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	<title>Commenti a: La crisi e la sinistra, la crisi della sinistra.</title>
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	<description>blog personale</description>
	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 18:55:35 +0000</pubDate>
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		<title>Di: ramon mantovani</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-196</link>
		<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 13:18:25 +0000</pubDate>
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		<description>ops, scusatemi ma mi era sfuggita la comparsa di questi ultimi commenti.
mariano: mi pare che siamo d'accordo su molte cose. quanto alle domande finali è certo che noi abbiamo sempre avuto una posizione proporzionalista pura. siamo stati anche disponibili al modello tedesco NONOSTANTE lo sbarramento perchè avrebbe superato il modello maggioritario e sventato le tentazioni presidenzialiste. rimango, però, dell'opinione, come si vede nell'articolo successivo a questo, che fra il sistema attuale e un salto nel buio sia meglio questo. comunque vedremo. il conflitto sociale di classe di movimento c'è e ci sarà sempre indipendentemente da qualsiasi sistema elettorale. ci può essere un sistema politico elettorale che permette alle ragioni del conflitto di essere difese e rappresentate nelle istituzioni ma non c'è una legge elettorale che può promuovere il conflitto. perciò penso che l'attività di una forza comunista o di sinistra debba essere nel sociale e non elettoralista.

moltitudini: hai ben ragione. annunciare un voto contrario sull'afghanistan ora suona abbastanza come una presa in giro. purtroppo sulla questione delle missioni militari si sono spese da ogni parte tonnellate di retorica. un giorno di questi scriverò un pezzo per raccontare cosa è successo e dire le mie opinioni.

giovanni: certo hai perfettamente ragione nel dire che anche le discussioni in un partito non sono utili se non sono fatte pensando all'esterno.
non condivido quel che dici sulla globalizzazione. capisco che tu dica che è ineluttabile, sembra proprio così. ma non è vero. per esempio, dalla comparsa del movimento mondiale contro la globalizzazione al wto non sono riusciti più ad andare avanti con il processo di privatizzazione dei settori non inclusi nel mercato privato come acqua sistemi formativi e sanità. il mondo si può cambiare, non basta vigilare affinché non peggiori. ed è anche questa la strada per prendere e far prendere coscienza.
almeno credo.

grazie

ramon</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ops, scusatemi ma mi era sfuggita la comparsa di questi ultimi commenti.<br />
mariano: mi pare che siamo d&#8217;accordo su molte cose. quanto alle domande finali è certo che noi abbiamo sempre avuto una posizione proporzionalista pura. siamo stati anche disponibili al modello tedesco NONOSTANTE lo sbarramento perchè avrebbe superato il modello maggioritario e sventato le tentazioni presidenzialiste. rimango, però, dell&#8217;opinione, come si vede nell&#8217;articolo successivo a questo, che fra il sistema attuale e un salto nel buio sia meglio questo. comunque vedremo. il conflitto sociale di classe di movimento c&#8217;è e ci sarà sempre indipendentemente da qualsiasi sistema elettorale. ci può essere un sistema politico elettorale che permette alle ragioni del conflitto di essere difese e rappresentate nelle istituzioni ma non c&#8217;è una legge elettorale che può promuovere il conflitto. perciò penso che l&#8217;attività di una forza comunista o di sinistra debba essere nel sociale e non elettoralista.</p>
<p>moltitudini: hai ben ragione. annunciare un voto contrario sull&#8217;afghanistan ora suona abbastanza come una presa in giro. purtroppo sulla questione delle missioni militari si sono spese da ogni parte tonnellate di retorica. un giorno di questi scriverò un pezzo per raccontare cosa è successo e dire le mie opinioni.</p>
<p>giovanni: certo hai perfettamente ragione nel dire che anche le discussioni in un partito non sono utili se non sono fatte pensando all&#8217;esterno.<br />
non condivido quel che dici sulla globalizzazione. capisco che tu dica che è ineluttabile, sembra proprio così. ma non è vero. per esempio, dalla comparsa del movimento mondiale contro la globalizzazione al wto non sono riusciti più ad andare avanti con il processo di privatizzazione dei settori non inclusi nel mercato privato come acqua sistemi formativi e sanità. il mondo si può cambiare, non basta vigilare affinché non peggiori. ed è anche questa la strada per prendere e far prendere coscienza.<br />
almeno credo.</p>
<p>grazie</p>
<p>ramon</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-191</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 23:49:57 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Ramon,

  è per me di tutta evidenza che la partecipazione al governo Prodi sia stato
  un grande errore politico . Non sono nelle condizioni di dare lezioni a nessuno e personalmente mi sento un'eremita politico. Ho molto rispetto
per tutte quelle persone che con passione ( quella tre volte inchiodata nel legno) vivono la loro coscienza di transizione e la loro "militanza" umana.
