Siamo morti?

Lo stato d’animo non è dei migliori. Eppure bisogna cercare di essere lucidi. E di ragionare.

Non partecipo all’orgia dei social network, sui quali si può leggere di tutto, tranne analisi serie e l’individuazione dei veri problemi del paese e della sinistra.

So bene di andare completamente e sempre più controcorrente.

Ma se alle analisi si sostituiscono spiegazioni superficiali e alle proposte gli slogan invece che capirci qualcosa si finisce per non capire più nulla. E invece di cercare la strada giusta si finisce in un labirinto. In questo modo non si sviluppa nessuna discussione utile. Con il battibecco, con gli scontri verbali, con gli insulti e le iperboli di tutti i tipi si distrugge tutto e si partecipa attivamente a fomentare i peggiori istinti che covano nella società.

Detto questo, parliamo delle elezioni. Esaminando i dati della Camera senza voto estero e i 617 seggi attribuiti con il “porcellum”.

I votanti sono calati di 2 milioni 600 mila unità.

Il centrosinistra ha perso 3 milioni e mezzo di voti.

Il centrodestra 7 milioni e duecentomila.

Sono quasi undici milioni di voti in meno ai due schieramenti maggiori.

Il Movimento 5 Stelle ha avuto 8 milioni e 700 mila voti.

Lo schieramento di centro (nel 2008 solo UDC con poco più di 2 milioni di voti) ha avuto 3 milioni e 600 mila voti.   

Ho appositamente omesso le percentuali perché, oltre ad essere conosciute, secondo me oscurano l’enormità degli spostamenti di voto che ci sono stati e falsano la percezione del significato politico del voto.

Ora proviamo a guardare i risultati utilizzando un altro punto di vista.

Le forze che hanno sostenuto il governo Monti hanno avuto circa 22 milioni e mezzo di voti. Circa il 63 % sui votanti. Nel parlamento avevano più del 90 % dei seggi.

Ora vediamo i seggi.

Il centrosinistra con il 29,54 % dei voti prende 340 seggi pari al 54 % dei seggi totali. Il premio di maggioranza è del 24,5 %. Quasi un raddoppio dei seggi.

Il centrodestra con il 29,18 % dei voti prende 124 seggi pari al 20 % dei seggi totali. Lo 0,35 % in meno determina una differenza in seggi di 216 unità.

Le forze che hanno sostenuto il governo Monti hanno avuto 454 seggi (senza SEL e Lega Nord) pari al 73 % dei seggi totali, contro il 63 % dei voti.

SEL con il 3,2 % conquista 37 seggi. La Lega Nord con il 4,08 % conquista 18 seggi. Prende più voti di SEL ma metà deputati rispetto a SEL.

L’UDC con l’1,78 % dei voti prende 8 seggi. Il Centro Democratico con il 0,49 % dei voti prende 6 seggi. Fratelli d’Italia con l’1,95 % dei voti prende 9 seggi. Rivoluzione Civile con il 2,25 % dei voti prende zero seggi.

Un deputato del PD vale 29603 voti. Uno di SEL  29444 voti. Uno del PDL 75594 voti. Uno del Movimento 5 Stelle 80455 voti.

Prima di passare alle considerazioni politiche non si può non valutare il tasso di democraticità della legge elettorale.

Si tratta di una legge altamente deformante la volontà popolare, che quindi partorisce un parlamento non rappresentativo.

Credo basti leggere i dati che ho più sopra citato e che non sia necessario argomentare oltre per dimostrare la giustezza del mio giudizio.

Intanto, però, questa legge è in vigore da molto tempo ed è la terza volta che viene applicata.

Il sistema politico è stato trasformato da questa legge, i partiti si sono modellati su questa legge, gli elettori quando pensano a votare e a scegliere lo fanno sulla base dei meccanismi imposti dalla legge, i mass media ne amplificano tutti gli effetti più deleteri. Quella precedente era anche peggio. Non posso ora, per brevità, argomentare e dimostrare il perché. Come è di gran lunga peggiore quella degli enti locali, che è presidenzialista, ultramaggioritaria e inquinata dalle preferenze.

Vorrei ricordare a tanti che in Italia il maggioritario è stato proposto da Segni, appoggiato dal PDS e dalla Lega (allora forza emergente), come soluzione del problema della corruzione e come “riavvicinamento” del sistema politico ai cittadini. Il risultato e sotto gli occhi di tutti. Più corruzione, partiti ultrapersonali (PD e SEL compresi), distanza abissale fra sistema politico e cittadinanza, talk show dieci volte più importanti del parlamento, e potrei continuare.

Ovviamente non tutto quello che le ultime elezioni ci hanno messo sotto gli occhi è dovuto al sistema elettorale. Nei vent’anni di maggioritario tutti i diritti conquistati in decenni di lotte sono stati messi sotto attacco. Il lavoro è stato svalorizzato, il mercato finanziario è diventato il vero sovrano al quale i governi hanno obbedito, una generazione vive ormai ben peggio dei propri genitori, la guerra è diventata uno strumento ordinario della politica internazionale del paese e dell’occidente, l’istruzione e la sanità, oltre che l’acqua e gli altri servizi pubblici, sono stati potentemente privatizzati. Anche qui potrei continuare a lungo.

Ma tutte queste modificazioni della realtà sociale sono state possibili attraverso le relative leggi, che anche quando hanno suscitato proteste, lotte e resistenze, sono state approvate dal parlamento maggioritario senza battere ciglio. Quando qualcuno si è opposto, tentando di dare voce alle lotte, è stato accusato di voler fare il gioco dell’avversario, ricattato, diviso e ridotto all’impotenza. I contenuti sono diventati un accessorio strumentale nella vera contesa che era l’alternanza fra centrodestra e centrosinistra, uniti dal feticcio della governabilità interna alle compatibilità imposte dal mercato.

L’intreccio fra maggioritario e ristrutturazione sociale sulla base dei puri interessi capitalistici e finanziari è potentissimo.

Oggi il sistema sociale e quello politico non reggono più, di fronte alle conseguenze della crisi. Ma la sinistra reale, al contrario di tutti gli altri paesi europei, si è presentata all’appuntamento logorata da venti anni di divisioni e ormai ridotta nei fatti, persino indipendentemente dalla sua stessa volontà, esattamente alle due varianti previste per essa dalla logica del maggioritario: quella interna al bipolarismo condannata a non influire minimamente sulla sostanza del governo, e quella testimoniale espulsa dalle istituzioni.

Senza tenere conto di questo contesto, cui ho accennato finora, non si può capire la portata della sconfitta, e si finisce con lo scambiare gli effetti per le cause o, peggio ancora, per coltivare illusioni circa soluzioni miracolistiche dell’enorme problema con il quale ci si deve confrontare.

Tenendo conto di questo contesto, invece, si può affrontare meglio anche la discussione circa le responsabilità soggettive delle forze politiche ed anche di quelle sociali, a cominciare da quelle dei sindacati e delle organizzazioni della società civile.

Cosa ci dice il risultato elettorale?

Ci dice tre cose:

1) il bipolarismo è morto. Ci sono 4 poli in parlamento. E nonostante il meccanismo maggioritario nessun governo è possibile senza un accordo post elettorale. Sono centrodestra e centrosinistra gli sconfitti e al loro interno le forze minori, come SEL, risultano irrilevanti. Il centro è cresciuto ma non a sufficienza per colmare l’esodo dei voti contrari alle politiche europee e di massacro sociale.

2) un movimento indefinito sul piano ideologico ed ideale, con un programma vago e in molti punti contraddittorio, identificato con un leader predicatore, ha raccolto tutti i voti di protesta.

3) la sinistra reale è irrilevante nel senso pieno del termine. Non è “apparsa” irrilevante. Lo è. Nel senso che per quanto portatrice di contenuti giusti (in molti casi sovrapponibili e in altri parecchio più avanzati e progressisti rispetto al Movimento 5 Stelle), per quanto propositrice di misure serie contro la crisi e i responsabili della crisi, per quanto espressione e vicina a tutte le esperienze di lotta e sociali, nulla ha potuto né contro il “voto utile” né contro il voto di protesta.

Il bipolarismo è morto. Ma invece che prenderne atto sia il PD, sia il PDL, sia il centro, parlano dell’emergenza dell’ingovernabilità. Non so attraverso quali acrobazie, ma prevedo che il governo temporaneo che nascerà, oltre a tenere fede a tutti i diktat della tecnocrazia europea e della finanza, tenterà di “riformare” legge elettorale e istituzioni per garantire la “governabilità”, e cioè il governo dell’esistente con una possibile alternanza.

Il Movimento 5 Stelle conterà esattamente su questo per gonfiarsi e trasformare la protesta in rappresentazione della volontà di cambiamento. Ma cambiamento in quale direzione? Se i tre poli, al netto di finte divisioni e competizioni, sono d’accordo sulla sostanza della politica economica e sono d’accordo sul principio di “governabilità” (non a caso di nuovo mantra dei mass media come nei primi anni 90), hanno una strada obbligata davanti a se. Del resto soprattutto PD e PDL, essendo partiti modellati sul maggioritario e sull’obiettivo di governo dell’esistente, possono cedere sui “privilegi” e i costi della politica, mentre non possono proporre una svolta democratica. Per esempio una legge elettorale proporzionale. Perfino se il PDL e il centro lo facessero troverebbero la fiera opposizione del PD. Mentre sui contenuti avanzati ogni strada gli sarebbe preclusa, sotto la voce privilegi e costi della politica il Movimento 5 Stelle potrebbe anche votare diversi provvedimenti, prendendosi il merito di aver obbligato la “casta” ad ingoiarli. Ma sarebbero in gran parte la realizzazione del sogno estremista liberale. Per fare un solo esempio, eliminazione del finanziamento pubblico e delle strutture di partito (e così, come negli USA, l’elaborazione dei progetti politici e di legge sarebbero appannaggio delle lobbies dei poteri forti). Mentre sulla legge elettorale il Movimento 5 Stelle non ha alcuna posizione. Tranne quella dell’apologia delle preferenze. Non è dato sapere se sia maggioritario o proporzionalista. Se voglia un sistema presidenzialista o meno. Se pensi che la funzione del parlamento debba essere di mero controllo del governo o di effettivo potere legislativo.

Cosa direbbe e soprattutto cosa farebbe se PD e PDL trovassero un accordo su un sistema elettorale maggioritario a doppio turno e su un sistema istituzionale presidenzialista? Stando al programma ufficiale del Movimento 5 Stelle potrebbero votare tranquillamente a favore, ottenendo che i parlamentari non facciano più di due mandati, che non possano svolgere nessuna altra attività e che non abbiano gli attuali residui privilegi.

È una “previsione” puramente astratta. Ma è plausibile stando al programma ed anche alle numerose esternazioni di Grillo, che mentre ha urlato contro la casta e i partiti ha sempre evitato accuratamente di definirsi su una quisquiglia come la legge elettorale e la forma dello stato.

Comunque non è il momento di esercitarsi a fare previsioni e ad indovinare i contorsionismi della politica spettacolo.

Ripeto che solo in Italia la sinistra che condivide il 95 % dei contenuti si presenta divisa alle elezioni. Li condivide sulla crisi e sulle cause e responsabilità della stessa, sulle proposte per uscirne, sul fiscal compact, sul pareggio di bilancio in costituzione, sul lavoro e sulla piattaforma della FIOM, sulla precarietà, sul reddito di cittadinanza, sui beni comuni da sottrarre ai privati, sulla scuola e sanità pubblica, sui diritti civili, sui diritti degli immigrati e così via. Non credo di esagerare. È così.

Gli elettori di sinistra oggi sono divisi fra SEL, Rivoluzione Civile, e Movimento 5 Stelle. In quest’ultimo sono una parte, purtroppo credo non maggioritaria, perché si può essere contro la casta anche da destra, contro l’euro e contemporaneamente contro gli immigrati, e così via. Ma non c’è alcun dubbio che tantissimi elettori di sinistra abbiano votato il Movimento 5 Stelle, con le più svariate motivazioni, spesso contraddittorie fra loro.

In altri paesi europei a sinistra ci sono partiti comunisti, coalizioni comprendenti partiti comunisti e non, partiti di sinistra, movimenti comprendenti più partiti. Insomma, si possono trovare tutte le formule organizzative unitarie e i modelli di partito. Nella crisi crescono considerevolmente fino ad esprimere, proprio dove la crisi è più acuta, la possibile alternativa di governo. Come in Grecia.

Davvero si può considerare seria una discussione, che già vedo profilarsi come al solito, che mette al centro le formule organizzative unitarie? Come se SEL e Rivoluzione Civile fossero divise dalla concezione organizzativa dell’unità e non, invece, dalla logica bipolarista? Davvero è una questione di efficacia del leader in TV? Davvero se cambiassimo tutti i dirigenti e li sostituissimo con giovani risolveremmo i problemi? Davvero se ogni forza pensasse di distinguersi maggiormente dalle altre, con conseguente proliferare di ancor più liste, una di queste potrebbe aspirare a vincere la battaglia egemonica e ad unificare tutto ingrandendo se stessa?

Cosa ci impedisce di fare come Izquierda Unida? O come il Front de Gauche? O come la Linke? O come Syriza? Trovando anche in Italia la formula organizzativa democratica adatta ad unire e non a dividere? Cosa ce lo impedisce?

Purtroppo la risposta è duplice: ci sono due cose che ci hanno fino ad ora diviso irrimediabilmente.

La prima è il maggioritario e le due tendenze figlie del bipolarismo: dentro il centrosinistra a non contare nulla e apparendo agli occhi di buona parte della nostra gente come opportunisti, oppure fuori senza speranza di incidere su nulla e per giunta con il sospetto della nostra gente che l’unico obiettivo vero siano i posti.

La seconda è l’internità di tutta la sinistra, comunque collocata rispetto al centrosinistra, nel sistema politico separato dalla società.

Con la prima risposta si spiegano gli insuccessi di SEL e Rivoluzione Civile. Con la seconda il voto di gran parte della nostra gente al Movimento 5 Stelle.

Se tutto ciò è anche solo parzialmente vero, e se vogliamo lavorare affinché in Italia ci sia una sinistra che torni a contare nella società e quindi anche elettoralmente, si deve tener conto di entrambe le risposte insieme. Perché altrimenti la soluzione è totalmente sbagliata ed inefficace.

Si può, in presenza della crisi del bipolarismo, unire sui contenuti e sulla democrazia, ed essere alternativi al sistema politico separato, nel tempo nel quale anche l’alternatività del  Movimento 5 Stelle sarà messa alla prova dei fatti.

Il Partito della Rifondazione Comunista, con i suoi difetti e con le ferite subite dalle innumerevoli scissioni, non è morto. Ed ha sempre dato prova di non pensare soprattutto a se stesso ed ai posti nelle istituzioni. È stato indubbiamente il più generoso in tutte le iniziative di lotta ed unitarie. Ha un gruppo dirigente che certamente non è il migliore del mondo, ma che ha saputo e voluto resistere a tutte le lusinghe e tentazioni a separare il proprio destino da quello dei militanti e delle classi subalterne, per trovarsi un posto sicuro nel centrosinistra. Ha militanti, donne ed uomini, il cui valore ed attaccamento ai principi ed ideali comunisti, si vede proprio oggi, nel massimo della difficoltà.

Questo nostro partito ha imparato a resistere. Saprà imparare a ripensare se stesso come una parte indivisibile e incancellabile dentro una più vasta aggregazione di sinistra anticapitalista.

 

ramon mantovani

 

pubblicato su Liberazione.it il 28 febbraio 2013

118 Risposte to “Siamo morti?”

  1. Continuando con un discorso iniziato altrove, non siamo solo noi a dover rinunciare a qualcosa, ogni piccolo sasso della galassia sinistra italiana crede di essere indispensabile e crede che debbano essere gli altri a confluire nel proprio insieme. Oggi in questo Paese manca una forza di sinistra autorevole, io sono disposto a lavorare con i miei piccoli mezzi per farlo.

  2. hai ragione gustavo. il problema è che se rifondazione sta in un collettivo più ampio, dove ognuno conta uno indipendentemente dalle tessere di partito o associative, che si presenta alle elezioni non ha motivo di sciogliersi perché fa molte altre cose. altri no. anche il prc per me è indispensabile. ma non teme di decidere cose insieme ad altri. non perché è grosso ma perché spera di avere idee condivise e di condividerne di giuste.
    un abbraccio

  3. il tuo e’ l’ottimismo della volonta’..il mio purtroppo il pessimismo della ragione.
    Sono molto depresso dalla batosta elettorale e non se se mi tesserero’ anche quest’anno: bisogna trovare un senso che al momento non vedo come non vedo alternative se non il rifugiarsi nell’anarchia.
    Penso anche che i dirigenti del partito abbiano una sola colpa: quella di essere avulsi dal sentire della gente, delle classi popolari, non so neanche se riescano a parlare con la gente al mercato, abbiamo bisogno di un ricambio che non c’e’ e quando c’e e’ confuso.
    Invidio la massa dei giovani eletti del M5s…èurtroppo noi non li abbiamo..
    ciao

  4. caro pietro, capisco il tuo sconforto. ma pessimismo della ragione e ottimismo della volontà sono un binomio indissolubile. altrimenti sono, ognuno per conto suo, totalmente sbagliati.
    io credo di capire quel che dice la gente. lo capisco oggi come lo capivo quando da deputato mi capitava di andare in fabbriche dove gli operai ce l’avevano con gli immigrati e votavano lega. e capivo come capisco oggi che ciò che dico è difficile da capire per loro. ma non li ho mai imbrogliati o disprezzati. il popolo non ha nemmeno la più vaga idea di chi siano i dirigenti del prc. illudersi che “volti nuovi” e similia ci traggano dai problemi è un viatico per perenni delusioni.

    un abbraccio

  5. Io proporrei di lanciare un’Altra Campagna. Il partito si mobiliti dove riesce a esprimere capacità di aggregazione. Formi comunità resistenti, scuole, relazioni sociali basate sullo scambio di prodotti per fermare le devastazioni sociali che produce una crisi pagata in senso unidirezionale. Aggreghi comunità nei territori che vivano come Muncipi autonomi, e se queste comuntà non sono contigue si formino come municipi autonomi virtuali e si aggreghino sulla rete retti da proprie regole, da proprie norme e da una capacità di farle rispettare. Basterebbe partire da una realtà e attorno a questa sviluppare le nostre basi resistenti. Economia di scambio su prodotti vitali: cibo, medicine, combustibili. Messa in quota di un numero di ore lavorative settimanali in cui i compagni avvocati, infermieri, medici, elettricisti, agronomi, muratori, ingegneri, architetti, commercialisti si rendano disponibili al servizio verso queste nuove comunità. Non cambieranno il sistema eletorale, ci vogliono fuori dalle istituzioni. Fondiamome nuove e ripartiamo da lì a dare tetto, cibo, calore, trasporto e sogni ad un popolo che è ferito, ma ferocemente convinto che non può finire così

  6. Caro Ramon, direi che il tuo approccio e’ abbastanza codivisibile. Voglio comunque rispondere al tuo post precedente. Il voto a Grillo e’ stato il vero voto utile contingente ed un duro colpo (anche nel senso comune) al PD e ai suoi satelliti (che io odio a morte). Il doppio pacco era tutto scritto , governo bersani-vendola-monti che avrebbero attuato ovviamente la politica ‘europeista di monti ‘. Grillo ha spazzato via tutto questo, il PD e’ sotto botta (lo voglio vedere un nuovo governo BBM in queste condizioni…). Sono pero’ ovviamente d’accordo sul pericolo maggiore che corriamo, ovvero su una uscita da quarta repubblica francese. Per ora Cinque stelle sembra tenere su questo fronte, ma occorre ovviamente vigilare… Per quanto riguarda le soluzioni, beh se ne avessi di certe sarei il nuovo Lenin (magari). Io comunque credo che non esistano soluzioni salvifiche alla crisi della sinistra di classe in italia o uscite miracolistiche. Credo invece in una lunga traversata nel deserto. E’ impressionante infatti come l’idea della costruzione (necessaria) di una organizzazione di classe non stia proprio per niente nella testa degli italiani che non si pongono per niente il problema. Quindi la prima cosa da fare in queste condizioni e’, a mio avviso, rompere ogni legame con il PD, anche simbolicamente (non proporsi come ha fatto RC come gambetta per sostenere i governi eterodiretti del PD), quindi addio alle rivoluzioni civili (e spero agli impresentabili di pietro diliberto bonelli, guardie magistrati guizot e destrerie affini, salvo solo Ilaria cucchi e qualche operaio!) e nessun appello al tragico Vendola, ormai ridotto a imitazionwe di se stesso. Operare un forte rinnovamento anche generazionale nel partito. Sparare a zero contro la vergognosa SUSANNA CAMUSSO (ricordo ai compagni, espulsa dalla FIOM di sabattini per manifesta incapacita’…) Criticare fortemente la posizione subalterna e vergognosa del signor Landini, ormai vicino alla destra della FIOM
    Ed essere anche un po pop non fa male…
    Ripensare alla forma partito. Io credo che i comunisti (al contrario di quello che pensano gli intellettuali da giardinetto pubblico alla Revelli) debbano ricostruire la potenza novecentesca. Ma per fare questo secondo me e’ fondamentale ritornare alle forme mutualistiche delle organizzazioni operaie ottocentesche. Scorciatoie politiciste NON funzionano. Quindi prima la direzione di marcia, poi le alleanze. Non credo che gli appelli al simpatico ma lunare Ferrando o a mastro lindo Rizzo (converito in eta avanzata al comunismo di guerra) o ai troski bit alla cannavo’ siano utili. Parliamo alla gente in carne ossa e non alle simulazioni infinitesimali di comunismo. Facciamo ritornare il comunismo in questo paese una cosa seria, e che cazzo! Ciao Ramon

  7. Fabio Rosica Says:

    Analisi come sempre interessante, peccato che gli elettori del PdL non la leggeranno…Berlusconi ha capito come “prendere” gli italiani, accarezzando loro la pancia! dicendo ciò che si vogliono sentir dire e, in caso di errore, cambiando idea entro 24 ore! La sinistra invece preferisce sbandierare le proprie idee e le proprie convinzioni, anche se agli italiani non piacciono…e viene puntualmente punita! Io ritengo che, sebbene sia favorevole, ad esempio, all’integrazione degli extracomunitari, non sia il caso di farne un manifesto, ma semplicemente di “portarlo dentro” come ideale, perchè se tu, ad un padre di famiglia precario che magari voterebbe a sinistra, gli vai a dire che un extracomunitario deve avere le sue stesse possibilità e magari gli può tranquillamente “prendere” la figlia…magari c’è il caso che si può anche incazzare leggermente e decidere di votare, che so, per il M5S! Ecco la differenza, gli altri sono furbi, noi siamo dei fessi incorreggibili, ci piace perdere facile!!!

