Rilanceremo Rifondazione Comunista, senza paura della realtà, come sempre abbiamo fatto.

La catastrofe è di tali proporzioni che mi ha lasciato attonito. Sapevo, e lo avevo detto e scritto, che l’idea della Sinistra e L’arcobaleno era sbagliata anche elettoralmente. Ma non prevedevo certamente un simile risultato. Non è quindi con la stupida presunzione di chi afferma con aria supponente: – “l’avevo detto io!” – che mi accingo a scrivere queste note. Rimane solo l’amarezza di non aver potuto discutere prima, per tempo, a causa di un atteggiamento, questo si presuntuoso, di chi presentava le proprie decisioni come le UNICHE POSSIBILI, di chi derideva le posizioni altrui (come le mie per esempio) come MINORITARIE e TESTIMONIALI (salvo svegliarsi martedì mattina avendo ridotto l’intera sinistra ad una testimonianza extraparlamentare), di chi continua imperterrito a parlare di nuove accelerazioni e di nuove scelte irreversibili.

Comunque, cerchiamo di ragionare.

Prima che compaiano studi approfonditi sui flussi elettorali bisogna affidarsi ad una osservazione superficiale. Credo però sufficiente per formulare almeno ipotesi. Ovviamente da verificare.

Le destre stravincono. Raccolgono tutti i propri voti potenziali (compresi quelli che nel 2006 si erano astenuti) e un cospicuo numero di elettori delusi dal centrosinistra.

La intrapresa politica fondata sulla espressione dei peggiori istinti di una società atomizzata e scossa dalla crisi è pienamente riuscita. Spicca, da questo punto di vista, il voto della Lega.

Al contrario, l’operazione del PD, che tentava di contendere alla destra i voti ispirati dalla paura e dall’insicurezza e quelli dei ceti abbienti benpensanti è completamente fallita. Solo l’idea, perniciosa e perdente, del VOTO UTILE CONTRO BERLUSCONI è stata in parte premiata unicamente con voti di sinistra, occultando parzialmente la totale inefficacia del progetto del PD.

La distanza, in voti assoluti e in percentuali, fra i due principali schieramenti, lo dimostra inequivocabilmente.

La Sinistra e L’Arcobaleno perde in ogni direzione. Quando si perdono quasi tre milioni di voti su quattro si troveranno le tracce dell’esodo in ogni dove. Ma credo si possa dire, non so in quale esatta misura, che la gerarchia sia: astensione, PD (compresa italia dei valori). Molto al di sotto, in diverse altre direzioni, compresa la Lega e perfino l’UDC. Non bisogna dimenticare il voto del Partito Comunista dei Lavoratori e di Sinistra Critica (316mila al senato e 376mila alla camera pari all’uno per cento) che sono tutti voti provenienti da Rifondazione. Che due piccolissime formazioni esordienti alle elezioni prendano più di un terzo di voti rispetto a quattro partiti con 140 parlamentari è qualcosa che dovrebbe far riflettere. E non si tratta solo della falce e martello, che pure ha avuto il suo ruolo, ma anche di un voto militante e giovanile di movimento che, nonostante la dimensione sostanzialmente irrilevante dal punto di vista elettorale, non può essere osservato con sufficienza dal punto di vista politico.

Al di là dei flussi credo sia necessario capire i motivi profondi di una tale perdita di voti.

Ognuno può verificare empiricamente, interrogando i propri conoscenti, che le motivazioni sono state tante, diverse, e in molti casi contradditorie. Delusione per la condotta al governo, sia nella versione del “tanto siete inutili” che in quella più diffusa (credo) del “siete diventati uguali agli altri”. Da questa scaturisce l’astensione ed anche il voto per il PD per la paura di Berlusconi, ed all’Italia dei Valori. Segue quella tanto infondata quanto esistente del “avete disturbato l’azione di governo e siete la vera causa della sua caduta”. Da questa scaturisce il voto al PD. C’è, ed anche forte, il non essersi riconosciuti nel nome, nel simbolo e nel leader della SA. Da questa scaturisce l’astensione e il voto per la falce e martello. Ovviamente le prime due motivazioni sono numericamente molto grandi, ma non bisogna sottovalutare che la terza, sebbene numericamente minore, ha investito i militanti e i più politicizzati che sono sempre il motore della campagna elettorale.

Con un’Italia devastata socialmente, con un governo pessimo del quale facevamo parte, con le lotte e i movimenti presenti ma impossibilitati a vincere e nemmeno a farsi ascoltare, con l’insidia della nascita del PD (che troppi cretini dicevano avrebbe aperto grandi spazi elettorali a sinistra) la sinistra, e Rifondazione in particolare, si è trovata in una tipica e classica situazione di empasse. In un vicolo cieco.

Invece di affrontare con realismo la situazione, di aprire una vera trattativa con Prodi mobilitando tutte le forze disponibili, anche scontando di perdere una parte di consensi, ma conservando gli altri, si è scelto di scappare dai problemi e di avviare la costruzione di un nuovo partito tanto generico quanto moderato. Per giunta mortificando le identità, soprattutto quella comunista, e facendo tutto in modo oligarchico.

Così facendo si sono persi consensi in tutte le direzioni.

Insisto! Nessuno mi toglie dalla testa che la rottura con Prodi sul welfare avrebbe scontato la perdita di molti voti, ma anche la mobilitazione nella lotta di una parte del paese che ci avrebbe capiti benissimo e che non ci avrebbe abbandonati alle elezioni.

Di fronte a tutto questo, oggi, tutto si può fare tranne che continuare, come un pugile suonato, a ripetere che la Sinistra Arcobaleno è il futuro.

Sono rimasto davvero molto colpito dal fatto che Bertinotti, Giordano, Vendola e Migliore abbiano riproposto ossessivamente il superamento di Rifondazione e la costruzione di un nuovo partito anche dopo il risultato elettorale, nonostante il Pdci abbia dichiarato chiusa l’esperienza SA lanciando la costituente comunista, con l’evidente scopo di lucrare sullo scioglimento di rifondazione, nonostante i Verdi vadano al congresso con la discussione che verterà sull’alleanza (forse perfino ingresso) col PD o sul rilancio alle europee del simbolo storico del Sole che Ride, e nonostante moltissimi di Sinistra Democratica siano andati nel PD perfino in campagna elettorale ed altrettanti si apprestino a farlo presto nelle prossime settimane.

Veramente non credo alle mie orecchie!

E’ per questo che non bisogna permettergli di produrre altri fatti irreversibili.

Rifondazione Comunista esiste, ferita, con i suoi difetti e limiti, ma esiste.

Ci sono decine di migliaia di compagne e compagni che non si rassegnano, che non hanno nessuna intenzione di consegnare al PdCI e ad altri i resti militanti ed anche elettorali che deriverebbero dalla morte di Rifondazione. Che hanno saputo coniugare l’identità comunista con l’innovazione politico-culturale, che non hanno una vocazione di potere, che sono immersi in tutte le lotte del paese.

Che sanno che il risultato elettorale non riflette il vero stato delle cose e che c’è rimedio a tutto questo.

Perciò rilanceranno, rilanceremo, Rifondazione Comunista riprendendo il cammino del nostro progetto, mortificato e contraddetto dall’esperienza di governo, e produrremo unità nei movimenti ed anche fra le forze politiche fondandola sui contenuti, sulle cose, e non più sulle illusioni salottiere.

ramon mantovani

81 Risposte to “Rilanceremo Rifondazione Comunista, senza paura della realtà, come sempre abbiamo fatto.”

  1. Ramon ti ho ascoltato su omnibus hai detto cose sagge e giuste,sarai tu il nuovo leader del PARTITO della RIFONDAZIONE COMUNISTA

  2. Volevo concludere dicendoti:perche’non apriamo un cantiere comunista con il pdci e Diliberto?Loro sicuramente lo faranno e inserendoci noi faremo un moderno PARTITO COMUNISTA

  3. federico Says:

    Con qualche ordine di importanza diverso ma condivido quasi tutta l’analisi sul voto perso. Dipende poi se parliamo dei voti “storici” (sappiamo bene quanto turn over ci sia anche in questi…) di rifondazione o quelli complessivi delle forze della SA.
    Se guardiamo a questo insieme di elettori i maggiori flussi, a mio parere, sono andati verso il PD o altri e secondariamente in astensione. Su questo ha giocato un ruolo fondamentale la figura di bertinotti leader. Contestato a destra di rifCom per la caduta di prodi del 1998 e a sx per aver svenduto il partito al governo negli ultimi anni. Quindi assolutamente non in grado di coagulare ma anzi di allontanare. a questo aggiungi che non hanno ancora capito che un leader per essere riconosciuto tale deve centellinare le apparizioni televisive a dare l’idea di avere dietro altro personale politico. altrimenti, imperversando a tutte le ore, rischia id essere visto come una macchietta. E così è stato.
    Inoltre il suo modo di apparire (ma su questo non posso fargliene una colpa….) fa in modo che quello che dovrebbe essere il suo popolo non lo riconosca più come parte di esso. Ma come casta. E a sx non possiamo permetterci di apparire casta. NOI no!

    Per quanto riguarda la prospettiva concordo in molto di quello che dici.
    Ti invito però a non fare tuo il solo slogan “ripartiamo da rifondazione”. Vero che ci sono ancora tanti validi militanti ma molti se ne sono già allontanati (io per es. sono sull’uscio…). Credo che sia una battaglia dal respiro corto. Giusto utilizzare il congresso di quella che è ancora una forza sullla carta esistente ma per lanciare un progetto più ampio. Non di unità delle sinistre intese come gruppi dirigenti (clamorosa SD: tanti generali quasi nessun soldato…) ma di unità del popolo della sinistra.
    Da costruire insieme, dandosi poche ma importanti basi comuni: un metodo e una forma nuova di stare insieme con una vera pratica di democrazia deiretta e partecipativa. Una idea di “uscita” in prospettiva dal sistema capitalista e di mercato. Un programma di gestione e di partecipazione ai governi (meglio se solo locali in quetsa fase…) compatibile con il sistema dato ma che permetta di migliorare le condizioni di vita materiale delle persone e immettendo semi di ragionamento che vadano nella direaione del nostro programma di prospettiva.

    Niente vecchi simboli. Nuovo linguaggio. Nuovi dirigenti e sistemi di selezione. formazione. Immersione nei movimenti prima di tutto per portare queste esperienze dentro questo partito. Pieno rispetto e rappresentanza di tutte le “tendenze”. Umiltà. E lo sottolineo UMILTA’ dei gruppi dirigenti. Non professionismo della politica. sobrietà nei modi.
    Insomma, forse nuiente di nuovo, ma, visti gli ultimi tempi, direi che mi sembrerebbe rivoluzionario.
    Ciao
    F

  4. Appello

    COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI

    Ricostruire a sinistra

    Roma 17 aprile 2008

    Dopo il crollo della Sinistra Arcobaleno, ci rivolgiamo ai militanti e ai dirigenti del Pdci e del Prc e a tutte le comuniste/i ovunque collocati in Italia

    Siamo comuniste e comunisti del nostro tempo. Abbiamo scelto di stare nei movimenti e nel conflitto sociale. Abbiamo storie e sensibilità diverse: sappiamo che non è il tempo delle certezze. Abbiamo il senso, anche critico, della nostra storia, che non rinneghiamo; ma il nostro sguardo è rivolto al presente e al futuro. Non abbiamo nostalgia del passato, semmai di un futuro migliore. Il risultato della Sinistra Arcobaleno è disastroso: non solo essa ottiene un quarto della somma dei voti dei tre partiti nel 2006 (10,2%) – quando ancora non vi era l’apporto di Sinistra Democratica – ma raccoglie assai meno della metàdei voti ottenuti due anni fa dai due partiti comunisti (PRC e PdCI), che superarono insieme l’8%. E poco più di un terzo del miglior risultato dell’8,6% di Rifondazione, quando essa era ancora unita. Tre milioni sono i voti perduti rispetto al 2006. E per la prima volta nell’Italia del dopoguerra viene azzerata ogni rappresentanza parlamentare: nessun comunista entra in Parlamento. Il dato elettorale ha radici assai più profonde del mero richiamo al “voto utile”:risaltano la delusione estesa e profonda del popolo della sinistra e dei movimenti per la politica del governo Prodi e l’emergere in settori dell’Arcobaleno di una prospettiva di liquidazione dell’autonomia politica, teorica e organizzativa dei comunisti in una nuova formazione non comunista, non anticapitalista, orientata verso posizioni e culture neo-riformiste. Una formazione che non avrebbe alcuna valenza alternativa e sarebbe subalterna al progetto moderato del Partito Democratico e ad una logica di alternanza di sistema.

    E’ giunto il tempo delle scelte: questa è la nostra
    Non condividiamo l’idea del soggetto unico della sinistra di cui alcuni chiedono ostinatamente una “accelerazione”, nonostante il fallimento politico-elettorale. Proponiamo invece una prospettiva di unità e autonomia delle forze comuniste in Italia, in un processo di aggregazione che, a partire dalle forze maggiori (PRC e PdCI), vada oltre coinvolgendo altre soggettività politiche e sociali, senza settarismi o logiche auto-referenziali. Rivolgiamo un appello ai militanti e ai dirigenti di Rifondazione, del PdCI, di altre associazioni o reti, e alle centinaia di migliaia di comuniste/i senza tessera che in questi anni hanno contribuito nei movimenti e nelle lotte a porre le basi di una società alternativa al capitalismo, perché non si liquidino le espressioni organizzate dei comunisti ed anzi si avvii un processo aperto e innovativo, volto alla costruzione di una “casa comune dei comunisti”. Ci rivolgiamo: -alle lavoratrici, ai lavoratori e agli intellettuali delle vecchie e nuove professioni, ai precari, al sindacalismo di classe e di base, ai ceti sociali che oggi “non ce la fanno più” e per i quali la “crisi della quarta settimana” non è solo un titolo di giornale: che insieme rappresentano la base strutturale e di classe imprescindibile di ogni lotta contro il capitalismo; -ai movimenti giovanili, femministi, ambientalisti, per i diritti civili e di lotta contro ogni discriminazione sessuale, nella consapevolezza che nel nostro tempo la lotta per il socialismo e il comunismo può ritrovare la sua carica originaria di liberazione integrale solo se è capace di assumere dentro il proprio orizzonte anche le problematiche poste dal movimento femminista; -ai movimenti contro la guerra, internazionalisti, che lottano contro la presenza di armi nucleari e basi militari straniere nel nostro Paese, che sono a fianco dei paesi e dei popoli (come quello palestinese) che cercano di scuotersi di dosso la tutela militare, politica ed economica dell’imperialismo; -al mondo dei migranti, che rappresentano l’irruzione nelle società più ricche delle terribili ingiustizie che l’imperialismo continua a produrre su scala planetaria, perchè solo dall’incontro multietnico e multiculturale può nascere – nella lotta comune – una cultura ed una solidarietà cosmopolita, non integralista, anti-razzista, aperta alla “diversità”, che faccia progredire l’umanità intera verso traguardi di superiore convivenza e di pace. Auspichiamo un processo che fin dall’inizio si caratterizzi per la capacità di promuovere una riflessione problematica, anche autocritica. Indagando anche sulle ragioni per le quali un’esperienza ricca e promettente come quella originaria della “rifondazione comunista” non sia stata capace di costruire quel partito comunista di cui il movimento operaio e la sinistra avevano ed hanno bisogno; e come mai quel processo sia stato contrassegnato da tante divisioni, separazioni, defezioni che hanno deluso e allontanato dalla militanza decine di migliaia di compagne/i. Chiediamo una riflessione sulle ragioni che hanno reso fragile e inadeguato il radicamento sociale e di classe dei partiti che provengono da quella esperienza, ed anche gli errori che ci hanno portati in un governo che ha deluso le aspettative del popolo di sinistra: il che è pure all’origine della ripresa delle destre. Ci vorrà tempo, pazienza e rispetto reciproco per questa riflessione. Ma se la eludessimo, troppo precarie si rivelerebbero le fondamenta della ricostruzione. Il nostro non è un impegno che contraddice l’esigenza giusta e sentita di una più vasta unità d’azione di tutte le forze della sinistra che non rinunciano al cambiamento. Né esclude la ricerca di convergenze utili per arginare l’avanzata delle forze più apertamente reazionarie. Ma tale sforzo unitario a sinistra avrà tanto più successo, quanto più incisivo sarà il processo di ricostruzione di un partito comunista forte e unitario, all’altezza dei tempi. Che – tanto più oggi – sappia vivere e radicarsi nella società prima ancora che nelle istituzioni, perché solo il radicamento sociale può garantire solidità e prospettive di crescita e porre le basi di un partito che abbia una sua autonoma organizzazione e un suo autonomo ruolo politico con influenza di massa, nonostante l’attuale esclusione dal Parlmento e anche nella eventualità di nuove leggi elettorali peggiorative. La manifestazione del 20 ottobre 2007, nella quale un milione di persone sono sfilate con entusiasmo sotto una marea di bandiere rosse coi simboli comunisti, dimostra – più di ogni altro discorso – che esiste nell’Italia di oggi lo spazio sociale e politico per una forza comunista autonoma, combattiva, unita ed unitaria, che sappia essere il perno di una più vasta mobilitazione popolare a sinistra, che sappia parlare – tra gli altri – ai 200.000 della manifestazione contro la base di Vicenza, ai delegati sindacali che si sono battuti per il NO all’accordo di governo su Welfare e pensioni, ai 10 milioni di lavoratrici e lavoratori che hanno sostenuto il referendum sull’art.18. Auspichiamo che questo appello – anche attraverso incontri e momenti di discussione aperta – raccolga un’ampia adesione in ogni città, territorio, luogo di lavoro e di studio, ovunque vi siano un uomo, una donna, un ragazzo e una ragazza che non considerano il capitalismo l’orizzonte ultimo della civiltà umana. CHE NE PENSI,RAMON?Secondo me questa e’la strada giusta da proseguire………………

  5. caro franco, eh eh eh grazie ma ti sbagli, e poi io odio il leaderismo.