Ciò detto mi è difficile contribuire nello stretto percorso della revisione interna
di un partito in cui non milito,penso comunque che difficilmente le difficoltà   
di un'organizzazione politica possono essere risolte al proprio interno nelle 
attuali condizioni. Penso soprattutto ai grandi temi quali la globalizzazione
e ti chiedo se forse non sia il caso di operare una rivoluzione copernicana
che consiste nella banale accettazione di un fenomeno ormai ineluttabile 
e che richiede di essere vigilato nel rispetto dell'umanità  e dell'uomo.
Per non essere frainteso preciso che continuare a dichiarare la propria contrarietà alla globalizzazione non aiuta ad intercettare le risorse vive 
che potrebbero,chissà quando, mutare il significato di questa tendenza.
E non aiuta ad essere compresi da coloro i quali potrebbero contribuire 
a giuste battaglie contro questo forsennato e scellerato liberismo.
Ho voluto fare solo un'esempio per ribadire che una coerente logica delle cose pone in modo evidente il tema del ruolo che ci si vuole prefiggere-
Se si vuole essere critici anteponendo ai vantaggi di potere quelli di una missione politica ( messianica) coerente e corretta non si può pensare di  
poter concorrere alla formazione di un governo in questo paese.
Se invece si vuole operare politicamente per aumentare il livello di coscienza di settori della popolazione quanto più estesi e rappresentatativi
vanno ridefinite le logiche e le modalità di proposta e di lotta.
Non credo che governare oggi sia sinonimo di " soluzione". Anzi credo che
una partecipazione più consapevole allo sviluppo della cosienza pubblica e
del pubblico sia oggi assai più qualificante. Ciò detto spero che le fatiche 
di tutti possano essere valorizzate. Ti auguro buon lavoro e ti abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ramon,</p>
<p>  è per me di tutta evidenza che la partecipazione al governo Prodi sia stato<br />
  un grande errore politico . Non sono nelle condizioni di dare lezioni a nessuno e personalmente mi sento un&#8217;eremita politico. Ho molto rispetto<br />
per tutte quelle persone che con passione ( quella tre volte inchiodata nel legno) vivono la loro coscienza di transizione e la loro &#8220;militanza&#8221; umana.<br />
Ciò detto mi è difficile contribuire nello stretto percorso della revisione interna<br />
di un partito in cui non milito,penso comunque che difficilmente le difficoltà<br />
di un&#8217;organizzazione politica possono essere risolte al proprio interno nelle<br />
attuali condizioni. Penso soprattutto ai grandi temi quali la globalizzazione<br />
e ti chiedo se forse non sia il caso di operare una rivoluzione copernicana<br />
che consiste nella banale accettazione di un fenomeno ormai ineluttabile<br />
e che richiede di essere vigilato nel rispetto dell&#8217;umanità  e dell&#8217;uomo.<br />
Per non essere frainteso preciso che continuare a dichiarare la propria contrarietà alla globalizzazione non aiuta ad intercettare le risorse vive<br />
che potrebbero,chissà quando, mutare il significato di questa tendenza.<br />
E non aiuta ad essere compresi da coloro i quali potrebbero contribuire<br />
a giuste battaglie contro questo forsennato e scellerato liberismo.<br />
Ho voluto fare solo un&#8217;esempio per ribadire che una coerente logica delle cose pone in modo evidente il tema del ruolo che ci si vuole prefiggere-<br />
Se si vuole essere critici anteponendo ai vantaggi di potere quelli di una missione politica ( messianica) coerente e corretta non si può pensare di<br />
poter concorrere alla formazione di un governo in questo paese.<br />
Se invece si vuole operare politicamente per aumentare il livello di coscienza di settori della popolazione quanto più estesi e rappresentatativi<br />
vanno ridefinite le logiche e le modalità di proposta e di lotta.<br />
Non credo che governare oggi sia sinonimo di &#8221; soluzione&#8221;. Anzi credo che<br />
una partecipazione più consapevole allo sviluppo della cosienza pubblica e<br />
del pubblico sia oggi assai più qualificante. Ciò detto spero che le fatiche<br />
di tutti possano essere valorizzate. Ti auguro buon lavoro e ti abbraccio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: moltitudini</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-170</link>
		<dc:creator>moltitudini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 21:58:02 +0000</pubDate>
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		<description>bè..sulle missioni allora attendo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bè..sulle missioni allora attendo!</p>
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	<item>
		<title>Di: mariano (catania)</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-153</link>
		<dc:creator>mariano (catania)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 21:22:03 +0000</pubDate>
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		<description>caro Ramon,
sono un compagno di base che da molti anni milita nel prc a catania, non so se ti ricordi, ma ci siamo conosciuti quando sei sceso per l'iniziativa sul Chiapas.
