come andremo alle elezioni? lista unica o coalizione?

Non credo che Marini ce la farà.

E aggiungo: meno male!

Come si è visto sono bastati due giorni di consultazioni per scoperchiare il pentolone delle trame, degli intrallazzi, delle furbizie.

Come si è visto non ci sarebbe nessuna garanzia per una buona legge elettorale proporzionale. Basta guardare la “mossa” di D’Alema che vorrebbe celebrare il referendum subito. E così via…

In questi giorni, però, per bocca di diversi esponenti della cosa rossa comincia ad intravedersi meglio la confusione che regna sovrana. Posizioni opposte sull’alleanza o no con il Partito Democratico. Posizioni diverse e, spero, contrapposte sulla natura della forza da costruire e da sottoporre al vaglio degli elettori. Guarda caso c’è chi dice ossessivamente “di governo”. Pettegolezzi su chi guiderà la Sinistra Arcobaleno nel caso dovesse presentare un proprio candidato a premier. Indiscrezioni sul simbolo che ora si dice conterrebbe anche le miniature dei quattro partiti o, forse, una falce martello. Mah!

Come è noto, almeno a chi legge questo blog, io penso che le elezioni siano un aspetto tattico e secondario per una forza politica che si propone di sovvertire l’ordine esistente. Non sono mai stato tra quelli che pensano che il comunismo viva sulla scheda elettorale. In altre parole sono sempre stato aperto ad ogni soluzione per raccogliere il massimo dei voti e rafforzare una prospettiva politica di sinistra.

Mi sembra, però, che non si stia discutendo seriamente di quale scelta elettorale sia veramente utile per raccogliere il massimo di voti e per rafforzare l’unità tra forze che, pur avendo idee compatibili con un programma comune, conservano culture ed insediamenti sociali molto diversi.

Vorrei tentare un ragionamento, spero serio e rigoroso, dando per scontate due cose: che il PD scelga di presentarsi solo (obbligando anche i più governisti a prenderne atto) e che si voti con la legge elettorale vigente.

Ovviamente se Marini non fallisse e/o se prevalesse l’idea scellerata di rifare un’alleanza di centrosinistra il discorso sarebbe inutile.

Ma con le premesse più sopra dette avremmo una campagna elettorale molto dura. Berlusconi alla riscossa, il PD per il voto utile e noi a spiegare l’utilità della vera opposizione a Berlusconi o alla grande coalizione e la prospettiva della sinistra.

La mia domanda è: quale tattica elettorale, con questa legge elettorale, è più utile a raccogliere più voti, a trasmettere il senso dell’unità e a mobilitare tutte le forze militanti?

La proposta che sembra prevalere, per lo meno nel chiacchiericcio mediatico, è la lista unica della sinistra arcobaleno. Chi difende questa ipotesi spiega che sarebbe in sintonia con la voglia di “semplificazione” del sistema politico, che avrebbe il vantaggio di annunciare la nascita di una cosa nuova e che darebbe l’idea di competere per l’egemonia con il PD. Le mie obiezioni sono: 1) Semplificare per via elettorale è un’illusione pericolosa. Può disperdere molti voti che non si riconoscono nella semplificazione proposta. Gli elettori di sinistra, molto più degli iscritti e dei militanti, non ubbidiscono ai disegni dei gruppi dirigenti e votano per un’infinità di motivi che è impossibile racchiudere in una sola lista. 2) La lista unica costringerebbe tutti ad un’uniformità, non certo di alto livello, o finirebbe con il sottolineare toni e differenze tali da dare l’impressione che si tratta di un’operazione puramente elettoralistica. 3) La non alleanza con il PD non cancellerebbe le propensioni governiste che ben si vedono anche in questi giorni nelle dichiarazioni di Pecoraro Scanio, Mussi e Diliberto. Già immagino i lamenti e gli argomenti sulle responsabilità del PD nel non volere la coalizione di centrosinistra! E in una lista unica finirebbero con l’essere assolutamente prevalenti. Non lo dico perchè non rispetti queste posizioni, anche se non le condivido per niente. Lo dico perchè penso che siano poco utili a recuperare i tanti delusi dall’esperienza di governo, che da un anno dicono inascoltati che hanno voglia di astenersi.

C’è, invece, un’altra soluzione capace di raccogliere più voti e di rafforzare, al tempo stesso, l’unità.

E’ la coalizione.

Per chi non lo sa, l’attuale legge favorisce la creazione di coalizioni. Secondo la legge, infatti, una coalizione che supera il 10% dei voti vede eletti i candidati di tutte le liste partecipanti che superano il 2% e la prima lista al di sotto del 2%. La coalizione deve presentare un programma comune e indicare un unico candidato premier.

Potremmo avere, cioè, una coalizione della Sinistra e L’Arcobaleno rappresentata da una sola persona (io sceglierei una giovane donna non iscritta a nessun partito), un programma comune vero (e non credo sarebbe difficile approntarlo), e le liste dei singoli partiti con un accordo comune sulla loro composizione di genere ecc.

La coalizione, secondo me, ha il duplice vantaggio di rappresentare il reale livello di unità proiettandola nel futuro come novità della politica italiana e di non mortificare l’identità di nessuno. Questi due aspetti sono importantissimi per sommare e possibilmente moltiplicare i voti.

Un buon programma comune e un successo giustificherebbero anche la costituzione di gruppi unitari alle camere.

Qualcuno potrebbe obiettare che il 10% è un limite troppo alto, che sotto il 10% eleggerebbero solo le liste sopra il 4%, perchè così stabilisce la legge.

Ma se si pensa che l’unità della sinistra sia così importante bisogna anche prendere qualche rischio. Indicare obiettivi ambiziosi aiuta a raggiungerli e mobilita più forze.

Spero che l’idea della lista unica non sia, al di là della retorica (in questi giorni ho visto diverse dichiarazioni autorevoli che fissano il 10% come obiettivo minimo), dettata dall’irrefrenabile voglia di auto tutelare i gruppi dirigenti dei quattro partiti.

 

ramon mantovani

 

 

 

106 Risposte to “come andremo alle elezioni? lista unica o coalizione?”

  1. patty54 Says:

    caro Ramon,

    dato che condivido in pieno, come puoi immaginare, l’aspetto meramente tattico delle elezioni per chi ancora si propone un cambiamento ben più radicale della società, va da sè che sono del tutto d’accordo con l’eventuale prospettiva della coalizione che, presentata in un certo modo, potrebbe “ripulire” l’immagine poco edificante che la “Cosa Rossa” (o “Rotta”, come l’ha definita un po’ di tempo fa moltitudini nel suo blog) ha dato di sè. D’accordo anche sul premier giovane, donna e non legata ai partiti. Alcuni punti del programma irrinunciabili, per me, come la base di Vicenza e le missioni militari,potranno essere condiivisi da questa eventuale coalizione?Insomma, laddove alcune cose come la legge Amato-Ferrero (della quale tuttavia non condivido alcuni punti), il riconoscimento delle coppie di fatto e similia, possono facilmente essere inserite in un programma(anche solo elettorale), si può dire altrettanto di altri punti che hanno fatto soffrire militanti ed ex di RC?E non verrebbe interpretato come un programma elettoralistico, da ri-smentire poi nei fatti, una volta al governo?

    (Forza Internazionale, nel frattempo)

    Patty54

  2. Condivido molto di quello che scrivi e di fatto le posizioni che sostengo all’interno del Partito spingono da quella parte.
    Per il resto, vorrei riportare qui un mio post, ma non mi va di allungare troppo la solfa. Se ti va, puoi passare a leggerlo sul mio blog… tanto l’indirizzo lo hai anche tra gli amici…
    Mi piacerebbe un tuo parere.
    A presto,
    Andrea Oleandri

  3. Francesco Says:

    I quattro partiti della sinistra alla fine hanno fatto un restyling al simbolo della sinistra arcobaleno (ooops, scusate: de La Sinistra-L’Arcobaleno Smiley)

    La novità principale è che torna la falce e martello

    Comunque sia, secondo indiscrezioni, il nuovo simbolo dovrebbe essere il seguente: il nome resta La Sinistra-L’Arcobaleno, nel simbolo ci sono falce e martello e sole che ride; più piccole in un angoletto sono presenti i contrassegni dei quattro partiti.

    La fonte è La Repubblica, che rivela anche alcune mosse che il PD starebbe mettendo appunto: si ipotizza la presentazione di una lista civetta “Sinistra per Veltroni” da apparentare al PD, analogamente a quanto avvenuto alle ultime elezioni a Roma.
    SARA’ VERO COMPAGNO RAMON?IO SPERO PROPRIO DI SI’.SEMPRE E SOLO FALCE E MARTELLO

  4. mitrena teutile Says:

    Caro Ramon,
    commento qui la Sassata n.2, dal momento che hai impedito che si commentasse quel post.
    Tuttavia mi permetterai di dedicare qualche parola sull’argomento, di certo non per provocare una sassaiola…! 😉
    Un dirigente comunista (o di sinistra, se comunista è “troppo forte”) dovrebbe preoccuparsi di andare ben oltre la retorica mediatica della propaganda elettorale dei candidati Usa.
    Se proprio dobbiamo occuparci anche delle elezioni negli Usa, sarebbe “più di sinistra” andare ad indagare quali sono le lobbies che stanno dietro i candidati. E forse capiremmo che Obama ci potrebbe entusiasmare solo se dichiarasse apertamente di voler abolire la pena di morte, abbattere il muro al confine con il Messico, ritirare i soldati Usa dall’Irak…Ma non voglio tirarla per le lunghe. Aimè è sempre la solita propaganda mediatica. Peccato che a cascarci sono gli stessi che poi criticano – con titoli a 9 colonne – Veltroni, che in fin dei conti non è altro che “l’Obama italiano”.

  5. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    la proposta che tu avanzi è interessante. Temo però trovi pochi consensi fuori da Rifondazione e di conseguenza rischi di rimanere minoritaria anche dentro Rifondazione. Vedremo . . .

    Poi rispetto alle elezioni si dovrebbe pensare a delle forme di partecipazione che rendano possibile una diversa determinazione delle candidature, poichè io penso i risultati non entusiasmanti delle ultime tornate elettorali, anche quello alla Camera del 2006 ! Siano stati in parte determinati dallo scollamento tra candidature e società. La legge elettorale prevede che siano i partiti a decidere le candidature ma i partiti possono decidere come selezionare le candidature !

    Io penso che aprire lo scontro sulle primarie o, per non americanizzare, sulla partecipazione democratica nella determinazione dei candidati, sarebbe una battaglia che troverebbe forti consensi dentro il PRC e provocherebbe non poche fibrillazioni a tutti gli apparati.

    Anche se, non nuoce ricordarlo, il Diavolo non gira mai con le corna e quindi, a mio avviso, vi sono personaggi che godono di quasi unanime stima che invece sono davvero pessimi ! Però . . . le primarie aiuterebbero comunque e io rimango convinto che nel PRC ci sarebbe un fronte per le primarie e uno contrario e già questo potrebbe aiutare a discernere tra buoni e cattivi seppure non esaustivamente visto quello che dicevo sopra.

    In teoria il 10% è una soglia alla portata di una coalizione di Sinistra. La proposta che fai di una giovane donna per l’Italia è originale . . . in Francia sono anni che le sinistre candidano postini, donne etc . . . e se è vero che si candidano giovani donne solo quando non possono vincere, in realtà in questo caso una simile candidatura dovrebbe raccogliere il dissenso verso la politique politicienne o la casta per dirlo alla nostrana.

    Una domanda . . . in questo caso la candidata premier avrebbe almeno la garanzia di essere eletta in parlamento ? Immagino di no.

    Detto ciò rimane deltutto aperto il tema di quale partito vogliamo perchè mi sembra che nessuno di noi abbia voglia o interesse a proseguire con una Rifondazione uguale a quella degli ultimi diciotto anni, ad una certa si vorrebbe crescere e le questioni che ponevo nelle altre mail sono tutte da affrontare.

    Un caro saluto e Forza Lazio !

  6. giuseppe Says:

    caro ramon dal tuo punto di vista chiaramente la soluzione proposta potrebbe essere buona, dico potrebbe perchè non ho letto a fondo la legge elettorale.
    credo si debba andare a votare senza alcuna modifica alla legge, non perchè non servano, ma perchè qualsiasi modifica che potrebbe venire a mio parere farebbe un favore al pd ed a berlusconi.
    l’unica veramente da fare, sarebbe quella delle preferenze.
    ma ritondando a bomba, credo che la cosa migliore da fare da parte tua e da parte di altri compagni (spero che siano ancora compagni), sarebbe quella di uscire da rifondazione per confluire in un partito che si richiami veramente ai principi comunisti.
    non credo vi sia bisogno di fare il nome di questo partito, in quanto lo conosci benissimo, e ti assicuro che vi sono dei veri compagni, parola che rifondazione vuole cancellare come anche la falce e martello.
    quindi auspico una tua presa di coscienza, spero insieme ad altri compagni, confluendo nel partito comunista dei lavoratori
    ciao

  7. mitrena teutile Says:

    Caro Ramon,
    dato che per il momento sei ossessionato dalla misera politica di questo piccolo paese che è l’Italia, riferisco – in stile giornalistico – una notizia che avresti dovuto dare tu.

    —–
    Il giudice Joyce C. Lamberth, del distretto federale di Washington, ha condannato a sessant’anni di carcere Simon Trinidad, leader storico delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). La notizia è apparsa in questi giorni su vari quotidiani latinoamericani, dalla “Nacion”, al “Nuevo Diario”, al “El Nacional”.
    Trinidad fu estradato negli Stati Uniti il 31 dicembre del 2005 con l’accusa di aver sequestrato tre cittadini statunitensi, catturati dalle FARC nel 2003, dopo che il loro elicottero fu abbattuto nella selva colombiana. Marc Gonsalves, Thomas Howes e Keith Stansell stavano realizzando indagini per conto del Pentagono. Secondo un video diffuso lo scorso dicembre dalle autorità colombiane, i tre sono ancora nelle mani dei guerriglieri. Il dirigente delle FARC ha sempre negato d’aver preso parte al sequestro e ha più volte espresso il “sincero” augurio che i tre ostaggi ritornino “sani e salvi” a casa.
    Trinidad è il secondo membro delle FARC che sconterà la sua pena in un carcere statunitense: prima di lui Anayibe Rojas, nome di battaglia “Sonia”, condannata a più di 17 anni di prigione per narcotraffico.
    “Anche se perdo la mia libertà fisica, mantengo intatti i miei ideali. Evviva Manuel Marulanda (leader massimo delle FARC), lunga vita alle FARC, esercito del popolo, evviva Bolivar!”, ha detto Trinidad, aggiungendo anche parole d’ammirazione per Hugo Chavez e per la senatrice colombiana Piedad Cordoba. Trinidad è nella lista dei guerriglieri la cui liberazione è per le FARC fondamentale per concretizzare il tanto atteso scambio con i 43 ostaggi in loro possesso.
    I tre statunitensi e Ingrid Bentacourt compresi.

  8. Gustavo Boemi Says:

    Sono convinto che il popolo della Sinistra,quello che il 20 ottobre sfilava per Roma,sarebbe daccordo con questa proposta. Un programma concreto, serio, attuabile,laico,antiliberista. Basta con le ossessioni ultramoderate del PD.Hanno creato una crisi proprio per la voglia di scaricarci. Credono di cancellarci dal Parlamento con la barzelletta del voto utile? Lo vedremo, sfidiamoli,facciamo una campagna di classe dove ogni militante dia il 100% e qualcosa di più.
    Non conosco nessuno che tolleri ancora la Legge 30,facciamo capire agli italiani che il voto è determinante per il proprio futuro.
    Il futuro delle giovani generazioni potrebbe essere condizionato dal prossimo governo. Compagni, svegliamoci.

  9. cara patty, io penso che una coalizione di sinistra non farebbe nessuna fatica a mettere le cose che dici tu nel programma. la convergenza esiste davvero. esisteva prima e dopo il governo prodi. il punto di forte dissenso era ed è sempre stato il tema del governo. sia in generale sia rispetto alla non applicazione del programma da parte di prodi e soci sia relativamente ai provvedimenti contrari alla lettera del programma come il decreto sicurezza. infine, il problema del “una volta al governo” semplicemente non sussiste.
    un abbraccio
    ramon

  10. caro andrea, leggerò il tuo post, è tardi e io domattina mi devo alzare alle 6,30. ma ti farò sapere.
    un abbraccio
    ramon

  11. caro francesco, io sinceramente non do molta importanza alla falce e martello sulla scheda elettorale, se non per banali motivi elettorali. comunque ho letto sulle agenzie smentite su quanto affermato da repubblica stamane.
    vedremo
    ciao
    ramon

  12. caro alessandro, ma certo che un eventuale premier indicato può essere eletto, basta candidarlo in una delle liste e rifondazione potrebbe farsene carico. quanto alle primarie sulle candidature mi dispiace ma non sono d’accordo. capisco l’intenzione ma, a parte qualche bravo/a compagno/a alla fine prevarrebbero i più conosciuti e il meccanismo imbastardirebbe il partito trasformandolo in un coacervo di personaggi in cerca di notorietà. basta veder quel che succede con le preferenze alle elezioni amministrative. comunque so di essere in assoluta minoranza sull’argomento.
    sulla continuazione del dibattito sul futuro e su che partito vogliamo sono d’accordo.
    ciao
    ramon

  13. caro giuseppe, io rispetto il pcl come altre organizzazioni, ma non mi sembra il caso che tu mi voglia reclutare. comunque non nascondo la mia profonda meraviglia per il fatto che ti piacciono le preferenze. io penso che siano un totale inganno, che personalizzino totalmente la politica e che corrompano i partiti. ma anche qui so bene di essere in minoranza.
    ciao e buona fortuna
    ramon

  14. cara mitrena, grazie per il commento e grazie per aver parlato di simon trinidad. questo blog è fatto per metterci articoli di commento e non notizie. ma avrai visto che c’è una mia foto con simon. l’ho messa per testimoniare che se lui è un terrorista narcotrafficante significa che lo sono anch’io. l’ho conosciuto e l’ho visto, parlandoci a lungo, tre volte. in un campo delle farc, a roma e di nuovo in colombia al tavolo del negoziato di pace con il governo pastrana. gli voglio bene. è stato vittima di un complotto quando il segretariato l’ha mandato a quito per trattare con un emissario onu. è stato sequestrato da un commando colombiano e in seguito estradato negli stati uniti anche in violazione della pur discutibile costituzione colombiana. le farc fanno benissimo a chiedere la sua liberazione (e quella di sonia) in cambio dei tre statunitensi catturati come prigionieri di guerra.
    un abbraccio
    ramon

  15. caro gustavo, grazie per il commento. mi pare che siamo d’accordo.
    si, svegliamoci!
    ciao
    ramon

  16. per il momento passo e chiudo.
    ci vediamo domani a cosenza.

