Basta con le mistificazioni! Rifondazione merita di essere rispettata!

Questo è il tempo delle decisioni, non delle recriminazioni o delle mistificazioni. E’ giusto e normale che il dibattito congressuale di un partito si dispieghi in modo che ognuno sostenga le proprie posizioni, cerchi di confutare le altre e cerchi di conquistare voti. Ma non è giusto e normale, o non dovrebbe esserlo, che il dibattito sia inquinato da mistificazioni, da doppie verità, da giravolte di ogni tipo.

Allora, anche a costo di essere ripetitivo e noioso, visto che si tenta di occultare il vero oggetto del contendere, torno a dire cosa è successo, come nasce e come deve svolgersi, secondo me, questo dibattito congressuale.

1) Di fronte al risultato elettorale non si può dire altro che tutto (TUTTO) il gruppo dirigente del partito è responsabile di una sconfitta e di un fallimento senza precedenti. Lo dico io per primo che pure avevo espresso, per tempo, numerose divergenze sia sulla nostra permanenza al governo sia sulla sinistra arcobaleno come assemblaggio di ceto politico con tre partiti dichiaratamente governisti. Ciò che è successo all’indomani delle elezioni nel partito è il frutto del tentativo, annunciato ampiamente, di avviare una costituente su base individuale (stampate e distribuite le tessere della sinistra arcobaleno) e delle dichiarazioni sull’accelerazione e sulla irreversibilità di tale operazione. E’ inutile tentare di occultare questo dato parlando di golpe, di resa dei conti e di personalismi vari. Semplicemente chi non era d’accordo con quella costituente (e io sono stato in prima fila), mai discussa in quei termini da nessuna parte nel partito e discussa invece con Mussi e diverse “personalità” che avrebbero lanciato l’operazione con un appello pubblico a farla subito, ha impedito che si facesse. Lo ha impedito in modo limpido, dichiarandolo esplicitamente, e permettendo così un dibattito ed una decisione democratica. Diversamente avremmo avuto una costituente sulla base del principio una testa un voto, alla quale avrebbero partecipato anche militanti di rifondazione, e il congresso del PRC sarebbe stato luogo di ratifica e valutazione di quanto già fatto. Il PRC si sarebbe diviso fra la costituente della sinistra e quella comunista (lanciata parallelamente dal Pdci) dissolvendosi definitivamente. Qui non ci sono processi alle intenzioni, bensì valutazioni politiche su intendimenti proclamati su tutti gli organi di stampa e su tutte le televisioni da Bertinotti, Giordano, Vendola, Migliore e diversi altri. Non credo di aver avuto le allucinazioni quando ad un TG ho visto Giordano il giorno dopo le elezioni dichiarare che “la Sinistra Arcobaleno è un processo irreversibile” e che “la faremo comunque con chi ci sta”. Capisco bene che il fatto che nel CPN sia stata impedita questa operazione abbia mandato su tutte le furie chi il CPN avrebbe voluto farlo due o tre settimane dopo il voto, a fatti compiuti. Ma non è accettabile, mi spiace, la mistificazione secondo la quale si sarebbero indicati capri espiatori allo scopo di sostituire il segretario con un altro o, peggio ancora, che si sarebbe promossa una resa dei conti. Quindi bisognerebbe smetterla di inquinare il dibattito con le teorie del complotto assumendosi la responsabilità dei propri atti e delle proprie proposte politiche.

2) Non ha senso presentare gli schieramenti usciti da quel CPN come innovatori e conservatori, come eredi delle innovazioni culturali e detrattori delle stesse, come il tradimento della maggioranza del congresso di Venezia. O meglio, ha un senso per chi vuole spostare la discussione dal punto politico del futuro del partito a quello della presunta coerenza con la migliore storia di rifondazione, ben sapendo che l’idea del superamento del partito non è popolare fra gli iscritti e che conviene chiamarli a schierarsi su altro. E’ bene che tutti sappiano che dall’ultimo congresso la mozione di maggioranza si è divisa e milita in ben quattro dei cinque documenti congressuali (tranne falce e martello), che la mozione 2 di Venezia si è divisa e milita in tre documenti (compresa la mozione Vendola), che due delle tre mozioni di Venezia sono uscite dal partito e si sono presentate alle elezioni. Come si fa, dopo un simile terremoto, a proclamare che da una parte ci sarebbero gli innovatori eredi del meglio di Venezia e dall’altra gli identitari, settari, chiusi e via insultando? Anche per questa ragione ho insistito per un congresso con un unico documento a tesi. Avremmo potuto dividerci e votare su diverse tesi alternative sul punto del futuro del partito e su quale unità della sinistra e discutere liberamente del resto, riconoscendo e valorizzando l’unità che pure c’è fra noi su tantissime cose. Non si è voluto solo per dimostrare che siamo divisi sulla cultura politica invece che sul superamento del partito. E siamo arrivati al punto che si accusa, a mezzo comunicato stampa, la mozione Acerbo di aver “copiato” da quella Vendola i temi dell’antimafia, della questione meridionale e non so cos’altro. Come se dovessimo avere posizioni diverse e contrapposte sull’antimafia!

3) Ha senso, invece, la autocandidatura di Nichi Vendola alla segreteria del partito. Ha senso perchè già da mesi si parlava di Vendola come leader del nuovo partito della sinistra. Ha senso perché Vendola aveva ricevuto una semi-investitura, come scritto da tutti i quotidiani imboccati dalla pletora di addetti stampa di Bertinotti e Migliore, all’assemblea degli “stati generali” dove l’applausometro l’aveva messo sul trono. Ha senso per superare i malumori dei tanti dirigenti della mozione Vendola per la candidatura di Bertinotti a premier in campagna elettorale. Ha senso per cavalcare la tigre del leaderismo e per ridurre militanti ed iscritti a tifosi passivi e plaudenti. Ha senso perché la dice lunga sulla natura del partito, o soggetto che dir si voglia, della sinistra che si vuole costituire. Una formazione ultrapoliticista, dominata da “personalità” in accordo e concorrenza fra loro, con un leader dalle mani libere per decidere le mosse da comunicare dalla televisione. Ha senso perché Vendola può raccogliere voti sulla sua persona che non andrebbero mai alla proposta della costituente che prevede il superamento di rifondazione comunista. Ha senso perché perpetua l’idea che il partito deve essere governato da una maggioranza identificata con un leader.

Ma non dovrebbe avere senso perché é una scorrettezza enorme anteporre le persone alle idee. Almeno in un partito antagonista che si prefigge di cambiare le cose e non di imitare il peggio della cultura politica maggioritaria oggi in Italia. Perché Vendola non può contemporaneamente fare il segretario del nostro partito e il presidente di una regione dove governa col Partito Democratico. A meno di non avere un inconfessabile accordo con il PD sul dopo congresso. Perché, per essere eletto segretario, dovrebbe avere il 51% dei voti e rifiutare ogni logica di gestione unitaria del partito.

La verità, secondo me, è che Vendola non pensa nemmeno lontanamente di fare il segretario del partito. Semplicemente ha messo a disposizione la sua popolarità per conquistare più voti per la mozione che propone la costituente di sinistra, e cioè il superamento di rifondazione comunista e la spaccatura della sinistra fra comunisti e neosocialisti.

4) Tutti vogliamo l’unità della sinistra. Ma quale unità? Per fare cosa? Non sono domande superflue. Se nel PRC vincesse la mozione Vendola si procederebbe, come ben scritto, ad una costituente della sinistra, ben sapendo che Verdi e Pdci non ne farebbero parte. In altre parole si realizzerebbe il progetto di Sinistra Democratica e si alimenterebbe l’altro progetto del Pdci. Rifondazione, come gran parte dei soggetti politico-sociali di movimento, sarebbero divisi e dilaniati dai due processi costituenti. Entrambe le costituenti sarebbero subalterne al Partito Democratico sia per vocazione, visto che sia Fava sia il Pdci vogliono un’alleanza strategica con il PD, sia per la debolezza intrinseca prodotta dalla divisione. Ma se Rifondazione continuasse ad esistere entrambe le costituenti sarebbero sterili e non potrebbero realizzarsi, giacché sono unite su un solo punto: che rifondazione debba sparire e che il suo patrimonio politico e non solo, possa essere diviso.

Detto questo, che comunque non è poco, resta da capire come e per cosa vale la pena di costruirla l’unità della sinistra.

Non basta dire che bisogna ricostruirla dal basso. Lo dicono tutti e senza alcune precisazioni può non voler dire niente.

E’ necessario ricostruire conflitto sociale, vertenze, esperienze di mutualità e di solidarietà attiva. E’ necessario coordinare forze politiche e sociali per essere efficaci nell’opposizione al governo Berlusconi. Questa è la strada per unire ciò che di sinistra rimane nel paese. Rifondazione c’è nei quartieri degradati, come ci sono centinaia di associazioni, gruppi, centri sociali, comitati di lotta. Non si tratta di tornare ai territori o di tornare a parlare alla “gente” per strada. Si tratta di dimostrare una coerenza fra ciò che si predica e si dice e ciò che si fa nelle istituzioni, visto che al governo non abbiamo ottenuto nulla. Si tratta di smetterla, in quei quartieri degradati, di fare tavole rotonde sull’unità della sinistra e di promuovere, invece, vertenze e lotte insieme ai gruppi e comitati. Si tratta, cioè, di unire la sinistra reale rispettando le identità di tutti e le culture di tutti. Ma è solo l’impegno sociale e la lotta ad essere il terreno per un confronto fertile ed anche per una effettiva contaminazione reciproca. Le tavole rotonde con chi dice che il comunismo deve sparire, magari per tornare a Riccardo Lombardi coma fa Ginsburg, come i dibattiti “per costruire un nuovo centrosinistra” come fa Fava insieme ad esponenti di Rifondazione, non costruiscono unità, bensì ulteriori divisioni e separatezza del ceto politico dalla società. Promuoviamo per un anno l’unità di chi vuole contestare il G8 del 2009, e facciamolo come facemmo con il Genoa Social Forum, ed avremo l’unità della sinistra in questo paese.

5) Non basta salvare rifondazione. Tutti dicono che non è autosufficiente ma una cosa è riconoscerne i limiti e individuarne i difetti da correggere, e un’altra e considerarla un ferrovecchio di cui liberarsi rapidamente per liberare finalmente le forze della sinistra diffusa. Insisto nel dire che una parte importante del gruppo dirigente di rifondazione è come se avesse detto: abbiamo ambizioni e progettualità così grandi e così alte che rifondazione non basta, ci vuole un partito (o soggetto che dir si voglia) alla nostra altezza. Ieri mi è ricapitato fra le mani il testo di una mia lettera di solidarietà ai compagni di Firenze promotori dell’appello di novembre ai quali un anonimo dirigente della federazione aveva detto sul Corriere della Sera: “non bisogna avere paura di qualche centinaia di contrari, se si ha intenzione di parlare a milioni di possibili elettori”. Quanta boria, quanta presunzione, in queste parole! E’ proprio l’esempio lampante di quanto dicevo più sopra. Chi vuole parlare a milioni di elettori considera tanti compagni del partito, che oggi guarda caso sono in stragrande maggioranza a Firenze, dei poveri deficienti non all’altezza degli splendidi disegni di un gruppo dirigente illuminato. Salvo svegliarsi il 14 aprile senza i milioni di elettori e senza la fiducia e il rispetto dei compagni che il partito l’hanno costruito e fatto vivere per tanti anni.

Ma non basta salvare rifondazione. Perchè é stata snaturata troppo dal leaderismo e dal conformismo conseguente. Dall’istituzionalismo che ha determinato una situazione insostenibile: non sono più i rappresentanti nelle istituzioni a servire ai circoli e al partito per essere più incisivi ed efficaci bensì il contrario. Circoli e gruppi di iscritti al servizio dei consiglieri, degli assessori e dei parlamentari. E sarebbe ancor peggio se si affermasse l’idea che solo un nuovo leader può salvare il partito. Avremmo un partito al servizio di una persona e delle sue decisioni.

Ma non basta salvare rifondazione. Bisogna sapere che il partito deve riformarsi, deve ritrovare il senso di un’appartenenza, di una collegialità e di una democrazia che sono, evidentemente, entrate in crisi. Per fare questo non basterà il congresso, sarà necessario un lungo cammino, paziente e determinato.

Molti lamentano una presunta chiusura del dibattito di rifondazione. E’ ingiusto ed ingeneroso. Perché sottovalutare la necessità di un partito di discutere democraticamente del proprio futuro? Perché, dopo mesi di assurde assemblee e discussioni sulle forme di un contenitore senza contenuti, si vuole che novantamila iscritti a rifondazione non discutano anche di se stessi? Perché un qualsiasi gruppo può riunirsi e decidere quale proposta fare agli altri e se la stessa cosa la fa un partito diventa una perdita di tempo? Forse si preferisce che a decidere siano quattro leader oligarchi? O si pretende che un’associazione di trenta persone, che merita tutto il rispetto del mondo, decida e che gli altri debbano applicare? Non sarà che qualcuno pensa che chi è iscritto ad un partito non abbia il diritto di partecipare e decidere perché per lui c’è un leader che ci pensa? Non sarà che c’è chi pensa che non avere una tessera di partito renda migliori?

Quindi, se si pensa che il dibattito di un partito sia poco interessante non c’è nessun obbligo a seguirlo. Se si pensa che rifondazione non debba decidere di se stessa, per le ripercussioni che questo avrebbe su altri magnifici progetti, ci si chieda che progetti sono visto che non possono realizzarsi se non sulle spoglie di rifondazione. Se si crede che un partito sia obsoleto, inutile, vecchio e tendenzialmente stupido si sappia che non c’è nessun obbligo a farne parte.

Il Partito della Rifondazione Comunista è sempre stato aperto, ha eletto centinaia e centinaia di persone senza tessera pur essendo un partito piccolo, ha sempre tentato di dialogare alla pari con tutti. E’ stato un partito molto generoso ed unitario.

E’ ora che venga ripagato con la stessa moneta.

ramon mantovani

297 Risposte to “Basta con le mistificazioni! Rifondazione merita di essere rispettata!”

  1. Giordanobruno Venier Says:

    Caro compagno Ramon,
    ti ringrazio per tenermi al corrente della nostra situazione in Italia e sinceramente credo di poter condividere in pieno le tue riflessioni, anche
    se in questi giorni non riesco a seguire sistematicamente ed a fondo il dibattito che si stá producendo, dovuto all’ impegno assunto nell’accettare
    la precandidatura interna nel Partito Socialista Unito del Venezuela – PSUV
    per la elezione a Sindaco Metropolitano di Caracas che si terrá la prossima Domenica 01/Giugno. Non vi spaventate: non ho nessuna possibilitá di uscirne eletto, peró era importante participare protagonisticamente ed apportare idee e proposte programmatiche per strutturare la candidatura
    del Partito.
    Un gran abbraccio al Marcaccio Consolo.
    Ricevi un gran saluto solidale e rivoluzionario.
    Solución Radical a la Crisis Global:
    S O C I A L I S M O! para el Ser Humano yel Planeta.
    La umanitá vincerá!
    Hasta la Victoria siempre, VENCEREMOS!
    Giordanobruno Venier

  2. RAMON,

    hai detto le stesse cose che in diecimila forme diverse io ho cercato di spiegare ad Anubi dopo ogni suo interrvento. Fare rivoluzioni insieme rispettando la diversità di ciascuno, il partito che si mette in gioco con tutte le realtà che hanno bisogno di guardarsi in faccia sul serio e lavorare per contrastare questa destra spietata, insomma, inutile essere ripetitiva.
    Ci siamo Ramon, sintonia perfetta.
    In un forum (quello dove ho beccato Alessando) uno ha detto che Mantovani si è fumato il cervello. Può darsi Ramon che ce lo siamo fumato, noi che siamo stati sempre in mezzo alla realtà dei conflitti e delle lotte, io a partire dalle lotte a Comiso, e chissà, magari stando lì ore ad organizzare e contestare e prendere mazzate dalla celere e tante altre belle cosette, qualche fumata in più può avere danneggiato anche a me qualche neurone. Può essere. Ma noi Ramon saremo pure fumati, ma più di far danno a noi stessi non si fa, ma è sicuro invece che gli altri si fumeranno Rifondazione, altrochè…

    non esiste compagni, non esiste proprio!

    QUESTO CONGRESSO DEVONO VINCERLO I MILITANTI, GLI ISCRITTI E COLORO, COME ME, CHE HANNO CONTRIBUITO A FONDARE RIFONDAZIONE E CHE OGGI PUR NON AVENDO TESSERA VEDONO IN QUESTO SOGGETTO IL GIUSTO CANALE ISTITUZIONALE PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE, INDIVIDUALE E COLLETTIVA.

    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!

    Maria

  3. alessandro cardulli Says:

    si sta verificando un fatto nuovo da non sottovalutare. Prima D’Alema e poi La Torre, che di D’Alema è un uomo di fiducia, sono intervenuti nel dibattito interno di un altro partito, quale il nostro, per indicare pubblicamente, attraverso una stampa sempre più compiacente, il nome di chi dovrebbe essere il segretario del Prc, guarda caso Vendola, l’unico che può, a loro dire, salvare la sinistra radicale. Sempre guarda caso ,in sintonia con esponenti del Prc che dicono la stessa cosa parlando di Vendola come del salvatore della patria. Si tratta di una grave ingerenza con un fine ben preciso troppo facile da capirsi.

  4. d’accordo alessandro. E non capisco una cosa, d’alema si era eclissato, roba da andare “a chi l’ha visto” che eravamo tutti in apprensione. Mò com’è che resuscita e che esterna opinioni così, su fatti che non lo riguadano di certo? MAH…

    VEDETE COME L’INGERENZA NON LA FA SOLO PAPA BENEDETTO XVI ?????? E DICIAMOLO UNA VOLTA PER TUTTE! 🙂
    maria

  5. Credo che in questo tuo scritto te abbia fatto un’ottima sintesi della partita in gioco. Un’ottima sintesi di ciò che è venuto fuori durante il dibattito di sabato scorso di presentazione della mozione congressuale.
    Ho apprezzato particolarmente l’intervento di Alzetta (Tarzan). Nel suo modo di fare ha messo in risalto un paio di cose importanti. Primo fra tutti quando ci ha detto che non basta essere dalla parte di chi lotta per il diritto all’abitare, ma che forse dovremmo cominciare anche noi ad occupare case.
    Come dire, non basta dare solidarietà (cosa che Rifondazione in questi ultimi due anni ha continuato a fare), bisogna ricominciare dalle lotte (cosa in cui invece siamo parecchio mancati).
    Questo congresso può rilanciare il nostro agire politico o può segnare la morte di rifondazione e un nuovo indebolimento della sinistra (partitica, parlamentarista) perché, se da una parte ci saranno quelli che andranno nella costituente socialista e dall’altra quelli che si rifugieranno in quella comunista, ve ne saranno tanti tanti altri – ad iniziare da me – che chiuderanno la loro esperienza in un partito (e forse o probabilmente, anche da elettori).
    Teniamo duro caro compagno. La partita non è facile, ma si può riuscire a salvare il tutto. A patto che poi questo partito avvii una fase politica nuova. A patto che i colpevoli di questa disfatta (TUTTO) il gruppo dirigente non sia nuovamente confermato in blocco ai vertici.
    Un caro saluto,
    Andrea O.

  6. Davide Prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    non parlerei di ingerenze, mi pare eccessivo.Ci siamo dimenticati che i nostri dirigenti hanno fatto la stessa cosa per il segretario del Pd?Commenti,elogi critiche ai vari candidati segretario…Ricordo molti elogiare Veltroni pubblicamente..

  7. Per una risposta da Ramon Mantovani:
    Da quello che si legge, francamente non si capisce nulla, si percepisce solo l’ansia di prevalere e di contare nell’assetto più che nelle idee.
    Da quello che la sinistra sostiene al governo non si capisce perché non viene sostenuta, oltre alla eliminazione dell’Iva, la liberazione COMPLETA dei redditi da lavoro dall’Irpef che, come per l?va, non rispetta la valutazione complessiva della capacità contributiva della persona e indica solo la voracità di chi comanda nel garantirsi un flusso di risorse da spendere principalmente per sopperire al trattamento di favore verso il patrimonio, specialmente se grande, e nel finanziamento di strutture politiche giustificate solo dal voto di scambio.
    Come mai la cosiddetta sinistra non é sensibile verso questo macroscopico problema che costringe la classe lavoratrice nelle condizioni di sfruttamento assimilabile ai polli in batteria?
    Grazie. Saluti. da Hominibus.

  8. Per Anubi. Bello il tuo articolo. Davvero.

    “se una sinistra alternativa ci sarà ancora, non l’avrà mai questa «cultura del governo» […]. A ciascuno il suo: e dunque anche a voi, complici, il sangue dei bambini.”

    Bisogna che sia DAVVERO alternativa questa sinistra Anubi, a fatti, non a parole salottiere… non ci posso credere che tu di questo non abbia coscienza. Non ci credo.

    Maria

  9. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro hominibus,
    hai ragione nel dire che si pensa quasi esclusivamente agli assetti interni. La sinistra in questi anni ha sbagliato sia nell’analisi della società sia nelle risposte.Prendo ad esempio la sicurezza,problema che riguarda soprattuto i ceti popolari, i nostri dirigenti quando vengono incalzati sull’argomento fanno demagogia o cambiano discorso..segno di incapacità di capire i problemi.
    Ciao davide

  10. caro compagno ramon,ho letto la mozione congressuale firmata dal compagno vendola e sono rimasto basito.Questi compagni,che sanno usare bene le parole,hanno mostrato grandissima arroganza.Ma come si fa ad affermare che non si vuole lo scioglimento di rifondazione,quando si propone la costituente della sinistra?Si pensa veramente che i compagni non siano in grado di leggere e capire quel che essi hanno scritto?.Avrei apprezzato,anche se non l’avrei votata ovviamente,una mozione in cui si affermasse il superamento di rifondazione.Sarebbe stato piu’ leale e corretto.Una mozione il cui esito finale,lo scioglimento,è affermato implicitamente,è farcita di tante belle parole solo per confondere.Ma i compagni ci hanno abituato che quello che affermano è altro da quello che pensano.Proprio per questo non cadremo nella trappola.

  11. Old Communist Says:

    Caro Davide,
    come fai a non vedere che si sta verificando una gravissima ingerenza da parte del Partito Democratico verso il nostro congresso? Hai ragione a ricordare il deprecabile soccorso rosso di alcuni dirigenti di rifondazione alle primarie del PD; ma questo non significa che noi si debba stare con le mani in mano se Segretari regionali e locali interferiranno nei nostri congressi, magari per restituire la cortesia a qualche notabile della minoranza bertinottiana.

  12. Ramon questo tuo articolo è un ottimo contributo per tutti noi che ci apprestiamo nei vari circoli all dibattito congrssuale. Io stesso in coda agli oltre 600 commenti, ti chiedevo di entrare nel merito dei documenti congressuali. In questo articolo anche se non fai un analisi puntuale dei documenti ( che sarebbe un lavorone) delini bene le questioni dirimenti attorno alle quale si dovrà incentrare il dibattito in una logica di alternativa tra i due documenti principali

    – Ribadire che la costituente è il concretizzarsi del superamento e la continuazione della sinistra arcobaleno e che quindi il rilancio di rifondazione è necessario per sventare questo disegno politico

    – svelare per ribaltare la debolezza e la strumentalità dell’impostazione nuovo-vetero, chisura nei fortini- apertura alla società

    – Critica della candidatura antidemocratica e plebiscitaria di Vendola, candidatura giocata solo in una logica di aspiravoti per vincere e per dividere

    – fare chiarezza sulle due progettualità della unità della sinistra

    – il rispetto dell’autonomia del prc e del dibattito interno nel congresso, contro i tentativi di opa lanciati dai ceti politici e mediatici esterni al partito.

    scusa Ramon se ho fatto una sintesi della sintesi

    Comunque concordo Vendola non sarà il prossimo segretario, penso in corsa ci sia Gennaro Migliore ( d’altra parte è da un po’ che è in corsa)

    Luca

  13. Old Communist Says:

    …Segretari regionali e locali…si intende ovviamente del PD

  14. grande ramon,ti ho sempre apprezzato da quando fosti il primo a dire ‘non dobbiamo avere paura di far cadere il governo’ in modo non settario ma attento.
    sono anche contento di leggere una critica più puntuale e meno evasiva,come fa (forse giustamente,visto il suo peso) il compagno paolo ferrero.sono d’accordissimo sull’inversione del rapporto tra circoli e federazioni ed eletti,è sotto gli occhi di tutti,c’è anche una questione etica di fondo,il rifiuto di leaderismo e simil-lobbismo all’italiana.
    al comitato politico federale a cui appartengo ho sottoscritto la vostra/nostra mozione,vediamo di vincere questo congresso e dare un futuro a rifondazione,alla sinistra radicalee alla speranza di cambiamento dell’esistente.
    saluti rigorosamente a pugno chiuso

  15. DAvide,
    non penso che si possa paragonare l’elogio a Veltroni da parte dei leader di rifondazione con l’elogio di D’Alema e LA Torre a Vendola. La situazione è totalmente differente. Alle primarie del Pd (e ci ero dentro e te lo posso dire) abbiamo assistito ad una vera e propria farsa, l’unico candidato era Veltroni e lo sappiamo tutti benissimo. Diversa la nostra attuale situazione, non credi? e poi in riguardo a risposte di alcuni problemi seri che i nostri dirigenti evadono elegantemente, come quello sicurezza, sono d’accordo con te, ma non da ora. Se ti ricordi, prima che qui diventasse un forium aperto a tutti, una giungla, insomma, non saprei definire (anche se è meglio così perchè finalmente si parla chiaro con tutti e si può anche cambiar idea, spero..) io e te con Ramon abbiamo cercato di affrontarlo questo problema, e anche la questione radical-chic, ricordi? concordo in pieno con te, concordavo allora e concordo adesso. E questi non sono problemi secondari agli assetti interni al partito, ci mancherebbe, è che adesso si deve pensare a preparare bene il terreno affinchè dopo possiamo tutti pianificare e affrontare i veri problemi e le vere esigenze dei cittadini.
    Saluti

    Maria

  16. d’accordo, come sempre

  17. pizzamandolinomafia Says:

    Scusate. Sono allibito. Osservo la situazione italiana da lontano e non ho forse un’adeguata percezione delle spaccature che stanno dilaniando quel che resta della sinistra. Non riconosco il mio paese. Non riconosco i miei compagni. Da una parte vedo gente che balla sulle rovine fumanti d’un campo nomadi. E qui trovo gente che litiga a denti stretti su un futuro del tutto privo di prospettive. So che quanto scrivo non ha rilevanza nel dibattito in corso. E’ solo che fatico a capire… davvero.

  18. alessandro Says:

    ramon completamente d’accordo

  19. Pizzamandolinomafia siamo tutti allibiti. anche noi non riconosciamo più il nostro paese e non ci riconosciamo più tra di noi. E questo è solo l’inizio del dopo tzunami parlamentare. Ne vedremo delle belle, e nemmeno tra molto. Il problema è che i potenti lo sanno, e non fanno niente per fermare la deriva, anzi, l’hanno voluta e la stanno alimentando. Ci ricordiamo qual’era uno dei piani della P2? Piccoli dettagli banali ma che potrebbero parlare più di ogni altra cosa: 25 aprile Festa di Liberazione dal Fascismo. Quest’anno è diventata Festa della Liberazione da tutti i Tolitarismi, l’anno prossimo sarà Festa della Libertà e tra due Festa del Popolo delle Libertà. Primo Maggio Festa dei Lavoratori, delle conquiste sudate con le lotte e col sangue dei lavoratori, tra qui a poco diventerà Festa del Lavoro, quindi capitanata giustamente da Montezemolo. Chi meglio di lui può esserne l’interprete? E nopn sto scherzando. Quando la sinistra si dimentica di fare memoria, le nuove generazioni “scordano”, o per meglio dire, non conoscono. Quindi tutto diventa lecito. Anche noi fatichiamo a capire come mai qui a sinistra si faccia fatica a comprendere cosa ci ha portato alla disfatta. E’ così chiaro, lampante! eppure litighiamo…

    Maria

  20. Leggo sul sito rifondazioneinmovimento questo articolo:
    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/05/26/in-risposta-alle-compagne-e-ai-compagni-del-sito-della-mozione-manifesto-per-la-rifondazione/

    La dimostrazione che qualcuno usa tutti i mezzi per cancellare il dissenso all’interno del partito è la censura su un post che ho inserito ieri sul blog di Giordano a questo articolo http://www.franco-giordano.it/blog/?p=164. Non lo hanno approvato ma lo hanno deliberatamente cancellato. E parlate di rispetto tra compagni? Riporto il testo

    ***
    25. Maggio 2008, 18:44
    Il tuo commento deve essere approvato.

    Sono un militante e iscritto, prima del Pci e poi di Rifondazione, e non mi piace questo clima di demonizzazione di chi si riconosce nella mozione Acerbo. Avrei gradito che la sera del 14 aprile il segretario del mio partito avesse pronunciato parole diverse da quelle che ho ascoltato. Avrei gradito che vi fosse un’assunzione di responsabilità del segretario e del ‘leader’ rispetto a una sconfitta epocale di quella cosa chiamata Sinistra Arcobaleno che ci avete imposto senza alcuna possibilità di discussione. Avrei gradito non sapere che avete lavorato in questi mesi per cancellare la storia e l’esperienza di compagni e compagne che hanno militato in Rifondazione e che intendono continuare a farlo. Avrei gradito meno ‘fagioli pensiero’ e più territorio, avrei gradito che non seguiste la ‘moda del leader’ indicendo conferenze stampa per presentare quello che ritenete ‘il segretario’ e che dovrebbe aspettare il congresso come tutti noi. Poi dovresti spiegarmi ‘caro compagno Giordano’ se il doppio incarico è gradito a Vincenzo Divella e a Salvatore Tatarella i due grandi ’sponsor’ di Vendola governatore in Puglia.

  21. “Rifondazione c’è nei quartieri degradati, come ci sono centinaia di associazioni, gruppi, centri sociali, comitati di lotta. Non si tratta di tornare ai territori o di tornare a parlare alla “gente” per strada. ”

    senti questo non è vero come non è vero che non c’è da nessuna parte.
    Ti faccio un esempio abito a Roma Torpignattara la sezione fisicamente c’è e organizza anche un bel pò di cose. Ma è tipo un fantasma. Tranne chi ci va di suo non riesce a coinvolgere e in un certo senso non si vede, mentre AN è sotto il mio balcone col megafono e riesce a farsi vedere quando serve e anche a coinvolgere.

