Così la sinistra nasce vecchia e morta.

Giordano dice di aver compiuto una scelta “irreversibile”? Ha ragione! Peccato che non avesse il mandato per farlo. Gli organismi dirigenti del PRC sono convocati per fine febbraio, quando lista, candidature, simbolo e programma saranno già stati decisi da un’oligarchia che non ha nemmeno voluto ascoltare, non dico gli iscritti, la cui opinione terrorizza il gruppo dirigente, ma nemmeno la direzione e il comitato politico nazionale. La crisi si è aperta il 23 gennaio, la direzione ha discusso della proposta di governo a termine e della necessità della presentazione unitaria alle elezioni. Era una riunione interlocutoria. Infatti, non si è votato neppure un ordine del giorno. Se la direzione fosse stata convocata in questi giorni, come era logico attendersi, avrei presentato la seguente proposta:

Presentare una coalizione di 4 partiti con un programma comune e un candidato premier alla camera e una lista unica al senato. L’attuale legge elettorale al senato, infatti, obbliga, dato lo sbarramento per le liste dell’8% in ogni regione e del 20% per la coalizione, a presentare una lista unica. Mentre alla camera una coalizione ha lo sbarramento del 10% e del 4% per le liste. Ma la coalizione che supera il 10% elegge i candidati di tutte le liste, compresa la prima che non raggiunge nemmeno il 2% dei voti. Penso che 4 liste prenderebbero più voti di un’unica lista e penso che, comunque, una simile scelta sarebbe stata in linea con la reale unità delle forze della sinistra arcobaleno. Il programma comune e la campagna elettorale unitaria avrebbero contribuito molto a costruire una reale unità e avrebbero giustificato anche la formazione di gruppi unici al parlamento. Sono poi sicuro che non mortificare l’identità politica dei singoli partiti sarebbe stata una scelta intelligente, ed utile da un punto di vista strettamente elettorale. Prevedo, e non dico purtroppo, che migliaia di iscritti e centinaia di migliaia di elettori di rifondazione non si riconosceranno nella lista unica e non la voteranno.

Invece no. Evidentemente dopo aver proclamato per un anno che la sinistra unita “prenderà almeno il 15% dei voti”, dopo aver detto che il tratto distintivo della costruzione unitaria sarebbe stata la partecipazione di iscritti e non iscritti ai 4 partiti, si conta di fare la politica dei fatti compiuti “irreversibili”, decidendo tutto fra i 4 segretari e, per quanto riguarda il nostro partito in segreteria, sulla base di un accordo fra bertinottiani, Giordano e Ferrero. Cioè fra le tre componenti in lotta fra di loro, capaci solo di produrre mediazioni sempre più al ribasso.

Così per iscritti ed elettori non resta che assistere passivamente alla vergognosa contesa sul leader, sull’alleanza o no con il PD e sulle candidature. Per quel che vale la mia opinione penso che Bertinotti sia un pessimo candidato, per il semplice motivo che difficilmente può essere attrattivo per quelli che l’hanno insultato per anni, ed anche perchè ha perso molta popolarità anche fra gli iscritti e gli elettori di rifondazione. Altresì credo che sarebbe bene misurarsi sul recupero di quanti si sono sentiti disillusi dall’inutilità sociale e politica della sinistra al governo e non dei cosiddetti “indecisi” sulla base del piagnisteo “il PD non ci vuole”.

Ma, a quanto pare, chi vuole a tutti i costi compiere scelte irreversibili è disposto a pagare qualsiasi prezzo, elettorale e non, pur di imporre le proprie scelte senza sottoporle ad un vaglio democratico.

Una sinistra così nasce vecchia e, per quanto mi riguarda, morta.

 

ramon mantovani

 

pubblicato su Liberazione l’8 febbraio 2008

80 Risposte to “Così la sinistra nasce vecchia e morta.”

  1. Emanuele Says:

    Grazie per questo intervento Ramon.. mi sono permesso di pubblicarlo su politicaonline.it, sul forum di rifondazione, ovviamente ponendo la tua firma.

    Il tuo pensiero credo rispecchi quello di tantissimi militanti (altro che tonti!) verso una vera e propria usurpazione decisionale con conseguenze forse davvero irreparabili per i comunisti ma per tutta la sinistra alternativa.

    Il tentativo di normalizzare il quadro è generale ma i nostri dirigenti gli stanno davvero dando una mano consapevole per regolare i conti con i comunisti e di chi non si rassegnerà mai ad essere autonomi ed incisivi.

    Vorrei ricordare, caro Ramon, che i comunisti in venezuela hanno detto no alla confluenza nel partito socialista unificato, e li come sappiamo è in corso una profonda trasformazione sociale.

    L’errore strategico è descritto molto bene da te.

    Coinvolgiamo e coinvolgete anche voi direttamente gli icritti, abbiamo bisogno di partecipare e criticare anche con veemenza questa scelta.

    Promuoviamo insieme a chi critica questa scelta una manifestazione degli iscritti, un presidio, perchè, a mio avviso, l’abbiamo sempre fatto per ogni diritto sociale da conquistate o mantenere, dobbiamo farlo ancor più in difesa del partito comunista, necessità storica alla base della riuscita di tantissime lotte.

    Cercherò nel mio circolo (Cianca-Roma) di coinvolgere altri membri del direttivo ed iscritti.
    Con stima ed affetto. Emanuele

  2. con grande rammarico e dico purtropo l’articolo di Ramon già letto sul giornale è la triste realtà e non perchè in questa fase si deve condividere l’analisi, ma perchè purtroppo siamo oltre l’analisi stessa. Nulla si condivide, tutto si decide, nessuno se non i fedelissimi sa cosa succede e purtropo, questi sono i risultati.
    Caro Ramon hai ragione lo statuto andrebbe applicato per tutti/e come la legge ma purtroppo anche quella non lo è…
    Io credo che prenderemo una bella sberla e purtroppo i molti militanti non hanno nessuna volglia di fare una campagna elettorale per la sinistra arcobaleno, un pò perchè tutti sanno che vince Berlusconi,un pò perchè nessuno ha voglia di spendersi per qualcosa che non ha condiviso e a cui non ha partecipato……
    Questo Partito ormai è alla canna del gas e purtroppo è difficile frenare la caduta libera verso il disastro…..
    Ora però bisogna capire che fare e sopratutto come ci attrezziamo a stare dentro questa compargine filo governativa che ha travolto i nostri valori e la linea del precedente congresso……
    Io credo di rimanere dentro e continuare almeno nel mio territorio a salvaguardare le politiche messe in atto dalla fed.di Bologna e continuare a fare una politica pulita che in questi anni nonostante Cofferati abbiamo portato avanti con grande coraggio e intuizione……
    Lotterò ancora e starò dentro per continuare a dire No a questo modo di fare politica……
    Ramon ti stio molto e credo che tutti/e insieme dovremmo lanciare una nuova stagione di lotte e una critica al dissenso con tutti/e coloro che ci stanno..
    Dovremmo rilanciare una nuova politica del Prc e continuare il processo della Rifondazione Comunista…
    E’ difficilissimo ma ci dobbiamo provare
    Che ne dite di un appello,una raccolta di firme, una conferenza stampa, un qualcosa per dire No a questa deriva????
    Facciamo delle proposte,uniamo le forze e non stiamo zitti…..
    Un abbraccio a tutti/e
    Pamela

  3. concordo su tutto quel che dici, ma adesso che fare? c’è ancora un margine di democrazia nel nostro partito o è meglio che chiudiamo i circoli e pensiamo ad un’altra cosa?
    Paolo

  4. (accipicchia…un articolo così su Liberazione??) 😉
    Bè, come sai…sebben nella mia posizione abbia poco senso…ho già detto che condivido questa posizione.
    Anche nel suo risvolto tecnico/elettoralistico (mettendo per un attimo da parte il fatto che non mi interessa il percorso della sinistra arcobaleno in quanto tale).
    Credo in ogni caso che tutte le derive che segnali (ci metto dentro anche il come si è arrivati a decidere il ticket per il campidoglio) siano intrinseche a come il progetto è nato, ne sono la normale evoluzione…kermesse come quella degli stati generali e psuedo “partecipazione” a parte.
    p.s. poi chissà, sopratutto se l’esito non dovesse esser positivissimo, in certe condizione, che farebbero una volta eletti quelli di SD…

    ciao!
    luca.

  5. caro ramon,
    tira fuori dal cilindro il nome della compagna giovane che proponevi, visto che non c’è assolutamente tempo da perdere, e muoviamoci su questo. sperando che questo possa fare da grimaldello e tirare giù tutta la valanga che ne seguirà. sono molto sfiduciata e voglio capire se questa può essere ancora la mia organizzazione o meno.
    carla

  6. Caro Ramon, anche se non “ho più l’età” e, quindi, parlo per il bene dei miei figli e dei miei nipoti, ai quali vorrei almeno lasciare la “speranza” che qualcosa possa davvero cambiare, sono pronto a ridiscendere in piazza per la salvaguardia di quei valori che hanno sempre contraddistinto la mia e la nostra esistenza.
    Sono perfettamente d’accordo con la tua analisi e, quindi, ti chiedo di farci sapere cosa possiamo fare per bloccare questa deriva.
    In Puglia, noi, abbiamo dimostrato che osare si può, come ben sai.
    Allora io dico OSIAMO.
    Ciao ed a presto.Walter

  7. Giampiero Says:

    Bene Ramon e adesso due domande:
    1 – sei pronto ad andare fino in fondo?
    2 – che vuol dire andare fino in fondo?
    cia’

  8. giovanni Says:

    caro Ramon,

    mi permetto di rubare spazio ancora una volta( sta diventando un vizio).
    Forse la prendo larga ma vorrei fare una considerazione che a mio avviso
    è molto pertinente anche se oggettivamente molto lontana dalla questione
    PRC . Sono quasi sette anni che il mondo vive all’ombra dell’11/9.
    Esattamente dopo un’ora da quella fatidica diretta io iniziai a comunicare con
    chi conoscevo per convincerli che era un tragico e devastante segnale della
    follia di un gruppo di potere e che quello che vedevamo era un grande criminale imbroglio. Da allora sono stato additato come visionario complottista anche da politici di sinistra, di tutta la sinistra. Mai ho visto manifestazioni o denunce di quell’inganno da parte di chichessia in italia.
    Eppure è stato persino un forte argomento elettorale.
    Se la condizione di sudditanza e di incapacità nel reagire ad una tale
    macroscopica macchinazione è, a distanza di sette anni, ancora così evidente , come si può pensare di affrontare una politica rinnovata.
    Neanche adesso che un libro di Giulietto Chiesa, in vendita da qualche mese , dimostra ( oltre a tutte le cose uscite in rete) la verità della menzogna nessuno dei volti della tv dice nulla!!!!!!!!!
    Se chi con gli strumenti dell’analisi politica non si prende la briga di aprire
    gli occhi ai tanti disposti a bersi le verità dei telegiornali, come ci si può
    stupire di trovarsi un gruppo dirigente che rispetti i propri iscritti?
    Credo che la tua dimensione messianica,Ramon, possa trovare una
    nuova opportunità di fattivo contributo a patto che sia superata una dannosa dimensione ideologica ( che peraltro anche Marx ha sempre detestato) . Vuoi essere comunista,per carità liberissimo, però non vedo
    proprio come questa cosa adesso possa essere di per sè utile a risolvere
    le questioni sul tavolo.Mi sembra più utile che la tua esperienza la tua correttezza il tuo altruismo possa trovare sbocchi più fattivi e concreti.
    Per assurdo meglio portare contenuti ed esperienza nelle liste civiche di
    Grillo che acqua al mulino di filistei inconcludenti.
    Mi taccio e spero tu possa prendere questa mio commento come un sincero contributo , lungi da me l’idea di avere la verità in tasca.
    Con rinnovato affetto
    Giovanni

  9. Francesco Says:

    A ME INTERESSANO I PROGRAMMI E NON I NOMI.E’IL MOMENTO DI RIMANERE UNITI.SI STANNO CREANDO MOLTI POLI PERICOLOSI.IL PDL DI BERLUSCA IL PD DI VELTRONI CHE SUPERANO IL 75%DEI VOTI SECONDO GLI ULTIMI SONDAGGI.POI C’E’ LA LEGA RAZZISTA,LA ROSA BIANCA,FORSE L’UDC E I FASCISTI CON BERLUSCONI PER CUI E’FONDAMENTALE L’UNITA’DELLE SINISTRE.PERCHE’LA SINISTRA C’E’IN ITALIA ECCOME SE C’E’.RIMANIAMO UNITI VI PREGO,IN QUESTO MOMENTO NON SERVONO I PARTITINI DELL’1%.SALUTI COMUNISTI

