

  55. No Pino, ti stai sbagliando,
    Non siamo nè disorientati nè dubbiosi.
    Siamo consapevoli. E credo che lo siano anche i nostri dirigenti.
    Che stai tranquillo, passano tutti di qua.
    Dopo il congresso NULLA potrà essere più come prima, stai tranquillo.
    Lo sanno loro e lo sappiamo noi… visto che dopo 60 anni sono riusciti a farci catapultare fuori dal Parlamento.
    Solo che cerchiamo di stare calmi.
    Cerchiamo di ragionare.
    Con fatica
    Facciamo training autogeno.
    Ma vedrai Pino, vedrai che TUTTI, se non saranno più all’altezza di essere dirigenti di un partito che democraticamente deve dare ascolto alla base, faranno una brutta fine.
    Ma non per mano elettorale, ma per mano nostra.
    Prima che ce lo distruggano loro il partito, tranquillo ce lo distruggiamo noi per mano nostra almeno ci sfoghiamo e ci togliamo una soddisfazione.
    Facciamo la rivoluzione all’interno, da bravi comunisti, e andasse a farsi fottere la non violenza!
    Ricacciamo fuori i vecchi slogan, e via!
    – fare la rivoluzione
    – abbattere lo stato e il capitale
    – abolire il lavoro salariato
    – con-dividere autogestione
    – con-vivere per vivere

    ogni altra ipotesi è riformista

    🙂
    scherziamo và, che è meglio …

  56. corsaro Says:

    Poiché la mozione vendola si appresta a vincere il congresso, e poiché tale ipotesi sembra provocare veri e propri moti di rabbia-disperazione-apoplessia, qual è la soluzione per tenere unita la baracca? Lo dico senza malizia, visto che il quadro inizia ad essere davvero preoccuppante

  57. senza malizia. è più probalibile che un cammello passi per la cruna di un ago che la mozione 2 con tutte le truppe cammellate passi al più del 50%. quindi il problema non sussiste

  58. corsaro Says:

    Staremo a vedere, intanto, magari se si evitano psicodrammi, processi-farsa, e faide incrociate il clima diventa più vivibile. Se vuoi lasciamo stare le mozioni -elementi cartacei “sui generis” scritti peraltro in un birignao indigesto e degne di un’associazione di poesia futurista di provincia (a proposito: ma la politica estera? del tutto assente!)- con queste premesse l’epilogo appare inevitabile: la scissione dell’atomo

  59. un compagno di Roma Says:

    è qualche giorno che cerco di dire la stessa cosa di Corsaro. Qui, visto come si sta mettendo la situazione, bisogna che il gruppo dirigente della mozione 1 cominci a elaborare una proposta alla maggioranza reale del partito anche per il dopo congresso

  60. Da un lato una sinistra (antagonista? alternativa?) impotente afflitta dalla sindrome di Marchais che non si è ritirato a vita privata prima di aver portato a termine il compito che si era prefisso, cioè distruggere il Partito comunista francese,
    e che continua a dividersi (solo nel nostro Partito dove siamo rimasti in tre, ci sono 5 mozioni congressuali) aggiornata evidentemente, con le più avanzate teorie scientifiche per cui anche l’atomo si può dividere

    Caro corsaro e caro compagno di roma,
    questo l’ho scritto io il 17, cioè più di qualche giorno fa,
    cioè da quando insistentemente il MOVIMENTO di SD attraverso illustri rappresentanti ha espresso chiaramente il desiderio di scissione dell’atomo di PRC. Lo chiamo MOVIMENTO quello di DS perchè è stato anche definito così, dicendo che non è un partito e quindi la tessera di Rif si può fare.

    SENZA PAROLE

    Trainig autogeno…

    Respiro profondo: dunque, Occhetto lo ha detto chiaramente a Vendola. Siamo al 1991. La storia si ripete. La quarta?quinta?sesta?settima via sarà: Occhetto-Vendola-Fava-Veltroni.
    Ora, caro corsaro, la farsa continua fino a luglio per forza, nei documenti non manca solo il riferimento di politica estera, ne mancano assai di riferimenti, dalla sicurezza (motivo di vittoria elettorale della destra) alla gestione di Liberazione, per esempio, che anche quello non è problema da poco. E varie ed eventuali.
    Tu segna, scrivi, che dopo luglio ne parliamo.
    Il gruppo della mozione 1 deve PER FORZA elaborare una proposta alla maggioranza reale anche per dopo. Sono sicura che rientra nelle priorità dei dirigenti della mozione 1.

    Vero RAMOOOON?????

  61. corsaro Says:

    Cara maria non capisco cosa dovrei “segnare o scrivere” per poi “riparlarne dopo il congresso”?
    Non mi è chiaro neanche il riferimento alla problematica “gestione di liberazione” . Sulla sicurezza mi piacerebbe approfondire di più. Non sono convinto che la destra abbia dilagato unicamente grazie alla sua propaganda securitaria e para xenofoba (i reati contro la persona sono diminuiti negli ultimi 10 anni: fonte Istat). E non credo che la sinistra (o quel che ne resta) debba “accettare la sfida” della sicurezza: lo ha già fatto il Pd.
    saluti

  62. un compagno di Roma Says:

    Maria, purtroppo sono pessimista: non credo che si avrà il coraggio di far valere politicamente il fatto che la maggioranza reale – e sottolineo reale, non quella legale ottenuta con i 9000 voti calabresi – del partito sta scegliendo una certa direzione. La mia paura è che prevalgano i soliti equilibrismi, tatticismi, e non si capisca appieno la posta in gioco. Io su questo vedo necessaria una iniziativa dal basso, dall’estenuata “base”.

  63. MAZINGA Says:

    Anche se Vendola avesse la maggioranza relativa
    Significa che la maggioranza assoluta è contro di lui
    Si può fare opposizione anche col 45%

  64. Pienamente d’accordo con Militante e gli altri che l’hanno detto: è necessario che dopo il congresso ci sia una gestione unitaria da parte di chi ha chiaro che Rifondazione non solo non si scioglie, ma non diventerà mai un qualcosa di “sinistra senza aggettivi” e resterà orgogliosamente comunista. Di un comunismo rifondato, non settario, ok ok ok ma COMUNISTA eccheccazzo. E a chi non piaccia, che faccia pure un’altra cosa ma non rompa gli altri e tanto meno cerchi di appropriarsi di nome, simbolo e risorse umane morali e materiali…
    Quindi ben venga il lavoro congiunto Ferrero-Pegolo-Bellotti e rispettivi gruppi di riferimento. Nel nostro piccolo anche qui a Bruxelles lo facciamo: ci siamo divisi quasi a metà tra doc. 1 e doc. 3 ma sappiamo chiarissimamente chi è il vero “”””avversario”””” – tra molte virgolette perchè stiamo sempre parlando di compagni, il vero avversario sono i fasciomafiosi del governo – il vero “”””avversario”””” dicevo è chi vuole superare il Partito verso un qualcosa non più comunista, quindi noi che siamo contrari a simile aberrazione dobbiamo lavorare insieme. Da compagni, da comunisti.
    Salutoni e specialmente a Maria che ringrazio per le sue belle parole (hai una birrona belga di quelle bbbuone invitata se passi per caso da queste parti ;-)))

    M.

  65. MAZINGA Says:

    Mozione I + Mozione III + Mozione IV + Mozione V
    mi pare facciano più o meno il 65%.
    Credo che sia una maggioranza sufficiente per governare

  66. Militante Says:

    Sì però consiglio un minimo di cautela: 1 perchè il congresso non è neanche ad 1/3 ed è presto per delineare risultati (in un senso o nell’altro), 2 perchè c’è sempre il rischio -lungi da noi- dell’inciucio. La V mozione tra l’altro è una specie di mozione divetta di Vendola.

    Quindi, facciamo un congresso di idee e di passione, in cui si confrontano non persone ma proposte. A un tempo facciamo pressione sui dirigenti delle mozioni (che “dovrebbero” essere alleate) perchè si preparino al peggio e siano pronte già da ora a cogestire il partito o fare un’opposizione ferrea e senza compromessi coi liquidazionisti.

  67. Esatto Mazinga.

    Però, alleggeriamo un po’ la tensione compagni, dài.
    Rilassiamoci un po’…

    Hai ragione Mazinga: I + III + IV + V.
    Non sappiamo poi precisamente cosa succederà, ma di certo se da Ferrero-Pegolo-Bellotti-De Cesaris ci facciamo dare i numeri durante il congresso e ce li giochiamo a ruota secca a Firenze, la quaterna esce sicuro. E magari diventiamo tutti ricchi e di conseguenza conservatori, e non abbiam più bisogno di loro
    🙂

    Compagno di Roma, tranquillizzati, la mozione 1 ci da la possibilità di poter governare unitariamente, non credo ci saranno troppe sofisticatezze tattiche per far prevalere gli equilibri. La posta in gioco, come dici tu, è alta. I vendoliani saranno costretti a “ragionare”. Almeno speriamo, ce lo auspichiamo tutti, perchè nessuno vuole la spaccatura.

    Grazie Mario per l’invito, non mancherò se passo da quelle parti. E hai ragione, dobbiamo lavorare insieme, però ricordati che anche nella tua mozione si prospetta la costituente, diversa nella sotanza politica, ma la conseguenza è sempre un’emoraggia di Rif, quindi attenzione.
    Si è ripetuto tante volte, Rif deve essere aperta a tutti anche al Pdci, ma son loro che devono tornare a casa e non uscircenene noi. Tu lavora in questo senso, cerca di fare apostolato nel Pdci e convincili, hai visto mai? Bisogna fare un lavoro capillare e opera di convincimento ad uno ad uno. Mi raccomando, quando arrivi a Marco Rizzo non insistere, come obbietta digli che c’ha ragione e passa oltre … 🙂
    scherzo scherzo, lo sai, l’ho difeso più volte Marco. Più che altro perchè è unico. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

    scusate la leggerezza, ma davvero l’aria sta diventado troppo pesante… rilassiamci un po’ se no fino a luglio non ci bastano manco le gocce di coramina

  68. Ciao Maria,
    un’emorragia da Rifondazione ci sarebbe solo se i nostri bravi compagni del doc. 2 dovessero riuscire a far vincere le loro tesi, direttamente con la maggioranza dei voti congressuali o indirettamente con un accordo con i compagni del doc. 1 (realisticamente parlando, purtroppo esistono entrambe queste possibilità: spero tanto che la realtà e l’intelligenza e il buon senso dei compagni possa scongiurarle entrambe).
    “Apostolato”, ufff, mi suona malissimo come parola 😉 comunque qui ci sono compagni comunisti molto intelligenti e capaci con i quali lavoriamo già da un po’, quindi no problem. Il buon Marco Rizzo, dai non è così terribile, anzi… spesso ha il pregio di dire le cose come stanno e non in politichese, e di questi tempi non è poco.
    Salutoni, e che ci accompagni la leggerezza nelle discussioni e la fermezza nelle decisioni!
    (libera reinterpretazione della concezione leninista del Partito: “libertà di discussione, unità di azione”)
    M.