    I movimenti ci sono, ma coinvolgono solo chi già ne è parte per gli altri sono quelli strambi con le biciclette che rompono il bip

    E qui nel quartiere siamo fortunatissimi è una delle aree “popolari” dove è più presente.

    P.S.non è un giudizio sulla specifica sezione che non frequento inquanto non condivido il pacifismo come è oggi declinato ma semplicemente un impressione da abitante di un quartiere e di una città

  22. Davide Prc sulcis Says:

    Cara Maria,
    si ricordo quella discusione, anche se in realtà si era toccato appena l’argomento.La sinistra e il Prc purtroppo in questo momento sono assenti dalla vita politica italiana, sono assenti nella società.Non basta accodarsi alle manifestazioni degli altri,portare tre bandiere e dire che ci siamo, dobbiamo esserci veramente, smettendo di fare demagogia davanti ai problemi.

  23. Concordo con le tue riflessioni, Ramon.
    Personalmente ho votato Rifondazione dalla Bolognina fino alle ultime elezioni comprese, confidando nella crescita di un nuovo soggetto unitario a sinistra.
    Ciò purtroppo non si è verificato, ma esorto tutti coloro che ancora si sentono di SINISTRA nell’animo, ostinatamente oserei dire, a far rinascere un nuovo progetto di sinistra reale. Non svendiamo e non molliamo i nostri ideali ed i nostri valori sull’altare del “Veltrusconismo” permeato di pensiero unico, MAI!!
    Un’alternativa a sinistra può e deve esistere. Rifondazione Comunista può risorgere con le idee e gli uomini giusti.

  24. Sono d’accordo DAvide. E sono certa che la nuova Rifondazione dovrà scontrarsi, ancor prima che con la realtà, con i militanti stessi che sono i primi ad esser stanchi della demagogia. Stai tranquillo, nulla potrà essere più come prima.
    E vorrei riparlare della questione D’ Alema, da come la vedo io. Massimino il grande stratega, lo sappiamo, sta spingendo al corteggiamento del Partito Democratico verso Nichi per avvicinarlo a SD e costruire un altro Centro-Sinistra con il PD e una sinistra estremamente moderata ed esclusivamente di governo come SD. Questo per sottrarre ogni possibilità di costruzione dell’ Opposizione sociale nel Paese, in modo che poi in Parlamento possa governare un grande centro istituzionalizzato. Ed è un pericolo forte Davide, perchè ridurrebbe la Sinistra italiana a peggio degli Stati Uniti d’America, e gran parte del ceto politico di Rifondazione Comunista (Vendola a capo) non ha capito questa immensa “trappola” che il PD sta organizzando alla Sinistra. Non ci è bastata la litania del voto utile, no, figurati!
    Dopo l’annientamento dalle Istituzioni ora puntano ad annientarci anche nel Sociale.
    Do you understand?

    Maria

  25. Appassionante dibattito. Il Paese ci guarda, ci capisce e ci ignora

  26. Davide Prc sulcis Says:

    Cara maria,
    io non condivido la politica di D’Alema ma sono abbastanza onesto nel dire che è un vero animale politico, figlio della scuola politica comunista.Certo abbiamo posizioni differenti dalle sue, ma D’Alema non è così pazzo da non volere più una sinistra.Penso che come in ogni paese europeo ci debba essere una sinistra moderata socialista o socialdemocratica che sia e una sinistra comunista.L’esempio degli Usa non c’entra nulla secondo me, democratici e repubblicani hanno diverse correnti al loro interno, e se non fosse stato sin dall’inizio un sistema bipartitico ora avrebbero anche loro 4 o 5 partiti, nei democratici c’è l’area liberal, che è la più a sinistra del paese, nei repubblicani ci sono i teocon ecc ecc..

  27. un compagno di Roma Says:

    Caro Davide, tutto si può sostenere tranne che il PD sia sinistra socialdemocratica. La socialdemocrazia è una cosa un pò diversa, e noi non l’abbiamo mai avuta. Il PDS a un certo punto ha mirato ad esserlo, ma non c’è riuscito. Perché? Perché il PDS si è tentato di fare socialdemocrazia quando già tutto il progetto socialdemocratico era, a livello europeo, in crisi a causa della controffensiva capitalistica cominciata negli anni ’70. Oggi io vedrei solo una esperienza seria in Europa avvicinabile alla socialdemocrazia: la Linke.

  28. Davide Prc Sulcis Says:

    caro compagno di roma,
    il profilo del Pd è a tutt’oggi indefinito,ma nel panorama italiano è votato da quelli che in un altro paese voterebbero socialdemocratico o socialista, occupano quello spazio anche se per ora non hanno un profilo ben definito.Non concordo sulla tua analisi dell’esperienza socialista e socialdemocratica, che è tutt’ora forte in tutta europa tranne che da noi.Il Pds ci aveva provato, ma non veniva da quella storia, non potevano dirsi socialisti perchè in italia il socialismo è stato Craxi,in compenso in europa si presentavano come socialisti. Sono rimasti in mezzo al guado, non più comunisti ma nemmeno socialisti, per quello il Pds è fallito.

  29. “Oggi e’ lo stesso Pd che dice di non essere autosufficiente, questo lo vedono anche i sassi”. E ancora: si parla di legislazione costituente. “Bisogna vedere le carte, ma costituente di che?”. Insomma tra distinguo e sottolineature comunque tra il nuovo ‘soggetto politico’ della sinistra unitaria, popolare, radicale nei contenuti ma di governo e il Pd di Veltroni e D’Alema, un dialogo comunque si pone e si rende necessario. Intanto pero’ Rifondazione Comunista sta cercando un suo assetto interno in vista del congresso di fine luglio. “Non voglio invadere nessun campo – osserva mussi – ritengo pero’ un errore se si ritornasse sulle caselle di partenza, fermo restando che il Prc quale forza piu’ consistente della sinistra Arcobaleno che non c’e’ piu’ ha “risentito fortissimamente” del tracollo elettorale per cui bisogna puntare ad una sinistra “unitaria, popolare, radicale nei contenuti ma di governo: di questa sinistra c’e’ bisogno come c’e’ bisogno di certe condizioni”. Quali? “Ad esempio con chi brucia le bandiere di Israele io non voglio andare allo stesso tavolo”. Insomma sono chiari i connotati della nuova sinistra da costruire “e non si dimentichi che facciamo parte del socialismo europeo”.

    Fabio Mussi (sempre lui. il peggior ministro per l’univeristà che l’italia abbia mai avuto da quando si votava per censo. non dimentichiamolo mai)

    Maria

  30. un compagno di Roma Says:

    Caro Davide, che il PD sia in buona parte votato da chi in Francia e in Germania voterebbe PSF e SPD non c’è dubbio. Ma questo non basta a definire di per sé la natura politica complessiva del PD così come non basta a definire la natura del Partito democratico americano il fatto che sia votato da settori di working class o da femministe. Ci sono, almeno, due punti preliminari da affrontare prima che il discorso scivoli in una pura disquisizione di carattere terminologico o in una pura affermazione del carattere politico di un partito sulla base della sua appartenenza a “campi” determinati (il socialismo europeo per SPD e PSF per esempio):
    1) che cosa si intende per socialdemocrazia per come questa storicamente si è data;
    2) su che cosa giudichiamo il profilo politico di un partito.
    Rispetto al primo punto e in maniera il più possibile sintetica comincio con ciò: la socialdemocrazia, anche dopo Bad Godesberg, non rinuncia alla sua caratteristica di essere rappresentanza politica di una (e sottolineo una) classe. I bisogni sociali di questa classe sono garantiti attraverso l’attivazione di un compromesso sociale e politico con la classe avversa, con il capitale. Decisivi sono anche i mezzi di conseguimento di questo compromesso: la costruzione dello Stato sociale.
    Rispetto al secondo punto: i partiti per me si giudicano dai valori, dai programmi, dalle iniziative legislative, dalle mobilitazioni sociali che attivano e così via. Bene, su questa base, a oggi, mi pare sia sotto gli occhi di tutti che il partito democratico si sia costituito come un partito interclassista che ha rinunciato all’obiettivo della costruzione di uno Stato sociale che realizzi l’eguaglianza.
    In Europa, e non lo dico soltanto io, l’esperienza socialdemocratica è in crisi ovunque: la SPD con la sua Neue Mitte, il blairismo, ampi settori del PSF; persino settori della socialdemocrazia scandinava, hanno perso o stanno perdendo il loro legame con le radici della socialdemocrazia.
    Di nuovo sul PDS: guarda che il progetto di D’Alema era di fare la socialdemocrazia e non ci è riuscito (ti ricordi il papocchio Cosa 2?). Ma non leggere questo fallimento in chiave puramente politicistica (Craxi etc.). Viviamo in una società che è segnata da determinati rapporti di forza dettati dal potere economico e sociale capitalistico. E quel progetto non è riuscito proprio perché non c’erano spazi compiere per un compromesso con il capitale. Compromesso senza il quale la socialdemocrazia non esiste.

  31. PS

    ho mandato questo stralcio di intervista a Mussi, perchè qualcuno, non ricordo chi, aveva detto che non c’era niente di male che Vendola accogliesse mussi nel progetto del nuovo soggeto. Certo, il problema è che le condizioni non le detta Rifondazione, le detta Mussi. E scusate se è poco. E ancora il soggetto non si è formato e già pane pane vino vino… figuriamoci dopo. Non ci voglio nemmeno pensare.

    Anubi, dimmi, sono una folle a pensare quello che penso succederà alla Sinistra Sociale, così d4etta Comunista, in italia se passa Vendola?

  32. celestemurgia@libero.it Says:

    cari compagne/i, caro ramon,
    apprezzo gli interventi di nino, giordano bruno, adrij83, old comunist, matteo, giovanni, etc, perchè giovano all’elaborazione e al pensiero e un pò di meno i compagni che si attorciglino sull’argomento e quelli che tengono in gioco anubi o altri.
    non voglio esprimere un giudizio ma è un invito alla concretezza e all’efficacia secondo l’obiettivo e la posta in gioco del momento.
    abbiamo stampato questo ultimo documento e lo stiamo diffondendo fra i compagni, anche con altri documenti, innescando discussione e confronto con tutti e fra tutti, anche con chi potrebbe simpatizare per altre mozioni, appunto per creare interesse e combattere disaffezione e sbigottimento che comunque esiste nella base.
    il tuo documento,ramon, sanguigno ma lineare ed asciutto, sicuramente contribuirà a chiarire le posizioni e ci darà una grossa mano nel nostro lavoro di militanti.
    ciao a tutti/e,
    celeste

  33. Celeste mi spiace dissentire, ma una cosa non esclude l’altra.
    Vi sono vari modi per combattere la disaffezione e suscitare interesse, per questo ogni individuo è diverso dall’altro così ogni militante. Ciò che per te è attorcigliamento può non esserlo per una altro e così via. Tutto giova a stimolare la riflessione, anche interventi tendenzialmente contrari, perchè si crea terreno per il confronto. Conosciamo tutti qual’è la posta in gioco del momento, e se perdiamo tempo qui, lo facciamo proprio per questo. Comunque buon lavoro a tutti.

  34. flaviano Says:

    Per Alessandro Cardulli,

    caro Alessandro,
    io non vorrei personalizzare il dibattito.
    Ma sei tu ke lo fai ad ogni piè sospinto.
    E allora i compagni che girano su questo forum dovrebbero sapere, che lo stesso Alessandro Cardulli circa du mesi fà in una riunione di un comitato politico federale di Roma intervenne sostenendo che “bisognava sbrigarsi a costruire il soggetto unitario e plurale della Sinistra”.
    Lo stesso Alessandro Cardulli iscrittosi al Prc da neanche 4 mesi ke oggi si trova a “combattere” Nichi Vendola e i “liquidazionisti del Prc”.
    Eppoi qualcuno si stupisce quando si parla di “maggioranza” dorotea…

  35. antonio Says:

    Secondo me il nostro partito fatica ancora a rendersi conto dei mutamenti indotti dal fallimento di linea politica e dalla disfatta elettorale. E’ ora di abbandonare l’idea che le geografie interne delle maggioranze e minoranze siano destinate per chissà quale decreto divino immutabili ed eterne. Questo schema mentale ci ha costretto a vivere tra correnti ossificate, ha portato via le nostre migliori energie, ci ha spinti a litigare tra noi piuttosto che a fare politica e e fare vivere i circoli nei territori e nei luoghi di lavoro, ha emarginato compagne e compagni qualificati e volenterosi perché magari invisi per qualche loro opinione contrastante con il “principe”. Questa cosa qui è finita. Chi attacca la mozione “avversaria” perché composta di gente che fino a ieri era divisa, vedendo in questo un segno di doroteismo, non fa altro che atardarsi.
    Chi critica la mozione acerbo perché vede alleati ferrero e grassi ecc. perde di vista la novità più rilevante: siamo tornati a parlarci e a considerare normale che su alcune cose si può essere d’accordi e su altre no, e che questo non inficia la possibilità di lavorare assieme per il radicamento e la crescita di un partito. Ma a cosa sono servite tante prediche staliniste se poi nella pratica pensiamo che i partiti debbano essere comandati da chi ha la stessa cultura politica, coincidente nel minimo dettaglio, buttando fuori chi non la pensa allo stesso modo su ogni cosa? Al congresso di Venezia la filosofia era che chi aveva il 50 per cento più uno dei voti aveva il diritto di prendersi tutto e di sbattere fuori tutti gli altri. Bell’esempio di innovazione!
    SAREBBE TROPPO FACILE RISPONDERE ALL’ACCUSA DI DOROTEISMO SOTTOLINEANDO CON LA MATITA ROSSA ALCUNI DEI NOMI CHE CAMPEGGIANO TRA LE FIRME ALLA MOZIONE VENDOLA. MI RISULTA CHE CI SONO COMPAGNI CHE A VENEZIA ERANO NELLA MOZIONE ESSERE COMUNISTI. O NO?
    Ma non è questo il punto. La questione vitale, soprattutto nella fase drammatica in cui ci troviamo, è mettersi l’anima in pace: i patti di sangue sono finiti, non esistono più le maggioranze tenute assieme dal timore suscitato dal principe di turno. Abbiamo avuto 14 anni di partito monocratico che ha buttato al macero tante energie e militanti, che ha azzerato le autonomie critiche. Questo partito ha rischiato di estinguersi nella morsa dei comitati elettorali, delle nicchie di potere degli eletti, dal verticismo. Sarà difficile, sarà arduo ma quello che stiamo tentando di fare è rilanciare Rifondazione comunista, cancellando – quello sì – quella creatura dorotea che ci sta alle spalle.
    saluti

  36. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    due semplici considerazioni da incursore :

    Se la situazione è come la descrivi ( e mi sembra assolutamente realistica)
    perchè non presentare una proposta più innovativa rispetto alla ” vendolina”.
    Cioè un modello più efficace per l’affermazione dei contenuti proposti?
    Se l’attuale situazione si è determinata nel corso del tempo e con il concorsodi tutti( seppure in diversa misura) perchè non prevedere proposte di funzionomento innovative per dare dimensione e contorno alle tue proposizioni? Mi sembra che tu stia parlando di rifondare la rifondazione.
    Tipo rifondazione 2 la vendetta! Se nei fatti è così ( cosa che va benissimo)
    mi sembra utile ricominciare almeno dalle cose buone che restano e che
    sono il vero patrimonio in discussione. Io penso che il periodo dell’utopia
    stia tornando in scena grazie ai disastri dei modelli precedenti e penso che
    questo concetto andrebbe rafforzato per meglio contrastare la “vendolina”.
    Sottolineo che non è un problema di nome,lo dico perchè in genere tu mi
    rispondi pensando che io voglia inquinare il logo. Mi riferisco al sistema,
    alla dinamica di democratica e creativa capacità di dare uno spazio effettivo a tutti su questo punto si evidenziano molte lacune.
    Le altre cose le avevo scritte sulla precedente risposta e mi fermo qui.
    Buon lavoro,di cuore, viva la vita!

  37. Caro Ramon, Cari compagn*

    E’ giunto il tempo delle decisioni, la posta in gioco è altissima e non possiamo uscire dalla crisi facendo ricorso al leader carismatico che in maniera tra l’altro scorretta si autocandida a segretario di partito come se questo fosse il tema del congresso. Tutti sanno che il segretario viene statutariamente eletto nel primo CPN post congressuale. E questo avviene proprio per evitare che la discussione interna degeneri in forme di plebiscitarismo.
    Una logica che critichiamo fuori di noi ma alla quale rischiamo di essere subalterni.
    Non siamo interessati a un partito d’aria con un capo d’acciaio, ma vogliamo un partito d’acciao con un capo d’aria, anzi, al limite con due portavoce, una donna e un uomo.
    E ti chiedo Ramon, può esserci questa possibilità? che sarebbe davvero democratica e innovativa nel panorama politico italiano? e lo dico anche da appartenente al movimento femminista.
    Non è il momento della definizione di asimmetrie di potere quanto piuttosto il momento della ricostruzione partendo dall’esigenza di definire i paramentri di una grande soggettività anticapitalista che sia forza connettrice delle istanze variegate che vengono dalla società. Una forza che non basta a se stessa ma che sia altresì consapevole della sua non autosufficienza e dell’esigenza dunque di contaminarsi con altre culture e altre pratiche senza per questo rinunciare alla propria autonomia organizzativa e progettuale.
    Io continuerò a lavorare, come ho sempre fatto, con spirito gratuitamente militante per la Rifondazione che nel 91 ho contribuito a fondare. Buon lavoro a tutti/e.

    Maria

  38. Caro Ramon,
    ho letto con attenzione il tuo intervento e devo confessarti che son rimasto sorpreso per alcune cose scritte che non corrispondono a verità o meglio cercano di di raccontare alcune mezze verità per cercare “di conquistare voti per una mozione e confutare le ragioni delle altre mozioni” o meglio di denigrare una una sola mozioni forse perchè la più “concorrenziale”.
    Non esistono doppie verità caro compagno ramon, esite un gruppo dirigente che uscito sonoramente sconfitto dalle elezioni e che per questa ragione si è dimesso. Questa è l’unica verità! Dopo la sconfitta invece di cercare di ricostruire il partito si è cercato ancora di più di cercare di sparare al cadavere per risolvere beghe poersonali ormai vecchie. Sì caro ramon la crisi nasce anche sui personalismi. E non nasce da una reale esigenza della base del partito ma bensì mi assomiglia sempre più ad una resa dei conti interna che poco ha a ceh fare con i compagni di base. Si usa l’argomentazione della sconfitta e di alcune frasi pronunciate da Bertinotti per attaccare tutto il gruppo dirigente e poi si va ad una conta che per quanto mi riguarda ha il sapore di chi orgogliosamente ha spodestato un desposta. Mi fa specie a rigurado quell’aria di presappochismo che i miei coetanei (quelli dai 20 ai 27 anni) avevano durante il cpn ogni qual volta si nominava il compagno Bertinotti. Ignavi forse del fatto che forse Bertinotti insieme a tuttto il gruppo dirigente si è speso molto per il partito e ne ha assicurato la sopravvivenza. Certo è un errore dichiare che il comunismo è una tendenza culturale ma ti posso assicurare che tra i compagni del mio circolo (266 iscritti) non se ne era accorto nessuno. A me è sembrato che si sono usate queste frasi per poi scontrarsi su altre beghe ( il finanziamento per la campagna elettorale ad esempio).
    Quanto al processo alle intenzioni io credo sia un grave errore il fatto di dichiarre che chi vota per la mozione Vendola vuole scioglire rifondazione comunista. Sarebbe più giusto dire che vuole aprire il partito ad una esperienza più ampia che veda impegnate tutte quelle forze di sinistra ancora esistenti in Italia. Pazienza se poi non ci si riesce. E comunque secondo me affrontare un cpn duro e aspro come quello scorso in piena campagna elettorale per i ballottaggi e stato un grave atto di irresponsabilità da parte di chi voleva a tutti i costi spodestare Giordano incurante delle conseguenze elettorlai che provaocava nel momento in cui bisognava chiedere di votare ancora per la sinistra arcobaleno mentre sui i giornali veniva fuori che rifondazione si era spaccata.
    Da qualla spaccatura siamo arrivati al congresso e il sol fatto che tu dici che ce un pezzo dei gruppi dirigenti che vuole sciogliere il partito ti spiega la motivazione per cui si è arrivati ad un congresso a mozioni e non a tesi così come sostenuto da te e da altri compagni. Come potevamo andare con un documenti unico se quello che ci divide è propio la prosepettiva futura? Per quel che concerne la figura di Vendola ti posso assicurare che gli applausi presi dalla folta platea degli stati generali erano così tanti che non c’era bisogno che qualche addetto stampa pompasse i giornalisti per scrivere bene di Nichi. Al contrario vedo che in questi giorni qualche vostro addetto stampa pompa i giornalisti a scrivere quando la vostra mozione vince in qualche cpf! Non cerdo stessi sognado quando ho sentito l’ex ministro Paolo Ferrero affermare pubblicamente che la mozione Acerbo è in vantaggio ripsettto alle altre con circa il 48% dei consensi mentre la mozione Vedola si ferma al 40%. Cos’è avete ingaggiato una società di sondaggi e state cercando di dire ai compagni venite con noi perchè siamo vincenti? Mi sembra una tecnica in pieno stile berlusconiano, no? Quanto alle denigrazioni nei confronti dei compagni dei 100 circoli io credo che siano assurde e condannabili ma allo stesso tempo credo che bisogna anche tornare un po’ a vedere quanto effettivamente si vale sia da un punto di vista sqisitamente di porposta politica e sia ( anzi forse soartutto) dal punto di vista del consenso. Non è un mistero il fatto che nel comitato di gestione nazionale esistono compagni e compagne che non rappresentano altro che se stessi. Tuttavia, son seduti lì nelle poltrone di comando. Non è un mistero che esiste da me in Puglia una città in cui alle scorse elezioni comunali il centro sinistra unito ha stravinto le elezioni eleggendo 33 consiglieri su 40. Bene sai quanto consiglieri ha espesso rifondazione ( rappresentata lì da due noti esponenti e dirigenti nazinali del partito) ? ZERO! Allora di che cosa vogliamo parlare? Penso sia più giusto come hai affremato anche tu ripartire dai territori e cominciare a lavorare molto di più nei circoli piuttosto che sulle comode sedie della direzione nazionale.
    Un ultima domanda ti volevo porre: tu hai criticato il fatto che Vendoila si sia auto-candidato alla segreteria ma come ben sai un segretario deve pur esserci. Ora, posto che voi non siete per i leader mi dici qual’è la vostra proposta concreta per la futura segreteria? Sai è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare.

    Un abbraccio,
    Luigi Panzuto (segretario circolo Trinitapoli).

  39. Ale B. Says:

    Car* tutt*,
    prima di tutto voglio dire che io mi riconosco fino in fondo nel documento di Acerbo + altr* e che a Venezia mi sono riconosciuto nella mozione “Bertinotti”.
    Questo perchè sia chiaro il senso di quello di cui parlerò ora.
    Penso che non dobbiamo commettere l’errore di seguire il piano della personalizzazione del congresso, demonizzando Vendola. Perchè così si accetta e si supporta quella logica e si mettono in secondo piano le differenze politiche che ci sono, forti, su alcuni punti tra il doc.1 ed il doc.2.
    Queste differenze sono sul governismo, sulla permanenza di Rifondazione in prospettiva, sull’unità a sinistra, sul giudizio sul PD.
    Di questo dovremmo parlare ed approfondire tra noi e con le/gli iscritt* al nostro partito e chiedo quindi a tutt* di sfumare i toni. Nichi è un nostro compagno, non il nemico (che ne abbiamo già tanti!). Non condivido le sue proposte, le trovo volutamente ambigue, ma la discussione su quello deve rimanere.
    Vorrei però anche dire a Luigi Pinzuto che le cose non stanno come dice lui su alcune questioni.
    Dopo l’esito elettorale un gruppo dirigente responsabile si dimette in automatico. Così non è stato, tant’è che in una riunione di segreteria solo Fanto, Barbarossa e Fraleone hanno dichiarato che si sarebbero comunque presentate dimissionarie al Cpn. Il resto della segreteria è stato “costretto” a dimettersi.
    Sull’auto-candidatura di Vendola dico solo che non sta nello statuto del partito e contribuisce all’americanizzazione della politica che diciamo di voler contrastare.
    Il segretario lo elegge il Cpn.
    Come ho già scritto, trovo politicamente deprimente che compagn* che fino al giorno dopo le elezioni dicevano che si doveva superare Rifonda e fare un nuovo soggetto politico con chi ci stava ora dichiarino che non hanno mai detto che volevano sciogliere il partito. Alfonso Gianni è tra i pochi a non averlo negato ed a lui, nel totale dissenso, va comunque il mio rispetto. Ad altri, forse un po’ infingardi, ne va meno.
    Sul documento a tesi emendabili, come saprai, ci siamo battuti perchè ci fosse e siamo stati, purtroppo, sconfitti. Poi nel proseguio del percorso congressuale si assiste ad accuse di plagio. Non è questa stessa accusa l’indicatore migliore (con la emme minuscola!) che si potevano presentare tesi unitarie su tante cose e contarsi e confrontarsi su quei punti di dissenso di cui scrivevo sopra?
    Ultima cosa, caro Luigi, non contribuire anche tu allo scadimento della discussione
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  40. alessandro Says:

    caro luigi panzuto non usre allusioni. quali compagni rappresentano solo se stessi.? non è forse denigrazione questa? D’ altronde voi avete anche il consenso di personaggi come latorre e d’alema che per me sono il peggio della politica italiana. comunque ti do una notizia: vendola dovrà accontentarsi della presidenza della puglia. non sarà lui il segretario.
    un ultima cosa.icompagni del comitato di gestione nazionale rappresentano il cpn che il massimo organo democratico del prc.
    voglio dire che non siamo in uno stato di monarchia vendoliana.
    in quanto alle parole di bertinotti non se ne è accorto solo chi non voleva accorgersene. Sono state parole che hanno destabilizzato molti militanti e parte dell’elettorato storico del prc . in quanto a giordano è stato necessario fermarlo perchè anche dopo il disastro elettorale voleva continuare sulla via delle scelte irreversibili.
    IN conclusione caro panzuto abbi più rispetto dei compagni!!!!

  41. alessandro Says:

    caro alessandro bernardi hai ragione ma io non ci sto a farmi dare da vendola un giorno sì e l’altro pure dell’ ottuso retrogrado stalinista veterocomunista identitario che sta a guardare un cielo immobile.
    Quindi ho intenzione di rispondere per le rime a vendola e a tutti i suoi seguaci adoranti

  42. Caro Alessandro,
    noi non siamo come loro. Siamo diversi. Anche in questo.
    Con affetto, Alessandro Bernardi.

  43. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro compagno di roma,
    vedo che concordi con me sul fatto che il Pd raccolga in italia consensi che nel resto d’europa andrebbero ai socialisti/socialdemocratici.Certo che questo non ne fa un partito socialista, ma io sono fiducioso che imbocchino la strada del socialismo europeo, anche perchè a mio avviso se ne imboccassero altre diventerebbero un partito senza identità definita e senza collocazione politica.Il Pd americano è un grande contenitore come d’altronde il partito repubblicano, non dimentichiamoci che negli Usa la struttura partito è differente e che gli elettori cambiano partito con più facilità rispetto all’europa.E’ innegabile però che ci sia un’area liberal molto forte,soprattutto in alcune aree del paese,e che in alcuni stati il consenso della working class verso i democratici sia plebiscitario.Quanto alla definizione di socialdemocrazia non affidiamoci a schemi troppo rigidi per definirla,il mondo cambia ed è dovere di una classe politica ammodernarsi.Io non vedo la sinistra così in crisi in europa,in spagna Zapatero governa, così come la Spd in Germania, che ha perso consensi perchè parte del partito si è staccato dando vita alla Linke, il Ps francese ha perso le politiche,ma ha preso il 47% e governa 21 regioni su 22 e gran parte dei comuni, in Inghilterra i labour governano dal 1997 e un logorio è forse naturale dopo tanti anni. Il Pds era socialista in tutta europa tranne che da noi, ma non per via degli spazi politici, ma per via della sua storia,per quel bagaglio culturale diverso dal Psi.Il Pd, l’anomalia italiana, è solo l’ennesimo frutto dell’anomalia storica italiana,del paese col più grande partito comunista d’europa,e su questo potremmo scrivere pagine..

  44. elio pillai Says:

    Ho appena letto la lettera che Vendola pubblica oggi”su liberazione” indirizzata a Ferrero e a Grassi.(il mio dubbio che sia rivolta anche a Ramon se pure non lo nomina,magari per richiamarlo)
    Se fosse vero cio’ che lui scrive non esiterei a dargli ragione.
    Ora vi racconto cosa è successo in Sardegna nei giorni scorsi.
    Il 16 maggio,a Caglari con paolo ferrero e a nuoro con ramon mantovani,si sono svolte le presentazioni del documento sottoscritto dalla maggioranza del CPN.
    Le riunioni tenute nei locali di partito hanno vissto un ampia partecipazione di compagni con oltre 40 interventi.
    Non è stata spesa dal partito una lira nè per i locali ne’ per pubblicizzare le iniziattive,ne’ per rimborsi a compagni venuti da altre sedi o di pagamento di mezzi speciali.
    Il 17 maggio si sono svolte a cagliari (mattino) e a nuoro (pomeriggio) le riunioni di presentazione del docimento n.2 con un ampia partecipazione di compagni,in cui hanno preso la parola solo Vendola e due dirigenti regionali.
    LE RIUIONI SI SONO SVOLTE PRESSO LOCALI A PAGAMENTO E SONO STATE ANNUNCIATE”ALL’AMERICANA” ANCHE ATTRAVERSO SPOT E MANCHETTE A PAGAMENTO.PARE SIA STATO PREDISPOSTO ANCHE UN PULMAN DA SASSARI,NON USATO PER MANCANZA DI UTENTI.
    Nella federazione di Cagliari ,senza segreteria dal 12 di maggio,gestita da un gruppo di potere,vengono “processati” ,durante la fase congressuale ,compagni e compagni con accuse di ogni genere.la maggioranza del Collegio di garanzia della federazione “è in mano” a compagni del 2 documento…..naturalmente i compagni “processati “come in tutte le comunita’ che si rispettino appartengono al documento”avverso”.
    Vendola ….tu non sai sicuramente queste cose,ora che sai faresti bene a indirizzare la lettera ai compagn*”della tua comunita’” Sarda.

    saluti e buon lavoro
    elio

  45. alessandro Says:

    nuova strategia di vendola: fare la vittima ne confronti di quegli stalinisti cattivi e pieni di odio di ferrero e grassi.
    E LIBERAZIONE che fa? invece di pubblicarla a pag. 20 nello spazio della tribuna congressuale come sarebbe giusto la pubblica in PRIMA PAGINA
    SANSONETTI vergognati!!
    DA oggi comincio uno sciopero a tempo indefinito nell’ acquisto di liberazione

  46. vanessa Says:

    Ottimo Ramon quest’articolo è la sintesi perfetta di tutto quello che andiamo dicendo da un anno a questa parte nei circoli e nelle federazioni, lo segnalo subito alle compagne ed ai compagni.

