Lettera aperta in risposta a Gian Antonio Stella

Egregio Dottor Stella,

mi sono guadagnato un suo commento sul Corriere Della Sera a proposito del mio articolo pubblicato su Liberazione in memoria di Raul Reyes.

http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/12/elegia_smemorata_del_compagno_Ramon_co_9_080312096.shtml

La ringrazio per l’attenzione.

Il suo articolo, però, suona piuttosto ironico (forse) ed indignato.

Lei mi addebita la colpa di non aver citato Ingrid Betancourt nel mio pezzo. E’ una critica che capisco, ma che, con il suo permesso, non condivido.

Non posso tralasciare il tono del suo articolo che esprime pregiudizi: letture di fumetti, “n’ zacco rivoluzzionaria”, l’immancabile citazione del caso Ocalan e la presunta vena romantica che mi avrebbe ispirato.

Vede, Dott. Stella, io non pretendo che lei conosca le mie posizioni molto critiche nei confronti di chi, a sinistra, coltiva un’idea romantica delle guerriglie latinoamericane, né che abbia capito che aiutare Ocalan a raggiungere l’Italia (su sua richiesta e non su mia iniziativa) fosse un tentativo per aprire un processo di pace. Solo mi sarei aspettato, da lei che considero un giornalista serio, maggior rispetto. Ma non fa niente.

Mi limito a dire che il suo articolo è esemplare per superficialità. Del resto la stampa italiana è ben nota nel mondo per osservare la politica internazionale attraverso il buco della serratura della politichetta italiana.

Il suo giornale, Dott. Stella, si occupa molto, e giustamente, di Ingrid Betancourt, ma non molto delle decine di sindacalisti che ogni anno vengono uccisi in Colombia, delle decine di suoi colleghi giornalisti massacrati o fatti sparire dai paramilitari e dagli apparati dello Stato colombiano, delle decine di parlamentari colombiani che sono espressione diretta dei narcotrafficanti, e così via.

Con ciò non voglio dire che, per questo, si debba essere acritici con le FARC. Ma, se permette, scrivere dell’uccisione di un amico e, per me, compagno, non necessariamente deve essere corredato da prese di posizione per rassicurare coloro che della Colombia conoscono solo la vicenda Betancourt.

Se vuole sapere la mia opinione su Ingrid Betancourt io penso che sia inaccettabile il suo sequestro, e che si debba fare ogni sforzo affinché riacquisti la libertà e si riapra un processo di pace in Colombia.

Io, nel mio piccolo, l’ho fatto. Può, se vuole verificare ciò che ho fatto senza clamori di stampa, chiedere ai sottosegretari agli esteri con delega all’America Latina dei governi Berlusconi e Prodi. Può chiedere alla Comunità di Sant’Egidio. A Pierferdinando Casini (in qualità di Presidente della Camera e dell’Unione Interparlamentare Mondiale). Può chiedere a diversi Ambasciatori italiani in Colombia e nei paesi limitrofi.

In tanti anni di tentativi, per riaccendere un processo di pace e per ottenere la liberazione di Ingrid Betancourt, chiunque ci abbia provato può testimoniare dell’opera di Alvaro Uribe per impedirli e boicottarli. Anche l’uccisione di Raul Reyes, come ha osservato la famiglia di Ingrid Betancourt, è arrivata puntuale per boicottare ogni trattativa.

Ovviamente lei è libero di pensare che Uribe sia uno statista democratico, ma le consiglio di leggere quanto ha scritto su Newsweek il suo collega statunitense Joseph Contreras. Ovviamente può pensare che Marulanda sia un terrorista e narcotrafficante, ma le consiglio di leggere quanto ha scritto Ettore Mo sul Corriere Della Sera dopo averlo incontrato, anche grazie alla richiesta che io feci a Raul Reyes, visto che Marulanda per stile e per motivi di sicurezza è sempre stato restio a concedere interviste.

Io continuo a pensare che in Colombia ci sia un conflitto armato di natura politica. Che Uribe sia diretta espressione degli ambienti paramilitari e narcos. Che mettere le FARC sulla lista delle organizzazioni terroristiche sia un atto che perpetua il conflitto. Che i sequestri siano speculari alle sparizioni e uccisioni e siano ingiustificabili e disumani. Ma penso anche che un processo di pace sia l’unica soluzione per mettere fine a tanta barbarie. Ed ho testimoniato che Raul Reyes a questo lavorava.

La storia, purtroppo, è ricca di esempi di conflitti nei quali sono stati usati metodi disumani da tutte le parti in lotta. Nelson Mandela, Ben Gurion, Arafat, Ben Bella ed altri sono stati accusati di terrorismo per i metodi di lotta che usavano. Le FARC sequestrano, è vero, ma non hanno mai messo bombe in luoghi frequentati da civili come hanno fatto le organizzazioni dei signori sopra citati. Le ripeto che i sequestri sono inaccettabili, ma non le sembra che sia meglio lavorare per un processo di pace piuttosto che ripetere stancamente e strumentalmente che i sequestri sono disumani tacendo sui misfatti dello stato colombiano?

Mi scusi per il ritardo con il quale le rispondo, ma ero in Spagna e non tutti i giorni ho potuto leggere il Corriere Della Sera. In compenso ho letto El Pais, che ogni giorno, anche quello successivo alle elezioni politiche, dopo la prima dedica almeno dieci pagine alla politica internazionale. Con articoli informati ed interessanti, anche se spesso da me non condivisi. Giornale sul quale la notizia dei dieci sindacalisti assassinati in Colombia dall’inizio dell’anno è comparsa. E sul quale non dedicano paginate e servizi sulle storie di letto di questo o quel capo di stato estero.

Cordiali saluti.

ramon mantovani

65 Risposte to “Lettera aperta in risposta a Gian Antonio Stella”

  1. Giampiero Says:

    Perché in queste botta e risposta sulla stampa è necessario sempre ossequiare l’interlocutore. Stella serio? Ma quando mai!

  2. il signor casta…….bah che dire….un provincialotto…lo ascolto perchè quando va in televisione lo scambio sempre per Alfonzo Gianni. Poi da provincialotto qual’è, Ramon che vuoi che ne sappia delle F.A.R.C, forse non sa nemmeno dov’è la Colombia. Comunque Giampiero non mi sembra che Ramon abbia ossequaito, mi è sembrato al contrario sarcastico.
    Ramon comunque nel periodo in cui eri in Spagna, la campagna elettorale è proseguita nella sua bassezza e ipocrisia e i vari leeder della sinistra arcobaleno si sono affannati, facendo a gara a chi marcava più stretto Veltroni e i sondaggisti, come quei ciclisti “succhiarote” che non tirano, perchè davanti hanno il compagno in fuga, peccato che non si accorgano che di compagni in fuga non ce n’è uno solo ma sempre di più.
    comunque, ben tornato Ramon!