  17. Emanuele Says:

    Compagno Ramon.. concordo in pieno sull’idea della coalizione, in pratica è l’idea degli apparentamenti”. Per esempio: il Prc dichiara di apparentarsi con il Pdci, con la Sd e con i Verdi, i quali si presenteranno ciascuno con il proprio simbolo e con un programma comune in quanto avranno fatto analoga dichiarazione. Questo gruppo di Partiti apparentati può dichiarare, inoltre, che, se non avesse i voti sufficienti per disporre di una maggioranza di governo, cercherà di formare un’alleanza di centro-sinistra (che avrà cercato anche prima del voto)
    Sono in piena sintonia e spero davvero che questa pratica politica sia messa in discussione ai piani alti del partito. Coinvolgi la base, questa proposta vedrebbe convergere tantissimi militanti ed essere influente, oltre che l’unica pratica per convogliare l’unità in autonomia di prassi.

    Tantissimi saluti. Emanuele/ Roma

  18. Concordo anche io sull’analisi del compagno Ramon e devo dire che questo blog sta’ diventando una vera boccata di respiro. Gia’ e’ inusuale che hai un parlamentare online, questa e’ una cosa che fa’ riflettere e soprattutto da speranza di un nuovo modo e di una nuova classe politica.
    Anche io sono d’accordo con una donna come candidata premier e sono d’accordo anche sulla coalizione. Ma questo spazio prezioso di discussione si deve trasformare in spazio pubblico di dibattito e di rafforzare le analisi politiche del compagno Mantovani creando attorno a lui una forte rete di compagni/e che pongono argomentazioni e analisi politica diversa da quella prodotta dall’attuale gruppo dirigente. Anche io sono d’accordo di non personalizzare troppo e di non addossare sempre le colpe, ma il Partito ha bisogno di una nuova fase politica e per fare cio’, bisogna rilanciare l’idea e il progetto della rifondazione Comunista che purtroppo non e’ stato applicato. Forza compagno Ramon andiamo avanti insieme
    Pamela Bologna

  19. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    interessante la tua idea sui temi primarie e preferenze . . .

    Io non ho particolare affezione per il personalismo in politica e le logiche clientelari però, pro domo mia e pro domo di tutti coloro che non sono fedeli ad altri uomini perchè non sono nati cani e hanno più fedeltà verso le idee che verso le persone . . . devo dire che votai contro nel referendum sulla preferenza unica quando Craxi disse di andare al mare e sono molto interessato alla democrazia partecipativa. Ho studiato il processo partecipativo in Brasile e le altre esperienze similari, sono d’accordo con te (penso) che a Cuba vive una democrazia diversa da quella borghese ed europea ma che è pur sempre un sistema di partecipazione democratica e non una dittatura punto e basta.

    Però in assenza di primarie o preferenze vorrei proprio capire come fa uno come me ad essere letto anche in consiglio di quartiere ? Ovvero come potrebbe mai accadere che uno che ha magari il consenso di tante persone ma non quello di una segreteria venga messo in testa di lista ?

    Vorrebbe dire che ognuno deve farsi il suo partito con la sua segreteria, cosa che infatti sta accadendo.

    La mia esperienza è che in il sistema delle preferenza o se vuoi anche di una unica preferenza permette di fare degli scherzi al potere e di far passare persone ed idee grazie al sostegno degli iscritti, dei cittadini o della base anche quando hai tutto il potere contro.

    Infatti per quello che so, a Ferrara ancora nel 1995 dovettero espellere metà dei candidabili, tra cui il sottoscritto, prima della formazione delle liste e a Bologna anche di peggio, se no lo scherzo sarebbe pienamente riuscito e in taluni casi se è riuscito è proprio in virtù delle preferenze.

    In ogni modo fai attenzione ( è un consiglio non una minaccia) perchè non tira una buona aria per chi vuole delegare il potere di scegliere le candidature alle segreterie e oggi come oggi a me pare essere l’unica parola d’ordine capace di riattivare un meccanismo di partecipazione collettiva.

    Se poi vogliamo scendere nel dettaglio, a Bologna alle ultime elezioni ci sono state paracadutate 3 teste di lista deltutto estranee: Ciccio Ferrara, Titti De Simone e una completamente sconosciuta di nome Donatella Mungo. Con l’eccezione della De Simone che forse avrebbe potuto partecipare ad un processo democratico con delle chanche di passare, gli altri sono dei veri e propri casi sociali di cui ci siamo dovuti fare carico e io non penso che le elezioni siano un momento in cui garantire aiuto a persone con gravi problemi.

    Il caso di Bologna è davvero eclatante perchè a Bologna è nata Attac, è nato il Movimetno dei Social Forum, si sono fatte lotte clamorose contro la precarietà e la Turco-Napolitano e l’allora Movimento dei Movimenti ha avuto una estensione ed una partecipazione senza molti eguali in Italia . . . poi arrivati alla stretta elettorale del 2006 nessun protagonista di quel processo collettivo è stato candidato alle elezioni.

    Ferma restante la tua buona fede e ferme restanti le tue convinzioni personali. Ti domando: in assenza di primarie o cose simili, come facciamo ad evitare che si ripeta lo stesso scempio ? Hai idee in proposito ? Non pecchiamo di sfiducia nelle persone se riteniamo che gradimento e popolarità siano criteri scorretti nel determinare le candidature ?

    Giulietto Chiesa su Megachip sta proponendo qualche cosa di simile e l’orientamento diffuso nei blog e nelle discussioni a gauche è proprio quello di vincolare le candidature alle primarie. Pertanto penso che occorra sintonizzarsi su quest’onda perchè se no . . . son …zi amari !

    Per il resto, cioè sul partito che vogliamo torno poi.

    Scusate il mix di logorrea e franchezza. A presto. Alessandro

  20. concordo pienamente con l’articolo!

  21. purtroppo succede ancora e soprattutto sono notizie a cui nessuno presta ascolto, vi invio questa comunicazione per esprimere insieme a voi la solidarieta’ a questi delegati e per fare passare anche attraverso questo blog notizie di utilita’ collettiva:
    Mentre a Roma il presidente della confindustria discute di elezioni alla FERRARI di Maranello si attenta alle liberta’ costituzionali dei lavoratori. La direzione aziendale ha infatti dato l’avvio ad una serie di provvedimenti disciplinari verso i delegati fim fiom uilm per rappresaglia rispetto agli scioperi interni per il contratto. In piu’ sono stati prennunciati provvedimenti verso i delegati fiom rei di aver indetto una conferenza stampa nella saletta sindacale per annunciare il loro no all’accordo contrattuale. E’ un fatto gravissimo un attacco al diritto di sciopero alle liberta’ sindacali e persino a quelle costituzionali dei lavoratori. Esprimiamo piena solidarieta’ ai delegati colpiti e chiediamo che si accendano i riflettori dell’opinione pubblica sul clima repressivo intollerabile che c’e’ nella fabbrica del presidente della confindustria che chiarisce quale e’ la sua vera concezione della democrazia.

    Pamela Bologna

  22. Caro Ramon in queste ore prende sempre piu’ piede l’idea che la cosa rossa vada da sola alle elezioni con i simboli dei quattro partiti sotto..
    Ma il dibattito sui giornali non in primissima pagina e sui forum di Aprile online danno ormai per scontato che il candidato Premier contrapposto a Berlusconi e Veltroni sia Bertinotti! Ne sai qualcosa?? O meglio e’ un ipotesi accettabile? Soprattutto l’accelerazione del processo unitario fatto coi’ detrminerebbe la fine naturale del Partito…. Mussi pare sia gia’ molto nervoso e Veltroni gli tende la mano con un possibile dialogo anche Pecoraro Scanio,d’altronde questa questione del “ticket” lanciata proprio dal Presidente della Camera e’ una notizia che appare un po’ da per tutto…
    Devo dire che la confusione regna sovrana ….. Mah

  23. articolo di ieri sull’unita’:

    Bertinotti for President. L’altra volta erano soltanto primarie, e l’avversario da battere Prodi. Questa volta sarà invece una vera e propria candidatura, con tutti i crismi della formalità. Fausto Bertinotti sarà il candidato premier della Sinistra arcobaleno alle prossime elezioni. Che si voti ad aprile con questa legge elettorale o a giugno con un’altra, poco importa. Il Partito democratico andrà da solo alle elezioni, e la Cosa rossa metterà da parte tutti i nodi ancora irrisolti e farà altrettanto. Sfidando Berlusconi per il governo del Paese e Veltroni e il Pd per l’«egemonia» a sinistra. Una scelta che non convince Sinistra democratica, Verdi e Pdci, che avrebbero preferito correre in coalizione col Pd, ma che si fonda su un accordo solido, siglato dopo le consultazioni al Quirinale da Bertinotti e Veltroni.
    Il presidente della Camera avrebbe preferito far correre il governatore della Puglia Nichi Vendola, per il quale si profilava un futuro di leader del nuovo soggetto non appena la fase costituente della Sinistra arcobaleno sarebbe entrata nel vivo. Ma la fine del governo Prodi, l’accelerazione verso le elezioni e la fine dell’Unione ha cancellato tutti gli schemi. A convincere Bertinotti della necessità di un impegno in prima fila sono state le pressioni provenienti da Rifondazione comunista e dagli alleati più vicini, ma anche i messaggi lanciati dal “loft”. Veltroni prefigura infatti una campagna elettorale basata su poche idee-forza che disegnino un Pd dal netto profilo riformista, e vede con favore una «competizione dialogante» con la sinistra radicale, a sua volta impegnata in una piattaforma programmatica «di alternativa».

    «Una contesa tra il Pd e la sinistra ci deve essere, una sfida aperta su chi è più in grado di dare una risposta ai problemi drammatici della società contemporanea», diceva ieri Bertinotti precisando di parlare come «come viandante della politica». Ma in realtà la decisione l’ha già presa, insieme a quella di correre in ticket con una donna (per il Verde Pecoraro Scanio potrebbe essere Grazia Francescato). E già si prepara a sfidare Veltroni e Berlusconi puntando su pacifismo, ambientalismo, diritti civili e soprattutto su una «critica al capitalismo di oggi, che produce precarietà e insicurezza».

    Bertinotti insomma aspetta di sapere come andranno a finire le consultazioni di Marini, ma intanto è certo che «politicamente la legislatura è finita col voto in Senato e il giudizio torna ormai agli elettori». Al massimo, a giugno. Cioè, politicamente parlando, «subito». Tra non molto avrà superato l’impedimento del ruolo istituzionale (già nei mesi scorsi gli era stato proposto di mettersi alla testa del processo unitario), ha anche messo da parte i timori sul suo essere «intriso di storia del 900» e si è convinto che non necessariamente un candidato più giovane porti più voti. Che poi è la questione fondamentale. Se alla Camera un risultato a due cifre è auspicabile, al Senato, dove lo sbarramento per le forze non coalizionate è dell’8%, è necessario.

    I sondaggi che circolano in questo giorni inducono alla fiducia, dando la Cosa rossa sotto la soglia di sbarramento soltanto in Sicilia. Ma Bertinotti sa che un passo falso questa volta sarebbe fatale, per la rappresentanza della sinistra radicale in Parlamento nella prossima legislatura ma anche per il processo di più lungo periodo. «C’è un imperativo» che va rispettato, per il presidente della Camera: «Che queste sinistre si mettano insieme, che siano soggetto unitario anche se plurale, avendo meno ansia di vincere domani e più quella di rianimare una speranza per il futuro e di cambiare la società». E infine sa anche, Bertinotti, che bisogna giocarsi il tutto per tutto perché a sperare in un fallimento elettorale della Cosa rossa sono in molti: i vari fuoriusciti dal Prc Turigliatto, Cannavò (Sinistra critica), Ferrando (Partito comunista dei lavoratori), ma anche altri compagni di strada che soltanto per cause di forza maggiore stanno acconsentendo a rinunciare in questa tornata elettorale alla falce e martello.

    Pubblicato il: 01.02.08

  24. Francesco Says:

    Ma la confusione non la vedo.La SINISTRA si deve presentare con il proprio simbolo unitario(preferibilmente con falce e martello)in contrapposizione alle destre e al PD.Se il candidato premier sara’ BERTINOTTI o VENDOLA cambia poco,importante e’l’impostazione programmatica che si da alla federazione della SINISTRA.

  25. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Rispondendo a Francesco e Pamela . . .

    Queste informazioni provenienti dalla stampa sono inquietanti, il vecchio che avanza ! Auguri !

    Se è vero che l’impostazione programmatica è importante occorrono anche le persone che abbiano la credibilità di portare avanti un programma, se no rimangono come la non violenza per Fausto o l’acquedotto pugliese per Nikita.

    Diciamo che ocorrerebbe un bel po’ di aria fresca e soprattutto che ci si potesse esprimere in merito. In ogni modo problemi zero perchè con quelle facce lì l’8% lo si supera nel 2025 ! A meno che il vertice del PD non dirotti un po’ di voti su di loro, cosa che è sempre possibile data l’affidabilità governista di entrambi.

    Ale

  26. L’interrogativo è d’obbligo: come presentare la “sinistra” all’elettorato. Un elettorato deluso, fiaccato dai circa due anni di governo (si fa per dire) del “centro sinistra”?
    Indubbiamente ciò che propone Ramon sembrerebbe l’unica strada. Ma “OBBLIGATA” per esigenze elettoralistiche. Anch’io, in Puglia, insieme ai tanti amici, ho lavorato negli ultimi sei/sette mesi per unire i quattro partiti e, infatti, giusto due giorni or sono, in Regione Puglia si è firmato un patto tra i consiglieri appartenenti ai quattro gruppi, tendente a formarne uno unico. Bene, dico io. Ma chi si è “unito” e con chi hanno colloquiato? Sempre e solo loro: l’intellighentia, i segretari dei quattro partiti, i consiglieri dei quattro partiti, i portaborse dei quattro partiti etc!! Mai nessuno che abbia invitato a discuterne, che so io: un rappresentante dei disabili, dei disoccupati, dei precari, degli studenti universitari, degli insegnanti,dei migranti, delle donne schiave della peggiore tratta che possa immaginarsi, dei lavoratori stagionali che operano nel foggiano (vedasi in proposito la recentissima indagine di Medici Senza Frontiere in proposito).
    Certo, capisco che accordi di tale portata debbano, per forza di cose, essere “gestiti” dalle segreterie ( o dalle segretarie?). Ma un po’ di coinvolgimento di quei soggetti che, proprio in Puglia hanno, come dire, sfasciato i vecchi equilibri politici eleggendo Presidente un comunista, per di più “diverso” forse era auspicabile, se non “necessario”.
    E poi, a livello nazionale, se mai si arrivasse ad una lista unitaria, ve lo immeginate quante volte i nostri amici e compagni dovranno turarsi il naso e votare anche a favore di, solo per esempio, per carità, un Pecoraro Scanio, cui in molti addebitano ( a torto o a ragione) lo sfacelo in Campania. E non solo.
    E poi, la Francescato, che qualcuno indica come possibile nome da affiancare a Bertinotti e/o Vendola, dove è stata negli ultimi cinque sei anni? Chi l’ha vista? E chi si sentirà di votarla? Il suo nome viene avanzato solo perchè bisogna dare lustro ai Verdi?
    Sono solo alcuni degli interrogativi che mi pongo e si pongono in molti. Però, hai ragione tu, dobbiamo andare avanti su questa strada, ragionandoci, ma cercando di non sbagliare più di tanto perchè, ricordi il mio precedente intervento? Certamente non abbiamo grandi schance in questa tornata. Ma provate almeno a disegnare un nuovo futuro per i nostri figli e nipoti.Grazie e ciao Walter

  27. Ragionando in termini elettorali, hai ragione al 100%.
    Politicamente e tecnicamente, le liste coalizzate sono senz’altro più utili, con questa legge, che non il listone.
    Con la lista unica, secondo me il 10% è a rischio. Mi pare più plausibile con le liste coalizzate ma autonome.
    E’ noto che quasi sempre le fusioni danno luogo a meno voti della somma dei loro..addendi.
    la “cosa”, capiamoci, politicamente non c’è. E’ un freddo discorso tra burocrazie (alcune, vedi SD, divise e che rappresentanto a stento loro stessi e che ovviamente, almeno per ciò che riguarda quelli che non faranno marcia indietro verso il PD, preferiscono la lista unica).
    Più “onesto” e intelligente, e ciò non andrebbe certo contro chi ha le speranze che si arrivi al contenitore unitario, affrontare le elezioni con le liste in coalizione.
    Resta ostico il discorso al senato, ovviamente.
    Però mi sa che il “capo” non sarà la giovane donna etc. etc…no?
    😉

  28. Oh, poi c’è sempre l’altra ipotesi.
    Ossia:alla fine va tutto a ramengo e si fa una lista prc-pdci.
    Insomma..tanto “rumore” per la cosa rossa..per poi tornare al prc pre’98 (solo un poco più…destro).
    Sarebbe una rifondazione comunista ante litteram..però non potrebbe più chiamarsi “rifondazione”, che sennò i dilibertiani non ci starebbero.
    Ahaha, scherzo.
    Però non è nemeno una ipotesi così impossibile.
    Perchè io che verdi e sd (se esiste) corrano “contro” il pd….

