Decidono tutto gli oligarchi, gli altri si accomodino.

In attesa che gli organismi dirigenti del Partito della Rifondazione Comunista si riuniscano per ratificare quanto deciso, e già fatto, da una decina di persone vorrei offrire, a chi interessano, alcune considerazioni e riflessioni.

Sono completamente d’accordo con l’articolo di Tiziano Loreti e Alessandro Bernardi (Liberazione del 12 febbraio pag. 9) in risposta a quello di Walter De Cesaris.

www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=12/02/2008

Ma vorrei aggiungere una sola cosa.

Walter, nel suo articolo

www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=08/02/2008

sostiene che da tempo si discute delle “liste unitarie” della sinistra unitaria e plurale, che la segreteria ha dato corso a quanto “discusso” e che gli organismi, alla fine, decideranno democraticamente.

Vorrei far notare che la direzione del PRC si è riunita il 26 gennaio per discutere della proposta di “governo di scopo”. Si è parlato, certo, di eventuali liste unitarie, e ci sono state opinioni diverse in merito, ma senza assumere decisioni. Lo stesso Giordano nel suo intervento ha fatto vaghi accenni alla questione ma ha chiuso dicendo “In questi giorni terremo un incontro per discutere delle prossime elezioni amministrative, in occasione delle quali puntiamo a fare un investimento comune con le altre forze della sinistra.

Siamo di fronte a passaggi complessi dove è indispensabile allargare la direzione anche alle realtà decentrate: tutti abbiamo una responsabilità collettiva e dobbiamo avere una tenuta nel dibattito nazionale e nell’orientamento generale di tutto il partito. Sta a noi esserne all’altezza.” Per chi volesse verificare se nella relazione di Giordano ci fosse la lista unica, la questione del simbolo o quella del leader questo è il link:

http://new.rifondazione.it/archivio/direzionepolitica/080126/080126relazione.html

Da quella riunione (la prossima è convocata il 18 febbraio, dopo 23 giorni) Marini ha fallito, Napolitano ha sciolto le camere, e si è deciso: 1) di presentare una lista unica sia alla Camera che al Senato. 2) di correre da soli sulla base della decisione autonoma del PD e non viceversa 3) di avere un simbolo senza riferimenti alle forze politiche che compongono la lista. 4) di nominare Bertinotti candidato a premier.

A me non sembrano decisioni da poco. E’ così fuori luogo pensare che sarebbe stato meglio convocare la direzione per discutere di queste scelte e per votare un mandato alla segreteria? Era così scontato che si facesse la lista unica alla camera? Che il PRC si battesse come un leone per il simbolo arcobaleno escludendo altre soluzioni? Che il rapporto della sinistra con il PD lo decidesse Veltroni? Che Bertinotti fosse il candidato? E’ così fuori luogo pensare che sarebbe stato bene chiedere che le organizzazioni locali del partito si pronunciassero?

Per Walter, e per la segreteria, evidentemente si.

Ovviamente non penso che queste riunioni avrebbero sovvertito gli orientamenti prevalenti. Ma credevo che discutere, ragionare, confrontarsi e votare fosse un diritto di tutti i dirigenti e di tutti gli iscritti. Invece tutto è stato cucinato in modo oligarchico fra le correnti-cordate (e si vedrà meglio ancora sulle candidature) che comandano nel partito e delle quali mi onoro di non far parte. E tutto verrà ratificato da organismi deprivati della loro funzione, in nome di decine di migliaia di militanti totalmente passivizzati. Perfino da un punto di vista strettamente elettorale è molto negativo non coinvolgere nelle decisioni chi dovrà mobilitarsi, attaccare i manifesti, distribuire i volantini, accorrere ai comizi degli innumerevoli leader. Ma queste sono quisquiglie. L’importante è che nasca la sinistra. Unica o federata, governista o sociale, di movimento o politicista, democratica o leaderistica, per il momento non si sa.

Chissà, magari lo apprenderemo da Porta a Porta.

Forse a molti non interessano queste “beghe” interne al PRC. Anzi, ne sono sicuro. Eppure, per me, sono significative perché la dicono lunga sullo stato della sinistra (nuova?) che si dice di voler costruire.

Ma forse mi sbaglio e non capisco più nulla.

ramon mantovani

45 Risposte to “Decidono tutto gli oligarchi, gli altri si accomodino.”

  1. Caro Ramon purtroppo non ti sbagli e forse anche io e molti/e non capiamo più nulla …..
    Purtroppo la verità dei fatti eè sconcertante,l’assenza di democrazia ormai c’e da un bel pò…
    Ma non era forse il compagno Walter e Ciccio Ferrara che nella conferenza di organizzazione promuevano il rovesciamento del sistema piramidale?? Non erano forse questi compagni/e che parlavano di democrazia dal basso,questione di genere,ecc….
    Dove sono finiti queste belle parole?? Sulla carta!!!!!!!!! (facendo fuori il nostro spirito ambientalista)
    Cosa dire???
    A questo punto tremo,chissà cosa scrivono sul programma!!!!!!!
    Pamela

  2. grazie compagno mantovani.

  3. Ramon dicci cosa fare.Facciamo o non facciamo campagna elettorale?Lottiamo o non lottiamo dentro il PRC?Personalmente sono contrario nel metodo piu’che nel merito della sinistra l’arcobaleno.Tu cosa farai?Ti potremo chiamare per un eventuale manifestazione di campagna elettorale?Cosa pensi del gruppo dirigente calabrese e in particolare del gruppo dirigente della provincia di Reggio Calabria?Ci si puo’fidare?Ti ringrazio per le tue risposte

  4. Io faro’campagna elettorale come sempre,forse per l’ultima volta,spero lo facciano anche gli altri compagni e anche tu Ramon.Speriamo in candidature di compagne/i seri,spero che proporrai qualche nome se te lo lascieranno fare.

  5. Caro Ramon, credo che le tue perplessità siano le stesse di molt* compagn*. Il fatto che decisioni così importanti non vengano discusse nei luoghi deputati fa pensare, e non poco. Tuttavia ho avuto, ed ho tutt’ora, la sensazione che questo processo unitario da un lato sia inevitabilmente doveroso, figlio di quel motivo che ci ha portati tutt* a Roma il 20 ottobre, dall’altro contrastato da più e più parti, a mio parere miopi e poco lungimiranti.
    Ciò che ha avvicinato me a Rifondazione non è tanto la centenaria storia comunista (in cui peraltro mi riconosco ovviamente con emozione e trasporto) ma quella contaminazione culturale che altro è deserticamente assente.
    Ed in nome di questa contaminazione ho la netta sensazione che questi processi terribilmente innovativi e “rivoluzionari” per la Sinistra italiana sia in un modo o nell’altro osteggiati da chi crede fermamente i quei dogmi novecenteschi, romantici ma un pochino logori, giusto per esser eufemistici.
    Ecco che in virtù di queste sensazione penso che le manovre poco “collegiali” trovino un senso, anche se paradossalmente poco condivisibile nel metodo, ma di efficacia nell’agire. Sono concorde con te sul fatto che questa mancanza di condivisione sia grave, ma tanto grave quanto un titubare, un tentennare in un clima così pericoloso come quello che viviamo oggi. Siamo a rischio di estinzione e non è un rischio tanto improbabile. Svegliamoci e parliamo alla nostra gente!
    Con stima
    William

  6. Caro compagno sono perfettamente e pienamente daccordo con te!
    Però vorrei farti delle domande. Non credi sia opportuno cominciare a pensare ad una costituente comunista che ci rappresenti tutti senza più logiche di potere oligarchico? Perchè non possiamo stabilire regole dal basso per poter limitare a tutti gli effetti i meccanismi perversi delle logiche correntizie? Decisioni prese a maggioranza ma fortemente partecipative. Secondo te ci sono delle responsabilità anche da parte delle minoranze di questo partito? Pensi che anche Grassi rientri in una logica di posti e poltrone? Io gli errori li farei ricadere più su l’attuale classe dirigente. Però dal basso certe cose forse non si notano. Che ne pensi?