  8. le risposte al più presto. ma arriveranno, come sempre a tutti.

  9. lucaocchionero Says:

    Ciao Ramon, spero che tutto il partito mantenga la tua lucidità resistendo al solito sport di tirare la colpa verso chi non la pensa esattamente come noi, sport che purtroppo temo sia già cominciato sempre che sia terminato prima. Questo risultato, brutto sì, ma da leggere sotto molteplici aspetti(di questa esperienza che molti ci chiedono di continuare non tutto è negativo) è una prova di maturità anche per la nostra comunità. Vediamo se per una volta nella nostra storia riusciremo ad uscirne con lucidità e senza scontri e separazioni. Intanto spero rientrino le dimissioni di Polo Ferrero e dell’intera segreteria e che si faccia un congresso solo alla scadenza naturale.
    Quando sarai in Italia faccelo sapere, è da molto che non ti si vede in riva allo ionio!
    Saluti compagno

  10. Ursula Says:

    Grazie Ramon per la tua lucida analisi, che condivido.
    Ma possiamo pensare anche che la Sinistra (e Rifondazione in particolare) ha seri problemi di comunicazione?
    Vanno bene i danni di questa maledetta legge elettorale, le divisioni, l’insufficienza organizzativa… Ma perchè non riusciamo più a veicolare un messaggio che sia uno? A parlare alla nostra gente e a coinvolgerla? Perchè dopo tante campagne sul lavoro, le pensioni, l’acqua pubblica, ecc. non otteniamo riscontri?
    Piccoli esempi pratici: sono mesi che mentre le idee e le proposte nascono e girano via web, nelle nostre federazioni arrivano pacchi di manifesti spesso con immagini e slogan incomprensibili che paghiamo(sigh!) alle affissioni e nessuno guarda… nella base non c’è più discussione, tutto ci piomba dall’alto e tu piccolo organismo dirigente sei chiamato a ratificare decisioni già prese che non puoi più cambiare o è molto difficile farlo. E la mancanza di dibattito uccide anche noi che non sappiamo più parlare alla gente, perchè io ne ho incontrati parecchi di compagni che hanno votato Grillo, esasperati, e io non sono riuscita a trovare le parole x riflettere con loro.
    O qui si cambia tutto davvero, oppure liberiamoci di questa struttura partito che non funziona più e ci estranea dalla realtà.
    Noi non siamo morti, NO!, e nemmeno le nostre idee lo sono, ma è questo partito che è diventato una cassa da morto! (anche economicamente). Mi auguro anch’io che Rifondazione continui a vivere, ma di vita attiva, magari in una forma diversa e nuova se necessario.
    Spero che il Nazionale rifletta anche su queste cose, perchè se poi l’11marzo tutto ritorna esattamente come se nulla fosse stato (sia x noi che x i nostri rapporti esterni), se ci estinguiamo sarà solo per stupidità nostra e non x la cattiveria altrui.
    Scusa lo sfogo.

  11. Condivido quello che scrive Ursula. Per anni abbiamo parlato di salario garantito e non ci ha mai ascoltato nessuno, adesso il reddito di cittadinanza di Grillo è diventato un’idea originalissima. Nessuna idea nel mondo attuale ha valore se non è veicolata correttamente e se non è appetibile al pubblico/elettore

  12. massimo prc milano Says:

    Carissimo Ramon ho potuto solo oggi per motivi di lavoro leggere il tuo scritto, molto bello argomentato e sopp lucido nell’analisi politica sono veramente orgoglioso di avere dei dirigenti come anche tu dici probabilmente non il migliore del mondo, ma seri e sopp. affidabili sia nelle convinzioni che nella pratica di partito. In altri partiti probabilmente si sarebbero accordati per dei posti come si dice avere delle poltrone e avrebbero fatto la loro carriera. Per questo anche nella enormità e complessità della situazione continuerò a militare orgogliosamente nella nostra RIFONDAZIONE COMUNISTA sapendo benissimo che dovremmo rinnovarci e migliorare e di questo ne sono convito che ci riusciremo a risolvere i problemi del paese e rilanciare il nostro progetto. Perchè se riescono in altri paesi dell’Europa per quale motivo non dovremmo farcela anche noi, forse il cammino sarà più lungo e arduo ma penso che riusciremo ad arrivare al nostro traguardo.
    ps.
    Se in America latina sono riusciti a uscire da situazioni ben peggiori delle nostre dove li in gioco c’era la propria vita allora ci riusciremo anche noi.
    hasta siempre compagnero

  13. durita Says:

    queste elezioni la sinistra le ha perse. queste elezioni cambiano il quadro e non sono convinta solo in peggio. I partiti di sinistra tutti sono stati sconfitti, è un fatto. Aggiungo una volta ancora. Cambiare i gruppi dirigenti non è certamente la soluzione ma è mettersi su una strada giusta. E’ evidente che chi di sinistra ha votato grillo e sono tanti, lo ha fatto anche per questo. Non vuol dire che bisogna necessariamente passare la mano ai giovani ma ad altri ed altre, sì. E’ un dovere, è un atto di umiltà, è uscire da vecchie logiche logaranti, è un modo per resistere provando a dire “cose vecchie” con un “vestito nuovo” e “trovare cose nuove” “conservando qualche vecchio vestito”.

  14. Fabio rosica Says:

    brava “durita”, finalmente leggo qualcosa di nuovo! meno male! finora solo blandi “mea culpa” conditi dai soliti, stantii, “…però continuiamo così…”!!!

  15. caro bruno, condivido totalmente l’ispirazione di quel che dici. ma tieni conto che una comunità virtuale non esiste. gli zapatisti sono comunità indigene insediate territorialmente. tuttavia ormai da anni noi diciamo che bisogna costruire mutualismo e solidarietà diretta. e che questo è un lavoro altamente politico. ovviamente c’è chi pensa che un partito debba occuparsi di “parlare” delle lotte e di elezioni ed alleanze si o alleanze no. ci vorranno molti anni ma alla fine si capirà che è solo il lavoro sociale e la solidarietà concreta, oltre che le lotte in senso stretto, a cambiare le idee nella testa della gente. e che in una campagna elettorale si può al massimo raccogliere quel che si è seminato col lavoro sociale.
    e comunque non così lontano dall’italia ci sono esperienze interessantissime. magari indagate dal new york times. ma non dal manifesto che scrive paginate sulle dietrologie e sui corrucciamenti della fronte di questo o quel leader.
    per esempio in andalucia c’è un paesino che vive come una vera comunità, dove tutto è in comune, dove tutto si decide con la democrazia diretta, dove c’è il pieno impiego, ecc ecc
    il paesino e marinelada. il sindaco è juan manuel sanchez gordillo. che è anche deputato regionale per izquierda unida. appartiene ad un partito nazionalsta andaluso di sinistra i cui militanti, come quelli del partito comunista, sono iscritti ad izquierda unida.
    ti metto il link di wikipedia es. dove puoi trovare molte cose

    http://es.wikipedia.org/wiki/Juan_Manuel_S%C3%A1nchez_Gordillo

    interessanti. ti segnalo, per esempio, la sua intervista al giornale locale riassuntiva di molte cose.

    http://old.kaosenlared.net/noticia/juan-manuel-sanchez-gordillo-alcalde-marinaleda-soy-comunista-como-cri

    un abbraccio

  16. cara noia (o caro noia?), mi sembri abbastanza confuso.
    sul voto “utile” a grillo ho già detto e ridetto, prima e dopo le elezioni. e anche se so perfettamente di essere controcorrente non mi si farà certo cambiare opinione dicendo che la tua posizione è “senso comune” e che il M5S “tiene”. proprio mentre scrivo grillo smentisce che appoggerà un governo ma dice che voterà le giuste riforme elettorali. quali? purtroppo io prevedo esattamente quel che tu paventi. vedremo che succederà. ed ovviamene io mi auguro con tutto il cuore di sbagliarmi. come mi auguro ed anzi in parte prevedo che gli eletti prima o poi dovranno verificare di avere idee e posizioni tanto diverse da essere contrapposte. ma io il mio giudizio l’ho fondato su scritti e atti. non su suggestioni totalmente interne alla logica stretta del sistema maggioritario. se si vota “utile” nel senso che dici tu si vota anche come il maggioritario vuole. non per qualcosa e per qualcuno ma per chimere e contro qualcosa e qualcuno. ma anche questo l’ho detto fino alla noia.
    quel che dici sul partito è né più né meno quello che dice il pcl. che poi tu insulti. come insulti tutti con uno stile tipico del più ottuso settarismo. sono tutti impresentabili, traditori, ridicoli, tragici. tranne te. sul mutualismo ecc ho scritto appena più sopra.
    leggi, studia, informati. vedrai che il sindaco di marinelada che è certamente molto radicale e comunista, sta in izquierda unida con i militanti del pce e con molti altri. e se ha divergenze per esempio sul formare o meno un governo col psoe e questi viene deciso da un referendum fra gli iscritti ad izquierda unida non fa una scissione con il suo piccolo partito ma si attiene alla decisione presa dalla maggioranza. se izquierda unida non vuole fare certe azioni sociali e di protesta il suo partito le fa per conto suo. ma non dice che chi non le fa è un traditore e un venduto. come gli altri rispettano le sue pratiche e non gli dicono che è un estremista irresponsabile.
    ma far capire questa banalità in italia è difficilissimo. sia perché il sistema elettorale spinge e vuole che la sinistra si divida all’infinito. e anche perchè molti militanti hanno portato il cervello all’ammasso e discutono come nei talk show facendo a gara a chi la spara più grossa. e proponendo soluzioni miracolistiche.
    ciao

  17. e bravo fabio rosica! noi dobbiamo nascondere le idee giuste per non turbare i sonni dei lavoratori che hanno paura che l’immigrato gli porti via il posto e che gli sposi la figlia. ma basta? eh no che non basta. perché con la crisi poi si deve dire che l’immigrato che lavora deve essere cacciato per far posto all’italiano disoccupato. e poi che il figlio maschio dell’italiano scopi pure la figlia dell’immigrato ma che non la sposi. e così all’infinito.
    qui non si tratta di essere furbi o meno.
    si tratta di essere persone civili e umane prima ancora che di sinistra o comuniste.
    noi difendiamo i lavoratori. sempre al primo posto del nostro programma e delle nostre pratiche ci sono i lavoratori.
    per altro se i lavoratori sono divisi da questioni di etnia, di lingua, di religione ecc sono più deboli, non più forti.
    i diritti degli immigrati, anche quelli più puramente civili, sono al 99 % diritti di lavoratori. e difendere il diritto dell’immigrato è difendere e costruire l’unità dei lavoratori.
    e in ogni caso il sistema politico e massmediatico a noi ci ha sempre giocato uno scherzo. questo si molto furbo.
    se tu scrivi un programma al 90 % sull’economia e sui diritti dei lavoratori, se nella tua pratica sociale il 90 % del tuo lavoro politico è su questo, ma poi ti invitano a tre talk show e ti fanno domande solo sui diritti dei gay e degli immigrati, la gente pensa che tu ti occupi solo di quelli. vorrei farti notare che se anche noi facessimo i furbi come vuoi tu, gli stessi talk show direbbero che siamo comunisti e “quindi” razzisti ed omofobi.
    se hai il sistema contro fare i furbi significa scappare e farsi prendere alle spalle. e se vuoi nella tua vita scappare e perdere la dignità fallo pure. noi non lo faremo mai.

    ciao

  18. le altre risposte più avanti.

  19. Fabio rosica Says:

    hai afferrato il concetto, ma nn dimostri quella “reattività” che auspicavo…evidentemente solo Berlusconi ha capito come sono fatti gli italiani…tafazzi forever caro Ramon…sarà per la prossima vita…forse!…

  20. (Noia al maschile) Allora non ci siamo capiti. Il senso comune lasciamolo ad altri. Ho solo detto che il voto a Grillo era l’unico strumento per creare contraddizioni nel PD (mi sembra che questo stia avvenendo, e’ sotto gli occhi di tutti). Non mi fido certo di Grillo e casaleggio! Ho detto solo staremo a vedere. Sul razzismo hai perfettamente ragione, nulla da ridire. Quando io sento gente che fa discorsi razzisti gli dico odia i padroni, non i suoi schiavi.
    Beh sul pcl, ho appena detto che sono contro il comunismo atomico. Ma permettimi anche di dire. Io sono uno scienziato e sono abituato a ragionare in base alla verifica empirica dei fatti, e su questi in questi ultimi 20 anni ne abbiamo tanti… Conosco a fondo (come te) tutte le sfaccettature della sinistra, in particolare quella PRC e ‘movimentista’ . Ho visto per anni in rif un gruppo dirigente inadeguato (non uso il termine traditore, sarebbe sbagliato ed ingeneroso). Si puo’ dire che Fausto Bertinotti e’ stato la rovina del partito e che se nello stesso qualcuno avesse detto molti piu’ NO forse ci troveremmo in migliori condizioni? Per carita’, sono inadeguato anch’io, ma almeno non ho detto tutte le cazzate che ha detto ‘Fausto’. Infatti la gente che lo votata lo odia e’ cosi’! Mi parli di IIzquierda . Conosco la storia del sindaco ribelle (tanto di cappello). Il punto e’: pensiamo di costruire Izquierda unida con cose tipo Rivoluzione civile? Sebbene per me Izquierda non sia il max (ma magari ci fosse in Italia, non voterei certo grillo!), la strada di Riv civ non porta alla izquierda italiana. In italia c’e un problema di ceto politico, in prevalenza di provenienza ex PCI, area Manifesto che ragiona sempre allo stesso modo che ha sempre impedito il costituirsi in Italia di una sinistra di classe autonoma. Io sono convinto che la politica seguita da rif Betinottiana fin dal 1994 non e’ stata mai fino in fondo autonoma dal PD, e i risultati si vedono. IZquierda unita ha avuto una profonda crisi qualche anno fa ma si e’ ripresa (dopo anche qualche scissione) con una politica chiaramente in contrapposizione al PSoe e si e’ ripresa anche elettoralmente. Dimmi, come hai giudicato il proporsi di Ingroia a ministro? Eh dai… Poi in Italia c’e’ un problema gigantesco, che a mio avviso e’ il problema dei problemi, la CGIL. Praticamente la maggioranza ha cambiato lo statuto blindandosi (questi si traditori infami). IL signor Landini si da’ alla politica con SEL, facendo un patto di non belligeranza con Camusso. Infatti la sua Fiom fa solo ricorsi alla magistratura, gli scioperi sono drasticamente diminuiti…Possiamo denunciare tutto questo? Che ne pensi della posizione al riguardo di Cremaschi? Su tutte queste questioni essenziali per la ripresa del conflitto di classe, che mi dici? Che dice Ferrero? Va tutto bene… Possiamo star qui a discutere 1000 anni sulle Izquierde e compagnia ballando, ma se in Italia non riprende un conflitto sociale (non parliamo di insorgenza, quella al momento e’ purtroppo un miraggio) sul terreno della riconquista del potere d’acquisto dei salari, la sola parola sinistra e’ priva di significato. In spagna non c’e’ questo problema sindacale anche perche’ i sindacati sono molto piu’ piccoli. In Grecia c’e’ il PAME…Se in Italia non si affronta il nodo sindacale in modfo radicale facciamo solo cabaret.
    Per quanto riguarda rif com, purtroppo e’ morta nella testa della gente, troppo e’ stato il danno fatto da berti e dai berti Boys (do you remeber Migliore e soci? A te piacevano molti, io ci litigavo sempre…). Forse la cosa da fare sarebbe sciogliere rif comunista e trasformarla in un movimento comunista (dove la parola rifondazione scompare, troppo legata all’infausto fausto), come lo e’ stata ai suoi albori, e da li iniziare un processo di riaggregazione di forze comuniste ma anche solo antagoniste. Sicuramente a tale progetto sarebbero interassati molti compagni (me incluso), potrebbe riguardare i sindacati rossi esterni alla CGIL, una parte combattiva della FIOM e una parte non corrotta (da SEL dal PD) del cosiddetto movimento antagonista. Non ci sono scorciatoie miracolisctiche (vedo che hai ripreso la mia espressione di un post precedente) ma una lunga marcia nel deserto, ma almento marciamo nella direzione. Rispondimi Ramon, o ti boccio comi i miei stuidenti ! Ciao

  21. caro luca occhionero, grazie per il commento.
    lo sport di cui parli è molto diffuso. nel paese e anche a sinistra. ed è figlio esattamente della politica spettacolo. se si vota per il leader, o contro berlusconi, o per fare dispetto a qualcuno… se nella campagna elettorale si parla solo di “alleanze” come si parla di muovere le pedine nel risiko e dell’ultima frase sentita dal leader in tv, magari totalmente estrapolata dal contesto, e si disquisisce di “marketing” elettorale (come fa qualcuno anche qui) succede che ci sono militanti che pensano che gli enormi problemi che ha la classe, la sinistra e noi, si possano risolvere cambiando il laeder, o “mettendo facce nuove e giovani”, o facendo risse su facebook, o cercando capri espiatori, e chi più ne ha più ne metta.
    è esattamente quello che succede ai tifosi di calcio che lunedì al bar hanno ognuno la formazione che avrebbe vinto, l’allenatore da esonerare, il grande acquisto da programmare, l’arbitro da insultare. proprio esattamente nel senso letterale del termine.
    solo che la politica ridotta a spettacolo e l’impegno ridotto a “tifo”, anche se si tuona contro il capitalismo, contro il pd, contro tutto e tutti, non è altro che la politica così come la concepisce il sistema per il “pubblico”. ci sono ottime persone, perfettamente in buona fede, che credono di essere impegnate ed informate, che non hanno nemmeno la più vaga idea di cosa voglia dire analizzare una realtà sociale. confondono i dati sociologici con l’analisi della società. confondono frasi fatte con l’egemonia della cultura dominante. non sono capaci di vedere la relazione fra sistema economico, politica, stato ed elezioni. parlano di alleanze senza sapere che la parola può avere dieci significati diversi e contrapposti.
    io penso che un partito debba cambiare un gruppo dirigente se e quando cambia linea politica.
    la discussione è aperta.
    dobbiamo rompere con tutti e dire che solo noi abbiamo tutte le ragioni e presentarci soli alle elezioni?
    dobbiamo tornare sui nostri passi e ricollocarci dentro il centrosinistra?
    allora è giusto e logico cambiare gruppo dirigente.
    dobbiamo continuare a cercare di unire tutto quel che si può unire sui contenuti e al contempo mantenere in vita un partito comunista considerando le elezioni come un terreno ostile da affrontare con duttilità tattica?
    allora non dobbiamo cambiare il gruppo dirigente.
    qualsiasi gruppo dirigente commette errori ed ha limiti.
    ma se si confondono i dati oggettivi e le difficoltà oggettive come se fossero responsabilità del gruppo dirigente è facile cadere nell’errore illusorio di pensare di cambiare la realtà attraverso l’elezione di un altro gruppo dirigente.
    ovviamente non si deve mai autoassolversi e nemmeno, pur elencando le difficoltà oggettive, sottovalutare i propri errori.
    ma far finta che un altro gruppo dirigente avrebbe ottenuto l’unità di tutta la sinistra d’alternativa e conquistato un buon risultato elettorale è quanto di peggio si possa fare.
    non perché si mette in discussione chissà quale potere del gruppo dirigente, bensì perché è una fuga dalla realtà.
    insomma io auspico, e mi batterò per questo, che la discussione che faremo tutti insieme nelle forme che decideremo tutti insieme sia seria, non superficiale e soprattutto produttiva.

    ciao e un abbraccio

  22. Ciao Ramon,
    alla tua domanda siamo morti. La mia rispota e si siamo morti
    non solo per il risulato uscito dalle urna ma per il semplice motivo
    che questa gruppo di dirigenti non è riuscita a recuperare un solo voto dei compagni comunsti allontanasi dalle urne con l’ esperienza Arcobaleno, questo è per me il vero fallimento.

    Saluti Ermo

  23. Fabio rosica Says:

    bravo Ermo, finalmente qualcun altro, oltre al sottoscritto, che ha il coraggio di scrivere la verità e basta! e che cavolo! un abbraccio di cuore!

  24. giovanni Says:

    Cari Ermo e Fabio,
    prescindendo dal concetto di morte che è un prodotto della cultura e della storia così come tutto quello che riguarda le umane vicende,il punto è se i comunisti devono morire( in senso storico) è bene che questo avvenga.Il punto è cosa possa nascere per garantire un pensiero capace di generare trasformazioni reali della logica capitalista e neoliberista. Se il progresso (inteso come processo di liberazione dell’umanità) necessita della morte del comunismo ben venga. I diversi errori e anche fallimenti dell’articolazione del modello comunista o del socialismo reale dimostrano che una cosa nuova che nasce con tutte le sue buone intenzioni ha sempre qualcosa di vecchio(di quello che si voleva abbattere) al suo interno.Forse la stessa cosa capita a voi , a me ed anche al tentativo di rivoluzione civile ed ai prossimi non ancora avvenuti tentativi. Animo dunque perchè i dirigenti sono essi stessi il prodotto di questa condizione.Essere delusi è più che giustificato ma non giustifica aggiungere ulteriore ingiustizia a quanta già diffusa a piene mani dalla condizione storica.
    Con rispetto

  25. Fabio rosica Says:

    perdonami Ramon, ma la tua risposta, x quanto precisa, risulta ancora eccessivamente criptica. ci sono ancora troppi compagni, in giro, a cui, se provi a parlare di abbandonare definitivamente l’idea di “falce e martello”, ti iniziano a guardare come un fascista sovversivo e, se ti va bene, rispondono che certe cose “…solo il segretario potrebbe permettersi di dirle…”! personalmente ritengo che il comunismo, in Italia, sia idealmente rimasto vivo solo grazie a Berlusconi che lo cita ogni 4 parole, altrimenti anche da noi, e da parecchio, staremmo vivendo un “normale” rinnovamento della sinistra socialista con caratteristiche “europee” e moderniste più consone alla realtà con la quale quotidianamente dobbiamo confrontarci. silvio é riuscito ampiamente nell’ intento di conficcare nelle menti degli italiani l’assioma comunista=brutto e cattivo…che ci piaccia o no, ha vinto lui sotto questo aspetto, grazie ai media, barando, mentendo, tutto quello che vuoi, d’accordo, ma…HA VINTO LUI!! e allora, una buona volta, la vogliamo smettere di mostrargli il petto per immolarci al grido: “spara se hai coraggio?”…perché, cari compagni, che si sappia ufficialmente, lui, questo coraggio, ce l’ha…e spara, oh se spara!…

  26. Mamma mia come ragionate male! Pensate il povero Lenin nel 1916 con il mondo dilaniato e il suo partito con 200 iscritti, doveva suicidarsi! altra genia di comunisti. Cio’ che sta mancando e’ proprio la cosiddetta socialdemocrazie e similari perche’ non puoi sottrarsi al nuovo centro di comando europeo in costruzione (guardare esempio PASOK). Mi piacerebbe sentire Ramon cosa ne pensa del mio post precedente (questione sindacale, scioglimento rif in mov comunista). Cambiare nome e rinnovare gruppo dirigente ovvio che non risolve i problemi, chi e’ cosi scemo da pensare una cosa simile! Ma sicuramente inverte la tendenza al declino e rimette la barca nella direzione giusta per la lunga navigata che dobbiamo fare. Liberarsi dalle scorie bertinottiane e la precondizione assoluta.

