APPELLO

Qui di seguito il testo dell’appello proposto da Tiziano Loreti, Segretario provinciale, e da Alessandro Bernardi, Responsabile movimenti della Federazione bolognese del Partito della Rifondazione Comunista.

Si tratta di una iniziativa molto utile al fine della battaglia congressuale, che si prefigge il dichiarato scopo di costituire una rete aperta per iniziare a discutere dei contenuti e dei modi con i quali affrontare il congresso.

Io ho aderito ed invito tutte/i a fare lo stesso.

Il sito (provvisorio) al quale fare riferimento è:

www.sxm.splinder.com/

La email alla quale far giungere le adesioni è:

ottobresempre@hotmail.it

Siamo compagne e compagni che in questi anni abbiamo lavorato nei conflitti sociali, nei movimenti e in Rifondazione Comunista.

Abbiamo condiviso un percorso, che aveva fatto di Rifondazione Comunista un progetto originale, sia nel campo delle forze politiche italiane che in quello internazionale.

Abbiamo visto nel progetto della Sinistra Europea il tentativo di costruire una soggettività nella quale le identità politico-culturali potevano arricchirsi, contaminarsi, ma anche rilanciarsi senza essere cancellate o dichiarate “fuori corso”.

Abbiamo condiviso la scelta, dopo i grandi movimenti locali e nazionali da Genova in poi, di provare la strada del governo per tentare di invertire le tendenze dell’ultimo ventennio. Ma lo abbiamo fatto consapevoli che era una possibilità e che sarebbe stato necessario lottare per vincere le resistenze dei poteri forti e dei nostri stessi alleati di governo.

Per tutti questi motivi siamo critici sia sul modo con il quale siamo stati al governo e nelle istituzioni sia sulla natura politicista dell’attuale processo di unità della sinistra.

Ormai è chiaro che nell’esperienza di governo abbiamo finito con il praticare la “riduzione del danno” ed abbiamo introiettato l’idea, che mai ci era appartenuta, che non ci fosse la possibilità di rompere. E’ così che nella crescente separazione fra politica e società ci siamo trovati dalla parte sbagliata. Ed è così che di fronte ad un tale fallimento è comparsa la scorciatoia del superamento di Rifondazione Comunista e di un’unità verticistica con altre forze dal chiaro impianto governista ed elettoralista. Proposta che ha finito con inibire maggiormente e definitivamente la possibilità di presentare il conto al governo in occasione del decreto sul welfare e sulle pensioni, come pure avevamo deciso di fare, anche prevedendo un referendum di massa sulla nostra permanenza al governo nell’autunno scorso.

Il ventilato “superamento” di Rifondazione Comunista, la politica dei fatti compiuti senza una discussione partecipata, l’ambiguità, su questioni dirimenti, del processo unitario, hanno gettato nello sconforto molte/i compagne/i dentro e fuori il PRC.

Noi non ci riconosciamo nella formula ambigua “soggetto unitario e plurale”, dietro alla quale si nascondono posizioni diverse e forse perfino contrapposte, con la quale il gruppo dirigente nazionale del partito ha conservato l’apparente unità necessaria a fare, in modo oligarchico, scelte fondamentali senza nessuna discussione.

Siamo, invece, interessati ad una discussione congressuale chiara, senza reticenze, in modo che ogni iscritto/a possa veramente decidere del futuro, della linea strategica del PRC e della sua stessa esistenza.

Non ci proponiamo di dare vita ad una cordata nella maggioranza o ad una ennesima corrente di minoranza.

Pensiamo si possano unire coloro che, avendo condiviso e sostenuto negli ultimi congressi le scelte della maggioranza, sono critici con le scelte del gruppo dirigente di questi ultimi due anni. Vogliamo partecipare al dibattito congressuale con l’esplicito obiettivo di riprendere e rilanciare la rifondazione comunista.

Non consideriamo l’autonomia politico-organizzativa del PRC come un impedimento o un freno al processo unitario a sinistra. Al contrario vogliamo che il processo vada avanti su solide basi politiche e partecipative, ma senza rimuovere e ignorare le differenze profonde sul piano politico e teorico che esistono su temi fondamentali come il governo e il rapporto con il Partito Democratico.

Siamo consapevoli che il nostro partito vive una crisi e non ne vogliamo ignorare i limiti. Ci era sembrato, con la conferenza d’organizzazione di Carrara, che si fosse imboccata la strada giusta per cominciare ad affrontarli e risolverli. Ma abbiamo visto, con preoccupazione crescente, negare nei fatti quanto deciso a Carrara, in favore di una gestione, da parte del gruppo dirigente, improntata ad un uso strumentale del partito e della militanza per fini decisi da pochi, come si è ben visto in occasione della formazione delle liste elettorali.

Ma sappiamo per esperienza, e per nostra stessa testimonianza, che sempre le compagne e i compagni di Rifondazione, nei momenti più difficili, hanno saputo trovare energie inaspettate e la voglia di esistere collettivamente.

Facciamo appello a tutte/i le compagne/i interessate/i a salvare e rilanciare il PRC, il suo progetto innovativo ed originale, a lavorare per l’unità di una sinistra antagonista ad unirsi dal basso per discutere insieme, liberamente, fuori dalle ristrette logiche delle cordate della maggioranza  e dalle correnti di minoranza che, fino ad ora, hanno impedito una vera e partecipata discussione dentro e fuori il PRC.

L’analisi della globalizzazione capitalistica, la partecipazione alla nascita del movimento mondiale altermondista, l’individuazione di una profonda crisi della rappresentanza e più in generale della politica, la critica del potere, l’idea dei limiti di un partito politico, la critica dello stalinismo e del concetto di formazione di avanguardia, la non violenza e la disobbedienza come pratica del conflitto, ed altre cose ancora, ci hanno arricchiti/e e ci hanno fatto sperare nella possibilità di cominciare a praticare veramente la rifondazione comunista.

Metteremo quindi a disposizione questo sito/forum aperto per riprendere la discussione generale e tematica su questi temi.

Dopo la campagna elettorale, nella quale saremo tutte/i impegnate/i, troveremo insieme i modi e i tempi per continuare la discussione e per preparare la battaglia congressuale.

Chiunque voglia partecipare a questa discussione e alla battaglia può, fin d’ora, sottoscrivere questo appello e iscriversi a questo sito.

Grazie e buon lavoro.

66 Risposte to “APPELLO”

  1. ciao a tutte/i aderisco all’appello e spero che verrà sottoscritto da molti altri….
    Iniziamo la battaglia congressuale e speriamo di salvare il partito dalla deriva oligarchica e istuzionalista
    Caro RAMON UN BACIO E SPERO DI VEDERTI PRESTO

  2. giuseppe Says:

    aderisco all’invito anche se ho lasciato rifondazione con la speranza che questo appello sia anche un appello all’unione di tutti quelli che non hanno condiviso la gestione del gruppo dirigente.

  3. a me sembra che la formazione delle liste sia stata affrontata così e abbia dato questi esiti proprio perchè il processo di costruzione della sinistra è monco, non ancora portato alla sua conclusione. Quando devi far tornare i conti fra 4 gruppi dirigenti è un casino. Con un gruppo dirigente solo, magari eletto da primarie terrioriali si sarebbe avuto un’altro risultato e un’altro slancio.
    Non facciamo passi indietro. Questo appello assomiglia a quelli che lessi dopo genova 2001 quando il prc giustamente voleva spingere avanti il proprio rapporto on i movimenti e c’erano pezzi del partito che dicevano che bisognava discuterne e discuterne e discuterne ancora preservando il partito dalla contaminazione.
    A me i politicismo di prc, sd, verdi, e comunisti italiani non mi interessano e nemmeno interessano questo paese. Quello che bisogna fare e andare a congresso di rifondazione aprendo la discussione a tutta la sinistra.
    Dopo le elezioni, qualsiasi sia il risultato, andare avanti è l’unica cosa da fare.
    dobbiamo tutti rinunciare a qualcosa per avere tutti strumenti più efficaci. La politica oggi è questo.
    Comunque bella discussione.
    baci.
    simona.