  6. caro federico, hai elencato gli obiettivi del progetto di rifondazione comunista e della sinistra europea. ma sarebbe una scorciatoia il nuovismo nei simboli e nei nomi.
    grazie per il commento
    ramon

  7. caro danilo (e caro franco), la buona parte dei firmatari di questo appello (pubblicato a pagamento su diversi giornali) di area PdCI si sono dedicati per anni a dire che rifondazione era uno schifo, che i comunisti dovevano stare sempre e comunque nel centrosinistra e nel governo, non sono venuti a genova nel 2001 dicendo che era una cosa estremista e folkloristica.
    come vedi non basta dirsi comunisti e scrivere appelli accattivanti nella speranza che rifondazione si sciolga per essere persone serie e nemmeno di sinistra.
    ciao
    ramon

  8. Pensare che un giorno dopo le elezioni proprio per bocca di chi a contribuito alla frantumazione mi sono sentito dire :” ma come fate a perdere tempo a discutere se ci si deve chiamare ancora rifondazione o sinistra arcobaleno……. qui bisogna fare una ricerca culturale a fondo per capire cosa vuol dire oggi essere di sinistra!” Come vedi Ramon c’è chi proprio autocritica non si sogna di farla e vede nel congresso una perdita di tempo……ma guarda un po’!
    Condivido essenzialmente l’analisi del voto, forse un po’ sovrastimato l’elemento PD!
    Almeno per quanto riguarda il voto di area rifondazione penso che il crollo sia piuttosto derivante da astensione e annullamenti vari (questiultimi circa il 10% dell’elttorato di rifondazione). Il PD ha drenato sicuramente il voto storico dei comunisti italiani e dei verdi, proprio in direzione dell’occupare le immense praterie a sinistra del PD!
    Sul cosa fare ora e su quale prospettiva dare a rifondazione, penso vada rilanciata e con essa sinistra europea.
    Nel breve periodo non possiamo fare altro che rilanciare rifondazione, non possiamo altro che adoperarci nel faticoso lavoro di ricostruzione del nostro partito.
    Dico faticoso perchè ora ci troveremo non solo a dover rimettere assieme i cocci, il nostro partito è stato cosi logorato che invece di cocci ora dobbiamo riconettere dei granelli. Il lavoro da fare è minuzioso e lungo.
    E’ proprio per questo che sarebbe una scorciatoia pericolosa e semplicistica quella di provare a rimettere insieme i comunisti e basta! Questa operazione dilibertica va proprio nel senso di impedire e ostacolare quel lavoro di minuzioso lavoro che dobbiamo fare, servirebbe solo ad evitare un dibattito serio tra di noi.
    Nel lungo periodo Rifondazione dovrà certamente cercare di aprirsi nella dirizione di creare una sinistra più ampia, ma non si dovrà fermare a parlare con il partito che più lo somiglia per nome e per simbolo.
    Dovrà andare nella direzione di costruire una sinistra più democratica e veramente partecipata più territorile ma non provinciale. Insomma una rete di connessione con le varie esperienze di lotta e radicalità siano esse strutturate o meno.
    Nella direzione di non avere la presuzione di sussumere tutto ciò che gravità attorno a fini elettoralistici di breve durata.
    Insomma Ramon in attesa che tu diventi il nuovo segretario ti aspetta e ci aspetta un umile e faticoso lavoro da certosini.
    Scherzo ovviamente sul segretario.

    Luca

  9. Ancora confusa e in riflessione, amareggiata da tante cose, anche dal mio voto utile, dato a un partito con il quale condividevo nulla, non lo nego, che si è dimostrato completamente inutile invece, anche perchè dato solo per non far tornare Berlusconi. Ma SA non mi ha mai convita e credo che sarà un brevissima parentesi. Intanto mi sento senza casa, in attesa di riflettere e di ritrovarne una.
    Cari saluti Ramon.

  10. alessio Says:

    da quello che leggo negli ultimi giorni su tutti i siti delle minoranze prc, credo che sia necessario fare fronte comune in vista del congesso.

    affettuosi saluti comunisti

  11. Non sono più iscritta a Rifondazione da anni. L’ho votata però. Leggo il tuo come altri blog, cerco di capire dalle compagne che ancora sono in Rifondazione cosa sta accadendo al vostro interno.
    Penso da “fuori” che tu abbia ragione. La casa “Rifondazione comunista” al momento è l’unica in grado di resistere, ma bisogna essere bravi a tenerla in piedi, e questo non è detto.
    Ad esempio: si fa un gran parlare di precariato; per esperienza diretta ti assicuro che non ho ancora trovato chi ne capisca davvero qualcosa. Né al sindacato né nei partiti. Chi ha una partita IVA è imprenditore o imprenditrice, così mi viene detto _dai compagni_. E con disprezzo pure. Oppure è precario e precaria, con compassione. Se vuoi fare politica calandoti nella realtà inizia dalla Gestione separata INPS, fai due conti, vedi un po’ cosa sta succedendo lì. Quanto le benedette precarie e/o imprenditrici sono indispensabili. Quante/quanti sono (alcune stime parlano di 1 milione e mezzo di persone). E poi chiediti chi li/le rappresenta, e scrivo rappresenta _non_ tutela. Se sai darti una risposta fammi sapere, perché io non me la sono ancora data.
    Buona notte e buona fortuna
    Elena

  12. Mi dispiace io sto dalla parte di Vendola e Bertinotti.
    Ho paura che la tua prospettiva, legittima, ci costringa a vivere in un partitino che si allea con altri partitini, buoni solo a gridare e a rivendicare la propria identità.
    Io voglio una Sinistra grande e arrabbiata che incida nei processi politici.

  13. Compagno Ramon, io ho sempre creduto in Rifondazione Comunista. Nelle sue evoluzioni politico programmatiche fino alla creazione della Sinistra Europea. Mi chiedo perchè prima abbiamo insistito con forza nel progetto della Sezione italiana della Sinistra Europea e poi ci siamo abdicati a questo schifoso cartello elettorale?
    Solamente il nostro partito ha saputo rigenerarsi nelle mille difficoltà degli anni passati, da Genova fino alla sfida dell’entrare nel Governo.
    Ma lo sbaglio è stato abbandonare il timone del partito per la poltrona di Presidente della Camera, abbandonare tutti quelli che votandoci avevano creduto in noi, con convinzione o con speranza. Noi invece di ripagarli politicamente, abbiamo solamente tenuto in vita il Governo continuando ad abbassarci i pantaloni fino al tracollo.
    Ho 27 anni, e ho sempre votato Rifondazione Comunista, sono iscritto dal 2003 e ho sempre approvato sostanzialmente tutte le nostre scelte, anche quella dell’entrata nel governo. Ma quando ti accorgi che la tua presenza è praticamente ininfluente e non è neanche supportata dalla base, allora devi votare contro! Costi quel che costi. Ci sarebbe stato un accanimento mediatico contro di noi, ma forse saremmo stati ancora in Parlamento a rappresentare il pezzo di società che per tutti questi anni ha percorso con noi tutto il cammino.
    Rifondazione deve continuare ad esistere, chi ha voglia di unirsi a noi ben venga gli altri che entrino nel PD o che facciano quel che credono, sicuramente non mi farò fagocitare dal PdCi, neanche nel voto, meglio l’Anarchismo.
    Con stima.
    Marco Falchi – direttivo Circolo PRC-SE Bonorva (SS)

  14. stefano Says:

    Ramon è una persona serissima, di cui ho una stima enorme. Non avendo mai avuto modo di dirglielo di persona, lo faccio qui come premessa. Premessa che mi serve subito per sgomberare il campo dagli equivoci: so che Ramon non ha nulla a che spartire con quella schiera di “neoidentitari” che spiegano la debacle con una formuletta facilissima. Arrivando a mettere in discussione quelle intuizioni – culturali, filosofiche direi prima ancora che politiche – che erano alla base del congresso di Venezia. Nulla a che fare insomma con gli appelli di vari Geymonat, eccetera. Ramon dice cose serie e vere e – cosa ancora più drammatica – dice cose che più o meno tutti eravamo in grado di vedere nei mesi che hanno preceduto il voto ma che abbiamo colpevolmente ignorato. Ci aggiungerei – se si vuole restare nell’immediato – le più brutte liste che si potressero varare e – se si vuole guardare un po’ più in là – una drammatica crisi della politica. Che al tempo stesso è stata alimentata e prodotta dalla crisi della sinistra. Crisi di una concezione della democrazia che affida la propria tutela, la propria difesa alle istanze collettive. Crisi della sinistra e crisi della poilitica che impone percorsi individuali di “sopravvivenza“. Ed ecco la Lega che – stando all’analisi dei flussi di stamane su Repubblica – s’è mangiata anche un pezzo dell’elettorato della sinistra. Non da oggi, certo ma se l’è mangiato.
    Sono comunque dettagli, sono d’accordo con l’analisi di Ramon. Mi convince poco invece la prola d’ordine: ripartiamo da Rifondazione. Non sono un iscritto a Rifondazione ma mi definirei un amico di Rifondazione, un fan di Rifondazione. Di quella disegnata al congresso di Venezia. E allora, col rispetto che nutro per chi in questi anni ha comunque tenuta aperta una prospettiva, di più: per il rispetto che nutro verso i partiti che considero ancora l’unica forma realizzata di autoorgnizzazione degli ultimi, davvero con molta umiltà aggiungo una domanda: Rifondazione certo, ma per fare cosa? Insomma: attorno a noi c’è un disastro, spaventoso. Che ci interroga collettiavmente e singolarmente (e infatti Ramon non dice: “ve l’avevo detto”). Non so davvero se la strada migliore sia quella di costruire un fortino, più bello e più solido di quello della Sinistra-Arcobaleno. Del resto ci vuole poco, pochissimo come sappiamo. Ma anche con quel fortino alle spalle – e ogni fortino si sa ha i propri ponti levatoi: lo so che in queste ore farà soridere ma ho tanti amici che ci hanno votato ma tutto si definiscono meno che comunisti, uno addirittura si dice “frantzfanoniano” -,anche con quel fortino alle spalle, dicevo, il problema si riproporrebbe. Ed è quello di andare a capire cosa è accaduto, andare ad indagare, andare ad interpretare con gli strumenti che abbiano le nuove contraddizioni. E qui gli strumenti analitici di Rifondazione comunista forse non mi bastano. Me ne servono altri. Che possono arrivare anche d quel po’ che è rimasto di sinistra diffusa, da quel tanto che abbiamo ignorato. Mi spiego, con un esempio: per passione, non per lavoro, mi interessa tutto ciò che riguarda la telematica sociale,il copyleft, le battaglie contro il copyright. Tema, ambiente che rimanda necessariamente ad una battaglia radicale, radicalissima. Visto che gli avversari si chiamano “possessori di brevetti”, Drm, Microsoft. Una radicalità che non è riconducibile alle dinamiche di Rifondazione, qualsiasi sia il suo nuovo gruppo dirigente. Tanto più che, nelle settimane precedenti alla campagna elettorale, partecipai ad un convegno di Rifondazione dedicato alla società della tecnologie. Dove molti intellettuali del partito – queli che determinano la linea su queste cose – erano in prima fila a difendere il copyright nelle opere cinematografiche. Considerato strumnento di difesa del lavoro intellettuale. E naturalmente gli stessi intellettuali sono oggi in prima fila anche a difendere la parola d’ordine: ricominciamo da Rifondazione.
    Io, ripeto, oggi non ho molte certezze e invidio chi ce l’ha. Ma vorrei capire perché quelle tremila persone che partecipano alla mailing list di cui faccio parte – e che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno votato – non possono partecipare alla nostra ricerca? Vorrei capire perché non potrei militare con loro in una stessa formazione? Perché non possono provare a buttarmi in mare, a ricominciare da zero? Sei proprio così sicuro che rinchiudersi in quel fortino sia il modo più coerente con le battaglie di Genova? Con la cultura, l’innovazione di Genova?
    Comunque ciao, ti stimo. Davvero
    Stefano

  15. Condivido quello che ha scritto Ramon..
    Sono convinta che la causa maggiore è stata il si al protocollo sul welfare.
    Se avessimo almeno li ritirato la delegazione dal governo, come in tempi non sospetti scrisse Ramon, forse oggi avremmo almeno salvato la faccia.
    Il dato di sinistra critica e ferrando non deve fare sorridere, almeno non a noi, và analizzato bene, perchè li ci stanno i voti di molti dei nostri iscritti,militanti… Certo non è solo quello, ma nella percentuale che abbiamo preso è sempre un segnale importante…..
    Gli errori sono stati molteplici uno dietro l’altro, la sordità di questo gruppo dirigente, è stata a lungo un fatto inaccettabile…
    La sconfitta del nostro Partito è dovuta anche a questo, non siamo stati in grado di essere pubblicamente diversi dagli altri….
    Ecco perchè con il prossimo congresso bisogna riaprire anche la questione morale interna, abbandonare la logica delle lobby,oligarchie, burocrazie, che nel corso degli anni hanno reso il partito per ogni singolo militante un luogo respingente e sicuramente non accogliente….
    Oggi dobbiamo ripartire dalle macerie e innovare a 360 gradi….
    Per farlo ci vuole un cambio generazionale nella classe dirigente, facce nuove e aria pulita, abbandonare vecchi schemi e iniziare un percorso nuovo partecipativo, investire sulla comunicazione, essere in grado di riprodurre vertenze territoriali e da questo ripartire lentamente….
    UN inizio??? Cominciamo subito a pensare di poter vedere la nascita di un nuovo movimento locale….
    Quale?? Sono sicura che sarà in Sicilia, il ponte sullo stretto, sarà quello il primo impegno politico, Berlusconi lo ha già detto… Iniziamo da lì a farci sentire, a diventare di nuovo visibili e iniziamo subito i rapporti con la gente del posto… Entriamo subito a far parte del movimento che credo scoppierà a breve attraverso il conflitto sociale.
    Insomma riprendiamo a fare quello che per anni abbiamo fatto meglio di chiunque altro…..
    Un tempo la sinistra e i comunisti erano apprezzati perchè stavano tra la gente erano facilmente individualbili, creavano rapporti personali, oggi la sete del palazzo e delle istituzioni ci ha logorato, ripartiamo da questo….
    Invito tutti/E I COMPAGNI/E che in questi anni abbiamo perso per strada a fare la battaglia congressuale per salvare il nostro Partito.
    Attiviamoci tutti, e speriamo che il primo segnale,arrivi dal cpn di sabato e domenica, speriamo che unitariamente si possa mandare a casa la segreteria nazionale….
    Non mi bastano le dimissioni, credo che nella fase congressuale non devono guidare politicamente il partito e non debbano avere funzioni politiche e organizzative…..
    Ciao RAMON un abbraccio forte.
    Pam

  16. Caro Ramon,

    Condivido totalmente la tua analisi, bisogna rilanciare questo partito, ma soprattutto allontanare i responsabili di questo disastro, non solo la dirigenza nazionale ma anche quella intermedia formata da funzionari che in questi anni hanno pensato più a garantirsi uno stipendio che a fare politica vera.
    Nella mia regione (Toscana) ho assistito a lotte di potere che nemmeno nella vecchia DC…che hanno schifato una militante, figuriamoci un elettore indeciso!!!!!
    bisogna ritornare alla militanza vera e disinteressata e non all’avvicinamento al partito come trampolino di lancio per carriere personali o per trovare un posto di lavoro.
    Bisogna allontanare qui MAESTRINI che ti guardano dall’alto in basso, quelli che avevano capito tutto solo perchè sapevano usare paroloni nei loro inutili discorsi tutti uguali e se non ti adattavi al loro “linguaggio comune” eri un alieno e anche un po’ rompiscatole….