  3. Sarebbe carino e democratico se l’articolo di Stella fosse riportato per intero, in modo che tutti i lettori, anche quelli che non leggono il Corriere, e penso siano tanti, possano leggere e valutare personalmente.
    O no?
    🙂

  4. @ luca
    l’acccusa di provincialotto ha dei toni razziali e non è certo carina per i milioni di italiani che vivono in provincia, ma non per questo sono necessariamente cittadini di serie B, destinati all’ignoranza!
    O no?
    🙂

  5. CONCORDO CON L’ OPINONE DI MANTOVANI E IL FATTO CHE L’ INFORMAZIONE ELUDE LE QUESTIONI ATTINENTI ALLE MOTIVAZIONI DI MOVIMENTI COME LE FARC .MAURIZIO CHIERICI CREDO GIORNALISTA DELL’ UNITA’ HA SCRITTO CHE DIETRO L’ ASSASSINIO RECENTE DELLA PATTUGLIA DELLE FARC IN EQUADOR PROBABILMENTE C’E DI NUOVO L’ EFFICENZA ASSASSINA DELL ‘ INTEELIGENCE AMERICANA CHE HA GUIDATO E SUPPORTATO A LIVELLO SATELLITARE L’ INDIVIDUAZIONE PRECISA DELL’ OBIETTIVO DA COLPIRE .
    PUO’ ESSERE CHE A SEGUITO DELL’ INSTABILITA’ EONOMICA ,E DEL FATTORE CINA CONSIDERATO OGGI CON SOSPETTO ,GLI USA TORNINO
    AD OCCUPARSI DI NUOVO E PESANTEMENTE DEL SUD AMERICA,CONTINENTE CHE LE ATTENZIONI ALLA GEOPOLITICA DEL PETROLIO ASIATICO IRAKENO E IRANIANO, AVEVANO TEMPORANEAMENTE DISTRATTO.

  6. fabio marcelli Says:

    caro ramon, complimenti per la risposta; potremmo ricordare a stella anche che nel solo 1996 sono stati uccisi in colombia 48 avvocati impegnati per i diritti umani… e non certo dalle FARC…. l’impegno per un dialogo politico e una soluzione pacifica del conflitto colombiano è più che mai l’obiettivo fondamentale da raggiungere, quella di una soluzione militare un’illusione pericolosa e latrice di nuovi lutti, occorre dare spazio alla società civile colombiana che vuole la pace, fabio marcelli

  7. fabio marcelli Says:

    caro ramon, complimenti per la risposta; potremmo ricordare a stella anche che nel solo 2006 sono stati uccisi in colombia 48 avvocati impegnati per i diritti umani… e non certo dalle FARC…. l’impegno per un dialogo politico e una soluzione pacifica del conflitto colombiano è più che mai l’obiettivo fondamentale da raggiungere, quella di una soluzione militare un’illusione pericolosa e latrice di nuovi lutti, occorre dare spazio alla società civile colombiana che vuole la pace, fabio marcelli

  8. alfonso gianni Says:

    Caro Ramon, tutto giusto. Anche l’ironia nei confronti di Stella è ben riposta e condotta con sapido sarcasmo. Hai ragione nel ricordardrci che l’America Latina non è l’Europa. Del resto non potrei competere con te nella conoscenza delle vicende di quel continente.
    Resta un solo punto, credo però inequivocabile. Il sequestro della Betancourt e la sua lunga detenzione è la cosa che più nuoce alle Farc.
    Un atto del tutto unilaterale di liberazione sarebbe la peggiore sconfita per Uribe, proprio per le considerazioni che tu stesso fai.
    Proprio perchè le Farc fanno un uso politico della lotta armata, al punto che si potrebe parlare in quel caso di una sorta di istituzionalizzazione della guerriglia, quel rapimento non è un crimine, è un errore. Il che, come diceva Fouchet, è molto, molto peggio.
    Buona fortuna.
    Alfonso

  9. Gianni Says:

    Bella risposta Ramon,complimenti per l’ironia.Volevo chiederti un’altra cosa:ti vedremo in questo periodo in qualche convegno,comizio o manifestazione?Con simpatia Gianni.

  10. redstraw Says:

  11. Se avessimo una seria borghesia, avremmo anche buoni giornalisti borghesi.
    Insomma, nemmeno il gusto di aver dei buoni avversari, abbiamo.

  12. per Giosby, guarda che l’accusa di provincialotto non ha niente a che vedere con un certo mio atteggiamento di superiorità, da te presunto, verso chi abita in provincia, anche perchè pure io abito e lavoro in provincia. Forse è più razzista chi ritiene terroristi tutti coloro che combattono da anni per una giusta causa. Devi ammettere che ci sono alcuni giornalisti italiani che, loro sì, si ergono a giudizi moralistici e si prestano spesso, in un atteggiamento di arroganza, credendosi cittadini di serie A, a fare i tuttologi. Stella nel suo articolo ha mostrato una certa superficialità non so se voluta oppure dovuta al fatto di una scarsa conoscienza dell’argomento, penso più la seconda motivazione.
    Non capisco perchè tu ti senta chiamato in causa!….boh!
    Chiedo perdono ad Alfonso Gianni per aver storpiato il suo nome….
    Ciao

  13. fabio marcelli Says:

    Condivido le osservazioni di Alfonso Gianni, dovremmo redigere un appello indirizzato alle FARC chiedendo la liberazione unilaterale di Ingrid Betancurt e degli altri sequestrati e, al tempo stesso, contro l’impunità del terrroismo di Stato e per una soluzione politica concordata del conflitto che mi pare un grosso ostacolo sulla strada di una vera democrazia per il popolo colombiano, fabio marcelli, vicesegretario associazione internazionale dei giuristi democratici

  14. luca cafiero Says:

    Calzante e ben detto, Ramon.Giusta anche la sottolineatura di Alfonso e la citazione, che è di Fouché (” …é peggio di un crimine, é un errore politico…”).Le RAP hanno dato i loro frutti…
    Ciao

    Luca

  15. caro giampiero, non appartengo alla categoria di quelli che trasformano ogni cosa in una rissa senza senso. la radicalità e la forza di una posizione o di un’idea non viene aumentata dagli strilli o dagli insulti. stella mi ha deriso. pazienza. forse non aveva argomenti molto solidi. non vedo perché io debba comportarmi come lui.
    grazie
    ramon

  16. caro luca, anche se ero in spagna ho seguito abbastanza la campagna elettorale per dire che sono d’accordo con te.
    grazie
    ramon

  17. giosby, è solo che quando ho scritto l’articolo non sono riuscito a trovare un link e andavo di fretta. ora il link c’è e puoi dilettarti nella lettura del sig. stella.
    provinciale non significa di serie B. significa che ci si guarda l’ombelico e si pensa sia il centro del mondo. significa che non si sa vedere il mondo.
    se un quotidiano nazionale importante dedica 5 o 6 pagine alla lettera della signora veronica a suo marito e parla della politica estera in 4 pagine metà delle quali dedicate a pettegolezzi invece che a corrispondenze serie o a analisi è provinciale.
    si può capire il mondo da vidigulfo e non capire un cazzo da parigi.
    chiaro il concetto?
    ciao
    ramon

  18. ben detto SOGNO, anche se gli USA veramente non hanno mai smesso di occuparsi di america latina come dimostra il colpo di stato in venezuela e la guerra in colombia.
    ciao e grazie
    ramon

