la sinistra che verrà e il congresso

La sinistra che verrà. La sinistra senza aggettivi. La sinistra ecologista. Il partito della sinistra. La federazione. La confederazione. La cosa rossa e la casa rossa. La costituente. L’unità d’azione. Il cartello elettorale. L’unità comunista prima e della sinistra dopo. E potrei continuare…

Possono tutte queste cose essere sintetizzate dalla formula “soggetto unitario e plurale”? Può questa formula essere chiara per permettere scelte consapevoli? E’ l’idea del “soggetto unitario e plurale” capace di guidare un processo o è un espediente per nascondere idee completamente diverse fra loro? La mia risposta è scontata.

Inoltre esiste un contesto nel quale si discute di tutto ciò. Quattro partiti collocati nel governo convocano un processo unitario per darsi maggior forza dentro il governo e per costruire un’alternativa al Partito Democratico. E, indiscutibilmente, la percezione dell’opinione pubblica dell’operazione è che si fa un nuovo partito, come hanno fatto altri. Ma tre di questi partiti e (si può dire?) anche un pezzo di Rifondazione pensano e dicono che con il governo non si può rompere, che bisogna avere una massa critica (elettorale ovviamente) per essere alleati influenti del Partito Democratico. Mi si dirà che il processo unitario provocherà la partecipazione di tanti “senza tessera”. Ma posso porre una domanda, forse proibita? Non avere una tessera è diventata una qualità in se? Chi l’ha è un minus sapiens? Un “militonto” come si sarebbe detto in altri tempi? Chi attacca i manifesti, lavora per le feste, partecipa ad infinite riunioni, ama la dimensione collettiva della politica è peggio di chi non lo fa o lo fa in reti ed associazioni? Sia chiaro, io non penso che chi ha una tessera sia meglio. Conosco i limiti e i vizi dei partiti, a cominciare da quello del leaderismo, del conformismo e del carrierismo che produce. So e vedo bene quanto c’è nella società civile, in basso, come parte indispensabile della trasformazione sociale. Ma vorrei far notare che il politicismo non abita solo le sedi di partito, che il ragionare da “ceto politico” non appartiene solo a deputati e funzionari di partito. E poi siamo sicuri che, al di la di tanta retorica, non arrivi una massa, tanto a livello locale come a livello nazionale, di ex PCI ed ex Rifondazione animati dalla volontà di superare il PRC e con esso l’anomalia di un partito che sta NEL movimento (non che DIALOGA col movimento) e che può rompere con il governo? Del resto, a leggere certi appelli e certi articoli di illustri personalità, è tutto un pullulare di compagne e compagni che ci hanno insultati per la caduta del Governo Prodi, attaccati per la nostra vicinanza allo zapatismo, aspramente criticati per ognuna delle rotture consumate con la tradizione della sinistra e comunista. Io, al contrario di quello che alcuni pensano, non sono un settario e mi interessa discutere, dialogare ed anche fare cose con queste persone. Semplicemente non mi sembrano superati i motivi di fondo delle nostre divisioni per fare un partito insieme. Non ho mai pensato che il PRC fosse immortale né che l’identità comunista fosse fissa ed immutabile. Ma ho creduto, e credo, nel progetto politico di un partito capace di riconoscere i propri limiti, interno al movimento mondiale contro la globalizzazione, innovativo al punto di concepire elezioni e governo come meri luoghi secondari dell’agire politico. L’assemblea degli “stati generali” che si è svolta l’8 e il 9 dicembre va in questa direzione? Una platea che mostra fastidio nei confronti del movimento No Dal Molin si dispone a fondare un soggetto interno ai movimenti? L’applausometro e il leaderismo incombente sono metodi partecipativi dal basso? Le tonnellate di retorica sono un linguaggio nuovo e vicino ai soggetti sociali? La questione del governo è stata affrontata adeguatamente? Perchè nella “carta degli intenti” dell’8 e 9 dicembre c’è scritto “L’ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ad autonoma, capace di competere per l’egemonia, influente nella vita della
società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centrosinistra.”?
Cos’è la “realtà politico-sociale del centrosinistra”? Mi interesserebbe, al prossimo congresso, discutere veramente di tutto questo e di quanto il governo (e non solo quello nazionale) ci ha cambiati. Di come siamo stati negli esecutivi. Di quali errori abbiamo commesso. Di quanto sia reale la nostra internità nei movimenti e nelle lotte, oggi. E mi piacerebbe discutere dell’unità senza che sia presentata come l’ultima spiaggia dell’esistenza stessa della sinistra e senza l’insopportabile retorica della “velocità” e delle “accelerazioni”. Qualche settimana fa Liberazione ha posto una domanda “proibita”. Si può continuare a stare in questo governo? Tutti sanno che se Rifondazione rispondesse negativamente a questa domanda, come io penso sarebbe giusto fare arrivati a questo punto, il processo unitario a sinistra andrebbe immediatamente in frantumi. O no? Forse è per questo che non si è fatta la consultazione di massa in autunno sulla nostra permanenza al governo che pure era stata decisa dal CPN di luglio. Forse è per questo che non si è scelto di provocare subito la verifica annunciando il voto contrario all’inaccettabile provvedimento sul welfare.