    Scusa lo sfogo ma veder piangere “vecchi” compagni che hanno dato tutto a questo partito senza chiedere mai nulla mi ha veramente sconvolto.

    Laura

  17. Caro Ramon,
    non gettiamo via il bambino con l’acqua sporca…
    Restiamo uniti per la costruzione di una sinistra moderna. Molti errori sono stati fatti ma dividendoci, accusandoci l’un l’altro non costruiremo nulla.

  18. Gianni Radici Says:

    Caro Ramon,
    siamo chiamati a fare scelte decisive, senza catastrofirmi, non siamo all’ultima spiaggia, in zona ho avuto modo di partecipare a un Laboratorio della Sinistra in cui si sono ritrovati diversi soggetti: per la maggior parte del PRC, qualcuno di SD e Verdi, diversi che stavano alla finestra e che hanno condiviso la voglia di aprofondire i temi del territorio (la strada per Malpensa, l’inceneritore, ecc).
    Dalla discusione e da alcuni incontri pubblici si è riuscito a stilare un’analisi della zona che a memoria neanche il vecchio PCI era riuscito a fare, un buon inizio per una vera inchiesta (tanto invocata!!), tu conosci bene la zona un vasto territorio alle porte di Milano che conta solo 200.000 persone, diversi paesini e paesotti con alcune decine di compagni sparsi a fare anche l’amministratore, tenere in piedi le sez dell’ANPI, qualche cooperativa, consulte per stranieri, ecc.
    Abbiamo fatto la campagna elettorale senza grandi entusiami, ma ci ha permesso di relazionarci, di metterci in rete, di essere di supporto a paesi in cui trovavi uno o due compagni.
    Il risultato è sconfortante, qualcuno sicuramente si perderà, ma già si intravvedono attenzione, curiosità, voglia di ricominciare….
    domani ci ritroveremo a discutere a Motta e vedremo..
    Io penso che le decisioni che verrano prese a livello nazionale debbano favorire un processo di agregazione, salvare le esperienze unitarie sorte in questi mesi, senza scorciatoie, non abbiamo bisogno di irrigidire le strutture del partito, ma essere cosciente dei limiti che abbiamo come partito per migliorarci sempre più.
    In passato pensavo che il partito poteva dare una risposta a tutto, oggi mi rendo conto che diverse sono le soggettività e i punti di vista presenti nel territorio in cui opero che mi arrichiscono nella mia analisi e proposta.
    Confido che la vostra discussione dia a noi “militonti” una proposta concreta per non chiuderci in un ghetto, ma strumenti adatti ai compiti che ci stanno davanti. IL quadro generale è impresionante e percepisco un fascismo strisciante, sono preoccupato sopratutto per i giovani, le provocazioni fasciste e le ostentazioni di orgoglio dei giovani leghisti sono all’ordine del giorno, i figli dei nostri compagni sono offesi ogni qualvolta si presenta l’occasione…..
    Abbiamo bisogno di una forte reazione, sono stufo di compagni (sic!) lamentosi che sono pronti ad agrapparsi a qualche decisione (sui migranti, sui gay, sul governo, sulle donne, sul precariato per decidere di non andare a votare…) se neanche un “compagno” riesce ad avere un quadro complessivo e votare per mantenere aperta una prospettiva “democratica”, non dico rivoluzionaria (qualcuno si potrebbe offendere) allora vuol dire che il compito che ci aspetta è enorme, vuol dire che la Rifondazione Comunista non è compiuta e al progetto non servono richiami ideologici ma il mettersi veramente in discussione.
    E per questo che abbiamo bisogno di tutti i colori dell’Arcobaleno, personalmente lo intendo come i vari colori della nostra società (guarda caso non vedo il nero).
    Buona fortuna Ramon, che la saggezza ti assista come sempre
    ciao Gianni

  19. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    per la prima volta non ho letto le altrui risposte e me ne scuso perchè considero eticamente valido il criterio di lettura di tutte le risposte.
    Non voglio partire dandoti ragione perchè sarebbe troppo facile,e mi spiego:

    Come è stato possibile che un partito come RC non abbia avuto quei semplici
    meccanismi di confronto necessari a correggere aberrazioni così macroscopiche? Penso che sia un tema molto importante per evitare analoghe situazioni future.

    Non hai mai citato aspetti legati alla comunicazione e ad un sistema utile a
    garantire una informazione corretta e puntuale? Credo che quest’aspetto
    vada considerato con maggior rispetto,sottovalutarlo dall’incendio del reichstag in poi è una responsabilità politica.

    Siamo così sicuri che la scelta di Veltroni sia stata valutata senza tenere
    d’occhio lo zio sam? Perchè se cosi fosse cambierbbe di molto l’analisi della situazione nazionale.

    I fatti recenti hanno umiliato la dignità nazionale( passami il termine ) e in relazione al voto dato alla lega questo aspetto non è secondario.
    Per paradossale che possa sembrare l’aumento dei voti alla lega è L’UNICO vero argine a Berlusconi. La progressiva evidente penetrazione
    del capitale mafioso al nord è stato notato dalla capillare presenza del
    sistema lega che peraltro trae i suoi tratti organizzativi dai modelli di liberazione nazionale del Magreb, cellule molto leggere e molto fitte in tutto
    il territorio( certo che così non hai bisogno della tv, ma della redio si eccome) La percezione che il paese vada alla deriva suggerisce il salviamo il salvabile e ripartiamo da qui ( la stessa logica che traspare dal tuo ragionamento su RC)

    Visto e considerato che il lavoro di ricostruzione sarà lungo e che le prospettive della sinistra ( come quelle della destra) in italia non esistono
    non vale la pena considerare il fatto che un paese ha bisogno che qualcuno
    tenti di rappresentarlo? Hai notato che il termine Italia è sparito dai loghi
    di tutti i partiti? Una volta era solo la DC a permetterselo.
    E’ giusto essere patriooti? Per me si,l’affermazione di una appartenenza nazionale non contrasta con nessuno dei miei fondamenti valoriali.

    In genere una lotta politica ha come obbiettivo il potere. Comunque in una
    democrazia la gente vota per dare il potere ( almeno è convinta di farlo non sottilizzo) . L’ipotesi rivoluzionaria non mi sembra , francamente,un tema all’ordine del giorno. ( in proposito non prenderei sottogamba la profezia sul terrorismo legata alla scomparsa della rappresentanza parlamentare) Se si riorganizza un partito conviene farlo pensando al
    futuro e all’obbiettivo di vincere e governare, se non è quello l’obbiettivo,
    a cosa serve un partito?

    Sulle altre cose sono molto in sintonia i salotti sono ovunque e producono
    quello che si vede e senza piaggeria sarebbe anche opportuno che tu non
    scambiassi una naturale capacità di leadership con il leaderismo. Non sono
    certo io che devo spiegarti la differenza ma ritengo che in certe situazioni
    sia fondamentale caricarsi un peso sul groppone e fare anche quello che
    si teme maggiormente possa essere rischioso.
    Mi fermo qui ho scritto anche troppo.Auguro a te a tutti i miltanti di RC
    il migliore dei congressi penso che siate una parte importante di storia
    e non solo italiana.
    Viva la vita!

  20. claudio Says:

    caro ramon, mi preoccupa il tono di sufficienza con cui liquidi l’appello “comunisti – cominciamo da noi”…certo e’ una cosa che nasce in area pdci, ed e’ altrettanto vero che dal pdci ci siamo separati sui nodi politici che tu richiami…e allora? ti diro’ di piu’…diliberto che oggi tenta di cavarsela scaricando tutto su veltroni che non ci ha voluto e poi ci ha rubato i voti lo trovo patetico…lui dov’era, al bar, quando si e’ partorito il progetto arcobaleno? ma se vogliamo recriminare su chi ha fatto piu’ cazzate negli ultimi anni non ne veniamo piu’ a capo…ancora oggi leggo una fumosa intervista a vendola su liberazione in cui pervicacemente si ripropone la rifondazione della sinistra nel solco dell’arcobaleno…
    legittimo farlo, per carita’, ma io penso, e come me tanti credo, che se non si rifonda un progetto comunista autonomo e organizzato, un partito comunista insomma, non c’e’ sinistra che tenga…
    la realta’ e’ che l’insofferenza sulle politiche perseguite dai gruppi dirigenti di prc, pdci e compagnia cantante e’ ampia e si manifesta in modi differenziati, ciascuno a partire dalla propria storia e collocazione…
    alcuni mesi fa c’e’ stato l’appello dei compagni di firenze, e si e’ detto che era egemonizzato dall’ernesto…poi c’e’ l’appello dei compagni di bologna che anche tu hai sottoscritto, che rivendica la continuita’ col congresso di venezia “tradito” da bertinotti…
    che facciamo? o cominciamo a discutere senza preclusioni a priori e cerchiamo di ricostruire una sintesi tra culture comuniste differenti, piu’ o meno “ortodosse” o piu’ o neno “nuoviste”, ascoltandoci a vicenda nella speranza (illusione?) che il richiamo al comunismo sia un possibile alfabeto comune per ripartire, o altrimenti ognuno si rifa’ il suo partitino su misura…e buonanotte

    io ad esempio al congresso di venezia ho votato per bertinotti anche se non ero affatto convinto della bonta’ di tante innovazioni…semplicemente mi sembrava che si proponesse una politica piu’ dinamica, “sperimentale” rispetto all’immobilismo tutto difensivo delle minoranze…
    posso oggi, autocriticamente, dubitare che i germi della degenerazione del prc fossero contenuti proprio dentro alcune di quelle innovazioni?
    conosco i compagni dell’appello bolognese…quando il compagno bernardi esprime la sua antipatia per lenin, io, che penso che lenin abbia ancora molto da dire per aiutarci nella lettura del presente, che faccio? gli tolgo il saluto? e quando sento ripetuti richiami alla sinistra europea, ottima idea pessimamente realizzata, che devo dire? andate tra i miei compagni ferrovieri e chiedete loro se per caso anche solo sanno cosa sono i “nodi della sinistra europea”?

    io voglio discutere, verificare fino in fondo se possiamo in qualche modo ripartire, e lo voglio fare con tutti quelli con cui penso ci si possa intendere, senza spocchia ne’ preclusioni, a cominciare dalla mia autocritica sugli errori fatti o troppo a lungo tollerati…

    oggi piu’ che mai: pessimismo della ragione…ottimismo della volonta’

  21. Caro Ramon,
    seguo dall’inizio il tuo blog. Ma come la maggioranza delle donne faccio fatica ad intervenire nelle discussioni tra uomini, dove la nota predominante è sempre distruggere l’altro per poter arrivare a costruire qualcosa. Ma ce una domanda alla quale vorrei tu rispondessi ed è la seguente: ” a luglio si và al congresso. Spiegami perchè sabato e domenica dovremmo fare un ‘altro segretario?” Io non riesco a credere che i\le compagne di rifondazione come degli utili idioti pensino che cambiare segretario oggi sia la panacea di tutti i mali per questo partito. Sono invece convinta che cambiare prima del congresso la dirigenza nazionale e a caduta tutte le istanze direttive del partito sia un grave errore politico e che risulterà agli occhi dei pochi compagni\e rimasti solo una ricerca del capro espiatorio. Pur non essendo d’accordo nell’annullare l’identità del PRC-SE nell’arcobaleno (poi con chi lo facciamo l’arcobaleno che tutti si defilano dall’idea?), la mossa strategica di dimettere i vertici per rinnovarli il prossimo weekend ,è, da parte del ceto politico di rifondazione (di cui tu ed io facciamo parte anche se con due ruoli diversi) cercare di tirarsi fuori dalle responsabilità di averlo abbandonato questo partito. Dal 2005 siamo scappati tutti dalla responsabilità del lavoro politico, culturale di servizio tra la gente….tutti in fila a prendere il treno per andare ad amministrare, chi in parlamento, chi nelle regioni, province e comuni scegliendo la rappresentanza ideale e mediatica, rispetto al quotidiano e mooolto più faticoso rapporto militante con la gente. E qui c’ha fregato la lega. Entravi in via del Policlinico in questi 3 anni e c’era il deserto…….. Il deserto era anche nelle istituzioni, tutti impegnati a fare rappresentanza parlamentare, nessuno che girasse per le federazioni a parlare alla base, che tra se e se pensava che la linea politica ci arrivasse dai media, dal salotto di vespa, nemmeno dal giornale di partito che costa se non erro più di un milione l’anno e che nemmeno i segretari dei nostri cari vecchi circoli comprano. Io credo che bisogni andare al congresso con l’attuale dirigenza, e, con al massimo 2 tesi contrapposte di costruzione culturale, sociale e di nuove forme di stare assieme a sinistra. Poi possiamo metterci quali e quanti simboli e segretari volete, ma solo così si ricomincia a dare voce alla gente che lo compone questo partito, che si fa un mazzo tanto …….e che travolta da un ciclone inimmaginabile oggi mi chiama chiedendomi di ricominciare, di ripartire, di cercare di rifondare nuovamente.
    Saluti comunisti Elena (il colonnello di PN)

  22. celestemurgia@libero.it Says:

    Caro Ramon,
    anche noi siamo rimasti di stucco apprendendo la notizia, anche su liberazione di oggi, che i nostri dirigenti persistano e insistano con il sogggetto unico sinistra arcobaleno dimostrando che la volontà di dimissioni era solamente di facciata.
    Questo atteggiamento, ritenuto da tanti irresponsabile, se verrà riproposto durante ed olte il CPN chiuderà qualsiasi spazio di discussione, di ricerca e di proposta necessario a ritrovare il bandolo della matassa di una situazione che sembra disperata .
    Gli incontri fra di noi, ancora sbigottiti, ci servono per capire se veramente un percorso di salvataggio del partito come tu proponi sia ancora possibile. Cioè se siamo ancora in tempo. A noi ci pare che tu in effetti non proponi niente di nuovo se non il partito che dal processo di rifondazione è cresciuto negli anni con Bertinotti segretario arrichito dall’esperienza della Sinistra Europea e quindi consolidato con l’apertura ai movimenti, il dibbattito sulla non violenza e la concezione del potere etc etc.
    Quindi non è in discussione il modello di partito ma la deriva della nostra classe dirigente culminata in questa tornata elettorale.
    Per cui dovrebbe essere facilitato il percorso di ricostruzione, ovviamente dal basso, della rete vitale necessaria alla ripresa politica in tutti territori che da subito compensi lo squilibrio creatosi in parlamento.
    Diciamo appunto dovrebbe essere facile quando si hanno le idee chiare sugli obiettivi politici che anche tu con determinazione, lucidità e gratuità indichi con insistenza, però sai bene che negli organismi di questo partito l’attacamento al posto di comando è diffuso e persistente. Da sempre la crisi di rappresentanza nel nostro partito non è stata inferiore a quella di altri. Oggi ci sembra che il rinnovamento possa essere vanificato dagli asfissianti apparati burocratici del partito.
    Ti chiediamo, affinchè ciò non accada o venga contenuto in misura fisiologica, quali riforme potrebbe fare il collettivo che dovrebbe gestire il prossimo congressso? Si potrebbe superare il voto delega di circolo con il voto assembleare di povincia o addirittura regionale?
    Si potrebbe azzerare il tesseramente 2007 ed innescare un processso partecitpato con una semplice dichiarazione ed iscrizione a RIFONDAZIONE con criteri nuovi di scelta dei rappresentanti ad istanze superiori etc etc etc
    Noi non proponiamo nessuna ricetta ma sollaviamo il problema con la speranza che si avvii una discussione per trovare rimedi alla crisi dirigenziale non risolta con l’autoriforma del partito e da ultimo le fallite conferenze di orgaanizzazione.
    con stima Celeste e compagni

  23. Ramon, condivido le tue riflessioni, ma ho più di una preoccupazione sulla possibilità di concretizzare il percorso che immagini.
    Anche nei territori la “nostra” Rifondazione è cambiata molto.
    La logica della cooptazione, incrociata con un’oggettiva debolezza d’analisi, con tesseramenti di massa in chiave congressuale ha generato mostri anche tra i dirigenti periferici, specie se giovani.
    Ad Avellino lo viviamo in maniera drammatica.
    Tanti compagni, insofferenti, hanno mollato o preso altre strade. Sono certo che tu ritieni che il “nostro percorso” debba necessariamente recuperare esperienze importanti. Già, ma in un contenitore che appare così blindato ?
    Mi piacerebbe ascoltare una tua riflessione su come affrontare ciò: fare la minoranza di una carcassa è cosa che esercita davvero poco fascino.