  27. caro Ramon,

    ho recuperato un po’ di energie fisiche e mentali rispetto al day after in cui scrivevo di non avere le forze per sostenere un congresso.
    E condivido molto quanto da ultimo scrivevi nella risposta ad un commento di lucaocchionero.

    Se la linea seguita era giusta, nel complesso, non c’è bisogno di stravolgere il gruppo dirigente né soprattutto, aggiungo, c’è assoluto bisogno di un congresso anticipato.

    Il punto è che dagli interventi della direzione che sono arrivato a leggere, mi pare si profilino opzioni troppo diverse per poter evitare una discussione lacerante (come purtroppo sono stati quasi tutti i congressi del Prc che io ricordi).

    Oltre all’opposizione “di sinistra” che coerentemente chiederà un cambio di linea, mi pare ci sia una parte del partito che dica sostanzialmente che ci abbiamo provato, ma uno spazio alla sinistra del Pd non c’è e che il Prc può essere un ostacolo ad un processo di riaggregazione a sinistra.

    Il deja vu col 2008 sta diventando insopportabile, insomma.
    Contando anche le purtroppo il partito non è nelle condizioni di allora, dopo 5 anni (e si sa cosa diceva qualcuno sulle storie che si ripetono…).

    Io non penso ci sia un problema di linea, anzi. Penso che la linea, soprattutto sul piano dell’iniziativa sociale, sia stata poco applicata.
    Penso tuttavia che l’equilibrismo con cui si è retto il partito finora debba cessare completamente di esistere. Non c’è più molto da “tenere insieme” in vista di una ricostruzione. C’è da dotarsi di uno strumento (il partito) più agile, dinamico e sicuro di sé, che su questa base concorra all’unità della sinistra di alternativa.

    Il nodo del rapporto col centrosinistra, insomma, va sciolto definitivamente.

  28. cara ursula, è anche tempo di sfoghi, quindi non ti scusare.
    poni temi interessanti. rispondo il più sinteticamente possibile.
    1) in questo sistema non siamo noi a decidere quali sono i messaggi che vogliamo “veicolare”. la politica spettacolo e bipolare, e soprattutto le elezioni, hanno una loro logica. se il tuo messaggio è un contenuto sociale ed entra, anche suo malgrado, nel gioco dello scontro fra poli contrapposti, i mass media lo esaltano. altrimenti te lo fanno dire, quando va bene e poco, per poi farti mille domande che non c’entrano, a cominciare dal voto utile, da chi sarà il ministro, e così via.
    ti faccio due esempi così ci capiamo meglio. spero.
    se sei in coalizione con altri i mass media prendono un tuo contenuto che può essere “scomodo” per la coalizione e lo mettono in evidenza. ma mai ti permettono di approfondire il discorso sul contenuto, perché ti chiedono se per il contenuto farai cadere o meno il governo. e così il contenuto appare come un tuo espediente per poi far cadere il governo o per avere più posti in cambio della rinuncia al contenuto. il contenuto è così ucciso.
    se stai fuori dalla coalizione il tuo contenuto lo trasformano in uno slogan irrealizzabile, lo descrivono come una cosa estremista,.
    facciamo un esempio concreto. l’ici.
    noi da quando è stata introdotta questa tassa infame sulla prima casa ci siamo battuti contro. dentro e fuori le istituzioni. nessuno ne ha parlato. è bastato che berlusconi proponesse la sua abolizione ed il tema è entrato di prepotenza nella contesa. non perché fosse una proposta giusta o sbagliata, bensì perché poteva far vincere la coalizione di berlusconi. punto.
    al governo noi abbiamo ottenuto di ridurre fortemente l’ici sulla prima casa. ma il “merito” è stato di tutti e soprattutto di prodi. mentre ogni volta che noi andavamo in tv ci chiedevano sui contenuti che potevano far traballare il governo. ma senza mai approfondire un bel niente. solo per citarli e passare al: ma farete cadere il governo? poi è venuta l’imu. l’hanno votata tutti tranne l’idv. ma il tema non era l’imu, bensì lo spread. se non c’è il sacrifico vuol dire che andrà peggio. poi berlusconi ne ha fatto l’uso che sappiamo. ma gli è stato risposto che era populista. idem per grillo.
    ecco, ovviamente ho semplificato. ma se ci rifletti vedrai che quando tu fai una lotta poi trovi che gli stessi con i quali l’hai fatta, e parlo di semplici cittadini, quando vengono le elezioni non votano per chi condivide con loro esattamente il contenuto di quella lotta, bensì per “non far tornare berlusconi” o per far vincere chi magari non ci darà tutto ma almeno un po si. e oggi per chi dice protesta e mandali a casa tutti.
    ho tentato più volte di spiegare come il sistema politico bipolare, e quello mass mediatico conseguente, sia impermeabile ai nostri contenuti.
    inoltre se gli stessi contenuti appaiono essere proposti da più parti diventano inutili al fine di determinare il voto.
    per esempio l’acqua. la non privatizzazione la propone grillo, rivoluzione civile e il centrosinistra. il centrosinistra con un imbroglio che sono sicuro di aver dimostrato con il precedente articolo. ma nessuno ha chiesto a vendola o a bersani conto di quel che hanno scritto sull’acqua. e soprattutto nessuno ha smascherato l’imbroglio. cosa che un giornalista serio dovrebbe sempre fare. anche perché non ci voleva poi molto. mentre a loro è sempre stato chiesto se avrebbero fatto il governo con monti o meno. a noi non l’hanno mai chiesto una sola volta. e grillo è stato trasmesso in diretta, e commentato fino alla nausea, ma quasi sempre sul tema dei partiti come male di tutti i mali, sugli insulti e così via. eppure il popolo italiano ha votato con un referendum una cosa chiarissima. quindi non stiamo parlando di un tema utopistico o estremistico.
    siamo stati noi a raccogliere il maggior numero di firme per quel referendum. qualcuno lo ha detto o se lo ricorda?
    il M5S prende i voti dei cittadini che si sentono traditi sull’acqua perché votano contro chi li ha traditi sull’acqua. non perché sia la lista più coerente e attiva sull’acqua.
    insomma, cara ursula, un simile problema non si supera con una migliore comunicazione. con più organizzazione o con altre cose così. purtroppo. perché altrimenti sarebbe più semplice risolvere il problema. ed è su questo che vale la pena di ragionare e riflettere.
    sul partito hai diverse ragioni. ma da tempo c’è scritto nei nostri documenti che il partito non esiste per partecipare alle elezioni, bensì per lottare, organizzare solidarietà, e dal basso ricostruire la coscienza di classe e la partecipazione democratica. le elezioni sono una cosa importante ma non la principale. non si può illudersi che il sistema che ho descritto sia un terreno congeniale per tradurre il lavoro sociale in consenso e forza istituzionale per fare leggi coerenti con le lotte. quando c’era il proporzionale era così. la gente votava pci anche se sapeva benissimo che non sarebbe andato al governo perché nel parlamento il pci avrebbe anche dall’opposizione conquistato leggi e cambiato la condizione materiale e aggiunto diritti. ma senza le lotte il pci non avrebbe mai potuto in parlamento conquistare un bel niente.
    oggi alla crisi economica e sociale si evidenzia una crisi del sistema politico. il gioco non regge più.
    per questo bisogna non arrendersi ed insistere sull’unità di tutti quelli che condividono i contenuti sociali e un’idea di democrazia effettivamente partecipata. altrimenti il voto di protesta sarà usato per blindare ancor più il bipolarismo. e dai partiti della seconda repubblica si passerà definitivamente ai partiti della terza dove conteranno solo le persone potenti e dove il sistema elettorale sarà disegnato sugli individui e su nessuna partecipazione collettiva.

    un abbraccio

  29. caro gustavo, la risposta ad ursula vale anche per te.

    ciao

  30. grazie massimo, siamo d’accordo.

    allora diciamo hasta la victoria siempre!

    senza victoria è un saluto per i defunti.

    un abbraccio

  31. cara durita, siccome io dal 2008 non ho più voluto avere incarichi esecutivi e non sarò mai più candidato a nulla posso dirti con la massima chiarezza e senza che nessuno possa vedere nelle mie parole alcun opportunismo che:
    1) un gruppo dirigente si cambia se si cambia linea politica. detto questo si può e si deve rinnovare e soprattutto cambiare l’organizzazione e molte altre cose ancora. compatibilmente con le forze che si hanno e con i mezzi che realisticamente si possono usare. io non so vedere altra linea che quella di essere antagonisti al sistema, di unire tutti quelli che sono d’accordo su contenuti antagonisti, e di lottare per superare il bipolarismo e la sua logica.
    2) se dietro al “cambiamento” del gruppo dirigente si sottende (e non credo sia il tuo caso) il cambiamento di linea politica o l’abbandono di giusti contenuti perché impopolari allora è un altro paio di maniche. quindi la formula che tu usi sui vestiti nuovi e vecchi per quanto suggestiva ed apparentemente ottima non risolve affatto il problema.
    3) sono decenni ormai che ad ogni sconfitta la discussione verte esattamente sul nuovo e sul vecchio. ed ogni nuovo apparso sulla scena è sempre stato peggio del vecchio. se c’è una cosa veramente logorante è discutere sul nuovo e sul vecchio invece che sui contenuti reali.

    come vedi il signor rosica che ci dice che dobbiamo non spaventare i lavoratori con i diritti degli immigrati si dichiara d’accordo con te. tu lo sei con lui?
    ecco un esempio di come il vecchio e il nuovo non siano categorie adatte a discutere seriamente.

    un abbraccio

  32. egregio fabio rosica, che berlusconi rappresenti veramente una parte importante del paese non c’è dubbio. ma non capisco perché noi dovremmo fare come berlusconi. anche mussolini rappresentava il paese. ma forse aveva ragione chi rischiava la galera e la vita ed era percepito dal popolo come un nemico o, nella migliore delle ipotesi, come un pazzo.
    ciao

  33. Caro Giovanni,
    se vai per metafore sulla morte ti posso addolcile la pillola il PRC è clinicamente morto oppure IL PRC attualmente è in coma farmacologico scegli tu, ma il risultato elettorale non cambia.

    come dici tu
    il punto è se i comunisti devono morire( in senso storico) è bene che questo avvenga.

    Forse non ti sei accorto che PRC accettando di far parte di RC ha
    sentenziato la sua morte. Come dice Pietro ha usato la parola comunista più Berlusconi che Ferrero. Errore madornale è che
    PRC continua a credere di essere la forza comunista più rappresentativa italiana quando numeri e risultati dicono altro.

    Aspetto risposta Ramon non per questo post ma per quello precedente
    forse ti puoi pure arrabiare perchè come ho letto in passato non ti piace
    tanto che chi commenta innescano dei battibecchi personali.

    Saluti Ermo

  34. caro noia, io ho cominciato a far politica a scuola nel 69. e non riconoscevo l’autorità degli insegnanti. con bernard show dicevo: ma che scuola è questa nella quale non sono gli studenti ad interrogare i professori bensì i professori ad interrogare gli studenti?
    quindi bocciami pure.
    battute a parte questa volta dici molte cose sulle quali sono d’accordo. diciamo che sono d’accordo sull’ispirazione ma non sulle semplificazioni delle risposte che dai.
    e allora dai, discutiamo, e vediamo se ci capiamo meglio.
    1) tu pensi che il voto sia utile per creare contraddizioni al pd? in parte hai ragione. ma attenzione, perché pensare questo è collocarsi totalmente dentro la logica del sistema elettorale vigente. una cosa è che forti movimenti di lotta travolgano governi e partiti e che ciò che sembrava impossibile ieri diventi possibile oggi. come in grecia, per esempio. e un’altra è che si evidenzi la crisi del bipolarismo e si indirizzi il corso delle cose verso forme ancor più autoritarie ed individualistiche. certo il pd non sarà più quello di prima dopo questa sconfitta. ma non basta dire vedremo. perché in parte è cosa ovvia e in parte è insufficiente. se il pd si spaccherà e ne uscirà la possibilità di una sinistra antagonista più forte ed unita avrai avuto ragione tu. se, invece, avremo turbolenze dentro il pd che lo sposteranno tutto ancor più su posizioni compatibiliste allora no. se ci sarà una legge proporzionale e introno a programmi e progetti nasceranno diverse aggregazioni avrai avuto ragione tu. se faranno una legge dove conteranno sempre più gli individui e i partiti nel senso costituzionale spariranno definitivamente avrai avuto torto.
    cosa fatta capo ha! io penso che il voto al M5S spinga in una direzione e tu dici, o speri, che spinga in un’altra.
    vedremo. appunto.
    2) sulle vicende passate di rifondazione ho scritto su questo blog fiumi di parole. io penso che bertinotti abbia grandi responsabilità. anche strettamente personali. e certamente il sottoscritto è forse quello che più no ha detto a bertinotti. minoranze a parte.
    ma io penso che oltre alla logica del bipolarismo che sempre ha alla fine oggettivamente contribuito a dividerci e a promuovere scissioni in tutte le due direzioni, la vera crisi sia stata dovuta ad un cambiamento di linea politica. al quale mi sono opposto con tutte le mie forze. parlo della non rottura col governo prodi, del nuovismo e dell’obiettivo del big bang della sinistra.
    sul concetto di movimentismo ecc ho scritto anche troppo. permettimi di non ripetermi. non senza dire che hai ragione sulla fiducia che riponevo nei giovani comunisti. del resto anche su questo ho scritto che essendo stato un gravissimo errore di valutazione, non sulle persone o solo sulle persone, non è perdonabile. uno dei motivi per cui ho scelto di non stare più in prima fila è questo.
    3) sul sindacato, manifesto ecc dici cose del tutto condivisibili. ma se non le intrecci con la politica separata e con i sistemi elettorali resta solamente una disputa quasi solo culturale e astratta.
    insisto nel dire che uno dei problemi principali che ha provocato e prodotto le dispersione e frammentazione del campo antagonista, che in altri paesi con alterni risultati è però sempre stato unito, è il politicismo e lo speculare settarismo. che con il sistema italiano diventano liste e partiti contrapposti invece che poli dialettici dentro le forze antagoniste, come in izquierda unida.
    il resto, se me lo permetti, sono cose secondarie. questa o quella cazzata detta da tizio caio o sempronio. questa o quella cosa giusta detto da tizio caio o sempronio.
    4) anche tu vuoi sciogliere e sogni nuove cose. altri hanno tentato di sciogliere e hanno proposto nuove cose di segni diametralmente opposto al tuo. come sel.
    io non voglio sciogliere un bel niente. voglio costruire l’unità sui contenuti, come è sempre stato nelle lotte e manifestazioni, in una aggregazione nella quale tutti possano stare come a casa loro. il principale impedimento a questo non è il pd. è l’idea che ci si definisca a partire dal rapporto col pd. che è il massimo di subalternità al pd, anche se mascherata da frasi scarlatte.
    se syriza avesse vinto le elezioni avrebbe detto al pasok: su questi contenuti vi sfidiamo a fare un governo insieme. e forse questo si avrebbe spaccato il pasok. e se no tutto sarebbe stato chiaro. mica avrebbe detto: abbiamo vinto ma siccome il pasok è traditore non proviamo nemmeno a realizzare il nostro programma. e tutto sarebbe stato più confuso e favorevole al pasok e alla destra economica europea.
    o no?
    5) noi ci proponiamo esattamente di costruire una aggregazione antagonista. ma se aggregazione deve essere non si può costruire rompendo quel poco che c’è. rivoluzione civile c’è stata nelle forme e nei modi possibili. non si tratta di perpetuarla così com’è. tanto meno nei modi e nelle forme, e nemmeno nel nome di ingroia. del resto l’idv se ne va, de magistris se ne va (a quanto pare). ma non saremo noi a produrre inutili divisioni e dispute.

    ciao

    ciao

  35. caro ermo, se fosse così semplice saremmo a posto.
    la cultura dominante dei talk show e dei reality show impera anche nella tua testa. non ti sfiora il dubbio che anche se si combatte nel modo migliore possibile si possa essere sconfitti? e che ci sono quelli che per “vincere” abbandonano principi e contenuti di lotta?
    ciao

  36. La sinistra e’ morta in questo paese? Direi proprio di si. E’ possibile ripartire e costruire un nuovo movimento comunista che aggreghi forze militanti come quelle sindacali a sinistra della CGIL (e altre ovviamente)? Direi proprio di si! La precondizione e’ abolire il solo termine rifondazione, troppo legata ai berti boys…Il gruppo dirigente avra’ la forza di cambiare direzione di marcia invece di mimetizzarsi in improbabili scatoloni (bidoni)elettorali? Se chiedevi alla gente che ne pensava di RC, tutti dicevano che era un paravento per riciclare vecchi tromboni(diliberto, di pietro, bonelli…), e vagli a dar torto! ANZI VE NE DICO UNA. Da fonti personali (‘conoscenti che lavorano li…)so che IL SIGNOR INGROIA SI E’ PRESENTATO PRIMA DELLA CHIUSURA DELLE LISTE AL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA DICENDO: QUALE E’ LA LOBBY PIU’ FORTE QUI’? GLI E’ STATO RISPOSTO: LA POLIZIA. INGROIA HA SUBITO REPLICATO: ALLORA STO CON LA POLIZIA! Questo mio conoscente (di sinistra) era atterrito dicendo, col cazzo che voto uno cosi’!). Ecco, questo signore e la masnada di guizot presenti in quella lista ci e’ stata presentata come lista di sinistra! Basta prendere per i fondelli la gente! Basta con gli sfigati e le dichiarazioni patetiche tipo ‘il comunismo e’ morto’ che ci possiamo fare! Ma voi siete i morti! Che sia la gente ‘normale’, che non ha nulla da perdere, a riprendere in mano il proprio destino e combattere nella societa’. Lasciamo al loro destino i piagnucolanti e le vedove della sinistra sinistrata. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate.
    PS: ho provato a postare questo nel sito di rif com, ma stranamente non e’ stato incìviato. Mah!

  37. grazie giovanni, come sai io sono totalmente contrario all’idea di scappare dai problemi. e mettersi a sciogliere, dichiarare finita un’esperienza e addirittura il comunismo, è scappare dai problemi.
    il tuo post ha aiutato a fare chiarezza. grazie

    infatti…..

  38. caro noia, non ti accorgi che l’accusa che rivolgi a rosica riguarda anche te?
    i partiti non si fanno a tavolino, e le scorie (ma quali? per esempio rompere col governo prodi nel 98 è una scoria da eliminare?) non si eliminano cambiando nome. e non ci si protegge dagli effetti reali dei rapporti sociali con espedienti nominalistici o organizzativi. tanto meno tracciando confini invalicabili in tutte le direzioni, contro il comunismo atomico, contro landini, contro ingroia, contro chiunque non la pensi esattamente come te.

    ed infatti, caro noia, insulti e scadi nel più bieco pettegolezzo. ti erigi a rappresentante della gente “normale”.

    ma per fortuna fuori da internet, dove si discute così, si ragiona di più.

    ciao

  39. caro antonio, io invece penso che qualsiasi discussione si faccia debba essere senza lacerazioni. e senza equilibrismi privi di contenuti. io in direzione c’ero e non ho sentito nessuno dire che il prc è d’ostacolo a una aggregazione di sinistra o che bisogna andare nel centrosinistra.
    se facessimo una discussione così semplicemente faremmo esattamente quello che il copione scritto dal sistema elettorale prevede per noi.

    e non la faremo. spero. e comunque mi batterò in questo senso.

    un abbraccio

  40. Caro Ramon,
    sono deluso dalle tua risposta

    la cultura dominante dei talk show e dei reality show impera anche nella tua testa.

    Per tua informazione devo farti notare che li odio sia per basso livello di cultura e modi volgari di chi vi partecipa.
    Sono profondamente deluso della tua risposta che la considero offenzivo e generico.
    Buona Fortuna per il vostro progetto.

    Tolgo il disturbo.
    A

  41. Caro Ramon, vedo proprio che non ci si intende! Il mio non e’ solo pettegolezzo ma e’ indice di dove siamo andati a parare…Forse ti sfugge la differenza tra condizione necessaria e condizione sufficiente. In mio ragionare nei post precedenti era sulle condizioni necessarie, ma e’ ovvio che non basta. La lista di RC e’ stata percepita (ed era cosi) come una lista furbesca per far rieleggere certi dinosauri. Ora puo’ essere che io sia stato morso dal morbo del populismo piu’ bieco, ma un minimo di verita’ ci sara’ pure in questo ragionamento! Rif fece cadere (giustamente) Prodi ma nelle intenzioni di fausto per governare con d’alema, che gli ha dato il ben servito. Queste cose le conosco perche’ le ho vissute conoscendo bene il partito e quelli che erano molto vicini a Fausto (Fratoianni, migliore, peppe…) Io ti ho detto poi quello che secondo me bisogna cominciare a fare con il prox congresso di rif. Tu puoi dirmi quello che vuoi, che sono poco intelligente e non capisco di politica, a me non interessano le offese personali (ho un alta considerazione di me stesso e il mio quoziente intellettivo e’ piuttosto alto), voglio solo capire se c’e un modo collettivo per uscire dalla crisi, e secondo me c’e’ (ma di lunga lena, chiaro). Rispondimi su questo, sulla questione sindacale. E non le solite cose tipo bisogna tornare nei territori come se vivessimo su marte. La questione sindacale e’ la questione fondamentale in Italia. La riforma in senso autoritario della CGIL e’ stata la prima vera tragica riforma istituzionale di questo paese. Non capirlo e’ da irresponsabili.

