lettera in risposta a Sansonetti e Caprili sul “caso Caruso” e il PRC

Caro Piero, senza abusare, spero, della tua pazienza e di quella dei lettori mi preme dire pochissime cose in risposta a diverse critiche che mi sono state rivolte, soprattutto da te e da Caprili. 1) l’andamento delle polemiche dimostra la natura strumentale degli attacchi a Caruso. Quel che si vuol colpire è la politica di Rifondazione. Se Caruso abbia prestato il fianco o meno alle intenzioni avverse a noi ognuno lo può giudicare. Io penso di si, come ho scritto. Ma penso anche che avrebbero trovato e troveranno altri pretesti per attaccarci. 2) rimango dell’idea che sia necessario discutere con Caruso della questione della “guerriglia comunicativa”. Caprili dice che io ne ho fatto apologia. Forse polemizza senza nemmeno leggere. Nel mio articolo per ben due volte ho scritto che io non sono d’accordo con Caruso. Ho detto che è una logica subalterna e individualista, la sua. Ma vorrei anche che si discutesse del problema del sistema informativo e del nostro rapporto con lo stesso (come diversi mesi fa ho proposto in direzione e nel gruppo, senza successo). Le scomuniche a mezzo stampa e le allusioni a provvedimenti disciplinari sulle agenzie perchè gradite alla destra e a gran parte del governo, secondo me, non sono meno subalterne. Per non parlare della competizione che porta certi compagni a gareggiare ogni santo giorno sulle agenzie per dire le stesse cose dichiarando su tutto lo scibile umano. Sull’esempio che ho fatto della 185 Liberazione non ha niente da dire? 3) la manifestazione del 20 ottobre è sulla piattaforma. Non si può trasformare in una Costituente o in un’altra cosa. Più saremo e meglio sarà e sarebbe estremamente dannoso per la riuscita della manifestazione caricarla di significati escludenti e settari. Ma se SD non volesse aderire non si dia la colpa a Caruso e si rifletta, invece, sul fatto che sarebbe solo coerente con un caposaldo dell’impostazione di quella forza: il governo non si mette mai in discussione. 4) mi pento di aver usato, nel mio articolo, l’argomento della non violenza e delle scorte ed auto blu. Volevo solo dire che Caruso accusato continuamente di essere un terrorista andava maggiormente difeso perchè in realtà è un autentico non violento. A proposito: il Presidente della Camera ha telefonato a Caruso ogni volta che gli è stata rivolta questa infamante accusa per esprimergli solidarietà? Comunque mi rendo conto che scorte ed auto blu avrei fatto meglio a non citarle. Hai ragione tu, l’argomento aveva un vago sapore qualunquistico. Non certo perchè manchi la mia solidarietà verso i compagni minacciati (e loro lo sanno), come invece sostiene Caprili. Sulle coerenze che richederebbe la pratica della non violenza (sulla quale sono critico non da oggi) e sul malcostume delle auto blu è meglio discutere un’altra volta, sempre che ce ne sia l’occasione.

 

ramon mantovani

 

pubblicato su Liberazione il 15 agosto 2007

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