  24. Il partito che non c’è. Queste le cifre. Camera: italiani aventi diritto di voto: 47.126.326. Voti validi: 36.452.305. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.674.021, il 22,6%. Senato: italiani aventi diritto di voto: 43.133.946. Voti validi: 32.771.227. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.362.719, il 24%. La diminuzione più importante, rispetto alle elezioni del 2006, meno 2.109.734, si è avuta al Senato. Quasi un italiano su quattro ha rifiutato le elezioni incostituzionali.
    Ho citato questo dato per soffermarsi sul fatto che DI QUESTO PASSO si và a gonfie vele verso un sitema americano ,ove la sottrazione di rappresentanza spingera’ sempre piu’ gente ad astenersi ,in USA lo fanno il 50%dei cittadini e votano soprattutto quelli della middle class.

    Questo legittimera’ le oligarchie finanziarie ed economiche e basta !Nulla di cio’ che noi pensiamo sarà ascoltato ,si mangeranno tutto le banche e i potentati che stanno dietro ai 2 PDL e PD////partiti degli affari …..

    Quindi come fare a resciuscitare una sinistra in Italia ?
    1°-catturare tutti ma proprio tutti i compagni d’ area rossa che ci son sul web ,ogni nome è prezioso ,usare il web come moderna linea di collegamento di informazione e di stimolo-anche strumento per informare di eventi .
    2°-Idem farlo a livello locale ricostruendo dopo il web la rete sul territorio quartiere per quartiere ,capillarmente …compagno ///dopo compagno
    3°-costruire una efficace linea di risposta sui bisogni /oggi -lavoro -scuola -casa-multiculturalità-giustizia -diritti -legalita-territorio -ambiente e sviluppo sostenibile –

    Direte voi sembra facile …
    .ma posso assicurare che ad esempio la sinistra qui a Ge.è stata abbastanza invisibile a parte una buona manifestazione il 17 novembre .

    La sinistra qui è appiattita sul PD non esce niente sul territorio l’ urbanisitca ,l’ innovazione ???spendono miliardi per l’ IIT e per fare un robottino bambino …..a cosa deve servire la ricerca pubblica ?
    A Napoli capitale dei rifiuti han dal 94 fatto 24km di metropolitana qui a Ge.abbiamo la metropolitana piu’ corta e costosa del mondo 6km in oltre 20anni .I verdi chi li ha mai visti ? I rifiuti son ancora in discarica ,le infrastrutture collassano tutti i giorni ingolfate tra tir e un autostrada da 3° mondo .Insomma faccio notare che ai cittadini interessano queste cose cioe’ il fare e il come fare ….
    Quindi secondo me bene ////..ci serve una sinistra unitaria non settaria ,che sia RADICATA NEI TERITORI ,PROGETTUALE ,INNOVATIVA ,COMPETITIVA ALLO SVILUPPISMO AFFARISTICO PIDISTAe PDL …..stile coop/mediaset …

    Occorre cercare nelle citta ‘ il coinvolgimento dei cittadini alle scelte ,e non come qui da noi che la sindaco Vincenzi si chiude con Renzo Piano e decidono loro del nostro futuro !Io sono stato nel porto di Liverpool e sulla diga ci son le torri eoliche ..ma da noi Piano ha detto che non si puo’ …..

    Ecco perche’ il nostro mitico ponente rosso ha franato verso la lega !
    La lega è una forza corrosiva ma si pone come elemento di offerta di protezione territoriale colla demogogia fedaralismo/ fiscale i soldi qui ecc.

    Attacca sulla globalizzazione ,innerva discorsi sul pericolo dell’ immigrazione e sfonda sulle paure ,molti operai giovani e precari l’ han votata !Poi c’è la frana della scuola pubblica un disastro ,tra nozionismi arretratezze ,e il taglio del tempo pieno…..Gli squallidi test d’ accesso al’ universita’ …..Il classismo/ il nepotismo /l’ immobilita’ sociale delle classi povere destinate a rimanere tali !

    QUINDI TORNARE SUL TERRITORIO COME NEGLI ANNI 70 ,FABBRICHE .SINDACATO ,QUARTIERI, SCUOLA ,CULTURA ,AGGREGAZIONE ,SCIENZA ….piano /piano quando la gente sentira’ che la sinistra e’ MODERNA progettuale innovativa capace di gestire l’ esistente ..il fiume carsico interrato da queste elazioni ritornera’ in superficie …
    un saluto

  25. Condivido le dichiarazioni di Ramon sul CPN di sabato e domenica.

    Propongo alla discussione tre provvedimenti che magari aggiustati e discussi tra noi potrebbero diventare un testo da firmare e inviare al CPN. Ho dovuto mettere poche righe di illustrazione all’inizio e alla fine dei tre punti proposti ma non perdeteci del tempo, a me interessa solo la vostra opinione sui tre punti, poi ognuno li motiva come vuole ecc. ecc. Ho usato il numero di parole strettamente necessario e vi invito a fare altrettanto altrimenti consultare il blog diventa un lavoro.

    Non è il momento del Che fare ? ma più modestamente quello del Come ne usciamo ?
    Non possiamo permetterci tempi lunghi di discussione su una nuova linea di condotta e un nuovo gruppo dirigente centrale, dobbiamo immediatamente mettere a frutto gli strumenti che abbiamo per ricostruire dai territori una linea politica che nasca dalle radici del conflitto sociale e che sia sottoposta a verifica costante. Solo così si può praticare la sperimentazione necessaria senza buttare alle ortiche ciò che abbiamo costruito. Non si risolvono i problemi sostituendo alla guida del Partito un dirigente ad un altro, una corrente all’altra. Servono provvedimenti immediati (il CPN può prenderli già sabato e domenica) che permettano di praticare da subito un nuovo modo di agire politico. Se onestamente vogliamo superare il meccanismo della delega, e passare dalla democrazia rappresentativa alla democrazia partecipata non possiamo che iniziare da noi, da Rifondazione Comunista. Se riusciamo a cambiare veramente allora anche la costruzione di una Sinistra sarà realizzabile a partire da buone pratiche politiche e non come cartello elettorale o somma di gruppi dirigenti.

    1) LIBERA SCELTA DEI DIRIGENTI e meccanismi di revoca praticabili
    Liste aperte dove gli iscritti scelgono i compagni che vanno a far parte degli organismi dirigenti. Potrebbe succedere che qualche bravo compagno va negli organismi dirigenti senza dover passare per le forche caudine delle mozioni .
    Analoga procedura per i candidati alle prossime elezioni. Nel rispetto dello statuto gli organismi propongono le candidature che vengono confermate dal voto di tutti gli iscritti che possono aggiungere anche qualche altro nome nelle liste da sottoporre a verifica interna.
    UN ISCRITTO UN VOTO tutti gli iscritti contano nelle decisioni. (Non riesco a capire perchè questa modalità andrebbe bene per una costituente della Sinistra Arcobaleno ma non si può fare nell’ambito del Partito, dove invece ci attardiamo su vecchie considerazioni tra vertice e base, militanti da convincere e piramidi da rovesciare)

    2) REDISTRIBUZIONE ALLE FEDERAZIONI DELLE RISORSE FINANZIARIE
    Decentrare le risorse finanziarie porterà ad una economia sulle spese, ad un migliore utilizzo delle risorse sul territorio

    3) RIPARTIRE DAI TERRITORI – AUTOGESTIONE DELLA INFORMAZIONE
    OGNI GIORNO SU LIBERAZIONE 4 PAGINE A ROTAZIONE A DISPOSIZIONE DELLE REGIONI (se ogni giorno 4 regioni pubblicano la loro pagina autogestita questo garantisce una uscita settimanale per la pagina regionale – quattro pagine al mese)
    OGNI GIORNO 4 PAGINE AUTOGESTITE DALLE FEDERAZIONI PROVINCIALI (se ogni giorno 4 federazioni hanno una pagina autogestita su Liberazione ogni federazione ha garantita una pagina al mese)

    DECENTRARE DECISIONI, RISORSE FINANZIARIE E INFORMAZIONE

    Aumenterà la partecipazione dei compagni alla vita politica del Partito
    Garantirà spese e investimenti più vicini alle esigenze dei territori
    Il rilancio di Liberazione come giornale di intervento politico e meno di opinione.

    Per finire decentrare le mobilitazioni : se vogliamo ripartire dai territori dobbiamo frequentarli anche in occasione delle campagne nazionali evitando nel medio periodo manifestazioni nazionali e privilegiando manifestazioni regionali o provinciali per ottenere la massima partecipazione e il miglior impatto sui territori.

  26. enrico galici Says:

    Ramon, condivido le tue riflessioni sull’analisi del voto, ma ho più di una preoccupazione sul nostro futuro ritengo sia indispensabile che tutto il gruppo dirigente del prc si faccia da parte e lasci il campo a chi a sempre creduto nella vera rifondazione comunista.
    Andiamo al congresso con l’unità dei tutti noi, per mandarli a casa, non ci può essere un vestito per ogni stagione, quella che abbiamo di fronte è la stagione della lotta e della partecipazione chi ha tradito il comunismo già nel congresso di rimini, dove secondo me è iniziata la catastrofica scelta dell’abbandono del comunismo “rifondazione – rifondazione – rifondazione”, deve farsi da parte e lasciare il campo della ricostruzione, per fortuna da loro fertilizzato con la catastrofica sconfitta della sinistra e l’arcobaleno, a tutti qiuei comunisti che hanno creduto alla rifondazione al comunismo e ai movimenti.
    saluti comunisti.

  27. Caro Ramon,
    sostanzialmente condivido le tue riflessioni sul voto, anche se credo che tu abbia tralasciato qualcuno. un personagggio che è stato fin troppo compromesso con il governo Prodi e che ora tenta di scaricare le responsabilità sul resto della dirigenza nazionale. quest’uomo, che è l’ex ministro Ferrero, è lo stesso che ha votato senza neppure batter ciglio il decreto Amato sulla sicurezza( quello, per intenderci, dell’espulsione dei cittadini comunitari per ragioni di ordine pubblico). anzi, una scusa l’ha trovata: barattare il voto al decreto con la calendarizzazione della riforma delle leggi sull’immigrazione. ho capito che bisogna recuperare il voto dei compagni che hanno scelto di votare Lega Nord, ma dimenticarsi di queste cose, per me è sinceramente un pò grave. non mi si dica che è stato un sacrificio sofferto per il ministro e che è stato per una buona causa: il governo Prodi era già in declino e non ci voleva molto a capire che non sarebbe sopravvissuto a lungo. e poi, l’antirazzismo non dovrebbe costituire un pilastro fondamentale del bagaglio politico di Rifondazione?
    un’ultima considerazione: provo quasi una certa tenerezza quando leggo dei post accorati in cui si dice che bisogna ritrovare il rapporto con i movimenti, che bisogna persino anticiparli, andando a fermare il ponte sullo stretto di Messina etc….
    è vero, è una sacrosanta verità, ma chi ci dice che i movimenti, dopo anni di governismo, siano li ad aspettare Rifondazione che si sveglia e decide, costretta anche dalle circostanze, che bisogna essere solo un partito di lotta?
    penso alla Val Susa e a Vicenza dove l’autorganizzazione della società è riuscita ad esprimere un movimento di opposizione aperta, cosciente e autonomo rispetto alla politica. credi davvero che non aspettino altro che Rifondazione?
    penso anche alla mia città, Bologna, dove le rotture con i movimenti e i collettivi sono state tante e dove Rifondazione ha scelto troppe volte di voltare le spalle a quei movimenti che dice di voler sostenere, non appena arrivava questo o quel dirigente nazionale a riportare l’ordine. e questa verità, andrebbe davvero verificata direttamente con i collettivi.
    non è polemica, ma voglio semplicemente ricordarti che il cammino non è facile e che non può essere risolto solo con un congresso.
    ho letto su Liberazione che è stato convocato il CPN, ti auguro buona fortuna
    sara

  28. sergio meazzi Says:

    Caro Ramon, se, come può essere possibile, il crollo di consensi è dovuto anche ad una cattiva azione di governo, mi puoi spiegare il motivo per il quale Ferrero, ch’io stimo a livello personale, si erge da capofila per il futuro di Rifondazione?
    Ripeto non è una posizione sulla persona, ma essendo lui stato, un Ministro, credo che anch’esso debba recitare una seria riflessione; penso che non possa essere una persona credibile per garantire il prossimo congresso ed assumere, eventualmente, la carica di Segretario. Poi sarebbe utile, discutere su che basi politiche debba assumere Rifondazione, anche da una nuova forma partito che è fallita ancor prima delle elezioni. Qui tutti colpevoli, minoranze, maggioranze, altri.
    Ciao e grazie.

  29. Edoardo Pascarella Says:

    “caro danilo (e caro franco), la buona parte dei firmatari di questo appello (pubblicato a pagamento su diversi giornali) di area PdCI si sono dedicati per anni a dire che rifondazione era uno schifo, che i comunisti dovevano stare sempre e comunque nel centrosinistra e nel governo, non sono venuti a genova nel 2001 dicendo che era una cosa estremista e folkloristica.
    come vedi non basta dirsi comunisti e scrivere appelli accattivanti nella speranza che rifondazione si sciolga per essere persone serie e nemmeno di sinistra.”

    Che Rifondazione facesse schifo e che fosse necessario andare oltre di essa lo hanno detto per anni anche Bertinotti è la maggioranza del Partito che lo ha sostenuto negli ultimi due congressi.
    Ed oggi siamo dove siamo…
    È schizofrenico e non credibile affermare che si vuole rilanciare Rifondazione e poi riproporre il progetto della Sinistra Europea.
    Non basta dirsi movimentisti se poi al momento giusto li si abbandona a loro stessi e si diventa i più strenui difensori (vedi Ferrero) di governi borghesi e filopadronali, guerrafondai e filoamericani (lo dicono oggettivamente l’aumento delle spese militari ed il rifinanziamento delle missioni all’estero) com’è stato il governo Prodi.
    Farina e Caruso, Agnoletto e Luxuria sono pienamente corresponsabili del disastro e non se ne possono tirare fuori. È difficile credere che dopo aver teorizzato l’inadeguatezza del PRC ed il suo necessario superamento ora ci sia tra le loro preoccupazioni il tenere in vita “l’inadeguato” Partito della Rifondazione Comunista.
    Nessuno può rivendicare coerenza e superiorità morale, tutti dobbiamo rimetterci in gioco ed evitare di fare i furbi.
    Odio (lo so che è sbagliato ma non riesco a non farlo) Diliberto, ma per tenere in vita una prospettiva di trasformazione radicale ed un orizzonte comunista mi alleerei anche con Pol Pot (d’altra parte sono stato nello stesso Partito, per anni, assieme ad Alfonso Gianni, Milziade Caprili, Sandro Curzi, Giovanna Capelli, Fausto Bertinotti, Gennaro Migliore, Nichi Vendola, Bruno Casati, Augusto Rocchi e tanti altri non vedo perché non potrei sopportare anche Vauro, Mario Vegetti, Oliviero Diliberto, Marco Rizzo, Manuela Palermi e tanti altri).

    Io ho aderito all’appello.

    Auguro davvero di tutto cuore buona fortuna a tutti ma nessuno si erga a cavaliere senza macchia e senza paura perché non è proprio il caso…

    Un abbraccio

  30. Orazio Says:

    Car* compas
    penso che vadano cercate nuove modalità e nuovi stimoli per rifondare innanzitutto il partito. Ciò significa che dobbiamo cambiare le facce e i nomi per proporre i nostri obiettivi a chi ci guarda dall’esterno (movimenti, realtà associative, ecc.). Come potremmo presentarci altrimenti come nuovi; ci riderebbero in faccia.
    Certo cambiare i soggetti della politica non significa necessariamente cambiarne le pratiche, ma non mi si venga a dire che si possono cambiare le pratiche lasciando al loro posto i vecchi soggetti.
    APRIAMOCI e riprendiamo a fare ciò che sappiamo fare meglio: stare in mezzo alla gente, nei conflitti, nei movimenti, ricominciamo a fare inchiesta, non perdiamo d’occhio l’obiettivo della rifondazione, e non facciamo anche noi l’errore del ma anche, che non è solo di veltroniana attualità.
    Un abbraccio
    Orazio Sturniolo Bologna

  31. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro Ramon,
    condivido le tue critiche al progetto fallito della SA,meno nella ricetta che dai per ripartire(e lo dico a malincuore).Durante la campagna elettorale, che io ho fatto pur non credendo nel progetto della SA (mentre altri compagni hanno preferito starsene a casa) parlando con la gente avevo avuto il sentore che sarebbe andata male, ma non immaginavo certo che sarebbe stata una disfatta di tali proporzioni. A mio avviso il progetto è fallito perchè in tutti questi anni il partito ha progressivamente smarrito la sua identità inseguendo movimenti di vario genere,si è allontanato dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro,non ha capito che la società italiana è cambiata profondamente,che il modello di sviluppo economico dominante è la piccola impresa e non più la fabbrica fordista. A questo va aggiunto una giuda oligarchica con scelte che piovono dall’alto,sezioni vuote o chiuse,mancato coinvolgimento dei giovani nella vita di partito. Per me sia l’idea di ripartire da Rifondazione che quella di ripartire dalla SA vanno su due binari morti,dobbiamo azzerare tutto e creare una nuova sinistra capace di capire i bisogni del popolo ripartendo dal basso,dai territori,con nuove proposte e idee,parlando di cose concrete e non di filosofia come fa Vendola, ammettendo che nel 2008 un’epoca è finita e non si può tornare indietro.

