Bertinotti e le scelte irreversibili.

Liberazione di domenica scorsa ha pubblicato un lungo forum tra la redazione del quotidiano e Fausto Bertinotti.

http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=23/03/2008

Si tratta di un testo denso di posizioni, analisi e proposte, molto interessante, sia per l’esplicitazione di tesi già note ma mai presentate in forma così netta, sia per i silenzi più o meno consapevoli che contiene.

Non pretendo, con queste note, di affrontare tutti i temi proposti da Bertinotti, ma solo iniziare a discutere di alcune questioni, secondo me significative. Ovviamente concentrandomi su quelle cose che non condivido o condivido di meno.

Per comodità di esposizione indicherò, a puntate, parole e concetti che, seppur ricorrenti in diverse parti del testo, costituiscono la spina dorsale del discorso di Bertinotti, e su queste svilupperò le mie modeste riflessioni.

Cominciamo con “irreversibilità”.

Bertinotti apre e chiude, il suo lungo ragionamento, con il concetto di irreversibilità del processo unitario della Sinistra e l’Arcobaleno.

A mio modesto avviso questa insistenza contiene contemporaneamente una debolezza intrinseca del progetto e una potente arroganza intellettuale, che del resto è propria dei progetti deboli.

Come è noto si fonda sulla suggestione secondo la quale la sinistra sarebbe sull’orlo della sparizione e costretta ad un processo unitario senza alternative.

Non c’è alcun elemento analitico, né nel testo preso in esame né nelle precedenti elaborazioni, che dimostri la tesi dell’ultima spiaggia sulla quale si troverebbe la sinistra. A meno che non si esamini solo l’aspetto elettorale. Ed anche da questo punto di vista in Europa esistono molti esempi che dimostrano che le cose non stanno così.

Si può, ovviamente, attribuire un grado di importanza diverso all’elemento elettorale e all’efficacia della rappresentanza nelle istituzioni parlamentari, ma non fino al punto di considerare questa questione come dirimente per la vita della sinistra.

Se, come abbiamo detto per anni, il baricentro dell’attività politica doveva essere la società, se il movimento mondiale altermondista e i movimenti sociali dovevano essere il luogo della collocazione politica della sinistra e di rifondazione in particolare, se bisognava considerare come elementi secondari le istituzioni e lo stesso governo, la suggestione del pericolo di vita per la sinistra appare come una svolta enorme. Per il semplice motivo che i movimenti non stanno affatto male e che è l’esperienza di governo (non solo in astratto ma nel concreto della pratica del governo Prodi, come vedremo meglio più avanti) ad aver messo in crisi Rifondazione e più in generale la sinistra.

Se esiste questa crisi, ed esiste, non si deve ad una maledizione, ad un accidente, ma a precise scelte che andrebbero indagate autocriticamente invece che ignorate o relegate nel mondo delle scelte obbligate che non si potevano non fare. La svolta consiste proprio nel rimettere al centro la questione istituzionale ed elettorale, nel fuggire dai problemi reali e nel formulare una proposta tanto suggestiva quanto vaga e vuota di contenuti. La nuova sinistra (il concetto di nuova sinistra è per altro vecchio come il mondo) non può nascere, date le premesse, che da un gesto volontaristico di gruppi dirigenti illuminati che lo impongono ai propri diretti, per loro natura arretrati, identitari, recalcitranti e primitivi, facendo appello ad un popolo di “non iscritti” e di “sinistra diffusa” di occhettiana memoria. Un gruppo di illuminati dirigenti, che ha capito tutto e che assume su di se la responsabilità di scelte irreversibili è il massimo dell’arroganza.

E’ come se Bertinotti e i suoi seguaci dicessero: basta, questo partito non va bene, ha troppi difetti, è troppo limitato. Ora ce ne vuole uno alla nostra altezza. Noi costruiamo, con scelte e gesti irreversibili, il luogo nel quale tutti saranno obbligati a confrontarsi. Chi non è d’accordo non capisce, è arretrato, è identitario, è zavorra. Non può essere portatore di una proposta diversa, giacché siamo sull’ultima spiaggia e non c’è alternativa.

Da quando c’è consapevolezza della portata della globalizzazione e dell’importanza del movimento mondiale che vi si oppone, c’è stata un’elaborazione e una pratica di Rifondazione che non ha trovato smentite. Non ci siamo sentiti all’ultima spiaggia, quando nel 99, abbiamo avuto poco più del 4% dei voti, né quando nel 2001 abbiamo eletto 11 deputati (anche a causa delle liste civetta degli attuali partner della Sinistra Arcobaleno). Da allora i movimenti sono cresciuti o no? E noi siamo stati dentro o fuori? La vera svolta innovatrice di Rifondazione è stata la rottura con il governo Prodi e la scelta di collocarsi nella società e nei movimenti.

Anch’io, come Bertinotti, penso che sia stato giusto “tentare” la coalizione e il governo per provare a invertire la tendenza degli ultimi venti anni di liberismo e di guerra. Ma non è vero che l’innovazione arriva con il congresso di Venezia, come rivendicato da Bertinotti. Anzi, sebbene nei testi il tema del governo fosse posto correttamente, già a Venezia si assiste, nella maggioranza del partito, alla rivincita di quelli che parlavano sempre di movimento ma che nei corridoi, ridendo, dicevano: è finita la ricreazione si torna a far politica! O di quelli che esplicitamente citavano la non violenza come rottura con una parte del movimento, in sintonia con il coro proveniente dai salotti buoni che salutava la svolta di Bertinotti come la rottura con l’estremismo e il massimalismo della fase precedente. O di quelli, ancora, che scientemente facevano finta di lottare contro lo stalinismo per rimuovere, invece, ogni dissenso, senza mettere in discussione le forme moderne dello stalinismo a cominciare dal soffocante leaderismo che ha sempre contraddistinto la direzione di Bertinotti.

Io continuo a pensare che il progetto della Sinistra Europea, dell’unità di soggettività politiche e sociali interne al movimento e con un unico referente internazionale, nella quale le identità culturali non erano negate, ma anzi rilanciate in un’effettiva contaminazione reciproca, fosse la strada maestra per superare i limiti del partito politico del 900 e per mettere in campo la forza necessaria a continuare la battaglia contro il capitalismo contemporaneo. Praticamente, pochi mesi di questa sperimentazione devono aver convinto Bertinotti ed altri che non avrebbe prodotto la “massa critica” sufficiente. Così in un battibaleno si è rovesciato tutto. Dai contenuti fondanti l’unità si è passati all’unità senza contenuti per fare subito un partito del 15%. Immersi nella disastrosa esperienza di governo si è promossa l’unità fra forze che hanno esplicitamente il governo come orizzonte della propria esistenza, che si sono sempre orgogliosamente dichiarate altra cosa dai movimenti, considerati spesso estremistici e impolitici, e che, per questo, per anni hanno insultato e attaccato senza tregua Rifondazione.

Non so quale sarà il risultato elettorale della Sinistra Arcobaleno, ma so con precisione che se sarà negativo si dirà che ci si è salvati grazie alle scelte irreversibili, e se sarà positivo si dirà che è un premio per le scelte irreversibili.

Un imbroglio colossale!

Rifondazione ha camminato per anni in solitudine nel quadro politico e dentro tutti i movimenti. L’esistenza di Rifondazione Comunista non è incompatibile con nessun progetto di unità, sempre che l’unità sia coerente con il nostro cammino e non sia, invece, considerata come un impedimento per l’unità stessa. Del resto, a parte l’evanescente Sinistra Democratica, non sembra che i Verdi o il PdCI abbiano molta voglia di sparire. Anzi, altri gesti irreversibili finirebbero solo con il mettere fine a Rifondazione Comunista in favore di una forza di ispirazione socialista e con una crescita del PdCI.

Alla faccia delle meravigliose sorti dell’unità!

Perciò non ci deve essere alcuna scelta irreversibile!

Spetta solo agli iscritti al PRC decidere del proprio futuro senza che nessuno li scippi del diritto di votare su proposte chiare al congresso.

La formula “soggetto unitario e plurale”, dietro alla quale si è celato un accordo oligarchico di vertice fra opzioni completamente diverse, deve essere messa da parte in favore della chiarezza.

Chi vuole andare oltre Rifondazione, chi vuole abbandonare il comunismo, non può pensare di continuare ad imbrogliare le carte praticando scelte irreversibili senza sottoporle al vaglio democratico.

Per quel che vale la mia opinione penso che il congresso li smentirà e li batterà.

continua….

ramon mantovani

68 Risposte to “Bertinotti e le scelte irreversibili.”

  1. federico Says:

    Se non fosse che io nutrivo seri dubbi anche sull’ultima scelta di andare al governo con questo centrosinistra in quelle condizioni e, visto che era conicidente con quella scelta, anche sul progetto della sinistra europea….per il resto concordo in pieno con la tua analisi.
    E come te, temo che qualsiasi sarà il risultato (ma credo attorno alla metà, se non meno, del 15% che si auspicavano), continuerà a non esserci alcuna autocritica: il voto utile, l’oscuramento mediatico, ecc..
    Da quando ci dirige (vi dirige, visto che non rinnoverò la tessera) è sempre stato così: “voi non capite….”.
    Altro dubbio: anche il congresso è perso, visto che oramai rifondazione, salvo rari casi, è rimasta in mano ai servetti obbedienti in attesa di guadagnarsi qualche posticino….
    Risultato: anch’io sono perso. senza riferimenti e con una enorme delusione e rabbia verso gente per la quale ho perso soldi e ore di vita ad attaccare manifesti, distribuire propaganda, partecipare a inutili e interminabili riunioni su argomenti di cui me ne fregava poco (come le questioni comunali).
    Quale speranza?
    Sai cosa pensavo stamattina? Che se proprio devo rassegnarmi a un partito dentro il sistema tanto vale che faccia la mia battaglia dentro il partito democratico. Non lo farò, ma rende l’idea sullo stato di confuzione a cui sono arrivato….