  19. caro alfonso, e fabio, grazie per gli apprezzamenti. ma sulla questione betancourt, mi spiace, non sono del tutto d’accordo con voi.
    Ingrid Betancourt è stata presa dalle farc il giorno che il governo pastrana aveva rotto le trattative definitivamente con la conseguente rimilitarizzazione dei 5 municipi che erano stati smilitarizzati per le trattative di pace. all’annuncio del governo le farc, che avevano liberato unilateralmente cinquecento (500!) militari e poliziotti come gesto di buona volontà per la continuazione delle trattative, dissero chiaramente che avrebbero fatto prigionieri tutti gli esponenti dello stato colombiano, a cominciare dai parlamentari, che avessero potuto. La Betancourt, candidata alla presidenza in campagna elettorale, decise di recarsi a san vicente del caguan mentre le farc smobilitavano. fu una scelta osteggiata dal governo che ha sempre fatto molto discutere. io, però, non la discuto. nelle mani delle farc c’erano e ci sono diversi altri parlamentari colombiani. non credo che le farc avessero contezza del fatto che la Betancourt avrebbe suscitato tanto clamore internazionale per avere anche la cittadinanza francese. del resto i senatori e i deputati colombiani prigionieri delle farc, oltre ad ufficiali dell’esercito e della polizia, non hanno suscitato alcuna solidarietà internazionale. e va detto anche che in colombia il caso Betancourt non ha la rilevanza che ha in europa, ed anzi, per molti famigliari di prigionieri della guerriglia è visto con fastidio per ovvi motivi. a me sembra chiaro che le farc quando si sono rese conto della rilevanza internazionale dell’ostaggio hanno ben capito che la sua liberazione, meglio se unilaterale, avrebbe favorito una rimessa in discussione della loro collocazione sulla lista dei terroristi. le farc, infatti, circa tre anni fa hanno portato un giornalista dalla Betancourt che le ha fatto una lunga intervista televisiva nella quale lei dice esplicitamente che non vuole rientrare in una trattative di scambio di prigionieri, che può essere liberata unilateralmente per motivi umanitari, oltre a diverse altre cose. la liberazione unilaterale era la strada maestra. ci voleva almeno la compiacenza del governo colombiano sia per le questioni di sicurezza sia per motivi politici. io so, e se dico che lo so significa che lo so, che siamo stati vicinissimi per ben tre volte alla liberazione unilaterale della Betancourt. ogni volta il governo uribe lo ha impedito con tutti i mezzi. parlo del sequestro del comandante simon trinidad a quito dove doveva concordare certe cose con un emissario ONU. parlo dell’aereo dei servizi francesi impedito a decollare dalla selva amazzonica brasiliana per recarsi a prelevare la Betancourt, parlo del sequestro di un membro del segretariato delle farc a caracas.
    quando è arrivata la mediazione di hugo chavez prima accettata e poi, ai primissimi frutti, rifiutata da uribe siamo stati vicini per la quarta volta. ed infatti l’uccisione di Raul è seguita alla liberazione unilaterale di quattro ostaggi, compresa l’assistente della Betancourt sequestrata insieme a lei.
    insomma, caro alfonso e caro marcello, è meglio, secondo me, dire che è necessario trattare e smettere si estrarre il metro europeo per giudicare cosa è errato e cosa no. così come è del tutto inutile, se non controproducente, fare appelli alle farc dicendo loro cosa devono fare e cosa no. casomai, caro alfonso, bisognerebbe interrogarsi se la parola terrorismo sia stata usata correttamente ed abbia favorito processi di pace o inasprimento dei conflitti. in palestina come in colombia, in turchia come in tanti altri posti. se alla sinistra in europa spetti il compito di dare voti a chi lotta in un paese dove negli ultimi venti anni sono stati assassinati circa 10-15mila oppositori politici (guerriglieri esclusi) o non le spetti di aprire una battaglia per far togliere il PKK, le FARC, il fronte popolare di liberazione della palestina e i mujaidin del popolo iraniani, dalla lista dei terroristi. e non per solidarietà, se non la si vuole avere, bensì perché é un passo necessario per aprire processi di pace. sempre che la pace sia una parola con un senso e non un distintivo da appuntarsi all’occhiello della giacca o da esibire nei simboli elettorali.
    comunque, voglio dire con estrema chiarezza e per non essere frainteso, che ho, abbiamo, sempre detto alle farc che il sequestro della Betancourt in europa è pregiudizievole per la loro causa oltre che inaccettabile sul piano umano e morale. avrei voluto potergli dire anche che il processo di pace in colombia era una priorità per la sinistra o almeno per rifondazione. forse sarei, saremmo, stati più convincenti. ma non ho potuto farlo perchè, al contrario di altri, non racconto balle, tantomeno a chi sta in un buco nella selva con il mitra in mano.
    con affetto e grazie davvero per l’attenzione.
    ramon

  20. grazie luca (cafiero), è un piacere averti qui a correggere alfonso. comunque meglio le RAP dell’UPA no? chissà cosa penseranno gli altri lettori del sito!
    un abbraccio forte.
    ramon

  21. grazie Ramon per l’attenzione e l’aggiunta del link.
    Quanto a Luca e al “provincialotto”, la cosa non mi convince molto, nel senso che il termine stesso, entrato nel linguaggio comune, è in sé spregiativo e non trovo molto carino utilizzarlo in genere. Mi sa tanto di puzza sotto il naso…, e di saccenza…
    Ad ogni modo questi sono dettagli abbastanza irrilevanti.
    Perché mi sento tirato in causa? Semplice: a volte mi trovo le mail di Ramon che mi invitano sul suo blog e, se ho il tempo di leggere e il tempo per commentare, mi viene spontaneo farlo. Frequentavo Ramon circa 35 anni fa e da allora non è che sia cambiato poi tanto… (Ramon intendo dire)
    Quanto a noi sembra che ci sia rimasta soltanto una tastiera piuttosto che la possibilità di scendere in piazza a far casino.
    Credo tuttavia che la tastiera e la comunicazione, se usate bene, possano essere anche più efficaci. E’ questione di ORGANIZZAZIONE.
    Vedo con sorpresa che i “vecchi” Luca Cafiero e Alfonso Gianni sono sempre nel “clubbino”
    Probabilmente dovrei informarmi molto di più…
    Ciao a tutti e sorry se spesso sono critico, troppo critico, ma in alcuni angolini del blog di Ramon aspetto ancora invano alcune rispostine…
    https://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/27/rifondazione-e-sullorlo-del-precipizio-e-giordano-propone-di-fare-un-passo-avanti/#comment-190
    Esiste ancora una possibilità VERA per il dialogo? Al di là dei pregiudizi preconfezionati?
    Dove non abbiamo bisogno di indossare un abito ideologico prima di parlare, ma possiamo anche ASCOLTARE seriamente l’opinione dell’altro e CONSIDERARLA come possibile e comunque arricchente per la visione del mondo?
    O dobbiamo davvero dirci addio?
    Arrivederci per me è più bello, più democratico, più aperto!
    Anche se a volte mi incazzo…
    O no?
    🙂

  22. tommaso Says:

    caro ramon

    Dalla mia selva di castagni sui monti di “boveglio” ti “osservo e ascolto” con attenzione , condivido della tua risposta a stella sia la forma che il merito,ai tromboni qualche volta non è necessario rispondere con una pernacchia,sopratutto se si hanno argomenti.. io che di argomenti ne ho molti (troppi) ,al momento accantonati alla rinfusa..
    avrei utilizzato il nobile strumento di cui sopra.. danneggiando certamente la ns giusta causa ma togliendomi una volta tanto una soddisfazione..ti prego quindi di prendermi in considerazione, se in futuro si rendessero di nuovo necessarie, missioni in territori pericolosi..all’insegna del “mordi ,spernacchia e fuggi”.