  32. L’intervista di Giordano di oggi su liberazione mi lascia senza parole…
    L’incoerenza e a questo punto la malafede sono insoportabili.
    Facile oggi esordire così,forse perchè si ha il sentore che la disfatta è vicina??
    Fino a ieri negli studi di sky tg24 non proferiva quelle parole,anzi diceva che il processo della costituente doveva avvenire prima e che la gente non ha capito.
    Oggi sente puzza di bruciato e allora che si fà, si raddrizza il tiro….
    Mi dispiace ma la fiducia và guadagnata lentamente, quando non si è più credibili, si deve semplicemente prenderne atto….

  33. Car* tutt*,
    voglio dare 3 risposte e proporvi una riflessione.
    La prima risposta è ad Edoardo P.. Proprio quello che tu dici rende esplicita la differenza tra me ed i firmatari di quell’appello.
    Io non mi alleerei con il carnefice Pol Pot nemmeno se fosse a rischio la mia esistenza, figuriamoci quella del PRC! Penso anche che il contrasto con tesi politiche altre dalle mie non possa farsi con la caricatura di queste (vedi il tuo riferimento a Bertinotti ed allo schifo di Rifo)e nemmeno attraverso l’attacco personale di singol* compagn* (vedi la citazione di chi tu hai frequentato politicamente in questi anni).
    Mi sembrano – scusa la franchezza – elementi di uno stalinismo ancora diffuso tra noi.
    Tra l’altro tant* iscritt* a Rifo sono post Genova (come me) e quindi non hanno avuto il tuo stesso piacere!
    La seconda risposta – breve – la devo a Claudio C.. Spero ben che tu non mi tolga il saluto, mi piace discutere con te e mi aiuta!
    Comunque io non ho detto che Lenin mi era antipatico, ma che non mi era simpatico (sono 2 cose diverse)!
    La terza risposta è per Sara.
    E’ vero che anche a Bologna abbiamo difficoltà a relazionarci con diversi collettivi.
    E’ anche vero però che tant* di noi hanno continuato ad avere pratiche comuni con loro.
    Vorrei ricordarti che il sottoscritto e Tiziano, ad es., hanno rivecuto denunce per aver partecipato ad occupazioni di Crash o le manganellate a Tiziano davanti al Comune. Tutto ciò mentre eravamo ancora in maggioranza in Comune.
    Inoltre non vorrei che si sostenesse che – per principio – i vari collettivi hanno sempre ragione e Rifo sempre torto. Ci sono stati, ci sono e ci saranno ancora posizioni diverse su singole questioni. Non è la fine del mondo e la dialettica interna ai movimenti. Poi, ovviamente, ognuno può scegliere dove collocarsi.
    La riflessione riguarda i dati elettorali.
    Mi pare che uno degli elementi fondamentali di queste elezioni sia (come indicato anche da Revelli) l’affermazione di partiti che in qualche modo partono da un forte insediamento territoriale.
    Questo vale non solo x la Lega, ma anche x MPA, IDV (guardate i dati in Molise e dintorni), UDC (vedi Sicilia, Campania e Calabria) ed anche PD (vedi confronto tra Centro Italia e nord e sud). Se questo è vero – come credo – anche la cosiddetta analisi dei flussi andrebbe fatta in modo più articolato. Ad esempio, a Bologna, credo sia verosimile che il grosso dei voti fuoriusciti da SA siano andati a IDV ed in piccola parte a SC, astensione e schede nulle e la crescita della Lega sia dovuta ad una redistribuzione interna alle destre.
    Magari sarebbe utile che altr* scrivessero ciò che è accaduto nei propri territori.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  34. Leggo in questi giorni una serie di appelli fatti ai militanti di rifondazione in cui si chiede di non mollare ma di combattere perchè il partito continui ad esistere. Queste richieste provocano in me una serie di sentimenti constrastanti tra loro, se da un lato trovo l’iniziativa giusta e meritevole, dall’altro mi provoca una forte amarezza.
    Perchè ci si ricorda della “base” solamente quando le cose vanno male?
    Perchè ai militanti non è stato chiesto, magari con un congresso straordinario, se era il caso di dar vita al processo di formazione di SA oppure no?
    Tutti ci lamentiamo del fatto che i voti della sinistra sono finiti al PD o addirittura che molti compagni non sono andati a votare, ma perchè non ci chiediamo quale sia il vero motivo di ciò?
    Io sono iscritto a rifondazione dalla sua fondazione, e in tutti questi anni ho assistito ad un lento ma progressivo distacco tra i vertici del partito e la “base”.
    Molto spesso i circoli vengono lasciati al loro destino, le richieste di avere, in alcune città, la presenza di parlamentari o dirigenti sia durante le campagne elettori sia durante le iniziative pubbliche, vengono quasi continuamente disattese.
    Io personalmente ho inviato sia mail che lettere ai nostri dirigenti chiedendo un intervento durante le varie campagne elettorali o le iniziative politiche che abbiamo organizzato, e salvo alcune eccezioni, non ho neanche mai ricevuto una risposta! E’ possibile tutto questo??
    Perchè nella mia città gli altri partiti, PD, Forza Italia, Lega e AN riescono a portare alle loro iniziative “nomi di peso” e noi no?
    Come è possibile che nel 2008 una persona non trovi neanche il tempo per rispondere, o far rispondere, ad una mail, inviata da un compagno che ha bisogno di aiuto per continuare la propria attività politica?
    Perchè nelle zone in cui i compagni hanno più bisogno di aiuto nessuno si preoccupa di andare a verificare quale sia la situazione dei compagni che lavorano sul campo?
    Io vivo a Busto Arsizio (VA), una città di 80.000 abitanti, dove prevale la destra, anche quella più becera (naziskins ecc…), e facciamo una fatica allucinante per continuare la nostra attività politica, se non fosse per alcuni compagni che, nonostante tutto, continuano a tenere duro (e tra questi anche il nostro consigliere comunale che ormai si trova ad essere l’opposizione dell’opposizione, visto che PDL e PD ormai sono una cosa sola), penso che rifondazione comunista in città sarebbe sparita da tempo.
    Caro Ramon, scusa per lo sfogo ma io mi sento preso per i fondelli dalla nostra classe dirigente; mi auguro, ora che non abbiamo più deputati e senatori, che si riesca a ricominciare da zero tornando tutti insieme a fare vita di partito; in mezzo alla gente, nelle fabbriche e perchè no anche nei mercati.
    E che ci sia anche più attenzione verso la base del partito.

    Jarno
    Segretario PRC – Busto Arsizio (VA)

  35. Volevo fare qualche riflessione sull’appello “per l’unità dei comunisti” che sta girando in rete. Nei giorni scorsi ho letto su siti dell’area PDCI (anche in quello di Rizzo) una valanga di post critici molto simili ai nostri: critica al governismo, alla fallimentare esperienza Prodi, alla burocratizzazione dei partiti, alla mancanza di democrazia etc. Quasi tutti chiedevano la messa in discussione degli organismi dirigenti del loro partito, con critiche anche molto dure ad alcuni esponenti. Ora, questo appello appena uscito fa leva su un’esigenza di base anche giusta e sentita, ma, purtroppo, mi pare che si voglia strumentalizzarla a fini poco nobili, e l’adesione della segreteria PDCI al ompleto la dice lunga. Credo che promuovendo questo appello, Diliberto e i suoi vogliano bypassare una discussione interna ed esterna che metterebbe in gioco anche le loro responsabilità, per presentarsi con una faccia linda e pulita da incompresi “unitari” e rimanere in sella invece che dimettersi.

  36. Davide Prc Sulcis Says:

    Caro Ramon,
    ma siamo davvero sicuri di voler andare a fare il congresso in questa situazione?Sarà una lacerante battaglia interna tra correnti a suon di tesseramenti gonfiati.Si paventa l’ennesima scissione?Se così fosse ci giocheremmo la poca credibilità e il consenso rimasti.

  37. caro ramon in alcuni interventi in particolare di coloro che hanno sostenuto la necessità di accelerare la nascita del nuovo soggetto unitario, e plurale dicono alcuni, della sinistra e che avevano già previsto la costituente da convocare il giorno dopo il voto per liquidare Rifondazione si accusa chi questo progetto non condivide di chiudersi come in un fortino assediato, in un recenti. A sostegno del fattio che bisognerebbeandare avanti per costruire dal basso il nuiovo soggetto portano argomentazioni ridicole. Noi dobbiamo rispondere che sulla mecerie non si costruisce niente. Lavorare per ricostruire Rifondazione significa già operare dal basso, contattare migliaia di compagne e compagni, prendere iniziative nei territori, nei luoghi di lavoro dai quali purtroppo siamo spariti. Solo se c’è un soggetto forte si può pensarer ad un processo unitario. Non saranno certo associazioni che non hanno alcun rapporto con la società ma sono conventicole. autoreferenziali, che producono solo documenti che produrranno altri documenti e convegni. La storia,travagliata, della sinistra italiana, del Pci in particolare dovrebbe insegnarci qualcosa. Solo una forza organizzata ha possibilità e capacità di incidere nella società. Questo oggi dobbiamo fare. Il resto sono chiacchere da salotto.

  38. nel testo che ho inviato ci sono molti errori di scrittura comunque il senso si capisce

  39. Care,cari forse non vi rendete ancora conto di quello che è successo.L’epoca che abbiamo vissuto, vuoi per anzianità vuoi per conoscenza dettata dallo studio, è finita. Le parole comunismo, sinistra, partito ecc alla gran parte del popolo italiano non evocano più nulla.Ci siamo accorti 20 anni dopo che il muro di Berlino è caduto e con esso gran parte dei nostri sogni e delle nostre speranze.Le categorie finora usate per interpretare la società oggi hanno lo stesso valore di una tromba a cui abbiamo inserito uno straccio nella campana ; è sempre uno strumento musicale ma non potrà più emettere un suono. La Fabbrica, la lotta di classe , il comitato centrale, la falce e il martello ecc sono lontane mille miglia dal vivere collettivo. Ma i problemi restano. oggi più che mai c’è bisogno di una sinistra che, come giustamente dicono i compagni di Sinistra Critica, sappia fare quello che dice. La loro risposta è figlia del novecento e la considero sbagliata , ma noi non siamo da meno. Se il nostro congresso si limiterà ad essere una pre-confezionata discussione tra chi vede il futuro ancora ancorato alla tradizione e chi invece risponde alla crisi inventandosi formule alchemiche tipo l’arcobaleno, possiamo andare a casa tutti e subito. Ci sono già le riunioni di corrente. Da una parte i dirigenti che hanno portato il partito e la sinistra nel suo insieme alla catastrofe ( e ora sono alla resa dei conti e qualcuno di loro si spaccia per nuovo come se non fosse anche colpa sua) e che ora ci spiegano che è colpa del Pd(scusate veltroni doveva dire ai suoi elettori di votare noi?) e dall’altra quelli che pensano che con una falce e martello più grande i lavoratori torneranno a votarci.Così non va. Diamo la solita risposta tutta interna ad una crisi molto più ampia. Abbiamo bisogno non di formule ma di contenuti……che volete che vi dica…speriamo….
    p.s la netta impressione che la vecchia formula del “cambiare tutto per non cambiare nulla” sia ancora molto in voga da queste parti. forza compagne/i

  40. care/i tutte/i, grazie per i commenti e le riflessioni. sono tutte preziose ed interessanti. molto interessanti. come potrete capire non potrei, nemmeno volendo, rispondere ad ogni commento. ci vorrebbero molte ore e poi, in fin dei conti, non saprei farlo perché, come tutti, ho bisogno di riflettere su molte cose.
    su alcune questioni, però, ecco le mie posizioni, per quel che valgono.
    unità dei comunisti: forse ho risposto, sbagliando, troppo sbrigativamente più sopra. chiedo scusa, ma ribadisco che sono contrario.
    è vero. una volta c’era una rifondazione forte. la scissione non fu fatta, però, per motivi identitari. cossuta e diliberto la fecero perché pensavano, e non ho motivo di pensare che abbiano cambiato opinione, che i comunisti dovevano stare nel centrosinistra e nel governo comunque. che non dovevano mischiarsi con i movimenti (quando la segreteria di rifondazione si è autocriticata per non aver aderito alla manifestazione contro bush diliberto ha dichiarato che mai e poi mai il suo partito avrebbe aderito a quella manifestazione). soprattutto il Pdci ha una concezione del partito classicamente chiusa e autoreferenziale. anche a me piacerebbe che ci fosse un unico grande partito comunista ma ho creduto e credo nel progetto di rifondazione che sarebbe ucciso nell’unità che vuole diliberto come nell’unità che vuole bertinotti. e i partiti hanno motivo di esistere se hanno un progetto non perchè hanno un nome e un simbolo condiviso. che nella finta unità della sinistra covassero queste due ipotesi era chiaro fin dall’inizio. che non sono buone lo dimostra il fatto che si sono mascherate e nascoste dietro una finta unità. in una riunione del cpn migliore mi attaccò accusandomi di “non capire” e soprattutto di avere “paura” della contaminazione con altri nel processo unitario. gli risposi che ero pronto a contaminarmi subito con i beati costruttori di pace o con la cultura antagonista di un centro sociale o con un movimento locale contro la tav, ma che non capivo, è vero, perché avrei dovuto contaminarmi con cossutta e diliberto. aggiunsi che mi piaceva il progetto della sinistra europea ma che ero contrario alla cosa rossa proprio per questo. leggo sulle agenzie di oggi che migliore dice che diliberto è “disastroso”. ma guarda! era lui, però, che voleva farci un partito insieme. o no? mah.

    il cpn di domani:
    nessuna resa dei conti, nessuna notte dei lunghi coltelli. ma chiarezza si. sono stufo del gioco delle tre tavolette. bertinotti dice che bisogna fare un partito e che il comunismo deve diventare una corrente culturale dentro il nuovo partito, giordano dice soggetto invece di partito, migliore soggetto unico. tutti dicono che prima viene la costituente (decisa da chi?) e poi il congresso. tutto ciò prima del voto. ora dicono che nessuno vuole sciogliere rifondazione. che vuol dire? che non propongono uno scioglimento come lotta continua o come il psiup? ovvio. perché vogliono che rifondazione venga superata nel processo costituente. è un’opzione legittima ma eventualmente la deve decidere con un voto il congresso. perciò il cpn deve impedire che l’attuale gruppo dirigente continui a realizzare una cosa che non ha avuto il vaglio democratico. tutto qui.

    unità della sinistra: si deve fare sempre l’unità possibile fondata su basi politiche veramente condivise. l’idea di mettere insieme e poi vedere i contenuti ha già dato bella mostra di se. chi vuole continuare a praticare questa strada fallimentare senza nemmeno prendere atto che il pdci e i verdi non la vogliono più, che sd si è liquefatta, ammesso che sia mai esistita, e che questa posizione è minoritaria in rifondazione secondo me è puramente irresponsabile.

    scusate la stringatezza e i tanti temi non considerati ma il tempo è pochissimo

    la discussione continua

    un abbraccio a tutte/i

    ramon

  41. care,cari, la posizione espressa nella mia precedente mail è assolutamente estremizzata; non penso che l’idea socialista in se sia finita ma in qualche modo si deve ridiscutere il tutto ponendo , accanto ai principi sacrosanti e intoccabili, in essere nuove metodologie d’analisi e come cercavo di dire l’occasione che abbiamo di discutere sul nostro futuro è importante ma parte con il piede sbagliato. Invece di fare un passo indietro (concettualmente non come singole/i) spariamo formule e formulette vuote e prive di significato. Secondo voi l’elettorato tornerà a votarci perchè gli proponiamo il ritorno a rifondazione? quale rifondazione? perchè gli proponiamo il nuovo soggetto? Con chi e per fare cosa?o la terza via?
    Tutti si schierano senza sapere su cosa e perchè. Io non so cosa pensare. Mi sembra tutto già visto.
    ….invece ….ferrero contro bertinotti, bertinotti contro russo spena, diliberto che si crede il salvatore della patria, ……aspetto ancora con vivo interesse di sentire qualcosa di nuovo…nel frattempo vi saluto caramente compagne/i mie/miei

  42. Caro Ramon, cari/e tutti/e,
    ci ho messo quattro giorni per decidere di scrivere queste poche righe. Quattro giorni di frustrazione, rabbia, desolazione, rilanci, frenate, attesa. Proprio così, anche attesa: che si calmino un pò le acque, si diradi il polverone, si passi alla fase due dell’elaborazione del lutto, quella della consapevolezza della botta ricevuta e dell’analisi un tantino più lucida.