  69. Condivido pienamente l’analisi di Ramon. La critica al potere vuol dire mettere in discussione anche i metodi antidemocratici interni agli stessi partiti Comunisti, tra cui il nostro, Rifondazione. Il Prc ha avuto il merito di porre come scelta strategica l’antistalinismo, proprio come critica a un metodo profondamente antidemocratico. Ma se lo stalinismo l’abbiamo cacciato dalla porta, spesso e volentieri l’abbiamo fatto rientrare dalla finestra, attuando, come è avvenuto nel Prc, metodi antidemocratici e maggioritari, che hanno escluso di fatto le minoranze e coloro che ponevano critiche alla gestione e alla linea del partito. Ma anche quella mancanza di democrazia che in questi anni ha portato a prendere decisioni importanti al di fuori dei consessi democratici che il partito si è dato.
    Per questi ed altri motivi ho deciso di sottoscrivere la mozione n. 1 (Acerbo), in quanto credo all’assoluta necessità che il Prc vada avanti e in un certo senso si rifondi un’altra volta, per far si che la svolta strategica e culturale uscita dal congresso di Rimini non rimanga solo sulla carta ma diventi pratica quotidiana del nostro agire da Comunisti libertari del XXI secolo.
    Saluti Comunisti.

    Marco Sironi (Bergamo)

  70. E’ un poco che non scrivo e dopo aver letto tanta passione mi è venuta voglia di dire la mia. Ho seguito il vostro congresso con curiosità non so chi lo vincerà ma credo che questo sia un dato secondario rispetto agli scenari futuri. Intendiamoci il liquidazionismo bertinottiano e vendoliano sono una sciagura ma non solo per il PRC ma per il movimento in generale. Tuttavia credo che le emozioni siano più importanti delle mozioni e che le energie sono al di la di una tesi o di un partito. Le energie sono tra la nostra gente che seppure frustrata, sconcertata, confusa prima o poi riprenderà a lottare.
    Volevo fare alcune considerazioni 1) E’ mai possibile ogni volta che si parla della francia si piange per il PCF al 1% e non ci si rende conto che c’è una LCR oltre il 11% ma del togliattismo, come impostazione mentale, quando ce ne sbarazziamo? 2) Io credo che in questa fase storica le forze politiche del cambiamento subiranno altre sconfitte ed è inevitabile che ci siano scomposizioni e ricomposizioni l’importante è non demoralizzarsi e avere bene chiaro di stare dalla parte opposta a quella dei padroni 3) O si sta con i movimenti o si sta con il PD perchè non può nevicare il 15 d’agosto almeno in Italia 4) E’ giunto il momento di rimettere al centro della discussione la questione del socialismo e guardate quando parlo di socialismo non penso a qualcosa dei secoli scorsi, di scritto, di deciso ma a qualcosa del futuro, da inventare, scoprire, costruire assieme.
    Comunque la strada è lunga e non è affatto facile. Un abbraccio a Ramon e grazie per questo blog uno strumento prezioso per tutti i compagni del prc e non.

  71. Scusa Mario, forse mi sbaglio, ma in un certo senso mi sento presa in causa in riguardo alla citazione del PCF (credo di averlo tirato in ballo solo io…)
    nel senso che mi va bene anche essere tacciata di togliattismo, tanto una più una meno che vuoi che sia … 🙂
    scherzo, è che tu dici delle cose giustissime, bisogna guardare al futuro, al nuovo socialismo, ai nuovi processi in atto, compresi quelli dell’America Latina secondo me, che anche se si configurano in un contesto differente dal nostro, sono degni di essere studiati.
    Tutto quello che dici è giusto.
    Non mi trovi d’accordo sulle composizioni e ricomposizioni e che bisogna stare dalla parte opposta da quella dei padroni. Non basta secondo me, non basta. L’ho detto varie volte.
    IO credo ancora in Rifondazione, e più leggo certe cose e più me ne convinco.

    Ieri leggevo la lettera scritta da Sinistra Critica in riguardo al nostro congresso. Bella, nel senso che più o meno verte tutta sul “l’avevamo detto noi”. E si sapeva. Però vedi, condivisibile tutto, ma la fine è stata per me come un piccola pugnalata. Ti riportola parte finale.

    “C’è bisogno di una pratica sociale condivisa, di esperienze sul campo che, sole, possono ricostruire fiducia reciproca e legami forti. E c’è bisogno di condividere un orizzonte comune, per noi l’anticapitalismo cioè la trasformazione di questa società e l’incompatibilità con i suoi agenti anche nella sinistra. Un orizzonte che ha bisogno di essere declinato, immaginato e spiegato, rendendo evidente i cardini e le potenzialità di “un altro mondo possibile”. Insomma, c’è bisogno di una vera rifondazione. Quella cominciata 17 anni fa è morta. ”

    NON SE NE PARLA PROPRIO!!
    NON E’ MORTO UN CAVOLO DI NIENTE!

  72. giacomo Says:

    scusate, ho perso un po l’evolvers del dibattito e non ho letto tutti i commenti. volevo solo dire una cosa a maria sul ‘reincontrarsi’.
    per come lo intendo io sarà un reincontrarsi nei movimenti, nella società: nel mondo reale delle mobilitazioni da costruire.
    rientrare alla base non esiste, perchè semplicemente quella base non c’è più.
    una storia si è chiusa compagni. rifondazione è morta, serve una ‘rifondazione’.

  73. Scusa Mario, forse mi sbaglio, ma in un certo senso mi sento presa in causa in riguardo alla citazione del PCF (credo di averlo tirato in ballo solo io…)
    nel senso che mi va bene anche essere tacciata di togliattismo, tanto una più una meno che vuoi che sia … 🙂
    scherzo, è che tu dici delle cose giustissime, bisogna guardare al futuro, al nuovo socialismo, ai nuovi processi in atto, compresi quelli dell’America Latina secondo me, che anche se si configurano in un contesto differente dal nostro, sono degni di essere studiati.
    Tutto quello che dici è giusto.
    Non mi trovi d’accordo sulle composizioni e ricomposizioni e che l’importante è stare dalla parte opposta da quella dei padroni. Non basta secondo me, non basta. L’ho detto varie volte.
    Io credo ancora in Rifondazione, e più leggo certe cose e più me ne convinco.

    Ieri leggevo la lettera scritta da Sinistra Critica in riguardo al nostro congresso. Bella, nel senso che più o meno verte tutta su “l’avevamo detto noi”. E si sapeva. Però vedi, condivisibile tutto, ma la fine è stata per me come un piccola pugnalata.
    Ti riportola parte finale.

    “C’è bisogno di una pratica sociale condivisa, di esperienze sul campo che, sole, possono ricostruire fiducia reciproca e legami forti. E c’è bisogno di condividere un orizzonte comune, per noi l’anticapitalismo cioè la trasformazione di questa società e l’incompatibilità con i suoi agenti anche nella sinistra. Un orizzonte che ha bisogno di essere declinato, immaginato e spiegato, rendendo evidente i cardini e le potenzialità di “un altro mondo possibile”. Insomma, c’è bisogno di una vera rifondazione. Quella cominciata 17 anni fa è morta. ”

    NON SE NE PARLA PROPRIO!!

    NON E’ MORTO UN CAVOLO DI NIENTE!

    questo che sia chiaro A TUTTI

    😉

  74. giacomo ti leggo adesso
    sarà stata telepatia ma la mia risposta ti è arrivata ancor prima di leggere il tuo intervento

    Ramon, che dici, posso provare a far la maga?

    🙂

  75. MAZINGA Says:

    Mario ha ragione.
    Il socialismo ci aspetta.
    Mai più moderatismo.
    Nessun accordo col PD.
    Voglio un terzo polo anticapitalista.

  76. Intanto che aspettiamo il messia a luglio, ogni giorno fuori da questo blog accadono cose sempre più raccapriccianti.
    Oggi voglio condividere con voi questo sfogo che va al di là del benedetto congresso, e che speriamo arrivi e finisca presto e ci si dia una mossa perchè la situazione nel Paese precipita.
    E il bello è che a tante persone non gliene frega un tubo.

    Sembra una cosa normale, come già sembrava normale il “censimento” fatto agli ebrei dai nazisti svariate decine di anni fa. Come si può anche solo immaginare che un provvedimento rivolto solo ad una razza non sia una legge razziale. Perchè invece lo è, eccome se lo è.

    DOVE SONO tutti gli antifascisti e le antifasciste che dovrebbero occupare strade, aule di amministrazioni locali, regionali, nazionali.

    DOVE SONO tutte quelle persone indignate che storcono il naso mentre si sta parlando della vita di centinaia di persone, bambini compresi, e ancora sono troppo preoccupati di non mettersi contro l’elettorato per riuscire a fare un solo vero gesto di opposizione coraggiosa.

    MA COSA CE NE FREGA dei “non si fa” di quel bambino viziato di un Veltroni che muove il suo indice così come gli hanno insegnato dalle suore per ammonire questi fascistucci biricchini che vogliono sterminare una intera etnia.

    MA COSA CE NE FREGA dei toni blandi, della serie “siamo in democrazia”, rivolti ad un governo di delinquenti e mentecatti dal quoziente intellettivo che al massimo segna un “4 meno meno”, giusto per essere buona.

    Ma come può venire in mente a qualcuno di schedare in maniera preventiva dei bambini. Fate come se fossero i vostri figli… Come se venisse qualcuno di notte a rastrellare il vostro quartiere, così come è stato fatto nei campi rom “per incastrare i clandestini”, e poi venisse schedata tutta la famiglia e infine anche i bambini tutti in fila, con quelle manine piccole tutte imbrattate di inchiostro, afferrate da uomini grandi e grossi che magari usano parole rassicuranti o invece finiscono per sgridarli se sono spaventati e piangono.

    LEGHISTI DEL CAVOLO, FASCISTI DI MERDA
    ma come vi viene in mente di fare una cosa così oscena. In nome della sicurezza? Ma la sicurezza di chi? E la sicurezza di questi bambini? Chi mai risolverà loro il trauma di essere trattati da diversi, additati da ladri e delinquenti prima ancora di varcare la soglia di una scuola, prima ancora di iniziare a progettare il futuro? Chi mai restituirà loro la possibilità di costruire la propria esistenza ripulita da questo marchio infame? Chi. Perchè non schedare allora anche i figli dei mafiosi, dei camorristi, dei delinquenti che siedono in parlamento. Perchè non schedare tutti i nostri figli. Forse che noi ai bambini abbiamo risparmiato offese e dispiaceri? Forse che non li abbiamo uccisi, mutilati, fatti prostituire, mandati a spacciare, uccidere, scippare. Forse che non li abbiamo picchiati tanto da farci odiare a vita? Forse che non li abbiamo trattati da oggetti, come con le donne, come con tutto ciò che pensiamo sia una nostra proprietà? Come si può inserire in un provvedimento sulla sicurezza un articoletto che decide della vita di questi bambini, per toglierli ai genitori e regalarli a famigliole bianche e borghesi? Non esiste forse già tutto un diritto in difesa dei minori che dice sommariamente le stesse cose senza però citare la razza? Come mai c’e’ bisogno di rafforzare o accelerare procedure nei confronti dei rom, come se loro fossero le persone peggiori del mondo, come se fossero tutti pessimi genitori, come se fossero bestie da buttare via, in mezzo a quella stessa immondizia che non sappiamo neppure dove andare ad ammassare.

    Abbiamo un gran problema in Italia. Siamo diventati indifferenti. Non c’e’ nessuno che si immola per questa causa. Nessuno che urla un po’ di disprezzo per gente tanto abietta da prendersela con chi è più debole. Abbiamo un problema che si unisce a tanti altri problemi e per nessuno di questi pare esserci una soluzione. Come se in fondo questi Rom stessero un po’ sulle PALLE A TUTTI.

