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sassata n° 3

Pubblicato su sassate con i tag, , , , , , , il 13 Maggio, 2008 da ramon mantovani

Dopo il Comitato Politico Nazionale il quotidiano Liberazione che fa? Intervista Nichi Vendola (tutta la seconda e parte della terza pagina, richiamo in prima e due foto) facendogli domande del tipo: Ferrero dice Ferrero propone, in modo che possa rispondere, travisare, mentire.

Sabato si era discusso di politica, ma Vendola non ha sentito il bisogno di dire la sua.

Però si è “candidato” alla segreteria del partito in una conferenza stampa.

E Liberazione lo intervista per questo.

Così i lettori, questo è il giochetto sporco, hanno l’impressione che ci sia un candidato del partito e che gli altri siano dissidenti. Così hanno l’impressione che ci siano già due candidati, uno osannato dal popolo e l’altro frutto di un complotto. Così che non si discuta di cosa è successo negli ultimi due anni e di cosa bisogna fare, bensì di presunte identità statiche e di meravigliose capacità suggestive, innovative e comunicative.

E’ la prima volta, lo dico per i lettori che non lo sanno, che nel Partito della Rifondazione Comunista, qualcuno annuncia che si candida alla segreteria del partito. Ben sapendo che non sarà il congresso ad eleggerlo bensì il nuovo comitato politico nazionale eletto democraticamente sulla base dei consensi dei diversi documenti.

In un partito democratico bisogna prima decidere una linea politica e poi un segretario, non scegliere una persona che poi detterà in modo monarchico la linea che vuole lui.

Ciò che ha fatto Vendola è un’altra ferita inferta ad un partito che è stato troppo malato di leaderismo e che così rischia di scivolare nel Veltronismo più bieco.

Non a caso Vendola gode già, da diverse settimane, dell’appoggio esplicito del Partito Democratico e di tutto il suo sistema informativo.

Vendola, nella conferenza stampa, ha parlato moltissimo di se stesso ed ha detto che salverà il partito, la Puglia e la sinistra in generale.

Va bene che ha un filo diretto con Padre Pio e con Dio ma mi sembra un tantino esagerato. O no?

Io confido nell’intelligenza delle compagne e dei compagni, nella loro voglia di ragionare, capire, decidere.

Evidentemente Vendola confida nella paura del futuro, nell’istinto ad essere rassicurati da un leader o da un falso profeta.

SANSONETIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…..

Ti comunico che nella mozione che ho firmato, come tutti in ordine alfabetico, siamo tutte e tutti candidati alla segreteria del partito ed abbiamo diritto allo stesso spazio di Vendola. E non chiediamo un giornalista inginocchiato, coma Anubi D’Avossa Lussurgiu, per essere intervistati.

Non ne abbiamo bisogno.

ramon mantovani

sassata numero 2

Pubblicato su sassate con i tag, , , , , , il 31 Gennaio, 2008 da ramon mantovani

In Italia si sa tutto delle primarie statunitensi (tranne il numero ridicolo dei votanti).

In Italia molti sognano che anche qui la politica sia ultraelettoralistica e totalmente impermeabile a qualsiasi aspirazione di cambiamento.

Non avrei mai immaginato che fra i tifosetti provinciali di Obama (che fra le altre cose ama la pena di morte) ci fossero Piero Sansonetti e Michele De Palma. Che tristezza!

ramon mantovani

sassata numero 1

Pubblicato su sassate con i tag, , , , , , il 21 Gennaio, 2008 da ramon mantovani

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perde per la seconda volta l’occasione per tacere.

Si è sentito in dovere di scrivere una lettera pubblica al Vaticano per “scusarsi”, a nome del popolo italiano, per la nota vicenda dell’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza di Roma.

Un simile atto non può essere compiuto dal Presidente della Repubblica, che rappresenta (o dovrebbe rappresentare) l’unità del popolo e che tutela (o dovrebbe tutelare) i valori costituzionali.

Il noto estremista Paolo Flores d’Arcais, su Liberazione del 20 gennaio 2008 www.liberazione.it ha ben spiegato il perché.

Già la scorsa estate, i primi giorni di agosto, redarguì, con pubblica dichiarazione, il deputato Francesco Caruso per le sue affermazioni sulla legge Biagi e la precarietà. Come se fosse compito del Presidente della Repubblica censurare o sindacare le semplici opinioni dei parlamentari o dei cittadini.

Lo stesso giorno dell’esternazione di Francesco Caruso, però, il Presidente perse l’occasione per parlare.

Non sentì il dovere di esprimersi sulle affermazioni del vicesindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, sulla pulizia etnica contro i gay. Ecco la notizia pubblicata dal Corriere della Sera: «Darò subito disposizioni alla mia comandante (dei vigili urbani, ndr) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni - ha detto ai microfoni di Rete Veneta l’ex sindaco sceriffo della Lega, riportano i quotidiani locali - Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni e simili».

Queste parole di un vicesindaco, rappresentante di un’istituzione dello stato, dal quale formalmente dipende un corpo armato come i vigili urbani, furono evidentemente giudicate dal Presidente, e dalle centinaia di suoi collaboratori, non abbastanza rilevanti per una presa di posizione della Presidenza della Repubblica.

Come mai?

Forse perché Giorgio Napolitano pensa di poter usare la carica di Presidente per bacchettare chi, a sinistra, non la pensa come lui (e come il Papa), come ha sempre fatto per tutta la sua vita.

Perciò, a suo tempo, non mi sono neppure sognato di votarlo.

 

ramon mantovani