  7. caro compagno,
    è duro quando non si è tra quei dieci che decidono… allora la democrazia si dice violata… e quando si è protagonisti della violazione? quante volte ti è capitato di decidere in pochi una strategia e di pensare che gli altri avrebbero dovuto accodarsi?
    il punto è che la tua protesta è sbagliata, non perché è sbagliata la scelta fatta, ma il meccanismo della decisione… ma d’altronde su quello si costruiscono i gruppi dirigenti, in genere maschili, o no? tu non rivendichi un po’ il tuo leninismo?
    lascia stare….
    M

  8. Logica:

    1 le scelte fatte non rispettano la democrazia
    2. la democrazia è un valore importante, insostituibile
    3. non si può appoggiare chi non è democratico ovvero
    4. bisogna andare fuori da questo partito ANTIDEMOCRATICO

    oppure

    1. 1 le scelte fatte non rispettano la democrazia
    2. i comunisti non sono democratici (non è una novità…)
    3. siamo comunisti e NON ci appelliamo alla democrazia
    4. zitti e avanti in fila per tre 🙂

    Altre vie non ne vedo! Altrimenti si può provare ad ARRAMPICARSI SUI VETRI…

    O no?
    🙂

  9. raffaele amato Says:

    ue` ramon, sono d ‘accordissimo con te..
    il punto e’ ora che facciamo?
    da dieci anni che do’ l’ anima a questo partito, molto spesso, i tempi della mia vita sono stati scanditi dall’impegno per rifondazione..
    ora non posso, non c’e’ la faccio, e sto male.. non posso pensare che un’esperienza cosi’ forte, intensa, deve essere cestinata da una decina di persone che chiamano gruppo dirigente..
    abbiamo provato nel mio circolo ad incontrare s.d, com. ita., e verdi,ma siamo su due pianeti diversi: l’ unica lingua che comprendono e’ quella dei voti e del governo..
    ora il circolo e’ vuoto, nessuno ne vuole piu’ sapere..
    io non ho nessuna intenzione di fare questa campagna elettorale..
    che dici ramon, che facciamo? come la vedi questa cosa lanciata da sinistra critica della lista di sinistra anticapitalista..
    non mi dire che dobbiamo aspettare il congresso,per provare a cambiare qualcosa, perche’ mi sembra un’illusione..

  10. Barbieri Mario Says:

    purtroppo vedo dai commenti di vari compagni che si guarda il dito e non la luna. L’unica risposta, almeno per me, è che i partiti hanno fatto il loro tempo. Chi decide di fare lotta politica a sinistra non può non accorgersi che è il sistema stesso a produrre questi comportamenti distorti. Dobbiamo trovare, e in fretta, nuovi modi di portare sulla scena le idee di sinistra, e proporre nuovi modi di partecipazione. Non è antipolitica, la vera antipolitica è quella che si svolge nei partiti, quelli di sinistra compresi, dove alla fine prevalgono gli orientamenti del vertice e dove si perdono di vista le lotte sociali. L’ineffabile Pecoraro Scanio (ministro dell’ambiente, sic!!!) poco tempo fa ha dichiarato: “io non sono del partito del no”, riferendosi all’inceneritore di Acerra. Non preoccupandosi minimamente a cosa si dice di no, l’importante è apparire progressista ed aperto. E che vadano in malora i cittadini che sono stufi di vedere gente che muore per tumori e bellezze simili.
    Compagni, mandiamo a mare i partiti e lottiamo dal basso, non facciamoci fregare ancora!