  4. Cara Simona,
    guarda che quell’appello va esattamente nel senso contrario a quello che tu dici.
    Non per fare i fenomeni, ma per capirci: noi diciamo proprio che va rimesso al centro del nostro agire, dentro e fuori Rifonda, l’internità ai movimenti. Sono cose ben concrete: a Bologna molt* di noi hanno partecipato allo smontaggio del CPT, al trainstopping e all’occupazione dei centri sociali; abbiamo rotto con Cofferati (uscendo dalla maggioranza assieme ai Verdi ed al Cantiere, mentre SD ha deciso di rimanervi) e in questi ultimi giorni siamo stati tra chi ha contestato Ferrara e la Destra in Piazza Maggiore. Questi sono solo esempi.
    Quello che in sostanza sosteniamo che la centralità della politica sta nel fare società ed auto-organizzazione sociale e non nei luoghi del potere.
    Tu parli delle liste e dei gruppi diringenti.
    Esattamente questo è il problema: non siamo disponibili a fare un passo indietro se non per farne due avanti (per citare nonno Lenin, che non mi è nemmeno simpatico!).
    Questo il senso dell’appello, niente di meno.
    Poi ognun* può adervirvi o meno, l’importante è partecipare.

    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi (uno dei proponenti)

  5. se in calce all’appello non ci fossero state le firme di dirigenti che hanno contribuito al disfacimento di questo partito, e che ancora vivono di quella politica che stanno contestando, si potrebbe sottoscrivere l’appello. ricordo ai dirigenti bolognesi, che più dell’appello vale il loro silenzio-assenso alle parole di solidarietà a Ferrara Giuliano del loro candidato premier Fausto Bertinotti.
    su cui loro non hanno proferito parola. se gli appelli servono a conservare posizioni di potere o a costruisri nuove alleanze, farebbero meglio a lasciar perdere, magari mettendosi davvero a lavorare in quei movimenti che affermano di frequentare.
    sara

  6. Cara Sara,
    mi dispiace contraddirti e non voglio entrare in polemica ma ricordarti che, contrariamente a quello che tu dici, il sottoscritto in mailing list pubbliche di movimento, il segretario provinciale in dichiarazioni pubbliche sui giornali, il coordinatore provinciale dei/delle GC con un comunicato stampa e financo alcune delle compagne che erano sul palco nell’incontro pubblico con Bertinotti direttamente e pubblicamente a lui, abbiamo dichiarato che non eravamo d’accordo con Bertinotti.
    Questo per quello che ci riguarda.
    Poi ognun* può dire quel che vuole.
    Alessandro Bernardi

  7. Ma non c’è già il Movimento nazionale degli autoconvocati (fra l’altro è uscito un documento in questi giorni) di cui Loreti fa già parte? Oppure questa è un’altra cosa? Boh!

  8. Penso che intenzione dei proponenti dell’appello non è quella di scrivere il preambolo dello statuto di una nuova corrente e neanche di una nuova rivista! Penso che l’intenzione fosse quella semplicemente di mettere in sintesi , le varie critiche da molte persone esposte pubblicamente e non alla deriva arcobalenista. Cioè in altre parole ogni articolo pubblicato da Ramon su questo blog e la stragrande maggioranza dei nostri commenti hanno contribuito a costruire tale appello e per quanto mi riguarda potevano essere da me sottoscritti come tali.

    Luca

  9. Aderisco all’appello.

    Marco Sironi (già Segretario federazione di Bergamo Prc, candidato alla Camera dei Deputati per la Sinistra Arcobaleno)

  10. All’appello manca però questa frasetta: “credevamo che i compagni dell’Ernesto dicessero cazzate quando nel 2005 affermavano che Bertinotti voleva sciogliere il partito, e per questo li abbiamo ingiustamente accusati di diffondere il panico fra gli iscritti, invece dopo tre anni constatiamo, amaramente, che avevano ragione”. Perchè non si dica che non eravate stati avvertiti…

  11. AlessandroV Says:

    Aderisco all’ apello

  12. Frank Ferlisi Says:

    L’appello è interessante/importante perché rivela un disagio, un’inquietudine che sicuramente renderanno il prossimo congresso vivo e decisivo per le sorti di Rifondazione. Non condivido, però, il giudizio positivo su alcune scelte politiche e ideologiche degli ultimi anni che a me paiono in linea con le attuali scelte della segreteria nazionale, etc. Il discorso va, ovviamente, approfondito. Condivido, però, fortemente lo spirito e l’esigenza di portare avanti il processo di rifondazione.

  13. grazie pamela. a presto e un abbraccio.
    ramon

  14. caro giuseppe, è come dici tu ma non è fatto con lo spirito di radunare i malcontenti. io penso si possa davvero rilanciare rifondazione e la sua esperienza originale. mi piacerebbe che tornassi almeno per la battaglia congressuale.
    un abbraccio
    ramon

  15. cara simona, quel che ti ha scritto alessandro lo condivido integralmente. andare avanti si ma bisogna anche decidere in quale direzione no?
    comunque grazie per il commento
    un abbraccio
    ramon

  16. cara sara, rispetto ciò che dici anche se non condivido né il contenuto né soprattutto la cultura che ispira affermazioni come le tue. e inoltre testimonio che quanto dice alessandro in tua risposta io l’ho letto sui giornali e sulle agenzie di stampa. come vedi sei abbastanza vittima dei tuoi stessi pregiudizi.
    ciao
    ramon

  17. caro buran, si è vero c’è il gruppo degli autoconvocati. questo appello, però, oltre a non essere incompatibile con altri, è palesemente di compagni che hanno condiviso le scelte degli ultimi anni di rifondazione. nel pieno rispetto di tutte le posizioni io credo che per la battaglia congressuale ci voglia molta chiarezza politica e che non servono aggregazioni fondate solo sulla critica all’attuale gruppo dirigente.
    un abbraccio
    ramon

  18. grazie luca.
    ramon

  19. grazie marco, e buon lavoro.
    ramon

  20. cara serena, se è per questo anch’io fui accusato di non essere un comunista, di voler sciogliere il partito nel movimento e altre cosette come questa. il tuo modo di pensare, come sai, lo rispetto, ma è, secondo me, totalmente incapace di promuovere discussioni e battaglie culturali serie. tienti pure la verità che ritieni di avere in tasca e tanti auguri.
    ciao
    ramon

  21. grazie alessandro V.

  22. ciao Frank, è un piacere vederti da queste parti. conoscendoti so bene che non abbiamo le stesse opinioni su diverse scelte degli anni passati. urge davvero un approfondimento. chissà che non ci troviamo d’accordo. forse.
    un abbraccio
    ramon

  23. giovanni Says:

    Io non milito nel partito,ho più di un motivo per dissentire e discutere su molti
    aspetti della tattica e della strategia che ho potuto osservare in questi anni.
    Voglio però testimoniare la mia adesione e una grande soddisfazione nel leggere un’appello che è testimonianza di passione e serietà,sono cose che
    valgono molto e che danno una speranza tangibile di umanità. Con stima,un grande augurio e per quello che potrò il mio sostegno sincero.
    viva la vita!