    LO CAPIAMO O NO che stanno piazzando gli eserciti nelle città per fermare le lotte contro la tav, contro gli immondezzai del napoletano, per fermare le manifestazioni di protesta?

    LO CAPIAMO O NO che stanno istituendo e rafforzando tanti di quegli strumenti repressivi che non potremo più fiatare, qualsiasi cosa accada?

    LO CAPIAMO O NO che ci stanno prendendo tutti PER IL CULO e che ci nascondono persino le notizie, come quella di un operaio romeno morto ieri sul posto di lavoro per mancanza di quelle misure di sicurezza che ancora non si decidono a far adottare?

    LO CAPIAMO O NO che ci stanno instillando goccia per goccia la paura del diverso a tal punto da lasciarci ritenere che sia normale prendersela persino con i bambini?

    Ma quando è successo che siamo diventati così disumani. Quando è successo che l’italia è diventata così nazista. Facciamo qualcosa, fate qualcosa, prima che sia troppo tardi. Altrimenti, se qualcuno ci legge, da qualunque altra parte del mondo, vi prego:

    SIAMO SOTTO ASSEDIO DEI FASCISTI
    VENITECI A LIBERARE!

  77. incazzato Says:

    Brava Maria

  78. Pino da Roma Says:

    Mi associo al “BRAVA”, Maria mi togli le parole di bocca, proprio come un bravo dirigente di Partito. ECCO cosa devono fare i dirigenti toglierci le parole dalla bocca, non prendere il nostro posto.
    Grazie Maria

  79. Uno strano errore è stato commesso e ripetuto dai diversi schieramenti che, nel corso di 15 anni, si sono opposti, spesso con tollerante mitezza all’impero di Berlusconi (nel senso di tutti i soldi e tutte le televisioni con cui fa politica). È stato l’errore di dire e pensare che Roberto Maroni fosse il più umano e normale dei leghisti, niente a che fare con vergognose figure come Borghezio e Gentilini.
    Un errore grande. Non c’è alcuna differenza fra Maroni e Borghezio o Gentilini. Il ministro degli Interni di un Paese democratico che ordina di prendere le impronte digitali di migliaia di bambini italiani o ospiti dell’Italia, solo perché quei bambini sono Rom, è fuori dalla nostra storia di paese libero. È estraneo allo spirito e alla lettera della nostra Costituzione, è ignaro del fascismo da cui ci siamo liberati e di cui ricordiamo con disgusto, fra i delitti più gravi, l’espulsione dei bambini italiani ebrei dalle scuole italiane.
    È stato uno dei peggiori delitti perché quella umiliazione spaventosa a cui sono stati sottoposti i più piccoli fra i nostri concittadini ebrei, alla fine ha generato lo sterminio. Il ministro degli Interni non è così giovane e così ignaro, per quanto la sua formazione sia immersa nella barbara e claustrofobica visione
    Il ministro dell’Interno sa, e non può fingere di non sapere che obbligare i bambini di un gruppo etnico (molti radicati in Italia da decenni, alcuni da secoli) alle impronte digitali vuol dire lacerare la nostra vita, spaccare e isolare dal resto del Paese una parte di coloro che vivono e abitano con noi. Vuol dire indicare a tanti, che hanno più o meno la sensibilità morale del ministro, “gli zingari” compresi “i bambini zingari” come estranei, reietti e degni di espulsione. Chi è indicato come “da escludere” diventa per forza qualcuno da perseguitare.
    Si noti un particolare davvero disgustoso e non accettabile: l’impronta verrà presa prima di tutto e più facilmente ai bambini che vanno a scuola e verranno che marchiati di fronte ai compagni. E sarà una umiliazione grave per la Polizia italiana. L’ideologia conta poco e nessuno, salvo xenofobia e razzismo, conosce uno straccio di ideologia della Lega. Ma la decisione di sottoporre i bambini di un gruppo selezionato come nemico all’umiliazione delle impronte digitali è una decisione fascista.
    Mi impegno a tentare con le mie prerogative di parlamentare di impedirlo. Chiedo ai colleghi Deputati e Senatori che si riconoscono nella Costituzione di volersi unire per difendere i bambini Rom, l’onore della nostra Polizia, ciò che resta della nostra civiltà democratica.
    (Furio Colombo)

    In confidenza Ramon e voi tutti compagn*
    Il mio sfogo di ieri aveva un senso e vi spiego.
    Sapete tutti quanto mi adopero per sostenere il documento 1. Quando è arrivato questa freddura di Maroni, francamente mi sarei aspettata una presa di posizione secca da parte dei nostri dirigenti, minimo un’invito alla mobilitazione. Minimo.
    Invece leggo che i nostri dirigenti per tutta risposta propongono l’iniziativa di metterci tutti in fila per farci schedare pure noi ….
    E mi sento un po’ coglionata, scusate.
    Più che altro perchè ci stiamo battendo per mantenere l’identità comunista, che fino a prova contraria è viva e presente nei conflitti e nelle lotte di liberazione. Andiamo in America Latina, andiamo ovunque, poi ce l’abbiamo qua e tutto scorre come se niente fosse e ci facciamo pure le battutine… “facciamoci prendere le impronte pure noi” … ah ah ah … che ridere …
    E intanto i fascisti ci fascistizzano.
    Allucinante.
    Poi giunge la notizia della bocciatura dell’Unione Europea a ste benedette impronte, e i dirigenti si ridanno un tono e minacciano tutte le mobilitazioni del mondo insieme ai cittadini italiani.
    Ora, dato che è intervenuta l’Unione Europea vorrei capire che valore hanno le tue mobilitazioni, caro dirigente.
    Poi vorrei capire un’altra cosa, visto che prima si dice una cosa e poi un’altra.

    Ramon, con tutto l’affetto che nutro per te lo sai, e lo so che tu non c’entri niente, ma questa non me la posso proprio tenere dentro: ma cos’è?

    è schizofrenia?
    o “tattica”?
    o qualcuno ci sta prendendo per il culo?

  80. Grandissima Maria – a questo punto le birre diventano due 🙂
    No, battute sceme a parte. La situazione si sta facendo gravissima e non possiamo contare solo sulla “vigilanza” dell’Unione Europea. Le compagne e i compagni del Parlamento Europeo – Aita, Catania, Morgantini, Musacchio, Agnoletto – hanno sottoscritto una dura presa di posizione e un’interrogazione urgente alla Commissione contro l’idea NAZIFASCISTA di schedare i Rom “perchè sì” ma in effetti ci vogliono molte più prese di posizione e più forti, a cominciare dai dirigenti del nostro Partito, e non battutine ma, per esempio, ANDARE DIRETTAMENTE CON I ROM quando dovessero arrivare gli schedatori come scudo contro la follia e la prepotenza. Le parole fortissime e sacrosante che ha detto ieri Moni Ovadia e che riporta (solo in parte però) oggi “Liberazione” vogliamo sentirle da tutti noi, con quanta più forza quanto più responsabilitàa nel Partito si abbia. Altro che andare a fare passerella a Chianciano con i sinistrodemocratici o a giocare all’intellettualismo da quattro soldi con il Tronti…
    ALTRO CHE!!!

  81. ho scritto e ripetuto diverse volte che su questo blog non sono tollerati commenti contenenti insulti e accuse personali non verificabili. diffido la persona che ripete sempre lo stesso post cambiando il mittente dal continuare ad inserire commenti che accusano persone di essere mafiose.
    è chiaro?

    ramon mantovani

  82. Militante Says:

    Compagni, non voglio seminare disfattismo ma questi ci stanno soffiando il partito sotto il naso…la domanda forse prematura ma per me stringente è: che fare? dopo il congresso, una convivenza con gente che è pronta a regalare il partito a Mussi e Veltroni (purtroppo è così, li conosciamo troppo bene) almeno da parte mia è impossibile. Non c’è niente, da nessun punto di vista che mi unisce ai vendoliani. Possibile mai che la scelta futura sia tra Vendola o Diliberto?

  83. Hai ragione Militante.
    Tra Vendola e Diliberto ci manca il terzo nome.
    Si è puntato, giustamente, al contenuto politico del documento e non al leader
    Ma ora è arrivato il momento.

    Pino ha detto delle cose giustissime, che la partecipazione per noi comunisti è indispensabile e fondamentale per qualsiasi impegno, anche solo per l’alzata di mano.
    Allora Rifondazione è nostra e nessun congresso può passare oltre o chiuderla, comunque vada il congresso dovranno fare i conti con la nostra partecipazione, dice Pino.

    Son d’accordo.
    Abbiamo bisogno di qualcuno che comunque vadano le cose non si inciuci con i vendoliani con tatticismi da equilibrista.
    Io propongo a questo punto un’azione che parta dalla base.
    Petizione tra coloro che sostengono il documento 1.
    Nome del candidato alla segreteria: Ramon Mantovani

  84. Giovanni ha ragione e concordo col suo post.
    Bisogna combattere una battaglia di trasparenza per verificare la regolarità dei congressi del sud

    trasparenza solo trasparenza

    mimmo

  85. Militante Says:

    sì maria, ma non è questione di leadership. se i vendoliani vincono il congresso col 50,1% faranno come hanno fatto i bettinottiani uniti a venezia: governeranno solo loro! in più c’è il rischio concreto che alcuni del doc. 1 inciucino…e gli garantiscano una maggioranza più larga. questi signori hanno rotto con lo stalinismo in teoria ma lo adottano nella pratica quotidiana, compresi i pacchetti id voti clientelari per prevalere a tutti i costi! Un partito in mano a questi è un partito finito. Il giorno dopo il congresso lanceranno la costituente con Fava, Boselli e chi ci sta. mancano la gran parte dei congressi del sud e lì le percentuali si ribalteranno.

    Io sono orgogliosamente comunuista, voglio sacrificare il mio tempo per un partito comunista, non settario ma neanche ipergovernista come il pdci.
    il problema del che fare me lo pongo fin da ora, e con tutta la stima che posso nutrire per il compagno mantovani, non credo che la proposta di un “anti-segretario” a congresso fatto risolva alcunchè.

    Compagni (di tutte le mozioni), poniamoci il problema del che fare, fin da ora!

    P.S. a quell’imbecille che sbraita come un pazzo contro la mafia: non è che così cambi le sorti del congresso, ci fai fare solo una gran figura di merda!!!

  86. sono reduce da una batosta al mio congresso

    moz 1 2 voti
    moz 2 51 voti
    moz 4 1 voto

    ho presentato un ordine del giorno in cui chidevo che alle prossime elezioni europee ci si presentasse con il nostro simbolo, ………..respinto.
    beh non oso fare commenti dopo aver ascoltato interventi in cui si diceva che nessuno voleva sciogliere il partito, mi sono sentito dire che l’ordine del giorno era inacettabile perchè tra un anno le cose forse sarebbero cambiate.

    Questo è giocare sporco questo è mentire, prima chiedi il voto non dicendo la verita su quello che vuoi fare e poi respingi l’ordine del giorno perchè va contro a quello che vuoi veramente votare.

    complimenti avanti con la nuova sinistra delle menzogne

    Luca

  87. giovanni Says:

    CARO MILITANT

    ANZICHE’ INSULTARE E DARMI DELL’IMBECILLE PERCHè CONTINUI A FARE LO STRUZZO TENENDO LA TESTA SOTTO LA SABBIA PER NON VEDERE IL MARCIO CHE C’E’ DENTRO RIF COM IN CALABRIA?