  42. caro ermo, mi spiace che tu ti offenda così facilmente. ma dire che siccome si è pronunciata meno la parola comunista si è perso. o dire che basta cambiare il gruppo dirigente per riconquistare i voti comunisti che non votarono la sinistra arcobaleno, è dire cose superficiali e indimostrate. esattamente come si possono dire cose analoghe nei talk show o al bar parlando di calcio.
    io sbaglierò, ma cerco di fare analisi aderenti alla realtà e ragionamenti. mica mi offendo se ciò che dico e scrivo non viene nemmeno preso in considerazione e si discute qui come si fa su facebook. a suon di invenzioni, insulti, iperboli.
    non capisco perché tu puoi risolvere con due frasette i giganteschi problemi che ci sono e io non posso, dopo avere tentato di argomentare a lungo e nel mentre rispondo, come è mio costume a tutti, dirti che a mio parere discutere così è esattamente nello stile superficiale della politica spettacolo.
    ciao

  43. giovanni Says:

    Caro Ermo, e in genere ai partecipanti
    il tema su cui si discute è un argomento troppo delicato e rilevante per poter essere affrontato con poche battute. La morte è una realtà materiale ma anche una condizone culturale di rilevanza . Quando si dice che la scelta elettorale è la morte della sinistra e del comunismo ( o della proposta di sinistra nella sua componente comunista in italia) si dicono almeno due inesttezze in un colpo solo.Ma andiamo con ordine : l’obsolescenza programmata individua la morte progettata di un dato prodotto affinchè ci possa essere un flusso di ordini di acquisto maggiore.Il consumismo su cui poggia il modello produttivo progetta le cose perchè possano morire in un tempo “vantaggioso”per il produttore ,il consumatore è parte di questa programmazione di “morte” perchè destinatario della merce da distribuire e da ridistibuire. La produzione alimentare del modello consumista si basa sul modello che il 50% di quello che si produce deve essere buttato(salvo poi diffondere il concetto che siamo in troppi nel mondo e che il cibo non basta per tutti) nel frattempo milioni di persone muoiono per denutrizione o a causa dell’insufficente apporto nutrizionale che ovviamente favorisce epidemie e via dicendo. Per non farla troppo lunga e non fare torto alla erudizione su questi temi che certamente fanno parte del bagaglio di un comunista o di un militante di sinistra ,ecco che abbiamo sotto gli occhi la cultura di morte e la sua produzione su scala mondiale. La morte nonè una metafora è una condizione materiale e culturale di dominio e di sfruttamento!! Una scelta elettorale si può discuture ,criticare,persino irridere o insultare,MAI E POI MAI può determinare la fine di un idea e di un processo di organizzazione che nasce dalle condizioni materiali oggettive e dalle contraddizzioni che genera. Io non ho il verbo e forse non sono la persona più indicata per poter formulare una critica organica e ben strutturata delle ultime scelte elettorali di RC. Credo però che il tentativo di dare una strategia unitaria alla sinistra italiana alternativa al PD sia stato positivo al di la del risultato ottenuto. Credo che RC abbia fatto una scelta giusta nel dare il proprio contributo alla verifica di questa opportunità. I risultati sono stati quelli che sappiamo e certamente molto si dovrà discuter e analizzare ma i tempi che viviamo sono complessi e i percorsi per trovare soluzioni efficaci non fanno eccezzione sono parte entrambi di una stessa realtà-Qui il problema non è citare la parola comunista o farla brillare o urlarla come fosse un prodotto su una scaffalatura di un supermarket,qui il problema è capire come la cultura anticapitalista e antiliberista possa trovare le modalità politiche e culturali per poter essere uno strumento efficace di comprensione(prima)e organizzazione e trasformazione (poi) di una società più equa. Quanti di quelli che hanno votato M5s pensano di aver dato con il loro voto una risposta a questa domanda? Io non lo so ma se riusciamo a capirlo forse abbiamo già fatto un passo avanti per “morire “meno velocemente. Un caro saluto

  44. caro noia, tu confondi le tue opinioni o quelle di cerchie ristrette con l’opinione del resto del mondo. se credi che il popolo avesse quella opinione della lista rivoluzione civile ti sbagli. molti non sapevano nemmeno che c’erano i partiti dentro. e forse questo si ha sottratto dei voti. certo non molti. quello è l’argomento usato da vendola contro la lista, visto che non poteva certo confrontarsi con i contenuti.
    guarda: io prima delle elezioni ho scritto un durissimo attacco a sel.
    ne qui ne su facebook ne su altri siti dove l’articolo è stato postato c’è stato un solo post o commento per confutare il merito di quel che avevo scritto.
    a molti piace prendere le carte e giocare al solitario. ma come se non bastasse se il solitario non riesce barano e fanno finta di averlo completato. quelli di sinistra, e sono convinto che se parliamo di contenuti lo sono, che hanno votato pd sel o grillo barano con se stessi. fanno finta di non sapere. fanno finta che il gioco torni. ma non è così. gli resta solo di non essere più di sinistra o di barare a vita. e la prima è la più facile.
    tu, scusa la franchezza, oltre ad argomenti che meritano di essere discussi e approfonditi butti li delle iperboli e delle cose assolutamente infondate. ma è su queste che basi il resto del ragionamento.
    per esempio sulla crisi del primo governo prodi non sai di che parli. ma proprio non ne hai nessuna idea. e se qualche cretino ti ha dato delle “informazioni” vuol solo dire che ti fidi delle cazzate del primo cretino, non che hai informazioni serie.
    la vulgata diffusa a piene mani dai mass media, e ripetuta a pappagallo anche da molti militanti di sinistra, è che ci fosse un accordo segreto per far fuori prodi e mettere d’alema.
    ma non è così. a dire il vero d’alema avrebbe trattato con noi e ceduto su diversi punti che chiedevamo. tanto da andarsene all’estero quando l’assemblea dei parlamentari dell’ulivo decise di dirci no a tutto. fu prodi a cedere a parole nel 97 (promettendo anche la riduzione dell’orario di lavoro) e poi preparandosi un’altra maggioranza quando avrebbe rotto con noi. la maggioranza gli mancò per un voto. che se l’avesse avuto sarebbe andato avanti con l’ingresso del partito di cossiga nella maggioranza.
    se permetti c’ero e qualcosa ne saprò.
    ma non uso mai aneddoti e “indiscrezioni” per rendere più “credibili” le mie posizioni. basta stare ai fatti invece che alle mille dietrologie e personalizzazioni dei talk show e della politica spettacolo, e la realtà appare molto chiara.
    e adesso dimmi: il prc ha sempre aderito a tutte le mobilitazioni scioperi e manifestazioni dei sindacati di base. sempre. ha sempre avuto le stesse o più avanzate posizioni della fiom. sempre. ha sempre criticato la cgil e detto che certe posizioni e firme erano sbagliate. questo è vero o no?
    cosa non ha fatto? non ha fatto dichiarazioni di voto nel congresso della cgil ne ha mai detto alle sigle diverse e spesso contrapposte dei sindacati di base se e come dovevano unirsi organizzativamente.
    ovviamente per i mille dietrologi non l’ha fatto perché c’era l’associazione lavoro e società nella federazione della sinistra, perché voleva entrare nel centrosinistra, perché perché perché…
    invece è semplicemente perché c’è un limite che riguarda la vita di una organizzazione sindacale che una forza politica non deve superare. ed anche perché qualsiasi dichiarazione di voto o ingerenza non avrebbe spostato un voto ne cambiato un bel niente.
    io sono d’accordo con te che la questione sindacale è decisiva.
    ma che dobbiamo fare? oltre a dire quale politica sindacale vorremmo?
    fondare un nuovo ed ennesimo sindacato? promuovendo scissioni in questo e in quello?

    secondo te se nel mentre raccogliamo le firme per il referendum sull’articolo 18 e 8 con la fiom perché abbiamo deciso di raccoglierle da soli anche sulle pensioni?
    perché non ci poniamo certi problemi? perché siamo subalterni alla fiom diretta dal pd e da sel?
    perché?

    caro noia, quando si propone qualcosa come il sindacato di classe non basta dirlo bisogna anche dire come si può fare, in che tempi e modi. e non si può proporre comunque qualcosa che produce maggiore divisione di quanta non ce ne sia già.

    purtroppo non basta

    quanto alla traversata del deserto io lo dico da anni. non da oggi. e da anni mi batto contro le illusioni delle soluzioni miracolose. ma qui ora grillo apre grandi spazi e basta cambiare la parola partito per la parola movimento e togliere la parola rifondazione e si è sulla strada giusta.
    nel deserto si vedono miraggi e se non si sa che sono miraggi si corre per scoprire che l’acqua non c’è avendo corso e consumato inutilmente le proprie energie.

    ciao

  45. Fabio rosica Says:

    caro Ramon, noto con dispiacere che anche qui a “casa tua” il dissenso nn piace…eppure, sconfitta dopo sconfitta, é proprio di un po’ di sano dissenso che si avrebbe bisogno…vabbe’…sempre forza Lenin allora…ricorda però che se continui a camminare guardando sempre dietro…le botte in testa sui pali e gli inciampi a terra…saranno sempre più frequenti…W tafazzi, sempre!!

  46. Caro Ramon, la franchezza e’ sempre apprezzabile. Sul governo Prodi mi dispiace, non sono d’accordo. Ma mi sembra ormai argomento superato, dilaniarsi sul passato non serve a niente. IL sindacato. Il punto e’ talmente complesso che non va per niente banalizzato con slogan, ne questa e’ mia intenzione fare. Ci sono dei compagni, come cremaschi, che inascoltati criticano la mutazione di linea del signor landini, risultato del patto con la camusso. E’ un fatto grave, e non mi sembra che nel partito si siano levati strali contro landini. La FIOM e’ una forza fondamentale per la sinistra di classe e su queste situazioni importanti si deve intervenire con forza. Si puo’ inoltre fare una campagna di massa contro la camusso e la sua cricca? Hai idea il male che fa questo sindacato alla sinistra (anche generalmente intesa)? Su una cosa sono in totale disaccordo con te, su RC. IO per fortuna (sarei altrimenti uno sfigato!) non parlo solo con la ex cerchia ristretta dei compagni di rif, ma con tanta altra gente (ad esempio in palestra, dove c’e’ il truce e brutale proletario) o all’universita’ , ai miei studenti e ai miei colleghi ,
    nel mio quartiere (di Roma, molto proletario…). A chiunque, ma dico chiunque, chiedevo se pensava di votare RC, mi rispondeva: ‘Ah si, quel coso pieno di ex trombati da sistemare’ (Di petro, diliberto…). E poi ‘guidata da un magistrato in aspettativa’, inquietante! E’ cosi’ caro Ramon, e’ cosi’. Dire che non l’hanno votata perche’ non sapevano che dentro c’erano di pietro e soci e’ scusami, una stronzata sesquipedale !!!! E’ proprio per quello che non l’hanno votata! Non si puo’ sbagliare su questo! E non si possono nenache prendere lucciole per lanterne scambiando RC per Izquierda Unida! Forze era meglio fare una lista dei ‘beni comuni’ con cambiare si puo’ e mandare a quel paese diliberto e di pietro. Probabilmente non si arrivava lo stesso al 4%, ma almeno era un tentativo che andava nella direzione giusta, aggregava delle forze militanti, invece cosi ci siamo alienate pure quelle, che operazione geniale! Non parliamo poi della disgustosa storia di agnoletto trombato in lombardia per far posto al gangster di pietro (eppure eravamo tutti a genova con gli scudi quel giorno…). Su questo Ferrero e’ stato vergognoso.
    Quindi Ramon in politica la credibilita’ di un gruppo dirigente e’ importante, e’ una condizione necessaria (anche se non sufficiente). Puoi avere lo slogan piu fico, il programma piu’ avanzato, ma se a proporlo e gente che non ha nessun credito non si va da nessuna parte. Sara pure un discorso poulista, ma e’ cosi’! ciao Ramon

  47. Caro Giovanni,
    devo farti notare che Ramon a posto una domanda precisa
    SIAMO MORTI?. La mia risposta e si siamo morti.
    Lista Ingroia Camera 2.25/4=0.56, questa lista era appogita da 4 partiti, debbo ricordarti che PRC era arriva
    quasi al 9%. Tutto il resto che ai scritto nella tua lunga risposta e solo retorica, che niente a che fare con la domanda di partenza. Forse ne Ramon e anche tu non
    avete capito una cosa semplice da capie il fallimento di queste elezioni e semplice i comunisti non crede più a questa classe dirigenziale e la loro proposta politica,
    perchè hanno infangato la fede ed il sogno dei comunisti.
    E como molti cristiani cattolici che si sono allontanati dalla chiesa dopo gli scandali di pedofelia. Questa classe dirigenziale non ha capito che non c’ è dialogo con la base
    lo si vede anche sul sito di rifondazione.

    Saluti Ermo

  48. Durita Says:

    Credo davvero che la linea politica a prescindere se sia quella giusta deve passare tra la gente e il nostro gruppo dirigente tutto non è riuscito nell impresa. Questo basta per dimissioni vere, non discutibili.
    L astio nei confronti dei partiti non nasce sotto un cavolo, ma è figlio di una trasformazione dei partiti da laboratori di democrazia in oligarchie vere e proprie completamente staccate dalla vita vera. Creare luoghi aperti in cui è possibile il confronto dovrebbe essere una ricerca in cui i gruppi dirigenti dovrebbero essere impegnati.
    In questi anni sono aumentate le correnti e le discussioni vuote, le divisioni e le trattative che annoiano, scocciano mortalmente chi si batte per cambiare la società e ne è un pezzo di carne viva.
    Nessuno si può sentire innocente di fronte a questo disastro, che sono le parole di chi avverte l altro come un pericolo e si dice di sinistra anche moderatissima. Ah la sinistra! Quella che …
    Avanti come? Nel flusso della realtà, rifondare la politica, diamo fiducia ad altri. Serve coraggio quello che fin qui non ha dimostrato chi ha gestito il partito, giovani comunisti compresi, che a furia di essere dirigenti non conoscono e non frequentano i luoghi di vita dei loro coetanei e parlano come se fossero protagonisti di film di altri tempi. Ecco perché bisogna andare, senza rancore e sapendo che questa e’ un’altra stagione.

  49. giovanni Says:

    caro Ermo,
    forse hai ragione tu,forse la mia è solo retorica . io cerco solo di ragionare su quello che accade e quello che sono in grado di interpretare.PRC è morta? la sinistra italiana non ha un futuro? Non credo che queste elezioni provino ne l’una ne l’altra cosa.Ho cercato di ragionare solo sul dato che non basta una tornata elettorale dopata per avere un quadro di realtà! Se fosse arrivata in parlamento una compagine o un drappello di RC avrebbe fatto poi una grande differenza? Non credo!E non lo credevo neanche prima delle elezioni ,e l’ho anche scritto proprio su questo blog. Sai ermo io non sono un militante di partito,non sono neanche iscritto a nessun partito. Quindi non conosco molte delle dinamiche a cui spesso ci si riferisce in questi scambi . In tutta onestà spesso li trovo ( le argomentazioni e gli spunti dei dialoghi) alquanto stucchevoli ma non per snobismo e tantomeno per un malcelato senso di superiorità ( rispetto ai temi trattati). arà che sono oltre quattro decenni che vivo in schiacciante minoranza che forse ci ho fatto il callo ma vincere per fare qualcosa che non condivido non mi emoziona. Quanto ai cristiani medita sui tempi sono stati perseguitati per quattrocento e più anni,poi sono diventati ( mi riferisco alla chiesa) parte di un sistema di potere fino ad avere un loro stato. I tempi della storia non sono propriamente correlabili con quelli di ciascuno di noi o delle nostre aspettative. Credo che la questione sia come creare le condizioni e capire a fondo le strade di un reale riscatto dell’umanità se questo avvenisse senza che fosse menzionato il comunismo a me andrebbe bene uguale.Eppure sono qui ,non a caso,a scrivere su questo blog. Quasi un milione di italiani hanno votato per RC è troppo poco ma visto i tempi e le condizioni di “gioco”non è poi così male. Se poi tu ritieni di non avere più motivazioni per lavorare sulle macerie ne hai tutto il diritto.Sulle macerie di Stalingrado si distrusse il nazifascismo .Oggi se vuoi essere comunista in maggioranza devi farti cinese è il più grande e potente partito del mondo ed è comunista!! Come vedi la speranza non muore mai.
    Un saluto

  50. enrico scola Says:

    Il dramma del PRC è chiarire anche ai più alti livelli se si ritiene necessaria ancora la presenza di un partito comunista in Italia

  51. Mi sconvolgono quasi piú le reazioni aggressive dei militanti, che la sconfitta elettorale. Spero non siamo alle soglie di una nuova scissione e mi domando, in tutto questo caos, per quale motivo ciascuno non scelga la propria strada. Voglio dire che ci sono non so quanti partiti comunisti o di sinistra, ovvero ce n’è per tutti i gusti, basta decidersi. Chi vuole governare, costi quel che costi, ha Sel o il Pdci, chi pretende un comunismo privo di compromessi può rivolgersi al Pcl o Sinistra Critica, chi ritiene Stalin un maestro è ben rappresentato dal pmli e di sicuro ne scordo un’altra dozzina, perché pretendere di sciogliere o mutare completamente il Prc? La logica non mi aiuta.

  52. prima di procedere a dare ulteriori risposte vorrei solo far notare una cosa.

    questo blog è personale, non di partito. non è un giornale online. non è un social network. è solo un sito dove metto articoli e riflessioni.
    chi li legge li legge. se contribuiscono a chiarire qualcosa, bene. se servono per conoscere cose e risvolti di cose che i mass media occultano, bene. se leggendo qualcuno impara qualcosa, bene. se si sviluppano discussioni per approfondire un concetto, un’analisi o una proposta, bene. il blog per quanto mi riguarda serve solo a questo. non a dirigere alcunché. non a dare direttive. non a pontificare.

    magari dico cazzate. o cose infondate. o faccio analisi strampalate.
    sarebbe interessante che qualcuno tentasse di confutare quanto ho scritto. ma con argomenti.

    io quando qualcuno posta un commento che ignora quanto ho scritto ma pone un problema cerco di confrontarmi. cerco di rispondere con argomenti. cerco di trovare, anche nella critica più polemica, la parte di verità che c’è.

    qui non c’è censura. tranne che quando si insultano eccessivamente terze persone. per ovvi motivi. e anche perché si può fare una critica anche feroce senza insultare, ridicolizzare, distorcere nomi e così via. di solito chi pensa così e scrive così ha scarsi argomenti e all’inefficacia degli argomenti si illude di sopperire alzando la voce e insultando. esattamente, ma proprio esattamente, come nei talk show.

    è troppo pretendere che chi è in disaccordo con quanto scrivo provi almeno a dire cosa non funziona nel mio ragionamento?
    provi a dire questo dato è sbagliato e quest’altro è parziale? provi a sostenere un’altra tesi con argomenti invece che enunciarla senza accollarsi la fatica di motivarla e di fondarla su analisi e ragionamenti?

    si pretendo troppo. evidentemente pretendo troppo.

    dopo le elezioni chiunque può farsi un giro in internet e troverà:

    dovevamo allearci a stare con sel nel centrosinistra, anche nella crisi della sinistra almeno ora saremmo in parlamento e potremmo proporre la nostra politica più facilmente.

    oppure

    dovevamo presentarci da soli e dire che ingroia era troppo m morbido con il centrosinistra.

    oppure

    dovevamo fare l’unità comunista così avremmo superato il quorum perché la falce e martello è quello che vogliono gli italiani.

    oppure

    dovevamo scioglierci e fare per tempo un partito nuovo di sinistra ma fuori dal centrosinistra.

    oppure

    abbiamo perso perché ci siamo nascosti con un simbolo non comunista

    oppure

    abbiamo perso perché la lista ingroia era troppo egemonizzata dai partiti

    oppure

    abbiamo perso perché la lista ingroia ha impedito di raccogliere i voti dei partiti, che non si sono visti.

    oppure

    abbiamo perso perché non siamo apparsi come alternativi al sistema politico e quindi non abbiamo intercettato il voto di protesta

    oppure

    abbiamo perso perché abbiamo scimmiottato troppo grillo sulla questione morale e sulla riduzione dei costi della politica

    oppure

    abbiamo perso perché non siamo capaci a comunicare

    oppure

    abbiamo perso perché il gruppo dirigente non va bene e bisogna cambiarlo

    oppure

    abbiamo perso perché non abbiamo proseguito con cambiare si può

    oppure

    abbiamo perso perché non abbiamo fatto prima un accordo con il pdci verdi e idv e abbiamo perso tempo con i professori di cambiare si può che non contano nulla

    oppure

    dovevamo saltare il giro e non presentarci

    devo andare avanti?

    quale persona sana di mente pensa che si possa discutere così?

    se andate sui siti dei tifosi di calcio le discussioni sono queste.
    ma è logico che siano queste.
    ma almeno i tifosi di una squadra non abbandonano la squadra anche se pensano che l’allenatore sia pessimo.
    ed è difficile trovare sul sito di una squadra provinciale e debole finanziariamente il tifoso che dice: perché la presidenza non compra cristiano ronaldo o messi?

    in politica no. sembra che di questi tempi ogni rapporto con la realtà o con una cultura e con le categorie capaci di aiutare a capire la realtà non ci sia più.

    si può dire tutto e il contrario di tutto, senza dovere dimostrare nulla. chi la spara più grossa sembra avere più passione e più ragioni. se non basta spararla grossa allora si può insultare, gridare, urlare.

    va beh. l’ho detto. ovviamente non era riferito ai commenti qui presenti. tranne qualcuno.

    e adesso rispondo. scontando che le mie risposte possono essere deludenti per qualcuno. pazienza.

  53. egregio fabio rosica, i tuoi post si commentano da soli.
    non ho proprio niente altro da dirti.

    ciao

  54. caro noia, il punto non è avere opinioni diverse. che è sempre sano ed interessante. il punto è se le opinioni sono fondate su suggestioni, dietrologie, processi alle intenzioni e così via.
    perché allora nessuna discussione è possibile. giacché si può solo ripetere all’infinito qualsiasi tesi senza confrontarsi con la realtà. e pensare che dici di essere uno scienziato!
    mi dispiace ma ti sbagli. la consapevolezza sulla situazione sindacale c’è nel gruppo dirigente del partito. certo se tu pensi che il prc dovesse aprire una bella polemica pubblica con la fiom prima e durante la campagna elettorale, per giunta apparendo come rancoroso per il mancato appoggio della fiom alla lista di rivoluzione civile, vuol dire che non hai nemmeno la più vaga idea di come si debbano trattare certe cose. e forse ti è sfuggito che il prc è stato totalmente interno al percorso di NO debito. certo con la sua linea che è quella di unire sui contenuti e non di dividere sulle sigle o sulle intenzioni di tizio e caio. se l’avesse fatto per giunta avrebbe perso anche la interlocuzione con compagne e compagni della fiom anch’essi preoccupati. perché la polemica inquinata di elettoralismo non l’avrebbero capita mai.
    ma questo è fare politica. anche controcorrente e fra mille difficoltà. la nostra linea, discussa e ridiscussa a lungo, era:: l’opposizione ai provvedimenti di monti è la sostanza, non si può far finta che col pd si possa uscire dalle politiche liberiste, e uniamo tutto quel che si può unire su questi due punti discriminanti. il resto è secondario.
    hai tutto il diritto del mondo di pensare che sposare una posizione e su quella inchiodarsi senza tentare di unire nulla ed anzi polemizzando esattamente con chi sta più vicino sia una linea politica seria e praticabile. del resto, e te lo ripeto, anche se tu lo chiamo il comunismo atomico, questa è la linea del pcl. che, sia detto per inciso, è passato da 208 mila vota del 2008 a 90 mila, e senza avere la concorrenza di sinistra critica che ne prese 170 mila o di altre falci e martello.
    nessuno ha scambiato rivoluzione civile per izquierda unida. anzi.
    ma l’obiettivo di unire in una sinistra reale tutti quelli che sui contenuti sono d’accordo e sulla base di una testa e un voto, dicendo esplicitamente che il prc non si scioglie ma accetta di stare, anzi propone di fondare, una formazione che si presenta alle elezioni accettandone le decisioni, è una cosa giusta o no?
    se è giusta ci sono conseguenze e ci si comporta di conseguenza. se è sbagliata bisogna dirne un’altra. tu fino ad ora hai detto che bisogna sostenere cremaschi e che con sel, landini, pdci, idv, verdi, ingroia, ecc non si deve fare niente. anzi che bisogna litigarci.
    se in izquierda unida facessero così ce ne sarebbero tre o quattro invece che una.
    disgustoso? vergognoso? noi abbiamo cercato in tutti i modi di candidare agnoletto. ma agnoletto non è dio. e non è certo l’unico rappresentante dei contenuti di genova.
    ho già risposto su questo ad un compagno nei commenti sotto il precedente articolo. non mi ripeto.
    certo nel tempo dell’antipartitismo più sfrenato basta che uno sia dirigente di partito per non essere credibile agli occhi di molti.
    eppure io penso che sia necessario andare controcorrente. e non aspettare come rimbambiti che si possa avere un nuovo leader “credibile” che ci tragga d’impaccio.
    tutti i dirigenti del prc candidati avrebbero potuto tranquillamente nel 2008 decidere di stare con vendola, stare nel meraviglioso nuovo partito di sinistra sciogliendo il prc, ed oggi sarebbero tutti deputati e senatori.
    scegliere la strada più impervia anche dal punto di vista personale in ragione di ideali e obiettivi antagonisti per me è motivo di grande credibilità.

    ciao

  55. caro ermo, quindi in italia ci sarebbero milioni di comunisti che non hanno votato rivoluzione civile per protestare contro il gruppo dirigente, perché gli avrebbe infangato la fede e tolto il sogno.
    ok, e che vuoi che ti dica. davvero non so che dire e nemmeno pensare. mi arrendo.

  56. Fabio Rosica Says:

    caro Ramon, evitiamo di dare ragione a Berlusconi almeno sul fatto che i comunisti sono antipatici…te ne prego!
    Non ti conoscevo, ma ti “immaginavo” diverso…bene…un’altra lezioncina che mi sarà utile…prendo e porto a casa, come sempre. Siamo a casa tua quindi chiedo scusa e tolgo il disturbo, tranquillo, ciao ciao

  57. cara durita, io sono d’accordo su quasi tutto quel che dici. ma non sulla suggestione secondo la quale un dirigente non conosce la realtà e il pensiero della gente proprio perché sarebbe dirigente.
    se leggi quello che scrivono molti militanti di base in giro per internet vedrai che dicono cose contrapposte dicendo ognuno che essendo loro di base sanno cosa pensa la gente. allora chi ha ragione?
    si può svalutare una posizione o una analisi perché la pronuncia un dirigente e credere ciecamente a quanto dice un operaio?
    forse non ti è chiaro. ma il gruppo dirigente del prc è pronto a formare una forza politica che si presenta alle elezioni, come izquiera unida in spagna, dove tutto si fa dal basso e senza paracadute per i partiti e per le associazioni, cioè senza fare spartizioni di posti dirigenti e candidature con il bilancino dei partiti che vi partecipano. come il pce il prc non si scioglierebbe ma scriverebbe nello statuto che cede la sovranità sulle elezioni e la presenza nelle istituzioni alla ” izquierda unida”.
    questo vuol dire che negli organismi del partito non si discuterebbe più prevalentemente di elezioni e candidati. e si dovrebbe discutere di più di come organizzare lotte, cultura, analisi e proposte.
    io propongo questo.
    ti sembra poco? a me no. ti sembra poco coraggioso? a me no.
    tu proponi: “Nel flusso della realtà, rifondare la politica, diamo fiducia ad altri.” posso dire sommessamente che queste tre cose non vogliono dire quasi nulla e che possono essere interpretate in mille modi diversi?
    dobbiamo provare a rifondare la politica? si ma dire facciamo izquierda unida lo è si o no? nel flusso della realtà c’è l’analisi che io ho tentato di fare sul rapporto fra dinamiche sociali, dinamiche elettorali, e cultura dominante con l’articolo più sopra o no? diamo fiducia ad altri? diamo chi e a chi? chi sono gli “altri”. dire che tutte le persone iscritte o meno a un partito o a una associazione si uniscono e democraticamente e dal basso decidono tutto è una risposta al tuo “diamo fiducia ad altri” si o no? o dobbiamo lasciare tutto com’è cambiando i dirigenti?
    è da anni che ci proviamo. e continueremo a proporlo e a provarci.
    è colpa del gruppo dirigente del prc se in italia c’è un sistema elettorale come questo che tende a dividere all’infinito? è colpa del gruppo dirigente se altri partiti, associazioni, e perfino individui hanno questa posizione: se ci mettiamo insieme io voglio la garanzia di avere posti e quindi spartiamo? è colpa del gruppo dirigente se in spagna i sindacati, compreso quello socialista, sono capaci di fare scioperi generali contro il governo del psoe e in italia no?
    insomma, se dobbiamo discutere dei dirigenti e dei loro limiti discutiamo seriamente, senza addossare a loro colpe che non hanno. perché altrimenti si provocano solo inutili divisioni.
    tutto qui

    un abbraccio

  58. caro giovanni e cara patrizia, grazie. siamo d’accordo ancora una volta.

  59. caro enrico scola, la risposta è: già fatto!
    si certo che bisogna mantenere in vita un partito comunista e possibilmente allargarlo rafforzarlo e renderlo l’unico. è scritto in tutti i nostri documenti.
    ma se tu intendi che il partito comunista vive solo se c’è il suo simbolo e la sua lista sulla scheda elettorale allora sbagli.
    domandina: il partito comunista spagnolo quello portoghese, quello francese, sono vivi o no? o sono morti perché alle elezioni si presentano in tre modi diversi ma senza simbolo di partito e non da soli? e in grecia fa bene il partito comunista greco a considerare syriza, che pure ha al suo interno comunisti, come un nemico?
    magari siamo d’accordo. magari no. del resto era difficile capire cosa abbia suscitato in te il dubbio che qualcuno del prc volesse cancellare i comunisti.
    attendo risposta

    ciao

  60. Si sono uno scienziato, ma la politica e’ piu’ complicata della scienza perche’ c’e’ di mezzo la testa della persone! In ogni modo so bene dell’internita’ di rif dentro no debito. Sul sindacato posso anche venire sul tuo ragionamento tattico, ma ADESSO si puo’ aprire un conflitto con quella linea, anche dopo il risultato patetico di vendola? Certo che agnoletto non e’ il CHE, e a me e’ pure antipatico, ma levarlo e metterci di pietro e’ stato….Ma lasciamo perdere anche le recriminazioni. Il punto e’: come facciamo ad invertire la rotta? La creazione di una organizzazione che pratica una testa un voto e’ certamente auspicabile , ovvero una organizzazione partecipativa ed inclusiva,
    ma francamente non la vedo all’orizzonte! Sara anche vero che le posizioni sul risultato elettorale divergono, ma ci sono ovviamente opinioni corrette ed altre sbagliate. Io sono dell’idea che RC e’ stata una cosa fatta in emergenza con dentro tutto ed il suo contrario. Quella roba va abbandonata. In politica quando si fanno quelle cose li 1+1 fa sempre zero! Ripeto la credibilita’ e’ importante in politica. Questo non vuol dire certo affidarsi al caudillo che risolve tutto, ci mancherebbe altro, e chi lo vuole! IL punto e’: l’attuale assetto delle organizzazioni come PRC, PDCI in primis consente di attuare quello scatto necessario? SEcondo me no. Per questo va azzerato tutto. E’ per questo che dico che rif comunista cosi’ come e’ adesso e’ morta nella testa della gente. Secondo me se chiedi alla gente che ne pensa di rif com, il 97% ti risponde: ma che esiste ancora? Bisogna fare un salto mentale ed essere in sintonia con la realta’ oggettiva del nostro paese e non pensare che ci sia la bella mossa che risolve tutto oppure il contenitore magico che moltiplica i voti. Siamo in una nuova fase politica, e i problemi vanno affrontati non aggirati. E poi un’ ultima cosa. Io trovo sconvolgente che i comunisti in italia non riescono a fare un discorso sensato sull’europa, sull’attuale fase mondiale, cosi’ tanto per capire in che mondo siamo, sai come’… Ad esempio, che diciamo su un tema fondamentale: euro si euro no. La cosa e’ tutt’altro che banale. Ci sono ad esempio economisti di sinistra neo keynesiani ,vedi Bagnai (come vedi non sono un settario, anzi sono un rizoluzionario pragmatico!) che sostengono l’uscita dall’euro ed il ripristino della sovranita’ monetaria come leva per la difesa dei salari. Ne vogliamo discutrere? Ci sono economisti capaci come bagnai, ed altri vicini al sindacalismo di base (brancaccio , vasapollo ed altri) che possono dare un contributo. Vogliamo aprire un confronto su queste cose. I COMUNISTI DEVONO AVERE UNA POSIZIONE su questi argomenti, altrimenti mettiamo sempre il carro davanti ai buoi, ovvero sempre prima le elezioni, poi tutto il resto. E no, viene prima tutto il resto. E poi il punto fondamentale: bisogna dire esplicitamente che il debito sovrano va ristrutturato ovvero rinegoziato. Senza questo, anche una semplice politica welfaristica di tipo keynesiano e’ impossibile!! Scienza compagni, riappropiamoci della razionalita’! ciao Ramon

  61. Caro Ramon, vorrei capire come devo interpretare i risultati del Molise
    RC Ingroia alla camera 3.39%
    Mentre per la regione centrosinistra con PCDI 3.28% e IDV 7.24%
    hanno votato lo stesso giorno per la stessa causa scegliere chi dovegovernarli per i prossimi anni.Ramon perché non ti mai passatoper la testa che i comunisti e militanti abbiano deciso per protesta di non votare RC 2.2% Arcobaleno 3.1% senza contare che fine a fatto quel famoso 8% di voti persi dopo la morte del PCI , perché forse hai dimenticato il caso Agnolotto o in Piemonte la non candidatura della Notav unico modo civile per protestare contro
    i dirigenti anche se non ti piace e quello che successo.
    Poi visto che usi spesso la metafora delle discussioni da bar
    sul calcio ti vorrei farti notare che con il tempo mi sono accorto che discutere sulle partite di calcio non cambia il
    risultato e la storia mentre discutere sulla linea politica di un partito nel bene o nel male questo discussioni possono cambiare il risultato e la storia delle elezioni e del partito perché sei parte in causa mentre per le partite di calcio sei solo un tifoso o come spesso penso il pollo da spennare.
    Per quanto riguarda l’ appello sul fatto che e blog personale allora sarebbeora che qualcuno della direzione si decida a dialogare con la base che poi sono quelli che devono mettere una croce sulle schede elettorali e decidono le sorti del partito vostro o nostro altrimenti cosa devo pensare ch
    sono come c’ è ma non si vedono e sentono.

    Saluti Ermo

  62. caro noia, insisto, fare analisi sulla base di dietrologie non solo è antiscientifico ma è foriero di gravi errori. per giunta per spiegare un fatto chiaro come il sole stando agli atti, di spiegazioni dietrologiche e complottiste ce ne posso essere dieci diverse e contrapposte. il risultato è che si prendono granchi, si scambia la vittima per il carnefice, si assolve il vero colpevole, e alla fine non si capisce più nulla. ogni volta che i voti del prc erano indispensabili per la vita di un governo il prc ha subito una scissione. è successo più volte. ma se ogni volta c’è un complotto o una spiegazione dietrologica non si capisce che il problema è più di fondo. io ho tentato di analizzare questo problema in diversi articoli, anche facendo riferimento ad analisi dei voti e soprattutto al rapporto fra sistema politico e società. sbaglierò, ma penso che questo sia un modo corretto di procedere. al contrario ridurre tutto, esattamente come nei talk show e nei pezzi chiamati “retroscena” sul corriere della sera e su repubblica, a trame personalistiche impedisce di afferrare il problema e soprattutto produce l’illusione che eliminate certe persone il problema sia risolto.
    ma tant’è.
    ti ho già detto che condivido l’ispirazione di diverse cose che dici. ma semplificare tutto è sbagliato. ed ogni volta che uno propone una cosa deve considerare gli effetti concreti che essa può avere e le controindicazioni connesse.
    ora convieni che “tatticamente” non sarebbe stato opportuno aprire scontri frontali esattamente con quelli più vicini sui contenuti. e però proponi una soluzione che non esiste. cosa significa aprire un “conflitto” con la linea della fiom? scomunicare? attaccare? fondare un nuovo sindacato? i giudizi sono stati dati sia sulla cgil sia sulla fiom. per altro il responsabile dell’area della sinistra cgil, ex segretario della fiom, rinaldini ha fatto una scelta chiara alle elezioni. è meglio accusare i dirigenti della fiom di opportunismo o proporre contenuti e lotte da portare avanti insieme?
    è tutto molto difficile, è vero. ma la scorciatoia dell’invettiva e della scomunica non porta a nulla. lo fa già il pcl questo. ma senza grandi risultati.
    l’obiettivo strategico sulla questione sindacale è tornare ad avere un sindacato di classe. si o no?
    ma questo obiettivo si può perseguire litigando con tutti e soprattutto con quelli che dicono anche loro di volere una svolta in questo senso nella cgil?
    e poi bisogna avere coscienza delle proprie forze e dimensioni. senza la quale si finisce con il commentare e giudicare tutto e tutti senza cambiare di una virgola la realtà.
    su agnoletto ho già detto. ti invito di nuovo a leggere quel che ho già scritto in risposta ad un compagno in coda al precedente articolo.
    sul soggetto che funziona con una testa e un voto individui ancora una volta problemi e però non proponi nulla di concreto. fai solo affermazioni generiche.
    cosa significa quel che scrivi?
    siccome è difficile fare come in spagna dove sta la difficoltà? negli assetti dei partiti attuali? beh io dico che sta invece soprattutto nel problema del sistema maggioritario, che tende sempre a schiacciare noi nella testimonianza (con l’illusione che l’estraneità al centrosinistra produce chiarezza e che quindi le masse ci seguono) o nell’ininfluenza al governo ( con la delusione di chi ti vota).
    è questo il problema. se un partito lo capisce e propone di unirsi avendo coscienza di questo limite oggettivo della realtà, forse può cambiare qualcosa.
    azzerare tutto e cambiare nomi e forme lasciando irrisolto questo problema è peggio. senza considerare il fatto che l’esperienza ci dice che ogni volta che qualcuno propone di azzerare tutto quel che succede concretamente è che ci si divide ulteriormente. perché le persone in carne ed ossa hanno opinioni diverse e sempre le scelte suggestive mettono in luce più divisioni che unità.
    sull’europa hai ragione da vendere. ma non è vero che non abbiamo aperto un confronto con quegli economisti che tu citi. più volte abbiamo fatto un confronto con loro.
    ed è ora che si prenda un orientamento definitivo.
    anche qui senza pensare che uscire dall’euro sia una passeggiata. perché altrimenti vuol dire che l’analisi è talmente semplificata che non si tiene conto degli effetti concreti sulla vita delle persone a breve termine.
    io sono per dire che i governi pigs insieme o uno di loro dicano : o l’euro viene sottoposto ad una sovranità politica e si crea una banca pubblica nazionale in ogni stato e la banca centrale può difendere il debito, e quindi ristrutturiamo il debito o usciamo dall’euro.
    chiaro? ma la discussione è aperta.

    ciao

  63. caro ermo, io del molise non so un bel niente. ma ora ti faccio vedere come si possono interpretare dati in modo superficiale.

    i dati che citi dimostrano che stare in alleanza col centrosinistra paga elettoralmente.
    oppure
    i dati che citi dimostrano che i partiti in quanto tali anche se divisi prendono più voti di liste unitarie.
    oppure
    i dati che citi dimostrano che dove c’è il radicamento arrivano i voti

    noia dice che la gente non sa nemmeno se il prc esiste o meno. tu dici che il popolo comunista informatissimo sulle candidature ha deciso di non votare la lista RC per protesta.

    certamente si son persi voti a causa delle liste fatte in extremis ed in quel modo. ma quel che tu dici riguarda poche migliaia di persone, non centinaia di migliaia. non milioni.
    davvero pensi che una lista con persone diverse avrebbe sfondato e preso il quorum?

    certo ormai si discute così. ci sono quelli del pd che dicono con renzi avremmo vinto. hanno ragione?

    o non c’è qualcosa di più profondo e serio da analizzare?

    caro ermo, tu pensi che dire su facebook uniamo il pdci e il prc, oppure fondiamo un nuovo partito, oppure sciogliamo tutto e andiamo nel pd, oppure ripresentiamo il prc anche scontando che poi ci sarà il pdci sinistra critica e il pcl, e così via
    sia discutere seriamente e davvero pensi che chi fa così influisca sulla realtà?

    contento te….

    bisogna discutere. e il dialogo dentro e fuori del partito è sempre necessario.
    ma il dialogo e la discussione devono essere cose serie e strutturate in modo che siano democratiche e produttive.
    non lo sfogatoio di qualsiasi cazzata e l’imbroglio demagogico.

    ciao

  64. Il punto non e’ fondare nuovi sindacati, i sindacati sono il portato di processi storici e non si creano certo dal nulla! Quello che dico e’ che bisogna cercare di porre, per quanto ci e’ possibile, i bastoni tra le ruote a queste politiche concertative. E’ comunque, Ramon, e’ un dato di fatto che adesso la base di consenso per rif com la vedo maggiormente tra i sindacati rossi a sinistra della CGIL. Bisogna fare anche un’analisi scientifica del voto. Secondo me le elezioni sono state la prima chiara fotografia della disgregazione sociale nel nostro paese. Il proletariato di fabbrica e’ ancora fondamentale in quanto puo’ ancora bloccare i settori strategici del paese (per questo la FIOM e’ importante), ma ha perso la capacita’ di traino degli altri segmenti di classe della societa’. Il nostro compito e’: come trovare il modo di unificare i vari settori disgregati? Io non ho risposte a queste domande, ma dobbiamo analizzare collettivamente la questione e cercare vie d’uscita all’altezza dei tempi. Ma per essere all’altezza delle sfide occorre secondo me un salto mentale, di tutti. I vecchi schemi operaisti e simili non funzionano in questa realta’, ne tantomeno invocare lo slogan rosso (alla PCL, tanto per intenderci). Per quanto riguarda l’europa, la questione e’ spinosa. Uscire dall’euro puo’ essere chiaramente molto pericoloso, soprattutto in Italia. Ma pensare di imporre la costruzione di una banca vera e propria (che poi e’ la proposta della costruzione degli stati uniti d’europa, niente di male) e’ cosa assai ardua. Come fai? Per quale via? Attraverso governi ‘progressisti’ (che in questa fase non possono esserci in italia, mettiamoci l’anima in pace) ? Infine un omaggio doveroso al compagno Chavez, Hasta siempre

  65. caro noia, come vedi discutere può servire.
    perché sul sindacato sono d’accordo con te. integralmente.
    una cosa è fare una battaglia, come del resto abbiamo sempre fatto fin dal 93, contro la concertazione e per unificare le lotte (come sai la fiom si propone di farlo con i precari, studenti ecc) e battersi anche perché anche il sindacalismo di base esca da una logica minoritaria e a volte settaria. ma questo si fa producendo analisi, proposte unificanti le lotte, e partecipando incondizionatamente alle lotte. non con proclami o sconfessioni.
    certo bisogna fare una battaglia, difficile, affinché il sindacalismo di classe si ponga il problema del rapporto con il sistema politico sposando le tesi proporzionaliste. che prenderla sul rapporto con il centrosinistra o meno è fuorviante.
    anche sull’euro sembra che ora siamo d’accordo.
    una cosa è fare un fredda analisi come fanno molti economisti.
    per esempio dire meglio gravi problemi oggi che gravissimi problemi domani.
    ma la politica non può essere astratta. deve tener conto che i gravi problemi di una semplice ed unilaterale uscita dall’euro possono diventare un ostacolo insormontabile per avere il consenso necessario a farlo.
    lo ha capito anche grillo che ora dice referendum.
    ben sapendo che la costituzione impedisce i referendum sui trattati internazionali.
    per inciso. noi fummo gli unici alla bicamerale a proporre di cambiare la costituzione proprio su questo punto.

    ciao

  66. Caro Ramon, si direi che sul sindacato siamo sintonizzati sulla stessa frequenza. Per quanto riguarda l’europa, e’ vero che un’uscita subitanea unilaterale dell’italia dall’euro puo’ essere il viatico per poter fare politiche redistributive. Ma, calata nella realta’ politica italiana questa operazione puo’ essere assai pericolosa. Ad esempio, il mio timore e’ in questo caso una crescita incontrollata di organizzazioni politiche xenofobe presidenzialiste di destra antieuropeista tout court (in salsa ungherese). In fondo, una delle lezioni di queste elezioni e’ la divisione apparentemente irrimediabile all’interno della destra tra partito europeista (monti) e antieuropeista (berlusca). Contrariamente agli sforzi delle elite europeiste (corriere della sera…), la destra montiana europeista non e’ riuscita ad intaccare lo zoccolo duro dell’elettorato del berlusca, antieuropeista. Sebbene questo e’ tutt’altro che negativo, in uno scenario di uscita unilaterale dell’italia dall’euro puo’ essere molto molto pericoloso…E poi, in questo scenario, dove si collocherebbe l’elettorato grillino? Brividi…Che ci piaccia o no, la dimensione della politica dei comunisti non puo’ che avere come riferimento il palcoscenico continentale, li si vince o si perde. Infatti, anche le fibrillazioni interne al sistema politico vanno lette come resistenze ad adeguare il sistema politico al nuovo centro di comando europeo. Quale deve essere il nostro obiettivo politico? Beh direi che l’obiettivo e’ uscire da questa tempesta con la tenuta delle garanzie costituzionali e con una lotta strenua per il sistema proporzionale puro. Sarebbe un risultato ottimale e auspicabile. Li si gioca la partita istituzionale. In fondo l’obiettivo delle classi dominanti e’ quello di eliminare semplicemente il suffragio universale attraverso i vari sistemi maggioritari con un ritorno sic simpliciter all’ottocento, quindi ad un voto per censo de facto. Questa e’ la vera battaglia politica da fare, il resto e’ appunto Noia… ciao

  67. AlbertoF Says:

    il sottoscritto si impegna da due decenni nei movimenti (da quello studentesco a quello sull’acqua) quindi non credo proprio di essere “malato di elettoralismo”, però arriva un punto in cui bisogna capire se “il popolo ci segue o no” e le elezioni sono un termometro. Da queste ultime emerge che le pur giuste battaglie portate avanti negli ultimi anni dalle sinistre non hanno un seguito popolare. E che la gente normale che lavora tutti i giorni e si informa poco (ovvero il 90% della popolazione) anche se ha in alcuni casi un retroterra di sinistra, oggi non crede più in questa sinistra. Ripeto il nostro momento tornerà quando fra qualche anno Grillo avrà deluso questi 8 milioni di elettori e una parte di essi tornerà a voler sentire parlare di sinistra (o cdi qualcosa del genere)… ora però non mi pare il momento… ho tanta, troppa voglia di “tornarmene a casa”… ve la sentite di condannare uno come me?

  68. Caro Ramon , io del Molise no ne so un bel niente. Se non fai parete del direttivo o non ricopri cariche per il partito
    questa risposta può starmi bene, al contrario se fai parte del direttivo o in qualche modo rappresenti il partito questa tua affermazione e grave e non mi meraviglio se il partito
    va alla deriva vedi tesseramento fine ottobre sono incoraggianti e non meravigliarti se poi votano Grillo
    o come Noia ti fa notare che molta gente pensa che il PRC esiste o meno Noia sta dicendo la verità come dice
    la canzone “ La verità fa male “ sante parole anche se tu non vuoi accettalo e cerchi in qualsiasi modo dall’ alto della tua esperienza politica e dell’ appropriata conoscenza della lingua del politichese cerchi in tutti i modi di non dare risposte semplici e chiare che tutti possano capire questa tua abilità nel non dare una risposta chiara hai solo introdotto nel discorso del commentare i risultati del molise una serie di inutili oppure e ai sviato la risposta

    cambiando argomento introducendo nel discorso noia dice eccetera e eccetera, ti ho fatto notare che hanno votato lo stesso giorno per lo stesso motivo cosa è successo all’ elettore hanno perso la memoria quando hanno votato per la camera non sapevano più che i comunisti erano rappresentati dalla lista RC di Ingoia

    mentre invece quando hanno votato per la regione per magico incanto si sono ricordati che i comunisti facevano parte della lista del centrosinistra non hai notato che sommano i voti del PCDI-IDV hanno totalizzato una percentuale più alta della lista RC e sono solo due dei
    quattro partiti che appoggiavano la lista RC.

    Davvero pensi che una lista con persone diverse avrebbero sfondatoe preso il quorum ?

    Si perchè ti sei dimenticato che anche dopo la prima esperienza negativadel governo Prodi alle elezioni
    successive PRC era ancora presente nel parlamento e dopo il 2006 che sono iniziati i guai per rifondazione.

    Con renzi il pd avrebbe vinto?

    si è possibile perché da l’ idea del nuovo anche se poi politicamente e tutto da un’ altra parte.
    Poi con le famose discussioni da bar hanno la possibilità reale di decidere per la vittoria con una semplice croce
    sulla scheda al simbolo giusto possibile ti è cosi difficile da capire.

    Cosa vuoi di più profondo da analizzare
    ai chiesto se simo morti ho cercato di analizzare la disfatta politica. E poi e mai possibile che 5 anni fuori dal parlamento ha nessuno sia venuta la brillante
    idea di scrivere le linee base di un programma politico o è troppo faticoso pensare e lavorare da quello che vedo io si e faticoso.

    Unire sinistra critica e PCL il problema è che ne Ferrando e Turigliatto non vi stanno certo aspettando
    a braccia aperte è questo il nocciolo vero del problema per voi di rifondazione non so più di cosa.

    Puoi pure fare a meno dell’ ironica stupida
    Contento te….

    Ma il dialogo e la discussione devono essere cose serie e strutturate in modo che siano democratiche e produttive.

    Non credo che questo possa sia possibile con te visto la frase con cui chiudi il commento

    non lo sfogatoio di qualsiasi cazzata e l’imbroglio demagogico.

    Ramon leggendo il tuo commento mi sorge il dubbio che ti sei fumato l’ erba con tutta la foresta amazzonica.

    Ultima cazzata

  69. giovanni Says:

    Caro ermo,
    io ti ho risposto,mi pare civilmente,non ho più visto un tuo commento a me riferito. e’ una distrazione? o ritieni che non valga neanche la pena di perdere tempo con quanto da me scritto? Semplice curiosità,dormo uguale! saluti

  70. Caro Giovanni,
    ho letto il tuo commento e devo dirti che su alcune tesi siamo sintonizzati sulla stessa frequenza. non ti ho risposto perchè siamo
    ospiti del blog privato di Ramon come avrai modo di leggere in un suo post mette in chiaro alcune regole per la gestione del blog.
    non pensare che non valga la pena o altro per il momento non ho idea di come prosegure il discorso con te in quanto ho notato che su alcune tematiche siamo sintonizzate sulla stessa frequenza forse
    con qualche virgole non nello stesso posto. Saluti Ermo

  71. AlbertoF Says:

    posso avere una vostra risposta anche io… siate pure crudi che io non sono permaloso… ho già scritto sopra queste cose: il sottoscritto si impegna da due decenni nei movimenti (da quello studentesco, agli inceneritori ,a quello sull’acqua) quindi non credo proprio di essere “malato di elettoralismo”, però arriva un punto in cui bisogna capire se “il popolo ci segue o no” e le elezioni sono un termometro. Da queste ultime emerge che le pur giuste battaglie portate avanti negli ultimi anni dalle sinistre non hanno un seguito popolare. E che la gente normale che lavora tutti i giorni e si informa poco (ovvero il 90% della popolazione) anche se ha in alcuni casi un retroterra di sinistra, oggi non crede più in questa sinistra. Ripeto il nostro momento tornerà quando fra qualche anno Grillo avrà deluso questi 8 milioni di elettori e una parte di essi tornerà a voler sentire parlare di sinistra (o di qualcosa del genere)… ora però non mi pare il momento… ho tanta, troppa voglia di “tornarmene a casa” almeno per qualche anno… ve la sentite di condannare uno come me?

  72. Risponderò appena mi sarà possibile.

  73. giovanni Says:

    Caro ermo,
    riconosco che sei riuscito a sorprendermi. Di tutto avrei pensato tranne che tu avessi un venerabile rispetto per la proprietà privata!! Tanto più in un luogo virtuale di pubblica utilità ,perchè credo che lo scopo per cui questo blog abbia preso “forma” sia per aumentare la possibilità di un pubblico e laico ed anche educato scambio di opinioni. Per quanto mi riguarda la proprietà privata è una condizione di violenza morale tale da limitare anche il privato beneficio (inteso come personale) delle mie condizioni materiali.Credo che il concetto stesso di proprietà privata sia la devastante dimostrazione della primitiva coscienza materiale di questa società. Comunque senza essere prolisso l’unica cosa che ho capito è che non avevi voglia di rispondermi,bastava dirlo.In fondo l’unica cosa che forse ho di personale ( fino ad essere privata) è proprio la noia di assistere a non risposte trasformate in ragioni di opportunità. E’ quello che politicamente ha fatto il PD per non fare politica ha votato per un anno il governo Monti salvo poi dire che l’ha fatto per senso di RESPONSABILITA’ o di opportunità! Sono due cose diverse,si intende ( cioè la tua risposta e quella scellarata del PD) però mi è venuta così di getto e non mi sono censurato. Buone cose Ermo ,conservati !

  74. Ciao Giovanni,
    vorrei farti notare che non ho un venerabile rispetto per la proprietà privata, ma il semplice rispetto delle regole imposte atto questo a migliorare la qualità della vita collettiva e questo che ci distinguerci dal mondo animale il rispetto delle regole. Per quando riguarda la proprietà privata e una vecchia diatriba innescata con l’ avvento del comunismo russo atto a discreditare questa forma di società non conforme e in contraddizione con le società esistenti. Vedo che hai introdotto il discorsosulla politica del PD che per non far politica ha votato tutto che quello il governo Monti ha proposto. La stessa linea politica per me lo ha fatto il PRC al quale è mancata la volontà politica di presentare delle liste
    proprie per questo lo considero politicamente morto la scarsa volontà di fare politica verso la volontà richiesta dei sostenitori. Anche se a Romon non piace ma il caso Agnolotto
    mostra questa non volontà politica poi aggiungi la farsa del passo indietro che Ingroia ha chiesto per me non hanno fatto il passo indietro ma hanno ingranato direttamente la retromarcia. Poi cosa ci guadagnerei nel non risponderti. Saluti Ermo

  75. durita Says:

    non ho mai pensato che un dirigente non conosca la realtà, e se traspare questo chiarisco subito.
    Ho solo detto che di fronte agli ultimi risultati la certezza minima è che noi non ci siamo fatti capire. I dirigenti sono quelli che appunto hanno il dovere di farsi capire dai militanti, ma soprattutto dalla gente. La gente odia la parola partito in questa congiuntura di crisi perchè a mio giudizio paga l’inefficacia della politica. A me non sfuggono le ragioni profonde della sua inefficacia. Le persone che vanno a lavoro e peggio ancora gli altri percepiscono i partiti come oligarchie ( io penso che abbiano un po’ ragione) assolutamente inutili perchè non riescono a fare nulla per migliorare la condizione materiale di vita delle persone. Gli esempi che del resto vengono dai dirigenti non sono straordinari.
    I dirigenti sono consapevoli della ovvietà che ho detto, il problema che non riescono ad elaborare una strategia di intervento.
    I nostri in particolare si sono misurati con molte sconfitte e mi pare che si debbano chiedere perchè il mondo cattivo etc.. non li capisce, non riescono a farsi percepire come un alternativa. Prendere atto di questo è già una vittoria. Poter passare la mano vorrebbe dire non chi è il colpevole che in questa situazione certo non si trova tra i nostri compagni , ma che c’è stata politica, inclusione, relazione e quindi si può continuare a provare, magari si fallisce ma si prova. La mia sensazione è che fuori dal piccolo circuito non ci sono altri, perchè in questi anni con pratiche tipiche delle crisi, ma non per questo giustificabili, si sono allontanati compagne e compagni con tutti i mezzi. Mi permetto di dire i migliori. Capita infine che scopri che una parte rilevante di chi ti ha sempre votato vota Grillo e non è interessato ai candidati o altro semplicemente è stanco di te. E’ un fatto importante. Foucault sosteneva che le resistenze si manifestano in svariate forme a volte anche non urlare, non sbattere la porta è un modo per dire. Leggere questo per me qualifica un dirigente.

  76. giovanni Says:

    Caro Ermo, e in genere sul tema
    qui il punto è cercare di comprendere la sostanza delle cose su cui poggia il significato dei risultati e quello che nella REALTA’ accade.Dispute su dirigenti,apparati,dimissioni e via dicendo sono tematiche da comitato centrale/ apparati/ direzioni/ che se non hanno alla base un ragionamento critico basato su criteri condivisibili non hanno neanche l’ossigeno per respirare ,figuriamoci per dare indicazioni. Mi spiego meglio,criticare è lecito e doveroso se questo aiuta in modo concreto la comprensione della realtà inputare la non comprensione della realtà senza dire cosa come e perchè è come arrabbiarsi con la moglie per non aver messo la benzina prrima di un viaggio e trovarsi poi per strada con la tanica in mano alla ricerca del combustibile. Bastava pensarci prima e ricordare di fare benzina o farla di motu proprio.Spero che la metafora valga per quello che esprime e cioè il concetto di delega è una distorsione di qualsiasi logica o criterio organizzativo,democrazia compresa,dentro o fuori da un partito. per venire alla “benzina” cioè alle idee credo che ci sia bisogno ,e lo dico in genere anche per quanto mi riguarda di una seria riflessione sulla natura dei tempi che sembrano molto simili a quel 1848 di anticipo di cambi epocali. Qui non si tratta di strategie elettorali davvero non lo credo,ma di lettura e interpretazione di una fase che sembra anticipare il segno di una rivolta intesa come tale da qualsiasi parte vada. Parliamo di questo ,non dei dirigenti o dei partiti forse potremo darci e dirci qualcosa di più utile.
    Saluti

  77. rieccomi…

    caro noia, il problema non è decidere sull’unione europea, e segnatamente sull’euro, ragionando sugli effetti invece che sulle cause. la destra xenofoba è un prodotto dell’europa tecnocratica. come pensi di poter sventare il pericolo della destra xenofoba senza mettere in discussione l’esproprio della sovranità nazionale e popolare che si è consumato in questi due decenni?
    inoltre l’uscita dall’euro è un tema attuale, se non si affronta si finisce con non avere una politica e a limitarsi a giocare di rimessa.
    io per dirla in due parole penso che finché un paese non dirà: o ridiscutiamo tutto a cominciare dallo statuto della BCE o usciamo dall’euro. un paese come la spagna o l’italia se lo dicesse otterrebbe una vera rinegoziazione di tutto, per il semplice motivo che il sistema andrebbe in crisi e ci rimetterebbero le banche. e non c’è nulla di destra a sostenere che i popoli devono essere padroni della propria economia. che la destra cavalchi un giusto principio con la retorica nazionalista non può far velo al concetto di sovranità. il prc fin dalla metà degli anni 90 denuncia la perdita di sovranità e perciò ha votato contro maastricht, contro il trattato “costituzionale” europeo. lo ha fatto sulla base di una analisi della globalizzazione capitalistica ed ha ben visto come l’europa concreta della commissione fosse la punta di diamante del processo teso a sostituire la sovranità dei popoli con la sovranità del mercato finanziario. sempre siamo stati tacciati di essere “antieuropei”, vecchi marxisti dogmatici. e soprattutto di essere banalmente i signori no che dicevano no per questioni di competizione con il pds e soci.
    certo è indispensabile avere una forza politica europea che dica le cose giuste e che si opponga a quelle sbagliate. è il partito della sinistra europea e il gruppo dei partiti appartenenti al GUE nel parlamento.
    quanto a costituzione e sistema elettorale giusto dire proporzionale. ma intanto il sistema è mutato ed ha mutato lo stesso concetto di democrazia e di partecipazione.
    se per incanto si facesse un referendum sul proporzionale lo perderemmo. e proprio molti che si considerano di sinistra voterebbero contro perché: bisogna scegliere direttamente le persone. bisogna sapere il lunedì mattina chi ha vinto. bisogna superare i partiti onnipotenti in favore dei non professionisti della politica. e via cantando.
    quindi è giusto dire proporzionale ma senza coltivare illusioni e soprattutto ridando centralità alle questioni sociali ed economiche.

    un abbraccio

  78. caro albertof, io non me la sento di condannare nessuno.
    ma se pensi che la politica sia possibile solo nel gioco del bipolarismo e sia solo spettacolare allora sei fritto anche tu.
    la sinistra reale deve ricostruire la sua credibilità e la sua forza nella società e nelle lotte.
    le lotte sono giuste anche se poi alle elezioni chi vota non tiene conto delle lotte per scegliere il leader.
    se tu vivessi negli usa o in molti altri paesi così cosa faresti?
    beh, noi siamo il paese più americanizzato d’europa. meglio saperlo bene. altrimenti le illusioni producono disillusioni senza fine.

    ciao

  79. egregio ermo, mi spiace ma insisto.
    se fare analisi e cercare di capire nel profondo le cause delle cose che succedono è “parlare politichese” allora hai ragione tu.
    se invece dare risposte semplicistiche e superficiali a problemi complessi è scappare dai problemi allora ho ragione io.
    io non sono scappato dalla domanda sulla basilicata. semplicemente io non ho elementi per entrare nel dettaglio seriamente. o pensi che essere dirigente sia essere onnisciente? o pensi che essere dirigente, o anche militante, sia sparare la prima cazzata che ti viene in mente sulla base di suggestioni e slogan?
    sui dati che hai citato ti ho solo dimostrato che si possono dare dieci diverse e contrapposte spiegazioni in due righe. esattamente come avviene sui social network incessantemente.
    qui su questo blog ho cercato di scrivere analisi e di ragionare.
    anch’io vado al bar. e non disdegno le discussioni da bar. nemmeno le battute, se sono intelligenti.
    ma discutere sempre come se si fosse al bar sulla base di battute e spiegazioni superficiali è proprio comportarsi come il sistema vuole.
    prova a prendere in mano il capitale di carlo marx o i quaderni dal carcere di gramsci.
    troverai che parlano in politichese, come dici tu. eppure parlavano per una classe in gran parte analfabeta.
    solo che gli operai che prendevano coscienza imparavano a leggere e scrivere nelle cantine delle organizzazioni operaie e poi studiavano il capitale anche se lavoravano 12 ore al giorno.
    se non lo avessero fatto avrebbero continuato a credere che la loro vita di sfruttati era una condizione “naturale”.
    esattamente come te che pensi che il giochino della politica spettacolo sia “LA POLITICA”. e che le cazzate superficiali siano CHIARE e non politichese.

    ciao

  80. cara durita, forse ti sembrerà strano ma io sono d’accordo con te, integralmente.
    se rileggi i miei ultimi due articoli, prima e dopo le elezioni, vedrai che io cerco esattamente di non sfuggire al tema che poni.
    ma io dico solo che bisogna sapere bene cosa sono le elezioni oggi, come ragionano le persone in carne ed ossa.
    e combatto, come posso, contro le spiegazioni auto consolatorie ed illusorie.
    per decenni e fino agli anni 90 la sinistra era abituata a misurare il proprio consenso con i voti.
    ma c’erano le lotte che vincevano prima dei voti.
    prima conquisti cose concrete perché le lotte incidevano sulla dialettica parlamentare e il pci anche se era all’opposizione riusciva a far passare leggi e riforme che erano in sintonia con le richieste delle lotte. alle elezioni successive prendeva più voti.
    ogni volta che c’era un movimento operaio o popolare significativo succedeva anche che il governo magari cadeva e veniva sostituito da un altro con un’altra formula ed alleanza. perché era il parlamento il luogo del potere reale.
    oggi il parlamento non conta nulla, e non è rappresentativo come ho dimostrato inequivocabilmente.
    le lotte non ci sono. la stessa cgil invece che farle “spera” nel governo amico e nella sua stabilità. se le lotte ci sono mai entrano nella dialettica parlamentare potendo cambiare le cose ottenendo una conquista. alle elezioni si vota per il governo che vince o contro l’avversario impresentabile. invece che le lotte si spera nel leader e nelle sue promesse.
    il sistema politico e la stessa concezione della politica è totalmente coerente e in sintonia con il mercato e con le sue logiche.
    io dico che senza avere consapevolezza di queste cose ogni volta che si vive una sconfitta elettorale si cerca una soluzione illusoria. ma questa consapevolezza c’è?
    se ti guardi intorno è un’orgia di “soluzioni” superficiali e false.

    tutto qui. ma purtroppo non è poco.

    un abbraccio

  81. grazie giovanni.
    ma ermo non ha capito che qui si può discutere liberamente. e che l’unica censura riguarda insulti rivolti a terze persone.

    un abbraccio

  82. Caro Ramon, la mia era ovviamente una lettura rex stantibus. Ma ovviamente non possiamo fare politica e adottare linee politiche in base alle paure, altrimenti sanciremmo l’impossibilita’ di costruire una reale alternativa. Si e’ giusto, va assolutamente rinegoziato tutto l’assetto istituzionale politico della costruzione europea per poterne cambiare il centro di comando economico, e se non ora quando! Ma questo non puo’ avvenire direttamente dai governi nazionali perche’ politicamente siamo ancora troppo fragili per un’alternativa di governo (per un tempo ancora lungo lungo…), con l’unica eccezione della grecia. Ma li c’e’ stato in questi ultimi anni un movimento poderoso, fortissimo che ha sedimentato organizzazione, coscienza, cosa che manca assolutamente in italia al momento. Quindi come sempre, la via maestra e’ quella di fare ‘come in grecia’, costringendo i governi borghesi a rinegoziare il tutto, altrimenti lor signori dovranno pagare un prezzo altissimo in termini di instabilita’ sociale e politica. E’ questa la piu’ potente arma a disposizione del lavoratori generalmente intesi. Sta qui la ragione d’essere dei comunisti. Se non riusciamo a creare le condizioni per azioni unitarie di lotta vera, che crea organizzazione coscienza (e non il solito movimentino italiano che si infrange dopo poche settimane), siamo fritti. Potremmo discutere per anni delle varie opzioni politiche, ma faremmo solo accademia. UNa nuova leva di militanti e dirigenti politici non potra’ che essere la conseguenza e non la premessa di tale movimento unitario. Per quanto riguarda il proporzionale, e’ chiaro che in queste condizioni ottenerlo tout court sarebbe un miracolo, e io non ci credo. Nella testa della gente questa cosa non c’e’ perche’ e’ saltato il nesso tra conflitto sociale e rappresentazione politica. E’ impressionante come molte persone anche di ‘sinistra’ ti dicono che alla fine la cosa migliore e’ avere due partiti, poi magari gli stessi sparano a zero contro i partiti! Ovvero siamo contro il sistema, ma alla fine ci hanno inculcato che la soluzione e’ quella auspicata dal sistema. Tragico! Anche qui la strada e’ ricostruire una rappresentanza di soggetti sociali disgregati che non puo’ avvenire cosi’ con la bacchetta magica, ma come precondizione questi soggetti devono manifestarsi come soggetto antagonista. E quindi tutta la questione del sindacato di cui abbiamo gia detto….Ripeto, senza il soggetto della trasformazione facciamo solo accademia. Quindi non resta che porre le condizioni perche’ questo avvenga, ovunque e’ possibile e nei modi piu’ appropriati e che cento fiori fioriscano! Ciao Ramon

  83. AlbertoF Says:

    gentile Mantovani la ringrazio per la sua risposta. Personalmente non sono mai stato per il “bipolarismo”, ho sempre votato liste che non hanno mai superato il 6/7%… ma il livello di passa politicizzazione di questo paese ha ridotto la sinistra in ginocchio… ora fra tutti siamo quasi al prefisso telefonico, ha senso andare avanti così? già che ci siamo le chiedo (a lei ma anche ai lettori) un’opinione su questo http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/un-nuovo-progetto-politico-anticapitalista … pare non sia richiesta la partecipazione dei “vecchi partiti”, secondo voi può essere fattibile ricostruire qualcosa partendo “solo” dalla base? saluti

  84. Egregio Ramon,
    io non cambio idea insisti quando vuoi ma la sostanza non cambia
    vorrei farti notare che io parlavo del molise, mentre tu parli della
    basilicata quindi a questo punto mi sorge il dubbio che non stiamo
    leggendo e discutendo sullo stesso blog. Poi noto che ai un chiodo fissoper le discussioni da bar forse se frequentassi qualche bar diverso da quello che frequenti abitualmente potresti scoprire cosa pensa la gente su rifondazione e i suoi dirigenti. Preferisco Engels a Marx . La differenza tra lei e Gramsci e che lui e morto per il suo sogno da comunista mentre lei si è dato da fare per ammazzare il comunismo. Quindi prima di dare del deficiente alle persone controlla se il suo cervello e sincronizzatocon la tastiera del suo computer.

  85. caro noia, questa volta sono d’accordo integralmente.
    un abbraccio

  86. caro albertof, io penso che sia necessario costruire una sinistra antagonista dal basso. con il principio di una testa un voto, senza garanzie per nessun partito che decida di parteciparvi. per fare questo non c’è bisogno di scogliere nessun partito né associazione.
    in altre parole penso che il prc debba dire ai propri iscritti di partecipare al processo costituente e che vi partecipino senza disciplina di partito (ammesso che esista). penso che questa aggregazione debba unirsi sui contenuti antiliberisti e non su una delle diverse culture politiche della sinistra, tanto meno quella del nuovismo. penso che debba porsi il compito di conquistare una rappresentanza istituzionale. e quindi penso che un partito comunista possa benissimo esistere e vivere con le sue pratiche sociali, politiche e le sue battaglie culturali delegando alla nuova formazione le elezioni e le rappresentanze istituzionali.
    questa è, per altro, l’esperienza di izquierda unida e del partito comunista spagnolo.
    sinistra critica, che oggi sembra divisa (tanto per cambiare) propone la propria cultura politica come l’unica che ha tutte le ragioni e come fondante qualsiasi cosa unitaria. con il risultato che invece che unire divide anche se stessa. e propone il modello del nuovo partito anticapitalista francese, che non sembra avere grandi successi o prospettive.
    un abbraccio

  87. egregio ermo, tienti pure tutte le tue convinzioni. che però non acquisiscono maggior valore se condite con insulti.
    in tutti i bar c’è il personaggio che è incapace di ascoltare gli altri quando non ha argomenti la butta in caciara.
    buon divertimento.

  88. Egregio Ramon,
    vorrei farle notare che è stato lei ha condire di insulti i
    suoi commenti con battutine ironiche nei miei confronti
    per il semplice motive che alla sua domanda siamo morti?
    personalmente ho detto si perche questo e quello che è uscito dalle urna e che la morte del PRC è iniziato con la segreteria Bertinotti. e non cambio idea
    Perchè si puo essere comunisti anche senza rifondazione.
    Buona fartuna.

  89. pasukanis Says:

    Car@compagn@,
    ho fatto passare un po di tempo prima di intervenire su questo blog, innanzitutto perchè infierire non è nel mio stile e poi perchè mi piace gongolare soltanto con chi gongola con me.
    Qualche settimana fa, postai una riflessione che voleva essere anche una presentazione, dato che a qualcuno l’anonimato dà fastidio, nonostante sia un diritto in rete. In quell’occasione, scrissi in sostanza che non aver sciolto il partito dopo il congresso di Venezia del 2005 è stato l’errore fondamentale della dirigenza Bertinotti, come lo stesso Bertinotti ha ammesso durante la presentazione di “In direzione ostinata e contraria” di Paolo Favilli, qualche mese fa.
    Tutti i toni apocalittici che si sentono su questo blog, “siamo morti”, “morte ai partiti” eccetera, non tengono conto del fatto che i partiti finiscono solo in un caso: quando vengono sciolti.
    La storia di rifondazione comunista come organizzazione è stata storia di una grande dicotomia: da una parte, la tendenza a considerare il partito come superiore al progetto politico – tanto da mantenere gli organismi dirigenti anche con lo 0%, dall’altra la tendenza a salvaguardare il progetto politico, anche se questo avrebbe comportato la fine del partito.
    Personalmente, sono sempre stato comunista contro l’idea di partito, perchè credo che un gruppo che tenta di liberarsi dalla tentazione partitista dopo la scissione del PdCI, passa per Genova 2001, Firenze 2002 e per tutti i social forum degli ultimi dieci anni, non possa sopravvivere come partito a tale contaminazione, che ritengo salutare e positiva. Se si sforza di sopravvivere, è ridicolo come i personaggi da operetta che hanno dato vita all’ultimo CPN, che aveva le sembianze di una conversazione tra alienati mentali (senza offesa per i matti, ovviamente).
    Che senso ha proporre, dopo queste elezioni, un diverso tipo di partito? Al contrario, prima si sciolga il partito poi si inizi a discutere sulle forme della politica, se si è veramente interessati a discuterne, cosa di cui dubito. Questo è l’unico modo per “recuperare” alla discussione quei 3 milioni e passa di persone che votavano rifondazione quando aveva più peso la parola “comunista”, rispetto alla parola “partito”.
    Io sono nato nel 1977 e, in quell’anno, si tenne a Bologna un convegno contro la repressione, organizzato da quella sinistra che si rendeva conto che i partiti non potevano far altro che amministrare la violenza dello Stato, somministrandola a prescindere dalla loro casacca; sinistra che si batteva con coraggio contro gli intrallazzi tra PCI, DC, MSI e chi più ne ha più ne metta; sinistra risolutamente contro la democrazia dei partiti, che comprendeva e comprende i fascisti.
    Quello è lo “spirito” che va rinverdito, altro che congressi lunghi, brevi, subito, dopo, e via cazzeggiando.

  90. caro pasukanis, bentornato.
    rispondo volentieri alle tue argomentazioni, anche se non hai perso il vizio di insultare e mentire.
    credi davvero che dire “personaggi da operetta” renda più efficaci e convincenti le tue idee? ma forse ti proponi solo di sparare le tue opinioni senza dialogare con nessuno. ma se è così a che serve?
    per quanto mi sforzi io non capisco questo modo di fare. lo considero totalmente ed integralmente interno alla logica della politica spettacolo, superficiale e volgare che tanto di moda va di questi tempi.
    l’anonimato è un diritto? ma certo! infatti io mica censuro. e tuttavia sebbene possa capire che possa essere giustificata ed utile in certi siti (per esempio le chat erotiche?) trovo abbastanza vile insultare coperti dall’anonimato. soprattutto se chi lo fa pretende di essere un compagno.
    ma tant’è. che ci posso fare.
    una cosa, però, prima di risponderti l’ho fatta.
    ho cercato i tuoi precedenti commenti.
    allora:

    il 20 febbraio 2009 hai scritto:
    “Io sono uscito dal Prc nel 2003″

    il 5 gennaio 2013 hai scritto:
    “Chi scrive è stato delegato al congresso di Venezia del 2005 per la mozione Alternativa di Società”

    ora: si tratta di schizofrenia? o ci sono proprio due pasukanis? o a seconda dell’argomento che si usa si inventa una storia diversa per renderlo più convincente?

    solo tu puoi rispondere a queste domande.

    a me non resta che rispondere agli argomenti, nonostante siano conditi con il solito insulto e siano ambigui perché non si sa se pasukanis è veramente un ex iscritto di rifondazione e quindi nemmeno si sa perché sia uscito dal partito.

    come vedi l’anonimato, come tutti i diritti, può dar luogo ad abusi. e nel nostro caso ad inficiare una libera discussione fra persone serie e dotate di cervello.

    per giunta nel tue ultimo post del 5 gennaio 2013 non hai affatto scritto di aver voluto o proposto lo scioglimento del prc.
    rileggilo e vedrai che è così.

    comunque, le libere associazioni che nella costituzione italiana prendono il nome di partito, possono essere cose molto diverse fra loro. certo la parola ha condensato nel tempo significati precisi, e spesso negativi. ma se chiamiamo la libera associazione movimento, o lega, o collettivo, o lista civica e così via ma la sostanza resta la stessa cosa cambia?

    oppure forse tu pensi che è il partito comunista che non ha motivo di esistere. non credo che se la stessa organizzazione la chiamassimo movimento comunista o lega comunista saresti soddisfatto. o sbaglio?
    allora è il termine comunista che non ti va?
    hai tutto il diritto di pensarlo e di difendere questa tesi.
    ma allora parliamo del comunismo, della sua attualità o obsolescenza, della sua utilità come categoria interpretativa della realtà e come organizzazione che si propone di abolire lo stato di cose presente.

    passando per genova per firenze e per tutti i social forum un partito per coerenza non può definirsi più tale?

    allora, solo per fare due esempi, il MAS di Evo Morales che pure rivendica di essere passato per i social forum e di esserne stato trasformato sbaglia a definirsi partito? e il Movimento alla V repubblica di Hugo Chavez che ha raggruppato diverse organizzazioni politiche e che ha fatto lo stesso percorso nei social forum perché avrebbe deciso di fondare il PSUV, partido socialista unido de venezuela? e perché il Partito comunista venezuelano che ha aderito al movimento V repubblica ha poi deciso di non sciogliersi nel PSUV pur mantenendo l’alleanza con il psuv e il sostegno a chavez, a adesso a nicolas maduro, come candidato alla presidenza?

    se parli di social forum e del rapporto fra social forum e partiti dovresti almeno sapere di cosa parli.

    il tentativo di sciogliere il prc perpetrato da Bertinotti e soci è stato un gravissimo errore. ha diviso, non unito.
    chi lo sosteneva con forza oggi sta in sel. in un nuovo partito che insieme al comunismo ha cancellato tutte le posizioni del prc che da quel che scrivi ti avevano convinto: aderire al partito socialista europeo (altro che social forum), viva il maggioritario (altro che proporzionale e difesa della repubblica parlamentare), alleanza pregiudiziale con il PD sulla linea di Monti (altro che alternativa di sinistra).
    se bertinotti ha sbagliato allora ha poi dovuto prendere le distanze dai suoi seguaci che allegramente si sono trasformati in politicanti della peggior specie.

    ma comunque dici che ti piacerebbe discutere sulle forme della politica. io qui sono pronto.
    ma mi spieghi perché per farlo bisognerebbe scogliere il partito della rifondazione comunista? a che pro?
    se il prc dice che vuole costruire l’unità di tutti quelli che condividono i contenuti di classe, antiliberisti e così via, e che per questo è pronta a non presentarsi alle elezioni e a partecipare alla costruzione di una nuova organizzazione (chiamala pure come vuoi) con il principio di una testa un voto e dal basso, senza patti o accordi di vertice di nessun tipo, questo è mettere in discussione il concetto corrente di partito o no?

    infine, se tu sei nato nel 77 io a bologna c’ero. e stavo dalla parte avversa all’unità nazionale.
    ma è una balla di proporzioni colossali che la critica fosse rivolta alla forma partito. la critica era alla politica del pci.
    e tuttavia, solo per fare due esempi, in quel periodo il parlamento varò due riforme che ancora oggi difendiamo tutti.
    la riforma sanitaria e l’equo canone.
    o credi che la riforma sanitaria e l’equo canone siano venuti da cielo e non dal parlamento nel quale i partiti contavano ed erano e sapevano essere in sintonia con le richieste delle lotte?

    come vedi i contenuti e la politica sono gli argomenti di cui discutere. non le forme partito (che possono essere le più tradizionali anche se fanno finta di non essere partito e viceversa).

    ciao

  91. buona fortuna a te ermo.

  92. pasukanis Says:

    ramon,
    come al solito, per avere ragione travisi quello che scrivo.
    Parto dalla fine del tuo “intervento” per andare a ritroso: fino a che si discute di “contenuti” e di “politica”, non si discute di forme, quelle sì importanti. Ti chiederai: perchè i contenuti non sono importanti, o lo sono in maniera secondaria? Ti rispondo con un’altra domanda: cosa valgono oggi l’equo canone e la riforma sanitaria, o lo statuto dei diritti dei lavoratori? Nulla, è l’unica risposta possibile. Perchè? Perchè grazie al sistema democratico rappresentativo, basato sui partiti, su tutti i partiti, compresi SEL e M5S che lo sono a tutti gli effetti, possono esserci maggioranze che approvano certe cose e maggioranze che le disapprovano, nello spazio di poco, pochissimo tempo.
    Il problema, quindi, non sta nell’avanzare una “proposta concreta” che tra due minuti viene rovesciata nel suo contrario, ma il problema sta nel far saltare il sistema democratico rappresentativo, e questa critica te la devi essere persa se eri a Bologna nel marzo del ’77, o forse l’hai persa strada facendo, o forse ancora non l’hai colta nemmeno allora semplicemente perchè non l’hai voluta cogliere, ma ti assicuro che c’era, allora come oggi. Non per niente si chiamava sinistra extraparlamentare, no? O forse era una brutta copia, in piccolo, del PCI? Anche se tu l’hai vissuta così, non l’hanno fatto tutti.
    Ti chiedi poi se, passando per l’esperienza di qualcosa di profondamente diverso dalla democrazia rappresentativa, un partito comunista può rimanere tale (partito, ovviamente). La mia risposta è: certo che può, se è guidato da una logica impermeabile a ciò che un movimento come quello altermondialista suggeriva. Ed è quello che puntualmente è successo: il PRC non ha colto, perchè non poteva, la critica al sistema dei partiti che veniva da Seattle in poi, ovviamente dichiarando di stare dentro al movimento come soggetto autonomo, perciò non sentendosi minimamente costretto ad abbandonare la sua natura di partito.
    So che questo sarà difficile da capire per te, ma è ridicolo proporre un diverso tipo di partito sulla base del semplice fatto di non presentarsi alle elezioni: scusa, se avete scelto di non presentarvi alle elezioni, a cosa vi serve il partito come struttura? Dal momento in cui non pensate più al consenso elettorale, a cosa serve continuare a discriminare tra chi ha la tessera e chi non ce l’ha? Te lo dico io: serve a tenervi aperte tutte le porte fino all’ultimo secondo utile, ma così non si apre la discussione, bensì la si affossa prima che inizi.
    Capisci che non è credibile una discussione sulle forme da parte di una struttura che continua a diversificare tra funzionario/rappresentante, militante iscritto, militante non iscritto, simpatizzante eccetera? Allora, prima si abbandona l’idea di avere il diritto di parlare per altri, poi si dice la propria al pari degli altri, appunto “una testa un voto”. Spero di averti fatto capire perchè il principio “una testa un voto” fa a pugni col principio di organizzazione: se li rivendichi insieme, o sei schizzato o sei in malafede, perchè hai una posizione da conservare.
    In che misura il MAS di Morales o i partiti venezuelani sono stati “trasformati” dalle pratiche alternative a quelle della democrazia rappresentativa? Secondo me, nella misura in cui una riforma viene dall’alto delle procedure della democrazia rappresentativa, non ha nulla delle caratteristiche del metodo decisionale dei social forum: è semplicemente una legge approvata da una maggioranza di rappresentanti, come è sempre stato. E allora? Se domani vince Capriles, cosa succede?
    Tu hai passato una vita a confondere comunismo e democrazia. Per me, invece, sono idee molto diverse. La democrazia prevede l’obbligatorietà della decisione valida erga omnes, il comunismo no. Il comunismo è la fine del giochetto diritti/doveri tipico del liberalismo, per questo sono comunista e non democratico. Chi si è dichiarato e chi si dichiara comunista pur continuando a fare il giochetto della rappresentanza, secondo me dovrebbe ripassarsi qualche concetto base.

  93. Ramon d’accordo con te nella risposta a Pasukanis pero’ se in politica contanto i risultati Sel e’ in parlamento ( e ora addirittura ha la presidenza della camera) il PRC molti non sanno neanche che esista ancora.
    Certo qualcuno avra’ problemi di corenza con se stesso vedi chi e’ passato dal Leoncavallo alla presenza ornamentale a sinistra del PD pero’ e’ un fatto che il loro progetto e’ ancora in piedi anche se un po’ ammaccato il nostro purtroppo no.
    ciao

  94. Quella presidenza della Camera mi ricorda come si passi in fretta da lí al nulla ed ho l’impressione che, oltre ad essere strumentale alla riverniciatura della facciata di casa Pd, sia passata per la convinzione che questa legislatura durerà dalla sera alla mattina.

    Invece sul progetto del Prc sono molto preoccupata, non per il fallimento elettorale, ma perché proprio non capisco verso cosa si stia andando.
    Ciao.

  95. giovanni Says:

    Cari tutti,caro ramon,
    la domanda iniziale o per meglio dire la riflessione nata dalla breve analisi del voto poneva e pone il quesito sullo stato di salute di un’alternativa . poi se si vuole fare una questione di targhe o di stemmi ,liberissimi,ma è mooolto noioso e quelche peggio totalmente fuori tema,oltre che sostanzialmente sterile. Nelle ultime elezioni il dato più eclatante è il grandissimo spostamento di voti segnale non già di una direzione ma di mille direzioni.Cioè il dato è che mai come in questa ultima tortata elettorale la democrazia parlamentare abbia,già nelle urne,ed ancor più nel suo divenire tutte le caratteristiche per dissolvere in breve tempo la gran parte delle certezze su cui si basava.Non credo che questo accada solo in italia e non credo che questo sia un momento transitorio. Quello che accade in italia ha caratteristiche virali e tenderà a manifestarsi anche in tempi rapidi in tutta europa. Come la cina dimostra il modello di sviluppo dominante non prevede la democrazia parlamentare ne quella che noi comunemante intendiamo per democrazia. Lo stesso accade negli USA e in russia.Allo ra il primo punto da capire è cosa in realtà stia succedendo perchè senza che si possa capire la dinamica di insieme temo che sarà arduo indicare una direzione. Non lo fa il M5s,non lo fa il PD,ne ilPDL e neanche Sel. Sono tutti prodotti su uno scaffale di supermarket dove l’unica cosa chiara è chi sta alle casse,le banche! Credo che il superamento di questa modalità rappresentativa non trovi un terreno ideale per fasi migliori nel futuro prossimo.Credo anche che la dinamica dei tempi necessari a cambiamenti anche molto rapidi e violenti sia matura.Quale che sia il parere di ognuno vi chiedo una cortesia ricordando un criterio essenziale L’INTELLIGENZA E’ COLLETTIVA SIA IN TERMINI NEUROLOGICI CHE ANTROPOLOGICI CHE POLITICI ! Inveire senza contribuire alimenta anche e solo il contrario analogamente reale ANCHE L’IDOZIA E LA STUPIDITA’ SONO COLLETTIVE e quindi la prima cosa da decidere è se godere della prima o della seconda cosa. In termini “assoluti” non hanno l’una più valore dell’altra ,infatti abbiamo fatto della stupidità e dell’idiozia un modello che amiamo anche definire di progresso e di sviluppo (sic). Ad oggi stupidità ed idiozia battona intelligenza e buon gusto dieci a uno. Ordunque cerchiamo di arricchire gli spazi di questo blog di qualcosa che abbia la tendenza ad essere collettiva almeno poi se stupida o intelligente sarà un passaggio in divenire. La conoscenza ha una direzione essa va dal superficiale al profondo anche il superficiale è utilissimo basta che non si confonda con il profondo. Insomma credo che la prima cosa da fare è cercare di ridurre l’alto grado di confusione che non aiuta la valorizzazione di ciascuna identità e sensibilità. Ho scritto anche troppo e me ne scuso. Un saluto a tutti, adelante

  96. caro pasukanis,

    1) quante persone ci sono dietro questo soprannome? atteso che nel corso del tempo pasukanis dice cose molto diverse, anche di se stesso.
    ma fa niente, è il bello dell’anonimato.

    2) i contenuti e le forme sono sempre connessi. ed è sbagliato fare gerarchie. tuttavia non è indifferente se un sistema politico istituzionale è permeabile o meno alle rivendicazioni delle lotte.
    negli usa non c’è un sistema sanitario nazionale. e uno dei motivi del perché non c’è è che il sistema politico è funzionale alla concezione puramente borghese delle istituzioni e non lo permette.
    nell’italia prefascista era più o meno lo stesso. dopo la liberazione è stato concepito un sistema che invece era permeabile alle istanze di classe e sociali. e così ci sono state riforme, tutte conquistate dall’opposizione nel parlamento, che hanno reso esigibili diritti. la qual cosa, al contrario di quel che pensi tu, ha cambiato la realtà e soprattutto la vita di milioni di proletari.
    la controffensiva del capitale, cominciata già negli anni 70, si è materializzata nei rapporti di forza sociali ed a un certo punto si è liberata dei vincoli e condizionamenti che le istituzioni costituzionali imponevano. è ovvio che sono stati i rapporti di forza sociali ad essere decisivi. ma aver creato un sistema impermeabile alle istanze sociali, nel tempo delle lotte difensive, ha permesso che queste ultime non sortissero effetti concreti. e con l’individualizzazione e disgregazione della società si è stabilita una intima relazione fra individualismo e concezione personalistica e presidenzialista della politica. e il cerchio si è chiuso.
    sei libero di pensare, ed io rispetto il punto di vista che contiene un nucleo di verità, che dal sistema attuale si possa passare ad un sistema comunista integrale. o anarchico. o definiscilo come ti pare. ma lascia stare il movimento contro la globalizzazione e i social forum. perché non c’è alcun rapporto fra le elaborazioni dei social forum mondiali ed europei e quel che dici tu. a meno di discostarsi dai documenti scritti, dalla materialità dei partecipanti quasi sempre organizzati in sindacati associazioni e partiti, per darne una lettura tanto suggestiva quanto irreale. a genova c’erano centinaia di migliaia di persone, il 90 % delle quali era organizzata in partiti, sindacati e associazioni, italiane e di tutti i paesi del mondo. è la stampa superficiale che ha voluto vederci un “movimento” alternativo ai partiti ecc. e a sinistra c’è, come è successo regolarmente ogni due o tre anni, chi è sempre pronto a parlare di “nuovo inizio”, di “nuovo 68″, di sciogliere i partiti e via cantando.
    se c’è una strategia chiara e facilmente rintracciabile nel movimento 5 stelle è esattamente quella di distruggere la democrazia rappresentativa (posizione suggestiva vista la degenerazione del sistema da rappresentativo a meggioritario) per passare a una democrazia diretta. che però non è fondata sulla partecipazione collettiva ed organizzata (unica possibilità per le classi subalterne di contare qualcosa) bensì su una iperbole individualistica e borghese. il “cittadino” che vota tutto via internet è un individuo preda dei rapporti di forza sociali. è nudo di fronte al “cittadino” che detiene potere economico.
    con ciò non penso affatto che si tratti solo di “tornare” alla democrazia rappresentativa così com’era. ma questo è un altro discorso.
    il movimento operaio fin dall’inizio si è battuto per il diritto di voto e affinché le proprie organizzazioni entrassero nelle istituzioni.
    sbagliava?