    La prima cosa che voglio dire è che la coazione alla risposta immediata, la ricerca frettolosa delle ricette e con essa la logica dello schieramento interno e della resa dei conti sulle responsabilità è in questo momento non solo miope, non solo retrò ma anche un tantino surreale.

    Se quella che abbiamo vissuto e chiamato “la rifondazione” e cioè un percorso ricco e assai complicato di analisi, di ricerca e di innovazione ha ancora un senso, direi che questo è proprio il momento di ritirarla fuori. E non parlo della “struttura” ma dell’approccio: la disposizione al dubbio, l’articolazione di pensiero, l’indagine collettiva e partecipata e, last but non least, il dispiegamento di una passione condivisa. Il peggio che possiamo fare ora è rintanarci in steccati di appartenenza, consolarci con il mantra de “l’avevo detto”, rifugiarci in tre mesi di battaglie politiche fra porte che si chiudono, lunghi elenchi di telefonate, confederazioni, costituenti, morfologie di soggetti unitari, sventagliate di ripulisti e viva il nuovo.

    Registriamo una sconfitta terribile che merita un’analisi serissima, lucida e a tutto campo. Su quello che c’è cambiato intorno e su quanto, come e perché siamo stati incapaci di leggere, intercettare, capire, costruire, proporre, fare.

    Provo a tirare fuori almeno quattro elementi di ragionamento pur sapendo che ognuno di questi apre un marea di valutazioni e di scenari. Siamo stati percepiti come INEFFICACI (due anni di governo e poco o niente in termini di risultati), come INUTILI (cioè “residuali” nel nuovo quadro della cosiddetta “terza repubblica”), come DISTANTI (dai conflltti, dai territori, dai movimenti ma anche dalle condizioni materiali di vita economiche e non solo), come ALGEBRICI (un cartello elettorale di poco senso, poca attrattiva, poca passione).
    Quattro motivazioni, alcune a fargli il pelo più “di destra”, altre volendo più “di sinistra”; alcune singolarmente sufficienti per votare altrove, altre che sommandosi hanno determinato una scelta. Tutte, comunque, meritevoli di un’analisi complessa (dei flussi, delle specificità locali eccetera) per capire quanto e dove si è sbagliato. Perché una cosa sola è certa e cioè che si è sbagliato. E parecchio.
    Nella migliore delle ipotesi per un difetto di lettura, per una mancanza di aderenza, per un’incomprensione dei processi e/o delle aspettative di tanti e tante, il che in politica non è un errore da poco. E’ uno vero e proprio sbandamento. Anche i più critici, anche i più incazzati, anche i più depressi fra di noi non immaginavano una caduta di queste proporzioni.

    Ora io penso che lo shock sia tale e tanto che bisogna avere il coraggio della modestia, la fermezza nel disporsi ad un ragionamento faticoso e ad un lavoro di ricostruzione sui tempi lunghi, la convinzione che le facili scorciatoie della conta e della capriola appartengono ad un armamentario obsoleto e francamente, oggi, con questo livello di consenso, anche un pò ridicolo.

    Andiamo verso un congresso. Io chiedo che si vada a fondo. Che le opzioni emergano. Che ci sia chiarezza nelle analisi, nella critica e autocritica, nelle scelte e nelle proposte. Chiedo però anche che si recuperi, da parte di tutti, una pratica della relazione e dell’ascolto che è la più grande forza di un collettivo, di una comunità, di un partito, di un soggetto o di come cavolo lo si voglia chiamare. E non è un volemosebbene (che pure di questi tempi sarebbe già qualcosa) è una vera misura di igiene della politica, l’unico modo per rendere veramente agibile la partecipazione.

    Starò con chi non bercia, con chi non sgomita, con chi non ha la ricetta in tasca, con chi è confuso, con chi pensa che dobbiamo seriamente rimetterci a “camminare domandando”. Starò con chi non andrà sventolando la cura ma saprà avere cura.
    Baci.
    Maca

  43. giovanni Says:

    Caro Ramon ,
    mi rendo conto che hai un bel po di cose di cui doverti occupare.

    MA LO DICO A TE E A TUTTI GLI SCRIVENTI DEL BLOG!!!!!!!

    Ho dato una scorsa a tutte le risposte,é MAI POSSIBILE CHE NONOSTANTE
    IL RISULTATO ELETTORALE NESSUNO AFFERMI CHE LA STRATEGIA POLITICA
    DELLA LEGA è PIù AVANZATA!!!! DICIAMOLO CHIARAMENTE è LA SOLA VERA
    NOVITà POLITICA DEGLI ULTIMI 20 ANNI IN ITALIA!!!

    Poi ci sono un sacco di se e di distinguo ma adesso sarà il caso di prendere
    in considerazione il federalismo. Io sono federalista dal 91.
    Sarà una curiosa nemesi ma il suo più noto ideatore si chiama MARC era
    un russo EBREO,anche per semplice assonanza quello che ha scritto è da
    leggere.Bossi sicuramente l’ha fatto e gli effetti si vedono.
    Non voglio fare adesso propaganda, ci sono molte cose che critico duramente della lega,ma va anche dato atto che la capacità politica di incidere è maggiore di quella espressa da RC. Bisogna ammettere che non
    esiste un movimento più creativo e più moderno della lega.
    Nel rifondare e nel recuperare bisognerà anche osservare e valutare la
    realtà della politica così per come si manifesta. Inoltre è l’unico movimento
    non subalterno. Meglio studiare un’alleanza con la lega che con Pecoraro,
    abbiate pazienza.
    Non volermene Ramon e voi tutti ma davvero l’ideologia rende sordi e ciechi, l’uomo ha bisogno di una casa, del cibo, degli abiti, e del diritto
    di pensare come gli pare. L’esperienza capitalista si è mangiata quella
    comunista e quello che resta delle esperienze comuniste della storia vediamo come sono finite CINA DOCET.
    Se come è vero e lo so RC esprime o voleva esprimere la perte bella
    di un nobile principio di libertà perchè non fare uno sforzo teorico e creativo per presentarlo in maniera più adeguata? Diceva il poeta che cambiando il nome alla rosa non sarebbe cambiato il suo profumo,la sua
    essenza!
    Con sincera partecipazione e con immutato rispetto a te e a tutti voi,
    VIVA LA VITA!

  44. Giovanni, la lega è tornata quella del 92 e ha ripreso tutti i voti sull’onda di Roma ladrona. Questa cosa che la lega ora è un modello e che noi bisognerebbe imparare dai leghisti proprio è priva di significato. La lega ha sempre avuto un suo voto operaio come lo ha avuto tra i commercianti. E’ piombata anche sotto il 4% nel 2001. E anche nel 2001 o nel 2006 non mi sembrava fosse dolce e comprensiva con gli Iman e i Musulmani. Proprio non condivido l’analisi che scaturisce dalla considerazione che la lega ha preso i voti di rifondazione perchè sa parlare meglio di loro e delle loro paure.
    Dell’elettorato storico di rifondazione la lega ha raccattato le briciole, e poi lo ha fatto solo al nord e nel resto d’italia pensate che il crollo sia dovuto alla lega????
    Se poi si parla che in certe perferie del nord è un modello di radicamento quello è vero, ma che sui contenuti e sulle modalità politiche si cominci a vedere in quel partito un esempio, qui ci si sbaglia di grosso.
    La lega i voti gli ha presi soprattutto ad alleanza nazionale e a forza italia, andate a vedere il voto in Lombardia e in Veneto.
    E ti dico di più tra qualche anno la lega ritornerà su basi più modeste quando i lumbard e specialmente quelli poveri che l’hanno votata diventeranno ancora più poveri e quando si accorgeranno che gli extracomunitari non saranno stati cacciati.

    Luca

  45. Edoardo Pascarella Says:

    Apprezzo la franchezza di Ale B. perché sono anch’io sempre molto franco.
    Credo che tu abbia scritto un cumulo di sciocchezze.
    Che esistano delle differenze tra noi due sembra evidente. Io pur considerando importante l’elemento umano e soggettivo tendo a privilegiare i contenuti e le proposte, tu fai il contrario.
    Infatti non entri nel merito del contenuto dell’appello ma ti limiti a giudicare le persone che lo hanno elaborato ed i loro reconditi scopi.
    Non escludo che vi possano essere scopi diversi da quelli dichiarati ma è con il testo dell’appello che io mi misuro e, ripeto, lo condivido totalmente.
    Mantovani, in misura molto minore, secondo me fa il tuo stesso errore, ma almeno entra nel merito del contenuto ed usa l’aggettivo “accattivante” per definirlo.
    Per ultimo una curiosità… tutti quelli che dissentono dalle tue opinioni sono stalinisti?

    P.S. Libertini, Garavini, Mantovani, Vendola, si allearono con Cossutta per far nascere Rifondazione Comunista, Partito nel quale tu oggi militi. Certo non si può paragonare, neanchè per scherzo, Cossutta a Pol Pot, però…

  46. salvatore semeraro Says:

    Caro Ramon, condivido anch’io la tua contrarietà ad un processo di riunificazione con il PDCI. Oggi quetso non può accadere e credo che la discussione si debba concentrare innanzitutto sul “come usciore da questa situazione ” come partioto della Rfiondazione . Le alleanze ed i processi di ricostuituzione se ci saranno verranno da sè nel momento in cui abbiamo ricostruito un azione politica e sociale forte ripartendo dai bisogni sociali .
    Voglio però sollecitare una provocazione: tu chiedi le dimissioni del gruppo dirigente..ebbene sono d’accordo ma cosa pensi della candidatura dell’ex Ministro Ferrero a traghettatore verso il congresso? Che pensi della sua autoinvestitura a futuro segretario del partito? Coerentemente penso che Ferrero ha sempre agevolato la nascita della SA ed appoggiato le posizione di Bertinotti sulla subalternità di Rifondazione alle dinamiche politiche governative. Oggi Ferrero è responsabile della “catastrofe” quanto Bertinotti e Giordano e credo debba seriamente prendere in considerazione di fare non un passo indietro ma pesanti chilometri. Forse deve tornare al territorio perchè penso che i media ed i salotti ministeriali gli hanno creato qualche problema perdendo il contatto con la realta che dice di rappresentare. Tant’è vorrei che mi rispondessi per maggior chiarezza di posizioni.

  47. giovanni Says:

    Caro Luca,
    concordo con te sull’analisi del voto. Ma io ho fatto un’altro ragionamento.
    Il fatto poi che una componente di destra egemonizzi un contenuto innovativo
    dovrebbe far riflettere ancora di più.Non sto facendo apologia della lega ma
    sarebbe opportuno analizzare in modo più profondo un fenomeno politico
    come quello della lega.Troppo spesso si usano dei luoghi comuni senza entrare nel merito. Per quanto riguarda lo scontro di cultura con l’islam vorrei
    ricordare solo due cose 1 che l’islam non è propriamente tenero con i comunisti 2 nelle aree a più alta presenza leghista le aziende hanno mense
    cosher per i lavoratori islamici e che la lega è tutto fuorchè un monolite,
    Esistono molte anime diverse fra loro. Mi sembra che il fenomeno lega venga ignorato o bollato come destra e basta e penso che questo sia un
    atteggiamento di arroganza politica,di intellettualismo, un pezzo di salotto
    per capirci. Ciò detto ti ringrazio per avermi letto e anche risposto con
    chiarezza e precisione. E nel caso,sono disponibilissimo a continuare un
    confronto franco e leale.
    Un caro saluto, viva la vita!

  48. stefanog Says:

    Alcune schematiche considerazioni in risposta quà e là ai vari interventi
    La Lega: si si è radicata e ha incorpato pulsioni proletarie ma siamo convinti che la politica si faccia copiando i modelli vincenti? Io credo che la Lega abbia fornito spiegazioni semplici e razziste a fenomeni complessi alimentando la guerra fra poveri, noi dovremmo fare il contrario, rendere comprensibile e affrontabile la complessità, ricostruendo proposte solidariste di società e di vita comune,
    L’appello all’unione dei comunisti: personalmente non mi affascina il suo carattere identitario e declamatorio, credo che con chi lo ha firmato come con tanti altri dobbiamo dialogare partendo da una differenza di fondo.
    I voti persi: le cause sono tante, quasi individuali, fra l’altro ognuno ha pensato che il proprio “non voto” non risultasse necessario, salvo pentirsene il giorno dopo a latte versato. Mi incazzo con chi non ci ha votato perchè abbiamo voluto l’indulto (unico fatto politico positivo degli ultimi 20 mesi) solidarizzo con chi non si è più sentito difeso, con chi si è sentito tradito e abbandonato dalle nostre scelte governiste, come solidarizzo con chi si è ritrovato sballottato in un progetto confuso e perennemente rimesso in discussione come quell’ dell’SA.
    A proposito di SA: lasciamo perdere ogni discussione in proposito, è morta, i soci hanno abbandonato la nave prima ancora che imbarcasse acqua, ripartiamo dall’idea che l’unità della sinistra è tutta un altra cosa e che non si realizza senza il Prc.
    A proposito un quesito: e se si ricostruissero le condizioni per ricomporre le divisioni con Sinistra Critica e PcL che, al di là delle differenze, un rapporto con i movimenti hanno provato a mantenerlo?
    Cpn, gruppo dirigente e congresso: neanche io penso ad una resa dei conti, anzi dobbiamo ricostruire le fondamenta del partito partendo dall’ipotesi che ognuno di noi, nel suo ruolo, abbia le proprie responsabilità. Ma ammettere questo non significhi dire che siccome è colpa di tutti non è colpa di nessuno. Ne desumo che il gruppo dirigente deve fare un passo indietro, che si devono creare condizioni di reale garanzia democratica per arrivare a congresso (trasparenza di modalità, percorsi e aspetti organizzativi che vanno condivisi ) nell’ipotesi di arrivarci senza doppie verità. Chi ha delle tesi le espliciti totalmente, non utilizzi artifizi linguistici per arrampicarsi sugli specchi, si discuta e ci si confronti anche duramente, nella logica che tutte e tutti siamo importanti e non debbono esistere totem intoccabili.
    Nel frattempo, da quì a luglio, che si aprano i circoli, che diventino luoghi di reale cittadinanza sociale, spazi utili alla collettività, ai movimenti. Al congresso ci dovremmo arrivare avendo respirato l’aria di certe esperienze di conflitto senza innamorarsene ma rientrando con queste in connessione critica. Ci servirebbe a ricomprendere non tutta la società ma quelle componenti, quelle identità fluide, quelle forme di esperienza collettiva che hanno guardato a noi e che di noi oggi diffidano giustamente ma che hanno esigenza di tradursi in esperienza politica.
    Non penso alla nostalgia di Genova, penso al fatto che in questo paese assurdo, chiuso nelle infelicità e nelle solitudini , nelle paure e nella difesa di miseri privilegi, ci siano ancora energie inesplorate , nicchie di resistenza. Non c’entra nulla con la sinistra diffusa c’entra con un angolo nascosto di paese, meno visibile e meno fotogenico forse, inadatto all’hard Rock Cafè, più sporco e contraddittorio.
    Ci vogliamo tornare, come rifondazione, per ricostruire e ricostruirci come sinistra, in questa parte di paese?
    Da ultimo,proveniendo dalla sinistra più radicale e denigrata, non mi spaventa ritrovarmi extraparlamentare, mi spaventa di più scoprirmi extrasociale. Che brutta cacofonia.
    Grazie per la pazienza di chi mi legge

  49. Ezio Lovato Says:

    — da Liberazione del 17 aprile 2008 (pag. 4); parla Michele De Palma: “Il primo modo per non dissolvere Rifondazione è evitare la caccia all’uomo. Il punto non è spazzare via qualcuno, le responsabilità sono collettive……”;
    — da Liberazione del 17 aprile 2008 (pag. 4); parla Alfonso Gianni: ” La cosa più mortificante è vedere un multiforme cartello di persone, che fino a ieri hanno litigato tra loro, unirsi contro il segretario visto come capro espiatorio di una responsabilità che invece è collettiva e ben distribuita».
    — da Liberazione del 17 aprile 2008 (pag 5); parla Nichi Vendola: “Non si cerchino i colpevoli ma s’indaghino le cause: Ripeto, assumendoci collettivamente la responsabilità della sconfitta”;
    — da Liberazione del 18 aprile 2008 (pag. 1); parla Franco Giordano: ” A me pare evidente e direi scontato che dobbiamo disporci con umiltà ad un’assunzione collettiva di responsabilità. E’ quel che appunto proporrò. E, come pure s’è letto su qualche giornale, l’avrei fatto anche solo individualmente, su me stesso intendo. Ma sento fortissima, ora, la necessità persino vitale della responsabilità collettiva……”

    Che dire??? “Tutti colpevoli, nessuno colpevole”: ecco la linea dettata dal Demiurgo per la salvezza (politica) dei propri subordinati (e da questi ultimi eseguita).
    A qualcuno – come successo a me – fa venire in mente il Bettino Craxi di Tangentopoli?
    Impediamo, a questi soggetti, di disintegrare definitivamente il partito!
    A casa!!!!!
    Il Segretario provinciale della federazione del PRC di Vicenza
    Ezio Lovato

    P.S.:
    informo i compagni che, alcuni giorni fa, mi è stato comunicato che sono stato deferito – su cortese “interessamento” di Michele De Palma – al Collegio di Garanzia (affinchè vengano valutate eventuali mie violazioni statutarie meritevoli di sanzioni disciplinari); questo per avere inviato, in data 07/02/2008, la sottostante mail alla Direzione di Liberazione. Nel confermare in toto il contenuto della mail (c’è ancora diritto di parola e di critica in questo Partito?) devo purtroppo prendere atto che l’opera di distruzione del Partito è giunta ormai a compimento.