  10. Compagne/i.

    Nel condividere pure le virgole di quello che dice Ramon, faccio presente che un mese fa oramai distrutto, avvilito e disgustato dalla “Giordanellite” ricevetti gli Auguri sinceri x un nuovo percorso.
    Adesso razionalmente (posso sbagliarmi) dico che Francesco ha ragione, a prescindere dal fatto che molto spesso anche i progranmmi vengono disattesi e lasciano il tempo che trovano (Governo Prodi) NON servono partitini da prefisso telefonico.
    Ritengo che il decesso del P.R.C. sia avvenuto col rinvio del Congresso, ora bisogna spaccare i tavoli con i pugni davanti a Giordanella e i suoi “Apostoli”, urlare L’ANTIDEMOCRAZIA, esigere che gli uomini di chi ha organizzato tutto sè ne stìano a casa (a Milano l’attuale gruppo Dirigente ha estinto di fatto il partito) e pretendere PLURALISMO interno, pari dignità, dato che la “minoranza” di fatto è MAGGIORANZA, non solo tra gli iscritti, ma in massa tra gli elettori, e che nelle liste oltre a Kompagni eventualmente come Ramon ci vadano persone degne, che ascoltino tutti sopratutto fuori dal “PALAZZO”.
    Non possiamo provare così, dandoci una scadenza definitiva e irrevocabile tutte/i noi e un ultimatum x sempre pur ammettendo personalmente di aver perso la passione da un anno e passa grazie ai “bravi Apostoli” e all’assuefazione al moderatismo????
    Chiedo di vedere così facendo cosa otteniamo, dopodichè, oltre che l’avvilimento e quant’altro,sarò il primo a imboccare un ‘altra strada avendo la coscienza a posto.
    Io non credo che si possa ottenere molto fondando l’unità di frammenti comunisti che poi anche questi sè ne dicono fra loro, o altro (Ferrando e il PCL, Sinistra Critica, Autonomia Comunista, e chi più ne più ne metta) tantomeno alla resurezzione…

    Saluti proletari e comunisti

  11. emanuele, pamela, paolo, carla, walter e forse anche giampiero pongono un problema classico: che fare?
    in realtà non voglio in nessun modo dare l’impressione, perché non corrisponde alle mie intenzioni ne alle finalità di questo blog, che qui si organizza una corrente o la battaglia congressuale.
    ovviamente credo che dopo le elezioni, al congresso, ci sarà una battaglia, credo su alcuni punti fondamentali. il bilancio sulla esperienza di governo che non può essere liquidata e dimenticata. quale unità della sinistra. morte o rilancio del progetto del prc. l’esito elettorale sarà importante. ma tutto questo lo deve fare un collettivo che spero si costituisca.
    per quanto mi riguarda porrò, anche da solo, i problemi negli organismi dirigenti del partito e voterò di conseguenza.

    ramon

  12. caro giovanni, scusa ma non sono per nulla d’accordo con le analisi che citi. e considero grillo e le sue liste civiche un movimento reazionario. non qualunquista. reazionario.
    ciao
    ramon

  13. caro francesco, e chi vuole fare partitini dell’1%? comunque il problema non è elettorale. è sociale e politico. finché la sinistra penserà di esistere solo nelle schede elettorali sarà solo un’appendice del sistema e non una forza capace di sovvertire il sistema.
    ciao
    ramon

  14. caro nando, lo sai che su alcune cose che dici non sono d’accordo. su altre si. mi pare che sia chiaro dai nostri rispettivi scritti. ripetersi non giova molto.
    un abbraccio
    ramon

  15. uh, su Grillo…sono d’accordissimo.
    Reazionario con pulsioni fascistoidi.
    Pericoloso, perchè – ahimè – va ad intercettare anche sensibilità e singoli “di sinistra”, anche colocati – in partenza-su posizioni estreme.
    Nella piazza del V day vedevo sventolare bandere del Che.
    A suo tempo (perdona l’autopromozione) e prima che se ne uscisse con la difesa dei “sacri confini della patria”, fui molto duro.
    Sono stato per breve tempo in un forum di discussione composto perlopiù da elettori (elettori, non militanti…sia chiaro, molto politicizzati ma in termini di “opinione”, non militanza) vicini a rifondazione, sono uscito presto sopratutto per il dilagare del grillismo anche lì dentro.

  16. Francesco Says:

    Compagno Ramon,i partitini li hanno fatti Ferrando,Ricci e Cannavo’.Comunque ho saputo che tu,Caruso e Russo Spena rischiate di non essere candidati,e’ vero?Spero che non sia cosi’soprattutto per un compagno come te.Non ho avuto il coraggio di avvicinarmi l’altra settimana a Cosenza e chiedertelo di persona.Saluti comunisti

  17. @francesco
    bè, se la gente li votasse magari non sarebero più partitini dell1%, se mi passi la battuta.
    Attenzione a non fari discorsi sul “voto utile”…perchè se vale il principio, allora…uno potrebbe pensare di votare Pd al senato 😉
    Aldilà di beghe e personalismi indubbi, nel momento in cui ci sono fratture così grosse anche in termini strategici, aldilà dei numeri, certe divergenze son naturali estanno nelle cose. No?

  18. caro luca moltitudinario, sapevo che eravamo d’accordo su grillo.
    il voto utile comunque è la tomba di ogni sinistra.
    un abbraccio
    ramon

  19. caro francesco, io rispetto anche quelli che tu chiami partitini, anche se mi sembra che l’elettoralismo sia un male senza limiti.
    per quanto riguarda la mia ricandidatura ti rimando alla risposta che ho dato ai commenti all’articolo “come andremo alle elezioni…”
    ramonmantovani.wordpress.com/2008/02/01/come-andremo-alle-elezioni-lista-unica-o-coalizione/#comment-333

    comunque grazie per il pensiero.

    un abbraccio

    ramon

  20. Purtroppo lo scioglimento anticipato delle camere ha colto la sinistra
    in mezzo alla discussione sulla Cosa Rossa, e le decisioni del PD di
    correre da solo e la legge elettorale vigente sono state ottime scuse
    per premere sull’acceleratore del nuovo movimento senza convocare la
    base.
    La mia opinione e’ che le liste uniche possano essere realizzabili
    quando si condivide un progetto, ma quando i rappresentanti si siedono
    in 3 diversi gruppi al Parlamento Europeo, siamo davvero sicuri sia
    cosi’? Io avrei visto bene un’unione dei comunisti in Italia,
    eventualmente aperta ai piu’ convintamente socialisti all’interno di
    SD sotto il simbolo di Sinistra Europea. Del resto il contenitore gia’
    c’era, perche’ farne un altro? E se questo contenitore e’ buono per un
    Folena, perche’ non deve andare bene ad altri? E perche’ un gruppo
    unito in Italia e non in Europa? E perche’ devono stare dentro anche
    identita’ che non si riconoscono nemmeno in una parola cosi’ generica
    come “sinistra” cosi’ che si debba ricorrere ad un nome orrendo – cosa
    da non sottovalutare, vista l’importanza del marketing elettorale nel
    mondo moderno…

    Ma, detto cio’, la domanda e’: che fare? Queste elezioni sono
    importanti. In altre condizioni avrebbero potuto determinare una sfida
    per l’egemonia delle sinistre, perche’ sono sicuro che molta parte
    della base di sinistra, anche “moderata” – come se si potessero
    davvero coniugare il moderatismo che e’ intrinsecamente conservatore,
    con la sinistra che per risolvere i problemi che si pone, deve sempre
    e per forza essere progressista – e’ piu’ vicina ai programmi di
    Rifondazione che del PD.
    Ma oggi, se dare forza a questo soggetto de “La sinistra e
    l’arcobaleno” da un lato sembrerebbe poter confermare le scelte
    compiute dalla dirigenza senza interpellare la base, dall’altro
    boicottare questa formazione potrebbe essere analogo al “tagliarsi le
    palle per far dispetto alla moglie”, e chiudere anche le prospettive
    future per la sinistra.

    Per questo, anche un po’ a malincuore, dico che bisogna ora mettere in
    secondo piano le contese sul nome e il simbolo, magari proponendo che
    nel simbolo elettorali e in campagna elettorale siano compresi i segni
    grafici delle 4 singole formazioni – cosa a mio avviso ragionevole in
    questo momento -, e iniziare a parlare solo di programmi e proposte.
    Perche’ i discorsi sul nome non vengono molto ben compresi
    dall’elettorato, che vede i problemi veri altrove. E trova che parlare
    oggi di questo, e non di lotta al precariato, di salari, di sicurezza
    nel lavoro e di diritti, intesi nel senso piu’ ampio del termine, sia
    una perdita di tempo.
    E mancano due mesi al voto, non due anni.

    Saluti,
    Andrea

  21. Purtroppo lo scioglimento anticipato delle camere ha colto la sinistra in mezzo alla discussione sulla Cosa Rossa, e le decisioni del PD di correre da solo e la legge elettorale vigente sono state ottime scuse per premere sull’acceleratore del nuovo movimento senza convocare la base.
    La mia opinione e’ che le liste uniche possano essere realizzabili quando si condivide un progetto, ma quando i rappresentanti si siedono in 3 diversi gruppi al Parlamento Europeo, siamo davvero sicuri sia cosi’? Io avrei visto bene un’unione dei comunisti in Italia, eventualmente aperta ai piu’ convintamente socialisti all’interno di SD sotto il simbolo di Sinistra Europea. Del resto il contenitore gia’ c’era, perche’ farne un altro? E se questo contenitore e’ buono per un Folena, perche’ non deve andare bene ad altri? E perche’ un gruppo unito in Italia e non in Europa? E perche’ devono stare dentro anche identita’ che non si riconoscono nemmeno in una parola cosi’ generica come “sinistra” cosi’ che si debba ricorrere ad un nome orrendo – cosa da non sottovalutare, vista l’importanza del marketing elettorale nel mondo moderno…

    Ma, detto cio’, la domanda e’: che fare? Queste elezioni sono importanti. In altre condizioni avrebbero potuto determinare una sfida per l’egemonia delle sinistre, perche’ sono sicuro che molta parte della base di sinistra, anche “moderata” – come se si potessero davvero coniugare il moderatismo che e’ intrinsecamente conservatore, con la sinistra che per risolvere i problemi che si pone, deve sempre e per forza essere progressista – e’ piu’ vicina ai programmi di
    Rifondazione che del PD.
    Ma oggi, se dare forza a questo soggetto de “La sinistra e l’arcobaleno” da un lato sembrerebbe poter confermare le scelte compiute dalla dirigenza senza interpellare la base, dall’altro boicottare questa formazione potrebbe essere analogo al “tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie”, e chiudere anche le prospettive future per la sinistra.

    Per questo, anche un po’ a malincuore, dico che bisogna ora mettere in secondo piano le contese sul nome e il simbolo, magari proponendo che nel simbolo elettorali e in campagna elettorale siano compresi i segni grafici delle 4 singole formazioni – cosa a mio avviso ragionevole in questo momento -, e iniziare a parlare solo di programmi e proposte.
    Perche’ i discorsi sul nome non vengono molto ben compresi dall’elettorato, che vede i problemi veri altrove. E trova che parlare oggi di questo, e non di lotta al precariato, di salari, di sicurezza nel lavoro e di diritti, intesi nel senso piu’ ampio del termine, sia
    una perdita di tempo.
    E mancano due mesi al voto, non due anni.