  2. PAMELA Says:

    Caro Ramon felice di rileggerti…
    condivido parola per parola quello che tu dici, aggiungo anche, un elemento che ancora turba i miei pensieri e di cui ancora oggi ne sono convinta.
    Il congresso sara’ fittizio, sara’ una farsa, e sicuramente sara’ l’ultimo.
    L’apertura tanto pubblicizzata delel nuove sedi della sinistra arcobaleno e’ l’ultimo tassello della verita’ nascosta che ancora oggi non emerge…(democraticamente intento)
    Se ci fate caso fino a prima della campagna elettorale, si parlava di soggetto unitario e plurale,adesso il termine adottato dal candidato premier e anche da Giordano e company e’: NUOVO SOGGETTO POLITICO!
    tu mi dirai cosa cambia?? cambia ,cambia.
    Una piccola parola a volte puo’ cambiare la natura di un intero ragionamento, queste paroline magiche significano, partito unico. Infatti non e’ un caso che Bertinotti ci tiene sempre a precisare rispondendo all’innovazione del Pd,che questo processo non e’ soltanto un cartello elettorale,non e’ soltanto il gruppo unico in parlamento, ma qualcosa di piu’.. Ovviamente la spiegazione e’ la paura che la sinistra scompaia dalla scena politica… Per la propieta’ transitiva=sciogliere il partito per uno piu’ grosso( un nuovo giochino piu’ multimediale e colorato)
    Ma questi dirigenti non sono degli sprovveduti e sanno perfettamente che il partito e’ logarato al proprio interno e diviso in mille pezzi, e non e’ pensabile che vanno al cospetto di militanti e dirigenti con lo spauracchio di andare sotto, quindi l’altenativa a mio avviso e’ lampante….
    Sciogliere il tutto con messaggi subliminari,farlo in fretta, e accelerare il processo costituente,affinche ci si ritrovi davanti al fatto compiuto,senza possibilita’ di scegliere.
    O mangi questa minestra o salti dalla finestra……..
    Ciao Ramon un bacio
    Pam

  3. caro federico, io rispetto, come sempre, ogni scelta. ma non penso affatto che il congresso sia perso. anzi.
    una cosa era mesi fa promettere una sinistra del 15% ed egemonizzata dalla cultura di rifondazione. un’altra sono i fatti e gli iscritti non sono scemi. se insistono sulla accelerezione e sulle irreversibilità è perchè sentono che possono perdere il congresso.
    un abbraccio
    ramon

  4. cara pamela, vale anche per te la mia risposta a federico. ci sarà da lottare per impedire altre scelte irreversibili e al congresso. ma la battaglia non è ancora persa.
    un bacio
    ramon

  5. stefano Says:

    Sono un elettore di rifondazione sin dalla sua nascita (ho 38 anni), per quanto sia critico nei confronti di tutti i processi che si svolgono in maniera verticistica e credo nella partecipazione, non capisco perchè non si debba puntare ad un soggetto della sinistra unitaria. Capisco le obiezioni, ma la vera contraddizione, se vogliamo andare fino in fondo, è l’esistenza della forma partito che si candida ad una rappresentanza parlamentare. Se poi, come qualcuno dice, il congresso sarà una farsa, o magari non lo sarà ma prevarrà la linea attuale…Cosa succederà? Verrà fondato l’ennesimo micropartito comunista? Voglio dire oltre alla sinistra critica di Turigliatto, al partito comunista dei lavoratori di Ferrando, al partito dell’alternativa comunista di non so chi….. Bello. E utile, soprattutto. Io penso questo: se tanto si deve fare un partito, che sia un partito un minimo competitivo a livello parlamentare. Come dici tu, l’importante è creare opposizione e alternativa nella società civile. Il movimento ha le palle e sopravviverà tranquillamente allo scioglimento di rifondazione in un soggetto più grande. No?

  6. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    non sono in grado di intervenire sui modi del vostro congresso e comunque scrivo queste poche righe con l’intenzione modesta ma autentica di ricordare pochi punti che possono essere utili al dibattito.Innanzi tutto dopo avere letto le dichiarazioni di B. nel forum vedo una particolare attenzione alle tecniche di comunicazione in uso in questa campagna elettorale.Il tema della comunicazione è un tema centrale che la sinistra ha sottovalutato enormemente ( ricordo a questo proposito un’antica discussione con te su questo tema). Non si tratta solo di proprietà di mezzi di distribuzione( peraltro egemonizzati da seminatori di fandonie e venditori di culture di morte) ma di una seria impostazione di strategia sul valore dei contenuti e sul peso della visibilità in un confronto politico.
    Il leaderismo trova nei mezzi di comunicazione un terreno di cultura ideale. Vorrei ricordare che ancora oggi il modello replicato e dominante
    della comunicazione moderna è la diretta emanazione del modello ideato
    da Goebbles. Non è possibile che la sinistra non abbia le capacità di offrire
    nuovi modelli di comunicazione, il fatto è che non si pone questo come problema di grande rilevanza. La rete non basta!!!!!
    Un’altro aspetto che vorrei evidenziare del dialogo del forum riguarda il
    lavoro e più precisamente il concetto di impresa.Ritengo che il problema
    di una proposta di sinistra debba affrontare la cultura del lavoro. E’ dominante il concetto economico di impresa e non la sua relazione con le
    finalità sociali.Io non potrei(per esempio) scendere in piazza per difendere
    i posti di lavoro di operai che costruiscono bombe,armi,mine e via dicendo.
    La cultura del lavoro è un tema rispetto al quale i sindacati hanno abdicato
    da tempo impoverendo drammaticamente il valore ed il senso delle rivendicazioni salariali. Un solo ultimo punto( ne avrei altri ma non voglio
    rubare spazio e tempo a te e ad altri) riguarda il tema dell’energia.
    Non si può pensare di essere rappresentati dai verdi italiani su questi temi
    e inglobandoli in un progetto pensare di avere così risolto il problema.
    Sul problema energetico si gioca una partita fondamentale di concetto stesso di società e di visioni future di politica internazionale ,di libertà e di emancipazione. La tecnologia e le sue implicazioni sono un tema di centrale rilevanza per la formulazione di un nuovo concetto di mondo.
    Non mi permetto di giudicare Bertinotti ma mi sento di dire che l’esperienza di presidente della camera l’ha molto danneggiato .
    Ho l’impressione di un naufrago che getta il suo messaggio nella bottiglia
    confidando nella divina provvidenza. Quello che ho letto di tuo Ramon
    commentando il forum mi sembra di assoluto buon senso perciò auguro
    a te e a tutti noi che sia infettivo.Considera,se puoi,che molti non militanti
    seguiranno il vostro congresso nella speranza non messianica che non venga poi ridotto ad uno scontro di machismo rivoluzionario.
    Dico ciò non riferito a te o a altri ma alla sintesi che i media poi ne fanno.
    Un caro saluto.Viva la vita

  7. alessandro Says:

    la verità è che sei feroce con il partito perchè non sei stato ricandidato!
    il tuo livore é ripugnante
    ormai sei peggio di marco rizzo
    se davvero ci tieni al partito adesso fai campagna elettorale e le polemiche falle dopo le elezioni
    altrimenti passa direttamente con turigliatto o ferrando o con qualche altro gruppuscolo extraparlamentare
    e te lo dice uno che è iscritto a rifondazione comunista da 15 anni
    post scriptum: tu e i tuoi seguaci al congresso prenderete una manciata di voti

  8. Alessandro ma di quale partito stai parlando?
    Se parli di rifondazione ti sbagli.
    A me sembra che feroce con il partito sei te, visto che lo vorresti sciogliere. Ramon non è feroce con alcun partito anche perchè la sinistra arcobaleno non è ancora un partito. Sono feroci con rifondazione tutti quelli che ( come te suppongo) accecati dalla conta dei voti in questa campagna elettorale mettono manifesti in ogni dove della sinistra arcobaleno e cercano di nascondere il simbolo del partito ( rifondazione intendo) . Nel mio comune addirittura ci si firma solo come sinistra arcobaleno sulla stampa oppure come PRC-SA, cancellando volutamente SE, una delle cose più valide che abbiamo costruito e che ora con un meschino cambio di vocale si vuol cancellare.
    Poi le critiche che sollevi sulla ricandidatura sono veramente fuori luogo, Ramon come molti altri le critiche le hanno sollevate circa un anno fa, quando non si parlava affatto di elezioni politiche!
    Quindi documentati prima di lanciare accuse, ma d’altra parte si sa è un vezzo della nuova sinistra semplificare le cose!
    Per il resto Ramon sottoscrivo in pieno…
    Ciao,
    Luca

  9. Gianni L. Says:

    Ma non si era detto niente polemiche fino al 14 aprile?Come vedi Ramon ancora polemiche e parole……………………..basta.Non volete fare campagna elettorale,non fatela…………….ma non disturbate.Anche io vorrei un gran falce e martello nel simbolo, non c’e’,pazienza,importante e’l’idea,i programmi ………………..

  10. Danilo Says:

    Siamo prossimi alle elezioni,le polemiche facciamole dopo,per favore……

  11. Una piccola postilla, I comunisti italiani sono così convinti di sciogliersi nella sinistra arcobaleno che si stanno comprando una sede nuova a Roma
    Aeiciao,
    Luca

  12. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Care e cari,
    mi permetto un giudizio sulla discussione promossa dall’intervento di Ramon: Bella, vivace, interessante perchè utile!

    Non sono un professore ma il Blog è davvero promosso!!!

    Se incipit più antipatico non è forse possibile, le ragioni di questa valutazione sono:

    1) Stiamo tornando a parlare di politica proprio ora che la politica è uscita di scena per far posto alla propaganda elettorale.
    2) Si apprendono cose interessanti e non note.
    3) Ci si ritrova in diversi a condividere punti di vista comuni che in questo modo possono essere approfonditi, discussi, affinati.
    4) Si polemizza tra diversi e si nota una certa distanza tra chi concepisce il Blog come uno strumento di lavoro e chi come un luogo prettamente polemico . . . e un blog se è aperto non può che essere l’una e l’altra cosa insieme con il corollario di polemiche che infatti si leggono.
    5) C’è un certo entusiasmo da parte di Ramon che non vede tutto nero e spera di giocare una partita aperta e solo Dio sa quanto oggi si abbia tutti bisogno di un po’ di entusiasmo e speranza.

    Per stare al merito . . . prima però un saluto ad Alessandro che anche se non si firma ha almeno la virtù di parlar chiaro e così di sbagliare senza possibilità di essere frainteso ed Alessandro si sbaglia di molto, non so se nel dire che Ramon è arrabbiato per non essere stato ricandidato, non sono nella testa di Ramon ma non mi pare questo il suo principale problema (ma lo sapete quanto piglia di pensione!!! E quante cose interessanti si possono fare senza andare a Montecitorio tre giorni o più per settimana ?), ma certametne nel dire che c’è rabbia nelle sue parole e che queste sono polemiche contro Rifondazione etc . . . poichè discutere per iscritto chiosando e sottoponendo a critica un testo di Bertinotti non è certo un fatto antipartito od antielettorale, anzi . . . e comunque tornando al merito del testo di Ramon e più ancora di altre compagne e compagni:

