Secondo Giordano sono un golpista, dalla cultura antica e nefasta, e lui è una vittima innocente. Mah!!!

I compagni Franco Giordano e Roberto Musacchio hanno risposto alla mia intervista pubblicata su Liberazione del 3 maggio. Potete leggere su Liberazione di domenica 4 maggio a pagina 6.

www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=04/05/2008

A parte il tono vagamente insultante, che comunque mi lascia indifferente, vediamo gli scarsi argomenti usati contro di me.

Giordano dice che non ha mai proposto di sciogliere rifondazione comunista. Ha ragione. Nessuno l’ha proposto. Infatti non mi risulta che qualcuno abbia l’idea di fare ciò che fecero prima il PSIUP e poi Lotta Continua. Cioè sciogliersi e lasciare che ogni militante andasse per la propria strada. Ma avrei dovuto vivere in Australia, non leggere la stampa italiana e non guardare la televisione per non sapere che da un anno è in discussione il “superamento” di Rifondazione Comunista. Ci sono decine, dico decine, di articoli e dichiarazioni, oltre che di interventi pubblici, di Bertinotti e tanti altri dirigenti di Rifondazione, oltre che del direttore di Liberazione, che lo propongono. Che Giordano abbia usato cautela non proponendo mai il partito unico bensì la formula del “soggetto unitario e plurale”, frutto di un compromesso (da me non condiviso) per tenere insieme una maggioranza nella quale c’era chi voleva la federazione e chi il partito unico, è vero. Anche se ogni tanto ha parlato di soggetto unico o si è dichiarato d’accordo con chi ha proposto il partito unico. Ricordo un’intervista di Giovanni Berlinguer che lo proponeva esplicitamente e un commento di Giordano che si dichiarava completamente d’accordo. Non mi risulta che abbia mai nemmeno tentato di confutare ciò che diceva esplicitamente Bertinotti. L’ho sempre visto scagliarsi, secondo me giustamente, verso Diliberto e verso le proposte del Pdci, ma mai verso Mussi e tanti altri esponenti di Sinistra Democratica, che hanno sempre, e lo stanno facendo anche in questi giorni, detto che per loro l’unità della sinistra si fa facendo un partito unico e di ispirazione socialista. Insomma, a sentire Giordano, e Musacchio, che qualcuno volesse “superare” rifondazione è un’invenzione mia e di altri visionari prodotta allo scopo di dividere la maggioranza del partito. Per fortuna non tutti sono in malafede. Ed ecco che nella riunione della commissione politica del congresso di settimana scorsa, il compagno Peppe De Cristofaro ha detto che se ci fosse stato un buon risultato per la Sinistra Arcobaleno lui avrebbe proposto lo scioglimento (ha usato la parola scioglimento) di rifondazione comunista. Del resto era di pubblico dominio che decine di dirigenti e candidati di rifondazione avevano questa proposta da avanzare all’indomani delle elezioni. E milioni di telespettatori ricordano le affermazioni di Bertinotti sul partito unico e sul comunismo “corrente culturale” nel nuovo partito. Per giunta la costituente avrebbe dovuto partire subito, anche organizzativamente, e agli iscritti di rifondazione sarebbe spettato il diritto di decidere se ratificare o meno quanto già fatto. E vorrei ricordare che Giordano il giorno dopo le elezioni, sempre in televisione, quando Diliberto aveva già detto che lanciava la costituente comunista, ha ancora insistito dicendo che la Sinistra Arcobaleno “è un processo irreversibile”.

Tutto questo, e non un torbido complotto, ha prodotto la rottura della maggioranza del partito e gli esiti dell’ultimo Comitato Politico Nazionale. Sarebbe bene, anche per lui, che Giordano se ne facesse una ragione.

Ma io sarei anche colpevole di avere una cultura del sospetto, di tentare di demolire gli avversari con calunnie.

Francamente non saprei cosa rispondere a simili accuse. Tutta la mia vita testimonia il contrario. Mi sembra solo frutto della coda di paglia di Giordano. Dovrei pensare che sia un cretino se non si è accorto, dalla posizione privilegiata di segretario del partito, di cosa è accaduto nell’ultimo anno e durante la campagna elettorale. Ma non lo penso. Penso, invece, che Giordano avrebbe dovuto risparmiarsi nelle conclusioni al CPN le allusioni secondo le quali ci sarebbero stati veti al ritiro della delegazione di governo. Nelle riunioni alle quali ho partecipato non ho sentito nulla del genere e posso, al contrario, testimoniare una cosa. Nella riunione del gruppo alla camera, che fu la prima sede nella quale si discusse del voto di fiducia sul welfare, io proposi il voto contrario e fu Pegolo (della corrente dell’Ernesto) a proporre di votare la fiducia ritirando al contempo la delegazione del PRC dal governo. Giordano sedeva alla presidenza e una ventina di minuti dopo l’intervento di Pegolo fece un discorso conclusivo nel quale si disse contrario alle due proposte. Non so chi telepaticamente abbia potuto porre veti visto che non ricevette né fece telefonate. Mi permetto di avanzare un dubbio. Non credo che rifondazione potesse ritirare la delegazione di governo. Ma non per problemi interni. Bensì per il veto che sarebbe venuto da Mussi Pecoraro Scanio e Diliberto. Ma forse anche questo dubbio mi è stato suggerito dalla cultura del sospetto che si è improvvisamente impadronita della mia mente!

Quanto alle critiche sulla proposta di svolgere un congresso a tesi posso rispondere senza problemi.

Pensavo e penso che la cultura politica innovativa di rifondazione non si possa né si debba usare strumentalmente per metterla al servizio di una proposta politica, qualsiasi essa sia. Non capisco perché chi è d’accordo sulla nonviolenza dovrebbe essere per forza d’accordo sulla costituente di sinistra e viceversa. Del resto fra i più convinti sostenitori del superamento di rifondazione ci sono compagni che al congresso di Venezia votarono la mozione dell’Ernesto e contro la nonviolenza. Cosa farà Giordano al prossimo congresso? Espellerà Valentini dalla mozione, visto che teorizza che ci deve essere coerenza fra cultura politica e proposta? Mah!

In realtà, e mi spiace dirlo, Vendola e Giordano, invece che sugli errori degli ultimi due anni, vorrebbero che il congresso discutesse sulla cultura politica dividendosi fra innovatori e conservatori. Vendola lo ha detto esplicitamente più volte. Perciò, e solo perciò, hanno respinto una proposta di buon senso. E cioè di dividersi su una questione controversa come la costituente di sinistra e di discutere liberamente sull’analisi del voto, sulle modificazioni sociali, sulle lotte da fare e anche sulla cultura politica. Questo si sarebbe potuto fare con tesi emendabili, che inoltre avrebbero dato, ma forse sarebbe meglio dire ridato, la parola agli iscritti.

Invece andremo a un congresso a mozioni contrapposte. Ma in molti ci batteremo affiché siano emendabili.

ramon mantovani

619 Risposte to “Secondo Giordano sono un golpista, dalla cultura antica e nefasta, e lui è una vittima innocente. Mah!!!”

  1. Il comportamento e le dichiarazioni di Giordano e company sono allucinanti e indegne di chi dovrebbe farsi da parte dopo aver perseguito un disegno fallimentare e imposto dall’alto, con arroganza e pervicacia, e senza nessun coinvolgimento della base e delle esperienze territoriali, e il cui punto di arrivo era la cancellazione del partito, della sua storia e dell’impegno, militante, di migliaia di compagne e compagni.

    Non ci può essere dialogo con chi continua a ritenersi depositario di verità assolute modificando i fatti e la realtà delle cose a proprio uso e consumo.
    ¡No pasarán!

  2. Roberto Says:

    come si dice dalle parti mie: futt-tìnn

  3. Leone Condemi Says:

    Caro Ramon, devi capire che chi sbaglia come Giordano & company, non ha il coraggio di riconoscerlo, ma noi siamo più forti, infatti io su molte cose non la penso come te, ma preferisco il tuo punto di vista e le tue opinioni, che sono limpide e coerenti, che quelle di chi a parole e più vicino al mio pensiero.
    A titolo d’informazione a luglio 2007 la compagna Celeste Costantino, mi ha detto chiaro e tondo che avrebbero cambiato il simbolo e cercato di creare un partito unico con altri soggeti di sinistra.

    Saluti Comunisti
    Leone “Bordiga” Condemi (Lazzaro RC)

  4. sergio meazzi Says:

    Caro Ramon, intanto una sconfitta l’hai già ottenuta ed io una vittoria ( Inzaghi e Kaka ). Scherzi a parte, lo dico per tutti i “contendenti”.
    Stiamo parlando sul nulla, in quanto , ad oggi, nessun documento è stato ufficialmente presentato. Penso che si stia polemizzando sui “hai detto e non detto”. Questi tipi di comportamenti sono, a mio avviso, il virus che ha colpito Rifondazione subito dopo la sua nascita. Ad oggi non c’è stato alcun antivirus, neppure le varie conferenze. Penso che si debba, tutti, fare un passo indietro e discutere sulle opzioni politiche e organizzative. Personalmente, penso, che l’arretramento elettorale e sociale è avvenuto non per la gestione ultima, ma ancor prima con atteggiamenti sia politici che personali, che nulla hanno a che fare con il fare politica nella società. A questo, credo, che un rinnovamento sull’analisi della società moderna debba essere sviluppato minuziosamente, studiando a fondo i processi dei cambiamenti fino ad oggi maturati. Da quì si riparte, da quì si fabbrica la vera Rifondazione, non solo Comunista ma della Sinistra Italiana, da tempo al palo. Sinistra con poche idee, stracolma di preconcetti e senza una rilettura aggiornata del Marxismo. Inoltre, sono dell’opinione, che una formazione politica matura ha il compito di assorbire le sconfitte e le vittorie senza dilaniare il partito o “adorare” i vincitori. Credo che sia il momento d’abbandonare i personalismi, che essi siano al nazionale o nelle zone, operando nelle istituzioni, come sui marciapiedi con senso di responsabilità.

  5. sergio meazzi Says:

    E’ partito l’invio….Ciao a tutti.

  6. Giampiero Says:

    Mozioni? Meglio così. Vi assicuro che una mozione Mantovani raccoglierà grandi consensi tra le compagne e i compagni della nuova maggioranza, della vecchia e anche tra gli astenuti all’ultimo cpn! Abbiamo rimesso insieme il partito! E non scherzo.

  7. enrico galici Says:

    Cari compagni e compagne,
    L’ultimo congresso di Venezia ha visto il mio circolo, quello dei ferrovieri di palermo, battersi sperchè si potesse avere un congresso libero a tesi e non a mozioni contrapposte. Penvamo che l’unica via che potesse seguire rifondazione fosse quella del dialogo tra tutti/e la contaminazione fra i comunisti per un progetto di società che riportasse il Prc dentro la società e i movimenti. Io allora coponente della segreteria regionale del partito in sicilia, identificato come Bertinottiano,ho deciso di stare con i miei compagni di lavoro di non cedere alla frammentazione, sapevamo per esperienza siindacale che solo l’unità e il dialogo da buoni frutti, nel nostro circolo erano presenti tutti i sindacati di categoria e ai tavoli di trattativa riuscivano a difendere i nostri compagni di lavoro al punto che la dirigenza delle ferrovie apertamente dichiarava che al tavolo c’era rifondazione. abbiamo creduto nel partito e nel modo di essere comunisti in questa società che cambia travolgendo tutto, sostanzialmente mortificando diritti e conquiste, annullando bisogni. delusi da un partito e una dirigenza che ha reso reali le nostre paure e i nostri dubbi ci siamo fermati a riflettere in seguito abbiamo seguito l’appello firenze – bologna edesso delusi pensiamo di non partecipare ad un congresso con documenti contrapposti perchè nulla e cambiato perchè Giordano o la casta che attorno al nostro nome comunisti gira continua a mentire a non dare la parola agli iscritti.
    Ramon, compagni, ha ragione giordano – vendola e tutti gli altri nessuno voleva scigliere rifondazione sapete perchè ! ! !
    perchè rifondazione non esiste più, perchè essere comunisti è solo una corrente culturare perchè divendere i bisogni dei lavoratori non ti permette di stare al governo degli ex democristiani.
    io orgogliosamente continuero ad essere comunista orfano di un partito ma felice della contaminazione dei miei colleghi di lavoro, dei giovani che aspettano da me un consiglio su come andare avanti, lottero insieme a quanti vogliono continuare a far vivere quello che è il mio partito “RifondaziioneComunista”.
    Lo faro con la lotta, con l’impegno militante, con la partecipazione, lo faro non partecipando ad un congresso a documenti contrapposti divulgando a quanti potrò tre libri “democrazia autoritaria” di Fausto Bertinotti , “soggetti smarriti” di Niki Vendola e lo statuto dei lavoratori.
    Saluti comunisti

  8. AndreA Says:

    Caro Ramon,
    Anche io credo sia più utile un congresso a tesi, ma se sarà a mozioni contrapposte dovremo dare battaglia da subito.
    Giordano e Musacchio finiranno nella pattumiera della storia, rasentano il ridicolo ormai..

    saluti comunisti,

    un abbraccio,

    AndreA

  9. Pamela Says:

    E’ chiaro che un congresso a mozioni vuole dire chiaramente un congresso non solo che non finirà mai come quello precedente, ma che ci sarà un congresso con i coltelli tra i denti e i regolamenti di conti, d’altronde in forma elegante l’intervista a Gennaro Migliore diceva proprio questo… Anche se io la brutalizzo!
    Ricordo inoltre che anche io come Ramon sono affetta da una politica del complotto, ma mi sembra di ricordare sempre se la mente non mi tradisce,che proprio questi compagni si sono spellati le mani allo scorso comitato politico nazionale, dicendo appunto che non si devono avere toni da regolamento di conti….
    Ma guarda un pò mi sembra che siano proprio loro a volere il regolamento di conti e soprattutto di andare alla conta….
    Mi dispiace purtroppo che in un momento così delicato non prevalga il buon senso anche da parte delle minoranze…. Ernesto, Falce e Martello….
    Se volessero davvero rilanciare il Partito e salvarlo da questa deriva, anche da parte di queste due aree ci doveva essere un impegno…
    E’ invece rieccoci qui ad avere 5 o 4 mozioni di un Partito disastrato e del 3%….
    Ciao RAMON ( I Golpisti uniti faranno la battaglia) 🙂

  10. davide prc Sulcis Says:

    Caro ramon,
    Nell’altra discussione ho parlato della grave situazione del Sulcis.Per ora nulla è cambiato,anzi la SEGRETERIA FASULLA E IRREGOLARE si riunisce ed elabora documenti senza averne diritto e senza consultare nessuno.E’ UNA VERGOGNA ! Spero che tu e altri dirigenti interveniate al più presto.
    Ciao Davide

  11. roberto Says:

    Caro Ramon, nonostante le tue posizioni politiche che rarament mi hanno trovato concorde, ho sempre nutrito una forte stima nei toui confronti per il modo limpido e non gartuitamente fazionso dei tuoi interventi.
    Non èposso dire altrettanto di quello che leggo qui, oggi.
    Il superamento di Rifondazione? Non attorcigliamoci sui termini. Sin troppo facile dire cjhe non è lo scioglimento. Tu stesso lo ammetti. Ma quello che mi par giusto sottolineare è il fatto che il dibattito sul superamento di Rifondazione è stato esattamente il tema dell’ultimo congresso e di tutto il processo di costruzione della sinistra europea. Non eri forse tu parte della mggioranza di Venezia? Tant’è che quelli con cui hai firmato il documento al Comitato Politico Nazionale, l’area Ferrero, per intenderci, è quella che più ha spinto in questo senso. Ctiamo La SE Alpe Adria? Socialismo XXI?, L’Associazione per la sinistra arcobaleno del Veneto?Tutte doppie e triple tessere di chi da almeno un anno stava svuotando gli organiosmi legittimamnte eletti del partito per persegure un disegno di CONQUISTA DEL POTERE”. UN DISEGNO, QUESTO Sì ANTICO E LOGORO, CHE HA AVUTO BISOGNO DI TE E DELLE FORZE PIù ARRETRATE DI QUESTA RIFONDAZIONE PER COMINCIARE AD ATTUARSI CON UN’AGGRESSIONE A FREDDO CONTRO UNA SOLA PATRTE DEL GRUPPO DIRIGENTE NAZIONALE. In quesa drammatica lotta di potere menmeno le responsabilità collettive siamo più in grado di condividere.

    Soggeto plurale o confederazione o soggetto unico. Io credo che l’idea confederale sia una sciocchezza. Fu proprio questo il limite della FLM ed oggi il limite della coalizione arcobaleno. O., a prtire da noi, dal PRC, si va verso un soggetto unico, con un unico programma, credibile ed attendibile, con un vincoli politico organizzativo, più largo del PRC e che si chiama LA SINISTRA, o si resta come siamo. L’idea confederale è una terra di mezzo, un campo artificiale dove si stanno giocando poste non del tuto trasparenti. Un’escamotage per dare continuità a determinati gruppi di potere, ma zsenza futuro politico.

    Il comunismo o è il movimento reale che distrugge e supera lìordine presdente delle cose o è… mera tendenza culturale, “coscienza infelice” non in grado di incidere sulla trasformazione del mondo. Di certo non è una mistica.

    Tu Non credi che potevamo almeno autosospenderci dal governo? E perchè? Perche devi tener su le pezze a ferrero?. E’ lui che è rimasto al governo e non racconti la favola dell’accettazione di ordini di scuderia, come è lui che ha votato nefandezze come il pacchetto sicurezza del governo. Lo stesso ardore con cui affronta la battaglia per la salvezza del partito ora, l’avrebbe potuto usare per impedirci di cadere nel baratro dell’assorbimento nella politiche ultramoderate dell’ultimo Prodi.

    Fraternamente Roberto

  12. Come congresso a mazioni contrapposte? Ramon è stato deciso o eh un tuo presentimento? Sarebbe un ulteriore schiaffo in faccia agli iscritti che per questo partito vogliono ancora lottare.
    Vogliono un congresso da stadio con le curve di Dalemiani o Mussiani? con gli editorialisti che già eccitati si stanno fregando le mani…….
    Il golpe vero lo sta facendo Giordano che ha stretto un patto con D’alema, Mussi e Pegolo.
    Ramon saranno gli iscritti assai più lungimiranti e attenti a svelare il vero Golpe…ne sono convinto.

    ciao,

    Luca

  13. Stefano Says:

    Caro Ramon,
    ti invito a lavorare al documento evitando di perdere tempo con questi ragazzini che temono di aver perso i loro lecca-lecca.
    Buon lavoro.
    Stefano

  14. Ma che ingenuo gli attori del golpe non sono Giordano- Pegolo- D’alema, nei veri golpe gli attori giocano all’esterno. Il golpe vero è BERTINOTTI- DILIBERTO- D’ALEMA e IL SINDACATO TUTTTTO.
    La classe dirigente che ha portato alla sconfitta la sinistra non si ferma e ora si apprestano a distruggere RIFONDAZIONE, si va soffocata prima che riesca a rialzarsi.
    La partita vera è iscritti contro BERTINOTTI- DILIBERTO- D’ALEMA e SINDACATO TUTTO.
    Ramon sveliamo al congresso la natura nefasta di questo golpe e siamo in carrozza.

    ciao,

    LUCA

  15. Caro Ramon,
    apprezzo lo sforzo che tutti o quasi state facendo per dare un senso di “unità critica” per ricostruire assieme il partito andando ad un congresso senza cercare lo scontro da ceto politico, spero ci riusciremo, ma non mi sembra questa la strada che altri vogliono percorrere (Vendola, Giordano). A questo punto per creare una vera unità all’interno del partito (ed per affrontare un vero congresso), come Giampiero e Stefano, ti invito a lavorare (se possibile) ad una proposta autonoma (mozione o emendamenti che siano) che vada oltre alla proposte di Giordano, Ferrero, Pegolo e Grassi, per dar voce ai tanti compagni che si ritrovano sulla tua linea politica senza pensare a nessun tipo di leaderismo (non ci serve un nuovo Bertinotti), ma creando un “nuovo” progetto politico, penso che tu possa avere un ruolo da catalizzatore per dare una nuova forza, partecipazione e innovazione al nostro partito e superare (almeno spero) le divisioni che penso siano più tra i dirigenti che nella base.
    Un progetto che riparte della lotte, da i moviomenti (tipo action), dalle lotte ambientali (dal molin), dai territori, da nuove forme di comunicazioni, spero che questa sia la strada su cui lavorare al di là del risultato congressuale.
    Un abbraccio
    Paolo
    Salerno Est

  16. Condivido pienamente l’intervento di Paolo. Caro Ramon è ora di uscire fuori dai personalsmi e dalle continue accuse. Certamente la responsabilità della sconfitta elettorale non è di un singolo nè della sola segreteria. Come qualcuno ha detto già dal congresso di Venezia si erano poste le basi per una transizione di Rifondazione Comuista verso un nuovo soggetto. Credo che dobbiamo individuare le responsabilità ma al contempo lavorare per una nuova prospettiva politica e per la ricostruzione del Partito. Forse è necessario fare chiarezza rispetto non solo agli ultimi mesi ma rispetto agli ultimi 8 anni. RC è stato un partito? Se si unpartito di opinione ( e direi anche opinionisti) o un partito potenzialmene di massa? Ramon , come più detto , ho condiviso con te molte battaglie ( in Rifondazine milito dalla sua nascita , attivandomi neimoimenti studenteschi – ti ricorda qualcosa la casa dello studente occupata di via Canzio e il tuo primo intervento nella mia città di Grotaglie)…Credo sia opportuno cominciare a lavorare ad un documento chiaro e che indichi lA PROSPETTIVA POLITICA ED ORGANZZATIVA PER I PROSSIMI ANNI…FUORI DA QUALSIASI LEADERISMO. Dobbiamo tornare nei luoghi del conflitti ovvero aprire i conflitti laddove potenzialmente ci sono , COSTRUENDO L’INTELLETUALE COLLETTIVO GRAMSCIANO.

  17. Caro Ramon, la durezza dello scontro già in atto mi fa presagire che la ricomposizione del partito dopo il congresso sarà davvero dura. Ma credo che un chiarimento definitivo con un gruppo dirigente tanto violento quanto gattopardesco sia indifferibile. Prep

  18. …dicevo Prepariamoci comunque ad ulteriori lacerazioni, anche perchè se dovesse prevalere la continuità nel gruppo dirigente avrei serie difficoltà a riconoscermi in questo partito.

  19. alessandro Says:

    cari paolo e ares le vostre proposte sono suicide. Ci mancherebbe che Raman dopo aver lavorato per mettere insieme le aree che vogliono salvare il prc adesso spaccasse tutto per fare una mozine solitaria. Se ci tenete al Prc lavorate anche voi perchè prevalga la mozione mantovani ferrero grassi

  20. carlotta Says:

    Caro alessandro,
    suicidarsi significa barricarsi dentro il partito, tranciare tutti i rapporti costruiti fino ad ora con tanti soggetti diversi .costruirsi un fortino che a mio parere nel leaderismo del dibatitto congressuale diverrà una tomba. Chiedere a Ramon, come fanno paolo e ares una terza via d’uscita, forse può spaccare un certo ceto politico e una certa dirigenza, non la base tutta del partito, che invece desidera, vista la situazione, elaborare un progetto politico organizzativo e teorico serio. Insomma, credo che continuare a “tifare” per una parte che ha affossato il partito o una proposta che tiene dentro troppe differenze è divenuto sterile ed inutile. Chiedere a ramon una posizione, non significa ergerlo a leader, ma aver condiviso i passaggi demopcratici e di prospettiva che fin qui ha proposto e che ha condiviso attraverso il blog…
    Poi credo che se noi stessi, cominciassimo a ragionare di elaborazioni politiche e magari a proporle, a Ramon e al partito tutto, potremmo cambiare le cose, voglio dire anzichè seguire un dibattito dai giornali, facciamo arrivare ai dirigenti tutti i nostri contributi, dovranno rendersi conto che a queste condizioni o tengono conto dei loro iscritti, oppure ci sarà un congresso che vedrà un vincitore, ma la perdita di un partito.

  21. antonio Says:

    Caro Ramon, così, a quanto pare, è prevalsa l’idea delle mozioni. Dunque bisogna prepararsi a uno scontro frontale. E immagino che non si farà economia di attacchid’ogni tipo. Forse ci vorrà un codice di condotta, due o tre norme elementari da rispettare.
    Comunque sia le componenti del partito che si ritrovano ora unite sul rilancio e sulla ricostruzione di Rifondazione comunista, sul non-scioglimento, devono elaborare una piattaforma politica. Lo slogan potrebbe essere chiarezza e vocazione unitaria.
    Proporrei:
    1) ricordare fino all’ultimo che eravamo per le tesi
    2) dire che la diversità non è una penalità, ma un fatto positivo. Se i diversi si mettono assieme è perché hanno ragioni politiche forti per farlo. E poi cos’è questa storia di un partito puro, dove tutti la pensano allo stesso modo? Tutti yesmen in adorazione del leader?
    3) troviamo una cultura politica comune, un’ispirazione di fondo che unisca e permetta anche declinazioni diverse. Propongo il marxismo, la centralità del lavoro, l’essere schierati dalla parte delle classi subalterne, sfruttate ecc. Il marxismo ci permette di leggere criticamente il nostro tempo, il capitalismo e di pensare a un modello sociale diverso. Ciò non toglie che l’ispirazione marxista possa essere vissuta con sensibilità diverse: chi la intende come critica nonviolenta del potere, chi come critica al patriarcato, chi come critica allo sfruttamento ambientale… Ma tutte nel quadro di una liberazione del lavoro e dell’umanità

    4) no allo scioglimento di Rifondazione comunista e rilancio di un partito capace di iniziativa nella società senza ricadere negli errori del verticismo, personalismo, leaderismo ecc. Ma questo è il punto forte e non c’è bisogno di ulteriori argomentazioni.

    Che ne dici di queste proposte?

  22. Non sono affatto d’accordo con chi sostiene che il progetto sinistra europea era già il preludio dello svuotamento e del superamento del partito. Sinistra Europea è alternativa a quel progetto raccogliticcio e governista della sinistra arcobaleno. Tant’è vero che è stato proprio il progetto della sinistra arcobaleno che ha messo in soffitta sinistra europea, proprio perchè le altre forze vedi la sinistra democratica che vanno in estasi all’idea del rilancio della sinistra arcobaleno, di sinistra europea non ne vogliono sentir parlare gli viene l’orticaria e la stessa orticaria viene a Diliberto. Ci siamo presentati alle elezioni con sinistra europea già dal 2004 e tutte le volte gli elettori ci hanno premiato e non hanno visto in quel progetto qualcosa di anticomunista, penso sia stato visto come parte integrante del progetto di rifondazione comunista e come un valore aggiunto.
    Certo è vero che l’idea di sinistra europea anche all’ultimo congresso portò a delle divisioni, ma adesso proprio nell’ottica di impedire il superamento di Rifondazione Comunista come non si fa a capire che il rilancio di Sinistra Europea sia determinante in funzione anti socialismo del 21° secolo?

    ciao,

    Luca

  23. E aggiungo, ma pensiamo che gli iscritti di rifondazione hanno il mandato per decidere che sinistra europea debba essere superata???? sinistra europea è un partito trasnazionale altro che arcobalenucci. Anzi in vista del congresso potremo proprio rafforzare sinistra europea nel senso di una maggiore partecipazione alle scelte da parte di tutti gli iscritti di tutti i partiti euorepei che si riconoscono in questo progetto, facendo nascere un vero scambio e una contaminazione tra tutte le lotte anticapitaliste che vertano in tutto il nostro continente.

    ciao,

    Luca

  24. alessandro Says:

    erfettamente d’accordo con luca e antonio. e adesso impegnamoci tutti.
    perchè se vince giordano il partito verrà immediatamente sciolto .Altro che fortino come dice Carlotta . Fortino è un termine usato da Vendola il quale vuole bruciare tale fortino e cioè il prc

  25. alessandro Says:

    ramon sai chi sta scrivendo la mozione di giordano? ALFONSO GIANNI Sì proprio colui che da 2 anni vuole sciogliere il prc .
    E poi dicono che anche loro vogliono rilanciare il prc….Ma per favore….

  26. Caro Ramon, sono basita.
    L’altro giorno a Torino venivano intervistati alcuni manifestanti contro Israele e alla domanda “di che gruppo fai parte? quale movimento?” tre su cinque hanno risposto “nessuno. vengo da solo. rappresento me stesso”. Io mi chiedo: possibile che i dirigenti di Rifondazione non comprendano la gravità della situazione? Possibile che su Liberazione non si legga altro che strali lanciati insieme ad accuse e nessuno comprende che se Rifondazione si spacca sono cavoli amari???? Tutto sfuggirà di mano, compresi militanti e simpatizzanti. Ma dov’è finita la ragionevolezza di tutti? L ’attuale composizione di classe non ha seguito la linea politica di questi dirigenti. Possibile che questi continuino imperterriti, e che ci siano militanti che ancora li seguono? La classe operaia che reggeva il PCI gli ha preferito CHIARAMENTE la Lega e la sua concretezza territoriale. Le aree che costituiscono la composizione proletaria presente non vanno nemmeno alle urne, per votare un partito comunista qualsiasi, tra i quattro o cinque in lizza. In chi mai dovrebbero identificarsi? Nessuno sembra capire le loro istanze e l’attuale assetto del lavoro. Una composizione di classe nuova attende oggi risposte concrete. Ha trascinato i burocrati fuori dal Parlamento per farli, a forza, extraparlamentari. O troveremo una nuova vita nelle piazze, o Beppe Grillo seguiterà a godere dei frutti di una scelta strategica giusta. La sinistra consapevole di sé esiste, è diffusa nella società italiana. Centinaia di centri sociali, di organizzazioni locali nate su problemi specifici, di istanze sindacali di base attendono di prendere la parola. La si pianti di essere partitino e si sia composizione di classe. Forse, allora, si troveranno i voti necessari, se è a questo a cui si tiene. Altrimenti si riceveranno ancora pernacchie. Una composizione di classe non ha pietà. Spernacchia ex alleati passati al nemico, “classi operaie” prossime alla pensione e diventate razziste, forme istituzionali che non la rispettano. Qui, nelle piazze, è atteso ciò che resta della sinistra parlamentare. O viene in tempi utili o faranno da soli. E non è per niente una bella prospettiva. Ce la facciamo a comprenderla questa cosa? Diamoci una mossa. Scusate lo sfogo.
    Un abbraccio

    Maria

  27. primo aggiornamento dal cpn:
    Il Comitato Politico nazionale è stato aperto da una breve introduzione di Maurizio Acerbo che ha illustrato la proposta del comitato di gestione per il congresso e per l’ordine dei lavori del cpn stesso.
    La proposta prevede che il congresso slitti di una settimana rispetto alla data precedentemente convenuta per evitare la sovrapposizione con le giornate di Genova e consentire la partecipazione di tutti e di tutte domenica 20 Luglio, alla manifestazione nel settimo anniversario dell’uccisione di Carlo Giuliani.
    Se il Cpn domani approverà la proposta il congresso si svolgerà a Chianciano Terme tra il 24 e il 27 luglio. La scelta del luogo, in un periodo di alta stagione turistica, è stata assunta in merito alle convenienze economiche anche in considerazione delle difficoltà di bilancio in cui il partito versa in seguito alla pesante sconfitta elettorale.
    La compagna Eleonora Forenza ha esposto brevemente i risultati della commissione politica. Ha ricordato come tale commissione si sia riunita due volte e abbia delegato ad un comitato di scrittura la possibilità di verificare se esistono le condizioni per la presentazione di un documento unitario. Il comitato di scrittura ha verificato che tale condizioni non sussistono. Si procederà dunque a documenti alternativi.
    Stefano Alberione ha invece svolto la relazione a nome della commissione regolamento. Punto controverso, che sarà risolto domani con un voto del Cpn, le modalità di voto nei circoli. Secondo Francesco Ferrara la votazione deve restare aperta da due a quattro ore a partire dall’ora stabilita, per Alberione invece all’ora convenuta si voterà per appello nominale dei presenti al congresso seguito da un contrappello finale

  28. SEGNALO QUESTO NUOVO BLOG NAZIONALE http://www.rifondazioneinmovimento.org/

  29. Ramon a me ciò che dice Ferrero non mi convince, lo trovo contradditorio
    Cioè prima si richiama all’unità e va bene perchè è il momento di cercare il più possibile di ricucire le tante lacerazioni che ci sono a tutti i livelli del nostro partito e poi dice che per fare un opposizione sociale ( che è sacrosanta) occorre costruire un coordinamento delle forze di sinistra e costruire le ” case della sinistra”.
    Ora mi chiedo ma di quale sinistra parla Ferrero????????????

    E’ contradditorio richiamare all’unità del partito e poi prendere in considerazione l’idea che lo vorrebbe separare cioè la costituente della sinistra

    Per favore un po’ di chiarezza vorrei sapere che differenza passa tra “coordinamento delle sinistre” e “costituente della sinistra”.

    ciao,

    Luca

  30. Anzi Ferrero ha parlato di coordinamento dei “partiti di sinistra”, ora mi chiedo tra questi partiti c’è il PD?
    E poi in questo momento è importante ricostruire il nostro partito perchè bisogna pensare agli altri partiti????

    ciao,

    Luca

  31. alessandro Says:

    Diciamolo con onestà, un congresso con mozioni contrapposte in questa fase politica non potrà che dividere ulteriormente il corpo militante del partito.
    Mi sono imposto di aspettare l’uscita dei documenti prima di esprimere le mie personali convinzioni. Di certo c’è che sono contro ogni ipotesi presente e futura di scioglimento del partito. Precisata questa cosa vorrei esprimere una solidarietà personale e non politica a Fausto Bertinotti, che almeno le sue idee ha avuto il coraggio di esprimere…al contrario di chi, avendolo sempre sostenuto in tutto e per tutto, oggi meschinamente si nasconde dietro vuote dissertazioni semantiche….

  32. Gustavo Boemi Says:

    E’ desolanta assistere a questo spettacolo modello resa dei conti,all’interno di un partito extraparlamentare con dei dirigenti che il popolo italiano ha giudicato inadeguati.
    Credo che sia il momento dell’autocritica e dell’umiltà,bisogna rimboccarsi le maniche e ripartire dagli errori per non commetterli più.
    Purtroppo non si sta focalizzando il nocciolo del problema, si parla tanto di formule (sin arcobaleno,Prc,unità dei comunisti,federazione etc… etc…) ma non si riconosce che il vero problema e la struttura del Partito. Non è il comunismo ad essere superato ma la struttura organizzativa dei comunisti. Un partito per essere efficace e per essere il punto di riferimento delle classi subalterne in Italia deve essere un partito orizzontale,dove le proposte nascono dal basso e vengono via via elaborate dai massimi dirigenti. Credo che se si parte da questo punto si possano ottenere dei risultati. Finiamola con le corenti e con le mozioni contrapposte e con questa logica fratricida.

  33. Gustavo Boemi Says:

    scusate gli errori,ma ho scritto la mail di getto senza rivederla….

  34. johnsallas Says:

    ciao… passa dalle mie parti
    john

    salamandrablog.wordpress.com

  35. Massimiliano Says:

    Ramon condivido le tue riflessioni!

  36. Grazie per la delucidazione che mi hai donato su tesi/mozioni, due post fa.
    Per il resto..mah: chiaro che seguo dai giornali per cui può esser una visuale distorta.
    Però vedo che si torna a parlare di alleanze, in chiave estremamente politicista, insomma….non mi pare un bel viatico per un dibattito che deve affrontare nodi sostanziali e strutturali.

  37. Caro Ramon,
    le cose che scrivi danno un’immagine piuttosto desolante della realtà di rifondazione. davvero non credevo fosse così tragica. ieri tutti i TG parlavano della riunione romana( CPN?), con tanto di intervista a Vendola che si dice pronto a scendere in campo per il bene comune(????).
    sinceramente non ci capisco molto ma mi DOMANDO SE NON SAREBBE STATO PIù UTILE ANDARE A MANIFESTARE A TORINO, PIUTTOSTO CHE FARE RIUNIONI E DISCORSI CHE CHI NON è DENTRO CERTE DINAMICHE FA DAVVERO FATICA A CAPIRE. IL “TORNARE A FARE POLITICA” CON E DENTRO I MOVIMENTI COMINCIA DA PRATICHE CONCRETE. ALTRIMENTI RESTA SOLO UNO SLOGAN PER STERILI BATTAGLIE POLITICISTICHE E GUERRE TRA FAZIONI.
    BUON LAVORO
    SARA

  38. Mi collego all’intervento di Sara che condivido, anche se è necessario in fase precongressuale discutere e programmare strategie, ma non è questo il problema. Vorrei chiedere venia a Ramon e a voi tutti per il mio intervento di ieri molto accalorato e spietato, se si vuole, ma è stata la questione Torino che mi ha fatto perdere le staffe. Ieri Rifondazione sarebbe dovuta essere lì, nella piazza. Con la piazza! Certo non bruciando bandiere, ma nemmeno assumendo quei toni ambigui. Come diceva un compagno, una volta i comunisti erano famosi per le loro concrete e precise analisi della realtà. Se non recuperiamo queste capacità alla svelta, non credo proprio che riusciremo a incidere sulla realtà. Questa è l’incredibile situazione di Torino. Rifondazione dice: bisogna sempre dialogare. Non si dialoga senza condizioni, sempre e comunque. Pena l’assoluta perdita di credibilità e di capacità di incidere. Si dialoga sempre ponendo all’interlocutore precise condizioni di minima decenza e di minimo rispetto dei fondamenti del diritto. E’ questa la stranezza, è questo il paradosso delle nostre posizioni ufficiali alla questione palestinese. Qual è la nostra politica sulla questione palestinese oltre ad andare al Salone del Libro? Ne abbiamo ancora una? O siamo ormai sostanzialmente al rimorchio delle posizioni moderate e “ufficiali” degli USA e dell’Unione Europea? La nuova Rifondazione deve prendere una posizione chiara e netta. Su tutto. Scusate di nuovo per l’ulteriore sfogo.
    Maria

  39. alessandro Says:

    caro luca ferrero e grassi dicono che è giusta una unità d’azione tra prc e altri che non siano il pd . mentre giordano vuole solo sciogliere il partito e basta

  40. alessandro Says:

    ramon bisogna impedire assolutamente le modalità di voto proposte da giordano che spalancherebbero le porte ai cammelli

  41. accipicchia…si è offeso Giordano, eh?
    mi sto seguendo il dibattito del cpn via radio radicale…corretta direi la tua “stoccata” relativa alle non-reazioni alle dichiarazioni (rappresentativie di chi non si sa) di Mussi &c.
    Sul congresso a tesi/mozioni. E’ dibattito vostro, devo però dire che entrambe le posizioni hanno una dignità ed un senso.
    Per il resto..bè, buon dibattito….se posso dire, mi pare in larga misura tutto, troppo di natura tattica…e poco appassionato.
    (non so chi sia ma mi è piaciuta quella compagna che ha fatto la battuta su rifondazione comunista o rifondazione del pci..)

  42. alessandro Says:

    ramon ma russo e de cesaris cosa vogliono? ho il sospetto che sia una mozione contro di noi perchè de cesaris l’ ho sentito io dire che bisogna andare oltre….

  43. OK Alessandro ma diciamolo in modo chiaro senza formule criptiche che si possono prestare a diverse interpretazioni. Aspetterò di leggere il documento e spero ci sia massima chiarezza soprattutto sulla questione della ” unità a sinistra”.
    In questo senzo auspico nel massimo contributo di Ramon che in quanto a chiarezza mi pare sia un po’ isolato nel nostro partito.

    ciao,

    Luca

  44. alessandro Says:

    de cristofaro ha detto esplicitamente che bisogna discutere pacatamente del “superamento del comunismo” .QUESTA è la vera posizione di vendola e giordano altro che storie

  45. ned ludd'75 Says:

    Sono totalmente d’accordo con te. So benissimo anche io che i giordaniani volevano sciogliere il partito ed ancora adesso c’è chi lo dice apertamente durante gli attivi di circolo. Ma tutti i militanti se lo ricordano e per questo noi vinceremo il congresso. Però bisogna stare attenti: il clima di diffamazione che tu subisci opera a tutti i livelli, anche nei circoli. I giordaniani stanno portando avanti una battaglia spasmodica e giocata sul personale che sta, in periferia, acquisendo toni preoccupanti. Non solo: il giornale LIberazione è completamente schierato con Giordano, bisogna intervenire. Il commento sul sito internet di Rifondazione Comunista sulla giornata del CPN è fazioso e di parte. I discorsi tuoi e di Paolo Ferrero vendono ridotti a poche frasi mentre si parla solo di Vendola, Giordano e Gianni. Dobbiamo fare attenzione compagni: noi abbiamo possibilità di vittoria, ma non possiamo porgere l’altra guancia davanti ad un sistema leaderistico, personalistico e repressivo che si sta per scatenare su di noi.

  46. alessandro Says:

    Caro ramon dop la candidatura di Vendola comunicata al cpn mezzo agenzie di stampa al congresso non sarà possibile discutere di nulla.Il signor Vendola dopo che ha mangiato per 20 anni in questo partito adesso è pronto a spruzzare nel piatto. Questa è la dichiarazione con cui si è presentato:”bisogna abbandonare le bandiere cui siamo affezionati e dobbiamo imparare a correre senza sapere dove andiamo” Il signor Vendola è uno che già una volta ha tradito il partito nel 95 votando a favore del governo dini. E ora arriva a dire che senza bertinotti si sarebbe preso meno del 3%. Ramon ora dobbiamo vincere il congresso e poi sperare che bertinotti vendola migliore giordano e altri abbandonino poi il partito

  47. alessandro Says:

    al posto di “spruzzare” volevo dire “sputare”

  48. alessandro Says:

    ramon dacci qualche notizia sull’ esito del cpn e sul regolamento congressuale approvato se no qui non si capisce più niente

  49. Leone Condemi Says:

    Cari Compagni da quello che ho letto sul sito http://www.rifondazioneinmovimento.org, si dovrebbe votare per appello nominale e contrappello, si voterà su mozioni contrapposte. la proposta di fFerrero, Mantovani, grassi è stata approvata con 113 voti.
    Saluti Comunisti
    Leone “Bordiga” Condemi

  50. alessandro Says:

    grazie Leone

  51. Lorenzo Says:

    Bisogna capire anche come ci si regola sul tesseramento: ovvero, fino a quando è possibile tesserarsi per votare al congresso? Speriamo che, nonostante le brutte premesse, sia un Congresso che parli di Politica, di contenuti e di proposte strategiche e non di leader e leaderini, ceti e poltrone… spero….

  52. alessandro Says:

    ramon quell’autentico sepolcro imbiancato di vendola dice che tu ferrero e grassi “non potete essere la medicina perchè avete distrutto una comunità politica”. adesso basta con il buonismo non solo dobbiamo vincere il congresso ma dobbiamo sperare che simili viscerali anticomunisti lascino il partito in modo che non possano fare altri danni anche dopo il congresso

  53. elio pillai Says:

    Caro Ramon
    Sono totalmente d’accorco con le tue analisi,ti vedo molto deciso e preciso.Di scioglimento del partito si parlava anche qui in sardegna ,durante la campagna elettorale,alcuni dirigenti”miglioristi” annunciavano “minacciosamente” che dopo le lezioni si sarebbero prese grandi decisioni.Ora è chiaro il progetto che avevano in mente,avevano deciso un vero e proprio “golpe”per pochi intimi.Bonta’ loro,le decisioni le dovrebbero prenderle ora dimettendosi dalle cariche e anche dal partito visto il bel risultato elettorale raggiunto (1,2%).Anche in Sardegna è da due anni che stavano preparando questo bel risultato elettorale.Che il congresso si faccia per documenti contrapposti e che si voti subito nei congressi di circolo secondo me va meglio è, l’unico modo per riprendere a parlare di politica e di contenuti.Purtroppo devo dire che non vedo il nostro futturo con molto ottimismo, vedo il progetto della ri-costruzione del partito della rifondazione molto in salita.In questi due anni di politica istituzionale del partito sono rimaste solo macerie, se poi sommiamo a quelle nazionali, le politiche incocludenti praticate nelle regioni ,nelle provincie e nei comuni, il disastro è totale.Ramon,tieni duro, non mi convincono,a pelle, le posizioni di De Cesaris e di Russo.Vabbeh…auriamoci un buon lavoro ne abbiamo bisogno.

  54. Vendola si candida: non ha abbastanza da fare come presidente della Puglia?
    mentre si prepara il congresso non bisogna astrarsi dalla realtà: deploro vivamente l’assenza da Torino mentre ci si riempie la bocca di radicamento e di movimenti : chi ha deciso di far pubblicare il comunicato stampa di non adesione?

  55. Caro ramon, ieri ho ascoltato per radio buona parte del cpn e devo dirti che ho apprezzato lo spirito democratico e di riflessione con il quale tutti i compagni hanno cercato di “ritrovare i bandolo della matassa”. Sono d accordo con Giordano però quando dice che chi ha cocncorso a questo fallimento investendo cariche di dirigenza debba farsi da parte! Sono pugliese e vedo in vendola l unica speranza di una politica sociale ed AMBIENTALE in grado di darci una visione del futuro e del presente realistica! Penso anche che tutto il mondo “politico di casta” veda in Niki una vera minaccia e che bisogna fare presto per evitare che questi delinquenti ergano ulteriori “barriere all’ entrata” come ad esempio lo sono state, per me, le elezione anticipate!

  56. caro paolo vendola è “la casta all’ennesima potenza” Ricordati il viaggio negli Usa (oltr . 350000euro a spese dei contribuenti).In puglia ha fatto così bene che la destra è in vantaggio di 14 punti…..

  57. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro Ramon e cari tutti,
    per un partito come il nostro che deve pensare soprattutto a “ricostruirsi” e che al momento non si sa quanto consenso abbia tra la gente 5 mozioni mi sembrano veramente troppe.Le leggerò tutte con attenzione,ma qui rischiamo una logorante lotta interna che magari porterà anche all’ennesima scissione. Un congresso a poco più di un anno dall’ultimo comporta non è per niente positivo in termini di agibilità politica, rischiamo di rimanere ancora “fermi” mentre nella società avvengono fatti importanti, senza contare poi una inevitabile fase di assestamento post-congressuale.Se i tempi saranno lunghi non resterà più nulla da rilanciare..
    Ciao Davide

  58. davide hai ragione ma ricordati che tutto ciò lo ha voluto vendola per poter sciogliere il partito

  59. alessandro Says:

    ramon fatti sentire!!

  60. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro Alessandro,
    non scaricherei tutte le colpe su Vendola, tutto il gruppo dirigente nazionale ha le proprie responsabilità,chi più e chi meno.Ero e resto del parere che sia necessario un massiccio ricambio del gruppo dirigente nazionale, anche se non mi pare se ne stiano creando le premesse.Se dobbiamo puntare su qualche “vecchio” la scelta migliore è Vendola. E’ un buon politico e un ottimo comunicatore,io non lo apprezzo particolarmente, però penso che ad oggi sia l’unico in grado di rilanciare il partito,purtroppo non abbiamo alternative.Penso che oggi nessuno voglia sciogliere il partito,anche perchè della Sinistra arcobaleno siamo l’unico partito sopravvissuto dato che gli altri 3 sono scomparsi e dunque non ci sono neanche gli interlocutori per avviare un progetto del genere.
    Ciao Davide

  61. alessandro Says:

    davide mi deludi profondamente.Vendola ha già fatto una vittima. se vincerà il congresso scioglierà immediatamente il partito in un contenitore socialdemocratico con mussi. Vendola è peggio di bertinotti giordano e alfonso gianni messi insieme!!!!!!

    VENDOLA=MORTE DEL PRC

  62. caro roberto utopico, grazie. ma il dialogo bisogna sempre farlo con tutti. perfino con i nemici, figuriamoci con compagni del partito.
    un abbraccio
    ramon

  63. grazie roberto, come vedi cerco di rimanere indifferente agli insulti.
    ciao
    ramon

  64. caro leone, erano molti a dire così. ora negano o minimizzano. mah!
    ciao
    ramon

  65. caro sergio meazzi, siamo d’accordo su tutto, credo. ma bisogna sapere che perché si possa fare un’analisi e una discussione come quella che auspichi tu bisogna salvare il soggetto politico che in tanti anni è stato capace di farlo. dubito che sarebbe possibile in un agglomerato pieno di ceto politico dalle molteplici identità e dall’unico orizzonte del governo
    un abbraccio
    ramon

  66. caro giampiero, ci saranno 5 mozioni. non una mantovani perché non ho alcuna intenzione di fare il presuntuoso. ho contribuito a scrivere e ho firmato la mozione con ferrero e grassi e acerbo e imma barbarossa e nicotra e fabio amato ecc ecc
    mi ci riconosco pienamente.
    un abbraccio
    ramon

  67. alessandro Says:

    ramon sono preoccupato delle regioni del sud dove vendola può contare su alcuni feudi (campania puglia ma anche sardegna) .come faremo a spostare consensi in quelle regioni?

  68. Ramon ho dato una lettura all documento bozza Acerbo. L’impianto lo condivido ma proprio perchè è una bozza secondo me da una prima lettura veloce in un alcuni punti è un po’ farraginoso ( boh mi è venuto in mente questo aggettivo per ora). In alcuni punti il tuo contributo è evidente in altri un po’ meno, mi riferisco soprattutto a sinistra-europea che rimane un po’ troppo nell’ombra.
    Ci sono alcune parole-frasi che non mi piacciono o non mi suonano bene tipo “case della sinistra” e ” la nostra gente”. Penso che la bozza vada comunque nella giusta direzione di permettere il contributo di tutti i compagni.
    Concludo è un punto di partenza importante e con il lavoro di tutti risulterà un punto fondamentale per ricostruire il nostro partito.

  69. caro enrico galici, mi dispiace per la tua scelta, che comunque rispetto. ma è davvero sbagliato che chi si è battuto, come me, per un congresso a tesi e per mantenere in vita il partito debba essere messo sullo stesso piano di chi ha voluto ad ogni costo mozioni contrapposte e di chi ha lavorato per mesi per sciogliere rifondazione e fare un partito di sinistra di ispirazione socialista.
    peccato
    ciao
    ramon

  70. caro andreaA, come ormai sai saranno mozioni. fino all’ultimo abbiamo insistito. ma ormai giordano vendola ecc avevano già scritto la loro mozione e presentato alla stampa il loro segretario. è la prima volta che qualcuno si “presenta” candidato alla segreteria. scende in campo. veramente al peggio non c’è mai fine. ora siamo al veltronismo e vorrebbero trasformare il congresso in un referendum pro vendola.
    la battaglia sarà dura.
    ciao
    ramon

  71. ciao pamela, cercheremo di far finire il congresso il giorno dopo che si sarà votato il nuovo cpn. il nostro impegno è quello di non far fuori nessuno e di ricostruire il partito superando la logica asfittica delle correnti. sarà difficile ma ci proveremo davvero.
    un bacio
    ramon

  72. michele Says:

    previsioni: vendola nuovo segretario, inizia la diaspora dei comunisti..direi che è il caso di organizzarsi..sono d’accordo con chi ha affermato che il PRC non esiste più.
    saluti

  73. caro davide, non è il mio blog il posto giusto per parlare di queste cose. puoi scrivere al comitato di gestione che abbiamo eletto al cpn. qui non c’è modo di verificare o risolvere nulla.
    un abbraccio
    ramon

  74. prcarmerina Says:

    Vendola candidato occhio alle tessere e battaglia dura su quattro idee chiare per il nostro militante medio:
    1. non abbiamo bisgono dell’uomo forte e del salvatore della patria
    2. loro sono i responsabili della sconfitta
    3. loro vogliono sciogliere il Partito
    4. Vendola fa già il presidente di regione (insieme al Pd) come fa a fare il segretario?

  75. caro roberto, grazie per il riconoscimento di limpidezza e non gratuità delle mie posizioni. effettivamente siamo totalmente in disaccordo. tu vuoi un nuovo partito di sinistra ed io penso che sarebbe moderato, governista e subalterno al pd. quanto al congresso di venezia non è vero ciò che dici. il progetto della sinistra europea era ed è cosa ben diversa dall’arcobaleno. so bene che ci sono sempre difetti in ogni progetto. ma credi davvero che il partito unico faccia stare alla larga tutti i gruppi e gruppetti che cercano spazi e posti e che ambiscono ad “egemonizzare” qualsiasi cosa? e poi non è vero che sia stata fatta una operazione di potere. se non avessimo cambiato la maggioranza al cpn rifondazione oggi si avvierebbe a fare un congresso per dire si o no ad una costituente già fatta con l’ausilio degli organi di stampa del pd e dei salotti buoni della cosiddetta sinistra italiana. bella roba parlare di partecipazione e poi impedire agli iscritti di un partito (90mila) di decidere prima che le cose si facciano e siano irreversibili. io rispetto la tua opinione. ma chiediti perché vendola ha scritto una mozione dove dice di voler portare avanti rifondazione e dove non dice che la costituente è la costituente di un partito unico. chissà come mai.
    ciao
    ramon

  76. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro ramon,
    In attesa di leggere i documenti penso che questo congresso risolverà poco e spaccherà ciò che resta del partito. Erano proprio necessarie 5 mozioni?ritieni che ci sia qualche mozione in grado di prendere più del 50 %?pensi che la corrente di Belotti o quella di Giannini stiano prendendo in considerazione l’ipotesi di scissione?
    Ciao davide

  77. caro luca, quando ho scritto l’articolo ero appena tornato dalla commissione politica dove giordano ecc avevano escluso categoricamente il congresso a tesi. il nostro, nonostante tutto, è un partito democratico. e se qualcuno vuole presentare un proprio documento lo può fare e non può essere obbligato a stare in un documento unitario. così ce ne saranno ben 5.
    mi spiace
    ramon

  78. alessandro Says:

    michele impegnati perchè la tua profezia non si avveri!!!!

  79. alessandro Says:

    davide è lamozione di vendola che è pronta a fare la scissione

  80. Aggiungo al mio precedente commento…(dove parlo di battito tutto “tattico”)
    Come potrai immaginare, per certi versi sono meno lontato, “culturalmente”, da alcuni pezzi dell’ex segreteria che non dall’area che si sta coagulando attorno a ferrero.
    Però…oggi ho ascoltato a radio radicale la conferenza stampa di Vendola.
    Voglio restare misurato..ma mi è sembrata una caricatura.
    Autoagiografica, pareva l’unto del singore. La “mia comunità”. La autolode dela suma umiltà.
    E poi…ho trovato simpaticissimo quando ha fatto l’annuncio a sorpresa: “vi comunico che Bertinotti mi ha comunicato mezz’ora fa che firmerà la sua mozione”.
    Sono mesi e mesi che si sa che Fausto lo aveva incoronato per il post Giordano, dai!

  81. ma no stefano, non sono ragazzini. bisogna sempre avere rispetto di tutti. e poi se hanno tempo per venire a leggere ciò che scrivo è giusto che io risponda senza superbia.
    ciao
    ramon

  82. alessandro Says:

    ramon è vero che elettra deiana e linda santilli hanno firmato la mozione vendola?

  83. caro luca, è suggestivo pensare a golpe e complotti. ma la realtà è molto più semplice. una parte importante del gruppo dirigente del prc ha pensato di voler fare un nuovo partito. sapendo che nel corpo del partito non avrebbero avuto la maggioranza hanno avuto due verità. una per la stampa e una all’interno del partito. ed hanno pensato di fare il partito con la costituente e poi di sciogliere una rifondazione messa inginocchio e di fronte al fatto compiuto. ma la ciambella non è riuscita col buco.
    ciao
    ramon

  84. caro paolo (salerno est), ho già detto che ho contribuito a scrivere ed ho firmato il documento congressuale insieme a ferrero e grassi e barbarossa e nicotra e acerbo ecc ecc. mi ci riconosco e non vedo perché dovrei farne uno io da solo. i documenti sono emendabili e qualsiasi circolo può contribuire a dire la propria.
    ciao e grazie per le parole lusinghiere.
    ramon

  85. Davide Prc Sulcis Says:

    davide mi deludi profondamente.Vendola ha già fatto una vittima. se vincerà il congresso scioglierà immediatamente il partito in un contenitore socialdemocratico con mussi. Vendola è peggio di bertinotti giordano e alfonso gianni messi insieme!!!!!!

    VENDOLA=MORTE DEL PRC

    Caro alessandro,
    io penso che la tua visione sia troppo estremistica, non possiamo pensare male di tutti, altrimenti dovrei pensare che Ferrero fosse d’accordo al progetto di superamento del Prc,dato che era nella maggioranza del partito ed era pure ministro.Con 5 mozioni ritengo che non vincerà nessuno, ma che si dovrà arrivare ad un compromeso, essenziale, perchè senza dialogo costruttivo fra correnti ci sarà davvero la morte del Prc.

  86. prcarmerina Says:

    Caro Ramon, per giugno hai che fare? Noi abbiamo le amministrative in Sicilia, per qualche comizio nell’ennese ci staresti, se mi dai una mail qualcosa prima della fine di maggio ti faccio contattare dal mio resp fed.le organizzazione.
    Saluti

  87. alessandro Says:

    caro davide io non penso male di tutti e non sono estremista ma penso malissimo di VENDOLA(che ha già tradito il prc nel 95 votando a favore del governo dini

  88. Davide Prc Sulcis Says:

    Alessandro bisogna evitare qualsiasi tipo di scissione, chiunque vinca, dobbiamo salvare il partito, proviamo a mettere fine alle guerre interne.

  89. caro ares, mi ricordo eccome dell’occupazione di cui parli. del resto poche settimane fa ho incontrato mariano che ora vive a barcellona ed abbiamo rievocato quella lotta.
    comunque ripeto che a venezia non c’è mai stata l’idea di superare rifondazione. forse qualcuno l’aveva ma non l’ha certo detta allora. e poi la sinistra europea era cosa ben diversa dall’arcobaleno. ecco una citazione che luca ha postato qualche giorno fa qui sul blog: “La sinistra di alternativa si costruisce col fare e sul fare, fuori da ogni tentazione di cercare la soluzione in un qualche assemblaggio dei ceti politici dei partiti che stanno alla sinistra del listone” ti sembra che corrisponda alla sinistra arcobaleno?
    comunque il documento che ho firmato è esattamente in linea con ciò che dici.
    ne riparleremo.
    un abbraccio
    ramon

  90. Davide Prc Sulcis Says:

    Alessandro, è vero ciò che dici di Vendola riguardo al 1995, ti ripeto, non sono un suo fan, ma anche altri hanno commesso errori,non aggrappiamoci a queste cose, dobbiamo pensare al presente.

  91. prcarmerina Says:

    mail trovata in home.

  92. alessandro Says:

    davide credimi se vince vendola il prc non è solo morto ma anche sepolto con tanto di funerale nella CATTEDRALE DI BARI!!!!!

  93. caro costantino, se vincesse la mozione vendola giordano è certo che loro condurrebbero il partito in una costituente con sinistra democratica e che alla fine rifondazione si scioglierebbe. ma se così non fosse e rifondazione continuasse il proprio cammino tutte e tutti coloro che volessero partecipare lo potranno fare senza doversi cospargere il capo di cenere. del resto dubito che una piccola parte di rifondazione e sinistra democratica possano dar vita ad un micropartito socialista.
    un abbraccio
    ramon

  94. grazie alessandro

  95. cara carlotta, ma io ho esattamente lavorato alla terza via che tu dici. no alla costituente comunista o alla costituente di sinistra che sarebbero entrambe foriere di scissioni e spaccature ulteriori. si, invece, a continuare rifondazione e una politica unitaria di sinistra che non chieda a nessuno di sparire o di abiurare la propria identità.
    quindi non c’è bisogno di un’altra mozione.
    un abbraccio
    ramon

  96. caro antonio,. sono d’accordo e appena leggerai il documento vedrai che le troverai dentro.
    la rifondazione continua.
    ciao
    ramon

  97. ben detto luca. ovviamente non stai parlando del socialismo di chavez immagino.
    un abbraccio
    ramon

  98. eh si alessandro, alfonso, che per me è e resta compagno intelligentissimo ed intellettualmente onesto, ha sempre detto con la massima chiarezza che il prgetto era superare il prc in favore di un partito di sinistra. ora ha scritto il documento nel quale non c’è questa chiarezza ma giochi di parole che alludono (costituente).
    un abbraccio
    ramon

  99. Davide Prc Sulcis Says:

    Alessandro, io spero che il partito non si sciolga( sono sempre stato contrario alla Sinistra Arcobaleno) e che non ci siano scissioni.

  100. cara maria, le cose che scrivi sono vere ed interessanti. è proprio di queste che bisogna discutere al congresso.
    ciao
    ramon

  101. grazie pamela, ricostruzione perfetta.
    ramon

  102. luca è semplice la differenza. potremmo, e credo che dovremo molto presto, scendere in piazza contro berlusconi. fare un coordinamento per opporsi a berlusconi è cosa ben diversa dal fare una costiruente per fare un nuoivo partito.
    ciao
    ramon

  103. caro alessandro, il mio rispetto per bertinotti è totale. ma vorrei farti notare che è assolutamente antidemocratico andare in tv e dire cose non discusse da nessuna parte o che addirittura si sono negate negli organismi di partito.
    ciao

  104. caro gustavo, io sono abbastanza d’accordo con te sul partito che tu chiami orizzontaale. ma vorrei farti notare che per farlo bisogna che si discuta e che si voti. o pensi che qualche dirigente lo possa decidere senza una discussione democratica? a questo servono tesi o mozioni. e per quanto dura sia la discussione è pur sempre meglio di un leader che decide. o no?
    ciao
    ramon

  105. grazie massimiliano.

  106. Il gruppo Giovani Comuniste/i ed il circolo cittadino Rifondazione Comunista “Peppino Imopastato” di Piedimonte Matese, propone per la prima volta dalla sconfitta elettorale, un forum-on line con Claudio Grassi (Responsabile area interna “Essere Comunisti” Rifondazione Comunista) e Ramon Mantovani (Rifondazione Comunista).
    Il forum on line si terrà presso il sito internet dei Giovani Comunisti Piedimontesi dalle 19:30 alle 21:30 di martedì 13 maggio e verterà sui seguenti temi prinicpali:

    – Sinistra fuori dal Parlamento: Cause e Conseguenze
    – Ricostruzione della Sinistra: la nuova fase del prc
    – Come far valere le ragioni della Sinistra.

    Per poter partecipare è necessario registrarsi al sito http://www.gcpiedimonte.netsons.org e seguire le semplici istruzioni on-line.

  107. caro moltitudini, il teso delle mozioni vola certamente più in alto delle ricostruzioni giornalistiche. e il congresso è aperto ai contributi di tutte e tutti.
    un abbraccio

  108. cara sara, le riunioni servono a decidere, per esempio, se rifondazione in futuro dovrà essere come quella di genova o come quella dell’arcobaleno. che i giornali e la tv presentino le discussioni come lotte per il potere è normale. ma non è così.
    ciao
    ramon

  109. cara maria, la posizione di rifondazione sulla questione palestinese è stata ben detta da fabio amato che è il responsabile esteri di rifondazione. e io la condivido.
    ciao
    ramon

  110. grazie moltitudini, il dibattito però non è affatto tattico.
    ciao

  111. caro alessandro, russo e de cesaris hanno il diritto di presentare un loro documento. io ovviamente non condivido. ma non penso sia contro di noi per il semplice motivo che de cesaris ha abbandonato il gruppo di vendola perchè, come ha detto su qualche giornale ieri o l’altroieri, si è accorto che volevano dissolvere il partito.
    ciao

  112. caro nedd, non temere che non ci faremo mettere i piedi in testa. anche se noi però non vogliamo la rissa.
    grazie e ciao

  113. no alessandro io non mi auguro che nessuno abbandoni il partito

  114. Davide Prc Sulcis Says:

    Io prevedo uno stallo dopo il congresso, con le mozioni De Cesaris e Giannini decisive per la nuova maggioranza.

  115. grazie leone, ottima precisazione

  116. caro lorenzo, presto sarà pubblicato il regolamento e avrai tutte le tue risposte.

  117. ok pillai, buon lavoro a tutti noi.

  118. cara paola, non ne so nulla.

  119. d’accordo paolo

  120. caro davide, hai ragione ma nessuno può comprimere il diritto di chiunque di presentare un proprio documento.

  121. caro davide, se il partito deve essere ridotto a scegliere un nuovo leader perché è un buon comunicatore allora è davvero la fine.

  122. alessandro, con le nostre ragioni ed avendo evitato, con il regolamento, che arrivino i pullman di fans per votare finito il dibattito.

  123. ok luca, mi fa piacere il tuo commeto. la penso anch’io così.

  124. no michele, bisogna battersi. il prc esiste e la rifondazione continua.

  125. ben detto prc armerina

  126. davide davide, sui 5 documenti ho già detto. non credo proprio che falce e martello abbia in mente nessuna scissione. l’ernesto invece è d’accordo con la costituente comunista. se vincesse la mozione di vendola se ne andrebbero con diliberto, credo.
    ciao

  127. eh si moltitudini, hai ragione. è una degenerazione vera e propria.

  128. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro ramon,
    io non sono per niente fiducioso, abbiamo bisogno di un progetto, di radicamento, ma abbiamo bisogno anche di un buon comunicatore, perchè oggi la politica, anche se non ci piace ,purtroppo richiede questo.

  129. alessandro, non lo so, il giorno prima elettra aveva annunciato la firma sul documento russo de angelis. qualcosa nella notte sarà successo visto che la mattina seguente è cambiata la loro decisione. ma non so se hanno firmato il doc vendola, c’è tempo una settimana per farlo.
    ciao

  130. Davide Prc Sulcis Says:

    cao Ramon,
    non capisco che attrazione possa esercitare il progetto di Diliberto,già il fatto che Giannini e i suoi prendano in considerazione questa ipotesi è preoccupante.

  131. nessuna guerra davide e alessandro. bisogna far vincere rifondazione e non cacciare mai nessuno.

  132. caro prc armerina, la mie email è sul blog nella pagina scrivi email.
    comunque a giugno ci saranno molti congressi. ma in un giorno feriale…. vediamo.
    ciao

  133. che abbiamo bisogno di comunicare è vero, ma che debba essere segretario il più telegenico no! caro davide.

  134. ora chiudo. ciao a tutte e tutti.

  135. alessandro Says:

    sul sito della federazione romana c’è solo propaganda per vendola con tanto di video della sua “conferenza stampa” . e anche il sito nazionale è poco rassicurante .Ma possibile che nonostante tutto i bertinottiani abbiano ancora in mano le strutture del partito. Qualcuno sa dirmi da che pa rte sta Massimigliano smeriglio il segretario della federazione romana?

  136. alessandro Says:

    caro ramon ho letto lo scambio di battute tra alfio nicotra e i”giovani comunisti” ma possibile che siano tutti contro di noi? al congresso li avremo massicciamente contro o si tratta solo del comitato esecutivo?

    uoi darmi delucidazioni sulla situazione?Pensi che vendola possa avere influenza sulle loro scelte?

  137. Edoardo Pascarella Says:

    Davide Prc Sulcis Dice:
    12 Maggio, 2008 a 18:40
    caro Ramon,
    non capisco che attrazione possa esercitare il progetto di Diliberto,già il fatto che Giannini e i suoi prendano in considerazione questa ipotesi è preoccupante.