    Saluti,
    Andrea

  22. stefanog Says:

    Caro Ramon
    Torno ad intervenire in questo spazio dopo alcuni giorni in cui ho cercato di orientarmi e di capire. Temo di aver capito solo cose ovvie, non importa.
    La prima è che il percorso oligarcico intrapreso era già dato e stabilito. Quantomeno da quando si è capito che il 10% unitario come risultato rappresenta un obiettivo ambizioso e difficile da raggiunngere e da quando Bertinotti è potuto rientrare in scena (temporaneamente?) per dettare le condizioni, le sue condizioni. Un percorso che era già irreversibile, indipendetemente da quella triste rappresentazione teatrale che è stata l’ultima direzione. Non so se Bertinotti sia il candidato peggiore, so però che lo scarto culturale e politico per produrre altro, questa sinistra non lo ha ancora prodotto, ci si tiene il vecchio perché il nuovo non lo si è costruito. Anche a me sarebbe piaciuta la “federazione dei simboli” ma ancor più la definizione di una alterità sociale dal PD e consimili, fatta di proposte, capacità di riportare al centro i conflitti, capacità di andare in fondo ad una disamina impietosa dell’esperienza governativa. Non c’è stata ne la voglia ne il tempo. Arriveremo col fiatone alla meta, perdendo peso politico senza riacquistare credibilità. Ci arriveremo, temo, con un passaggio ipocrita, il baratto fra la garanzia di rispettare equilibri nei posti in parlamento in cambio di un voto che legittimi (al cpn) l’irreversibilità del percorso intrapreso. Non resta forse che pensare al poi, a quando i passaggi congressuali dovranno (dobbiamo lavorare per questo) rivedere quanto si è fatto.
    In quella fase e nei giorni a venire ci vorrebbero 10, 100, 1000 Annalisa a riportare un briciolo di realtà in un contesto che sembra averla rimossa.
    Allora forse, insiema ad Annalisa, potremo riuscire a brindare.
    In questi mesi forse la cosa migliore da fare è passare meno tempo a dannarci l’anima contro le oligarchie e più tempo dove forse c’è ancora bisogno di noi.
    Una critica? Non a te ma a tutti/e noi che ci muoviamo da tempo come mosche attorno ad una lampadina

  23. Grazie per il tuo contributo. (poveri noi!)
    Qui la campagna elettorale non si sa chi la farà, sotto questo cielo.
    No, stavolta in tanti non si faranno il culo. Fossi Giordano mi preoccuperei un po’…

  24. Caro compagno Ramón,

    grazie della battaglia che stai portando avanti, è quanto meno consolante che ci siano tanti compagni incazzati con questo stato di cose nel Partito e che non intendono subirlo passivamente. Come diceva qualcuno bisogna assolutamente che ci sia un’unità di intenti e di decisioni tra tutti quelli che non condividono la politica del fatto compiuto di Bertinotti e Giordano e della loro cerchia, che concepiscono la democrazia interna solo come ratifica delle loro decisioni. Naturalmente non si mettono in dubbio la loro onestà e buone intenzioni, ma sono completamente fuori strada, e probabilmente lo pensano anche loro stessi dato che alla fine, dopo tante parole, non si fa né la consultazione, né il congresso, né niente di niente, come per “paura” del confronto vero con il corpo vivo del Partito, ma solo ratifiche di un CPN che sembra che sia pieno di “estómagos agradecidos” e soprattutto di gente che ha paura di cadere dalle liste. Mi sembra incredibile che si facciano uscire “indiscrezioni” interessate che darebbero fuori un Caruso o uno come te, e invece no per esempio un Folena che ha già fatto non so quante legislature sempre galleggiando da un partito all’altro, però a lui lo manterrebbero perché è funzionale ai disegni “innovativi” di Bertinotti, che infatti lo ossequia con il suo ultimo proclama su “Rosso di Sera”. Invece un Mantovani rompe le palle e allora gli si applica la regola; per gli “amici” invece, si applicano le eccezioni.

    Ci sono troppe cose così che fanno girare le scatole e fanno piombare nella rabbia e nell’impotenza, che fanno passare la voglia di lavorare e di lottare, e sinceramente sono contento di non essere in Italia perché una lista “sinistrarcobbaleno” senza neanche uno straccio di simbolo, un programma di riformismo socialdemocratico all’acqua di rose e con Bertinotti candidato presidente, non la voterei proprio. Vediamo cosa succede nella circoscrizione Europa, forse e dico forse riusciamo a fare una lista più decente, per la quale valga la pena impegnarsi veramente in una campagna elettorale durissima e difficilissima, ma non è ancora chiaro.

    Sul simbolo poi, se ci sono compagni che la facciamo tanto lunga e insistiamo col voler almeno mettere i quattro simboli come quello che ho mandato l’altro giorno, non è per passatismo di essere attaccati al simboletto come la coperta di Linus. Del resto è vero che tante altre volte si è andati con altri simboli, ma il fatto è che questa è la prima volta in cui l’uso di un simbolo diverso soggiace a un cambio vero e proprio nella teoria e nella prassi politica del Partito. Nella teoria quando si ciancia di un non meglio definito “socialismo” che è in realtà un socialismodemocratico timidoriformista che accetta pienamente le regole del capitalismo e al più si dedica al “menopeggismo”, alla “riduzione del danno”, alla “solidarietà” e non invece, come dovrebbe essere, alla giustizia sociale ed economica, al ruolo chiave del potere pubblico in beneficio della collettività, alla costruzione della democrazia partecipata e attiva, alla crescita delle persone con la formazione e l’informazione libera e critica, alla non mercificazione della vita e del mondo, al superamento insomma del capitalismo verso un altro sistema possibile, da costruire non necessariamente in una rivoluzione di un giorno ma in un processo costante, difficile ma deciso. Anche se per quello dobbiamo essere un partito più piccolo; ma meglio essere un partito di pochi punti percentuali, ma deciso e compatto e serio e coerente e conseguente, capace di dare battaglia e fare politica sul serio e lottare per essere un punto di riferimento per i lavoratori e per chi costruisce una società alternativa, piuttosto che essere un “grande partito” ma pieno di conformisti e di opportunisti. Come era il “grande PCI” che arrivò al 34% ma a costo di essere letteralmente infestato dai vari Veltroni, Occhetto, D’Alema, Napolitano, Fassino e compagnia brutta, o addirittura di gente come Ferrara, Adornato, Bondi… Bondi!!!, e infatti è finito com’è finito.

    Si fa battaglia adesso sul simbolo perché anche Rifondazione, o almeno l’attuale gruppo dirigente che ormai sta diventando abusivo (il suo mandato scade tra meno di un mese), sta avendo la stessa deriva teorica e pratica di quel PCI. La storia si sta ripetendo, prima come tragedia (la Bolognina) e oggi come farsa (l’arcobalenino). Con le menate da professorini modernini dei vari Bertinotti Revelli Ginsburg e soci e corifei, che si traducono in una terribile debolezza ideologica e timidezza operativa (come gli errori e i pasticci sulla guerra e sulle spese militari, sul welfare, sulla sicurezza, sui diritti civili e sulla laicità, e sul rispetto del programma in generale). Roba che persino un governo Zapatero, che anche tu conoscerai bene, appare in confronto un pericoloso estremista, e invece non è neanche “socialista”, è semplicemente un governo e un partito che applica una serie di misure minime di giustizia e di dignità, in tutti i sensi. In Italia non siamo capaci neanche di questo e neppure Rifondazione com’è ridotta oggi ne sarebbe capace. Sono invece capaci di andare avanti con le pratiche verticiste, politiciste, istituzionaliste e autoreferenzialiste di cui stanno facendo gala. Le fanno a danno degli iscritti, ma non sono altrettanto forti con gli altri, infatti sono completamente e vergognosamente subalterni a un Mussi, a un Veltroni, a un chiunque ci disprezzi come comunisti ma che ci voglia utilizzare per i suoi interessi e i suoi giochetti. Allora dicono che non vogliono fare neanche un qualcosa di minimo e doveroso come ritrovare l’unità dei comunisti, perché sarebbe un “PCI bonsai”, e preferiscono fare un PDS bonsai, egemonizzato da quelli che dicono che “avevano ragione” e che “hanno già fatto i conti con la falce e il martello vent’anni fa”. Di nuovo, si va dalla tragedia alla farsa.

    Scusa per il lunghissimo sfogo caro compagno Ramón ma veramente tutto quello che succede, fuori e dentro il Partito, fa cadere le braccia e tutte le altre parti sporgenti del corpo. Per favore, veramente per favore, cercate di fare il massimo lavoro possibile per cambiare il risultato che oggi appare scontato del CPN del 22-23 febbraio. Mettetevi insieme le “minoranze”, lasciate perdere gli screzi e le incomprensioni del passato, alzate la voce insieme forte e chiara per impedire questa deriva definitiva del Partito, che potrebbe tradursi in una mazzata senza precedenti alle elezioni, e ritrovarci un giorno, quando si degneranno di tenere il congresso, con una platea vuota, con un partito di “capi” senza militanti, perché quelli che c’erano prima si sono definitivamente rotti e se ne stanno a casa, o si dedicano a fare altre cose, ormai persi per sempre, per un partito che sia solo il ricettacolo di conformisti trasformisti e opportunisti “modernisti” e “innovativi”… per la loro poltrona.

    Hasta la victoria siempre

    Mario

  25. Io non faccio la campagna elettorale per Giordano o per Bertinotti.Io la faro’,caro compagno Marino,perche’credo nella Sinistra e perche’credo debbano essere sconfitti(sara’difficile)le destre.A ME NON INTERESSANO NE’I NOMI NE’I SIMBOLI A ME INTERESSANO I PROGRAMMI

  26. Francesco Says:

    E’il momento di stringere i denti e lottare contro le destre e anche contro il PD.Basta polemiche non servono,dobbiamo preservare la Sinistra in Italia

  27. Edoardo Pascarella Says:

    Questa tragicomica vicenda della “cosetta arcobaleno” è la naturale conseguenza degli ultimi due congressi del PRC e credo sia giusto portare a definitivo compimento la linea dell’attuale gruppo dirigente, per questo sono contrario all’utilizzo strumentale dei simboli del lavoro (e della trasformazione sociale) per dare gambe e fiato ad una cosa che, per quanto mi riguarda, proprio non ne ha!
    Io che sono Comunista quindi, mi faccio momentaneamente da parte e lascio lavorare coloro che sono al passo con i tempi ed hanno capito tutto.
    La mia presenza è in tutta evidenza chiaramente d’intralcio così come inevitabilmente lo è quella di un Partito Comunista.
    A voi l’iniziativa, staremo a vedere…

    Mi permetto però di riportare un documento che ritengo abbastanza interessante e che trovo di un’attualità sconcertante.
    E’ un pò lungo ma si legge abbastanza agevolmente.

    “PER LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO E GRANDE PARTITO COMUNISTA”

    APPELLO APPROVATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE
    DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
    Roma 3 e 4 maggio 1991

    “Le ragioni che motivano la nascita di un nuovo Partito Comunista sono scritte nel bisogno di non rassegnarsi allo stato di cose presenti, di non arrendersi alle culture che santificano il profitto, il mercato e le merci, di non subire il capitalismo e le sue leggi come se fossero un destino ineluttabile. L’ideologia della “fine della storia” pretende di abolire dall’orizzonte comune ogni idea e pratica di antagonismo alle attuali forme di dominio: ma nessuna ideologia riesce ad occultare la realtà drammatica di un mercato mondiale che spinge interi continenti verso la deriva del sottosviluppo e della fame, che nella sua logica dissipativa delle risorse naturali mette a repentaglio la vita stessa del pianeta, che concentra i poteri in sedi sempre più elitarie e separate dalla gran parte dell’umanità, che persino nel cuore delle grandi metropoli occidentali riproduce la spirale disperante dei ghetti e delle esclusioni, che porta nel grembo delle proprie feroci oggettività il seme dell’intolleranza razzista e della violenza contro ogni forma di diversità.

    Nel nome del socialismo sono stati edificati regimi ingiusti e dispotici, che hanno espropriato i popoli e le classi lavoratrici dell’Est degli strumenti fondamentali della propria autonomia e della propria liberazione. Il crollo di quei regimi non cancella l’idea e il bisogno di comunismo. Al contrario, l’assorbimento di quelle società nel mondo occidentale riapre oggi ad Est una acutissima questione sociale e rimette in campo nuovi soggetti di opposizione anticapitalista.

    La presunta razionalità del mercato e dell’Occidente, il cui trionfo è stato universalmente celebrato all’indomani del crollo del muro di Berlino, non ha partorito un mondo pacificato e più giusto. Al contrario, anche la guerra è stata rilanciata – nella emblematica vicenda del Golfo Persico – come “normale” strumento di risoluzione dei conflitti internazionali. Bisogna reagire con forza al clima bellicista e reazionario che ha contornato la “guerra santa” del Nord del mondo contro il suo ex-vassallo Saddam Hussein: occorre costruire movimenti di massa per una nuova lotta pacifista, che parli oggi la lingua dei curdi e dei palestinesi, che sappia criticare nel profondo le tendenze imperialistiche e gli assetti del mondo, che combatta il monopolarismo statunitense e che, dinanzi allo sfaldamento del Patto di Varsavia, chieda lo scioglimento della Nato e un vero e generalizzato disarmo.

    Un vento di destra soffia sull’Italia senza incontrare una adeguata risposta della sinistra. In verità, già da tempo la sinistra italiana ed europea appare ostaggio della logica delle compatibilità del sistema: i balbettii dell’Internazionale Socialista nei giorni del fuoco contro l’Iraq sono stati la prova di una subalternità assai grave. Oggi siamo dinanzi ad un coro consociativo che chiede di seppellire la prima Repubblica e di por mano a riforme istituzionali ispirate alle filosofie neoautoritarie del decisionismo e della governabilità. L’altra faccia di questa tendenza antidemocratica è la stretta sociale che si annuncia come complessivo smantellamento di ciò che resta dello stato sociale a vantaggio di una selvaggia privatizzazione. Questi processi alimentano ulteriormente il divario Nord-Sud, e rendono sempre più drammatica la condizione di dipendenza, di degrado e di diffusa illegalità del del Mezzogiorno d’Italia.