  29. carissimi/e, mi fa piacere che si sia sviluppato un certo dibattito. mi permetto solo di chiarire e ribadire alcune cose: 1) secondo l’attuale legge elettorale la coalizione che arriva prima prende il premio di maggioranza alla camera. quindi l’ipotesi di emanuele semplicemente non si da. 2) la lista unica e il chiacchiericcio mediatico con tanto di indicazioni di leader sembrano prevalere. come si evince dal mio articolo sono contrario a queste ipotesi. soprattutto al leaderismo sfrenato che è uno dei mali profondi della sinistra. insisto nel dire che si potrebbe benissimo presentare 4 liste coalizzate con un programma unico e con una candidata premier giovane donna e non iscritta a nessun partito. se non lo si farà è perchè c’è chi vuole produrre fatti compiuti e irreversibili per il partito unico e perchè accanto alle trionfalistiche previsioni dette in pubblico non si prevede nemmeno di raggiungere il 10 %. 3) il vero tema è l’alleanza con il PD. la partita non è chiusa e prevedo che man mano torneranno a soffiare i venti unitari antiberlusconi. penso che sia meglio dire chiaro e tondo che la sinistra deve ritrovare la propria base e prepararsi realisticamente all’opposizione di berlusconi o della grande coalizione che vuole confindustria. 4) dissento dalle considerazioni di alessandro sia sulle primarie sia sulle preferenze. il discorso sarebbe molto lungo e ci sarà occasione di tornarci. lo stesso dicasi per quelli che lui chiama i paracadutati. per esempio: io sono un paracadutato. mi sono occupato per anni di politica estera, non sono stato sindaco ne sono espressione di una organizzazione sindacale o di una lobby. che un partito scelga alcune persone per farle eleggere anche se non sono famose o espressioni locali è un fatto che io considero democraticissimo. caruso è stato eletto in calabria (paracadutato) sabina siniscalchi (che a mio giudizio è bravissima) in friuli, anche se è di milano…….continua

  30. poi si può obiettare sulle singole persone, ma un’altra cosa è pensare che al parlamento della repubblica ci devono andare i più famosi localmente, indipendentemente dalle loro reali competenze. so che su preferenze e primarie sono in minoranza, come ho già detto. ma rimango della mia opinione. 5) infine moltitudini, che è esterno al prc e alle dinamiche politiciste, ha descritto la situazione perfettamente. purtroppo!
    grazie a tutte/i per i commenti.
    un abbraccio
    ramon

  31. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    io vengo da una vecchia scuola marxista che aborriva le preferenze, però come sempre un conto è la teoria e un conto la pratica ovvero la realtà concreta. Il tuo esempio è eclatante perchè è vero ed insieme spiega anche le mie ragioni. Infatti insisto nel pensare che gente come il sottoscritto, che a scanso di equivoci non vuole essere candidato da nessuna parte, non ha alcuna possibilità di candiadtura ed elezione senza preferenze o primarie.

    Tu invece, in teoria, perchè in realtà non so bene come stanno le cose, dovresti andare eletto a Milano o se vuoi essere eletto preoccuparti di un rapporto con la società italiana anche se ti occupi di esteri.

    Fermo restando che delle quote potrebbero essere riservate alle segreterie dei partiti.

    Però qui non parliamo di singoli casi ma di uno scempio permanente che ha effetti deleteri.

    Allora non si tratta di essere in minoranza o in maggioranza ma semplicemente che o si fa così, si toglie alle segreterie la possibilità di determinare le candidature, specie con questa legge elettorale, oppure auguri . . . lo sento solo io l’odio pop verso la politica, i politici, i partiti ?

    L’esempio di Vendola è interessante, senza primarie (io ci ho lavorato un sacco inventando pure un treno speciale che portò gli studenti pugliesi di Bologna a votare per Niki . . . ma erano altri tempi ora col cavolo !) niente Niki candidato e senza spinta partecipativa nemmeno Niki eletto !

    Torno a dirlo la vecchia scuola marxista è sempre quella stessa, niente personalismo, centralismo democratico, il partito intellettuale collettivo etc . . . però anche Gramsci definì la Rivoluzione russa una rivoluzione contro il Capitale ! Insomma il materialismo è dialettico mica marmo !

    Poi per tornare a bomba . . . qui nel PRC di oggi, 2008, la battaglia politica è primarie si o primarie no, segreteria che decide o segreteria che al massimo implementa.

    A Moltitudini.
    Un po’ ti sbagli, il PRC del ’96-’98 era destrissimo ! Non per niente votò il lavoro interinale, la turco-napolitano e non solo. Diciamo che proprio quel gruppo parlamentare, che infatti se ne andò al 60 o 70 per cento, non aveva proprio capito di che fase storica si trattasse. Oggi semmai il PRC è molto più debole, quasi non c’è più . . . ma non è più destro !

    Ciao, Ale

  32. Emanuele Says:

    Grazie per la tua precisazione Ramon sulla tua proposta di legge elettorale.

    Una parola, se mi permetti, riguardo la situazione politica e il corpo del partito.
    Credo necessario a questo punto spingere per una consultazione degli iscritti del partito verso il modo di presentarsi alle elezioni, oltre il come portare avanti la modalità della costruzione di questo soggetto politico di sinistra.

    Una consultazione che sia vincolante per le classi dirigenti del partito, unico spazio democratico riguardo decisioni prossime politiche che probabilmente segneranno la sorte del partito.

    Decisioni che si vorrebbero prese prima di un congresso e prive della volontà dei militanti, unici veri depositari della linea politica e strategia elettorale.

    Se questo non ci fosse l’intera operazione sarebbe completamente delegittimata e saremmo costretti a far decadere l’intera classe dirigente la quale rappresenterebbe solo se stessa, usurpando di fatto non solo un partito ma il destino dei comunisti in Italia, il proprio ruolo e la loro capacità autonoma di prospettare un’alternativa.

    Staremo a vedere, ma spingiamo almeno verso questa strada! Saluti comunisti!

  33. Edoardo Pascarella Says:

    Ramon Mantovani fu eletto per la prima volta alla Camera nel 1992 con il sistema proporzionale a preferenza unica. Se non sbaglio ottenne più di 1500 voti (tra cui il mio e quello di un’altra trentina di compagni di Trezzano s/N) e fu eletto assieme ad Emilia Calimi e Tiziana Maiolo (sic!).

    Ho sempre avuto nei suoi confronti una grande stima, per le sue capacità ma soprattutto per la sua estrema sincerità. E proprio per questo voglio essere altrettanto sincero.

    Apprezzo l’attuale posizione critica che ha assunto nei confronti della linea del Partito e sulla sua conduzione ma credo, a differenza di quanto fa lui, che egli sia pienamente corresponsabile della gravissima crisi che attraversa il Partito e del pietoso fallimento della linea politica affermatasi con l’ultimo Congresso.
    Ho l’impressione che il compagno Ramon non abbia una sufficiente consapevolezza del disastro che la coalizione di compagni che domina il PRC ha combinato.
    Io, diversamente da altri, sono assolutamente pessimista e proprio non riesco a non considerare l’esperienza del PRC ormai finita e nei fatti superata.
    In questo il progetto avviato già dal quinto Congresso (con il concorso anche dei compagni di Sinistra Critica) si è realizzato pienamente.
    Adesso si tratta di capire quale organizzazione politica sostituirà e ricoprirà lo spazio lasciato vuoto da Rifondazione Comunista.
    Io (e mi scuso se parlo di me) proseguirò nell’impegno “Per la costruzione di un nuovo e grande Partito Comunista” e siccome credo che oggi, così come nel 1991, per noi lavoratori ve ne sia bisogno come il pane, sono convinto (a dispetto delle apparenze) che è una delle ipotesi più credibili oggi in campo.
    Come ci presenteremo alle elezioni credo sarà determinato anche da questo …

  34. ehehhe, Ramon..grazie…sono esterno sal prc, come ti è ben chiaro.
    Ma non esagerare: che le dinamiche politiciste ci sono pure nei movimenti, eh…e lo sai pure tu.
    😉

  35. Perfettamente e totalmente d’accordo: anche in un’occasione pubblica proprio con Ramon ebbi occasione di intervenire dicendo che il difetto essenziale della “cosa rossa” era proprio il fatto che non fosse concepita come una coalizione (un “terzo polo” di sinistra alternativo al centrodestra e al centrosinistra) ma come un partito unico. Quest’ultima scelta scellerata, miope e politicista della maggioranza del gruppo dirigente, paradossalmente, invece che darci più unità a sinistra ci darà più divisione.

  36. sergio meazzi Says:

    Caro Ramon, cari tutti voi ci provo, in poche righe, ad esprimere delle valutazioni che richiederebbero del tempo e sopratutto possono essere fraintese.
    Nonostante tutto sono discretamente contento del lavoro svolto dai compagni di Rifondazione al governo ed in parlamento.
    Dopo le elezioni, si è determinato un equilibrio scarno al Senato, questo poteva essere motivo di una caduta precoce dell’esecutivo Prodi per ” colpa” di Rifondazione. Non oso pensare il riflesso dentro e fuori dai palazzi. So perfettamente che si poteva fare molto di più, ma ritengo che, per esempio, la lotta all’evasione fiscale il governo Berlusconi non l’avrebbe certo accentuata. Il dubbio è: perchè è caduto Prodi. per gli arresti alla moglie del Ministro Mastella? Perchè l’On Dini pensa veramente che la linea governativa era spostata a sinistra? altre panzane?
    No, credo, che il governo si stata attrezzando per una spartizione del famoso tesoretto. Cadendo il Governo Prodi questo tesoretto chi lo gestisce?
    Inoltre l’accordo con i metalmeccanici che fine farà?
    Ben inteso,sono contro alla politica dei due tempi, ma di fatto siamo al secondo tempo.
    Ora, che fare?
    Andare da soli alle elezioni, coalizzarsi con le forze di sinistra rimanendo all’opposizione, sciogliere Rifondazione, aderire al Partito Comunista dei Lavoratori, ecc.
    Non penso che tutti questi ragionamenti, assolutamente legittimi, possano essere la risposta alla complessità dell’attuale fase politica. Penso, inanzitutto, che Rifondazione c’è, col lei vi sono altre forze che vorrebbero ” modificare lo stato delle cose presenti” ( è virgolettato ). Da quì bisogna partire tutti assieme , da soli pur con buoni propositi non si và lontani. Aggiungo, se avessimo la capacità di voltarci indietro per vedere chi ci segue e come lo fanno. C’è una modifica fortissima fra il mondo dei lavoratori e le loro culture. Dire d’essere Troskysta ( è un esempio ) non basta. Alcune ricette ed impostazioni, dettate dalla fase politica del novecento, sono da attualizzare e modificare. Veniamo ad oggi, credo, che tutto dipenda dalle consultazioni che effettuerà il Presidente Marini, ma le regole del gioco sono assai importanti, quì dissento strategicamente con Ramon. Nel senso che sono concorde sul voto di preferenza ( che può esercitare un controllo dei voti, effettuato dai partiti e suoi delfini, in modo particolare nel sud Italia). Ma in lieve disaccordo sull’andare subito alle elezioni con questa legge. Ciò detto, penso, che si debba ripensare ad una alleanza per governare l’Italia, con un programma condiviso, capace di dare risposte concrete alle esigenze delle cittadinanze. Precariato, Salari, sanità, fisco e pensioni. Certo, concludo e mi scuso, senza l’unità delle forze di sinistra, queste tematiche le governeranno le destre o solo i Veltroni di turno. Noi saremo intelletualmente rilassati, ma non tuteleremo la giustizia sociale, dei lavoratori e delle lavoratrici. I quali subiranno, io la chiamo modifica delle coscenze, del resto già ampiamente cominciata.
    Ciao a tutti, anche a Pato Ramon.

  37. Caro Ramon,
    vorrei sapere perchè preferiresti una giovane compagna non iscritta ad alcun parito. Te lo chiedo da compagna e da femminista. Perchè credo che questo non farebbe affatto la differenza, che è ben altra cosa. Lo dice il pensiero e la pratica della differenza che noi compagne, a fatica, stiamo facendo emergere nel partito e nei luoghi della politica e che tu, in quanto maschio, conosci di straforo e, direi, per missione e per apprendimento. Per il resto sono tutto sommato d’accordo con te sulle anilisi e le propspettive. Teniamoci in contatto.

  38. caro alessandro, appunto un conto è la teoria e un conto la pratica. sebbene io sia molto critico, come sai, con l’attuale gruppo dirigente la tua polemica sulla scelta dei candidati è assolutamente fuori luogo. su 67 eletti alle ultime elezioni rifondazione ha portato un terzo di non iscritti spesso direttamente espressione di realtà associative o di movimento. vuoi degli esempi? siniscalchi (mani tese) ali rashid (olp) luxuria (gblt) caruso (sud ribelle) del royo (segretariato internazionale del forum sociale mondiale) menapace e maria luisa boccia (femministe e pacifiste) farina (leoncavallo) mercedes frias (immigrazione), haidi giuliani e potrei continuare. ti assicuro che quasi tutti sono stati candidati fuori dalla loro residenza per garantirne l’elezione e che NON sarebbero mai passati in nessuna consultazione tipo primarie per il semplice motivo che i segretari di federazione o compagni di movimento in ogni singola circoscrizione li avrebbero battuti in quanto certamente più popolari fra gli iscritti. su 67 eletti solo tre fanno parte della segreteria del partito. insomma, senza preferenze e primarie abbiamo avuto un gruppo ben migliore di quello che sarebbe scaturito dal falso esercizio delle preferenze. in ogni caso i quadri centrali del partito eletti sono 14 su 67.
    mi dispiace ma non credo proprio che il problema sia primarie si primarie no.
    spero di essermi spiegato
    un forte abbraccio
    ramon

  39. caro emanuele, sono totalmente d’accordo con te. a decidere come presentarci alle elezioni dovrebbero essere gli iscritti e non solo i gruppi dirigenti. comunque la legge elettorale è quella vigente e non la mia proposta.
    ciao
    ramon

  40. caro edoardo, hai buona memoria. in effetti a milano fu eletta, solo grazie alle preferenze, tiziana maiolo semplicemente perchè era molto conosciuta come giornalista del manifesto e consigliere comunale antiproibizionista. passava pure come quella più di sinistra di tutta la lista e la votarono molti compagni dei centri sociali. prese molte più preferenze di me che potevo contare solo sull’appoggio di compagni come te. ma poi non versò una lira al partito perché “devo rispondere ai miei elettori, mica al partito”. la sua traiettoria politica seguente la conoscono tutti. a proposito di preferenze! sul resto non siamo d’accordo a quanto pare. ma credo sia normale e non un impedimento per trovarci insieme nelle piazze e nelle lotte.
    un abbraccio
    ramon

  41. caro luca moltitudinario, ma io ho scritto che TU sei esterno al prc e alle dinamiche politiciste. almeno così pare a me leggendoti qui e sul tuo blog. so bene che il politicismo alberghi tanto nei movimenti come nei partiti.
    adelante
    ramon

  42. buran, sottoscrivo parola per parola.
    ciao
    ramon

  43. caro sergio, proprio perchè penso che la legge elettorale sia importantissima non ero d’accordo a dare una delega al buio a veltroni e berlusconi per farla in due mesi. se ci fossero state garanzie su una legge proporzionale sarei stato più che d’accordo. ciò che dici poi è di buon senso. e io non ho vocazioni testimoniali e minoritarie, almeno credo. ma nemmeno la vocazione a ripetere l’esperienza fallimentare del centrosinistra con veltroni che per giunta dice ben chiaro che lui fa il suo programma e che solo chi lo accetta può allearsi con lui. per esempio cosa pensi il PD del tema del precariato lo abbiamo ben visto. nonostante un programma comune che diceva “siamo contro la legge 30”. figurati oggi. non credo che si debba avere paura della realtà e di fare la scelta consapevole di stare all’opposizione.
    un abbraccio
    ramon

  44. cara carla, non ho alcuna difficoltà a rispondere alla tua domanda. 1) perchè penso che un esponente di uno dei partiti può non essere capace di fare il pieno di voti. 2) perché mi piacerebbe essere rappresentato in una trasmissione televisiva da una giovane donna che sarebbe nei faccia a faccia con berlusconi e veltroni molto efficace. so bene che il tema della differenza non si coniuga semplicemente con la candidatura di donne, infatti non l’ho proposto per questo. comunque una giovane donna che rappresenta una coalizione di sinistra non sarebbe in contraddizione. ma non preoccuparti, basta leggere i giornali e si vede bene quanti galletti maschi corrono per fare il leader. la mia voleva solo essere una proposta di buon senso. del resto tutti i fanatici dell’unità della sinistra subito, tutti i vari nuovisti e superatori della forma partito vogliono bertinotti o vendola. alla faccia dell’unità e della novità.
    un abbraccio
    ramon

  45. Ho letto la discussione sulle preferenze. Anche io sono assolutamente contro le preferenze poichè soprattutto al sud (io sono calabrese anche se vivo a Bologna) generano oltre al personalismo, fenomeni di clientele che di certo nulla hanno a che fare con la democrazia. Vi sembrerà assurdo ma non trovo nulla di male nel fatto che si candidi in una regione un persona proveniente da un’altra regione anche perchè così si evita il perseguimento di interessi particolari rispetto a quelli generali. Che poi ci sia una mancanza di democrazia interna nei partiti,o alcuni di loro, credo sia indubbio; basti pensare che il Prc andrà alle urne e prenderà decisioni importati per la sua stessa sopravvivenza senza che si svolga il congresso.

