Bertinotti e il partito.

Nel forum del 23 marzo su Liberazione

www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=23/03/2008

Bertinotti ha anche affrontato la questione del partito.

Dopo aver detto che negli ultimi venti anni la sinistra si è fatta prevalentemente centro e che la stessa nozione di sinistra “si è frantumata in mille schegge”, e dopo aver citato Pintor per sostenere che la priorità è rimeritarsi la fiducia della propria gente, Bertinotti parla di “un nuovo inizio”. Ecco la citazione:

“Adesso è un nuovo inizio per la

sinistra e, se non riusciamo a darne conto,

non ce la possiamo fare, perché veniamo,

oltre che dalla sconfitta del ’900,

anche da una sconfitta del nostro tempo.

L’esperienza di Rifondazione è meritevole,

ma è parte di questa sconfitta

anche se è senza colpe. Per questo, io

credo che nel processo unitario a sinistra

ognuno deve dire per sé cosa tiene

e cosa lascia. Cioè: Rifondazione per

Rifondazione, Pdci per il Pdci, i Verdi

per i Verdi, stessa cosa per Sd e la sinistra

diffusa. Bisogna che proviamo a fare

questo esercizio per il nuovo inizio e

il collegamento con la propria gente”.

Sconfitta? Nuovo inizio? Sinistra diffusa?

Lo dico davvero senza intenti polemici, ma questi concetti sono stati alla base della svolta della bolognina.

Hanno la forza suggestiva di dar conto di uno stato d’animo ben presente in molti, se non in tutti.

Che, con il trionfo del capitalismo, siamo stati sconfitti è sotto gli occhi di tutti. Che fare? Una cosa nuova capace, magicamente, di renderci migliori e più forti. Con chi? Ma Con la sinistra diffusa, naturalmente!

Queste cose, però, hanno il grave difetto, a mio parere, di essere tanto generiche quanto incapaci di affrontare i veri problemi che abbiamo di fronte, Anzi, di più, essendo una fuga dai problemi, al di là delle suggestioni fugaci, finiscono con l’aggravarli.

Di che sconfitta parliamo? Anche partendo dal punto di vista di Bertinotti (e della parziale citazione di Pintor), cioè dalla constatazione che si è persa la fiducia della propria gente, bisognerebbe interrogarsi maggiormente sul perché, piuttosto che indicare, in modo assolutamente tautologico, che bisogna riguadagnare la fiducia persa.

Per anni, Bertinotti in testa, abbiamo analizzato le nuove contraddizioni, e le nuove forme delle vecchie contraddizioni, prodotte dalla globalizzazione capitalistica. Partendo dalla constatazione della sconfitta storica del movimento operaio del 900, tanto nella sua versione comunista come in quella socialista e socialdemocratica, abbiamo individuato nel nascente movimento contro la globalizzazione il luogo e la stessa possibilità che l’anticapitalismo tornasse ad essere un’opzione politica e non solo un campo di ricerca culturale o un terreno di pura testimonianza. E’ per questo, e non per una moda, che abbiamo parlato dei limiti del partito politico novecentesco. Limiti di dimensione nazionale e limiti nel rapporto gerarchico con i movimenti sociali, locali o globali, intrinseco all’idea della conquista del potere (o, peggio ancora, del governo). E’ così che abbiamo innovato, e rotto con precisi punti della tradizione comunista e della sinistra. Basti pensare alla caduta del governo Prodi nel 98, alla nostra internità nel movimento mondiale e italiano, a Genova, alla pratica della disobbedienza civile e sociale, all’idea del baricentro sociale della nostra attività, alla critica del potere di ispirazione zapatista e così via.

Io credo che avevamo incominciato a ricostruire un rapporto di fiducia con la nostra gente. Che misuravamo nelle dinamiche di movimento, nella vittoria di tante lotte all’inizio degli anni 2000, nei segni di crisi delle politiche neoliberiste e nella coscienza, sempre più diffusa, fra le popolazioni del carattere mistificatorio delle magnifiche sorti della globalizzazione. Parlo della sovranità alimentare, della questione ambientale globale, della precarietà e dell’emarginazione come elementi costitutivi del nuovo capitalismo, dell’offensiva conservatrice ideologica di un nuovo oscurantismo autoritario e di altro ancora.

Avevamo, tutti, evitato accuratamente di essere fuorviati dalla misurazione elettorale di questo processo. Altrimenti, essendo passati dal 8,3% al 4,3%, avremmo dovuto dar ragione a Cossutta, e non avendo avuto impennate negli anni successivi che pure sono stati densi di conflitti, bensì un recupero lento e faticoso, avremmo dovuto evitare come la peste di imbarcarci in un’esperienza di governo.

Avevamo, cioè, pensato che si era incominciato un cammino. Per molti versi assolutamente nuovo per un partito politico. Ma non era un nuovo inizio, era l’inveramento della rifondazione comunista. Un cammino i cui tempi non dovevano essere scanditi dalla contingenza politica, elettorale o meno, ma dalla ri/costruzione del movimento anticapitalista mondiale. Un cammino dalla grande vocazione strategica e contraddistinto dalla necessità di sperimentare in mare aperto, contaminandosi con altre culture ed esperienze in seno al movimento.

Con ciò non voglio sorvolare sui limiti della forma partito, tema sul quale Bertinotti si è esercitato e sul quale tornerò, ma rimettere le cose in piedi.

Considero, infatti, una svolta politicista, un vero capovolgimento di linea, il discorso di Bertinotti alla prima assemblea di Sinistra Europea.

Ma come? Eravamo così in buona salute, noi e i movimenti, da tentare la strada impervia del governo e dopo un anno, quando si comincia a constatare una crisi, invece di prendere il toro per le corna, visto che la crisi era chiaramente provocata dalla delusione per le politiche del governo, sulla base di un banale cattivo risultato alle amministrative, si parla di rischio vitale per la sinistra, si abbandona nei fatti il progetto strategico di cui sopra, si propone un nuovo inizio, di andare oltre rifondazione e di fare tutto in fretta e furia?

Per parte mia rivendico ciò che scrissi nel giugno 2007, pubblicato anche qui sul blog.

https://ramonmantovani.wordpress.com/2007/06/

Ma vorrei aggiungere oggi, che le cose sono molto più chiare, che non aver affrontato per tempo il tema della permanenza al governo, a causa della cultura governista degli altri della Sinistra Arcobaleno, ha finito con il ridurre anche il progetto unitario, che da moltiplicatore annunciato di consensi (il 15% come minimo si proclamava!) si è trasformato in riduttore di voti e di consensi sociali.

Siccome penso che un partito sia soprattutto un progetto strategico collettivo, e non una semplice forma di organizzazione autoreferenziale, conseguentemente ritengo che solo in ragione di un profondo cambio di strategia si possa ritenere necessario andare oltre il partito stesso. Ed infatti Bertinotti questo ha proposto e propone anche in campagna elettorale.

Si dirà, contro l’evidenza dei fatti, che si vuole perseguire la stessa strategia, che nell’esercizio del “dire per sé cosa si tiene e cosa si lascia” rifondazione investirà il meglio di se stessa nel nuovo partito e vincerà una battaglia egemonica.

Vediamo cosa vuole tenere e cosa lasciare Bertinotti e soprattutto perché:

“Facendo un esercizio drastico, io penso

che vada portato nel processo di costruzione

della Sinistra Arcobaleno il rinnovamento

politico-culturale che è vissuto

dentro Rifondazione Comunista,

dalla rottura di fondo con la cultura

dello stalinismo fino alla nonviolenza,

passando per l’immersione nei movimenti.

Cosa va abbandonato? La cultura

organizzativa in cui abbiamo lasciato

imprigionare questa innovazione. Il

nostro rinnovamento culturale si è prodotto

sul terreno delle culture politiche

e non sul terreno delle forme di organizzazione

della politica. Dobbiamo

sperimentare forme di organizzazione

che consentano una riconnessione sentimentale

con il tuo popolo, sennò non

ce la facciamo e l’organizzazione funziona

come intercapedine e si ferma lì.

Faccio un’autocritica rispetto al periodo

della mia direzione di Rifondazione:

rivendico il coraggio innovativo del

congresso di Venezia, ma, curiosamente,

visto che noi veniamo dalle culture

critiche ed eretiche del movimento operaio

e abbiamo assorbito la lezione del

femminismo e della cultura di genere,

c’è stato anche un errore politico. Parlo

per me: ho pensato che si potesse fare

l’innovazione politico-culturale solo

pagando il prezzo di non toccare il paradigma

organizzativo.”

Argomenti interessanti, che però non condivido per niente.