    Dopo non essere riuscito a distruggere il Partito della Rifondazione Comunista tra il 1998 ed il 2004, aiutato in questo dall’intera coalizione di centrosinistra (compreso il gruppo di Mussi), Diliberto ha costruito la sua proposta politica contando su un quadro istituzionale bipolare e non bipartitico in cui giocare l’utilità marginale del PDCI così come hanno fatto tutte le forze politiche volgarmente definite “cespugli” (Udeur, SDI, Verdi ecc.).
    Di fronte alla prevedibile trasformazione del quadro istituzionale conseguente alla nascita del Partito Democratico, chiaramente orientato a realizzare una drastica semplificazione del panorama politico ed a costruire, in prospettiva, un sistema a forte caratterizzazione bipartitica, i gruppi dirigenti dei cosiddetti “cespugli” sono stati costretti ad elaborare precipitosamente una strategia per la loro sopravvivenza trovando una possibile soluzione nella disponibilità del gruppo dirigente del PRC, già da tempo orientato a costruire un progetto che prevedesse il suo superamento in direzione della costruzione di una forza politica di sinistra, non più comunista, in grado di lanciare al PD una sfida per l’egemonia in un quadro però sostanzialmente unitario e governista, sul modello americano delle primarie, fatto proprio anche dal nostro Partito prima in Puglia con Vendola e poi per definire il leader dell’Unione a livello nazionale.
    Bertinotti ha quindi attivamente lavorato per far si che si creassero le condizioni per un’accelerazione di questo processo cercando, di sponda con i vertici del PD, di far saltare l’impostazione bipolare del sistema politico italiano attraverso l’approvazione di una nuova legge elettorale che oscillasse tra il sistema tedesco e quello spagnolo nel tentativo, comunque, di semplificare il sistema costringendo i piccoli partiti di sinistra ad accettare la sua egemonia e quella del suo più ristretto gruppo dirigente allargato ai vertici di sinistra democratica.
    Diliberto ormai costretto ad accettare la nuova prospettiva non si perde d’animo e diventa tra i più entusiasti sostenitori del progetto della Sinistra arcobaleno di cui apprezza soprattutto la prospettiva governista.
    Proprio nell’ottica di questa prospettiva avviene l’epurazione nei diversi partiti dell’arcobaleno di tutti quei soggetti che non garantiscono la loro disponibilità assoluta ad una futura alleanza con il PD.
    Dopo aver volentieri sacrificato sull’altare della fedeltà al governo prima il gruppo di Ferrando e poi quello di Turigliatto, nell’elaborazione delle liste si procede ad escludere gli ultimi residui di posizioni che rivendicano una maggiore autonomia del PRC tra cui i compagni dell’Ernesto e personalità più isolate ma significative come quella di Ramon Mantovani.
    Più in piccolo avviene la stessa cosa nel PDCI dove ad essere isolati sono i compagni che trovano un punto di riferimento in Marco Rizzo.

    La caduta anticipata del governo Prodi e la disfatta della Sinistra Arcobaleno (abbandonata al suo destino dal PD) non erano state assolutamente prese in considerazione.
    Un risultato modestamente accettabile (per esempio tale da consentire la nascita almeno di un gruppo parlamentare) avrebbe reso meno arduo il cammino per la creazione di un soggetto politico unitario.
    La catastrofe elettorale ha costretto invece i gruppi dirigenti dell’arcobaleno a fermare il processo unitario e a disporsi ad un’azione volta a confermare il controllo sulle loro rispettive organizzazioni. Controllo ora fortemente compromesso e minacciato da quelle minoranze che avevano contestato la deriva moderata del progetto della sinistra arcobaleno.
    Il grosso dei dissenzienti, collocato ben prima delle elezioni politiche su posizioni antigoverniste, propone e si schiera, ad eccezione di Ramon Mantovani, a favore di una Costituente Comunista.
    È questo il caso dei compagni dell’Ernesto nel PRC e di Marco Rizzo nel PDCI.
    Inizialmente Diliberto è ferocemente contrario ad una simile ipotesi in quanto, soprattutto, si pone sostanzialmente in una prospettiva di opposizione di lungo periodo che contraddice clamorosamente tutta la sua azione ed elaborazione politica degli ultimi anni.
    La nuova collocazione extraparlamentare e l’estrema marginalizzazione del suo peso politico lo portano però a individuare nella proposta della Costituente Comunista l’unica strada per lui percorribile per rimettere in gioco la sua organizzazione dandogli una prospettiva politica e così mantenere, di conseguenza, il controllo su di essa in attesa di tempi migliori.
    Così facendo Diliberto non solo depotenzia l’opposizione interna ma si candida a recitare un ruolo egemone nel processo di ricomposizione unitaria dei comunisti.
    L’area dell’Ernesto non avrebbe e non ha quindi alcun interesse ad assecondare i disegni di Diliberto ed è per questo che ha investito sin dal primo momento tutto il suo peso politico sul progetto trasversale lanciato dall’appello dei compagni di Firenze “Un Congresso per il rilancio dei movimenti e dell’autonomia del Prc” per portare TUTTO il PRC su una prospettiva di rilancio del Partito e di ricomposizione unitaria dei comunisti propedeutica ad una più ampia unità a sinistra.
    È evidente che questo percorso porterebbe ad equilibri diversi da quelli prospettati dall’ambigua proposta avanzata dal compagno Ferrero.
    Siccome io non mi fido di Ferrero (tra i principali responsabili della crisi del nostro Partito) sosterrò il documento unitario proposto dai compagni promotori dell’appello di Firenze, dall’Ernesto, da Controcorrente e da i compagni della ex mozione quattro che non hanno aderito a Sinistra Critica.
    Come andrà il Congresso è difficile da prevedere potrebbe però verificarsi il caso, per tenere insieme il Partito e rilanciarne la credibilità, di dover individuare una personalità non compromessa con il fallimentare disegno dell’arcobaleno e sufficientemente e credibilmente critica nei confronti della nostra esperienza governativa, contraria allo scioglimento del PRC ed a qualsiasi sua deriva leaderistica, che garantisca la ricollocazione all’opposizione del nostro Partito e la sua alternatività al PD e che sia in grado di garantire piena dignità politica e di espressione a tutte le sensibilità presenti nel Partito.
    In questo caso io un nome lo avrei… chissà che non tocchi proprio a lui salvare Rifondazione Comunista.

  138. alessandro Says:

    pascarella diliberto è in forte maggioranza nel pdci e rizzo non ha speranze. in quanto a te ti chiedo:se come credo la mozione grassi ferrero mantovani vincerà il congresso e probabilmente ferrero o grassi sarà segretario tu e l’ernesto lascierete il partito? in quanto a cremaschi non è più iscritto al prc e poi non ti sembra che eleggere segretario uche è legato a una esigua minoranza come i cosidetti autoconvocati(cioè l’ernesto non sarebbe molto democratico?

  139. Edoardo Pascarella Says:

    Io non credo che la mozione Ferrero, Grassi, Mantovani riesca ad ottenere la maggioranza assoluta al Congresso.
    Ovviamente, essendo l’ultima ruota del carro, posso parlare solo per me e non per i compagni dell’Ernesto. Una Costituente Comunista per me ha senso solo nel caso in cui TUTTO il PRC vi partecipi o che si proceda, come qualcuno vorrebbe (vedi Vendola), allo scioglimento del Partito della Rifondazione Comunista.
    Per quanto riguarda il prossimo Segretario del Partito (ammesso che si riesca a salvare il Partito) non pensavo assolutamente a Cremaschi ma, e non scherzo affatto, proprio a Ramon Mantovani. Chissà…

  140. alessandro Says:

    ramon c’è una agghiacciante intervista di vendola su liberazione il quale ,dopo aver insultato ferrero, lanci un appello al rigonfiamento delle tessere in vista del congresso. So che non sarai d’accordo ma io auspico che un simile figuro lasci il partito dopo aver perso il congresso

  141. alessandro Says:

    pascarella su ramon siamo d’accordo .ma lui non vuole la costituente comunista . in ogni caso se il tuo auspicio è che ramon sia segretario perchè non sostieni il documento che lui ha firmato?

  142. Edoardo Pascarella Says:

    Alessandro se vuoi salvare Rifondazione Comunista perchè non sostieni la mozione dell’Ernesto?
    Ciao e buona gionata!

  143. alessandro Says:

    pascarella è difficile salvare il prc se lo si vuole sciogliere nella costituente comunista non credi?

  144. prcarmerina Says:

    ragioniamo da materialisti: oggi chi può vincere e permetterci di salvare il partito? La mozione Ferrero, Grassi, Mantovani (a propostio bisognerà utilisticamente mettere come primo firmatario uno conosciuto, non Acerbo). La mzozione dell’ernesto che fa la scissione? Perchè se non ci va tutto il PRC è solo un PdCI allargato. Poi alla riunificazione dei comunisti occorre arrivarci con la nostra cultura politica, con la nostra elaborazione, non con la cultura politica di un governista – Diliberto – moderato, “unionista” (nel senso de LUnione) e scissionista che ogni tanto per dare una virata a sinistra si rifugia dietro la salma del povero Vladimir Ulianov.

  145. carissimi, non cominciamo a parlare di segretari eventuali, e comunque io non faccio parte della partita, e concentriamoci sulla politica. non esistono persone salvifiche. solo la politica può salvarci.
    caro edoardo, molte cose che dici sono plausibili, ma temo tu sia sulla strada sbagliata sulla prospettiva della mozione dell’Ernesto. Non è un caso che volessero uno slittamento del congresso in autunno. e se ti leggi il loro documento del penultimo cpn ci troverai l’idea della ricostruzione di un partito comunista, alias riunificazione o costituente con il pdci.
    la mozione sarà firmata in ordine alfabetico. niente capi o leader fra di noi.
    ciao
    ramon

  146. ATTENZIONE
    nei giorni scorsi alcuni lettori del blog hanno postato commenti che il server ha catalogato come spam sottoponendoli all’autorizzazione per la pubblicazione.
    il motivo è che contenevano due o più link ad altri siti.
    ovviamente li ho autorizzati, appena me ne sono accorto.
    per cui consiglio vivamente di non postare commenti con più di un link.
    grazie
    ramon

  147. caro Ramon,

    la piega che sta prendendo il congresso non mi piace per niente.
    Ho appena letto il tuo ultimo articolo e lo condivido totalmente. L’idea di firmare la mozione in ordine alfabetico è giustissima e credo che non sia un solo fatto di forma ma anche di sostanza.
    Se dobbiamo fare un congresso che si basi esclusivamente sul personalismo e sull'”uomo forte” salvatore del partito, penso che non si andrà lontano.
    Sfortunatamente il leaderismo ha permeato anche noi….speriamo bene.
    un abbraccio
    Laura

  148. alessandro Says:

    ramon peccato che non si possa commentare il blog dell’ intervista a vendola . caro ramon però è inutile lamentarsi sapendo che il direttore di liberazione predica da anni lo scioglimento di liberazione. Andrebbe cacciato e sostituito con un direttore di garanzia in vista del congresso.
    Anche perchè fa un giornale che fa schifo. certo anche la deferenza modello bruno vespa dell’intervistatore da il voltastomaco

  149. alessandro Says:

    Al posto di “scioglimento di liberazione” volevo dire “scioglimento di rifondazione”

  150. Leone Condemi Says:

    Caro Ramon, ho letto anch’io come Alessandro il tuo articolo, concordo, è faccio anche una riflessione storica, siamo nella situazione del 1924 (congresso di Lione), i bertinottiani si comportano come Tasca e Graziadei, voglio nientedimeno e niente di più che sciogliere il partito e creare un partito socialdemocratico, l’Ernesto, come Bordiga si rinchiude in se stesso, ma vuole un partito comunista, noi, poichè io mi riconosco nella mozione, (Ho letto la bozza e per me va bene, anche se metterei in chiaro che bisogna stare più a contato con gli operai, indicando anche come mezzo il fatto che i circoli devono diventare luoghi di aggregazione dei lavoratori anche non iscritti) siamo nella posizione del centro di Gramsci e Terracini, i più coerenti, si al coordinamento con le altre forze di sinistra, quasi come un fronte popolare ma senza intaccare la particolarità del nostro partito, quindi nel malaugurato caso la mozione non avesse la maggioranza al congresso , perchè non tentare un accordo con tutti coloro che non voglio lasciare il partito in mano ai bertinottiani? il pericolo, meglio l’avversario da battere sono i bertinottiani.
    Saluti Comunisti
    Leone “Bordiga” Condemi

  151. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro edoardo,
    non so se tutti quelli dell’ ernesto abbiano la tua stessa opinione, nel partito gira la voce che l’ernesto voglia aderire alla costituente comunista di Diliberto, che è andato via dal Prc per fondare un partito a sua immagine e somiglianza.Rizzo verrà fatto fuori se si mette contro diliberto, come è successo a Cossutta.In un partito come quello o stai con Diliberto o sei fuori,meglio lavorare tutti insieme per il Prc.
    Ciao Davide

  152. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro Alessandro,
    concordo con te su Sansonetti e sul giornale del partito, ma se è ancora li vuol dire che a molti nel partito (a prescindere dalle correnti) sta bene così.
    Ciao davide

  153. Il problema di liberazione và risolto
    non si può continuare ad avere un giornale che non sia equo.
    E’ innammissibile…
    Mi verrebbe da lanciare una provocazione: i militanti, gli iscritti, del partito chiedono al direttore di liberazione trasparenza e equità
    ALTRIMENTI NON COMPRIAMO PIU’ IL GIORNALE.
    SALUTI E BACI

    P.S VI ANNUNCIAMO CHE CANDIDIAMO COME SEGRETARIO PADRE PIO! OH LUI CON I MIRACOLI CI SA’ FARE 🙂

    BACI

  154. Davide Prc Sulcis Says:

    cara pamela,
    ma quanti compagni comprano liberazione? per me è opinione comune tra i miltanti che non sia un buon giornale,e non da oggi.
    ciao davide

  155. prcarmerina Says:

    “Scioglimento di Liberazione” non è male, magari “rifondazione di Liberazione”.
    Sulla questione dei firmatari non sarebbe però una cattiva idea se il primo firmatario fosse Ferrero e gli altri in ordine alfabetico, sappiamo tutti che nei congressi di circolo nessuno dice il nome della mozione (nome che dovrà essere chiaro, breve e convincente comunque), ma il nome del primo firmatario, io quando nel 2004 fui presentatore di mozione ne trovai 5 o sei in tutto che conoscevano il nome della mozione 1. Comunque hai fatto been a non mettere commenti sull’articolo di sopra, già mi sono venute in mente quattro o cinque bestemmie.

  156. Liberazione è un giornale illeggibile da molti anni. Personalmente non lo compro più dal 2000, da quando Cannavò equiparava i giovani di Otpor ai compagni del nascente movimento dei movimenti. Dei suoi giornalisti so poco o nulla, tranne il fatto che, mi sembra di capire, definirli comunisti equivale ad insultarli. Ce n’è una in particolare, di cui ora non ricordo il nome, che in questi anni si è dilettata a scagliarsi contro Cuba scrivendo articoli vergognosi. Nel sassata di Ramon Mantovani leggo di un giornalista inginocchiato che risponde al nome di Anubi. Quello me lo ricordo. Leader della pantera prima e dei GC poi, delfino di Bertinotti fino al 95, poi soppiantato dal più pacato Gennaro Migliore, me lo ritrovai a Bologna a braccetto con Casarini, schifato del partito, all’epoca del NoOcse. Non ho capito come cotanto ribrezzo nei confronti del Prc sia poi stato superato, sta di fatto che adesso ce lo ritroviamo giornalista embedded in forze alla corazzata Vendola. Boh! Le vie di Rifondazione e di Liberazione sono davvero infinite! Npn bastassero la Giavazzi e Valentini, anche fra la carta stampata i saltatori della quaglia impazzano!
    Riguardo a Sansonetti, la penso come Crippa: che lo si tolga dall’imbarazzo di dirigere un giornale comunista, lui che con il comunismo non ha più nulla a che spartire! Del resto, se il congresso lo vincono i bertinottiani, non ci sarà neanche bisogno di cacciarlo….

  157. carissima serena,
    cotale “ribrezzo”, come tu hai interpretato le convinzioni che praticavo a bracetto con Casarini come l’intero gruppo dirigente dei GC dell’epoca all’epoca del “NoOcse” – non so se ti ricordi, qualche tempo dopo ci fu un certo G8 a Genova… o non c’eri? io, fu dopo Genova che me ne andai dal giornale, per fare altro – l’ho “superato” nel seguente modo: dimettendomi dalla carica di direzione che avevo nel 2004, dopo la scelta di Bertinotti contro D’Erme al Parlamento Europeo. E poi da qualsiasi incarico e licendiandomi dal posto di lavoro, con relativo stipendio, presso il partito, quando Bertinotti dichiarò durante il rapimento delle due Simone che l’impegno per la loro liberazione veniva prima della divisione sulla guerra.
    A Liberazione, infatti, sono rientrato nel 2006, prima delle elezioni: e ho ottenuto un contratto regolare alla fine dell’anno, lavorando agli Esteri: sicché delle mie qualità di “giornalista inginocchiato” (o come dici tu, “embedded”) poté godere il compagno Ramon Mantovani, all’epoca in cui “dava la linea” sull’Afghanistan – e poi anche quando ha parlato contro le scelte del Partito di permanenza nel governo, sul welfare: sempre lo stesso “giornalista inginocchiato” ha raccolto, redatto e firmato le sue interviste…
    comunque a Ramon ho già comunicato come replicherò alla sua diffamazione: denunciandola come tale, querelandolo.
    che volete farci, sono prevedibili effetti collaterali dell’imborghesimento…
    a Ramon ho anche comunicato qual è il mio particolare obbiettivo: divertirmi a sentire la sua difesa dimostrare la mia qualità di “inginocchiato” provando a dedurla dalle domande dell’intervista a Vendola; e nel raffronto con le interviste precedenti a Ramon, nonché con la mia biografia politica nel Partito e nel giornale.

    bye bye

  158. Caro Anubi,
    francamente, il tuo percorso mi sembra abbastanza incoerente, come quello di tanti altri GC e dirigenti di questo partito del resto. Ma sta tutto nella normalità delle cose, non c’è di che stupirisi. Ritornare da movimentista nel 2006, per poi fare il trombettiere di uno come Bertinotti e dei suoi corifei, rei di aver proprio quel movimento dimenticato, mi sembra abbastanza eclatante, in negativo. Contento tu. Ciò detto io a Genova c’ero, insiema ad altre 300.000 persone, che non hanno costruito, a differenza di altri, le proprie fortune politiche o i propri stipendi grazie a quell’esperienza. C’ero in via tolemaide, c’ero alla foce con il servizio d’ordine del partito e i tondini incrostati di salsedine fornitici dalla federazione di genova, e c’ero pure 6 mesi dopo alla prima manifestazione. In questo partito ci sono stata da militante, con disinteressata passione per tanti anni, altre persone non mi sembra abbiano fatto altrettanto. Per il resto: che la GIUSTIZIA BORGHESE ci salvi dalle diffamazioni! Se ormai siamo arrivati a questo nel Prc, c’è poco d’aggiungere.

  159. SERENAAAAAAA… (come scriverebbe il titolare del blog)

    forse non ci siamo capiti:

    1) io sono già serissimamente arrabbiato per la diffamazione di ramon e sbollirò solo nel modo che ho detto;

    2) la giustizia è borghese come lo stato, che fino a prova del contrario paga le sedi del Partito, gli stipendi dei funzionari del Partito ed è organizzato in una democrazia parlamentare (nel passato) piuttosto frequentata dal Partito medesimo, come sa bene per essere stato prluriparlamentare del Prc (oltre che funzionario e dirigente: non so di altro) Ramon Mantovani: il quale dunque, essendo stato legislatore e percependo i conseguenti privilegi stabiliti per legge, sa bene cosa sono le leggi;

    3) se vuoi te lo spiego con un disegno, ma proverò ancora con le parole: PRIMA di Genova io ero dirigente dei GC e caporedattore anziano a Liberazione – DOPO Genova io me ne sono andato dal giornale, ho campato di assegno di disoccupazione per alcuni mesi mentre gestivo il coordinamento dei Disobbedienti, quindi il Parito mi ha proposto di formalizzare un ruolo “cerniera” e mi ha riassunto, presso la direzione, con contratto giornalistico – da questo lavoro e da questo stipendio, con il quale ho foraggiato compagne e compagni di tutt’Italia e del mondo e finanziato azioni, manifesti, manifestazioni – mi sono licenziato nel 2004 in dissenso PUBBLICO con tale Bertinotti Fausto, quando era segretario del Prc e preprava il congresso di Venezia (do you remember, Ramon?), e non dopo, quando tolse l’incomodo, essendomi già dimesso da coordinatore della “area movimenti” della direzione – a Liberazione, dopo aver esaurito l’anno e mezzo di disoccupazione a mezzo salario, sono rientrato da non iscritto, come tale ci ho lavorato e sotto una gestione che non solo si è concessa di criticare Cuba sui diritti umani ma ha condotto una campagna frontale e continua contro il veltronismo e ha titolato per ben due volte, in prima pagina, “Domanda proibita: perché restiamo in questo governo?” (so che è un rompicapo che siamo stati antigovernisti e insieme per un soggetto nuovo: ma è un problema di chi ci si rompe il capo)

    4) in questa veste ho intervistato varie volte Ramon, una memorabile in cui parlava della “corretta” linea sull’Afghanistan, che non solo partiva dalla prima pagina ma ne era l’apertura, e poi altre (una delle quali ancora con partenza in prima: faccio notare che Nichi ha avuto molto spazio ma meno dello spazio odierno della Stampa, e solo un richiamo in prima) quando invece Ramon stesso era “dissidente”, come dice lui, interviste per dare voce alla sua critica sulla permanenza al governo al tempo del protocollo sul welfare – evidentemente, all’epoca, ero sdraiato, non inginocchiato – evidentemente c’è qualcun altro, qui, che ha problemi di coerenza, almeno in punto di concezione del ruolo del giornale – evidentemente, in alternativa, Ramon aveva potuto leggere anticipatamente l’intervista di Claudio Sabelli Fioretti sulla “Bugiarda” torinese di oggi e mi ha confuso con lui…

    4) io con le ginocchia, da adesso in poi, farò solo questo: tirare ginocchiate, naturalmente metaforiche (comunque più corrette delle sassate), a chi pensa di fare battaglia politica passando come un carro armato sopra alla verità e alla concretezza delle vita delle persone. da qualunque parte si schieri.

    adieu

  160. Sì insomma, è finita la fase della rivoluzione intergalattica e inizia quella delle querele. Grazie per l’esaustiva nota biografica. Au revoir.

  161. prcarmerina Says:

    Risolver ei contrasti con i compagni con le querele è da infami, al di là dei torti e delle ragioni, risolvere le questini tra compagni coi tribunali è un qualcosa di inqualificabile.

  162. prcarmenina,

    tanto per chiarire: non so dalle parti tue (anche se credo di intuire qualcosa…) ma dalle parti mie, cioè a Roma, INFAMI è un parola di significato preciso.
    e se la si abusa, essendo quel significato pesante, rilevante per le vite delle persone, si fa un atto grave: che ha conseguenze molto precise.
    te lo dico perché non vorrei mai che tu tornassi ad abusarne con qualcun altro, di persona, dovendo così di persona comprendere quali siano quelle conseguenze.

    serena:
    no, no:la rivoluzione intergalattica ce l’ha tradotta Ramona fra i primi, quando quelle come te davano del piccolo borghese al Sup Marcos.
    la fase delle querele (galera compresa) per me è cominciata da tre lustri e non è mai finita, nelle vesti di querelato o imputato: ora mi prendo la soddisfazione di coinvolgervi anche un insigne dirigente comunista.
    comunque: au revoir? e perché mai?

  163. prcarmerina Says:

    Cioe quereli pure a me, dalle parti mie vuol dire più o meno quello che vuol dire dalle parti tue. Lo dico anche di persone a chi ritengo lo meriti, non è un attacco personale, semplicemte meglio dargli un pugno che andare per tribunali.

  164. prcarmerina,

    non posso che ribadirti il mio forte timore per le tue future esperienze in materia…

  165. eh beh, certo queste sono soddisfazioni, vuoi mettere….
    au revoir perchè in qualche altra manifestazione ti rivedrò, ma mica è detto che ci dobbiamo conoscere o salutare. per carità.

  166. serana,
    ecco, su questo sono d’accordo…

  167. prcarmerina Says:

    I cazzotti li piglio, non ho problemi, per dire quello che penso li prendo.

  168. prcarmerina,
    diceva una tale, per una volta avendo ragione: chi parla male, pensa male…
    poi tu pensa un po’ quel che ti pare, il masochismo è una libera scelta.

  169. prcarmerina Says:

    Vabbè ci conosciamo da tre secondi e ci odiamo, ma io sono della fazione degli antichi, quelli che odiano, i non non violenti.
    Il detto del pensa male non lo conosco, non capisco in cosa sono masochista, semplicemente per me sarebbe moralmente impossbile risolve una controversia per mezzi legali. Poi fai tu, in Italia tanto viene inserito quesi tutto nel diritto di critica.

  170. prcarmerina,
    non dovresti aver bisogno di detti per capire che le parole bisogna pesarle.
    e non devi essere un genio per capire che qui non di controversia si tratta, ma di insulto, diffamazione: «giornalista inginocchiato» è una definizione che colpisce la mia vita pratica, materiale, e la mia dignità. non una posizione politica. punto.

  171. prcarmerina Says:

    E gli rispondi cacchio! Man sai nel mio circolo e nella mia federazione quante querele dovrei fare, l’altro giorno un compagno mi ha minacciato in maniera velata dicendomi: “stai attento etc. etc” ieri ci siamo stretti la mano.
    Comunque il giudizio su Liberazione è condivisibile, io lo compro solo perchè militante, ma la metà degli articoli sono da mettere nel cestino.
    Poi io il detto non l’ho capito, è un limite mio.

  172. prcarmerina,
    ti sfuggono troppe cose.
    c’è una bella differenza tra una scambio di improperi in una discussione politica e una diffamazione esercitata da un autore nel suo blog: un sito ad accesso libero, che rientra nella definizione di “media”. peraltro, trattandosi d’un dirigente del partito, in campo per la vittoria nel congresso dello stesso, che si rivolge così contro un redattore del giornale che dal partito dipende…
    io ieri ho bloccato una lettera delle redattrici e dei redattori presenti al giornale, di solidarietà e di risposta alla “sassata” di Ramon per quella frase: l’ho fatto perché personalmente trovo scorretto usare il giornale contro un blog. poi non so se insisteranno. ma io rispondo per me: e personalmente mi sento diffamato, quindi agisco di conseguenza. ri-punto.

  173. prcarmerina Says:

    Vabbè, però il vittimismo di quelli della parte vostra non lo riesco a capire, come Giordano che si lamenta della cultura del sospetto, come Migliore che strepita per mettere nel Comitato di Gestione gli astenuti “che avevano motivato politicamente”, le frasi contro Ferrero, io ne ho visti tanti di bertinottinai di ferro, la mia ex segretaria di federazione (magari l’hai vista in qualche CPN) la Dell’Area, bertinottiana fino alla morte, un congresso il VI fatto non ti dico come e con quale violenza, una conduzione del partito con la costante logica “o con me o contro di me”, quando il Partito è uscito dalla giunta provinciale lei è uscita dal partito. E gli esempi sarebbero tanti. Compreso un giornale schierato senza se e senza ma con la “linea”, con un direttore che non ha manco la tessera del Partito…

  174. prcarmerina Says:

    Ti saluto che devo andare in sezione che c’abbiamo le amministrative, niente di personale, ma a casa mia non si querela mai.S.C., Roberto

  175. Anubi devi sapere che molti compagni in questi mesi ma diciamo in questo ultimo annetto sono stati messi in disparte o addirittura allontanati solo perchè legittimamente non condividevano una linea perpetrata con una scientificità disarmante da poche persone e appoggiata caldeggiata e alimentata da un giornale che dovrebbe essere patrimonio di tutti gli iscritti.
    Molti di questi compagni ora che tante cose si stanno rimettendo in discussione si aspettevano e si aspetterebbero che una volta scoffitta la linea che ha lacerato così profondamente la “comunita”, il caldeggiamento e il tifo sarebbero venuti meno.
    E invece no, si pesta sull’accelleratore si continuano ad umiliare le aspettative di tante persone e lo si fa anche con una certa arroganza.
    Vedi io non ce lo con te d’altra parte le affermazioni sono di Vendola, ma ti chiedo:” non ti è mai balenato per la testa che facendo quell’intervista più che fare piacere a Vendola avresti fatto incazzare molti compagni???????”
    Secondo me ti è balenato e come ma hai deciso di fare l’intervista come ti è piaciuto seguendo la linea di Sansonetti”
    Ti potevi rifiutare di farla? secondo me si
    POtevi fare delle domande un po’ più scomode? secondo me si
    Ma non lo hai fatto, perchè ………perchè secondo me sei convinto che ha ragione Vendola ed è lui l’unico che i lettori o i compagni devono seguire.
    Se la tua posizione è questa non ti meravigliare che qualcuno si incazzi ( e non parlo di Ramon).
    Ma lo sai quanti compagni si sono sentiti oltraggiati e umiliati da quell’intervista?
    Vedi tu ora hai deciso di querelare Ramon, ma lo sai quanti compagni vorrebbero querelare Vendola, Sansonetti e liberazione tutta????
    rifletti su questa ultima domanda,

    ciao

    Luca

  176. Edoardo Pascarella Says:

    Scusate ma avrei bisogno di una informazione.
    Se dovessi dare della MERDA ad Anubi D’AVOSSA LUSSURGIU a quali problemi di ordine giuridico e penale potrei andare incontro?
    In modo da potermi regolare perché, non lo nego, ne sono fortemente tentato.
    Spero che capirete… ho moglie e figli a carico!

  177. Da buon disobba Anubi passa alla minaccia fisica contro chi gli dà dell’infame. Querela borghese e giustizia di strada. Che bel mix… Salutami Casarini.

  178. Luca,

    evidentemente viviamo in universi paralleli:
    querelare Vendola, me, Sansonetti e Liberazione per quell’intervista?!
    e su che basi, scusa?!
    ha forse titolato Liberazione: “Intervista a Nichi Vendola, terrore dei comunisti inginocchiati all’identità”?
    ho forse scritto io nelle domande: “Nikita, che ne pensi di questi comunisti inginocchiati ecc.”?
    ha forse Vendola risposto: “Certo, questi compagni che stanno inginocchiati ecc.”?
    e poi, scusa: secondo te che ragioni avrei avuto a rifiutare d’intervistare Vendola? la previsione che semplicemente intervistarlo avrebbe fatto “incazzare i compagni”? non intervistiamo più nessuno, allora? quanti compagni secondo te si sono “incazzati” in più o in meno degli altri, a leggere le interviste a Ferrero, Grassi e Ramon? quanti compagni si incazzeranno venerdì a leggere la nuova intervista, ancora, a Ferrero?
    e inoltre: potevo fare domande “più scomode”? del tipo? c’era una dialettica maggiore e migliore di quella stabilita riportando in tutte le prime domande gli argomenti della parte contrapposta nel dibattito? ma già: secondo Ramon, proprio questo avrebbe consentito a Vendola di “stravolgere, mentire”… mentre quando si intervista lui e magari l’intervista comincia omaggiando il suo blog, quello è il giornalismo che gli (vi?) piace…

    edoardo pascarella:
    tu puoi dire di me un po’ quello che ti pare, vale l’adagio morettiano già citato.
    se senti un sì impellente impulso alla coprolalia, non sarò certo io a dirti se ti può essere utile quella recente scoperta, la psicanalisi…
    anyway, non sono uso querelare alcuno. se lo faccio con Ramon, è per quella gerarchia oggettiva di ruoli che ho già illustrato – lui dirigente del Prc in campo per la vittoria nel suo congresso, io dipendente del giornale edito dal Prc – che rende la sua diffamazione particolarmente lesiva della mia condizione personale e della mia dignità.
    un figlio ce l’ho anch’io, perciò non permetto a nessuno di calpestare impunemente la mia vita.

    masaccio:
    vedi, tu come Serena rappresenti un problema non per me, ma per Ramon. a proposito di coerenza…: ritrovarsi con quelli che non solo ieri dileggiavano un pezzo di movimento, ma continuano a farlo tuttora, ex post. un bel problemino, a proposito dei voli pindarici su chi cavalca o meno abusivamente l’innovazione e la stagione dei movimenti e il fare società eccetera eccetera eccetera.

  179. accidenti, che vespaio. non credevo davvero!
    vediamo….
    ho scritto la sassata perché veramente infuriato per l’operazione fatta da liberazione. chiunque frequenti il blog sa che le sassate non sono articoli commentabili e che hanno uno stile “incazzato” e astioso.
    ieri sera ho letto una email di anubi nella quale mi preannunciava una querela. mah! sinceramente l’ho presa come uno scherzo di anubi. mi dava del lei e mi diceva che mi avrebbe querelato per divertirsi ad ascoltare le motivazioni che avrei addotto per il giudizio di inginocchiato.
    a quanto leggo qui, però, non sembra si tratti di uno scherzo.
    ovviamente anubi è liberissimo di querelarmi se lo vuole. francamente mi sembra difficile far passare il termine inginocchiato per una diffamazione. si tratta di un giudizio, che, capisco, può anche ferire e far incazzare. ma resta un giudizio circoscritto all’intervista di vendola. certo se avessi anche solo pensato che anubi l’avrebbe presa come un giudizio sulla sua vita non l’avrei scritto. per il semplice motivo che non lo penso.
    con anubi ho condiviso tante cose, e lui lo può testimoniare, abbiamo spesso litigato e ancor più spesso condiviso posizioni politiche e battaglie.
    oggi, a quanto pare, siamo su due sponde diverse in una battaglia importante. spero che anubi non lo neghi.
    ribadisco che trovo profondamente scorretto che il giornale, che dovrebbe essere di tutti, diventi lo strumento di una parte del partito per impostare la battaglia congressuale in modo da avere una rendita di posizione molto, troppo, grande.
    vendola non ha parlato al cpn, ma il giorno dopo liberazione lo intervista da candidato alla segreteria.
    nel nostro partito non ci si candida alla segreteria, si viene candidati quando è finito il congresso al nuovo cpn.
    che la stampa, o la repubblica o altri siano ben felici di descrivere la dialettica interna di rifondazione come la competizione fra due persone per il posto di segretario non mi meraviglia. anzi. che lo faccia liberazione non lo trovo accettabile. certo ora, per par condicio, sarà intervistato ferrero e saranno intervistati altri. ma intanto si passa, nei fatti, ad una discussione sulle persone che si parlano attraverso interviste, invece che ad una discussione politica. ed è questo il senso dell’operazione politica. se anubi ha fatto l’intervista in quel modo penso condivida questa operazione. me ne dolgo e la cosa mi fa arrabbiare.
    mi sbaglierò, ma la vedo così.
    all’anubi ferito ed offeso vorrei dire che mi spiace sul piano umano e gli chiedo scusa. conoscendomi sa bene che non lo dico per via della querela. io qualche giorno fa ho rilasciato un’intervista a liberazione. il giorno dopo è stata pubblicata una dichiarazione di giordano che mi accusa di avere la cultura del sospetto, di avere una cultura nefasta ed altre cose ancora. non mi sono nemmeno sognato di reagire come anubi. personalmente, nel corso degli anni, ho ricevuto offese, vere diffamazioni da parte di giornalisti ed esponenti della destra e non solo. ho minacciato, anche perché la minaccia era frutto di una decisione della segreteria del partito, di sporgere querela una sola volta in vita mia. contro il foglio di ferrara. per fortuna non è stato necessario perché ferrara si è scusato e mi ha concesso un’intervista. mi è anche capitato di non poter scrivere su liberazione per circa due anni visto che una direzione molto solerte (inginocchiata?) riteneva di dovermi tacitare visto che volevo costruire una mia corrente. anubi sa di che parlo. come testimone intendo. cosa era successo? semplicemente che avendo criticato bertinotti per qualcuno/a non potevo averlo fatto che per lo scopo di cui sopra e non semplicemente perché trovavo e trovo giusto dire la mia opinione sempre nel modo più chiaro possibile. mi è capitato di votare in dissenso su una mozione importante dell’opposizione durante il governo berlusconi e di essere ridicolizzato su liberazione. cosa ho fatto in risposta? nulla, ho subito e punto.
    potrei continuare. spero solo che anubi capisca il mio stato d’animo come io credo di capire il suo.
    insomma, che dire….
    ma no, non ho altro da dire.

    ramon

  180. Avrei una domanda per Anubi:

    Come giudichi il comportamento di Nichi Vendola, che non interviene nel Cpn, ma annuncia, urbi et orbi, la sua candidatura alla segreteria del PRC in una conferenza stampa?

  181. Ermanno Seri Says:

    Avendo stima dell’inttelligenza giornalistica di Anubi, penso che il pezzo sia stato pensato per benino. Non credo che ci sia qualcosa da rimproverare ad un guirnalista che fa il suo lavoro. Immagino che Sansonetti abbia più responsabilità di uno stipendiato dal giornale. Così oggi su Liberazione si può leggere la risposta della Fantozzi all’intervista di Vendola che democraticamente è stat messa a pag. 21. Immaginiamo quindi lo stesso trattamento riservato al futuro leader del partito (sempre se la sua mozione avrà la maggioranza e se il cpn eletto dal congresso lo eleggerà segretario nazonale) cioè occhiello e seconda pagina dell’interlocutore di un’altro documento.

    Liberazione: Cosa pensa della autocandidatura di Vendola a segretario del partito?
    Comunista Identitario: Penso che il presidenzialismo sia una cultura nefasta i cui effetti si vedono anche nel partito. L’indicazione del premier non è prevista dallo statuto del Partito (la prego di scrivere partito con la maiuscola).
    Liberazione: Come farà Vendola a conciliare Prsidenza della Puglia e segreteria nazionale?
    Comunista Identitario: Il conflitto d’interessi in Italia non è mai stato risolto e quindi è un non-problema.
    Liberazione: Non pensa Comunista Identitario, che come afferma il Vendola “Il comunismo è una domanda, non un modello”?
    Comunista Identitario: Marx (le sillabo il nome così da non errare M-A-R-X) affermava che formulare bene una domanda è già iniziare la risposta. Se la domanda è comunismo (può evitare la maiuscola dato che mi riferisco ad un movimento storico) allora si comincia ad intravedere la soluzione. Se invece il Vendola interpreta la domanda “comunismo” come un orizzonte valoriale, simbolico o puramente di ricerca allora mi permetta di sottolineare la sua perfetta continuità con l’approccio che noi Comunisti Identitari chiamiamo terzointernazionalista, intendendo lo spostamento della realizzazione di una società di uguali da venire, nel frattempo ogni tattica è possibile. Anche la più contraddittoria. Io che ho letto Marx (M-A-R-X) credo nel “movimento reale che cambia lo stato di cose presente”. Cioè: siamo ciò che facciamo da subito e da questo costruiamo prodromi di società. Le faccio un esempio: se voglio costruire una società dove tutti e tutte possono incidere nei processi decisionali cerco di esaltare la comunanza e di lavorare sulle diversità. Faccio cioè un congresso a tesi emendabili. Il modello è quello di un wiki anti litteram. Se invece voglio che le truppe siano solo chiamate a schierarsi indico un leader e scavo trincee congressuali nel più tipico stile militare. Da una parte i miei, dall’altra i vostri. E’ la non violenza bellezza e tu non puoi farci niente.
    Liberazione: la ringraziamo per le sue affermazioni. Un ultima domanda: anche lei andrà da Padre Pio?
    Comunista Identitario: I fenomeni culturali popolari c’interogano sempre sui sentimenti della gente a cui noi facciamo riferimento. Certo che servirebbe maggiore sobrietà se si è un personaggio pubblico. Vendola però a un precedente: il viaggio in jet per andare all’eremo di Bertinotti. A proposito Vendola da eletto prenderà il nome di Bertinotti II? (Non la scriva questa è la tipica battuta comunistaccia)

  182. alessandro Says:

    ramon ti do la mia piena solidarietà Sono veramente senza parole…..

  183. federico Says:

    Sinceramente, da recente ex rifondarolo che sta cercando la propria collocazione nel panorama politico, lstarei attento alle “sassate”, che ogni tanto scappano a tutti, ma sicuramente eviterei querele.
    Insomma c’è dell’altro di cui parlare.
    I dirigenti responsabili del disastro (chi più chi meno ma vale per tutta la maggioranza di venezia) avrebbero semplicemente fare un minimo di autocritica e qualche passo indietro.
    Si sarebbe dovuto avviare la discussione e anche il dibattito congressula aprendo a tutti ciò che ci ruota intorno. Anche derogando allo statuto, che tanto negli ultimi anni è diventato una sorta di carta straccia proprio grazie a questi dirigenti.
    Perché se qualcuno aveva qualche dubbio da un po’ di tempo, come certificato dalle elezioni, Rifondazione non esiste più.
    Non perché siano spariti i dirigenti. quelli, si sa, abbondano sempre. Ma perché sono spariti i militanti, i circoli. Estromessi da una politica di vertice, che ha annullato la partecipazione e umiliato i compagni, estromettendo ogni voce dissidente.
    E in questo la complicità è stata ampia (Liberazione compresa).

    Io non ho soluzioni pre-confezionate. Sento carente la mia analisi e, di conseguenza, ancora di più la mia proposta.
    Per questo serviva dibattere, dibattere, dibattere.
    E poi avviarci a un congresso ed eventualmente scontrarci.
    L’impressione è che molti, se non tutti, manchino di umiltà.
    Che ho sempre pensato debba essere l’atteggiamento migliore per chi si pone un obbiettivo un tantino ambizioso, ma necessario, come cambiare il mondo.

  184. alessandro Says:

    federico torna e dacci una mano(a me aramon e a molti altri) .sono convinto che archiviato definitivamente il liderismo le cose nel partito cambieranno.
    SALUTI COMUNISTI

  185. bene,
    Ramon dice che gli sembra difficile la definizione di «giornalista inginocchiato» (senza virgolette nell’originale, il suo) possa passare per diffamazione.
    vorrei dirgli che è bastato molto meno e da parte d’un visitatore d’un blog, non del suo autore, per far condannare il titolare semplicemente per non aver hiddato.
    sentenza passata al vaglio della Cassazione e riferimento della giurisprudenza.
    poi vorrei aggiungere: mai mi sognerei di usare d’uno strumento giuridico, per di più in sede giudiziaria, che consente di consolidare l’attacco alla libertà d’espressione esercitata nel Web.
    e però è questa la drammatica situazione in cui mi sono trovato: mantenermi in continuità con la mia anima “pirata”, al fianco del libero esercizio della critica e della libertà della rete, e subirne sulla mia pelle le conseguenze?
    voglio dire a Ramon; si rende conto della verità di quanto qui ho ricordato e cioè che quella definizione lui l’ha scagliata, nella sua “sassata”, da dirigente del Prc, in fase di battaglia congressuale, su un giornalista dipendente del quotidiano del partito?
    si rende conto che siamo nello stesso rapporto che intercorreva nei casi che personalmente indica, di un politico attaccato da altri politici o da giornalisti? ma che qui si tratta (formalmente: e ci sono momenti nei quali la forma finisce per diventare sostanza, anche al di là delle intenzioni) d’un giornalista attaccato da un politico, e da un politico influente del suo partito-editore?

    ora: io sento che Ramon vuole tornare a distinguere una dimensione umana dalla foga della polemica politica.
    non posso che rallegrarmene.
    ma nel caso in questione purtroppo non basta.
    Ramon sa, credo, che poteva usare molti modi per criticare anche la mia piccola figura, insieme al giornale e alla sua direzione, se proprio credeva di doverlo fare…
    poteva scrivere: “giornalista amico”, tra virgolette.
    poteva scrivere: giornalista partecipe, anche senza virgolette.
    e non avrebbe sortito l’effetto che invece fa quel giornalista inginocchiato, senz’altro.
    in ogni caso, la foga ha spinto Ramon anche più in là: perché questa definizione l’ha usata per avvisare Sansonetti che lui, Ramon, e gli altri firmatari della sua mozione, avendo lo stesso diritto di Vendola, «per essere intervistati» non hanno «bisogno», appunto, «d’un giornalista inginocchiato come Anubi D’Avossa Lussurgiu».
    ecco: credo che Ramon debba rendersi conto che questo non solo suona, è – in quanto può diventarne di fatto la base – un principio di proscrizione.
    si comincia così a indicare i giornalisti buoni e i giornalisti cattivi, nella redazione del giornale del partito, alla vigilia d’un congresso che insedierà un nuovo gruppo dirigente, al quale il giornale dovrà pur rispondere – e che per altro è competente sulla nomina del futuro Cda, che a sua volta tratta la nomina della direzione del giornale stesso.

    spero d’aver spiegato i termini dell’esigenza di tutela cui sento di dover provvedere, per me stesso e per inciso anche per l’autonomia legittima del giornale, di fronte a quest’azione di Ramon.

    per il resto, Ramon sa benissimo che non l’attuale direzione ma un’altra, con la quale io precisamente ruppi prima di lui, nel 2001, ha provveduto alla sua emarginazione.
    e ancora: Ramon sa quanto vero sia quello che qui ho riportato, rispondendo ad altri più ignari, sulla mia collisione frontale con la condotta politica di Bertinotti, quando ancora era segretario del Prc e non dopo, anche su punti diversi da quelli della “dissidenza” di Ramon. e quanto vere siano le conseguenze che in perfetta autonomia ne ho tratto, su me stesso, scegliendo di pagare dei prezzi e di pagarli in solido, proprio per spirito di coerenza. sa anche quanto ciò sia stato raro, rispetto ai costumi effettivi di chi ha avuto ruoli dirigenti in questo partito e talvolta fuori.
    può ben capire dunque, Ramon – e infatti lo dice – quale sia ora il mio stato d’animo a sentirmi definire, io, «inginocchiato».
    no, Ramon sbaglia ancora su un punto: non sono eguali i nostri stati d’animo, perché non sono eguali le nostre posizioni rispettive.
    sì: io sono su una posizione politicamente simmetrica, forse, alla sua, oggi. ma per sua scelta. perché è lui che sceglie di tutelare il patrimonio di Rifondazione Comunista, che so benissimo corrispondere per lui ad un cammino collettivo di innovazione nella radicalità, insieme a coloro che quest’innovazione non hanno condivisoò. e insieme ad altri che, pur avendola condivisa, non hanno avuto la sua stessa coerenza (e mi permetto di dire, nemmeno la mia), in termini di atti e di comportamenti conseguenti, nel denunciare in recente passato, impegnativo sino all’assunzione di responsabilità di governo, l’incoerenza tra l’innovazione enunciata e quella praticata.
    così, penso che Ramon in cuor suo lo sappia benissimo, la dialettica del congresso non è affatto libera: non lo sarebbe nemmeno non dico con il dibattito a tesi ma se pure non fosse presentanto alcun documento. perché così, nei fatti, nella sostanza, il congresso è per forza di cose un congresso sul controllo del partito.
    tutto ciò non mi fa gridare al golpe semplicemente perché è stato rovesciato il gruppo dirigente uscente: personalmente penso che avrebbe dovuto presentarsi dimissionario, tutto, a tutti i livelli, dopo una sberla delle proporzioni di quella ricevuta nelle urne dalla SA.
    ma, appunto, avrebbe dovuto tutto. e non valgono le clausole di responsabilità in punto di retorica. questo non riguarda Ramon e nemmeno chi è stato minoranza formale sino all’altro ieri: riguarda invece chi questa retorica la adotta, insieme a Ramon e a quella minoranza però assumendo la conduzione, pubblica più che mai, della battaglia congressuale.
    so che la politica prevede momenti di scarto apparentemente obbligato tra i mezzi e i fini? ma non è proprio questo argomento che tanto spesso è stato adottato con Ramon, per giustificare le ingiustizie che, come dice, gli sono state inflitte?
    in ogni caso, è per questo che ho sentito purtroppo di non poter condividere l’ultima battaglia scelta da Ramon.
    d’altra parte lui sa che io ho condiviso molto, eccome, la battaglia contro la subalternità al governo, praticata in nome della subordinazione tattica all’obiettivo strategico dell’unità con chi dal governo non se ne sarebbe andato mai neanche a cannonate.
    così, ho condiviso anche la critica a come quest’unità, appunto, è stata praticata; e ai suoi interlocutori privilegiati, gli altri tre partiti del “cartello”. alla riduzione stessa a “cartello”, infine.
    ma onestamente ho sempre pensato, proprio in coerenza con i percorsi seguiti nel ciclo “alto” del movimento, che un’unità andasse costruita come spazio di possibilità per un superamento “da sinistra”, in termini di superamento della separazione tra politico e sociale, della forma-partito come l’abbiamo conosciuta. e certo la Sinistra Europea non era e non è bastata alla bisogna.
    non mi convince affatto che ora formalmente si rilanci questo approccio, in associazione con altri che hanno sempre, esplicitamente, pensato fosse sbagliato.
    non per convinzione di ciò che non avevo condiviso fino a ieri, l’Arcobaleno-cartello elettorale, ho perciò accettato, quando mi è stato nei giorni scorsi proposto, di dare una mano alla revisione del documento delle compagne e dei compagni della ex maggioranza: ma perché lì ho visto svilupparsi un dibattito democratico proprio su questo terreno, e per vedere se si poteva evitare la farsa d’un congresso principalmente tra chi da una parte sostiene il “ritorno al sociale” tenendo nel suo schieramento chi viene da tutt’altra cultura, e dall’altra una “destra” che facesse seguito all’accusa ricevuta di “liquidazionismo”, eternizzando la logica elettoralistica. ho constatato che, almeno su questo secondo versante, il rischio si può sventare. e credo che faccia bene anche al primo, alle compagne e ai compagni come Ramon, per fare un confronto più chiaro e al tempo stesso meno complessivamente dilacerato.

    per tutti questi motivi, non nego affatto ciò che Ramon spera che io non neghi.
    insieme, non me lo sono negato nemmeno quando mi è stata affidata l’intervista a Vendola.
    ed è proprio per cautela e correttezza deontologica che ho cercato di fare le domande meno “promiscue” possibili, rispetto all’intervistato e soprattutto rispetto alla mia oggettiva vicinanza politica.
    proprio per ciò ho formulato tutte quelle prime domande, che riportavano gli argomenti contrapposti cui aveva dato voce Ferrero il giorno prima, in varie dichiarazioni.
    tutt’al contrario di come quelle domande le ha interpretate Ramon.
    non so come altrimenti avrei potuto rendere più “obiettivo” il mio lavoro, in quest’intervista.

    eppure, mi ritrovo inginocchiato…
    no: non ci posso stare. non solo per la mia vita, ma anche solo per l’episodio in questione. non mi pare proprio d’essermelo meritato,
    poi, valgono le esigenze di autotutela che, per il mio lavoro e la mia dignità in esso, ho argomentato prima: necessitate proprio dal contesto politico che vive il Partito, come il giornale.
    e poi, infine, quanto allo spazio dato all’intervista e ad altre cose che non competevano certo a me, non so che dire. e nulla voglio dire, essendo diventata altra la discussione.

    dunque: io, che lo stato d’animo di Ramon l’ho sempre capito e anche difeso, nel generale dispiacere trovo un po’ di piacere, nel senso degli affetti, a dover e potere considerare le scuse di Ramon.
    lo faccio, lo farò, mi prendo tempo.
    e spero che lo usi anche Ramon, per considerare le ragioni della mia reazione. che vanno oltre lo stato d’animo. e che riguardano gli effetti, su di me, nel presente e nel futuro, del suo. di lui che, insomma, non è un militante “qualunque”.

    anubi
    insomma

  186. michele Says:

    saluti e piena solidarietà a Ramon Mantovani
    ripasserò quando questo smetterà di essere il blog d’Anubi D’Avossa Lussurgiu
    resto convinto che il PRC non esiste più e che vendola si impadronirà delle sue spoglie.
    a presto.

  187. federico Says:

    Secondo me, altri 2 o 3 scambi, e ramon e anubi firmano la stessa mozione… 😉
    Vabbé, si fa per dire e per sottolineare che a dibattere, spiegarsi, cercare di comprendere le ragioni degli altri e a trovare le soluzioni insieme (come ci insegnano i principi della “partecipazione” che sventoliamo ma non pratichiamo mai) serve. Poi da un certo punto in puoi trovare la “sintesi” (si sarebbe detto una volta..) può essere impossibile ma almeno così nessuno potrà dire di non aver cercato il confronto e il massimo dell’accordo.

    Per Alessandro:
    ti ringrazio dell’invito ma, come ti dicevo, credo che si arrivi a questo congrsso nel modo peggiore. anche perché, ribadisco, credo sia il congresso di qualcosa già morto. Ucciso, aggiungo.
    In cui i medici chiamati, o che si sono presentati, a tentare di rianimare il morto hanno avuto una qualche complicità con l’assassino o sono stati addirittura carnefici loro stessi.

    E ti confesso che ho paura. Perché, dopo aver militato in questo partito da quando è nato e io avevo 16 anni, non hai idea di quale sia stata la sofferenza che ho provato negli ultimi 2 o 3 anni.
    Dopo una vita (letteralmente) passata ad attaccare manifesti, volantinare per le case, manifestare in mezza italia, spendere soldi per mandare avanti il circolo, rompermi i coglioni in un micro consiglio comunale a parlare di marciapiedi e passi carrai.
    Umiliato, offeso, emarginato.

    No, per ora non ho voglia di rischiare un’altra volta.
    Ne sono uscito e ho cominciato a fare un po’ di volontariato.

    Ma so che la Politica è parte di me e prima o poi mi riavrà.
    Intanto parteciperò il più possibile ma con quel giusto distacco che mi preservi da nuove delusioni.
    in bocca al lupo!

  188. ho poco tempo ora, magari più tardi ci tornerò. ma…
    1) che significa hiddato? proprio non lo so
    2) insomma sotto il mio nome era un refuso. l’ho tolto. vuoi che tolga anche il tuo? altrimenti non si capisce.
    3) davvero pensi, anubi, che io metta repentaglio il tuo posto di lavoro? davvero pensi che una qualsiasi direzione del partito potrebbe reprimere i giornalisti di liberazione? in realtà, come sai, è sempre stato il contrario. perciò ho fatto quell’esempio. ero in segreteria nazionale quando è successo. e poi, davvero pensi che io abbia scritto con l’intenzione di usare il mio status di “politico influente” del partito editore? ma di che parli!
    4) giornalista amico sarebbe meglio di inginocchiato? a minoli l’avranno detto mille volte inginocchiato quando intervistava craxi. e allora? era un banale modo per dire che fra i due erano d’accordo su tutto e che le domande erano piuttosto comode per l’intervistato. “proscrizione”? ma quale proscrizione? non ti sorge il dubbio che sarebbe meglio che ad intervistare non fosse qualcuno d’accordo e vicino ed amico. io per esempio sono stato intervistato da una giornalista di liberazione che, come ho ricordato prima, descrisse il mio dissenso sulla famosa mozione sull’iraq in modo da ridicolizzarmi. una giornalista che rispetto ma di cui non condivido lo stile e spesso il contenuto dei suoi pezzi. mica mi sono adombrato per essere stato intervistato da lei. il problema, caro anubi, è semplicemente che quell’intervista ha il tono e lo stile di un’intervista del giornale del partito al segretario del partito. sintonia e complicità trasudano da tutta l’intervista. mi sembra difficile negarlo. e io ho detto inginocchiato per questo. e siccome per il gusto del paradosso ho detto intervistateci tutti con lo stesso spazio ho detto pure che non avevamo bisogno di un giornalista amico o inginocchiato. ma quale proscrizione. ma dai!
    ….
    ora però devo correre ad una riunione.
    a più tardi o a domani.
    ramon

  189. alessandro Says:

    anubi grazie per aver ammesso chiaramente il tuo astio verso ferrero ma anche verso compagni come grassi che consideri vecchi stalinisti. in ogni caso ti comunico che vendola non c’entra niente con i movimenti e il suo unico scopo è sciogliere il prc e fare un partito socialista con mussi per poi allearsi con veltroni. quanto a ferrero al governo ti posso dire che io frequento e conosco moltissimi migranti e gli sono tutti grati per i tentativi fatti per aiutarli contro tutti e contro tutto(anche se purtroppo la caduta del governo ha impedito l’approvazione della legge ferrero)
    Anubi abbi più rispetto dei compagni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!. Setu non ti senti comunista sono affari tuoi. Mail dovere di sansonetti e della redazione è di fare un giornale equilibrato!!!!
    FRATERNI SALUTI COMUNISTI

  190. a futura memoria, per quando tornerai sul blog (che intendo disoccupare subito)…

    1) hiddato significa editato, nel senso di filtrato dal gestore. ma era solo un esempio. paradossale. per dire che alla giustizia (“borghese”) serve molto poco. e per dire a quale punto è arrivato il mio allarme per l’attacco che ho sentito nelle tue parole, tale da farmi pensare di ricorrere ad una giurisprudenza che a sua volta considero allarmante.

    2) no, Ramon: insomma sotto il mio nome, in una risposta che ti è rivolta, puoi anche lasciarlo. forse un significato ce l’ha. e forse è rivolto proprio a te.

    3) quando scrivi: «davvero pensi, anubi, ecc.?» io ho raggiunto il mio scopo, per così dire, maieutico. perché dicendo ciò dovresti a tua volta capire quel che ti dico io: «come fai, Ramon, a pensare e dire di me che sono un giornalista inginocchiato?». giacché la base della domanda è la stessa: l’esperienza che reciprocamente abbiamo dei nostri comportamenti e delle nostre attitudini. se tu te ne astrai, dando quel giudizio, posso farlo a mia volta anch’io. e se lo faccio, posso pensare di te, per il futuro, qualsiasi cosa. come tu, evidentemente, pensi di me al presente.
    quanto poi all’episodio citato, tu allori eri per tua stessa definizione “in dissenso” nella direzione del partito. un’laltra direzione del giornale – con la quale, ripeto, io ruppi ben prima, andandomene dallo stesso – ti oscurò per questo. qui parlo d’altro: del rapporto formale che intercorre tra giornale e partito e di ciò che formalmente potrà la futura direzione sul futuro assetto del giornale. questo per dire che le esigenze di autotutela che sento sono, in relazione a questa formalità, del tutto concrete: proiettate al futuro, al di là delle tue intenzioni reali, anche perché ammetterai che il futuro non dipende del tutto da te…

    4) se mi presenti come esempio minoli, pensando di confortare una presunta innocuità della tua definizione della mia qualità giornalistica, non so che dirti. parli d’una definizione che si dava d’un giornalista “di regime”, nel suo rapporto col capo di quel “regime”. una consuetudine, anzi, di rapporti. pensi davvero di poter applicare una formula del genere a me, in rapporto a Vendola? vale qui quello che ti ho detto sopra.
    quanto al dubbio cui mi inviti: non sorge a te il dubbio che pretendere questo sia automaticamente classificare gli elementi di una redazione, secondo criteri di affidabilità. ti pare normale? sai che ho peraltro più volte chiesto a Sansonetti di intervistare quelli di cui, nell’attuale dibattito, condivido meno le posizioni? ti sei accorto che il criterio del “giornalista amico”, per come tu deduci la definizione, è valso per intervistare altri, in questi giorni, prima del Cpn, che stanno sulla sponda “opposta” di Vendola? vogliamo scommettere che sarà ancora così? e che avrai da dire, tu, allora? che tu invece sei stato intervistato da una che in un’altra stagione ti ridicolizzò, come ricordi? mi pare un po’ pochino, dal momento che tutti hanno potuto constatare quanto chi t’intervistava, stavolta, tenesse ad apparirti piuttosto “amica”…
    ma poi: il criterio di non far fare interviste “tra amici”, doveva valere o no, al tempo in cui eri tu ad essere intervistato da me, sulla politica estera come sulla dissidenza rispetto al restare al governo?
    no, Ramon, quell’intervista non era l’intervista del giornale del partito al segretario del partito. era l’intervista del giornale del partito ad uno, l’unico al momento, che ha comunicato pubblicamente d’essere intenzionato a candidarsi segretario al termine del congresso. tanto che gli ho anche ricordato l’obiezione sull’averlo fatto all’inizio del percorso congressuale.
    basterebbe tornare a leggersi tutte le mie domande, per capire che ho fatto lo sforzo opposto a quello di fare un’intervista “complice”.
    poi, il giornale poteva scegliere di non farla, quest’intervista. ma questo è un altro argomento. e se non ti dispiace non c’entra affatto col formulare giudizi su chi l’ha fatta, forzando paradossalmente il merito delle domande scelte – che guardavano proprio al dibattito in corso, per darne conto e non fare del giornalismo “ingessato”.
    altro che proscrizione, dici? dai un’occhiata a certi commenti in questa stessa colonna del blog, poi riflettici un po’ su.
    io resto allarmato, questo devi considerarlo: e non sulle tue intenzioni, ma su ciò che quelle tue parole possono aprire, in questo contesto e con questo clima.

    ora vado a finire di scrivere per il giornale di domani: sul governo, quello che ci sorbettiamo adesso, e sull’opposizione, quella del re di Prussia per cui ha parlato Uòlter.

    cià,
    anubi

  191. alessandro,
    non ti avevo letto… bah! che dirti? se io formulo considerazioni politiche mostro “astio”, se vengo chiamato inginocchiato è legittima polemica politica? e così se tu sentenzi che non mi sento comunista? ti lascio al tifo della curva, preferisco pensare al gioco in campo oppure starmene del tutto fuori…

  192. p.s. (per Ramon e per tutt*)

    vorrei ricordare che no, Vendola non è il mio Craxi. tant’è che quando entrai nel Prc (subito) e lui ne era tra i fondatori, subito ci scontrammo: e fui io a bloccare il suo progetto di rifare la Fgci, tal quale, all’epoca. forse anche per questo ci rispettiamo un poco di più: e anche perché Vendola con i movimenti ha a che fare quanto, né meno né più (anzi un po’ di più in certi casi sì, dai tempi delle battaglie per amnistia e indulto, ad esempio), la gran parte dell’attuale dirigenza del partito, di ex maggioranza come di ex minoranza. e non credo qualcuno possa informarmi del contrario, se non mi porta le prove. altrimenti anch’io potrei fantasticare di chi, mettiamo, voglia “sciogliere” Liberazione in un altro giornale, magari facendone il settimanale. così, farneticando.

  193. Vabbeh Anubi viviamo in mondi paralleli e che ci vuoi fare. quando ho scritto querelare ( e non mi riferivo a te in prima persona, magari rileggi il mio commento) pensavo tu avessi capito il tono incazzato si, ma provocatorio e non minaccioso. So benissimo che una querela dei compagni incazzati a Liberazione è priva di qualsiasi fondamento.
    Ho anche detto che non sono incazzato con te, ma con Sansonetti e con Vendola in primo luogo. Allora ti rifaccio un’altra domanda: Ma non ti pare che Liberazione ci ha messo del suo per esasperare la rabbia di tanti?. Ora non cito la tua intervista ma quando nel forum preelettorale Bertinotti sosteneva che il processo era irreversibile, come ti credi che molti l’abbiano presa? ti dico come mi sono sentito io, tradito svuotato di tanta passione e di tante aspettative, 8 anni di partecipazione evaporati in un istante, in una frase, in una parola di 13 caratteri.
    Ora tu dici che Venerdi ci sara Ferrero e che anche chi si prepara a vincere il congresso avrà il suo spazio e vorrei ben vedere che non ce l’avesse.
    Ma non negare che da un pezzo a questa parte la linea era univoca. Ho letto paginate dedicate a intellettuali pro arcobaleno e anche a comici e qualche trafiletto qua e la dedicato a chi non era d’accordo. Mantovani prima dell’elezioni non era molto presente o mi sbaglio a parte l’articolo su Raul Reyes.
    Mi aspettavo ci fosse stata più autocritica anche dopo l’elezioni invece l’autocritica non c’è stata per niente e non mi sembra ci sia molta intenzione di farla.
    Spero di essere stato più chiaro,

    ciao

    Luca

  194. alessandro Says:

    anubi non fare allusioni fa i nomi dei giornalisti amici che hanno intervistato coloro che stanno sulla sponda opposta a vendola . e poi chi sono gli intervistati? così possiamo discutere su qualcosa di concreto

  195. alessa’:
    e basta! se non capisci, non capisci.
    giornalisti amici non è un termine che uso io, in questa discussione. ho invitato a vederne l’assurdità, confrontando come si applicherebbe sulle precedenti interviste.
    quali interviste? vabbe’ che Liberazione fa “schifo”, però se se ne dibatte si sappia di cosa si dibatte: non vi risulta siano stati intervistati, tra un Cpn e l’altro, TUTTI i principali esponenti dell’attuale “documento Acerbo”? no eh? il rpoblema è il rilievo di spazio concesso a Vendola? è un problema nostro se lui ha scelto di formalizzare la candidatura e altri, invece, la pensano diversamente? bene, comunque, parlatene con la direzione del giornale. e vediamo se alle prossime, di altro orientamento rispetto a quella a Vendola, non sarà dato spazio analogo.
    poi, certo: si può pure pensare che fare interviste sia di per sé una violenza al dibattito interno. allora non so più che dire. se non: chiudete il giornale, tanto ci sono e ci saranno i mezzi di comunicazione delle mozioni. o no?

  196. In molti di questi tempi si riempiono la bocca con la parola comunità del partito. Ma di cosa parlate? Gli scambi qui sopra raccontano di altro. Lo stesso tipo di tenore lo ricordo nel 97-98 con le accuse di tradimento reciproche, e poi più tardi quando c’erano quelli che volevano il partito di massa e spiegavano che bertinotti avrebbe sciolto il partito nei centri sociali di Casarini. E poi dopo. La verità è che la retorica sul partito, sulla comunità è servita negli anni in cui si era un piccolo villaggo acccerchiato (lla nascita del Prc e poi dopo la caduta del primo governo prodi) e non ci serve a nulla oggi. Tanto astio in una una battaglia congressuale che, ha ragione anubi, è per il controllo del partito, scissa dalla realtà, incapace di ascoltare e di farsi sentire da chicchessia è il segnale di una crisi che né ferrero, né Vendola, né tantomeno i fan della costituente di diliberto potranno superare. Servirebbero lavoro, energia, intelligenza, innovazione (non a parole) e qualche buona idea. Non ne vedo in giro.