  46. Roberto Says:

    D’accordo per la coalizione, come quasi tutti i compagni che conosco. Contrario alla lista unica che sa di anticipazione della scomparsa del PRC e delle istanze che gli sono congenite. Sì al massimo possibile di unità con altre forze della sinistra su programmi elettorali comuni (che naturalmente nessuno pensa debbano contemplare la Rivoluzione Socialista), NO alla scomparsa di una forza comunista organizzata. Ma mi pare che si preferisca mandare al macero il Partito per assecondare l’autoconservazione di esponenti ed esponentini di apparati e apparatini.
    La legge elettorale mette in condizione le segreterie dei partiti di decidere le teste di lista, quindi chi saranno gli eletti, come avvenuto anche, ahimé, per il nostro partito. Però non le obbliga: la scelta dei candidati e la loro collocazione in lista può avvenire democraticamente a livello di base nei collegi, (senza che vengano paracadutati da Roma). Ma mi sa che la voglia di “tutelare i gruppi dirigenti centrali” nei loro posti alla Camera o al Senato, tenda a prevalere anche nel PRC. Spero di avere torto.

  47. sentite sono solo discorsi. se la sinistra vuole fare bene a se stessa all’Italia e all’Europa deve trovare l’unità e non per perdere le proprie differenze ma x esaltare ciò che c’è di comune e partendo da ciò senza preconcetti iniziare a “costruire” quasi da zero, nel senso che si deve poter mettere tutto in discussione, una cultura di sinistra che sia realmente di sinistra ma contemporaneamente efficace. Cioè una nuova “Ideologia” visto che il mondo è cambiato troppo x ritenere efficaci le vecchie, che devono essere riformulate quanto minimo. La coalizione è una scusa x restare chiusi nel proprio orto a dividerci su antiche dispute che oggi hanno ben poco interesse x il cittadino.
    E il priomo punto del nuovo corso x me deve essere che la violenza e la guerra esistono e non sempre si possono sconfiggere pacificamente(ce li vedete i nazi che siarrendono a ghandi?) xché l’eccessivo pacifismo della sinistra Italiana primo la fa percepire come una forza non realista quindi buona a parole ma non nei fatti e secondo rischia di rendere tabù la stessa rivoluzione sociale che Marx auspicava

  48. Annalisa Says:

    E’ la prima volta che ti scrivo dopo aver letto diversi dei tuoi commenti e conoscendo il tuo pensiero politico voglio chiederti:

    1) Relativamente alle giovani donne avre molto da dire relativamente all’ipocrisia dilagante presente “sigh” anche nella sinistra ma tralascio per ora per farti una semplice domanda: come si fa a dare spazio alle donne se vi sono parlamentari uomini che da più di due-tre legislature vengono continuamente rieletti? Siccome credo nella pratica del “cominciare da sè” dimmi, tu verrai nuovamente rieletto per la (Sesta???? o quinta???) volta?

    Per la stima sincera che ti porto, dimmi che sarai di esempio e lascerai spazio. La riforma a sinistra in senso radicale della politica del cambiamento può iniziare anche (non solo ovviamente) da comportamenti concreti.

    Per il resto sono dell’opinione che sono passati 20 anni dall’88 e siamo tutti semplicemente più poveri, stanchi e delusi. Sono fiduciosa sempre nel futuro, ma porca miseria fateci respirare un poco di aria nuova.

    Un abbraccio

  49. Francesco Says:

    Ma scusami Roberto siamo stati noi del PRC a tentare fino alla fine di cambiare la legge elettorale con il sistema tedesco e con le preferenze.

  50. cara annalisa,
    LE LISTE QUESTA VOLTA LE FARANNO NON IN BASE AL NUMERO DEI MANDATI MA IN BASE ALLA PROPENSIONE TACITA E SILENZIOSA AL PROCESSO DI OMOLOGAZIONE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA.
    per questo riconfermeranno senza indugi tanto i folena – al settimo mandato – quanto i giovani peones silenti e obbedienti eletti due anni fà, e ne approfitteranno per cacciare via tanto i Ramon Mantovani – anche lui da vari anni alla camera – che i Francesco Caruso, colpevoli di coerenza e dignità.

  51. ivanoprc Says:

    Caro Compagno Ramon,
    condivido in pieno ciò che hai scritto, ma non credi che in mancanza di congresso sia utile cmq una consultazione degli iscritti? Dare la parola alla base del partito per decidere insieme sulle “sorti”.
    Penso anche che un rinnovamento della politica non debba passare forzatamente da fusioni di partiti come daltronde è stato già fatto con il PD.
    Lo so che sarà dura e non dobbiamo pensare per forza da governisti e anni di opposizione seria potrebbe essere il valore aggiunto alla ricrescita del partito come lo è già stato per il passato. La coerenza e soprattutto la “falce e martello” sono le radici di Rifondazione ed è per questo che una coalizione tra simili per ottenere il massimo vantaggio elettorale sia più che giusta in questo momento, poi chissà se in futuro idee e opinioni nella propria diversità potranno convergere sotto un unico simbolo……………..sempre e comunque FALCE E MARTELLO!.

  52. quanta confusione in questo blog di ramon. vi parlate addosso e non riuscite ad esprimere niente di quello che noi gente di sinistra vorremmo. noi di sinistra che non militiamo più in nessun partito perchè il pd (e prima i ds e prima ancora il pds..) non è sinistra e perchè voi rifondisti e pcdisti fate finta di parlare di comunismo sapendo benissimo che voi per primi non siete in grado di rappresentarlo. nè come possibilità storica nè come persone singole (qualche eccezione c’è sempre naturalmente).
    sono stufo di tutte queste chiacchere che fate nei vostri partiti ‘rivoluzionari’. la ‘giovane donna’ capolista è poi un’idea veramente originale. ma cosa vuol dire? che significato ha? almeno fai un nome, o due, o tre. e forse deve essere carina, giusto? se no in televisione come fate a mandarla? – non arrabbiarti, non arrabbiatevi per questo mio post. non voglio provocarvi, è che la strada che bisognerebbe fare tutti insieme credo che proprio non sappiate qual’è. Neppure io naturalmente ma non gioco a fare il parlamentare rivoluzionario e neppure il militante duro e puro che ha capito tutto ma che in realtà non ha capito quasi niente. Il mio pessimismo sull’intelligenza politica o sul buon senso dei partiti di sinistra in questa povera italia credo abbia definitivamente vinto. Anche girando i vari blog di compagni veri o presunti o pentiti.
    un saluto.
    ribio

  53. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    mi stuzzichi e stuzzichi la pignoleria . . .

    Io trovo spiacevole dover parlare sempre di persone come se fossero alla gogna, il che non è, e comunque sia . . .

    Allora ben al di la della stima per le singole persone e per la sincera simpatia e il rispetto per diverse tra quelle che seguono, non mi pare che la lista degli eletti sia una dimostrazione di quell’apertura ai movimenti e alla società ceh per anni, specie a Venezia ma anche prima, abbiamo cercato di sbandierare e praticare o che io ho cercato di praticare.

    Quindi guardando alla Camera dei Deputati

    Presidente
    Gennaro Migliore – apparato PRC

    Vicepresidente
    Antonello Falomi – Ex apparato DS
    Graziella Mascia – ex. parlamentare, ex-segretaria Fed. di Miliano

    Membro
    Maurizio Acerbo – es segretario Abruzzo
    Fausto Bertinotti – apparato PRC
    Alberto Burgio – docente univ. in quota Grassi leader antimovimentista!!!
    Paolo Cacciari – Segretario regione veneto
    Salvatore Cannavò – vicedirettore Liberazione in quota BR
    Anna Maria Cardano – Mi spiace ma non so chi sia, ha sostituito Ferrero
    Francesco Saverio Caruso – Dal Movimento ma eletto “fuori sede”
    Luigi Cogodi – ec capogruppo regionale sardegna
    Peppe De Cristofaro – segr. Fed di Napoli
    Titti De Simone – movimento lesbico ex parlamentare
    Elettra Deiana – ex parlamentare
    KHALIL Alì detto Alì Raschid – dirigente palestinese in Italia
    Daniela Dioguardi – ex DS ex UDI
    Donatella Duranti – ex dirigente CGIL ex assessore provincia Taranto
    Daniele Farina – Dal Movimento non so dove sia stato eletto
    Francesco Detto Ciccio Ferrara – apparato PRC
    Pietro Folena – Ex apparato DS
    Francesco Forgione – apparto PRC
    Mercedes Lourdes Frias – area evengelica, ex assessore
    Francesco Giordano – apparato PRC
    Wladimiro Guadagno detto Vladimir Luxuria – Movimento trasgender
    Salvatore Iacomino – medico e consigliere comunale (immagino del PRC)
    Ezio Locatelli – ex consigliere regionale e segretario Lombardia
    Angela Lombardi – ex comissaria PRC Basilicata, ivi eletta
    Ramon Mantovani – lo sai meglio di me
    Donatella Mungo – segretaria regionale Emilia-Romagna
    Sergio Olivieri – dal PRC di Spezia ex assessore
    Gian Luigi Pegolo – Stalingrado live !!!
    Maria Cristina Perugia – segretaria Fed di Roma
    Marilde Provera – già parlamentare e consigliera comunale
    Mario Ricci – ex.parlamentare
    Andrea Ricci – segreatrio regione Marche
    Augusto Rocchi – segretario fed di Milano
    Franco Russo – ex DP, ecologista etc . . .
    Sabina Siniscalchi – Dio Santo una compagna !!!
    Massimiliano Smeriglio – Presidente di Circoscrizione vicino ai Movimenti
    Gino Sperandio – Avvocato veneto eletto in veneto
    Maurizio Zipponi – Una vita nella FIOM

    Ora anche volendo arrivare ad gruppo qualificato tecnicamente come infatti è spicca il fatto che solo due o tre sono le persone di netta estrazione movimentista e che cioè hanno promosso, diretto e organizzato movimenti di massa. Poi ci sono alcuni rappresentanti dell’associazionismo e invece parecchi segretari regionali e alcune persone molto navigate tra istituzioni, partiti e CGIL.

    AL Senato non so se sia il caso di andare ad una disanima . . .
    RUSSO SPENA Giovanni

    Vicepresidenti GAGLIARDI Rina
    SODANO Tommaso

    Membri ALBONETTI Martino – insegnante dirigente del PRC di Ravenna
    ALFONZI Daniela – non conosco non mi pare di movimento
    ALLOCCA Salvatore – non conosco non mi pare di movimento
    BOCCIA Maria Luisa – femminista storica
    BONADONNA Salvatore – apparato PRC
    BRISCA MENAPACE Lidia – pacifista storica
    CAPELLI Giovanna – forum delle donne
    CAPRILI Milziade – apaprato PRC
    CONFALONIERI Giovanni – consigliere regionale lombardia
    DEL ROIO Jose’ Luiz – dal Brasile e certamente attento ai SF
    DI LELLO FINUOLI Giuseppe – ex parlamentare
    EMPRIN GILARDINI Erminia – apparato PRC
    GAGGIO GIULIANI Adelaide – mamma di Carlo
    GIANNINI Fosco – quota Ernesto o Grassi anconetano eletto in Calabria
    GRASSI Claudio – apparato PRC
    LIOTTA Santo – non lo conosco
    MARTONE Francesco – ex parlamentare Verde
    NARDINI Maria Celeste – Ex parlamentare
    PALERMO Anna Maria – non la conosco
    TECCE Raffaele – assessore nella giunta Bassolino
    VALPIANA Tiziana – ex parlamentare
    VANO Olimpia – non la conosco
    ZUCCHERINI Stefano – apparato PRC

    Il caso di Heidi Giuliani sappiamo che è frutto del ticket con Gigi Malabarba ed insomma in 10 anni di lotte contro la precarietà al parlamento di precari non ne è arrivato nessuno.

    ALmeno il PCI mandò diversi contadini in parlamento quando ilo movimento contadino e bracciantile esisteva.

    Idem dicasi di operai protagonisti di un ciclo importante di lotte, pensa a Melfi, perchè mai nessun lavoratore di Melfi è stato candidato. Pensa ai precontratti della FIOM che dovrebbero essere rappresentati da Zipponi, pensa al Movimento dei Social Forum a Bologna e in altre importanti realtà.

    Io ad esempio non capisco perchè esterni e persone come Caruso sono state candidate fuori dallo loro sede naturale ? Non è un elemento di debolezza ? Mah . . . !?

    Ora cosa vogliamo fare, ripetere lo stesso meccanismo con i segretari regionali che tendono a candidare loro stessi ? Una compagna chiedeva se hai intenzione di ricandidarti. Domanda antipatica ma che merita una risposta. Io ti ricandiderei se però capissi qual’è il tuo distinguo dalla direzione attuale del PRC. Il problema è solo quello della lista unica o della coalizione ? Boh !? A me sembra non dico l’ultimo dei problemi ma certamente tra gli ultimi.

    Non mi pare che tu sia in minoranza sul tema delle primarie, casomai sei in maggioranza perchè non si sono fatte nel 2006 quando si potevano fare senza problemi e ci avrebbero dato molta forza anche se magari la bravissima compagna Siniscalchi non sarebbe stata eletta, il che sarebbe da vedere, e pare proprio che non si faranno nemmeno questa volta.
    Come fai a dire di essere minoranza su questo tema ?

    A pensarci bene tutta questa disamina degli eletti non è poi così antipatica perchè è sempre opportuno parlare in modo serio dei nostri rappresentanti e farlo pubblicamente. Mi spiace solo che alcune persone mi sono sconosciute oppure ho riportato qualche inesattezza.

    Caro Ramon noi, il PRC, non ha rotto in alcun mdo con i meccanismi di riproduzione della politica. E’ vero che abbiamo portato in parlamento diverse brave persone ma abbiamo rotto o meglio fatto a pezzi il nostro rapporto con i movimenti sociali di questi anni e le generazioni che si sono rese protagoniste di lotte molto interessanti.

    Ora dovremmo insieme trovare il modo di riparare e io penso, capire che così non si può andare avanti.

    Secondo me il tema del lavoro precario doveva essere centrale nella campagna elettorale, nelle candidature e nell’azione parlamentare e di governo. Per anni abbiamo parlato di un Nuovo Movimento Operaio e poi stando ai fatti i meccanismi della politica hanno escluso completamente la raltà del lavoro precario, operaio, manuale o cognitivo che sia.

    Si potrebbe dire lo stesso per i Centri sociali, il Movimento No TAV, le lotte di melfi e Scanzano etc . . .

    La precarietà è la cifra attraverso la quale leggere i processi di soggettivazione del lavoro in questo paese e dovrebbe trovare rappresentanza nel PRC come nelle istituzioni. Per anni ho cercato, con le inchieste e il lavoro di partito, di spiegare come la politica oggi non rappresenti questa realtà dominante del lavoro.

    Per favore, riflettiamo senza dare le pagelle, questo va bene, questo no e semmai troviamo insieme gli strumenti per uscirne. A mio avviso ci sono cose che si possono fare solo se non si ha presente in che paese viviamo e in quali condizioni di oppressione vive il lavoro . . . parlo del pacchetto welfare. Il Governo doveva cadere su quello e il PRC doveva arrivare preparato a quel passaggio come nel 1997 sarebbe dovuto cadere sul lavoro interinale. Sono passati 10 anni ma la musica non cambia !
    Ci sono sempre delle paure senza fondamento, lo scalone Maroni, cosa dirà la gente ? Ci daranno la colpa del ritorno di Berlusconi ? Si pensa sempre a dialogare con la parte, certo consistente, ma più moderata e anziana della società e mai con i settori emergenti: migranti, precari, lavoratori poveri , ricercatori universitari . . . tanta gente arrabbiata, talvolta disperata e che vorrebbe rappresentanza e spazio nella politica.

    Dare loro rappresentanza e spazio dovrebbe essere il nostro compito, eleggere e rieleggere professionisti e navigatori istituzionali invece un compito del PD.

    Spero non me ne vogliate per la lunghezza però è difficile essere sisntetici sul Che fare ? Fortunamente un post di un blog si può anche non leggere.