    vorrei davvero che sulla lettura di cio’ che accade nel mondo ci spendessimo tutti noi sempre di piu’, propio in questo periodo di campagna elettorale, non solo per contrastare cio’ che và contrastato , ma per organizzarci al dopo..perchè ci sarà un dopo..o no?

    quello che stà accadendo in questi giorni sul tibet , con l’uso delle lenti di ingrandimento rivolte verso quella vicenda ha l’effetto incendiario per molte persone nel mondo .. perdonatemi l’arroganza ma le vedo come fossero carta da macero , una montagna di roba esposta al sole, prima di entrare in una cartiera..prendono fuoco..come le loro coscenze.. abituate a orientare degli occhi che vedono nel mondo diritti e libertà negate a giorni alterni.

    ps..l’hai bevuto poi il “merlot della topa nera?”

    tommy

  23. alfonso gianni Says:

    Caro Ramon, torno a ripetere che non intendo competere con te nella conoscenza della situazione dell’America Latina. D’altro canto tu scrivi che “io so, e se dico che lo so significa che lo so” e io penso che la discussione tra uno che “sa” e uno che dichiara di non sapere o anche solo dubita ha già un esito scontato. Do you remember: quando un uomo con la pistola incontra uno con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto? Più o meno è la stessa cosa.
    Detto questo io non propongo affatto di lanciare appelli alle Farc. Ho solo fatto un ragionamento politico, sul quale, proprio in base alle tue stesse considerazioni, mi permetto di insistere e che credo possa essere utile tra di noi (dove il noi è esteso a tutte e tutti coloro che visitano il tuo sito).
    Del terrorismo ho già detto e scritto molte volte. Comunque la si pensi non vedo cosa ha a che fare con questa questione. Non mi pare che qualcuno di noi abbia mai confuso Bin Laden con le Farc o con il Fronte popolare della Palestina. Sono i nostri avversari che lo fanno. Al punto da stilare elenchi internazionali di presunti movimenti terroristici. Ma per contrastarli non basta la solidarietà o l’indignazione morale, o le proteste nelle sedi internazionali, che peraltro scarseggiano assai, come è dimostrato dal silenzio plumbeo seguito dopo l’uccisione di Raul Reyes, a parte la tua lodevole eccezione. C’è bisogno di una coerenza di comportamenti che nella pratica non rendano possibile nessun tipo di confusione, malgrado la potenza dell’apparato propagandistico e disinformativo messo in campo. Ed essendo questa cosa difficile non mi permetto di sputare consigli e tantomeno sentenze, ma di aprire una discussione sì. Non è nostro diritto, ma nostro dovere farlo.
    Buona fortuna.
    Alfonso

    P.S. Mi scuso con Luca per l’errore di grafia nel nome del celebre Fouchè. Tutto sommato ho fatto sempre meglio di chi (Diliberto) a suo tempo, in un intervento parlamentare, attribuì la citazione a Talleyrand ( o come c… si scrive).

  24. caro giosby, scusa ma non avrai risposta alle domande che hai posto, semplicemente perché sono domande retoriche che contengono già una risposta faziosa. se sei non comunista o anticomunista sei libero di esserlo all’ennesima potenza se vuoi. ma non puoi pretendere che i luoghi comuni che presenti come argomenti diventino oggetto di dibattito.
    poi tu stesso hai detto che date le mie non risposte hai perso ogni speranza.
    ciao
    ramon

  25. caro tommy, grazie per il commento. hai ragione a dire che tutti noi dovremmo leggere di più il mondo ma è proprio la campagna elettorale e soprattutto la logica che la ispira a ridurre tutto a un rumore di fondo zeppo di luoghi comuni, demagogie e propaganda di basso livello. si ci sarà un dopo, ma, come puoi immaginare, io penso debba essere di lotta. non ci sto a una sinistra con tre riferimenti internazionali uno dei quali, l’internazionale socialista è il principale (ripeto principale) motore della globalizzazione capitalistica.
    comunque ne discuteremo, spero.
    il vino di G. Fuso invecchia e aspetta l’occasione.
    un abbraccio forte e goditi la selva di castagni.
    ramon

  26. Caro Ramon!
    Devo indossare l’abito del comunista per poter dialogare?
    Poi questa domanda, questa grande differenza, è così retorica?

    Salari e potere d’acquisto in Europa:
    1. Gran Bretagna 28.007
    2. Olanda 23.289
    3. Germania 21.235
    7. Francia 19.731
    11. Italia 16.242

    DISOCCUPATI, QUANTO SUSSIDI E WELFARE INTEGRANO SALARI

    1. Danimarca 79%
    2. Svizzera 75%
    7. Paesi Bassi 71%
    12. Germania 62%
    13. Regno Unito 62%
    14. Francia 61%
    27. Grecia 24%
    28. Turchia 8%
    29. ITALIA 7%
    MEDIA OCSE 55%

    O è proprio di SOSTANZA?
    Che logica hai Ramon?
    O la logica non è importante per essere comunista??? ! ! !
    Dobbiamo andare a fare i DISOCCUPATI in DANIMARCA per vivere DECENTEMENTE?

    Scusa Ramon, ti ripeto le mie notazioni, poichè la speranza è l’ultima a morire…
    ECCO
    Esiste ancora una possibilità VERA per il dialogo? Al di là dei pregiudizi preconfezionati?
    Dove non abbiamo bisogno di indossare un abito ideologico prima di parlare, ma possiamo anche ASCOLTARE seriamente l’opinione dell’altro e CONSIDERARLA come possibile e comunque arricchente per la visione del mondo?
    O dobbiamo davvero dirci addio?
    Arrivederci per me è più bello, più democratico, più aperto!

    Mi piacerebbe ritrovare un vecchio amico, ma mi sa che sarà dura…
    O no?
    🙂

  27. carissimo alfonso, non si tratta di competizione e dovresti sapere che se ho detto “so” è stato solo per testimoniare ciò che la famiglia Betancourt e diversi soggetti in america latina hanno ripetutamente detto nel silenzio della stampa italiana, compresa liberazione, con l’eccezione di pochissimi giornalisti come Guido Piccoli. Ripeto, sommessamente, che non si tratta di aprire dibattiti sugli errori delle FARC ma, casomai, sui nostri.
    Non è vero, mi spiace, che “noi” siamo esenti dal gravissimo errore del confondere il terrorismo fondamentalista di Bin Laden con metodi di lotta adottati in conflitti in diverse parti del mondo. Tu si non l’hai mai fatto. Ma Bertinotti si, accidenti. Vuoi un esempio? eccolo: (ASCA) – Roma, 8 nov – La lotta al terrorismo, in particolare quello di matrice curda, deve avvenire ”senza politiche di guerra”.
    Lo chiede il presidente della Camera Fausto Bertinotti, interpellato dai giornalisti al termine del suo colloquio con il premier turco Recep Tyyip Erdogan spiegando che con il primo ministro di Ankara rimane la differenza di valutazione sui curdi, da lui non ritenuti una minoranza da tutelare e salvaguardare.”
    Potrei farne diversi altri di esempi come questo.