    Al direttore di Liberazione P. Sansonetti

    e p.c.

    alla Redazione di Liberazione,

    all’Ufficio abbonamenti di Liberazione

    In riferimento all’abbonamento annuale che la Federazione del PRC di Vicenza effettua – da svariati anni – al quotidiano Liberazione (abbonamento scaduto proprio in questi giorni), comunico che la Segreteria provinciale di Vicenza ha deciso, all’unanimità, di non rinnovare detto abbonamento.

    Non si intende infatti finanziare con un solo euro della Federazione un giornale che – ormai da tempo – ha smesso di essere il quotidiano di tutto il partito, per diventare invece sempre di più un foglio di propaganda di una sua parte, probabilmente minoritaria, composta essenzialmente di burocrati che, insediatisi al vertice di Rifondazione Comunista, sono alacremente all’opera per la sua distruzione.

    Saluti

    Il segretario della Federazione PRC di Vicenza

    Ezio Lovato

  50. Esistono sempre i reduci che pensano che il ventennio sia stato un bene per il paese ed esistono quelli che credono ancora in un ideale chiamato comunismo. Non sono qui per criticare il pensiero ma per osservare che forse, e dico forse, la vostra idea manca di un elemento fondamentale, ossia la liberta’ individuale.
    Se sei comunista devi pensare prima la partito, prima all’ideale e poi alla tua liberta’.
    Se sei invece credi nell’uomo come singolo elemento fondamentale allora capisci che e’ l’ideale a piegarsi alle necessita’ umane e non viceversa.
    liberta’ e’ partecipazione, ma non c’e’ partecipazione veritiera se essa non e’ volontaria.
    berlusconi ha stravinto perche’ ha puntato sull’egoismo personale, in parte, ma soprattutto ha sfruttato il dissenso di un precedente governo, davvero scandaloso. La sconfitta’ dell’arcobaleno e’ solo una sequenza logica. Nullapiu’.
    Se volete veramente risorgere dovete capire che prima viene l’uomo e poi l’ideale. Questo non e’ meno sacrificio, non e’ egoismo, ma l’esatto contrario: e’ la volonta’ di difendere diritti umani a voi sconosciuti, da voi piu’ volte ripudiati (come la proprietà privata cosi’ come tutti i diritti fondamentali dell’uomo), fino alla morte.
    Insomma dovete smettere di pensare comunista, senza per forza accettare berlusconi od il capitalismo.
    Forse non vincerete ancora, ma capireste che non e’ tanto importante essere vincenti, quando sapere di percorre una strada umana.
    Se non capite nulla di questo, allora diverrete sempre meno, come i reduci. Ma in fin dei conti questo e’ davvero poco importante. Lo e’ solo lo spreco di risorse umane che potrebbero essere consapevoli del bene che potrebbero fare per loro e per gli altri.

  51. Roberto Says:

    E’ evidente a tutti che la Caporetto elettorale della Sinistra ha origini complesse e precedenti al frettoloso quanto in-fausto soggetto “Sinistra Arcobaleno”. La sua comprensione deve impegnare, come in effetti avviene, tutti noi da subito.

    Ma nello specifico di Rifondazione e delle sue sventurate scelte ufficiali, poche ciancie:

    1) tutto è stato deciso e predeterminato da pochi, tra cui i vari De Palma, Alfonso Gianni, Vendola, citati da Lovato nel suo intervento ed altri non citati, senza uno straccio di discussione, né sulle forme di presentazione alle elezioni né tantomeno, conseguentemente, sulla composizione delle liste.

    2) A Di Palma, Gianni e soci vorrei dire che è vero, esistono responsabilità collettive. La prima e maggiore tra queste è quella di chi ha permesso a voi arroganti e sciagurati, di appropriarvi del Partito per distruggerlo.

    3) A Ezio Lovato va tutta la mia adesione e solidarietà. Un Michele De Palma, dopo i danni “irreversibili” che ha contribuito a combinare, dovrebbe avere il pudore di andarsi a nascondere; altro che Collegio di Garanzia!

  52. Roberto Says:

    caro Kijo-che-hai-capito-tutto-del-mondo-della-vita-dell’uomo,

    vorrei dirti che “forse, e dico forse”, la tua idea dei comunisti, te la sei fatta nella tua testa a prescindere, oppure attraverso una vulgata veramente da un tanto al chilo.

    Però, sempre che ti interessi, potresti approfondire.

  53. Quando c’è un terremoto e ti cade la casa addosso non ti proccupi di salvare le fotagrafie di famiglia ma di mettere in salvo la tua vita e quella dei tuoi cari. Poi sistemato in un campo di sfollati sotto una tenda non pensi al colore della cravatta che devi indossare ma come resistere alla disgrazia, passato qualche giorno, dopo aver pianto, per quello che ai perso insieme a tutta la tendopoli (compreso il tuo ex vicino di case che non ai mai sopportato per cose sempre futili) inizi a pensare come costruire la tua nuova casa con i pochi mezzi a disposizione ma con tanti tanti sogni.
    Io sono convinto che l’unica strada percorribile e quella di unire tutta la sinistra in un’unico soggetto, capace di ridare voce a quella sinistra diffuso che oggi vive fuora dalle organizzazioni esistenti.
    pino

  54. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Ho ricopiato l’intervento breve e chiaro del segretario della Fed. di Vicenza.
    Ora che il CPN prosegue, tornerei dopo con altre considerazioni ma allo stesso tempo ritengo che l’intervento vicentino abbia valore di vero e proprio Manifesto. Manifesto al quale aderisco!

    Alessandro Gulinati – Circolo del lavoro precario – Bologna

    – da Liberazione del 17 aprile 2008 (pag. 4); parla Michele De Palma: “Il primo modo per non dissolvere Rifondazione è evitare la caccia all’uomo. Il punto non è spazzare via qualcuno, le responsabilità sono collettive……”;
    – da Liberazione del 17 aprile 2008 (pag. 4); parla Alfonso Gianni: ” La cosa più mortificante è vedere un multiforme cartello di persone, che fino a ieri hanno litigato tra loro, unirsi contro il segretario visto come capro espiatorio di una responsabilità che invece è collettiva e ben distribuita».
    – da Liberazione del 17 aprile 2008 (pag 5); parla Nichi Vendola: “Non si cerchino i colpevoli ma s’indaghino le cause: Ripeto, assumendoci collettivamente la responsabilità della sconfitta”;
    – da Liberazione del 18 aprile 2008 (pag. 1); parla Franco Giordano: ” A me pare evidente e direi scontato che dobbiamo disporci con umiltà ad un’assunzione collettiva di responsabilità. E’ quel che appunto proporrò. E, come pure s’è letto su qualche giornale, l’avrei fatto anche solo individualmente, su me stesso intendo. Ma sento fortissima, ora, la necessità persino vitale della responsabilità collettiva……”

    Che dire??? “Tutti colpevoli, nessuno colpevole”: ecco la linea dettata dal Demiurgo per la salvezza (politica) dei propri subordinati (e da questi ultimi eseguita).
    A qualcuno – come successo a me – fa venire in mente il Bettino Craxi di Tangentopoli?
    Impediamo, a questi soggetti, di disintegrare definitivamente il partito!
    A casa!!!!!
    Il Segretario provinciale della federazione del PRC di Vicenza
    Ezio Lovato

  55. caro Ramon,
    ho sentito il tuo intervento al CPN ed è l’unica analisi nella quale mi rispecchio. L’abbandono frettoloso della sinistra europea (quella vera, non quella servita solo per far entrare in parlamento folena e falomi) e la rincorsa al fusionismo ha fatto in modo che venissimo percepiti come l’ombra a sinistra del PD. La vera sinistra arcobaleno-europea o come altro vogliamo chiamarla l’avevamo in mano nel luglio 2001 a genova, ma non siamo stati in grado di organizzare con il movimento un contenitore dove la nostra identità rimaneva presente pur contaminandosi con gli altri soggetti. Quindi basta al fusionismo e riprendiamo il dialogo con il movimento ammettendo i nostri errori. Se andrai fino in fondo e presenterai un tuo documento al congresso, oggi ti sei guadagnato il mio voto. E penso che la linea che proponi ne troverà altri.

  56. Edoardo Pascarella Says:

    “O punti sulla discontinuità, sul cambiamento radicale della linea che ha portato alla catastrofe oppure sei il residuo del fallimento. Bisogna cambiare radicalmente linea politica, passare da una logica governista a una logica di opposizione, anche di lunga lena, persino sociale e non solo politica. Ed in direzione opposta alla tendenza “anticomunista” che si è manifestata negli ultimi anni dentro Rifondazione. Uno può dire che la “Costituente Comunista” è una cosa che non lo convince, che non gli piace ma non può dire (come fa Giordano) che è “una regressione”.
    Quando si parla di comunisti e di comunismo ai dirigenti di questo Partito ormai viene l’orticaria.
    Di Comunismo non se ne deve parlare più e sono anni che questo avviene. È questo “anticomunismo” che ha portato Bertinotti a dire che il Comunismo è, al più, una delle tante tendenze culturali della sinistra arcobaleno.
    Questa tendenza “anticomunista”, che ha portato a diluire Rifondazione Comunista dentro un soggetto che somiglia molto a quello occhettiano di 18 anni fa, ha fatto fallimento.
    Per salvare Rifondazione Comunista non c’è alternativa al rilancio della sua identità comunista ed al rilancio del suo progetto originario e cioè della rifondazione di una nuova forza Comunista in Italia capace di entusiasmare e di motivare i tanti compagni sempre più demoralizzati.
    Se qualcuno è capace di proporre un progetto alternativo più forte e che abbia però un qualche contatto con la realtà sono anche disposto a cambiare idea.”
    Dall’intervento di Leonardo Masella al CPN del 19 aprile.

    Condivido alla lettera!

  57. giovanni Says:

    Caro Ramon, cari scriventi e leggenti
    sto seguendo da ieri la diretta di radio radicale ( per fortuna che mi è venuto
    in mente di cercare la radio di pannella perchè neanche liberazione aveva
    comunicato questo appuntamento) comunque sento il bisogno di dire le mie
    prime impressioni. Mi sembra un confronto dominato dalla paura,e posso capirlo un evento come quello in tema mette paura. Rispetto ai mie standard
    mi pare che ci sia poca incazzatura,anche nel tuo intervento Ramon , ho notato molta prudenza sui modi e poca incazzatura emotiva . Ma viva dio ci vuole anche una sana urlata in certe circostanze.Comunque hai detto cose che condivido . Non che il mio parere cambi qualcosA MA IL LIVELLO GLOBALE DEL DIBATTITO NON MI SEMBRA ESALTANTE, FORSE PER LO SMARRIMENTO E IL TIMORE, non ho forse il diritto di esprimere il mio parere in relazione ad un contesto a cui non appartengo , però è per me
    motivo di tanta tanta amarezza vedere un parlamento così impoverito e quindi mi sento di dire il mio parere su due,tre semplici punti:

    1 Penso che non si sia evidenziata la nuova fase della democrazia occidentale LA DEMOCRAZIA COME ERA FINO AL 91 è MORTA DA ALLORA
    LA DITTATURA DELL’ECONOMIA HA PRESO IL SUO POSTO.

    2 SPIEGARE LA NUOVA FASE DEL CAPITALISMO , LA LOGICA DELL’IMPERO IL COMPLOTTO DELL’11/9/01 è un compito della sinistra-

    3 LA LETTURA DELLE CONTRADDIZIONI IN ITALIA IN EUROPA NEL MONDO
    é UN ELEMENTO FONDAMENTALE PER POTER CREARE UN NUOVO PROGETTO POLITICO CHE SINCERAMENTE NON HO ASCOLTATO NELLE
    DICHIARAZIONI AL CPN.

    io sicuramente non conosco la funzione del CPN ma pensavo che fosse un
    ” luogo” dove concentrare il meglio dell’analisi per meglio gettare le basi
    di un lavoro futuro. Non voglio fare ne sembrare più intelligente o bravo
    di nessuno,ci mancherebbe altro. Dico però che gli interventi per la loro
    grande maggioranza non mi hanno dato nessun elemento utile a capire
    qualcosa di più del voto,dell’italia,del mondo. Mi è sembrato un confronto
    tutto rivolto all’interno. Io credo che le risposte siano solo fuori dal partito
    e mi è sembrato di tornare indietro di 30 anni……un vero brivido.
    Ramon per ora non aggiungo altro spero tu possa cogliere nelle mie poche
    righe una semplice franca testimonianza per quello che può servire spero sia presa in questo semplice modo.
    Buon lavoro un abbraccio VIVA LA VITA !

  58. Ho ascoltato pure io Radio Radicale e ho potuto sentire solo l’ultima parte del discorso di Giordano.
    Ora la commozione e il dolore erano evidenti, e a questi dobbiamo la nostra comprensione e il nostro rispetto.
    Tutti noi sappiamo che a differenti risultati lo stesso Giordano avrebbe decisamente e cinicamente proceduto allo scioglimento……..ma forse è inutile fare questi ragionamenti.
    Ora sono arrivate le dimissioni e forse anche un parziale riconoscimento degli errori, ma mi è sembrato solo parziale, il richiamo al nuovo d’altra parte non è scomparso.
    Comunque dubito che altri che hanno accompagnato Giordano in questo ultimo periodo, faranno in questi giorni una seria autocritica, ripeto dubito………

    Luca

  59. Ho appena letto i risultati della votazione in Cpf.
    Aria !!!
    Ma non basta, Ramon. Non basta, compagni.
    Non c’è bisogno di nuove e brave guide, ma dobbiamo davvero avviare una reale trasformazione in ogni angolo del paese.

  60. Bene, bene ma non arrimpichiamoci a nuovi leader, non ne abbiamo bisogno
    le allusioni sono chiare……

    ciao!

  61. Complimenti, sei complice del disastro: Cornuti e mazziati.
    regaliamo il partito a Grassi e all’Ernesto! Bravo, colpo di spugna, cancellato Genova, i Movimenti, la nostra storia e il nostro futuro.
    Complimenti, non era facile.

  62. SI AGGIUNGONO ANCHE I MIEI DI COMPLIMENTI. PER UNA SEGGIOLA AVETE FATTO UN CAPOLAVORO!!! TI FARANNO MINISTRO DEGLI ESTERI DEL GOVERNO OMBRA DEL PRC, SEMPRE CHE NON GLIELO DIANO A PEGOLO. A CASA MIA SI DICE:”PEGGIO IL TACON DEL BUS” (peggio la toppa del buco)!!! luca ha ragione, non era facile.

  63. giacomo Says:

    ringrazio il compagno ramon per essere stato l’unico ad accorgersi di quel voto che è scivolato a sinisra di rifondazione. L’ 1 % tra sinistra critica e pcl non è molto in termini assoluti, ma andrebbe considerato che:
    -entrambe le formazioni hanno pochi mesi di vita
    -nemmeno loro sono state indenni dalle sirene del voto utile (forse un po’ di più se ne sono salvati quelli di ferrando che sono un po’ più identitari e a mio viso troppo settari)
    -esprimono realmente una nuova generazione di militanti che sono stati apertamente sfottuti dall’attuale gruppo dirigente
    detto questo, se la piantaste di guardare verso quei ferri vecchi stalinisti di diliberto, trovereste un intero mondo…
    saluti a tutti i compagni, spero che ci ritroveremo ancora insieme sul terreno delle lotte reali, dove la politica si fa davvero. è li che bisogna essere uniti, senza rancori. e speriamo che nessun dirigente tenti più di tenerci a casa.