    Caro Luigi Panzuto non solo esistono le doppie verità ma a volte ne esistono anche di più.
    Ma quale resa dei conti, qui il problema è che una parte del gruppo dirigente nazionale, di punto in bianco, ha deciso per l’intero partito infischiandosene profondamente del pensiero di tant* compagn* ed oggi qualcuno questa responsabilità se la deve pur assumere.
    Il risultato di certe scelte è stato non solo il tremendo esito elettorale ma soprattutto lo svuotamento di tanti circoli.
    Non solo non è stato permesso a nessuno di discuterne durante l’elezioni “la moratoria” roba da pazzi!!! ma si continua a pretendere che la discussione si arresti visto che ogni volta che si affrontano certi discorsi si accusano i compagni di voler dividere o di cercare la resa dei conti. Basta il PRC siamo tutti noi e abbiamo il diritto di sapere e pronunciarsi sul futuro del nostro partito, come abbiamo il diritto di dire quello che pensiamo sui dirigenti nazionali che hanno tentato di cancellare rifondazione. Smettetela di offendere i compagni dicendo che questo non è vero in campagna elettorale ed anche dopo i discorsi gli abbiamo sentiti tutti e l’italiano ancora un pò lo capiamo quindi non offendeteci.

  47. alessandro Says:

    vanessa sono perfettamente d’accordo con te

  48. Alessandro B

    ti ricordo che siamo su un blog personale e non di partito, blog che io frequento da tantissimo tempo, pur essendo intervenuta poco in passato. Oggli lo faccio perchèè la posta in gioco è altissima. Stimo il titolare di questo blog, l’ho sempre stimato, non mi ha mai chiesto nè carta di identità nè curriculum nè tessera di partito quando sono intervenuta. Tu non sai perchè io ho avuto la tessera di rifondazione fino a un po’ di anni fa e perchè ora non posso averla più. E per inciso, io così facendo ho sempre portato voti a questo partito.
    Parliamo di prestare ascolto alle realtà territoriali, ai movimenti ecc ecc e poi ci sentiamo dire: zitta/o perchè queste sono cose che ci dobbiamo vedere tra noi? No caro Alessandro, non lo accetto!
    Io esprimo le mie opinioni perchè so quello che dico e quello che nella mia vita ho fatto per questo partito.
    Non ti dispiacere, eh

    Maria

  49. Cara Maria,
    perdonami ma credo che tu abbia frainteso.
    Io non dico zitto a nessuno. Ho solo proposto che si rallenti l’attacco sul piano personale a Vendola per i motivi che ho già spiegato.
    Non ho detto che “panni sporchi si lavano in famiglia”, ho detto che – secondo me – ci sono questioni più dirimenti politicamente.
    E questo blog è uno spazio pubblico, a prescindere che sia di partito o di Ramon.
    Penso che vada utilizzato come tale. Io non so chi sei ma ti rispetto (e spesso sei anche divertente), cerca di farlo anche tu con me. Nemmeno tu mi conosci.
    Senza alcun dispiacere.
    Alessandro Bernardi

  50. Cari compagni ho ricevuto come penso molti compagni della toscana questa e-mail dall’organizzazione prc toscana, recante la lettera commuovente di Nichi Vendola. Vi faccio presente che da due settimane a questa parte non faccio che ricevere mail dal prc toscana e dai gc toscana che raccontano le imprese e le parole del capo, senza mai dico mai accennare ai contenuti del documento da egli scritto e firmato.

    Ho risposto così:

    Ora basta, tutti i giorni devo ricevere e-mail con lettere di Vendola, basta. Vendola ora si lamenta di subire le violenze degli altri, non è credibile. Vendola per primo con la scelta di candidarsi a segretario ha contribuito di proposito a creare ulteriori lacerazioni all’interno del partito, non ritendo opportuno il dibattito e il confronto politico con il resto del partito. Vendola tutti, dico tutti i giorni compare in interviste dove vorrebbe dettare la linea dicendo cosa non deve fare o deve fare il partito e la sinistra per l’oggi e per il domani.
    Vendola in tutte le interviste e non da ora ma da oltre un mese, ci tiene a dipingere gli altri come vetero, come golpisti, come plagiatori, come rinchiusi in fortini, come ciarlatani (abracadabra) etc. Ora è vero che anche dall’altra parte non si risparmiano accuse e tentativi di denigrazione, ma posso capire il lamento e la protesta di qualsiasi altro dirigente e militante che si lamentano di questo clima teso e poco produttivo, ma non posso capire che Vendola si elevi a vittima innocente dei linciaggi, quando è proprio lui uno dei massimi artefici nell’aver prodotto questo clima di tensione e muro contro muro, Vendola fai autocritica e dicci una buona volta cosa intendi per costituente della sinistra perchè ancora non lo abbiamo capito.

    Luca Marini – Montemurlo Prato

    Compagni come diceva Alessandro Bernardi, non cadiamo nel trabocchetto di fare un dibattito sul leader, questo è un disegno bello e buono.
    Pertanto queta è l’ultima volta che risponderò alle provocazioni di Vendola
    Invito anche Ramon a non rispondere a questa lettera almeno in forma pubblica, il giochetto va fermato al più presto. Da eroe salvifico ora è già diventato eroe buono.
    Come disse Mussi io mi fermo qui

    Luca

  51. Bene Alessandro,

    l’importante è chiarisi, perchè appunto, non ci si conosce.
    E se io battaglio per portare la nostra cultura di sinistra nell’ambiente cattolico che frequento, attaccando la demonizzazione che ci viene dal centro e dal centrodestra e facendo comprendere che in riguardo alle istanze sociali (soprattutto delle realtà associazionistiche) questa è l’ UNICA voce collettiva che può farsene carico, significa a tutti gli effetti lavorare per il partito. se fosso rimasta con mia tessera me lo avrebbero impedito, mi avrebbero tolto dagli incarichi di responsabilità e sarei una semplice “fedele”i. e questo non mi va, così non posso incidere politicamente come invece faccio ora. e chiudo perchè son cose personali e non in teressano a nessuno, ma era per chiarici sul fatto del “riguarda anche me questo congresso”. eccome se non mi riguarda!!
    poi per i tono d’accordo.

    un abbraccio. maria (e mo vado a leggere gli altri commenti…)

  52. alessandro Says:

    luca questa storia delle e mail a senso unico è molto grave. è una evidente violazione della par condicio congressuale. ci sarebbe materia per il collegio nazionale di garanzia

    PS. a mio parere in vista del congresso andavano commissariati i dipartimenti organizzativi di tutte le regioni e sostituiti con un vero organismo di garanzia

  53. Penso anche un altra cosa, che nella lettera è indirizzata a Ferrero e a Grassi, ma mi sembra evidente che si faccia riferimento soprattutto a Ramon e al suo blog, più che agli altri due.
    Quindi Ramon questa secondo me è piuttosto una provocazione a te, ora io tempo fa ti chiesi di rispondere all’intervista di ………….. sul manifesto, ora invece ti invito a non rispondere, almeno a mezzo stampa e a far cadere il tutto nel vuoto. Poi come tu dici il blog è tuo e quindi hai il sacrosanto diritto a replicare e far valere le tue ragioni, ma questa lettera è un trappolone bello e buono……..vedi un po’ te.

    Luca

  54. Allora caro alessandro denoto nelle tue parole una sorta di odio verso il compagno Vendola che sinceramente, al di là di ogni congresso, credo non meriti di essere insultato. Certo forse non sarà il segretario del partito come tu dici e si dovrà “accontentare” di fare il presidente della regione !
    Ma per favore smettila di insultare . Quanto a quei compagni del comitato di gestione le mie precisazioni erano doverose perchè caro compagno io credo che ci sia gente troppo impelagata a discutere sui massimi sistemi e si dimentica che per poter risorgere bisogna partire dai prori circoli. Tu piuttosto in ogni tuo intervento offendi chi democraticamente ha vinto le primarie in Puglia ( e ti assicuro che non era facile), democraticamente ha vinto le elezioni regionali ( e ti assicuro che non era facile) e sempre democraticamente viene applaudito da tutte le platee.
    Ti inviterei almeno al rispetto di tutti i compagni e ancor di più di quei compagni che non la pensano come te.

    Un abbraccio,
    Luigi

  55. alessandro Says:

    caro panzuto ma ti rendi conto di quello che dici? “democraticamente viene applaudito da tutte le platee”? TI rendi conto di quale degenerazione personalistica e lideristica c’è nelle tue parole?

    Un ultima cosa :ho la netta impressione che sia tu a non rispettare l’opinione di chi, in Puglia, non la pensa come vendola. O sbaglio?

  56. Penso anch’io che questa lettera sia una trappola, una provocazione bella e buona. Nello stesso tempo è a mio avviso un segnale di smarrimento infantile per non essere stato subito plebiscitariamente acclamato come il salvatore che si sacrifica a mettere a disposizione del partito la sua immensa popolarità. Il riferimento ai dolori privati e pubblici evidenzia come si senta colpito ingiustamente dalla vita e quindi in diritto di non vedersi criticato per idee e progetti ambigui, e soprattutto per essersi candidato contro lo statuto ribadito dalla conferenza di organizzazione di Carrara: ma non si rafforza il partito sfasciando le regole costitutive che servono a salvaguardarne la democraticità.
    Il tutto è davvero penosamente infantile.
    Mi dispiace molto di non aver trovato un suo blog per scrivergli direttamente, ma penso che qualcuno gli riferirà. Paola Ferroni

  57. prcarmerina Says:

    Vendola è venuto ad Enna e credo che il mio segretario di Federazione l’abbia saputo il giorno prima o forse meno.
    Che schifo.

  58. Caro Bernardi, io non faccio scadre la discussione anzi se ne avrò la voglio continuerò la discussione su questo e su altri blog cercando di dire sempre come la penso. ma una cosa è scrivere quello che scrivi tu una cosa è scrivere quello che scrive alessandro denigrando continuamente chi non la pensa come lui. io ci tengo al partito e ne evidenzio le potenzialità e i difetti. il congresso sarà a mozioni perchè è vero la base è comune ed è per questo che, a differenza di altri compagni, non mi meraviglio che alcune parti dei due documenti siano uguali ma la prospettiva è nettamente diversa.

    Un abbraccio,
    Luigi.

  59. alessandro Says:

    caro panzuto spiacente di contraddirti di nuovo. i due documenti sono diversi anche sulle analisi e non solo sulle prospettive. Eccoti due differenze macroscopiche. 1) il documento acerbo contiene una critica forte delle analisi del congresso di venezia 2) il documento acerbo dice che bisogna fare forte occupazione sociale mentre il documento vendola ha un ‘indulgenza verso il PD che non ci vede per nulla d’accordo

  60. alessandro Says:

    Ramon ha ragione LUCA. non rispondere a VENDOLA. Limitati a ignorarlo
    Sono certo che è la cosa che più lo farà arrabbiare

  61. Ecco caro alessandro allora perchè proponevate un congresso a tesi se abbiamo così tante differenze?
    Almeno sul fatto che nadiamo a mozioni siamo daccordo come vedi. Quindi di a qualcuno di eliminare questa inutile polemica sul congresso a tesi.

  62. alessandro Says:

    la proposta delle tesi implicava una mediazione sulle analisi che avrebbe permesso al tessuto del partito di lacerarsi di meno. Lo scontro sarebbe stato sul superamento o meno del prc. é chiaro che con le mozioni ognuno tende a ribadire con forza le proprie posizioni su ogni aspetto possibile. comunque adesso sono già state presentate le mozioni e questa è la realtà con cui tutti devono fare i conti

  63. antonio Says:

    Esprimerei la massima solidarietà a Vendola se solo ci fosse un riferimento concreto a un episodio, un fatto, un gesto che gli avesse arrecato un’offesa personale. Nessun dibattito politico, per quanto aspro, deve tracimare nell’attacco personale, nella discriminazione individuale.
    Ma l’accorata, straziante lettera di Vendola non convince, non solo perché non c’è alcun episodio fattuale, non solo perché mi appare un’operazione giornalistica neanche troppo velata (in prima pagina), ma anche perché trapela da quelle parole un’ambizione a esibire la propria superiorità morale dinanzi ai propri avversari, a mostrare un’innocenza che, francamente, mi pare sconfessata dalla lunga navigazione del compagno Niki.

  64. come si vede, sembra davvero impossibile uscire dalla questione del leader per affrontare i contenuti delle mozioni. ci si sforza ma poi si ritorna. di questo passo si arriverà davvero ad un congresso in cui la discussione interna degenererà in forme di plebiscitarismo, come accennavo stamani

  65. Lorenzo Says:

    Basta attacchi al compagno Nichi Vendola, vergognatevi tutti.

  66. antonio Says:

    Ah, dimenticavo l’accenno ai blog. Vogliamo mettere una censura? Sono d’accordo sul richiamo a uno stile non diffamante, all’educazione per l’altrui persona, al dovere di mantenere una qualità decorosa del dibattito… ma i blog sono per definizione un fenomeno spontaneo, anarchico,

  67. Mi rivolgo a tutti coloro che come me sono assidui frequentatori del blog, onde evitare che anche questo blog sia permeato dalla discussione su una sola persona, come tale persona si augurerebbe, propongo di scrivere articoli più attinenti ai documenti congressuali e alle proposte politiche in campo. Lo so è difficile, ma se andiamo a guardare gli ultimi 100-200-300 commenti, nel 99% di questi, compare il nome.
    Ah poi un altra cosa, visto che Ramon in questi giorni è sempre in giro e visto che difficilmente può rispondre ai nostri commenti, magari scriviamonr meno, io per primo.

    Oh ci sono riuscito!

    Luca

  68. Vendola come Giovanni Paolo II!
    Segretario subito!
    O meglio come Padre Pio?

  69. serenaaaaa, che io so’ cattolica,
    stè battutacce evitale…

    🙂

  70. a beh, allora credi anche tu che ratzinger viva a un “millimetro dallo spirito santo”? 😉 dai Marì… altro che battutacce!
    cmq in coda alle tante fregnacce dette dal nostro in quell’intervista, segnalo pure che qualche compagno romagnolo c’è rimasto male….
    capirai, è andato pure a fare il campanilista!

  71. Sono talmente convinto di quanto affermai nel corso del Comitato politico di Roma che lo ripeto anche oggi. Bisogna affrettarsi a costruire il soggetto unitario e plurale della sinistra. Del resto quando ero presidente di Sinistra romana proprio da me venne in una assemble pubblica la proposta di costruire la Case della sinistra. Non credo del resto che nessuno di noi sia contrario a costruire l’unità a sinistra. Fra noi c’è una differenza non di poco: c’è chi pensa che per far questo si debba superare, o meglio far evaporare, Rifondazione e chi pensa che proprio dal rafforzamento di Rifondazione parte un processo, non una costituente, di costruzione del soggetto unitario e plurale, dal basse veramente. Soggetto unitario e plurale era, per esempio, Sinistra Europea italiana. Un progetto poi abbandonato per far posto a Sinistra-Arcobaleno, con i erisultati a tutti noti.

  72. jack(longtail) Says:

    SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO NICKI

    siamo tutti matti: leggo il sito del manifestoperlarifondazione e mi pare un tempio alla divinità Vendola! Pare una telenovela!I seguaci di vendola Paoiono quelle donne che andavano dietro il feretro apposta per piagnere! Ma si fanno di acidi questi?

    Povero nicki, il culto della personalità lo sta subendo dai sui fans! Massima solidarietà per lui.

    comunque ho fatto un intervento che qui ripropongo, visto che mi hanno accusato di aver lo stesso ip di un’altro post. Solo che io sono in aereoporto in Europa centrale. Probabilmente il mio suberbo intervento di risposta alla lettera li ha colpiti nel vivo quindi eccolo:

    Non so compagno, sono perplesso. una straordinaria lette, dal punto di vista umano. Pecca, a mio avviso, di eccessivo vittimismo, un pochetto posticcio. Non mi sono mai piaciuti i toni da illibato, tantomeno in questo congresso dove di santa maria goretti proprio nn ce ne sono

    Tu stesso definisci Ferrero come “un retrogrado, che manda in fumo tutto il bagaglio del prc” sul messaggero di ieri. Giocate ad accusare gli altri di golpismo, conservatorismo e di essere dei “violenti”. Tu stesso mistifichi il concetto di federazione sostenendo che proprio la strttura federata ha portato alla disfatta della sarc, quando sappiamo benissimo che era un cartello elettorale e non una federazione. Questa mancanza di sincerità,secondo me, è una mancanza di rispetto sopratutto verso i militanti di base. Dirò di più: l’idea stessa della costituente, degli stati generali, è verticista ed è stata proprio quella la causa della sconfitta. Senza dubbio nell’assemblea degli stati generali si vedeva un eccedenza rispetto ai 4 partiti, anche laddove venivano organizzati a livello locale. Il problema che questa “eccedenza” era comunque costituita in qualche modo da “ceto politico” sia esso partitico, di movimento o intellettuale. L’”uomo della strada”, cioè quello che dobbiamo cercare di “entusiasmare” si autoesclude. Lo stesso vale per le pur bellissime esperienze che abbiamo avuto col network giovani, sicuramente le più avanzate: lo studente (moltitudinario o di massa che dir si voglia, par condicio!) si è fatto vedere ben poco.

    Parliamo dell’eredità di rifondazione?
    Appena entratonel partito mi hanno tutti sparato dei pipponi sul fatto che le scelte vanno portate avanti non a maggioranza ma a “condivisione” (oddio, non è proprio il termine esatto che usavamo ma ora non mi sovviene anzi, se a qualcuno viene in mente, me lo dica 😀 ), concetto agli antipodi dal “con chi ci sta” che troppo spesso esimi esponenti della tua mozione hanno usato in libertà. E’ innegabile.
    Per come vedo io questo congresso, per lo meno Dall’altra parte si è cercato di fare svariate aperture, dal documento a tesi, alla gestione unitaria. Il semplice fatto che il compagno Ferrero mantenga un comportamento “Zen” e che la prima mozione abbia i firmatari in ordine alfabetico, sono cose che rendono merito. Saranno poche cose, ma a me colpiscono.

    Debole mi pare anche la tua motivazione di contrarietà al congresso a tesi: “Anche un congresso a tesi può avere tinte aspre” nel dubbio andiamoo sul sicuro: mozioni così ci scanniamo”. Quante volte abbiamo usato la metafora del “bambino e l’acqua sporca”?

    Nel documento di Ferrero io trovo, a differenza vostra, notevoli innovazioni: parla di partito sociale, di sinistra sociale, su ispirazione del partito del pomodoro olandese (questo si che è un esempio da seguire!!!), parla di rapportare gli stipendi dei nostri eletti e dirigenti a quelli della classe di riferimento (se questo è essere conservatori, allora evviva il veterocomunismo, tra l’altro gli eletti del pomodoro, che è passato dal 6 al 16% nel giro di una tornata elettorale, versano tutto al partito che li paga 2000 euro mese, credo che sia per questa parte che molti compagni trovan indigesta la mozione Acerbo!Scherzo, ovviamente. Comunque pensate a quante “opere di bene” si sarebbero potute fare con tutti i soldini dei parlamentari che avremmo raccolto:una casa della sinistra in ogni campanile! ), parla di costruire gradualmente una sinistra dal basso, prima nella società e poi nelle istituzioni. Senza questo passaggio fondamentale saremo costretti a fare la fine di Izquierda unida e del Pcf, altro che la linke (che fra l’altro ha “legioni” di sindacalisti, mentre noi non ne abbiamo rosikkiati nessuno all’interno della CGIL al pd)
    Io credo che tempi per la creazione della sinistra devono essere lunghi: la stessa linke che tanto abbiamo incensato è stata creata con un lungo processo federativo, i tedeschi fanno le cose seriamente, non facciamo sempre le cose “all’italiana”. Credo che se mai dovremmo sciogliere rifondazione in un contenitore più ampio in un congresso, questo dovrebbe solo essere una presa d’atto che i militanti di base delle varie organizzazioni già lavorano come un soggetto unico.

    Solo così possiamo dire di portare avanti l’eredità di rifondazione, tutto il resto è politicismo.

    Scusate se ci sono errori grammaticali o ortografici o se sono stato poco chiaro ma devo ancora andare a dormire e non ho voglia di rileggere! In fondo siamo in un luogo informale!

    Ciao

    E’ ora che cominciate a venerarmi un pò anche me!

  73. alessandro Says:

    scusate tutti ma su questo blog chi ha diffamato vendola? nessuno .
    Io rivendico il mio diritto a criticare aspramente vendola sia per i contenuti politici che esprime sia per il modo per me non corretto di portarli avanti. Comunque cercherò come chiedono luca e antonio di mettermi il bavaglio. Ma non sarà facile

  74. d’accordo alessandro. credo di essere stata la prima io in questa giungla, ai tempi delle querele alle sassate, che ha invitato tutti a smorzare i toni, a ripeterlo fino allo sfinimento, a non essere stalinisti (ricordo l’ epitaffio di sbancor), ma scusate, oltre a qualche eccesso che vien spontaneo, non credo che qui qualcuno abbia diffamato Nichi.

  75. antonio Says:

    Le critiche politiche sono tutte legittime. E penso che Vendola per le sue scelte le meriti ampiamente. Detto questo, qui sento puzza di trappola mediatica, un modo per far parlare di sé. Fossi un dirigente gli risponderei in maniera coincisa, laconica, sul tipo non abbiamo mai fatto offese personali, noi avevamo paventato il rischio della lacerazione proponendo il congresso a tesi, voi avete rifiutato, questi sono i risultati. Punto

  76. Maria e Alessandro nessuno lo ha diffamato è vero ma continuiamo a parlare di lui

    Luca

  77. Car* compagn*
    mi sembra che qui si sta innescando un meccanismo molto pericoloso e poco gradevole, specialmente per noi comunisti che dovremmo essere lontanissimi da certe pratiche: lo scontro a due, addirittura personalistico a volte, alimentato specialmente da una delle due principali mozioni, vero, ma anche l’altra non si tira molto indietro, con lo scambio di accuse e denunce di colpi bassi vari etc. È lo stesso meccanismo che abbiamo visto nelle elezioni politiche che sono state forzate ad essere una partita a due tra alternative in teoria diverse ma in realtà molto ben compatibili tra loro, come tanti avevano previsto e come si sta dimostrando, e avendo come risultato l’inganno di tanti compagni con il “voto utile” e lo schiacciamento della sinistra, l’unica vera alternativa.
    Nel nostro dibattito precongressuale mi sembra che si sta cercando di riprodurre la stessa cosa – detto con le dovute distanze, chiaro – con uno scontro a due che si avvita su se stesso e che vuole oscurare le altre alternative in campo, specialmente quella della mozione 3 che punta chiaramente alla rifondazione di un Partito Comunista, e non a delle formule poco chiare -“costituente” o “federazione” della sinistra – che rischiano seriamente di essere velleitarie e subalterne al PD o alle “sinistre senza aggettivi”. Comunque, al di là del merito di quest’ultima mozione – che, per la cronaca, appoggio – spero che questa forzatura di scontro a due non sia come quell’altra, cioè molto forte nei toni esterni ma che vada a finire con un accordo che finisca per snaturare il nostro Partito nel suo aspetto di Partito Comunista, di lotta, di alternativa, di movimento, di anticapitalismo, di pacifismo etc. Ricordiamo infatti che, se il modello “sinistra arcobaleno” è fallito nella forma e nella sostanza, anche quello della “federazione” tipo FLM fallì dopo qualche anno, quando dovette misurarsi con i veri problemi di fondo.

    Saluti comunisti

    Mario

  78. alessandro Says:

    caro mario spiacente di doverti deludere ma la mozione 3 porta dritta nel pdci di diliberto. Diliberto che in quanto a governismo non è secondo a nessuno(basta leggere le dichiarazioni della palermi che è una sua fedelissima).
    Inotre la mozione ACERBO è chiarissima su un punto. RIFONDAZIONE ESISTE OGGI E ESISTERà ANCHE DOMANi.
    Se il congresso lo vinciamo noi (e lo vinciamo) puoi stare tranquillo il prc non lo tocca nessuno

  79. carmine di napoli Says:

    eppur ti voglio bene,nonostante tu dipinga la discussione nei circoli(e ti assicuro che nel sud i circoli funzionano)e nel partito più in generale come se i compagni tra loro si scannassero.ma chi te le dice queste cose?ma come ti viene?ti voglio bene anche se continui a ragionare con silloggismi un po pedanti e pedagogici.ti voglio bene anche se riduci tutto a chi è più fetente e a chi è più cattivo.ti voglio bene anche se tu acerbo e ferrero non siete meridionali, pertanto smettetela di parlare di mezzogiorno ,è un offesa a tutti noi.magari lo chiedi a nocera, l’unico in italia che fa l’elogio pubblico a de mita manco se si trattasse di franti.ti sembra concepibile e pubblicabile l’idea, di uno squallore infinito credimi, secondo la quale questa comunità, la mia la tua,di colpo smetta di essere comunità?domani presiederemo ancora chiaiano, parleremo con gli oss, andremo in tutte le case del quartiere a chiedere a genti in carne ossa e disperazione come vogliono che sia rifondazione,indipendentemente se stiamo con la prima la seconda o l’ottantaduesima.pertanto il congresso che io non ho voluto, e nemmeno il compagno salinas che lavora e si fa un culo in ospedale e sostiene la seconda, a noi pare una cosa seria, e merita tutto il rispetto di questo mondo.in fondo sei un compagno sensibile e so che non avrai più un atteggiamento caricaturale.scusami per lo sfogo e scusa a tutti i compagni per lo spazio che mi sono preso.

  80. alessandro Says:

    scusa carmine di napoli il tuo discorso è un pò confuso
    puoi spiegarti meglio ?
    solo una cosa è chiara e cioè che secondo te a chi non è meridionale non dovrebbe interessare niente del mezzogiorno e questa è una grande cazzata.
    Sappi comunque che al documento acerbo hanno lavorato molti compagni del sud
    O pensi forse che la questione meridionale sia una esclusiva della mozione vendola?
    Mi sento comunque di dare un consiglio a voi compagni di napoli e della campania :uscite dalla maggioranza di bassolino (che per altro adesso si è messo anche a elogiare berlusconi)

  81. Forse si riesce ad uscire da questo continuo tentativo di dirottare la discussione su un livello personalistico
    (e ha ragione luca e antonio, ma fatt’è che Nichi una ne fa e cento ne pensa in questo senso, e non ci lascia tregua),
    e vorrei chiedere ai compagni della mozione Vendola, ai quali vogliamo bene perchè siamo tutti compagni, questo che sia chiaro,
    lasciando da parte il pathos della missiva che di serietà politica aveva ben poco, me lo si lasci passare, per cortesia,
    mi spiegate in parole povere e chiare che tipo di soggetto politico intendete costruire per andare “oltre” Rifondazione?
    e poi, ieri ho mandato lo stralcio dell’intervento di Mussi, perciò, ad essere disponibili a questa nuova costituente, c’è rimasta solo SD, con Mussi che ha detto esplicitamente che questa nuova costituente dovrà far parte del Partito Socialista Europeo. Cosa ne pensate al riguardo?

    Maria

  82. un compagno di Roma Says:

    Caro Davide, non sono d’accordo.
    il mio accenno agli Stati Uniti non mirava a mettere subito in correlazione la struttura organizzativa del PD con quella del Partito democratico americano. Riflettevo soltanto sul rapporto elettori-partito, sostenendo che una base di elettori schierata a sinistra non determina di per sé il profilo politico di un partito. Per chiarificare ancora il mio pensiero posso menzionare il caso inglese: qui i grandi elettori e finanziatori del Labour sono ancora i sindacati. Eppure la politica del Labour è stata dal 1997 tutto tranne che di sinistra socialdemocratica. Tu dirai di no. Ma ti invito a consultare – magari lo trovi anche su Internet – il programma del Labour fino alla fine degli anni ’80: beh nazionalizzazioni a go go!!!! E politica estera pacifista, ispirata al valore del disarmo!
    Ti sostieni anzitutto che il PD essendo un partito europeo non sarà mai strutturato organizzativamente come il partito democratico americano. Ma anche qui attenzione ai dati: il PD non ha ancora fatto una campagna di tesseramento. I militanti del PD possono mostrare solo un attestato di partecipazione alle primarie, tant’è che questo ha creato più di un conflitto tra Veltroni e una parte del gruppo dirigente DS e Margherita.
    In secondo luogo, dici che sono pessimista: la sinistra e la socialdemocrazia non sarebbero così in crisi in Europa. Forse non sono stato chiaro: per me c’è una differenza netta – e vedo che lo è anche per il documento vendola che parla di sinistra “riformista” e post-socialdemocratica (in 1.d. “Il vuoto a sinistra”) – fra la sinistra riformista odierna e la socialdemocrazia. E citi questi fatti: Zapatero governa la Spagna, la Spd governa la Germania, il Psf è forte etc.
    Cominciamo dall’ultimo: il PSF odierno è il parente lontano di quel partito che nel 1981 varcò le soglie dell’Eliseo con il progetto – udite udite – di portare la quota delle banche statali dal 60% al 90% delle numero totale delle banche francesi. A costo di generare sommo sconforto in uno dei jospiniani della Sinistra Arcobaleno, Cesare Salvi, ti rivelo che è stato Lionel Jospin, durante il suo governo, a privatizzare buona parte delle banche rimaste nelle mani dello Stato.
    Sulla SPD, che è un caso per certi versi ancora più significativo: governa sì, ma con la CDU-CSU e non esita a privatizzare il patrimonio statale – vedi l’approvazione della vendita ai privati del 24,9% delle attività di trasporto passeggeri e merci di Deutsche Bahn – e a fare riforme liberiste delle politiche sociali -vedi la riforma dei sussidi di disoccupazione (detta Hartz IV)durante il governo Schroeder.
    Su Zapatero: non vi è nulla, ma nulla di lontanamente paragonabile, sul terreno economico-sociale, a una politica socialdemocratica. Tutti gli osservatori seri riconoscono che la precedente politica economica e sociale dei governi Aznar non è stata mutata. Vi è stata una politica un pò più consistente di incentivi: all’assunzione dei giovani, alla trasformazione dei contratti precari in stabili, all’eguaglianza uomo-donna etc. Ma non dimenticare che sono stati ridotti i costi del licenziamento.
    Ribadisco: il problema del Pds non è stato che non abbia avuto una cultura socialdemocratica. Per certi versi i miglioristi del PCI l’avevano meglio di Craxi. Il problema è che una politica socialdemocratica si fa se esistono alcune condizioni sociali e politiche (l’esistenza di un sindacato di classe, la volontà di costruire una rappresentanza politica di classe, la volontà di mettere in piedi una “economia mista”, forti interventi redistributivi, la disponibilità del capitale a concedere, sotto la minaccia della lotta di classe, margini di manovra alle classi subordinate etc.). Queste condizioni il PDS non le ha mai avute.
    Questo vuol dire che dobbiamo accontentarci di dire che il PD è un partito social-liberista come lo chiama Bellofiore e come fa Franco Russo? Io penso di no e penso che così come non dobbiamo coltivare illusioni sulla natura attuale del PD noi dobbiamo agire affinché lo sviluppo delle lotte economiche e sociali metta in difficoltà il Pd e lo costringa almeno a recedere dai suoi progetti più reazionari (come il ripristino delle gabbie salariali). Rifletti su quello che successe nel 2003: le lotte intorno all’articolo 18 hanno costretto il gruppo dirigente DS ad arrestare, almeno per un attimo, la loro china liberistica discendente. E ricorda che al congresso di Pesaro, grazie a quella lotta, il correntone arrivò, se non sbaglio, intorno al 35% del partito.
    Il quadro politico, caro Davide, non si sposta a destra o a sinistra per la bravura o meno dei ceti dirigenti o per i pranzi fra Vendola e Latorre. Si può spostare solo con le lotte.