Io non credo che antistalinismo, nonviolenza e l’ambigua formula “immersione nei movimenti” siano il nocciolo fondamentale dell’esperienza di Rifondazione Comunista da investire in un processo unitario. Non perché non siano effettivamente elementi innovativi. Bensì perché non sono dirimenti e possono essere messi al servizio di progetti strategici ben diversi fra loro. Una cosa è, infatti, avere un’analisi della globalizzazione che parla della necessità di mettere in discussione il concetto di potere (figuriamoci di governo) e di conquista del potere, e con esso la violenza intrinseca ai rapporti sociali e politici, proponendo la nonviolenza come forma più efficace e più alta di antagonismo. Un’altra è predicare la nonviolenza quasi come elemento etico e fondante l’identità politico- culturale, con il quale leggere il potere e il mondo contemporaneo. Dico che è un’altra cosa perché, sebbene non incompatibile con un radicale antagonismo, non lo garantisce affatto. Non è un caso, infatti, che Bertinotti abbia avuto tanti riconoscimenti maliziosi su questo punto da molti che hanno visto nella “svolta nonviolenta” un abbandono dell’estremismo e del massimalismo (leggi dell’antagonismo e della radicalità) di Rifondazione. Non penso che Bertinotti sia colpevole di questo, eppure dovrebbe porsi il problema della lettura prevalente che si fa di questa cosa anche nell’ambito della Sinistra Arcobaleno.

Il concetto di “immersione nei movimenti”, parimenti, è compatibile con qualsiasi linea o progetto politico. Chi volete che dica che bisogna starne fuori? Che bisogna ignorarli? Il problema è se sono essi il centro della politica, se sono dotati di progettualità propria, o se sono il classico sommovimento nel quale stare per indirizzarlo, per dirigerlo e possibilmente per conquistarne il consenso. Ho già detto che Bertinotti, su questo, usa una formula ambigua, ma come non vedere che la maggioranza della Sinistra Arcobaleno, compresi oramai diversi di Rifondazione, ripropongono la formula più classicamente novecentesca del rapporto fra politica e sociale, fra politica e movimenti?

Infine, lo stalinismo e l’antistalinismo.

Atteso che sugli “errori ed orrori” siamo d’accordo tutti, almeno spero, voglio dire alcune cose in modo provocatorio.

Chiedere a una platea, congressuale per esempio, di votare su una proposta generica e volutamente ambigua, riservando ad una ristretta cerchia oligarchica impegnata a darsi coltellate dietro le quinte, sulle liste elettorali per esempio, le vere decisioni, ha a che vedere con lo stalinismo o no? O è un male inevitabile della forma partito?

Il leadersimo, anche se è un prodotto di questi tempi e del sistema massmediologico, quando non è sottoposto a critica e non si tenta nemmeno di superarlo nel tempo, ha a che vedere con lo stalinismo o no? O è anch’esso un male prodotto necessariamente dalla forma partito?

Bertinotti avrebbe ragione ad autocriticarsi, avendo pensato di poter fare “l’innovazione solo pagando il prezzo di non toccare il paradigma organizzativo”. Ma non è vero che le cose sono andate così. E’ vero che il paradigma organizzativo, formalmente, non è stato toccato. Il problema è che è stato svuotato senza che fosse sostituito con uno più democratico o, almeno, migliore e più coerente con il progetto strategico che via via è stato costruito.

A un certo punto Bertinotti ha teorizzato che bisognasse implementare l’informalità nella discussione e nei processi decisionali. Ricorderà che mi sono opposto, senza successo, a questa sua idea. Il risultato è stato un incremento del leaderismo, un clima di conformismo crescente, e la crisi di credibilità e soprattutto di autorevolezza degli organismi preposti, nel paradigma, a prendere decisioni e ad assumersi responsabilità.

Ora, cosa può spingere un segretario di un partito a pensare che si possa cambiare linea, strategia e cultura politica di un partito “solo” senza riformare l’organizzazione? Sarò esagerato, forse, ma l’unica risposta plausibile mi sembra: perché pensa che il partito è irriformabile!

Tutto l’assunto di Bertinotti sul rapporto innovazione politico-culturale e partito è da rovesciare.

La rilevanza dell’innovazione nel campo della libera ricerca è una cosa, ma in politica le analisi, le svolte, e le stesse idee che Bertinotti ha avuto l’indiscutibile merito, anche se non esclusivo, di produrre, fuori del partito organizzato sarebbero rimaste inerti e non avrebbero avuto alcuna rilevanza. Sarebbero rimaste articoli su qualche rivista o forse non sarebbero nemmeno nate. Sarebbero, cioè, rimaste testimoniali. L’organizzazione non è una “intercapedine”, è lo strumento per agire ed anche per decidere. La connessione fra una politica (perfino un leader) e il popolo non è mai impedita o intralciata dall’organizzazione di partito. Casomai è resa tendenzialmente stabile e non esposta ai rovesci che può subire o, peggio, agli errori personali del leader.

Per questo, invece della comoda informalità, sarebbe stato meglio dedicarsi ad un lavoro paziente per mettere mano alle degenerazioni dell’organizzazione, ai personalismi e ai carrierismi, alla sbagliata divisione del lavoro, al carattere monosessuato della stessa organizzazione e così via.

E’ profondamente ingeneroso verso decine di migliaia di militanti pensare che non siano stati capaci di riformare la propria casa a causa dell’errore del capo, che non si era posto il problema e che oggi si autocritica.

Io penso che i problemi evidenti, connessi alla crisi ed alla irripetibilità dei modelli dei partiti di massa o di avanguardia del novecento, stiano tutti di fronte a noi. Rimarranno e si aggraveranno se si darà vita ad una forza politica leaderista ed incerta su questioni come il governo, sia che abbia una forma federata o unificata.

Credo che Rifondazione Comunista, con tutti i suoi limiti e difetti, non debba perdere se stessa perché è il luogo, lo spazio politico, migliore per procedere anche ad una profonda riforma dell’organizzazione politica, da mettere a disposizione in qualsiasi processo unitario che ne rispetti l’identità e l’autonomia.

fine

ramon mantovani

65 Risposte to “Bertinotti e il partito.”

  1. Rileggerò con più attenzione – il post è come al solito lungo e denso di stimoli.
    Ho francamente trovato sconcertante il passaggio sul “riscoprire la centralità dei partiti” auspicato da bertinotti in analogo forum su “manifesto” qualche settimana fa.

  2. andrea l. Says:

    Caro Ramon,
    ho letto il tuo articolo, ho letto l’intervista di ieri su Liberazione di Ferrero, abbiamo ospitato a Sassari un’assemblea sul futuro di rifondazione con la compagna Fantozzi e il compagno Giardiello:tralasciando quest’ultimo la cui posizione è nota e chiara, gli altri provengono tutti dalla (ex?) maggioranza dell’ultimo congresso (che ho sostenuto) ma si dichiarano critici sullo scoglimento del Partito a favore di un soggetto unico. Mi chiedo: ma al congresso (magari è troppo presto per parlarne però…) questi compagni presenteranno un documento alternativo o staranno “dentro” la maggioranza per cambiare le cose da dentro?
    Mi auguro si opti per la prima soluzione.

  3. Condivido in parte le riflessioni e ringrazio il compagno Ramon che me le invia ,a me che sono un semplice cittadino, invisibile ed insignificante ..ma pensante ….
    Un saluto quindi e un augurio a tutti i compagni che leggeranno questo post ……

    Io votero’ ovviamente sinistra/arcobaleno e credo nella necessità di una forma partito organizzata unica possibilità per dare struttura e forma politica all’ esigenza di cambiamento che sale dal paese,oggi in modo quanto mai confuso , drammatico e grave .

    La situazione economica e sociale è allo sbando ,i blog anche di grandi giornali quotidiani registrano valanghe di messaggi d’ antipolitica tutti incentrati sugli alti costi della stessa ,sull’ inefficienza dell’ apparato pubblico talmente ingombrante e mostruoso che non produce piu’ nulla, salvo disastri stile:- Campania .( e ormai non solo 3 regioni sono infestate dalla MAFIA !)

    Quello che viene percepito da noi,… cittadini qualsiasi ma abbastanza colti ed informati (che siamo elettori dl centro sinistra over 50 tanto per capirci,) è la constatazione d’ un disastro che ha ben espresso anche Grillo in ANNOZERO lunedi’ scorso ,SIAMO ABBASTANZA VECCHI PER RICORDARCI ESATTAMENTE LE FASI DI “MANI PULITE “ 1992 ,un evento che potrebbe ripetersi ,…io credo che se il CORRIERE DELLA SERA,… giornale dei padroni per eccellenza che ha sponsorizzato Stella e Rizzo nel loro libro LA CASTA ,non l’ abbia fatto cosi’ per dare DEMOCRATICA .. informativa ai cittadini…. ma come scelta scelta che è l’ indice e il termometro d’ una strategia ,del “padronato e della borghesia compradora “,….che dà un messaggio alla politica dicendoli :”POLITICA STAI ATTENTA CHE TI MARCHIAMO !