    È urgente allora, ridare ragioni e risorse ad una lotta di opposizione sociale e politica, per costruire una diffusa controffensiva di libertà, di allargamento della partecipazione popolare. Anche la crisi del sindacato, e la sua involuzione burocratica e corporativa, chiedono un impegno di lunga lena per la ricostruzione di un punto di vista di classe che unifichi e rilanci le forze del mondo del lavoro. Anche la centralità dei saperi dentro i processi di modernizzazione capitalista va messa a fuoco con un rinnovato impegno critico, capace di interloquire con le domande antagoniste dei nuovi soggetti giovanili e studenteschi.

    Ecco, compagne e compagni, una risposta alla domanda che dice: perché comunisti? Comunisti non per nostalgia di una storia gloriosa ma anche carica di errori, ma comunisti perché c’è bisogno – qui e ora – di una spinta radicale di trasformazione. Il mondo della cosiddetta modernità e delle grandi innovazioni tecnico-scientifiche è meno libero e meno felice di quanto non appaia: inedite forme di asservimento al profitto e alle macchine convivono con vecchie e nuove disperazioni e alienazioni. La lotta delle donne per liberarsi dai vincoli di un universo pensato e costruito al maschile pone a tutti noi domande esigenti e ci spinge ad una grande innovazione di linguaggio e di pratica politica.

    Per questo rivolgiamo alle forze vive della società italiana, alle lavoratrici e ai lavoratori, alle giovani generazioni, agli intellettuali, un appello forte e appassionato a lavorare con noi per la costruzione di un nuovo e grande PARTITO COMUNISTA. Un partito non piramidale, antidogmatico, aperto al nuovo, pienamente democratico e pluralistico, non violento e di massa. Un partito al servizio di una immensa speranza di cambiamento.”

  28. mitrena teutile Says:

    Caro Ramon,

    per adesso ti pongo la seguente domanda: ma che autonomia di giudizio ha una direzione nazionale di un partito composta per la maggioranza da parlamentari?
    Soprattutto in questa fase…

  29. Caro compagno Danilo,
    è notevole e degna di lode la tua generosità, e senz’altro hai ragione che ciò che importa davvero è la Sinistra e sconfiggere le destre; e che non interessano né i nomi né i simboli, ma i PROGRAMMI. Ma dimmi, a quali programmi ti riferisci? A quello “Vuoi vedere che l’Italia cambia davvero”? A quello de L’Unione del 2006? A quello di Carrara? A quello che cucineranno caldo caldo per queste elezioni? Parole parole parole? Interessano i programmi, sì, ma interessano ancora di più i FATTI. E i FATTI, insieme ai NOMI che fanno da anni il bello e il cattivo tempo senza la minima autocritica, e insieme ai SIMBOLI che vengono rimossi per puro opportunismo e subalternità politica, ci dicono che stiamo andando al disastro. Anche, scusami, grazie a compagni disposti ad accettare qualunque cosa senza fiatare, per troppa generosità e troppa fiducia in certi dirigenti, che sanno solo agitare gli spauracchi della “destra”, salvo essere disposti a fare qualunque accordo con loro per “ridurre il danno”, specialmente a se stessi (vedi la disponibilità a un “governo Draghi” o il patetico mendicare un accordo a Veltroni).
    Saluti comunisti
    Mario

  30. Scusa Ramon ma quando questi prezzolati, Bertinotti in primis, che stanno sfasciando il prc, facevano, anni fa, le loro porcherie: annullando congressi di federazioni scomode, imponendo a colpi di maggioranza modifiche allo statuto vomitevoli, cambiando linee politiche dalla notte al giorno per convenienza, mettendo negli organismi dirigenti persone incapaci ma servili, alimentando il culto della personalita’ di bertinotti neanche fosse Stalin ecc. Tu dov’eri? Che facevi? Te lo ricordo io: firmavi e votavi le loro mozioni, applaudivi le loro cazzate (e le ripetevi anche tu) e facevi lo yes man come tanti altri. Troppo comodo adesso fare il puro, perche’ ti hanno trombato e non ti rimandano in parlamento per la 5. (!) volta. Ma un po’ di autocritica non la fai mai? Basterebbe farne solo un po’, se proprio vuoi far vedere che sei diverso o cambiato. Pure Ocalan c’hai mandato in galera con le tue stronzate! E quando simpatizzavi con l’Uck e volevi il Kosovo autodeterminato (ora ti accontentano!) te lo ricordi? E quando a Venezia davi pubblicamente dello sbirro a Burgio mentre facevi accordi con la peggiore sbirraglia (bastasse solo Caprili con quello che ha detto sul decreto antiromeni)? Ti sovviene? Allora puo’ darsi che 4 marmocchi o 4 fessi in giro per l’Italia ti credano in buona fede, ma tu non credere che chi questo partito lo conosce bene (e pertanto conosce bene anche te) si dimentichi delle tue performances. O Mantovani, mi sa che ti tocchera’ di fare il funzionario di partito senza averci piu’ il partito. Buona fortuna! P.S. T’ho scritto delle cose poco carine, un po’ mi dispiace, ma quando “ce vo’, ce vo'”!

  31. sergio meazzi Says:

    Caro Ramon, cari tutti voi. Mi viene da porre un paio di domande: Cosa vuol dire essere comunista oggi? Quale strada dovrebbe percorrere un Partito Comunista oggi? Di comunismo c’nè uno solo o tutti noi abbiamo il nostro?
    Grazie per l’eventuali risposte. Un ciao a tutti.
    p.s. Ramon la vittoria è sempre di rigore?

  32. Edoardo Pascarella Says:

    Mi scusi signor Meazzi ma Lei probabilmente interloquisce solo con persone importanti e con una discreta posizione sociale. Io che sono un misero operatore ecologico mi sono permesso di postare l’appello “Per la costruzione di un nuovo e grande Partito Comunista” lanciato dall’Assemblea Nazionale di Rifondazione Comunista nel maggio del 1991, che Lei evidentemente non ha letto!
    Perciò mi scuso se mi permetto di disturbarLa nuovamente ma La invito molto sommessamente a farlo, credo che troverà le risposte che cercava. Intanto per non farLe perdere molto del suo preziosissimo tempo gliene anticipo una brevissima frase:
    ”Ecco, compagne e compagni, una risposta alla domanda che dice: perché comunisti? Comunisti non per nostalgia di una storia gloriosa ma anche carica di errori, ma comunisti perché c’è bisogno – qui e ora – di una spinta radicale di trasformazione.”
    Mi scuso nuovamente se mi sono permesso di intervenire ancora ed ho avuto l’ardire di interloquire con Lei ma qualcuno non molto tempo fa ha insegnato a me ed a quelli come me a non togliere il cappello al cospetto dei padroni e dei loro baciapile e noi, sciocchi, lo abbiamo imparato per davvero.
    Distinti saluti

  33. sergio meazzi Says:

    Caro Edoardo, la mia non è una provocazione. Semplicemente un modo per capire e analizzare varie forme di pensiero. Io non ho verità, amo la ricerca. Anche questa è un forma di comunismo.
    Lascio perdere delle considerazioni sulla mia persona che sono, credo, fuoriluogo. Il lei lo usava DiVittorio per confrontarsi coi padroni, io non sono padrone, se vuoi, dammi del tu.
    Un abbraccio.

  34. Carissimi vi tedio ancora una volta:
    L’assemblea di Torino a cui non ho partecipato per questioni di salute e per questioni politiche e’ diventata il trampolino di lancio per una stagione di politiche prioritarie sulla centralita’ del lavoro.
    Strano se ne sono accorti adesso o per caso alzano il tiro perche’ siamo in campagna elettorale?? (chissa’)
    Mi chiedo da giorni e lo chiedo a Ramon se secondo lui si fara’ ancora il congresso…(?)
    Per come sono messe le cose e per la piega che ha preso la discussione purtroppo sono un po’ scettica.
    E’ chiaro ed evidente che non si vuole non solo non affrontare con lealta’, l’esperienza del Partito nel governo Prodi, ma non si vuole dare sfogo neanche al dissenso e ai mille interrogativi che arrivano dalla base.
    Mi sembra che in maniera oligarchica si sta’ decidendo anche su questo versante…
    Infatti il tesseramento,la costituente, e tutte le dichiarazioni di dirigenti del PARTITO vanno verso la decisione del Partito Unico che sara’ la sinistra Arcobaleno…………..
    Quindi anche in questo caso siamo al paradosso e ogni giorno stiamo dietro le dichiarazioni di uno o dell’altro per cercare di percepire qualcosa….
    Bisognerebbe infatti che tutte le federazioni chiedessero i federali sulle questioni delle elezioni e alla presenza della segreteria nazionale
    Come per dire devono avere il coraggio di discutere con i compagni/e nei territori delle decisioni prese nelle stanze segrete…
    Un ultima battuta la faccio a Serena:
    Carissima ognuno di noi nel corso della sua storia politica e del suo impegno nel Partito ha applaudito e sostenuto, come credo anche tu, cazzate o cose importanti
    Le hai sopportate tu e le abbiamo sopportate noi, ma in questo caso la politica di chi c’e l’ha piu’ lungo non e’ una strada che mi soddisfa….
    Per cui applaudo anche io alle cazzate ma sarebbe un errore grossolano pensare sempre di essere dalla parte dei duri e puri….. o di chi ha sempre ragione…..
    Io sono convinta che stare dentro ad un progetto politico sia anche mutamento, se pensassi oggi, che ho capito tutto ( come te) farei altro nella vita…
    Adios

  35. Cara Pamela,
    tu nel partito ci stai dal 2005,
    è ancora presto….
    quando ti accorgerai che il mutamento non è sinonimo di crescita
    (magari fosse) ma di trasformismo e di malafede,
    forse farai qualcos’altro nella vita pure te.
    E mai nessuno (in 17 anni!!!) che abbia fatto un po’ di autocritica,
    ribadisco.

  36. caro andrea, sono d’accordo con molte cose che dici. ed anche sullo spirito della sorta di appello finale. rimane il fatto che una sinistra che si costruisce sulla base di suggestioni (rischia di sparire dice continuamente bertinotti), di improvvisazioni elettoralistiche, e soprattutto senza aver sciolto i nodi di fondo (il rapporto con il tema del governo prima di tutti) è foriera di divisioni, di incazzature e di disimpegno. purtroppo.
    un abbraccio
    ramon

  37. caro stefano, per l’ennesima volta sottoscrivo parola per parola quel che dici. non ho nulla da aggiungere.
    un abbraccio
    ramon

  38. caro marino, hai ragione, ma credo che l’oligarchia abbia ben messo nel conto tutto e che confidi di liberarsi della zavorra e di recuperare quanto è possibile sulla base di appelli contro la destra ecc.
    ciao
    ramon

  39. caro danilo e caro francesco, uno dei mali della sinistra (tutta) è pensare che si esiste e ci si salva alle elezioni. ho maturato, nel corso degli anni, la convinzione che qualsiasi sinistra, comunista o no, deve essere utile socialmente e considerare le elezioni come cosa secondaria. gli appelli a non polemizzare e, conseguentemente, a non dire le proprie opinioni li capisco ma non li condivido.
    grazie per i commenti
    ramon

  40. caro edoardo, grazie per aver ripubblicato qui quell’appello che, come si può vedere, è tutto tranne che identitario, dogmatico e settario.
    un abbraccio
    ramon

  41. cara mitrena, non credo sia quello il problema. in altri momenti una direzione simile seppe rompere con il governo prodi. il problema è sempre la politica.
    un abbraccio
    ramon

  42. caro mario, credo tu abbia ragione. ma non tanto perché esisterebbero dirigenti perversi. più semplicemente perché le destre si battono nella società.
    ciao
    ramon

  43. cara serena, nonostante il tono insultante voglio risponderti puntualmente.
    io ho condiviso la linea politica in diversi congressi. in rifondazione sono stato in minoranza all’inizio perché mi opponevo alla linea di Cossutta, tanto identitaria quanto moderata. poi sono stato d’accordo con bertinotti su molte cose, ma non tutte. le ho sempre dette. per esempio due congressi fa, a rimini sei anni fa, a bertinotti che accusava le minoranze (che però cooptava volentieri in segreteria e in ogni dove) di essere il piombo nelle ali del partito, dissi che il vero piombo nelle ali erano tutti quelli che erano d’accordo con lui ancor prima che avesse parlato. e lo dissi dalla tribuna. l’accusa secondo la quale io parlerei oggi a causa della mia non ricandidatura mi offende. basta che tu dia una breve scorsa agli articoli pubblicati in archivio anche anni fa per trovare che la tua accusa è infondata. ma pazienza.
    ciò che dici su Ocalan e su l’UCK è semplicemente sciocco e, stranamente, corrisponde alle accuse che mi sono state rivolte da destra.
    comunque libera di credere che sono in malafede.
    però, cara serena, ricordati che i pregiudizi in politica, come nella vita, non aiutano a capire e fanno prendere grandi abbagli.
    ti voglio raccontare un piccolo episodio:
    circa una quindicina di giorni prima che cadesse il governo prodi nel 98, incontrai una compagna che mi rivolse la seguente accusa: “hai detto che non è il momento di fare una manifestazione nazionale per la palestina perché non vuoi disturbare il governo prodi. fate un gran casino ma alla fine lo voterete perchè siete attaccati alla poltrona.”
    effettivamente qualche giorno prima in una riunione avevo detto che non era il caso di fare quella manifestazione nazionale. per il semplice motivo che avevo la certezza che non sarebbe riuscita. effettivamente votai contro il governo prodi che cadde. che dialogo, che ragionamento si può fare con una compagna con quei pregiudizi? nessuno.
    ciao
    ramon