  197. Vendola può fare quel che vuole, dare interviste, dire la sua, candidarsi come segretario del partito, altri facciano lo stesso.
    Senza inutili risse multimediali o no.
    Io tengo al progetto della Rifondazione Comunista, alle sue innovazioni.
    Dibattiamo su cosa si è sbagliato e su cosa invece si doveva investire.
    I Bertinotti, i Vendola, i Mantovani, i Ferrero passano, quello che rimane siamo sempre noi, persone reali, che mantengono una speranza di alternativa di società, una speranza incazzata di riuscire ad abolire lo stato di cose presente.
    Scegliamo in questo congresso non tanto il leader, ma la sostanza del progetto che è uscito sconfitto da questo cataclisma elettorale.
    Non sarà l’intervista in più o in meno a questo o a quello che risolve la questione.
    Rifondazione Comunista deve essere una comunità di differenze che lavorano ad un solo scopo, quello di cercare ostinatamente di cambiare il presente.
    Mentre noi parliamo di Anubi, le destre e il PD si mettono d’accordo per cambiare l’architettura istituzionale italiana e tutte le grandi conquiste del movimento operaio sono a serio rischio!
    Compagni, cerchiamo di rimboccarci le maniche…tutti insieme!
    Saluti Rossofuoco!
    Marco

  198. alessandro Says:

    caro marco ti do ragione su quasi tutto. il problema è che se vince vendola il prc non ci sarà più. Tutto qui

  199. alessandro Says:

    ramon ho letto un intervento di DE CESARIS su “aprileonline” .tu mi avevi detto che la sua era una mozione indipendente ma .nel suo intervento dice che bisogna dare spazio a chi ha avuto responsabilità di governo nei territori , cioè vendola. RAMON mi sa che nel tuo giudizio ti eri sbagliato

  200. antonio Says:

    Il vero problema politico è la rappresentazione distorta dello scontro politico e della fisionomia politica del proprio “antagonista”. In tutti questi anni si è fatto largo uso di categorie costruite ad hoc, di idoli polemici, di rappresentazioni stereotipate che hanno finito col creare steccati pregiudiziali. Prendiamo la contrapposizione conservatore-innovatore. E’ uno degli esempi classici. Se non temessi di fare un affronto a chi la pensa diversamente, ricorderei che gli occhettiani si autodefinivano innovatori. E gli altri, i “nostalgici” attaccati alla falce e martello venivano relegati ovviamente nel ruolo dei conservatori. Eppure fu per la scelta di quei conservatori che storicamente in Italia abbiamo avuto uno spazio politico di resistenza al pds-ds-pd. Senza la cultura politica dei comunisti – nella quale ci sono molte cose – oggi in Italia una sinistra non esisterebbe neppure. Dico questo semplicemente per invitare a usare con meno disinvoltura le categorie innovatori-conservatori. Per venire alla questione Liberazione credo che il problema sia proprio nell’abbondanza di rappresentazioni stereotipate. Il problema non è soltanto lo spazio – una pagina non si nega a nessuno, figuriamoci – il problema sono i tempi, le scelte, le collocazioni in pagina e la cultura politica che sorregge l’impianto del giornale, l’individuazione delle notizie, la titolazione, la gerarchia delle notizie. Dire che il giornale è equidistante mi sembra una grande cazzata, lo si vede dal lessico, dalla scelta dei termini e dalle parole che vengono evitate. La politica si fa anche con la semantica. Ma non credo che basti autodefinirsi innovatori per rimuovere il fatto che in questi ultimi anni le presunte innovazioni sono state applicate con ampia eterogenesi di metodo, con procedure verticiste, escludenti, maggioritarie, nel segno del leaderismo più deteriore. Quante volte abbiamo sentito la critica alla coppia amico-nemico e, contemporaneamente, assistere alla pratica del con m o contro di me? Dove è finita la non violenza se tanti militanti seriamente impegnati nel partito sono stati messi da parte senza tanti complimenti non appena accennavano a una critica al principe? Principii e innovazioni culturali, anche nobili, sono state capovolte nel loro contrario. Quanta parte del discorso – sacrosanto – sui movimenti è stata utilizzata strumentalmente per spingere verso il superamento della forma-partito? Ma con quale coraggio ci si autoconferisce la patente di innovatori? E con quale onestà si usa a sproposito l’etichetta di conservatori? Vogliamo parlare delle calunnie vere? Di quelle lanciate ai “conservatori” che non vorrebbero i movimenti? Assurdo, non ho mai sentito nessuno contrario ai movimenti, figuriamoci se i comunisti fossero così autolesionisti da non aggrapparsi disperatamente a ogni movimento che dovesse saltare fuori. Il problema è che sostenere i movimenti non significa automaticamente diluire e sciogliere il partito come vorrebbero gli innovatori. Per non parlare dell’altra calunnia: eccoli gli stalinisti, i comunisti, i bolscevichi con il pugnale tra i denti, i trinariciuti uomini senza fronte di guareschiana memoria pronti a chiudere Liberazione! L’impressione, al contrario, è che proprio in questi anni Liberazione sia stato un giornale sotto controllo politico. Del resto, lo scarso gradimento del giornale testimonia che qualche problema c’è, a meno di non volere essere ciechi.

  201. Concordo pienamente con marco, quello che sto leggendo in questo blog oggi mi fa male, se non ci diamo una calmata, se non abbassiamo i toni, rischiamo veramente di non ricomporci più dopo il congresso.

    La mozione Acerbo parla esplicitamente di gestione unitaria del Partito, in altre questo riferimento non l’ho letto.Questo mi fa preoccupare perchè se si ripercorrono le pratiche che abbiamo portato avanti da dopo Venezia non esisteremo più come comunità.

    Ho una critica di fondo da fare a Liberazione e quindi ad Anubi (non come persona ma come compagno e giornalista): Se cediamo anche noi come partito/giornale alla riduzione del dibattito politico ad uno scontro personalistico tra “Leader” perdiamo tutta quella diversità di Partito che ci dovrebbe caratterizzare. Si è parlato per anni di partecipazione, orizzontalità,dibattito tra pari, mentre da qualche tempo cerchiamo solo una figura forte che ci porti fuori dal guado in cui ci troviamo.

    Questa è anche una riflessione personale ma come donna non sento il bisogno dell’ “uomo forte” che mi guidi.Siamo state “guidate” per tanto, troppo tempo….

    Un abbraccio
    a tutt*
    anche a te Anubi và….;))

  202. alessandro Says:

    laura dici parole molto sagge. ma io non riesco a nascondere la rabbia per chi vuole sciogliere il partito ammantandosi di innovazione. Anzi secondo me vendola giordano e bertinotti dopo aver perso il congresso (e lo perderanno)se ne andranno dal partito per unirsi con mussi . Io non lo auspico ma il realismo mi fa dire che sarà così. Anche se penso che saranno seguiti da pochi

  203. alessandro Says:

    d’accordo con te antonio

  204. Caro Alessandro,

    La preoccupazione che esprimi sono le stesse che provo io,un’ennesima scissione. infatti, se leggi anche i commenti di aprile, sono molti in SD a tifare per Vendola.
    La cosa che mi infastidisce di più e che questa formazione politica che rappresenta solo un ceto dirigente e nient’altro, vuole inpadrodirsi delle nostre strutture e dei nostri militati per le loro carriere politiche e per assicurarsi nu posto al sole….

    Ma credo che il “lavoro sorco” (nottate ad attaccare manifesti, porta a porta, le giornate a massacrarci alle feste di Partito per mantenere i circoli ecc..) stavolta se lo farà questa illuminanata e INNOVATRICE classe politica perchè vorrei ricordare che un Partito è anche questo e non solo bei discorsetti con un “linguaggio Comune” fantasmagorico da esibire ad ogni assemblea (ah, come si piaccione certi compagni quando parlano….)

    Comunque faremo di tutto perchè questo partito rimanga in piedi!
    Un abbraccio
    Laura

  205. alessandro Says:

    grazie laura le tue parolle mi danno una carica in più
    CIAO

  206. elio pillai Says:

    Ramon
    Stamattina aprendo il giornale “Liberazione” ho notato con stupore lo spazio dedicato all’intervista del Compagno Bellotti,mezza pagina,forse meno.Non immaginavo si arrivasse a tanto. Mi sono chiesto come puo’ un giornale comunista comportarsi in questo modo.Bellotti è pur sempre un dirigente di questo “malconcio” pa-rtito che rappresenta uno dei cinque documenti congressuali.Cosa si potrebbe dire,boh… non mi viene in mente un aggettivo,posso solo dire che è un comportamento inqualificabile.Potrei consigliare al compagno Belloti di frequentare piu salotti buoni,forse forse…. chi lo sa??…Ramon, ho appena letto nel tuo blog la tua bella “sassata n.3”,sottoscrivo in pieno tutto, virgole comprese.Passatemi questa considerazione…Liberazione?…Giornale da retro-botteghe oscure,assomiglia sempre di piu’ a un giornalino parrocchiale….o no? Ricordare a Sansonetti chi è il proprietario del giornale non sarebbe carino,e neppure gli chiediamo di avere comportamenti comunisti, ma l’etica giornalistica si,ricordiamogliela.

  207. Proviamo un’analisi staccata e obbiettiva, che a legger quest’interventi c’è da rimanere scioccati! Dunque: Rifondazione è fuori dal Parlamento, senza un leader ma con un comitato di reggenti. Con una struttura di dipendenti, quadri dirigenziali e intermedi, un quotidiano, immobili di varia specie sparsi sul territorio nazionale ma senza più soldi. Senza più quel peso politico che vuol dire quella visibilità mediatica, senza la quale oggi sei condannato all’estinzione. Rifondazione dovrà utilizzare le ultime cartucce, la piccola rendita in termini di autorevolezza politica, per non farsi estromettere dal gioco mediatico (e quindi politico) con la speranza che queste non si esauriscano prima di un anno. Un po’ come col Grande Fratello dove una volta finito il gioco torni a non essere nessuno e se vuoi restare sulla cresta dell’onda devi spararla o commetterla sempre più grossa… Ramon, io la vedo male la cosa, qui si stanno sparando cartucce prima del tempo e pure a casaccio da parte di tutti, e la cosa inzia a sfuggire di mano. C’è solo politica del sospetto e i militanti sono disorientati. Non è più strategia ma guerriglia. Stai attento. Nessuno di noi vuole che Rifondazione diventi una tendenza culturale. Ma sta a voi, a te e a Ferrero giocare le carte giuste… appunto, qualcuno diceva che basta dare uno sguardo a questo blog per capire che si è creato un “covo” d’opposizione. Bisogna uscire fuori dal covo, raggiungere i militanti capillarmente attravero blog, a livello personale, insomma, come ti pare, ma NESSUNO deve accusarti di essere il capo sobillatore, altrimenti si alimenta sempre di più il sospetto e la spaccatura, e si ritorcerà tutto contro. Fuori dal covo! Pensaci. Un abbraccio.
    MAria

  208. prcarmerina Says:

    Secondo me risolvere controversie tra compagni coi tribunali è cosa inqualificabile da infami, preferirei una salubre scazzottata, è un giudizio, non troveresti un punto uno per poter querelare.
    Liberazione è il quotidiano del PRC, bene ve ne ricordate ora che gli editori siamo noi? Tardi ed anche un po’ retorico.

  209. antonio Says:

    Car* tutt*,
    si può capire tutto, va da sé che uno scontro politico così importante si trascini dietro un carico emotivo. Quello che però non si sopporta è la presupponenza, l’arroganza, il senso di sufficienza di chi è abituato a considerare gli altri dall’alto in basso. Davvero, come si fa ad arrogarsi per diritto divino la qualifica di innovatori quando in questo partito tutte le decisioni più importanti sono state prese da un gruppo ristretto? E non funziona così anche il nostro giornale? Nel nostro partito sono mancate le sedi per la discussione perché tutto è stato subordinato a una gestione maggioritaria, a una mobilitazione continua in nome del leader. Prova ne è il successo di questi luoghi, di questo blog. Io non lo chiamerei “covo”, mi sembra troppo riduttivo. Mi induce piuttosto a pensare che ci sia un disperato bisogno in questo partito di parlare senza doversi preoccupare dell’appartenenza correntizia, senza temere retroeffetti se non si condividono le posizioni ufficiali. C’è bisogno di ragionare. E c’è bisogno di chiarezza. Questo è il limite principale che ravviso nella mozione Vendola, l’ambiguità che sta nella formula “ripartire dal Prc per costruire la costituente di sinistra”. Cosa vuol dire? Su questo dobbiamo incalzare la discussione nel partito. Se vuoi impegnare il partito per costruire qualcosa, un processo alla fine del quale il Prc non c’è più ed è superato, allora c’è qualcosa che non torna. Lo stesso giornale, quand’anche dovesse applicare con il bilancino gli stessi spazi alle varie mozioni (e spero lo faccia), è impegnato in questa linea del superamento della forma-partito (tutto si può discutere, per carità, ma almeno vorrei sapere cosa si propone al suo posto). Perché si dà risalto a Bifo quando dice che la democrazia rappresentativa è finita e quindi tanto varrebbe mettere fine ai partiti? Il problema non è che scriva Bifo, ma l’uso che ne fa il giornale, la pubblicazione in prima pagina, l’utilizzo della tesi della fine della forma-partito. Non posso pensare che sia casuale (farei un torto all’intelligenza di chi lo dirige).
    Dobbiamo ribaltare lo schema innovatori-conservatori. Innovatore è chi vuole ridare la voce e la facoltà di decidere delle sorti del partito a iscritte e iscritti a differenza di chi, in tutti questi anni, ha preso le decisioni a porte chiuse. Innovatore è chi vuole un partito con la propria identità politico-culturale non per arroccarlo ma per renderlo diverso dagli altri, cioè per non farne un satellite del Pd, un’incerta formazione radical-socialista. Innovatore è chi vuole mettere fine all’esclusione di aree del partito fino a ieri identificate con il nemico interno (con buona pace della nonviolenza). Questa è la rifondazione comunista.

  210. alessandro Says:

    caro antinio sono d’accordo. dissento solo su una cosa: il documento di vendola è solo apparentemente ambiguo . in realtà ogni riga è impregnata della volontà di sciogliere il prc

  211. Eh già caro Antonio,come mai quando in un precedente CPN ,quello che ha definito le candidature,in cui i compagni dell’Ernesto sono stati definiti,come tu dici,nemici interni nessuno dei grandi innovatori ha alzato un dito per difendere non tanto le candidature di Giannini e Pegolo,ma la lesione irreparabile alla democrazia interna al partito?per quanto mi riguarda lì è morta la mia rifondazione comunista.Quindi tenetevi la vostra non violenza che va correttamente letta,come giustamente hanno fatto tutti i commentatori,come non rivoluzione,il vostro non volere il potere ma il governo sì,fino a morirne,la vostra contaminazione talmente ben riuscita che i nostri elettori ci hanno evitato come la peste.

  212. In questo diluvio di parole non ho letto la risposta e quindi riformulo la domanda ad Anubi che ho postato ieri alle 16.00

    Come giudichi il comportamento di Nichi Vendola, che non interviene nel Cpn, ma annuncia, urbi et orbi, la sua candidatura alla segreteria del PRC in una conferenza stampa?

  213. alessandro Says:

    bosco capisco la tua amarezza madacci una mano anche tu a far vincere la mozione presentata da ramon che prevede una gestione collegiale e anche quelli dell’ernesto potranno gestire il partito insieme a tutti gli altri compagni(a parte quelli che ci abbandoneranno per andare con mussi )

    SALUTI COMUNISTI

  214. Se per caso qualcuno avesse potuto avere ancora qualche dubbio sul tale Anubi dopo l’intervistina bella a Vendola, i suoi interventi-fiume qui lo hanno dissipato del tutto: su uno che fa ampio uso di “bye bye”, “anyway”, “hiddato” e cazzatine del genere che neanche qui a Bruxelles, con gente che viene da tutto il mondo e parla tutte le lingue del mondo, si sognerebbe mai di usare… perchè gli si riderebbe in faccia :-))
    E in più questo qui fa anche le “querele” – a dei compagni!!! Il quadretto del personaggio è completo, a tutto tondo.
    Piena e totale solidarietà al compagno Ramon naturalmente, e in quanto al tale Anubi, guarda, se vuoi querelare anche me, ti fornisco gustosamente nome, cognome, data di nascita, indirizzo, telefono, numero di scarpe e taglia delle mutande. Cioè, non mi ha querelato un fascio-berlusconiano di qua che gli ho detto di tutto e di più, per iscritto e pubblicamente (e probabilmente ne ha sofferto anche il giornaletto che portava avanti) e magari invece mi querela un “compagno comunista” (tra molte, molte, molte virgolette).
    Ma roba da matti….

  215. marioGC

    si vengono davvero a scoprire tante cose, leggendo le sparate di compagni come te.

    per esempio: non sapevo che l’autarchia fosse comunista…

    guarda, mario, che l’italianizzazione del prolet-kult porta lontano. troppo.

    e poi, visto che intervieni nella rete, un po’ di alfabetizzazione al linguaggio che nella rete è corrente, non ci starebbe poi tanto male, sai?

    in ogni caso: non vedo né i tuoi dati anagrafici né la taglia delle tue mutande: il numero di telefono non m’interessa, grazie…

    tale anubi

  216. Anubi, non rigirare la frittata. La tua minaccia fisica a chi ti ha dato dell’infame è ben tipica di quel mondo. Il mondo dell’intimidazione fisica non è il mio né quello del movimento che frequento (gratis). Se invece tu ritieni la violenza una “parte importante del movimento” sono fatti tuoi.

  217. masaccio,

    già mi tocca pensare a come tutelarmi dall’essere additato come giornalista di parte, nella divisione del partito che edita il mio giornale.

    devo difendermi anche da soavi pinzallacchere come quella che affermi?

    di simili pinzallacchere, per tua norma e regola, devo rispondere in diversi processi in Tribunali dello Stato: che considera, del caso, “violenza” l’occupazione delle case così come una protesta sul caro-prezzi in un supermercato – ciò per cui sono imputato di rapina pluriaggravata…

    così, tanto per chiarire: che i Disobbedienti, nel movimento dei movimenti, fossero «la violenza» l’hanno affermato solo certi magistrati inquirenti (smentiti peraltro a Cosenza) e i tuoi – presumo – più acerrimi avversari, i Ds-Pd.

    questo anche per chiarire definitivamente questa storiella di Anubi e «la giustizia borghese»: contate fino a tre e pulitevi la bocca, prima di parlare.

    poi: «infame», evidentemente sfugge, è termine usato in tre contesti precisi. che sarebbero: la malavita, la “vita di strada” e la galera. indica, principalmente, chi tradisce qualcun altro e lo manda in galera. fate un po’ voi il raffronto con una querela per una fattispecie che prevede solo risarcimenti, eventualmente…

    tuttavia me le prendo tutte: inginocchiato, falso comunista, non comunista, anti-partito e pure infame.

    a questo punto penso che tutto ciò qualifichi esattamente, con la massima precisione, chi e cosa si rappresenta in questo modo nello scontro politico nel Prc. e che tipo di scontro si animi e si conduca, in questo modo: verso quali lidi culturali,

    altro che proscrizione, Ramon: guarda chi ti applaude e ti dirò chi sei… e pure cosa farai, come parte politica, al di là delle intenzioni proclamate personalmente.

    mi conforta d’aver visto, qui, che non sono il solo a vederlo.

    forse davvero è mancato qualcosa, per far sì che si spalancasse questo gorgo di passioni tristi e di incarognimento dei pensieri e dei codici di relazione, che rischia di tradursi presto in irreversibile degenerazione di ogni pratica.
    è mancata, certamente, la consapevolezza di quella priorità che qui qualcun altro indicava: riflettere, riflettere, riflettere.
    senza farlo, anzi facendo sì che sia impossibile, non si parli per favore di comunità.
    ci si prenda la responsabilità di caratterizzare questa fase di scontro interno come il culmini dell’incomprensibilità e dell’incomunicabilità di ciò che accade nella forma-partito, rispetto a tutto ciò che è “esterno” e a tutte e tutti coloro che sono “altro”.
    nel Paese, nella società e nella classe, “vecchia” e “nuova”.

    auguri per questo fight-club (così si reincazza l’autarchico brussellese)
    anubi

  218. Inviterei i compagni ad evitare polemiche con questo Anubi.

    Non perdete tempo con lui e con gente come lui.

    Dedichiamoci a salvare il Partito! A convincere altri compagni a sostenere la mozione, ad organizzare iniziative sui territori.

    Davide Pappalardo
    Valorizzare Il Saper Fare

  219. Car* tutt*,
    chiedo che questo blog ritorni ad essere un luogo di confronto e discussione e riflessione (perchè, caro Anubi, precedentemente a quest’ultimo match, anche questo abbiamo fatto) e si pratichi il disarmo unilaterale.
    Anche perchè il compagno Anubi è un ottimo “provos” (lo dico quindi in senso alto!).
    Ed anche perchè una delle cose che voglio evitare è di essere speculare ed omologo al livello di violenza messa in atto contro i dissidenti da parte di largo pezzo del gruppo dirigente nazionale in questi ultimi 2 anni (e ti assicuro Anubi che a Bologna – la mia federazione – ne abbiamo avuti diversi esempi).
    Penso inoltre che “infame” non si debba mai dire se non a quelli veri (forse) e sono certo che Anubi non e tra quelli. Che spesso ha pagato in prima pesona dei prezzi con denuncie varie ed avrà anche fatto sciocchezze e cose non condivisibili come chiunque di noi.
    Penso anche, caro Anubi, che querelare sia una altrettanto grande cazzata (scusail francesismo) ed una grande caduta di stile.
    Io penso che sarebbe meglio davvero che le interviste ai “capi-corrente” non ci fossero proprio su Liberazione.
    Od almeno fossero fatte da giornalisti che non la pensano come l’intervistato. Oggi come ieri. Ed il fatto che nel passato ciò non sia avvenuto, non giustifica che non lo si faccia oggi.
    Ti assicuro Anubi che quell’intervista all’autocandidato Vendola sprizzava complicità da parte tua.
    Inoltre due ultime cose, sempre per Anubi.
    Ti prego di non tirar fuori la storia di chi applaude definisce chi è applaudito, perchè anche tra chi sta con la mozione Vendola c’è n’è di tutte le risme (o pensi che i buoni sono tutti da una parte sola – la tua).
    E se ti viene il dubbio che sia mancato qualcosa, prova a pensare a che cosa ed a chi ha contribuito a costruire le condizioni affinchè la parte peggiore di noi venisse allo scoperto.
    Saluti e libertà.

    Alessandro Bernardi – fed. di Bologna
    (io ho sempre l’abitudine di firmarmi, poi ognuno faccia quello che vuole)

  220. antonio Says:

    sono d’accordo, alessandro

  221. Caro Anubi,
    mi piacerebbe, sempre che questo non Le rechi fastidio, che Lei rispondesse a questa domanda che, e rischio lo spamming, Le pongo da un paio di giorni. E’ chiedere troppo?

    Roberto Alessandrini

    Roberto—>Utopico Dice:
    14 Maggio, 2008 a 23:42
    In questo diluvio di parole non ho letto la risposta e quindi riformulo la domanda ad Anubi che ho postato ieri alle 16.00

    Come giudichi il comportamento di Nichi Vendola, che non interviene nel Cpn, ma annuncia, urbi et orbi, la sua candidatura alla segreteria del PRC in una conferenza stampa?

  222. alessandro b.,

    ma, guarda, sono d’accordo anch’io. e infatti quando dice “è mancato qualcosa” mi riferivo proprio alla mancata costruzione collettiva. mi sono perfettamente presenti le responsabilità d’un lungo ciclo di direzione politica del Prc. dalla quale, per inciso ma non casualmente, sono uscito in tempi non sospetti, per così dire.

    e non dubito che nella mozione Vendola “ce ne sia di tutte le risme”.
    però non vedo, ad oggi, l’indirizzo ad una campagna di fatto di totale delegittimazione di chi non la pensa uguale, che qui sento invece da diverse voci.

    poi, la ricostruzione della responsabilità non cancella il dato: se “esce fuori il peggio di noi”, questo è un problema in sé. pensare di incanalarlo, il peggio, non appartiene alla mia cultura politica.

    resta un punto ed è che anche tu dici che l’intervista a Nichi “trasudava complicità” da parte mia.

    siccome sono un po’ stufo, ho deciso di far parlare i testi.

    e poi scomparirò da qui, a meno che non mi ci chiami il titolare del blog con un suo nuovo intervento.

    allora: di seguito, una dopo l’altra, le serie delle domande mie a Nichi, di quelle di altra collega a Ferrero e di un’altra (la ben nota “ridicolizzatrice”) allo stesso Ramon.

    DOMANDE DELL’INTERVISTA A NICHI VENDOLA

    1) Nikita Vendola, dopo il Comitato politico nazionale che ha deciso le modalità del congresso di Rifondazione comunista, hai ufficializzato la tua disponibilità ad assumere, al termine di questo stesso confronto congressuale, il ruolo di segretario del partito. Tu, che sei già presidente della Regione Puglia, risulti ora il solo candidato segretario. Ci riassumi le ragioni di questo passo, accolto non senza polemiche da parte di altri nell’attuale dialettica interna al Prc?

    2) E però Paolo Ferrero, così come aveva proposto un congresso a tesi piuttosto che a documenti contrapposti, ha interpretato la tua candidatura come qualcosa di distante da un necessario spirito unitario. Che cosa rispondi?

    3) L’argomento della critica alla tua candidatura, comunque, si appunta sull’annuncio immediato, all’apertura del percorso congressuale: bisogna sfuggire, si dice, al rischio d’una piega presidenzialista…

    4) Ecco: qual è, per te, l’oggetto politico fondamentale di questo congresso?

    5) Bene, ma prima di sviscerarlo, approfitto della tua risposta per soffermarci ancora un momento sulle divisioni attuali: ancora Ferrero dice, mi pare, che non c’è vuoto pneumatico ma una diversità di soggetti politici. E che dunque «la costituente della sinistra» dividerebbe, tanto che la chiama «socialista» per dire che tende ad escludere «i comunisti»: mentre al contrario servirebbe «una casa più grande, dove possano stare tutti». Tu che ne pensi?

    6) La quale invece (una sinistra di popolo, ndr) cosa e come sarebbe?

    7) A proposito di crisi dei consorzi umani: non pensi che la ricostruzione di un linguaggio politico debba anche riconoscere nuove forme di vita, di relazione, nuove pratiche e identità sociali?

    8) A proposito: volevo proprio chiederti se c’è qualcosa da dire su che si fa qui ed ora, in Italia, da quest’estate 2008… (chissà, forse qualcuno ha notato l’ironia, ndr)

    9) Quanto al Pd, chi ti critica dice che il processo costituente d’una grande sinistra ne sarebbe necessariamente subalterno.

    10) Senti, Niki (m’è scappata la k, ndr): non avverti la necessità di rispondere anche ad un altro genere di paura che scorre nella comunità-Prc e anche fuori, ossia che si divida ciò che già è stato sconfitto? Come rispondi?

    DOMANDE DELL’INTERVISTA A FERRERO 11-04-08 (dopo il primo CPN)

    1) Domanda d’obbligo: sei soddisfatto?

    2) E quali sono? (i punti fondamentali per i prossimi mesi, ndr)

    3) Cosa intendi con opposizione sociale al governo Berlusconi-Montezemolo?

    4) Gli altri punti?

    5) Alcuni propongono, accanto alle iniziative per il 25 aprile e Primo maggio, una manifestazione nazionale, che rimetta in piazza la sinistra.

    6) Ma poi arriverà luglio. Da più parti si osserva che la “mozione Ferrero” e la “mozione Giordano” non sono poi tanto diverse e che l’alleanza che ha
    prevalso al Cpn non reggerà la prova del congresso.

    7) Questo è il motivo (il fatto, secondo Ferrero, che «i congressi non servono a dare una delega», ndr) per cui hai negato l’ipotesi di una tua candidatura alla segreteria?

    8) Da esponenti della ex maggioranza, però, arrivano dichiarazioni bellicose, almeno stando ai giornali (e quindi da prendere con beneficio di inventario). Saranno tre mesi di scontro furibondo, oppure aver eletto un comitato di gestione collettivo e proporzionale agli equilibri interni permetterà di mantenere il dibattito entro livelli fisiologici di contrapposizione?

    9) Però anche voi, nella mozione, parlate di «percorso unitario» e di Rifondazione come «indispensabile ma non sufficiente».

    10) Ma secondo te come si ricostruisce Rifondazione comunista?

    11) E a chi invita a non gettare a mare le innovazioni fatte in questi anni, come la nonviolenza, cosa rispondi?

    12) E “Liberazione”, che ruolo dovrebbe avere secondo te?

    DOMANDE DELL’INTERVISTA A MANTOVANI 03-05-08

    1) Sul tuo blog hai scritto: «La scorciatoia politica dell’unità dall’alto non mi convince». Da lettrice del blog di Ramon Mantovani, da elettrice di sinistra, ti chiedo: si poteva evitare questo disastro elettorale?

    2) Quando parli dei «quattro partiti di governo» ti riferisci a Rifondazione comunista, Verdi, Sinistra democratica e Comunisti italiani, tutti presenti nell’unione prodiana perché avevano scelto due anni fa di far parte della coalizioni che vinse per un pelo le elezioni.

    3) Criticare ora è fin troppo facile, un po’ come sparare sulla croce rossa. Dal parlamentare di lungo corso Ramon Mantovani vorrei sapere cosa si è perso in questi ultimi due anni. Sicuramente i voti. Ma c’è dell’altro. Cosa?

    4) Se proprio vogliamo parlare di programma, sembra che sia stato rispettato poco o nulla.

    5) Sempre sul tuo blog si legge «il patrimonio di Rifondazione non deve essere disperso». Che cosa difendi? Rifondazione comunista? La falce e il martello? Il sogno di un altro mondo possibile? L’idea di un’alternativa di società?

    6) Come il polline di primavera, anche qui, nel quartier generale di Rifondazione comunista a viale del Policlinico, c’è qualcosa che gira nell’aria. Su gran parte dei media si parla di resa dei conti, di un congresso incandescente, di mozioni contrapposte. Di leader pronti allo scontro. Come la vedi? Qual è il tuo giudizio su quanto sta accadendo.

    7) Hai detto: il superamento di Rifondazione.

    8) Un congresso a tesi o a mozioni?

    9) Scindere un partito ridotto ai minimi termini sarebbe in sintonia con il destino della galassia della sinistra italiana… (in questo caso del rischio di scissione, come nel caso del superamento del Prc, le domande esplicitano attribuzioni di Ramon all’altra parte, ndr)

    10) Torniamo alla Sinistra arcobaleno e a quella parte di sinistra italiana che non è entrata nell’arcobaleno. E’ davvero una missione impossibile quella di unificare, cercare minimi comuni denominatori a questo frastagliato microcosmo?

    11) (Ramon aveva risposto con una domanda alla precedente; «Quale frastagliato microcosmo», ndr) La Sinistra critica, il Partito comunista dei lavoratori, solo per fare i nomi di due partiti che si sono presentati alle ultime elezioni, entrambi sotto il simbolo della falce e martello.

    12) Stai ripetendo che il progetto della Sinistra l’Arcobaleno era e resta sbagliato?

    …………………………………………………………………………………………………………………………….
    senza bisogno d’altre parole,
    l’infame anubi

  223. come si sarà notato, ci sono degli “smile” (faccette sorridenti, traduzione per gli autarchici) di troppo: trattasi di errore di battitura del numero corrispondente ad una domanda. s’intende che lì inizia un’altra domanda…

  224. Anubi, continui a rigirare la frittata. Non sono io ad aver parlato di violenza. Sei tu che, rispondendo a una compagna che ti dava dell’infame, l’hai praticamente invitata a guardarsi le spalle. Questa mistura di intimidazione fisica e giustizia borghese mi hai ricordato i metodi che Casarini & co. utilizzano dalle mie parti. Una piccola casta che si arroga il diritto di rappresentare “il movimento”, con un buona pace di quelli come me, che il movimento lo fanno gratis.
    Scegli da che parte stare, una volta tanto: giornalista col culo parato che querela chi lo critica, o bulletto di quartiere che minaccia la violenza di strada. L’una e l’altra cosa insieme sono un po’ ridicole.

  225. antonio Says:

    protagonismo bio-empirico

  226. rieccomi. certo la discussione qui si fa troppo tesa e si trascende. per quanto mi riguarda mi dissocio da ogni accusa tipo “infame”. però vorrei anche dire che sto imparando che il blog è un po come un bar( luogo a me molto caro). si discute a ruota libera e capita che qualcuno trascenda. o è un po come un corridoio durante una riunione. quindi non drammatizzo. anche se. lo ripeto, non condivido certe accuse e controaccuse.
    del resto, caro anubi, se scorri i commenti dei mesi scorsi trovi decine di insulti indirizzati a me. addirittura delle stesse persone che insultano te oggi. secondo alcuni io sarei un venduto, sarei uno che accecato dalla rabbia per non essere stato ricandidato mi invento dissensi tardivi, sarei un opportunista, un traditore, un imbecille identitario. L’altro giorno al cpn un compagno, un vero campione della nonviolenza nei sui interventi al microfono, diceva ad un altro: se vinceremo vi massacreremo. e ce ne saranno altri della mia mozione che dicono la stessa cosa. quindi è fuori luogo, scusa, che tu tenti di mettermi in imbarazzo accusandomi di avere cattive compagnie. le abbiamo tutti le cattive compagnie. per il semplice motivo che le abbiamo dentro noi stessi. perché siamo intrisi di una cultura della lotta per il potere. non c’è un pulpito dal quale qualcuno può giudicare altri. sarebbe meglio cercare, con difficoltà e alterni risultati, di essere coerenti con alcune cose che si dicono al microfono. so bene di essere molto difettoso ma cerco, e a volte è faticoso e costoso, semplicemente di dire ciò che penso. ed uso un linguaggio duro e schietto apposta, magari con qualche parolaccia in meno rispetto al corridoio. non sopporto più il perbenismo, l’ipocrisia di chi nei corridoi dice una cosa e poi al microfono o in un’intervista dice il contrario, IL CONTRARIO!!!!. E tu, anubi, sai bene che questo problema non è legato alla forma partito, perché è la stessa cosa nei centri sociali o in qualsiasi associazione. per mesi sono stato avvicinato da compagni che mi dicevano: ma questi vogliono sciogliere il partito! ma questi sono pazzi! e via insultando. diversi li ritrovo a dire che non era vero niente, che c’è stato un avvoltoio che ha messo su un complotto per diventare segretario (ferrero). io rispetto le opinioni di tutti ma è difficile confrontarsi con opinioni così mobili e così ballerine.
    mi spiace ma la tua intervista a nichi è parte di un’operazione tesa ad intorpidire il dibattito, a condurlo nelle secche della scelta della persona. ciò che più mi ha fatto incazzare è il contesto. su un quotidiano di partito si intervista solo il segretario in quel modo. il giorno dopo la riunione del gruppo dirigente il segretario spiega la linea e confuta le tesi dei dissenzienti interni ed esterni al partito. le interviste che verranno dopo, anche se avranno lo stesso spazio e la stessa collocazione sono par condicio, ma non potranno mai essere sullo stesso piano. tu questo lo sai benissimo. e non citare mie interviste che non c’entrano nulla. quando mi hai intervistato sulle missioni militari ho semplicemente spiegato una linea che condividevo e che sono pronto a difendere anche oggi ( a proposito non sono riuscito a trovarla nell’archivio di liberazione, non è che me ne mandi una copia?). ma era una linea discussa in una riunione, non una mia improvvisata. come sai quella linea è stata disattesa più volte. alla terza volta che è stata contraddetta mi sono dimesso dalla commissione esteri. è successo in luglio e le mie dimissioni sono state discusse nel gruppo a novembre. NOVEMBRE! mi sono dimesso in silenzio, non ho fatto comunicati stampa. semplicemente perché non mi ero dimesso per farmi chiedere il ritiro delle dimissioni. ho rifiutato di rilasciare dichiarazioni ad agenzie e giornali sulla politica estera ed ho rifiutato anche la partecipazione a trasmissioni tv sul tema. un giorno di questi scriverò un lungo pezzo su tutto questo. come vedi, e come sai, la tua intervista a me su quella questione non c’entra nulla con l’intervista a vendola. così come non c’entra l’intervista nella quale spiegavo perché avevo proposto di votare contro la fiducia sul pacchetto sociale del governo prodi.
    rimane il fatto che l’intervista a vendola è un’entrata a gamba tesa nel dibattito congressuale. che il pd la repubblica la stampa e ritanna armeni a 8 e mezzo ed altri facciano il tifo per vendola fa parte della degenerazione della politica italiana. ma liberazione il giorno che si inaugura il dibattito congressuale si comporti allo stesso modo è lesivo della democrazia. il giornale del partito non è un giornale di un’entità astratta. è il giornale di compagne e compagni che vanno rispettati e non manovrati, influenzati in modo subliminale e strumentalizzati. capisco che per vincere il congresso “il fine giustifica i mezzi” ma a tutto c’è un limite. o dovrebbe esserci.
    va beh. mi fermo qui perché tanto per cambiare devo andare ad una riunione. e domani non entrerò nel blog perché sarò a nuoro.
    ciao ciao
    ramon

  227. federico Says:

    Anubi, guarda che in quanto ex iscritto al partito e quindi ex azionista (e ancora lettore a spot) del giornale tra un po’ mi toccherà chiederti conto di come utilizzi le tue ore di lavoro data la mole di scritti che posti qui…..ma almeno utilizzali per scrivere qualcosa per il giornale, altrimenti ecco perché i conti non tornano mai!!! 😉 (questa è una emoticon vera)

    Cerco di sdrammatizzare, se mi permetti.,,,

    Ero io quello che diceva che bisognava riflettere, riflettere, riflettere e discutere, discutere, discutere.

    tutto questo mi conferma che è necessario. Lasciando da parte tutti il tifo calcistico che in questo contesto non serve a una cippa.
    E magari riportando tutti la discussione sul piano politico e lasciando perdere quello personale, con annesse querele.

    ciaociao

  228. RAMOOOOOOOOOOOOOOON!!!!!!!!!!

    Maria

  229. alberto Says:

    Il problema non è l’anubi (che evidentemente ha una gran coda di paglia),ma tutta la linea editoriale di quel giornale da un pò di anni a stà parte siamo passati dalle manie di grandezza della Palermi(ve la ricordate),che creò un buco che manco Tremonti..alla gestione in appalto ad un dichiarato a-comunista come Sansonetti,risultato:
    1)siamo insieme alla lega l’unico partito che auspica la seccesione del tibet
    2)usiamo la parola gulag(il senso delle proporzioni?) per definire la situazione nella cgil,poi magari tra tre giorni intervistiamo il capo del gulag
    3) non abbiamo pressoche notizie di cosa fanno (mobilitazioni,campagne politiche,lotte ecc..)le altre forze comuniste e progressiste nel mondo (vi consiglio di leggere le riflessioni che quel trinariciuto di f.castro sta facendo da un pò di tempo a stà parte)alla faccia delle chiacchere sul mondo,siamo affetti da basso provincialismo.
    4)lo spazio per le esperienze dei territori è praticamente nullo e di conseguenza le relazioni sono impossibili.
    5)il costo di tutto ciò è sconusciuto dal punto di vista economico(si vendono sempre meno copie)ma dal punto di vista politico il bilancio è simile a quello del progetto che si è caldeggiato (sinistra arcobaleno) cioè,fallimento totale.
    E’ evidente che dovendo fare i conti (anche) con un periodo di austerità,bisognerà riflettere sull’utilità e sul rapporto costi/benefici di avere un quotidiano che non eccelle neanche per competenze(spero che nessuno mi quereli)che oggettivamente il lettore di sinistra trova più da altre parti.
    Un consiglio caro ramon,non star trppo a penarti per l’annunciata querela, evidentemente il compagno non ha fatto abbastanza disoccupazione se ha soldi da buttare in queste minchiate,e non mi dannerei più di tanto di ciò che propugnano dalle pagine del quotidiano,mi preoccuperei invece di organizzare il numero più alto possibile di incontri coi compagni/e dei circoli, è lì che si gioca la partita è lì che i militanti vi vogliono.
    dasvidania

  230. grazie alberto,

    davvero tante, sentitissime grazie: hai spiegato più tu delle mie ragioni nell’intraprendere iniziative di autotutela, che tutti i miei post messi insieme.

    vedi ramon? poi tu puoi anche frullare tutto in definizioni utili ad applicarsi in ogni contesto di socialità umana. però qui il problema è un altro, specifico. e se non ti appartiene, disgraziatamente ti apparterrà. quanto a quel che può appartenere a me, ci sto ben attento, non preoccuparti.
    per questo le interviste c’entrano. perché ero io a farle. come io ho fatto questa, per cui secondo te mi merito del «giornalista inginocchiato».
    non hai scritto: «intervista inginocchiata». ci sarebbe stata tutta, nell’esercizio della critica.
    no: hai colpito la mia persona, nel mio lavoro, nella mia dimensione di vita e nella mia etica.
    casomai non ti fosse chiaro per quel che ti dico io, ti sia almeno visibile per quel che dicono i vari “tifosi” in questo tuo blog.
    capisci, se vuoi capire. e pensa, pensaci su.

    ps: federico, mi stai simpatico e apprezzo chi sdrammatizza. però leggerlo, il giornale, talvolta, anche solo sull’on line… magari aiuterebbe a capire quanto e chi (ci) lavora.

  231. pps:

    Ramon, m’era sfuggito… ma tu continui a controargomentare sulle interviste di un anno fa. ti sei accorto che ho ripostato le domande, tutte, dell’intervista incriminata mia a nichi, di quella di altra collega a ferrero e di quella della collega un tempo “ridicolizzatrice” a te? no, perché dovresti rileggertele. così, giusto per renderti conto del ridicolo. tra uno, due, tre giorni. quando vuoi, con calma (diciamo così)
    ah…: per quanto riguarda il postarti qualcosa, mi sa che non hai capito bene. mostri una singolarissima dissociazione di piani, che è tutta tua. eppure, dovresti apprezzare un certo integralismo, non dico dell’integrità… guarda: hai amici interisti (leninisti o meno) al giornale? ecco, chiedi a loro.

  232. Bravo Alberto.
    Finalmente un po’ di ragionevolezza. Ieri sera io ci ho provato ma non ci sono riuscita, a quanto pare. Fuori! Non solo loro ad organizzare incontri nei circoli (il che è doveroso ed è anche ilminimo), ma anche noi che crediamo nel progetto di Ferrero e di Ramon. C’è tutto un mondo intorno con cui discutere e a cui proporre la Rifondazione che noi vorremmo. Un sacco di compagni raggiungibili attraverso tutti i mezzi che la comunicazione ci mette a disposizione. E’ importante questo spazio, ci mancherebbe, ma che sia costruttivo e propositivo e non fossilizzante. E’ uno spazio pubblico, e non pensate che si chiacchieri al bar come i quattro amci di Gino Paoli. Ramon!! non erano in mondovisione quei quattro amici.
    Buon lavoro a tutti.
    E sempre il solito abbraccio a Ramon

    Maria

  233. E vabbeh, ma perchè il giorno dopo il cpn al quale vendola non partecipa perchè aveva troppo tempo da dedicarsi a fare il salvatore della Puglia e della Sinistra si intervista proprio Vendola?????????. Il giornale di un partito avrebbe dovuto parlare in seconda e terza pagima del dibattito interno del partito non di quello ESTERNO non ti sembraaaaa. Al di là dell’inginocchiato penso sia questo il punto centrale della questione e mi sembra piuttosto semplice.
    E invece….
    Come dire: siiiiiiiii c’è stato il cpn….hanno parlato parlato di regole che noia e che palle sti cpn e che avranno mai avuto da decidere tanto il congresso non serve a una mazza….il segretario c’è già. Quindi parliamo di cose serie parliamo di Vendola e che facciamo nè parlano tutti i giornali…..mica possiamo fare che Vendola abbia più spazio in altri giornali rispetto al nostro.

    ciao,

    Luca

  234. A prescindere da chi vinca questo cacchio di congresso:
    Voi ex maggioranza, soprattutto, non dimenticatevi della nostra isola!
    Governata per anni da gente come Diliberto e Valentini, e che siamo riusciti a strappare solamente un’anno fa alla allora maggioranza grassiana.
    Ora siamo divisi, e non vorrei che secondo chi vince la mia isola ritorni nel limbo della non rappresentanza delle molteplici e variegate istanze e piombi nuovamente nell’immobilismo stile Valentini.
    So che da tempo, magicamente Valentini è diventato bertinottiano, ma io ti chiedo: noi in Sardegna abbiamo fatto due congressi in due anni, questo sarà il terzo!
    Io mi sono rotto, di fare sempre la conta per vedere chi si prende il Partito!
    Che prima di essere del Segretario è degli iscritti!
    Vi chiedo di pensare a quello che fate, e cosi lo chiedo anche ai “vendoliani” o come si dice.
    Le differenze tra voi e loro sono sostanzialmente nulle, mentre quelle tra tutti noi e il resto della vostra mozione sono molto ampie!
    Perchè si è arrivati a questa divisione?
    Cosa c’è sotto?
    Ho letto l’articolo di Curzi oggi sul nostro giornale, mi ci rispecchio parecchio, rimango confuso a quello che accade.
    Non so tu, ma nonostante tutti gli errori politici e non, io non sono un antibertinottiano, perchè riconosco che questo partito è diventato quello che è grazie alle innovazioni e alle sfide che il nostro ex segretario ha apportato, grazie al sacrificio degli iscritti, agli incazzi.
    Non posso non dire però che non mi è piaciuta la scelta “strategica”, che strategica non è, di essere Presidente della Camera! Ci ha penalizzato nel gioco di forze con i nostri alleati al governo e abbiamo perso il contatto con il nostro popolo, da una parte ci si è arroccati nel difendere la linea di lealtà al governo, dall’altra si è iniziata contemporaneamente la lotta interna alla successione, ma nel frattempo il nostro elettorato ci ha puniti come era ovvio che fosse!
    Non si può andare alla manifestazione del 2 giugno con la spilletta addosso, e non si può essere eletti nel partito e poi fare il cacchio che si vuole senza dimettersi dalla carica.
    Se c’erano opinioni contrastanti ci si doveva sfilare dal governo, affanculo la sindrome del 98!
    Analisi un po’ rozza, ma spero che renda l’idea di ciò che voglio dire.

    Ora che siamo stati travolti da questa tragedia che facciamo? E se per assurdo avessimo preso il 12%? Nessuno se l’è chiesto? Avremmo sciolto il partito o no, se lo chiedeva il popolo (sempre nominato e quasi mai ascoltato)?
    Io non lo so che sarebbe successo, ma provo ad immaginare.
    Preciso che io non sono per lo scioglimento del Partito della Rifondazione Comunista, soprattuto in questa situazione.
    Ora ci giochiamo tutto, non solamente la soppravvivenza come partito, ma la soppravvivenza come idea di cambiamento radicale della società in cui viviamo.
    Cerchiamo di non fare gli ipocriti ne da una parte ne dall’altra.
    Oramai i documenti sono due, non ci sono state le tesi emendabili, vabbè, che c’entra? In Sardegna, come saprai sicuramente, l’ultimo congresso straordinario si è fatto a mozioni contrapposte e poi la gestione del partito è stata unitaria.
    Confido nella vostra esperieza di dirigenti responsabili, io sono solamente un fottuto idealista incazzato.
    Con rispetto.
    Marco

  235. PS.

    mica mi ero accorto che mi hai inserito nei tuoi link!
    ti ringrazio, anche se il mio blog non è prettamente un blog politico.
    mi sono anche dimenticato di scrivere che non so se riuscirò ad essere domani a Nuoro.
    Io vivo a Sassari, spero di poterci essere. Voglio sentire con le mie orecchie e ragionare con i compagni e non essere il classico esponente di preconcetti verso quella o l’altra mozione.
    A parte la bozza Acerbo, nn ho letto gli altri documenti, ma solamente interviste e interventi pure quelli su RadioRadicale, interventi senza filtri, quindi mi necessita di ascoltare e di capire tutte le sfumature di questo congresso, perchè tengo alla prospettiva di cambiamento della società in cui anch’io vivo.
    Buon lavoro.
    Marco

  236. alessandro Says:

    caro marco belle parole però permettimi di diti che se il congresso sarà vinto dalla mozione grassi mantovani ferrero ci sarà una gestione unitaria COME é SCRITTO ESPLICITAMENTE NEL DOCUMENTO. Se invece vincerà vendola non ci sarà più nessuna gestione perchè non ci sarà più il partito
    A proposito mi sai dire come si è evoluta la situazione in sardegna dopo il cambio di maggioranza a livello nazionale?
    ciao

  237. alessandro Says:

    vendola in un intervista su aprileonline da aramon e agli altri della mozione dei lividi stalinisti . facciamoci sentire su quel blog!!!!!!!!

  238. Non sono tanto informato dato che tempo fa mi sono dimesso sia da Segretario del nostro circolo, sia dall coordinamento provinciale che regionale dei GC.
    Seguo il dibattito un po’ defilato, dato l’evoluzione del nostro partito da quando abbiamo fatto parte del governo.
    Penso che rispecchi più o meno la situazione nazionale, solo che qui i Falciati & Martellati (come mi piace definirli scherzosamente o Comunisti estetici come preferisci) ci sono in tutte le salse e si mescolano in ogni mozione per proprio tornaconto.
    Col Congresso straordinario un po’, permettimi il termine, di pulizia da questo punto di vista c’è stata, ma ora con quest’altro congresso, non ho idea di cosa capiti.
    Qua da noi si è riusciti in qualche modo a riscostruire un Partito che fino a prima neanche esisteva, in cui il Segretario regionale (Valentini, mandato come commissario dal nazionale molto tempo fa, e poi rimasto qua ad instaurare il suo feudo) non interveniva praticamente mai sui vari mezzi di informazione locale.
    Da un po’ la musica è cambiata, ma spero che il clima nazionale non contagi quello della nostra isola.
    Che non è solamente la Costa Smeralda dove si bagna il sedere l’odierno Premier.
    Ciao

  239. Non solo Alessandro su quel blog, ma ovunque. Sempre con rispetto, apertura al dialogo e al confronto. Ma appunto, facciamoci sentire fuori di qui. E qui ci si confronta. Ve la ricordate la classica: analisi-sintesi-pedalare? siamo alla terza fase.
    Un saluto e buona notte a tutti.

    Maria

  240. scrirocco Says:

    caro ramon,
    visto che hai chiuso i commenti per sassata n° 3 ti scrivo qui, convinto che verrò cancellato un minuto dopo ….. ti consideravo uno dei migliori dirigenti del nostro partito quello che aveva fatto della coerenza un valore assoluto, dicevi che siccome eri il più bertinottiano di tutti eri contro bertinotti e mi piacevi allora ….. ti ricordi con ferrando avresti fatto il governo, ma con lo “sbrirro” burgio mai …. adesso scrivete un documento congressuale insieme? e perchè scrivere falsità? proporre una linea politica e un segretario all’intero corpo del partito è quanto di più democratico esiste, invece che proporre una linea e poi chi decide il segretario una casta, ma io devo sapere se il segretario la fa burgio, lo fa grassi, lo fa ferrero o lo fa mantovani …. visto che non è proprio indifferente?

    Mi spiace leggere quello che scrivo oggi ….. ti preferivo com’eri

  241. alessandro Says:

    scirocco non conta chi farà il segretario . conta che porti avanti la linea stabilita democraticamente al congresso .BASTA COL LIDERISMO!!!!!!!

  242. caro anubi, va beh. mi spiace sempre di più che tu voglia a tutti i costi parlare di autotutele quando sai benissimo che non è serio. o vorresti dire che la mia “sassata” è l’annuncio di una purga? di licenziamenti? di persecuzioni? sai meglio di me che ci sono migliaia di compagni e compagne incazzati neri col giornale per tanti motivi. a volte in contraddizione fra loro. e se qualcuno di loro dice anche chiudiamo il giornale o cambiamo la direzione lo trovo fisiologico. è sempre successo. con curzi, con la palermi. ma devo dire che non era mai successo che sul giornale si linciasse un compagno come è successo a caruso. devo dire che sansonetti, grande frequentatore di dibattiti in tv e di tavole rotonde sull’unità della sinistra è da circa un anno che non mette piede in una riunione del cpn. ma si sa che l’editore è un conglomerato di deficienti dediti all’adorazione della superatissima falce e martello. tu hai un’idea di quanti mi scrissero email per ringraziarmi di aver contrastato il linciaggio di caruso? e hai idea di quanti mi chiedevano di intervenire per cacciare un direttore che negli editoriali si permetteva di dare del cretino a questo e a quello? hai una vaga idea di cosa passi per la testa di persone che hanno un reddito ben più basso dell’ultimo giornalista di liberazione, che sottoscrivono abbonamenti per il giornale, che fanno le feste che portano il nome del giornale e che si sentono maltrattate dal giornale? per quanto mi riguarda io non cavalco il malcontento, il basismo, la demagogia. puoi stare tranquillo che troverai sempre il sottoscritto a combattere contro qualsiasi censura. ed è anche per questo che esercito il diritto alla critica.
    il diritto di dire, caro anubi, anche in modo poco urbano in una rubrica appositamente dedicata a questo, che la tua intervista è una lesione di un diritto fondamentale della democrazia nel partito. ma fai finta di non sapere e di non capire che quella è la classica intervista al segretario del partito sul giornale del partito il giorno dopo che si è aperto ufficialmente il congresso. è inutile che tu riporti domande di altre interviste. non dimostrano nulla. e comunque mentre tu le postavi io stavo scrivendo il mio commento e le ho viste solo quando ho aggiornato la pagina. ma non dicono nulla di nulla. non esiste al mondo un giornale di partito che si comporta così. se c’è un problema è che se il giornale invece che essere di tutti diventa di parte si innescano meccanismi distruttivi, perde lettori o comunque viene letto con diffidenza. ma possibile che sia così difficile capire una cosa così semplice? vuoi drammatizzare il mio inginocchiato? fallo pure se vuoi, anche a dispetto della logica e del buon senso. ti sei offeso? normale direi. come mi sono offeso io in altre occasioni. sai bene che non l’ho scritto per giudicare la tua vita personale e politica. anzi, forse l’ho scritto proprio perché quell’intervista mi sembra incoerente con la tua vita. ma questo è una libera opinione mia. anche vedere la tua firma insieme a quella di pino arlacchi, che considero un reazionario, su un appello per la sinistra mi è sembrato un fatto incoerente. e non dico altro. comunque, ripeto, vuoi drammatizzare e far credere che sei in procinto di essere mandato in siberia. mah!
    se il giornale ha un problema, come ce l’ha il partito, è economico. certo nessuno poteva immaginare che il partito del 15 % sarebbe stato del 3,1. ma, cazzo, ho ancora negli occhi i grandissimi tabelloni con scritto sinistra in tutte le lingue, che poi si è scoperto servivano per pubblicizzare un sito internet che credo venga frequentato meno di questo mio modestissimo che costa 0 euro e che mi faccio totalmente da solo. ma chi cazzo ha deciso di spendere centinaia di migliaia di euro per quella splendida iniziativa? che serviva solo a far capire che si faceva un partito di sinistra?
    mah!
    più sopra puoi leggere gli effetti dell’intervista. avere i voti di quelli che come scrirocco pensano che al congresso bisogna votare per il segretario. viva le primarie a morte la casta! la casta!
    così abbiamo un compagno che si candida alla segreteria. anzi, guarda, ti metto la tua prima domanda a vendola:
    Nikita Vendola, dopo il Comitato politico nazionale che ha deciso le modalità del congresso di Rifondazione comunista, hai ufficializzato la tua disponibilità ad assumere, al termine di questo stesso confronto congressuale, il ruolo di segretario del partito. Tu, che sei già presidente della Regione Puglia, risulti ora il solo candidato segretario. Ci riassumi le ragioni di questo passo, accolto non senza polemiche da parte di altri nell’attuale dialettica interna al Prc?

    analizziamola. dopo che il cpn ha deciso le modalità del congresso ecc HAI UFFICIALIZZATO LA TUA DISPONIBILITA’ AD ASSUMERE, AL TERMINE DI QUESTO STESSO CONFRONTO CONGRESSUALE, IL RUOLO DI SEGRETARIO DEL PARTITO.
    Anubi, hai ufficializzato la tua disponibilità ad assumere? chi, di grazia, ha chiesto questa disponibilità?
    e ancora: RISULTI ORA IL SOLO CANDIDATO SEGRETARIO.
    toh! ti sembra corretto dire questo? forse non sai che per candidarsi a qualcosa ci vogliono le elezioni di qualcosa? e che il congresso non elegge segretari? e che il comitato politico nazionale che eleggerà il nuovo segretario o segretaria di rifondazione non esiste? perfino che potrebbe esserci il caso, se la mozione russo vincesse con il 51 % il congresso, che non ci sia nessun segretario? e ti sembra corretto dirlo ben sapendo che non ci saranno altri candidati prima della fine del congresso?
    guarda, ti comunico che ho intenzione di iniziare una carriera ecclesiastica e che ho fermamente intenzione di candidarmi a PAPA. assumerò il nome di ANUBI I. siccome mi sono candidato, anzi scusa, siccome padre pio in sogno mi ha chiesto la disponibilità e l’ho data, mi aspetto di essere intervistato da te.
    vediamo, ora mi applico in quella cultura del sospetto, nefasta ovviamente, per metterla giù in un altro modo.
    compagni, abbiamo perso la maggioranza, rischiamo di perdere il congresso, che facciamo? chiediamo a nichi la disponibilità (eccola la disponibilità richiesta) a buttarsi nella mischia. E’ l’unico che essendo popolare ed amato può salvarci. lo diciamo ai giornali, alle tv, che a loro piace tanto descrivere il congresso così, che è lui il nostro candidato. e non si parli di tesi perché salterebbe l’operazione. visto che non abbiamo interesse a parlare del superamento di rifondazione, del nuovo partito, perché dentro il partito sono impopolari, buttiamola sul golpismo, sulla cultura politica, sullo scontro innovatori conservatori. e giochiamo fino in fondo la potenza mediatica. ormai i compagni non sanno a che santo votarsi. molti di loro pensano che il segretario debba bucare il video, che solo uno come nichi può ridarci popolarità. e soprattutto il congresso si vince all’esterno del partito, creando un clima che influenzi il suo dibattito interno. fin qui siamo alla semplice degenerazione politica. la stessa che ci ha portato a diventare un partito leader dipendente, che quando il leader cade trascina tutti. ma l’intervista all’unico candidato alla segreteria, caro anubi, è un’intervista inginocchiata. perché non è un’intervista come le altre, perché trasformerà le altre in repliche, in risposte, qualsiasi cosa ci sia scritto e qualsiasi domanda venga fatta. perché è una mistificazione.
    questo è il senso della mia sassata. e mi sembra legittimo. e comunque non volevo ferirti e per la ferita ti ho chiesto scusa.
    punto.
    ciao
    ramon

  243. ah scusa, mi scuso per averti chiesto una copia della tua intervista a me sulle missioni militari. sul sito del giornale non c’è perché è troppo vecchia. ma non ti preoccupare, conosco un compagno a milano, uno di quelli che è incazzato nero col giornale, che ha tutte le copie, fin dal primo numero. e le ha fatte rilegare, con qualche problema perché abbiamo avuto direttori che per dare la loro impronta cambiano il formato, anche se costa di più. la chiederò a lui e me la copierò ridigitandola (si dice così?).
    salut i republica

  244. antonio Says:

    Eh sì Ramon, esiste il problema del giornale. Non credo che qualunque umore debba essere sempre e comunque giustificato. ma nel caso di Liberazione si è aperto da tempo un divario tra il giornale e la sua comunità politica di riferimento (o che almeno dovrebbe essere tale). Questa frattura sarà pure un problema e non capisco perché l’attuale maggioranza non ponga con un po’ più di rilievo la questione del giornale. Abbiamo una direzione che ha portato il giornale a una perdita spaventosa di copie e lettori, abbiamo un bilancio in disavanzo, si è creata una disaffezione, i nostri compagni non sono più disposti a dare credibilità a Liberazione, molti non vogliono fare più diffusione. E allora, possibile che nessuno sia chiamato alle proprie responsabilità? possibile che si debba assistere impotenti a tanta dissipazione?
    Consideriamo anche un altro elemento. Sono piuttosto propenso a credere che all’interno della redazione di Liberazione ci siano giornalisti, compagni, che in questi anni hanno magari sofferto di una emarginazione. Chiunque legga il giornale sa che alcune firme compaiono di meno. Basta avere un po’ d’occhio, non è necessario avere un’esperienza diretta e interna. Vogliamo dare una mano a quei poveretti?

  245. mi scuso con tutte e tutti se ho dialogato solo con anubi, ma credo, implicitamente, di aver risposto anche agli altri.
    vorrei solo dire a scrirocco:
    al congresso di venezia dissi più o meno: se al prossimo wto privatizzeranno acqua sanità e istruzione nemmeno un governo presieduto da ferrando potrebbe farci nulla perchè la globalizzazione ha deprivato i governi nazionali del loro potere. ma voterei volentieri per un governo ferrando a patto che non faccia burgio ministro dell’interno. è vero che dopo genova c’è un black block che cresce dentro di me e che mi fa dire cose esagerate. spero però che a nessuno cresca dentro uno sbirro.
    posso dirti che se ferrando si è effettivamente candidato a premier burgio l’ho visto molto garantista in parlamento?
    e posso dirti che gli sbirri hanno albergato molto dentro i comunisti ma altrettanto fra i socialdemocratici e fra i socialisti e in quel vasto popolo di sinistra diffusa che attende il nuovo leader e il nuovo partito?
    ciao
    buonanotte.
    ramon

  246. alessandro Says:

    ramon hai già parlato più volte di questo fantomatico appello a sciogliere il prc firmato da vari personaggi interni ed esterni al partito. adesso fai alcuni nomi(arlacchi e lussurgiu) .ti chiedo di pubblicare tale appello sul tuo blog in modo che lo si possa commentare

  247. Anubi secondo me hai bisogno di un buon oculista perchè i casi sono due:
    O soffri di problemi alla vista che non ti consentono di leggere alcuni messaggi oppure hai un’allergia alle domande semplici. Mi sembra anche che, nonostante i tuoi richiami alla conoscenza della rete, le minime regole di quella che una volta era la Netiquette non ti appartengono ma d’altronde sei tu l’esperto di informazione e io un semplice utente/navigatore.

    Visto che ‘tengo la capa tosta’ ti riformulo nuovamente la domanda.

    Roberto—>Utopico Dice:

    15 Maggio, 2008 a 13:12
    Caro Anubi,
    mi piacerebbe, sempre che questo non Le rechi fastidio, che Lei rispondesse a questa domanda che, e rischio lo spamming, Le pongo da un paio di giorni. E’ chiedere troppo?

    Roberto Alessandrini

    Roberto—>Utopico Dice:
    14 Maggio, 2008 a 23:42
    In questo diluvio di parole non ho letto la risposta e quindi riformulo la domanda ad Anubi che ho postato ieri alle 16.00

    Come giudichi il comportamento di Nichi Vendola, che non interviene nel Cpn, ma annuncia, urbi et orbi, la sua candidatura alla segreteria del PRC in una conferenza stampa?

  248. Lavrenti Says:

    A qualcuno dei ‘negazionisti dello scioglimento del PRC’ risulta che qualcuno avesse ‘prenotato’ per il 16 aprile un’intera pagina sul Corriere della Sera dove si lanciava il Partito della sinistra arcobaleno con un appello scritto da alfonso gianni e sottocritto da molti dirigenti nazionali?

  249. prcarmerina Says:

    Io ho preso calci in culo e umiliazioni da questi dirigenti “bertinottiani”, gente che appena ha visto una poltrona non l’ha mollata più, il giornale è un giornale di “area” per altro attualmente minoritaria, su Cuba ad esempio Fabio Amato e poi Steri dicono delle cose e il giornale se ne fotte e pubblica le corbellerie (sennò se dico “cazzate” mi querelano) della dott.sa (immagino sia laureata) Nocioni.
    E adesso questi fanno le vittime, si incazzano con tutti, accusano Ferrero, accusano Mantovani, accusano il corpo del Partito, dicono che c’è la cultura del sospetto, che loro sono per Rifondazione. Che schifo, veramente che schifo, io sono uno che nel mio piccolo mi faccio in quattro per questo partito, sono disoccupato e quando ho cento lire in tasca sono per il Partito, non ho un minuto di riposo, tra lavoro “di concetto” e lavoro manuale, abbiamo un circolo minuscolo e debbo fare quasi tutto io, ho sempre fatto mie le scelte del Partito anche quando non le condividevo, compro quello che un caro compagno chiama “la carta per avvolgere il pesce” (non dico il nome sennò querelano pure lui), e questi fanno le vittime, niente di peggio del vittimismo dei carnefici, niente di peggio del vittimismo di chi persino nelle realtà più piccole ha lavorato per spaccare, financo provando e talvolta riuscendo a distruggere rapporti umani, per chi non ha mandato nella zona mia manco un volto uno per fare qualche comizio. Sono stanco e ameraggiato.

  250. accidenti, però. siete più nottambuli di me.
    alessandro, l’appello con i nomi di arlacchi e di anubi è di mesi fa ed è stato pubblicato credo dal manifesto o da liberazione. non c’entra nulla con l’appello che era pronto per lanciare la costituente il giorno dopo il voto.
    ciao
    ramon
    e buonanotte

  251. Sono completamente d’accordo con prcarmerina. E si capisce che se si è trasceso, è perchè molti di noi dopo tutti questi anni oltre che stanchi e amareggiati, sono anche un tantino incazzati. Un tantino eh… Quindi anche tu Anubi, suvvia… finiamola con l’ autotutela. Autotutela de che!?! Credo Ramon abbia chiarito molto bene e chiesto pure scusa, che non era sua intenzione ferire nessuno. E basta mò!! C’è da farsi un mazzo così e lavorare per questo congresso, non si può passar il resto dei giorni a parlare di questa cosa. I rospi ve li siete tirati tutti fuori, e mò cerchiamo di far sì che non siano i militanti dell’altra mozione che vengono sempre a spiare da queste parti che si dice e che si fa, ma facciamo che siamo noi ad andare a romepere le scatole da loro per spiegare le nostre ragioni!!

    PS
    Ramon quando ti candidi come PAPA-ANUBUI I io mi candido come tua segretaria. Non ti scordar di me…
    🙂

    Maria

  252. federico Says:

    Cari Ramon e Anubi, certo che avete una logorrea blogghica (scusate il neologismo…) da far paura.
    A star qui a ripetere le stesse cose in 10 modi, a spiegarsi ogni singola parolina, accento, atteggiamento o altro non ci si capisce.
    Perché mi sembra che non vogliate capirvi. E capire che forse un po’ di ragioni e di torti li avete entrambi.

    Si, lo so che potrebbe sembrare un discorso buonista, ecumenico, uolteriano del cazzo..

    Però, utilizzando la Butler (vedi anubi che il giornale lo leggo fin troppo spesso…) c’è un grado di incomunicabilità tra noi che è insuperabile. Per questo serve prendere atto di questo gap e fare un atto di fiducia e di generosità nei confronti dell’altro. Delle sue intenzioni, della sua buona fede.
    Serve tra 2 e servirebbe ancora di più dentro un collettivo (un partito?) fatto di molti individui e quindi di tanta incompresione di base.

    Partiamo da qui. Partiamo da noi e dal nostro modo di relazionarci e FORSE, piano piano, riusciremo a cambiarci e, quindi, a cambiare questo mondo di merda.

    Vi abbraccio miei ex compagni (ma anche, spero, miei futuri) compagni di viaggio

  253. corsaro Says:

    Non capisco l’astio, il livore, il livido malanimo nei confronti di Liberazione. Tanto più se le invettive dei “compagni” vengono puntellate da evidenti falsità. C’è stato un crollo di vendite con la gestione Sansonetti? Non è affatto vero: Liberazione andava male, ma molto male nell’ultimo anno di direzione Curzi. L’avvento di Sansonetti non ha raddrizzato le vendite, certo, ma a penalizzare ulteriormente il giornale è stata soprattutto l’entrata al governo del Prc . Contrariamente alle vulgate comuni, Liberazione sì è distinta per una critica feroce ai cedimenti del governo Prodi (vedi welfare, pacchetto sicurezza); critica puntualmente stigmatizzata dai vertici del Prc (all’epoca ben seduti sulle poltrone di sottogoverno) che davano addirittura del “disfattista” a Sansonetti.
    Segnalo che con il rilancio del quotidiano avvenuto lo scorso Aprile (cambio del formato, colore in tutte le pagine) Liberazione ha invertito la china e oggi conquista nuovi lettori. A questo aggiungerei la nascita del freepress a Roma e a Milano (120mila copie distribuite dal lunedì al giovedì), operazione che sta portando centinaia di migliaia di euro nelle casse del partito grazie alla raccolta pubblicitaria. D’altra parte lo scopo era e resta il seguente: far leggere Liberazione a un pubblico molto più vasto della sua (ormai consunta e ristretta) comunità politica, fare in modo che non si autoestingua come foglietto militante.
    Ora: Liberazione può non piacere, ed è legittimo, ma le critiche espresse su questo blog non hanno nulla di GIORNALISTICO; al contrario sono messaggi di natura politica, provenienti da aree del Prc che si sentono poco rappresentate, che minacciano strali stalinoidi contro la direzione (“cacciateli, cacciateli”). Ci avete pura provato a cacciare Sansonetti a ridosso dell’apocalisse elettorale. L’operazione era pronta: Ferrero a capo della macchina politica, Russo Spena a capo del giornale. Capito? Il ministro e il capogruppo al Senato che purgano il giornale perché la Sinistra è stata falcidiata dagli elettori. Grottesco.