  24. Ale B. Says:

    Car* tutt*,
    un intervento solamente tecnico.
    Caro Alessandro V (e chi altri vorrà aderire): dovreste inviare una mail all’indirizzo indicato anche in questo blog con mail, nome e cognome, luogo di residenza ed eventuale iscrizione ed incarico in Rifonda. Questo ci permetterà di inserirvi tra i firmatari e allargare una mailing list nazionale che stiamo costruendo.
    Grazie a Ramon per l’ospitalità e la condivisione.
    Domenica e lunedì tutt* a votare SA e poi si continuerà l’attività politica.
    Saluti e libertà.
    Alessandro Bernardi

  25. pamela Says:

    cari tutti/e
    con questo appello come hanno gia’ detto altri compagni/e non si vuole iniziare una battaglia congressuale alzando nuovi steccati.
    Anzi proponiamo un altro modo di agire,un nuovo modo di fare politica, e soprattutto rimettiamo nella discussione la centralita’ dei movimenti e un nuovo modo di stare dentro e fuori dal partito rilanciando una nuova stagione politica, meno oligarchica, meno istituzionalista, piu’ capace di rapportarsi con la societa’ e con i soggetti interessati……
    A Bologna con grande sforzo, con grandi critiche, con serieta’, abbiamo lavorato,pensando che il congresso di Venezia doveva essere applicato integralemnte anche nei territori, dopo un po’ ci siamo accorti che loro avevano cambiato idea e noi eravamo i matti che seguivamo la linea congressuale. Ora credo che questo partito abbia bisogno soprattutto di un congresso serio, reale, vero.
    In questo territorio siamo riusciti anche con le altre componenti a fare un eccellente lavoro di sintesi, abbiamo costruito e non ci siamo divisi.
    Spero che questo appello sia l’inizio per una vera discussione e che molti compagni/e delusi possano iniziare insieme a quelli che hanno ancora voglia, una nuova battaglia per salvare il partito.

    Pamela Conti Resp.Commissione Lavoro Prc-Bologna

  26. aderisco all’appello Emanuele Modugno
    Segreteria Provinciale Federazione Brindisi

  27. Guardiamo con molto rispetto al prossimo congresso del Prc ed al suo dibattito interno, anche perchè diversi compagni di Sinistra Socialista sono iscritti ed elettori di Rifondazione.
    Crediamo nella bontà di una prospettiva che porti ad un soggetto unitario della Sinistra, ma che – come abbiamo più volte anche qui detto – non sia moderato e troppo schiacciato sulle istituzioni. Ma, crediamo che la sola centralità del movimento ( e poi, quali movimenti ? in che modo ci si confronta ? ) non sia sufficiente. Lo ha dimostrato in parte la più o meno recente storia del Prc. Crediamo nella necessità, per far fronte a due colossi ( Pd,Pdl ) di un soggetto che vada oltre la sola Rifondazione, ma che non sia vacuo, leggero, ma al contrario, forte, organizzato : unica strada possibile per radicarsi.
    E’ necessario che le dinamiche di democrazia siano reali, che tutte le storie, le esperienze, le culture, abbiano pari dignità e che ciascuno posso sentirsi “a casa propria”. La società, le problematiche, gli scenari e gli “attori” sono fortemente cambiati ed è con questi cambiamenti che ci si deve confrontare. Preservare l’esistente non serve a nessuno.
    http://www.sinistrasocialista.org

  28. Caro Ramon, più che battaglie culturali serie, quelle portate avanti dai bertinottiani negli ultimi anni mi sono sembrate campagne combattute a colpi di slogan, finalizzate alla conquista di posti di potere nel partito. E chi non la pensava come bertinotti era fuori. La non violenza, la lotta allo stalinismo, le piramidi rovesciate e tutto il resto sono rimasti infatti solo degli slogan. A forza di strappi, cambi d’identità, progetti politici fallimentari ed epurazioni, il corpo militante storico del partito se n’è già andato da tempo e purtroppo è stato in gran parte sostituito da opportunisti o da persone provenienti dai ds (il che è tutto dire). Ciò mi rende poco fiduciosa riguardo ai futuri esiti congressuali. Dopodichè pur rimanendo convinta che le persone firmatarie dell’appello abbiano la loro parte di responsabilità rispetto alla situazione attuale, faccio loro i miei migliori auguri. Credo ne avranno bisogno dovendo sfidare Ciccio Ferrara….

  29. federico Says:

    “Non ci proponiamo di dare vita ad una cordata nella maggioranza o ad una ennesima corrente di minoranza.

    Pensiamo si possano unire coloro che, avendo condiviso e sostenuto negli ultimi congressi le scelte della maggioranza, sono critici con le scelte del gruppo dirigente di questi ultimi due anni.”

    sinceramente non capisco bene il progetto. Si propone di unire quelli che hanno condiviso più o meno tutto fino a 2 anni fa e poi niente (estremizzo). Quindi si esclude (estremizzo) quelli che avevano crtiticato anche prima di 2 anni fa il percorso intrapreso, eludendo il fatto che forse qualcosa l’avranno pure indovinata su qual’era il destino che si stava dando l’allora maggioranza…

    Mi sembra che dai presupposti si voglia creare l’ennesimo recinto (non chiamiamola cordata, non chiamiamola corrente ma in qualche modo dovremmo definirla…) dei pochi ma buoni e puri. NOI abbiamo fatto bene fino a 2 anni fa, LORO hanno fatto male dopo.
    Insomma questa unione a chi si rivolge? e per fare cosa, da un punto di vista pratico, nel caso rifondazione prima o poi decida di esercitare un minimo di democrazia interna con un congresso?
    Insomma, se mai rinnoverò la tessera, cosa propone questa “unione” a me militante deluso ed incazzato?

  30. grazie giovanni.
    non importa se non sei iscritto, il tuo contributo sarà benvenuto sempre.
    un abbraccio
    ramon

  31. grazie alessandro, pamela ed emanuele.

  32. mariella Says:

    Sono preoccupata. Mentre Bertinotti sostiene sui giornali, a due gg dal voto, che ci sarà una costituente del nuovo soggetto politico da SUBITO (“Discutiamo prima come costruire il soggetto unitario (…) poi vedremo come i partito ci si rapporteranno”), coloro che vogliono conservare e rafforzare il Partito, sono divisi in più anime. Se mai riusciremo ad ottenere che si faccia un congresso del partito quante mozioni a difesa di Rifondazione ci saranno? 2, 3, 4? Ognuna con la sua peculiarità (gli ex della maggioranza critici da 6 mesi, gli autoconvocati, gli ex della 5, gli ex…). A chi giova? Chi ci potrà capire dall’esterno? Chi ci potrà capire fra gli iscritti? Non mi sembra che siano atteggiamenti all’altezza dei problemi che dobbiamo affrontare. Perché non trovare uno spazio comune, obiettivi comuni (anche se minimi) una comune strategia per salvaguardare l’esperienza del prc?