    Sappiamo che cio’ che fu il dopo 1992 e TANGENTOPOLI non porto’ alcun vantaggio a noi del popolo ma che anzi radicalizzo’ un corso di privatizzazioni ,con cessioni delle banche e d’ interi comparti del mondo produttivo che se ha spostato gigantesche risorse a favore delle rendite e del capitale finanziario speculativo,/ ha iniziato un processo d’ impoverimento e di declino sociale della classe media dei salariati introducendo anche via ..via i gravissimi fenomeni della ben nota … precarizzazione del lavoro .
    Di converso mentre cresceva il MOSTRO BERLUSCONIANO senza adeguate misure a contenerlo davvero da parte d’ una sinistra sbandata e confusa, divisa tra il moderatismo apiattito ai padroni e alla finanza del PRODISMO ,con altresì una Rifondazione a sinistra debole ed insufficientemente incapace di aggregare un vera lotta antagonista ..al nuovo corso …siamo arrivati …ALLA FRUTTA DI OGGI ,…..CON UN PAESE IN GINOCCHIO, MORSO AI FIANCHI,…. DALLO SPETTRO PLUMBEO D’ UNA RECESSIONE GRAVISSIMA ….

    Il paese quindi è diviso …tra L’ OPPIO DISINFORMATIVO DEVASTANTE DELLA DEFECAZIONE TELEVISIVA REITERATA DEL BERLUSCONISMO,…CHE . HA DISTRUTTO LE MENTI DEL 50% DELLE POPOLAZIONE ITALIANA ……SPINGENDOLA NELL’ IGNORANZA ,NELLA MISERIA ,NELLA DISINFORMAZIONE CRIMINALE ANCHE DELLA RAI ,…PROPAGGINE DI MEDIASET !!!……..E oggi si paga il prezzo di un paese spaccato tra chi gli:- over 50,laureati ,pensionati,con anche punte di 30enni molto attivi ,che usano il web .. maggiore istruzione, esperienze sociali e politiche ,anche dagli anni 70,…CHE capisce il problema e lo esprime come puo’ scrivendo sui blog ,…E VOTERA’ TRA IL PD E SX …E:…l’ altra parte del quella del “NON SO’,che invece ha subito lo sfracello corrosivo del BERLUSCONISMO FASCISTA e che a queste elezioni probabilmente rivolterà PDL …. il dato piu’ inquietante delle questione !…………PERCHE’ SE E’ VERO CHE OGGI SOLO IL 10% DELLA POPOLAZIONE POSSIEDE IL 45% DELLA RICCHEZZA GENERALE DEL PAESE… VUOL DIRE CHE L’ AREA SEGNATA DALLA CRISI SFIORA IL 90% DELL’ ITALIA !….e che molti ….che non arrivano alla fine del mese voteranno pdl !

    COSA VOGLIO DIRE… CHE PER ARRIVARE AD UN RISULTATO COSI’ FALLIMENTARE ,CI VOLEVA ..SCUSATE !…..OLTRE CHE LA DESTRA PEGGIORE D’ EUROPA …..ANCHE LA SINISTRA PEGGIORE D’ EUROPA !
    Una sinistra italiana incapace anche di portare dei risultati minimi come quella francese che ha saputo almeno dare linfa alla lotta contro LA PRECARIETA’ GIOVANILE ,che “OLTRALPE “ ha aggregato la maggioranza delle classe media ,poi vero che oggi c’è Sarcozy!!!!! MA IL SUO OPERARE E’ SOTTO OSSERVAZIONE D’ UN PAESE LA FRANCIA,… MOLTO PIU’ DEMOCRATICO ,ATTIVO SOCIALMENTE DEL NOSTRO ED ANCHE PIU’ CIVILE ,… MENO SACCHEGGIATO DALLE MAFIE….CHE QUI QUI DA NOI COMANDANO ET IMPERANO !

    Basti vedere et osservare lo schifo cementificatorio che contengono i piani del prossimo expo’ di Milano 2015 ,siglati dagli accordi bipartsan d’un PRODI SORRIDENTE con la s.ra MORATTI fenomeno che innerva la parte piu’ bieca dei palazzinari stile LIGRESTI !e un bagno di cemento incredibile costoso ben 20MILIARDI DI EURO !CHE SI RIVELERA’ UN ORGIA TERRIFICANTE… UN MIX COME GIA’ INDICATO DALLA GABBANELLI ..SUL RADDOPPIO FIERA DI MILANO, IN UNA CATARSI DI CAPORALATO E TRATTA DEI CLANDESTINI VENDUTI A POCHI EURO PER ORA, A SQUALLIDE SPECULAZIONI !
    MILANO CITTA’ MOSTRO CHE CRESCE E DIVORA TUTTO CIO’ CHE LE STA’ INTORNO ,LIGRESTI E SUOI COMPARI VOGLIONO MANGIARSI ANCHE LE RESTANTI AREE VERDI DEL TICINO !!!!!

    Ma dov’e la sinistra su questi temi ? che fa’ la sinistra ?

    INSOMMA QUELLO CHE VOGLIO DIRE IO COMPAGNI!… E’ CHE BISOGNA TORNARE AL POPOLO E LAVORARE COME NEGLI ANNI 70 NELLE FABBRICHE NEI QUARTIERI RIAGGREGANDO E RICOMPATTANDO IL CONFLITTO SOCIALE,… DANDOGLI GAMBE DEMOCRATICHE ED IDEE PER CONTRASTARE UNA DERIVA CHE RISCHIA ALLA LUCE DEGLI ULTIMI FATTI ECONOMICI,… DI SPOSTARE ANCORA PIU’ A DESTRA IL….. PAESE ..

    SE DOVESSE AVVERARSI LA PROFEZIA NEFASTA DI GRILLO CITATA IN ANNO ZERO …
    LA SVOLTA NON SAREBBE SENZ’ ALTRO A FAVORE DEL PROLETARIATO MA DI NUOVO E DI PIU’ A VANTAGGIO DELLA BORGHESIA E DEI POTENTATI,…… CHE SE SI MUOVONO LO FAREBBERO SOLO PER SBARAZZARSI ORMAI D’ UNA POLITICA CHE NON GLI SERVE PIU’,… INVOCANDO PIU’ ORDINE !!!!

    QUINDI FREGHIAMOCENE DI QUESTE ELEZIONI TRUFFA “! E LAVORIAMO DAL BASSO !PER LA RICOMPOSIZIONE D’ UN MOVIMENTO COMUNISTA NEL PAESE !..NON DOBBIAMO LASCIARE ALLE DESTRE FASCISTE CLERICALI E PADRONALI/ LA FRONDA CHE…… CI SARA’ !!!!!!

    RAGIONI FORTI COME :_GIUSTIZIA ,RISANAMENTO ,RISARCIMENTO SOCIALE ,AMBIENTE ,ENERGIE RINNOVABILI ,NUOVO SVILUPPO..NON REGALIAMOLE ALLE DESTRE… INFETTE FALSE E PADRONALI !!!
    MA RICOMPATTIAMO ……INVECE….. UN BLOCCO SOCIALE ANTAGONISTA IN GRADO DI CONDIZIONARE LA POLITICA ITALIANA NEI PROSSIMI 20ANNI…… O E’…. LA FINE !

    SALUTI COMUNISTI DA …
    ..PAOLO GASTALDO GENOVA
    ilsognochecontinua@tiscali.it