    Non mi sembra che al di la di tante prediche sulla pace e sulla non-violenza si sia agito (AGITO) per favorire processi di pace. Ma su questo la discussione sarebbe molto ma molto lunga. sulla differenza fra lavorare su suggestioni e dichiarazioni e “sporcarsi le mani” in relazioni e azioni concrete, intendo.

    un abbraccio

    ramon

  28. bene giosby, se i lavoratori italiani stanno peggio che negli altri paesi europei è colpa del comunismo e anche mia personale. ok?
    ciao
    ramon

  29. ben detto MOLTITUDINI.

  30. Cari Alfonso e Ramon,

    possibile che nel 2008 due dirigenti politici del vostro valore parlino di FARC preoccupandosi di distinguerle dal “terrorista Bin Laden”???
    E’ legittimo posizionarsi politicamente a favore della lotta di liberazione “non violenta” oppure ritenere che ci si possa liberare dall’imperialismo e dal fascismo solo attraverso la resistenza armata.
    E’ legittimo preoccuparsi di evitare la delegittimazione\criminalizzazione di quest’ultima, attraverso la sua distorsione semantica in “terrorismo”.
    Ma trovo disarmante che anche a sinistra (a maggior ragione nella NOSTRA sinsitra, arcobaleno o rossa che sia), si voglia credere ingenuamente alla favola di Bin Laden (morto e sepolto come ricordava la Bhutto prima di seguirlo sottoterra…) e di Al Qaeda, simulacri strumentalmente usati per giustificare la fase imperialista attualmente in corso (guerra infinita alias lotta al terrorismo).
    Vi consiglio l’ottimo saggio “Guerra alla verità” di Nafeez Mosaddeq Ahmed, Fazi Editore e\o il coraggioso documentario voluto da Giulietto Chiesa “Zero”.

    Con stima e affetto,

    Maurizio

  31. fabio marcelli Says:

    Lungi da me qualsiasi tentazione di “estrarre il metro europeo”. Resta il fatto che il sequestro della Betancourt non mette certo in buona luce le FARC agli occhi dell’opinione pubblica internazionale. Uribe lo sa e si comporta di conseguenza. E l’utilizzo poltiico che egli fa del conflitto non si limita al piano internazionale ma anche e soprattutto a quello interno colombiano. Le notizie che provengono dalla Colombia parlano di un rincrudimento del conflitto del quale fanno le spese le popolazioni civili e le possibilità di resistenza e trasformazinoe sociale. Ovviamente, poi, non è che tutte le critiche alle FARC e alla loro impostazione militarista possano essere tacciate di “eurocentrismo”, tanto è vero che molte vengono formulate con grande cognizione di causa da rispettabili leaders della sinistra colombiana e di altri Paesi latinoamericani. Ma queste sono, ahinoi, solo chiacchiere fra spettatori più o meno informati, mentre stenta a prendere corpo un’iniziativa politica degna di questo nome da parte della sinistra italiana ed europea che abbia al suo centro la denuncia della violazione dei diritti umani e la richiesta dell’apertura di una nuova fase della storia colombiana, contrassegnata finalmente dal superamento di un conflitto che compie almeno sessanta anni. In questo senso mi chiedo perché non dovremmo lanciare appelli alle FARC, purché tali appelli non siano isolati da una strategia più ampia per il riconoscimento dello status giuridico di combattenti (non terroristi quindi) e di soluzione politica del conflitto.

  32. Caro Ramon,
    devo constatare che purtroppo non è possibile ragionare, riflettere e, magari, considerando le esperienze, andare avanti.
    Un vero peccato!
    Pazienza!
    Se eludiamo i fatti e non impariamo nulla dalle esperienze, non potremo mai progredire.
    Resteremo soltanto arroccati sulle vecchie inutili barricate.
    O no?
    🙂

  33. Barbieri Mario Says:

    Caro Ramon,
    il tuo commento sullo squallido Stella è puntuale ed efficacissimo. Purtroppo il panzone passa per essere un giornalista obiettivo ed informato, vedi te l’ironia!!
    Questo non sa nemmeno di cosa parla. Io penso che si dovrebbe trovare il modo di far girare informazione vera, alternativa, e il tuo blog mi sembra sia efficacissimo in questo senso. Faccio appello a tutti perchè facciano girare questi spiccioli di verità.
    A proposito, qual’è la tua posizione nei confronti della Sinistra-Arcobaleno? Per me abbiamo toccato il fondo (forse), infatti voterò Sinistra Critica, i soli che abbiano avuto un minimo di coerenza durante la passata legislatura, non votando leggi infami come tante che sono passate con l’appoggio della sinistra intera. Tu, a proposito, cosa ne pensi? temo che sia stato anche tu fra quelli che hanno votato a favore.
    Con affetto, Mario Barbieri

  34. Barbieri Mario Says:

    A proposito, dopo aver spedito il mio commento, ho letto le tue risposte a giosby. Voglio darti un consiglio: lascia perdere il dialogo con queste persone, questi soggetti hanno solo un’idea in testa e pensano sia l’unica giusta. Questo, potrei giocarmi la testa, è uno che vota PD!! Si vede lontano un kilometro.
    Che vadano a costruirsi il loro grande partito omnicomprensivo e non rompano più le scatole a chi vuole lottare per un mondo dove soggetti come Uribe e il suo socio Bush vadano dritti in galera.

  35. Questo sì che è logico Barbieri Mario!
    Tu sì che hai capito tutto!
    Bravo!
    Un discorso logico! 100%!
    Si vede lontano un kilometro!
    Complimenti!
    O no?
    .-)

  36. caro maurizio, mi pare che abbiamo già parlato in passato delle cose che ribadisci. io non credo ad una visione complottarda della storia. negare l’esistenza del fondamentalismo islamico mi sembra una cosa sbagliata e autoconsolatoria. indipendentemente da manovre e giochi sporchi, che ci sono sempre stati.
    ciao
    ramon

  37. caro fabio marcelli, ho già detto la mia sui giudizi che vengono dati sulle farc. non mi ripeto. quanto agli appelli penso siano inutili e controproducenti e ho detto il perché. abbiamo, evidentemente, opinioni diverse. comunque la mia vale uno e se qualcuno vuole fare appelli li faccia. le farc propongono da anni un processo di pace, riforme costituzionali (e durante l’ultima trattativa avevano scelto quella italiana come uno dei modelli cui ispirarsi), la sostituzione delle coltivazioni di coca senza mandare sul lastrico i contadini, lo scambio di prigionieri per motivi umanitari. hanno appena liberato quattro prigionieri come gesto di buona volontà. che appello vuoi fargli? di liberare la Betancourt? si sono disposti più volte a farlo e ne hanno guadagnato morti e repressione. forse ti sfugge che il giorno dopo liberata la Betancourt tutti gli europei torneranno a fregarsene della colombia, degli altri prigionieri colombiani e di tutto il resto. forse bisognerebbe che uno stato europeo dicesse: li togliamo dalla lista dei terroristi e pretendiamo che si faccia un processo di pace. se si vuole promuovere un processo di pace bisogna riconoscere la realtà delle forze contrapposte, non dare consigli su cosa conviene ad una o all’altra.
    mi spiace, ma vedo che è proprio difficile eliminare una volta per tutte quel metro eurocentrico con il quale si giudica il mondo.
    un abbraccio
    ramon