Insomma, insisto ed insisterò nelle sedi deputate a decidere, affinché la discussione congressuale sul governo e sull’unità della sinistra sia chiara e per impedire che il progetto politico per il quale abbiamo lavorato tanti anni venga “superato”, diluito o ucciso.

Ramon Mantovani

24 Risposte to “la sinistra che verrà e il congresso”

  1. Grazie per questo blog Ramon.
    Da tempo mi interrogo su cosa ci sia successo da quest’estate in poi: dopo una conf. d’organizzazione in cui la parola d’ordine è stata ‘rilanciare il Prc’…siamo passati a ‘uniamo la sinistra subito’! PERCHE’? Senza aggiungere che per lungo tempo qualcuno al nostro interno ha invitato ad usare ‘umiltà’ (l’ultima e più becera parola prima della liquefazione politica!).
    Se voglio un partito che sia di sinistra, anticapitalista, femminista, ambientalista, ecc., io ce l’ho già: si chiama Rifondazione Comunista! E non permetterò che altri mi diluiscano nel ‘calderone rosso’ che deve piacere a tutti per forza.
    Se questa nave sta affondando, colerò a picco con essa. Ma non resterò a guardare.
    Grazie ancora per tutto quello che fai nonostante le difficoltà e speriamo si vada davvero verso un congresso autentico.

  2. grazie ursula, le tue parole sono lusinghiere. ci batteremo insieme per non disperdere il patrimonio di lotte e idee che abbiamo faticosamente costruito in tutti questi anni. affinché la sinistra non sia “quel calderone che deve piacere a tutti”. un abbraccio. ramon

  3. Caro Compagno,
    oggi ho aperto per la prima volta il tuo blog e letto l’articolo. Apprezzo le tue parole e sono convinto che ci attenderanno tempi molto duri. Credo, in tutta sincerità, che buona parte dei dirigenti del prc vogliano farla finita con certi ideali che, ahimè, li hanno portati cosi in alto, a ricoprire posti di “comando” (Alfonso Gianni, Bertinotti etc etc etc….). Il 20 ottobre con molti compagni del circolo di cui sono segretario, (“A.Gramsci” di Riposto (Ct)), siamo andati a Roma convinti che fosse sacrosanto opporsi ad un accordo antioperaio ed odioso. Ho incontrato un milione di comunisti e mi sono chiesto: perchè il mio partito vuole perdere questo patrimonio? perchè il mio partito conta meno di 3 deputati in Parlamento? perchè il mio partito non da risposte concrete e vota per le spese militari, il welfare e non viene rispettato come dovrebbe? Perchè il mio partito si discosta profondamente dal Preambolo dello Statuto che sembra quello di un’altra forza politica? Perchè il governismo a tutti i costi?
    Riponevo delle speranze, non molte a dire la verità. Pensavo che qualcosina ce l’avrebbero anche concessa, niente di eclatante. Invece nemmeno le briciole, sconfitti su tutti i fronti. I compagni si allontanano e noi, dirigenti, cerchiamo di salvare il salvabile. Ma a quale scopo? Per far rimanere seduti il Presidente Bertinotti e l’On. Giordano? Non riusciamo più a difendere la nostra classe, cadendo nel cretinismo parlamentare e nel governismo a tutti i costi. Ci hanno battuto, con la complicità di qualche nostro compagno, di quelli che per la serie “tengo famiglia” hanno svenduto idee, valori, partecipazione, cultura. Bastava fondare un partito comunista unito e di classe, aperto a tutti, democratico e rappresentativo, non una “Cosa Rossa” che nasce male in partenza, senza discussione interna ed allo scopo di “aggregare quante piu forze è possibile” in termini puramente elettoralistici, tradendo la fiducia che buona parte della popolazione c’aveva dato. Siamo complici di questo governo, anche noi. Caro compagno alla domanda “Vuoi vedere che L’Italia cambia davvero” che esibivo nella t-shirt del partito, quale risposta pensi che diano i cittadini italiani?Cosa penseranno gli operai e gli studenti delle affermazioni pre-elettorali , si capisce, di Bertinotti della serie” ci sarà l’alternativa, non l’alternanza”?
    Perchè ci si dovrebbe ancora tesserare al Prc che ha tradito gli ideali comunisti, il movimento e tutto il patrimonio che ha costruito?
    Personalmente sono di quelli convinti che un cambiamento debba avvenire dentro il partito e non fuori. è inutile creare micro-partiti dissidenti, anzi è dannoso. Spero che i compagni più seri e che hanno a cuore gli interessi dei comunisti facciano una lotta serrata per non eliminare decenni di storia, ideali e far crollare la speranza concreta che un altro mondo è davvero possibile.Bisogna organizzarsi. Continuerò a seguirti, come del resto faccio anche con altri compagni che ritengo più coerenti e seri (Giannini ad esempio), convinto che questo partito non debba morire cosi miseramente, convinto che in Italia sono tanti i comunisti e non bisogna disperdere un patrimonio di forze ed intelligenze che non ha pari, convinto che la falce e martello voglia dire ancora tanto e forse oggi ancora piu di ieri.
    Con affetto, Andrea
    P.S (se hai tempo visita il nostro sito che ho inserito nell’apposito spazio e, magari, se è cosa a te gradita inseriscilo nei tuoi link, faremo lo stesso anche noi, grazie)