    http://www.ilsognochecontinua.it
    giovedì 3 aprile 2008

  4. Luca F Says:

    Caro Ramon, non ce la facciamo più. Siamo stanchi, sfiniti, logorati da certe discussioni assurde sentite in tv e lette nei giornali da parte di Bertinotti e della sua corte dei miracoli. Ormai non ci sono più militanti, tesserati, elettori; siamo un popolo sconvolto da un approccio autoritaristico alla politica che mai ci saremmo aspettati da un generico partito di sinistra, figuriamoci da Rifondazione, faro e guida della stessa. Ormai siamo separati in casa, ma non perchè nel nostro partito siamo membri di correnti critiche o qualunquiste, ma per il semplice fatto che non riusciamo più a capire quello che ci viene detto, spesso imposto. Parliamo due lingue completamente diverse e ci fanno sentire figli di un Dio minore. Hanno trovato la verità assoluta e a noi ce propongono, giustificano, come gesuiti che predicano l’esistenza di un solo vero Dio in terra. E’ troppo e non possiamo più stare a sentire. Tantissimi compagni non voteranno la sinistra arcobaleno, che dire? Nulla! Molti resteranno solo per il congresso, poi, a queste condizioni abbandoneranno. Quello che mi fà imbestialire è che per la prima volta nella storia del movimento comunista in Italia si potrebbe riorganizzare un partito dal basso perchè i suoi vertici sono superflui. C’è una grande base, e il 20 ottobre ce lo dimostra, ma non ci sono più vertici a rappresentarla. Chissà cosa avrebbero detto i Gramsci ed i Bordiga nel 1921 in quel teatro di Livorno se qualcuno avesse detto loro che fuori ad aspettarli c’erano centinaia di migliaia di persone! Invece oggi si vuole smantellare, distruggere; tagliare un albero secolare dalle radici forti e salde per piantare un nuovo arbusto ma non sulla stessa terra fertile, bensì sul suolo arido del compromesso al ribasso, della perdità di identità ed idee. Il 900 non è passato remoto per noi comunisti. C’è una linea di continuità che ci unisce a tutte le lotte del passato, una molteplicità di esperienze vissute, immagazzinate, un bagaglio che al giorno d’oggi dovrebbe farci capire meglio la società e propporre in modo più incisivo, le modalità per riuscire a modificare l’attuale stato delle cose. Tra movimento e partito ci deve essere un interscambio continuo, ma entrambi DEVONO esistere! Quando l’uno è debole l’altro corre in suo aiuto e viceversa. Oggi ci troviamo di fatto con l’utilizzo indegno del movimento solo come macchina del consenso elettorale e smantellamento a tavolino del sistema partito per creare di fatto una situazione incredibilmente simile al molle impianto politico dei partiti americani. Bertinotti oltre al suo continuo blaterare giustificatorio è così simile nella leadership a Veltroni che sembra parlare allo stesso corpo elettorale! Il nostro popolo è diverso!! Ma ormai le decisioni sembrano irreversibili. Rifondazione si scioglierà e confluirà nella sinistra generalista, nella linke tanto acclamata. Altrimenti potremmo vincere il congresso e il PRC vivrà, cosa che io auspico, ma dovrà abbandonare la strada del generalismo e dare risposte forti per argomenti forti! Quello che è sicuro e che ormai tutti sentiamo qua nelle periferie è che il nostro cammino in questi termini non potrà proseguire sulla stessa strada. Si spezza il cuore a dirlo ma allo stesso tempo il tutto è atteso come una liberazione. Attendiamo e nell’attesa speriamo solo di non morire prima!

  5. Longtail Says:

    Caro ramon,
    perdonami ma apro una parentesi di tipo tecnico sul blog. Potresti suddividere i post in due parti, una che si legge appena accedi al blog e l’altra tramite un “leggi tutto”? così co’è un pò incasinato navigare fra i post del tuo blog.

    gtrazie e ciao

  6. Devo dire che mi riconosco moltissimo nel post di Luca F., nelle riflessioni che fa e anche nello stato d’animo che rappresenta che credo sia lo stesso, in questo momento, di tanti compagni del partito.
    Rifondazione Comunista è nata per perseguire un progetto che il nome stesso sintetizza: rifondare un pensiero e una pratica sociale partendo da quanto di meglio ha espresso il movimento comunista ( non solo nel 900 ma anche nei secoli precedenti) in tutte le sue componenti , restando nello stesso solco (per questo il “Comunista”) e nel contempo rinnovando radicalmente (“Rifondazione”). Uno o più personaggi autorevoli a un certo punto considerano fallito o inadeguato questo progetto o comunque non vi si riconoscono più? Benissimo, siamo uomini liberi e non una setta religiosa, niente vieta loro di uscire e provare a costruire qualcosa di altro. Io mi domando, semplicemente e forse anche banalmente: perchè, invece, devono violentare qualcosa che esiste già e volerne fare a forza una cosa diversa , cambiandone la “ragione sociale”? Forse esagero, ma vi confesso che vivo questa cosa come una vera e prepria violenza.

  7. Beh Ramon grazie per il contributo che offri con quelle che tu chiami note, ma che in realtà sono delle analisi oltre che da me condivisibili assai dense di spunti di riflessione! Innanzitutto trovo amch’io che nel Forum di Beritnotti oltre che alle evidenti forzature ci sono anche diffuse ambiguità e silenzi che meglio andrebbero indagate, ma che già da sole mettono in crisi l’idea del progetto arcobalenista!
    Le maggiori ambiguità le ritrovo nel rapporto con il movimento che sembra anche a me un sommovimento indefinito. Cioè non si parla esplicitamente del movimento globale contro la globalizzazione liberista e di conflitti sociali, ma di movimenti genereci e di sinistre diffuse.
    Di fatto si elude completamente la questione del ” baricentro” alludendo forse definitivamente a due baricentri distinti quello politico sociale dal politico istituzionale!
    Sul partito volevo introdurre un argomento non toccato da bertinotti, e cioè il rapporto tra PRC e GC, anche su questo forse andrebbe riflettuto e qui gli errori secondo la mia modesta opinione stanno da ambo le parti!
    Al congresso di Venezia fu detto che ai Gc spettava il ruolo dei rompicoglioni! beh penso che tutto ciò non è proprio avvenuto primo perchè i Gc stessi non lo hanno fatto o lo hanno fatto troppo poco e poi perchè il Prc anzichè ascoltare i malumori si è piu preoccupato di, al di là di rimarcarne spesso l’importanza dell’autonomia da esso, di indirizzare i gC!
    Anche tra gli stessi Gc e parlo di quelli che hanno vissuto da protagonisti i momenti precedenti e conseguenti a Genova, si è più pensato ad una prospettiva più interna al partito e in taluni casi anche alla rincorsa a qualche ruolo dirigenziale!
    Ramon forse anche questa volta sono fuori tema! E’ che la complessità di certi argomenti e riflessioni spesso mi portano ad evadere!
    Comunque oggi ho letto su liberazione un ulteriore rilancio, dove l’importanza del voto imperversa!

    ciao,

    Luca

  8. grazie moltitudini. attendo i tuoi commenti che sul partito mi interessano parecchio.
    ciao
    ramon

  9. caro andrea l, io penso che la maggioranza dopo le elezioni non ci sarà più. vedremo le forma concrete che prenderà la dialettica interna al partito, ma credo proprio che il compromesso al ribasso sul “soggetto unitario e plurale” abbia ormai le ore contate.
    un abbraccio
    ramon

  10. grazie a te sogno, sia per l’attenzione sia per il tuo post. che condivido in gran parte, anche se su un punto credo proprio di no.
    infatti, non penso che berlusconi abbia lui, con il sistema dei media che controlla, determinato lo spaesamento in una così gran parte della popolazione. non credo vada confuso l’effetto con la causa. che per me resta strutturale. al modello economico che ha trionfato corrisponde un modello sociale fatto di precarietà, di emarginazione e di solitudine. è li il problema, visto che gran parte della sedicente sinistra e certamente il sindacato hanno sposato il modello economico neoliberista o hanno pensato che non ci fosse alternativa e visto che destra fa il suo mestiere intraprendendo politicamente sulla disgregazione sociale e alimentando le guerre fra poveri, la xenofobia ecc, il danno è stato enorme.
    ma forse sei d’accordo anche tu.
    un abbraccio
    ramon

  11. caro luca f, grazie per il commento. capisco il tuo stato d’animo perché é anche il mio. ma credo che ci siano oggi le condizioni per impedire nel congresso che finisca rifondazione. certo sarà una battaglia molto dura, ma la faremo, eccome se la faremo.
    un abbraccio
    ramon

  12. longtail, hai perfettamente ragione. ma la grafica del blog è predefinita e non prevede l’accorgimento che suggerisci. mi spiace. del resto questo blog me lo gestisco io dalla a alla z e non sono un gran ché come webmaster.
    però appena avrò un po di tempo e l’aiuto di un amico più bravo di me cercherò di migliorare il tutto.
    intanto abbi un po di pazienza.
    grazie.
    ramon

  13. caro buran, hai perfettamente ragione. ma purtroppo sanno benissimo che la sola esistenza di una cosa come rifondazione mette a nudo la leggerezza del pensiero politico del partito unico. e quindi dal loro punto di vista devono per forza superare rifondazione. ma non ce la faranno.
    un abbraccio
    ramon

  14. caro luca, non credo che tu sia fuori tema, anzi. in due parole penso che il gruppo dirigente dei gc ai tempi di genova e poi abbia abdicato e non si sia assunto le responsabilità che avrebbe potuto, anche rischiando.
    anni fa dissi a loro: se non fate la battaglia ora diventerete presto una cordata.
    mi pare che sia andata così.
    grazie e ciao
    ramon

  15. Longtail Says:

    Ciao, potresti chiarire il concetto di “cordata”? I gc che linea seguono? Scusami ma non ho molto chiari gli equilibri interni alla maggioranza (ex) del partito.

    Ciao e grazie.