  83. giovanni Says:

    Cara Maria,
    giù la maschera,TU SEI RAMON!!! Ho capito il trucco.
    Scherzi a parte ho capito che Ramon tira la sassata nasce il dibattito,dopo un
    centinaio di commenti si fa vivo con una veloce sintesi,poi altri ducento commenti che a questo punto non possono essere commentati e quindi un’altra sassata e così via.
    Inaugurerei una discussione veloce sulla gestione del dibattito sul blog che per ora è sorretto dalla perseveranza di Maria nello smistare il dibattito
    a riprova della centralità cattolica nella politica italiana. Maria è una considerazione benevola la mia sia ben chiaro! Se mi permetti una sola battuta in relazione al tuo richiamo sul paragone Vendola Padre pio ed alti
    papaveri ecclesiali mi chiedo cosa faresti in certe zone del nord (e non sono poche) dove la bestemmia è un’interiezione del discorso senza la
    quale la frase perde il collegamento logico con quella successiva.
    UN saluto a tutti , viva la vita!

  84. Mario Gc mi hai sorpreso non pensavo tu appoggiassi la mozione 3, mi sembravi molto in sintonia con Ramon…..

    Luca

  85. Caro Giovanni,
    bisogna essere perseveranti, perchè c’hai preso:
    Ramon lancia un sasso, qui succede il pandemonio, poi torna e ne lancia uno ancora più grande…
    quindi penso che fino a luglio si debba perseverare 🙂
    Io capisco Celeste, ma in un blog non si può fare quello che dice lei. O per meglio dire, si fa quello ma anche altro. In fondo è come essere in un circolo, si discute di tutto e di più, dal passo carrabile e i vigili cornuti alla riflessione gramsciana su taylorismo e fordismo e sul rapporto di forze produttive e rapporto di produzione.
    Come vedi io e te ora parliamo di cose leggere, e Davide e Il compagno di Roma si scervellano sulla nascita morte e resurrezione della socialdemocrazia europea e sull’approdo di una post socialdemocrazia in relazione al Pd.
    Come vedi, che cambia tra qui e una sezione?
    Riguardo le bestemmie: io sono di Milano (nasco vivo e studio a Milano prima di venire qui) e frequento anche il veneto (leghista) perchè ho molti amici, e lì la prima cosa che dicono i bambini quando iniziano a parlare non è nè mamma nè papà ma “dio bono”, quindi… non mi scandalizzo 🙂
    Semplicemente ho cercato di fermare Serena, che la conosciamo bene. Se Serena parte, non conta certo fono a 10 prima di smanettare, sai? Vero Serena? .)

    Cmnque, perchè sia costruttivo il dibattito, davvero è bene che intervengano i compagni della mozione Vendola. E’ bene che ci si confronti serenamente sulle proposte politiche.
    Io due domandine le ho proposte, se volete….

    buona giornata e buon lavoro a tutti

    Maria

  86. ps

    Serena sei meravigliosa, lo sai vero, no? 🙂

  87. serena Says:

    O Maria ma che mi prendi per scema? Che ti metti a fare la torquemada castigamatte e poi mi allisci? Ma meravigliosa “de che”? Bah!

  88. Dopo aver letto ancora una volta tutti gli interventi mi sembra chiara una cosa: su questo blog c’è un dibattito molto interessante che dovrebbe però occuparsi più dei contenuti delle mozioni (possibilmente di tutte e 5 le mozioni) piuttosto che solo di alcuni pettegolezzi.
    Comunque io continuerò a frequentera questo ed altri blog ma sia chairo che non risponderò più ad alessandro e ad altri che in tutti i loro inteventi peccano di arroganza e presunzione e non son capaci di scrivere nulla se non illazione contro il compagno Vendola e contro tutti quelli che vengono qui nel blog di Ramon e non la pensano come Ramon. Per cui invito per l’ennesima volta Alessandro a rassenarsi d’animo e ad aprire la discussione nel merito delle mozioni così come sta tentando di fare Maria da un po’ di tempo.

    Un abbraccio,
    Luigi.

  89. sergio meazzi Says:

    Il problema non è fare parte al Partito Socialista Europeo, è come farne parte. In ogni caso è come mettere il carro davanti ai buoi.
    Personalmente, penso, che una sinistra in costruzione, debba parlare d’altro. Credo debba avere una forte trazzione antiliberista, di critica capitalista. Insisto, un nuovo modello di sviluppo e una ricerca comune
    su come costruirlo. Costruzione che deve, assolutamente, andare oltre Rifondazione, rilanciando il partito ( NESSUN DOCUMENTO PARLA DI DISMISSIONE DI RIFONDAZIONE ), in modo che possa divenire il motore principale della ricerca., Con chi penso: agli ecologisti, ai movimenti pacifisti, ai cattolici, agli ambienti sindacali, alla sinistra diffusa che oggi non fa parte d’alcun partito, ecc. Dobbiamo avere il coraggio di rimettere in discussione, alcune questioni che noi tutti davamo per assolute, alcuni esempi: il lavoro, la casa, la questione operaia, lo sviluppo, l’energia, l’acqua, l’immigrazione. Trovo , per esempio, assai rivoluzionario tornare a recitare la Costituzione della Repubblica Italiana. Insomma, un nuovo grande progetto che possa appassionare milioni di persone, dai giovani agli anziani, dagli operai ai liberi professionisti. Un nuovo sogno che deve rendere protagonisti tutti i ceti. Non sarà facile, ma penso, che dobbiamo provarci, con tutte le nostre forze. Comunque vada il congresso, Rifondazione, deve subire un mutamento organizzativo, anche nel nostro partito deve tornare di moda un idea che ha accompagnato la mia addolescenza….La questione morale.
    A me pare che il documento di Vendola va in questa direzione, sarebbe curioso che rispondesse in questo blog, in ogni caso la penso così.
    Un caloroso abbraccio a tutti.

  90. serena ti stai sbagliano non castigo proprio nessuno e ti capisco perfettamente. lo smilino non mi era uscito prima e ho fatto per questo il PS. non alliscio nessuno io. e tutto mi passa per la testa tranne che prenderti per scema, cche non lo sei per niente, e il tuo passato confronto con Anubi lo dimostra. solo che ho capito che chi non la pensa come noi è urtato dalle nostre uscite un po’ dai toni forti su nichi, e se ne esce dalla discussione. e così non approdiamo a nulla. non ne caviamo un raglo dal buoc, soprattutto nel tentativo di chiarire le idee a compagni dubbiosi e ancora in alto mare. tutto qui serena. la mia era una battuta.
    ti abbraccio
    Maria

  91. Senti Maria, qui non si tratta di uscite dai toni forti. O forse sì, dato che per me quelle di Vendola sono uscite dai toni forti.
    Secondo te cosa dovrebbe pensare o dire un comunista, non un mistico o uno che legge la stampa en passant mentre si beve il cappuccino al bar, leggendo un’intervista come questa? http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200805articoli/32764girata.asp?
    Qui siamo nel solco di Bertinotti sul Monte Athos e tutte le sparate che ci siamo dovuti sorbire in questi ultimi anni.
    Io reputo che anche questo aspetto vada analizzato e ricondotto all’interno della discussione congressuale. I compagni sono stanchi dei teatrini e dei personalismi. Io sono stufa della politica-spettacolo, delle frasi ad effetto che poi incidono zero nella realtà di tutti giorni, del linguaggio evocativo che nella pratica corrisponde al nulla. Sono stanca della parola scenica strombettata a mezzo stampa, se voglio ascoltarla me ne vado a sentire Il Trovatore o il Ballo in maschera all’Opera. In questi anni fra ossimori, climax ed anticlimax mi sono fatta una mangiata tale di figure retoriche che neanche quando diedi l’esame su Leopardi!
    Se poi ho bisogno della bella prosa, preferisco leggermi Fenoglio.
    A me piacerebbe un modo di far politica un po’ più sobrio, anche nel linguaggio e nelle esternazioni che riguardano la propria vita privata.
    Se poi Vendola ha deciso di diventare segretario “all’americana”, fregandosene di quelle che sono le prerogative del CPN, e vuol essere il degno successore di Bertinotti anche nel modo di far politica, si accomodi.
    Ma lasciamo almeno ai militanti, quelli che non sono d’accordo con questo modus operandi, il sacrosanto diritto di criticarlo o di farsi una risata!

  92. I have a dreem, diceva qualcuno…

    Sergio ci hai parlato di un bellissimo sogno. bellissimo. Ma tutto il tuo discorso regge su “penso” “credo” “mi pare” “spero”.

    Lo so che dobbiamo metterci in gioco comunque vada il congresso, ma le conquiste della sinistra in questo paese dopo 60 anni sono statre spazzate via da un tzunami spaventoso, alimentato da un sogno.
    Io Sergio non mi sento più di sognare.
    Voglio stare con i piedi per terra e riportare in parlamento la voce di tutti coloro che hanno sudato sangue perchè quella voce fosse istituzionalizzata.

    Rispiegami in parole povere e semplici senza “credo-spero,-mi pare-mi auguro-sogno”, in cosa consiste l’andare “oltre” Rifondazione.

    Con affetto

    Maria

  93. Mah caro Alessandro, spero che non debba essere io a doverti deludere 🙂 ma lo spero davvero, che il Prc non lo tocchi nessuno, e che non si finisca invece a una “grosse koalition” tra le due mozioni principali, lasciando il Partito indefinito nè carne nè pesce e quindi, inevitabilmente, attratto dalla moderazione al ribasso. Ricordo di nuovo che la federazione stile FLM fallì quando dovette affrontare i veri nodi dirimenti; ma spero di sbagliarmi, perchè una cosa ho chiarissima: il vero pericolo è quello della “sinistra senza aggettivi” e delle arcobalenate, e spero che almeno quello il Congresso sappia scongiurarlo definitivamente.

    Vorrei però dirti che non è vero che “la mozione 3 porta dritta nel pdci di diliberto”, ma se mai porta a un processo di ricostituzione, di rifondazione, di un vero Partito Comunista, forte e unitario, avendo molto chiaro che senza un Partito Comunista non ci sarà mai la sinistra. I Diliberto come i Bertinotti, i Cossutta etc. passano, ma quello che bisogna che ci sia e che rimanga sempre è un Partito Comunista, dove ci siano i comunisti, ma non quelli per finta o per convenienza, ma gente concreta, seria, coerente e conseguente. E che non si vergogni di esserlo, comunista.

    Sul governismo, una nota finale: è vero che il PdCI ne è stato il campione assoluto specialmente nel 1998-2001; ma in questi ultimi anni, è anche vero che lo è stato parecchio anche il PRC, o quanto meno il suo gruppo dirigente, basta vedere i diversi atteggiamenti e presenze nel governo Prodi, dove siamo stati fino alla fine gli scudieri più fedeli che non si schiodavano dalla poltrona manco a cannonate. Io direi di lasciar perdere le accuse e le ripicche vecchie di dieci anni e di andare a vedere di lavorare tutti insieme tra compagni comunisti sulle cose concrete, con il principio dell’unità di azione; poi, le unità organizzative etc., verranno quando saranno mature. Ma senza pregiudizi.

    Saluti comunisti

    Mario

  94. Per Luca:
    sì, mi sarebbe piaciuto come scrissi una volta che, se proprio ci dovevano essere le mozioni, che ci fossero solo due mozioni: da una parte gli “arcobalenici” che vogliono portare il Partito nella “sinistra senza aggettivi” e quindi a scioglierlo in un soggetto moderato al ribasso e tendenzialmente subalterno al Pd e ai poteri forti; dall’altra, quelli che si oppongono a questo disegno e che vogliono invece rafforzare il Partito, aperto a collaborare con tutti ma senza mettere in discussione l’identità e la sostanza comunista, e magari avendo speciale attenzione verso quella che è la nostra ragione sociale, cioè la rifondazione di un Partito Comunista con tutti i comunisti dispersi in altri partiti e partitini. Ma, se si è arrivati a più mozioni, con il cuore e con la ragione preferisco la mozione 3 del rifondare un Partito Comunista dei Cento Circoli, l’Ernesto etc. piuttosto che la 1 di Acerbo-Ferrero che trovo poco chiara in molti aspetti.
    Ma mi auguro davvero che, se si dovranno fare “alleanze” per la gestione del Partito, che questa sia tra i compagni della 1 e della 3 e che vengano definitivamente scartate le ipotesi di arcobalenate. Gestione unitaria sì, ma con una linea chiara a favore di un partito di identità e sostanza comunista, e non un raffazzonamento “volemose bene” che alla fine non è ne carne nè pesce.

  95. alessandro Says:

    caro mazzei hai le idee parecchio confuse .
    quello che dici tu non esiste. O si scioglie il prc e si va nel socialismo europeo senza suscitare l’interesse di nessuno.(insieme a mussi )
    Oppure si continua con il prc e si sta veramente dalla parte della povera gente (nelle parole come nei fatti). Altro che liberi professionisti!!!!

  96. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro compagno di Roma,
    io penso invece che un partito debba tenere in conto le istanze di chi lo ha votato,altrimenti quello stesso elettorato la prossima volta potrebbe non votarti più.Gli elettori e i militanti influenzano il profilo del partito, o almeno dovrebbero, se ciò non avviene è un problema del partito stesso,che smette di essere rappresentativo e inclusivo della società.Il partito laburista in Inghilterra se non avesse fatto quella svolta sarebbe rimasto all’opposizione per altri 30 anni,a mio avviso hanno fatto bene a fare un passo in avanti modernizzandosi.Oggi con Brown il partito torna ad essere minoranza nel paese, perchè da l’impressione di voler tornare indietro di vent’anni, soprattutto in materia di economia.Sul Pd è vero che non ha iniziato il tesseramento,ma penso lo faranno, e ti assicuro che dalle mie parti militanti del Pd non mancano.Non dimentichiamoci che i Ds erano l’unico partito di massa rimasto in Italia, il partito con più iscritti d’Europa,e non dilapideranno questo patrimonio di militanti e organizzazione.Il Ps francese rispetta l’economia di mercato sin dai tempi di Mitterand ed è vero che Jospin ha privatizzato più di Juppè e Balladur,ma non puoi dimenticare che situazione economica si trovò a
    dover gestire.L’Spd come hai ricordato governa in coalizione e si trova spesso di fronte a compromessi, quindi è comprensibile una difficoltà nell’attuare politiche di sinistra.Quanto alla Spagna ritengo che Zapatero debba essere un esempio per la sinistra italiana, dici che la politica rispetto ad Aznar non è cambiata e poi citi una sfilza di ottimi provvedimenti,che non sono cose di poco conto.Secondo me le concezioni di socialismo e socialdemocrazia vanno attualizzate, senza essere dogmatici, per cui a mio modo di vedre questi sono tutti modelli di socialdemocrazia moderna.Sul Pds : I miglioristi, è vero,avevano una cultura socialdemocratica, e non solo loro all’interno del Pci,infatti il Pci era un partito equilibrato e inclusivo di diverse classi sociali, avendo capito sin dai tempi di Togliatti che un partito di massa non poteva rappresentare solo operai e contadini.Le condizioni che tu poni per una socialdemocrazia a tutti gli effetti non ci saranno mai, per cui ci si dovrà accontentare di una socialdemocrazia più “soft”.Sul quadro politico ti do ragione, lo si cambia solo con le lotte,ma per farle abbiamo bisogno anche di un partito.
    Ciao Davide

  97. sergio meazzi Says:

    Caro Alessandro, non so se ho l’idee confuse. In ogni caso, siccome sono tutto il giorno in fabbrica, magari non vivo la società come la vivi te. Prova farmi cambiare idea, magari citando una tua idea di società reale. Simpatica Maria, quando dico penso è perchè mi raffiguro uno scenario, quando dico credo è perchè ne sono convinto. Il per esempio è una parola che utilizzo per raffigurare qualcosa di presente e per cercare meglio di far capire il discorso. Sai non è facile scrivere e farsi capire. In questo modo vi sono tutte le chiavi di lettura del mio pensiero.
    Un simpatico saluto ad entrambi

  98. Sergio, grazie per l’aggettivo di simpatica

    ho inteso perfettamente quello che hai scritto.
    E ti ripeto, da come la vedo io, che tu quando dici “credo” so che di questo scenario ne sei convinto. Ma non è uno scenario che trova riscontro nel documento di Vendola, ecco perchè parlo di sogno, o per meglio dire, lì non è per niente chiaro che ruolo dovrebbe svolgere Rifondazione in rapporto alla costituente.
    In parole povere: Rifondazione vive autonomamente per poi andare in parlamento e rappresentare la volontà di chi?
    dei comunisti? dei socilademocratici? degli ecologisti? ecc ecc? e che ci sta a fare allora nei territori a livello autonomo Rifondazione? convieni con me che non serviremo più a nulla?
    Cmnque è bella la rispsta di Grassi alla missiva carica di pathos di Nichi. Da sottoscrivere tutti. TUTTI!

    Ma se ritieni che Rifondazione Comunista debba continuare ad esserci per l’oggi e per il domani, perché non lo hai scritto chiaramente, come noi abbiamo fatto, nella tua mozione? Perché quando in campagna elettorale si sono alzate voci autorevoli che hanno parlato del comunismo come “tendenza culturale” tu non hai detto che eri contrario? D’altra parte un compagno che ha sottoscritto la tua mozione lo ha sostenuto lealmente in una riunione della commissione politica, affermando che «se avessimo preso l’8% lo scioglimento di Rifondazione sarebbe stato all’ordine del giorno»! E anche la proposta che avanzate di Costituente della sinistra come deve essere intesa se non come un processo, come ha ripetutamente detto Alfonso Gianni, alla fine del quale si prevede il superamento di Rifondazione Comunista?
    In ogni caso ti faccio una proposta, visto che, come tu dici, nessuno vuole sciogliere Rifondazione Comunista: chiunque vinca il congresso si impegni a fare na gestione unitaria e ci si impegni tutti a rimanere nel partito. Inoltre, si dichiari da subito che ci presenteremo con il nostro nome e il nostro simbolo alle prossime elezioni del Parlamento Europeo

  99. Davide Prc Sulcis Says:

    Ho letto nell’altra discussione che si vuole vietare il tesseramento 2008 col Prc agli iscritti 2007 di Sd.E’ una cosa grave, chiunque richieda la tessera e versi la quota deve poterla avere e ha diritto al voto.

  100. No Davide, credo sia una questione di etica.

    Che interesse ha uno di SD a partecipare ad un congresso di un partito nel quale non si ritrova minimamente, se non per indirizzare e condizionarne il futuro?
    Ricordiamoci che SD non è mai stata pesata a livello di gradimento elettorale. Ha tutti i propri interessi per condizionare il congresso di Rifondazione.
    Non è per cattiveria Davide. E’ la realtà

  101. un compagno di Roma Says:

    Caro Davide,
    le nostre posizioni adesso sono meno distanti di prima, ma comunque mi pare che rimangano dei significativi punti di dissenso.
    Anzitutto: non guardo affatto dall’alto in basso quella politica di incentivi messa in opera da Zapatero. Penso solo che in condizioni analoghe (paese in grande crescita economica, uscita dalla dittatura etc.), la nostra DC abbia fatto persino di più. Come comunisti in passato non ci siamo accontentati della socialdemocrazia; a maggior ragione, se il nostro obiettivo è costruire una società più giusta e eguale, non dobbiamo accontentarci, pur non disprezzandole, delle timide politiche riformiste di Zapatero.
    Ti seguo meno là dove dici che Blair ha fatto bene a “rinnovare” il programma del partito per andare al potere. Blair e Brown hanno distrutto la sinistra in GB, hanno favorito il grande capitale finanziario e appoggiato e partecipato alle guerre dell’imperialismo. Il potere, lo ha detto anche Bertinotti, non deve essere un fine, ma un mezzo.
    Un’altra precisazione: Mitterand ha cominciato a fare una politica liberistica a partire dal 1983, quando si è rotta l’alleanza con il PCF. Ma magari Rifondazione avesse il programma del PSF del 1981!
    Poi mi piacerebbe che noi tutti militanti di Rifondazione invece di salutare la politica di Zapatero, mettessimo in luce le grandi svolte sociali e politiche della sinistra latinoamericana. Mi piacerebbe che per esempio fossimo contenti di quello che sta facendo Chavez. L’ultima decisione di socializzare l’acciaieria Sidor sotto richiesta dei lavoratori è, sotto questo riguardo, splendida.
    D’accordo sulla parte finale. Ma ragiona se l’ipotesi Vendola ci garantisce questo.

  102. sergio meazzi Says:

    No, penso che il Comunismo non sia solo una tendenza culturale, ma una ricerca. Non mi piace, sentire che uno è più comunista dell’altro ( non intendo te ). Del resto siamo nati, l’ho ricordo bene perchè provvengo dal P.C.I., per rifondare un pensiero comunista. In questi anni non è stato così, non siamo stati in grado di rielaborare nulla. Ci siamo scannati nelle correnti di pensiero, tagliate dalla contesto storico. Se, questo partito deve essere la continuazione di quella Rifondazione e certo che non vedo l’ora che la si superi. Quello che auspico e anzi ne sono certo, è la capacità di questo partito di riunire la sinistra plurale attorno ad un progetto, sviluppando una vera Rifondazione comunista che non sia legata solo al nome, ma che trovi anche nei fatti la sua vocazione natale, come sopra già descritto. I discorsi di minoranza e di testimonianza oggi sono molto pericolosi, non per noi, per il paese tutto. Del resto qualche nozioncina la stiamo già vivendo. Dopo la modifica delle coscenze perpetuata da anni, giorno dopo giorno, come il mare che erode gli scogli, ci siamo trovati senza più quelle certezze che un tempo erano salde.
    Sono d’accordo sulla coralità dopo congresso, non concordo nell’analizzare sommariamente frasi dette fuori da un contesto di ragionamento, se no troverei ch’io mille frasi ambigue.
    Ciao e grazie per la pazienza.

  103. Questo PRC deve essere stato veramente un grande partito se tutti fanno a gara ad iscriversi per ucciderlo…
    Tristezza assoluta per il cammellaggio senza pudore 😦
    Spero che questo congresso finisca al più presto con la chiara maggioranza della 1° mozione, altrimenti molti come me, con il nuovo progetto ex-diessino e la dissoluzione del patrimonio specifico di Rifondazione, perderanno ogni stralcio di rappresentanza..visto che a parte Mussi, rimarrebbero soltanto partiti eccessivamente settari, o di testimonianza, mentre io credo che occorra ritornare a quello che era il nostro partito solo qualche anno fa, con un di più di analisi, strutture territoriali, e pratica materiale nei quartieri che ci hanno voltato le spalle…
    e magari accantonando per un po’ l’opera di demolizione di qualsiasi memoria o teoria comunista, com’è stato fatto negli ultimi tempi…

  104. Ma precisamente cosa vuol dire “il Comunismo è una ricerca”?
    A me sembra un atto di agnosticismo nei confronti di una fede, e sono del tutto contrario a trasformare l’idea comunista in una fede religiosa..
    Io credo che il comunismo e il movimento operaio nel ‘900 abbiano fallito perchè non hanno saputo trovare la giusta via di mezzo tra la sua anima più utopica e idelaistica (improduttiva) e quella del socialismo reale (eccessivamente burocratica e autoritaria).
    Qualche anno fa, ricordo, per volontà di Bertinotti, si era ripartiti dal Marx del “comunismo come movimento reale che abbatte lo stato di cose esistente”.
    Io condividevo molto quel percorso, ma appunto mi pare che oggi con Vendola il comunismo sia solo una domanda scomoda, da surgelare in soffitta senza ucciderla definitivamente, di sfondo a un nuovo percorso che è del tutto al di fuori del progetto di Rifondazione..
    E dico “mi pare”, ma è del tutto evidente.

    E peraltro, le svolte ideologiche non sono mai fini a se stesse, o fatte in buona fede perchè il leader di turno ha visto la luce, servono sempre e soltanto ad accompagnare svolte pratiche, rendendo i partiti più permeabili all’azione di nani e ballerine..

  105. alessandro Says:

    caro davide da te questa giustificazione del cammellaggio non me l’aspettavo. é sacrosanto che gli iscritti di Sd del 2007 non possano iscriversi
    non ti pare che sia un conflitto di interesse peggio di berlusconi ?

  106. Davide Prc sulcis Says:

    caro alessandro,
    non condivido le forme di cammellaggio,non mi piace che gli iscritti di Sd influenzino il nostro percorso congressuale,ma non c’è scritto da nessuna parte che non possano iscriversi..o sbaglio?

  107. alessandro Says:

    un ‘altra cosa davide . qual’è l’altra discussione di cui parli

  108. Caro Meazzi,
    scusa ma le cose non stanno esattamente come dici tu. Almeno secondo me.
    Sul futuro del Prc. Se si ha in mente che non bisogna scioglierlo, basta dirlo e rilanciare il percorso della Sinistra Europea, come indicato nel doc. Acerbo + altr*.
    Altrimenti si vuol tenere in vita Rifonda (che è altra cosa dal rilanciarla!) facendone la punta del nuovo soggetto della sinistra che è – inevitabilmente – una altro partito (la forma che assume è secondaria), di cui non si saprebbe nemmeno la collocazione in campo europeo.
    Poi, sinistra unita – torno a chiedere testardamente – per fare che? La sinistra di governo (cioè l’ala sinistra dell’alleanza con il PD)?
    Dall’alternativa di società all’alternativa di governo!
    Io nel Pci non ci sono mai stato ed anzi lo ho sempre contrastato (sai com’è, a Bologna tanti ancora si ricordano dei carri armati del 77 richiesti ed approvati anche dal Pci). In realtà sul terreno dell’innovazione del pensiero e delle pratiche comuniste, del rifiuto dello stalinismo, della critica del potere, dell’internità paritaria nei movimenti (che sono cose che abbiamo acquisito negli anni), che cosa abbiamo ache spartire con SD?
    Sul PD che giudizio diamo? Io non penso che in prospettiva ci sia un nuovo centro-sinistra in alleanza con il PD, ma un lungo periodo di opposizione anche al PD (ovviamente non voglio dire che non si debba mai fare una maggioranza locale con loro).
    Di queste differenze di prospettiva dobbiamo discutere al congresso.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  109. alessandro Says:

    davide ti stai arrampicando sugli specchi.
    è una cosa talmente scorretta che non c’è bisogno di scrivere che non si può fare. essa è contro qualsiasi etica e morale della politica ed è una cosa che la dice lunga sulla natura degli ex diessini

  110. davide si iscrivono, ci lasciano la quota e non votano

    va bene? 🙂

  111. Davide Prc sulcis Says:

    Caro compagno di roma,
    è vero, siamo meno distanti,pur con evidenti differenze,ma x me è un piacere confrontarmi con chi la pensa diversamente.Vedo timidi apprezzamenti nei confronti di Zapatero da parte tua, e concordo che da comunisti bisogna sempre provare a far di più, ma ciò che fa il Psoe è a mio avviso è una coraggiosa politica riformista che in italia ci sognamo.Sull’esperienza inglese,prendo ovviamente le distanze dalla loro politica estera, ma ribadisco che per me la loro scelta di ammodernarsi è stata giusta e gli ha permesso di governare fino ad oggi.Sul Psf ammetti che la loro impostazione del 1981 non si è tradotta nei fatti,forse anche perchè troppo ambiziosa.Sulle esperienze del Sud America resto piuttosto scettico,in quanto vedo pericoli per la democrazia.

  112. Davide Prc sulcis Says:

    Concordo con le critiche sull’etica del gesto,io non li farei votare in nessun caso,ma se si tesserano è un loro diritto,che ci piaccia o no.

  113. alessandro Says:

    davide il punto è che non devono potersi tesserare.
    TI ripeto la domanda: qual’è l’altra discussione a cui ti riferisci ?

  114. Old Communist Says:

    dallo STATUTO del PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

    art. 2 bis
    Non è ammessa la contemporanea iscrizione al Partito e ad altra organizzazione partitica.

  115. emanuele Says:

    Giovedì 29 Maggio, alle ore 18:00, Ramon Mantovani, membro della Direzione Nazionale del PRC, sarà ospite dell’associazione socio-culturale “Cento Passi”, sita in Corso Umberto I, 29, a Francavilla Fontana (BR).

    Egli illustrerà la mozione “Rifondazione Comunista in movimento. Rilanciare il Partito, costruire l’unità a sinistra” di cui è firmatario insieme a Paolo Ferrero e Maurizio Acerbo.

    L’incontro precederà, dunque, i prossimi congressi di sezione, di federazione e nazionale.

    Sarà un’occasione per prepararsi al VII° Congresso del Partito della Rifondazione Comunista, un’occasione per coinvolgere il numero più ampio possibile di persone nel rilancio di un partito, la cui esclusione dal Parlamento non può non portarci a un ripensamento critico delle scelte recenti.

  116. Old Communist Says:

    IL CAMMELLAGGIO DANNEGGIA IL PARTITO, TUTTO IL PARTITO, IL SUO FUTURO, IL CONGRESSO.
    O Davide Prc Sulcis, fammi capire se condividi l’affermazione. E se si, fammi capire se anche tu, come i vendoliani, ritieni più importante la costituente della sinistra senza aggettivi piuttosto che il Congresso dei Comunisti.
    Non c’è solo del cammellaggio (soprattutto nelle roccaforti di Vendola e “Migliore”) c’è pure un’inaccettabile interferenza della sinistra moderata. Do you remember LE DUE SINISTRE.