    GLI INSULTI SONO FACILI LE DENUNCE UN PO’ MENO

    SE TUTTI INIZIASSIMO A INDIGNARCI E A DENUNCIARE LO SCEMPIO DI QUESTO CONGRESSO FORSE CAMBIEREBBE QUALCOSA

    CORAGGIO,CI VUOLE SOLO CORAGGIO

    Giovanni Capocasale

  88. prcarmerina Says:

    Ramon, in Calabria ed in alcuni circoli pugliesi ci sono numeri non credibili.

  89. laura proietto Says:

    In Puglia al Circolo di Bitonto i Vendoliani hanno fatto le tessere anche ai minorenni.
    Perchè ognuna/o di noi non raccoglie testimonianze e dati sull’immondezzaio che sta diventando questo congresso. Si potrebbe anche realizzare un libro bianco.
    Che ne dite?
    laura

  90. Cari compagni, con sta storia della puglia e della calabria avete rotto! La verità e che tutta quella spacchiosità che vi ha contarddistinto qualche tempo fa quando eravate sicuri di vincere ora l’avete perse e cercate come si dice al mio paese la pezza a colore per giustificare la sconfitta verso cui state andando.

  91. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    anche se non rispondi mai so che leggi.
    Ho già verificato che suggerire su questo blog la rilettura ragionata dei cambiamenti in atto non aiuta la riflessione. Però a te dico che quello che emerge spesso dalla lettura di molti interventi delinea una situazione di graveritardo sia politico che organizzativo.Non credo che il problema della sinistraitaliana sia l’accordo tra Vendola,Mussi,Weltroni o chi per esso. Non credo neanche che il vostro congresso possa risolvere il ritardo abissale sulla storiadi questo paese e più in generale del nuovo impero mondiale.
    Credo che sia impossibile pensare ad una sinistra chiusa nelle beghe provinciali e nelle dispute sui dogmi o sull’identità.
    Non vedo nessuna proposta o idea che riesca a motivare uno slancio di
    riorganizzazione in positivo,con proposte avanzate,capaci di descrivere uno scenario credibile di soluzioni alternative.
    Io non so se tu hai proposte o se Ferrero o altri ne abbiano,comunque io
    non ne vedo. Trovo eloquente il fatto che neanche il quotidiano d’area sia
    all’altezza della situazione.Parere personale è veramente un giornale brutto e spesso noioso.
    Per quel che posso azzardare ritengo che una organizzazione che voglia
    influire in qualche modo non possa non porsi come primo obbiettivo una
    dignità di relazione internazionale. Penso che sia ancora più importante della presenza nazionale. L’impero non ha problemi con le realtà nazionali che nulla possono condizionare .
    Anche a West Point hanno ribaltato completamente la formazione dei cadetti cambiando testi e percorso di formazione culturale ( uno dei libri cult è impero di Tony Negri). Sono convinto che il primo grande cambiamento debba essere culturale e spero che questo possa avvenire
    anche se il dubbio è sempre più grande.
    un caro saluto ,viva la vita!

  92. Giovanni il congresso non potrà mai servire a quello che dici tu, perchè è un congresso imbroglio ecco perchè. L’accordo Mussi-Vendola-Veltroni è invece un grosso problema per tutti fa parte dell’imbroglio è il sigillo alla cancellazione di un patrimonio ricco di lotte, di storie di tanti compagni, di lavoro e si anche di legami internazionali e cioè del patrimonio di RIFONDAZIONE COMUNISTA.

    La proposta: continuare la RIFONDAZIONE COMUNISTA
    L’imbroglio: La sinistra di Vemdola, Ochetto, Mussi, D’alema, Veltroni

    ciao,

    Luca

  93. Compagni,
    l’idea di un libro bianco per raccontare “L’IMBROGLIO” è una buona idea
    Ieri al Congresso di Reggio hanno fatto votare scippatori,truffatori e persino gente senza tessera8conl’alibi che era stata smarrita)

    LIBRO BIANCO sui congressi farsa
    ENZO

  94. Cari compagn*
    io credo che se si hanno prove di congressi, in qualsiasi parte d’Italia, che non rispondono alle norme del Regolamento si debbano segnalare agli organismi preposti del Partito.
    Scrivere su questo blog, o sulla rete, di dubbi comportamenti, nome e cognomi, accuse e contraccuse non serve a nessuno se non a creare un clima pesante e ad alzare il livello dello scontro congressuale e di confronto che non è nell’interesse di nessuno. Quindi raccogliamo l’invito di Ramon e cerchiamo di evitare polemiche strumentali o provocazioni di parte.

    Roberto

  95. sasa' cinelli Says:

    Congresso di Belvedere (kr)
    alle 19.30 durante la seconda chiama entrano in sala 15 personaggi mai visti in paese. Alcuni di essi non sono nemmeno provvisti di tessera,altri non in regola con la quota d’iscrizione.
    Il Segretario di Federazione impone con la forza che questi energumeni votino alla faccia delle regole condivise.
    Ovviamente tutti i 15 personaggi votano contatti e sotto dettatura per la II mozione.
    Sono d’accordo con ki mi ha preceduto:raccogliamo tutte queste notizie e mandiamole aki di dovere

    sasa’

  96. alessia Says:

    sono arrabbiata..tantissimo
    leggo Liberazione in cui si parla di brogli nel Congresso di castellammare;leggo questo blog e di tutte le denunce di melma che sommerge i congressi specie calabresi.
    non andro’ avo tare tanto respingo questo modo,tutto democristiano, di fare congressi

    ai posteri l’ardua sentenza…alessia

  97. maurizio Says:

    x Alessia,
    non mi sembra il caso di non andare a votare, anzi queste degenerazioni vanno combattute con determinazione e puntualità.
    Non è questo il partito in gran parte d’Italia !
    Tutti i compagni e le compagne della mozione possono segnalare le irregolarità alla commissione nazionale per il congresso.

    Possiamo chiedere di invalidare i congressi in cui ci siano situazioni di scorrettezza eclatante.

    Certo se invece il congresso si svolge senza particolari “eccessi” e la mozione 2 vince non c’è niente da fare.

    Si tratta semplicemente di democrazia.

    Noi siamo partiti fin dall’inizio in salita perchè tanti compagni e compagne che condividono le posizioni della nostra mozione sono talmente delusi e demotivati che non rinnovano la tessera o non partecipano ai congressi.

    Le notizie provenienti dal Sud, e anche da Roma, non devono spingerci all’abbandono della partecipazione.

    a Roma, nonostante il doping di alcuni circoli, siamo ancora in vantaggio per 216 voti.

    Il mondo è brutto e cattivo e il nostro partito non vive sulla luna.

    Questo lo sappiamo.

    Non siamo diventati comunisti proprio per provare a cambiarlo sto cazzo di mondo di merda ? E non ci chiamiamo Rifondazione perchè non pensiamo che basta dirsi comunisti per diventare immuni dalle degenerazioni ?

  98. Alessiaaaaaa,
    se tutti non votano come te non ci saranno neanche i posteri per un’ardua sentenza.

  99. un suggerimento molto semplice: andiamo ai congressi con la webcam, con il telefonino, con la fotocamera. Quel che volete purché vengano riprese queste scene.

    Luca

  100. alessia Says:

    Ringrazio i compagni e le compagne che mi chiedono di andare ad aesercitare il diritto di voto ad un congresso di partito.
    Rifletterò fino a domani(giorno del congresso di circlo).
    Certo che mi cadono le braccia a sentire e leggere che il partito è finito in mano ad un branco di malfattori contigui alla mafia, ad ambienti che nulla c’entrano con il comunismo e con la sinistra.
    Grazie compagni per il sostegno anche se credo che la nostra sara’ una battaglia persa;se la controparte è infiltrata dalla malavita siamo destinati a soccombere;a testa alta,con dignità,con onesta’ ma a soccombere.
    Se la partita e’ truccata è dura prevalere
    ALESSIA

  101. Sono calabrese e nei prossimi giorni andrò a votare per documento Acerbo nel mio circolo.
    CInvito Alessia e tutti gli altri indecisi e indecise ,scoraggiati e scoraggiate ad andare ai congressi.
    La partita non è persa;loro hanno la mafia e le porcherie che stanno facendo noi la rettitudine e la moralità che ci farà vincere, voto per voto riusciremo a strappare il partito a quella banda di cialtroni

    alla lotta compagni!!!

    Dodo

  102. MAZINGA Says:

    Viste le tante denuncie
    che provengono dalla Calabria e dalla Campania
    invito i compagni della
    Commissione Nazionale di Garanzia
    ad annullare tutti i congressi sospetti
    in queste regioni.Siamo ancora in tempo

  103. MAZINGA Says:

    Chi non annulla sarà complice

  104. incazzato Says:

    mi sembra che l’esito del congresso sia deciso.coi numeri c’è poco da fare,ed era anche prevedivile(ma questo è inutile dirlo).come mi sembra francamente “reazionario” questa canea, a tratti vomitevole, sulle presunte illegalità.vengo da una vecchia scuola nella quale si afferma che chi ha numeri governa,il resto sono solo chiacchiere.il congresso del mio circolo è finito,ha prevalso con numeri estremi il documento 2.io personalmente mi sono astenuto,non era la conta e nemmeno l’appello che mi interessa.posso dire che è stato un congresso di una normalità assoluta,senza rigonfiamenti,dove garanti e presentatori hanno convenuto di far votare senza appello,ma in fila.sui visi dei militanti segni di stanchezza e di delusione,mancava quasi la scintilla vitale.alcuni avevano una muta domanda, e cioè cosa cambia?il segretario del circolo è sempre lo stesso anche se si è espresso per il documento acerbo,il direttivo di circolo idem,e allora?cosa ha cambiato questo congresso?che cosa fino ad ora noi militanti non abbiamo saputo fare che questo congresso ci potesse indicare?stamani avevamo il banchetto in piazza,come tutte le domeniche,ci guardavamo tra noi con la sensazione che questo congresso sia stata una cosa talmente lontana e forse inutile.forse è servito a celebrare un lutto,la nostra sconfitta,o forse a farci prendere coscienza nettamente della nostra distanza dai gorghi e dai conflitti.rimane dentro noi la consapevole amarezza di tirare il carretto per un gruppo dirigente inadeguato.
    hasta siempre

  105. GIOVANNI Says:

    x mazinga:

    LA SETTIMANA PROSSIMA CI SARANNO ALCUNI CONGRESSI IN CALABRIA DA”ATTENZIONARE” PARTICOLARMENTE.
    TE LI SEGNALO: circolo di Petilia Policastro(KR); circolo di Crotone citta’;
    Circolo di Isola Capo Rizzuto(Kr);Circolo di Africo (Rc); circolo di Locri(Rc),
    circolo di Bovalino (Rc); circolo di Siderno (Rc); Circolo di Pellaro (Rc).
    Con le truppe cammelate paramafiose rischiano di prendersi il congresso
    VIGILANZA DEMOCRATICA!
    Giovanni

  106. E basta lamentarvi e vedere brogli e complotti ovunque vi girate.
    Lavorate un pò al partito e alla opposizione a questo governo di merda.
    Il fango ormai è nel vortice del ventilatore e si rischia di mandare tutto in aria. Poi ci manca solo che Geeg Robot chieda l’annullamento dei congressi! La prossima mossa sarà l’invio dei carri armati in campania, calabria e puglia? Baol

  107. MAZINGA Says:

    Geeg robot non si scrive così.
    Ignorante non offendere il mio amico di latta!