  11. Salvatore Says:

    Caro Ramon, sono un compagno fino a pochi mesi fa militante e dirigente di circolo. Sono stato sempre comunista ed iscritto al PRC dal 1997, ti scrivo per renderti partecipe del mio sconforto e del mio allontanamento ormai da oltre 6 mesi dal partito del quale non ho condiviso le scelte degli ultimi mesi, e non condivido le scelte di questi ultimi giorni.
    Io no voglio polemizzare anche perchè la confusione della vita e della dinamica politica italiana regna sovrana. Quello che non accetto e non posso accettare e che un partito come il PRC sia stato contagiato da quella che io chiamo “mutazione genetica”. Una deriva governista, il governo “uber alles”; il governo non un è fine ma un mezzo per cambiare lo stato di cose presenti (…), io non voglio polemizzare con l’attuale gruppo dirigente nazionale, non voglio e lungi da me fare discorsi di gruppi ristretti, mozione 1, mozione 2, maggioranza, minoranza e balle varie, avrei voluto solo che qualcuno mi avesse interpellato, sullo scioglimento di fatto del PRC, sulla sua diluizione in una sinistra arcobaleno, pacifista, ecologista e quant’altro, sulla eliminazione ed archiviazione perfino del simbolo. Chi ha deciso che Bertinotti debba essere il leader di questa accozzaglia puramente elettorale ?, perchè non mi hanno interpellato ?, insieme a migliaia di compagni militanti facendomi decidere e quindi partecipare. Caro Ramon sai ho quasi il rigetto di vedere questi autorevoli dirigenti che, fino a pochi mesi fa io stimavo, dalle loro comode poltrone in parlamento, decidono sulla mia testa in base a convenienze ed opportunità. Non lo so sono veramente lontano da tutto questo e credo che molti, moltissimi compagni diserteranno le urne, questo per noi comunisti è un fatto grave, gravissimo, c’è uno scollamento della sinistra dalla gente pauroso e inverosimile. Ed ancora, va tanto di moda, ed io sono contrario, il sistema delle primarie, ma cazzo (oohps) potevano ricorrere a questo strumento, di sapore amerikano, inventarsi una consultazione degli iscritti e dei militanti, del PRC che avrebbero deciso almeno sulla leadership di questo arcobaleno……. per il governo. Per esempio il 13 dicembre scorso ho ascoltato, a Napoli, il caro e valido NIKI VENDOLA, che noi avevamo lanciato poche settimane fa alla guida della cosa rossa, ebbene io mi ritrovo senza partito, senza simbolo, con un leader che si è quasi autoimposto; Ramon non funziona, non funziona così, siamo alla frutta, e lo vedremo sarà la debacle del comunismo in Italia. Io non voglio essere ed apparire integralista, il duro e puro della situazione, ma almeno avrei voluto più chiarezza, più responsabilità, abbiamo fatto i servi sciocchi di un reuccio che alla fine non ti vuole, perchè sei un peso (mi riferisco a Veltroni), ed aggiungo adesso vorrebbero che io dicessi si ad un altro piccolo reuccio, che nientedimeno una mattina dice che il governo è finito, la sera si corregge e dice tutto il contrario. Ramon non funziona e non può funzionare. Dobbiamo tornare dalla gente, dagli operai, non solo quando si sfracellano in fabbrica o da un’impalcatura, dalle famiglie che non arrivano a poter comprare il pane ed il latte negli ultimi giorni del mese, dobbiamo ritornare dalle masse, dobbiamo fare un bagno purificatore dentro la società. Le tattiche, gli stratagemmi, le poltrone, gli assessori, i consigli di amministrazione, i sottosegretari, i consiglieri, non servono a nulla se non sei in sintonia con la povera gente, con le famiglie, con i malati, con gli oppressi, con i giovani. Ripeto non funziona, e non può più funzionare. Bisogna avere il coraggio di dire, a noi non interessano le poltrone, i soldi, il potere, a noi deve interessare lo stato di cose presenti, e cercare di cambiarlo, Mi ero illusso della favoletta, incideremo dall’interno e bla bla bla, non abbiamo inciso un cazzo al governo, ti chiedo e mi chiedo, i giovani, i lavoratori, le famiglie, i pensionati, stanno meglio o peggio di due anni o quattro anni fa ? Interessa ai comunisti tutto ciò o dobbiamo seguire a testa bassa i vari Mussi, Pecoraro, Diliberto , Bertinotti etc. etc. che non rinuncerebbero mai al governo, agli assessori, ai consiglieri, agli incarichi, al potere, all’essere al centro dell’attenzione. Che amarezza, liquidare in pochi mesi un patrimonio di idee, di uomini, di prospettive, di compagni, di militanti, tutto questo sacrificato sull’altare del governo e del potere.
    Ramon non ti conosco bene, sei stato un autorevole esponente del PRC, sei stato anni fa il responsabile esteri del partito, dimmi cosa pensi di questo mio sfogo e di tutta questa amarezza. Leggevo pochi giorni sempre sul tuo blog che sei stato trombato ed abbandonato dal reuccio. Io non credo che sia così, forse hai aperto gli occhi come altri migliaia di compagni che hanno il rigetto di tutto questo mercato.
    Scusami se posso essere apparso confuso e impreciso, ma credimi sono semplicemente nauseato.
    Ciao Salvatore

  12. La sn arcobaleno è nata morta. Le bramosie e l’arroganza degli ex diesse (il lupo perde il pelo…) si manifesta sempre più. I comunisti italiani persistono solo per garantire un pò di posti di potere, i verdi …?
    Lista unica? Ne siamo convinti?
    Lanciamo un concorso a premi QUANTO DURERA’ LA SN ARCOBALENO.

  13. Francesco Says:

    Rendetevi conto:in televisione si parla solo del PD e PDL,di Veltroni e Berlusconi che hanno fra l’altro il 75%dei consensi(40%il PDL,35%il PD),se non ci sara’un buon risultato,almeno il 10%,la sinistra in Italia non ci sara’piu’,sara’fagocitata dal PD.Facciamo un ultimo sacrificio per il comunismo e per la sinistra e per noi stessi e non per i leader.Dopo la campagna elettorale e il voto continueremo la nostra lotta.

  14. E’chiaro democrazia non c’e’ne’stata.Io da buon comunista votero’e faro’la campagna elettorale non per i nostri leader bensi’per i tanti compagni che vedono nel circolo del PRC delo mio paese un punto di riferimento fondamentale.Tra l’altro a me non interessanio nemmeno i simboli ma interessano i PROGRAMMI.Ho sentito a Ballaro’Bertinotti e mi e’piaciuto;2 i temi fondamentali:laicita’,lavoro.

  15. Caro Ramon,
    forse mi sbaglio poichè non ho molte certezze, ma penso che se continuiamo così ci faranno a fettine, e saremo ridotti ad elemosinare qualcosa di sinistra dal Partito Democratico. Le persone in carne e ossa, la stragrande maggioranza delle quali non ha la tessera di un partito in tasca, questi nostri sconvolgimenti non arrivano a comprenderli. Penso che vorrebbero semplicemente un partito di sinistra in grado, con la propria forza, di modificare in meglio la loro esistenza. E si è forti solo se siamo uniti, e in tanti.
    Io la penso come Ingrao, e pur militando orgogliosamente in un piccolo partito come il nostro, sono consapevole che in politica contano i grandi numeri: o si tenta faticosamente di arrivarci, oppure va bene così, che ognuno giochi la sua partita e vada come deve andare.
    Ovvero a schifio, per noi e per il nostro popolo.

    Dovrebbe essere tutto diverso.
    Ci vorrebbe un briciolo di entusiasmo, vivere la sfida di costruire un soggetto più grande radicato nei valori della sinistra e sfidare – con le nostre buone ragioni – il Partito Democratico e la Destra.
    Ma ci vorrebbe, insisto, tutto un altro spirito.
    Che non vedo, e per questo sono molto, molto preoccupato.
    Siamo ed appariamo come siamo: tristi da fare spavento, e puzziamo da lontano di sconfitta.

    Ma al pessimismo della ragione occorre opporre l’ottimismo della volontà.
    Per questo io farò campagna elettorale, e andrò a raccattare voti su quello schizzo di vernice multicolor con su scritto La Sinistra-L’Arcobaleno, sperando di convincere molte compagne e molti compagni che in questi sessanta giorni questo è ciò che dovremmo fare.
    Continuando a rispettarli se la loro decisione sarà diversa.

    Un abbraccio

    Alessio

  16. Caro compagno,comprendo i tuoi legittimi ragionamenti,ma vorrei spostare la tua attenzione su un altro piano,quello della sopravivenza.Mi spiego meglio.
    In Sicilia ed in particolare nella provincia di Trapani ,territorio che come ben sai è ” problematico” per via dei raccordi tra mafia e politica,per via del monopolio della destra berlusconiana e del centro cuffariano, rischiamo di scomparire a causa degli sbarramenti ed allora cosa fare in questi casi , se non raccogliere con i denti tutte le forze contigue che puoi ,per decellerare il veltronismo che ci considera ” cari estinti “.Cosa faresti al nostro posto?Perdonami,ma al momento noi compagni siamo in fibrillazione,sai quanto sia essenziale la Sinistra nella nostra regione poichè nel nostro dna c’è
    la lotta contro la mafia,la disoccupazione dilagante,il mercato e la compravendita dei voti che agisce sul “bisogno” dei più deboli,e credimi sarà una campagna in salita.Il problema reale che tu evidenzi lo affronteremo al momento opportuno,per ora dobbiamo lottare per esistere.
    Saluti comunisti

  17. Denunci cose in modo condivisibile ma…se posso…credo anche che si scopra l’acqua calda. No?

    Da un lato, che l’accelerazione verso “la cosa”, ben prima della crisi di governo, avesse una natura verticista e di rapporto tra nomenklature, era chiaro . Non vedo come potesse essere altrimenti…boh, almeno, io lo scrivo da tempo, forse avrò azzeccato per caso. 😉

    Dall’altro, è l’ennesimo elemento che testimonia limiti e criticità ( o meglio, mutamento )della forma partito e di come si va delineando: sempre più macchine elettorali, nel gioco della “rappresentazione”.