    Una domanda però ritorna in chiusura. Riusciamo a chiarirci su che cosìè che secondo te non va nell’attuale PRC. Io temo proprio di non averlo capito bene. Possiamo parlarne ? Ciao a tutti. Alessandro

  54. Caro Ramon,
    credo anche io che le elezioni siano un momenti tattico ecc.ecc. D’altra parte non credo che le elezioni siano le olimpiadi a cui basti partecipare. Nel caso sarebbe anche possibile decidere di non partecipare. (Io non sarei d’accordo). Detto questo mi pare che al senato la soglia di sbarramento per le coalizioni sia del 20% regione per regione ed, inoltre, il premio regionale viene attribuito alla coalizione che ha più voti. Per cui presentandoci divisi dal PD sia alla camera che al senato (con una lista o più liste) il risultato sarebbe quello di consegnare senza colpo ferire una ferrea maggioranza in tutte e due le camere al CD. Inoltre sarebbe anche un pò complesso da gestire nella campagna elettorale “porta a porta” che facciamo. E le sirene del voto “utile” sarebbero ancora più forti. Tattica per tattica ragioniamo su quale è la tattica che ha più respiro anche considerando che tra 1 anno ci sarà o potrebbe essere il mefitico referendum elettorale. Infine io davvero stento a capire perchè c’è questa resistenza nella costruzione di un soggetto unitario della sinistra. Perchè ci sono ovvie differenze con gli altri partiti?? Perchè ci sono differenti referenti internazionali?? E’ dal 1991 che sto in un partito dove un pezzo ha cercato di fare la SE, un pezzo 8anzi di più, aderiscono o aderivano alle internazionali trozk, altri ancora cercavano di rifare la terza internazionale… ecc.ecc per non parlare le differenze interne. Ti ricordi ancora l’articolo pre genova sul manifesto di Burgio?? Per altro mi porrei un filo anche la questione di alcuni milioni di persone di sinistra che, come non capirli, fanno fatica a riconoscersi nella sinistra cosi come è. Sono stato nello stesso partito con Grimaldi, Sorini, RIzzo.. mica mi spaventeranno Tortorella, Mussi o Diliberto!!! Un abbraccio

  55. E’ da un pò di tempo che seguo le discussioni sul tuo sito (segnalaomi attraverso la mailing-list del Partito). Ti confesso che all’inizio ho provato un certo fastidio non tanto per le posizioni, ovviamente legittime, che esponi, ma per il fatto che vedevo in questo spazio un tentativo di personalizzazione della politica, che spesso abbiamo aborrito.Tuttavia col tempo ho cominciato a pensare che qualunque spazio, creato a Sinistra, per discutere e far circolare le idee fosse in questi tempi di magra una cosa “sostenibile”. Ho anch’io una lunghissima storia di impegno politico alle spalle, di quelle che a forza di prendere legnate ti sfiancano. Ho di fficoltà in questo momento a riconoscermi in un partito (sono un iscritto del PRC) non tanto per quello che ha fatto (come qualcun altro ha già scritto non sono del tutto insoddisfatto del nostro operato)ma per il fatto che non riesco a sentirmi parte di una comunità che condivide valori ed obiettivi che produce vertenze ed alimenti lotte comuni, aeppure si pensi di praticare tattiche o strategie diverse. E’ un senso di spossatezza che colgo nei discorsi di tanti compagni non tanto per l’operato di questo o quel dirigente ma per la vanificazione di tante lotte, lo spreco di tante energie, per la consapevolezza di essere pochi per cambiare, come vorremmo, il mondo o per portare a casa almeno qualche risultato. Di questa condizione di assoluta impotenza e solitudine è ora che ci si cominci ad interrogare dentro i partiti, di questa quotidiana umanità che sfugge alle leggi elettorali, ai congressi, ai convegni. C’è un qui ed ora mai indagato e mai interrogato. E non è questione di democrazia degli iscritti (novantamila su duemilioni ed oltre di consensi)che spesso non conoscono neppure l’indirizzo della sede del Circolo (nel mio su settanta iscritti si facevano assemblee di otto compagni, meno del CPD, ed il Circolo ha dovuto chiudere perché non si riuscivano a pagare 80(dico ottanta) euro di affitto)ma di un modo di ripensare la Sinistra all’interno della società, del suo modo di essere e di proporre valori (che non sono immutabili in un mondo dove tutto muta ad una velocità sconvolgente). Nel mondo dominato in cui viviamo dividersi in sterili polemiche e discussioni infinite che non ci fanno muovere un passo è un delitto contro le classi che pretendiamo di rappresentare. Serve qualcosa che risvegli entusiasmo e passione, che ci faccia riscprire il gusto della partecipazione, del protagonismo, della sensazione di essere un popolo. La cosa rossa è la soluzione? Non lo so, penso però che possa essere una strada o quantomeno indica una propsettiva (altra parola fondamentale del nostro vetero-vocabolario). Comunque è sempre un percorso che ha bisogno di idee e di gambe senza le quali non si va da nessuna parte. Ovvero ha bisogno di contenuti e di partecipazione. Credo che sia fondamentale l’unità delle forze che non si rassegnano, per rimanere in casa nostra, a camminare nel solco il cui percorso è stabilito dalle gerarchie Vaticane e Confindustriali.
    PS: Ho voluto scriverti perchè serbo un buon ricordo di te, molto probabilmente tu non ti ricorderai di me (e questo è già un dato di quanto i vertici del partito siano scollati dalla base). Ti aiuto, anche se so che non servirà a molto,: era una mattina nebbiosa nell’area della festa di Marina di Massa (quanto tempo) e con il compagno Alasia aspettavamo gli altri per iniziare una commissione ambiente del partito presieduta da Paolo Cacciari ed a cui partecipava un ancora giovane Giordano. Mi invitasti a prendere un caffè, ma è passato tanto tempo. Questo mi sentivo di scriverti. Ciao con affetto Paolo di Cicco

  56. caro brigante rosso, ben detto!
    ramon

  57. caro roberto, siamo d’accordo sul come presentarci alle elezioni. e mi parrebbe democratico e fattibile che, non essendoci i tempi tecnici per un congresso, si convochino gli iscritti per decidere su una questione più importante. siamo in disaccordo, invece, sulla questione candidature. se si facesse come dici tu rapidamente in ogni circoscrizione ci sarebbero diversi personaggi che dedicherebbero il loro tempo ad assicurarsi il consenso per le successive primarie a dispetto di contenuti e lotte. sarebbe la definitiva americanizzazione della politica anche a sinistra.
    ciao
    ramon

  58. caro sparkaos, il tuo commento è un perfetto esempio. da una parte indichi la necessità dell’unità e di una nuova ideologia. dall’altra vorresti che la sinistra fosse meno pacifista. rispetto entrambe le opinioni, ovviamente, anche se non le condivido. ma non posso non farti notare che è facile dire uniamoci così come è difficile trovare punti di vero accordo (se parliamo di principi e valori).
    è facile dire che chi la pensa diversamente è vecchio e che le sue tesi non interessano i cittadini. che dirti… sarò vecchio ma penso che non c’è sinistra che non sia pacifista. comunque puoi tentare tu di unire tutti sulle tue posizioni non pacifiste. auguri.
    ciao
    ramon

  59. vecchia si riferiva all’ideologia non a te. e sono d’accordo che è difficile unirsi non solo x facciata, ma mi chiedo se non riusciamo a trovare punti comuni tra di noi come possiamo coinvolgere più persone? e senza far questo come possiamo essere una forza propositiva e di cambiamento?
    X il pacifismo so che le mie idee sono fortemente minoritarie nella sinistra di oggi, semplicemente penso (forse sbagliando) che continuando così la sinistra si ridurra ad essere una forza di pura testimonianza e mi piacerrebbe tanto che si aprisse almeno un discorso che non parta dal presupposto “non c’è sinistra che non è pacifista” primo perche è storicamente falso secondo xchè anche fosse si possono sempre riconoscere i propri errori e cambiare terzo xché troppo spesso si elude la provocazione che facevo. I nazi x te si arrendevano a Ghandi? e se realisticamente ammetti di no, puoi x favore dirmi quale sarebbe una politica pacifista, di sinistra ed efficace x opporsi ai nazi? Tanto x essere chiaro sono contrario a tutte le attuali guerre in corso

  60. cara annalisa, 1) rifondazione ha i gruppi parlamentari con più donne. sarà un caso? 2) la deroga per essere eletti più di due volte o dopo i dieci anni è stata applicata anche per donne, non solo per maschi. resta il problema della necessità di arrivare al 50 % o alla norma antidiscriminatoria secondo la quale nessun sesso può superare il 60 %.
    Mi fai una domanda che non è affatto imbarazzante per me. sono stato eletto 4 volte e due di queste legislature sono durate due anni ciascuna. già l’ultima volta non credevo di essere ricandidato perché lo statuto del partito prevede due legislature o dieci anni come limite. devo anche dire, per onestà, che prima della formazione delle liste mi venne offerto un posto al governo, come sottosegretario agli esteri, che rifiutai per tanti motivi. fu deciso e votato che a 4 o 5 parlamentari uscenti si applicasse una deroga e che potessero essere ricandidati visto che saremmo passati da 11 deputati e 3 senatori a più di 50, dato il cambio di legge elettorale. non considerai uno scandalo essere ricandidato. e credo che nella prossima legislatura si debba applicare il principio delle due legislature o dieci anni. a tutti perché altrimenti interverrebbero discriminazioni politiche. questa è la mia posizione. ma lasciati dire che mi piacerebbe essere giudicato per ciò che ho fatto e per come ho ricoperto l’incarico e non come se fossi un gerontocrate che non fa spazio ai giovani e alle donne. per quanto mi riguarda ho la coscienza a posto. ho lavorato meglio che ho potuto, non ho taciuto dissensi e critiche per convenienza, non ho cambiato stile di vita. ma queste sono opinioni mie e contano quello che contano.
    comunque grazie per le parole di stima.
    un abbraccio
    ramon

  61. caro francesco, sistema tedesco si preferenze no. ad insistere per le preferenze erano soprattutto quelli dell’udc. e non per caso. comunque in germania, come in tutta europa, si vota senza preferenze.
    ciao
    ramon

  62. romolo non essere così pessimista. non sarò così. almeno spero.
    un abbraccio
    ramon

  63. caro ivano, sia sull’unità sia sulla consultazione siamo d’accordo come ho già scritto più volte. sebbene pensi che togliere la falce e martello da qualsiasi simbolo per motivi banalmente elettorali non credo affatto che la sua presenza o meno sia garanzia di coerenza e di tenere fede alle proprie radici. pdci docet.
    ciao
    ramon

  64. caro ribio, (ma sei quel ribio che conosco dagli anni 70?) non è facile interloquire con chi, come te, pensa che siamo inutili e negativi, che fingiamo e che ci parliamo addosso. ma non mi arrabbio. penso, al contrario, che ci sia una buona dose di verità in ciò che dici, al netto dei processi alle intenzioni e dei pregiudizi che sono sempre inaccettabili e irricevibili. per quanto mi riguarda non fingo un bel niente e non imbroglio nessuno. punto. ma che la sinistra si parli addosso e sia incline a fare propaganda (ma sarebbe meglio dire pubblicità di scarso livello) lo penso anch’io. ma questo, caro ribio, vale sia per che è iscritto sia per chi non è iscritto a nessun partito. la superficialità invece che il paziente studio e approfondimento, il tifo invece che il ragionamento, la semplificazione ingiustificata invece che l’articolazione delle idee e delle proposte, il personalismo invece che il collettivo, e potrei continuare, sono mali endemici della sinistra. per responsabilità soggettiva e per l’andazzo delle cose che spingono in questa direzione. ti faccio un esempio: un anno e mezzo fa ho incontrato un compagno (è un amico che conosco e frequento) che mi ha insultato perché avevamo votato per le missioni militari. circa 15 giorni fa l’ho rivisto e mi ha nuovamente insultato perchè secondo lui non abbiamo veramente fatto di tutto per salvare il governo prodi. se avessimo votato contro le missioni a due mesi dalle elezioni nel 2006 il governo sarebbe caduto subito. non trovi che ci sia qualcosa che non va in questo modo di ragionare? ma è molto diffuso, credimi, soprattutto fra coloro che ritengono che i partiti facciano schifo. con ciò non penso che tu sia così, o almeno non lo so e quindi non lo dico. sei libero di pensare che il mondo si divida fra quelli come te, dotati di buonsenso e di intelligenza politica, e noi finti comunisti, imbroglioni e che ci parliamo addosso. converrai che messa così il dialogo è difficile.
    scusa, ma io ho fatto un banale esempio sulla giovane donna da presentare come candidata premier. anche perché è in corso una vergognosa competizione sul “leader” della sinistra. ho solo voluto significare che sarebbe bene distinguersi e proporre qualcuno che non sia e non appaia nemmeno a livello simbolico come interno alla politica ufficiale che fa ribrezzo a tutti. a cominciare da me. non vedo nessuno più lontano dal potere che una giovane donna non iscritta a nessun partito. carina? ma come ti permetti di pensare che io sia così gretto ed imbecille!
    il nome non ce l’ho perchè il mio era un esempio. ma anche se l’avessi non ti direbbe nulla perché mi piacerebbe che fosse sconosciuta. e se l’avessi non mi permetterei mai di fare un nome del genere sul mio blog.
    comunque, caro ribio, grazie per il commento. e se sei tu e ne hai voglia un aperitivo lo berrei volentieri con te.
    ciao
    ramon

  65. caro alessandro, la tua lista, scusa se te lo dico così, è totalmente infondata. sei sicuro che alcuni di quei segretari di federazione non fossero operai? non pensi che possa succedere che una precaria movimentista diventi segretaria di una federazione (a 1000 euro al mese) e possa succedere che diventi parlamentare? pensi che siccome uno ha fatto l’assessore in un paesino o in un comune di 20 0 30 mila abitanti non sia movimentista anche più di te? capisco le tue critiche contro l’attuale gruppo dirigente ma, credimi, esagerare e andare fuori bersaglio non le rafforza affatto. mi spiace, ma penso proprio che ti sbagli su questo punto.
    quel che penso del partito l’ho scritto molte volte. mi meraviglio un po che tu me lo chieda e che ti riferisca solo all’ultimo articolo di questo blog.
    su tante altre cose siamo d’accordo o mi sembrano sinceramente cose secondarie.
    un abbraccio
    ramon

  66. caro emilio, poni problemi molto seri e lo fai seriamente. siccome parli del senato precisiamo: lo sbarramento per una coalizione è al 20 % ma per una lista è all’8 %. non avrei nulla in contrario a presentare una coalizione alla camera e una sola lista al senato, e nemmeno a raggiungere accordi tecnici con il pd. ma continuo a pensare che si voglia fare una lista unica dovunque solo per creare fatti compiuti per il partito unico anche a costo di perdere voti. e questo modo giacobino di fare oltre ad essere vecchio come il cucù è esattamente l’opposto della sinistra partecipata che si dice di volere.
    emilio emilio, sai bene che qualsiasi appartenenza internazionale ci fosse nel nostro partito al parlamento europeo non era in contraddizione con l’appartenenza ad un unico gruppo parlamentare. e sai bene che abbiamo considerato, e giustamente, il partito socialista europeo qualcosa di enormemente lontano da qualsiasi prospettiva di cambiamento, se non un vero nemico su piccoli dettagli come guerra e neoliberismo. perché non vai a chiedere ai compagni della linke tedesca se hanno intenzione di unirsi con i verdi?
    dovresti anche sapere che il sottoscritto non ha paura per nulla di stare nello stesso partito con chiunque. mi preoccupa solo: 1) che i contenuti dell’articolo di burgio di cui parli (e che comunque rispetto) allora erano minoranza e oggi sono al potere in rifondazione. 2) che fare l’unità con forze governiste metta fine ad un progetto (quello di rifondazione) che non lo era. possiamo discutere di questo e non di settarismi o altre amenità che non mi appartengono?
    comunque diffido come ho sempre diffidato di chi pensa di essere l’interprete del volere di “milioni di persone”. e anche se lo fosse vorrei poter discutere. per esempio diversi milioni non furono d’accordo con noi sulla caduta del primo governo prodi. non penso avessero ragione. se oggi, ammesso e non concesso, milioni di persone pensano che ci voglia un bel partito non comunista (socialista?), che prenda tanti voti per “pesare di più nel centrosinistra”, che “dialoga” coi movimenti invece che essere interno ai movimenti, che abbia un bel leader (l’ennesimo) per quanto mi riguarda non mi adeguo, non mando il cervello all’ammasso. chissà forse sono uno stupido sognatore, ma preferisco essere così che diventare un diessino con 17 anni di ritardo.
    con affetto
    ramon

  67. caro paolo, in effetti anch’io prima di fare il blog ho esitato. pensavo che poteva essere interpretato malevolmente, come tentativo personalistico. ma poi, sicuro della mia coscienza ed intenzioni, ho deciso di farlo. banalmente perché è uno strumento per dire la propria opinione. in particolare è ben meglio che affidarsi alle agenzie di stampa, con le quali io sono sempre stato molto parco. del resto ci sono migliaia di blog di cittadini. e poi non impegna nessuno tranne me. su quanto dici poi sono d’accordo. sul senso di spossatezza e sul resto. penso, però, che ci voglia una politica che fa ciò che dice e viceversa. e la cosa rossa interna al centrosinistra (e in queste ore potrebbe rompersi, guarda caso proprio su questo) finirebbe inevitabilmente per proclamare grandi cose e per acconciarsi, alla fine, ad ubbidire al vaticano e alla confindustria. lo so che è un bel problema, ma rimuoverlo rischia solo di produrre una vampata di illusioni seguite da più amare disillusioni.
    non so se siamo così scollati. ho fatto, in tutti questi anni, una media di 50 iniziative pubbliche all’anno. per 17 anni in rifondazione fanno 850 circa. in effetti non ricordo quel caffè. ma non farmene una colpa.
    comunque un altro caffè si puo bere no?
    ciao
    ramon

  68. caro sparkaos, io credo che marx e gramsci siano molto meno vecchi di quanto tu pensi. è vecchio, invece, secondo me, illudersi che qualcosa di nuovo esca dal cilindro di una sinistra leaderista, dedita ai talk show e alle elezioni più che alle analisi e alle lotte. forse confondi la non violenza (che comunque non esclude affatto l’uso della violenza nemmeno nelle versione ghandi) con il pacifismo. per essere pacifista basta pensare che la guerra è la peggiore delle presunte soluzioni, anche se a volte necessaria, come nel caso della seconda guerra mondiale. almeno credo.
    ciao
    ramon

  69. beh se questo intendi x pacifismo allora mi scuso, ma non è quello che intendono tanti.
    ciao

  70. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon . . .
    per amore di discussione che in teoria avvicina alla verità, riporto una parte della tua risposta:

    caro alessandro, la tua lista, scusa se te lo dico così, è totalmente infondata.

