dichiarazione sui risultati elettorali
ho rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:
“Quattro partiti prendono un milione di voti e diventano extraparlamentari.
Se il gruppo dirigente irresponsabile che ha portato a questo disastro insiterà sulla linea della sinistra arcobaleno sarà travolto dai militanti e dagli iscritti di rifondazione comunista.
Sarebbe bene per loro e per il partito che si dimettessero immediatamente.
E’ stata l’esperienza di governo a deludere gli elettori e ad allontanarci dai movimenti e dalle lotte.
Bisogna ripartire da rifondazione e ripartiremo da rifodazione, anche cercando una unità seria con altre forze mettendo da parte l’idea elettoralistica e subalterna al partito democratico della sinistra e l’arcobaleno”.
ramon mantovani
14 Aprile, 2008 a 20:46
Caro Ramon,
forse bisogna contare fino a dieci prima di parlare in momenti come questi,parlo per me bada bene non vorrei fraintendimenti.
Posso immaginare il dolore che provi e con te molti altri che, al contrario di me,hanno dato la loro vita e il loro impegno per un partito che ha dato questiisultati. Sono addolorato profondamente per tutti voi e anche per noi,per tuttianche per quelli che non lo sanno e che si accorgeranno purtroppo degli esitidrammatici che tutto questo avrà in un futuro non remoto. Per ora non ho grandi discorsi da fare ma solo pensare in coscienza a come comportarsi infuturo. Intendo solo manifestare la mia solidarietà al tuo sconforto e alla tuasana e giusta incazzatura.A CASA MIA una bottiglia di buon rhum e altro ancora,è sempre pronta non si sa mai può sempre servire.Scusami la pochezza dei contenuti ma per ora è quello che mi viene da dire tra le migliaia di cose che mi frullano in testa.
Un sano abbraccio viva la vita!
14 Aprile, 2008 a 21:00
Speravo in un insuccesso della lista(sul 6%)ma cosi’no.Ci hanno eliminati e sono convinto che anche con falce e martello saremmo andati male.La colpa non puo’essere solo di una persona ma un po’di tutti.Purtroppo non ci saranno piu’comunisti e gente di sinistra in parlamento…………………
14 Aprile, 2008 a 21:03
Ramon ma i nostri voti sono andati al PD.Sinistra critica ha preso l’0,4,PCL 0,5,SA 3,2.Tutti gli altri voti dove sono?Tutti abbiamo responsabilita’…………………..
14 Aprile, 2008 a 21:22
grazie giovanni, grazie beppe.
14 Aprile, 2008 a 21:23
caro franco, è meglio guardare i voti assoluti. credo che il pd non abbia i voti dell’ulivo del 2006. e quindi credo che la SA sia stata colpita soprattutto dall’astensione. ma vedremo meglio.
ciao
ramon
14 Aprile, 2008 a 21:55
che due ex tendenze del PRC che al congresso avevano il 6% l’una (una miseria) raccolgano insieme l’1% cioè quasi un terzo della somma di PRC PdCI Verdi e Sinistra Democratica deve comunque essere un elemento di non sottovalutazione perchè si tratta di migliaia e migliaia di voti
14 Aprile, 2008 a 22:01
hai ragione mario, si tratta di centinaia di migliaia di voti. circa 330mila
14 Aprile, 2008 a 22:16
Anche io penso che abbia contato l’astensione. E speriamo che adesso si decida di lavorare coinciando dalle certezze, piuttosto che inseguire ipotesi elettoralistiche.
Antonella
14 Aprile, 2008 a 22:18
Ciao Ramon, ancora prima di pensare alle elezioni, condividevo pienamente quanto andavi scrivendo sul blog. Al totoelezioni nel nostro Circolo ho sostenuto (e perso) che se avessimo ottenuto una percentuale almeno pari di quanto avuto due anni fa da soli, potevamo considerarla una vittoria (sembrava un azzardo, visto che l’Arcobaleno è composto da 4 partiti). Cinque minuti fa Bertinotti da Vespa ha dichiarato che la Sinistra l’Arcobaleno deve consolidare la propria posizione con gli altri partiti della coalizione. Cose da non credere! Non ho sentito parlare di dimissioni immediate e senza ripensamenti da nessuno (Giordano, Bertinotti, Migliore, Gagliardi) che sono stati intervistati. Facciamo il Congresso il più presto possibile e mandiamoli tutti a casa. In 45 anni di Partito ho ingoiato di tutto e adesso mi devo sobbarcare di essere considerato di fare parte di un partito extraparlamentare. Non lascio il Partito, ma pretendo che chi l’ha portato in questa situazione non si faccia più vedere.
Sempre comunisti
Ciao
Adriano
14 Aprile, 2008 a 22:49
La protesta da sinistra e la disillusione non si sono concretizzate solo con l’astensione, ma anche con le bianche e nulle: conosco compagni nostri elettori che hanno annullato la scheda. Questo è un dato che invece non viene specificato nei conteggi, come mai? Detto questo vedo che continuano ad ammannirci anche dopo la disfatta il solito discorsino della SA,che secondo loro avrebbe fallito solo perchè arrivata troppo tardi, roba da matti!!! Dimissioni della segrteria in blocco e anche delle segreterie delle federazioni, che hanno retto il sacco a questi incapaci!
14 Aprile, 2008 a 22:57
Premetto che prima di scrivere ho seguito il consiglio e ho contato almeno fino a 500. Invece domando scusa per il numero di parole, anche perchè ho scoperto che diverse persone leggono quanto scrivo ma lo trovano un po’ lungo. Ma trattandosi di una riflessione e di molte domande ecco a cosa costringo i miei lettori e spero Ramon tra questi.
Caro Ramon e care compagne e cari compagni,
insieme alla tv che prosegue nello snocciolare i dettagli del risultato delle elezioni politiche 2008, possiamo riaprire una discussione che troppo frettolosamente si è dovuta chiudere con l’apertura della campagna elettorale. La rapidità con la quale si è passati dalla proclamazione dello stato di crisi del governo Prodi poi alle urne è servita da silenziatore alle molte voci che dopo la manifestazione nazionale contro la precarietà dell’ottobre scorso hanno iniziato a levarsi contro la deriva governista e le
ipotesi di liquidazione di Rifondazione.
Per le stesse ragioni
l’assise congressuale del PRC è stata posticipata sine die, dopo che da
ormai 4 anni, ovvero dal Congresso di Venezia, ogni discussione interna
è stata troncata dalla caccia alle streghe indirizzata verso le
minoranze più critiche, e peggio ancora è stata avvilita da forme di
discussione palesemente insensate e prive di effetti come è accaduto
per la Conferenza di Organizzazione. Se riandate con la memoria a
quell’episodio, dove in assenza di regole chiare sono stati chiamati a
raccolta tutti gli eletti e tutti gli apparati per elaborare un
documento, inemendabile, in cui si metteva al centro della elaborazione
la problematicità del linguaggio nelle riunioni di Circolo!!! A mio
avviso una delle pagine più nere di un libro a tratti molto nero,
quello della cronaca o della storia rcente del PRC! Che vergogna . . .
Negli ultimi mesi Rifondazione ha di fatto subito un “golpe”
attraverso il quale un ristretto numero di persone appartanenti ad
alcuni, circoscritti clan ha preso tutte le decisioni, anche le più
gravi, non ultime quelle di candidare solo ed esclusivamente loro
stessi e pochi fedelissimi in un accordo elettorale stipulato fuori da
ogni decisione collettiva dichiarando irreversibile la fine della
Rifondazione Comunista e della Sinistra Europea.
Tutto questo è
accaduto senza che i clan dirigenti prendessero nemmeno in
considerazione lo straordinario esito della manifestazione contro la
precarietà di Roma ed insieme il chiaro segnale lanciato da elettori,
iscritti e cittadini nella manifestazione contro la guerra del giugno
scorso. Ovvero da un alto si sono integralmente recisi i rapporti con
la società civile, i lavoratori e le lotte e dall’altra ci si è
progressivamente immersi in una pratica di governo senza frutto alcuno,
non si è rotto con il centrosinistra e si è arrivati alla crisi e alle
elezioni come attoniti, privi di proposte, candidati, idee e
soprattutto di un progetto politico credibile.
Fino all’ultimo giorno
del governo Prodi abbiamo dovuto assitstere al miserabile spettacolo di
un pugno di ministri e dirigenti che spendevano il loro tempo nel
difendere il governo, Prodi, il pacchetto sul welfare e le peggiori
scelte del Centrosinistra. Abbiamo ascoltato Bertinotti tessere le lodi
della politica estera del governo Prodi ovvero della politica
atlantista del ministro degli esteri D’Alema.
L’esito di tutto questo
lo conosciamo, era prevedibile ed invece sembra sollevare perfino
stupore all’interno dei clan dirigenti la Sinistra Arcobaleno. E questo
stesso stupore sembra descrivere meglio di ogni altra cosa la
condizione di assoluto distacco dalla realtà che da parecchio tempo
contraddistingue i vertici di Rifondazione e delle altre forze della
sinistra italiana.
E questo è un primo dato sul quale riflettere.
Perchè in effetti le ragioni di una tale separatezza tra i
rappresentanti e rappresentanti, tra gruppi dirigenti e nuove
generazioni, tra burocrazie e lavoratori è il nodo del problema e ne
vanno assolutamente comprese le ragioni. Quali sono i meccanismi per
cui non è stato possibile proseguire nella lotta alla precarietà?
Perchè ad esempio nemmeno un lavoratore od una lavoratrice precaria
sono stati candidati dalla Sinistra Arcobaleno oggi e da Rifondazione
ieri ? Effettivamente sembra essere un mistero come altrettanto
misteriosi sono i motivi per cui un partito di 70 o 80.000 iscritti,
operai, intellettuali, giovani di movimento è stato lasciato nelle mani
di una piccola banda arrogante, violenta ed incolta? Effettivamente
tutto questo ha dell’incredibile e deve essere spiegato, analizzato,
compreso.
Quali sono le ragioni che hanno condotto la sinistra a
dotarsi di una rappresentanza tanto inadeguata? La sinistra ha scelto o
vi sono dei processi sociali che hanno determinato questa tragica
realtà ? Io credo che siano domande tanto interessanti quanto
ineludibili, poichè mi pare impossibile si possa ricominciare senza
comprendere i meccanismi il cui risultato è stato l’attuale degrado
nonchè la netta uscita dal parlamento di una storia di circa 100 anni
di lotte popolari, antifasciste e anticapitaliste. In se non è un fatto
assolutamente normale o scritto nel destino, tutt’altro. In Italia ci
sono un padronato e delle destre tra le meno capaci d’Europa eppure . .
. eppure i signori capitalisti che spesso sono definiti straccioni
hanno costruito due forze politiche che insieme conquistano circa l’80%
dei voti e hanno programmi tra loro sostanzialmente intercambiabili.
Una vittoria totale degli “straccioni” contro il fiore
dell’intellighentsjia della sinistra internazionale!
Quanti
“gramsciani” e “operaisti” ora saranno disgustati dalle scelte del
popolo beota e teledipendente ? Sicuramente molti.
Invece a me sembra
che nelle scelte popolari ci sia una notevole dose di lucidità e dato
il contesto, cioè la legge elettorale e il recente passato del governo
Prodi, ha agito una meccanica sociale tutta orientata verso il
cambiamento e il voto utile. In Berlusconi le speranze del popolo e a
Veltroni il consenso di chi ha compreso la sostanza del berlusconismo.
Per la Sinistra Arcobaleno solo le briciole di un voto in cui, per
quanto ci concerne, l’ha fatta da leone anche l’astensione. Ed è pure
questo un dato da non sottovalutare perchè si tratta di circa tre punti
percentuali e circa un milione e mezzo di persone.
Anche qui hanno
contato le scelte dell’oligarchia dirigente e la non votabilità di
molti candidati da Soffritti in Emilia Romagna a Ferrero in Veneto a
Pecoraro Scanio in Puglia etc . . . Perchè mai una persona di sinistra
residente a Venezia o Padova avrebbe dovuto votare per un dei ministri
più inutili della storia politica italiana? Perchè un ecologista in
Puglia per un leader pure inquisito o a Ferrara, Bologna ect . . . per
un dirigente politico tanto navigato e perfino compromesso con le
grandi aziende costruttrici mafiose della Sicilia ? In molti compagni
politicamente attivi contro il buon senso ha prevalso il meccanismo di
turarsi il naso, ma nella società in generale questo meccanismo non è
scattato e non poteva scattare.
Perchè poi turarsi il naso e votare
proprio per coloro che ci hanno condotto al disastro?
E’ questo un
tema di per se interessante e anche qui bisognerebbe comprendere ed
analizzare i meccanismi che costringono ad un voto contro se stessi
molte compagne e molti compagni. Anche qui c’è forse una longue duree
del comunismo novecentesco, l’idea che il partito, presupposto
intellettuale collettivo abbia comunque ragione e che le scelte del
partito vadano comunque sostenute.
Ma in queste elezioni nessun
partito ha scelto nulla, Rifondazione non ha scelto di dare vita alla
SA e nessuno ha discusso o votato quali candidati proporre, lo ha fatto
il CPN e questo ci dovrebbe far ragionare sul perchè un organismo
collettivo come il CPN sia incapace di promuovere una critica ed una
alternativa a scelte tanto sbagliate della segreteria nazionale. Quale
è la natura del CPN di Rifondazione ? Perchè tante compagne e compagni
con idee chiare e di sinistra hanno votato per un listone di
candidature che metteva gli unici giovani di provenienza movimento in
condizioni di assoluta ineleggibilità? Farina quarto in Lombardia,
Cristina Tajani 3 in Puglia (alla faccia dell’innovazione e della
promozione dei giovani!!!), Caruso 3 o 4 in Veneto?
Quali sono poi le
ragioni che hanno trasformato la FIOM in una sorta di ancella sindacale
di questa accozzaglia di burocrati che dirige la sinistra? Perchè dalla
FIOM invece che critiche aspre sono arrivati gli appelli al voto per la
Sinistra Arcobaleno? Pensa la FIOM di vedere tutelati i lavoratori da
Pecoraro Scanio, Ferrero e Giordano? Non è bastato alla FIOM il governo
Prodi? Io penso di si, ma allora anche qui occorre capire perchè la
migliore organizzazione del movimento operaio non traggono le stesse
conclusioni di molte altre persone meno avvedute e preparate.
Allora
più che disperarsi occorre comprendere ed insieme operare per un
radicale cambiamento di strada. Da oggi occorrerà ricostruire ciò che
con fatica infinita abbiamo costruito in questi anni e che ora appare
irrimedibilmente compromesso. Un lavoro di Sisifo, ma anche un lavoro
necessario al quale non dobbiamo sottrarci, interrogandoci e procedendo
innanzi verso un Congresso che sia, almeno per quello che rigurada più
direttamente, risolutivo nei confronti dell’oligarchia e dei clan
dirigenti.
Possiamo e dobbiamo proseguire. Occorre subito il Cngresso
e occorre che da subito si dismetta l’atteggiamento lassista che da
diverso tempo ha preso piede in tante federazioni, tra tante e tanti
compagne e compagni. NON DOBBIAMO PIU’, MAI PIU’ lasciarli fare.
Dobbiamo mandarli via ed insieme ricostruire la sinistra di questo
paese. Una sinistra europea, di fatto e non di nome, radicale nei fatti
e non nelle dichiarazioni televisive ! Qui siamo, qui ci hanno condotti
ma qui non rimarremo. Non mollare, mai! E più che mai ora.
Nella
speranza che la discussione riprenda immediatamente, un caro saluto a Ramon e a tutte e tutti.
Alessandro Gulinati - Circolo del Lavoro precario “Pierre Bourdieu”
Bologna
14 Aprile, 2008 a 23:00
Caro Ramon,
sono d’accordo con te, ma dove eravate tutti quando Bertinotti, Giordano, Migliore, Gianni, i giovani (non) comunisti saliti sugli scranni più alti del partito (De Palma, Boccadutri, Amato, De Cristofaro), hanno fatto strame del nostro partito. Non ti sembra un po’ tardivo il tuo ravvedimento?
Sai, io appartengo alla federazione di Vicenza, che ottusamente è rimasta comunista, che ha prodotto un documento per lo scorso congresso intitolato “Salvare il partito”, che non so se tu abbia letto, ma che prevedeva questa fine se non si fosse cambiata rotta.
Ed un’ultima cosa, tanto per capire quanto ottusi siano alcuni (compagni). C’era un segretario di circolo che ad ogni CPF votava contro ogni documento del segretario della federazione ed era supino sulla linea del segretario nazionale, acriticamente. Bene, dopo anni di Bertinottismo ottuso, se ne è uscito dal partito, quasi prendendoci per i fondelli perchè ancora resistavamo, ed è passato con Sinistra Critica: nel frattempo, il suo circolo che al momento della fondazione aveva 50 iscritti, ora ne ha appena forse una 20, perchè, ligio ai dettami dell’ex segretario Bertinotti, pensava che i circoli di base fossero il piombo nelle ali del partito. Ti ricordi questa affermazione dell’esimio Fausto? Saluti comunisti, Roberto
14 Aprile, 2008 a 23:03
Caro Ramon,superato il primo sgomento provo a buttare sul tavolo qualche riflessione per sviluppare un dibattito acceso.
Il dato che emerge della lega è a mio avviso il meno sorprendente.
Ricorderai quanto dicevo sul dare risposte immediate a problemi contingenti con l’esempio delle raccolte di firme contro le testate nucleari nel nord est.
Io penso che il voto alla lega esprima un ancoraggio ai problemi immediati epenso che il risultato peschi anche a sinistra.E’ di grande evidenza che la capacità di essere attenti allo specifico territoriale debba rientrare in una profonda riflessione per il futuro.D’altra parte è una faccia contradditoria dellaglobalizzazione che non è stata declinata in maniera efficace da nessuno.
Conosco molti elettori della lega,vivo a nord,e posso testimoniare quanto
siano culturalmente avversi alle logiche della globalizzazione.
Un’altro elemento riguarda i giovani elettori per lo più estranei alla dinamica politica non sono rappresentati e penso siano i più duramente
colpiti dall’esito elettorale proprio perchè marginalizzati.
Ribadisco un concetto a te molto ostile, rifondare per rifondare non conviene fare un salto di qualità nella proposta politica futura e riflettere
molto seriamente sulla opportunità di scomodare il comunismo per i compiti che ci aspettano nel futuro? Il fatto che la direzione di cui tu giustamente chiedi le dimissioni in blocco non abbia risposto ai suoi doveri
non dipende forse anche da impostazioni ideologiche che non corrispondono alla bisogna? Non è,bada bene,un’avversione la mia ma credo che l’idea comunista sia nata da una realtà e da contraddizzioni che
hanno nuove forme e credo che sia necessaria una risposta creativa di nuova e rinnovata energia.Credo,insomma che da un male possa nascere il bene se si intuisce e interpreta la natura dell’errore e che ora sia opportuno riflettere sui modi più efficaci per reagire. Pensa alle scuole,per esempio,io tocco con mano quotidianamente il disastro della nostra scuola
il disagio profondo dei giovani,cribbio è una sofferenza vedere in che stato
sono costretti a studiare o a non studiare!
Per non parlare dell’idea di lavoro e ancora peggio della sua pratica.Insomma,e mi taccio, che si chiami a raccolta la fantasia e poi le si
dia un nome perchè oggi in italia qualcosa è definitivamente cambiato e non saperlo leggere e interpretarlo perpetuerebbe la sufficenza teorica della direzione che spero sia dimissionaria.
Un caro saluto viva la vita!
14 Aprile, 2008 a 23:13
Grazie Alessandro delle tue parole che condivido totalmente.
E’ vero, qui siamo ma da qui dobbiamo ripartire, per l’unita di tutti i comunisti, per una nuova Rifondazione.
Fino alla vittoria, come diceva il compagno Ernesto Guevara, Hasta la victoria.
15 Aprile, 2008 a 0:10
Che balle. Ma proprio che balle.
Io, per scrivere ste cose, non ho pensato neanche fino a 0,1.
Condivido chi dice che la responsabilità è collettiva, anche mia e tua . Indubbiamente ora si chiude(o almeno si dovrebbe chiudere, ma essendo in Italia ed essendo in rifondazione, chissà chi se qualcuno si assumerà le responsabilità ) una fase politica lunga un decennio, non certo quella limitata al congresso di venezia. Ci portiamo dietro degli errori strutturali ed, infine, i nodi vengono al pettine. In questi anni, non si è speso un minuti a rafforzare il partito in quanto tale, a migliorare il radicamento sui territori, a fare realmente società, un periodo in cui, citando (mi pare) la Deiana, le cariche di segretario erano semplicemente un intermezzo prima dell’elezione in qualche ente locale o nel parlamento, dopo la quale il/la compagno/a troppo impeganto/a alla propria carriera politica e visibilità mediatica(forse una delle poche pratiche della disobbedienza che abbiamo introiettato pefettamente) dimenticava totalemtne di didicarsi all’organizzazione, fatto salvo la routine delle pallose e ripetive riunioni comandate (cpf,direttivi) in cui ci si rompe le balle e non si quaglia nulla.
E’ chiaro che un partito senza radici, che si basa sulla visibilità mediatica del suo leader è una banderuola al vento dei mezzi di comunicazione che, notoriamente, tanto amici non sono e quando vogliono silenziarti lo fanno. E lo hanno fatto(diciamo che abbiam perso un 1% solo per sta cosa?).
Cosa ancor più grave è che non riusciamo più a far sognare (madonna che robba veltroniana), a far credere alla possibilità di un cambiamento reale della società, non riusciamo più ad aggregare le persone su un progetto collettivo e i nostri voti si basavan sopratutto su un elettorato di simpatizzanti e non di persone che aderiscono “anema e core” al nostro progetto(quale??).Questo,credo, è di diretta derivazione dalla nostra TOTALE assenza nella società REALE. Ci siamo resi conto dell’esistenza del modello olandese del partito socialista solo pochi mesi fa, troppo in ritardo e solo in alcune aree del partito(ne ho sentito parlare solo Ferrero ed alcuni giovani comunisti) per il resto della maggioranza il modello di riferimento è la linke, come se evocandola si potesse riproporre il successo di questo modello anche in Italia(ma i compagni hanno notato che in Europa ci sono anche esempi non molto buoni nei quali possiamo ricadere come la francia-N.B.: anche là c’è “l’equivalente” internaziionale di sc e del PCL- o la spagna-Sinistra radicale al 2%.
Anche delle minoranze dovrebbero tacere. L’incapacità di quest’ultime di porre la discussione in un’ottica costruttiva e di tenerla ESCLUSIVAMENTE sul piano strettamente politico e MAI sociale ha contribuito alle loro ripetute sconfitte(non ditemi che hanno perso causa cammellaggio perchè sarebbe proprio nascondersi dietro ad un dito). Quante volte ho sentito parlare della questione governo/non governo(ridicolo, poi, quando veniva sollevata dall’ernesto, il cui comportamento è spesso peggiore dei poltronisti,anzi dei tronisti, della maggioranza ), falce martello/non falce martello. Mai che uno rompesse le balle sul “partito che si fa società” (per citare la conferenza di organizzazione), mai nessuno che facesse pressione per “riprenderdersi le periferie” e, sopratutto, mai nessuno che lo facesse col suo pezzo di organizzazione, visto che era troppo impegnato a cercare di conquistare uno/due militanti all maggioranza. Da loro quasi solo demagogia: <> e mi ritrovavo sempre e solo con i compagni della maggioranza a volantinare(oppure altri si presentano per i cazzi loro solo per vendere la rivista “di settore”).
In conclusione credo che paghiamo lo scotto di non avere mai avuto una reale programmazione del nostro agire politico: con la mossa del cavallo puoi uscire dall’angolo svariate volte, ma non difficilmente vincerai una partita. O la finiamo di essere un partito virtuale che esiste solo nelle istituzioni, oppure ci ritroveremo tutti in lotta comunista.
Scusate se sono stato poco chiaro e gli eventuali errori grammatico lessicali ma, anche io, mi son attacato al rhum dalle 8 di sera.
Ci sentiamo domani sera, aspettando le amministrative…
Si saluto con Affetto, Stima e, perchè no, anche qualche criticità!
p.s.:ma qualcuno ha tenuto presente come andarono le scorse amministrative quando rpogettava sta campagna?
p.p.s.: sarà interessante vedere come procederà e se procederà il progetto di sinistra unita. Già mi vedo i vari stalinisti italiani alla rizzo fondare il proprio partito, la SD che da bravi figliul prodigo ritornano all’ovile, i sindacalisti CGIL che ritornano ordinatamente in riga e votano a favore del sindacato unico. Checchè(si scriverà così??boh) tu ne dica, compagno Mantov, la sinistra è a reale rischio di estinzione.
p.p.p.s: faccio notare che mieli a matrix si è preoccuèpato che per il fatto che manca uno sfogo parlamentare per la sinistra radicale, il paese corre il rischio di esser messo a ferro e fuoco…un nuovo 68(?!?!?).La borghesia ci teme(!!!!!!!).
p.p.p.p.s.: Chiudo con una nota ottimista, altrimenti mi sparo. Chissà se questa batosta ci porterà ad un bagno di umiltà. Inoltre adesso abbiamo 150 compagni che, abbandonati gli scranni, potranno tornare a fare militanza con noi! Il socialismo è alle porte
15 Aprile, 2008 a 0:44
Caro Longtail,
effettivamente, sarà il Ron, dici molte cose sagge rispetto ai segretari che hanno usato il loro incarico come trampolino per qualche candidatura o posticino. Secondo me è uno dei fatti più eclatanti osservati in questi anni.
Altra cosa saggia è rispetto ai sindacalisti CGIL, ovvero l’area Ferrero, che effettivamente se ne tornerà quietamente all’ovile e per quello che riguarda i leader della fu minoranza di Lavoro e Società sicuramente saranno i principali alfieri dell’ulteriore svolta a destra del sindacato. Discorso diverso è per la FIOM, la quale politicamente non imbrocca una e ora, al di la dei tanti meriti, mi pare deltutto in difficoltà perchè isolata sindacalmente e priva di riferimenti in parlamento. Un bel problema e un motivo di probabile deriva a destra !? Vedremo . . .
Di certo ai mille ragioni nel dire che il partito è stato più che trascurato e che ogni tanto ci sono dei dirigenti che si accorgono che altrove esiste una sinistra, che altrove esistono delle lotte etc . . . Tu pensa che dovevamo fare la sinistra europea e avevamo dei leader, anche tra i giovani, che neanche sapevano l’inglese !
Dalle mie parti, quando uno la spara grossa senza averc proprio le basi: Mo va la !!! Ed il caso di dirlo all’indirizzo dei nostri quando parlano si sinistra unita, di viaggio che continua, di sinistra europea in dialetto barese! Mo va la!
Alessandro
15 Aprile, 2008 a 0:49
Però davvero una domanda sovviene . . .
Ma perchè gente come noi abituata a scioperare, lottare, perdere il posto di lavoro, riconquistarselo, fare cortei, picchetti, manifestazioni, gente che non c’ha pensato troppo su quando c’era da smontare un CPT, invadere Aviano, scontrarsi e prenderle sui ponti di Praga o per le strade di Genova, Roma, Napoli, Milano, Bologna . . . gente che faceva il train stopping, le inchieste, le occupazioni, i centri sociali etc . . . si è fatta prendere per i fondelli da gente che non ha mai fatto niente tranne sparare cazzate ?
Possibile che di fronte ad un CPN o ad un membro della segreteria nazionale nessuno ma proprio nessuno di noi sia riuscito ad alzare la testa ed usare il proprio corpo, come abbiamo detto e fatto mille volte, per cercare di fermare questa gente ?
Il tema secondo me è interessante. Perchè è accaduto, quali sono i meccanismi attraverso i quali agisce il potere, anche quello spicciolo di un capoclan di Rifondazione ?
Approfondirei . . .
Alessandro
15 Aprile, 2008 a 0:58
quoto:
)
“Altra cosa saggia è rispetto ai sindacalisti CGIL, ovvero l’area Ferrero, che effettivamente se ne tornerà quietamente all’ovile e per quello che riguarda i leader della fu minoranza di Lavoro e Società sicuramente saranno i principali alfieri dell’ulteriore svolta a destra del sindacato.”
Ma ferrero ha un’area nella CGIL?
ALtra domanda: quali sono i tuoi motivi di criticità nei confronti cel compagno Ferrero? A me ha sempre dato una buona impressione, sia dal lato politico che umano(non dirmi per l’ingresso al governo che altrimenti qui abbiamo sbagliato in tanti!
15 Aprile, 2008 a 1:03
Una domanda a Ramon sulla sinistra unita:
Se non ho capito male tu sei contrario al progetto rc+pdci+verdi+sd, anche sotto forma di federazione. Riproporre un modello “reticolare ed orizzontale” stile S.E. (ovviamente REALIZZATO VERAMENTE e non solo di facciata) al quale partecipano tutti questi soggetti, più le associazioni la società civile e tutte ste cose qua, ti andrebbe bene?
X moltitudini:come fai con sto nome a votà S.C. dopo tutte le pippe che fanno su classe/moltitudine in pasato?
15 Aprile, 2008 a 1:06
Caro Ramon e caro Alessandro è assolutamente vero che le responsabilità in primis se le devono prendere a livello di dirigenza nazionale e lo ho già sostenuto in precedenza, ma per la mia esperienza anche a livello locale e parlo di singole federazioni e di singoli circoli le responsabilità non mancano, a volte ho avvertito atteggiamenti di supponenza e arroganza che a tale livello, allo scopo di fare a gara a chi era più nuovo e moderno, o di fare a gara a chi diventasse il primo avamposto, andavano anche oltre alla spocchia dell’oligarchia nazionale! Tutto ciò ha contribuito ad erodere quei legami che con tanta fatica eravamo riusciti a costruire nei nostri luoghi! troppe ambiguità, troppe cose non dette o mistificate!, troppa irresponsabilità! non ce lo siamo mai potuti permettere di non essere chiari con chi abbiamo la presunzione di chiamare come nostri elettori o simpatizzanti fedeli.
Lo dico perchè non vorrei che qualcuno nei vari territori pensasse di cavarsela individuando le responsabilità solo altrove, come ho già potuto sentire stasera nella mia federazione e nel mio comune! sarebbe troppo facile!
Ora ripartire lo vedo ancora più duro di qualche giorno fa! ma non mi sottraggo al compito, l’energia per riprendere la battaglia la troverò come ho sempre fatto!
Un abbraccio forte a te Ramon e a tutti voi compagni!
Luca
15 Aprile, 2008 a 1:31
Ma Alessandro ti potrei dire che non è vero che nessuno, mai nessuno ci ha provato, io nel mio piccolo mi sono spesso esercitato nell mettere in discussione diverse cose e penso anche tu. Il problema, a mio modo di vedere, è che , proprio alcuni tra coloro che hanno fatto tutte quelle cose che tu elenchi, sentendosi appagati come una sorta di eroi invencibili, hanno cominciato a pensare che non era più necessario ascoltare!
Si insomma la causa del tuo comemmai io la sintetizzerei con una qualità che è sempre venuta meno e coè l’umiltà!
Non so se questa mancanza è una categoria generalizzata del nostro tempo o è solo ascrivibile alla sinistra del nuovo millennio. davvero non so! ma si manifesta in modo cristallino.
Ciao,
Luca
15 Aprile, 2008 a 1:35
Caro Roberto,
è vero hanno fatto il possibile per demolire i circoli e per non far crescere culturalmente nenche un po’ quella che loro chiamavano comunità. Che gran balla!!! Una delle cose che mi vengono in mente è che davvero partecipando e facendo tanta attività politica nel PRC ci si è sempre un po’ inariditi perchè concretamente non si imparava niente. Come scuola abbiamo avuto la strada, nel senso delle lotte, dei volantini, delle assemblee, i movimenti quindi . . . dal 1985, alle autogestioni, alla Pantera, a Seattle e Genova ma mai una volta che ci fosse una figura, magari con qualche anno in più di noi che abbia saputo trasmetterci qualche cosa. Certo tanti anziani e compagni più vecchi ci hanno dato tanto ma mai una volta che un dirigente abbia saputo insegnare qualche cosa. Ma chi sono questi cosidetti dirigenti ? Erano ancora gli anni ‘90 e c’era Rizzo nel PRC, arrivò a Bologna ad una riunione di giovani, lui aveva più di 30 anni ovviamente, ma era il capetto dei giovani prima di De Cristofaro etc . . . ci chiese “perchè c’erano così poche fighe alla riunione” e poi andammo al ristorante e ricordo il mio stupore quando si fece fare una ricevuta più alta del dovuto allo scopo di prendere un rimborso pieno. Ma vi giuro che c’ho messo 10 anni a capire il perchè di quell’azione che allora ci lascio tutti attoniti. Due mondi i militanti e uno strampalato ceto politico! Per dirne un’altra mi sono trovato a cena con Giordano il quale per ore ci ha spiegato la differenza tra questo e quell’altro vino francese perchè suo figlio faceva il sommelier e allora lui aveva scoperto la meraviglia dei vini francesi e che lui amava più di tutto la Francia e la Bretagna e che avrebbe voluto esservi sepolto (Boh?!) poi in un altra occasione e in un vero crescendo di genio ci propone di fare una grande assemblea a Bologna sul tema della legalità invitando tizio e caio e anche Ferdinand Braudel che, purtroppo era morto da 20 anni !!! Dico 20 !!! E Giordano giù ad insistere . . . “si perchè Braudel davvero potrebbe venire e sarebbe un gran colpo, Braudel a Bologna !!! ” In effetti un vero e proprio scoop, una botta mediatica enorme !!! Io da quella riunione ne sono uscito sconvolto tre volte tanto l’incontro con Rizzo. Come sono rimasto ancora più sconvolto dopo che Ferrero e Giordano stoppano le inchieste sulla precarietà, tentano di sciogliere il Circolo dei precari di Bologna, cacciano via Flavia D’Angeli dal Dip. nazionale precarietà e il sottoscritto da quello lavoro, quindi da Roma e da Bologna. Allora mi rivolgo tra i tanti a Titti De Simone con la quale avevamo molto lavorato per sostenere una sua candidata a Bologna e lei stessa in tante occasioni, la quale mi guarda come fossi pazzo e mi urla in faccia: Ma che cazzo vuoi da me?! Bene e proseguendo nei dettagli mi piacque molto essere in auto con Franco Giordano, entrare nella zona a traffico limitato per andare a cena, noi che gli diciamo che non si può e lui, il genio, che tira fuori un tesserino da parlamentare e dice io posso! Bene complimenti. Il top però è Ferrero, mi mandano a fare una assemblea nella zona di Melfi, trovo un delegato dell’indotto FIAT che era appena stato licenziato, ha enormi problemi famigliari ed è emarginato dal partito, torno a Roma vado da Ferrero e provo a sollevare la questione . . . e quello stinco di santo di Ferrero giù ad urlare, digrignare i denti (manco avessi proposto di fare Er Pecora segretario al posto di Chicca Perugia, e a dirmi tu li non devi più andare, quel rompicazzo non lo devi più vedere e fine della storia, nonchè anche dell’inchiesta nell’indotto FIAT. Davvero un signore e pure cristiano, lui dice!!!
Ma l’anedottica potrebbe andare avanti per ore . . . perchè l’impressione che ho avuto dall’osservazione diretta del gruppo dirigente del partito è che non esista un luogo e uno spazio dove si concentrino tanta grettezza e incultura miscelate alla più assoluta arroganza. Un fatto straordinario, eccezionale, a mio avviso unico e molto simile a certi enti locali o angoletti del parastato. Un fatto davvero fuori dal comune e che deve essere compreso perchè in un qualche modo deve essere evitato che si ripeta.
Ma davvero? Chi è questa gente che per anni ci ha comandato e ci ha dato pure dei cretini ? Bè Ferrero ama dire che sono matto, da ricoverare. Oh dice proprio così. Tu gli dici inchiesta e lui risponde curati non rimuovere e affraonta con l’aiuto di qualcuno i tuoi problemi, Giordano arriva a Bologna e non trova di meglio che accusarmi, ovviamente in mia assenza, di avere rubato migliaia di euro e di averceli dovuti mettere lui di tasca sua (Mah?!), poi non contento tira fuori che avrei praticato molestie sessuali all’indirizzo di una compagna assessora regionale vista un paio di volte in dibattiti pubblici. Mah? Ovviamente ho chiesto spiegazioni, scritto al collegio di garanzia, alla segreteria nazionale ma mai una volta è arrivata una risposta. Mi domando anche se questo sia l’unico caso in circolazione di diffamazione a mezzo segreteria nazionele oppure ce ne siano altri, lo stesso mi era accaduto a Ferrara alla metà degli anni’ 90, accuse di debiti e malversazioni rivolte dal segretario cittadino che detto Stalin, ci sbatte fuori tutti, ci espelle anche se io ero già iscritto ad un’altra federazione (ma una espulsione non si nega mai a nessuno) e poi ora . . . una decina di anni dopo ritrovo lo stesso personaggio su tutti i giornali locali perchè si è dato alla latitanza dopo un crack fraudolento da due o tre milioni di euro . . . mah . . . si potrebbe continuare davvero tanto e alla luce di quello che racconto e che vediamo, penso che si possa un po’ sorridere di un fatto lontano nel tempo, quando nel pieno di tangentopoli in una cittadina del nord venne arrestato un nostro consigliere comunale. Su diversi giornali esce questa notizia . . . ma il poveretto oltre che comunista era anche tossico e non si trattava di tangenti bensì di un semplice, ingenuo, scippo fuori dalle poste! Bei tempi . . .
Alessandro
15 Aprile, 2008 a 1:44
Caro Luca,
effettivamente l’umiltà non è proprio di casa dalle nostre aprti e mi ci metto anche io. Le virtù teologali sono: fede, speranza e carità. Quelle cardinali: forza, giustizia, temperanza e prudenza. Manca tra queste citate l’umiltà che potrebbe essere un buon presupposto di tutte, ovvero del giusto rapporto o senso tra noi e il mondo. Però i comunisti che il mondo lo vogliono cambiare faticano ad essere umili e in generale mi pare essere davvero una dote rara e difficile da possedere.
Sono certo che faticherò a trovarla anche in futuro ma di certo, dati i problemi che abbiamo da affrontare ne avremo tanto bisogno. Umiltà, pazienza e se posso aggiungere . . . determinazione. Vedremo. Grazie per l’input. Alessandro
15 Aprile, 2008 a 1:50
grazie yarlaym. d’accordo
15 Aprile, 2008 a 1:51
grazie adriano agostino, hai ragione da vendere.
15 Aprile, 2008 a 1:54
caro buran, le bianche e le nulle si conteggiano solo per i votanti ma non entrano nei conteggi dei voti validi. quindi bisognerà vedere bene la differenza fra voti validi e votanti.
ciao
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:03
caro alessandro, hai scritto tanto che non provo nemmeno a rispondere. in effetti su diverse cose siamo d’accordo, su altre meno, come già verificato in passato su questo stesso blog. sul tuo ultimo commento, invece, mi dissocio. non è corretto, nemmeno verso di me e questo blog, raccontare cose ed episodi che solo tu conosci. capisco la rabbia e tutto, ma una cosa sono giudizi politici e una cosa racconti che nessuno può verificare. direi lo stesso a chiunque dicesse cose su di te che esulano dalle tue opinioni politiche o culturali.
davvero mi sono dato la regola di non censurare, ma non permetterò che questo blog diventi luogo di rissa o di denigrazione impolitica delle persone.
spero tu mi capisca
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:05
Caro Longtail,
stasera si dialoga, finalmente . . . e pertanto, Ramon assente, provo a risponderti brevemente. No Ferrero non ha un’area in CGIL ma proviene dalla CGIL e in particoalre dalla “sinistra CGIL” perchè ha avuto dei ruoli nella CGIL di Torino e ha fatto il consigliere comunale in quella città operaia, quando era anche più operaia di oggi, conseguentemente è il punto di riferimento per tutti quei dirigenti CGIL che erano della sinistra e che nell’ultimo congresso sono passati in maggioranza. Non si tratta di un area realmente rappresentativa tra i lavoratori ma è invece molto radicata tra gli apparati e tutta questa area, molto destra, moderata, in genere composta di veri e propri incapaci (schieratisi a sinistra perchè in CGIL alla sinistra era sempre garantita una quota di apparati), una roba mediamente sordida, è in stretta relazione con Ferrero e quando si pensa a Ferrero come alternativa ovviamente si pensa al sostegno che potrebbe ricevere da questa area anche in termini economici e di visibilità. La caratteristica di Ferrero è quella di non avere mai dato vita ad una corrente od area del PRC visibile, riconoscibile, nella quale ci fosse una discussione di area o tendenza, bensì ad una aggregazione di interesse più del tipo lobby che tendenza politica vera e propria. Rimane il fatto che ex DP e ex sinistra CGIL ( le due cose a volte coincidono) sono la sua area di riferimento e lui ne è espressione riconosciuta e riconoscibile.
Poi è chiaro che temo, ma ora dovrei dire temevo perchè nenache Ferrero è stato rieletto, il possibile protagonismo di Ferrero nella prossima fase congressuale, perchè ha capacità di lavoro eccellenti e soprattutto di tessitura e mediazione, ne consegue che potrebbe diventare il punto di riferimento per chi come me o noi vuole chiudere rapidamente la partita con l’attuale gruppo dirigente. Il problema è che lui stesso è il gruppo dirigente attuale e degli ultimi anni e soprattutto occorre dire che è proprio Ferrero ad avere diretto tutta l’area lavoro e welfare per diversi anni ed anni cruciali, lui ha condotto le trattive con l’Unione sul programma in tema di lavoro e suo è l’affossamento del progetto di inchiesta e anche del dipartimetno precarietà. Devo dire che da Ferrero i miei compagni ed io abbiamo ricevuto prevalentemente insulti e minacce e che questo pare essere lo stile dell’uomo e del dirigente, il quale ha anche una certa capacità di differenziazione da Bertinotti e Giordano (ed era leggenda che solo lui sapesse dire di no a Bertinotti) infatti ancora oggi tra le macerie è solo Ferrero ad alzare i toni con Bertinotti e a difendere l’autonomia del PRC. Ma a mio avviso si tratta di sciocchezze perchè il processo di cambiamento del partito può e deve essere collettivo e soprattutto, secondo me, dovrebbe riprendere proprio dai temi della precarietà, del lavoro e dalla pratica dell’inchiesta. Che è come dire . . . tutto il contrario di quanto ha rappresentato in questi anni Ferrero. Ma anche questo è un tema da approfondire. Notte e pardon per l’uso smodato delle falangi!!! Alessandro
15 Aprile, 2008 a 2:09
caro roberto, non credo tu sia d’accordo con me. non mi sono ravveduto nel senso che tu dici. forse mi sbaglio ma ciò che penso l’ho scritto in questo blog e l’ho sempre detto su liberazione e negli organismi del partito. rispetto la tua opinione ma non la condividevo e non la condivido. infine, al congresso di rimini dissi dalla tribuna che bertinotti sbagliava a dire del piombo nelle ali e che il vero piombo nelle ali erano quelli che gli davano ragione ancor prima che avesse aperto bocca.
ciao
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:09
Caro Ramon,
nessuna rabbia, si scrive per fare chiarezza e per quello che mi riguarda per riderci anche un po’ sopra, con grande calma. Se ritieni che le mie non siano considerazioni di stampo politico sei autorizzato a stroncarle o toglierle dal sito anche se secondo me hanno valore politico e spiegano più di 10.000 battute molte cose. Io li definirei witz, motti di spirito e quasi aforismi. Credo di essere attento alla stile e non mi pare una caduta di stile. Vedi un po’ tu. Rinotte, RiAle
15 Aprile, 2008 a 2:17
caro giovanni, sempre interesanti i tuoi commenti. sulla lega dici cose importanti che condivido. ma come sai, l’idea del superamento del comunismo non solo non mi convince ma la trovo distruttiva. del resto è ciò che ha ispirato bertinotti in quest’ultimo anno con i risultati che si vedono. ovviamente, come sai, non sono un nostalgico. semplicemente penso che la critica del capitalismo abbia una radice irriducibile in marx e nelle diverse culture del movimento operaio, a cominciare da quella comunista. penso che proprio oggi lafontaine della linke tedesca ( a sproposito presa ad esempio dai tifosetti della sinistra arcobaleno) ha detto che metterà nel programma diverse citazioni dirette del manifesto del partito comunista di marx.
comunque è vero che le nuove contraddizioni necessitano di nuove idee ed anche di nuove forme di conflittualità.
spero che la condizione extraparlamentare, che tu ed io abbiamo ben sperimentato in gioventù, aiuti ad aguzzare l’ingegno. spero.
un abbraccio
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:26
caro longtail, la tua riflessione è importante, secondo me, proprio per il futuro. sono d’accordo con te. non c’è stata cura del partito e della sua organizzazione. soprattutto non è stata fatta una battaglia per quel “fare società” che avevamo giustamente deciso di mettere al centro della nostra attività politica. comunque penso che la sinistra esisterà sempre. certo è importante, ora, non farsi prendere dalla paura e soprattutto non illudersi che con accorgimenti nuovisti ed elettoralisti (magari un nuovo leader alla vendola che sarebbe anche peggio di bertinotti) ci si possa riprendere.
alla tua domanda sul tipo di unità rispondo: si, è proprio così che io concepisco l’unità.
un abbraccio
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:30
caro alessandro, raccontare episodi sconosciuti a tutti e che riguardano persone non è una caduta di stile. capisco l’intento politico ma non condivido l’idea che si possa denigrare nessuno.
riciao
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:32
caro luca, ancora una volta sono d’accordo con te. soprattutto sulla questione dell’umiltà che in molte occasioni è mancata anche a me.
grazie
ramon
15 Aprile, 2008 a 2:37
Caro Ramon,
Sembra assurdo parlarne ora in questi termini ma questo voto è stato il massimo frutto della democrazia. Si è bocciata la linea Bertinottiana non con un semplice no, ma con un uragano silenzioso e di dimensioni catastrofiche. Non provo amarezza in tutto ciò. Provo disprezzo e risentimento per chi ci ha portati a tutto questo. Ora ripartiamo dal 91. Da quando questo partito è nato. Cerchiamo di parlare a tutti i comunisti e di comportarci di conseguenza. Io non ho vissuto il congresso di Venezia. Mi son tesserato subito dopo. Ora a 27 anni ti dico con profondo rispetto che dobbiamo tutti ricordarci di certi errori. Questi non dovranno più essere ripetuti. Al congresso uniti contro la corte dei miracoli. UNITI! Poi fronte comune con tutti i comunisti. Non possiamo permetterci una frammentazione o almeno dobbiamo evitare di spezzettare i 2 partiti più grandi. PRC e PDCI. E’ ora di superare tante distanze di poltrone perchè le poltrone non ci sono più! Congresso subito e dimissioni di Giordano come minimo nell’immediato! A presto……
15 Aprile, 2008 a 6:05
caro mantovani, come sai ho lasciato da tempo il prc anche se con molto dispiacere. quanto successo era nell’aria, forse non in questi termini.
ora bisogna ricominciare da capo.
dimissioni subito di tutti i dirigenti del partito a qualsiasi livello. ritorno al vero simbolo del partito. congresso in tempi strettissimi per la creazione di una nuova classe dirigente al di fuori di tutti i giochi fatti.
riavvicinamento ai compagni che per loro colpa hanno lasciato il partito.
bisogna ammettere che l’unione di forze eterogenee non ha funzionato, inutile che bertinotti dice che bisogna ripartire dalla sinistra arcobaleno.
per prima cosa si dimetta, faccia quello che tantissime volte abbiamo chiesto ad altri.
sia coerente ed ammette sia lui che tutta la dirigenza la propria colpa, ovvero di aver distrutto un partito per i loro interessi.
ciao
15 Aprile, 2008 a 8:20
Caro Mantovani
un piccolissimo risultato “positivo” della tornata elettorale è anche quello di spingere chi come me da anni si è tenuto un po’ in disparte a riattivarsi.
Credo che a fronte della sconfitta -che non è solo riducibile all’attuale risultato elettorale- sia indubbio che il ceto dirigente lasci il posto a nuovi compagni e che Rifondazione riesca a dare vita al più presto a una discussione congressuale che si basi dall’analisi di dati reali della società e che lasci da parte trovate e banalità che lasciano il tempo che trovano tipo: apertura ai movimenti (ma chi è mai stato contrario?!) o rallacciare i legami con la sinistra diffusa nel paese (perchè non l’abbiamo mai fatto?). Sono dell’idea che in questo momento il richiamo all’unità sia prioritario per Rifondazione. È giusto guardare l’esperienza della Linke tedesca, ma io in Germania ci vivo da 15 anni -sono molto vicino a quelli della Linke- e ti posso dire che anche questa esperienza vincente sul piano europeo non è un ‘esperienza omogenea e 100% comunista, bensì variegata e differenziata al suo interno e non ha il problema a di volere mettere falci e martello sempre, comunque e dovunque. Non posso entrare in analisi più dettagliate ora, ma a me sembra che nella situazione italiana probabilmente il rilancio del progetto della Sinistra Europea potrebbe essere preso in considerazione come momento di sintesi tra forze organizzate differenti. Tre sono a mio avviso le prioritÀ della sinistra in Italia: 1) costruire un’organizzazione che abbia strutture stabili e democratiche, 2) ricercare un contatto con i giovani, 3) presentare proposte praticabili e non solo “utopie”.
Anche in tempi cupi: saluti comunisti
15 Aprile, 2008 a 8:20
L’alba del giorno dopo
Sui giornali, tutti, Bossi raccoglie il voto operaio del nord e la Sinistra Arcobaleno lo perde. Almeno per un giorno “stampa borghese” e comunisti sono in sintonia.
Buffe le dichiarazioni di Alfonso Gianni, ieri h. 16.00 “Vedrete che i risultati veri saranno diversi da quelli degli exit pool”. Infatti sono peggiori e si potrebbe discutere a lungo intorno alla cecità più degna di san Tommaso che di un acuto dirigente politico.
Giordano: c’è stato un deficit nel processo unitario!
Al che si potrebbe solo aggiungere che c’è un deficit di tutto che va avanti da 10 anni e che lui è l’espressione rotonda e plateale di questo deficit politico, culturale e morale.
Ferrero: stamane sul Manifesto: la Sinistra o è sociale o non è, occorre ripartire con umiltaà dalla cura della nostra gente. Ringrazierei volentieri per l’assennatezza delle parole. PErò davvero della cura di certi medici non ne abbiamo bisogno e non ne ha bisogno nessuno. Anzi aggiunge nuova paura a la già grande paura che fanno destre e leghe trionfanti.
Ma Ferrero prima di parlare dovrebbe farsi un esame di coscienza o almeno dirci dov’era lui quando a Venezia si è rotto con tutte le minoranze, si è fatto l’accordo con l’Unione, si sono presentate le candidature, si è decisa la strada della Sinistra Arcobaleno, si sono smantellate le inchieste e le lotte contro la precarietà etc . . . etc . . .
A me sembra che Ferrero fosse tra i massimi dirigenti propugnatori di questa linea politica. Perchè ora si dissocia ? Quali sono le sue ambizioni ? Tornerà a lavorare nelle cooperativa che ha contribuito a fondare nella provincia di Torino? O dovremmo vederlo pontificare su tutto e tutti come se lui in questi anni fosse stato da un altra parte ? Sono certo che sarà la seconda . . . ed è sconsolante che anche dopo una batosta del genere manchi anche il comune senso del pudore. Mah?!
Per il resto anche qui tra i monti romagnolo-marchigiani la destra avanza e festeggia, stamattina due ricchi del paese volevano offrirmi da bere, e la sinistra è smarrita o deltutto scomparsa.
Ricostruire è possibile ma sarà dura, durissima, coraggio! Alessandro
15 Aprile, 2008 a 9:15
Caro Ramon, la tua breve analisi sul voto mi sembra un po troppo semplicista per la tua capacità intellettuale. Credo sia opportuno una analisi un po più dettagliata. In ogni caso, penso, che tutte le critiche siano lecite. Ma, quelle opzioni politiche, che in parte a citato anche Alessandro, non mi pare che abbiano funzionato in modo assai efficace nel nostro passato elettorale. Rimango dell’idea, oggi più di ieri, che bisogna ripensare la sinistra italiana, con forme diverse dal passato, dettate dalle mutazioni imposte da questo tipo di globalizzazione. In primis la questione ambientale e un nuovo tipo di sviluppo commerciale legato alla stessa.
Non voglio farla lunga, in ogni caso si è ampiamente dimostrato che le divisioni personalistiche e correntizie hanno dilaniato la sinistra e la Rifondazione.
Un caro abbraccio a tutti, andiamo avanti.
15 Aprile, 2008 a 9:54
Questo risultato è stato quanto di peggio ci si potesse aspettare. Vorrei partire da qui. Al di là della discussione sulla validità o meno del progetto di SA, il punto è che la Sinistra è fuori: sono fuori i suoi valori di partecipazione, uguaglianza, giustizia sociale, diritti civili, femminismo, ambiente, ecc. Nessun comunista siede in Parlamento e non so se questo sia un bene o un male in senso assoluto, ma di certo non è un bel segnale.
E fin qui la delusione.
Passo ora all’incazzatura. Che io guardassi con aperta diffidenza il progetto di SA a partire dalla sua matrice elettoralistica, è fuori discussione. Ma posso garantire che in questi mesi non mi sono mai richiusa sulle mie personalissime convinzioni: TUTTI attorno a me manifestavano, chi più, chi meno, il mio stesso disagio. Anzi, devo dire che a riprova di ciò, ho notato una crescita direttamente proporzionale di ‘nervosismo’ reciproco tra i compagni a me vicini (di RC e non) a mano a mano che ci si avvicinava al giorno del voto. Voto utile, miopia nella composizione delle nostre liste, mancanza di discussione…certo. Ma il fatto è uno: I COMPAGNI, I NOSTRI COMPAGNI, NON CI HANNO VOTATO. E non perchè, come si usa dire, ci sono compagni ‘che sbagliano’, o peggio, ‘che non hanno capito’. Al contrario: i compagni ‘hanno capito’ benissimo. Hanno capito che la presunta esigenza di una sinistra unita ora e subito e ad ogni costo (cioè attraverso il sacrificio espiatorio di RC, tanto per essere chiari), è stato un mantra idiota che esisteva solo nella testa di chi lo pronunciava, ma senza alcuna attinenza con la realtà. Questa ‘bella fregatura’ di SA non ha ucciso solo delle speranze politiche (e già questo sarebbe di per sè abbastanza), ma anche e soprattutto un partito, la sua gente e le sue lotte di anni. Altro che rilancio di SA…CONGRESSO SUBITO! Giusto Ramon, partiamo da Rifondazione, salviamola finchè siamo ancora in tempo…se siamo ancora in tempo! E soprattutto non abbandoniamo le donne, i lavoratori, i giovani e la gente tutta di questo Paese. Stiamo loro vicini, continuiamo a impegnarci, a dialogare, a scendere in piazza con e per loro…perchè ce ne sarà molto, molto bisogno. Riprendiamo le nostre bandiere rosse con la falce e il martello, facciamolo in quel modo unico che l’esperienza politica di Rifondazione ci ha insegnato in questi anni. Facciamolo da comunisti.
15 Aprile, 2008 a 10:01
Caro compagno Ramon,
piuttosto che risponderti, ti rimando a ciò che ho scritto sul mio blog. Non te lo riporto qui perché non voglio approfittare del tuo spazio. Se ti va di leggerlo, ti metto anche il link. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi.
a presto,
Andrea
http://andreaoleandri.splinder.com/post/16745534/Le+fondamenta+della+Rifondazio
15 Aprile, 2008 a 10:56
per quanto mi riguarda e per quel poco che può valere rimetterò tutti compiti assunti (segretario comunale, coordinatore comprensoriale e membro del cpf) sui piani locali in Rifondazione e nella Sinistra Arcobaleno alla volontà degli organismi collegiali competenti.
penso che dopo una debacle di tali dimensioni sia un preciso dovere di tutte e di tutti e a tutti i livelli assumersi pienamente le responsabilità del caso.
credo che ogni ipotesi futura di rifondazione della sinistra non possa prescindere dalla ormai urgentissima ricostruzione della Rifondazione Comunista, senza la quale rischiamo di passare dalla disfatta dell’assenza dalle aule parlamentari alla tragedia dell’assenza dalla società. il congresso,del quale in un primo momento ho condiviso il rinvio, è ora più che mai indispensabile in tempi brevi.
questo periodo sarà un lavacro dal quale, lavorando bene, possiamo uscire rigenerati.
chi mi conosce sa le mie posizioni nette e convinte sull’unità della Sinistra, posizioni che non rinnego come prospettiva strategica, ma che sono emerse in tutta la loro debolezza sul piano organizzativo ed elettorale.
è proprio per questo che torno a richiedere da iscritto e da militante appassionato in tempi quanto più brevi possibile l’apertura della fase congressuale.
Oscar Monaco, circolo PRC di Castiglione del Lago (PG)
15 Aprile, 2008 a 11:50
Caro Sergio Meazzi, dicevi:
Ma, quelle opzioni politiche, che in parte a citato anche Alessandro, non mi pare che abbiano funzionato in modo assai efficace nel nostro passato elettorale. Rimango dell’idea, oggi più di ieri, che bisogna ripensare la sinistra italiana, con forme diverse dal passato, dettate dalle mutazioni imposte da questo tipo di globalizzazione. In primis la questione ambientale e un nuovo tipo di sviluppo commerciale legato alla stessa.
parlando dobbiamo provare a capirci e ti ringrazio della sollecitazione.
Il tema ambientale è davvero dominante, deve esserlo anche al di la di quellop che pensiamo del global warming etc . . . Non si esce dalla crisi sociale nella quale viviamo, che è come diceva spesso Fausto una vera e propria crisi di civiltà, senza affrontare la questione ambientale nel suo insieme e nelle implicazioni che ha rispetto al lavoro e ad altre questioni come la formazione, il welfare ect . . . credo dovremmo imparare a tenerle tutte insieme e quando io mi occupo di precari dei call center, mi occupo da un lato della qualità del lavoro, della sicurezza nel lavoro e del lavoro ma dall’altro devo capire che è proprio il lavoro smaterializzato dei call center e dei video center che può permetterci enormi risparmi energetici ed essere parte di una svolta nel modo di produrre e distribuire che può trasformare le pubbliche amministrazioni come la vita di ognuno di noi. Davvero queste cose si possono e si devono tenere tutte insieme e in molti hanno provato a farlo. Però qui viene il bello . . . cioè fino ad oggi in tutti i vertici di Rifondazione non hanno trovato nessun tipo di ascolto o di sponda. Il gruppo dirigente era impegnato nel suo processo di balcanizzazione e di guerra totale permanente degli uni contro gli altri. Nessuno studiava, nessuno leggeva, nessuno provava a fare ragionamenti collettivi che mettessero in campo esperienze e competenze, buone pratiche e innovazione. Un disastro e ora è addirittura Berlusconi che parla di rivoluzionare le pubbliche amministrazioni e affida a Lucio Stanca uno specifico ministero. Che dire compagno Meazzi . . . io dico solo una cosa semplice semplice . . . se in un partito che vuole essere europeo ed innovatore nemmeno la leadership dei Giovani è composta da persone che sanno l’inglese ed hanno qualche competenza specifica dove pensavano di andare ? Ancora oggi di fronte a tanta assurdità io rimango scandalizzato e ho paura molta paura che le cose si ripetano uguali a prima. Vorrei provassimo a fare altro e premiassimo un po’ il buon lavoro, i saperi, le capacità e non solo il servilismo. Ci proviamo ? Approfondiamo insieme queste questioni ? Ciao e a presto.
15 Aprile, 2008 a 11:54
UNA PREGHIERA
Personalmente non amo debordare nel blog e mi piacerebbe molto rispondere anche singolarmente alle sollecitazioni di uno o dell’altro. Io anche per una mia idea di trasparenza assoluta ho messo la mia mail come nome. A me sembrava una idea buona o almeno utile. Perchè se non è come fare conoscenza ad una festa organizzata da Ramon e poi per vedersi dover tornare sempre a casa di Ramon . . . o no ? Va bene così o sono anche utili degli interscambi extra blog ? Ditemi voi ?
A presto, Ale
15 Aprile, 2008 a 12:37
Caro Ramon
La disfatta politica della SA è di prorporzioni tali che non puo’ essere addebitata “al voto utile”.Lasciamo queste spiegazioni filosofiche al gruppo dirigente che ha portato la SA al 3 per cento.Le tornate elettorali misurano attraverso il voto il consenso sul nostro operato, è la messa a punto di tutto cio’ che è stato fatto precedentemente.Il voto è il risultato di cio’ che abbiamo seminato.Scaricare le responsabilita al PD o a Veltroni è irresponsabile oltre che fuorviante.Soprattutto perchè non ci aiuta a capirne la portata e l’origine che ha determinato la nostra sconfitta.La penso come te Ramon,La sconfitta della SA è maturata in questi due anni di permanenza nel governo Prodi.Abbiamo votato per due anni finanziarie di lacrime e sangue contro la gente che lavora e i pensionati.Abbiamo risanato il debito pubblico spostandolo sulle famiglie.Abbiamo votato finanziarie di guerra, di spese militari per ulteriori armamenti negli scenari di guerra,abbiamo votato i finanziamento per i G8 in Sardegna.Sui Dico ,non dico nulla.Sulla riforma Welfar stendiamo un velo pietoso.In politica estera facciamo acqua da tutte le parti,nonostante che il Premier della SA dichiari che è stata l’unica politica del governo Prodi che ha condiviso.(?)Insomma ,sinceramente, a babbo morto c’è anche da chiedersi chi avrebbe dovuto votarci?..Eppure i segnali c’erano tutti,da parte dei movimenti che prendevano le distanze da noi, di gruppi di compagni che si allontanavano dal partito,di personalita’ di grande rilievo politico che ci criticavano,compagni che venivano allontanati dal partito.Insomma,Abbiamo fatto piu’ danni di quanto non si pensi.Come prima cosa è stato tolto al partito il ruolo di sentinella delle nostre politiche dentro le istituzioni.Un gruppo dirigente che prima sceglieva le politiche”ammorbidite”da tenere dentro il governo e poi le imponeva ,a se stesso, e al corpo del partito.In questo modo contribuendo non poco a diseducare la base del partito sui confliti sociali e sui temi della pace.Ramon , la domanda che si pone ora è da dove ripartire?Io ne aggiungo un altra ,con chi?..E’ possibile avere un gruppo dirigente che va bene per tutte le stagioni?Per questo Sono d’accordo con te ,ci vuole un atto di responsabilita’netta ,ci vogliono le dimissioni…partendo dal nazionale ,passando per i regionali per arrivare ai provinciali.Cosi’ si puo’ ripartire.
Speriamo bene!
elio
15 Aprile, 2008 a 12:56
Ramon appoggio in pieno le tue dichiarazioni. E non sono il solo….a lavorare Giordano e Bertinotti. Lavoriamo insieme per una sinistra anticapitalista, di classe, comunista ed innovativa. Lo dicevamo da tempo che sarebbe finita cosi….altro che arcobaleno, solo fulmini e tempeste. Irritante sentire ieri Bertinotti. Il partito non è il suo, non è lui che deve decidere sulla sua fine. Il comunismo è una categoria della storia e, come tale, deve continuare ad esserci ed a svolgere la sua funzione propulsiva nella società. L’imborghesimento di Bertinotti ed Occhetto ci ha fatto arrivare ad uno scarso 3%.
Avviamo l’unità dei comunisti ed apriamoci anche alle altre forze, rafforzando però rifondazione, non sciogliendola. SOLO LA LOTTA PAGA!
15 Aprile, 2008 a 13:25
Compagno Pavone se tu pensi che la sconfitta sia solo opera di Bertinotti e Giordano,mi dispiace ma hai capito ben poco
15 Aprile, 2008 a 14:55
Vorrei che cercassimo tutte/i di recuperare un minimo di lucidità, anche se per assorbire la catastrofe ed elaborare il lutto ci vorrà molto.
Pienamente in accordo con Ramon: se c’è un processo che bisogna veramente accelerare è quello che ci porti al congresso e ad avere nuovi gruppi dirigenti e uno straccio di linea politica da praticare. O ogni percorso unitario trae origine da passaggi simili o di unitario non produce nulla. Il percorso congressuale può risolversi in (generalizzando) 3 direzioni: 1) Una resa dei conti del tutti contro tutti, 2) una operazione lobbistica per mantenere inalterati gli assetti spostando solo le caselle occupate, 3) una riflessione a 360° su quanto è accaduto dentro il partito da Venezia ad oggi. Inutile dire che è questo tipo di congresso/inchiesta che mi sembra più utile e interessante, conterrebbe gli strumenti per rendere propositiva l’autocritica ma anche per leggere o rileggere meglio quello che ci è accaduto intorno e che forse a molti di noi è sfuggito o è apparso deformato. Parallelamente deve riprendere il rintrecciarsi di relazioni da tempo snobbate con sufficienza. Non perchè chi è rimasto fuori o estraneo abbia la verità in tasca ma semplicemente perchè rappresenta una tessera del mosaico da ricomporre. Per inciso, nonostante tutti gli elementi critici delle modalità e del senso su cui si è basata l’esperienza, per me conclusa della SA, non riesco a non considerare sciagurato il comportamento di chi scientemente ha voluto dare il proprio piccolo contributo all’estinzione di una sinistra in parlamento o con l’astenzione o con il voto utile.
Tante, tantissime le cose che si potrebbero e dovrebbero ricominciare a fare, in ogni campo e su ogni tema. Gettarsi in tal senso in mare aperto: ci sono e ci saranno a mio avviso sempre più occasioni per riguadagnare credibilità e efficacia politica. Ci sono e ci saranno battaglie locali e di carattere generale in cui dovremo tornare ad essere presenti e a volte trainanti come Rifondazione Comunista. Ma va anche, e in fretta, elaborato il senso non solo politico ma anche culturale e sociale della sconfitta, quella ci riguarda a diverso titolo tutti. Siamo di fronte ad un paese che si rattrappisce su se stesso, sui suoi sogni individuali, sulle sue paure più o meno fomentate, sulla difesa di piccoli privilegi. Non solo è stata carente la nostra risposta ma abbiamo in tanti perso il senso di quanto accadeva in quello che erano i nostri blocchi sociali di riferimento, ce ne siamo inventati altri, virtuali e non abbiamo colto in pieno lo sfaldamento del reale. Forse, con il senno di poi, abbiamo sciupato l’ultima chance non rompendo, non alzando almeno la voce ne provando almeno a rideclinare il protocollo sul welfare. Non penso che dobbiamo pentirci di aver voluto leggi impopolari come l’indulto ne di non esserci uniti alla deriva securitaria, familista e antistatalista, penso che avremmo dovuto osare e non ne siamo stati capaci. In ultimo una suggestione: al di là dei valori simbolici ci sono due date molto vicine, il 25 aprile e il 1 maggio. Essere in piazza in tante e in tanti in ambedue le occasioni (il 1 confluendo nella may day) non risolve nulla ma potrebbe rapidamente farci rimettere in cammino e ne abbiamo bisogno estremo.
P.S. Anche io non gradisco molto i racconti pepati di critica ai comportamenti personali di questo o a quell’altro dirigente, che trasformano il blog in uno sfogatoio. Queste cose è meglio dirle direttamente, magari pubblicamente e utilizzare gli spazi di discussione che ci sono rimasti, pochi a dire il vero, per costruire.
15 Aprile, 2008 a 15:09
Cari Franco e Beppe,
effettivamente pare assurdo a tutti e anche me attribuire la responsabilità ai soli Bertinotti e Giordano. In atto c’è la sconfitta di una cultura politica e di un vasto gruppo dirigente. Sommamente pericoloso srebbe cambiare un paio di nomi al vertice affinchè, gattopardescamente, cambi tutto perchè non cambi nulla. Mi rendo conto che non è facile ammetterlo e sarebbe più semplice accodarsi al primo dirigente che si smarcherà dal clan Giordano ma . . . attenzione ! Massima attenzione a quello che si sta muovendo nelle segretissime stanze di via del Policnico, poichè certamente avremo presto chi, pur avendo condiviso tutto, integralmente tutto, il terribile percorso che ci ha condotti al disastro, se ne uscirà con dichiarazioni pubbliche di diversificazione e critica ed è questo il primo passaggio difficile del dopo elezioni. A mio avviso occorre che l’intera segreteria che ha gestito il partito portandolo prima alle elezioni 2006 e poi al governo si faccia integralmente da parte. Prima di morire, all’epoca della guerra Jugoslava, al presidente bosniaco Itzebegovic venne chiesto chi preferiva tra Tudjman e Milosevic. Itzebegovic che certo non era uno stinco di santo e divenne un pessimo nazionalista islamista . . . bè ebbe un moto di genio nel rispondere: lei mi domanda se preferisco un cancro al cervello o uno al fegato ! Si tratta di una scelta impossibile.
In effetti ora alle compagne e ai compagni di Rifondazione non può essere posta una questione simile ? Perchè dovremmo scegliere tra Giordano-Vendola e altri che hanno integralmente condiviso e gestito lo sfascio del PRC ? Non è semplicemente possibile. Occorre scartare questa scelta e ritornando al tema iniziale costruire in modo diffuso una alternativa non leaderistica all’attuale crisi del gruppo dirigente.
Io sono mille volte concorde nel ribadire ai quattro venti ed in ogni assemblea, riunione, incontro che il malcostume imperante in Rifondazione e il vuoto di senso e politica che l’ha caratterizzata in questi anni non può essere colmato o risolto da chi ne è stato convinto protagonista. Non ora, non dopo il disastro elettorale e culturale che si è prodotto e che condurrà a terribili conseguenze sociali.
Occorre responsabilità e innanzitutto occorre evitare il rischio di finire dalla padella nella brace.
Che fare ? Be’ io tenterò di riunire subito i compagni con i quali sono collegato a Bologna, Ferrara etc . . . Dovrò fare sforzi assurdi perchè lavoro a 250 km di distanza dalla Federazione dove ero iscritto e dove sono tutt’ora segretario di un circolo praticamente inesistente. E COME PRIMA ASSOLUTAMENTE PRIMA COSA TENTERO’ DI RIAVVIARE IL LAVORO DI INCHIESTA VIOLENTEMENTE INTERROTTO DALLA SEGRETERIA NAZIONALE.
Per fare questo occorrono mezzi e occorre tempo e il primo problema da risolvere è quello di trovarli. Vedremo . . . di certo non finisce qui e la lotta politica continua, anzi ricomincia. Buone cose, Alessandro
15 Aprile, 2008 a 15:24
Caro Ramon Mantovani,
premetto che voto Rifondazione Comunista da quando ho diritto di voto e che condivido molte delle tue tesi di lotta. Ma è mai possibile che bisogna scannarsi e accapigliarsi sulle forme e mai sui contenuti, sui personalismi e mai sui risultati? Cosa importa al vastissimo mondo comunista e antagonista (vedi 20 ottobre) avere su un ascheda 4-5 falci e martello, se poi non esiste una vera rappresentanza? Cosa importa avere un contenitore perfetto se poi i fatti-contenuti non rispecchiano mai le parole e le tesi pronunciate in piazza, strada, luogo di lavoro, casa ecc.?
L’ideale sarebbe avere una Rifondazione Comunista di nuovo forte, ma che comprenda tutte le correnti che inopinatamente hanno lasciato la casa-madre dopo i soliti schemi “Io sono più comunista di te”. O si lavora tutti insieme o saremo veramente costretti la prossima volta a cercarci nelle riserve indiane.
Grazie per l’attenzione.
-Michele-
15 Aprile, 2008 a 15:24
caro Ramon, mi ero imposto un silenzio pre-elettorale…
oggi conm l’amaro in bocca credo che sia necessario, più che mai, parlare…
condivido le tue parole ed il percorso che vi si legge…
credo che in qualche modo ci sentiamo sulle spalle la responsabilità del disastro elettorale, che nella realtà si è presentato di proporzioni maggiore di qualsiasi previsione fata anche dei più abili analisti…..
sono più che mai convinto che solamente con un percorso aperto e partecipato si possano gettare le basi per ripartire….
forse sbagliando, forse con presunzione sono convinto che bisogna ripartire da dove abbiamo lasciato prima della scelta di governo…
ci sarà tempo per riflettere ed analizzare…..
15 Aprile, 2008 a 15:32
Le responsabilità vanno anche oltre, nel senso che si fanno i conti con una realtà oggettivamente difficile per chi si muove nel solco della….critica, dell’alternativa, e via dicendo.
Per il resto…d’accordo: invece che trovare colpevoli altrove, invece che pensare che il problema sia la mancanza di una falce e martello o che sia tutta colpa di Veltroni,sopratutto i Diliberto ed i Giordano…dovrebbero dire “ok, scusateci. scompariamo”.
15 Aprile, 2008 a 15:37
Caro Ramon il rischio che avverto è che si vada alla ricerca del capro espiatorio. Dopo averlo trovato lo si sacrfica è tutto torna come prima. Penso che sarebbe dannosa una guerra fratricida, non mi è mai piaciutio veder scorrere sangue, in senso politico. Non ci porterebbe da nessuna parte. Partiamo invece da un dato certo: Rifondazione ha ottenuto il 2% dei voti. Il numero si ricava dal fatto che i quattro partiti hanno ottenuto il 3% e, quindi ai tre partiti perlomeno un 1% va assegnato. Ora è chiaro che con questi n umeri non si va da nessuna parte, non si innesca alcun processo unitario.Non si fa neppure testimonianza. Non solo. Penso che soltanto Rifondazione abbia la possibilità di ricostruirsi, di recuperare ,perchè ha una base ancora pronta ad impegnarsi. Penso che da subito occorre aprire il percorso congressuale. Il congresso deve essere convocato al massimo entro due, tre mesi, con un percorso e documenti aperti. Congresso su due opzioni molto chiare: una di chi opta per il partito unico e quindi deve avere il coraggio di prevedere lo scioglimento del partito, un ‘altra di chi vede proprio in una nuova vita di Rifondazione l’unico ” strumento” per aprire davvero un cammino unitario, riprendendo ed aggiornando le linee che ci avevano portato a costruire Sinistra europea. Sulla base dell optioni si costruisce un nuovo gruppo dirigente, nella massima chiarezza e trasparenza.ciao alessandro
15 Aprile, 2008 a 18:25
Caro Ramon,
vedo che hai scatenato una bella bagarre sul tuo blog. è vero che la dissennata politica portata avanti dal gruppo dirigente è stata la causa principale del tracollo di voti e capisco che la caduta di qualche odiata testa può sembrare catartico a militanti delusi. ma mi chiedo se anche questa sconfitta, immagino dolorosa e difficile da digerire, cada davvero come una tegola inaspettata sulle teste di tutti. ho scorto un pò di tuoi vecchi post e quello che riscontro sempre e ti confesso anche con una certa tenerezza, sono le continui rimpalli di responsabilità, accuse, e reciproci attestati di incarnare la vera essenza del prc e il vero senso della svolta costituita dal progetto della Rifondazione. sinceramente a volte sono un pò confusa e mi chiedo due cose: davvero c’è stata una moltitudine( uso un termine molto caro a mio figlio) di poveri militanti oppressi da una classe dirigente che con pratiche dittatoriali ha messo a tacere ogni possibilità di dissenso? oppure, forse, in molti hanno preferito, deposti gli scudi delle battaglie congressuali, adottare per comodità o semplice quieto vivere, la pratica del” nè aderire, nè sabotare”?.
scusami, ma io che guardo rifondazione dall’esterno faccio molta difficolà a comprendere certe dinamiche.
se è vero che avete avuto un gruppo dirigente così devastante, perchè arrivare fino all’autodistruzione prima di ribellarsi giustamente?
penso alla città in cui vivo, Bologna.
sono andata a rivedere i risultati delle politiche e qui rifondazione era già in calo(il 5%circa) rispetto alla media nazionale che aveva raggiunto anche picchi dell’8%. non era questo un segnale che andava colto?
vedi, caro Ramon, forse questa, una volta fatti i conti interni, può essere anche una bella occasione per ripartire e per ricominciare davvero ad ascoltare i problemi della gente e provare a costruire lotte dal basso. penso ai movimenti NO TAV e NO DAL MOLIN che in fondo le loro battaglie le hanno fatte, anche se c’era una classe politica alla deriva e senza aver bisogno di santi in Parlamento.
certo, la richiesta di un congresso mi sembra legittima, ma è solo un programma di minima.
penso che forse farebbe bene a tutti uscire da Federazioni, circoli etc e cominciare ad andare davvero in mezzo alla gente, essendo pronti anche a prendersi invettive e imprecazioni. cosa che anche tu fai fatica a fare nel tuo blog e ricordo bene la tua prima risposta al mio post.
penso che bisognerebbe partire da una cosa semplice, ma molto efficace che si chiama umiltà e forse questa sarebbe la prima cosa da esigere dal nazionale, ma anche e soprattutto da noi stessi.
infine, mi sento di lasciarti un ultimo piccolo spunto: forse sarebbe utile lasciare più spazio ai giovani e favorire un sano ricambio generazionale.
forse solo così potremo davvero essere incisivi su tematiche che sono la piaga dei nostri tempi come la precarietà. chi meglio di chi se la vive sulla pelle, può comprendere cosa sia davvero.
questo vorrebbe dire dare nuova linfa al partito e forse porterebbe a superare vecchie logiche da vecchia e ammuffita cultura politica.
una battuta: capisco che con i tempi che corrono, il problema della precarietà interessa tutti, date le poltrone e i posti che vacillano, ma credo che un pò di gente e aria nuova non farebbe male ad un partito che ha sempre meno militanti.
ti do la mia solidarietà umana, oltre che politica.
sara
un’ultima battutai: ma non capisco una cosa: da cosa si è dimesso Bertinotti? il segretario non è giordano?
15 Aprile, 2008 a 20:02
La domanda di Sara è una gran bella domanda, chiede infatti:
se è vero che avete avuto un gruppo dirigente così devastante, perchè arrivare fino all’autodistruzione prima di ribellarsi giustamente?
Ed è quello che non torna neppure a me, perchè arrivare a tutto questo senza nemmeno provare a rompere il partito sulla questione del governo prima che si arrivasse al disastro?
Perchè oggi anche dai dirigenti più profondamente compromessi con l’esperienza del governo e la malagestione di tutto il partito iniziano a levarsi delle critiche?
Perchè questi dirigenti ora tanto critici non hanno proferito parola prima d’oggi e non hanno fatto letteralmente nulla per contrastare la deriva governista e le malversazioni diffuse a livello centrale?
Hanno ingoiato la Conferenza di organizzazione, hanno ingoiato le candidature del 2006 e quelle del 2008, hanno ingoiato che Giordano facesse il segretario e che tutta la segreteria fosse in realtà uno strumento inanimato nelle mani del tesoriere nazionale che ne pagava gli stipendi trattandoli come operatori precari di un call center?
Perchè hanno ingoiato che si rompesse con i movimenti, con D’Erme ed Action a Roma, con il pacifismo, con le lotte territoriali, con l’inchiesta, con i precari, con le nuove generazioni e con tutto quanto è stato parte integrante del nostro essere militanti politici e sociali?
Io credo che occorra rispondere a queste domande in modo urgente, perchè deve esistere un perchè, ed esiste, di tutto quanto è occorso.
Poi a Sara vorrei anche dire che alcune voci si sono levate ma diversamente da quello che si può pensare il tasso di violenza messo in atto dal gruppo dirigente, non violento, del PRC è stato elevatissimo. Espulsioni, mobbing, marginalizzazioni, minacce, diffamazioni e tutto l’armamentario più becero e vetusto partorito dal ‘900 è stato messo in atto pur di silenziare ogni forma ed individualità critica.
Davvero tutto, credimi e io sono convinto che occorra parlarne e molto, non per dietrologia o costume ma perchè non deve più accadere.
Cara Sara raccolgo le tue sollecitazioni e proprio a Bologna potremmo cercare di mettere in pratica un modo diverso di lavorare e iniziare a ricostruire. Io spero con Ramon ma sono certo che se faremo qualche cosa di buono sarà solo rompendo in modo netto ogni forma di sudditanza nei confronti dei piccoli, violenti, potentati che impediscono ogni forma di organizzazione e lavoro collettivo.
La marea nera che governa il paese ora ha mano libera, certamente avrà come primo obbiettivo la contrattazione nazionale e la FIOM e non si fermeranno. Ancora una volta pare che proprio i comunisti possano fare qualche cosa, organizzarsi, costruire, opporsi. Vedremo e speriamo di vederci presto. Alessandro Gulinati - Circolo del Lavoro precario Pierre Bourdieu - Bologna
15 Aprile, 2008 a 20:33
Se pensate che la colpa sia solo dei dirigenti nazionali mi dispiace ma avete capito ben poco.Sicuramente loro hanno piu’responsabilita’di tutti ma anche nei territori e nei dirigenti locali che qualcosa non ha funzionato.Dobbiamo rinnovarci negli uomini e nei programmi……………..(voglio dire un ultima cosa:a mio avviso Bertinotti e’stato un grande leader del PRC fino a 2-3 anni fa.Ha avuto tante intuizioni positive:i movimenti,la sinistra europea,rompere con Prodi nel suo primo governo poi purtroppo qualcosa si e’rotto e stavolta ci ha messo la faccia nel bene nel passato e nel male in questi 2-3 anni)LA LOTTA CONTINUA!!!!!!!!!!
15 Aprile, 2008 a 21:38
Io credo che la disfatta sia dovuta principalmente ai risultati ottenuti da questi due anni di appoggio incondizionato a Prodi.
Dal fuori del Palazzo era insopportabile e ha fatto perdere fiducia e carisma a Bertinotti quella sua presidenza di Camera che di fatto gli ha tolto il “pungiglione”.
In tanti hanno pensato (con o senza ragione?) che il suo scopo fosse stato raggiunto, che lo “zuccherino” avesse saziato.
Il presentarlo candidato premier, poi, ha fatto il resto (era per niente digeribile ai Comunisti Italiani e poco ai Verdi).
Il programma elettorale poteva essere condivisibile ma si è perso quel poco tempo televisivo a dire che si era vittime di un duopolio televisivo.
Però la crisi non è cominciata dalla campagna elettorale: da tempo qualche volta mi è capitato di passare dal circolo della mia città (Viareggio) e ho visto solo le solite poche facce conosciute.
Pochissimi giovani (quelli che portano l’entusiasmo).
Qualche donna, con la loro fissazione di un femminismo ormai fuori dai tempi e diciamolo chiaramente anche “auto-ghettizzante”.
Sarà dura ricostruire qualcosa che sia credibile a questo punto, ma ci si può provare, a patto che si lasci da parte il “sospetto” verso chi si avvicina ai circoli e a chi propone qualcosa di nuovo.
Che ci si avvicini di più ai cittadini, non solo i più derelitti, ma anche quelli del ceto medio che oggi la passano brutta anche loro.
Sarà dura anche perché, bruciato definitivamente il carisma di Fausto Bertinotti, non vedo al momento nessuno che possa sostituirlo degnamente come immagine-partito (Giordano, schiettamente parlandoci, era e resta improponibile, dà l’idea di un tipo “costruito a tavolino” che scimmiotta goffamente la mimica di Bertinotti).
La gente chiede una società più giusta. Cerchiamo di ascoltarla e di proporle meno discorsi teorici, meno analisi, sintesi e cazzeggi vari, ma più fatti, parole chiare e comprensibili.
Ricominciamo da un partito più giusto e stimolante!
15 Aprile, 2008 a 21:46
Credo che un’analisi del voto richieda maggiore attenzione e un’accurato studio delle motivazioni del voto degli elettori. Oggi a prevalere è lo sconforto e la ricerca delle responsabilità. Credo che fra tutte le dichiarazioni fatte, quelle meno condivisibili siano quelle del PDCI. La riduzione dell’insuccesso elettorale ad una questione di simboli e di identità è un errore colossale.
La cosa strana che oggi noto è avere lavorato in campagna elettorale come sotto l’effetto di droghe…la speranza di prendere l’8% nelle regioni rosse e una discreta tenuta nel resto del paese, sembravano essere le informazioni degli ultimi sondaggi. Un dato mi ha preoccupato, Lunedì mattina, il sondaggio tra i lavoratori del manifesto. L’astensionismo era intorno al 20%, e c’era anche chi avrebbe votato per il PD.
Anch’io ho incontrato tra la nostra gente, compagni che non avevano intenzione di votarci e compagni che hanno praticato il voto utile. Ritengo che queste posizioni si sarebbero mantenute se ci fossimo schierati da soli. Cosa avrebbero preso PRC,PDCI,VERDI e SD separati?
La forza del simbolo ha per caso fatto decollare PCL e SC?
Credo che bisogna cercare le spiegazioni a questo disastro guardando dentro i nostri comportamenti e quelli dei nostri compagni di viaggio, ma anche fuori dalle nostre sezioni. Parlare con chi prima votava per noi e oggi vota PD, con chi votava per noi e oggi in Sicilia vota MPA.
Dal mio punto di vista credo che l’unica via sia quella di un forte progetto comune che veda insieme comunisti,ambientalisti e socialisti.
Abbiamo 5 anni per radicarci. Quello che serve adesso è radicarci nei territori, entrare nei luoghi di lavoro, espanderci all’interno dei sindacati, essere presenti nelle scuole, dare risposte ai bisogni della gente che nè il PDL nè il PD potranno dare.
Discutiamo, scontriamoci, ma pensiamo al nostro popolo e non agli interessi di bottega.
Ricominciamo dal basso e a sinistra, partendo dalla società passando per le amministrazioni comunali e poi via via sempre più su.
Hasta siempre.
15 Aprile, 2008 a 22:07
Caro Ramon,
la tua dichiarazione alla stampa è una puntuale e pertinente sciabolata al mondo di cartapesta che ancora purtroppo distrae perfino chi scrive nel tuo blog. Come te, “Cassandra” non da oggi, Marco Revelli oggi su liberazione, stigmatizza la gigantesca cecità della dirigenza di Rifondazione, ci ricorda che Veltroni già da tempo aveva l’obiettivo di far fuori la sinistra politica (il fastidio verso le altre forze politiche e verso il parlamento mi ricorda Mussolini Benito), e che gli elettori hanno riempito un calco forgiato dai media.
Mi pare che le sorti della nostra democrazia sono veramente appese ad un filo. Togliamoci gli occhiali rossi: il Veltronismo non è meno pericoloso del Berlusconismo. Alcuni compagni mi dicevano che la Costituzione Italiana ha preferito la malattia (berlusconi) ignorando il medico macellaio (Veltroni) evitando pure di morire fra le braccia dell’infermiere (Bertinotti).
I dirigenti, e chi non si è opposto con tutte le forze per fermargli, oggi devono lasciare, da Bertinotti in giù, anche nostri funzionari locali ed intermedi, si devono vuotare veramente le stanze. (di molti di loro va valorizata la grande cultura, va riconosciuto, come dice Franco, l’esempio e la testimonianza nonostante gli errori, e andrebbe accettata la collaborazione, però con il grembiule, da ultimi).
Nella Federazione di Cagliari una piccola primavera è stata soffocata, la Segretaria e tre componenti della segreteria si sono dimessi con una lettera che illustra molto bene una situazione inostenibile e diffusa.
Paradossalmente la disfatta di oggi ci dice che quei fiori calpestati possono rivivere.
Tu dici RIFONDAZIONE, RIFONDAZIONE e oggi dal nostro sparuto circolo alcuni compagni mi dicono, dopo una nottata da incubo, senza rabbia e con lucidità: RIFONDAZIONE RIFONDAZIONE……..
Se posso sognare e immaginare …………. mi piacerebbe che da subito tanti di noi spontaneamente, in tutti i comuni e in tutte le contrade, dappertutto ci si riunisse in assemblee per discutere e capire, scelgliere i rappresentanti per bravura, per competenza, per volontà di fare….senza burocratismi…………perchè comunque il nostro popolo è maturo…… ripensare il tesseramento, ripensare la rappresentaza, vivere il congresso con le persone in carne ed ossa………….
…………. (noi ci abbiamo provato e qualche piccolo sucesso embrionale l’abbiamo conseguito)
Ciao celeste
Monastir
15 Aprile, 2008 a 22:10
Il dramma che ha colpito la Sinistra italiana, ed il suo maggiore partito,ed il conseguente travaglio interno, merita profondo rispetto. La freddezza dei numeri è molto più chiara di tante analisi, che pure sono fondamentali e doverose. Noi crediamo che il non raggiungimento del quorum e la conseguente mancanza di parlamentari sia una cosa grave, molto grave.
Il risultato elettorale ha palesato i limiti della SA, ma per noi è evidente che il fattore principale per la sconfitta della Sinistra è stata la partecipazione ad un governo evidentemente anti-popolare. Con l’aggravente che ( specialmente il Prc ) si è stati troppo schiacciati su politiche del governo. E ovviamente, il non soddisfacimento nemmeno parziale delle aspettative del nostro popolo ha portato a questo disastro. L’astensione ( secondo noi, tanti si sono già pentiti ) è uno dei risultati di questo malessere.
Quello che la Sinistra tutta deve fare, è capire perchè ad esempio, il voto operaio e popolare va alla Lega, all’IdV di Di Pietro. Partiti questi, che della questione della sicurezza hanno fatto una bandiera, segno evidente che le parole d’ordine della Sinistra riguardo l’immigrazione, il disagio sociale ed il senso di insicurezza diffusa, sono deboli e poco capite. Anche da qui bisogna ripartire.
Ora è giusto che i partiti della Sinistra discutano, democraticamente, sul proprio futuro e sulle strategie da adottare. E’ chiaro che la SA ha avuto una pesantissima battuta d’arresto, quasi mortale.
Speriamo soltanto, per il bene di noi tutti, che l’anno che ci separa dalle prossime elezioni europee ed amministrative serva a ricostruire la Sinistra e non solo a “regolamenti di conti ” interni o solo a piantare bandierine. Si può ritornare allo stato precedente, ad una unificazione dei due partiti comunisti, ad una federazione tra chi ci sta, ad un allargamento ai socialisti o dall’altra parte al Pcl e Sinistra critica. Le strade possibili sono tante, e crediamo che nessuno abbia la ricetta giusta in tasca. Noi crediamo che il Prc, nel bene o nel male, rimane la base principale per ricostruire la Sinistra. Ma che per essere rappresentativa delle tante culture e delle tante esigenze, deve trovare il modo di re-inventarsi, rinnovarsi e soprattutto, deve capire le nuove esigenze, le nuove insicurezze dei ceti popolari e trovare le forme per rimettersi in connessione.
http://www.sinistrasocialista.org
15 Aprile, 2008 a 23:02
Caro Ramon,
come sai non amo scrivere troppo,non per pigrizia ma per evitare ridondanze.Ti ringrazio per la considerazione che dimostri di dare alle mie scarne note.Ho l’abitudine di leggere tutti i commenti del blog e mi permetto alcune considerazioni di integrazione al nostro scambio.Ritengo che la tua precisazione sul pensiero di Marx sia oltremodo corretta e la condivido.Penso però che sia indispensabile declinarla quantomeno alla luce dello sviluppo della tecnologia,aspetto fondamentale del processo di controllo della produzione moderna. E’indubitabile che lo scenario internazionale si stia evolvendo secondo i modelli che Marx aveva previsto . Ancora oggi gli economisti si guardano bene dal ricordare il concetto di plusvalore.Ma quale economista oggi può negare il valore di questo caposaldo? Oggi il plusvalore avviene anche e solo sulle idee non solo sulla
forza lavoro,come un tempo.Giacchè tutti gli uomini hanno idee e il mercato dei pensieri è fortemente opzionato da chi vuole e può finanziarli
la prima proposta di riscatto è sulla tutela per legge delle idee in circolazione.Le firme si raccolgono anche senza parlamentari.
E’ solo uno spunto per individuare sentieri nuovi per manifestare il proprio
diritto alla vita.Non credo che declamare l’appartenenza comunista possa
essere utile e non credo che chi la difende sia un nostalgico,so bene che non lo sei.Però bisogna usare l’astuzia e ogni tanto nelle trincee si possono
mettere le scimmie e le vacche ( chu te) se questo serve ad impressionare
il soverchiante numero del nemico. Troppo è il divario massmediologico
per poter sostenere una battaglia di marchio( cerca di intendere).
Nei commenti mi sembra di scorgere una visione circoscritta del problema
politico che ha dato origine alla disfatta.Se bisogna partire da quello che c’è ( tautologia politica) forse è bene aumentare la qualità della critica,non
penso che sia molto utile andare indietro nella lettura di atteggiamenti
sbagliati ( mi riferisco al metodo perchè nel merito non so spesso di cosa si parli) ma proporre cose semplici e di qualità subito.In questo l’uso della
tecnologia come il tuo blog può essere molto utile. Hai già troppo da leggere e quindi mi fermo qui . Un caro saluto,buon lavoro. Se posso fare
qualcosa sono qua dimmelo.
viva la vita!
15 Aprile, 2008 a 23:43
Che abbiamo perso in maniera sorprendentemente rovinosa, è indubitabile; fa rabbia (e anche male, male fisico intendo, vi assicuro…). Certo, un risultato meccanicamente pari alla somma dei quattro soci della SA, non era onestamente preventivabile, però almeno un argine sul 5/6% alla Camera e (forse…
il superamento dell’8% in qualche Regione al Senato, me lo aspettavo. Tuttavia, seguendo un pò le trasmissioni di stasera (speciale su La7 e Ballarò), il progressivo manifestarsi dei primi risultati alle amministrative mi pone più di un interrogativo circa il bilancio elettorale della SA. Mi spiego meglio: possono esserci stati errori nella conduzione della campagna elettorale, i modi ed i tempi della “costruzione” sono stati probabilmente inadeguati (ma forse dettati dalla contingenza elettorale…), però… sono andato sul sito del Ministero dell’Interno e ho raffrontato i dati nelle Province in cui si è votato anche per i Consigli Provinciali e ho riscontrato per la SA quanto segue: ASTI Politiche 2,70% Provinciali 4,76%; VARESE Pol. 2,50% Prov. 4,10%; MASSA-CARRARA Pol. 6,11% Prov. 8,67%; ROMA Pol. 3,54% Prov. 5,80%; FOGGIA Pol. 2,62% Prov. 5,36%; VIBO VALENTIA Pol. 3,42 Prov. 6,63%; CATANZARO Pol. 3,37 Prov. 3,38; BENEVENTO Pol. 2,16% Prov. 2,94%. Quindi, sia pure con dati sempre “bassini”, sembrerebbe che alle Provinciali gli esiti siano migliori (a parte CZ e BN dove il dato è sostanzialmente identico) e che alle Politiche il fattore “Voto utile” abbia realmente drenato voti in maniera consistente dalla SA verso il PD. A riprova del fatto che tra gli obiettivi (ovviamente non dichiarato) di Uòlter, sapendo in partenza che avrebbe perso, c’era anche e soprattutto quello di mettere fuori gioco la Sinistra. Purtroppo, è anche l’unico obiettivo centrato dal PD. Ho sottolineato questi aspetti per darvi un ulteriore spunto di riflessione: io, per ora, mi tengo un gran mal di stomaco e non so immaginare come riuscirò a riprendermi. Ciao.
16 Aprile, 2008 a 0:37
ma vi sei mai chiesti se il problema non è questa person o quest’altra persona; l’unita con gli altri partiti o non la non unita ma il semplice fatto che una sinistra che non prende voti nelle borgate è da rifondare dopo aver bruciato tutto.
vi siete mai chiesti se a qualcuno oltre le mura del partito interessino dibbatt