  108. Volevo esprimere una breve considerazione sull’articolo di Mantovani in merito all’identità.Devo dire che raramente ho letto articoli di autoriflessione politica e di bilancio così lucidi e soprattutto culturalmente ,intellettualmente e politicamente onesti come questo che mette i piedi nel piatto ,o meglio scopre l’uovo di Colombo .Essere o non essere.Questo è il problema!!!!Questo pone in risalto l’articolo senza contorsionismi tattici o suggestioni retoriche ,che nella sostanza nulla dicono.Anche io ho le idee confuse sulle distorsioni culturali avvenute in questi anni dentro rifondazione rispetto alla pratica comunista. Non le ho ,per fortuna, mai accettate, talvolta sono stata isolata e altre attaccata come un’alienata senza i piedi per terra che non ha capito “cosa è la politica”,in particolare quella cui faceva riferimento Alessia nella sua dichiarazione di astensione.Bè, se ci troviamo qui a discutere,vuol dire che i nostri sforzi in questo congresso avranno pure un senso ed io senza avere la pretesa di banalizzare su un argomento così corposo da far tremare le vene ai polsi come l’identità comunista non intesa come cultura tra le tante che serve a riempire gli spazi vuoti al Maurizio Costanzo Show ,penso guardando oggi come stanno andando le cose non possiamo non porci prima ancora di discutere di grande partito di sinistra o grande sinistra senza analizzare il reale .Supposto che la mia stella polare è il superamento del capitalismo attingo alla pratica comunista come unica risposta radicale ad un mondo che non possiamo accettare così come è.Quindi tornando al congresso ,io non mi farei demolizzare da comportamenti che sembrano quello dei cani che non mollano l’osso(gli interessi in gioco sono troppo grossi Alessia!!!),ma penserei alla posta in gioco che è altissima . E su questo obbiettivo non possiamo cedere, altrimenti ce ne pentiremmo amaramente.

  109. MAZINGA Says:

    lottate contro lo scioglimento del partito
    mettiamo in campo tutto quello che possiamo
    ognuno nel suo ruolo.
    Facciamo tutto ciò che è utile adesso
    per non pentirci dopo

  110. Per Giovanni,
    io conosco parzialmente la situazione della Calabria perchè avevo contatti un po in tutta Italia, quando stavo nei gc. So anche che a Reggio un gruppo nutrito di giovani ,diciamo una legione, passò da una posizione politica ,schierata con un documento a Venezia alla posizione più opposta nell’ultima conferenza del 2006 dei Gc. Conosco i retroscena e posso immagginare da le cose pesanti che dici che aria tira li giù in Calabria.Di mio ti dico , sempre quando militavo nei gc e in particolare durante il quinto congresso che ho sempre visto la calabria come terra di conquista da parte d’interessi forti, sfruttando il disagio sociale e l’allarmante emergenza occupazionale .Ricordi o ti hanno detto della moliplicazione delle tessere a Reggio (alcune centinaia) effettuate da un noto dirigente nazionale venuto fresco fresco dall’area moderata della cgil nei quindici giorni delle vacanze natalizie in occasione del quinto congresso quando c’era la caccia alle strghe mi riferisco agli stalinisti e a quelli che non si volevano arrendere alle tesi sconfessate dalla storia di Toni Negri? Ora siamo con l’acqua alla gola e e denunciamo la corruzione che ha radici politche e ideologiche che giustificano un ambito anche illegale di scelte politiche.Io sono lieta che ci sia stata un alleanza ,che io spero diventi qualcosa di più che tattica, tra l’area essere comunisti e diciamo, per comodità , il gruppo di Ferrero.Perchè in entrambe le componenti che costituiscono il primo documento ci sono cervelli capacità e onestà politica tali da poter politicamente invertire la rotta. Insomma ti assicuro prima era peggio.
    Ciao e resisti, non hai alternative.

  111. Scusate compagni ma guardate qua:

    http://www.manifestoperlarifondazione.net/congresso/federazioni.php?id_reg=18&regione=CALABRIA

    Reggio Calabria: Iscritti 2007 357, Votanti 870!!!
    Una cosa così è mai possibile che sia ritenuta accettabile?
    Nessuno può intervenire?

  112. va bene compagni non facciamoci prendere dalla foga del momento perchè tante volte si traggono conclusioni azzardate e si fanno associazioni d’idee che spingono oltre la realtà dei fatti .Di certo sappiamo quello che dice Giovanni. Quindi parlare di partito mafioso in calabria (tutto) è oltre che controproducente anche sbagliato perchè così finiamo per penalizzare quanti combattono questo sistema e ce ne sono e li conosco in calabria ,e stanno anche nelle istituzioni. Poi distinguerei tra bacino clientelare e mafia che non sono esattamente la stessa cosa.Forse gli atteggiamenti fatta eccezione per quelli risaputi citati dal compagno Giovanni ,indagati,sono esattamente gli stessi ,me la mafia quella vera è una cosa ben precisa. Gli interessi grossi ci sono.Ora se ne parla prima non potevi dirlo neanche all’interno della componente più in opposizione rispetto alla ex(speriamo!!!!) maggioranza bertinottiana perchè la baracca ,bene o male doveva andare avanti.Sull’abolizione del congresso,premesso che io non ho la ricetta, io valuterei l’ipotesi,anzi percorrerei (è un dovere!!! ) questa strada nei circoli dove ci sono questi problemi, ma teniamo presente che questa partita ce la giochiamo in casa, rispetto all’esterno e non so quanto spazio avremmo ,per denunciare e avere consensi , poi in un clima politico come questo dove viviamo queste prove tecniche di regime messe in atto dall’attuale governo,penso che saremmo molti isolati. Due strade si biforcano davanti a noi ,una è quella dello scontro frontale(l’abolizione del congresso) , ma su questo dobbiamo essere veramente plebiscitariamente uniti, l’altro e quello che attualmente stiamo facendo ovvero resistere,riprenderci rifondazione comunista ed evitare che si sciolga. Per scioglimento non intendo un atto formale .Ma intendo l’agonia lenta di un partito che si sta svuotando che non rappresenta più i lavoratori(che alle scorse elezioni hanno capito dove “vuole andare a parare PAsquale”) che è moralmente degenerato è che ha fatto sparire dai propri orizzonti la prospettiva anticapitalista …..Nell’ ottica dell’accettazione di stare come sinistra diffusa all’interno di un sistema politico bipartitico dove c’è un partito liberista conservatore reazionario è un partito che lo è lo stesso ma con un involucro più gentile.

  113. Caro Pancho,
    purtroppo conta poco chi abbia causato tutto ciò, potrebbe anche essere Gesù che ha moltiplicato le tessere (invece che i pani e i pesci)
    Il fatto è che non si può permettere che 500 nuove tessere fatte nell’ultimo mese vadano a inquinare il voto di tanti compagni e compagne che in questo partito hanno lottato per anni. In questo modo vengono defraudati del diritto di decidere sulle sorti del LORO partito.
    Mi chiedo: è possibile che nessuno possa fare qualcosa? Ne va della salvezza del corpo vivo del Partito, i suoi militanti, a prescindere da quale mozione possa vincere (io sono della 3 per chiarirci), una qualunque mozione vincesse in questo modo provocherebbe una fuga degli ultimi militanti rimasti! Come farebbero tanti a stare in un partito che li ha “truffati”?
    Così si uccide Rifondazione semplicemente! bisognerebbe lanciare anche un appello ai tanti compagni onesti della 2 che chiedano anche loro l’annullamento di quei Circoli palesemente truccati. vincere così non conviene neanche a loro.
    Saluti Comunisti,
    Nicola – PRC Cuneo

  114. Vedi Romina, come ho appena detto io non faccio nessuna illazione di quel genere (sono piemontese per cui non ho idea di cosa succeda realmente a Reggio C.) per cui non mi permetterei mai di dire mafioso o roba del genere.
    Ma il succo non cambia, potrebbe essere stato Gesù (o Buddah, a Allah o il fantasma di Lenin) ma non è razionalmente spiegabile che in un circolo voti il 250% dei tesserati!!!
    A prescindere da cosa sia successo che, ripeto, non mi interessa e non faccio illazioni, spero solo che ci siano compagni preposti a verificare e che una cosa così che non è razionalmente spiegabile se non ricorrendo a Santi, beate e divinità varie non possa essere accettata.

  115. Per Nicola,
    No! Tu hai ragione,(io sono casertana ma sono un’isegnante precaria a Brescia) su tutto ,condivido lo spirito e l’analisi solo che cerco di essere realista .Abbiamo la forza di scendere al loro livello ? Vale la pena di contribuire anche noi a screditare questo partito? ,Perchè questo stanno facendo i vendoliani . Questa tornata elettorale mette in evidenza che il partito non è più visto come un partito che rappresenta i più deboli, e per i più grandi ,come il partito che voleva rifondare il comunismo sulle ceneri dell’urss e all’indomani della bolognina nell’intento di non soccombere ai dettami del pensiero unico liberista.E così ha fatto per alcuni anni .Poi sono successe le cose che sappiamo.. e ci troviamo a questo punto. Sulle degenerazioni anche io penso che la commissione nazionale debba abolire congressi in odore di….Ma arrivati a questo punto non bisogna demoralizzarsi.O perdere la testa . Bisogna lottare. Sono loro i golpisti sobillatori non noi o Mantovani (scusa ma come fanno a cacciarlo dal partito per attivismo politico troppo coriaceo?????????????). Nervi saldi , calma e pensiamo che sono loro i fuorischema non noi .Poi mi auguro , m’informerò anche io che la commissione nazionale faccia il suo dovere, ma questo francamente lo darei per scontato a meno di clamorose smentite.

  116. Nicola Says:

    Scusa ancora Romina ma faccio fatica a seguirti.
    Annullare alcuni congresssi palesemente farsa non sarebbe, per me, “mettersi al loro livello”, ma ristabilire la correttezza democratica dello svolgimento di questo congresso, e anzi, contribuirebbe a dare nuovamente un’immagine più decente del nosto partito e della sua serietà.
    Non farlo invece, secondo me, deteriorerebbe ancor di + l’immagine (già abbastanza deteriorata, se posso permettermi) non solo ad osservatori “esterni” ma anche verso i suoi stessi militanti, che si sentirebbero di sicuro defraudati.
    Spero di essermi chiarito,
    Saluti Comunisti,
    Nicola Mattei – Circolo PRC “Rosa Luxemburg” – Cuneo

  117. romina Says:

    Senti Pancho ,( questo ovviamente non vuole essere un post d’inciuci )ma la Celeste Costantino con cui ho condiviso un pezzo di strada come si colloca all’interno di questa “gomorra” calabrese?
    Ps Scusa Mantovani non ho preso il blog per una chat!!! Ma la questa discussione mi ha molto chiarito le idee

  118. romina Says:

    Scusa Nicola,,io ho detto chiaramente che i congressi fittizzi vanno aboliti certamente…Rileggi le mie e-mail. Lo dico e lo sottoscrivo.Non ci sono madonne!!!Quello che io intendo per “scendere al loro livello ” è il non cadere in stupidi tranelli di attacchi personali , botte e risposte sui giornali clamorose smentite, ……E chi più ne ha più ne metta, costringendo la commissione nazionale a svolgere ruoli formalmente bipartisan perchè magari qualcuno dice una parolina di troppo ,non verificabile basata anche su elementi di verità,ma che se non puoi provare….ti torna indietro come un boomerang. Ti dico su Brescia, dove la prima mozione è maggioranza,è bastato che la commissione provinciale richiamasse lo statuto sul punto relativo al tesseremento sul rispetto della territorialità ,che i giornali locali riportassero un giorno si e l’altro pure che Rifondazione a Brescia era a rischio democrazia (capisci sui giornali locali!!!!!!)e che noi facevamo le analisi del sangue.Presupposto che l’esecutivo di rifondazione di Brescia coincide con le fiigure istituzionali, noi ci siamo beccati sui giornali i peggiori insulti, ma nelle nostre risposte pubbliche ,con forte senso di responsabilità , non li abbiamo chiamati con il loro vero nome ci siamo difesi senza replicare agli insulti(e quando dico insulti…..)ribadendo le nostre ragioni riportando la discussione in quelli che dovrebbero essere gli ambiti di un appassionato anche aspro dibattito sulla linea e non sulle persone.Questo intendo per non scendere al loro livello non l’abolizione dei congressi che è se risponde al regolamento è leggittimissima . lLE regole o si rispettano o non si rispettano. Guarda che a Brescia abbiamo fermato ondate di cammellaggi di proporzioni incredibili!.Il mio invito proprio per rispetto degli iscritti è il non cadere nelle loro provocazioni.Non so se sono stata abbastanza chiara

  119. romina Says:

    Non si deve mediare sul rispetto delle regole, ci sono, si applicano e se non rispettate si sanziona.Punto.