    Credo che tutto cià sia stato anche legittimato dall’astratto ed un po’ fideistico -sebben in buona fede – appello “all’unità” di tanta parte di quella base “elettrice” ,e non militante, che chiede di esser elettrice e che la “sinistra unita” volevano e reclamavano.

    Il punto è che i buoi son scappati, ma che la stalla fosse aperta era evidente da un bel po’!

    Non so mica se mi son spiegato.
    😉

  18. grazie a tutti/e sia per aver letto sia per aver scritto.
    alcune cose in generale e qualche risposta (poche) specifica.
    in realtà i commenti si dividono grosso modo in due, fino ad ora almeno.
    da una parte: rabbia, sconforto, amarezza. dall’altra: lasciamo perdere, per ora, queste cose e facciamo quel che possiamo per la campagna elettorale.
    io credo che entrambi gli stati d’animo vivano dentro ognuno. in fin dei conti che uno alla fine molli o vada avanti (magari a termine) secondo me non cambia molto.
    ho scritto che è un grave errore non coinvolgere su questioni così importanti e sensibili quelli su cui ricade sempre il “dovere” di fare le campagne elettorali. lo penso e lo ribadisco. e non me la sento di fare appelli a chi si sente espropriato, perfino della possibilità di esprimere un’opinione in tempo utile, se decide di farsi da parte. sarebbe un appello retorico. così come non me la sento di avallare e condividere, pur rispettandole, tutte le ragioni di attacco totale al gruppo dirigente. ho già espresso la mia opinione sulla “base buona e vertice cattivo” e non mi ripeto.
    se posso dire una cosa ancora è questa: le elezioni non sono tutto, anzi. ne se si va bene ne se si va male. se rifondazione e la sinistra sono in difficoltà è perché siamo stati sconfitti socialmente e non siamo riusciti ne dall’opposizione ne dal governo a invertire una tendenza che dura da una vita. il motivo di fondo del mio dissenso sta nel fatto che avevamo progettato, governo si governo no, di spostare il baricentro della nostra attività, del nostro pensare, nella società, ed invece si è fatto esattamente il contrario. l’unità della sinistra con chi teorizza, anche in queste ore, che la sinistra deve essere “di governo” e lavorare per un nuovo centrosinistra, è un’unità fittizia o è la fine del nostro progetto politico.
    penso ci siano molti che sulla questione del simbolo concentrano la paura che la nostra alterità, diversità, sparisca definitivamente. io non credo che il comunismo viva nei simboli elettorali ma temo fortemente che rimuovere simboli e parole sia una scorciatoia come minimo pericolosa.
    e non è un caso che il metodo sia quello degli annunci dei leader o quasi leader (vendola). quello di prendere decisioni oligarchiche e di ridurre gli organismi dirigenti al ruolo di ratificatori. quello di fare cose vecchie chiamandole nuove. e così via. ogni progetto ha i suoi metodi preferiti per cercare di affermarsi.
    comunque passata la buriana elettorale i fatti, le lotte, le idee continueranno ad esistere nonostante e magari a dispetto dei risultati elettorali. e la battaglia continuerà.

    a moltitudini: che la cosa rossa sia nata verticistica lo penso, e lo dico, anch’io fin dall’inizio. e d’accordo anche sugli appelli all’unità della cosiddetta base. ma a un osservatore attento come te non sarà sfuggito che in mezzo a quelle platee plaudenti l’unità presto subito, travestiti da base, c’erano sempre un mucchio di ex pci, ex dp, ex rifondazione, ex verdi ecc. scontentissimi dei partiti ma in cerca di uno nuovo dal quale farsi ri/candidare alle prime elezioni utili. comunque secondo me ti sei spiegato benissimo.

    a mara: non paragonerei la situazione siciliana a quella delle elezioni politiche. non ho mai avuto nulla in contrario in sicilia come in altri posti a presentare liste comuni.

    a salvatore: cosa io pensi di ciò che dici mi sembra chiaro. lo capisco e lo condivido in grandissima parte. tengo però a precisare che io sono già stato candidato in deroga allo statuto nel 2006 ed è più che logico che non sia più ricandidato.

    a mara (delle 19,02): cara compagna, anche se dura la tua critica è pertinente. effettivamente io come deputato e dirigente del partito ho spesso preso decisioni. sicuramente è capitato che siano state vissute come imposizioni, e forse a ragion veduta. quindi non nego che il problema esista. vorrei farti notare, però, che almeno nel prc mai sono state prese decisioni strategiche in questo modo. la scelta di non votare prodi fu discussa per tre mesi in ogni circolo, in ogni federale e più volte nel comitato politico nazionale. così avvenne per la cosiddetta svolta movimentista di genova e così è avvenuto per decidere se fare o meno l’alleanza del 2006. comunque io del leninismo non salvo certo il concetto di partito d’avanguardia.

    a luca: al congresso vedremo cosa succederà. non sta a me dare giudizi sulle correnti organizzate nel partito. ma io non ho imbarazzi a trovarmi d’accordo con grassi o con chiunque altro.

    a william: il tuo ragionamento assomiglia troppo al “fine giustifica i mezzi” per piacermi. e vorrei farti notare che una cosa è contaminarsi nei movimenti e un’altra con i diessini del partito socialista europeo, che rispetto ma dai quali preferirei non farmi contaminare.

    a pamela: il programma sarà molto di sinistra e ci saranno anche candidature rutilanti in tal senso, credo. ma il punto del rapporto con il PD e più in generale dell’esperienza di centrosinistra sarà la vera cartina di tornasole. credo.

    a tutti/e, scusate se non ho risposto a tutti/e. ma i commenti erano molti. comunque chiunque può insistere ed inchiodarmi al dovere di essere puntuale nelle risposte. chiedo solo un po di comprensione.

    grazie

    ramon

  19. La logica lasciamola da parte!
    Tanto a che serve?
    A noi bastano gli ideali e le lotte in piazza!
    Queste sì ci hanno aiutato a costruire un’Italia migliore…
    🙂