    2) parli del “movimento del 77″ come parli dei social forum. con una descrizione infondata e suggestiva. ma a bologna la stragrande maggioranza dei presenti erano organizzati in partiti ed organizzazioni politiche ultraverticistiche. tranne poche centinaia di “indiani metropolitani” di cui però parlarono molto i giornali, c’era una massa che protestava contro l’unità nazionale e contro la politica dei sacrifici. e c’erano due prospettive politiche precise. la rivoluzione attraverso la lotta armata, con diverse variabili al suo interno. e l’opposizione sociale e politica senza pretesa di rompere lo stato così com’era.
    questa è la realtà del movimento del 77, al netto della letteratura fantasiosa che è stata poi prodotta intorno ad esso. se ci fu una vera novità fu il movimento femminista. che paradossalmente fu represso proprio dall’organizzazione che appariva come la meno dogmatica e tradizionale nell’organizzazione. lotta continua. che sciogliendosi nel movimento darà vita sia ad una formazione armata sia ad un esodo di molti suoi dirigenti e militanti nel PSI di craxi.
    per inciso, avanguardia operaia, partito di unità proletaria per il comunismo e lotta continua non erano più extraparlamentari dal 1976, quando con le liste di democrazia proletaria, allora una coalizione di diverse organizzazione, entrarono in parlamento.

    3) la parola partito ha infinite accezioni. a seattle non ci fu nessuna critica ai partiti. ci fu la critica ad organizzazioni sovranazionali come il wto (e a genova al g8) che espropriavano i popoli e i parlamenti della sovranità circa l’economia.
    se il prc fu interno a quel movimento lo fu sulla base di una analisi e di una pratica, non sulla base di suggestioni pseudo movimentiste.
    oggi i partiti in italia sono una cosa precisa nell’accezione che il 99,9 % della popolazione ha in testa.
    non si affronta il problema sciogliendo un partito comunista. o chiamandolo con un altro nome se continua a fare le stesse cose e a pensare la rappresentanza come se fossimo ancora nel sistema della cosiddetta prima repubblica.
    lo si affronta prendendo atto della natura del sistema politico attuale, considerando le elezioni come un terreno secondario della politica, aggregando sui contenuti tutti quelli che lottano e si battono adesso e subito per resistere ed ottenere risultati concreti. e conseguentemente assegnando al partito un compito diverso e non finalizzato alle elezioni. questo richiede una trasformazione dell’organizzazione e della stessa natura del partito.
    scioglierlo non vuol dire nulla. vuol dire solo abdicare e rinnegare. abiurare e tradire. non certo continuare a lottare meglio e più efficacemente.

    4) anche sul venezuela ecc sbagli. se ti leggi le costituzioni nuove capirai che non si tratta di semplice alternanza di governi. bensì di un tentativo di estendere istituti di democrazia diretta e partecipata. e di cristallizzare, per esempio, i rapporti di forza sociali rendendo per costituzione non privatizzabili i beni comuni e le risorse economiche fondamentali.
    la storia dovrebbe aver insegnato che la lotta di classe non si esaurisce con la presa del potere politico, né per via insurrezionale né per via elettorale.
    se davvero pensi che siano riforme calate dall’alto e che non abbiano prodotto e producano maggiore consapevolezza e coscienza nelle classi e nel popolo allora puoi perfino essere indifferente se le elezioni le vince capriles.

    ed ora mi aspetto, forse, che esca il quarto o quinto pasukanis.
    che propone il diritto all’anonimato e teorie vagamente anarchico individualistiche, e che magari ricomincia con qualche insulto.

    ciao

  97. caro pietro,
    non sono d’accordo.
    certo il gruppo dirigente di sel ha raggiunto l’obiettivo di entrare in parlamento. e potrà far finta di essere di sinistra ancora per un bel po. se anche noi avessimo voluto far finta saremmo in parlamento come loro.
    ma il progetto di spostare a sinistra il pd vincendo le primarie è morto. e lo dimostra il 3 % nonostante il voto utile e la grancassa dei mass media di cui hanno goduto fino all’inverosimile. e quindi per continuare a far finta è probabile che entreranno direttamente nel pd. del resto si accingono ad entrare nel partito socialista europeo. e a quanto leggo vendola ha espulso dalla giunta pugliese il prc per allargare ai montiani.
    a dimostrazione che quanto ho scritto io sulla carta d’intenti prima delle elezioni era inconfutabile. ed infatti nessuno sul blog e in diversi altri siti dove è stato pubblicato il mio articolo lo ha confutato. nemmeno un commento sul merito di quel che ho scritto.

    un abbraccio

  98. cara patrizia, si sta andando verso qualcosa di analogo ad izquierda unida. anche se è molto difficile è l’unica strada.

    un abbraccio

  99. caro giovanni, non hai scritto troppo. ed hai scritto giusto.
    da quando ho aperto il blog il mio sforzo è esattamente quello di contribuire con un granello di sabbia a formare una intelligenza collettiva capace di emanciparsi dalla stupidità collettiva imperante. anche se quest’ultima è la somma di individui succubi dei luoghi comuni e della cultura dominante.
    sono completamente d’accordo con te.

    un abbraccio

  100. ma qualcosa di analogo a Izquierda Unida c’era gia’ ed era precisamente Rifondazione Comunista dei tempi belli.
    Al suo interno c’erano i Vendoliani.Sinistra Critica, Ferrando , ecc ecc
    Per me la pluralita’ e le differenze sono una risorsa per un partito: non averle saputo mantenere in un quadro unitario e’ la peggiore colpa che imputo alla classe dirigente del partito insieme a quella dedll’essersi divisa in correnti fondate non su differenze progettuali quanto su vincoli di altro genere tipo le vecchie correnti della D.C. (gli amici di questo, gli amici di quell’altro come nella D:C: c’erano gli amici di Andreotti , quelli di Forlani, ecc ecc).
    L’unica possibilita’ e’ ricomporre i cocci A SINISTRA DI Sel ( che anch’io vedo come difficilemte recuperabile) con un robusto cambio di dirigenti politici a tutti i livelli, sviluppando alcune idee che Grillo porta avanti una su tutte la decrescita e la riconversione ecologica dell’economia.
    ciao

  101. Gianni Burri Says:

    ma quale bilancio fai da Chianciano ad oggi tu giustifichi sempre tutto e questo è oramai un partito inutile ci vorrebbe una costituente, invece no Ferrero ci propone ininterrottamente variando i nomi sempre un modello di unità tra diversi ,ma quante batoste ci devono essere?

  102. caro pietro, in parte hai ragione.
    ma perché rifondazione ha subito tutte quelle scissioni?
    sempre per causa della dialettica fra due posizioni incompatibili fra loro e prodotte dal sistema bipolare.
    eccole:
    bisogna stare in alleanza con il pds e poi pd, perché i comunisti non possono essere indifferenti all’obiettivo di sconfiggere berlusconi, e poi perché così si può influenzare il centrosinistra con i nostri contenuti. comunisti unitari, pdci, sel.

    oppure

    bisogna essere alternativi al pds pd, perché sono neoliberisti. e così si possono portare nel parlamento i nostri contenuti. confederazione dei comunisti, sinistra critica, partito dell’alternativa comunista, partito comunista dei lavoratori.

    7 scissioni.

    tutti gli argomenti ideologici, di cultura politica, di concezione del partito addotti da tutte le scissioni erano solo strumentali e la verità è che il vero tema è sempre stato il centrosinistra.

    faccio notare che definire se stessi a partire dal rapporto col pd, in un senso o nell’altro, è il massimo di subalternità.

    faccio notare che la politica si fa per cambiare la realtà sociale del paese e le condizioni di vita delle classi subalterne. non per predicare o per fari finta di spostare a sinistra qualcun’altro.

    perché né dentro né fuori il centrosinistra nessuna di queste due cose è stata fatta. né dal prc quando è stato dentro il centrosinistra né quando è stato fuori. né dalle scissioni filo centrosinistra né da quelle fuori.

    se non si capisce questo secondo me non si capisce un bel niente. e si riproduce all’infinito la divisione secondo il copione del bipolarismo per una forza di cambiamento.

    allora:

    oggi che il prc è ferito e indebolito da tutto questo, come lo sono tutti gli altri che si considerano antagonisti, bisogna essere non superbi e settari e unire tutti quelli che si oppongono al sistema e che acquisiscono la consapevolezza di quanto ho detto più sopra.
    i gruppi dirigenti sono tutti consumati. bisogna che dal basso si ricostruisca.

    quindi:

    facciamo come izquierda unida in spagna. dove tutti gli antagonisti, partiti e persone, partecipano con una testa un voto, e dove i comunisti continuano ad esistere come partito delegando ad izquierda unida le elezioni e la rappresentanza.

    spero di essermi spiegato.

    un abbraccio

  103. Quando affermi che “le elezioni sono un terreno secondario” dovresti approfondire e non lasciare lì un concetto nudo. Se lo sono perchè il sistema “è impermeabile” alle lotte, istanze sociali ecc., non mi pare convincente il puro ripristino di regole , che “storicamente” appartengono ad una fase di ascesa o conquista del mov.op. in un periodo di ritirata (distruzione) dei monopoli. Ciao Sergio

  104. caro gianni, nel congresso di chianciano la divisione drammatica che si è prodotta era fra chi voleva fare un “nuovo” partito di sinistra per stare dentro il centrosinistra e chi voleva mantenere in vita rifondazione comunista e unire la sinistra d’alternativa fuori dal centrosinistra. come hanno fatto poi con la carta d’intenti i soci di vendola a chianciano hanno imbrogliato, dicendo che non volevano sciogliere il partito (dopo averlo più volte detto e scritto in più sedi), che noi volevamo abbandonare il partito della sinistra europea e loro invece lo volevano ingrandire, che noi volevamo abbandonare la cultura migliore di rifondazione e noi eravamo dogmatici, vetero e settari. come si è visto hanno poi fatto una scissione inventandosi che eravamo autoritari, omofobi, estremisti e settari. e tutta la stampa del centrosinistra e tutti i talk show hanno per mesi e mesi avvalorato questa tesi vergognosa ed infamante. producendo un danno irreversibile all’immagine pubblica del prc e provocando l’abbandono di migliaia e migliaia di militanti, che non ne potevano giustamente più delle liti e risse nel gruppo dirigente del partito.
    è per questo che dici che il prc è un partito inutile?
    è inutile quando è quello che raccoglie più firme di tutti per tutti i referendum? dall’acqua all’art 18 ecc?
    è inutile quando è presente in tutte le lotte, da quelle ambientaliste a quelle operaie?
    è inutile quando è l’unico partito che è capace di spiegare perché c’è la crisi mentre altri raccontano che è colpa della casta dei politici?
    è inutile quando è l’unico interlocutore in italia per la linke, syriza, il front de gauche, izquierda unida, e per la ventina di partiti aderenti al partito della sinistra europea?
    è inutile quando è l’unico a non essersi convertito al maggioritario e a difendere il proporzionale?
    è inutile quando rivendica di avere un regolamento per i propri eletti che prevede che versino più del doppio di quello che verseranno i parlamentari del movimento 5 stelle, avendolo fatto sempre?
    è inutile quando è l’unico ad essere disposto a partecipare ad un processo unitario rinunciando a posti garantiti negli organismi e nelle eventuali liste?

    e potrei continuare a lungo.

    certo ha difetti, mancanze, limiti, debolezze e commette errori.

    ma io sono orgoglioso di appartenere al prc. e penso che non ci sia nulla di meglio in italia.

    ma…

    da anni ormai il prc propone una “costituente”.

    la parola è anch’essa consumata e ambigua. perché ad ogni manifestazione di massa che c’è stata sul manifesto questo o quel “personaggio” ha proposto di fare una costituente. ovviamente previo scioglimento del prc.

    allora per essere chiari:

    si a una costituente che aggreghi la sinistra antagonista, anticapitalista, antiliberista, ambientalista, femminista, pacifista, del sindacalismo di classe ecc. per costituire una forza dove tutti gli uomini e donne di sinistra partecipino dal basso con il principio di una testa un voto, qualsiasi tessera di partito o associazione abbiano in tasca. senza che siano i vertici delle attuali organizzazioni a fare tutto dall’alto.
    è quello che volevamo fare con la federazione della sinistra ma che non abbiamo potuto fare per mancanza di interlocutori e perché quelli che hanno accettato hanno posto il problema di avere garanzie per se stessi facendo patti fra gruppi dirigenti. obtorto collo abbiamo dovuto accettare perché l’alternativa era maggiore divisione e non migliore unità.
    ma ormai è chiaro che non si può più ripetere nessun processo unitario sulla base di accordi di vertice.
    come il partito comunista spagnolo il prc è disposto a scrivere nello statuto che cede la sovranità a questa nuova forza per tutto quel che concerne le elezioni. con un unico confine ben definito: essere indipendenti dal pd e dal centrosinistra.
    il prc continuerebbe ad esistere per produrre analisi, proposte, pratiche sociali, battaglia culturali. senza che queste siano avvertite come “concorrenti” e strumentalmente elettorali per nessuno.

    so che a molti sembra macchinoso ed incomprensibile. giacché pensano che i partiti esistano solo per le elezioni.

    ma basta studiarsi un pochettino altre esperienze europee, ed io insito su quella spagnola, per capire che funziona benissimo.

    ti convince?

    se si dai una mano. se no continua pure a scrivere in internet che il prc è inutile e che la soluzione sta nella magia di una costituente, senza dire di che e con chi.

    ciao

  105. caro sergio, hai ragione.
    ma l’ho fatto più volte in questo blog e non posso sempre ripetermi.
    per esempio, se ne hai voglia, leggi l’articolo in due parti che ho scritto due anni fa dal titolo “perché dovremmo dividerci fra governisti e settari?”

    li ho tentato di fare una analisi il più seria e approfondita possibile sul perché le elezioni sono un terreno di iniziativa politica secondario.

    ciao

  106. giovanni Says:

    caro ramon,
    senza doverti affaticare a spiegarmi meglio la realtà di spagna(mi riferisco al criterio di izquierda unida) dove posso trovare articoli o documenti che mi spieghino meglio il criterio con cui si sono organizzati.poi se hai tempo e voglia di spiegarlo anche brevemente va benissimo mai vorrei privarti del privilegio di istruirmi. Un abbraccio

  107. giovanni Says:

    Ei perchè mi è cambiato il simbolino?

  108. patrizia Says:

    Quello che scrivi sul modello di Izquierda Unida a me sta bene, ma partendo da cosa? Rivoluzione civile? Una nuova fds? Un nuovo contenitore? E come si fa a costruire qualcosa con la segreteria dimissionaria e le varie correnti in disaccordo? E ancora.. con chi? I movimenti civili disprezzano i partiti, gli altri partitelli o sono in concorrenza o sperano di salvarsi nel Pd. La vedo proprio difficile, se non impossibile.
    So che l’Sp si é trovato in passato in una situazione simile, con spaccature, scissioni, enorme calo di consensi, due legislature fuori dal Parlamento, poi peró si é ripreso, grazie al lavoro sul territorio e a poche campagne mirate e non ideologizzate nel programma iniziale ed oggi é al 16% e parla apertamente di marxismo. Indubbiamente il contesto é differente, lo é sempre, tuttavia non si potrebbe analizzare anche questa possibilitá?

  109. caro giovanni, e cara patrizia,
    izquierda unida nasce a metà degli anni 80. i partiti, associazioni e persone che avevano partecipato al comitato contro l’ingresso della spagna nella NATO diedero vita ad un processo che portò alla presentazione unitaria alle elezioni (il PCE era sceso al 4 % nelle precedenti). in seguito la lista si trasformò in forza politica. i partiti che l’avevano fatta nascere non si sciolsero e scrissero sui propri statuti che cedevano la sovranità sulla rappresentanza nelle istituzioni ed elettorali a izquierda unida.
    oggi a izquierda unida la maggioranza degli iscritti non ha tessere di partito. il pce ne ha circa un terzo. ma non tutti gli iscritti del pce sono anche iscritti ad izquierda unida giacchè la partecipazione è individuale.
    izquierda unida ha un programma elettorale e di governo proprio ed autonomo dal psoe. il pce svolge la sua attività a sostegno di izquierda unida, organizza proprie campagne politiche, le proprie feste, ha proprie sedi, riviste pubblicazioni, svolge una propria attività culturale. e così anche gli altri partiti nazionali e locali che aderiscono a izquierda unida.
    in molte regioni izquierda unida fa coalizioni con forze locali, prevalentemente nazionaliste di sinistra.
    si può cercare documentazione, per esempio i documenti della fondazione, sui siti di izquierda unida e del pce.

    io penso che oggi in italia, stante la divisione che c’è nella sinistra, si debba promuovere un processo di fondazione di una forza autonoma, con un programma antiliberista e progressista (per intenderci cose come la piattaforma fiom e il programma di rivoluzione civile) esclusivamente dal basso, senza patti e spartizioni di posti fra le organizzazioni partecipanti.
    bisogna fare una battaglia nella sinistra per far capire che non ha senso stare divisi quando sui contenuti alle elezioni si può essere uniti. e fare capire ai militanti del prc ed altre organizzazioni che se si delega la partecipazione elettorale a questa nuova forza ciò non cancella affatto il compito fondamentale e l’esistenza del partito.
    come è stato per il pce che è vivo e vegeto.

    tutto qui.

    un abbraccio

  110. Mario Zazzaro Says:

    quando e se avrai tempo di leggere queste riflessioni che accennavo ieri al cpf di Napoli, scusa del disturbo e del mio essere prolisso cercando di toccare più punti http://mariozazzaro.wordpress.com/2013/03/27/solo-spunti-di-riflessione-evoluzione-comunista-ed-agora/

  111. ivano gioffreda Says:

    TI SMENTISCO RAMON
    Caro compagno, nell’ultima parte del tuo post sostieni : Rifondazione Comunista, con i suoi difetti ha sempre dato prova di non pensare soprattutto a se stesso ed ai posti nelle istituzioni. Credo di poterti in parte smentire. Maria Campese, assessore della mia regione Puglia. La compagna Maria, lascia l’incarico di assessore per catapultarsi da sud a nord nel colleggio Piemonte2, ricordiamo che Maria è pugliese ( Barletta ). Il risultato elettorale lo conosciamo tutti, un fallimento totale. Cause ? Da Chianciano in poi abbiamo navigato a vista, senza un progetto politico. Maquesta è un’altra storia. Ritornando alla compagna Maria, dopo la disfatta rientra in regione, ma nel frattempo Vendola, a causa del vuoto creatosi in giunta, assessori catapultati a Roma, rimpasta la giunta e lascia la compagna Maria fuori dalla giunta, ma ricordo a tutti che, Maria non fu eletta, la sua nomina era esterna. Ma gli organi d’informazione e i social netwok che girano intorno al partito si scatenarono contro Vendola. La mia risposta fu : BEN CI STA !!!
    L’unica volta che diedi ragione a Vendola. Ma la domanda nasce spontanea : ma in Piemonte, non ce n’erano compagni validi da candidare ? La risposta arrivò subito dai compagni delle rispettive segreterie di Asti e Cuneo che avevano presentato 7 nominativi.
    Altroché compagno Mantovani, la segreteria o parte di essa, occupa tutto ciò che c’è da occupare. Noi invece, facciamo le occupazioni.

  112. Ivano, fai molta confsione. Se passa il tuo ragionamento anche Vendola doveva andare a casa visto che era candidato in tutta Italia ed è costantemente fuori dalla Puglia e cosi ai vari assessori poi candidati vedi Fratoianni

  113. ivano gioffreda Says:

    Caro Dani, sono convinto che bisogna parlare di noi e cosa vogliamo fare da grandi, sempre se lo diventeremo.
    Detto ciò, di SEL non me ne può fregare più di tanto. Io guardo in casa nostra, SEL può anche fare salti mortali, ma noi non siamo il fruttiVendola. Il ” ben ci sta “, non era a difesa di SEL, ma un attacco a certi comportamenti .

  114. ok mario, le leggerò.

  115. egregio ivano, davvero pensi di avermi smentito solo perché discuti di una compagna con lo stile del grande fratello?
    davvero pensi che usare questi argomenti sia discutere di politica?
    il gruppo dirigente di rifondazione ha tentato in tutti i modi possibili ed immaginabili di unire la sinistra di alternativa. questo non è navigare a vista senza un progetto. per quanto difficile sia e per quanto la sinistra sia sempre più divisa dalla logica del bipolarismo che ci vorrebbe impotenti nel centrosinistra o impotenti fuori, il tentare di unire tutti quelli che sono d’accordo su cose fondamentali in economia, società e diritti è giusto. e bisogna continuare a provarci.
    comunque il gruppo dirigente del prc se avesse voluto avrebbe sciolto il partito, o l’avrebbe lasciato sciogliere, ed ora starebbe comodo nel centrosinistra ed in parlamento, facendo finta di battersi per cose che saprebbe bene essere impossibili. basta leggere la carta d’intenti firmata da sel per trovare conferma.
    alla fine in pochi giorni si è fatta una lista con tutti quelli contrari al governo monti. le liste sono state fatte con l’unico metodo possibile. avevano limiti evidenti. ma non quelli che dici tu.
    per il semplice motivo che tu usi la demagogia basista. e la retorica del territorio che va tanto di moda.
    ma quando un partito deve tentare di eleggere 4 o 5 persone anche un bambino è in grado di capire che qualsiasi criterio che non sia di candidare i propri dirigenti nazionali è solo demagogia.
    ci sono venti regioni e una decina di città importanti. una si e le altre no?
    qualsiasi dirigente nazionale è, come dici tu, catapultato in un territorio quando ci sono elezioni?
    per esempio il sottoscritto fu candidato sempre in posti diversi.
    e allora?
    dovevamo avere rappresentanti di lotte territoriali e nessuno che si occupasse di politica estera. o la politica estera è prerogativa di una regione e non di un’altra?
    nessuno ti vieta di pensare che la compagna che hai citato sia brava o meno brava, all’altezza o meno. ma parlarne come hai fatto tu, sul mio blog, è solo una vigliaccata.
    è ormai pieno di persone che si ritengono comuniste e di sinistra e che poi usano i luoghi comuni berlusconiani, della politica spettacolo. e che amano bisticciare, insultare e spararle grosse su internet. come se questo fosse usare la libertà, ragionare, criticare costruttivamente.
    esattamente come al grande fratello.

    ciao

  116. Domenico Says:

    A mio avviso è fondamentale ricostruire il Partito della Rifondazione Comunista attraverso la collaborazione con i diversi soggetti esterni: movimenti, associazioni, ecc. Le divisioni e incomprensioni vanno risolte con la pratica: ritornare a lavorare insieme per raggiungere l’obiettivo ( le famose pratiche sociali ). E’ certamente un percorso difficile, in quanto esiste un senso di odio diffuso nei confronti del nostro Partito, ma non impossibile. Un altro punto su cui lavorare è la formazione, non solo dei quadri ma di tutti i compagni,iscritti o simpatizzanti su vari temi: la crisi, lo sfruttamento ambientale, la legge elettorale, ecc; cioè, fornire la cassetta degli attrezzi per comprendere cosa sta accadendo.

  117. sono d’accordo domenico.

  118. non conosco bene la vicenda della Campese ma una domanda sorge spontanea: non si poteva evitare di candidarla visto che era gia’ assessore?
    E poi Ivano ha solo espresso un’opinione…

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