  33. cari compagni della sinistra socialista, ecco due temi su cui discutere. certamente ci saranno occasioni meno informali che il mio blog. ma intanto dico alcune cose sulle vostre interessanti (come sempre) considerazioni.
    il movimento: per movimento io intendo (e devo dire che rifondazione lo ha teorizzato a lungo) che non può esistere sinistra senza una prospettiva politica anticapitalista. e il capitalismo contemporaneo è globale (prevalentemente), e finanziarizzato. la novità degli ultimi dieci anni è il movimento contro la globalizzazione. per dirla in soldoni (e perdonerete la sommarietà del ragionamento) è come il movimento operaio nascente a metà dell’ottocento. o si è parte di quello, o si è interni a quello o non si ha nessuna prospettiva degna di questo nome. inoltre i movimenti che una volta si sarebbero detti locali o tematici oggi hanno una tale mole di intrecci con le contraddizioni prodotte dalla globalizzazione che sono direttamente capaci di esprimere punti di vista e culture complessive. in italia, ma si potrebbero fare decine di esempi nel mondo a partire per esempio dal movimento indigeno in america latina, i no tav come i no dal molin non sono confinati in una asfittica battaglia localistica. il movimento gay vede bene che la società atomizzata e tendenzialmente regressiva mette in discussione conquiste di civiltà, i settori sindacali come la fiom vedono bene il limite nazionale della lotta, il movimento pacifista vede bene la dimensione politica e non solo etica della questione. e potrei continuare. ovviamente tutto ciò è in parte mobile, e anche confuso, ma è finito il paradigma secondo il quale i movimenti sono parziali e poi arriva una forza politica che fa la sintesi e da il famoso (secondo me famigerato) sbocco politico. insomma, se c’è una centralità è quella sociale (sia globale sia locale). non parlo di una separazione fra sociale e politico, che casomai si da sempre quando c’è una sfera politica che si ritiene superiore e capace di sussumere tutto. parlo di una rimessa in discussione dei modelli politico-organizzativi del novecento (in questo caso ben più nuova di tutto il nuovismo della sinistra arcobaleno). so bene che non c’è una formula magica (chi la possiede la proponga!) che risolve ogni problema connesso. ma che debba esistere una ricerca pratica, teorica ed anche organizzativa, mi sembra ineludibile. questo è il senso, profondo secondo la mia modesta opinione, della centralità del movimento.
    il soggetto: ribadisco il modello della sinistra europea messa da parte proprio quando iniziava a dare i suoi frutti dalla sciagurata scelta dell’ “uniamoci e vediamo cosa viene fuori”. e ribadisco che la forza necessaria, di cui anche voi parlate, è una pura illusione cercarla alle elezioni. tanto più in una condizione come l’attuale.
    ecco, come vedete, si discute bene fra chi non ha l’ossessione governativista e il rispetto per le culture politiche reciproche.
    un abbraccio
    ramon

  34. cara serena, come sempre sei parziale. potrei dirti che per un lungo periodo, all’ombra della falce e martello e della parola comunista, in rifondazione molti si sono trovati d’accordo con cossutta. come si è visto è stato il tema del governo nel 98 a rendere chiaro che si può rompere un partito che aveva 3,200mila voti (noi siamo i veri comunisti bertinotti non lo è dicevano cossutta e diliberto), e che, comunque, la parola comunismo non mette al riparo da un bel niente. l’idea che quelli che non la pensano come te siano motivati da opportunismo (i posti) è una sciocchezza, per giunta controproducente visto che quello dell’opportunismo e del carrierismo è un male che affligge tutte le posizioni.
    comunque grazie per gli auguri.
    ciao
    ramon

  35. caro federico e cara mariella, ponete un problema molto serio.
    dirò la mia opinione molto schiettamente. io penso che i minimi comun denominatori per fare la battaglia congressuale sarebbero catastrofici. è necessario che ci sia una discussione fra prospettive strategiche chiare capaci di progettualità. se da una parte ci fosse il progetto dell’unità a sinistra di bertinotti e dall’altra la coalizione dei renitenti la battaglia sarebbe già persa in partenza. di questo sono sicuro. penso che la chiave della battaglia congressuale stia nell’unire su un progetto di rilancio della rifondazione comunista e dell’unità a sinistra su diverse basi, le compagne e i compagni che hanno sostenuto la linea che ci ha portato dentro i movimenti a genova e dopo e che concepiva il tema del governo come una possibilità e non come il diavolo. mi pare che dopo le recenti dichiarazioni di ferrero, e si vedrà maglio ancora quando, fra poche ore, bertinotti proporrà la costituente, la maggioranza che ha retto il partito fino ad ora non ci sia più. questo apre scenari nuovi. come sapete io rispetto falce e martello, l’ernesto ed essere comunisti, ma è bene che ognuno raccolga tutti i consensi di cui è capace convergendo oggettivamente sul salvare il partito. è banale dirlo, ma se, per esempio, serena che scrive più sopra ed io stessimo nella stessa componente dubito fortemente che potremmo raccogliere il massimo dei consensi.
    in ogni caso questa è la mia opinione e l’appello che qui sopra è pubblicato non è un documento congressuale ma solo (appunto) un appello a discutere e a battagliare e non impegna nessuno come se si iscrivesse ad una corrente. anzi, posso dire fin d’ora, perchè conosco bene le intenzioni degli estensori, che è solo un contributo per la costruzione di una maggioranza che vinca il congresso.
    un abbraccio
    ramon

  36. io non ho scritto che chi non la pensa come me e’ un opportunista,
    dove lo hai letto?
    credo che nel prc attuale abbondino gli opportunisti favorevoli ad una linea liquidazionista per interesse di bottega, questo si’.
    reputo pero’ ci siano anche molti iscritti che legittimamente e disinteressatamente, da una posizione che definirei “moderata”, considerano il nuovo soggetto politico una scelta illuminata.
    dopodiche’ siccome l’opportunismo e’ un male che affligge tutte le posizioni non se ne dovrebbe parlare? una volta il malcostume politico veniva denunciato e/o criticato, non vedo perche’ adesso dovremmo accettarlo o ignorarlo quasi fosse una piaga incurabile. non ho capito il discorso su Cossutta, ma fa niente.
    e’ vero che all’ombra della falce e martello succede di tutto e che la parola comunismo non mette al riparo da un bel niente: quindi tanto vale toglierli entrambi no? 😉 del resto se i simboli vengono svuotati dei significati rimangono, e su questo sono d’accordo con te, solo dei feticci.
    ciao Serena

  37. Ma vedo che la discussione si fa densa e articolata. Ramon provo a dare il mio contributo circa l’aspetto politico-organizzativo.
    Evverò non ci sono bacchette magiche e modelli preconfezionati, ma proprio nella direzione di recuperre le esperienze migliori di rifondazione, penso che l’esperienza dei socialforum vada recuperata sia per ciò che riguarda la vita democratica e partecipativa, sia per quanto riguarda l’aspetto dei contenuti politici e sociali che in quella esperienza certo non erano separati, anzi!
    Ora non dico che rifondazione deve diventare un social forum, ma penso che pur ritenendo la forma partito ancora la migliore per portare avanti battaglie politiche, dal punto di vista organizzativo e partecipativo quel modello sia da riprendere.

    Luca

  38. Ringrazio sempre la cortesia di Ramon che mi invia queste interessanti
    opportunita’ di scambio e confronto .
    Personalmente ho una visione piu’ da cittadino di sinistra e bloggher che di chi ha maggiore conoscenza di equilibri interni delle varie sfaccettarure che compongono la sinistra ma oggi il comizio di chiusura di campagna, qui a Genova, di Bertinotti ,…è stato incoraggiante e accolto bene dai molti partecipanti la maggior parte over 50 e di piu’ ma c’erano anche piccole delegazioni di giovani e questo è il dato incoraggiante .

    C’è senz’ alro il tentativo di mettere fuori gioco la sinistra rendendola debole ed ininfluente ma penso che cio’ non avverra’ ….Indipendentemente quindi dalla conservazione di simboli come la falce e il martello, credo che a noi cittadini interessi il progetto unitario e di movimento che và costruito .

    La prospettiva sia che vinca Veltroni che Berlusconi è praticamnte identica
    ci vuole una sinistra che sappia difendere le ragioni delle classi subalterne di questo paese ,via via arricchendosi di nuovi cittadini da convincere che questa e’ l’ unica strada per affrontare le sfide economiche della recessione alle porte ,che potrebbe far ancor di piu’ peggiorare le già
    provate economie familiari e di tutti i segmenti poveri e /o impoveriti del paese.