  20. Caro Ramon,
    E’ la prima volta che vivo una campagna elettorale cosi’ da vicino. Per complicare ulteriormente il tutto, sono una militante dei circoli esteri del PRC (Svizzera)…all’estero, molte delle cose che succedono a Viale del Policlinico si capiscono molto poco. E il mio timore piu’ grande e’ che questa manovra azzardata della lista unitaria non venga capita dalla stragrande maggioranza degli italiani residenti all’estero che per la seconda volta in breve tempo sono chiamati anch’essi alle urne. I simboli all’estero svolgono ancora un ruolo fondamentale, forse ancora piu’ importante che in Italia; avere eclissato il nostro cosi’ velocemente per dar spazio ad una nuova idea di sinistra che preferisce candidare il politico navigato piuttosto che un giovane o una donna (o magari le due cose assieme) sara’ sicuramente un’operazione difficilmente comprensibile e, temo, apprezzabile…noi qui all’estero ci daremo da fare per quello che contiamo, ma la rabbia e la disaffezione della base militante nei confronti dei dirigenti esplodera’ al prossimo congesso (che sono sicura si terra’). Un caro saluto da Zurigo, Carmen

  21. Edoardo Pascarella Says:

    Ma voi avete idea di cosa significhi fare il consigliere comunale o l’assessore? Se lo si fa con coscienza, nel rispetto del mandato elettorale, senza fini personali e fedeli ad un’azione ispirata alla lotta di classe è una fatica ed una rottura di coglioni immensa!
    Tutti i giorni, dopo il lavoro, si è impegnati nell’attività amministrativa o politica, trascurando famiglia ed affetti.
    Noi dopo anni all’opposizione siamo arrivati al governo del nostro Comune, in coalizione con DS, Margherita, Verdi ecc.
    Siamo determinanti ma su ogni provvedimento dobbiamo lottare perché i nostri alleati, tutti, hanno ed esprimono una visione del mondo e dei rapporti sociali assolutamente borghese ed antioperaia.
    Ad oggi l’abbiamo vinta noi!!!
    10 milioni di euro (6 dalla regione) investiti su progetti di edilizia economica e popolare, difesa del territorio agricolo da interventi cementificatori e speculativi, non esternalizzazione di servizi da parte del Comune, affidamento in house di servizi (sottratti al mercato ) per qualche milione di euro, potenziamento dei servizi sociali.
    C’è stato il tentativo di imporre ai dipendenti comunali scelte autoritarie e di intervenire negativamente sui loro salari (riduzione del fondo produttività). I dipendenti dopo alcuni lustri di giunte di centrodestra hanno proclamato, contro l’amministrazione di centrosinistra, uno sciopero con relativa manifestazione di protesta per le vie cittadine. L’INTERO GRUPPO CONSILIARE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA HA MANIFESTATO AL FIANCO DEI DIPENDENTI COMUNALI E DELLA RSU. Hanno vinto i dipendenti!!!
    Certo ci vuole anche un po’ di fortuna, condizioni particolari ed imprevedibili. Però ci vuole anche coraggio ed essere credibili quando si dice di essere pronti a fare saltare tutto!!!
    Ora io dovrei fare un unico Partito con i Verdi e Sinistra Democratica, quando tutti i giorni mi scontro con loro…
    Ma andate a ‘ffanculo!!!!!!
    Mi sono rotto le palle di parlare forbito per cercare di farmi comprendere da voi.
    Non tutti ma parecchi dei commenti all’articolo di Mantovani sono semplicemente qualunquisti e parecchi interventi assolutamente acritici rispetto alle scelte ed alle decisioni dell’attuale gruppo dirigente del PRC.
    Mantovani che è persona troppo bene educata ha una parola buona per tutti ed una pazienza infinita.
    Io ho criticato le sue scelte politiche e non ho mancato di dirglielo e lui pazientemente ed educatamente ha risposto anche a me.
    Non credo che la pensiamo allo stesso modo circa il futuro e le caratteristiche di una forza politica organizzata comunista (per me indispensabile!) ma per quanto mi riguarda ho fiducia in lui, lo considero una persona perbene ed un bravo dirigente politico (io non sono tra quelli che considera il lavoro parlamentare semplice e comodo…).
    Il novecento è finito, il Comunismo è un cumulo di macerie, i Partiti hanno fatto il loro tempo, la falce e martello sono un ostacolo alla costruzione di una nuova soggettività politica antagonista e poi… fate i saluti comunisti!
    Ma quali saluti comunisti, andate a zappare!!!
    Oppure venite a spazzare le strade insieme a me!

  22. federico Says:

    Concordo con chi dice che l’assenza di democrazia dura da un bel po’. Almeno da quando bertinotti ha ssunto questa aurea da pontificatore e ha annuciato la nuova strategia dell’alleanza con una intervista ai giornali. Ha annunciato la nascita della sinistra europea nei giornali e tanti piccoli strappi, sempre allo stesso modo. E questo sarebbe democrazia partecipata?!? io non vedo neanche la democrazia! Se una linea prende solo il 59% dei consensi, come all’ultimo congresso, possibile che a qualcuno non venga la tentazione di dire: “ok compagni ,parliamone”. Invece no, si tira dritto dicendo di avere la maggioranza e quindi il mandato a decidere. E qui Ramon, vorrei sapere se hai fatto autocritica. Perché mi ricordo quando teorizzavi che nel Partito ci fosse bisogno di chiarezza e per questo non fosse più il tempo delle mediazioni con le varie anime ma quella delle scelte. Io invece credo che la democrazia partecipata sarebbe dovuta essere una scelta chiara. Capisco che a volte diventi sfinente la mediazione, che molti in realtà non la vogliano. Però c’è il dovere di un segretario di fare il possibile per coinvolgere quante più persone possibili. Trovare una mediazione al rialzo, come vuole la pratica della democrazia partecipata. E così fare corpo, creare legami. se vogliamo, anche introdurre ellementi di biopolitica.
    Invece la teoria del scegliere senza mediazioni è passato a tutti i livelli, anche nelle Federazioni. Negli ultimi anni questo partito non ha selezionato i propri dirigenti sulla base delle capacità, dello spirito di sacrificio, della militanza attiva o altro ma in base alla stretta obbedienza al capo e alla oligarchia di cui parla Ramon. Tutti i dissensi guardati con indifferenza o vero e proprio fastidio. Applicando verso molti militanti una sorta di “mobbing” per invitarli a uscire e a non rompere i coglioni ai manovratori.
    Se dobbiamo costruire qualcosa di nuovo serve la pazianza e la volontà di includere, coinvolgere, rischiare. Speriamo che passate queste elezioni a cui non intendo prestare le mie fatiche di militante (ho già attaccato troppi manifesti e distribuito troppi volantini per fare eleggere persone di cui oggi non ho nessuna stima…), ci sia la possibilità di ripartire da zero.
    Un abbraccio
    Federico

  23. indipendentemente dalla linea politica, che non è certamente un aspetto secondario, la mancanza di una gestione “corretta”, “rigorosa” se così si può dire, è ormai insopportabile!