ho seguito la crisi, e penso che oltre alla caduta del governo, si stia per chiudere inevitabilmente una fase politica di quindici anni. il bilancio sarà senz'altro molto complesso ma non vedo molti elementi positivi. questi due anni di governo sono stati deludenti, per la base come per i riferimenti sociali che abbiamo coinvolto nella nostra scommessa, a questo si aggiunge l'esaurirsi,anche a causa della nostra assenza, dell'autorganizzazione sindacale, studentesca, sociale, della voglia di partecipazione rilanciata dalla spinta propulsiva di genova, l'incapacità del partito di agire organicamente nella microvertenzialità diffusa nel territorio con forti caratteristiche di partecipazione di massa, e più genericamente un abbandono del conflitto sociale nelle sue varie forme. resta poco, il processo della sinistra unita che nella fase iniziale avevo criticato per l'assenza di unità d'azione (fondamentale secondo me per avviare un percorso politico e non elettorale) si arena per la convenienza di nostri patners a gestirsi spazi amministrativi locali, piccole deputazioni, ed altro ancora di cui è fastidioso anche parlare, tutto questo in un quadro di subaltenità al PD evidentemente nella loro ottica elemento garante della loro sopravvivenza in un quadro bipolare che garantisce alternanza causando l'ennesima delusione alle aspettative del popolo della sinistra che il 20 ottobre ha dato... o per meglio dire abbiamo dato un ottima risposta all'esigenza di un unità che partiva dalla base. tutto questo mentre il disagio sociale emerge in forme antipolitiche ed è utilizzato dalla reazione in operazioni mediatiche che causano solo guerre tra poveri.
la crisi della sinistra e di ogni ipotesi di cambiamento è evidente. potremmo aggiungere a questo quadro sintetico molti altri elementi negativi ma la domanda che volevo porti è: come uscire dalla crisi e rilanciare un percorso di cambiamento e riscossa sociale???
personalmente penso che la questione della legge elettorale sia centrale ma non ho trovato la posizione tua nel sito rispetto al percorso che sta proponendo il partito in questa fase. io credo che il proporzionale sbarrato al 5% sia l'unico modo per ricostruire una terza polarità nel panorama politico e da li ripartire per un percorso a lungo termine di ricostruzione della sinistra. non mi stupisce la contrarietà dei nostri "alleati" della sinitra arcobaleno ne la preferenza di veltroni per il modello francese. quindi, siamo veramente nelle mani di Casini? sarà lui il salvatore dei rivoluzionari? e il dopo come sarà? tornerà il conflitto sociale, di classe, chiamatelo come volete?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Ramon,<br />
sono un compagno di base che da molti anni milita nel prc a catania, non so se ti ricordi, ma ci siamo conosciuti quando sei sceso per l&#8217;iniziativa sul Chiapas.<br />
ho seguito la crisi, e penso che oltre alla caduta del governo, si stia per chiudere inevitabilmente una fase politica di quindici anni. il bilancio sarà senz&#8217;altro molto complesso ma non vedo molti elementi positivi. questi due anni di governo sono stati deludenti, per la base come per i riferimenti sociali che abbiamo coinvolto nella nostra scommessa, a questo si aggiunge l&#8217;esaurirsi,anche a causa della nostra assenza, dell&#8217;autorganizzazione sindacale, studentesca, sociale, della voglia di partecipazione rilanciata dalla spinta propulsiva di genova, l&#8217;incapacità del partito di agire organicamente nella microvertenzialità diffusa nel territorio con forti caratteristiche di partecipazione di massa, e più genericamente un abbandono del conflitto sociale nelle sue varie forme. resta poco, il processo della sinistra unita che nella fase iniziale avevo criticato per l&#8217;assenza di unità d&#8217;azione (fondamentale secondo me per avviare un percorso politico e non elettorale) si arena per la convenienza di nostri patners a gestirsi spazi amministrativi locali, piccole deputazioni, ed altro ancora di cui è fastidioso anche parlare, tutto questo in un quadro di subaltenità al PD evidentemente nella loro ottica elemento garante della loro sopravvivenza in un quadro bipolare che garantisce alternanza causando l&#8217;ennesima delusione alle aspettative del popolo della sinistra che il 20 ottobre ha dato&#8230; o per meglio dire abbiamo dato un ottima risposta all&#8217;esigenza di un unità che partiva dalla base. tutto questo mentre il disagio sociale emerge in forme antipolitiche ed è utilizzato dalla reazione in operazioni mediatiche che causano solo guerre tra poveri.<br />
la crisi della sinistra e di ogni ipotesi di cambiamento è evidente. potremmo aggiungere a questo quadro sintetico molti altri elementi negativi ma la domanda che volevo porti è: come uscire dalla crisi e rilanciare un percorso di cambiamento e riscossa sociale???<br />
personalmente penso che la questione della legge elettorale sia centrale ma non ho trovato la posizione tua nel sito rispetto al percorso che sta proponendo il partito in questa fase. io credo che il proporzionale sbarrato al 5% sia l&#8217;unico modo per ricostruire una terza polarità nel panorama politico e da li ripartire per un percorso a lungo termine di ricostruzione della sinistra. non mi stupisce la contrarietà dei nostri &#8220;alleati&#8221; della sinitra arcobaleno ne la preferenza di veltroni per il modello francese. quindi, siamo veramente nelle mani di Casini? sarà lui il salvatore dei rivoluzionari? e il dopo come sarà? tornerà il conflitto sociale, di classe, chiamatelo come volete?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ramon mantovani</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-152</link>
		<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 17:45:29 +0000</pubDate>
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		<description>caro marco, ancora una volta d'accordo. la tua speranza è anche la mia. ma la direzione di oggi è stata molto deludente. domani, forse, cercherò di spiegarmi meglio.
un abbraccio
ramon</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro marco, ancora una volta d&#8217;accordo. la tua speranza è anche la mia. ma la direzione di oggi è stata molto deludente. domani, forse, cercherò di spiegarmi meglio.<br />
un abbraccio<br />
ramon</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ramon mantovani</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-151</link>
		<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 17:41:15 +0000</pubDate>
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		<description>caro moltitudini, credo di essere d'accordo con entrambi i tuoi commenti, anche se sulle missioni militari avrei molto da dire. prima o poi lo farò cercando di essere rigoroso ed esaustivo.
salut
ramon</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro moltitudini, credo di essere d&#8217;accordo con entrambi i tuoi commenti, anche se sulle missioni militari avrei molto da dire. prima o poi lo farò cercando di essere rigoroso ed esaustivo.<br />
salut<br />
ramon</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ramon mantovani</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-150</link>
		<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 17:36:45 +0000</pubDate>
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		<description>caro alessandro, mi fa davvero piacere leggerti e verificare che insieme a opinioni diverse ci sia una sostanziale condivisione. se sono d'accordo con te che la caduta del governo mette fine a equivoci insisto nel dire che non risolve certo la sconfitta sociale. anzi, per certi versi la può anche aggravare. sebbene, poi, io sia convinto come te che la fatale attrazione del potere si sia ben vista per gli effetti che ha prodotto su molti compagni tanto a livello nazionale come a livello locale in tante giunte, credo che non basti a spiegare un così rapido mutamento culturale. c'è anche dell'altro. per esempio un possente ritorno di chiavi di lettura e, conseguentemente, di proposte nettamente politiciste. per altro, nella deriva politicista è anche iscritta la vocazione stalinista che purtroppo ben si vede in troppe occasioni. ma forse questo tema merita un serio approfondimento.
quanto alle tue domande ti rimando alla cosa che scriverò appena avrò un po di tempo (forse domani, ma non so perché vado all'assemblea sul processo di cosenza a reggio calabria).
le incitazioni finali del tuo pezzo, però, cercherò di onorarle con tutte le mie forze.