  120. Caro Ramon,
    ti chiederei una grande cortesia.
    Cancella il commento di Faber perchè è veramente osceno.
    Mi vergogno per lui. Ho un cognato di Mesagne e mi spiace constatare che pare siano tutti così. Deve essere una questione locale.

    Sono riuscita a leggere con interesse solo il commento di Giovanni e di Incazzato, che sono davvero seri, illuminanti e profetici del livello di discussione che dopo di loro viene.

    Dunque Militante, torniamo a noi e alle questioni serie.
    Cerchiamo di capire come ci si deve muovere.
    L’ idea di andare a Chianciano con un libro delle misfatte è una di quelle cazzate immani. Mi chiedo se in questo Partito, Ramon, oltre al livello scaduto del dibattito politico non si sia perso del tutto il senso della dignità. Qualcuno mi dovrebbe spiegare che senso ha andare in un Congresso a discutere di linee politiche e programmatiche accusando l’interlocutore con un libricino in mano pieno di segnalazioni, foto, reportage di accuse e contro accuse.
    Scusate, ma come si fa?
    Vi rendete conto che viene a mancare il terreno per poter fare un Congresso? Come fai a discutere di costruire una strategia politica con gente con la quale non ci prendertesti nemmeno un caffè al bar?

    Siamo a questi livelli ormai.

    Poi se non sbaglio Ramon deve aver lanciato un’ altra sassata della quale sembra non fregarsene niente nessuno.

    Ora, con tutta sincerità: ma voi che continuate su questi toni e siete veramente avvilenti, pensate che Ramon tutte queste cose non le sappia?
    E pensate che abbia lanciato quest’altra sassata perchè vive nel mondo delle favole e delle nuvolette e sta aspettando tutti voi, uno più saggio dell’altro, con i vostri sproloqui ad illuminarlo?

    Ma perchè non vi scambiate le e-mail private e ve la discutete fra di voi, che francamente a chi legge fate cadere le braccia e qualcos’altro?

    Ramon fai qualcosa per cortesia.
    Questa non è più nemmeno una giungla.

    Rimpiango la sassata ad Anubi, almeno il dibattito era interessante!

  121. PS

    Rimpiango il dibattito interessante non perchè come Ramon non ho niente da fare e mi va di sollazzarmi, lui con le sassate e io a fare l’intellettual-comunsta, ma perchè non ci sono altri modi per realizzare SERIAMENTE un progetto di Rifondazione.
    Con o senza i vendoliani.
    E ha ragione Militante.

    Chiedo perdono a tutti, mi scuso già da ora, non ve la piglIate a male, ma faccio appello a tutti i vecchi frequentatori di questo blog che probabilmente, visto i livelli in cui è scaduto, a differenza mia che ho cercato di reggere, se ne sono andati.

    Vi prego, tornate perchè insieme a Ramon dobbiamo pensare a cosa fare e soprattutto a costruire.

  122. PANCHO Says:

    Io sono d’accordo con Nicola bisogna fermare questa degenerazione.
    In un solo modo. Annullando i congressi TRUFFA!!!

    Pulizia nel Partito…..

  123. Laura Proietto Says:

    Denunciamo le truffe, denunciamo i colpevoli

    Laura

  124. Davvero non parole!

    RAMON CON QUESTO BLOG NON HA ISTITUITO UNA LINEA DIRETTA CON IL COMMISSARIATO DI POLIZIA!!

    MA PERCHE’ NON ANDATE A DENUNCIARE AGLI ORGANI PREPOSTI A QUESTO? ABBIAMO BISOGNO DI VOI CHE CI DITE DI DENINCIARE PER FARLO? SE NO SIAMO TUTTI TALMENTE RINCOGLIONI DA NON FARLO?

    NICOLA VETRANO PER SCRIVERLO SU LIBERAZIONE HA AVUTO BISOGNO DI VOI?

    MA COME CAZZO VE LO DOBBIAMO DIRE??????

  125. buongiorno a tutti. Rientro nel blog dopo qualche giorno.
    Vedo che il dibattito è diventato pepato.
    Scusa Maria non sono d’accoro con te. Questi ci stanno fottend il congresso a furia di manovre indegne di un partito comunista(tipiche DC) E TU CONTINUI A PROCLAMARE IL BUONISMO.
    iO SEGUO CON SIMPATIA rAMON PROPRIO PERCHè NON è BUONISTA.
    iL buonismo lasciamolo a Veltroni o a PADREPIOVENDOLA.
    Alla lotta compagni!!!!
    Sono d’accordo sulla richiesta di annullare i congressi calabresi e campani prima di Chianciano

    GIAC

  126. come fa il prc a prendere il 2% A rEGGIO cALABRIA E ad avere 3000 iscritti?
    E’ una bufala questo congresso,un colossale imbroglio
    apriamo l’inchiesta,smascheriamo il trucco
    prima che sia troppo tardi

  127. Caro Giac,
    credo che tu mi conosca molto poco se pensi che io sia buonista e che parlo da buonista.
    Io a differenza tua non seguo con simpatia Ramon, io adoro Ramon. Le sue uscite colombiane con le annesse foto con Marulanda ancora adesso me le vado a spulciare ogni tanto.
    E questo dovrebbe farti capire quanto sono buonista e quanto esercizio di training autogeno stò facendo in quesato periodo.
    Con tutti.

    Detto questo, il mio è un’invito a COSTRUIRE, perchè dopo Chianciano saranno cavoli. Comunque vada. Smascheramento o non smascheramento. Io la vedo molto nera.
    Non dico di non denunciare, però vedi, una volta una cara compagna che non interviene più purtroppo, di nome Pamela, esortava tutti a non fare i rivoluzionari da tastiera.
    Che non serve a un cazzo, caro Giac (per essere fine)

    Ieri leggevo la lettera al comitato di garanzia del compagno Stefano Galieni, compagno che abbiamo conosciuto tutti qui da Ramon.
    Come vedi non è intervenuto a fare continuamente slogan “denunciate denunciate denunciate”, che francamente ci siamo tutti rotti di sentir ripetere sempre le stesse cose in questo luogo virtuale che non ha nessun potere di intervenire in ltal senso, ma si alzato le maniche e ha denunciato.

    Ora: si vuole aprire l’inchiesta? Non penserai certo che la apra Ramon, o no? Che già tutti gli vogliono un gran bene, e già denuncia abbastanza a titolo personale proprio quel tantino che basta per farsi volere sempre più bene. Quindi fai una petizione, fai quello che ti pare e denuncia. E piantatele di ripere il solito monologo qui. Oltre che noiosi si è patetici. Considerando che non siamo al bar tra quattro amici ma ci leggono tutti.
    E per tutti intendo TUTTI.

    diciamo che facciamo una bella figura di merda, per esser buoni.

    Continuare a ripere qui che i congressi di Campania e di Calabria sono truccati e che Ramon non può far finta di niente e che si deve vestire da Zorro per andare a fare LUI il giustizialista, scusami, ma non è corretto.

    Spero di essermi spiegata con tutti.

  128. Vergognatevi a dire certe cose sul compagno Forgione..ormai vi sentite liberi di dire la prima stronzata che vi viene in mente..

  129. corsaro Says:

    Registi oscuri, manovratori ombra, capibastone e baciapile, addirittura infiltrazioni criminali evocate su internet a mo’ di oggetto contundente, insomma veleni, veleni, veleni. Si sta verificando quel che avevo scritto qualche giorno fa sul blog: la mozione Vendola (o mozione due per chi è allergico ai “personalismi”) sta vincendo il congresso. Un esito definito dalla gran parte dei partecipanti al blog. Ma tant’è. Si sta verificando, purtroppo, anche la coda indigesta di accuse, illazioni e tutto il campionario di trucidezze. Capisco che i duelli rusticani titillino l’ormone, ma non sarebbe meglio tenere assieme i cocci di quel resta della baracca invece di cannibalizzarci?

  130. corsaro Says:

    piccolo refuso alla quinta riga:

  131. corsaro Says:

    “un esito definito impossibile da molti partecipanti del blog”

  132. Luca lo sai che ti voglio bene
    e già ci avevi raccontato dell’ esito del tuo congresso.
    Purtroppo.

    Io comprendo perfettamente l’amarezza (per usare un’eufemismo) e tutti noi siamo al fianco dei compagni calabresi.
    E credo che nessuno di noi disdegni un sostegno ad un’eventuale loro azione presso il comitato di garanzia.

    Altra cosa però Luca è trasformare il blog di Ramon in un continuo attacco a questo stato di cose, e ad un chattarsi “privato” mettendo in piazza situazioni nomi e persone.

    Che si agisca attraverso gli organi competenti, se si crede che questo sia producente per arrivare a Chianciano in modo più “trasparente”.

    Io ho i miei dubbi.

    E Luca, almeno con te che ci si conosce da un po’, cerchiamo di riflettere a cosa si può fare dopo il Congresso. Ormai penso che il 51 % lo superino, visto che hanno tesserato pure i minorenni, i vecchi e i defunti.

    Giac dice: ci stanno fottendo il Congresso. In un modo o nell’altro ce l’hanno già fottuto Giac. La costituente si aprirà o 50% sì o 50% no. La sassata di Ramon parla chiaro, e ancor prima della sua sassata parlava chiaro il Chianciano attuale di SD.
    Il problema è serio, perciò denunce o non denunce non credo che la sostanza del futuro di Rifondazione muti più di tanto.

    Riflettiamo su questo Luca.
    E tutti.

    E scusate se “bacchetto” ogni tanto

  133. sassata n.4 Says:

    peccato che le “SASSATE” ( bel principio non violento ) non sono commentabili…
    ti rendi conto che sembra un vomito di parole a casaccio…???
    te la prendi con tutti, bel modo di sfogare le tue frustrazioni…mi chiedo come hai fatto a fare il deputato per ( udite udite) 5 legislature………………………che vergogna

  134. Pancho ma mi prendi per fessa?
    Vivo in Puglia, mica a Zurigo, sai?

    Questo Congresso è una sconfitta per il comunismo e per Rifondazione Comunista. I nostri ideali li hanno finiti di uccidere.
    Basta, è così.
    Anche se verranno annullati alcuni congressi.
    Ripeto, come si fa cercare di raccattare i cocci come dice Corsaro? I cocci de che? I cocci di chi? Di gente che tessera persino i morti pur di trionfare?
    mah!

    e ci mancava la ciliegina sulla torta contro Ramon come deputato!
    Alè!