  4. caro andrea, non posso dire di essere d’accordo su tutto ciò che dici, ma sullo spirito si. del resto è ben comprensibile confrontando il mio pezzo con il tuo commento. magari le parole partito e comunista bastassero a non fare le cose sbagliate che tu stesso denunci! purtroppo non è così. non approfitto e rimango fedele al principio di non rispondere lungamente ai commenti che comunque vengono pubblicati senza censura.
    grazie ancora e un abbraccio
    ramon

    ps: metto volentieri il link

  5. bellà ramon…te vogliamo segretario

  6. bellà renato! si, segretario dell’inter cleb

  7. Caro Ramon,
    grazie per aver fatto questo blog e grazie per il contributo libero che dai alla discussione. Molti elementi di analisi sono condivisibili ma giungiamo a conclusioni diverse. Da tempo mi pongo il problema che più che militonti o militanti (ed io sono fiero di esserlo) siamo mili-pochi e molti bravissimi compagni non riconoscono nel PRC un luogo adeguato di iniziativa politica. Spero che la discussione nella sinistra e nel partito sia vera, larga e partecipata. A Milano stiamo provando a fare qualche cosa di sinistra e di movimento. Speriamo di riuscirci.
    Se ti va vienici a trovare http://fareasinistra.blogspot.com
    Un abbraccio. Emilio

  8. caro emilio, non so se giungiamo proprio a conclusioni diverse, forse si. comunque so ed ho sempre saputo che molti bravissimi compagni non si riconoscono nel PRC e so che i partiti non sono autosufficienti. e mi va benissimo che ci siano luoghi formali ed informali per agire insieme. sono infastidito, però, per non dire contrariato, dalle troppe suggestioni ed illusioni che girano e che nascondono la precisa volontà di rimuovere il progetto politico originale del PRC in favore di una “sinistra” tanto generica quanto sostanzialmente elettoralistica. in ogni caso seguirò il vostro blog. buona fortuna. un abbraccio. ramon

  9. Emanuele Says:

    Ciao Ramon, per la prima volta visito il tuo blog.
    Ho 24 anni, di Roma, dal 2001 nel partito. Come te penso che non sia un valore aggiunto.
    Perchè militare in un partito comunista? A mio avviso per tutte quelle “colpe” che vedono ed hanno sempre visto la necessità di “diluire” progressivamente o meno quel nome e simbolo. Ovviamente coprendola della necessità di una sinistra ampia e addirittura anche di governo (Occhetto 91 docet, come la cancellazione della falce e martello dal simbolo del PSI in Craxi)

    Colpe che risiedono nell’anticapitalismo, nel prospettare con forza una società alternativa, nell’autonomia culturale e di prassi.
    Certe politiche come dici tu possono essere sbagliate e/o socialdemocratiche anche con quel nome, ma molto più semplice senza.