  38. caro mario, io rispetto le tue opinioni e decisioni. cosa io pensi della sinistra arcobaleno è facile dedurlo da una lettura degli articoli pubblicati da mesi su questo blog. quanto ai voti in parlamento ti sbagli sulla presunta coerenza di turigliatto. ma sui voti e sulla politica fatta sulle missioni militari ed altro scriverò un lungo articolo per contribuire per quel che vale il mio contributo, spero, a rimettere la politica al centro della riflessione, eliminando demagogie e superficialità.
    un abbraccio
    ramon

  39. caro giosby, penso anch’io che con te non è possibile ragionare.
    ciao
    ramon

  40. consiglio tutte/i di leggere l’intervista della senatrice liberale colombiana Piedad Cordoba sul settimanale del PC colombiano.
    http://www.pacocol.org/es/Voz/ultimas_ediciones/2008_03_18.pdf

  41. caro giosby, penso anch’io che con te non è possibile ragionare.
    ciao
    ramon

    ——————

    Peccato, caro ramon, che tu non sappia spiegare perché…
    è la logica che viene completamente a mancare, nelle tue obiezioni e in quelle degli altri compagni.
    E’ un vero peccato, non tanto per me, ma per te e per tutti gli amici e compagni che in questo spazio continuano a dialogare.
    Se viene meno il buon senso e la logica di che cosa si potrà mai parlare?
    O no?
    🙂

  42. Segnaliamo anche a Stella che dal 6 marzo ad oggi, e cioè dalla data della marcia in Colombia in solidarietà delle vittime dei crimini di Stato e del paramilitarismo, ben 4 sindacalisti sono stati assassinati, 2 sequestrati e rilasciati e 28 hanno ricevuto minacce di morte dal gruppo paramilitare delle Aguilas Negras. E questo perchè il consigliere di Uribe, José Obdulio Gaviria alla stampa e alla tv aveva dichiarato pochi giorni prima della marcia che il governo non partecipava all’iniziativa in quanto “organizzata dalle FARC”. La CUT e il MOVICE ringraziano, signor Gaviria…e chiedono le sue DIMISSIONI. Ovviamente sulla stampa questa notizia non la troveremo mai, mica si cita la Betancourt.
    Saluti Ramon da quella che ti ha difeso… 🙂

  43. Mi viene il sospetto che tu non lo abbia letto, il tempestivo intervento in risposta a Gian Antonio Stella non l’ho fatto sul tuo blog ma soprattutto qui:
    http://www.annalisamelandri.it/dblog/articolo.asp?articolo=476
    Mentre Gian Antonio Stella canta con Guccini, i colombiani muoiono…
    Ciao. Ti contatterò nei prossimi giorni, ho bisogno di adesioni x una iniziativa che sto organizzando in solidarietà agli amici del MOVICE.

  44. Caro Ramon,
    mi scuso se parlo di un argomento già trattato sul blog a suo tempo, come mi segnali, ma come sai, sono un neofita di questo tuo interessante spazio.
    Permettimi pertamto di aggiungere che il punto non è il negare l’esistenza del fondamentalismo islamico ma se questi sia davvero dietro l’11\9 come recita la versione ufficiale, e se il peraltro debolissimo argomento a favore della guerra infinita (la lotta al terrorismo) non sia, come credo, l’ennesimo inganno costruito per far accettare all’opinione pubblica il progetto bellico imperialista congeniato nel PNEC (Project for a New American Century).
    Perchè credere al “complotto” del fondamentalismo islamico sarebbe più razionale e autoconsolatorio che credere che la versione ufficiale abbia OGGETTIVAMENTE troppo falle ed evidenze empiriche che la discreditano?
    Accettare acriticamente una versione ufficiale che ad anni di distanza (sbollita l’ondata emotiva) appare sempre meno credibile, non temi possa configurarsi come un errore storico pesante per la sinistra?

    Ciao, e grazie per l’attenzione.
    Maurizio

  45. cara annalisa, ho letto eccome! è da li che ho appreso dell’articolo di Stella. però hai ragione, il link al tuo blog l’aveva postato AZOR.
    aspetto tue notizie per il movice.
    grazie ancora.
    ramon

  46. Il candidato premier ci ha lasciato un bella sorspresetta di pasqua su liberazione che poi tanto sorpresa non è, ma penso si sia spinto anche oltre a quello che aveva fatto e detto fino ad ora; mi riferisco soprattutto al giudizio sul Prc, di fatto considerato una didascalia dell’ultimo capitolo del 900, cioè parte di un fallimento ( ” c’è stata Rifondazione” ?? )……….poi certi paragoni con l’89 ……..altri paragoni con la sinistra latinoamericana…evo Morales!
    Ora magari non ho afferrato bene alcuni concetti, ma ripeto ho trovato un ulteriore accelerazione e alcune frasi che faccio fatica a comprendere!
    Ramon vorrei avere una opinione su ciò che anche tu avrai sicuramente letto ieri!
    Mi scuso, per aver interrotto, questo interessante scambio di idee sulle Farc e la situazione Colombiana!
    Luca Marini

  47. caro maurizio, io non credo che esista nessuna versione ufficiale senza falle. ma altra cosa è fondare una politica sull’idea del complotto. non c’è molta differenza, per opporsi alla guerra permanente, fra un vero attentato o una messainscena o una via di mezzo. non ho nulla in contrario a che chunque voglia farlo si dedichi a controinchieste. ma io non faccio il giornalista o lo storico. leggo con rispetto ed interesse. ma non mi si può chiedere di sposare tesi suggestive per fare politica.
    grazie a te.
    ciao
    ramon

  48. caro luca, ho letto ho letto. credo che nei prossimi giorni dirò la mia su alcuni passaggi fondamentali dell’intervista di bertinotti.
    un abbraccio
    ramon

  49. Purtroppo la grande stampa internazionale continua a fare il suo lavoro. Essendo la stampa “libera”, cioè proprietà dei padroni (chiedo scusa ma non so come chiamarli anche se non va più di moda) chi ci scrive è pagato per scrivere quello che il padrone vuole. Il risultato non può che essere la totale disinformazione e distrsione della realtà. Gian Antonio Stella è considerato un gran giornalista proprio perchè è grande nell’essere ossequioso nei confronti di chi lo paga. E non è che abbia scritto il libro La casta perchè intende difendere i più deboli dalle angherie dei prepotenti, lo ha fatto solamente perchè l’argomento “tira” e porta successo e carriera ma a lui delle sofferenze degli sfruttati non glie ne può importare di meno. Infatti si guarda bene dal proporre soluzioni veramente alternative ad un sistema socio-politico insostenibile. Lui questo sistema lo difenda limitandosi ad accusare chi secondo lui non sa farlo funzionare. Ma sa benissimo, e questo non lo dirà mai, che il problema è proprio il sistema, IL CAPITALISMO E’ PER SUA NATURA LA CAUSA DELLA TREGEDIA IN CUI SI STA DIBATTENDO L’UMANITA’. Compresa la tragedia Colombiana ed il sequestro della Betancourt.
    Concludo manifestando tutta la mia solidarietà a tutti quelli come Reyes che sono stati ammazzati per liberare il Sudamenrica della secolare dipendenza agli interessi dell’impero ed augurando che il processo di cambiamento in atto nel continente possa raggiungere finalmente il traguardo della definitiova independenza ed integrazione di quel continente. Probabilmente fra pochi giorni persino il Parguay governato da oltre un secolo dal Partido Colorado, espressione della destra latifondista, poptrebbe cambiare strada lasciando il solo Uribe a difendere la “democrazia” imposta dal Governo Usa e dalla Cia con i metodi che ben conosciamo.