  24. stefanog Says:

    Caro Ramon
    Scusa se provo a spostare l’attenzione, ma secondo me è utile. Sono tante le scelte maturate in camera caritatis e poi lette il giorno dopo sul Corriere della Sera o Repubblica, da quando sono nel partito, che poco mi scandalizzo. Rasegnazione? No, credo solo che dietro queste modalità si nasconda un metodo e una concezione gerarchica dell’agire politico che impedisce persino di maturare reale autonomia politica. Si fanno scelte dettate da una agenda scritta da altri e e le si mette sul piatto di un partito che si vorrebbe sempre più leggero, tanto da mutare la sua struttura molecolare: da solido (magari troppo) a liquido, infine a gassoso. Il processo si è unicamente accelerato, grazie al fatto che ci si unifica con altre forze che hanno da tempo vissuto simili processi, forse in maniera più indolore, e alla equiparazione politica=elezioni. Una modificazione genetica che, più o meno coscientemente, ha coinvolto anche molti di noi, pensiero critico e militanza attiva, si traducono in scelte impegnative e scomode, chi le fa senza ridursi all’esodo o alla pura e nichilista incazzatura? C’è chi ci prova. Sono tornato ieri sera dalla splendida e spontanea manifestazione romana voluta dalle donne. Li ho rivisto la politica vera, la partecipazione che non si traduce nello scambiare un organismo dirigente per un consiglio d’amministrazione di una azienda, la rabbia e la capacità di riaffermare che il conflitto c’è e non saranno le alchimie istituzionali a rimuoverla dal presente. Forse è per questo che, anche di fronte ad un improbabile sforzo organizzativo per garantire una partecipazione a scelte condivise (ma di fatto già determinate) non mi sarei troppo interessato. Mi interessa di più riacquistare quella credibilità che abbiamo smarrito, quella capacità di stare nelle cose, nei processi, sapendo di avere parecchi errori di cui fare ammenda e costruire un percorso per cui questi non si debbano ripetere.
    Un percorso in cui il 13 aprile è solo il giorno che precede il 14 e viene dopo il 12. So che la nostra stessa presenza politica in quanto rappresentanza è a forte rischio, e sarò partecipe della campagna elettorale, anche con i miei ma.
    Ad esempio, vivendo a Roma, un sindaco come Rutelli non avrà mai neanche il mio voto.
    Poi, risultati alla mano (quelli di 2 anni di governo e di scelte altalenanti) a congresso si faranno i conti, un congresso del Prc, non l’ultimo congresso.
    Buon lavoro
    Stefano

  25. Ma soprattutto tenete in conto che Menomale che Silvio c’è!

    http://it.youtube.com/watch?v=FnfOusaGxbk

  26. cara carmen, grazie per il commento. e buon lavoro.
    ramon

  27. caro edoardo, grazie per le parole di apprezzamento. ma la mia non è buona educazione (che non guasta mai no?) o pazienza. è un dovere. se scrivo su un mio blog, e ci sono persone che usano un po del loro tempo per leggere ciò che scrivo, mi pare sia doveroso mettere nel conto critiche ed anche eventuali insulti. lo stesso dicasi per la funzione di parlamentare, che è si non semplice e comoda come dici tu, ma che è pur sempre una postazione privilegiata (nel senso politico prima di tutto) per non accettare semplificazioni e giudizi sommari, spesso indotti da cattiva informazione e da un andazzo della politica italiana che inquina tutto, anche le cose migliori.
    veramente non so se abbiamo le stesse idee su cosa deve essere un partito comunista, tuttavia mi interessa discuterne sempre. con compagni come te.
    grazie e ciao
    ramon

  28. caro federico, tu poni problemi molto seri e complessi. cercherò di essere chiaro, anche se sommario. no, non ho fatto autocritica sul punto che tu dici. e non la faccio. continuo a pensare che un partito comunista debba essere chiaro circa l’analisi del capitalismo e circa scelte fondamentali. per esempio: o si sceglie di stare nel movimento mondiale contro la globalizzazione o si sceglie di tentare di dirigerlo. fare entrambe le cose o cercare una mediazione significa condannarsi alla paralisi e non fare passi avanti. altro esempio: se si pensa che in cina ci sia uno dei motori fondamentali del capitalismo contemporaneo e altri pensano che ci sia una scelta interessante per lo sviluppo delle forze produttive ti sfido a cercare una mediazione quando devi fare un incontro con il pcc. anche cossutta diceva che la tradizione comunista imponeva che nel partito si cercasse una sintesi, solo che arrivati al punto votare si o no al governo prodi non c’è sintesi possibile e bisogna decidere a maggioranza. o no?
    altra cosa è avere più posizioni, più riviste, più ricerca. siamo stati per anni uno dei pochi partiti comunisti al mondo con una dialettica così ricca, e a volte così contraddittoria. io l’ho sempre considerata una ricchezza. anche se non si può non vedere che le correnti organizzate spesso, magari non sempre ma spesso si, hanno al loro interno gli stessi difetti che tu vedi nel gruppo dirigente attuale del partito. o no?
    quella del mobbing contro i rompicoglioni, infatti, non è una esclusiva della maggioranza, è una pratica diffusa. come dovresti sapere ci sono federazioni e circoli governati da questa o quella minoranza nazionale dove succedono le stesse cose. ma ce ne sono anche altri dove le differenti posizioni convivono e lavorano benissimo insieme.
    insomma, come vedi io penso che sia davvero un problema complesso quello che mi hai posto. un problema che non ha avuto ancora soluzione. ma che non l’avrà mai se si addossa unilateralmente ad una componente ignorando che è un problema di tutti. tanto meno avrà soluzione in una sinistra generica dove tutti sono apparentemente uniti senza esserlo su questioni fondamentali.
    ma su questo punto la discussione continuerà, spero.
    un abbraccio
    ramon

  29. caro marius, sono d’accordo. ma forse non è proprio indipendente dalla linea politica se si scelgono certi metodi. forse.
    ciao
    ramon

  30. caro stefanog, ancora una volta d’accordo. tranne che su un punto forse. anche a me interessa la pratica sociale di cui parli. ma una cosa è farla sentendosi in sintonia e in coerenza con scelte condivise del partito e un’altra è essere inquinati dall’elettoralismo dilagante che è un tratto costitutivo reale della sinistra light e decaffeinata. è come se la separazione fra politica e società penetrasse dentro ognuno di noi minando la credibilità sul versante sociale e la capacità di influire su quello “politico”. non è una bella sensazione.
    un abbraccio
    ramon