  117. Old Communist Says:

    Do you remember LE DUE SINISTRE?

  118. Old Communist Says:

    Davide Prc Sulcis Dice:
    “chiunque richieda la tessera e versi la quota deve poterla avere e ha diritto al voto.”
    carissimo Davide, NON E’ COSI’. Non può essere così neppure nella tua Federazione, dove noi della prima Mozione abbiamo alte probabilità di prevalere democraticamente.

  119. OH!!

    Old Comunist, finalmente qualcno che parla chiaro!
    e sulla scia del LaRussa-style

    D I C I A M O C E L O C H I A R O

    🙂

  120. Old Communist ha detto cose sacrosante.
    Il cammellaggio è un problema serio, molto serio. tesseramenti di gente che non sa nemmeno chi è e che fa Rifondazione Comunista, ma per scambio di favori al consigliere o assessore di turno, la si fa e si va a votare. E non si può far nulla per fermare quest’oscenità. Tutti hanno d diritto a tesserarsi e a votare.
    Almeno si prestasse attenzione a gente tesserata. Almeno!!
    Se ne occupi l’organo competente per cortesia!!

    RAMOOOOOOOOOOOOOOOOON

    Arrivano a gruppi, non sono due, tre… è grave, molto grave.

    Maria

  121. alessandro Says:

    sarebbe stato giusto far votare solo i tesserati del 2007…..
    A proposito ma perchè i dati del tesseramento non vengono mai pubblicati da Liberazione ?

  122. Old Communist Says:

    in alcuni comuni registriamo più voti congressuali alla Mozione bertinottiana “alternativa di società” (VI congresso) che voti alla Sinistra Arcobaleno nelle elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
    ORA BASTA! restituiamo la parola a militanti ed iscritti VERI del PRC
    adoperandoci per mettere al centro i Congressi di Circolo. Ciccio Ferrara voleva Seggi aperti quattro ore….e invece facciamo Congressi veri.
    POSSIAMO FARCELA

  123. sergio meazzi Says:

    Mitico Alessandro, mi hai toccato sul mio passato, mi spiace ma faccio una cosa che non amo fare, un brevissimo contro/attacco. Bologna e l’Emilia Romagna è stata la punta più alta dell’efficenza, della capacità, dell’industria, della società, della scuola, dell’innovazione, ed altro grazie al P.C.I. cosa che oggi scarseggia anche da voi….non è un caso. Inoltre il distacco più netto con Mosca, ti ricordo, lo fece un certo Enrico Berlinguer, 30 anni fa, vero stiamo parlando di un “Leonardo Da Vinci” che oggi ci manca più di ieri.
    Scusa, ma il cuore non si comanda.
    Un grosso ciao.

  124. Davide Prc sulcis Says:

    Per altra discussione intendevo che era stata avviata nei commenti all’altro intervento di ramon.Old communist se non rinnovano la tessera con Sd possono farla con noi.Quanto alla mia federazione vincerete sicuramente..spero non portando a votare gente del Pd e dell’Udc..

  125. alessandro Says:

    davide smettila di avallare uno sporco tentativo di cammellaggio da parte degli ex diessini il cui unico scopo è sciogliere il prc !!!!

  126. Davide Prc sulcis Says:

    ma non avvallo nulla,che votino come vogliono.poi se vuoi decidere tu chi si può iscrivere e chi no è un altro discorso,però nello statuto non c’è scritto così..

  127. alessandro Says:

    sergio meazzi che il pci abbia fatto in emilia delle cose buone nel sociale è vero.
    Ma è altrettanto vero che nrl 77 il sindaco di bologna zangheri chiese a cossiga di mandare i carri armati contro gli studenti che manifestavano per
    protestare contro l’ uccisione dello studente francesco lo russo.
    naturalmente cossiga non si fece scappare l’occasione e mandò i carri armati a bologna
    Sono due verità difficilmente confutabili

  128. Davide, la verità è che, data la posta in gioco altissima, ne va della sopravvivenza di Prc, sarebbe stato corretto far votare gli iscritti 2007. Questa è la verità

  129. alessandro Says:

    caro davide mi dispiace per te ma non permetteremo un così lurido e sporco cammellaggio organizzato

  130. Davide Prc sulcis Says:

    Non ti dispiacere per me, pensa piuttosto che vuoi vietare alle persone di iscriversi al partito,è il principio che è sbagliato,far votare gli iscritti 2007come hai proposto tu è antidemocratico.

  131. alessandro Says:

    davide ormai con te non si può più parlare
    sei diventato più vendoliano di vendola

  132. Davide Prc sulcis Says:

    Tu sei da settimane che fai l’ultrà pro acerbo,perchè non rispondi nel merito?

  133. Davide Prc sulcis Says:

    Qualcuno mi dica dove c’è scritto che una persona tesserata con qualsiasi partito in passato non possa iscriversi a rifondazione nel 2008.

  134. Davide Prc sulcis Says:

    Cara Maria,
    anche tu vuoi far votare solo gli iscritti 2007,quando il congresso è a luglio,non si può vietare agli iscritti 2008 di votare,spero tu te ne renda conto, e lo dico senza secondi fini,visto che metà di quelli del mio Cpf che sostengono la mozione acerbo non si sono iscritti nel 2007,quindi non ci guadagno nulla a sostenere questa posizione.

  135. Guarda Davide che anche se io sono per la prima mozione, sono contro il cammellaggio in linea di principio SEMPRE.
    E lo so che il congresso è a lugio e che mi rendo conto, ma dopo 60 anni siamo in una condizione di emergenza.
    Non mi interessa quale mozione passa, alla fine, mi interessa di più capire i militanti che ci hanno militato dentro fino a ieri e che si portano appresso sul corpo e nel cuore tutte le gioie e i dolori di questi anni, che decisione prenderanno per il futuro di questo partito. Te lo dico senza secondi fini anch’io.
    La posta in gioco è altissima, e per quattro soldi di tessera, scusate, quest’anno si poteva fare un’eccezione e slittare il tesseramento.

    Maria

  136. Davide Prc sulcis Says:

    Maria non sono d’accordo,ma tu a nuovo iscritto come prima cosa lo escludi dal congresso?C’è già un deficit di democrazia interna,non aggraviamo la situazione,la cosa si poteva fare solo se il congresso si fosse fatto a gennaio-febbraio.

  137. Non sono d’accordo con te, è proprio per una questione di democrazia interna che si doveva bloccare il tesseramento dopo il cpn del post 14 aprile. scusa Davide, non ci possiamo comportare come se nulla fosse successo! ci sono troppi interessi di troppe persone, e intendo TUTTI, capisci? ognuno, come sempre, si zappetta come può il proprio orticello.
    E non è giusto Davide che tu, alessandro, luca sergio e tutti quanti ci si scanni in questi confronti-dibattiti precongressuali per convincere un solo militante a cambiare idea, e poi, per uno che hai convinto, ce ne sono 20 comprati dall’altra parte!
    ti pare giusto? e lo dico sempre senza secondi fini, vale per tutti questo discorso.
    Dovevano decidere i militanti, bè, non è proprio così Davide, pensaci…

  138. Davide Prc sulcis Says:

    Maria ne ho viste molte di battaglie per interessi in questo partito, però se mi fossi iscritto quest’anno e non mi avessero fatto votare me ne sarei andato.Io non mi scanno con nessuno,rispondo semplicemente..

  139. Old Communist Says:

    Il congresso può essere democraticissimo anche con tesseramento aperto fino al giorno del Congresso del Circolo. Il punto è che l’iscrizione al Partito non è dovuta a chiunque la chieda.
    O Davide, i voti dell’UDC iglesiente son piovuti alle primarie regionali del PD per sostenere Antonello Cabras; vabbè che l’attuale vertice del PRC sardo amoreggia sovente col nuovo Segretario del piddì Cabras, ma non penso che certi trasversalismi possano in qualche misura stravolgere l’esito del Congresso.

  140. Davide Prc sulcis Says:

    caro old communist,
    alcuni membri del Cpf del Sulcis sono andati a votare alle primarie del Pd,per me è molto grave,per te forse no.All’ultimo congresso del prc ho visto votare molti ds,nella mia federazione ci sono segretari di circolo ex Udc..cosa ne pensi?

  141. e vuol dire che io non sono democratica.
    io dopo il 14 aprile non avrei fatto tesserare nessuno. chi c’è c’è. io la penso così, altro che “se mi fossi iscritto quest’anno e non mi avessero fatto votare”. non te l’avrei data l’opportunità, caro Davide, di iscriverti dopo il 14 aprile, io.
    non sono democratica, abbiate pazienza, chiedo venia.
    ‘notte

  142. Davide Prc sulcis Says:

    Cara Maria,
    forse non tieni conto che le tessere devono anche arrivare per essere fatte, da noi sono arrivate tardi per esempio.In ogni caso non c’è limite di date al teseramento,e questo dovresti saperlo.

  143. Sardus Pater Says:

    Boh, scusate eh, ma a me mi sa che, parafrasando Celentano, la situazione del Partito nel Sulcis non è buona!
    Davide, prima ne viene con la storia di non so quali problemi c’erano che c’era gente che faceva questo e quello e lo diceva qui come se Ramon o qualche altro potessero farci qualcosa. E vabbè.
    Mo invece ne viene con questa storia che secondo lui devono prendere la tessera e votare tutti al congresso di Rifo, anche dei rinnegati socialdemocratici per fare magari i cammellini vendoliani.
    E secondo lui questa qua è democrazia, quando invece ha detto che secondo lui in America Latina è scettico perchè ci sono rischi per la democrazia. Boh, mi sa o Davide che sulla democrazia c’hai le idee leggermente confuse…..
    E adesso dice anche che c’era gente di Rifo che andava a votare alle primarie del Pd.
    Pitticcu su casinu!
    La situazione del Partito nel Sulcis non è buona!!!

  144. Davide Prc sulcis Says:

    Sardus pater io la democrazia ce l’ho ben presente, e anche le regole del partito.Primo : Chi non è tesserato non può far parte degli organismi dirigenti, poi il Cng dovrebbe intervenire se accadono di queste cose come infatti ha fatto.Secondo : non puoi negare la tessera a chi ne fa richiesta,anche se viene dal Pd, da Sd o altro,altrimenti lo si scriva nello statuto.Non ho detto che tutti devono venire e votare,solo chi si tessera regolarmente.Chi è andato a votare per il Pd e fa il dirigente del Prc risponde alla propria coscienza,tutto qua.

  145. alessandro Says:

    davide smettila di incitare al cammellaggio o devo pensare che anche tu stia trescando con sd per portare cammelli a votare
    In quanto al prc sardo ho avuto modo di parlare con alcuni compagni della federazione di Cagliari e mi hanno detto che idirigenti di tale federazione VENDOLIANI di ferro) sono tutt’altro che democratici
    basta guardare il sito della federazione di cagliari per capire che costoro sono ormai solo un comitato pro vendola

  146. Davide Prc sulcis Says:

    Aggiungo Sardus Pater che l’ho denunciato sul blog perchè mi sembrava giusto che si sapesse cosa succede a livello locale.comunque volete negare la tessera a prescindere a persone provenienti da un partito che non esiste più o non è mai esistito.Io non dico tutti a votare,ma allora chiamate un pò a Roma e dite di mettere regole più rigide,sarei contento anche io se ciò accadesse.

  147. Davide Prc sulcis Says:

    Alessandro basta accusare le persone.A quale federazione ti riferisci?cagliari e sulcis sono due cose diverse.Io non faccio cammellaggio, non voglio che votino quelli di Sd ma mi spieghi dove c’è scritto che un neo iscritto non può votare?

  148. alessandro Says:

    davide ho già chiamato roma per dirgli che si intervenga drasticamente contro il cammellaggio (naturalmente ho parlato con compagni fidati non con chi magari organizza il cammellaggio….)

  149. alessandro Says:

    caro davide non ho detto che cagliari e sulcis sono la stessa cosa
    ho solo detto com’è la dirigenza della federazione di cagliari

  150. Davide Prc sulcis Says:

    Ottimo,hai fatto bene,voglio un congresso pulito,con regole che valgano per tutti.

  151. Davide Prc sulcis Says:

    Alessandro, tu mi accusi velatamente di cammellaggio, Sardus Pater sfotte senza conoscere la realtà del mio territorio..se queste sono le premesse..

  152. Old Communist Says:

    la situazione del Partito nel Sulcis non è buona! Ma io aggiungerei che non è buona in tutta la Sardegna e mi risultano rarissimi i segnali di un decente stato del Partito in tutto il resto d’Italia. Forse è il caso di metter mano ad una ristrutturazione organizzativa del Partito nel suo insieme.
    La Federazione del Sulcis e quella di Cagliari son due cose diverse, ma Davide dovrebbe onestamente riconoscere che da qualche tempo esiste una sorta di ipoteca agita dalla Federazione madre (cagliaritana), c’è un’influenza esercitata dai dirigenti Cagliaritani che, mi pare, non giova al Partito in una zona della Sardegna che vanta una tradizione comunista di radicamento e di lotte assai ricca e originale. Nella Federazione del Sulcis-Iglesiente è possibile rilanciare Rifondazione Comunista attraverso una linea chiara e un gruppo dirigente autonomo e all’altezza dei compiti. Una ragione in più per vincere il Congresso pure nel Sulcis. Io son fiducioso, anche perchè in quella provincia abbiamo degli ottimi compagni.

  153. alessandro Says:

    rAMON ADESSO LA STRATEGIA è CHIARA NON CI SONO PIù DUBBI
    DOPO D’ALEMA MUSSI FAVA BERSANI LA TORRE NEI GIORNI SCORSI OGGI LA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MILANO PENATI IL QUALE DICE CHE NON SI ALLEERà MAI PIù CON PARTITI CHE HANNO NEL LORO SIMBOLO LA FALCE E MARTELLO MA SI ALLEERà SOLO CON UNA SINISTRA RADICALE MA MODERNA E INNOVATIVA CHE GUARDI AL FUTURO.
    MANCAVA SOLO CHE FACESSE IL NOME DI VENDOLA
    IL PARTITO DEMOCRATICO è SCESO IN CAMPO COME UN CARRO ARMATO PER SCIOGLIERE IL NOSTRO PARTITO
    DOBBIAMO FARE DI TUTTO PER IMPEDIRLO
    MI RIVOLGO AI COMPAGNI CHE FREQUENTANO IL SITO
    DIAMOCI DA FARE PER VINCERE IL CONGRESSO E SALVARE IL NOSTRO PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DA D’ALEMA VELTRONI MUSSI….E LO DICO ANCHE DA VENDOLA

  154. Mabuk il Telecom-unista Says:

    A Nichi, Paolo, Franco, Ramon e a tutte le compagne e i compagni.
    Che un congresso non sia mai una passeggiata per nessuno e per nessuna organizzazione/associazione/partito, sta anche nella normalità delle cose.
    Ciò che invece non sta nella normalità delle cose è un congresso che si svolge sul piano del livore e della denigrazione vicendevoli.
    Mi appello al buon senso (o almeno all’istinto di conservazione) di tutte e di tutti.
    ABBIAMO CURA DEL PARTITO E DI NOI!
    Dobbiamo ricostruire, non finire di sfasciare quello che ci è rimasto.

  155. prcarmerina Says:

    soprattutto sta ..zzo di fase congressuale ce la dovevano mettere mentre in Sicilia abbiamo le amministratice?????

  156. Scusate, prima di andarmene a lavorare una cosa.
    Io, abbiate pazienza, come diceva il buon vecchio Gaber, la superstizione della democrazia non ce l’ho.
    Ho visto cose turche in nome della democrazia.
    In quest’ultime primarie del pd, ad esempio, ho visto votare anche cani, gatti, criceti, canarini accompagnati a guinzaglio e in gabbietta che aprono il portafoglio e cacciano autonomamente di spontanea volontà un euro.
    Nell’elezione dei coordinamenti dei circoli dove altrettanto rigorosamente vige il democraticissimo fifty/fifty uomo/donna, ho visto eleggere plebiscitariamente donne preparatissime, meravigliose, perfette, che peccato solo che gli manca la parola…
    ora, quel che fatto è fatto,
    invece di chiudere a spranga le porte si è deciso per la politica del “venghino siori venghino” e del “vota antonio vota antonio”, perciò è inutile recriminare e cerchiamo di andare abvanti.
    Qui ha ragione Old Communist, bisogna che si decida quale criterio adottare nel rilasciare le tessere.
    E mi chiedo: esiste un criterio? che si fa, si va a simpatia?
    Deve essere l’organo competente a decidere e a darne le direttive. Ma qualcosa bisogna fare.
    Alessandro pensaci tu, per cortesia.

    Mi scuso ancora se non sono democratica.
    Ma ripeto, in nome della democrazia ne ho viste troppe nella mia vita.

    by a tutti.

  157. Caro alessandro cara maria e cari tutti quelli che non vogliono nuovi tesserati perchè a votare devono essere solo i vecchi: ma dove lo avete visto? Da quello che io so chinque chieda la tessera del prc, purchè non iscritto ad altre organizzazioni politico-partitiche, la riceve senza se e senza ma. esistono tuttavia i collegi di garanzia per espellere (post tessera) con una giusta causa. Quindi non vedo perchè vi preoccupate tanto.

  158. Edoardo Pascarella Says:

    Dallo Statuto del PRC:

    I – L’ADESIONE AL PARTITO
    Art. 1
    Possono iscriversi al partito coloro che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età e che, indipendentemente dalla etnia, dalla nazionalità, e dalla confessione od opinione religiosa, ne condividono il programma e i valori fondativi.
    Art. 2
    La domanda di prima iscrizione è rivolta al direttivo del circolo territoriale del Comune o quartiere di residenza o al circolo di lavoro o di studio ove si svolge la propria attività.
    Qualora la compagna/il compagno intenda iscriversi sul proprio territorio e tale organizzazione non esista, la domanda di iscrizione deve essere rivolta alla segreteria della federazione.

    IL RIFIUTO DI PRIMA ISCRIZIONE DEVE ESSERE MOTIVATO E COMUNICATO PER ISCRITTO ALL’INTERESSATO/A.
    CONTRO IL RIFIUTO E’ AMMESSO IL RICORSO AGLI ORGANISMI DI GARANZIA.

    La compagna/il compagno iscritta/o ha diritto a ricevere la tessera per gli anni successivi alla prima iscrizione; in tal caso la consegna della tessera è atto dovuto.
    L’atto di iscrizione si perfeziona in ogni caso con il regolare pagamento della tessera al circolo. Il segretario/a del circolo deve firmare la tessera e curarne la consegna. Il segretario/a del circolo è altresì responsabile del corretto invio dei tagliandi di controllo e delle quote del tesseramento spettanti alle diverse istanze.

    Art. 2 bis
    Non è ammessa la contemporanea iscrizione al Partito e ad altra organizzazione partitica. È fatta eccezione per le/gli straniere/i residenti in Italia e per le/gli italiane/i residenti all’estero purché l’iscrizione si riferisca ad altro partito comunista o progressista col quale il Partito della Rifondazione Comunista abbia rapporti ufficialmente stabiliti.
    L’iscrizione al partito è incompatibile con l’appartenenza ad associazioni segrete o che comportino un particolare vincolo di riservatezza o i cui princìpi ispiratori contraddicano i valori e le scelte del partito.

    —————————————————-

    Dunque si può, motivando la decisione, rifiutare di dare la tessera.
    Il cammellaggio (cioè l’equivoca richiesta di adesione da parte di soggetti che mai hanno mostrato interesse nei confronti del programma o dei valori fondativi del Partito e che si può motivatamente presumere derivi dal solo interesse ad intervenire nelle decisioni congressuali per inquinarle a favore di uno dei soggetti in campo) è evidente che è una validissima motivazione per il comitato direttivo del Circolo per non concedere l’iscrizione!

  159. Ale B. Says:

    Caro Luigi,
    scusami ma – anche stavolta – non è così.
    Lo statuto del prc prevede che per i nuovi iscritti la loro richiesta e la decisione di accettare l’iscrizione fanno capo al direttivo del circolo di competenza, che valuta le motiviazioni del richiedente e se non ci sono ostacoli da collegio di garanzia alla sua iscrizione.
    Solo i rinnovi sono automatici.
    Questo per chiarezza.
    Poi, siccome io ho una visione della vita e della politica non leaderistica (tipo Vendola), ma partecipativa (tipo social forum) sono per il massimo controllo e per la partecipazione di tutti e tutte.
    Anche quando è scomodo per me perchè, come ho scritto poco sopra, io/noi siamo diversi da loro. Sempre.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

    P.s.: comunque ieri sera abbiamo avuto il Cpf di Bologna. I dati PROVVISORI dicono ca.: doc.1 56%, doc.2 13%, doc.3 24.5%, doc.4 5,5%, doc.5 0%.
    Hasta la victoria.

  160. Ale B. Says:

    Scusate,
    quando ho scritto il mio commento non avevo ancora visto quello di Edoardo che fa diventare il mio un inutile doppione.
    Ale B.

  161. Davide Prc sulcis Says:

    Caro old communist,
    la situazione del partito non è buona in tutta Italai,solo che c’è chi dice che va tutto bene e chi ha il coraggio di dire come stanno le cose.Non c’è nessuna ipoteca,e lo sai bene,da cagliari non decidono nulla sul Sulcis,dovresti essere tu onesto ed evitare di dire cose false.va bene che c’è il congresso,ma non esagerare,poi mi dirai quali sono gli ottimi compagni che rilanceranno il partito e qulai sono quelli non all’altezza.

  162. Old Communist Says:

    O Davide,
    sono onestissimo. Non dico cose false. Se sei sufficientemente informato saprai a cosa mi riferisco. Non ci vuole neppure troppa immaginazione per sapere chi sono gli ottimi compagni e quelli distintisi per manifesta incapacità.

  163. Davide Prc Sulcis Says:

    o Old communist,
    ho capito che sei molto di parte e che vuoi raccontare la tua verità.Sono i compagni del partito del territorio che sanno come stanno le cose non certo tu..

  164. Davide Prc Sulcis Says:

    “Lavorare sodo per il congresso

    Dobbiamo lavorare sodo in questi giorni. Adesso ognuno di voi deve organizzare riunioni, telefonare, mandare mail e fare tutto quello che è possibile fare. Il congresso o si fa così o si perde.

    Se ognuno di voi aspetta che gli arrivi a casa la convocazione del congresso di circolo noi abbiamo perso. Bisogna fare iscrivere nuovi compagni e far riscrivere chi non ha rinnovato la tessera: il congresso si fa così e si vince solo così.”

    dichiarazione di claudio Grassi dal sito di essere comunisti..

    Cari compagni il compagno Grassi non la pensa comee voi riguardo al tessramento.Apprezzo la sincerità delle sue parole,almeno dice ciò che pensa.

  165. Old Communist Says:

    Claudio Grassi dice cose sacrosante. “Bisogna fare iscrivere nuovi compagni e far riscrivere chi non ha rinnovato la tessera”.
    NUOVI COMPAGNI

    o Davide, tu non sei di parte!?
    il Partito non è fatto solo di prezzolati. C’è anche chi non si piega e non si arrende.

  166. Davide Prc Sulcis Says:

    old communist,
    le parole di Grassi stridono molto con quelle dei compagni che frequentano il blog,rileggiti i commenti.Io sono proprio i prezzolati che vogliono sconfiggere..se poi per te i “giusti” stanno tutti da una parte è un tuo problema..

  167. Sardus Pater Says:

    O Davide, cos’è che dici che io non conosco il territorio???
    eeeeia, fin troppo lo conosco, da’ retta a me.
    O perchè credi che mi firmo con questo nome da balosso?
    guarda che conosco fin troppo territorio e persone, certe persone di quelle che non si capisce che ci stanno a fare in un partito comunista se sono piu’ a destra di Veltroni.
    Ascò o lollo, accabbadda di dire sciolloriate qui, e se hai nuovi compagni da fargli la tessera, esci e fagliela, ma che non siano cammelli socialdemocratici, fà il favore, che di inflitrati puresci ne abbiamo già fin troppi.

  168. Pugno Chiuso Says:

    Si e vero,grande cpf di Bologna,anche se speravo che area Ernesto prendesse meno!Hasta siempre la Victoria!

  169. Davide Prc sulcis Says:

    Lollo lo dici a chi te lo permette,non certo a me,comunque dico ciò che voglio e dove voglio.Sei solo un provocatore..

  170. insomma, a quanto pare, da statuto c’è la possibilità di bloccare tesseramenti sospetti. questo significa che nei circoli si deve tenere gli OCCHI BEN APERTI! girate voce, per cortesia.
    è già qualcosa…

    Grande Bolognaaaaaaaaaaaaa

    hasta la victoria siempre

  171. mi dispiace non poter intervenire ma non ne ho il tempo. E solo, caro giovanni, che sono in giro come una trottola, non sempre posso portarmi il computer e non sempre, quasi mai, ho più di mezz’ora da dedicare al blog. comunque leggo tutto.
    a presto.

    ramon

  172. alessandro Says:

    scusa pugno chiuso io non sono di bologna però un pò conosco la situazione locale. Lì l’ernesto ha una delle sue roccaforti e quindi il 24% del cpf mi sembra fisiologico
    invece mi pare che il56% della mozione acerbo sia un ottimo risultato
    chiedo ad alessandro bernardi una valutazione su queste mie considerazioni

  173. Caro Alessandro No-Nichi,
    è come dici tu.
    L’Ernesto, quando stava con Essere Comunisti, ha sempre governato la federazione, fino al congresso per Venezia quando la mozione 1 è diventata – a sorpresa – di maggioranza relativa (anche – ma non solo – grazie all’ingresso nel Prc di tant* compagn* di movimento tra cui il sottoscritto).
    Purtroppo con l’arrivo delle adesioni via mail le % sono un po’ cambiate a sfavore della nostra mozione (che rimane comunque con la maggioranza assoluta).
    Si deve tener conto anche che sulla mozione 3 sono confluiti anche i/le compagn* ex-sinistra critica rimasti nel partito, che a bologno sono divers* (io dico per fortuna).
    La mozione Acerbo+altr* da noi è composta da 3 sensibilità. La nostra (per intenderci quella che ha lavorato all’appello sottoscritto anche da Ramon) ha tenuto botta (2 compagn* si sono astenuti), quella di Grassi a perduto qualcosa verso la moz.3 e, soprattutto, l’area con riferimento a Ferrero è purtroppo confluita in gran parte verso la mozione Vendola.
    Continuiamo a lavorare per il congresso.
    Adelante, hasta la victoria.
    Alessandro Bernardi

  174. alessandro Says:

    caro Ale. B le adesioni via e mail si sono trasformate subito in membri del cpf ? E a favore di chi ?
    Ugo Boghetta che era della mozione 1 a venezia è rimasto con noi ?

  175. Caro Alessandro,
    il regolamento congressuale prevede che i membri del Cpf possono dare la propria adesione ad un qualsiasi documento anche nelle 24 ore successive al cpf della sottoscrizione, via mail o fax.
    Si Boghetta è rimasto nella mozione 1.
    Ciao, ciao.
    Ale B.

  176. alessandro Says:

    caro ale B. ho sentito solo ora che il buon tex willer cofferati si ricandida a sindaco di bologna(a parte che tex era dalla parte degli indiani mentre cofferati è peggio di un leghista)
    Comunque mi permetto umilmente di consigliare a voi compagni bolognesi di organizzare con il dovuto anticipo una candidatura alternativa
    a sergio-ruspa- cofferati

  177. un compagno di Roma Says:

    caro Davide, una cosa sola: le minacce alla democrazia in Latinoamerica vengono non da Chavez e Morales o anche da Kirchner, ma, nel caso di Chavez, dalla opposizione che ha fatto il golpe nel 2002; nel caso di Morales, dalla provincia ricca di Santa Cruz; nel caso, infine, di Kirchner, dai settori di borghesia che non vogliono il controllo dei prezzi (gli imprenditori agricoli etc.). Per favore, su questo non accettiamo supini la disinformazione di regime. Un caro saluto

  178. alessandro Says:

    caro compagno di roma purtroppo a volte la disinformazione sull’america latina la fa anche Liberazione con gli articoli di ANGELA NOCIONI

  179. Caro Ramon,
    mi sarebbe tanto piaciuto partecipare all’incontro di Francavilla Fontana, ma impegni improrogabili me lo hanno impedito.
    Però se la prossima volta scendi ancora più giù nel tacco d’Italia, avvisa, così vengo a sentirti.
    Del resto dovrai pur conoscere chi prenderà in mano la tua segreteria quando sarai eletto Papa Anubi I, no?
    E la cosa non è poi così improbabile, sai?
    Non è che è solo Nichi che ha amicizie a un millimetro dallo spirto santo, ce l’ho pure io.
    E quello sì che quando intercede influenza la storia.
    Ecco perchè persevero sul blog. 🙂

    (Serena quell’intervista è una vera chicca 🙂

  180. un compagno di Roma Says:

    caro alessandro no-niki (scherzo!!!adesso diranno che pure questa è denigrazione!)
    hai perfettamente ragione, e un giorno con più calma dovremo ragionare sul perché una operazione come quella della Nocioni è stata avallata e difesa…….

  181. Domanda banale e non provocatoria: “Caro Ramon perchè questo blog è dominato da un luttuoso color nero? non sarebbe meglio cambiarlo?”. Saluti baol

  182. alessandro Says:

    baol starai mica per caso dando a ramon del fascista spero?!!!!!

  183. ale inzi a preoccuparci un po’ tutti qui.

  184. alessandro Says:

    maria perchè inizio a preoccuparvi?

  185. non so vedi tu

  186. alessandro Says:

    scusa maria ma non ho capito devi proprio spiegarmelo

  187. ma dai,
    baol è stato simpatico con la domanda,
    ogni tanto ci vuole qualcosa che spezzi la serietà e certe volte anche la tensione del dibattito, no?
    ma ti pare che voleva dare del fascista a ramon?
    tutti qui ale, niente di che
    ti abbraccio

  188. No non mi permetto e non era questa l’intenzione. E’ che questo colore non mi va giù era un tentativo di farlo cambiare. Se c’è un travisamento delle intenzioni si mantenga il nero e mi ritiro in buon ordine e chiedo scusa.
    Baol

  189. baol non ti ritirare invece, che qui c’è un bel dibattito.
    rimani e partecipa.