  16. sergio meazzi Says:

    Ciao Ramon eccomi in un momento di relax in fase di campagna elettorale.
    Tutto molto interessante, anche se non condivido, come sai, l’opzioni sui dubbi dell’aggregazione della sinistra unita.
    Discorso lungo, insidioso e faticoso che mi piacerebbe affrontare dopo la campagna elettorale.
    In ogni caso, sono molto soddisfatto di come si svolge questa campagna elettorale tutti assieme; ti invito ad un banchetto elettorale per respirare un aria “nuova”.
    Ti dirò che la gente comune è molto attenta a questo fenomeno e interessata a questo progetto. Non sono elementi ininfluenti ai fini della discussione, credo, che il ragionamento debba essere affrontato con altri e differenti crismi.
    Un abbraccio.

  17. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    credo che la necessità espressa da Bert di andare oltre il partito sia la conferma di alcune considerazioni che ho espresso commentando il pezzo
    precedente sull’opposizione.
    Sono assolutamente in sintonia con te quando dici che l’organizzazione non
    è un’intercapedine e credo che in quel passaggio si evidenzi un profondo
    rammarico personale di Bert per non aver colto per tempo il senso di una
    nuova fase.Insisto sul fatto che sarebbe opportuno marginalizzare la figura
    di Bert non per fargli un torto ma per aiutare lui ed altri a capire qualcosa di più. Come sai io non vivo una vita di partito e neanche una quotidianità di militanza, però come molti(spero) sono molto attento a quello che accade e il sentimento molto diffuso che colgo è quello di una profonda
    mortificazione dello spirito culturale di appartenenza nazionale.
    In un colloquio occasionale con Diliberto mi sono sentito suggerire da lui
    di portare i miei figli all’estero perchè questo paese è senza futuro!!!!!
    Credo si stia sottovalutando il bisogno e la necessità che emerge sempre
    più di avere una identità nazionale. Penso che ora più che mai l’organizzazione possa svolgere un ruolo edificante e fondante a patto che
    si capisca il motivo per cui ci si organizza. Mi sforzo di essere sintetico e aggiungo sgombrare il tavolo della discussione da argomenti di alta teoria
    è in questo momento molto opportuno. Chi più sa più deve dimenticare le
    proprie ambizioni per contribuire alla costruzione di una piattaforma di proposte ed obbiettivi di breve periodo. Un nuovo partito,perchè è di questo che si parla deve,per me, rifondare la democrazia ridarle slancio ed
    in questo la chiave organizzativa è centrale.
    Manca alla vostra dirigenza la lettura dell’ISKRA che già vive nelle esigenze di un popolo veramente stanco alla disperata ricerca di una via di uscita. Situazione delicata se non pericolosa che mi sembra ignorata nel merito di molte proposte. Mi fermo qui in attesa di integrare a fronte della tua risposta.
    Un caro saluto,viva la vita!

  18. caro longtail, cordata significa componente che si adegua alla linea senza contestarla mai e che finisce con l’occuparsi più dei posti da conquistare che di una battaglia politico-culturale da fare. comunque riguarda, a mio parere, il gruppo dirigente dei gc ai tempi di genova. ed ovviamente è una definizione semplificatoria, perchè la realtà è sempre più complessa. i gc di oggi non sono la stessa cosa, hanno una pratica ricca di conflitti e di lotte anche se si illudono, secondo me, che queste loro pratiche avrebbero spazio in un partito unificato di sinistra.
    comunque vedremo in futuro che succederà.
    un abbraccio
    ramon

  19. grazie sergio, mi fa piacere leggerti e sapere che sei contento. ovviamente discuteremo di queste cose e di altre dopo le elezioni. mantengo però le mie posizioni. potrei citarti altre esperienze che contraddicono la tua. ma non ha molta importanza. vedremo presto i risultati elettorali e il resto.
    un abbraccio
    ramon

  20. caro giovanni, io mi batto proprio contro l’idea che un partito abbia obiettivi di breve periodo. non so immaginare una militanza che non sia interna ad un progetto strategico, con basi ideali e teoriche solide. non credo che un partito con pochi e immediati obiettivi, oltre che con una identità vaga e leggera, possa resistere alle difficoltà che la realtà presenta continuamente.
    quanto alla democrazia il discorso è complesso. e nell’esperienza storica tutti i partiti di sinistra, comunisti per primi, non hanno dato buone prove. ma non credo che un gruppetto di illuminati dirigenti che decidono mettendo tutti di fronte a fatti compiuti da prendere o lasciare siano una soluzione, tanto meno nuova, al problema di coniugare decisioni e responsabilità con partecipazione e sovranità.
    un abbraccio
    ramon

  21. giovanni Says:

    caro ramon,
    non è mia abitudine rispondere di getto ma penso di essermi espresso in modo da essere frainteso. Quando mi riferisco a obbiettivi di corto raggio
    non intendo escludere una strategia di lungo periodo,anzi,l’esatto contrario.
    Penso che le proposte di breve periodo siano i frutti di una verifica fattiva
    di buona e vincente strategia. Non ho credimi alcuna presunzione di delineare i modi in cui questo o quello e tantomeno tanti altri debbano organizzarsi e agire.Quando dico le vostra dirigenza non coglie l’iskra intendo esprimere solo l’esigenza,che colgo nel confronto con gli altri,di risposte tempestive a situazioni conflittuali.Un’esempio semplice è stata la raccolta di firme contro la domiciliazione delle 90 testate nucleari tra veneto e friuli,coordinate da un prete . A me non interessa come la pensa , ma quello che fa.Non so quante altre volte dovrò discutere o dissentire da luiin altre decine di azioni so che ora fa una cosa che condivido e che non
    contrasta con una strategia di lungo respiro.Non solo non ho mai creduto
    ai gruppetti di illuminati dirigenti ma sono quelli che hanno inibito un mio
    più organico rapporto con la politica quindi che evito!
    Quindi non capisco se è riferito a qualcosa che ho scritto io,se si basta capire dove,o se fosse legato a un tuo ragionamento per estensione.
    Niente dii polemico,giuro,è che non l’ho poprio capito.
    Un abbraccio,viva la vita.

  22. Caro Compagno Ramon,
    ti ringrazio a nome del circolo di cui sono segretario perchè sei tra quelli che si sta opponendo alla deriva istituzionalistica e opportunistica voluta dal gruppo dirigente nazionale.
    In questa campagna elettorale manca la passione tra i compagni, manca la conflittualità, manca la convinzione, mancano i contenuti ed il nostro simbolo, manca tutto. In compenso sono presenti la confusione (la gente mi chiede: ma rifondazione dov’è?) la spersonalizzazione e la tristezza (altro che arobaleno, solo fulmini e tempeste).
    Nonostante tutto noi come circolo del prc di Riposto, un paese in provincia di Catania, abbiamo organizzato una manifestazione con il compagno Caruso una settimana fa (anche lui, mi è sembrato di capire, in dissenso con il progetto attuale) e varie iniziative a sostegno della sinistra arcobaleno, il cui solo nome genera in me malessere e sconforto.
    Manca l’entusiasmo e mi si dice “Dobbiamo esserlo tutti entusiasti, fare una scelta di parte ed andare avanti!”
    Io sono tra quei fessi che al congresso di Venezia ho votato e convinto i compagno del circolo di cui sono segretario a votare per la linea di maggioranza. Ci credevo davvero. Non potevo mai immaginare che a distanza di poco tempo si sarebbe arrivati a mettere in discussione l’intero partito, assaltato ora da Bertinotti ora da Gennaro Migliore, per finire con Alfonso Gianni ed altri benpensanti che a tutto pensano tranne che alla conflittualità sociale ed alla rappresentatività di coloro che li hanno fatti sedere nei luoghi del potere (e non della politica).
    Che entusiasmo posso provare di fronte a Bertinotti che ripete che in futuro l’accordo con il PD si può sempre fare in fondo e sostiene che si debba parlare con i socialisti di DE Michelis e, perchè no, farli entrare nella sinistra arcobaleno?
    Cosa debbo dire ai compagni e simpatizzanti che preoccupati mi chiedono che fine abbia fatto il nostro glorioso simbolo e tutti i contenuti ad esso associati che sembrano annacquati e privi di spessore?
    Come posso difendere il buon Giordano le cui parole suonano pesanti come macigni, distanti anni luce dai comunisti e da una sinistra alternativa che non vuole arrendersi?
    Rifondazione sparirà ed il Congresso o ne sancirà la fine o non si farà del tutto. Che faremo? L’ho chiesto anche a Caruso. Mi ha risposto un sofferto “Vedremo”.
    Siamo messi male, faccio campagna elettorale per spirito di partito, ma mi auguro che il progetto non vada a buon fine e venga punito dagli elettori, almeno cosi ci riappropriamo della conflittualità sociale che ci ha sempre contraddistinto.
    La svolta governista ci ha rovinato, siamo in ginocchio ed agli occhi della gente anche corresponsabili.
    Sono stanco di trovare balle per difendere l’indifendibile. Voglio stare in un partito comunista forte e di classe, che difenda gli interessi dei lavoratori e dei precari. Bisognava rafforzare rifondazione e, se questa sinistra doveva farsi per superare lo sbarramento (personaggi e simbolo non mi piacciono), questo non doveva essere preso come pretesto per annullare un partito e farlo confluire in un contenitore amorfo e non riconoscibile, un partito socialdemocratico, i vecchi DS di una volta magari. Occhetto ha detto che si è realizzata la sua svolta dopo vent’anni, io non ci sto. Non me ne vado come altri, sarebbe troppo facile ed aiuterebbe chi ha in mano il partito. Fare opposizione è l’unica cosa. Intanto attendiamo i risultati di queste brutte elezioni, senza entusiasmo nè passione. Con affetto, Andrea.