  31. Carissimi mentre noi parliamo e questo è diventato uno strumento stimolante, la vita politica corre a mille ….
    Oggi vedevo la costituente del Pd,una sorta di congresso fondativo,di regole e linea politica, guardavo il tutto con occhi tecnici perchè in questa fase gli avversari ( perchè pe rme il Pd lo è come il Pdl) devono essere studiati.
    Abbiamo criticato il processo del Pd, definendolo fusione a freddo, antidemocratico ecc, oggi invece per una questione concreta dico,che pur non piacendomi per nulla quel processo, sicuramente a gli occhi del elettorato di centro sinistra,appare certamente il contrario….
    Hanno fatto le primarie per scegliere il leader (certo altri tempi e non contingenti con la caduta del governo) noi neanche una riunione,un assemblea, e persino un Cpn, che nei fatti è stato convocato solo dopo a giochi già conclusi.
    Hanno fatto le liste utilizzando una sorta di mini primarie a livello regionale e provinciale,
    Hanno inserito nelle liste un operaio della tyssenkruop…
    Cosa voglio dire??
    Nonostante tutto ciò non mi piace,appare sicuramente come metodo e coinvolgimento,più democratico e partecipativo del nostro….
    Su questo a mio parere bisogna riflettere, perchè continuare a non sciogliere il nodo del nostro rapporto con il Pd, anche e soprattutto per quanto riguarda le elezioni amministrative, credo che l’analisi anche stavolta rischia di fare naufragare la linea politica del partito e prendere ancora una volta una sonora sberla, che come sul governo si cercherà di riporre una pezza, dicendo: non si può fare altro che andare verso il partito unico…..
    Spero che il prossimo sabato Ramon non si senta isolato al Cpn e spero inoltre che si inizia un nuovo processo politco, per il prossimo congresso, ci vuole determnazione e soprattutto una nuova prospettiva,che non è una aera o una nuova mozione o un nuova scissione, ma la base di un nuovo modo di fare politica….
    Pam

  32. si votò per lasciare i soldati a far la guerra in afghanistan, per aumentare le spese militari, si accettò la base a vicenza, la caccia allo zingaro ed al rumeno, l’aumento dell’età pensionabile, il finanziamento pubblico agli inceneritori….
    Fortunatamente hanno deciso di non usare più un simbolo che non appartiene più a loro, risparmiandoci almeno un ulteriore inganno

  33. cara pam, hai proprio ragione. non di aree o mozioni (anche se il congresso lo imporrà) abbiamo bisogno per un futuro coerente con tante cose veramente innovative che abbiamo fatto negli ultimi dieci anni. altro che nuovismo vuoto e retorico!
    e lo faremo, insieme.
    un bacio
    ramon

  34. caro mauro, non esagerare. appena mi sarà possibile (e ne avrò tempo e voglia) parlerò diffusamente della esperienza di governo per quanto attiene la politica estera. missioni militari comprese. per alcuni versi sarò anche più duro di te, per altri vedrai che non basta dire slogan.
    comunque grazie per il commento
    ciao
    ramon

  35. federico Says:

    caro ramon, credo conosciamo entrambi la teoria e la pratica della democrazia partecipata. Io chiedo solo questo a un partito in cui credere. Perché ritengo di non avere verità inossidabili e pretendo lo stesso da chi condivide un percorso collettivo con me. A volte si troverà la soluzione che va bene a tutti altre volte no e, alla fine di un percorso di elaborazione condivisa, si arriverà a scegliere a maggioranza. Non chiedo paralisi, chiedo un metodo condiviso e coinvolgente. Se coinvolto veramente avrei forse accettato con rammarico anche l’attuale percorso. Ma siccome non è stato così oggi sono deluso e incazzato. E non credo sia giusto che tanta gente, che per questo partito ha sacrificato molto, oggi arrivi a vivere queste senzazioni.
    Ma continuiamo a speriamo in un futuro migliore

  36. Caro Mantovani,
    mi fa profondamente piacere che tu stia prendendo le distanze da questo gruppo dirigente e dal modo in cui esso sta gestendo questa fase politica così delicata per il nostro partito. Tuttavia resto perplesso, non per le tue scelte e le tue considerazioni, ma per quello che può averti spinto ad agire in questo senso. Non ti nascondo che sono diffidente nei tuoi confronti, gli anni di militanza nel PRC mi portano a questo avendoti visto agire sempre in maniera opportunistica. Credo quindi, e spero di sbagliarmi, che anche questa volta le tue scelte siano dettate più dall’opportunismo che dal reale interesse nella sopravvivenza del PRC e della sua autonomia. Non è un mistero infatti che così come stanno le cose tu (e molti altri) verresti escluso dalle liste elettorali della Sinistra-Arcobaleno!! Spero vivamente di sbagliarmi e spero che l’opportunismo che ha sempre caratterizzato e caratterizza gli appartenenti alla maggioranza del PRC sia solo un brutto ricordo almeno per te!!

  37. Ramon viene escluso perche’nello statuto e’ben chiaro come non si possano fare piu’di due legislature.Ma io spero che Ramon ci sia,magari candidato in Calabria dove e’molto apprezzato

  38. caro federico, d’accordo con te parola per parola.
    un abbraccio
    ramon

  39. caro ilic, non so perché tu dica che ho sempre agito opportunisticamente. ho sempre detto quando non ero d’accordo anche molti anni fa quando non era comodo farlo. le risposte che ho dato a serena nei commenti all’articolo precedente, alla cui lettura ti rimando perché ripetersi è inutile, e tanti articoli pubblicati qui nell’archivio dovrebbero testimoniarlo. più precisamente io ho scritto una lettera aperta a bertinotti il luglio scorso pubblicata su liberazione (anche questa pubblicata qui) piuttosto chiara. sarei stato un opportunista fantastico se avessi previsto tutto con così tanto anticipo. già la volta scorsa ero convinto che, in applicazione dello statuto, non sarei stato ricandidato. e ho sempre dato per scontato che questa volta non si poteva certo applicare di nuovo una deroga per me come per altri. ma forse, per te, chiunque la pensi diversamente è sempre motivato da bassi istinti opportunistici. il pregiudizio non è un buon modo per capire. e capire è essenziale in politica come nella vita.
    comunque grazie per l’attenzione e per il commento
    ramon

  40. caro gianni, grazie per il pensiero. ma ti rimando alle innumerevoli volte che ho spiegato come la mia ricandidatura sia illogica.
    un abbraccio
    ramon

  41. ovvio che sarei contenta di riavere Ramon in parlamento, ma e’ anche vero che le regole valgone per tutti/e che siano compagni che ci piacciono e di cui abbiamo stima e per chi non, il problema e’ un altro…
    Quale? LA SPERANZA CHE LE IDEE E LE POSIZIONI CRITICHE DI ALCUNI COMPAGNI CHE NEL VOTO SUL WELFARE HANNO ESPRESSO NON VENGANO EMARGINATI PERCHE’ NON IN LINEA CON I GRANDI CAPI.
    Allora la battaglia che si deve fare e’ proprio questa, altrimenti continuiamo a parlare di questioni marginali, dobbiamo pretendere che ci venga speigato il meccanismo di delega che adotta il nostro partito, per cui a volte vale lo statuto altre no, dobbiamo imporre noi un idea di cambiamento, e lo dobbiamo fare in maniera esplicita in qualsiasi luogo pratichiamo la politica….
    Purtroppo dobbiamo esporci e lo dobbiamo fare in molti,altrimenti abbiamo un bel da dire se parlano sempre i soliti romipi coglioni( scusate ho perso le perline dalla corona)
    Avanziamo delle proposte e rilanciamo una vera sinistra in movimento dentro e fuori il partito,coinvolgiamo i compagni/e che in questo momento non si sentono rappresentati da nessuno…
    E’ difficilissimo lo so’,ma lo scrivo tante volte (so’ che Ramon e’ d’accordo)
    qualcuno qui per esempio condivide o no questo processo??
    Pam