    Una sfida quindi affascinante …anche se non priva di incognite …ma indispensabile , io penso in definitiva piu’ che rincorrere” singole sinistre identitarie””” che nasca un movimento orizzontale .aperto al mondo del lavoro ,ai precari ,agli extracomunitari ,ai giovani e alle donne di questo paese ,possibilmente avvicinando alla sinistra quei soggetti da 1000euro al mese che per ignoranza votano per il PDL ….e allora…vedrete … la sinistra oltre che in parlamento ricominicera’ a contare anche presso la societa’ civile ..e qualcosa ricomincerà a cambiare …chissenefrega !del Pd e di Veltroni !!!!! era sinceramente un matrimonio sofferto e costellato di “rospi da ingoiare “..quindi meglio le “mani libere e a dire e fare cio che serve veramente all “Italia “,….
    se cio’ avverra’ la sinistra comincera’ di nuovo a conquistarsi autorevolezza e anche a influenzare di nuovo la politica come lo fece dagli anni 60 in poi quando, anche se il PCI non al governo, riusci’ a condizionare il corso politico del paese anche ….dall’ opposizione .

    un saluto

    dal sogno

  39. stefanog Says:

    Uh quante cose da dire. L’appello è interessante e tocca vari temi, ma oggi come oggi, di fronte all’essere dichiarati “tendenza” magari destinata ad estinguersi, ogni reazione che non si traduca in fatto politico netto è, a mio avviso destinata a lasciare il tempo che trova. Nella critica di Sara, che non tocca solo l’ “affaire Ferrara” mi sembra traspaia anche un elemento su cui riflettere. Quello di compagni singoli, circoli, federazioni, che per tanto tempo hanno (abbiamo) ondeggiato fra il dissenso esplicito e la tacita obbedienza agli ordini superiori. Si pensi al tempo impiegato per uscire da una sciagurata esperienza come la maggioranza cofferatiana. Si rivolgono poi giustamente critiche dure all’intero gruppo dirigente considerando tale solo chi calava a Bologna dando ordini e ignorando chi, almeno in parte ha provato a dissentire in maniera forte anche senza veder riconosciuta autorevolezza. Dico questo perchè temo molto che nella fase congressuale che ci aspetta, oltre alla divisione in fazioni (ognuna convinta di aver capito tutto prima delle altre) oltre alla frantumazione della vecchia maggioranza, oltre a una spaccatura che ha anche terribili contorni generazionali, finiscano con il prevalere le analisi di chi non riesce ad andare oltre la propria città, il proprio territorio, considerato spesso come il più importante e il decisivo. Non dico questo con cattiveria e non mi sento ne innocente ne estraneo a tali rischi, credo però che se, come da molti interventi traspare, dobbiamo essere in grado di mettere in campo altro, non possiamo permetterci di confinarci in certe trappole. Sarebbe ad esempio utile che uscissero altri appelli, che si cominciasse a ragionare anche a partire dagli errori commessi e ad elaborare il lutto di una stagione che è finita. Sarebbe il caso che riemergesse, se c’è ancora (e io credo che ci sia) quella parte viva del partito che vuole ricominciare a trovare gli utensili necessari per la rifondazione, i contenuti, le relazioni e i radicamenti realizzati, quelle che non hanno perso il contatto con la realtà, per quanto cotradittoria questa sia. Si tratta di saperi da mettere in comune per dare prospettiva ad un progetto. Ha ragione Ramon quando in fondo dice che si perde se ci si allea solo perché non si vuole sciogliere il partito o si vogliono tenere i simboli. Si può vincere se la sfida ad un percorso partecipativo e rifondativo la portiamo avanti noi, se le prospettive per l’unità le rendiamo più solide e reali proprio a partire dalle nostre identità in cammino. La sfida di Bertinotti si può vincere a partire dal fatto che lui disegna un percorso partecipato ma già prefigurato mentre in tante e tanti potremmo anteporre un procedimento più arduo, realmente partecipato e democratico, teso ad ampliare anche il nostro orizzonte e nel contempo capace di salvare il partito come strumento utile e non come residuo da museo.
    Non so se sono stato chiaro, ma in sintesi: bene gli appelli ma che dal 15 si traducano in fatti politici.
    Grazie

  40. Stefano Franchi - Bologna Says:

    se ho ben capito l’unico paletto politico è ‘fuori le minoranze’, quelle cioè che tutto quello che si denuncia nell’appello l’avevano detto e predetto per tempo, quando cioè era il tempo di quelle scelte. Sarà forse ‘tatticamente’ efficace ma agli occhi dei non tanti militanti rimasti sarebbe quantomeno tragicomico, almeno per quel poco che conosco di questo Partito. E sopratutto poco utile per l’obiettivo comune (?) di fondo: salvare questo partito dalla deriva bertinottiana, dall’autoscioglimento.

  41. caro Ramon, forse anche per ragioni anagrafiche, credo di aver attraversato molta parte della storia politica di questo partito e della città città in cui vivo per scrivere quello che scrivo. non si tratta conati di antipolitica fine a se stessi, ma della consapevolezza che si ricorre sempre a grandi parole e si è sempre pronti a rinnegare quello che si è stato fino a ieri spesso solo per conservare posizioni di potere o semplicemente per riciclarsi sotto mentite spoglie. conosco anche la tua storia politica e sono certa della buona fede con cui porti avanti il tuo difficile percorso di critica in una realtà che sembra aver dimenticato cosa siano il dibattito e la discussione interna. ma un dubbio mi assale: perchè solo ora? perchè abbiamo lasciato che questa carenza di democrazia arrivasse fino a qui, perchè abbiamo accettato passivamente tutto quello che ci veniva propinato dalle aule parlamentari e da via del Policlinico, senza battere ciglio. questa situazione non nasce oggi, ma è solo l’approdo inesorabile di quello che abbiamo lasciato correre per anni. tutti abbiamo contribuito ad arrivare fin qui. ma questo semplice percorso di assunzione di responsabilità non viene fatto da nessuno. forse perchè ho una certa età e quindi sono incline a fare bilanci e tirare le somme, ma credo che prima di scrivere appelli o sparare a zero con lo spirito da anima bella, una buona dose di autocritica non farebbe male a nessuno. ha ragione Stefano g. quando scrive che si è troppo chiusi nel proprio particolare e ha ragione Stefano Franchi a ricordarci per prima cosa la scarsità di militanti e successivamente che c’era stato già qualcuno che queste cose le aveva predette da tempo.
    Caro Ramon, nell’appello si dice di voler combattere i leadersimi, ma poi è presentato da solo due persone. anche questo dovrebbe farci riflettere. se critichiamo l’atteggiamento del nazionale che non lascia scelta ai militanti di contestare o di partecipare alla definizione della linea politica, non possiamo commettere gli stessi errori.
    credo che i contenuti dell’appello, datà la loro generalità possano essere condivisi da chiunque voglia uno strumento di critica interna, ma le procedure con cui è stato formulato forse lasciano a desiderare.
    non sarebbe stato meglio un processo più partecipato e non sarebbe stato meglio che fosse partito da una collettività di compagni maggiore?
    scusami, sono dei dubbi che mi vengono dalla mia cultura politica, che tu hai banalizzato e ridicolizzato pubblicamente.
    vedi Ramon, pur non avendo mai preso la tessera ho sempre votato per il Rifondazione, perchè credevo che fosse l’unica forza politica disposta a giocarsi il tutto per tutto per i più deboli, ma poi mi sono dovuta ricredere quando ho visto che anche il prc non è immune dalle lotte intestine e furibonde per la conquista interna del potere. quando ho visto che ci sono più mozioni che militanti, quando ho visto le scelte di comodo adottate dalla dirigenza nazionale( e digerite spesso senza batter ciglio da tutti), mi sono chiesta quale fosse la differenza con il resto delle forze politiche. e questo lo hanno fatto in molti.
    credo che forse si sia troppo impegnati a scrivere appelli per fermarsi un attimo a capire che forse non siamo più in grado di dare risposte efficaci e di trovare soluzioni politiche credibili, oltre alla lotta tra le fazioni.
    quello che scrivo potrà sembrarti molto poco corretto, ma in fondo è la verità che chiunque stia ancora dentro rifondazione conosce e pratica molto bene.
    ti saluto e continuerò a leggerti
    sara