  23. Indecente Veltroni

    “Considero profondamente ingiusto e soprattutto falso che Veltroni continui a scaricare sulla sinistra la crisi del governo Prodi”: commenta così Carlo Leoni, vicepresidente della Camera e candidato alla Camera per la Sinistra Arcobaleno nella circoscrizione Lazio1, le dichiarazioni mattutine del leader del Pd.

    “Ho letto stamattina delle dichiarazioni di Veltroni sul fatto che Bertinotti avrebbe segato l’albero del Governo Prodi. E’ un po’ singolare, perche’ sembra un comportamento molto simile a quello di Berlusconi”, incalza Franco Giordano, segretario nazionale di Rifondazione comunista e candidato capolista alla Camera in Toscana. “Bertinotti – ha proseguito Giordano – era presidente della Camera. Berlusconi ha criticato il presidente della Repubblica e Veltroni critica il Presidente della Camera. Sono atteggiamenti irriguardosi verso le cariche istituzionali – ha concluso l’esponente della Sa – verso il ruolo che hanno svolto quelle personalita”.

    Continua Leoni: “Veltroni sa bene che il governo Prodi e’ caduto per il voto contrario dell’Udeur e di Lamberto Dini (uno dei fondatori del Partito democratico) ed era andato in minoranza gia’ un anno prima, in occasione di una discussione sulla politica estera perche’ erano mancati al voto alcuni senatori della Margherita. Il Partito democratico -con il 90% di ministri e sottosegretari- non puo’ scaricare su altri responsabilita’ di insuccessi che sono anche e innanzitutto propri. Ancora: gli unici ministri scesi in piazza contro il governo Prodi sono stati Clemente Mastella e Beppe Fioroni, partecipando a quel Family day contro i Dico: un ddl firmato dai ministri Bindi e Pollastrini”.

    “Con questi anatemi nei confronti della sinistra, definita ancora estremista e radicale, oltretutto il Partito democratico sbaglia due volte: perche’ mina anche la credibilita’ delle coalizioni di centrosinistra impegnate in campagna elettorale in grandi comuni e citta’, come ad esempio a Roma e in Sicilia. E poi e’ lo stesso Veltroni che ha governato insieme alla sinistra per sette anni a Roma: siamo i soli a dire che e’ stata un’esperienza positiva? Posso capire l’affanno e la stanchezza degli ultimi giorni di campagna elettorale, ma la propaganda -conclude Leoni- non deve mai portare a confondere e negare la realta’ dei fatti”.

    ALTRO CHE ACCORDO CON IL PD A LIVELLO NAZIONALE.CON IL PS SI DEVE DISCUTERE SUL CONCETTO DELLA LAICITA’DELLO STATO.

  24. Danilo Says:

    Fare la campagna elettorale per gente come Borsellino,Forgione,Fava,Sodano e’un vero piacere.Tra l’altro finalmente andiamo alle elezioni da soli con il nostro candidato premier e con la nostra autonomia, contro Berlusconi,Veltroni e i vari Calearo e Colanninno.Dopo il 15 aprile si parlera’ di tutto ma adesso fateci fare in pace la nostra campagna elettorale.Permettimi Ramon di sponsorizzare il sito del Kollettivo Onda Rossa di Cinquefrondi(RC):http://blog.libero.it/KOR/

  25. No Danilo non ti preoccupare nessuno vuole rovinare la tua o la vostra bellissima campagna elettorale, ma devi capire che è nella realtà delle cose che uno si possa anche non dovertire in questa campagna elettorale! e di motivi ce ne sono eccome se ce ne sono, poi se vuoi continuare a far finta di niente pace. Tu dici si ma parliamone dopo….permetti che ci possa essere anche chi ne vuol parlare prima durante e si anche dopo.

    ciao,

    Luca

  26. Edoardo Pascarella Says:

    Una piccola domanda… cosa c’è che non va in un Partito così?

    “Rifondazione comunista è il nuovo Partito Comunista. Il partito della Rifondazione comunista assume come simbolo la bandiera rossa, con la falce, il martello, la stella, il nastro tricolore e la scritta “Partito Comunista”.
    Il Partito è la libera organizzazione politica della classe operaia, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle donne e degli uomini, dei giovani, degli intellettuali, dei cittadini tutti che – ispirandosi ai valori del socialismo e al pensiero marxista, innovando la tradizione dei comunisti italiani, nello spirito della Resistenza antifascista e della Costituzione repubblicana, che è la base democratica da cui i comunisti muovono per le trasformazioni in senso socialista della società e dello Stato – lottano perché in Italia, in Europa, nel mondo avanzino e si affermino le istanze di libertà dei popoli, di pace e di solidarietà internazionali; si impegnano per la salvaguardia della natura e dell’ambiente; perseguono il superamento del capitalismo come condizione per costruire una società democratica di donne e di uomini liberi, nella piena valorizzazione della differenza di genere e contro ogni forma di oppressione, di discriminazione, di sfruttamento.”

    Introduzione alla CARTA COSTITUTIVA
    (Statuto approvato dal Primo Congresso del P.R.C. – 15 dicembre 1991)

  27. I miei commenti ti interessano parecchio dici?
    Uh, grazie.
    (inciso: io impaginerei in modo un po’ diverso…carattere più piccolo e minore interlinea, se posso permettermi).
    Non ho molto da dire: sono d’accordo con te quando parli della lettura “novecentesca” , aspetto che mi pare uno dei più centrali nel tuo scritto.

    Sul vostro partito, maH: sarà che io osservo da vicinola situazione genovese e magari sono influenzato da ciò, ma mi sembra arrivato ad un punto critico di non ritorno.
    L’arcobaleno mi pare un cartello elettorale e non un soggetto politico, ma su questo si sa già che siamo d’accordo.
    Rifondazione mi pare sia dilaniata da tensioni che da un lato prefigurano una sorta di..conservatorisimo della rifondazione del 91, dall’altro la riedizione di un piccolo PCi, dall’altro ancora qualcosa di simile ad un comitato elettorale verticista, che naviga a vista, un pd in sedicesimo.
    In ogni caso strumenti e risposte insufficienti.

    Poi mi taccio , perchè non posso nemmeno evitare di dire che anche dalla mia “sponda” non è che non ci sia un deficit in quanto a risposte, se non di carattere resistenziale.
    Abbiamo tutti quanti perso un gran bel treno dopo il 2001.

  28. caro giovanni, forse ci siamo fraintesi, del resto tu avevi scritto “Chi più sa più deve dimenticare le
    proprie ambizioni per contribuire alla costruzione di una piattaforma di proposte ed obbiettivi di breve periodo”.
    ma ora credo ci siamo capiti bene.
    sulla democrazia, poi, il mio riferimento al gruppo di dirigenti illuminati non è riferito al tuo scritto, bensì alla falsa soluzione che avanza e che agita il tema della partecipazione e delle democrazia praticando l’oligarchia.
    in realtà la penso come te. dati i contenuti antagonisti a questo sistema, proprio per la natura del sistema il tema della democrazia diventa centrale. ma come sai la stessa parola è densa di significati e di interpretazioni.
    sarà un tema del congresso del partito.
    un abbraccio
    ramon

  29. caro andrea, come sai siamo d’accordo. ma io confido che dopo le elezioni si discuterà dentro e fuori dal partito in modo più serio.
    un abbraccio
    ramon

  30. caro beppe, bisognerebbe spiegare a Leoni, che io considero persona degna e seria, che era scontato che veltroni avrebbe, nelle ultime battute di campagna elettorale, sollevato questo tema insieme a quello del voto utile. se non avessero avuto bisogno di liberarsi, dal loro punto di vista, dagli accordi con la sinistra perché avrebbero dovuto andare da soli alle elezioni? e perché la sinistra arcobaleno si sente così orfana del centrosinistra? semplicemente perché non ha risolto il problema del rapporto con il governo e il potere. che per me è e resta il vero e principale problema politico e teorico.
    un abbraccio
    ramon

  31. caro danilo, già il fatto che tu dica che fai la campagna elettorale per delle persone, per quanto degne e brave, è il sintomo che le cose non vanno proprio bene. quanto al “contro veltroni” non mi sembra che le cose stiano così.
    scusa ma che significa “adesso fateci fare in pace la campagna elettorale”?
    qualcuno ha impedito qualcosa? o forse se bertinotti, invece che dei voti da raccogliere, parla del nuovo partito, o se migliore dice che bisogna coinvolgere i socialisti (atlantisti e ultraliberisti) nel nuovo partito, non si può dire la propria opinione su un blog?
    mah!
    ciao
    ramon