    P.s stasera Cpf a Bologna si salvi chi puo’….. hi hi hi

  42. Caro Ramon, fin da quando è stata lanciata via corriere della sera l’idea del cantiere mi sono sentito disorientato e confuso. Poi con il passare del tempo il disorientamento iniziale si è trasformato in critica netta e amarezza per come le cose sono andate avanti: l’assenza di dibattito e le motivazioni del tutto forzate e discutibili sulla necessità di dare vita a questo percorso. Sono altresì stato molto contento nel vedere che le mie perplessità erano anche le tue e condivido l’idea del blog per dare la possibilità a molti compagni di sviscerare le numerose critiche e perplessità. Ti dico questo perchè in questo periodo è davvero difficile nei dibattiti nei vari circoli e nelle federazioni ( quando raramente vengono convocati) discutere e essere ascoltati, mi sono trovato e mi trovo anche in questi giorni davanti ad un muro, a decisioni prese e mai discusse in precedenza; a nascite improvvise di sinistre arcobaleno in ogni dove, a rappresentanti di sinistra democratica e dei verdi che nascono improvvisamente o che vengono reclutati via telefono etc, etc.
    Mi viene detto che per la prima volta la sinistra si riunisce dopo anni di divisioni.
    Che il processo è storico
    Che la cosa va fatta perchè non è tanto a rischio l’esistenza del prc ma della sinistra in Italia
    Che per la prima volta la sinistra fa propri i principi dell’ecologismo.
    Ma come si fa a mistificare così la realtà
    Mi viene rimproverato di avere paura di confrontarmi con altre forze politiche e che mi voglio rinchiudere in una riserva indiana.
    Io penso che la paura maggiore per i partiti di sinistra (il Prc per primo) sia quella di presentarsi da soli alle elezioni, per poi prendere atto della fallimentare esperienza di governo.
    E poi ti chiedo una cosa: ma sinistra europea che fine ha fatto?
    Ti pongo questa domanda perchè ho sempre visto con favore la nascità di sinistra europea, ho condiviso come si è sviluppato il dibattito attorno ad essa, ho condiviso le ambizioni del progetto, progetto in cui ho visto sempre la naturale prosecuzione della stagione dei movimenti.
    Non per niente molte personalità che prima non avevano tessere di partito in tasca si sono avvicinate a noi, penso a Lidia Menapace a Wladimir Luxuria a Vittorio Agnoletto e penso di poter ritenere che il loro apporto è stato del tutto positivo e che sia stato il risultato di una vera contaminazione con le varie anime del movimento.
    Ecco noto con amarezza che si sta gettando alle ortiche questo importante patrimonio, senza alcuna spiegazione. Ma non era più utile anziche andare alla disperata riunificazione di tutto ciò che non è PD, rilamciare lo strumento di Sinistra Europea?
    E inoltre mi chiedo, la Sinistra, L’arcobaleno aderirà a sinistra europea o al Partito Socialista Europeo? lo dico perchè ad esempio un partito come SD è nata proprio su questo problema.
    Insomma mi sono dilungato anche troppo, Ramon aiutami a capire!

    Luca

  43. caro luca, scusa il ritardo ma mi era sfuggito il tuo commento.
    come tu stesso dici siamo d’accordo.
    penso che il progetto della sezione italiana della sinistra europea sia stato accantonato (anche se formalmente non è così) in favore della sinistra arcobaleno. ma dopo le elezioni ci sarà il congresso e vedremo.
    se si votasse per le europee gli eletti se ne andrebbero in tre gruppi parlamentari diversi. il nostro, il socialista e il verde.
    bella roba!
    un abbraccio
    ramon

  44. antos Says:

    Ho seguito dal primo intervento questo blog. E come me penso molti altri che prima di scrivere ci pensano un po sopra. Probabilmente vincerà Berlusconi. Si porta in dote il consenso di consistenti ceti sociali popolari che non hanno trovato in questi ultimi 15 anni e principalmente in questi due anni, risposte. Dalla precarietà allo straccio di speranza per il futuro. Il P.D. cerca di contendersi queste diffuse e consistenti masse prospettando solo una accoglienza nella società dominata dalla sacralità del profitto, e difficilmente ci riuscirà, se non in parte ma non sufficiente per il superamento delle destre. Noi con la sinistra arcobaleno non forniamo una chiara prospettiva strategica, e non presentiamo anche un necessario rinnovamento e resteremo schiacciati probabilmente ad difficile 8%. Domani dopo le elezioni ci saranno quelli che cominceranno a difendere il risultato dicendo che è stato fatto il massimo che si poteva fare e quindi continueranno poi nel futuro a spingere per un soggetto unitario, contrapponendosi a chi tirerà fuori tutte le critiche possibili per un ritorno a Rifondazione. Intanto la campagna elettorale parte senza slancio.E a rendere ancora più difficile tutto è anche la scelta delle candidature percepibile come conservazione di apparati. Per ultimo abbiamo subito una mini scissione e ci troviamo ad aver onsegnato a Ferrando ( se riuscirà a raccoglire le firme) uno spazio anche se piccolo ma non trascurabile. C’è tutto di negativo, compresa la difficoltà ad affrontare insieme agli altri soggetti della sinistra, con percorsi nel passato completamente diversi, una radicalizzazione nei territori. A queate e a tante altre cose che cosa diciamo a chi è deluso . Che gli proporremo una fase di lotte e di antagonismo sociale per riempire di nuovo le piazze con gli stessi capi e capetti che 20 mesi dicevano quasi il contrario di quello che dicono oggi? A questa aasenza di prospettive strategica si contrappone solo la necessità che dobbiamo tirarci fuori da qiesto umbuto solo noi , guerdando dentro sino in fondo alla nostra anima quello che siamo e quello per cui abbiamo combattuto sino ad ora e che purtroppo , non per scelta nostra, siamo impegnati ad un enorme sforzo che , ancora una volta non sarà riconosciuto nella sua vera e strordinaria difficoltà, ma che sarà invece riconosciuta dalla nostra coscienza. Quando parlo di noi è un noi indistinto, quel noi che ci fa appartenere ad un popolo comunista che oggi non ride, si interroga, critica, spera, si affanna, lotta con se stesso, con gli altri dentro , fuori , i contesti familari, dentro fuori i contesti di lavoro, che legge e si indigna che sente comunque di non essere solo. Anche a chi non ha fortuna di vivere in contesti civili e di democrazia che a volte non solo deve lottare per ripristinarli ma deve subire l’ingiusto giudizio classista e razzista del popolo leghista. A quella compagna che , nei primi commenti su questo blog, affermava di voler festeggiare il suo licenziamento andando a mangiare il pesce con le uniche 250 euro rimaste , dedico le mie energie in questa campagna elettorale, e chiedo di farlo a tutti quelli che,contrariamente a qello che dice Veltroni , quando la mattina si alzano non pensano solo di andare al lavoro , per chi ce l’ha,ma pensano, eccome se lo pensano, di essere comunisti di esserlo ancora in questo secolo e di volerlo interpretare al meglio.

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