  42. Edoardo Pascarella Says:

    Quello che proponete è, più o meno, ciò che afferma ed ha praticato Sinistra Critica da quando è uscita dal Partito. Anch’essa (fino al congresso di Venezia in maggioranza nel Partito) teorizza la centralità dei movimenti e considera il comunismo un obsoleto retaggio novecentesco (ed i suoi simboli buoni solo a raccattare qualche confuso consenso). Voi, più ambiziosi, volete conquistare Rifondazione Comunista con i suoi simboli e strutture con, però, il medesimo obiettivo e cioè il suo superamento in direzione del progetto, reiterato, della Sinistra Europea.
    Diciamo così, proponete una versione di sinistra dell’arcobaleno che differisca da esso soprattutto per la questione del governo, per la centralità dei movimenti e per i rapporti con il PD.
    Ci sono, a mio parere, diversi elementi di difficoltà in questa operazione:
    1. Esiste già Sinistra Critica i cui militanti sono già usciti dal Partito e non potranno sostenerla nel prossimo congresso
    2. E’ difficile fare percepire l’alterità della vostra proposta dal disegno dell’arcobaleno, se non passando per una difesa, anche identitaria, del PRC. La differenziazione sulla questione fondamentale del governo verrà molto probabilmente meno dopo le elezioni perché quasi certamente l’Arcobaleno si ricollocherà all’opposizione
    3. E’ venuta meno la frattura seguita alle vicende del ‘98 tra militanti comunisti ed oggi diversamente collocati. È una novità (certificata dalla grande manifestazione del 20 ottobre) che credo la prossima discussione congressuale (e più in generale il dibattito a Sinistra) non potrà non affrontare.
    4. L’oggettiva debolezza dei movimenti. Abbandonati a se stessi dalla collocazione governativa del PRC non sono riusciti a vivere di vita propria (a parte qualche eroica ed apprezzabile esperienza come quella del No Dal Molin) tanto che anche Sinistra Critica, che ha deciso di puntare tutto su di essi, oggi sembra vivere grandi difficoltà.

    Per concludere l’iniziativa sembra prendere atto (e qui condivido) che tra le posizioni critiche ed alternative alle proposte bertinottiane vi sono differenze sostanziali ed, in parte, inconciliabili.
    Mantovani fa bene a metterle in evidenza ma eviterei, come lui sembra spesso fare, di tirare fuori, strumentalmente, il nome di Cossutta con il quale io non ho, a differenza di altri, mai civettato.

    P.S. Una curiosità… Graziella Mascia, esponente di rilevo della Sinistra Europea, è cossuttiana?

  43. giancarlo Says:

    Aderisco con fortissima convinzione a questo appello,la nostra storia non può essere sacrificata nel nome di un nuovo indistinto soggetto politico frutto di elaborati di cerchie ristrette di compagni e che non trova particolari spinte e richieste del mondo del lavoro e dei movimenti,è una scelta quella che operano alcuni compagni non solo vittima di un cartello elettorale che si scioglierà come neve al sole di martedì 15,ma sopratutto di chi si è posto in una fase delicatissima politicamente al di sopra degli organismi dirigenti di questo nostro partito.
    Giancarlo Galletti Circolo Ipercoop Pesaro

  44. E’ la seconda volta che scrivo su questo blog.Ho letto sempre tutti gli gli interventi.Oggi a seggi insediati vorrei dire la mia che per brevità rissumo in punti:
    1-Errore è stato presentare il simbolo della sinistra arcobaleno mentre poteva presentarsi una coalizione e al limite un simbolo unico al senato per cercare di superare lo sbarramento. Quando ho avanzato questa ipotesi mi è stato risposto che davano il segno di una divisione e che il simbolo della sinistra arcobaleno andava ben al di là della somma aritmetica dei singoli partiti. Cosa che poi si è rivelata almeno sino ad oggi con sondaggi fatti, non vera, anzi si fa molta fatica al senato per superare l’8%.
    2. La scelta del simbolo della sinistra arcobaleno ha per la prima volta fatto presentare il nostro partito senza falce e martello permettendo a chi in buona fede o cattiva fede votare altre 3 o 4 formazioni con il simbolo. Inoltre ha permesso a chi ha lasciato il nostro il nostro partito di avere un’attenzione di una parte dei nostri elettori. Altra perdita di consensi , ed altro errore
    3. Non è possibile che in campagna elettorale , di natura deputata ad un giudizio su quello che finora si è fatto , si lanci la costituente di sinistra con un probabile smarrimento di tanti militanti evidenziando ancora ed in perfetta coerenza da quanto fatto in precedenza quella che per brevitò chiamo oligarchia dei gruppi dirigenti
    4. Il governo è caduto per Mastella ma noi abbiamo votato una finanziaria di lacrime e sangue perchè non ci aspettavamo una capitolazione improvvisa e siamo stati scoperti come il re nudo con tutte le nostre ambiguità.Voglio dire che la campagna elettorale si è rivelata difficile sopratutto quando nel porta a porta nei contatti quotidiani di propaganda la gente non gli apparati di partito , ma la gente che nel 2006 ti aveva votato, ti diceva semplicemente ” e voi che avete fatto? ”
    5. Non ci si aspettava il calcio del P.D. e quindi ancora più grave chiedere un voto per andare all’opposizione dopo essere stati sino all’ultimo secondo nel governo.
    6. Come ci siamo trovati insieme agli altri partiti della sinistra arcobaleno? Qui la lascio a voi la risposta e sfido chiunque a dire che è stato fatto un cammino entusiasmante.
    Da domani di vota ed io voterò sinistra arcobaleno a camera e senato. Se il risultato sarà non positivo vorrei le dimissioni di tutto il gruppo dirigente che è il primo passo per affrontare un vero congresso.
    Avrei altro da dirvi ma sono così amareggiato come non lo sono stato mai.
    Infine scusate compagni ,una nota personale che stavolta , basta con la ricerca di evitare i personalismi, voglio dirla : sono rimasto senza soldi anche questo mese e quando lunedi vedrò i risultati , immagino tutta la notte dovrò farmi prestare i soldi per le sigarette . Ciao a presto sperando di riprenderre uno spessore politico diverso ; ma oggi è così.