un abbraccio
ramon</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro alessandro, mi fa davvero piacere leggerti e verificare che insieme a opinioni diverse ci sia una sostanziale condivisione. se sono d&#8217;accordo con te che la caduta del governo mette fine a equivoci insisto nel dire che non risolve certo la sconfitta sociale. anzi, per certi versi la può anche aggravare. sebbene, poi, io sia convinto come te che la fatale attrazione del potere si sia ben vista per gli effetti che ha prodotto su molti compagni tanto a livello nazionale come a livello locale in tante giunte, credo che non basti a spiegare un così rapido mutamento culturale. c&#8217;è anche dell&#8217;altro. per esempio un possente ritorno di chiavi di lettura e, conseguentemente, di proposte nettamente politiciste. per altro, nella deriva politicista è anche iscritta la vocazione stalinista che purtroppo ben si vede in troppe occasioni. ma forse questo tema merita un serio approfondimento.<br />
quanto alle tue domande ti rimando alla cosa che scriverò appena avrò un po di tempo (forse domani, ma non so perché vado all&#8217;assemblea sul processo di cosenza a reggio calabria).<br />
le incitazioni finali del tuo pezzo, però, cercherò di onorarle con tutte le mie forze.<br />
un abbraccio<br />
ramon</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ramon mantovani</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-149</link>
		<dc:creator>ramon mantovani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 17:18:53 +0000</pubDate>
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		<description>caro raffaele, grazie per il commento. come vedi, però, non uso termini sbrigativi per definire altri compagni. non solo per una questione di buona educazione. soprattutto perché credo nelle ragioni di una battaglia politica che potrebbe essere oscurata ed anche danneggiata e snaturata se scadesse in  rissa. ovviamente queste parole non sono una censura nei tuoi confronti. sei liberissimo qui di usare i termini che preferisci e che comunque non mi scandalizzano ne sorprendono. certo un gruppo dirigente deve sempre rispondere delle scelte che ha fatto. spero, anzi mi batto affinché il congresso possa davvero controvertere l'andazzo di questi due ultimi anni. 
un abbraccio
ramon</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro raffaele, grazie per il commento. come vedi, però, non uso termini sbrigativi per definire altri compagni. non solo per una questione di buona educazione. soprattutto perché credo nelle ragioni di una battaglia politica che potrebbe essere oscurata ed anche danneggiata e snaturata se scadesse in  rissa. ovviamente queste parole non sono una censura nei tuoi confronti. sei liberissimo qui di usare i termini che preferisci e che comunque non mi scandalizzano ne sorprendono. certo un gruppo dirigente deve sempre rispondere delle scelte che ha fatto. spero, anzi mi batto affinché il congresso possa davvero controvertere l&#8217;andazzo di questi due ultimi anni.<br />
un abbraccio<br />
ramon</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alessandro.gulinati@virgilio.it</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-148</link>
		<dc:creator>alessandro.gulinati@virgilio.it</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 10:20:48 +0000</pubDate>
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		<description>Care moltitudini,
in effetti qui nessuno festeggia e l'atarassia o la voglia di pensare ad altro domina. Però dopo un paio d'anni che sono scomparsi dal mondo molto presi come erano dal Palazzo, reincontrare i vari Giordano e Co. magari senza scorta armata, un sorriso lo fa balenare.

Piuttusto ciò che dovrebbe diventare un elemento di battaglia politica è il tema del processo democratico necessario sia dentro il partito che nella prospettiva di nuove elezioni. 

Il Congresso lo facciamo o no ? Le primarie partecipative e vincolanti le facciamo o no ? Da queste questioni dipende la possibilità di riattivare compagne e compagni. Altro non mi pare sia possibile. 

Ciao, Ale</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Care moltitudini,<br />
in effetti qui nessuno festeggia e l&#8217;atarassia o la voglia di pensare ad altro domina. Però dopo un paio d&#8217;anni che sono scomparsi dal mondo molto presi come erano dal Palazzo, reincontrare i vari Giordano e Co. magari senza scorta armata, un sorriso lo fa balenare.</p>
<p>Piuttusto ciò che dovrebbe diventare un elemento di battaglia politica è il tema del processo democratico necessario sia dentro il partito che nella prospettiva di nuove elezioni. </p>
<p>Il Congresso lo facciamo o no ? Le primarie partecipative e vincolanti le facciamo o no ? Da queste questioni dipende la possibilità di riattivare compagne e compagni. Altro non mi pare sia possibile. </p>
<p>Ciao, Ale</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: moltitudini</title>
		<link>http://ramonmantovani.wordpress.com/2008/01/24/la-crisi-e-la-sinistra-la-crisi-della-sinistra/#comment-147</link>
		<dc:creator>moltitudini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 10:16:20 +0000</pubDate>
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		<description>Leggo che il prc annuncia il No alle missioni.
A me pare davvero sintomatico del famoso distacco del palazzo dalla società: si vota NO ad una cosa alla quale si voterebbe Si se il governo non fosse caduto.
Tanto ci sarà il Si bipartizan.
Mah.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo che il prc annuncia il No alle missioni.<br />
A me pare davvero sintomatico del famoso distacco del palazzo dalla società: si vota NO ad una cosa alla quale si voterebbe Si se il governo non fosse caduto.<br />
Tanto ci sarà il Si bipartizan.<br />
Mah.</p>
]]></content:encoded>
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