  50. Ramon ti ho mandato una mail urgente all’indirizzo che appare in questo sito.
    Ciao.

  51. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    è forse ozioso ricordare che i ” nostri” giornalisti siano spesso solerti e compassionevoli più per logica di appartenenza che per sensibilità.
    Di Stella mi importa assai poco! Molto utile invece è lo spunto che nasce
    da questa “tenzone”.
    Invece di parlare della cattiveria dei terroristi ( spesso agnelli sacrificali di
    logiche di potere reale) sarebbe opportuno evidenziare la particolarità dellademocrazia americana tanto celebrata. Ormai è calata una cappa di censuracosì diffusa ed opprimente che non si può discutere sulla reale natura ed essenza del modello yankee. Anche nel nostro paese non ci si rende conto del devastante influsso degli states in europa e di quello che si prepara per l’immediato futuro. La democrazia americana è sempre citata come il modello,il faro. Non chiedo a te,bada bene,di vestire i panni del vendicatore, piuttosto un ragionamento mirato o un tuo articolo o quant’altro che possa riportare sulla scena gli orrori americani.
    Io non penso che ci sia la consapevolezza che quel sistema per vivere debba sopprimere gli altri.Non credo che si sappia davvero che l’unica cosa che il governo americano possa fare per il futuro sia moltiplicare la guerra.
    Forse mi sbaglio e invece il pericolo rappresentato dall’america è risaputo
    e condiviso.
    Si parla di questa o di quella situazione specifica,colombia o palestina o altro ancora con il rischio concreto di dimenticare l’insieme, lo scenario!
    Sempre meno,quasi mai, un giornalista di grido si azzarda in questo paese
    ad affrontare un confronto su questo.Non ho conosciuto Raul ma penso che chi combatte come lui ha fatto,si ponga il problema dello scenario per poi
    tradurlo e adattare anche la propria tattica. Perchè nessuno solleva più il
    significato della nostra appartenenza alla NATO? Perchè in america cresce
    il movimento che chiede la verità sull’undici 9 e qui nessuno ne parla più?
    Insomma perchè Stella così preoccupato per il sequestro B. non si è mai
    posto lo stesso problema per i suoi lettori sequestrati alla verità ed alla dignità di una stampa decente?
    Nel mio piccolo non c’è giorno in cui non riesca a seminare dubbi sulla
    democrazia americana e le reazioni sono di grande sorpresa e di sbigottimento. Non vedo una sinistra italiana impegnata in questa direzione
    non vedo dibattito su questioni internazionali. Non mi sembra un bel segnale . E’ il nostro modo di rispettare la lotta di altri tenere vive le coscienze stimolare la critica se non organizzare una alternativa.
    Un caro abbraccio,viva la vita.

  52. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    che tristezza il giornalismo nostrano anche quando un buon narratore delle cose di ogni giorno, come è Stella, sceglie la strada della polemica politica interna fatta di chiose buttate giù in fretta agli articoli altrui.
    Mah!?
    Hai fatto bene a rispondere pacato e puntuale, non servirà a niente in assoluto, ma almeno ci aiuta a comprendere come comportarci se un giorno ne avremmo bisogno e opportunità. La buona educazione è una gran cosa!
    Muy buenas y hasta pronto. Alessandro

  53. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Bè ho letto tutto d’un fiato, un sacco di cose, però in conclusione mi sovviene una domanda: ma Alfonso Gianni che scrive sulla utilità di una liberazione umanitaria unilaterale della sig.ra Betancourt è lo stesso Gianni che si trova al governo come sottosegretario all’economia?

    Mah!?

    Lo domandavo perchè le cose che tu dici e dai per certe, il che non vuol dire che siano certe, sono comunque scritte sulla stampa più o meno libera di mezzo mondo.

    Quindi? O Gianni non legge o legge solo di economia.

    Ritengo però di sbagliarmi nel pensare che il Gianni disinformato sia lo stesso che governa perchè se così fosse sarebbe lampante perchè siamo alla fine (trucida) di uno sgoverno.

    Invece siccome non è deltutto chiaro perchè Rifondazione sia finita nel modo che ahinoi abbiamo modo di osservare, Penso proprio che si tratti di due persone diverse e mi scuso con il Gianni sottosegretario per averlo scambiato per il Gianni disinformato al quale non consiglio niente più che un quotidiano al giorno, magari come dice Ramon . . . straniero.

    Un caro saluto ad ambedue i Gianni da me citati. Alessandro

  54. caro eliolibre, grazie per il commento ma non sono d’accordo con te su diverse cose.
    io non credo che a Stella si possa addebitare di non essere anticapitalista o che, peggio ancora, si consideri sempre in malafede chi appartiene ad altri campi. basta e avanza criticare un articolo superficiale e piuttosto volgare. del resto ci sono, pochi ma ci sono, giornalisti anche di destra che non sono superficiali e volgari. come ci sono, purtroppo, molti altri sicuramente di sinistra e anticapitalisti, che sono faziosi, superficiali e volgari.
    sulle tue considerazioni sull’america latina, invece, la penso come te.
    un abbraccio
    ramon

  55. caro giovanni, condivido diverse tue idee sulla questione degli Stati Uniti (io non uso il termine america perchè identifica tutto il continente). in italia c’è una subalternità acritica che fa paura verso gli USA.
    e condivido con te la preoccupazione per il fatto che non si vede nessun serio dibattito sulle questioni internazionali.
    grazie
    ramon

  56. caro alessandro, grazie per il primo commento. sul secondo, invece, non sono proprio d’accordo. la posizione di Gianni è quella di tanti anche molto informati. è semplicemente diversa dalla mia e, forse, dalla tua. cosa io ne pensi l’ho scritto e non lo ripeto, ma non considero un obbligo essere informati su tutto lo scibile umano. da alfonso, in vita mia, ho imparato molte cose ed anche se non condivido la sua tesi sulla centralità della liberazione della Betancourt, non è su questo che fondo un giudizio sulla sua persona.
    un abbraccio
    ramon