  45. cara serena, se rileggi il tuo commento vedrai che hai scritto che le battaglie culturali erano solo finalizzate ai posti e che oggi la maggioranza sono opportunisti. e lo ripeti pure dicendo che non l’hai detto. per carità, l’opportunismo esiste, ma, appunto, non identifica una posizione politica. se in una battaglia di idee si scaglia verso chi non la pensa come te l’anatema di opportunista o altri insulti si evidenzia solo una debolezza delle proprie posizioni.
    non hai capito cosa ho detto di cossutta? a me sembra chiaro.
    io dico solo, sul comunismo, che ripetere la parola o adorare il simbolo non mette al riparo da niente, nemmeno dalle peggiori cose. ma non voglio togliere ne l’una ne l’altra. mi sembrano cose troppo serie per ridurle con il tifo ad una caricatura.
    tutto qui.
    ciao
    ramon

  46. caro luca, sono d’accordo con te. il modello social forum è molto interessante, ricco di contenuti e di libertà, ma non è privo di problemi, alcuni analoghi a quello della tradizionale forma partito.
    per quel che vale la mia opinione, la tua idea è molto interessante.
    un abbraccio
    ramon

  47. caro sogno, magari fosse come dici tu. ma presto vedrai che le cose non stanno così. che le pulsioni ad essere alleati del pd riemergeranno, che il pdci tenterà di mangiarsi quelli di rifondazione che non vogliono smettere di essere comunisti. e bisognerebbe smetterla di dire “inseguire piccole sinistre identitarie”. rifondazione non lo è mai stata. ma la messa in discussione della sua esistenza può produrre proprio questo.
    comunque grazie per il commento.
    ciao
    ramon

  48. caro stefanog, come puoi immaginare sono più che d’accordo con te. e penso che l’appello sia il prodromo di fatti politici e non una semplice testimonianza. in ogni caso il fatto politico che vedo alle porte è che si dica finalmente NO ad altre scelte distruttive e che contemporaneamente si rilanci il progetto politico di rifondazione comunista. è ovvio che su ciò che è successo al governo e sulla proposta di unità della sinistra (anche nella versione federativa) ci sono opinioni diverse anche fra chi ora non accetterà che rifondazione comunista sparisca. non sono differenze da ignorare ma nemmeno da enfatizzare fino a farle diventare nuove divisioni. l’importante è che nel mentre si impedisce lo scioglimento si elabori un progetto per il futuro fondato sulla cultura politica e sulle scelte fondamentali che tutti abbiamo condiviso.
    per questo penso che l’appello sia buono affinché chi si riconosce in quei contenuti, oltre che discuterli, li metta a disposizione di una battaglia capace di vincere il congresso.
    un abbraccio
    ramon

  49. caro stefano, gli steccati non li vuole nessuno, tanto meno io, ma dire che tu avevi detto tutto e che altri, poverini, anche se in buona fede non avevano capito nulla mi sembra uno steccato colossale. un fronte degli oppositori in difesa del partito e basta sarebbe perdente. il che non toglie che la forza di tutti quelli che non vogliono che si sciolga il partito si manifesterà comunque nel rispetto delle diverse culture.
    un abbraccio
    ramon

  50. cara sara, scusa ma non credo di aver ridicolizzato nessuna cultura. e poi non ho nemmeno capito quale. il questo blog, se ne hai voglia, puoi trovare molte riflessioni autocritiche. ovviamente ognuno è affezionato alle proprie idee e alla propria storia e le riflessioni non si può chiedere diventino spargimenti di cenere sul proprio capo.
    comunque, sul come siamo arrivati a questo punto tu dici cose molto interessanti, come stefanog ed altri del resto. Ma non ridurrei tutto ad una dialettica vertice base, come ho già detto altre volte. e non userei mai, come ho detto a serena, l’argomento che chi sposa una tesi avversaria lo fa per posti o per opportunismo. forse bisogna andare più a fondo, e interrogarci su molti aspetti della nostra storia, breve e lunga, per non vivere nella illusione che noi siamo i buoni e gli altri semplicemente traditori. ed è per questo che penso non basti resistere ma anche discutere e sperimentare.
    poi non capisco proprio la critica sulle firme dell’appello. proprio perché l’appello si prefigge l’obiettivo di aprire una discussione i cui esiti saranno nelle mani di tutti/e. qualcuno doveva pur farlo no? o doveva farlo un pezzo del gruppo dirigente dall’alto? o un’assemblea nella quale varie correnti avrebbero tentato di egemonizzare? o chi?
    anch’io continuerò a leggere con molto piacere ed interesse quanto vorrai scrivere qui o altrove.
    un abbraccio
    ramon

  51. caro edoardo, non dovrebbero sfuggirti le diversità mie e dell’appello con sinistra critica, della cui uscita dal partito comunque, al contrario di altri, mi dolgo. i punti che esponi sono stati ampiamente trattati in questo blog e a nulla vale ripetersi.
    l’esempio di cossutta mi sembra poi chiarissimo per chi lo vuole capire.
    che c’entra graziella mascia?
    ciao
    ramon

  52. grazie giancarlo.
    buon lavoro
    ramon

  53. caro antos, è difficile non essere d’accordo con te. mi pare che tu abbia centrato tutte le principali cazzate che sono state fatte.
    un abbraccio e solidarietà per le sigarette.
    ramon

  54. Edoardo Pascarella Says:

    Intervista a Paolo Ferrero “i nuovi volti della politica” – da rivista “Galatea” del 5 ottobre 2007

    Sulle pensioni, sulla finanziaria è di scena la protesta di piazza e quattro ministri del governo di centrosinistra – Lei, Pecoraro Scanio all’Ambiente, Fabio Mussi all’Università e ricerca, Alessandro Bianchi ai Trasporti – sono diventati la “banda dei quattro” di postmaoista memoria…
    Che cosa succederà?

    Noi abbiamo tutto l’interesse – quando dico noi intendo il proletariato italiano, gli interessi generali degli sfruttati di questo paese – a tenere in piedi questo quadro politico che è il miglior quadro politico possibile. Non abbiamo la forza – né oggettiva né soggettiva – per riuscire ad ottenere di più o per avere le condizioni di costruire il riscatto di domani in una condizione di opposizione. Temo che questa condizione sarebbe devastante, la barbarie sociale aumenterebbe di molto, vedremmo gli operai pestare gli zingari e gli immigrati, i rischi sono pesantissimi.
    Dobbiamo mantenere questo quadro politico però sperimentando una per una, con scienza e coscienza, tutte le strade attraverso cui rendere più efficace l’azione che obblighi questo governo, questo quadro politico a far cose positive. Il problema è la costruzione del movimento di lotta non genericamente rivendicazionista. Bisogna evitare di avere un movimento di lotta contro il governo e bisogna costruire coscientemente un movimento di lotta che si infili sui punti di contraddizione per chiedere un avanzamento. Un movimento su tutte le varie questioni – pensioni, mercato del lavoro, immigrazione, casa – è assolutamente decisivo. Mentre si costruisce questo movimento, va costruita la sinistra politica di questo paese aggregando una massa critica sufficientemente pesante.
    E va conquistata una legge elettorale che metta fine al polarismo costrittivo e permetta a ogni spezzone politico culturale di dimensione consistente di esistere in quanto tale, senza essere obbligato nella alleanza forzata con pezzi di ceto politico e di cultura politica con cui non si ha nulla da spartire.

    Ferrero che difende il governo Prodi…

    Non è detto che ce la facciamo, abbiamo il problema principale di stare al governo e di come costruire contemporaneamente una capacità di distinzione. Nel protocollo di intesa sulle pensioni ci sono cose buone e cose meno buone.
    È sbagliato dire che fa schifo. Rispetto ai giovani cambia in meglio e di molto la loro condizione pensionistica.
    Dobbiamo alzare il livello della discussione politica in modo di essere in grado di distinguere – punto fondamentale della politica -, e non viaggiare con la mazza ma con il bisturi. Il rapporto tra il movimento e il governo deve essere paritario. Un movimento efficace e che contratti non che si lamenti. Sono punti di passaggio enormi, di maturità. Significa anche capire che il potere non è concentrato, ma ha più luoghi dove si esercita e non basta stare al governo per pensare di poter cambiare le cose. La cosa sbagliata è l’idea che basta andare al governo per vincere.
    No. La modifica dei rapporti sociali è proprio la modifica dei rapporti sociali. Il governo – stare al governo – può essere favorevole o contrario a questa modifica, ma non è risolutivo della modifica dei rapporti sociali.