    Boh ? A me sembra banale sociologia delle classi dirigenti che da Pareto a Bourdieu si fa così. Nella fattispecie empiricamente dimostra che una gran parte degli eletti provengono da incarichi significativi del partito o di partiti vicini. Insomma trattasi di ceto politico. Non è un insulto o un dramma ma la realtà da cui partire per ragionare.

    . . .sei sicuro che alcuni di quei segretari di federazione non fossero operai? . . .

    Certo in diversi casi, ad esempio acnhe Paolo Ferrero era operaio, lo è stato per 7 o 9 mesi tra il 1979 e il 1980, cosa vuole dire che è un operaio ?

    . . . non pensi che possa succedere che una precaria movimentista diventi segretaria di una federazione (a 1000 euro al mese) e possa succedere che diventi parlamentare? . . .

    Non faccio populismo sugli stipendi per favore Ramon.

    . . .pensi che siccome uno ha fatto l’assessore in un paesino o in un comune di 20 0 30 mila abitanti non sia movimentista anche più di te? . . .

    Penso proprio di si ma a parte che di assessori nei paesini forse nel gruppo ce ne è un paio, forse . . . Invece diverso è parlare di consiglieri regionali etc . . . anche qui però non si tratta di moralismo ma solo di banale sociologia per dimostrare i meccanismi di riproduzione della politica, buoni o cattivi vanno comunque oggettivati. O no ?

    . . . capisco le tue critiche contro l’attuale gruppo dirigente ma, credimi, esagerare e andare fuori bersaglio non le rafforza affatto. mi spiace, ma penso proprio che ti sbagli su questo punto . . .

    Sinceramente non mi sembra di esagerare o di fare polemiche sterili perchè la discussione era partita dalla questione delle primarie, innescata da un tuo articolo che parlava di elezioni e come andarci, al quale ho risposto focalizzando la questione che al di la del problema caolizione-lista unica c’è anche un problema candidature-primarie etc . . . Roba normale non mi pare di esagerare o utilizzare argomenti faziosi che possano ritorcersi contro di me. Ad esempio, io e un po’ tutti mi sa, penso che quello dei segretari regionali che finiscono eletti in parlamento sia un malcostume che da l’idea della politca come strumento di carriera. Invece ci dovrebbe essere una sana divisione dei ruoli, uno costruisce il partito ha un ruolo nel partito e ad esempio si adopera per promuovere e candidare gli elementi migliori che emergono dalle lotte, dalla società civile o dalle professioni.
    Se no uno deve fare le lotte a coltello per diventare segretario per poi diventare deputato etc . . . una roba poco sana mi sa.

    Una considerazione però vorrei ribadirla e girartela in forma di domanda ?
    Secondo te quali sono i meccanismi per cui dai luoghi di lavoro non viene mai eletto nessuno, neanche dalla FIAT SATA di Melfi oppure dai call center di Atesia, TIM, Vodafone dove si sono fatte lotte fragorose e paradigmatiche.

    Io penso che questo sia un sintomo di un qualche male e mi interrogo perchè se questo non accade potrebbe significare ad esempio che la classe lavoratrice è talmente arretrata culturalmente o moralmente che non riesce ad esprimere una propria rappresentanza politica oppure che nella formazione della rappresentanza politica ci sono dei meccanismi che tendono ad escludere chi è già socialmente escluso.

    Il caso dei precari è straordinario, sono milioni e non hanno un deputato o se ce l’hanno, perchè effettivamente potrebbe esserci una insegnante precaria finita in parlamento . . . non è immediatamente riconoscibile come loro rappresentante e non proviene da percorsi di lotta specifici.

    Caro Ramon il blog ragioni d’agire che hai linkato, te ne ringrazio, parla proprio di questo, si occupa di questo e basta non di altro. Cioè tenta di studiare i meccanismi dell’esclusione politica e sociale perchè dalla comprensione della realtà possono arrivare anche i rimedi. Marx ha scritto di economia politica per costruire una teoria rivoluzionaria, noi si fa della scienza sociale per adeguare la nostra teoria politica.

    Il partito che vorrei, che vorremmo . . . è quello che non esclude i Raniero Panzieri ed include la ricerca, la cultura e non fa del marxismo una roba da stadio dove si sventolano bandiere e si insultano gli avversari. Il sub-Marcos è arrivato alla Selva Lacandona studiando e non sparando più con l’ausilio di Mons. Ruiz e della teologia-sociologia della Liberazione che grazie ai collettivi studenteschi identitari marxisti-maoisti-stalinisti-trotkisti di Città del Messico.

    Io credo che facendo l’elenco di cui sopra, faccio una piccola cosa seria e non una boutade antirifondazione o una roba alla Grillo (che poi Grillo dice parecchie cose serie) nel senso di sparare nel mucchio e fare dell’antipolitica.

    Prova, proviamo a ragionare su questi problemi.

    Mi segui su questo discorso ?

    Ammetterai che occorre pensare ad un partito riflessivo, ad una politica riflessiva capace di guardarsi e criticarsi.

    Perchè io e in tanti proprio non ce ne importa un fico secco se Rifondazione va alle elezioni con la falce e martello o un bel lampone rosso come simbolo.

    Per mera tattica è evidente che la coalizione è meglio del partito unico ma comunque se non si modificano i meccanismi di selezione riproduzione della politica siamo punto e a capo. Poi è ovvio che ora sarà Bertinotti a guidare un qualsiasi aggregato . . . perchè esclusa l’opzione lavoratrice giovane etc . . . chi potrebbe pensare di raccogliere due voti ?

    Caro Ramon spero che io sia riuscito a spiegarmi e ti invito a ragionare sul partito possibile, sul rilancio di Rifondazione. Non so se il blog sia il modo giusto perchè nelle ultime mail io dico pere tu rispondi mele e mi pare poco produttivo.

    Joder ! ¿ Nos intendemos o que ?

    Ciao e a presto.

    Ps. A quando un bell’articolo anche sulla politica estera ?

    Pss. Una domandina al volo, l’ho già fatta ma la ripropongo perchè ti è sfuggita. Perchè dici di essere in minoranza sulla questione primarie ? Non mi pare che la maggioranza le abbia fatte o le voglia fare.

  71. Annalisa Says:

    Caro Ramon lungi da me l’idea di fare un polpettone populista sulle ricandidature dei compagni, oltretutto un parametro da non smarrire mai è la qualità del lavoro, dal deputato a chiunque. Su questo punto ti riconosco “hombre vertical” per la statura politica e umana tua propria, anche se non ho avuto il piacere di conoscerti se non indirettamente (scritti, interventi, tv ecc.).
    Oggi sono stata licenziata per scadenza dei termini contrattuali e non mi è stato rinnovato il contratto. Prima cosa: non cedere! mi sono detta, non piangere, non ti abbattere.
    Ho chiamato al telefono una compagna e le ho proposto di uscire a cena tra un paio d’ore.
    Ho già fatto sei volte il percorso del precariato, conosciuto le sere fredde di quando vicino al semaforo di casa ti si appanna la vista dal dispiacere. Ma, non mi sono mai sentita sola, ogni volta penso e so che siamo tanti e dunque sono una “classe”, debolissima ancora e ancora troppo fragile.
    Sono abituata ad essermi cercata la vita con il massimo di autonomia possibile, ho cercato di vivere con valori e coerenze ed ogni lavoro (due, tre anni per volta) è stato frutto della mia tenacia nel non disperare mai.
    Stasera voglio brindare, perchè ho duecentocinquantacinque euro di liquidazione e li spenderò così: in un bel ristorante a mangiar pesce con amici.
    Domani si ricomincia. Ho frequentato pochissimo le riunioni del partito, mi sembrano luoghi di culto, vescovi, cardinali, , parrocchie varie….
    forse sono poco socievole “io”…fatto sta che le poche volte in cui sono riuscita a parlare e dire la mia ho provato un grande disagio.

    Stasera voglio brindare perchè forse tra un mese non avrò più la possibilità di pagare l’affitto e allora deciderò, forse, di accettare la propsta di un amico: andare a fare il mio lavoro all’estero.

    Poco male, fin da piccola sentivo (come mi insegnò mio padre) di appartenere “al mondo”, di non avere confini ecc. ecc.
    Mio padre non lo saprà mai che stasera brinderò anche per lui (operaio tutta la vita scomparso quando trovai il primo lavoro).
    Stasera voglio brindare a tutti quei ragazzi e ragazze e uomini e donne che come me vivono la paura del giorno dopo, del me se dopo.
    Non so cosa accadrà in futuro, in questo paese, nella nostra quotidianità…ma ho un sentimento: la forza della speranza, della consapevolezza di non cedere all’isolamento, allo sconforto.
    Se Veltroni e company (e metto diversi di Rifo) pensano di disfarsi dei comunisti, non hanno capito nulla…
    Io non so se la sono, diciamo che mi ci trovo …nella condizione di pensare al fatto che questa non è e non può essere la vita d un essere umano.
    Lo chiamino come vogliono, comunismo, ecc. ecc.
    Stasera brindo alla poesia che non essi non vogliono vedere….

    un abbraccio

  72. giovanni Says:

    Caro Ramon,

    sarebbe molto carino fare una fiesta, magari alla rive gauche, dove sentire
    e vedere un po di questi volti che animano questo blog.

    L’ultima volta che ho avuto la fortuna di parlare con te in quel fantastico
    tempio del rhum( sono ancora in debito e vorrei ricambiare) ho potuto
    apprezzare una vitalità ed una sensibilità che forse non si può esprimere
    affrontando i temi della ” politica nazionale” così anacronistica ai temi
    universali dell’uomo che hanno avvicinato negli anni 70 tanti giovani alla
    politica. Capisco molto bene i sentimenti di Ribio ( un saluto anche a lui)
    anche se non condivido l’atteggiamento da vecchio alpino che traspare
    dalle sue parole. Penso,forse a torto, che l’interesse a partecipare vada
    rispettato in quanto tale e non mi sento nella posizione di giudicare , ma
    semmai fosse, di ritrovare slancio in una forma autentica di partecipazione di politica collettiva. Onestamente da quanto leggo traggo
    pochi motivi per un rinnovato slancio,ma questo è un problema mio.
    Penso che sarebbe opportuno formulare nuove proposte per formule
    di partecipazione extraparlamentare. Non voglio riproporre vecchi schemi
    per carità, voglio solo ricordare che forse tutta quest’ansia rappresentativa rovina molte opportunità di partecipazione consapevole.
    I cattolici hanno ancora molto da insegnare in questo campo e mi sorprende che siano così poco citati in questo blog. Penso che sia un dovere di uomo maturo quello di fare il possibile per evitare lo spappolamento dei nostri giovani , ma penso che sia un dovere della politica seria, di tutta la politica seria. Forse non vale più un sano ragionamento che insegnava a distinguere i veri nemici ed i veri amici.
    Ma ricordo ancora molto bene il grande dibattito sul gatto e sul suo colore
    degli anni 70. Quale è il vero obbiettivo in questo momento storico?
    In tutta onestà ma se al governo c’è Prodi,Veltroni,Berlusconi per chi vive
    del proprio lavoro e non ha lasciti milionari ma che differenza fa?
    Ho letto da qualche parte un’intervista al comandante Marcos che si è dato
    alla produzione di film porno per finanziare la politica. Non so se l’intervista sia autentica o sia una trovata per sputtanarlo, ne sai qualcosa?
    UN grande abbraccio e auguri sinceri per tutti coloro che in modo autentico fanno qualcosa per dare e non solo per prendere.

  73. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Fiesta !

    Ho conosciuto Ramon al Rive Gauche di quel divertente barrio che è San Lorenzo, mi ha offerto un paio di interessanti cocktails che fino ad allora avevo visto solo al cinema.

    E visto che siamo notturnamente in vena di poesia . . .

    Ad Annalisa:

    To-morrow the rediscovery of romantic love,
    The photographing of ravens; all the fun under

    Liberty’s masterful shadow;

    To-morrow the hour of the pageant-master and the musician,

    The beautiful roar of the chorus under the dome;
    To-morrow the exchanging of tips on the breeding of terriers,

    The eager election of chairmen

    By the sudden forest of hands. But to-day the struggle.

    To-morrow for the young the poets exploding like bombs,
    The walks by the lake, the weeks of perfect communion;

    To-morrow the bicycle races

    Through the suburbs on summer evenings. But to-day the struggle.

    E’ il Wysten Auden di “Spain 1937” una poesia triste per accompagnare omeopaticamente i momenti tristi, che personalmente amavo recitarmi proprio quando i contratti scadevano e si girava la notte su sferraglianti locali nello sprawl metropolitano bolognese allo scopo di affiggere manifesti o riunirsi in 4 o 5 per sconfiggere qualche multimiliardaria multinazionale ed insieme sognare altro, il mare, il suono del vento che piega gli oleandri in fiore, una giornata senza padroni e sconvolgenti burocrati . . . e così come sempre cara Annalisa . . . but to day the struggle !!! Per la vita, per il futuro per quel cavolo di Euro indispensabili a quasi ogni cosa. In bocca al lupo !

    Prosaicamente . . . lo scadere di un contratto non è mai la fine del mondo . . . a me ne sono scaduti 7 o 9 . . . sono ancora vivo !!! Anche se per 18 mesi non ho più avuto internet (avercelo pare un miracolo e costa 80 euro a bimestre!) a casa e per un sei mesi circa nemmeno una casa . . . e anche senza casa si vivacchia ! Ma fa male alla pelle ed anche pardon . . . alle palle!

    Proprio oggi mi ha telefonato una compagna trentenne e laureata che mi chiedeva dritte per Parigi, perchè anche a lei è scaduto tutto e ora da Bologna va a cercare fortuna o solo aria fresca in quel di Paris . . . effettivamente la vita oggidì è un po’ così . . . un giorno o un anno qui e poi let’s go . . . a fuggire da multe che ti inseguono, finanziarie ossessive nel recupero crediti, padroni di casa mai satolli, orari folli, tempo zero, pensieri pochi, disordinati e sparsi !

    Io penso che l’ultimo decennio abbia peggiorato la specie come fossimo in guerra, è il tempo di Rosetta, film dei fratelli Dardenne emblematico di un tempo di homo homini lupus dove cospargere il campo del sangue del proprio fratello è regola vivamente consigliata . . . per sopravvivere.

    Un po’ per questo e un po’ perchè sappiamo che è possibile altro stiamo qui a lottare ed alambiccarci il cervello per un Partito Nuovo . . . la notte . . . in 20 o 30 intorno ad un deputato che solingo si prende la briga di far due chiacchere con noi . . . epifania ? Milagro !

    Occorrerebbe che la politica, cioè le persone in carne ed ossa che si occupano di politica facessero lo sforzo di comprendere la moltitudine di situazioni concrete complesse i cui effetti sono direttamente politici ovvero sociali e non personali.

    Io consiglio un libro molto bello e molto utile, si chiama:
    Una Paga da Fame, edito da Feltrinelli, l’autrice è Barbara Ehrenreich
    v. http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000222

    L’autrice scrive bene ed è una benestante signora newyorchese, giornalista in diverse testate di prestigio, la quale un bel giorno ha deciso di lasciare loft, auto e tutti i suoi bancomat e carte di credito per vivere come vivono in tanti di lavoro dequalificato, cameriera, donna delle pulizie, operatrice di call center etc . . . e ha scoperto delle cose clamorose, politicamente parlando . . . ovvero ha fatto quel passaggio di inculturazione che oggi nella politica manca completamente per i motivi sociologici di cui parlavo in una precedente mail e che è molto simile a quello fatto dal sub-Marcos che ha deciso di con-vivere pieanamente la condizione india del Sur mexicano.

    Straordinario. Per me una piccola bibbia ed insieme un manuale di sovversione sociale.

    Cara Annalisa, cari tutti:

    To-morrow the bicycle races

    Through the suburbs on summer evenings. But to-day the struggle.

    E buone cose. Ale

    PS. L’idea della Fiesta al Rive Gauche è carina ma da Bologna il treno per Roma costa 60 o 70 Euro . . . propongo di estendere e decentrare le feste una per ogni regione o macroregione !

    Pps. A Giovanni.
    La produzione di film porno per finanziare la politica non è male, io avevo pensato ad una provocatorio circolo di prostitute e prostituti per finanziare il conflitto e la ricerca sociali. L’idea mi è sovvenuta frequentando le organizzazioni del movimento operaio di questo ultimo decennio e dove ho notato che il prostituirsi è considerato normale come fare la pipì appena svegli. Io dico che se uno c’ha tutta sta propensione al commercio di se non potremmo mettarla a valore in una direzione più utile del mero interesse personale ? Temo però che essendo in un paese cattolico non godremmo di buona fama e molti voti. Da quello che leggo potrebbe funzionare in nazioni più laiche. Forse Cina o Giappone, forse l’Olanda. Informiamoci.