    Ramon: effettivamente l’irreversibilità del processo unitario denominato Sinistra Arcobaleno esiste solo nelle intenzioni di Fausto per il quale effettivamente la scelta di lasciare Rifondazione appare irreversibile, occorre vedere se riusciremo a far si che Rifondazione Comunista rimanga in piedi come struttura e come progetto aperto ed europeo anche dopo e oltre Bertinotti. Ramon è un acuto osservatore e ricorda bene il ghigno ironico dei dirigenti (l’ho visto anche io a Venezia e in Direzione nazionale) “movimentisti” di fronte alle sconfitte dei movimenti reali e al ritorno del partito nell’alveo del governismo locale e nazionale. E a tale proposito occorerebbe capire quanti, quali e dove sono i dirigenti diversi e realmente di Movimento nel PRC. Io temo siano pochi o pochissimi proprio in virtù di un meccanismo di selezione-coptazione perversamente alternativo alle pratiche sociali e di movimento. A livello locale e diffuso ce ne sono tante e tanti ma davvero tante e tantissimi (tra l’altro capaci anche di governare!), a livello centrale o nazionale temo il contrario.
    Mantovani come me ritiene che comunque vadano le elezioni l’oligarchia dirigente canterà vittoria (io nei loro panni farei la stessa cosa) e tenterà lo scioglimento di Rifondazione (e qui purtroppo mi pare che Ramon sottovaluti la follia ademocratica degli oligarchi per i quali il Congresso non è certo un fatto acquisito, anzi . . . ed io al posto loro il Congresso non lo farei proprio!) e il consolidamento della Sinistra Arcobaleno con o senza i comunisti italiani. Con Ramon concordo sulla ricchezza del processo di Venezia, cioè del Congresso e di come ci siamo arrivati, specie quando abbiamo ipotizzato la nascita di un soggetto politico europeo (cosa se no? L’Europa è effettivamente il nostro spazio politico minimo) ed anche quando abbiamo ipotizzato la possibilità di partecipare al governo per offrire una possibilità di alternativa alle destre (il problema era ed è come farlo e non è un problema secondario, anche se appare chiaro che chi vi vedeva una involuzione assoluta verso il nulla ha avuto più ragione o meno torto del sottoscritto). Con Ramon condivido l’asprezza di giudizio sul leaderismo di Rifondazione e soprattutto sull’atteggiamento antidemocratico e di presunta superiorità culturale e morale di un gruppo dirigente che inventa Conferenze d’Organizzazione dalle regole esilaranti, non ritiene necessario affrontare un Congresso e si sciacqua la bocca con concetti come democrazia e partecipazione praticando l’esatto contrario (c’era un tempo in cui pensavo fosse una pratica esclusiva della chiesa cattolica, poi ho vissuto i centri sociali, il sindacato, il partito ed in generale ho notato come tutte le strutture di tipo chiesastico abbiano lo stesso carattere comune: buone prediche ed un pessimo razzolare! Ma qui la questione si complica . . . in battuta però posso dire che capita l’antifona sono tornato in chiesa poichè almeno, al posto di pessimi ritratti di Togliatti ci sono delle belle tele rinascimentali e invece di sparlare di Tizio o Caio, di percentuali e beghe assurde si sta un po’ più sui fondamentali cioè la vita, la morte, l’amore etc . . .). Con Ramon ritengo che di irreversibile nel provesso di scioglimento di Rifondazione ci sia ben poco e che anzi solo volendolo e lavorandoci si potrebbe invertire la rotta e rilanciare un processo aperto ed europeo di Rifondazione Comunista. Forse diversamente da Ramon penso che ci sia un enorme problema di uomini, donne e uomini, pratiche e cultura politica da rimettere al centro della discussione ma se andremo avanti nella discussione avremo modo di approfondire e chiarirci. Sono qui per questo.

    Federico: anche nella mia testa come nella tua è balenata l’idea balzana di mettersi a fare politica nel PD (nella provincia dove vivo ora c’è solo il PD) anche se in verità ho pensato a questa cosa perchè almeno il PD controlla la CNA, la Confesercenti, la Lega Coop e gli Enti Locali e quindi ho sinceramente pensato che morta Rifondazione almeno avrei potuto fare un po’ di affari (Il PD è proprio un gran bel comitato d’affari) e magari con i soldi guadagnati potrei fare qualche inchiesta, pubblicare qualce cosa, aiutare qualche d’uno a studiare, potrei viaggiare un po’ etc . . . solo che Rifondazione non è ancora morta (è solo in coma) e io proprio non me la sento di buttare via 23 anni di politica comunista (18 in Rifondazione)senza almeno lottare fino al Congresso. Questo Congresso se si farà si potrà vincere ma occorre lavorarci sin da ora e lavorarci sodo !!!
    Federico diamoci reciprocamente una mano e lavoriamoci insieme.

    Pmela carissima: io non so come tu faccia ad avere tante energie proprio ora che tutto è così orrendo e dopo che ti fai 8 ore di call center e latre 16 ore di vita in quel cesso di metropoli puzzolente che è Bologna. Non posso che stimarti oltremodo e condividere con te una grandissima preoccupazione MA QUESTO CONGRESSO SI FARA’ ? O NO ?!? allora dobbiamo essere onesti ed insieme pronti, ma dal 14 aprile qualsiasi sia il risultato elettorale dobbiamo impegnarci a chiedere il Congresso ed anzi a fare il Congresso nelle Federazioni dove questo sarà possibile. Non dobbiamo temere niente perchè diversamente deve essere chiaro che la strada è chiara, in campo ci sono due ipotesi: a) proposta Bertinotti costruire subito un nuovo soggetto politico la quale è una proposta sbagliata, ademocratica ma lameno aperta e coraggiosa b) Ipotesi Ferrero: mantenere in piedi un simulacro di partito all’interno di un quadro di Sinistra Unitaria ed è questa l’ipotesi peggiore, cioè una ipotesi furba e di mediazione che mira a mantenere la struttura del partito senza che nel partito cambi nulla e cioè facendo si che comunque il partito sia spacciato perchè se non cambia (uomini, cultura, pratiche) è comunque spacciato.
    Pertanto carissima Pamela buon lavoro per la campagna elettorale e proviamo a darci da fare da subito nella direzione di un Congresso vero, democratico avente per obbiettivo il rilancio della Rifondazione Comunista.

    Stefano: secondo me poni dei quesiti molto concreti, veri. Cosa vogliamo fare l’ennesimo soggettino comunista ? Io spero di no, anzi. Di certo mi aprirei al confronto con chi da Rifondazione se ne è andato per cercare di ricostruire un percorso unitario di rilancio della Rifondazione Comunista ed in secondo luogo noncredo che se sapremo vincere il prossimo auspicabile congresso l’inevitabile scissione da “destra” di Bertinotti sarà un fatto di massa, tutt’altro. Quindi secondo me il rischio di una ennesima delirante frammentazione esiste ma può anche essere evitato. Ci proveremo con tutte le nostre energie ed intelligenza.

    Giovanni: solo una battuta sulle tue interessanti considerazioni, il leaderismo è connaturato alla forma mediatica di questi ultimi decenni, pare però che l’innovazione tecnologica stia realizzando forme e possibilità di comunicazione-partecipazione deltutto differenti di cui questo blog è solo una piccola manifestazione pertanto è forse nell’uso delle nuove tecnologie che troviamo se non la soluzione al problema del leaderismo quanto meno un buon antidoto e un fiorire di possibilità deltutto nuove. Io ora il Piano Regolatore del mio Comune posso leggerlo, discuterlo ed emendarlo insieme a tutti gli altri cittadini (anche quelli in vacanza a Santo Domingo) grazie al web e se solo penso a quanto ci hanno preso per il culo con delle riunioni nazionali senza capo ne coda partecipate da quattro gatti quando è ovvio che con due lire si possno fare delle videoconferenze diffuse e partecipate, bè sono piuttosto ottimista e interessato a sperimentare, provare, evolvere, innovare. Diamine!

    Caro Luca: non ci conosciamo ma sollevi il problema che più sento. Dove è finita la Sinistra Europea ?! Io ho fatto tutto il congresso di Venezia, cioè tutti i congressi e le assemblee territoriali prima di andare al Lido di Venezia sotto la neve a prendermi pure l’influenza, spiegando a tutti, precari, compagne e compagni critici ed incazzati, migranti etc . . . che stavamo costruendo un soggetto politico europeo e che stavamo facendo davvero un salto in avanti di enormi proporzioni e che il terreno europeo era quello sul quale dovevamo trovare alleanze ed esercitare il conflitto. Niente di più ovvio per uno della mia generazione che è nato culturalmente con il progetto Erasmus e ha lavorato in alcune multinazionali, poi passa il tempo e scopro che la Sinistra Europea è una aggregazione formale nella quale il PRC è guardato strano per il suo stare al governo (un governo in guerra con gli USA contro non si sa chi) e che tutto si riduce ai fiori sulla tomba di Rosa e Karl, qualche meeting in giro per l’Europa e scopro anche ceh l’ex responsabile esteri dei Giovani Comunisti poi diventato coordiantore dei GC non sa ne l’inglese ne lo spagnolo ne il tedesco ne niente che è come dire che il direttore dell’orchestra è sordo o il protagonista di un film hard impotente! E allora sai cosa penso, ci siamo sbagliati a credere che questo gruppo dirigente volesse davvero costruire un processo politico europeo (se no mica mettevano un sordo a dirigere l’ochestra!) e che la costruzione della Sinistra europea dovrebbe essere la mission principale di Riofndazione Comunista. Speriamo di farcela, proviamoci per carità dobbiamo provarci ancora perchè è alla nostra portata.

    Alessandro, Gianni, Luca: ne Ramon ne io nea altri stanno facendo polemica, semplicemente si discute per capire cosa non ha funzionato e si lavora per rilanciare Rifondazione Comunista.

  13. Caro compagno Ramon,
    proprio l’altro giorno, in un dibattito nel gruppo PRC/SE Europa riguardo alle cose più o meno strane che sembra stiano succedendo nella circoscrizione Estero, scrivevo qualcosa in merito proprio a quella famigerata “tavola rotonda” e alle prospettive del dopo elezioni. Riproduco qualche passo, anche tenendo conto dell’intervento di Marco Veruggio di qualche giorno fa http://www.controcorrentesinistraprc.org/articoli-contro-corrente.php?articolo=74 che temo sia lucidissimamente profetico, e non poco…
    Hasta la victoria siempre, si es que salimos vivos de ésta! 🙂
    Mario

    _______________

    … ma che risposta può dare lui o il Partito in generale, quando da una parte si dice tanto che siamo alternativi sia al PdL che al PD ma dall’altra allo stesso tempo si lavora per sostenere la candidatura di una bestia come Rutelli a Roma?… Purtroppo anche nel nostro stesso partito è bene installata la mentalità del “tutto fa brodo” pur di aspirare a qualche poltroncina, con la scusa di “fare fronte comune” contro lo spauracchio Berlusconi – come se l’esperienza e la pratica di centro o addirittura di destra di Veltroni e soci non bastasse ancora. Qui siamo ormai molto oltre al dibattito sul simbolo o sull’identità e la sostanza comunista e alternativa del Partito della Rifondazione Comunista: qui ormai, nel comodo vestitino nuovo dell'”arcobaleno”, fin dai massimi vertici c’è gente che sta letteralmente svendendo se stessi e tutto un patrimonio di lotte e di valori, e soprattutto, fatto ancora più grave, sta spregiudicamente giocando con le volontà, le speranze e la fiducia di tanti militanti e simpatizzanti che ancora ci credono, in un Partito minimamente serio, e nella possibilità di fare qualcosa veramente di diverso e di buono per tanta gente che ne ha bisogno, e non di rimanere nel politicismo e nell’istituzionalismo più spinto e sfacciato.
    E tutto questo è molto, molto, molto triste. Sinceramente comincio a dubitare addirittura che sia possibile in qualche modo rimediare a questo sfascio. Ne dubito perchè ormai qualcuno dei “nostri” sta parlando chiaramente di dare un colpo di mano il 13-14 aprile e imporre in ogni caso il “processo irreversibile” della nascita di un “soggetto unico” di una “nuova sinistra” annacquatissima e definitivamente subordinata al PD, con un diktat dall’alto di sedicenti “illuminati”, con una “forzatura” senza passare più nemmeno da un congresso. Vedi per esempio la “tavola rotonda con Bertinotti” pubblicata su “Liberazione” domenica 23 marzo…

  14. Pamela Says:

    Caro Ramon io non dico che il congresso è perso, ma semplicemente che non ci sarà la possibilità di discutere in maniera trasparente e credo che se lo faranno, sarà fatto per annunciare il peggio.
    Ma nonostante tutto farò l abattaglia fino al’ultimo giorno e la stima che ho in te e in molti compagni mi aiuta a continuare a lottare per salvare rifondazione dallo sfascio oligarchico e manageriale