    … vomito di parole a casaccio …
    no comment

  135. maria se è x questo sul sito loro i vendoliano satnno promuovendo una campagna per espellere mantovani dopo ke avranno vinto il cong

  136. se è per questo allora perchè come una fessa è un po’ di giorni che mi prodigo per cercare di far ragionare tutti, noi insieme a ramon su questo cavolo di blog?

  137. prcarmerina Says:

    Mesagne: quasi 300 iscritti, 250 e passa voti alla mozione due, uno alla mozione uno. Il paese ha 27.000 abitanti, la SA in comune ha due consiglieri comunali, il numero degli iscritti è il doppio di tutta la Federazione di Enna! Sul sito manifesto per la rifondazione sti commenti non li pubblicano.
    Cosa c’è di strano in questi dati????????????

  138. prcarmerina Says:

    finalmente mi hanno pubblivcato il commento sul sito loro e dicono che dobbiamo essere contenti che la gente si fa la tessera.

  139. e non sei contento prcarmerina?
    scherzi?
    dopo la sconfitta elettorale tutti si riscoprono comunisti e si iscrivono.
    non capisco proprio come tu debba rammaricarti di questo.

    DOBBIAMO FESTEGGIARE!

    scriviglielo sul sito che c’abbiamo pronto lo spumante.
    poi mi piace perchè a conclusione del congresso di chianciano MUSSI (quello dell’orticaria) non solo bacchetta rifondazione dettando le SUE regole per il matrimonio imminente, è audace e lo fa pure con Veltrioni. “le NOSTRE condizioni al PD sono queste…”

    Ma chi è quest’uomo!
    Un dio, non so.
    Ditemi voi che la mia intelligenza non ce la fa a darsi una spiegazione.
    Mi devo fermare per forza

  140. Denunciamo compagni il marcio!!!
    Sputtaniamo questo skifoso modo di fare
    YA BASTA!!!

  141. alle prossime Europee però tutti i “BIG” si candideranno in quelle regioni?
    li si che ci sono i numeri per farsi eleggere…. non faranno mica la corsa ai collegi del centro-nord?

  142. prcarmerina Says:

    pianoa dire che il PArtito al Sud non esiste, non esiste in quelle cifre, sicuramente sì, ma il partito c’è.

  143. prcarmerina Says:

    spero che la commisione nazionale questi congressi li annulli… non sono dati credibili, a Cosenza o a Reggio Calabria abbiamo voti come DP ed iscritti come il PCI… insomma…

  144. e’ chairo che mi riferivo alle tre 3 regioni “rosse di vergogna”.
    prc armerina non ti arrabbiare e lotta insieme a noi per fare luce sullo skifo del congresso vendoliancammellato

    SAMU …amaro lucano

  145. incazzato Says:

    samu a meno che tu non viva nella repubblica socialista delle banane storte,cosa probabile,sei “uno”che col partito non ha nulla a che vedere,e credimi rimango interdetto da tanta supponenza “craxiana”.
    detto questo il partito a sud è vivo,eccome.basta che guardi gli ultimi dati del viminale sulle elezioni,ma anche dal numero di feste di liberazione,della partecipazione dei compagni alle assemblee.sai com’è mentre tanti come te si trastullano la pia madre,noi qui le case del popolo non le abbiamo mai chiuse,siamo molto più comunità,i circoli sono tanti,ma non immagini quanti.mi rendo conto del tuo razzismo merdoso,e te lo dice uno molto vicino alla mozione acerbo,e te lo dico spassionatamente:ci avete rotto il cazzo!!!non hai rispetto per comunisti,e lo ripeto,che sono cresciuti vicino a peppino impastato e pio la torre.come vada a finire il congresso a questo punto è ininfluente,esiste un problema geografico.non preoccuparti,la mafia c’è la combattiamo da soli,come facciamo ogni giorno mettendoci faccia cuore e sicurezza.ed anche questa squallida domanda a forgione,ti prego taci,convinci in questo modo i compagni a votare vendola.si vede che sei basito,corri subito da un analista,ma uno davvero bravo.ma vaffanculo!!!

  146. un compagno di Roma Says:

    ormai è andata così (al mio circolo si sono viste cose fuori dalla grazia di Dio), anche per responsabilità di chi per l’ennesima volta non ha voluto ascoltare coloro i quali in tempi non sospetti l’avevano previsto – il mio primo intervento su questo blog ad aprile/maggio è stato per chiedere che votassero solo gli iscritti 2007. Ma dato che secondo me nonostante gli imbrogli stiamo andando bene non roviniamo tutto e cominciamo a lavorare sulla proposta politica che deve unire tutte e ripeto tutte le mozioni non vendoliane per il dopo Chianciano.

  147. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    so che sei impegnato ma ritengo che intervenire nel tuo blog sia ora davvero
    importante. Dalla lettura dei commenti appare inevitabile la vittoria della mozione riferita a Vendola.Vittoria che avrebbe al sud l’appoggio determinante di logiche eversive,di culture poco rispettose della legalità.
    Nel caso questo fosse vero( e i dati pubblicati sono inquietanti)non capisco come tu possa esimerti dal commentarli e nel caso fossero falsi o ingannevoli ancor più. Ma c’è un altro motivo che mi spinge a sollecitare una tua dichiarazione o interpretazione.Nel caso la mozione di Vendola avesse la meglio mi sembra di capire che un percorso verrebbe interrotto in modo deciso,di fatto escludendo chi come te ha posizioni diverse.
    Questo è un aspetto che anche tu nella tua intervista rimarcavi come nuova ipotesi scissionista più o meno dichiarata.Se il congresso è finalizzato solo a questo scopo,e cioè alla vita di un percorso o alla sua
    scomparsa come è possibile che non venga dichiarato da un gruppo dirigente un’alternativa di continuità? Forse mi sbaglio ma l’impressione è che difficilmente anime così lontane e sospetti così infamanti possano essere metabolizzati da una dialettica interna che non esiste( sei stato tu il primo a denunciarne l’assenza) e che dovrebbe ripartire con queste
    improbabili premesse. Se il senso delle tue dichiarazioni serviva a fare chiarezza è opportuno che tu ti renda conto che il rischio è di ottenere l’esatto opposto del risultato sperato. Credo davvero che la latitanza dal tuo blog possa essere in questo momento letta per quello che non è.
    Cosa potrebbe accadere in questo congresso? Quali posizioni dovrebbero essere smussate e quali non potrebbero esserlo? Può davvero accadere
    che una fazione voglia radiare l’altra? E per quale motivo,viste le premesse un congresso di questo tipo dovrebbe incidere davvero sulla politica italiana?
    In attesa ….. viva la vita!

  148. Grazie Giovanni,

    Sei sempre lucido e riflessivo.
    Ultimamente molto più di me, che a mio modo ho cercato di dire a Ramon e a tutti i compagni di questo blog proprio quello che hai espresso benissimo tu.

    Come mai non riesco più ad esprimermi così bene da farmi capire?

    Eppure lo continuo a fare il training autogeno

    🙂

    un abbraccio

    ti prego Ramon, intervieni

  149. 1) è evidente che è in corso una piccola operazione di sabotaggio a questo mio blog. non mi interessa neppure sapere se in buona o cattiva fede. il fatto è che uno o più persone si ostinano, nonostante i ripetuti inviti a non farlo, a formulare accuse personali e a inquinare quello che fino a qualche giorno fa è sempre stato un dibattito politico.
    2) non sono responsabile di ciò che anonimi possono scrivere qui e tuttavia non potendo controllare spesso il blog ed ostinandomi a gestirlo da solo, come dovrebbe essere sempre per un blog personale, sono constretto, almeno fino a che non finiranno i sabotaggi, a sottoporre i commenti alla moderazione prima che vengano pubblicati.
    3) perciò invito a scrivere commenti politici attinenti ai testi da me proposti che devono essere l’unico oggetto dei commenti stessi.
    4) presto scriverò un testo sulla questione dei congressi di circolo nei quali l’andamento del tesseramento e dei voti è evidentemente anomalo per un partito come il prc
    5) invito che lo volesse fare a leggere i commenti da me pubblicati sul sito della mozione 2 in calce al testo della lettera aperta di una nuova iscritta al circolo migranti di bologna.
    6) giovanni, come sempre, pone un problema serio sul quale tornerò presto.
    7) grazie alle compagne (maria in particolare) e ai compagni che partecipano alla discussione con intelligenza, passione e consapevolezza e che non si abbandonano a inutili e stupide risse.

    ciao a presto

    ramon

  150. concordo con il compagno di Roma, riemergeremo da queste paludi congressuali

    ciao,

    Luca

  151. Scusate,
    io sono una visitatrice occasionale e mi sono trovata su questo blog ,diciamo, per caso.E mi sono lasciata prendere la mano…Solo per capire determinate cose, in quanto ,anche se sto a Brescia,, sono di giù. Non mi pare sia stato fatto il mio nome rispetto a i riferimenti a post diffamanti e dai toni rissosi . Siccome vedo che vi conoscete tutti ,io non conosco nessuno.Volevo sapere se i miei post sono tra quelli cattivi.Sarebbe gradita una risposta.
    Ps Dovete anche mettere in conto che su un blog può capitare di tutto. Anche gente che non centra niente.Saluti a tutti
    ,grazie x avermi ospitata ,risposta ,buon prosieguo di discussione

  152. cara romina, qui sono tutti visitatori occasionali, credo che ben pochi si conoscano personalmente. io stesso conosco pochissimi fra quelli che scrivono qui. il tuo tono non è rissoso o diffamante. e sei la benvenuta.
    un abbraccio

    ramon

  153. Haaaa..ok .Ti ringrazio. Saiii.può capitare che uno anche non volendo si faccia prendere la mano….Allora a presto sul Blog. Ciao

  154. Ti chiedo scusa Romina se questa mattina dicevo che erano interessanti solo i commenti di Giovannni e incazzato. Anche quello che dicevi tu era interessante, solo che appunto, capita che poi uno si faccia prendere la mano. Sinceramente io sabato ho lasciato l’ultimo messaggio, sono partita e rientrata questa notte, stamani quando ho aperto il blog m’è venuto un’accidente. Va bene l’amarezza, il disincanto, tutto quello che vi pare, ma non è stato un bel leggere. Scusami ancora, non ce l’avevo con te.

    Compagno di Roma, heilà, come va?
    Non eravamo mica io, te e ale no-nichi per il congresso a aporte chiuse, e che eravamo certi che ne avremmo viste delle belle?
    come volevasi dimostrare 😉

    vabbè, vediamo se ci ridiamo tutti un tono e torniamo a discutere seriamente della Rifondazione che sarà.

    Un saluto a tutti, e come dice sempre GIovanni,
    viva la vita!

  155. MAZINGA Says:

    Ramon, hai la libertà
    di fare i nomi ed i cognomi
    di coloro che sabotano il tuo blog!
    Hai la libertà e ne hai diritto.

  156. MAZINGA Says:

    Invito tutti coloro che sono sicuri di ciò che denunciano
    di rivolgersi alla Commissione Nazionale di Garanzia
    con regolare ricorso chiedendo giustizia.
    E che la Commissione la faccia questa giustizia!