  190. un compagno di Roma Says:

    malgrado abbia frainteso lo scherzo, diciamolo ale no-niki rimane un grande, magari io avessi l’entusiasmo che ha lui – vedo piuttosto nero, come questo blog, su partito e società….

  191. un compagno di Roma Says:

    sul partito, per anticipare equivoci, non mi riferisco in particolare al congresso, ma al fatto che il partito è mal ridotto in generale. Anche se vince la mozione 1 l’opera di ricostruzione dovrà essere durissima…

  192. ezio lovato Says:

    Comunico – per opportuna conoscenza – il risultato “definitivo” dell’adesione ai vari documenti congressuali da parte dei membri del CP della Federazione di Vicenza (trattasi della somma fra le adesioni dei presenti avvenute al CPF del 26/05/2008 e le adesioni di assenti pervenute successivamente sulla base di quanto previsto dalla nota del 20/05/08 della Commissione nazionale del Congresso).
    — Doc. 1 (Acerbo e altri): 7 adesioni;
    — Doc. 2 (Vendola e altri): nessuna adesione;
    — Doc. 3 (Bettarello e altri): 19 adesioni;
    — Doc. 4 (Bellotti e altri): 1 adesione;
    — Doc. 5 (De Cesaris e altri): nessuna adesione.
    Cari saluti.
    Il Segretario della federazione PRC di Vicenza
    Ezio Lovato

  193. alessandro Says:

    caro lovato bella scoperta . lo sanno tutti che la federazione di vicenza è l’unica in italia in mano all’ernesto.
    comunque grazie per la comunicazione ufficiale

  194. alessandro Says:

    caro compagno di roma che il partito sia in difficoltà è certo
    Anche perchè bertinotti e giordano non davano valore all’organizzazione e alla militanza ma puntavano tutto su un modello di partito di opinione con i risultati che ne sono conseguiti

  195. Caro(si fa per dire dopo tutto quello che mi hai detto),dovresti almeno apprezzare che a Vicenza i bertinottiani si sono estinti e visto che questa è la tua principale ossesione potresti almeno chidere a Lovato come è riuscito a far avverare il tuo sogno,almeno nella parte destruens.

  196. alessandro Says:

    caro bosco io non voglio estinguere nessuno.
    voglio solo che il prc esista per l’oggi e per il domani
    Chiedo troppo ?

  197. masaccio Says:

    Una volta mi si raccontava di una riunione interna di Rifondazione in cui qualcuno proponeva di “rinunciare al comunismo per salvare il partito”, e qualcun altro di “rinunciare al partito per salvare il comunismo”.
    La seconda prospettiva, ovviamente, ha poco senso: chiunque con un minimo di senso della realtà sa che l’unità della sinistra non si può costruire contro i partiti della sinistra, cioè contro quelli che dovrebbe essere i pilastri di quell’unità. Non vorrei però che il disastro della Sinistra Arcobaleno portasse alla conclusione opposta. Le divisioni, fisiologiche, in atto oggi all’interno della sinistra confondono due piani che secondo me sarebbe utile distinguere: i 2 partiti, Pdci e Prc, sono sia quelli che vogliono difendere la radicalità e gli obiettivi di trasformazione sociale della sinistra (ciò che per capirci chiamerò “il comunismo”), sia quelli che vogliono difendere l’autonomia e la sovranità delle proprie strutture (ciò che per capirci chiamerò “il partito”); dall’altra parte, Sd e una parte di Rifondazione sono sia quelli che vogliono superare l’autonomia e la sovranità dei partiti esistenti, sia quelli che puntano ad annacquare la sinistra e a trasformarla in senso moderato e compatibilista. Insomma, vorrebbero buttare a mare sia il partito sia il comunismo.
    Ora, queste divisioni mi sembrano arbitrarie e artificiose. Chi ha stabilito che l’innovazione, l’apertura all’esterno e il coinvolgimento della famosa “sinistra diffusa” debbano coincidere con la moderazione? Chi ha detto che io, non iscritto a nessun partito, sto più a destra di Pdci e Prc? Chi ha deciso che il popolo italiano che non si riconosce più nella sinistra sia più moderato di noi?
    Insomma, chi ha deciso che dobbiamo buttare a mare il “comunismo” (cioè il nostro obiettivo di trasformare radicalmente questa società) con il “partito” (cioè l’attuale assetto politico della sinistra)?
    Mi sembra che l’esperienza della Sinistra Arcobaleno ci abbia insegnato proprio il contrario: una linea di assoluta moderazione, dopo 2 anni di governo tutt’altro che radicali, un’identità stinta ed ecumenica non ci hanno portato a niente se non al tracollo.
    Allora vorrei che ripartissimo da qui. Il dibattito interno ai partiti, soprattutto a Rifodanzione, sta portando alla confusione pericolosa di cui sopra. Chi non accetta la svolta moderata e stinta dell’arcobaleno, per difendere il “comunismo” si è trovato a difendere anche il “partito”, perché per motivi di opportunità congressuale il richiamo al corpo militante, all’autonomia, alla continuità di una storia paga sempre. Idem la proposta di “costituente comunista” adottata dal Pdci. Si tratti di modi naturali e fisiologici di ricompattarsi dopo il disastro, lo capisco e lo accetto, ma vorrei che non ci nascondessimo che il rischio di un’involuzione è presente. Che il problema di ricostruire una sinistra unita e forte non è solo un problema di chi, come Fava o Vendola, la immagina moderata e subordinata al Pd, ma di chi, come me e molti altri, penso anche Ramon, la vuole autonoma, combattiva, radicale. Concetti che in Italia si traducono tradizionalmente in una parola: “comunista”. Allora capiamoci: i comunisti in Italia sono sempre stati quelli che guidavano l’unità della sinistra, e così deve tornare a essere. Ricompattiamoci, ricostruiamoci, ma preoccupiamoci anche di ricostruire ciò che sta all’esterno. Nella società italiana sono presenti bisogni e interessi tutt’altro che moderati, che hanno bisogno di una forza di sinistra alternativa e determinata, cioè comunista. I partiti esistenti non vanno abbattuti, ma non bastano. Non dimentichiamocene, e lavoriamo per l’unità. Non un’unità a prescindere, com’è stato l’arcobaleno, ma un’unità basata appunto su quello che sintetizzavo come “comunismo”. Non una sinistra unita contro una sinistra comunista, insomma. Ma una sinistra unita comunista, una sinistra unita che vuole radicalmente trasformare questa società. Iniziamo a pensarla, a costruirla, e raccontarla in giro.

  198. Caro Alessandro,troppo tardi e troppo poco per chi non vuol smettere di essere rivoluzionario.

  199. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    da sempre penso che tu sia davvero molto simpatico e quindi mi permetto
    di “sfruttare” la tua vena ironica e autoironica. So che ti stai dando molto
    da fare e auguro a te e a tutti che il tuo lavoro continui e dia i frutti sperati.
    Sei nel giusto e,come tale,sta a te essere più alto e paziente. So che sei una
    pellaccia e che più è tosta e più rendi.
    Sono certo che il tuo lavoro sul campo sia più utile di passare ore sul web a
    rispondere. Adelante e vajas con dios.
    Un abbraccio viva la vita!

  200. Quoto il commento di giovanni delle 0.44
    Premetto che ho aderito alla mozione Acerbo ma mi permetto di invitare le compagne e i compagni a non cadere nelle provocazioni, a non personalizzare il dibattito, a rispettare le altre mozioni pur non condividenole. Lo dobbiamo prima di tutto a Ramon per lo spazio che mette, liberamente, a disposizione con questo blog. Ramon, come molti altri compagni/e della mozione sta macinando chilometri su chilometri e lavorando per spiegare la nostra mozione. Nel nostro piccolo lavoriamo, oltre che su questo ed altri blog, con i nostri compagni/e sui nostri territori, dai circoli alle federazioni perchè, alla fine della storia, contano i voti congressuali, non altro. E ora, compagni e compagne al lavoro e alla lotta 🙂

    Un abbraccio a tutti

    p.s.
    Baol, così come Lovato, rimanete e portate il vostro contributo a questa discussione così come nel congresso. La storia siamo noi, nessuno si senta escluso.

  201. Condivido il tuo intervento Roberto,
    ecco perchè la perseveranza. 🙂

    ognuno deve fare la sua parte e apportare il proprio contributo. La storia siamo noi. Tutti.
    Del resto, come si puà spiegare e analizzare bene una mozione se non c’è un altro che simpatizza per un’altra, alimentando così il dibattito e sviscerandone i punti?
    certo poi è normale qualche uscita da “tifo”, no?
    perdoniamocela a vicenda un po’ tutti, e vogliamoci bene, come sempre.
    Noi si fa il nostro dovere, e si lotta, come sempre,
    e a Ramon, come dice Giovanni

    Adelante e vajas con dios.

  202. Luigi Panzuto Says:

    Ok ok compagni ho appena assunto a carico del mio circolo 2 bravi analisti che faranno l’esame del sangue e del dna a tutti coloro i quali entrano per chiedre la tessera del partito. Sono vietate le tessere a sogetti sospetti e sopratutto a chi soffre di vendolismo bertinottismo, o giordanismo. Sono invece ammessi tutti coloro i quali sono un po’ di gusto sospetto e cioè acerbi. Va bene coì? così i cammelli li fate voi. Ma fatemi il piacere! Io son sempre stato contarrio alle truppe cammellate ma su una cosa siamo seri: non è che tutti i neo tesserati per così dire “sospetti” votano tutti per la seconda mozione? o è così? overamente mi volete far credere che voi non avete nessun nuovo tesserato forzato per il congresso?

  203. Luigi, se un gruppo di 100 persone capitanate da un consigliere, come ha denunciato un compagno chiedendo aiuto su cosa fare, premono per il tesseramento PRECONGRESSUALE e provengono TUTTE da SD, permetti che questi neo 100 tesserati “sospetti” voteranto tutti per la seconda mozione?
    Che dici, che può essere che ai mussini gli piglia ‘na botta di trasgrassione e votano falcemartello?

  204. Edoardo Pascarella Says:

    Scusa Luigi Panzuto ma tu cosa proponi? di non rispettare lo Statuto del Partito?
    Qualcuno ha accusato te di non rispettare le regole?
    Io non credo e sono convinto che anche tu sei favorevole a far si che il Congresso si svolga nel massimo rispetto delle norme statutarie.
    I Comitati Direttivi dei Circoli hanno il DOVERE di verificare con la massima attenzione le nuove richieste di adesione e di opporre dei decisi rifiuti quando queste non siano correttamente motivate o possano lasciare adito a dubbi circa la loro coerenza e spontaneità.

    Ne approfitto per portare l’attenzione su questa notizia:
    “Arrestato un dirigente della Gioventù Comunista della Repubblica Ceca”
    http://www.resistenze.org/sito/te/pe/mc/pemc8e25-003153.htm

    Mi interesserebbe molto un commento di Ramon Mantovani…

  205. Grazie al compagno Ezio Lovato da Vicenza per la bella notizia 🙂
    Scusa caro Alessandro, perchè tanto astio verso “l’Ernesto”?
    Secondo me si sbaglia a mettere nello stesso piano le ipotesi liquidazioniste del Partito verso una “sinistra senza aggettivi” e quelle che invece puntano a realizzare quella che è la ragione d’essere del nostro Partito: rifondare un Partito Comunista. Prcoesso non immediato naturalmente, e con le difficoltà che ben sappiamo (non ultime certe persone e personalismi), ma che va fatto.
    Dovremmo se mai essere più uniti, tra quelli che ci tengono, ai principi e alle pratiche di un partito comunista degno di questo nome…

  206. Io non credo che si tratti di persone e personalismi,
    anche se l’altro giorno a Cuba, Diliberto ha assicurato a Ventura che porterà avanti la battaglia per agglutinare le forze comuniste del contesto politico italiano.
    Non è questo il punto.
    Domanda: si può dire in testata di essere comunisti e poi sostenere che i comunisti non devono stare tutti nello stesso partito?
    Risposta: il comunismo è una cosa seria, ci si documenti, si leggiucchi qualcosa, tipo la storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi, i vari comunismi, eccetera.. non siamo rimasti confinati a prima dell’ottavo congresso del Pci.
    Ma non avevamo capito che proprio quando si è profondamente insicuri della propria identità ci si rifugia dietro feticci e ricerche dei capri espiatori?

    Non funzionerà mai. Così la penso io.

  207. Cara compagna Maria,
    scusami, ma non ho capito quasi nulla di quello che hai scritto…

    Quando parlo di persone e personalismi mi riferisco proprio a uno come Diliberto: potrà piacere o non piacere, ma non si può fare politica e polemica solo sul fatto che Diliberto piaccia o no, perchè i Diliberto passano, ma la politica, un progetto, un partito, questo è quello che rimane.

    Poi, dici che Diliberto dice che porterà avanti la battaglia per agglutinare le forze comuniste del contesto politico italiano, ok, ma cosa c’è che non va in una dichiarazione così? Non saremmo d’accordo tutti sull’unità, della sinistra e quindi anche dei comunisti?

    Chi è poi che avrebbe sostenuto che i comunisti non devono stare tutti nello stesso partito? Ha a che vedere con la dichiarazione di prima? Sinceramente, non mi pare che nè l’Ernesto nè Diliberto nè nessuno di quelli che sostengono l’appello “Comunisti uniti” per esempio pensino che i comunisti non debbano stare tutti nello stesso partito… se mai il contrario!

    Sulla risposta che dai, d’accordissimo, bisogna leggere e studiare e prepararsi, ce lo insegnava Gramsci, ma non ho capito a chi ti riferisci rispetto a chi sarebbe rimasto confinato a prima dell’ottavo congresso del Pci (per la cronaca, nel 1956… velata accusa di stalinismo?). Poi, staresti dicendo che chi sostiene la rifondazione di un Partito Comunista in Italia si rifugierebbe dietro feticci e capri espiatori? Non so se hai notato ma queste sono esattamente le stesse cose che dicono i vendoliani di quelli della mozione 1… Cioè, etichette e denigrazioni che non entrano nel merito politico.

    E poi, non funzionerà mai, cosa? Se non ci proviamo seriamente, allora sì che non funzionerà. Diceva qualcuno che le uniche battaglie che si perdono sono quelle che non si combattono. E sul non funzionare, se mai quello che sappiamo già è che non funzionano nè le arcobalenate, nè le federazioni tipo FLM. E allora che si fa?

    Non so, scusami, non ho capito quasi nulla di quello che hai scritto, e quel poco che ho capito mi sembra piuttosto discutibile.

    Fraterni saluti comunisti, sempre!

    Mario

  208. Comunico anch’io il risultato del mio CPF (Prato), ragazzi è triste lo so, ma volevo condividere la mia amarezza ( che tra l’altro era da preventivare con voi)

    Mozione 1 6 voti ( 20%)
    Mozione 2 22 voti (73,3%)
    Mozione 3 0 voti
    Mozione 4 2 voti ( 6,7 %)
    Mozione 5 0 voti
    1 astenuto
    10 assenti

    Premetto che questo risultato era da preventivare, prima di ieri sera sapevo di 5 voti sicuri e 2 incerti. Comunque ieri sera ci sono stati altri 4 interventi( tra cui il mio a sostegno del documento1), che però non facendo parte del federale non sono rientrati nel conto finale. Penso anche che la forbice al congrsso diminuirà ma non di molto.

    Luca

  209. Caro Mario,

    credo di essermi spiegata molto male, non volevo offendere nessuno. Proverò a spiegarmi diversamente.
    In riguardo alla domanda/risposta, ero io che rispondevo a me stessa. Sono io che alla domanda perchè i comunisti non dovrebbero stare tutti nello stesso partito, rispondo.
    Comunque, ricordavo l’ VIII congresso non per accusare qualcuno ma per ribadire proprio che è da allora che ci siamo tutti destalinizzati e molte cose sono cambiate.

    Dunque, vediamo se mi spiego meglio.
    Il mondo è cambiato. Dalla rivoluzione industriale in poi la società è stata divisa in capitalisti ed operai, con una grande fetta di contadini che erano quelli che oggi definiremmo “ultimi”. Poi la caduta del Muro di Berlino e la svolta della Bolognina che sancì la scomparsa del PCI e la nascita di due sinistre, Pds e Prc. Da lì il mondo del lavoro iniziò a perdere i riferimenti.
    Non al livello di rappresentanza politica, ma al livello di partecipazione attiva, di militanza e di sicurezza data dall’ appartenenza al “Partito”. Uno che si è andato sciogliendo pian piano, il Pds-Ds-Pd. E il Prc che ha generato ieri il Pdci, oggi Sinistra Critica, PCL. Una frammentazione dettata da personalismi e discordie interne ai partiti vissute con distacco da un popolo che non trova più riferimenti nella partitica.
    Dove c’era un partito oggi ce ne sono una miriade, dove c’era una sezione con degli amici fidati oggi c’è, magari, la sezione della parte di quel partito che si è distaccata e ha creato una formazione politica concorrente.

    Enrico Berlinguer diceva: “Non si rinnega la storia: né la propria, né quella degli altri. Si cerca di capirla, di superarla, di crescere. Di rinnovarsi nella continuità”.

    E’ per questo che non credo in un unità dei comunisti in un partito chiuso ed elitario tutto identitario e ortodosso, ancora convinto di dover dettare una linea a una società ormai considerata caotica e impolitica.
    Non credo all’appello alla costituente comunista venata di togliattismo proposta dal Pdci. Sarebbe una regressione politica e culturale.
    Oggi occorre rilanciare Rifondazione cominciando dalla questione morale e dal lavoro, senza tarscurare per questo le grandi battaglie di libertà delle donne e di chi rivendica il diritto soggettivo a una emancipazione di genere e di orientamento sessuale, il tutto senza abbandanorare il quadro strategico dell’unità a sinistra tra forze politiche e sociali, soggetticità collettive e individuali.
    Ripartire innanzi tutto da Rifondazione, ma da quella del 2001. La Rfondazione di Genova, quella che ha saputo criticare l’autonomia del politico, teorizzare l’internità alla società, la critica della violenza e del potere come germinali di una degenerazione autoritaria.

    E’questa secondo me la strada giusta. E se Rifondazione sarà all’altezza, non è escluso che le altre forze politiche non rientrino “alla base”.
    Spero di essere stata più chiara.

    Saluti affettuosi anche a te

  210. ale hai visto i dati di Lecce? che t’ho detto io alle previsioni? pessime, no?
    la prossima volta che nasco faccio la maga

  211. ritornare nei territori, in mezzo alle persone in carne ed ossa, abbandonare salotti e ricevimenti in tutta fretta. Forse qualcosaa si può ancora salvare

    saludos

  212. alessandro Says:

    maria ho visto ma non mi avevi detto che anche a lecce c’era qualcuno dei nostri ?

  213. alessandro Says:

    pascarella sono pienamente d’accordo con te nella solidarietà ai giovani comunisti della repubblica ceca
    Infatti anche chi non condivide in tutto o in parte le idee di quella organizzazione dovrebbe leggersi la poesia di berthold brecht sugli ebrei sugli zingari e sui comunisti
    è una poesia molto illuminante sull’argomento

  214. Dai dati ufficiosi dei cpf, facendo un rapido conteggio risulta:

    mozione 1 681 (54%)
    mozione 2 374 (29,7%)
    mozione 3 139 ( 11%)
    mozione 4 48 ( 3,81%)
    mozione 5 16 ( 1,27%)

    ho aggiunto anche quelli di Prato

    beh mi sembra un buon inizio. Al congresso la forbice diminuisce (alcune federazioni della Campania e della Puglia sono molto molto numerose), ma non credo poi di tanto. Comunque c’è molto da lavorare

    Luca

  215. Scusate ma con tutti quei tesserati al sud, com’è che non abbiamo ancora fatto la rivoluzione?

    Ma di 900 tesserati di lecce quanti militano?

  216. scusate mi è partito l’invio.

    Comunque con questi numeri (vedi anche napoli)che sicuramente aumenteranno, se già non lo sono, c’è poco da fare.

    scindiamo il partito longitudinalmente, federiamoci e Famo il partito del centro nord!

    😀

    oh…è una battuta ovviamente!

  217. alessandro Says:

    caro jack sono bin contatto con alcuni compagni della federazione di napoli che mi hanno detto che stanno lavorando molto e che la forbice in quella federazione dovrebbe diminuire abbastanza

  218. Dunque Ale, mi hanno detto che in realtà non sono tutti schiacciati sul documento 2, fortunatamente. Hanno votato in 28 su 47 presunti appartenenenti al CPF. Gli altri non hanno proprio partecipato per protesta. Andranno recuperati affinché votino ai congressi di circolo. Speriamo.

    A Jack non so rispondere… 🙂

  219. Si evvero sono numerosi gli iscritti di province campane e pugliesi, ma secondo me vengono controbilanciate da federazioni del nord come Milano, Torino, Bologna altre province dell’Emilia Romagna e molte province Toscane (Pisa, Livorno, Massa Carrara, Pistoia hanno sui 1000 iscritti, Firenze sui 4000 e penso che al congresso in queste ciittà prevale e non di poco la 1, a Firenze c’è piu equilibrio ma tra la 1 e la 3)

    Luca

  220. Comunque compagni la partita importante si giocherà dopo il congresso. Dobbiamo lavorare per la gestione unitaria, vedremo poi chi sarà d’accordo

    Luca

  221. Bertinotti alla commemorazione di almirante???

    Scusate mi è arrivata una mail di un compagno in cui mi dice che ha visto in televisione bertinotti alla comemmorazione di almirante.

    Credo e spero che si sia sbagliato…comunque avete qualche notizia in proposito?

    si internet non ho trovato nulla. Ma magari sono io sfigato 😀

  222. alessandro Says:

    grazie della notizia maria
    Ma gli assenti per protesta che tu sappia sono sostenitori della nostra mozione ?
    E poi qual è il motivo della protesta ?

  223. alessandro Says:

    caro jack io non ho sentito niente al riguardo.
    speriamo che non sia vero

  224. non lo so ale, mi hanno solo detto che la situazione è molto complessa. se so qualcos’ altro te lo dico.
    di fausto non ci credo. nemmeno se lo vedo con i miei occhi.
    e va bene tutto. no. non ci credo

  225. Old Communist Says:

    Fausto Bertinotti è anticomunista.

  226. alessandro Says:

    ti prego old communist non lasciamoci andare a commenti …forti
    Lo so a volte trattenersi è dura(lo dico per me )
    ma cerchiamo di stare calmi…..pare che il percorso congressuale stia andando abbastanza bene. Incrociamo le dita
    SALUTI COMUNISTI

  227. Old Communist Says:

    VIVA IL PARTITO DI MASSA NOVECENTESCO

  228. Per Jack: sì, l’ho visto anch’io al telegiornale, Bertinotti in prima fila alla presentazione del “libro” su Almirante, con il suo mezzo sigaro in bocca, solo un momento, ma chiarissimo. Ma ormai sul tema e sul personaggio non c’è altro da aggiungere.

    Per i tesserati: è uscito oggi su “Liberazione” il quadro del Tesseramento 2007. In effetti è degno di nota l’alto numero relativo di iscritti in certe regioni del sud (per esempio, più iscritti in Calabria che in Lombardia, 8123 contro 7840…? In Puglia quasi come in Emilia Romagna, 6396 contro 6983…?). Vorrei dire però che i dati della Federazione Benelux sono clamorosamente sbagliati, non sono 33 ma 57 – solo a Bruxelles siamo 23, e in crescita (non è pochissimo, stando all’estero…).

    Per Maria: grazie della risposta, adesso ho capito meglio 😉 Però non sono d’accordo sul fatto che rifondare un Partito Comunista unitario e forte sarebbe una regressione politica e culturale, nè tanto meno che si tratti di un “partito chiuso ed elitario tutto identitario e ortodosso” che detti linee a nessuno: scusa ma anche queste sono denigrazioni un po’ gratuite, te ne puoi rendere conto se leggi la mozione e vedi ciò che pensano e fanno i firmatari. Io stesso ti posso assicurare che in un mostro come quello che descrivi non ci starei cinque minuti; ma ci sto senz’altro in un Partito che porti avanti le battaglie sulla questione morale, sul lavoro, sul genere e sulla libertà personale, culturale e sessuale, con chi condivida queste battaglie et. ma con punti e principi fermi da comunisti, e fieri e orgogliosi di esserlo, per il passato, il presente e il futuro.

    Come vedi mi sto già preparando il discorso di presentazione della mozione al congresso di Circolo :-)))

    Saluti affettuosi anche a te e buona fortuna a tutt* noi……

  229. Piero Zandomeneghi Says:

    Roma, 28 mag. (Apcom) – “”Democrazia e pacificazione. Democrazia e Nazione. E’ in questo doppio binomio l’insegnamento di Almirante più fecondo a vent’anni dalla scomparsa”. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini, aprendo la cerimonia di presentazione dei discorsi parlamentari di Giorgio Almirante alla Camera. “Il leader del Msi – ha ricordato Fini – intuiva che non vi sarebbe mai stata piena integrazione di tutti i cittadini nelle istituzioni senza un Paese riconciliato con se stesso, oltre le appartenenze di partito e in nome di un’idea condivisa di nazione”.
    Secondo Fini, “il leader della Destra offrì il proprio contributo al consolidamento della democrazia al di fuori del cosiddetto arco costituzionale e nella scomoda posizione di chi sperimentava su di sè la ‘conventio ad excludendum'”.
    Alla cerimonia, oltre alla vedova Donna Assunta Almirante, erano presenti Pier Ferdinando Casini, Giulio Andreotti, Francesco Cossiga, Luciano violante, Fausto Bertinotti, Beppe Pisanu, Mirko Tremaglia, Teodoro Buontempo, Giorgia Meloni, Emanuele Fiano, Maurizio Gasparri, Italo Bocchino, Giuseppe Ciarrapico e decine di altri parlamentari, soprattutto del centrodestra.

  230. Meno male Mario che questa volta mi hai capita.
    Io lo vedo così un Partito Comunista unitario in Italia,
    considerando la nostra storia. Un piccolo mostro, esattamente. Non si può aspirare a meglio nonostante le buone intenzioni, secondo me.
    Io preferisco ripartire da Rifondazione come ho spiegato.
    Comunque, felice per il confronto.
    E affettuosi saluti comunisti anche a te.

    Leggo sempre dal tuo post che tu l’hai visto Bertinotti con i tuoi occhi. Io rientro ora e non ho visto il telegiornale, ma se è così, credo di poter interpretare i sentimenti di tutti i simpatizzanti di tutte e cinque le mozioni senza distinguo, nel dire questo:

    Alessandro: hai facoltà di parola.

  231. Riporto i dati provvisori del CPF della Federazione della Versilia:

    Doc. 1: 26
    Doc. 2: 6
    Doc. 3: 0
    Doc. 4: 3
    Doc. 5: 6

  232. Ah roberto sei della federazione della versilia, allora ci siamo visti mercoledì quando c’era Ramon (sono anche intervenuto), ma sei quello che ha parlato prima di Ramon? non me lo sarei aspettato il successo del documento 5.
    Comunque il risultato è l’opposto di Prato, almeno ci controbilanciate.

    ciao,

    Luca Marini

  233. Mi dispiace davvero molto, leggendo questi commenti, rilevare, soprattutto in quanto scrive Maria, un pesantissimo pregiudizio negativo nei confronti del Pdci. Lo si descrive come chiuso, identitario, settario, e soprattutto si liquida come chiusa, identitaria e settaria ogni proposta che lo coinvolga.
    Qua siamo oltre i limiti della strumentalità, compagni. Vi chiedo: era chiusa, identitaria e settaria Rifondazione nel ’98? Erano chiuse, identitarie e settarie tutte le piazze, dal 2001 in poi, in cui al mio fianco ho visto sia compagni di Rifondazione sia dal Pdci? Era chiusa, identitaria e settaria la manifestazione del 20 ottobre scorso?
    Che i giornali borghesi insistano sulla caricatura del Pdci come partito della mummia di Lenin posso capirlo. Che lo facciano dei compagni di Rifondazione no.
    La proposta dell’appello “Comunisti uniti” non mi convince del tutto. In Italia non basta unire i comunisti, per unire la sinistra, anche se sarebbe un buon primo passo. Ma mi sembra che chi la critica, dentro Rifondazione, non si sia neanche preso la briga di leggerla, troppo preso a difendere le “innovazioni” operate dal ’98 in poi per rendersi conto che quel documento non le contraddice per niente, nel merito.
    Anche in Rifondazione quelle “innovazioni” non sono condivise da tutti, e soprattutto non tutti le intepretano allo stesso modo (per fortuna). Non potrebbe essere così anche in un partito più grande? Di cosa avete paura?
    Sul serio, compagni, questo atteggiamento mi sconforta. Si parla tanto di unità della sinistra, ci si proclama comunisti, e poi si sottintende una netta divisione tra comunisti di serie A (quelli di Rifondazione, aperti e innovatori) e comunisti di serie B (quelli del Pdci, chiusi e retrogradi). Esattamente la stessa cosa che fa la mozione 2 nei confronti della mozione 1. Continuamo così, facciamoci del male…

  234. No Masaccio non è cosi, almeno per quanto mi riguarda, non critico il pdci perchè è più leninista e meno innovatore, eh no, la critica la faccio perchè il pdci almeno nelle amministrazioni locali è sempre nelle maggioranze. Nelle regioni (rosse) il pdci difficilmente si schioda dalle giunte prima diessine e poi piddine. Ieri a Prato i comunisti italiani hanno di fatto cessato di esistere, i loro leader (un assessore due consiglieri e quattro che siedono nei consigli di amministrazioni nelle partecipate senza fare nulla) hanno deciso di confluire nel pd, altri hanno detto che aspettano di vedere se c’è la possibilità di creare una forza di sinistra e si rallegravano del fatto che a Prato la mozione Vendola avrebbe avuto la maggioranza. Comunque in entrambe le ipotesi raginavano su prospettive di sedie da poter occupare in vista delle prossime amministrative.
    A livello nazionale il pdci prima con cossutta e poi con diliberto sono stati sempre dei convinti governisti e hanno sempre vissuto sulle difficolta di rifondazione.
    Io la mozione 3 l’ho letta ad un certo punto c’è una frase sospesa”……il pdci ha dato la sua disponibilità.” Cioè, che significa, questa disponibilità i compagni della mozione 3 la raccolgono o no, se si scriviamolo chiaramente.
    Ecco critico la mozione 3 perchè non è chiara sulle prospettive di un eventuale alleanza con il pdci. E non dice almeno mi sembra che il pdci è una forza che punta al governo e basta, almeno fino ad adesso lo è stato o no?
    Critico il pdci non per il discorso innovazione o non innovazione ma oer il discorso governo governo.

    ciao,

    Luca

  235. Io lo sapevo che il mio commento avrebbe urtato qualcuno.
    Io non ho mai PENSATO, non solo detto bada bene Masaccio, ma PENSATO che ci siano comunisti di serie A e comunisti di serie B. Mai pensato in vita mia.
    Però ci sono vari comunismi. E questo è un dato di fatto.
    Non esprimo un giudizio negativo nei confronti del Pdci, semplicemente non è un comunismo in cui il mio spirito ci si ritrova. Questo significa denigrare Diliberto?
    E per la cronaca, io l’ appello “Comunisti uniti”,non solo l’ho letto e mi mandano pure e-mail per aggiornarmi della situazione, ma l’ho anche divulgato dopo le elezioni, proprio per cercare di entusiasmare tutti i comunisti sparpagliati tra elettori e iscritti, ormai delusi e rassegnati.
    Io rispetto tutti Masaccio, anche Turigliatto e Ferrando.
    Ma permetti che è giusto che ci siano compagni che, legittimamente, si ritrovano in quel progetto politico ed altri, altrettanto legittimamente come me, che non si ritrovano?
    Che vuol dire, che ci denigriamo a vicenda, o che abbiamo paura a metterci insieme?
    Tu dici: ci facciamo del male.
    Anche a non guardare in faccia la realtà ci si fa del male.
    Le scissioni nascono dopo una sofferenza, non dopo una passeggiata.