  15. caro stefano, ovviamente se si sciogliesse rifondazione il mondo andrebbe avanti lo stesso. ed ovviamente non sono contro l’unità della sinistra, solo un pazzo potrebbe esserlo. ma posso avere un’idea diversa di unità o devo per forza avere la tua? posso pensare che rifondazione, nel bene e nel male, sia una esperienza da non chiudere? e posso pensare che il futuro di decine di migliaia di compagni/e lo possano decidere loro in una congresso democratico e non lo debbano apprendere da porta a porta?
    ciao
    ramon

  16. caro giovanni, grazie per l’interessante commento. sono tutti temi che si discuteranno e che attengono al programma e alle analisi che un partito serio dovrebbe fare. sul lavoro sono d’accordo, così come sull’energia, ma non, come sai, sulla comunicazione. il sistema (industria) delle comunicazioni in questa società è strettamente in mano al capitale, per dirla grossolanamente. non coltivo l’illusione della pensata che risolve il problema. tuttavia ogni spazio deve essere usato. ma per porsi il problema della comunicazione bisogna avere qualcosa da comunicare. ti faccio un esempio. ci sono milioni di elettori che sono delusi dall’esperienza di governo. checchè se ne dica nei talk show televisivi i fatti parlano chiaro. non c’è difetto di comunicazione. se si fosse aperto il problema a luglio dicendo: o il governo rispetta il programma o se ne va a casa e si fossero convocati in autunno centinaia di migliaia di cittadini per decidere se staccare la spina al governo per tre o quattro mesi si sarebbe parlato di precarietà e di un partito che se ne fotte dei giochetti di palazzo per difendere le cose giuste. certo il sistema comunicativo si sarebbe scagliato contro di noi, come ha sempre fatto, ma saremmo riusciti a parlare delle cose importanti per il paese invece che della moglie di mastella.
    comunque che vuoi che ti dica, la penso così forse perché non sono esperto della materia.
    grazie ancora ed un abbraccio
    ramon

  17. caro alessandro, il tuo commento si commenta da solo. devi essere proprio una pessima persona visto che pensi che se uno ha una opinione diversa dalla tua deve essere per forza per motivi miserevoli. altri ti hanno testimoniato che il sottoscritto ha espresso molto tempo fa il proprio dissenso sulle proposte (decisioni) di bertinotti ed altri. e aggiungo che per me era pacifico non essere ricandidato essendo già in deroga la volta scorsa.
    inoltre sappi che quando si è discusso delle elezioni ed ho espresso dissenso diversi giornalisti di importanti quotidiani mi hanno chiesto dichiarazioni e due tv mi hanno invitato a parlarne. non mi sfuggiva la strumentalità della voglia di farmi parlare proprio mentre iniziava la campagna elettorale. ovviamente ho rifiutato. ma tu questo non lo puoi capire perché scrivi come un tifoso e non come una persona ragionevole.
    auguri per la tua sinistra che se ti somiglia è per me nemica.
    ramon

  18. grazie luca.
    un abbraccio
    ramon

  19. caro gianni e caro danilo, scusate ma non capisco. bertinotti ha rilasciato una lunga intervista nella quale dice diverse cose che con la campagna elettorale hanno poco a che vedere. o credete che dire “bisogna fare fatti irreversibili” sia un buon modo per raccogliere voti? non capisco perché discutere delle idee e proposte di bertinotti su un blog possa nuocere alla campagna elettorale. del resto ci pensano altri a far danni alla Sinistra Arcobaleno. per esempi leggetevi su liberazione di oggi cosa dicono quelli del collettivo precari atesia. o chiedetevi cosa pensano molti quando sentono esponenti e candidati dire che il voto alla SA serve per spostare a sinistra il partito democratico.
    mah!
    spero non abbiate l’idea che il capo parla e tutti devono annuire e tacere. o che la campagna elettorale sia l’occasione per mandare il cervello all’ammasso.
    saluti
    ramon

  20. caro alessandro, questa volta sono d’accordo su tutto, a parte le tue esagerazioni sul gruppo dirigente sul quale in passato abbiamo discusso tanto.
    un abbraccio e grazie
    ramon

  21. caro mario, grazie per il commento. e per il link al vostro sito e alle argomentazioni di veruggio che condivido solo in parte ma che sono interessanti.
    un abbraccio
    ramon

    cara pamela, io penso che dopo le elezioni il gruppo dirigente si romperà esattamente sul futuro di rifondazione e su quale unità a sinistra. le cose irreversibili non passeranno.
    un bacio
    ramon

  22. Rileggerò con più attenzione in seguito.
    Il “forum” con Bertinotti, ritengo di poterlo tranquillamente evitare.

    Come sai pur collocato diversamente condivido alcuni passaggi analitici che fai.
    Non credo che il congreso si concluderà come prevedi (o auspichi).
    (uh…il mio amico Veruggio…io un tempo avrei scommesso che sarebbe uscito assieme a Ferrando… 😉 )

  23. La questione è molto complessa e il momento è molto delicato per la sinistra. Crediamo sia molto importante la discussione nel Prc, tormentata, dura, difficile e speriamo più trasparente e corretta che nel passato. Senza giri di parole, che il risultato del congresso non sia – come pare fu Venezia – eccessivamente drogato da tessere facili. Detto questo, riteniamo fondamentale l’esperienza, la storie e le culture del Prc per la sinistra italiana. E quando diciamo fondamentale, utilizziamo questo termime nel suo senso letterale : vogliamo che il Prc sia la base, costituisca le fondamenta appunto, di una sinistra forte, radicata, anticapitalista, larga, ma che si apra all’esterno dei suoi confini. La dura sconfitta degli ultimi vent’anni puo’ portare, specie con l’avvento del Pd, ad una scomparsa della sinistra stessa, e quindi l’unità, reale, è la priorità. Dentro, ognuno si sentirà come vuole, di sinistra, comunista, eco-socialista : ma almeno avremo tutti una casa a disposizione. Il rischio che crolli o che ci si riduca a vivere in un piccolissimo monolocale è dietro l’angolo.

    http://www.sinistrasocialista.org

  24. Caro Ramon, condivido pienamente la tua analisi e con me l’intero circolo PRC-GC di Francavilla Fontana (BR).
    Ho inserito il tuo blog tra i link ai siti amici del nostro blog: casadelpopolo.myblog.it

    Siamo con te.

    Un abbraccio

  25. ok moltitudini. a presto.
    ramon

  26. cari compagni della SINISTRA SOCIALISTA, grazie per l’attenzione. ma nessuno vuole ridursi alla testimonianza o ad un monolocale. anzi! il problema è che bisognerebbe superare definitivamente l’idea, questa si obsoleta, secondo la quale i movimenti sociali e culturali non sono nulla se non c’è una formazione, sia essa comunista socialista o qualsiasi altra cosa, che li dirige. un bell’esempio di questa vetero cultura che tanti danni ha fatto alla sinistra e che è incapace di confrontarsi con le novità della globalizzazione è rappresentata dall’articolo che appare oggi su liberazione di Giacomo Schettini. La sinistra arcobaleno è l’apoteosi di questa idea di politica, purtroppo. e poi, lo dico senza polemiche, vorrei sommessamente far notare che per quanto titanica sia l’idea di rifondare il comunismo, mi sembra ben più difficile dichiararsi socialisti nel mondo contemporaneo. tutti i partiti socialisti in europa sono più liberisti della destra. o è indifferente questo dettaglio?
    comunque continuiamo la discussione che sembra interessante.
    un abbraccio
    ramon

  27. grazie raffaele, ho subito ricambiato il link.
    adelante!
    un abbraccio
    ramon

  28. Condivido molto della tua analisi e del tuo punto di vista, ma, purtroppo, non sono così ottimista riguardo al congresso. Va tenuto presente che in questi anni (con una accellerazione negli ultimi mesi), il Partito è stato scientemente svuotato, sia politicamente (della sua cultura e pratica antagoniste), sia materialmente (si è accolto quasi con favore lo stillicidio di militanti, i compagni in disaccordo sono stati emarginati etc.). Oggi siamo al paradosso che, dentro Rifondazione (!), chi propone una qualche iniziativa come Rifondazione , è visto come un resuduato, oppure come un povero scemo o un provocatore. Si è promossa una casta (che in molte federazioni detta legge) di giovani rampanti e/o di accattoni politici legati al posticino da qualche centinaio di euro elargito dai gruppi istituzionali. E’ in atto, anzi, è già un bel pezzo avanti, una “mutazione genetica” anche nel nostro Partito, rendiamocene conto. Per questo, anche se pareciperò fino in fondo alla battaglia congressuale, sono pessimista. Dopo ognuno farà le sue scelte.

  29. michele piras Says:

    caro Ramon, mi dispiace ma le tue posizioni sono da parte mia sempre più incondivisibili!!
    La cosa più incomprensibile è scoprirti un altro dopo che non sei stato ricandidato..
    A me pare di ricordare che ne al congresso di Venezia ne nella direzione “leaderistica e verticistica di Bertinotti” come tu affermi e di cui tu sei stato protagonista attivo, tu abbia mai posto questi problemi e con questa intensità.
    Bene, sono giovane ma non sprovveduto, mi chiedo come mai tanto accanimento e tanta critica ( secondo me in parte gratuita e comunque non costruttiva ) solo ora, forse perchè non hai niente da perdere? e siccome penso che sia cosi, allora ti specchio le critiche che fai tu e ti dico che a me non sta bene la politica fatta in questa maniera. Ossia, quando dobbiamo difendere la nostra poltrona tutto va bene e solo quando abbiamo perso tutto, tutto va male! Conosco molte persone cosi e ti garantisco che quella linea politica o meglio quest’atteggiamento non verrà mai premiato da nessuno e credo, di conseguenza, che al congresso, contrariamente da quanto tu affermi, ci saranno ben altri risultati!!

  30. grazie buran, io resto ottimista. ma vedremo.
    un abbraccio
    ramon

  31. caro michele, che le mie posizioni siano non condivisibili da parte tua lo trovo normale. il resto che scrivi è impressionante per la cultura che esprime. una cultura pessima, un rimasuglio dello stalinismo peggiore.
    vediamo: io non sarei più lo stesso dopo che non sono stato ricandidato. tu sei un dirigente del partito, sei il segretario di una importante regione, hai partecipato a tutti i dibattiti nei gruppi dirigenti. dovresti ricordare che fin dal primo momento ho preso posizione contro le proposte di bertinotti, di alfonso gianni ed altri di andare oltre rifondazione. parlo di un anno fa. ma per te, come per altri, avere una posizione diversa non può che essere dettato da secondi fini o da gelosie o che so io. in realtà si tratta della proiezione della concezione che forse hai tu della politica.
    io non avrei criticato il leaderismo di bertinotti a venezia? E’ vero, a venezia non presi la parola al congresso contro bertinotti. ma lo avevo già fatto a rimini tre anni prima e anche quando venne nominata la sentinelli responsabile dei movimenti (nei corridoi i giovani del partito ne dicevano di tutti i colori su questa bella scelta ma solo io presi la parola e mi dichiarai contro). la cosa mi costò una censura non dichiarata ma ben praticata per cui per due anni non scrissi nulla su liberazione. criticai bertinotti e la sua concezione della direzione “informale” (cioè imperniata sul leader) in più sedi. ora qui non è il momento di rinverdire anche diversi altri miei dissensi. però ricordo molto bene che nei corridoi molti mi dicevano: hai detto cose condivisibili, ma poi nelle riunioni tacevano e alzavano immancabilmente la manina come da copione.
    è vero che non ho nulla da perdere, se con ciò intendi la poltrona o lo stipendio. ma vorrei farti notare che nella mia vita politica non ho mai messo la poltrona o lo stipendio al primo posto. ma non importa. non meriti nemmeno che ti racconti un po della mia vita per dimostrarlo.
    quanto al congresso vedremo. certo io parlo di politica e tu, per confutare quanto dico, devi infamare. non escludo, ovviamente, che la battaglia che intendo fare risulti perdente. ma stai sicuro che non userò mai argomenti come i tuoi. da tempo ho imparato che il fine non giustifica i mezzi e che bisogna sempre portare rispetto a chi non la pensa come me. sarà perché sono vecchio ed obsoleto e non un giovane rampante come te.
    saluti
    ramon

  32. Bella e condivisibile la risposta alla “sinistra socialista”.

    E rispetto ai partiti “socialisti”…com’è il titolo di quel libro? Mmmhhh… “good bye mr . socialism”…mi pare. 😉

  33. caro Ramon,

    innanzitutto urge una precisazione, io non sono Michele Piras il segretario regionale della Sardegna ma sono Michele Piras giovane comunista, faccio parte del coordinamento nazionale dei GC.
    per secondo io non ho infamato nessuno, ho fatto una considerazione personale, se proprio c’è qualcuno che ha infamato quello sei tu che mi hai definito “stalinista..”
    per terzo quando affermo che tu sei stato accondiscendente verso tutto ciò che oggi critico intendo dire che ufficialmente non hai mai preso posizione, tanto è vero che la tua risposta conferma perfettamente quanto ho detto.
    La politica, caro Ramon, non si fa nei corridoi….
    parlare o accennare a discorsi fatti nei corridoi e veramente meschino, se dovessimo pubblicare o rendere ufficiale le cose che si dicono nei corridoi o al bar ci sarebbe proprio da ritirarsi a vita privata, ma per fortuna non è cosi. Ciò che conta sono le dichiarazioni ufficiali, il modo concreto e reale di fare politica, i programmi e le azioni per praticarli…

    Io non so cosa hai mai detto nei corridoi durante il congresso di Venezia ma di sicuro non ho mai letto, in quel periodo, ne su Liberazione ne su un altro giornale, o sentito alla radio o da qualunque fonte altra d’informazioni tue dichiarazioni o posizioni cosi critiche nei confronti del gruppo dirigente. Mi stupisce solo che lo fai ora, e mi chiedo il perchè…e se arrivo alla conclusione che forse stai esagerando non puoi certo darmi dello Stalinista, perchè a questo punto sei tu che non tolleri che uno la possa pensare diversamente date. Vedi, Ramon, io della linea politica di Claudio Grassi condivido poco, ma gli riconosco ( con sfumature ) un certa coerenza.., nella tua NO! Mi dispiace ma non si può passare in modo cosi tempestivo da una posizione ad un altra, dal condividere e appoggiare quasi totalmente una linea politica e poi definirla quasi “Stalinista”, totalmente errata, accusare il proprio leader di verticismo, quasi di “culto della personalità” ecc
    Mi chiedo solamente, se la pensi cosi, cos’è che ti distingue e ti differenzia da Turigliato.
    E per ultimo, forse la cosa più grave, scrivere queste riflessioni e fare critiche cosi pesanti, al limite della calunnia, in piena campagna elettorale non va molto bene, e da un deputato uscente e alto dirigente del nostro partito va ancora peggio!!!!!

    Con rispetto ma in modo crudo e onesto ti lascio dicendoti che puoi anche continuare a rispondermi facendo tutti i giri di parole che vuoi, ma i fatti parlano da see la tua posizione ai miei occhi appare, purtroppo, molto contraddittoria ed incondivisibile.

  34. Michele che vorresti espellere Ramon dalla Sinistra Arcobaleno?
    Comunque mi sa che alla poltrona ci stai pensando te
    Ciao

  35. E’ ovvio che la parola socialista, in Italia “grazie” al craxismo, in Europa per le politiche moderate dei partiti del Pse puo’ suonare dura a molti. Ma sarebbe ingiusto abbandonarla, anzi riteniamo invece importante ridarle quel significato e quella prospettiva politica che le è propria. E se poi dobbiamo guardare anche al passato, a noi piace accumunare la parola socialismo, socialista a Salvador Allende, ai movimenti di resistenza in tante parti del mondo, a Matteotti, Pertini, Lombardi, come anche quello che ha espresso la migliore socialdemocrazia del nord europa. Ancora adesso, formazioni politiche radicali (ad esempio Socialisti di Sinistra della Norvegia e Partito Socialista olandese ) pur non rifacendosi alla tradizione comunista ( di qualsiasi matrice essa sia ) non si producono affatto in politiche moderate, anzi. Non guardiamo al passato, altrimenti chi vorrà rifondare il comunismo ( cosa più che leggittima ) si deve accollare le responsabilità di chi lo ha affossato. Sappiamo che la maggior parte dei comunisti in Italia non ha nulla a che vedere con quella storia, ma altrettanto vale per chi, all’interno della costruzione di una sinistra radicale ed anticapitalista, vorrebbe ritornare a Marx, più che a Lenin, passando per le culture che prima citavo : ma soprattutto guardare al futuro.

    http://www.sinistrasocialista.org

  36. Certo che nel nostro Partito allignano proprio dei bei personaggini… che se si dice qualcosa che si permetta criticare i diktat dei Grandi Capi, si scatenano i lacchè rampanti che vanno su a risalire nel tempo, che tu hai detto e non detto questo, che hai fatto e non fatto quest’altro… Però di rispondere nel merito con argomenti, niente eh? Ma nooo, perché perdere tempo a pensare, è molto più facile squalificare la persona, attaccare il messaggero e non il messaggio, e nel dubbio dire sempre di sì a chi detta la linea… e tutti allineati e coperti, che magari qualcosa si riesce a rimediare, e nel frattempo si accusano gli altri di ciò che si vorrebbe per sè, cioè poltrone e poltroncine…
    Bravi, molto bravi…
    Proprio bene, siamo messi con personaggini così, davvero proprio bene…

  37. sentite, potete dire quello che volete…
    io ho detto quello che penso…
    io i grandi capi li critico più di quanto qualcuno possa pensare e/o sapere..
    Cosa c’è da criticare nel merito di quanto scritto da Ramon?
    cosa c’è da dire quando un deputato e dirigente nazionale del partito fa confusione tra rappresentanza istituzionale e associazionismo e movimentismo? Cosa c’è da dire a chi, con miopia politica e culturale, non si accorge o fa finta di non accorgersi di quanto sta accadendo in Europa ed in Italia alla Sinistra? Cosa c’è da dire a chi non capisce o fa finta di non capire che quando si dice che il “processo è irreversibile” si intende che o si intraprende un percorso di autoriforma politica e d’unità a sinistra o si finisce per scomparire? Cosa c’è da dire a chi da un lato sostiene che la Sinistra non deve essere solo una forza minoritaria e di testimonianza e dall’altro non fa nessuna proposta concreta e/o al massimo rimane vago e ambiguo su qualsiasi altro tipo di prospettiva?

    Be ci sarebbe tanto da dire, in effetti, ma siccome penso che Ramon queste cose le sappia molto bene concludo ( forse e spero sbagliandomi ) che sotto sotto ci sia qualcosa che non va! E cosa penso l’ho già detto negli altri commenti.

    io non voglio espellere nessuno da nessuna parte, anzi credo che la nuova Sinistra debba includere e non escludere, proprio per questo sostengo una costituente di Sinistra e critico molto quello che i “Grandi Capi” hanno fatto fino ad ora!! Ed è proprio per questo che scrivo su questo blog e dico al compagno Ramon cosa penso se pure in modo un po crudo e a tratti anche volgare. Lo dico, come ho già avuto modo di dire altre volte, perchè in passato ho avuto altri giudizi su Ramon e proprio perchè m’ho sempre ritenuto un buon dirigente e un buon deputato….ma questo è solo il mio parere.

    Se non fosse cosi non starei qui a scrivere su questo blog.
    E poi basta con il moralismo e con le accuse, ognuno è libero di dire quello che vuole e di ricevere pure le critiche. Non riesco proprio a capire perchè insultare, criticare e dire quello che si vuole di bertinotti, giordano ecc si può e poi non si può criticare le scelte di Ramon.. insomma, un po di serietà!!

    Comunque se non è gradito essere onesti e se non è gradito che io scriva su questo blog basta a dirlo e non ci scrivo più!! Vorrà dire che commenteranno solo quelli che diranno “bravo Ramon”, “sono d’accordo con te”, “condivido quasi tutto di quanto hai detto” ecc…

  38. grazie moltitudini

  39. giovanni Says:

    caro Ramon,
    penso di dovere una integrazione alla tua chiara , puntuale risposta.
    Quando dici che condividi i punti sull’energia e sul lavoro hai già individuato
    i temi della comunicazione.Lo sviluppo sulla comunicazione “elettorale-politica” è un altro tema,di assoluto rilievo,ma un diverso profilo.
    Non è questa la sede per disquisire sulle tecniche e le prospettive della comunicazione ma voglio ricordare che in italia esiste( ancora per poco temo)
    una televisione pubblica che viene violentata quotidianamente senza che ci sia mai stata una vera battaglia culturale e politica per valorizzarla.
    So benissimo che il tema è articolato e fortemente condizionato da logiche
    di scambio e di “opportunità” ma una diversa attenzione alla mission educational della politica forse aiuterebbe ad approcciare il problema con
    maggiore efficacia. PER quanto riguarda la competenza sul tema apprezzo
    molto la tua schietta ammissione e mi rendo più che disponibile a trasferire
    le conoscenze da me acquisite ……..domanda e ti sarà dato diceva un simpatico capellone.
    Infine ho l’abitudine di leggere i commenti di tutti quelli che scrivono sul tuo blog,per rispetto e per dovere di partecipazione e pur non conoscendo
    molti dei cavillosi aspetti di un divenire politico interno ad un partito mi sento in dovere di scrivere due righe a Michele:
    CARO MICHELE NON SO CHI TU SIA L’IMPRESSIONE CHE VOGLIO AVERE
    DI TE è DI UN GIOVANE CON PASSIONE POLITICA CHE VUOLE ESSERE
    ATTORE DI UN CAMBIAMENTO,PROTAGONISTA DELLA PROPRIA VITA ANCHE ATTRAVERSO LA VITA PUBBLICA.iO CONOSCO RAMON DA MOLTO
    TEMPO E POSSO DIRTI CHE APPREZZA LO SCONTRO PIù DI OGNI ALTRA
    COSA. NON ME LO VEDO PASSARE IL SUO TEMPO A LISCIARE PARTI PIù
    O MENO NOBILI DI CORPI ALTRUI.CONSIDERA QUESTA UNA TESTIMONIANZA NON UNA DIFESA( ramon non ne ha bisogno) PER TE MICHELE UN SUGGERIMENTO SII PIù CAUTO E SE NON L’HAI LETTO TI
    CONSIGLIO ” IL RINOCERONTE DI EUGENE IONESCO” e UNA RILETTURA
    DEL ” CHE FARE” NON MI PERMETTO DI RICORDARTI L’ AUTORE PER NON
    MORTIFICARE LA TUA IDENTITà.
    un saluto sincero , viva la vita

  40. caro michele, in primo luogo mi rallegro che tu non sia il segretario regionale. meno male. devo dire che mi era preso un colpo ma l’omonimia mi ha tratto in inganno.
    mi scrivi che io ho cambiato posizione perché non mi hanno ridato il posto in parlamento, non dici una virgola sui contenuti di ciò che scrivo e penso e pretendi che non ti dia dello stalinista? (perché lo scrivi con la maiuscola stalinista?). te lo dico e te lo ripeto. ridurre le posizioni altrui a miserevoli ripicche personali per combatterle meglio è profondamente stalinista.
    su venezia ti ripeto che da più di tre anni prima di venezia ero in polemica con bertinotti. sempre polemica civile senza insulti né risse come quella che ti piacerebbe scatenare. rileggiti i documenti di venezia e dimmi se ci trovi che dovevamo stare al governo senza rompere, che invece che la sinistra europea dovevamo unirci al pdci. provaci un po.
    rifondazione non è mai stata una forza minoritaria o testimoniale. ora c’è una sinistra arcobaleno che, si per davvero, rischia di essere minoritaria e subalterna al partito democratico.
    io non sono stato vago su nulla. da un anno dico che bisognava noi rompere con il governo e produrre una unità sui contenuti.
    ma con te è inutile discutere.
    come testimoniato dalla presenza di tutti i tuoi commenti qui e da tutta la mia vita io sono dell’opinione che perfino gli insulti debbano essere accettati.
    ribadisco che se per te essere onesto vuol dire insultare, sospettare che se uno dice cose che non ti piacciono “sotto sotto” ci deve essere qualcosa di losco, sarà ben difficile che le tue ragioni, ammesso che ci siano, abbiano la dignità di critiche o di posizioni serie.
    ciao
    ramon

  41. cari compagni della SINISTRA SOCIALISTA. grazie per la risposta. e sono d’accordo con voi. nel campo delle forze anticapitaliste e del movimento contro la globalizzazione io penso che il pensiero socialista debba essere rifondato e recuperato come quello comunista. senza dubbio. nessuno è uscito indenne dal 900. io però penso che ci si debba far carico delle responsabilità del passato. per esempio penso che sia scandaloso che nella sinistra arcobaleno ci sia chi fa riferimento al partito socialista europeo che è, lo ripeto, più liberista della destra e che è ugualmente guerrafondaio. ma so che la cosa non vi riguarda.
    un abbraccio
    ramon

  42. grazie luca e mario, ma non trascendiamo. l’ho già fatto troppo io e me ne scuso.

  43. grazie giovanni, sulla rai hai ragione per quel che ne capisco. ma davvero non sono in grado di dire di più.
    e grazie per il resto.
    un abbraccio
    ramon

  44. per i “socialisti”:il punto non è certo la “consunzione” del termine dalle nostre parti a causa del craxismo (ora, non credo che qui si sia così ingenui da irrigidirsi perchè Craxi era socialista, suvvia), ma esattamente di lemmi e dei paradigmi e dei modelli cui fanno riferimento.

    Nemmeno i “socialdemocratici” (credo sia grossomodo a ciò che vi riferiate, nel significato più “classico” del termine) sono più tali in europa, proprio per una questione di modelli di mediazione del conflitto di classe e di rappresentanza che non sono più riproponibili.

    Poi, nella contingenza, in effetti non può non costituire un elemento criticoche parte della sinistra arcobaleno si riconosca nel PSE:andrà pur sciolto questo nodo prima o poi.
    Ma magari a questo ci pensarà il risultato elettorale e le mere contingenze di bottega nostrane.

  45. Per chiarezza. Noi ci sentiamo lontani anni luce dalla socialdemocrazia europea. Anzi, speriamo che il nodo con SD si sciolga subito : la distanza nei confronti di molti loro dirigenti è tanta, ma crediamo anche che tra loro ci siano compagni di sinistra, lontani dal moderatismo del PSE. Crediamo nell’esigenza di una sinistra lontana dallo schema leninista ( sconfitto e destinato a chi lo vuole riproporre ad una marginalità certa ) , ma marxista, ecologista, di lotta. Anticapitalista insomma.

    http://www.sinistrasocialista.org

  46. Caro Ramon, io arrivo a quella conclusione “sotto sotto” perchè non vedo motivazioni sostanziali che reggono la tua critica e tutto ciò avviene con una tempistica quanto mai particolare. Ripeto, un conto sono le critiche e le sfumature nelle posizioni che quasi tutti i compagni e le compagne ( chi più chi meno ) hanno durante un corso politico, altro è una posizione politica ufficiale che rompe radicalmente su un’idea, una prospettiva..
    Questa è l’interpretazione che do io sulle tue posizioni.
    Che dire poi….riguardo agli insulti, per me essere onesto non vuole dire insultare infatti non credo di averti insultato, anzi…io ho semplicemente affermato che è un po’ comodo assumere certe posizioni dopo che non si ha niente da perdere e dopo che non si ha nessun equilibrio da mantenere. Conosco sufficientemente le tue posizioni, anche pubblicate su Liberazione, che sono note da circa un annetto sul processo di unità a Sinistra ed è vero che su questo sei stato critico fin dal principio, ma ora la tua critica si è trasformata, a mio parere, in un’ossessione che ti porta ad attaccare prima Giordano, poi Bertinotti, poi gran parte dei nostri dirigenti ( che alzerebbero le manine per votare nonostante il loro disaccordo, “e questa non è ripicca?”ecc). Vedi caro Ramon, questa è la risposta conseguente all’impostazione dei tuoi commenti, come potrai notare sto sul tuo filo logico che non è poi cosi tanto politico. Anche io vorrei evitare di fare “ripicche” e di discutere di altro, ma sei tu che mi porti su questa discussione. Non è un insulto pensare che ci sia stata una caduta di stile nel tuo modo di fare politica, è solo una convinzione, mentre essere definiti “stalinisti” SI!!

    A me non piace scatenare nessuna rissa e mi dispiace che tu possa pensare questo, credo però che certe posizioni, tra cui le tue oggi, possano contribuire alla disfatta della costituenda Sinistra e per questo le critico…

    Vuoi qualche risposta sui contenuti?
    Forse ti sfugge che a Gennaio era prevista una verifica di governo, che nella fase finale del governo Prodi il nostro giudizio era molto severo e che non era affatto esclusa la possibilità di uscire dal governo stesso.
    O pensi veramente che al congresso di Venezia qualcuno pensasse che sarebbe stata una passeggiata? Forse ti sfuggono quei migliaia e migliaia di elettori che certo non ci stavano chiedendo di fare cadere Prodi, o sbaglio?
    Forse ti sfugge che se la Sinistra Arcobaleno dovesse andare male non sarà certo perchè è scomparsa Rifondazione ma forse perchè c’è qualcuno che casca nella logica del “voto utile”. A me pare di capire che molta gente, che ci ha sempre votato, voterà PD e di conseguenza mi chiedo come arginare questo fenomeno. Certo è che questa gente non ha fatto un salto a sinistra ma al contrario alla nostra destra e quindi non sarà certo un passo indietro a farceli recuperare. Concludo dicendoti che non ho nessuna certezza oggi, anzi, molti dubbi, però anche io sono pienamente convinto ( anche sulla base di queste sintetiche e comunque profondamente insufficienti considerazioni ) che il processo sia irreversibile, cioè non si può tornare indietro, mentre altro discorso è capire e discutere su come andare avanti tutti assieme.

    ah..giusto un accenno alla Sinistra Europea, io ci ho creduto molto in quel progetto e penso che nella carta fosse un gran bel progetto, difficile da gestire ma possibile. Credo che l’esperienza di governo lo abbia molto lacerato e portato a morire. Ma credo anche che lo scenario politico si evolva e sia sempre in movimento e oggi quel progetto è superato, o meglio scusa, vada integrato nel processo di unità a sinistra che credo debba andare oltre l’unità dei 4 singoli partiti, diversamente morirebbe in partenza.

    Poi, infine, permettimelo, sull’opportunità o meno dell’esposizione delle tue posizioni in questo periodo non mi hai risposto….forse non era il caso di rimandare queste critiche a dopo le elezioni??

    ciao
    Michele

  47. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon e cari tutti,
    le considerazioni pessimistiche di Buran sono bruttine ma a mio avviso molto vere, in generale direi che negarci o negare le cattive notizie non è mai una bella cosa e io penso che la cattiva notizia in questione sia che nel PRC davvero siamo rimasti in pochi, nel senso che gran parte della militanza attiva è stata travolta dalla realtà del governismo e cioè dal come si è arrivati al governo e dal come ci si è stati con il risultato che si è allontanata dalle strutture del partito e alcuni compagni sono stati coscientemente allontanati, non espulsi perchè il PRC non era in grado di espellere praticamente nessuno, ma semplicemente mobizzati ed emarginati fino allo sfinimento. Ora è chiaro che in queste condizioni la battaglia o meglio per non essere guerrieri . . . l’impegno congressuale è difficilissimo. Il gruppo dirigente è a suo modo forte perchè controlla potere e cordoni della borsa ed ha una struttura ramificata su tutti i territori, nonchè dopo il 13 aprile avrà il monopolio assoluto delle rappresentanze istituzionali per le quali si sarà votato. E’ vero che all’interno della maggioranza ci sono differenze e ci sono gruppi e cordate differenti, spesso su base etnico-relazionale . . . i pugliesi, i napoleatani etc . . . e se l’area Ferrero appare la più alternativa e teroricamente quella che vuole mantenere in piedi il partito, è anche vero che area Ferrero significa un bel po’ di burocrazie sindacali tra le più retrive e comunque si tratta di una area che esprime essenzialmente una cultura della mediazione ad oltranza e della navigazione a vista senza una reale capacità di disegnare un progetto alternativo e diverso a quello fin qui sviluppato.

    Invece per quanto riguarda le opposizioni, depauperate dalla sortita di Sinistra Critica, vi sono da un lato vi sono delle resistenze fortemente identitarie di tipo, ahimè veterocomunista, dall’altro un bel numero di compagne e compagni che hanno molto creduto nel percorso della Sinistra Europea e di Venezia che ora sono spiazzati e demotivati. Ora è chiaro che a partire da queste due condizioni diciamo sociologico-culturali, apparentemente inconciliabili arrivare ad affermare una proposta politica alternativa a quella dell’oligarchia dirigente è difficilissimo.

    Invece hic rodus hic salta dovremmo riuscire a trovare degli elementi comuni capaci di unire ed essere promotori di una unità larga di tutte le aree critiche. Non credo sia pensabile di arrivare al congresso con due o tre documenti alternativi, occorre proporsi unitari e credibili e capaci di una sintesi unitaria prima e non dopo il congresso. La forza del PRC, non la sua debolezza, è stata quella di coagulare diversità eclatanti e questo elemento di forza dovrebbe essere costitutivo anche del rilancio del progetto di Rifondazione comunista.