    _________________________________

    Si può essere d’accordo oppure no. Io non sono d’accordo e credo che Ferrero non abbia assolutamente capito che cosa stava accadendo ai ceti popolari italiani ed alle loro condizioni di vita, sociali ed economiche (ancora più grave dato il suo ruolo di Ministro alla Solidarietà sociale).
    Ringrazio Mantovani per lo spazio di discussione che ci concede e non fatico a riconoscergli maggiore lucidità e coraggio, rispetto a Ferrero, per aver tentato non riuscendoci (forse bisognava anticipare il tentativo…) di riposizionare il Partito su posizioni maggiormente conflittuali ed incisive.
    Oggi si vota, aspettiamo i risultati…

    P.S. Ti chiedo scusa (evidentemente sono proprio un cretino) ma guarda che non è che non voglio capire… proprio non capisco! Cosa c’entra Cossutta?

  55. mercedes Says:

    Cari compagni bolognesi, caro Ramon
    Ho letto con attenzione l’appello e ne condivido l’analisi gran parte delle proposte che esprime.
    Da compagna di movimento e non direttamente di partito penso però che nell’immediato futuro dovremmo essere, insieme, capaci di far coincidere due prospettive. Rafforzare rifondazione ma farlo sapendo far ripartire la sua capacità di dialogare alla pari con i movimenti. Se tutto si consumasse all’interno di una logica di partito, anche con le migliori intenzioni, si finirebbe con il parlare a noi stessi di noi stessi, tutto si consumerebbe in uno sterile conflitto interno. Invece credo che sia urgente e necessario ripartire anche da quella capacità di mobilitarsi svincolata da logiche governiste, da quei contenuti che non solo possono definire una unità reale di una sinistra vera ma farci riprendere, con tutti i problemi che questo comporta, un rapporto con chi oggi guarda con diffidenza anche Rifondazione. Non basta insomma, a mio avviso, che si riesca a rifondare il partito vincendo un congresso, bisogna contemporaneamente, tornare ad essere parte della società, disposti a rimetterci in discussione, ricostruire sulle macerie qualcosa di realmente nuovo.
    A questo percorso sono disponibile.
    ciao, mercedes frias

  56. stefanog Says:

    Solo due righe in aggiunta per dire che trovo un po’ ingenerosa la critica a Ferrero di Edoardo. Forse avrebbe dovuto puntare più i piedi ma oggettivamente non aveva dietro ne un esplicito appoggio del partito ne tantomeno degli altri soci della Sin Arc. Credo che di come peggiorassero le cose se ne sia accorto eccome, molti altri hanno fatto finta di non accorgersene.
    Inoltre sottoscrivo integralmente l’approccio di Mercedes Frias, mi sembra che indichi un percorso da intraprendere.
    Da subito
    Grazie

  57. caro edoardo, io pensavo e penso che fosse necessario aprire la questione della nostra permanenza al governo un anno fa, suscitare un movimento rivendicativo e sottoporre a un referendum di massa l’esito della battaglia. è quindi palese che non condividevo quanto ha scritto ferrero in quell’intervista. oggi, però, mi sembra indispensabile costruire una maggioranza con l’esplicito obiettivo di tenere in vita rifondazione e il suo decennale progetto politico. su questo ferrero in campagna elettorale ha detto cose chiare e me ne compiaccio.
    uh edoardo. ho fatto l’esempio di cossutta per dire che non basta difendere la falce e martello e il nome comunista. capita perfino che quello che era considerato il campione della difesa del comunismo italiano abbia promosso una scissione per votare un governo, abbia accusato rifondazione di non essere comunista e infine ora proponga di sciogliere i partiti per fare la sinistra generica. chiaro?
    ciao
    ramon

  58. gracias mercedes, è esattamente ciò che penso anch’io. il partito di tipo nuovo, capace di stare nei movimenti, c’era e se si vuole continuerà ad esserci. è questo che voglio difendere di rifondazione. faremo insieme questa battaglia.
    un abbraccio
    ramon

  59. grazie stefanog.

  60. claudio Says:

    ecco fatto….sa prende meno voti del prc da solo…sono inferocito…

  61. Gosso successo di S.A. Grazie Fausto! A casa tutti questi falliti!!!

  62. ma, le cose sono andate peggio di ogni previsione, sinceramente anche troppo facile prendersela con la S.A, ma ora qulcuno si dovrà prendere delle respobilità! Bertinotti in primis!
    vedremo se questo accadrà o si comincera a trovare scuse che ho già sentito quà e là!

    Luca

  63. Speravo in un insuccesso della lista(sul 6%)ma cosi’no.Ci hanno eliminati e sono convinto che anche con falce e martello saremmo andati male.La colpa non puo’essere solo di una persona ma un po’di tutti.Purtroppo non ci saranno piu’comunisti e gente di sinistra in parlamento…………………

  64. rossella giusti -viareggio Says:

    caro ramon, l’obiettivo di veltroni di cancellare la sinistra dal parlamento è riuscito, ma la sconfitta del cartello elettorale della “sinistra l’arcobaleno” ci deve far riflettere. quando fondammo il prc adoperammo uno slogan che mi piaceva molto “liberamente comunista”, dove quel “liberamente” mi faceva pensare ad un insieme di donne e uomini che ragionavano, lottavano e sceglievano di persona, senza delegare ad altri e senza burocrazie di vecchi partiti…tanti e tante con opinioni diverse ma non divergenti, comunisti nel vero senso liberatorio del termine. questo era ciò che speravo nel partito della rifondazione comunista, ed è quello che vorrei ancora, anche se molto delusa. sono daccordo nel rimetterci a ricostruirlo, questo partito, rinnovarlo, ampliarlo. e allora se la battaglia congressuale può essere il momento, proviamoci, perchè questa nostra esperienza non può essere liquidata. sottoscrivo l’appello.
    un abbraccio.
    rossella da viareggio

  65. Guglielmo Says:

    Care/i Compagne/i, forse è il caso di ripensare la nostra linea politica. Gli Italiani ( truffati dal messaggio del voto utile) hanno di fatto imposto la nostra Bad Godesberg. L’evento “elezioni” ci impone un grande sforzo da parte di tutti per creare un unico partito della sinistra. Il resto non conta.
    Discutiamo sugli obiettivi ma andiamo uniti ai prossimi appuntamenti elettorali. Ha ragione R. Rossanda quando afferma ” il fine e la fine della transizione italiana dalla prima alla seconda repubblica consisteva dunque nel cancellare dalla scena istituzionale qualsiasi sinistra proveniente dal mondo operaio”… non per una seconda repubblica ma, un tipo di repubblica finora inesistente nell’Europa post bellica. Noi ci siamo ricascati 100 anni di storia non sono serviti a nulla. Ora, attenzione dopo la sinistra il prossimo scontro sarà con il sindacato. Sono per un partito di sinistra – senza cancellare il nostro passato – senza ma e senza se. Questo nostro “becero capitalismo” e la globalizzazione si combatte uniti e non divisi.
    Buon lavoro.
    Guglielmo

  66. è certo che il processo unitario è stato viziato da scelte dirigenziali poco felici. Ora forse abbiamo bisogno di tornare a discutere per tornare a fare. Tornare a fare. Spero solo non si facciano interminabili discussioni sulla falce e martello (a me carissima) mentre gli operai continuano a morire nelle fabbriche.
    io sono comunista e pur nell’esigenza di proteggere la mia “identità” sento il bisogno di essere contaminato da altri per non restare uguale a me stesso mentre il mondo cambia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: