Gli zapatisti, la digestione del potere e la sinistra.

 

Parliamo di qualcosa che secondo molti, e fra questi il sottoscritto, ha avuto un’importanza fondamentale nella sinistra mondiale?

Usciamo un po dalle beghe provinciali italiane?

Ma si dai, facciamolo, che forse troviamo anche qualche idea utile a capire dove andare nel futuro.

Il 1 agosto di quest’anno, nel Caracol de La Garrucha il Subcomandante Marcos e il Tenente Colonnello Moises hanno tenuto un discorso per i membri della “Carovana nazionale ed internazionale di osservazione e solidarietà con le comunità zapatiste del Chiapas”.

La versione originale, in castigliano, la trovate qui:

http://enlacezapatista.ezln.org.mx/comision-sexta/978/#Marcos

La versione in italiano, ma solo del discorso del Subcomandante Marcos, sul sito di Carta (che è l’unico giornale italiano che ha parlato dell’avvenimento con ottimi servizi e resoconti nel n° 31 del 29 agosto 2008) la potete leggere qui:

http://www.carta.org/attachments/pdf/0000/2180/31digestionepotere.pdf

Prima di entrare nel merito di alcune delle questioni affrontate nel discorso del Sup vorrei, riassuntivamente, soffermarmi su aspetti salienti, secondo la mia modesta opinione, dell’esperienza zapatista. Cercando di confutare letture e critiche che considero sbagliate, superficiali ed anche in malafede, circolate in Italia negli ultimi anni.

Delle origini dell’EZLN Marcos parla diffusamente nel discorso del 1 agosto.

Non credo che questa puntualizzazione sia casuale.

E’ diffusa nel mondo, infatti, l’idea pseudoromantica della guerriglia in America Latina, e da molte parti non si è voluto prendere atto delle modificazioni profondissime indotte dall’esperienza indigena nell’originale impostazione fochista del gruppo che diede vita all’EZLN.

La natura indigena dell’EZLN non è un dato sociologico. E’ profondamente legata alla cultura della resistenza che le comunità indigene hanno messo in atto per più di 500 anni, come Marcos spiega assai chiaramente.

La guerra che le comunità decidono di dichiarare al governo messicano è una necessità per due motivi fondamentali. Le comunità sono state private della terra, con una legge appositamente approntata per la firma del trattato di libero commercio con USA e Canada (NAFTA), e le condizioni di vita sono peggiorate al punto che c’è una vera e propria strage di bambini e bambine che muoiono per malattie curabilissime.

Non si tratta, quindi, della classica offensiva militare in ragione delle forze accumulate e con l’obiettivo di rovesciare il governo. La guerra è necessaria, come si vedrà meglio in seguito, per prendere la parola su una realtà che altrimenti sarebbe totalmente ignorata. E soprattutto c’è in modo chiaro la consapevolezza che le comunità indigene sono minacciate nella loro stessa esistenza da nuovi criteri di ristrutturazione e sfruttamento del territorio, prodotti dalla globalizzazione e non solo dai tradizionali poteri messicani.

Ecco un primo punto saliente dell’esperienza zapatista. La prima lotta al mondo (nonostante tutto di lotte anche armate ce n’erano diverse anche allora) che prende coscienza delle nuove contraddizioni prodotte dalla globalizzazione.

Come è noto, dopo l’insurrezione, piuttosto sanguinosa, e l’occupazione delle principali città dello stato del Chiapas da parte dell’EZLN il 1 gennaio del 1994 (lo stesso giorno dell’entrata in vigore del NAFTA), segue un forte movimento di solidarietà mondiale e le autorità di governo sono costrette alla trattativa.

L’EZLN esplicitamente dichiara di non aver fatto l’insurrezione per prendere il potere e rivendica un posto nel Messico per gli indigeni. Più concretamente chiede, nel corso della trattativa, una riforma costituzionale che riconosca il peculiare rapporto con la terra e il valore della cultura e delle forme di autogoverno di tutte le comunità indigene messicane (circa 12 milioni di persone e decine di etnie).

Su entrambe queste questioni (la guerra non per il potere e la riforma costituzionale) sono in molti a storcere il naso. Si sprecano critiche: senza prendere il potere non si può cambiare nulla; senza partire dalla contraddizione capitale lavoro non c’è speranza; la riforma costituzionale è prova di riformismo imbelle; e così via. In Italia si distingue per criticare l’EZLN in tal modo Rossana Rossanda, oltre a diversi altri estremisti e/o ortodossi di vario genere. E anche fra gli estimatori c’è chi loda gli zapatisti esattamente per gli stessi motivi. C’è chi si innamora del modello zapatista come “nuovo modo di far politica”. I cercatori del nuovo per il nuovo e i bisognosi di modelli non mancano mai!

In realtà la questione del potere è fondamentale perché smentisce, e basterebbe osservare l’esperienza storica per rendersene conto, l’idea che prima prendi il potere e poi lo usi per cambiare la realtà sociale. Dagli scritti e dai discorsi dell’EZLN si capisce sempre più che non si tratta di una rinuncia bensì di un rovesciamento della questione. Cambiare la società per cambiare il potere (che non è affatto neutro) è rimettere le cose con i piedi per terra.

La questione della presunta parzialità indigena e della presunta moderazione relativa alla riforma costituzionale sono emblematiche di come si possa non capire una questione fondamentale. Istituzionalizzare il rapporto delle comunità indigene con il territorio e le loro forme di autogoverno è totalmente incompatibile con i “moderni” criteri di sfruttamento delle multinazionali e con la nuova funzione dello stato al servizio del mercato. Significa contemporaneamente salvare l’esistenza delle comunità, altrimenti destinate ad estinguersi, e democratizzare lo stato ristabilendo il primato degli interessi umani sull’economia capitalistica.

E’ la rivendicazione più radicale ed antagonista che si possa fare. Altro che moderatismo e parzialità!!!

Il governo, abbastanza sorprendentemente, firma il primo accordo (accordo di San Andres) che prevede la riforma costituzionale, ma come si vedrà in seguito, prevedibilmente, non l’applicherà mai, tanto che ancora oggi, formalmente, la trattativa con l’EZLN è semplicemente interrotta.

Una prima volta il Presidente Zedillo presenta una legge di applicazione dell’accordo che è semplicemente una truffa, e a seguito della rottura delle trattative da parte dell’EZLN avvia una fase di guerra di bassa intensità.

E’ in questo periodo che l’EZLN sceglie di rifuggire lo scontro armato non accettando le numerose provocazioni.

Anche per questa scelta si guadagna le critiche di quelli che vorrebbero un bellissimo scontro militare per poter inneggiare alla lotta dell’EZLN. Ed altri, specularmente, vedono in questa scelta un positivo abbandono della lotta armata.

Ma le cose, per quel che ho capito io, non stanno così. Semplicemente l’EZLN non tiene affatto ad immolarsi in uno scontro militare sicuramente perdente ed essendo formalmente la trattativa sospesa punta sulla crescita della domanda politica in Messico e nel mondo affinché il primo accordo firmato dal governo sia rispettato per riprendere la trattativa. Non va dimenticato che l’EZLN nel 95, nel bel mezzo dei negoziati con il governo, aveva lanciato una consultazione di massa in tutto il Messico. Circa un milione e duecentomila persone, in un solo giorno, avevano risposto alle 5 domande dell’EZLN registrandosi con la carta d’identità ai banchetti.

Comunque l’EZLN sceglie di continuare la strada della lotta pacifica, senza abbandonare le armi, anche perché la trattativa con il governo è ormai un fatto politico di tutti gli indigeni messicani e di gran parte del popolo messicano, e non più una questione di un gruppo armato e delle comunità indigene chiapaneche.

Nel corso degli anni di guerra di bassa intensità portata avanti dal governo, perché si tratta di anni, l’EZLN si apre al mondo, teorizza esplicitamente una critica alla globalizzazione con diversi scritti, organizza incontri intercontinentali (che chiama con ironia intergalattici), invia propri rappresentanti alla manifestazione contro il razzismo a Venezia, interloquisce con diversi personaggi politici messicani del PRD (Partito della Rivoluzione Democratica) e con innumerevoli intellettuali. In particolare in diversi scritti affronta la questione del rapporto dell’organizzazione guerrigliera con le comunità indigene, criticando esplicitamente ogni deriva militarista e soprattutto la stupidità intrinseca di ogni organizzazione militare.

Che un gruppo armato i cui esponenti parlano in pubblico con il mitra in spalla non indulga nella retorica guerrigliera e dica della superiorità delle comunità rispetto al loro esercito, fino a definire stupida la propria organizzazione militare e gerarchica, è un altro contributo originale. Sia perché mette in campo un nuovo punto di vista per esaminare le esperienze guerrigliere latino-americane del passato ed in corso in quel momento, sia per il futuro.

Ovviamente molti confondono queste scelte con l’omologazione dell’EZLN ai punti di vista più moderati eurocentrici fino a definire l’EZLN come nonviolento. Anche su questo punto con le solite due varianti degli entusiasti e dei critici.

Sono anni, quelli della guerra di bassa intensità, molto duri. Il territorio nel quale gli zapatisti sono maggioritari viene occupato militarmente, ci sono stragi, uccisioni, persecuzioni. Ma l’EZLN, oltre a non cedere alle provocazioni e a manifestare un grande interesse per il mondo che si oppone alla globalizzazione, chiarisce con nettezza che non vuole la solita, classica, solidarietà. La solidarietà dei fortunati verso gli sfigati del mondo, della sinistra dei paesi avanzati verso quella dei paesi arretrati. La solidarietà di cui parlano gli zapatisti è la costruzione di rapporti paritari, nell’ambito della comune lotta contro il neoliberismo. Non si tratta solo di una questione di dignità, che comunque ha grande importanza. C’è l’idea che la globalizzazione produce le stesse contraddizioni in tutto il mondo e che, quindi, l’essenza di una vera solidarietà è il dialogo fra tutte le diverse esperienze che resistono e si oppongono.

Anche su questo punto ci sono scontenti, soprattutto fra quelli abituati a “portare” insieme alla solidarietà le proprie impostazioni sottoforma di “progetti preconfezionati” e “suggerimenti”. Fino ad arrivare ai coyotes della solidarietà di cui parla Marcos nel sopracitato recente discorso.

La fase della guerra di bassa intensità si risolve con una netta vittoria dell’EZLN. Grazie all’apertura dell’EZLN al mondo e alla grande popolarità conquistata dalla causa indigena il governo messicano non può, pena un prezzo politico insopportabile, tentare di liquidare militarmente gli zapatisti.

Così si arriva alle elezioni del 2000. Il candidato del PAN (partito conservatore della destra liberista) Vicente Fox risulta vincente ed è il primo presidente non appartenente al PRI dopo più di 70 anni di dominio incontrastato.

Ci sarebbe molto da dire su come la voglia di cambiamento sia stata raccolta dalla destra e non dal partito della sinistra, o del centrosinistra che dir si voglia. Ma occupiamoci di un punto che ha avuto una grande importanza nella vittoria di Fox: la questione zapatista.

Infatti Fox, durante la campagna elettorale, promette solennemente che se eletto presidente presenterà al parlamento un progetto di legge che raccoglie il testo del primo accordo firmato con l’EZLN. Ripete più volte che il conflitto con gli zapatisti potrà essere risolto “in un quarto d’ora” approvando quel testo di riforma costituzionale. Fox si insedia nel dicembre del 2000 e la primavera successiva gli zapatisti organizzano la famosa “marcia per la dignità indigena”. Una marcia di tutti i comandanti zapatisti attraverso gran parte del Messico e che si conclude a Città del Messico con un’enorme manifestazione di popolo e con un discorso antiretorico che Marcos pronuncia appositamente con le spalle rivolte al palazzo del governo. Gli zapatisti si fermano a Città del Messico per qualche giorno e una delegazione dell’EZLN, composta esclusivamente da indigeni anche di altre posizioni politiche, si reca nell’aula del parlamento dove alcune comandanti prendono solennemente la parola indossando il loro passamontagna.

Nei giorni seguenti Fox presenta il progetto di legge. Si tratta di un disegno di legge del presidente i cui contenuti sono coerenti con gli accordi di San Andres.

Sembra che la lotta sia coronata da un successo, ma in realtà non è così. Infatti, al Senato il testo viene stravolto e viene votata una legge che perpetua l’oppressione di tutti i popoli indigeni del Messico.

E’ necessario soffermarsi su questo punto perché senza capire la portata di quel voto del senato è impossibile capire cosa sarà la traiettoria politica dell’EZLN negli anni seguenti, e soprattutto il motivo della rottura di ogni collaborazione e rapporto di fiducia con le istituzioni e con il PRD.

Bisogna capire che quel progetto di legge era la traduzione di un accordo firmato dal governo messicano con l’EZLN in un ufficiale negoziato di pace. Accordo fatto proprio dal Congresso Nazionale Indigeno (organismo rappresentativo di tutte le etnie e comunità indigene messicane) e da un vastissimo movimento indigeno mondiale. Cambiare il testo del presidente, pur essendo una prerogativa parlamentare, vista la natura del testo stesso significa, però, semplicemente tradire il negoziato e dimostrare la totale inaffidabilità delle autorità messicane. Che il PRI e il PAN avessero decine di parlamentari totalmente ostili ad ogni riconoscimento dei diritti indigeni era chiarissimo fin dall’inizio. Ma che il PRD votasse a favore di quel testo non era così facilmente prevedibile. Il PRD aveva giurato e promesso in ogni modo per anni che avrebbe difeso il testo dell’accordo di San Andres. Si consuma così una rottura insanabile fra l’EZLN e quei personaggi del PRD che negli anni precedenti avevano interloquito con la causa indigena. Ma questa rottura non è un incidente qualsiasi. E’ il prodotto di una concezione nefasta della politica. Non la trasformazione sociale, non le sacrosante rivendicazioni di 12 milioni di indigeni e di un vasto movimento mondiale, non la reale democratizzazione del paese (come può un partito che propugna la democratizzazione del Messico pensare che si possa perseguire questo obiettivo senza includere, anche istituzionalmente, gli indigeni nella vita del paese?), sono le bussole che guidano le scelte del PRD, bensì i rapporti fra le forze nel parlamento, le tattiche politiciste. Tutto secondo la vecchia logica per cui gli indigeni lottano e i partiti rispondono dall’alto della politica ufficiale ciò che nell’ambito istituzionale considerano possibile internamente alle compatibilità del sistema.

Come se non bastasse organizzazioni locali del PRD praticano anch’esse la guerra di bassa intensità contro gli zapatisti. Perché bisogna sapere che quando si tratta di voti e di potere non si guarda per il sottile e capita che latifondisti e caudilli vari possano essere indifferentemente del PRI del PAN o anche del PRD, e che al di la della casacca elettorale che indossano di volta in volta (anche cambiando spesso secondo le convenienze elettorali) difendono i propri privilegi anche perseguitando con gruppi paramilitari gli indigeni che osano, per esempio, rivendicare acqua potabile nelle loro comunità. Il tutto nel silenzio complice dei lontani gruppi dirigenti nazionali del PRD disposti a chiudere entrambi gli occhi sulla natura del loro stesso partito in Chiapas (non sia mai che si perdano voti cacciando paramilitari e latifondisti!).

E’ questa situazione, denunciata a chiare lettere, che spinge l’EZLN a una scelta coraggiosa.

Dal tradimento parlamentare l’EZLN per quasi due anni non parlerà, non scriverà, non dirà nulla.

Nei due anni di silenzio zapatista i giornali messicani si sbizzarriscono a formulare le ipotesi più suggestive: Marcos è morto; l’EZLN in preda a divisioni si è sciolto; Marcos è scappato a Miami; gli indigeni hanno cacciato l’EZLN non avendo ottenuto nulla con loro; e via cantando.

Ma la realtà è un’altra.

L’EZLN ha, diciamolo così, semplicemente applicato la legge come se fosse stata approvata dal parlamento. Ha cioè costruito una realtà di autogoverno delle comunità. Fra mille difficoltà, e lontano dai riflettori di qualsiasi tipo, le comunità sperimentano forme di democrazia diretta (nelle quali tutte e tutti partecipano a rotazione nella gestione amministrativa) affrontando ogni aspetto della vita quotidiana in modo completamente autonomo. Inoltre l’EZLN compie un’altra scelta fondamentale. Proclama di continuare ad esistere come organizzazione guerrigliera, di svolgere una funzione difensiva armata delle comunità, ma rifugge ogni compito di direzione delle comunità e delle istituzioni delle comunità.

Su questa esperienza non mi dilungo. Rimando alla lettura di un mio articolo per CARTA nel 2004 (che anche su questo tema fu l’unico giornale italiano a parlarne) pubblicato anche su questo blog.

http://ramonmantovani.wordpress.com/2004/10/26/lettera-a-pierluigi-sullo-2/

Anni e anni di esperienza di autogoverno si congiungono con la ricerca di relazioni feconde con le lotte che in Messico nascono e si sviluppano fuori delle compatibilità economiche e politiche del sistema, fino all’ultima campagna elettorale presidenziale.

L’EZLN promuove una propria campagna (la Otra Campaña) con l’obiettivo esplicito di riunire in un unico movimento tutte le esperienze di lotta e tutte le organizzazioni politiche anticapitalistiche disperse ed isolate sul territorio messicano.

Inizia un lungo viaggio di Marcos e di una delegazione zapatista con centinaia di incontri in tutto il Messico.

Ed inizia il tormentone elettorale. Il PRD sembra (secondo i sondaggi) poter vincere le elezioni e, ovviamente, l’EZLN diventa l’obiettivo polemico di quanti lo accusano di fare il gioco del PAN visto che si ostina a dichiararsi indifferente alle elezioni.

Anche in Italia, molti che da tempo si sono completamente disinteressati del Messico e soprattutto dell’esperienza zapatista, ivi comprese le aggressioni subite dagli zapatisti ad opera del PRD, alzano la voce per dire che la posizione dell’EZLN è impolitica, infantile, estremista, settaria e così via. Giacché, per loro, tutto il mondo è paese, e la politica in Messico va capita attraverso gli schemini italo-europei, è scandaloso che l’EZLN non aiuti Andres Manuel Lopez Obrador (il candidato alla presidenza del PRD) a vincere le elezioni. Che Lopez Obrador non abbia nulla da dire sulla questione indigena e meno ancora sulle aggressioni che fanno i caudillos del suo partito in Chiapas contro gli zapatisti, che faccia una campagna elettorale ultracentrista, che non si capisca quale sia la differenza fra i tre candidati su questioni fondamentali a tutti costoro non importa nulla. Bisogna schierarsi e basta.

Il PRD vince le elezioni ma con sofisticati e giganteschi brogli la vittoria viene assegnata al PAN. Lopez Obrador non accetta il risultato elettorale e milioni di messicani lo seguono in una mobilitazione che durerà mesi provocando una crisi istituzionale di proporzioni inusitate.

E’ Marcos a pubblicare la denuncia più circostanziata dei brogli, unitamente ad un’analisi del sistema politico messicano difficilmente confutabile. Si tratta di un sistema chiuso ad ogni riforma democratica, come ha dimostrato la legge indigena. Non può esserci un futuro che non venga dal basso della società.

Sembra rendersene conto anche Lopez Obrador che ad una delegazione parlamentare italiana, lo dico per testimonianza diretta, dice che in Messico c’è un potere mafioso (sono parole sue) che non permetterà mai alla sinistra di andare al governo e che bisogna costruire un movimento popolare capace di dare spallate al sistema dal basso. Aggiunge anche che è stufo di sentire gli appelli dei partiti socialisti europei alla calma, alla ragionevolezza e al realismo e che si rifiuterà di incontrarli ancora.

Ma il PRD non sembra seguire Lopez Obrador su questa strada. La contesa nel partito, dopo un congresso drammatico, è tuttora aperta.

Intanto l’EZLN continua la sua Altra Campagna, tra alterni successi, visto che una parte dei gruppi che vi avevano partecipato in un primo momento se ne distaccano per ingrossare le fila del movimento promosso da Lopez Obrador. E promuove diverse iniziative, anche di carattere internazionale, come il primo incontro continentale dei movimenti indigeni.

Il discorso di Marcos di cui ci occupiamo in questo articolo conclude, credo, un percorso tracciando un bilancio e soprattutto mettendo l’accento sul problema più importante: il rapporto della sinistra con il potere.

Un problema irrisolto, vista l’esperienza storica. Ma sul quale vale davvero la pena di considerare l’esperienza zapatista dismettendo una volta per tutte la presunzione eurocentrica secondo la quale gli indigeni sono meritevoli di solidarietà ma non hanno nulla di interessante da dire.

Ovviamente io penso che gli zapatisti non siano un modello, tanto meno che siano l’avanguardia da seguire. Ma insisto nel dire che i temi del potere, dell’autogoverno reale, della democrazia diretta, della critica dell’organizzazione militare, della critica del realismo elettoralista, della necessità di un movimento mondiale, siano temi imprescindibili per la rifondazione comunista e più in generale per ridare un senso alla parola sinistra.

Non credo ci voglia molto a capire come il potere sia stato in grado di digerire la sinistra in europa e di quanta indigestione di potere abbia fatto la sinistra.

Forse, al di la delle ossessioni elettorali (che non sono solo dei partiti ma anche di gran parte delle organizzazioni sociali), è necessario aprire una discussione lunga e approfondita senza la paura di rompere con comodi luoghi comuni del passato e senza illudersi che l’aggettivo nuovo (che non per caso gli zapatisti, pur essendo una realtà assolutamente nuova rispetto alle precedenti esperienze, non usano mai) possa risolvere i nostri problemi.

ramon mantovani

494 Risposte a “Gli zapatisti, la digestione del potere e la sinistra.”

  1. masaccio Dice:

    Sono d’accordo, soprattutto nel tuo fare giustizia alla storia zapatista, che è tutt’altro che quella favoletta peace&love che troppo spesso si racconta.
    Ma resta un punto irrisolto. È vero che l’esperienza zapatista ci interroga senza essere un modello da imitare, ma appunto per questo continua a essere un insieme di domande senza risposta, per noi comunisti europei del 2008. Non possiamo nè liquidarla come “roba da indigeni” né adottarla come “testo sacro”. Ci poniamo le domande che ci pongono gli zapatisti: come costruire democrazia senza produrre potere? E come è possibile cambiare le cose senza il potere di farlo?
    Ramon, è dal 1994 che ci facciamo queste domande. La totale mancanza di risposte, però, mi sembra un esemplare indice della desertificazione ideale della politica italiana contemporanea… Lo zapatismo rischia di diventare un cascame novecentesco senza nemmeno aver prodotto gli straordinari sommovimenti che quel secolo ha prodotto.

  2. lucaocchionero Dice:

    “Ovviamente io penso che gli zapatisti non siano un modello, tanto meno che siano l’avanguardia da seguire. Ma insisto nel dire che i temi del potere, dell’autogoverno reale, della democrazia diretta, della critica dell’organizzazione militare, della critica del realismo elettoralista, della necessità di un movimento mondiale, siano temi imprescindibili per la rifondazione comunista e più in generale per ridare un senso alla parola sinistra.”
    Sono d’accordo nel mettere i punti che hai indicato nell’elenco degli obiettivi che la Rifondazione Comunista deve provare a specificare, a ridefinire. Credo che ce ne siano anche altri più strettamente connessi all’economia ed al rapporto tra questa(nelle sue scissioni:finanza e produzione) col lavoro, coi lavoratori, fino ad individuare quale possa essere la forma migliore per realizzare una distribuzione della ricchezza che riduca(fino ad annullare) la distanza tra le classi. Temi che si pone il movimento zapatista ed in generale si pongono le minoranze etniche nel mondo dal momento che la loro condizione sociale inferiore è dettata da condizioni economiche inferiori e secondarie rispetto alle etnie maggioritarie che detengono le leve dei poteri economici nazionali e ultra nazionali. Ma proprio per l’attivazione continua di questa opera di ricerca invece credo che il movimento zapatista sia un modello positivo. Essi (zapatisti)hanno provato e provano a cercare la loro strada verso il socialismo tramite una elaborazione concreta delle esperienze di lotta: ragionando, a volte improvvisando e cercando di raggiungere lo scopo.
    Spero che così faccia anche il PRC, ma in generale lo faccia il movimento di opposizione al capitalismo che nel mondo c’è e si muove in certi casi anche con grande clamore. Individuare le proprie strade, rielaborare concetti, idealità, pratiche; nella massima libertà di contatti, di concezione e di esecuzione, senza dimenticare mai il punto di partenza nè quello di arrivo: la realizzazione di una società di eguali, l’abolizione di ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
    Contrariamente a Masaccio io sono ottimista, io credo che si possa fare; io credo che non saremo soli in questa operazione storica.

  3. Grazie mille Ramon,
    articolo molto interessante e che ci fa ampliare un attimo il nostro sguardo troppo spesso puntato sulla politichetta di casa nostra o peggio ancora sulle nostre beghe interne.
    Sull’EZLN non ho mai ben capito una cosa però (ovvero non ne sono certo e mi farebbe piacere sentirla detta da te con chiarezza come hai fatto in questo articolo), cioè la loro posizione verso le altre esperienze latino-americane (cuba, venezuela, bolivia), certamente “ortodosse” dal loro punto di vista.

  4. marica porta Dice:

    Scusate l’off topic, ma c’è davvero qualcosa che non quadra se oggi l’editoriale di Liberazione è affidato al capo (non saprei come altro definirlo) della minoranza piuttosto che al segretario nazionale.
    Sarà che rosico per non essere a roma e per l’arresto del compagno,
    ma la cosa è a questo punto insostenibile e incomprensibile per chi si ostina quotidianamente a comprare Liberazione e a pensare che non debba essere buttato via come un ferro vecchio inservibile pur in questa situazione e che spera che i vertici (è in questi momenti che sono percepiti come tali) prendano posizione in merito.
    Ora, non chiedo consolazione all’uomo buono compagno Mantovani, ma chiarimenti perchè forse qualcosa mi sfugge.

    Marìca Porta – circolo “Palestina libera” Molfetta (Ba)

  5. Per quel che mi riguarda, continuo ad apprezzare la figura e l’operato di Vendola sotto molti profili, nonostante tutto. Adesso non dobbiamo farci prendere dalla tentazione di sparare sempre e comunque su Sansonetti.

  6. sacha il tuo è un attegiamento ambiguo…..è sansonetti a sparare sugli altri a meno di non essere sordi e ciechi.Se la maggioranza l’avesse avuta Vendola un eventuale sansonetti filo ferrero sarebbe stato cacciato a calci da Liberazione dopo 24 ore.

  7. Cerchiamo di salvaguardare l’unità del partito, Vendola in Puglia sta facendo cose eccellenti. Non è il suo intervento a scandalizzarmi, ma gli altri. Poi io dal primo momento ho chiesto la cacciata di Sansonetti, un mitomane poco intelligente che semina zizzania.

  8. Ramon penso che rifondazione comunista per un periodo aveva preso la direzione giusta nell’affrontare la questione della critica al potere come mezzo! Quante volte abbiamo parlato di alternativa di società, del sociale non separato dal politico etc.
    E’ stata per diversi anni, senza dubbio un esperienza originale nel panorma politico italiano ed Europeo, proprio perchè ha cercato di studiare a fondo le contraddizioni della globalizzazione neoliberista anche cercando di capire le ragioni di esperienze lontane da quelle classiche ascrivibili ai movimenti europei od occidentali, come quella zapatista. E secondo me abbiamo anche praticato concretamente delle battaglie importanti che però non sono diventate patrimonio costante del nostro agire.
    Un esempio: La battaglia della ripubblicizzazione dell’acqua! Ecco in quella battaglia c’era un alta rivendicazione politica, una richiesta di sottrazione di un bene comune alle logiche del profitto!
    E su questa tematica il nostro partito si è impegnato molto ed è cresciuto, si raccoglievano firme, si promuovevano leggi di inaziativa popolari.
    Ed è questa la differenza tra il bagaglio del nostro partito e quello ad esempio di un altro partito comunista italiano.
    Poi però ci sono le elezioni ed è a questo punto che queste battaglie non sono più essenziali, perchè forse non pagano in termini di voti. Ed è così che il politco viene chiamato con l’istituzionale!
    L’errore principale commesso dal nostro partito negli anni del governo Prodi, come tu stesso hai ricordato ad esempio al congresso, è stato quello di farsi risucchiare nei vecchi schemi politici elettoralistici! Ed ecco che il governo e il parlamento ritornano ad essere i luoghi nevralgici della nostra azione politica ed ecco che l’elezioni ritornano ad essere il metro unico per misurare i risultati di tale agire!
    D’altronde come non ricordare il motto dell’ultima campagna eletterole: La sinistra si deve unire altrimenti scompare: dal parlamento!

  9. marica porta Dice:

    La questione non è sui nomi. Mi interessa poco impostare così il discorso. E il tifo da stadio pro Vendola e chicchessia è divenuto francamente stucchevole.
    Ciò che non si può eludere è invece la linea maggioritaria passata al congresso che deve essere praticata nella società, come abbiamo iniziato a fare (bene) con le campagne sociali in atto, e nel quotidiano. Liberazione non deve essere strumento da usare contro nessuno ma per il partito stesso.
    Se questo non è – e non è perchè leggiamo e vediamo quotidianamente che Liberazione è usata da Sansonetti, dalla redazione e dalla minoranza per screditare e osteggiare la linea e il partito – qualcosa non sta funzionando.
    Semplicemente Sansonetti non incarna le scelte e le esigenze del partito, fa altro, non è disposto a mediare, continua a spalare fango in maniera cafona e violenta anche attraverso la tiritera poetica di Vendola, gli editoriali giustapposti, gli aforismi (del tipo la minoranza ha sempre ragione) ecc.
    E’ solo questione di tempo? solo questo vorrei capire.
    marìca

  10. Ops… devo ancora finire!
    Perchè non abbiamo ad esempio continuato nella lotta per la ripubbliciziane dell’acqua???
    Il nostro arretramento è stato molto grave e ha creato anche confusione e arretramento in coloro che forse avevano capito l’essenzialità di alcune nostre battaglia!
    In questi giorni è rinato un movimento fondamentale nel nostro paese, movimento che rifondazione deve capire e con cui rifondazione deve interloquire!
    Ma quando parlando con uno studente che si sta mobilitando egli mi risponde che i partiti non sono ben accetti perchè la loro manifestazione non è politica e quando oggi sento dire che il corteo non è politico, capisco che d’altronde mi trovo ancora in Italia e che di lavoro da fare ce n’è ancora tanto!
    Quello studente sicuramente non si mobilita per lo stesso motivo di Veltroni, ma pensa come Veltroni che quella mobilitazione non ha valore politico, anche se a differenza di Veltroni sta facendo qualcosa di altamente politico, perchè non chiede voti, ma chiede che la scuola e la cultura non sia una merce!
    Penso che il compito di Rifondazione sia cercare di far capire allo studente la portata politica di quello che sta facendo!

  11. caro ramon.
    ora che ho letto l’articolo ho capito perchè ci hai messo così tanto.
    è splendido!
    ma non è un articolo. è un saggio concentratissimo.
    ti confido di aver capito ben poco.
    mi devo per forza legger per bene le dichiarazioni di marcos e poi riguardare con calma tutta la tua analisi.
    con molta calma
    io penso che dovresti seriamente prendere in considerazione l’idea di scrivere un libro ed articolare il tutto. sarebbe interessante studiare per bene alcuni processi per capire noi in quale direzione dobbiamo andare… così, su due piedi è difficilissimo. credo che pochi a sinistra siano all’altezza di farlo, abbiano cioè quella lucidità ad interpretare i fenomeni, quella capacità di analisi unita all’esperienza di anni di attività di politica internazionale non autoreferenziale ma esperienziale all’interno dei conflitti.
    davvero ramon. sei davvero una ricchezza per tutti.
    un po’ come i nonni… (questa è sempre per via della montedison :-)

    bellissima analisi ramon.
    ma per capirla ci metterò almeno il tempo che ci hai messo tu a scriverla
    un bacio

  12. leggerò con calma l’ultimo scritto di Ramon. Ora vorrei chiedervi cosa ne pensate della richiesta di referendum contro la Gelmini, avanzata ultimamente anche dal nostro partito. Io credo che sia sbagliata perchè sposta l’obiettivo dalla società alle istituzioni.Il nostro partito dovrebbe investire – finalmente! – sulla crescita e la radicalità di questo movimento, operare per una saldatura, senza frettolose avanguardie, con le questioni del lavoro che ancora subiscono l’egemonia riformista. Quando ho sentito che il PD lanciava il referendum ho subito pensato che lo volevano inscatolare, che tentavano di sottrargli lo spirito di iniziativa autonoma per ricondurlo “alla politica”. Oggi a me pare il momento non di offrire uno “sbocco” ma di buttarsi dentro a capofitto e di lavorare per la sua tenuta, durata, critica. Non so quanto durerà ma noi abbiamo l’obbligo di inverstire e muovere il nostro partito in questo movimento che finalmente si manifesta. Bene la vendita del pane, bene questo movimento a patto che non sia la spilletta che passa da giacca a giacca. Noi dobbiamo anche qui essere alternativi al PD: lui referendum, noi occupazioni e cortei sino al ritiro della “riforma”.

  13. Interessantissimo contributo Ramon, effettivamente ci voleva per non rinchiuderci di nuovo nello stesso post per due mesi :-)

    Come ben dice Maria, è da rileggerselo con calma, e anche e soprattutto gli interventi originali dei comandanti zapatisti. Le prime considerazioni però che mi vengono in mente sono:

    - L’esperienza dell’EZLN è tanto ricca e interessante come unica e specifica nel suo ambiente (politico e sociale) e territorio. Rifuggere dal “modellismo”, senz’altro, e meno che meno automatico; però sicuramente fonte di ispirazione e di dibattito. Ci sono delle azioni e prese di posizioni che semplicemente è impossibile capire e meno ancora giudicare senza esserci lì, veramente, e per tutti quegli anni.

    - Marcos è interessantissimo ma continua a “stridere” un po’ la necessità che il movimento popolare indigena non possa essere ancora compiutamente capeggiato e rappresentato direttamente da se stesso. La critica al potere comprende anche la critica alla delega della rappresentanza e tutta l’eterna storia tra dirigenti, militanti, intellettuali, massa etc. che riempie già migliaia di pagine e altre migliaia ne riempirà. Però alcuni aspetti della giustissima critica di Marcos ai “coyotes” potrebbero ritorcersi anche contro se stesso e il suo ruolo, che spesso – non so se più o meno coscientemente – indulge troppo sulla mediatizzazione.

    - Un altro paio di stridenze: quella frase sulle origini del zapatismo “Ese pequeño grupo [...] tenía también una carga ética y moral que no tenía precedentes en los movimientos guerrilleros o armados en América Latina. ” Sì che ha almeno un precedente, eccome, e grosso come una cattedrale, e che dura ancora oggi: il Movimiento 26 de Julio… e qui mi ricollegherei a quello cui ha accennato Nicola, sulla posizione nei riguardi di altre esperienze latinoamericane come Cuba appunto, e altre.

    - E poi, quei continui cenni al “País Vasco en rebeldía” e cose del genere… temo che Marcos sia parecchio male informato sulla situazione attuale di Euzkadi, dove quella “rebeldía” è oggi purtroppo egemonizzata dalle ultime e più degenerate pro-discendenze di quello che, negli anni sessanta e settanta, sì che era un vero e grande movimento di liberazione nazionale e sociale, quella ETA che lottava contro la dittatura franchista (fino al culmine della storica e decisiva azione contro Carrero, il delfino di Franco), e per quello raccolse grandissimo prestigio e appoggio tra i democratici e i rivoluzionari di tutto il mondo. Ma oggi, di tutto quello, non c’è praticamente più nulla: c’è solo una banda di nazionalisti esaltati, che flirtano con gente come Borghezio, e che “lottano” facendo saltare ridicole bombe contro poliziotti, consiglieri comunali, sindacalisti locali e anche gente qualsiasi che passa per caso, in nome di una “autodeterminazione” e di una “purezza di terra, di lingua e di razza” che farebbero solo ridere, se non fosse che ogni tanto qualcuno ci rimette la pelle, e che aiutano – da perfetti “utili idioti” – a criminalizzare e schiacciare tutto il movimento veramente alternativo, di sinistra e anticapitalistico, che cerca di essere attivo in Euzkadi.

    Vabbè, come al solito scusate la grafomania :-D

  14. ned ludd'75 Dice:

    “E’ solo questione di tempo? solo questo vorrei capire.
    marìca”

    Si Marica, è solo questione di tempo

  15. Brunoincazzato Dice:

    @ned
    si d’accordo,ma quanto ci costa questo tempo?
    capisci dove nasce la preoccupazione?

  16. Bellissimo questo articolo, e anche le considerazioni di Ramon, che mi mettono francamente in difficoltà e su cui devo riflettere. Nel senso che non vorrei si convertissero in una sorta di indifferenza alle istituzioni, che sicuramente sono pseudo-democratiche ma restano una tribuna importante.
    Riguardo al referendum anti-Gelmini, ho sentito Ferrero molto netto: lo appoggiamo ma la mobilitazione e il movimento devono continuare.

  17. caro masaccio, per avere risposte giuste è importante farsi o fare le domande giuste. a me non sembra poco aver sollevato il problema del potere non in un seminario di un centro studi in astratto bensì nel fuoco di una lotta difficilissima. prova e riprova le risposte arriveranno. invece, se gli zapatisti avessero accettato le lusinghe del potere, che sono state moltissime, gli indigeni sarebbero stati traditi ancora una volta. avrebbero avuto uno “spazio politico elettorale” nel sistema politico messicano, ma non sarebbe cambiato nulla di nulla nella società. ora, ovviamente in italia come in altri paesi, non c’è la stessa situazione. tuttavia il problema, anche se in forme diverse, esiste. o no? discutiamone con calma. mi sembra più importante che parlare all’infinito di liste alle elezioni.
    un abbraccio

  18. ben detto lucaocchionero. mi pare che siamo d’accordo.

  19. caro nicola, mi pare di aver capito che gli zapatisti, ed ecco un’altra novità, non hanno mai espresso giudizi e “posizioni” su altre esperienze. hanno sempre espresso solidarietà verso i popoli dei paesi che tu hai citato. un motivo è, probabilmente, che tutti i movimenti rivoluzionari latino americani hanno avuto per decenni ospitalità dai governi messicani e tacitamente hanno evitato accuratamente di sostenere i rivoluzionari messicani, e questo ha sempre determinato una sorta di rapporto a distanza tra di loro.
    ma è un’opinione mia.
    un abbraccio

  20. cara marica, entro una quindicina di giorni ci sarà la direzione del partito dove si discuterà di liberazione. è anche una questione formale perché bisogna per forza attendere che la società editrice avanzi la proposta sulla quale discutere.
    spero sia chiaro.
    un abbraccio

  21. caro luca, sono d’accordo con te. ma insisto nel dire che non sono le elezioni il problema. se è per questo c’erano anche nel 2001 no? è stata un’analisi della fase completamente sbagliata, come ho detto più volte. la qual cosa è ben più seria da risolvere rispetto alla ricerca di capri espiatori cambiati i quali magicamente si risolverebbero tutti i problemi. le cose che tu dici sono effetti e non cause. e scusa la semplificazione.
    un abbraccio

  22. grazie maria, le tue parole sono molto, troppo lusinghiere. più volte ho considerato l’ipotesi di scrivere un saggio sul tema di cui sopra. ma ho sempre desistito perché non credo di esserne capace. comunque non è mai detta l’ultima parola.
    quanto al nonno incasso. in effetti non sono più l’estremista agile e scattante di un tempo.
    un abbraccio

  23. devo scappare. mariogc ti risponderò appena posso.
    ciao ciao

  24. lucaocchionero Dice:

    Compagno Ramon. Sicuramente sarai anche un conoscitore di comunismo(o socialismo) africano. Onestamente so qualcosa, ma vorrei se possibile, che ci dicessi qualcosa in più riguardo a ciò che sta succedendo nella Rep.Dem del Congo. Soprattutto sarebbe utile che ci chiarissi alcuni dubbi: si tratta di un conflitto solamente etnico, oppure(come io penso) esiste anche una grande motivazione politica-economica? Se è così: come si legge questa nuova escalation alla luce dell’atteggiamento ambiguo di Kabila figlio verso un’idea di socialismo(credo solo populista poichè non ho notizie di applicazioni socialiste nell’economia di quel paese)? Ultima domanda: cos’è questo schieramento di “ribelli tutsi”, e quale ispirazione politica porta con sè, quale modello di economia e di società?

  25. Hai ragione Ramon mi sono spiegato ovviamente male. La differenza tra il 2001 e il 2006 è che nel 2006 abbiamo scommesso nella partecipazione al governo per cercare di cambiare le cose, nel 2001 ovviamente no!
    Una domanda a questo punto, secondo te quali sono state le cause che ci hanno portato a sbagliare l’analisi della fase! e perchè siamo incorsi in questi errori?

  26. giovanni Dice:

    ola ramon,
    finalmente un tema di vera pregnanza , di superiore attualità,insomma un
    articolo che pone attraverso un fatto vero e super attuale la centralità della passione politica. Ho divorato l’articolo apprendendo molte cose che mi ero perso nel frattempo e te ne ringrazio . Non entro nel merito della questione perchè altri approffondimenti sono indispensabili alla mia consapevolezza.
    Mi corre l’obbligo di sottolineare cionondimeno il cuore ,o quello che me appare come tale della tua esternazione.
    Il vero problema del potere e della democrazia, l’assenza dei temi di politica internazionale dal dibattito nazionale, la declinazione del concetto stesso della globalizzazione.
    Credo che l’esperienza messicana sia illuminante per la relazione maggioranza e minoranza e per la natura che in quel contesto questa relazione assume. La relazione individuo e appartenenza culturale e territorio è imprescindibile da un vero concetto di giustizia. Nei loro modi
    e con la temperatura geopolitica di quell’area gli indios dimostrano che il tempo non basta a sanare le ingiustizie ne che la democrazia sia la condizione sufficente per poterle risolvere. Ne consegue che o il vero obbiettivo è realizzare la democrazia o che è necessario superarla per risolvere i diritti dell’uomo.
    Analogamente la realtà globalizzata può essere demonizzata o può viceversa aprire strade nuove per la comprensione delle vere tematiche connesse alla relazione masse potere – individuo libertà.
    Lo scenario internazionale è cambiato il mostro americano ha perso la sua credibilità,il modello di controllo del mondo non funziona .
    Le esigenze economiche devono fare i conti con la realtà dell’uomo parcellizzata nel suo luogo e nel suo tempo. Il potere non può non essere abbinato al diritto e questultimo non può appartenere ad una sola parte del mondo. Dalle social company al microcredito a molteplici esempi di
    associazionismo consapevole e solidale fino alla canna del fucile se necessaria la risposta esiste già sparsa nel mondo.
    Si pone una questione di fondo,la maturazione di una classe”dirigente
    politica che non esiste in nessuno schieramento politico.
    La globalizzazione può essere un grande alleato e non un nemico. Le necessità dell’indio messicano devono trovare un corrispettivo nei bisogni del contadino pugliese o congolese. Trovo inutile e deviante contestare la globalizzazione ma al contrario ritengo che sia doveroso rivendicare ovunque il diritto a prenderne parte nel rispetto dei bisogni e dei diritti
    altrui. La relazione democrazia globalizzazione evidenzia i limiti dell’una e dell’altra. Trovare una alternativa valida servirà a non precipitare nel peggio che si sta preparando.
    Credo che la sinistra in italia sia morta. O meglio che sia morta la sua rappresentanza o la sua capacità di proposta. Non potrà rinascere se non parte da una coscienza di ruolo internazionale indispensabile a qualsivoglia ipotesi di soluzione ai problemi del diritto umano .
    Etica dell’economia e democrazia come servizio e non come dottrina.
    Partiamo dal valore delle parole e smettiamo di chiamare democrazia il sopruso e la sopraffazione su uomini distanti da noi.
    Lo stesso concetto di potere è intriso di cultura democratica . La descrizione di un nuovo mondo di un nuovo uomo è possibile se si rifugge dalla cultura della supremazia. Eguaglianza è la parola da difendere , il contenuto da declinare gli altri nuovi o vecchi che siano sono altra cosa.
    Un grande abbraccio,viva la vita!

  27. Bellissimo commento Giovanni!

  28. mi riproponevo di non intervenire per un po’, ma non posso non salutare giovanni viva la vita! in verità più volte mi era venuto il desiderio di chiederti come mai non interveni più, è dalla fase calda congressuale che non sei più intervenuto con i tuoi ottimi commenti…. ma non l’ho fatto x non essere accusata di far parte di un club ristretto.
    bentornato giovanni. ci mancavano i tuoi commenti acuti e “puliti”!

    ramon, battute a parte, scrivi un saggio. e fallo subito! e po anche uno sulla questione colombiana e non ci pensare due volte. le nostre librerie sono piene di libri mediocri e gli autori ne vanno pure fieri, non capisco come puoi non sentirti all’altezza. spero tu stia scherzando. sei davvero una ricchezza in tutti i sensi. non lo dico x dire, non sono facile ai complimenti, sono iper critica (anche nei miei riguardi , e certe volte pure troppo), ma insisto. nel panorama politico nostrano non non riesco ad individuare nessuno con le caratteristiche di cui parlavo. e non è una lusinga… come diceva giovanni viva la vita! in un commento di un tuo articolo, tu più sei confuso più hai lucudita di analisi.
    eppoi non sei mai stato un estermista. solo un comunista. praticante e non solo teologo. e di questi tempi è cosa più unica che rara.
    bacio

  29. Sì, sono d’accordo sull’importanza del tema, chiaramente. Ma volevo porre un problema ulteriore: nel ‘94, nel ‘98, nel 2004, avresti potuto scrivere questo post con parole quasi identiche, e io sarei stato d’accordo anche allora. È mai possibile che su un tema così dirimente, mentre ci preoccupiamo (giustamente) di seguire evoluzioni e tentativi portati avanti dai compagni messicani, non riusciamo a produrre un minimo passo avanti di elaborazione che sia nostro? Rifondiamo, rifondiamo, ma siamo al punto di partenza, a porci domande cui non sappiamo rispondere. Se crediamo di aggregarse consenso senza preoccuparci di dare risposta a quelle domande, stiamo freschi.

  30. lucaocchionero Dice:

    Compagno Masaccio poni un tema importante quanto dici Rifondiamo, rifondiamo e siamo sempre al punto di partenza. Si oggi siamo al punto di partenza. La mia personale opinione è che la rifondazione comunista sia stata interrotta col congresso di Venezia e con le sue nefaste conseguenze. Purtroppo io sono tra quelli che votò quella mozione, purtroppo non rendendomi conto di ciò che sarebbe successo. Un vistoso errore di cui mi assumo la piena responsabilità. Ma prima di allora la Rifondazione Comunista era un progetto vivo. Certo da un punto di vista elettorale ancora non c’era una maturazione evidente, ma in società si erano prodotti modi di essere e di pensare alternativi ad altri modelli che richiamavano i (dis)valori del potere: l’ordine borghese, la violenza contro chi rivendica, libertà d’impresa sfrenata,guerra e machismo. Una rifondazione comunista che con grande umiltà proseguiva mediante la organizzazione di numerosissimi contatti nazionali ed internazionali e che si arricchiva rigenerandosi con le numerose tematiche che provenivano dal movimento mondiale contro la globalizzazione. Quel patrimonio comune di idee, di progetti politici per il futuro, di rivendicazioni e di pratiche operative prometteva bene per la costituzione di una reale sinistra popolare e di opposizione sociale che andasse oltre il PRC ponendo la domanda della costruzione di un partito di massa quale strumento per la trasformazione rivoluzionaria della società. Tutto si è fermato e disperso con il congresso di Venezia, con il governo Prodi, con due finanziarie militariste e pro-Nato, con il voto a favore della guerra in Afganistan. L’onda di Genova si è fermata quando in parlamento abbiamo subito il voto di alleati che si opposero alla commissione di inchiesta senza uscire da questo governo a cui eravamo legati da un cappio strettissimo rappresentanto da una inutile poltrona istituzionale. Tutto il mondo antagonista ci ha mandato a fare in culo, ci ha percepito come strumento inutile ed adesso vedi una sinistra antagonista totalmente frammentata in una miriade di lotte complessivamente slegate le une dalle altre e quindi facilmente battibili dal solito ordine borghese che governa imperante.
    Bisogna ricominciare ad acquisire fiducia, bisogna ritornare sul territorio scrutandolo e tessendo le giuste trame, bisogna dimenticare le istituzioni ed il veleno delle carriere sicure che esse iniettano. La politica, almeno la nostra, non può che tornare ad essere una politica fatta da volontari che si guadagnano da vivere con un lavoro ordinario. Il compito è terribile, ricorda un pò il compito dei compagni che si ponevano la domanda “che fare” mentre il fascismo andava in crisi e l’URSS rischiava sotto i colpi di Hitler. Il “che fare” è una domanda che ci poniamo ancora oggi.Allora la rifondazione comunista portò frutti importanti, ed oggi come allora vale la stessa cura: ci dobbiamo credere, dobbiamo osare.

  31. giovanni Dice:

    Grazie Luca,grazie Maria.
    A Maria un ringraziamento particolare per l’accoglienza benevola nei miei
    riguardi e per l’apprezzamento che dimostri di avere per i miei commenti.
    Inoltre mi chiedi una spiegazione per la mia prolungata assenza dal blog
    e mi sembra doveroso risponderti.
    Dopo il periodo congressuale ho più volte letto i vari post e eccenzion fatta per il tema “quotidiano” per il quale mi era venuta voglia di dire qualcosail resto mi sembrava poco coinvolgente. Anche i commenti sulla questione delle Farc e della Betancourt aveva preso una piega da beghetta italica.
    Non penso di essere al di sopra delle questioni nazionali ma onestamente trovo che lo scenario sia così deprimente che non voglio contribuire ad
    alimentare il rumore di fondo che immancabilmente si crea.
    Questo articolo di Ramon ha dato una boccata di ossigeno al confronto e quindi mi sono sentito di esprimermi.
    Spero di aver soddisfatto,almeno in parte,il tuo quesito.Se così non fosse
    sono disponibilissimo a integrarlo ,non amo occupare tanto spazio di questo blog per rispetto degli altri. E a parte te non ho molti estimatori.
    Con Ramon esiste una vecchia amicizia e quindi mi permetto di sollecitare
    un confronto sapendo di abusare della sua pazienza e della sua tolleranza.
    Grazie ancora Maria,viva la vita!

  32. Gabriele Dice:

    Questione di Sansonetti a parte, l’articolo di Ferrero di oggi su liberazione non mi convince affatto. Non fossaltro perchè continua a fare dei paragoni del tutto arbitrari e ridicolizzanti della proposta della costituente. Perchè, con l’unico scopo di delegittimare quella proposta si continuano a fare paragoni con il pds di occhetto, quando è chiaro che la proposta della costituente parte da altri presupposti e si prefigge altri scopi? Il Pds dopo gli sconvolgimenti internazionali si proponeva esplicitamente di superare il comunismo perchè da loro ormai ritenuto inadatto a dare risposte di cambiamento (precisiamo per me fu un errore). La costituente è un’altra cosa. Si prefigge semplicemente di unire le varie formazioni della sinistra in un contenitore più ampio, più spazioso, più dinamico. I comunisti possono stare tranquillamente dentro questo contenitore (non è richiesta la sconfessione del comuismo per farci parte), che poi ovviamente dovrà per forza di cose trasformarsi in un partito che, nella speranza di tutti possa trovare le forze per uscire dal minoritarismo che attanaglia oggi la sinistra radicale. Vedete non è una questione di governo come molti spesso provocatoriamente insinuano, ma si tratta di mettere in campo un percorso che sia in grado di farci uscire dalla marginalità. Io sinceramente quando è stata creata la sinistra arcobaleno ero molto scettico, avrei preferito il nostro simbolo alle elezioni, ma oggi ormai, senza badare agli errori del passato che cmq ci sono stati, quella proposta non mi sembra certo la panacea di tutti i mali, ma tutta via mi sembra l’unica che possa dare un certo scatto ad una sinistra costretta (per ragioni di molti) a strillare in modo ininfluente fuori dalle aule parlamentari.

    Inoltre Ferrero molto inusitatamente in questi giorni valorizza oltremodo l’esperienza del Pci, partito al quale non ha mai appartenuto e del quale (anche nei giudizii storici) ha sempre contestato quasi tutte le scelte politiche che esso ha messo in atto…mi pare evidente che la mediazione con essere comunisti lo porti a queste esternazioni nelle quali non so quanto lui efettivamente creda.

    Ancora. Ferrero dice: “Rifondazione comunista nel suo piccolo è stata presente nei vari conflitti che hanno percorso il paese ed è stata in grado di collocarsi positivamente nella grande stagione nel movimento no global.”
    Nel dire ciò un pò furbescamente cerca di contrapporre l’attuale gruppo dirigente con quello precedente, attribuendo al primo in modo strumentale il merito della scelta dei conflitti e della collocazione nei movimenti. Peccato però che quelle scelte furono il frutto di lodevoli intuizioni di Bertinotti, e non di Grassi (che anzi criticava l’appiattimento sui movimenti) di Pegolo o Belotti che adesso stanno in maggioranza e che tutti contestavano quell’indirizzo.

    Un’ultimo appunto: tra pochi giorni si voterà per la provincia autonoma di Trento. Per la cronaca quei moderati , filogovernisti dei Vendoliani (che hanno lì la maggioranza) si presentano con Sd in modo totalmente autonomo e indipendente dal centro sinistra, con un candidato proprio. Stai a vedere che se andiamo a contare dov’è che vi sono alleanze con il c.sinistra o meno scopriamo che ve ne sono di più nelle federazioni a maggioranza 1 che in quelle a maggioranza 2. Vedi Pistoia su tutte.

    ps: sulla questione Sansonetti non mi sono espresso perchè come la penso è noto. Cioè anche se spesso mi trovo d’accordo con ciò che scrive debbo dire che avere un direttore che si discosta troppo dalla linea del partito non è piacevole, e non è neanche giusto. Però ovviamente questi disguidi nascono dal fatto che una linea congressuale difficcilmente tiene se approvata con soli 2 voti di vantaggio nel comitato politico nazionale (e questo vale anche a parti inverse non fraintendete).

  33. Gen.Giap Dice:

    Gabriele sei proprio fuori concezione. A volte mi chiedo se ci credi nelle parole che dici, oppure sei vittima di qualche ideologo manipolatore che ti è vicino che ti insinua una realtà inesistente. Quanto alle alleanze locali ti sorprendi poichè i tuoi dirigenti assurdi dicono che siamo settari ed estremisti, cosa che non è ed infatti le nostre alleanze si fondano sui programmi come dice il documento politico finale approvato a Chianciano che ti invito a leggere con attenzione. Quanto alla questione della costituente dal tuo stesso discorso si colgono quelle contraddizioni intrinseche e così evidenti(come fai a non vederle!) che hanno convinto lo stesso sofferente Vendola a ritirare la ridicola proposta della costituente durante il congresso(poteva gabbare qualche iscritto di base, ma davanti ai suoi compagni volponi come lui non ha osato proporre la banalità della costituente). Del resto ti soffermi su fatti già vecchi, vivi di passato. Il problema non è capire se Vendola aveva ragione o no(c’è stato un congresso che ha dato una risposta storica ed irreversibile); il problema che tutti si pongono e risollevare Rifondazione e con essa tutta la sinistra antagonista. Per questo abbiamo bisogno di gente che immagina il futuro e che ci crede come chi ha scritto prima e non di gente che si piange addosso poichè ha perso un congresso ed ha terminato la sua carriera politica. Si può fare politica pur facendo un lavoro normale

  34. Ramon ho letto sul sito di essere comunisti che in direzione nazionale si è discusso della bozza programmatica di sinistra europea. Ho letto anche che ad esempio Bruno Steri la trovava inadeguata su alcuni punti. So che sono stati proposti emendamenti. Ramon, dov’è possibile trovare la bozza? dov’è che il testo è inadeguato?

  35. Gabriele Dice:

    Gen.Giap impara ad avere rispetto delle idee degli altri e a confrontarti con esse…io non mi sono sognato di dirti che sei in mano ad un manipolatore.

    Cordialmente

  36. dai gabriele, lo sai che ti vogliamo tutti bene qui e magari gen giap ci è andato giù un po’ pesantuccio, ma di fondo nei contenuti ha ragione.
    un po’ sei fuori concezione, dài…
    con l’affetto di sempre

    Mariocg. senti. perchè non organizziamo un sit-in sotto alla redazione e facciamo quello che fanno i tifosi quando iniziano a girargli gli zebedei? oggi mi divertivo a guardar le immagini dei tifosi della roma che aspettavano i loro beniamini, ascoltavo la canzoncina e pensavo a sansonetti e a tutti i filistei. la canzoncina gliela potremmo cantare pure noi, quella che fa:

    a la-vorare andate a la-vo-ra-re a lavoraaa-re andate a la-vo-raaa-re

    ps
    per la cronaca, a chi fosse sfuggito, nel giorno del 111esimo compleanno della società abbiamo fatto un figurone. mi spiace x la roma, ma semo graaaandi… eppoi si doveva festeggiare degnamente il 111 anniversario, no? (ramon rassegnati)

    by a tutti.

  37. Gabriele Dice:

    …beati voi allora che siete gli unici ad essere “in concezione”.

    saluti

  38. Gabriele ma che cazzo stai a di?Ma allora sei proprio fuso.Rassegnati,il congresso è finito,fatti dare asilo politico da prozac migliore e trinchetto giordano e lascia la politica ad altri.

  39. Gabriele Dice:

    …guarda il mio post precedente voleva essere ironico in special modo con Maria. Penso che è meglio che ti dai una calmata, anche perchè il tuo nick è qui sconosciuto e ti dirò di più molto probabilmente sei qualcuno che frequenta spesso questo forum sotto un altro nome.

  40. In questo blog credi di avere cittadinanza solo tu perchè spari cazzate e fai il tipo alternativo.Non frequento sotto altro nome,ma a proposito tu chi sei?Oltre alle fesserie che dici non è che si capisce molto.
    Ripeto rassegnati e ti rinnovo il consiglio di asilo politico.
    Ciao veteroriformista.

  41. giovanni Dice:

    Scusate, Ramon scrive di messico e di zapatisti e voi vi azzuffate sulla questione contenitore o altro. Mi sembra francamente fuori tema.O forse il costume del dibattito prende il nome da alcune mode del tempo, tipo il
    dibattito delle libertà. In tutta franchezza ritengo che il vostro quotidiano siaun pessimo prodotto. Fatto male e pensato ancora peggio. Ma chi volete che se lo compri un foglio del genere ? Chiunque viaggi e usi internet potrebbearricchirlo di contenuti in molte sue parti. La prima pagina di oggi poi è esemplificativa di una mentalità distorta.Sansonetti ci illumina sul significatodi Obama presidente.Preferivo,lo giuro, una riflessione di Andreotti.Infatti non mi passa neanche per sbaglio di comprare Liberazione.
    Un quotidiano di vera opposizione non dovrebbe scimiottare malamente
    i quotidiani di dominate espressione ma definire una linea seria di controinformazione senza seguire la cronaca. Sarebbe come se il chiosco
    all’angolo mettesse in lista manicaretti e lista dei vini invece dei panini e dei polli arrosto. La vera notizia è il ruolo del mediterraneo e della libia.
    Del rinnovato slancio della russia del fatto che dall’ossezia di agosto ad
    oggi si è definito un cambio epocale dei rapporti di forza e della cultura che li anima. Insomma sarebbe meglio ma molto meglio se Ramon editasse il suo saggio in molte pagine pubblicate sul quotidiano ,tipo fascicoli. Allora si che comprerei Liberazione.
    Scusate l’ingresso a gamba tesa , buon proseguio,viva la vita!

  42. lucaocchionero Dice:

    Sono d’accordo con Giovanni. Gabriele, se proprio dobbiamo ancora parlare di questo congresso(anche se è inutile poichè l’esito non cambierà) facciamolo nell’altro post quello che si apre con le riflessioni di Ramon sul Sansonetti e Liberazione. Lasciamo questo spazio per parlare della politica vera: cioè delle cose che si muovono nel mondo e che segnano la nostra stessa vita ed il nostro agire politico

  43. Giovanni come al solito ci prendi in pieno!

    Bellissima l’idea di editare il saggio di ramon in fascicoli allegati al quotidiano!! Questo partito è ormai pervaso dal pensiero debole, hainoi!! (ecco perchè le beghe italiche anche nei commenti sull’articolo delle farc) ramon è una fonte di competenza ed esperienza del pensiero comunista presente nei processi internazionali. diffondere in questo senso con il nostro quotidiano le sue esperienze e le sue analisi potrebbe davvero interessare anche il lettore non militante e soprattutto formare il militante. ottima proposta giovanni!
    quindi ramon ,visto che hai deciso di darti a vita semi-privata rifiutando incarichi specifici di partito, dedicati al pensiero forte e alla formazione, come del resto fai da un bel po’ su questo tuo blog. con la differenza che un blog è un blog, dei saggi sono dei saggi… ebbè, un po’ di differenza c’è, no?
    e sulla questione colombiana alla fine potremmo sfruttare a nostro favore tutta la pubblicità che ti hanno fatto accusandoti di filo-terrorismo… epppoi la questione curda… insomma, ce n’è che ce n’è di dar pane ai denti dei signori riformisti e liberisti.
    ramon metti sotto seriamente.
    un bacio

    ps
    giovanni lo immaginavo che i motivi della tua assenza fossero questi. però capita anche di pensare al peggio quando uno non si fa sentire per parecchio. per fortuna non è stato così. di nuovo bentornato. un abbraccio

  44. Ciao tutti, Maria grazie delle belle parole nell’altro post!, dai, magari la prossima volta ci scambiamo prima un mail :-) (anche se quanto spero che non ci sia una prossima volta! anche perché l’ironia non è proprio il mio forte… preferirei una cosa come quella che dici per quelli della Roma!)

    Con quello che ha scritto Giovanni sono d’accordissimo: ecco come dovrebbe essere un giornale decente, che non segua il mainstream ma, da una parte dia visibilità a notizie “nascoste”, e dall’altra valorizzi le nostre proprie risorse: da quelle sui territori (in Italia e all’estero!), fino a chi veramente sa ed ha esperienza di temi grandi e piccoli nazionali e internazionali, come appunto Ramon, e tantissimi altri nel Partito o contigui a esso. Delle inchieste a puntate, monografie, forum di discussione a tema… si possono fare anche su carta, mica solo su internet! E quanta gente potrebbe partecipare! E quanto sarebbero utili, per conoscere, sapere, approfondire! E per dettare l’agenda, creare il caso, lanciare il dibattito, non andare a ruota scimmiottando un impossibile incrocio tra “il manifesto” e “la Repubblica”!

  45. lucaocchionero Dice:

    Apprendo dal sito di Maria che l’Assemblea Generale dell’Onu ha deliberato con 185 voti a favore su 192 la illegittimità del blocco economico imposta dagli USA contro Cuba. NOn è la prima volta che l’ONU si esprime contro ma credo che adesso la situazione sia diversa e numerosi Paesi, se vorranno, potranno essi stessi pretendere che la decisione ONU venga eseguita mediante una serie di ritorsioni contro gli USA che non hanno più la forza di esercitare nel mondo il loro autoritarismo ammantato di democrazia. Con profondo dispiacere vengo a sapere che lo stato di Israele ha votato a favore del blocco economico contro Cuba. Adesso mi sfuggono i motivi delle ostilità di Israele verso la Repubblica Socialista di Cuba ma ritengo che il voto di Israele compia una cesura rispetto alla sua stessa storia; trovo incredibile che Israele si pronunci favorevolmente ad un’attività persecutoria contro un Paese, contro un popolo, per motivazioni puramente politiche, economiche, e per quanto riguarda gli USA direi solo ideologiche e ciniche. Trovo terribile e pericoloso il voto anticomunista espresso oggi dal governo israeliano

  46. rieccomi.
    caro mariogc. ero debitore di una risposta. eccola.
    oltre alle cose sulle quali siamo d’accordo….
    1) puoi pensarla come vuoi, ovviamente, ma che gli indigeni siano in balia (scusa la semplificazione) del leader marcos non è vero. la costruzione delle comunità e delle giunte del buon governo ha richiesto anni e continua. e la vera innovazione, praticata fra mille problemi ma praticata, è che l’EZLN è passato in secondo piano e con esso marcos. o credi che se marcos avesse voluto non avrebbe potuto avere enorme visibilità in questi ultimi anni? gli sarebbe bastato togliersi il passamontagna e presentarsi alle elezioni.
    2) sinceramente non so perché si sia parlato della carica etica del gruppo che diede vita all’esperienza guerrigliera che poi si trasformerà in EZLN. certo è che i rivoluzionari messicani, al contrario di tutti gli altri, vissero le loro esperienze in totale isolamento. soprattutto perché il messico del PRI fu sempre benevolo con tutti i movimenti guerriglieri e con la repubblica di cuba.
    3) evidentemente non conosci la polemica di marcos contro l’eta e viceversa. parlare di pais vasco en rebeldia non necessariamente è essere egemonizzati dall’eta. in ogni caso sappi che sia herri batasuna sia l’eta non hanno mai avuto nessun rapporto con la lega nord italiana. herri batasuna si è sempre rifiutata di avere contatti informali e formali con il partito di bossi, nonostante le diverse richieste della lega quando herri batasuna era un partito legale. quindi, sebbene io concordi con te sulle critiche al nazionalismo basco, non ha senso ridurre tutto a una caricatura.
    un abbraccio

  47. cara sacha, io non sono affatto indifferente nei confronti delle istituzioni. e non penso ad un ruolo di pura tribuna. al contrario penso che ogni spazio democratico debba essere usato fino in fondo. ma le istituzioni hanno una natura precisa. ignorare la quale è pericolosissimo.
    per fare un esempio: se i milioni di immigrati che vivono e lavorano qui verranno tenuti fuori da ogni istituzione e rappresentanza anche solo formale avremo una democrazia piuttosto monca no? figurati in messico dove 12 milioni di indigeni sono tenuti fuori da tutti i partiti del sistema messicano.
    ne riparleremo sorseggiando una margarita fatta con un ottimo tequila.
    un abbraccio

  48. caro lucaocchionero, ho qualche opinione sul congo. ma sinceramente non sufficientemente approfondita per prendere parola. credo che lo farà il dipartimento esteri del partito.
    ciao

  49. caro giovanni. intanto un abbraccio. e confermo l’amicizia che ci lega da ormai circa 35 anni (si invecchia eh!). scrivi. come sempre cose condivisibili ed interessanti. ma su una non sono d’accordo, forse.
    il concetto di globalizzazione e la parola che lo identifica non è innocente. come sai le parole sono dense di significati e il simbolico è importantissimo.
    capisco bene che tu veda opportunità e spazi. tuttavia la parola identifica in maniera inequivoca un processo di liberalizzazione dei mercati, di prevalenza del capitale finanziario e di crescita delle multinazionali (in venti anni passate da circa 650 a diverse decine di migliaia). come in altre epoche ed occasioni c’è un intreccio strettissimo tra innovazioni tecniche e capitale ma anche questo intreccio, sebbene ci sia un rapporto dialettico e non un rapporto univoco tra scienza e capitale, non è innocente.
    certo bisogna usare ogni spazio ma la storia dovrebbe insegnarci che iscrivere un’idea trasformatrice dentro gli orizzonti del sistema porta a subalternità e in fin dei conti alla sconfitta. uno dei disastri del movimento operaio (e delle esperienze del socialismo realizzato) è stato il concetto di “sviluppo”. o no? analogamente non dirsi contro la globalizzazione, pur cercando di sfruttare ogni spazio, porterebbe chi si oppone al capitalismo contemporaneo a percorrere strade illusorie.
    non so se mi sono spiegato. spero di si.
    ovviamente ti ringrazio per aver colto la differenza fra una discussione come quella sull’esperienza zapatista e la beghe sui contenitori ecc. su questo sai che siamo d’accordo.
    un abbraccio

  50. grazie ancora maria. ma davvero penso che scrivere saggi non sia cosa per me. se lo dico è perché lo penso.
    quanto all’estremista agile e scattante lo ribadisco. eh eh eh
    un abbraccio

  51. caro masaccio, come lucaocchionero ha notato rifondazione ha prodotto diverse novità nel corso degli anni. l’idea di limite nazionale del partito, del limite della politica separata, della presenza dentro il movimento e così via sono stati frutto di una nostra elaborazione in sintonia anche con l’esperienza zapatista. vale la pena di continuare su questa strada.
    un abbraccio

  52. caro gabriele, perché insisti così? confutare l’idea taumaturgica della costituente è necessario solo perché viene riproposta continuamente ed autorevolmente. rispetto le tue opinioni, come sempre, ma mi chiedo come mai, e non è una domanda maliziosa, tu possa adombrarti (giustamente) per l’accusa di essere manipolato dopo aver accusato altri di dire cose nelle quali non crederebbero.
    capisco anche che l’esperienza zapatista possa non interessarti per nulla. eppure non dovrebbe sfuggirti che è molto più interessante per la rifondazione della sinistra (che mi sembra ti stia a cuore) che le stanche e ripetitive e sempre vuote di contenuti proposte di contenitori più o meno verniciati di nuovo.
    un abbraccio

  53. alessandro Dice:

    avete letto l’intervista di migliore sul manifesto ?
    è l’annuncio della scissione
    adesso dobbiamo fare una battaglia perchè li seguano il meno compagni possibile che in buona fede avevano votato la 2

  54. caro compagno Ramon, innanzitutto grazie per la risposta.
    Più o meno avevo capito correttamente la loro posizione (anche se non esprimere una posizione è a sua volta una posizione). Mi accorgo ora che nella mia domanda non era incluso il “viceversa”.
    Mi pare, però, che tu abbia già risposto anche a quello quando dici che “…tutti i movimenti rivoluzionari latino americani hanno avuto per decenni ospitalità dai governi messicani e tacitamente hanno evitato accuratamente di sostenere i rivoluzionari messicani…”
    In effetti non ho mai sentito (ma potrei sbagliarmi, non seguo le vicende latino americane con la tua attenzione) gli altri (cubani, etc..) esprimersi sull’ezln.
    Non mi pare neanche di aver mai sentito di qualche forma di aiuto concreta (tipo mandare medici come i cubani fanno un po’ ovunque nel mondo), ma potrei ri-sbagliarmi (e sarei contento di essermi sbagliato)
    Per questo ti ho fatto la mia domanda iniziale, non vedevo gesti di vicinanza tra di loro (zapatisti e “altri”, per semplificare) e non capivo il perché.
    Grazie per avermi tolto qualche dubbio e a presto

  55. Un plauso alla Sciarelli, l’unica che ha fatto vedere quelle immagini!
    Giustamente ad un programma che si chiama Chi l’ha Visto?????
    La redazione del programma ha ricevuto minacce da Fuorza Nuova!
    Petruccioli ha fatto finta di non esserne a conoscienza! Ma é mai possibile uno schifo del genere!

  56. c’è una persona (o forse due o tre) che pensa che insulti e offese siano argomenti. se c’è buona fede è la dimostrazione che l’egemonia di un pensiero debole che tutto riduce a curve da stadio è dilagata oltre ogni misura. se c’è malafede è quasi meglio. comunque io cancellerò tutti i commenti di questo genere.
    chiaro?

  57. Ramon in un precedente post ti avevo chiesto delucidazioni sulla bozza programmatica di sinistra europea e su eventuali inadeguatezze del testo!
    Potresti darmi qualche informazione a riguardo?

  58. caro luca, la bozza era stata scritta prima della crisi. perciò, oltre che per essere un testo scritto da innumerevoli partiti con idee e linguaggi diversi, ci sono sicuramente inadeguatezze. ma sull’essenziale ci siamo, penso io. il prc, come altri partiti, ha scritto i suoi emendamenti e la direzione li ha approvati. penso che presto verranno pubblicati. per ulteriori delucidazioni puoi tranquillamente rivolgerti al sito del partito e al dipartimento esteri.
    un abbraccio

  59. alessandro Dice:

    ramon che ne dici dell’articolo della gagliardi e dell’ intervista di migliore ?

  60. caro ramon, non è mica detto che tutto quello che pensi tu sia giusto.
    non sei mica infallibile.
    questo per dirti che, ogni qual volta lo riterrò opportuno, io insisterò finchè non prenderai coscienza del fatto che ho ragione io e giovanni.
    ti voglio molto bene lo sai ma non cambio facilmente idea. dovresti saperlo. rassegnati.
    vada per il fatto che non sei più l’estremista agile e scattante di una volta (ma solo perchè non hai più vent’anni).
    un bacio

    ps
    se qualche anima di comunsta buona passa dalle mie parti, potrebbe dare un contributo alla causa cubana. francamente ogni qual volta si parla di cuba arrivano come avvoltoi…

  61. giovanni Dice:

    Caro Ramon,
    le tue osservazioni sono più che legittime , però cerchiamo di non
    buttare via il bimbo con l’acqua sporca. E’ fisiologico che l’incremento demografico e lo “sviluppo “di tecnologie varie favorisca la relazione

  62. giovanni Dice:

    (continuo dopo piccolo incidente tecnico)

    commerciale tra continenti e che tutto questo sia avvenuto in un contesto
    di dominante pensiero liberista e ancora oggi imperiale .
    Cionondimeno ritengo che questo non debba inibire lo sforzo di vedere
    questo processo sotto altra angolazione. Il punto non è quello di inscrivere all’interno di un processo dominante una variante di pakaging,un restyile della minestra.Il punto è negare attraverso proposte concrete e alternative la visione devastante e illusoria della globalizzazione così come appare adesso. Mi fa piacere che tu dia molta importanza al simbolico potrebbe aiutare a definire un ambito utile alla definizione di una parola utile ad esprimere il concetto.
    Lo scambio commerciale è di fatto una relazione culturale, una espressione naturale dell’uomo e del suo modo di relazionarsi al modo della natura e dell’uomo.La faccio breve perchè so che hai già capito il succo cioè quello di poter mettere sul tavolo un’alternativa praticabile
    per passare dal no a questo e quello, al si questo e non quello.
    Non so se mi sono espresso in modo chiaro perchè ho una fretta tremenda mentre ti scrivo e poi in linea di massima preferiamo le discussioni animate e irrorate che non gli scambi epistolari ( solide braccia rubate all’agricoltura) però ti chiedo uno sforzo di fantasia perchè quello che manca sempre di più è un punto chiaro da cui partire .
    Inoltre se la declinazione di un contenuto fosse così vincolata alla gabbia semantica a cui appartiene a maggior ragione ci sarebbe motivo di diffidare della denominazione ” comunista” . E’ una circonvoluzione logica, non credi?
    Grazie comunque di cuore per la risposta mai banale e ricca di contenuti ,un grande abbraccio,viva la vita!

  63. caro alessandro, che fai mi interroghi? cosa io pensi di quegli articoli te lo puoi immaginare. non ho voglia di ripetermi.
    un abbraccio

  64. cara maria, ovviamente non ho mai pensato di farti cambiare idea. tuttavia anche tu devi prendere atto delle mie idee, soprattutto se riguardano me stesso. o no?
    un beso.

  65. caro giovanni, la macchina a vapore fu imprescindibile per la rivoluzione industriale. ma grandissima parte della ricerca e delle applicazioni sono state poi orientate dal perfezionamento della funzione delle macchine come fattore produttivo di proprietà privata. o no?
    la liberalizzazione del commercio, la privatizzazione di beni pubblici e la riduzione del lavoro alla precarietà (che sono l’essenza della globalizzazione) non sono portatori di nuovi spazi entro i quali costruire liberazione umana. sono solo una regressione e cancellazione dei vincoli (limitati) posti alle tendenze spontanee del capitalismo. non per caso l’ideologia che ha fatto da volano al processo è chiamata neoliberismo.
    inoltre scrivi:
    “Lo scambio commerciale è di fatto una relazione culturale, una espressione naturale dell’uomo e del suo modo di relazionarsi al modo della natura e dell’uomo.”
    a parte l’UOMO usato per identificare l’umanità. e non si tratta di “politicamente corretto” e basta. è proprio non esatto, non scientifico usare una espressione che simbolicamente descrive una relazione diseguale e oppressiva. ma a parte questo, contesto alla radice l’idea che il commercio sia neutro e naturale.
    rimango al capitale di marx, che non a caso parte dalla merce per svelare la vera natura dei rapporti affatto naturali dominanti.
    cosa mai ci sarà di culturale e naturale nell’abbattere barriere doganali per permettere al capitale di inseguire la manodopera al prezzo più basso? o di distruggere la sovranità alimentare per centinaia di milioni di esseri umani? mah!
    ma forse non ci siamo capiti. forse.
    in ogni caso, nonostante tutto, la parola comunismo da ancora fastidio. e a me basta per volerle ancora molto bene.
    un abbraccio

  66. nella sua essenza la globalizzazione consiste nello sforzo di massimizzare la remunerazione del capitale investito, e questo avviene a scapito del lavoro. punto. grazie alla libera circolazione di merci e capitali, questi ultimi si spostano dove maggiore è la loro remunerazione, cioè nei paesi a basso costo del lavoro e questo crea un arbitraggio dei salari ed una loro livellazione verso il basso.chi ci guaddagna e chi ci perde ?nel breve periodosembra convenire a tutti, in quanto garantisce prezzi delle merci più bassi da una parte e lavoro dall’altra.nel lungo periodo, invece, il giocattolo si rompe: i salari livellati verso il basso non consentono più di acquistare le merci prodotte, quindi prima si integra il reddito attraverso il ricorso al debito (fase attuale) per mantenere il livello di vita, poi inevitabilmente si va verso la povertà generalizzata.un testo di cui non ricordo il nome (testo di economia politica)descriveva in maniera perfetta i risultati del liberismo selvaggio e della globalizzazione: pochi grattacieli luccicanti che spuntano in mezzo ad una distesa di bidonville. in un mercato globalizzato i dazi si pagano, eccome!ma si chiamano: ambiente, sicurezza sociale, pensioni, libertà.equesti dazi li paghiamo tutti i giorni…. e andando avanti di questo passo allora che sia la globalizzazione, la bancarotta, o l’invasione dei marziani, oppure qualche altro accidente a portare una civiltà alla rovina, fa poca differenza… lì andiamo.

    ps
    ramon, certo che prendo atto delle tue idee e le rispetto. e ci mancherebbe. soprattutto se riguardano te stesso. e ci mancherebbe.
    ma la mia idea non la cambio uguale.
    bacio

  67. Visto che qualcuno qui aveva richiesto notizie della situazione nel nord Kiwu, ho pensato fosse utile postare questo appello fatto da alcune associazioni umanitarie operanti nel territorio, tra cui i Beati Costruttori di Pace!


    Con preghiera di diffusione

    APPELLO

    Per la pace nel Kivu

    Interventi politici urgenti oltre l’emergenza umanitaria

    Roma, 5 novembre 2008 – L’offensiva lanciata nel Nord Kivu dal CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), un esercito irregolare sotto il comando del generale Laurent Nkunda, attestatosi alle porte della città di Goma, costringe ancora una volta la popolazione inerme a prendere la strada della fuga. Non si sa con certezza quanti siano questa volta i profughi che hanno dovuto abbandonare le loro case. Certamente si tratta di centinaia di migliaia che vanno ad aggiungersi al milione di persone già censite come sfollati dalle agenzie umanitarie. La Comunità internazionale sta riconoscendo che si tratta di una nuova catastrofe umanitaria e si sta mettendo in moto per l’invio di aiuti di emergenza.

    Resta tuttavia il problema politico delle cause di questa nuova guerra e dei problemi lasciati irrisolti, nonostante le elezioni nella Repubblica Democratica del Congo e i tanti accordi non rispettati firmati dalle parti in causa.

    Sono tanti gli attori di questa nuova crisi. Da una parte il Governo congolese, che nel Kivu ha ottenuto con le elezioni del 2006 un grandissimo consenso, perché la popolazione sperava che sarebbe stato capace di portare la pace e il diritto dopo tanti anni di guerra.

    Dall’altra il generale Nkunda, che ha rifiutato di integrarsi con il suo gruppo armato nell’esercito regolare congolese, come prevedevano gli accordi firmati. Di più, durante questi anni, l’armata di Nkunda è andata sempre più rafforzandosi, anche con l’aiuto di forze esterne al paese, primo fra tutti il governo rwandese. Nkunda in questo momento ha anche il controllo amministrativo delle zone conquistate.

    E’ in campo anche l’Onu, con una presenza massiccia di militari (17.000, di cui 8.000 nel Kivu) che avrebbero il compito di assicurare il rispetto degli accordi presi, ma che sempre più, nonostante il mandato ricevuto in base al capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite, non riesce a garantire l’osservanza di questi accordi, suscitando così la reazione della stessa popolazione, che si sente non protetta e abbandonata.

    Sullo sfondo di tutto la ricchezza di questo territorio, definito “scandalo geologico”, che ha fatto dire ai vescovi congolesi che questa guerra è un “paravento” che nasconde lo sfruttamento indiscriminato delle risorse.

    A subire questa tragedia resta la popolazione inerme, stremata da una lunghissima guerra che ha fatto oltre quattro milioni di vittime e delusa nelle proprie speranze più profonde dopo aver partecipato in massa e con entusiasmo al processo elettorale.

    I problemi e le sfide sul campo sono tanti: la costruzione di uno stato di diritto nella Repubblica Democratica del Congo, dopo una lunghissima guerra e la dittatura di trent’anni circa di Mobutu; la qualificazione dell’esercito della Repubblica Democratica del Congo, impreparato e corrotto, con i militari mal pagati o non pagati, i quali trovano il loro mantenimento vessando la popolazione; la difficoltà di mettere insieme in un unico esercito gruppi armati che per anni si sono combattuti tra loro; la presenza nel territorio congolese di profughi hutu rwandesi e dei loro figli che si sono rifugiati in questo territorio dopo il 1994 e che non possono essere semplicemente definiti tutti come Interahamwe e responsabili del genocidio rwandese; l’entrata in campo di nuovi soggetti che vogliono partecipare allo sfruttamento delle ricchezze del territorio, primo fra tutti la Cina, con la quale il Governo congolese ha stipulato un accordo; la probabile ingerenza di paesi confinanti, primo fra tutti il Rwanda, che alcuni affermano aspiri ad impadronirsi di questo territorio anche tenendo conto della sovrappopolazione che l’affligge.

    Noi sappiamo che, nonostante questi problemi irrisolti e la grande delusione dopo le elezioni, la gran parte della popolazione ha ancora la volontà di costruire una convivenza pacifica, uscendo definitivamente dalla guerra. Donne e uomini che si organizzano per resistere, per tentare di trovare non solo i mezzi per la sopravvivenza, ma anche e soprattutto strade di riconciliazione e di pace. E’ su queste persone, crediamo, che si deve contare per iniziare un’inversione di marcia che ponga le basi di una pace stabile.

    Nel frattempo occorre dare voce alla politica, cominciando da alcuni punti fermi:

    -Organizzare con urgenza l’azione umanitaria per rispondere all’emergenza;

    -Partire dagli accordi firmati tra le parti. Occorre che la Comunità internazionale si mobiliti perchè siano attuati. Ci riferiamo in particolare agli accordi di Nairobi del novembre 2007 (disarmo dei gruppi armati dei profughi hutu rwandesi) e l’accordo firmato a Goma nello scorso mese di gennaio che dava vita al “Progetto Amani” per il disarmo di tutti i gruppi armati;

    -Ribadire il mandato, unificando le regole di ingaggio dei contingenti delle Nazioni Unite presenti nel Kivu, perché possano svolgere il compito che è loro assegnato, cioè quello di far rispettare gli accordi e proteggere la popolazione. Anche fermando le truppe irregolari di Nkunda che stanno occupando il territorio;

    -Creare un osservatorio internazionale sulle concessioni minerarie e di legname affinché si arrivi ad accordi legali e trasparenti e anche la popolazione possa godere del frutto di queste immense ricchezze;

    -Arrivare ad accordi stabili per evitare sconfinamenti da parte dei paesi confinanti;

    -Risolvere definitivamente il problema della presenza nel Kivu dei profughi hutu rwandesi, distinguendo le responsabilità e non colpevolizzando l’intera comunità. Uno degli elementi dello stato di diritto è il riconoscimento della soggettività della colpa e della pena;

    -Partendo dalla sofferenza delle persone colpite, instaurare un dialogo ad oltranza che ridoni fiato alla politica e blocchi ogni scorciatoia di violenza armata;

    -Proprio per questo, ripristinare l’embargo delle armi per i paesi della Regione, primi fra tutti la Repubblica Democratica del Congo, il Rwanda e l’Uganda;

    -Sostenere gli sforzi della società civile organizzata affinché possa svilupparsi sempre più il processo di riconciliazione e di perdono reciproco.

    Facciamo appello all’Italia, che è membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, perché svolga un ruolo attivo in quella sede e in Europa affinché vengano rispettati i diritti delle persone, sviluppata la democrazia, fermata ogni aggressione armata e finalmente perseguita la pace.

    Beati i Costruttori di Pace,

    Chiama l’Africa,

    CIPSI,

    Commissione Justitia et Pax degli istituti missionari italiani,

    Gruppo Pace per il Congo,

    Tavola della Pace.

    5 novembre 2008″

  68. lucaocchionero Dice:

    Ti ringrazio, adesso ho qualche nozione maggiore

  69. giovanni Dice:

    Caro Ramon,
    non mi è mai passato per il cervello che la scienza o la tecnologia siano
    neutri o neutrali.Ne tantomeno penso che quello che stiamo vivendo sia
    l’espressione di una naturale propensione dell’uomo. E’ assolutamente
    chiaro che tutto quello che adesso si identifica con la globalizzazione
    sia da criticare e combattere. Comunque sono io che ho scritto di fretta
    dando perscontato alcuni passaggi ed è giusto,da parte tua,vigilare .
    Non entro nel merito dello origini della famiglia della proprietà privata
    e dello stato anche perchè tutti gli elementi che concorrono allo sviluppo dell’agricoltura,ai suoi tempi,alle sue modalità è tematica che viavia si sta
    arricchendo di interessanti quanto imprevisti variabili.Si stanno portando
    indietro gli orologi di circa 400 mila anni e temo che su molti aspetti fondanti sulla storia dell’umanità molto sia probabilmente da riscrivere.
    Quando dico che il commercio è un fatto culturale dell’uomo , mi riferisco
    al concetto che il bisogno è un fatto culturale e che la relazione di contatto e di scambio con altri uomini è nella natura stessa della nostra specie.
    E’ pensabile che esista un mondo dove gli uomini non scambino reciprocamente i loro prodotti quali che siano? NO non è pensabile.
    E’ ipotizzabile che gli uomini attraverso le modalità socioculturali più
    variegate possano un giorno trovare il giusto rapporto tra bisogno e necessità ? Io penso chesia necessario in senso generale. Vale a dire
    che è assolutamente scientifico( anche se è un termine che mi piace sempre meno) che la relazione incremento demografico e risorse imporrà
    prima o poi una soluzione ,organica del problema. Il punto,Ramon,non è
    dire tutto il male del mondo sulla situazione ma cercare di definire un modello che possa funzionare. Per eccesso di chiarezza supponiamo che
    si proponga il ” comunismo centigrado” .C’è la parola comunismo così evitiamo problemi di brand, e c’è il concetto che data una certa latitudine
    e longitudine una comunità umana avrà condizioni ambientali definite diverse da quelle di un’altra comunità con altre caratteristiche di insediamento. Chi vive a quattromila metri di altitudine non può produrre
    il necessario con le stesse modalità di chi vive in pianura o nella giungla
    (ammesso che ne resti qualcuna) E’ ovvio che le condizioni geoclimatiche
    condizionanoin modo rilevante le caratteristiche di una cultura.
    Giacchè tutte hanno pari dignità di esistere e che la negazione di questo
    diritto porta l’intera umanità verso deliri e baratri senza veri orizzonti
    se non quello di peggiorare lo stato delle cose,come articoliamo e difendiamo il nostro obbiettivo di realizzare il “comunismo centigrado”?
    Attraverso una rivoluzione armata? Attraversoun rivoluzione non violenta? e cosi via…
    Gli spazi non li vedo all’interno della globalizzazione e del neo liberismo
    ma dico le social company sono un’obbiettivo di medio termine utile comunque allo sviluppo di una nuova o rinnovata cultura di produzione? Il microcredito è uno spazio all’interno di una logica economica da difendere contro le follie “creative della finanza”? E via dicendo …. spero di avere spiegato meglio l’intenzione della frettolosa nota, poi ci mancherebbe
    ne io ne te amiamo derogare alla nostra cocciutaggine purchè ci sia ,e so che c’è,la buona fede di costruire una alternativa,cosa che non riesco a trovare nello scenario disponibile.
    Unsuper abbraccio,viva la vita!

  70. Giovanni, scusa se mi intrometto di nuovo, ma è molto interessante questa tua riflessione. e hai perfettaemente ragione, la difficoltà di costruire un’alternativa è immane. Ora, al di là di construire l’idea che un altro mondo sia possibile, obiettivamente si deve ammettere che oggi come oggi l’ unico sistema economico che promuove uno sviluppo armonico di uno stato è il dirigismo: in una politica dirigista l’unico fine perseguito non è nè la lotta di classe nè il primato del capitale, ma l’interesse nazionale.tuttavia il dirigismo, per funzionare,necessita di un presupposto importante: un sentimento nazionale forte e radicato, disponibilità al sacrificio per il bene comune, ed una classe politica all’altezza.se mancano tale presupposti, l’intervento dello stato in economia si rivela nei suoi aspetti più deteriori: clientele, sperpero di soldi, debito pubblico, ecc. credo che questo sia il momento giusto per intervenire con proposte alternative a livello planetario, ma come? la globalizzazione ha finora migliorato le condizioni di vita di oltre due miliardi di persone, questo è sufficientemente oggettivo.la crescita del reddito di paesi emergenti (e a questo punto sufficientemente emersi) regala loro potere d’acquisto, di cui ci stiamo già avvalendo grazie al commercio internazionale.quindi il dirigismo: la condivisione di valori da parte della popolazione e l’efficace controllo degli eletti conducono a risultati di efficacia ed efficienza:il modello scandinavo conferma questo paradigma, ma ne conferma anche la scarsa riproducibilità.è questo il nodo da sciogliere secondo me giovanni. non è nè il mocrocredito da difendere contro le follie della finanza ecc, perchè la redistribuzione degli utili da remunerazione del capitale investito spetta alla politica e non al mercato… e comunque i costi del protezionismo si pagano in termini di maggiore costo di beni e servizi:il primo interesse nazionale deve essere la crescita del reddito, senza il quale ci limitiamo a fare della filosofia.secondo me siamo qui fermi. trovare alternative possibili e fattibili a livello planetario è davvero un impresa titanica. mi scuso se non non sono stata sufficientemente chiara ma devo scappare
    buona giornata a tutti

  71. Un saluto a Ramon Mantovani e a tutti quelli che sono intervenuti.
    Vorrei esprimere la mia modesta opinione sulla questione messicana e cercare di trovare dei parallelismi con quella italiana.
    Secondo me il Messico è uno degli emblemi del colonialismo capitalista delle multinazionali attuato attraverso lo “strumento” del governo degli Stati Uniti d’America. L’economia reale si regge principalmente sul lavoro e sulla produzione di materie prime; oltre che sulla ricerca, lo sviluppo tecnologico ecc. ecc.. Il Messico è stato ed è ancòra uno dei “serbatoi di lavoro” (e quindi di vera ricchezza) delle multinazionali (statunitensi e non) così come i nostri capitali (italiani) vengono dallo sfruttamento del lavoro dei paesi dell’est europeo, della cina, thailandia, Bangladesh ecc. ecc, ma anche degli stessi lavoratori italiani.
    Trovo interessante l’approccio dell’EZLN al problema dello sfruttamento del lavoro e della privazione dei diritti della popolazione indigena con la “lotta semipacifista” contro il governo “locale” però personalmente mi piacciono di più le soluzioni che tengono conto del contesto “globale” come nel Venezuela di Chavez o, meglio ancòra, nell’Equador di Correa, dove con la nuova costituzione si pone fine in maniera chiara e precisa alla condizione di asservimento verso “lo straniero”. Quando Chavez chiama Bush con l’appellativo di “Mr. Donkey” non lo fa semplicemente per denigrare ma perchè ha individuato il suo vero prolema.
    E’ evidente che il sudamerica comincia a “respirare”, a riprendere fiato dalla dominazione statunitense. Io ipotizzo che ciò stia avvenendo a causa del fatto che la politica estera americana ha destinato maggiori spese alle questioni mediorientali (Iraq, Afganistan) e azzarderei anche europee (Francia, Italia e altri) e quindi “probabimente” ha dovuto tagliare le spese (ingenti) di mantenimento del controllo politico e militare sul territorio sudamericano. Se la mia teoria è giusta, i successi dei vari movimenti di liberazione popolare, delle politiche socialiste in sudamerica, inclusi gli eventuali progressi dell’ezln in Messico, vanno considerati come una diretta conseguenza dell’indebolimento economico degli Stati Uniti e non “solo” della perseveranza degli zapatisti o di altri movimenti…
    Se tutto questo fosse vero dimostrerebbe che la politica sporca come quella che c’è in Messico o in Italia non è un fenomeno naturale ma un fenomeno artificiale che richiede enormi investimenti di denaro.
    In effetti noi sappiamo che in Italia la mafia e la massoneria ha finanziato e finanzia il governo Berlusconi.
    Anche se in Italia non riusciremo mai a fare quello che fa l’ezln in Messico perchè non abbiamo uomini della statura del subcomandante Marcos nè una vera classe di ‘contadini’ (lavoratori) consapevoli, è importante, secondo me, riuscire a costituire un reale movimento di resistenza/opposizione in modo da non permettere che la politica capitalista e fascista possa evolversi indisturbatamente. Purtroppo in Italia non c’è un fronte popolare che abbia la forza di presentarsi in parlamento per dettare legge per il semplice fatto che non si è ancòra visto uno o più uomini capaci di convogliare il consenso popolare. Ecco che si ripresenta la famosa “questione morale”.
    Noi, come rifondazione comunista, vogliamo cominciare ad affrontare la questione morale o lasciamo fare a Di Pietro?
    L’onorevole Di Pietro sta mettendo sù una baracca bella luccicante, piena di volti nuovi e di gente con le carte in regola e il risultato (elettorale) non si farà attendere.
    Perchè noi ci ostiniamo ancòra a portarci dietro e “dentro” una classe politica marcia che ci tiene paralizzati?
    Io vedo in che condizioni è il partito in Calabria e posso dire che anche se nel partito non ci sono evidenti infiltrazioni mafiose (ma ci sono e io li vedo con i miei occhi), ciò che caratterizza la mentalità dei compagni è la “mentalità” mafiosa, cioè di servi e padroni.
    I numeri dell’ultimo congresso nazionale hanno evidenziato come la mozione 2 di Nichi Vendola ha trovato maggiori sostenitori nelle regioni meridionali. Ora chi è intelligente faccia 2+2.
    Se a questo aggiungiamo che tutta la politica nel meridione è fortemente influenzata dalla mafia e che la mafia italiana è strettamente collegata con quella americana, forse viene fuori che i problemi che ha rifondazione comunista a decollare hanno la stessa radice dei problemi che ha l’ezln di Marcos in Messico o di tutti i movimenti politici di tipo socialista ad affermarsi dove c’è l’influenza dell’America. Dite che sto esagerando? Dite che è fantapolitica? Io dico che questo partito è bloccato a causa di una fazione interna che fa capo a Nichi Vendola, Gennaro Migliore ecc. ecc. che esiste principalmente grazie al sostegno politico delle sezioni di partito meridionali dove (nel meridione) domina la mafia italo-americana.
    Se 2+2 faceva 4, adesso 4+4 quanto fa?
    Purtroppo in italia ci sono ancòra i comunisti, e siccome sono pericolosi per l’imperialismo americano, vanno messi a tacere. Siccome ammazzarli è troppo eclatante, è più facile (ma più costoso) dividerli ed indebolirli (dividi et impera). Questo è quello che sta succedendo in Italia a partire dalla cosiddetta “svolta” della bolognina e sta continuanado con il susseguirsi di scissioni e divisioni interne. Io vedo Nichi Vendola come il nuovo Occhetto. Finchè non stabiliremo con fermezza che chi promette una cosa e poi ne fa un altra ha un comportamento immorale e non può stare in questo partito potemo ritrovarci quì, in questo Bar virtuale a sognare parlando degli evvenimenti epici che attraversano il Messico o della rivoluzione in Venezuela. Non che questo mi dispiaccia ma mi fa incazzare di più quando rivolgo nuovamente lo sguardo verso i fatti di casa nostra.

    Cordialmente

    Luca F.

  72. Plutarco Dice:

    Caro Luca F.,
    :( mi sai di tristo

  73. Plutarco Dice:

    Anzi, mi sai di brizzolato :)

  74. animals Dice:

    Stano paralizzando il partito o no? A me sembra chiaro di sì. E’ il loro obiettivo e ci stanno riuscendo alla grande. E noi cosa facciamo? Facciamo finta di niente. Non dico di espellerli ammeno che non facciano liste alternative al prc, ma dare qualche segnale chiaro cavolo lo dovremmo lanciare.
    E poi scusate ma come si è conclusa la storia in Abruzzo è scandaloso. Ci sono degli indagati nelle liste che noi sosterremo. Era esattamente il caso in cui non si dovevano avere dubbi sul fatto di andare da soli E invece il buon Acerbo non ha avuto le palle. E poi Penati a Milano ha detto di radere al suolo i campi nomadi. Se non basta questo per rompere scusate compagni ma che cavolo significa fare le verifiche? Nel documento c’è scritto fare le verifiche e non le stiamo facendo. Oppure se questi sono i criteri di verifica allora dov’è la svolta a sinistra.

  75. Plutarco Dice:

    È nella tinta brizzolata di Ramon… :)

  76. mr. plutarco.
    1) al contrario di quel che pensi io sono interessato alla questione della rappresentanza come la poni tu. e sono perfino d’accordo su diverse cose che scrivi. penso anch’io che la vena anarchica del pensiero comunista, o se preferisci la componente (di pensiero e di organizzazione e di azione) anarchica del movimento operaio, siano state tradite e sotterrate sotto valanghe di “realismo” e di gradualismo. è un po il tema dell’autogoverno delle comunità indigene zapatiste che io ho trattato, è vero, sbrigativamente come si può fare in un articolo. se scrivi di ciò, per quanti insulti e pregiudizi manifesti nei miei confronti, sono interessato a leggere. ma se si tratta di evocare strumentalmente temi sui quali i tuoi pregiudizi ti fanno credere di prendermi in castagna (come sulla mia candidatura alle europee che tu davi per scontata) allora scrivi pure ciò che vuoi ma non credo potrai suscitare alcun interesse in me.
    2) tu sai chi sono e io non so chi sei. quindi sarebbe corretto, non già che tu ti manifestassi esplicitamente visto che hai deliberatamente scelto l’anonimato, che evitassi di vantare comportamenti e coerenze, nel tentativo di dare maggior valore alle tue opinioni (e al tuo auto attribuito diritto a giudicare gli altri) che nessuno può verificare o confermare.

    il resto, scusa, è solo chiacchiericcio da politicanti.

    salut i republica

  77. caro giovanni, così ci capiamo meglio, forse. vorrei farti notare, per la precisione, che lo scambio, per quanto naturale, può avvenire in base al valore d’uso o in base a quello commerciale (economico). come sai non è lo stesso.
    quanto alla costruzione dell’alternativa sono pienamente consapevole della parzialità ed incompletezza delle elaborazioni presenti. e sono convinto che sia un processo a produrle, e non una casta illuminata. tuttavia, detto questo, dopo le vittorie capitalistiche degli ultimi tre decenni, siamo ancora sul crinale della scelta fondamentale. l’antagonismo e la resistenza sono condizioni non sufficienti, è vero, ma assolutamente necessarie al fine della costruzione di una alternativa. e la sinistra, comunisti compresi ovviamente, a livello mondiale non ha ancora sciolto ed affrontato questo nodo. anzi, nella maggior parte dei casi, predica il superamento del capitalismo (ma solo come orizzonte) accettandone, invece, tutte le compatibilità nei fatti.
    è un problema non da poco.
    un abbraccio

  78. cara maria, c’è un punto sul quale bisogna approfondire. non credo affatto che la globalizzazione abbia migliorato le condizioni di vita di due miliardi di persone. la crescita del PIL di alcuni paesi e la media del pollo del reddito non danno conto di due cose: 1) se una multinazionale produce in cina, per esempio, avvalendosi di una manodopera a costo bassissimo, non paga tasse, ed esporta il 90 % della sua produzione nel resto del mondo, come si fa a dire che quella quota di produzione ha accresciuto il PIL cinese come se parlassimo di una economia nazionale che esporta? 2) con la glob in ogni angolo del mondo (tranne che nei paradisi fiscali come le isole cayman) è aumentato il divario fra ricchi e poveri e il numero dei poveri è aumentato sensibilmente. ovviamente la soglia di povertà è un concetto relativo, non è lo stesso in svezia (dove sono però ugualmente aumentati) o in biafra. ma il problema è identico in tutto il mondo, senza esclusioni. 3) può succedere anche che ci siano fasce di popolazione che aumentano il reddito e che contemporaneamente si impoveriscono relativamente. è il caso, per esempio, di masse sterminate di contadini espulsi dalle loro terre a causa delle piantagioni industriali di merci per i mercati dei paesi europei (ecco la principale conseguenza della liberalizzazione del commercio in agricoltura) e che perdono autosufficienza alimentare anche acquistando maggior reddito nell’economia informale (in nero) delle periferie enormi delle capitali dei paesi del terzo mondo. hanno aumentato reddito ma vivono peggio.
    conseguentemente l’aumento del reddito dei paesi cosiddetti emergenti non è per nulla un indicatore al quale attenersi.
    ma credo che siamo d’accordo. no?
    un bacio

  79. caro luca-f, molta, forse troppa carne al fuoco nel tuo post. mi pare che tu creda in una sorta di onnipotenza degli USA. guarda, per esempio, che i trattati commerciali stipulati dall’unione europea con il messico e con il cile (per fare due esempi) sono più liberisti di quelli firmati dagli usa. se i cambiamenti in america latina sono la conseguenza di una “distrazione” degli usa stiamo freschi!
    inoltre vedere tutto con la lente d’ingrandimento deformata del complotto è sempre stato foriero di gravi errori politici.
    infine, se credi che io sogni avvenimenti epici quando parlo del messico ecc sei libero di farlo. ma non è così.
    grazie comunque per il commento.
    un abbraccio

  80. alessandro Dice:

    l’ultima cazzata di vendola
    vuole un congresso straordinario…….
    a soli 3 mesi dall’ultimo congresso!!!!!!!!!!!

  81. giovanni Dice:

    Caro Ramon,
    ci capiamo benissimo e la differenza tra valore d’uso e valore commerciale
    cambia di molto e cambia ancor più in una logica egemonica delle relazioni.
    Siamo al punto,l’alternativa. In realtà penso che non esista una vera unica
    soluzione ma un percorso da intraprendere dopo aver fissato delle priorità
    tattiche. Di fatto mi dici che la sinistra è subalterna al capitalismo( se non ho capito bene precisamelo) se è così vuol dire che non riesce ad elaborare una autentica capacità critica e a legarla alle reali esigenze dell’uomo.
    Buona norma impone di farci le giuste domande e non di dare prima risposte . Il capitalismo e le sue varianti impazzite possono assolvere al compito di dare una risposta alle esigenze di una società planetaria? No i fatti dimostrano che il percorso intrapreso è un fallimento . Il profitto può essere il criterio e il fine dell’organizzazione produttiva? No , è l’utilità della produzione in relazione alle esigenze dei vari territori .
    La scienza è vera espressione della tecnica? E la tecnica assolve realmente il suo compito dicompetenza e creatività?
    Quello che intendo significare è che è assolutamente necessario porre un primo riordino del reale valore delle cose. Creare una sorta di ” decalogo” delle verità per dare strumenti di differenziazione all’analisi e alle proposte.Può realmente nascere una proposta alternativa se prima non ci si prefigge l’obbiettivo di dare una risposta a tutto? Io penso di no.
    E’ necessario realizzare una cosmogonia attuale e aggiornata con il contributo più largo possibile . Mentre ti scrivo il mondo impazza per Obama e,soprattutto per la prova di grande democrazia di cui sarebbe la prova.Io credo che sia un grande inganno certamente può essere un momento importante per sbugiardare certe facili esultanze e portare
    in alto la bandiera della verità. Se ci si concentra sui contenuti reali del problema con cui tutti dobbiamo convivere allora ,forse,una strada si trova.Mi fermo qui chissà seprima o poi riusciamo a parlarne dal vivo.
    Con grande affetto,viva la vita!

  82. giovanni Dice:

    Cara Maria,
    anche io penso come Ramon che il benessere dei due miliardi di persone
    derivato dalla globalizzazione sia illusorio. Credo che Ramon abbia già argomentato con pienezza e quindi mi associo. Mi associo anche al concettodi risposta planetaria e ho cercato nel mio post a Ramon di dare qualche traccia per creare una proposta. Il sistema è entrato in corto circuito.
    Basta pensare alla nazionalizzazione delle banche come rimedio al disastroin corso,che è ancora ben lungi dall’essere risolto.
    Non ho capito bene cosa intendi per dirigismo e per senso nazionale ma eri di fretta e qui ti capisco. Un sistema per creare qualcosa di chiaro e cercare di smontare pezzo per pezzo la montagna di fandonie che ci propinano da molto tempo. Sai che il grande benessere delle democrazie scandinave si poggia sui fatturati miliardari del traffico di armi?
    Sai che da decenni cinascondono soluzioni tecnologiche che potrebbero
    ridurre i costi di consumo dell’energia inmodo esponenziale? Probabilmente lo sai e ne sai anche più di me così come molti altri in relazione a noi. Ma la marciscente logica democratica ci ha abituato a delegare quasi tutto anche lo schifo,la protesta,la verità e la dignità.
    Un vero abbraccio Maria ,viva la vita!

  83. X Ramon
    Non credo nell’onnipotenza degli USA. Faccio notare che il governo degli USA è stato per molti anni uno strumento. Probabilmente oggi questo strumento è stato abbandonato a favore di strumenti migliori e meno identificabili. E’ una verità incontestabile che quello strumento è stato usato per combattere il comunismo in Europa durante la guerra fredda. Ma il comunismo non è stato completamente annientato. In Italia l’annientamento (o auto-annientamento) politico del comunismo è stato quasi raggiunto con la “sinistra arcobaleno” ma ancòra la partita non è persa. Secondo me non è peccato sospettare complotti dato che fino ad oggi nessun compagno ci ha spiegato che senso ha il movimento di Nichi Vendola in questo partito. Io preferisco fare delle ipotesi con il rischio di sbagliarmi piuttosto che sbagliare a non fare delle ipotesi.
    E poi io sono nato e cresciuto a Reggio Calabria, la capitale della più ricca e potente organizzazione criminale del pianeta. Quello che percepisco io con la mia esperienza non lo possono percepire i compagni di Milano, di Bologna, di Roma o di Belluno…
    Se dico che ho l’impressione che nel nostro partito c’è del marcio vuol dire che ho seri motivi per avere questo dubbio.
    Forse Nichi vuole raggiungere un consenso superiore al 50% nel partito così avrà i numeri per fare quello che vuole, per liquidare Rifondazione Comunista? Non c’è altra spiegazione.
    Nel tuo articolo parli di come le richieste avanzate dall’ezln verso il parlamento messicano siano state praticamente ignorate anche se formalmente accettate da tutti i partiti, anche quelli di centro-sinistra.
    E non è la stessa cosa che è appena accaduta in Italia nell’ultimo governo Prodi?
    Che faceva rifondazione comunista insieme a tutta la cosiddetta sinistra se non tradire le promesse fatte in campagna elettorale ai suoi elettori e ai movimenti?
    Ci sono molte analogie tra Messico e Italia e non possono essere casuali.

    Non ho mai detto che tu sogni avvenimenti epici in Messico. Assolutamente. Mi hai frainteso o non mi sono saputo esprimere.

    Tu dici che i cambiamenti in america latina non sono frutto della distrazione degli Stati Uniti? Io non ci metterei la mano sul fuoco nè per l’una nè per l’altra ipotesi ma la cacciata degli ambasciatori americani dalla Bolivia e dal Venezuela ha qualcosa di straordinario così come la promessa di smantellare la base americana di Manta in Equador. Quando mai un paese avrebbe potuto permettersi degli atti del genere senza incorrere in pesanti ritorsioni da parte degli USA???
    Bisogna ammettere che qualcosa di grosso sta avvenendo in america latina e che sta avvenendo in concomitanza alla condizione di ‘crisi’ del sistema economico americano.
    Però mentre da quelle parti (sud-america) l’antiamericanismo sta portando i suoi frutti quì non riusciamo nemmeno ad opporci energicamente alla costruzione di una base americana a Vicenza. Mentre in America vince Obama con la promessa di ripristinare la Sanità pubblica e quindi gratuita per tutti, quì facciamo tagli alla spesa pubblica. Mentre Bush annuncia il ritiro di 8 mila soldati dall’Iraq (e ne manda 4500 in Afganistan) noi rifinanziamo le operazioni militari all’estero. Vuoi vedere che gli americani adesso siamo noi…?

    P.S.
    Caro Ramon, fatti un forum gratuito che il blog non è adatto tecnicamente ad ospitare queste discussioni. E’ bellissimo che sulla scia dei tuoi articoli si sviluppino delle discussioni. Sarebbe ancòra più bello se lo capissero anche gli altri compagni della direzione nazionale che questo partito ha bisogno di maggiori occasioni di confronto e di discussione sia con l’interno che con l’esterno.
    Ti consiglio il servizio gratuito del sito http://www.forumup.it
    E’ semplicissimo da utilizzare.

    Cordialmente

    Luca F.

  84. Ramon, la decisione di innalzare la quota tessera ad un minimo di 40 euro è definitiva o è solo una proposta? io non sono d’accordo!

  85. alessandro Dice:

    LUCA F sei per caso luca fontana segretario del cicolo che guevara di roma?
    quando dici che c’ è del marcio i tuoi sono sospetti generici o hai sentori precisi che che ci siano “compagni” della maggioranza pronti a passare con vendola?

    IO invece ho notizie che ci sono persone della 2 che non sono più tanto d’accordo con vendola e non hanno aderito a rifondazione per la sinistra
    (ad esempio l’intera fed.di bergamo)
    comunque caro luca f posso dirti che ho parlato con alcuni nostri dirigenti che mi hanno escluso defezioni di nostri compagni nel cpn
    comunque aspetto una tua risposta
    saluti comunisti

  86. Gabriele Dice:

    …io rimango favorevole al blog!

  87. Ops.. mi sono accorta di aver scritto sul post precedente.. va bé, comunque a Plutarco quello che pensavo gliel’ho detto e lo ringrazio per la risposta

    Avevo scritto anche qualche breve riflessione sul partito_Vendola e il partito_Ferrero.. ma chi legge, oltre a Ramon?

    Ma esistono altri blog di compagni DIRIGENTIi??

    Diavolo, mi sono iscritta ad aprile e il segretario del mio circolo ha già dovuto dare le dimissioni per divergenze tra compagni delle due mozioni maggiori!!!!
    Ma perché il compagno GIORDANO va agli incontri con Sinistra Democratica e poi è costretto a raddrizzare la linea di alcuni compagni presenti che prefigurano un abbraccio col PD?
    Ha fatto un discorso da Rifondazione Comunista tout court e basta!

    Perché però lui battere su sta storia dei compagni alla ricerca del profilo “IDENTITARIO”?? Ma chi dice che i compagni “identitari” rifiutano di lavorare con tutti gli altri a sinistra e con tutto ciò che si muove (movimenti, associazioni ecc.) nella società??

    Il congresso è finito, e ora??
    Che si mettano insieme GIORDANO, DILIBERTO, VENDOLA, FERRERO, FAVA ecc. e discutano di quello che vogliono fare in concreto, nelpaese e alle prossime elezioni per esempio, e la smettano di litigare sulle parole!!
    Io credo che la base (tutte le “basi” di sinistra) siano un po’ più avanti dei dirigenti, proprio perché vivonoledifficoltà sulla loro pelle!

    Tra un po’ di arriva addosso una mezza catastrofe economica e ci troverà ancora che parliamo di identità!
    e la gente voterà PD e Di Pietro!

    Sarò dura, ma io perché ci siamo divisi ancora non l’ho capito!!
    Sento che sto per esplodere.
    Qualcuno dica qualcosa!..
    grazie

  88. Ned Ludd, ciò che tu scrivi sull’altro post è sconvolgente: scissione a metà dicembre, minaccia di occupazione fisica delle sedi.
    Da dove trai le tue informazioni?
    Tutto questo mi getta nello sconforto più totale. Bisogna avere la massima fermezza sulla ripartizione dei beni (se ne vadano pure ma a mani vuote), poi la chiarezza della loro dipartita può essere anche un bene, visto che elettoralmente non hanno chiance e rompono solo le balle. Che dolore però, solo adesso capisco i danni profondi e irreparabili del bertinottismo, di un comunismo da salotto che in fondo si vergogna di se stesso e cede al lusso.

  89. X luca (ma quale?)
    Non sono di Roma. Sono di Reggio Calabria. Quando dico che c’è del marcio intendo che ci potrebbe essere in atto il tentativo di boicottare il partito dal suo interno. Non ci metterei la mano sul fuoco ma ci scommetterei che ci sono buone probabilità che sia così. Sembra che Nichi Vendola non vuole fare la scissione nè fondare un nuovo partito ma impossessarsi con la forza dei numeri di questo partito per cambiarne i connotati. Se ci riesce potremo dire addio per sempre al simbolo della falce e martello e alla parola “comunista” dato che ai suoi (vedi Sansonetti) questa parola non piace. Per i comunisti affezionati al simbolo non rimarrà che passare con i Comunisti Italiani o con Di Pietro (due sere fa su LA7 Di Pietro, invitato in una trasmissione, ha detto che una volta quelli come lui li chiamavano comunisti, ma che lui non è comunista…).
    Prima del congresso provinciale anch’io ho votato per la mozione 2 di Vendola ma solo dopo mi sono accorto della truffa che si celava dietro le belle parole. Oggi mi dichiaro libero dalla logica delle mozioni ma devo dire che l’elezione di Paolo Ferrero a segretario non mi dispiace.
    A Reggio Calabria, anche se la federazione si è schierata quasi totalmente con Vendola al congresso, in realtà si cerca di tenere un atteggiamento neutrale mentre si aspetta di vedere quali tra le due fazioni ha più probabilità di avere la meglio e a quel punto si deciderà a quale santo votarsi. Quà si va dove tira il vento perchè ciò che conta è non perdere la poltrona. Di comunisti in questo partito non ce n’è neanche l’ombra.
    Ovviamente io mi posso permettere di fare certe critiche perchè sono al di sopra e al di fuori di questo modo di fare opportunistico ed immorale.

  90. Fantastica l’uscita di Di Pietro, uno che da ministro non ha fatto nemmeno un cenno di mossa di sinistra. Anzi, quando i 4 si muovevano, lui zitto e mosca. E sui suoi temi non ha fatto un tubo, altro che moralizzatore, basta vedere il suo partito. Quell’uomo è sconvolgente, l’opportunismo politico fatto persona. Lo considero davvero un individuo molto pericoloso ed è drammatico che l’opposizione sia nelle sue mani. Il caudillo di un partito personale votato al trasformismo per fregare gli elettori alla sinistra.
    E Vendola gli spalanca la strada disgustando la base.

  91. caro giovanni, ci capiamo ci capiamo. ma insisto, oggi il compito principale è organizzare l’opposizione e la resistenza mondiale. ogni politica nazionale o regionale ha un senso se è in sintonia con questo obiettivo. ed è solo dentro questo percorso che si può costruire un’alternativa. non mancano spunti idee ed esperienze interessanti. ma quando dici “Può realmente nascere una proposta alternativa se prima non ci si prefigge l’obbiettivo di dare una risposta a tutto?” pensi davvero che oggi ci sia un soggetto capace di questo? chi lo deve fare? un gruppo di illuminati?
    ma ci capiamo

  92. Ramon, ok non voler dare risposte a tutto, però che sinistra è quella che non si pone il problema della trasformazione? È chiaro che la costruzione dell’alternativa va fatta all’interno di un percorso di opposizione e resistenza, ma se non si ha l’obiettivo dichiarato della trasformazione e dell’alternativa il soggetto non si forma per opera dello spirito santo.

  93. caro luca-f, 1) questo è un blog personale, punto. ci sono i miei articoli e chi vuole li commenta. se si sviluppa una discussione da forum la ospito ma non sono io a dover organizzare forum. ci mancherebbe che ci fossero forum organizzati da persone! dico io.
    2) le tue considerazioni sono le benvenute. ma non è utile, ed anzi io penso sia scorretto e controproducente, parlare di realtà e dare giudizi che gli altri lettori del blog non possono verificare. io sulla calabria ho scritto durante la campagna congressuale. e, non so se c’eri, alla presentazione della mozione 1 a RC dissi parole chiare. non le ripeto.
    3) alle multinazionali, agli USA, al fondo monetario, al WTO e alle borse non frega un bel nulla della parola comunista. se qualcuno gli da fastidio è per le cose che fa. c’è una pletora di partiti comunisti nel mondo che non danno nessun fastidio a lorsignori. leggere l’evoluzione della situazione italiana con la logica del complotto per eliminare il partito comunista è andare fuori pista completamente. ed è anche tentare di autoassolversi per i propri errori e limiti. che invece ci sono e vanno affrontati e corretti.
    quanto all’america latina insisto nel dire che gli stati uniti non si sono affatto distratti. la continuazione della guerra in colombia per destabilizzare tutta l’aerea ne è un esempio lampante. il tentativo di fare l’ALCA, fallito per l’opposizione di alcuni paesi (ma non da quelli guidati dai partiti dell’internazionale socialista), ne è un esempio. se fosse come dici tu non ci sarebbe speranza. gli USA e il capitalismo globale non sono onnipotenti ed invincibili.
    un abbraccio

  94. cara paola, scusa se te lo dico bruscamente, ma la politica è un progetto, è idee, è lotta, è un percorso partecipativo, non è 4 dirigenti che si mettono d’accordo. e non è vero che la base è buona e i vertici cattivi. spesso quella che tu chiami base è perfino più divisa e litigiosa dei cosiddetti vertici. infine non è vero che si parla solo di identità. al contrario sono quelli che accusano altri di parlare di identità che in fin dei conti la mettono sempre al centro di ogni discorso.
    un abbraccio

  95. cara sacha, non ti sconfortare. non c’è motivo. ciò che scrive ludd è illazione e pettegolezzo. mai cedere alla tentazione di commentare fatti che non sono avvenuti e di sviluppare polemiche sul nulla. ci sono già porta a porta e una infinità di altre trasmissioni e giornali per discutere così.
    un bacio

  96. Ramon forse esageri a dire che si fanno polemiche sul nulla! Tu sai benissimo che le cose non stanno proprio così. Ti informo che ad esempio a Firenze due consiglieri di Rifondazione hanno fondato la sinistra unica con sinistra democratica e tu sai che non è una scelta individuale. Questo è un fatto già accaduto e non è il nulla.
    Tu sai benissimo che in alcune federazioni anche se la scissione non è un dato di fatto è già praticata giorno per giorno! Tu ti impegni per promuovere un iniziativa e magari trovi la serratura della federazione cambiata. Questo non è nulla è un dato di fatto! Oppure tu promuovi un iniziativa e contemporaneamente ne viene programmata un altra e cosi via!
    Inoltre secondo me sarebbe utile affrontare alcune questioni perchè a me sembra che si rischia di commettere gli errori del passato.
    Tu in un commento recente invitavi ad avere pazienza e dicevi che più ci saremo sforzati di attuare il nostro programma deciso al congrsso, prima avremo raccolto i risultati.
    Tu sai benissimo che sono state fatte delle scelte che proprio non vanno nel senso di ciò che abbiamo stabilito al congresso.
    Un esempio? in Toscana sono stati votati i doppi incarichi e i doppi stipendi!
    Le verifiche quando le si fanno?
    In Abruzzo ci presentiamo con il centrosinistra, ti sembra una svolta a sinistra? A me no.
    Quindi secondo me parlare di quello che sta accadendo nel nostro partito non è parlare del nulla, anzi forse sarebbe meglio queste cose sottolinearle, altrimenti rischiamo di tornare al prima di Chianciano con o senza scissione!

  97. Carissimo Ramon, grazie delle tue parole rassicuranti. Spero solo che non siano dettate da un navigare a vista in mezzo alla tempesta. Nel senso che la situazione potrebbe essere talmente grave da rendere difficile immaginare una qualsiasi soluzione. Tu e Paolo Ferrero mi date un po’ l’idea di aspettare che passi il peggio, ma forse questo atteggiamento non paga. Secondo me bisogna essere più netti, bisogna agire con chiarezza. Stanno sferrando al partito un colpo dopo l’altro, liberazione va per la sua strada e noi restiamo immobili sulla riva del fiume.

  98. alessandro Dice:

    ramon sacha ha ragione fra i dirigenti c’è troppo immobilismo
    state attenti che se vendola si riprende la maggioranza io e molti altri compagni vi ricorreremo col forcone

    per luca in abruzzo è stato fatto un buon accordo e abbiamo ottenuto tutto ciò che chiedevamo
    è un accordo che rientra perfettamente nella linea di chianciano
    tra l’altro il candidato è valido e non è neanche del pd

  99. cari sacha e luca,in buona parte sono d’accordo con voi,però ha ragione anche Ramon.Sono mesi che costoro annunciano una scissione che non è mai arrivata.Provocano,criticano,fanno un patetico e inutile tesseramento separato quando da anni non riuscivano a fare nemmeno quello del partito, ma non fanno nulla.Cercano di provocare,cercano di farsi espellere.Allora o li cacciamo e contemporaneamente occupiamo le federazioni dove hanno la maggioranza,però lo facciamo sulla base di interviste ai giornali e dicerie,oppure aspettiamo che a muoversi siano loro.E’ una chiara guerra di nervi.la situazione del PRC è pessima da anni non da ieri,non bastano pochi mesi a rifare il partito,ci vorrà un chiaro progetto politico e qualche anno di tempo.Vogliono fare la scissione?Però non avranno niente,li seguiranno in pochi e nel giro di un anno si diluiranno nel PD.

  100. alessandro Dice:

    ramon vendola ci ricatta ci dice di riflettere perchè se no fa la scissione
    il suo è un messaggio mafioso in piena regola….

    porca puttana ma voi dirigenti tu ferrero grassi reagite !!!!!!!!!!
    dite qualcosa !!!!!!!!!!
    mandate affanculo lui e fava!!!!!!!!!!
    ribadite ufficialmente che si va alle europee con il simbolo del prc!!!!!!
    i compagni nei circoli non ci capiscono più un cazzo

    non è possibile che vendola dica impunemente “che il congresso di chianciano non vale più perchè è superato”

    DATE UN SGNALE DI VITA RASSICURATE I COMPAGNI!!!!!!!!!!!!

  101. Buondì Ramon e tutti,
    grazie per la risposta, ma preciso che non io, bensì altri compagni incluso Giordano, usavano ieri il termine ricerca “identitaria” riferita, secondo loro, alla sinistra di Ferrero da ricomporsi insieme a PdCI ecc. , cose note..
    A me anzi il termine fa un po’ ridere, come se qualcuno potesse pensare di iniziare una lotta politica senza aver definito a priori un proprio profilo o identità.
    Il punto è che i vendoliani con la Sinistra democr. e chi ci vuole stare, questa identità ancora non ce l’hanno però sono partiti lo stesso!!

    Dal blog di Nichi Vendola, l’Associazione per la Sinistra è nata: OGGI !
    E l’ASSEMBLEA la terranno, come dicevano anche ieri, il 13 dicembre (se ho ben capito a Roma). Punto.
    Qualcuno proponeva poi di non andare solo con un Appello (quindi questo è evidentemente il percorso iniziale scelto), ma di andare già con delle proposte.
    E ora??
    Saluti.

  102. p.s. per Sacha
    perdonami, ma tutto questo astio che leggo, non solo nel tuo commento ma nel partito in genere, verso DI PIETRO francamente non lo capisco: se non ci fosse stato lui dal 15 aprile all’11 ottobre (6 mesi) mentre il PD balbettava e finalmente, dopo batosta e congressi, il PRC e la sinistra sono di nuovo usciti allo scoperto, mi chiedo chi altri ha fatto opposizione (oltre ai Cobas e ai centro sociali contro la visita di Bush)..

    Certo che non ha una cultura di sinistra, ma le cose al Cavaliere come gliele canta! (così come Travaglio che però non è un partito..) e lo fa perché lo ha conosciuto molto da vicino, mentre altri sembrano avere la memoria corta e la vista da presbiti!!
    Magari ne avessimo qualcun altro in giro col suo parlar sgrammaticato ma la sua grinta!
    Un saluto

  103. Alessandro ti vorrei ricordare che anche il programma dell’unione non era male come contenuti. E poi……
    Io penso che la svolta a sinistra ci debba essere nei fatti e il presentarsi separati dal PD o dall’IDV faccia parte di questa svolta.
    Il dire che a livello locale si rispetta la sovranità dei circoli, delle federazioni e dei regionali non deve essere poi interpretato come il via libera ad entrare nelle giunte come se non ci fosse stato un congresso.
    Penso che occorre dare un senso concreto alla frase ” agisci locale pensa globale” e penso che le giunte di centro sinistra non siano proprio i luoghi deputati per ” organizzare l’opposizione e la resistenza mondiale” anzi ne costituiscono un impedimento un freno!

  104. Ma cosa dici Paola, quell’individuo molto ambizioso, arricchitosi con la politica, presidente del partito per statuto, è semplicemente un opportunista. Il fatto che taluni compagni si facciano incantare da un simile figuro che cerca in tutti i modi di fregarci i voti, sinceramente mi allarma.
    Leggiti un po’ i materiali su di lui sul sito di Giulietto Chiesa, come gli ha fregato i soldi e voleva pure rovinarlo. Quello è un pericolo pubblico, una persona totalmente antidemocratica che fa l’eroe popolare ma quando era ministro del governo era sempre e regolarmente sontro i 4 dell’arcobaleno, a cominciare da Genova.
    Scusami Paola ma penso che tu dici delle grosse sciocchezze, come su Travaglio, un allievo di Montanelli (io me lo ricordo), uno che si definisce orgogliosamente di destra, uno che è contro i palestinesi per inciso. Ramon lo ha già definito a ragione un reazionario. I casi sono due: o questi si sono redenti, non avevano capito una mazza e tac, proprio adesso che la sinistra non è più in parlamento si spostano, o sono dei grossi opportunisti. E io propendo per la seconda.
    Non basta essere contro Berlusconi per essere dalla parte giusta. Figuriamoci.

  105. lucaocchionero Dice:

    Peccato, speravo che in questo spazio si potesse parlare di politica internazionale, ma farò una breve digressione anche io sulla politichetta nazionale. Primariamente, compagno Alessandro tieni i nervi saldi. Che cosa non capisci? Noi siamo stati chiarissimi in ogni situazione che ci ha visti protagonisti da quando è nata questa storia che ha portato a mozioni contrapposte ed al congresso con gli esiti che tutti sappiamo. Siamo stati chiarissimi perfino a Chianciano dove si è fatta una trattativa alla luce del sole con tutti i documenti trovando l’accordo con tre su quattro disponibili. Tutto alla luce del sole. Dall’altra parte mi pare invece che ci sia una confusione incredibile ed inaspettata tali da creare serissime divisioni tra i compagni che votarono la mozione n.2, gli altri che hanno aderito alla Rif per la Sinistra, e gli altri ancora che puntano decisi su una scissione- che si potrà anche evitare di commentare fino a che non è avvenuta, ma che di fatto è su tutti i giornali, è sulla bocca di tutti gli “addetti ai lavori”- che chissà se si avrà il coraggio di porre in essere(coraggio che sinora è sempre mancato). Credo che più che della scissione, che ci interessa relativamente, dobbiamo occuparci di risollevare il partito e per questo motivo chiedo al Alessandro ed a tutti di ADOPERARSI OGNUNO NELLA PROPRIA SEZIONE E FEDERAZIONE AFFINCHE’ SI PONGANO IN ESSERE INIZIATIVE CHE SMUOVANO I COMPAGNI E CON ESSI IL PARTITO! Credo che sia la cosa più importante in questo momento. Quanto al discorso su Di Pietro io giudico negativamente la composizione del suo partito(che fatta eccezione per i vertici, raccoglie di tutto nelle città), ma giudico degne di considerazione le istanze che pone. Giustissimo questo desiderio di giustizia e di legalità: è trasversale riguardo le classi sociali, ma è un tema sentitissimo nelle classi popolari. Personalmente ritengo che la giustizia sociale e la giustizia davanti alla legge siano un unico insopprimibile bisogno rispetto al quale tutta Rifondazione Comunista deve porre in essere una maturazione che la allontani dalle pratiche e dalle logiche tipo indulto. I Tribunali(di ogni ordine e grado) stanno diventando l’inferno per le classi popolari e la pacchia per borghesi e colletti bianchi.
    Se il partito non capisce questo non faremo passi avanti nel nostro tentativo di riconnettere fili spezzati partendo dal basso.

  106. caro luca, cara sacha e caro alessandro, se il gruppo dirigente di rifondazione dovesse fare ciò che voi dite, o auspicate, sui giornali e nelle tv, si parlerebbe solo delle proposte (inesistenti e fatue) di vendola e della scissione. le risposte sono state date: no al congresso straordinario e no alla costituente. punto. non c’è bisogno di ripeterle ogni giorno ogni ora ogni minuto. casomai c’è bisogno di applicare la linea del congresso conquistando altre compagne e compagni all’idea che ci vorranno anni di durissimo e per nulla vistoso lavoro sociale per ricostruire un partito serio comunista ed innovativo. non ci sono soluzioni amministrative e statutarie capaci di risolvere il problema. è una pura illusione. anzi, è ciò che a tutti i costi la mozione 2 (ma è meglio dire una parte della mozione 2) vorrebbero ottenere con le continue provocazioni. per il semplice motivo che la rissa risulterebbe incomprensibile al di fuori di una cerchia ristretta di militanti informati e motivati.
    capisco bene l’incazzatura, che per altro ho anch’io. ma è la ragione e la politica che deve rimanere saldamente al comando. sempre.
    un abbraccio

  107. grazie giuan, questa volta siamo proprio d’accordo.

  108. cara paola, tu fai riferimento ai clamori di stampa, alle voci dei giornalisti che riferiscono dichiarazioni a raffica. la associazione di vendola e fava è una cosa minuscola e ininfluente sia perché, come tu stessa hai notato, è priva di una qualsivoglia identità seria sia perché è robetta da ceto politico completamente separato dalla realtà sociale.
    non avrebbe senso che noi facessimo le stesse cose. noi ne facciamo altre. ricostruire il conflitto, partecipare nei movimenti, coordinare l’opposizione, sono cose che non avranno mai la benevolenza della “repubblica” o della gazzetta del mezzogiorno, sono le cose che dobbiamo fare senza badare alla cosiddetta visibilità sui mass media.
    grazie e un abbraccio

  109. caro luca (di nuovo), non è l’accordo o meno col PD in abruzzo o in qualsiasi altro luogo che definisce ciò che è di sinistra. se fosse per me uscirei almeno dalla metà delle giunte nelle quali siamo. tuttavia non puoi pensare che non fare un accordo col pd sia la cartina di tornasole per definire una svolta a sinistra. casomai bisogna parlare del lavoro sociale, dei legami con le lotte, della battaglia culturale, per vedere se c’è o meno una svolta a sinistra.
    comunque riconosco che senza un serio bilancio delle esperienze di governo locale nelle quali è rifondazione non ci sarà nessuna svolta a sinistra. ma per questo ci vuole tempo e battaglia politica. e soprattutto lavoro sociale capace di riconquistarsi il centro dell’attenzione del dibattito e del lavoro dei compagni/e.
    un abbraccio

  110. lucaocchionero Dice:

    Ehilà Ramon, conosci la Gazzetta del Mezzogiorno? Mica arriva a Roma!?

  111. caro lucaocchionero, come vedi è vero che le beghe appassionano molto di più di una discussione teorica e politica. del resto anche tu ti lamenti e poi aggiungi il tuo mattone… eh eh eh
    sono d’accordo con te su tutto. tranne, come sai, sull’indulto perché è vero esattamente il contrario di quel che dici.
    un abbraccio

  112. su di pietro ho già detto più volte. a parte la personalizzazione estrema della politica per cui cofferati ha fatto lui la lotta contro berlusconi ed era il leader in pectore del nuovo partito di sinistra e adesso di pietro sarebbe l’unico oppositore di berlusconi (tutte cazzate del giornalismo iperprovinciale e pettegolo italiano) restano i fatti dalla testa dura a dimostrare che di pietro è uno di destra autoritaria. punto.

  113. Compagni vi segnalo che oggi a Torino gli studenti medi ed universitari hanno volantinato ai cancelli di mirafiori,c’è un tentativo di saldatura con le rivendicazioni operaie,faranno uscire un manifesto comune a breve.
    Pur senza idealizzare la cosa bisogna riconoscere che è un fatto storico,ancora 5 anni fa sarebbe stato impensabile.Come possiamo noi come partito stare dentro a tutto ciò?
    Qui ci sono occasioni che forse non riavremo più per anni di costruire davvero il partito comunista dal basso.

  114. a parte che a roma arriva quella gazzetta io leggo la rassegna stampa caro lucaocchionero. mica la compro.

  115. Ramon io non dicevo assolutamente che i diriginti devono prendere provvedimenti statutari e amministrativi; ho detto che parlare di scissioni e parlare dei fatti interni al nostro partito non equivale prorprio a parlare del nulla, perchè oltre ai media e alle sparate, si stanno producendo fatti concreti e to ho portato un esempio e comunque in molte zone anche a causa delle vicende interne il partito non riesce ad organizzare iniziativa sociale!
    Insomma le mie preoccupazioni non nascono affatto dal nulla e constato che si stanno producendo delle scelte che di innovativo hanno poco!
    Ramon non sono incazzato ma comincio a essere perplesso.

  116. ah mi hai già risposto!

  117. lucaocchionero Dice:

    Si è vero la rassegna stampa è un vantaggio. Qualche volta anche io mi allungo fino all’ufficio del sindaco appositamente… Sull’indulto compagno Ramon rispetto le tue opinioni di minoranza!(naturalmente scherzo)

  118. caro luca, come ho detto ti capisco. ma non puoi non sapere che se ad ogni comunicato stampa di vendola che allude (allude non proclama) alla scissione noi dovessimo reagire come se fosse stata proclamata la scissione le scelte statutarie sarebbero inevitabili. ed è proprio ciò che vuole quella parte della mozione 2 che spinge in quella direzione.
    quanto alle scelte innovative o meno non so a cosa ti riferisci. se si tratta delle amministrazioni locali sappi che sono d’accordo con te. l’andazzo è quello di sempre, ma lo davo per scontato. o credi che la maggioranza che ha vinto il congresso non fosse composta anche, se non soprattutto, da tante e tanti che nei fatti pensano che la politica sia elezioni giunte e così via? e non credere che non sia lo stesso per quelli che pensano che essere all’opposizione nelle istituzioni sia tutto quanto dobbiamo fare. ci vorranno anni per superare l’idea nefasta che un partito vive soprattutto per queste cose.
    un abbraccio

  119. lucaocchionero Dice:

    Sulla questione delle amministrative condivido le vostre perplessità. Teniamo conto che ci sono concretamente casi diversi. Soprattutto io ritengo che in molte parti d’Italia per una debolezza strutturale del partito in fatto di consensi, ma anche per una debolezza interna quanto a tale lacerante divisione(che in molti casi locali spinge verso destra) andando da soli contro tutti si rischia una vera polverizzazione. Per questo ritengo saggia(anzi se si potesse dire il termine direi saggissima) la scelta fatta a Chianciano sul tema. Decidano le federazioni caso per caso e speriamo che decidano per il meglio. Sugli atti amministrativi sono d’accordo con te Ramon. Però secondo me questa provocazione deve avere un limite: se alle amministrative(dove credo arriveremo con le sole forze di questa maggioranza) si dovessero verificare casi di annegamento del partito in liste civiche “di sinistra” in determinate federazioni a “maggioranza” della minoranza, bè lì ritengo che la negazione del PRC non possa essere in nessuna maniera giustificata come una scelta politica. Ma, ripeto, al momento è un caso puramente teorico e spero che rimarrà tale.

  120. per il semplice motivo che la rissa risulterebbe incomprensibile al di fuori di una cerchia ristretta di militanti informati e motivati.
    capisco bene l’incazzatura, che per altro ho anch’io. ma è la ragione e la politica che deve rimanere saldamente al comando. sempre.

    sono le parole di ramon che condivido in toto.
    con la differenza che la rissa risulta incomprensibile anche a me che faccio parte della cerchia ristretta di militanti informati e motivati.
    forse sarò strana io…

    confesso compagni che inizio ad avere un senso di claustrofobia ad entrare in questo blog…
    voi mi direte, ebbè, nessuno ti obbliga.
    certo, però mi spiace e mi addolora vedere come una comunità politica è così fuori dal mondo ed è così ridotta. parlo dei militanti e non dei dirigenti. non me ne vogliate ma sono sincera. francamente mi sento anche un po’ in colpa, visto che non condivido quasi nulla di tutto questo fiume di post che riguardano le cazzate interne del nostro partito e non ne condivido nemmeno l’ansia. alessandro dice: ramon tranquillizza i compagni!! ma di che bisogna tranquillizzarli, i compagni? veramente non riesco a capire. insomma, se vogliono distruggerlo questo partito, si accomodino, a questo punto. ma mi chiedo così scollati dalla realtà e dalle coscienze che ci sono al nostro fianco, che senso ha occupare le federazioni e i circoli per tenersi stretto il nome di prc. e parlo io che sono in mezzo ai vendoliani. volete che ve la dica proprio tutta? NON ME NE FREGA NIENTE DI VENDOLA DI MIGLIORE E DI TUTTO IL RESTO!!! non me ne frega niente di quello che succederà tra un po’ di mesi. non è questa la politica, non è così che si tira su un partito ridotto ai minimi termini.

    l’opposizione parlamentare non esiste, il povero ferrero fa i salti mortali per cercare di riconnettersi con la società piuttosto che stare appresso alle sparate dei vendoliani (a parte qualche risposta perditempo su liberazione) ma pare che sia da solo, perchè i militanti si preoccupano di tutt’altro , e sincerametne non ho ben capito ancora di cosa…
    ah già, poi viene fuori la soria di Carrara….
    io non so, forse sono strana io, ma io le cose le affronto quando è il momento. quando arriverà il momento delle amministrative anche da me nella mia federazione lo affronterò. per il momento lavoro anche se sono in minoranza e di quello che fan loro non me ne può fregare di meno. e lavoro per portare gente in questo partito, e non solo nei movimenti. guradate, sono al punto che anche su liberazione le sparate interne non le leggo più. sono diventate pesanti, stucchevoli, stupide. solo chi nion ha nulla da fare può stare a seguirle (con rispetto parlando) migliore dice una cosa, l’indomani una smentisce: parli per sè xchè non è la linea… ma santiddio, e c’è bisogno di scrivere su liberazione? ma telefonatevi a casa e chiaritevi!! mi chiedo veramente, con tutto il bene che si vuole al partito, come si fa a seguire certe idiozie interne. ci vuol coraggio!
    io non ce l’ho.
    fuori c’è talmente tanto da fare che davvero stare dietro a queste fesserie è solo una gran perdita di tempo.
    scusate lo sfogo

  121. Vorrei ritornare a commentare l’articolo di Ramon.

    Per prima cosa, non sono daccordo quando dici che l’esperienza storica smentisce che per cambiare la società bisogna prima prendere il potere per usarlo.
    Anche se l’ezln non mira al potere “istituzionale”, usa comunque il potere politico nella sua azione rivoluzionaria in Messico.
    Forse avresti dovuto dire che la storia ha dimostrato che per cambiare la società non è necessario essere eletti in parlamento, ma non puoi dire che si può fare a meno del potere!
    L’ezln infatti come dici tu stesso, fa persino una operazione per raccogliere consensi e quindi “potere”: il potere dei numeri che è il potere che più conta.

    Cito dal tuo articolo:

    “Non va dimenticato che l’EZLN nel 95, nel bel mezzo dei negoziati con il governo, aveva lanciato una consultazione di massa in tutto il Messico. Circa un milione e duecentomila persone, in un solo giorno, avevano risposto alle 5 domande dell’EZLN registrandosi con la carta d’identità ai banchetti.” [fine citazione]

    Questa consultazione popolare può essere letta in tante maniere ma è fuor di dubbio che tra le tante letture quella più importante è che con questa specie di referendum Marcos sa di poter contare sull’appoggio POLITICO di più di un milione di messicani!
    Non si candiderà per il governo ma sa comunque che HA POTERE e che grazie a questo POTERE l’ezln può proseguire nella sua azione e può cercare di dettare delle condizioni al governo messicano.
    Sarebbe come se Rifondazione Comunista decidesse di non partecipare alle elezioni ma di continuare ad esistere solo come movimento culturale e di lotta popolare, senza entrare nelle istituzioni.
    Mi pare che ci sta già provando Sinistra Critica, non so con quali risultati.

    Cito ancòra quanto segue:

    “Il governo, abbastanza sorprendentemente, firma il primo accordo (accordo di San Andres) che prevede la riforma costituzionale, ma come si vedrà in seguito, prevedibilmente, non l’applicherà mai, tanto che ancora oggi, formalmente, la trattativa con l’EZLN è semplicemente interrotta.” [fine citazione]

    Ho fatto questa citazione per dire che l’ipocrisia e la demagogia che caratterizza il governo messicano è la stessa che ritroviamo in Italia. La ritroviamo sia nei governi di destra che di sinistra. Anche quando noi eravamo al governo con Prodi non siamo stati migliori di coloro che adesso critichiamo. Prodi come Fox, insomma. Ma anche Bertinotti si è comportato da bastardo, insieme al resto dei deputati del PRC.

    Per chi non conosce la storia, si vada a rivedere le porcate di Rifondazione Comunista: quella che sfilava per le strade con la bandiera della pace per ricordare al mondo che l’Italia ripudia la guerra, che i nostri militari impegnati all’estero andavano subito fatti rientrare ecc. ecc.

    http://www.repubblica.it/2006/06/sezioni/politica/veti-afghanistan/voto-camera/voto-camera.html

    http://it.wikinews.org/wiki/Rifinanziamento_missioni_italiane_all‘estero:_la_Camera_approva_il_ddl

    Cito ancòra:

    “L’EZLN ha, diciamolo così, semplicemente applicato la legge come se fosse stata approvata dal parlamento. Ha cioè costruito una realtà di autogoverno delle comunità. Fra mille difficoltà, e lontano dai riflettori di qualsiasi tipo, le comunità sperimentano forme di democrazia diretta (nelle quali tutte e tutti partecipano a rotazione nella gestione amministrativa) affrontando ogni aspetto della vita quotidiana in modo completamente autonomo.” [fine citazione]

    E’ un bel risultato questo dell’ezln. Sarebbe come se in Italia riuscissimo a gestire le università nonostante le incursioni della polizia.
    E’ una via da tentare. Peccato che in Italia non c’è l’ezln. Potremmo dire a Marcos di venire da noi quando avrà finito in Messico.
    Ciò che comunque deve far riflettere è che l’ezln, nonostante abbia meno ‘voti’ di quanto ne abbia Rifondazione Comunista in Italia, è riuscita a raggiungere risultati che sono anche alla nostra portata ma che evidentemente a noi non interessa raggiungere. Interessante l’esperimento di vendere il pane ad un euro al kilogrammo ma come mai solo alcune e poche sezioni del partito sono riuscite a cogliere il senso di questo tipo di iniziativa e non tutta la Rifondazione Comunista?
    Forse dovremo anche noi indossare il passamontagna e imbracciare i fucili?
    Se la strada per il cambiamento passa per la lotta armata io che sono un buon tiratore mi ci troverei benissimo, ma non è quello che voglio.
    Alle lotte armate preferisco le lotte fatte con le armi della ragione e della cultura.
    Rifondazione Comunista dovrebbe occuparsi di più di promuovere la cultura di sinistra e comunista, quella che non insegnano nelle scuole e che non si vede facilmente in tv, a parte qualche rara eccezione.
    Penso che ci sono molte vie da tentare prima di arrivare alla lotta armata, alla quale non si dovrebe arrivare mai.

    Saluti

    Luca F.

  122. Voglio comunicarvi una cosa secondo me interessante che è nata oggi tra un gruppo di compagni e amici, così, discutendo tra di noi… oggi, come tutti ben sapete, tutti i principali giornali del mondo (non comunisti) e quelli nostrani di sinistra e centro-sinistra, Liberazione, Manifesto, L’Unità, Repubblica (e anche gli altri) aprono con l’incontinenza verbale di Silvio Berlusconi, “Barack Obama abbronzato”. E come accade in questo Paese tutti si costernano, s’indignano, s’ingegnano e poi gettano la spugna con gran dignità (don Raffaè docet)
    Della serie che mò ci siamo tutti scassati, abbiamo deciso di costituire un comitato: facciamo una colletta e compriamo una pagina di un giornale straniero per dire che noi non siamo come lui. Punto. E’ ora di darsi una mossa perchè così non si può più andare avanti. Magari vi aggiorno dell’evoluzione, intanto vi mando le notiziole che ci han fatto un po’ girare… e se la politica fa sempre furia francese e ritirata spagnola, perchè è sempre rinchiusa nelle beghe provincialotte, noi abbiam deciso di agire e di parlare per noi. Punto. Intanto nasce il comitato e io ci sono dentro. Domani si vedrà.
    Buona notte.

    ROMA – «Lo ha fatto di nuovo». Il New York Times titola così, facendo il verso a una celebre hit di Britney Spears, il suo articolo dedicato a Silvio Berlusconi e alla battuta su Barack Obama «abbronzato», fatta a Mosca a margine del suo incontro con il presidente Dmitri Medvedev. Sul sito del più importante quotidiano americano sono stati anche pubblicati i commenti di migliaia di lettori: in poche ore sono arrivati centinaia messaggi, gran parte dei quali inviati da italiani. Dall’Italia sono arrivate scuse di navigatori, lettori comuni. Che hanno riempito, quasi soltanto da soli con qualche eccezione di lettori americani, ben 48 pagine del “Caucus”, il blog politico del New York Times

    L’IMBARAZZO DEGLI ITALIANI – Pochissimi difendono il premier e nessuno riesce a nascondere un certo imbarazzo. Nemmeno Matteo Emanuele: «I’m Italian (I apologize for my bad english) … ma posso assicurare che tutto quello che Berlusconi ha detto non era offensivo. Voleva solo facilitare i rapporti tra Usa e Russia. Tutti i commenti negativi su queste pagine sono ispirati dai dibattiti pubblici sulle tv italiane condotte da comunisti pagati con i soldi pubblici. Americani non fatevi ingannare da loro…». Altri, sempre italiani, la fanno più breve, come Gigi: «Nel nostro paese abbiamo un virus: si chiama Berlusconi. Scusate». I messaggi di scuse dei nostri connazionali, la maggior parte dei quali vive negli Usa, sono centinaia. «Noi non siamo come lui, vi prego, credetemi» assicura un altro lettore.

    GLI AMERICANI: «DIO LO SALVI DA SE STESSO» – Diverso il tono dei lettori Usa che, almeno sul New York Times, sembrano appartenere alla categoria di chi non capisce il senso dello humor del premier italiano: «Gli americani non hanno bisogno di alcun cittadino straniero che faccia commenti sulla razza del presidente eletto» scrive, tra l’altro, un utente che si firma “Roz”. «La razza di Obama non dovrebbe essere mai oggetto di alcuna battuta. Serve rispetto», dice un altro utente. «Berlusconi dovrebbe fare in modo che Dio lo salvi da se stesso; è stato un imbecille tutto il tempo» conclude invece “Kindame”.

  123. giovanni Dice:

    CaroRamon,
    ricevuto il messaggio.Forse servono proprio gli illuminati ,ormai, ma è un tema diverso enon voglio entrare nell’esoterismo.
    Non voglio neanche apparire per quello che non sono e quindi non insisto
    sul tema del micro e del macro. Confesso però che è complesso sviluppare un dibattito se ad ogni passaggio non si tiene conto del respiro di insieme che lega un’affermazione con l’altra. Alcune volte ho lo sensazione che tu sia come quei campioni di scacchi che affrontano dieci e più partite in contemporanea. Se dici ” ogni politica nazionale …haun senso se tiene contodi questo obiettivo” ( si intende quello di una risposta mondiale) mi stai dicendo che è necessario dare una visione del tutto.Non ti ritengo obbligato a rispondere ,rispetto il diritto di chiunque a potersi astenere da una risposta.Ma quando dico che bisogna dare una risposta a tutto intendo proprio dire che se non ci si sforza di dare una visione di insiemedifficilmente si potrà convenire con chichessia sul da farsi per il mondo.
    Inoltre ti prego di considerare che quanto hai affermato è di per se subalterno al dominio globale , alla logica imperiale che domina la scena
    politica. Probabilmente non ho nulla da insegnare a nessuno,però mi viene
    forte il sospetto che nel tuo partito si stia pestando acqua nel mortaio
    e che lo slancio del periodo congressuale si sia arenato su questioni di
    piccolo cabotaggio. Sei sicuro che rifondazione stia proponendo modi
    fattivi per contrastare il nemico mondiale? Io spero di si , sinceramente,
    ma quanto a percepirne una vaga efficacia confesso il ritorno è assai basso. Forse è troppo presto per vedere gli effetti di una così dolorosa
    fase congressuale, non credere che sia contento di scriverequello che ti scrivo, però molti segnali indicano che la strada fin qui percorsa non è
    quella proficua. Vedere Ferrero costretto al confronto con Fiore per avere
    un passaggio tv non è una di quelle cose che ti aprono l’orizzonte ai problemi del mondo e ai modi con cui combatterli. Serve più creatività
    quella nobile e ingenua,persino. Non credo più ai percorsi lineari o verticali di un atteggiamento filtrato ed elaborato per non sbagliare.
    BISOGNA SBAGLIARE IL MEGLIO CHE SI PUo’.Se la direzione è giusta
    l’errore prenderà forma di cosa giusta. Se bisognaessere illuminati
    illuminiamoci,se bisogna essere sbragati sbraghiamoci, ma se nessuno
    indica un percorso sopportabile,neanche credibile, come si può pensare
    di articolare una risposta praticabile ai problemi del mondo? Del quartiere? Della provincia?
    Buon lavoro Ramon,te lo dico di cuore ma occhio a non stare troppo a bilanciare equilibri di pesi effimeri,come le mie ipotesi romantiche.
    Viva la vita!

  124. un saluto a tutti, grazie a Ramon, Maria, Sacha, Lucaocchionero 18:39, aggiungo poche cose:

    LUCA, a chi non piacerebbe potersi dedicare di più alla politica internazionale, quella alta, quella che aiuta e propone soluzioni per i popoli del mondo!….. ma guardate a che livello di ridicolo mondiale ci ha condotto il Cav.!!!!!
    Il primo pericolo pubblico per l’Italia à lui!!! e prima troviamo il modo, un qualsiasi modo (democratico s’intende) per sbarazzarcene, meglio sarà per tutti!! La prima mossa passa da lì.

    Bene ha fatto MARIA e il suo gruppo a comprare una pagina per dissociarsi, anche di queste iniziative individuali è fatta la lotta, senza aspttarsi sempre l’input dal partito.
    Guardate se gli studenti e gli insegnanti hanno aspettato input….
    Ma il partito E’ importante! io ho sempre creduto nella validità dell’organizzazione, nella vita concreta tanto più in politica.

    Dunque andare adesso in ordine sparso è secondo me quanto di più deleterio possa esserci, non solo per la vita interna ma anche per l’immagine nostra all’esterno.
    Sì l’immagine… perché per quanto noi non lo vogliamo, la comunicazione passa principalmente attraverso le TV e i giornali più letti e poi internet!
    E quindi uno che segua minimamente la politica stamattina si sarebbe potuto chiedere: ma perché Vendola fa una riunione? ma il segretario eletto non era un altro??……
    E poi certo che se vai al mercato coi volantini la casalinga non ti chiede della mozione 1 o 2, ma i compagni sparpagliati, delusi, sfiduciati sì!!

    DI PIETRO: scusate se ci torno su, poi ovviamente ognuno si tiene la propria convinzione.
    Concordo con LucaOc. anche su questo: desiderio di LEGALITA’!! per quella parte non truffaldina del paese, per tutti quelli che all’ennesima legge porcata del Cav. hanno fatto un salto sulla sedia!!
    e non è un caso che la raccolta firme per l’abolizione del Lodo Alfano sia stata promossa da Di Pietro, ed è giusto che anche Rifondazione abbia aiutato con la raccolta già dalla manifestazione dell’11 ottobre.

    E ancora, ricordo perfettamente che a Piazza Navona l’8 luglio con Di Pietro (e Travaglio, Guzzanti ecc.) c’erano sia Ferrero che Diliberto, tanto che pensai in cuor mio: e meno male!! 6 mesi di vuoto politico, col Cav. e i suoi ministri che se ne inventavano una al giorno e il PD che non si sapeva da che parte stava, e la sinistra frastornata dalla batosta elettorale che stava preparando difficile congressi’ 6 mesi erano tanti!!

    Ma qualcuno si prende mai la briga di leggere qualche volta il blog di Di Pietro e di Travaglio (per non dire il “populista” Grillo), e leggere i post, molto spesso illuminanti sulle facce più nascoste della nostra realtà, ma soprattutto i commenti di gente normale, informata, che si appassiona ancora per fortuna alla politica italiana??

    Quanti sono delusi e a volte disperati di non intravedere un punto fermo di appoggio per rivendicazioni normali di una vita normale, in questo paese guidato dai poteri forti, mezza economia in mano alla criminalità, amici di mafiosi alle più alte cariche dello Stato??
    E poi Di Pietro sarà pure di destra, ma quante gliene ha cantate anche al PD che non si muoveva!!

    Vabè, termino qui, scusate, e meno male che non volevo farla lunga :)
    a presto

    P.s. queste cose le direi nel mio circolo, se avessi un segretario in grado di convocare riunioni e fare attività..

  125. lucaocchionero Dice:

    Compagno Giovanni,
    al di là della fase congressuale che dobbiamo lasciarci alle spalle, stiamo parlando di un partito che si chiama Rifondazione Comunista. Prese alla lettere queste due parole sono abbastanza chiare. Si tratta di rimettere in moto un processo, ed è ovvio che tale processo non può essere disciplinato da una maggioranza di partito o da illuminati nella maggioranza stessa. O la Rifondazione Comunista diventa un progetto di rinascita che si fonda su basi popolari o è un mero auspicio di qualche associazione di intellettuali, di volenterosi, di “bueni cristiani” e niente di più. Siccome abbiamo vinto un congresso per mantenere il partito autonomo dal PDL e dal PD, adesso coltiviamo l’ambizione(che sembra pazzoide ma non lo è) di riproporre il progetto della rifondazione comunista insieme ad un movimento di massa. Ma non siamo i fenomeni che schioccano le dita e risolvono i problemi, non siamo gli straordinari abitanti di Atlantide cui riesce tutto, non siamo una razza illuminata solo perchè abbiamo vinto il congresso. Serve l’aiuto di tutti. Serve l’aiuto tuo, serve l’aiuto di ogni singolo dirigente o militante che crede in questo progetto, serve l’aiuto anche di quei compagni che non vogliono scindersi dal partito come vogliono fare i “settari della costituente socialdemocratica”. Il progetto è la rifondazione comunista(lo scrivo in piccolo per distinguere il progetto dal partito). Il partito omonimo è uno strumento che serve al raggiungimento di quell’obiettivo. Per il raggiungimento di quell’obiettivo ci apriamo a chiunque lo condivida. Aiutiateci, aiutiamoci a riproporre un’alternativa al bipartitismo grigio e borghese. Sullo sguardo d’insieme sono d’accordo e ti dico che per me è una necessità

  126. Gen.Giap Dice:

    Fa bene Mantovani ad agire affinchè il suo forum non si riempia di insulti. Andate a vedere il blog della RPLSIN è un continuo insultare personalmente qualsiasi esponente della maggioranza. Insulti spesso neppure motivati lanciati lì e basta. E’ un blog che stride con le poesie di Vendola o forse è l’anima nera delle poesie di Vendola. Ciò che pensano i dirigenti della RPLSIN dopo che scrivono le poesie sui palloncini e sugli uomini neri(o abbronzati). Il livello della politica di quel blog di quella RPLSIN è l’odio e l’insulto. Per fortuna non sono tutti uguali: usano l’odio e l’insulto per spaventare la maggioranza ma in realtà spaventano i loro stessi compagni che li abbandonano e sono in tanti ad abbandonarli. Fatela questa scissione, sfidiamoci nelle campagne elettorali e vedrete che succederà come ha detto Bertinotti, che noi con la falce ed il martello prenderemo più di voi e poi per piacere scomparite. Ma voi vomitate chiacchiere ed odio e non avrete mai le palle di sfidarci elettoralmente. Mi ci gioco quello che volete!

  127. Ramon aveva ragione,abbiamo commentato per 2 giorni una scissione che non è avvenuta,ancora una volta.anzi vendola ha proposto una tregua,oramai siamo al comico.Compagni comunque andrà sono finiti,li seguiranno in pochi oramai hanno perso qualsiasi credibilità,diversi dirigenti vendoliani sono talmente interessati alla loro sistemazione da essere una chiara fonte di imbarazzo per molti compagni che allo scorso congresso hanno votato la mozione n.2,senza necessariamente aspettarsi qualcosa in cambio.Compagni tenete presente che costoro non sono realmente al 47%,tolte le tessere fantasma pesano il 25-30% del totale,per di più concentrati in 2-3 regioni.Tolti coloro che non hanno intenzione di seguirli ad ogni costo siamo al 15% scarso del partito,per di più ceto politico.
    Pensiamo a ricostruire il partito che è cosa più seria.

  128. Maria mi sembra che anche tu hai parlato spesso delle “cazzate interne del nostro partito”, ultimamente meno, ma qualche mesetto fa ne parlavi eccome.
    Comunque attenzione a sminuire l’importanza di certe dinamiche e beghe interne.
    Per anni infatti abbiamo completamente smesso di curarci dell’organizzazione del nostro partito e guarda a che punti siamo arrivati. Il congresso è stato importate anche perchè si è occupato tra l’altro di mettere in luce lo stato di degenerazione a cui eravamo arrivati: carrierismi, coptazioni, correnti, sottocorrenti, scissioni, espulsioni etc etc. Io non vorrei che poi tante cose dette e scritte diventassero solo buoni intenti anzichè pratiche concrete.

  129. Mozione d’ordine: questo sarebbe un post che Ramon ha fatto per parlare di ben altri temi rispetto alla politichetta italiana… :-D

    Grazie Ramon della risposta, l’ho letta un po’ di fretta l’altro giorno, sarebbe buono parlarne più tranquillamente “largo y tendido” se non fosse che la schifosissima attualità italiana alla fine finisce per ingarbugliare chiunque. Una cosa, hai ragione senz’altro sul tema tra Herri Batasuna e la Lega, in effetti era il Porchezio che aveva fatto delle avances a Otegi, ma questi non l’ha degnato neanche di mezza parola di risposta, meno male, almeno questo.

    Adesso poco prima di tornare di nuovo per una settimana in Italia (e mettere in atto il boicottaggio al bollettino sansonettiano, eh eh), vorrei contribuire a sostenere la mozione d’ordine appena proposta riproducendo alcuni estratti sall’articolo di Claudio Butazzo su “Essere Comunisti” http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=26520 : PAROLE SANTE, e voglia il cielo che definitive!
    (Maria, dacci una mano tu che sai di queste cose ;-) )

    [...]
    E’ per questo che mi appare del tutto strumentale, fuorviante, pretestuosa ed estemporanea questa discussione che alcuni compagni persistono a protrarre su una presunta necessità di superare Rifondazione comunista.
    [...]
    Si dice: tutto è cambiato; anche noi dobbiamo tutto cambiare. Ma domandiamoci: chi è che ci chiede questo? Ce lo chiedono gli studenti in lotta? Non mi pare proprio, se è vero, com’è vero, che erano presenti in massa alla manifestazione dell’11 ottobre e non mi risulta che esprimessero disagio a sfilare tra migliaia di bandiere rosse. Ce lo chiedono, per caso, gli operai? Ce lo chiedono i nostri elettori, i nostri iscritti, i nostri simpatizzanti? Neanche per idea. Chi ce lo chiede, allora? Ce lo chiedono la Gagliardi, Migliore, Giordano, Mussi e Occhetto. Ecco chi ce lo chiede. Ce lo chiede semplicemente un ceto politico, che ha fallito e non ha la modestia di riconoscerlo. Un ceto politico che, privo di un futuro, escogita operazioni camaleontiche per tentare di tornare a galla.
    [...]
    Ai dirigenti del mio partito dico: per cortesia, chiudete questa discussione e non rispondete più a sollecitazioni strumentali. Dopo l’esauriente e ineccepibile risposta di Ferrero su Liberazione, si consideri archiviata la faccenda. Se ci sono dei compagni appassionati a questo dibattito surreale, se lo facciano tra di loro.
    Si vada avanti sulla linea legittimamente decisa al congresso di Chianciano. E si pensi e si parli solo delle lotte in atto e di quelle che ci attendono.
    Faticosamente stiamo risalendo la china. Se a qualcuno ciò non va bene, se ne faccia una ragione.

  130. Scusate una cosa: quell’immagine che appare vicino al mio nome non sono io, è quella di un compagno che aveva un blog elettorale ad aprile, anch’esso su WordPress ed evidentemente adesso questo sistema associa il mail del Circolo a questo profilo. Allora cambio il mail a un altro, dovrebbe vedersi allora un simboletto qualunque come gli altri.
    È che io sono molto più giovane e bello, ecche! ;-)

  131. ciao Mario GC, grazie per l’articolo!
    (lo sappiamo che sei più bello ;-) ma che ci vuoi fare.. guarda che avatar è capitato a me :-)
    saluti a tutti

  132. giovanni Dice:

    Caro lucaocchionero,
    prima di tutto un grazie di cuore per aver letto il mio commento,
    poi per il titolo compagno Giovanni. Era da parecchio che nessuno me
    lo diceva e sono cose che rinfrancano. Per venire all’oggetto devo dire
    che prima del congresso avevo messo sul tavolo molte proposte e molti
    oggetti che secondo me erano utili e importanti ai fini di una ricostruzione
    organica e fattiva di una vera opposizione. Più volte mi venne risposto,anche da Ramon, che era il tempo del congresso e che superato quello si sarebbe potuto entrare nel vivo delle proposte. Io non mi sento un illuminato a onordel vero non so proprio se ne esistano davvero. Credo che esista,almeno sulla carta, un gruppo dirigente. Se questo gruppo dirigente non da indicazioni e se quelle che da non arrivano va tutto bene?
    Io non faccio parte del partito,non sono neanche iscritto , però se mi attardo a scrivere su questo blog un motivo di interesse ci sarà ti pare?
    Una delle cose che ho imparato nella vita è che se non ci sono critiche non
    ci sono passioni e se non ci sono passioni non ci sono valori degni di essere difesi. Quello che appare sempre più ,caro locaocchionero, è una cultura di difesa abbastanza immobilistica tale da generare il sospetto alle
    critiche. Criticare è un contributo in special modo se si propongono oggetti
    obbiettivi ,cambiamenti. A me la parola comunista non da fastidio, ma ogni volta che oso ricordare che l’esperienza fin qui generata a livello
    mondiale dalle esperienze ” comuniste” non è proprio eclatante e spesso
    addirittura deprecabile apriti cielo. Credo ci sia ancora molto dogmatismo
    e un’insana propensione all’abiura verso le posizioni non “ortodosse”.
    A me preme capire e individuare la sostanza e dico e mai possibile che a
    distanza di svariati mesi un gruppo dirigente appena definito per rilanciare
    una politica di serio antagonismo non sia ancora riuscito a cambiare un
    direttore di giornale e ad usare uno strumento di comunicazione così rilevante? Caro luca occhionero tu comunque hai ragione nel dire a me
    “rimboccati le maniche e fai qualcosa” io nel mio piccolo credo di farlo
    e credo che come me molte persone anche se non sono comunisti stanno
    lavorando nel concreto per ridurre i disagi di chi è meno fortunato,per arginare dove possibile la dilagante illegalità e ingiustizia,per convincere
    attraverso decine di ore di discussioni chi non ha capito in che razza di guaio ci troviamo,per spiegare ai propri figli e ai loro amici l’iganno con
    cui si mascherano apparenti formule di illusoria democrazia,per salvare il
    lavoro a chi lo sta perdendo,e per trovarlo a chi ne ha bisogno.
    Per te lucaocchionero questo è fare qualcosa? Per me si anche se non lo faccio all’ombra di un marchio o di una bandiera. Ma sei così sicuro che
    i dirigenti di rifondazione non si diano pace per formulare proposte serie
    per riorganizzare un’alternativa? Io me lo auguro,davvero, nel frattempo
    ho il mio daffare e è il partito che deve dimostrasi capace di valere lo sforzo e la fiducia non io a dover tributare un plauso che questo partito non si merita per la sequenza impressionate di errori tattici e strategici
    che ha fatto. Io scrivo su questo blog perchè mi fido della buona fede
    e della passione autentica di Ramon con cui spesso non sono daccordo
    ma che a volte mi risponde quasi sempre solo sulle cose che decide lui.
    La mia passione civile e politica e l’ affetto nei confronti di un vecchio satanasso poi que vaja con dios.
    Una stretta di mano forte e leale caro LO ,viva la vita!

  133. giovanni Dice:

    Cara Maria,una curiosità
    ma Maria e Maria Rubini sono la stessa persona?
    Un saluto viva la vita!

  134. giovanni Dice:

    Caro Ramon,
    avrai poco tempo e ti capisco,anche io sono nella cacca più nera,
    nel caso tu rispondessi al mi ultimo post vorrei aggiungere un oggetto
    così se vuoi fai un pacco unico. Credi che questa litania su Obama troverà
    prima o poi qualcuno che chiarisca l’inganno o crediamo davvero che sia
    arrivato il salvatore delle buone intenzioni americane. Per quanto mi riguardati dico in brevis come la vedo:
    Gli interessi americani sono a serio rischio per le follie “gestionali” degli ultimianni di Bush. L’america ha perso credibilità e autorità e anche molta della suapatinata veste di grande democrazia. Ma arriva OBAMA”nell’alto dei cieli” e da alla demofocrazia americana una nuova immagine di credibilità.In più l’omo nero, è buono perchè rappresenta simbolicamente
    il riscatto degli avi nelle piantagioni di cotone,ma la Rice e Powell non
    hanno insegnato nulla?
    Quale è la percentuale di neri nell’esercito americano? Alta mi risulta più
    del 60%.Perchè hanno sempre perso dal vietnam all’iraq? Perchè le truppe
    non hanno mai avuto una vera motivazione. Ma pensate al nuovo presidente afro americano che arringa le truppe per una guerra di liberazione dell’africa dai dittatori e dagli affamatori!
    Credo che Obama sia una grande operazione di marketing politico una delle migliori dell’ultimo periodo americano. Credo che tra poco partirà
    una nuova guerra con nuovi obbiettivi e che l’europa sarà ancora più nel
    mezzo di prima. Credo che l’italia srà ancora più utile di prima alle nuove strategie americane per la collocazione naturale di portarei nel mediterraneo. Credo che il popolo americano ci creda davvero e che la mobilitazione di massa abbia cambiato il senso ed il valore di questa elezione. Credo altresi che agli americani del resto del mondo non glienefreghi un cazzo. Credo che una risposta alle balle planetarie del sistema mediatico prezzolato si debba dare a costo di fare la figura dei
    visionari. Tanto tra non molto la verità verrà a galla . Non credi?
    Adelante Ramon,viva la vita!

  135. Ciao Ramon,
    tu qualche post fa scrivi che le risposte definitive sono state date: no al congresso straordinario e no alla costituente. Significa che il no definitivo al ridicolo arcobalenino di Vendola non è stato ancora dato, come ipotizzano le dietrologie da Porta a porta che tu tanto stigmatizzi? Ti sembra normale dovere avere paura di essere colto a dialogare con qualcuno del PDCI, pena una durissima punizione?
    E’ vero che la priorità è un’altra (il lavoro sociale), ma stabilire le alleanze solo nell’imminenza potrebbe sembrare una scelta dettata da paura. A me piace molto Ferrero, ma questa situazione mi ricorda molto il suo temporeggiare, con la pazienza dell’uomo retto e pio, durante il governo Prodi, in base a una fiducia/fede manifestamente infondata.

  136. lucaocchionero Dice:

    Compagno Giovanni,
    sono quasi totalmente d’accordo con te e per questo che ti dico di dare meno valore a ciò che possono pensare e proporre i dirigenti nazionali o locali. Ciò non nasconde una critica verso di loro, ovviamente(che sarebbe anche verso di me in quanto dirigente locale), ma indica il fatto che al momento c’è ben poco da gestire e molto da ricostruire. Ritengo, probabilmente a torto, che la massima funzione del dirigente si esplica liddove ci sia un partito da gestire all’interno di una storia ben determinata. Io ritengo che oggi ci troviamo in una fase storica dove non devi gestire ma devi ricostruire, per cui la funzione del dirigente è limitata dai fatti. Mi spiego meglio: i dirigenti del PRC possono proporre una linea, ma la cosa più importante, e contemporanemente il bene più prezioso, sono i militanti(anche non iscritti), i partigiani della rifondazione comunista, che intendono raggiungere l’obiettivo della realizzazione di questo progetto e che si muovono con le loro gambe e con le loro idee, indipendentemente(e non escluso in contraddizione) con quello che è il dettato dei propri dirigenti. Mai come in questo momento storico più che l’obbedienza e la fedeltà contano i risultati, mai come in questo momento più che il formalismo e la burocrazia, conta il “fare” ed il “saper fare” intesi come la ricostruzione di importanti collegamenti con quella società che ha perso fiducia nel socialismo e nella politica in genere. Per me questo significa “ricostruzione dal basso”, ed è per questo che mi sono battuto nel congresso. Come capirai in questa fase di ricostruzione la manifestazione “critica” o “contraddittoria” è fondamentale e costruttiva.
    Ritornando a fasi interne al PRC, che appassionano poco, non deve essere scambiata come “critica” alla maggioranza la posizione della Rif per la Sin di Vendola e Sansonetti: essi non hanno in progetto la rifondazione comunista, bensì l’abbandono di quella strada per ricostruire una sinistra che “muta pelle” e che da radicale ed antagonista(tramite l’abbandono del termine “comunista”) diventi falsamente moderna e realmente subalterna al PD ed alla morente socialdemocrazia europea. Questa è la negazione della rifondazione comunista così come è nata e si è sviluppata sinora. Questo giusto per ribadire un concetto di “critica utile allo scopo” non per altro.

  137. lucaocchionero Dice:

    Vi mando questa dichiarazione pubblica(non smentita) di Mussi in cui dice, mi pare con chiarezza che non lascia scampo, che il nuovo soggetto di “sinistra senza aggettivi” mira ad un’alleanza organica di governo con il PD. Ora a meno che Vendola non si dissoci da questa dichiarazione(ed al momento non si è dissociato) siamo tutti autorizzati a pensare che tale progetto di Mussi sia lo stesso della Rifondazione per la Sinistra. Buona lettura!

    SINISTRA: MUSSI, E’ IN VICOLO CIECO. NUOVO SOGGETTO CON CHI CI STA
    (ASCA) – Firenze, 8 nov – Sinistra Democratica lavora alla costruzione di una nuova forza di sinistra e alla ricostituzione di una alleanza di centrosinistra e se non tutta la sinistra si vorra’ unire (vedi maggioranza Prc) ‘’si unira’ quella che e’ possibile”. Lo ha detto Fabio Mussi, parlando con i giornalisti a margine della prima assemblea nazionale degli amministratori locali di Sinistra democratica a cui partecipano 500 delegati provenienti da tutta Italia.

    Ai giornalisti che gli chiedono quali prospettive veda Sd per il centronistra, Mussi risponde che ”allo stato dei fatti tutte le forze del centrosinistra sono in un vicolo cieco. Il Pd da solo non risalira’ dal 30% ad avere la maggioranza e le forze della sinistra sono frammentate e divise. Se non cambia qualcosa non ci saranno prospettive per nessuno”. Dunque, afferma, ‘’si formi una sinistra, perche’ questo Paese non puo’ restare senza una formazione pesante di sinistra, e si riformino le condizioni per una alleanza di centrosinistra.

    Per questo noi lavoriamo alla creazione di una forza di sinistra e all’alleanza con il Pd, che pero’ comporta davvero una seria discussione programmatica perche’ non ci si puo’ rassegnare a un riformismo tiepido”.

    E ai cronisti che gli chiedono pero’ quale sara’ il rapporto con Rifondazione comunista, in particolare con la maggioranza ferreriana, che non appare disponibile a seguire il progetto della forza di sinistra, Mussi si limita a rispondere che ”noi lavoriamo perche’ tutta la sinistra si unisca, se non e’ possibile si unira’ quella che e’ possibile”.

  138. io, come sempre spesso capitava e capita, sono in sintonia col libertario giovanni (sono felice che tu sia tornato!) e mi permetto di obiettare sul tuo intrvento lucaocchionero. quello che dice giovanni va ben oltre al ruolo che attribuisci tu ai dirigenti. è un discorso di livello superiore che non si può liquidare in questo modo. ricostruzione e gestione devono andare di pari passo. ecco perchè io faccio molta fatica a seguire lo stucchevole dibattito interno. perchè vedi luca marini, quando alcuni mesi fa si discuteva delle nostre cazzate interne (e lo facevo anch’io) non erano cazzate. era dialettica. ora la dialettica s’è andata a far benedire. ora sono solo cazzate. c’è una bella differenza. di quello che dichiara mussi non mi importa proprio un bel nulla. non mi appartiene la sua cultura e, ad oggi, nemmeno quella di vendola.
    si deve riorganizzare un’alternativa. ora. subito. a livello locale ognuno deve fare del proprio meglio, e a livello nazionale spero (come dice giovanni) non abbiano pace x elaborare questa alternativa. alternativa globale (e non te ne uscire con gli illuminati ramon, per cortesia)

    io sono certa che ramon non avrà pace finchè questo non avverrà (altrimenti non persevererei su questo blog). spero sia così anche per gli altri. dobbiamo essere promotori di un serio antagonismo. noi facciamo del nostro meglio, ma ripeto, ricostruzione e organizzazione deve andare di pari passo. serve creatività e sbagliare meglio che si può, come dice giovanni. perfettamente d’accordo. anch’io, nonostante possa sembrare rigida e dogmatica (in qualità di comunista e cattolica) in realtà non lo sono per nulla. il pensiero anarchico e libertario è l’unico creativo. non ce ne sono altri. se così non fosse stato, se il pensiero non avesse osato infrangere le bariere delle regole, della morale, dei dogmi, l’umanità sarebbe ancora ferma all’età della pietra. tuttavia ritengo che una volta infrante le barriere col pensiero, l’azione, affinchè non rimanga isolata e sterile (xchè l’anarchia comunque non ti permette di entrare in connessione con chi ti è vicino) debba essere incanalata in un processo storico ben definito. il mio pensiero, nel gioco della società confezionata, dell’uso che faccio della somma delle intelligenze umane che hanno fatto il progresso (di cui io uso le strade, i telefoni, internet, gli ospedali e l’aspirina)non può essere incoerente…. ecco perchè il soggetto collettivo!! sono anarchica nei miei pensieri perché solo la libertà sfrenata della mente diventa ricerca sfrenata. senza leggi né condizioni. forse per creare altro progresso. ma quando devo parlare con te devo aver sviluppato un liguaggio a tutt’e due comprensibile. e qui, tornata in società, usando il linguaggio che è prodotto dall’essere convivente, torno a lasciare dietro la porta della mia mente inevitabilmente la mia anarchia.voglio comunicare. voglio costruire. lo “stato mentale anarchico” non ha bisogno di comunicare con nessuno. sarebbe una contraddizione.la mia mente anarchica è libera di non appartenere a nessuna soggettività collettiva, ma il mio essere sociale, pragmatico, necessita di esprimere una preferenza. la mia preferenza è stata ed è la rifondazione comunista. e per questa mi batterò. tutto ciò che non la riguarda non riguarda nemmeno me.

    quindi, per concludere, della serie che bisogna sbagliare il meglio che si può, nel mio piccolo, anche se siamo solo due (mimì e cocò. davvero lo dico, due mica per dire, due davvero! poveri ma belli, come si dice di chavèz e morales :-) abbiamo appena creato un sito per la nostra rifondazione qui a lecce. in terra vendoliana. in totale minoranza e sudditanza. e della serie macchissenefrega noi andiamo avanti per la nostra strada. mando l’indirizzo, lo mando solo qui perchè il sito è in construzione, è solo in prova (ci vuol tempo accidenti e facciamo 100 cose contemporaneamente) cmqnque provassero in federazione ad aprire bocca per quello che stiamo facendo SOLI. ci provassero… l’indirizzo è http://www.rifondazionelecce.freetools.it

    giovanni obama sarà un problema mondiale. un grande problema. bush s’è fatto odiare e bene o male nell’aria un po’ di odio antimperialista se l’è guadagnato. obama, con la sua politica più soft non sappiamo… quello ci frega tutti!! ecco perchè c’è bisogno di un progetto alternativo ramon. c’è bisogno di iilluiminati? troviamoli!! :-)

    saluti a tutti. fine dello sfogo

  139. lucaocchionero Dice:

    Vorrei appena fare notare che non mi chiamo LUCA MARINI

  140. locaocchionero certo che lo so che non ti chiami luca marini. non mi sono mica rincitrullita, sai? solo che era luca marini a farmi l’appunto sulle cazzate interne del partito. e io ho risposto anche a lui. a te e a lui.
    in un certo senso sono come definiva ramon plutarco, cioè sembra che io vada allo sbando ma non è per niente così. so quello che dico so quello che faccio e so quello che voglio. più o meno come ramon… anche senza negroni…

    un abbraccio lucaOCCHIONERO!!! :-)

    giovanni, guarda che non ti ho risposto sulla questione maria=maria rubini perchè ho capito e perchè avrei offeso la tua intelligenza. lo sai. ti conosco quel poco che basta per ritenerti “leggermente” al di sopra della media :-)
    viva la vita giovanni!

    ps
    poi la questione del dirigismo comunque la affrontiamo. a tempo. aspettando l’illuminazione… insieme a ramon… ci mettiamo a posizione yogae all’unisono emetttaimo il suono “OM” … hai visto mai?

    :-)

  141. compagni spero di essere smentito dal proseguimento dello scrutinio in Trentino,ma al momento con il 15% delle schede scrutinate il candidato Catalano della lista La Sinistra ottiene l’1%.Questa lista era stata vantata da alcuni grilli parlanti di questo blog come straordinario esempio di maturità della maggioranza ferreriana in trentino.Infatti è una lista con candidato vendoliano e che per accontentare tutti ripropone l’arcobaleno in salsa trentina,ecco il risultato 1%.
    Il candidato dei soli comunisti italiani è allo 0.6%.
    Però spero vivamente di aver torto dal prosieguo dello scrutinio.Se le cose rimanessero in questo modo saremmo fuori anche dal consiglio provinciale di trento.
    Giorni fa è apparso un comico articolo sul manifesto in cui si paragonava grassi a tremonti e si discuteva sulla prossima decurtazione dello stipendio del futuro consigliere provinciale di Rifondazione-la sinistra.
    Direi che il problema rischia di risolversi da solo.

  142. ELEZIONI PROVINCIALI – 9 NOVEMBRE 2008Provincia autonoma di Trento

    * Ultima rilevazione: 10 novembre 2008 10:54
    * Sezioni rilevate: 95 su 527
    * Totale voti validi: 34.879

    Risultati candidati Presidente – Provincia autonoma di Trento
    LORENZO DELLAI 20017 (57,39%)
    PATT
    LEALI
    DI PIETRO
    PD TRENTINO
    UPT
    VERDI E DEM.
    UAL

    SERGIO DIVINA 12410 (35,58%)
    FASSA
    AUT. POP.
    INQUILINI
    LA DESTRA
    LEGA NORD
    PENSIONATI
    PDL
    AUT. – VALLI UNITE
    FIAMMA
    CIVICA DIVINA

    NERIO GIOVANAZZI 1145 (3,28%)
    GIOVANI X TRENTINO
    AMM. TRENTINO

    REMO ANDREOLLI 743 (2,13%)
    DEM. TRENTINO

    AGOSTINO CATALANO 376 (1,08%)
    LA SINISTRA

    GIANFRANCO VALDUGA 188 (0,54%)
    COMUNISTI IT.

    * Schede bianche: 346
    * Schede nulle: 523
    * Schede contenenti solo voti nulli: 174
    * Voti contestati e non attribuiti: 0
    * Totale voti: 35.922

  143. Bisogna sperare che il voto di lista migliori le cose.

  144. caro lucaocchionero (post del 7/11 ore 20,01), a chianciano non abbiamo deciso che ogni federazione decide sulle amministrative. questo è previsto dallo statuto del partito ed è una norma inviolabile. io, però, penso che ci voglia un indirizzo politico chiaro in proposito. penso, cioè, che gli organismi dirigenti debbano assumersi la propria responsabilità indicando un indirizzo. fermo restando che le decisioni spettano agli organismi locali la svolta a sinistra, la non subalternità al PD, il partito sociale DEVONO essere al centro della discussione anche sulle scelte elettorali per le prossime amministrative e per fare seri bilanci dell’attività anche dove non si voterà nel 2009. altrimenti il “partito reale” si mangerà ogni buona volontà di virare a sinistra. ci vorrà molto tempo per vincere una battaglia per il partito sociale ma non sarà mai vinta se non si comincia veramente.
    in altre parole, più che una discussione sulle europee, abbiamo bisogno di discutere sulla presenza nelle giunte indipendentemente dalle mozioni congressuali, perché, purtroppo, io penso che siano troppe le giunte nelle quali stiamo inutilmente o ingiustificatamente. ma su questo tornerò con un apposito articolo.
    un abbraccio

  145. a questo proposito vorrei dire che condivido integralmente l’articolo di tiziano loreti (segretario del prc di bologna) pubblicato a pagina 19 di liberazione del 4 novembre
    ecco il link
    http://www.liberazione.it/a_giornale_index.php?DataPubb=04/11/2008

  146. cara maria (post del 7/11 ore 22,16),
    credo che siamo proprio d’accordo maria. ma non inquietarti. c’è una diffusa abitudine a discutere come si discute nei talk show televisivi. superficialmente e ad insulti. un vero rumore di fondo. ma a poco a poco riusciremo a rimettere le cose con i piedi per terra. in qualche modo bisogna avere pazienza. e a noi non manca.
    un bacio

  147. caro luca-f, grazie per aver postato sul tema dell’articolo. ma a quanto pare proprio non ci capiamo. 1) è evidente, e credo non ci fosse nemmeno bisogno di specificarlo, che il potere del quale si parla nell’esperienza zapatista è il potere incarnato nel controllo del governo e degli apparati statali. il potere delle giunte del buongoverno nel prendere decisioni si può definire in termini classici come un contropotere perché si oppone e si contrappone ad un potere “legale” che è quello dello stato e delle sue articolazioni. il consenso non è potere, è forza egemonica. spero ci siamo capiti. spero.
    2) ma perché, proprio in occasione di una discussione che cerca di uscire dal provincialismo italiano vuoi forzare le argomentazioni fino al punto di dire che messico e italia sono la stessa cosa e che governo fox e governo prodi sono identici? ma dai! tralasciamo un attimo, ma ci torno, la questione delle missioni militari. come fai a paragonare gli studenti in lotta a comunità indigene e al loro rapporto con il territorio? come fai a dire che noi potremmo gestire le università (noi chi?) ma che rifondazione non lo fa perché non gli interessa. ma ti sembra serio dire cose del genere? usare il mondo per discutere delle beghe italiane facendo paragoni impropri è proprio uno dei vizi peggiori della politichetta italiana.
    3) la questione delle missioni militari meriterebbe una lunghissima trattazione. ed ovviamente si possono avere opinioni diverse. ma anche su questo bisognerebbe discutere seriamente e non come si fa nei talk show televisivi. in questa sede mi limito a dire solo che: noi eravamo consapevoli del fatto che oltre al ritiro delle truppe italiane dall’iraq c’era la questione dell’afghanistan. su quest’ultima nel programma non c’era scritto nulla per il semplice motivo che noi abbiamo rifiutato di accettare frasi ambigue che sostanzialmente legittimavano la missione. quando si è trattato di affrontare la proroga delle missioni (che tutti si sono sempre ostinati a chiamare rifinanziamento mentre il finanziamento era ed è solo una mera conseguenza della decisione politica di prorogare le missioni) noi abbiamo lungamente discusso. la conclusione della discussione è stata che nel mentre si decideva di ritirare le truppe dall’iraq, a due mesi dalle elezioni, non si poteva far cadere il governo sulla missione in afghanistan e che bisognava proporre e fare un compromesso capace di mettere le basi per un cambiamento futuro. il compromesso è stato fatto su queste basi: ritiro dall’iraq senza invio di un nuovo contingente(già esponenti del governo come il ministero della difesa avevano annunciato che la missione antica babilonia si sarebbe ritirata ma che sarebbe partito un contingente di 800 soldati per una nuova missione di protezione degli interventi civili), congelamento, nel decreto, del contingente italiano in afghanistan senza aumento delle truppe e senza cambiare le regole d’ingaggio (non può sfuggire il fatto che le pressioni per cambiare la natura della missione italiana sono state enormi, fino alla lettera aperta pubblicata dall’ambasciatore usa in italia su repubblica, e sono state sempre respinte dal governo italiano), mozione parlamentare che conteneva, fra altre cose, due questioni fondamentali che cito integralmente dalla mozione: “a valorizzare, prioritariamente, nella propria azione di politica estera gli strumenti di prevenzione dei conflitti, di mediazione e di accompagnamento dei processi di pace;” e ancora: “a portare avanti un’altrettanto determinata azione volta al rafforzamento delle organizzazioni internazionali, a partire dall’Onu, quali insostituibili sedi multilaterali di confronto in cui la comunità internazionale può formare, su un piano di pari dignità tra le nazioni, la propria volontà, conformemente ai principi dello statuto delle Nazioni Unite, delle Dichiarazioni sui diritti dell’uomo e del diritto internazionale;

    a promuovere in questo quadro, anche in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu dal gennaio 2007, le iniziative volte a costituire un contingente militare di pronto intervento per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale alle dirette dipendenze della Segreteria generale delle Nazioni Unite;”

    queste due cose sono, al di là di ogni dubbio, una svolta nella politica estera del paese rispetto a tutti i governi di centrodestra e centrosinistra degli ultimi 15 anni. in particolare la questione del contingente militare dell’ONU è esattamente il contrario delle missioni unilaterali i multilaterali (NATO per esempio) ed è da sempre la richiesta del movimento pacifista circa la funzione di polizia internazionale. inoltre è in ragione di questa linea che in seguito, sulla guerra in libano, l’italia svolgerà una funzione determinante per l’invio di una missione sotto il comando del consiglio di sicurezza dell’ONU e composta da una trentina di paesi (diversi dei quali musulmani e che mai avevano riconosciuto nemmeno lo stato d’israele). missione salutata ultra positivamente sia dal governo libanese sia da hezbollah ed osteggiata da israele.

    certo, è stato un compromesso. io lo difendo integralmente e a suo tempo non ho mancato di criticare sia autorevoli dirigenti che ad ogni piè sospinto promettevano, in tv e sulla stampa, che avrebbero ottenuto una exit strategy sulla missione in afghanistan (demagogia pura visto che anche un bambino sapeva che era impossibile) sia quei compagni che annunciavano il loro voto contrario (salvo votare poi a favore) con argomenti demagogici e cercando un protagonismo fittizio sui mass media.
    ora, caro luca-f, io non pretendo che tu condivida ciò che dico e che, insisto, meriterebbe ulteriori approfondimenti circa la politica estera in generale del governo prodi sia nel bene che nel male, ma mi sento di chiederti di discutere a ragion veduta e non sulla base di suggestioni giornalistiche che, so bene, l’hanno fatta da padrone su questi temi.
    se vuoi documentarti almeno un po ti segnalo tre link: sono la mozione di cui sopra e i miei interventi in dichiarazione di voto sia sualla mozione (luglio 2006) sia sulla proroga delle missioni (marzo 2007).

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.asp?highLight=0&idAtto=1502&stile=6

    http://leg15.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idLegislatura=15&idSeduta=0028&resoconto=stenografico&tit=00020&fase=

    http://leg15.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idSeduta=122&resoconto=stenografico&indice=cronologico&tit=00030&fase=00010#sed0122.stenografico.tit00030.sub00010.int00480

    sono pronto a discutere ulteriormente di queste questioni. spero seriamente.

    un abbraccio

  148. cara maria (post del 7/11 23,11), oltre all’abbronzato il berlusconi ne ha detta un’altra gravissima che ovviamente è sfuggita totalmente alla stampa italiana, sempre più superficiale e ignorante. ha detto che avrebbe dato consigli al giovane Obama. del resto anche in passato aveva detto, in parlamento, che lui aveva “consigliato” bush di non fare la guerra in iraq (sic). al nostro, recidivo, sfugge che le relazioni fra capi di stato e di governo non possono in alcun modo essere improntate ad una relazione diseguale per cui ci sarebbe chi da consigli e chi decide, ascoltandoli o meno. le relazioni fra capi di stato o di governo sono fatte di confronti, di proposte e di posizioni reciproche. ma il berlusconi, evidentemente, pensa davvero, e la mia non è una battuta, che lo stato sia come un’azienda e le relazioni fra capi di stato come le relazioni fra proprietari di aziende.
    un bacio

  149. caro giovanni, ma no. io credo di aver detto cose pertinenti. sia sul valore d’uso sia sugli “illuminati”. in particolare su quest’ultima questione ho solo voluto ribadire che per costruire un’alternativa è indispensabile l’opposizione e la resistenza e che solo in seno a quest’ultima può esserci la capacità di costruirla. non può calare dall’alto ed essere elaborata da coloro i quali si autoincaricano di farlo, credendo di avere la sufficiente consapevolezza. infatti tu dici bisogna ci vuole ecc ma non dici chi e in quale sede dovrebbe farlo.
    insomma, condividendo grandissima parte di ciò che hai scritto mi è parso giusto soffermarmi su quelle che vedo come incongruenze o contraddizioni nel tuo discorso. non accusarmi di giocare dieci partite a scacchi.
    quanto a sbagliare meglio che si può sono d’accordo. semplicemente penso che si debba sbagliare meglio che si può in un ambito preciso: quello, mondiale, degli oppositori e resistenti a questo sistema vigente, e non in una qualsiasi altra sede astratta.
    chissà se ci siamo capiti.
    un abbraccio

  150. caro giovanni (post del 9/11 ore 11,18), sono totalmente d’accordo con le tue considerazioni su obama. la verità verrà a galla su tre questioni, credo: la politica estera: fine dell’unilateralismo e riproposizione del multilateralismo anti ONU ( NATO insomma ). sulla politica interna: quali vere riforme sulla condizione dei neri e latinos emarginati? e sulla politica economica: navigazione nella difficoltà ma rilancio delle politiche della globalizzazione.
    vedremo su queste cose la verità venire a galla.
    il resto sono vuote chiacchiere degne di novella 2000.
    un abbraccio

  151. cara sacha, la costituente è la lista unitaria alle elezioni europee. il congresso ha deciso la partecipazione con le liste di rifondazione. per quanto mi riguarda sono fermissimo su questa posizione e lieto che non si apra ora una discussione per modificarla.
    un bacio

  152. ELEZIONI PROVINCIALI – 9 NOVEMBRE 2008Provincia autonoma di Trento

    * Ultima rilevazione: 10 novembre 2008 16:22
    * Sezioni rilevate: 523 su 527
    * Totale voti validi: 286.418

    Risultati candidati Presidente – Provincia autonoma di Trento
    LORENZO DELLAI 163492 (57,08%)
    PATT
    LEALI
    DI PIETRO
    PD TRENTINO
    UPT
    VERDI E DEM.
    UAL

    SERGIO DIVINA 104563 (36,51%)
    FASSA
    AUT. POP.
    INQUILINI
    LA DESTRA
    LEGA NORD
    PENSIONATI
    PDL
    AUT. – VALLI UNITE
    FIAMMA
    CIVICA DIVINA

    NERIO GIOVANAZZI 8358 (2,92%)
    GIOVANI X TRENTINO
    AMM. TRENTINO

    REMO ANDREOLLI 5256 (1,84%)
    DEM. TRENTINO

    AGOSTINO CATALANO 3317 (1,16%)
    LA SINISTRA

    GIANFRANCO VALDUGA 1432 (0,50%)
    COMUNISTI IT.

    * Schede bianche: 2.793
    * Schede nulle: 3.710
    * Schede contenenti solo voti nulli: 1.789
    * Voti contestati e non attribuiti: 20
    * Totale voti: 294.730
    I risultati sono praticamente definitivi mancano 4 sezioni.
    Compagni una domanda ma S.D. Sinistra democratica i voti dei parenti li prende? Visto che il loro contributo alla lista La sinistra è stato nullo.

  153. cara maria, sarà stata infelice la battuta sugli “illuminati” (nel senso di non chiara viste le reazioni tue e di giovanni) ma insisto. le alternative si costruiscono dentro le lotte di opposizione e resistenza, provando e riprovando o sbagliando al meglio se preferisci, e non in ambiti diversi che chiamo ironicamente “illuminati” perché si autoattribuiscono l’onere e l’onore di elaborare in astratto. tutto qui. sul resto siamo completamente d’accordo.
    un bacio

  154. Bene Ramon, sulla presenza nelle giunte di centrosinistra siamo davvero in sintonia! Il partito sociale e la svolta a sinistra dipendono molto dalle nostre scelte in sede di amministrative, la penso proprio cosi!

  155. A proposito di sinistra, Prc, organizzazione del PRC, presenza nelle giunte etc, vi consiglio anche di leggere l’articolo su essere comunisti che riporta l’intervento di Gianni Fresu al congresso del PRC sardo!

  156. Gen.Giap Dice:

    X Andrea: sei sicuro che il PRC si trovi nella lista di “Sinistra”? Te lo dico perchè se vai sul blog della Rif per la SIN. ci accusano di avere fetto l’alleanza con Dellai. Indaga bene ed informaci, aspettiamo notizie da tue

  157. Sono comici.Il candidato a presidente è Agostino Catalano che mi risulta essere vendoliano ed assesore provinciale uscente alla sanità della provincia di Trento.Nel 2003 nelle precedenti provinciali il PRC ha corso da solo come adesso sempre con Catalano candidato presidente.Solo che allora prendemmo circa 7600 voti e Catalano fu eletto in consiglio,ora abbiamo fatto La Sinistra cioè lista unica PRC-SD (un arcobaleno minore) abbiamo preso 3300 voti e Catalano non è stato eletto.
    Se c’è stato accordo con Dellai è stato fatto 5 anni fa quando Dellai ha nominato Catalano assessore pur non facendo parte della sua coalizione,quindi semmai l’accordo lo hanno fatto loro.
    Oggi non vedo con chi dovrebbe accordarsi Dellai visto che siamo scomparsi dal consiglio provinciale.Oramai i vendoliani cominciano a dare i numeri.
    Ah a proposito i comunisti italiani hanno preso 1450 voti cioè circa la metà dei nostri.
    Ripeto la mia domanda SD quanto pesa dappertutto?

  158. Comunque per qualsiasi informazione riguardanti le elezioni alla provincia di Trento il sito è questo:
    http://www.elezioni.provincia.tn.it/
    Comunque Gen.Giap sul loro sito ho resistito 10 secondi,sono allucinanti mi fanno quasi pena.

  159. Ragazzi, è chiaro che il risultato di Trento conta poco, basta vedere quanto ha preso Di Pietro. Voi non sarete d’accordo, ma secondo me non c’è altra strada che ricongiungersi col PDCI. SD non porta né voti né idee. Porta solo casino.
    Per quanto riguarda poi l’asfittico dibattito politicista, chi lo critica (forse a ragione) trascura però che influisce molto agli occhi dell’elettore medio, per il quale la sinistra è screditata dalle beghe interne e dalla mancanza di una linea definita.
    Come invidio la serenità olimpica di alcuni di voi!

  160. x Gen.Giap

    Qui sul sito c’è ancora tutto, simbolo “unitario” compreso.
    http://www.prc.tn.it

    Il risultato di questa zuppa è l’1,1% a Catalano. SD è solo chiacchere e distintivo, nessuna base tranne quadri dirigenti in cerca di posti e i vendoliani continuano a parlare ( e ascrivere sui giornali) di lavorare per un soggetto politico stando in Rifondazione?

    Per dirla alla livornese…. ma levassi di tre passi dal c…. no, eh?

  161. Totalmente d’accordo con Sacha e Roberto.La cosa più divertente è che qualche giorno fa il manifesto criticava il recente regolamento votato alla direzione nazionale per gli eletti,sostenendo che il primo ad essere decurtato sarebbe stato il consigliere eletto in trentino altri filo vendoliani su questo sito hanno sostenuto che dato il sicuro ottimo risultato alla provincia di Trento sarebbero entrate in crisi le nostre convinzioni e forse la linea del partito.Compagni non c’è nulla di peggio di un asino presuntuoso.

  162. però non è una sconfitta di vendola, in piccolo è una sconfitta di tutti noi. ci dà quel senso di scomparsa che personalmente mi atterrisce.
    qui bisogna fare qualcosa, non si può temporeggiare nè indulgere in atteggiamenti veltroniani, tipo corriamo da soli, le nostre liste sono aperte, siamo la casa della sinistra. a mi piace moltissimo rc ma non possiamo pretendere di fagocitare quel che resta a sinistra.

  163. lucaocchionero Dice:

    Mozione di censura contro i compagni di Trento che hanno ceduto all’Arcobaleno in 16esima nonostante la mega botta del 13 e 14 aprile che evidentemente non è bastata. L’ennesima dimostrazione che non è possibile mischiare il diavolo con l’acqua santa, “squerci”(bucce) con fave come si dice dalle mie parti, socialismo europeo con un’opzione di trasformazione radicale della società che noi chiamiamo comunismo. Il disastro di Catalano sia la prova della politica immaginifica dei settari della costituente della sinistra, sia la prova della inconsistenza popolare di quella linea politica, sia da monito per tutti coloro che intendono proseguire su questa strada disastrata e disastrosa.

  164. sacha guarda che i compagni hanno proceduto pur tra pareri contrari e dubbi.Vendola rifarebbe la sinistra arcobaleno magari stavolta prendendo il 2%.A diversi loro dirigenti interessa sistemarsi.A noi costruire il partito comunista.Poi chi ti dice che dobbiamo guardare solo a ciò che resta a sinistra.Gli operai che votano lega ma sono iscritti alla Fiom?Li lasciamo ai leghisti che li fottono da un lato favorendo nelle fabbriche l’ingresso di lavoratori stranieri per abbassare i salari ed ingrassare i loro padroni e dall’altro seminando il razzismo per distrarli dalle rivendicazioni salariali?Questo è solo un esempio,te ne posso fare mille altri.basta con la sommatoria di ceto politico parassitario.

  165. inoltre i compagni dei comunisti italiani sono ben accetti è chiaro che 2 partiti comunisti sono un idiozia,però il partito già c’è il PRC da dove loro sono usciti 10 anni fa.Non esiste creare altri partiti,riprendiamo il percorso interrotto,chiunque in questi anni è andato via dal PRC o ha tentato di liquidare il partito non ha trovato nulla.
    1995 Comunisti Unitari ora o sono nel PD o cani sciolti
    1997 Confederazione dei Comunisti Bacciardi etc. ininfluenti(con tutto il rispetto)
    1998 PDCI comunque mai hanno superato il 2%
    2008 è storia che tutti conosciamo

  166. lucaocchionero Dice:

    In ogni caso, compagno Andrea, evitiamo di idealizzare troppo questa unione con il PDCI altrimenti rischiamo di fare un’azione diversa ma anche uguale rispetto a quella disastrosa che si sta facendo con la costituente della sinistra socialdemocratica(perchè un’aggettivo lo ha eccome!). No ad una unione di ceto politico sia anche con il PDCI, e comunque su questo punto mi ripeterò fino alla nausea, non stiamo a guardare i comportamenti, le dichiarazioni, le ipotesi di alleanze del ceto dirigente del PDCI o del PRC, pensiamo ad agire sul territorio per recuperare la credibilità che abbiamo perduto agli occhi delle classi che intendiamo rappresentare. Questa ultima questione è prioritaria rispetto ad ogni ipotesi di alleanza; le alleanze non risolvono i problemi che abbiamo. I problemi sono risolti dal fare quotidiano, dalla opera continua e bassa, dalle mani nel fango che dobbiamo ricominciare a mettere poichè da tempo su di esse ci teniamo qualche guanto di velluto!

  167. totalmente d’accordo con te.

  168. Caro Ramon, non ci capiamo perchè questo mezzo non è adatto. Magari ci sarà l’occasione di vedersi di persona e allora ci capiremo. Ci sono cose che richiedono molto tempo per essere discusse bene, per evitare fraintendimenti.
    Il mezzo più adatto (anche se non perfetto) è il forum. Il sito nazionale ha già un forum ma è chiuso al pubblico. Con chi (della direzione nazionale) devo parlare per chiedere di risolvere questo problema?
    Comunque sia, ho apprezzato il tuo articolo e mi farebbe piacere leggerne altri simili a breve distanza di tempo, se ti è possibile.

  169. Volevo precisare su ciò che ho scritto in precedenza: Non ritengo che il lavoro nel sociale e la svolta a sinistra dipendono intrinsecamente dalle nostre scelte alle elezioni amministrative, ma è chiaro che se tu lavori per praticare la svolta a sinistra costruendo lotte e vertenze e poi finisci per appoggiare giunte e programmi moderati di centrosinistra, rischi poi di rimangiare il lavoro fatto e di accettare delle mediazioni al ribasso, poco comprensibili agli occhi di coloro i quali magari hai sostenuto in lotte e rivendiczioni dal basso! Di esempi se ne potrebbero fare molteplici.
    Ad esempio ti mobiliti con dei cittadini che chiedono l’immediata chisura dell’inceneritore, promuovi iniziative pubbliche sulla necessità di avviare una seria raccolta differenziata porta a porta, fai approfondimenti etc etc. Poi magari appoggi un programma nel quale non c’è la richiesta di chiusura dell’impianto, ma c’è scritto solo che saranno intensificati i controlli sulle emissioni, magari c’è scritto che il comune si impegna ad incrementare la raccolta differenziata, ma non dice di avviare quella porta a porta. Poi succede che i controlli non vengono fatti o se fatti non vengono diffusi e l’impianto continua ad emettere gli inquinanti, la raccolta differenziata è ferma. Intanto quei cittadinini che prima erano i tuoi compagni di lotta iniziano sempre più frequentemente a mandarti a quel paese e magari dopo, avendo perso la fiducia di ottenere qualcosa dalle loro rivendicazioni, smettono di lottare pure loro.
    Il sindaco e gli assesori del pd d’accordo con l’azienda partecipata che gestisce l’inceneritore esultano!

  170. d’accordo con lucaocchionero e luca marini.
    attenzione a non idealizzare l’unione col pdci. per carità che si cade dalla padella alla brace. pensiamo ad agire nel terriotiro e basta. non lasciamoci distrarre da tattiche e accordi ipotetici tra dirigenti pdci e prc e nemmeno dall’angoscia (lo dico a sasha che so essere molto emotiva, con affetto lo dico eh, ci mancherebbe)

    ramon non lo so mica se ce l’abbiamo tutta ’sta pazienza che dici. e quanto durerà…. parlo per me ovviamente… a me oggi m’è scappata. ho mandato a lavorà in diretta il trimurti di libera/zion. appena ho letto è stato più forte di me. ora sono un po’ pentita, avrei dovuto trattenermi. ma non ce l’ho fatta. ebbè. pazienza.
    bacio

  171. giovanni Dice:

    Caro Ramon,
    prima di tutto una precisazione sulla questione delle partite a scacchi!
    Non è un’accusa ma una condizione. Se devi rispondere ad un quantità
    notevole di contenuti è umano e normale che operi una sintesi diretta
    e rispondi alla” mossa” che ti appare prevalente di una tattica.
    Quindi non è un’accusa a un’intenzione ma una critica al metodo oggettivo
    imposto dal mezzo. Tu mi hai detto una cosa molto pertinente,anzi devo direche non mi ricordo una sola volta in cui tu mi abbia dato risposte non pertinenti. Passo per amore di sintesi al concetto “vero”,cioè quello che impone una proposta “hic et nunc”: per quanto riguarda il dibattito su questo blog propongo a te che ne hai facoltà di impostare in coda agli articoli una lista di punti sui quali esprimersi doverosamente.Questo per
    ricondurre gli interventi ad uno o più obiettivi concreti su cui proporre soluzioni. Propongo inoltre di raccogliere da subito in modo quanto più
    diffuso proposte ed opinioni sull’uso del giornale e sulla apertura di una radio( mezzi di comunicazione relativamente onerosi e trasversali ).
    Io propongo subito una storia ragionata a puntate sulla tecnologia
    con il contributo delle teste di tutti i tipi. Vorrei ricordare che la tecnica
    è una sintesi di capacità e creatività ed è stata violentata dal concetto di
    specializzazione. Propongo anche un nuovo titolo al giornale ” La Verità”.
    ( la proposta del titolo è editoriale i problemi connessi alla registrazione
    e ai finaziamenti possono essere elusi con svariate alchimie)
    Poi propongo un codice di comportamento per permettere ai contributi
    di chiunque di essere più incisivi e questo prevede una disciplina a cui
    ricondurre il proprio contributo. La drammaticità della situazione è tale
    che penso sia giusto come prima cosa divulgare in ogni modo un criterio
    e un metodo di lettura della realtà teso a dare un contributo di metodo.
    La recente contestazione alla gelmini ( non priva di clamorosi ossimori )
    ha evidenziato almeno un aspetto lo scollamento tra “teoria” e “pratica”.
    Le lezioni all’aperto ( magari nei parchi alla domenica ) dovrebbero diventare una costante. Ogni civiltà che ha perso il rapporto tra pensiero
    e attività produttiva ha generato decadenza e distruzione prima di
    scomparire,io credo che siamo in una fase storica non dissimile da quella degli schiavi del regno egizio o del 1800.
    Non intendo adesso creare un manifesto omnicomprensivo sul “che fare”.
    Così come tu evidenzi,giustamente,le incongruenze che ti appaiono palesi io cerco di rifuggire ( e sottolineo cerco) dalle gabbie mentali che modi sociali e culturali inducono subdolamente al pensiero. Un piccolo esempio,
    tu sai come spesso catturano le scimmie in africa? Preparano un involucro
    en ancorato con una fessura che permette alla mano della scimmia di passare appena. In fondo al pertugio il riso o l’esca. La scimmi per non perdere il cibo resta con la mano intappolata dal suo stesso bisogno fino
    alla cattura.Noi tutti abbiamo una grande quantità di gabbie mentali di varia natura che ci imprigionano prima di essere realmente catturati.
    Una di queste è la democrazia. Credo sia necessario metterla in discussione in modo aperto e consapevole.
    Mi fermo qui credo di essere stato anche troppo prolisso fammi sapere
    se queste proposte per strampalate che siano vanno incontro alla tua
    sollecitazione. Hasta Ramon, viva la vita!

  172. giovanni Dice:

    Cara Maria,
    le tue parole e ancor più i tuoi pensieri sono puro nettare di vita.
    Ti ringrazio, non per essere spesso in accordo con me cosa per altro
    reciproca,ma per la capacità che hai di far sudare questo marchingegno
    elettronico di vitali sussulti. Sono assolutamente in sintonia su quanto da teaffermato sul pensiero e lo spirito anarchico che ho sempre molto apprezzato. Ricevuto anche il segnale su quante Marie tu sia ,d’altra parte
    ci siamo capiti anche se non stupisce. Cribbio è bello anche essere in accordo su tante cose.Credo che le molte ore( che sospetto siano anche tue) meditate sulla natura e sulla qualitò dello spirito ci aiutino molto a superare barriere e ruoli. Ammiro il tuo contributo costante ( ma l’avevo già detto molti post or sono) e trovo che la tua vitalità sia una prova per tutti di come accettare il divino che è in tutti noi avvicini all’uomo.
    Complimenti Maria è una fortuna per quelli che ti possono vivere dal vivo,un augurio anche a loro! Forse ho dimenticato di rispondere a qualche cosa.non so perdona ma sono veramente cotto e non vedo l’ora di andare in branda. Un grande abbraccio e un bacio ,viva la vita!

  173. Gabriele Dice:

    Sulla questione di trento vedo molta ipocrisia. Qualche giorno fa mi si rimproverava che lì c’era una maggioranza di Ferrero, oggi si danno le colpe a Vendola…mi domando: ma in che mondo siamo? Poi tra l’altro non scordiamoci la campagna elettorale in trentino è andato a chiuderla Grassi e non Vendola, dunque bando alle ciance. Volete davvero sapere perchè siamo andato male in trentino? ecco provo a spiegarvelo: semplicemente la gente sta percependo la sinistra radicale tutta, come una setta di litigiosi che un giorno sì e l’altro pure si accappigliano sulle più disparate diatribe interne, con la conseguenza di diventare agli occhi degli elettori davvero qualcosa di incomprensibile.

    Un riassunto di come siamo apparsi nel giro di pochi giorni agli occhi dell’opinione pubblica: Ferrero dichiara che alle elezioni si andrà con il simbolo del Prc; Diliberto annuncia che occorre un’alleanza col Prc, ed una riunione dei partiti, ma dice che mai andrà sotto il simbolo del Prc e dunque ne serve uno nuovo; Vendola dice che occorre ripresentarci Federati con tutti; Fava sostiee che la minoranza del Prc deve entrare subito in un nuovo soggetto politico; la minoranza stessa dice che adesso non si può fare; Ferrero ricalca che ci presentiamo con il nostro simbolo ma dice che liste sono cmq aperte al pdci…potrei continuare all’infinito ma mi fermo qui!!

    Ora sinceramente mi dite voi oltre che sembrare ridicoli, che impressione potremmo dare davanti all’opinione pubblica, se continuiamo a farci male da soli in questo modo?

  174. Purtroppo sono d’accordo con Gabriele, ma la colpa principale è di Vendola, il più litigioso ed aggressivo in assoluto, altro che poesia. Detto ciò l’aria deve cambiare prima delle europee sennò rischiamo una batosta senza l’alibi dello sbarramento e del voto utile.
    Ci vuole una condotta flessibile ma ferma; Ferrero, che a me piace molto, ha un po’ una condotta protestante, fermissima anche se poi temporeggia.
    Qualcuno in ogni caso mi spieghi perché abbiamo corso con SD che non porta mezzo voto anziché col PDCI.
    In questo Maria sbagli: le beghe interne hanno un effetto devastante sull’elettorato.

  175. Plutarco Dice:

    Rieccomi a voi in questo fausto giorno!!!!
    Credo che la crisi della rappresentanza voi non la vogliate vedere e credo che questo sia l’elemento determinante le vostre sconfitte elettorali. Se non sbaglio, Trento sette mesi fa diede circa il 3% alla Camera e circa il 9% al Senato alla Sinistra Arcobaleno. Evidentemente la segreteria Ferrero, con i suoi piccoli luogotenenti a fare da esempi moralmente virtuosi, ha saputo coinvolgere la popolazione della provincia di Trento nel progetto dell’opposizione…ma andate a farvi friggere

  176. Plutarco vai a provocare altrove,prendi esempio da Gabriele,per quanto non condivida nulla di ciò che dice.
    Poveraccio devi essere proprio in crisi,guarda Plutarco non disperare ci sono ottimi neurologi,guarda che puoi anche guarire………..

  177. Caro Plutarco, sono d’accordo nel non prendere alla leggera il dato Trentino. Più volte ho scritto su questo blog che aspettare che il progetto di Vendola si sciolga come neve al sole, lasciando che logori il partito, tollerando pure Sansonetti, è una tattica che non mi convince affatto. Così ci liquefaciamo entrambi e basta.
    A mio giudizio il buon Ferrero oscilla fra la pazienza di un Giobbe, che mi ricorda sinistramente il suo ruolo nel governo Prodi, è un’inflessibilità dannosa. Vedi le date coincidenti per le varie mobilitazioni, o la volontà di uscire senza compromessi da Chianciano. Purtroppo questo modo di fare mi convince sempre meno. Dire: è un progetto a lungo termine non mi convince. Mi sembra ancora una volta paradossalmente di ascoltare Veltroni sulle sue innumerevoli sconfitte. Ma lui almeno ha la cassaforte piena.
    Io qui lo dichiaro su questo blog, che ha un’altra linea: questa condotta non funziona. Bisogna prendere una direzione, e in fretta.
    La situazione è oltremodo drammatica, ma tieni conto che in Trentino c’erano moltissime liste civiche, insomma il dato non è generalizzabile. Lo stesso Di Pietro, dato all’8%, ha preso poco più del 2.

  178. Plutarco Dice:

    Ti rode, eh? Andrea, vorrei farti una domanda: non pensi che ci sia qualcosa di radicalmente sbagliato nella visione di tutti coloro i quali evitano scientemente il punto del superamento dei rapporti di potere NELLE LORO ORGANIZZAZIONI? Io capisco che fare ciò significherebbe domandare qualcosa a voi stessi inerente voi stessi, cosa praticamente impossibile. Però è sfiancante la vostra miopia…

  179. sacha ma tu credi di rimediare in 6 mesi ai danni di anni,magari con qualche espulsione o commissariamento?
    Ricostruire il rapporto con le classi sociali di riferimento è dura,ci vuole tempo ammesso di riuscirci,nulla è scontato.
    Se qualcuno crede davvero che il trentino sia la riscossa del PD consiglio di andare a guardare i voti reali.
    Chi ha dato Di Pietro all’8% in trentino o è pazzo o non conosce per nulla il trentino.
    Parliamoci chiaro per molto tempo sarà duro lavoro e pochi risultati,chi crede che Ferrero con questa o quella alleanza risalga la china è fuori strada.
    Il progetto Vendola?Qual’è? Forse manco Fava l’ha capito.
    Poi sacha questo continuo richiamarti a Prodi ed alla nefasta esperienza dell’ultimo centro-sinistra ci dice quanto tutti fossimo prigionieri di quella logica.Veltroni ha cassaforte piena?Buon per lui.Ma credo che se ragioniamo di cassaforti il Berlusca non ha eguali.
    Sacha credimi sarà dura.Nulla è più scontato.Però lavorando bene e con convinzione si potranno raccogliere ottimi risultati.

  180. Plutarco ripeto esistono ottimi medici,non perdere tempo prezioso guarda che poi diventa irreversibile………….Io più che darti la mia umana pietà……

  181. caro andrea,
    spero tanto che tu abbia ragione, ma questo mix di attendismo e inflessibilità mi sembra completamente controproducente.

  182. Quale sarebbe secondo te un modo per non essere attendisti?Cosa dovremmo fare?

  183. Plutarco Dice:

    Sacha,
    tutto sta nel ricordarsi quello che le persone dichiarano ufficialmente. Ramon si dichiarava indispettito pochi giorni fa circa la mia animosità pregiudiziale nei suoi confronti, per poi contraddirsi realizzando che lo conoscevo. Se uno conosce qualcun’altro, non si può più parlare di pregiudizio, ma di giudizio. Ad esempio, è molto strano che chi ha impostato il congresso farsa sul motto “nessun accordo col PD”, poi si inventi il documento in cui scrive “verifiche” (parola magica quanto ambigua). È chiaro che dietro c’è un incrollabile istinto di sopravvivenza. Il motivo delle vostre sconfitte non risiede soltanto nella litigiosità. C’è ben altro, e questo “ben altro” lo potrete individuare soltanto con una seria autocritica delle modalità, dei metodi con cui affrontate la questione della rappresentanza. Che, parlando in termini di fazioni, Vendola si comporti come Cannavò (cioè aspettando il momento propizio per rompere), denota la volontà di permanere in quell’ambito solidificato dal tempo, senza porsi l’istanza della liberazione da quell’orpello del capitalismo che si chiama “democrazia rappresentativa”

  184. Non so con certezza, non sono un dirigente e non dispongo delle informazioni di un dirigente. Ma a questo punto dubito che l’affermazione di Ferrero “la cosa peggiore è che Rifondazione esca dal congresso senza una linea chiara” sia stata proficua. Nel senso che in questo modo le linee sono due. L’elettorato di sinistra non ci vede e non ci capisce. E intanto Ferrero è costretto all’attendismo, a navigare a vista perché la sua linea pur giusta non si può inverare.

  185. Plutarco Dice:

    Andrea, se la smettessi di offendere e tentassi di rispondere a tono, il blog più comunista del mondo te ne sarebbe grato

  186. Plutarco, trovo il tuo massimalismo francamente noioso. Se Rifondazione abbandonasse tutte le giunte in cui per fortuna ancora si trova, le regioni non farebbero ricorso alla corte costituzionale contro la Gelmini e non si opporrebbero alle centrali nucleari, la Puglia non minaccerebbe di chiudere l’Ilva eccetera. E per quanto il governo Prodi fosse fallimentare, parliamoci chiaro, era imparagonabile al fascismo vigente.

  187. Sacha il grande Ugo Tognazzi nel film Amici Miei quando voleva prendere per il culo qualcuno o confonderlo gli diceva: ” antani come se fosse antani, la supercazzola prematurata con lo scappellamento…..a destra e blinda”.Ogni riferimento a persone o a cose è puramente casuale…….

  188. Plutarco Dice:

    Sacha,
    come si fa ad essere critici nel merito e non nel metodo? Secondo me, chi sceglie questa strada può fare il bravo amministratore, o il bravo rappresentante, o il bravo “qualsiasi cosa”, senza doversi porre il problema del RUOLO che ricopre NELLA società capitalistica. Se è vero che non vogliamo morire riformisti, meglio iniziare a parlare di questi temi al più presto, evitando prima di tutto di scartarli come “massimalisti”

  189. scusa andrea ma non ho capito.

  190. Il caro Plutarco blatera parole prive di senso logico non solo politico e pretende che uno gli risponda………Se non hai visto Amici Miei di Monicelli te lo consiglio.

  191. Plutarco Dice:

    Andrea alias Perozzi,
    ti avverto: fra un po comincio ad offenderti anch’io e ti assicuro che sono più bravo e più ficcante di te…

  192. Dai ragazzi, abbassiamo un po’ i toni. Siamo tutti compagni, no?
    Questi toni sono la conferma della crisi della sinistra in Italia, cerchiamo di non farla allignare fra di noi.
    Mi piacerebbe che Andrea mi rassicurasse un po’ sulla segreteria Ferrero. Guarda che anch’io detesto Vendola e Fava.

  193. Il Perozzi………..beh potrebbe essere un complimento.D’accordo Plutarco se apprezzi Amici miei non puoi essere un coglione,ritiro gli insulti.Possiamo parlare di politica ma adesso devo uscire purtroppo(e per fortuna) lavoro.
    Sacha ti rispondo più tardi.
    Plutarco però il Perozzi si fece beccare durante l’alluvione di Firenze……….

  194. Plutarco Dice:

    O tittiiii…. :)

  195. Plutarco Dice:

    Sacha,
    mi permetto di dirti che non sono compagno di nessuno e non considerare questo come una presa di distanza casuale. È causale. Dopo di chè, se ti va di ragionare di politica, sono pronto ad accettare qualsiasi altrui dichiarazione di appartenenza

  196. care/i tutte/i, devo dire che sono abbastanza meravigliato. sia perché nessuno ha commentato il mio post sulle missioni militari (che è tema controverso se si tratta di dire slogan ma che diventa muto se si cerca di approfondire e parlarne seriamente). va beh, pazienza. un’altra conferma che le discussioni assomigliano sempre troppo a porta a porta.
    inoltre mi dichiaro totalmente disinteressato alle diatribe sui risultati elettorali del trentino e ancor di più su tutti i totolista e totosimboli per le europee.
    ma è possibile che davvero non si riesca a vedere le elezioni nella loro giusta dimensione? e cioè come uno degli aspetti, non principali, dell’agire politico.
    non c’è futuro per rifondazione senza un lungo e paziente lavoro di ricostruzione di legami sociali e di appartenenza umile e intelligente al movimento mondiale contro la globalizzazione. continuando ad impiccarsi alla corda delle elezioni, nella speranza che ci si risollevi all’improvviso, è una pura illusione.
    mah.

  197. caro luca (post del 10/11 ore 21,38),
    sono totalmente d’accordo con te, parola per parola.

  198. cara maria, la pazienza è una dota rivoluzionaria. e noi siamo rivoluzionari imperfetti. eh eh eh. anche a me è capitato di perderla più di una volta.
    ti voglio proprio bene.

  199. Gabriele Dice:

    Caro Andrea,
    Ti lancio una piccola provocazione. Tu dici: “Ricostruire il rapporto con le classi sociali di riferimento è dura,ci vuole tempo ammesso di riuscirci,nulla è scontato.”

    Analizzando ciò che hai scritto vedo che utilizzi non a caso la parola “ricucire”, essa quindi sottende al fatto che in passato questi rapporti vi siano stati ( altrimenti avresti utilizzato il termine “cucire non “ricucire”). Mi interesserebbe sapere però da quale momento in poi tu credi che essi siano stati rescissi. Se appunto dal 2006 con l’entrata nel governo, o anche prima. Perchè appunto la segreteria Bertinotti questi rapporti o li aveva con sè (visto che tu dici che sono da ricucire), o li ha rescissi. Delle due l’una.

    Saluti

    ps:Sascha non per tornare su questioni vecchie, ma tutte le preoccupazione alle quali tu ti riferisci sono la chiara conseguenza di aver fatto passare per vincente una linea che aveva solo il 53% dei consensi. Sarebbe servito un’accordo tra la 1 e la 2 inutile negarlo. Ed in questo secondo me vi è stata una grande miopia di molti dirigenti del partito (anche i vendoliani, sia chiaro) che non sono rusciti a capirlo. Forse l’unico che l’aveva capito era Grassi, ma non fu ascoltato, in primis da Ferrero. Purtroppo ho davvero l’impressione che stiamo andando al macero. Occorre secondo me un notevole sforzo di mediazione che impedisca la rottura e la scissione del partito, ed in questo anche Ferrero deve fare la sua parte. Io per esempio sono vicino alla linea Vendola, ma per me una scissione oggi sarebbe davero drammatica, e mi stupisco che molta gente da una parte e dall’altra se la auguri.

    Cmq ragazzi occore darci una svegliata perchè il dato del trentino secondo me è stato molto allarmante, abbiamo preso pochi voti in più dei pensionati, roba da pazzi.

  200. caro giovanni, credo che ci siamo capiti. si credo proprio di si.
    ma ecco un’altra questione che apri.
    il mio blog è fatto per mettere in internet i miei articoli. i commenti sono liberi. punto.
    non mi sogno nemmeno di di tentare di indicare un’agenda e di organizzare una discussione finalizzata a produrre qualcosa. sarebbe un imperdonabile presunzione e, in ogni caso, non è un blog come questo il luogo adatto per la bisogna che tu indichi.
    inoltre mi dichiaro incompetente sul tema dell’informazione. non che non abbia opinioni ma una cosa è avere opinioni generiche ed un altra è essere capaci di approfondire seriamente.
    non sono un tuttologo. per anni ogni volta che sono stato invitato a rilasciare dichiarazioni o anche a partecipare a dibattiti televisivi su temi sui quali non mi sentivo ferrato ho rifiutato e quando ho potuto ho suggerito il nome di altri. con grandissima meraviglia dei giornalisti.
    comunque, concordo totalmente su “Le lezioni all’aperto ( magari nei parchi alla domenica ) dovrebbero diventare una costante. Ogni civiltà che ha perso il rapporto tra pensiero
    e attività produttiva ha generato decadenza e distruzione prima di
    scomparire,io credo che siamo in una fase storica non dissimile da quella degli schiavi del regno egizio o del 1800.”
    mi sembra uno splendido esempio di ricostruzione della società laddove il sistema la distrugge. così si si può fare opposizione e ricostruire un’alternativa. altro che elezioni e simboli e alleanze e chi più ne ha più ne metta.
    un abbraccio

  201. mr plutarco, ti insisti a proporre il tema della rappresentanza. come ti ho detto, senza avere il bene di una risposta, per me è un tema serio. quando vorrai discuterne senza lanciare anatemi e senza usarlo strumentalmente lo faremo. intanto sono, le tue, solo affermazioni indimostrate.
    inoltre hai scritto: “Ramon si dichiarava indispettito pochi giorni fa circa la mia animosità pregiudiziale nei suoi confronti, per poi contraddirsi realizzando che lo conoscevo”
    ma che dici?
    io non mi sono dichiarato indispettito, bensì annoiato.
    ed inoltre ho scritto: “tu sai chi sono e io non so chi sei. quindi sarebbe corretto, non già che tu ti manifestassi esplicitamente visto che hai deliberatamente scelto l’anonimato, che evitassi di vantare comportamenti e coerenze, nel tentativo di dare maggior valore alle tue opinioni (e al tuo auto attribuito diritto a giudicare gli altri) che nessuno può verificare o confermare.”

    “tu sai chi sono” significa solo che tu puoi criticare ciò che faccio e dico perché io sono un nome e un cognome e non un alias. mentre tu sei anonimo. non significa che mi conosci.

    ma chi conosce chi?

    ciao

  202. Sì Ramon, mi sono presa una bella rampogna, magari hai ragione tu su simboli, elezioni e quan’altro. Però io il nostro ruolo nel sociale non lo vedo, forse anche a causa delle nostre divisioni. E ciò che dice Gabriele non mi sembra affatto sbagliato. Sono avvenute forzature che pesano sulle difficoltà gigantesche del partito.
    Non so se sono rivoluzionaria, ma sono sicuramente impaziente.

  203. carissima sacha. non era una rampogna. davvero non lo era. è solo che penso sia sbagliato scambiare la realtà con le informazioni giornalistiche.
    se un circolo di rifondazione sta in una lotta, riesce a fare dibattiti partecipati ed interessanti su temi importanti, riesce a decidere di stare o non stare in una giunta a ragion veduta e cioè sui contenuti reali e sulla pratica reale dell’amministrazione e così via non fa nessuna notizia. e non si viene a sapere. mentre si discute all’infinito di una realtà virtuale prodotta dalla disinformazione. guarda insisto, luca-f ha detto in un post che rifondazione aveva fatto porcate come votare la missione in afghanistan. per mesi òa discussione è stata fatta così. non è colpa di luca-f, ma ciò non toglie che le cose non stanno così. analogamente, siccome c’è una maggioranza nel partito, impegnata a ricostruire il partito e a riconvertirlo ad una pratica sociale, e alla stampa non interessa ecco che il non alzare i toni della polemica con vendola e soci e il non perdere tempo sul totoelezioni prossime venture, diventa per te una sorta di attendismo, magari addirittura dettato dalla singola volontà del segretario del partito e dalle sue propensioni culturali. ma le cose non stanno così.
    o meglio: per la stampa, manifesto e liberazione compresi, l’unica realtà è fatta di manovre scissioni alleanze e liste elettorali, il tutto condito da nomi di leader. del lavoro sociale, della discussione teorica seria, dei veri problemi non parlano, e quindi non esistono. e quando ne parlano li descrivono come cose accessorie alle manovre, alle scissioni e ai posizionamenti elettoralistici.
    tutti questi commentatori politici sono come i giornalisti sportivi che non parlano delle partite e di calcio ma delle beghe degli spogliatoi.
    affranchiamoci da tutto questo!
    anche qui dovrebbe stare la nostra alterità e diversità.
    un bacio e a presto per il nostro aperitivo.

  204. Plutarco Dice:

    Dai, Ramon…ti conosco nel senso che, volente o nolente, sei un personaggio pubblico le cui dichiarazioni possono essere lette e criticate, citate e messe dialetticamente in contraddizione con altre, quindi giudicate, capito? Questo non ha nulla a che fare col “pregiudizio”. Poi, se questo non ti sta bene o ti dà noia, puoi continuare a dirlo…io non mi offendo mica. Che cosa intendi, poi, per “verifica” di un’opinione? Un’opinione è tale se sostenuta da un’argomentazione, ma se quell’argomentazione è rigettata come “indimostrabile” in partenza, allora non si discute più. Si prende semplicemente atto che la critica può arrivare fino ad un certo punto, ma non andare oltre (come la satira!). Spero che sotto la tua ansia di verificare le opinioni altrui non vi sia la stessa ansia della verifica circa le appartenenze degli individui, per stabilire se a livello di purezza ideo-genetica puoi averci una discussione oppure no (vedi vicenda congressuale e affini). L’ipertrofia dell’istinto a rappresentare si compone anche di questo tassello, e cioè la decisione circa le dinamiche dell’inclusione e dell’esclusione, caratteristiche dei partiti dalla loro nascita

  205. mamma mia caro gabriele. vorrei solo farti notare che nel 2001 nel 2006 rifondazione ha avuto un consenso limitato (pur sempre superiore ai due milioni di voti), che aveva un altissimo voto giovanile, ed era un partito che godeva del rispetto di tutti (magari non siamo d’accordo con voi ma almeno siete coerenti, ci dicevano tutti). l’esperienza di governo semplicemente ha cancellato tutto questo e ci ha ridotto ad un “partito come gli altri”. cosa per noi esiziale.
    ti dico questo solo perché mi pari incline a giudicare lo stato del partito dai consensi elettorali.
    se si fosse fatto l’accordo tra mozione 1 e mozione 2 oggi ci sarebbe già stata una scissione silenziosa di migliaia di compagni e soprattutto vendola segretario avrebbe usato il ruolo per imporre la costituente e avrebbe anche provocato la scissione eclatante. punto.
    infine smettila di pensare che le decisioni siano state prese da questo o quello. nella mozione 1 ci fu a chianciano una discussione seria e approfondita e la decisione fu presa collettivamente.
    un saluto

  206. mr plutarco, i pregiudizi si applicano anche, se non soprattutto, alle persone reali. mica a quelle astratte. hai iniziato su questo blog dicendo cose come questa: “e dillo…circoscrizione nord-est, nord-ovest o centro? E poi chi ci mettete? Rizzo? Forgione? Diliberto? Dai, che voglio sbellicarmi dalle risate (tranquillo, lo faccio anche se non mi rispondi).”
    per giunta vanti comportamenti e coerenze che nessuno può controllare giacché hai scelto l’anonimato.
    credi che così sia possibile discutere seriamente?
    ma mi faccia il piacere!

  207. Plutarco Dice:

    Ecco vedi, Ramon: se adottassi il tuo metro gnoseologico, tenderei a considerare “nella mozione 1 ci fu a chianciano una discussione seria e approfondita e la decisione fu presa collettivamente” come una “affermazione indimostrata”

  208. Plutarco Dice:

    Una critica alla rappresentanza che si rispetti, caro Ramon, può iniziare anche dai nomi e cognomi di coloro che si dicono portatori di istanze di cambiamento radicale, ma poi riproducono lo stesso ambiente che dichiarano di voler superare. Ripeto: se questo non ti sta bene, o se pensi di non appartenere alla categoria che ho appena sommariamente descritto, sei libero di dirlo. Anzi, la cosa sarebbe molto interessante…

  209. masaccio Dice:

    Sì, ecco, non mettiamoci a fare come i giornali che fanno pagine e pagine di “retroscena” con nomi, cognomi e citazioni tutti palesemente inventati. Anche perché il congresso è finito, e dire se era più possibilista Grassi o Ferrero o Pinco Pallino mi sembra inutile.

    Detto questo, Ramon ha ragione quando dice che dovremmo preoccuparci più del lavoro sociale silenzioso che delle liste elettorali che appassionano i media. Però non prendiamoci in giro: le elezioni, il lato istituzionale del lavoro politico, è solo uno degli aspetti della politica di un partito, ma è anche quello che più spesso porta ad accelarazioni e precipitazioni nei processi esistenti. La scissione del Pdci è avvenuta durante una crisi di governo, quella dei Comunisti Unitari idem, per non parlare di Sinistra Critica. Allora, pur continuando a lavorare nella società, ecc., mi pare evidente che dobbiamo porci il problema delle europee, e mi pare ipocrita (anche se politicamente legittimo e comprensibile) che Ramon o Ferrero dicano di non porselo. Da come ci si presenterà alle europee dipenderà probabilmente il futuro assetto organizzativo della sinistra italiana, che è poi quella che il lavoro sociale lo deve fare. Non mi pare poco.

  210. Plutarco Dice:

    Io non vanto coerenze di alcun tipo, semplicemente a domanda rispondo. Se c’è qualcuno interessato ad attribuirmi appartenenze, cose che a differenza di altri rifuggo come la peste, in modo molto aperto dico ciò che sono, a prescindere dall’anonimato. Io sono anonimo, caro RAmon, per scelta, come dici tu. Tu NON lo sei per scelta. Perciò, qual è il tuo problema? Hai delle domande da pormi? Ponimele

  211. Plutarco Dice:

    Masaccio,
    sono interessato a parlare del “lavoro” nella “società” solo se questi due concetti vengono trattati per quello che sono, non come etichette o aggettivazioni da mettersi addosso per dirsi “comunisti”. Cosa vuol dire “lavoro” oggi? Cos’è “società” oggi? Ecco due domande da cui partire, molto “massimaliste” se volete, ma molto più interessanti che non le ricorrenti disamine in chiave “rivendicazionista” del pedigree dei “veri compagni”. Cos’è il “partito sociale” che ha vinto il congresso di CHianciano? Mia risposta: una tautologia. Ragioniamone

  212. masaccio Dice:

    No, Plutarco, davvero. Non ho tempo da perdere in estenuanti discussioni nominalistiche on line con chi ancora, in giorni e giorni di continui interventi, non ha mai mai mai espresso il suo punto di vista, ma si è limitato a sfottere quelli altrui. Troppo comodo discutere senza mai mettere in gioco la propria posizione, non credi? Di’ la tua, e poi, forse ne parleremo. Per ora, preferisco dedicare il mio tempo a dibattiti più interessanti.

  213. Plutarco Dice:

    Ecco, io penso che certe domande spaventino, perchè troppo impegnative o forse perchè troppo poco “micro”. Masaccio, non mi dirai che la tua intelligenza necessita di circoscrivere l’ambito di una domanda per sentirsi a proprio agio?

  214. Anassimandro Dice:

    Mi piace il “cittadino” Plutarco,specialmente se “attacca” da sinistra.Che non è un luogo geografico e nemmeno un area ristretta,ma un facoltoso intervento del pensiero liberamente libero.

  215. non è indimostrato mr plutarco. vi erano posizioni differenti e dubbi di tutti i tipi. si discusse e si decise a maggioranza. la natura collettiva della discussione è dimostrata dal fatto che la decisione presa a maggioranza fu accettata e praticata da tutti, segno che il collettivo fu percepito come più importante delle proprie dislocazioni. lo possono testimoniare centinaia di persone che parteciparono. al contrario, per i giornali, fu descritto tutto come deciso da tre o quattro persone.
    mi spiace, ma tu hai iniziato insultando chi si cimenta con il tema della rappresentanza ed applicando il pregiudizio. per te la questione è risolta da te stesso e chi fa o pensa cose diverse è solo un mentitore un opportunista e così via.
    io, che non nego esista il problema, e che non sono interessato a valutare le tue opinioni secondo la tua appartenenza, non sono disposto a fare risse nelle quali io vengo accusato di fare ciò che sto facendo per avere uno scranno al parlamento europeo e magari rispondo che sei un salottiero che ti poni problemi inesistenti. tutto qui. difficile da capire che per discutere ci vuole rispetto reciproco?
    infine: “Inizio col rassicurare Giuan: mai stato “trombato” da alcuno. Non essendo della tua “razza”, mi è difficile farmi “assumere”, di conseguenza non mi si può “licenziare”. se hai scelto l’anonimato come si fa a sapere che ciò che dici è vero? non sarebbe meglio non vantare coerenze di questo tipo, negando di averlo fatto per giunta!
    inoltre, per parlare di un tema alto ed interessante come quello della rappresentanza e della sua crisi, c’è davvero bisogno di dire “Ramon è uno di quelli, e ce ne sono tanti, che la vita se la gioca sicura: sembra che vada allo sbaraglio…state attenti, sembra”.
    guarda, visto che il tema della rappresentanza è un tema secondo me serissimo, e che le concezioni correnti hanno già mostrato la corda, e che il sottoscritto non ha una soluzione ma è interessato ad una discussione, lascia pur perdere. è un tema che nel futuro sarà molto discusso in rifondazione. credo e spero. ma il tuo approccio non è quello di chi vuole discutere ma solo di chi vuole emettere sentenze da una cattedra. come hai visto io non censuro (casomai ho cancellato qualche insulto inammissibile rivolto a te). libero di sputare le tue sentenze fin che vuoi. libero di vantare comportamenti e coerenze da anonimo. ma non pretendere che il centro della discussione diventino le tue esternazioi anonime e provocatorie.
    ciao

  216. Plutarco Dice:

    Vedi, Ramon, perchè non ti sbottoni e mi chiedi cose precise se le vuoi sapere? Io sono un semplice individuo, mai assunto e, conseguentemente, mai licenziato, ma sono anche uno di quegli individui che non mira a fregiarsi della “qualifica” di lavoratore per sbatterla in faccia ai poveretti come lui e differenziarsene, ponendo una barriera di classe tra i “produttori” e i “lavativi”, come fanno gli abituali frequentatori del tuo blog e come fanno tanti sostenitori della mozione finita prima al congresso finito in farsa. L’anonimato su questo blog, carissimo, io l’ho scelto, ma non l’ho scelto nella vita. Tu l’anonimato l’hai rifiutato sia sulla rete che nella vita, quindi non chiedere a me di dirti chi sono o di non giudicarti: IO HO IL DIRITTO DI GIUDICARTI COME PORTATORE DI UN’ISTANZA ANTICAPITALISTA RADICALE ORGANIZZATA, che è l’etichetta che TU hai deciso di attribuirti, e che comporta che tu NON VADA ALLO SBARAGLIO, ma cerchi precisi punti di riferimento esistenziali e culturali, organizzativi e comunitari. Questo io mi arrogo il diritto di giudicare, e lo faccio per una ragione precisa: perchè TU non sei semplicemente l’individuo Ramon Mantovani, ma sei RAmon Mantovani il rappresentante (o difensore) di certe istanze, e lo sei PER TUA COLLOCAZIONE, non perchè lo spirito santo lo ha deciso. Così stanno le cose, e non rigirare la frittata. La differenza tra individuo socialmente determinato e individuo empiricamente universale (di marxiana memoria), caro Ramon, è esattamente la differenza che corre tra TE e ME

  217. Plutarco Dice:

    …e lascia stare le centinaia di persone, che il mio discorso l’hai capito perfettamente. Non c’è bisogno che tu mi porti testimonianze: io ti credo in ogni caso, a differenza di quello che tu pensi e fai nei miei confronti, capito?Io riporto tue dichiarazioni palesemente contraddittorie, o sulle quali vale la pena di ragionare per giudicare, tutto qui, e non dico che quelle dicahirazioni NON SONO VERE, nel senso che non si sono prodotte. Dico che significano tutto e il contrario di tutto. Non mi limiterei mai, in una discussione alla quale decidessi di partecipare, definendoti semplicisticamente un poltronaio: articolerei qualcosa di un po più complesso, se permetti

  218. Plutarco se continui di questo passo temo che comincerai ad usare il plurale maiestatis per citare te stesso.
    “IO HO IL DIRITTO DI GIUDICARTI COME PORTATORE DI UN’ISTANZA ANTICAPITALISTA RADICALE ORGANIZZATA” temo che le mie valutazioni iniziali riguardo alla consultazione di un neurologo fossero più che pertinenti.
    Spiacente caro mio ma credo tu stia fuori di brutto……..,senti perchè le tue teorie non le porti un pò anche sul sito dei vendoliani,cavolo almeno si prendono il 47% della sofferenza…..visto che questa percentuale la vantano per tutte le altre richieste.

  219. Per non parlare di tal sedicente Anassimandro che in tre righe ha detto tante di quelle merdate da poterci concimare il deserto del gobi……..

  220. che palle compagni! lasciatemelo dire.

    giovanni questa mattina quando ho letto quello che mi hai scritto son rimasta senza parole. grazie davvero.
    e come sempre (a ramon) hai scritto cose interssantissime che è opportuno riprendere in qualche modo, quando si riesce ad acquietare tutto questo chiasso.
    un abbraccio autentico giovanni. viva la vita!

    ramon inizio a divertirmi con la cavallini & C. io e andrea ce la stiamo un po’ spassando da me… :-)
    anch’io ti voglio proprio bene!

  221. lucaocchionero Dice:

    Ramon, io non ho commentato il tuo intervento sulle missioni militari poichè ho appreso proprio dal tuo post quello che è stato il tantativo politico del PRC. Pensa che non ne ero a conoscenza. Sicuramente per colpa mia che mi sono informato poco, ma credo soprattutto per via di una linea politica confusa che abbiamo(spero) superato col congresso, ed una informazione di partito che non abbiamo affatto superato, ma non voglio riaprire la querelle Sansonetti. Quando a Plutarco io eviterei di riempire questo blog di discorsi che, scusami l’ignoranza, non capisco, non afferro, non conosco; e per i quali quel minimo di intelligenza che mi rimane non intendo sprecarlo. Io dico solo che la mazzata del PRC ha dato a determinate associazioni(comitati, ecc) la scusa per autoproporsi quali interlocutori politici. Io dico: “fate pure”, ma sono convinto che se non si ricrea quell’alleanza che il PRC fu in grado di mettere in campo dopo il ‘98 non si va da nessuna parte e non supereremo nessun governo moderato nè locale, nè nazionale.
    Per il resto domani mattina ore 05.30 il PRC sarà di nuovo davanti ai cancelli dell’ILVa a protestare contro la cassaintegrazione di 2024 lavoratori, per il momento.

  222. Lucaocchionero la federazione di Taranto lavora tantissimo,addirittura abbiamo anche il sindaco,Cito tempo fa era sindaco di Taranto?Vorrei altre notizie,oltre i dubbi parliamo anche delle certezze.Anche la federazione di Catania mi risulta lavorare egregiamente.Le cito perchè sono due città del meridione uscite da esperienze durissime ma in cui lavoriamo bene.

  223. salve blog
    sì Maria, che palla! i compagni (ma Plutarco è un compagno? bo) che si parlano addosso!!
    Mi spiace Plutarco, non ci sto: non si viene qui a insultare o a provare a mettere in difficoltà (ammesso che lui ci si lasci mettere) il titolare del blog, a cercare di spargere zizzania e tentar di rinvangare cose già discusse prima, durante e dopo il congresso…
    Qui, da quello che leggo, ci sono compagni di base e responsabili a vari livelli, che probabilmente si fanno un mazzo tanto durante il giorno e la sera danno la loro attività per il partito.
    Lei chi è? qualche intellettuale di pseudosinistra deluso? qualche giornalista venuto a molestare uno dei pochi blog del PRC?
    Faccia gentilmente delle proposte concrete, oltre ad esprimere critiche, e noi staremo ad ascoltarla a 4 orecchie.
    saluti

  224. Antonella Dice:

    Intanto in Argentina spunta un altro “Vargas LLosa”. Che scrive robe indicibili sul Che. Si chiama Juan José Sebreli. Sconosciuto sociologo che tenta la fortuna infangando la storia più nobile dell’America Latina.

  225. Non vi posso mai lasciare soli che fate un casino pazzesco e diventate di un logorroico… :-) … Scusate ragazzi, ma il lavoro preme sempre, in questo periodo… Comunque: volevo dirvi se venerdì qualcuno di voi partecipa alla manifestazione, e, in caso, se aveste voglia di incontrarci. Io sfilerò un po’ con la CGIL Padova, un po’ con quella di Salerno, e un po’ con i romani… insomma, sarò delocalizzato, ma presente dappertutto :-) … Se ci incontriamo, mi fa davvero piacere!!!
    Hasta pronto
    Mariuz

  226. lucaocchionero Dice:

    Andrea, cerchiamo di fare tantissimo, il più possibile. Ci soino giornate talmente incasinate che non so cosa fare prima, tra lavoro e politica. Oggi pomeriggio anche: tutto dedicato al partito e domani sveglia alle 04.30 e poi 10 cause in tribunale, 6 persone da ricevere nel pomeriggio: si prospettano le solite 15 ore di lavoro che ormai faccio ininterrottamente da quando è iniziata la questione congressuale. Qualcosa si sta muovendo ma siamo ancora lontani dall’acquisire la fiducia persa, o almeno parte di essa. C’è un senso di sconfitta tra le masse, ma anche tanta rabbia: se riuscissimo di nuovo a canalizzarla… In ogni caso speriamo che almeno nel medio termine tutto questo lavoro porti dei frutti. Si, abbiamo il sindaco PRC. Una persona stimatissima e degnissima che ha vinto le elezioni con il 76%. A Taranto Cito e 18 anni ininterrotti di destra al governo ci hanno lasciato un debito di 1mld di euro, un dissesto, una situazione amministrativa e morale disastrosa. Stiamo governando sulle macerie lasciate dalla destra, ed è difficilissimo anche perchè abbiamo il sindaco PRC ma non abbiamo in consiglio comunale un monocolore PRC. Ci sono alcune decisive quanto ambigue liste civiche a sostegno. In ogni caso andiamo avanti e come dice Giovanni: viva la vita! (e pure il PRC!)

  227. Antonella chi è ques’ altro esaurito di sociologo? Ho cercato in rete ma non ho trovato granchè. Puoi darmi qualche indirizzo? Ci manca pure questa…

  228. X Ramon Mantovani.

    Dato che ti meravigli che nessuno abbia commentato il tuo post sulle missioni militari, allora dirò qualcosa io.
    Non ho detto null aperchè questo è il tuo blog, cioè il tuo diario dove tu devi esprimere i tuoi pensieri. Se ognuno dei visitatori lo usa per esprimere opinioni, diventa una specie di blog universale e non mi sembra giusto nei tuoi confronti. Ma dato che in questo caso sei tu ad incoraggiare la discussione…

    E’ vero che io ho usato il tema delle missioni militari come slogan per attaccare il mio stesso partito. Non è che mi piace tirarmi la zappa sui piedi…ma analizzare gli errori del passato serve a non ripeterli in futuro. Dal congresso di Chianciano fino ad oggi nessuno ha veramente cercato di capire e di spiegare le ragioni della sconfitta dell’arcobaleno.
    Io ho cercato di farlo e quando ve n’è l’occasione ne discuto con i miei compagni di partito e anche con elettori di destra o di altri partiti di sinistra.
    Dal mio punto di vista, che è anche il punto di vista di migliaia se non milioni di elettori di sinistra, le ragioni della sconfitta elettorale dei comunisti e della sinistra arcobaleno sono da ricercarsi principalmente *nell’operato* e nel COMPORTAMENTO IMMORALE dei ‘comunisti’ (o sedicenti…) durante il governo Prodi.
    Non sto dicendo che rifinanziare le missioni militari fosse giusto o sbagliato perchè non sta a me deciderlo. Quello che dico è che i comunisti, insieme a tutta la sinistra, si sono fatti eleggere promettendo agli elettori che non appena si sarebbero insediati al governo avrebbero VOTATO per il rientro immediato delle truppe dislocate all’estero impegnate in interventi militari ritenuti da tutta la sinistra IN CAMPAGNA ELETTORALE come atti di guerra, in aperta violazione dell’articolo 11 della Costituzione.
    Se una volta insediatisi al governo si è visto che quelle promesse non potevano essere mantenute bisognava avere il coraggio di dimettersi (come ha fatto Paolo Cacciari) di chiedere al capo dello stato di sciogliere le camere e di rifare le elezioni.
    Questo sarebbe stato un comportamento ONESTO ed ONOREVOLE che gli italiani avrebbero sicuramente apprezzato e avrebbero saputo ricompansare.
    Comunque sappiamo bene che votare contro il rifinanziamento non sarebbe stato sufficiente a far cadere il governo.
    Non ci sono giustificazioni per quello che è stato fatto.
    Ci siamo comportati da ipocriti; la gente lo ha capito e alla prima occasione ce l’ha fatta pagare cara.
    Mi dispiace per ciò che tu dici, cioè che era necessario fare un compromesso per non mettre Prodi in difficoltà. Non solo io non sono daccordo ma gli elettori non sono daccordo, e lo hanno manifestato chiaramente.
    Quanti milioni di voti abbiamo perso (Rifondazione, comunisti italiani e Verdi) a causa della demagogia dei nostri leader (Bertinotti, Pecoraro e Diliberto) e dei compromessi con il PD?

  229. dunque dunque, plutarco. è inutile contorcesi e fare salti mortali. io ho detto e ripetuto più volte che sono più che convinto di dover accettare critiche ed anche insulti. ma c’è una differenza fra critiche ed insulti. alle critiche si risponde e da li si può imparare e sviluppare una discussione interessante. agli insulti si replica (nel mio caso non censurandoli ma considerandoli tali) tu, e lo ripeto, hai tutto il diritto di insultare come hai inequivocabilmente fatto dandomi del poltronaio e dando dei cretini e/o in malafede (perché questo è il senso dei tuoi primi post) ai compagni e compagne. ma non puoi pretendere che le tue opinioni declamate a suon di insulti suscitino una discussione seria. per il resto è perfino ridicolo che tu insista a voler coniugare l’anonimato con la declamazione della descrizione delle tue virtù o condizioni sociali. se fai l’anonimo non dire io non sono mai stato assunto per darti maggior ragione da te stesso. è scorretto per il semplice motivo che nessuno sa se è vero ne lo può sapere. difficile da capire senza scomodare la gnoseologia?
    ma accetta il mio invito. lascia perdere.
    ciao

  230. caro lucaocchionero, ecco la dimostrazione che le discussioni che si fanno in italia su cose importantissime (come le missioni militari) sono superficiali semplificate e in definitiva false. ricordo di aver illustrato la linea di rifondazione anche in una intervista a liberazione. ovviamente non c’era la exit strategy e c’era chiaro il riconoscimento del problema grande della missione in afghanistan. ovviamente si poteva condividere o meno. il problema è che invece di discutere della linea si è discusso di altro. della eventuale caduta del governo, della exit strategy che segretario del partito e capigruppo proponevano ad ogni piè sospinto per rimandare il problema invece che affrontarlo e delle testimonianze personalistiche e strumentali dei cosiddetti dissidenti. ovviamente ho scritto poche righe ma potrei scriverne molte di più. ma inutilmente, perché come dimostra ciò che ha scritto luca-f non si discute di analisi politica, di scelte (sempre discutibili ma pur tuttavia motivate da una politica e non dalla voglia incontenibile di tradire) e di come si sta in parlamento ed eventualmente in un governo, bensì di suggestioni di stampa e di slogan.
    pazienza e tiremm innanz

  231. caro luca-f, mi spiace che tu te la sia presa così. evidentemente non ti accorgi che discutendo come fai tu non si discute di politica bensì di una caricatura della politica. non è lanciando anatemi contro altri o addirittura contro se stessi che si risolvono e chiariscono i problemi.
    ho lungamente argomentato sulle missioni nonostante nel tuo post fossero solo un esempio citato per dare un giudizio che in gran parte condivido.
    giacché nella mia vita mi è capitato di far cadere un governo con il mio voto (il governo prodi nel 98 cadde per un solo voto) e di proporre al gruppo parlamentare di votare contro la fiducia sul welfare lo scorso anno, credo di poter dire, senza essere accusato di essere un governista ecc. che sulle missioni militari ti sbagli. e credo che ti sbagli perché sei disinformato.
    infatti dici cose un po confuse. come questa: “Non sto dicendo che rifinanziare le missioni militari fosse giusto o sbagliato perchè non sta a me deciderlo. Quello che dico è che i comunisti, insieme a tutta la sinistra, si sono fatti eleggere promettendo agli elettori che non appena si sarebbero insediati al governo avrebbero VOTATO per il rientro immediato delle truppe dislocate all’estero impegnate in interventi militari ritenuti da tutta la sinistra IN CAMPAGNA ELETTORALE come atti di guerra, in aperta violazione dell’articolo 11 della Costituzione.”

    credimi, 1) sta a te decidere se una cosa è giusta o meno, eccome se sta a te! anche se sono il primo a dire che le informazioni per avere opinioni fondate erano e sono scarse. 2) come ti ho già scritto non è vero che nel programma c’era scritto che sarebbero state ritirate tutte le truppe italiane all’estero. solo l’iraq. 3) non dubito che ci siano stati candidati che hanno mentito in campagna elettorale promettendo cose non vere, il che non cambia la realtà dei fatti e delle scelte reali.

    comunque riconosco che è difficile discutere di un tema così vasto e complesso in questo modo.
    se organizzi un dibattito sul tema, dovunque tu voglia, sono pronto a venire a difendere le mie posizioni anche per ore.
    davvero
    un abbraccio

  232. Gabriele Dice:

    …caro luca-F sei davvero così convinto che se avessimo fatto cadere il governo prodi immediatamente avremmo oggi un consenso superiore (dico seriamente non è una provocazione)? Io sinceramente non lo credo, nel 98 non andò così. Cioè dopo la rottura nn siamo cresciuti xniente anzi. Riuscimmo x un pelo a rientrare in parlamento, con un grande lavoro di tutti i militanti, ma permettimelo, anche con il merito indiscutibile di un Bertinotti che ha dovuto fare i salti mortali per superare lo sbarramento del 4%. In più occorre dire che nel 2001 è provato che prendemmo moltissimi voti dei così detti “scontenti”, cioè il c.d. “voto di protesta”. Dunque se mi dici che saremmo stati un partito forse più puro ci sto, ma se mi dici che oggi saremmo in una situazione migliore no, non ci sto. Non fossaltro perchè già lì si sarebbe andati incontro ad una ulteriore scissione.

    XRamon:

    Volevo porti una semplice domanda nient’affatto provocatoria: sinceramente non credi che se il risultato elettorale nel 2006 fosse andato diversamente, avremmo avuto molte più probabilità di incidere sull’azione di governo? Ci fermiamo sempre a dire che la scelta del governo fu un errore, ma nn prendiamo mai in considerazione il fatto che se le elezioni le avessimo vinte veramente le cose sarebbero andate diversamente. Metti caso che fossimo stati l’unica forza determinante, sono sicuro che saremmo riusciti a strappare dei buoni risultati…purtroppo quello che doveva essere un genuino ricatto di partito, si è trasformato in un ricatto personalistico clientelare che ci ha reso completamente impotenti.

    Cioè ciò che mi domando asssiduamente è: perchè la lega è in grado di fare ciò e noi non dovevamo provare a farlo?
    Certo oggi dire che è andata male è facile, ma io sono sicuro che con un risultato diverso le cose sarebbero andate diversamente. Poi un’ultima cosa: forse troppo spesso ci dimentichiamo la forte aspettativa di cambiamento che vi era nella società dopo 5 anni di berlusconismo. Vi immaginate la reazione della nostra gente (che ricordate bene non sono gli iscritti, ma gli elettori) se avessimo detto: noi no andiamo da soli, perchè non ci immischiamo con forze moderate come il pd. Ragazzi ci avrebbero linciato.

  233. lucaocchionero Dice:

    Volantini sotto braccio e si parte: questa è la migliore risposta a tutti i politicisti che ci attaccano. Ore 05.30 precise: siamo in 16 e andiamo a fare militanza politica. Statemi bene!

  234. Prendiamo esmpio da lucaocchionero.

  235. Plutarco Dice:

    Vedete, carissimi verissimi comunistissimi che frequentate il blog del vostro pigmalione? Quando Ramon è in difficoltà, risponde a vuoto, non sta sul pezzo, si avvita e si rigira come un matto pur di saltar fuori da una dialettica che non gradisce perchè eccessivamente critica. Fate pure i “militanti” organizzati senza chiedervi chi siete: avrete sempre il modo e il tempo di sopravvivere

  236. Plutarco Dice:

    Ah…ho letto adesso la prima pagina di Liberazione di oggi…Credo che siate vicini allo sputtanamento totale, sapete, cari immarcescibili alfieri della causa proletaria?

  237. caro plutarco, non so chi sei e da dove vieni ma francamente hai rotto le palle. e uso un eufemismo, ovviamente.
    liberazione è una vita che è sputtanata. sputtanamento più sputtanamento meno, cosa vuoi che importi? importa invece liberarsi di tutti quelli come te e di tutti i sansonetti-nocioni-cavallini del mondo.
    caro plutarco. ma vai nel posto indicibe del berty per cortesia. che qui c’abbiam da fare, al contrario di te che non c’avrai propio nulla di meglio che romper le palle.
    perdona il francesismo, stamani è nera.
    saluti

  238. Mi sa che PLUTARCO = CAVALLINI.

  239. non lo so andrea. comunque ieri sera davvero ho avuto un sussulto quando ha scritto “leniniano”… mi sono emozionata. hai visto mai? :-)
    oggi lo aspetto con uribe-bush. sennò andiamo a prenderlo a miami andrea. ci facciamo pagare il viaggo da pereira, visto che si è offerto di pagarmi viaggio e soggiorno a cuba xchè possa verificare effettivamente lo stato di vita dei cubani. accettiamo e poi dirottiamo a miami e lo andiamo a prendere ;-)
    un abbraccio

  240. Plutarco Dice:

    …e che dovete fare, Maria? DARVI UN CONTEGNO, ecco che dove fare, sempre e comunque…il contegno dei proletarissimi cavalieri del lavoro

  241. pensa al tuo di contegno plutarco. non hai da insegnarci proprio nulla.
    ciao. saluti, ora spengo che devo andare.
    baci

  242. Plutarco Dice:

    …ecco, brava. spegniti e vai, che l’unica cosa che sai fare è offendere

  243. Anassimandro Dice:

    andrea Scrive:

    8 Novembre 2008 alle 00:40
    Ve lo chiedo con tutto il cuore: MA QUANDO VE NE ANDATE? Non lo dico con rancore ma mi sono rotto il cazzo ci si sbatte . . . si fanno le riunioni, i volantinaggi, le castagnate, ci si organizza per i banchetti del pane di tutto e di piu’. E poi arriva qualcuno che ti d del mediocre, del torcicollista, dell’identitario, del rancoroso. Sapete come sono belle le sedi del PD con le poltroncine di pelle ECCO ANDATECI PERCHE’ SE VOLETE PRENDERE LE NOSTRE SEDI MO SO CAZZI VOSTRI. IO NON SONO PACIFISTA E QUINDI SO CAZZI VOSTRI DOPO

  244. Ramon ma per caso hai raccontato in giro di fare il neurologo nel tempo libero……..perchè vedo un certo affollamento sul blog di disturbati mentali ultimamente.Ora capisco che perdere svariate migliaia di euro al mese senza far nulla e credendosi chissà chi per costoro sia pesante,ma addirittura andar fuori di testa….

  245. Plutarco Dice:

    Andrea alias Perozzi,
    ieri mi hai sinceramente gratificato escludendomi dalla categoria dei “coglioni” (senza la tua approvazione io andavo a letto triste, quindi ti ringrazio ancora), seguendo in questa tua categorizzazione un altro maestro italiano dell’attribuzione ad altri di quell’epiteto, Silvio Berlusconi. Sono qui per complimentarmi, soprattutto con te, della capacità dei gregari di Ramon (che d’ora in poi chiamerò simpaticamente “ramonini”) di interloquire con il “diverso”…veramente esemplare :)

  246. Antonella Dice:

    Maria, su el Pais di ieri c’era un articolo sul nuovo libro di questo imbecille che dava dell’idiota politico al Che.
    E se el Pais gli ha dato spazio è perchè, io suppongo, hanno deciso di tentare la via del discredito attraverso le cazzate scritte da un conterraneo del Che. Fa più “vero” se a scrivere stronzare è un “conpaesano”.
    Questo ci tocca in questa fase di imbecillità globale.
    Probabilmente è vero che “l’impero” è al suo colpo di coda. Ma pare che il tentativo di un’egemonia culturale basata sulla cancellazione della memoria storica (in Italia e non solo) sia la strategia più in voga nelle stanze del potere.

  247. grazie antonella per l’indirizzo. appena posso lo leggerò.
    torno appena ora e ho trovato sorprese da me. andrea, aspettavamo sansonetti e la nocioni, invece è intervenuto qualcun altro… :-)

    ramon. ogni tanto la pazienza ripaga e qualche soddisfazione la si ha :-)
    bacio bacio bacio. e bacio! (è che sono contenta) ;-)

  248. Anassimandro Dice:

    LIBERAZIONE
    giornale comunista

    12 novembre 2008

    RIFONDAZIONE ANNUNCIA
    TAGLI AL PERSONALE,
    LIBERAZIONE SCIOPERA.

    Domani il quotidiano non sarà in edicola
    Mentre i giornalisti di Liberazione attendevano l’apertura
    di una trattativa aziendale per esaminare e concordare
    le soluzioni alla crisi, la società editrice ha comunicato,
    nella totale confusione e inattendibilità dei dati di bilancio,
    un piano di ristrutturazione che prevede un taglio di
    “oltre la metà del costo del personale”.
    Domani mattina, nelle intenzioni dell’editore, la direzione
    del Prc, azionista unico, dovrebbe convalidare tali linee
    di intervento. Per scongiurare questa minaccia, i giornalisti
    hanno proclamato uno sciopero immediato, il terzo dall’inizio
    della vertenza. Vogliamo denunciare con chiarezza
    il tentativo inammissibile, tanto più a Liberazione,
    di far ricadere sulle spalle dei lavoratori i costi
    delle difficoltà economiche e anche degli errori
    gestionali, oramai evidenti.
    Del resto anche l’allarme per i paventati tagli governativi
    all’editoria sembra essere ridimensionato, almeno per il 2008
    e 2009, dal voto delle commissioni parlamentari. Vogliamo
    inoltre rendere manifesto alla direzione del Prc a quali pesanti
    conseguenze si andrebbe incontro con una frettolosa ed
    autoritaria approvazione di un piano “confindustriale”
    come quello presentato dalla società editrice.
    Chiediamo quindi all’azionista
    di non approvare alcun piano senza aver prima
    affrontato una trattativa con ogni organo
    sindacale.
    Domani il quotidiano non sarà quindi in edicola.

  249. LIBERAZIONE
    giornale anticomunista(al momento)

    12 novembre 2008

    RIFONDAZIONE ANNUNCIA
    TAGLI AI CAPELLI DI SANSONETTI,
    LIBERAZIONE SCIOPERA,I CAPELLI DI SANSONETTI NON SI TOCCANO.

    Domani il quotidiano non sarà in edicola
    Mentre i giornalisti di Liberazione attendevano l’apertura
    di una trattativa aziendale per esaminare e concordare
    le soluzioni alla crisi, la società editrice ha comunicato,
    nella totale confusione e inattendibilità dei dati di bilancio,
    un piano di ristrutturazione che prevede un taglio di
    “oltre la metà del costo del personale”.
    Domani mattina, nelle intenzioni dell’editore, la direzione
    del Prc, azionista unico, dovrebbe convalidare tali linee
    di intervento. Per scongiurare questa minaccia, i giornalisti
    hanno proclamato uno sciopero immediato, il terzo dall’inizio
    della vertenza. Vogliamo denunciare con chiarezza
    il tentativo inammissibile, tanto più a Liberazione,
    di far ricadere sulle spalle dei lavoratori i costi
    delle difficoltà economiche e anche degli errori
    gestionali, oramai evidenti.
    Del resto anche l’allarme per i paventati tagli governativi
    all’editoria sembra essere ridimensionato, almeno per il 2008
    e 2009, dal voto delle commissioni parlamentari. Vogliamo
    inoltre rendere manifesto alla direzione del Prc a quali pesanti
    conseguenze si andrebbe incontro con una frettolosa ed
    autoritaria approvazione di un piano “confindustriale”
    come quello presentato dalla società editrice.
    Chiediamo quindi all’azionista
    di non approvare alcun piano senza aver prima
    affrontato una trattativa con ogni organo
    sindacale.
    Domani il quotidiano non sarà quindi in edicola.

  250. Anassimandro Dice:

    andrea Scrive:
    10 Novembre 2008 alle 02:02

    ma tu quando scrivi da dove lo fai dal tuo water che credi essere un trono da cui giudichi e lanci anatemi? Io non mi credo certo un eroe e non penso di essere l’unico che si da da fare per il partito, ma vedo che da buoni anti-stalinisti come vi dichiarate non disdegnate di utilizzare le armi dello stalinismo ossia la manipolazione delle opinioni altrui a proprio vantaggio. Sono convinto che faccia assai male lottare e credere in un partito (e più che in un partito in un’idea di politica di società) e di vedere nel frattempo degli allegroni che parlano un giorno di scissione e un giorno di unità. Senti che i tuoi sforzi sono vani perchè i pochi compagni rimasti non sopporterebbero un nuovo schiaffo ed una nuova lacerazione nel partito. Per quanto riguarda i cordoni stile anni 70 non mi interessano. Anche perchè io non c’ero diversamente da te che esisti da prima di Carlo Marx di cui eri il suggeritore ed il critico. Ma non disdegnerei di farli se qualcuno, senza il diritto e senza la dignità per farlo cercasse di appropriarsi dei beni del nostro partito, il Partito della Rifondazione COMUNISTA. Non il partito della rifondazione VEGANA E BUDDHISTA. Chi mi legge e mi conosce sa per certo che gente come te io me la mangio a colazione.Ma non lo faccio perchè diversamente dalle iene come te non mangio le carogne.

  251. anassimandro già stamani plutarco ci aveva pensato ad informarci della prima pagina di liberazione. non siamo mica interdetti, sai? o devo pensare che qualcuno passando da me si sia risentito del commento che lascito a gennaro carotenuto? spero di no, sennò mi sa che c’aveva ragione andrea sull’identità di tal plutarco
    plutarco, anassimene, anassimandro, talete, parmenide e tutti gli eleati e i presocratici, sù, coraggio. fatevene una ragione
    con affetto. vi siamo vicini.

  252. lucaocchionero Dice:

    Ti ringranzio Andrea, ma sono in tanti a fare come noi. Sicuramente non siamo gli unici. Dò un resoconto sulla giornata di oggi: distribuiti 4.500 “giornalini”(fatti in questi giorni dall’indefesso dipartimento lavoro della fed provinciale) attinenti la questione della cassaintegrazione(2028 operai anzi: 2228 così come ci hanno corretto i lavoratori stamattina), la questione dell’inquinamento industriale(Taranto per via soprattutto dell’ILVA è la città più inquinata del mondo), la questione del PRC con l’intervista a Paolo Ferrero: quella in cui spiega cos’è il comunismo per noi oggi e cosa è il progetto della rifondazione comunista. Hanno annunciato la loro iscrizione anche tre giovani compagni che chiedevano un contatto diretto con un partito di opposizione a Riva, ed a questa industria liberista, inquinante, rivolgendo più in generale una critica all’intero sistema privato di gestione e di profitto per queste fabbriche strategiche. Questi tre giovani operai hanno sollevato un problema che io spero il partito prima o poi affronti: se è giusto o no che fabbriche strategiche come appunto l’ILVA possano essere proprietà privata di un unico padrone. Io dico che non è giusto, e tanti lavoratori oggi hanno questo dubbio che nasce da questioni di fatto: loro conoscono la gestione dei turni, dei trasferimenti(e probabilmente anche le scelte arbitrarie sui prossimi cassintegrati) la pericolosità per l’ambiente, la pericolosità per la loro stessa vita: le conoscono poichè ci passano dentro più di otto ore al giorno e non mi sembra poco.
    Abbiamo registrato una fortissima, dura critica nei confronti dei sindacati confederali che tuttavia(questo rende il quadro più grave) non si tramuta in un aumento di iscritti nei confronti dei sindacati di base(Cobas anch’essi presenti stamattina ma con una loro piattaforma e con loro volantino): questo è segno di una totale sfiducia che penetra ancora più profondamente. C’è una nuova generazione operaia anche all’ILVA: magari molti di loro non sono comunisti, ma sono incazzati neri contro questo modo di gestire la fabbrica, contro questo sistema che non li protegge, e contrariamente ai loro colleghi anziani manifestano una maggiore sensibilità alla tematica ambientale. Sarà perchè, contrariamente ai loro colleghi anziani, hanno vissuto sulla loro pelle la morte dei loro cari per tumori vari; qui a Taranto quasi tutte le famiglie annoverano un morto per tumore derivante da inquinamento industriale. Molti lavoratori ci hanno rivolto anche domande sul nuovo disegno di legge che la giunta regionale ha depositato all’attenzione del consiglio regionale e che prevede la chiusura dello stabilimento nel caso in cui Riva non rispetti i limiti di produzione di diossina previsti. Naturalmente, una “stampa” asservita ai poteri forti, ha fatto passare questo disegno di legge come un tentativo del PRC di chiudere lo stabilimento e fare terminare con esso il lavoro di 12.000 operai ILVA e altrettanti dell’indotto. Abbiamo smentito e cercato di argomentare con forza la falsità di tali ricostruzioni che una stampa antioperaia ed anticomunista vuole porre in essere. Una stampa nemica di classe che ci attacca con invenzioni vergognose e ricostruzioni fantasiose buttando letteralmente qualsiasi concetto costituzionale di democrazia nella latrina. Ma ce ne freghiamo ed organizziamo la contro informazione. Stiamo discutendo e ragionando sulla opportunità o meno di lanciare una coraggiosa campagna su Taranto chiedendo la proprietà pubblica di questi colossi industriali, unica soluzione secondo alcuni di noi, per salvaguardare i livelli occupazionali e avviare una politica di tutela ambientale che costerebbe almeno 2miliardi di euro. Personalmente apprezzo il progetto di legge(un pò tardivo) di Vendola, ma ho dei forti dubbi sul fatto che questo padrone pluripregiudicato si sieda ad un tavolo con la seria intenzione di trattare e scuci i tantissimi soldi che servono per fermare l’inquinamento e disinquinare la nostra terra. Vorrei sapere, anche da voi compagni di questo blog, cosa ne pensate sulla proprietà pubblica di queste grandi imprese strategiche. Ricordo che l’ILVA di Taranto è il centro siderurgico più grande d’Europa e produce metallo per il 30% delle aziende italiane.

  253. Antonella Dice:

    Chi è che è intervenuto, Maria, e dove?

    Posso dire una cosa da non-iscritta e da non-militante?
    Ma questo Plutarco è rappresentativo dell’ala vendoliana?
    No..perchè francamente mi cadrebbero le braccia. Per carità…in un partito si hanno (e si devono avere) diversi punti di vista. Ma questo modo di discutere, a insulti e provocazioni, mi sa molto più di telerissa (alla Sgarbi per intenderci) che di partito di una sinistra che dovrebbe riannodare i fili della politica e tornare in parlamento.

    Per non fraintenderci: io non ho neanche un infinitesimo della dialettica e della “pratica” politica di Plutarco. Ma a vederla usata in modo così meschino…beh…non è che ci sia da invidiare molto…

  254. ANASSIMANDRO=PLUTARCO=CAVALLINI

  255. Grazie Lucaocchionero continuate così.

  256. Ramon, raccolgo il tuo invito e cerco di spostare l’attenzione su il tema delle missioni militari.

    Alcune considerazioni: ricordo bene il dibattitto interno nel nostro partito sulla questione missioni militari e soprattutto dell’Afghanistan.
    Molti all’interno del nostro partito sollevarono con forza il tema dell’esigenza del ritiro di tutte le truppe, alcuni dirigenti facevano a gara a chi più si metteva in mostra per manifestare la maggiore durezza e purezza, in particolare due senatori, che poi votarono a favore e non parlo di Turigliatto.
    La domanda che mi facevo era: ma perchè Turigliatto si è candidato a Senatore se sapeva benissimo che il programma non parlava del ritiro delle truppe dall’Afghanistan?
    Mi ricordo inoltre che nel precedente congresso si parlava della “resistenza irachena, ma mai della “resistenza afghana”.

    Ulteriore considerazione: E’ vero che spesso ci lasciamo abbindolare e veniamo traviati, dai Talk televisivi dalla carta stampata, dalle dichiarazioni roboanti del politico di turmo.
    Occorrerebbe invece andarsi a leggere i testi degli atti parlamentari, delle leggi emanate, delle finanziare etc, per farsi un idea neutra e critica della realtà e dello stato della politica italiana, anzichè magari comprarsi il libro la Casta.

    Ramon, sono andato a leggere il testo della mozione parlamentare e devo dire che ci sono tratti in cui è evidente il compromesso:

    Qui riporto delle parti che mi sembrano ambigue:

    nell’attuale contesto internazionale e di fronte alle gravi sfide che abbiamo di fronte, la ricerca della pace non può prescindere dalla creazione di un ambiente di SICUREZZA GLOBALE, necessario a rafforzare le dinamiche democratiche dei singoli Paesi, a migliorare le prospettive di sviluppo dei popoli e a dare maggiore autorevolezza ad un’azione delle organizzazioni internazionali basata sul diritto;

    il ricorso allo strumento militare, COMPATIBILE con lo stesso articolo 11 della nostra Costituzione, in quanto conseguente alla partecipazione dell’Italia ad organizzazioni internazionali volte alla tutela della pace, può avvenire solo nel rispetto dei criteri di legittimità dell’uso della forza, proposti dalle stesse Nazioni Unite: gravità della minaccia, scopo appropriato, ultima risorsa, proporzionalità dello strumento e analisi delle conseguenze;

    n Afghanistan agli aspetti positivi del risveglio democratico del popolo afgano, visibile in particolar modo nella rinnovata PARTECIPAZIONE FEMMINILE alla vita sociale e politica, e all’allontanamento della dittatura integralista dei talebani, si affianca una situazione di evidente criticità, caratterizzata dalla difficoltà di stabilizzazione e di rafforzamento delle istituzioni democraticamente elette, dalla persistenza di aree ancora controllate dai talebani e altri gruppi armati e dalla permeabilità dei confini del Paese a infiltrazioni di gruppi terroristici;

    Alcune domande!

    1) Prima la sicurezza globale e poi la pace? Non mi sembra che questa sia la posizione di Rifondazione!

    2) L’articolo 11 è compatibile con l’uso dello strumento militare per la risoluzione delle controversie internazionali?
    E poi la situazione afghana non mi sembrava una controversia internazionale nel senso di ” TRA NAZIONI”

    3) Sulla rinnovata partecipazione delle donne in Afghanistan ho molta perpressità allora come ora. Quella parte del testo mi sembra dettato più da Libero che da Rifondazione.

    Una domanda e scusa l’ignoranza, ma il presidente delle nazioni unite ha poteri oppure è solo ostaggio del consiglio di sicurezza?
    Ci sono delle discontinuità tra la presidenza di Kofi Annan e il sudcoreano?

    Luca

  257. DIREZIONE, SODDISFATTO PER NUOVO REGOLAMENTO INTERNO. SI TAGLIANO GLI STIPENDI PIÙ ALTI, SI SALVAGUARDANO QUELLI PIÙ BASSI
    Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc
    Nella Direzione nazionale del partito, che si è aperta questa mattina, è stato già discusso e approvato, a larga maggioranza, il primo punto all’ordine del giorno, e cioè il nuovo regolamento interno. Tra le novità del nuovo Regolamento interno approvato dal Prc vi è sicuramente un serio piano di necessari risparmi e sempre più severi controlli nell’uso delle risorse economiche del partito. Senso politico generale dell’operazione è quello di tagliare gli stipendi più alti e allo stesso tempo garantire gli stipendi più bassi, garantendo i posti di lavoro dei dipendenti e degli impiegati di Rifondazione comunista.

    Ne conseguono, sul piano concreto, alcune scelte molto prescise: l’indennità del segretario si riduce drasticamente, passando da 5300 euro, com’era fino a ieri, a 3000 euro mensili; l’indennità dei membri della Segreteria nazionale scende da 2500 a 2200 euro mensili. Si riduce di gran lunga, dunque, la differenza di retribuzione tra lo stipendio del dirigente più alto (il segretario nazionale, 3000 euro) e quello dell’impiegato di primo livello del partito, che guadagna 1500 euro circa.

    Infine, viene intensificato e rafforzato il principio dell’autofinanziamento delle attività del partito attraverso l’aumento della quota tessera per il 2009, che resta fissata a 20 euro per Giovani comunisti, giovani e disoccupati, ma che passa a 40 euro per tutti gli altri.

    Roma, 12 novembre 2008

  258. Eccoci, con i 40 euro! A me sembra sbagliato stabilire una quota tessera obbligatoria che tra l’altro è piuttosto altina. L’autofinanziamento regolato dall’alto non mi sembra una scelta felice!

  259. luca i 40 euro non li paga chi è studente o disoccupato,parliamo di 40 euro per anno,dai,quanto spendiamo in un anno di ricariche per il cellulare……,se per stare in un partito non vogliamo dare nemmeno 3 euro al mese……Che significa autofinanziamento regolato dal basso,adesso non cominciamo a dire cazzate.Il risultato è che finora si sono fatte migliaia di tessere senza che si pagassero nemmeno i 10 euro di quota minima.Per favore siamo seri.

  260. Care/i compagne/i
    Mi domando perchè perdete tempo con i provocatori e i filosofi greci da blog. Ignorateli, si spengono da soli anche perchè sono colo “chiacchere e distintivo”. Chi vuole confrontarsi, dialogare, criticare su questo blog lo faccia fuori da uno stupido anonimato. Chi frequenta il blog di Ramon da tempo si conosce o ha avuto modo di incontrarsi anche nella realtà magari a qualche manifestazione dove i filosofi greci da blog non sono mai presenti e quando l’anonimato è solo un mezzo per calunniare, offendere, provocare non ha nessuna utilità per nessuno se non per chi lo pratica che così ha una ragione di vita e di lavoro per l’unico neurone che alberga nella sua testolina vuota e che continua a girare come la pallina della roulette. Ignorateli :) )

    Dimenticavo…
    Chi vuole mi trova in Via S. Martino 260 a Viareggio sede del Circolo del Partito della Rifondazione Comunista “G. Manfredini”

    Roberto Alessandrini

  261. hai ragione da vendere roberto. è che però certe volte si deve essere brutali e maleducati, altrimenti il messaggio non arriva. è triste ma è così. e a proposito di viareggio… e laura?

    antonella grazie x l’indirizzo, ho letto l’articolo del sociologo, ma non penso possa far danno. certo il problema del revisionismo non è da trascurare, ma non allarmiamoci più di tanto per ora.rispondo alla tua domanda. è intervenuto carotenuto nel mio blog dopo l’estenuante dibattito con la cavallini & C. sapendo la stima che ho per carotenuto ela risposta che ho dato al suo intervento, magari qualcuno si è potuto risentire, tutto qui. però sarebbe opportuno riportare la discussione sulla riflessione dell’articolo di ramon. il post di luca marini sulle missioni militari è davvero interessante

  262. Maria io cerco di mantenere un semianonimato tra i vari luchi e tu tutte le volte mi scovi!
    ufff!
    Sugli euro, io già avevo pensato per quest’anno di aumentare la quota personale di iscrizione, non è un fatto prettamente economico. Vedo l’autofinanziamento come qualcosa legato magari a delle iniziative di circolo. D’altronde non è che prima abbiamo navigato nell’oro, ma forme di autofinanziamento le abbiamo sempre trovate e penso a maggior ragione le avremo trovate adesso.
    Regolarle attraverso una decisione presa da pochi mi sembra una forzatura. Quando ne abbiamo discusso???? Con questo non voglio dire che ogni singola decisone deve essere vagliata da tutto il corpo degli iscritti, sarebbe praticamente impossibile.
    Poi penso che siano state prese decisioni ( vedi riduzione stipendi etc) corrette. Sollevavo solo un difetto di forma più che di sostanza.

  263. prcarmerina Dice:

    Qualcuno ha il testo del nuovo regolamento?
    Dove lo si trova?

  264. caro gabriele, potrei dirti: scusa ma la società nel tuo ragionamento dov’è? il mondo si racchiude in rapporti elettorali e fra partiti nel palazzo? e chiudere il discorso.
    invece lo continuo, pur ribadendo quanto sopra.
    si, avendo deciso che il governo era una possibilità (possibilità ripeto), come scritto nel doc del congresso di venezia, per tentare (tentare) di invertire la tendenza degli ultimi 15 anni e che il programma era coerente con questo obiettivo, sarebbe stato catastrofico ed incomprensibile che dopo due mesi il governo fosse caduto per mano nostra.
    però, e ripeto però, se era una possibilità doveva essere ben presente e chiaro che a un certo punto e su un tema decisivo e comprensibile da soggetti sociali precisi e anche dall’opinione pubblica, si sarebbe fatto un bilancio e presa la decisione se era logico e coerente ed utile continuare la nostra esperienza in un governo.
    noi non abbiamo mai teorizzato che il governo o il centrosinistra era la collocazione naturale e più utile del nostro partito.
    ma invece di procedere così (ed ovviamente la questione precarietà e welfare erano la questione centrale ed il tempo era inequivocabilmente quello della seconda finanziaria) e dopo aver votato un odg politico nel cpn del luglio 2007 che prevedeva la consultazione di massa per decidere se stare al governo o meno, oplà, ecco che si vira verso l’unità della sinistra con tre partiti che neanche in caso di guerra atomica avrebbero mai messo in discussione la vita del governo (e non parlo di poltrone parlo di linea e cultura politica).
    continuo a pensare che se per tre o quattro mesi nel paese si fosse discusso della precarietà e del welfare come i temi sui quali il governo si giocava la vita e se, invece di improbabili stati generali della sinistra rifondazione avesse rimesso la decisione sulla propria permanenza al governo a centinaia di migliaia di persone (questa si sarebbe stata una novità democratica, anche se parziale) le cose sarebbero andate diversamente. comunque meglio sia nel caso di una rottura alla fine del percorso sia nel caso della riapertura di una vera trattativa con esito almeno parzialmente positivo. meglio rispetto rispetto all’idiozia detta negli stati generali: siamo 150 parlamentari, ascoltateci, ma state tranquilli che non romperemo mai. perché questo è stato il messaggio mandato al governo e alla confindustria.
    inoltre, ma solo per discutere un caso di scuola controcorrente rispetto alla cultura prevalente nella cosiddetta sinistra: si, certo, le cose sarebbero andate diversamente con un risultato elettorale diverso. ma solo se il risultato fosse stato tale da non renderci indispensabili nella maggioranza di governo.
    oh dio. ma come, se non sei indispensabile come fai a pesare nel governo? (scusa non è a te che faccio il verso, bensì a tanti che mi hanno proprio detto così).
    secondo me è presto detto: dato il sistema bipolare maggioritario succede che se tu dici “noi non siamo d’accordo su questa cosa” un centesimo di secondo dopo non si discute del merito della cosa bensì sulla vita del governo. e se ti permetti di insistere governo stampa e televisione (per parafrasare una nota e violenta canzone degli anni 70) dicono che tu hai parlato di quella cosa non già perché hai una opinione una proposta un’idea, bensì perché hai scovato un pretesto per far cadere il governo. ed ecco i “compagni” che piagnucolano: no no così torna berlusconi, mangiatevi il rospo, anzi mangiatevi la rana toro, ma per favore non fate tornare berlusconi. gli stessi “compagni” che il giorno prima o il giorno dopo sono pronti a dire che il governo fa schifo e che tu sei venduto.
    quindi, solo in caso di nostra non indispensabilità si sarebbe aperto uno scenario diverso perché non avrebbe potuto funzionare il giochino di passare dal contenuto dell’eventuale voto diverso dal governo al tema della caduta del governo. lo so che appare come un paradosso ma è così.
    infine, per quanto fosse risicata la maggioranza elettorale e parlamentare si poteva allargare il consenso e renderla più forte e più pesante. come? ma è semplice: combattendo la precarietà, facendo i dico. e cioè cambiando, anche solo parzialmente, in senso positivo la realtà del paese.
    spero di aver risposto.
    salut.

  265. caro luca, grazie davvero per il post. mi compiaccio che si possa discutere così. magari verificando opinioni diverse ma fondate e non ispirate da pregiudizi e non prodotte da disinformazione e da superficialità.
    allora:
    hai perfettamente ragione, quelle frasi ambigue e, aggiungo io, molto confuse, sono proprio la parte più evidente del compromesso raggiunto. non solo lo ammetto ma lo rivendico. mi scuso per non averlo scritto nel post più sopra, ma c’è una questione meramente tecnico-parlamentare che avrei dovuto chiarire. è la seguente: le mozioni parlamentari si compongono di due parti: le premesse e il dispositivo. le parole che dividono premesse da dispositivo sono: impegna il governo. ciò che è scritto prima di queste due parole (premesse) pur rappresentando una posizione politica dei firmatari e dei votanti la mozione non costituisce un vincolo per l’azione del governo. in altre parole si tratta solo di parole senza forza deliberativa. mentre ciò che è scritto dopo “impegna il governo” è assolutamente vincolante per l’esecutivo e costituisce un indirizzo inviolabile. in altre parole si tratta della sostanziale deliberazione del parlamento alla quale il governo si deve attenere.
    infatti, è capitato, e ci sono esempi gustosi (come due risoluzioni in commissione esteri di mantovani e di tremaglia opposte nelle premesse ma identiche nel dispositivo votate separatamente sulle premesse e unitamente nel dispositivo che misero in minoranza il primo governo prodi sulla questione kurda provocando una crisi nelle relazioni diplomatiche con la turchia e una sofferta dichiarazione dell’allora ministro degli interni napolitano che dovette dire in risposta alle proteste turche: il governo è tenuto a rilasciare lo status di rifugiato politico ai kurdi provenienti dalla turchia perché impegnato in tal senso da una risoluzione del parlamento) che spesso si sia votato in un modo sulle premesse e in un altro sul dispositivo proprio per questo.
    quindi, rivendico di aver fatto il massimo di compromessi sulle premesse e il massimo della chiarezza sul dispositivo. se hai la pazienza di rileggerti la mozione ora vedrai che le cose stanno così.

    infine, e anche qui so di dire una cosa probabilmente impopolare. l’articolo 11 della costituzione è ben più lungo rispetto alle citazioni che si fanno solitamente. ecco la citazione integrale: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
    la parte delle premesse della mozione che tu citi in realtà è stata scritta per distinguere l’interpretazione della compatibilità costituzionale della partecipazione italiana alla guerra in iraq data dal governo berlusconi da quella dell’unione. ed è stata scritta così, in modo allusivo, per via dell’avvallo costituzionale dato dall’allora presidente ciampi alla scelta del parlamento (perché tutte le missioni militari sono iniziate con una autorizzazione attraverso una mozione parlamentare tranne quella del kosovo che venne autorizzata ex post con un odg che diceva, sentite le dichiarazioni del presidente del consiglio la camera approva l’operato del governo)
    devo anche aggiungere che ovviamente non si può non sapere che c’è una giurisdizione consolidata della corte costituzionale che ha accettato la compatibilità costituzionale, e segnatamente con l’art. 11, per esempio dell’appartenenza alla NATO. ovviamente non condivisibile per noi, ma operante certamente per la presidenza della repubblica.
    nel mio piccolo, ho sempre cercato di essere rigoroso su questo punto e non ho mai né in parlamento né fuori fatto un uso demagogico, abbastanza in voga, della citazione dell’articolo 11, anche per evitare il ridicolo. mi ricordo di aver fatto osservare ad un autorevole esponente del nostro partito (in riunione e pacatamente) che proprio sulla guerra in afghanistan nel 2001 dichiarò: è una violazione dell’art 11, intervenga subito il presidente della repubblica” che dopo aver detto questo ed essendo scontato il non intervento di ciampi per essere fedele a ciò che aveva detto avrebbe dovuto avviare la procedura di impeachment con l’accusa di alto tradimento della costituzione. sempre che si sia seri e si dicano cose rigorose e appropriate.
    ma la demagogia l’ha sempre fatta da padrone nella politichetta italiana.
    beh ora me ne vado a dormire che è tardi.
    un abbraccio e grazie ancora.

  266. Plutarco Dice:

    Buongiorno e complimenti ai ramonini…
    “Salviamo il giornale, ma poi discutiamo sulla linea editoriale”. Bravo, Ramon. Ritorni sempre lo stalinista che sei dalla gioventù. Il concetto di autonomia non si negozia, non è riformisticamente manipolabile, nemmeno se sei segretario del vattelappesca partito che detta la linea al “suo” giornale. Ma chi ti credi di essere? O un cdr è autonomo, e allora lo si lascia lavorare, o non lo è, e allora lo si dismette. Non mi verrai a dire, a quest’ora del mattino, che esistono delle vie di mezzo “perchè siamo tutti compagni”…mah… È come sul TUO blog, giusto? Tu senza qualcosa di TUO non ci riesci a stare, vero? Io non ti conosco, come dici tu, ma devi avere un bel po da perdere se ragioni così…

  267. lucaocchionero Dice:

    Plutarco, perchè non rispondi alla mia domanda? Noi a Taranto stiamo discutendo sul fatto se è giusto no cominciare una battaglia sulla statalizzazione di una fabbrica come l’ILVA che inquina a più non posso e che produce tanto metallo da essere indispensabile per il 30% delle industrie italiane e che guadagna 1mln di utili l’anno. Ti dico subito che la mia posizione e pro-nazionalizzazione, ma ci sono alcuni compagni che non la pensano così: qual’è la tua posizione su un argomento come questo?

  268. Plutarco Dice:

    Ma tu pensi veramente che la nazionalizzazione impedirà a Riva di guadagnarsi i miliardi che sta facendo sulla pelle di quelli che, invece di mandarlo a fare in culo, continuano ricattati a lavorare per lui? Il comunismo è superamento del lavoro salariato, non re-indirizzamento delle fonti d’entrata dello Stato. ROBA VECCHIA, ANZI…BRIZZOLATA

  269. Plutarco Dice:

    …e ci aggiungo anche l’inquinamento, a meno che tu non sia fortemente convinto che la nazionalizzazione porterebbe ad una riconversione tale dei volumi di merda che quella fabbrica emette mentre stiamo chattando, da comportare il risanamento dell’area. NO, caro mio…bisogna che chi ci lavora non ci vada più, molto semplice. Perchè non fate questa campagna di diserzione, eh? Lo so io perchè…perchè altrimenti dovreste disertare anche voi…e allora sarebbero cacchi amari…per i ramonini

  270. lucaocchionero Dice:

    Va bene, ammesso che tu abbia ragione: perchè nessuno(neppure i Cobas) portano avanti una campagna di “diserzione”? E soprattutto perchè non vai tu davanti i cancelli a proporre questa iniziativa di valore politico?
    Se riesci a convincere i lavoratori delle tue tesi, sono pronto a plaudere alla tua iniziativa, ad ammettere i miei errori, e mi impegno a sostenerti nel caso in cui tu intendessi diventare presidente di questa repubblica con qualsiasi forma di Stato. Mi impegno a sostenerti con qualsiasi mezzo tu voglia impiegare per raggiungere il governo… Giurin Giurello!

  271. Plutarco Dice:

    Allora non ci capiamo…alla prima domanda è facilississsimo rispondere: Perchè, nel caso in cui venisse valorizzata la capacità di ogni singolo individuo sfruttato all’ILVA di DEFEZIONARE dal suo posto di lavoro, i cobas non avrebbero più ragione di esistere, come la fabbrica stessa del resto: secondo me, si è anticapitalisti quando individualmente si disobbedisce alle regole sociali del capitale. Tra queste, c’è anche quella che recita “BISOGNA LAVORARE PER MANGIARE”

    Alla seconda domanda è ancora più facilissimissimissimo rispondere: io non ci vado perchè non sono un “ramonino”, cioè uno di quelli che pretende di essere portatore di una verità che va bene per tutti. NO. LA MIA VERITà VA BENE PER ME, e basta. Il mio modo di disobbedire è il mio! Secondo me l’errore che fai ponendomi questa domanda è sintomatico del modo in cui i ramonini intendono i rapporti politici, il cambiamento, la rivoluzione, il comunismo. Tu pensi che agli operai dell’ILVA serva qualcuno che gli indichi la via per la libertà; io, invece, penso che OGNI operaio dell’ILVA sia già portatore di un’istanza di liberazione, istanza che sarebbe un grave errore tentare di irreggimentare, soprattutto per continuare a vivere politicamente di rendita sulle disgrazie altrui

    Insomma, non c’è bisogno di convincere i lavoratori di nulla…cazzo, non sono mica handicappati bisognosi del leader che gli dia il là per la rivoluzione, o la pensi ancora così, lucaocchionero? E insieme a te tutti i ramonini, capo in testa compreso? Ogni sfruttato è conscio della sua condizione: basta che si lasci alle spalle le responsabilità collettive, le necessità, i doveri, gli obblighi, le regole, le norme e DISOBBEDISCA…ognuno a modo suo. Vagli a dire questo, al tuo bacino elettorale: vedi, poi, quanti ne prendi di voti lì…

    Poi, scusami…quale stato? quale governo? quale comunità? SEI TU che credi nel comunismo COMUNITARIO, non io. SEI TU che credi nello stato social-comunista, non io. SIETE VOI rappresentanti a credere in voi stessi e nelle vostre strutture…e ci mancherebbe che non lo faceste…