    Detto questo rimane il fatto che occorre sviluppare una lotta comunicativa e visibile dentro e fuori il partito e che quindi occorre una strategia di alrgo respiro caratterizzata dal massimo di visibilità politica possibile, cioè non si può fare il congresso ai congressi di Circolo, di Federazione etc . . . per che qui in assenza di una mobilitazione larga si verrebbe sistematicamente battuti, pertanto occorre pensare alle forme e alle modalità di una mobilitazione la più larga possibile che dialoghi fin da subito anche con chi è uscito od è fuori dal PRC.

    Faccio un esempio, a Ferrara che è la città dove sono nato e dove in parte risiedo, una cosa è fare una assemblea con Mantovani che dovrebbe in teoria essere alternativa a quella con quelli dell’Ernesto e a quelle promosse da Sinistra Critica, un altra cosa fare una assemblea unitaria con mantovani, l’Ernesto e altri che possa vedere anche la partecipazione di Sinistra Critica per il rilancio di un partito anticapitalista e della Rifondazione Comunista. Idem dicasi per altre realtà, quello che va comunicato e che deve essere reale è la volontà unitaria di molti e diversi di uscire dal pantano in cui il bertinottismo, cioè bertinotti, ci ha consegnato.

    Occorebbe pertanto avere la capacità di produrre iniziativa politica su temi importanti come la politica estera, la precarietà, la questione ambientale etc . . . costruire nuovi circoli, produrre percorsi collettivi, diversamente non ci sono molte possibilità di arrivare al congresso con la possibilità di affermare una alternativa alla Sinistra Arcobaleno.

    Per queste ragioni occorrebbe dare vita ad iniziative politiche subito dopo il 13 aprile, perchè va da se che il pessimo risultato della SA è scontato ma altrettanto scontato è che questo non inficerà in nessun modo la marcia verso il nulla di Bertinotti.

    Il problema è che sui grandi temi, a parole siamo tutti d’accordo dico tutti, da Mussi a Turigliatto passando per l’Ernesto è il sottoscritto ma dobbiamo anche saper mettere l’accento sul partito diverso che vogliamo, sulle forme della partecipazione, sulla qualità dei gruppi dirigenti, sulla critica alle pratiche nepotistico-clientelari che sono l’essenza della gestione Giordano-Ferrara.

    Io non so se tutto questo sia alla nostra portata, certamente ci proveremo fino in fondo ma per rendere credibile una laterntaiva al nihilismo della SA occorre iniziare subito dopo che le urne saranno chiuse.

    A me pare che la critica a questa politica sia molto estesa in tutto il paese e specie fra i giovani e che allora rilanciare Rifondazione Comunista come un luogo della progettazione dell’alterntaiva sia ancora possibile. Un altro partito è possibile se saprà mutuare gli elementi di critica che sono maturati nel sentire diffuso della sinistra, della gente, dei lavoratori.

    Ma io mi domando . . . con quale struttura? Con quali risorse ? Con quali strumenti ? Si certo subito un sito internet ma anche subito subitissimo con una vasta campagna pubblica di autofinaziamento, concerti, cene, iniziative pubbliche alle quali invitare personalità della sinistra e dirigenti critici del PRC . . . Giulietto Chiesa ad esempio, i lavoratori dei call center, compagni stranieri europei e non. Ramon che ne pensi ? Ci siamo per cominciare questa lotta ? Fra due settimane potremmo iniziare, occorre pensarci subito. Un caro saluto a tutte e tutti. Alessandro

  48. Edoardo Pascarella Says:

    Chiedo scusa se mi intrometto ma Ramon Mantovani è sempre così gentile da avvisarni tramite posta elettronica (credo di essere stato inserito nella sua mailing list…) ogni volta che sul blog viene pubblicato un suo nuovo intervento. Siccome lo stimo molto, leggo sempre con acutissimo interesse i suoi contributi e più li leggo più mi accorgo di non condividere appieno la sua impostazione politica che è, a mio avviso (non sono un intellettuale per cui posso anche sbagliare la definizione) eccessivamente movimentista.
    Non condivido i giudizi liquidatori sulle esperienze novecentesche così come credo di avere idee diverse circa le caratteristiche, anche organizzative, del soggetto politico che vogliamo contribuire a costruire.

    Mi permetto però di fare alcune considerazioni forse un po’ irriverenti ma credo, in fondo in fondo, abbastanza a tema.

    Ramon Mantovani ha (per alcuni purtroppo, per altri finalmente) esplicitato con forza il suo radicale dissenso nei confronti della linea politica assunta dall’attuale gruppo dirigente. Io non ho mancato di esprimere, ha commento di un suo altro intervento, di ritenerlo in parte corresponsabile della grave crisi che ha investito il nostro Partito ma sono pure tra quelli che considera di grandissima qualità la sua personalità politica ed INDISCUTIBILI le sue qualità morali.

    Noto che gli attuali “padroni” del Partito non hanno affatto digerito la riappropriazione di autonomia da parte di Mantovani (unico tra le personalità di spicco della maggioranza uscita dal Congresso di Venezia) tanto che non mancano di fargli sentire, con insistenza, il loro pesante fiato sul collo. Abbiamo potuto leggere gli stucchevoli interventi (anch’io leggo tutti i commenti) di eminenti personalità del Partito (Michele De Palma, Alfonso Gianni, fino a quest’ultimo non bene identificato Michele dei giovani comunisti) tutti orientati, anche se con stili diversi, a denigrare (alcuni ai limiti della minaccia) l’autore degli articoli sottoposti alla nostra attenzione.
    I loro interventi si commentano da soli e male fa (ed ha fatto) Mantovani a non riconoscere che questi atteggiamenti intolleranti ed antidemocratici sono diventati, da parte degli esponenti della maggioranza del partito, ormai da anni, il comportamento abituale nei confronti di qualsiasi forma di dissenso.
    Anch’io, come altri, nutro poche speranze sulla possibilità di rianimare il nostro Partito dopo la cura autoritariamente liquidatoria a cui è stato sottoposto in questi ultimi anni (difficile sostenere, seppure in una direzione maggiormente alternativa, che la Sinistra Europea non avesse questo scopo). Certamente non farò mancare il mio contributo al prossimo, eventuale, congresso ma è evidente che con questi personaggi , con i loro comportamenti ed argomentazioni, certamente non posso proseguire oltre il mio modestissimo cammino…

    Per concludere, a Mantovani stava venendo un colpo pensando erroneamente che Michele fosse il segretario regionale della Sardegna però… per un po’… sia lui che io… abbiamo pensato che potesse veramente esserlo.
    La situazione è, senza ombra di dubbio, molto grave!

  49. Giampiero Says:

    Ci vuole chiarezza prima delle elezioni. Sa è una lista elettorale con dentro Rifondazione o un ectoplasma purulento che vuole sciogliere Rifondazione? Nel primo caso sopra al simbolo ci faccio una croce, nel secondo no.

  50. Moltitudini e SINISTRA SOCIALISTA, mi pare che ci capiamo.
    un abbraccio

  51. caro michjele, ora si comincia a ragionare, forse. però non puoi dire che sostenere che io cambio posizioni per via della non ricandidatura non sia un insulto. o meglio, per me è un insulto.
    quanto al “sotto sotto” è fuori luogo sia per la cultura che esprime, come ho già detto, sia per il semplice motivo che io difendo una linea di rifondazione più che decennale che mi sembra totalmente contraddetta dall’esperienza di governo e dall’idea attuale dell’unità irreversibile. se avessi solo divergenze su sfumature, come ne ho sempre avute, non sarebbe un problema ma avendole sulla prospettiva nuova e diversa da quella decisa dagli ultimi congressi, cosa dovrei fare? mica è colpa mia se liberazione, bertinotti e diversi altri parlano continuamente di superamento di rifondazione, di irreversibilità ecc. non credo di essere io preda di un’ossessione, bensì loro.
    tu puoi pensarla diversamente, ovviamente, e anche disquisire di mie cadute di stile, ma non accusarmi di cambiare posizione politica per non avere avuto un posto in parlamento.
    quanto alla questione del governo ti rimando alla lettura, se ne hai voglia, del nuovo articolo pubblicato più sopra.
    a rimini e a venezia avevamo sancito che governo ed elezioni erano aspetti secondari dell’agire politico del partito. ora sembra il contrario. vita e morte sono appesi a una percentuale elettorale, come tu stesso dici, e se non ci votano è per via del voto utile e non per la profonda delusione della nostra esperienza di governo. al solito: noi sappiamo tutto e il popolo non capisce o è ingannato dai nemici. ma non è così che ragionavamo quando abbiamo rotto con il governo prodi nel 98, non così a genova e nemmeno all’ultimo congresso.
    chi decide cosa è irreversibile? tu e bertinotti? non sarà che anch’io ho il diritto di esprimermi. e prima, non a cose fatte! in politica ci sono sempre molte opportunità e opzioni diverse. perchè non discuterle liberamente? perché qualcuno dovrebbe avere il diritto di imporle con i fatti compiuti? perché é il leader? ma che concezione hai della democrazia e della partecipazione? l’altro giorno ho partecipato ad un’assemblea e alcuni compagni, dopo il bel forum di bertinotti, hanno detto che non voteranno alle elezioni. credi che siano i soli a pensarla così?
    io mi sforzo di ricondurre la discussione in termini politici, anche dissentendo da bertinotti, e non credo che discutere sia dannoso a nulla. continuo a pensare che fare proclami vendendo illusioni su una unità debole e sulla sua irreversibilità sia veramente dannoso.
    comunque pensare che i miei articoli su questo blog siano dannosi è semplicemente ridicolo. se bertinotti si fosse risparmiato un forum più congressuale che da campagna elettorale forse avrei taciuto fino al 15 aprile anche sul blog.
    ciao
    ramon

  52. caro alessadro, ancora una volta siamo d’accordo tranne che sul punto che lo scontro congressuale non sarà tra base e vertice ma tra diverse posizioni.
    un abbraccio
    ramon

  53. caro edoardo, sei sempre il benvenuto. e grazie per le tue parole sul mio conto. ma rimane, fra noi, la divergenza di cui abbiamo discusso anche tempo fa. non penso che ci sia una base buona e un vertice cattivo. il governismo e certi atteggiamenti autoritari sono dilagati perfino più nei circoli che non in direzione nazionale. comunque penso che oggi le cose siano più chiare e sono più ottimista per il congresso.
    un abbraccio
    ramon

  54. Francesco Says:

    Caro ramon chiarisco che questo Michelino piras lo conosco molto bene e trovo azzeccata la risposta di mario, tanto è vero che, quando i grandi capi sardi gli hanno ordinato a lui ed ad altri della segreteria federale di cui fanno parte tuttora, di far fuori la segretaria e due membri della segreteria con metodi cosidetti stalinisti ha obbedito senza battere ciglio in modo acritico e servile. Michelino Piras purtroppo, in buona compagnia nel nostro partito, è un personaggio ben identificato dall’artocolo intervista a Fofi in liberazione del 14 marzo.