  157. un compagno di Roma Says:

    Cara Maria, nonostante tutto, sono ottimista. Il partito in molte realtà è mal ridotto, giù di morale, mal organizzato, senza molte energie etc. Ma vi sono delle forze sane robustissime che si tratta però di organizzzare e far crescere. E queste forze sono determinate stavolta a non farsi fregare. Questa è la base di partenza. Poi, si vedrà

  158. Hola Maria e salve a tutt*!
    Torno al volo a scrivere nel nostro(?) amato blog di Ramon.
    In questo periodo a Bologna si sono svolti quasi tutti i congressi di circolo (ne mancano 4 – uno stasera e gli ultimi 3 domani). Nonostante quello che è accaduto a quello del Circolo Migranti (di cui credo che un po’ di notizie siano “trapelate”-:)), la situazione non è così malvagia: il doc.1 dovrebbe avere tra il 45 ed il 50% dei voti.
    Tenete conto che il doc.3 qui raccoglie tra il 20 ed il 25% dei consensi ed anche il 4 ha una sua base di forza consistente.
    La “forbice” dipende molto da come verrà considerato l’esito del circolo migranti.
    Ovviamente sono d’accordo sul riprendere la discussione sui contenuti politici (per quanto è possibile) del futuro rilancio di Rifonda.
    Ora, però, oltre alle info di cui sopra voglio solo fare una breve considerazione sulla questione voto anche per il 2008 o solo 2007. Penso che comunque fatta la legge si trova l’inganno: in realtà la questione vera è che i/le compagn* della mozione 2 scambiano il voto per la partecipazione.
    In realtà il cittadino votante è l’altra faccia del cittadino consumatore di PDina memoria e ciò non c’entra nulla con la partecipazione, ma molto con un’idea di partito già ora troppo simile, appunto, al PD.
    Hasta luego, a presto.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi – Fed. di Bologna

  159. caro mazinga, sono nomi e indirizzi email cangianti. e comunque non ha importanza sapere chi è. ha importanza, invece, che il blog non diventi un luogo di rissa senza costrutto.
    comunque grazie per la solidarietà.

    ramon

  160. ciao alessandro. ben detto!

    salut i republica

  161. MAZINGA Says:

    Caro Ramon,
    a volte cangiare i nomi è una necessità
    se non vuoi diventare bersaglio mobile
    nel tuo territorio!

  162. No.Non preoccuparti maria… Io so di essere logorroica e spesso nei miei intrventi anche verbali sono lunghissima…E ci metto un po tutto. Poi una proposta semiseria dal momento sto congresso sta diventando una puntata di beautyful con colpi di scena, rotture, scenate attacchi personali (per quello mi riguarda) e menate varie, io proporrei, se stravinciamo, di fissare già da ora il prox congresso nel 2045 tra gennaio e febbraio…..Possibilmente.

  163. incazzato Says:

    mi piace muovermi con la mia moto,e girare in lungo e in largo il mio adorato e devastato sud.ritorno indietro e penso da giovane a quello che fu comiso,sigonella,le marce anticamorra ad ottaviano sotto casa di cutolo,ed in ultimo quello che fu a napoli prima di genova.il labile confine tra una lettura tutta ideologica del sud senza voler,gramscianamente,parlare di una questione meridionale.è il mio dolore,il mio vero dolore,trovare genti così pronte a diventare luogo del conflitto eppure così lontane dal concetto di masse e potere.ero convinto che si potesse militare senza appartenere,poi ho incontrato rifondazione comunista,la sua ansia,le sue sperticate elaborazioni,le sue rotture dogmatiche,le sue inefficienze,e dentro essa tutti quei compagni che ho incontrato nella mia vita,che si tenevano insieme attraverso equilibri assurdi ma di un candore disarmante.amo rifondazione,i suoi volti,la sua rissosa coabitazione,le compagne ed i compagni,anche quelli insopportabili.sono gente stupenda,tutti,sono comunisti in questo terzo millennio di merda.la mia rifondazione,casa mia se permettete.mi piace il modo con il quale si pone Maria,ed anche il compagno di roma,dialettica fino all’estremo,ma dobbiamo prenderci cura di questa comunità che è la nostra.ritorna in loro,in me,ma anche negli interventi di tutti,l’antica domanda,che fare?e qui mi incazzo di brutto,perchè non riesco a trovare una che sia una risposta decente,per darla ho bisogno di voi tutti.
    è robusto il partito,ha i suoi anticorpi,è vivo dentro e fuori,semmai acciaccato e un po confuso,ma con le cervella che gli frullano.passerà questo strano momento e ci troveremo di fronte il nemico di sempre:fascisti e padroni a cui si aggiunge nemmeno tanto con sorpresa uolter il capadicazzo.in fondo veniamo da lontano e andremo lontano.stasera sono sul sentimentale,ma se non lo dico a voi che vi voglio bene a chi lo dico?perciò compagni ancora uno sforzo…a nuttata sta passanno!!

  164. prcarmerina Says:

    non, non è che mi arrabbio, io sono di una piccola federazione (penso si intuisca quale) con un numero basso di iscritti che non ostante tutto riesce a produrre iniziativa politica ed un considerevole numero di voti, quei rapporti voti/iscritti di alcune zone gridano vendetta, non sono credibili, minimamente.
    Lotto insieme a voi, da sei anni, con segreterie fino ad un anno e mezzo fà bertinottisime, ma ho resistito, non mi abbatte nulla, manco il loro vittimismo del….

  165. prcarmerina Says:

    moderi i commenti Ramon?
    Forse ti conviene si, così se do dell’infame a qualcuno lo cassi 🙂

  166. Caro Ramon e cari compagn* tutt*, nessuno escluso.

    Anch’io come incazzato voglio condividere con voi un’emozione, altrimenti con chi altro potrei?

    Ieri mi sono abbandanota un po’ ai ricordi della mia militanza attiva di un bel po’ di anni fa, ora ne ho 40, ho ripercorso i miei primi quarant’anni…
    Poi ho pensato a voi tutt*. A quest’ultima disfatta epocale.
    Lo sapete, ne ho dette di tutti i colori a questi dirigenti che ci hanno portato anno dopo anno, inesorabilmente all’ annientamento. Mi ci sono avventata senza remore, senza un minimo di senso di colpa e senza mai nascondermi dietro a nick.
    Poi ho pensato a voi militanti, che nonostante le ferite e le pugnalate, durante quest’ultima campagna elettorale siete stati meravigliosi, come sempre: avete fatto un lavoro enorme, speso energie cavate dal profondo, gratuitamente, con enorme generosità, passione, amore per la sinistra, i cui principi tutti noi riteniamo testardamente non negoziabili.
    Non è servito a niente, è stato un disastro apocalittico, ridotti ad una presenza neppure testimoniale nelle istituzioni.
    Peggio di così non poteva andare.
    Siete stanchi, distrutti, a pezzi.

    Sarà durissima.

    Ma so che voi non vi arrenderete mai, non avete niente di cui vergognarvi né rimproverarvi, uno per uno.

    Siamo ancora vivi: non è finita qui.

    E così, mentre mi abbandonavo a queste emozioni, ho pensato a quanti di voi compagni amici nella vita, e anche in questo blog, mi avete chiesto insistentemente di tornare a lavorare in questa Rifondazione da militante attiva.
    Non sapevo quando sarebbe stato il nostro congresso di circolo, comunque ho chiamato e… a pelo!

    Quindi a voi tutt* e in particolare al compagno di Roma che mi ha addirittura pregato (vedi che è vero che Dio c’è e lassù c’è sempre qualcuno che ci pensa a smuove gli animi?):

    Nuntio vobis gaudium magnum

    MI SONO ISCRITTA

    VOTERO’ AL CONGRESSO TRA DIECI GIORNI

    …….

    un solo problema:
    ho dieci giorni di tempo per decidere quale documento appoggiare …. sono indecisa ….

    🙂

  167. Compagni,
    avete notato che mentre ci scanniamo siamo assenti dalla società e vittime di un isolamento mediatico? Vorrei sapere i vostri pareri riguardo possibili ed eventuali collaborazioni con il movimento di grillo, con l’idv, con i partiti ex arcobaleno e la sinistra interna del PD in alcune delle nostre future battaglie.

  168. Dopo aver riletto attentamente l’articolo di Ramon, penso che si, siamo di fronte ad una scissione che non ha secondo me tanto a che vedere con l’identità ma più precisamente con l’orizzonte del potere come fine, con il “fortino” istituzionale come albergo dove cercare rifugio da i tumulti della società.
    D’altra parte anche al mio congresso (scusa Maria se lo ricordo di nuovo), sono stato accusato di volermi rinchiudere in un fortino, ai tanti che me lo hanno detto ho replicato che la nuova sinistra significava rinchiudersi in un fortino istituzionale.
    L’articolo di Ramon, coglie il punto e mi fa tornare alla mente le parole con cui, un compagno di oltre settantantanni ultracomunista, ha cominciato il suo intervento al congresso :” La grande differenza tra la mozione 1 e la mozione 2 è che la 1 non vuol fare gli accordi, la 2 invece sì”.
    Questo è un esempio lampante che la dice lunga su i motivi della scissione, non è tanto in gioco l’identità, ma la possibilità di ottenere maggiori garanzie per poter partecipare alla spartizione del potere.

    sapete cosa vi dico, che se la facciano pure la loro SINISTRA VETERO LEADERISTICA dal 2%. Si, la sinistra della mozione 2, da ora in avanti la chiamerò, la SINISTRA VETERO LEADERISTICA (S.V.L),

    Luca

  169. MAZINGA Says:

    Maria vota la mozione 1
    salva Rifondazione Comunista
    Per un paese, un mondo, dove
    la libertà di vivere prevalga
    sulla libertà di seminare ignoranza.
    La libertà di dissentire dal capitalismo.

  170. Maria vorrei essere tanto presente al congresso dove parteciperai per ascoltare ciò che dirai, si perchè penso che tu di cose da dirne ne avrai parecchie!

    Adelante compagna Maria,

    Luca

  171. ernesto Says:

    Non mi addentro nella discussione nè in commenti superflui …..tutti quelli che sono ancora nel PRC…..bè si meritano tutto questo e sicuramente altro ancora……i grassiani annullano i congressi…..i vendoliani convocano i congressi di circolo con le liste di proscrizione…praticamente in ogni dove con lo statuto del partito ci si sono puliti il culo…….alla faccia della democrazia interna…….e dell’essere comunisti, dopo 15 anni di militanza l’unica cosa che ho voglia di dirvi è questa avete distrutto la sinistra tutta e il vostro partito non lo vuole più nessuno…….mai più con rifondazione stalinista……..andate a fanculo

  172. rifondazione non esiste piu! Says:

    daccordo con ernesto! questo partito e le persone che lo hanno governato fino ad oggi(ramon ci siete anche voi!) non lo voteremo mai piu!

    è inutile tutta sta battaglia che state facendo perchè tanto non vi voterà mai piu nessuno!

    ….ma forse l’avete capito anche voi, e l’unica cosa che vi interessa è la “cassa” del partito(chissà che cassa sarà…..)

  173. romina Says:

    scusate ma non avete di meglio da fare se la pensate così….che scrivere su questo blog?…se siete invece elettori scontenti mi auguro che riusciate a tirare avanti a fine mese che non siate precari o rom o migranti o palestinesi in palestina ecc, ecc.

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