    Sinistra senza aggettivi e senza programma chiaro e netto non andrà lontano neanche elettoralmente. Se non vogliamo tirar fuori il fronte popolare ricordiamo le varie unioni fallite del PSI e PSDI, dai cartelli unici che per quella legge non scritta elettorale raccoglie sempre meno della somma dei partiti.
    Il motivo è uno: perdita di chiarezza programmatica, di autonomia e identificazione in un progetto alternativo (fondamentale se vogliamo competere col PD)
    In un mondo dove tutto è incerto, dove si è smesso di denunciare il capitalismo viste le enormi difficoltà sociali che stiamo vivendo (ecco, questo mi aspettavo dal PRC al governo) necessario è avere un partito non settario ma ideologicamente e simbolicamente chiaro, seppur in rifondazione.
    La rifondazione del comunismo è necessaria ma mai prescindere dall’autonomia del partito.
    Ho creduto al percorso della rifondazione, seppur troppo spesso abbia rimosso troppo facilmente le nostre radici. Non vorrei credere che tutto è stato per arrivare a questo salto.
    Un saluto da chi e a chi (spero!) è convinto che un progetto comunista di alternativa di società prescinda anche dalle varie ed eventuali alleanze di governo
    Concordo sul tuo giudizio del governo. A presto compagno.

  10. caro emanuele, grazie per il commento. mi pare che ci capiamo. sui diversi temi che tratti tornerò, torneremo. intanto, se ti va, puoi dare uno sguardo agli articoli in archivio. vecchi ma selezionati.
    a presto
    un abbraccio
    ramon

  11. cristian da chiavari Says:

    lo stato repressivo invia de gennaro.
    la missione di repressione sistematica continua…de gennaro non si
    ferma…probabilmente andra a reprimere nel sangue quella povera gente
    di pianura che protesta..
    ti ricordo che de gennaro e sotto inchiesta ge per i fatti di genova
    mi chiedo se il rifondazione era al corrente????????????????????
    mastino al servizio di stato..
    ce poco da consolarsii….dopo quello che ha fatto a genova….
    con che coraggio uno stato da in mano e quest elemento il
    commissariamento per un argomento cosi delicato??????
    ho capito il gioco di prodi….vuole intimorire quella povera gente,e
    sedare una rivolta popolare…nel sangue…

    e dal g8 di genova che non si registrava una presa di coscienza e di
    ribelione da parte del popolo….questo puo voler dire molte cose…e
    tante altre verranno…
    comunque sia,sarebbe bene che rifondazione si esprimesse su de gennaro!!oh no..!!
    ma non ho sentito il prc protestare su l invio di de gennaro…..???
    fraterni saluti comunisti
    ho visitato il tuo blog..e tornero
    hola ramon

  12. Siamo alle solite ………

    Ancore una volta il Governo Prodi con la complicità della Sinistra cosidetta radicale,ci regalo l’ ennesimo pacco dono delle feste…

    Abbiamo lottato contro De Gennaro x anni,responsabile della POlizia nei pestaggi di Genova,e di tutte le repressioni sociali che sono avvenute in italia.ora lo regalano a noi Campani,perchè il problema dei rifiuti e della loro produzione come tutti i problemi devono essere affrontati dal manganello.Dopo che per anni il popolo di acerra.dopo che per anni la rete rifiuti zero…il Prc in toto,i Verdi e tutti i movimenti sociali contro gli inceneritori hanno lottato,scosso coscienze ..la sinistra vota x 3 termovalorizzatori..salvando il culo a quel Camorrista di bassolino,al sindaco di napoli….VERGOGNATEVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

    Inoltre ci regalno l’ esercito con un generale che aiuta il manganellatore De gennaro,eccoli tutti in divisa…….alla faccia della salute pubblica,alla faccia di chi ogni giorno fa la lotta contro le ecomafie..l’ esercito serve a reprimere noi,mica i camorristi….

    Parlano di verifica,ma che vuoi verificare?Il protocollo lo avete votato,la gvuerra l’ avete rifinanaziate ed ora volete comprarci con 100 euro in busta paga?Volete dirci che valiamo così poco?E’ La catsa cosa fa?

    Mandiamo a casa questi gruppi dirigenti,mandiamo a casa questi signori che ci hanno preso in giro.io non vi voto più…non vi voterò più….perchè è bello il maccherone e a voi vi piace mangiare

  13. caro cristian, su de gennaro la penso come te. ormai siamo alla militarizzazione di ogni cosa. ci rivediamo, ciao.
    ramon

    al signor lolo rispondo solo che non commento insulti e affermazioni pseudodemagociche.