    Il Pdci, come diceva Luca, c’ha il pallino del governismo. Ed è un dato di fatto. Esempio ultimo, e senza che nessuno si offenda per cortesia, già i giochi erano fatti, Veltroni aveva deciso fermamente di correre da solo, e Diliberto “piagnucolava” ovunque: “e… ma se cambia idea walter, noi siamo sempre disponibili”. Vi prego, non è una provocazione, è un dato di fatto.
    Poi, vediamo, SC e PCL… oltre all’attenzione alla doverosa giustizia sociale, abbiamo da affrontare le sfide del riscaldamento globale, abbiamo da affrontare il terrorismo, abbiamo l’esplosione della fame nei paesi poveri, abbiamo le guerre, abbiamo il ritorno del fascismo nelle grandi democrazie compresa la nostra, abbiamo le lotte dei diritti civili che non possono piu’ essere patrimonio solo dei Radicali, abbiamo la globalizzazione, e tutte queste cose, sempre con rispetto parlando, non verranno certo fermate da compagni che hanno una visione del comunismo di un certo tipo come loro, no?

    Cari compagni, adesso dico una cosa che son certa mi procurerà l’aggressione di molti, ma la dico lo stesso, in buona fede… arriva un momento in cui per far alzare la mongolfiera occorre buttare giu’ tutta la zavorra, aggrapparsi stretti e cercare di imbroccare le correnti giuste. E questo è quel momento. In queste elezioni avere due partiti Comunisti, piu’ altri due nell’ Arcobaleno è stato di un tafazzismo scandaloso, di un personalismo esasperato che ha portato alla disfatta… senza nulla togliere alla coerenza di chi ha deciso di staccarsi e a tutte le colpe di Rifondazione. Che ne ha tante.
    Ma questo è un dato di fatto.
    Anche io non vorrei per il futuro dover fare la “RACCOLTA PUNTI DI TUTTI I MICROPARTITI COMUNISTI”, che non potranno andare da nessuna parte, ed alla lunga persino le piazze li rigurgiteranno perchè non rappresenteranno nemmeno piu’ chi protesta… sempre se vi sarà ancora qualcuno. Cosi’ facendo si dà modo d’avanzare al populismo od al semipopulismo di qualsiasi arruffapopoli che magari è privo di idee, ideologie e spinte propulsive.
    A questa deriva dobbiamo pensarci tutti, ma occorre umiltà.

    Umiltà che però, cari compagni, io per il momento non vedo da nessuna parte.

  236. Dati definitivi CPF – Federazione della Versilia

    Doc. 1: 29 – 65.9%
    Doc. 2: 6 – 13.6%
    Doc. 3: 0 – 0%
    Doc. 4: 3 – 6.8%
    Doc. 5: 6 – 13.6%

    x Luca/Prato

    Quello che ha parlato prima di Ramon è Roberto Pucci segretario della fed ma io sono più bello 🙂 Non sono intervenuto ma ci siamo parlati. Qui, sul sito della mia compagna, trovi la mia foto http://www.webbynet.it/?page_id=27

  237. scusate ma anche oggi niente tempo! sono arrivato da bari ora a pesaro e fra mezzora c’è l’assemblea.
    ciao e buona discussione
    ramon

  238. Si d’accordo sei più bello, non penso ci siamo parlati. Tu dovresti aver parlato con l’altro pratese, Alessandro!

    Luca

  239. Piero Zandomeneghi Says:

    ma chi sarebbe la zavorra?

  240. Ciao,
    esito sottoscrizione documenti federazione di Bari

    ACERBO: 31
    VENDOLA: 50
    BELLOTTI: 4
    RUSSO: 0
    PEGOLO: 0

    Non male, rispetto alle previsioni e al quadro barese.

  241. un cammello Says:

    Sarebbe carino che chi insulta Liberazione per le lettere di Vendola in prima pagina, poi chidesse scusa, visto che i giorni successivi sono state pubblicate altre due lettere (Grassi e Ferrero). Così, per dire

  242. alessandro Says:

    grazie anna veramente una bella notizia
    Faccio un appello a tutti i compagni . se avete notizie sui comitati politici federali che si stanno svolgendo in tutta italia pubblicateli su questo sito

  243. alessandro Says:

    cammello vergognati!

  244. un cammello Says:

    Perché mi dovrei vergognare?
    Spero che non sia per il mio nick

  245. Cammello è inutile che ci provi, Liberazione è schierata per Vendola. Infatti prima si pubblica Vendola su paginoni, i giorni dopo gli altri. Poi se ora da spazio agli altri è perchè ci si sta accorgendo che le cose non vanno proprio come ci si augurava

    Luca

  246. alessandro Says:

    RAmon sul sito di APRILEONLINE c’è un post di una tale marta di reggio calabria che dice di essersi “iscritta al prc in modo da votare per vendola e sciogliere il partito in un contenitore di sinistra”
    Questo è il vero intento di vendola e dei suoi altro che storie

  247. Bravo Masaccio, bell’intervento che condivido praticamente in toto 🙂

    Maria, d’accordo sul governismo del PdCI, ma, e sul governismo del PRC in questi ultimi due-tre anni, come la mettiamo? Che non ci schiodavamo dalla poltrona del governo manco a cannonate, disposti a mandar giù tutto, sempre cornuti e mazziati? Anzi, almeno Ramon si è rivoltato contro questo andazzo, ma il buon Ferrero invece ha resistito fino alla fine, votando addirittura quella roba dopo il fatto Reggiani… Quello non è governismo? E questo senza parlare di un Bertinotti abbarbicato alla sedia della Camera, tutto “istituzionale” lui… Mentre, invece, casualmente, il PdCI non ha messo nessuno dei suoi nel governo, ma un indipendente (Bianchi). Chi è stato più o meno governista nel governo Prodi? E i piagnucolii a Veltroni, se li faceva Diliberto, non era certamente di più di quanto ne faceva Giordano, anzi sinceramente mi ricordo che ne faceva di più il nostro bravo segretario di allora. E in campagna elettorale, per ogni parola che diceva lui o Bertinotti, quattro erano dedicate al Pd brutto e cattivo che non ci aveva voluto. O ricordo male?

    Ah, e i compagni della Calabria, che escono ma dopo fanno di tutto per rientrare in giunta? E quelli della Toscana, e quelli della Campania, e quelli della Sardegna, e quelli di Roma, e quelli di Bologna? Questo non è governismo, anche di noi di Rifondazione? È di certi compagni e certi dirigenti, non di tutti, sì, ma allora non si potrà dire lo stesso di quelli del PdCI? O per noi valgono le eccezioni e ci autoassolviamo sempre e comunque, e invece quelli del PdCI sono sempre brutti e cattivi e governisti?

    L’accusa di “PdCI governista” poteva andare bene nel 1998-2001, ma oggi più non tanto, purtroppo, e dico purtroppo perchè prima il PRC era più immune da certe pratiche, e invece oggi, grazie a certi compagni o presunti tali, ci siamo dentro ugualmente fino al collo. Allora, quello che sto dicendo è, di non stare a fermarci ai soliti quattro dirigenti che fanno quello che fanno, ma di metterci a lavorare seriamente con quei compagni comunisti come quelli del 20 ottobre, con quel mare di bandiere rosse e falce e martello e orgoglio e voglia di esserci, di farci sentire, di fare e di lottare. Io c’ero quel 20 ottobre, presi l’aereo da Bruxelles, portando pure lo striscione del Circolo (nel sito ci sono le foto), volevamo esserci ed è stata una giornata meravigliosa in tutti i sensi: è da lì che bisogna lavorare, e l’unità della sinistra non può prescindere dall’unità dei comunisti. Non una sola giornata, ma sempre!

    Altro che “zavorra”, cara Maria… proviamo a lasciar perdere una volta per tutte i pregiudizi e le generalizzazioni, lasciamole a chi ci vive di queste cose come i mezzi di informazione borghesi, come ben dice Masaccio, che hanno tutto l’interesse a che noi comunisti rimaniamo divisi e litigiosi. Non facciamo come i capponi di Renzo… perchè siamo tutti comunisti, anche con idee e sensibilità diverse, ma possiamo e dobbiamo stare insieme, se vogliamo provare a fare veramente qualcosa che ne valga la pena. Se no, ci finiremo davvero, all’arcipelago dei micropartitini che si beccano e sbertucciano tra loro… ma le vere risate se le fanno i signori Berlusconi, Veltroni, Monnezzemolo, Draghi e compagnia brutta.

    Fraterni saluti comunisti

    Mario

  248. un cammello Says:

    Liberazione sarà anche schierata per Vendola in generale, in particolare è stata detta una falsità. Tutto qui

  249. Vero,il PdCI nasce governista,ma con il congresso di Venezia Rifondazione lo diventa a prescindere(nessun paletto) per non rompere con la sinistra DS.Leggo che a Prato gli istituzionali del PdCI sono entrati nel PD,aggiungerei che a Bologna invece sono usciti dalla maggioranza.Non è che,anche in conseguenza del progetto di unità dei comunisti,qualcosa sta cambiando anche nel loro partito?Ho sentito personalmente a Vicenza,ad una iniziativa molto partecipata a seguito dell’appello che certamente conoscete, Diliberto dire che parlare in queste condizioni di partito di lotta e di governo è fuori dalla realtà.Sarei curioso di sapere in quale parte del documento Acerbo si dice qualcosa di simile,o dove si escluda per l’avvenire ogni alleanza col PD.Non mettiamo limiti alla provvidenza, cara Maria: credo sia più facilmente recuperabile alla causa rivoluzionaria il PdCI che Bertinotti e accoliti.
    Cari saluti
    Ezio

  250. alessandro Says:

    ezio sei il segretario della federazione di vicenza ?
    adesso capisco che tu sia dell’ ernesto ma dovresti avere più rispetto di quel 25% del tuo cpf che ha votato la mozione acerbo
    nella mozione acerbo c’è scritto che si farà opposizione
    Sia ferrero che grassi che mantovani hanno detto chiaramente che anche fra 5 anni non ci saranno alleanze col pd
    E questo è un fatto
    in quanto a diliberto adesso fa il rivoluzionario perchè teme che rizzo gki soffi la segreteria. fino a due mesi fa lui(e ancora nei giorni scorsi la palermi e sgobio )erano col cappello in mano da veltroni
    Comunque se vinciamo noi il prc è salvo e verrà rilanciato
    Però non abbiamo nessuna intenzione di fonderci col pdci.
    Col pdci collaboreremo certamente se faranno battaglie comuni alle nostre ma ognuno nella propria autonomia
    Ora ti faccio una domanda e ti prego di rispondermi sinceramente
    voi dell’ernesto che non potrete realizzare il vostro progetto perchè la vostra mozione oggettivamente è alquanto minoritaria avete intenzione di fare una scissione per andare col pdci ?
    sarei molto interessato a una risposta franca
    SALUTI COMUNISTI

  251. Mario non ti arrabbiare… 🙂
    Scherzo.

    Dunque. Rispondo a Piero così penso di rispondere anche a Mario.
    Chi è la zavorra? La zavorra è tutto ciò che impedisce a Rifondazione di risollevarsi e di rilanciarsi. Tutto. Indistintamente. Tutto ciò che snatura il ruolo che oggi Rifondazione dovrebbe avere nel panorama politico della sinistra degna di essere chiamata tale, anche se extraparlamentare, cioè il ruolo centrale che le spetta.
    Ripeto, rispetto tutti i compagni che hanno deciso di staccarsi da Rifondazione, ma un partito nè si fa, nè si rilancia con la piazza. La piazza è un fenomeno non affidabile, variabile, tale e quale ai movimenti. Senza nulla togliere al valore del 20 ottobre, questo che sia chiaro.
    La zavorra. Ho riportato il brano di Mussi perchè il problema per tutti è uno solo: Rifondazione. Ve lo riporto di nuovo

    “ritengo pero’ un errore se si ritornasse sulle caselle di partenza, fermo restando che il Prc quale forza piu’ consistente della sinistra Arcobaleno che non c’e’ piu’ ha “risentito fortissimamente” del tracollo elettorale per cui bisogna puntare ad una sinistra “unitaria, popolare, radicale nei contenuti ma di governo”

    Ora, il problema per tutti i leader di sinistra extraparlamentare, Mario, visto che mi parli di non fare il gioco degli interessi dei mezzi di informazione borghese, non è l’unità della sinistra, ma è come preservare la loro sopravvivenza.
    Mi spiego. Se Rifondazione tornasse ad assumere il ruolo leader che aveva un tempo, i micropartitini che fine faranno? Quando parlo di umiltà intendo dire proprio questo.
    C’è un tentativo da parte di Mussi e da parte di Diliberto di disintegrare ciò che Rifondazione ha rappresentato per milioni di elettori da dopo la bolognina, cogliendo l’occasione della pesante sconfitta elettorale.
    Io invece sostengo che i compagni sono sempre ben accetti, e ci mancherebbe pure, e che ci si deve unire, sì, ma ad una condizione: sotto la bandiera di Rifondazione.
    E’ Rifondazione che detta le condizioni, non altri, perchè è da Rifondazione che nasce la sinistra in italia dopo il Pci, e non da altri. Li rispetto, ma Rifondazione è Rifondazione, con e nonostante tutti i suoi errori. Ma nasce con un identità ben precisa: quella di contrastare la socialdemocrazia nascente del Pds
    Ecco perchè questo congresso è di vitale importanza per il partito, perchè con questo ci si giocherà il futuro della sinistra in questo paese.
    I compagni tornano, caro Mario, tornano se Rifondazione sarà all’altezza di ripartire come spero avverrà.
    Ormai nulla potrà essere più come prima, e gli errori ci sono costati parecchio, quindi stai pur certo che si andrà con i piedi di piombo.
    Sinistra Critica e Ferrando sono appena nati, hanno avuto consensi propio per il problema governismo. Una volta che Rifondazione si radicherà nuovamente nei territori e nel tessuto sociale, per questi due partitini l’estinguo sarà fisiologico, e i compagni torneranno “a casa”. E non parlo dei dirigenti, parlo dei compagni. A me quelli intreressano. i dirigenti possono tutti andare a lavorare, per quanto mi riguarda, compresi quelli di Rifondazione se non saranno all’altezza. Sconti più per nessuno, stai tranquillo Mario. E quello che avverrà per i due partitini avverrà anche per il Pdci.

    Ho detto cose che fanno male, e me ne scuso.
    Ma spesso la verità fa male. e questa per me è la verità.

    Fraterni saluti comunisti a tutti,
    e buona domenica

  252. alessandro Says:

    maria sei grande !!! il tuo ultimo intervento è da diffondere in tutti i circoli
    Rifondazione comunista ha bisogno di compagne come te

  253. Avrò una visione parziale tutta mia ma mi sembra che ancora in quel partito prevalga l’idea che per ottenere dei cambiamenti nella società occorre stare alleati con il Pd. Ezio e Mario una domanda, ma voi sareste più contenti se il documento 1 avesse la maggioranza assoluta o preferiste una maggioranza relativa che di conseguenza porterebbe ad una maggiore forza anche e soprattutto del documento 2 ? E poi sarete per la gestione unitaria del partito dopo il congresso?
    Non è una provocazione vorrei solo una vostra risposta il più possibile chiara.

    Luca

  254. Maria, non è questione di denigrare o di non denigrare, ma di entrare nel merito delle cose, invece di limitarsi a suggestioni che, ripeto, posso accettare dalla stampa borghese ma non da compagni di Rifondazione Comunista.
    Accuse di governismo al Pdci, da parte del partito di Folena e Migliore, sono ridicole. E soprattutto trovo davvero sconfortante che si teorizzino addirittura diversi “comunismi” inconciliabili a partire da una maggiore o minore disposizione al governo. Sul piano teorico mi sembra, con rispetto parlando, una fesseria. Quella del governo è una scelta contingente. Di fronte a una situazione comune, ovvero l’ondata neoliberista della fine degli anni ’90, Prc e Pdci hanno fatto due scelte diverse: l’alternativa di movimento e la costruzione di un fronte di resistenza democratica. Due scelte legate alla situazione. Derivare da questo che si tratti di due “comunismi” diversi e inconciliabili vuol dire sottindere ben altro, cioè sottintendere che chiunque si richiami alla storia del Pci non ha niente a che vedere con coloro che 30 anni fa si trovavano a sinistra del Pci. Ecco, a 17 anni dalla nascita di Rifondazione Comunista, ancora si ragiona sullo schema che quel partito erano nato per superare, ovvero le divisioni tra i comunisti. Se ancora oggi si ragiona così, mi dispiace ma significa che Rifondazione ha fallito.

  255. Ecco, leggo ora che c’è chi sostiene che ci potrà unire solo sotto la bandiera di Rifondazione e si augura che i compagni del Pdci cambino partito.
    Questa non è politica, questa è una chiesa che non riconosce l’esistenza di alcuna verità al suo esterno e cerca di convertire e salvare più persone possibili.
    Spero che a Maria sia chiaro che sta auspicando una guerra fratricida a sinistra pur di ingrandire il proprio orticello.

  256. Edoardo Pascarella Says:

    Credo che sia utile riportare nuovamente su questo blog un documento che probabilmente molti suoi frequentatori non hanno mai letto…
    (Mantovani lo conosce molto bene e lo ha certamente condiviso!)

    “PER LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO E GRANDE PARTITO COMUNISTA”
    APPELLO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
    Roma 3 e 4 maggio 1991

    Le ragioni che motivano la nascita di un nuovo Partito Comunista sono scritte nel bisogno di non rassegnarsi allo stato di cose presenti, di non arrendersi alle culture che santificano il profitto, il mercato e le merci, di non subire il capitalismo e le sue leggi come se fossero un destino ineluttabile. L’ideologia della “fine della storia” pretende di abolire dall’orizzonte comune ogni idea e pratica di antagonismo alle attuali forme di dominio: ma nessuna ideologia riesce ad occultare la realtà drammatica di un mercato mondiale che spinge interi continenti verso la deriva del sottosviluppo e della fame, che nella sua logica dissipativa delle risorse naturali mette a repentaglio la vita stessa del pianeta, che concentra i poteri in sedi sempre più elitarie e separate dalla gran parte dell’umanità, che persino nel cuore delle grandi metropoli occidentali riproduce la spirale disperante dei ghetti e delle esclusioni, che porta nel grembo delle proprie feroci oggettività il seme dell’intolleranza razzista e della violenza contro ogni forma di diversità.

    Nel nome del socialismo sono stati edificati regimi ingiusti e dispotici, che hanno espropriato i popoli e le classi lavoratrici dell’Est degli strumenti fondamentali della propria autonomia e della propria liberazione. Il crollo di quei regimi non cancella l’idea e il bisogno di comunismo. Al contrario, l’assorbimento di quelle società nel mondo occidentale riapre oggi ad Est una acutissima questione sociale e rimette in campo nuovi soggetti di opposizione anticapitalista.

    La presunta razionalità del mercato e dell’Occidente, il cui trionfo è stato universalmente celebrato all’indomani del crollo del muro di Berlino, non ha partorito un mondo pacificato e più giusto. Al contrario, anche la guerra è stata rilanciata – nella emblematica vicenda del Golfo Persico – come “normale” strumento di risoluzione dei conflitti internazionali. Bisogna reagire con forza al clima bellicista e reazionario che ha contornato la “guerra santa” del Nord del mondo contro il suo ex-vassallo Saddam Hussein: occorre costruire movimenti di massa per una nuova lotta pacifista, che parli oggi la lingua dei curdi e dei palestinesi, che sappia criticare nel profondo le tendenze imperialistiche e gli assetti del mondo, che combatta il monopolarismo statunitense e che, dinanzi allo sfaldamento del Patto di Varsavia, chieda lo scioglimento della Nato e un vero e generalizzato disarmo.

    Un vento di destra soffia sull’Italia senza incontrare una adeguata risposta della sinistra. In verità, già da tempo la sinistra italiana ed europea appare ostaggio della logica delle compatibilità del sistema: i balbettii dell’Internazionale Socialista nei giorni del fuoco contro l’Iraq sono stati la prova di una subalternità assai grave. Oggi siamo dinanzi ad un coro consociativo che chiede di seppellire la prima Repubblica e di por mano a riforme istituzionali ispirate alle filosofie neoautoritarie del decisionismo e della governabilità. L’altra faccia di questa tendenza antidemocratica è la stretta sociale che si annuncia come complessivo smantellamento di ciò che resta dello stato sociale a vantaggio di una selvaggia privatizzazione. Questi processi alimentano ulteriormente il divario Nord-Sud, e rendono sempre più drammatica la condizione di dipendenza, di degrado e di diffusa illegalità del del Mezzogiorno d’Italia.

    È urgente allora, ridare ragioni e risorse ad una lotta di opposizione sociale e politica, per costruire una diffusa controffensiva di libertà, di allargamento della partecipazione popolare. Anche la crisi del sindacato, e la sua involuzione burocratica e corporativa, chiedono un impegno di lunga lena per la ricostruzione di un punto di vista di classe che unifichi e rilanci le forze del mondo del lavoro. Anche la centralità dei saperi dentro i processi di modernizzazione capitalista va messa a fuoco con un rinnovato impegno critico, capace di interloquire con le domande antagoniste dei nuovi soggetti giovanili e studenteschi.

    Ecco, compagne e compagni, una risposta alla domanda che dice: perché comunisti? Comunisti non per nostalgia di una storia gloriosa ma anche carica di errori, ma comunisti perché c’è bisogno – qui e ora – di una spinta radicale di trasformazione. Il mondo della cosiddetta modernità e delle grandi innovazioni tecnico-scientifiche è meno libero e meno felice di quanto non appaia: inedite forme di asservimento al profitto e alle macchine convivono con vecchie e nuove disperazioni e alienazioni. La lotta delle donne per liberarsi dai vincoli di un universo pensato e costruito al maschile pone a tutti noi domande esigenti e ci spinge ad una grande innovazione di linguaggio e di pratica politica.

    Per questo rivolgiamo alle forze vive della società italiana, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle giovani generazioni, agli intellettuali, un appello forte e appassionato a lavorare con noi per la costruzione di un nuovo e grande Partito Comunista. Un partito non piramidale, antidogmatico, aperto al nuovo, pienamente democratico e pluralistico, non violento e di massa. Un partito al servizio di una immensa speranza di cambiamento.

  257. Maria Says:

    Grazie Pascarella per questo documento,
    che sinceramente avevo scordato.
    Leggendolo mi si è allargato il cuore e mi hai aprerto ancora di più alla speranza. Confrontatelo con l’appello dei Comunisti uniti, e vedete un po’ voi la differenza…

    Ale, oltre al mio intervento, nei circoli fai girare anche questo.

    Masaccio
    ma quali denigrazioni!
    ma quali suggestioni!
    ma quali fesserie!
    ma quale chiesa!
    ma quale guerra fratricida!

    Io l’unica cosa che mi auspico è la futura centralità parlamentare di Rifondazione. Chiedo troppo?

    Non ci credo al volemose bene siamo tutti fratelli, a prescindere da un cammino doloroso, esattamente come lo è stato nella scissione, caro Masaccio. L’unità non si conquista a tavolino, si conquista sul terreno delle conquiste e dei fallimenti.
    Altro che suggestioni!
    Le suggestoni sono proprio le vostre, caro Masaccio.
    Io sono lucida mentalmente, sai?
    E detta com’è , pane pane vino vino, posso anche comprendere l’Ernesto, perchè in fondo il tentativo dell’unione dei comunisti è in buona fede, ma il documento 2 proprio no!!
    io quando ripenso a quell’intervista di Mussi mi vien l’orticaria (sarà anche per un’intolleranza personale, che ci posso fare…), ma dico io, possibile che a Rifondazione deve venire un qualunque socialdemocratico a direle “hai visto? hai fallito, hai perso un sacco di voti, quindi per salvarti vieni con me che ti dico quello che bisogna fare”.
    Ma scusate un po’, ma a chi lo conosce a questo??!!
    che non è nemmeno un partito. almeno Rifondazione ce li aveva i voti prima di perderli, ma mussi? per perderli alla roulette i voti bisognava prima averseli guadagnati. E mussi, quanti ne aveva prima del’Arcobaleno? quanti ne ha persi?
    no, questo per dire… e allora che stia zitto e pensi al suo fantasma rosso!

    In riguardo a noi di casa nostra, Pdci compreso, io non auspico proprio nessuna guerra. Penso però a salvaguardare la mia famiglia che è Rifondazione. Mi piace, alla testata di questo post Ramon ha scritto “Rifondazione deve essere rispettata”.
    Appunto.
    E non c’entrano gli orticelli. Non mi fare scendere a paragoni terra terra masaccio, che già l’ho fatto con la mongolfiera, ma insomma, io questa guerra fratricida non la vedo.
    Scusa Masaccio, se un figlio va via di casa perchè non gli garba più di starci, e va a vivere da solo, e poi finisce i soldi, insomma gli succede di tutto e di più e poi ritorna a casa, ti sembra di assistere ad una situazione di stato di guerra?
    Io questo mi auspico. nulla di più.

    Non farmi passare per una guerrafondaia, che sono pure cattolica, dai…

    🙂

  258. Grazie Pascarella, adesso sono ancora più convinto di aver fatto la cosa giusta, quando nel 2000 presi la tessera di rifondazione comunista e non quella dei comunisti italiani.

    Luca

  259. alessandro Says:

    ripeto l’appello chi ha notizie dai cpf le pubblichi su questo sito

  260. giovanni Says:

    Cari tutti caro Ramon e Pascarella,
    sinceramente questo documento non me lo ricordavo per niente,anche perchènon sono un militante di RC e non lo sono mai stato.Però,come Ramon sa bene,ho sempre seguito le vicende che vi riguardano perchè riguardano il paese e la politica italiana. Le ultime 5 righe del documento vanno però completamente riscritte.Sono state in gran parte disilluse e non mi sembra una questione secondaria.Il fallimento del programma di RC si è declinato nella incapacità di assicurare un funzionamento democratico del partito e nella conseguente sconfitta elettorale disastrosa e gravissima per tutto il paese. Fermo restando che i contenuti di una decisa opposizione al “progetto”neo capitalista in atto sono sacrosanti,resto dell’idea che ci sia bisogno di uno sforzo maggiore nella definizione delle nuove forme di proposta e di organizzazione. Una decisa campagna di contrasto alla droga , per esempio, non ha mai visto una una chiara, distinta,agguerrita presenza della sinistra e di RC.Io penso sia un grave errore. Se non nasce una dura autocritica nei fatti di tutte le componenti del vostro partito teso a definire una vera nuova capacità di proposta dubito profondamente che il senso di quel documento possa trovare uno
    sbocco credibile e fattivo.
    Un saluto a tutti , viva la vita!

  261. caro Giovanni, quell’appello è del

    MILLENOVECENTONOVANTUNO

    … eppure è attualissimo…

  262. giovanni Says:

    Cara Maria,
    che sia attualissssimo è vero così come è attuale l’slam,il pensiero cristiano
    e precristiano e l’utopia anarchica. In Nepal è attuale anche il maoismo.
    Ma io non ho detto questo.
    Viva la vita!

  263. ok giovannni

    viva la vita!! 😉

  264. Stando ai risultati dei cpf il feudo di Vendola non è Bari ma Prato. Sono proprio messo bene non c’è che dire. E uno si chiede perchè? ma ad esempio perchè diversi compagni hanno detto che le 5 mozioni sono uno scandalo e poi alla fine hanno votato per Vendola……..

    ciao,

    Luca

  265. sul sito RIPARTIAMO DA SINISTRA ( ci si può collegare direttamente da questo blog) c’è un interessantissimo articolo che parla del CAMBIO DI STRATEGIA del PDCi.
    L’ho letto e la situazione ora mi è un po’ più chiara, ma non del tutto chiara.
    Inoltre ad un certo punto parla di ” comunisti normali ” e dice che con le componenti Trotskiste si aprirebbero subito divisioni. Quindi Diliberto non vuole in relata l’unità di tutti i comunisti ma comincia a fare subito delle selezioni tra partitti comunisti normali e meno normali. Poi allude a solo delle parti di rifondazione. Insomma non mi sembra ci sia più voglia di selezionare che di unire.
    Comunque leggetelo soprattutto Ezio, Mario e Masaccio

    ps c’è anche una bellissima critica alla costituente
    Luca

  266. Piero Zandomeneghi Says:

    Io penso che la vera zavorra siano i vendoliani mentre spero che i compagni, almeno la base, dell’ernesto resti nel paprtito. E credo che Rifondazione comunista potrà essere il polo d’attrazione per tutti i militanti della sinistra se tornerà a proporre un programma comunista nei luoghi di lavoro. E soprattutto se dimostrerà di essersi lasciata alle spalle davvero il governismo. Il che vuol dire prendere atto che il pd è un partito borghese col quale non si potranno fare mai alleanze. Dire che non ci si alleerà col pd per i prossimi anni è un’affermazione a buon mercato che non vuole dire nulla. E con le giunte locali poi come la mettiamo?