  64. giovanni Says:

    Nel frattempo nel mondo che cresce oltre certe contraddizioni un prete
    di grande spessore annuncia che il vento soffia ancora ……
    viva Lugo viva la vita!

  65. giuseppe Says:

    Quante lacrime, quante troppe lacrime.
    In questo week end al cpn di Rifondazione il motivo dominante erano le lacrime, come ti voltavi e ti giravi, persone con gli occhi lucidi e groppi alla gola. Comunque la grande soddisfazione è stata vedere battuti il cieco gruppo dirigente e i giovani rampanti del “nostro partito”( I Depalma e i migliore vari).
    Sinceramente il “nostro grande Giordano” facendomi un pò di pena si è preso una stending ovation finale che sinceramente non si meritava proprio dopo averci portato alla Morte del nostro partito.
    Perchè è cosi la Rifondazione, quella in cui abbiamo creduto noi giovani generazione è Morta, e difficilmente col congresso ricominceremo a sognare.Vendola o Ferrero? Su che livello ci siamo messi già!!!
    Cin Cin Ramon.

  66. A proposito del CPN.
    Mi sono letto il documento approvato. Per essere una mediazione, non è male.
    L’obiettivo era quello di costringere il gruppo dirigente nazionale – in primis la segreteria nazionale – a dimettersi sia per un elementare dovere rispetto al fallimento delle posizioni portate avanti dalla stragrande maggioranza di questa, sia per evitare che quella segreteria gestisse il percorso fino al congresso “pro domo sua” e magari mettendoci davanti ad altri fatti compiuti ed irreversibili.
    Questo passaggio era non sufficiente, ma necessario.
    Dobbiamo ricordare, inoltre, che il CPN non è stato composto in base ai nnrr. emersi dal congresso di Venezia. Credo che esserci riusciti (non era scontato) sia un fatto positivo, ma per farlo è stata una scelta obbligata convergere con la mozione di Grassi.
    Questo significa forse che, per quello che mi riguarda, mi identifichi con Grassi od anche con Ferrero? No, significa che ora abbiamo di fronte un percorso di discussione con meno ostacoli presenti. In questa discussione, sempre per quello che mi riguarda, io voglio partire proprio da Genova 01 e da una ripresa dell’analisi delle tendenze del neo-liberismo globalizzato.
    Forse che quel documento ci impedirà di farlo?
    Se non fosse riuscito l’azzeramento della segreteria e la costituzione di un organismo ad hoc per gestire il congresso in modo aperto, cosa ci troveremmo a dire ora?
    Un’ultima considerazione. Su un punto mi trovo d’accordo anche con altr* compagn*: dobbiamo cercare di evitare, anche in un confronto libero ed esplicito, fin che possiamo la rottura di questa comunità politica. Per quello che ora è. penso che solo così potremo cercare di trasformarla in qualcosa di meglio.
    Non voglio assolutamente dire che ho ragione io, ma chiedo a tutt* di riflettere su queste cose.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

    P.S.: Comunque l’Ernesto ha presentato un proprio documento e non è confluito su quello approvato.

  67. ramon mantovani congresso di venezia “meglio un black bloc che burgio ministro degli interni”. Mo ci firmi i documenti insieme…
    sei proprio allo sbando.

  68. X luca, Elena, e quello che non osa firmarsi: I vostri commenti sono un manifesto di superficialità e arroganza, la stessa superficialità e arroganza con le quali vi stavate apprestando a rimuovere rifondazione e con essa Genova i movimenti e il nostro futuro. Non si riprodurranno le vecchie logiche forse a voi care, non è credibile il vostro attaccamento alla storia di Rifondazione, non è proprio credibile…….

    Luca

  69. Sulla pagina del Forum di http://www.sxm.splinder.com c’è un primo contributo di approfondimento in vista del congresso.
    Se volete, leggetelo.

  70. CARI COMPAGNI,
    SONO UNO DEI TANTI VOTI PERSI.
    AVETE UN’OCCASIONE NUOVA PER RISCATTARVI DALLA PERDITA DI CONSENSO DEGLI ULTIMI ANNI.
    PERCHè NON SIETE IN GRADO DI DARE UN’IMMAGINE UN Pò DIVERSA DALLA “NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI”.
    SE CADE QUALCHE TESTA VA BENE, MA UN PARTITO IN MANO A GRASSI è UN RITORNO AI MOVIMENTI?
    FEDE

  71. Caro Ramon e car* compagn*,
    sono felice del risultato del cpn e non capisco le critiche che leggo sulla convergenza con l’area di “essere comunisti”. Nella fase congressuale che ci portò a Venezia ho votato e sostenuto il documento “alternativa di società” ed eravamo in netta minoranza nella mia federazione (Sassari):avevamo l’otto per cento. Ma se ho votato quel documento, ne ho difeso le linee guida è stato perchè ritenevo pretestuose le critiche che ci venivano mosse dagli altri compagni circa il voler distruggere il partito, rinunciare ad un partito comunista. E’ questo che mi fa arrabbiare:essere stato preso per i fondelli. Ecco perchè ho ripreso fiato quando mi sono accorto di non essere solo. Credo quindi che il colpo basso non sia stato quello di Ferrero-Mantovani&C. che hanno votato con Grassi, ma il resto del primo documento che a furia di fughe in avanti si sono lasciati dietro il grosso del partito.
    Allo stesso tempo mi auguro di arrivare ad un congresso con documenti chiari che non lascino adito a dubbi, e che abbiano come stella polare quella della presenza territoriale, con circoli veri, funzionanti e non virtuali pro-congresso; altrimenti chiamiamolo partito comunista, sinistra unita o arcobaleno ma sarà solo un comitato elettorale.

  72. I lavori del Comitato politico mi lasciano profondamente insoddisfatto. In effetti non c’è stato neppure il tentativo di avviare un dibattito sul perché della disfatta come sarebbs atato auspicabile da parte di un gruppo dirigente che porta grandi responsablità. NOn si può fare di ogni erba un fascio ma chi è senza peccato scagli la prima pietro. In realtà questo dibattito era impossibile e bisogna dare atto a Mantovani,Ferrero, Russo Spena e anche Grassi , con gli altri compagni/e di essere riusciti a rompere un tentativo insidioso, cioè lo scioglimento silenzioni di Rifondazione, mai annunciato ma praticato. La costituente per il soggetto unitario e plurale della sinistra prevista subito dopo il voto avrebbe fatto evaporare Rifondazione fino alla scomparsa. Questo tentativo andava impedito, aprendo un percorso che consenta un dibattito vero,un confronto reale. Questo lccorreva fare e credo che sia stato fatto. Ora chi ha più filo tessa la tela.

  73. care/i tutte/i,
    come capite, non posso rispondere a tutti/e. è impossibile. proprio perché ho letto tutto so che è impossibile umanamente. del resto molti commenti, giustamente, prendono solo spunto dal mio scritto per proporre temi e domande. a parte le risposte implicite nei prossimi articoli cercherò di affrontare i tanti temi posti un po alla volta.
    spero di essere compreso.
    grazie
    ramon

  74. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    con il CPN il primo atto di questa pessima vicenda ha avuto termine. Bene ha fatto chi ha stoppato lo scioglimento di Rifondazione che per ora quindi vive e si avvia al congresso. ovviamente si è lungi dal fare la chiarezza dovuta. Le componenti che in maggioranza sono rappresentate nell’attuale organismo transistorio sono in larga parte le stesse che hanno gestito la rovinosa storia recente di Rifondazione. Certo non avrebbe potuto essere diversamente. Rimane il fatto che il Congresso dovrebbe servire affinchè invece le cose procedano molto diversamente con donne e uomini diversi e una linea politica non solo radicalmente diversa ma soprattutto chiara, spendibile tra la gente alla quale dovremmo sapere comunicare che il partito di domani non sarà più quello di bertinotti e giordano, delle boutade televisive e del dolcefarniente diffuso, della subalternità agli apaprati sindacali, delle declamazioni senza conseguenza alcuna etc . . . etc . . . il discorso continua e ora occorre capire come nasceranno i documenti congressuali. Non sarà semplice e il mimetismo o sommergibilismo torneranno a ruggire, anzi sono già tornati a ruggire fragorosamente. Vedremo . . . ma sulla capacità dell’ex maggioranza di rompere con il passato ho seri dubbi, tuttavia non fugati da quella che sarà stata una necessaria convergenza in CPN ma che ora si presenta come una sorta di armata nera composta dall’ex ministro e responasbile lavoro-welfare Ferrero, i grassiani (quelli che a Genova dalle colonne del Manifesto tentarono di ridimensionare o ridicolizzare i movimenti sociali) e un bel gruppo del clan bertinottiano. Dove e come vogliamo andare in questo modo? Certo il materiale umano del CPN è in buona parte questo e certo facciamo il congresso proprio per modificare questo stato di cose . . . pertanto vedremo . . . ma non è semplice stare ad una discussione di stampo politico con chi in genere usa altri mezzi . . . vedremo . . . Ciao, Ale – Circolo Lavoro precario Bologna

  75. giancarlo Says:

    Domani sera avremo la prima riunione degli organismi dirigenti della federazione di Pesaro-Urbino ,mi auguro dato che trovo molti spunti condivisibili da quanto da te scritto,che almeno in questa realtà si possa trovare quella forza e si abbia la capacità di non disperdersi tra come tu dici tra innovatori e conservatori ma a ritrovare le ragioni della nostra esistenza in quella parte del mondo del lavoro che ci aveva chiesto di rappresentarla sin dalla manifestazione di ottobre e che noi per ragioni di sudditanza al governo Prodi abbiamo disatteso,forse coltivo ancora qualche illusione rispetto al fatto che non sia già troppo tardi,ma da qui al congresso questo sarà il terreno sul quale proverò a spendermi.
    Grazie per tutto quello che fai,Ramon
    ps) il circolo aziendale dell’Ipercoop di Pesaro 20 iscritti hanno ad oggi già in 16 rinnovato la loro adesione all’idea che rifondazione continui ad esistere…. come stimolo sarà piccola cosa ma….

  76. Leone Condemi Says:

    Caro compagno Ramon, e cari compagni, sperò da militante di Rifondazione che al prossimo congresso non ci sia possibilità alcuna che dirigenti come Giordano, Migliore etc., abbiano la possibilità di fare colpi di mano, bisognerà controllare attentamente gli iscritti, perché, con dirigenti come loro, che io non esito a definire ,per come si sono e si stanno comportando, social fascisti, non si sa come vanno a finire le cose, io nel piccolo del mio circolo, farò di tutto per illustrare al meglio la posizione , tua e di Ferrero, che anche mio fratello che è anarchico, ha apprezzato. contiamo su di te, al compagno Ezio Lovato, sono con te, Di Palma dovrebbe vergognarsi, si comporta come un piccolo Beria, ma sono sicuro che tutto il Partito, meglio coloro che credono nel Partito e non nei posti di poter sono con te.

    Saluti Comunisti
    Leone Condemi detto Bordiga ( Membro Direttivo di Circolo Lazzaro R.C.)

  77. Caro Ramon, mi interrogo e cerco risposte al disastro elettorale e soprattutto mi chiedo cosa puo’ fare la sinistra oggi. E non condivido il tuo messaggio. Per me la cosa piu’ importante è quello di riconquistare i ceti popolari, facendo si’ che si sentano difesi e rappresentati da una sinistra che finalmente ascolta e impara ad ascoltare e smette di compiacersi parlando allo specchio. E’ ora di smetterla di rappresentare un’elite intellettuale e culturale ormai distante anni luce dai bisogni e necessita’ dei ceti popolari. E smettiamola anche di sopravalutare “i movimenti” spesso fatti di persone figli dei ricchi progressisti. Per me la sinistra deve essere questa cosa, e poco importante chi lo fa ma determinante è fare in funzione di un progetto che si rivolge agli operai, precari, disoccupati emarginati e coloro che davvero faticano a fine mese. Questi sono i soggetti che mi interessano e non chi come Bertinotti insegue i salotti bene della borghesia romana mostrando un senso di frustrazione e ambizione imbarazzanti. Ti saluto, con la stima di sempre
    Andrea (ex MLS)

  78. Caro Ramon,
    come sanno i pochissimi masochisti che leggono il mio blog, ho sperato fino all’ultimo che a sinistra del PD di Veltroni, ma anche della Binetti, di Carra, di Rutelli, nascesse una “cosa rossa” unitaria, per la quale avrei votato volentieri. Sono nate 9 “cose” (quattro dentro la SA, e cinque ancora più a sinistra.
    A questo punto ho deciso di far campagna per il voto disgiunto (PD alla Camera – visto che era l’unico raggruppamento in grado di competere), e SA al Senato (con la speranza di contribuire al raggiungimento dell’8%.
    Ho fallito tutti gli obiettivi. Ora, persone ben addentro ai meccanismi delle amministrative romane, mi giurano che a far perdere Rutelli, ed a consegnare Roma ai fascisti, abbiano attivamente contribuito le sinistre, con una sorta di “astensione attiva”, ed io non so più cosa pensare. Mi aiuti?
    Antonio

  79. antonio Says:

    Nessuno, oggi, in uno scenario come questo, nel partito e fuori di esso, è in grado di dare lezioni. Beninteso, non sono per il “tutti responsabili” (che diventerebbe “nessuno è responsabile”). Sarebbe una visione troppo irenica, accomodante. No, c’è chi ha più responsabilità. Non dimentichiamo che questo partito è stato gestito con pratiche maggioritarie. Chi prese la maggioranza al congresso di Venezia si è preso tutto il partito e ha applicato le proprie idee senza scendere a compromesso alcuno. Quindi quel gruppo dirigente è responsabile in pieno.
    Su questo vedo e leggo che quasi tutti sono d’accordo. Il principio è: chi sbaglia se ne assuma le responsabilità. Qualcosa non ha funzionato, quindi la linea politica va cambiata. L’abbicì del marxismo non sta forse in questo rapporto creativo tra teoria e prassi? Bisogna imparare dalle proprie azioni e dalle loro conseguenze, diciamola così.
    Ma una cosa, però, non la capisco proprio. Va bene chiedere conto all’ex gruppo dirigente del suo operato. Ma perché accanirsi a fare gli esami del sangue anche a chi in questi ultimi anni è stato critico verso la gestione Bertinotti anche a costo di una esclusione? Leggo ancora tra le righe un sentimento di sospetto e di diffidenza, una tendenza a catalogare i compagni di partito in compagni di serie a e serie b, compagni affidabili e compagni non affidabili, compagni innovatori e compagni conservatori. In questo partito il dibattito interno è stato inquinato per tanto, troppo tempo. Bastava una virgola, un congiuntivo in più e subito zac, eri etichettato come un antimovimentista. Un distinguo et voilà, eri uno stalinista. E allora penso che oltre a criticare – giustamente – il vecchio gruppo dirigente, una qualche autocritica dovremmo farla anche noi militanti a noi stessi. Siamo sicuri nella nostra modalità di dibattere di non aver introiettato i metodi che oggi rimproveriamo ai nostri ex dirigenti? C’è bisogno davvero di un cambio di linea radicale. Dobbiamo rimproverare a ferrero (finiamo sempre per parlare di leader o giù di lì) di essere stato “bertinottiano” e “governista”? Sì, certo, lo è stato, ma vogliamo dargli merito di aver chiaramente e pubblicamente riconosciuto il fallimento della strategia di governo? E grassi? Deve essere marchiato a vita come quello che dice una cosa e ne fa un’altra? E’ stato detto di lui che avrebbe fatto scissioni, che sarebbe andato con il pdci, che sbagliava prima perché era frontista e alleantista e poi perché voleva i famosi paletti per andare al governo… insomma tutto e il contrario di tutto. Ma i fatti conteranno qualcosa, dovremo prima o poi riconoscere che i nostri stereotipi non hanno trovato riscontro nei comportamenti dei compagni di cui davamo per scontato il nostro giudizio? Per favore non diamo lezioni, abbiamo bisogno di un bagno d’umiltà. Finiamola con il presupporre che dietro le parole e i comportamenti ci siano sempre altre intenzioni di segno contrario. Siamo talmente messi male che dobbiamo persino reimparare a discutere. A discutere da comunisti.

    saluti comunisti

  80. CREDO CHE PER LA SINISTRA PIU ESTREMISTA CI SIA BISOGNO DI VOLTI NUOVI.CI VUOLE GENTE COME ENRICO BERLINGUER, E DE LI CHE é MORTA LA SINISTRA IN ITALIA CN LA MORTE DI UN GRANDE QUAL’ ERA ENRICO BERLINGUER

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