  14. Caro Compagno Ramon,
    e con enorme piacere che ho ‘scovato’ il tuo blog. Prima di ogni cosa vorrei presentarmi. Ho 24 anni e sono iscritto al PRC da 7. Motivi che mi ha spinto ad aderire a Rifondazione sono molteplici: il correre da soli alle elezioni politiche del 2001; il g8 di Genova e la posizione che in quel caso assumemmo; il voto contrario all’afghanistan. Attualmente faccio parte del CPF dei Castelli e del Coord. Prov. GC. Inoltre da poco più di un anno collaboro con il nostro assessore alle pol. soc. del comune di Pomezia. Questa breve descrizione la reputo utile per quello che andrò a scrivere. Non mi dilungherò troppo.
    Purtroppo, credo che quello che stia avvenendo in Rifondazione, sia solo la diretta conseguenza di scelte che vengono da lontano. Nei miei primi anni di militanza nel partito ho dato poco peso alle varie posizioni interne. Dal 2004, cioè da quando è apparso misteriosamente sul nostro simbolo l’unghietta con “Sinistra Europea” ho sposato le posizioni dell’Ernesto prima, Essere Comunisti poi. Anche se attualmente mi trovo a metà strada tra le posizioni delle due correnti.
    Credo che già quello lasciasse presagire qualcosa di sicuramente non positivo. Anche perchè da quel momento in poi – parlando di sinistra unita prima a livello europeo poi italiano – si è sempre accuratamente evitato di rispondere per quale motivo questa sinistra non possa essere comunista e anti-capitalista, invece di essere senza aggettivi.
    Poi l’adesione al partito di Folena (con il suo Uniti a Sinistra), ma anche di Falomi (Il cantiere), hanno segnato l’ennesimo dato preoccupante che in troppi in questo partito hanno sottovalutato.
    Oggi credo che la partita vera, come fu per il congresso del 2005 riguarda molto più il governo che la sinistra, l’arcobaleno.
    Credo ciò perchè la necessità, la decisione di unire la sinistra, sciogliendo anche il PRC, passa dall’idea di stare al governo o meno. Su questo c’è, da parte di alcuni vertici del nostro partito, troppa poca chiarezza. Un compagno esperto come Marco Bersani di attac italia e forum italiano movimenti per l’acqua, discutendo mi diceva che, a suo parere, una parte di Rifondazione non uscirà dal governo neanche per i prossimi 2000 anni. Credo abbia ragione.
    E se così fosse, darei ragione a loro nel voler sciogliere il nostro partito, in un soggetto unitario di sinistra. Senza aggettivi.
    Dopotutto ci inseriremmo in un solco, quello riformista, per cui la parola comunista suonerebbe vuota e ipocrita.
    Certo capisco chi dice che senza Rifondazione al governo le cose andrebbero sicuramente peggio. Che su alcune cose abbiamo ottenuto risultati importanti. Capisco anche che il ritorno delle destre in Italia sarebbe davvero un colpo molto duro anche per la nostra fragile democrazia. Ma mi chiedo, davvero crediamo di poter stare lì a limitare i danni, sperando in una fantomatica crescita elettorale che ci possa portare ad esercitare un’egemonia della sinistra in un futuro governo col PD?
    A mio parere, no.
    Ho, ahimè, trovato anche una presa in giro la consultazione degli iscritti sui temi della verifica di governo. Credo che per un partito di massa, Comunista, non ci sarebbe stato nulla di meglio di un congresso, aperto, partecipato, anche al di fuori dello stesso partito, aperto ai movimenti e alle loro contestazioni e richieste, per decidere sul governo e, di conseguenza, sul nostro Partito.
    Ci sarebbero ancora tanti cose da aggiungere ma preferisco fermarmi.
    Chiudo però con una domanda, che può sembrare anche una provocazione, ma su cui medito spesso.
    Se il nostro orizzonte futuro è quello di governare assieme al PD, cascasse il mondo, senza metterlo in discussione, non sarebbe meglio entrare direttamente nel PD? Mi spiego. Che differenza c’è tra una sinistra di governo che è un’altro partito rispetto al PD e una sinistra di governo che sta nel PD? In entrambi i casi si mantengono rapporti con la sinistra della società, solo che invece di tentare di fare egemonia essendo un altro partito, si prova a fare egemonia all’interno del partito con cui si governa.
    Ma credo si arriverà anche a questo. Magari tra una ventina d’anni.
    Saluti Fraterni e buon lavoro Compagno.
    Andrea