  55. caro giampiero, scusa ma le cose non stanno così. è una lista con rifondazione anche se dentro e fuori rifondazione c’è chi vuole superare rifondazione. ma intanto rifondazione c’è e penso che al congresso ci sarà più di quanto molti si aspettino.
    un abbraccio
    ramon

  56. caro francesco, mi dissocio da quel che scrivi. francamente non so chi sia michele e gli ho risposto come tutti possono vedere. ma non voglio che il mio blog diventi un luogo nel quale si fanno risse su questioni sconosciute a chiunque lo frequenta.
    come vedi non ti censuro, e se michele vorrà risponderti lo potrà fare. ma non accetterò che si prosegua oltre.
    grazie
    ramon

  57. Alessandro leggo con attenzione ciò che scrivi e devo dire che le analisi che fai sono sempre ricche di spunti di riflessione, forse anche troppo ricchi e devo ammettere che a volte faccio fatica a seguire forse perchè non sono bene a conoscienza di ciò che si nasconde nelle sfumature dei colori dell’arcobaleno.
    Noto che sia tu che Ramon state già proponendo alcune questioni dirimenti che andranno affrontate per cercare di ostacolare la deriva arcobalenista, le proposte che fai, e parlo ad esempio della necissità di costruire iniziative, cene dibattiti, costruire circoli nel breve tempo le vedo problematiche e penso che non in tutti i territori sarà facile adoperarsi in quel senso.
    Comunque teniamoci in contatto, magari ti chiamo per costruire un iniziativa da me. Qui è roba dura e c’é molto da ricostruire.
    Ciao,
    Luca

  58. ti ringrazio Ramon, su questo concordo con te e non ho nessuna intenzione di rispondere a “francesco”, mi chiedo solo perchè non si firma con nome e cognome visto che mi conosce molto bene!
    Sa dove trovarmi, sono senpre disponibile di persona a dare tutti i chiarimenti necessari a rendere più chiare le mie scelte politiche.

    a presto
    Michele

  59. ok luca, infatti alessandro fa proposte interessanti. ma ne parleremo dopo le elezioni.
    un abbraccio
    ramon

  60. ok michele, grazie.
    ramon

  61. Sono un ex di rifondazione che un poco per caso e un poco no si è imbattuto in questo blog e l’ho letto con attenzione anche se non riesco, sicuramente per colpa mia, la tua posizione.
    Io sono stato un giovane che ha fatto Genova ma che ha anche ricoperto incarichi di partito (segretario circolo, coordinatore federale GC, membro segreteria federale del partito) Lo dico perchè tante volte mi sono interrogato se il mio lasciare il partito non sia dovuto ad una mia deriva movimentistaa? Mi interrogo e vedo che io ho provato ad investire nei movimenti mentre il PRC ha girato le spalle. L’espulsione di Franco Turugliatto mi ha scosso profondamnte anche se ormai da tempo non militavo più nel PRC facendo politica o meglio biopolitica in quella che viene chiamata sinistra diffusa. Venire espulsi perchè si è in linea con le scelte del partito, almeno con quello che fino a quel giorno veniva affermato è alquanto originale. Credo che il congresso se mai ci sarà segnerà la fine del PRC a prescindere anche dal risultato elettorale. Rifondazione è il giocattolo di Bertinotti con il quale non si vuole più divertire, vuole cambiare giocattolo e lo vuole fare in un momento particolare della vita politica del paese. Alle prosime elezioni non voterò per la sinistra arcobaleno ma non lo sento un tradimento al PRC sia perchè il PRC non è sulla scheda sia perchè io guardo ai movimenti e non alle sommatorie di burocrazie. Il problema che però mi affligge è un altro: i movimenti per non cadere nello spontaneismo, nell’estremismo hanno bisogno di rappresentanza politica. A sinistra del PRC c’è solo frammentazione il mio voto utile/inutile finirà in una lista da 0,e qualcosa. E a me questo non va proprio. Ora mi sento orfano di un partito e mi chiedo come mai nessuno ha avuto il coraggio di provare ad unire a sinistra per la sinistra e per i movimenti. Seguirò il congresso dall’esterno con molta attenzione ma non credo che il PRC sia salvabile come non credo che le mie istanze cosi come quelle di tante e tanti compagni potranno essere rappresentate dai compagni di sinistra critica che pur generosi hanno la consapevolezza dei loro limiti. La sinistra l’arcobaleno è già un partito e temo che le prossime scissioni da quell’area che ci saranno, saranno vetero vedi pezzi di Ernesto e PdcI. Di fronte a questo scenario mi chiedo e ti chiedo un compagno come te cosa farà? Lo chiedo a te perchè sono capitato sul tuo blog ma vorrei chiederlo anche a Cremaschi, Bernocchi, Caruso e tanti altri che spero non vogliano morire socialisti, magari accanto a Boselli, e lo dico con il massimo rispetto per la cultura socialista oggi vittima dell’americanizzazione della politica e dello stesso Boselli persona integra ma lontana e diversa da ciò che dovrebbero essere chi ambisce a rifondare il comunismo.

  62. caro mario, io farò la battaglia per non disperdere il patrimonio culturale e innovativo che il prc, nel bene e nel male, ha rappresentato. ovviamente rispetto la tua previsione sulla impossibilità di farlo, ma non sono d’accordo.
    è una battaglia che si può fare e anche vincere.
    poi vedremo, perché in ogni caso non si ferma la storia.
    un abbraccio
    ramon

  63. Seguirò con grande attenzione la tua battaglia e mi auguro di sbagliare previsione. Concordo comunque sul fatto che la storia non si ferma.

  64. Caro Ramon,
    ero un dirigente di Rifondazione e non ti stimavo. Adesso ti chiedo scusa e ti auguro tantissima fortuna per il tuo futuro, fuori o dentro al Partito. Ti sei dimostrata una gran brava persona e un onesto anzi onestissimo compagno. Scusami per la poca stima di prima e tanti saluti.

  65. MI sono avvicinato a Rifondazione quando , con il Congresso di Venezia, viene lanciato il processo di costruzione di Rifondazione-Sinistra europea. Un progetto che, per uno che viene da una lunga storia di delusioni, passando dal Pci al Pds, ai Ds, rappresentava un motivo di nuovo impegno politico. Altra delusione, invece. IL modello Sinistra europea poteva rappresentare un punto di riferimento importante, innovativo, proprio sul problema che ritengo centrale, come tu stesso dici, e cioè il rapporto fra movimenti e partiti . Credo dobbiamo porci due obiettivi: riflettere e proporre nuove forme della politica che non demonizzino i partiti come oggi va di moda ma li facciano davvero immergere nei processi sociali, economici, culturali. IL secondo obiettivo è quello di una analisi realistica dello stato dei movimenti in Italia, in Europa e nel mondo della globalizzazione. Non potremmo non accorgreci che proprio nel nostro paese si è affeviolita la spinta pacifista. E ciò è particolarmente grave a fronte di un mondo fatto di guerre, di drammatiche crisi umanitarie. Temi questi che la campagna elettorale non ha neppure sfiorato , nemmeno la nostra. Nella nostra storia di sinistra sono presenti tentazioni che con fatica riusciamo a lasciarci alle spalle. Da una parte si glorificano movimenti e associazioni, anche quando non ci sono o sono cose posticce, dall’altra li usiamo come “contenitori” di possibili voti. Queste due cose sono sbagliate. La riprova è che, lo dimostrano i sondaggi elettorali, anche se non vanno presi come oro colato, che non prendiamo i voti dei movimenti. Loro ci guardano anzi con molto sospetto. La seconda osservazione riguarda la nostra capacità di “inventare” cose che non ci sono, per esempio associazioni che, alla verifica, sono ben poca cosa. Spesso sono ristretti gruppi di persone che cercano spazi e incarichi. Ancora più grave è che sulla base di queste considerazioni si voglia dar vita ad un soggetto unitario e plurale, che non si sa cosa sia, con”pari dignità” si dice con movimenti e associazioni che sono spesso delle invenzioni. Se andiamo a contare quante associazioni sarebbero al nostro fianco, i nostri voti, quella della Sinistra-Arcobaleno dovrebbero superare di gran lunga il 15%. Invece noi stessi consideriamo positivo se tutti insieme raggiungeremo l’8%. In realtà, quasi sempre, queste associazioni che sono le più battagliere nella proposta di scioglimento dei partiti, in primo luogo di Rifondazione perchè l’unica forza politica che ha ancora un reale significato, sono quelle che in gran parte avevano aderito a Sinistra europea. Ora si sono cambiate la giacca e hanno dato vita a forme di ” autoconvocazione” che, in effetti, ripetono i peggiori vizi dei partiti. In particolare la partecipzione e la democrazia sono un optional. Sinistra.-arcobaleno nasce in questo modo, in un rapporto ibrido con il mondo dei movimenti e dell’associazionismo vero e finto.Sinistra europea, ai suoi albori si era posto un problema reale:individuare una nuova forma organizzata che, garantendo autronomia a movimenti e associazioni, avviasse un percorso unitario. Rifondazione-Sinistra europea doveva essere parte della costruzione del progetto di un soggetto politico unitario e plurale. Proprio Rifondazione-Sinistra europea era già, pur con le sue parzialità ,un soggetto diverso dal partito della Rifondazione. Aveva in sè le caratteristiche del soggetto unitario e plurale. Poteva dare un contributo significativo alla costruzione del nuovo soggetto di tutta la Sinistra. E’ finito che di Sinistra europea si sono perse le tracce, malgrado alcuni compagni del gruppo dirigente di Rifondazione continuino a credere in quel progetto. Ma è come predicare nel deserto. Basti pensare che per rispondere ai vari ” personalismi”, invece di superare vecchi burocratismi, ci siamo inventati ben otto portavoce nazionali di Sinistra europea. Giù giù per i rami invece della partecipazione dal basso, nei territori, nei luoghi di lavoro. Siamo arrivati alla non partecipazione dei cittadini, dei lavoratori ma alla “partecipazione dei portavoce” e alla richiesta di candidature. Tutto ciò rende chiaro che in questa fase lo scioglimento di Rifondazione sarebbe una iattura, una definitiva rottura con il mondo dei movimenti, dell’associazionismo vero. Invece il ruolo di un partito come il nostro à quello di suscitare movimenti, garantire loro la piena autonomia, considerarli centrali nella vita politica del paese. Conflitto e partecipazione e non il governo che è solo uno strumento e non un fine sono gli assi portanti della profonda e necessaria innovazione politica per un partito che, in primo luogo deve “ricostruire” una organizzazione. Il Congresso deve salvaguardare il patrimonio di Rifondazione, non per mummificarlo ma per rinnovarlo e metterlo a disposizione della società italiana. Al bisogno di unità della Sinistra non si risponde facendo evaporare il soggetto che più può contribuire a costruire questa unità, unità che non può che fondarsi sul pluralismo politico e culturale. Per tutto questo ocorre rimettersi in modo, produrre cultura politica , delineare progetti di società. Le scorciatoie nella storia del movimento operaio e comunista non hanno mai portato da nessuna parte. O meglio alle sconfitte.

  66. caro Mario (con la M maiuscola), alemno sul fatto che la storia non si ferma siamo d’accordo. quindi ci ritroveremo, vedrai.
    un abbraccio
    ramon

  67. caro mario (con la m minuscola) grazie per queste inattese parole. come avrai capito penso, che per un dirigente di partito, sia necessario sempre mettere nel conto di non essere stimati. l’importante è non essere sordi alle critiche e comunque non cambiare mai linea di condotta.
    un abbraccio e grazie ancora
    ramon

  68. caro alessandro c, devo dire che concordo parola per parola. è un vero piacere sentire tanta sintonia! davvero!
    grazie
    ramon

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