  32. caro edoardo, grazie per la citazione.
    ramon

  33. caro moltitudini, ci sono altri che mi hanno detto che su certi computer i caratteri piccoli con interlinea 1 non si leggono perché si sovrappongono le lettere. che posso farci?
    hai ragione sul treno perso. ma confido che nella lotta politica quanto seminato a genova darà ancora i propri frutti, anche sulla annosa questione dell’organizzazione politica.
    comunque grazie
    ramon

  34. stefanog Says:

    Parto dal fatto che ho letto il forum con Bertinotti e ne sono uscito molto inquietato. Si era scelto, detto, deciso, di comune accordo di attuare una “pubblica moratoria” sulle sorti post elettorali del percorso in atto e contemporaneamente, e da più voci, si leva la necessità di rilanciare l’oltre a tutti i costi. Non ci si accorge (o non ci si vuole accorgere) che il terreno sembra franare sotti i piedi, che ogni soggetto dell’alleanza sembra procedere verso propri lidi e ci si impantana sul fatto che la campagna elettorale debba essere fondativa del soggetto unico (sparisce anche il plurale). A specifica domanda rivolta al candidato premier se si dovranno attendere i congressi delle forze esistenti si risponde che il processo è irreversibile e che ci sono già oltre 260 case della sinistra/arcobaleno (in gran parte circoli prc). Il timore di vedersi scippati del congresso o -peggio ancora – di vederlo svuotato di senso in quanto ci si voglia arrivare a giochi già fatti è forte. I malumori e il senso di disagio rispetto a quanto sta accadendo li respiriamo tutti ma non riesco ancora a vederli tradotti in proposta politica ALTERNATIVA, a quella oramai definita “oltrista”. Se non cominciamo a definirla in tempi brevi, rischiamo di finire tranciati dai triti e ritriti giochini delle alleanze, delle compatibilità , dell’ obbedienza obtorto collo a quanto deciso nei luoghi dell’ arcana imperi.
    Ma per chi come chi scrive è stanco di trame da basso impero, se ne sente distante e ha voglia di rimisurarsi con la realtà dei conflitti, le cose non vanno molto meglio. Sono convinto che, comunque vadano le elezioni, con una recessione alle porte e con l’assenza di risposte minime su questioni cruciali della vita reale, potrebbero aprirsi spazi molto interessanti per ricominciare ad agire nella politica. Ma con quale credibilità? Quanti bagni purificatori dovremmo fare? Non credo che i tanto evocati movimenti abbiano brillato in questi tragici venti mesi ne in autonomia ne in capacità di farsi carico delle contraddizioni governative. Non ho visto- tranne alcune eccezioni – una presenza diffusa e capace di ricomporsi al di là o malgrado il quadro politico. Ho visto, forse esagero, tentativi di respirare, sgomitamenti e scimmiottamenti. Questo mentre rifondazione si svuotava ad ogni livello delle proprie capacità di radicamento o in un percorso di istituzionalizzazione (nazionale e locale) o in un rattrappirsi delle proprie capacità critiche, della propria energia fondativa. Questo per dire che forse, a partire da come votando con troppa superficialità al congresso di Venezia (anche io ne ho sostenuto il progetto) abbiamo, ognuno di noi facilitato la destrutturazione del partito senza essere capaci di reimmaginarne e progettarne altra. Siamo passati insomma dal novecento non al ventunesimo secolo ma ad una visione confusa e labile del presente in cui ogni concetto può assumere significati diversi a seconda di chi lo enuncia. Questo per dire solo che ci aspetta un lavoraccio.
    Un abbraccio

  35. caro stefanog, condivido integralmente il tuo commento.
    si, ci aspetta un lavoraccio, ma lo faremo.
    un abbraccio
    ramon

  36. Ramon, scriverai un articolo sui candidati?Avevi detto che lo avresti fatto,sara’interessante

  37. Poco da aggiungere, se non la condivisione dello sconforto ma anche della rabbia, e la voglia di che finisca una buona volta questa sciagurata campagna elettorale, e poi cominciare a dire e a fare parecchie cose.
    Una noterella in risposta a stefanog, sulle “case della sinistra arcobaleno” che dicono che ce ne sono 260 nientepopodimeno: ecco, se sono come quella che dicono che c’è a Bruxelles, secondo quanto riporta il sito http://www.sinistrarcobaleno.it/case-comuni-sx-arco/ …!!! Qui a Bruxelles non c’è nessunissima “casa sinistra arcobaleno” e giorni fa ho già scritto al sito che non ne sentiamo neanche il bisogno di una roba del genere, ma mi hanno bellamente ignorato…

  38. X Mario e Stefanog: a proposito di Case della sinistra arcobaleno, a Firenze hanno affittato un appartamento per due mesi, sarebbe quella la “casa”?? Che buffonata!

  39. Giampiero Says:

    Mi fa un po’ schifo pensarlo ma non vedo alternative quindi: una mozione Mantovani, Deiana, Ferrero, Grassi seppure interlocutoria e piena di compromessi per salvare il partito magari vince il congresso.

  40. beh e che dire delle tessere della sinistra arcobaleno????????
    Quelli iscritti nel 2007 prendono la tessera del Prc e per i nuovi la tessera arcobaleno? mi pare sia così o sbaglio?
    Se è così allora se uno quest’anno volesse iscriversi per la prima volta al Prc o ai Gc non lo può fare? oppure si in vista del congresso?
    E a quelli che prendono la tessera della SA cosa dicono? prendetela noi vi raggiungiamo dopo!
    Ma i peggiori sono coloro che prenderanno la tessera del PRC per poi scioglierlo, eh eh………roba da non credere iscriversi per evitare che qualcuno dopo lo faccia! che ipocrisia….
    Ramon ma tutto questo popò di ipocrisia lo statuto lo prevede?
    Magari domani sera queste domande le rivolgo a Giordano che viene a farci visita.

    ciao,

    Luca

  41. mmm interessante vedere che in toscana sono spuntate tutte queste case arcobaleno e pare ce ne sia anche una a Prato, ma vorrei sapere di quale casa parlano, io non ne so niente, forse intendono che la sede della federazione provinciale è già la casa della sinistra arcobaleno???
    boh

  42. Francesco Says:

    Ho trovato questo blog per caso su internet.Sono tra gli indecisi del voto,indeciso tra PD e SA per il cosiddetto voto utile..Ho letto il post di un ragazzo il quale diceva di fare campagna elettorale per persone insigne come Borsellino,Fava,Forgione,Sodano.La risposta che lei onorevole ha dato mi sembra estremamente sbaglita a mio modesto parere e le spiego il motivo.Qui da noi in Calabria avere tra i candidati Forgione che ci mette continuamente la faccia contro la mafia(non so se lei ha letto la relazione contro la mafia)e’motivo di riflessione per quanto riguarda la scelta degli indecisi come me.Lo stesso discorso si puo’fare per Sodano,Fava e Borsellino.Anche De Sena,capolista del PD,ha fatto molto contro le organizzazioni malavitose.Da qui la mia indecisione.La ringrazio per lo spazio e per il tempo che lei onorevole mi ha voluto concedere.

  43. @ramon
    Hai per caso visto “Porta porta” ieri?
    Ora, so bene che quello non è certo il luogo per elevate elaborazioni teoriche.
    Però se hai visto il programma, avrai notato che a un certo punto Vespa ha chiesto a Bertinotti “ma quindi tornerete nelle piazze a fare opposizione dura?”
    A questa domanda lui ha ribadito con tono fermo che è stata fatta la scelta “non violenta”. Secondo me non c’entrava davvero nulla, rispetto a quella domanda.
    Ha poi per altro rinnovato la solidarietà umana e politica a Ferrara, altra cacptatio benevolentiae del tutto gratuita, secondo me.