  254. e ri dà jèèèèèèèèèèè!!!!!!!!!!
    Alessandro, dopo l’intervista su aprileonline dove si dava dei lividi stalinisti a ferrero e a ramon, mi sorge il sospetto di chi possa essere il corsaro…

    Maria

  255. Davide Prc sulcis Says:

    Caro Ramon e cari tutti,
    vedo che in questi giorni le polemiche non sono mancate.Dispiace vedere tutto questo astio tra compagni, sembra che non si faccia parte tutti dello stesso partito. Questa situazione dove fioccano le accuse reciproche non fa presagire niente di buono in vista del congesso.
    Ciao Davide

  256. corsaro Says:

    Magari corsaro è solo un lettore di Liberazione che non vorrebbe che il giornale diventi un criptico volantino identitario.

  257. Per la cronaca, l’appello a cui accennava Ramon è del novembre scorso e si trova per esempio qui http://www.lasinistra.info/archivio/novembre07/sinistra_romana.htm, o qui in Aprileonline http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=5055 dove ci sono anche dei commenti molto interessanti su certi firmatari. L’hanno pubblicato anche su “Liberazione” e “rifondazione.it” tra l’altro, questi evidentemente utili ad essere la buca delle lettere di chi fa comodo a loro, altri articoli e appelli invece non li cagano manco di striscio.

    Magari era questo, il “modello romano”, che si voleva fare anche su scala nazionale dopo il 13-14 aprile… ma non facciamo dietrologie per carità, ci mancherebbe altro 😉

    Una piccola nota su “lasinistra.info”: il sito non è più stato attualizzato dopo il 14 aprile. Ce ne sono diversi, di questi “siti” di “sinistra diffusa”: buoni a dire questo e quello in campagna elettorale, però, passato il santo finita la festa: e il vero lavoro politico, giorno per giorno e non solo quando conviene e c’è più visibilità, lo fanno/lo facciamo gli iscritti e i militanti, sempre e solo gli iscritti e i militanti, a farsi/farci il culo per le nostre idee e i nostri principi, e il nostro Partito, questo Partito che è così generoso (e imbecille) da dare spazio e dare da mangiare a gente che questo Partito lo disprezza, lo guarda dall’alto in basso, lo usa per i propri fini più o meno confessabili.

    Bah…..!!! Cerchiamo di riprendercelo e rimetterlo in sesto, questo Partito, e quelli a cui fa tanto schifo e sono tanto sicuri che c’è tutta questa grande sinistra diffusa e illuminata, che vadano pure a farselo, il loro partito, o meglio pardon, il loro grande movimento di reti e associazioni… ma che se lo facciano senza usare le persone, i mezzi e le strutture di QUESTO Partito, se non gli dispiace, grazie!!!

  258. Magari sarebbe il caso di affrontare altre questioni… magari

    Maria

  259. Davide Prc sulcis Says:

    Liberazione può piacere o non piacere, ma dobbiamo pensare a questioni più importanti.Che fine ha fatto l’opposizione di piazza che la sinistra invocava?Tutto tace..
    Ciao Davide

  260. prcarmerina Says:

    Ma vi sembra normale che a Vendola gli fanno quel poò di intervista e a Bellotti per dire gli fanno mezza pagina in coda, a Pegolo una pagina in mezzo? Chiediamo la par condicio fuori e non la rispettiamo al nostro interno. Il giornale ha fatto anche cose pregevoli, come sul pacchetto sicurezza e al critica aspra a quello rivolto, però ha fatto pure campagna spietata dal 2004 per sciolgiere il Partito e Sansonetti non ha manco la tessera del Partito. La cosa di Russo Spena al giornale l’ha smentita pure lui quindi mi sembrava un discorso chiuso al nostroi interno.

  261. corsaro Says:

    Io non ho la tessera del prc (ma l’ho sempre votato) e compro quotidianamente liberazione per la sua linea autonoma. Mi interessa relativamente che venga applicato il manuale cencelli alle interviste dei dirigenti delle innumerevoli correnti e sottocorrenti interne. E’ un dibattito stucchevole, che allontana elettori dal partito e lettori dal giornale. Quando leggo un quotidiano mi interessa altro, mi interessa la qualità degli articoli, l’estetica dele pagine, la varietà degli argomenti.

  262. Davide Prc sulcis Says:

    Caro prccarmerina,
    In teoria è giusto che tutti abbiano lo stesso spazio, ma onestamente quanti elettori o militanti del nostro partito conoscono belotti?Secondo me qui si tratta di una scelta di mercato, un’intervista di Vendola richiama più l’attenzione di un’intervista di Belotti, non la vedrei come un tentativo di censura, per me è solo una (discutibile) scelta editoriale.
    Ciao davide

  263. prcarmerina Says:

    La qualità degli articoli non la ritengo buona, ma comunque è un giudizio soggettivo, ma essendo il giornale del PRC deve dare spazio uguale a tutti e non considerare gli altri degli identitari filgi di.. (mi si perdoni la semplificazione) o delgi outsider. Il diretto del giornale edito dal PArtito sarebbe cosa buona e giusta ne avesse la tessera, mica è una richiesta così assurda, o meglio forse per Sansonetti prendere una tessera comunista deve essere sembrata una cosa assurda.

  264. cari (quasi tutti), mi sembra che maria, e in precedenza laura e tanti altri si siano espressi con saggezza. il chiarimento c’è stato, per chi ha voluto capire, adesso, per favore, basta: questo scambio sta portando via molto tempo, e come trovarne per andarne a leggere – e magari intervenire su – altri blog?
    credo che sarebbe bene concentrarci sul che fare:
    1) COME dare forza ai circoli, DOVE trovare le risorse per farlo? negli ultimi anni nel nostro circolo la partecipazione è stata molto bassa, difficile fare una cena con successo, non parliamo di autotassazioni, inoltre la stessa piccolezza della sede non favorisce la partecipazione; e aprirsi alle realtà del territorio comporta, oltre al problema spazio, un enorme problema di comunicazione.
    2) le risultanze della conferenza di organizzazione di Carrara sarebbero sufficienti, se applicate, a favorire l’autonomia dei circoli e a garantirne l’ascolto e il peso a livello provinciale, e così via a salire, nella massima democrazia interna, o servono altri interventi sulla struttura e l’organizzazione del partito?
    3) la partecipazione alle Amministrazioni locali ha tolto forze importanti, ed ha limitato spesso la possibilità di riflessione sui problemi più generali, a cominciare da quella sul progressivo abbandono dei valori costituzionali e morali che sono l’ossatura dell’etica della sinistra. questa riflessione può ripartire dalla scuola, come luogo della formazione culturale e civile,della presa di coscienza individuale e collettiva: come ci attrezziamo per combatterne la deriva aziendalista?
    4) qui ritorna pesantemente il problema COMUNICAZIONE: problema terrificante, e se non si risolve non andremo da nessuna parte. Internet, coi siti e la rete dei blog aiutano ma non risolvono, il computer non lo hanno tutti, tanto meno i circoli.
    un cartaceo di territorio sarebbe sicuramente molto utile, i costi potrebbero essere affrontabili, ma servono innanzi tutto delle buone informazioni, capacità di non essere troppo “pesanti”, e poi individuare un sistema di distribuzione, dal momento che la diffusione militante chiede partecipazione, quindi problematica per un circolo come il nostro, territoriale su 5 Comuni.
    Serve almeno almeno un BUON giornale nazionale, scritto in modo chiaro e comprensibile – la lingua italiana è ricchissima, il gergo politichese è funzionale solo all’incomprensione – che privilegi l’informazione, nazionale ed estera (indispensabile per affrontare la globalizzazione): cronaca di fatti in primo luogo, e ben verificati, poi valutazioni e opinioni, ed esclusivamente di persone veramente competenti (ricordo con rabbia certi art. su Cuba solo per dirne una). Informazione vuol dire anche riportare la storia per evidenziare le cause di fatti contingenti. la memoria è fondamentale. non può essere piegata a considerazioni o peggio interessi politici contingenti, come è stato fatto troppe volte da un certo tempo in qua: il revisionismo ha molte facce.
    Impegnamoci del nostro meglio a fare un Congresso vero, che cancelli una volta per tutte la deriva leaderistica e personalistica d’accatto (non c’è nulla nè di nuovo nè di “moderno” nel semplificare a tutti i costi ciò che invece è complesso, e poi io non ho bisogno di guide carismatiche), e restituisca il partito agli iscritti: facciamo sì che ne esca un CPN serio e responsabile che elegga il miglior segretario possibile nel SOLO interesse del Partito, che poi siamo noi. Paola Ferroni, prov. BO

  265. Davide Prc sulcis Says:

    Cara Paola,
    leggo con piacere il tuo invito a parlare di cose più concrete. Poni dei problemi seri, partendo proprio dal basso.Ci sono parecchi circoli che non hanno sede fisica, altri spesso chiusi,altri ancora di piccole dimensioni.I problemi economici nascono dal fatto che spesso le tessere non vengono pagate,il nazionale da pochi soldi alle federazioni e ai circoli,gli amministratori non versano le loro quote.Se si invertissero queste tendenze i fondi ci sarebbero.Inoltre è secondo me necessario avere un segretario di circolo a tempo pieno,pagato dal partito,che si occupi di tenerlo aperto, di curarlo, di coinvolgere persone, perchè chi ha impegni di lavoro non può farlo.A questo si deve sommare la partecipazione dei compagni e degli amministratori, in modo da dare tutti insieme vitalità alle nostre sedi.

  266. corsaro Says:

    Gergo politichese? C’è più birignao politicista in certi post che nella raccolta decennale di Liberazione. Capisco la rabbia per gli articoli su Cuba. Magari non si è d’accordo con i contenuti, però quegli articoli erano scritti in BUON italiano (come giustamente esige Maria).

  267. corsaro Says:

    paola, non maria
    scusami

  268. enrico galici Says:

    Ramon, sono enrico, scusami ma hai propio ragione non si può abbandonare una battaglia, come il congresso che stiamo per affrontare, paragonando chi vuole sciogliere rifondazione con chi tenacemente la vuole tenere in vita.
    Scusami nuovamente, il mio era uno sfogo personale dettato dalla delusione e il malessere che costantemente provo nel leggere quanto si muove dentro il nostro partito.
    Il confronto con i miei compagni di circolo “lucio libertini” di palermo, circolo di luogo di lavoro dei ferrovieri, ha prodotto nella contaminazione delle idee e del dialogo una scelta appogeremo la mozione ferrero e altri . . .
    Vorremo comunque avere con te un ulteriore momento di discussione magari con una iniziativa in sicilia e a palermo che ti veda partecipe.
    Ieri 15 maggio a S. cataldo (CL) sono intervenuto alla presentazione della mozione in sicilia, era presente il compagno Paolo Ferrero e apertamente ho aderito come compagno e come circolo.
    Buon lavoro e saluti comunisti

  269. Brava Paola. Io intervengo su altri blog di compagni per quanto mi è possibile, e l’ ho espresso anche l’altra sera quando invitatavo tutti ad uscire di qui, proprio perchè dobbiamo costruire fuori, ormai non più tanto dentro. Siamo al pedalare, l’ho detto. Io voglio bene a Ramon, e l’idea che nei vari blog “ufficiali” del partito (anche l’ultimo dei territori) si intervenga sempre con l’atteggiamento della serie “prego scusi si figuri non c’è di che” e poi qui si lascino andare tutti i freni inibitori di tutti quanti mi fa andare in bestia!! e per di più su questioni anche velleitarie!! la sassata c’è stata (doverosa!), gli animi sono stati esaperati abbastanza, abbiamo dato spettacolo A GRATIS nella dimensione virtuale della blogsfera, ora stop!! ora si lavora!
    e che diamine!! … 🙂

    Maria

  270. Ciao a tutti/e
    vorrei dire due o tre cose ( sperando di farmi capire)
    il congresso sarà molto duro e acceso, purtroppo su questo ho modo di constatare che il dibattitto sarà inevitabilmente strozzato dalla mania del comando che ormai appartiene a molti dirigenti nazionali.
    Ora io credo che per uscire da questa logica dobbiamo continuare a ribadire che noi non abbiamo nessun leader, nessun candiato alla segreteria e soprattutto che abbiamo voglia di continuare a parlare solo di politica.
    Per fare questo dobbiamo portare avanti un modo di comunicare che non crea steccati e che i compagni e le compagne possano al di là di quello che c’è scritto nei documenti, partecipare alla vita politica mossi dall’intenzione della partecipazione e dalla rimotivazione….
    Dire per esempio che siamo a favore del superamento delle aree e delle mozioni non solo nel congresso ma dopo deve essere il nostro punto attrattivo maggiore….
    Dobbiamo impegnarci partendo da un punto fonfamentale che da molto tempo si è perso: la trasparenza!
    Se VENDOLA USA GLI SPAZI DEI GIORNALI,NOI RISPONDIAMO CON LA PRATICA DI UNA NUOVA POLITICA E NON CON LE RISPOSTE…
    Facciamo un congresso attivo e non solo chiuso al nostro interno ( che non è quello che dice Giordano)
    parlo per esempio di che fare: Organizziamo per riprendere la nostra attività da subito delle giornate tematiche una volta al mese, per esempio sui territori, organizzando banchetti e gazebo informativi sul lavoro 8nuovo modello contrattuale) immigrazione e politiche securitarie, informazione, assemblee pubbliche con i movimenti, una sorta di preparazione attiva al conflitto sociale contro berlusconi e per riprendere contatto con la nostra gente….
    Facciamo l’opposizione facendo finta che siamo al governo—
    Tampiniamoli su quello che tanto non faranno-
    Organizziamo per esempio un iniziativa nazionale davanti ai supermercati per dire che i salari non verranno aumentati..
    Insomma proviamo a ragionare così e prima usciamo dalle sedi di partito,
    prima riprendiamo il contatto con lanostra gente…………..

  271. sssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!

    finalmente!!!!!!!!!!!!!

    Laura Paola Pamela Maria… vorrei far notare ai compagni maschietti come sia sempre valido quel detto filosofico che dice che gli uomini sanno pensare l’infinito e le donne danno senso al finito.
    E ora vado a lavorà.. ripasso stasera..
    by a tutti e un bacione grande grande a tutte le donne. Sono etereo quindi vale di più. 🙂

    Maria

  272. cari compagni,

    oggi al mio circolo sono arrivati i manifesti di rifondazione sulla scuola e l’università non è molto, però ho avuto una bella sensazione, del tipo: FINALMENTE SI RICOMINCIA!!!

    perchè ho la paura che, vista la “spumeggiante” partenza del goveno berlusconi con il silenzio/assenzo di uòlter, se continuiavo ad avvitarci sul congresso soprattutto come plebiscito sul segretario, veramente saremo cancellati….

    cominciamo noi compagni dai territri a rifare politica come la sappiamo fare, non aspettiamo l’imput dall’alto, le idee di Pamela sono applicabili da tutti, senza che nessuno ci comunichi come farle o la data in cui farle….

    per quanto riguarda i segretari di circolo pagati io non sono proprio d’accordo, anzi, ci sono anche troppi funzionari pagati in questo partito, sarebbe bene ritornare al sano volontariato politico a tutti i livelli!!! questo incide anche sui congressi ci si schiera con la maggioranza o comunque con chi mi può garantire un posto di lavoro…..

    un abbraccio
    Laura

  273. Beh ho sempre odiato fare i copia incolla ma questo mi piace molto farlo,
    sul dito RIFONDAZIONE COMUNISTA IN MOVIMENTO ho trovato come ultimo commento al post COSTRUIAMO INSIEME IL VII CONGRESSO, il

    commento di HEIDI GIULIANI

    Haidi Giuliani
    16 Maggio 2008 at 15:29

    Car* compagn*
    pur da non-iscritta seguo con passione (da sempre) il dibattito interno a Rifondazione. Ho condiviso fortemente la vostra proposta per un congresso a tesi e penso che quella di andare spaccati su mozioni contrapposte sia
    un’ulteriore scelta suicida, che aumenterà solo la confusione e il disamore di tante persone.
    Comunque: vorrei suggerire di inserire nella bozza Acerbo il grande tema della scuola pubblica. Sono sicura che Loredana Fraleone avrà già dato il suo contributo, mi preme tuttavia sottolineare come questo sia, da svariati anni, uno dei punti di maggiore debolezza del PRC e della sinistra in generale.
    Attorno alla scuola, al diritto all’istruzione, ad essere forniti degli strumenti essenziali per leggere la realtà, al diritto ad una formazione laica, sono state condotte negli anni 60 e 70 battaglie importanti che hanno aperto la strada a conquiste importanti, coinvolgendo genitori e figli, cittadin* e lavorator*.
    Non dimentichiamo che la destra vince soprattutto grazie
    all’ignoranza della gente alimentata da un’informazione pilotata. Penso che solo attraverso la scuola pubblica potremo rilanciare una battaglia di democrazia!
    Vi ringrazio per il vostro lavoro

    Haidi Giuliani

    ciao,

    Luca

  274. antonio Says:

    Non mi pare un’elucubrazione dire che Liberazione è un giornale ridotto ai minimi storici. Purtroppo. Anche negli ultimi tempi di Curzi non navigava in acque tranquille, certo. Ma tra 9000 copie di media e 5000-6000 c’è differenza eccome. Perdere anche soltanto un migliaio di copie è un danno pesantissimo per un giornale di queste dimensioni. Mille copie su diecimila sono il dieci per cento.
    Secondo, mi sembra un po’ beffardo e aristocratico affermare che il problema della gestione verticale in Liberazione sia un problema indifferente. Altro che inessenziale, qui si tratta di compagni esclusi. E qual è la risposta quando si pongono simili problemi? Siete stalinisti! Se queste debbono essere le categorie allora stalinisti sono stati fino a oggi i metodi di chi ha governato il partito e il giornale, di chi ha negato qualunque collegialità. MI SORPRENDE CHE CHI HA TANTO A CUORE L’INNOVAZIONE NON SI INDIGNI DINANZI A CASI DI ESCLUSIONE.
    E quanto alle considerazioni giornalistiche certi articoli costruiti su pregiudiziali ideologiche non sono proprio da considerarsi esempi.

  275. Ramon,
    per ripristinare il rispetto della netiquette, come qualcuno invoca, non rispondo ad alcun altro – visto peraltro che il più della querelle, collettivamente, sta spingendosi in maniera rivelatrice sul ripudio del giornale tout court; e mi rallegro ci sia qualcun altro ad interloquire.

    quindi, solo due punti, ancora con te ma per finire:

    1) questo riguarda proprio come tu alimenti, direttamente o meno, questa vague sul giornale “alieno”, “estraniato”, che fa “incazzare i compagni”, ecc.
    e ti dico solo questo: ma proprio a me vieni a raccontare di “purga” contro Caruso?
    ma per favore!
    tu hai ricevuto folle di mail di sostegno per avervi reagito?
    e chi è che ha pubblicato il giorno dopo Sansonetti un fondo di prima pagina, di dissenso, titolato “Cosa vuol dire cacciare Caruso”? forse il «giornalista inginocchiato» Anubi D’Avossa Lussurgiu?
    poi, continui ad eludere questo piccolo problema: pensandola diversamente da te sulla nuova soggettività della sinistra, questo giornale, sotto questa gestione, si è schierato contro la permanenza nel governo. per ben due volte. e ha portato questo schieramento nella promozione po-li-ti-ca della manifestazione del 20 ottobre. tanto che proprio questo profilo divenne argomento per la non adesione di SD.
    troppe cose ometti, Ramon, perché non si debba credere che tu sia perfettamente consapevole dell’incarognimento delle passioni dei compagni cui fra queste omissioni occhieggi e che con queste stesse omissioni lasci indirizzare al peggio.
    almeno per quanto riguarda il giornale. che è diretto non solo da un non iscritto, ricordo, ma altresì da uno che per dirigerlo ha chiesto un’esplicita garanzia di autonomia: che la direzione del partito-editore gli riconobbe.
    a questo punto, cambiare la linea editoriale che questa autonomia ha ammesso, se ben capisco diventa una posta del congresso.
    buono a sapersi, lo dico anche come comitato di redazione. senza parlare di quel che sindacalmente rappresenta un certo coro, qui e altrove, sulla chiusura senz’altro del giornale come prospettiva “utile”.

    2) insomma, Ramon: stando a quel che dici, il punto è di averlo intervistato, Nichi. in quel giorno lì, dopo che aveva fatto il suo annuncio.
    ergo: il giornale avrebbe dovuto ignorare l’interesse giornalistico a intervistare per primo chi aveva fatto quell’annuncio sulla futura conduzione del partito, essendo il giornale dello stesso partito.
    può darsi tu abbia ragione. certamente se si fosse ragionato come la newsletter d’una commissione congressuale del partito, si sarebbe ragionato così. ma Liberazione è un quotidiano, almeno finora e con finanziamenti pubblici sino al 2011, come tale. avendo evitato finora, al contrario di altri, lo stato di crisi – e per proprie iniziative, con le proprie forze, oltre alla copertura del partito che si limita al milione e mezzo di “scoperto” originario, come da stato di crisi superato nel 1999-2000.
    dopo di che, non capisco come tutto ciò possa riguardarmi e giustificare il giudizio che hai scagliato su di me.
    avrei dovuto rifiutarmi a quest’intervista? e perché mai? perché avrei DOVUTO, ancora, condividere questo particolare giudizio, dell’utilità di far venire prima la “cautela” politica del giornalismo?
    e citi pure la mia prima domanda: citi, citi e non si trova dove sia l’«inginocchiato», però.
    c’è qualcosa, in quella domanda, che non corrisponda a quel che aveva fatto domenica Nichi e cui quella domanda era riferita?
    dire «sei ad oggi il solo candidato segretario» non corrisponde a verità oggettiva? c’entra qualcosa con il giudizio politico sull’essersi lui candidato? non conta che dopo, appunto, ho provveduto a riportare le critiche, cui aveva dato ufficialmente voce Paolo?
    ma stiamo davvero scherzando?
    forse sì, se poi il punto di “incazzatura” politica è l’ufficializzazione della candidatura che ti (e, devo constatare, vi) acceca, traboccando dalla furia con Nichi e con le scelte della mozione a quella col giornale e col giornalista. perché poi, dimmi: cosa avrei dovuto domandargli, di diverso? «Nicola Vendola, come ti sei permesso di candidarti segretario, prima ancora dello svolgimento del congresso»? questa barzelletta che «nel Prc», anzi «nella sua storia», nessuno s’è mai candidato segretario, credi davvero sia sostenibile? vivevi su un altro pianeta, Ramon? o forsi ero con Fausto, quando per quattro congressi consecutivi, fino a Venezia, la sua ricandidatura a segretario del partito era annunciata da lui e dal gruppo dirigente da subito, prima ancora dell’avvio dei percorsi congressuali? ma dai!
    vedo però che (non a caso, devo presumere) tu scrivi ora «intervista inginocchiata».
    eppure, in testa a questo blog, nella tua insindacabile “sassata”, campeggia altro. hai scritto e resta scritto: giornalista inginocchiato.
    ti sfugge la differenza? mi dispiace, vuol dire che non stai usando bene del tempo che passa, in questa querelle.

    ciao ciao,
    anubi

  276. post scriptum:

    Ramon, sì, certo. se tu ti candidi pubblicamente papa, ti s’intervista. sarebbe una notizia, non ti pare? e se poi lo facessi davvero proponendoti quel nome lì, con o senza apparizioni in sogno di padre Pio, ci puoi giurare che t’intervisterei io. non sarebbe poi la prima volta, n’est ce pas?

  277. corsaro Says:

    Caro Antonio, mi risulta, ma forse mi sbaglio, che le copie vendute da Liberazione siano tornate a oscillare intorno alle 8500. Se ci aggiungi il frepress, letto da almeno 120nila persone, il giornale ha oggi una proiezione pubblica mai raggiunta nella sua breve storia. Se poi credi che commissariare la direzione (e cacciare Sansonetti) aiuti il rilancio e potenzi l’immagine di Liberazione in Italia sei libero di farlo

  278. Davide Prc Sulcis Says:

    per quanto riguarda i segretari di circolo pagati io non sono proprio d’accordo, anzi, ci sono anche troppi funzionari pagati in questo partito, sarebbe bene ritornare al sano volontariato politico a tutti i livelli!!! questo incide anche sui congressi ci si schiera con la maggioranza o comunque con chi mi può garantire un posto di lavoro…..

    Cara Laura,
    i funzionari pagati di questo partito sono per la maggior parte a Roma, ne servirebbero di più nei territori,perchè vigilino a tempo pieno sull’operato dei nostri eletti, che spesso vengono lasciati soli a decidere per tutti.Il volontariato va benissimo,ma non basta, perchè abbiamo esempi di amministratori che fanno politica a tempo pieno e non lasciano spazio ad altri.Per la maggioranza o anche per le minoranze ci si può schierare ugualmente per tornaconto personale, ovvero per posti sicuri in lista, nomine varie ecc.
    ciao Davide

  279. Leone Condemi Says:

    CArissimi compagni e compagne, non bisogna che ci siano soldi, per far funzionare i circoli, ci vogliono, i militanti che mettono prima di tutto il partito, poi gli altri interessi, io ho 40 anni, è studio ancora all’università perchè la maggior parte del mio tempo lo passo al partito, anche se per motivi logistici non sempre riusciamo, a rendere reali i nostri progetti, se vogliamo raccogliere consensi, la soluzione è semplice, fare in modo che le sedi di circolo, diventino come le vecchie sezioni del PCI, un luogo di aggregazione del popolo, credo che ogni circolo abbia dei compagni intellettuali, si potrebbe iniziare con il fare doposcuola ai bambini, mettendo come pagamento una somma simbolica al mese, creando un punto di consulenza legale per i lavoratori e i pensionati, insomma lavorare per il popolo, non c’è bisogno di funzionari pagati, bastano e avanzano quelli del nazionale, pensate che Bordiga Gramsci e Togliatti non venivano nemmeno pagati, eppure davano non solo il tempo ma anche le loro risorse finanziarie al partito. pensateci e ditemi cosa ne pensate.
    Saluti Comunisti
    Leone “Bordiga” Condemi Lazzaro RC

  280. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro leone,
    il pci aveva numerosi funzionari pagati, tra i dirigenti non stipendiati avevano un posto nelle amministrazioni oppure erano ex parlamentari in pensione che venivano mandati nelle sezioni e nelle federazioni.Oltre a loro c’era ovviamente un gran numero di volontari,ma qui parliamo di direzione di un partito,che non si può fare saltuariamente.solo così si può realizzare quello che tu proponi.Quanto a Togliatti era pagato, di Gramsci non so con precisione.
    ciao davide

  281. alessandro Says:

    caro anubi riguardo a Sansonetti un conto è l’ autonomia dal partito un conto è fare una campagna forsennata per il suo scioglimento . Io come iscritto al partito la trovo una grande violenza e quindi,permettimi di dirlo io auspico che Sansonetti lasci la direzione di Liberazine

  282. antonio Says:

    Se la cifra fosse quella ne sarei sinceramente confortato, ma ho qualche motivo per dubitarne. E quanto alla free press permettimi di dire che è un dato leggermente falsato. Se le distribuiamo gratis possiamo arrivare anche a quattro milioni di copie. Tra l’altro la preoccupazione è che la free press di sitribuisce a Roma e Milano, cioè proprio nelle due città dove vendevamo la gran parte delle nostre copie. Non ritieni che ci possa essere una concorrenza fra quotidiano e free press? Mi piacerebbe essere smentito.
    Ah, una cosa, Corsaro. Possiamo discutere ma ti pregherei di non fare il processo alle intenzioni. Non ho mai detto che per risolvere i problemi si debba cacciare Sansonetti. Ho detto invece che a volte bisogna essere in grado di riconoscere gli errori e cambiare nel modo di fare.
    Saluti

  283. Vedo adesso sull’ANSA che la discussione sulle riforme parte dal testo Violante, che tra l’ altro prevede elettorato attivo e passivo a 18 anni per Camera e Senato: cominciamo ad attrezzarci per la battaglia sulle riforme, altrimenti ci troveremo una squadra di massimi ignoranti immaturi a fare gli yesman in un Parlamento svuotato di potere e di senso. Sante le parole di Heidi Giuliani dalla scuola, dobbiamo metterci tutte le nostre energie per il futuro, paola

  284. poi vado su rifondazioneinmovimento e trovo la denuncia di Fraleone, Fantozzi e Barbarossa al Collegio di Garanzia nazionale: nei locali della Direzione, nel dipartimento Organizzazione, sono stati trovati pacchi con forse anche più di 100.000 tessere per la Sinistra l’Arcobaleno, associazione (o quello che è, sono troppo incazzata per sottilizzare, scusatemi) già costituita. E decise e pagate da chi?
    Ma il partito siamo noi o è proprietà privata di qualcuno che se lo è preso mentre eravamo distratti? E ha fatto fortuna sul nostro impegno. paola furiosa ferroni

  285. le tessere di cui sopra sono arrivate anche alla nostra federazione durante la campagna elettorale….sono rimaste dove sono, ci tengo a precisare.

  286. si arrivarono anche da me addirittura a fine Gennaio, mi dissero che erano solo per i NON ISCRITTI che potevano scegliere quale tessera prendere……
    Anzichè il gioco delle tre carte il gioco delle due tessere, comunque un gioco imbroglione.

    mah

    Luca

  287. alessandro Says:

    anche da me sono arrivate e ci dissero che erano tessere di “PREADESIONE”

  288. IL TESSERAMENTO OMBRA

  289. antonio Says:

    E poi fanno i difensori dell’innovazione….

  290. hei hei nessuno intervista PAPA-ANUBI I senza passare per vie ufficiali dalla segreteria, cioè da me. merci.

    PS
    intanto che qui si continuano a fare processi alle intenzioni, dagli inginocchiamenti, dai Sansonetti vari alle tessere arcobaleno, vi aggiorno su quello che succede fuori da questo blog: LUNEDÌ 19 MAGGIO 2008 ALLE ORE 21.00 PRESSO LA FEDERAZIONE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA IN VIA BENACO 16 AVVERRÀ LA PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO CONGRESSUALE “MANIFESTO PER LA RIFONDAZIONE” PRIMO FIRMATARIO NICHI VENDOLA.

    voglio dire, magari ci si potrebbe iniziare a dare una mossa, no?
    o vogliamo continuare con questa velleitaria piega?
    buona notte a tutti

    Maria

  291. angela Says:

    vi comunico che in sicilia il compagno ferrero ha già iniziato il suo giro.ceercate di essere tutti più sereni ,non fate altro che inasprire gli animi.io molto probabilmente non parteciperò al congresso visto il clima che si respira e nessuno modera i toni sopratutto in questo blog,anzi mi sembra che stia diventando ,malgrado le buone intenzioni di ramon,un viperaio.buona notte

  292. Old Communist Says:

    Ieri in ci sono state due ottime iniziative precongressuali. A Nuoro con il compagno Ramon Mantovani e a Quartu S.Elena (CA) con il compagno Paolo Ferrero. Ho partecipato all’assemblea con Ferrero e posso dire che in Sardegna non capitava da un paio di anni di vedere un’iniziativa così partecipata. Ottima la partecipazione ma soprattutto grandioso lo spirito di attaccamento al Partito con cui i compagni si apprestano ad affrontare il Congresso.

  293. alessandro Says:

    angela partecipa al congresso e vota per la mozione di ramon ferrero e grassi . in quanto ai toni forse hai ragione ma devi scusarci. Siamo arrabiati perchè qualcuno ha tentato di sciogliere il partito in barba agli iscritti

  294. alessandro Says:

    old communist mi sai dire se la situazine dopo le vicende nazionali è evoluta a nostro favore anche in sardegna? Ho saputo che il segretario regionale piras ha firmato la mozione vendola. peccato avevo letto alcuni suoi interventi e mi era parso che non volesse sciogliere il partito. evidentemente mi ero sbagliato

    SALUTI COMUNISTI

  295. Angela ascolta Alessandro, partecipa al congresso e vota per la mozione Ferrero-Mantovani-Grassi. Non ti demoralizzare non ce lo possiamo permettere. Ma non vedi io come sono ridotta? A far la ronda. Ma li leggi i miei ultimi interventi demenziali? Eppure garantisco (e questo lo dico ad Anubi) che su questo blog TUTTI abbiamo affrontato discussioni di altissimo livello. Sappiamo riflettere e bene pure. Personalmente ricordo un passaggio tra me e Ramon sul Gramsci dell’americanismo e fordismo. E lo dico perchè nel fiume di parole forse è passato inosservata ai più l’affermazione “guarda chi ti applaude e ti dirò chi sei… e pure cosa farai”. Guarda Anubi, e non solo tu, chi applaude Ramon! ma guardalo non in questi ultimi interventi dove davvero l’esasperazione, la rabbia e il disincanto hanno accecato tutti, ma vai a spulciare nei post precedenti. E con molta serenità vorrei invitarti (se mi posso permettere) a riflettere su una cosa: tu insisti sulla questione intervista-inginocchiata/giornalista-inginocchiato. E va bene. Ma la rete non è carta stampata. Di quest’ultima si può anche fare carta straccia, ma quando delle informazioni vanno in rete dopo un quarto d’ora non le distruggi più. Questo per dire che è inutile inistere su questo piano. Modificare la sassata su quel punto non cambierà nulla. Ma come rimane la sassata di Ramon, così rimane la tua risposta, le tue ragioni argomentate, la tua minaccia di autotutela e anche le scuse di Ramon alla tua persona. Per cui mi sembra davvero inutile continuare su questo blog a fossilizzarci su tale questione. Ripeto, lo dico con molta serenità senza accusare nessuno.
    E’ bello sentir parlare della situazione dei circoli e di possibili iniziative da organizzare per sostenere questa mozione. UN saluto. mi spiace far la ronda, ma io continuerò a passare di qui…
    Buona giornata a tutti

    Maria

  296. e meno male che non volevano sciogliere il partito …….
    poi dicono a gli altri che sono golpisti! MAH
    L’indecenza e’ ormai tanta…..
    Scusate lo sfogo: Migliore,Ferrara,Giordano,Vendola,De Palma,
    ma vi rendete conto???
    Rispetto, ci vuole del rispetto!
    Scusa Ramon se uso questo mezzo ma sono indignata!

  297. ADESSO DOVREBBERO RESTITUIRE I SOLDI DI TASCA LORO….

  298. dopo pamela, dopo il congresso .segnale tutte per ora, e cerchiamo di andare avanti

    Maria

  299. Caro Ramon,
    sinceramente leggendo il tuo blog negli ultimi giorni c’è da rimanere abbastanza inorriditi. la storia delle tessere( ma che vuol dire?), le polemiche pseudo-giornalistiche con quel ragazzetto disobbediente che è Anubi( non me ne voglia, ma data la distanza anagrafica che ci separa, me lo posso permettere), non rendono certo allettante la prospettiva di iscriversi a rifondazione e non rendono altrettanto allettante la prospettiva di partecipare ad un congresso per chi è già iscritto( vedi il post di Angela). e comunque non aiutano neppure chi, come te, dice di voler essere un’alternativa ad un certo modo di concepire il partito e la politica che ha caratterizzato Rifondazione fino a questo momento.
    vedi però, per chi non è mai stato iscritto a Rifondazione, scoprire che il partito è stato attraversato da correnti che si richiamano a visioni della politica cosi differente è una vera novità.
    lnfatti, tra te e Giordano, da quello che mi pare di capire, c’è un abisso quasi incolmabile per quanto riguarda il progetto politico.
    ma, mi domando, queste differenze perchè non sono mai venute alla luce?
    immagino che all’interno del partito abbiate avuto un dibattito sulle grandi scelte( tipo soggetto unico, partecipazione o meno al governo….movimenti….).
    in realtà spero di sì.
    quello che voglio dirti è che fuori questo non traspariva per nessuna ragione. dal gruppo parlamentare alle scelte delle federazioni locali, tutti sembravano condividere le scelte di Giordano.
    ovunque si sono fatte le liste unitarie e Liberazione, che io ricordi, non ha mai dato voce al dissenso.
    solo il povero Turigliatto ci ha provato e abbiamo tutti visto il risultato.
    mi chiedo se c’erano altri Turigliatto nascosti nel partito.
    quello che voglio farti capire è che magari la gente non ha votato rifondazione anche per l’atteggiamento conformista( dettato o meno dal clima di terrore interno questo è difficile da stabilire) che un pò tutti i compagni hanno tenuto ad ogni livello.
    scusami, ma io mi ricordo che solo alcune deputate e senatrici ( la Franca Rame, haidi Giuliani, Mercedes Freis) hanno provato su questioni importanti come l’immigrazione o il rifinanziamento delle missioni militari a esprimere il loro disappunto per le scelte e le posizioni del partito.
    sarà stata colpa della stampa di regime o non so di cosa, ma per un non iscritto ha contato anche questo.
    ma questo è ormai storia e sarebbe meglio non ricaderci.
    il congresso può essere un’opportunità, magari per dimostrare di essere in grado di portare avanti anche un modo più sano di fare politica, che badi più ai contenuti e ai problemi concreti, che alla lotta tra le fazioni.
    scusami, ma le polemiche sul tuo blog degli ultimi giorni si avvicinano più a quest’ultimo atteggiamento che alla costruzione di un’alternativa politica a Giordano.
    e intanto, il governo Berlusconi, con il silenzio-assenso del PD, con l’ossessione della sicurezza e alimentando gli appetiti razzisti della gente, sta sferrando un gravissimo attacco ai diritti dei cittadini migranti.
    la storia è sempre la stessa: si costruisce un capro espiatorio per distogliere dai veri problemi che non si è in grado di risolvere.
    ancora: oggi a Verona ci sono le manifestazioni per Nicola, ucciso da giovani neonazisti, che sono figli di una cultura che si alimenta del razzismo, della xenofobia e della violenza, che può proliferare anche grazie alla legittimazione e al terreno fertile che trova in forze politiche istituzionali. penso che in un blog come il tuo si dovrebbe discutere anche di questo. sarebbe un buon punto di partenza per riconquistare quella società che abbiamo smesso di rappresentare.
    a presto
    sara

  300. E’ stucchevole e mi rattrista molto l’attacco, la ginocchiata, la sassata ad un COMPAGNO, una PERSONA e un giornalista serio e preparato come Anubi…
    Non mi riconosco in questa rancorosa diatriba fraticida…

  301. alessandro Says:

    ramon la sassata numero 3 ha colpito nel segno. E quindi parafrasando una celebre frase posso dire: ben lanciato vecchia talpa!!!!!

  302. Old Communist Says:

    per Alessandro
    la situazione sta evolvendo positivamente anche in Sardegna. Il Segretario regionale, come sai, ha firmato la mozione Vendola-Migliore-Valentini. Lui non ha cambiato idea rispetto allo scioglimento del Prc, continua a riconoscersi nella bertinottiana idea della “unità con chi ci sta”.

    Nella mozione Vendola è scritto ripetutamente che occorre salvare rifondazione, che occorre ripartire da rifondazione. Oggi parlano di Rifondazione come rifugio dalle tempeste. Dopo però si rispalanca la porta di servizio della “costituente della sinistra diffusa”.

    Il settimo congresso dovrà esprimere parole di chiarezza e archiviare definitivamente il periodo della retorica arzigogolata, dei poeti del nulla, delle doppie verità e delle troppe falsità.

  303. elio pillai Says:

    Udite.. udite… compagn*…ieri abbiamo parlato di politica in Sardegna,con Paolo Ferrero e Ramon Manotovani:Con Paolo al circolo”Sarritzu” di rifondazione di Quartu S’Elena,erano presenti circa 150 compagn* forse di piu’,ci siamo incontrati per dire basta alla politica mediatica di un gruppo dirigente,fatta di formule e di parole vuote.Moltissimi gli intervenuti e tanti i giovan*.Si è discusso del partito della rifondazione comunista,e della sconfitta elettorale senza attenuanti.Abbiamo duscusso di riprendere in mano il nostro destino per ricostruire un opposizione in Italia,contro la destra berlusconiana e il centro moderato rappresentato da veltroni.Abbiamo parlato di ricostruire un opposizione ripartendo dai conflitti sociali con i movimenti e con la sinistra di opposizione.Abbiamo ragionato della necessita’ che si ricostruisca un partito che riparta dalle spinte antagoniste sociali che provengono dai territtori,dalla protesta crescente del mondo del lavoro,dalle categorie sociali e dalla rabbia dei giovanie dai movimenti pacifisti.All’assemblea C’è stata ,inoltre,una ferma opposizione allo scioglimento del partito” senza se e senza ma”.C’è stata una richiesta corale di liberare il partito di rifondazione da un quel processo di burocratizzazione imposto da un gruppo ristretto di dirigenti (la nomenklatura) per mantenerlo impastoiato per raggiungere i loro interessi personali.Insomma …è stato un bel vedere e un bel sentire,abbiamo parlato(non urlato) ….si torna a fare politica seriamente.Sappiamo che anche a NUoro con Ramon è andata beneSappiamo che a Nuoro c’è una federazione difficile,un gruppo dirigente settario e chiuso,una federazione gestita da pochi per pochi.Non perdiamoci d’animo ,proviamoci,riprendiamoci il nostro destino a testa alta nella societa’ e nel partito.Non devono piu’ esistere le due politiche una del dire e l’altra del fare.Lavoriamo anche per mantenere unito il partito,un partito diviso non è servito in passato e nn servira’ al futuro di questo paese.
    Ramon ,sarebbe utile e prezioso a tutti se qualcuno ci informase di come vanno le assemblee che si stanno tenendo nei territtori in questi giorni.grazie.
    Se me lo concedi mando un saluto affettuoso a haidi Giuliani.

    Ciao Haidi
    Dopo l’assemblea fatta con te e lucchetti a cagliari contro i G8,abbiamo tenuto una serie di iniziative importanti.Una l’abbiamo tenuta domenica scorsa a Ghilarza ,alla casa della pace,è stata una riunione utile e importante c’erano una trentina di associazioni che operano in tutto il territtorio regionale Arci regionale compresa.Ora lavoreremo per costruire la rete con le associazioni nazionali contro il prossimo G8 in sardegna.Stabiliremo una data per un incontro qui in sardegna.Ti terro’ informata
    un abbraccio
    elio

  304. Ho letto con piacere il post di Elio Pillaio.
    Ma con ancor più piacere ho letto tutto d’un fiato quello di Sara, che mi ha fatto respirare dopo tanto una boccata d’aria pura. Un post vero, razionale e lucido. Mi è sembrato di leggere un intervento di Rossana Rossanda. Uno di quei suoi sempre opportuni interventi che aiutano a vederci chiaro quando la nebbia inizia ad accecarci… come quello durante la campagna elettorale del 3 marzo intitolato “acque torbide”. Giordano scrveva lettere a Veltroni, e lei ci faceva notare come siamo tutti adulti e vaccinati. E come era reale il grido del “non gioco più” del cittadino, mentre il mondo va a rotoli. Questo è stato il grido di Angela. Ed è il grido di tutti coloro che si chiedono perchè mai dovrebbero credere ancora nel sogno di cambiare il mondo, quando poi gente come noi che si propone di cambiarlo scrive certe cose, e non mi riferisco certo a Ramon. Invece di entusiasmare e coinvolgere nel nostro lavoro coloro che arrivano su questo blog, come ha fatto adesso Elio, scadiamo in esternazioni davvero prive di gusto e di senso. E poi mi vien in mente sempre della Rossanda quel “parliamo di donne” del 31 marzo, visto che ieri avevo fatto una battuta su noi donne. Ramon, lo vogliamo prendere questo toro per le corna? ma non a parole, ma costruendo il terreno di confronto anche su questo spazio.
    Grazie Sara. (e scusate la mia venerazione per la Rossanda, ma se la sinistra avesse qualche altra donna così, saremmo a cavallo!)
    Un abbraccio a Ramon

    Maria

  305. DA VERONA: NON SONO IN TANTISSIMI MA E’ UN BEL CORTEO
    IO PURTROPPO LAVORO, MA SONO IN CONTATTO CON I COMPAGNI/E

  306. Old Communist Says:

    LA VERSIONE IN PROSA SAREBBE STATA MENO DIVERTENTE

    “Il problema è come si dissemina la società italiana di fuochi critici, di punti organizzati di comunità alternative […]. E’ un problema immenso che qualcuno pensa di risolvere imboccando la scorciatoia dei simboli, delle rivendicazioni identitarie, dei rinculi nostalgici, qualcuno pensa che se ritorniamo un po’ più piccoli e duri e puri, allora il vuoto è colmato. Ma questa è la strada solo per passare dalla tragedia alla farsa, per una prospettiva grottesca”.

    Nichi Vendola, Aprile online, 16 maggio 2008

  307. CARI COMPAGNI/E
    Carissimo Ramon ( sbatto gli occhi per avere clemenza)
    spero che domani a Roma si festeggi…
    FORZA ROMAAAAAAAA SIEMPREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

    Chiedo perdono agli interisti e al propietaro del blog
    ma quanno ce’ vo’ ce’ vo’

  308. alessandro Says:

    CARO OLD COMMUNIST SONO DISCORSI ROBOANTI CON I QUALI VENDOLA CERCA DI GABBARE QUALCHE COMPAGNO MA STAVOLTA MI SA CHE NON GLI RIUSCIRà

  309. Caro Old Comunist,
    noi è proprio sul fronte opposto di Vendola che dobbiamo lavorare. Come ci ricordava Sara e poi Pamela, oggi c’è la maniferstazione a Verona. Il ciclo delle vendette è senza fine. La faida non è solo la degenerazione della vita civile, ma anche il ventre in cui viene generata: ciò che interrompe tale ciclo è il fenomeno del “capro espiatorio” quando ci si sente in pericolo. La messa a morte rituale di un individuo (o gruppo) permette infatti alla comunità dilacerata dal ciclo delle vendette (o attraversata dalle paure) di ricompattarsi, gettando la croce su di una vittima che diventa, nel’immaginario collettivo, il simbolo di tutta la violenza passata (o subita, o percepita). Il maledetto, l’aggredito raccoglie tutto il male del mondo. La sua morte ha il valore della purificazione. L’allegria collettiva che quasi sempre nelle feste arcaiche religiose accompagnava il martirio della vittima sacrificale, esprime il senso di una ritrovata fraternità e unione, cementata dal sangue. Guerra tra poveri, al diverso da noi… La gente, avendo perso ormai da tempo il senso dell’appartenenza, ha preso in odio la politica e i politici. Questa è la disaffezione. Si vota per chi si propone come non politico o antipolitico. Essendo caduto il sentimento di appartenenza, ciascuno pensa al proprio interesse, la percezione del bene comune è scomparsa dalle categorie mentali. A noi fare in modo che non sia così. Quel senso di appartenenza tanto condannato da qust’intervento di vendola, sarà proprio questo invece a salvare la sinistra. Lungi dall’essere una prospettiva grottesca. Prospettiva grottesca sarebbe semmai l’annullamento totale di un’identità nella quale milioni di cittadini si sono in passato identificati. Sarebbe a dire che dopo il danno, pure la beffa.

    Maria

  310. l’innovazione di Vendola non e’ innovazione
    perche’ nessuno oggi si puo’ proclamare ne’ Re,ne’ regina…………..

  311. no cara Pamela su questo non potemo mai essere d’accordo…e andremmo su mozioni contrapposte e senza mediazioni!!!!
    Forza Inter!!!!

    :))

  312. Prc: Ferrero, “Pd smetta congiure contro di noi con Berlusconi”
    17 mag 17:24

    ROMA – “Francamente, faremmo volentieri a meno dell’attenzione che il vicesegretario del Pd, Dario Franceschini, dedica ai processi unitari della sinistra”. Cosi’ Paolo Ferrero (Prc). “Di aiuti di tal genere non ne abbiamo proprio bisogno – ha detto Ferrero -. La proposta di innalzare la soglia di sbarramento per le elezioni europee non ha alcuna giustificazione se non per il tentativo di cancellare definitivamente la sinistra dalla scena politica. Il Pd, se proprio vuole fare un favore alla sinistra, la smetta di congiurare con Silvio Berlusconi per assassinarci. In caso contrario, lo scontro politico che si prospetta tra sinistra e Pd sara’ durissimo”. (Agr)

  313. Lorenzo Says:

    oltre 100.000 tessere commissionate e lasciate nella sede nazionale del partito… non volevano sciogliere il partito eh? basta con menzogne e mezze verità (o doppie…), si sostengano le proprie posizioni alla luce del sole!!!

  314. prcarmerina Says:

    Mi scuso per aver scritto infame, mi scuso per avere usato un tono troppo acceso (me ne scuso coi compagni del forum, non con altri che scrivono su fogli A3 piegati e venduti in edicola), questo non vuol dire come dice qualcuno che chi usa sti toni non vuole cambiare il mondo, e semplicemente che provo tremendo fastidio nel vedere il vittimismo dei CARNEFICI di questo Partito, gente che ha voluto la guerra coi “cattivi”, con le opposizioni interne, che ha negato tessere, che ci vuole sciogliere e che adesso lo nega, gente che ha condotto il partito con il leaderismo e che alla fgine ci ha portato a sto disastro gente che ha applicato loi stalinismo più puro e ora sembra afflitto dalla sindrome del complotto.
    Tutto qui non volevo suscitare polemiche inutili, ho usato un termine che sta ad indicare il tradimento, intendendo per tradimento il risolvere uno screzio, una controversia, una battablia politica o ciò che è con uno della tua comunità politica mediante i tribunali, i tribunali dovrebbero star fuori dalla vita della comunità partito qualsiasi cosa accada.

  315. prcarmerina Says:

    Niente vendette bene inteso, in un forum difendevo Vendola da chi diceva sostanzialmente “ora vinciamo il congresso e lo buttiamo fuori”, credo sia un buon presidente di regione, faccia quello.

  316. Prcarmerina, io lo so bene che tu come me e come tutti i compagni che ci credono ancora, vuoi cambiare il mondo. Non staremmo qui a spendere gratuitamente ancora tutte le nostre energie per questa sinistra che durante tutti questi anni ci ha, purtroppo, molte volte tradito e deluso. Eppure noi ci crediamo ancora. Ci crediamo che si può far politica in modo trasparente e ci crediamo che possiamo cambiare il mondo. Se mi sono permessa alcuni toni di rimprovero, è perchè vorrei fosse chiaro a tutti che in questo spazio pubblico non ci passiamo solo noi, ma ci passano anche militanti di altre correnti, semplici simpatizzanti di Rifondazione che potrebbero essere coinviolti dal nostro progetto, se solo attenuassimo i toni e diversificassimo gli argomenti. Tu pensa di essere uno che passa su questo blog e non ha una conoscenza delle correnti interne al partito e nemmeno di certe dinamiche che noi tutti condanniamo, sia ben chiaro. Metti che vorrebbe capire dove si differenzia la nostra Rifondazione da quella di Vendola. Prova a metterti nei suoi panni e deduci tu… si deve costruire compagni. Il che non vuol dire omertà e occultamento della verità. E in questo il titolare del blog non ha bisogno di lezioni di alcuno, perciò credo che basti e avanzi lui. A noi il lavoro di coinvolgere ed entusuiasmare col nostro progetto della Rifondazione chiunque passi di qua.
    Buona notte.

    Maria

  317. prcarmerina Says:

    buona notte, e vinciamolo sto congresso!
    Ah, appello a tutti i nostri fare circolare nella pancia del Partito e nel senso comune del partito il nome Acerbo che a torto o a ragione lo conoscono in pochi.

  318. Forza VIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLAAAAAAAAAAAAAA!!!!

    PABLO DANIEL OSVALDO

    un po’ di tifo sarà pur consentito vero ramon.

    Luca

  319. FORZA ROMA UGUALE!
    😦

  320. oggi è una bellissima giornata!!!!!
    INTER CAMPIONE D’ITALIA e milan in uefa…..

    dopo tanti dolori un po’ di gioia!!!!

  321. Old Communist Says:

    …e dopo la miracolosa salvezza del Cagliari e dopo il primo goal di Larrivey all’ultima giornata…ci manca solo di vincere il congresso

    GIGI RIVA SEGRETARIO NAZIONALE qui e ora – senza se e senza ma

  322. Cari Compagni e Care Compagne,

    in questi ultimi giorni provavo un senso di sconforto a passare di qui (ve ne sarete accorti, credo), ma francamente il silenzio di oggi mi è sembrato davvero inquietante…. finalmente un po’ di VITA!!! auguri a tutti!! gioisco con voi anche se sono juventina 🙂

    lo vinciamo, lo vinciamo il congresso se lavoriamo in trasparenza compagni, ce la facciamo. forza che ce la facciamo!

    vi saluto canticchiando un classico motivetto napoletano: RAMON, torna ‘sta casa spietta a tte!!!

    Maria

  323. Sono andata sull blog di Giordano. Sembra un’agenzia stampa. non ci sono commenti. 0 commenti 0 commenti 1 commento 0 commenti ecc. Poi arrivo qui e solo in un post più di 320 commenti. interviene una piccolissima percentuale, il che significa che gli accessi a questo blog sono un numero vertiginoso. penso. Cmnque ho riletto le dichiarazioni di Giordano sull’intervista di Ramon del 3 maggio:
    «Sono francamente allibito per il livello in cui è scaduto il dibattito all’interno del nostro partito. Su “Liberazione” di ieri Ramon Mantovani muove a me e ad alcuni altri compagni accuse pesantissime. Affermare che una parte del gruppo dirigente “si apprestava a compiere altri atti irreversibili senza aprire alcuna discussione nel partito” equivale ad accusarci di aver meditato una sorta di colpo di mano.”

    Anche noi siamo allibiti. ma non dal 3 maggio. è da parecchio che siamo allibiti. Senza considerare le infelici linee politiche del parito di questi ultimi anni, lasciamo stare, veniamo al passato vicino. Veniamo a quella sera in cui TUTTI abbiamo ascoltato attraverso il salotto di Ballarò Bertinotti comunicarci che saremmo scesi in campo senza simbolo. Ne siamo rimasti veramente allibiti. Molto allibiti. Una volta in questo partito si usavano altri metodi democaratici per decidere cosa fare, anche in caso eccezionale. Ballarò e Matrix non erano contemplati. Ricordo perfettamente anche la proposta della tendenza culturale, detta con molta disinvoltura come si stesse parlando di decidere dove andare a mangiar la pizza stasera, facciamo che andiamo dalla bella napoli o da peppino? anche in questo caso siamo rimasti tutti allibiti. Molto allibiti. E poi in questo post Giordano continua citando Marco Rizzo come paragone per l’uso delle armi denigratorie. A parte il fatto che dovremmo tutti piantarla di tirare in ballo il povero Marco ogni qualvolta si parli di nefandezze dialettiche, ma qui nessuno vuole alterare la REATA’ dei fatti. Ci siamo solo permessi di portarla alla luce con chiarezza. Tutto qui.
    Continuiamo a lavorare compagni, io ne ho raggiunto più di qualcuno che era all’oscuro di tante dinamiche, lavoriamo in questo senso senza esasperare ancora gli animi, ma con determinazione nella trasparenza.
    Buon lavoro a tutti

    maria

  324. Ramon basta festeggiare………….. 🙂

  325. Per conoscenza a tutti/e:

    Da Felice Dileo, operaio presso le aziende Natuzzi, riceviamo e volentieri pubblichiamo questa sua nota. Con lui e con la sua battaglia siamo solidali.

    Io Felice Dileo, operaio alla Natuzzi Jesce Santeramo (Ba),

    denuncio alla pubblica opinione di essere vittima, insieme ai circa 950 miei colleghi di lavoro, della privazione di un diritto fondamentale riconosciuto dalle vigenti leggi e accordi nazionali, ovvero: quello di eleggere una rappresentanza sindacale unitaria e dei rappresentanti per la sicurezza. I complici di questo sopruso sono Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil di Bari.

    Queste federazioni sindacali, infatti, da decenni mantengono alla Natuzzi dei rappresentanti sindacali aziendali nominati da loro e si sono sempre rifiutati (benché sollecitati dai lavoratori interessati) di presentare liste di candidati alla carica di R.S.U. così come previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria.

    A tale mancanza ho cercato più volte di far rimediare, rivolgendomi ai livelli superiori della organizzazione in cui milito: la Cgil, ma mi sono scontrato con un muro di gomma.

    Contro questa ingiustizia, lunedì 19 c.m. alle ore 8:00 inizierò lo sciopero della fame presso la sede della Cgil Puglia sita in via Calace a Bari. Fino a quando le organizzazione sindacali competenti non adempieranno al proprio dovere di nominare una commissione elettorale e avviare quindi le procedure di elezione della R.S.U. alla Natuzzi.

    FELICE DILEO (Cgil Rete 28 aprile)
    solidarieta’sul sito della rete (al blog) e personalmente o alla mail felicedileo@libero.it.

  326. care compagne e cari compagni, i commenti sono 326 mentre scrivo. li ho letti tutti. ma è umanamente impossibile rispondere anche solo a quelli che pongono problemi seri e argomentazioni che meriterebbero approfondimenti.
    però vorrei chiarire alcune cose:
    1) il blog è mio personale, anche per questo non compare il simbolo del partito. in modo che nessuno possa cadere in un equivoco.
    2) su questo blog tutti/e sono liberi di dire ciò che vogliono a commento dei miei scritti ed anche in dialogo fra loro. fino ad ora non è stato necessario cancellare nemmeno un commento. ma se qualcuno passasse il segno sarei costretto a farlo. in più di un’occasione mi sono dissociato da alcuni commenti ed ho perfino difeso persone che mi avevano insultato per le risposte ricevute.
    3) ritengo che sia fisiologico che chi scrive su un blog riceva critiche ed anche insulti. non do molta importanza agli insulti. per esempio alla mia intervista su liberazione una tale liliana ha replicato, sul mio blog, così:

    “Il tuo intervento sulll’intervista di Nichi Vendola rilasciata a Liberazione non mi convince per questo motivo. Nichi ha accettato la candidatura a segretario del prc richiesta da molte compagne e compagni solo dopo l’assalto stalinista (e sono buona, potrei dire fascista) al nostro partito, portato avanti da personaggi che condivvidevano responsabilità di governo e di direzione del partito. Quindi non parlare di democrazia per favore.”

    questo modo di ragionare, che alberga in ogni posizione congressuale, è un problema di tutto il partito. ma non è solo un problema del partito, lo è anche di ogni sindacato, di ogni centro sociale, di ogni associazione. è normale che i frequentatori del mio blog siano in maggioranza in sintonia con me. se fra questi ci sono persone che postano commenti insultanti, più da tifosi (calcio a parte) che da militanti politici, lo sento come un mio problema. al quale non penso si possa rimediare con censure o con prediche. penso che il ragionamento sia sempre vincente, almeno culturalmente, rispetto alle semplificazioni e alle sbrigative condanne. ma vorrei anche ricordare che il mio blog costa 0 euro, è solo mio in tutti i sensi, compreso quello per cui lo faccio io dalla a alla z (e si vede, credo, sia per le approssimazioni grafiche sia per i tempi delle risposte).
    che dire dei siti come sxnet? prodotti con una campagna costata chissà quanto (migliaia di enormi cartelloni con la scritta sinistra in diverse lingue e pagato con i soldi del vituperato prc)? ci sono andato ora, mentre scrivo, ci sono 3 visitatori e 1 utente. dove ovviamente ci sono decine di scritti nei quali che pensa che non abbia senso l’operazione arcobaleno è sbrigativamente catalogato come nostalgico della falce e martello, identitario e così via. e credo, ma non sono sicuro, che i post siano autorizzati prima della pubblicazione.
    4) la rubrica sassate su questo blog è dichiaratamente una rubrica di commenti incazzati e poco rispettosi del bon ton. E’ stata inaugurata con uno scritto contro il Presidente della Repubblica. dare giudizi, magari aspri, non è diffamare. chiunque lo capisce. decontestualizzare le parole giornalista inginocchiato e trattarle come se fossero state scritte e pronunciate appositamente per denigrare qualcuno è disonesto intellettualmente. mi dispiace, e l’ho già scritto, che anubi l’abbia presa male. più che chiedergli scusa per la ferita che dice di aver ricevuto non posso fare. certo non cambio opinione sull’operazione politica alla quale ha attivamente partecipato con quell’intervista. per quando riguarda l’articolo di titti de simone ieri su liberazione nella quale mi indica come esempio della volontà di procedere ad una resa dei conti mi limito a segnalare un documento firmato anche da lei nel quale, certo con un linguaggio più paludato del mio, si criticava chi voleva andare oltre rifondazione, dicendo perfino che si voleva rottamarla, dissolverla ecc.
    è un documento vecchio ma merita di essere letto.

    http://www.rifondazione.it/forumdonne/?p=63

    le compagne che lo firmarono furono attaccate dai campioni del bon ton dicendo che volevano fare un processo alle intenzioni (lo stasso addebito che mi ha mosso giordano). io mi dichiarai d’accordo con le compagne. chissà se titti lo ricorda. io si. si vede che tutti quegli attacchi con lei hanno funzionato. con me no.

    5) presentare le critiche a liberazione come una censura o addirittura come minacce è veramente una pazzia. il giornale del partito può, attraverso il suo direttore e numerosi editoriali, dire ciò che vuole, anche distribuire il giudizio di cretino a questo e a quello, può sostenere come linea editoriale che bisogna fare presto un nuovo partito sciogliendo rifondazione, può prendere un bel metro (parlo degli editoriali del direttore non degli articoli di angela nocioni) e dire cosa è di sinistra e cosa no nel mondo, può ignorare notizie importanti, pur segnalate, e dare tutto lo spazio a personaggi che rappresentano solo se stessi purché dicano che rifondazione deve sparire dalla faccia della terra in modo che si possano realizzare i loro progetti, può pubblicare una bella intervista tutta favorevole a vendola dandogli lo spazio e usando lo stile propri di un giornale di partito quando intervista il segretario del partito, e se qualcuno critica (come me), e se qualcuno dice che vorrebbe un’altra direzione del giornale (non io) su un blog ecco che appare il fantasma dello stalinismo, della censura, della volontà di sopraffazione? suvvia! ci sono commenti che parlano di copie vendute e di politiche editoriali. beh, io faccio parte della direzione del partito e nessuno mi ha mai invitato ad una riunione per discutere di queste cose, non foss’altro che per poter dire la mia opinione, mentre mi risulta che se ne discuta in diversi salotti romani e con personaggi la cui opinione, evidentemente, interessa molto di più di quella del sottoscritto o degli altri dirigenti del partito, per non parlare di quella massa di pecoroni degli iscritti che per qualcuno sono inutili tranne quando c’è un congresso da vincere o i manifesti da attacchinare.

    ci sarebbero tanti altri argomenti. evito di entrare qui nel merito della battaglia congressuale e della sua organizzazione. per questo rimando al sito della 1A mozione firmata in ordine alfabetico. e invito chiunque voglia parlare della battaglia congressuale nei territori ecc a farlo in quel sito.

    http://www.rifondazioneinmovimento.org/

    a presto

    ramon

  327. Bentornato!!
    stavamo per fare le danze propiziatorie… 🙂

    finalmente sappiamo dove andare per l’organizzazione della campagna congressuale, e finalmente sappiamo che qui si può ritornare a discutere come abbiam sempre fatto. con onestà intelletuale e in modo schietto e trasparente!! è finito ramon il tempo dei pecoroni, è finito!! ed è finito anche il tempo dei parolai. Ne abbiamo la nausea tutti.

    ci sei mancato

    maria

  328. Una sola cosa prima di andare ad una riunione.
    Non capisco perchè tutti vogliono fare i puri predicando la buona novella della pace e del vogliamoci bene siamo tutti fratelli. Lo scontro? mai sia!!! vade retro satana!!! Poi tutta l’attenzione dei media è per loro, tutte le dichiarazioni alla stampa che gli passan per la testa le fanno tutte loro, i riflettori sono tutti puntati sul secondo “unto del signore” della storia del nostro paese. Perchè uno non ci bastava, no, e certo, par condicio. uno di destra e uno di sinistra. Tutto procede in tal senso. Però noi dobbiamo essere corretti. Non dobbiamo alimentare lo scontro.
    Ma guardate che ci vuole una gran bella faccia tosta!!

    saluti

    maria

  329. celestemurgia@libero.it Says:

    Caro Ramon,
    sono felice che precisi che non sei fra quelli che vorrebbero un’altro direttore di Liberazione. Eppure anche io penso che i problemi ci siano e ci siano pure le presssioni sul direttore e la redazione, ma appunto la sostituzione non sarebbe la soluzione. C’è il problema, che è tutto nostro, di come porsi il problema del giornale di Partito e nel momento più opportuno. Sansonetti è un grande giornalista, conosce il suo mestiere e così la redazione.
    Il punto nevralgico della questione è la capacità di ciascuna delle parti, Direttore, Redazione, Dirigenti del Partito, Militanti, Lettori, di svolgere il proprio ruolo senza padroneggiare sulle altre parti, collaborando secondo la propria funzione e valorizzando l’altro.
    E’ un processo culturale che tutti noi dobbiamo innescare: il rispetto del dissenso e saper dissentire, obbedire e disobbedire e rispettare l’alterità nella dimensione della laicità.
    E’ il rapporto dinamico fra complementarietà e alternanze che nelle realtà complesse si individua il bandolo della matassa.
    Nel tuo ultimo intervento io percepisco l’indicazione di ribadire la radicalità delle nostre scelte ma al contempo la ricerca di unità e di apertura alle diversità.
    Continuiamo su questa strada.
    Liberazione c’è e ci nutre bene! Con i problemi ma c’è!
    Per esempio il numero di domenica: c’è Nichi e Imma, Pistorius, Munerato neoeletta lega, Omofobia, Nicolini, etc etc,ci sono tentativi di parzialità ma anche ascolto. Compagni e compagne,noi uomini e donne che vogliono essere liberi e libere, teste pensanti abituate al ragionamento critico non dicevamo che il giornale, anche di Partito, rimane comumque un mezzo e non un fine?
    ciao celeste

  330. alessandro Says:

    ramon il signor vendola ha rilasciato una dichiarazione a un giornale sardo in cui dice che certamente sarà lui il segretario

  331. celestemurgia@libero.it Says:

    Caro Ramon,
    scrivo ancora sperando di evitare l’innesco di battibecchi ma mi dissocio totalmente da chi come Alessandro chiama Nichi Vendola, “Signor Vendola”. Evitiamo il disprezzo come mezzo di comunicazione.
    Nichi nonostante la deriva rimane una persona di prestigio e di cultura e un COMPAGNO che merita tutto il nostro rispetto.
    Gli amici e i compagni veri si vedono nel momento del dissenso!
    A fini politici ben vengano le dichiarazioni così sbilanciate: ci facilitano, coi compagni, la campagna elettorale congressuale perchè risaltano ancora di più con le nostre dichiarazione e con l’articolo, per esempio, di Imma Barbarossa proprio ieri su Liberazione in contrapposizione proprio a Vendola. Se discutiamo nei circoli tutte le opinioni senza esasperare troppo anche con i compagni di altri documenti cresciamo politicamente e culturalmente.
    Questa è la strada maestra.
    Ciao
    Celeste

  332. alessandro Says:

    celeste va bene il buonismo ma attenti che di troppo buonismo si muore.
    ad esempio alcuni compagni di ROMA mi hanno detto che c’è in atto un gigantesco cammellaggio a favore di vendola utilizzando i seguaci di FAGIOLI. stiamo molto attenti ma molto . lo dico anche a te ramon

  333. antonio Says:

    Sì, questo tentativo di cammellaggio con i “fagiolini” risulta anche a me. Il gruppo di Massimo Fagioli è abbastanza coeso e abituato a muoversi compatto. Dobbiamo fare un po’ d’attenzione. Va bene lo scontro politico, ma questa è tutt’altra cosa. Basta qualche centinaia di persone a capovolgere l’esito di un congresso in una federazione.

  334. Caro Felice, ti esprimo la solidarietà del Circolo PRC “Marcos” delle Terre d’Acqua, in provincia di Bologna, e la mia personale, e tutto il rispetto e l’ammirazione per la tua coerenza e il tuo coraggio: non so in che modo potremo darti un reale sostegno, oltre a far girare la tua storia, però cercheremo di fare qualcosa.
    Leo Bragliani, segretario del Circolo “Marcos”, e Paola Ferroni, presidente del Collegio di garanzia

  335. Un suggerimento che potrebbe essere utile per un dibattito chiaro è quello di costruire per il congrsso una rassegna stampa in cui si riporartano le varie dicgiarazioni di Bertinotti e di Giordano prima delle elezioni, di Giordano e altri subito dopo le elezioni, di Vendola a ridosso dei cpn, secondo me c’è una bibliografia immensa.
    Compagni chi vuole la costitutuente fa appelli a non litigare sostiene che occorre ragionare sulle opzioni politiche e soprattutto su una analisi socio-culturale della società che costituisce “il campo della sinistra”.
    Beh penso, anzi sono sicuro, perchè è gia in essere, che al congresso non discuteranno di opzioni politiche e non stanno preparando alcuna rilessione socio culturale, bensì è lampante l’ostinazione con cui si cerca di riportare il dibattito all’esterno (tv, giornali etc) da una parte e di cercare di fare incetta di tessere e voti per vincere il congresso dall’altra.
    Cioè il proseguimento delle doppie strategie una esterna che mira a gonfiare il ruolo di leader di Vendola e una interna che mira a gonfiare il consenso proprio sul leader.
    Compagni io nel mio circolo mi impegnerò a costruire un dibattitto chiaro e limpido facendo anche il richiamo all’unità, ma certe prese di posizioni e certe azioni mi impegnerò a svelarle. In questo senso una rassegna stampa potrebbe svolgere un ruolo chiarificatrice su molte cose un po’ ambigue scritte nel documento.
    Nel mio circolo e lo so già sarò sommerso da una valnga di consensi per Vendola,saremo due o forze tre contro una cinquntina pro Vendola. La campagna sta già dando i suoi frutti. Chi all’indomani del voto aveva pur cominciato un ragionamento di critica adesso ha già trovato il suo traghettatore leader.
    Perciò dialogo si ma estrema chiarezza senza paura di non scomodare nessuno

    Luca

  336. alessandro Says:

    luca ma di che federazione sei? le tue parole sono come una pugnalata

  337. «L’Italia ha bisogno di una sinistra, di una sinistra del futuro. E io immagino un soggetto unico, democratico e partecipato, fondato come un’organizzazione politica unitaria con le sue regole, una sua democrazia, un suo gruppo dirigente. Questa Sinistra arcobaleno dovrà essere innovativa anche nelle forme, abbandonando leaderismo e personalizzazione, secondo un principio di collegialità. In ogni caso, spezzando la logica verticistica del leader e dando luogo a una costruzione della partecipazione. All’interno di questo soggetto unitario ci saranno tendenze politico-culturali: vivrà la tendenza comunista, quella ecologista, quella femminista; fintanto che non si costruiranno nuove tendenze”

    Ha ragione Luca. La campagna sta già dando i suoi frutti. Ed era prevedibile, perchè Nichi, che sappiamo essere un bravissimo comunicatore, ha già fatto scordare a molti queste esternazioni sbaloridtive. Purtroppo è la verità. Questo è un paese dalla memoria corta, cari compagni, ed è una malattia che colpisce anche molti di noi. L’idea della rassegna stampa di Luca non è niente male, anche se prima di arrivare al congresso dobbiamo trovare il modo di mettere il bastone tra le ruote a questa reale doppia strategia di cui parla Luca. Informazione a tutti i livelli ci vuole, appunto, facendo memoria.

    Maria

  338. alessandro Says:

    eppur sono convinto che alla fine i fatti ci daranno ragione e vinceremo il congresso alla faccia di vendola

  339. alessandro Says:

    ramon continuiamo pure ad essere buonisti…. intanto anche oggi vendola ci ha dato dei settari nostalgici della falce e martello e intenti a guardare un cielo immobile e nel frattempo ha invitato a non criticarlo e a non contrastarlo. E invece bisogna contrastarlo e fortemente ericordargli che lui è stato in prima linea per lo scioglimento del prc

  340. alessandro Says:

    compagni e compagne ve lo dico con dolore ma se il congresso lo vince vendola io abbandonerò per sempre la politica. è una cosa che mi fa male dire ma rappresenta il mio stato d’ animo

  341. prcarmerina Says:

    oggi ho avuto la conferma che sono candidato alle provinciali. Fatemi gli auguri.
    Ramon, guarda che qualche bel comizio dalle parti mie te lo devi venire a fare per forza :-). Ciao!

  342. alessandro Says:

    auguri prcarmerina

  343. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Mah? Proprio un gran bel scannatoio questo partito. E’ dire che fino a tre giorni fa tutti, ma dico proprio tutti a partire da Ferrero per non parlare di Burgio, Grassi etc . . . e la Fantozzi e la Fraleone e non so chi altri ancora erano lì a prendere ordini, stupidi, da Franco Giordano. Mah ?! E’ un congresso buffo e un pelo di cattivo gusto dove un sacco di gente ha colto l’occasione del tracollo elettorale per voltare le spalle ai suoi capi (e benefattori) di ieri.

    Ma io mi domando ?

    Può una nuova sinistra ripartire dal seno di Giuda ?

    Dove sono gli elementi di novità della porposta Ferrero-Grassi ?

    Mah?!

    Io non voterò certo per Vendola ma mi vergognerei molto anche a portare acqua al mulino del clan Ferrero.

    Temo che a sinistra ci sia parecchio da ripensare, rivedere e rifare . . . ma che tra tutte le cose possibili la meno auspicabile sia questa minidemocraziaproletaria proposta da chi in questi anni ha diretto le politiche del PRC in materia di lavoro con il risultato che tutti conosciamo.

    C’è davvero puzza di marcio in questa storia.
    Alessandro

  344. alessandro Says:

    gulinati sei veramente fuori strada. in ogni caso se non ti interessa salvare il prc almeno risparmiaci il tuo sarcasmo. ecomunque la puzza di marcio ci sarà in casa tua. e smettila di offendere i compagni grassi ferrero ecc..che vogliono salvare il partito . in quanto a vergognarti vergognati tu e smettila di dare del giuda ai compagni VERGOGNATI!!!!

  345. alessandro Says:

    gulinati almeno dillo che voterai per l’ernesto

  346. alessandro Says:

    ramon oggi vendola ha detto che è sempre stato fedele al prc. ebbene noi dobbiamo ricordargli in ogni occasione che non è vero. infatti lui nel 1995 ha tradito i partito votando a favore del governo dini. ricordiamoglielo perdio e senza paura altrimenti la sua falsa retorica avrà la meglio

  347. Alessandro Gulinati mi aspettavo questo tuo malumore e questa tua rabbia, da giorni non intervenivi più, anch’io già a Ramon ho detto che Ferrero non mi convince a fondo, oggi ho letto il documento finale e sono rimasto un po’ deluso, mi aspettavo alcune modifiche che non ci sono. Il documento rimane un po’ ambiguo sul rapporto con il PD, mia opinione, e carente sulle prospettive riguardanti sinistra europea.
    Quello che ti voglio dire che il tuo non riporre fiducia nel gruppo dirigente è comune a molti iscritti a moltissimi, io stesso ho condiviso alcuni tuoi commenti duri e a volte ripresi da Ramon in questo blog.
    Però Alessandro non capisco questo tuo sprofondare in questo pessimismo.
    Eri tu proprio in questo blog che prima delle elezioni dicevi ad altri che intrvenivano che non ci dovevamo preoccupare delle varie dichiarazioni e che dopo l’elezioni gli iscritti avrebbero avuto la possibilità di riappropriarsi e di rilanciare il nostro partito.
    Io penso che questa possibilità non sia venuta meno, se cominci a pensare che anche votando il documento Ferrero grassi non avremo più la possibilità di costruire ricostruire un partito veramente libero e partecipato, questo mi fà molto preoccupare.
    E poi anche se non ti fidi di Grassi e di Ferrero sai benissimo che tra i firmatari c’è anche Ramon con il quale non mi sembra tu abbia poi molte divergenze anzi, spesso in quello che tu scivevi in questo blog eri in sintonia con lui.
    Io penso che però è un limite fermarsi ai nomi dei firmatari o anche al documento congressuale per misurare la fattibilità di un progetto politico che auspichiamo.
    E’ invece essenziale confidare nella capacità degli iscritti di entrare veramente una volta per tutte nel merito delle questioni e questa possibilità non la vedo ostacolata dal documento.
    E poi comunque proprio come tu dicevi spesso nei tuoi commenti, l’importante è che nessuno abbia la possibilità di decidere le sorti del nostro partito, la cancellazione di esso, e in questo senso l’unico documento che lascia ancora praticabile questa possibilità è il documento che io, al contrario di quello che fai tu ora, chiamo e chiamerò il documento Mantovani. Alessandro cerco di guardare il bicchiere mezzo pieno, come tu mi invitavi a fare prima delle elezioni, tutto qua.

    Luca

  348. Alessandro Gulinati lo capisco quando ti chiedi se la nuova sinistra puossa ripartire mai dal seno di Giuda. Però io mi chiedo e ti chiedo: qualcuno in questo partito è talmente lindo da poter scagliare la prima pietra? Qui è come la moltipilicazione, scambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Ma da qualche parte bisogna pur ripartire e soprattutto crederci. Francamente voglio farti una confidenza. Sai perchè mi fermo volentieri qui da Ramon? A parte il fatto che mi va, e poi perchè anche da prima pur essendo un dirigente, col blog aperto ha avviato un’esperimento diciamo pure di “democrazia partecipativa”, se non deliberante perlomeno partecipata nel vero senso della parola. Compagni, forse non ve ne siete accorti, ma fuori da questo blog regna ancora bon ton!! tutto procede come se niente fosse, come se gli elettori non avessero SCARAVENTATO FUORI DAL PARLAMENTO A CALCI NEL SEDERE I VECCHI LEADERS!!! finiamola col voto utile e via discorrendo. Gli italiani compresi i simpatizzanti e i militanti di Rifondazione NON LI HANNO VOLUTI PIU’!! questa è la verità che nessuno dice ! cavolo!! tutti si chiedono dove ha sbagliato la sinistra. SONO LORO CHE NON VOGLIONO, NON LA SINISTRA!! Siamo al patetico, ma vi rendete conto?? non riescono ancora a realizzare il fatto che sono EXTRAPARLAMENTARI. Aiutiamoli compagni affinchè questa verità la realizzino lorosignori! perchè guardateli, si comportano come sempre, come se niente fosse successo, come se non fosse avvenuto nessuno tzunami. Ma non è così. E sapete perchè lo fanno? perchè come avviene in queste situazioni, è meglio distogliere l’attenzione dai problemi veri attraverso le tattiche di cui parlava Luca e di cui ne sono più che certa. Cancelliamo la memoria e giochiamo con i riflettori puntatii su un salvatore della patria. Compagni, cerchiamo, come esortava Ramon in questo post, di avere tutti quell’intelligenza di ragionare, capire e comprendere. Ormai è una guerra tra poveri, nessuno è più seduto sulle poltrone vellutate. Il rispetto è doveroso perchè fa parte delle corrette dinamiche tra relazioni umane, ma qui non ci inchina più davanti a nessuno. A nessuno! Riprendiamoci la parola… e al di là delle legittime personali diffidenze che uno si porta appresso dopo anni di pugnalate, iniziamo ad individuare chi davvero ha fatto in modo di darci l’opportunità di esprimere la nostra opinione al di fuori degli organi competenti al chiuso delle quattro mura. Ripartiamo con chi ha compreso DAVVERO quello che è successo il 13-14 aprile.
    Auguri Prcarmerina per la candidatura.

    Maria

  349. Davide prc Sulcis Says:

    Caro Ramon e cari tutti,
    Dopo una lunga riflessione ho deciso che non voterò la mozione di Ferrero ma darò la mia fiducia a Vendola,che non vuole affatto sciogliere il partito.
    Il problema è che il nostro obieetivo non può essere costruire un partito settario dove si fa a gara a chi è più comunista, ma un partito che raccolga attorno a se la sinistra italiana e sia guida e punto di riferimento del popolo di sinistra.Io voglio sapere prima chi sarà il segretario,non posso lasciare carta bianca ai dirigenti che decidono tra loro chi sarà il leader del partito.In un’analisi molto pragmatica Vendola rappresenta la carta migliore che abbiamo,a me non entusiasma, ma riesce a dare una visione ben definita di come dovrà essere il nostro partito.Non mi convince per niente l’alleanza con la corente di Grassi,che ha un’idea rispettabile di partito ma a mio avviso inadatta al periodo in cui viviamo, e dando la fiducia alla mozione Ferrero temo che con la sua influenza il nostro partito diventerebbe un altro Pdci, un partito di pochi e per pochi.
    Ciao davide

  350. alessandro Says:

    davide hai davvero preso un granchio . se vendola vincerà (ma sono certo di no) scioglierà il partito per unirsi alla SD e alla fine il risultato sarà un’ alleanza stabile con veltroni.
    è una fine che il prc tutto sommato non merita. non trovi?

  351. davide rimango stupita, proprio non ti capisco.
    Cosa ti ha fatto cambiare idea, quando fino all’altro giorno non la pensavi così…

  352. alessandro Says:

    RAMON fatti sentire e dicci come stanno andando le cose per la nostra mozione nei vari territori

  353. Caro Davide mai sei proprio sicuro che il segretario sarà VENDOLA????????
    e’ qui che ti sbagli, Vendola non sarà affatto il segretario, Vendola è l’acchiappa voti per il congresso.
    Secondo me il segretario eletto dal cpn nella malagurata ipotesi che riuscissero, ma forse a questo punto riuscirete, a vincere il congresso è………………………………………………………………………………………………

    GENNARO MIGLIORE

    occhio alle solite doppie triple verità!

  354. Davide di sicuro Vendola e ripeto MIGLIORE quanto a settarismo non scherzano!

    luca

  355. Mi spiace Davide sapere di questa tua decisione. Nella sassata Ramon non sbagliava affatto quando parlava da parte di Nichi di far presa su paure e insicurezze. Il tuo post esprime perfettamente questi sentimenti. Dall’inizio alla fine. Veramente mi dispiace Davide. Davvero.

    Maria

  356. alessandro Says:

    luca la tua è una ipotesi interessante. ti dirò comunque che lo scopo di entrambi è sciogliere il partito . Ma sono convinto che NO PASARAN!!!

  357. certo caro luca che quel che dici non è proprio una fantasticheria,
    d’altronde li fanno a gara a chi è più narciso…
    per ramon: ti hanno rapito?
    dai ci vediamo domani seraaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    pam

  358. Davide prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    Io sono sicuro che il partito non verrà sciolto,se poi i compagni di Sd vorranno entrare nel Prc per quanto mi riguarda sono bene accetti,non siamo un club esclusivo, in campagna elettorale ho avuto modo di collaborare con loro e vi assicuro che sono meglio di molti rifondaroli della mia federazione.Io non mi ero ancora sbilanciato,perchè prima volevo farmi un’idea più approfondita della situazione.Io non penso proprio che sarà Migliore il segretario,ma se fosse così non esiterò a uscire da quella mozione.

  359. alessandro Says:

    davide non sarà SD ad entrare nel prc ma l’inverso. e ricordati che sd ha boicottato la grande manifestazione del 20 ottobre e non solo. mi dispiace per te caro davide ma non moriremo SOCIALDEMOCRATICI

  360. Davide prc Sulcis Says:

    Vendola non ha fatto presa su niente per quanto mi riguarda, ritengo semplicemente che sia uno dei migliori dirigenti di cui disponiamo.Mi dispacerebbe molto se il Prc diventasse un micropartito di duri e puri,senza legami con la società reale.

  361. Davide prc Sulcis Says:

    Alessandro non parliamo di quella manifestazione,che per me è stata l’inizio della fine,il crollo definitivo della strategia di lotta e di governo,il momento in cui si doveva uscire dal governo e dare l’appoggio esterno.Invece sappaimo tutti come è andata..

  362. Leone Condemi Says:

    Caro Davide, hai preso un granchio, la mozione Vendola, non fa altro che parlare di unità del partito, per poi andare a fare un soggetto unico della sinistra, io sono di ultra sinistra, eppure do il voto al documento Acerbo, perchè anche con le sue manchevolezze, vuole relmente un partito unito e forte, senza chiudere a chi vuole entrare od unirsi per combattere la destra senza imporre soggetti unitari, poi ti contraddici, scrivi che la manifestazione del 20 ottobre era il momento in cui si doveva uscire dal governo, e poi dai il voto alla mozione di chi non ha voluto? Rifletti bene, vuoi un Partito comunista coeso e senza settarismi, o vuoi diventare socialfascista come Giordano & company.
    Saluiti comunisti
    Leone “Bordiga” Condemi

  363. alessandro Says:

    davide vedo che anche tu ormai usi le parole di vendola. non è questione di essere duri e puri ma di essere contro il neoliberismo sia di berlusconi che di veltroni . in quanto al micropartitp nella puglia di vendola l’arcobaleno è sotto la media nazionale(2,8) e la dstra ha 14 punti di vantaggio. non mi sembra che vendola abbia molti legami con la società reale

  364. Davide prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    dare del socialfascista mi sembra eccessivo, e comunque non mi pare che ferrero si sia dimesso da ministro,eppure poteva farlo,ma non lo accuso di nulla, se ha fatto così avrà avuto le sue buone motivazioni.Per quanto riguarda la Puglia è sempre stata una regione dove il Prc è andato male,a prescindere da Vendola,questo clima di accuse non ci fa bene,anzi..

  365. Non possiamo criticare il leaderismo di Berluscon e di Veltroni e poi affidarci a un uomo della provvidenza, col fascino parolaio non si costruisce granchè e col decisionismo di pochi neanche. Vogliamo rifare gli errori del PD? ancora non hanno deciso quale sarà l sua identità e tanto meno per fare che cosa!
    Prima di tutto democrazia interna e correttezza nel confronto tra compagni, per costruire un CPN competente e serio che elegga il segretario, voglio linea e progetto non ambigui e condivisi, e il nome del segretario verrà di conseguenza.
    Paola Ferroni

  366. alessandro Says:

    ramon….fatti sentire!!!!!!!!!!!

  367. alessandro Says:

    completamente d’ accordo con paola

  368. Davide prc Sulcis Says:

    Ho letto che grassi non vuole più alleanze col Pd,a nessun livello,con queste posizioni nette,prese senza discutere,non si va da nesuna parte,non siamo più negli anni 50.Bisogna vedere caso per caso se allearsi o no.Ecco un motivo per non sostenere la mozione Acerbo.

  369. alessandro Says:

    grassi non ha detto questo. ha detto che a livello nazionale non ci sono le condizioni per fare nessuna alleanza col pd . e non si può non essere d’ accordo con lui

  370. se tu sei golpista, quelli che hanno stampato 100.000 tessere della sinistra arcobaleno, all’insaputa della quasi totalità del partito, cosa sono? Alla faccia dell’innovazione! Si usano offese contro chi critica queste pratiche e la pensa diversamente sul futuro di Rifondazione (golpisti, identitari, settari, ecc.) e, poi, si praticano metodi, quelli sì golpisti. Voglio essere leggero e li definisco irresponsabili (cosa innegabile). Bel rispettto dei militanti e dei tesserati.

  371. Davide, lo so che la tua decisione è frutto di una profonda riflessione, però mi permetto di proportene un’altra. A scanso di equivoci sulle questioni perosonali, premetto che ho sempre stimato e sostenuto il compagno Vendola. Vivo nella bassa Puglia, terra di destra e di Fitto, ci siamo spesi anima e corpo per lui , incassando anche offese che andavano al di là della politica per approdare alla tendenza sessuale di Nichi, ti lascio immaginare. Sono stata e sono tutt’ora orgogliosa di avere un governatore comunista. Poi sono anche cattolica, e conosco tutte le lettere che Nichi ha scritto a don Tonino Bello, l’ho seguito nei suoi spelndidi sentieri di Isaia, per cui tu pensa chi più meglio di me dovrebbe sentirsi rassicurata da un segretario come Nichi. Eppure non lo sosterrò. Perchè la stima, l’affetto personale è una cosa, le scelte politiche sono altro. Chiudo la premessa e parliamo di politica. Noi Davide non possiamo cadere in una sorta di secondo Pd. Non siamo duri e puri, ma oggi più che mai la sinistra ha bisogno di chiarezza, di un partito radicato che sappia produrre un progetto di società e non un partito d’opinione svuotato dei suoi militanti e schiacciato nell’immagine del capo. Questo è il PD o al limite la vecchia forza italia, un partito della sinistra sociale ha bisogno di altro. Deve essere una forza consapevole di non poter bastare a se stessa e della sua non autosufficienza e quindi dell’esigenza di contaminarsi con altre culture, altre pratiche ma senza per questo rinunciare alle propria autonomia organizzativa e progettuale. Nichi ci porterà nella stessa esperienza del Pd. Non è il momento Davide di farsi abbindolare dalle belle parole di un compagno che personalmente, l’ho detto, stimo come Niki ma che oggi si autoattribuisce un ruolo salvifico che assume tratti a dir poco stucchevoli. La sinistra sociale non si salverà con un altro Pd. Noi siamo altro, dobbiamo essere altro.
    pensaci bene Davide.

    Maria

  372. alessandro Says:

    completamente d’ accordo maria tranne che su una cosa. Vendola non ci porterà da nessuna parte perchè perderà il congresso. E ricordiamoci sempre che ha già tradito il prc nel 1995 votando a favore del governo DINI

  373. Non sostengo la mozione Vnedola perchè la su aposizione è in netto ocntrasto con la conferenza diorganizzazione di Carrara. Una testa, un voto, un incarico. Sostengo la mozione che fa capo a Ferrero perchè mette in risalto proprio la riorganizzazione del Partito nella sua articolazione territoriale e la redistribuzione delle risorse che si risparmiano dalle indennità degli eletti . No alla mastellizzazione del Partito. E abbiamo numerosi esempi, altro che il duo Serafini-Fassino

  374. Per Davide.
    Fai quel che vuoi, massimo rispetto. Concedimi una sola battuta.
    Io non mi sto dedicando ad essere duro e puro, ma piuttosto in esercizio che proponeva già il Che: sapersi indurire senza perdere la propria tenerezza.
    Buon viaggio.
    Alessandro Bernardi

  375. davide Prc Sulcis Says:

    Cara Maria,
    Apprezzo ciò che hai scritto nella premessa, perchè qui si sta trascendendo,si arriva ad attaccare Vendola per il risultato in Puglia, perchè è cattolico ecc.Ferrero è valdese,è stato segretario della Fgei, ma per me non è un elemento pregiudiziale,si può essere credenti e comunisti,non c’è niente di male.Anche Vendola vuole un partito radicato,partecipato,e non vuole un secondo Pd,per quello che ho letto e sentito.Mi auguro solo che il sostenere mozioni diverse non sia elemento di pregiudizio nelle discussioni future.

  376. alessandro Says:

    ribadisco che vendola vuole sciogliere rifondazione comunista. se no mi si dica cos’ altro è la COSTITUENTE DI SINISTRA CHE anche oggi FAVA ha nominato? Comunque sua eccellenza illustrissima nonchè governatore delle terre di puglia non riuscirà nel suo intento perchè perderà il congresso

  377. Alessandro calmati!
    Però Davide, mi spiace, ma Alessandro c’ha ragione. Con Nichi andremo inersorabilmente verso lo sciogliemento senza considerare che diventeremo un partito d’opinione con lo svuotamento dei militanti. La mia premessa ho pensato fosse doverosa non solo per la questione della fede, ma per farti capire che nemmeno questo legame “in più” con Nichi mi convince del contrario. Io sosterro Ramon, ancor prima di Ferrero,. E ne ho spiegato i motivi. Io mi auguro che vinciamo noi il congresso, ovvio!! ma se avviene il contrario facciamo che se abbiamo ragione noi su quello che succedrà alla nostra Rifondazione, tu offri la pizza a tutti i compagni. Ma non a quelli che intervengono sul blog, ma a TUTTI quelli che si connettono… ci stai, rischi?
    🙂

    Maria

  378. Davide Prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    Mi dispiace ma ciò che dite sono solo ipotesi,i militanti mancano già e siamo già ora un partito di opinione,senza radicamento.Dico queste cose da anni,ma sono argomenti che molti scoprono solo per scannarsi ai congressi scaricando sul dirigente di turno le responsabilità di questa situazione.Per quanto riguarda la mia federazione i compagni “veri” se ne stanno andando uno dopo l’altro,resterà solo chi ha interessi personali.Parteciperò al congresso senza illusioni e dopo valuterò se lasciare il partito,perchè questo non è più un partito,almeno dalle mie parti.

  379. alessandro Says:

    caro davide dalle mie parti invece ,nonostante le difficoltà , il prc è ancora un partito e ti assicuro che oltre a me sono moltissimi i compagni a non volere che vendola sciolga il partito

  380. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro alessandro,
    quelli che da me ora sostengono ferrero volevano sciogliere il partito fino a un mese fa..e ti dirò di più, volevano anche i socialisti nella Sa..

  381. alessandro Says:

    caro davide l’importante è che adesso abbiano cambiato idea. inogni caso nessuno riuscirà a sciogliere il prc

  382. Caro Davide, se ti può interessare, io sono una di quelle compagne “vere” che se ne era andata. Ho aspettato ci portassero al macello da fuori. Mi sono rifiutata di partecipare all’azione nefasta! Perchè sapevo che lì saremmo andati. Con quelle teste non si poteva sperare di meglio e andare da nessun altra parte. Questo partito ha cambiato 50 volte linea politica senza portare a casa nessun sensibile risultato che non fossero una manciata in più di parlamentari, un ministro isolato ed un versatile presidente della camera, e tutte queste cose le abbiamo perse d’un sol botto insieme ad una larga fetta d’elettorato e di iscritti. E’ per questo Davide che torno. Perchè sono molto arrabbiata (arrabbiata con due “z”!). Non mi si addice il giustizialismo, ma mi batterò affinchè quel che è rimasto dei nostri sogni possa ancora esistere. Bertinotti ci ha ridotto ai minimi termini, Vendola ci annineterà del tutto. Non sono supposizioni Davide, è la stessa gente che ci ha portato al macello. E non accetto partenali da nessuno di loro in riguardo a fare l’unità a sinistra, che io sono una di quelle poche che l’unità a sinistra l’ha sempre praticata davvero e la faccio vivere senza ipocrisie e senza prendere in giro nessuno rispettando la diversità degli altri. Si può stare insieme a fare rivoluzioni anche nella diversità, non occorre essere omogenei per forza.

    Maria

  383. alessandro Says:

    brava maria

  384. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro Alessandro,
    non conosci nè le persone nè la situazione,quindi puoi non dare giudizi ,potrei raccontarti in quali partiti militavano e cosa hanno combinato nel Prc,ma mi servirebbero almeno tre pagine..

  385. Davide Prc Sulcis Says:

    Cara maria,
    è stato tutto il gruppo dirigente a sbagliare,non giochiamo a scaricabarile, ora ci sono diverse mozioni,ognuno sceglie chi sostenere,io spero che chiunque prevalga faccia il bene del partito,e che la frattura si ricomponga.

  386. alessandro Says:

    ribadirò per sempre che se vince vendola il prc verrà sciolto per fare un partito di ispirazione socialista con mussi!!

  387. Scusa Caro Davide ma, dal Documento di Vendola:

    “IV – PER UN PROCESSO COSTITUENTE DELLA SINISTRA, LE RAGIONI E LA PRATICABILITÀ DI UNA PROPOSTA DI FUTURO”

    Direi che già il titolo è esplicativo, ma se non bastasse:

    […] Un nuovo soggetto politico, che sia unitario sul piano politico e plurale su quello delle culture e delle esperienze che lo compongono, una nuova sinistra[…]

    […]4a – L’avvio di un processo costituente
    Ciò che dunque è necessario, anzi decisivo per un avvenire del nostro patrimonio politico e per quello di un campo alternativo della sinistra in Italia, è l’avvio di un vero e proprio processo costituente. Che non ha e non può avere oggi esiti precostituiti, ma che si realizzi intorno ad un
    obiettivo limpido: costruire una nuova soggettività della sinistra, nella politica, nella società e nella cultura di questo Paese. Un processo costituente di una dimensione unitaria completamente rimotivata nel “qui ed ora” dei compiti di opposizione generale che sono oggettivi e incombenti:
    perciò aperto in tutto e per tutto e fatto per rivolgersi, attraverso e oltre tutti i soggetti politici già ora disponibili, ai corpi sociali e singolari che resistono alle politiche dominanti, ogni giorno e ad ogni livello.
    […]

    Mi sembra che più esplicito di così…
    Riassumendo vuole quindi:
    a) creare un nuovo soggetto politico (mi sembra un buon inizio per chi a parole dice di non voler più sciogliere il PRC)
    b) indistintamente di “sinistra”
    c) “Che non ha e non può avere oggi esiti precostituiti” (per la serie: “mi votate e poi ho carta bianca perché ho scritto che potrebbe diventare QUALUNQUE cosa. Un bel salto nel buio! fidatevi!” e questo avvalora semplicemente solo di più la tesi che la proposta del documento sia basata sulla personalità del Compagno Vendola e NON su una proposta politica TRASPARENTE.
    d) che comprenda “tutti i soggetti politici già ora disponibili”. Sinistra Democratica è l’unica che ha detto di essere disponibile, per cui non penso di interpretare malignamente il testo traducendolo con “unione con SD”
    e) “Un processo costituente di una dimensione unitaria completamente rimotivata nel “qui ed ora” dei compiti di opposizione generale che sono oggettivi e incombenti”: ovvero unione con altre forze non sulla base di una PROSPETTIVA, se non una visione di società comune (come il comune buon senso vorrebbe, o no?).
    Scusa ma anche questo non mi sembra serio, mi sembrano proprio criteri deboli.
    Provocatoriamente: Quante battaglie referendarie abbiamo fatto assieme ai Radicali? Parecchie, ma non per questo a qualcuno di noi è venuto in mente di proporre di unirci coi Radicali! Stando al documento invece questa dovrebbe essere l’unico criterio per fare questa “cosiddetta sinistra”!

    Non sono ipotesi fatte da “compagni malevoli”, ma sono le testuali parole del documento!

    Ciao, e scusate l’intrusione, seguo il blog da un po’ ma non avevo ancora mai commentato!

    Nicola – PRC Cuneo

  388. alessandro Says:

    complimenti nicola la tua interpretazione è perfetta. Bisognaconservare il tuo blog e farlo circolare in tutti i circoli d’italia
    SALUTI COMUNISTI

  389. Ok Nicola!
    Caro Davide, non scarico niente da nessuna parte. Ogni volta che si espone con chiarezza la verità non si sa come mai, ma si viene sempre accusati di alterarla. Questi sono i fatti.

    Come sono i fatti di SD in questo gioco che io oserei definire torbido. Per quanto mi riguarda quando penso a Fabio Mussi mi vien l’orticaria. Il peggior ministro nella storia del Regno, cioè da quando in Italia votavano per censo: mai visto di peggio all’Università: ha bloccato i concorsi, ha ritardato paurosamente i fondi di ricerca dopo aver sbagliato i bandi, ha messo su un’agenzia di valutazione che non c’è, e potremmo continuare per un bel pezzo: aveva troppo da fare con il nuovo partito, il fantasma rosso, lo potremmo chiamare adesso, e non aveva tempo di fare il ministro. Ma ce lo ricorderemo sempre. Teniamolo bene a mente, a futura memoria, tante volte gli venisse l’idea di farsi ancora vedere. E lo dico a Ramon. Mi raccomando.

    Maria

  390. care tutte e cari tutti, non ho molto tempo in questi giorni per partecipare a questo dibattito. anche se lo ospito volentieri. come ho detto appena avrò tempo interverrò con nuovi articoli.
    ma intanto vorrei dire una sola cosa:
    io c’ero quando al congresso di scioglimento del PCI a Rimini (io uso ancora questa parola anche se occhetto negava che fosse uno scioglimento del PCI) si fece una conferenza stampa per annunciare che nasceva il movimento per la rifondazione comunista. io non parlai, non contavo molto. ma parlò vendola. e ricordo come se fosse adesso che impostò tutto il suo intervento sul tema dei duri e puri. ovviamente per confutare la tesi che stava nascendo un nuovo partito nostalgico e duro e puro. eppure tutta la stampa, quando dico tutta dico tutta compreso il manifesto, diceva che rifondazione non aveva futuro, che la sinistra diffusa (questo era il termine in voga come adesso) si sarebbe riconosciuta nel pds e non certo nei nostalgici della falce e martello.
    il fatto che davide dica le stesse identiche cose degli occhettiani di allora a favore del vendola di oggi è semplicemente la dimostrazione che il pensiero debole di vendola è molto simile a quello degli occhettiani di allora. che anche nella versione più di sinistra si illusero che cambiare nome e presentarsi con una bella riverniciata postmoderna avrebbe risolto come d’incanto ogni problema. che vendola abbia un linguaggio ed una retorica immaginifica, cha sappia evocare immagini ed emozioni, che sia suggestivo, non c’è dubbio. ma se togli dai testi dei suoi discorsi immagini emozioni e artifizi retorici rimane il politicismo più estremo e, oggi, anche il narcisismo più esasperato. oggi ha detto che mette a disposizione la sua immensa popolarità. ma che vergogna.

    continua….

  391. alessandro Says:

    ramon pienamente d’accordo. e diamoci tutti da fare per sconfiggere vendola e soci

  392. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Care e cari,
    volevo rispondere in particolare alle considerazioni di Luca e Maria che sono intervenuti sul merito di quanto avevo detto e poi a Davide del Sulcis.

    In generale è evidente che sono molto amareggiato per come è stato costruito il documento, per il tipo di lavoro politico che abbiamo svolto a Bologna nel corso di questi anni, mi sarebbe piaciuto ci fosse la possibilità di un nostro contributo preciso e competente sulle questioni del lavoro e della lotta alla precarietà.

    Poi ritengo Paolo Ferrero un uomo assolutamente inadeguato a svolgere una funzione politica dirigente, penso possa essere un ottimo ministro o direttore di qualsiasi cosa (di una agenzia interinale magari) ma credo e ne sono certo che gli siano negate le doti proprie di un dirigente politico, specie di un dirigente comunista, ed in modo indiscutibile ritengo che sia un perfetto rappresentante della cultura burocratica che ci ha ammorbato in questi anni e che l’elettorato ha rifiutato in toto. Maria ha cento volte ragione a dire che questi signori non sembrano essersi resi conto che l’elettorato non ha rifiutato la Sinistra ma ha rigettato loro, proprio loro che non so se siano di sinistra ma che a me paiono esclusivamente essere esseri sinistri, impregnati di doppia morale, privi di comunicativa perchè oggettivamente privi di interesse per l’altro e la società, conservatori perchè ancorati ad una idea imparaticcia di trasformazione che traducono esclusivamente in un uno: stiamo fermi, non facciamo niente perchè siamo all’angolo, le destre sono fortissime e i rapporti di forza non ci permettono altro se non di resistere stando fermi, anzi immobili!

    Come ho già detto Ferrero è espressione degli apparati più conservatori e della parte peggiore della CGIL e dirigendo il settore lavoro del PRC ha dato il peggio di se (cioè il meglio che poteva fare) e cagionato danni irreparabili di impostazione politica, perchè davvero io reputo irreparabile è gravissimo il fatto che non si sia saputo costruire dei rapporti di forza diversi attraverso la costruzione di campagne di massa sul tema della precarietà lavorativa quando questo era possibile e c’era il mandato del partito per farlo (2004-2005 cioè prima delle elezioni politiche del 2006).

    Ho avuto modo di verificare con mano l’ostilità di Ferrero nei confronti dei giovani, dei lavoratori precari e di chi nei luoghi di lavoro alzava la testa (che è cosa certamente per lui incomprensibile . . . alzare la testa !?), ho potuto verificare con mano e sulla pelle nostra come questa ostilità si sia poi tradotta in boicottaggio aperto delle inchieste, chiusura di Circoli, emraginazione del dissenso.

    Trovo semplicemente disgustose le recenti dichirazioni di Paolo Ferrero in merito all’atteggiamento del gruppo dirigente verso le minoranze (Turigiatto, Ferrando, l’Ernesto etc . . .) per il semplice fatto che lui era il gruppo dirigente e lui non ha mai proferito parola in una direzione diversa da quella dell’emarginazione delle minoranze. Allo stesso modo trovo disgustoso che Ferrero abbia trovato solo a cose fatte, dopo la batosta elettorale, il tempo e il modo di prendere parola per dissociarsi dalla sua stessa linea politica cavillando sullo scioglimento o meno di Rifondazione.

    Vorrei ricordare che io bertinottiano ho sempre saputo e pensto che occorresse superare Rifondazione e ho lavorato per arrivare al superamento di Rifondazione . . . che certo pensavo in una altra direzione cioè a sinistra per mezzo della costruzione di un nuovo soggetto politico che crescesse con i movimenti e le lotte. Per quello che mi riguarda eravamo già pronti a superare Rifondazione dopo Venezia e facemmo un circolo bello e grande pieno di ragazze e ragazzi precari proprio ragionando di queste cose perchè ritenevamo e tutt’ora ritengo deltutto indifferente se un partito si chiamo PC, SE, SA ed invece ritengo sostanziale che questo partito sia fatto da giovani e lavoratori, sia democratico, aperto e non sia solo presente nelle lotte o vicino alle lotte.

    Sono infatti convinto che un partito di sinistra le lotte le costruisce, l’insediamento sociale lo costruisce, il sindacato lo costruisce, la società la fa. In questo mi baso sulle esperienze pluridecennali del movimento operaio italiano e basta. So per certo che Antonio Gramsci non commentava i Consigli di Fabbrica ma costruiva i consigli di fabbrica, oppure che Potere Operaio a Ferrara non commentava l’azione sindcale ma nel Peltrolchimico costruiva la lotta e costringeva il PCI ad assumere posizioni diverse, so per certo che la Resistenza alla Guerra o il movimetno contro la guerra nel Vietnam furono costruiti e non commentati. Il PCI non era vicino alla Resistenza ma era la Resistenza.

    Nel nostro piccolo a Bologna non eravamo vicini ai precari ma siamo diventati precari e con i precari nei luoghi di lavoro precario abbiamo costruito delle lotte, vinto delle vertenze, costruito organizzazione politica e siamo andati avanti fino a quando Paolo Ferrero non ci ha fermati con la violenza colpendoci alle spalle o almeno dall’unico lato dal quale non ci aspettavamo di essere aggrediti. Ora tu puoi vincere contro la destra CGIL o l’estremismo di qualche organizzazione di base, puoi vincere contro una multinazionale, puoi vincere contro i fascisti e far passare nell’opinione pubblica idee diverse da quelle correnti ma non puoi vincere quando un tuo dirigente, il tuo leader si rivela come il tuo più irriducibile avversario e quando meno te lo aspetti ti colpisce a tradimento eliminandoti fisicamente. Allora non ce la puoi fare, allora perdi e scompari. Infatti siamo stati sconfitti ma non dalla destra ma dai dirigenti del PRC e per quanto concerne il lavoro dal sig. Ferrero.

    Non vorrei dilungarmi oltre ma credo anche che lo dovrei fare per rispetto delle compagne e dei compagni che qui interloquiscono e ragionano sul come uscire dalla profonda crisi nella quale viviamo.

    Io non so se il documento che molti qui sostengono possa risultare vincente rispetto alla proposta Vendola-Bertinotti. Certamente la presenza dei Grassiani e di Ferrero non aiuta ed è una zavorra che a me pare esiziale perchè tra i lavoratori Ferrero è più screditato di Vendola e in generale Grassi-Burgio mi sembrano odorare di antico (cioè di triple morali e di obbedienza come virtù). Io stesso avrei voluto spendermi in questo Congresso e mi risulta deltutto impossibile perchè non posso assolutamente associare il mio nome e la nostra storia collettiva, e non lo dico per presunzione infinita, a quella dei nostri stessi aguzzini.

    Ci sono compagne e compagni che mi dicono che occorre turarsi il naso e provare a battere l’opzione di Vendola e lo scioglimento del PRC. E’ uan idea rispettabile ma il pensiero è che occorrerebbe agire su un piano nuovo e diverso e non si può stare in una mozione o in un area pensando tutto il tempo a come ripararsi dalle aggressioni di quello che dovrebbe essere un tuo dirigente, allo stesso modo non ho intenzione (come molti pensano ) di starmene ora con Ferrero per poi provare a fargli il culo domani. Non è un modo sano di ragionare, per queste ragioni penso che ci siano serie difficoltà per tutta l’area conservatrice (cioè che vuole conservare il PRC e il suo gruppo dirigente) e che invece la coerenza di un progetto politico (anche se incosistente) abbia molte possibilità di prevalere perchè si ammanta di innovazione e appunto di coerenza. Il problema è che non è andando con SD e facendolo con Giordano e tutto il suo giro di clientes che si può dare realmente una prospettiva alla Sinistra in Italia.

    Temo anche che questo mio modo di vedere le cose sia piuttosto diffuso e che tante compagne e tanti compagni non voteranno a questo congresso. Non penso sia reale la crescita della parteciapazione che alcuni ipotizzano. Lo spettacolo che si osserva dal di fuori è brutto, anzi pessimo. L’alternativa a Bertinotti non può essere capeggiata dal suo ex ministro del dolcefarniente e da quattro stalinisti.

    E’ vero, hanno ragione Luca e Maria nel dire che occorre vedre il bicchiere mezzo pieno e sapere che ci sono anche brave persone come Ramon che hanno ad esempio avuto la semplice e bella idea di fare un po’ di partecipazione come infatti accade in questo blog. Ma penso anche che i fili della cosa gli stia tirando che di mestiere sa fare solo questo e non mi sembra il caso di Ramon !

    Spero proprio che ci sia la possibilità di fare delle cose insieme anche se non parteciperò al Congresso, io ero per il Congresso e per una alternativa chiara al gruppo dirigente del PRC non sono invece per sostituire un gruppo dirigente marcio con uno anche peggiore.

    Ma a voi sembra possibile e dignitoso che mezza segreteria stia con Ferrero e dica che da anni non era d’accordo e non aveva la possibilità di fare niente ! Suvvia . . . non fosse sommamente penoso sarebbe deltutto ridicolo. Spero, essendo stato chiaro, di non avere offeso la sensibilità di nessuno e soprattuto spero di poter cambiare idea.

    Un caro saluto – Alessandro Gulinati Circolo del Lavoro precario Bologna

  393. alessandro Says:

    gulinati invece io mi sono offeso. Infatti ti posso dire che ho grande stima di grassi e ancor più stima di ferrero. Ferrero come ho già scritto in precedenza l’ho conosciuto di persona perchè è venuto più volte nella mia federazione . Ti posso dire che è il contrario di come l’hai descritto tue cioè un ottimo compagno e un’ottima persona. e te lo dice uno che milita da15 anni nel prc senza mai aver avuto cariche ne averle volute. io ho speso il mio tempo e anche parecchi soldi per il partito e l’ho fatto volentieri. Adesso sento che addirittura sei bertinottiano e volevi superare il partito già da venezia. Cose da pazzi . tu sei peggio di vendola bertinotti e giannini e masella messi insieme. E per favore smettila di spruzzare il tuo veleno sui compagni che si stanno dando da fare per salvare il partito.
    E in conclusione sai cosa ti dico: GULINATI VAFF’ ANCULO

  394. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Leggevo ora un commento di Alessandro non proprio entusiasta delle mie considerazioni . . . e volevo fare pertanto una precisazione. Mi sembra che il Blog di Ramon sia un luogo aperto di discussione non esclusivo dei sostentitori di uno o dell’altro documento, i quali magari hanno i loro siti e spazi specifici. Di conseguenza mi sembra utile fare delle considerazioni franche e anche distruttive rispetto al credo di uno o dell’altro. Torno a dirlo perchè esercitando una critica, anche aspra, nei confronti di una o di un’altra opinione mi pare di stare dentro la logica del Blog. Poi per quello che riguarda eventuali altre considerazioni più strettamente personali c’è anche la mail privata. Un caro saluto. Alessandro

  395. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Alessandro,
    sei comunque simpatico !
    Però proprio per chiarezza e perchè davvero sei una persona simpatica, almeno by net, quando dico che sono o ero bertinottiano è perchè nel PRC eravamo il 60% circa a Venezia e di questo 60% una gran parte, soprattutto i più giovani pensavano che fare la Sinistra europea con i movimenti e quindi superare Rifondazione fosse una cosa molto interessante poi però sappiamo come sono andate le cose. E il problema di Fausto, o almeno uno dei tanti, è che come accaduto tante volte nella storia, peggiore, del Movimento Operaio è che scriveva e diceva cose giuste e poi ne faceva altre e tutte sbagliate. Ora è chiaro che la cosa andrebbe approfondita ma qui su due piedi mi sembra abbastanza chiaro: 1) Dire cose giuste 2) Fare cose sbagliate.
    Tipo: 1) Stare nell’Unione 2) Andare a presiedere la Camera. Oppure: 1) Costruire un Nuovo movimento operaio 2) Non promuovere la rappresentanza dei precari nel partito. O ancora 1) Essere contro la guerra 2) Votare per la guerra in Afghanistan. O ancora 1) Costruire il partito dell’inchiesta 2) Non fare l’inchiesta. 1) Chieder la verità su Genova 2) Non cercare la verità su Genova e per giunta sostenere la carriera di De Gennaro Etc sia 1) che 2).

    Invece sulla questione Ferrero, mi spiace che tu t’offenda però io non faccio critiche personali a Ferrero come nemmeno a Grassi o Burgio ma puntualmente cerco di stare sulle cose e sui fatti. Grassi e Burgio erano contro la mobilitazione di Genova e ne sminuirono il valore con prese di posizione pubbliche. Burgio e Grassi erano in maggioranza e non hanno detto una parola quando Turigliatto e Ferrando sono stati allontanati. Idem dicasi per Ferrero che era in segreteria ed era responsabile lavoro e poi era addirittura ministro. Inoltre Ferrero ha deciso di non fare campagna contro la precarietà, questo perchè glielo abbiamo chiesto e ha detto NO. Ferrero ha deciso di non fare le inchieste perchè glielo abbiamo chiesto e ha detto NO. Ferrero ha deciso di tacere di fronte alle scelte della sua area sindacale in CGIL (Ferrero viene da una lunga storia di funzionario CGIL) quando questa si è sciolta nella maggioranza. Ferrero ha deciso di colpire chi tra i precari alzava la testa fossero questi di Atesia o della TIM etc . . Ferrero ha deciso di fare il ministro nel Governo Prodi quando poteva fare molte altre cose e specie dopo lo scadente risultato del 2006 poteva e doveva non accettare di fare il ministro e semmai fare il leader, allora, dell’opposizione a Bertinotti. Oppure Ferrero pensava che il governo Prodi avesse delle prospettive e che fosse utile starci dentro in quel modo. Il che è legittimo ma era ed è sbagliato. Insomma volendo possiamo approfondire ma perdona l’insistenza perchè mai il fatto che Ferrero venga spesso nella tua federazione dovrebbe farcelo-farmelo ritenere una persona in gamba. Per dirla con una battuta se mi rimborsassero il biglietto (come accade per Ferrero) nella tua federazione ci verrei anche io. In ogni modo vedremo, spero di sbagliarmi nel ritenere l’area alternativa a Vendola come una roba monopolizzata da Ferrero. Nella mia federazione i sostenitori del documento “di movimento” sono divisi in due e fanno riunioni separate. Da un lato ci sono gli uomini e le donne di Ferrero praticamente tutti rigorosamente funzionari sindacali o di partito, dall’altra compagne e compagni accomunati dalla voglia di stoppare la deriva del PRC, il che sarebbe un buon segno non fosse che è anche un elemento di grande debolezza di fronte alla proposta di Vendola che seppure sbagliata rischia di apparire come coerente e realmente innovatrice. Sigh !!!
    Ciao e a presto, Alessandro

  396. alessandro Says:

    gulinati scusa per le parole ma mi hai fatto veramente incazzare. conosco la situazione bolognese per averne letto su liberazione tempo fa. L’area di boghetta e quella del segretario loreti sono state in disaccordo. ti posso assicurare che in quasi tutte le federazioni c’ è fra i compagni coesione attorno al documento acerbo. quanto a ferrero il mio giudizio é estremamente positivo. Comunque se anche in passato ha fatto errori é squalificato per sempre? IO consiglio a voi compagni di bologna che sostenete il documento acerbo di ritrovare la coesione perchè siamo sulla stessa barca. Vendola innovativo? su vendola sono costretto a malincuore a dare ragione a marco rizzo quando dice che è il poeta del nulla . Dietro la sua retorica c’è solo la voglia di andare con mussi e poi allearsi con veltroni. In ogni caso come tu hai detto puoi nanche cambiare idea :spero che tu lo faccia
    SALUTI COMUNISTI

  397. continua….

    siamo al leader salvifico invocato dalle masse plaudenti!
    semplicemente sarebbe un rimedio peggiore del male.
    forse è difficile e forse persino impossibile andare controcorrente fino al punto di pensare che sia ancora possibile far vivere una formazione politica collettiva comunista. forse.
    ma certo vale la pena provarci. comunque già non siamo come prima per il solo fatto di provarci.
    l’idea che non si discuta ne divida sulla politica bensì sul o sui leader è un segno dei tempi. è la massima subalternità alla cultura dominante. è la rinuncia al pensiero critico. è il sogno che si fa incubo. incubo ricorrente per giunta.
    ed infatti qualcuno vorrebbe che rifondazione non faccia un congresso bensì una conta truccata sul leader. truccata perché de benedetti e i suoi mezzi di informazione fanno il tifo. perché liberazione fa il tifo. perché le tv fanno il tifo. perché il partito democratico sia nella versione d’alema sia nella versione veltroni sia in quella franceschini e così via fanno tutti il tifo. e lo fanno per vendola. che vergogna! e che noia. e quante doppie verità.
    a me in questo congresso non interessa vincere. cioè non mi interessa sconfiggere. mi interessa tenere in vita un partito, e cambiarlo. perché discutere di politica e non del leader e delle sue false e ciniche emozioni sarebbe già un cambiamento rispetto alla politica dominante.
    auspico una ribellione, un moto di orgoglio, un atto liberatorio. cioè una discussione, aspra, polemica, dura, ma anche costruttiva, intelligente, feconda.
    e questa è la base per ogni altro progetto, che semplicemente non ci sarebbe e non potrebbe realizzarsi perché tutto quel tifo interessato presenterebbe all’incasso le cambiali. perché tutto quel popolo invocato e urlante e plaudente l’unità della sinistra qui subito rimarrebbe una comparsa nella sceneggiatura predisposta dagli autori della commedia. autori che non si capacitano che la prima del loro film non abbia avuto uno spettatore pagante, che una parte delle comparse sia scesa in sciopero ed abbia rivendicato il diritto alla parola.
    dobbiamo farcela contro tutti e anche contro noi stessi. contro le abitudini, le voglie inconfessabili di potere, contro i macchiavellismi, contro i mezzi separati dai fini, contro la pigrizia intellettuale, contro ogni conformismo.
    difficile si, ma non impossibile.
    buonanotte

    ramon

  398. alessandro Says:

    E poi ferrero non monopolizza niente perchè il documento è plurale per definizione. non a caso il primo firmatario è acerbo. Se vinceremo il congresso e sono certo che lo vinceremo il liderismo sarà solo un lontano ricordo e il segretario avrà il compito di portare avanti la linea politica decisa democraticamente senza “mosse del cavallo”.
    GULINATI cerca di essere più ottimista e dacci una mano. Sono certo che non avrai da pentirtene

  399. alessandro Says:

    ramon dobbiamo fregarcene dei media ma contattare e convincere i compagni uno a uno anche i non militanti. NOn vorrei che il tuo pessimismo venisse dal fatto di esserti reso conto che nelle varie federazioni siamo in netto svantaggio . Se hai notizie fresche per favore daccele

  400. Vorrei parlare, al di là della battaglia congressuale, ad Alessandro Gulinati e a Davide. Quello che dici Alessando su Ferrero non mi sconvolge per niente. Cose di ordinaria amministrazione. Vi confido che durante la notte del 14 aprile, passata in bianco come tutti i comunisti d’Italia, non vi immaginate quanto veleno ho cacciato fuori nei confronti di tutta questa classe dirigente, compreso, e non tra gli ultimi, Ferrero. Ora mi vergogno di averlo detto, ma quando si è riunito pochi giorni dopo il cpn straordinario, ai compagni ho chiesto come mai ci si ritiene ancora oggi comunisti, e davanti ad una disfatta simile si lascia ancora la parola “agli organi competenti” e non si piomba invece noi tutti al cpn con un bel mitra in mano!! Mi vergogno di averlo detto, ma questo per farvi capire a che livelli di esasperazione questa classe dirigente ci ha ridotto. Ora Alessandro un piccolo aneddoto personale. Ti ricordi mesi fa l’assalto alla 194 dopo ilbliz della polizia a Napoli. La presidente dell Udi dichiarò che “se i partiti vogliono venire non rivendichino alcuna parola, perchè la responsabilità di ciò che è accaduto al policlinico è loro. Non hanno ascoltato le donne che in questi anni hanno costantemente denunciato l’attacco che stava montando contro la 194. Se vengono devono venire a fare il loro ‘mea culpa’. Non si aspettino alcun palco e le donne di partito, se vogliono, vengano a denunciare come donne quello che non hanno fatto i loro partiti. Se credono di venire a fare slogan elettorali, sbagliano posto”. Io non posso ricordare la battaglia per la 194, ero una bimbetta, tuttavia porto con me l’insegnamento di compagne che mi informarono appena entrata nella Fgci. Durante la campagna referendaria il mio PCI, il mio tanto amato partito assumeva una linea di grande prudenza: Berlinguer viveva angosciosamente quella situazione con la preoccupazione che un grande partito come il Pci dovesse tenere conto di tutte le implicazioni, soprattutto sul piano dei rapporti con i cattolici, di una novità esplosiva come la liberalizzazione dell’aborto. In più ci si mettevano gli intellettuali di sinistra come Pasolini ad esempio, che si scagliò ferocemente contro l’aborto. Fatto sta che le donne del partito, non vedendosi sostenute in questa battaglia, fecero un gesto clamoroso per quei tempi: si recarono in gruppo sotto la sezione in cui in quel momento erano riuniti i massimi dirigenti (compreso Berlinguer), gli uomini si affacciarono alla finestra, e le donne, tutte con la tessera di partito in mano fecero il segno dello strappo. Come dire che erano tutte disposte a farlo se il partito non si fosse esposto su questo tema. Bene, lo sai come andò a finire? Andò a finire che la legalizzazione passò, e che tutte quelle compagne, che erano state segnalate ad una ad una, furono convocate dal partito e fu chiesta loro una dichiarazione di “mea culpa” scritta per il comportamento minacciosoa adottato nei confronti del partito, da dover esporre poi davanti a tutta l’assemblea. Bè, puoi immaginare quale fu la reazione delle compagne… presero la tessera e la strapparono sul serio davanti a tutti. Nel gruppo c’era anche la moglie di Bassolino. Tutto questo per dirti Alessandro che non devi fossilizzarti sui dirigenti del partito. FA male, certo, lo so, ma tu vai avanti a fare quello in cui credi. Io ho sempre fatto così. SEMPRE!! è il mio sogno, quello di stare dalla parte dei più deboli, a spingermi ad andare avanti e spendermi ancora oggi per salvare il salvabile, non sono certo nè Vendoloa, nè Bertinotti, nè Ferrero, nè Grassi, nè Ramon (scusami Ramon, con tutto il bene, ma davanti ai sogni non ce n’è per nessuno!!) e via discorrendo. Pochi giorni fa abbiamo ricordato Peppino Impastato. Lui diceva che dobbiamo lottare affinchè tutto non ci diventi NORMALITA’. Allessando, Davide non possiamo davvero arrenderci!! FORZA!!!

    ora scappo

    Maria

  401. Pamela Says:

    Ciao a tutti/e
    non avrei voluto intervenire sulla discussione tra Gulinati e Alessandro
    ma essendo di Bologna e sapendo forse un po’ piu’ di Gulinati come stanno le cose, dico semplicemente due parole: io a Bologna ci ho sempre messo la faccia nel fare le cose anche quando la merda arrivava giu’ pari e a valanga dal nazionale noi eravamo sempre li, io , tiziano. e tutti ii compagni/e di Bologna …
    Quindi chiedo semplicemente di non utilizzare le lotte della Federazione
    perche’ colpevoli adesso di votare ferrero.
    Io non voto la persona, ma il progetto, e in questa mozione, ne ho fatto uno importantissimo, insieme ai compagni dissidenti in giro per l’italia, insieme a Ramon, insieme a tutti/e abbiamo costruito un appello, abbiamo pensato di andare ovunque c’era un disagio ( vedi la prima volta a Firenze)
    quindi caro Gulinati non mi mettere nella gabbia…..
    Mettiamo la faccia e non facciamo i rivoluzionari da tastiera….
    Per alessandro, bologna ha sempre avuto una caratteristica, di essere una federazione vivace ma unita, a parte qualcuno……
    Pamela Conti Resp.Commissione Lavoro Prc

    P.s parliamo di politica e non di ossessione personalistica….

  402. Pamela Says:

    ah dimenticavo…..
    quando e’ arrivata la bozza del documento ( cosa mai successa)
    sfido chiunque a dirmi che l’altra volta si e’ fatto
    si poteva emendare, io mi sono sporcata le mani ed ho inviato emendamenti, alcuni adesso sono scritti sul quel testo ad esempio la questione morale..
    Caro Gulinati potevi farlo anche tu…. bisogna solo avere la voglia
    altrimenti si dice che non la si ha ed almeno giustifichiamo tutto
    Perche’ sinceramente mi sono rotta di sentire sempre i vecchi fantasmi del passato e poi non fare nulla….
    Scusami dando ma sono veramente alla frutta ( nulla di personale)
    ma ti prego, quando scrivi, conta almeno fino a 10

  403. Pamela hai ragione, però questo spazio che Ramon ci mette a disposizione non deve tradursi a semplice tifo, altrimenti serivirebbe a ben poco. Anche a me piace parlare sul piano politico e non di fatti con nomi-persone-cose-città. Se dovessi far questo, riempirei un’agenda telefonica di nomi e una enciclopedia di dimensione Treccani di fatti, perciò… tuttavia se lo sfogo può servire per tirare fuori rabbia, delusione, tristezza e disincanto per poi recuperare le forze e di dire ORA BASTA!! va bene. Io vorrei dire a tutti i visitatori che passano di qui, simpatizzanti o meno, rifondaioli o meno, che qui non si tratta di scegliere una semplice linea politca, si tratta della nostra sopravvivenza. Questo non è un congresso come gli altri perchè la situazione non è come le altre. Invito davvero tutti coloro che non ne hanno potuto più di fino ad oggi di tante e tante cose, a non rassegnarsi, a non arrendersi, a prendere parola e lottare ancora, come prima, come una volta. La lotta è nel DNA di ogni comunista che si rispetti, la capacità critica di analizzare i fatti è sempre stata tipica del nostro essere, tutta questa rabbia e delusione non può farci dimenticare chi siamo e cosa vogliamo. IO, come diceva qualcuno che non ricordo chi, non voglio morire socialdemocratica! Compagni che vi siete allontanati dal partito o che avete intenzione di farlo, riprendete la parola. Se avete voglia di gridare un sano vaffanculo alla Marco Masini, fatelo!! è vostro diritto dopo quello è successo. Ma poi tiriamoci su tutti le maniche e riprendiamoci la nostra Rifondazione. Portiamola nei conflitti, tra la povera gente che ha bisogno di tutela e di voce, e tra i poveri cristi, dove noi siamo sempre stati fin’ora con o senza il partito. Non siamo noi che dobbiamo tornare al partito, ma è il partito che dobbiamo riportare da noi, in mezzo a noi, in mezzo ai reali problemi. Non c’è altro modo se non sostenere la mozione Acerbo. Pensateci tutti e iscrivetevi per votare se ancora non l’avete fatto.

    Pamela, non ti preoccupare per la frutta, ci siamo arrivati tutti. Ma non finisce lì, c’è il caffè, l’ammazzacaffè… per cui curati il sistema nervoso, che ancora ne avremo da vedere e da sentire..
    🙂

    Maria

  404. grazie maria sei molto cara

  405. romololeft Says:

    secondo me nonostante tutto siamo in vantaggio

  406. ah, Ramon! le sorprese che riserva a volte la vita…
    tu eri sorpreso della mia firma riportata sotto lo stesso appello (in realtà cambiatomi sotto il naso, firme comprese… ma vabbe’) firmato da Pino Arlacchi?
    pensa un po’ io a vedere che presenterai la mozione sabato a Roma, coordinato da… Alessandro Cardulli!
    e comunque: è un po’ come chiamarsi “Rifondazione in Movimento” e fare parte politica con questo nome insieme ai due che il 18 luglio 2001 firmarono quel bell’articolo su “il maniefsto” che indicava le forze e le reti del Gsf come «retroguardia del movimento reale»…
    io ho aiutato quegli altri a scrivere cose un po’ più “di sinistra”, nel senso della radicalità, perché mi sembrava giusto soprattutto per tutto ciò che sta fuori, ben prima di intervistare “inginocchiato” Nichi.
    ma sto ancora pensando cosa e se fare, realmente, nel congresso.
    certo che però vedere un prima mozione così, che fa dell’attacco alla credibilità e della critica alla doppiezza degli altri il proprio cavallo di battaglia, e poi è quel che è, per nomi e cognomi e biografie, fa venire una voglia…
    o forse la fa passare del tutto. bah.

    saluti comunisti (talvolta senza partito),
    quello “che dice di essere stato colpito”

  407. alessandro Says:

    anubi l’abbiamo capito che tifi per vendola…. fai senza ribadirlo. In quanto alla mozione acerbo riporta solo fatti…Su Genova lascia perdere gli articoli e pensa abertinotti giordano e vendola che ne hanno tradito abbondantemente lo spirito

  408. Alessandro Gulinati il tuo pensiero sta assumendo forme troppo ferrerocentriche. Chissà forse ferrerocentrico lo sarei diventato pure io avessi avuto la fortuna sfortuna di incontrarlo tutte le volte che lo hai incontrato tu.
    E dai Alessandro porta il tuo contributo, partecipa al congresso che di cose da dire ce ne hai…..Se c’è una cosa che sancirà questo congresso è che nessuno, nessun pezzo di organismo dirigente, potrà contare su forme di deleghe acritiche dagli iscritti……..vedrai che sarà così! se poi i fatti mi daranno torto, verrò a trovarti e farò penitenza ascoltando tutti i tuoi racconti sul gruppo dirigente e su Ferrero!

    Luca

  409. Si infatti hai ragione Anubi le biografie sono molto interessanti e molto eterogenee, invece dalla parte dall’altra parte sono tutte uguali e noiose, un blocco monolitico e acriticamente ortodosso, fedele verso il leader.
    E’ vero la mozione1 è molto più accattivante e tutta da scoprire, mi hai dato un motivo in più per sostenerla.

    Luca

  410. Anubi ci eravamo quasi affezionati alla tua presenza e soprattuto il giorno dopo il tuo ultimo intervento ne abbiamo avvertito la voragine del vuoto. Finalmente ti sei fatto risentire. In confidenza, un po’ ero in apprensione per la salute dei tuoi arti inferiori, risentirti mi fa star meglio… 🙂 scherzo, eh, non è che mò mi quereli.
    E dài stai con noi!!! che alla fine ci dai pure una mano, che lo sai che c’habbiamo ragione, lo sai…
    🙂

    Maria

  411. alessandro Says:

    ramon ci risiamo. I bertinottiani ci danno degli Stalinisti con una cultura nefasta…. IL lupo perde il pelo ma non il vizio

  412. Cara Maria,
    ti ringrazio perchè almeno tu cerchi di alleggerire il clima.
    Il tuo ultimo post con me c’è riuscito, combinandosi con l’adesione all’appello su sxm.splinder.com del compagno Cartocci, un compagno non-giovane a cui sono affezionato e che, assieme a Galieni, ha fatto si che nascesse il dip. naz. Immigrazione del partito (salvo poi essere spostato a responsabile PRC degli Italiani nel mondo. Comunque credo che (e mi rivolgo affettuosamente in particolare ad Alessandro-e-basta) dobbiamo cercare di evitare di essere “contro” simmetricamente alle altre mozioni, ma essere attivi nella ripresa del lavoro fuori dal partito per pesare dentro al partito.
    “Non ti curar di loro, ma passa e vai…..”
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi – fed. di Bologna

  413. Noooo alessandro, no, lasciali ululare che i fatti dimostrano altro, non ti preoccupare. Basta informare. Informazione ci vuole, informazione, che qui da dove passa Nichi fa strage, due sermoni, due prediche e li perdiamo… cose da pazzi. Piuttosto cerchiamo di far girare quello che ieri ci ha mandato Nicola, per cortesia. Cerchiamo di farlo arrivare ovunque, perchè appunto, come ha detto Davide “Nichi non vuole sciogliere il partito, non c’è scritto e non lo dice”. Che non lo dica mi pare più che normale, o no, Davide? sul fatto che non l’ abbia scritto chiaramente ho i miei dubbi. Quindi alessandro davvero fare girare il più possibile il post di Nicola.

    Maria

  414. Ale Bernardi leggo ora il tuo commento e ti ringrazio. Sono d’accordo e come vedi sono la prima a cercare di alleggerire il clima. In fondo siamo tutti compagni, haimè… 🙂 però ci vuole determinazione chiarezza e trasparenza Alessandro. Rispetto, serenità ma si deve lavorare sodo. E guarda, io ci sto dedicando un po’ di tempo come vedi a questa battaglia congressuale, e ti garantisco che non ho nessun ritorno e non me lo fa fare proprio nessuno. Però io ci credo in questa mozione, e credo che possa salvare Rifondazione dallo svuotamento di tutto. Io sono con te Alessandro, fuori dal partito per pesare nel partito. Perfetto!

    saluti e libertà anche a te

    Maria

  415. antonio Says:

    Io mi interrogherei piuttosto sulle scelte delle presunte “avanguardie”, di quella parte di ex gruppo dirigente che in totale autoreferenzialità ha avocato a sé questo ruolo di rappresentante dei movimenti per sfociare in un atteggiamento governista senza se e senza ma. Le cose sono un po’ più complicate di queste semplificazioni. Ma chi ha mai detto che bisogna contrapporsi ai movimenti? Se proprio dobbiamo richiamare alla memoria il dibattito interno a Rifondazione comunista nel 2001 bisogna avere l’onestà di ricostruirlo per bene. La contrapposizione non era certo tra chi voleva e chi non voleva i movimenti (solo un pazzo sarebbe contro), ma tra chi vedeva nel sostegno ai movimenti una diluizione del partito e chi no. E comunque abbiamo visto come sono state portate nel governo le istanze dei movimenti. Non a caso la prima mozione afferma chiaramente la sconfitta della linea al congresso di Venezia, quando si proclamava la permeabilità del centrosinistra alle istanze sociali…

  416. alessandro Says:

    compagni , HAIDI GIULIANI sostiene la nostra mozione . Questa è una grande notizia!

  417. WOW alessandro!!!
    Anubi, e dài, fallo anche tu!!!

    maria

  418. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Care compagne cari compagni,
    sinceramente devo dire che fa molto piacere partecipare a questa discussione ovvero fa molto piacere riscontrare tanta passione e tanto ascolto e non so proprio come ringraziare lettori e compagne-i che rispondono puntualmente. Se il blog è decisamente uno spazio immateriale sappiate che vorrei offrirvi un caffè e meglio ancora uno sprizz che è l’aperitivo tradizionale delle mie parti. Direi che senza sprizz Rifondazione Comunista non sarebbe mai nata!!! E forse è per via dello sprizz che sul lungo periodo ne è venuto fuori un certo aborto di partito.

    In ogni modo non potendo fare altro di più concreto, consiglio di bere questo aperitivo rosso !!! Prendendo una bella bottiglia di Campari Bitter e una di un buon Prosecco (con il vino fermo è anche più pop . . . noi usavamo il Soave che costava pochissimo . . . ), quindi differentemente dalla moda corrente (che usa un sacco di ghiaccio e fette di arancio) prendete un bicchiere normale e meglio ancora un caliciotto, preparate con tre quarti di vino e un quarto di Campari (non mi è ben chiaro il motivo ma l’altro genere, le donne, lo preferisce con l’Aperol forse perche è più dolce e un po’ meno forte . . .) temperatura di frigo, ovviamente, mescolate un po’ e soprattutto, qui la grandiosa differenza, mettete una scorzetta di limone leggermente strizzata in modo che gli olii essenziali del limone si diffondano sobri e rotondi nel nostro caliciotto. Per favore poco o niente ghiaccio !!! Be’ insomma il risultato è eccellente, la linea politica si rischiara e con una spesa relativamente bassa vi sarà possibile obliare lo stato di cose presenti !

    Diciamo che brindiamo virtualmente insieme ad una comune fortuna.

    Dato il mezzo, temo che altro non possa comunicarvi, però ancora un caro grazie.

    Sul paino politico rifletterò su quanto dite, rimango però dell’idea che si, Rifondazione sarebbe meglio continuasse ad esistere perchè il progetto di Vendola-Bertinotti è, oggi, davvero subalterno al PD, cioè al Capitale, ma dico anche che mi pare si sia partiti con il piede sbagliato costruendo un documento debole (entrerò poi nel merito) senza ritenere utile la partecipazione di nessuno non fosse parte degli apparati centrali del partito (per esempio di quei compagni che a Bologna, Roma, Milano, in Sardegna, a Catania, in Lucania etc . . . e ovviamente il sottoscritto tra quelli) perchè davvero si poteva fare, c’erano i tempi e ci sono gli strumenti sia tecnologici che finanziari, non farlo mi ha dato l’idea che gli uomini non cambiano e con loro non cambiano ne lo stile (autoreferenziale) ne la linea politica (perdente) così penso e così temo.
    Inoltre non mi pare che aggregare Alberto Burgio, Claudio Grassi e Paolo Ferrero intorno ad un documento (con tutto quello che significa nei territori) sia espressione di una reale volontà di mutare pagina e modus operandi, anzi . . .

    Caro Luca, effettivamente rischio proprio di essere ferrerocentrico, me ne rendo conto, prometto di andare oltre e ragionare esclusivamente sui contenuti, però dissociare in assoluto contenuti e contenente non mi pare una scelta corretta, tutt’altro. Sono perciò dell’idea che il giusto contenitore per una alternativa a Vendola-Bertinotti fosse una mozione di base, costruita neiterritori ed assolutamente chiusa, fortissimamente blindata nei confronti di chi ha avuto posizioni di segreteria negli ultimi anni. Si poteva fare. Si poteva votare con Ferrero, Burgio, Grassi nel CPN e prendere strade diverse nel Congresso e così si sarebbe stati meno attaccabili e più innovativi.

    Grazie ancora e a presto, Alessandro

    Ps. Carissima Pamela di Bologna, mi spiace tu pensi che io o altri non ci mettiamo la faccia e facciamo i rivoluzionari al computer. Come ben sai ero e sono segretario di un Circolo del PRC di Bologna ma da oltre due anni non posso quasi mettere piede in quella città. Vivo e lavoro (esclusivamente in nero) tra una valle delle Marche e Ferrara, vivo 20 giorni al mese in un paese di 800 abitanti dove non c’è il PRC ma ci sono un sacco di bandiere affisse alle finestre delle case con scritto Berlusconi e Allenaza Nazionale. Bah?! Per circa un anno e mezzo dopo essere stato eliminato dal ruolo di responsabile del lavoro atipico (sottoposto al quotidiano mobbing ferreriano) e dopo che tutta la nostra esperienza collettiva è stata cancellata, letteralmente cancellata per esclusiva decisione del responsabile nazionale lavoro del PRC e di nessun altro, bè non avuto ne casa ne telefono e non ho potuto nemmeno scrivere una mail se non andando in giro per internet point o facendo i salti mortali per arrivare a Bologna e andare in Federazione di solito nascondendomi nel cesso dei treni e scappando dai controllori sui bus, sul groppone mi porto alcune migliaia di euro di debiti e di multe che non hanno altra origine se non nelle scelte del responsabile nazionale lavoro del PRC. Ma non sono l’unico perchè il nazionale del PRC non ha mai aiutato nessun operaio o precario a rientrare delle spese sostenute e c’è un sacco di gente che dai sgnori del nazionale vorrebbe almeno un po’ dei soldi che ci ha messo e che era stato garantito sarebbero stati rimborsati.

    Ora sono tornato ad avere accesso alla rete e perlomeno scrivo, vorrei fare altro e riprendere anche il lavoro così violentemente interrotto ma non mi sembra che ci siano segnali positivi in tal senso, pertanto avrei voluto contribuire di più e meglio alla discussione e alle scelte di questi ultimi mesi, mi sono ovviamente reso disponibile a fare altro ma non posso fare molto di più che scrivere in rete ed esprimere delle opinioni su quello che viene detto o fatto. Pertanto cara Pam ritengo piuttosto ingeneroso da parte tua parlare in questo modo. Personalmente mi pare proprio una cosa opportuna che a Bologna si proceda su una strada separata dai ferreriani locali, fare diversamente sarebbe folle dato che sono stati i ferreriani a Bologna i più accesi avversari della linea tenuta dalla segreteria locale, la quale ha tenuto insime l’Ernesto e voi-noi nel tentativo di non essere travolti da Cofferati e dalla deriva generale del PRC. Ora so anche benissimo che l’Ernesto lavora per la Costituente Comunista (almeno una parte dell’ernesto . . . credo) e sono sinceramente dispiaciuto di osservare tanta illogica frammentazione. Ero e sono dell’idea che anche con le compagne e i compagni dell’Ernesto, come con le compagne e i compagni di Sinistra Critica, si sarebbe potuti arrivare ad una sintesi e ad un lavoro comune. E’ vero che se il PRC rimarrà in piedi questo sarà forse ancora possibile e vedremo.
    Cara Pam, sono e rimango a disposizione per un lavoro politico, temo Ferrero e il suo gruppo più di ogni cosa o persona anche se così facendo rischio di non vedere il buono che si muove intorno al vostro documento e spero comunque di poter essere utile in futuro, sono e rimango comunista in un senso che spero nobile e aperto al futuro. Come te e come tutti vorrei un’altra società e qui ed ora vorrei un altro partito capace di esprime re qualche cosa di più di quanto ho letto nel documento Acerbo, Mantovani etc . . . Vedremo. Ciaro, Ale

  419. alessandro Says:

    caro gulinati te lo dico con affetto . sei incorreggibile. adesso accusi ferrero di non averti rimborsato dei soldi. Io che percepisco uno stipendio modesto ho speso,nei 15 anni di militanza nel prc un sacco di soldi che non mi sono stati rimborsati ma non mi sono mai lamentato e anzi l’ho fatto volentieri perchè il prc è stato ed è parte della mia vita. Quindi per favorenon riduciamo il partito ad una squallida storia di rimborsi quattrini ecc…

  420. alessandro Says:

    caro gulinati spiegami come fai a fare un lavoro comune tra l’ernesto che approva in modo entusiasta l’operato della cina in tibet e sinistra critica(che tra l’altro ha lasciato il partito) la quale è addirittura a favore del BOICOTTAGGIO DELLE OLIMPIADI? Se riesci a spiegarmelo sei un genio

  421. sergio meazzi Says:

    Cari tutti, non sono molto d’accordo con chi pensa che votando la mozione Ferrero si salvi il partito e chi vota le altre 4 lo voglia affossare.
    Mi sono permesso il lusso, di leggere una buona parte dei 5 documenti, nessuno degli stessi dice di ecclissare Rifondazione, tutti sostengono la “tesi” di rafforzarla. Il problema è come. Trovo scorretto e privi di fondamento allarmi che non corrispondono ai detti in calce. Non sono d’accordo con te, Ramon, quando sostieni che tutta la creme “centrista” sorregge Nichi Vendola, in quanto penso, che per loro sarebbe più positiva una forza relegata alla testimonianza in grado di non modificare nulla “dello stato di cose presenti”. Detto questo, il fatto di poter interloquire con il Partito Democratico, non è un’invito all’inferno; il problema è su che basi farlo. Appunto. Il mio pensiero è quello, invece, di andare col “diavolo” pur di modificare l’assetto centrista che regna e s’impone prepotentemente nel paese. Centrismo, non di vecchio stampo novecentesco, dove in qualche modo manteneva un impronta sociale saldante, ma “moderno” dove cerca in tutti i modi di mettere in discussione tutte le conquiste fatte dai nostri padri. Lavoro, guerra e pace, migranti, resistenza, antifascismo, ecc. Ed impone nuove forme di “normalizzazione”. Oggi, credo, siamo quì e da quì bisogna riflettere come rielaborare un progetto di sinistra capace di invertire queste tendenze e rimodificare le coscenze, da parecchio tempo assoppite. Sono dell’opinione che il documento che tu hai sottoscritto, non analizza attentamente questi aspetti, ma anzi tende a rileggere una storia lontana. Un piccolo esempio , ” ricomposizione di un nuovo movimento operaio”
    La dico così, oggi i veri operai, per numero e i non diritti, sono lavoratori a partita iva, i lavoratori a chiamata, a contratto determinato,ecc. Fra essi si “nascondono” una flotta di: camerieri, cuochi, operatori call center, operatori informatici, operatori impiegatizzi, laureati in campo alimentare. Tutti questi soggetti, svolgono svariate attività non tipicamente manuali. Ma sono veramente tanti. Credo che la risposta non possa essere quella di sbirciare con favore al modello trasformativo dell’america latina, non perchè non c’è, ma perchè non è un elemento percepito da una grande massa di lavoratori. Ciò detto penso che ci debba essere un grande riforma del modello di sviluppo Europeo. Da quì si può ricostruire, in parte , un nuovo pensiero comunista. Su questo aspetto, non mi sembra di vedere spiragli accettabili.
    Un enorme saluto. a tutti quanti.

  422. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro,
    scusa ma dicevo diverse cose e quindi ricordavo a Pamela, che mi diceva di non fare il rivoluzionario al computer, alcune delle ragioni per cui non partecipo all’attività della federaizone di Bologna.

    Invece stai sicuro che sui soldi non facciamo delle questioni dirimenti, io per primo in 18 anni ho speso tanti soldi per fare attività politica e promuovere iniziativa politica, ma sottolineo che una cosa è spendere dei soldi, un’altra è essere derubati. Io sto parlando della seconda questione se poi vuoi approfondiamo.

    Però al di questa penosa questione che riguarda me stesso e la mia famiglia e che torno a dirlo specie a Pamela è cosa nota ed è la principale ragione per cui non faccio attività politica a Bologna . . . come ci vado a Bologna, devo tornare forse a nascondermi nei cessi dei treni ? Oppure devo lasciare il lavoro per partecipare ad una discussione che si svolge in un’altra città ? Non lo so, Ale e Pam provate a ragionare anche voi.

    Invece sul piano politico più generale ritengo che nel PRC ci sia stato un uso profondamente distorto delle risorse e questo non certo per esclusiva responsabilità di Ferrero, anzi direi ancora di più dei sig. Ferrara, Bonato, Boccadutri etc . . . Perchè in effetti da un lato il PRC non è mai stato seriamente indipendente dal finanziamento pubblico, quindi come tutta la politica è vissuto non del sostegno delle compagne e dei compagni ma grazie allo Stato. C’è un bel libro su Rifondazione edito alcuni anni fa dal Mulino e scritto da un certo Bruno Olivi che tratta la questione che è questione non da poco. Anche oggi ho letto sui giornali che SA o il PRC riverà 13 milioni di euro di rimborsi elettorali, il PD circa 140 milioni e perciò chi vincerà il congresso si beccherà anche questi soldi . . . anche se forse i debiti sono più alti e forse anche per questa ragione Bertinotti & Co. preferirebbero fare una scissione e lasciare a chi vince il buco. E’ una ipotesi e quindi prendiamola con le molle. Però sarebbe proprio utile parlare molto e serenamente di queste cose se non facciamo della demagogia bella e buona perchè le idee marciano su basi materiali, credo . . .

    Poi c’è il tema dei rimborsi e del sostegno al lavoro politico, alle lotte, ai conflitti con una particolare attenzione a chi di risorse non ne ha troppe. Ora senza fare i nomi un paio di settimane fa ho chiamto un compagno della FIAT SATA di Melfi che ho scoperto escere uscito dal PRC. Premetto che secondo me si tratta di operai molto in gamba. Bè queso compagno cosa mi dice come prima cosa ? Ma lo sai, Ale, che non mi hanno mai rimborsato i soldi promessi per la campagna delle primarie di Fausto ? Ok, tu dirai non è questo il principale motivo di una rottura politica. Però a me pare che garantire un rimborso ad un operario con famiglia che prende 1.100 euro al mese e poi non darglielo è equivalente ad andare in casa sua la notte, narcotizzarlo e fregarli l’oro dal cassetto. O no ?

    Idem chiamo un compagno di Atesia e lo trovo inferocito perchè la Federazione di Roma o il nazionale (non ricordo) aveva promesso a lui ed altri un rimborso per la partecipazione alla recente Conferenza di Torino sul lavoro. Bè hanno ricevuto zero e sono inferociti.

    Il settimo comandamento dice non rubare, in una versione comunista io direi soprattutto non rubare ai precari, agli operai, ai poveri in genere perchè se no, magari non andrai all’inferno, ma sicuramente li farai incazzare con te vita natural durante. O no ?

    La questione finanziaria in un partito deve essere affrontata in modo trasparente e partecipato e ci si dovrebbe basare sul sostegno della gente piuttosto che sui soldi dello stato, quando si prende un impegno poi lo si dovrebbe mantenere e io in un documento congressuale che mira a rifondare un partito avrei dedicato un intero capitolo alla questione finanziaria.

    Io però credo di essere abbastanza concreto e in genere costretto dalla realtà a far quadrare i conti, ho esperienza di lavoro sociale, so che in un Centro Sociale occorre far entrare dei soldi, so fare a farli nei limiti della mia esperienza, so che una attività politica si deve autofinanziare e so anche di essermi sbagliato a pensare che certe pratiche positive potessero essere implementate nel partito nazionale dove invece c’è un sacco di gente che pensa che la politica debba andare a vanti con i soldi statali e gli stipendi degli eletti (il che porta a fare dei compromessi pesanti allo scopo di eleggerne il più possibile). Penso che se investo 1000 devo ricavarne 1.100 o meglio 2.000 se non faccio della cattiva politica e credo che il lassismo, lo sperpero, la prassi di disonorare gli impegni presi facciano tutti parte di un malcostume che infine ci ha portati a dove siamo.

    Poi invece sulla questione Ernesto-Cina, Sinistra Critica-Olimpiadi e possibilità di lavorare insieme, penso che la forza di una struttura politica sia quella di unire persone diverse in un lavoro comune e che se vogliamo creare un linguaggio comune, una idea comune, una linea politica comune ci vogliano tempo, investimenti, formazione, discussione aperta etc . . . Non credo che si possa fare un partito, specie oggi in Italia, di persone che la pensano allo stesso modo su tutto e su tante questioni. Riofndazione quando ha funzionato un po’ era così, l’idea di fare una cosa omogenea nella quale la pensiamo tutti allo stesso modo su Cuba, le Farc, la Cina, la storia del Movimento Operaio etc . . . non credo sia possibile e nemmeno auspicabile.

    Con Sinistra Critica occorrerebbe aprire la discussione in modo pubblico e aperto perchè è fuori di dubbio che in quell’area militano tante compagni e tanti compagni di valore, idem dicasi per l’Ernesto, nei confronti del PCL ho qualche remora in più perchè (magari mi sbaglio proprio) a me sembrano deltutto fuori di testa, Falcemartello è una struttura fatta da persone serie ma ha una cultura dell’entrismo e della organizzazione separata che comprendo ma non condivido.

    Insisntesi direi che al di la della cronaca, del Tibet, delle Olimpiadi, dei Rom, della monnezza, di questo o di quell’altro occorra sforzarsi per una sinistra o un PRC largo ed inclusivo. Se no che fammo ?

    Riciao, Riale

  423. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Grande Meazzi !
    E’ dai tempi della rete lombarda per il reddito che non ti vedevo vivo ed on-line.

    Ecco qua un compagno che ha aprtecipato ad una esperienza avanzata di lavoro sociale. Per me un piccolo faro !!! In Lombardia avete fatto davvero cose eccellenti, sarebbe interessante sapere perchè sono andate a finire in cavalleria o quasi.

    Quando lavoravo al nazionale ho fatto il possibile e l’impossibile per cercare di prendere l’esperienza esemplare del PDL sul reddito in Lombardia e trasformarla in una buona pratica riproducibile. Bè direi che è una delle cose che più infastidiva Ferrero, parlare di reddito sociale che poi significa nuovo welfare. Ricordo bene come Ferreo riuscì ad impedirmi di partecipare alle riunioni a Milano e di portare a compimento un bel lavoro di inchiesta che avevamo cominciato nei call center della città a aprtire da quello di Arese.

    A Meazzi davvero domanderei, oltre alla questione attuale del congresso che tipo di atteggiamento ha trovato nel PRC rispetto a quelle cose eccellenti che eravano riusciti a mettere in piedi. c’era anche un gran responsabile lavoro regionale Lino Anelli che mi dicono sia stato fatto fuori e c’era tutto un lavoro comune con quelli della Mayday che poteva avere degli sviluppi interessanti. Poi più niente. Potrebbe essere questo, oltre alla nostra esperienza bolognese uno di quei casi di studio attraverso i quali capire cosa nel PRC andava e va cambiato e come deve invece essere un partito di sinistra che coniuga lavoro istituzionale, lavoro sociale, ricerca, innovazione, capacità di relazione con . . . pardon . . . le masse. Cioè la gente, i precari, i lavoratori etc . . .

    Meazzi temevo fossi morto, mi fa piacere scoprire che invece vivi e non solo vegeti. Anzi, se ti leggi tutti i 5 doc sei piuttosto sul vispo !!!

    Ciao, Alessandro Gulinati – Circolo del lavoro precario Bologna

  424. alessandro Says:

    gulinati te lo dico con dispiacere(nel senso che dispiace anche a me) .ma io crede realisticamente che l’ ernesto o almeno i suoi dirigenti comunque vada il congresso vadano con diliberto nel pdci. Basta dareun’ occhiata al loro sito…

  425. alessandro Says:

    mazzei non per contraddirti ma è un fatto che tutti i media ma proprio tutti tifino vendola. è come dire che2+2 fa 4

  426. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro ramon e cari tutti,
    Bè se parliamo di pensiero debole anche sostenere che gli altri vogliono sciogliere il partito è un pensiero debole.Infatti secondo me questa argomentazione è solo il cavallo di battaglia per il congresso,il fatto che questo concetto venga ripetuto alla nausea quindi non mi sorprende.Entrambe le mozioni si accusano a vicenda di scorrettezze, segno tangibile di un clima velenoso.Io penso che in tutte le mozioni ci siano compagni volenterosi e compagni che invece non meriterebbero di stare nel partito,per quanto riguarda le 100.000 tessere della SA è andato Vendola a farle di nascosto?Se sono state fatte tutto il Cpn sapeva dell’iniziativa,diversamente questo sarebbe un partito senza regole.
    Io ho comunque rispetto verso tutti i compagni che frequentano il blog e mi auguro che ce ne sia altrettanto verso chi la pensa diversamente.
    Ciao Davide

  427. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    E si ALe temo anche io che questo sia uno degli esiti del congresso ed è anche uno dei motivi per cui trovo poco senso nella proposta Acerbo etc . . . perchè se dal PRC se ne va l’Ernesto, quindi se ne vanno i Bertinottiani ma che cavolo rimane di questo partito ? O peggio se se ne va l’Ernesto e voi fate un accordo di gestione unitaria con i Bertinottiani, cosa che mi pare sia stata detta a Bologna dal solito Ferrero, ma io non c’ero quindi la prendo con beneficio di inventario. Boh ?! A Bologna senza l’Ernesto del PRC rimarrebbe proprio poco. E io stesso sono anche tentato di andare con loro perchè nel vostro doc. di risposte ne trovo pochine. In ogni modo, anche perchè penso proprio di essere un comunista piuttosto eterodosso penso che finirò con lo stare a guardare ma vedremo . . . certo è che impegnarsi a fare una battaglia comune con l’Ernesto, riprendere la discussione con Sinistra Critica potrebbero essere due di quei passi utili ad invertire la rotta attuale, Però anche Ramon e il solito Ferrero si sono sempre espressi in altro senso. Caro Ale vedremo ma non lasciarti travolgere, stravolgere da tutte queste frammentazioni specie sul piano personale se uno la pensa in un modo e fa scelte di un certo tipo non vuole mica dire che è un bastardo. Magari si sbaglia ma lo fa con le migliori intenzioni possibili. Le bastardate sono altre e in genere secondo me rientrano nel genere: dire una cosa e fare l’opposto. Riciao, vado a cena. Ale

  428. alessandro Says:

    davide io per te ho il massimo rispetto ma resta il fatto inoppugnabile e incontestabile che bertinotti giordano e vendola hanno lavorato assiduamente per sciogliere il prc e lo stanno facendo anche ora

  429. alessandro Says:

    gulinati ho detto che forse se ne andranno i dirigenti dell’ ernesto non i militanti. In ogni caso se vuoi andare anche tu con diliberto allora buon viaggio verso il “CENTRALISMO DEMOCRATICO”. altro che partecipazione dal basso

  430. alessandro Says:

    e poi scusa gulinati la proposta acerbo avrebbe poco senso per quello che farà dopo l’ ernesto? ma che vuol dire? che c’entra?

  431. alessandro Says:

    un altra cosa. la gestione collegiale è uno dei punti forti del documento acerbo : infatti è ora di finirla col liderismo e col maggioritario all’interno del partito. naturalmente alla gestione ,se lo vorrà , potrà e dovrà partecipare anche l’ernesto

  432. Davide Prc Sulcis Says:

    Ma quelle 100.000 tessere chi le ha volute?A mio parere tutto questo nasce dal fatto che non si è voluto fare il congresso prima delle elezioni.La mia federazione si era opposta al rinvio,unica in Sardegna,e mi pare che anche nel resto d’Italia la maggioranza delle federazioni si fosse espressa per il rinvio.Invece il congresso lo facciamo quando la frittata è già stata fatta.Io avrei voluto le dimissioni di tutti coloro che nel Cpn hanno sostenuto la Sa, ma vedo che nessuno ha fatto un passo indietro.Ora c’è il congresso,io ho scelto chi votare,potrò sbagliarmi,ma ho scelto in buona fede, e non voglio buttare fango su nessuno dei compagni delle altre mozioni.

  433. Sono estrefatta. A Meazzi vorrei dire che è vero che nessuno dei documenti sostiene di voler affossare Rifondazione e che il punto è “come” rafforzarla. Il rafforzamento con Fabio Mussi e affini per me equivale ad affossarla. Non so per te ma per me è così. Sarà che sono pragmatica e terra terra, ma io la vedo così. Poi tutte queste questioni economiche, rimborsi… ora, con tutto rispetto per chi ha perso lavoro, remunerazione, rimborsi e via discorrendo, ma vorrei fare presente a tutti che c’è chi si fa e si è sempre fatto un mazzo per il partito A GRATIS completamente! un po’ di rispetto, per cortesia!! io lo capisco che si devono affrontare anche questi problemi, però compagni, fatevelo dire, o si parla di linee politiche seriamente, per vedere se si riesce a salvare ciò che la sinistra ha rappresentato in questo paese per le lotte sociali, altrimenti c’è veramente da farsi passare la voglia, come ha detto mi sembra Anubi. Qui non è questione di stare da una parte o dall’altra, ognuno è libero di appoggiare la mozione che gli pare, se però la decisione è presa in base a questioni che trascendono la vera politica, come le vostre, lasciatemelo dire!! bè, scusate, ma a noi bastano e avanzano i dirigenti per queste cose. Ripeto, massimo rispetto per le scelte, ma il rispetto dovrebbe esserci anche da parte vostra nel dire certe cose. Che poi non siete più credibili. scusate.
    Maria

  434. alessandro Says:

    d’accordo con te maria

  435. Anch’io alessando! non mi piace questa cosa. per niente!
    ripeto, rispetto tutti, ma io se fossi Ramon inviterei ad andare a sputtanare il tutto sui siti ufficiali di Rifondazione!! tra l’altro Paolo Ferrero ha un sito carino. Andate a dirle lì ‘ste cose, al diretto interessato. e va bene che “casa Ramon” è aperta a tutti, però ci sono dei limiti. scusate ancora, ma sono disgustata. quando mi passa rintevengo.

    notte a tutti

  436. Davide Prc Sulcis Says:

    Sarà brutto,ma sono parole che ho già sentito da altri compagni..c’è chi tra i militanti vede i nostri dirigenti intenti solo a badare ai propri interessi,anche economici.Io non sono d’accordo, ma se si fa strada questo pensiero bisogna rifletterci un pò su,dopo che è passato il disgusto.

  437. Ma che singnifica Davide!! Ma quando vuoi pensarci su, che non c’è più ‘na lira. Ma se siamo extraparlamentari!! ma lo vedete come certe volte siamo sconnessi dalla realtà?

    IO non accuso nessuno di dire fesserie, o che questo non è un problema o che i compagni non si lamentino, stò solo dicendo che dobbiamo impegnarci per salvare il salvabile e non per infierire già su un cadavere e sputare rancori. Chi vuole far questo dovrebbe avere il buon gusto di farlo altrove. Ce l’hai con Ferrero? Dillo a Ferrero. Tutto qui. E poi sai, se mi sfogo io sul piano degli interessi dei dirigenti non la finiamo più… anzi, visto che tutti si sentono liberi di dire quello che gli pare qui, lo faccio anch’io e senza far danno a nessuno dei candidati premier alle mozioni, guarda, lo faccio prendendo il capo dei capi, va bene? dunque: il compagno Bertinotti ha una villa (a forma di martello) con piscina (a forma di falce), a MAscia Martana (PG), familiarmente chiamata “La Dacia” come quella di Stalin, dove passa bertigiorni e bertinotti di relax, nonchè due appartamenti di cui uno a Roma e l’altro non so dove. La canzone preferita di Fausto è “Certe (Berti)notti” cantata per lui e consorte in russo da Ligabue, durante i suoi party in piscina. I comunisti sono tutti uguali, Davide, ma (l’orwelliano Napolèon docet) alcuni sono più uguali degli altri. Predicano sempre benissimo e razzolano altrettanto bene anche su yacht e su isole. La moglie di Bertinotti scrive su Libero “Sono andata in pensione a 50 anni con 30 anni di lavoro. Percepisco una pensione di 860 €” Poverina! Meno di una badante. Meno male che non deve pagare l’ affitto, inoltre ha un marito che guadagnava più di 25.000 € al mese come presidente della camera e un domani (40 anni di parlamento) avrà una pensione di almeno 12.000 € al mese. Meno male Davide, che dopo l’intervista mi stavo preoccupando per la sua vecchiaia… Ti ricordo Davide che i comunisti sono tutti uguali, ma Fausto e Gabriella sono più uguali degli altri. Il compagno Bertinotti mesi fa s’è operato in una clinica privata (villa Margherita, come la sua villa con piscina a Massa Martana) assistito da due Professori e alloggiato in camera singola con vista. Il compagno Cipputi (senza la banana in mano, ma tenuta dannunzianamente chissà dove… ) si è operato invece in una struttura pubblica ed è stato messo in un camerone a otto letti. Tutti i comunisti sono uguali, Cipputi, ma alcuni sono più uguali degli altri. Profezia bertinottiana: Bertinotti a Mosca, dove ha soggiornato ospite della Duna per due bertigiorni e due bertinotti, sulla Piazza Rossa ha detto: “Riprendetemi come e dove volete, ma per favore non con Lenin sullo sfondo”: abyssus abyssum vocat, l’abisso chiama l’abisso. Propongo di inserire in tutti i documenti delle mozioni rifondarole una parola d’ordine comune: “Anche i ricchi piangano!”
    fine dello sfogo e parliamo di politica e di salvare questa rifondazione!
    ‘notte sul serio ora

  438. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Care compagni e cari compagni, in particolare cara Maria,
    ogni qual volta si prova ad affrontare temi concretissimi di natura materiale ed in questo caso delle precise responsabilità del gruppo dirigente c’è sempre chi sostiene che occorre avere rispetto per chi si fa in quattro gratuitamente ed invita a tacere.

    Ora, mi pare che sono mesi che parliamo di diverse cose e non mi sembra che le questioni economiche siano mai assurte al centro della discussione. Invece dovrebbero esserlo per via della natura complessa ma decisamente basilare, fondamentale, che le questioni economiche hanno per loro intrinseca natura. Abbiamo fatto la scelta della militanza comunista proprio per ragioni di ordine materiale. O no ?

    In primo luogo come te Maria, ho il massimo rispetto per chi si fa in quattro da anni deltutto gratutitamente per il semplice fatto che sono parte di questa ristretta cerchia di eletti molto più di quanto tu possa immaginare. Non amo parlare del sottoscritto ma mi sembra di avere militato 18 anni in Rifondazione e di avere ricevuto 9 stipendi per una media di circa 900 Euro al mese. Non mi sento uno di quelli che è vissuto di politica, anzi tut’altro, semmai ho contribuito enormemente affinchè altri vivessero di politica e sulla questione personale non ho altro da aggiungere.

    Invece penso che dovremmo parlare molto di queste questioni, moltissimo!

    Quando parlo di boicotaggio delle lotte del precariato intendo dire che il partito ha investito su altro e non sulle lotte. Senza investire del denaro (nostro in questi casi) non avremmo potuto fare le lotte alla TIM o in Atesia, senza investire del denaro non avremmo potuto fare dei Centri Sociali e delle lotte di massa contro la guerra e contro gli organismi internazionali come il G8 o il FMI etc . . .

    Non devo insegnare a nessuno che la politica costa e che innanzitutto occorre pensare a come reperire risorse, quindi occorre pensare come spenderle ed investirle nel modo migliore.

    Secondo me non bisogna avere remore e tabù in materia di risorse economiche ma occorre sviluppare una discussiona ampia, serrata, partecipata e ad esempio occorre dare vita a delle forme di bilancio partecipato che non può essere una pratica interessante solo quando si attua nella municipalità di Porto Alegre nel Rio Grande do Sul brasiliano ma anche qui ed ora, tra noi, nelle nostre organizzazioni e nei nostri municipi.

    In generale chi detiene i cordoni della borsa paga i suonatori e decide la musica, per qusto penso utile che a detenere i cordoni della borsa siano sul piano nazionale i lavoratori (cioè la stragrande maggioranza della società) e per quello che riguarda il nostro partito debbano essere le iscritte e gli iscritti.

    Su questo piano c’è molto da innovare e sperimentare e un documento politico congressuale dove avviare anzhe questa discussione che secondo me viene prima di altre.

    Come dice Davide del Sulcis sarà brutto ma così succede e c’è tanta gente che pensa ai nostri leaders di ieri e di oggi come a dei veri e propri forchettoni. e’ infatti fuori di dubbio che il train de vie di chi fa politica sia al di sopra della media dei lavoratori (anche se a me sembra qualitativamente inferiore a quello di tanta gente comune . . . ) e che per molti le opzioni politiche siano dettate da interessi materiali, anche questa è una cosa spiacevole ma vera. Io penso che la verità sia spesso (non sempre ) ma molto spesso utile anche quando questa verità è scomoda oppure antipatica o peggio terribile ! Non dobbiamo mai evitare di comunicare le cattive notizie solo perchè sono brutte, dobbiamo pensarci su, magari metterle nel modo giusto ma non negare la realtà.

    All’interno della realtà ci sono anche le questioni economiche e materiali eppure essendo questo un paese cattolico fortemente venato da ipocrisie e tabù di ogni genere le questioni economiche sono spesso occultate, delegate agli specialisti e si tende a fare della poesia ove invece c’è necessità di buona prosa.

    Secondo me dei documenti politici scritti in rima ( e Vendola parla come quei poeti settecenteschi della periferia italiana tutti presi a decantar le virtù delle pecorelle, delle pastorelle, dei torrentelli quando in Europa si faceva della scienza economica e dell’enciclopedismo . . . Pindemonte, Monti ed altri versus Adam Smith e Diderot per intenderci) sono il frutto avvelenato di una malapianta ipocrita e culturalmente ritardata.

    Poi per concludere e stare sulle questioni che ponevi, qui non si sputtana nessuno ma si discute e si dice quello che si pensa nel modo più corretto possibile.

    E ciò che non ammetto e che ci siano degli intoccabili che possono fare quello che vogliono ovvero rubare, calunniare, affossare esperienze politiche, fare danni clamorosi e che per una qualche ragione debbono essere sempre perdonati, scusati, aiutati e protetti come fossero degli eroici invalidi di guerra. No cara Maria e cari compagni tutti, non ci devono essere tabù se, come ritengo, una parte dei dirigenti della mozione da voi sostenuta è composta da delinquenti comuni io penso si possa dire, si possano circostanziare le questioni e senza infingimenti e tabù di sorta i loro comportamenti vadano messi all’indice e che come tutti anche loro debbano rispondere degli atti che hanno compiuto ma non davanti ad un Dio futuro ed incerto ma qui in terra davanti agli organismi preposti e alla pluralità delle compagne e dei compagni. Idem dicasi del sottoscritto e di chiunque abbia un ruolo pubblico. Lo dico ancora una volta a me non importa cosa uno pensa di un altro e se uno pensa che quell’altro sia in buona o cattiva fede. Si devono lasciare parlare i fatti ed i fatti non vanno taciuti perchè sono sgradevoli.

    Scusa se ho insistito ma ho colto nel tuo desideri di rispetto per chi tanto lavora da sempre gratutitamente per un progetto politico un chiaro invito ad esprimermi ed essere rispettato per quello che dico.

    Un abbraccio and night. Alessandro

  439. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Be’ cara Maria leggo ora la tua descrizione dello stile di vita inFausto dell’ex fausto. Ecco quando dicevo di fatti intendevo proprio questo. Imamgino che se tu dici queste cose sappia quello che dici. Penso poi che essendo queste cose più o meno note a causa dell’iperinformazione ( o meglio ipergossip) dei nostri tempi, io credo proprio che abbiano contribuito molto al nostro tracollo elettorale. Secondo me le interviste della signora Franca e le cose che lei diceva con tranquillità in tv e su Chi, bè sono roba che ieri ci voleva la CIA per tirarle fuori. Oggi questi hanno invece fatto tutto da soli il che la dice lunga sulla percezione della realtà da parte di costoro. Le cose stanno così . . . negarle non servirebbe . . . una Rifondazione possibile parte anche da qui, dal prednere in considerazione la realtà e provare a costuirne un altra. Riabbraccio e a presto. Ale

  440. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Per pedanteria . . . i fatti! I fatti!!!

    Bertinotti non è stato in parlamento 40 anni, ce lo abbiamo mandato noi negli anni ’90, lo abbiamo buttato fuori noi nel 2008, Quindi che so saranno circa 15 anni parlamento o qualche cosa meno.

    I fatti!!! I fatti!!! Più per esperienza diretta e documentazione che per sentito dire o letto sul giornale.

    Ma che pedanteria si vede proprio che qui la sera c’è pochino da fare. riciao, Ale

  441. alessandro Says:

    ramon stamattina liberazione ha pubblicato uno scritto di FAVA in cui dice che basta con i comunisti arroccati e dice che bisogna costruire un nuovo centrosinistra con veltroni. una domanda: ma Liberazione è il giornale del prc o di MUSSI???!!!!

  442. prcarmerina Says:

    di Mussi, decisamente, lo paghiamo noi, ma la linea editoriale è loro

  443. celestemurgia@libero.it Says:

    Vi invio copia lettera richiesta ripubblicazione ultimo editoriale di luigi Pintor: posso spedirlo via fax a chi ne farà richiesta se non sarà pubblicato da Liberazione
    Tel 3395028460 celeste

    Gentile direttore Piero Sansonetti,
    Stamattina rovistando fra le mie carte archiviate ho riscoperto, da un ritaglio di Liberazione del 20.05.2003, l’ultimo editoriale intitolato “senza confini” di Luigi Pintor.
    E’ di un’attualità bruciante. Con spirito profetico individuava lucidamente già allora ciò che ancora, tutta compatta, la nostra classe dirigente, acciecata e sorda, ignora e rimuove. Scritto con il suo stile consueto, sobrio, asciutto, profondo. Insuperabile.
    potrebbe il suo giornale ripubblicare questo articolo di Luigi?
    Grazie
    Celeste Murgia
    Monastir(cagliari)21.05.2008

  444. Guinati non andare a trovare i cavilli nel mio sproloquio di ieri sera, che era dettato dalla rabbia, ho confuso, fausto è nato nel 40 non ha 40 anni di parlamento e conmque non è certo questo il problema e lascia perdere, come lascio perdere io quando definisci delinquenti altri dirigenti. Evitiamo di trascendere per cortesia, e io chiedo scusa per lo sfogo, e non perchè non sia vero che il modus vivendi di molti dei nostri dirigenti abbia contribuito alla disfatta, ma perchè quel che è fatto è fatto. Purtroppo. E che dire allora della sede della Sinistra Arcobaleno? In Via Veneto ti pare normale la cosa? se fossero stati a Milano l’avrebbero aperta in Montenapolene al fianco di CArtier, scommetti? Quindi se andiamo a mettere il dito in questa piaga moriamo dissanguati tutti e già siamo defunti e speriamo alla resurrezione del terzo giorno, se andiamo avanti su sto tono ci scordiamo pure quella!! caro Gulinati!! e non è questione di tabù ma è questione che davvero in questo momento tirar fuori queste cose non serve. Non ti accuso di dire fesserie, lo so meglio di te, ma credimi, non è questione di tabù ma non serve ora.
    Serve invece sottolineare il fatto che liberazione è nostra ma la linea è di MUSSI!!! e a me vien l’orticaria solo a sentirne il nome! e devoi pure andare alavorare.
    ti abbraccio anch’io Gulinati. Ciao

    Maria

  445. Davide Prc Sulcis Says:

    Alessandro Gulinati fa bene ad evidenziare questi problemi invece,serve farlo ora come serviva farlo prima.Ci vogliono anche i soldi per fare politica, nel senso che le sedi, le campagne elettorali e le manifestazioni si pagano.Perchè alle federazioni arrivano soldi a singhiozzo e quasi tutto resta a Roma?Ci sono parecchi dirigenti stipendiati al nazionale,sono tutti a Roma, non facciamo finta di nulla, dobbiamo batterci perchè ai territori vengano date più risorse.Un compagno poco tempo fa mi ha detto :Ora che sono stati trombati i nostri dirigenti dovranno iniziare a lavorare..

  446. federico Says:

    Sinceramente, Anubi, non c’è niente di più stupido di star là a dire “tu stai con quello, allora sei come quello” o a dire “guarda con chi vai e ti dirò chi sei”.
    Devo dire che mi sembra anche molto vetero (o stalinista se vuoi…) e uno Di più, infantile. Il bambinetto che canzona l’amico perché parla con un tipo considerato dalla massa “strano”.
    E’ un modo di concepire la politca che, perdonami, fa schifo. E’ la boria di chi pretende di avere sempre ragione e non ha l’umiltà e la voglia di confrontarsi ma verità precostituite, inossidabili, inemendabili.
    Non hai idea di quanto, anche a livello locale, se solo provi a dire per una volta che quel compagno per una volta ha ragione vieni subito identificato con quello e quindi emarginato a tua volta.
    Ricordo comitati politici di federazione in cui certi compagni non vanno neanche ascoltati. sono, anzi, il pretesto per andarsi a fumare una sigaretta. Con tanta maleducazione. Che naturalmnete rientra quando parlano i “capetti”, quelli che magari decidono i posti.
    Peccato che questi capetti abbiano tutti (ferreriani o vendoliani che siano oggi) sostenuto le tesi “bertinottiane” negli ultimi anni.
    E il risultato si è visto…..
    Forse bisognava ascoltare meno quelli e magari quei folli che si permettevano di avanzare qualche critica al grande e indiscusso capo.

    Mi rendo conto di aver usato termini forti. Ti assicuro che non voglio offendere te ma una certa mentalità che purtroppo si è impadronita di NOI.

  447. elio pillai Says:

    maria ,alessandro,davide,prcarmerina…azz ..quanto scrivete…avete aperto un circolo tematico nel blog di ramon…bravi bravi..( vi ricordo che dovete essere almeno in dieci per il circolo tematico…:D

  448. antonio Says:

    Sono d’accordo, Federico. Dietro questo discorso “vai con quello, sei come quello” si nasconde un grande nervosismo. Il nervosismo di chi riteneva l’ex maggioranza una geografia immutabile. Questa idea ha funzionato per molto tempo nel nostro partito con l’ausilio di uno schema (di staliniana memoria): il nemico interno. E’ stata costruita ad hoc l’immagine di un rivale mimetizzato, nascosto, che trama nell’ombra, il “piombo nelle ali” (espressione usata a suo tempo da Bertinotti) che contrasta gli aneliti all’innovazione. E’ stata costruita ad arte l’immagine di un nemico conservatore, stalinista, veteromarxista, veterocomunista, veteroleninista. Sulla base di questa proiezione si è retta per molto tempo la vecchia maggioranza. E ora che si è rotta (perché i fatti dimostrano il fallimento di un’intera linea politica) qualcuno pensa di potere ripristinare quello schema. Si capisce, c’è chi non si rassegna alla rottura della maggioranza e non perdona agli altri di aver cambiato idea.
    Aggiungo: a questo ragionamento si sovrappone un atteggiamento irritante, di quelli che si considerano l’élite o avanguardia culturale che, dall’alto della propria condizione di eletti, impartiscono generosamente la linea a una massa di militanti incolti e rozzi. Mai l’umiltà di ammettere qualche errore, mai l’umiltà di ascoltare gli altri.

    Dobbiamo cambiare questo partito.

    Saluti comunisti

  449. Caro Dando gulinati io non hai detto che devi fare attività politica a bologna e per questo spostarti da una città all’altra.
    Ho detto semplicemente come ti ho sempre detto dal vivo che è inutile parlare sempre del passato e fare accuse personali anche sui dirigenti di Bologna, ecco perchè ti dico che sei un rivoluzionario da tastiera,
    perchè io per come sono fatta se ho da mandare a quel paese qualcuno lo faccio fuori dai denti e alla luce del sole, no scrivendo mail e post sui blog.
    E’ questo quello che dico, soprattutto non posso accettare, giudizi così sprezzanti su compagni che ogni giorno lavorano nel partito.
    Io non sò cosa farai tu al congresso, ma non mi posso sentire colpevole solo perchè ho scelto da che parte stare, se tu non la condividi è leggittimo
    ma vacci piano con i giudizi e le parole, sono queste che mi danno fastidio,
    tu fai di tutta l’erba un fascio, sei accecato dalla rabbia, più volte ti ho detto di lasciar perdere.
    Oggi mi ritrovo a scriverti dal blog……
    Facciamo le battaglie e facciamole politicamente, basta con i personalismi.
    Anche perchè caro dando tu accusi qualcuno di questo ma purtroppo non ti rendi conto che usi lo stesso metodo…..
    Io su questo terreno non ci stò.

  450. sergio meazzi Says:

    Cara Maria, ogni tanto ti leggo e mi piace il tuo dinamismo. Però, nella mia piccola esperienza politica, ho maturato l’idea che un programma condiviso lo si fa con tutti quelli che ci stanno. Il problema non è il nome delle persone che partecipano ( anche perchè si pesca a sinistra). La politica è plurale per definizione, altrimenti rimmarresti sempre sola. Sola sei più vulnerabile e le tue istanze, anche quelle più esatte, rischiano di rimanere assolutamente isolate. Inoltre il gioco della torre, può ciclicamente capitare anche a noi che ci definiamo, a ragione, dei “puri”.
    Conosco dei moderati, che hanno dato le dimmissioni in 30 secondi dalle istituzioni e dei rivoluzionari che sono ancora lì adesso, se pur ogni tanto le minacciano.
    Ovviamente non è una polemica, alla tua risposta, è solo una precisazione al mio discorso sopra scritto, che come tutti gli scritti non sempre sono chiari e capibili.
    Abbiamo, tutti, l’obbligo storico di riunire la sinistra. Discutiamo come e su quali programmi, già sapendo che ognuno di noi deve rinunciare a qualcosa, ma faremo un servizio alla politica, alla sinistra, alle istanze di tutti i lavoratori, sottolineo tutti i lavoratori. Come direbbe un vecchio Marxista “camminiare nel senso della storia” . Tutti quanti.
    Un caloroso saluto.

  451. Caro Sergio Meazzi,
    non sono d’accordo.
    Il nostro compito (ammesso che abbiamo un compito) non è riunire la sinistra, ma contribuire a costruire la sinistra sociale e politica, cercando di usare gli attrezzi (come il partito) più utili. In questo modo camminiamo nella storia (do you rimember il camminare domandando dell’Ezln?).
    Sull evicende congressuali una sola annotazione. Ciò che trovo più insopportabile è cercare di nascondere il proprio progetto. Solo Alfonso Gianni ha sempre detto esplicitamente che si doveva sciogliere Rifo per fare un altro soggetto unico della “sinistra”.
    Lo contrasto, ma lo stimo perchè esprime con chiarezza ciò che vuole fare.
    Nella mozione Vendola, au contraire, si dissimula questa ipotesi politica. Si dice mantenere rifondazione perchè sia il soggetto trainante della costituente della sinistra. Cioè esattamente di un altro soggetto unico della “sinistra”.
    Si pre-definisce, in modo ambiguo, l’esito finale del percorso senza avere il coraggio di dichiararlo e, soprattutto, senza parlare del modo, del perchè, del con chi e del per cosa si fa.
    Di questo si discuterà – caro Davide -, davvero, nel congresso.
    Alessandro Bernardi

  452. Caro Sergio Meazzi, ho riletto il tuo post precedente e ti riscriverei quello che ho scritto. Intendo perfettamente quello che vuoi dire, ma il tentativo, per quanto possa essere meritorio, di omogeneizzare fallisce in partenza. Questo è il peccato originale della sinistra in questo paese da sempre. Sono certa che l’unione della sinistra avverrà quando i nostri occhi vedranno l’unione dei sindacati. Cioè MAI. Dato per certo questo assunto, si deve lavorare per trovare ogni forma di confronto, di dilaogo e di accordi con tutti i soggetti di sinistra e tutti i movimenti per cercare di contrastare la destra (che possiamo identificare anche nel Pd, non è certo una bestemmia per come stanno le cose…). E di nuovo, sono d’accordo con te sulla questione del documento in riguardo alla classe operaia, perchè come ho detto in altrre occasioni, siamo di fronte ad una nuova composizione di classe. Ma il leader Sergio, per la sinistra sociale è deleterio, la gente di sinistra non apprezza l’americanizzazione della politica e l’ha dimostrato il 14 aprile. Mettere insieme i “cocci” come ultima spiaggia non ci porterà nulla di positivo, son cose che gli elettori avvertono a pelle. Hai ragione quando dici che abbiamo tutti l’obbligo di riunire la sinistra, ma dobbiamo farlo non sulla scia del Pd. SArebbe un grande fallimento.
    In riguardo alla polemica dei personalismi, e poi chiudo la questione, vorrei ribadire che certe questioni sono notorie a tutti, e non è che sia tabù parlarne, semplicemente in questo momento non è costruittivo, tutto qui. Se ognuno di noi dovesse sciogliersi la lingua, immaginatevi cosa vien fuori (anzi, ramon, cancella il mio commento su fausto e consorte, và). Poi Davide sulla questione “tabù” dei nostri dirigenti che ora devono andare a lavorare, ti garantisco che questa è stata per me l’ UNICA consolazione della notte del 14 passata a piangere. E quando dici così mi sembri come Ciardo che ha scoperto la luna. Tutti caro Davide, quando abbiamo saputo che Diliberto rinunciava alla candidatura per lasciar posto all’operaio della Thyssen abbiamo pensato che l’operaio avrebbe imparato presto a fare il parlamentare, qualche dubbio su Diliberto che imparasse come si lavora però ce l’abbiamo avuto tutti. Siamo maligni?

    Maria

  453. Ale Gulinati, riprendo uno stralcio di un commento precedente……..

    Caro Luca, effettivamente rischio proprio di essere ferrerocentrico, me ne rendo conto, prometto di andare oltre e ragionare esclusivamente sui contenuti, però dissociare in assoluto contenuti e contenente non mi pare una scelta corretta, tutt’altro. Sono perciò dell’idea che il giusto contenitore per una alternativa a Vendola-Bertinotti fosse una mozione di base, costruita neiterritori ed assolutamente chiusa, fortissimamente blindata nei confronti di chi ha avuto posizioni di segreteria negli ultimi anni. Si poteva fare. Si poteva votare con Ferrero, Burgio, Grassi nel CPN e prendere strade diverse nel Congresso e così si sarebbe stati meno attaccabili e più innovativi.

    Grazie ancora e a presto, Alessandro

    Alessandro anch’io avrei desiderato fortemente una mozione di base costruita nei territori, ma non penso si poteva fare. Alessandro i tempi erano troppo troppo ristretti e come facevamo a costruire una mozione di base in due settimane, se per ricostruire una base così lacerata ci vorranno degli anni.
    Il cpn post elettorale mi sembra si sia svolto l’ultima settimana di Aprile, le bozze dei documenti sono usciti il 12-13 Maggio.
    In questo periodo non ti sei proposto molto mi sembra; almeno qui nel blog di ramon.
    Magari se il congresso fosse stato rimandato in autunno ci sarebbe stato il tempo di incontrarsi, fare il giro dei vari territori e buttare giù i contenuti di una mozione che come auspicavi tu fosse ” di base”. Ma chiediti una cosa, ma sei sicuro che la nostra base sia così ostile al proprio gruppo dirigente??????.
    Non mi sembra, molti compagni anche se a volte rimangono delusi o frustrati, poi si ricompattano attorno al gruppo dirigente. Chiediti come mai è bastata una conferenza stampa di Vendola e a molti compagni è tornato improvvisamente il sorriso.
    Vedi Alessandro tu esprimi giudizi e critiche che provengono da una riflessione autonoma sul partito e sul gruppo dirigente e molti che intervengono qui hanno deciso di sostenere un documento anzi che l’altro dopo una valutazione critica su ciò che è successo.
    Ma ci sono in tutti i circoli in tutte le federazioni una buona parte di iscritti che prendono posizione solamente dopo che il dirigente in cui si riconoscono ha preso una posizione.
    Purtroppo (o per alcuni per fortuna) la base che tu dici non è pronta a staccarsi dal gruppo dirigente ed è dal riconoscere questo dato di fatto che secondo me nasce il tuo disorientamento ed il tuo ” staremo a vedere”
    Tu spesso chiedevi ” ma perchè in questo partito abbiamo lasciato che il gruppo dirigente facesse tutti questi errori??????
    Beh il perchè sta nel fatto che molti compagni si sono affidati e ancora oggi si affidano al dirigente e al gruppo dirigente. Questo problema ha radici lontane e profonde ed è un problema che si può estendere a tutta la società……..la voglia di una guida a cui affidarsi.
    E il gruppo dirigente questo lo sa benissimo ed è per questo che non è mai stato avviato al nostro interno una seria discussione su un partito a democrazia partecipativa o perlomeno se ne è parlato nel periodo dei social forum ma poi tutto è rimasto li.
    Fatte queste considerazioni torno a ribadire che no il tempo per costruire una mozione di base non c’era. Penso che questa discussione dopo il congresso vada per forza ripresa ed è fondamantale. Penso inoltre che per prima cosa occorre tenere in vita il partito. Poi se leggi il documento uno vedrai che questa problematica si affronta ed è un punto fondamentale del documento.
    Su un altra cosa ti sbagli e cioè quando dici ( mi sembra) che Ramon non ha intenzione di riprendere un dialogo con i compagni di sinistra critica, se hai voglia di rileggerti i commenti addietro in due o tre Ramon diceva proprio che non avrebbe avuto nessuna difficoltà a sedersi attorno ad un tavolo con loro. Magari chiediamoci se da parte loro c’è la voglia di sedersi al tavolo con Ramon??????? non mi sembra almeno per ora.

    ciao, luca

  454. Edoardo Pascarella Says:

    Secondo me è molto interessante.
    Buona visione!

    http://it.youtube.com/watch?v=c2RF80H6Nts

    (spero che il link funzioni…)

  455. alessandro Says:

    pascarella per una volta sono d’accordo con te :è un messaggio bello e condivisibile

  456. Bravo Pescarella. Proprio oggi c’è un bell’ articolo su Liberazione di Orfeo Goracci, e proprio sull’argomento dei leader faceva notare come il 13 e 14 aprile si era candidata la figura più bella, nota e qualificata che abbiamo, cioè Fausto, e i risultati li abbiamo visti. Il Prc alle prime elezioni politiche, aprile 92, ottenne il 6% con segretario Sergio Garavini, preparato, bravo ma non leader mediatico. La storia dovrebbe insegnare mannaggia la miseria…

    Maria

  457. alessandro Says:

    ramon stamattina leggendo su Liberazione l’articolo di orfeo goracci mi è venuta i n mente una considerazione. Lui dice giustamente che noi dobbiamo occuparci del lavoro dipendente e dei precari. Ma fa anche notare che abbiamo abbandonato totalmente figure come i piccolissimi artigiani o piccolissimi commercianti che sono stati letteralmente distrutti dalla globalizzazione capitalistica. A mio parere costoro rientrano nella nozione di CLASSE che un partito comunista moderno deve intendere.
    Ti posso inoltre dire che nella mia federazione sono parecchi gli iscritti che appartengono a queste categorie. Sono compagni molto generosi che danno molto al partito. Ad esempio vi è il proprietario di un piccolo ristorante che molto spesso mette a disposizione il suo locale per le nostre riunioni con cena annessa e il tutto gratuitamente. In conclusione voglio dire che questo mi sembra un argomento non sufficentemente analizzato e di cui mi sembra assai utile discutere

  458. per federico e per antonio:
    no, guardate, non mischiamo le carte.
    io non ho proprio alcuna supponenza nei confronti della scelta di compagnie eterogenee, da parte di chicchessia.
    sono anzi di quell* che, per aver esercitato una “scelta di parte” (quella del Carlini, per intenderci) nel movimento di movimenti, si sono beccati tonnellate di querelles via web, stampate o nelle sedi di partito per l’appunto in ragione delle “cattive compagnie” – “non comunisti,” anzi “anticomunisti”, di non voglia “anarchici”: e non si parlava solo di Casarini o Caruso, nemmeno soltanto di Toni Negri, si parlava così anche di Marco Revelli, ricordate?
    io sì, ho una memoria di ferro. ve l’assicuro. come vi assicuro che non alimenta in me rancori, quando li sento li reprimo. non ritengo affatto che la gente non possa cambiare opinione, ritengo al contrario di scarsa lucidità chi concepisce la politica sulla base d’un principio così sballato.
    e però: non è forse quella tendenza alla condanna ideologica quella che si respira diffusamente ora nel partito? da parte di chi additava il “risorgere di Dp”, certo: ma non c’è forse altrettanto e peggio dall’altra parte e non lo si vede anche in diversi post di questo blog?
    bene: detto questo, quel che ho ricordato a Ramon è una cosa molto specifica.
    una cosa che riguarda i rimproveri aspri che mi beccai a suo tempo da lui per quella mia firma sotto quell’appello, firmato anche da quell’Arlacchi.
    ebbene, colui che coordina la presentazione della mozione Acerbo, con Ramon presente, sabato prossimo, è (Cardulli) proprio uno di quelli che mi risulta tennero molto alla firma di Arlacchi sotto quel medesimo appello, firmato appunto anche dall’interessato.
    era così, un paradosso che mi saltava all’occhio, e lo volevo segnalare a Ramon per far capire come, precisamente, le diverse fasi della battaglia politica possono cambiare le carte in tavola: per tutti, ed ognuno dovrebbe badare a trattenere giudizi assoluti, basati sulle “compagnie” degli altri, tanto per restare in argomento.
    occorrerebbe invece stare al merito delle proposte politiche, come non si stanca di ripetere Maria.
    sono d’accordo: ed è per questo che insisto sul punto d’un certo carattere composito dell’alleanza che si è costituita nel Cpn e sui territori.
    per questo ricordo provocatoriamente (anch’io, come Gulinati che non pensa proprio come me, almeno per quanto riguarda gli interlocutori politici “esterni”: anche se per me il dialogo con le fuoriuscite “da sinistra” degli anni scorsi è essenziale, non penso che sia la relazione privilegiata sulla quale costruire una prospettiva che deve guardare soprattutto ad un agire politico rinnovato, di ampio respiro) quelle posizioni del 2001 di chi ha guidato e guida la minoranza dello scorso congresso.
    non solo perché il documento Acerbo è intriso, oltre che di continui riferimenti alla principalità dell’esperienza del movimento del 2001 e delle sue dinamiche derivate attuali, d’un revellismo di qualche anno fa contro il quale i compagni Burgio e Grassi hanno polemizzato in ogni sede, il più intensamente possibile e con ampie motivazioni teoriche quanto politiche.
    ma soprattutto perché quel documento, come l’intero discorso politico, se mi si concede “la produzione di senso”, della nuova alleanza interna al Prc, si appuntano sull’incoerenza tra il dire e il fare della parte di gruppo dirigente con cui si è rotto. anzi, di più: sull’“imbroglio”, come lo chiama Ramon e non solo, quale metodologia di lavoro politico.
    e se è così allora imbrogliare le carte delle culture politiche consolidate, delle opzioni generali coltivate anche solo negli ultimi anni, non è un buon riscontro soggettivo. non pare anche a voi?
    poi, se è vero quel che dice Antonio, cioè che sono intervenuti “cambiamenti” – mi piacerebbe dire “superamenti”, così per divertirmi – di quelle culture e di quelle posizioni, perché dovrebbe valere solo per una parte? perché non dovrebbe valere nell’altra? perché non dovrebbero esserci anche “bertinottiani” emancipati, per via della catastrofe, della “scoppola”, insomma del falllimento, dalle “macchinazioni del grande capo”?
    in ogni caso questo non tocca lo specifico del tema che si solleva quando si parla della convergenza di Essere Comunisti su affermazioni che ora sono mozioni e che prima si volevano addirittura tesi unitarie: le affermazioni, ripeto, sulla principalità del movimento di movimenti come esperienza rinnovatrice delle forme politiche, come “soggetto della trasformazione”, del “fare società”. del modello “mutualistico”, ecc.
    questo problema sta tutto da quella parte: perché tutta da quella parte sta la strana corrispondenza tra queste affermazioni, condivise dall’altra, e la coalizione che là le sostiene, formata insieme a chi se ne differenziava negli anni scorsi.
    sostenere che questo non è un tema politico, di misura delle posizioni politiche.
    tanto per dire: da una parte come dall’altra si sono fatte ampie concessioni all’asserzione di Franco Russo, che una “costituente” s’aveva da fare nel 2001-2003, nel “pieno” dei movimenti. vorrei invitare a riflettere su come pubblicamente anche solo l’evocazione d’un discorso simile, proprio a quei tempi, sollevò le più fiere obiezioni da parte di certuni. alcuni, precisi e riconoscibili.
    conferma soltanto una tendenza, già piuttosto ben visibile: quella a tentare di ridurre il congresso ad una resa dei conti unilaterale, rivolta cioè contro chi viene identificato come “liquidatore” del partito.
    e visto che non si sta sul merito, a me questo al di là del merito – ossia della fondatezza e del senso stesso dell’accusa – trasmette un’impressione netta: quella di rivivere (se vorrò…) le stesse cose che credevo restassero presenti solo su certi libri di storia.
    appunto, questo produce solo due reazioni in quelli non dico col mio percorso ma con uno simile, quanto a investimento sull’innovazione nella radicalità: o farsi passare del tutto la voglia, o provarne una fortissima di impedire almeno questo salto nel buio più buio d’una storia passata.

    ri-bye bye,
    a.

  459. alessandro Says:

    ANUBI METTITI NELLA TESTA CHE L’INNOVAZIONE DI VENDOLA STA TUTTA NEL FARE UN PARTITINO SOCIALISTA CON MUSSI E POI ALLEARSI STABILMENTE CON VELTRONI PER UN NUOVO “RIFORMISMO”.
    ALTRO CHE MOVIMENTI….E QUESTI SONO FATTI E NON PAROLE

  460. Anubi, io vorrei farti notare una cosa riguardo ai “cambiamenti” o come sarebbe più opportuno “superamenti” come dici tu, “di quelle culture e di quelle posizioni: perché dovrebbe valere solo per una parte? perché non dovrebbe valere nell’altra? perché non dovrebbero esserci anche “bertinottiani” emancipati, per via della catastrofe, della “scoppola”, insomma del falllimento, dalle “macchinazioni del grande capo”?”
    Io lo sai, vedo che leggi quello che scrivo (lusingata!) quindi dovresti sapere che son la prima a dire che in riguardo a tuttii fenomeni che abbiamo alla dirigenza, scambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Tuttavia vorrei farti notare che a nulla sono valsi gli appelli di Ferero e Grassi a sviluppare un confronto a tesi che permettesse un dibattito di merito in una cornice unitaria. Questo, caro Anubi, a me fa pensare che le loro teste siano sempre le stesse teste. Altrimenti dammela tu una risposta al perchè quest’ atteggiamento. Guarda per me sono tutti uguali, eh, ci hano portato tutti al macello, quindi niente sconti per nessuno da parte mia. Io cerco però obiettivamente di capire non solo quali sono le proposte migliori per rianimare Rifondazione, ma anche l’etica di chi le propone.

    Maria

  461. ps.
    per etica intendo quella di quest’ultimo mese, non mi riferisco certo al passato altrimenti mettiamo fuoco a Rifondazione e non ne parliamo più, chiaro, eh
    maria

  462. antonio Says:

    Ci vorrebbe un po’ più di tempo per rispondere. Ma in mancanza d’altro mi limito a enunciare una piccola differenza. In politica come in certa filosofia il vero è il tutto. Non è che serva a molto mettersi con la matita rossa e blu a sottolineare cosa è rimasto uguale e cosa è cambiato. Ribadisco che il problema non sono mai stati i movimenti (o la duplicazione all’infinito riflesso-riflettente movimento dei movimenti dei movimenti e via all’infinito). Il problema era la differenziazione tra chi voleva appiccicare al movimento l’etichetta di nuovo proletariato, di nuovo movimento operaio che avrebbe seppellito come orpello la centralità del lavoro e chi pensava che andassero mantenuti assieme movimenti di contestazione della globalizzazione con movimenti e conflitti sociali del lavoro. La natura di espressione sociale non va assegnata al soggetto che ci piace di più in un dato momento in vista della nostra lettura personale della politica.
    Insomma, per dirla brevemente, nella mozione acerbo c’è il movimento e c’è la contraddizione capitale-lavoro. L’ex maggioranza pensava che le due cose andassero disgiunte, che il primo fosse il futuro e la seconda il residuo novecentesco. Nella mozione acerbo invece si dice che le due cose vanno pensate assieme. Penso che questo sia lo sforzo teorico-politico da fare. Ma, al solito, si vede il dito e non la luna .

  463. alessandro Says:

    ANTONIO LA TUA CONSIDERAZIONE è PERFETTAMENTE CONDIVISIBILE

  464. Davide Prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    qualcuno ha notato per caso qualche somiglianza tra il documento Acerbo e il documento Vendola?Sono abbastanza simili..

  465. alessandro Says:

    NON SONO SIMILI PERCHè UNO DICE CHE RIFONDAZIONE DEVE ESISTERE OGGI E DOMANI E L’ALTRO VUOLE “SUPERARLA”. iNOLTRE c’é GRANDE DIFFERENZA NEI RAPPORTI COL PD. COME DICE GIUSTAMENTE ANTONIO NEL DOCUMENTO ACERBO SI FA RIFERIMENTO AL CONFLITTO CAPITALE LAVORO CHE è LA BASE DI OGNI MOVIMENTO COMUNISTA.INFINE IL DOCUMENTO ACERBO DICE ESPLICITAMENTE CHE CI VUOLE UNA GESTIONE DEL PARTITO CHE FACCIA PARTECIPARE TUTTI SENZA LIDERISMI.
    DAVIDE VA BENE CHE TI SEI CONVERTITO AL VENDOLISMO DI STRETTA OSSERVANZA MA ADESSO STAI ESAGERANDO

  466. Davide Prc Sulcis Says:

    caro alessandro,
    io non sono convertito a niente e non faccio l’ultrà di una mozione, giudico ciò che leggo,infatti mica ho detto che sono uguali.Sia chiaro che per me è un fatto positivo l’unità di vedute su molti temi, forse questo partito può avere ancora un futuro dopo il congresso.

  467. ecco, esattamente di etica politica parlavo anch’io, cara Maria.
    io non trovo eticissima la politica delle doppie verità: una per il documento, una per la componente. verità come convinzione in un orizzonte indicato, intendo.
    o megilio ancora; una verità per il congresso, un’altra per dopo, ma anche per prima.
    non mi riferisco a Burgio e Grassi: ma alla logica di coalizione cui partecipano. e in cui la loro presenza, a raffronto dei postulati culturali e politici, desta in me il massimo stupore.
    diciamo così.
    poi tu dici, intendendo l’etica per parte tua: le tesi. la scelte di Vendola e della sua area di non accettarle, di non accettare una «cornice unitaria» del congresso.
    vedi, io nel Prc sono (stato, forse sarò di nuovo, chissà) longevo.
    mi ricordo, ad esempio, il II congresso. sai, quello in cui Bertinotti entrò alla vigilia e ne uscì segretario. per volontà di Cossutta come di Magri, ma soprattutto di Lucio Libertini, che stava già male e morì nell’agosto dello stesso 1993.
    secondo me, quel congresso se lo ricorda molto bene anche Ramon.
    cosa accadde, in quella circostanza? che il congresso, per l’appunto, si fece a tesi. le tesi risultarono, alla fine, quelle di Cossutta-Magri-Libertini-Bertinotti, anche se dovevano molto soprattutto al secondo. dentro le tesi unitarie, con maxiemendamenti, si collocò una parte dell’ex Dp e una parte “dissidente” dei cossuttiani: la prima era eminentemente quella di Vinci – con Mordenti e diversi altri – , la seconda quella che sarebbe stata poi l’area “grassiana” – c’erano Claudio e Sorini al Nord, c’era Valentini a Roma – . Con in più, Ersilia Salvato. C’ero anch’io, pensa un po’. Il collante era il problema del – temuto – controllo assoluto del partito da parte dell’asse tra “il vecchio” (Cossutta) e Magri e l’ex Pdup. Inizialmente, Bertinotti era visto come un puro deus ex machina di quest’asse. Poi, serpeggiò un dibattito su come utilizzare questo posizionamento, che si tradusse congressualmente in un documento di tesi alternative, molto parziali, per “contrattare” proprio la futura gestione di Bertinotti. Tramite, soprattutto, i “canali” aperti da Libertini.
    Fuori, con un documento organico di tesi alternative, c’era la “Seconda Mozione”. Era, in gran parte, il resto dell’ex Dp, con in testa Ferrero e Russo Spena, più Maitan e Ferrando più altri pezzi di provenienza anche Pci.
    Bene: al congresso nazionale tutto andò in corto circuito. Scintilla fu la relazione di Magri, proposta all’assunzione del congresso da parte dei titolari delle tesi organiche originarie, ossia Magri stesso, Cossutta e la sua (allora) armata (Diliberto e Rizzo capifila), Libertinti e l’ormai visibilmente incoronato Bertinotti. Che però fece conclusioni in parte divergenti dalla relazione di Magri.
    Il risultato fu il seguente: grande parte della ormai “Terza Mozione”, con in testa Salvato già nell’assise congresssuale, poi con Mordenti e a seguire gli stessi Vinci e Grassi, si disposero al rientro in maggioranza organica. Sicché al Cpn eletto, immediatamente, Bertinotti godè di un voto più largo. E nella Seconda Mozione si aprì una divaricazione: con Russo Spena anche lui in dirittura di “rientro”.
    Questo, nel 1993.
    Sei anni fa, invece, era il 2002. Ed era il Quinto congresso del Prc. Che io “attraversai”, diciamo così, godendo già di un certo disstacco pur essendo di nuovo dirigente, come coordinatore dell’area “movimenti” sotto la responsabilità in segreteria di Patrizia Sentinelli, in forza del fatto che quell’incarico era esplicitamente di “cerniera” con il lavoro comune tra i movimenti stessi. Anche il V congresso, comunque, fu a tesi.
    Le tesi, se ben ricordate, furono redatte da Paolo Ferrero. E traducevano la “svolta” maturata nel 2001 da Bertinotti, allora nel contesto del movimento di movimenti, del nuovo avvento di Berluoscni e della sconfitta dell’Ulivo.
    Tratti salienti furono la condanna non solo dello stalinismo ma anche della “vulgata” togliattiana; ma soprattutto «il problema della costruzione, in rapporto con lo sviluppo del movimento, di un nuovo progetto politico». La cui finalità era «costruire nella società, in Italia e in Europa, un’alternativa di modello sociale e di democrazia»; opzione «che può diventare anche alternativa di governo, fondata sulla duplice discriminante del no alla guerra e alle politiche neo-liberiste».
    A conclusione della relazione finale alle assisi nazionali, sulla base di queste tesi, Bertinotti disse citando Frei Betto all secondo Foro sociale mondiale a Porto Alegre appena concluso: «”‘Proponiamo – ha scritto Frei Betto – di definire questa società con un termine che riassume, da circa due secoli, le aspirazioni dell’umanità a un nuovo modo di vivere, più libero, più ugualitario, più democratico e più solidale. Un termine che – come tutti gli altri (“libertà”, “democrazia”, ecc.) – è stato manipolato da interessi profondamente antipopolari e autoritari, ma che non per questo ha perduto il suo valore originario ed autentico: socialismo”». Chiosa delll’allora segretario del Prc: «Vale anche per noi. Anche per noi il futuro si chiama socialismo».
    A quel V congresso, l’allora area dell’Ernesto si presentò con emendamenti “sostanziali” alle tesi. Ma non in contrapposizione, come invece Ferrando.
    Benone: ppi c’è stata Venezia, giusto?
    Ecco: io, là, non c’ero proprio più. E là, quella che era ancora l’area Ernesto, diede battaglia frontale, con la mozione “Essere Comunisti”. Più che altro, la diede a lei Bertinotti, con Ferrero insieme a tutto il resto della maggioranza. Giusto?
    E su cosa, dalla parte degli oppositori, si qualificò quella battaglia?
    Lo scrisse Grassi nell’editoriale che aprì, per l’allora Ernesto, la stagione congressuale. Cito per brani sparsi, che si ritrovano pressoché identici nel documento Essere Comunisti a Venezia: «I compagni che quattro anni fa, allo scorso Congresso, ci hanno contrastato definendoci “di destra”, “alleantisti” e “frontisti”, teorizzando l’”esaurimento dei margini di riformismo” e individuando nei disobbedienti il proprio riferimento principale nel movimento no global, oggi sostengono la possibilità di un ingresso nel governo ancor prima di aver iniziato la discussione programmatica. Il risultato è che noi, che abbiamo mantenuto la posizione di allora (e cioè che le intese vanno sempre cercate, ma si chiudono solo in presenza di programmi avanzati), ci troviamo ora scavalcati a destra!»
    E uno. Poi: «…battere la destra, ma battere anche le politiche di destra. (…) Se non si tengono presenti questi due versanti del problema, si contrastano soltanto gli eccessi della destra, non i connotati di fondo della sua politica. Questo comporta una conseguenza immediata: qualora dovessimo entrare in un governo senza tuttavia riuscire a tenere uniti questi due aspetti, rischieremmo di essere travolti dal risentimento popolare. (…) La stessa tenuta del nostro partito sarebbe minacciata, e potrebbe allora realizzarsi davvero quel sistema di alternanza che finora, grazie alla nostra iniziativa, siamo riusciti ad evitare». E ancora: «I compagni della mozione “Per una alternativa di società” sostengono che oggi, a differenza di alcuni anni fa, il centrosinistra si sarebbe spostato a sinistra e che la presenza di forti movimenti nella società ci consentirebbe di entrare in un governo riuscendo, con una pressione dal basso, a costringerlo a scelte a noi favorevoli. Ritengo tale valutazione non corrispondente alla realtà». E di più: «Si è abbracciato il meccanismo delle primarie, che rappresentano un ulteriore passo verso la personalizzazione della politica e una ulteriore accentuazione del sistema maggioritario e di un bipolarismo dell’alternanza (non per caso le primarie sono utilizzate negli Stati Uniti)».
    Fin qui, una contraddizione certo salta all’occhio: ma non è quella di Grassi o Burgio. E’ quella di chi allora era oggetto, al fianco di Bertinotti, di questi avvertimenti critici. Può ora proporsi parte dirigente del Prc, sottoscrivendo a sua volta la fondatezza di quegli strali di allora, che in effetti echeggiano nel bilancio critico attuale di Venezia nel documento Acerbo?
    Ma c’è anche dell’altro. Ancora Grassi nel dicembre 2004, verso Venezia, quasi identico nel documento presentato là: «Un altro punto importante del Congresso riguarda il tema della nostra identità di comunisti e il rapporto con la nostra storia. Su tale questione ci siamo trovati in questi ultimi anni a dover replicare non solo ad un’offensiva che ci veniva portata dai nostri avversari (…) ma anche dall’interno della sinistra. Basti ricordare a questo proposito la ricorrente criminalizzazione del Novecento, ridotto a un «cumulo di macerie»; i continui attacchi alla Resistenza partigiana (…) e la considerazione fatta da Bertinotti in una intervista al manifesto, secondo la quale tutti i dirigenti del movimento operaio e comunista del Novecento sarebbero morti non solo fisicamente, ma anche politicamente. Non ci riconosciamo in questi bilanci, che riteniamo storicamente e politicamente errati». Più sull’attualità e sulla prospettiva: «Per quanto riguarda la nostra identità, non condividiamo l’assunzione – proposta recentemente in alcuni convegni ed interviste – della teoria della nonviolenza quale nuovo tratto identitario di Rifondazione Comunista».
    Oh, la non vilolenza! Quei convegni cui alludeva Grassi, li ricordate? Ricordate il “seminario”, sempre a Venezia? Chi fu il relatore principale, Revelli? Chi era il titolare dell’organizzazione del seminario, Paolo Cacciari? Chi aveva proposto il seminario, Ferrero?
    Ma Grassi non era d’accordo anche su altro e così lo disse, come si ritroverà scritto nel documento: «Lo stesso deve dirsi a proposito dell’idea secondo cui i comunisti non lotterebbero per conquistare il potere: questa tesi ci pare non solo estranea alla nostra storia, ma anche incomprensibile. Chiediamo: cercare di entrare in un governo e chiedere ministri non significa forse lottare per avere un potere? La verità – sin troppo evidente – è che non c’è mai, nella realtà, un vuoto di potere. Perdere di vista questo terreno significherebbe quindi rinunciare alla lotta politica e renderebbe nei fatti impraticabile l’obiettivo della trasformazione in senso socialista della società».
    Chiosa di Grassi in vista del VI congresso : «…queste due proposte – la nonviolenza e il rifiuto del potere – che ci vengono presentate come innovative sono in realtà teorie assai datate, sostenute da movimenti anarchici o cristiani».
    Quindi, nel documento Essere Comunisti, così viene affrontata la questione della sinistra alternativa: «Consideriamo l’autonomia del Partito un valore irrinunciabile. Per questo non proponiamo la costituzione di un nuovo Partito né di un assemblaggio di gruppi diri-
    genti politici e sindacali». Avevano visto lungo, no? E dicevano no sia al partito unico che ad un “assemblaggio”, di qualsiasi tipo. Perché avrebbe messo «a repentaglio l’autonomia dei soggetti coinvolti» e avrebbe determinato «l’esclusione di parti significative della sinistra di alternativa, a cominciare dalle sinistre Ds»… ehm!
    La sola cosa che Essere Comunisti proponeva, a Venezia, era «un luogo di confronto permanente, aperto e flessibile, e di azione unitaria nel quale tutti – partiti e gruppi politici, sindacati e correnti sindacali, movimenti, associazioni e giornali – possano contribuire a un movimento unitario della sinistra di alternativa: un movimento fondato sul fare, orientato alla costruzione di iniziativa e di conflitto, e impegnato nella elaborazione di una piattaforma programmatica comune a tutte queste forze». Punto. Non solo niente “nuova forza politica”, ma neanche alcun “processo federativo”…
    Anche perché, scrivevano, occorreva «non contraddire l’autonomia e il rafforzamento di un partito comunista autonomo con basi di massa che dalla nascita di Rifondazione Comunista è – e resta – un nostro obiettivo strategico».
    ora: può darsi benissimo, a mio parere, che chi allora stava da un’altra parte, ossia nella maggioranza bertinottiana, condivida anche quest’ultimo postulato.
    ma detto questo, delle due l’una – non c’è altra possibilità: o chi allora scriveva tutte queste cose non ritiene più l’obiettivo del “partito comunista autonomo ecc” bastevole a sorreggere il rifiuto sia del “nuovo partito” sia della “federazione”, come si deduce dal fatto che sottoscrive ora un documento che pende apertamente per quest’ultima soluzione, e dovrebbe spiegare il perché, di grazia; oppure chi postula la “federazione” non ci crede affatto, tant’è che va a congresso con chi la osteggiava, e dovrebbe spiegare allora perché la postula.
    e poi, ci sarebbe quel problemino sulla non violenza, così come sull’acquisizione zapatista del “cambiare il mondo senza prendere il potere”: che pure, mi pare, entrano di peso nella stesura del documento Acerbo. E be’! Non è forse una rivoluzione culturale, in tre anni, che chi così organicamente le contestava adesso le sottoscrive?
    oppure si possono scambiare tranquillamente questi temi con un po’ di revisione sulla linea politica di tre anni fa, riguardo a come approcciare l’alleanza col centrosinistra e il tema del governo?
    sarebbe etico, questo, scusate?
    io non so se lo sia. so che non mi convince nemmeno un poco. e questo, per ora, mi basta. anche se forse non basta ad alcuna luce diversa, sul futuro.

    cia’,
    a.

  468. p.s. per antonio:
    non so se ti sei accorto che il documento Acerbo si conclude proprio con la vituperata formula della costruzione di «un nuovo movimento operaio»…
    se non lo sai, come di diceva quello, sallo!

  469. Davide stai cercando di autoconvincerti che vendola sia la scelta migliore. credo ti debba sforzare parecchio. ne hai tanto di lavoro da fare se è così, fidati. Tra Acerbo e Vendola c’è l’ abisso.

  470. Davide Prc Sulcis Says:

    Maria non mi devo autoconvincere,se poi voi mi dite che è preferibile che il futuro segretario sia un’incognita non siamo per niente d’accordo,perchè chiunque vinca un segretario verrà eletto,quindi preferisco saperlo prima,non è questione di leaderismo ma di chiarezza.

  471. alessandro Says:

    ANUBI HAI SCRITTO UN ROMANZO IL CUI VALORE è ZERO. TU CONTINUI A SOSTENERE CHE NON è LEGITTIMO CHE COMPAGNI CHE IN PASSATO HANNO AVUTO IDEE DIVERSE ORA SI RITROVINO INSIEME. é UNA TESI DELETERIA DELLA CRISTALLIZZAZIONE ALL’INFINITO DELLE CORRENTI
    CHE TANTO DANNO HA FATTO NEL PRC

  472. Anubi ho appena letto il tuo post, prima non l’avevo letto, e devo dire che sei davvero una fonte di informazioni storiche di questo partito. Grazie per la pazienza nel rispondere così dettagliatamente. Troppe cose. Devo metabilizzare. Grazie.

    MariA

  473. bene alessandro,
    auguri a te e al centralismo democratico (no, perché sennç come si fa a non avere correnti?)

  474. alessandro stai esagerando. dire che che è un romanzo di valore zero non fa onore alla tua intelligenza. capisco la storia della cristallizzazione all’infinito delle correnti, e che dovremmo essere capaci di superarle, ma è davvero ingeneroso da parte tua infierire così e liquidare così quello che ha scritto Anubi. Ad Anubi certe questioni non lo convincono, permetti che è legittimo Alessandro? non è certo con queste tue uscite che aiutiamo questa mozione, sai?

  475. parla-come-mangi Says:

    Anubi e la gente come lui crede che più scrive, più ha ragione, e invece l’unico che ottiene è che nessuno lo legge……….. quindi concordo con Alessandro: valore zero, e du palle così. Se hai cose veramente interessanti e intelligenti da dire, le dici in due parole, e parole semplici e dirette, mica stai a menarla tanto. In questo Partito e tra chi ci gira intorno e ci mangia, c’e’ ancora parecchia gente che non ha proprio capito che i segoni mentali di pagine e pagine e paroloni e paroloni non se li fila proprio nessuno piu’…………
    o Anubi, certo che ne hai da fare, per stare tutto il tempo a scribbacchiare qui eh?

  476. alessandro Says:

    MARIA NON DICO CHE IL RACCONTO DI ANUBI NON SIA INTERESSANTE.
    MI DA SOLO FASTIDIO CHE UN GIORNALISTA DI LIBERAZIONE CHE DOVREBBE AVERE UN MINIMO DI IMPARZIALITà SULLE VICENDE CONGRESSUALI CERCHI TUTTI GLI APPIGLI PER DENIGRARE DEI COMPAGNI CHE VOGLIONO SALVARE IL PRC. COMUNQUE SE SONO STATO TROPPO “RUVIDO” ME NE SCUSO

  477. alessandro Says:

    CARO ANUBI NON DICO CHE ALL’INTERNO DEL PRC NON SIPOSSANO AVERE IDEE DIVERSE MA DA QUI A SOSTENERE CHE COMPAGNI CHE MILITANO DA 20 ANNI NEL PARTITO NON POSSANO SCRIVERE INSIEME UNA MOZIONE CONGRESSUALE CE NE CORRE!

  478. Allora Alessandro (e per inciso rispondo anche a quello delle pippe mentali dicendogli che io sono una di quelle che se le fa, e il post di Anubi l’ho letto tutto. anche gli altri di prima. si da il caso che nella vita ci sia sempre da imparare. almeno, io la vivo così la vita, e poi è sempre meglio legger cose di gente che anche se non la pensa come te è di spessore, piuttosto che di un parla-come-mangi, due botte e via qualsiasi. e chiudo) dicevo, basterebbe chiedere ad Anubi, visto che la situazione è quella che è e la fumanta al luglio volenti nolenti deve uscire per forza bianca, quali sono le persone che lo convincono? tutto qui Alessandro. notte và.

    Maria

  479. parla-come-mangi Says:

    si’ vabbe’ Maria, brava, ma e’ che a pippe c’e’ il problema che non si conosce gente, e infatti noi siamo anni che non conosciamo proprio piu’ nessuno, di tante pippate stile Bertinotti su ‘alternative del socialismo’ e gli altri grandi intellettualoni che hanno capito tutto, ma a pippe appunto senza piu’ nessun contatto con la realta’.
    e allora giu’ mazzate e invece di svegliarci una buona volta, dagli ancora giu’ i pipponi alla anubi.

    qui se non capiamo e alla svelta pure che bisogna dire pane al pane e vino al vino, hai voglia a scrivere mozioni ma non andiamo piu’ da nessuna parte.
    chiarezza e parlare come si mangia compagni!!!!!!!
    altro che ‘ metabilizzare ‘ o Maria………

    buonanotte a te e buona fortuna che ne abbiamo bisogno tutti ma veramente e molta anche!

  480. giovanni Says:

    caro Ramon, visto l’andazzo del ” dibattito” è probabile che tu non legga queste poche righe e,in fondo,non potrei biasimarti.
    Lasciami dire che lo spettacolo non è granchè e se non fosse per quel poco
    di poesia che ancora alberga nel mio animo non ci sarebbe alcun motivo
    per leggere i commenti sul blog e addirittura per scriverci.
    Penso,ciònondimeno,di non essere migliore di quanti scrivono e di non averecose più importanti da dire.Questo non significa che non abbia cose da direo che le mie siano meno importanti. Mi trafigge però la noia che emerge da molti commenti. Mi perplime,inoltre,la ridondanza di questo chiamarsi compagni emettendo spesso rauchi gorgogli di conformismo.
    Io non sono iscritto( tu lo sai e lo dico in rispetto ai partecipanti del blog)
    sono stato( o pensavo di esserlo ) comunista ( tu mi hai sempre detto
    che sono un anarchico incallito) e il fatto di esserlo o non esserlo è per me
    questione di lana caprina. A leggere i commenti del blog sono il più comunista di tutti,ma chi dice così è stalinista. Non prendermi sul serio
    c’è un pelo di ironia acida e senile e quindi infantile ed estrema.
    Ciònondimeno mi preme ricordare un semplice concetto del pensiero di
    Marx ; la lotta di classe e le rivoluzioni non nascono dal partito quale esso sia. La storia produce le condizioni che rendono possibile una rivoluzione
    e gli uomini danno a questa condizione o opportunità il peso della loro
    capacità di trasformazione.
    Le condizioni storiche hanno dato a questo paese una sola rivoluzione,ed è
    nato il fascismo. Che piaccia o no questa è la realtà storica.
    Non ci si può sorprendere del fatto che la realtà presenti il conto.
    In questo blog pare che la realtà sia solo relativa a Vendola o a Giordano.
    Mi rendo ben conto che il blog di Ramon è una questione interna,non sono
    così diseducato da non riconoscere il padrone di casa.Però la mia sensazione è che ci sia un grave eccesso di settarismo intellettuale e che
    non sia un buon terreno di crescita per un dibattito proficuo e costruttivo.
    Le mie incursioni sono forse irrispettose per chi si fa un mazzo tanto per
    tenere insieme una sezione o altro ancora e con loro mi scuso,so cosa vuol
    dire rompersi il culo e vedersi poi traditi dai fatti e dai benpensanti.
    Io ho grande rispetto per ognuno di voi e per la fatica profusa a fin di bene. Però,cazzo,lasciatemi dire che questo spazio potrebbe essere usato
    con maggior disciplina e senso storico. A leggervi tutti viene veramente la noia e spesso l’incazzatura. Ci sono momenti in cui penso che sia una fortuna che RC non sia più in parlamento. Non offenderti,ti prego,però non
    credo che questa situazione sia frutto di soli due anni di governo. Quindi
    sottopongo alla tua rodente critica ( qui i topi non hanno dimora ) la proposta di concepire una nuova alternativa al dibattito precongressuale:
    Federalismo e comunismo sono compatibili? Può esistere una rifondazione del comunismo senza una rilettura del ruolo dello stato?
    Può esistere un nuovo stato senza una nuova rivoluzione?
    Può esistere ancora una rivoluzione che non sia comunista?
    Può esistere un dibattito senza contenuti?
    UN GRANDE ABBRACCIO, viva la vita!

  481. In fondo Anubi sta solo dicendo che si tratta di una alleanza fra golpisti e rinnegati(grassi e burgio) con la scusa di salvare il partito.spiegategli che ha torto,se ci riuscite.

  482. alessandro Says:

    bosco sei veramente un essere immondo e spregevole degno di ogni disprezzo!!!!!

  483. SAI ALESSANDRO QUANTI MILIONI DI EURO CI SONO IN PALIO DA QUI AL 2011 SOTTO FORMA DI RIMBORSI ELETTORALI LEGATI ALLA PRECEDENTE LEGISLATURA,GRAZIE A UNA LEGGINA FATTA PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE?70MILIONI OLTRE A QUELLI DERIVANTI DA QUESTA.SAI,IO PENSO MALE,MA QUALCHE VOLTA CI INDOVINO.

  484. un compagno di Roma Says:

    Caro Bosco, accetto la sfida. Anche perché le funzioni sintetiche che hai saputo esercitare nei confronti dell’autobiografia intellettuale e politica del signo Anubi meritano una risposta all’altezza. Ebbene, lo scandalo starebbe nel fatto che, in una congiuntura politica determinata, due settori di Rifondazione prima alternativi l’uno all’altro hanno saputo trovare un punto di convergenza congressuale. Tutto ciò è ritenuto disonorevole: come fanno trinariciuti stalinisti a stare insieme a dippini nonviolenti? La diversità di cultura politica dovrebbe imediatamente portare, questa è la tesi, a una diversità di linea politica. Al fondo, è ciò che sostengono i bertinottiani. Ma non noti, non notate tutti, che con ciò si postula una immediata coincidenza fra teoria e linea politica che nessuno, nella storia della sinistra e del movimento operaio, ha mai sostenuto? Se fosse così, allora non si spiega come siano state possibili le convergenze fra socialisti e comunisti lungo tutta la storia del novecento. E lì, mi pare, le differenze di cultura politica erano molto ampie: a chi riteneva che del capitalismo andassero solo potate le sporgenze più distruttive si contrapponeva chi il capitalismo voleva superarlo ab imis. Ancora: a chi si fa assertore di questa coincidenza poi, nello stesso tempo, non dispiace cercare convergenze politiche con settori socialisti, lib-lab. Ero desto o stavo sognando quando si è detto che nella rifondazione della sinistra dovevano stare insieme e collaborare comunisti e non comunisti? In un caso, delle differenze di cultura politica si fa strame; nell’altro, nel nostro congresso, esse diventano argomento di polemica contro i propri avversari.
    Ma lasciamo stare i cortocircuiti dei bertinottiani e del negriano Anubi: è del tutto evidente, poiché è stato ripetutamente segnalato dai diretti interessati, che questa è un’alleanza che non dissolve l’una nell’altra le due componenti. Si tratta di una convergenza essenziale in ordine al mantenimento e alla promozione di Rifondazione comunista come forza organizzata della sinistra di classe. E il nostro paese, io credo, ha bisogno di questo, non di pastrocchi radical o di un partito socialista di sinistra.
    Infine una precisazione, che sono costretto a fare sebbene non sia “grassiano”: non è affatto vero, e sfido, con documenti alla mano, a dimostrare il contrario, che quelli di “essere comunisti” abbiano nel passato avuto un atteggiamento polemico verso il movimento altermondialista in sé. Ciò che essi hanno criticato sono: 1) alcune teorie che di quel movimento hanno tentato di essere la rappresentazione teorica; 2) il tentativo di dissolvere il partito nel movimento; 3) una deficienza del movimento sul piano programmatico, sul piano del “che fare”.
    Naturalmente può risultare fastidiosa una posizione di questo tipo a chi ha identificato senza indugi il movimento con alcune sue piattaforme teoriche. Ma non ci si venga a fare lezioni: non le accettiamo da chi è passato dall’adorazione per Toni Negri a quella per Vendola.

  485. Vorrei dire una cosa all’anarchico Giovanni. Non sei l’unico a non avere tessera di Rifondazione, ci sono anch’io, e non potrò votare nonostante i miei appelli a tutti affinchè ci si iscriva e si voti. Io ho sempre seguito le vicissitudini interne del partito e sostenuto e lavorato per Rifondazione dal di fuori, ai tempi del PCI ero atea poi son diventata cattolica. Ho responsabilità abbastanza rilevanti a livello ecclesiale e la tessera di rifondazione mi metterebbe in grande difficoltà nei riguardi dei temi etici e sarei costretta a lasciare i miei incarichi, visto che coordino e seguo parecchi gruppi: incompatibità, dicasi. Dato che io sono nata comunista e per sentirmi comunista e vivere da comunista non ho bisogno certo di un’istituzione dietro che mi faccia sentire al sicuro e protetta, ho deciso di lavorare per la sinistra e per rifondazione da fuori. Ho sempre pensato che sia molto più profiquo fare battaglia ideologica all’interno di quel mondo cattolico, dove vige un papismo integralista e spietato e una xenofobia vandeana, piuttosto che abbandonare tutto per il partito. Nel senso che è più utile il mio scandalizzare lì, piuttosto che qui (e vi garantisco che funziona). Questo per dire che forse i miei interventi sono anche noiosi perchè cercano di allegerire il clima, ma io, caro parla-come-mangi, di pippe mentali me ne sono sorbite a bizzeffe tra queste del partito e quelle teologiche della chiesa, che tu nemmeno ti immagini, ma ti garantisco che non perdo quella lucidità pragmatica, perchè vivo nella REALTA’, in mezzo ai problemi reali della povera gente e attraverso l’associazionismo tu non hai idea di quello che ogni giorno i miei occhi vedono. E se ultimamente spendo il mio tempo in questo modo, è perchè rabbrividisco all’idea che dopo 60 anni siamo stati cancellati dal Parlamento. Lotte, conquiste, istanze sociali andate tutte a finire nel cesso! Sono una domenicana come Frei Betto, e come Frei Betto sono molto incazzata!! quindi Giovanni ti capisco perfettamente, ma Rifondazione non deve morire. Per questo si deve lavorare in questo modo adesso, anche se è avvilente.

    Anubi, ti ripropongo la domanda: chi sarebbero le persone eticamente più convincenti?

    Maria

  486. Ah, prima di andare a lavorare una cosetta a Bosco.
    E’ vero che si dice che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. 70 milioni di euro. E come te pecchi in pensieri e parole citando golpisti e traditori, a me viene molto da riflettere su come è stata affrontata la questione tesi al cpn e per come, molto, MOLTO SCORRETTAMENTE, il compagno Vendola si sia autocandidato come salvatore della patria e come tutti i media e gli organi di stampa asserviti si stanno comportando. Diciamo pure che si sono tutti messi l’etica sotto le suole delle scarpe! E mi chiedo: perchè?

    Come vedi faccio peccato anch’ io insieme a te.

    Maria

  487. federico Says:

    Continuo a non seguirti Anubi.
    Prima, nel rispondermi, affermi che non hai nulla sulle compagnie eterogenee e subito dopo riproponi pari pari l’elenco di tutte le contraddizioni possibili dentro la mozione di maggioranza.

    Credi che non se ne potrebbero trovare anche nell’altra? O nelle altre, ad essere onesti?

    Ma chi se ne frega!
    Se uno vuole partecipare al congresso si legga i documenti per quel che è scritto e decida quale condivide.
    Indipendentemente da grassi, ferrero, mantovani. O bertinotti, giordano vendola, ecc.. Tutti, chi più chi meno, corrsponsabili degli ultimi disastri.

    Altrimenti uno non ne sceglie nessuna perché oramai si è stancato e non ci crede più. E sta a casa. Come del resto farò io.

  488. Federico no,
    tira fuori la grinta di una volta e diamo una sferzata netta a questo partito. Siamo tutti stanchi, disillusi, disincantati e chi più ne ha più ne metta, ma non arrendiamoci. Adesso siamo noi che dobbiamo fare una vera scelta di parte! Quello che questo partito non ha saputo fare in questi ultimi anni e ha avuto anche il coraggio di usare questo slogan propagandistico. Adesso tiriamo fuori le ultime forze che ci rimangono e facciamolo vedere a tutti che cà nisciunu è fess’, in primis, in secundis: volevano la nostra scelta di parte? Bene!! serviamoli!

    Maria

  489. per “compagno di roma”
    (che poi credo tu sia sempre “antonio”; ma comunque…)

    continui a mischiare le carte.
    a proposito dei giudizi di altri (altro) sulle “pippe”, sarebbe bene badare piuttosto ai sofismi, non ne convieni?
    il tuo, quando metti sullo stesso piano una coalizione politica composta per questo congresso, di questo partito, con l’indicazione – assolutamente ovvia, peraltro – che in una nuova formazione “di sinistra” dovrebbero convivere comunisti e non, è appunto un sofisma.
    l’una cosa non c’entra con l’altra.
    e non ho mai sostenuto, come tu apoditticamente mi attribuisci, la coincidenza di teoria e linea politica.
    bada bene: ho citato – citato – interi brani che si ritrovano sull’editoriale dell’Ernesto di Grassi del dicembre 2004 e, pari pari, nel documento “Essere Comuniti” al congresso di Venezia.
    non sono posizioni teoriche: sono i punti politici su cui una parte del Prc si è distinta allo scorso congresso – lo scorso, non due o tre fa – dalla linea proposta unitariamente dall’allora maggioranza Bertinotti-Giordano-Migliore-Ferrero-Russo Spena ecc. (non ci metto Ramon, anche se formalmente c’era, perché assunse visibilmente un profilo autonomo e con rilievo critico, per quanto interno: e non partecipò alla formazione del gruppo dirigente “apicale”).
    ora, ripeto e non mi stancherò di ripetere (qui si, magari, per non occupare spazi d’altri) e lo faccio fottendomene altamente della scarsa intelligenza (diciamo così…) di chi liquida l’interrogativo sintetizzandolo con “al fondo è l’argomento dei bertinottiani” (e allora?):
    delle due l’una – o 1) quei punti politici, pur di fondo, sono superati e si dovrebbe spiegare, possibilmente nel documento congressuale, come e perché – o 2) si tratta d’una convergenza che ammette la strumentalità della proposta politica e la elabora dividendola per scambio tra le parti della nuova coalizione (a chi era minoranza la concessione della “revisione” di Venezia sul punto dell’Unione, a chi era maggioranza è concesso di proteggersi dalle critiche della parte con cui ha rotto, ribadendo non violenza, critica della presa del potere e innovazione sull’identità).
    non è così? pregasi argomentare, se lo si sostiene.

    e allora:

    cara maria,
    come vedi non è questione di chi si ritiene “affidabile”, per di più “eticamente”.
    come tu stessa hai detto, un approccio che guardi alla storia recente del partito porterebbe a dire: nessuna e nessuno, dai gruppi dirigenti uscenti. e, per quanto mi riguarda, in queste condizioni di proposta politica “paludata” – o, come si dice a Napoli, “ammischiata” – , nemmeno dalla principale minoranza.
    sarebbe poi assurdo misurare l’etica, come tu proponi di fare, su un presente avulso dall’intera parabola della condotta dirigente e della linea politica del Prc.
    ultimi tempi? e perché? per ridurre l’intera complessità delle questioni ad un unico punto: c’era chi voleva sciogliere il partito ecc. ecc.? a qualcun@ evidentemente interessa solo questo, a me per nulla. spero d’essere stato chiaro, pane al pane e vino al vino.
    m’interesserebbe quello cui allunde, per esempio, giovanni (e con ciò , diversamente da un atteggiamento che sento qui, non dico che penso lui la pensi esattamente come me: cerco di raccogliere elementi di verità condivisa nelle posizioni diverse, penso che la relazione e la costruzione politiche siano questo, sbaglierò ma mi sento meglio così…).
    m’interesserebbe un dibattito misurato sulla valutazione della latitudine storica della sconfitta, che non si fermi alle elezioni ma nemmeno le derubrichi, insieme alla sconfitta generale, in second’ordine rispetto ad una rappresentazione che tutto sovrasta e al contempo distacca questa comunità politica da tutto: il partito prima d’ogni cosa, il partito in pericolo, il partito da riconquistare, il partito come principio primo e ultimo di speranza.
    non ci credo, non c’ho mai creduto, non ci crederò mai.
    peraltro, di mio sono da sempre e convintamente non credente – echissenefrega se Vendola, di suo, invece lo è, cattolicamente, come Ferrero lo è da valdese: fatti loro, meritevoli di rispetto e che al contempo nulla devono contare sulla politica…
    dunque, i compagni più “credibili” quali sono? quelli che si misureranno nel congresso offrendo maggiori spunti e risorse d’idee (un congresso si fa con le idee, ebbene sì, con le parole: a partire da quelle che si misurano coi “fatti” e senza le quali i “fatti “nemmeno sarebbero configurabili) per affrontare la dimensione storica, profonda e generale della sconfitta, per immaginare il futuro e per individuare le pratiche – stavolta sì – che possono costruirlo.
    punto e basta. no, con una cosa in più: possibilmente, ecco, potendo avvertire una qualche sincerità. rivolta al presente e al futuro, appunto, non solo al passato.

    ri-baci,
    a.

    p.s.:
    alessa’, lo so che se te lo dico io lo prenderai come una provocazione, un insulto, ma tant’è: perché non ascolti maria? la calma è davvero la virtù dei forti, dicono…

  490. Davide Prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    La discussione è danneggiata dal tifo congressuale, troppo astio e nervosismo nel rispondere ai commenti di chi la pensa diversamente.Suggerisco che sarebbe meglio di rispondere nel merito alle questioni senza affidarsi a slogan o insulti.

  491. prcarmerina Says:

    Il clima è un po’ caldo, è comprensibile però.

  492. antonio Says:

    Per caso sono ricapitato qui. Vedo che qualcuno mi attribuisce altre identità. Mi dispiace, non è così. Ma fa niente. Può succedere di sbagliare, non è un dramma.

    saluti

  493. No Anubi chi vuole mischiare le carte è Vendola. Lo disse subito dopo il cpn post eletterole ” bene nessun documento ha superato il 50%, d aqui al congresso potremo rimescolare le carte”.
    E poi forse non lo sai ma molti iscritti che allo scorso congresso si divisero tra grassiani di ferro e bertinottiani di ferro ( tra cui io), stanno già lavorando insieme da tempo nei territori da un annetto perchè si sono accorti che contro la deriva arcobalenista occorreva far fronte comune. Certe divisioni del passato sono già state smussate e tra compagni delle diverse mozioni si sta già facendo autocritica da tempo, al di là del gruppo dirigente. Il gruppo dirigente che ha sottoscritto la mozione 1 secondo me non ha fatto altro che farsi interprete di quello che già da tempo stava avvenendo nei territori.
    Quindi è piuttosto vano il tuo tentativo, se pur onesto e assai puntuale, di riproporre i vari cambiamenti di posizione dei dirigenti del prc negli anni passati. Si sta già da tempo operando per fare una discussione profonda e critica sulle divisioni opportunistiche passate.

    Luca

  494. Sempre per Anubi, vedi ho partecipato al congresso del 2002 e a all’ultimo veneziano e non ho fatto autocritica solo dopo aver letto il documento è da un anno e mezzo che ho cominciato a pensare che i compagni di essere comunisti avevano ragione su tante cose. Commetti un errore se pensi che molti iscritti si allineano al documento1 solo dopo la sconfitta elettorale e solo per la probabilità di vincere un congresso. Qualcuno del gruppo dirigente sta cercando di imbrogliare??? grazie e allora, queste cose non sono una novità di questi giorni e in tutte le mozioni, tutte c’è chi ha aderito pur non condividendo alcuni passaggi del/dei documenti.

    Luca

  495. Ascolta Anubi, che inizio quasi a volerti bene.

    Anche io la penso come te sul chissenefrega se tu sei non credente o Vendola lo è e Ferrero pure e pure io. Io lo dicevo per spiegare a Giovanni perchè sento il Prc “carne della mia carne” pur non militandoci con tessera in mano. Detto questo, io la penso diversamente da te in riguardo “al partito prima di tutto il partito prima di ogni cosa” e ti spiego perchè, non certo perchè sono caprona o perchè ho bisogno di tutela, figurati, mi sento una “rivoliuzionaria ribelle”, a Milano la mia adolescenza si è sviluppata vicino a Dp, Lotta Continua (giornale perchè il movimento era già sciolto), assemblee cittadine e manifestazioni contro i missili a Comiso ecc) per cui lungi da me ‘sta cosa… Il fatto Anubi è che dopo il 14 aprile abbiamo davanti un panorama frastagliato della sinistra. Il Pd, che sembra aver definitivamente rinunciato alla forma classica del partito, alla dialettica interna, alla base che discute e vuole contare, per investire tutto su una leadership “forte”, a rischio di immolare sull’altare della governabilità a tutti i costi la cultura della democrazia parlamentare di cui è intessuta la nostra Costituzione. Poi c’è l’altra sinistra che, paradossalmente, si è unita proprio nel momento in cui era più debole. Ma tante debolezze, si sa, non fanno una forza. Sotto l’arcobaleno il sole non ride e non riderà mai, e, purtroppo, non ride neppure il mondo del lavoro che guarda da un’altra parte … anzi, forse non guarda più da nessuna parte, caro Anubi.
    Ma come dice Marx, il “lato cattivo della storia”, “l’inconveniente della società”, la forza motrice del mutamento può arretrare, ma non sparire. E continua, nonostante tutto, magari sottotraccia, ad operare. Del resto, è nelle contraddizioni, nelle situazioni che sembrano senza sbocco che nasce a volte qualcosa di imprevisto e nuovo. E forse una nuova sinistra cova già sotto le ceneri di un ventennio di continue sconfitte ed arretramenti. Chissà … Anche, e al di là e fuori dal ceto politico che, spesso, si autorappresenta, piuttosto che rappresentare culture, lotte, esperienze, idee. Esistono realtà come quelle dell’ associazionismo che non si rassegnano. Esiste una politica che non vuole delegare, il lavoro che non si arrende al capitale, i cattolici di sinistra come me. La sinistra siamo anche noi. E siamo più comunisti, come dice Giovanni, forse molto di più di chi si vanta di esserlo nella militanza “con tessera”. Io però voglio continuare a fare politica e società fuori, ma per poi lottare dentro soggetti dove credo valga ancora la pena alzare la voce, malgrado i limiti, finché riterrò che quella voce possa essere ascoltata. Ma Anubi, se questo soggetto che è il partito non lo salvaguardiamo e teniamo in vita, le nostre istanze a chi le rivolgiamo? chi ci farà da garante per i nostri diritti? tu? veniamo a casa tua? ecco, vedi come diventa importante lottare per un soggetto valido? non è nè romanticismo nè nostalgia nè niente di simile.
    E poi Anubi, in riguardo all’etica nessuno vuole dare un colpo di spugna al passato, però dai, ammetti che dopo questa scoppola, come la chiami tu, si doveva tutti ripartire con umiltà e trasparenza d’azione. E questo, mi spiace, ma non lo vedo.

    saluti, Maria

  496. Piero Zandomeneghi Says:

    In tutte le riunioni post sconfitta elettorale i compagni di tutte le componenti hanno ammesso che la partecipazione al governo prodi è stata deleteria per il partitot e il suo radicamento e la sua credibilità. Credo che proprio il governismo sia il male principale che ha portato alla disfatta e che nessuna delle due mozioni principali lo affronta fino fino in fondo. E non è vero che sia un problema che non ci riguarda più. Anzi penso che i rapporti con il pd anche a livello di giunte locali non sia abbastanza al centro della discussione. E quindi la natura ormai borghese confindustriale di quel partito. Anche su questo né vendola néé ferrero grassi traggono tutte le conseguenze. C’è poi la questione del radicamento nei posti di lavoro e e dell’attività dei comunisti nel sindacato. Come portare avanti la difesa degli interessi dei lavoratori senza compromessi.
    Devo ancora leggere con attenzione tutti i documenti ma mi pare proprio che la mozione che da le risposte più coerenti e credibili sia la numero di 4, quella di FalceMartello per interci.
    E i compagni che la presentano non hanno certo problemi di imbarazzo per le compagnie che frequentano o di coerenza con le posizioni assunte nei precedenti congressi.
    Ma l’aspetto che vorrei sottolineare di più è quello della svolta operaia che il documento propone. Una svolta proposta da compagni delegati di molte realtà importanti dalla ferrari alla maserati alla fiat di pomogliano a tante altre. L’appello con le firme si può vedere sul sito http://www.marxismo.net
    Coerentemente con il documento proponiamo anche che se ne vadano tutti a casa, tuttit i dirigenti che hanno responsabilità nella disfatta del partito, senza eccezioni.

  497. un compagno di Roma Says:

    Prendo come un complimento l’identificazione della mia persona con quella di Antonio, poiché è compagno che svolge in questa sede considerazioni sempre pertinenti. E tuttavia non sono Antonio, sono un semplice compagno che ha maturato una certa insofferenza per i ghirigori e il confusionismo di certi disobbedienti-ex autonomi- bertinottisti- ex rifondazione-poi di nuovo rifondazione etc.
    Non le ho attribuito, caro signor Anubi, l’esplicita – ripeto esplicita – affermazione della coincidenza fra teoria e linea politica. Ho piuttosto sostenuto che le movenze del suo discorso possono assumere un senso solo se si organizzano al loro fondo – forse saprà che questa espressione, oltre che appartenente alla migliore saggistica, ha un valore “cartesiano”, indica il risultato di una operazione analitica compiuta su qualcosa – intorno all’assunzione che una diversa cultura politica non può dare luogo a convergenze di linea politica. Perché è veramente bizzarro che un uomo come lei non sappia che le linee politiche per definizione sono in una certa misura sempre mutevoli e contingenti. E quindi diverse linee politiche possono, sulla base di una certa evoluzione dei fatti ed eventi storici e politici, trovare momenti determinati, a livello congiunturale, di composizione e sovrapposizione. Scopre, pertanto, l’acqua calda dicendo che nel 2004 togliattiani e dippini avessero linee politiche divergenti. Ma da allora sono successe moltissime cose, e anche di un certo rilievo, mi pare.
    L’accostamento ai bertinottiani quindi non è, perciò, capzioso. Forse ricorderà che all’ultimo CPN (se vuole le faccio nomi e cognomi) quelli che hanno spiegato l’impossibilità di giungere a un congresso a tesi per la diversità della cultura politica, sono gli stessi che hanno affermato, in passato, la necessità di fondare una nuova forza di sinistra fra realtà che possiedono diverse impostazioni di cultura politica. Anzi sono gli stessi che hanno sostenuto in passato la necessità di aderire all’Unione. Con la conseguenza che i compromessi con Grassi si sono ritenuti disdicevoli, mentre quelli con Mastella no.
    Questa è o no una contraddizione?
    La questione dirimente, allora, è il giudizio sulla qualità e la forza delle convergenze di linea politica fra diverse aree organizzate. E la qualità di esse si giudica, a mio giudizio – perdoni il mio fastidioso oggettivismo marxistico a fronte del suo negrismo gentiliano – a muovere dalla loro capacità di entrare in corrispondenza con gli assetti e le modalità di sviluppo storici del modo di produzione capitalistico. Non a caso la storiografia marxista – forse lo saprà visto che viene da studi storici – ancora si interroga sulla qualità del compromesso rappresentato dai fronti popolari rispetto alla fase allora imperante dei rapporti politici in ambito capitalistico.
    Bene, ha senso oggi questa convergenza dippini/togliattiani non rispetto alle culture politiche di provenienza o alle tesi politiche precedentemente avanzate o al grado di strumentalità che essa può possedere, ma rispetto alla fase attuale di evoluzione del modo di produzione capitalistico? Ha senso cioè l’idea – perché ciò sta alla base della entente fra togliattiani e dippini – del mantenimento e della promozione di Rifondazione comunista come forza della sinistra organizzata di classe rispetto alla attuale fase di evoluzione storica del modo di produzione capitalistica? Io, per ragioni tanto generali quanto particolari, penso di sì. Riassumo qualcosa di infinitamente più ampio solo per non essere tacciato di evasività:
    generali: il comunismo come unica espressione politica omogenea al proletariato come forza sociale antitetica al capitale;
    particolari: nella “crisi della globalizzazione” c’è bisogno non di Die Linke, ma di forze che si pongano l’obiettivo di articolare pratiche politiche di contestazione dell’attuale ordinamento capitalistico.
    Ma, si badi, questa presa di contatto con la “nuova costellazione” dei rapporti politici e sociali è, correttamente, anche il punto di partenza del documento Vendola. Di fronte a questa “nuova costellazione” questo documento dà una risposta diversa: il comunismo non è più il motore della trasformazione sociale, serve una costituente di sinistra.
    Io credo che si giochi tutto qui. Discutiamo di questo, perciò, e non degli opportunismi e della biografia politica dei dippini o dei togliattiani.

  498. antonio Says:

    Penso che ci sia difficoltà a rendersi conto di una cosa semplice: la ex maggioranza si è rotta per motivi seri, per il fallimento di una linea politica che per sintesi chiamiamo la linea di Venezia. Chi non vuole prendere atto di questa rottura non trova di meglio che screditare la nuova maggioranza nel partito. Uno degli argomenti cliché è che si sono messi assieme ferreriani e grassiani, ossia movimentisti e partitisti. La critica è che non possono stare assieme perché culturalmente incompatibili. Io contesterei questa tesi per due motivi:
    1) non penso che i partiti debbano essere organismi puri, incontaminati, di individui che la pensano allo stesso modo su tutto, blocchi di yesmen abituati a dire sì al leader di turno. Ma perché i partiti dovrebbero essere fatti con gli stampini? Questa è un’idea troppo succube allo spirito dei tempi, alla fascinazione per i partiti oligarchici dove non c’è dissenso alcuno. Se i partiti non contengono, risolta, la scissione in sé non possono sopravvivere, non hanno futuro, diceva Hegel (a proposito del partito dei Lumi). La varietà è un valore per i partiti.

    2) proprio in virtù del convergere di aree che nel partito si erano mantenute distanti per l’atrofizzazione delle correnti, ha fatto sì che si arrivasse a uno scatto in avanti dell’analisi. Contrariamente al passato movimenti e contraddizione capitale-lavoro non sono mantenuti separati e utilizzata l’uno in negazione dell’altro. Nella mozione Acerbo, nella conclusione si dice: la scommessa che abbiamo di fronte è quella della ricomposizione delle soggettività del conflitto, della costruzione di un nuovo movimento operaio. Ricomposizione, capito? Non frattura storico-epocale come qualcuno ipotizzava qualche anno fa. E a scanso di equivoci c’è anche il passo sulla contraddizione capitale-lavoro. Chiaro?
    Saluti

  499. antonio Says:

    Ciao, compagno di roma. Così fughiamo i dubbi di identificazione. D’accordo con quello che scrivi

  500. alessandro Says:

    caro compagno di roma in gran parte hai ragione. voglio segnalare alcune cose utili alla discussione: grassi e burgio hanno da tempo fatto una autocritica sull’allora loro perplessità a partecipare al movimento di genova
    Lo stesso ferrero ha fatto autocritica forte sull’analisi politica che a venezia portò all’ adesione al governo prodi(ferrero dice giustamente che ha fatto 100 volte di più il pci all’opposizione che la sinistra attuale al governo. Adesso questi compagni hanno l’obiettivo sacrosanto di salvare il prc dallo scioglimento. ma la loro proposta non è statica ma è perfettamente coerente con l’esigenza di fase. 1) rilanciare radicare fortemente il prc sui territori e renderlo effettivamente democratico nella sua gestione 2)costruire un opposizione sociale vera a berlusconi con chi ci sta(Movimenti, fiom sindacati di base comitati per l’ambiente ecc).
    Naturalmente è chiaro che il pd è su un altra strada e non ci possono essere rapporti. Un’ultima annotazione la linke ha rotto definitivamente col socialismo europeo a differenza di mussi

  501. cara maria,
    solo questo perché sennò qui qualcuno mi lapida ed anche giustamente per occupazione abusiva di spazio virtuale (sarebbe la prima volta, dopo tutte quelle che m’hanno accollato i pm per stabili ad uso abitativo…).
    vedi, io non penso affatto che tu abbia torto in alcunché, quanto a ciò che dici sulla risorsa che oggi, dopo la scoppola, il Prc rappresenta.
    e infatti penso che questo congresso abbia una grande importanza.
    il che non vuol dire affatto che sia destinato per forza a produrre qualsiasi risultato.
    da quel che vedo, ci sono anzi tutte le condizioni perché non ne produca alcuno.
    è di grande importanza per tutte le cose che dici tu stessa.
    non è destinato a produrre per forza risultati, perché questo sta a chi e come lo fa, il congresso: cioè su quale terreno, con quale spirito, sulla base di quali proposte politiche e di quanta efficacia misurabile da tutt*, anche e soprattutto da fuori – un “fuori” non inteso politicisticamente, come tu m’insegni.
    e secondo me non ne produrrò alcuno perché osservo il terreno che si sta oggettivamente qualificando, lo spirito che si diffonde, le proposte politiche per come si commisurano in una percezione prevalente e alimentata, l’imponderabilità quasi acquisita della loro efficacia – come Rossanda che tu giustamente hai elogiato, ha sottolineato.
    e sempre secondo me le ragioni sono due, una consecutiva all’altra:
    1) il disastroso bilancio della condotta politica d’un intero gruppo dirigente (e sottolineo ancora “intero”)
    2) il fatto che dopo la misurazione più clamorosa e drammatica di tale bilancio, la catastrofe elettorale, dal seno di questo stesso gruppo dirigente sia prevalsa la risposta più prevedibile, più classica nei capitoli tristi della storia del “movimento operaio” e insieme la più inefficace, appunto: la resa dei conti.
    ecco! di nuovo, è una sintesi riducibile agli slogan dei “bertinottiani”… lo metto in conto sin d’ora, pazienza.
    però, tu o qualcun@ potrebbe spiegare come altrimenti si deve leggere la dinamica che si è aperta all’indomani della scomparsa parlamentare?
    io sto ai documenti e alle dichiarazioni pubbliche.
    facciamo che io sia un ignaro “passante” della sinistra, per di più comunista ma non votato alla vita di partito fin che morte non mi separi dal medesimo:
    vedo la metà della segreteria uscente – e non parlo d’altro, per amor di pace – che va in prima linea con la principale ex minoranza del precedente congresso e del Cpn, insieme ad alcuni onesti critici da tempo insospettabile della condotta “bertinottiana”, come Ramon, ed altri che invece sono stati proprio sino a pochi mesi prima “amici” di Berti in persona (ma proprio quegli amici lì, della “corte”, della “compagnia di giro”, dei “salotti”).
    va, quella metà di gruppo dirigente, con tutti questi altri mescolati insieme, su una nuova proposta politica. che si rivolge al malcontento, persino alla rabbia che sono diffusi nel corpo e nella base del partito,
    bene, benissimo. e che mi dice questa nuova proposta politica?
    che il problema della sconfitta ce l’hanno tutti. tutto il gruppo dirigente ne porta la responsabilità. lo dice, perché è evidente e inconfutabile.
    e siccome è evidente anche quest’altra cosa, dice pure che la sconfitta non è solo sul ciclo breve delle scelte elettorali, o degli ultimi mesi di governo, e nemmeno dell’intera esperienza di governo, ma affonda radici più profonde.
    bene. benissimo. e allora? perché, su quali basi, ammesso tutto questo, una parte del gruppo dirigente si sente più vocata dell’altra, rimescolandosi con altri diversi e diversi fra loro, a condurre il partito fuori dalle secche,
    uno l’aspetta ancora, a questo punto, la proposta politica: no?
    ecco: arrivati a questo punto, mi si dice che il punto di rottura, su cui si basa questa nuova proposta politica che ancora aspetto, è il fatto che quell’altra parte lì del gruppo dirigente, quella con cui si è appunto rotto, ha avviato un “superamento” del partito, senza però discuterlo collettivamente anzi “imbrogliando le carte” fra pratica politica concreta ed enunciati ufficiali. e insomma in barba a quest’altra parte di gruppo dirigente, naturalmente negli ultimi mesi, durante i quali questa parte se n’è accorta ma c’è andata piano con lo scontro per amor di partito, così come per amor di partito ora ne fa il cuore del congresso.
    com’è ovvio, le cose non mi vengono presentate in maniera così banale. mi si aggiunge che questo punto ha una notevole importanza perché adesso siamo ridotti come siamo ridotti a causa della sconfitta e per affrontarne le conseguenze bisogna avere una partito in cui le cose corrispondano alle parole, i gruppi dirigenti rispondano alla base, eccetera eccetera.
    e mi si continua a dire che, d’altra parte, della sconfitta è responsabile l’intero gruppo dirigente, che quelli che mi parlano se l’assumono tutta, che viene da lontano e dunque riguarda l’intera parabola di quello stesso gruppo dirigente, nella sua interezza, eccetera eccetera.
    vedo, sfinito, se sono arrivato a capire la proposta politica. e capisco che la proposta è “né la costituente della sinistra né quella dei comunisti”, la prima divide la seconda è un passo indietro. e allora? terza via? si torna all’assemblaggio di quel che c’è, sperimentato proprio con l’Arcobaleno (mi dico io, elettore-militante-cane sciolto che ancora mi rodo: nella simulazione, è ovvio), oppure si fa quello che dicevano i nuovi alleati di questa coalizione interna, Essere Comunisti, che contro l’assembleaggio proponevano un Forum di programma?
    né l’uno né l’altro o forse tutt’e due: perché mi si propone uno spazio “federato”, in cui tutti rimangono ciò che sono. la novità è che questo riguarda i soggetti politici organizzati ma anche i movimenti, le associazioni, eccetera.
    però io (simulato) mi dico: non s’era detto un po’ lo stesso già agli “stati generali”, prima della febbre del “soggetto unico” che qui si rigetta ma poi andando proprio in quella direzione? e che ne è stato, nel frattempo, di quei movimenti, di quelle associazioni, eccetera, anche a quel tempo evocate?
    mi si dice: sì, ma a quel tempo si è affossata proprio l’ipotesi della federazione, che dunque si può ancora sperimentare.
    io salto a pie’ pari, per buona volontà, la riflessione sul perché chi sosteneva qualcosa che è stato affossato non abbia fatto il maggior casino prima e perché non abbia trovato interlocutori sufficienti all’esterno allora e adesso invece pensi di trovarli, e chiedo soltanto: e perché ci dovrebbero stare quelli che sono per la “costituente della sinistra” da una parte e per la “costituente dei comunisti” dall’altra, in quest’ultimo caso promuovendola? non sarebbe anche qui, una proporre qualcosa “con chi ci sta”?
    ma a questo punto mi si dice un’altra cosa: vedi, la cosa principale, ora, è rifondare rifondazione. è ridemocratizzare il partito. è, insieme, andare nella società.
    chiedo: come? quale priorità, fra le due?
    mi si risponde: entrambe. e il mezzo che immediatamente abbiamo a disposizione è ancora una volta il partito. facendolo “sociale”. che è il nostro contributo a costruire anche la sinistra. in cui però ognuno rimane quel che è. perché l’importante è il lavoro sociale comune.
    vinco l’istinto ad abbandonarmi alla confusione e chiedo infine: va bene, ma perché dovrei affidare tutto questo, che apertamente è in polemica con anni di gestione del partito, a voi che ammettete d’averlo a vostra volta gestito?
    mi si risponde: perché ci devi vedere diversamente, dal momento che ora stiamo insieme a questi altri e che questi altri stanno con noi. e vedi che questi altri confermano. contro quegli altri lì con cui stavamo prima.
    (tutto questo al netto del dibattito superato su congresso a tesi o congresso a mozioni: perché tutto questo in effetti l’ha preceduto. e forse tutto questo spiega anche come mai è andata così, o no?)
    cara maria, l’io simulato non so davvero come dovrebbe comportarsi, alla fine. mi chiedo e ti chiedo come debbono comportarsi Rossanda, così come l’operaio della Thyssen (se non è stato eletto col Pd), così come la precaria del call-center (se anche ha votato Di Pietro), così come lo studente del Nordest (anche se non ha votato o ha votato Sinistra critica oppure Lega) o del centro-sud (anche se non ha votato o ha votato Pcl oppure Pdl o Idv), così come la migrante o il migrante che se la debbono vedere coi nuovi Cpt e con la galera per irregolarità-clandestinità.
    mi dici maria, cosa ci capiscono e che glie ne cale. d’un profilo di dibattito e di proposta così?
    mi dirai: ma ci sono i movimenti. non scherziamo, maria. tra i movimenti, rispetto ad un profilo politico che pubblicamente risuona soprattutto come una soluzione di continutià col bertinottismo, ma chi vuoi che sia interessato ad “investire”? chi, maria? il mio già fratello Casarini e tutti quelli che la pensano come lui, che in fondo non sono pochi? ma tu pensi che investano su un cambio di gruppo dirigente, quando hanno già giubilato per la morte della sinistra politica? e pensi poi che lo facciano se il cambio si rappresenta con quelli con cui precisamente fanno a bastonate sui loro territori (in Veneto come a Milano come a Bologna) da quando il Prc è nato, e che hanno più che infamato già in campagna elettorale?
    oppure, chi altro? la Fiom, maria? quella di Rinaldini che chiedeva “una testa un voto” e il tesseramento individuale già agli “stati generali”? oppure chi: l’ampia e combattiva area sindacale capeggiata da Nicolosi in Cgil? inclusi quelli che stanno con Sd di Fava e Mussi e inclusi quelli che stanno col Pdci di Diliberto e Rizzo? ma davvero?
    oppure invece il “pulviscolo”, fecondo e diffuso, delle reti, della microfisica di movimento, delle strutture autonome territoriali? che dovrebbero e potrebbero rappresentarsi e pesare come, maria, in questa proposta politica? aderendo alla “federazione” che non c’è e che comunque non ammette adesioni personali a pari dignità e potere, ad esempio? oppure potrebbero e dovrebbero aderire tout court al “partito sociale”, che sarebbe il Prc?
    no, mi dirai: con tutte e tutti ricominciare si può, a partire dall’opposizione sociale.
    sì, maria: ma detto questo detto proprio nulla. almeno, detto da un partito, da una forza politica che anzi reinveste su sé stessa. perché l’ìopposizione sociale mica la insegniamo noi a chi già la fa, non ti pare? con te ci si parla, maria, con te partito, sulla base della tua proposta politica. se no ti si dice: ma che ci stai a fare, ancora? perché non ti sciogli? vedrai, l’opposizione sociale:… vieni a impararla.
    ecco, maria. tutto qui.
    non è questione d’affidamento.
    non è questione di fiducia.
    è questione di capire di cosa veramente si tratta.
    casa mia, maria, c’è sempre. ci siamo già stretti io, la mia compagna e mio figlio. e ci costa pure cara, a me giornalista “inginocchiato” di quel covo di stipendi d’oro che è Liberazione e a lei precaria (lui ha 22 mesi: possiamo sempre sperare in Berlusconi, magari ce lo mette a lavorare presto, detassato…).
    ed è perché ci si sta stretti, che dalle case si esce per trovare spazi aperti, d’incontro e di lotta comune con tante e tanti altri. ora più che mai.
    il problema è se si trovano. e quali siano quelli giusti. i terreni non aridi, non paludosi, non infestati da vecchie malattie endemiche.
    e non sono per nulla sicuro che ci sia più che qualcun@, oggi, che non individui così lo spazio di questo congresso del Prc.

  502. un compagno di Roma Says:

    Caro antonio comincio a pensare che Anubi abbia ragione, e cioè che siamo la stessa persona: quel pezzo della Fenomenologia dello spirito sui partiti dell’illuminismo è straordinario! Una proposta politica: facciamo leggere Hegel ai bertinottiani, perché ho l’impressione che ne abbiano bisogno………..

  503. compagno di roma:
    se avevo un dubbio, mi hai convinto.
    sai, io negrista gentiliano attualista, senza la tua cultura marxista oggettivista, pensavo che Marx avesse iniziato ad essere un soggetto del pensiero quando lo rovesciò, Hegel. rimesso sui piedi, mia pareva avesse scritto. e mi pareva ce l’avesse soprattutto con la Fenomenologia – per non parlare della visione hegeliana dei Lumi come processo dialettico rivelatore dello spirito della Storia, rilfesso della concezione della politica e dello Stato come incarnazione d’un “destino”. ma certamente mi sbagliavo.
    comunque, sì sì: «il comunismo come unica espressione politica omogenea al proletariato come forza sociale antitetica al capitale»…
    ecco, sì. anzi, no. è proprio quello che io mi sono lasciato alle spalle.
    chissà perché, poi. chissà se c’è stato qualcosa, in questo Paese e nel mondo, che qualche decennio fa cercò di rompere definitivamente l’equivoco idealista sul comunismo come pura necessità storica.
    chissà se sono mai esistiti, già prima, Rosa Luxemburg e Gramsci e lo stesso Marx, l’interrogativo su “socialismo o barbarie” e l’ipotesi critica della “pace dei cimiteri”…
    chissà.

  504. ah,
    antonio e compagno di Roma:
    per terrificarvi un poco, vi dirò che Hegel lho ripreso in mano di recente.
    per via di un’altra lettura, comunicatavi la quale potrete finalmente iscrivermi al libro nero degli apostati.
    era “tempo ed essere” di tal Heidegger (non “essere e tempo”, proprio il contrario, la conferenza di Le Thor del 1963 e il protocollo di lettura seminariale e la “fine della filosofia” e la sintesi filosofica-autobiografica, tutte insieme per i tipi di Longanesi…)
    ebbene sì! Heidegger! omioddioomioddioomioddioomioddio!

  505. un compagno di Roma Says:

    Caro Anubi, con simpatia e affetto: oltre a essere un apostata e a meritarti
    due anni di carcere per questo (come usa dire ultimamente in modo scherzoso Zizek) non hai nessuna contezza di ciò che parli. Se riapri i Manoscritti nella loro ultima parte – oltre che l’heideggeriano “Tempo ed essere”, testo sul quale se vuoi possiamo discutere quando ti pare – vedrai che la Fenomenologia non è solo criticata da Marx, ma anche elogiata come prima opera filosofica nella quale l’essenza dell’uomo è intepretata come autoproduzione mediata dal lavoro…..Ma Toni Negri che ti ha insegnato?

  506. mi ha insegnato, caro compagno di roma, che questo è l’aspetto estrapolato da Hegel ad opera d’un pensiero che Hegel l’ha capovolto. ne ha capovolto la dialettica. il senso della dialettica. proprio a partire dalla Fenomenologia, ponendo quell’essenziale autoproduzione in contraddizione con l’astrazione del movimento storico, e quella mediazione materiale del lavoro con la concezione idealistica della filosofia della storia e l’ipostasi trascendentale del processo di alienazione. capito che mi ha insegnato, prima di qualsiasi Negri, la lettura ventennale di Marx?

  507. alessandro Says:

    caro compagno di roma lascia perdere anubi edammi qualche notizia in più sul cpf di roma dove la mozione acerbo è in maggioranza
    SALUTI COMUNISTI

  508. giovanni Says:

    Cara Maria ti ringrazio per quanto hai scritto e,ancorpiù,per aver letto il mio
    commento( ho la sensazione che i più non leggano i commenti a loro non riferiti cosa che critico perchè non corretta come metodo).
    Io non ho il dono della fede ( anche se spesso prego alla mia coscienza superiore per darmi forza) e,se mi passi il termine , ti invidio per questo.
    Credo che la sacralità sia una prerogativa umana e ritengo che l’uomo venga
    prima di dio.Credo che l’uomo sia sacro e non vedo templi in suo onore.
    Ammiro la tua forza e la tua determinazione e credo che i tuoi amici più stretti
    siano persone fortunate. Sono convinto che il mondo cattolico esprima una vitalità centrale e insostituibile( spesse volte l’ho rimarcato in questo blog)
    Marx e Gesù sono per me uomini e come tali li ho letti e li ho apprezzati e
    interpretati. Non so e non mi interessa essere più o meno comunista,tanto meno esserlo più o meno di un altro. Credo che chiunque si sforzi di dare valore alla sacralità dell’uomo,ai suoi diritti,ai suoi doveri,ai suoi sogni,ai suoi incubi…….alle legittime aspettative di una vita da umani ha la mia fattiva solidarietà,la mia stima,la mia complicità ideale.
    Quanto alla parola ideologia ti devo confessare che la detesto.Penso che
    l’deologia sia la gabbia dell’intelligenza,la morte della libertà personale,il
    mostro che nel ventesimo secolo ha manifestato tutta la sua forza distruttiva e il suo orrore.Penso che contro l’ideologia bisognerebbe scatenare una battaglia culturale profonda,visto che ancora oggi è il mostro dalle sette teste di cui liberarsi. Se RC ha senso di esistere esisterà.Chiunque lavori per darle significato e forza propulsiva non deve
    pensare che sia l’ultima spiaggia( la chiesa nonostante tutte le nefandezze
    di questi secoli ha ancora bravi credenti come te) chi ha in testa le figurine
    non andrà lontano.
    Grazie ancora maria,viva la vita!

  509. compagno di roooooma:
    ma tu lo sai, sì, che il primo firmatario del documento che sostieni, quello di cui porta il nome, il portavoce del comitato di gestione, è “negriano” dichiarato?
    lo sai, sì? ti senti bene ugualmente? usi i medicinali adatti, sì?

  510. alessandro Says:

    anubi adesso basta vai a scrivere l’articolo per liberazione di domani!!!!