  74. Stefano Says:

    Caro Ramon,
    scrivere questa mail mi mette a disagio come mai avrei pensato di sentirmi all’interno del mio partito. Un partito che prima di un collettivo politico ho sempre considerato una comunità, una casa di eguali che discute, litiga, ma che comunque lotta sempre per un altro mondo possibile. Oggi questa casa la sento un po’ meno mia, o perlomeno, sento le fondamenta che la sorreggevano un po’ meno sicure. Ho sempre considerato le svolte prodotte dal nostro Partito (non-violenza, internità ad i movimenti,sinistra europea ) non auspicabili, ma necessarie per un’organizzazione che si ponesse come obbiettivo il cambiamento della società. Ho sempre difeso queste scelte, ed anzi, ho sempre ritenuto che le polemiche fossero residuali e residuati di una cultura identitaria difficile da estirpare; forse anche per la mia giovane età, 24 anni, che mi permette di avere occhi più critici e forse più distaccati sull’ esperienza della sinistra novecentesca. Ma oggi, ho sentito, per la prima volta, non difficoltà a capire le scelte della dirigenza nazionale del Partito ( difficoltà che in questi due anni di governo si è palesata su molte scelte che abbiamo preso) ma disagio per una modalità di costruzione di un percorso che definire escludente e verticistico è dir poco. Non riesco oggettivamente a capire come si ritenga auspicabile un accordo con il PD. Non riesco proprio a capirlo. E che non mi si racconti che devono essere loro a rifiutarci. Questa è bassa manovalanza politica. Sono giochetti di palazzo. Quei giochi che un Partito che si pone come orizzonte l’alternativa non si può e non si deve permettere. Ci siamo detti a Venezia che il governo doveva e rimaneva un espediente tattico. Serviva ad aprire spazi di democrazia e di agibilità maggiori ai conflitti che si sviluppavano sul territorio. Ci abbiamo provato e, purtroppo, non ci siamo riusciti. Anche per le scelte del PD. E mi chiedo ma come pensiamo oggi di ricostruire un’allenza con chi non ti vuole? Ma nessuno va mai a farsi un giro tra i mercati, nei cantieri, nelle scuole, o semplicemente dialoga con la propria base? E ti dico che non sono un semplice iscritto. Ma con i militanti, quelli che si sbattono per attaccare i manifesti per le iniziative, che fanno volantini fino a notte, che cercano ogni giorno faticosamente di stare nei conflitti e e nella società, ci vivo e condivido fino in fondo queste esperienze ogni giorno e ti posso confermare, soprattutto tra i compagni e le compagne di maggioranza (?), questa ipotesi di allenza è vista con il fumo negli occhi.
    Per questo ritengo necessario che, tutti e ripeto tutti, gli organismi di questo Partito si esprimano su questa proposta. E’ nel nostro diritto e ne va della nostra stessa sopravvivenza.
    Scusa per la lunghezza
    Un abbraccio forte,
    Stefano

  75. Si Ramon, discutiamo delle cose che dici. Anzi ce ne sarebbero anche molte altre. Non sono d’accordo con diverse tue affermazioni ma ho sempre piacere nel confronto vero. Solo una precisazione: non penso di essere l’interprete del volere di nessuno. Figuriamoci di quello di milioni di persone… (mancherebbe altro). Faccio politica per dire quello che penso e perchè no, contribuire acambiare il pensiero di milioni di persone…A presto.
    p.s. Immagino che per diventare diessino serva volerlo.. la mia ambizione, pensa, è quella di riuscire a convincere gli altri in merito alla bontà delle innovazioni e del percorso di Rifo in questi anni (magari non tutto)
    Hasta siempre

  76. Secondo me il compagno Gulinati ha un’avversione verso la forma Partito che, con un certo qualunquismo ed in nome del “nuovo è bello”, ritiene essere il luogo in cui nessuno lavora ed ognuno persegue i propri interessi.

  77. Caro ramon, leggo sul corriere.it “Con la Cosa Rossa sembra chiusa ogni strada. Non si può fare nessuna alleanza. Tutt’al più si può candidare qualche esterno di lusso di quella formazione a palazzo Madama ma sotto le bandiere del Pd. Bertinotti l’ha presa non bene ma benissimo. Anche perché questa decisione di Veltroni ha spuntato le unghie agli uomini della Sinistra Democratica che chiedevano l’alleanza con il Pd e non volevano che la leadership della Cosa Rossa venisse affidata al presidente della Camera. Ora devono accettarla. Il che ha creato non pochi problemi dentro la Sd dove la capogruppo alla Camera Titti Di Salvo ha accusato Mussi e Salvi «di aver tradito il loro mandato». Anche in quel gruppo, comunque in molti non si ricandideranno: Marco Fumagalli, Gloria Buffo e Fulvia Bandoli, per esempio. Il sottosegretario Famiano Crucianelli invece traslocherà nel Pd. A conti fatti, il Pdci dovrebbe avere 10 parlamentari, altrettanti i Verdi, 6 la Sd e 25 Rifondazione, che, stavolta, non dovrebbe ricandidare Caruso.”…e mi chiedo, condividendo tutto quello che tu hai scritto a proposito di come presentarci alle elezioni, ma la cosa rossa vuole ormai abbandonare qualsiasi intervento sociale..,.. a me precario la presenza di Caruso in parlamento può darmi qualche esile speranza…. ma ora leggo che non sarà neanche ricandidato…. e allora il 13 aprile forse è meglio che resti a casa o vado a fare una scampagnata in campagna….. perchè certamente non mi farò abbindolare dalle sirene di Mussi, Diliberto, Precoraro Scanio e Giordano…. che tristezza!!! Ti prego Ramon facciamo qualcosa….

  78. Vincenzo Says:

    Forse ha proprio ragione Mauro. Occorre fare qualcosa, in questa deriva del partito una presunta maggioranza ha deciso che archivierà per sempre la falce e martello. Ed io elettore siciliano mi dovrei trovare a votare per le nazionali, regionali e provinciali per un partito che non è più il mio e che non mi rappresenta più? Se qualcosa non cambierà credo che sceglierò il voto “utile” almeno non favorirò Berlusconi e mafiosetti locali

  79. Roberto Says:

    Caro Ramon, puoi anche avere ragione sulla “lotta per la candidatura” nei collegi. Mi pare però, che ci si possano dare dei criteri di salvaguardia. Ma forse è una discussione oziosa, posto che pare abbiano già deciso per la lista unica “La Sinistra – Arcobaleno”; in tal caso, sarà ben difficile convincere larga parte della nostra base a fare una campagna elettorale per una lista che non si sa ancora bene che contenuti rappresenti e per candidati non solo catapultati, ma pure estranei alla nostra pratica. Insomma, i famosi esponenti di apparatino di provenienza verde, SD senza base ecc. Insomma, non sono più tempi (se mai lo sono stati) che qualcuno (pochi) decide altrove che qualcun’altro (tanti) si adegua a farsi il mazzo sul territorio per progetti, disegni e aspiranti deputati che non sente come propri…

  80. scusate ma stasera non ho tempo per rispondere. l’ho fatto solo per il commento di annalisa che ho messo “in prima pagina”.
    a domani
    grazie
    ramon

  81. Caro Ramon e cari tutti/e
    vedo che a discussione è molto accesa…
    Tutti/e noi credo che in questo momento non sappiamo che pesci prendere, siamo un partito travolto dalle onde in mezzo al mare e non sappiamo dove andare.
    Il nodo principale da sciogliere che è l’alleanza con il Pd non solo non è stato sciolto in una nostra discussione interna, ma ogni giorno dienta oggetto di rilancio per una possibile alleanza anche se gli altri non ci vogliono…..
    Il congresso ormai non è più nell’agenda politica e ancora una volta non si discute nel Partito di decisioni importanti, che vengono prese nelle segreterie…
    Caro Ramon come possiamo uscire da questa confusione? Come ci prepariamo noi compagni/e a fare campagna elettorale? Non sono domande banali ma credo che l’incertezza stia togliendo ancora di più forza alla nostra militanza…..
    Sono convinta ancor di più di portare avanti una nuova linea politica che sia diversa dall’attuale maggioranza.
    Io personalmente se potessi decidere ti candiderei a Bologna, ma sò che non puo’ succedere….
    Un abbraccio
    Pamela Bologna

  82. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Brigante Rosso.
    no non credo di avere una avversione per la forma partito. Come tanti qui in questa discussione abbiamo speso e spendiamo tutta la nostra vita nella costruzione di una organizzazione politica che pensiamo possa essere un partito. Come tanti qui abbiamo avvicinato giovani e meno giovani alla politica e a questo partito. Ovviamente vorremmo un partito all’altezza dei tempi e sono radicalmente avverso, totalmente ed inappellabilmente avverso alla forma assunta dal Partito della Rifondazione Comunista nel quale mi trovo e continuo a stare per trasformarlo.

    Perchè ritieni debba essere avverso alla forma partito ?

    Secondo me gli avversari della forma partito ovvero coloro che sbagliando hanno diffuso il disprezzo e la lontananza da e per il PRC da parte di tanti lavoratori e giovani sono i vertici di Rifondazione Comunista o almeno per me certamente l’attuale segreteria poltica del PRC . . .
    il che non è sufficente e ci vorrebbe un supplemento di discussione.

    In 10 anni il tourn over medio di Rifondazione è stato del 35%, cioè ogni anno 20-25.000 persone non hanno rinnovato la tessera, abbiamo subito diverse scissioni e scissioncine e tantissimi elettori non ci hanno più votato.

    Pertanto credo di lavorare per invertire la rotta e rilanciare Rifondazione Comunista . . . a viso aperto e mettendoci molto di me stesso.

    Penso che questa mie tesi ed idee siano opinabili e pertanto sono particolarmente interssato alla discussione, alle critiche e anche alle tue idee.

    Certo, cerco di avanzare delle analisi e fare delle proposte. Lo ritengo un compito politico particolarmente utile al PRC e alla Sinistra. Diciamo che cerco di fare la mia parte e perciò approfondirei la questione che ponevi. Se ti va ?

    Un caro saluto e grazie per l’opportunità che mi dai di chiarire, ribadendolo che oggi è più che mai utile estendere la discussione e lavorare perchè l’unico partito comunista che in questi hanni ha tentato di introdurre elementi di innovazione politica viva, prosegua, resista, si rinnovi e cresca. Ciao Ale.

  83. caro alessandro, nos entendemos! ma proprio perché ci capiamo mica è obbligatorio trovare sintesi o vie di mezzo. mi spiace, ma non credo ci sia nulla di male che un segretario regionale o di federazione sia candidato. si può instaurare il carrierismo? ma certo! ma vale anche per gli operai. guarda, rifondazione ha eletto pochi operai in produzione nella sua storia, parecchi insegnanti, sindacalisti e dirigenti di partito. beh. quei pochi operai votarono per dini e uscirono dal partito. lo stesso dicasi per quelli andati con il pdci per votare prodi. insomma, sarò un vetero ma credo che al parlamento si debbano mandare quadri politici con esperienza e non semplici rappresentanti di questa o quella lotta. e continuo a credere che gli ultimi gruppi siano stati i migliori di tutta la storia di rifondazione per rappresentatività di lotte e per qualità. insisto nel dire che è meglio un segretario di federazione che ha rivoltato il partito come un calzino, buttandolo letteralmente in tutte le lotte e movimenti, rompendo giunte di centrosinistra equivoche, che un operaio solo perché operaio. so bene che esiste il problema che tu dici. sui percorsi con cui si arriva al parlamento. il pci che eleggeva 200 deputati mandava regolarmente decine di operai dalla produzione e leader di importanti lotte al parlamento. ma, per esempio, e lo dico perché conosco direttamente la storia, a milano gli operai eletti portavano sempre via il posto agli ingraiani che su più di 35 elletti fra camera e senato non avevano mai un solo seggio. insomma, riconosco il problema, ma non credo che si risolva come dici tu, con le primarie (per i motivi più sopra detti) o dicendo che un precario è per forza meglio di un segretario provinciale.
    poi dico di essere in minoranza perché mi sembra di esserlo sentendo tanti che si sono innamorati delle primarie illudendosi che sono la soluzione di ogni problema.
    infine, parli di tante cose, non ce la faccio a starti dietro su tutto, scusa. butti li cose che meriterebbero saggi e non brevi frasi. il subcomandante, per esempio, è andato nella selva imbevuto di marxismo-leninismo e di guevarismo. secondo quanto dice lui stesso. il percorso che ha prodotto il pensiero politico più interessante ed originale meriterebbe bel altro discorso rispetto a quello che posso fare io, per di più qui.
    ma un po alla volta ci sarà occasione di discutere di tante cose, qui e altrove, senza ammassare tutto.
    almeno spero.
    un abbraccio
    ramon

  84. Caro Ale,
    mi sembrava di leggere nei tuoi commenti precedenti una sorta di avversione, sicuramente di diffidenza, verso chi ha fatto un suo percorso personale e politico all’interno del Partito portandolo ad assumere anche un ruolo di rappresentanza nelle istituzioni. Mentre noto una tuo apprezzamento maggiore verso chi ha fatto un percorso di lotta all’esterno del Partito. Questi due percorsi per me non devono essere messi in contrapposizione ma entrambi devono trovare rappresentanza.
    Ciò che non mi convince è la soluzione che tu proponi, ovvero, le primarie. Temo che ci sia il rischio di una americanizzazione della politica e che soprattutto il confronto all’interno del Partito non sarebbe più tra linee politiche ma tra chi sta con una persona e chi con un’altra.
    Solo per farti un esempio: l’altro giorno, a Bologna, i miei coinquilini (tutti di destra) sono andati a votare alle primarie di zona del PD perchè c’era un loro amico candidato; è questa la politica che vogliamo? Tu sostieni che le primarie possono essere un modo per togliere di mezzo il “marcio” ma è veramente così? siamo sicuri che non vinca chi è più organizzato ed ha maggiori disponibilità economiche? Altro esempio: nelle primarie del PD chi era segretario nella Margherita o nei Ds si è ritrovato segretario anche nel PD. Ho avuto modo di essere al seggio delle primarie del PD nel mio paese ed ho visto molte persone di destra (fascisti, per intenderci) che venivano accompagnati a votare Principe (che è un politico, anzi una dinastia politica, che in Calabria fonda i proprio consenso sulle clientele) e gli venivano dati anche i soldi per farlo.
    A me questo tipo di politica non appassiona.
    Le primarie porterebbero all’estremo, rendendo legali, quelle brutte pratiche che già ci sono nei Partiti quando in vista dei congressi si gonfia il tesseramento e di cui nessuno ne è immune… forse neanche tu, o sicuramente il gruppo di compagni del Prc della federazione di Bologna che faceva riferimento al circolo precari. Ricordo bene il mega tesseramento ai Gc prima della conferenza dei giovani.
    Saluti Comunisti.
    Alessandro Belmonte, ex segretario del circolo “Ottobre Rosso” e membro del coordinamento provinciale dei Gc. Uscito dal Partito da Settembre!

  85. caro giovanni, sono d’accordo con te. l’ansia elettoralistica è un cancro che uccide la sinistra capace di pensare se stessa nella società e la trasforma in un partito fra gli altri.
    il rhum ti aspetta sempre. quando vuoi.
    il subcomandante ha scritto un libro con illustrazioni erotiche pubblicato in pochi esemplari da vendere all’asta per finanziare il movimento. lo ha annunciato e il solo annuncio ha fatto il giro del mondo. non ho visto il libro e non so nemmeno se esista. prova a cercare sul link dell’ezln.
    un abbraccio
    ramon

  86. alessandro, io a bologna quando passo bevo l’aperitivo al bar LA LINEA e dopo cena al bar di sante notarnicola. organizza pure. il giro dei bar d’italia mi attira molto.