  15. caro andrea, intanto metterò il link al tuo blog. spero tu faccia lo stesso. sono d’accordo su molte cose che scrivi. non sulle origini dei problemi. hai ragione a dire che il tema centrale è quello del governo. comunque torneremo ancora su questi temi.
    un abbraccio
    ramon

  16. Ti leggerò con molta attenzione. I pareri di un Compagno esperto come te mi interessano molto. Sarà un piacere discuterne.
    Andrea

  17. Approposito… il link l’ho chiaramente messo anch’io.
    Un abbraccio.

  18. CHE CAZZO FATE........ Says:

    LOLO HA RAGIONE DA VENDERE…….
    IL PRC E FINITOOO….
    E UNA VERGOGNAAA……MA CON CHI STATE????????????
    ANCHE VOI VE NE SBATTETE IL CAZZO…L AVETE VOTATO IN RIFINANZIAMENTO IN AFGANISTAN?????
    ORA DE GENNARO COMANDA ANCHE L ESERCITO………
    INVECE DI STARNAZZARE…..ATTACCATE QUESTO GOVERNO DEL CAZZO…VEDIAMO POCA DISCONTINUITA DAL GOVERNO BERLUSCONI……..

  19. evidentemente non hai nemmeno letto nulla. non meriti alcuna risposta.

  20. Ciao a tutti, mi preme esprimere la mia solidarietà a Ramon per degli insulti ingenerosi ed assai gratuiti.
    Credo che sia ora di smetterla di pensare d’essere più a sinistra del propri interlocutori, ch’essi siano su di un blog o in un circolo. Penso che si debba dare un solido contributo alla costruzione dell’unità delle sinistre, il come è motivo di discussione. Perchè unire la sinistra è un compito che dovrebbe essere nel dna d’ogni comunista. Perchè senza questo obiettivo la sinistra perde e perdono tutte quelle istanze, anche quelle più radicali, che ognuno di noi ha.
    Personalmente, la vorrei con una nuova forma, più vicina alle esigenze delle persone, anche e sopratutto nelle periferie, che sono ormai uno scempio. Una sinistra plurare e con un progetto antiliberista, che possa “forzare il sistema” con un nuovo progetto di modifica della società.
    Da fare c’è molto, da dire tanto, sta a noi cogliere l’occasione.
    Sergio Milano

  21. grazie sergio, sono totalmente d’accordo con te.
    un abbraccio
    ramon

  22. Gianni Radici Says:

    Ti ringrazio per l’opportunità che ci dai di seguire il dibattito, da tempo condivido le tue posizioni, fin dall’inizio di quest’avventura che si chiama PRC. Abbiamo vissuto in questi anni tutti i passaggi critici che si sono presentati sul nostro cammino e oggi ci troviamo a sciogliere dei nodi che si presentano sempre più pesanti, per un militante di “base” come me le grandi scelte “romane” vengono vissute con un certo distacco, condivido il percorso che abbiamo intrapreso con in nostri vicini, senza che questo mi scaldi il “cuore”, preferisco buttare le mie energie nel quotidiano, per me significa avere qualcosa da dire e fare nella mia amministrazione comunale, saper dare delle risposte alle esigenze della mia gente e in questo sento il bisogno di stare in un partito dove posso trovare risposte, condividere le prospettive, essere parte di un collettivo “in movimento”.
    Di tè apprezzo la grinta e le posizioni che esprimi, ma anche sopratutto il metodo, mai frazionista, condivido il fatto di fare la lotta politica fino in fondo quando le posizioni non sono settarie e hanno un fondamento come mi sembra di capire ( il rapporto con il governo ) ma nel momento che si ricopre una carica del partito o istituzionale si sta nel collettivo senza votare mettendosi la “coscienza in pace”.
    Dalla bassa milanese
    buon lavoro Ramon
    speriamo di rimettere in cantiere l’incontro saltato
    Gianni Radici

  23. grazie gianni, e scusa per il ritardo della risposta. mi fa piacere essere in sintonia con un compagno come te.
    un abbraccio forte e un saluto a tutti/e.
    ramon

  24. compagno Ramon,
    soprattuto mi inquieta il “carrierismo” che fa breccia nel nostro partito.

    saluti comunisti

    umberto barbato (Fondi – Latina)

    quando vuoi vieni a visitare la nostra nera provincia

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