  44. caro sergio, i comunismi sono sempre stati tanti. come le sinistre. ma non così tanti da essere personalizzati. credo.
    sono d’accordo con la risposta che hai dato a edoardo.
    un abbraccio
    ramon

  45. cara pamela, sono d’accordo perfettamente!
    un abbraccio
    ramon

  46. Facciamo il riassunto delle ultime puntate per fare chiarezza:

    Nel 2002 non ti piaceva la formula del congresso a tesi perche’ l’ernesto (che cosi’ poco ti garbava e volevi fuori dalle scatole) avrebbe fatto il giochetto degli emendamenti per rimanere attaccato al carrozzone (giochetto che magari un domani farai o stai gia’ facendo tu), e quindi sei intervenuto al CPN denunciando la cosa. “Giustamente”! Bisognava essere Bertinottiani al 100% per comandare, e tu lo eri.
    Poi dicevi che bisognava dissentire senza aver timore alcuno e una tale chiarezza e critica verso quelle che stavano diventando le pratiche di servilismo oggi consuete nel prc avrebbero dovuto corrispondere, soprattutto in virtu’ del ribaltone di linea nel 2005 (a proposito ma tu non eri l’amico dei movimenti e di bandiera rossa, il sostenitore della logica delle 2 destre?), a una tua adesione ad altra mozione diversa da quella della maggioranza… Ma invece non e’ cosi’: a venezia,
    quando bertinotti tiro’ fuori la storia del piombo nelle ali (cioe’ l’ernesto,
    che pero’ a differenza tua aveva presentato un’altra mozione)
    malgrado le divergenze con il nostro, tu continuavi a sostenere, incredibilmente, la mozione 1 assieme a Russo Spena, Alfonso Gianni e Ciccio Ferrara che, alla faccia della non violenza, in quel congresso fecero la parte dei carnefici: roba da vomito. Avessi fatto la parte del Cremaschi ne saresti forse uscito meglio, ma tant’e’… davanti ad un Cannavo’ sconvolto rispetto a quello che stavano facendo allo statuto, a un Ferrando ammutolito e a mezza platea congressuale annichilita e incazzata tu pensavi bene di dire che Burgio era uno sbirro. Proprio quando bertinotti si era rifiutato di dargli la mano, strano modo di manifestare queste tue divergenze verso l’andazzo che stava prendendo il partito. In pratica oggi dai addosso a quelli con cui fino a ieri, e sottolineo ieri, non 10 anni fa, andavi a braccetto. Certo quando hanno fatto Giordano segretario (un gigante della politica!!) giustamente tu e Alfonso Gianni vi siete incazzati: e noi chi siamo? Mi sarei incazzata anch’io!
    Allora, nel 2006, prendi coraggio e per la prima volta voti contro le decisioni del monarca. Alla buon’ora!

    UCK: c’e’ una tua interrogazione parlamentare in cui testualmente metti sullo stesso piano il PKK e l’UCK, se vuoi te la invio insieme ad un sacco di altre tue dichiarazioni autografe.

    Ocalan: la faciloneria, il pressappochismo e l’assoluta mancanza di capacita’ nel gestire tu ed il gruppo dirigente del partito quella situazione te lo rimproverano i compagni che si ricordano cosa combinaste allora, altro che i fascisti! Quelli si fecero un brindisi insieme agli americani ed ai turchi mentre oggi, a distanza di 10 anni, non si sa neanche piu’ che fine ha fatto quel poveraccio. Forse giace lobotomizzato in qualche patria galera turca.

    Se il PRC puo’ ancora avere una speranza e’ solo cacciando via, alcuni a pedate, gli artefici dello sfascio e del malcostume politico in cui versa dal 2000 in qua: fra di loro ci sei anche tu. Tu sei un finto massimalista all’interno del bertinottismo. Quindi un bertinotti al quadrato. Mi dispiace se sono stata offensiva, ma la chiarezza a volta richiede forza, anche nel linguaggio. Ciao. Serena

  47. Caro Ramon, cari tutti,
    la cosa che dicesti a proposito del piombo sulle ali del partito (costituito da chi era d’accordo con il “caro lider” prima ancora che parlasse) è giusta al punto da far sorridere amaramente di fronte alla desolazione attuale. Nella mia ormai lunga militanza politica, eccezion fatta per l’ideale cetrezza comunista, sono sempre stato sorretto dai dubbi (scusate l’ossimoro). Essi mi hanno impedito di aver sempre ragione, ma anche di prendere le cantonate fideistiche di chi, (diciamo in buona fede) ha favorito allo scorso congresso gli attuali oligarchini del partito, consegnando loro “legalmente” il copyright del PRC, che gli ha permesso di arrogarsi il diritto di fare ciò che vogliono, ora sostenendo fermamente il governo di Mastella e Dini, ora decretando “il superamento” del nostro PRC, in nome di un sacco di cose più che opinabili. Ma non ci sarà dato di opinarle se non come stiamo facendo qui. Quando ci sarà un prossimo congresso, i danni saranno già fatti e “irreversibili” come dice il piccolo padre. Resta la constatazione sconfortante che le varie componenti non allineate, non abbiano saputo trovare un minimo comun denominatore che solo avrebbe potuto contrastare l’attuale deriva. E ancora non pare lo stiano trovando.

  48. Accipicchia…Serena ci va giù pesante, eh?
    Devo inventarmi qualcosa perchè….almeno in questa sede, mi vedo “scavalcato” a sinistra. 😉
    Scherzo un po’ per sdrammatizzare.
    D’altra parte, Ramon, non credo che – vista la situazione difficile, anche col carico “emotivo” che questa situazione comporta, dopo due anni così “logoranti” e ciò che si va traguardando- non ti attendessi confronti così “aspri”.

  49. Compagno Ramon chi offende(stile Berlusconi)non merita risposta.C’e’modo e modo per parlare e spiegare le cose.Io penso che chi sbaglia lo fa sempre in buona fede e se noi(mi ci metto anche io nel mio piccolo)abbiamo sbagliato lo abbiamo fatto per il bene del partito.

  50. Caro compagno Ramon,
    entro subito nel merito della questione. Non credo e non ho mai creduto che falce e martello siano un qualcosa di insosituibile. Credo che le idee valgano più di un simbolo. Ora tremo all’idea di perdere quel simbolo. Perchè capisco che la sua cancellazione non equivale a nessuna idea sul nostro futuro. La sinistra nasce morta perchè non ha un’identità sua. Non è socialdemocratica (e del resto se accettiamo che il comunismo è un’ideologia che appartiene al XIX sec, la socialdemocrazia non ne è di meno); non è anti-liberista (le privatizzazioni hanno sempre trovato pieno appoggio da parte di Sinistra Democratica). Cos’è questa sinistra allora?
    Credo che sia solo la sommatoria di quattro partiti che vedono vicina la loro scomparsa parlamentare, perchè solo questa è a rischio, e sono purtroppo convinti che la politica sia solo parlamentare.
    Eppure le idee c’erano. Erano le idee che portavano con sé il popolo di Seattle, di Genova, dei Forum sociali mondiali. L’idea di un altro mondo possibile. L’idea di una politica fatta dal basso. Una politica glocal, fatta da centinaia di migliaia di soggetti, associazioni, movimenti e partiti. Per questa idea valeva la pena togliere falce e martello dal proprio simbolo. Purtroppo la Sinistra è morta nel corso degli anni ed oggi rimane solo questa sinistra.
    Ma non nasce morta e vecchia solo perchè priva di idee, di un suo popolo, di qualche parola che ti faccia scaldare il cuore e ti faccia sentire la necessità di lottare per quell’idea, nasce vecchia e morta perchè vecchio e morto è chi la comporrà e rappresenterà. Sfido che in parlamento non ci saranno i soliti Pecoraro Scanio, Cento, Russo Spena, Diliberto, Mussi, Salvi, persone che sono lì da lunghissimi anni. E allora nasce vecchia e morta la sinistra perchè non si può crerare il nuovo dal vecchio.
    E allora andrò a votare, e voterò per questa sinistra, ma per la prima volta in 7 anni che ho questo diritto, sento il peso di un’elezione, il peso di un voto dato al meno peggio, un peso che non avrei mai voluto sentire e che mai fino ad oggi avevo avvertito. Il peso di affidare il mio futuro a qualcosa di vecchio e morto, privo di idee e di ideali, il peso di un futuro che si preannucia sempre più misero.

  51. cara serena, non c’è verso di discutere con te senza che tu usi insulti. ma pazienza. comunque se tu interpreti tutto ciò che uno fa con il pregiudizio qualsiasi risposta risulta inutile. e non credo ti interessino molte le mie risposte. forse.
    ad ogni buon conto…
    da molti anni mi batto perché il dibattito politico nel partito esca dalle paludi e sia il più chiaro possibile. certamente ho commesso molti errori. ma non quelli che mi addebiti tu. anche perché non sono errori quelli bensì opportunismi e tradimenti. nel congresso del 2002 sostenni, e lo sosterrei ancora, che cinque emendamenti che nel loro insieme erano un’altra linea totalmente diversa andavano presentati in modo alternativo. fu allora che dissi quella cosa del piombo nelle ali, non a venezia. al congresso di venezia io fui d’accordo con la linea. e lo rifarei. ovviamente si può non essere d’accordo e si può anche criticarmi per una (per me presunta ed inesistente) incoerenza, ma non che io mi sia sdraiato sulla linea per opportunismo. erano già anni che mi battevo contro la gestione leaderistica del partito. come possono testimoniare molti. ma non importa. forse c’eri a venezia o forse no, non so. ma io non dissi che burgio era uno sbirro. io dissi in tono scherzoso che avrei votato volentieri un governo presieduto da ferrando a patto che non mettessero burgio ministro degli interni. e poi dissi che mi dava fastidio che si usasse la parola anarchico come un epiteto, che forse io un po lo ero e che un black bloc stava crescendo dentro di me. e aggiunsi “non vorrei che altri avessero uno sbirro che gli cresce dentro”. non mi riferivo a burgio ma allo stalinismo. comunque i miei rapporti personali e politici con burgio sono improntati alla massima lealtà e correttezza. se vuoi chiedilo a lui.
    mi fa piacere che collezioni mie dichiarazioni autografe. ma deve essere incompleta la collezione perché io ho sempre denunciato il fatto che l’uck fu tolta dalla lista dei terroristi del dipartimento di stato degli USA affinché iniziasse la pulizia etnica contro i serbi in kosovo per provocare la reazione serba e giustificare la guerra. ci sono decine di articoli e mie dichiarazioni pubbliche in tal senso. certo la nostra proposta era la trattativa e non l’eliminazione degli albanesi da parte delle milizie nazionalfasciste di arkan. non ho mai sostenuto l’uck e , al contrario di esponenti di minoranza del prc non ho mai sostenuto la causa dell’autodertminazione kosovara. dissi, e lo direi tale e quale, che una soluzione dell’allora nascente conflitto poteva essere il ripristino della status di cui godeva il kosovo nella costituzione di Tito. certo ho accusato sempre tutti i sostenitori della guerra in kosovo di applicare, dal loro (non dal mio) punto di vista, due pesi e due misure. perché trattare due formazioni guerrigliere rappresentanti di minoranze nazionali in modo diverso? perché fare con la NATO l’aviazione dell’uck e mettere il pkk sulla lista dei terroristi? ecco, questo è quanto ho sempre sostenuto.
    per quanto riguarda ocalan c’è un’ampia letteratura in materia. ma semplicemente non è vero ciò che dici. tu parti dal presupposto che fummo noi a portare ocalan in italia, come ha sempre detto la destra. invece fu ocalan e il pkk a decidere di venire in italia. noi ed io in particolare lo aiutammo a fare ciò che lui voleva fare con grande determinazione. non fummo noi, ne io, a gestire la situazione di ocalan in italia bensì, come era logico, direttamente il pkk e il governo d’alema. io fui costretto a dire che l’avevo accompagnato prima che lo dicesse berlusconi in persona imboccato dai servizi statunitensi. altrimenti lo avrei evitato molto volentieri. e infine, fu sempre ocalan a decidere di uscire dal paese perché il governo gli aveva detto che non avrebbe concesso l’asilo politico e la magistratura l’avrebbe arrestato. noi lo consigliammo di rimanere in italia ma lui, anche con il parere diverso dei dirigenti del pkk presenti in italia, decise di andarsene. il resto l’ho saputo, come te, dalla stampa.
    ogni settimana ho notizie di ocalan. e spesso liberazione pubblica notizie sia sul suo stato di detenzione sia sulla questione kurda. ma come dovresti sapere le questioni internazionali a meno che non facciano fibrillare la politica interna italiana non hanno molto spazio sui mass media. in ogni caso c’è una rappresentanza kurda in italia. chiedi pure a loro cosa pensano della faccenda e di me. non temo smentite.
    comunque, cara serena, anche se so di parlare a vuoto perché contro i pregiudizi è difficile battersi, queste sono le risposte che ti dovevo.
    grazie
    ramon

  52. Segnalo questa lettera sottoscritta da numerose compagne e compagni della federazione PRC di Bologna.
    Concordo con chi scrivere che per mantenere aperta la rifondazione comunista in Italia è giusto costruire il massimo di convergenze.
    Segnalo infine che ieri sera c’è stato il CPF di Bologna sulle vicende locali. A larga maggioranza è stata confermata la permanenza FUORI dalla maggioranza che sorregge cofferati e un voto contrario, o al massimo di astensione, al bilancio comunale. Sinistra Democratica ha già detto che voterà a favore, a prescindere. Una parte del CPF, sostenuta dal segretario regionale presente al cpf, ha sostenuto invece la necessità di votare a favore del bilancio. Una sorta di governismo senza più governo.