  87. caro mauro, per quanto mi riguarda caruso deve essere ricandidato e rieletto. mi batterò per questo. ma con i tempi che corrono non posso garantirti nulla. e non ti faccio appelli di nessun genere. tanto meno sul voto.
    un abbraccio
    ramon

  88. vincenzo, il solo concetto di voto utile uccide la sinistra, comunista o no.
    ciao
    ramon

  89. carissima pamela, come sai la penso come te. domani dovrebbe uscire un mio articolo, molto duro, su Liberazione. lo posterò quando sarà pubblicato o se non sarà pubblicato.
    grazie per il pensiero. ma io non sarò ricandidato ne a bologna ne altrove.
    un bacio
    ramon

  90. caro brigante, il tuo discorso sulle primarie non fa una grinza. il resto lo rispetto.
    ciao
    ramon

  91. caro roberto, secondo me hai ragione.
    ramon

  92. In questo paese essere comunisti è diventato un reato penale, chi esce dagli schemi della realpolitik dai compagni dei vari movimenti extraparlamentari ai delegati sindacali espulsi dalle organizzazioni stesse dalla cgil ai cobas, rischia di finire a s.vittore accusato di terrorismo,di fiancheggiamento, di finire sulle prime pagine dei media come nuovo brigatista con il processo celebrato negli immondi salotti della “società dello spettacolo” debordorwelliana.
    Molto ci sarebbe da dire ma mi chiedo come sia possibile che nel 2008 vi siano ancora persone che credono nel” comunismo parlamentarista”, non è neccessario avere una conoscenza del materialismo storico che arrivi alla 3 internazionale …o
    Togliatti…bastano i 30 anni passati e le varie cose rosse, basta leggersi le mozioni del Prc Bertinottiane …
    Il comunismo è la fine di questa dittatura di centro chiamata democrazia di cui nessuno storico ha mai scritto libri neri, questa democrazia da esportazione che
    si nutre della fame altrui, guerre , sterminii e sfruttamento, ma non c’è nessuna urna elettorale che ci conceda questa opportunità e forse sarebbe ora di esserne consapevoli .

    saluti comunisti
    Gb

  93. Caro Ramon,

    ti invio, come commento, questa lettera che ho inviato a Liberazione e a Il Manifesto. Credo si ricolleghi in qualche modo al tuo scritto. Mi scuso per la lunghezza.
    ciao, Marco

    PERCHE’ LA FALCE E MARTELLO CI DEVE ESSERE NEL SIMMOLO DELLA LISTA UNITARIA

    Ebbene sì! Le segreterie di Prc, Sd, Pdci e Verdi si è deciso di andare ad una listra unica della sinistra arcobaleno. C’erano altre possibilità come, per esempio, la costruzione di una coalizione delle forze di sinistra che si presentano ognuna con la propria lista ma alleate e con un unico candidato premier (Bertinotti o quant’altro/a). Ma si è deciso diversamente ed io credo che le tattiche elettorali debbano comunque tenere conto delle leggi elettorali esistenti e del clima politico e sociale e per questo, pur essendo assolutamente contrario allo scioglimento di Rifondazione Comunista, non mi scandalizzo di certo di fronte ad una lista comune della sinistra. Anche perché sono convinto che, in particolare dopo la nascita del Pd, ci sia una richiesta di unità che viene dal popolo di sinistra a cui ritengo vada data una risposta al fine di non far scomparire da questo Paese la sinistra stessa.Credo altresì che se lista unitaria è, lo debba essere anche nel simbolo con cui ci si presenta agli elettori. I motivi sono sia di identità politica sia di mero mercato elettorale. Il simbolo della Sinistra l’Arcobaleno, così come è ora, non rappresenta, a mio avviso, la pluralità di questa sinistra (cioè il suo essere costituita dalle culture politiche comunista, socialista e ambientalista), ma solo una parte di essa (la sinistra socialista e verde per l’appunto). Inoltre un simbolo nuovo e sconosciuto, spesso non paga sul piano del consenso (vorrei ricordare a tutti l’esperienza fallimentare di Sinistra Unita nel 1979). Credo pertanto, per farla breve, che vada ripresa in considerazione la possibilità che nel simbolo della lista siano riportati i loghi più piccoli dei 4 partiti fondatori (Prc, Sd, Pdci, Verdi), al fine anche di una riconoscibilità maggiore. Se così non fosse credo che bisogna far si che la falce e martello, non come feticcio ma per quello di grande che storicamente ha rappresentato e rappresenta nel nostro Paese, sia, in qualche modo, ricompresa. Dico questo per diversi motivi. Il primo è appunto perchè quel simbolo ancora oggi rappresenta per molti e molte il simbolo del lavoro e specialmente di quel lavoro operaio, precario e precarizzato, che, come dimostra la tragica vicenda della Tissengroup, rischia l’emarginazione e l’esclusione sociale. Certo molti/e mi obietteranno che il lavoro in questi decenni, con la ristrutturazione capitalista e l’avvento dell’informatica e dei nuovi mezzi di comunicazione globale, si è profondamente trasformato e che pertanto, se il movimento socialista e comunista nascesse adesso, bisognerebbe aggiungere il computer o qualche altro strumento di lavoro. Tutte cose assolutamente vere, ma io sono convinto che un simbolo come la falce e martello, proprio per il suo valore storico e il suo carattere universale, trascende dal mero significato strumentale e letterale che ha, per addivenire nell’arco di questi ultimi 100 anni il simbolo tout court degli sfruttati, del proletariato, di coloro insomma che vivono, o a volte sopravvivono, del proprio lavoro. Io credo sia ancora così nel XXI° secolo, specialmente qui in Italia, dove la falce e martello ha significato molto e prima di tutto l’idea stessa della trasformazione sociale. Infatti dal Pci al Psi prima di Craxi, alle formazioni della nuova sinistra per finire con Rifondazione e il Pdci, le forze che si richiamavano e si richiamano al movimento operaio, hanno sempre ricompreso quei due strumenti di lavoro nel loro logo. Non solo, ma la boghesia ha sempre considerato la falce e martello come la cosa peggiore, il simbolo del male, applaudendo a piene mani, qualsiasi forza politica, dal Psi di Craxi al Pci di Occhetto, abbia decideso di disfarsene. E guarda caso proprio quando queste forze si sono disfatte della falce e martello, è venuta a compimento la loro metamorfosi storica, la loro mutazione genetica che le ha portate alcune a cambiare nome e tutte a diventare forze sostanzialmente di centro (se non, come nel caso del Psi di Craxi, addirittura di destra , come dimostrano i molti ex socialisti passati armi e bagagli a Berlusconi).
    Infine, c’è un altro problema che non va trascurato in campagna elettorale, e cioè che quasi sicuramente ci saranno una o più liste alla nostra sinistra che presenteranno la falce e martello. Escluderla noi, pertanto, determinerebbe una perdita di voti, non trascurabile, verso di esse.

    Chiedo pertanto a tutti di riflettere.

    Saluti Comunisti.

    Marco Sironi

  94. Cari compagni/e intanto apprendo con grande dispiacere che Ramon ed altri parlamentari tipo Caruso non verranno candidati ( un pensiero cattivo sul perchè mi pervade) questo a far capire il clima che c’e in direzione nazionale e la mancanza di trasparenza che anche stavolta hanno già scelto senza consultare per liste regionali il territorio…Quindi aihmè ci toccano gli stessi soggetti del 2006….
    Ho visto l’articolo su liberazione di Ramon e condivido
    ma adesso che facciamo? Io non gli voglio lasciare carta bianca e andare via da questo partito anche se la collera mi pervade….
    So che il cpn del 23 e 24 ufficializzerà le liste e quindi la decisione è gia presa… Quali margini ci saranno per dare battaglia su questo metodo antidemocratico e oligarchico??
    A me che il compagno Ramon non faccia parte del gruppo parlamentare mi fà incazzare soprattutto se penso al perchè viene messo fuori…
    E’ urgente che i nostri dissensi diventino numerosi e che politicamente e organizzativamente facciamo sapere che non ci ritroviamo con le posizioni politiche del compagno Giordano,Ferrero,bertinotti,ecc….
    Caro Ramon sò che sei in giro per tutta Italia ma se riusciamo a vederci a Bologna o a firenze quanto prima sarebbe meglio…
    Un grosso abbraccio e spero presto in un cicchetto insieme….
    Pamela

  95. Ho letto l’intervento di Ramon su liberazione. Molto duro… ma fa riflettere. Sinceramente avrei voglia di denunciare per plagio il gruppo dirigente del Prc. Dal 2001 si sono riempiti la bocca di democrazia partecipativa, innovazione politica e organizzativa, interità nei movimenti. Ora vediamo che un percorso costituente è stato deciso in pochi, le candidature lo stesso, e le stesse debbono essere funzionali ad un processo politico moderato che espelle qualsiasi ipotesi di conflitto sociale. Cosi non verrà ricandidato caruso, per far contenti Mussi e Pecoraro Scanio. Mi chiedo con quale coraggio la sinistra arcobaleno potrà fare campagna elelettorale tra i precari, in Val Susa o in quei tanti posti dov’è in atto una vertenza territoriale. Infine ritengo patetico il richiamo al rilancio dei movimenti da parte dell’area di Pegolo e Giannini, in quando in questi anni non hanno fatto altro che delegittimare le varie istanze di movimento… quindi x favore silenzio!!!… la mia inquietudine non è nel fatto che ci sia o meno la falce e martello nella scheda elettorale ( e qui concordo con Ramon nel fatto tecnico) ma nel fatto che il gruppo dirigente ha ormai abbandonato qualsiasi idea di alternativa e di conflitto sociale.

  96. Caro Mauro,
    se avessero prevalso le posizioni politiche sostenute dal compagno Pegolo e Giannini forse il Prc non si ritroverebbe nella situazione attuale. Di certo se si è rotto il rapporto con i movimenti non è certo colpa dei compagni dell’Ernesto. Non mi sembra siano stati loro a volere l’alleanza preventiva con l’unione o sbaglio?

  97. claudio casadio Says:

    caro ramon, condivido pressoche’ totalmente le posizioni che esprimi (non ultimo l’articolo di oggi su liberazione)…
    ma, come tantissimi compagni che pure con accenti e sfumature diverse da tempo sono in aspro dissenso col percorso autodissolutorio imposto dal gruppo dirigente del prc, mi sento ormai annichilito e impotente…

    di cosa stiamo parlando, infatti ?
    ormai i giochi sono fatti…non esiste una sede per una riflessione autocritica seria sull’esperienza di governo, l’abbandono del progetto della rifondazione si e’ ormai consumato da tempo, le scelte elettorali sono gia’ state decise….

    io ho rinnovato la mia iscrizione al prc sperando di contribuire alla discussione congressuale per tentare di invertire la rotta…
    ma il congresso non si fa…e tantomeno le “consultazioni” (per quello che potevano valere…)
    migliaia di compagni abbandonano il partito, o nella forma di mini scissioni o individualmente…

    forse al gruppo dirigente del prc sta bene tutto cio’…
    “il partito epurandosi si rafforza” diceva stalin…

    ma noi “epurati” di fatto, espropriati di ogni diritto democratico, ora che che si fa?

    ci rifugiamo nel neo-bordighismo di ferrando? ci immergiamo nel movimentismo di sinistra critica? difendiamo la gloriosa falce e martello a prescindere assieme all’ernesto? traccheggiamo in attesa di tempi migliori con essere comunisti? tutti compagni che rispetto e spesso stimo, ma che mi sembrano piu’ schegge di una implosione ormai consumata che tessere di un puzzle da ricostruire…

    e nell’immediato della scadenza elettorale che facciamo? votiamo occhetto e pecoraro turandoci il naso? annulliamo con scritte rivoluzionarie come ai bei tempi? facciamo la croce sulla prima falce e martello che ci capita a tiro? andiamo al mare?

    insomma… non riesco a smettere di arrovellarmi e di discutere per tentare di capire quale puo’ essere il futuro della lotta di classe, in italia e nel mondo…

    ti ripeto, mi sento annichilito e impotente, ma “dargliela su” e’ un lusso che non mi posso permettere….faccio il ferroviere

    quindi…CHE FARE?

    claudio
    (ferroviere molto usurato….)

  98. Ciao Ramon,
    ci si sentì qualche anno fa per email, forse ti dice qualcosa il settimanale satirico online “LiberazioNet”…
    Sono passati gli anni.
    Nel corso di questi, ho subito un progressivo distacco dalla politica, ma non certo di un impegno a voler cambiare le cose.
    Il Palazzo lo vedo sempre più lontano.
    Gli ultimi sviluppi della politica (caduta del governo, elezioni o megamaggioranza istituzionale, alleanza Cosarossa+PD o ognun per sé) non aiutano a riavvicinarmici.

    Quel che posso dire è che ho letto il tuo articolo su Liberazione di oggi 8/2/2008 e condivido in pieno le tue opinioni.
    Poi stasera leggo sull’ANSA che Fausto Bertinotti sarà il leader dello schieramento della Sinistra Arcobaleno che correrà da sola (non so se la colpa e della solita prepotenza centrista che regna nel PD o se per un’alzata di scudi della nostra Sinistra).
    Pur avendo il massimo rispetto sincero verso Fausto, credo che ciò sia una scelta perdente, perché il personaggio è visto con diffidenza dagli altri partner di coalizione, sicché mi domando se non ci siano altri candidati più forti.

    Ti saluto, sempre a pugno chiuso.
    Andrea

  99. La discussione continua, ora metterò sul blog l’articolo che stamane Liberazione ha pubblicato.
    a Claudio vorrei poter dare una risposta convincente, ma non l’ho.
    so solo che ora vengono le elezioni, sulle quali ormai tutto sarà deciso da pochi (e quando dico pochi intendo dire meno di dieci persone fra tutti e 4 i partiti) perché gli organismi dirigenti del prc, al contrario di quel che dice Walter De Cesaris oggi in prima pagina su Liberazione, potranno solo dire si o no e non partecipare alla formazione delle decisioni. Poi, però, verrà il congresso. e vedremo.
    A Pamela e ad altri che hanno sollevato il tema delle candidature voglio dire alcune cose. Prima che qualcuno pensi male.
    Io sono stato eletto 4 volte. siccome 2 delle 4 legislature sono durate due anni sono stato ricandidato nel 2006 in deroga allo statuto del prc che prevede (tranne per il segretario del partito) che non si possa essere ricandidati dopo due legislature o 10 anni in parlamento. La deroga fu applicata a tutti (4 o 5) gli uscenti che avevano la mia stessa condizione. fu fatto in considerazione che saremmo passati da 14 parlamentari a più di 60 dato il cambio di legge elettorale.
    Penso che oggi sia più che logico che si applichi la regola statutaria e che io non sia ricandidato. Certo mi ha dato fastidio che l’altro ieri contemporaneamente (strana coincidenza no?) sul Corriere della Sera, su La Stampa e su Repubblica nei soliti articoli ricchi di indiscrezioni (scritti tutti e tre da giornalisti bene informati) il mio nome, variamente abbinato a pochi altri, sia comparso fra i non ricandidati o “a rischio”.
    C’è una regola? La si applichi e basta. Se si applicasse solo ad alcuni e ad altri no bisognerà che qualcuno spieghi per quali motivi politici lo fa.
    Caruso, però, non c’entra nulla con queste regole. Penso che debba essere ricandidato e mi batterò per questo. Se risultasse incompatibile con una lista unica per veti di altri partiti sarebbe gravissimo e sarebbe l’ulteriore dimostrazione di quanto governista sia lo spirito unitario che la pervade.
    Comunque non credo che possano arrivare a tanto. o almeno lo spero.
    un abbraccio a tutti e a tutte.
    ramon

  100. caro Andrea, stavamo scrivendo in contemporanea.
    è un piacere rivederti. ed anche constatare che siamo d’accordo.
    senza nemmeno chiederti il permesso metto il link del tuo sito che ho appena visto e che mi sembra divertentissimo.
    un abbraccio
    ramon

  101. giuseppe Says:

    caro ramon adesso visto il tuo dissenso verso la direzione prendi le decisioni opportune, alla luce del sole

  102. Cosa rossa
    Sinistra critica
    Grillini e liste civiche

    la scorsa sera ad annozero vedere Furio Colombo e la Prestigiacomo continuare lo show che abbiamo visto in senato, dalla mortadella alle divise dei commessi zuppe di champagne, agli sputi in faccia… oltre che la vergogna
    espressa dall’operaio della Thyssen molto piu’ educato dei politici, mi è salito il sangue al cervello e continuare a sentir CIANCIARE DI SINISTRA E COMUNISMO di candidature e poltrone è davvero incommentabile.

    Come sta Ocalan ? ( è ancora vivo ?)
    Extraordinary rendition italiane ?

    Fuori i compagni dalle galere!!!

  103. caro giuseppe, io mi sono sempre sforzato di prendere decisioni opportune. e l’ho sempre fatto alla luce del sole.

    caro gb, non capisco che vuoi dire.

    ramon

  104. Non si capisce ?
    Pensavo di essere stato seppure molto succinto,abbastanza chiaro.
    Lasciando perdere la “infelice battuta ” su Apo (se nn ricordo male lo accompagnasti tu in italia…)
    In pratica come dico nel post precedente imho è inconcepibile che vi siano ancora compagni,lavoratori,studenti… convinti di poter sovvertire ( diciamo cambiare che è meno pericoloso) “lo stato di cose presente” ( il potere assoluto della borghesia ovvero del sistema capitalistico che ha soppiantato ogni forma di rappresentanza democratica statuale e pur se in crisi di sovraproduzione-accumulazione continua ad imporre il suo dominio..) con l’attuale sistema dei “cartelli elettorali” della realpolitik.
    Detto questo com’è possibile vi siano ancora compagni che credono nella realizzazione del comunismo con queste stesse forme?

    saluti comunisti
    Gb

  105. ok gb, adesso è più chiaro. continuo a pensare che “abolire lo stato di cose presente” come diceva Marx si possa fare solo nella società. le elezioni sono opportunità secondarie. almeno per me.
    un abbraccio
    ramon

  106. alessandro.gulinati@virgilio.it Says:

    Caro Ramon,
    ho trovato oggi una tua risposta di alcuni giorni fa. Parlavamo di primarie e candidature e poi finanche di Marcos e Selve. Solo per dire che sono d’accordo con te sull’uso “antioperaio” delle candidature operaie, meno o niente sulla qualità delle candidature, proprio perchè se in teoria dei dirigenti locali andrebbero eletti specie se capaci etc . . . nel caso del PRC si è innescato un meccanismo perverso (non conosco gli altri partititi) per cui i ruoli locali sono stati utilizzati per arrocarsi nelle Federazioni e non per rivoltarle come calzini . . . ed acquisire delle candidature. Ma questo è un malcostume diffuso, purtroppo il PRC non è stato capace di costruire una cultura politica altra . . . infatti ricade nel governismo etc . . .
    Mentre rimane impermabile ai Movimenti e alle candidature che ne possono emergere . . . e magari non il contrario come è avvenuto per Caruso etc . . .

    In ogni modo hai ragione tu: argomenti molti, questioni aperte tantissime e intanto vista l’avocazione della segreteria di tutto quanto . . . direi che è meglio passare a nuovi argomenti. Sul tema primarie la maggioranza è salda ed unanime. Non si devono fare! Ok. Auguri ! Ale

    Ps. Ma adesso chi è contrario alle liste unitarie e a questo stile nella determinazione delle candidature che deve fare ? Deve anche votare per mandare in parlamento Folena e Bertinotti ? Mah ?! Propongo una moratoria . . . non possiamo mica votare per i responsabili di tutto questo disastro mandadoli a inciucciarsi con il PD per 4 o 5 anni !? O invece dovremmo fare anche questo ? Ma poi che Congresso vorrebbero fare ? Quello del PRC, della SInistra Unitaria o cosa ? Loro eletti e noi popolo plaudente a rumoreggiare in sala ?! L’idea di rivedere certe facce in TV da la nausea . . . Ale

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