  267. alessandro Says:

    compagni una proposta: basta parlare del pdci di sinistra democratica o altri partiti. Pensiamo a salvare il prc… e sappiamo che chi lo vuole sciogliere ce l’abbiamo in casa….Quindi diamoci da fare

  268. Maria, ma “vostre” di chi?
    Ho spiegato bene chi sono, non sono iscritto a Rifondazione Comunista né al Pdci, ho sempre collaborato con entrambe le formazioni e ho solo chiesto che prima di liquidare ogni proposta arrivasse da quest’ultimo ci si prendesse almeno la briga di leggerla. Penso che la competizione tra comunisti, in questo paese, sia assolutamente deleteria. Penso che in questi anni i compagni e le compagne di Prc e Pdci si siano trovati uniti praticamente in ogni lotta (altro che “unità a tavolino”, ma mi faccia il piacere!) e che sarebbe utile e giusto se si riunissero.
    Tu la pensi diversamente, pensi che i compagni del Pdci si portino addosso il peccato originale della scissione, che non ci sia salvezza al di fuori della sua chiesa e che i comunisti, in Italia, non dovrebbero far altro che iscriversi tutti a Rifondazione.
    Ok, capito. Se stavo pensando a iscrivermi a Rifondazione (dopo il congresso, perché prima lo troverei decisamente scorretto), ora mi è passata la voglia. Tieniti la tua setta di comunisti di serie A, disposti a contaminarsi con tutti, da Casarini a Folena, ma poi e poi mai con altri comunisti.

  269. Ora Masaccio non esagerare a dire che i compagni del prc e del pdci si sono uniti in ogni lotta. Ci sono state invece importanti occasioni dove iu una logica antirifondazione i comunisti italiani hanno preferito non aderire a importanti mobilitazioni e questo non lo puoi negare. Ora, sarebbe inutile qui stare a fare un elenco, te ne ricordo alcune dove anche come base i compagni dei comunisti italiani preferirono abdicare:

    Genova 2001
    Referendum sull’articolo 18 ( Mario è dopo il 2001)

    non mi senbrano mobilitazioni di secondaria importanza

    Comunque hai ragione Alessandro ora l’importante è salvare rifondazione comunista e non ti preoccupare che la mia parte la farò fino in fondo

    Luca

  270. Esattamente Luca.
    Si deve pensare a salvare

    RIFONDAZIONE COMUNISTA

    e come dice Alessandro, chi la vuole sciogliere ce l’abbiamo in casa. Appunto.
    A me son proprio loro che mi preoccupano, mica Mussi nè Diliberto. Figuriamoci. Finchè stanno a casa loro.
    Spero che dopo tutte queste accese discussoni, qualcuno di quelli che in casa non aveva piena coscienza che con certe scelte RIFONDAZIONE SI SCIOGLIERA’
    possa cambiare idea

  271. longtail Says:

    Masaccio io non voglio una sinistra senza aggettivi, io voglio una sinistra sociale, cioè una sinistra REALE!

    Beccate sto link:

    http://www.sinistrasociale.it/?page_id=75

    leggi la parte relativa al partito olandese e dimmi che non condividi quest’impostazione.

    Bene, questa è una delle proposte acerbo-ferrero-mantovani, secondo me è l’unico modo perchè la sinistra abbia un futuro, le alchimie verticiste, politiciste e quant’altro potrebbero al massimo prolungare di qualche anno la nostra agonia.

    Come ho gia scritto, quando abbiamo organizzato costituenti, stati generali e quant’altro sui territori, abbiamo assistito molto spesso a belle e gremite assemblee, dove senzadubbio era presente una forma di “eccedenza” rispetto a rifondazione e gli altri partiti messi assieme,ma era comunque costituita in qualche modo da “ceto politico” sia esso partitico, di movimento o intellettuale. L’”uomo della strada”, cioè quello che dobbiamo cercare di “entusiasmare” si autoesclude. Lo stesso vale per le pur bellissime esperienze che abbiamo avuto col network giovani, sicuramente le più avanzate: lo studente (moltitudinario o di massa che dir si voglia, par condicio!) si è fatto vedere ben poco.

    Io voglio arrivare all’uomo della strada.

    Nel documento di Vendola, questo non c’è scritto.

    ciao

  272. nino del gaudio Says:

    giornata stupenda questa,esperienze radicali vecchie e nuove che si sono ritrovate,su di una opzione semplicissima, la terra,e i luoghi,appartengono a chi la occupa e la vive. comitati, fatti di gente vera,senza dogmi o assurde liturgie da rispettare.decido di farmi un giro tra i “blog” politicanti.senza offesa compagni ma passare di qui e leggere di come vi affrontate coi coltelli tra i denti mi convince sempre di più che da voi bisogna prendere le distanze, ed anche in fretta.qualcuno considera i ventoliani zavorra, qualcuno dice che il capogruppo alla regione campania è di ferrero,qualcun’altro dice di essere troschista maoista e guevariano tutt’insieme.ora lo capite perchè i comunisti non vi hanno votato?vi è chiaro che a chi gli brucia il culo per davvero se ne fotte delle vostre 5 mozioni?e a me che sono comunista eppure “milito” in un comitato civico mi date del frazionista o del qualunquista?mi spiace dirlo ma siete lontano da tutto,ed oramai siete diventati sordi.

  273. Guarda Nino che essere iscritti a Rifondazione non è un male a prescindere e non esclude affatto il militare nei comitati. Nella mia breve vita politica ho partecipato a due congrssi di Rifondazione,questo è il terzo. Ma ciò non mi ha mai impedito di partecipare attivamente ad almeno 10 comitati.
    Il problema è che alcuni di questi alla fine si sono sciolti in una lista civica eleggendo anche consiglieri ed assessori che poi alla fine delle istanze del comitato ne facevano carta straccia. E poi non generalizzare, chi ti ha dato del qualunquista, io no di sicuro non ti conosco neppure. E poi pure io non desideravo le 5 mozioni come la maggior parte delle persone che scrivono qui a cominciare da Ramon.

    ciao,

    Luca

  274. Nino, nessuno voleva le 5 mozioni. Ma ci sono e bisogna affrontare un congresso. E non è una passeggiata. E purtroppo alcune volte i toni sono forti, perchè la posta in gioco è altissima. Tutto qui.
    Nessuno ti ha dato del qualunquista e ti garantisco che qui siamo tutta gente “vera” come te. Con un sacco di problemi. Altrochè!
    Però una cosa la condivido del tuo commento, ed è che a chi gli brucia il culo per davvero se ne fotte delle nostre 5 mozioni.
    Verissimo.
    Anche noi Nino ce ne fotteremmo volentieri, se non fosse che la scelta congressuale tra le 5 mozioni, sarà determinante per poter alleviare il bruciore e recuperare così la fiducia di chi gli brucia il culo, come dici tu.
    E tu sei proprio convinto che a noi che, a tuo dire, ci masturbiamo cerebralmente con le nostre 5 mozioni, siamo qui perchè non abbiamo niente da fare e a noi il culo non ci brucia?
    Ne sei proprio sicuro?

    (scusate il linguaggio, ma così con nino ci capiamo meglio)

  275. alessandro Says:

    prego tutti i compagni di andare sul sito APRILEONLINE e guardare i commenti all’articolo sulla vittoria di ferrero al prc di milano
    vi renderete conto di quanto ci odiano i vendoliani e i sinistri democratici di mussi
    vi renderete conto anche che si stanno organizzando anche gigantesche operazioni di cammellaggio
    compagni interveniamo anche la e facciamo sentire le nostre ragioni

  276. Alessandro c’ho dato uno sguardo, e lì davvero non c’è da perder tempo. Non è cosa.
    Bisogna però avvisare seriamente chi di competenza per la questione tesseramento a Bari e dintorni…
    anzi, facciamo Puglia e siamo sicuri.
    Pensaci tu

  277. alessandro Says:

    Per ALESSANDRO BERNAERDI
    C’é un tale stefano franchi della sgreteria di bologna che su alcuni blog insulta mantovani grassi e ferrero dicendo che sono peggio di vendola
    Mi puoi dire qualcosa su questo personaggio?

  278. nino del gaudio Says:

    Cari compagni tutti, lo avrete capito,non sono iscritto a rifo, convinto come sono da sempre che si può e si deve militare senza appartenere, e del dibattito interno a rifo ho grande rispetto.riconosco a questo partito di aver dato anima,sangue e sudore a tutte le mille vertenze che hanno persorso il paese da più di dieci anni.però vedete come posso ancora considerarvi compagni di strada(negli anni scorsi vi ho sempre votato) se fate un congresso per contarvi e non per capire dov’è sta ora veramente il conflitto?mi parlate tutti ancora di fabbriche quando il mitico operaio è diventato solo monte ore.guardate i cocopro con un odioso sospetto,recepite le lotte di “corporazione”(così qualcuno di voi ha definito i comitati di chiaiano) come lotte di destra. individuate la sconfitta nel governismo eppure ferrero era ministro e nocera è il capogruppo di rifo qui in campania.ci siamo avvicinati a voi immediatamente dopo gli esiti elettorali,perchè sentivamo insopportabile la vostra sconfitta, e vi abbiamo trovati,tutti e senza distinzioni, chiusi nella vostra assurda e inconcepibile “lotta fratricida”. e di quello di cui avete cercato di ragionare, anche con noi del movimento a dire il vero, sui marxismi, sulle nuove contraddizioni, sulle contaminazioni ed un nuovo internazionalismo, che se ne fa ora?tutto racchiuso nell’algido congresso di stalinista tu libertario io?lasciatemi dire una cosa, vi conosco e so delle vostre onestà intellettuali, tutti siete dei comunisti,senza distinzioni, avete dentro una rabbia comprensibile, a cui però date una risposta sbagliata e cieca.che inevitabilmente ha poco di dialettico e molto di resa dei conti tra “apparati” e “ceto politico”. provate ad abbandonare,per un attimo solamente, le vostre paure, ricordatevi la comunità che siete e siete stati, la comunità che dava l’opportunità a noi cani sciolti, di guardarvi con fiducia e rispetto.dateci l’opportunità di farvi capire come vogliamo che sia rifondazione e per una volta non come la vorreste.
    abbracci comunisti

  279. rieccomi, ho un’oretta prima di andare a l’aquila.
    ho letto tutto. penso sia chiaro e tutti/e che qui si è sviluppato un dibattito che trascende i contenuti dei miei articoli e la natura stessa di questo blog che è stato costruito solo per metterci i miei articoli. ovviamente va bene così, ma deve essere chiaro che io non faccio il moderatore o il conduttore del dibattito. lo dico solo per correttezza.
    quindi dirò, ora, solo alcune cose. sollecitato dalla lettura di tutti i commenti.
    1) il dibattito in un partito, per quanto aspro, non è una perdita di tempo. semplicemente è necessario per stabilire una linea e per preparare scelte e azioni nei prossimi mesi ed anni. chi dice che è inutile e che basta stare nei comitati ecc. può ovviamente ignorarlo e anche snobbarlo. e nessuno lo incolperà di alcunché. capisco che i partiti non sono di moda e che molti pensano che sono la sentina di tutti i mali. ma chi pensa che sia utile credo vada rispettato. punto. quanto al “tono” del dibattito concordo con chi dice che ridurre tutto a tifoserie è controproducente e certamente non interessante. gli insulti sono sbagliati. le eccessive semplificazioni anche. e così le accuse esagerate. ma non facciamo del perbenismo, per favore! se il confronto è aspro ed inquinato da mistificazioni può succedere che si alzi la voce e che si litighi. è sempre successo nei partiti come nelle associazioni come nei centri sociali come nei sindacati. non c’è un paradiso terrestre estraneo alle miserie della politica contemporanea e di relazioni umane devastate dall’individualismo. certo bisogna ricostruire capacità di ascolto e bisogna sempre ricondurre la discussione al merito della stessa. con pazienza e con fatica, solo così, si potrà rimettere in sesto una comunità, un collettivo intelligente ed una organizzazione scevra dai vizi del leaderismo e del verticismo separato.
    2) mi pare si sia discusso molto del pdci e dell’unità dei comunisti. dunque….
    il pdci è nato perché i “veri comunisti” stanno nel centrosinistra e nel governo sempre e comunque. è nato rompendo l’unità dell’unico partito comunista esistente in italia, e dopo una discussione democratica che aveva coinvolto tutti gli iscritti e non solo, perché cossutta, diliberto e rizzo preferirono rompere con noi per non rompere con prodi. a genova non vennero “perché non abbiamo nulla a che fare con l’estremismo e non partecipiamo a manifestazioni folkloristiche”. inoltre il pdci ha restaurato il centralismo democratico e si è proclamato contrario a qualsiasi innovazione culturale del pensiero e della pratica comunista.
    si potrà dire che oggi le cose sono cambiate. ed indubbiamente sono cambiate. ma non è cambiata la vocazione governista del pdci. né a livello nazionale né a livello locale. come non è cambiata l’idea della tradizione comunista. detto questo la proposta della costituente comunista come quella della riunificazione comunista hanno solo l’obiettivo di annettere una parte del prc e dei suoi elettori. non certo quella di procedere nella rifondazione intesa come ricerca teorica e pratica. non certo quella di ristabilire l’internità ai movimenti e soprattutto al movimento mondiale contro la globalizzazione. questo non può e non deve impedire che si combatta insieme per obiettivi comuni, contro berlusconi e contro i suoi provvedimenti. come su qualsiasi altro obiettivo realmente condiviso. ma parlare di unità fra un pezzo del prc e il pdci oggi è semplicemente congeniale e speculare all’unità di un pezzo di rifondazione con sinistra democratica. ne uscirebbero due forze piccole ed entrambe subalterne al partito democratico.
    3) il congresso procede. non è facile. è inquinato. troppi votano non sui contenuti delle mozioni bensì per calcoli locali (chi avrà la maggioranza per eleggere il segretario e quindi per decidere delle giunte locali ecc?), per simpatia o antipatia verso questo o quel dirigente nazionale, per il “tono” sbagliato del dibattito e così via. certo resta il punto politico fondamentale del congresso, e la maggioranza dei dirigenti locali che stanno firmando le mozioni nel comitati politici federali si orienta su questo. ma rimane il fatto che la discussione spesso procede per linee parallele al vero oggetto del contendere. è inutile che dica qui che chi ha voluto negare l’evidenza del tentativo di procedere con fatti compiuti verso un nuovo partito accusando chi si è opposto di golpismo (sic), chi ha voluto personalizzare la discussione candidando vendola segretario fuori da ogni regola minimamente condivisa, chi amoreggia con la stampa e con il pd che intervengono come elefanti nella nostra discussione interna, porta una grande responsabilità. ma tutto questo finirà quando saranno chiari i voti della base del partito e bisognerà confrontarsi con la realtà.
    intanto è necessario mantenere i nervi saldi e ricondurre ostinatamente la discussione ai suoi termini politici e reali.
    4) il congresso non sarà esaustivo. non è immaginabile che lo possa essere. molti problemi idee proposte che riecheggiano nei commenti su questo blog sono reali e vanno affrontati. lo si potrà fare se il partito esisterà anche nel futuro e non verrà dilaniato, diviso e dissolto dalle due costituenti. anche a me è chiaro che non basta salvare il partito e che bisogna riformarlo profondamente. ma prima va salvato e questo congresso serve soprattutto a questo.

    ora scappo.

    buona discussione.

    intanto ho postato la mia risposta abusiva a nichi vendola che ho scritto fra un aereo e l’altro in questi ultimi giorni.

    ciao

    ramon

  280. Ritengo che più che moderare la discussione su questo blog, sia necessario capire che questo è un blog di discussione politica sul nostro congresso e non il sito di un fan club. Se ramon ha scritto questa lettera a nichi è perchè motivazioni politiche e personali lo hanno spinto a farlo.
    Va bene qualsiasi commento, però se posso fare in modo molto soft una mozione d’ordine: magari scambiamoci l’indirizzo email per comunicazioni che vadano oltre la dicussione congressuale più generale. Così, solo per non appesantire il tutto e non costrimgere ramon e sentire di dover moderare – lui?! 😉 – la discussione.
    ciao

  281. PER ALESSANDRO DA FRANCHI Says:

    Ciao,

    non sono un tale, sono un compagno iscritto al Prc dal 1992 (avevo vent’anni). Parafrasando il compagno Ramon sarò forse troppo scheggiato e brutale, ma di insulti non ne ho scritti, semplicemente perchè non sono un argomento politico. Evita di trasferire la polemica politica, anche quella aspra, sul terreno dei rapporti personali, l’unica cosa che si ottiene è la morte della politica.

    Stefano Franchi, Bologna

  282. Marinetti Says:

    Bella la tua battuta di ieri su P.G.!

  283. Marinetti Says:

    Più che battuta, la tua… esternazione, ecco.

  284. salvo scuderi Says:

    Salvaguardare Rifondazione comunista per costruire dal basso una sinistra plurale

    Costruire un’altra “cosa”, sciogliere l’esistente, nel quadro attuale non solo non risolverebbe la profonda crisi che coinvolge la sinistra italiana, ma cosa ancor più grave, creerebbe un danno irreparabile non solo a Rifondazione comunista ma all’intera sinistra.
    La costruzione di un soggetto “a sinistra” è evidente che comporterebbe una frattura, con l’arroccamento (che personalmente non condivido) di una parte su posizioni “classiche” del primo novecento e la deriva verso il PD di un altro pezzo. Appare chiaro che il rischio che si corre è quello di un’esplosione in più pezzi di Rifondazione che paradossalmente rischia di trascinare nel caos e nella disgregazione anche le altre forze a sinistra del Partito democratico.
    Il congresso deve affrontare con chiarezza e determinazione questo nodo, ponendosi l’obbiettivo imprescindibile del non scioglimento “formale” o “sostanziale” di Rifondazione comunista e ponendo le basi per un ulteriore passo nel processo di “rifondazione” inteso, come del resto lo è stato in questi anni, in modo dinamico, come analisi dell’esistente e come capacità di trasformazione del partito rispetto alle richieste che provengono da ampi settori della società, individuando le “risposte” e ponendo le basi dentro e fuori le istituzioni per trasformare le “risposte teoriche” in “atti”.
    Il processo di “rifondazione” deve riguardare non solo l’azione politica ma in modo particolare deve mettere in discussione la stessa struttura ed il modo di operare del partito.
    Potrà sembrare banale e/o scontato ma l’interazione con i soggetti esterni, con i processi che man mano nascono nella società e le stesse lotte territoriali, non possono più essere visti come “un fiore all’occhiello” a dimostrazione della capacità del partito di interagire con i processi esterni ma devono essere parte essenziale dell’azione del partito riuscendo anche a coinvolgere questi soggetti in prima persona nella rappresentazione “istituzionale” delle rivendicazioni e dei bisogni.
    Questo nei fatti risolverebbe un altro nodo strategico, ovvero il superamento della logica delle “cooptazioni” per la costruzione dei gruppi dirigenti e conseguentemente il non essere più percepiti come “casta autoreferenziale”.
    La sconfitta elettorale oltre le motivazioni ampiamente discusse in queste settimane (voto utile, mancate risposte dell’azione di Governo, inutilità di Rifondazione…) vuole trasmettere un segnale più profondo, ovvero la responsabilità di aver ucciso la “speranza” di un cambiamento radicale della società, che è stato percepito come un abbandono delle lotte e delle parole d’ordine relative non esclusivamente al dualismo capitale-lavoro ma a tutti i nuovi dualismi inerenti i diritti civili, l’ambiente, le rivendicazioni territoriali ed i “bisogni” primari per la sopravvivenza.
    Per queste ragioni serve Rifondazione, per le capacità di trasformazione che ha dimostrato in questi anni senza però aver mai abbandonato le “radici”, “radici” non intese in senso storico-teorico ma come principi essenziali per una forza neo/post comunista.
    Il dato elettorale, ma per la verità non solo, fotografa un’Italia in cui alla ormai più che centennale “questione meridionale” si affianca una “questione settentrionale” e credo che scendendo più a fondo scopriremmo che esistono molte più specificità locali, regionali o di aree più o meno ampie.
    Credo che questa lettura non possa essere “archiviata d’ufficio” ma che bisogna tenerne seriamente conto non solo nella costruzione del programma e dell’azione politica di Rifondazione ma anche e soprattutto nella scelta delle forme organizzative e nell’individuazione delle donne e degli uomini che rappresentano Rifondazione dentro e fuori le istituzioni in modo da superare la frattura (che è inutile nascondere) tra il partito ed i territori ripartendo proprio da questi ultimi per la costruzione del programma e dell’azione politica.
    L’esistenza di Rifondazione comunista come soggetto politico non deve essere vista né come dettata da una logica auto celebrativa né tanto meno in chiave di “ego centrismo” politico, ma come l’unica possibilità di metter in campo un soggetto politico dinamico, ma con solide radici, che riesca a garantire da un lato la partecipazione “diretta” delle azioni di lotta locali e nazionali e dall’altro riesca ad essere punto di equilibrio delle tra le diverse forze politiche ed anime della sinistra con storie ed analisi diverse.
    Solo partendo dal basso ed abbandonando la logica di “casta”, solo ripartendo dai movimenti e dalle lotte, solo riprendendo l’azione sociale e politica che abbiamo lasciato con l’ingresso nel Governo Prodi possiamo ricostruire un percorso che “includa” tutte e tutti.
    La candidatura a segretario di Vendola (che personalmente stimo) temo che ahinoi vada, nella sostanza e nella metodologia con cui è stata posta, nella direzione diametralmente opposta e si assume la responsabilità di soffocare un dibattito sui contenuti che in questo momento è più che mai necessario.

  285. Ma che dite, Vendola è l’unico che può risanare il partito, contro le violente e inopportune critiche di Mantovani che fanno solo male al partito, era il momento di stare uniti e invece aveto voluto distruggere il partito.

  286. alessandro Says:

    vendola non vuole risanare il partito ma lo vuole distruggere
    comunque vendola sarà sconfitto

  287. Caro Carlo, stimiamo Vendola e gli vogliamo bene,
    ma Rifondazione non ha più bisgono di nessun Incredibile Ulk nè di alcun Superman che per incanto risolva i problemi di tutti. Rifondazione ha bisogno di partire dal basso dai suoi militanti.
    Senza deleghe

    Vendola non vincerà!

  288. antonio Says:

    qualcuno sa dare qualche informazione più precisa sulla situazione al sud? Quanto inciderebbe il tesseramento gonfiato?

  289. Massimiliano Says:

    il tesseramento in campania, calabria e puglia è tema di dibattito congressuale, abbaimo la maggioranza, abbiamo l’obbligo di intervenire… altrimenti non possimao parlarne dopo!

  290. cosa significa partire adl basso , i conflitti sociali sono tanti nn c’è solo Capitale -lavoro

    Il comunismo deve cambiare e crescere

    Vendola è l’unico in grado di dare speranza a questo cambiamento
    uno che ha fondato questo partito di certo nn vuole distruggerlo ,
    ma il partito di rifondazione si deve aprire .

    Vendola è l’unico che governa .

  291. spider pork Says:

    Seguo attonito il congresso di Rifondazione, e il disgusto per la involuzione di questo partito aumenta sempre di più.
    In particolare mi riferisco al suo nuovo simbolo: il cammello.
    E aggiungo solo una cosa: se una linea dovesse prevalere attraverso il tesseramento gonfiato, gonfiatissimo, in alcune regioni d’Italia, e su tutte svetta di certo il penoso caso della Calabria, beh, mi sembra chiaro che poi il partito si potrà scordare il consenso che ha (aveva) nelle regioni rosse, dove i voti, i militanti, e i simpatizzanti esistono davvero, e quindi i consensi, quelli veri, la prox. volta se li dovrà poi andare a cercare proprio in Calabria o in Sicilia, e ci sarà da divertirsi.

  292. Risultati elezioni 2006 Says:

    Elezioni politiche 2006
    % voti Prc :
    Emilia Romagna 5,6% Calabria 6,0 %

  293. Paolo TV Says:

    ciao a tutte e a tutti,
    vorrei aggiungere qualche info e riflessione su tesseramento, voti, insediamento sociale.

    Restiamo all’esempio/confronto proposto nel post che mi precede, che riguarda Emilia/Romagna e Calabria, ma che sarebbe utile estendere a tutte le regioni, provincie e territori, non se la prendano perciò né i calabresi, né gli emiliano-romagnoli

    Elezioni politiche 2006 – Camera dei Deputati
    Emilia Romagna
    5,6% con 164.540 voti/6.983 iscritti = 23,56 voti per iscritto
    Calabria
    6,0% con 67.681 voti/8.123 iscritti = 8,33 voti per iscritto

    Se poi analizziamo i risultati delle politiche 2008 la necessità di una riflessione (verifica?) diventa stringente, perche’, pur conteggiando i voti delle quattro forze costitutive de “La Sinistra l’Arcobaleno” i numeri sono:

    Elezioni politiche 2008 – Camera dei Deputati
    Emilia Romagna
    3,00% con 84.174 voti/6.983 iscritti = 12,05 voti per iscritto
    Calabria
    3,25% con 34.523 voti/8.123 iscritti = 4,25 voti per iscritto

    Per il 2008 i voti per iscritto andrebbero più o meno divisi per metà, considerando che l’elettorato influenzato dal Prc sia stato circa il 50% di quello totale della SinArc; se questa ipotesi vale abbiamo che ogni iscritto in Calabria ha portato, oltre al suo, un solo voto!

    Come sapete, le medie spesso ingannano e infatti per la federazione di Reggio Calabria il rapporto voti/iscritti è ancora peggiore, ecco i dati del 2008:
    3,04% con 8.728 voti/2.776 iscritti = 3,14 voti per iscritto, dividiamolo per 2 e cosa resta?

    Ho voluto verificare i dati della provincia dove vivo, Treviso, i numeri sono:
    Camera 2006
    3,3% con 18.099 voti/460 iscritti = 39,35 voti per iscritto
    Camera 2008
    1,9% con 10.153 voti/460 iscritti = 22,07 voti per iscritto

    Volete togliervi la curiosità di verificare la vostra provincia o regione?
    Trovate i dati del tesseramento su Liberazione di venerdì 30 maggio a pagina 21, e anche online sul sito del giornale www punto liberazione punto it.
    Trovati i risultati elettorali sul sito del ministero dell’interno a questo link http://politiche.interno.it/

    La mia modesta riflessione è che il problema non sia la percentuale di voto, ma i voti assoluti e il loro rapporto numerico (e politico) con gli iscritti.

    C’è secondo me una sproporzione tra l’insediamento sociale, cioè il peso effettivo del Prc nella società in un certo territorio, e il peso che parti del Prc hanno sul totale del partito.

    Penso infine che il problema ci sia comunque, ma diventerebbe un problemone se questo rapporto così differenziato elettori/iscritti fosse omogeneo con un orientamento politico.

    In altre parole: posso accettare come un male da superare, tutte e tutti insieme, che una federazione o una regione pesino più di un’altra, in funzione del numero di tessere, a prescindere del peso sociale; non posso invece accettare che l’orientamento politico del partito dipenda dal numero di tessere, indipendentemente dal peso sociale.

    Abbiamo fatto la scelta del partito di massa e non di militanti, ma a questi effetti distorcenti dobbiamo insieme dare una risposta, politica prima ancora che regolamentare e statutaria.

    Che ne pensate?

    Un saluto comunista e un abbraccio a tutte e tutti

    Paolo

  294. Mabuk il Telecom-unista Says:

    Ormai ho perso la speranza di un confronto congressuale basato esclusivamente sulle opzioni programmatiche, quindi come usano dire i francesi (che intanto stasera rosicano… 2-0 e “au revoir”) “A LA GUERRE COMME A LA GUERRE!”.
    Comunque, proprio perchè è bene approfondire sempre, mi sono andato a sentire sia Nichi Vendola che Paolo Ferrero, intervenuti a Perugia a breve distanza l’uno dall’altro per la presentazione delle rispettive mozioni.
    Devo dire che i ragionamenti di Vendola, sempre di alto spessore culturale, non mi hanno però fornito con la necessaria chiarezza le indicazioni di prospettiva sul futuro del PRC, che rimane nel testo della mozione 2 sospeso tra “non scioglimento” e “superamento” (la necessità di avviare una fase costituente per un nuovo soggetto politico definito genericamente “di sinistra”).
    Più diretti – ed in questo senso anche più efficaci e convincenti – i ragionamenti di Ferrero, che ha indicato con chiarezza la strada da percorrere, tenendo insieme – semplifico – la trasformazione sociale (il comunismo) con l’innovazione politica (la rifondazione) e l’unità del partito, anche nella gestione post-congressuale.
    Personalmente, già con la lettura dei documenti mi ero orientato per la mozione 1 e quell’orientamento è uscito confermato dopo le due “audizioni”.
    A questo punto, voglio augurarmi che questo congresso determini le condizioni per un efficace rilancio del partito, salvaguardandone l’integrità.
    Abbiamo bisogno di ricostruire: spero che a nessuno venga in mente di dare luogo a nuove frammentazioni.

  295. “Paolo TV” ha perfettamante ragione:in Calabria il partito non esiste:è un agenzia di collocamento pubblico gestito dai soliti noti che cambiano le stagioni,mutano i quadri politici ma rimangono sempre in sella.
    Mi riferisco ai Guagliardi, ai Tassone, agli Scarpelli etc etc.
    Per non parlare di Pino Puccio,boss (e non è un eufemismo visto che è stato condannato da poco a 5 anni di reclusione per associazione mafiosa)del partito a Crotone( dove per la cronaca…la mozione vendola ha raggiunto il 100%).
    In Calabria e lo dico da donna e attivista calabrese il congresso è fasullo e andrebbe annullato. Spero che da questo blog parta una campagna per un verifica a 180° sulla giustezza e regolarita’ dei congressi di circolo
    calabresi.
    Per una glasnost calabrese!!!

  296. fortuna che eravamo in pochi così lo spettacolo di insulti forniti a badilate ha avuto il pregio di essere almeno sincero e non recitato.
    il problema di fondo è ancora il cammellaggio, ovvero la richiesta, ormai ormai formalizzata e pressante, di un neo iscritto che, rivendicando di essere il coordinatore e rappresentante di un gruppo di 150/200 persone proveniente da i sostenitori di sd, richiede per costoro l’iscrizione al partito della rifondazione comnista ” per dare un contributo al congresso” testuale.
    ora la storia dura da un pò, forse un pò troppo, ed il direttivo del si è più volte espresso sul tema rifiutando il tesseramento a questi personaggi. finora i rapporti sono stati formali documenti, lettere ecc. ( ormai tutti nelle mani delle commissioni congressuali di federazione e nazionale) ma ieri il livello si è alzato ed il segretario del circolo non si è fatto scrupolo di ricordare al sedicente coordinatore la sua personale opinione su questi atteggiamenti. i termini usati raramente compaiono in trasmissioni di fascia protetta. Se dovessi descrivere la gestualità dovrei fornirmi di un vocabolario ad oc.
    il rammarico, a prescindere dal problema che è serio, sta nel fatto di aver tirato fino a tardissimo ed aver sprecato una parte imporantissima del tempo in una “rissa” tempo sottratto ad una discussione politica sul congresso, partita con le migliori intenzioni.
    ciao
    mao

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