    Stefano – franchis61171@fastwebnet.it

    Più di 120 compagne e compagni dirigenti provinciali, rappresentanti istituzionali, segretari di circolo, militanti e iscritti alla federazione PRC di Bologna e ai Giovani Comunisti inviano una lettera alla segreteria nazionale per richiedere la presenza della falce e martello nel simbolo elettorale e per dire no allo scioglimento del Partito.

    Lettera alla segreteria nazionale del PRC e a Liberazione

    Siamo compagne e compagni del PRC di Bologna da anni impegnati nella costruzione e nel radicamento di Rifondazione Comunista.

    Apprendiamo, in queste ore convulse, dopo la caduta del governo Prodi, che il gruppo dirigente nazionale senza consultare gli organi dirigenti del partito ed i propri iscritti, ha assunto la scelta sciagurata di presentare alle imminenti elezioni politiche una lista unica di tutta la sinistra, cancellando il simbolo della falce e martello.

    Non siamo contrari a far crescere nella realtà ove operiamo una maggiore unità tra le forze politiche e sociali della sinistra, avendo presente che tale unità deve coinvolgere movimenti e realtà sociali impegnate sui temi del lavoro, sociali, ambientali, dell’immigrazione, dell’estensione dei diritti, della questione di genere.

    Siamo invece nettamente contrari ad un simbolo elettorale che, nell’immagine oltre che nella sostanza, prefigura il superamento del PRC e la costruzione di un partito unico della sinistra.

    Cancellare infatti la falce e martello – un simbolo cioè che rappresenta tutt’ora due dei quattro partiti che daranno vita alla lista elettorale unitaria, che insieme formano quasi l’80% della stessa – non può essere una scelta casuale, ma risponde al preciso intento di superare, nell’ambito della sinistra, l’opzione di un comunismo moderno e rifondato, che noi non vorremmo dissolvere al vento.

    Tale scelta, poi, così dirompente, i cui esiti appaiono quantomai incerti, non può essere assunta senza un’ampia consultazione nel partito , che coinvolga iscritt* e militanti, coloro cioè che nelle prossime settimane dovranno dare vita ad una campagna elettorale che si annuncia dura e difficile.Il gruppo dirigente non ha ricevuto alcun mandato in tal senso.

    Chiediamo a tutti gli iscritti di mobilitarsi per far sentire la propria voce ed alla segreteria nazionale di dar corso ad una chiara e trasparente consultazione nel partito, senza la quale non vi è legittimità ad operare tale scelta.

    Accorsi Adriano, segretario del Circolo Monzuno-San benedetto e membro del CPF
    Albertazzi Andrea, iscritto
    Bagnoli Arturo, membro del CPF e consigliere al quartiere San Vitale
    Barbieri Giampaolo, direttivo circolo di Budrio
    Bartzos Ecaterina, iscritta
    Benazzi Alessandro, segretario del Circolo di Argelato-Funo, membro del CPF e Giovane Comunista
    Benfenati Daniele, iscritto
    Besia Fabio, direttivo Circolo di Casalecchio
    Bisognano Giuseppa, tesoriere del Circolo di Monzuno-San benedetto
    Boldrini Antonio, iscritto
    Bonetti Carla, iscritta
    Boni Alessandro, direttivo del Circolo di Casalecchio
    Bononcini Alberto, iscritto
    Borioni Elisabetta, segreteria provinciale
    Brazzi Andrea, iscritto
    Brini Riccardo, iscritto
    Brunetti Paola, membro del CPF e consigliera al Quartiere Saragozza
    Buttazzo Claudio, iscritto, giornalista e membro del Corecom Emilia Romagna
    Canova Giuseppe, iscritto
    Carpanelli Francesco, Giovane Comunista
    Carpanelli Franco, iscritto
    Carpanelli Giovanni, Giovane Comunista
    Cassoli Giovanni, direttivo del Circolo Saragozza
    Castro Giullermo, direttivo Circolo quartiere Porto
    Catalano Pasquale, Giovane Comunista
    Cavalieri Maria Luisa, iscritta
    Cavicchioli Gianni, membro del CPF e resp. Commissione esteri della federazione
    Cazzola Adriano, iscritto
    Cecchino Federico, Giovane Comunista
    Cicchetti Ezio, segreteria provinciale
    Colantonio Alfonso, iscritto
    Collina Mauro, collegio di garanzia provinciale
    Comastri Bruno, iscritto
    Corazzari Carlo, iscritto
    De Salvador Stefania, segretaria del Circolo delle Culture ‘Victor Jara’ e membro del CPF
    Dell’aquila Sara, iscritta
    Diletta Marzo, iscritta
    Dragonetti Francesco, direttivo del Circolo di Castenaso e Giovane Comunista
    Fabbri Patrizia, iscritta
    Fava Ferruccio, Assessore comune Pieve di Cento
    Ferioli Graziella, iscritta
    Ferioli Mirella, iscritta
    Ferrante Paolina, Direttivo circolo Budrio
    Floros Demostenes, membro del CPF
    Floros Oreste, iscritto
    Fonso Benito, iscritto
    Forlani Manuele, direttivo Circolo di Malalbergo
    Formaro Domenico, Giovane Comunista
    Francescon Vanessa, iscritta
    Franchi Dante, coordinatore eletti zona montagna – valle alto Reno
    Franchi Stefano, segreteria provinciale
    Fratuzzi Claudio, Giovane Comunista
    Galliani Eleonora, iscritta
    Gavina Franco, segretario del circolo di Borgo Panigale e capogruppo PRC quartiere Borgo Panigale
    Giordano Agostino, coordinatore provinciale Giovani Comunisti e invitato permanente segreteria provinciale
    Golinucci Vittorio, iscritto
    Khelifi Midani, iscritto
    Lanzoni Mimma, iscritta
    Le Pera Stefania, iscritta
    Leonardi Lucia, Giovane Comunista
    Leproso Gianmarco, Giovane Comunista
    Lisi Daria, membro del CPF e direttivo circolo Centro Storico
    Loconti Marcella, Giovane Comunista
    Lolli Isidoro, segretario circolo di Sasso Marconi e membro del CPF
    Manzini Monica, iscritta
    Maragliano Florinda, Giovane Comunista
    Maringiò Francesco, Comitato Politico Nazionale del PRC e membro del coord. Nazionale dei Giovani Comunisti
    Marmazzoli Mara, elettrice del PRC dal 1992
    Martino Maria, Giovane Comunista e direttivo circolo Universitario
    Masala Stefano, iscritto
    Masella Leonardo, Comitato Politico nazionale e capogruppo PRC nel consiglio regionale dell’Emila Romagna
    Masina Rita, direttivo circolo di Budrio
    Mazzucchelli Giacinto, iscritto
    Melecchi Mila, iscritta
    Meogrossi Martina, Giovane Comunista
    Meogrossi Matteo, segretario del Circolo Universitario, membro del CPF e Giovane Comunista
    Milzani Alessandro, direttivo circolo di Budrio
    Mongelli Massimo, iscritto
    Mongelli Maurizio, iscritto
    Mongelli Mauro, segretario Circolo San Pietro in Casale e consigliere comunale
    Montanari Giovanni, segretario Circolo di Budrio e membro del CPF
    Montanari Remo, iscritto
    Montanari Tiziano, direttivo Circolo Navile
    Musolesi Alessadro, iscritto
    Naselli Felice, membro del CPF e assessore comunale a Budrio
    Niglio Massimo, iscritto
    Olivieri Letizia, iscritta
    Orivoli Nello, segretario del Circolo di Casalecchio e membro del CPF
    Palsani Mauro, Giovane Comunista
    Palsani Nicola, Giovane Comunista
    Pancaldi Luiigi, iscritto
    Pangallo Filippo, membro del CPF, Giovane Comunista e membro direttivo Circolo Centro Storico
    Pareschi Francesco, iscritto
    Pindilli Angela, Coord. Giovani Comunisti provinciale e tesoriera circolo Universitario
    Pruneddu Alessandro, Giovane Comunista
    Quaranta Giuseppe, segreteria provinciale e segretario circolo Centro Storico
    Resca Franco, iscritto
    Rhezzaoui Malika, iscritta
    Rimondini Milena, iscritta
    Rocca Adelmo, membro CPF e consigliere comunale a Vergato
    Ruberto Antonio, Giovane Comunista
    Sacchetti Roberto, direttivo Circolo di Malabrego
    Saggio Francesco, direttivo circolo San Pietro in Casale
    Saggio Luana, iscritta
    Salemi Maria, iscritta
    Saoui Kalid, direttivo circolo San Pietro in Casale
    Scavariello Claudia, Giovane Comunista
    Scavariello Mariaelena, Giovane Comunista e direttivo del circolo Universitario
    Sconciaforni Roberto, capogruppo PRC al comune di Bologna e membro del Comitato Politico nazionale del PRC
    Sorini Fausto, membro del Comitato Politico Nazionale del PRC
    Spada Giampiero, membro del CPF e assessore al comune di Malalbergo
    Spada Ivan, Giovane Comunista
    Tartari Nilva, iscritta
    Tassoni Alceste, iscritto
    Tomassoni Franco, Giovane Comunista
    Touhami Mohamed, iscritto
    Trabelsi Taofikben, iscritto
    Trapani Andrea, Giovane Comunista
    Ventura Ivan, direttivo circolo San Pietro in Casale
    Vetere Gabriella, membro del CPF
    Viglietti Simonetta, iscritta
    Zamberini Lorenzo, Giovane Comunista
    Zambrano Giuseppe, segretario Circolo di Malalbergo e membro del CPF
    Zegnoun Mohamed, iscritto
    Zelio Paola, Giovane Comunista
    Zirotti Andrea, consigliere comunale a Medicina

  53. cari roberto, beppe e andrij, grazie per i commenti. la lotta continua. e anche la discussione.
    caro luca moltitudinario, mi aspettavo si critiche e confronti aspri. ma devo dire che un certo modo di vedere e dire le cose è sempre uguale a se stesso. e non è ne di destre ne di sinistra. è solo sciocco.

    un abbraccio a tutti/e.

    ramon

  54. ehi stefano, ovviamente qui puoi dire ciò che vuoi. ma non pubblicare testi ed elenchi che puoi, invece, segnalare con un link. scusa ma questo non è un giornale o un forum.
    grazie
    ramon

  55. Si….sarà sciocco, però, sopratutto rispetto alla sua declinazione “interna” alle dinamiche del prc, nel momento in cui una figura pubblica e di rilievo come te apre un blog, è del tutto fisiologico che il dibattito interno si rirpoponga qui anche coi suoi “difetti”.
    Sopratutto in un momento “stressante” come questo.
    Pensa che il motivo per cui ero un po’ titubante (e non gli ho dedicato un post apposta) nel linkare il tuo blog da me era proprio quello di evitarti..afflussi di un certo tipo. Ahaha, dico davvero.
    Certo….sarebbe facile anche per me venir qui e “spalare merda”, ma per quello c’ho già il mio blog, e qui mi basta dalogare per il gusto del confronto in sè…dell’osservazione delle cose, il “militante” lo lascio un poco da parte. 😉

  56. bene, il metodo sicuramente non si può chiamare democratico , le scelte del partito devono essere collettive, e non necessariamente condivise dalla totalità degli iscritti.
    ma mi chiedo: come si può consultare il partito se il congresso è stato rinviato, e i tempi elettorali sono estremamente stretti? perche si è aspettato così tanto (dalla fine del congresso di venezia) ad avviare la ricerca di un percorso unitario a sininstra?perche tanti compagni invece di stare dentro alle realta di lotta dove veramente si misura la capacità di coinvolgimento,la forza del partito di determinare il “cambiamento dello stato di cose presente”, se ne stanno a pontificare dietro alle scrivanie?
    domenica ero a torino alla conferenza dei lavoratori donne uomini giovani , precari e non ,umanità vere, bisogni veri, che si confrontano tutti i giorni con il conflitto tra capitale e lavoro. gente che sta pagando ancora oggi le sconfitte degli anni 80, ancor più delle ultime(referendum welfare), sono 20 anni che sto vivendo la sindrome del minoritarismo, e credimi non è bello , però ora finalmente( per foza) si prospetta la possibilità di aggregare più forze minoritarie, forse potrà aiutare me e altri compagni che si fanno il culo in fabrica a sentisi un pò meno soli, un pò meno deboli aspettando la prossima sconfitta , continuando però tenacemente a vendere cara la pelle del movimento operaiuo e , se mi permetti, dei comunisti.
    ciao enrico

  57. grazie luca moltitudinario.