  44. caro beppe, non voglio tornare sui candidati sia perché non considero la cosa importante sia perché non mi piace personalizzare una polemica che per me è tutta politica. in ogni caso vedremo gli eletti più che i candidati.
    ciao
    ramon

  45. cari Mario e buran, grazie per i commenti.
    ramon

  46. caro giampiero, non so perché tu dica che ti fa schifo: per quel che vale la mia opinione penso che sia necessario un congresso fondato sulla chiarezza. e penso che sia necessario non solo salvare il partito ma anche rilanciarlo sulla base di una cultura politica e di un progetto chiari.
    il resto lo vedremo
    un abbraccio
    ramon

  47. caro luca, chiunque può iscriversi al prc sempre e comunque. il resto è solo propaganda, sia le case sia il tesseramento alla SA.
    ramon

  48. caro francesco, non so perché tu (possiamo darci del tu?) dica che la mia risposta a danilo è sbagliata. del resto la tua indecisione deriva dal fatto che sia nella SA sia nel PD in calabria ci sono candidati che hanno fatto coerentemente la lotta alla mafia. le campagne elettorali fondate sulla qualità dei candidati è limitata, troppo limitata. bisognerebbe discutere di più del programma delle liste e anche misurare la coerenza fra affermazioni di principio e candidature. Quanto a forgione, che conosco da quando eravamo ragazzi negli anni 70, e del quale sono molto amico, dico che è un ottimo candidato e che la sua relazione (che ho letto in parlamento ancor prima che venisse pubblicata a puntate su liberazione) è importantissima. ma lo stesso forgione non sarebbe molto credibile se si candidasse in un partito non molto coerente nella pratica della lotta alle mafie no?
    comunque grazie per l’attenzione
    ramon

  49. caro moltitudini, non ho visto porta a porta. e meno male se bertinotti ha detto quelle cose! perchè mi sarebbe venuto uno sbocco di bile. è veramente una ossessione. confondere l’opposizione dura o anche il lancio di verdure con la violenza è una pura scemenza.
    ciao
    ramon

  50. Si si, fidati, la mia citazione è quasi testuale.
    Il discorso era in generale rivolto all’atteggiamento di sinistra arcobaleno nella imminente legislatura. La domanda, testuale (la scrivo mentre la riascolto grazie al servizio “replay tv” del quale godo gratuitamente per un po’ grazie a fastwebTV), è stata “chiunque dovesse vincere, voi pensate di tornare nele piazze con durezza, o valutereste gli interessi dei lavoratori, visto che alcune rsposte aranno poco a che fare con l’ideologia?” .Risposta che si apre con questa premessa “come si sa, io ho fatto una scelta organicamente non violenta”. E mi son chiesto..che cosa c’entra sta cosa? Boh. E Vespa lo interrompe:”le fa onore per altro aver espresso solidarietà a Ferrara” E lui “perchè come si vede io non ho problemi a parlare con la mia gente”.
    Tutto ciò in finire di puntata.

  51. Roberto Says:

    il gioco delle due tessere è un pò come il gioco delle tre carte…serve per imbrogliare. Le “Case” mi fa sorridere. Si sa che solo il PRC ha sedi ovunque, saranno un pò di quelle, rinominate. Insomma, come il “nuovo soggetto”, allo stato delle intenzioni dei superatori, non sarebbe che il ridursi del PRC a qualcosaltro, parlo di contenuti, di orizzonti (i simboli ne sono la rappresentazione). Insomma noi comunisti abbiamo sempre sbagliato tutto, avevano ed hanno ragione i Verdi, i S.D. I dirigenti e dirigentini nazionali scopritori dell’acqua calda, “sempre tesi” al superamento, che superino sé stessi incominciando a mettere giù le mani da un partito che non è più il loro.

  52. ELEZIONI. BERTINOTTI: SINISTRA DOPO IL VOTO NON SI DIVIDERA’
    SOGGETTO UNITARIO CON DIVERSE TENDENZE CULTURALI

    (DIRE) Roma, 8 apr. – “Si’, garantisco” che dopo il voto non torneremo a dividerci in 4 forze politiche. Cosi’ Fausto Bertinotti, leader della Sinistra arcobaleno, nel corso della videochat sul sito del quotidiano “La stampa”, risponde a un lettore che gli domanda quale sara’ il futuro della Sinistra.
    Bertinotti poi aggiunge: “Dobbiamo garantirci che la Sinistra arcobaleno non risulti soltanto un cartello elettorale, ma risulti essere l’irreversibile fondamento di una nuova sinistra italiana”. E questo, dice, “quale che sia il risultato elettorale. Il futuro dell’Italia ha bisogno di una sinistra del futuro”.
    Il candidato premier della Sa, spiega anche come immagina questa sinistra: “La immagino come un soggetto unitario, con un gruppo dirigente eletto attraverso la partecipazione democratica degli iscritti”. Insomma, “un soggetto unitario fondato su una testa un voto, altrimenti non vive”.
    E la parola comunista andra’ in soffitta? “Si chiama Sinistra arcobaleno e mi pare che il problema sia gia’ risolto”. Certo, aggiunge, “questo soggetto unitario avra’ delle tendenze culturali interne che sono ecologista, femminista e comunista in attesa che nascano anche delle nuove tendenze culturali”.
    A questo proposito, Bertinotti si dice convinto che dopo il voto “occorrera’ nella sinistra del futuro aprire uno spazio per il recupero anche della tradizione socialista. Non dico di fonderci con il Psi, ma confrontarci”.
    Il leader della Sinistra conferma anche che “fara soltanto il deputato” e dara’ il suo contributo, ma che non avra’ “nessun incarico di direzione”. E questo per dare “un contributo alla spersonalizzazione” della politica, perche’ “noi siamo lontani da quel partito dei leader che e’ anche il modello del Pd”.

    (Vid/ Dire) 15:11 08-04-08

    senza parole…. stasera ho deciso che voterò sinistra critica!

  53. Franco Giordana stasera ad una iniziativa dalle mie parti, ad una domanda di una giornalista del corriere della sera : ” il nuovo soggetto politico lo faremo presto, faremo un congresso e daremo vita al nuovo soggetto……ci sono resistenze? bene lo faremo con chi ci sta!
    La bellissima iniziativa prevedeva due giornalisti intervistatori, uno di loro alla fine ha detto :”ora potremo dar vita al dibattitto con il pubblico”. Una giovane rampante si è alzata e ha detto :” no no no no…………. E l’iniziativa si è conclusa! alla faccia della campagna elettorale partecipata tra la gente!

    Luca

  54. Caro Ramon,
    come Sinistra Socialista, non siamo contrari ad un processo di ricomposizione unitaria della Sinistra, sicuramente in chiave pero’ non moderata, ampia e plurale ma anticapitalista, dove possano convivere davvero le varie esperienze, le varie espressioni e tendenze culturali. Ma crediamo che , in questi giorni, Bertinotti stia davvero “forzando” un po’ troppo. Crediamo che questo sia inutile ai fini elettorali – ma questo lo si vedrà il 14 – ma che sia più un messaggio da mandare a destinatari ben precisi. Sembra quasi, che forzando a questa maniera, si voglia “spingere” compagni, pezzi di partito, sicuramente i più critici, i meno allineati, ad abbandonare la SA. Ci riferiamo principalmente a pezzi del Prc ed al Pdci. Siamo contrari per due motivi, di pari importanza. Il primo, è che un processo unitario, che nasca con l’intenzione di ” spingere fuori ” qualcuno, è una contraddizione in termini che una Sinistra unita e plurale non può assolutamente permettersi. Continuiamo a credere nel valore delle diversità, e soprattutto crediamo che la partecipazione, la democrazia, tanto più a sinistra sia uno dei pilastri principali, uno di quei punti fermi indiscutibili.
    Secondo, riteniamo un “pericolo”, nella definizione della natura dell’eventuale nuovo soggetto, che esso venga ” normalizzato “, privato cioè di quelle posizioni più di sinistra, fortemente anticapitaliste. Elementi questi, fondamentali per controbilanciare un evidente spostamento su posizioni più moderate ma soprattutto, elementi che permettono una maggiore rappresentazione reale di quella sinistra diffusa tanto citata.
    http://www.sinistrasocialista.org

  55. Evviva l’unita’.per chi vota sinistra critica:se mi spiegate la differenza tra sinistra critica,pcl,pdac votero’una di queste.

  56. Gianni Says:

    Non piangete quando ci annienteranno in queste elezioni.Oramai PDL e PD ci vogliono chiaramente cancellare.Non servono piu’i partitini ma servono partiti pluralistici.Purtroppo,a mio avviso,questa e’la cruda realta’.

  57. Gianni ma ti sembra plurale la SA, la sinistra sarà spazzata via solo se continuerà a praticare scientificamente la non partecipazione e il leaderismo spinto! è questa la cruda realtà

  58. grazie moltitudini. che dire?!!!
    ramon

  59. hai ragione roberto.
    ramon

  60. caro mauro, che vuoi che ti dica! è inutile che ti faccia appelli. ma la battaglia continuerà.
    ramon

  61. caro nando hai ragione, l’elettoralismo alberga dovunque.
    ramon

  62. grazie luca. d’accordo con te.
    ramon

  63. cara sinistra socialista, sono completamente d’accordo. come si vede l’unità si può fare su basi solide fra compagni/e che condividono veramente cose di fondo.
    grazie
    un abbraccio
    ramon

  64. caro gianni, i partitini non sono mai serviti e non serviranno mai. ma nemmeno i partiti improvvisati ed elettoralistici servono (se non al ceto politico). e rifondazione è sempre stato un partito pluralista.
    ciao
    ramon

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