  57. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    opportunamente amicizia e tante cose condivise non permettono certo di usare parole ironiche come le mie e certamente nemmeno di pensarla allo stesso modo nei confronti di Gianni Alfonso. Rimane il fatto che io non so niente di più della Colombia di quanto scritto in un libretto su Colombia e Venezuela per una collana di brevi monografie sul sudamerica, non mi sono mai interessato di problemi di guerriglia e nella vita ho sempre studiato e lavorato attorno ad altri problemi e e a mia memoria non ho mai nemmeno conversato una volta nemmeno al bar di cosa accade in Colombia con l’unica eccezione di avere convissuto un paio di settimane con un insegnante italiano che vi aveva viaggiato in lungo e in largo e che mi ha molto impressionato per le sue storie trucide di violenza impensabile, ad esempio mi raccontava della “corbata” ovvero di un sistema di accopare facendo uscire la lingua dalla trachea mo di cravattino!!! Ma per il semplice fatto di legiucchiare qua e la i giornali ho perfetta cognizione delle cose che tu dici (aerei francesi bloccati, scambi saltati, Uribe contro Chavez etc . . . perchè sono cose note, scritte, lette e rilette anche per chi come me davvero della Colombia non sa nulla. Paradosso è che degli “statisti” che hanno l’enorme presunzione di volerci insegnare come va il mondo ed insistono nel dire che noi siamo dei poveri cretini e gestiscono il partito come fosse casa loro, roba loro di “loro” che sanno come va il mondo e che sanno, solo loro, qual’è il giusto modo di pensare e di agire mentre noi siamo dei poveracci analfabeti e retrò e che per questa ragione non si deve fare un congresso e si può mandare a carte all’aria il lavoro di persone come noi che senza fare i deputati e nemmeno i consiglieri di quartiere ci abbiamo messo 18 anni di vita, milioni di lire, notti insonni, fatica enorme e sempre e comunque non ci abbiamo mai nemmeno gudagnato ne un GRAZIE ne 100 lire . . . bè capirai che gente come il sottoscritto a costoro, ai Gianni, non può permettersi di fargliene passare nemmeno una e che con il trascorrere del tempo i rapporti tra di noi, gente di quello che era il PRC, non possono che peggiorare. Da un lato insulti e ogni schifezza . . . dall’altra ovvero dalla mia un po’ di ironia. Pertanto comprendendo il tuo punto di vista ti pregherei anche di comprendere che noi e loro siamo gente di pianeti diversi piuttosto in conflitto. E che davvero ad uomo di governo eletto con i nostri voti e i nostri soldi e la nostra fatica non deve essere permesso di cazzeggiare su niente e tantomeno su cosa succede in Colombia o in Venezuela o in Messico. Secondo me trattasi di una classe dirigente da prendere a pesci in faccia !
    Comunque sia grazie per l’appunto. Ciao, Alessandro

  58. scusa alessandro, ma alfonso non ha cazzeggiato. come ti ho già detto ha espresso un’opinione che è propria anche di compagni colombiani che rispetto moltissimo. inoltre, sebbene alfonso ed io abbiamo avuto modo di polemizzare parecchio negli ultimi tempi, gli riconosco totalmente di dire le cose chiaramente assumendosi responsabilità precise. al contrario di altri che nei corridoi dicono una cosa e nelle riunioni un’altra e a volte perfino il contrario.
    un abbraccio
    ramon

  59. Nicola Montorsi Says:

    Rimango molto stupito di questi commenti. La guerriglia colombiana pratica atti criminali come sequestri, traffico di droga e attentati ai civili innocenti.
    Dare loro dignita’ politica e’ come dire che la ndrangheta calabrese e’ un valoroso gruppo di liberazione nazionale. Le FARC come la mafia nostrana invece non sono da meno di molti altri gruppi criminali, violatori di diritti umani e stupratori della nostra civilta’.
    Mi rallegro che almeno l’Unione Europea ci salvaguarda tenendo la FARC nella lista dei gruppi terroristi armati.

  60. Gennaro Says:

    caro Nicola Montorsi vai a fare il provocatore altrove che qui non siamo nati ieri.

  61. Non volevo intervenire, ma visto che l’ha fatto Gennaro non riesco a trattenermi.
    Mi scusi, sig Nicola Montorsi, non per difendere le efferatezze delle FARC, per carità, ma paragonarle alla mafia e alla ‘ndrangheta mi pare a dir poco osceno.
    Inoltre vi sono altri gruppi criminali in Colombia, violatori dei diritti umani e stupratori della civilità, e fanno capo al Governo e al presidente Uribe. Se proprio dobbiamo discutere seriamente.
    Io invece mi rallegro un po’ meno di lei in riguardo all’Unione Europea che ha inserito le FARC nella lista dei gruppi terroristici, sempre non per giustificare le loro efferatezze, ma per il semplice fatto che questo ha voluto dire fiumi di sovvenzionamenti da parte degli USA e che l’ alleanza tra la Colombia e gli Stati Uniti rappresenta l’unità di intenti tra il primo produttore mondiale di cocaina e il primo Paese importatore. Il bilancio annuale della Colombia destina un incredibile 5,5% alle spese militari, ma la cocaina seguita a essere il prodotto di punta delle esportazioni. I fondi provenienti dagli Stati Uniti non riescono a incidere nella guerra “anti-droga” . Eppure sono copiosi. I due governi scaricano la responsabilità di questi insuccessi sulle “narco-guerrillas”. E’ credibile? Mi dica lei…
    La strategia militare del governo di Bogotà, la “sicurezza democratica”, si è abbattuta senza pietà nelle zone rurali contro i civili. Gli sfollati hanno lasciato alle spalle milioni di ettari di terre che ora appartengono ai pretoriani militari o paramilitari. La pace sarebbe innazitutto il transito delle istituzioni verso la modernità. La lotta è tra due schieramenti sociali, dove si fronteggiano il passato e il futuro. I falchi rappresentano la continuità del sistema di potere neo-coloniale dell’oligarchia, narco-economia, militari, arresi al vassallaggio a Washington, cui è storicamente indispensabile la guerra interna. Dall’altro lato, la confluenza degli esclusi permanenti: le periferie, i contadini, operai, indigeni, ma anche parti della classe media e i settori produttivi esterni e opposti alla narco-economia.
    Questo fronte che si sta schierando è la novità dirompente, non appare come forza transitoria, ma si attesta come un protagonista con cui i politici e la diplomazia dovranno finalmente fare i conti.
    Sono maturati nuovi tempi, tempi in cui le coalizioni politiche e sociali mantenute ai margini sono pervenute al governo. Ma loro sono ostili a ogni cambiamento, e sono convinti di evitarli con la guerra interna e con i sovvenzionamenti USA. Del resto, sanno che Washington ha sempre creduto che in America Latina, per evitare le rivoluzioni, bisogna stroncare sul nascere ogni riformismo. Ultimamente anche l’Unione Europea sembra appattirsi su questa lunghezza d’onda, in verità.
    Sarebbe opportuno domandarsi perchè occultano il bilancio negativo del Plan Colombia e perchè il fiume di dollari investito per fini militari non ha sconfitto la FARC nè l’ELN e neppure ha frenato l’esportazione di cocaina.
    Ce la potremmo fare pure noi in Europa qualche domandina simile… signor Nicola Montorsi.
    Il tutto sempre non vuole giustificare le efferatezze delle FARC, semplicemente aiutarla a far sì che si possa destare dallo stupore dopo acver letto i commenti qui sopra.

    Saluti

  62. Laura Says:

    caro montorsi la mafia e la’ndrangheta ci governano da anni…non è proprio il caso di fare i moralisti noi italiani, per favore meno ipocrisia, o dobbiamo fare l’elenco dei polititi condannati per collusione con la mafia a cominciare da Andreotti?
    ha proprio sbagliato argomento…

  63. Gennaro Says:

    Maria e Laura state buttando perle ai porci, come ho già detto costui è chiaramente un provocatore sicuramente è di destra.

  64. Sarebbe utile sottolineare che quelli che sono considerati sequestri sono una piaga endemica della Colombia; migliaia di sequestri a scopo estorsivo vengono praticati ogni anno, ben differenti dalla presa in potere di prigionieri di guerra e di arresti di coloro che si rifiutano di pagare la “tassa per la pace” da parte dell’insorgenza. Le FARC-EP agiscono come stato costituente alternativo ed antagonista alla stato terrorista costituito degli Uribe e dei Santos, vere e proprie famiglie di mafiosi e narcotrafficanti.

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