  58. caro enrico, capisco e rispetto le tue opinioni. ma non le condivido. non penso che l’unita della sinistra sia taumaturgica. soprattutto se fatta rimuovendo totalmente macigni grandi come una casa come il rapporto strategico con il PD e la questione del governo. veramente a venezia il progetto era quello della sinistra europea. una cosa, infatti, è mettere insieme un partito che si rimette in discussione con associazioni e movimenti, per costruire uno spazio pubblico e una soggettività sulla base di una reale sintonia col movimento contro la globalizzazione, con la proclamata volontà di sviluppare la propria azione principalmente nella società e nei conflitti e con un unico referente internazionale. un’altra, scusa, è mettere insieme 4 partiti, tre dei quali proclamano ancora in questi giorni che l’obiettivo strategico è ricostruire il centrosinistra, che coi movimenti dialogano (per dirigerli come da vecchia tradizione comunista) e che hanno tre (dico tre) referenti internazionali.
    non credo di poterti convincere. ma, credimi, il mio rispetto è sincero. se ho un’opinione diversa, però, non voglio essere arruolato fra i minoritari. perché, mi sbaglierò, ma non penso di esserlo.
    un abbraccio
    ramon

  59. Caro Ramon,
    pur “battendoti da molti anni perché il dibattito politico nel partito esca dalle paludi e sia il più chiaro possibile”, non hai mai preso seriamente le distanze ne’ votato contro le persone e le scelte che hanno devastato il PRC. Il caso dello stravolgimento dello statuto a colpi di maggioranza semplice all’ultimo congresso, senza che nessuna anima bella dicesse un “beo”, almeno sui metodi, ne è la riprova. Una cosa sono le chiacchiere, una cosa sono i fatti. Quando ti professavi anarchico e intimamente black block a Venezia forse non sapevi cosa ti sarebbe toccato di votare in parlamento di lì a pochi anni. O forse sì, perchè l’uscita su Ferrando fu profetica. Infatti Ferrando in parlamento non ce lo avete mandato, guarda caso. Se no, altro che turigliatto! Ad ogni modo, a venezia dicevi anche che si poteva giocare la carta del governo col centro sinistra cercando di far pesare le lotte dei movimenti (che sono stati invece parassitati elettoralmente e tenuti buoni, c’ha pensato Bertinotti) come è andata poi a finire lo sappiamo tutti. Io a venezia c’ero e su Burgio, a mio parere, non hai scherzato (ma quale stalinismo? per te sarò anche una sciocca, ma ti assicuro che non lo sono fino a questo punto! guarda caso le battute sui bertinottiani, i veri Beria della situazione, mica le hai mai fatte, solo con le minoranze ti veniva lo humor ) e ti ci sei preso pure gli applausi da un gruppetto di burloni tuoi simili oltre che la replica di Giannini. Che i tuoi rapporti con Burgio siano improntati alla lealta’ e correttezza o meno poco mi importa, rimane il fatto che quello fu un colpo basso.
    Il sesto congresso lo ricordo come lo spettacolo più vergognoso ed avvilente messo in scena dagli apparati del PRC. Chi si vuole rinfrescare la memoria riguardo a quelle giornate può riascoltare anche il tuo intervento nell’archivio on line di radio radicale, dove alla fine auspichi l’avvento di un nuovo segretario proveniente come te da via Tolemaide (chi proponevi di grazia? mi sorge un dubbio…).
    In quei 3 giorni bruciai l’entusiasmo, la passione e l’amore residui per un partito che come tanti compagne e compagni (che non sono gli stessi che lo stanno ammazzando) avevo fatto nascere. Quindi non e’ per spalar merda che ho scritto su questo blog ma perche’
    credo vada fatta chiarezza sulle cause e sui responsabili della attuale situazione, altrimenti
    anche in futuro con la stessa gente ancora più in profondo nella merda ci si ritrovera’.

    Riguardo alla tua coerenza basterebbe invece dire che dal 1999 in qua il gruppo dirigente, al quale tu afferisci o afferivi, ha cambiato linea politica 4-5 volte (fra congressi, cpn ed elezioni), parlando di apertura e chiusura di ipotetici cicli come se la politica fosse la zip di una giacca a vento; senza mai fare un po’ di analisi, di autocritica seria, su ciò che realmente era cambiato rispetto alla fase o alla opzione precedenti. Bertinotti parlava e tutti annuivano. Qualcuno magari dissentiva su qualche sfumatura, tanto per fare un po’ di melina, ma poi ovviamente si allineava con il verbo del grande capo. Il giochetto è durato per 10 anni, e non mi sembra che tu ti sia sottratto a questa pratica. Forse qualche mugugno, ma l’alterità e il dissenso vero sono ben altra cosa. Come dicevo prima: sono i fatti, non le chiacchiere, che contano.
    Su l’UCK, Demaci e i tuoi richiami alla originaria natura marxista-leninista della nota organizzazione patriottica schipetara, gli scivoloni mi sembrano così numerosi da impegare una settimana a raccontarli tutti. Rimando gli eventuali interessati ad una ricerca su google o negli archivi della camera dei deputati oppure nell’archivio del CNJ (Coordinamento nazionale Jugoslavia). Dopodichè, sull’UCK come pure su Milosevic, ovviamente ognuno è libero di pensare quello che vuole, per carità. Per fortuna, o meglio, per disgrazia in questo caso, il tempo è galantuomo ed oggi è sotto gli occhi di tutti cosa hanno rappresentato l’UCK e il “pacifista” Rugova per la destabilizzazione del Kosovo e di tutta l’area.
    Su Ocalan, mi dispiace ma la tua spiegazione è assolutamente inaccettabile, “prima ci siete tu e il partito che date una mano, poi arriva d’alema”… ma dai…

    In quanto ai pregiudizi, di solito si basano su supposizioni: ma nel caso tuo e del gruppo dirigente del partito, Bertinotti in testa, le responsabilità sono dovute a 10 anni di fatti. Sono contenta di leggere su questo blog qualche tuo aficionado che parla di sbagli (fatti per il bene del partito, si dice. Io credo che nel caso di alcune persone gli sbagli siano stati viceversa frutto di interesse personale, ma questa è solo la mia opinione…) adesso anche tu incominci a parlare di molti errori.
    Meno male. Se il prc si salva dal disastro, e purtroppo non sono così ottimista, auguro ai vari corifei bertinottiani un radioso futuro da militanti di base. Perchè chi commette molti errori un po’ di dazio lo deve pagare. O no?
    Ti ringrazio pure io.
    Serena
    p.s.
    Il piombo nelle ali era del 2002, hai ragione te.
    Mi sono confusa perchè la Giavazzi a venezia, nel suo intervento, citò la famosa locuzione.

  60. giovanni Says:

    Caro Ramon,
    mi sembra tu abbia molto da fare e quindi non ti biasimo se non mi risponderai nel merito,come hai già fatto, nell’ultima risposta.
    Se scrivo è perchè tu hai dichiarato che questo è un blog personale e non
    di partito( in caso contrario mi sarei ben guardato). Comunque il mio
    riferimento alla lista Grillo era un “addirittura” non una proposta di programma.Posso essermi espresso male e me ne scuso, ma dichiarare
    reazionario un fenomeno di costume come Grillo è come usare il mitra per
    disfarsi delle zanzare. é reazionaria Sabina Guzzanti? é reazionario Marco Travaglio,é reazionario Michele Santoro? Se lo è Grillo sono tutti reazionari.
    Mi pare che si sia perso il senso delle parole. Non ho nulla da obiettare sul,
    fatto che non sei in accordo su niente di ciò che dico. Non hai tempo,o
    voglia di argomentare,e va benissimo sei libero di usare il tuo tempo
    come meglio preferisci, lo dico con sincerità non è sarcasmo,vedo che hai
    ben altri contradditori da affrontare. Non capisco come non possa essere
    in accordo con le citazioni dell’11/9 ma forse il fatto che sia prossima una
    guerra su vasta scala dagli esiti indafiniti ma sicuramente devastanti non
    riguarda il dibattito che appassiona tanto i frequentatori del blog.
    Nulla da obiettare sono dell’idea che ogni cosa è utile anche se non serve
    a niente , compreso quello che scrivo con candore ma non senza coscienza.
    Un saluto fraterno e auguri per ogni tuo impegno.

  61. sergio meazzi Says:

    Ciao Serena e ciao a tutti. Non conosco i fatti della tua accurata romanzina a Ramon, percui cerco di non entrare nel merito. Anche se preferisco fare degli “attacchi” politici più che personali, tutti noi nella vita abbiamo votato anche per motivi strettamente legati alla situazione. In ogni caso, questo è il mio pensiero, hai tralasciato nel barato del p.r.c., come sostieni tu, la spinta che hanno dato le varie correnti. Le quali, spesso, boicottavano anche le decisioni prese, dai circoli, a larga maggioranza. A mio avviso, ma forse anche nei fatti, tanti circoli sono “morti” in modo particolrare dilagnati dalle correnti. Ho sempre sostenuto, della difficoltà della coerenza in politica. Io credo che la coerenza sia anche non accettare candidature, se il programma esposto non sia di mio gradimento. Altrimenti si da una forte spallata alla credibilità stessa di tutto il partito. Su queste cose, credo, dobbiamo tutti quanti sviluppare una riflessione.
    Un caro saluto a tutti quanti.

  62. federico Says:

    Caro Ramon, ci siamo già confrontati via mail e quindi non mi dilungo. Condivido molte tue opinioni e non ne condivido altre. Da qualche mese ho praticamente smesso la mia militanza in rifondazione, senza scegliere di aderire a nient’altro (l’unica possibilità per me è sinistra critica).
    Ci avviciniamo a quelste elezioni e come te credo che questa Sinistra Arcobaleno lo faccia male. Con una unità costruita a tavolino, un leader che toglie invece di aggiungere, con probabilemente candidature che saranno la riproposizione delle uscenti, magari depurate delle voci fuori dal coro.
    La colpa non è solo dei nuovi alleati. Rifondazione negli ultimi anni ha continuato a perdere militanti e lo ha fatto con arroganza. Quasi che le voci di dissenso dessero fastidio. Almeno i DS hanno cercato di interrogarsi e convincere quelli di SD a rimanere. Qui da noi sembrano quasi contenti se militanti come me e tanti altri, dopo 15 anni di battaglie pagate sacrificando tempo agli affetti e denari, se ne vanno a casa. Non gliene frega niente, neanche ci tengono a telefonarti per chiederti cosa succede. Ridono, perché loro stanno costruendo la nuova sinistra e noi non capiamo.
    Cosa dovrei fare io che vorrei continuare a fare politica? Aderire definitivamente a qualcosa a sinistra della Sin. ARc., che però temo minoritario e settario.
    Boh! la tentazione è di continuare a stare a casa e alle prossime elezioni di non votare e sperare che questi dirigenti capiscano l’antifona e se ne vadano a casa.
    Magari poi si potrà ricostruire pazientemente qualcosa di veramente nuovo.
    Tu, cosa suggeriresti a uno come me? Tu, cosa farai?