  511. Caro Anubi,
    perdonami ma parla di quello che sai……..
    A Bologna non ci siamo mai presi a bastonate (nè fisiche nè metaforiche) con il Tpo e neanche con gli altri centri sociali.
    Anche perchè siamo stati in tutti i conflitti – non sei il solo che ha fatto “la resistenza” – (che condividevamo almeno in parte) a prescindere dalle scelte del nazionale (compreso il 9 giugno a Roma, in cui abbiamo partecipato come federazione al corteo) ed abbiamo continuato a prendere botte (dalla polizia) e denunce (dalla magistratura). Credo che solo stando nei conflitti e contribuendo a costruirli si possa fare – come si diceva tanto tempo fa – battaglia “di linea”.
    Inoltre quando si parla di federazione si parla di uno spaziopubblico comune con regole certe in cui ci siconfronta tra pari e senza cancellare identità e e differenze (do you rimember Sinistra Europea?).
    Il fatto che compagne compagni con varie storie alle spalle mdofichino le proprie idee e si ritrovino assieme io lo vedo come un fatto positivo (se non credessimo nella trasformazione – anche personale – ci dovremmo rassegnare allo stato presente delle cose.
    Sul congresso. Le differenze tra la nostra mozione (Acerbo + altr*) e quella di Vendola (+ altr*?) si possono ricondurre a 3:
    – il governismo. L’idea della sinistra arcobaleno ha come orizzonte (perchè l’hanno le forze poltiche con cui la si vuol fare) il governo come luogo privilegiato della trasformazione.
    – il giudizio sul PD. Che è un giudizio strategico non solo di fase. E’ nostro “antagonista” ed è più conservatore (reazionario?) della destra attuale, dato che pensa ancora al neo-liberismo (ovviamente temperato) come futuro dell’umanità, quando pure Tremonti dice che la globalizzazione è “merda” (scusate il francesismo) anche se poi propone risposte para-fasciste.
    – il futuro della rifondazione comunista e, quindi, del Prc. Io non ne faccio un feticcio e spero ben che il futuro ci riservi qualcosa di meglio dell’attuale forma-partito……. ma appunto qualcosa di meglio. E che c’azzecca (come direbbe il compagno Di Pietro) l’innovazione che abbiamo costruito dentro al movimento comunista e di alternativa con Mussi e Fava? Per dirla invece con gli zapatisti, io lavoro per un esercito che sia in grado di sciogliersi…… ma non perchè rinuncia a battersi. Le costituenti – tutte – parlano dei contenitori senza parlare del perchè, del per che cosa, del come e del con chi. Predeterminano ilporto di arrivo sostenendo, però, che si deve navigare in mare aperto. Trovo, tra l’altro, veramente deprimente che chi pensa al superamento del Prc non lo dichiari esplicitamente (come ha fatto fino al giorno dopo le elezioni!), ma usi formule ambigue e politiciste.
    Poi su tante altre cose ci sono similitudini e convergenze dentro alle varie mozioni (e per fortuna!), e cose su cui ciascuno al proprio interno (anche in quella di Vendola) ha differenze ed opinioni diverse (ad esempio sul giudizio del congresso di Venezia) che affronteremo nel corso della discussione di cui il congresso è – salvaguardata l’esistenza del Prc -solo una tappa.
    Attraverseremo il congresso per andare avanti. Sempre in movimento.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi – resp. movimenti Bologna

  512. un compagno di Roma Says:

    caro Anubi, capovolgere qualcosa – quindi anche Hegel come Marx dice nel poscritto alla seconda edizione del Capitale riferendosi alla necessità di umstülpen la figurazione idealistica della dialettica – significa invertire il rapporto dei fattori all’interno di un alcunché, non alterare la natura di questi fattori stessi. Capovolgere qualcosa significa, quindi, cambiare di segno alcunché la cui natura viene in ogni caso assimilata.
    caro Alessandro discuto pure di questo con Anubi se no ci dicono che noi non-bertinottiani (mi piace questa definizione ex negativo della nostra posizione) siamo dei fessi e loro degli illuminati…….
    Per Roma: speriamo bene, ma vedo movimenti strani…..
    SALUTI COMUNISTI

  513. Davide Prc Sulcis Says:

    Cari tutti,
    avete notizie su Cpr e Cpf dove la vittoria di una mozione(Acerbo,Vendola o altra) appare certa?

  514. alessandro Says:

    ale bernardi su molte cose sono d’accordo con te tranne 2: il pd é al massimo uguale alla destra. PERchè essere peggio di questa destra è impossibile. in secondo luogo nella mozione vendola è esplicito lo scioglimento del prc . Infatti la costituente di sinistra con mussi e fava non è altro che la fine del prc
    saluti comunisti

  515. alessandro Says:

    caro compagno di roma spiegati meglio .cosa intendi per movimenti strani? ti riferisci per caso alle truppe di FAGIOLI?

  516. un compagno di Roma Says:

    Caro Anubi, in questo blog ti sei ritagliato la qualifica di esperto nella scoperta dell’acqua calda. La mia risposta è contenuta in nuce in quanto ho detto sopra.
    SALUTI COMUNISTI

  517. caro compagno di roma,
    in filosofia come in filosofia del linguaggio come in fisica e in chimica e in chimica organica, risulta particolarmente ostica la definizione di “natura” al netto del “segno”.
    riesce più facile, invece, in teologia…

  518. un compagno di Roma Says:

    caro alessandro, mi riferisco alla confusione che può creare il documento De Cesaris-Russo che qui riscuote alcune simpatie.

  519. alessandro Says:

    grazie compagno di roma. personalmente ho sempre pensato che fosse una lista civetta

  520. un compagno di Roma Says:

    è la prima cosa sensata che dici in questo blog, caro Anubi. Infatti l’operazione di capovolgimento del segno idealistico della dialettica ha sempre suscitato obiezioni di non poco conto proprio per la ragione che indicavi tu.
    Io, intanto, ti descrivevo il significato dello umstuelpen marxiano di quel proscritto.
    Per dare un senso a “capovolgimento” quindi bisogna capire meglio che signifca uso della dialettica senza idealismo.
    Una domanda: se scopro di essere più d’accordo con te che con Acerbo a livello filosofico, ne segue che devo firmare la mozione Vendola?

  521. caro Ale B:
    vediamo se riesco a sapere ciò di cui parlare.
    ti leggo e mi dico: QUINDI a Bologna siete in uno stato di salute straordinario, no?
    il partito naviga nelle migliori acque possibili, no?
    le acque, intendo, che indichi tu: l’internità ai movimenti, il lavoro sociale…
    come pesci nel mare, giusto?
    no, perché non mi pareva esattamente così. però sicuramente non so di cosa parlo.
    come non lo so se tu mi dici che manco metaforiche sono corse bastonate tra il partito e il Tpo, a Bologna; e pensare che ne conservo un’intera letteratura antologica. però certamente mi sbaglio, non sapendo ciò di cui parlo.
    poi, guarda: il governismo come orizzonte era inattuale già in campagna elettorale, se non altro ad opera di Veltroni e del Pd. se poi parli delle culture, delle propensioni consolidate, beh non capisco invece come le rimuova (o “superi”?) meglio la federazione di altro…
    e infine: potremmo lasciar perdere le pulsioni feticistiche all’uso di categorie, anche quando non nominate, tipo social-fascismo? no, perché dire che il Pd è “peggio” della destra, che accidenti vorrebbe dire, politicamente?
    non lo dice, d’altronde, nemmeno il documento Acerbo…
    cià,
    a.

  522. caro compagno di roma,
    no: ne segue che potresti finirla di scassare i sacri bronzi con amenità a buon mercato come “attualista negriano”, “gentiliano” et similia.

  523. alessandro Says:

    forse è ora che ramon lanci un ‘altraSASSATA contro qualcuno….

  524. cari compagn*,
    ho letto ora sul sito del partito che la mozione acerbo ha la maggioranza nel CPF di Roma,
    Qualcuno può darmi ulteriori notizie?

    Laura

  525. Dichiarazione dei firmatari della “mozione n. 1″ al congresso nazionale del Prc.

    Al Comitato Politico federale del Prc di Roma che si è tenuto ieri sera presso la federazione romana del Prc, la maggioranza relativa – e peraltro quasi assoluta (il 47,38%) dei voti – è andato alla mozione Acerbo, Ferrero, Grassi, Mantovani. Domani, sabato 24 maggio, a partire dalle ore 15, si terrà, sempre a Roma, l’incontro pubblico di presentazione della mozione stessa, un vero debutto “romano” dei suoi promotori, presso il teatro Colosseo, che si trova in via Capo D’Africa n. 29. Interverranno, tra gli altri, Maurizio Acerbo, Andrea Alzetta, Imma Barbarossa, Maria Campese, Roberta Fantozzi, Paolo Ferrero, Loredana Fraleone, Haidi Gaggio Giuliani, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, Citto Maselli, Giovanni Russo Spena e Francesco Caruso.
    Per quanto riguarda i risultati del Cpf (Comitato politico federale) del Prc di Roma, il dato politico emerso l’altro ieri sera è semplice: la maggioranza dei suoi componenti hanno sottoscritto la mozione “Rifondazione comunista in movimento”, i cui primi firmatari sono Maurizio Acerbo Paolo Ferrero, Claudio Grassi, Ramon Mantovani. La mozione ha raccolto 45 voti ( 47,38%) mentre la mozione n.2, “Manifesto per la Rifondazione” (primo firmatario Nichi Vendola e a cui fa riferimento Massimiliano Smeriglio segretario uscente della Federazione), ha avuto 37 voti (38,95%). Inoltre, “Dall’appello di Firenze alla mozione dei 100 Circoli”, primo firmatario Gianluigi Pegolo, ha ottenuto 9 voti (9,47%), la mozione “Disarmiamoci: liberi/e e pacifici/che” (primo firmatario Walter de Cesaris) ha raccolto 3 voti (3,15%) e “Una svolta operaia per una nuova Rifondazione” (primo firmatario Claudio Bellotti), ha preso 1 voto (1,05%). Nell’esprimere piena soddisfazione per l’esito della votazione, gli esponenti del documento “Rifondazione comunista in movimento” confermano la scelta di una gestione unitaria della Federazione, in rappresentanza di tutto il partito.

    Ufficio stampa Prc

  526. un compagno di Roma Says:

    a buon mercato? Peccato, sono definizioni che traevo da un intellettuale molto apprezzato una volta nel tuo vecchio ambiente dell’autonomia operaia: Raffalele Sbardella. Giustamente, Sbardella ha sempre individuato una robusta scaturigine gentiliana nel negrismo. Del resto, è lo stesso Negri a confermarlo. Ciao Ciao amico mio

  527. compagno di roma:
    sì sì, cerrrrrrto. ma vedi, il compagno Negri Antonio e io sono all’incirca quattro anni che non ci rivolgiamo parola.
    le ultime furono, rispettivamente: “stronzo” e “mavaffanculo”.
    e qualche ragione ci sarà pur stata.
    quindi, fai con Sbardella colloquiare quanto vuoi negrismo e gentilianesimo, dedicati alla critica dell’attualismo. ma quando parli di filosofi. non di umili come me, al massimo pennaioli.
    perché così, appunto, il tutto è a buon mercato.
    e altrettanto a buon mercato, si potrebbe scambiare con te l’analogo e il reciproco.
    che so: “meccanicista”, “marxista scolastico”, “cripto-idealista” e via etichettando…
    oppure, risalendo alle denominazioni personali di vaglia: “zdanovista” sarebbe abbastanza gradevole?

  528. un compagno di Roma Says:

    se ti va fallo, ti faccio notare che però uno zdanovista non avrebbe mai sostenuto che l’operazione di Umstuelpung o il rovesciamento nella prassi siano concetti da problematizzare e riarticolare su una base teorica più profonda e avanzata.
    Per il resto, una domanda senza fini critici o derisori: perché hai rotto con la disobbedienza?

  529. Ripeto:

    I risultati del Cpf (Comitato politico federale) del Prc di Roma, il dato politico emerso l’altro ieri sera è semplice: la maggioranza dei suoi componenti hanno sottoscritto la mozione “Rifondazione comunista in movimento”, i cui primi firmatari sono Maurizio Acerbo Paolo Ferrero, Claudio Grassi, Ramon Mantovani. La mozione ha raccolto 45 voti ( 47,38%) mentre la mozione n.2, “Manifesto per la Rifondazione” (primo firmatario Nichi Vendola e a cui fa riferimento Massimiliano Smeriglio segretario uscente della Federazione), ha avuto 37 voti (38,95%). Inoltre, “Dall’appello di Firenze alla mozione dei 100 Circoli”, primo firmatario Gianluigi Pegolo, ha ottenuto 9 voti (9,47%), la mozione “Disarmiamoci: liberi/e e pacifici/che” (primo firmatario Walter de Cesaris) ha raccolto 3 voti (3,15%) e “Una svolta operaia per una nuova Rifondazione” (primo firmatario Claudio Bellotti), ha preso 1 voto (1,05%).

    p.s.
    Anubi ma perhè non ti apri un blog personale così eviti di spammare qua sopra?

  530. perdona roberto-utopico, poi vado subito al blog che condividerò con alessandro, maria e tanti altri piuttosto frequenti qui:

    caro compagno di roma,
    non ho rotto con la disobbedienza, ho rotto con Negri e Casarini (anzi, più che con lui, povero Luca, con la sua tribù veneta).
    e praticamente l’ho fatto nello stesso arco di mesi in cui “rompevo” con Bertinotti.
    è che è stata la disobbedienza (cioè quello che era il movimento de* disobbedienti), a rompersi. insieme a quello specifico, ma significativo, rapporto di “internità” del Prc ai movimenti. ma parlo di ciò di cui non so, sai…

  531. Compagni poi bisogna dare ragione a parla-come-mangi!!

    Ma vi pare che non ci basta Marx e che ci dobbiamo inflippare pure con Cartesio e Heidegger?

    ok Roberto, abbiamo capito. e una è fatta, per fortuna.

    quando posso rispondo ad anubi e giovanni. saluti

  532. Davide Prc Sulcis Says:

    Grazie a roberto per i dati di Roma,qualcuno ha altri dati ?

  533. Ho letto sull’unità che un certo simone collini asserisce che nel blog di Ramon sono stati cancellati i commenti alla sassata.

    SIMONE COLLINI!!!! VIENI NEL BLOG NELLA SELVA DEI COMMENTI (534) INVECE DI FARE IL TIFO PER VENDOLA!

    Roba da matti!!!!

    Luca

  534. simone collini non si è accorto che i commenti alla sassata non sono mai stati attivati…..

  535. io sono più che certa di una cosa, che questo blog rode a più di qualcuno… la mia mamma ha m’ha sempre detto: “figlia mia, meglio suscitare invidia che pietà”…

    🙂

  536. Grazie a te Giovanni.
    Quando parlo di battaglia ideologica non mi riferisco all’ideologia politica ma a quell’insieme di idee organizzato in un sistema più o meno coerente, che equivale a quello che dici tu, cioè ad una certa cultura. Io non ho in testa le figurine, non ho scelto la fede, m’è giunta, per cui… poi considera che ero atea della serie se vedi nero spara a vista o è un prete o è un fascista 🙂 è stato un travaglio interiore non voluto, un po’ causato dal crollo del PCI e dagli ideali in cui avevo tanto creduto e un po’ da questioni personali (penso), e comunque rimango e rimarrò sempre comunista. Haimè. Bella la frase di Camus che mi ha aperto all’ “illuminazione”: ogni rivoluzione per essere creativa deve avere una norma morale e metafisica che ne equilibri il delirio storico. Poi sai, spesso i comunisti ci mettono in mezzo l’ideologia anche quando non c’è. Ad esempio, la questione dell’oppio dei popoli. Marx ha visto la religione come il riflesso delle condizioni subalterne in cui gli uomini sono sempre vissuti e come l’espressione di una loro protesta contro questa miseria reale. Marx non cerca di sopprimere la religione, ma si sforza di spiegarla nelle sue origini e nel suo sviluppo, consapevole della funzione reale che ha sempre avuto e continua ad avere nella storia della società. Il dialogo rappresenta il punto di partenza che ci consente di stabilire quanto di tuo può diventare mio e quanto del mio può riscattare anche te. Occorre cioè trovare nelle opposte posizioni quegli spazi ancora inediti, non gestiti, che possiamo costruire insieme. Andare oltre il dialogo per cercare e plasmare in senso politico e umano il non-ancora. Questo cercare spazi inediti consente l’incontro di culture diverse. E’ giusto rispettare l’altro, colui che è portatore di una cultura diversa, che professa una religione diversa, ma è anche giusto non dimenticare i segni e la cultura di chi accoglie l’altro… Qual’è allora lo spazio inedito, il non-ancora, che può riconciliare le posizioni, può farci crescere insieme? Sicuramente non le diverse professioni religiose con il loro portato inevitabile di dogmi ed integralismo, ma la dimensione religiosa che accomuna il credente e l’ateo, il cristiano e il musulmano. Quello spazio inedito già esplorato dal marxismo che dal poi è rimasto tale ed è rimasto non-ancora… eppure Marx aveva definito la religione come oppio del popolo, legava la religione alla miseria reale assegnandole una funzione primaria, NON IDEOLOGICA. Una volta affrancato il popolo dalla miseria non vi sarebbe più stata la necessità della religione. Tuttavia Marx risolse la questione dando alla religione la stessa funzione dell’oppio, quella di far dimenticare il male ed il dolore, non certo quella di vincere le cause del male… la sua affermazione esprimeva una verità, quel non-ancora che può essere costruito insieme: ha parlato di oppio “del” popolo e non di oppio “per” il popolo. Non è una questione da poco … la religione non è sovrastruttura determinata dal potere politico per “placare” il popolo ma nasce dall’ uomo stesso, esprime un suo bisogno. In questo gli opposti si incontrano. Ed ecco lo spazio inedito su cui lavorare.
    Questo è quello che cerco di spiegare nel mondo cattolico… e sai, spesso mi ci riesce pure 🙂

    viva la vita Giovanni!!

    Maria

  537. Caro Anubi,
    mi sono davvero immersa in questo tuo viaggio simulato di un ipotetico elettore-militante-canesciolto. Credo che tu abbia descritto in modo autentico e vero il tutto. Poca voglia da parte di tutti di affrontare le nuove sfide che ci attendono. Paura, sicuramente, di mettersi in gioco sul serio. Le questioni che rilevi tu sono relalistiche e concrete.
    E come traspare da molti nostri commenti troppo accesi nei toni, il dolore che proviamo si taglia con l’accetta, mica con la forbicina delle unghie…
    però Anubi, dobbiamo pensare a come colmare quel “vuoto utile” (scusate la battuta dello slogan) che si è creato in Parlamento. E’ nostro dovere. Tutta una fetta della società italiana non sarà rappresentata. E il “vuoto utile” che oggi la sinistra ha lasciato nelle aule parlamentari non potrà che rendere ancora più facile l’approvazione di una dolorosa litania di provvedimenti sul mercato del lavoro, gli sgravi alle imprese, l’immigrazione, i servizi sociali, la scuola, la pace, i diritti. Ma nei peggiori incubi di questi giorni torna anche lo spettro della riforma costituzionale, magari stavolta concordata con l’opposizione perché le “grandi scelte strategiche” del Paese vanno fatte insieme…
    ma la sinistra, questo è forse l’unico utile insegnamento che questa tragedia può aiutarci a ricordare, non può e non deve essere solo quella istituzionale e parlamentare. Senza nemmeno il bisogno di ricordare il rischio del “cretinismo parlamentare” paventato da Marx ed Engels, è necessario riconoscere che le cause del disastro non stanno tanto e solo nell’aver perso seggi, la questione è che la sinistra ha perso credibilità, radicamento sul territorio, capacità di leggere, interpretare e farsi carico delle esigenze profonde di quella parte della società italiana che dovrebbe rappresentare. I miei desideri, speranze prima del 14, scongiuravano questa disfatta sperando di lavorare dopo per una nuova sinistra e per una nuova rifondazione, alla “sinistra che sarà” ma che anzitutto “fosse”, cioè continuasse ad esistere. Invece non spunterà l’arcobaleno… Ma qualcosa è necessario che nasca. Soprattutto da noi in Rifondazione. E nel travaglio del difficile parto sarà importante per ciascuno non chiamarsi fuori e impegnarsi a fare la propria parte. Da parte mia, metterò a disposizione tutto ciò che ritengo utile a far ragionare, riflettere, discutere le tante anime di sinistra ovunque mi trovo. Non è molto. Ma è quello che ad ognuno di noi spetta di fare. Ed è quello che prioritariamente serve per ricostituire quel bacino di analisi, idee, progetti e passioni senza il quale il termine “sinistra”, oltre ai seggi, perde anche totalmente senso.
    E come diceva la Rossanda Anubi, bisogna provarci nello sperimentarne noi forme diverse affrontando un percorso sicuramente accidentato ma tendendo almeno a sedimentare un corpo di analisi e progetti e azioni condivisi. Portandovi ogni esperienza, collettiva o personale, compiuta o in progress, pur che sia disposta a guardarsi in faccia ed esporsi. Partiti, sindacati, movimenti, culture, singoli che abbiano voglia, anzi BISOGNO, di parlarsi e ascoltarsi. Non c’è nessuno che non porti su di sé qualche livido, che non conosca l’amarezza di essere stato battuto e qualche risentimento per ingiustizie patite.
    Ma francamente, come dice la Rossanda, che cosa importa rispetto alle dimensioni dell’urgenza che ci sta davanti?

    Io continuo a crederci Anubi.

    notte, Maria

  538. alessandro Says:

    maria so che sei pugliese : sai qualcosa di come è andato il dibattito con FERRERO ieri a BARI?

  539. Da comunista senza partito, trovo abbastanza divertente le critiche di eterogeneità che vengono rivolte alla mozione Acerbo. Soprattutto se a rivolgerle è Anubi, che non perde occasione per ricordare sua distanza dalla storia e dalla tradizione del Pci.
    È impossibile, infatti, non vedere come l’intera battaglia congressuale della mozione Vendola sia costruita sul richiamo al Pci contro Dp. Sapendo che, nel merito, è in minoranza, Vendola si richiama all’identità profonda di gran parte dei militanti del Prc, cioè alla tradizione del Pci. Non c’è intervista, non c’è dichiarazione, non c’è scritto in cui Nichi non ripeta almeno un paio di volte “quando ero nel Pci…” oppure “vengo dal Pci, dove…”; un meccanismo quasi subliminale, il cui senso è chiarissimo: quella di Vendola è la mozione ampia, realista, unitaria, che si preoccupa di costruire una sinistra di massa in grado di incidere sulla società, com’era appunto il Pci; quella di Acerbo, invece, è la mozione degli identitari, dei settari, degli estremisti che preferiscono il gioco dei simboli al paese reale, insomma, una caricatura di Dp.
    Questo gioco mi sembra patetico: si rinfaccia a Ferrero di essersi messo con Grassi, e poi si saccheggia a piene mani il repertorio togliattiano. Secondo questo ragionamento, Anubi, saresti più grassiano di grassi. Ti rendi conto dell’assurdità?
    Allora, compagni, non potremmo per una volta ipotizzare che un partito con una storia ormai lunga, come Rifondazione, sia riuscito in questi anni a mischiare un po’ le carte? Siamo davvero ancora a metà degli anni ’80, dal punto di vista delle appartenenze e delle identità?
    Non sono mai stato iscritto a un partito, semplicemente perché ho sempre fatto altro (movimento e sindacato), ma mi sono sempre sentito comunista, e ho sempre seguito da vicino le attività di Prc e Pdci, gli unici partiti che ho votato nella mia vita, gli unici i cui militanti sono sempre stati dalla mia stessa parte, in ogni lotta.
    Proprio per questo leggere la mozione Acerbo mi ha fatto uno strano effetto: mi sembrava di ritrovare un vecchio amico che non vedevo da tanto. Rifondazione. Rifondazione come l’ho conosciuta quando ho iniziato a occuparmi di politica, nell’ormai mitico biennio 2001-2003. Rifondazione con i suoi difetti (una congenità genericità, un certo velleitarismo, la mitizzazione dei movimenti tipica di chi non li conosce) e con i suoi pregi (l’apertura critica, il dubbio metodico, una splendida e solida radicalità, irriducibilmente alternativa a ogni modello dominante). Un amico che non vedevo da un po’, direi almeno da un paio d’anni, da quando sentivo parlare solo di San Paolo, di Lombardi e di Marchionne.
    Per questo non capisco l’acredine di Anubi e di tanti altri: quello descritto in quella mozione a me sembra il partito che Bertinotti ha condotto per tanti anni, il partito che era a Genova. Un partito sicuramente insufficiente e debole, tant’è che non ne ho mai fatto parte, preferendo impegnarmi in altro, ma certamente un partito più incisivo nella società rispetto a quello di Migliore e Folena che si è visto negli ultimi 2 anni…

  540. antonio Says:

    Fino a pochi giorni fa apprezzavo questo blog proprio perché riusciva a funzionare come contenitore di un dibattito. Mi pare che da qualche giorno a questa parte sia stato invece sussunto da una certa voglia di protagonismo. Partecipare a un dibattito non significa certo attirare tutta la discussione sotto il proprio nome. Se posso permettermi di dare un suggerimento eviterei di fare riferimento a un solo interlocutore. Qualche regola, se si vuole discutere, bisognerà pure rispettarla, prima fra tutte, la disponibilità ad ascoltare e la non presunzione di accentrare. NOn è questione di divergenza di idee e opinioni, beninteso. E’ una questione di atteggiamento egocentrico e, in fondo, con qualche punta distruttiva.
    saluti comunisti

  541. alessandro Says:

    masaccio hai detto parole sacrosante. Segnalo solo che vendola si richiama al pci…..per sciogliere il prc… Ma ti posso dire che ,pur essendo molto furbo,stavolta ha fatto male i suoi conti e i militanti non abboccheranno anche perchè la mozione acerbo non è settaria ma costituisce una sintesi di varie culture comuniste 1)la cultura comunista di grassi che si richiama ad un forte radicamento nei territori e alla centralità del conflitto capitale lavoro 2) la cultura di dp e di ferrero che è aperta al dialogo anche con altre realtà altrnative ad esempio in materia di laicità ambiente e diritti civili 3)lacultura di mantovani che valorizza essenzialmente il rapporto con i movimenti antiglobalizzazione. in conclusione secondo me si tratta di un mix che,oltre ad essere vincente nel congresso, permetterà di rilanciare il prc
    saluti comunisti

  542. antonio Says:

    Sono d’accordo anch’io. La nostra mozione nasce senza dubbio da uno stato di necessità. C’è una convergenza fra aree che fino a poco più di un anno fa non si parlavano a causa della sclerotizzazione delle correnti (ma anche questo era un dato politico frutto di una certa gestione sul modello “con me o contro di me”). Questa convergenza è stata imposta dagli eventi. O si faceva così o il partito rischiava definitivamente di implodere e scomparire.
    Ma non c’è solo questo. Io non penso – e non sarebbe produttivo pensarlo – che sia solo una sommatoria, un’accozzaglia. Abbiamo un’occasione: costruire una sintesi, un punto di vista teorico e politico più avanzato, mettere a frutto ispirazioni diverse. Con la consapevolezza che possiamo fare sulla base di un orientamento generale condiviso: la cultura politica comunista. Volevano ridurre il comunismo a tendenza culturale. L’ambizione e la sfida deve essere quella di farne una chiave di lettura del nostro tempo e una forza radicata che agisce, che entra in contatto con la società. Buon lavoro a tutte/i noi

  543. Caro Ramon,
    è la prima volta che navigo sul tuo blog, sono in cerca di chiarezza, ma ti confesso che sono sempre più perplessa.. in questi anni mi è capitato spesso di concordare con te su molti punti e molte tue prese di posizione. Oggi condivido l’analisi che fai della sconfitta, dalla nostra subalternità nel processo unitario, alla presenza al governo ammalato di sindrome del 98’, meno sull’approdo.
    A mio parere non si è avuto il coraggio, dopo il congresso di Venezia, di accelerare il processo dell’alternativa a sinistra attraverso un’Unità che non fosse di ceto politico ma di programma. Chi ci sarebbe stato in un orizzonte di Sinistra Europea? Nessuno.
    Come alla fine del triste arcobaleno (ricordava una fiaba di Sepùlveda..il gatto e la gabbianella..) nessuno è rimasto. Dilibo si è candidato poi ha detto che dal 14 aprile avrebbe fatto la lega comunista..(a Bologna c’erano ugualmente i manifesti con la sua faccia…) come potevamo essere credibili con questi qua?!
    E come poteva essere credibile anche un raffazzonato ma dignitoso cartello elettorale con Diliberto e Pecoraro che affossavano la riforma elettorale in senso proporzionale?! Vogliamo parlare poi dello stupore per la perdita della capitale? Perché, Rutelli era credibile?! Perché non abbiamo avuto il coraggio di candidare ad esempio la Sentinelli e andare soli al primo turno?! E la nostra presenza ad oggi nella giunta Bassolino e quella decennale nelle giunte dell’Emilia Romagna?!… io sono stata indecisa fino all’ultimo se andare a votare..le liste della mia regione erano indecenti. Io capito?! Tutte le mie conoscenze hanno dato il voto utile o sono state direttamente a casa.. la lista “sommosse” nata dopo la manifestazione del 24 novembre era da mesi che faceva l’appello per il non voto..

    Insomma condivido con te le critiche e anche le responsabilità che si deve assumere tutto il gruppo dirigente, nessuno escluso. E proprio per questo trovo inaccettabile tentare di auto assolversi, rimescolarsi e proporre una via salvifica che non mi è chiara. E poi non concordo sulla prospettiva.
    Che per me è quella della rifondazione del comunismo nel superamento della sua forma partito, della gerarchia e delle gabbie identitarie in un processo osmotico con i movimenti. Ma d’altronde pochi nel nostro partito credevano nel processo costituente della Sinistra Europea e questo è il risultato.

    Ma tu mi rimani per la Sinistra Europea o pensi una vicinanza/adesione alla Lega comunista?

    Credo che lo scioglimento di Rifondazione può solo essere l’esito di un processo, che per sua definizione non può essere dato in partenza. È solo se crediamo a questo approdo che lo potremmo costruire credibile. E l’approdo è nella Sinistra senza aggettivi, in Italia e in Europa. Sono convinta che se Rifondazione si chiuderà -l’ho imparato quest’estate alla scuola di politica delle donne..- nella gabbie identitarie di una comunità politica che si dice comunista ma che in realtà non condivide valori e pratiche comuni, io non ci sarò. Ed è questo che bisognerebbe finalmente dividersi. E forse a sto giro ci si riesce.
    Io l’ho già fatto nel 2007, sono uscita dalla giunta della mia città dove ero assessora dal 2004 e insieme a molti altri da rifondazione, cpf, segreterie varie. -Dopo una segreteria provinciale dimissionaria e fallimentare abbiamo proposto un confronto politico, assente da anni, aperto a tutti i circoli in vista della conferenza di organizzazione che ci avrebbe permesso l’elezione del nuovo segretario in maniera condivisa. Siamo stati accusati di fronda interna e di dare l’assalto al potere, è stato alzato un muro impermeabile al cambiamento e alla partecipazione. Abbiamo fatto una conferenza di organizzazione finta dove non c’è stata la minima apertura su niente. È stata impedita l’apertura di circoli tematici e case della sinistra sul territorio, è stata respinta la proposta di estendere la partecipazione all’assemblea a tutte le donne anche non iscritte.. infine hanno votato insieme a falce e martello per respingere il documento dei GC, che in questo modo sono riusciti definitivamente a distruggere. A modena l’arcobaleno ha preso il 2,3, così speriamo che l’anno prossimo non si facciano accordi di poltrone.
    la settimana scorsa mi sono iscritta al circolo migranti di Bologna per partecipare con il mio voto a questo congresso. non so perché l’ho fatto, ma sarà l’ultima volta..

    Eccessi di leaderismo?! La Lega è un organizzazione politica con una fortissima base militante, ma con un unico e indiscusso vertice, il loro amato Bossi.
    Noi abbiamo passato anni a criticare e denigrare Bertinotti, perché c’aveva lerre moscia, perché andava a porta a porta, perché è salito sullo scranno della camera.. e adesso mettiamo le mani avanti con vendola. È che c’è sempre qualcuno che si sente più a sinistra degli altri e spesso per farlo alza la voce..
    In Veneto la lega ha amministratori preparati e assolutamente intransigenti nella difesa del loro territorio. Noi spesso abbiamo amministratori locali che pensano solo a fare della vetrina autoreferenziale nel nome del buon amministrativismo. Dovremmo iniziare a preoccuparci di questo. Magari a partire dalla Regione Emilia Romagna, dove spopola il documento Acerbo, Ferrero, Grassi, Mantovani, dove la lega è in crescita costante da 10 anni e Rifondazione è ai minimi termini.

    Prima di inviare ho letto l’ultimo lungo invio di Anubi, adesso ho le idee più chiare. Si sono un po’ ritrovate. Vedremo, continuo a dubitare e ad ascoltare..

    Hasta Correas!

    Con affetto
    Elisa

  544. Per Alessandro:

    Ale io vivo a Lecce, mi sono sentita con compagni di Bari e mi hanno detto che l’incontro di Ferrero è andato benissimo. 350 persone circa, poca classe dirigente moltissimi compagni e compagne “di base”. 🙂 ottimo direi

    l’utimo tuo intervento lo condivido in pieno Ale.

    buona giornata a tutti Maria

  545. Davide Prc Sulcis Says:

    Cari compagni,
    é positivo che tutti ricordino con orgoglio il proprio passato,la loro appartenenza ad un partito passato,sia esso Pci,Dp o altro.Questo però mi da l’impressione che si continui a guardare più al passato che al futuro.Possibile che dopo 17 anni di Prc si diano ancora ai compagni etichette Pci o Dp?A mio avviso è il caso di guardare in avanti, non si vive di ricordi,altrimenti avremo un elettorato fatto solo di pensionati e nostalgici.

  546. Davide io credo che noi guardiamo avanti con forza e determinazione, e penso che ce la stiamo mettendo anche tutta. Il problema è che, proprio perchè del futuro non vi è certezza, c’è qualcuno che propone un superamento di Rifondazione con connotati del tutto eterei e non ancora identificati, e continua ad appigliarsi ai “duri e puri” e che la cosa sarebbe grottesca ecc. ecc. Io credo che nessuno di noi voglia vivere di ricordi, personalmente affronto ogni giorno tanti problemi e tanta gente viene da me a “chiedere”, che non ho nemmeno tempo di ricordare tutte le fesserie che questa sinistra ha fatto… guardiamo al futuro davide, e credo che la sintesi che alessandro ha fatto non è davvero niente male per sperare in un futuro di ripresa.

  547. alessandro Says:

    caro davide il guardare avanti di vendola è il socialismo europeo e un alleanza stabile con veltroni . questo non è guardare avanti ma gettarsi nel burrone

  548. alessandro Says:

    cara elisa non capisco bene con chi ce l’hai. ma ti posso dire che il prc non si scioglie ne oggi ne domani in nessuna costituente di sinistra o lega comunista come la chiami tu. questa è la proposta del documento acerbo.
    il resto sono solo chiacchiere

  549. un compagno di Roma Says:

    Cara Elisa, il FMI dice che nell’ultima crisi finanziaria globale si sono bruciati 1000 miliardi di dollari. Altre stime parlano di 1350. In Italia a dirsi allarmato e a chiedere “nazionalizzazioni” è solo Giulio Tremonti. Noi, siamo muti di fronte a tutto ciò. Ci si dice, anzi, che dovremmo costruire la “sinistra senza aggettivi”. Per fare che?

  550. alessandro Says:

    compagni ecco l’ultima innovazione di vendola: “Sì alla TAV in val di susa”

  551. alessandro Says:

    altra innovazione di vendola: “BERLUSCONI è una persona simpatica geniale che ha cambiato la storia politica dell’italia”

  552. Old Communist Says:

    Facciamo attenzione alle interferenze del Partito Democratico sul nostro congresso.
    E’ chiaro ed evidente che il buon Veltroni sia fortemente interessato ad avere Vendola come interlocutore. Altrettanto dicasi per certuni Segretari regionali piddini con i referenti locali della minoranza bertinottiana.

    OCCHI APERTI ai congressi di Circolo e nelle Commissioni federali
    il settimo congresso lo vinceremo noi, militanti comunisti…nonostante tutto

  553. vabbé, alessandro, poi parli di imbrogli…

    PONTE STRETTO: VENDOLA, UNIRÀ DUE COSCHE NON DUE COSTE
    POL S0A S41 S42 S43 S43 QBKT PONTE STRETTO: VENDOLA, UNIRÀ DUE COSCHE NON DUE COSTE (ANSA) – TORINO, 23 MAG – Il ponte sullo Stretto «unirà non due coste, ma due cosche, la ‘ndrangheta e Cosa Nostra». Con questa battuta il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha risposto ad una domanda sulle grandi infrastrutture in progetto in Italia alla conferenza-stampa che, a Torino, ha preceduto un incontro pubblico. «Bisogna intendersi su quali siano le opere effettivamente strategiche, se sono le Piramidi per celebrare i faraoni o altre. Io preferisco quelle utili, come il treno ad alta capacità Bari-Napoli, il cui progetto è stato definito dopo avere ascoltato le proteste e le proposte anche del più piccolo comitato. Le infrastrutture – ha aggiunto Vendola, facendo riferimento anche alla Tav Torino-Lione – non si possono fare contro i territori». (ANSA). BOT 23-MAG-08 20:58 NNN
    FINE DISPACCIO

  554. prcarmerina Says:

    Quale innovazione c’è negli stalinisti ex-maggioranza??

  555. alessandro Says:

    anubi leggiti l’articolo della “stampa” di torino. eper favore vai a scrivere l’articolo per liberazione di domani

  556. alessandro Says:

    prc armerina spiegati meglio . grazie

  557. sì, old communist, però…

    PRC: VENDOLA, RICOSTRUIRE PARTITO NON PER GRUPPI DIRIGENTI MA PER PAESE =
    Torino, 23 mag. – (Adnkronos) – <>. Lo ha sottolineato oggi a Torino, Nichi Vendola, che ha aggiunto: <>.

    Per questo, secondo Vendola <>.

    …insomma: si potrebbe fare a meno della presunzione di colpevolezza, che già è piuttosto in voga in questo Paese di merda, e confrontarsi politicamente senza bisogno di criminalizzarsi, di darsi delle “quinte colonne” e degli “utili idioti” ad ogni pie’ sospinto.
    non bastano le divergenze di formula, di prospettiva di medio termine, di approccio al primato del partito o meno. secondo me ce n’è abbastanza per un confronto politico. se tale dev’essere, ovviamente.

  558. no scusate, mancava il testo…

    era:
    «Rifondazione comunista non è necessaria per i suoi gruppi dirigenti, è necessaria per la società italiana, per il Paese». Lo ha sottolineato oggi a Torino, Nichi Vendola, che ha aggiunto: «Di fronte ai balbettii che si ascoltano, alle prime inquietanti decisioni del governo, al plauso di Berlusconi e Veltroni alle parole della neo presidente di Confindustria, al tentativo di rompere la 194, c’è la necessità di costruire un argine democratico per mettere un freno alle culture reazionarie che vogliono scardinare tutto ciò che resta delle conquiste più importanti della storia repubblicana»

    Per questo, secondo Vendola «è necessario processo costituente, che non va confuso con un’assemblea costituente dove si sciolgono i partiti, non di un’operazione fatta in laboratorio, ma di un processo reale. Dobbiamo liberarci dalla tentazione della resa dei conti interna, dei processi sommari, dobbiamo ricostruire una comunità che guardi anche all’esterno perchè se abbandoniamo il campo ai richiami delle sirene minoritarie, distruggiamo un’opportunità».

  559. alessa’…
    ‘sta tiritera dell’articolo è quotidiana?
    noin dico se lo comprassi, ma se consultassi almeno on line Liberazione, noteresti che anche ieri, quando già ti spazientivi, l’articolo sul numero di oggi l’ho scritto, eccome.
    nun te preoccupa’, so’ veloce io…:)

  560. Cari compagni e compagne, sono una compagna iscritta a rifondazione piuttosto aliena da ogni retaggio di cultura “dippina”, picista, autonoma o via dicendo (data la mia giovane età). Lo scorso congresso mi sono riconosciuta maggiormente nel primo doecumento, ciò che dovrebbe mi rende ( se non si vuol a tutti i costi essere retorici) immune da qualsiasi accusa di conservatorismo. Non penso di avere cambiato idea o di avere modificato la mia cultura politica, e tuttavia oggi mi chiedo: qual’è il prodotto di questa innovazione che doveva essere il nostro cavallo di battaglia? non mi riferisco eminentemente al risultato elettorale, che coniuga in sè diversi fattori, ma all’organizzazione interna del nostro partito, la compagna Elisa sostiene che i circoli tematici siano stati impediti (non è chiaro da chi), ebbene perchè mi chiedo, in assenza, forse, di strutture ed idee innovative, non si sono implementati i vecchi circoli? perchè non sono stati avviati confronti democratici fra i compagni di base che potessero poi anche avere un ruolo dirimente sulle scelte portate avanti dal gruppo dirigente? Forse tutto questo è troppo novecentesco?
    In questo blog si è sconfinati i discussioni talvolta di ampio respiro culturale le quali, devo ammettere, ho fatto talvolta fatica a seguire vista la mia ingnoranza, spesso capita infatti che la discussione congressuale si risolva in una querelle su prospettive politico-filosofiche di fondo che davvero pochi compgani sono in grado di seguire. Ciò fa si che molti compagni agitino parole d’ordine antitetiche come impero o imperialismo senza coglierne fino in fondo il singificato teorico. rendendo il dibattito una tiritera di posizioni retoriche. (non mi rifersico a questo dibattito).
    Per fare fronte a tutto ciò non pensate che sarebbero stati fecondi dei seminari o corsi di formazione al fine di alrgire a tutti e a tutte un pò di questo sapere per poter aprtecipare attivamente ai dibattiti? o ancora si tratta di una proposta troppo novecentesca?
    Ancora: la possibilità o meno del darsi di un movimento operaio sembra oggi una questione dirimente su cui basare la strategia politica dei prossimi anni. La classe operaia è ancora, oggi, il soggetto della trasformazione? credo che questa questione non possa essere decisa su base ideologica e richieda uno studio approfondito delle condizioni reali degli oprai. Come faccio però io a sapere le condizioni reali dei lavoratori e delle lavoratrici se all’interno del partito non si produce una commissione scentifica d’inchiesta su ciò? o ancora è una proposta troppo datata e pcista?
    Ho idea che in nome di una innovazione, che si è tramutata più che altro in una bandiera da agitare contro qualsiasi ragionevole obiezione (come succede in questa discussione precongressuale) si sia abbandonata, purtroppo, una idea di partito o chiamatelo come volete o comunque di soggetto politico, plurale o non, serio e organizzato e ” di massa” (nel senso di un partito partecipato).
    Io voterei anche Vendola ( perchè realmente sono scevra da qlss retaggio ideologico) se questo gap enorme avesse l’aria di essere colmato, e invece con sgomento mi trovo a leggere che secondo lui la discussione va oltre i semplici modelli organizzativi… vogliamo ancora fare il passo più lungo della gamba?

  561. alessandro Says:

    anubi devi metterti nella zucca che sei pagato con i soldi del partito di tutto il partito. devi essere imparziale e non un sempliceultratifoso di vendola. Se no se poi qualcuno(secondo me sbagliando) ti vuole cacciare poi non lamentarti

  562. alessandro Says:

    compagni sentite l’apoteosi dell’ipocrisia :VENDOLA:”non ho detto che ci vuole un assemblea costituente della sinistra ….ma che ci vuole una costituente della sinistra” SENZA PAROLE

  563. Alessandro sei sempre meraviglioso… 🙂

    Nadine ha detto una cosa molto importante a mio avviso. Ha fatto notare come per alcuni compagni risulti difficile seguire certi discorsi “filosofico-culturali”. Ma mi chiedo, secondo voi, ma perchè cavolo questo blog funziona così tanto? Ve lo dico io cari compagni perchè funziona, perchè le sezioni di partito, dal berlusca in avanti, sono diventate solo sedi dove arrivano manifesti e direttive terra terra per come andare ad elemosinare voti a destra e a manca sfruttando tutti questi giovani che hanno ancora tanto entusiasmo e tanta voglia di spendersi. Prepazione zero. Cultura zero. Storia zero. Confronto zero. Discussione zero. Non sono una nostalgica alla Novelli del com’era bello il mio PCI, ma compagni, fatt’è che si è ridotto tutto alla berlusconi maniera.
    E’ ora di fare politica seriamente compagni. E tu, Nadine, che sei giovane, chiedi quando non capisci qualcosa. Non ti preoccupare.

    E Anubi, lo sai che ormai ti voglio bene, ma non ci mandare sempre le notizie ansa di Vendola, ogni tanto, diccela pure tu qualche cattiveria sul suo conto. Sarà mica santo e immacolato, no? e che è! i delinquenti, i rinnnegati, i golpisti e i non affidabili sono tutti nel primo documento?
    by

    Maria

  564. mariaaaaaa (.-))
    è la PRIMA volta (conto sia anche l’ultima) che mando (qui, poi) delle Ansa su quel che ha detto Nichi in giro.
    e l’ho fatto perché alessandro aveva un messaggio, basandosi su quanto scritto da La Stampa, meglio conosciuta dalla classe operaia torinese (do you remember?) come “La Busiarda”. ed era: Vendola è per la Tav in Val di Susa.
    poi perché qualcun altro era tornato fuori con l'”appoggio esterno” non di Sd, non di Mussi, ma direttamente del Pd, anzi di Veltroni.
    diciamo che l’ho fatto perché mi dispiace vedervi perdere tempo. va bene così, maria.

  565. alessa’, così per informazione:
    questo blog è sullo stesso piano di Liberazione?
    no, dico, perché sennò avrei risposto a Ramon sul giornale, non credi?
    e senti un po’: da quando la professione giornalistica è equiparata al servizio militare?
    cioè: tu credi veramente di potermi ripetere all’infinito che siccome lavoro da giornalista nel giornale del partito non posso manifestare opinioni sullo scontro nel partito, anzi magari addirittura parteciparvi – peraltro non sulle colonne del giornale, ma per esempio qui?
    ma davvero davvero davvero?
    ah! se poi qualcuno, come tu dici avvertendo che non condividi, oltre a pensarlo ci provasse a “cacciarmi dal giornale”, non preoccuparti: ti invito io personalmente al tavolo sindacale, così ti godi lo spettacolo insieme a me…;-)

  566. Anubi, quanto ti vogliamo bene, sei tanto caro a tenerci affinchè non perdiamo tempo, un vero tesoro. Un angelo custode, diciamo.
    Ringraziamo infinitamente Ramon della sassata, altrimenti non avremmo avuto questa fortuna.

    🙂

  567. Scuaste, ma questo è il blog di ramon o anubi?
    No perchè, sai com’è, uno si vuole un po’ liberare e manco in questo spazio liberato trova refrigerio.
    Insomma, ben venga l’intervento di chiunque ma forniamoci del senso del limite. Poi mi piace il lussurgiu, scrive bene ed è negriano come me, quindi nulla quaestio. Vabè.
    Ma per dire di cose serie: la presentazione del documento Acerbo a Bari è andata molto bene. Innnanzitutto siè trattato, appunto, di una presentazione e di un dibattito precongressuale diversamente dall’audizione-comizio di Giordano che ha chiuso una serie di interventi sul nulla, aprioristici e non conseguenti al dibattito. C’erano in effetti pochi dirigenti (bari è feudo vendoliano, ma solo di dirigenti) molti compagni/e di circoli e spec. delle federazioni pugliesi diverse da bari. Il dibattito è stato davvero ricco e spontaneo. Ho sentito, all’uscita, alcuni compagni maturi dire “la cosa importante è che ferrero è una brava persona, un bravo compagno, uno che senti che ti puoi fidare”. In realtà, va anche detto per dovere di cronaca che è stato uno sfogatoio antivendola: associazioni mai convocate dal governatore, lavoratori precari, comitati contro le centrali e il parco dell’alta murgia, ex comitati provendola delle primarie e chi più ne ha più ne metta.
    Insomma, si può fare anche qui.
    Sarà difficile, direi impossibile, vincere qui in puglia il congresso a causa del cammellismo dilagante e di certe presenze ingombranti ma, cari compagni/e, l’aria è buona e si può fare.
    quindi, al alvoro e alla lotta.
    buona serata,
    carla

  568. alessandro Says:

    carla ti ringrazio molto del resoconto dettagliato sull’incontro di bari. Sono notizie molto confortant e se l’ entusiasmo dei compagni è quello che dici tu non è detto che non si possa vincere il congresso anche in puglia alla faccia del cammellismo vendoliano. CIAO E GRAZIE ANCORA

  569. alessandro Says:

    ormai ad anubi non rispondo più Forse ci vuole un’altra sassata di ramon….

  570. Vendola per la regione Puglia, Bassolino per la Campagna, una pletora di Industriali e Costruttori fondano il “Comitato SI TAV per la Napoli-Bari”.

    Dichiarazione di Vendola del 19 marzo 2007:
    “La linea ferroviaria veloce Tav Bari-Napoli è un’opera fondamentale per l’intero Paese”

    Due mesi prima aveva detto :” Un esempio le battaglie della Val Susa”.

  571. alessandro Says:

    ramon fatti sentire dicci come è andata lapresentazione della mozione acerbo oggi a roma

  572. prcarmerina Says:

    prc armerina spiegati meglio . grazie

    Nel senso che questi che hanno gestito il partito col pugno di ferro (Bertinotti, Vendola, Giordano etc.), le loro cavolate le hanno fatte passare col CPN che ratificava etc. etc. e si presentano come innovatori e non è così.

  573. alessandro Says:

    grazie prc armerina adesso ho capito. Pienamente d’accordo con te

  574. Felice che si ritorni a parlare di temi di politica e contenuti del prossimo congresso. Nichi è un buon governatore nonostante i problemi e le contraddizioni. Quindi evitiamo di trascendere. E poi vi avrei fatto sorbire volentieri Fitto, quindi… epitaffio:

    Sbancor è morto in uno scontro frontale con un autobotte di vodka russa, guidata da uno stalinista di nome “Keoma” (il cui vero nome nulla mi dice di più sull’infame soggetto). Solo gli stalinisti attaccano le persone e non le teorie. Tant’è che Stalin, sembra, ci sia morto avvelenato.
    “Niente pettegolezzi, il defunto li odiava” V.Majakovsky
    F. L. (Sbancor)

    🙂

    Maria

  575. alessandro Says:

    maria ho parlato su altri blog con compagni pugliesi che mi hanno detto di aver visto nell’ultimo mese un aumento del tesseramento in puglia che li insospettisce molto. sai dirmi qualcosa in proposito. E poi un ‘altra cosa :qual’è la situazione politica della nostra mozione nella Federazione di LECCE ?

  576. Pessima Alessandro pessima. Spero che cambi qulacosa, ma ho i miei dubbi. I sospetti son fondati, caro compagno.

    Maria

  577. alessandro Says:

    maria scusa se te lo chiedo ancora. ma nella federazione di lecce abbiamo dei compagni che stanno con noi?

  578. Alessandro Frantoianni non è con noi, certo che ci sono compagni che stanno con noi, ma quantitativamente non ti so dire, so solo che Nicola ha un forte ascendente e questo mi fa pensare al peggio. Poi se vai nei blog dei circoli come apri ci trovi lo stemma dell’Arcobaleno. Che significa secondo te?

  579. prcarmerina Says:

    Siccome si vede in giro aria di scissione da parte dei gianniniani, al prossimo congresso faccimao assumere da tutti i congressi federali un odg che dica qualsiasi cosa accada non si faccia la scissione.

  580. alessandro Says:

    prc armerina ti riferisci alla tua realtà territoriale o parli di segnali a livello nazionale? comunque sono d’accordo con te anche se ho paurà che lo stesso vendola non accetterà di stare in minoranza….Comunque staremo a vedere

  581. alessandro Says:

    a proposito prc armerina sai dirmi come è andato per la nostra mozione il cpr della sicilia che si è svolto oggi a palermo?

  582. prcarmerina Says:

    No, mi riferisco nazionalmente, qui da noi l’ernesto non c’è più, il punto è fare degli atti politici che qualifichino chi vuol fare la scissione come un cornuto – spero nessuno mi quereli 🙂 – e dunque creare un clima nella pancia del Partito non fertile per questo tipo di operazioni politiche.
    Per quanto riguarda il CPR siciliano domani mattina vedo due membri del medesimo, appena so posto qui.

  583. alessandro Says:

    d’accordo con te prc armerina. è una buona idea

  584. Edoardo Pascarella Says:

    Per chi vuole leggere e vuole capire…

    http://www.lernesto.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=17357

    Buona domenica!

  585. per Alessandro.

    io mò vado a pranzo fuori,ma sta curiosità me la devo togliere così quamdo torno magari trovo risposta. sono capitata per caso sul forum di aprileonline e ho trovato un certo alessandro che si accapigliava con tutti, in particolare con un certo riformista rivoluzionario. ad un certo punto tale alessandro fa:. e chi ti dice che che non potrebbe essere segretario RAMON MANTOVANI?

    ale, sei tu quel tale… ? 🙂

  586. alessandro Says:

    per maria: Sì sono io e ho cercato di spiegare a quei sinistri democratici che per noi non è così importante chi farà il segretario: l’importante è che il partito non venga sciolto e che il segretario porti avanti la linea democraticamente scelta al congresso

  587. alessandro Says:

    senti pascarella noi della mozione acerbo l ‘abbiamo detto: dopo aver vinto il congresso vogliamo coinvolgere tutti nella gestione del partito: se poi tu e l’ ernesto volete andare con rizzo pazienza. comunque ti comunico che saranno pochi i compagni di base che fanno riferimento all’ernesto disposti a lasciare il prc per andare nel pdci. lo so con certezza per averne parlato con alcuni di loro

  588. Maria chiede se significhi o meno qsa il fatto che nei blog dei circoli ci sia il logo della sin arcobaleno, insomma se quello possa dire da che parte si sta.
    io non credo, nel mio circolo abbiamo fatto durante la campagna elettorale la sinistra arcobaleno, e l’abbiamo fatta con ottimi risultati elettorali rispetto alla media naz, non per cecità o per portare acqua al mulino di chicchessia o perchè si credesse fattibile il progetto in sè della sin arc o per eseguire l’ordine del padrepartito, ma per disciplina di partito (mi si passi questi termini un po’ vetero), che è diverso. come qui su questo blog (che per me anche in campagna elettorale ha significato un punto di riferimento) anche ramon ha sempre sollecitato. abbiamo aggregato pezzi di movimenti, comitati, associazioni e singoli/e sparsi che sarebbero stati a casa. adesso abbiamo una casa della sinistra che va, bene o male va, con i soliti com italiani che boicottano e tramano com’è nello stile del cossuttismo scissionista da sempre.
    vabè, insomma, questo per dire che sono stata contraria ab origine alla sin arcobaleno nelle modalità e nella sostanza del progetto ma, avendola fatta, adesso ne rimane una casa della sinistra quale necessario luogo di aggregazione cittadina, di unità d’azione sulle cose concrete, le battaglie le istanze ele vertenze territoriali.
    anche il mio circolo in campagna elettorale aveva messo il blog della sin arcobaleno, ma ciò non indicava nulla. spero lo stesso anche per gli altri di cui parlavi tu, maria.
    a bientot, carla

  589. alessandro Says:

    grazie della precisazione carla. è un’ottima notizia

  590. Ramon penso che dovresti scrivere al più presto un articolo su questo blog, dove indichi i passaggi salienti e principali del nostro documento, ma soprattutto degli altri documenti(in particolare il documento 2), per aiutarci nello svolgimento del dibattito congressuale, da fare nei vari circoli. Io per ora ho letto sia il documento 1 che il documento 2. Nel documento 2 penso i passaggi più importanti siano nelle ultime pagine quelle dove parla della costituente, ma non ho capito bene cosa significa la costituente per vendola. Forse è che non lo sa neppure lui, oppure lo sa ma non vuol dire superamento.

    Luca

  591. alessandro Says:

    caro luca in politica le costituenti si fanno per cancellare partiti e costituirne altri e questo è l’intendimento di vendola. Comunque hai ragione è opportuno che ramon indichi i punti salienti della mozione acerbo per poterla illustrare in modo sintetico e chiaro nei circoli
    CIAO

  592. Alessandro so cosa significa la costituente, ma non si capisce cosa intende vendola per costituente. ma lo sappiamo benissimo cosa c’è dietro………..
    il superamento-scioglimento e basta.

    intanto ho trovato questa dichiarazione di giordano del 22 maggio sulla gazzetta del mezzogiorno.

    cosa pensa del doppio incarico di Vendola se vincerà il congresso di Luglio?

    “Nichi ci ha abituato a sfide impossibili, le primarie, la guida della regione Puglia contro Fitto. Penso che anche questa volta riuscirà a tenere bene entrambe le postazioni. Penso che paradossalmente il doppio incarico possa dare maggiore slancio alla Puglia”

    sto costruendo una rassegna stampa personale su varie dichiarazioni di Bertinotti, giordano, vendola dalla campagna elettorale ad oggi, il lavoro non è semplice rimettere tutto insieme richiede tempo, ma è anche divertente leggersi rileggersi alcuni passaggi

    Luca

  593. Ale ci avrei giurato che quel tipo fossi tu. Sei unico e inconfondibile 🙂 e guarda, i punti sintetici da esporre nei circoli, chiari, precisi e netti della mozione Acerbo possono partire, per poi essere approfonditi, da quei tre della sintesi che hai fatto tu stesso qualche commento fa. Ottima Ale. Davvero te lo dico. Quando diversifichi gli interventi dal tuo solito cavallo di battaglia “ve lo volete mettere bene in zucca che VENDOLA VUOLE SCIOGLIERE RIFONDAZIONE E IL RESTO SONO TUTTE CHIACCHERE!!” dici anche delle cose davvero giuste e interessanti che ci aiutano fanno davvero bene alla nostra mozione 🙂

    Grazie Carla per aver un po’ tranquillizzato anche me. Il fatto è che quello che avverto è una questione a pelle, non dimostrabile ma che ci posso fare, io avverto questo. Possibile che NESSUNO abbia modificato niente nei blog dal 14 aprile? voglio dire, se vai nel sito della Casa del Popolo di Mola di Bari dove ci sono compagni amici miei dalla nostra parte, troverai il link di rifondazione in movimento, ad esmpio, e mi chiedo: perchè qui nel salento no? poi, le tessere, poi, le tristissime vicissitudini politiche nostrane che riguardano anche rifondazione, e non voglio accusare nessuno, ovunque ci sono le persone per bene e no, però sai, facendo un po’ di somme mi vien paura che la nostra mozione sia un po’ svantaggiata… ma spero di sbagliarmi e che siano solo mie paure. Cmnque grazie ancora Carla.
    by a tutti.

    Maria

  594. alessandro Says:

    compagni sentite cosa dice NICOLA LA TORRE fedelissimo di d’alema ,protagonista delle intercettazioni UNIPOL :”se vendola perderà il congresso di rifondazione tutta la sinistra radicale sarà più debole” .non trovate che sia commovente questo interessamento del PD alle sorti della “sinistra radicale” ? Io in realtà penso che il pd miri attraverso vendola a cancellare l’unica forza di sinistra ancora autonoma in Italia

  595. dichiarazione di D’alema su Vendola

    Massimo D’alema 24 Maggio

    “ Nichi Vendola è l’unico in grado di rilanciare un idea di sinistra in chiave moderna, gli altri mi sembrano troppo disiorentati”

    e vai massimo ora il prossimo sarà casini???????

    Luca

  596. alessandro Says:

    sentite questa: “se vendola sarà il segretario di rifondazione sarà un ‘ottima cosa perchè è un vero democratico”

    GIANFRANCO ROTONDI segretario della nuova dc e ministro dei rapporti con il parlamento del governo berlusconi

  597. alessandro Says:

    esempio della modestia e sobrietà di vendola: “ho intenzione di mettere a disposizione la mia immensa popolarità di tutta la sinistra italiana”

  598. alessandro Says:

    dichiarazione di VENDOLA:” BERLUSCONI è un uomo simpatico e geniale che ha rivoluzionato la politica italiana”

  599. Edoardo Pascarella Says:

    alessandro Dice:
    25 Maggio, 2008 a 11:41

    senti pascarella noi della mozione acerbo l ‘abbiamo detto: dopo aver vinto il congresso vogliamo coinvolgere tutti nella gestione del partito: se poi tu e l’ ernesto volete andare con rizzo pazienza. comunque ti comunico che saranno pochi i compagni di base che fanno riferimento all’ernesto disposti a lasciare il prc per andare nel pdci. lo so con certezza per averne parlato con alcuni di loro
    ————————————————

    Senti Alessandro se il Congresso lo vince Vendola tu cosa fai?
    A me risulta, e ti chiedo se sia vero, che molti di voi sono pronti, dopo il Congresso, a mettersi d’accordo con lui.
    Spero proprio che non sia così… sarebbe scandaloso!!!

  600. alessandro Says:

    caro pascarella intanto il congresso non lo vince vendola ma lo vinciamo noi. poi la questione non è mettersi d’accordo con vendola ma gestire il partito in modo che tutti i compagni si sentano a casa loro naturalmente compresi anche i compagni dell’ ernesto (praticamente l’opposto della gestione verticistica e lideristica di bertinotti) . sarebbe buona cosa se anche l’ernesto invece di fare solo riunioni con diliberto ci desse una mano
    in questa sacrosanta battaglia. A proposito Pascarella (te lo chiedo anche se tu hai già detto che rappresenti solo te stesso e non l’ernesto) mi sai dire se i dirigenti dell’ernesto hanno in testa di passare nel pdci? E poi mi sai dire perchè fausto sorini non ha firmato la mozione dell’ernesto?

  601. alessandro Says:

    di un pò pascarella non è che da luglio il comune di trezzano sul naviglio(MI) avrà un nuovo consigliere del PDCI ?

  602. Sì pascarella, scusa se mi intrometto tra te e ale, ma io sono nella list mail newsletter dell’ ernesto, e mi mandano sempre aggiornamenti. Francamente si parla solo di Pdci e non più di rifondazione. Non per spalleggiare ale che non ne ha certo bisogno, ma mi sembra che stiate un po’ degenerando o no?

    Maria

  603. Scusa cara Maria, la ricevo anch’io la newsletter de l’Ernesto e visito sia il suo sito che quello dell'”Appello PRC”, e non mi sembra proprio che “francamente si parla solo di Pdci e non più di rifondazione”. Sono d’accordo che non è bene degenerare, ma che siano tutti che non degenerino vedendo cose che non ci sono eh… Poi, sinceramente, mi sembra piuttosto fuori luogo certa “demonizzazione” del PdCI: secondo me è un grave errore metterli sullo stesso piano di un PD qualsiasi. Sono compagni comunisti ed è con loro che in ogni caso dobbiamo avere una relazione privilegiata, se anche noi siamo compagni comunisti.

    Poi, adesso, dire chi e cosa si farà dopo il Congresso, è un terno al lotto; se diciamo che quelli dell’Ernesto andranno nel PdCI, allora diciamo pure che quelli di Vendola andranno direttamente nel PD e quelli di Ferrero… boh? Cerchiamo se mai di vedere di rimettere in sesto il nostro Partito, che su quello in principio siamo d’accordo tutti, e poi saranno gli iscritti e i militanti che decideranno cosa e come farlo, fra le tre principali opzioni in campo: costituente sinistra, federazione sinistra, costituente comunista. Io sinceramente spero che le ultime due opzioni, per capirci Acerbo-Ferrero-Mantovani-Grassi e quella Pegolo-Giannini-Masella-Veruggio, sappiano mettersi d’accordo per conquistare la maggioranza e gestire il Partito in forma unitaria, sì, ma chiudendo definitivamente le derive arcobaleniche, che secondo me sono le più dannose, moderate e subalterne ai “poteri forti”.

    Saluti comunisti

    Mario

  604. Edoardo Pascarella Says:

    Credo che il PDCI sia destinato a sparire dal panorama politico italiano in tempi molto brevi (dopo esserci rimasto, per me, fin troppo a lungo).
    Spero che non accada altrettanto per Rifondazione Comunista (sapeste quanto ho lavorato per questo Partito dopo aver contribuito a fondarlo).
    Devo dire che la tua risposta non mi ha molto tranquillizzato…

    Di Sorini non so… però posso dirti con assoluta certezza che in ogni caso a Trezzano sul Naviglio continuerà ad esistere un’organizzazione politica comunista che, per almeno i prossimi due anni, continuerà ad essere rappresentata nelle istituzioni locali da tre consiglieri comunali e due assessori.
    Spazio per arcobaleni o sinistre europee proprio non ce n’è!

    P.S. Salutatemi Diliberto, l’ultima volta che l’ho visto era tutto allegro mentre si faceva fotografare assieme a Giordano, Vendola, Mussi, Pecoraro Scanio, Russo Spena, Salvi e tanti altri del PRC agli stati generali della sinistra.
    Sullo sfondo c’era un bellissimo arcobaleno…

  605. alessandro Says:

    pascarella posso anche darti ragione ma ricordati però che il simbolo con cui sei stato eletto consigliere a trezzano era costituito dalla falce e martello cerchiata dalla dicitura “sinistra europea” .e così deve continuare ad essere. sull’ arcobaleno siamo completamente d’accordo

  606. per una volta sono completamente d’accordo anche se io vorrei un congresso dove si torna alle radici non nel senso l’idea originale, nel senso della sua genesi il comunismo nasce osservando con i migliori strumenti intellettuali del tempo usati ad uno specifico scopo liberare l’uomo.

    Marx pensava che attaccarsi ad un idea era una falsa coscienza perchè il mondo è in movimento e capovolge tutto nel suo contrario

    Quello che mi piacerebbe è vedere un congresso aperto prima di ogni altra cosa alle idee nuove anche quelle che odiamo. più che un congresso un luogo dove confrontarsi militanti, persone qualsiasi, politici, intellettuali e sopratutto un luogo dove elaborare idee completamente nuove provare a fare quel salto aldilà dei feticci, dei dogmi e di ciò che diamo per vero senza discuterlo. Un congresso cosmopolita dove sia invitato a parlare il Black Bock, il professore di Boston, l’islamista militante, il nuovo gurù della moda cinese, il giornalista del congo e l’ultimo del mondo. Un congresso dove confrontarsi col mondo e le visioni più innovative su di esso e non per svanire il proprio essere o il proprio punto di vista per tenerselo in una forma nuova più corrispondente alla realtà attuale.

    Meglio che si possano almeno emendare, ma dovremmo bruciare le mozioni tutte. creiamo un processo in divenire il cui esito non sia scontato ma emerga totalmente da un confronto reale ampio e aperto all’altro. e sopratutto se non portiamo le idee che sono nate e nascono nella società nel congresso e se non facciamo di esso un momento di creazione di nuove idee ma quale rivoluzione facciamo?

    le mozioni sono di per se il risultato già scritto.

  607. come potete capire, tutte e tutti, le centinaia di commenti sono troppi per ricevere una risposta. ed io non ho il tempo neppure per selezionare e rispondere ad alcuni. anche se ho diligentemente letto tutto. ho appena scritto un nuovo pezzo, e sono le 3,17 del mattino. mi impegno però a rispondere a quelli/e che hanno critiche da farmi o a coloro che vorranno ri-proporre questioni pertinenti i miei scritti.
    in gran parte lo spazio per i commenti di questo blog è diventato un forum aperto. me ne compiaccio ed ospito volentieri ogni dibattito. ma si sappia che io gestisco il blog da solo e che non posso né voglio fare da moderatore nel dibattito. tenetene conto, per favore.
    buonanotte
    ramon

  608. caro ramon,non mi spavento di “contaminarmi”con socialisti e verdi,quello che proprio non mi piace è che i compagni vendola,giordano ,bertinotti ed altri,vogliono chiudere il partito,ma,per non essere messi in minoranza facilmente,se ne escono con una illogicità manifesta.Dicono di non voler cancellare il nostro partito,ma nello stesso tempo sono per la costituente della sinistra.Una evidente illogicità.Se essi sono convinti della battaglia che portano avanti,io invece no,perchè non essere chiari e cristallini,senza nascondersi dietro le nebbie dell’innovazione,che tanto innovazione non è, poichè vogliono rifare la stessa cosa di occhetto?.

  609. scusate se esco fuori tema, ma nel mio circolo ci sono richieste molto pressanti da parte di un gruppo molto numeroso ( circa 100 persone) provenienti da sd, capeggiati da un consigliere comunale, che vogliono la tessera PRIMA DEL CONGRESSO, sapete dirmi da dove nasce questa storia e che interessi ha?
    ciao
    mao

  610. alessandro Says:

    caro mao questo è un chiaro tentativo di cammellaggio. non date tessere a queste persone. Denuncia il fatto alla tua federazione e magari al comitato generale di garanzia. aproposito mao di che federazione fai parte?

  611. alessandro Says:

    RAMON hai sentito quello che ha detto mao?
    Mi sa che stiate sottovalutando il cammellaggio da parte di sinistra democratica.
    attenti perchè potremmo avere amare sorprese
    mussi e compagni stanno facendo di tutto per sciogliere il nostro partito
    quindi datti da fare tu e il comitato di gestione per vigilare e risolvere il problema

  612. anche se mi sforzo non riesco aproprio ad immaginarla la nuova rifondaz