  63. manco dalle sedi del partito da un pò (in maniera stabile). Mentre io mi ponevo moltissimi dubbi, e volevo parlare con le compagne e i compagni, condividere uno stato d’animo direi quasi angosciato in alcuni momenti, trovavo un partito di granito; impermeabile anche a qualche “semplice” interrogativo. mi chiedo perché in un’organizzazione come la nostra che spesso mi ha trasmesso una diversità importante, ci si ritrova in un Partito vecchio stile (almeno come me lo immagino io); basta un punto di domanda, e diventi il non allineato, quello che fa lo strumentale, boh!?
    sono contento di aver scoperto questo blog, e che poi ho trovato anche altri compagni che viveveno un certo conflitto.
    ciao.
    s.

  64. Emanuele Says:

    Il pensiero del compagno Federico rispecchia il mio stato d’animo attuale.. anche se sto lottando nel partito affinchè sia chiara l’antidemocraticità e genericità suicida del progetto Arcobaleno.

  65. cara serena, sapevo che non avresti mollato. in fin dei conti il tuo teorema è inattacabile e resiste ad ogni confutazione per il semplice motivo che è fondato su un pregiudizio, come ti ho detto all’inizio di questo dialogo. comunque, per la precisione, il mio intervento al congresso di venezia, visto che dici si può ascoltare, è li ed ognuno lo può interpretare come vuole. anche se di solito l’interpretazione autentica di chi l’ha pronunciato dovrebbe essere tenuta in considerazione. però tu che mi accusi di tirare colpi bassi non me ne risparmi nessuno. per esempio io dissi che il futuro segretario avrei voluto venisse da via tolemaide. lo dissi perché pensavo, sbagliando, e questo si è un errore che non mi perdono, che uno dei giovani comunisti-disobbedienti sarebbe stato meglio di uno della mia generazione politica. ma tu insinui che era un’autocandidatura? ma dai! sull’UCK le cose si fanno più chiare. quelli che tu citi non sono scivoloni bensì fatti. il che non toglie che io non ho mai appoggiato l’uck. ma per te, forse, valevano solo le veline del governo serbo. in quegli anni fui attaccato duramente, dentro e fuori il partito, perché andai al congresso del partito socialista serbo di milosevic invitandolo al nostro e allo stesso tempo perché per la questione kosovara interloquivo con il movimento pacifico di rugova (sia il governo serbo sia i kosovari consideravano utile che un partito italiano tentasse di svolgere questa funzione). semplicemente era l’applicazione di una linea semplice e chiara: i conflitti si risolvono con il negoziato politico e non con la guerra. c’erano posizioni nel prc che applicavano astrattamente il diritto all’autodeterminazione al popolo kosovaro. non le ho mai condivise ne incoraggiate ma non ho mai pensato fossero agenti dell’imperialismo (sic!). sulla questione kurda cosa vuoi che ti dica. sei avvelenata da una lettura delle cose che suona anche vagamente offensiva non per me ma per ocalan. secondo te il leader di un popolo a capo di una guerriglia di 20mila uomini e donne è venuto in italia perché il sottoscritto si è svegliato una mattina e lo ha strumentalizzato? secondo te una volta giunto in italia con chi doveva trattare e negoziare? con un centro sociale o con me? non con il governo al quale aveva chiesto l’asilo politico? mah! l’opinione dei kurdi e dello stesso ocalan sulla vicenda ti interessa o pensi di sapere tutto tu? comunque sei in buona compagnia. quando arrivò ocalan in italia, due settimane prima che uscisse la mia partecipazione al suo viaggio cossutta dichiarò: è venuto in italia perchè c’è un governo con i comunisti. appena gli fu chiaro che il ministro diliberto e il governo non gli avrebbero dato l’asilo disse che “farlo venire in italia era una cosa superficiale, avventurista.” ma tant’è.
    comunque grazie ancora.
    e ciao
    ramon

  66. caro giovanni, io penso che il movimento di grillo sia fortemente venato di pulsioni reazionarie, come si è visto sulle vicenda dei rom o sull’idea che un deputato come daniele farina non dovrebbe essere eletto perché ha una condanna per scontri di piazza. travaglio è un giustizialista. rispettabilissimo, ma è un giustizialista. e non mi piacciono nemmeno comici o conduttori televisivi che vestono i panni dei profeti. ma queste sono opinioni. rispettabili come le tue.
    per quanto mi riguarda sei il benvenuto e puoi dire ciò che vuoi. davvero.
    un abbraccio
    ramon

  67. caro sergio, come puoi immaginare sono d’accordo con te. in fin dei conti la democrazia interna di un partito paga anche il dazio del correntismo.
    un abbraccio
    ramon

  68. cari federico ed emanuele, capisco bene il vostro stato d’animo. è anche il mio. non ho suggerimenti, tanto meno indicazioni da dare. ma penso anche che i progetti senza idee forti e senza gambe hanno la vita breve. e che, comunque, il conflitto e le battaglie non si fermeranno mai.
    un abbraccio forte.
    ramon

  69. caro salvo, la tua esperienza è quella di molti. non stranamente chi ha idee deboli diventa spesso granitico perché altrimenti non capisce più nulla. fanno l’elogio del nuovo, della partecipazione, sputano sentenze sui partiti e poi risulta che sono tornati indietro di decenni nella concezione del partito.
    non andranno molto lontano.
    un abbraccio
    ramon

  70. giuliano rosciarelli Says:

    in tutto ciò c’è spazio per farti gli auguri di compleanno!
    TANTI AUGURI RAMON!
    giuliano

  71. giovanni Says:

    garzie,alla prossima per ora tanti sinceri auguri e forza inter.

  72. Caro Ramon e cari/e tutti/e
    ieri a bologna abbiamo fatto un attivo degli iscritti/e sulla questione nazionale,la maggior parte degli interventi erano molto critici su tre aspetti fondamentali: esperienza di governo,costruzione del percorso della sinistra arcobaleno,simbolo/candidature….
    Devo dire compagni/e che me l’aspettavo ma sentire il polso della discussione soprattutto di molti iscritti/e di base mi ha lasciato ancora di più una profonda amarezza e una confusione incredibile…
    Tutti quanti noi ci chiedavamo cosa fare e se esisterà o meno rifondazione comunista ed era un misto di emozioni tra chi diceva di non mollare e chi invece in cuor suo aveva già mollato…..
    Io credo che non mollerò almeno fino a quando ci sarà questo partito e sono convinta che ancora di più ci sia la necessità di riprogrammare la linea politica e chiedere a voce alta il congresso….
    Guardate compagni che se si farà sarà l’ultimo o nel peggiore dei casi come io penso ( lo faranno per chiudere baracca e burattini)
    Quindi ci dobbiamo attrezzare e fare un ultimo sforzo…
    Affrontiamo questa campagna elettorale anche con grande sforzo ma cerchiamo di essere lungimiranti e prepararci fin da adesso alla vera battaglia politica…
    Sò che tutti/e siamo demotivati e credo anche Ramon,ma dobbiamo starci e continuare la nostra lotta dall’interno….
    Perchè forse la demotivazione è proprio l’arma che useranno contro ogni forma di dissenso o divergenza politica..
    Un abbraccio Pam

  73. uh, li compio pure io. Sabato.
    E forza Doria.
    🙂

  74. auguri luca moltitudinario.

    cara pamela, la penso esattamente come te. ho creduto molto nel prc. e ho avuto tanto anche sul piano personale. so che è una comunità di compagne e compagni. con tanti difetti, certo, ma senza pari nel panorama italiano e internazionale. l’ho visto, il prc, tirare fuori risorse umane intelligenti e militanti inaspettate nei momenti più difficili. oggi un gruppo dirigente pensa che il prc sia inutile e vuole un partito “alla propria altezza”. ne bertinotti, ne altri, ne io, saremmo mai stati nessuno senza il prc. io, per quel che vale, lo so e non lo dimentico. e sarò con te nella battaglia fino a che sarà possibile.
    un bacio
    ramon

  75. condivido, caro ramon, quello ke dici, ma voglio aggiungere qualcosa alla tua critica, per nulla distruttiva. Fausto Bertinotti non mi convince, non solo per quello ke hai gà detto tu, ma anche, e forse soprattutto, perchè non posso riconoscermi in lui. Sono una donna, giovane, comunista, femminista, che ha ancora qualche sogno, tra cui quello di riuscire a cambiare un ordine di cose che non mi piace attraverso il conflitto, la partecipazione e l’innovazione, e per questo non posso non ritenere bertinotti il “vekkio ke avanza”, perchè anche le sue brillanti illuminazioni sono figlie di un vecchio modo di fare politica che avevamo dismesso anni fa. Evidentemente l’avevamo dismesso solo in apparenza se oggi mi sento dire anche da giovani nati e cresciuti politicamente nei movimenti che ci manca il senso delle istituzioni e soprattutto la preparazione per accedervi. In una frase ci manca quello che abbiamo lasciato ai ds nel 91, un centralismo democratico e una classe dirigente speculare a quella istituzionale che erano e sono, credo, il peggior rigurgito staliniano che può attanagliarci. Toppe carte d’inutili intenti, troppe finte assemblee populiste, troppi leaders passati, presenti e futuri, troppa confusione, come diceva carta qualche mese fa. Su questa confusione fanno leva quelli che vogliono trascinarci non oltre l’ostacolo ma semplicemente oltre il miraggio dell’ostacolo, terrorizzandoci con ostacoli inesistenti, tipo la scomparsa della sinistra. Inesistenti nei termini e nelle modalità che loro utilizzano, perchè il pericolo sappiamo ancora avvertirlo, noi sognatrici e sognatori senza permesso di soggiorno, ma solo di transito in questa Sinistra troppo chiusa per aprirsi alle differenze.
    Non siamo divers*, e nella percezione delle donne e degli uomini di questo paese stiamo lasciando per strada pezzi fondamentali della nostra cultura politica pur di non cedere pezzetti di sovranità. E la cosa peggiore che i militanti e i dirigenti dei territori, come me del resto, in questa fase non hanno il coraggio di difendere una scelta che non condividono, fatta oltretutto senza codnividere un percorso. Sarà un bagno, non ho problemi a dirlo, perchè come sosteneva Gramsci, c’è bisogno di tutto il nostro enstusiasmo, ed oggi, non ci resta nemmeno quello.
    Anna

  76. elio pillai Says:

    Giordano ha ragione quandi dice di non strumentalizzare i simboli.I simboli come è accaduto spesso,rischiano di diventare la foglia di fico dei nostri fallimenti.La falce e il martello è stato anche la fortuna elettorale dei partiti comunisti che spesso hanno piu’ strumentalizzato che onorato cio’ che questo simbolo ha rappresentato .Ma non si puo’ neanche dire che il nuovo simbolo “arcobaleno”,perche’ è nuovo è ” il segno di un patto con il popolo” e rappresenta un modo nuovo addirittura antimilitarista.Mi verrebbe da pensare che in parlamento in questi due anni,l’aumento delle tasse ai lavoratori o l’aumento delle spese militari cosi come il rifinanziamento delle missioni militari sia stato votato da un gruppo dirigente che “fortunatamente” non dirige piu’ questo partito. Oppure, continuare a ripetere che la caduta del governo Prodi è opera dei centristi e di Dini e non di Veltroni e Rutelli non aiuta a capire cio’ che è successo realmente.Giordano sa bene che non è cosi’ ma lo dice come se volesse in qualche modo attenure la nostra sconfita politica.Quella linea politica scaturita nel congresso di Venezia che diceva…voglio rompere la legge del pendolino…Si riconosca onestamente che è stato un errore quella scelta e non si taccia neppure sui veri responsabili politici della caduta del governo Prodi.Mi chiedo se è possibile che questo gruppo dirigente, che sa tutto sul mondo,che sa analizzare ogni piu’ piccola piega della societa’ contemporanea, non si sia accorto che Veltroni e Rutelli ci stavano cacciando dal governo per cancellarci dalla scena politica Italiana?..Ieri “il manifesto”riportando la cronoca dell’accordo raggiunto dalla sinistra arcobaleno sulle “quote” dei vari partiti nella futura rappresentanza in parlamento,scriveva:”A chiudere l’accordo sono stati nove dirigenti-tutti uomini-.Per un attimo mi è venuto da pensare di essere dentro un nuovo partito maschilista,invece no….hai ragione tu Ramon ,anche nella sinistra arcobaleno decide un gruppo di oligarchi -tutti uomini-.Simbolo nuovo e pratiche vecchie ,cosi direbbe Gramsci se fosse ancora vivo.

  77. il commento di Andrea del 9 febbraio, non so perchè, è stato messo in attesa di moderazione in quanto catalogato come spam. mi scuso con andrea il cui commento condivido integralmente.

  78. mi scuso anche con anna ed elio. i vostri commenti li ho visti solo ora. mi spiace. soprattutto perché li condivido parecchio.
    grazie

  79. […] Si può continuare a contribuire a questo disastro? […]

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